UDIENZA DEL 1 MARZO 2000

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all'appello. Allora, proseguiamo.

 

Avvocato Stella: Presidente, mi scusi io mi ero dimenticato di... alla prima udienza dovevo depositare la memoria del professor Zocchetti, non l'ho più presentata; invece ce l'ho qui e ho un'altra piccola memoria di Dragani in risposta al professor Terraccini.

 

Presidente: va bene, le acquisiamo.

 

DEPOSIZIONE  CONSULENTE

DR. LOTTI MARCELLO

 

LOTTI - Come da programma vi erano gli altri 10 casi, poi riassumiamo quelle patologie che non vogliamo discutere dettagliatamente e poi il riassunto finale di tutto il lavoro che abbiamo fatto al riguardo. Allora, Salvi...

 

Presidente: quindi lei pensa di utilizzare tutta la mattina?

Lotti - No.

 

Presidente: parte?

Lotti - Parte.

 

Presidente: ed allora qui, voglio dire, tanto per regolarci un attimo: dopo il professor Lotti come si completa la giornata? Non si completa. Quindi praticamente a mezzogiorno abbiamo finito insomma. Va beh, però bisognerà allora che regolamenteremo molto meglio le prossime udienze in maniera che siano utilizzate nel miglior modo possibile rispettando i tempi; è chiaro che erano forse maggiormente predeterminabili i tempi con riferimento alle consulenze e invece con l'escussione dei testi sarà più problematico determinare i tempi, però bisognerà che il Pubblico Ministero facesse un programma di massima, per quanto riguarda l'audizione dei testi, sapendo che il Tribunale mette a disposizione le 7, 7 ore e mezza di udienza ogni volta, in maniera che non ci siano questi vuoti. Perché già purtroppo ne abbiamo perse di udienze per vari motivi ed oggi, perdere questa mezza giornata ed oltretutto non poterla utilizzare sentendo i consulenti che ancora rimanevano, o meglio, le integrazioni dei consulenti Nardelli, Rabitti e quant'altri delle parti civili che avevano preannunciato, insomma, davvero questo significa impegnare allora una parte anche della mattinata di venerdì per sentire queste persone; quindi procrastinare l'inizio dell'escussione dei testi. Va bene, comunque allora l'invito al Pubblico Ministero è che citi un numero di testi che sia congruo per riempire l'udienza e che possibilmente siano testi che attengono tutti allo stesso argomento, che abbiano cioè... Se magari, non lo so, anche venerdì, io non voglio adesso... il Pubblico Ministero desse un programma al Tribunale di massima, con l'indicazione dei testi che intende, non solo venerdì, ma lasciamo perdere venerdì, venerdì saranno quelli che saranno, ma nelle prossime udienze saranno i testi che intende escutere anche il Tribunale, così può, diciamo, eventualmente un po' fare mente locale rispetto alle testimonianze che devono essere riassunte. Così possiamo un attimo prepararci anche noi.

 

Pubblico Ministero: io posso già fornire delle indicazioni di massima che ho fornito ieri anche ad alcuni difensori degli imputati nel senso che venerdì dopo le audizioni dei consulenti Nardelli dell'Avvocatura dello Stato e Nano Rabitti o chi potrà venire di loro due per venerdì, ci sarà il maresciallo della Guardia di Finanza che presenterà le schede società per società e imputato per imputato, in maniera tale che il Tribunale sia in possesso di dati sintetici e di come è stata svolta questa attività di tipo ricognitivo che peraltro si concretizzerà con la consegna di un dischetto e dei fogli così, quindi è molto rapido. Poi i testimoni che verranno sentiti, come dicevo appunto ai difensori anche ieri, sono quelli del faldone delle audizioni che riguardano per la prima parte quelle impiantistiche e verrà seguito più o meno in ordine cronologico.

 

Presidente: quindi prima parte impiantistica.

 

Pubblico Ministero: sì, perché noi non sappiamo... questo discorso qua. E a seguire però anche, ovviamente ci sono delle posizioni che riguardano sia la parte impiantistica che il settore più specifico di vigilanza sanitaria, comunque parte impiantistica e la parte, chiamiamola ancora, medico-sanitaria e igienico sanitaria. Comunque sono un faldone, mi pare che sia il 44, che è composto di metà interrogatori e metà audizioni; quindi quelle sono 50, 60 audizioni.

 

Presidente: faldone del fascicolo del Pubblico Ministero?

 

Pubblico Ministero: sì, certo.

 

Presidente: va bene, d'accordo, allora quindi impiantistica e vigilanza sanitaria, d'accordo. Bene, allora, ecco...

 

SALVI ANDREA

 

LOTTI - Salvi Andrea, il dottor Bai definisce questo caso un'epatopatia in pregressa epatite nel '75 e Raynaud del '75, io conclusi che sia l'epatopatia che il Raynaud sono indecidibili. Bai ci conferma che c'è un'epatopatia cronica in relazione ad alte dosi di CVM, non confermato il fenomeno di Raynaud. Andiamo direttamente alla documentazione aggiuntiva che purtroppo non aggiunge nulla. Ci sono degli accertamenti che riguardano la funzionalità epatica del '95, ricordo che allora quando discussi di questo caso gli ultimi accertamenti erano del '94, con un'ecografia indicativa di steatosi epatica; gli esami del '95, eccetto una transaminasi, sono normali, come si vede, e nel '96, '97 e '98 invece vediamo che entrambe le transaminasi hanno un rimarchevole movimento, addirittura a 300. Positivo per l'anticorpo contro il virus A e basta. La prossima è la visita medica del consulente del Pubblico Ministero, dichiara che non ha mai fumato, non ha mai bevuto, scusate, una piccola incongruenza con il dato Fulc che invece dichiara mezzo litro, ma che comunque non è significativo dal nostro punto di vista, c'è tutta l'anamnesi patologica che non ripeto, che è quella riportata anche precedentemente e dall'esame obiettivo non c'è nulla di rilevante. I consulenti del Pubblico Ministero non hanno fatto nessun accertamento relativo al fegato, ecco il motivo per cui questa documentazione aggiuntiva non conclude niente. Io avevo detto che c'era tutto un problema di fegato in questo paziente indecidibile in quanto già nel 1975, se non erro, insorge questa storia di epatopatia con una biopsia del fegato, quindi qualche motivo ci doveva essere nel '75 per sottoporre questo paziente a una biopsia; dopodiché non c'erano elementi sufficienti per capire cosa, che malattia di fegato avesse questo soggetto. Soggetto che è stato esposto a livelli elevatissimi di cloruro di vinile per un periodo molto prolungato e nel '75 diciamo che era appena finita l'esposizione molto rilevante di questo soggetto. Il dato della steatosi dall'ecografia è del '94 ed attualmente, o almeno l'altro anno, c'erano queste transaminasi così elevate. In assenza di questi dati e in assenza del vetrino del '75, che ricordo avevo suggerito di rivedere perché forse poteva darci qualche informazione, non è stato rintracciato, quindi il caso per me resta ancora indecidibile; resta il fatto che 300 di transaminasi l'altro anno, obbligano in questo caso alla biopsia epatica a questo paziente, per capire di quale malattia sia affetto.

