UDIENZA DEL 03 DICEMBRE DEL 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all'appello. Bene, allora riprendiamo l'esame delle integrazioni.

 

Pubblico Ministero: sì, c'è il dottor Bracci. Il dottor Bracci concluderà i casi per quanto riguarda le integrazioni che sono state effettuate presentando i casi anche per gli altri suoi colleghi. Dovrebbero essere, quelli che rimangono, quanti ovviamente vengono esaminati, come da richieste delle parti, un centinaio, dopodiché, con anche, sia il dottor Bracci, ma anche con il dottor Bai e il dottor Berrino, verranno presentati i nuovi casi.

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE

DR. BRACCI CARLO

 

BRACCI - Io riprendo l'esposizione con i casi che non erano stati presentati l'altra volta con un'indicazione estremamente sintetica del perché.

 

ALBERTINI DIEGO

 

BRACCI - Allora, Albertini Diego alla denuncia è entrato per una broncopatia, al momento della visita non erano evidenti segni di malattia respiratoria in atto.

 

BARALDI PAOLINO

 

BRACCI - Baraldi Paolino, che era stato operato per un condroma polmonare, che è un tumore benigno del polmone, attualmente non ci sono segni di patologia respiratoria in atto.

 

BASSO GIOVANNI

 

BRACCI - Basso Giovanni, che aveva un'epatopatia cronica riferito alla visita che ha fatto negli anni dei controlli di funzionalità epatica che ha dimostrato la progressiva normalizzazione di questi esami.

 

BERGANTIN DARIO

 

BRACCI - Bergantin Dario è entrato con un morbo di Raynaud, non ha, al momento della visita, segni clinici attribuibili a questa malattia.

 

BERTAZZON CORRADO

 

BRACCI - Bertazzon Corrado aveva un'epatopatia cronica, una malattia di Raynaud e la malattia di Raynaud non è evidente clinicamente; esibisce degli esami di laboratorio da cui risulta funzionalità epatica nella norma.

 

BERTO LUIGI

 

BRACCI - Berto Luigi, entrato per una microangiopatia in una bronchite cronica, lamenta ancora dei disturbi sensitivi alle mani, ma non tipici di malattia di Raynaud e non ha segni clinici di bronchite cronica. Bertoldo Silvio è entrato con un'epatopatia cronica; esibisce degli esami, eseguiti in corso di ricovero ospedaliero per altro motivo, che dimostrano che la funzionalità epatica è nella norma.

 

BOLZONELLA DINO

 

BRACCI - Bolzonella Dino, entrato come una malattia di Raynaud, ha i segni clinici persistenti della malattia di Raynaud, ma la visita angiologica dà risultati negativi.

 

BOSCARO GABRIELE

 

BRACCI - Boscaro Gabriele aveva un'epatopatia cronica, una bronchite cronica, un tumore dell'esofago; è un paziente in condizioni molto gravi, si riescono a raccogliere alcuni dati della storia lavorativa, in particolare che prima di entrare alla Montedison ha lavorato in un calzaturificio e si conferma, senza dati nuovi, si conferma il giudizio di concausalità nei confronti dell'epatopatia di alcool ed esposizione a cloruro di vinile monomero.

 

BOSCOLO ORLANDO

 

BRACCI - Boscolo Orlando è entrato per malattia di Raynaud e bronchite cronica, non ha attualmente segni di patologia in atto.

 

BRAGATO MICHELE

 

BRACCI - Bragato Michele è entrato per epatopatia e microangiopatia, ha ancora la sintomatologia soggettiva della malattia di Raynaud senza conferma, senza danno evidenziabile con gli esami strumentali; persiste un isolato aumento delle Gamma GT.

 

BUSTREO STANISLAO

 

BRACCI - Bustreo Stanislao, entrato per una malattia di Raynaud, non ha più sintomatologia riferibile a questo disturbo.

 

CADORIN BRUNO

 

BRACCI - Cadorin Bruno, anche lui è entrato per una sintomatologia di tipo Raynaud, non presenta più questi disturbi.

 

CARRARO GIANNINO

 

BRACCI - Carraro Giannino, che è uno dei casi in cui era stata diagnosticata una pneumoconiosi, la diagnosi non viene confermata, attualmente, quindi evidentemente è una forma reversibile e regredita. Cecconello Carlo aveva una malattia di Raynaud e la sintomatologia è regredita.

 

CUZZOLIN FULVIO

 

BRACCI - Cuzzolin Fulvio, dunque, entrato per una epatomegalia, ha attualmente un danno epatico non grave nel quale si valuta che abbiano giocato un ruolo concausale sia l'abitudine dell'alcool che l'esposizione a cloruro di vinile.

 

DE STEFANI MARIO

 

BRACCI - De Stefani Mario, entrato per un morbo di Raynaud e un morbo di Dupuytren, il morbo di Dupuytren non è riferibile a un'esposizione a cloruro di vinile, le prove strumentali per il morbo di Raynaud sono negative; ha fatto, il medico che l'ha visitato ha prescritto una ecografia e delle prove di funzionalità epatica, il fegato ha una ecostruttura disomogenea, ma le prove funzionali epatiche sono nella norma, quindi un danno epatico di cui si può valutare il ruolo concausale con l'alcool e della pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

FABRIS RENATO

 

BRACCI - Fabris Renato, entrato per microangiopatia e Raynaud, persiste la sintomatologia soggettiva, le prove funzionali e gli esami strumentali dimostrano alterazioni delle arterie più grandi ed è anche per una forma arteriosclerotica e quindi questi danni evidenziati strumentalmente non sono riferibili all'esposizione a cloruro di vinile.

 

FANTON OSCARINO

 

BRACCI - Fanton Oscarino era entrato per un'epatopatia cronica diagnosticata nel 1975, la Difesa aveva eccepito un'esposizione modesta; esibisce comunque prove di funzionalità epatiche, eseguite per proprio conto dal '92 al '97, risultate nella norma.

 

FASSINA GIOVANNI

 

BRACCI - Fassina Giovanni, entrato per un'epatomegalia in Dupuytren, non ha più segni riferibili all'epatopatia, il Dupuytren non è attribuibile. Favaretto Dino, entrato per angiopatia e per osteoporosi, ha dei disturbi, formicolii, sensazioni abnormi alle mani che non hanno però i caratteri tipici della malattia di Raynaud, ha in più una retrazione bilaterale dell'aponeurosi palmare, tipo Dupuytren, non attribuibile.

 

FAVARO LORENZO

 

BRACCI - Favaro Lorenzo, entrato per una epatopatia cronica, riferisce che negli anni ha avuto valori qualche volta alti delle transaminasi e delle Gamma GT, esami esibiti fatti nel 1998 sono nella norma; l'ecografia del fegato dimostra un aumento di volume dell'organo e un quadro compatibile con steatosi che può essere un danno limitato, ma che può essere attribuito alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

FERRO PIERGIORGIO

 

BRACCI - Ferro Piergiorgio, entrato per epatomegalia e malattia di Raynaud, esibisce esami da cui risulta che le Gamma GT elevate in passato si sono normalizzate a partire dal 1991, persiste la sintomatologia soggettiva del Raynaud, gli esami strumentali angiologici sono risultati nella norma. Quindi è un'epatomegalia migliorata dopo la fine dell'esposizione, diciamo, il quadro è diventato normale, il Raynaud persiste, ma senza alterazioni organiche evidenziabili con gli esami strumentali. Fortin Fernando, entrato per una malattia di Raynaud, non ha attualmente sintomatologia riferibile a questo quadro.

 

FOZZATO DANILO

 

BRACCI - Fozzato Danilo, entrato per una epatopatia, attribuita dalla Difesa ad un consumo di alcool elevato, ha visto migliorare la situazione epatica dopo la fine dell'esposizione a cloruro di vinile come autoclavista, attualmente le prove di funzionalità epatica sono, riferite dal lavoratore, normali, anche se continua l'assunzione di alcool e c'è stato anche un periodo di assunzione di farmaci antitubercolari potenzialmente epatotossici; quindi la conclusione è per un pregresso quadro di malattia epatica in cui l'esposizione da cloruro di vinile ha giocato un ruolo causale o concausale.

 

FRANCESCHIN GIOVANNI

 

BRACCI - Franceschin Giovanni, entrato per un morbo di Raynaud, non ha attualmente sintomatologia evidente.

 

FRANCESCHIN GIUSEPPE

 

BRACCI - Franceschin Giuseppe, entrato per una epatopatia, la Difesa evidenziò il fatto che non era dimostrata l'esposizione, era uno dei soci di Cooperativa, e che aveva un elevato consumo di alcool con numerosi ricoveri. Alla visita si evidenzia come abbia lavorato, anche se non con continuità, all'insacco di PVC, quindi con un'esposizione di un qualche rilievo, comunque riferisce che attualmente le prove di funzionalità epatiche sono normali, non lavora più al Petrolchimico, ma lavora presso la Cooperativa di facchinaggio.

 

FRISON ANGELO

 

BRACCI - Frison Angelo, entrato per una epatopatia, riferisce normalità agli esami di laboratorio e non c'è sintomatologia rilevabile, riferibile a patologie attribuibili al cloruro di vinile.

 

GALAN SERVILIO

 

BRACCI - Galan Servilio, che era stato segnalato come tumore alla laringe, per cui, appunto, come già detto l'altra volta c'è qualche indicazione epidemiologica e una qualche plausibilità biologica per correlarla all'esposizione di cloruro di vinile, in realtà è stato operato per un tumore dell'esofago con un intervento allargato che aveva interessato anche la laringe, quindi si tratta di patologia non riferibile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

GARATTO MARIO

 

BRACCI - Garatto Mario, entrato per una epatopatia cronica, la Difesa obiettò che non c'era esposizione dimostrata a cloruro di vinile, che la bilirubinemia era dovuta ad un fatto congenito. L'esposizione in effetti c'è stata, anche se limitata; persiste modicissimo aumento della bilirubinemia e delle GPT, comunque non c'è patologia chiara riferibile all'esposizione a cloruro di vinile attualmente. E` da sottolineare che i marker per l'epatite indicano che è stata superata un'infezione da epatite B e che non c'è stata infezione per l'epatite C.

 

GAVAGNIN PIETRO

 

BRACCI - Gavagnin Pietro, entrato per una epatopatia e una bronchite, era dipendente della Cooperativa, alla visita si accerta che c'è stata esposizione a cloruro di vinile e giudicata discontinua; attualmente non ci sono segni di patologia del fegato, ci sono segni clinici di bronchite cronica in un lavoratore che ha fumato, un forte fumatore, e con una esposizione a cloruro di vinile valutata non particolarmente significativa.

 

GAZZETTA VALENTINO

 

BRACCI - Gazzetta Valentino, entrato per una microangiopatia, non ha attualmente sintomatologia riferibile a questa affezione.

 

GEREMIA PIETRO

 

BRACCI - Geremia Pietro, entrato per un'epatopatia cronica e una sospetta sindrome mieloproliferativa; il problema della sindrome mieloproliferativa era già stato risolto in un ricovero del 1986 che l'aveva esclusa, sarebbe, diciamo, una neoplasia del sistema emolinfopoietico, ma in questo caso non è stata confermata. Esibisce prove di funzionalità epatica nella norma, a partire dal 1993, quindi è un caso di alterazioni epatiche che si sono andate normalizzando. Il dottor Bartolucci che ha visitato, ha notato delle dita a bacchetta di tamburo, ha fatto eseguire, cioè, delle alterazioni dell'ultima falange delle mani, ha fatto eseguire un esame radiologico che, in questo caso però, è risultato negativo. Quindi si conclude per una pregressa alterazione epatica migliorata dopo la fine dell'esposizione.

 

GIACOMELLO GIORGIO

 

BRACCI - Giacomello Giorgio, entrato per un'epatopatia cronica, esibisce esami di funzionalità epatica normali negli ultimi anni e quindi anche questo è un caso di alterazioni che sono migliorate dopo la fine dell'esposizione.

 

GIANGRANDI GIUSEPPE

 

BRACCI - Giangrandi Giuseppe, entrato per pneumoconiosi, visitato dal professor Mastrangelo, non conferma la pneumoconiosi, attualmente.

 

GOLO RENATO

 

BRACCI - Golo Renato, entrato per un'epatopatia, aveva in passato un aumento delle Gamma GT che non è più presente in questi ultimi tempi, non ha sintomatologia specifica, quindi si conclude anche questo caso per una pregressa alterazione epatica migliorata negli ultimi tempi.

 

GOZZI LUCIANO

 

BRACCI - Gozzi Luciano, entrato per broncopatia, epatomegalia ed osteoporosi, non si è presentato a visita, ma ha inviato della documentazione da cui risultano prove di funzionalità epatica nel '97 e nel '98 nella norma; si conferma un'osteoporosi generalizzata che però non si può mettere in rapporto all'esposizione a cloruro di vinile. Per la broncopatia, non essendosi presentato, non ci sono elementi nuovi. Quindi si conclude, anche in questo caso, per un'alterazione della funzionalità epatica regredita in questi ultimi anni.

 

GRIFFONI FLAVIO

 

BRACCI - Griffoni Flavio, entrato per un'epatopatia con una pregressa epatite. All'anamnesi lavorativa evidenzia un'esposizione a cloruro di vinile breve ed esibisce degli esami da cui risulta un quadro di steatosi epatica con aumento delle Gamma GT; il soggetto è anche diabetico ed ipercolesterolemico ed assume alcool, e quindi questo, insieme all'esposizione a cloruro di vinile breve, non permette di esprimere un giudizio sul significato di questa esposizione.

 

LAZZARINI ENRICHETTO

 

BRACCI - Lazzarini Enrichetto, è entrato per un tumore della vescica e per un'epatopatia; sul tumore della vescica non c’è nulla di nuovo, lo si cita per la possibilità che ci siano dei coloranti nel processo di produzione del PVC dotati di potere cancerogeno. L'epatopatia dimostra un'ecografia normale, un aumento delle GOT e delle Gamma GT; quest'ultimo più sensibile, nel '92, '94, '95, però esibisce esami con funzionalità epatica normale. Beve un litro e mezzo, due litri al giorno, più o meno dal '70, quindi è un quadro che comunque, lui è stato esposto fino al '76, dopo la fine dell'esposizione appare caratterizzato da una modesta alterazione.

 

LUGATO PRIMO

 

BRACCI - Lugato Primo, entrato per un tumore del retto, che non ha rapporto con l'esposizione a cloruro di vinile, una broncopneumopatia e Raynaud, alla visita non mette in evidenza segni riferibili a queste malattie.

 

MARCHIORI GINO

 

BRACCI - Marchiori Gino, entrato per una bronchite cronica, non ha attualmente segni riferibili a malattia respiratoria.

 

MARTIN ANGELO

 

BRACCI - Martin Angelo, entrato per una epatopatia e una pneumoconiosi; la Difesa obiettava che la diagnosi è incerta e l'esposizione dubbia. Alla visita attuale non ha segni di epatopatia né di pneumoconiosi. Memo Romano, entrato per pneumoconiosi, ha una radiografia del torace e una spirometria recenti, nella norma.

 

MENEGHETTI MARIO

 

BRACCI - Meneghetti Mario, entrato per una epatopatia, ha, ora, sia l'ecografia, che gli esami di funzionalità epatica nella norma, va segnalato un tumore della vescica, diagnosticato nel 1995, non segnalato in atti.

 

MENIN ALBERTO

 

BRACCI - Menin Alberto, entrato per una bronchite cronica, esibisce radiografia del torace, prove di funzionalità respiratoria recenti, nella norma.

 

MENOZZI ALDO

 

BRACCI - Menozzi Aldo, entrato per una epatopatia cronica, ha attualmente un'ecografia epatica e prove di funzionalità epatiche nella norma. Era un bevitore, ha smesso di bere, non è più esposto, quindi le due condizioni hanno condizionato un miglioramento del quadro epatico.

 

MILAN ALBERTO

 

BRACCI - Milan Alberto, entrato per un'epatopatia cronica con segnalato un tumore della prostata, quest'ultimo non correlabile, alla visita, all'anamnesi lavorativa non si evidenzia una esposizione a cloruro di vinile. Ha lavorato in precedenza come saldatore, poi è stato alla filatura dell'acrilico, fino, all'AT8, risulta fino al 1986.

 

MILANESE GINO

 

BRACCI - Milanese Gino, entrato per un'epatopatia cronica e una osteolisi, esibisce un'ecografia del fegato che appare aumentato di volume, iperriflettente come da steatosi. Riferisce che disturbi alle mani che diventavano bianche al freddo così come ai piedi sono durati fino al 1972. Fa una radiografia delle mani che dimostra un'osteopenia, una lieve rugorosità di tipo degenerativo dei capi articolari delle mani, è conservata la morfologia delle ultime falangi, quindi c'è qualche alterazione, ma è difficile dire se siano gli esiti di una pregressa acrosteolisi, non ci sono gli elementi significativi come invece in altri casi. In più esibisce una densinometria ossea che dimostra un contenuto minerale, non solo alle mani, al di sotto dei valori normali.

 

MONTAGNER GUIDO

 

BRACCI - Montagner Guido, nato il 18 ottobre '37, entrato per una epatomegalia; la Difesa obiettava, ha obiettato che non ha una storia chiara di epatopatia e che comunque l'aumento delle Gamma GT può essere messo in rapporto all'alcool. L'anamnesi lavorativa evidenzia che prima di lavorare in Montedison ha fatto il falegname per 5 o 6 anni, quindi non esposto a rischio di epatopatia, il fegato, ha eseguito l'ecografia, il fegato è di dimensioni normali, un po' più riflettente che di norma, le Gamma GT sono appena al di sopra la norma, 55, la norma è fino a 50, i marker per l'epatite B e C sono negativi. Quindi si conclude per una epatopatia di grado lieve con questo isolato aumento delle Gamma GT in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha giocato un ruolo concausale.

 

MONTECCHIO GIORGIO

 

BRACCI - Montecchio Giorgio, entrato per una epatopatia cronica, non ha attualmente, all'ecografia epatica e alle prove di funzionalità epatiche, dati patologici.

 

MONTECCHIO ANTONIO

 

BRACCI - Montecchio Antonio, nato il 29 febbraio 1932, entrato per un'epatopatia cronica e una bronchite cronica - non era in questa cartella acquisito il parere della Difesa - comunque, diciamo, lui presenta, durante un ricovero del 1997, delle Gamma GT elevate. Risulta che ha lavorato all'insacco nel 1964, il fatto nuovo è che gli è stato diagnosticato un carcinoma squamoso del polmone destro per il quale, dopo la visita, è deceduto e che è attribuibile all'esposizione a PVC e CVM. I tempi di latenza e durata dell'esposizione sono coerenti con questa ipotesi.

 

MONTESEL GIANNINO

 

BRACCI - Montesel Giannino, nato il 28 febbraio 1935, entrato per un Raynaud e un'epatomegalia; la Difesa obiettava che l'esposizione è irrilevante e che c'è un'abitudine del vino da 1 poi a 1 o 2 litri al giorno e che coesiste un diabete. L'anamnesi lavorativa riferisce che tra il '70 e il '79 caricava le bombole del CVM per fare le analisi, che faceva campionamenti in vari reparti, tra cui il CV15, quando arrivavano le materie prime e sulle navi. Riferiva degli sfiati, così definiti. Quindi l'esposizione appare non irrilevante, il quadro attuale del fegato all'ecografia è un quadro di fegato diffusamente iperriflettente con aumento isolato delle Gamma GT, che sono a 61, marker per l'epatite B e C negativi, non ci sono alterazioni della microcircolazione alle dita, alle prove angiologiche, per cui si conclude per una epatopatia cronica in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale o concausale di entità modesta con prove strumentali per il Raynaud attualmente negative.

 

MOSCO MARIO

 

BRACCI - Mosco Mario, entrato per una epatopatia cronica, non ha attualmente segni, ecografici o di laboratorio, di epatopatia.

 

MURARO OTTAVIO

 

BRACCI - Muraro Ottavio, entrato per una epatopatia Raynaud ed epitelioma cutaneo in più sedi, è attualmente affetto da un carcinoma della prostata, un vasalioma cutaneo, cioè un tumore della pelle in più sedi e da un adenocarcinoma del colon che sono patologie non correlabili all'esposizione a cloruro di vinile. L'epatopatia è regredita e gli esami strumentali angiologici sono nella norma.

 

NALIN SERGIO

 

BRACCI - Nalin Sergio, nato il 28 aprile 1931, entrato per una bronchite cronica e una epatopatia, nel fascicolo non era acquisito il parere della Difesa; esibisce un'ecografia del '93 in cui il fegato è aumentato di volume con ecostruttura più intensa, nel '98 esegue prove di funzionalità epatica che sono nella norma, nel gennaio '99 ha fatto delle prove di funzionalità respiratoria che dimostrano un deficit ventilatorio ostruttivo di grado moderato. E` segnalato in passato un consumo di alcool, per cui si evidenzia una modesta epatopatia, comunque migliorata negli ultimi anni, e una bronchite, anche questa di grado modesto, in cui le esposizioni lavorative hanno svolto un ruolo concausale.

 

NEGRISOLO GIANFRANCO

 

BRACCI - Negrisolo Gianfranco, nato il 20 aprile 1942, è entrato per una piastrinopenia e una epatopatia; la Difesa sostenne che la piastrinopenia era di natura idiopatica, cioè non conosciuta, comunque non professionale, che l'epatopatia era di natura virale e che comunque l'esposizione era limitata a 4 mesi, dal maggio all'agosto del '69. L'esposizione appare più impegnativa di quanto rilevato. Dal '66 al '71 descrive un ambiente molto polveroso, si tratta di polvere bianca e dice che tra le sue mansioni vi è quella di aprire sacchi da 25 chili per il carico del blender senza cappe aspiranti e così via. Quindi, l'esposizione in qualche modo appare sensibile, è da sempre astemio, c'è da notare che ha un volume corpuscolare medio un pochino elevato, 96,1 quindi sarebbe uno di quei casi in cui questo dato non è correlabile con l'alcool - lui ha eseguito una splenectomia nel luglio dell'80, dopodiché la situazione clinica si è normalizzata; non ci sono dati particolari da riferire all'esposizione a cloruro di vinile. Quindi un miglioramento comunque del quadro dopo la fine dell'esposizione.

 

NISCO RAFFAELE

 

BRACCI - Nisco Raffaele, entrato per un Raynaud che è ancora presente soggettivamente con esami strumentali negativi, quindi anche questo caso una forma modesta, comunque presente, riferibile alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

NOGARA AGOSTINO

 

BRACCI - Nogara Agostino, entrato per una epatopatia cronica; la Difesa osservò un consumo di alcool e l'assenza di dati recenti. Ha eseguito nell'aprile del '99 ecografia del fegato che appare aumentato di volume e diffusamente disomogeneo e le Gamma GT sono risultate 144, quindi quasi 3 volte la norma. Quindi si conclude per un danno epatico lieve, ma comunque presente, in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha giocato un ruolo almeno concausale.

 

NOVELLO ALBERTO

 

BRACCI - Novello Alberto, è entrato, nato il 9 novembre 1942, è entrato per un'epatopatia cronica; la Difesa obiettava che non c'erano segni di malattia epatica cronica. L'ecografia del 14 aprile '99 dimostra un fegato aumentato di volume con parenchima, diffusamente disomogeneo come da steatosi; prove di funzionalità epatica sono nella norma, il consumo di vino viene riferito mezzo litro di vino al dì, è presente diabete. Quindi si conferma la diagnosi di epatopatia cronica in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo concausale.

 

NOVENTA BRUNO

 

BRACCI - Noventa Bruno, entrato per un morbo di Raynaud, ancora presente la sintomatologia con esami strumentali negativi. E' una persona confusa per cui non si traggono dati anamnestici particolarmente utili per l'indagine. Quindi si conferma il pregresso Raynaud con alterazioni limitate, ma ancora presenti.

 

ORLANDIN ANTONIO

 

BRACCI - Orlandin Antonio, entrato per una epatopatia cronica, ha eseguito un'ecografia, sono presenti i segni di una steatosi con una lievissima alterazione delle Gamma GT, quindi, si conferma la presenza di una epatopatia cronica anche se con un modesto impegno funzionale attribuibile alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

ORLANDIN GIUSEPPE

 

BRACCI - Orlandin Giuseppe, entrato per morbo di Raynaud, ha ancora la sintomatologia soggettiva, anche se è andata diminuendo nel tempo, gli esami strumentali sono risultati negativi. Si conferma quindi un morbo di Raynaud con limitatissimo impegno funzionale, ma comunque riferibile alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

ORTILE GUIDO

 

BRACCI - Ortile Guido, entrato per un tumore della vescica, una microangiopatia, una broncopneumopatia. Non è acquisito il parere della Difesa. Risulta dipendente della Carovana Cooperative addetta all'insacco, dal '70 al 72; poi non più esposto a cloruro di vinile. Non sono attualmente evidenti segni di microangiopatia, il tumore della vescica naturalmente non ci sono dati nuovi e valgono le cose dette prima. E` presente un tumore della bocca insorto recentemente, comunque non correlabile con l'esposizione a cloruro di vinile.

