UDIENZA DEL 3 MARZO 2000

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procediamo all'appello.

 

Avv. Farinella: c'è un consulente medico legale di due parti civili: Garatto e Giacomello, il dottor Bianco, che deve fare una brevissima relazione. Quindi se potessimo magari sentirlo per primo.

 

Presidente: bene, nessun problema, per quanto mi riguarda va bene. Se si vuole accomodare qui.

 

Avvocato Stella: Presidente, prima che si cominci con i testi, io deposito le ultime due memorie dei medici legali: una del professor Roncalli e l'altra di Grandico Massimo.

 

Presidente: va bene.

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE

DR. BIANCO GIUSEPPE -

 

RISPOSTA - Sono specialista in medicina del lavoro.

 

Presidente: lei è consulente delle parti civili?

RISPOSTA - Sì. Per i signori Garatto e Giacomello.

 

Presidente: se ci vuole esporre, illustrare i casi?

 

GARATTO MARIO

 

RISPOSTA - Partirei con il caso del signor Garatto Mario, il quale risulta affetto da una epatopatia cronica tossica da CVM. Ho raccolto alcuni dati, all'anamnesi lavorativa risulta che il soggetto sia stato assunto in Montefibre nel dicembre 1967, quindi con passaggio diretto presso Montedison nel luglio '76, a far da questa data sino al 30/09/78 sia stato impiegato presso il reparto Cet come analista. Quindi dal primo ottobre del '78 fino alla fine del novembre del 1996, data in cui poi il soggetto è andato in quiescenza, veniva impiegato, è stato impiegato come operatore strumentista addetto al monitoraggio ecologico. Con quest'ultima qualifica e relativa mansione esigeva su impianti di misurazione di CVM con gascromatografi. All'analisi fisiologica nulla da dire, sino al 1994 il soggetto riferisce di... beveva un paio di bicchieri di vino al giorno; non beveva superalcolici e non fumava. Nella documentazione sanitaria Montedison il soggetto viene qualificato come modesto bevitore. In anamnesi patologica remota nulla da segnalare, se non un intervento di appendicectomia al 1964. Nel 1995 c'è un riscontro tomografico di formazione angiomatosa a livello del quinto segmento epatico, quindi in zona posteriore e tale lesione viene poi riconfermata ad un controllo del settembre '98. Per quello che riguarda l'anamnesi patologica da possibili cause professionali, ho rilevato dall'esame della documentazione sanitaria Montedison un'alterazione costante dei parametri chimico-clinici di funzionalità epatica, in particolare modesti per quel che riguarda i movimenti di transaminasi e di Gamma GT dal 1985 al 1988. C'è da rilevare anche, da segnalare anche che nel 1977, sempre nella documentazione sanitaria Montedison, viene riferito non ben precisato screzio epatico. Ritornando invece a documentazione più precisa, dall'89 al '93 i movimenti di transaminasi portano i valori a circa il raddoppio di quelli che sono i parametri fisiologici. Dal 1993 al 1996 i valori di transaminasi raggiungono anche le 200 unità. Delle alterazioni, sia pure per valori più modesti, si sono mantenute ai successivi controlli e sino alla data in cui ho effettuato la visita, cioè ottobre '98. In tale data, in tale occasione, avevo preso anche visione di documentazione evidenziante ricerca negativa per i marcatori virali epatici che venivano dati in data 28/03/95. Vorrei anche segnalare che dall'esame sempre della documentazione sanitaria Montedison, già nel 1977, sia sulla base dell'obiettività clinica e sulla base delle indagini, i sanitari Montedison ponevano il soggetto in osservazione per tossici epatici; nel 1985 avevano prescritto nel giudizio di idoneità tale contatto con epatotossici. Infine nel 1987 risulta sempre dalla documentazione un giudizio di non idoneità per zona di lavorazione ai sensi del DPR 962. Mi risulta che in data successiva alla mia visita la dottoressa Geminiani abbia accertato un'epatite che quindi verosimilmente è da, deve essere insorta tra il 1995 e il 1999, aprile del 1999. L'esame dei marcatori virali in epatite B, l'esame di marcatori virali evidenziano una negatività per l'HBsAg e quindi sostanzialmente una... il soggetto è guarito perfettamente. L'ante HBAs è positivo come anche l'ante HPC. C'è da dire che per quanto riguarda questi due marcatori l'ante HBAs inizia dopo l'esordio clinico della malattia e nei portatori non è evidenziabile. L'ante HBC compare sempre all'inizio della malattia e cala sino a non essere più determinabile in fase di convalescenza. Questi dati confermano ovviamente anche la negatività che era stata rilevata nel marzo '95; quindi l'epatite è successiva a questa data. Per quel che riguarda l'obiettività, io avevo rilevato un soggetto in buone condizioni, un addome appena debordante, non dolente, con margine epatico tagliente. Devo dire che i consulenti del Pubblico Ministero, dottor Bai e dottor Berrino, avevano rilevato, sulla base dell'evidenza appunto epidemiologica, loro avevano rilevato una correlazione. Lo stesso dottor Martines aveva confutato l'esposizione, sia pur limitata al CVM, e quindi io ritengo che si possa concludere nel dire che siamo di fronte ad una epatopatia cronica scarsamente evolutiva, correlata all'esposizione al CVM.

 

Avv. Farinella: può anche quantificare il danno?

RISPOSTA - Sì, è valutabile nel 5 per cento.

 

Avv. Pozzan: poi c'è l'altro caso, Giacomello Ottavio. Se può esporre le sue valutazioni medico-legali in merito.

 

GIACOMELLO OTTAVIO

 

RISPOSTA - Allora il caso Giacomello Ottavio è un caso un po' più serio, trattasi di un soggetto affetto da eteroplasia laringea, quindi tumore alla laringe. All'anamnesi lavorativa risulta che il soggetto sia stato assunto presso la Cooperativa, la CFM in data 01/01/72 e, a quello che mi è stato riferito dal soggetto, da tale data fino alla data in cui io l'avevo visitato, 16 novembre '98, abbia sempre lavorato presso i reparti CV14 e CV6 come insaccatore. Riguardo l'anamnesi familiare non ci sono elementi di rilievo. Il soggetto prima di essere stato assunto aveva svolto attività come operaio calzaturiero. In anamnesi fisiologica nascita, sviluppo regolare, un buon appetito, beveva circa mezzo litro di vino al giorno, non beveva superalcolici. Sino al giugno del 1988 fumava circa 15, 20 sigarette. Viene riferita una diagnosi di epatite A, e all'età di circa dieci anni, e da molti anni soffre di ipertensione arteriosa. Nel maggio del 1998 viene ricoverato presso l'ospedale civile di Dolo, per odinofagia e disfonia, e qui in pratica viene fatta diagnosi di carcinoma squamoso laringeo con metastasi laterocervicali bilaterali. Infatti la tomografia evidenziava questa voluminosa neoplasia sovraglottica più estesa a destra e coinvolgente sia l'epofaringe che l'epiglottide, oltre a questa voluminosa adenopatia laterocervicale profonda e bilaterale. Pertanto il soggetto veniva sottoposto ad intervento di laringectomia orizzontale sovraglottide, a svuotamento laterocervicale demolitivo. Venivano durante il ricovero evidenziate modeste alterazioni, ma comunque costanti dei parametri della funzionalità epatica, comunque con controlli negativi per quanto riguardava le ricerche virali. Successivamente all'atto della visita il soggetto mi ha prodotto documentazione attestante i controlli oncologici e i ripetuti cicli di chemioterapia a cui si è sottoposto. All'atto della visita io avevo evidenziato un soggetto in non buone condizioni generali, con esiti ovviamente dello svuotamento laterocervicale e del tracheostoma. Qui ci sono alcune considerazioni da fare. Io facendo riferimento ai consulenti del Pubblico Ministero, ho innanzitutto rilevato che sia i dottori Bai e Berrino e la dottoressa Pirastu hanno evidenziato tra gli addetti all'insacco un incremento nel loro complesso delle patologie neoplasiche. C'è anche da dire che già nel 1988 alcuni autori, per la precisione Hackinson e Stillend, hanno rilevato l'assenza tra gli insaccatori di aumenti di mortalità per patologie non neoplastiche legate al fumo e la coerenza di questi dati ha fatto ritenere che il fumo non svolga un ruolo importante come variabile di confondimento. C'è da dire poi che la polverosità degli ambienti in questo tipo di mansione era molto elevata e già accertata già dal 1971 da Mastrangelo. Di recente, lo scorso anno, nel 1998, Pirastu e Comba hanno fatto anche, pubblicato un lavoro in cui confermano un rischio per il tumore laringeo negli insaccatori. Oltre a questo, gli stessi, sempre consulenti del Pubblico Ministero, dottor Carnevale e Chellini, hanno evidenziato oltre a questo incremento del tumore nel loro complesso, un incremento della mortalità specifica per i tumori dell'apparato respiratorio del laringe, negli insaccatori. Quindi ritengo, sulla base anche di queste considerazioni dell'analisi fatta dai consulenti d'ufficio, che la patologia neoplastica per la quale il signor Giacomello è stato sottoposto ad intervento e successiva terapia antiplastica, possa essere in relazione con l'esposizione professionale. Devo dire a conclusione che il dottor Bracci aveva nell'udienza del 3 dicembre del 1999, sia pur non per questo caso, dato indicazioni sia sul piano epidemiologico sia sul piano della plausibilità biologica per questo tipo di neoplasia. Quindi ritengo che l'evidenza anche di possibili cause extralavorative quale il fumo di sigaretta, non escluda il ruolo causale ad esposizione lavorativa. C'è da dire comunque che l'intervento di larecectomia ha determinato di per sé turbe notevoli della meccanica ventilatoria, ridotta a tolleranza allo sforzo, rischio di infezioni e a queste nella valutazione del danno biologico si dovranno anche tener conto le ripercussioni di ordine psichico, comprensibilmente di cui è portatore il soggetto. Ma soprattutto è stata la severità del quadro, vista anche la stadiazione di PTMM con l'interessamento, come vi dicevo, metastatico delle stazioni linfonodali che porta a inquadrare la neoplasia come prognosi infausta.

 

Avv. Pozzan: può quantificare il...?

RISPOSTA - Sì, intorno all'80 per cento .

 

Avv. Pozzan: volevo dare atto che deposito le perizie.

 

Presidente: va bene, le acquisiamo.

 

Avv. Garbin: avvocato Garbin per i prossimi congiunti di Carraro Rino. Questa mattina doveva essere sentito anche il mio consulente, purtroppo aveva precedenti impegni, non può essere presente. Quindi chiedo ovviamente la disponibilità del Tribunale dalla prossima udienza, quanto meno, per l'audizione. Ad ogni buon conto io depositerei, quindi metterei a disposizione anche delle difese, la cartella clinica dell'ultimo ricovero ospedaliero all'ospedale di Noale (Venezia) dove è deceduto il signor Rino Carraro il 30/12/99, in modo che possono essere visionate e poi possono essere discusse in aula direttamente.

 

Presidente: va bene, d'accordo. Adesso procediamo invece con l'audizione del professor Nardelli.

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE

DR. NARDELLI GIANFRANCO

 

Avv. Schiesaro: il professor Nardelli viene risentito per fornire al Collegio una serie di chiarimenti circa alcune situazioni che erano state rilevate nel corso della sua precedente audizione, in relazione alla affidabilità del sistema di monitoraggio. In particolare, il professore ha rivisto i documenti, i tabulati, le registrazioni, già esaminate precedentemente, al fine di fornire ulteriori specificazioni in ordine, ad esempio, al numero di casi di alterazione delle sequenze che in quella prima tornata lui aveva citato a campione. Ecco, quindi pregherei allora il professore di voler iniziare a dare risposte a questo interrogativo, riepilogando magari brevemente qual era il problema che era stato posto nella precedente relazione, e fornendo le integrazioni, partendo appunto dalla questione dei salti di sequenza del monitoraggio.

 

Presidente: va bene. Prego, professore.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

RISPOSTA - Nell'esame del professor Foraboschi, quando era stato sentito, lei aveva richiesto all'Avvocato dello Stato precisazioni sul numero di quei tipi di anomalia, io le chiamo anomalie, che si presentano quando viene esaminata la sequenza delle zone monitorate. Allora, era stato detto e ripetuto che la sequenza delle zone monitorate veniva fissata una volta per tutte, diciamo, salvo che potevano essere (darliata) nel senso che si poteva sospendere la sequenza ed intervenire per monitorare una zona particolarmente, diciamo, oggetto di indagine, poteva essere curioso vedere o utile sapere che cosa avveniva in una zona autoclavi anziché in sala mensa, o in sala quadri, dove non c'è l'autoclave che può fare uscire il CVM. Avevo anche accennato ad un possibile, dico possibile, utilizzo di una variante al sistema fornito dalla Carlo Erba, che prevedeva, come prevede il decreto, che si potesse fare aut aut, ossia solamente o esaminare una sequenza ovvero saltare su una zona e restare su quella zona, non due cose contemporaneamente. Ho fatto vedere in una trasparenza un caso in cui ad una zona, chiamiamola convenzionalmente 242 - va dal 240 al 249 il monitoraggio nella zona CVM - allora la zona 242 anziché due minuti dopo passare alla zona 243, scriveva su un tabulato, si leggeva 245. Salvo poi, dopo il 245, ritornare al 243. Quindi, si ripeteva la sequenza, si ritornava alla sequenza con un salto che poteva essere uno sbaglio del cromatografo o del sistema diciamo di cambiamento della... non lo so cosa poteva essere, ma poteva anche essere voluto. Però, ripeto, non torno sulle intenzioni, non faccio processi, io devo dare dati.

DOMANDA - E allora cosa ha fatto adesso per rettificare?

RISPOSTA - Per dare la risposta al Presidente, quella risposta di cui lui ha bisogno, perché è stata chiesta dal Presidente, ho esaminato un po' di tabulati. Siccome i tabulati dei tre anni '91, '92 e '93 sono più di 1.000, siccome ognuno contiene 500 dati, si fa presto a capire che ad esaminare 1.000 tabulati che contengono 500 dati, per controllare una quaterna di numeri perché bisogna controllare, il giorno, l'ora e il minuto e il secondo e la zona, quindi ci vogliono questi parametri, e per controllare attentamente occorrono dai 20 ai 30 minuti per ogni tabulato, se vogliamo fare un'analisi e essere seri per produrre un'analisi corretta, bisogna perdere del tempo. Ho perso tutto quel tempo che ho potuto ovviamente e ho esaminato 200 tabulati.

DOMANDA - Quindi ha fatto un campione?

RISPOSTA - Quindi ho campionato su circa 1.000 tabulati 200 tabulati. Lascio agli interessati calcolare il tempo che ho impiegato per fare questa analisi.

DOMANDA - 200 li ha controllati tutti, allora?

RISPOSTA - 200 li ho controllati tutti. E naturalmente dovendo cercare anomalie, ho registrato solamente quelli in cui ho trovato anomalie. Quelli che vanno bene, non li conto. Erano 200. Ne ho trovati 77.

DOMANDA - Cioè 77 tabulati su 200 campionati?

RISPOSTA - 77 su 200 sono risultati anomali. Tabulati che vanno dal 1991 al 1993; campionati come? Avvocato, io ho preso fuori diciamo, ne prendevo 2 o 3, poi mettevo dentro nella scatola, ne prendevo degli altri. Io non avevo una logica, per me tutti andavano bene. Tant'è vero che 130 mi sono risultati corretti, quindi quei 77 presentano delle anomalie.

DOMANDA - Possiamo far vedere qualche figura, per capire il tipo di anomalie?

RISPOSTA - Allora, le anomalie che io ho riscontrato sono di due tipi, due tipi differenti. C'è una anomalia che è quella precedentemente descritta; c'è uno sfalsamento, per così dire, di un dato, la sostituzione di un dato, di una zona, con un'altra zona, per poi riprendere tutto come prima. E questo io lo chiamo sostituzione, anzi lo chiamo nella trasparenza che poi mostrerò, lo chiamo zona sfalsata, nel senso che non è quella la zona prevista dopo, nel tempo stabilito. Ma c'è un altro tipo di anomalia.

DOMANDA - Allora, precisiamo su questo punto, si tratta di una zona sfalsata, in una sequenza che continua in automatico?

RISPOSTA - Che continua in automatico.

DOMANDA - E ha le caratteristiche della sequenza automatica?

RISPOSTA - Certo, la sequenza... i tempi sono rigorosi, ogni 2 minuti c'è un dato. Se non ci fosse il dato, c'è il salto dei 2 minuti, perché il cromatografo non trovava...

DOMANDA - La sequenza è sicuramente automatica?

RISPOSTA - Sicuramente automatica.

DOMANDA - Solo che c'è una zona che viene alterata?

RISPOSTA - C'è una zona che viene alterata. Faccio vedere la trasparenza, così si capisce molto meglio.

DOMANDA - La tabella 1?

RISPOSTA - Sì. Allora, c'è una zona dov'è scritto pausa, zona, ora. I numeri in nero, quelli che portano l'ora, si riferiscono ai salti.

DOMANDA - Li vogliamo indicare, così riusciamo anche da qui ad intuire?

RISPOSTA - Questi, per esempio. Quando doveva capitare il 249, alle 17.30.00, nell'agosto il giorno 9 del 1991, al posto della stazione 249 che seguiva ovviamente il 248 che io non segno qua, compare un 246. Salvo poi che dopo il 246 non c'è un 247, ma ritorna il 240 che è l'inizio, diciamo, della sequenza regolare. Questi li chiamo, diciamo, non salti, sono sostituzioni nella sequenza. L'altro tipo di anomalia...

DOMANDA - Allora siamo nel reparto CV24, conferma?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Tutta la tabella 1 contiene punto per punto i salti di sequenza che lei ha riscontrato nei 200 tabulati esaminati?

RISPOSTA - Sì. Di cui i 77 dei 200, ci sono le anomalie. Ma la tabella non finisce qua, c'è anche l'altra.

DOMANDA - Per capirne gli allegati: la tabella 1 contiene tutti i salti di sequenza trovati nei 77 casi, nei 77 tabulati?

RISPOSTA - Esattamente. Come si vede, ci sono date varie; si passa dall'aprile, al maggio, al dicembre, diciamo senza alcuna regolarità. Ci sono giorni in cui si verificano più di 10 salti, ci sono giorni in cui si trova 1 solo salto, ci sono giorni in cui non si trova nessun salto e non è riportato in grafico.

DOMANDA - Allora vogliamo dire quanti sono questi casi complessivamente? Questo tipo di anomalia?

RISPOSTA - Questo tipo. 118 casi in 77 tabulati, 118 casi per la verità su 200 tabulati, no?

DOMANDA - No, a me risultano 306 del tipo 1, forse sbaglio?

RISPOSTA - E` sostituzione di una zona complessivamente 306, chiedo scusa. 306 sostituzioni di una zona mantenendo il sistema di analisi in automatico.

DOMANDA - Allora, 306 alterazioni riscontrate in 77 tabulati su 200 campionati?

RISPOSTA - Sì. Quindi, diciamo 200 tabulati.

DOMANDA - Campionati?

RISPOSTA - Che in media avranno, ho sentito una domanda qua, colgo l'occasione per rispondere. Allora 200 tabulati, in media ogni tabulato del 246 è composto di 500, dovrebbero essere 720 ma in media sono 500: 200 per 500. Quindi i casi sono 306 su 200 per 500. E quindi 200 per 500 fa esattamente 100.000. 306 su 100.000. No, no, no, questo non vuol, vuol dire diciamo che non ce ne dovrebbe essere neanche uno, un sistema come un computer, se un computer dà 306 sbagli, sa quanti bit ci sono per fare una parola, non ne sbaglia una, un computer non sbaglia questa cose, un sistema non sbaglia. E` una roba da rottamare uno strumento che fa tutti questi sbagli. Non è un... per me. Se noi a Legnaro usassimo strumenti che fanno 306 sbagli in una misura, saremmo a posto.

DOMANDA - Torniamo dopo sul significato, forniamo i dati. Questo è il primo dato relativo alla anomalia salto di sequenza?

RISPOSTA - Salto, sostituzione di un dato.

DOMANDA - Sostituzione di un dato nella sequenza automatica?

RISPOSTA - Esattamente.

DOMANDA - L'altra anomalia qual era?

RISPOSTA - L'altra anomalia, che qua in grafico è riportata in rosso, sono i dati in rosso, è una cosa di questo genere: anziché cambiare un dato, cambia l'ordine della sequenza. Allora, supponiamo che, vedo nella zona 247, alle 10.33.45 del giorno 14 gennaio del 1993, la sequenza era arrivata alla zona 247. Ci si aspetta che venga il 248. Se ci fosse stato un 249 sarebbe stato un errore del tipo precedente; ma dopo il 247 e dopo l'eventuale dato che si chiama qua 245, quindi dopo il 247 arriva un 245. Ci si aspetterebbe poi, dopo il 245 il 248, perché sarebbe il dato della... No, il 247 viene sostituito dal 245; e poi la sequenza va avanti e il prossimo dato diventa 246, 247, 248, e così via. Quindi questi tipi di errori, in cui ad un certo momento si interrompe la sequenza, ne risulta un dato differente da quello previsto, ma poi non si ritorna più all'ordine precedente ma si cambia sequenza e si va avanti, magari fino alla fine del, magari fino alla fine. Non è vero, se fosse stato fino alla fine del programma, noi avremmo visto in quel giorno un solo dato rosso. Quando ci sono più dati rossi nello stesso segno, significa che c'è cambiamento di sequenza fra l'ora tot e l'ora tot, c'è una certa frequenza, cambia la sequenza a una certa ora diventa un'altra, poi si passa a un'altra ancora. Questi li chiamo non salti, ma cambiamenti di sequenza.

DOMANDA - Tipo quello che si è versato il 7 dicembre '92, per esempio?

RISPOSTA - Il 7 dicembre '92, in cui alle 22.34.32 doveva esserci la 246, mi trovo invece la 242 e poi la 243, 244, 245. Torna fuori un altro tipo di sequenza. Questo tipo di anomalia viene...

DOMANDA - Le citavo il giorno, perché quel giorno ce ne sono due, vedo, segnate in rosso?

RISPOSTA - Sì, ce ne sono due, esattamente. Che giorno ha detto?

DOMANDA - Era il 7 dicembre.

RISPOSTA - 7 dicembre '92 ce ne sono. Di salti di sequenza guardi il 7 dicembre si comincia alle 13.10.34, lo vede sopra, sono tre i 7 dicembre. Nel 7 dicembre del '92 si comincia a saltare con le sequenze alle ore 13.10.34, poi ce n'è un'altra alle 14.02, poi un'altra, alle 14.54, poi un'altra alle 22.34, un'altra... Sono sfalsate lì. Ce n'era un'altra alle 16.00.

DOMANDA - Molto più di due, quindi?

RISPOSTA - Sì, molto più di due, però in media 2 o 3 volte. Quando nello stesso giorno ci sono più numeri rossi, sono il numero delle sequenze. Tutti i dati, dal primo all'ultimo di quella giornata, sono stati esaminati e sono controllabili qua, quindi diciamo che questa...

DOMANDA - Nei 200 tabulati c'è la rassegna completa di questo errore di secondo tipo?

RISPOSTA - Sì. Potrei averne omesso qualcuno. Quindi questi numeri sono sicuramente un'approssimazione per difetto, perché forse con un pochino più di attenzione, uno dedica una vita a guardare le carte puzzolenti che ci sono di là ed arriva a trovarne anche qualche altro. Io forse ho qualche cos'altro da fare.

DOMANDA - Di errori di questo tipo quanti ne ha trovati?

RISPOSTA - 181, quelli che le avevo detto prima.

DOMANDA - No, 118.

RISPOSTA - Chiedo scusa, 118, mica mi ricordo. Facciamo la panoramica dei dati.

DOMANDA - Prima della panoramica riassumiamo: 306 errori del primo tipo, 118 errori del secondo, distinti in rosso?

RISPOSTA - Esatto. Dal punto di vista del funzionamento del cromatografo io le considero anomalie. Non sono spiegabili. Poi l'interpretazione assolutamente non compete a me. Ho una panoramica che è migliore, è più chiara.

DOMANDA - Questa è la figura 1?

RISPOSTA - Questa è la figura 1 che riassume in grafico i vari casi nelle varie zone. Quindi tutta questa tabella è concentrata in questo grafico, in cui si può vedere quanti sono nella zona 240, nella zona 241, bla bla bla, 249, i casi di un tipo, quelli che abbiamo detto sostituzione di un dato, ed i casi del secondo tipo quante sono le sequenze, i salti di sequenza.

DOMANDA - Per essere chiari, quelli in nero sono?

RISPOSTA - Quelli in nero sono quelli che complessivamente danno poi una somma di 306, ossia sono le sostituzioni di un dato, di una zona.

DOMANDA - L'alterazione della sequenza?

RISPOSTA - I numeri in cui la sequenza è risultata alterata, diciamo i casi, sono quelli in verde. Per esempio, per essere chiari, nella zona 1 non c'è, io non ho riscontrato, nella zona 240 si chiama, alcun dato di sostituzione di un numero, ma solo salti di sequenza. I salti di sequenza, come si vede, sono risultati per la maggior parte dei casi nella sala controlli, zona quadri, che è la zona 244, dove però si ha anche il massimo numero di...

DOMANDA - Quadri, mensa, uffici?

RISPOSTA - Sì. Questo è che risulta dai tabulati.

DOMANDA - E questa zona è un 16 per cento?

RISPOSTA - C'è un 16 per cento di salti di frequenza. Questo è quanto risulta. Non spetta a me dare la spiegazione.

DOMANDA - Questo è il dato, tanto per fornire alcuni numeri, per la richiesta di chiarimento?

RISPOSTA - Sì. Se vede, ci sono anche le indicazioni: 200 tabulati, 77 casi con anomalia. Mi preme far notare che in questi 77 casi, dove ci sono anomalie, dico in questi casi dove ci sono 77 anomalie e dove io posso mettere anche la data, in 14 casi ci sono 14 scritture di warning no peak. Annosa questione, ritornerà.

DOMANDA - Ne parliamo dopo.

RISPOSTA - Esattamente. E ci sono tanti casi in cui compare diciamo posto non riconosciuto. Tantissimi casi. In un giorno ci sono 191 segnalazioni di posto non riconosciuto. Dal grafico lo si può evincere, la curiosità diciamo può essere appagata solo guardando il grafico che io metterò agli atti. Tanto, avvocato, mi permetta una precisazione: io non ho la possibilità di essere smentito, perché l'Enichem ha fotocopiato tutto, ha 6.000 pagine, quindi può fare esattamente il controllo di quanto io ho detto.

DOMANDA - I dati del CV24 li abbiamo illustrati, ha fatto qualche cosa di simile sul CV22, ha fatto altra verifica sul CV22?

RISPOSTA - Allora, nel CV22, se io voglio fare l'identica analisi, l'identica verifica, trovare quanti casi di un tipo e quanti di un altro, mi trovo in imbarazzo. Faccio prestissimo, dico non devo perdere tanti giorni. Perché? Perché i tabulati del CV22 sono costituiti nella stragrande maggioranza di scritture warning no peak, posto non riconosciuto. Ci sono sì e no uno o due casi in cui in un giorno si dà una registrazione sopra soglia di CVM, ovviamente si monitorizza il CVM. Quindi pochissimi sono i casi in cui compare il giorno, la data, l'ora esatta, la zona, la concentrazione. Casi come quelli esaminati nel CV24. Ma mentre il CV24 sono pieni zeppi di dati, quindi significa che in media si era quasi sempre sopra la soglia di 01, fissata convenzionalmente a 01, nel CV22 si è a concentrazioni che risultano dai tabulati quasi 0. Nel senso che se sono 2 o 3 dati con concentrazioni regolari significa che tutti gli altri sono zeri. Perché gli zeri il cromatografo non li scrive, perché per risparmiare carta giustamente l'Enichem ha messo una soglia e dice: non li scrivo.

DOMANDA - Data questa premessa, lei è riuscito comunque a fare un confronto con i dati del CV22 e riportarli all'andamento del CV24?

RISPOSTA - Sì. Allora, ricordiamo che nel CV22 ci sono 10 stazioni, dalla 220 alla 229, tre delle quali non servono al monitoraggio del CVM, bensì del tetracloruro di carbonio che viene lavorato o trattato in altro reparto. Quindi, attenzione, il cromatografo fa scansioni di due minuti, quindi il cromatografo impiega sempre 20 minuti per fare le sue 10 osservazioni. Peraltro, quando arriva ad una zona in cui non c'è il CVM, perché si sta monitorando un altro composto organico, il tetracloruro di carbonio, non so dove, in un altro reparto, nel programma di gestione che sovrintende alla scrittura, perché il programma, diciamo la stampante quindi deve fornirgli il dato, e poi il dato serve per la tabellina finale, perché l'integratore fa anche la somma, e poi il dato finale viene diciamo utilizzato dall'archivio dati Enichem per la valutazione dell'esposizione del lavoratore. Quindi, il tabulato all'Enichem non interessa, all'Enichem interessa il tabulato finale, la sintesi, e somma tutte le concentrazioni nelle varie zone. E` ovvio che la zona 223, 225, 228, che sono zone adibite alla produzione del tetracloruro di carbonio, non compaiono, quindi compaiono solamente 7 zone: 220, 21, 22, 24, 26, 27, 29.

DOMANDA - Quindi ha fatto una proporzione?

RISPOSTA - Quindi, dico, a questo punto, se io devo fare un confronto sugli allarmi che sono accaduti nel triennio nel reparto 246, monitorata su 10 stazioni, tutte appartenenti all'analisi del CV24, ed il numero di stazioni adibite al monitoraggio del CVM nell'altro reparto CV22, 7 sono le analisi, 10 erano le altre, io devo, se voglio fare un confronto prevedibile sul numero di allarmi, devo calcolare il numero di allarmi che io riscontro effettivamente nel reparto CV22, lo moltiplico per 10 su 7 che fa 1 e 43, e quindi avrei un'indicazione sul presumibile numero di casi di allarme che sarebbero o che sono succeduti. So che è un'interpretazione che può essere contestata, perché potrà anche non essere vera, però questa è la regola.

DOMANDA - Ha applicato un coefficiente matematico?

RISPOSTA - Sì, è un coefficiente, non è ad arbitrio, basta contare le stazioni, 10 e 7, quindi 1 e 43.

DOMANDA - E cosa risulta dal confronto?

RISPOSTA - Allora, si sono trovati...

DOMANDA - Figura 2.

RISPOSTA - Si sono trovati i seguenti casi: in nero, nei vari anni, sono riportati il numero di allarmi registrati nel reparto CV24; in azzurro tratteggiato sono segnati i casi di allarme registrati nel reparto CV22, l'anno 1991, '92, '93; l'altro tratteggio, quello all'estrema destra, rappresenta la cosiddetta normalizzazione, che ottengo moltiplicando il numero di dati della seconda colonna, che sono quelli effettivamente registrati, moltiplicandoli per 1 e 43, per riportarli nel confronto con i dati del CV24. Perché erano 10 le stazioni, quindi lei mi insegna, signor Presidente, che se ho 7 stazioni e 3... cosa succede? Basta moltiplicare per il coefficiente. Non ho detto che ho ragione, ma sicuramente non ho tutti i torti.

DOMANDA - Quindi il CV22 è normalizzato?

RISPOSTA - Esattamente, così lo chiamo. Si vede chiaramente, credo, che passando dal '91 al '92 e dal '92 al '93, i casi di allarme aumentano.

DOMANDA - Questo almeno nel CV22?

RISPOSTA - Sì. Sono 82 i normalizzati, ma se preferiamo chiamiamoli diciamo 47 mi sembra i casi... ah no, si chiamano 51 i casi non normalizzati, quelli effettivamente... sono registrati, quindi ognuno li può verificare. Poi può non credere alla normalizzazione, ma non cambia la filosofia, cambia solo l'ordinata del grafico. Quindi aumenta il numero di allarmi. Mi permetto di dire che se aumenta il numero di allarmi, aumenta l'inquinamento. Io trovo logico pensare che se il numero di allarmi si riduce a 0, la zona è diventata sicura, posso pensare che se il numero di allarmi è risultato 300, e prima era 3, ho moltiplicato di un fattore di 100 casi di allarme, quindi estrapolando, forse non rigorosamente, ma di certo però l'inquinamento non è migliorato. E` evidente, mi sembra. Mi aspetto anche, diciamo, che tutto quello che è legato a questo tipo di ragionamento, in cui il numero di allarmi che aumenta significa meno sicurezza della zona e quindi maggior numero di fughe, e quindi più pericolo, e quindi più inquinamento, si ha una equazione di primo grado, non di terzo grado. Semplicissimo.

DOMANDA - Nella figura B invece lei cosa ha messo?

RISPOSTA - Nella figura B io metto negli stessi anni il numero di tabulati che presentano concentrazione rigorosamente nulla. Non c'è un dato di concentrazione.

DOMANDA - Vuole farne vedere uno, per capire? Siamo sempre nel CV22?

RISPOSTA - Siamo nel CV22.

DOMANDA - Lei ha fatto quindi un controllo tra il numero di allarmi che ha descritto nella figura 2A; adesso sta illustrando la figura 2B, in cui ha messo i casi desunti da quei tabulati in cui c'è lo 0 assoluto?

RISPOSTA - Nei tabulati che io ho esaminato, quanti tabulati ho esaminato: tutti, e dico tutti, nessuno escluso, tabulati che ci sono nel vaso di pandora, scatola numero 4, ossia tutti i tabulati dell'anno 1991, 1992, 1993. Questa conclusione quindi vale per tutti, non è un campionamento, è il risultato di tutto quello che risulta da tutti i tabulati che sono di là.

DOMANDA - Per il CV22?

RISPOSTA - Per il CV22, è evidente che diventavo matto se facevo questa analisi per il CV24, perché sono 500 dati. Faccio vedere uno, cioè quello del 14 gennaio '91.

DOMANDA - Che io chiamerei 0 assoluto.

RISPOSTA - L'avvocato Schiesaro lo chiama 0 assoluto, per noi lo 0 assoluto è una cosa strana. Si vedono 7 per 72, quindi 72 monitoraggi al giorno in ogni zona, 7 sono le zone, 72 per 7 fa 504, quindi in quella zona sono possibili in un giorno 504 analisi. In questo tabulato figurano tutti i 72, quindi è stato monitorato regolarmente, dalle 0 della notte del giorno 14 alla mezzanotte del giorno 14. Perché dico questo? Perché figurano i numeri: 72 analisi, tutte con che concentrazione? Signor Presidente, lì c'è scritto 000 nella colonna, nella somma delle osservazioni. Quindi in questa zona c'era la quieta più assoluta o, se preferiamo, c'era una concentrazione di CVM sempre e sistematicamente sempre sotto il valore di soglia, per cui il cromatografo non perdeva il tempo a stampare una carta di 504 numeri tutti inferiori a 01. Lì comunque figura 0. Io apprendo che la concentrazione, e l'Enichem assume 0, non assume 01, e somma 0, e nei tabulati Enichem figura 0, e nei tabulati Enichem agli atti figura 0. Non figura la somma che potrebbe essere 022, 23... Figura 0. Quindi non c'era assolutamente niente. Allora, nel 1991, anno costituito di 52 settimane lavorative, ci sono 7 casi di 0 assoluto come li chiama l'avvocato Schiesaro nel 1991; 9 casi, due in più, nel '92; 13 casi nel '93. Allora, io sono uno sperimentale ed uso la mia logica. Io dico: ma se andando avanti con il tempo l'inquinamento aumenta - vedi figura A - come mai aumenta anche il numero di casi in cui non c'è niente? E` una contraddizione. Mi dovrei aspettare che questa figura dovrebbe essere invertita, in cui i 13 casi erano nel '91 ed i 7 casi nel '93. Dico, se la concentrazione, se l'inquinamento aumenta, come può aumentare in pari tempo il numero di casi in cui non c'è niente? Si arriva all'eresia in cui se la concentrazione va all'infinito, il numero dei casi senza CVM è 0. E` evidente. Questo è.

DOMANDA - Per restare alla figura che lei ha illustrato, io vedo che dal lucido non si vede, perché manca la parte sopra, vedo che lì ci sono i warning no peak?

RISPOSTA - Sì. Tutto quello che è scritto Nel tabulato del 14 gennaio 1991 sono quei due striminziti warning no peak, warning no peak, e nient'altro. Naturalmente, siccome i warning no peak sono diciamo segnali che consumano due minuti, perché quando c'è un warning no peak si vede che il cromatografo sta sulla zona monitorata per due minuti. Sono verificabili in maniera molto semplice. Quindi, nei due minuti in cui però il risultato è warning no peak, e non c'è nient'altro che warning no peak, siccome le concentrazioni risultano essere 0, è chiaro che i warning no peak sono considerati 0. Quindi, se vogliamo warning no peak corrispondono, secondo questa tabella, a 0 concentrazione. Perché, se fosse stato un qualche cosa, forse, e dico forse, sarebbe stato conteggiato. Però non figura niente. Comunque non si può dire niente, due warning no peak, due avvertimenti che non c'è niente.

DOMANDA - Su quali posti? Dove cadono questi warning no peak?