 

SCARPA GIUSEPPE

 

LOTTI - Scarpa Giuseppe, Bai dice che è un Raynaud, un'osteolisi e un'epatopatia tutti del '75; io concludo per un'epatopatia indecidibile e un Raynaud causato dal CVM e poi guarito. Bracci parla di esiti di acroosteolisi attribuibili a pregressa esposizione a CVM, un'epatopatia cronica in cui l'esposizione al CVM ha svolto un ruolo causale. Martines lo discute come caso con uno o più indici di danno epatico persistenti nel tempo e lo classifica nel gruppo delle epatopatie croniche ad alta esposizione. Adesso possiamo andare a vedere la documentazione aggiuntiva che si riferisce agli ultimi anni, nel '98 dati con movimenti significativi delle transaminasi e delle Gamma GT con un aumento rimarchevole di queste ultime ed anche del volume corpuscolare medio. I dati riferiti all'infezione virale sono negativi e l'aumento del ferro nel sangue ed aumento del colesterolo nel sangue. Un'ecografia fatta alla fine del '98 parla di un fegato di dimensioni aumentate con ecostruttura iperriflettente e diffusamente un po' disomogenea, null'altro; nel '99 una visita specialistica di epatologia conclude che epatomegalia, due dita, consistenza aumentata non ha altri segni di epatopatia cronica, quadro orientativo per steatosi epatica, obesità. Il paziente viene visitato dal dottor Bracci - la prossima - nel febbraio '99 dove all'anamnesi risulta un potus modesto un quarto di litro, il paziente è chiaramente obeso e iperteso e ha un fegato che deborda tre dita dall'arcata costale, quindi è ingrandito. Gli accertamenti che sono stati fatti confermano il quadro precedente del '98, dove anche qui le transaminasi sono significativamente aumentate, la Gamma GT è molto aumentata, lieve movimento della bilirubina e un significativo aumento del volume corpuscolare. Fa anche una radiografia del torace che risulta negativa e una radiografia delle mani in rapporto all'acroosteolisi, di cui è stato affetto. Le falangi del primo, secondo e terzo raggio di entrambe le mani appaiono tozze, con conservazione dei contorni delle apofisi ungueali, regolare la morfologia del quarto e quinto raggio, bilateralmente. Anche se c'è un... dunque, questo è un soggetto che ha avuto una significava esposizione a cloruro di vinile anche se remota nel tempo, soprattutto negli anni ‘60 è stato esposto a più di 500 PPM, per un periodo abbastanza prolungato. Nel 1978 questo paziente ha fatto una biopsia del fegato, perché già allora evidentemente c'era qualche indicazione per farla e dimostrava una discreta e diffusa steatosi con modico ampliamento di alcuni spazi portali e modicissimo aumento della quota linfocitaria e concludeva per: discreta steatosi e brevissime note di epatite. Quindi un quadro non compatibile con la patologia causata dal cloruro di vinile, infatti è un quadro che persiste tuttora. Il problema è che qui non ci sono apparentemente altri fattori di rischio, perché il potus è quello dichiarato, un quarto di litro non dovrebbe causare tutto questo disastro, a meno che in precedenza il potus non fosse il più normale. Resta il fatto anche che questo paziente è obeso e quindi una quota della steatosi epatica è sicuramente da ascrivere a questa condizione. Questo paziente è stato molto esposto al cloruro di vinile, quindi io non sono in grado di concludere più di tanto su questo paziente, anche perché gli accertamenti del '99, fatti in occasione del processo, non hanno incluso un'ecografia. Quindi io non so esattamente che patologia abbia questo paziente, è un paziente che necessita assolutamente di ulteriori accertamenti, resta da capire come mai, cosa ci sia che sostenga questa epatopatia e la sostenga in modo così efficace, a 20 anni dalla fine di un'esposizione che pur è stata rilevante. Non c'è evidenza di Raynaud, attualmente noi riteniamo che sulla base dei dati discussi precedentemente si possa ragionevolmente pensare che questo paziente abbia avuto un fenomeno di Raynaud e che adesso ne sia guarito. Che del resto è la conclusione del dottor Bracci.

 

SILVESTRIN LUCIANO

 

LOTTI - Silvestrin Luciano, discusso dal dottor Bai come Raynaud dal '75, io concludo per assenza di evidenza di malattia; Bai conclude il fenomeno di Raynaud non è confermato, nuova diagnosi di epatopatia, quando è iniziata non gliela so dire. Allora andiamo a vedere la documentazione aggiuntiva che inizia con una ecografia del gennaio '99 che mostra un fegato ingrandito con margini conservati e un'ecostruttura un po' più ecogena che è di norma, tipo steatosi, null'altro alle vie biliari. Viene visitato dal consulente del Pubblico Ministero, ha un potus abbastanza contenuto come pure apparentemente il fumo, l'esame obiettivo è negativo. La prossima: gli accertamenti che sono stati fatti sono tutti negativi, tutta la funzionalità epatica è nella norma, come pure la funzionalità arteriosa agli arti superiori. Quindi il paziente non ha Raynaud confermato dagli accertamenti effettuati, ma anche non ha questa nuova epatopatia di cui si dice, è una steatosi con molta probabilità, che insorge alla bellezza di 35 anni dopo la fine dell'esposizione; questo soggetto ha finito di essere esposto nel '64. Tutti gli esami della funzionalità epatica sono nella norma, è un paziente diabetico e quindi la steatosi sicuramente può essere ascritta a questo disturbo metabolico.

 

SILVESTRO UMBERTO

 

LOTTI - Silvestro Umberto è un caso che noi non abbiamo mai discusso, Bai e Berrino dicono che è un glioblastoma del corpo calloso, una neoplasia cerebrale e può essere in rapporto con l'esposizione a cloruro di vinile. La prossima: una esposizione che è stata molto contenuta sia nell'intensità che nella durata, la durata minore di due anni e l'intensità irrilevante. La prossima: l'anamnesi patologica è un'anamnesi patologica relativa alla diagnosi di questa neoplasia che è stata particolarmente laboriosa, in quanto i sospetti diagnostici e i dati istologici erano un po' controversi; comunque alla fine si conclude nel novembre dell'87 quando poi anche il paziente decede, per glioblastoma del corpo calloso, tumore delle cellule gliari che sono le cellule di supporto ai nostri neuroni nel sistema nervoso centrale, il corpo calloso è una parte profonda del nostro cervello, quindi anche qui evidentemente l'intervento chirurgico ha dei grossi limiti e infatti il paziente è rapidamente deceduto. Questo paziente quindi ha avuto una neoplasia cerebrale che è insorta a 13 anni dall'inizio dell'esposizione, quindi il tempo di latenza sarebbe quello degli angiosarcomi più gravi che sono stati osservati in tutto il mondo, quindi un tempo di latenza molto modesto per un'esposizione che ho detto irrilevante sia per durata che intensità. Abbiamo già detto circa la consistenza dei dati epidemiologici tra tumori cerebrali e l'esposizione al CVM, quindi concludiamo: questo paziente è deceduto per un glioblastoma del corpo calloso, non correlabile all'esposizione a CVM.

 

SPANO’ VITANTONIO

 

LOTTI - Spanò Vitantonio, questo caso è stato discusso dal dottor Bai come un Raynaud ed angiopatia nel '70. Io concludo per un Raynaud dubbio e comunque non correlabile al CVM. Bai conclude che l'angiopatia periferica non è confermata, invece è stata posta la diagnosi di steatosi. Nell'80 era cessata l'esposizione per cui noi non possiamo dargli un rapporto certezza. Andiamo all'informazione omessa nella scheda precedente, omessa in quanto non veniva invocata un'epatopatia e quelle rilevanti solo riguardano il potus che è minore di 100 grammi al giorno, riguardano la funzionalità epatica che allora, in tutti gli anni dal '75 al '95 più ci sono i dati a servizio sanitario aziendale, erano normali, invece si vede una ipercolesterolemia nel 1990. La Gamma GT era poco oltre la norma solo in un'occasione. Andiamo avanti, la documentazione aggiuntiva riguarda gli ultimissimi anni dal '98, in cui si vede che nel '98, fine '98 tutti gli esami di funzionalità epatica erano normali, solo la Gamma GT era leggermente aumentata, c'è un'elettrobiografia che comunque è irrilevante per la patologia di cui discutiamo, un'ecografia epatica che descrive un fegato di normali dimensioni con ecostruttura addensata e più ecogena che di norma, senza paresi e lesioni focali, null'altro. C'è un'altra visita neurologica che, ripeto, è irrilevante per quanto discutiamo. La prossima: la visita medica del consulente del Pubblico Ministero, vi è un potus di tre quarti di litro, quindi significativo, non c'è fumo, da sempre 1 al dì, non so se fumasse una sigaretta o un pacchetto, e l'anamnesi che è stata ripetutamente descritta. All'esame obiettivo non c'è niente di rilevante. Gli accertamenti effettuati in questa occasione mostrano tutti gli esami negativi, eccetto la Gamma GT che è ai limiti superiori della norma. La valutazione angiologica - io l'ho fatta nella stessa occasione - è risultata negativa; quindi si conferma che non ha e non ha mai avuto il Raynaud, di nuovo c'è questa steatosi epatica che loro, cioè i consulenti del Pubblico Ministero, danno per dubbia, gli esami sono tutti negativi di funzionalità epatica, un'esposizione irrilevante terminata nel 1975, quindi io concludo per non evidenza di malattia epatica né evidenza di Raynaud.

