ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA

 

 PUBBLICO MINISTERO

 Dr.  FELICE CASSON

 

 Pubblico Ministero: sara` una relazione introduttiva sintetica, per quanto lo consente un processo del genere, e nel corso della relazione introduttiva, al fine di illustrare e spiegare -in particolare soprattutto al  Tribunale- lo stato dei luoghi del  Teatro prima dell'incendio,verranno proiettate delle piantine ed anche delle raffigurazioni. Questo lo dico perche' mi ricordo nei primi momenti ci ho messo io stesso parecchio tempo per capire come era fatto il teatro, in quali parti si divideva e come si poteva passare da una parte all'altra del teatro, quindi questo per la maggiore comprensione da parte di tutti.

 

L'odierna vicenda processuale risale, come fatto storico, al 29 gennaio del 1996 quando, alle ore 20.59' del 29 gennaio 1996, una pattuglia della Volante della Polizia di Stato della Questura di Venezia, passando attorno al Teatro La Fenice di Venezia, vede del fumo uscire dal Teatro, vede una situazione, sente un odore piuttosto forte e dei crepitii di fuoco e decide di avvisare immediatamente il 113. Alle 20.59' di quel giorno gli agenti della Volante, attraverso il 113, entrano in contatto con i vigili del fuoco che vengono invitati ad intervenire immediatamente.

 

Dopo pochi minuti, 4 o 5 minuti, i primi vigili del fuoco, la prima pattuglia e` gia` sul posto, si rende conto ben presto che l'incendio, il fuoco ha gia` iniziato ad avere il suo corso e prosegue in maniera piuttosto veloce, chiedono pressantemente interventi di altre pattuglie e cominciano ad isolare la zona, circoscriverla ed a pensare a tutelare le persone che abitano attorno al Teatro La Fenice di Venezia. Nonostante gli interventi immediati della Polizia e dei vigili del fuoco, nonostante l'utilizzo di tutti i mezzi a disposizione delle forze dell'ordine, della sicurezza di Venezia, nel giro di qualche ora il teatro viene praticamente completamente distrutto.

 

Viene aperto un fascicolo processuale, viene sequestrato immediatamente l'intero corpo del teatro gia` quella stessa notte del 29 gennaio '96 e viene affidato un primo incarico a dei consulenti tecnici ai sensi dell'Art. 360 del Codice di Procedura Penale, in data 31 gennaio 1996, nel tentativo di individuare, quantomeno in via preliminare, quali potevano essere le possibili cause del rogo del teatro La Fenice di Venezia.

 

Viene concesso un termine fino alla fine di febbraio 1996, pero` in anticipo sui tempi previsti, i consulenti in allora nominati, segnalano al Pubblico Ministero una serie di situazioni, ovviamente ancora in via preliminare interlocutoria, che contribuiscono gia' a determinare e ad indicare delle possibili responsabilita`.

 

Ovviamente si tratta di un periodo di tempo troppo breve -15 giorni appena dall'incendio- per poter parlare di cause in maniera definitiva o comunque in maniera sufficientemente approfondita. Comunque viene depositata questa prima relazione da parte dei consulenti del Pubblico Ministero, e` una relazione datata 16 febbraio 1996 dove nelle conclusioni si parla in maniera specifica di innesco e di alcune possibili cause. In particolare, quello che emerge nella fase iniziale e` quella di un possibile innesco verso le ore 17.30' - 18.00' nel ridotto del loggione, quindi viene individuato come luogo di partenza dell'incendio il ridotto del loggione. E questo e` un dato che verra' confermato sempre, durante tutte le fasi dell'indagine preliminare, e anche successivamente, quando ci sono stati degli interventi su questo punto.

 

L'ora di innesco viene indicativamente indicata verso le 17.30' - 18.00', dice: in una zona in cui erano in corso lavori di ristrutturazione, parla di causa accidentale, ovvero di causa voluta con conseguenze superiori all'intenzione. Fa riferimento, inoltre, alla presenza di alcuni circuiti elettrici di illuminazione, di forza matrice, che erano attivati; segnala, quella consulenza tecnica, che era stato disattivato l'impianto di rilevazione incendio, segnala che era stato disattivato l'impianto di spegnimento fisso e dice che i cantieri che erano stati aperti all'interno del Teatro ricadevano, per quanto riguarda le norme di sicurezza e tutela dei lavoratori, all'interno del D.P.R. 547 del '55 e indica quali sono le norme che di per se' dovevano essere applicate e cosa doveva essere fatto.

 

Il contenuto essenziale di quella prima relazione e` che le cause vengono attribuite a eventuali responsabilita` di natura colposa, anche se nel testo della relazione si dice che non e` possibile, dice letteralmente: "non si puo` escludere la causa dolosa", ma e` una causa che rimane li' a margine e che non ottiene alcun approfondimento in quella prima fase dell'accertamento dell'indagine.

 

Di fronte a questa relazione sono state segnalate soprattutto responsabilita` a causa della situazione del cantiere piuttosto disastrosa, come anche viene rappresentato attraverso fotografie, filmati e le prime dichiarazioni che vengono assunte dalla Polizia Giudiziaria di Venezia. In questa situazione, dicevo, decido di partire con una nuova consulenza tecnica, ai sensi dell'Art. 260 Codice di Procedura Penale, con informazioni di garanzia preliminare nei confronti delle possibili persone che potevano averne interesse, come persone sottoposte ad indagine o comunque interesse a dire qualche cosa nell'ambito degli accertamenti preliminari.

 

Vengono spedite 14 informazioni di garanzia, viene affidato un secondo urgente incarico in data 24 febbraio del 1996.

Gli accertamenti sono ovviamente estremamente complessi, estremamente lunghi, viene confermato un collegio di 5 persone, 5 persone che hanno ognuno una competenza autonoma rispetto agli altri, sia in materia di incendi, sia in materia di prevenzione, sia in materia chimica e in materia di ricostruzione degli impianti elettrici e di quello che sta attorno all'uso di energia elettrica all'interno del Teatro. All'esito di questi accertamenti, e passano diversi mesi mentre la Polizia Giudiziaria, in particolare la Sezione di Polizia Giudiziaria e della Polizia di Stato della Procura di Venezia, continua a svolgere i suoi accertamenti, a sentire decine e decine di persone, e l'esito di questa consulenza viene formalmente depositato il 10 novembre del 1996.

 

Gia` alcuni giorni prima era stata anticipata al Pubblico Ministero una circostanza, che diventa poi quella fondamentale di questa seconda e principale consulenza, e cioe`: l'origine dolosa del rogo.

Di fronte a una situazione di questo tipo, ovviamente non prevista in tutta la sua pesantezza, in tutto il suo approfondimento nella fase iniziale, si impone una rivisitazione completa anche degli atti preliminari di indagine. Su questa ricostruzione dei consulenti tecnici, vedremo tra poco una ricostruzione attraverso il filmato in maniera da poter essere un attimo piu` specifici e piu' precisi.