RISPOSTA - Eh, non lo so. Come faccio a sapere dove capitano? Non ho nessun parametro, dopo vedremo. Dopo c'è la possibilità di vedere.

DOMANDA - Vuole dire che lei, da questo lucido, non è in grado di dirmi se il warning no peak si trova nel 220, nel 221, nel 222?

RISPOSTA - Nessuno è in grado di dire, dall'analisi dei tabulati del CV22 o del CV24, dove capita.

DOMANDA - Dove si colloca.

RISPOSTA - Dove si colloca. Ma c'è un caso, perché a me piace acchiappare i fantasmi, e quindi c'è un unico caso in cui risulta, e vedremo che il warning no peak capita in zone ben precise, che però non viene precisato. Io sono qui per dare dei numeri, delle precisazioni, al Presidente e alla Corte, sono loro diciamo che devono...

DOMANDA - Lo vedremo dopo, per capire meglio il passaggio del significato del warning no peak e sul conteggio complessivo dell'esposizione. Lei ha rilevato una contraddizione quindi tra questi due dati: l'aumento del numero degli allarmi nel reparto CV22 ed un uguale disegno almeno aumento nel numero dei casi in cui ci sarebbe concentrazione nulla secondo questi tabulati?

RISPOSTA - Certo. E questo aumentando, il fatto che aumenti il numero dei casi con concentrazione rigorosamente nulla fa un po' a pugni, diciamo, dico un po' a pugni, con questo grafico qua, che è il grafico 2, cioè il tabulato numero 2, l'allegato numero 2, che si riferisce all'analisi del CVM nel reparto CV22, quindi siamo perfettamente in argomento, il giorno 23.07.93, quando ci sono sì tanti casi di concentrazione 0, ma tanti casi di allarme. Quella contraddizione che era stata fatta notare qua: tanti casi e tanti casi qua, dovrebbe essere che quando aumenta questo diminuisce questo, e viceversa. E questo è un tipico tabulato in cui nel luglio del 1993 ci sono 14 allarmi.

DOMANDA - Tutti nello stesso giorno?

RISPOSTA - Tutti in un'unica zona: la 229. Lo si vede dal consuntivo finale, qua. Nella zona 229, quindi monitorata per il CVM, ci sono 14 allarmi, ci sono 2 preallarmi, ci sono complessivamente 20 eccezioni, quindi sopra il valore di 7.8. Questa è una zona che comporta, se facciamo la somma, chiamando un allarme 25 PPM, e lei sa quando io sono restio a chiamarlo 25, ma lo chiamo 25, quindi moltiplicando 14 per 25, sommandogli i 2 casi in cui c'è la concentrazione di preallarme, che è mediamente di 21-22, è tra 20 e 25, sommandolo alle due eccezioni che prende il valore più basso, si arriva a 454 PPM per giorno. E questo risulta anche dai tabulati dati Enichem dell'archivio dati, quindi non è un'invenzione. C'è il riscontro tabulato e c'è quello che è stato messo in archivio, in cui compaiono. Però nell'archivio, signor Presidente, c'è una cosa: non si può risalire al giorno, perché i tabulati, i dati Enichem vengono diciamo catalogati per settimana lavorativa. Una settimana lavorativa è composta di 7 giorni, quindi se io metto questi 14 dati, più le... nella settimana in cui capitano, diciamo, perché c'è la data, mi trovo magari che non ci sono 14 allarmi ma ce ne sono 17, perché? Perché negli altri giorni c'è stato qualche altro allarme che io non ho preso in considerazione. Io prendo questo per fare notare che nel 1993 non è che la situazione migliorasse, ma c'erano casi in cui in un giorno c'erano 450 PPM. Questi non ce li toglie nessuno, sono stati misurati. In questo giorno non lo si vede molto bene però lo si può... c'è un "NO PE" , che sarebbe un warning no peak. E qua c'è. Quindi, nel CV24, tra tutti i dati, c'è anche un warning no peak. Risalire a dov'era questo warning no peak non si può perché non c'è il dato, non c'è il parametro, perché il tabulato scrive warning no peak e basta. Però lo si può capire se si vede il dato di concentrazione prima ed il dato di concentrazione dopo, perché quelli hanno una data. Allora, risalire qua a qual era l'ora precedente il warning no peak e l'ora, minuto susseguente al warning no peak è stata un'impresa in cui forse Tom Ponzi sarebbe andato meglio. Bisognerà prendere questo grafico, ingrandirlo di 5 o 6 volte, contare il numero di puntini che costituiscono una lettera, un numero, e vedere come risalire. Lo si prenda con molta cautela, a me sembra, e ripeto a me sembra, devo essere corretto, che questo warning no peak sia capitato proprio nella zona 229. Ma ripeto non sono in grado di dimostrarlo. Un'analisi grafologica diciamo, non della scrittura, potrebbe dare un'indicazione in merito, però, ripeto, di sicuro mi tengo i 14 allarmi che ci sono stati in quel giorno e dico che è un caso in cui l'inquinamento era molto pesante. E quindi, in quelle zone del reparto CV22, succedevano anche nel '93, anzi a maggior ragione nel '93, guai che nel '91 diciamo erano osservati con una frequenza minore. Ma non so dire altro.

DOMANDA - Allora, qui ci sarebbe, secondo il suo prudente apprezzamento, in una giornata tempestosa, per quello che concerne gli allarmi, una indicazione di warning no peak che si colloca... Una o due?

RISPOSTA - Una.

DOMANDA - Che si colloca proprio sulla stessa linea interessata?

RISPOSTA - Sì, è compatibile con un monitoraggio della zona 229. Però, ripeto, non posso dimostrarlo. Ma non si può dimostrare neanche il contrario. Ma non voglio diciamo... è difficile. Il grafico è troppo manomesso.

DOMANDA - Torniamo dopo sul significato di warning no peak, l'importante era fornire il dato. Altre anomalie, oltre a quelle che lei ha registrato, è riuscito a dare un numero, un quantitativo? Ci sono altre anomalie, oltre ai salti di sequenza ed all'alterazione dei singoli dati delle sequenze? Ad esempio fattori di tempo non utilizzati?

RISPOSTA - Ecco, io ho sviscerato, ho cercato di chiarire questo argomento, perché ricordo perfettamente che il signor Presidente le ha fatto un'osservazione quando lei diceva: "Ma non tutto il tempo che è disponibile per il monitoraggio di un reparto, si chiami CV22 si chiami CV24, veniva utilizzato effettivamente per il monitoraggio". Mi spiego, anziché avere nel reparto CV24 720 monitoraggi, quindi la somma dei 10, 72 per 10, e nel CV22 72 per 7, quindi 504, si contavano meno osservazioni. Teniamo presente che un’osservazione anche con risultato 0 viene registrata come un'osservazione, quindi entra nel computo del numero di osservazioni. Entra in questo computo qua. Il numero di osservazioni, poi qui c'è la somma delle osservazioni. Teniamo presente quanto abbiamo detto, che il warning no peak consuma 2 minuti; abbiamo appurato che il warning no peak viene classificato, conteggiato, registrato nell'archivio dati Enichem come 0 concentrazione, l'abbiamo visto prima, resta da precisare che quando ricorrono casi in cui, molto frequenti, casi molto frequenti nel CV22, meno nel CV24, ma comunque molto frequenti nel CV22, un posto non osservato significa che manca il dato di riferimento. E quindi prudentemente, e forse giustamente, anzi dico giustamente, l'Enichem o l'Enimont non so chi era, non lo considera come dato con concentrazione valida ma lo sopprime dal conteggio. Mi spiego, dati possibili sono 504. Se fosse possibile appurare che ci sono da un grafico 100 posti non riconosciuti, il massimo numero che potrebbe essere registrato, il massimo numero di osservazioni, non sarebbe stato 504 ma 404, proprio perché 100 posto non osservato non si può dire niente, né dove capita e né che cos'è. Posto non osservato, boh, io non lo so cos'è.

DOMANDA - Allora, ha un grafico per farci vedere quanto incide sul CV22 le mancanze di misurazione?

RISPOSTA - Chiedo scusa, io ho detto una imprecisione. Lo chiamo posto non osservato, la scrittura è posto non riconosciuto. Non si riconosce il posto dove c'è un'osservazione, peraltro non si dice niente, è un equivalente diciamo del warning no peak.

DOMANDA - Vogliamo vedere complessivamente sul CV22 se siamo riusciti a dare una percentuale di tempo di monitoraggio non utilizzato? Figura 3.

RISPOSTA - Sì. Devo precisare: per fare questa analisi devo controllare tutti i numeri e tutte le singole zone con i numeri e fare le somme. Quindi devo fare, sia pure in maniera ridotta, il conteggio che avrei dovuto fare per il CV24.

DOMANDA - Quindi ha un fatto un campionamento?

RISPOSTA - Ho fatto un campionamento. Io ho preso 7 settimane a caso, 7 settimane di monitoraggio del CV22 e ho analizzato quanto tempo è stato utilizzato per l'analisi effettivamente, ma non solo, ma riporto anche quanti sono in questi 49 giorni le osservazioni valide, ossia: sopra soglia, ossia concentrazioni maggiori di 01, i casi di warning no peak, perché a quanto pare è concentrazione 0, i casi di posti non riconosciuti, perché ancora non sappiamo niente. E` evidente che se il posto non è riconosciuto e non è conteggiato, la giornata va avanti lo stesso, quindi è un dato di monitoraggio che manca. Manca il riconoscimento solo. Ecco.

DOMANDA - Questo è il risultato del campionamento?

RISPOSTA - Questo è il risultato del campionamento nel reparto CV22 di quello che è avvenuto in 7 settimane, quello che si può riscontrare in 7 settimane. I dati, i numeri sotto, sono i giorni delle varie settimane. Degli anni tot. Quello che risulta da quei 49 campionamenti. Allora vediamo che complessivamente ci sono 1.495 unità di tempo analisi, ossia 2 minuti, in cui il cromatografo risulta fuori servizio. 1.495 per 2 fanno quasi 3.000 minuti. 3.000 minuti si fa presto a dividere per 60 e vedere quante ore. Fuori servizio. I casi in cui risultano o warning no peak o posto non riconosciuto sono 1.318. Siccome per me warning no peak, siccome non so dov'è e posto non riconosciuto, non so com'è, non lo chiamo monitoraggio. Scusatemi, il monitoraggio deve dire dove avviene e quanto dà il dato. Quello è un monitoraggio. Scrivere warning no peak, posto non riconosciuto e dire che ho fatto un’analisi per me non è esaustivo. E` un dato di fatto, d'accordo però diciamo... e diciamo casi di non monitoraggio, casi di monitoraggio non effettivo. Perché i casi con monitoraggio effettivo sono quelli diciamo in nero e risultano essere complessivamente 613 casi con concentrazione maggiore di 01, quindi che il cromatografo ha scattato. E` facilissimo contare il numero di casi maggiori di 1, perché basta vedere le righe complete che ci sono, perché c'è l'ora, la zona, la data, la zona, la concentrazione, quindi la riga è completa e si fa presto, si fa presto a vedere quanti sono i casi di warning no peak e posti riconosciuti, perché basta andare all'estrema sinistra e si conta il numero diciamo di cosi... Si fa la somma di tutto questo, si fa la somma del numero di osservazioni e la differenza è logicamente ciò che non è stato fatto. Lo chiamo o fuori servizio o non monitoraggio. E sono quei casi 1.495 in cui c'è la ripartizione nell'anno ‘91, nel '93, nel '91, nel '91...

DOMANDA - Ed allora complessivamente percentualmente?

RISPOSTA - Percentualmente allora risulta che nel gennaio del 1991, tutti i dati per quei giorni che c'è la registrazione, il 13,8 per cento del tempo non risulta monitorato per conto mio, non c'è monitoraggio. Qua lo si vede, o è fuori servizio, oppure è...

DOMANDA - D'accordo.

RISPOSTA - Poi regolarissimo il giugno ‘91 il 17,9 per cento risulta non monitorato, vuoi per fuori servizio - barra rossa - vuoi per casi gialli che sono warning no peak, oppure posto non riconosciuto.

DOMANDA - Luglio '93?

RISPOSTA - Luglio '93 ci sono 14,1 per cento di tempo non monitorato, mentre sorprendentemente, guardi è questo il controsenso che nei dati Enichem figurano 504 analisi in media, che sono il massimo possibile. Quindi tutto nei dati Enichem, tutto completo. Ma guarda caso mancano 14 per cento di dati.

DOMANDA - Allora sta cercando di dirci che il monitoraggio su cui... i risultati finali del monitoraggio su cui Enichem ha tenuto conto per calcolare l'esposizione dei lavoratori sono dati sovrastimati rispetto a quelli realmente misurati dal cromatografo?

RISPOSTA - Sicuramente. Risulta, ma risulta anche dalle scritture, cromatografo fuori servizio, dall'ora tot all'ora tot. Ma nell'archivio dati non viene conteggiato, non viene preso in considerazione.

DOMANDA - E lei ci sta dicendo che la differenza in termini di percentuali sta su questi valori intorno alla media del 15 per cento?

RISPOSTA - 15 per cento ma non in tutti, ma poi io non ho mica guardato tutto.

DOMANDA - No, a campione.

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - A campione esaminato lei ha questa concezione. Qualcosa di simile sul CV24?

RISPOSTA - E quindi diciamo, lei, avvocato, quando il Presidente le ha fatto la domanda, adesso è in grado di rispondere. Questa è la percentuale effettiva.

DOMANDA - No, risponde lei. Sul CV24 ha fatto qualcosa di simile?

RISPOSTA - Nel CV24 ho fatto la stessa cosa, solamente che cosa devo fare, ricampionare? No, prendo i dati che ho già analizzato per ricavare i salti della sequenza. Ne ho guardati 200 di tabulati, in quei tabulati e in quei 77, quindi dalla tabella 1 io ricostruisco la figura 4, perché si riportano a quello.

DOMANDA - Ce la fa vedere, per favore?

RISPOSTA - Sì. La figura 4 riassume quanto è stato analizzato, 77 giorni, per cercare i salti nelle sequenze, cosa mancava in quei dati? I warning no peak, lo si vede, sono pochissimi, l'abbiamo già detto, sono 14 complessivamente. Ce n'è uno da una parte e un altro da un'altra parte, ma uno in questo grafico non viene fuori, perché l'ordinata è 200, quindi 1 su 200 il grafico non le risolve, ci sarebbe un 1 da qualche parte, frattaglie. Diciamo che quello che si vede, il rosso, sono quei 10 che sono risultati e sono risultati lo si vede qua, o se preferite lo si vede qua, in cui all'estremità della colonna c'è il numero di posti non riconosciuti PRN in rosso, il numero di warning no peak, qua non ce ne sono, niente, allora saranno qua. 22 agosto, 10 warning no peak; 8 gennaio, 1 warning; 1 ottobre, 1 warning.

DOMANDA - Ecco, quindi sono molto pochi?

RISPOSTA - E alla fine un ultimo, 30 dicembre ‘93, 1 warning no peak, si vede anche il numero di allarmi e di allarmi all'estrema sinistra in quelli lì. Era per completezza di dati, diciamo.

DOMANDA - Qui abbiamo questo dato in minore incidenza del warning no peak sul CV24, ma allora qui le faccio subito la domanda: il CV24 aveva quel congegno di pannello che era stato inserito per l'interruttore famoso che era stato aggiunto, la modifica fatta rispetto al progetto di Carlo Erba. C'era qualcosa di simile sul CV22?

RISPOSTA - Non mi risulta. Io non so se è stato inserito per questo, l'avvocato Pulitanò mi scanna se dico questo, ha ragione, di sicuro c'è scritto che è stato inserito nel CV24, non risulta da nessuna documentazione che fosse stato...

DOMANDA - Che ci fosse qualcosa di simile?

RISPOSTA - Eh, c'è un dato di fatto: che non è possibile stabilire se qua ci siano gli stessi salti della sequenza, e quindi un qualche artificio, un qualche sistema per poter by-passare o cambiare. Non c'è niente, non si può dire niente. Però c'è il numero esorbitante di warning no peak. Mentre nel CV24 c'è un numero esorbitante di sbagli, di sequenza e di coso, e c'è un numero molto piccolo di warning no peak. Quindi sono due situazioni diciamo differenti, per conto mio, come la gestione fosse fatta in maniera differente, dei cromatografi.

DOMANDA - Per dare anche qui un numero, qui ha calcolato in ogni caso quanto tempo fosse rimasto fuori servizio il cromatografo sul CV24? Ci può dire le ore e la percentuale?

RISPOSTA - Sono state esaminate 77 giornate, abbiamo detto, di 24 ore, quindi 1.848 ore di produttività nel reparto, sono risultate 84.8 ore, quindi il 4,6 per cento prive di dato analitico di monitoraggio. Per quale ragione prive di dato? Perché o ci sono i fuori servizio, dichiarati per iscritto dalla squadra d'intervento, oppure scritture del tipo warning no peak, level out of range, un'altra scrittura che peraltro lascia il tempo che trova, può darsi che la scala del cromatografo fosse sfalsata, e quindi un intervento tecnico, non mi sento di attribuire una grande importanza, anche se uno dei casi talvolta è stato grande, ma non gli do nessuna importanza. Posto non riconosciuto, tantissimi posti non riconosciuti. Se per esempio andiamo a vedere quanti posti non riconosciuti ci sono: 7, 34, 39, salgo: 78, 88...

DOMANDA - I posti da riconoscere erano 10?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E come fa allora a non riconoscere un posto? Se i posti sono 10, è ristrutturato per riconoscere 10, cosa significa allora posto non riconosciuto? Perché?

RISPOSTA - Non lo so. Se io guardo... Quando lei mi dice il perché, io devo prendere un qualche cosa di oggettivo, non una mia fantasia. Allora io prendo il programma. Il programma all'istruzione 420 dice: "Se la stazione che arriva A - si chiama A il numero della stazione che va da 1 a 10 e che quindi corrisponde alla zona 240 e 249 - se A è maggiore di 10, scrivi posto non riconosciuto". Questo è del programma, non lo dico io. Quindi io mi domando: ma in quei 20 minuti, quando scattava un posto riconosciuto, era possibile monitorare più di 10, perché A maggiore di 10 significa 11 o 12. Non lo so. Lei non mi deve chiedere cosa, io guardo il programma. Il programma gestisce l'integratore, l'integratore gestisce la stampante, la stampante dice questo. Io faccio un'equazione di primo grado, così è, non lo so perché.

DOMANDA - Io le chiedevo se aveva visto dai grafici relativi al funzionamento del gascromatografo un qualcosa che permettesse di portarlo fuori dalle 10. Questo è il punto.

RISPOSTA - Fuori delle 10?

DOMANDA - Sì, cioè che permettesse invece che lavorare sempre dall'1 al 10, di lavorare su un ipotetico 11?

RISPOSTA - Non lo so, è ipotetico e quindi diciamo...

DOMANDA - Ha visto qualcosa che poteva...?

RISPOSTA - No, non c'è un 11, non c'è un 12.

DOMANDA - No, 11 o 12 un congegno che poteva permettere di alterare la sequenza delle 10 linee da monitorare. Mi aveva fatto vedere una volta un disegno.

RISPOSTA - L'avevo messa eventuale, avvocato, non la prevedevo ma me lo immaginavo.

DOMANDA - Visto che ci siamo dentro, diciamola tutta no?

RISPOSTA - Esattamente. Allora, sistema Carlo Erba, qui non si può andare sopra 10 perché il sistema, la sequenza, è contrassegnata da 1 a 10, fissata da 1 o 10, lo dice anche il libretto di istruzioni fornito dalla Carlo Erba. Quindi, 2 per arrivare a 10, 2 smistatori di linea al cromatografo, un pannello di controllo che permette aut aut, o automatico o manuale, lucette che si accendono, ne ho da 1 a 10. Quando viene monitorata la zona 3 si accende la lampadina 3. Da chi arriva questo? Dalla centrale di comando, perché questo è il cervello, la plancia di comando è questa, la quale attraverso l'identificatore di linea manda un segnale qua che fa accendere la lampadina, però naturalmente lo stesso segnale deve andare ad aprire la linea. E` tutto collegato uno all'altro.

DOMANDA - Ecco, quello è il sistema processato?

RISPOSTA - C'è un cavo di andata e un cavo di ritorno. Questo deve mandare a quello che fanno le stanghette per identificare dov'è il monitoraggio informazione, il dato di informazione, quant'è la concentrazione che viene dal cromatografo attraverso le linee che passano alla centrale o questo deve mandare un segnale a qua per fare accendere la lampadina. Quindi deve essere tutto legato, non è possibile scollegare una cosa dall'altra. Poi improvvidamente mi sono permesso di riportare questo grafico qua, che io ho trovato agli atti, diciamo, e in cui ci sono 3 selettori di linea, c'è un altro pannello, si vede di controllo aggiuntivo, che potrebbe aumentare il numero, perché 10 sono qua, più un altro qualcosa qua. Perché vede che questo è collegato. C'è questo, anziché andare all'identificatore di linea, viene mandato a un pannello ulteriore, il quale poi... è un by-pass, fa così, così, e poi va su. E questo by-pass serve per alimentare questo. Ma io ci credo, perché prima di fare un'osservazione e quando mi sento fare una controsservazione illogica, ci credo che questo poteva essere un sistema che era stato studiato, che poi ha abortito - mi si perdoni il termine - per monitorare le 12 autoclavi. 12 autoclavi non si possono monitorare con 10 stazioni, quindi c'era bisogno eventualmente di un terzo selettore. E quindi questo poteva essere - come ha detto il professor Foraboschi - un tentativo di fare un sistema per monitorare le autoclavi quando venivano pulite. Quindi cancello, lo straccio. Io prendo buona l'affermazione. Non ho motivo per dire che è falsa, non ho da controbattere, ma non è questo il grafico che ci serve. Il grafico che ci serve è quello che è attualmente montato sul sistema e che figura dall'archivio dell'Enichem, perché qui c'è che nella valutazione del sistema di monitoraggio del CVM, in uso presso l'impianto di produzione CV24-25, quindi quella a cui si riferivano gli schemi, dello stabilimento di Porto Marghera, il 19/07/96 siamo abbastanza...

DOMANDA - Ci fa vedere le firme là sopra a destra, così capiamo. C'è scritto Davoli?

RISPOSTA - Davoli, Lodi, Fanelli; è una memoria presentata in data 03/05/96, che è agli atti.

DOMANDA - Ecco, quello che descrive la ricostruzione fatta solo quel giorno...?

RISPOSTA - Sì, descrive quello che loro hanno trovato. E trovano questo schema qua.

DOMANDA - Ce lo spiega?

RISPOSTA - Che è lo schema ufficiale, non l'ho fatto io, non l'ha fatto Davoli, non l'ha fatto nessuno, è lo schema ufficiale. Lo spiego. Per colloquiare con uno strumento, e se lo strumento deve ricevere un'informazione ma deve dare una controrisposta, ci vogliono dei cavi, andata a ritorno. Se c'è un cavo solo, lo strumento o comanda o riceve solamente, quindi un cavo solo significa che in una qualche parte arriva a quello strumento un qualche segnale, per esempio, per accendere una lampadina. Ma quello strumento non può servire per dire: accendi quella lampadina. Perché per accendere la lampadina ci vuole la centrale, quindi ci vuole un cavo di andata e di ritorno. Ecco perché ce ne sono sempre due dal pannello di controllo, di cavi. E` evidente, sono due. Dal pannello di controllo due vanno ad alimentare i due selettori e due vanno, andata e ritorno, a colloquiare con la centrale. Qua invece figura questo e io che faccio schemi elettrici ed assemblo sistemi elettronici posso dire che, a mio giudizio, c'è un qualche cosa di storto qua, che per me è inspiegabile. C'è questo che si chiama sequential injection pannel, ossia un aggeggio che permette di selezionare le sequenze. D'accordo, signor Presidente, c'è scritto lì: sequential injection pannel. Ma quello strumento...

DOMANDA - Pannello di iniezione sequenziale?

RISPOSTA - Pannello di iniezione sequenziale, inietta il tipo di sequenza. Quindi a rigore... da qua si può comandare la sequenza che si vuole, la sequenza, perché il dato io avevo detto che può essere sostituito con quell'interruttore on-off, mantenendolo in automatico, l'ho detto, lo ripeto, lo mantengo. Vedo che c'è una sola linea che va alla centrale. Quindi questo pannello, questo aggeggio, questa scatola magica dà solo ordini all'unità centrale a meno che non si dica che questo pannello è stato fatto per vedere accendersi la lampadina il giorno di Natale, perché allora dalla centrale arriva un segnale "accendi una lampadina". Ma non vedo nessuno, qui vedo injection selection, devo selezionare. D'accordo? Quindi siccome non colloquia con un cavo di andata e ritorno, lui dà solo comandi a qua. Quindi con questo pannello comando all'unità centrale una certa sequenza, il pannello manda al registratore grafico e sono in parallelo all'integrativo che poi stampa i suoi risultati. Ma la sequenza viene data da qua a qua. E` ovvio che c'è anche il pannello di controllo, è chiaro il pannello di controllo deve aprire le linee, che sono due le linee. Vedo partire due linee io dal pannello di controllo, che sono la W3 e la W2 che vanno sul cromatografo e che ricevono ulteriormente, una è per l'alimentazione... ma lasciamo perdere. Comunque comanda alla centrale qualche cosa. La centrale opera e manda e sul registratore e sugli integratori, e quindi in stampa, quello che gli è stato comandato. E` evidente. Questo non è lo schema in cui ci sono 3, è stato cambiato questo e quell'altro. Perché mi andrebbe bene che questo fosse un pannello ulteriore se da qua parte un cavo di ritorno per l'informazione. Perché allora se questa unità centrale vuole dare l'informazione a questo, ossia gestirlo perché è l'unità centrale che gestisce tutto. Questi pannelli esterni sono tutti pannellini di comando, sono tutti aggeggi per comandare all'unità di fare qualche cosa. Questo comanda l'unità centrale ed apre ai selettori, ma i selettori scomunicano con l'unità centrale, perché devono dargli il dato di informazione, il dato di informazione poi viene stampato e... Ed è tutto collegato con il pannello di controllo.

DOMANDA - Allora, con questo pannello ulteriore è possibile che l'operatore dia degli ordini di variazione sequenziale al computer?

RISPOSTA - Non è impossibile. Io devo dire questo. Non posso dire che è fatto per quello. Però ben difficilmente mi si potrà contestare che con questo pannello qua non posso dare ordini al computer, perché altrimenti questo pannello non serve a niente, a meno che non si dica che deve dare l'allarme? No, signori l'allarme è da un'altra parte, l'allarme è gestito dal registratore grafico, quando il registratore grafico sballa, scatta l'allarme. E l'allarme diciamo avvisa ed allora tutti i sistemi di protezione, quindi tutto regolare.

DOMANDA - Questa è ancora una volta una cosa diversa rispetto a quelle di cui avevamo parlato alla precedente udienza?

RISPOSTA - Certo. Questo non è fornito dalla Carlo Erba, assolutamente. Questa è una modifica del...

DOMANDA - Né risulta oggetto di quella modifica dell'interruttore?

RISPOSTA - No, no, no.

DOMANDA - E` una cosa ulteriore?

RISPOSTA - E` una cosa ulteriore. L'interruttore. Non lo vedo qua, perché l'interruttore... Non lo vedo.

DOMANDA - Io verrei brevemente alla fine sugli ultimi due aspetti di anomalie, perché nella revisione del materiale mi pare che lei abbia trovato anche un problema relativo ad un innalzamento della soglia di analisi, cioè della soglia di rilevabilità del CVM. E` così?

RISPOSTA - Questa è la chicca, diciamo.

DOMANDA - Cioè che cosa ha provato?

RISPOSTA - Adesso lo illustriamo a tutti in maniera comprensibile, documentata, inconfutabile. I tabulati CV24, quindi zona di polimerizzazione avevano una soglia fissata convenzionalmente a 01, ammessa dalla Enichem e quindi... quindi noi sappiamo che eventualmente per correggere i dati dovremo semmai tener conto di questa soglia, dire non era proprio 0 non era proprio sempre 01 aggiungergli un qualche cosa. Mi sembra che il professor Galli giustamente abbia detto: "Beh, ma non si può assumere uno 05 in media" e mi sembra anche una cosa logica, si taglia a metà. Comunque 011 figura nei tabulati, 012 figura...

DOMANDA - Quindi concentrazioni di 012 venivano registrate fino a una certa data?

RISPOSTA - Sì, io vedo, 012... no, 014, 015...

DOMANDA - Che giorno è, siamo qua nel?

RISPOSTA - Questi siamo nell'agosto, 20 agosto del '91. Allora il 20 agosto del '91 questo è il tabulato preciso. Poi c'è un'osservazione alle ore 11.00 e fino alle ore 12.15 quindi per un'ora e 15 il cromatografo, il sistema di monitoraggio è stato fermato ed è entrata in funzione la squadra di servizio, la squadra di controllo, quella che deve vedere che cosa c'è quando... E quindi è intervenuta. Fra gli interventi che ha fatto - e noi non lo sappiamo cosa ha fatto, vediamo solo quando riprende perché poi riprende - beh... dopo vediamo quando riprende. Fra gli interventi che ha fatto ha richiamato sicuramente, sicuramente non può aver fatto che questo, ha richiamato il programma basic, basta dalla consolle scrive e si fa (l'istato) del programma. Al posto di 01 gli si è aggiunto un 5 e si è scritto 015, poi gli si è dato stop, poi gli si è dato l'ordine compila e il calcolatore da quel momento veniva gestito con un'informazione in cui la soglia di analisi non era più 01 ma era 015.

DOMANDA - Lei come arriva a questa conclusione?

RISPOSTA - Allora, per fare la conclusione io sono andato a vedere fra i tabulati, fra non tutti ma ho campionato un numero enorme, se ci fosse stato un 011, un 012, un 013 non c'era niente. Quando è ricomparso lo 015? Il giorno 13 dicembre 1993, quindi a più di due anni di distanza, è reintervenuta la squadra, le teste di cuoio. Hanno fatto qualche cosa e il giorno dopo è ricomparso, e ricompare...

DOMANDA - Lo 01?

RISPOSTA - Lo 01 si vede lì. Mentre se ne cercate uno negli anni, nei due anni intercorsi fa la zona del primo intervento e la zona del ripristino non ne trovate uno, è inutile perdere il tempo ad andare a cercare. Quindi la soglia è stata artificiosamente alzata a 015, e nessuno ha mai saputo questo, nessuno l'ha mai detto.

DOMANDA - Quindi un aumento del 50 per cento in pratica, perché da 01, 015, 05?

RISPOSTA - Eh. Allora mi si dice "ma 015 è un numero piccolo", ma attenzione che nel CV24 la concentrazione media risulta 015, 012 annua, quindi si è alzata la soglia diciamo sopra il valore medio, ma perché è così bassa? Perché si contano tanti zeri. E perché si contano tanti zeri? Vattela a pesca tu perché ci sono tanti zeri, perché non c'è CVM. E questo lo dice il professor Foraboschi.

DOMANDA - Qual è l'effetto di questa operazione?

RISPOSTA - Questo effetto si riproduce diciamo ovviamente sul calcolo della concentrazione mediana, perché diciamo che tolgo dal computo tutti i casi tra 01 e 015, li considero come 0, poi quando divido diciamo è chiaro che si abbassa. Allora è evidente che per sapere quanti 01 fra 01 e 015 ci fossero stati, non potevo andare a vedere quando erano soppressi, perché una volta che sono soppressi non li vedo, quindi è fantasia pensare che siano stati tanti, ma allora devo fare una cosa: vado a vedere precedentemente all'interno che ha messo la soglia a 015 quanti sono risultati i casi con concentrazione compresa fra 01 e 015 e quello mi dà significativamente qual è la percentuale di casi con concentrazione in quei limiti, in quei giorni che li trovo. E` ovvio che non li posso trovare nel '92, non c'è neanche diciamo un CV12, ma prima li trovo. Allora devo campionare. E mi sono anche un po' stufato di campionare perché, sapete, io ho passato la vita a fare questa analisi qua, credetemi.

DOMANDA - Ed allora che cosa è risultato dal campionamento?

RISPOSTA - L'11 gennaio ci sono stati 360 casi con soglia fino a 01, e quindi neanche segnati, poi da 360 a 540 casi con concentrazione maggiore di 0... No, chiedo scusa, ci sono stati 360 casi con concentrazioni fino a 01, poi ci sono stati da 365 a 540-550 circa casi con concentrazione compresa tra 01 e 015 e poi il restante, in rosso, i casi che hanno superato i 015. Quindi c'è la ripartizione delle tre zone. Attenzione che però in effetti sopra la soglia c'era il nero e il nero tratteggiato e il rosso, quelli sotto nessuno li conta, non serve. Allora vediamo i vari giorni dove ho trovato. Ne faccio la media, perché devo ragionare su una media: la media è questo grafico. Il numero medio di casi con concentrazione fra 0 e 01. I numeri si vedono, basta desumerli.

DOMANDA - No, ho l'impressione che il valore medio siano gli ultimi due.

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Allora non ho capito io.

RISPOSTA - Questo grafico fa la media, tutti i neri a sinistra del grafico hanno come valore medio questo. Quindi riassumo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 casi li riassumo in...

DOMANDA - Siccome vedo il numero 44, pensavo che fosse anche quello un dato.

RISPOSTA - Chiedo scusa, ha ragione. Questo è il numero dei giorni. Faccio la media dei neri ed ottengo questo nero, faccio la media dei grigi ed ottengo questo, faccio la media dei rossi ed ottengo questo. Quindi questa è la media che riassume tutti i 10 casi, quelli che io ho trovato. Se io divido la somma delle concentrazioni per il numero di casi, ottengo come valore medio questo, che è il dato Enichem. D'accordo, precedentemente al salto, quando diciamo c'erano i 014. Ma se non ci fossero stati, dico se non ci fossero stati, questi grigi diventano neri, diventa 0. Quindi facendo la media, la media si abbassa e si passa da un valore 0139, nel caso quando c'erano, ad un valore 0114 se non ci fossero stati. Ma c'erano, se non ci fossero stati. Però dici: perché li conti? Perché poi, quando io devo andare e vedere quando non ci sono stati, devo usare questo ragionamento, è questo il tipo di media che conta. E` vero che io calo poco ma, signori, cala poco perché non monitorizza, cala poco perché ci sono i warning no peak, cala poco perché non c'è questo... se hai poco su cala poco, non puoi che... Ed è una percentuale elevata, perché c'è una percentuale elevata, una differenza notevole fra il primo caso ed il secondo, quindi si cala di un qualche 15 per cento mi sembra, c'è scritto da qualche parte. Da 0114 a 0139 diventa 0018. Lo 0011 diventa un numero...

DOMANDA - Ed anche questo è un altro fattore che incide sull'affidabilità del monitoraggio, in definitiva?

RISPOSTA - L'affidabilità... Io direi sulla coscienza di chi ha fatto questa... Il monito fa quello che, il monito non si è sognato questo innalzamento. Lei può chiedermi questo: perché? Le dico non lo so. Ma è stata fatta.

DOMANDA - Comunque porta ad un abbassamento?

RISPOSTA - Porta ad un abbassamento, è indiscutibile. Ed io non saprò mai quanti sono i casi nei due anni e passa che c'è questo, perché non so quanti erano quelli fino a 01, 011, 012, non ho la possibilità di contarli, non ci sono più.

DOMANDA - In due battute, professore, adesso, visto che l'abbiamo toccato tante volte, un chiarimento definitivo, alla luce degli elementi che ha acquisito in questa rilettura dei dati già illustrati, del problema e del significato della espressione warning no peak, con particolare riferimento alle conseguenze quantificate di questa espressione sul valore di concentrazione finale.