 

TIOZZI GIANFRANCO

 

LOTTI - Tiozzi Gianfranco invece è un caso che noi non abbiamo mai discusso, l'hanno discusso Bai e Berrino dicendo che è deceduto per un carcinoma del Cardias, quell'unica pubblicazione che rapporta il DCE al tumore dello stomaco. Questo soggetto ha avuto un'esposizione a cloruro di vinile abbastanza consistente per intensità, anche se non per durata. Non abbiamo evidenza di un'esposizione al dicloroetano di questo soggetto. Vediamo l'anamnesi. Dall'anamnesi nel '92 questo signore, viene fatta evidentemente una diagnosi di carcinoma dello stomaco, viene gastrectomizzato nel '92. Nel '93 ha un altro episodio collegato, cioè postoperatorio diciamo, in quanto ha una pancreatite e questa pancreatite poi si ripete a pochi giorni di distanza con aumento di, modesto aumento di alcuni indici della funzionalità epatica che comunque non sono attribuibili alla malattia del fegato, ma al carcinoma e alla pancreatite soprattutto. Quindi un paziente che non risulta esposto a DCE, un paziente dove non c'è anamnesi che possiamo ispezionare per eventuali fattori di rischio di carcinoma gastrico ed infine non vi è evidenza che il DCE causi carcinoma gastrico nell'uomo.

 

VIGATO GIANFRANCO

 

LOTTI - Vigato Gianfranco è stato discusso da Bai come l'epatopatia e un Raynaud; è stato discusso da me con non evidenza di malattia epatica, modeste alterazioni riferibili al potus, non ha mai avuto fenomeno di Raynaud. Miedico conclude: fenomeno di Raynaud, non abbiamo avuto una conferma, anche se il lavoratore lo segnalava, epatopatia cronica correlata all'esposizione a CVM. Andiamo alla documentazione aggiuntiva: viene visitato dalla dottoressa D'Andria, c'è un'anamnesi di mezzo litro di vino al dì, è iperteso da alcuni anni, è in terapia per quello, anche se è leggermente ancora iperteso e chiaramente in sovrappeso. Gli accertamenti effettuati in questa occasione dimostrano tutti gli esami della funzionalità epatica compresi i test per l'infezione virale, negativi, eccetto un aumento della Gamma GT. L'ecografia fatta in questa occasione mostra un fegato con aumento delle dimensioni del lobo di destra, normale il sinistro, contorni netti, ecostruttura omogenea; quindi con una milza normale quindi un fegato sostanzialmente normale anche all'ecografia. Quindi un soggetto che ha avuto una esposizione molto modesta e irrilevante, comunque terminata nella metà degli anni ‘70, una storia di potus, perché c'è precedentemente una storia di potus, viene dichiarato un litro di vino nell'indagine Fulc, un litro di vino in altre due o tre occasioni, e un volume corpuscolare medio, aumentato nella storia eziologica. Oggi c'è un modesto aumento di un lobo del fegato, gli esami normali, ma ancora la Gamma GT è aumentata, che come abbiamo più volte detto, è un indice di alterazione legata all'assunzione di alcool. Comunque non vi sono segni di malattia, non vi sono segni di epatopatie, una modesta alterazione della Gamma GT sono da ascrivere (allustiante).

 

VIGNOLA ALESSANDRO

 

LOTTI - Vignola Alessandro è un Raynaud, è un'epatopatia secondo Bai; secondo il sottoscritto non vi è evidenza di epatopatia, l'alterazione della Gamma GT è riferibile al potus, non affetto da fenomeno di Raynaud. Miedico conferma che il Raynaud non è confermato, ma l'epatopatia cronica è tuttora presente. Andiamo alla documentazione aggiuntiva. La documentazione aggiuntiva consiste in una ecografia epatobiliare del '97 con fegato modicamente ingrandito con ecostruttura finemente disomogenea, null'altro. La visita della dottoressa D'Andria raccoglie delle informazioni che possono essere utili e che riguardano il potus che viene riferito di un bicchiere, l'indagine Fulc parla da 1 a 2 litri, quindi le solite inconsistenze, è affetto da diabete e ha un fegato ingrandito di due dita. La prossima diapositiva mostra una serie di esami della funzionalità epatica e della immunologia virale nella norma. L'ecografia mostra un fegato per dimensioni e profili normale, un po' disomogeneo diffusamente ed iperriflettente il parenchima e qui non c'è nient'altro. Ha fatto gli accertamenti per il Raynaud che sono risultati negativi. Quindi un paziente che ha avuto un'esposizione molto modesta per durata, ricordo che l'ha avuta per due anni e terminata nel 1973. I nuovi accertamenti forse sono indicativi di steatosi, anche se la funzionalità epatica è mantenuta nella norma e c'è da dire che questo paziente è anche diabetico. Quindi potrebbe esserci una epatomegalia sostenuta sia dal diabete che da una steatosi di potus che, malgrado l'ultima dichiarazione, vi è evidenza di sue dichiarazioni precedenti di potus più che abbondante. Comunque direi che non vi è evidenza di malattia epatica né di Raynaud.

 

VIZZA BRUNO

 

LOTTI - Vizza Bruno è stato considerato da Bai come un Raynaud; io ho concluso per un dubbio Raynaud causato da CVM; Miedico dice che ha un aumento del volume del fegato che noi mettiamo in correlazione ad un'epatopatia cronica, mentre il morbo di Raynaud non ha dato risultati particolarmente significativi, si può parlare di miglioramento. Andiamo a vedere la documentazione aggiuntiva che consiste nella visita medica della dottoressa D'Andria che parla di un potus di due bicchieri di vino a pasto all'epoca del lavoro in Montedison, quindi circa mezzo litro al giorno; risulta dalla scheda Fulc invece un'abitudine all'alcool di un litro e mezzo al giorno. Nell'anamnesi patologica c'è un infarto, quindi questo è importante, e un diabete e un'ipertensione, quindi tutti i fattori di rischio per una malattia coronarica. L'esame obiettivo è silente. Gli accertamenti che ha effettuato della funzionalità epatica sono tutti normali, eccetto la Gamma GT e il volume corpuscolare medio, entrambi indicativi di un eccesso di alcool. L'ecografia fatta nel '99 mostra un aumento asimmetrico nel volume del fegato e con un'ecostruttura densa con echi brillanti in superficie, quindi un quadro indicativo di una modesta steatosi. Per quanto riguarda la valutazione angiologica della circolazione agli arti superiori, è normale anche se il paziente ha morbo di Dupuytren e l'amputazione di un dito della mano sinistra. Quindi questo è un soggetto che ha avuto una pesante esposizione al cloruro di vinile, abbiamo leggermente modificato la scheda espositiva, comunque il giudizio non cambia. Viene riferita una nuova patologia nel '99, quando lui ha smesso di essere esposto a cloruro di vinile all'inizio degli anni ‘70. Gli esami sono assolutamente nella norma, il potus almeno nel passato risulta particolarmente abbondante e quindi concludo per una assenza di evidenza di malattia sia per quanto riguarda l'epatopatia e per quanto riguarda il Raynaud. Un, appunto, signor Presidente, lei intervenne su questo caso, e probabilmente non aveva l'informazione giusta, perché lei dice, anche perché vi era la contestazione che fosse esposto in quanto operatore esterno etc. etc.. Non c'era questa contestazione, noi anche allora dicemmo che era molto molto esposto, quindi probabilmente ha qualche appunto che non concorda.