 

Per quanto riguarda l'origine del fuoco e dell’incendio, tutti i consulenti tecnici nominati individuano il focolaio, chiamiamolo focolaio principale, comunque quello che ha determinato poi tutto l'incendio, nel ridotto del loggione secondo quello che era emerso fin dalla fase iniziale, proprio perche' lo studio delle travi, gli studi anche al computer, degli studi anche fatti sulla velocita` con cui il fuoco distrugge i legni e in particolare certe travi, e quello che e` stato individuato riescono a convincere tutti quanti, dell'origine nel ridotto del loggione.

 

C'e` una particolarita`, nel senso che uno di questi 5 consulenti parla anche di un possibile secondo focolaio che viene indicato e di cui eventualmente si parlera` durante l'istruttoria dibattimentale.

 

Comunque, anche questo quinto consulente concorda pienamente nella ricostruzione degli altri consulenti sia sull'origine, nel ridotto del loggione, che nell'evoluzione poi del fuoco e dell'incendio.

 

Questa nuova fase delle indagini preliminari, si presenta ovviamente, con questa indicazione di ipotesi dolosa, piuttosto complessa, perche' e` ovvio che già trovare delle responsabilita` di questo tipo in un incendio di quel livello era estremamente complesso e pensare di andare alla ricerca di responsabilità a distanza di dieci mesi diventa ovviamente ancora più complicato.

 

Questo impone, ovviamente, di rivedere tutti i verbali iniziali della Polizia Giudiziaria, di tutti coloro che hanno redatto dei verbali, di rivedere tutte le posizioni di tutte le persone. Ed ovviamente si va alla ricerca, si va a capire, perche' poi viene anche posposto l'orario di inizio dell’incendio, perche' non si parla piu` di una responsabilita` di tipo colposo, non si parla piu` di una possibilita` accidentale dell'incendio, ed anche attraverso studi sia di tipo chimico, fisico, scientifico e sia al computer con elaborazione dei dati, viene fuori che l'origine dell'incendio non e` piu` anticipabile alle 17.30' - 18.00', ma si parla di un orario che va all'incirca, quella che e` indicata poi nel capo di imputazione tra le 20.25' e 20.50'.

Questo e` il periodo in cui ci sarebbe stato l'innesco e poi sarebbe partito l'incendio.

 

Quindi si va a capire chi era presente, chi poteva essere presente all'interno del teatro durante questo ultimo arco temporale, tenendo conto che tutte le ditte che lavoravano all'interno del teatro, avevano un orario di lavoro che terminava tra le 16 e 30' e le 17.00', quindi ben prima rispetto a quello che viene indicato come orario di inizio dell'incendio.

In questa fase si individuano, e per altro erano gia' state individuate durante questi mesi, erano state sentite anche piu` volte, delle persone che sono essenzialmente gli operai della ditta VIET, che faceva dei lavori in subappalto all'interno del teatro della Fenice; la ditta VIET e` la ditta di Carella Enrico che e` uno dei responsabili e degli imputati attuali per l'ipotesi dolosa.

 

E per questa ditta VIET lavorava Carella Enrico, il cugino Marchetti Massimiliano, che e` l'altro imputato per l'ipotesi dolosa, e gli altri tre della ditta: Dordit, Martin ed una terza persona, presenti fino alle 8 e 25' - 8 e 30' in teatro; oltre a loro era presente un'altra persona appunto che lavorava in teatro, che era Visentin e ci sono delle presenze, verso quell'ora segnalate, del portiere Paggiaro e di Bonannini, che e` un fotografo incaricato dalla Fenice di effettuare delle fotografie durante i lavori di restauro del teatro, proprio che documentano anche lo stato dei lavori.

 

Tra l'altro queste fotografie saranno estremamente interessanti per renderci conto dello stato del cantiere nel momento in cui o il giorno stesso o pochi giorni prima, nel momento in cui appunto parte l'incendio.

 

Ovviamente anche l'indagine cerca di capire chi poteva avere interesse a distruggere questo Teatro, le motivazioni di questo incendio, e le indagini si allargano, fanno una rosa, un ventaglio di ipotesi che riguardano la questione degli appalti, la questione dei ritardi dei lavori ed a seguito anche di quelle lettere del De Marco, di cui abbiamo parlato anche poco fa, si prospettano anche in ottica di criminalita` organizzata molto piu` ampia, addirittura di origine mafiosa.

 

Quest'ultima pista ben presto viene esclusa, visto anche la mitomania del personaggio e visto che non c'era assolutamente nessun riscontro di nessun genere, ne' testimoniale, ne' documentale, ne' di altro genere in questo senso, rimane un discorso fondamentale che e` quello di lavori in appalto, lavoro in subappalto e di ritardi.

 

Si parla di ritardi perche'- anche questo e` un dato che e` noto a tutti questi - l'1 marzo 1996 La Fenice doveva essere riaperta, doveva cominciare con uno spettacolo di Woody Allen, che sarebbe stato, cosi`, l'inizio della nuova stagione a La Fenice, a teatro risistemato, e quindi c'era una pressione da parte dei responsabili, dei vertici della fondazione del teatro, di tutti i dirigenti funzionari, per concludere i lavori, di finire i lavori per poter ripartire con gli spettacoli. Continuerò` dopo.

Adesso farei vedere il filmato, poi continuero` a indicare quali sono gli elementi emersi, in particolare per l'ipotesi di natura dolosa, che si concentrano ad un certo punto su Carella Enrico e su Marchetti Massimiliano e per l'ipotesi colposa sulle altre persone di cui al capo di imputazione.

 

Ricordo ancora, nel frattempo, finche` viene preparata la proiezione, che quello che e` stato detto, e` stato scritto in maniera molto saggia dal Tribunale del Riesame quando ha dovuto esaminare la posizione degli arrestati, Carella Enrico e Marchetti Massimiliano, in merito alle motivazioni, che per una questione del genere non esiste nessuna motivazione logica, perche' non puo` essere motivazione ne' 5, ne' di 50, ne' di 500 milioni.

 

Un fuoco del genere in un tessuto urbano cosi` delicato come quello veneziano, con i rischi che poteva creare, al di la` del semplice fuoco, della semplice distruzione del teatro, non ha nessun prezzo e va al di fuori di qualsiasi logica

 

VIENE PROIETTATO UN FILMATO I CUI FOTOGRAMMI SONO STATI INSERITI NELLA PAGINA "DINAMICA INCENDIO"

 

Pubblico Ministero: qui possiamo far partire il filmato, nel senso che verra’ rappresentata, anche inizialmente, quella che era la zona del teatro e come era il teatro nella sua prospettazione.

 

Qui vediamo, proprio per dare l'idea del tessuto urbano veneziano, proprio al centro, tra le anse del Canal Grande, da una parte Rialto e dall'altro San Marco ed in mezzo si poneva il teatro La Fenice. Qui vediamo dall'alto la posizione del teatro; nella parte sinistra, qui, abbiamo campo San Fantin, e qui dietro c'e` la parte dei canali, ovviamente in epoca abbastanza precedente ai lavori che si facevano di sistemazione dei canali, ed in questa parte il giorno dell'incendio del teatro non c'era acqua, come si vedra` anche dalle prossime rappresentazioni. Questa e` la parte posteriore, questa e` la parte del palcoscenico, questa e` la zona, qui c'e` il torrino, la parte centrale, questa e` la zona della platea dove si mettevano le persone, qui e` la zona di entrata Campo San Fantin, lo sale Apollinee, il ridotto del loggione da dove parte l'incendio che poi passa da questa parte a questa sul soffittone e poi prosegue nella distruzione completa.