 

PASSADORE ELIO

 

BRACCI - Passadore Elio, entrato per una epatopatia cronica - anche qui non ho acquisito il parere della Difesa - esibisce una ecografia fatta per suo conto con fegato di dimensioni normali, iperriflettente con le prove funzionali nella norma. Quindi un'epatopatia cronica di grado molto lieve e comunque migliorata negli ultimi tempi.

 

PASSARELLA GIOVANNI

 

BRACCI - Passarella Giovanni, aveva un tumore della laringe per cui è stato operato nel 1993, l'esposizione a cloruro di vinile - si trattava di un socio di Cooperativa - appare durata 4 mesi, ha poi avuto altre malattie, come un'artropatia obliterante agli arti inferiori che ha portato all'amputazione, non riferibile all'esposizione a cloruro di vinile se non per qualche indicazione epidemiologica, però non definitiva, e un recente ricovero per broncopatia cronica ostruttiva, si tratta di forte fumatore con limitata esposizione a cloruro di vinile.

 

PATTARELLO RENATO

 

BRACCI - Pattarello Renato, segnalato per morbo di Raynaud, non ha, da diversi anni, più disturbi riferibili a questa malattia.

 

PERIZZOLO LUCIANO

 

BRACCI - Perizzolo Luciano, anche lui entrato per un morbo di Raynaud, non ha, attualmente, segni di questa malattia.

 

PIN PIERLUIGI

 

BRACCI - Pin Piergiorgio, entrato...

DOMANDA - Scusi, Pin Pierluigi?

RISPOSTA - Sì, scusi. Pin Pierluigi, nato il 15 febbraio '46, è entrato per una cirrosi con una pregressa epatite virale; la Difesa segnala episodi ripetuti di epatite alcolica, un'esposizione dal luglio '73 al maggio '75 sensibile e poi modesta. Di dati nuovi ci sono, si conferma la diagnosi di cirrosi epatica, i marker per l'epatite B e C sono risultati negativi, quindi l'epatite virale, di cui ha sofferto nel 1966, non dovrebbe aver svolto un ruolo causale nei confronti dell'attuale malattia e c'è un esame bioptico del 1975 - che non so se è stato acquisito e se verrà discusso, mi dispiace, ho l'elenco della... - comunque si conferma, si ritiene che l'esposizione a cloruro di vinile sia stata, in realtà, dotata di efficienza lesiva. All'anamnesi lavorativa, riferisce, dal '68 al '73 come analista chimico, dal '73 al '75 operatore esterno agli impianti di produzione del CVM, addetto ai travasi, alle manovre sulle pompe e sui serbatoi, allo scarico dei convertitori, alle pompe per il ripristino a mano, una volta ogni ora. Le operazioni erano svolte manualmente e si verificava fuoriuscita di cloruro di vinile. Dal '75, per qualche tempo - e qui c'è un errore di battitura - è stato addetto al laboratorio PVC, quindi l'esposizione a cloruro di vinile appare più intensa di quanto in precedenza definita e dotata di capacità lesiva. Per cui, l'attuale cirrosi epatica viene valutata come concausata dall'esposizione a cloruro di vinile ed eventualmente all'assunzione di alcool.

 

POZZATO BRUNO

 

BRACCI - Pozzato Bruno, entrato per una pneumoconiosi da PVC, ha attualmente radiografia del torace e spirometria nella norma. Quindi la forma diagnosticata, a suo tempo, era una forma, evidentemente, reversibile.

 

PREGNOLATO ALMERINO

 

BRACCI - Pregnolato Almerino, nato il 22 giugno 1925, entrato per un'epatopatia in pregressa epatite virale, la Difesa obiettò che non era evidente una patologia epatica. Ha, all'ecografia del fegato, segni riferibili a una steatosi epatica, le prove di funzionalità epatica sono normali e c'è la novità che gli è stata diagnosticata recentemente una leucemia linfatica cronica, per cui è in cura all'ospedale di Mestre, e quindi una neoplasia del sistema emolinfopoietico attribuibile all'espo-sizione a cloruro di vinile.

 

RAMPIN PIETRO

 

BRACCI - Rampin Pietro, entrato per una broncopneumopatia, la Difesa obiettò che c'era una bassa esposizione, che la malattia era insorta dopo la fine dell'esposizione. L'anamnesi lavorativa evidenzia una serie di manovre che esponevano il lavoratore ad esposizioni sensibili, era addetto prevalentemente al CV5/15, a taglierini e calandre, ma ha fatto anche, in caso di necessità, insaccatore ed operatore d'impianto, almeno dal '61 al '74, in condizioni molto impegnative. Dunque, la patologia respiratoria in realtà inizia nel 1975, come risulta anche dagli accertamenti sanitari periodici, nel '77, va beh, ha una nefrectomia sinistra per un fibroepitelioma maligno nella pelvi renale non direttamente correlabile con l'esposizione a cloruro di vinile. Nel '76-'77 ha episodi ricorrenti di tosse, catarro, affanno; ha poi diversi ricoveri ospedalieri, a partire dal 1987. Un esame spirometrico del giugno '99 mette in evidenzia un deficit ventilatorio ostruttivo di moderata entità. Quindi, sembra di poter dire che, in realtà, la bronchite cronica è insorta quando il lavoratore era esposto e che la malattia ha avuto il decorso tipico delle bronchiti croniche, all'inizio tosse e catarro che poi si complica fino a comportare affanno e, mi sembra, un caso ben correlabile con l'esposizione lavorativa.

 

SCARPA GIUSEPPE

 

BRACCI - Scarpa Giuseppe, nato il 15 dicembre 1934, entrato per morbo di Raynaud, osteolisi ed epatopatia. La Difesa riconosceva un'esposizione dotata di capacità lesiva, tra il '61 e il '65, più modesta tra il '66 e il '73. Gli esami recenti sono stati eseguiti dal servizio di Medicina del Lavoro di Mestre nel dicembre '98 e nell'aprile '99. L'ecografia evidenzia un'ecostruttura più riflettente diffusamente un po' più disomogenea, le GOT sono 80, le Gamma GT sono 596, i marker per l'epatite B e C sono negativi. Al secondo controllo, quello dell'aprile, si confermano le transaminasi aumentate, un po' al di sopra della norma, le Gamma GT molto aumentate. Aveva le dita a bacchetta di tamburo - cioè questa alterazione che si è abituati a vedere nei malati respiratori cronici, e qui l’abbiamo visto, se non mi sbaglio, in 4 casi - quindi ha eseguito una radiografia delle mani che dice: "Lievi appuntimenti a significato degenerativo dei capi articolari delle mani, le falangi del primo, secondo, terzo raggio di entrambe le mani appaiano piuttosto tozze con conservazione dei contorni dell'apofisi ungueali, regolare la morfologia delle falangi del quarto e quinto raggio bilateralmente". Quindi possono essere interpretati come gli esiti di una acrosteolisi attribuibile alla pregressa esposizione a cloruro di vinile. In atti ci sono le fotografie di queste mani; è presente un'epatopatia che d'altronde è stata, a suo tempo, indennizzata dall'Inail, con un impegno funzionale di grado medio ancora presente. L'abitudine del vino viene riferita modesta dal lavoratore, un quarto di vino ai pasti e con la negatività per i marker per l'epatite; una esposizione che dalla stessa Difesa viene valutata importante. Si può dire che c'è un'epatopatia cronica in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale.

 

SCATTOLIN BRUNO

 

BRACCI - Scattolin Bruno, è entrato per una broncopneumopatia, gli esami radiografici e spirometrici recenti risultano nella norma, comunque è una forma attualmente non presente e migliorata negli ultimi anni. Persona che ha smesso di lavorare da parecchio tempo perché è nata nel 1927.

 

SCATTOLIN LUCIANO

 

BRACCI - Scattolin Luciano, nato il 15 novembre del 1926, è entrato per un Raynaud, per una pneumoconiosi da PVC, per un'osteoporosi e angiopatia. Per la Difesa il quadro polmonare non è ben definito e la restante sintomatologia attribuibile a una forma di arteriosclerosi generalizzata. Alla visita si sottolinea come negli ultimi anni, a partire dal 1995, ci sia stato un deterioramento cognitivo con depressione dell'umore, per cui la visita non aggiunge molti dati. E` comunque effettivamente presente una forma di arteriosclerosi diffusa a diversi organi, non attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

SCATTOLIN RINO

 

BRACCI - Scattolin Rino, entrato per una bronchite cronica e una pneumoconiosi, la Difesa obiettava che la sintomatologia aveva avuto un inizio tardivo nei confronti dell'esposizione che pure era stata intensa e che non ci sono dati sulle condizioni attuali. Di significativo, dunque, abbiamo una radiografia del torace del 28 aprile '99, campi polmonari discretamente espansi a trasparenza aumentata; spirometria: discreta riduzione della superficie respiratoria. Quindi una forma restrittiva che depone per un quadro di fibrosi polmonare, comunque di alterazione dell'elasticità polmonare, quindi della parte più profonda del polmone. D'altro canto è un lavoratore che ha avuto riconosciuta un'invalidità del 38%, poi soffre di un tumore della prostata che non c'entra. Quindi si conferma l'esistenza di un... Oh, la patologia era stata già segnalata nel 1975 al momento dell'indagine Fulc; dal '52 al '53 è stato alla produzione del cloruro di vinile monomero, dal '53 all'80 al reparto CV3, CV6. Quindi la sintomatologia appare comparsa durante l'esposizione e poi manifestatasi con continuità negli anni successivi arrivando ad un quadro di media gravità.

 

SILVESTRI GIUSEPPE

 

BRACCI - Silvestri Giuseppe, nato il 10 marzo 1948, è entrato per una epatopatia cronica; la Difesa obiettava che la malattia non era più documentata, che era presente obesità ed abitudine al consumo di alcool e scarsa esposizione al cloruro di vinile. Esibisce esami del 1998 da cui risulta aumento delle transaminasi, 65 e 114, e delle Gamma GT, 108, i marker per l'epatite B e C sono negativi, anche se quelli per l'epatite C avevano un risultato ai limiti della norma per cui era richiesta una conferma che il lavoratore non ha eseguito o, per lo meno, non ha esibito, così come non ha portato l'ecografia che dice di aver fatto. All'anamnesi lavorativa di significativo riferisce di avere avvertito spesso l'odore di cloruro di vinile, soprattutto nelle operazioni di manutenzione. Il consumo di vino: è riferito mezzo litro di vino al giorno e si tratta, effettivamente, di persona sovrappeso, è alto un metro e 71 e pesa 98 chili. Comunque i dati, anche se non completi, permettono di affermare che esiste un'epatopatia cronica con significativo innalzamento degli indici enzimatici e con i marker per l'epatite B e C - con una piccola riserva per l'epatite C, che però è risultata normale - negativi, con una esposizione a cloruro di vinile abbastanza evidente, con un consumo di alcool limitato, in questo caso il volume corpuscolare medio, per quello che vale, è 93,2, quindi nella norma, e quindi si conferma l'esistenza di un'epatopatia cronica attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

TIOZZO CANELLA GALLIANO

 

BRACCI - Tiozzo Canella Galliano, entrato per una epatopatia, era socio di Cooperativa, per cui le esposizioni non erano ben definite e all'anamnesi lavorativa risulta non esposto a cloruro di vinile per le mansioni svolte.

 

TOMINATO EUGENIO

 

BRACCI - Tominato Eugenio, entrato per una bronchite cronica e un carcinoma del laringe, carcinoma del laringe ovviamente resta... Tominato Eugenio, la bronchite cronica non è attualmente presente, quindi è migliorata. Cronico, per una qualche battuta che c'è stata l'altra volta, vorrei precisare che non significa che dura necessariamente per tutta la vita, ma per la bronchite poi c'è una definizione un po' schematica, tosse e catarro, per almeno tre mesi l'anno per due anni consecutivi, quando finisce lo stimolo patogeno, se non si è arrivati a lesioni irreversibili, il quadro migliora.

 

TONON PAOLO

 

BRACCI - Tonon Paolo, nato il 19 marzo 1950, è entrato per un'epatopatia in pregressa epatite. L'epatite era tale, un'epatite B, per la Difesa, da giustificare il quadro accertato. Il consumo di vino risulta mezzo litro al giorno. Il lavoratore è stato esposto intensamente, ha fatto anche l'autoclavista dal '72 al '77, e i marker per l'epatite, erano positivi quelli per l'epatite B. Esibisce una ecografia epatica che è nella norma, ma con un'immagine rotondeggiante di 12 millimetri che gli è stato consigliato di controllare e che il 23 'settembre 98 era risultata invariata. Sono negativi i marker per l'epatite C, è negativa l'alfa-fetoproteina che in questo caso viene eseguita per cogliere un'eventuale trasformazione neoplastica di una forma epatica. Quindi si conclude per un'epatopatia cronica in cui il cloruro di vinile ha svolto un ruolo concausale assieme all'epatite virale; si conferma che è un soggetto che ha bisogno di un controllo periodico per l'evidenza di un'immagine rotondeggiante a livello del fegato.

 

TRENTO FRANCO

 

BRACCI - Trento Franco, entrato per una broncopneumopatia cronica attualmente non più evidenziabile all'esame clinico.

 

TROVO' RENZO

 

BRACCI - Trovò Renzo, entrato per una broncopneumopatia cronica attualmente non più evidenziabile all'esame clinico.

 

TURTURRO GIUSEPPE

 

BRACCI - Turturro Giuseppe, nato il 29 giugno del '35, è entrato per una pneumoconiosi. I casi di pneumoconiosi si è cercato di affidarli al professor Mastrangelo che li aveva visti la prima volta quindi aveva particolare competenza. Si segnala che la sintomatologia di bronchite cronica, tosse, catarro, affanno, è costante da più di 20 anni, attualmente deve salire molto piano le scale per prevenire l'affanno - quindi è una forma progressivamente ingravescente - si segnala che ha una broncopneumopatia professionale indennizzata dall'Inail. Ha eseguito un esame radiologico del torace all'ospedale Sant'Antonio di Padova il 28 aprile del '99 che sottolinea: campi polmonari ben espansi a trasparenza aumentata, alcune sottili strie all'apice destro, nelle regioni perilari è presente una lieve granulosità di fondo. Le prove di funzionalità respiratoria eseguite il 19 aprile '99 all'ospedale di Mestre evidenziano una lieve bronco bronchiolo ostruzione associata a modesto aumento della distensione alveolare, quindi una perdita dell'elasticità del polmone. Quindi, in questo caso, si conferma la diagnosi di pneumoconiosi con una sintomatologia progressivamente ingravescente presente, appunto, agli esami dell'aprile '99 attribuibili alle pregresse esposizioni lavorative.

 

ZAGHI GIOVANNI

 

BRACCI - Zaghi Giovanni, entrato per un Raynaud, è un paziente non in condizioni di comunicare con chiarezza, comunque attualmente non ci sono più, non c'è più sintomatologia riferibile a quest'affezione.

 

ZAMBELLI DANILO

 

BRACCI - Zambelli Danilo, nato il 30 settembre 1933, entrato per un'epatopatia cronica. La Difesa ha osservato che mancavano controlli clinici degli ultimi 15 anni, segnalavano come fattori di rischio sia l'esposizione a cloruro di vinile che il consumo di vino, che il sovrappeso. Diciamo, questi controlli ci dicono questo: tra il 1998 e il 1999 ha eseguito accertamenti ecografici e TAC del fegato all'ospedale di Dolo che hanno evidenziato una cirrosi epatica con noduli, ha eseguito due biopsie su questi noduli, in una di queste è stato evidenziato un'epatocarcinoma che è attualmente in trattamento con alcolizzazione locale. Diceva, lo specialista che lo segue, che i carcinomi del fegato, se colti a tempo, quando ancora i noduli sono molto limitati, si giovano molto di queste infiltrazioni locali di alcool. Quindi questo è importante, diciamo, per la persona. I marker per l'epatite B e l'epatite C sono negativi e quindi...

DOMANDA - Scusi, vuole spiegare un attimo meglio? Non ho capito questo discorso di presa per tempo che cosa significa.

RISPOSTA - Significa che un quadro di epatopatia cronica che non era particolarmente grave, in base ai dati che hanno portato all'ingresso nel processo il Danilo Zambelli, hanno dato poi luogo, prima a una cirrosi e poi ad un carcinoma del fegato, quindi un accurato controllo clinico permette di cogliere precocemente delle malattie per le quali esiste una cura. Poi, Zambelli è nato del '33, quindi molto probabilmente era già fuori dalla fabbrica, per cui è importante, per esempio, il controllo che la Regione ha disposto sugli ex esposti e sono importanti i controlli dei lavoratori durante l'attività lavorativa, possibilmente anche con un'ecografia. Io penso che questo caso lo dimostri, perché queste sono forme che non c'è altro modo per coglierle quando sono iniziali, oppure un esame che si chiama alfa-1-fetoproteina che è un marcatore dell'attività del tumore, per cui va valutata qual è la sorveglianza sanitaria più congrua per persone che sono state esposte ad un cancerogeno e che hanno un qualche segno di alterazione epatica.

 

Presidente: era un autoclavista.

RISPOSTA - Guardi, io non lo so...

 

DOMANDA - Eventualmente recuperiamo la carriera.

 

Presidente: sono anche a disposizione, voglio dire, perché avete fatto...

RISPOSTA - Scusi, ce l'avevo sotto, tra l'altro era addetto alle pulizie delle autoclavi, quindi entrava con una scala senza maschera, rimaneva anche a lungo, riconosceva quindi bene l'odore del cloruro di vinile, definito dolciastro e poco gradevole; insomma, descrive tutte queste operazioni.

 

DOMANDA - Quindi, uno che aveva alte esposizioni? Zambelli ha alte esposizioni?

RISPOSTA - Sì.

 

ZANELLATI RINO

 

BRACCI - Zanellati Rino, entrato per un morbo di Raynaud; la Difesa obiettò che l'esposizione era scarsa e la patologia non era più documentata. Alla visita si evidenzia la persistenza della sintomatologia. Inviato dallo specialista angiologo questi non trova alterazioni organiche alle prove strumentali, però segnala una cianosi della seconda e terza falange del secondo dito della mano destra, quindi questo colore livido evidenzia evidentemente un disturbo circolatorio, anche se di non grave entità. Quindi, si conclude per la persistenza di una forma di Raynaud lieve collegabile alla pregressa esposizione.

 

ZOCCARATO ANTONIO

 

BRACCI - Zoccarato Antonio, entrato per una broncopneumopatia e un tumore del colon, tumore del colon non correlabile con l'esposizione lavorativa, riferisce che da numerosi anni soffre di tosse con catarro abituale con riacutizzazioni ricorrenti, la spirometria dimostra una discreta riduzione della superficie respiratoria associata a discreto aumento della distensione alveolare. Quindi un quadro di diminuita elasticità del polmone riferibile, in qualche modo, ad una fibrosi polmonare. Mi è stato obiettato l'altra volta che non c'è fibrosi polmonare senza riscontro radiografico da un avvocato e io vorrei sottolineare che, per esempio, tutta l'esperienza delle pneumoconiosi ci dice che nelle forme iniziali la discordanza di pareri tra radiologi è così frequente che in alcuni paesi si fanno leggere radiografie a due radiologi indipendentemente; in caso di disaccordo, ce n’è un terzo che fa da arbitro. Le radiografie del torace sono, nelle fasi iniziali, così difficili da leggere, che è forse l'unico esame che va letto con lo standard a fronte dell'Ufficio Internazionale del Lavoro e all'autopsia accade spesso che casi non indennizzati di silicosi abbiano invece una silicosi iniziale. Quindi la radiografia del torace è importante, ma non è dilimente, se non c'è alterazione radiografica non c'è fibrosi. In questo caso si conferma quindi una patologia respiratoria cronica attribuibile all'esposizione a PVC, che si è manifestata dal tempo dell'esposizione e si è mantenuta costante fino ad oggi.

 

ZOCCARATO ERNESTO

 

BRRACCI - Zoccarato Ernesto è entrato per una epatopatia, la Difesa obiettò che la malattia non era ben documentata; all'ecografia il fegato appare leggermente aumentato di volume, ma la lettura è resa difficile dalla presenza di aria nell'intestino, le prove di funzionalità epatica sono nella norma, il medico che l'ha visitato ha fatto eseguire anche radiografia del torace, avendo notato delle dita a vetrino di orologio, cioè le dita a bacchetta di tamburo, che sono collegate spesso ad una patologia respiratoria e ha trovato alterazioni lievi, che quindi non giustificano questa patologia. La radiografia delle mani ha ammesso lievi alterazioni di tipo degenerativo dei capi ossei e delle mani, maggiormente evidenti per le articolazioni del secondo raggio, quindi non è una situazione chiaramente riferibile ad esiti di acrosteolisi, però certo qualche cosa c'è anche a livello osseo ed è molto suggestivo questo numero di casi di dita a bacchetta di tamburo senza malattia respiratoria, di cui onestamente io non avevo mai saputo, che non sono importanti per le limitazioni funzionali, che sono limitate, quanto come segno di una pregressa esposizione intensa, perché l'acrosteolisi si manifesta per elevate concentrazioni di cloruro di vinile.

 

ZORZAN RENZO

 

BRACCI - Zorzan Renzo era entrato per un'epatopatia cronica, attribuita dalla Difesa integralmente a fattori extraprofessionali, in particolare all'abitudine del vino, che ci sono; il medico che l’ha visitato ha raccolto una serie di dati da vecchie raccolte, da vecchie cartelle cliniche, nel 1975 intorno ad un litro al giorno, nel 1984 un litro di vino più un caffè corretto, nel 1994 mezzo litro di vino, una birra analcolica e un superalcolico. Comunque ha una pregressa epatite virale, ha dei ricoveri per epatopatia alcolica e quindi ha una forma, tra l'altro non particolarmente importante, di modesta steatosi all'ecografia del fegato e, dal 1975 in poi, un aumento costante delle Gamma GT. Di nuovo c'è un tumore squamoso del pavimento orale non attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile. Comunque la forma, appunto, non grave può essere valutata come concausata all'esposizione a cloruro di vinile, che però non è stata particolarmente intensa. Io mi scuso, ma alcune cose le rileggo qui, alcune sono riuscito ad appuntarmele, altre le devo riguardare.

 

SIMIONATO RAIMONDO

 

BRACCI - Simionato Raimondo è entrato per una epatopatia cronica. Dovrebbe avere avuto nel 1964, in corso di un intervento chirurgico, secondo la Difesa potrebbe avere avuto una trasfusione di sangue, che però non è chiaramente documentata, se non mi sbaglio, e un'assunzione di alcool superiore a quella dichiarata poi nel corso della visita al medico che l'ha visitato. Comunque l'esposizione a cloruro di vinile è stata significativa, ci sono alterazioni della funzionalità epatica già nel 1975 con prescrizione di allontanamento dall'esposizione, ma quello che c'è di nuovo è che nel 1998 è stato diagnosticato un carcinoma del fegato, i marker per l'epatite sono risultati negativi, all'anamnesi risulta che da 10 anni non beve più vino, il ricovero è del 1998 all'ospedale di Mirano e quindi, in questo caso, si può affermare che il carcinoma del fegato, che ha colpito nel 1998 il signor Raimondo Simionato, è stato causato dall'esposizione intensa a cloruro di vinile. Io chiedo scusa avrei... No, è che non trovo Tusin Romano.

 

DOMANDA - Siccome siamo arrivati in fondo all'elenco, eventualmente si può fare una breve pausa per verificare se sono stati elencati tutti, anche confrontare quei dati, a me risultano alcuni, però può essere anche una distrazione, possono essere saltati, alcuni che non sono stati illustrati, e provo a dirli: Berto Luciano, Ghedini Angelo... Dottor Bracci, se se li vuole segnare, così caso mai recuperiamo il fascicolo, se mi dà conferma. Allora, il primo era Berto Luciano, poi Ghedini Angelo, Giacomello Gino, Libralesso Luciano, Masiero Mario, Rando Giuseppe e, appunto, Tusin Romano. Ecco, eventualmente vediamo di recuperare il fascicolo di là.

 

Presidente: va bene, facciamo un'interruzione di un quarto d'ora, allora. Accomodatevi, prego.

RISPOSTA - Allora, Berto Luciano...

 

BERTO LUCIANO

 

DOMANDA - Sì, riprendiamo da quelli che erano rimasti un attimo in sospeso, il primo, appunto, era Berto Luciano.