RISPOSTA - Permetta una cosa: quando io tiro le conclusioni su ciò che in media sarebbe avvenuto sulla base delle mie informazioni che avevo ricevuto all'analisi dei tabulati dei 77 giorni, poteva darsi o può darsi che l'obiezione sia: ma quei 77 non rappresentano un caso significativo, quindi non è la totalità. E per fare questa analisi qua dei numeri e dell'abbassamento della soglia mi servivano argomenti più probanti, più sicuri. Quindi dico, faccio un campionamento, perché attenzione adesso significa di aggiungere un parametro in più, di andare a vedere anche qual è la concentrazione, da 5 diventano 6, roba da diventare matti a guardare fuori quelle carte. Allora bisognava campionare, campionare con una logica che non fosse opinabile, affidabile, bisognava campionare con un numero, neanche poi tanto grande, non occorrevano i 77, però ci voleva un numero altrettanto affidabile. 200 su 1.000 è affidabile, sicuramente significativo, qui ci vuole un altro metodo, perché bisogna riprendere ed andare a vedere altre cose che non erano previste. Io cercavo le sequenze, guardavo a sinistra e non guardavo a destra. Allora ho usato un metodo, mio personale, dico: prendo, per ogni mese dell'anno, quindi gennaio, febbraio, dicembre... dodici mesi, il tabulato del primo giorno 1 gennaio, 2 febbraio, 3 marzo, 4 aprile, 5 maggio, 6 giugno, 7 luglio, 8 agosto e così via e faccio la stessa cosa per i tre anni, d'accordo. Non mi si dirà che baro. Anche perché, se trovavo il dato, avevo già fatto il mio coso, quindi per indagare ho scelto un metodo, ho campionato quello. Ed il risultato che si ottiene sul campionamento deve essere confrontato con quello che c'è in archivio dei dati Enichem, perché lì ci sono i dati Enichem, tanto del CV22 quanto del CV24. Allora, per quelle settimane che io ho analizzato, 7 giorni, diciamo, sopra c'è la percentuale dei monitoraggi, degli esiti dei monitoraggi nelle varie zone, desunti da che cosa? Desunti dai dati Enichem. E` l'istogramma di come variavano le concentrazioni nelle varie zone secondo i dati. Poi ho preso il mio sistema di prendere i tre anni con 12, quindi 36 tabulati: 12 per anno, con quell'ordine, ed ho ottenuto, facendo lo stesso tipo di analisi, questo dato sotto. Questa distribuzione. Se io confronto la distribuzione sotto con quella sopra, sfido chiunque a dirmi che non sono congruenti. Dico dov'è che c'è una stortura, i grafici, c'è la concentrazione in quei 36 giorni, è proprio quella che... è come quella che mi dice l'Enichem, con tutti e tre gli anni. L'Enichem tutti e tre gli anni faceva presto a contare le settimane, ma qua dovevo contare tabulato per tabulato, quindi ho preso i 36 giorni. Ho guardato le concentrazioni, ho ricavato grafico, li ho confrontati con i dati di tutti e tre gli anni dell'Enichem e trovo due grafici identici. Cosa posso dire? Io dico che quello che trovo in 36 giorni rappresenta quello che posso dire per tutti e tre gli anni, perché questi grafici sono identici. Dopodiché faccio la mia analisi, vado a vedere, la soglia questo e quell'altro, e trovo che si abbassa, e trovo tutto quanto già detto. Ma era per dire che ho usato un metodo di campionamento ancora più selettivo sì, ma meno opinabile, perché se questi grafici fossero stati differenti da quelli sopra, dico lasciamo stare i pelini, guardiamo le concentrazioni, e le concentrazioni sono perfettamente confrontabili. Ma qua 36 giorni, non è mica detto che ci sono tutti quegli allarmi che ci sono in tutti questi anni qua, quindi qua ci sono tanti allarmi, quindi la concentrazione varia.

DOMANDA - Questo era per precisione, per dire che c'era stato anche un test sull'affidabilità?

RISPOSTA - Prima di dare le risposte alla Corte io ci ho pensato bene.

DOMANDA - Per quelle osservazioni che si era riservato all'inizio?

RISPOSTA - Allora raccolgo le mie scartoffie e metto via, perché se no faccio confusione. Allora, io ho trovato un numero troppo grande di warning no peak, e quindi devo darmi una spiegazione anche a questo.

DOMANDA - Nel CV22?

RISPOSTA - Nel CV22; nel CV24 sono 14 casi, e vedremo. Le conclusioni che valgono per il CV22, se c'è una ragione valida, devono essere applicabili anche al CV24. E` evidente. Allora, dai tabulati, cioè il professor Foraboschi giustamente ha detto: vuole dire, warning no peak, che non c'è assolutamente traccia di CVM. Dove? Dov'è stato fatto il monitoraggio. Quindi vuol dire che se non c'è il picco che deve dire quanto è la concentrazione, perché il picco del gascromatogramma non è il tabulato diciamo che fa testo; insana controllo l'operatore per vedere se tutto va bene, guarda il cromatogramma, vede la pennina e quindi vede che c'è qualche cosa di anormale magari diciamo lo avvisa, poi scatta l'allarme ma che fa testo è il cromatogramma. Il cromatogramma, se uno non vuole stare lì con il righello a vedere quanto è alto e convertirlo con il fattore di scala, basta andare a vedere sul tabulato che c'è lì a fianco, registrato, e quando uno trova quel numerino là, legge quale numero. Ecco cosa figurava nel registro controllo. Perché non mi verrete a dire che quando uno scrive 11.43 è andato a misurare con il righello che il picco fosse andato... quindi il controllo viene fatto lì. Allora, dal tabulato non si può sapere assolutamente che cosa e dove capita il warning no peak, non si può sapere, c'è scritto warning no peak. Sappiamo che consuma perlomeno due minuti, ma ci sono casi in cui c'è un warning no peak e poi c'è un salto di tempo in cui magari passano 4 o 5 ore. Vuol dire che il warning no peak è durato 4 o 5 ore? No, potrebbe dire che il warning no peak ha consumato due minuti e che poi le restanti 4 ore, moltiplicate per 30 che sono le analisi, c'è stato 0 e questo è un dato che potrebbe essere... ma comunque. Ma vorrei sapere dov'è il warning no peak, perché le concentrazioni hanno la data e la localizzazione. E se io devo fare la mappa dell'esposizione del lavoratore, io devo sapere se il lavoratore, a cui attribuisco concentrazione 0, era in sala mensa o era in zona autoclavi; sì o no? Perché dico un operatore in sala autoclavi 243, 247, 248, ha un altro tipo di esposizione di quella che è in sala mensa o in zona servizi, evidentemente. E quindi il warning no peak a chi lo do? Lo do a quello delle autoclavi che è più esposto, o lo do a quello della sala mensa? Non lo so. Bisognerebbe sapere dove va questo warning no peak, perlomeno sapere dove va.

DOMANDA - Perché dal tabulato questo non si evince?

RISPOSTA - Non c'è niente, non c'è nessun parametro: warning no peak.

DOMANDA - Quindi non si sa né ora e né...

RISPOSTA - Riprendiamone uno. Qui c'è un grafico del reparto CV24 in cui anche nel reparto CV24, si faccia ben attenzione, c'è un warning no peak, che capita fra le 6 e 36 minuti e 57 secondi e le 7 e 4 minuti e 55 secondi, capita in quei 28 minuti che ci sono fra l'osservazione prima e l'osservazione dopo. Allora, per sapere dove capita vado a prendermi un altro tipo di tabulato. Io non mi arrendo mai. Ho atteso fuori i rullini, ancora più puzzolenti perché di carta, diciamo a stampante termica quindi quando si bagna il dito e si fa scorrere, poi torna in bocca qualche cosa di... Comunque, per l'Enichem questo ed altro. Ho confrontato cosa succedeva nell'intervallo in cui c'era il warning no peak ed è il grafico primo della figura 6A. Quindi questo è non un tabulato ma un rullino diciamo, quello che vede scorrere l'operatore davanti al suo naso, quello che gli dà esattamente la situazione. Allora guardo cosa succede e vedo che fra le ore 6 e 36 e le ore 7 e 04, primo grafico in cui c'è il warning no peak, che corrispondono ai dati che ho fatto vedere prima, in quell'intervallo il pennino, ossia partivano tutte le striccole mettiamo di identificazione, la più bassa è quella a minor numero, la più alta è quella a maggior numero, dove capita il picco lì riconosco. Il picco è sempre a destra della riga corrispondente. Guardo sotto e non vedo niente, prendo 28 minuti in un'altra zona, in un'altra occasione, quindi fra le 4 e 54 e le 5 e 22, sono 28 minuti, che capitano a cavallo della 247 e della 243; sarebbero virtuali, però c'è il grafico corrispondente, perché il pennino va avanti tranquillamente, quindi l'operatore sa quello che avviene. Guardo, il grafico è quello sotto, concentrazione minore di 01. Perché? Perché non vedo niente, perché se ci fosse stata una concentrazione sarebbe venuta su una stanghetta. E vedessi anche le concentrazioni di 015, sono identificabili, sono un puntolino che emerge dalla riga di base, è chiaro che se ho concentrazioni di 5 viene su una bella stanga e concentrazioni di 25 va a fondo scala, quindi quando arrivi al massimo diciamo è un fondo scala, quindi è perfettamente intelligibile. Molto più intelligibile questo tipo di controllo e più rapido che non diciamo un controllo visivo, noi abbiamo sempre questi sistemi qua, che sono i più pratici. Ed il giorno, perché non ci siano dubbi, siccome è stata fatta in quel giorno una taratura, ed è il giorno 04.09.96, chiedo scusa all'Enichem se ho segnato tutti i vari punti, per far vedere nell'eventualità che non è alterata la sequenza, ho fatto dei riferimenti sul grafico originale, pensavo di essere sul mio grafico ed invece ero sul loro, ma comunque non ho cambiato, ho solo messo dei riferimenti.

DOMANDA - Torniamo su queste due figure, per far capire bene il senso di questo passaggio. La prima sopra c'è il warning no peak, ed è segnato sotto il warning no peak, se ce lo fa vedere, ce lo illustra?

RISPOSTA - Warning no peak, ma non so dov'è, neanche l'operatore lo sa. Perché, se non c'è un segnale che mi dice...

DOMANDA - L'istogramma?

RISPOSTA - L'istogramma potrebbe essere in qualsiasi parte in quell'intervallo scelto.

DOMANDA - E` sovrapponibile all'istogramma in cui?

RISPOSTA - Dove c'è una concentrazione minore.

DOMANDA - Inferiore ad 1?

RISPOSTA - Certo, perché non c'è concentrazione in quanto sul grafico, sul tabulato, non c'è niente, è saltata la concentrazione. Mi sembra evidente.

DOMANDA - Quindi con questi strumenti non riusciamo ancora a capire.

RISPOSTA - Con questi strumenti non si riesce a capire dov'è la collocazione di un warning no peak. E quindi è finita lì? No, perché i warning no peak sono tanti. E io credo che dalla consolle l'operatore avesse dei dubbi anche lui, oppure dovesse controllare. Allora c'è un programma ad hoc, che si può richiamare da consolle, che è nel sistema centrale, e che si chiama, è un programma che si può richiamare con un'istruzione; l'istruzione parte da consolle, diciamo, e si chiama il programma time program. Cosa fa questo programma? E` bello. E` bello perché permette di seguire il tabulato passo per passo, in quanto dà tutte le scritture che figurano nel tabulato, ma aggiunge anche i picchi per l'individuazione dei vari segnali. Quindi è un sistema che combina se vuole il risultato del cromatogramma con il dato della stampante. Un esempio tipico eccolo qua.

DOMANDA - Questa è la figura 7?

RISPOSTA - La figura 7.

DOMANDA - Del giorno, si ricorda?

RISPOSTA - Il giorno 30/08/91 e il monitoraggio, questo spezzone di o uno spezzone di nastro di cromatogramma, andava fra le ore 10.00 e le ore 11.00. Attenzione, devo precisare, ho i documenti e posso farli vedere ma è una perdita di tempo e io non voglio far morire la Corte, quindi a questo punto ho una trentina di warning no peak scritti nel tabulato poi c'è un intervento dell'operatore che richiama questo programma che si chiama time program, il programma entra in funzione e dà non solo ciò che vede la stampante, ma ciò che avviene realmente a livello di cromatogramma e qua si vede il warning no peak, perché sarebbe quello, quel dato che figura nel tabulato, quello è, solo quello. Però qua posso sapere dov'è.

DOMANDA - E per capire bene dov'è?

RISPOSTA - Perché guardo le sequenze, le barrette di controllo, infatti vedo questa è la 220, questa la 21, la 22, la 23, la 24, la 25 etc.. Il warning no peak capita alla 228 perché è a destra della barra di riferimento, d'accordo è a 228. Quindi possiamo dire che fra le ore in cui si è verificato questo - che non ci interessa più di tanto - e l'ora in cui c'è stato questo, c'è stato un warning no peak nella zona 228. E qui ho fatto l'infarto, quasi, perché sono ancora qua. La 228 serve a monitorare il tetracloruro di carbonio, siamo in un'altra zona, la zona 228 è esclusa dal programma, dal conteggio del CVM, perché c'è scritto.

DOMANDA - Cioè c'è un'istruzione nel programma che dice?

RISPOSTA - C'è un'istruzione del programma che dice: quando trovi 3 o 5 o 8, che sono le zone da schipare, scusi, da saltare, salta. E infatti lui registra solo la 220, la 21, la 22, la 23 non c'è un numero della 223, ve li ho fatti vedere prima, poi scrive 224, 225 - il 225 non lo segna - 225, 227, salta il 228, 229. Ecco, perché sono 72 per 7, 504. Non c'è e c'è l'istruzione nel programma. Il programma dice: quando sei arrivato in queste stazioni go to 830 - mi sembra si chiami diciamo l'istruzione - e salta e dice... e passa alla successiva. Ma ha consumato i due minuti. Ed allora qua ha ragione, vien da dirci, il professor Foraboschi, ha ragione a dire che non c'è CVM, se il warning no peak capita dove si monitorava il tetracloruro di carbonio, come può esserci il CVM? E` chiaro che assenza assoluta di CVM, ma è chiaro per il professor Foraboschi non per me. Perché? Perché se io vado a monitorare anche la 228 e lì c'è, c'è la 228 e c'è il piripacchio della 228 e c'è il warning no peak. Quindi se vado a monitorare quella, allora in una giornata di warning no peak non ce ne possono essere 63 come io ho contato in questo giorno, ma devono essere di 3 volte per 72: 7 per 3, 21, 216. Quindi perché solo 65 warning no peak in questo giorno infausto contro i 216 possibili? E poi perché vado contro l'elaborato del cromatografo?

DOMANDA - L'istruzione del...?

RISPOSTA - L'istruzione che è quella che presiede. Ma c'è di più. Ma come mai i warning no peak sono anche nel reparto 246? E` vero che sono pochi 14, ma dico le linee sono tutte occupate per il monitoraggio del CVM, non c'è mica la possibilità di andare in un'altra linea. Mentre nel CV22 c'è sempre la possibilità di saltare in tre linee o per sbaglio o volutamente perché non sono adibite al CVM, e lì si scrive CVM assente perché warning no peak, nel CV24 questo è escluso. E' escluso, a meno che il numero di linee monitorate sia magari non di C perché allora nella 11 che non è prevista, diciamo io mi trovo quello che posso trovare, ma per avere l'11 bisogna che A sia maggiore di 10 e quindi bisogna che ci sia quello che abbiamo detto prima. Quindi bisogna che ci sia quell'intervento oppure uno sbaglio che è uno sbaglio, potrebbe essere, che fa saltare la stazione monitorata da 10 a 11, come poi si possa sognare il cromatografo di saltare sulla stazione 11 o 12 che non c'è non lo so. Però questa è la filosofia. E come mai i warning no peak sono quasi sempre seguiti da un posto non riconosciuto? Ma come mai è una contraddizione? Se qua so dov'è e poi c'è scritto, non è in questo che c'è posto non riconosciuto. C'è il grafico dal quale io ero partito e il grafico che mi aveva fatto accendere il mio dubbio, un grafico che io ho fatto vedere, sul quale si è innescata tutta la polemica del warning no peak e che io adesso riprendo perché adesso abbiamo degli argomenti in più per capire o perlomeno per farci un'idea. Io la mia idea me la tengo, è la Corte che deve, diciamo, averla. E allora facciamo vedere quel grafico che io avevo a suo tempo fatto vedere e che cosa vuol dire questi warning no peak? Il professor Foraboschi ha dato la sua interpretazione, non c'è CVM. Abbiamo visto che allora c'era tetracloruro di carbonio, e dove lo prende il tetracloruro di carbonio in questa zona qua se stanno monitorando il CVM? E perché si accompagna sempre al warning... e perché ci sono tutte queste stanghe qua che sono saturazioni del cromatogramma che significa 25 per un tempo molto grande, perché questo significa 25 per un tempo molto grande, non so quanto tempo, perché qui non c'è la scansione dei tempi, c'è solo un dato regolare mi sembra. Sì, stazione 245...

DOMANDA - Questa è la figura 9?

RISPOSTA - Sì, reparto CV24 la concentrazione è 6.1 e io vedo là che la stanga e il grafico è brutto finché vuole, è quello che mi aveva fatto sorgere tutti i dubbi, però quella stanga che è a destra subito prima è l'altezza della concentrazione 6.0 (multigli) convertito in scala, diciamo se fosse arrivato fino in fondo sarebbe stato 25. Comunque l'individuazione c'è, c'è un dato regolare, ci sono dei warning no peak che non si possono spiegare nel CV24 ed infine posso riportare, sì, l'allegato numero 8. Ho finito, signor Presidente. Si trattava di capire se indipendentemente dal fatto che fossimo nel reparto CV22 o nel reparto CV24 ove si riscontrano casi di warning no peak in abbondanza nel CV22, limitati nel CV24, ma pur sempre presenti, non giustificabili in alcun modo nel CV24 come concentrazioni di un altro composto organico tetracloruro di carbonio che poteva essere possibile nel CV22, visto che c'erano tre linee che tutto sommato andavano a monitorare il CV22, quindi lì era possibile perlomeno. Poi, dico se salto su quella linea invece che stare sul CV22 e il cloruro di carbonio... Ma c'è un tabulato ben preciso. Il tabulato riguarda ancora la zona CV22. Io vedo un warning no peak chiaro e lo vedo capitare fra le 00.19.34 e le 00.23.34. Quindi c'è 19, poi c'è il 21 e poi c'è il 23, queste sono le tre analisi possibili. Quindi il warning no peak capita alle 00.21.34, non prima perché prima c'è la concentrazione irregolare e dopo c'è la concentrazione regolare. Quindi so quando capita, ma so anche dove, perché fra la 220 e la 222 non ci sta che la 221, è evidente. Quindi il warning no peak capita nella stazione 221. Ma nella stazione 221 si monitorizza il CVM, quindi il warning no peak di questo caso si riferisce ad un risultato di monitoraggio di CVM e non tetracloruro di carbonio, perché siamo in una zona dove si monitorizza... Quindi questa è la risposta che io do a proposito del warning no peak e dico che la questione del warning no peak è più che mai aperta, altro che conclusa. Ma non mi permetto di dire altro, credo di essere stato esaustivo in proposito su quello che succede.

DOMANDA - Alla luce di tutte queste osservazioni di oggi, qual è... intanto se conferma quel giudizio di inaffidabilità che aveva già formulato sul sistema di monitoraggio?

RISPOSTA - No, non so se al Presidente interessa questo mio... Non vorrei dare dei giudizi... diciamo che io non sono...

DOMANDA - Per me, io glieli chiedo.

 

Presidente: è bene che lei arrivi alle conclusioni di questi suoi rilievi che indubbiamente mettono in evidenza - secondo quello che lei ci ha riferito - una inaffidabilità del sistema di monitoraggio. Allora arrivi alle conclusioni sue.

RISPOSTA - C’è un numero di dati incontestabilmente grande che dice che questo sistema di monitoraggio del CVM, del tetracloruro di carbonio ovviamente e del CVM, negli anni '91, '92, '93 perché la mia analisi l'ho fatta qua, è del tutto di inaffidabilità, troppi sono i casi, troppe le incongruenze, troppe... e diciamo che non fa altro che confermare quello che era stato detto nell'87 dal servizio, dalla nota Montedison, in cui dice: "Attenzione, che se non cambiate questo registratore qua si va per aria perché è sempre più inaffidabile". E` scritto, l'ho fatto vedere, è a verbale. E` nella mia memoria, quindi non si fa altro che confermare l'assoluta inaffidabilità. Loro dicevano che denuncia inaffidabilità, io dico assoluta inaffidabilità. Alla luce di tutti questi numeri è assolutamente inaffidabile questo sistema di monitoraggio. Ma questo sistema di monitoraggio aveva un fine, è stato messo su per che cosa? E` stato messo su per determinare l'esposizione dei lavoratori in base a ciò che dava il sistema di monitoraggio, si poteva decidere qual era l’esposizione dei lavoratori al CVM. Allora se il sistema è inaffidabile io dico che i risultati di un sistema inaffidabile non possono in modo alcun, dico alcuno dal punto di vista scientifico, essere - è rigoroso - utilizzati per determinare quello che si voleva determinare, ossia l'esposizione dei lavoratori. Non mi interessa se non era 3 PPM su un valore medio, il sistema è inaffidabile. Per me è un sistema che poteva essere mandato alla rottamazione, ammesso che alla rottamazione lo potessero prendere, perché penso che neanche lo volevano.

 

DOMANDA - Ma al di là della valutazione tecnica sulla affidabilità, lei ritiene che questo sistema avesse, per come è stato realizzato, con le modifiche che vi sono state apportate, con le modalità di funzionamento che lei ha documentato, avesse quei requisiti che sono richiesti per fare il monitoraggio del CVM?

RISPOSTA - Certo, questo sistema di monitoraggio contempla tutte quelle che sono, diciamo, le richieste del decreto presidenziale in base al monitoraggio sequenziale automatico o non automatico, ci sono tutti i requisiti, perché diciamo... ma ci sono delle cose in più che permettono sì, di mantenere il sistema conforme a quanto prescrive il decreto presidenziale, ma il decreto presidenziale mica contempla quello che abbiamo riscontrato, ci sono delle cose che non sono né giustificabili né dal punto di vista diciamo...

DOMANDA - E che condizionano poi i risultati ottenuti?

RISPOSTA - Eh, beh, è evidente, ne condizionano i risultati ottenuti. Ma mi basta l'innalzamento della soglia 015 al posto di 01 per dire che qua è stata fatta un'operazione che io considero di bassa manovalanza. Me ne prendo la responsabilità, lo si metta pure a verbale perché lo si poteva denunciare e dire: per ragioni nostre abbiamo alzato la soglia, alzare a soglia a 015 non influisce sullo 03, l'abbiamo visto. Però è occultare un'operazione che non è mai stata dichiarata e tutti si trincerano dietro l'affermazione: la soglia è a 01. Un fico secco, la soglia era 015. Da nessuna parte io l'ho trovato, sono diventato matto io per caso, perché ho visto che mi mancavano i... ma per caso. E` difficile dai tabulati, sapete, ricostruire che cosa avveniva lì. Io non ho potuto andare all'Enichem, se andassi lì, fossi andato forse avrei capito molto ma molto di più.

DOMANDA - Per me è sufficiente, grazie.

 

Presidente: noi abbiamo visto che ci sono queste anomalie di funzionamento, lei almeno ce le ha rappresentate in questi anni '91, '92, '93?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: e lei ha affermato anche che indubbiamente queste anomalie vengono a influenzare, a incidere sull'affidabilità del sistema di monitoraggio?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: ma lei è in grado di dirci in quale misura queste anomalie vengono a incidere sui dati che poi sono stati rappresentati da Enichem, complessivamente?

RISPOSTA - Io posso fare...

 

Presidente: oppure diciamo queste anomalie sono tali che non le consentono di poter pervenire a determinare questa incidenza?

RISPOSTA - Allora, io le faccio un esempio pratico, ragionando praticamente, logicamente senza usare la fantasia. Prendiamo 65 casi susseguenti uno all'altro come nel tabulato che abbiamo presentato quando abbiamo fatto vedere l'individuazione del posto, di quel warning no peak, quando è intervenuto time program per capire dove era. Supponiamo che quei 65 casi di warning no peak avessero corrisposto a casi di allarme. Chi mi dice che il cromatografo non era in saturazione, perciò non dava picco? Chi mi dice che una campanella era stata chiusa e perciò non mandava neanche il CVM? E che quindi il CVM non poteva dare picco perché non vedeva niente, perché la campanella sulla linea non mandava niente. Possiamo immaginare tante cose cattive, diciamo, che però sono logiche. Io non so se potevano essere chiuse le campanelle, so solo che se si chiudono le campanelle il cromatografo non vede niente, non dà picchi. Se poi non dà picchi e scrive warning no peak non è altro che la conferma di quello che avviene. Ma supponiamo che fossero casi di allarme, non penso, però supponiamo che fossero casi di allarme, chi mi può escludere che fossero casi di allarme? Chi mi può escludere che quelle bande nere che si vedevano nell'ultimo grafico non fossero effettivamente zone, situazioni di allarme? Allora, dico, se io ho 65 e lo moltiplico per 25 che sono i PPM, faccio presto ad andare a qualche migliaio di PPM, in quella giornata. E siccome i casi di warning no peak sono preponderanti in maniera assoluta nel CV22, posso pensare che i casi di allarme o di situazioni pericolose o di inquinamento non fossero quelle che recita il tabulato in cui risulta che poi facendo la media diventa 0.0000 niente, ma ci fosse qualche cosa di più. Non posso affermarlo, ma non posso escludere che quei casi, come mi chiede il Presidente, avessero alterato notevolmente la concentrazione del CVM. Ecco perché dico che i risultati dati dall'Enichem e tabulati non possono corrispondere alla verità, ma sull'entità dell'inquinamento io non posso dire niente, perché non ho un dato in cui warning no peak mi dice era 32 PPM, non ce l'ho; ho solo un dato warning no peak che sicuramente non era un valore sotto la soglia, perché altrimenti non avrebbe... era sicuramente sopra la soglia. Dove era? Non lo so, e dove lo metto questo warning no peak se non ho il posto riconosciuto? Quindi la domanda del Presidente è giusta, ma non so quantificarla, però io ho dei dubbi fortissimi sull'affidabilità del sistema e non ho dubbi che non si... non ho dubbi, i dati prodotti in archivio non possono essere usati come esposizione dei lavoratori. Da qua ad affermare che i dati Enichem corrispondevano a situazioni di pericolosità, non ho alcuna prova e non credo che da ciò che figura agli atti, possa essere ricostruito.

 

DOMANDA - Lei ha fatto un discorso sul warning no peak adesso, però prima ci ha fornito anche delle percentuali di inattendibilità, quando ha detto che ad esempio il periodo di tempo non monitorato era mediamente del 15%.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Conferma questo dato?

RISPOSTA - Certo che lo confermo, risulta dai tabulati.

DOMANDA - Con quei criteri che ha illustrato, conferma nel CV22?

RISPOSTA - Nel CV22.

DOMANDA - Mentre nel CV24 era del 4 e 8?

RISPOSTA - Del 4 e 8% che non è in assoluto, però ripeto da qua, non spetta a me di fare...

 

Presidente: e questo di quanto sposterebbe i dati, tenuto conto di queste percentuali medie che lei ha rilevato?

RISPOSTA - Se io conto, supponiamo ipotesi per assurdo, per assurdo che però non può essere smentita se non andando a vedere direttamente, facendo la prova sperimentale. Ma se tutti i casi di warning no peak registrati nel CV22 che sono 1.800 e rotti corrispondessero ad un 25 PPM, la saluto, signor Presidente. Sa... provi a contare 1.800 per 25, che cosa viene fuori? Altro che soglia a 0 e 02, se, e ripeto se, nella mia contestatissima normalizzazione in cui portavano 64 casi di 25, li portavo a 300 - ma erano 64 casi, in tutto il periodo - se io prendo 1.800 e passa casi che corrispondono a 25, lei sa che io ho i dubbi se era 25, ma che corrispondono a 25, vado molto ma molto di sopra di quello che è stato l'innalzamento che io avevo previsto, perché innalzamento previsto dall'Enichem, rispetto a quello che aveva previsto l'Enichem che era dello 02, passavo a 068. Quindi andavo da 02 ad 068 ma con 60 casi portati da 25 a 310. Ma 64 casi non 1.800 casi in cui non so... Poi da qua ad affermare che 1.800 casi fossero casi di allarme no, questo no, non posso dirlo e non lo dirò mai. Credo di essere stato onesto con tutti e di aver fatto un lavoro che perlomeno dovrà essere giudicato come coscienzioso. Poi, ripeto, la risposta che ho cercato di darle era quanto era nelle mie possibilità.

 

Presidente: va bene, grazie. Ci sono altre domande da fare?

 

Avvocato Stella: Presidente, noi faremmo rispondere al professore Foraboschi.

 

Presidente: questo senz'altro, ma chiedevo se c'erano adesso delle domande intanto.

 

Avvocato Stella: no, noi personalmente non ne facciamo.

 

Presidente: prego, l'avvocato Vassallo.

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Una domanda sola: mi può un attimo illustrare, e scusi se dico un pochino più chiaramente, quel punto del programma del computer, del cervello centrale, che lei se non sbaglio ha indicato come numerazione in basic 400?

RISPOSTA - Quello dove if è maggiore di 10, print posto non riconosciuto?

DOMANDA - Sì. Mi può spiegare esattamente la funzione?

RISPOSTA - Le faccio vedere anche il programma. Si riferisce al CV22 o al CV24?

DOMANDA - Intanto al programma, mi interessa sapere... Guardi, lei ha usato la numerazione 400 della sequenza del programma, l'ordine era if maggiore di 10, print posto non riconosciuto.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Cioè se mi può spiegare la funzione di questo programma, cioè quello che capisco lo capisco in due parole, vorrei capire che ragione ha d'essere questa istruzione del programma?

RISPOSTA - Questa istruzione del programma ha una istruzione ben precisa. Supponiamo che quello che prevede il programma si fosse verificato. Supponiamo che perciò con un qualche sistema io fossi arrivato a monitorare una zona 11, con un qualche sistema esterno. Abbiamo parlato di interruttori, abbiamo parlato di pannelli aggiuntivi, sì o no? Allora, sono arrivato a una stazione 11, ma la stazione 11 non c'è, è stata introdotta. D'accordo, perché non c'è il selettore che va, abbiamo escluso, i selettori erano due, io prendo come dato di fatto due selettori, 10 stazioni. Ma mi trovo un A maggiore da 10, 11 è maggiore di 10. Il calcolatore, l'unità di controllo va a vedere dov'è l'11, ma l'11 non lo trova. Ed allora il calcolatore si ferma se non trova un'istruzione, perché non è capace diciamo di andare avanti, perciò dice...

DOMANDA - Posto non riconosciuto.

RISPOSTA - Sì. Se A maggiore di 10, A è il numero delle linee, l'ultima si chiama 10 ed è la stazione 249, e l'istruzione 430, A è un numero intero che viene dall'istruzione se vuole precedente, in cui è un numero intero che si ottiene dividendo diciamo un certo numero stranissimo per un altro, per 100.000, diventa frazionario, poi il programma lo converte ad intero, e negativo non può essere perché l'istruzione non è possibile, quindi il numero non può che essere intero. Se il numero è 1 parte la stazione 1, se il numero è 10 parte la stazione 10 e si scrive; se A è maggiore di 10, perciò se qualcuno ha messo dentro 11, print posto non riconosciuto. Quindi scrivilo, ed allora lui lo scrive, e poi cosa dice: vai all'istruzione 370, se vai all'istruzione 370 scrivi la data, scrivi annotazioni, scrivi tutto. Quindi scrivi posto non riconosciuto. Non troverà mai da nessuna parte scrivi warning no peak, da nessuna, non è contemplato nel programma. Ma sono contemplati tutti i posti non riconosciuti. Ora, guarda caso, i posti riconosciuti si collegano e sono sempre quasi in parallelo con i warning no peak. I warning no peak non li scrive, non lo so il perché, ma comunque viene registrato perché è possibile vederlo, i posti non riconosciuti li scrive il programma, quando A è 11 e 12, o 13. Allora, se io ho un interruttore o un pannello che mi può aumentare a 11, a 12, a 13, il numero delle linee, e non mi interessa può essere anche che io ho una riserva, il numero 11, numero 12, numero 13, poi cosa faccio? Con il selettore mi metto il manuale, oppure giro l'interruttore, il famoso interruttore che è un duplicato... guardi, le do una risposta diciamo semplicissima, banale ma edificante: lei ha due interruttori quando entra in camera o nel soggiorno, ne ha due, uno sopra l'altro, che fanno le stesse funzioni? Ecco, allora se l'interruttore diciamo on-off faceva le stesse funzioni che erano previste dalla Carlo Erba, ma perché metterlo? Cosa mi metto, due interruttori, mi metto due perette? C'è un interruttore in camera da letto sua, in camera da letto mia, che permette di fare queste cose ed è la peretta sopra il letto, ma quando lei fracca la peretta sopra il letto disattiva quell'altra, passa dall'una all'altra. Quindi tutte queste cose, questi marchingegni, sono possibili, da qua dire che sono stati fatti non mi troverà mai, ma io devo dirlo, perché stiamo avendo a che fare con guai che sono legati tutti all'elettronica diciamo che fa queste funzioni.

 

Presidente: l'avvocato Vassallo è rimasto soddisfatto. Grazie, sospendiamo per un quarto d'ora. Riprendiamo l'udienza.

 

Pubblico Ministero: se possiamo riprendere.

 

Presidente: riprendiamo senz'altro l'udienza, accomodatevi.

 

Pubblico Ministero: come da richiesta del Tribunale, era stato effettuato un approfondimento da parte dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero in relazione agli interventi sugli impianti, le cosiddette commesse, quelli effettivamente eseguiti, o eseguiti in parte, o non eseguiti, sui reparti CVM e PVC a Porto Marghera. L'incarico è stato dato ovviamente all'ingegnere Nano ed all'ingegnere Rabitti, purtroppo oggi soltanto l'ingegnere Rabitti ha potuto essere presente per impegni professionali precedenti dell'ingegnere Nano. Comunque la relazione può essere presentata dall'ingegnere Rabitti e verrà anche, una volta poi sistemata sulle particolari punteggiature, depositata anche per iscritto.

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. RABITTI PAOLO

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere che l'ingegnere Rabitti illustrasse la problematica, così com'era sorta e com'è stata presentata e l'esito dei loro successivi accertamenti.

RISPOSTA - Mi chiamo Paolo Rabitti, sono già stato sentito da questa Corte. Durante varie udienze i consulenti Montedison si sono dilungati nella spiegazione ed illustrazione di... teoricamente tutti gli interventi impiantistici che sono stati fatti presso questi reparti di CVM a Porto Marghera e hanno sostenuto che nelle nostre relazioni, noi ne avremmo trattati una minima parte. Allora, questa relazione intende dare la risposta a questa obiezione partendo anche dal fatto che gli stessi consulenti Montedison avevano segnalato che noi avevamo trattato solo alcuni reparti, i reparti di polimerizzazione. Infatti noi abbiamo trattato questi reparti ma non tanto dal punto di vista economico e finanziario, e quindi diciamo che il fatto che una commessa venga o meno convenzionata dettagliatamente, non è che sposti di molto quello che dovevamo dire, perché noi abbiamo cercato di approfondire il problema dell'effettiva efficacia di questi impianti, per giustificare i crolli, cosiddetti crolli di concentrazione nelle concentrazioni per l'appunto di CVM, che sono avvenuti nel 1975. Per questo abbiamo trattato con particolare attenzione le commesse relative ai reparti CV6, 14, 16, per il periodo '74/'75.

DOMANDA - Che sono i reparti di polimerizzazione?

RISPOSTA - Sì, non sono tutti reparti di polimerizzazione, sono tre dei reparti di polimerizzazione e comunque il CV14, 16 a volte vengono trattati separatamente e a volte vengono trattati insieme. Non abbiamo trattato il CV24 perché in quel reparto il gascromatografo è entrato in funzione un anno prima. I consulenti Montedison sostengono che è entrato in funzione nel gennaio '75, e invece è entrato in funzione a metà '74. Poi evidentemente abbiamo tutti i documenti a dimostrare della questione, e comunque fino a novembre '75, i dati non sono stati giudicati attendibili, quindi non li abbiamo considerati neanche noi. Poi successivamente tratteremo anche di questo reparto CV24 per una verifica omogenea sulle tempistiche degli interventi rispetto al calo della concentrazione, rispetto agli altri tre reparti. Gli stessi consulenti Montedison sottolineano che i reparti maggiormente interessati alla presenza di CVM negli ambienti di lavoro sono stati quelli nei quali il CVM veniva polimerizzato. Questa è una citazione dalle loro consulenze. Da una prima verifica delle commesse su questi reparti, attualizzando il valore finanziario dell'investimento con gli stessi criteri usati dai consulenti della Montedison, risulta che per tutto il periodo considerato, la somma degli interventi dal punto di vista economico è di 80 miliardi e 457 milioni. Noi rispetto a queste...

DOMANDA - Qual è il periodo considerato?

RISPOSTA - No, questo per tutto il periodo considerato e per i reparti di polimerizzazione.

DOMANDA - Sì, precisiamo gli anni di questo periodo considerato.