 

Queste sono delle foto che rappresentano prima dell'incendio, ovviamente, il teatro.

 

Questa sarebbe sempre la parte posteriore, in fondo si vede San Marco, parte posteriore che e` la parte del palcoscenico. Questa e` la situazione dei canali attorno al teatro, questo e` il teatro La Fenice e questi sono i canali cosi` come erano qualche tempo prima rispetto all'incendio, dove passava l'acqua, qui da parte era proprio la parte posteriore c'era l'acqua tutto attorno.

 

Questa e` la zona dei canali il giorno dell'incendio. Questo e` il canale che parte dal Canal Grande ed arriva fino al bacino di San Marco, la parte che si vede in scuro e` la parte di canale che era stata chiusa perche' era in secca per i lavori, quindi si vede che la parti piu` vicine qui erano in secca.

 

Qui c'e` calle della Veste, dove c'e` il canale anche della Veste, rio Della Verona che e` chiuso da qua fino al teatro. Questo si vede meglio con la rappresentazione grafica: questo e` campo San Fantin, la parte principale, i rii chiusi all'esterno e queste manichette indicano dove i vigili del fuoco sono andati per recuperare acqua nella fase del primo intervento, perche' poi, arrivando un battello piu` grande, sono arrivati fino al canale piu` grande, il Canal Grande, in bacino per recuperare l'acqua,; comunque questo era il rio dove sono dovuti arrivare. Andiamo avanti.

 

Questo, da un'intervista che era stata fatta il 26 gennaio '96, tre giorni prima dell'incendio da la Repubblica, dal "Venerdi` di Repubblica", riporta queste fotografie, si vedono i canali in secca tre giorni prima, l'intervista e` stata fatta al sindaco di Venezia e le foto rappresentano molto bene la situazione dei canali in secca con le macchine che lavorano attorno. Questa e` la parte posteriore che vedavamo dalla cartina anche prima.Ovviamente, tutto questo materiale e` agli atti del fascicolo, qui si vede tutta la parte attorno, come sia una parte..

 

Questi i lavori, che era molto bassa, che stanno lavorando sulle fondamenta del teatro.

 

Questo qua si vede anche rio chiuso, si vede dal ponte, dove stanno facendo appunto i lavori ed era una situazione che per altro era nota a Venezia.

 

Adesso parte la ricostruzione sulla base dei dati che sono stati raccolti dai consulenti tecnici. Questo risulta per altro gia` dagli atti della consulenza tecnica in atti del fascicolo del dibattimento, ai sensi dell'Art. 360, queste ricostruzioni, queste spaccature, sono comunque gia` agli atti, sono delle piantine che hanno fatto i consulenti che sono state riportate, che servono a indicare e capire come era il teatro.

 

Questa e' la parte principale di campo San Fantin, che e` l'entrata, questa parte qua, questo e` lo spaccato del ridotto del loggione, dove c'erano, qui si vedono indicati fusti di resine, in questa parte qui ci sono fusti di resine, ci sono le frecce che indicano, dove si stavano facendo dei lavori di ristrutturazione, usando appunto resine, benzine ed altre sostanze. In questa stanza va ancora ricordato che queste finestre, che sto indicando adesso e che sono indicate in marroncino scuro, c'erano delle pellicole in plastica, non erano delle finestre chiuse, ed in particolare in questa parte c'era uno scivolo, attraverso il quale entrava il materiale ed usciva, quindi: finestra aperta - questo e` importante - ai fini di spiegare l'ossigenazione veloce e molto rapida dell'ambiente dove e` partito il fuoco. Questo indica la parte superiore, questo finestrone grande, e` la parte.. si vede un po' qua, e` la parte soprastante che si vedra` dopo, della scenografia, che stava sopra questa parte del teatro del loggione. Se ci sono dei problemi mi fermo, caso mai.. ma credo che sia, almeno fino a questo momento, abbastanza chiaro. Adesso continuiamo.

 

Qui, secondo l'indicazione, viene indicata l'ora 20.40' per semplicita` grafica, trovando un'ora che verra` indicata meglio, delle 20.40'. Dico 20.40' e questo anticipo un dato di cui si parlera` quando parleremo degli elementi a carico del Carella Marchetti, 20.40' perche' il Carella, secondo ovviamente questa che al momento e` la ricostruzione del Pubblico Ministero, esce dal teatro alle 20.. entro le 20 e 48', perche' appena esce dal teatro alle 20.48' fa una telefonata che viene registrata sui tabulati e quindi dal tabulato risulta una telefonata fatta alla casa dell'allora fidanzata, Salmasi Alessandra, appena esce dal teatro, quindi prima, viene indicata questa ora di 20.40' che potrebbe essere di alcuni minuti in piu`, alcuni minuti in meno, comunque entro le ore 20.48' e non prima delle ore 20.35', 20.40' per i discorsi che ci fanno i testi ed anche gli attuali imputati. Viene indicata questa ora centrale, 20.40', stima orario inizio incendio, come verra` illustrato anche piu` nel dettaglio da parte dei consulenti tecnici. Posizionamento del fuoco iniziale in questa fase, non sotto le finestre ma in questa zona qua; qui, proprio per uno studio che e` stato fatto sulle travi, che e` stato fatto sul computer, cosi` come meglio verra` anche illustrato dai consulenti tecnici ai sensi dell'Art. 360.

 

Qui si vedono ancora i bidoni delle resine, queste sono le finestre con quelle coperture di plastica ed, andando avanti qui sulla sinistra, vedremo ancora, come si vede, anche lo scivolo con la finestra aperta.

 

Qui si vede come va avanti di 5 minuti in 5 minuti quella che e` indicata come propagazione dell'incendio.

 

Presidente: il teatro sta sulla destra, quello che intendiamo noi?

 

Pubblico Ministero: il teatro sta sulla destra, queste danno, queste finestre, su corte San Gaetano. Le finestre sul lato opposto di qui da` su calle della Fenice e da questa parte c'e` campo San Fantin, il teatro e` tutto di qua, questa freccia qua. Qua siamo alle 20.45' con questa propagazione. Un'indicazione che devo ancora dare, riguarda il fatto del perche' sono stati esclusi in questa consulenza i quadri elettrici, ce lo diranno meglio i consulenti, ma perche' questi quadri elettrici sono stati confrontati tutti tra loro, perche' tutti sono stati rinvenuti e a seconda del momento in cui scattavano o non scattavano, risultano i tempi, si vede per che motivo sono scattati. E, proprio sullo studio che questi esperti hanno fatto, sono in grado di escludere che sia partita da un corto circuito questo fuoco.

 

Qui si allarga il campo, siamo sempre sul ridotto del loggione, bidoni di resina, le finestre, questa parte superiore e` la scenografia che vedremo dopo.