RISPOSTA - E` entrato come epatopatia cronica, a parere della Difesa il consumo di alcool e l'obesità giustificavano integralmente le alterazioni della funzionalità epatica accertata. Il signor Berto porta esami recenti, del 1999, fatti presso il servizio di Medicina del Lavoro della U.L.S.S., da cui risulta un'ecografia alterata con il fegato ingrandito iperriflettente come da steatosi; invece negli esami di funzionalità epatica c'è un lieve aumento delle GPT a 45, sono normali fino a 41, sono negativi gli anticorpi per l'apatite B e C. Si conclude quindi per una epatopatia cronica di grado lieve che riconosce, come effetto causale o concausale, l'esposizione a cloruro di vinile. Il lavoratore è stato autoclavista, dice di non essere mai entrato nelle autoclavi, ma che comunque c'era una notevole esposizione al momento dell'apertura dei boccaporti, all'apertura delle valvole di scarico a fondo con il maggior rischio per la pulizia con la lancia ad acqua. Dice che il sistema di lavaggio automatico è entrato in funzione dopo il 1977, ma che comunque i sistemi automatici si inceppavano spesso. E` stato al CV14 fino al 1984. Quindi, vista l'esposizione e vista la patologia, si conclude per il rapporto almeno concausale.

 

GHEDINI ANGELO (16 gennaio 1935)

 

BRACCI - Ghedini Angelo è entrato, cirrosi e bronchite cronica con diagnosi di epatopatia che risale al 1973 e bronchite cronica diagnosticata nel 1992 con in più un carcinoma gastrico, di cui viene valutata la possibilità di un rapporto con l'esposizione al dicloroetano.

 

Avvocato Alessandri: può dire la data di nascita? Perché c'è un caso di omonimia.

 

RISPOSTA - 16 gennaio 1935. Ah, ha ragione.. La scheda del dottor Colosio è del 9 luglio 1925, deceduto il 17 agosto 1992, allora è finita spillata un'altra. Allora, il visitato è Ghedin Angelo nato il 16 gennaio del 1935, chiedo scusa, quello che ho detto prima si riferisce all'omonimo. Ghedin Angelo ha lavorato come coltivatore diretto fino al 1962, dal 1962 al 1971 come muratore, nel 1971 è entrato alla Montedison, dove ha lavorato, per un anno, come insaccatore al CV15 e quindi ha questo anno di esposizione. Obiettivamente c'è un pregresso, nel 1986, movimento delle transaminasi e delle Gamma GT in un ricovero all'ospedale di Camposampiero dell'aprile 1997, c'è un'ecografia epatica con un quadro di steatosi diffusa di grado modesto severo con una calcolosi della cistifellea, il ricovero fu per ipertensione arteriosa. Per cui c'è una patologia non chiaramente correlabile con l'esposizione a cloruro di vinile, che è stata intensa, ma di un anno e lontana nel tempo.

DOMANDA - Allora, per confermare il dato di nascita, questo è Ghedini Angelo, nato il 16 gennaio del 1935?

RISPOSTA - Sì.

 

GIACOMELLO GINO

 

BRACCI - Giacomello Gino, nato il primo aprile 1932, barcaiolo, poi nel 1957 assunto alla Montedison al laboratorio analisi come campionatore, sezione fertilizzanti, nel 1958 analista al CV5 ed è rimasto nel laboratorio di analisi fino al 1977. Riferisce che nel 1974, quando faceva le analisi su campioni di resina essiccata venivano trovate in gascromatografia fino a 32.000 parte per milioni di cloruro di vinile, che nel laboratorio non sempre si lavorava sotto cappa e, soprattutto, dalla stufa con la quale si essiccava la resina si liberava una notevole quantità di CVM. Molto migliore la situazione nel nuovo laboratorio di cui non definisce però l'anno di spostamento. E` entrato per un Raynaud che attualmente non è più presente all'esame medico, quindi si evidenzia un tipo di esposizione, che è difficile verificare vista la matrice di esposizione fin qui esposta.

 

LIBRALESSO LUCIANO

 

BRACCI - Libralesso Luciano, nato l'11 gennaio 1934, è entrato come Raynaud ed epatopatia e c'è ancora un movimento delle transaminasi; il Raynaud soggettivo non è più presente e quindi non ci sono, praticamente, dati nuovi particolarmente significativi. Si conferma il rapporto concausale con la pregressa esposizione.

 

MASIERO MARIO

 

BRACCI - Dunque, Masiero Mario è entrato per una bronchite cronica, al momento della visita ha una sintomatologia respiratoria in atto e riferisce che quando è andato in pensione, la bronchite, che era cominciata durante il lavoro, è migliorata e dice di aver fumato 10-15 sigarette al giorno fino al 1990. E` stato esposto al CV5 dov'è rimasto per 30 anni al blender. Radiografie del torace, dell'agosto 1995 e del gennaio 1999, dimostrano un aumento della trasparenza polmonare; le prove di funzionalità respiratoria presentano un discreto deficit ventilatorio di tipo misto. L'ecografia epatica del 22 aprile dimostra un aumento del volume del fegato, contorni bozzuti con ecostruttura densa con echi brillanti, quindi tipo steatosi. Quindi si conferma una broncopneumopatia cronica che ha i caratteri della broncopneumopatia professionale, essendo insorta durante l'esposizione, poi continuata negli anni successivi con un progressivo primo aggravamento, poi un miglioramento alla fine dell'esposizione, ma comunque tuttora presente, e un'epatopatia evidente solo all'esame ecografico quindi ancora presente senza particolari riflessi funzionali.

 

BRANDO GIUSEPPE

 

BRACCI - Brando Giuseppe, nato il 3 marzo 1925, è entrato per un'epatomegalia diagnosticata nel 1975, una bronchite cronica diagnosticata nel 1976. La conclusione della Difesa è che la broncopneumopatia è documentata in modo insufficiente e che l'epatopatia non è anch'essa documentata. Allora, per quanto riguarda l'esposizione, Brando Giuseppe ha lavorato al CV6 come manovale addetto all'insaccamento del PVC, dal 1957 al 1972, e come operatore addetto all'autoclave dal 1972 al 1982. Descrive le manovre manuali dell'inserimento del sacco, di aggiustamento del peso fatto a mano, quando il peso non era esatto e la frequenza della rottura dei sacchi. Dice di non aver mai effettuato personalmente la pulizia della tramoggia, ma di essere impegnato, circa una volta al mese, in interventi di disostruzione della tramoggia stessa, che era un'operazione rischiosa, sia per la polverosità che per gli infortuni. Esibisce radiografia del torace senza segni riferibili a pneumopatia cronica nel 1997 e nel 1998, un'ecografia epatica con fegato di dimensioni aumentate, ma con ecostruttura omogenea, riferisce di aver eseguito esami di laboratorio che però non ha poi portato a conoscenza del visitatore. L'ecotomografia è del 1998... No, scusate, trovo nell'aprile 1998 transaminasi normali, volume globulare medio nella norma, quindi si conclude per una epatopatia cronica evidenziata dall'ecografia senza riflessi funzionali in un lavoratore, che comunque ha avuto un'esposizione molto elevata e una patologia respiratoria che invece appare migliorata dopo la fine del lavoro. Quindi, visto il tipo di esposizione, sembra riferibile soprattutto ai lavori di insaccamento.

 

TUSIN ROMANO

 

BRACCI - Tusin Romano è nato il 18 settembre del 1932, prima di aver lavorato al Petrolchimico è stato salariato agricolo, poi è entrato alle dipendenze della Cooperativa Facchini. Complessivamente è stato 21 anni al Petrolchimico addetto all'insaccamento CV6, insacco di polvere bianca di PVC, insacco di granuli di plastica colorata, poi è passato all'insacco del caprolattame. Quindi risulta una esposizione significativa e, diciamo, il fatto da segnalare è che si è ricoverato all'ospedale di Chioggia nel giugno 1997 e lì è stata fatta diagnosi del carcinoma spinocellulare del polmone sinistro, operato di lobectomia inferiore sinistra. Adesso è in condizioni generali discrete e quindi si può concludere per un... dal 1950 al 1993 ha fumato 20 sigarette al giorno e si può quindi concludere per un tumore del polmone insorto dopo un adeguato periodo di latenza e di esposizione in un lavoratore esposto soprattutto all'insaccamento e in cui il fumo può aver svolto un ruolo concausale, ricordando che il fumo di sigarette è un induttore di quel citocromo P e qualche cosa di cui gli esperti di biologia molecolare parleranno più diffusamente, quindi è ipotizzabile un rafforzamento reciproco delle due cause di tumore, cioè un'interazione moltiplicativa, non solo una concausa semplice.

 

BARBISAN ARMANDO

 

BRACCI - Poi ho un ultimo caso, che è stato visitato in realtà in giugno, quindi non è in questo elenco, ma era un caso già presente nel processo, quindi credo che vada affrontato adesso, ed è Barbisan Armando, nato il 7 maggio 1932, entrato per una epatopatia cronica. E` un caso che nel 1966 ha avuto una trasfusione dopo un intervento chirurgico, è poi risultato positivo negli anni successivi al test per l'epatite C; ha un'esposizione che la Difesa considerava non molto elevata ma, considerato che è stato addetto alla mescola alle calandre al CV5 per due o tre anni, al blender per 8 o 9 anni, poi al CV15 per 2 anni, credo che anche le 200 parti per milione, che sono il livello massimo che è stato esposto, possono considerarsi una stima per difetto. Tra l'altro, il caso in cui una biopsia del 1992 evidenziò una cirrosi micromacronodulare con una lieve dilatazione della vena porta - io vedo dagli appunti, non dal verbale - che è stato chiesto al professor Colombo dal Presidente, che se ci fosse stata una esposizione più intensa, la dilatazione della porta potrebbe essere attribuita al CVM; il professor Colombo non si pronunciò. Comunque di nuovo, in questo caso, c'è la conferma della cirrosi epatica con un quadro di piastrinopenia secondaria, anemia sideropenica, cioè per mancanza di ferro, dovuta a perdite gastroenteriche cioè ad emorragie, un'ecografia che conferma l'ingrandimento del fegato con ecostruttura disomogenea, una vena porta che adesso è ampia 15 millimetri, quindi è una milza che è aumentata di volume ed è misurata a 20 centimetri. Ci sono delle varici esofagee, che sono una complicazione della cirrosi epatica, un tempo spesso mortali, adesso possono essere curate con migliori risultati; quindi, si conferma l'esistenza di una epatopatia cronica tipo cirrosi in cui la pregressa infezione da epatite C e l'esposizione a cloruro di vinile che, appunto, appare intensa, hanno giocato un ruolo concausale. La malattia è grave con una prognosi non favorevole. Io ho finito.

 

DOMANDA - Adesso sono conclusi i casi viventi e io, a questo punto, inviterei il dottor Bai e il dottor Berrino a trattare i casi dei decessi successivi alle contestazioni, quindi i casi delle persone per le quali c'è stata contestazione all'interno di questo procedimento. Nell'elenco che ho consegnato a suo tempo sono indicate 24 persone; adesso verranno esaminati, in maniera tale che possono dire quali di queste persone ha avuto un decesso per causa che si ritiene in relazione diretta al CVM.

 

DEPOSIZIONE CONSULENTI 

DR. BERRINO FRANCO - DR. BAI EDOARDO

 

SINGOLI CASI DI DECESSI SUCCESSIVI ALLE CONTESTAZIONI

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Nell'elenco che è stato consegnato, di cui parlavo poco fa, sono indicate 24 persone. La prima che viene indicata è Zaninello Silvio, aveva avuto anche una visita anamnestica e poi successivamente era deceduto. Cominciamo quindi da Zaninello Silvio e poi veniamo agli altri, secondo quell'elenco.

 

ZANINELLO SILVIO

 

BAI - Zaninello Silvio è deceduto a causa di un epatocarcinoma, aveva anche una cirrosi macronodulare tipica. Poi c'è...

DOMANDA - Su questi casi di decesso, su una parte, quelli per i quali ovviamente sono stati rinvenuti i reparti istologici, ci sarà un completamento con l'esame del reperto istologico da parte del patologo e dell'epatologo all'udienza del 14.

 

Presidente: devo dire che, peraltro, per Zaninello Silvio, anche i consulenti delle Difese hanno concluso che era un angiosarcoma correlabile.

BAI - Però l'anatomopatologo ha rivisto il vetrino e lo riclassifica come epatocarcinoma, ha riesaminato, è un'epatocarcinoma con i cordoni, le cellule epatiche trabecolari, non era un angiosarcoma, per cui l'abbiamo riclassificato epatocarcinoma.

 

BOSCARO ODILIO

 

BAI - Boscaro Odilio, questo aveva avuto un infarto, però sempre dall'autopsia gli è stata riscontrata una cirrosi micronodulare con splenomegalia, per cui la cirrosi può essere comunque considerata una concausa della morte, anche se ha avuto un infarto.

 

BRAGATO ANGELO

 

BAI -Poi Bragato Angelo, che aveva un carcinoma, cioè è morto per un carcinoma polmonare.

DOMANDA - Qui come era stato segnalato?

BAI - Era stato segnalato come epatopatia e carcinoma vescicale, però la causa di morte è il carcinoma polmonare.

DOMANDA - E non era stato visto niente in precedenza?

BAI - No, non era stato segnalato.

 

Avvocato Santamaria: non ho inteso per il caso Boscaro, la causa di morte qual è?

 

BAI - E` morto di infarto.

 

Avvocato Santamaria: quindi è morto di infarto.

 

BAI - Sì, infatti ho detto che la cirrosi può essere una concausa della morte.

 

Avvocato Santamaria: una concausa dell'infarto?

 

BAI - No, la concausa della morte.

DOMANDA - Non sono consentiti interventi di questo tipo, può fare domande dopo, stanno leggendo, stanno indicando le cause, poi eventualmente verranno chieste delle delucidazioni. Chiedo solo al dottor Bai di essere un attimo più preciso, non ci corre dietro nessuno.

 

Presidente: è meglio essere magari un po' più completi, cioè siccome qui lei dice che è la cirrosi, che peraltro era già presente, era già stata denunciata etc. sarebbe concausa della morte. Se vuole un attimo ampliare il discorso su questo magari...

 

IL DR. BERRINO COMMENTA L'INFARTO

 

BERRINO - Commento io, nel senso che gran parte degli infartuati, una buona parte degli infartuati muore proprio nelle prime ore dopo l'infarto. La probabilità di morire per un infarto può dipendere dalle condizioni patologiche generali, un paziente con una cirrosi, un paziente con un grave squilibrio delle sue condizioni omeostatiche, per cui la probabilità che un paziente muoia del suo infarto è più alta se ha delle altre gravi condizioni patologiche, soltanto in questo senso abbiamo parlato di concause di morte, non nel senso che la cirrosi è qualcosa che, in qualche modo, favorisce l'infarto, perché è più facile che muoia, oggi fortunatamente si muore sempre meno di infarto, ma è più facile che muoia uno che è mal messo.

 

BAI - Io avevo fatto un riassunto, ma se dobbiamo essere più..

DOMANDA - Non ci corre dietro nessuno, sono casi di decesso che vanno trattati in maniera adeguata, perché ogni volta succede che quando c'è un cambiamento di tipologia di casi, che vengono esaminati, bisogna anche trovare il ritmo e l'organizzazione giusta del lavoro.

 

Avvocato Stella: con la diagnosi causale, perché è quella che ci interessa.

 

ZANINELLO (aggiunta)

 

DOMANDA - Tra l'altro, se può essere recuperato anche il fascicolo di Zaninello da illustrare un attimo meglio quello che era successo nel momento in cui è stata resecata una parte del fegato, la diagnosi era di angiosarcoma, successivamente, quando ovviamente ha continuato a vivere, hanno rilevato, nella rimanente parte del fegato, un epatocarcinoma, la causa del decesso per questo viene indicata epatocarcinoma, però nel discorso anteriore c'era questa diagnosi di angiosarcoma sulla parte resecata. Certo, poi verrà rivista, queste erano le indicazioni su Zaninello Silvio.

 

BRUSEGAN CARLO

 

BAI - Allora, Brusegnan Carlo risultava laringe, la causa di morte è invece un tumore polmonare con metastasi.

DOMANDA - Può indicare meglio da che cosa risulta, la diagnosi, che date?

BAI - C'è un ricovero del 17 marzo 1997 e un ricovero nel maggio sempre per neoplasia polmonare con metastasi, che poi ha causato la morte nel maggio del 1997. Non c'è autopsia mi pare, no.

DOMANDA - Quindi, in ogni caso, le conclusioni nostre sulla causa di morte?

BAI - La diagnosi clinica risulta di tumore polmonare diagnosticato nel 1997 e che ha portato al decesso. Quindi non c'entra niente con il precedente tumore alla laringe, è un nuovo tumore che ha avuto più recentemente.

 

Presidente: questo lo ritenete correlabile, non correlabile?

BAI - Sì, il tumore al polmone è correlabile con l'esposizione al CVM; tutti questi che abbiamo detto sono correlabili all'esposizione al CVM.

 

CALZAVARA GILBERTO

 

BAI - Poi c'è Calzavara Gilberto, era una bronchite con epatopatia ed è morto per un arresto cardiocircolatorio in cardiopatia, non è correlabile con il CVM. Poi c'è Dal Corso...

 

DOMANDA - Come causa di morte, mentre la situazione precedente?

BAI - La situazione precedente era correlabile con l'esposizione, già classificata.

 

DAL CORSO FRANCO

 

BAI - Dal Corso Franco. Dal Corso Franco era classificato come epatopatia e fenomeno di Raynaud; è deceduto per una cirrosi epatica scompensata, quindi ha avuto un aggravamento della sua precedente epatopatia, correlabile con l'esposizione a CVM.

 

DONOLATO EGIDIO

 

Donolato Egidio era una broncopneumopatia e un fenomeno di Raynaud. E` deceduto in ricovero per una serie di patologie, cardiopatia ischemica, encefalopatia, ischemia cerebrale etc., cause che non sono correlabili con l'esposizione a CVM. Sono tutte malattie comunque non correlabili con l'esposizione.

 

FEBO VITTORIO

 

BAI - Febo Vittorio era un'epatopatia cronica, è deceduto a causa di un carcinoma del sigma con metastasi epatiche ed ossee, anche questo non è correlabile al CVM come causa di morte.

 

LUCCHESE ANGELO

 

BAI - Lucchese Angelo, era classificato come broncopneumopatia, è deceduto, ricoverato nel 1996, probabilmente deceduto per questa causa, anche se non è specificata, cerebropatia vascolare, comunque anche questa non è correlabile con l'esposizione a CVM.

 

MAIOLO ROBERTO

 

BAI -Poi c'è Maiolo Roberto, era una sospetta epatopatia, è deceduto a causa di una neoplasia polmonare con metastasi cerebrale, anche questa è una diagnosi più recente, la neoplasia polmonare è correlabile con l'esposizione a CVM.

DOMANDA - Risulta quando è stata fatta la diagnosi del tumore polmonare? Tra l'altro, per Maiolo Roberto mi risulta anche una cirrosi epatica. Quindi, eventualmente, finché viene recuperato il fascicolo se può essere esaminata sia la diagnosi, sia la cirrosi.

BAI - Aveva come concomitante una broncopatia cronica ostruttiva e una cirrosi epatica. Questa è del 1998...

DOMANDA - Ci deve essere anche un'autopsia, per cui se viene recuperato il fascicolo, eventualmente lo guardate un attimo.

BERRINO - C'è un'autopsia con diagnosi di adenocarcinoma polmonare destro, con metastasi multiple, una broncopneumopatia cronica enfisematosa e una cirrosi epatica epatomegalica, per cui la causa di morte è il carcinoma polmonare.

BAI - Il nostro sospetto di epatopatia è confermata, anzi si è aggravata di parecchio e poi si è aggiunta la neoplasia polmonare, tutti e due sono correlabili con l'esposizione.

 

MANDRO GIUSEPPE

 

BAI - Mandro Giuseppe, era un'epatopatia cronica. E` deceduto per soffocamento da abigestis, però aveva all'autopsia una cirrosi epatica macronodulare tipica, per cui questa epatopatia si è aggravata anche se la causa di morte è una polmonite abigestis, che non è direttamente correlabile.

 

MARCHIORI BRUNO

 

BAI - Marchiori Bruno, era una bronchite cronica. E` morto a causa di una broncopolmonite bilaterale con shock settico, quindi causa che non è in relazione all'esposizione. All'autopsia viene dimostrata la presenza di una steatosi epatica, che però non era mai stata segnalata prima per cui non si può dire molto circa la correlazione; è correlabile l'epatopatia all'esposizione al CVM, però non si sa quando è insorta.

 

MARTINATO ENZO

 

BAI - Poi c'è Martinato Enzo, epatopatia cronica, è morto a causa di un edema polmonare acuto in una cirrosi ascitica, quindi anche in questo caso c'è una possibile correlazione, come concausa della morte con l'esposizione a CVM, la epatopatia si è aggravata. Aveva una cardiopatia ischemica, un edema polmonare... lo stesso discorso dell'altro.

 

MONELLO EMILIO

 

BAI - Poi c'è Monello Emilio, era un'epatopatia e un carcinoma uroteliale, è deceduto a causa di un carcinoma polmonare.

DOMANDA - Risulta la diagnosi? Come data..?

BAI - Del 1996.

BERRINO - C'è stato un ricovero nel 1996, la prima diagnosi è del carcinoma polmonare.

DOMANDA - E` deceduto il 7 febbraio 1996?

BERRINO - Sì.

BAI - Questo carcinoma polmonare è una diagnosi più recente, quindi oltre il carcinoma uroteliale è subentrato un carcinoma polmonare, che lo ha condotto a morte, il carcinoma polmonare è correlabile con l'esposizione a CVM.

 

NACCARI GIOVANNI

 

BAI - Naccari Giovanni, era tumore alla prostata Dupuytren, Naccari Giovanni è deceduto per il carcinoma prostatico, non c'è correlazione con l'esposizione a CVM.

 

TEGON GIORGIO

 

BAI - Tegon Giorgio, era un'epatopatia cronica, è deceduto a causa di un carcinoma polmonare con metastasi ossea, anche questa è una diagnosi più recente della documentazione che era agli atti, 1998. Sì, la diagnosi quindi è stata fatta nel 1998. Anche per questo il carcinoma polmonare è correlabile.

 

TIOZZO SILVANO

 

BAI - Tiozzo Silvano, era un'angiopatia epatopatia; anche Tiozzo Silvano è deceduto per un carcinoma polmonare destro con metastasi ed anche questa è una diagnosi più recente della documentazione, che era agli atti. La diagnosi è del 1996. Anche per questo c'è correlazione con l'esposizione.

 

TROMBINI GIULIO

 

BAI - Trombini Giulio, epatopatia cronica, broncopatia cronica, l'epatopatia cronica si è aggravata, in questo caso, ha portato a cirrosi epatica scompensata, che è la causa della morte che è avvenuta dopo il coma epatico, nel 1997.

 

VANIN LORIS

 

BAI - Vanin Loris, era un'epatopatia cronica, in effetti ha avuto molti infarti, all'autopsia comunque c'era, come causa di morte, è la causa cardiaca, quindi l'insufficienza cardiopolmonare, però c'era come concausa questa cirrosi macronodulare, come gli altri due.

 

NOLFO MASSIMO

 

BAI - Nolfo Massimo, scusi, vado a prenderlo...

BERRINO - Era stato segnalato come epatopatia cronica.

BAI - Nolfo Massimo, era un'epatopatia cronica, anche Nolfo è deceduto a causa di un edema polmonare, ma l'autopsia dimostra una cirrosi epatica micronodulare, quindi c'è una cardiopatia con edema polmonare come concausa alla cirrosi epatica.

BERRINO - In questo caso non c'è diagnosi di infarto, c'è una generica diagnosi di miocardio miocardio-coronarosclerosi con edema polmonare... Diversamente dagli altri, in questo caso, non c'è una chiara diagnosi di infarto, nell'autopsia non si vede l'infarto, ma si vede solo l'edema polmonare acuto e una sofferenza cardiaca, una miocardiocoro-narosclerosi in un paziente con una cirrosi epatica micronodulare.

 

Presidente: la cirrosi era stata ritenuta correlabile?

BAI - Sì, con una esposizione a CVM.

 

Presidente: perché i consulenti della Difesa avevano messo in evidenza, in questo caso, un potus particolarmente sostenuto con anche episodi di delirio tremens.

BAI - Sì, non è l'unico, noi riteniamo che l'alcool è una causa di epatopatia e di cirrosi, ma che potenzi o che si potenzia reciprocamente con l'attività epatotossica del CVM, per cui c'è, come minimo, come concausa il CVM.

 

DOMANDA - Su questo punto della cirrosi e delle altre patologie del fegato, in relazione alla concausa alcool, è stato preparato uno studio di approfondimento sia in relazione ai reperti istologici, sia in riferimento alle persone, che hanno subito all'interno di questo processo queste patologie e verrà esaminato nello specifico alla prossima udienza. Quindi verrà affrontato analiticamente questo punto.

BAI - Montecchio Antonio...

 

Avvocato Alessandri: per questo caso di Nolfo Massimo i consulenti dispongono di documentazione aggiuntiva? A noi non risulta.

 

BAI - E` deceduto, c'è l'autopsia.

 

Avvocato Alessandri: su quale faldone si trova?

 

DOMANDA - Su alcuni casi, tra cui avevo segnalato dei casi di morte, che si erano verificati, e che c'erano state delle integrazioni, in che numero di fascicolo sono questi casi?

BAI - 44533.