 

ZANCANARO GIOVANNI

 

LOTTI - Zancanaro Giovanni è discusso da Bai come un Raynaud; discusso dal sottoscritto come non evidenza di malattia; Miedico introduce una nuova patologia che è un'epatite cronica non grave correlabile all'esposizione lavorativa. Questo soggetto è stato esposto a concentrazioni irrilevanti di cloruro vinile monomero. Nella scheda precedente avevamo omesso l'informazione riguardo al potus perché questa patologia non era stata considerata e si riferisce quindi un'epatomegalia nel '75, con mezzo litro di vino al giorno più un bicchierino di superalcolici. La documentazione aggiuntiva nel '99 indica che beveva un bicchiere di vino al pasto all'epoca del lavoro alla Montedison, indica tutta una serie di piccoli problemi, tipo un ascesso glute, l'esame obiettivo mostra un'ipertensione significativa e un fegato nella norma per quanto riguarda le dimensioni. Gli accertamenti che ha effettuato sono stati tutti negativi e l'ecografia effettuata ha mostrato un fegato di dimensioni aumentate, contorni netti, ecostruttura densa con echi brillanti in superficie. Anche qui un quadro indicativo forse di steatosi epatica. La valutazione angiologica è risultata negativa. D'importante sembra che i marker del virus dell'epatite B e dell'epatite C, non siano stati fatti in questi pazienti in questa occasione. Quindi di nuovo in questo paziente ci sarebbe un'epatopatia, perché il Raynaud viene escluso dagli stessi consulenti del Pubblico Ministero, un'epatopatia dove non c'è evidenza, se non una indiretta evidenza ecografica con gli esami normali e senza alcune informazioni importarti, quindi concludo per mancanza di evidenza di epatopatia.

 

RIASSUNTO PATOLOGIE - DR.  LOTTI

 