 

Presidente: qui, sulla sinistra c'e` lo scivolo?

 

Pubblico Ministero: qui, siamo alle 20.55', interviene.. qui siamo alle 20 e 59' quando i poliziotti, come dicevo prima, esattamente sono le 20 e 59' e 17 secondi, due poliziotti di pattuglia passano sotto il teatro, vedono il fumo, sentono crepitii, vedono delle cose strane, sentono questo forte odore di bruciato, chiamano la Sala Operativa che li mette in contatto con i vigili del fuoco. Anche qui, ovviamente, abbiamo la trascrizione della telefonata di quello che si dicono e chiamano i vigili del fuoco. Andiamo avanti, qui si vede la telefonata, 20.59'; qui a sinistra adesso riusciamo a vedere l'altra finestra aperta. Fino a questo momento, anticipo anche questo, lo diro`, i poliziotti girano attorno, non riescono ad entrare nel teatro perche' suonano ripetutamente e ce lo diranno anche, suonano ripetutamente e del portiere non c'e` nessuna traccia, tutto chiuso, non e` possibile, non riescono ad entrare, suonano, chiamano, il portiere non si sa dove sia andato a finire.

 

Questa e` la finestra, ore 21 e 03' arriva la prima pattuglia, la prima lancia dei vigili del fuoco. I tempi: la scala era indicata prima della ricostruzione che era un minuto, corrisponde a 15 secondi, un minuto reale a 15 secondi.

Sono le 21.10', tra l'altro vedremo tra poco, sia da queste finestre qui, quando si comincia a vedere il fuoco attraverso delle fotografie che hanno fatto i fotografi esterni che tra poco arriveranno, che stanno gia' accorrendo, e sia da questi finestroni; si vedra` poi come parte sempre San Gaetano, si vede che il fuoco sia molto piu` violento da questa parte. Qui vedete, qui siamo.. e` l'entrata a campo San Fantin, l'entrata ecco.

 

Sono le 21 e 10'. Qui sono le prime fotografie che cominciamo ad avere, delle foto del fotografo Arici, 21.. sono indicate ricostruite a seconda delle segnalazioni, interviene immediatamente di corsa, questa e` la parte di corte San Gaetano, quel fuoco che si vedeva un attimo prima e` gia` arrivato all'esterno come parte e questa e` la facciata di campo San Fantin. 21 e 14', questo e` il fuoco che si vedeva prima dalla foto Arici. Qui e` il rumore che e` indicato che salta la prima finestra e di vede il fuoco che viene fuori, dalla fotografia, della prima finestra

 

21.17', qui si vede gia` la stanza soprastante che e` la scenografia, quello che dicevo prima, soprastante rispetto al teatro del loggione, ed il fuoco buchera` all'incirca in questa posizione.

 

Qui, dico subito, c'e` una finestra semiaperta che funziona da camino, semiaperta bloccata, perche' poi e` stata trovava cosi`, quando sono stati fatti gli accertamenti della Polizia Giudiziaria, i vigili del fuoco intervenuti, vedono che il sostenitore in metallo della finestra e` semiaperto, quindi qui garantisce l'entrata di aria, di ossigeno, che favorisce il veloce propagarsi del fuoco. Nel frattempo qui parte anche la seconda finestra sul calle della Fenice e qui vedremo che questa che indico adesso e` una porta in legno, questa indicata qua, con delle fessurazioni, non e` una porta ermetica, chiusa in maniera rigida cosi`, si vedra` piu` in particolare la fotografia tra poco, dove si vede che il passaggio, secondo la ricostruzione dei consulenti, del fuoco dalla scenografia poi al soffittone, quindi all'altro corpo del teatro, avviene attraverso questa parte qua.

 

Questa e` sempre scenografia, 21 e 17'. Qui vediamo, è la foto del fotografo Bonannini che era quello che dicevo prima, il fotografo della Fenice, che anche lui appunto era in zona, viene a sapere di questa situazione, recupera le macchine fotografiche e alle 21.17' circa comincia a fare fotografie. Qui siamo in campiello Marinoni, questa è la calle della Fenice e queste sono quelle finestre di cui dicevo che si sentiva il rumore quando saltavano e qui si vede che c'e` ancora la luce, questa luce che e` ancora accesa e` la luce pubblica ENEL, mi pare, e` la luce ENEL che alle 21.17' e` ancora accesa, infatti verra` staccata dall'ENEL alle 21 e 20', come risulta dai loro tabulati. Queste sono le finestre che danno su calle della Fenice, e questo e` il campiello Marinoni dove, secondo la ricostruzione, sarebbero anche scappati.. Qui siamo.. l'illuminazione pubblica alle 21.17' è ancora accesa, mentre hanno spento, questo e` il discorso dell'illuminazione dell'hotel, quello li`, hotel ristorante. E qui salta, continua, anche l'altra finestra, mentre ormai qui e` gia` partito in maniera molto piu` rapida, sta allargando anche da questa parte, si vede il fuoco anche sulla terza finestra.

 

Qui siamo sempre sui discorsi dei tempi, alle 21 e 19' l'illuminazione pubblica e` ancora accesa, e queste sono le tre finestre che venivano indicate prima nel grafico, le tre finestre che saltano perche' il fuoco arriva e fa scoppiare il vetro.

Alle 21 e 20' viene tolta l'elettricita', alle e 21 e 21' le fotografie successive di Bonannini poi ci fanno vedere che saltano una dietro l'altra queste finestre. Ecco, queste sono le quattro finestre, siamo alle 21.23', andiamo avanti.

 

Eccola quella della quarta finestra. Qui viene ripristinata la corrente dopo 5 minuti ed esclude solo la zona del teatro, come si vedra` anche delle fotografie che proseguono.

 

Qui c'e` un discorso che vi ho anticipato, in maniera incomprensibile, se non appunto nella logica che e` quella ovviamente del Pubblico Ministero accusatoria, entro le 21 e 30' c'e` Carella Enrico, poi ripercorrero` meglio questi elementi iniziali, ma sono indicati alcuni come orari anche all'interno della ricostruzione, entro quest'ora, tra le 21 e 15' e le 21 e 30' Carella Enrico telefona alla madre di un suo operaio, Martin Franco, e chiede se c'e` Martin e gli dice: "ma Franco si e` ricordato di spegnere il cannello?" il cannello quello che usavano per lavorare, che e` stato anche rinvenuto poi, il cannello con la fiamma ossidrica, e quindi quello che era presente, in teatro e` stato trovato. 