DOMANDA - No, del fascicolo degli atti che sono stati depositati e comunque lasciamo l'esposizione... perché chi curava questa cosa purtroppo stamattina non c'è.

 

Avvocato Alessandri: a noi risultava solo la presenza di un vetrino.

 

DOMANDA - Avevo segnalato il vetrino, che è stato mandato a seguito di questa morte, di questa autopsia, che c'era stata, è stato recuperato il reparto, che è stato mandato al professor Ruggi e verrà nello specifico esaminato. Adesso, materialmente, in questo fascicolo non so se c'è qualcosa di particolare, oltre all'indicazione del vetrino e della diagnosi.

BERRINO - In questo fascicolo c'è il referto di una diagnosi autoptica con anche... si chiama diagnosi anatomoistopatologica, quindi presumibilmente è stato guardato anche il vetrino del fegato, ma non è ben specificato nel senso che sotto diagnosi anatomoistopatologica si parla di edema polmonare acuto in paziente cardiomegalico con miocardiocoronarosclerosi e lì forse l'isto non c'entra niente, non sono diagnosi microscopiche, sono diagnosi macroscopiche. Qui parla di cirrosi epatica micronodulare, che può essere sia una diagnosi macroscopica sia microscopica, ma non specifica, questo referto, se è stata fatta anche al microscopio. Poi si segnala anche un carcinoma papillare del lobo tiroideo sinistro, per questo ci deve essere per forza una diagnosi macroscopica.

DOMANDA - Comunque lì questo referto lo estrapoliamo ed eventualmente nel frattempo facciamo subito una copia e poi ritroveremo lo specifico numero di fascicoletto.

BERRINO - Comunque sono diagnosi molto facili sul piano macroscopico, anche guardando il cadavere si vedono molto bene.

DOMANDA - Questi, per una migliore comprensione, sono i casi di decessi per i quali c'era stata una segnalazione, un esposto nuovo da parte dei parenti o dei difensori della parte offesa e quindi era stata aperta, ovviamente, una nuova serie di accertamenti. Il reparto istologico era stato mandato al dottor Ruggi, non so se fosse stato mandato a seguito e comunque ne facciamo fotocopia e lo mettiamo a disposizione.

 

MONTECCHIO ANTONIO

 

BAI - Montecchio Antonio era una epatopatia e broncopneumopatia cronica, anche qui c'è una diagnosi nuova, è un carcinoma squamoso polmonare... l'avevamo già fatto?

 

Presidente: comunque oggi dovete approfondire, ma già è stata fatta questa diagnosi di carcinoma squamoso.

BAI - Basta, è deceduto a causa del tumore, quindi c'è una correlazione. Faggian Tullio..

 

BERRINO - In questa documentazione clinica la diagnosi risulta di adenocarcinoma.

DOMANDA - Siamo tornati a Montecchio Antonio?

BERRINO - Adesso non sono sicuro di dove avessimo preso la segnalazione di un carcinoma squamoso, si tratta sempre di un carcinoma polmonare, ma di un altro tipo istologico.

DOMANDA - Allora se viene illustrato un attimo meglio questo caso..?

BERRINO - Questi qui sono dei ricoveri del 1999, del giugno o del luglio del 1999, però già nel 1998 menzionava... c'è l'autopsia? Non cambia nella sostanza perché entrambi sono correlabili.

DOMANDA - Precisiamo quale era la diagnosi precedente, quella che viene indicata al momento della morte?

BERRINO - Nella diagnosi si parla di adenocarcinoma polmonare, adesso controllo l'origine di questa diagnosi. C'è effettivamente un esame citologico, con cellule epiteliali squamose, ma non erano cellule tumorali squamose, allora probabilmente è stato un errore.

 

Presidente: ecco, allora se vogliamo, per la verbalizzazione, fare una conclusione...

BAI - E` un adenocarcinoma polmonare.

 

Presidente: e comunque lo ritenete correlabile?

BAI - Sì.

 

Presidente: quindi non più come carcinoma squamoso, ma come adenocarcinoma polmonare.

 

FAGGIAN TULLIO

 

BAI - Faggian Tullio, era una epatopatia e broncopatia e sull'epatopatia si è instaurato il tumore, in realtà la causa di decesso è un angiosarcoma epatico. C'è l'autopsia, quindi il referto autoptico, che non lascia dubbi. E` ovviamente correlabile all'esposizione a CVM.

 

BETTIN QUINTILIO

 

BAI - Bettin Quintilio, era un'epatopatia cronica in bevitore, anche questo ha avuto una diagnosi più recente di neoplasia polmonare, che lo ha portato al decesso. La diagnosi è del 1998, anche questa è correlabile.

 

DI DIO ANGELO

 

BAI - Poi c'è Di Dio Angelo, broncopneumopatia e sospetta epatopatia, in realtà poi anche questa è una diagnosi nuova, è confermata l'epatite cronica, ma è subentrato un mieloma multiplo, che l'ha condotto al decesso. Il mieloma fa parte dei tumori all'apparato emolinfopoietico, la diagnosi è del 1998, è correlabile.

 

BERRINO - Questo paziente aveva già dal 1992 una condizione che si chiama gammopatia monoclonare, che verosimilmente era la condizione premioplastica, che poi si è evoluta in mieloma multiplo.

 

 

COME SI E' GIUNTI ALL'INDIVIDUAZIONE DEI NUOVI CASI

 

DOMANDA - Questi, così, sono conclusi rispetto ai casi già contestati, gli esami relativi sia ai casi viventi che ai decessi sopravvenuti. Così, solo un'indicazione di carattere generale per capire come si è giunti a queste individuazioni, nel senso che deciso una volta di procedere all'integrazione nell'attività integrativa da parte del Pubblico Ministero si sono rilevati questi casi di decessi, anche precedenti, ed ovviamente per i casi, pochi, in cui c'era stata una sensibilità da parte del medico curante o dell'ospedale di segnalarle, autonomamente erano state fatte anche delle autopsie e in altri casi ovviamente non era stato fatto, tanto che a questo proposito sono stato costretto a fare una specie di diffida al Direttore Sanitario dell'U.L.S.S., segnalando la delicatezza e l'importanza di segnalare immediati questi casi di decesso, ai fini di poter eventualmente procedere a autopsia. Questo per concludere questa parte, nel frattempo possiamo esaminare i casi nuovi, che si sono presentati a seguito delle nuove denunce, nuovi esposti, che sono stati presentati al Pubblico Ministero da parenti di deceduti o da persone che lamentavano delle patologie, che ritenevano correlabili al CVM o da segnalazione dei difensori delle parte offese. Come dicevo già qualche tempo fa, sono stati presentati circa 300 esposti e con delle selezioni, sia in relazione alla carriera lavorativa e sia in relazione alle patologie, si è giunti alla sintesi degli elenchi, che sono stati predisposti e che riguardano casi di 30 e 30 casi di decessi e di persone non decedute. Se passiamo alla parte dei casi viventi, per i quali c'è stata anche un'anamnesi, quindi con il dottor Bracci, che aveva problemi suoi di tempo...

 

Presidente: ma non sono qui presenti in questo elenco?

 

Pubblico Ministero: sì, sono quelli dell'elenco dei 66, che verranno illustrati, io ho preparato.. non so, sono praticamente i fascicoli dei casi nuovi, in questo momento non ricordo se l'elenco è stato consegnato anche nominativamente.

 

Presidente: va bene.

 

Pubblico Ministero: posso fare delle fotocopie?

 

Presidente: sì, se fosse possibile avere una fotocopia dell'elenco di questi casi così li seguiamo un attimo meglio.

 

Pubblico Ministero: perché ci sono dei casi, che sono stati rivisti anche alla luce sia di reperti sia di integrazioni di consulto tra i vari medici, io cerco un elenco, per così dire, pulito, senza appunti da poter consegnare.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE

DR. BRACCI CARLO

 

CASI VIVENTI A SEGUITO DI ESPOSTI NUOVI

 

PUBBLICO MINISTERO

 

RISPOSTA - Bertin Rino, nato il 10 febbraio...

DOMANDA - Anche di questi casi, come accennavo prima, che erano stati indicati in numero di 35, poi ci sono stati, ovviamente degli approfondimenti anche delle esclusioni, per cui si arrivano da questi 35 casi, a 23 casi, quindi verranno esaminati questi 23 casi sulla base delle patologie, che si ritengono correlabili al cloruro di vinile, e le illustrerà, in maniera dettagliata, il dottor Bracci.

 

Presidente: prego, allora, dottor Bracci.

 

BERTIN RINO

 

BRACCI - Bertin Rino è nato il 10 febbraio 1946 e riferisce meno di un quarto di litro di vino a pasto. Ha iniziato a lavorare nel 1961 alle dipendenze della ditta Stivanello come tubista all'interno della Montedison, poi assunto dalla Montedison ha continuato le stesse mansioni. Era addetto alla produzione di tubi, che in genere venivano montati e saldati da altri, ma talvolta partecipava al montaggio. Ha interrotto il lavoro per il servizio militare di leva, poi nel 1971 segnala un'intossicazione da fosgene con ricovero all'ospedale di Dolo; nel 1973 una nuova intossicazione acuta mentre lavorava nell'officina di zona TDI, ricoverato al CTO di Padova è stata posta diagnosi di epatopatia tossica da inalazione di solventi clorurati. Tornato al lavoro nel marzo, intorno al marzo 1974 era stato trasferito in laboratorio. In laboratorio trasportava le bombole di ossigeno e di cloruro di vinile, faceva il prelievo sotto cappa e ha eseguito analisi di cloruro di vinile nei primi 7-8 anni di lavoro, poi è stato adibito in particolare dell'analisi del TDI, in pensione dal 1988. Ha una rendita Inail del 25% per epatopatia e dal fascicolo Inail si confermano i dati precedenti, si conferma che beve mezzo litro di vino al dì, che non fuma, si cita un'epatite virale all'età di 10 anni e ci sono prove di funzionalità epatica alterate, questo nel 1973; nuovo ricovero nel 1976 all'ospedale di Padova, viene dimesso con diagnosi di steatofibrosi epatica di incerta eziologia. Le Gamma GT sono alte e c'è una biopsia epatica dell'8 luglio 1976 che dice che non ci sono alterazioni dell'architettura del fegato e c'è come caratteristica una modica fibrosi portale. Gli epatociti sono interessati da fenomeni di rigonfiamento e steatosi ed è diffusa l'attivazione delle cellule di Kupffer. La diagnosi è stata steatosi epatica di grado descritto con modica fibrosi portale. L'antigene Australia per l'epatite virale B è negativo, il volume globulare medio è normale. Riferisce che spesso le Gamma GT sono, negli anni successivi, al di sopra della norma, è nel complesso una persona in buone condizioni di salute e donatore di sangue abituale, l'ultima donazione è del 22 marzo, il che vuol dire, tra l'altro, che sono negativi i marker per l'epatite, li fa all'ospedale di Mestre nel luglio e c'è questa conferma. L'ecografia del luglio 1999 evidenzia un aumento del volume del fegato con ecostruttura diffusamente disomogenea da steatosi, regolari le vie biliari e le dimensioni della milza. Quindi questo è un quadro di epatite cronica non dotata di particolare evolutività, che però nel 1976 ha i caratteri istologici della fibrosi portale. Un'esposizione complessa, non solo al cloruro di vinile, ma anche al cloruro di vinilide...

 

DOMANDA - Scusi, cloruro di vinilide?

RISPOSTA - No, è stato al fosgene, al TDI, comunque la diagnosi del 1973 è epatopatia tossica da inalazione di solventi clorurati, non TDI, probabilmente da cloruro di vinile, comunque il reperto istologico è tale che assieme al modesto consumo di alcool, alla negatività dei marker per l'epatite, ci sembra che ne faccia un caso meritevole di essere riferito.

 

BIANCO LUCIANO

 

BRACCI - Bianco Luciano ha lavorato alla Montedison dal 1959 al 1991, all'inizio al CV14 e poi al CV15. Ha avuto una serie di ricoveri per infarto e per ictus nel 1992 e nel 1997, tra l'altro in una di queste cartelle è segnalato non abuso di alcolici, in questo caso ci interessa meno. Gli è stato diagnosticato nel 1983 un morbo di Hodgkin, quindi una neoplasia del sistema emolinfopoietico, insorta dopo 24 anni dall'inizio dell'esposizione, che è stata rilevata sia per intensità che per durata. La malattia è in fase di remissione clinica da ben 16 anni e quindi l'evoluzione è favorevole, comunque è una delle malattie che vengono ascritte all'esposizione a cloruro di vinile.

 

VLASCOVIC GIORGIO

 

BRACCI - Vlascovic Bruno, nato il 28 gennaio del 1933...

DOMANDA - Giorgio, dovrebbe essere? Comunque se dice la data di nascita?

RISPOSTA - 28 Gennaio 1933.

DOMANDA - Sì, allora è Giorgio.

RISPOSTA - Spero che siano solo errori formali. Ha fumato 10-15 sigarette al dì, fino al 1997, un bicchiere di vino ai pasti; dopo aver fatto lavori saltuari è assunto alla Montedison, nell'agosto del 1959, lavora al CV5, CV15, CV8, poi come assistente al CV6 negli ultimi 4 anni; nel 1985 in cassa integrazione, in pensione dal 1987. Tra le altre operazioni che svolgeva era quella di disostruire i tubi che portavano la polvere all'essiccamento ed è valutata da lui l'operazione più inquinante. Ha cominciato a soffrire di disturbi respiratori nel periodo in cui era addetto al CV6, all'inizio aveva tosse e catarro continue nell'anno, poi si è manifestato affanno da sforzo. Per questo motivo ha anche un ricovero nell'ottobre 1997 all'ospedale di Mestre con diagnosi di broncopneumopatia cronicostruttiva riacutizzata, in quest'occasione ha fatto un'ecografia del fegato, che è di dimensioni leggermente superiori alla norma con ecostruttura diffusamente disomogenea e iperriflettente. La spirometria dell'aprile 1999 dimostra un deficit respiratorio di tipo misto e un esame radiografico del torace dell'ospedale di Mestre, un aumento della trasparenza dei campi polmonari. Un nuovo esame, spirometria del 30 giugno 1999, conferma la riduzione dei volumi polmonari; nel luglio 1999 ancora prove funzionali, fatte all'ospedale Chiarenzi di Zevio, in provincia di Verona, in cui la disfunzione è definita di marcata entità. In questo il fumo non è trascurabile, 10-15 sigarette al giorno, comunque da solo non spiega una sintomatologia di questo genere, il caso è presentato perché il decorso è tipico di una broncopneumopatia che insorge in costanza di esposizione e si aggrava lentamente attraverso tutte le fasi tipiche, per cui il rapporto tra esposizione, soprattutto a polveri, e la malattia sembra chiaro.

 

BOTTARO ELIGIO

 

BRACCI - Bottaro Eligio è nato l'8 maggio del 1933, ha fumato dai 15 ai 47 anni smettendo perché ha cominciato a cantare in un coro, annotazioni che rendono verosimili i dati, beve mezzo litro di vino al giorno, prima di entrare in Montedison ha lavorato alla tranciatura di metalli in una fabbrica di cucine economiche, poi autista di camion, poi ha lavorato al CV5, dal 1957 al 1965, poi ha fatto il jolly per 10 anni, come insaccatore, blenderista, pesatore, addetto all'estrusione e alle calandre. Nel 1992 gli è stato diagnosticato un carcinoma squamoso della corda vocale destra ed anche un infarto del miocardio, comunque viene segnalato per il problema dei tumori della laringe, cui si è già accennato in precedenza.

 

BUSANA VALENTINO

 

BRACCI - Busana Valentino, calzolaio dagli 11 ai 16 anni, però addetto alla ribattitura e bollettatura, quindi non esposto a sostanze chimiche, vasaio per 3 anni, poi Montedison. Prima ha imparato la conduzione delle autoclavi al CV3, poi ha lavorato al CV6. Descrive la lavorazione con le osservazioni di disostruzione dei filtri con un bastone, necessità di andare sotto l'autoclave, lavaggio con getto d'acqua con lancia a mano e così via. Dal 1981 ha usufruito del distacco sindacale. Nel 1992 gli è stata diagnosticata una leucemia a cellule capellute in trattamento con interferone, attualmente ben controllata. C'è un reperto ecografico del fegato, fatto durante uno di questi ricoveri con il fegato un po' ingrandito e la milza al limite; comunque è segnalato come neoplasia del sistema emolinfopoietico, insorta in esposto a cloruro di vinile dopo un adeguato periodo di esposizione e di latenza.

 

CAPPELLAZZO RINO

 

BRACCI - Cappellazzo Rino, nato il 20 aprile 1934, per 9 anni conduttore di caldaie in un'industria tessile, poi conduttore di caldaie in Montedison, nel 1971 centrale termica nord. Nella combustione utilizzava residui di lavorazione, quali etilene, metano, residui della lavorazione di CVM, residui della lavorazione di clorurati. Riferisce che nel periodo in cui ha lavorato in questa centrale vi sono stati molti incidenti dovuti ad esposizione acuta a tossici, i più frequenti nel periodo 1971-1975, riferisce il ricovero di circa 8 operai. Riferisce di aver respirato il CVM proveniente dall'impianto CV15 adiacente alla centrale. Queste esposizioni si sarebbero ridotte quando fu alzato il camino dell'impianto CV15. Nel 1982 lui ha, riconosciuta dall'Inail, una broncopneumopatia professionale da cloruro di vinile, valutata al 20%, portata al 60% nel 1988, ridotta al 30% nel 1996. Alla visita ci sono i segni della broncopneumopatia cronica e quindi anche questo è un caso in cui c'è decorso e caratteristiche cliniche di una patologia respiratoria da inquinanti e una esposizione presumibilmente intensa.

 

DONOLATO EUGENIO

 

BRACCI - Donolato Eugenio è nato il 23 luglio 1946, ha fumato 20 sigarette fino al 1982, anno in cui è stato operato allo stomaco, beve mezzo litro di vino a pasto. Prima di entrare in Montedison ha lavorato come calzolaio per 10 anni avendo tra le mansioni l'incollaggio di suole. Quindi, in questo caso, può esserci un rischio chimico. Nel 1973 è entrato alla Cooperativa Porto Industriale, adibito all'insaccamento del PVC, prima al CV15 per 8 anni, poi al CV6 per 4 anni, quindi 12 anni di esposizione, dopodiché è andato all'infustaggio trielina, infustaggio materie prime, attualmente lavora al FR3. E` stato operato per ulcera, nel 1982, aveva allora un volume globulare medio di 90, quindi nella norma, un antigene Australia, marker per l'epatite B negativo e ha controllato nel tempo le sue condizioni del fegato. Nel dicembre 1994 negativi gli antigeni per l'epatite B, positivi gli anticorpi, segno di un'infezione superata, negativi i marker per l'epatite C. Nel 1996 un lieve movimento delle transaminasi; nel 1993, improvvisamente, il volume corpuscolare medio passa a 107, si tratta di una persona che è stata operata per ulcera gastrica, quindi probabilmente ha dei difetti di assorbimento, per cui è un aumento del volume corpuscolare medio, che poi ritorna nella norma un anno dopo, che può essere attribuito a difetti nutrizionali, indipendenti quindi, sia da intossicazioni chimiche che da uso di alcool... Un'ecografia successiva, del 1998, dimostra una milza un po' ingrandita, no, del 1988, scusate; una ecografia epatica del dicembre del 1994, fatta a Piove di Sacco, mostra un fegato aumentato di volume con ecostruttura lievemente disomogenea, tipo epatopatia cronica. Nel 1996 un intervento di colecistectomia all'ospedale di Padova, poi si fa controllare all'ospedale di Piove di Sacco, di nuovo movimento delle transaminasi non elevato, un volume corpuscolare medio che passa a 101; l'anno successivo scende a 98; nel 1998 nuovamente movimento delle transaminasi e quando viene alla visita gli vengono prescritti degli esami. Quindi, fa l'ecografia del fegato il 30 giugno 1999 all'ospedale di Mestre, il fegato è discretamente aumentato di dimensioni con ecostruttura disomogenea finemente e diffusamente un po' più riflettente che di norma, con presenza di un'area di iperecogenicità di circa 17 millimetri, compatibile con angioma. Un po' aumentato il calibro delle vie biliari in tre parti, ma compatibile con gli esiti di colecistectomia. Ai limiti superiori della norma le dimensioni della milza. E` anemico, il volume corpuscolare medio è salito a 127,7, le piastrine sono normali, ma ai limiti inferiori della norma, le transaminasi e le Gamma GT sono normali, la bilirubina totale lievemente aumentata. Quindi, nel complesso, c'è un'esposizione a cloruro di vinile elevata, durata per 12 anni, un'epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività e un disturbo della nutrizione dovuto agli esiti dell'intervento sullo stomaco e i marker per l'epatite negativi, questo volume corpuscolare medio che fa su e giù in rapporto probabilmente a difetti di assorbimento.

 

GARGIULO GUIDO

 

BRACCI - Gargiulo Guido è nato il 30 marzo 1938, ha bevuto un quarto di vino a pasto, fino a circa un anno fa, apprendista in Galvanica all'inizio della sua carriera lavorativa, per un anno, a Napoli, in questo caso può esserci qualche esposizione chimica, poi si è trasferito a Mestre, ha fatto per 6 o 7 mesi un lavoro di tipo impiegatizio, poi entra nel 1977 alla Montedison, dal 1967 al 1984 al reparto MT2, produzione di metalgrilato, blenderista e autoclavista, dice adiacente al reparto pilota di CVM cui si sentiva l'odore in occasione dello scarico. Dal 1984 al 1989 ha lavorato al CV14, addetto al movimento prodotto, metteva in sacchi la resina in polvere uscita dall'essiccamento, utilizzava un tubo con vari attacchi per gli insacchi, usciva molta polvere, che finiva in terra e sui vestiti da lavoro. Aveva a disposizione maschere autoprotettive che venivano utilizzate solo in caso di fughe. La tuta doveva essere lavata ogni 3 o 4 giorni. Ha lavorato anche all'autoclave, per motivi di mobilità interna, per un periodo che stima complessivamente di 6 mesi. Poi è andato al reparto piloti per i polioli ed è in pensione dal 1992. Nel 1974 ha un ricovero a Padova per intossicazione da piombo e nel 1994 all'ospedale Giustiniani di Venezia viene posta la diagnosi di cirrosi epatica ascitogena. Le transaminasi sono alte, il volume corpuscolare medio è di 96,5, i valori normali sono fino a 94, c'è una piastrinopenia. L'ecografia epatica dimostra un fegato con margini bozzuti, con struttura ad echi grossolani, accentuazione delle strutture per i vascolari di sostegno e riduzione del calibro dei vasi sovraepatici come da epatopatia cronica sclerosante. Diametro portale nei limiti, milza ingrandita globosa, senza alterazioni strutturali e focali. Nel marzo 1999 è stato visto dallo Spisal, con ecografia al fegato, di dimensioni conservate, profili irregolari, ecostruttura lievemente disomogenea. Continua a esserci una piastrinopenia, le transaminasi e le GOT sono mosse, gli antigeni per le epatiti B e C sono negativi. Rivedendo gli appunti ho visto che il professor Colombo dava una prevalenza di virus di epatite C nel Veneto tra il 50% e il 60%, a noi non sono risultati, deve essere un campionamento casuale il nostro, con un forte errore sistematico. Quindi, si conclude per una cirrosi epatica in lavoratore esposto a CVM direttamente dal 1984 al 1989 con modesto consumo di alcol senza infezione da epatite B e C e quindi l'esposizione a cloruro di vinile appare avere avuto una efficacia causale.

 

GUERRIN PIETRO

 

BRACCI - Guerrin Pietro, nato il 25 maggio 1946, beve solo in occasioni conviviali, ma questo non riguarda... Ha lavorato dal 1965 al 1975 in un impianto pilota per la produzione di fibra vinilica, dove c'era elevata polverosità che si depositava per terra in maniera tale che era visibile, non c'erano impianti di aspirazione. Dal 1975 al 1996 ha girato tutta la fabbrica come addetto alla manutenzione, nei primi anni soprattutto al TDI. Lui, nel maggio 1984, ha fatto degli accertamenti urologici all'ospedale di Padova dopo ematuria, dopo che ha accertato presenza di sangue nelle urine, hanno trovato un esame citologico con una metaplasia squamosa, quindi segni di irritazione cronica che possono preludere a una trasformazione maligna, è stato consigliato di non lavorare nei reparti dove c'era esposizione a CVM e ad amminoaromatiche, poi lui continua ad avere saltuariamente ematuria, ha fatto per un certo periodo degli esami citologici delle urine, poi ha smesso di sua iniziativa di fare i controlli. Nel 1998, una ecografia epatica ha evidenziato un fegato di dimensioni modicamente aumentate con struttura un po' disomogenea, esibisce tabulati delle visite periodiche Enichem, dove le prove di funzionalità epatica sono nella norma, così come quelli fatti privatamente presso la clinica Villa Salus, si segnava un volume corpuscolare medio di 87,7. Lui accusa senso di freddo agli arti superiori, le dita gli diventano bianche, avverte come delle punture quando espone le mani al freddo, ha fatto fotopletismografia degli arti superiori alla clinica Villa Salus, che ha messo in evidenza una microangiopatia funzionale. Quindi, la conclusione è una sintomatologia di tipo Raynaud, molto chiaramente descritta dal lavoratore, documentata dagli esami fatti a Villa Salus, riconducibile quindi all'esposizione a cloruro di vinile, questo quadro di irritazione cronica delle vie urinarie, che può essere messo in rapporto con qualche sostanza, tra cui anche i coloranti presenti anche nella produzione del PVC.