RISPOSTA - Dal '72 al '91. Il '91 è la data fine lavoro perché le commesse sono iniziate, quelle considerate dai consulenti Montedison, sono iniziate prima, per i motivi che conosciamo: diffusioni, etc.. Quindi la data del '91 non è la data di inizio commessa che non sarebbe più stata di pertinenza della Montedison, ma è la data di fine lavori. Comunque diciamo tutte le consulenze considerate dai consulenti Montedison. Verificando delle anteriori all'80, vediamo che abbiamo trattato quasi tutte le commesse trattate anche dai consulenti Montedison. E abbiamo per questo costruito alcune tabelle, che vedremo abbastanza velocemente perché non voglio trattare tutte le commesse, che sono quattro tabelle. La prima, che è questa, sono le commesse trattate, attinenti al risanamento ambientale e anteriori al 1980, che abbiamo trattato anche noi. In questa tabella sono inserite anche alcune commesse che secondo i consulenti Montedison non avremmo trattato e a lato, nella parte note, tipo questa, la 1.001, chiusa nel dicembre '76, vi è la citazione del punto della nostra relazione in cui la commessa è stata trattata. In particolare questa è stata trattata a pagina 70 della nostra relazione del giugno '99. Comunque sono cinque o sei le commesse che abbiamo trattato e che non sono state considerate dai consulenti Montedison. Allora, la somma di tutte le commesse che abbiamo trattato è pari a 61 miliardi 652 milioni attualizzati. Le cifre sono quelle delle perizie Montedison, non abbiamo modificato i criteri di attualizzazione. Poi vi sono altre due tabelle, che sono queste, commesse comprese nel primo step dei lavori per il risanamento ambientale da CVM, che stanno nell'allegato 68 alla relazione che abbiamo presentato l'anno scorso, del giugno '99, per un totale di 1 miliardo e 358 milioni. L'altra tabella è analoga a questa ed è relativa al secondo step dei lavori. Questa, ripeto, documentazione è stata da noi presentata ed allegata e quindi riteniamo che queste commesse possano entrare e comunque il loro valore è piuttosto relativo, perché sono meno di 2 miliardi attualizzati. Nella tabella numero 4 vi sono le commesse che non abbiamo considerato, per le quali non è stato espresso giudizio di valore, cioè non abbiamo detto queste contano, queste non contano per risanamento ambientale, e che sono per un totale di 3 miliardi e 588 milioni. Questo è praticamente lo schema riepilogativo delle commesse. Allora, ripeto, su un totale dal '72 al '79 di 67 miliardi e 168 milioni, ne abbiamo trattati direttamente 61 miliardi 652 milioni, più altri 2 miliardi circa che stanno nel primo, secondo, terzo della documentazione che abbiamo allegato e fa 94,66%. Cioè in pratica abbiamo trattato il 95% delle commesse che sono state portate a termine per i miglioramenti impiantistici in questi impianti. Quindi non ci sembra di aver scelto circostanze limitate e ad effetto, presentate in modo distorto come hanno sostenuto i consulenti Montedison nella loro relazione a pagina 340.

DOMANDA - Comunque senza citare tutte le varie commesse, i vari numeri, queste indicazioni e tabelle sono indicate per iscritto e sono ovviamente allegate alla relazione scritta che verrà depositata.

RISPOSTA - Sì, volendo si possono anche ripercorrere una per una.

DOMANDA - No, il Tribunale non vuole, per noi era per dare l'indicazione sulle percentuali in trattazione sulla base delle quali avete formulato i vostri giudizi. Quindi il 94,66% quelle trattate da voi per il periodo?

RISPOSTA - '72-'79,

DOMANDA - Con anni compresi?

RISPOSTA - '79 compreso. Queste commesse, gli interventi impiantistici, sono stati portati a termine per una serie di piani di intervento che sono seguiti alla scoperta della nocività del CVM. Nella nostra relazione, sempre del giugno '99, abbiamo riportato un documento del dottor Grassi, che dice di congelare alcune commesse che erano già state approvate, perché erano in corso trattative con diverse ditte estere per l'acquisizione di know-how più aggiornati. A questa relazione, a questa lettera è allegata una rilevazione che porta elencate il primo e secondo step di lavoro che abbiamo citato prima, ed è importante perché sintetizza qual era lo stato dei lavori alla fine del '75 e quali erano i programmi dell'azienda in quell'anno. Allora, io leggo qui, per seguire da questa tabella che riporta la sintesi del dato. Allora, nell'elenco...

DOMANDA - Che è la tabella? tanto perché rimanga al verbale stenotipico.

RISPOSTA - Tabella numero 6: sintesi economica dei lavori programmati al 24/11/75. Sono divisi gli impianti tra PVC polimerizzazione e monomero. Il primo step dei lavori era quasi completamente terminato alla fine del '75, tranne un lavoro di 185 milioni di allora. Queste cifre non sono attualizzate adesso, poi le attualizzeremo, quindi queste sono riportate testualmente nella documentazione, per un importo totale di 5 miliardi 155. Sarebbe questa più questa. Il secondo step, sempre per il PVC, è di 240 milioni di lavori terminati e di 4 miliardi e 906 milioni di lavori da terminare. Per un totale di 5 miliardi e 3 circa. Per quanto riguarda il monomero, dal primo step sono 592 milioni, nel secondo step ci sono 2 miliardi 591,5, e poi c'è un foglio aggiuntivo con un altro intervento per 500 milioni. I lavori che devono essere congelati secondo questa direttiva della fine del '75, sono quasi un terzo, un po' meno di un terzo rispetto al totale dei lavori da completare, sono 2 miliardi e mezzo, rispetto a 8 miliardi e 700. Se noi attualizziamo a dicembre del '98 i lavori completati con data iniziale gennaio del '75, per i lavori allora completati in quelle date, e gennaio '77 per quelli allora da completare e non congelati, arriviamo ad un valore attuale di 93,69 miliardi. Il che significa praticamente 10 miliardi di più rispetto a quello che proviene dalla somma di tutti i lavori che sono stati elencati dai consulenti Montedison per questi impianti. Per quanto riguarda quegli anni lì. In un altro verbale che avevamo allegato, numero 67 della relazione del giugno '99, che è stato riportato anche dai consulenti Montedison, si...

DOMANDA - La data di questo verbale di questa riunione?

RISPOSTA - Sì, dal primo agosto '75, si nota quali erano i programmi del gruppo di lavoro e infatti la nota si intitola gruppo di lavoro e l’ingegnere Mozzana realizza degli interventi risanatori su impianti esistenti. Adesso evito di rileggerlo perché è già stato citato parecchie volte in quest'aula e quindi cito le tre righe che sono... sono state fatte tre alternative che hanno in comune: una spesa per una serie di modifiche in corso o già approvate per un totale di circa 12 miliardi; una spesa ulteriore di risanamento per circa 7,2 miliardi per portare il TWA da 10 a una parte per milione; una spesa ulteriore per impianti CVM, impianti di emulsione RF di circa 8 miliardi e poi bisognava verificare se il TWA uguale a 1 fosse raggiungibile secondo i criteri che l'OSHA aveva approvato in quegli anni, e si stanno conducendo delle prove che termineranno in agosto. Questo è lo stato di fatto all'agosto '75. Viene scelta la seconda alternativa, che non prevede capacità aggiuntive in sostituzione delle sezioni fermate; si prevedeva di fermare, di limitare la produzione del CV14, 16 per 50.000 tonnellate all'anno e si dovevano spendere 2,4 miliardi dell'epoca per due autoclavi: una, 65 metri cubi a Brindisi ed una da 100 metri cubi a Marghera. La spesa ipotizzata, ripeto, dovrebbe essere... la spesa ipotizzata era 12 miliardi, ripeto, per portare il TWA fino a 10 PPM; 7,2 miliardi per portare da 10 a 1 PPM; 8 miliardi per impianti di emulsione; 1,5 miliardi per l'autoclave di Marghera, facendo la proporzione da quello che sarebbe costata l'autoclave di Brindisi. Un totale di 2,5 miliardi: uno e mezzo quello di Marghera perché era la più grossa. Se attualizziamo la prima tranche al gennaio '75 ed il resto a gennaio '77, si ha che al valore attuale risultano 195 miliardi, cioè il doppio di quello che è stato effettivamente speso per interventi impiantistici fino al '91. Sottolineiamo che le date scelte per attualizzare possono essere anche discusse, però nell'ordine di grandezza delle diverse centinaia di miliardi, il fatto che venga attualizzato a gennaio '75 o a marzo '75 o a novembre '75, cambia di poco. Questi non sono dati precisi, sono dati approssimativi, che mostrano comunque che vi è stata una forte riduzione degli interventi programmati. Alla fine del '75 la lettera che abbiamo letto che dice di congelare gli interventi dà per gli interventi approvati o conclusi a novembre '75, 78,45 miliardi, che è perfettamente congruente con gli investimenti attualizzati, segnalati dai consulenti Montedison, per gli anni '73, '79 pari a 80,547 miliardi. Il che significa che praticamente sono stati eseguiti solo i lavori che erano considerati in quel piano del novembre del '75, magari aggiungendo pochi, alcuni, interventi congelati. La spesa totale per tutti gli investimenti indicati dai consulenti della Montedison era di 114 miliardi 622 milioni. Riprendendo uno schema presentato dai consulenti Montedison si può notare qual è la progressione degli investimenti nel corso di 4 anni: 25 miliardi nel '73; 20 miliardi nel '74; 5 miliardi nel '75; 30,5 miliardi nel '76, per un totale di 80,5 miliardi attualizzati. Gli investimenti comunque risultano di circa la metà per quanto riguarda gli interventi che erano stati ipotizzati ed erano previsti 80 miliardi, ripeto, 78,45 miliardi rispetto agli 80 miliardi che abbiamo visto qua. Sono stati in pratica portati a termine solo gli interventi in corso o già approvati alla data di agosto '75, che avrebbero dovuto consentire, tra virgolette, di portare il TWA fino a 10 PPM. Quindi ci si chiede cos'è, cosa può essere accaduto in quel tempo per cambiare così radicalmente la politica aziendale che già tra marzo e giugno '75 aveva seguito o aveva subìto un brusco ribaltamento. In una riunione del marzo '75, sempre allegata alla nostra relazione del giugno '99 numero 101, si legge: "Tutte le modifiche migliorative sono state accelerate al massimo, all'8 aprile verranno decise le ulteriori modifiche da apportare ai vecchi impianti che dovranno coesistere con i nuovi, e si stenderà un primo schema di proposte per la realizzazione dei nuovi. A questa data sarà inoltre terminato il lavoro di progettazione da parte dei tecnici sia per gli impianti di PVC in emissione che in sospensione. Quindi a marzo '75 la situazione era ancora molto fluida". Le direttive dell'amministratore delegato sono chiarissime: anticipazione al massimo della costruzione di nuovi impianti con adeguamento di quelli vecchi. Più avanti si precisa nella stessa relazione: "E' essenziale che vengano anticipate il più possibile le modifiche su questi vecchi impianti - esempio il CV16 di Porto Marghera - per verificare e dedurre sulla base dei risultati effettivamente conseguiti l'opportunità di estendere le modifiche anche ad altri impianti, quale il CV14, che nella prima impostazione del programma è stato previsto di fermare. Quindi in quella data, entro la prima metà del marzo del '75, il CV14 si era prevista una fermata. Quindi non si sapeva se le modifiche da apportare al CV16 avrebbero fornito risultati che consentissero di mantenere in marcia impianti come il CV14. Ripeto, ci si chiede cosa può essere accaduto per sconvolgere così radicalmente la politica aziendale in quei mesi. Se consideriamo però i diagrammi mensili delle concentrazioni fornite dai consulenti dell'Enichem, riprese anche da altri consulenti, vediamo che vi è stato un brusco calo di concentrazione nel marzo '75. La cosa è ulteriormente evidente ed anche abbastanza clamorosa nel CV14. Cioè questo è il calo che si ha da dicembre a marzo '75. E qui ci si può chiedere: visto che l'obiettivo era di portare il TWA a meno di 10 PPM, che senso aveva a marzo '75 con un dato di concentrazione di 2 PPM, decidere di fermare un impianto? Questo impianto con questi dati di concentrazione andava benissimo. Però abbiamo mostrato nelle nostre, guarderemo gli altri grafici relativi agli altri impianti, velocemente, questo è il CV16.1, anche qui ci sono dei cali clamorosi, anche se la concentrazione del CV16.1 e 2 rispetto al CV14, era inferiore. Infatti nel CV14 le concentrazioni, per esempio, a dicembre erano nell'ordine dei 30 PPM, qui invece sono nell'ordine dei 10. E` per questo, questi dati fino a qua teoricamente, gennaio e febbraio, i dati sono quelli rilevati con il sistema dei pipettoni che era stato spiegato le altre volte. E quindi sulla base di questi dati che mostravano come i reparti in cui la concentrazione era minore in questo blocco 14, 16 erano i reparti CV16.1 e CV16.2, tant'è vero per l'appunto che era stato deciso di fermare il CV14, perché evidentemente le concentrazioni erano troppo alte e si pensava che non si sarebbe riusciti a rientrare nelle concentrazioni richieste dalle nuove normative. Noi abbiamo già scritto e continuiamo a sostenere che uno dei motivi del calo vistoso di concentrazioni che è avvenuto in questi reparti è stata l'introduzione del gascromatografo e comunque abbiamo confrontato la messa a punto e la conclusione degli interventi impiantistici in tre diagrammi temporali che abbiamo già mostrato l'altra volta, dai quali si vede che in quel periodo non ci sono state delle chiusure di interventi impiantistici tali da giustificare il calo di concentrazione. Comunque nella tabella seguente vedremo come sono cambiate le decisioni aziendali nell'arco del '75. Allora, al 21.03.75 si parla di costruire nuovi impianti, anticipare le modifiche ai vecchi, verificare la possibilità di non fermare il CV14. Quindi, diciamo la cosa più probabile era che il CV14 dovesse essere fermato. Il costo non lo sappiamo, anche se ritengo, riteniamo, che fosse di molto superiore a quello dello step successivo, proprio perché si andava alla costruzione di nuovi impianti che sarebbero costati molto. Nel giugno '75, non ripeto le considerazioni precedenti, comunque il costo attualizzato di tutti gli impianti in costruzione, più le varie modifiche che sarebbero dovute entrare in funzione, arrivava a 195 miliardi. Al 24.11.75 le previsioni sono 78,45 miliardi. Il consuntivo delle commesse per questi anni è di 83 miliardi, il che significa che nell'arco di 4 mesi la Montedison ha più che dimezzato gli investimenti programmati e ci sarà pure stata qualche ragione, ma noi non la sappiamo, cioè non lo sappiamo... non possiamo affermare, avendo un dato oggettivo, una relazione la quale ci scrive: siccome le concentrazioni sono così basse, allora fermiamo questi impianti, queste progettazioni di questi impianti, perché abbiamo già raggiunto dei dati così bassi che ci consentono di non intervenire ulteriormente. Nella successiva tabella è segnalata la capacità produttiva degli impianti che viene decisa sempre nel '75, nel quale documento, oltre ai costi delle modifiche proposte, le capacità produttive degli impianti avrebbero dovuto variare, secondo questo documento, per il 31 luglio '75, che allegheremo, comunque è tra i documenti della Montedison con la sigla H114, già depositati, la quale ci dice che il CV14-16 doveva passare da 108.000 tonnellate all'anno di produzione massima ad un valore probabile di 40.000 ed un valore massimo possibile di 58.000. Se ricordate, avevamo parlato di una perdita produttiva di 50.000 tonnellate nell'alternativa che era stata scelta. Il CV24 doveva passare da 138.000 a 136.000; il CV6 da 28.000 a 15.000. E quindi il totale delle 274.000 tonnellate massime doveva passare ad un valore probabile di 191.000 ed un valore possibile di 209.000, cioè a cavallo delle 200.000 tonnellate all'anno. Questi sono i dati dell'andamento della produzione di PVC negli anni '74, '75, '76, io ho riportato solo questi per brevità. Si vede che effettivamente c'è stato un calo nel '75 e questo calo potrebbe essere anche una delle cause del calo delle concentrazioni, avendoci lavorato di meno a parità di giorni è evidente che era molto meno probabile che ci fossero dei problemi. E comunque si nota che nel '76, invece di avere una produzione massima intorno alle 200.000 tonnellate, la produzione è intorno alle 240.000 tonnellate, il che significa che non v'è stato alcun calo di produzione rispetto al '74 dove c'erano sempre intorno alle 240.000 tonnellate. Il che significa, in soldoni, che la situazione è ritornata ad essere quella di prima, dal punto di vista produttivo. E quindi si può agevolmente notare che le perdite di produzione che erano considerate nella relazione del luglio '75 si sono rivelate errate, ma errate di un bel po', cioè di 40.000 tonnellate quasi. Nel giugno '75 si era segnalata la necessità di una verifica se il TWA uguale ad 1 fosse raggiungibile e si diceva che si stavano conducendo delle prove che sarebbero terminate nell'agosto '75. E queste prove hanno dovuto essere così importanti da cambiare radicalmente la politica aziendale, ma l'esito di queste prove né la procedura di prova e né i risultati sono mai stati comunicati e non si sa dove siano e se ci siano. Comunque, anche senza andare a cercare l'esito delle prove, è chiaro che qualcosa è successo in quell'anno ed in quei mesi. Quindi è probabile che, in assenza di interventi impiantistici forti, le decisioni dell'azienda siano state dettate dall'andamento delle medie mensili delle concentrazioni rilevate con il nuovo strumento. Questa serie di grafici e tabelle ribadisce quello che avevamo già avuto modo di sottolineare, che vi è stato un calo di concentrazione, almeno nei grafici dell'azienda, riportati dall'azienda, nei dati riportati dall'azienda, vi è stato un calo di concentrazione, che è l'unico accadimento di un certo rilievo nell'arco dei primi mesi del '75. Quindi noi riteniamo che questo calo di concentrazione sia stato il motivo per cui l'azienda ha modificato i propri programmi.

DOMANDA - Voi dicevate la volta scorsa anche perché le modifiche impiantistiche sono entrate in funzione solo più tardi.

RISPOSTA - Sì, avevamo già mostrato nella relazione precedente, quindi ho ritenuto di non riportarli ancora, i grafici nei quali si metteva, si posizionava l'andamento temporale degli interventi impiantistici e si faceva vedere che l'entrata in funzione di questi interventi era posteriore rispetto al calo delle concentrazioni. La stessa cosa adesso la vedremo per il CV24, che era l'unico impianto di quelli di polimerizzazione che non avevamo trattato. Questo è lo schema del CV24. Questa zona è la zona delle autoclavi, questa zona che andremo a trattare adesso è la zona delle linee A e B dei setacci, zona essiccamento. Comunque adesso vorremmo verificare l'andamento dei dati di concentrazione che stanno tra settembre-ottobre, mese in cui era in funzione la strumentazione, i cosiddetti pipettoni, e novembre-dicembre, mese in cui è entrato in funzione il gascromatografo con le varie linee. Nella relazione che accompagneremo in allegato vi è anche uno schema, che però è molto brutto, non ho ritenuto di fotocopiarlo perché si sarebbe visto male, in cui già dal luglio '74 sono segnate le 10 linee del gascromatografo, e quindi è evidente che il gascromatografo era entrato in funzione. Inoltre, se si guardano le commesse, la commessa relativa al gascromatografo, per il reparto CV24, porta la fine lavori segnalata dai consulenti Montedison del giugno '74, quindi è congruente diciamo l'inizio delle misure nel luglio '74. Nella tabella di cui parlavo prima v'è una nota, per quanto riguarda il mese di settembre-ottobre, che chiarisce anche che allora il gascromatografo era in funzione, in quanto dice: valori non elaborati per scarsità di dati, cause diverse dal fuori servizio del gascromatografo. In realtà però abbiamo trovato una nota, che allegheremo perché diciamo previa di modificare le concentrazioni misurate dal gascromatografo, una nota del signor Tedesco al dottor Capodaglio ed altri, nella quale si dice che i picchi di azzeramento del gascromatografo arrivano a coprire gli 8-10 PPM della scala, e pertanto annullano le letture inferiori al picco. Il che significa che le letture inferiori agli 8-10 PPM venivano tagliate. Forse per questa ragione i dati precedenti questo tipo di segnalazione sono stati tolti e non sono neanche stati elaborati o, perlomeno, non sappiamo se non siano stati elaborati, comunque non sono stati presentati. Per questo abbiamo lasciato da parte i dati del gascromatografo, tra luglio ed ottobre compreso, ed abbiamo considerato solo quelli del novembre-dicembre '74. Però la cosa che non riusciamo a capire è questa: si interviene con un nuovo sistema di rilevamento rispetto ad un altro sistema di rilevamento che è in funzione. Qualunque tecnico, quando interviene con un nuovo sistema di rilevamento, cerca di capire con dati sperimentali se il sistema di rilevamento che lui mette in funzione funziona. E quindi, per capire con dati sperimentali, bisogna per esempio mettere della gente con rilevatori personali nel reparto e confrontare le medie di reparto che il gascromatografo segnalava rispetto ai dati misurati dai campionatori personali perché, altrimenti, diciamo, se mi si permette una battuta, era come quando Farouk giocava a poker a Montecarlo, diceva "parola di re" e nessuno gli andava a vedere le carte. Perché, se non ci sono delle rilevazioni e dei confronti scientifici rispetto alla significatività dei dati del gascromatografo, il fatto che ci si metta questo gascromatografo può contare per il motivo di andare a segnalare effettivamente le medie di concentrazione a cui sono sottoposti più operai o può contare anche per fare abbassare i picchi di concentrazione, per evitare interventi impiantistici rilevanti. Sono due possibilità, in mezzo ci sta tutto. Non però sappiamo effettivamente quale sia stata la comparazione tra i sistemi di rilevazione. Ed inoltre, essendoci in piedi un sistema di rilevazione, se io metto e costruisco un altro sistema, mi pare che sia logico andare a comparare quello che segnala il sistema precedente rispetto a quello che segnala il sistema attuale, anche perché andandolo a comparare ho la possibilità di capire se effettivamente gli alti dati di concentrazione che sono stati segnalati dal sistema precedente siano veritieri o no. Se io non faccio nessuna comparazione, non posso andare a comparare questi dati, come peraltro ha segnalato il professor Bellucco, poi ci ritorneremo, però diciamo che i grafici della concentrazione nei vari impianti sono stati costruiti senza segnalare che fino ad una certa data vi era un sistema di rilevazione e dopo un'altra data v'era un altro sistema. E quindi vuole dire che gli stessi esponenti della Montedison e dell'Enichem ritenevano che questi due sistemi si potessero comparare, altrimenti si doveva arrivare con una linea a sistema pipettoni e poi partire, non so a marzo '75, con un'altra linea, superiore o inferiore, dipende, con scritto su gascromatografi. Ma non si può prima presentare dei grafici in cui v'è una linea continua, come abbiamo potuto vedere precedentemente, se volete la riprendo, senza dire che v'è un altro sistema. Quindi senza dire che è possibile, se non probabile, noi lo definiamo probabile, ma almeno possibile, che il cosiddetto crollo di rilevazione dipenda anche, se non essenzialmente, ma anche, dall'entrata in funzione del nuovo sistema. Questa tabella diciamo sintetizza gli interventi impiantistici che già stavano nelle tabelle precedenti relativi al solo reparto CV14.

DOMANDA - Che è la tabella 10?

RISPOSTA - Sì, tabella 10: interventi impiantistici al CV24-25 fino al '79. Come si può vedere, vi sono stati 4 interventi impiantistici nel reparto, di cui però uno, la commessa 599, è relativa all'installazione per l'appunto del gascromatografo e sicuramente non ha contribuito fisicamente alla causa della concentrazione nei reparti. E comunque vedete che la commessa è chiusa, secondo la fine lavori dichiarata dai consulenti Montedison, nel giugno '74. In pratica in tutto il '74 sono stati completati 3 interventi impiantistici e quello che è completato più tardi è completato nel '74, è un momentaneo abbattimento delle polveri. Il confronto tra i dati misurati nel settembre, ottobre, novembre, dicembre, premettendo che ripeto che nel settembre-ottobre vi sono i dati misurati dai pipettoni e nel novembre-dicembre sono misurati dai gascromatografi, è questo. Allora, nel settembre, misurati dai pipettoni, ci sono 12,96 PPM media mensile; nell'ottobre ci sono 9,07; nel novembre sono 2,88; nel dicembre sono 1,74. Questi dati, le concentrazioni, continuano per tutto il '75 ad essere inferiori a 2 o a 1. Però, in questa data, non v'era stato, come abbiamo visto dalla tabella precedente, alcun intervento impiantistico che giustificasse il calo di concentrazione. Stesso tipo di confronto l'abbiamo fatto per un reparto, che è il CV14, che è praticamente uno dei pochi o forse l'unico reparto in cui vi sono dei dati confrontabili, nel senso che sono presenti dati mensili misurati dai pipettoni ed i dati mensili misurati dal cromatografo. Rispondendo ad una domanda del dottor Casson, sia in udienza che in relazione, il professor Bellucco ha detto che secondo lui i dati non sono comparabili. Poi ci ritorneremo. La tabella che vedremo nel grafico successivamente mostra le medie mensili misurate dai pipettoni nel marzo-aprile del '75, dati riportati anche dal professor Bellucco, e le concentrazioni sempre riportate anche dal professor Bellucco, ma comunque presenti nella relazione mensile del centro del CSQ della Montedison, sempre per gli stessi dati. Il professor Bellucco però non ha voluto comparare questi dati, ripeto sostenendo che non sono comparabili. Questi sono i dati misurati con i pipettoni, gennaio, febbraio, marzo; dallo schematografo non li abbiamo, quindi nel grafico tralasceremo questo confronto perché non c'erano. Allora, in marzo ci sono 4 PPM in sala compressori ed il gascromatografo ne misura 1,5; in aprile ce ne sono 12 in sala compressori ed il gascromatografo nel misura 2,15; in maggio ce n'è 1,7 e il gascromatografo ne misura 2,10; in giugno 1 e ne misura 1,05. Il confronto è questo, dal quale confronto si evidenzia, come abbiamo sempre sostenuto e com'è stato sostenuto anche dai tecnici del Mario Negri nella relazione che avevano scritto per conto di EVC, che questo tipo di misura funziona bene solo quando le medie sono basse, quando le concentrazioni sono alte no. Io sostengo di no e credo che questi grafici confermino la questione.

 

Presidente: senta, come mai poi a maggio-giugno in effetti i dati sono molto ma molto ravvicinati? Come lo spiega lei questo?

RISPOSTA - Non lo spiego.

 

Presidente: è un dato che rileva?

RISPOSTA - Non lo spiego perché non so effettivamente cosa sia successo in quel momento lì. E` difficile risalire alla fine delle commesse, proprio... più che alla fine, all'entrata effettiva in funzione delle commesse. Ed anche i consulenti della Montedison hanno diciamo parlato di questo problema, dicendo che secondo loro, con quella chiusura della commessa, non era effettivamente la fine dei lavori, ma poteva essere prima o dopo. Loro hanno considerato spesso prima la fine dei lavori rispetto alla chiusura delle commesse, però non vi è un dato scientifico. Io non lo so spiegare.

 

Presidente: e nei mesi successivi, cioè nel semestre successivo?

RISPOSTA - Ma nei mesi successivi questi rilevamenti non ci sono più.

 

Presidente: perché con il pipettone non si fanno più?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: entra in funzione solo il gascromatografo, quindi non è più diciamo così possibile fare un raffronto. Abbiamo la possibilità di fare un raffronto solo per questi mesi?

RISPOSTA - Sì, per alcuni mesi. E vi sono anche altri dati. Io naturalmente ho portato questo che mi serviva di più, vi sono alcune comparazioni di altri reparti in cui diciamo le medie quadrano, sono abbastanza simili. Però, ripeto, secondo me e secondo noi, questo dato conferma che la rilevazione dei dati fatti dal gascromatografo è abbastanza appropriata quando le medie sono basse, le concentrazioni sono basse. Dopo non so proprio cos'altro dire relativamente al calo delle concentrazioni. Il professor Bellucco comunque ha sostenuto e scritto che i due sistemi di misurazione non sono confrontabili in quanto il pipettone è posizionato in centro ambiente e misura un volume medio su 8 ore, mentre il gascromatografo ha vari punti di prelievo posizionati su presunti punti di fuoriuscita del CVM e misura un valore ogni 20 minuti. Per questo motivo - scrive il professor Bellucco - il confronto tra i dati è improprio; i valori sono confrontabili solo in assenza di fughe di CVM e in condizioni omogenee di dispersione del CVM nell'area del reparto. Scrive inoltre: sono comparazioni proprie quelle tra i valori del CVM in aree determinate nello stesso momento con campionatore istantaneo posizionato nello stesso punto di prelievo di un gascromatografo monoterminale, che poi è la cosa che avevamo cercato di fare noi quando abbiamo fatto quella prova: abbiamo attaccato ad una campanella, solo che non abbiamo potuto fare andare in aria una fuga rilevante di 100 PPM per evidenti motivi di salute. Questa comparazione quindi non l'abbiamo potuta fare. Il termine comunque che usa il dottor Bellucco "improprio" si presta ad interpretazioni varie. E quindi, se invece di confrontare le singole concentrazioni, 20 minuti gascromatografo ed 8 ore pipettone, si confrontano i dati medi mensili, la forbice tra le due derivazioni diventa un po' meno impropria. Inoltre scrive il dottor Pozzoli, il dottor Nano ed io presenteremo una relazione di controdeduzione anche a quello scritto dal dottor Pozzoli, che sarà un po' più ampia di quello che dico adesso, lo premetto. Il gascromatografo, relativamente a ciascuna linea di campionamento, rileva la concentrazione media ambientale. In caso si verifichi una fuga di CVM da un punto dell'impianto presidiato da una campanella, il gascromatografo rileva un valore di concentrazioni in aria più elevato, conseguentemente - questa è la tesi del professor Bellucco - il valore espositivo medio del personale che lavora in questo ambiente risulta minore del valore di concentrazione determinato dal gascromatografo durante una fuga di CVM. Cioè, secondo lui diciamo il personale, rispetto a quello che segnala il gascromatografo, dovrebbe essere sottoposto ad una concentrazione inferiore. Secondo noi questo non è vero, ma comunque il valore determinato dal gascromagrafo nell'aprile del '75 nella sala compressori a 2 PPM, il valore determinato con i pipettoni è 12 PPM, cioè 6 volte. Inoltre bisogna rilevare che i pipettoni, proprio secondo quello che dicono i consulenti Montedison, non sono posizionati su un punto di fuga ma sono posizionati al centro del reparto, proprio perché erano costruiti in modo da misurare le medie di reparto. Quindi i pipettoni non sono tanto influenzati da fughe di gas in un punto particolare del reparto, sono influenzati dalla concentrazione media del reparto. Questa affermazione quindi secondo me, anche sulla base di questi dati, mi pare abbastanza confutabile. Si capisce però anche quali siano le premesse da cui partono i professori Bellucco e Pozzoli, che adesso presenterò alla Corte e poi vediamo se siamo noi che capiamo male o se qualcuno sbaglia. A pagina 20 della loro relazione, questa cosa la sintetizzo subito con un disegno, così intanto che leggo si capisce meglio, dopo vi spiego che cosa vogliono dire queste cose, questi in giallo schematizzano un gascromatografo, quelli rossi sono le campanelle del gascromatografo. Col disegno quindi potete seguire quello che scrive il professor Bellucco, si abbia un gascromatografo multiterminale a cui fa capo una linea di campionamento con due campanelle, con un valore di concentrazione reale di CVM in area su una campanella di 50 PPM e 0 PPM nell'altro. Il gascromatografo registra per questa linea il valore di 25 medio delle due campanelle, questo lo afferma il professor Bellucco, noi affermiamo: registra il valore medio se le portate delle due linee sono uguali, perché se non sono uguali non registra valore medio. Questa comunque è un'annotazione. Consideriamo ora due gascromatografi distinti ai quali fanno capo due linee di campionamento, ciascuna con una sola campanella, che sono questa e questa. Su uno di questi punti, campanella la concentrazione reale di CVM nell'aria è 50 PPM; sull'altro punto il valore è 0. Il gascromatografo registra per questa linea il valore di concentrazione di CVM in aria di 25 PPM e 0 sull'altro, il valore medio di concentrazione delle due linee quindi risulta essere 12,5 PPM. Conclude: il gascromatografo pluriterminale tendenzialmente fornisce un valore medio più alto che non quello monoterminale, ossia una sola campanella asservita da un solo gascromatografo. Questo ragionamento, sulla base di quello che si può vedere tranquillamente, è un calcolo algebrico proprio molto chiaro, è sbagliato. Perché intanto la concentrazione media misurata dai due gascromatografi è chiaramente 25, essendo una campanella 50 e l'altra 0, ma non solo, un gascromatografo monoterminale non risente della portata della linea, mentre un gascromatografo pluriterminale sì. Se io quindi vado a misurare questo punto con un gascromatografo monoterminale, sono sicuro che trovo 50 PPM, se vado a misurare l'altro punto sono sicuro che trovo 0, e sono sicuro che la media dei due risultati è 25. Nell'altro caso no, perché nell'altro caso, come abbiamo visto e come si vedrà anche oggi pomeriggio, probabilmente, nel migliore dei casi la concentrazione media è 25, ma è un dato variabile perché è variabile la portata delle singole linee. Un'altra constatazione, un altro grafico piuttosto interessante ci sembra il seguente. E` interessante perché si è dibattuto parecchio in quest'aula sulla velocità dell'infusione del gas CVM. I consulenti della difesa, rispetto alle contestazioni sul funzionamento di una linea monoterminale, hanno più volte ribadito che la velocità di diffusione del gas in un ambiente chiuso è tale per cui nell'arco di pochi minuti l'ambiente arriva ad una concentrazione abbastanza media e quindi il fatto che una campanella sia più o meno vicina ad un punto di fuga è abbastanza indifferente, in quanto dopo poco tempo nel locale v'è una concentrazione abbastanza uniforme. Questa parte la svilupperemo successivamente nella risposta alla relazione del professor Foraboschi, quindi non voglio andare ulteriormente ad approfondire. Quello che volevo far vedere è questo grafico qui. Abbiamo ritrovato nelle varie documentazioni Montedison i dati di misurazione con i pipettoni.

 

DOMANDA - Questo è il grafico 3?

RISPOSTA - Sì, è il grafico 3. Abbiamo ritrovato i dati di misurazione con i pipettoni sulle due linee che avevamo visto prima della sala setacci del CV24. Sala setacci in cui poi è stata posizionata un'unica linea, che è la linea 3 del gascromatografo. Abbiamo visto anche i confronti. Il che significa che la sala setacci è una sala, non che sono due sale separate, perché altrimenti non avrebbe avuto senso metterci una singola linea del gascromatografo. E da quello che mi ricordo io, dal sopralluogo che abbiamo fatto, mi pare che sia delle dimensioni più o meno di quest'aula. Vi sono i dati divisi per tre turni di lavoro di 8 ore su 24 ore, sia per la linea A che per la linea B, da agosto a settembre '74. In questo grafico vi è un solo confronto, poi i confronti li faremo tutti tra i vari turni per le varie linee, ed è relativo al turno 1 del settembre '74, nel quale si può notare chiaramente che le concentrazioni misurate dai due pipettoni che stavano... metta che se questa fila di banchi è una linea e l'altra fila di banchi è l'altra linea, saranno stati l'uno un po' più vicino a questa fila e l'altro un po' più vicino all'altra fila, ma comunque non credo fossero più distanti di una qualche decina di metri. E come si vede, queste sono concentrazioni su 8 ore, quindi il gas aveva tempo di svilupparsi in ambiente fino a quando voleva. Allora, per esempio in questo punto, che è il 3 settembre, nella linea B essendo misurati 34 PPM e nella linea A 1, significa che la concentrazione della linea B è 34 volte quella della linea A. E faccio vedere per esempio i dati più eclatanti, in questo momento che è il 18 settembre, la linea A misura 50 PPM su 8 ore, la linea B ne misura meno di 10. Qui ce ne sono 70, la linea A ne misura 70 e la linea B ne misura 27 o 28. Questo grafico secondo me è importante, ripeto ci torneremo su, perché la dimostrazione che la diffusione del gas in quegli ambienti non era così omogenea come sostengono i consulenti della difesa, e quindi il presupposto che la diffusione consentisse una rilevazione corretta con campanella posizionata in vari punti dell'impianto è una convinzione secondo noi sbagliata. Ultimi due punti veloci. Nella relazione del dottor Pasquon si dice che un importante intervento impiantistico, la commessa numero 3317, convogliamento degli sfiati agli eiettori, consentì di recuperare circa 14 chilogrammi di CVM per ogni carica di autoclave e di ridurre la concentrazione del CVM nella sale autoclavi stessa a 17 e 50 PPM. La fine lavori per queste due commesse che stanno in questa, che sono citate qua, è avvenuta tra maggio e giugno del '75. Ed allora la domanda che ci fa è: prima del maggio-giugno '75 le concentrazioni erano superiori a 17 e 50 PPM? E la seconda domanda è: dopo il maggio-giugno '75 le concentrazioni sono realmente di 17 e 50 PPM come sostiene il dottor Pasquon e come ha scritto nella relazione allegata alla commessa? Ricordo che il grafico di concentrazione in questo periodo, e questo è un grafico che è stato credo distribuito in un convegno di qualche anno fa, nel maggio-giugno '76 al CV6 si parla di concentrazione dell'ordine di 2,5 PPM. Allora questi dati non quadrano, nel senso che o sono veri questi o che sono veri quelli là. Oppure sono veri tutti e due, nel senso che questi sono i dati rilevati dal gascromatografo e l'azienda ne aveva degli altri che però non sono mai stati mostrati. Anche perché, essendo stata la scala del gascromatografo bloccata a 25 PPM in quei mesi lì, non si capisce in che modo potessero misurare concentrazioni oltre i 50 PPM. Quindi noi ci chiediamo se ci sono degli altri dati che noi non conosciamo. Questi due ultimi punti sono relativi a due contestazioni che sono state fatte dal dottor Pasquon sulle nostre commesse. Una è quella sul limite cilling per il contratto collettivo del '72. Noi avevamo scritto: non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione dei vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive, pericolose, superi i limiti massimi MAC stabiliti dal ACGH secondo i criteri di applicazione. Le tabelle sono allegate al contratto. Questa è una citazione del contratto, e qui si parla di MAC. Il contratto riporta in appendice i valori limite di soglia adottati dalla ACGH. Per il CVM il valore limite di soglia riportato solo nella tabella delle variazioni proposte è 200 PPM "C", che sta come cilling, cioè il massimo valore che non si poteva superare.