 

Questo, tra l'altro, e` un episodio che e` importante, perche' ha avuto un precedente il 12 gennaio del '96, quindi pochi giorni prima rispetto all'incendio del teatro, che in maniera incomprensibile, diciamo, una sera il portiere, che non era Paggiaro ma era un altro portiere di turno, Meiato, passando, facendo il suo giro, lui si`, in maniera.. come prevede il regolamento, tra i vari cantieri, vede che questo cannello della ditta VIET e` rimasto acceso, questo il 12 gennaio. Rimane acceso li` e non c'e` nessuna spiegazione, quindi non si sa se era un poter pensare di far partire l'incendio gia` il 12, gennaio. Comunque trova sicuramente il cannello acceso, protestano con i Carrella per questa cosa qua; i Carella non reagiscono, ne' padre e ne' figlio, quindi c'e` questo episodio del 12 gennaio. Alle 21 e 30', Carella Enrico, che poi si scrive con una "r" (si rivolge al proprio assistente)telefona alla madre di Martin Franco e fa questo discorso: "si e` ricordato del cannello?" Martin Franco quando viene a sapere di questa cosa dice: "cosa c'entro io col cannello? Non ne so niente". La cosa ancora piu` importante e` ricordare come Carella Enrico dica di aver saputo dell'incendio da un suo amico, Mian Alfredo, e questo Mian Alfredo ha chiamato il Carella a casa della fidanzata, sicuramente dopo le 22 e 30', per quello che diro` dopo. Quindi, non si sa per che motivo, se non quella mia.. secondo quella che e` la ricostruzione del Pubblico Ministero, non si sa per che motivo e come mai Carella chieda di questa cosa a Martin Franco e alla madre alle 21 e 30', un'ora prima di sapere di questo incendio, secondo quello che dice lui stesso nei suoi vari verbali di interrogatorio. Per questo ho segnalato questo dato temporale piuttosto significativo.

 

Qui si vede il discorso dell'illuminazione pubblica, questa e` la lampada a gas, questa e` l'illuminazione pubblica che e` stata.. 21.28'.. Questa e` corte San Gaetano, come gia` e’ partito e questa che e` la facciata principale del teatro.Sempre un'altra foto, 21 e 28', sempre queste foto.. Qui, e viene indicato dai consulenti, e’ il momento in cui viene forato il tetto del ridotto e quindi il pavimento della scenografia. In questo punto qua indica la finestra semiaperta di cui abbiamo parlato prima. Alle 21 e 30' sono gia` partite tutte e quattro le finestre qui sotto, si fora il soffitto del ridotto del loggione e pavimento scenografia, quindi parte qui. Andiamo avanti, alle 21 e 30' abbiamo questo fuoco che continua a propagare.. Anche qui trova la possibilita` di ossigenarsi, quindi continua in maniera violenta verso questo che diventa una specie di camino, quella finestra semiaperta, eccola qua, è questa parte qua, questa e` la scenografia verso questa finestra e questa e` la porta che consentira` poi il passaggio al soffittone dall'altra parte. Questa alle 21 e 32', questa e` l'illuminazione pubblica che hanno ridato a parte il teatro. 

 

Questo fermiamo un attimo, perche' qui vediamo che comincia ad essere indicato dai consulenti nei disegni, quello che e` il punto di passaggio al soffittone che vedremo poi nel particolare, soffittone che sta sopra tutta, platea, palchi che e` questa zona qua. Questo viene indicato, non c'e` ancora un buco sul tetto, ma questo e` il punto in cui ci sara` il primo, diciamo, foro sul tetto della parte anteriore del teatro. Questa e’ la scenografia e si comincia a vedere, dalle fotografie che vedremo, il fuoco che si diffonde da questa parte qua, mentre di qua e` gia` partito in maniera violentissima a quel livello. 

 

Qui si vedra` poi anche l'altra finestra, dalle fotografie, che si rompe, tutti questi disegni in giallo che indicano il fuoco, ovviamente sono tratti da ricostruzione sulla base delle fotografie in ordine temporale, cosi` come sono state scattate, poi sono state stampate..Qui parte tutto il finestrone, questo e` il fuoco, questo qua che parte su calle della Fenice, qui siamo a calle della Fenice, parte, ed e` questo, abbiamo le finestre ormai in fuoco sulla parte sottostante e queste qua che devono ancora illuminarsi.

 

Qui comincia a forarsi anche il tetto della parte antistante del teatro sopra la scenografia, e qui partono anche gli altri finestroni della scenografia, mentre continua a svilupparsi, nella parte principale verso il soffittone, il fuoco. Ci sono una serie di fotografie, adesso, che vengono fatte da un altro fotografo dall'hotel Saturnia, dalle 21 e 50' in poi. L'Hotel Saturnia praticamente guarda.. qui sotto ci sarebbe la corte San Gaetano, campo San Fantin e` qui, qui c'e` la parte retrostante e questa e` sopra la corte San Gaetano, 21 e 50' dall'hotel Saturnia. E poi continuano queste foto, abbiamo visto la parte inferiore, avete visto i finestroni alti. Sono diverse foto, sono state indicate, qui continua la ricostruzione un attimo piu` dettagliata del soffittone, questo e` il Torrino, chiamiamolo Torrino, che e` sopra la parte centrale della platea del teatro, questo e` il corpo platea palchi, questo e` proprio giusto sul centro; dalla scenografia sta passando qui al soffittone attraverso questa porta di cui dovevamo veder la foto, dopo la vediamo.

 

Qui c'era 'sta porta in legno che vedremo che consentira`, comunque consente questo passaggio, a parte che il legno fa presto, col calore che c'e`, col fuoco che c'e`, a bruciare, comunque c'era un tiraggio d'aria anche da questa parte. Qui c'e` la prima indicazione di crollo della prima falda del corpo delle Apollinee, che e` da questa parte qui che comincia.. il primo crollo indicato dai consulenti tecnici e riportato anche nel capo di imputazione, 22 e 05', mentre si sta propagando qui. Qui gia` siamo ormai alla distruzione, alle 22.05'.

 

Sempre dall'hotel Saturnia, 22.10', che corrisponde al dato che veniva fornito prima sul grafico, queste le foto, queste sono foto che partono sui finestroni e poi sul Torrino, qui come si propaga, dalla scenografia che ormai e` andata e c'e` il crollo della seconda falda nel corpo delle Apollinee, 22 e 13'. Queste le foto che individuano.. le 22 e 13' lo stesso i vari crolli. Qui e` gia` saltato il Torrino, come si vedeva da quella fotografia di prima, la grossa fiamma al centro era il Torrino che ormai e` crollato giu` sulla platea, eravamo alle 22 e 13'. Qui siamo alle 22 e 20' , adesso 22 e 25'. Alle 22 e 30' c'e` un altro dato importante, 22 e 29' esattamente, c'e` un altro dato importante che riguarda ancora una volta Carella Enrico. C'e` una telefonata registrata dal centralino dei vigili del fuoco, 22.29' Carella Enrico telefona dalla casa dell'ex fidanzata Salmasi Alessandra al Lido di Venezia, telefona ai vigili del fuoco, la telefonata e` registrata, risulta agli atti, e dice: "sono il titolare della ditta, cosa e` successo? Mi hanno detto di questo incendio.." E` importante 22 e 29' perche' ancora una volta Carella fa un'altra telefonata prima rispetto a quanto, secondo lui stesso, secondo quanto ufficialmente lui dice, avrebbe saputo dell'incendio, perche' e` sempre quell'amico, Mian Alfredo, che gli telefona dopo il telegiornale RAI che dice: "ho visto sul telegiornale un servizio sull'incendio del Teatro La Fenice, e ti informo" perche' questo amico Mian sapeva che Carella lavorava in teatro La Fenice e che aveva su un cantiere, e Carella dice: "l'ho saputo in quel momento", Mian dice: "gli ho telefonato, non lo sapeva, l'ho informato io" e quindi il telegiornale, sicuramente per tabulati, per ricostruzione precisa al secondo, e` sicuramente dopo le 22 e 30', quindi prima delle 22.30' Carella gia` fa queste due telefonate, sono registrate. Questa e` al di fuori di qualsiasi dubbio perche' e` registrata al secondo dai centralini dei vigili del fuoco, c'e` la sua voce, c'e` la trascrizione anche della telefonata. Quindi Carella in questo momento fa questa telefonata, e, anticipo un attimo, poi vediamo il telegiornale di quella sera, alle 22 e 30' e 7 secondi, parte il TG3 nazionale e tra tutte le televisioni che abbiamo recuperato, che abbiamo.. sulle quali abbiamo approfondito i dati, viene fuori che e` il primo che fa un servizio televisivo sull'incendio, e comunque Mian dice: "io ho visto su RAI nazionale il servizio dell'incendio, dopo di che`, sconcertato, ho telefonato a Carella". 