 

MEGETTO BRUNO

 

BRACCI - Megetto Bruno è nato il 7 giugno 1931, ha lavorato tre anni come conduttore di locomotore e poi per circa 2 anni come saldatore elettrico nei cantieri navali Breda. Nel 1960 entra alla Sice Edison ed è addetto al carico di tramogge di cloruro di vinile polimero. Nel 1962 viene addetto alla trafilatura di materie plastiche e da allora è stato sempre addetto alla estrusione del PVC, fino al 1975. Nel 1975 viene assegnato al laboratorio clorurati, faceva campionamenti di CVM e dopo aver operato numerosi sfiati in cui riconosceva l'odore del CVM, che lui definisce gradevole e un po' dolciastro, faceva prelievi anche al CV10, al CV15, al CV16 e al CV22. Faceva anche prelievi in altri reparti. Nel 1983 viene assegnato al magazzino prodotti, dove sta fino al 1985 quando poi va in cassa integrazione speciale, nel 1985 viene pensionato e riceve la medaglia d'oro dall'azienda per il servizio prestato. Fumava 2 o 3 sigarette al giorno. Questo è un caso che ha un disturbo particolare, perché dal 1975 soffre di una grave distrofia della mucosa nasale, ha parecchie epistassi, ha poi nel 1998 anche un ricovero per una bronchite cronica riacutizzata, quindi ha una rinite cronica trofica, che dura da anni, in un soggetto esposto ad elevata polverosità, che può essere riferita all'inquinamento nell'ambiente di lavoro, anche in considerazione della modicissima abitudine al fumo, 2 o 3 sigarette al giorno.

 

MEGGIATO BRUNO

 

BRACCI - Meggiato Bruno, nato il 13 ottobre 1929, prima di entrare in Sice Edison, beveva un litro, un litro e mezzo di vino al giorno, quando faceva i lavori pesanti, poi ha diminuito perché il vino della fabbrica non gli piaceva per i sapori che si sentiva in bocca. Ha lavorato, prima del 1953, per 5 anni come manovale alla manutenzione e costruzione di ferrovie, spiega, in nero, senza contributi, poi nel 1953 e 1955 con un'impresa all'interno della Sice Edison, poi entra come dipendente nel 1956 e lavora fino al 1984. E` stato per 17 anni al CV3, produzione PVC in sospensione, per 2 anni al CV24, sicron resina, produzione PVC in sospensione, poi per 9 anni al magazzino CPV. Dunque, nel 1961 ha un ricovero per epatite virale; nel 1989 ha un ricovero per poliartrite settica, in quest'occasione fa degli esami di laboratorio, tra cui si segnalano un volume corpuscolare medio di 86, le transaminasi e le Gamma GT lievemente alte, un'ecografia che dimostra un fegato aumentato con struttura disomogenea di tipo steatosico. Controllato dallo Spisal, nel marzo 1999, c'è un volume corpuscolare medio, che ora è superiore alla norma, 96,1, i dati dello Spisal sono normali fino a 94, transaminasi e Gamma GT normali, antigeni per l'epatite B e C negativi, un'ecografia epatica con un fegato di dimensioni aumentate con ecostruttura iperriflettente diffusamente un po' disomogenea. Quindi è un caso di epatopatia cronica senza grossi riflessi funzionali, in soggetto che ha bevuto parecchi anni fa, poi ha diminuito, con marker per l'epatite negativi, per cui si può attribuire, questo quadro, alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

MENNEA RUGGERO

 

BRACCI - Mennea Ruggero è nato il 15 giugno 1931, ha lavorato prima come falegname, facendo uso anche di coloranti; dal 1961 entra alla Sice Edison, prima al reparto CV6, all'insaccamento del PVC polvere, poi dal 1963 al 1966 al lavaggio delle autoclavi, lavoro che faceva quotidianamente, descrive il lavoro. Assegnato al reparto manutenzione, entra periodicamente, a partire dal 1966, anche ai reparti CV14, CV11, CV15 e a volte al CV6, negli ultimi anni è stato addetto al reparto AS, sempre alla manutenzione. Un quarto di vino al giorno, non superalcolici. Allora, viene portato perché nel 1997 gli viene fatta diagnosi di neoplasia vescicale, per cui è stato operato. Quindi si tratta di un lavoratore esposto a cloruro di vinile con le annotazioni fatte in precedenza, per quanto riguarda i tumori della vescica.

 

MUNARETTO LORENZO

 

BRACCI - Munaretto Lorenzo è nato il 9 settembre 1949, beve mezzo litro di vino ai pasti, lavora alla Montedison dal 1974, ha lavorato al CV15 e al CV5 addetto alla pulizia blender, poi operatore chimico al coperto, poi dal 1995 lavora al reparto AS2. Esibisce i risultati delle visite periodiche, controlli della piombemia al limite della norma superiore e transaminasi normali, Gamma GT alte, sia nel 1975 che nel 1985. Volume corpuscolare medio 95 nel 1976, 90 nel 1977, colecistectomia per calcolosi nel 1989, soffre da qualche anno di disturbi dispeptici. Nel luglio 1979 fa esami di laboratorio da cui risulta un aumento delle transaminasi, delle GPT, lieve, 48, ha un valore normale fino a 41, più sensibile delle Gamma GT 185, normali fino a 50. I marker per i virus dell'epatite B e C sono negativi, quindi siamo in presenza di una epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività, ma comunque in modico bevitore con marker per l'epatite B e C negativi, per cui all'esposizione al cloruro di vinile va attribuito un ruolo causale.

 

PADOAN CESARE

 

BRACCI - Padoan Cesare, è nato il 19 novembre 1946, ha fumato 20 sigarette al giorno fino al 1985, beve un bicchiere di vino a pasto. Ha lavorato 5 anni ad un distributore di benzina, poi nel 1967 dipendente della Carovana Facchini Romea, ha lavorato per due mesi all'insaccamento di concime. Poi è passato ad un'altra società, ha lavorato per 4 mesi come aiutante tubista, soprattutto al reparto azotati. Nell'agosto 1967 ha lavorato alla Pansac, quindi vi dovrebbe essere un'esposizione a cloruro di vinile, poi dall'ottobre 1967 ha lavorato all'insaccamento al reparto AS4, ecco, dall'aprile 1968 al luglio 1970 insaccatore ai reparti CV5 e CV15, tra l'altro addetto alla pulizia blender, dal 1970 svolge mansioni di vigilanza. Nell'agosto 1972 ha subito una intossicazione acuta da cloro, mentre veniva caricata una botte e ha avuto un ricovero per questo all'ospedale di Mestre. E` stato invece ricoverato al CTO di Padova per intossicazione acuta da TDI, nel 1975, ha cominciato ad avere fenomeno di dita bianche e di pungiglioni alle dita della mano con esposizione al freddo. Questo fenomeno è ancora presente anche se attenuato. Nel 1981 ha cominciato ad avere emoftoe, cioè sangue nel catarro, ci sono anche alterazioni epatiche evidenziate all'ospedale di Mestre, nell'ottobre del 1994, nel corso di un ricovero, il fegato all'ecografia è di dimensioni aumentate con struttura iperriflettente e diffusamente un po' disomogenee, il volume corpuscolare medio è 96,3, quindi ai limiti superiori della norma. Risulta bere un bicchiere di vino ai pasti. Le transaminasi e le Gamma GT sono normali, in questo laboratorio le Gamma GT sono 50 e i valori normali sono fino a 37. Ecco, la cosa particolare è una fibrobroncoscopia, cioè un rilievo a vista della mucosa bronchiale di cui c'è una copia della fotografia nel fascicolo, che dimostra una mucosa iperemica e sanguinante al tatto su tutto l'albero bronchiale. Ha poi eseguito esami di laboratorio nel giugno 1999 all'ospedale di Mestre, il volume corpuscolare medio è nella norma, le Gamma GT sono aumentate anche se di poco, le transaminasi sono normali, i marker per i virus dell'epatite B e C sono negativi. Quindi è un lavoratore che ha una broncopatia cronica ad impronta emorragica, c'è nella sua anamnesi una esposizione a polveri di PVC intensa, il consumo di sigarette è stato abbastanza elevato, 20 sigarette al dì, ma solo fino al 1985 e quindi si può mettere in relazione causale questo quadro di bronchite emorragica con l'esposizione a polvere di PVC. La malattia di Raynaud era molto ben descritta, comunque adesso ha dei caratteri clinici sfumati, per cui non sono stati chiesti esami di conferma strumentali, c'è qualche alterazione epatica in modicissimo bevitore con marker per l'epatite B e C negativi, quindi anche in questo caso si può sostenere un rapporto di causalità con la pregressa esposizione a cloruro di vinile.

DOMANDA - Fino a quando c'era l'esposizione?

RISPOSTA - L'esposizione è fino al 1970. Ha avuto in precedenza degli episodi di intossicazione acuta. Sì, gli episodi emoftoici sono del 1981...

DOMANDA - Forse avevo capito male, come date quindi l'inizio dell'esposizione..?

RISPOSTA - C'è un periodo alla Panzac, non meglio specificato, ma penso che ci sia un'esposizione, poi un periodo, dal 1968 al 1970, come insaccatore al CV5 e al CV15 e poi addetto alla vigilanza. C'è poi però una intossicazione acuta da cloro, quando era già addetto alla vigilanza e, due anni dopo, un'intossicazione acuta da TDI. All'indagine Fulc si parla di una broncopneumopatia cronica, che nel 1985 ha i caratteri di bronchite emorragica. E` una storia complessa in cui è difficile stabilire quali sono i fattori causali principali, però tra la polvere di PVC, il cloro e il TDI si può pensare a una concausa, anche perché poi ci sono altri due quadri, che è possibile più precisamente riferire all'esposizione a cloruro di vinile, cioè questo fegato ingrossato con le Gamma GT aumentate e la sindrome di Raynaud, anche se adesso è migliorata.

 

POPPI ANTONIO

 

BRACCI - Poppi Antonio, nato il 16 maggio 1950, ha lavorato solo alla Montedison interrompendo per il servizio militare, beve un quarto di vino ai pasti, no, chiedo scusa, ha lavorato per 24 mesi come analista chimico in una ditta che produceva acido solforico, fosforico e triplofosfato. Nel febbraio 1970 è stato assunto alla Montedison, ha lavorato come autoclavista al CV14, dove è rimasto fino al 1973 quando in corso di ricovero gli è stata diagnosticata una fibrosi epatica. Ha poi lavorato al carico delle botti di caprolattame dal 1976 come analista di laboratorio. Riferisce a 15 anni un'interizia, quindi probabilmente una epatite virale di tipo A, che guarisce di norma, senza esiti. Dal gennaio 1973 al febbraio 1973, un po' più di un mese, è stato ricoverato all'ospedale di Padova perché manifestava astenia, ha fatto una biopsia in corso di laparoscopia e il referto istologico evidenzia spiccati fenomeni di fibrosi portale. L'antigene Australia per l'epatite B è risultato negativo, le transaminasi normali. Ha fatto anche una scintigrafia epatica, che dimostra una disomogenea distruzione del radioisotopo e una ecografia, che ha dimostrato un fegato discretamente aumentato di dimensioni, ad ecostruttura diffusamente iperriflettente, è stato assente per malattia, dopodiché è stato allontanato dall'esposizione a CVM. Un ricovero del giugno 1975 a Padova dice netto miglioramento agli esami strumentali e di laboratorio dell'epatopatia. Le transaminasi e le Gamma GT sono normali ed esibisce il tabulato delle visite periodiche tra il 1976 e il 1997. Si segnala che il volume corpuscolare medio oscilla tra 91 e 98, in questo caso i valori normali sono fino a 100, le transaminasi sono nella norma, in un caso appena al di sopra della norma, le Gamma GT sono normali. Fa un'ecografia del fegato il 30 giugno 1999 all'ospedale di Mestre, il fegato è di dimensioni aumentate, finemente un po' disomogeneo senza alterazioni focali. Il volume corpuscolare medio è qui di 95,9, quindi al di sopra della norma, perché in questo laboratorio la norma arriva fino a 94, i marker per l'epatite B e C sono negativi, le transaminasi, le GPT sono 74 con valore normale fino a 41, le Gamma GT sono 138 con valore normale fino a 50. Quindi c'è un'epatopatia cronica per un'esposizione che è stata breve, di 3 anni, al CV14 con i caratteri istologici della fibrosi portale, in cui l'immediato allontanamento dal lavoro non porta alla guarigione, ma rende il quadro stazionario e senza grossi riflessi funzionali, da sottolineare sempre la negatività per i virus dell'epatite B e C.

 

SIMION MAURIZIO

 

BRACCI - Simion Maurizio è nato il 10 agosto 1948, beve due bicchieri di vino a cena, ha lavorato per tre anni in una fabbrica di lampadari senza esposizioni chimiche, ha lavorato in reparti esterni, dal 1970 al 1985, per un anno e mezzo alla bonifica dell'impianto CV10, per un anno e mezzo all'impiantino di produzione del benzile di cloruro, per 3 anni al CV11, come operatore esterno, andava a fare i prelievi con una buretta sotto il rubinetto, controllava il livello, degasava l'evaporatore, attaccando una macchinetta con azoto provocava la fuoriuscita del CVM, che cadeva a terra, d'estate per il caldo il CVM tendeva a gorgogliare, rendendo impossibile il controllo visivo del livello nel serbatoio, per cui era necessario procedere a raffreddamento di quest'ultimo, che si faceva del CVM preso dal rubinetto di sfiato e rimesso con una manichetta, operazioni eseguite senza l'uso di maschera respiratoria. Poi ricorda, come operazioni rischiose, quando si rompevano le guarnizioni della pompa, tre o quattro alla settimana, con la pompa che veniva svuotata a terra, mentre invece le piccole rotture di tubi venivano fermate applicando delle fascette. Poi ci sono compiti di piccola manutenzione e così via. Nel 1975 all'indagine Fulc è riconosciuto affetto da epatopatia cronica e da morbo di Raynaud, gode di una rendita Inail del 25% ridotta in occasione dell'ultima revisione al 20%. Ha eseguito controlli chimici recenti che dimostrano una normalizzazione del quadro epatico, i marker per l'epatite B e C sono negativi, lamentava dolori e puntori alle dita quando era esposto al freddo, il disturbo è regredito negli ultimi anni. Il caso è citato perché c'è un'esposizione antica, intensa al CVM con delle alterazioni che dopo la fine delle esposizioni sono regredite, per cui attualmente c'è un errore di battitura, c'è scritto solo epatopatia cronica, va letto epatopatia cronica regredita. Spolador Benito è nato l'11 marzo 1937, ha lavorato dal 1953 al 1960 come tornitore di metalli ai cantieri Celli di Venezia e poi un altro anno ai cantieri navali di Venezia, quindi ha potenzialmente un rischio di esposizione ad oli minerali. Poi ha lavorato come tornitore per 9 anni alla fonderia Boato di Mestre-Marghera, anche qui con dei rischi lavorativi; nel 1970 entra alla Montedison come operatore esterno all'impianto CV11, poi viene trasferito, dopo qualche mese, all'impianto CV23 e dichiara di essere stato esposto prevalentemente a dicloroetano. Complessivamente ha lavorato 12 anni di cui 7 come operatore interno. Ricorda alcuni casi di esposizione acuta. Fumava 15 sigarette al giorno e gli è stato diagnosticato, nel 1998, un carcinoma polmonare sinistro per il quale è sottoposto a chemioterapia e radioterapia, con temporaneo miglioramento delle condizioni. Il tumore del polmone è una delle forme attribuite all'esposizione a cloruro di vinile, che in questo caso c'è stata con periodo di esposizione e di latenza compatibili con le conoscenze in tema di tumore del polmone. c'è anche una precedente esposizione che potrebbe aver esposto a cancerogeni per il polmone, per cui l'esposizione alla Montedison può essere considerata come concausa del tumore del polmone stesso.

 

TAVELLA MARIO

 

BRACCI - Tavella Mario è nato il 22 dicembre 1914, beve due o tre bicchieri di vino ai pasti, coltivatore diretto, poi manovale in edilizia, dal 1964 al 1974 dipendente della Cooperativa Carovana, poi diventata Montefusco, addetto all'insaccamento nei reparti CV14 e CV15, raccoglieva i sacchi, li chiudeva e li caricava sulla pedana. Ha un'ecografia fatta nell'ottobre 1998 all'ospedale di Mestre, che dimostra un fegato aumentato di volume e diffusamente disomogeneo; nel 1998 le Gamma GT sono elevate, 109, i marker per l'epatite virale B e C sono negativi. Per cui è un altro caso di epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività, né di riflessi funzionali, con marker per l'epatite B e C negativi, con un modico consumo di vino e con questo quadro di aumento isolato delle Gamma GT che può essere riferito alla pregressa esposizione, per 10 anni, a cloruro di vinile.

 

TOFFANELLO ADOLFO

 

BRACCI - Toffanello Aldo, in falegnameria dal 1961 al 1968 è stato poi assunto alla Montedison e ha lavorato...

DOMANDA - Dovrebbe essere Adolfo?

RISPOSTA - Sì, Adolfo, nato il 22 gennaio 1947.

DOMANDA - Quindi, dal 1968 al 1977 al reparto VT2, polimerizzazione di cloruro di vinile monomero per produrre la fibra vinilica, la reazione era in marcia continua per 15-20 giorni fino a quando si formava la crosta, che doveva essere pulita. Descrive l'operazione di pulizia del reattore, con una lavata con una manichetta a vapore, si entrava con una scala a corda. Riferisce di un incidente con un'esplosione, a fine 1969 o forse 1970, dice che dopo di allora si è lavato con manichette ad acqua e non più con manichette a vapore, mentre le croste si toglievano con quello che c'era, anche con il coltello. Ricorda che nel 1975, 1976, 1977 si entrava a 50 parti per milione. Ha un'epatopatia cronica da CVM indennizzata dall'Inail che gli ha riconosciuto, nel 1980, un'inabilità del 12% liquidata in capitale nel 1998. Il quadro era caratterizzato da aumento delle transaminasi e delle Gamma GT. Per conto dell'Inail è stato ricoverato più volte presso l'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova, abbiamo le cartelle cliniche dell'ottobre e novembre 1986 e la dimissione è: modeste alterazioni della funzionalità epatica nella cui genesi può avere avuto un ruolo l'esposizione a cloruro di vinile. E` donatore di sangue, quindi si controlla spesso, il volume globulare medio è normale, 89, GPT e Gamma GT sono aumentate. Nel 1991 fa un'ecografia epatica all'ospedale di Chioggia, che evidenzia un fegato un po' ingrandito a struttura brillante, come da steatosi, e una vena porta con un diametro di 13 millimetri ai limiti superiori della norma. Continua a controllarsi con il movimento delle transaminasi e delle Gamma GT, fa una nuova ecografia il 7 luglio 1999 all'ospedale di Mestre, il fegato è di dimensioni aumentate con ecostruttura disomogenea diffusamente e finemente più riflettente con piccola formazione cistica al quinto, sesto segmento, non descritta negli esami precedenti. Ai limiti superiori della norma le dimensioni della milza. Il volume corpuscolare medio è nella norma, le transaminasi sono appena al di sopra della norma, i marker per l'epatite B dimostrano un'infezione pregressa e superata, i marker per l'epatite C sono negativi. Quindi è un'epatite cronica in cui non ci sono fattori di rischio extralavorativi, caratterizzata da lenta evolutività e da alcuni segni ecografici, che non sono certo indicativi come quelli bioptici, che possono però far pensare ad un interessamento portale, tipo quello che viene descritto come caratteristico della fibrosi da cloruro di vinile.

 

TOMMASELLA SERGIO

 

BRACCI - Tommasella Sergio è stato visitato, successivamente è deceduto, comunque alcuni dati raccolti nella visita possono essere interessanti anche se quando era stato visitato aveva già subito un intervento per metastasi cerebrale, quindi non era lucidissimo. Comunque dal 1959 ha lavorato come meccanico addetto alla manutenzione alla Sice Edison, entrando, almeno due o tre volte alla settimana, nei reparti del CV. Nel 1973, per motivi che lui non sa riferire, gli viene consigliato di non andare più nei reparti, ma di restare in officina centrale, dove resta fino al 1994, anno del pensionamento. Fumava 10 sigarette al giorno, ha avuto un episodio di intossicazione acuta da fosgene con ricovero alla Medicina del Lavoro di Padova nel 1973, è stato indennizzato dall'Inail per una broncopatia professionale. Nel 1996 gli è stata accertata una neoplasia polmonare del lobo superiore destro a piccole cellule differenziale e quindi questo è un tumore del polmone in lavoratore che è stato esposto a cloruro di vinile, tempi di latenza e durata dell'esposizione compatibili con l'eziologia lavorativa.

 

TONIOLO SERGIO

 

BRACCI - Toniolo Sergio è nato il 17 dicembre 1945, mezzo litro di vino al giorno, prima apprendista meccanico di biciclette poi, dal 1962 al 1968 carpentiere tubista all'interno della Montedison, dipendente da imprese. Nel 1968 assunto alla Montedison, insaccatore per un anno e poi flocculatore. Poi per 19 anni, fino al 1988, al CV6 come quadrista dei reattori. Qui descrive la pulitura dei reattori e cose già sentite e riferisce che nelle visite periodiche in fabbrica gli è stato accertato più volte un aumento lieve delle transaminasi e delle Gamma GT e che un'ecografia del fegato, eseguita per conto del servizio medico aziendale, avrebbe evidenziato un quadro di steatosi epatica. Accusa formicolii e punture alle dita quando fa freddo; l'ecografia epatica, del 6 luglio 1999, evidenzia un fegato di dimensioni lievemente aumentate, ecostruttura un po' disomogenea, più riflettente che di norma, via biliare e milza nella norma; volume corpuscolare medio normale, transaminasi normali, Gamma GT 51, normali fino a 50, negativi i marker per l'epatite B e per l'epatite C. Quindi è un'epatopatia cronica dotata di scarsa evolutività, documentata soprattutto ecograficamente in soggetto moderato bevitore con marker per l'epatite C negativi e anticorpi per l'epatite B presenti, quindi è segno di una epatite B superata. Quindi, non essendoci cause diverse dall'esposizione a cloruro di vinile ed essendo questa, efficace per intensità e durata, si attribuisce questa epatopatia, dotata di scarsa evolutività, alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

TRABACCHIN ANTONIO

 

BRACCI - Trabacchin Antonio, dice di non aver mai fumato, ha lavorato come carrettiere per 3 anni e poi come manovale in edilizia fino alla fine degli anni '50, è nato il 24 maggio 1925, ha lavorato dal 1961 al 1981 come dipendente della Cooperativa Aurora, addetto prevalentemente all'insaccaggio CV7. Richiesto di quantificare cosa vuol dire prevalentemente dice 90% all'insaccaggio, il 10% nella restante area Montedison. Nel 1981 gli viene diagnosticato alla chirurgia toracica dell'Università di Milano un carcinoma a cellule squamose del segmento apicale del polmone sinistro, trattato con lobectomia. Scrivo inferiore sinistro, ma c'è probabilmente un'inesattezza, comunque è un tumore operato. Il 2 gennaio 1998 è stato ricoverato all'ospedale di Mestre per carcinoma della laringe trattato chirurgicamente. Quindi si tratta di un carcinoma del polmone che è stato operato e che, a distanza di tanti anni, si può considerare guarito; il lavoratore, addetto all'insaccamento per 20 anni, non fumatore, e che quindi visto la congruità del periodo di esposizione, della sua intensità e del periodo di latenza, deve essere messo in rapporto causale con l'esposizione a CVM. Per il tumore della laringe valgono le considerazioni fatte in precedenza.

DOMANDA - Cioè anche il tumore della laringe è correlabile?

RISPOSTA - Sì, ci sono delle indicazioni epidemiologiche e una plausibilità biologica, si tratta soprattutto di uno scarsissimo fumatore, quindi non c'è principale fattore di rischio del tumore della laringe.

DOMANDA - Scarsissimo o non fumatore?

RISPOSTA - Era non fumatore.

DOMANDA - Perché prima aveva detto non fumatore.

RISPOSTA - Sì.