LOTTI: Ecco, signor Presidente, ho finito la discussione analitica dei casi e adesso vorrei cominciare a riassumere quelle patologie come le ho anticipato. Vorrei far cominciare con i carcinoma del laringe. Intendiamo riassumere i casi e enunciare le ragioni per cui non riteniamo che queste neoplasie debbano ascriversi all'esposizione a cloruro di vinile o al polivinilcloruro. Questa diapositiva ci dice che nel processo sono entrati 23 casi di carcinoma del laringe, noi li abbiamo distribuiti in rapporto all'esposizione con dei criteri molto larghi che abbiamo già precedentemente definito, ove si vede che non c'è nessuna correlazione in questi 23 casi, per ciò che riguarda il livello di esposizione. Dove invece c'è una correlazione è con i fattori di rischio noti ed acclarati di carcinoma del laringe che sono il fumo, l'alcool e soprattutto l'associazione Raynaud; di questi 23 casi, 17 erano forti fumatori, più di un pacchetto al giorno, e di questi 17, 14 erano anche forti bevitori, più di un litro al giorno. In 4 casi non siamo riusciti a quantificare potus ed alcool, e in due casi non vi era informazione disponibile al riguardo. Ora, circa l'attribuzione eziologica dei tumori del laringe al cloruro vinile e al PVC, non c'è nulla in letteratura. L'attribuzione di queste neoplasie al CVM fatta dai periti del Pubblico Ministero io credo si giustifichi dalla lettura del verbale del 12 giugno '98 che a pagina 76 recita così: "Il laringe è il tubo dell'aria prima della trachea, poi arriva ai polmoni. E` logico pensare che le sostanze cancerogene per l'albero bronchiale, possano essere cancerogene per il laringe. Questa è stata una delle considerazioni per cui abbiamo incluso il cancro del laringe e poi anche il fatto che in qualche studio era stato menzionato un modesto eccesso di tumore del laringe". Questo è il dottor Berrino. Il Pubblico Ministero spiega poi che si tratta dello studio di Comba e Pirastu. Ora lo studio di Comba e Pirastu di mortalità su tutti i dipendenti Enichem e Montedison indica che nel periodo '56-'85: zero casi osservati e 2,2 attesi. Nel periodo '86-'95: zero casi osservati e 2,9 attesi. Negli insaccatori: 3 casi osservati contro i 2 attesi. Sinceramente io non vedo questo modesto eccesso, Bracci un'altra giustificazione che è la solita plausibilità biologica, tanto disse che c'è il citocromo P450 anche nel laringe e quindi anche nel laringe si può formare... attivo del cloruro di vinile. Quanto poi all'applicazione alla biologia e alla medicina quella sorta di proprietà transitiva che ha applicato il dottor Berrino, cioè che un cancerogeno per il polmone è anche cancerogeno per la laringe a me pare effettivamente strano. Perché i due organi fanno parte dello stesso tubo? Io trovo inconsistente perché 1) non è dimostrato che il cloruro di vinile causi il tumore del polmone; e 2) la vita è una teoria strana, bizzarra, addirittura comica, la teoria del tubo appunto. Quindi in conclusione non c'è nessuna evidenza né epidemiologica né clinica che attribuisca al CVM e al PVC l'eziologia dei tumori laringei. E poiché in questa casistica sono ben presenti altri noti, acclarati, sottoscritti, forti fattori di rischio, in tutti questi casi noi non riteniamo che alcuno di questi casi sia legato all'esposizione al cloruro di vinile o (fortorivinile). Raynaud ed acroosteolisi. Anche qui la stessa cosa, anche qui ho già depositato la lista dei casi e quindi vediamo. In questo processo sono entrati 103 casi di Raynaud ed acroosteolisi, qualche soggetto era entrato con entrambe le patologie. Di questi 103 casi, 30 non sono stati riproposti nel secondo round o non sono stati rintracciati; dei rimanenti 46 sono stati dichiarati guariti o assenza del fenomeno. Non so qui come considerarli, anche perché io credo che sia rilevante per questo Tribunale sapere se uno è stato ammalato e poi è guarito oppure se non ha mai avuto la malattia. In 7 casi i periti del Pubblico Ministero sono incerti, in due casi dichiarano che non si tratta di malattia professionale e in 18 casi dicono che sono dei Raynaud con presenti solo segni clinici di malattia. Non è chiaro in base a che cosa, cioè forse una più approfondita anamnesi alla quale purtroppo noi non abbiamo partecipato, li ha convinti che questi soggetti fossero affetti da Raynaud in assenza di prova oggettiva. La prossima diapositiva analizza i casi di Raynaud e acroosteolisi guariti secondo i periti del Pubblico Ministero. Allora, vengono dichiarati guariti 21 di questi casi senza alcun accertamento, probabilmente sulla base di un'anamnesi. In 17 casi sono dichiarati guariti sulla base di accertamenti negativi e in 8 casi gli accertamenti sono stati indicativi di altre patologie; in base a questi diversi criteri vengono dichiarati guariti. Vediamo la prossima. I casi invece che i periti del Pubblico Ministero dicono, definiscono clinici sono 18 e a questa conclusione sono giunti in tre casi senza alcun accertamento, in 13 casi con gli accertamenti negativi e in 2 casi con gli accertamenti positivi ma indicativi di un'altra patologia. Quindi dopo questa analisi io sinceramente non ho capito la logica dei miei colleghi che concludono per guarigione o casi clinici sulla base, non ho capito sulla base di quali criteri. C'è da sottolineare una cosa importante: che in nessun caso, nessuno di questi soggetti che sono stati sottoposti ad accertamenti strumentali, in nessun caso vi è stata evidenza obiettiva di fenomeno di Raynaud. Togliendo i casi irrilevanti dal totale, si vede che rimangono 64 casi, analizzando le conclusioni dei periti del Pubblico Ministero tra la prima e la seconda valutazione, si scopre che il 72% di questi casi guarisce. 18% io li definisco stabilizzati perché non vi è evidenza obiettiva, ma loro concludono che è ancora presente. Quindi sicuramente non sono peggiorati come si potrebbe assumere se alcuni di questi avessero presentato dei dati obiettivi di Raynaud. Quindi una distribuzione della storia naturale di questa malattia poco usuale se si confrontano i dati presenti nella letteratura, vuoi per i Raynaud di altra origine, vuoi per i Raynaud di origine CVM. La prossima. Abbiamo cercato di vedere se vi era un rapporto tra i casi clinici definiti come tali dai periti del Pubblico Ministero e l'esposizione, perché forse abbiamo pensato che quello poteva essere uno dei criteri che avevano usato, ma apparentemente non è, perché dei 18 casi tutti si spalmano nei vari livelli di esposizione. E` importante però che in quelli ad alta esposizione, 4 su 5, fossero autoclavisti. Perché questo è il dato che emerge dalla letteratura, nella letteratura sono stati descritti i casi Raynaud solo negli autoclavisti e nel circa 3, 6% degli operai addetti a questa mansione. In conclusione, noi su questa diagnosi di Raynaud clinico non siamo in grado di esprimerci, non avendo capito la logica con la quale siano arrivati a questa conclusione e soprattutto non avendo avuto accesso ai soggetti. Pertanto la nostra valutazione complessiva di tutti questi casi di Raynaud è la seguente: su 103 casi in totale, in 72 casi non c'è evidenza di malattia attuale o pregressa; in 24 casi su 103, vi è evidenza di un'altra malattia, soprattutto sindrome del dotto toracico; in 4 casi non siamo in grado di esprimerci; in 3 casi, che poi sono 2 perché uno ha due patologie, riteniamo che questi due soggetti possono infatti avere avuto un Raynaud e un'acroosteolisi da cloruro di vinile, comunque sono guariti. Quindi attualmente non c'è nessuna evidenza di cloruro di vinile in nessuno di questi casi. Veniamo alle neoplasie polmonari. Vorrei riassumere i dati delle neoplasie, abbiamo già detto e abbiamo già discusso a lungo circa l'ipotetica associazione con l'esposizione a cloruro di vinile oppure a cloruro di polivinile. In particolare abbiamo insistito ed insistiamo sul fatto che gli studi epidemiologici sono incoerenti e che l'associazione epidemiologica è debole. Incidentalmente mi giungono voci non ufficiali che il tumore del polmone sia stato depennato dall'ultimo studio della IARCH che è in corso di pubblicazione, ad ulteriore conferma di che significato abbiano questi tipi di studi epidemiologici. L'evidenza sperimentale è basata su studi deboli ed è basata sull'insorgenza solo in una specie di un tempo particolare di tumore che è rarissimo nell'uomo, che è il carcinoma bronchiolo, e il terzo elemento fondamentale su cui abbiamo basato le nostre considerazioni è che nel 95% dei casi di tutti i tumori del mondo, essi sono attribuiti al fumo e che tutti i soggetti che si sono ammalati, deceduti molti, di neoplasia polmonare erano tutti fumatori. Quindi mostrerò le tabelle che ho già mostrato semplicemente aggiornandole e confrontandole con i casi che sono stati introdotti successivamente. Quindi abbiamo un totale di 92 neoplasie polmonari che si distribuiscono nei diversi istotipi, la maggioranza ovviamente sono stati tipizzati, una certa quantità non lo sono e si vede la prima analisi, l'unico tumore istotipo che prevale sugli altri è il carcinoma spinocellulare e questo va - la prossima - in accordo con quanto si sa dei tumori polmonari in generale. Abbiamo aggiornato nei confronti della casistica di Milano dove il cloruro di vinile non c'entra niente e la nostra casistica di Marghera per istotipi e voi vedete che sembra la copia fotostatica dell'altra casistica. Quindi una casistica di Marghera che è del tutto sovrapponibile per istotipi alla casistica di Milano. La prossima, sempre quella valutazione dell'esposizione per almeno un anno a queste dosi di cloruro di vinile e voi vedete anche qui che non c'è nessuna differenza tra l'incidenza degli istotipi e l'intensità dell'esposizione. Infine, l'ultima diapositiva, non è l'ultima, i fumatori nel nostro gruppo di soggetti affetti da tumori polmonari sono tutti fumatori, non c'è nessuno non fumatore e l'84, scusate, 81 di questi 84 casi erano forti fumatori, cioè più di un pacchetto di sigarette al giorno, il 95% dei soggetti. Quindi queste sono le considerazioni in base alle quali noi riteniamo che tutte le neoplasie polmonari oggetto di questo processo siano da attribuire al fumo di sigaretta e non al cloruro di vinile. I periti del Pubblico Ministero hanno invocato ripetutamente la plausibilità biologica per giustificare le neoplasie polmonari basandosi su due elementi particolari, uno: la presenza del citocromo P450 2 e 1 nel polmone e quindi la possibilità che questo attivi il cloruro di vinile a sostanza cancerogena. Ho già discusso questo ieri per l'alcool, ho già detto che il metabolismo del cloruro di vinile è particolarmente complesso e che focalizzarsi su una delle tante reazioni è improponibile dal punto di vista scientifico. E ho anche detto che questo concetto della plausibilità biologica è un concetto che ci è estraneo, è un concetto che non segue la logica galileiana, è un concetto retorico. Io potrei spiegarvi perché la presenza del citocromo P450 2 e 1 del polmone che ci sia, non ci sia, che ce ne sia poco è del tutto irrilevante, voglio solo mostrarvi un dato piccolissimo che forse convincerà. Qui si sono domandati questi scienziati come mai i tumori del fumatore avvengono tutti nel bronco, la stragrande maggioranza. Avete visto i tumori bronchiolo alveolari rappresentano l'1%, allora hanno fatto l'ipotesi che