DOMANDA - In qualsiasi momento.

RISPOSTA - In qualsiasi momento. Nella tabella in cui sono normalmente riportati i limiti per il vinilcloruro si leggono due segni per, due stelline, C, dove le due stelle significano "vedi avviso di proposta di modifica". E quindi è stabilito un limite che dall'autunno del '72, secondo il contratto, e dal '71 secondo la ACGH, non si sarebbe dovuto superare se non in casi eccezionali. Tale limite, secondo quanto stabilito dal citato allegato C, dovrebbe rimanere di 200 PPM in quanto il vinilcloruro è contrassegnato con la lettera C. Questa è una citazione della nostra relazione. E il dottor Pasquon ci contesta il fatto che nella tabella delle variazioni non è presente il limite C. In effetti è vero che nella tabella delle variazioni non appare il limite C, il quale però appare nella tabella in cui normalmente sono riportati i valori, in cui non appare il valore di concentrazione per cui era proposta la modifica, ma continua ad apparire proprio la lettera C, nella quale secondo noi non si parla di modifiche. Comunque la lettera C c'è in queste tabelle. D'altronde, così ragionando, e questo è un discorso che può essere anche contestato, però secondo me è giusto, se questo limite C fosse stato tolto, e fosse stato lasciato solo il 200 PPM come TWA, il limite precedente dei 500 PPM cilling sarebbe potuto essere superato parecchie volte senza che questo comportasse la variazione della media TWA. Non so se mi spiego. Allora, il TWA è un valore medio su 8 ore e quindi se io faccio una media tra 0 e 400, è 200, quindi, andando con vari valori, posso pensare che ci siano alcuni momenti in cui la concentrazione sia di 600 PPM o di 700 PPM senza che questo mi faccia sballare il valore TWA di media. Quindi mi riesce difficile pensare che in quegli anni vi fosse stato un intervento legislativo nei contratti peggiorativo per certi versi della situazione precedente.

DOMANDA - Lei comunque dice che c'era questo limite cilling, cioè che non poteva essere superato in nessun singolo momento, che era di 200 comunque anche con il contratto del '72?

RISPOSTA - Sì. Ripeto, il C è nella tabella quella normale, il 200 è nella tabella delle variazioni proposte. Un'altra contestazione mossaci dai periti Montedison è relativa alla questione delle concentrazioni delle polveri per una commessa che abbiamo avuto modo di mostrare anche in aula, nella quale si faceva riferimento ad un intervento di captazione delle polveri in quanto la polverosità rilevata era di circa un grammo al metro cubo. In allegato a questa richiesta di commessa vi era una tabellina nella quale veniva riportata la composizione granulometrica delle polveri, la quale tabellina però riportava concentrazioni nell'ordine di un milligrammo al metro cubo. Il dottor Pasquon quindi ci contesta che questo è un grossolano errore dell'estensore della relazione che i C.T. Nano e Rabitti non hanno rilevato. Allora, sempre andando a rigor di logica, noi riteniamo che, essendo stata proposta questa commessa e questa modifica impiantistica, ci sarà poi stata una ragione e se la proposta di modifica impiantistica fosse stata fatta con una concentrazione di polveri pari ad un microgrammo, la direzione non l'avrebbe certo approvata, perché un microgrammo per metro cubo stava ampiamente nelle norme. Quindi la modifica impiantistica era giustificata proprio dal fatto che v'era una concentrazione di un grammo al metro cubo superiore alle norme e per questo si dovesse intervenire per abbassarla. Io avrei finito.

 

Presidente: va bene, la ringraziamo. Allora, riprendiamo alle 15.15. Volevo comunicarvi, finché siete ancora tutti presenti, che l'udienza del 17 di marzo non si potrà tenere perché c'è un Giudice del Collegio che è impedito, ha avuto un impedimento sopravvenuto. Grazie.

 

Avvocato Baccaredda: signor Presidente, scusi, naturalmente la difesa di Montedison si riserva di interloquire, se per iscritto e se del caso oralmente. Volevo cogliere quest'occasione per chiedere se è possibile avere un programma per oggi pomeriggio, e cioè di conoscere chi verrà sentito, perché noi non siamo ancora in grado di sapere quali dei testimoni verranno sentiti dal Pubblico Ministero.

 

Presidente: qui c'è una lista di 39 persone distribuite in tre udienze; adesso, chi sia presente oggi, sinceramente non lo so neppure io.

 

Avvocato Baccaredda: ma forse adesso il Pubblico Ministero è in grado di dare un minimo di programma.

 

Pubblico Ministero: il Pubblico Ministero può dire chi c'è, poi ho visto dei certificati medici, però mi hanno detto e li vedrò dopo. Chi c'è di sicuro sono Lettig, Trolese, Perin. Cominciamo con loro. Tre ce ne sono di sicuro, dopo vedremo. Sono i testi ammessi dal Tribunale, e tra l'altro, visto che ci sono...

 

Presidente: che sono il 37, il 38, il 39.

 

Pubblico Ministero: sì, proprio per la questione dei gascromatografi e, siccome ne abbiamo parlato questa mattina e sono di Venezia, Mestre, ritenevo più semplice citarli e, per così dire, levarsi il pensiero in materia.

 

Presidente: va bene.

 

Presidente: bene, allora riprendiamo l'udienza, iniziando con l'escussione dei testi del Pubblico Ministero.

 

Avvocato Pulitanò: Presidente, il controesame dell'ingegner Rabitti non è previsto?

 

Presidente: sì, certo. Io pensavo che, siccome avete sempre chiesto di poter eventualmente portare i vostri consulenti, ma se l'ingegnere Rabitti è ancora qui, se si vuole accomodare.

 

AVVOCATO PULITANO`

 

DOMANDA - Buongiorno, ingegner Rabitti, io ho pochissime domande. Ascoltando stamattina, mi è parso di risentire cose che lei ed il suo collega di consulenza avete detto, scritto, ripetuto tante volte ed anche stamattina ho sentito ripetere alcuni argomenti, e mi riferisco in particolare al momento dell'entrata in funzione del monitoraggio, vi ho sentito ripeterli tali e quali senza che venissero presi in considerazione alcuni dati ed alcune considerazioni che sono state sviluppate dai nostri consulenti ed in particolare dal professor Foraboschi. Lei continua a riproporre la tesi "l'effetto di abbattimento delle concentrazioni è legato all'entrata in funzione del gascromatografo". Ma lei stesso stamattina, se non vado errato, ha tra l'altro proiettato un grafico, mi pare relativo al CV14, potrei ricordare male, in cui risulta un trend in diminuzione, che risale a prima di quel periodo febbraio-marzo, lei stesso l'ha sottolineato: si parte da prima dal dicembre. Ed i dati relativi alla diminuzione della concentrazione di CVM, nel periodo febbraio-marzo '75, ma anche nei mesi precedenti, quando il sistema di rilevamento automatico non era in funzione, sono dettagliatamente esposti nei grafici contenuti ed allegati nella relazione di consulenza del professor Foraboschi, sono dettagliatamente indicati nel testo stesso della relazione del professor Foraboschi. Cito, da pagina 14 della seconda parte della relazione, alcuni dati sulla diminuzione di concentrazione del CVM nel periodo '74-'75, reparto CV6 da febbraio a marzo diminuzione di 7,2 PPM, ma già in precedenza da ottobre a novembre diminuzione di 7,5 PPM, quindi diminuzione maggiore ancora, da novembre a dicembre ancora diminuzione di 5 PPM. Reparto CV14, da febbraio a marzo, diminuzione di 8; da gennaio a febbraio, nel mese immediatamente precedente, diminuzione di 11,5 quindi maggiore; da dicembre a gennaio, già in quel periodo, diminuzione di 7,1. Non leggo i dati relativi al reparto CV16, contenuti nella relazione, abbiamo sempre lo stesso trend di diminuzione che parte da prima. Su questi dati penso che lei convenga.

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa, la relazione del professor Foraboschi, che è stata consegnata in ritardo rispetto agli altri al Tribunale, è stata mandata per e-mail ai miei consulenti tecnici, ingegneri Nano e Rabitti, solo due giorni fa e quindi sicuramente, credo, salvo loro capacità incredibili, che non l'abbiano neanche vista. Comunque c'è ovviamente l'incarico a rispondere alla relazione scritta dal professor Foraboschi nei tempi che consentiranno ovviamente.

 

Presidente: va bene, ne teniamo conto, questa è una contestazione, però sull'esposizione che ha fatto questa mattina io non so se lei è in grado di rispondere, nonostante che abbia preso visione o meno della consulenza del professor Foraboschi...

RISPOSTA - No, ne ho preso visione, ma io stamattina, i grafici che ho proiettato, sono i grafici del professor Foraboschi, quindi dei grafici delle concentrazioni ne abbiamo presa visione, li abbiamo presentati, li abbiamo allegati alle nostre consulenze e li abbiamo anche proiettati stamattina, non è che ci sono delle grandi novità, anche perché il professor Foraboschi non può andare a cambiare le date di vent'anni fa, i dati sono quelli lì e i dati di calo di concentrazione sono quelli lì.

 

Avvocato Stella: ma neanche lei, però?

RISPOSTA - No, scusi, avvocato, io non ho cambiato nessun dato.

 

Presidente: facciamo delle contestazioni... le contestazioni sono state fatte dall'avvocato Pulitanò.

 

RISPOSTA - A me pare anche un po' un'offesa che io vada a cambiare i dati. Chiedo che l'avvocato si scusi.

 

Presidente: no. Scusi, adesso cerchiamo di rimanere nell'ambito delle contestazioni e risponda eventualmente alle contestazioni, se lei ritiene di essere in grado di farlo risponda alle contestazioni che le ha fatto l'avvocato Pulitanò. Non facciamo, per cortesia, questi apprezzamenti sui consulenti, sui testi, sulle risposte che danno, perché altrimenti poi davvero... Prego?

RISPOSTA - Io sono sconcertato da questo comportamento, comunque io rispondo: io stamattina ho proiettato i dati di concentrazione presentati dal professor Foraboschi e se gli avvocati della difesa fossero stati così corretti da chiedermi di restare qua, avrei potuto riproiettare il grafico con scritto sotto professor Foraboschi.

 

Presidente: va bene, comunque adesso sappiamo che sono i grafici del professor Foraboschi.

 

DOMANDA - Ingegner Rabitti, prendo atto volentieri di questo, mi pare di poter prendere atto, a questo punto, che lei quei dati li condivide? E mi riferisco ai dati in quanto tali.

RISPOSTA - Io non ho avuto alcun problema a dire che questi dati li condivido; ci sono, nel senso che non so in quale modo si possano contestare, anche se da una parte il professor Foraboschi segnala dei cali di concentrazione praticamente omogenei su un periodo ed il professor Bellucco dice che i due sistemi di misurazione non sono confrontabili. Queste sono affermazioni che fanno i consulenti della difesa.

DOMANDA - Un inciso su questo punto: dalla sua esposizione di stamattina io non sono riuscito a capire se lei, ingegner Rabitti, ritiene i dati del gascromatografo e quelli dei pipettoni confrontabili o no?

RISPOSTA - Mi scuso se non sono stato sufficientemente chiaro. Io adesso, ripeto, non ho il mio materiale, quindi cerco di approssimare, se le domande mi fossero state fatte prima, avrei potuto essere più preciso. Io ho letto quello che risponde il professor Bellucco ad una domanda del dottor Casson, il quale gli ha chiesto se i due sistemi di misurazione erano confrontabili. Il professore Bellucco ha detto: i sistemi di rilevazione non sono confrontabili, perché - vado a memoria - il pipettone è piazzato al centro del reparto e misura una media di 8 ore mentre il gascromatografo ha una serie di campanelle piazzate in punti di possibili fughe e fornisce una misurazione per ogni punto ogni 20 minuti. Da questo punto di vista i dati non sono confrontabili però dal punto di vista delle concentrazioni medie mensili i dati potrebbero anche essere confrontabili, nel senso che, se come dice il professore Foraboschi e come dicono anche tutti gli altri consulenti tecnici, vi è una diffusione praticamente omogenea del gas all'interno di un locale, diciamo che la media mensile rilevata con un impianto che, secondo le affermazioni dei consulenti della difesa, deve misurare la media, cioè il suo scopo è quello di misurare la media, e quell'altro è un impianto più rudimentale in quanto impostato precedentemente, e comunque piazzato al centro di un reparto anche lui per misurare una media. Questi dati secondo me sono abbastanza confrontabili.

DOMANDA - A questo punto, ingegnere Rabitti, io francamente non capisco come, a fonte dei dati che lei stesso ha riprodotto, quelli dei grafici del professor Foraboschi, i dati pacificamente risultanti agli atti e che dimostrano quel trend in diminuzione che continua da mesi, non capisco come lei continui ad insistere sul concetto che il calo delle esposizioni registrate dipenderebbe dal cambiamento di sistema, perché mi sembra una conclusione, questa, la sua, incongrua con tutti i dati che lei stesso ha riproposto.

RISPOSTA - Secondo lei. Secondo me, io dico quello che penso io evidentemente. Allora, intanto è da sottolineare che in quel periodo vi era stato un calo di produzione, come ho fatto vedere stamattina, se ne avrò la possibilità, comunque la allegheremo alla consulenza, vi è anche la distribuzione mensile mese per mese, per i singoli reparti, che abbiamo chiesto all'Enichem ed ottenuto. Ritengo quindi che uno dei motivi di calo della concentrazione sia stato anche il calo di produzione. Mi pareva di averlo anche detto stamattina. Quello che io non riesco a capire, cioè non riesco a capire il collegamento logico, è: un'azienda stanzia 200 miliardi attuali dell'epoca per arrivare a meno di 10 PPM e prima che li stanziasse i suoi reparti sono già a 2 PPM. C'è qualcosa che non quadra in questo ragionamento. Io non lo capisco, se lo capisce lei.

DOMANDA - Ingegnere Rabitti, prendo atto che non ha risposto alla domanda.

RISPOSTA - Ripeta la domanda, che vediamo se riesco a risponderle.

DOMANDA - La mia domanda è come lei fa a sostenere, in modo plausibile, che a fronte dei dati sul calo delle concentrazioni, su un trend in diminuzione continua, già da mesi prima del febbraio 1975 - dati risultanti dai grafici che lei ha richiamato stamattina - come fa a dire che la causa del calo sia l'entrata in funzione del nuovo sistema nel marzo '75. Adesso introduce un elemento nuovo rispetto ai discorsi di stamattina, se non l'avessi capito io, me ne scuso ma non l'avevo afferrato, il riferimento alle produzioni, dai dati che si sottopongono alla mia attenzione non mi pare proprio che quel calo delle produzioni che lei dice si sia verificato su scala complessiva, soltanto al CV24 risulterebbe un calo di produzione.

RISPOSTA - Possono prendere la tabella?

 

Presidente: sì, ma l'abbiamo visto stamattina, c'è stato un calo complessivo. La tabella stamattina lo riproduceva, a dire la verità. Ad ogni buon conto, questo è indubbiamente un argomento che adduce e l'altro argomento che ha addotto adesso è come mai vengono stanziati 200 miliardi attualizzati per poter abbattere le concentrazioni quando le concentrazioni erano già al di sotto dell'obiettivo che ci si era prefissi attraverso quegli investimenti.

 

DOMANDA - E qui viene...

RISPOSTA - Scusate, io vorrei rispondere però alla domanda. Allora, la mia e la nostra convinzione deriva dal fatto che non v'è un intervento serio agli interventi impiantistici che viene concluso prima del calo, cioè se fossero stati conclusi degli interventi impiantistici prima del calo, potremmo dire: beh, sì, in effetti il calo c'è stato perché sono stati confusi interventi impiantistici ma se non c'è stato nessun intervento impiantistico e c'è un calo, ci sarà pure qualche ragione.

DOMANDA - Anche su questo punto, ingegner Rabitti, la relazione del professor Foraboschi, anticipata - noto per inciso - dalle cose dette in udienza in quest'aula tempo addietro, e quindi note da molto tempo anche ai consulenti del Pubblico Ministero, il professor Foraboschi ha esposto una precisa spiegazione di che cosa sia potuto accadere nel momento in cui è sorto, è venuto all'attenzione il problema CVM e le misure da adottare. Scrive il professor Foraboschi, a pagina 41 della prima parte della sua relazione: "Il margine di intervento per migliorare la situazione era largo, poiché, come illustrato nei paragrafi precedenti, le cautele gestionali e impiantistiche adottate fino al 1974 erano commisurate alle caratteristiche di infiammabilità e di esplosività del CVM e ad una sua nocività per la salute degli operatori ritenuta modesta, visti gli altri limiti per la concentrazione di CVM negli ambienti di lavoro, fissati in precedenza dall'OSHA e dal ACGH. Fu, pertanto, possibile adottare interventi immediati consistenti in cambiamenti di procedure che non richiedevano modificazione degli impianti e dei processi; per esempio..." e segue per alcune pagine della relazione Foraboschi l'illustrazione delle modifiche di procedura che non richiedevano modificazione degli impianti ma che nell'immediato, partendo da una situazione piuttosto rilassata, consentivano di ottenere risultati significativi in termini di abbattimento. E seguono indicazioni su come questo sia avvenuto negli impianti di produzione del CVM a Porto Marghera: punti 4.1 e 4.2 della relazione di consulenza del professor Foraboschi, dove ripeto sono riesposti e sintetizzati argomenti già illustrati in quest'aula. Un altro punto di contestazione all'ingegnere Rabitti riguarda proprio quel discorso che lei ha ripetuto oggi e che aveva già svolto in quest'aula mesi addietro, l'interrogativo: ma come mai, se il risultato era raggiunto, ci si prefigge un obiettivo inferiore a quel risultato? Lei ha citato a questo proposito questa mattina un passo di un documento, una relazione Montedison del 1975, che aveva già citato in precedente e che è stato preso in considerazione nei rilievi del professore Foraboschi alla vostra consulenza, nella parte seconda della sua relazione: pagine 15 e 16. Il professor Foraboschi cita il passaggio in cui voi citate quel documento Montedison, in cui rilevate questa asserita sfasatura e commenta il professor Foraboschi: "Le cose sono molto diverse da come appaiono da quanto esposto dall'ingegnere Rabitti; infatti l'obiettivo di 10 PPM, che è il documento che Montedison si pone per le concentrazioni del CVM, è in termini di TWA, cioè di valore medio sulle 8 ore mentre il valore di 3 PPM indicato dall'azienda è con media mensile che, com'è ben noto, risulta più bassa della media su 8 ore". La contestazione è ben precisa, l'argomento che lei ha proposto considera come equivalenti, e quindi direttamente paragonabili, due valori che sono fattualmente e concettualmente diversi: il limite sulle 8 ore ed il valore medio mensile.

RISPOSTA - Scusi, le contestazioni sono su una relazione che io non ho mica letto, quindi credo che sarebbe opportuno o che ci vediamo un'altra volta, quando ho avuto modo di leggere la relazione, oppure che mi riservo di rispondere per iscritto su questi dati. Comunque, per tornare al discorso di prima, nella relazione del dottor Pasquon c'è scritto che al CV6 c'erano da 17 a 50 PPM e sui grafici c'è scritto che ce n'erano 3. Io quindi non so cosa faccio, se faccio l'avvocato o se faccio l'ingegnere, però di fronte a questi due dati dico che c'è qualcosa che non torna, uno dei due è sbagliato. Oppure sono uguali tutti e due, solo che uno è preso da un sistema di rilevamento che non funziona. Comunque, per quanto riguarda questa domanda, mi riservo evidentemente di rispondere una volta che ho letto la relazione del professore Foraboschi.

DOMANDA - Prendiamo atto che l'ingegnere Rabitti chiede un termine a difesa e a noi va benissimo.

 

Pubblico Ministero: non chiede un termine a difesa.

 

Presidente: chiede un termine per poter rispondere. Avanti. Eventualmente il Pubblico Ministero, quando ritiene, lo potrà reintrodurre.

 

Pubblico Ministero: sì, Presidente, ma avevo anticipato che due giorni fa hanno mandato la relazione via e-mail, quindi sarà arrivata credo di notte, credo che non l'abbia vista.

 

Presidente: bene, allora possiamo iniziare con l'escussione dei testi?

 

Pubblico Ministero: sì, c'è il primo teste, Trolese Giuseppe.

 

Avvocato Baccaredda: signor Presidente, mi scusi, solo chiedevo magari di avvisare se tra il pubblico sono presenti dei testimoni che...

 

Presidente: ci sono dei testimoni tra il pubblico, cioè delle persone che erano state indicate nelle liste testimoniali, o del Pubblico Ministero, o delle parti civili, o dei difensori? Se ce ne sono, si devono allontanare dall'aula.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - TROLESE GIUSEPPE

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: ci dica le sue generalità.

RISPOSTA - Trolese Giuseppe, nato a Campolongo Maggiore il 6 agosto 1953; residente a Chirignago, via Montessori.

 

Pubblico Ministero: volevo rappresentare inizialmente al Tribunale che i tre testimoni Trolese, Lettig e Perin sono quelli che sono stati ammessi dal Tribunale a seguito di richiesta del Pubblico Ministero, ma credo anche di qualche difensore, in relazione alla vicenda del gascromatografo e del reparto CV24, con particolare riferimento ad una visita effettuata nel gennaio del '96 dai consulenti tecnici del Pubblico Ministero e dalla Polizia giudiziaria. Quindi, se non ci sono obiezioni, procederei con l'esame.

 

Presidente: proceda.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere innanzitutto al signor Trolese se vuole indicare al Tribunale qual è la sua attuale professione?

RISPOSTA - Faccio l'assistente di collegamento al reparto CV24 di EVC, significa tenere i collegamenti tra il reparto per quanto riguarda la manutenzione e la manutenzione vera e propria, che è un'ala di EVC.

DOMANDA - Da quanto tempo lei ricopre questo incarico?

RISPOSTA - Dal gennaio del '93.

DOMANDA - In precedenza che incarico aveva?

RISPOSTA - Facevo l'assistente di turno al CV24 dal '90, al CV6 dall'83, dal '75 come operatore.

DOMANDA - Lei quindi ha passato tutte le varie fasi societarie Montedison, Enichem, EVC?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - La circostanza relativa al 22 giugno '96 concerne un sopralluogo improvviso fatto all'EVC. Le volevo chiedere se lei, innanzitutto, si ricorda di quel giorno 22 giugno '96, se era in servizio e materialmente cos'è successo?

RISPOSTA - Beh, ricordando che sono passati 4 anni, quello che posso ricordare.

DOMANDA - Prego. Allora, lei c'era?

RISPOSTA - Sì, io c'ero, ero presente durante le prove, seguivo le prove come personale di reparto, vedevo cosa veniva fatto. E alcune cose le ho viste fare.

DOMANDA - Le prove che impianto riguardavano?

RISPOSTA - L'impianto del gascromatografo relativo alla linea B delle autoclavi.

DOMANDA - Lei si ricorda i risultati della prima misura compiuta?

RISPOSTA - No, perché non mi interessavano i risultati, volevo solo vedere che non venisse fatta... che succedesse qualche anomalia all'impianto, perché le persone non erano persone addestrate per vivere in impianto.

DOMANDA - Allora, oltre a queste, se si ricorda quante persone erano presenti esterne dell'impianto diciamo, e quante persone, quali di EVC o di altre società?

RISPOSTA - Questo non me lo ricordo, mi pare che ci fosse un finanziere, c'era un tecnico e qualche altra persona.

DOMANDA - Queste prove sono cominciate quando?

RISPOSTA - Al mattino; sì, era mattino, sulle nove e mezza, dieci del mattino, credo un orario del genere.

DOMANDA - E poi sono state interrotte, sono state riprese?

RISPOSTA - Sono state interrotte e sospese perché qualcuno ha detto che le prove erano finite, sono state portate delle bombole che venivano usate per provettare le campanelle del gascromatografo, sono state spostate e portate via, infatti io le ho spostate perché erano state messe davanti ad una porta come via di fuga per gli operatori in caso di incidente, le ho spostate personalmente lateralmente alla porta; a quel punto, siccome erano stati toccati i rottametri che servono per la equalizzazione delle campanelle, li abbiamo messi a posto io e l'operatore di Enichem in quel momento presente in impianto.

DOMANDA - Rientra tra i suoi compiti, quello di sistemare i rottametri?

RISPOSTA - Non rientra tra i miei compiti, ma se vedo qualcosa di anomalo sì.

DOMANDA - Le prove sono continuate al pomeriggio?

RISPOSTA - No, erano sospese.

DOMANDA - Le ho chiesto se le prove sono continuate al pomeriggio?

RISPOSTA - No, per me erano finite.

DOMANDA - Erano sospese o finite?

RISPOSTA - Mi è stato detto: le prove sono finite.

DOMANDA - Chi glielo ha detto?

RISPOSTA - O il tecnico o uno di quelli che erano presenti.

DOMANDA - Il tecnico di cosa?

RISPOSTA - Il tecnico o quelli che facevano le prove.

DOMANDA - Ma sospese allora perché?

RISPOSTA - Finite le prove.

DOMANDA - Sono riprese, invece?

RISPOSTA - Probabilmente dopo sì, perché dopo è stato tacciato da... come si può dire, sabotatore.

DOMANDA - Scusi, non so chi l'ha tacciata da sabotatore...

RISPOSTA - Anche il giornale.

DOMANDA - Io le ho chiesto se quel giorno le prove sono state sospese e poi riprese?

RISPOSTA - No, le prove erano state concluse. Dopodiché i signori sono scesi in sala riunioni, credo per leggersi i risultati presumo, non lo so, hanno mangiato, fatto colazione, dopodiché, ad un certo punto, hanno detto: "Riandiamo su". Perché probabilmente non combaciavano i risultati, secondo me e sono ritornati e sono andati su. A quel punto si sono visti le bombole spostate, i rottametri calibrati secondo la calibrazione che ha fatto e quindi è venuto fuori quello che è successo.

DOMANDA - Non hanno mangiato tutti quanti un panino lì in reparto?

RISPOSTA - Hanno fatto colazione, presumo; io no.

DOMANDA - Per una sospensione di 10, 20 minuti?

RISPOSTA - Non so di quanto, perché non mi devo occupare solo di quello.

DOMANDA - Certo, ma le sto chiedendo se alla ripresa lei c'era o non c'era?

RISPOSTA - No, no. Sono stato chiamato d'urgenza dal direttore.

DOMANDA - Ecco, quindi lei ha sistemato i rottametri?

RISPOSTA - Esatto, e dopo sono andato a fare il mio lavoro.

DOMANDA - Quindi non sa se dopo sono tornati a finire, questo non lo sa?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Le è già stata esibita, quando lei è stato sentito dalla Polizia giudiziaria, e chiedo che l'ufficiale giudiziario esibisca nuovamente quella tabella che è stata presentata a suo tempo, la tabella 1, che è comunque allegata alla consulenza tecnica dei consulenti del Pubblico Ministero, dove sono indicate le prove, una copia la do anche al Tribunale in modo tale che possa essere seguita... Lei diceva che era presente nella prima parte delle prove; le chiedevo i risultati della prima misura, tabella 1, per la sala autoclavi. Allora, le volevo chiedere di vedere un attimo questi atti, da cui peraltro, come risulta pacificamente agli atti del Tribunale, risulta un evidente scompenso dei flussi che provenivano dalla serie di campanelle al servizio delle sei autoclavi. C'era questo scompenso?

RISPOSTA - Non lo so, non sono in grado di leggere questo scompenso. Anche perché quel giorno sono stati toccati i rottametri, quindi se non sono equalizzati non so che risulti possono aver dato.

DOMANDA - Scusi, allora dica quando sono stati toccati e da chi?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Allora, se non lo sa, cosa dice che sono stati toccati. Signor Presidente, chiedo che vengano invitati i difensori a non intervenire suggerendo, perché come sento io che sono più lontano, sente anche il teste che è un po' più vicino.

RISPOSTA - No, io non sono abituato a questi ambienti, quindi sicuramente...

DOMANDA - Guardi, non riguarda lei, io ho fatto una richiesta al Tribunale.

RISPOSTA - Non sono tranquillo, non sono sereno.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - No, invece cerchi di essere tranquillo e sereno e di rispondere, per quanto è possibile, con una certa precisione. Lei è intervenuto fin dall'inizio, la mattina di queste prove?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E` intervenuto fin dall'inizio?

RISPOSTA - Si. Ho visto mettere le mani sui rottametri, ho visto battere con una chiave a rullino su un riduttore di pressione molto delicato. Quindi sicuramente le mani sui rottametri e la battuta sul riduttore di pressione gliel'hanno data.

DOMANDA - Va bene, la mano sul rottametro, ci spieghi un attimo che cosa significa esattamente la mano sul rottametro?

RISPOSTA - Il rottametro è una misura di portata d'aria che stabilisce la quantità d'aria flussata o passata in quel momento. Le campanelle delle autoclavi lineari, le campanelle delle autoclavi sono flussate tutte alla stessa maniera, proprio per essere equalizzate. Ci sono due righette nere, dove una pallina deve, quando il rottametro è in funzione, deve essere tra quelle due linee nere. Ecco, quelle non erano messe a posto, in quel momento, quando io sono andato a rimettere a posto le palline, i rottametri non erano sistemati, non erano a posto e le prove erano finite.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Allora le volevo chiedere se, quando sono state effettuate queste misurazioni e lei era presente, i risultati che sono stati forniti corrispondono a quei dati che le sono stati consegnati, e comunque a quelli che le sintetizzo, nel senso che la prova riguardava il fatto di fare arrivare una concentrazione nota di gas CVM 102.5 PPM, come già noto a questo ufficio, e 25 PPM su un'altra prova mi pare; ed in particolare, quando è stato dato questo gas con concentrazione 102.5 PPM è stato segnalato un solo allarme. Le volevo chiedere se, ad un certo punto, chi ha segnalato, ha visto o ha verificato se il flussimetro era starato, il rottametro era starato. Anche perché mi pare che in sua presenza, e in presenza degli altri tecnici di EVC che c'erano, siano state verificate le portate dei rottametri; è vero?

RISPOSTA - Io non sono un tecnico che si occupa espressamente di questo lavoro.

DOMANDA - Ma io le ho chiesto chi c'era?

RISPOSTA - Io non lo so chi c'era.

DOMANDA - Di EVC? Non le chiedo i nomi, perché risultano già, che c'erano gli ingegneri Nano, Rabitti, ed altri tecnici...

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Voi, di EVC, chi c'era?

RISPOSTA - Io ero lì per vedere cosa succedeva e basta ma non ci occupiamo noi dei gascromatografi.

DOMANDA - Sto chiedendo chi c'era, chi erano gli altri di EVC?

RISPOSTA - Non me lo ricordo.

DOMANDA - Se c'erano?

RISPOSTA - Non mi ricordo .

DOMANDA - Ma c'erano?

RISPOSTA - Non lo so, non mi ricordo, chi c'era o se c'erano.

DOMANDA - Scusi, mi pare una cosa abbastanza strana questa qua: quando sono intervenuti, ovviamente hanno bussato alla porta, pur non segnalando preventivamente il loro avviso, sono entrati e sono stati accompagnati?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora c'erano tecnici di EVC presenti?

RISPOSTA - Non lo so chi c'era.

DOMANDA - Ma c'erano. Come fanno ad arrivare, mi scusi tra l'altro è un reparto dove non sono mai stati, indovinare dov'è questo reparto ed indovinare dov'è questo gascromatografo, se non vengono accompagnati da qualcuno?

RISPOSTA - Sono venuti in reparto e siamo andati su, credo insieme al capo reparto in quel momento. Presumo, ma non so se sia stato lui.

DOMANDA - C'era quindi qualcun altro del reparto EVC?

RISPOSTA - Credo di sì.

DOMANDA - Lei si ricorda se sono stati regolati, controllati più che regolati, preventivamente i flussimetri?

RISPOSTA - Non me lo ricordo.

DOMANDA - Ma sa come si fa, è in grado di dire come si fa, o no, o lei non sa queste cose?

RISPOSTA - So come si fa, ma non sono in grado di dirlo, se preventivamente sono stati sistemati.

DOMANDA - Ma non lo sa, sistemati nel senso di regolarizzati?

RISPOSTA - Sì, equalizzati.

DOMANDA - Ma non lo sa perché non si ricorda o perché non capisce che cosa si può fare su un rottametro?

RISPOSTA - Perché non mi ricordo.

DOMANDA - E questo rimandiamo allora, per tutti quanti, alla lettura della consulenza, dove risulta questo preventivo controllo dei flussimetri. Io le volevo chiedere, per arrivare a questo discorso di sistemazione dei flussimetri successivamente, le risultano che siano stati verificati questi dati, e cioè l'inserimento di questa concentrazione nota 102.5 PPM e segnalazione di un solo allarme?

RISPOSTA - Non so cosa venisse insufflato nel rottametro.

DOMANDA - Ed allora perché, ad un certo punto, lei ha ritenuto di dover intervenire?

RISPOSTA - Perché vedevo le palline dei rottametri squilibrate, solo quello sono andato a mettere a posto, solo lo squilibrio delle palline dei rottametri. E basta. Perché erano fuori delle loro segnalazioni normali. Solo quello ho fatto.

DOMANDA - Non erano squilibrati anche all'inizio questi rottametri?

RISPOSTA - Quello non lo so, non ho guardato prima, capisce, solo perché ho visto mettere le mani, sono andato a sistemarli e basta.

DOMANDA - E poi al pomeriggio lei sa chi c'era, quando sono stati trovati, dopo la sua sistemazione, dopo un'ora erano ancora starati?

RISPOSTA - No. Quando è stato detto "le prove sono finite", hanno fatto su le bombole, le hanno portate vicino alla porta ed io le ho spostate, in quel momento abbiamo, assieme agli operatori di Enichem, equilibrato i 6 rottami.

DOMANDA - Quindi c'era l'operatore dell'Enichem?

RISPOSTA - Sì che c'era.

DOMANDA - Ecco, e io le ho chiesto questo, se c'erano o non c'erano altre persone che fossero in grado di lavorare su questi rottametri, sull'impianto. Quindi c'era l'operatore di Enichem?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Era lì presente, e quindi siamo arrivati a sapere qualcosa di più.

RISPOSTA - Era fuori qui con me stamattina.

DOMANDA - Certo, lo so. Allora, con questo operatore vengono sistemati. Dopo, ad un certo punto, dopo pochissimo tempo, nonostante la sistemazione, risultano ancora starati completamente questi rottametri.

RISPOSTA - Aspetti, a quel punto io non ho più seguito niente, perché sono stato chiamato e mi hanno detto: ma cos'hai combinato sui rottametri?

DOMANDA - Da chi è stato chiamato?

RISPOSTA - Non mi ricordo chi c'era presente lì, ho detto: ho solo messo a posto i rottametri. Perché sembrava un mare in tempesta quel giorno dentro lì.

DOMANDA - Infatti era completamente starato.

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Quando loro sono arrivati, dall'inizio.

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Quanto è durata la sua opera di bilanciamento?

RISPOSTA - Sarà durata 5 o 6 minuti, 10 minuti, poi sono andato per il mio lavoro.

DOMANDA - Allora, nel momento in cui lei osserva in quel caso o in altri casi, quindi parla la sua esperienza di lavoratore, uno sbilanciamento, lei per che cosa determina che c'è stato uno sbilanciamento?

RISPOSTA - Lo vedo nella pallina.

DOMANDA - A causa di cosa si verifica uno sbilanciamento?

RISPOSTA - Può essere sporco, può essere vapore acqueo, perché sotto ci sono le camice delle autoclavi, può essere la stessa umidità nell'aria. E` una pallina che corre su una fialetta di vetro.

DOMANDA - Lei quante volte è intervenuto su questi rottametri, solo quel giorno che per caso era completamente starato, o succedeva anche altre volte, altri giorni?

RISPOSTA - Non è il mio lavoro espressamente, ho collaborato col ragazzo di Enichem per metterli a posto, per regolarli giusti, e basta.

DOMANDA - Che si chiama come?

RISPOSTA - Lettig.

DOMANDA - E quindi lei normalmente su questi impianti, su questi rottametri, sa chi lavora?

RISPOSTA - Lavorava il servizio di manutenzione di Enichem.

DOMANDA - Che è comunque di Enichem?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Da sempre?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo sistema di rottametri che esiste al CV24, lei si ricorda quando è stato inserito, quando è iniziato?

RISPOSTA - Io al CV24 sono arrivato nel '90 ed erano già inseriti.

DOMANDA - Funzionavano in questa stessa maniera?

RISPOSTA - Credo di sì.

DOMANDA - Nel senso che si sbilanciavano continuamente?

RISPOSTA - Questo non lo so, perché non lo facevamo noi come manutenzione questo servizio.

DOMANDA - Voi quindi facevate esclusivamente?

RISPOSTA - Erano in gestione al servizio SIA di Enichem.

DOMANDA - Quindi tutto il servizio gascromatografo, controllo dei dati, verifica delle macchine?

RISPOSTA - Sì. Il controllo dei dati non lo so.

DOMANDA - Comunque delle macchine e dei gascromatografi?

RISPOSTA - Le macchine certamente.

DOMANDA - E` Enichem anche adesso?