 

ZENNARO ENNIO

 

BRACCI - Zennaro Ennio, è nato il 24 agosto 1933, è stato assunto alla Montedison nel 1958, dopo aver fatto il falegname per 15 anni, ha lavorato al CV1 e al CV10 per un anno, poi per 15 anni al CV6 e poi per un anno al CV8, al CV6 girava per tutto l'impianto ed ogni 6 cariche andava nell'autoclave con le mazzette e lo scalpello antideflagrante, dopodiché descrive le operazioni di pulizia delle autoclavi. Nell'agosto 1995 viene ricoverato all'ospedale di Mestre con la diagnosi di epatopatia alcolica. Nell'anamnesi è riportato che beve circa un litro di vino al dì e qualche superalcolico, il volume corpuscolare medio è 99,1, le transaminasi sono normali, le Gamma GT sono elevate. I marker per l'epatite B e C sono negativi. Ci sono delle varici esofagee, l'ecografia dimostra un fegato aumentato di volume e con ecostruttura iperriflettente disomogenea, vena porta e splenica con calibro ai limiti superiori della norma, milza di dimensioni aumentate. Quindi viene posta la diagnosi di cirrosi epatica. Riferisce in passato che le mani gli diventavano fredde, ma attualmente il fenomeno è molto migliorato, si pone quindi la diagnosi di cirrosi epatica in cui l'assunzione di alcool ed esposizione a cloruro di vinile hanno svolto un ruolo concausale, in assenza, inoltre, di pregressa infezione da epatite B e C.

 

DONOLATO GIANCARLO

 

DOMANDA - L'ultimo caso di cui volevo chiedere qualcosa è quello di Donolato Giancarlo.

BRACCI - Sì. Io ho presentato Donolato Eugenio.

DOMANDA - Sì, volevo chiedere, appunto, su Donolato Giancarlo, che era uno dei fascicoli che era stato depositato a suo tempo?

RISPOSTA - Sì. Lui ha delle manifestazioni alle mani che erano state attribuite, a suo tempo, a Raynaud e gli esami radiografici dimostrano dell'artrosi che sono probabilmente la causa, poi è stata accertata una rinofaringite cronica, in cui il ruolo degli irritanti lavorativi possono aver svolto un ruolo causale e dice di non aver mai fumato. Si tratta di una patologia abbastanza sfumata. In più con una deviazione del setto nasale accertata, che può in qualche modo aver favorito questa rinofaringite, per cui c'è un'esposizione e una patologia sfumata, in cui l'esposizione a cloruro di vinile può aver svolto un ruolo concausale.

DOMANDA - Sul fenomeno di Raynaud, allora, emergeva da che cosa e quando, si può ritenere che ci fosse e che ci sia ancora o no?

RISPOSTA - Lui riferisce disturbi tipo dito morto, insorti in questi ultimi due anni e mezzo. Dice di aver partecipato, a suo tempo, all'indagine Fulc, ma di non avere mai ricevuto l'esito degli esami. Ha lavorato in diversi impianti pilota, cioè prima al CV6 e poi in un impianto pilota per un anno per la produzione di CVM, dal 1991 lavora in altri impianti, ma questo fenomeno di Raynaud sembra insorgere recentemente. Sotto c'è un'artrosi delle mani, per cui è difficile attribuirlo all'esposizione lavorativa.

 

DOMANDA - Va bene, allora abbiamo concluso l'esame dei casi viventi a seguito di esposti nuovi, si tratta, quindi, in conclusione, di 23 casi, che vengono indicati come casi viventi, poi purtroppo in questi 23 va incluso anche il caso di Tommasella che è deceduto dopo le ultime visite. Il prossimo esame dovrà riguardare le denunce per i decessi nuovi, non so se continuiamo adesso.

 

Presidente: no, facciamo la pausa, ci ritroviamo alle 15.00.

 

Pubblico Ministero: se il Tribunale acconsente, riprendiamo con il professor Berrino e Bai in relazione ai nuovi casi di decessi, che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Venezia, sono i casi per i quali era stato preparato e predisposto un fascicolo personale, che era stato depositato per le parti processuali a fine giugno, luglio di quest'anno, sui quali, appunto, devono essere sentiti i consulenti. Si tratta di 31 casi, l'elenco l'ho consegnato adesso al Tribunale, in maniera tale che possa essere seguito nominativamente e, quindi, se i consulenti vogliono cominciare cominciamo con il primo indicato in lista.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTI 

DR. BERRINO FRANCO - DR. BAI EDOARDO

 

NUOVI CASI DI DECESSI SEGNALATI ALLA

PROCURA DELLA REPUBBLICA

 

PUBBLICO MINISTERO

 

BASSO OLINDO

 

BAI - Basso Olindo, è nato nel 1936, è deceduto il 17 dicembre del 1992, la causa di morte è tumore gastrico con metastasi epatiche, la prima diagnosi è del 1992, dello stesso anno, è stato incluso perché c'è una singola pubblicazione che mette in relazione il tumore gastrico con l'esposizione al DCE.

DOMANDA - Al dicloroetano?

BAI - Sì. Ha lavorato al reparto CV5, CV15 per 11 anni, dal 1971 al 1982, era addetto al blender e alla preparazione delle cariche, quindi è da considerare esposto ad alte concentrazioni.

 

Avvocato Santamaria: quindi, questa patologia per voi è stata causata dall'esposizione al dicloroetano?

 

BAI - Noi abbiamo citato che il tumore gastrico è stato associato all'esposizione al dicloroetano in una singola pubblicazione.

 

Avvocato Santamaria: mi interessa la vostra conclusione.

 

BAI - Non possiamo avere la certezza sulla base ad un solo studio.

BERRINO - C'è una conclusione ben più ufficiale della nostra, che è quella dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, semplicemente a noi è stato chiesto se la patologia è correlabile, correlabile non vuol dire che ci sia una relazione di causa effetto sicura, è un unico studio, però abbiamo segnato di segnalarli. Abbiamo già dichiarato all'inizio del dibattimento questa posizione...

 

Avvocato Santamaria: allora, mi chiedo quale sia la rilevanza di tutto questo.

 

DOMANDA - L'hanno detto, poi farà le sue osservazioni. L'hanno dichiarato, c'è questo riferimento dello IARC, c'è questo studio, viene segnalata questa possibilità, poi ovviamente verrà discussa.

BERRINO - Se posso fare un'osservazione, nel corso di questo processo si stanno accumulando molte informazioni, anche sulle stesse Coorti italiane ed internazionali sul cloruro di vinile, per cui è su questo tipo di esposizioni, per cui preferiamo segnalarlo e poi l’evidenza scientifica è una cosa che si evolve anche nel tempo, magari si evolva anche nel tempo, magari ci sarà una chiarezza che c'è una relazione causale in futuro e magari invece ci sarà una migliore chiarezza che non c'è una relazione causale.

 

BEGGINI GIANNINO

 

BAI - Beggini Giannino, nato nel 1932, deceduto il 04/09/1994, la causa di decesso un'eteroplasia polmonare destra, la prima diagnosi è stata fatta sempre nel medesimo anno, nel 1954, c'è un esame istologico che depone...

DOMANDA - Scusi, in che anno?

BAI - Nel 1994, l'istologico depone per un carcinoma a grandi cellule. Il Beggini ha sempre lavorato al CV5, CV15 dal 1971 al 1986, poi è andato in cassa integrazione, faceva l'aiuto blenderista, poi è passato addetto alle pulizie linee carico autosilos e dal 1979 al 1986 era addetto all'insaccamento. Quindi è considerato esposto. Il tumore polmonare può essere correlato all'esposizione a CVM, questo invece con sostegno dello IARC.

DOMANDA - Può indicare per tutti anche la data del decesso?

BAI - Sì, l'ho detto, 04/09/1994.

 

BENIN ARNALDO

 

BAI - Benin Arnaldo è nato nel 1933 ed è deceduto il 22/01/1998, è stato ricoverato il giorno prima praticamente, aveva un diabete mellito scompensato, un'epatopatia diagnosticata come alcolica, poi è andato in coma epatica, quindi la causa della morte non è il diabete, ma il coma epatico, cioè l'epatopatia concomitante. Il Benin ha lavorato al CV1/15 dal 1983 al 1986, era al buss calandra, che era una operazione che esponeva molto perché doveva entrare dentro a pulirlo, come abbiamo detto l'altra volta, l'esposizione è breve, di 3 anni, risulta diabetico e risulta anche etilista, quindi la causa principale di questa epatopatia probabilmente è un'altra, però c'è la concausa sicuramente dell'esposizione a CVM.

 

BERNARDI TARCISO

 

BAI - Bernardi Tarciso, è nato nel 1923 e deceduto il 17/04/1984, ha da lunga data un epatocirrosi ascitogena per cui ha ricevuto anche un certificato di invalidità civile all'80%, nel 1979, ed è deceduto a causa della cirrosi, a seguito di rottura delle varici esofagee, la cirrosi è andata in ipertensione portale, la sequela delle ipertensioni è la varice esofagea, poi c'è una rottura con emorragia che si riesce a frenare molto difficilmente perché vi è anche un difetto di coagulazione, quindi questa è la causa poi ultima della morte. Il Bernardi Narciso ha lavorato come autoclavista nei reparti PA1 e PA2 e poi dal 1956 al 1973, al 1974 e come analista dal 1974 al 1977 e poi è passato in portineria. Il reparto PA non so cos'è. Come analista era esposto, come reparto PA non credo.

DOMANDA - Il reparto PA è lo stesso, fa parte dei reparti che sono stati indicati...

BAI - Non sapevo la sigla. Quindi è fortemente esposto, era autoclavista.

 

BERTAGGIA GIOBATTA

 

BAI - Poi c'è Bertaggia Giobatta, nato nel 1929 e deceduto l'01/01/1997. Dal 1976 ha subito numerosi ricoveri per cirrosi epatica. Risulta un modesto bevitore, mezzo litro, tre quarti di litro di vino al giorno. Nel 1977 c'è un ricovero nell'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova dove l'epatopatia viene messa in relazione all'esposizione a CVM; nel 1995 è stato ricoverato per carcinoma polmonare, la causa di morte, credo, che sia carcinoma polmonare... era carcinoma polmonare, sia il carcinoma polmonare che la cirrosi possono essere in relazione al CVM. Scusi che controlliamo la causa di morte... Sì, carcinoma polmonare. Bobbo Giorgio...

 

Presidente: l'attività?

BAI - Analista di laboratorio dal 1965 al 1966, poi edile, faceva il verniciatore, dal 1966 per un anno, per pochi mesi, controllo verniciature e coibentazioni, è stato poi verniciatore presso la sede Omec, dal 1967 al 1970 e poi presso un'altra ditta, dal 1970 al 1977, sempre al controllo della manutenzione della verniciatura e coibentazioni, fino al 1979 ha cambiato di nuovo ditta sempre come verniciatore e poi è passato in cassa integrazione. Lo consideriamo esposto per le ragioni che abbiamo detto l'altro giorno, che i verniciatori erano esposti alle concentrazioni di CVM nei vari reparti.

 

DOMANDA - Anche per la coibentazione?

BAI - Sì, li verniciava, i tubi, ho detto l'altra volta che ogni tanto i tubi si rompevano perché erano molto vecchi.

 

BOBBO GIORGIO

 

BAI - Bobbo Giorgio è nato nel 1937, deceduto il 05/01/1996. E’ stata posta diagnosi nel 1995, poi è deceduto nel 1996, per un adenocarcinoma del pancreas, questo è il discorso identico per il carcinoma dello stomaco, cioè c'è una sola pubblicazione che segnala una correlazione tra carcinoma del pancreas e DCE, quindi ai limiti che abbiamo già detto prima per il carcinoma del... Il Bobbo Giorgio è entrato come quadrista nel reparto plastificanti nel 1971, poi è passato al CV11, al CV22, al CV23, dove ha lavorato fino al 1991 come quadrista, poi è passato in cassa integrazione. Quindi, anche questo è da considerarsi esposto a CVM e a dicloroetano.

 

BOTOSSO ALBINO

 

BAI - Botosso Albino. Botosso Albino è nato nel 1922 ed è deceduto il 12/12/1998. Il Botosso Albino ha avuto una diagnosi nel 1990 di carcinoma spinocellulare della corda vocale destra, era una diagnosi istologica, è deceduto nel 1998 per una triplice causa, come causa iniziale di morte nel certificato è stata bronchite cronica, carcinoma della corda vocale, arteriosclerosi. Questo tipo di classificazione fa classificare questa causa di morte nel carcinoma della corda vocale, anche se dalla seconda causa di morte, che dice riacutizzazione della bronchite, può aver avuto un ruolo importante la bronchite acuta e le sequele della stessa. Il Botosso lavorava alla Cooperativa Facchini Tessera dal 1970 al 1982 e quindi era esposto e c'è una relazione precisa, che è confermata anche dall'indagine fatta dall'Istituto Superiore di Sanità.

 

BRIGANTIN LUIGI

 

BAI - Brigantin Luigi. Brigantin Luigi, nato nel 1934, deceduto il 24/05/1997. La causa del decesso è un linfoma di Hodgkin, diagnosticato per la prima volta nel 1994, su una metastasi laterocervicale su un linfonodo, una massa linfonodale... Il linfoma fa parte dei tumori dell'apparato emolinfopoietico ed è possibile metterlo in rapporto all'esposizione a CVM. Il Bregantini ha lavorato con le Carovane per vari periodi, dal 1972 al 1974, a Porto Marghera, poi è passato al carico e scarico delle navi, addetto alla stiva fino al 1975 e poi alle banchine di scarico, sempre a Marghera, fino al 1988, poi è passato in cassa integrazione. Quindi anche il Bregantini è da considerarsi esposto.

 

CALZAVARA GUIDO

 

BAI - Calzavara Guido. Calzavara Guido è nato il 02/05/1918 ed è deceduto il 14/09/1986. La causa del decesso è cachessia neoplastica, gli è stata diagnosticata, sempre nello stesso anno istologicamente, una eteroplasia faringolaringea a cavallo tra la faringe e la laringe, in realtà nella cartella clinica risulta anamnesticamente che l'origine della neoplasia era la corda vocale sinistra, quindi è da considerarsi una neoplasia laringea, che poi si è estesa alla faringe, perché è cresciuto il tumore. Il Calzavara era nel facchinaggio dal 1963, nelle Cooperative di Facchini, per poco tempo, per un anno circa, e poi è ritornato invece, dopo un'interruzione di tre anni, dal 1966 al 1973, a Marghera con la Cooperativa Facchini Tessera, quindi è da considerarsi esposto.

 

CAOVILLA VINCENZO

 

BAI - Caovilla Vincenzo nato il 21/11/1919, è deceduto il 21/11/1980, ha avuto numerosi ricoveri, dal 1970 al 1975, per patologie non correlate all'esposizione a CVM, trauma cranico, è un etilista, è stato ricoverato anche per stato etilico, stenosi dell'aorta etc.; nel 1980 gli viene però diagnosticata una neoplasia polmonare, per la neoplasia polmonare invece può esistere correlazione con l'esposizione a CVM. Il Caovilla ha lavorato con la società Samic... prima in Montecatini, dal 1941 al 1942, poi con la società Samic per pochi mesi e infine, dopo lavori vari, nel 1970 fino al 1977 è entrato a Marghera prima con la Carovana caricatori e poi con la Cooperativa Facchini Marghera, quindi a fare l'insaccatore, e quindi è da considerarsi esposto. Cappellazzo Rino...

 

Avvocato Santamaria: che facesse l'insaccatore da dove le risulta?

 

BAI - La Cooperativa Facchini Tessera di solito è addetta a questo mestiere.

 

CHIARIMENTI SULLE COOPERATIVE

 

DOMANDA - Sulle Cooperative il discorso è già uscito ripetutamente durante la fase iniziale. Il processo comporta tutta una serie di acquisizioni di prove, che sono di tipo medico per la parte medica, di tipo ingegneristico per la parte impiantistica, di tipo testimoniale e quindi, secondo le indicazioni che sono state fornite, la Cooperativa Facchini Tessera, come le Carovane, che sono state indicate, lavoravano all'interno del Petrolchimico per fare questi lavori, quindi verranno sentiti i testimoni, in particolare, su queste situazioni lavorative riferiranno quali erano le condizioni di lavoro e quali erano i lavori specifici che venivano eseguiti...

 

Avvocato Santamaria: come fa a dire, il dottor Bai, a dire esposto, allora? E’ questo che non capisco.

 

DOMANDA - Il dottor Bai dice esposto perché le indicazioni che sono state date sulle Cooperative e che le Cooperative hanno fornito, e i dati che si conoscono delle Cooperative sono questi, per i fascicoli che hanno segnalato, negli esposti che hanno fatto, dicono: "Nostro dipendente, questa persona, tizio, caio, ha lavorato all'interno delle Cooperative, ha lavorato all'interno del Petrolchimico di Porto Marghera nei reparti che concernevano il CVM e il PVC". Queste sono le segnalazioni che sono arrivate, di queste indicazioni il dottor Bai ha preso atto, ovviamente a prova conclusa, a prova completamente acquisita, sarà possibile dire se queste indicazioni iniziali, fornite dalla Cooperativa Facchini e dalle altre Cooperative e Carovane varie... è vero o no. Il dottor Bai di questi dati deve prendere atto.

BERRINO - C'è una qualche evidenza che i lavoratori di questa Cooperativa facessero... che ci siano stati dei lavoratori che facevano solo altre cose...

DOMANDA - Ma non esiste questo discorso...

 

Avvocato Santamaria: la domanda è diversa, non è questa.

 

DOMANDA - E` un discorso che verrà completamente provato, oltre alla parte che è già riferita, peraltro, dai consulenti per la parte impiantistica, ingegneristica etc., dai testimoni che sono indicati, che sono nelle liste e quindi a prova completata sarà possibile dire se la segnalazione che è stata fatta, che è stata riportata al Tribunale, è completamente provata o no o solo in parte. Ovviamente, la prova finale si avrà soltanto alla conclusione.

 

CAPPELLOTTO RINO

 

BAI - Cappelletto Rino, nato nel 1940, è deceduto il 23/05/1998. La causa del decesso è una neoplasia polmonare sinistra, la prima diagnosi risale all'anno prima, nel 1997, l'esame istologico parla di tumore epiteliale a piccole cellule, il tumore al polmone è correlabile all'esposizione a CVM. E` stato a Marghera dal 1966 al 1976, prima addetto alle prove e poi addetto all'estrusione ed essiccamento nel reparto PR21.

 

Avvocato Santamaria: il PR21..?

 

DOMANDA - Presidente, chiedo scusa, io faccio il controesame, se ci sono delle domande che possono...

 

Avvocato Santamaria: il PR21 non ha niente a che vedere con il CVM...

 

DOMANDA - Quando farà il controesame, quando farà le sue contestazioni le farà, se ci sono delle precisazioni su una singola cosa, come da altri difensori è stato fatto, nessuno interviene, ma non si può interrompere continuamente...

BAI - Sempre con le premesse che ha fatto il Procuratore, io riporto un'indagine di esposizione, che non ho fatto io, per cui...

 

Presidente: sì, però, voglio dire, adesso per carità, se si parla di casi nuovi, e questi sono casi nuovi, di persone oltretutto decedute con, per lo più tumori, che si ritengono correlabili, forse qualche parola in più andrebbe spesa per quanto riguarda le attività lavorative e quindi un'anamnesi lavorativa un po' più puntuale e fatta anche con riferimento alla persona, non solo quindi alle durate dell'esposizione. Poi un altro problema, che adesso si pone è questo, è vero che, per esempio, per quanto riguarda la neoplasia polmonare ci sono studi, c'è lo IARC che dice che c'è una correlabilità in astratto, poi bisognerebbe vedere anche rispetto al caso concreto, che si è esaminato, se non ci siano altri fattori che possono essere intervenuti, a me pare che un qualche cosa di più andrebbe speso in questi casi che vengono evidenziati per la prima volta, sia sotto l'aspetto dell'anamnesi lavorativa, sia sotto l'aspetto anche dell'evidenziazione di un nesso causale che in concreto si richiede, cioè, il tumore al polmone. Il tumore al polmone certo che può essere correlabile in astratto, e soprattutto se uno svolge l'attività dell'insacco, come si è detto, però ci possono essere, come è stato detto più volte in questo processo, altre cause del tumore al polmone, è uno dei tumori più comuni, diciamo così. Quindi qualche cosa di più. Noi stiamo esaminando dei casi concreti, Caovilla, Cappellotto, Calzavara, non stiamo ancora parlando degli studi dello IARC sulla correlabilità, oppure non stiamo neppure parlando di quelle che sono state le indagini statistiche o epidemiologiche in queste vicende, stiamo parlando proprio di persone in carne ed ossa che hanno avuto una loro storia, sia lavorativa sia anche patologica e quindi forse di questa storia bisognerebbe un attimo parlare un po' di più.

BERRINO - Mi chiarisca, signor Presidente, se ritiene che in questa disamina dei casi noi riferiamo le notizie che si possono ricavare in qualche caso dall'anamnesi circa, fondamentalmente, il fumo di tabacco, perché poi l'altra causa in questi lavoratori che si può invocare è il fumo di tabacco. A volte c'è scritto, in questo caso qua, controllavo, fumava 20 sigarette al giorno, ma in realtà la stragrande maggioranza dei pazienti con cancro dei polmoni sono fumatori, anche quando poi epidemiologicamente noi diciamo che c'è un fattore professionale che spiega un raddoppio, 2 volte, 3 volte, a seconda delle diverse sostanze, che raddoppia o triplica il rischio, sempre c'è una interazione con il tabacco, quasi sempre, sono abbastanza rari, anche dove c'è una forte esposizione professionale, i casi che insorgono nei non fumatori anche perché, in queste generazioni, i non fumatori sono molto pochi, la popolazione è nata negli anni '20, '30, l'80% è stata fumatrice, la popolazione maschile, poi è diminuita un po' nel tempo, oggi sono molto meno i fumatori, però è una specie di costante... Se vuole che lo evidenziamo lo facciamo sistematicamente, però dovremmo recuperare...

 

DOMANDA - Il discorso è che vanno, siccome sono casi nuovi, presentati in maniera un po’ più analitica.

 

Presidente: non è che io voglio interferire, anche perché io non so quali documenti avete e quindi non è che possa io sollecitarvi a dire ciò che non c'è nelle carte, che non è documentato, però un po' sull'anamnesi lavorativa, un po' più, diciamo, anche sulla situazione patologica pregressa per cercare di capire se questo tumore polmonare è insorto così all'improvviso, oppure se è stato preceduto da una qualche altra patologia, che potesse in un certo qual modo essere correlata anche all'attività lavorativa, oltre che al fumo. Non so, io sinceramente, se c'era, per esempio, precedentemente una bronchite, una broncopneumopatia, che so... però, ecco, forse andrebbe anche detto, andrebbe un po' sviluppato tutto questo discorso. Poi, se non l'avete nelle vostre carte questo è un altro paio di maniche.

 

DOMANDA - Per questi casi va detto che esiste una documentazione medica, che è abbastanza ampia ed è quella che è stata depositata nei fascicoli personali, che stanno esaminando in questo momento, poiché si tratta di casi, per la gran parte di decessi che si sono verificati nel passato, di casi che non sono mai emersi nel corso, né delle indagini del Pubblico Ministero, né nelle altre indagini precedenti, non si tratta di persone che siano state potute sentire o dalla Polizia giudiziaria...

 

Presidente: mi rendo conto.

 

DOMANDA - Nel frattempo davo anche un invito ai consulenti a vedere un attimo questi dati. Quindi, sul discorso dell'anamnesi personale questi dati per forza di cose mancano, perché gli esposti e le segnalazioni sono state fatte solo successivamente e quindi successivamente alla loro morte è potuta iniziare l'acquisizione della documentazione. Detto questo, la documentazione medica va presentata in maniera un po' più analitica, vanno recuperati quei dati che anche il Tribunale ha indicato, ove possibile, che vengano forniti, al di là delle indicazioni cartolari e quindi anche nell'oralità.

BERRINO - Cercheremo di essere più analitici.

BAI - In questo caso, il Cappellotto Rino, ci sono 3 ricoveri, dal 1997 al 1998, nell'anamnesi non risulta nessuna patologia correlabile al tumore polmonare, la prima diagnosi è stata fatta l'anno prima, i tumori polmonari sono molto veloci nell'evoluzione, purtroppo, e quindi l'anno dopo si è verificato il decesso. Nell'anamnesi fisiologica risulta che era un fumatore. Tenuto conto che, data per scontata l'esposizione, ammesso e non concesso che ci sia l'esposizione, l'esposizione a CVM e il fumo di tabacco sono, con tutta probabilità, due stimoli che si moltiplicano con effetto cancerogeno, come avviene classicamente tra fumo ed amianto. Per altri cancerogeni è dimostrato, per il CVM non è dimostrato così specificamente, ma il meccanismo patologico è lo stesso.

BERRINO - Bisogna sottolineare che la diagnosi istopatologica era carcinoma bronchioloalveolare, è stata cambiata.

 

CARRARO BRUNO

 

BAI - Carraro Bruno. Carraro Bruno è nato nel 1935 e deceduto il 9 gennaio del 1973, è stato addetto, dal 1960 al 1973, alle trafile e al confezionamento.

BERRINO - Risulta dall'anamnesi che era un forte fumatore e che beveva un litro di vino al giorno, sono due fattori importanti per questa patologia.