nel bronco le sostanze cancerogene presenti, il fumo di sigaretta, si attivassero o comunque venissero metabolizzate in modo diverso nelle cellule dell'alveolo e quindi sono andati a vedere il metabolismo della sostanza marker del fumo che è il benzopirene, misurando questo enzima AHH, che è quello che attiva il benzopirene alla sostanza cancerogena che è la stessa cosa del citocromo che attiva il cloruro di vinile e voi vedete che non c'è differenza nella capacità di attivare il benzopirene nel parenchima polmonare e nel bronco. Quindi la capacità attivante in questo caso del benzopirene è irrilevante nel determinare un tipo di tumore in quel tessuto. E questo perché? Perché come ho detto ieri ci sono molte altre vie metaboliche che questi autori hanno studiato e hanno fatto delle ipotesi su quali possono essere i meccanismi. Comunque quello che è importante è che l'attivazione del cancerogeno è uno dei mille meccanismi che contribuiscono poi alla fine a determinarne l'azione biologica. Secondo elemento retorico di plausibilità che hanno usato i miei colleghi è stato quello della presunta capacità del PVC di causare fibrosi polmonare e quindi il tessuto fibroso rappresenterebbe l'ambiente favorente lo sviluppo di una neoplasia. Io ho dei seri dubbi circa la fibrosicità del cloruro di vinile a livello polmonare, nella nostra casistica non ci sono pneumoconiosi, perché sono tutte guarite, nella nostra casistica nessun caso di neoplasia polmonare, ove si descriva il tessuto sano circostante la neoplasia, si descrive la presenza della fibrosi polmonare. Quindi l'ipotesi che negli insaccatori il rischio fibrogeno derivante dalla polvere di PVC possa rappresentare il motivo di insorgenza di alcune neoplasie, ripeto e ribadisco, è una ipotesi retorica e non sostanziata dai dati. Infatti nelle neoplasie che insorgono su cicatrice e tessuto fibrotico l'istotipo che insorge è l'adenocarcinoma. Abbiamo visto che non c'è nessuna differenza con una popolazione non esposta a CVM che abbia la neoplasia polmonare, nessuna evidenza che l'adenocarcinoma sia più frequente negli esposti a cloruro di vinile monomero né esposti a cloruro di vinile polimero. Quindi vorrei concludere su queste neoplasie polmonari, tutte le neoplasie polmonari di questo processo vanno attribuite al fumo perché in tutti i casi avevamo dei fumatori e nel 95% dei casi erano forti fumatori, non c'è nessun caso di tumore polmonare insorto in non fumatore, cosa che nelle casistiche dei tumori polmonari anche se poco esiste. Il terzo motivo: perché le argomentazioni dei periti del Pubblico Ministero circa un'ipotesi alternativa e una plausibilità biologica sono delle argomentazioni non scientifiche. Per quanto riguarda il concetto di concausa tra PVC e CVM e fumo altro concetto retorico invocato ripetutamente, nel determinare le neoplasie polmonari ribadiamo quello che abbiamo più volte detto, ogni interazione tra sostanze tossiche è del tutto imprevedibile per i motivi legati alla complessità metabolica, per i motivi legati alle diverse dosi, per i motivi legati alle diverse condizioni di salute della cellula. In aggiunta il fumo contiene più di 100 sostanze cancerogene, quindi il quadro si complica ancora di più e vorrei quindi che i miei colleghi mi spiegassero quali sono gli elementi tossicogeni non i giochi con i numeri, ma gli elementi tossicologici che giustificano questa ipotesi. Quindi il concetto di causa, di concausa, scusate, non è suffragato da alcun dato scientifico e quindi è scientificamente inaccettabile. Io ho finito i riassunti, vorrei fare il riassunto finale adesso, signor Presidente, di tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi due anni. In questi due anni ci siamo confrontati con svariate centinaia di malattie, la documentazione è enorme, però ribadisco ancora una volta il nostro disagio per non aver potuto avere accesso diretto a queste persone. Vediamo nella prima diapositiva che malattie e quante sono entrate in questo processo. Allora, in questo processo, signor Presidente, sono entrate 717 malattie, non soggetti, malattie, che sono, come vedete, distribuite in vario modo, vorrei escludere dalla discussione successiva l'ultimo punto di questa diapositiva, le altre patologie, perché alcune erano veramente improbabili, altre mai riportate come legate all'esposizione a CVM, andiamo nel disagio psicofisico, alle reniti, neuriti, alle infiammazioni vescicali. Quindi concentriamoci sul resto, su questo processo sono entrati 103 casi o di acroosteolisi o di Raynaud, 292 malattie del fegato, 194 malattie polmonari, comprese le neoplasie, e una serie di neoplasie di cui 24 linfomi, 6 neoplasie cerebrali, 16 neoplasie gastriche, 23 neoplasie del laringe, 7 melanomi e 29 altre neoplasie. Vediamo la prossima che ho in parte appena detto, dei 103 casi di Raynaud 46 sono dati per guariti, 7 incerti, 2 non attribuiti al CVM. Devo ritenere che tutto il resto sia attribuibile al CVM, tutti i casi rimanenti, 103 meno questi, in realtà avrete notato la reticenza e l'ambiguità con cui questo dato è stato offerto, qualche volta erano guariti, qualche volta erano non segni di patologia, qualche volta non evidenza strumentale, io vorrei capire se devo assumere, secondo i commenti del consulenti del Pubblico Ministero che i rimanenti siano tutte malattie accertate e causate dal cloruro di vinile. Ripeto, è importante sapere se dei soggetti anche siano stati ammalati in passato ed ora guariti. La prossima diapositiva sulle malattie del fegato. Come ho detto sono entrate 292, le più gravi erano 24, 16 epatocarcinomi e 8 angiosarcomi. Di queste patologie anche qui lo stesso equivoco, guarito, migliorato, evolutiva, non evolutiva, poco evolutiva, molto evolutiva, non più evidenti segni, io vorrei sapere se sono guariti. Di comunque questi sono 46 di 292, in un caso hanno ammesso che non ci sono malattia e in 2 casi non è stata attribuita al cloruro di vinile monomero. Sono entrati nel processo, come ho detto 194 malattie polmonari, di cui 94 neoplasie e 13 pneumoconiosi. 15 sono guariti, e sono le pneumoconiosi, in un caso non c'è malattia, tutti gli altri anche qui debbono ritenere che siano mantenute le diagnosi iniziali. Per quanto riguarda infine le altre neoplasie qui la confusione è stata totale, 105 casi di neoplasie sono entrate in questo processo e secondo il parere dei consulenti del Pubblico Ministero queste neoplasie sono attribuibili al CVM o al PVC, le neoplasie cerebrali, le neoplasie gastriche, le neoplasie laringee, renali, vescicali, pancreatiche, prostatiche, intestinali e linfomi, quelle che sono state chiaramente sono le neoplasie dell'etmoide, della cute, dell'esofago, del faringe e della lingua, 5 neoplasie, una poi è venuta fuori che non era una neoplasia e una è stata riclassificata. Quindi c'è da dire per esempio che le neoplasie del laringe qualche volta sono state attribuite e qualche volta no, una volta è intervenuto anche il Pubblico Ministero, non è stata un'attribuzione al cloruro di vinile univoca, le neoplasie renali sono comparse solo di recente, nel secondo giro, prima io di neoplasie renali attribuite al CVM non avevo sentito nulla. Le neoplasie vescicali qualche volta sono attribuite e a volte no, qualche volta si dice che sono i coloranti, anche qui non è stata molto chiara l'attribuzione di queste neoplasie. Le neoplasie pancreatiche e intestinali sono rimasti sempre nel vago, potrebbe, non potrebbe, e via di questo passo. Quindi sulle altre neoplasie, cioè quelle non del fegato, del polmone, il quadro è stato particolarmente confuso. E quindi, signor Presidente, arriviamo invece alle nostre conclusioni, le nostre conclusioni sono basate su tre elementi: le schede individuali che abbiamo discusso caso per caso e che in parte abbiamo depositato e che in parte depositeremo, dai riassunti specifici per il secondo round di alcune di queste patologie che vi ho appena illustrato, e infine sulla base di considerazioni generali che abbiamo più volte ribadito nel corso di questo processo. Io credo che da quanto è stato detto finora sia chiara a tutti qual è la differenza fondamentale tra le nostre conclusioni e quelle dei periti. Cioè l'attribuzione eziologica di alcune malattie e direi che l'esempio più calzante è quello dei tumori polmonari. Allora, non c'è dubbio che l'attribuzione eziologica di una malattia risenta inevitabilmente di giudizi individuali al di là del gioco delle parti che stiamo svolgendo in quest'aula, ma c'è una differenza sostanziale tra noi e i periti del Pubblico Ministero, è come si è giunti a questi giudizi individuali. Abbiamo cercato di capire il significato dei dati pubblicati nella letteratura, ci siamo formati e abbiamo offerto delle premesse critiche e sulla base di queste premesse abbiamo fondato le nostre convinzioni, quindi abbiamo cercato di capire per credere. I periti del Pubblico Ministero hanno fatto l'operazione opposta, hanno creduto a certe premesse invocando il senso comune, la concausa per esempio, è un'invocazione al senso comune, invocando l'autorità, la IARCH, non hanno usato la critica, hanno creduto per capire. Ora, il processo scientifico invece è contrario, si capisce per credere. Quindi, sulla base di questo metodo noi siamo arrivati a queste conclusioni che vi illustro in queste ultime due diapositive. Acroosteolisi e Raynaud, 103 casi entrati in questo processo, secondo noi, ripeto, discussi tutti o individualmente o ultimamente o collettivamente, su 103 casi in 76 casi non c'è evidenza di malattia e in 24 casi la malattia non è professionale. Su 194 casi di malattie polmonari entrate in questo processo abbiamo concluso per non malattia in 60 casi e in 134 di questi casi non una malattia professionale. Per quanto riguarda le malattie del fegato sono entrate 292 in 179 casi abbiamo concluso per assenza di evidenza di malattia, in 103 casi abbiamo attribuito la malattia ad altre cause che non fosse quella professionale. Sulle altre neoplasie che furono 105 in un caso non c'era la neoplasia e in 104 casi abbiamo detto che non si tratta di malattia professionale. Per quanto riguarda le altre patologie in 6 casi non c'era evidenza di malattia e in 17 casi non c'era evidenza di malattia professionale. Mancano dei numeri, bene, i numeri che mancano riflettono le malattie professionali che noi abbiamo attribuito alla prossima diapositiva. 6 casi di angiosarcoma del fegato riferiti ai signori Agnoletto Augusto, Battaggia Giorgio, Faggian Tullio, Fiorin Fiorenzo, Suffogrosso Guido e Zecchinato Gianfranco. Due di questi casi di angiosarcoma del fegato, Zecchinato Gianfranco e Battaggia Giorgio avevano anche l'altra malattia causata dal cloruro di vinile, che è la fibrosi portale. In due casi, Pistolato Primo e Poppi Antonio vi era evidenza di una fibrosi portale caratteristica causata dal cloruro di vinile. In 2 casi, Penzo Moreno e Scarpa Giuseppe, sono due casi, adesso non ricordo quale dei due avesse entrambe le patologie, per cui con i dati di allora abbiamo ritenuto che avessero avuto una malattia, rivisti recentemente sono guariti. Quindi noi riteniamo che ragionevolmente di tutte le malattie entrate in questo processo 10 soggetti abbiano una malattia professionale da cloruro di vinile. Io con questo, signor Presidente, ho finito. La ringrazio per l'attenzione.