RISPOSTA - Adesso il cromatografo c'è, però abbiamo lo spettrometro di massa...

DOMANDA - Fino a quando c'è stato il gascromatografo, che è stato fino a quando?

RISPOSTA - Sempre Enichem.

DOMANDA - Fino al '97, '98?

RISPOSTA - Sì, fino all'anno scorso, c'è ancora comunque, è ancora in manutenzione.

DOMANDA - Io per il momento non ho altre domande.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Qualche breve chiaramento, perché non sono bene riuscito a capire quali fossero in concreto le sue mansioni. Ho capito che lei non doveva occuparsi dei rottametri, ma allora di che cosa si doveva occupare?

RISPOSTA - Io mi occupo specificatamente di manutenzione, ma i rottametri erano come servizio, proprio di manutenzione operativa, erano gestiti di Enichem, erano controllati da Enichem.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Vuole sapere l'avvocato perché è stato lei chiamato a coadiuvare l'operatore Enichem?

RISPOSTA - No, nessuno mi ha chiamato, mi sono accorto che erano sbilanciati e per professionalità mia ho solo regolato.

DOMANDA - No, cominciamo dall'inizio. Lei ha detto che ha partecipato a questo sopralluogo, a questa ispezione...

RISPOSTA - Ero presente al sopralluogo.

DOMANDA - Benissimo, come mai? Perché lei proprio era presente, perché era presente lei, per quale ragione proprio lei?

RISPOSTA - Perché lavoro in quel reparto.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Lavora in quel reparto e fa manutenzione a che cosa?

RISPOSTA - Alle macchine dell'impianto. Non al cromatografo, non l'ho mai fatto.

DOMANDA - Quindi neanche le campanelle?

RISPOSTA - No, mai.

DOMANDA - Come faceva a sapere che quelle parti erano fuori taratura?

RISPOSTA - Perché le vede anche un bambino, non c'è mica niente di tecnologicamente avanzato, c'è una pallina che corre su due...

DOMANDA - Mettiamo pure che sia così, allora lei ci sta dicendo che abitualmente lei fa, oltre all'attività che normalmente le compete, anche iniziative in altri settori quando ritiene opportuno fare qualcosa?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi può anche intervenire sui gascromatografi?

RISPOSTA - Se lo vedo starato, ma anche adesso lo faccio.

DOMANDA - Ma questo in base a che cosa lo fa?

RISPOSTA - All'esperienza.

DOMANDA - Ad un ordine di servizio?

RISPOSTA - No, no, all'esperienza che ho nell'impianto.

DOMANDA - Quindi dentro a quel reparto praticamente non c'è una precisa ripartizione di compiti? Lei ci ha appena detto che la sua manutenzione non riguarda i gascromatografi perché quella riguarda altri?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Però ci ha detto anche contemporaneamente che se vede qualcosa che non va lei interviene, perché così è la sua professione?

RISPOSTA - Sì, sono professionalmente preparato.

DOMANDA - Quello che voglio sapere io allora è se c'è una istruzione generale, una norma organizzativa?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Che dice: chiunque vada nel reparto...

RISPOSTA - No, no, non c'è.

DOMANDA - Lei quindi è chiamato di regola a fare solo alcune cose?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E non farne altre?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei ha avuto una iniziativa sua, in questo caso?

RISPOSTA - Sì, solo personale.

DOMANDA - E quindi nessuno le aveva chiesto di fare questo lavoro di intervento?

RISPOSTA - Nessuno.

DOMANDA - L'altra cosa che volevo capire è perché c'era anche l'operatore Enichem insieme?

RISPOSTA - Ma io credo che siano stati chiamati quando sono arrivati per la visita, perché sono solo loro in grado di mettere la macchina in manuale, di poter eseguire le prove, perché erano in collaborazione con chi faceva le prove. Credo sia così.

DOMANDA - Lei allora quella mattina di che cosa si doveva occupare?

RISPOSTA - Solo vigilanza, che non succedesse qualcosa, essendo persone estranee al reparto, non si sapeva mica qual era il loro comportamento in caso di anomalia perché l'impianto era in marcia e non era fermo, capisce, quindi c'erano tutte le fasi di produzione che andavano avanti e c'erano delle persone estranee che dovevano essere sicuramente accompagnate nel posto. Come facciamo normalmente quando arriva una visita in impianto.

DOMANDA - Quindi nessuno le ha chiesto di fare l'intervento?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - E come mai dopo hanno chiamato proprio lei?

RISPOSTA - Perché ero lì.

DOMANDA - No, quando dice che è stato chiamato dal direttore che le ha detto cosa aveva combinato, intanto eravate in due ad avere combinato?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Siete stati chiamati tutti e due?

RISPOSTA - No, solo io. Perché ero rimasto l'unico sopra mentre si stavano portando via le bombole.

DOMANDA - Quindi ha chiamato lei solo perché era l'unico che era rimasto là?

RISPOSTA - Credo di sì.

DOMANDA - E lei come si è giustificato rispetto a questa iniziativa che aveva assunto al di fuori delle sue competenze?

RISPOSTA - Ho solo fatto il mio lavoro, il mio dovere secondo me, perché io ho solo messo a posto quello che era scombinato in quel momento.

DOMANDA - Quando succede una fuga nel suo reparto di CVM, lei interviene o no?

RISPOSTA - Io, per mansione, dovrei allontanarmi e fare tutte le procedure atte alla messa in sicurezza dell'impianto, siccome personalmente sono abbastanza esperto di quell'impianto, cerco di collaborare con l'assistente di turno e dare una mano.

DOMANDA - Non ho capito però se tra i suoi compiti di addetto alla manutenzione d'impianto c'è anche quello di intervenire in occasione delle fughe?

RISPOSTA - No. Ci dovremmo allontanare tutti e dovrebbe rimanere solo chi deve mettere in sicurezza l'impianto.

DOMANDA - Un'altra squadra ancora?

RISPOSTA - L'assistente di turno.

DOMANDA - Una persona sola?

RISPOSTA - Con gli operatori in impianto.

DOMANDA - La manutenzione quindi non interviene in questi casi?

RISPOSTA - Se non è specificatamente chiamata in campo, no. Perché prima si allontanano le persone, dopo si vede cosa succede.

DOMANDA - Questa è la procedura che viene seguita?

RISPOSTA - Credo di sì. Sì è questa.

DOMANDA - Non credo. Lei ha assistito a degli episodi di fuga?

RISPOSTA - No, fino a adesso mai.

DOMANDA - Non ha mai avuto occasione di vedere?

RISPOSTA - Solo prove di allarme.

DOMANDA - In quanti anni?

RISPOSTA - Dal '90 che sono al CV24.

DOMANDA - Non c'è stato neanche un allarme che ha comportato...

RISPOSTA - Che io fossi presente in impianto, mai.

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Mi mancavano solo due domande. La prima era: lei ha detto che aveva reputato che si fossero esaurite le prove nella mattinata...

RISPOSTA - No, no, non ho reputato io, qualcuno presente ha detto: "Le prove sono finite". Adesso, chi sia stato, non lo so e non lo ricordo, però qualcuno l'ha detto altrimenti, di mia iniziativa, io non metto mai le mani.

DOMANDA - Però dopo lei ha aggiunto un'altra frase: che dopo aver mangiato, o stava mangiando, sono tornati su e lei ha aggiunto: forse perché non combaciavano i risultati.

RISPOSTA - Presumo.

DOMANDA - Da cosa lo deduce che non risultavano? Ha sentito dire che non combaciavano i risultati?

RISPOSTA - Potrebbero essere state delle voci, non lo so, l'ho detto prima, quel giorno c'era un bailamme di persone, c'erano tantissime voci che correvano.

DOMANDA - Non combaciavano i risultati, da che cosa l'ha dedotto?

RISPOSTA - Posso aver sentito mezza parola, però le ripeto che non so chi l'ha detto, se è stato detto, potrebbe essere anche una mia confusione.

DOMANDA - Un'altra cosa: lei ha aggiunto una frase che mi ha colpito, lei ha detto che si era preoccupato, e quindi aveva controllato un attimino la situazione dei rottametri, anche perché c'erano state persone estranee che senza addestramento potevano determinare l'anomalia dell'impianto.

RISPOSTA - E` un impianto chimico ad alto rischio.

DOMANDA - Ma allora, le volte che c'è un'anomalia dell'impianto, dipende dal fatto che sono persone che non sono addestrate?

RISPOSTA - Se ci mettono le mani, sì.

DOMANDA - Lei sa se quell'impianto ha avuto mai anomalie?

RISPOSTA - Quell'impianto CV24?

DOMANDA - Quell'impianto di cui stiamo parlando, non è che stiamo parlando di tanti, stiamo parlando di un impianto in cui lei era presente quel giorno.

RISPOSTA - Calma. Io devo capire se lei si riferisce al CV24 in tutto l'assieme o all'impianto del gascromatografo.

DOMANDA - L'impianto che lei ha esaminato quel giorno. Lei ha detto, testuali parole, che era preoccupato, che si era occupato di guardare i rottametri, anche perché essendoci stati degli estranei si potevano verificare anomalie all'impianto.

RISPOSTA - Presenti in impianto, presenti in impianto nella globalità del CV24.

DOMANDA - Allora io le chiedo: vuol dire che quindi, quando ci sono anomalie dell'impianto, sono causate da persone non addestrate?

RISPOSTA - Questo non lo voglio dire io.

DOMANDA - Ed allora come poteva dirlo in questo caso?

RISPOSTA - No, io dovevo seguire che non ci fossero anomalie in impianto, che dovessero esserci delle emergenze per cui il personale doveva essere allontanato o essere seguito.

DOMANDA - Questo era il suo compito quel giorno?

RISPOSTA - Anche. Credo di sì.

DOMANDA - Quindi non aveva solo la manutenzione, doveva anche seguire cosa avrebbero fatto le persone?

RISPOSTA - C'erano delle persone estranee in impianto.

DOMANDA - Quindi il suo compito è anche di controllare...

RISPOSTA - Non è il mio compito, in quel giorno.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Lei ha detto più volte "ho visto mettere le mani sui rottametri"; ha detto più volte "c'erano persone estranee in impianto", più e più volte. Lei ritiene possibile, e mi domandavo chi abbia messo le mani sui rottametri, chi lei ha visto mettere le mani sui rottametri?

RISPOSTA - Io non lo so chi le abbia messe, presumo... penso sia stato... siccome sono stati toccati i rottametri, c'erano delle persone che facevano delle prove sui rottametri, qualcuno ha messo le mani. Io ho visto battere, lo ripeto di nuovo perché è una cosa che, secondo me, non va fatta, con una chiave a rullino, su un riduttore di pressione delle bombole.

DOMANDA - Chi l'ha fatto?

RISPOSTA - Non lo so, non mi ricordo, sono passati 5 anni, cavolo.

DOMANDA - E` possibile che persone non addestrate inavvertitamente possano avere messo le mani sul rottametro, e quindi aver causato la staratura del rottametro?

RISPOSTA - Potrebbe essere stato, se uno non sa come funzionano sì.

DOMANDA - Chi le ha dato del sabotatore?

RISPOSTA - Mi sono trovato un articolo di un giornale con scritto che dopo che erano state... credo sia stato o "Il Gazzettino" o "La Nuova Venezia", basta andare in redazione, qualcuno ha detto che ci sono stati dei sabotaggi. Io, siccome non ho mai nascosto di avere fatto io quella cosa, mi sono sentito dare del sabotatore, dopo trent'anni di fabbrica.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Non c'era l'operatore dell'EVC, e cioè Lettig, che sentiremo tra poco, lì che stava controllando questa roba; c'era o non c'era?

RISPOSTA - Quel giorno Lettig era presente come servizio di manutenzione e di Enichem, perché solo loro, ripeto, sono in grado di gestire la macchina.

DOMANDA - E lui è un esperto, quindi, del gascromatografo?

RISPOSTA - Se non mi ricordo male, lui era all'interno della sala controllo, dove le macchine... dove venivano gestite le prove, nel senso proprio nella sala controllo, dovevano far avanzare le camere del gascromatografo.

DOMANDA - Quindi era assieme agli altri che dovevano fare queste prove?

RISPOSTA - Sì, credo di sì.

DOMANDA - E lui è un esperto quindi del gascromatografo e sa anche che cosa significa controllare e bilanciare i rottametri, sistemare i rottametri?

RISPOSTA - Lo fanno come lavoro loro.

DOMANDA - Ed allora se n'è accorto Lettig o se n'è accorto lei che si erano sbilanciati i rottametri?

RISPOSTA - Io, guardando le prese, le vedo ad occhio subito, perché si vedono immediatamente.

DOMANDA - Ma è stato Lettig a dirle di mettere a posto i rottametri perché si erano sbilanciati, oppure è stata una sua iniziativa quella di mettere a posto i rottametri?

RISPOSTA - Non mi ricordo se ho detto io: mettiamo a posto, facciamo la bilanciatura del gascromatografo o se l'ha detto Lettig. Abbiamo lavorato assieme quel giorno per metterli a posto.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Io avevo ancora due cose da chiedere. Volevo chiedere una cosa, per evitare che venga fatta confusione fra campanelle e rottametri; le volevo chiedere se lei era sicuro del fatto che quei consulenti che sono arrivati lì quel giorno hanno toccato i rottametri piuttosto che le campanelle? Che sono separati tra loro...

RISPOSTA - Sì, sono sotto.

DOMANDA - E tra l'altro non c'è nessun bisogno di toccare i rottametri per fare le prove, perché da quello che risulta dagli atti depositati e poi dalle fotografie, quelle che ho indicato, il consulente ha toccato le campanelle, che sono una cosa, il rottametro è diverso.

RISPOSTA - Sì, le campanelle sono così ed i rottametri sono spostati.

DOMANDA - Hanno toccato le campanelle? Le chiedo, scusi, perché è una cosa diversa, perché la campanella andava toccata per immettere il gas...

RISPOSTA - Se questa domanda mi veniva fatta nel giugno '95, le avrei saputo rispondere, se sì era stata toccata... ma sembrava una cosa che non fosse successo niente e, a distanza di anni, sembra che sia...

DOMANDA - Ma io le chiedo?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Che toccavano i rottametri lo dice così per dire, allora, perché sono due cose diverse; come peraltro sa benissimo anche lei campanelle e rottametri?

RISPOSTA - Agganciare la manichetta sulla campanella e passare vicino al rottametro non è che ci vuole mica...

DOMANDA - Io le ho chiesto: lei prima ha parlato...

RISPOSTA - Non ho visto toccare i rottametri.

DOMANDA - Questo volevo dire. Quindi non ha visto toccare i rottametri, questo discorso, perché sono separati, come si vede dalle foto in atti. Un'ultima cosa che le volevo chiedere: lei ha parlato di essere stato anche al CV6, ma al CV6 lei ha assistito a degli allarmi, qualche volta? Era presente in caso di allarmi, o neanche al CV6?

RISPOSTA - Ho lavorato al CV6 per anni e ci sarà stato sicuramente qualche allarme.

DOMANDA - E che lei si ricordi?

RISPOSTA - No, sono passati...

DOMANDA - Presente lei, non è mai successo nessun allarme?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Non si ricorda. Va bene, io non ho altre domande. Comunque la fotografia dove si vede chiaramente che sono lontani i rottametri e i flussimetri è allegata agli atti della consulenza, si vede benissimo che sono due cose completamente distinte e separate. E comunque il teste poi ha precisato la circostanza.

 

Pubblico Ministero: possiamo sentire Lettig, visto che abbiamo fatto riferimento a Lettig. Il teste può andare via, visto che abbiamo finito.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - LETTIG PAOLO

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: ci dica le sue generalità.

RISPOSTA - Lettig Paolo, nato il 30.04.69 a Mestre; ivi residente in via Pionara 2D.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Che professione svolge?

RISPOSTA - Io sono tecnico di analizzatori presso l'Enichem, Porto Marghera.

DOMANDA - Da quanto tempo, all'incirca?

RISPOSTA - Da 10 anni quasi, dal settembre del '90.

DOMANDA - In precedenza ha lavorato lo stesso allo stabilimento di Porto Marghera?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Le volevo chiedere se si ricorda dell'intervento, nel giugno '96, dei consulenti tecnici ingegneri Nano e Rabitti del Pubblico Ministero e di alcuni altri presso il reparto CV24, se lei quel giorno era al lavoro?

RISPOSTA - Sì, ero al lavoro.

DOMANDA - Rispetto a quel periodo, gennaio '96, vuole indicare al Tribunale...

RISPOSTA - Giugno '96.

DOMANDA - Sì, giugno '96, quali erano i suoi compiti? Lei da chi dipendeva e che attività lavorativa in particolare svolgeva?

RISPOSTA - Io ero sempre, come adesso, tecnico strumentale presso l'Enichem e svolgevo attività di manutenzione presso gli ionizzatori ed i gascromatografi dello stabilimento; dipendevo direttamente da Perin Flavio che era il capo reparto del servizio SIA strumentale.

DOMANDA - Servizio Enichem?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quali erano gli analizzatori e le macchine, chiamiamole in senso lato così, sotto il vostro controllo, le vostre verifiche?

RISPOSTA - Preferibilmente ci seguivano tutti gli amministratori, praticamente io seguivo personalmente quasi tutti gli ionizzatori, i gascromatografi dello stabilimento e in particolare alcuni strumenti, ce ne sono 70, circa 70-80 in tutto lo stabilimento, si seguiva la gascromatografia.

DOMANDA - Lei seguiva in particolare anche il gascromatografo del CV24?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Sul gascromatografo del CV24 è tutto sulla strumentazione del gascromatografo, che attività lavorativa svolgeva lei normalmente e con che cadenze?

RISPOSTA - Allora, si svolgevano attività di manutenzione per quanto riguarda i guasti occasionali che richiedeva la strumentazione, in più si faceva un'attività di controllo della taratura settimanale.

DOMANDA - I reparti che lei controllava, aventi come materia trattata il cloruro di vinile monomero, quali erano, quelli che lei ha conosciuto, solo il CV24 o anche altri reparti?

RISPOSTA - CV24, CV22 e 23.

DOMANDA - In precedenza non aveva mai visto il CV6 ed altri reparti?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Solo questi due qua. Vengo all'episodio del giugno '96. Quel giorno si ricorda, e vuole riferire sinteticamente al Tribunale, che cos'è successo all'interno della fabbrica?

RISPOSTA - Allora, sul primo intervento della Finanza?

RISPOSTA - Sì, quando sono venuti il maresciallo della Guardia di Finanza con degli ingegneri per verificare cosa misurava e in che percentuale il gascromatografo. Lei si ricorda di questa vicenda?

RISPOSTA - Sì. Sul primo episodio io ero su un altro impianto in attività di manutenzione su un altro impianto; sono stato avvisato di recarmi al CV24.

DOMANDA - Perché sono giorni diversi, uno è stato fatto a giugno ed uno successivamente?

RISPOSTA - Sì, un paio di settimane dopo forse.

DOMANDA - Parliamo quindi del primo.

RISPOSTA - Sì, io ero in attività di manutenzione su un altro impianto e sono stato avvisato di recarmi al CV24 dal mio capo reparto, lì ho trovato già i periti che dovevano effettuare il controllo, più i vari finanzieri che mi hanno...

DOMANDA - Che le hanno detto cosa dovevano fare?

RISPOSTA - Sì, dovevano fare una serie di controlli e generalmente io sono stato parecchio tempo in sala controllo, per coadiuvare il discorso del selettore di stream a riguardo della linea interessata, per non perdere tempo facendo una scansione veloce rispetto a quella normale.

DOMANDA - Quando lei arriva lì era la mattina di questa giornata di giugno '96?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Avevano già cominciato ad operare o stavano aspettando che arrivassero i tecnici?

RISPOSTA - Stavano aspettando, erano già pronti comunque.

DOMANDA - Quindi non avevano ancora toccato. Erano pronti ma non avevano toccato nessun strumento?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Chi c'era presente oltre a lei delle aziende quindi di Enichem e di EVC, oltre a questi chiamiamoli estranei?

RISPOSTA - In che senso?

DOMANDA - C'era solo lei per Enichem?

RISPOSTA - No. C'ero io, ero arrivato in contemporanea penso con il mio capo reparto.

DOMANDA - Che era Perin?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - C'era qualcuno di EVC anche?

RISPOSTA - Sì, c'erano gli assistenti di giornata, i quadristi, personale del reparto.

DOMANDA - Anche Trolese c'era?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Fino a che non arrivate voi di Enichem nessuno tocca niente. Quando arrivate voi materialmente che linea viene controllata e per fare che cosa, se si ricorda se no le ricordo io la linea?

RISPOSTA - Sì, li ho visti che si erano già posizionati sulla prima campanella della linea 7 delle autoclavi.

DOMANDA - Cosa volevano fare?

RISPOSTA - Secondo quello che mi ricordo, prima volevano fare una misurazione di tutti i flussi di prelievo delle linee e poi un relativo controllo con la concentrazione nota di CVM, per vedere la risposta del gascromatografo.

DOMANDA - Il controllo del flusso che risultati ha dato, al di là dei numeri?

RISPOSTA - Erano scarsi, cioè erano risultati scadenti.

DOMANDA - Erano risultati scadenti come qualità?

RISPOSTA - Sì, non corrispondevano ad un ottimale funzionamento.

DOMANDA - Il dato che è stato riportato poi in consulenza, lo dico solo per la memoria di tutti, indica una portata totale di 1 e 62 litri al minuto. La somma dei flussi ovviamente. La portata invece chiamiamola normale, la portata dei flussi, a quanto dovrebbe, secondo la sua esperienza e secondo il lavoro che fa, ammontare?

RISPOSTA - Quanto meno al doppio.

DOMANDA - Quindi era sicuramente bassa?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quel giorno, forse non se lo ricorda...

RISPOSTA - Era bassa e mal distribuita.

DOMANDA - Certo, sono i dati che hanno riferito anche gli ingegneri. Era venerdì mi pare quel giorno, no?

RISPOSTA - Non mi ricordo.

DOMANDA - Comunque risulta dagli atti ed anche dai verbali che sono stati riportati. Voi in che giorno della settimana, se lo fate tutte le settimane, fate una verifica di questi flussi? Se lo fate sempre, per carità.

RISPOSTA - Glielo posso dire adesso, lo facciamo di solito di mercoledì, al tempo non ricordo se lo facevamo già con cadenza di mercoledì. Bisognerebbe vedere le date dei vari interventi.

DOMANDA - Dai verbali che sono stati fatti l'altra volta, parlavate di mercoledì comunque. Quindi da mercoledì a venerdì vediamo che c'è questa qualità piuttosto scadente del risultato di questi flussi?

RISPOSTA - No. Questo l'abbiamo visto venerdì.

DOMANDA - Sì, sì, il venerdì, certo. Il mercoledì c'è il controllo, il venerdì già c'è questo dato. Ma secondo quello che lei verifica, che fa tutti i giorni o tutte le settimane, o tutti i mesi, questo flusso perché diventa così scadente?

RISPOSTA - Beh, normalmente durante la settimana non si verificano i flussi di tutte le campanelle, o in particolare della linea 7. Si faceva un controllo generico di taratura sullo strumento, cioè sullo ionizzatore dentro in cabina.

DOMANDA - E questi risultati che ha visto anche lei, perché sono venuti fuori in questa maniera, secondo quella che è la sua esperienza di tutti i giorni?

RISPOSTA - Beh, l'esperienza di tutti i giorni mi dice che o c'è una perdita o c'è un tappo, un'ostruzione. In quel caso specifico non ho potuto controllarlo, perché...

DOMANDA - Non ha potuto controllare?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Quel giorno poi lei ha partecipato, era lì presente a questa prova in cui viene messa una concentrazione nota di 102.5 PPM e l'altra concentrazione di PPM nota e che comunque risulta in perizia direttamente al gascromatografo. Il gascromatografo invece che risultati ha dato?

RISPOSTA - Li dava riportati in funzione alla quantità di flusso misurato in precedenza, cioè nella sommatoria delle 6 campanelle, se c'era una campanella che misurava un 10 per cento del flusso totale, segnava il 10 per cento della concentrazione.

DOMANDA - Il gascromatografo quindi segnava in misura corretta?

RISPOSTA - In base ai flussi che erano visualizzati.

DOMANDA - Verificato questo dato sui flussi, che cosa ha fatto lei, che cos'è successo dopo?

RISPOSTA - Beh, a prova terminata, o quanto meno quando si è ritenuta la prova terminata...

DOMANDA - Sulla prova terminata parleremo dopo, perché mi pare che avete mangiato lì un panino in reparto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quanto è durato, 10 minuti, 20 minuti?

RISPOSTA - Sì, un quarto d'ora.

DOMANDA - Avete mangiato lì?

RISPOSTA - Nella sala sottostante alla sala controllo.

DOMANDA - Chi li ha procurati i panini, voi di Enichem, dell'azienda?

RISPOSTA - Penso di sì.

DOMANDA - Comunque nessuno è uscito, siete rimasti lì a mangiare lì?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Fatti questi primi controlli con questi dati, viene mangiato il panino?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E poi viene ripresa l'attività, no?

RISPOSTA - No. I vari tecnici della Finanza, e tutti i finanzieri, almeno mi sembrava, erano rimasti nella sala sottostante, una sala riunioni EVC.

DOMANDA - Certo, i finanzieri erano lì per la presenza, non certo per controllare il flusso.

RISPOSTA - Sì. Visto che era in atto un guasto, o quanto meno era reputato da me personalmente o anche dalle persone che erano con me, il mio capo Perin o gli stessi assistenti di giornata avevano notato che c'era qualcosa che non andava, si è provveduto per risolvere il problema.

DOMANDA - In che maniera?

RISPOSTA - Ho chiesto se era possibile intervenire per la riparazione, per l'eventuale presa atto del guasto che era in atto sulla presa di linea 7. E mi sembra l'assistente Trolese...

DOMANDA - Sulla linea 7?

RISPOSTA - Sì. Sono andato a... No, ho rifermato lo strumento, perché era ripartito in marcia regolare, o quanto meno tale, l'ho fermato e l'ho posizionato sulla linea 7, e sono andato a verificare in campo. Ed ho trovato un'altra situazione, non certo quella della mattina.

DOMANDA - Certo. Quando lei fa riposizionare, chi l'ha fatto materialmente?

RISPOSTA - Io.

DOMANDA - Riposiziona i parametri, la scansione...

RISPOSTA - No, la scansione.

DOMANDA - Immediatamente dà un risultato regolare.

RISPOSTA - No, sono andato a verificarlo fuori sui rottametri. Dovevo verificare, in pratica quello che non era lineare era la quantità di flusso visualizzato sui rottametri, ce n'erano alcuni che segnavano 0, alcuni 10, alcuni 20, alcuni 50.

DOMANDA - Per fare questa operazione quanto ci ha messo, come tempo?

RISPOSTA - Cinque minuti.

DOMANDA - Allora, di fronte ad una prova chiamiamola della mattina, in mezzo c'è una pausa del panino, di fronte ad una prova che dà dei risultati, come diceva anche lei, in un certo senso anomali, nel senso che viene immessa l'altra concentrazione, ad esempio di 15 PPM come prova concreta, e risulta invece una concentrazione di 6 PPM, quindi con un abbassamento incredibile, poi quando lei interviene sui rottametri che cosa succede, che torna tutto a posto?

RISPOSTA - Non sono intervenuto sui rottametri.

DOMANDA - Su che cosa?

RISPOSTA - Quando mi sono ripresentato per vedere la soluzione del problema ho visualizzato subito che non c'era la stessa situazione lasciata alla mattina, quanto poco, che è durata un arco di ore.

DOMANDA - Forse ho sbagliato, è intervenuto Trolese sui rottametri?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Chi è intervenuto?

RISPOSTA - Io mi sono recato in campo, per "in campo" intendo nella zona autoclavi della linea 7, e ho visualizzato subito che i flussi sui rottametri erano sregolati, non erano regolati in quantità uguale per ogni rottametro che sono 6, però avevo una quantità di portata superiore a quella della mattina. E questo significa passare da un litro e mezzo a tre litri, come sommatoria.

DOMANDA - E chi è stato a fare questo intervento, a causare questa modifica?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Le chiedo se lo sa perché ne avrà parlato anche con Trolese?

RISPOSTA - Trolese seguiva me. L'assistente Trolese ha solo visto che l'orario era oltre le tre e mezza, reputo almeno, comunque un orario di fine lavoro, di fine giornata, ha solo chiesto se poteva aiutarmi nel terminare la riparazione o eventuale tale.

DOMANDA - Guardi, ne abbiamo parlato poco fa con Trolese davanti al Tribunale, diceva che lui ha effettuato questo intervento.

RISPOSTA - Sì, di regolazione però. Una cosa è la regolazione, una cosa è visualizzare che una sommatoria riportata passa da un litro e mezzo a tre.

DOMANDA - Diciamo che viene effettuato questo doppio intervento per mettere a posto la macchina, da parte sua, come ha detto lei, da parte di Trolese, come ha detto Trolese.

RISPOSTA - Sì, era in contemporanea, perché sono 6 rottametri e li abbiamo regolati 3 a testa, alla fin fine, tempo dieci minuti in tutto.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Cosa significa far regolare i rottametri?

RISPOSTA - I rottametri sono composti da un vetrino con una sferetta all'interno, in cui il flusso che gli passa attraverso visualizza una certa quantità di portata. Tali rottametri hanno anche una valvolina di regolazione di tale flusso. Il flusso è in aspirazione, per cui o la depressione ha inizio linea, alla quale è attaccato un rottametro ed una campanella susseguente, e tale depressione crea una certa portata, su questi 6 rottametri la linea è unica, per cui ho una portata iniziale di linea unica, che si suddivide diviso 6. E` ovvio che se voglio avere lo stesso flusso per ogni rottametro devo regolare la valvolina, perché ho perdite di carico per ogni ramo della linea diverso.

DOMANDA - E lei visivamente come riesce a percepire che il rottametro, controllare, verificare che il rottametro viene bilanciato e regolato?

RISPOSTA - Il vetrino ha una scala, 0-100, 0-50, 0-60. Vengono posti tutti al massimo delle loro possibilità, però alla stessa scala.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - E quindi diciamo che nella pausa c'è stata questa regolazione, questo aumento della portata?

RISPOSTA - Sì, dopo la pausa.

DOMANDA - Sì, nella pausa del panino diciamo?

RISPOSTA - Nella pausa del panino c'è stato... qualcosa è intervenuto, perché si è passati da un litro e mezzo a tre. La seguente operazione mia e di Trolese è stata solo quella di regolare le varie valvoline ad una regolare portata.

DOMANDA - Quindi basta questa valvolina aprirla o chiuderla, è semplicissima l'operazione?

RISPOSTA - Sì, ma il fatto è che prima non erano chiuse, poi non le ho aperte, le ho solo regolate. E` diverso.

DOMANDA - Ed allora chi ha fatto questo intervento?

RISPOSTA - Non glielo so dire.

DOMANDA - Comunque né lei e né Trolese, dice?

RISPOSTA - No. Trolese assolutamente.

DOMANDA - Trolese è solo intervenuto nell'altra maniera, come ha detto lui. Poi, anche al pomeriggio, sono state fatte delle altre prove, mi pare, sono continuate?

RISPOSTA - Susseguentemente a questo episodio, io mi sono recato in reparto, cioè in laboratorio.

DOMANDA - Chi è rimasto lì in zona?

RISPOSTA - Perin penso sia rimasto, magari era in riunione al vano sottostante alla sala quadri, in una sala tecnica, sala riunioni. Poi ho saputo che sono risaliti nella zona delle campanelle ed hanno visualizzato che la situazione era diversa.

DOMANDA - Che era diversa ancora, ulteriormente, dopo un po' di tempo?

RISPOSTA - Non lo so, perché io non c'ero più.

DOMANDA - Ed era rimasto Perin in pratica lì?

RISPOSTA - Non ho idea. Sono andato a casa io poi.

DOMANDA - C'è questo suo intervento e poi anche lei va via. Un'ultima cosa volevo chiederle, e tra l'altro è una domanda che mi viene in mente in relazione anche a quanto detto da Trolese poco fa: lei ha mai assistito, è mai stato presente, è mai intervenuto a seguito di allarmi al CV24?

RISPOSTA - Allarmi di che tipo?

DOMANDA - Allarmi per CVM?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Mai?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Mi scusi, ma se penso, ricordo il numero di questa mattina, che risulta ai tabulati, nel '91-'93 ne abbiamo 160, lei non è mai intervenuto?

RISPOSTA - No. Io intervenivo su richiesta del reparto se visualizzavano alcune anomalie sul gascromatografo e basta.

DOMANDA - Lei quindi non è mai intervenuto a seguito di allarmi, mai chiamato?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Trolese diceva che non ne ha mai sentiti e ce ne risultano 160 per quei due anni. Io per il momento non ho altre domande.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Io partirei dalla fine, perché visto che lei si occupa di manutenzione e si muove anche tra le parti, visto che ne ha fatti più di uno, CV22, CV24, CV23, lei si ricorda di avere visto movimenti di dipendenti, operai, che vengono messi fuori in condizioni di sicurezza?

RISPOSTA - Situazioni di allarmi reali, no.

DOMANDA - Mai viste?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - In quanti anni, 10?

RISPOSTA - 10.

DOMANDA - Non è capitato una volta?

RISPOSTA - Che io fossi presente in reparto, no.

DOMANDA - Quindi lei, di scienza diretta, non ne ha mai vista una di situazioni del genere?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Sa che cosa succede quando si verifica l'allarme, qual è la norma di comportamento, cosa si deve fare?

RISPOSTA - Il mio reparto non è CV24, CV22.

DOMANDA - Certo, le parlo come persona che interviene sul CV22 o 24 in situazione di crisi, mi ha detto, no?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che può essere chiamata, e quindi mi ha detto che ha fatto anche degli interventi?

RISPOSTA - Sì, di manutenzione.

DOMANDA - Allora, se ha fatto degli interventi, le chiedo se ci può dire com'è organizzata la situazione?

RISPOSTA - Ho fatto le prove, cioè le situazioni di...

DOMANDA - Simulate?

RISPOSTA - Simulate di intervento, sì, di allarme.

DOMANDA - Ma interventi effettivi, conseguenti ad allarmi, non ne ha mai fatto neanche uno?

RISPOSTA - No. Cioè in situazioni in cui il gascromatografo non funzionava, si veniva avvisati, informati come manutenzione per riparazione o per eventuali anomalie che ha dato il gascromatografo, non in reparto.

DOMANDA - E quando c'è il warning no peak cosa succede? Sul gascromatografo, lei mi dice "quando il gascromatografo non funziona"; allora, cosa intendiamo? Cerchiamo di capirci, cosa intende per non funziona? Qual è l'indicatore tecnico di non funzionamento del gascromatografo?

RISPOSTA - Ad esempio l'allarme di mal funzionamento del gascromatografo. Adesso non so come sia visualizzato in quel caso, perché non li ricordo tutti, ma c'è un allarme al CV24 di gascromatografo di fuori servizio, per fiamma spenta, per eventuale...

DOMANDA - Questa può essere una situazione. Le chiedo se accanto a questa lei ha fatto interventi che erano stati sollecitati in presenza di altre tipologie chiamiamole di irregolarità, comunque altre tipologie simili tipo il warning no peak o il posto non riconosciuto. Cioè quando c'è quella sfilza di situazioni warning no peak, lei le ha viste qualche volta?

RISPOSTA - Sì, le ho viste.

DOMANDA - E` stato chiamato?

RISPOSTA - Non personalmente, non sono andato io personalmente, ci sono andati altri tecnici.

DOMANDA - Del suo reparto?

RISPOSTA - Del mio reparto, sì.

DOMANDA - E qual era il problema?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - A lei non è mai capitato?

RISPOSTA - Di visualizzare i warning no peak no.

DOMANDA - E di intervenire sul gascromatografo col warning no peak?

RISPOSTA - Generalmente no, che mi ricordi.

DOMANDA - E se domani la chiamano e le dicono che c'è una serie di warning no peak, lei cosa fa, da dove comincia?

RISPOSTA - Comincio a visualizzare l'analisi del gascromatografo.

DOMANDA - E lì viene fuori il warning no peak?

RISPOSTA - L'analisi del gascromatografo, non gli shimatzu.

DOMANDA - Per analisi cosa intende, la cifra?

RISPOSTA - Il cromatogramma.

DOMANDA - La barra?

RISPOSTA - Il cromatogramma, non la barra. Perché la barra è una cosa, il cromatogramma è un'altra.

DOMANDA - Ed allora cosa fa, leggendo il cromatogramma? Che cosa può trovare?

RISPOSTA - Posso valutare com'è il funzionamento della macchina stessa, se ci sono le righe, le linee di base, se c'è un mal funzionamento dello 0, se c'è una serie di causali che mi possono...

DOMANDA - Sul warning no peak quali sono queste causali, da che cosa dipende secondo quelle che sono le sue mansioni e le istruzioni che ha ricevuto, il warning no peak?

RISPOSTA - Io so che il warning no peak visualizzato dallo shimatzu è perché l'integratore shimatzu non rileva alcun picco, come integrazione di linea di base.

DOMANDA - E quindi, per capire la ragione di questa situazione, lei va a vedere, ha detto, il cromatogramma?