 

Quindi passa ancora del tempo, mentre Carella ha gia` telefonato ai vigili del fuoco, alle 22 e 30' e 7 secondi, vediamo un attimo questo pezzo di telegiornale che dura fino alla fine del servizio fatto da Venezia un minuto e 50, intanto il tempo passa, ma intanto Carella ha gia` telefonato. E' questa e` la telefonata di Carella ai vigili del fuoco alle 22 e 29'. Eccolo qua: 22 e 30' e 07 parte il telegiornale, sono i tabulati della RAI che conoscono tutti quanti.. e la prima notizia "Incendio, TG3, con servizio", vediamo che non si ha addirittura neanche nei titoli, perche' la notizia e` appena arrivata. (Viene trasmesso il telegiornale)

 

Parlano di altre cose, di Mururoa, di Chirac etc.. Qui finisce, 22.31' e 59, la telefonata, quindi siamo praticamente alle 22.32' e sicuramente Mian non ha ancora telefonata a Carella, mentre Carella ha gia` parlato coi vigili del fuoco. Qui andiamo avanti con la ricostruzione, termina il servizio e ci mette questi circa due minuti.

 

Mian telefona a Carella, dice alcuni minuti, parla con la fidanzata, dopo la notizia del TG3 siamo alle 22 e 35', nel frattempo, ovviamente continua, c'e` il crollo della prima meta` nell'altra parte di tetto. Qui andiamo, in una scala temporale piu` veloce, a scala temporale 1.60, per accelerare i tempi, perche' ormai le cose principali nella parte antistante sono gia` partite ed hanno gia` preso il soffittone, quindi andiamo un po' piu` veloci. Qui c'e`.. fermiamo un attimo e torniamo un attimo sul crollo completo, che poi in maniera piu` dettagliata e piu` tranquillamente verra` indicato anche dai consulenti tecnici, 22.55' crollo completo tetto platea, 22.55'. Ricordo questo dato perche' poi risulta che i vigili del fuoco con il loro elicottero aspettavano per motivi di sicurezza che crollasse questo tetto, perche' ovviamente, nel momento in cui crolla un tetto del genere c'e` uno sbalzo di fuoco, di calore, verso l'alto con una situazione di pericolosita` per l'elicottero facilmente immaginabile. E quindi, nel momento in cui crolla il tetto della platea, viene dato il segnale ai vigili del fuoco che partono alle 11, alle 23.00' con il loro elicottero dalla base di Tessera.. Qui siamo alle 23.00' e decolla l'elicottero che arriva alcuni minuti dopo, che raccoglie l'acqua etc., qui arriva.. 23.10' viene fatta anche la fotografia di quando l'elicottero arriva sul posto e qui ormai si vede tutto il fuoco. Il tetto del palcoscenico, che e` la parte dietro, avviene un'ora e mezzo dopo rispetto al resto, e queste sono delle immagini finali di repertorio sulla zona dell'incendio anche dopo l'incendio, il giorno successivo. Ancora fuma questa voragine, questa voragine qua. Questo e` il vuoto. Possiamo finire qua.

 

Sulla base di questa ricostruzione, cosi` come e` stata fatta dai consulenti tecnici del Pubblico Ministero, ovviamente parte questa indagine, come già anticipavo poco fa, in relazione all'ipotesi dolosa e si vede ben presto che gli indizi, gli elementi di prova si concentrano tutti sul Carella e sul Marchetti per questa ipotesi dolosa e provo ad elencarne, quanto meno in maniera sintetica e sommaria adesso, ovviamente nel corso del dibattimento li vedremo in maniera piu` ampia e verranno illustrati meglio ovviamente nella fase finale del processo, e vengono.. sono questi gli elementi principali: innanzitutto, tra le persone che escono dal teatro, a seguito delle ricostruzioni con tutti i testimoni, con tutti gli operai della ditta, viene fuori che Carella e Marchetti sono gli ultimi che escono dal teatro assieme al loro operaio Visentin, soltanto Visentin. Ovviamente viene valutata anche la posizione di Visentin, Visentin viene escluso perche' sui suoi movimenti, sui suoi comportamenti anche successivi rispetto al rogo, non c'e` assolutamente nulla che possa far pensare a responsabilita` nei suoi confronti. Al contrario, c'e` tutta una serie di comportamenti che vengono posti in essere dal Carella e dal cugino nei confronti di Visentin e degli altri operai, che erano il Dordit, che erano il Martin, come dicevo prima e che era anche Benetello, nel senso che cercano di concordare una versione, fin da subito, da rendere alla Polizia Giudiziaria, al magistrato e agli inquirenti. E questo, notare, fin dai primi giorni, cioe` dai primi giorni di febbraio del '96, quando vengono sentiti dalla Polizia. Organizzano un incontro a casa dell'ex fidanzata di Carella Enrico, organizzano l'incontro e si trovano anche per strada, per avvicinare Visentin e Benetello prima dell'audizione da parte della Polizia, e il discorso che deve essere fatto e` quello di dire che tutti gli operai, compresi Carella e Marchetti, erano usciti assieme dal teatro, la sera dell'incendio, che erano usciti verso le ore 19.00', verso le ore 19 e 30', quindi anticipando praticamente di circa.. di almeno un'ora rispetto all'ipotesi dolosa. Ora, viene subito da chiedersi: in quella prima fase delle indagini, immediatamente, tutti hanno parlato di responsabilita` colposa, nessuno si e` mai posto problemi di carattere doloso, nessuno! Se confrontiamo, confronteremo, ne parleremo e vedremo anche cosa hanno scritto anche pubblicamente i giornali, non si parla di dolo. 