 

Presidente: grazie, professore. Senta, le propongo invece proprio delle osservazioni che faceva ieri in particolare riferendosi alle conclusioni cui era pervenuto il dottor Martines, e cioè osservazioni che riguardavano la concausalità in particolare asserita dai consulenti del Pubblico Ministero dell'alcool e del CVM o comunque l'interazione di queste due sostanze o la sinergia dell'alcool sul CVM, etc., ha escluso che questa affermazione si possa basare su basi scientifiche. Peraltro, rileggendo quanto aveva, appunto, dichiarato nel corso della sua audizione il dottor Martines, lui parte da alcuni dati, innanzitutto, credo che su questo si possa essere forse d'accordo, che è un'affermazione che è stata fatta più volte, sia il CVM sia l'alcool sono delle sostanze che intervengono sulla necrosi cellulare e... no, va beh, allora vado avanti perché lo dice Martines ad ogni buon conto. E che sono quindi entrambe sostanze fibrogenetiche.

LOTTI - Questo sì.

 

Presidente: provocano una necrosi cellulare da cui deriva una... no?

LOTTI - La differenza fondamentale è che tutta la letteratura dice che il cloruro di vinile non lede l'epatocita, non causa necrosi, non c'è un'infiammazione, Callea l'ha ripetuto, l'ho detto io, l'ha detto Colombo. La fibrosi cicatriziale e poi attiva dell'alcool comincia con la necrosi, quella del cloruro di vinile no, il cloruro di vinile risparmia l'epatocita, il cloruro di vinile causa la fibrosi circoscritta in una particolare zona del fegato con un meccanismo diverso da quello che inizia con l'infiammazione di una necrosi. Questo è un punto che noi abbiamo sempre fatto, perché le ricordo che una volta ho anche citato quegli interventi di anastomosi porto cava, di anastomosi che fece nei soggetti affetti da ipertensione portale da cloruro di vinile che guarirono, perché era una fibrosi circoscritta allo spazio portale. Se lei fa un intervento... porto cava a una cirrosi epatica alcolica, il paziente muore lo stesso, perché è l'epatocita che è andato, è la cellula epatica che è andata. Mentre la fibrogenicità del cloruro di vinile e dell'alcool sono acclarate.

 

Presidente: va bene. Allora, affermava anche il dottor Martines, a pagina 45 del verbale dell'udienza del 14 dicembre, che c'era un legame tra l'esposizione a CVM e l'epatocarcinoma, dopo aver parlato dell'angiosarcoma dice c'è un legame anche tra l'esposizione a CVM ed epatocarcinoma e dice: la prova più evidente o più convincente tra esposizione a CVM e sviluppo dell'epatocarcinoma è fornita dalla coesistenza di noduli di angiosarcoma e di noduli di carcinoma epatocellulare nello stesso soggetto.

LOTTI - Quel caso lì..

 

Presidente: è il caso di Simonetto...

LOTTI - L'ha discusso Callea.

 

Presidente: dice che non è un caso che abbiamo trovato qui in questo processo, vi sono anche casi che sono stati evidenziati in letteratura ed anche in sperimentazioni su ratti.

LOTTI - Non entro nel caso specifico perché l'ha discusso Callea e non vorrei... Le faccio un discorso generale. Io non escludo che ci possa essere un angiosarcoma e un epatocarcinoma insieme, assolutamente. Hanno due eziologie diverse. Quello che io ho sostenuto e che ha sostenuto Callea ed altri è che l'epatocarcinoma insorge quando c'è una cirrosi, i nostri casi, eccetto uno credo, sono tutti cirrotici, quindi la cirrosi non è la causa il cloruro di vinile, lo dice anche Martines mi pare.

 

Presidente: però dice che...

 

Pubblico Ministero: no, due angiosarcomi con cirrosi, non dice così Martines. Non tutta la letteratura è come dice il professor Lotti.

 

Presidente: va bene, no, ma andiamo avanti un attimo. Dice Martines: l'80% dei lavoratori cui è stato accertato un epatocarcinoma era tra quelli maggiormente esposti.

LOTTI - Tutti con un fattore di rischio pesantissimo noto per la cirrosi prima e l'epatocarcinoma dopo.

 

Presidente: cosa vuol dire un fattore di rischio?

LOTTI - I virus e l'alcool.

 

Presidente: e non il CVM?

LOTTI - Non il CVM, ripeto, Maltoni, per citare uno scienziato che sicuramente lei rispetterà, dice: "Il cloruro di vinile non causa la cirrosi".

 

Pubblico Ministero: questo lo sentiremo Maltoni. Ne parleremo con Maltoni, non si preoccupi.

 

LOTTI - Io non l'ho chiesto a Maltoni, l'ho letto sulla letteratura dove c'è il suo...

 

Pubblico Ministero: i suoi colleghi e consulenti a difesa ci hanno insegnato che tante volte ha cambiato parere, bisognerà capire qual è quello vero, quello vecchio, quello...

 

Presidente: avevo proprio bisogno di alcuni chiarimenti. Scusate un attimo, adesso senza entrare nella polemica, avevo bisogno proprio di alcuni chiarimenti...

LOTTI - Ce l'ho qua.

 

Presidente: dopo lo guardiamo.

 

Pubblico Ministero: glielo chiederemo a lui, facciamo prima.

 

Presidente: anche per quanto riguarda la cirrosi Martines afferma che ci sono evidenze epidemiologiche secondo cui la cirrosi può essere associata ad esposizione a CVM, lui cita Hanz Opise...

LOTTI - Vado a prendere questo lavoro così finiamo subito questa faccenda...

 

Presidente: no, stia qui un attimo, professor Lotti, mi risponda un attimo su questo. E dice: noi qui nella nostra casistica abbiamo due casi, quella di Simonetto e di Zecchini Gianfranco, due pazienti quindi con angiosarcoma che avevano anche la cirrosi. Ed entrambi non avevano fattori noti per sviluppare cirrosi, perché sicuramente il consumo di alcool era minimo.

LOTTI - Io non ho questi due casi sotto naso e quindi non sono in grado di rispondere, ho dei dubbi, ma non ricordo. Quindi se vuole la prossima volta mi prendo nota di questi due pazienti e le do la risposta. Non ho presente.

 

Presidente: e lui dice e conclude: in questo caso l'evidenza - parlo di pagina 50 sempre di quel verbale - dell'associazione di queste due patologie messe insieme è piuttosto rara e credo che possa essere spiegata ipotizzando una causa comune, ovviamente il CVM. Ecco quindi che poi da questo ne trae una conclusione ovviamente a più vasto raggio e cioè che l'esposizione a CVM, l'alta esposizione al CVM, possa avere giocato un ruolo concausale nello sviluppo di cirrosi in quei pazienti appartenenti al gruppo ad alta esposizione. Questa è la conclusione che lui ne trae dall'osservazione di queste...

LOTTI - E` una sua opinione.

 

Presidente: per carità, è la sua opinione, ognuno esprime quelle che sono le proprie opinioni, valutazioni. Ma qui lui le trae su un'osservazione di casi che sono stati concretamente analizzati in questo processo e quindi fanno parte della coorte di Montedison. Adesso se vuole andarsi a prendere il suo supporto.

 

Pubblico Ministero: nel frattempo, finché viene recuperato questo studio, volevo chiedere al Tribunale di acquisire formalmente tutta la documentazione medica vecchia e nuova, casi vecchi e casi nuovi che è stata esaminata nel corso di questi mesi dai vari consulenti tecnici, perché c'era stata una riserva ovvia del Tribunale in questo senso, avendola esaminata chiedo che venga formalmente acquisita agli atti del fascicolo del Tribunale.

 

Presidente: dopo che, voglio dire, oramai questa documentazione è stata ampiamente esaminata da tutti i consulenti, è stata qui discussa, credo che la sua acquisizione sia conseguente.