RISPOSTA - Il cromatografo o il cromatogramma, a seconda.

DOMANDA - E cosa può trovare lì che le spiega?

RISPOSTA - Anche un semplice contatto di un relais che visualizza la barra di stream che non funziona.

DOMANDA - Sul cromatogramma questo lo vede?

RISPOSTA - Sul cromatografo. Il cromatogramma riguarda l'analisi, che mi può visualizzare le righe o qualsiasi altro tipo di anomalia; un'eventuale mancanza di segnale di barra mi può anche far presente che l'integratore rilevi il warning no peak.

DOMANDA - In questo caso allora cosa fa?

RISPOSTA - Si ricerca il guasto, se c'è.

DOMANDA - Sulla linea?

RISPOSTA - Sui contatti elettrici, sui relais, sul selettore di stream.

DOMANDA - Cosa sarebbe il selettore di stream?

RISPOSTA - Il meccanismo, il meccanico, l'elettrico, che mi comanda il selettore di stream meccanico per dare la scansione a tutte le linee, ai 10 stream.

DOMANDA - Per passare dalla sequenza automatica a quella manuale?

RISPOSTA - La scansione ha una sequenza automatica.

DOMANDA - Quello che cambia la linea?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Abbiamo visto questa mattina che c'era nel CV24 che è stato introdotto anche un variatore di sequenza; le risulta?

RISPOSTA - Cosa si intende per variatore di frequenza?

DOMANDA - Di sequenza, non di frequenza; c'è un congegno che interviene variando l'ordine delle sequenze.

 

Presidente: glielo faccia vedere nella fotografia che aveva il professore.

 

DOMANDA - Allora, viene esibito il prospetto proiettato questa mattina dal professor Nardelli, sul quale ci siamo intrattenuti per parlare appunto di questa scatola che dà dei comandi che toccano la sequenza, almeno leggendo il nome io leggo...

 

Presidente: lei l'ha mai vista questa scatola?

RISPOSTA - Io questo schema non l'ho mai visto, non ho idea.

 

DOMANDA - Non sa quindi se c'è, se non c'è, come influisce sul funzionamento del gascromatografo, questo pannello qua?

RISPOSTA - Questo io non l'ho mai visto. Questo sequential injection pannel non mi dice niente.

DOMANDA - Cominciamo a capire se lei in quello intravede qualcosa di familiare del gascromatografo, in tutta quella carta che ha davanti?

RISPOSTA - Specifico del CV24?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Qualcosa di familiare sì c'è.

DOMANDA - Allora se ci dice cosa riconosce, vediamo di capire?

RISPOSTA - Per "recorder" penso sia inteso un registratore; "controllo unità" l'unità di controllo del gascromatografo, vi sono visualizzati alcuni rottametri, un bilanciamento atmosferico, una valvola a bilanciamento atmosferico, una valvolina per visualizzare lo standard, due iniettori di aspirazione poi, a metà, c'è un selettore meccanico disegnato, però a metà, tre linee di alimentazioni per i gas ausiliari, un selettore pannello che non so come venga inteso, penso il selettore di stream.

DOMANDA - Scusi, per il Tribunale e per tutti, sulla carta non c'è nulla di tutto questo scritto; sta riconoscendo le parti.

 

Presidente: abbiamo visto questa mattina che non c'era niente di scritto.

 

DOMANDA - Dato atto che abbiamo capito che quello riproduce a grandi linee questo sistema di gascromatografo del CV24, l'ultima domanda che le faccio è: quel pannello specifico lì lei l'ha mai visto fisicamente e se ha un'idea di cos'è e come funziona?

RISPOSTA - A meno che non si intenda qualcos'altro, io non ci vedo nessuna corrispondenza con il CV24.

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

DOMANDA - Volevo chiedere, per migliore comprensione, lei diceva che quindi la portata, lei ha constatato una variazione di portata successivamente da quella anomala che aveva registrato la mattina a quella successiva. Ecco, la variazione di portata mi può spiegare da che cosa deriva, secondo lei? Secondo la sua esperienza questa variazione di portata da cosa può essere stata determinata?

RISPOSTA - O da una perdita o da un tappo in linea.

DOMANDA - Però lei parlava di valvoline prima, che c'erano delle valvoline aperte, che probabilmente sono state aperte delle valvoline; ha fatto questo accenno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che cosa significa, me lo vuole spiegare meglio?

RISPOSTA - La situazione della mattina è stata presa in atto dai periti che controllavano lo strumento, non è stata toccata nessuna valvolina, a quanto mi risulta. E quando io ho ricontrollato la stessa situazione, senza toccare nessuna valvolina già visualizzavo una situazione diversa di portata.

DOMANDA - Diversa, quindi c'era stato un intervento, a rigor di logica, che aveva?

RISPOSTA - Sì, causato qualcosa di diverso.

DOMANDA - Può darsi che per esempio questo cambiamento si sia determinato dalla chiusura di un ingresso d'aria posto tra gascromatografo e campanella? Può essere che eventuali chiusure di questo eventuale ingresso ad aria abbia determinato poi il cambiamento della portata, per cui la portata era regolare quando lei in un secondo momento è intervenuto?

RISPOSTA - Sì, può essere.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Per concludere, una cosa che riguarda: diceva che non ha mai assistito, non ha mai partecipato, non è mai stato chiamato per fughe al CV24; vista la sua esperienza, se lo stesso discorso vale anche per il CV22?

RISPOSTA - Forse si intende qualcosa di diverso. Io sono stato chiamato per manutenzione o eventuale controllo di verifica se il funzionamento del gascromatografo era regolare successivamente ad un intervento di allarme che hanno visualizzato in reparto.

DOMANDA - Appunto, le volevo chiedere se ha fatto degli interventi, mi diceva prima al CV24 no, per il CV22?

RISPOSTA - Sì. Questo lo dicevo sia per il CV24 che per il CV22, cioè che sono stato chiamato magari successivamente ad un'eventuale fuga, se c'è stata, in reparto. Per un'ulteriore conferma sulla validità del gascromatografo, cioè chiedevano un’ulteriore verifica di controllo, tutto lì, se era tutto regolare dopo che era successo qualcosa in reparto. Non sul gascromatografo.

DOMANDA - E` in grado lei di quantificare il suo intervento in questo senso al CV24, al CV22?

RISPOSTA - Sotto questo punto di vista no.

DOMANDA - Siamo a 2 o 3 o 2000?

RISPOSTA - Non 2 o 3, non 2000.

DOMANDA - All'incirca una decina?

RISPOSTA - Forse una decina, per entrambi i reparti però, non sono solo io che seguo tale strumentazione, ci sono anche altri colleghi.

DOMANDA - Un'ultima cosa, sempre un grafico che era stato mostrato al Tribunale questa mattina, che è quello che riguarda lo schema che era stato preparato dalla Carlo Erba. Volevo chiederle se riconosce, per il gascromatografo ovviamente CV24, almeno questo?

RISPOSTA - Sì. Manca l'integratore. Manca fisicamente... sì, manca l'integratore come schema generale sul CV24.

DOMANDA - Manca solo quell'integratore, in pratica?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: lei sta guardando esattamente che cosa, mi scusi?

RISPOSTA - Questo è uno schema a blocchi, possiamo chiamarlo schema a blocchi, dell'analizzatore del gascromatografo del CV24, o di altri impianti perché è una cosa generale comune.

 

Avvocato Schiesaro: è la prima tabella illustrata dal mio consulente questa mattina, cioè lui ha visto prima la terza e poi la prima.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Una domanda gliela faccio io. Lei ha detto che era addetto alla manutenzione, alla taratura, del gascromatografo, è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quali erano le anomalie che più frequentemente si manifestavano a questa apparecchiatura di monitoraggio?

RISPOSTA - Guasti più frequenti?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - L'intasamento di linee era abbastanza frequente, perché il CV24 era abbastanza polveroso, cioè si accumulavano in linea polvere che veniva lavata in controcorrente con flussi in pressione, controcorrente su tubi in acciaio 4 per 6, sfiata e pulisce dalla polvere. Una cosa frequente era il lavaggio delle linee, che veniva effettuato da noi ed eventuali altri guasti... blocco della valvola di campionamento, alcuni guasti sul selettore meccanico di stream, sulla scansione del selettore meccanico di stream era possibile verificare un blocco diciamo, un'anomalia. Dopo dipendeva se era elettrica o meccanica.

DOMANDA - Lei prima ha fatto soprattutto riferimento al mal funzionamento delle componenti elettriche o elettroniche del gascromatografo; è così?

RISPOSTA - Ma mi rifaccio in specifico al warning no peak.

DOMANDA - L'ha fatto con riferimento al warning no peak?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Come può avvenire allora questo mal funzionamento, questa anomalia, in luogo poi a questo segnale warning no peak?

RISPOSTA - Il warning no peak dovrebbe essere a riguardo dell'integratore shimatzu che è collegato in parallelo all'uscita dell'analizzatore, in parallelo al registratore, che visualizza il diagramma con il pennino in backgraf. L'integratore è in parallelo al segnale e ne fa una lettura tutta sua. In pratica rileva se c'è il segnale di barra di stream, per identificare il posto a cui collocare il dato del componente da associare alla zona. E per cui deve rilevare, oltre al componente o alla presenza del componente, del CVM in questo caso, anche l'esatto posizionamento della zona. Per cui, siccome lo fa in lettura su un segnale elettrico, un eventuale warning no peak non rileva né la posizione e né il componente, per cui non è un mal funzionamento, è una non lettura di nessun picco. E questo può succedere su un disincronismo dei vari relais che ci sono, che mi danno i contatti per un segnale elettrico allo shimatzu, e relativo ad un registratore, perché anche il registratore visualizza la barra in backgraf, per cui la visualizza in un segnale elettrico.

DOMANDA - Erano frequenti oppure no?

RISPOSTA - Questi warning no peak erano frequenti, però per periodi, cioè fino a che non si trovava la causa elettrica reale si facevano vari tentativi di manutenzione e, quindi, ricercare un guasto elettrico che lo fa ogni tanto non è una cosa semplice.

DOMANDA - E la durata quale poteva essere, quindi?

RISPOSTA - Finché non si risolveva il problema. Non ho idea.

DOMANDA - Anche di alcune ore, di minuti?

RISPOSTA - No, di più. Se un problema non si risolveva in un giorno, si interveniva il giorno dopo. O interveniva un collega, dipendeva anche da chi andava ovviamente.

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

DOMANDA - Chiedo scusa, una precisazione, se mi permette, ulteriore rispetto alla domanda che le ho posto prima, cioè lei mi diceva che la portata omogenea che ha riscontrato in un secondo momento tra la campanella ed il gascromatografo, quindi diciamo la cessazione di quella anomalia che invece c'era nella mattinata, può essere derivata dalla chiusura di un ingresso d'aria tra gascromatografo e campanella?

RISPOSTA - Sì, è possibile.

DOMANDA - Quindi significa che, invece, quando questa anomalia si verifica, c'è una diluizione della portata, e quindi dei risultati, e questo deriva da un ingresso d'aria che può derivare da un ingresso d'aria, e quindi questo altera i risultati?

RISPOSTA - Sì. Anche un tappo altera dei risultati.

DOMANDA - Lei è a conoscenza dell'esistenza eventuale di questo rubinetto, di questo congegno, che possa far entrare o possa bloccare l'entrata di aria?

RISPOSTA - Non c'è nessun rubinetto tra l'ingresso al gascromatografo e le varie campanelle, vi sono tubi collegati con raccordi.

DOMANDA - E come può essere allora che si apra o che si chiuda?

RISPOSTA - Io ho detto che era possibile un'eventuale perdita ed un eventuale tappo. Quello che è successo quel giorno non me lo spiego ancora adesso.

DOMANDA - In un quarto d'ora un cambiamento così repentino, così casuale, è possibile?

RISPOSTA - La chiusura o l'apertura di un raccordo è questione di un attimo.

DOMANDA - Può quindi essere stato aperto o chiuso un raccordo, in questo senso, può essere?

RISPOSTA - Può essere.

 

Presidente: bene, si può accomodare.

Pubblico Ministero: Perin.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - PERIN FLAVIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: dica le sue generalità.

RISPOSTA - Perin Flavio, nato il 25 febbraio 1952 a Mestre.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Le volevo chiedere innanzitutto che attività lavorativa svolge, dove, da quando?

RISPOSTA - In questo momento?

DOMANDA - Anche in questo momento?

RISPOSTA - Perché nel corso dell'attività lavorativa ne ho cambiate. Adesso mi occupo di manutenzioni di analizzatori e dipendo dalla funzione manutenzione centrale ed opero come primo assistente in officina manutenzione centrale, tecnico strumentale.

DOMANDA - Per che società?

RISPOSTA - Per Enichem.

DOMANDA - Dove presta questa attività lavorativa?

RISPOSTA - Nell'ambito del Petrolchimico di Porto Marghera.

DOMANDA - Da quanto tempo ha questo incarico, all'incirca?

RISPOSTA - Questo incarico dal 1998.

DOMANDA - In precedenza, quando ha iniziato a lavorare allo stabilimento Petrolchimico, sinteticamente così per avere il panorama completo?

RISPOSTA - Io tengo a precisare questo incarico e non questo ruolo. Prima mi occupavo comunque di analizzatori, però inquadrato in un'altra funzione.

DOMANDA - Cioè, che funzione era?

RISPOSTA - Nella funzione sicurezza ed ambiente.

DOMANDA - Sempre per Enichem?

RISPOSTA - Sempre per Enichem.

DOMANDA - E questo per quanti anni?

RISPOSTA - Ho iniziato questo tipo di attività dal '76 circa.

DOMANDA - Quindi ancora quando era Montedison?

RISPOSTA - Quando era Montedison, sono stato assunto nel '70.

DOMANDA - Ed era inquadrato all'epoca, come si chiamava il servizio?

RISPOSTA - Il servizio... nel '70 lavoro al centro ricerche, dopodiché ho lavorato per un periodo in impianto, poi sono stato inquadrato appunto nel laboratorio che si chiamava protezione e sicurezza ambiente.

DOMANDA - E poi, quando c'è stato l'intervento di Enimont-Enichem lei ha fatto tutti i passaggi di società?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Le volevo chiedere, per arrivare al fatto specifico che ci interessa, nel giugno del '96, ed in particolare il 20 giugno '96, quando sono venuti in stabilimento i consulenti, gli ingegneri del Pubblico Ministero, che incarico esattamente ricopriva e da chi dipendeva?

RISPOSTA - In quel periodo ricoprivo l'incarico di responsabile del servizio strumentazioni, ero inquadrato nel SIA, dipendevo dall'ingegnere Messineo.

DOMANDA - Per Enichem?

RISPOSTA - Per Enichem.

DOMANDA - Concretamente in che cosa consisteva la sua attività?

RISPOSTA - Gestivo quel gruppo di lavoro, quel reparto, che si occupava di manutenzione e controllo degli analizzatori.

DOMANDA - Da quante persone era composto questo suo reparto?

RISPOSTA - In quel periodo là?

DOMANDA - Sì, nel '96?

RISPOSTA - Penso 22...

DOMANDA - All'incirca, non le chiedo il numero esatto.

RISPOSTA - Da 22, 23 persone.

DOMANDA - Quanti analizzatori dovevate controllare e di quali società, all'incirca anche qui?

RISPOSTA - Delle società coinsediate li controllavamo tutti, tranne Edison ed Ausemunt. La quantità, beh era un numero elevato di analizzatori, non li si controllavano tutti perché parte di questi venivano controllati da manutenzione di isola, cioè i vari gruppi dislocati di manutenzione.

DOMANDA - Avevate il controllo sul sistema di analisi dei reparti CV22 e 23, e CV24 e 25, di EVC, nel '96?

RISPOSTA - Avevamo la manutenzione dei gascromatografi ed anche dei controlli di routine.

DOMANDA - In che cosa consisteva questa attività di controlli di routine e di manutenzione?

RISPOSTA - Il controllo era non intervento su guasto specifico dichiarato o richiesto, intervento manutentivo, ma si facevano le tarature di routine, quindi settimanali; si facevano gli interventi di manutenzione anche su pulizie, controllo dei rottametri, controllo di... ciò che riguarda tutta quella attività di corredo che è intorno al gascromatografo. Per parametri, intendo il rottametro di fast loop è il rottametro del flusso che entra nel gascromatografo all'interno quindi della cabina.

DOMANDA - Lei ha percorso un po' tutta la storia del laboratorio fino agli ultimi anni all'interno dello stabilimento, le volevo chiedere da quando Enichem ha avuto la gestione di questa attività sugli analizzatori gascromatografici, se si ricorda all'incirca?

RISPOSTA - Prima l'avevamo come Montedison.

DOMANDA - Certo, nel '77, quando lei cambia, quando passa al laboratorio...

RISPOSTA - Esatto, nel '76, sì adesso non ricordo se prima, all'inizio, il gruppo di strumentazione che operava nel servizio (Ipassa) ha acquisito i gascromatografi ambiente.

DOMANDA - Sempre della Montedison?

RISPOSTA - Sempre nella Montedison.

DOMANDA - E come servizio Enichem, come società Enichem di controllo sui gascromatografi, quando c'è stata la sua attività, per conto di Enichem voglio dire, semplificando il concetto?

RISPOSTA - Da quando la società Montedison è stata acquistata da Enichem, cioè dopo il periodo di Enimont. Se parliamo di Enichem?

DOMANDA - Sì, le chiedo. Praticamente si ricorda un po' meglio i particolari temporali, come servizio gestione gascromatografica, o non ha un ricordo preciso?

RISPOSTA - Scusi, ma non sono riuscito forse a focalizzare.

DOMANDA - Il servizio di manutenzione ed il servizio di controllo sui gascromatografi è passato ad Enichem quando, se lo ricorda per carità, se no cercheremo di trovarlo in altra maniera?

RISPOSTA - In quel periodo là tutto il nostro servizio da Montedison è stato inquadrato in Enichem.

DOMANDA - Ma questo le chiedo, appunto, perché le do alcune date indicative. Allora, l'acquisto come proprietà da parte di Enichem risale all'82, la gestione degli impianti CVM risale al giugno '87, Enimont viene '88-'89, poi ci sono altre vicende societarie che continuano così. Allora volevo chiederle se si ricorda, perché non voglio insistere sul punto.

RISPOSTA - '88-‘89.

DOMANDA - Detto questo, le volevo chiedere: quando il 20 giugno del '96 arrivano, accompagnati da alcuni della Guardia di Finanza, gli ingegneri Nano, Rabitti ed altri lì allo stabilimento Petrolchimico, volevo chiederle se lei è intervenuto, chi l'ha chiamata e dicendole che cosa?

RISPOSTA - Io sono stato chiamato dal responsabile ingegnere Messineo, mi ha detto che c'erano queste persone che stavano appunto, avrebbero dovuto fare delle prove con lo strumento, mi è stato richiesto di prestare assistenza, di prestare collaborazione, perché serviva qualcuno che manovrasse il gascromatografo. Ho quindi ricercato un mio collaboratore, per avere un supporto, ed insieme ci siamo recati all'impianto. Lì abbiamo trovato le persone...

DOMANDA - Chi era il suo collaboratore?

RISPOSTA - Era Lettig, dopodiché è intervenuta anche un'altra persona.

DOMANDA - E` venuto anche l'ingegnere Messineo?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - C'era allora Lettig, c'era lei?

RISPOSTA - Poi è arrivata un'altra persona, ma si è soffermata pochissimo.

DOMANDA - Per Enichem dunque c'eravate lei e Lettig?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Di EVC chi c'era lì al reparto, al CV24?

RISPOSTA - C'era il personale di EVC di cui dicevo prima.

DOMANDA - Tra cui anche Trolese?

RISPOSTA - Sì, c'era anche Trolese.

DOMANDA - Quando lei arriva lì con queste indicazioni dell'ingegnere Messineo, ha trovato lì credo gli ingegneri, la Guardia di Finanza, etc.?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Dov'erano e cosa stavano facendo?

RISPOSTA - Nel momento in cui siamo arrivati, siamo saliti in sala quadri ed erano già, forse erano tra la sala controllo ed il reparto, la zona autoclavi. C'erano già delle apparecchiature, le bombole...

DOMANDA - Sì, c'erano le bombole che avevano portato loro, a concentrazione nota.

RISPOSTA - Sì. E si stava decidendo su quale linea delle due autoclavi fare la prova.

DOMANDA - Erano già intervenuti su qualche linea o no? Quindi la sua risposta precedente.

RISPOSTA - Questo non glielo so dire perché in quel momento le attrezzature che avevano, ricordo che c'era l'ingegnere Coccheo, l'ingegner Rabitti, degli altri non ricordo i nomi, erano sistemati nella zona dell'autoclave della linea numero 7 e poi è stato deciso di eseguirla là.

DOMANDA - Quindi doveva ancora essere deciso quando è arrivato lei, come intervenire e dove?

RISPOSTA - Sì, non si era ancora deciso, perché c'è stata la necessità di predisporre il gascromatografo perché facesse quell'analisi.

DOMANDA - Certo. Allora quando viene deciso, viene scelta la linea 7, che operazioni materiali alla sua presenza ovviamente, vengono fatte?

RISPOSTA - Dunque, le operazioni materiali che serve fare o che sono state fatte.

DOMANDA - No, quelle che sono state fatte diciamo dagli ingegneri Coccheo, Rabitti, etc., lei presente.

RISPOSTA - In quella circostanza, là io ho fatto un po' la spola tra il campo e la sala controllo, per accertarmi che fosse tutto in regola, cioè si trattava di predisporre il gascromatografo in posizione manuale, con il selettore di stream in posizione manuale, in modo tale che potesse campionare in modo continuativo la linea numero 7, come mi era stato chiesto.

DOMANDA - Allora, a questo primo esame, per quanto riguarda i dati che venivano segnalati dai rottametri, che cosa può dire lei, cos'è venuto fuori e come avete reagito, lei, Lettig, etc.?

RISPOSTA - C'è stata un po' di sorpresa da parte mia.

DOMANDA - Perché?

RISPOSTA - Perché la linea non era bilanciata correttamente a mio giudizio.

DOMANDA - Ma questo sbilanciamento era notevole?

RISPOSTA - Direi di sì.

DOMANDA - E come mai?

RISPOSTA - Lo sbilanciamento...

DOMANDA - Lo sbilanciamento? Perché si è posto il problema, visto che lei è il tecnico responsabile anche per certi versi di quel reparto?

RISPOSTA - Le dirò una cosa, che... cioè la sorpresa è stata notevole, non c'è che dire, oltretutto sono andato ad assicurarmi che qualcosa non stesse funzionando e la linea 8 era bilanciata perfettamente, questo lo ricordo molto bene, cioè non glielo so dire il perché, perché non è che abbiamo operato sulla macchina, etc.. Abbiamo solo osservato che qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto funzionare.

DOMANDA - Ma il gascromatografo, invece, dai controlli fatti lì sul posto, funzionava regolarmente?

RISPOSTA - Il gascromatografo quando siamo arrivati stava analizzando perfettamente.

DOMANDA - Quindi solo i rottametri che ne...

RISPOSTA - Sì, ce n'era uno completamente... sembrava, perché il galleggiante all'interno del rottametro era a fondo scala, quindi sembrava che uno fosse aperto del tutto e gli altri chiusi. Questa era la sensazione.

DOMANDA - Che c'era praticamente una perdita, però al contrario, nel senso che tirava un mucchio di aria dentro, è questo il concetto?

RISPOSTA - La portata su un rottametro era maggiore rispetto...

DOMANDA - Era maggiore, certo, quindi entrava più aria, questo vuol dire, in questo senso?

RISPOSTA - No, per me non è giusto dire perdita.

DOMANDA - Ed allora, prego, infatti diceva al contrario, noi non siamo i tecnici, cerchiamo di spiegare, un'aspirazione d'aria?

RISPOSTA - La portata era elevata rispetto alle altre.

DOMANDA - Che era almeno il doppio se non di più?

RISPOSTA - Eh, forse anche di più.

DOMANDA - Comunque risulta dalla tabella di cui il Tribunale è già in possesso. Allora, dopo che viene effettuata questa verifica, questi controlli, cosa fate?

RISPOSTA - Niente, si è operato come ci richiedevano di fare, cioè si trattava di spostare in modo manuale il selettore di stream dall'una all'altra linea in modo tale che potessimo, in modo da poter fare le prove sui vari stream. Io mi sono messo in disparte a guardare.

DOMANDA - Poi ad un certo punto c'è stata una pausa breve per un panino mangiato lì?

RISPOSTA - Ad un certo punto della giornata sì, il lavoro è stato interrotto, siamo scesi in sala riunioni.

DOMANDA - Tutti quelli, consulenti tecnici, la Guardia di Finanza?

RISPOSTA - Di consulenti c'ero io e la Guardia di Finanza e...

DOMANDA - Diciamo tutti gli estranei allo stabilimento sono scesi con lei?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Mangiate questo panino, dieci minuti, venti minuti, quello che è, e poi, cosa succede, tornate su?

RISPOSTA - Credo di aver capito o intuito che qualcosa non andava, assieme all'ingegnere Rabitti siamo saliti in sala controllo, siamo andati in campo e la situazione in effetti era cambiata.

DOMANDA - Per che motivo, cos'era successo?

RISPOSTA - Era cambiata, i rottametri erano regolati, non appunto ma quasi ben sistemati, cioè era più la situazione di prima.

DOMANDA - E chi ha fatto questa opera?

RISPOSTA - Dopodiché si è saputo che è stata fatta dal mio collega Lettig con il signor Trolese, pensando che la prova fosse terminata.

DOMANDA - Però i tecnici erano giù a mangiare il panino, non è che erano andati via?

RISPOSTA - Non erano andati via, però anch'io ho avuto la sensazione che fosse terminato il lavoro.

DOMANDA - Che fosse finito?

RISPOSTA - Sì, che fosse finito, che fosse ormai definito il tutto.

DOMANDA - E per sistemare questi rottametri quanto tempo ci vuole e come si fa?

RISPOSTA - Per sistemare, una persona che è già pratica non ci impiega moltissimo, si tratta di regolarli, ma quando si ha pratica si sa già il livello, quindi regolarli a circa un'altezza prefissata, che era anche segnata nel rottametro, si fa il giro due volte e si ripete il giro due volte.

DOMANDA - Ci vogliono pochi minuti, due o tre minuti, cinque minuti?

RISPOSTA - Se uno lo sa fare, due o tre minuti, il tempo di fare due giri a piedi.

DOMANDA - Quindi è rapidissimo e semplice intervenire, si sa benissimo chi deve essere, sul reparto sa dove...

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi, tornati su, sono state fatte delle altre prove, mi pare, dopo un po', se lei si ricorda? Lei è rimasto lì fino alla fine, mi pare?

RISPOSTA - Sì, io sono rimasto là fino alla fine, però diciamo che francamente il momento non era... anzi, io ero abbastanza preoccupato, ricordo che...

DOMANDA - Per che motivo era preoccupato?

RISPOSTA - Per una situazione di equivoco a mio giudizio palese.

DOMANDA - Perché erano stati sistemati questi rottametri?

RISPOSTA - Eh sì.

DOMANDA - Diciamo senza previo accordo, ecco diciamo così?

RISPOSTA - Sì, perché si pensava che fosse finita, forse anch'io ero convinto di questo ed è stato rimesso a posto, come avrebbe dovuto essere. Poi qualcosa, un'altra misura, è stata fatta.

DOMANDA - Infatti, come risulta sempre da questa tabella 1, oltre alle misure del mattino, e sono indicate le ore 10.55 e 10.58, dopo un po' al pomeriggio viene effettuata questa prova. Rispetto alla fine, la conclusione del piccolo pranzo, del panino, quanto tempo dopo sarà stata fatta questa ultima prova quel giorno? Si ricorda, è passata un'ora, due ore, tre ore?

RISPOSTA - Credo un'ora, non di più.

DOMANDA - L'ora è indicata in questa tabella e sono le 15.36. Alle 15.36 è ancora completamente sbilanciato, si vede da tutti i dati, lei era lì presente, cos'è successo in un'ora, si sono sbilanciati ancora tutti quanti? Lei si ricorda questa circostanza, perché poi ovviamente ne avete parlato con i consulenti, con quelli che erano lì?

RISPOSTA - Non glielo so dire francamente.

DOMANDA - Ma è stata fatta questa prova dopo circa un'ora?

RISPOSTA - E` stata fatta la prova, dopo io sono sceso con l'ingegnere Rabitti e ho visto i rottametri posizionati in modo diverso.

DOMANDA - E va beh, li ha posizionati durante la pausa Trolese, Lettig, chi è stato è stato, fraintendimento, e va bene, diciamo fraintendimento. Poi c'è questa pausa di un'ora e i rottametri non sono più a posto, c'è ancora il grave sbilanciamento che c'era anche al mattino, si ricorda?

RISPOSTA - Questo mi dispiace ma non lo ricordo.

DOMANDA - Comunque risulta dalla tabella che è allegata alla perizia, comunque la prova è stata fatta. Alla fine della giornata cos'è successo, come avete concluso?

RISPOSTA - Come abbiamo concluso noi?

DOMANDA - Sì, com'era questa storia, come succedono tutti questi problemi, da cosa deriva questo fatto che arrivano...? Tra l'altro, le ripeto, al mattino improvvisamente, lei me lo conferma perché lei è stato avvisato al mattino, e quindi nessuno può mettere le mani perché non sanno neanche loro che linea scegliere, scelgono questa linea 7 sul momento, come giustamente e correttamente dice lei, e vedono questo sbilanciamento totale. Dopo la sistemazione, durante la pausa del pranzo, alla prova del pomeriggio, dopo un'ora, c'è ancora questo grave sbilanciamento. Cosa vuol dire? Che il sistema non va, c'è una perdita, c'è una anomalia, funzionava sempre così?

RISPOSTA - Che si sbilanci da solo, sicuramente nell'arco di un'ora...

DOMANDA - E cos'è successo, allora, perché questo è successo di fatto?

RISPOSTA - Che cosa sia successo io non glielo so dire, perché non lo so, io ero con l'ingegnere Rabitti...

DOMANDA - Certo, eravate tutti lì.

RISPOSTA - Sì, va bene, io adesso però sto tentando di ricordare appunto questa situazione, la situazione prima me la ricordo perfettamente, la situazione dopo quello spuntino me la ricordo perfettamente, l'ultima, dello sbilanciamento qua, francamente sto tentando di ricordarla. Uno sbilanciamento in tempi così brevi sicuramente non avviene e così pesante.

DOMANDA - Le leggo dati che sono comunque già prodotti: reattore 12, alle 15.36 c'è la portata 0,4; reattore 11, alle 15.38, portata 1,6; reattore 10, alle 15.40, portata 0,5; come reattore 9 e come reattore 7; mentre il reattore 8 ha portata alle 15.44 di 0,4. Ancora quindi siamo tornati ai dati più o meno un po' più elevati del mattino, ma insomma gravemente sbilanciati.

RISPOSTA - A meno che qualcuno non abbia rimesso i rottametri com'erano prima.

DOMANDA - Ma chi? Lei era presente, scusi, lei era, diceva poco fa, continuamente con l'ingegnere Rabitti, poi c'era anche Coccheo, c'era la Guardia di Finanza...

RISPOSTA - Io ero presente là, sì, ma non ero presente quando sono stati girati i rottametri sia per riequilibrarli...

DOMANDA - L'avevano fatto Trolese e Lettig, certo, non lei.

RISPOSTA - Per riequilibrarli. Poi non so se qualcun altro abbia manovrato ancora le valvoline.

DOMANDA - Ma chi, chi c'era? C'eravate lei, con i consulenti e con la Guardia di Finanza, giù a mangiare il panino, eravate sempre insieme, c'era personale Enichem e EVC, eravate insieme...

RISPOSTA - Non con tutto il personale EVC.

DOMANDA - Beh, non tutto il personale EVC. Le possibilità di intervenire per modificare la portata della linea quali sono?

RISPOSTA - Ce n'è una semplicissima.

DOMANDA - Una sola?

RISPOSTA - Sì, basta una sola, basta aprire una valvolina a spillo di regolazione completamente e il sistema si sbilancia.

DOMANDA - Certo, e questa è una cosa. Però quando lei era stato sentito dalla Guardia di Finanza l'8 aprile del '98, ed il verbale è stato depositato per tutti, aveva detto: "Le possibilità di intervenire per modificare la portata delle linee sono moltissime, anche al di fuori delle normali possibilità di tarazione".

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Così ha detto. Allora, quali sono?

RISPOSTA - Ma io le ho detto la più semplice che si fa in un tempo rapidissimo.

DOMANDA - E le altre quali sono?

RISPOSTA - Altre possibilità: basta allentare un raccordo. Allentando un raccordo di connessione...

DOMANDA - Allentare o che si allenta?

RISPOSTA - Va beh, ma se si allenta, si allenta gradualmente, non velocemente.

DOMANDA - Appunto.

RISPOSTA - Se lo si fa invece volutamente, se lo si apre, si sbilancia tutto il sistema.

DOMANDA - Il fatto che fosse sbilanciato il mattino presto e che dopo un'ora risbilanciato rispetto alla sistemazione, vuol dire che non funzionava tutta la linea?

RISPOSTA - No. Se dopo si è riusciti...

DOMANDA - Sì, ma ha tenuto mezzora, tre quarti d'ora.

RISPOSTA - Se si trattasse di un raccordo allentato, non è possibile che si allenti del tutto in quel modo là nell'arco di mezzora.

DOMANDA - Guardi, io osservo i dati e dico che nel momento era completamente sbilanciato, viene sistemato da Trolese e Lettig nella maniera che è già risultata, questa risistemazione dura al massimo mezzora, perché dopo un'ora è già completamente starato, vuol dire che c'è all'origine qualcosa che perde continuamente, che non tiene, che non va. Io lo chiedo a lei come tecnico.

RISPOSTA - Io mi trovo, io non mi trovo d'accordo su questo.

DOMANDA - Ma le chiedo spiegazioni.

 

Presidente: qual è la spiegazione che lei dà allora a questo fenomeno, a questa situazione? Noi abbiamo uno sbilanciamento nel momento della prova, poi abbiamo una riequilibratura attraverso l'intervento di Lettig e di Trolese e poi, successivamente, a distanza di non molto tempo, abbiamo nuovamente questa staratura.

RISPOSTA - Per conto mio significa che qualcuno è andato a manovrare le valvoline a spillo dei rottametri. Non vedo altre ragioni.

 

Presidente: ma per quale motivo? Perché si fa questa manovra di andare a sfiatare le valvoline?

RISPOSTA - La manovra... Dunque le valvoline dei rottametri o le valvole a sfera che ci sono installate in posizione a monte vengono chiuse o aperte, venivano, in caso di operazione di impianto, come quella della bonifica delle autoclavi.

 

Presidente: ma qui non eravamo in questa situazione?

RISPOSTA - Non eravamo in questa situazione, questa è la prassi che si faceva. In quella circostanza là, se mi chiedete il motivo, non posso fare altro che pensare, ma pensarlo perché nessuno mi ha detto il motivo e neanche naturalmente posso... Posso fare altro che pensare che capito l'errore che è stato fatto, sia stato fatto un tentativo di rimettere le cose com'erano prima, la mattina, nel tentativo di recuperare l'errore fatto.

 

DOMANDA - Lei parlava di autoclave aperta o chiusa, lì era chiaramente e sicuramente aperta l'autoclave coinvolta nella linea 7? E` una domanda, a me risulta, ma risulta anche a lei?

RISPOSTA - C'erano dei lavori in corso, sì.

DOMANDA - Quindi era aperta, e quindi la considerazione che faceva lei sulla autoclave aperta o chiusa non c'entra niente, perché era aperta. E` così?

RISPOSTA - No, ho detto solo che venivano manovrate in quell'occasione là, normalmente.

DOMANDA - Normalmente, ma in quel giorno, in quel momento?

RISPOSTA - Quel giorno c'era un'attività in corso in un'autoclave. Sì.

DOMANDA - E quella era aperta. Un'altra cosa le volevo chiedere: nel corso di quella giornata è stata anche variata la portata, diceva lei?

RISPOSTA - Sì, certo.

DOMANDA - Da chi è stata variata e quando, oltre al discorso dei rottametri di cui abbiamo parlato?

RISPOSTA - La portata si varia manovrando sulle valvoline. E` una conseguenza questa.

DOMANDA - E lì, in quell'occasione, quando è stata fatta e da chi? Lei ha notato una variazione di portata?

RISPOSTA - La variazione di portata l'ho notata nella regolazione e subito dopo, ma con il dubbio di prima.

DOMANDA - Sempre durante il pranzo?

RISPOSTA - Dopo il pranzo.

DOMANDA - C'è stato quindi questo doppio intervento?

RISPOSTA - Dopo il pranzo, tra il ribilanciamento e la misura, sì, c'è stato un doppio intervento. Il secondo, non ho la certezza.

DOMANDA - Io le chiedo sulla sua osservazione, sul fatto che sia variata la portata. Poi, su chi sia stato, glielo chiederò dopo. Quindi la variazione c'è stata della portata durante quella pausa?

RISPOSTA - Lo attestano le misure, quindi non posso quantificarle...

DOMANDA - L'altra domanda sul punto è se sa questa variazione chi l'ha fatta e per quale motivo?