BAI - Esistono agli atti tre cartelle cliniche, la diagnosi è quella di un carcinoma laringeo, un'epitelioma della laringe di sinistra...

 

Avvocato Santamaria: di che cosa?

 

BAI - Dei granuli di PVC.

 

Avvocato Santamaria: lei non l'ha detto...

 

BAI - L'ho dato per scontato...

 

Presidente: confezionamento di PVC, se lavorava presso quel reparto, non è che vi fossero altre cose.

 

Avvocato Santamaria: moltissime altre cose. In che reparto lavorava?

 

BAI - Reparto PM e poi PR21.

 

Avvocato Santamaria: non c'entra niente.

 

DOMANDA - Lo dice lei, di questo ne ha già parlato ampiamente il dottor Mara, si legga la sua relazione, non credo che l'abbia letta, e quindi vedrà che cosa indica nei vari reparti. Tra l'altro il reparto profilati, anche dai consulenti vostri, non so se di Enichem o di Montedison, è stata indicata, tra quelle due zone, un'esposizione, sull'ammontare della quale ci sono divergenze tra noi e voi, però l'esposizione c'era.

BAI - Allora, il primo ricovero è del 1972, il secondo è sempre dello stesso anno, poi c'è l'ultimo ricovero del 1973 con il decesso. Altre notizie che si possono ricavare dall'anamnesi non ce ne sono, a parte che era un forte fumatore, non sono riportati precedenti patologici a questi primi ricoveri, per cui esiste agli atti questa documentazione.

 

Presidente: va bene.

 

CHECCHIN BRUNO

 

BAI - Checchin Bruno, è nato nel 1936 ed è deceduto il 23/04/1995. E` entrato a Marghera nel 1956, era addetto a opere idrauliche ed edili in genere, per pochi mesi, poi è passato alla ditta Pastorino S.p.a. fino al 1959, poi alla Vinicola San Marco, altri lavori fino al 1975, non ve li elenco tutti, è rientrato in Marghera dal 1975 al 1992 con la Cooperativa Facchini Tessera.

 

BERRINO - Anche questo signor Checchin era un forte fumatore e aveva una broncopatia cronica ostruttiva, era un forte bevitore ed aveva un'epatopatia.

BAI - Checchin Bruno è deceduto per un tumore al polmone. Nel 1986 ha una prima diagnosi di eteroplasia alla corda vocale destra e, successivamente, ha un nuovo ricovero nel 1991 dove viene diagnosticato un tumore polmonare, sia la eteroplasia della corda vocale, sia il tumore polmonare sono di tipo epidermoide, quindi esiste il dubbio, ma non la certezza, che il tumore polmonare insorto nel 1991 sia di origine alla corda vocale, la corda vocale però era stata resecata, era stata operata, il tumore è insorto 5 anni dopo, non è facile dire che sia stata una metastasi.

BERRINO - I clinici lo considerano un nuovo tumore, però la sicurezza in questi casi non esiste.

BAI - Anche qui precedenti non ce ne sono prima del 1996? No. No, ci sono dei ricoveri precedenti che non riguardano però patologie correlabili con queste due, trauma al ginocchio destro, è inutile che le ricordo.

 

DE LIBERALI LAURINO

 

BAI - De Liberali Laurino. De Liberali Laurino è nato il 24/07/1932 ed è deceduto il 18/12/1996, la causa di morte è un carcinoma laringeo con metastasi polmonare e cerebrale, il carcinoma laringeo era stato diagnosticato nel 1990, 6 anni prima, e istologicamente si trattava di un carcinoma squamoso della corda vocale destra. Questo aveva anche delle metastasi al polmone, questa volta sono metastasi, e quindi a causa della complicanza polmonare, che comunque come causa è sempre il carcinoma laringeo, è deceduto nel 1996.

BERRINO - In questo caso purtroppo l'anamnesi fisiologica ha soltanto la dizione nella norma e nella norma è difficile interpretare, ovviamente nella norma per gli uomini è di fumare.

BAI - De Liberali faceva l'insaccatore dal 1969 al 1970 presso il reparto CV6, poi è andato alla macinazione pirite, poi è stato addetto alle pulizie dal 1972 al 1973, poi è andato all'acido solforico fino al 1976, poi è andato al reparto CER dal 1976 al 1983. Dal 1986 al 1988 risulta addetto alle pulizie, dal 1986 al 1987 si era licenziato e poi era stato riassunto.

 

DONATO NATALE

 

BAI - Donato Natale. Donato Natale è nato il 26/05/1932 ed è morto il 20 febbraio 1989. La cartella clinica parla di una neoplasia polmonare, in realtà poi il referto autoptico ritrova un carcinoma uriteliale nel calice delle pelvi renali con una conseguente carcinosi polmonare ed altre metastasi in altri organi ed apparati, quindi in realtà si tratta di un tumore uroteliale, ha origine renale e non polmonare. Il tumore renale, sulla base dello studio europeo, che nota un incremento rispetto all'attesa dei decessi per tumore uroteliale, è da considerarsi come possibile relazione con il CVM.

BERRINO - Siccome anche questi tumori uroteliali sono legati al tabacco, qui si segnala che era un piccolo fumatore, 4 o 5 sigarette al giorno.

BAI - Non ci sono altri precedenti. Ci sono altre... non li ricordo gli altri ricoveri per le altre cause, che non c'entrano proprio niente.

 

FAVARETTO MARIO

 

BAI - Favaretto Mario è nato il 28/01/1929, deceduto il 17/11/1989, la causa del decesso è un tumore polmonare e la prima diagnosi risulta di 2 anni prima, nel 1987, si tratta di un carcinoma epidermoide al polmone sinistro, il carcinoma polmonare è correlabile al CVM.

BERRINO - Si parla di una epatopatia nella sua storia e non vengono date informazioni sul tabacco ed alcool. No, scusate, c'è un ricovero precedente in cui si menziona una diagnosi, una vasculopatia cerebrale in tabagista. In questo ricovero si menzionano 40 sigarette al giorno e due litri di vino al giorno, che sono rilevanti sia per l'epatopatia l'uno e per il tumore l'altro.

 

Presidente: e l'attività lavorativa dove la svolgeva, in quali reparti?

BAI - Ha lavorato in varie ditte, dal 1948 al 1958, è stato in un'impresa edile, in varie imprese edili, impresa Pettenò Oreste etc., dal 1958 al 1959, sempre in altre imprese edili fino al 1963, poi è entrato a Marghera nel 1964, fino al 1974, non dice quale ditta, la prima, la seconda invece era la Carovana Facchini Marghera, si dice presso Montedison in Porto Marghera dal 1964 al 1974.

 

GORIN BRUNO

 

BAI - Gorin Bruno, nato nel 1909, deceduto il 02/05/1987, la diagnosi di decesso è cancrocirrosi, la diagnosi è basata su un reperto ecografico, si riscontra una massa di 63 millimetri dal lobo sinistro e due masse da 79 e 37 millimetri al lobo destro. Aveva ipertensione portale, che è una conseguenza della cirrosi e varici esofagee, che sono state diagnosticate. Non è riportata l'abitudine al bere... Sì?

 

BERRINO - Viene riportato che beve mezzo litro di vino a pasto.

BAI - Attività. Le varie attività, dal 1943 al 1965, non ve le sto ad elencare, perché sono fuori di Marghera, è entrato a Marghera nel 1965, c'è rimasto fino al 1973 con la Carovana di carico e scarico.

DOMANDA - Di che tipo erano i lavori precedenti?

BAI - I lavori precedenti erano impresa, quindi un edile, poi era una Cooperativa.. no, poi c'è per pochi mesi presso la Cooperativa Aurora a Marghera, poi c'è una ditta Astoria presso lo stabilimento balneare di Chioggia e poi ci sono altri 4 mesi con la ditta Pini di Mestre, pulizie industriali.

 

NOVISON GIUSEPPE

 

BAI - Novison Giuseppe è nato nel 1933 ed è morto il 29/04/1999. Nel 1982 gli viene diagnosticata una epatopatia alcolica, confermata anche dall'ecografia, quindi sicura, e poi evoluta in cirrosi, non si sa più nulla tranne gli ultimi ricoveri, dove la diagnosi... un ricovero del 1997, la diagnosi era neoplasia del pene, la neoplasia del pene è stata operata e non ci sono più ricoveri fino al 1999, dove esiste invece la diagnosi di neoplasia polmonare. Il tipo istologico è simile, quindi anche qui non si può escludere, in via assoluta, che ci sia stata una metastasi, c'è stato un certo lasso di tempo di due anni, è poco credibile il discorso della metastasi, perché il tumore al pene è ben visibile, è stato asportato totalmente, sembrerebbe dalla documentazione, per cui crediamo di più in una nuova neoplasia polmonare.

BERRINO - E il quadro è di un nuovo tumore, non è metastatico, per cui i medici concludono per un carcinoma epidermoide del polmone. Stavo guardando se c'è qualche documentazione sull'abitudine al fumo e non compare nell'anamnesi. Ha smesso di fumare da 20 anni.

DOMANDA - Che data è la diagnosi?

BERRINO - E` del 1999.

BAI - Ha lavorato dal 1963 al 1964 presso la ditta Massarotto, nel 1966 è entrato in Marghera con la Carovana Facchini Marghera, era rimasto lì a Marghera fino al 1993.

BERRINO - Un commento su questo, per chi smette di fumare il rischio di cancro ai polmoni non cresce più dopo 20 anni dall'interruzione dei consumi di tabacco e il rischio rimane lievemente superiore a chi non ha mai fumato, ma è solo lievemente superiore.

 

Presidente: quindi questo era dipendente della Carovana Facchini e era adibito all'insacco, presumo.

BAI - E` presumibile, sì.

 

MARCHESAN BRUNO

 

BAI - Marchesan Bruno, nato il 20/03/1937, deceduto il 07/12/1998, lo segnaliamo perché nel 1998 gli viene diagnosticato un carcinoma pancreatico con metastasi epatiche. Questo è il discorso che avevamo fatto prima per il carcinoma gastrico e per il pancreatico, c'è un singolo studio, associa questi due tipi di tumore all'esposizione a dicloroetano, è per questo motivo che è stato segnalato.

 

BERRINO - Anche il carcinoma pancreatico è legato al tabacco, non in modo così forte come il cancro al polmone. Questo era un fumatore di 10 sigarette al giorno.

BAI - Il tumore pancreatico è un tumore molto veloce, dopo pochi mesi dalla diagnosi di solito c'è il decesso. Ha lavorato alla Montedison presso i reparti AC1, dal 1961 al 1964, SG4, SG5 dal 1964 al 1966, SA5 Nord 2 dal 1966 al 1970 e AS5F dal 1970 al 1971, SA5 caposquadra fino al 1975, poi è diventato assistente pronto intervento meccanico fino al 1976 e poi è passato alla manutenzione, dove è rimasto, manutenzione con specifici interventi nei reparti CV22 e CV23, che sono quelli del cloruro di vinile, è rimasto alla manutenzione fino al 1992.

 

MARCHESAN MARIO

 

BAI - Marchesan Mario, nato nel 1940, morto il 22/07/1998, ricoverato nel 1998, nello stesso anno, la causa di morte è la causa di ricovero, è un adenocarcinoma del polmone destro, la diagnosi istologica è del 09/07/1998.

BERRINO - Non ci sono precedenti patologici importanti, questo è un adenocarcinoma del polmone e viene riferito che non beveva e fumava 10, 20 sigarette al giorno.

BAI - Marchesan faceva l'autoclavista, dal 1967 al 1984, al CV14, poi è passato operatore compressorista, sempre al CV14/16, fino al 1987 e poi è passato al TD1.

 

PENNAZZATO CESARE

 

BAI - Pennazzato Cesare è nato nel 1916 ed è morto il 02/08/1993, sempre nel 1993, lo stesso anno di morte, gli viene diagnosticato un adenocarcinoma scarsamente differenziato al polmone destro, la diagnosi è di certezza perché è istologica, è deceduto il 02/08/1993, in realtà l'istologico depone per metastasi di origine ignota, anche se c'è il dubbio che sia polmonare, per cui la diagnosi di ingresso era neoplasia polmonare destra, bisognerebbe rivedere il vetrino per avere la diagnosi di certezza in questo caso. Con questa riserva sulla diagnosi potrebbe esservi rapporto all'esposizione al CVM, però la diagnosi di tumore al polmone non è certa, perché c'è questo reperto istologico che depone per una sospetta metastasi, contrariamente alla diagnosi d'ingresso.

BERRINO - Scusami, Bai, in questa lettera di dimissioni si parla di processione plastica a partenza dal lobo superiore destro, adenocarcinoma scarsamente differenziato e con la conferma Tac per cui, per quanto abbiamo fatto l'ipotesi che fosse... siccome ci sono metastasi generalizzate, comunque la diagnosi più probabile è quella di tumore al polmone.

BAI - Quindi la diagnosi più probabile è tumore al polmone, anche se c'è quell'esame che parla...

DOMANDA - Parla di cosa?

BAI - Di possibilità di metastasi. In realtà, sia l'endoscopia sia la lettera di dimissioni con le conclusioni diagnostiche depongono di più per un tumore polmonare che per una metastasi.

BERRINO - Sto guardando nelle cartelle precedenti per vedere se c'è qualche informazione sul consumo di tabacco, ma non la trovo.

BAI - Peterle Luigi...

Avvocato Santamaria: il caso di prima, dove ha lavorato, scusi?

 

DOMANDA - Torniamo a Pennazzato Cesare.

BAI - Allora, ha fatto vari lavori dal 1946 al 1976 in un'impresa di costruzione, in ditte varie, poi è stato disoccupato fino al 1956, nell'Immobiliare Esercizio Fornaci, di nuovo disoccupato, ritornato all'Immobiliare Esercizio Fornaci, poi ad un cantiere di lavoro per imboschimento, Immobiliare Esercizio Fornaci, disoccupato, cantiere edile, Saief, ditta Pelare, Saief, disoccupato, Laterizi Carrai, dal 1966 al 1968 Carovana caricatori-scaricatori, poi è passato fino al 1969 alla ditta Barella Orlando, è ritornato alla Carovana caricatori-scaricatori Marghera dal 1969 al 1973, poi è passato alla Cooperativa Facchini Marghera dov'è rimasto fino al 1976.

BERRINO - In una delle cartelle è menzionato che fumava 20 sigarette al giorno.

 

PETERLE LUIGI

 

BAI - Peterle Luigi è nato l'11/06/1933 e deceduto il 02/06/1973, è un adenocarcinoma gastrico, ha avuto un'ulcera, un'ulcera gastrica, diagnosticata nel 1963 con varie recidive, la degenerazione in tumore è stata diagnosticata nel 1972 e poi è deceduto nel 1973, è stato gastroresecato. Questo adenocarcinoma gastrico può essere messo in rapporto, con il solito studio, con il DCE. Ha lavorato al CV15 dal 1957 al 1958 come turnista e poi è passato al reparto SA5 dove rimasto fino al 1973.

 

Avvocato Santamaria: le risulta che al CV15 ci fosse dicloroetano?

 

BAI - Nel CV5. La sintesi del CVM si fa partire dal dicloroetano, poi non so, siccome è reparto CVM c'era anche il dicloroetano.

DOMANDA - Lo chiederemo agli ingegneri. Visto che è stato fatto riferimento prima ai reparti PM e PR, che venivano contestati dall'avvocato Santamaria, ricordavo una relazione e ho rinvenuto l'allegato della relazione, in particolare glielo indico, è l'allegato 13, a relazione dell'ingegner Carrara e del dottor Mara, relativa alla scheda che è stata preparata dalla Guardia di Finanza. Risulta PM1 e 2, produzione fogli PVC, stampaggi, manufatti PVC con esposizione a CVM, PVC, stabilizzanti e coloranti, additivi e prodotti di degradazione termica dal CVM al benzene ed altri; reparto PR1 e 2 produzione profilati plastici con esposizione a CVM di prodotti, e prodotti di degradazione termica durante l'estrusione, quindi dal CVM al benzene. Queste sono le indicazioni perché rimangano anche a verbale, dei reparti PM e PR. Possiamo continuare nell'esame dei casi singoli.

 

PILLON EUGENIO

 

BAI - Pillon Eugenio, nato nel 1923, deceduto il 24/11/1977. La causa della morte è una neoplasia polmonare con metastasi cerebrali.

BERRINO - La diagnosi è relativa ad un ricovero del 1977, però potrebbe esserci una diagnosi precedente, perché l'anamnesi è vuota e dice vedi cartella precedente, che non è disponibile.

BAI - Agli atti c'è solo una cartella con il decesso per il tumore polmonare e metastasi cerebrale, non c'è altro. Ha lavorato presso il reparto SA5 dal 1955 al 1977.

 

SCAGGIANTE SEVERINO

 

BAI - Scaggiante Severino, nato il 1928, deceduto il 21/04/1997, la causa del decesso è un cancrocirrosi, era già stato ricoverato nel 1995 per una cirrosi con sospetto carcinoma epatico poi confermato, non risulta bevitore, almeno a me, non beve alcolici, non risulta bevitore e non risulta fumatore. Ha lavorato ai reparti plastificanti nel 1960 come addetto ai catalizzatori del PVC, poi è passato al SA5 dov'è rimasto dal 1960 al 1982. Dal 1965 al 1982 ha fatto il manutentore nel reparto SA5 Nord 1.

 

Avvocato Alessandri: risultano dei virus per l'epatite per Scaggiante Severino?

 

BERRINO - Ci sono i test per l'epatite B positiva. Ricordatemi cosa vuol dire HBsAg, non so se sia l'anticorpo o se sia l'antigene Australia. Sì.

DOMANDA - Risulta dichiarata nei test?

BERRINO - No, questa è un'anamnesi, è un'anamnesi fatta nel 1995, chiedo scusa, non eravamo... HBsAg positivo, vi è una conferma nel 1997.

 

Avvocato Alessandri: la prima?

 

BERRINO - La prima è menzionata in un foglio datato, riferisce una prima visita nel 1995, non so se è la data di questo foglio, è un appunto anamnestico che si riferisce a una prima visita nel 1995, ma non dice la data di questo esame HBsAg.

 

Avvocato Alessandri: c'è un ricovero nel 1980.

 

BERRINO - Qui non vedo... Ricovero malattie infettive per epatite B, però non dice la data.

DOMANDA - Su questo ricovero, allora, cosa risulta? Cosa c'è scritto?

BARRINO - E` un epatocarcinoma.

BAI - E` riportato in anamnesi, ma non c'è la cartella del ricovero del 1980.

 

SGORLON GINO

 

BAI - Sgorlon Gino è nato nel 1923 ed è deceduto il 05/05/1977 per una neoplasia polmonare. La diagnosi era stata fatta l'anno prima, è una diagnosi broncoscopica, è stata riscontrata una massa che ostruisce i due terzi della trachea, è citata nella cartella, un esame istologico in corso, non l'abbiamo trovato, comunque è una diagnosi di certezza, visto il reperto.

BERRINO - Viene detto che fumava 20 sigarette al giorno, non viene detto fino a quando.

BAI - Ha lavorato al reparto SA5 dal 1956 al 1977, prima come manutentore e messa in marcia del reparto CV11 e poi come addetto superiore di zona.

BERRINO - Viene riportato in una cartella la diagnosi di microcitoma.

BAI - Non è stato trovato l'esame, ma è un microcitoma. Quindi si tratta di un microcitoma polmonare che è correlabile con l'esposizione a CVM, quindi esposto.

 

SILVESTRI UMBERTO

 

BAI - Silvestri Umberto è nato nel 1932 e morto il 10/11/1987 per un tumore cerebrale.

BERRINO - Un glioblastoma del corpo cranoso.

BAI - Nel 1986 viene diagnosticata la neoformazione cerebrale, l'esame istologico è del 21/05/1986. L'esame istologico del 1986 depone per una metastasi di carcinoma anaplastico di origine polmonare, però poi viene operato nel 1987 e l'esame istologico invece depone per il glioblastoma, che è da considerarsi la diagnosi più credibile, anche perché... Il tumore cerebrale può essere in rapporto con l'esposizione a CVM.

BERRINO - Non c'è una storia particolare, i sintomi erano iniziati da un mese.

BAI - Ha lavorato dal 1950 al 1951 con la Compagnia Lavoratori Portuali di Venezia, poi è passato con un'impresa di costruzione fino al 1952, poi una ditta superpulitrice, poi ha fatto il servizio militare, è rientrato a Marghera nel 1973, prima con la IOR e poi con la Cooperativa Facchini Egeo fino al 1975; dal 1977 al 1982 è passato con la SICC e poi disoccupato fino al 1983.

 

TIOZZI GIANFRANCO

 

BAI - Tiozzi Gianfranco. Tiozzi Gianfranco è deceduto per un carcinoma dal cardias nel 1993, la diagnosi dell'anno prima, anche questo fa parte di quella segnalazione che viene fatta per quell'unica pubblicazione che rapporta il dicloroetano al tumore dello stomaco. Non c'è nient'altro da segnalare. Ha lavorato al reparto plastificanti nel 1960, poi è passato, sempre nello stesso anno, al CV14, dove è rimasto fino al 1962, poi al CV16, poi al CV14 di nuovo fino al 1965, poi è passato al STG Nord, assistente al reparto STG CVP fino al 1968, poi caposquadra al PVC fino al 1969, poi SG2 tecnico laboratorio polimeri, fino al 1977, poi fino al 1992 al CER.

 

VENERAN GIOSUE'

 

BAI - Veneran Giosuè, nato nel 1921 e deceduto il 10/02/1983, è deceduto per un tumore polmonare, la diagnosi istologica parla di carcinoma epidermoide scarsamente differenziato, la diagnosi è dell'anno prima, del 1982. Ha lavorato dal 1962 al 1964 presso la Sicop Edilizia, poi è passato alla Cooperativa lavoro Aurora e poi alla Cooperativa Facchini Marghera, in quest'ultima cooperativa ha lavorato dal 1964 al 1981.

BERRINO - Fumatore di 20 sigarette al giorno.

 

ZABBEO GIOVANNI

 

BAI - Zabbeo Giovanni, nato nel 1934, deceduto nel 1978; due anni prima, nel 1976, gli era stata diagnosticata la neoplasia laringea con metastasi già metastatizzata in regione laterocervicale, che poi è stata la causa di morte. L'istologico depone per un carcinoma squamoso dell'epiglottide. Ha lavorato alla ditta Travalin S.a.s. dal 1952 al 1955, poi disoccupato, nel 1963 è stato assunto alla società La Reduce S.a.s., poi alla società Cementi Armati fino al 1974 e nel 1974 è entrato a far parte della Cooperativa Facchini Tessera fino al 1975. Quindi è questo ultimo anno...

BERRINO - Anche questa persona è fumatore di 20 sigarette al giorno, a volte 20, a volte 15 viene detto, e c'è menzione di un problema di alcoolismo nel senso che dice di non bere più, qualche volta. Questo è rilevante per il cancro alla laringe.

 

DA FRE' ROMUALDO

 

DOMANDA - C'era il caso di Da Frè Romualdo che voi avete esaminato, essendo qui in veste di consulenti, quindi essendo state ammesse le consulenze prego di indicare i dati relativi di Da Frè Romualdo, per il quale segnalo che, come per tutti gli altri, era stato, a suo tempo, depositato il fascicolo. In questo momento la Guardia di Finanza, me lo conferma adesso, il fascicolo non è stato trovato, probabilmente sarà inserito in un altro fuori posto, comunque è stato esaminato e quindi trattandosi dei consulenti chiedo che venga anche illustrato il caso di Da Frè per quello che risulta dagli appunti in loro possesso.

BAI - Da Frè è deceduto l'11/07/1980 a causa di neoplasia polmonare con metastasi cerebrali, non ci risulta altro dal riassunto.

DOMANDA - Comunque il fascicolo, nel momento in cui verrà riesaminato, siccome è passato da una parte all'altra, può essere che sia fuori posto e inserito in un'altra parte, questi sono i dati dell'esame conclusivo.

 

ALTRI 2 CASI RECENTI

 

DOMANDA - Gli ultimi due casi di cui volevo chiedere ai consulenti che riferissero al Tribunale sono due casi recenti, sempre nell'ottica dell'Ordinanza di Tribunale di ammissione delle consulenze, due casi ultimi di decesso. Uno riguarda il signor Fusaro, che è morto il 7 luglio del 1999, e quindi dopo l'indicazione di questi casi e il deposito di questi atti, e il caso di Bonisolo, che è morto il 28 novembre 1999. Cominciamo con Fusaro.

 

Avvocato Alessandri: di questo è depositato qualcosa?

 

DOMANDA - No, questo avevo detto, siccome sono state ammesse le consulenze, mi pare che formalmente gli atti non sono stati acquisiti agli atti del Tribunale, pur conoscendole tutti quanti, nell'ottica delle imputazioni e nell'ottica dell'Ordinanza del Tribunale, chiedo, visto che i consulenti sono qua, che vengano sentiti su questi due ultimi casi. E l'ultimo per dire è morto domenica scorsa, quindi c'è un reperto istologico, che viene mandato al professor Ruggi e quindi avremo tra 10 giorni l'esame più approfondito, da parte sia del professor Ruggi e sia da parte successivamente dei consulenti delle Difese. In questo momento avendo la presenza dei consulenti, al limite, proprio anche per questioni organizzative, per non farli tornare successivamente su questi due casi, chiedo che indicassero al Tribunale di cosa si tratta, delle cause di morte sempre nell'ottica della contestazione del reato di disastro colposo.