 

Pubblico Ministero: l'unica precisazione, siccome anche questi due casi, Bonignolo e Fusaro sono stati trattati e in fascicoli relativi erano stati depositati per tutte le parti processuali presso la Procura della Repubblica il 7 dicembre '99, compresi questi due che comunque sono stati già esaminati da tutti.

 

LOTTI - Non ce l'ho, signor Presidente, la prossima volta le do la risposta dei due casi e...

 

Presidente: adesso a prescindere dai due casi, lei mi pareva che prima volesse completare la risposta o no? Dico a prescindere di questi due casi che io adesso le ho richiamato, mi pareva che lei prima volesse comunque completare la risposta in termini generali.

LOTTI - Io ritengo assolutamente impossibile la coesistenza di due casi patologici, quali la cirrosi e l'angiosarcoma, ad esempio, ove si riconoscano due fattori di rischio distinti. Se non ci sono i due fattori di rischio mi può venire l'associazione, ma se ben ricordo, ripeto, non ricordo, i fattori di rischio c'erano ad entrambi.

 

Presidente: magari adesso li andiamo ad esaminare un po' più approfonditamente anche noi. Ci sono dei chiarimenti ulteriori approfittando che abbiamo la mattinata libera e il professor Lotti qua disponibile.

 

Pubblico Ministero: è stata molto utile questa indicazione anche numerica e ovviamente, come preannunciato più volte, verrà fatta la singola, la conclusione di sintesi.

 

Presidente: bene, grazie, professor Lotti, ed arrivederci. Va bene, ci faccia vedere come quelle...

 

Avvocato Accinni: signor Presidente, chiedo scusa, prima di chiudere l'udienza, se fosse possibile, noi abbiamo recuperato l'elenco degli interrogatori su varie informazioni, memoria del faldone 44, gliene faccio avere una copia.

Presidente: dell'elenco?

 

Avvocato Accinni: sì, per fare questa osservazione: è vero che questo faldone comprende anche degli interrogatori, quindi come imputati non saranno ovviamente sentiti come testi, alcuni testi sono stati sentiti più volte, ma anche tenuto conto di questa circostanza rimangono comunque, se ho fatto bene i conti, 97 persone che potrebbero essere sentite come testi. Ora, arrivati preparati su tutti e 97 senza avere prima l'indicazione di quali sono questi 97, almeno in buona parte, credo che non consenta né al Tribunale che aveva anticipato l'espressione di questo desiderio di potersi preparare per tempo né alle difese di essere ovviamente adeguatamente preparate. Tra gli altri segnalo che vi è anche Maltoni, diventa importante sapere se verrà alla prossima udienza o meno, altrimenti diventa un po' un modo di introdurli con un riferimento forse troppo generico rispetto a un'esigenza che è irrinunciabile quanto per il Tribunale quanto per le difese per poter arrivare adeguatamente preparati rispetto...

 

Presidente: una risposta così, che mi sento di fare è questa, che ovviamente io, il Tribunale non è che possa intervenire, interferire, almeno in questo momento, su quella che è la metodologia del Pubblico Ministero nell'introdurre la tempistica, il Pubblico Ministero nell'introdurre i suoi testi, anche il metodo di introdurli, per argomenti, per settori etc., il Pubblico Ministero, se i testi sono 93 è chiaro che non ne citerà 93 per venerdì, ma chiaramente ne citerà un numero inferiore a 93, una quarantina diciamo, una quarantina anche perché poi dopo alla fin fine ne verranno senz'altro un 20-30% in meno, quindi... Ecco, quindi se i due argomenti che aveva prima indicato il Pubblico Ministero erano quelli dell'impiantistica e della vigilanza sanitaria, potrebbe scegliere uno di quei due filoni per esempio.

 

Pubblico Ministero: quelli dell'impiantistica, cominciamo con quelli.

 

Presidente: perfetto, con quelli dell'impiantistica, quindi avete già la possibilità di... e con quelli dell'impiantistica ed ovviamente domani, venerdì cominceremo, io voglio sperare cominceremo con l'audizione dei consulenti per quello che rimaneva di Nardelli, cioè Rabitti, Nano, e poi ancora i consulenti delle parti civili e dopodiché cominciamo senz'altro con...

 

Pubblico Ministero: io credo che già nel corso della mattinata si dovrebbero cominciare i testi.

 

Presidente: io credo che entro due ore, entro le 11.00 finiamo con i consulenti e poi quindi proseguiamo con l'escussione dei testi. Se questa può essere un'indicazione un po' che aiuta...

 

Avvocato Accinni: per la verità, aiuterebbe molto di più avere un'indicazione nominativa che francamente non capisco perché non si possa fare.

 

Pubblico Ministero: semplicemente perché non lo so, oggi pomeriggio vado in ufficio e deciderò.

 

Avvocato Accinni: il Pubblico Ministero può decidere quello che crede, però invece io credo che ritengo che rientri tra i compiti del Tribunale non quello di interferire nelle scelte del Pubblico Ministero ma di mettere tutte le parti nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo così come si deve fare.

 

Presidente: posso dare una risposta, avvocato, così, proprio... Siamo agli inizi, oltretutto il venerdì non era neppure previsto che si cominciasse con l'escussione dei testi, era prevedibile che si dovesse ancora continuare con l'audizione dei consulenti, quindi credo che adesso l'atteggiamento del Pubblico Ministero sia determinato anche un po' da questa situazione che si è venuta a verificare, ad ogni buon conto abbiamo... le indicazioni, potremmo avere, per le prossime udienze delle indicazioni più precise e io credo che il Pubblico Ministero possa farlo se non per venerdì per, non so, per le prossime udienze che si terranno fra 15 giorni.

 

Pubblico Ministero: l'indicazione che posso dare sul modello, come sto facendo anche dell'altro processo La Fenice, io indicherò una trentina di persone, per ovvi motivi, 30, 40 persone nell'ambito delle quali, come possibili testimoni perché poi, come tutti sanno, ci sono problemi di citazioni, uno sta male, di disponibilità, quindi darò queste indicazioni nell'ambito di queste 30, 40 persone, verranno poi sentiti i testi, però questo in questo momento non sono in grado di farlo perché comincerò a farlo oggi pomeriggio.

 

Presidente: infatti era quello che rappresentava difficoltà per venerdì di fare un elenco preciso insomma, anche perché non sappiamo neppure, se le citazioni partono oggi chi verrà e chi non verrà, perché chiamato così a 24 ore, non lo so, il problema sarà anche questo per venerdì tra l'altro. Mi pare che tutto sommato l'indicazione che dava il Pubblico Ministero di indicare quella trentina, quarantina di...

 

Avvocato Cesari: Presidente, è possibile chiedere al Pubblico Ministero che oggi pomeriggio mandi un fax con le persone che lui va a identificare, in modo che lo sappiamo.

 

Presidente: anche se vi manda un fax con le persone che lui va a notificare, molto probabilmente avremo una parte abbastanza...

 

Avvocato Cesari: non saranno 93, saranno 40.

 

Presidente: l'ha già detto che saranno una quarantina quelli della parte impiantistica.

 

Avvocato Cesari: i primi 40? Perché noi...

 

Presidente: quelli della parte impiantistica, io non lo so, perché non ho questo faldone, etc., non lo so.

 

Avvocato Cesari: mi permetta, proprio per questo dico che non credo che costi molto mandare alle difese un fax.

 

Presidente: va bene, d'accordo, io credo che, sì, nell'ambito di una...

 

Avvocato Cesari: io non voglio rivendicare un medico, ma ho consegnato oggi un dischetto con la nostra relazione perché sia trasmessa via e-mail al Pubblico Ministero.

 

Presidente: va bene, d'accordo, penso che questo sia un buon metodo di comunicare alle altre parti quali saranno i testi che verranno citati per l'udienza, sì, insomma. Tenete conto che anche fra 15 giorni avremmo tre udienze consecutivamente, quindi sarebbe bene indicare udienza per udienza quali saranno i testi che verranno. Va bene, d'accordo, allora ci vediamo venerdì intanto.

 

RINVIO AL 03 MARZO 2000

 

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