 

Pero` immediatamente Carella dice: "noi siamo usciti alle 7 - 7 e mezza, tutti assieme". Ora, chi ha dato fuoco sa quando ha dato fuoco, la perizia lo dira` successivamente, pero` e` importante questo dato temporale che cerca di anticipare, anche perche' noi sappiamo come nel primo accertamento generico, interlocutorio, sull'ipotesi colposa, si parlasse se c'e` colpa, se c'e` questa cicca di sigaretta, se c'e` questo impianto elettrico, se c'e` qualcosa cosa che parte, parte alle 17 e 30' - 18.00', quindi non ha senso anticipare, nell'ipotesi colposa, la propria uscita dal teatro di una sola ora, doveva anticiparla di molto, non ha senso di un'ora, pero` questo e` il dato che viene fornito: "siamo usciti tutti assieme, ci siamo fermati nel bar d'angolo di campo San Fantin a bere un aperitivo e siamo usciti a quell'ora li`". Primo dato che viene verificato, dato falso che comincia a mettere delle pulci nell'orecchio al Pubblico Ministero: il bar era chiuso, il bar non era assolutamente aperto e quindi c'e` un primo dato falso. Ma perche' devono inventarsi una cosa di questo tipo? Allora vengono sentiti tutti i testi, partono anche delle intercettazioni telefoniche-ambientali e viene fuori un altro dato, questo dato della riunione con questo tentativo di forzare la mano agli operai per dire delle cose false, tentativo che viene vanificato perche'? Perche' uno di questi operai, Girotto Oscar, comincia a parlare coi genitori, i genitori che dicono: "ma neanche per sogno, non se ne parla neanche. 

 

La cosa e` grave, voi dite la verita`! Voi dite cosa e` successo, voi dite quando siete usciti e non date assolutamente nessuna versione falsa". Allora viene fuori dalla dichiarazione dei testi, dalla ricostruzione e ad un certo punto anche dalle ammissioni dei due imputati dell'ipotesi dolosa attuale, quella che e` la ricostruzione. Escono dal teatro tutti gli operai, rimangono dentro a telefonare, cosi` dicono, dalla portineria del teatro, caso mai possiamo vedere la piantina della portineria, nel frattempo, ecco, questa era la famosa porta in legno di cui parlavo prima, con le fessurazioni e la finestra semiaperta. Allora, dalla portineria telefonano, Marchetti e Carella rimangono li`, e poi, a differenza di quello che Marchetti e Carella dicono, Marchetti e Carella non escono dalla portineria, vedremo da dichiarazioni testimoniali ed anche da un'intercettazione ambientale che e` stata fatta, come sia Carella sia il Marchetti, dopo essere scesi in portineria sono tornai su in teatro, non e` vero che sono andati via, sono rimasti li` e si sono nascosti all'interno del teatro. E questo ce lo diranno dei testi e ce lo diranno anche delle intercettazioni ambientali e vedremo meglio questo dato. Quindi viene indicato un dato falso, il fatto di essere usciti assieme, viene indicata una falsa ora di uscita, si tenta di costringere gli operai a dare delle versioni false, viene data un'altra versione falsa per la parte successiva all'uscita dal teatro di Carella e Marchetti. Dicono: "siamo andati via subito, siamo andati a casa della fidanzata Salmasi". Il tentativo e` stato addirittura un altro, dire: "la Salmasi era venuta li` a prenderci e siamo andati a casa sua". Anche questo dato e` saltato. 

 

Non e` vero che sono andati a casa immediatamente della Salmasi a Lido Venezia, sono passati a casa di un amico a campo Sant'Angelo, come alla fine anche loro hanno detto, per incontrarsi, per parlare, per fumare dell'hascisc e per prendere degli spinelli. E questo discorso e` importante perche' allunga di molto i tempi del loro arrivo al Lido. Loro dicono: "siamo arrivati al Lido immediatamente verso le 21.00' - 21 ed un quarto". Non e` un dato assolutamente vero, perche' loro arrivano al Lido dopo le ore 10, dopo le ore 10 e un quarto e quando passano per Venezia da campo Sant'Angelo per andare via al Lido di Venezia verso le ore 9 e tre quarti di sera, era gia` tutto bloccato, il fuoco era gia` alto, il fuoco era perfettamente visibile anche dalle motonavi che andavano al Lido, come i testi verranno a raccontarci, come è un dato che risulta tranquillamente. Tra l'altro: che siano arrivati molto tardi al Lido risulta anche dalle telefonate che sono state intercettate, quanto ai tabulati, soltanto come indicazioni tabulari, sulle telefonate fatte dal cellulare di Carella Enrico. 

 

E` falso anche un altro dato che forniscono Carella Enrico e Marchetti sul fatto di essere tornati con motoscafo, tutti assieme, dal Lido di Venezia molto in fretta, l'orario di ritorno dei due a Venezia dal Lido non e` assolutamente verso le ore 10.00', ma e` sicuramente piu` in la`, verso le ore 11 ed oltre, proprio perche' hanno bisogno di questo tempo, di passare da questo amico che e` Galletta Mauro, di fermarsi li`, di mangiare il panino, di bere la birra, di prendersi questo hascisc, di tornare. Perche' vedremo, se fa vedere anche il percorso attorno alla Fenice, di tornare dalla zona di campo Sant'Angelo fino all'imbarcadero dell’Accademia per andare a Lido, si passa in quella zona gia` piena di Polizia, di vigili del fuoco che è transennata, con puzza di fumo, con fumo incredibile e fuoco che si vede del teatro. Allora, noi vediamo, questa e` la zona.. Questa e` calle della Fenice, da questa zona qua loro passano in campo Sant'Angelo, poi da campo Sant'Angelo ripercorrono questa zona e passano, vanno a destra per questa calle qua fino all'imbarcadero dell'Accademia, prendono il vaporetto, anche li` sono stati calcolati i tempi per dire quando arrivano al Lido e arrivano molto tardi. Quindi, passando di qua era praticamente impossibile alle 9 e 3 quarti, 10 di sera non rendersi conto del fuoco che c'era. E qui continua a raccontare queste bugie sia il Carella che il Marchetti che gli tiene corda. 

 

Un dato ancora importante che emerge nel corso delle intercettazioni di quel periodo di fine anno '96, cioe` dopo che il consulente ha parlato di ipotesi dolosa, e` che il padre di Carella Enrico, per telefono, dice in maniera chiara che questa ditta, questo Carella Enrico, ha 150 milioni di debiti. E` un'intercettazione, e detto dal padre, e` un dato che risulta in tutta la sua oggettiva, nel significato che ha, per quanto riguarda la situazione ormai disastrosa di questa ditta per i debiti che aveva ed anche per i ritardi. 

 

Di fronte a questa situazione, ci sono anche altri dati che fanno coincidere questa ricostruzione, perche' un attore, un certo "Rao" che stava mangiando alla Taverna La Fenice in quel momento, vede alle ore 20 e 35' tre persone che escono dalla calle della Fenice che se ne vanno verso campo San Fantin e dalla ricostruzione, come dicono gli operai, sono i tre operai: Girotto, Dordit e Martin che se ne vanno tutti e tre assieme, e alle 20.45' ne vede altri due che escono di corsa, sempre da calle della Fenice, e che vanno in campiello Marinoni, e queste due persone sono poi, come alla fine riconoscera` e dira` anche Enrico: "siamo stati noi che siamo usciti per quell'ora - dice - non di corsa, ma siamo usciti per quell'ora". Quindi, 20 e 45' c'e` questa uscita. Ricordavo gia` durante la visione del filmato, il dato importante della telefonata che fa Carella al Martin Franco, trovando la madre a casa, tra le 21 e 15' e le 21 e 30' e parla di questo cannello, di questo cannello acceso. Poi questa ricostruzione dei momenti, di quello che ha fatto Carella dopo l'incendio, dicendo: "l'ho saputo da Mian Alfredo", ed anche quello l'ho gia' ricordato, Mian Alfredo lo informa verso le 22.35', mentre Carella ancora faceva quella telefonata alle 22 e 29'. 