BERRINO - Nel caso di Fusaro Vittorio è stato fatto un esame autoptico e si evidenzia che la causa di morte era un'emorragia gastrica...

DOMANDA - Può indicare un attimo il nome, cognome, data di nascita, data di morte, in maniera di avere i dati più completi possibili?

BERRINO - Certo. Fusaro Antonio...

 

Avvocato Alessandri: questa non sarebbe un'ulteriore attività integrativa, che dovrebbe essere preventivamente depositata e messa a nostra disposizione e poi introdotta, secondo le ordinanze di questo Tribunale? O è un caso a sé?

 

Presidente: no, indubbiamente è così come lei dice, diceva il Pubblico Ministero, io adesso tacevo, ma dice il Pubblico Ministero, dal momento che ci sono i consulenti, senza farli ritornare sentiamoli a illustrazione, salvo poi gli approfondimenti che potranno essere fatti una volta depositati tutti gli atti, salvo, ovviamente, l'esame vostro, dei vostri consulenti. Vedete voi... Però, voglio dire, Pubblico Ministero, adesso non so che cosa succederà nei prossimi mesi o nei prossimi anni che ci troveremo qua, indubbiamente ci saranno altri decessi. Il Tribunale vorrebbe mettere un punto...

 

DOMANDA - Presidente, posso allora dire...

 

Presidente: mettiamo un punto al 1999 e basta, perché non è possibile, perché altrimenti noi ci ritroviamo con nuovi casi di decessi, che dobbiamo riesaminare rispetto o a casi nuovi o a casi già esaminati. Il processo deve avere un suo principio e una sua fine, perché non è possibile che possiamo continuare a esaminare nuovi casi, che vengono segnalati. Il Tribunale ha dimostrato una certa apertura, ritengo, però ad un certo punto può anche ritenere di dover chiudere questa vicenda, salvo poi che, se ce ne sono delle altre, non debbano passare ulteriormente al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari e del G.U.P...

 

DOMANDA - Allora, se mi è consentito sul punto...

 

Presidente: per quanto riguarda questi due casi, ripeto, sono qui disponibile, se c'è la disponibilità anche della Difesa ad ammetterli, nel senso che la documentazione viene prodotta, potrà essere esaminata dalla Difesa tutto sommato in un tempo ragionevole, forse rispettando anche i termini, ovviamente per sentire poi i propri consulenti su questi altri due casi, questo approfittando della circostanza che sono qui presenti i suoi consulenti. Siccome lei mi ha detto che poi sono all'esame anche di un altro consulente suo i vetrini o comunque...

 

DOMANDA - Sì, i reparti istologici.

 

Presidente: vorrà dire che anche quelli, siccome mi pare che per quelli ci sia un esame congiunto da parte dei consulenti, anche in quello ci potrà essere un incontro, anche in quell'esame ci potrà essere un incontro tra i consulenti che, tutto sommato, soddisfa un esame in contraddittorio anche per queste vicende. Per cui, se c'è una disponibilità di tutti, ammetterei anche questi due casi.

 

DOMANDA - Comunque posso anticipare che colgo l'invito a porre la data non a fine anno, ma alla data di oggi.

 

FUSARO VITTORIO

 

Presidente: allora, Fusaro Vittorio.

BAI - Fusaro Vittorio è nato il 22 aprile del 1927 e deceduto il 07/07/1999, ha una storia di sospetta epatite dal 1992, ha avuto tre ricoveri, nel 1992, nel 1993, nel 1998, non ci sono le cartelle, c'è la deposizione della vedova. Poi è deceduto nel 1999, la causa del decesso è da riferirsi ad uno shock emorragico a seguito di ulcera gastrica perforante che avrebbe leso un vaso. Il riscontro è autoptico perché è stata poi ordinata l'autopsia, in seguito al decesso, e il referto istologico del fegato parla di...

 

BERRINO - C'è un epatocarcinoma associata a una cirrosi macronodulare. Questa cirrosi, la diagnosi è confortata anche dal fatto che c'era una grande epatomegalia che sta a indicarmi ipertensione portale, l'autopsia è stata fatta una settimana dopo la morte per cui ci sono delle difficoltà a... dobbiamo riconoscere che ci sono delle difficoltà a capire la provenienza di questo sangue, l'interpretazione di chi ha fatto l'autopsia è quella che sia dovuta a un'emorragia di questa ulcera gastrica, però dobbiamo anche considerare che generalmente i cirrotici muoiono per queste megaemorragie legate alla ipertensione portale, per cui è dubbio quale sia stata poi la causa finale di morte. Comunque aveva un grosso carcinoma epatico e era cirrotico.

BAI - Nessun'altra notizia.

 

Presidente: neanche sull'attività lavorativa? Sì.

BERRINO - Nel 1992, cioè 7 anni prima della morte, aveva delle lievi alterazioni degli indici di funzionalità epatica, delle Gamma GT e delle transaminasi.

 

BAI - E` una storia di un epatopatico che poi è degenerato in cancro cirrosi. L'esposizione lavorativa è importante, è un'autoclavista al reparto CV3, dal 1955 al 1961 e poi al reparto CV16 come capoturno fino al 1965, poi è passato quadrista al reparto produzione fluoruro di ammonio fino al 1970, poi fino al 1978 all'essiccamento e all'estrazione aiuto sala colori e, dal 1978 al 1981, in addestramento al SG4, poi cassa integrazione, comunque l'esposizione l'aveva come autoclavista. Poi c'è l'ultimo caso dove c'è un reperto autoptico che è...

 

Avvocato Alessandri: rispetto a questo caso, sul quale non abbiamo neanche un foglio, c'è traccia del potus, abbiamo virus?

 

BAI - Non c'è altra documentazione che l'esposto della vedova e la relazione di consulenza tecnica del legale, che ha fatto l'autopsia, per cui non possiamo dire niente su questo.

 

Avvocato Alessandri: quindi la conclusione qual è?

 

BAI - La cirrosi e l'epatopatia sono sicuramente in relazione all'esposizione al CVM, non possiamo escludere che ci sia una concausa diversa da quella dell'esposizione al CVM.

DOMANDA - Era epatopatia o anche epatocarcinoma?

BAI - Epatocarcinoma.

 

Avvocato Accini: la relazione del medico legale è un allegato all'esposto?

 

BAI - No, è una consulenza medico-legale ordinata dalla Procura di Venezia.

DOMANDA - Era giunta una segnalazione di morte, è stato aperto il fascicolo autonomo, come sempre in questi casi, con l'autopsia e quindi con l'acquisizione anche dei reperti istologici, che sono stati mandati anche al professor Ruggi, come risulta anche dall'elenco che è stato consegnato le volte scorse, quindi anche da tempo il professor Ruggi ha questo reperto istologico, lo sta vedendo in questi giorni, credo anche insieme ai consulenti tecnici della Difesa.

 

Avvocato Alessandri: no, assolutamente no, li sta vedendo da solo.

 

DOMANDA - No, assieme nel senso che è stata data disponibilità, poi materialmente non so se li vedono assieme oppure no, non so materialmente com'è organizzata la cosa.

 

Avvocato Accini: il Tribunale sta acquisendo questo come ritenuta attività integrativa di indagine, l'audizione?

 

Presidente: noi abbiamo detto che il Pubblico Ministero illustri questi due casi, poi dopo eventualmente valuteremo, adesso sinceramente... avete sentito il discorso che ho fatto prima, se c'era una disponibilità anche vostra intanto dell'illustrazione dei casi e poi dopo vediamo. Io devo ancora vedere i documenti, il Tribunale non è ancora in grado a sua volta di decidere, così come non lo siete voi, che intanto ce li illustrino, visto che sono qua i due consulenti, che si depositi la documentazione e poi dopo ne discuteremo l'acquisizione, il Tribunale non ha ancora preso nessuna decisione.

 

BONISOLO GASTONE

 

DOMANDA - Allora, sentiamo Bonisolo Gastone.

BAI - E` nato il 6 novembre 1922, è morto nel novembre del 1999, qui c'è agli atti l'autopsia, il reperto autoptico che mostra un fegato con una lieve fibrosi periportale, che è caratteristica dell'esposizione a CVM, per quello la sottolineo, e la diagnosi istologica depone per un epatocarcinoma in questo caso. Non esistono altri atti, cioè, esiste solo il referto autoptico, se volete ve lo leggo.

 

DOMANDA - C'è anche il curriculum?

BAI - Sì, naturalmente. Ha lavorato sempre al CV14 dal 1958 al 1983, prima addetto all'insacco, poi alle pulizie di reparto, poi al magazzino additivi e poi fuori organico dal 1979 al 1983.

 

Presidente: va bene, se non c'è altro, va bene. Allora, alla prossima udienza che programma ci diamo? Sono il 14 e 15. Sono due giornate.

 

Avvocato Alessandri: per i casi che risultano nella lista e che non sono stati discussi, saranno discussi successivamente o non saranno discussi?

 

Pubblico Ministero: quale lista, quella dei casi nuovi? No, gli altri non vengono considerati. Dei casi nuovi vengono considerati solo quelli che sono stati trattati oggi in udienza, gli altri sono fuori, ovviamente salvo novità, comunque non li consideriamo in questo momento.

 

Presidente: di questo elenco nuovi casi viventi ci sono quelli che sono stati oggi trattati.

 

Pubblico Ministero: in pratica erano 23, però da questi 23 va incluso anche un deceduto, che è Tommasella, quindi sarebbero 22 i viventi, mentre i nuovi casi deceduti sono questi 31 della lista più il Tommasella, che è sull'altra lista, ed i due nuovi casi Fusaro e Bonigolo, secondo le indicazioni che ha fornito il Tribunale, ovviamente, depositerò gli atti per tutti quanti quelli che mi arriveranno.

 

PEZZUOL SERGIO

 

BERRINO - Fra questi casi qua, mentre li elencavamo ne abbiamo saltato uno, perché è un altro caso in cui non si trova la documentazione clinica, è Pezzuol Sergio, che noi abbiamo notato avendo visto la documentazione, come carcinoma polmonare. Pezzuol Sergio è nato il 31 dicembre del 1925 ed è deceduto per carcinoma polmonare il 19/10/1995, però, siccome non c'era la cartella clinica qua, è un carcinoma epidermoide del polmone.

 

Pubblico Ministero: voi l'avete vista la cartella clinica, perché purtroppo tra le varie fotocopiature si vedeva...

 

BERRINO - L'avevamo saltato proprio perché eravamo stati invitati a dare qualche notizia in più ed allora solo per completezza.

 

Presidente: va bene, allora, com'è il programma che facciamo per quei due giorni?

 

Pubblico Ministero: il programma per la prossima udienza dovrebbe essere dell'audizione dell'anatopatologo e dell'epatologo sui vetrini e sui reperti istologici, che risultano dalla lista che è stata consegnata con le indicazioni e le integrazioni ultime, che sono state anche fatte. E quindi, in pratica, vedo da questa lista, sono indicate 55 persone, peraltro in questa lista ci sono dei reperti che non sono stati trovati, questi evidentemente non saranno esaminati e confrontati. In questa lista sono compresi anche gli ultimi casi come indicati Fusaro, Bonigolo e il Faggian. Il Faggian l'avevo già comunicato, peraltro Fusaro era già in lista da settembre. Quindi, esaminando questi reperti istologici, per quanto riguarda questa parte, cioè patologie del fegato, potranno essere tratte delle conclusioni dall'anatomopatologo e dal patologo, sarà presente anche il dottor Berrino per eventuali precisazioni o delucidazioni, anche sulla parte delle relazioni integrative che sono state presentate e credo che in alcune ore questa parte medica dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero potrà essere completata.

 

Presidente: quindi diciamo la mattinata o anche meno della mattinata, verso mezzogiorno, mezzogiorno e mezza.

 

Pubblico Ministero: credo di sì.

 

Presidente: allora, poi l'altra parte della giornata come la completiamo? Lei, Pubblico Ministero, non ha altri consulenti?

 

Pubblico Ministero: no, ci saranno il dottor Berrino sulle integrazioni che sono state fatte, su queste qua, sulle varie parti e sulle varie memorie depositate anche a settembre.

 

Presidente: allora, i consulenti che sentiamo suoi sono il professor Berrino...

 

Pubblico Ministero: allora il professor Ruggi e il dottor Martinez, poi il professor Berrino e su quella memoria, che era stata depositata a settembre e che è fatta insieme con il signor Colombachi, credo che lo contatterò, ma c'è il dottor Berrino, credo venga anche lui.

 

Presidente: ed allora la Difesa che cosa ha preparato per quelle udienze?

 

Avvocato Alessandri: la Difesa non ha preparato assolutamente nulla per quelle udienze se non l'eventuale controesame, che secondo gli ultimi programmi che erano stati fatti dal Pubblico Ministero, era il 15 dicembre, quindi alla seconda udienza, perché nel programma fatto, se non ricordo male, ne ho preso nota due udienze fa, era stato indicato il 14 dicembre come giornata dedicata all'anatomopatologo e alle conclusioni o precisazioni su queste patologie, che avevano i reperti istologici, nient'altro che questo ci era stato anticipato e quindi il 15...

 

Presidente: io penso che il giorno 14 e il giorno 15 la Difesa senz'altro sia in grado di prendere in esame, con i propri consulenti, i casi che sono stati già considerati dal Pubblico Ministero, quanto meno quei casi per i quali sono state fatte quelle attività integrative e quindi rifacendoci a questi elenchi, si tratta dell'elenco che è denominato elenco accertamenti medico-sanitari integrativi sui casi già contestati. Ecco, io ritengo che già su questi casi il giorno 14 e il giorno 15, il giorno 14 per quello che rimarrà e il giorno 15... io non ritengo di fare un controesame, perché un controesame mi sembra di fare un'attività superflua a questo punto, è bene che la difesa prenda posizione sulle indagini integrative che sono state fatte e quindi sulle conclusioni, come sono state modificate sulla base delle indagini integrative da parte dei consulenti del Pubblico Ministero. Aspetto una risposta.

 

Avvocato Salzer: volevo anche avvertirla che il giorno 15 potrebbe essere sentito il dottor Bianco per Garatto Mario e Giacomello Ottavio, sarà una cosa di 10 minuti, sì, 10 minuti, è una cosa di pochissimo tempo.

 

Presidente: allora, abbiate pazienza, apriamo un attimo la discussione su questa...

 

Avvocato Santamaria: mi pare che il Presidente non preveda la possibilità...

 

Presidente: non è che non preveda la possibilità, la possibilità c'è se voi la ritenete come davvero utile o necessaria, io non voglio confiscare niente a nessuno, io facevo una mia proposta dal punto di vista dell'utilità processuale. Quindi, dal punto di vista... io non confisco il controesame, se ritenete utile...

 

Avvocato Santamaria: quindi la sua proposta sarebbe che il 14 e il 15 le Difese con i loro consulenti prendano posizione su quello che abbiamo sentito, quindi facendo sentire i loro consulenti.

 

Presidente: facendo sentire i vostri consulenti della Difesa, sì, ovviamente se ritenete invece di fare un controesame anche il Tribunale non è che possa dirvi di no, la mia era una proposta per cercare di andare un po' avanti. Non credete che attraverso già i vostri consulenti sia possibile, forse, dare un quadro più completo al Tribunale risparmiando la fase del controesame, vi chiedo questo?

 

Avvocato Santamaria: io personalmente penso di sì, non so che difficoltà, io so che il professor Stella aveva programmato un controesame, ritengo non particolarmente lungo.

 

Presidente: allora, se volete finiamo la mattinata con il controesame dei consulenti del Pubblico Ministero, per quanto ritenete di dover ulteriormente chiarire con i consulenti del Pubblico Ministero. Spererei che il pomeriggio del giorno 14 e tutta la giornata del giorno 15 si potessero utilizzare invece per l'esame dei vostri consulenti.

 

Avvocato Alessandri: io capisco quanto lei ha detto circa la scarsa utilità del controesame, capisco in che senso lei lo sta dicendo, dal nostro punto di vista ci sono molte cose, soprattutto quelle dette nelle ultime udienze, rispetto alle quali non abbiamo neanche i verbali, quindi non so come potremmo fare, li avremo tra una settimana, 4 giorni, 5 giorni, conclusioni tratte oralmente, conclusioni molte volte, mi si consenta, abbastanza incomplete, c'è tutta una storia da ricostruire. Io capisco che ci sia un'esigenza di accelerare i tempi, però per un giorno prima di Natale che noi dobbiamo accelerare i tempi, facendo venire i nostri consulenti a discutere su casi, che non sono stati esaurientemente discussi nelle precedenti udienze, quest'oggi mi sembra francamente difficile.

 

Presidente: diciamo che i casi delle indagini integrative abbiamo cominciato qualche udienza fa...

 

Avvocato Alessandri: abbiamo cominciato tre udienze fa e di quelle udienze abbiamo soltanto un verbale, a tutt'oggi.

 

Presidente: la documentazione però l'avevate già da tempo depositata.

 

Avvocato Alessandri: ho capito, lei sta dicendo che la deposizione dei nostri consulenti dovrebbero sostanzialmente surrogare il controesame, sono delle controdeduzioni che il Tribunale si attende, se non ho inteso male, allora sarebbero delle controdeduzioni sulla base di quello che è stato concluso in queste ultime udienze e abbiamo bisogno necessariamente di un po' di tempo per vedere queste conclusioni, che a mala pena abbiamo seguito e scritto qualche cosa, come sicuramente ha scritto qualcosa, ma di qui a fare delle controdeduzioni, che abbiano un minimo di fondamento e di ragionevolezza ne passa, quindi capisco l'esigenza di risparmiare un'udienza, ma questo secondo me va a scapito proprio di quell'obiettivo fondamentale di fare chiarezza su questi casi. Anche perché il programma che tutti avevamo, fino a 10 minuti fa, era che il 14 avrebbero concluso i consulenti del Pubblico Ministero e il 15 ci sarebbe stato il controesame, dopodiché alla ripresa si sarebbe iniziato con i consulenti delle Difese, dell'Enichem, di Montedison, questo era il programma.

 

Pubblico Ministero: dovrebbero concludere il 14 e subito dopo partire i consulenti delle Difese, quindi non è il discorso della mezza giornata. Comunque sui casi integrativi sono atti che sono noti da fine giugno.

 

Avvocato Alessandri: signor Pubblico Ministero, questo lei lo sta dicendo da diverse udienze, sa benissimo che non è vero che sono noti da fine giugno, perché noi li abbiamo avuti sostanzialmente nella nostra disponibilità materiale a settembre.

 

Pubblico Ministero: a me risulta che tutte le copie ai primi di agosto erano state fatte, siamo a dicembre, quindi mesi ce ne sono di mezzo.

 

Presidente: va bene, il Tribunale ha un po’ rivisto il programma, tenuto conto proprio delle udienze come si sono articolate, la proposta che io faccio è questa, mi pare ragionevole. Allora, il giorno 14 facciamo il controesame, oltre che, ovviamente, sentire i consulenti del Pubblico Ministero, poi il giorno 15 facciamo i casi che sono stati trattati il giorno 17 di novembre dal dottor Bracci, che tutto sommato è un mese di tempo che è passato e mi pare che sia un tempo ragionevole per poter studiare i casi...

 

Avvocato Alessandri: da parte nostra non è possibile, ma per diverse ragioni, sia di tempo che anche di coerenza, nel senso che molti dei casi trattati, anche dal dottor Bracci nell'udienza del 17, sono dei casi per i quali si rinvia poi all'audizione del professor Ruggi, che riguarda i reperti istologici, che noi sentiremo soltanto il 14, riteniamo che sia importante sentire cosa dirà il professor Ruggi su questo punto ed allora è inevitabile una valutazione complessiva, l'ha detto anche il Pubblico Ministero, che saranno tratte delle conclusioni relativamente ai casi delle malattie epatiche, che sono la gran parte dei casi di questo processo. Allora, non possiamo fare a pezzi né l'esame, né il controesame, né l'audizione dei nostri consulenti. Poi, mi chiedo, il controesame di quali consulenti? Anche di quelli sentiti oggi, anche di quelli che sentiremo il 14? Interromperemo per tornare indietro? Mi sembra, francamente, un programma che non riesca neanche a economizzare il tempo, così come ci si promettere di fare. Non è che vi voglia far venire dei consulenti, qui, il 15, è chiarissimo questo, è solo di fare qualche cosa che sia utile per andare a fondo dei problemi che sono stati riproposti oggi e nelle precedenti udienze.

 

Presidente: sì, ma già perdiamo l'udienza del giorno 7, io l'ho utilizzata in diversa maniera, anche perdiamo quella del giorno 15, questo processo..., mi pare che si debba tenere conto di un calendario, che sia stato steso. Non mi pare che il giorno 15 non si possa parlare dei casi del giorno 17, a prescindere da quelli magari, dove ci dovrà essere il completamento del professor Ruggi, in particolare per quanto riguarda allora gli esami dei vetrini, gli esami dei reparti etc., si potranno tralasciare quelli per una valutazione più complessiva, ma una certa disponibilità, però, io la pretendo anche da voi. Non vedo che cosa vi osti, dopo un mese, ad esaminare almeno tutti quei casi che prescindono dalla valutazione o dall'intervento del professor Ruggi. Dobbiamo proseguire poi dopo a gennaio ancora per alcune udienze, cerchiamo almeno di utilizzare quelle che abbiamo già a dicembre, il professor Ruggi eventualmente sarà controesaminato a gennaio, ovviamente, su ciò che viene a dire la prossima udienza, il giorno 14.

 

Avvocato Santamaria: il problema, come appare almeno a me, è che è molto difficile impostare un controesame sui casi, trattati anche soltanto il 17 novembre, senza avere prima sentito fino in fondo qual è l'impostazione che danno i consulenti dell'Accusa e una parte fondamentale è data proprio dall'audizione del dottor Ruggi, perché lì avremo anche dei riscontri di ordine generale, che possono avere qualche rilievo anche per casi per i quali i rilievi non ci sono, per cui, almeno questo è quello che mi è stato detto un attimo fa dal mio consulente, io non avrei problemi a farli venire il giorno 15, ma temo che ci sia una accelerazione in qualche modo non utile, in qualche modo pericoloso anche per la correttezza di quello che si viene a dire, si sa davvero troppo poco ancora.

 

Presidente: no, dei casi che sono già stati tutti considerati, dove sono state fatte delle indagini o semplicemente delle visite di aggiornamento. Ma adesso non esageriamo sinceramente, io ho l'impressione che si esageri un po', di tutte queste vicende che abbiamo parlato lungamente, vi è stato un aggiornamento solo di quei casi con le nuove visite e le nuove indagini strumentali, i nuovi accertamenti di carattere strumentale e un aggiornamento di casi che sono stati già ampiamente discussi, le novità non mi pare che siano state... Comunque, guardate, io credo che forse vi sarete fatti un programma voi e adesso non riuscite ad adattarlo a quelle che sono le situazioni che si sono venute a determinare nell'ambito del processo, cioè situazioni che hanno anticipato la chiusura dell'esame dei consulenti del Pubblico Ministero. A prescindere dal periodo natalizio o dai periodi ambrogini, vi prego davvero di tenere conto che il Tribunale, quando mette a disposizione le udienze, lo fa con sacrificio di altre udienze e di altri processi, questo è il problema vero, anche per noi, santo cielo! Io credo davvero di non comprimere niente in questo processo, ma ritengo che quei casi già esaminati possono essere completati da voi, senza che ci sia uno stravolgimento dei buchi di conoscenza così rimediabili, semmai ci dovessero essere così strabilianti novità all'esito dell'esame del professor Ruggi, ma eventualmente a gennaio potremmo rivedere quei casi, quei casi che davvero fossero così nuovi. Io sinceramente li ho seguiti, li ho seguiti tutti...

 

Avvocato Santamaria: allora, il giorno 15 inizieremo con i consulenti Enichem sui casi trattati il 17 novembre?

 

Presidente: va bene, vi ringrazio.

 

Pubblico Ministero: quindi non come controesame, come trattazione?

 

Presidente: no, Pubblico Ministero. Il 14 ci sono i suoi consulenti e immediatamente dopo ci sarà il controesame dei suoi consulenti, poi il giorno 15 ci sarà invece l'esame, le controdeduzioni dei consulenti Enichem sui casi già trattati il giorno 17 novembre... dei casi che sono stati considerati il giorno 17 o su parte di quei casi.

 

Pubblico Ministero: che erano sia del dottor Bracci che del dottor Miedico. L'ultima cosa che volevo chiedere, per il controesame del giorno 14 faccio venire tutti i consulenti?

 

Presidente: certo. L'udienza è tolta.

 

RINVIO AL 14 DICEMBRE 1999

 

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