 

Altro dato importante e` la conoscenza particolareggiatissima e molto approfondita che aveva Carella del teatro, oltre al fatto che vi lavorava dentro da ormai diversi mesi e conosceva a menadito la situazione del teatro, ci sono altri due dati che vanno considerati sulla sua presenza in teatro: quello del 12 gennaio che ho gia' ricordato del cannello acceso, della ditta VIET sicuramente di Carella Enrico, ed un'altra circostanza che pochi giorni prima e` stato visto di sera, notte tempo, a lavori finiti, il Carella, da un altro custode, e` stato visto che girava di sera tarda, dopo la chiusura dei lavori, all'interno del teatro, e quando il custode dice: "ma cosa fai qui in giro al buio, tutto al buio cosi`?" E questo Carella, un po' preso alla sprovvista, dice,: "ah, sto guardando un po' alle finestre se vedo delle donne che si spogliano", cose di questo tipo. Questa e` la sua giustificazione sui suoi movimenti nottetempo all'interno del teatro. Ed anche li`, risposte logiche e convincenti non ne abbiamo avute. La situazione di queste due persone sono, secondo la ricostruzione del Pubblico Ministero basandosi sulla consulenza tecnica, le due persone che hanno materialmente partecipato a questo fuoco. Sono due persone che sono, che erano, in quella data, sicuramente due persone sbandate, per uso di sostanze stupefacenti, fumavano hascisc e sostanze stupefacenti durante l'orario di lavoro. 

 

Degli operai ci raccontano anche come venissero alle volte stralunati al lavoro, sicuramente insoddisfatti del loro lavoro, in grossa crisi, in grosso contrasto, in particolare il Carella anche col padre, visto quasi come un diavolo nei suoi confronti, il lavoro che andava male, il numero impressionante di debiti, 150 milioni per una piccola ditta, e il fatto che i lavori sicuramente non sarebbero stati conclusi in tempo. Ora, di fronte a questi elementi che emergeranno nel corso e nei particolari durante l'istruttoria dibattimentale, viene fuori una serie di posizioni e di circostanze particolarmente importanti che sono quelle che riguardano l'ipotesi colposa. Di questa situazione, ovviamente il Pubblico Ministero, cosi` come viene presentata dai consulenti tecnici, come tutti credo debbano fare, non si puo` che prendere atto. Quando, di fronte a questa situazione di ipotesi dolosa viene affiancata tutta una situazione di disastro all'interno del teatro per quanto riguarda la conduzione dei vari cantieri, bisogna tenere conto, perche', come sottolineano i consulenti ma anche la Polizia Giudiziaria che ha operato, ci sono tutta una serie di gravissime colpe, omissioni e carenze all'interno della gestione dei lavori di ricostruzione del teatro. Compito mio, come Pubblico Ministero, sara` quello di rappresentare, nel corso dell'istruttoria dibattimentale, tutti i vari elementi emersi sentendo i vari testi, sentendo i consulenti tecnici, sentendo la Polizia Giudiziaria. Gia` nella richiesta di rinvio a giudizio - e qui lo ribadisco - ho segnalato che ci sono sicuramente gradazioni e responsabilita` di natura diversa. Io non voglio tediare nessuno, tanto meno il Tribunale, ripercorrendo il capo di imputazione. 

 

Nel capo di imputazione ho indicato in maniera molto dettagliata, e dovrei semplicemente rileggerlo ma non lo faccio per ovvi motivi, quelle che sono le singole colpe ed omissioni che riguardano i sistemi di rilevazione antifumo, i sistemi antincendio, sistemi di guardiania, i sistemi di tenuta dei cantieri che erano stati completamente, in pratica, da parte dei responsabili del teatro, abbandonati a loro stessi. Quindi, mi richiamo semplicemente ai capi di accusa. Una cosa in diritto che verra` affrontata ovviamente nella fase finale e in dettaglio, ricordo semplicemente come a norma dell'Art. 41 del Codice Penale, la presenza di una responsabilita` dolosa non escluda assolutamente un'ipotesi colposa. Questo lo affronteremo nel dettaglio, per il momento non vale la pena che mi dilungo. Dico soltanto che i controlli doverosi, come previsti da norme di buon comportamento da parte dei pubblici amministratori, da parte di direzione del cantiere, da parte dei capitolati d'appalto, ricordati anche nei capi di imputazione, tutti questi controlli, questi comportamenti, se fossero stati diligenti, accurati e attenti, avrebbero avvisato subito del partire del fuoco, avrebbero impedito il rapido dilagarsi ed avrebbero impedito quanto meno la distruzione totale del teatro, secondo quelle varie fasi che sono state rappresentate nel filmato. 

 

All'esito della presentazione di tutti questi elementi, all'esito ovviamente del contraddittorio ne trarro` per primo le conseguenze e poi ovviamente tutti trarranno le loro conclusioni. Per quanto riguarda, passo alla richiesta di prove, molto rapidamente. Chiedo che vengano sentite tutte le persone indicate nelle liste testi. Ovviamente nel proseguo dell'istruttoria risultera` che a diversi di questi testi dovro` rinunciare, perche' ad esempio ho citato dieci carabinieri ma bastera` sentirne uno, sono delle liste testi ovviamente a copertura, quindi tutti i testi che sono stati indicati e i consulenti tecnici che sono indicati, che hanno partecipato a tutte le operazioni. 

 

Chiedo che venga acquisita tutta la documentazione che e` stata sequestrata e che riguarda il teatro ed i lavori che stavano facendo all'interno del teatro, i precedenti, cioè le mappe, le ricostruzioni, tutti i vari capitolati d'appalto, i contratti, la documentazione, amministrazione contabile, di prevenzione e di sicurezza che riguardava il teatro di origine, sia teatro, sia Comune di Venezia, sia ditte ed altri enti pubblici, in particolare che sono gia`, ovviamente, tutti i documenti che esistono agli atti e che sono noti a tutte le parti processuali. Faccio ad esempio il discorso degli enti pubblici, la documentazione che riguarda i canali in secca attorno al teatro e di questa parte, almeno in minima parte, ovviamente, bisognera` discutere. Le telefonate trascritte sono gia` state acquisite agli atti del fascicolo e quindi non c'è bisogno di chiederle; che vengano acquisite tutte le fotografie e tutti i video che sono stati fatti nell'occasione, sia prima sia durante che dopo il rogo. In conclusione, chiedo l'esame di tutti gli imputati.

(dall'udienza del 22 novembre 1999)

 

 

 

 

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