RISPOSTA - No, non lo so chi l'abbia fatta. So chi ha fatto la regolazione, ma chi abbia ricercato, penso ancora, cercato di risistemare i rottametri com'erano prima di averli regolati, non lo so.

DOMANDA - Comunque non qualcuno dei consulenti del Pubblico Ministero o tanto meno la Guardia di Finanza?

RISPOSTA - Io credo di no.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Lei ha detto che come prima operazione aveva portato quel giorno il selettore in manuale.

RISPOSTA - L'ha portato il mio collega che operava.

DOMANDA - Ecco, questa operazione tecnica di portare il selettore in manuale per riportarlo sulla linea 7.

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Possiamo prendere questa occasione per dirci come funzionava questo meccanismo del selettore? E cioè, in particolare, io voglio sapere da lei quali erano le due alternative tecniche con cui funzionava quella macchina, cioè quella della sequenza automatica e quella della sequenza manuale, come funzionavano e quali erano le differenze?

RISPOSTA - Il sistema, per poter eseguire l'analisi sullo stream, ha un meccanismo diciamo automatico, elettropneumatico, che fa avanzare un selettore, un sistema passo passo e lo posiziona sulle varie linee da campionare. Questo avviene in modo automatico tramite un'unità di controllo e in modo manuale commutando un interruttore e con una pulsantiera. Cioè se l'interruttore viene messo, posizionato nella modalità in automatico, il meccanismo viene fatto avanzare dai timer, se si commuta l'interruttore in posizione manuale, il meccanismo o rimane fermo, e quindi il gascromatografo seguita a fare analisi su quella linea, oppure viene fatto avanzare manualmente tramite un pulsante.

DOMANDA - Dall'operatore?

RISPOSTA - Dall'operatore.

DOMANDA - Allora, così come ce la sta dicendo, è praticamente impossibile che una volta messo in manuale il meccanismo si possa poi fare il cambiamento al secondo esatto della sequenza automatica, cioè ogni due minuti perfetti riuscire a beccare?

RISPOSTA - No, beh, non si riesce, è difficile. A meno che...

DOMANDA - E` impossibile?

RISPOSTA - Un esperto magari si avvicina.

DOMANDA - Allora lei mi esclude che quando si porta in manuale poi ci sia un automatismo nella scansione successiva cronologica?

RISPOSTA - Certo, se è messo in manuale non fa la scansione.

DOMANDA - Salvo quando va a premere l'operatore?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - Quindi non ci può essere una commistione di automatico e manuale insieme?

RISPOSTA - Assolutamente.

DOMANDA - Impossibile?

RISPOSTA - Impossibile.

DOMANDA - Allora, il problema che abbiamo avuto e che abbiamo discusso molto è di capire come mai in una sequenza automatica ogni tanto ci sia il salto della linea, e cioè 241, 242, 243, invece del 244 al minuto preciso c'è 246. Poi torna...

RISPOSTA - Scusi, mi ripete?

DOMANDA - Da 241, 242, 243 salta a 248, e poi torna a 247.

RISPOSTA - Rispettando i tempi?

RISPOSTA - Rispettando perfettamente i tempi.

RISPOSTA - I due minuti?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Io credo che ci sia un problema. Dunque, può succedere che i selettori di stream, facendo la sua sequenza, un'analisi ogni due minuti, faccia avanzare di un passo i selettori di stream, ma può non interpretare bene uno stream, e quindi saltarne uno. Ma non più di uno. A meno che non venga bloccato in posizione manuale e nell'arco di due minuti lo si faccia girare. Ecco, questo è possibile.

DOMANDA - Questo lo sappiamo, questo l'abbiamo capito. Ma, torno a ripetere, c'è quella probabilità, bassissima, con l'intenzione di beccare l'esatta sequenza al decimo.

RISPOSTA - Penso, ma è difficile.

DOMANDA - Poi abbiamo avuto parecchie situazioni in cui il salto non è di una linea ma di più, in avanti e indietro. Lei sa dire una spiegazione?

RISPOSTA - Ecco, in avanti ed indietro può essere fatto lo scatto manuale.

DOMANDA - Sempre o con il manuale?

RISPOSTA - Con il manuale, certo. Però intendo dire che per un problema del selettore di stream, potrebbe, il problema è una questione di contatti elettrici, contatti elettrici sporchi, etc., potrebbe interpretare male l'input che gli proviene dal trasmettitore ed interpretare uno stream piuttosto che un altro. Per esempio, ripetere due volte la stessa linea, però rispettando i tempi.

DOMANDA - Rispettando i tempi, certo, adesso io non voglio riaprire tutto il capitolo, a me bastava capire che lei pone nettamente distinte la fase manuale dalla fase automatica.

 

Presidente: sì, ma diciamo perché. Allora, nel caso di interpretazione errato vi è il salto di una linea con il selettore in automatico, tanto per intenderci, e invece perché talvolta abbiamo il salto di due linee, ma questa volta non più in automatico, non più con il funzionamento in automatico, ma invece con il funzionamento in manuale. Perché si passa dall'automatico al manuale?

RISPOSTA - Per vari motivi, o per questioni di esercizio, per problemi di esercizio, che serviva l'analizzatore in manuale, oppure per interventi manutentivi o di controllo, altrimenti non si passa in manuale.

 

Presidente: ho capito, quindi i motivi per cui si passa al manuale, e ci sono salti di più linee, mi pare di avere capito, secondo il suo discorso...

RISPOSTA - Passando da automatico a manuale si possono saltare tante linee.

 

Presidente: tante linee quante se ne vogliono, perché appunto si ha una ragione di controllo, comunque di mettere fuori...

RISPOSTA - E` sempre però il tempo che discrimina il passaggio, è che attraverso l'analisi del tempo si capisce.

 

DOMANDA - Certo, perché se la sequenza è perfetta, non c'è il passaggio manuale.

RISPOSTA - In certi casi, se la frequenza di due minuti viene mantenuta e c'è un difetto, un difetto leggero e non immediatamente individuabile, potrebbe succedere che la linea 5, per dire, venga interpretata come la linea inferiore o superiore, quindi ne risulterebbe una misura doppia e una saltata.

DOMANDA - E questa è un'ipotesi, però abbiamo una serie di casi in cui il salto non è questo, semmai è di due linee, tre linee, quattro.

 

Presidente: glielo faccia vedere.

 

DOMANDA - Ad esempio, la tabella numero 1 del professor Nardelli, guardo qui, il giorno 20 luglio '91, vedo che c'è un 246 atteso invece diventa un 244, alle ore 14.47. Quindi è un salto di due indietro.

 

Presidente: no, gli sta semplicemente spiegando come leggere i diagrammi. Va bene, d'accordo, come leggerlo. Era semplicemente perché avesse la possibilità di una pronta lettura del documento.

 

RISPOSTA - Scusi, sulla colonna di sinistra io leggo "mancano 245"; perché questo?

 

Presidente: perché viene saltato.

 

DOMANDA - Perché viene saltato, il 246 era atteso e si passa al 244, c'è quindi un salto indietro di due o non di uno.

RISPOSTA - Lo stream monta a 245.

DOMANDA - No, manca il 246, era già sul 245, invece del 246, passa al 244, quindi torna indietro.

RISPOSTA - Ma il 245 è stato scritto?

DOMANDA - No. Voglio dire, io qui non so se il 245 è stato scritto, probabilmente è stato scritto il 245. Non c'è niente di spiritoso.

RISPOSTA - No, perché potrebbe...

DOMANDA - Intanto la circostanza non è spiritosa.

 

Presidente: dai, avanti, non c'è niente di spiritoso, ma sentiamo adesso la risposta.

 

DOMANDA - Stiamo discutendo di una tabella in cui...

 

Presidente: certo, però adesso lasci che il signor Perin si...

 

RISPOSTA - Mi dispiace ma io non riesco a fare un'analisi di questo. Io ho bisogno di vedere il tabulato nella sua integrità. Scusatemi ma non riesco.

DOMANDA - Se posso allora fornirle il dato, quello a sinistra è il numero della stazione che avrebbe dovuto essere monitorata.

RISPOSTA - Perfetto, e che non è stato scritto. In realtà è ciò che si legge nel tabulato. In realtà nel tabulato si legge 244, 244, 241, o ho capito male?

DOMANDA - No, il 20 luglio, alle ore 14 e 47 e 14 secondi. L'ha trovato?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - 20 luglio '91, il '91 a sinistra lo vede, la colonna?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi c'è il mese, poi c'è il giorno.

RISPOSTA - E poi la colonna centrale.

DOMANDA - Poi vedo zona, sotto colonna zona 246, ora 14.47.14...

RISPOSTA - Perfetto.

DOMANDA - E poi zona 244. Allora, invece alle ore 14.47 di apparire la colonna 246, come avrebbe dovuto apparire sulla base della regolarità della sequenza, la macchina legge di nuovo la 244, cioè invece del 46, legge il 44.

RISPOSTA - Questo significa che ha saltato la 246.

DOMANDA - Poi, due ore dopo alle...

RISPOSTA - Però scrive 244.

DOMANDA - Due ore dopo, alle 16 e 31 e 15 secondi legge 241 ed avrebbe dovuto leggere 248.

RISPOSTA - A che ora scusi?

DOMANDA - Alle 16.31.

RISPOSTA - Sempre dello stesso giorno?

DOMANDA - Sempre dello stesso giorno, nella colonna dopo, vada avanti sulla destra, vede c'è: 248, 16.31.15... Quindi la sequenza vede che poi è esattamente perfetta, siamo al secondo, 14 e 15. Vede, il primo dato è alle ore 14.47.14, quindi si va di due in due, 47, 49, 51, e via. Allora, due ore dopo trova il dato delle 16 e 31 e 15 secondi.

RISPOSTA - Sì, forse l'ho visto. 16.31.13?

DOMANDA - 16.31.15. Lì ha a sinistra scritto 248, che è la colonna attesa, invece stampa la 241, quindi qui il salto è ancora più grosso e siamo sicuramente in una sequenza automatica perché c'è la precisione...

 

Presidente: sì, lasci che si orizzonti, che veda un attimo, poi dopo gli farà la domanda.

 

RISPOSTA - Cosa le posso dire? Bisogna vedere il tabulato e vedere il cromatogramma.

 

Presidente: questo non è un documento a lui consueto e non riesce ad orizzontarsi. Se c'è il tabulato, fategli vedere il tabulato. Lui è abituato a vedere il tabulato. Insomma, bisogna anche capirle queste esigenze.

 

RISPOSTA - No, perché potrebbe trattarsi anche di un guasto. Io adesso non posso...

DOMANDA - Ecco, allora finché recuperiamo i tabulati, vado avanti con le domande. Lì davanti lei dovrebbe avere due schemi di impianti, i lucidi. Ce ne fa vedere uno, quello che sta esaminando, così poi io le faccio la domanda.

RISPOSTA - Questo.

DOMANDA - Quello lì, che sarebbe la tabella 1. Lei ha un'idea di che cosa possa rappresentare?

RISPOSTA - Certo, si tratta del gascromatore.

DOMANDA - Lo schema del gascromatore, l'impianto gascromatografo, che c'è nel reparto CV24 per esempio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Se prendiamo l'altro schema, anche di questo ha qualcosa da dirci, se riesce a vedere che cos'è?

RISPOSTA - Beh, sì, anche questo è uno schema del gascromatografo, però diciamo che è un po'... c'è del palpin anche, c'è il sistema di campionamento più in dettaglio.

DOMANDA - C'è qualche particolare diverso?

RISPOSTA - C'è l'integratore, vedo, e basta.

DOMANDA - Io richiamo la sua attenzione su quel pannello, lì c'è a un certo punto un pannello sequenziale.

RISPOSTA - Su questo?

DOMANDA - No, su quello che ha in mano. Lei sa dirci a che cosa serve, intanto se l'ha visto nell'impianto e visto che ha la competenza tecnica della manutenzione della parte elettronica?

RISPOSTA - La colonna che raggruppa il quadro, con l'intestazione quadro, comprende il registratore A4, l'unità di controllo del gascromatografo, il pannello selettore di stream, l'integratore e la scatola di relais.

DOMANDA - E lì c'è quest'altro?

RISPOSTA - Che rispecchia pari pari questo, però qua non c'è l'integratore.

DOMANDA - Le torno a chiedere: quando lei dice che il pannello selettore di stream è il pannello sequenziale, viene chiamato sequenziale o è diverso?

RISPOSTA - E` il sequenziale. E` il selector.

DOMANDA - Allora c'è una cosa in più lì?

RISPOSTA - Qui?

DOMANDA - Sì, che è il pannello sequenziale.

RISPOSTA - No, cosa c'è di più?

DOMANDA - Le chiedo cos'è questo. Quello che le ho indicato, basta solo che mi dica se l'ha visto, se sa cos'è e a che cosa può servire?

RISPOSTA - Dunque, visto così, io lo interpreto come il pannello dove ci sono alloggiati tutti i relais, che poi ci sia un layout corretto, sicuramente no.

DOMANDA - Cosa intende dire per layout corretto?

RISPOSTA - Cioè che probabilmente i collegamenti non sono corretti.

DOMANDA - Perché?

RISPOSTA - Perché non ci sono altri pannelli. A parte il fatto che questo è un tipico molto vecchio, lo sto guardando, mi ricorda un tipico del CV6, che è stato poi, come dire, abbozzato e corretto inserendo l'integratore. Vado un po' a memoria però, perché...

DOMANDA - Qui siamo sul CV24.

RISPOSTA - Sì, ho capito. Non c'era assolutamente nient'altro al CV24, se non l'integratore ed il pannello di commutazione di...

DOMANDA - Che sono quelli che abbiamo detto?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - C'è però questo dato in più, che è questo sequenziale, che lei dice che non ha idea, non l'ha mai visto, intanto?

RISPOSTA - No, perché una volta, prima che venisse installato l'integratore, c'era un'altra unità che prendeva il segnale e portava i dati al vecchio calcolatore IBM, che c'era al CV24, che era un pannello anche quello, era un casing box dove c'erano dei relais, potrebbe darsi che questo si riferisca a quell'apparecchiatura là, però stiamo parlando degli anni precedenti all'integratore, che era diciamo una sezione del sistema che non era nostra cura manutenzionare. Che non si tratti di quell'unità.

DOMANDA - Siamo nel '96.

RISPOSTA - Sì, vedo che la data è il '96, però non la riconosco. Francamente.

DOMANDA - Va bene. Ecco, qui abbiamo un tabulato, quindi è molto chiaro, molto nitido.

 

Presidente: glielo faccia vedere lei, avvocato.

 

DOMANDA - Questo è il tabulato del 20 luglio, quello di cui stiamo parlando.

RISPOSTA - Allora, la zona 240, 241, 242, questa situazione è tipica di un errore di trasmissione, aspetti un attimo che vedo il tempo: sono 55 minuti, 57 e 59 minuti, significa che la sequenza dei 2 minuti è stata rispettata. Questo, se è un salvato, che potrebbe essere un errore del trasmettitore di posizione, che interpreta lo stream 1 come lo stream precedente, questa sequenza qua sono 2 minuti, 2 minuti e 2 minuti.

 

Presidente: sono sequenze di due minuti?

RISPOSTA - Questo è strano, in effetti, la 247, 241, 249, qua potrebbe essere stato fermato e mandato avanti manualmente. Qua si tratta di... dunque, mi lasci fare un attimo un conto: sono tre stream, quindi sono tre manovre.

 

Presidente: manuali lei dice?

RISPOSTA - Manuali.

 

Presidente: rispettando il tempo di due minuti?

RISPOSTA - Se i tre passaggi vengono fatti all'interno dei due minuti il selettore fa in tempo a fare il giro, i tre passi, eh sì, il tempo viene rispettato.

 

Presidente: e può avvenire questa manovra? Ed avviene? Secondo la sua esperienza può avvenire questa manovra?

RISPOSTA - Sì, sicuro. Se qualcuno dei tecnici ha bisogno di manovrare il selettore di stream per vedere se le linee aspirano dei rottametri, etc., può farlo benissimo, lasciando che il timer, i due minuti vengano decisi dal timer del gascromatografo e non dai selettori di stream. Quindi la manovra si tratta di pigiare il pulsante con questa frequenza, ci si mette 10, 15 secondi. Può succedere che se il meccanismo si inceppa allora va fuori frequenza il selettore di stream, ma si vede, diventa un guasto di fatto. Questo potrebbe essere riconducibile ad un problema, questo qua sicuramente no.

 

Presidente: va bene.

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

DOMANDA - Signor Perin, volevo chiederle alcune precisazioni che abbiamo chiesto anche al signor Lettig. Per capirci meglio, su quello che è successo nel giugno del '96, e ritorno indietro a quel discorso che facevo prima. Allora, è stata rilevata una differenza di portata, quindi un'anomalia tra la portata del gascromatografo e quello che ne veniva fuori e quindi c'è praticamente la differenza di un terzo tra le portate; lei me lo conferma?

RISPOSTA - Avvocato, non glielo so dire. C'era una differenza.

DOMANDA - Poi c'è stato il famoso intervallo del panino, del pranzo, c'è stato, ma solo successivamente, quell'intervento di cui si parlava, di taratura del flusso fra le varie campanelle, giusto, da parte del signor Lettig, dal signor Trolese, o da chi, è stata una prima, prima di questo, c'è stata o non c'è stata una equilibratura della portata? Cioè avete verificato che la portata non era più sfasata come prima ma che c'era stato un intervento diverso, oltre a quello sui rottami? Mi sono spiegato? Cioè sono due gli interventi che sono stati effettuati, uno prima di quello che è stato effettuato per equilibrare il flusso fra le varie campanelle, giusto, me lo conferma?

RISPOSTA - Sì. Questo è sicuramente stato un intervento, anche dichiarato, tra l'altro, quello successivo io non so dirle se sia stato...

DOMANDA - Per successivo intendo dire quello...

 

Presidente: quello di ripristino quasi della situazione mattutina, tanto per intenderci?

RISPOSTA - Esatto, il nuovo sbilanciamento. Scusatemi il mio imbarazzo, ma io non posso dire che è stato fatto, non ho certezza di questo. Che non ci fossero delle misure attendibili, sicuramente sì, quindi era sbilanciato, ma sarà stato fatto da qualcuno.

 

DOMANDA - Che comunque è cosa diversa dall'altro intervento di...

 

Presidente: ma certo.

 

RISPOSTA - Era una situazione diversa da quella che era... è rinato pochi minuti prima.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Ma come, in qualche modo, lei può motivare questo nuovo intervento?

RISPOSTA - Io posso solo supporre che quella persona, se c'è questa persona che ha fatto quell'intervento, si sia presa dal timore del problema causato prima ed abbia cercato di...

DOMANDA - Ma perché, qualcuno ha rilevato in qualche modo che la situazione era differente rispetto a quella della mattina, ha contestato quindi che ci fosse stato questo intervento di taratura?

RISPOSTA - Certo, con l'ingegner Rabitti, quando siamo scesi, in effetti, tutti e due abbiamo visto che non era più la situazione di prima, l'unico... io mi sono stupito perché non sapevo che erano stati riregolati. Dopodiché, subito immediatamente dopo, si è saputo che erano intervenute appunto le due persone a ripristinare i rottami.

DOMANDA - E poi?

RISPOSTA - Da quel momento là è chiaro che c'è stata...

DOMANDA - Un po' di discussione, un po' di contestazioni, etc.?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - E un'ora dopo, qualche tempo dopo, diciamo, è intervenuta nuovamente questa situazione di sbilanciamento che poteva essere approssimativamente quella stessa che era stata rilevata nel primo intervento della mattina; è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E` stata fatta poi, in questa nuova situazione di sbilanciamento, una nuova prova?

RISPOSTA - Io ricordo che sono state fatte due misure, non so per quale motivo, perché i dati non li ho visti, probabilmente avranno trovato qualcosa che non quadrava e avranno voluto ripetere le misure per accertarsi che quei dati fossero corretti. Questo è ciò che penso.

DOMANDA - Quindi, quella situazione di sbilanciamento che è stata trovata la mattina era una situazione eccezionale?

RISPOSTA - Per me anomala.

DOMANDA - Va beh, anomala d'accordo, le anomalie sono anche frequenti, tutto sommato, ma era un'anomalia eccezionale oppure era un'anomalia che si era già presentata altre volte con una certa frequenza?

RISPOSTA - Dunque, non credo che fosse frequente, perché non ho mai sentito che gli operatori che passavano a controllare trovavano sì un leggero sbilanciamento, diciamo, ma piccole regolazioni all'interno di un campo accettabile anche forse, ma così... Uno completamente a fondo scale e gli altri a 0, no, è strano. Cioè è strano, o meglio, a meno che... ma neanche perché essendo pluriterminale dovrebbe tapparsi più di una linea oppure dovrebbe esserci una grossa perdita... no, perché passa attraverso il rottametro, ma tra il rottametro e la campanella, in un raccordo molto vicino alla campanella, quindi è significante dal punto di vista della zona. Diciamo che era una situazione un po' strana, insomma. Non frequente.

DOMANDA - Avete discusso con l'ingegner Rabitti sulle ragioni che si possa essere presentata una situazione di questo genere?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Avete cercato di individuare le cause?

RISPOSTA - Sono state scambiate due o tre parole ma non moltissime, per come era andata una prova, ma fin dal mattino pensavo che qualcosa non andasse, che ci fosse una perdita, le ho pensate anche tutte, ma non mi sono dato una spiegazione in quella giornata, non ho trovato una ragione perché potesse esserci un problema così evidente e così lampante. Poi, sul fatto che è successo immediatamente dopo, non ci siamo scambiati nessuna opinione. O qualche parola ma così, molto poche, adesso dirle cosa...

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Lei, innanzitutto, a che ora è stato chiamato e avvisato che c'erano questi ingegneri mandati?

RISPOSTA - Appena arrivato, al mattino.

DOMANDA - Dove si trovava lei?

RISPOSTA - Ero in ufficio.

DOMANDA - Chi l'ha avvisata?

RISPOSTA - L'ingegner Messineo.

DOMANDA - Lei è andato nel reparto assieme a Lettig?

RISPOSTA - Sì, insieme a Lettig.

DOMANDA - E Trolese dov'era?

RISPOSTA - In quel momento?

DOMANDA - Sì. L'ha trovato lì, l'ha portato con sé?

RISPOSTA - No, Trolese non era con me, adesso non lo so se... sarà stato in reparto sicuramente.

DOMANDA - Lei ha detto una cosa che mi ha un attimo colpito: il suo sospetto, la sua idea, per spiegare, chiamiamolo come lei ha detto "forse hanno rimesso a posto, hanno riportato la situazione anteriore all'intervento di Trolese e di Lettig, è stato rimesso in modo tale da riparare all'errore fatto". E` questa la parola che lei usato: errore?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - Ma quello che volevo capire è come mai invece nella mattinata, se c'erano degli operai, se c'erano degli addetti, non si sono accorti di questo sbilanciamento? Perché Trolese dice che se n'è accorto immediatamente, che si è messo lui a correggerlo, pensando che il lavoro fosse finito. E come mai invece era mattina, quando era lì a fare questo, non ha fatto la stessa operazione che fa invece all'una?

RISPOSTA - Perché come potevamo noi intervenire su un sistema che sarebbe stato messo sotto controllo?

DOMANDA - E perché non l'ha detto subito: guardate che questi sono dati, perché vedete qui...

RISPOSTA - No, ma è stato detto. No, io... Io mi sono anche avvicinato all'ingegnere Coccheo, dicendo che non era una situazione normale, dopodiché...

DOMANDA - Ma l'identificazione della causa non era stata subito fatta?

RISPOSTA - No, non abbiamo ricercato assolutamente niente, anzi, mi sono tenuto a distanza e abbiamo solo osservato...

DOMANDA - Avevate capito cosa poteva essere?

RISPOSTA - Non avevamo capito. Avevamo avuto un sospetto, cioè avevamo visto che non andava.

DOMANDA - E' solo dopo, quando si pensa che l'operazione sia finita, che Lettig e Trolese vanno a...

RISPOSTA - Abbiamo pensato che non dovessimo intervenire, la situazione trovata era quella e quella abbiamo lasciato, abbiamo solo manovrato il gascromatografo e basta.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - Lei ha detto che si passa il gascromatografo, da automatico a manuale, nel caso di manutenzione.

RISPOSTA - Certo

DOMANDA - E ci sono altri casi, a parte quelli?

RISPOSTA - Sì, tutti i casi, anche casi di controllo. Per vedere, per esempio per controllare le portate delle varie linee sui rottametri di fast loop e di adozione del campione del gascromatografo si agisce proprio in manuale, si commutano le linee con il pulsante, le si fanno girare a frequenza decisa dall'operatore, una alla volta, e si controlla che siano in aspirazione. Questa è una delle prove, una delle operazioni.

DOMANDA - Nel caso in cui scatta un allarme su una linea è mai successo che il gascromatografo passi dall'automatico al manuale?

RISPOSTA - No, non ha un meccanismo adatto, o meglio, non è predisposto per questa funzione.

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Quello che voleva sapere il Tribunale era questo: se la situazione che è stata trovata la mattina dall'ingegner Rabitti, dall'ingegner Nano, era una situazione che si era verificata in altre occasioni e diciamo con una certa frequenza, sì o no?

RISPOSTA - No. Per conto mio non era una situazione... così accentuata in quel modo era una situazione anomala, che potrebbe essersi sì anche verificata, io non facevo il giro ogni settimana, tutti i giorni, lo facevano i miei operatori, però non con una frequenza elevatissima, a meno che qualcuno non si sia dimenticato di regolare i rottametri dopo averli, come dire, predisposti in un altro modo.

DOMANDA - Ma predisposti in altro modo per quale motivo, per quale ragione, in funzione di che cosa?

RISPOSTA - Potrebbe essere che, per esempio, è un'operazione che sapevo che si faceva una volta, durante il controllo e della bonifica di un'autoclave, quella di chiudere tutte le campanelle e di lasciarne aperta una sola, perché la macchina potesse aspirare e analizzare in continuo quell'ambiente. Ecco, se magari poco tempo prima fosse stata fatta questa manovra e poi non più rimesso a posto il sistema, potremmo essere in questa situazione. Ma anche questa è un'ipotesi.

 

Presidente: chi chiamiamo?

 

Pubblico Ministero: Presidente, il programma è saltato, nel senso che ai testi, che esattamente non so chi siano, di Venezia, della zona, ho detto che potevano andare, ho tenuto i tre che vengono da fuori, quindi ce ne sono tre che vengono da fuori Regione. A questo punto cominciamo con Carattoni.

 

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - CARATTONI ALESSANDRO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: dica le sue generalità.

RISPOSTA - Carattoni Alessandro, nato a Castiglione delle Stiviere il 7 gennaio 1936.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Il suo titolo di studio?

RISPOSTA - Io sono laureato in ingegneria chimica.

DOMANDA - Lei quando è stato assunto da una società del Gruppo Montecatini Edison?

RISPOSTA - Io sono stato assunto, dopo un breve periodo alla Falc, dopo il militare, nel 1963, dalla Alacla, ho lavorato sei anni, poi ho lavorato a Mantova, poi sono venuto a Marghera una volta.

DOMANDA - Lei ha lavorato, poi dal 1969 è stato trasferito a Mantova, sempre presso lo stabilimento Montedison?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Come capo tecnologia. Quando è stato trasferito a Porto Marghera allo stabilimento Petrolchimico?

RISPOSTA - Una prima volta il 1° gennaio '74.

DOMANDA - Con che incarico?

RISPOSTA - Come responsabile dello Stincrec, dell'impianto alla fine, e rimasi fino al maggio del '76.

DOMANDA - Poi?

RISPOSTA - Nel '76 feci tre anni in sede, fino al 1° gennaio dell'80 e nel gennaio dell'80 ritornai allo stabilimento di Marghera come vice direttore dei servizi tecnici.

DOMANDA - Fino?

RISPOSTA - Fino all'ottobre dell'82.

DOMANDA - Dopodiché?

RISPOSTA - Dopodiché ho fatto il direttore a Castellanza per 9 o 10 mesi e poi lasciai la Montedison e andai alla Enichem.

DOMANDA - Quindi lei è stato praticamente a Porto Marghera vice direttore ai servizi tecnici un anno e mezzo circa?

RISPOSTA - Due anni e mezzo: '80, '81, '82.

DOMANDA - Come vice direttore ai servizi tecnici, istituzionalmente, all'interno dello stabilimento, da chi dipendeva?

RISPOSTA - Dall'ingegner Taliercio.

DOMANDA - Come direttore dello stabilimento?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che venne sostituito?

RISPOSTA - Dal dottor Marzollo, durante il suo rapimento, e quindi dal maggio dell'81.

DOMANDA - Dino Marzollo?

RISPOSTA - Dino Marzollo.

DOMANDA - Allo stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, quando arriva lei, gli impianti che trattavano il CVM ed il PVC da chi dipendevano?

RISPOSTA - Lì allora io adesso non ricordo bene, però c'erano già le divisioni, cioè lo stabilimento veniva gestito dalla divisione petrolchimica, che poi divenne società con il nome di Montedipe. Gli impianti di PVC e CVM invece venivano gestiti dalla divisione polimeri che diventò, se ricordo bene, Montepolimeri come società nell'81.

DOMANDA - Le chiedo, all'interno dello stabilimento, le vicende societarie?

RISPOSTA - Credo che l'ingegnere Sellane fosse responsabile della parte polimeri e CVM.

DOMANDA - Come ruolo?

RISPOSTA - Responsabile della produzione, della gestione, di tutto, era l'ingegnere Sellane.

DOMANDA - Vice direttore della produzione, quindi?

RISPOSTA - Sì, era come vice direttore, c'era praticamente sotto, nella nostra divisione c'era il dottor Gori, dopo il dottor Gori, l'ingegnere Palestieri, che seguiva la produzione. Invece la produzione della parte plastica, così polimeri, cioè PVC e monomero CVM, era l'ingegner Sellane.

DOMANDA - Il quale, a sua volta, dipendeva direttamente da chi?

RISPOSTA - Dipendeva da Milano, il suo... non ricordo bene.

DOMANDA - No, no, non le chiedo i nomi. Purtroppo è saltato il programma oggi, quindi l'organigramma verrà presentato con più calma la volta prossima.

RISPOSTA - Dipendeva da un vice direttore di Milano, da un vice direttore di divisione.

DOMANDA - Per la parte che concerneva la produzione?

RISPOSTA - Per la produzione.

DOMANDA - E allo stabilimento di Porto Marghera dipendeva dal direttore di stabilimento?

RISPOSTA - Dipendeva dal direttore di stabilimento.

DOMANDA - Le volevo chiedere, nelle varie sue vicissitudini professionali, vicende professionali, quando lei è stato informato e quando ha saputo della natura cancerogena del CVM e PVC?

RISPOSTA - Le conoscenze le avevamo... noi eravamo informati solo dai mezzi stampa perché c'erano questi studi in corso però diciamo attraverso i giornali, non è che avevamo della documentazione interna, almeno nella mia funzione.

DOMANDA - Lei è in grado di precisare un attimo meglio temporalmente quando ha saputo di tali questioni? Anche ambientandole magari con i periodi di sua attività professionale?

RISPOSTA - Io adesso non vorrei sbagliarmi, verso la fine degli anni '70 si seppe, attraverso stampa, di queste ricerche che si facevano sull'impatto cancerogeno di questo prodotto.

DOMANDA - Che faceva chi?

RISPOSTA - Faceva il professor Maltoni a Bologna, mi sembra.

DOMANDA - Lei ha saputo del professor Maltoni quando era a Mantova?

RISPOSTA - A Mantova non credo. No.

DOMANDA - Perché quando lei è stato sentito dal Pubblico Ministero il 26 settembre '95 diceva: "Ricordo che sentii parlare delle ricerche del professor Maltoni quando andai a lavorare a Mantova". A Mantova lei praticamente è rimasto fino al 1° gennaio '74, e quindi in epoca precedente lei l'ha saputo?

RISPOSTA - Sì, può darsi, adesso non ho focalizzato bene.

DOMANDA - In che maniera, quando è andato a Mantova, è venuto a conoscenza delle ricerche del professor Maltoni, e di che tipo?

RISPOSTA - No, io ho solo conoscenza attraverso stampa.

DOMANDA - Allora le contesto un'altra volta un'altra circostanza, sempre di quel verbale 26 settembre '95: "Lì - e cioè a Mantova - partecipando alle riunioni della direzione si parlava di vari problemi, tra cui quelli inerenti alla pericolosità del CVM".

RISPOSTA - Sì, ma perché avevamo letto anche noi, ma anche con gli altri si parlò di questi problemi. A Mantova non si produceva CVM.

DOMANDA - Chiedo "partecipando a riunioni di direzione", io non sapevo mica se lei partecipava alle riunioni di direzione?

RISPOSTA - Io a Mantova avevo la responsabilità di impianti che non avevano niente a che vedere con il CVM, perché non si produceva CVM a Mantova. Si parlò di questi problemi.

DOMANDA - Durante le riunioni della direzione?

RISPOSTA - Sì. Sono gli anni in cui viene, nei primi anni '70 viene fuori il problema ecologico e questi problemi si cominciano ad evidenziare, diciamo che qualsiasi cittadino cominciava a sentirsi questi problemi addosso per l'attività che faceva.

DOMANDA - Quindi, prima del 1° gennaio '74, quando lei era a Mantova, durante le riunioni di direzione, parlavate della pericolosità del CVM?

RISPOSTA - Se ne parlava, sì.

DOMANDA - In che termini?

RISPOSTA - Non è che avessimo elementi noi allora per giudicare in che termini, io ho lavorato tra l'altro sei anni in una società che si chiama Agna, quindi i problemi erano molto più grossi.

DOMANDA - Certo. Lei quindi, durante quel periodo mantovano, sentiva parlare del professor Maltoni, durante le riunioni di direzione e del CVM ma non ricorda in che termini?

RISPOSTA - No, anche perché poi non era il mio settore.

DOMANDA - In relazione al periodo in cui poi lei è venuto a lavorare a Porto Marghera, le volevo chiedere se è in grado di riferire qualcosa sugli impianti del CVM, a Porto Marghera?

RISPOSTA - In particolare?

DOMANDA - Le volevo chiedere sul discorso di impianti, se c'erano in corso dei lavori, e in che periodi, se ricorda di che tipo? Solo perché, ricordo il suo ruolo, lei era vice direttore ai servizi tecnici.

RISPOSTA - In quegli anni lì si fece tutto il piano ecologico sulle acque, per un investimento molto... non mi ricordo più, circa sui 180 miliardi. E, siccome era stata preparata molta documentazione tecnica, si diede l'avvio a tutta questa serie di lavori, cioè fu finito e messo in marcia l'impianto che trattava le acque alle discariche clorurate, adesso non so più come si chiama, che sigla abbia; un secondo forno inceneritore... tutti gli impianti di collettamento delle acque anche verso il nuovo depuratore. Ci fu tutta una serie di lavori enormi in stabilimento, un mare di commesse che...

DOMANDA - Ed in particolare sugli impianti del CVM, lei ricorda se c'erano dei lavori in corso, che lavori erano, se c'erano dei problemi?

RISPOSTA - No, lavori ce n'erano parecchi in corso, ecco questo so, però i particolari tecnici non erano di mia competenza, quindi io gestivo solo la commessa. Chi seguiva il lavoro nella qualità, nella tipologia era direttamente la produzione, con l'ausilio dei capi commesse che eseguivano i lavori. Se posso ricordare una cosa: si era trovata sul mercato una valvola che teneva molto meglio e si sostituirono queste valvole con un programma progressivo di sostituzione. Adesso, se non sbaglio, erano o tedesche o olandesi.

DOMANDA - A che impianti?

RISPOSTA - Al CV6, al CV24, per il CV10.

DOMANDA - Appunto, le volevo chiedere se c'erano dei punti critici in particolare su questi impianti? Ovviamente glielo chiedo perché c'è un verbale che seguo come traccia.

RISPOSTA - Dei punti critici... Non so, so che si interveniva molto sul CV6, che era l'impianto più vecchio, perché c'era un problema anche di età e quindi l'impianto, più vecchio era, in più era stato progettato con meno criteri, diciamo con meno cose, per cui si erano evidenziate più criticità. Il CV10, il CV6 mi sembra, il CV14, più rispetto al CV24.

DOMANDA - Lei riferisce questi ricordi al periodo in cui era vice direttore dei servizi tecnici?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei è in grado di ricordare qualche particolare su questi impianti o sui punti critici, e se riusciva a ottenere qualche risultato?

RISPOSTA - Io quantitativamente non so, perché non avevo in mano questi dati, dei risultati, so che si era migliorato parecchio sull'atmosfera con questi interventi.

DOMANDA - Anche sul CV6?

RISPOSTA - Anche sul CV6.

DOMANDA - Perché, sempre in quel verbale del 26 settembre '95, lei diceva: "Ricordo che erano in corso dei lavori per il miglioramento degli impianti del CVM, anche se ricordo che c'erano dei punti critici dove non si riusciva a raggiungere risultati soddisfacenti, tanto che bisognava fare degli interventi continui. Tra questi punti critici ricordo che c'è il reparto CV6, per il quale l'ingegnere Silvano Bigi ero costretto a venire giù spesso da Milano". Intanto le volevo chiedere se lei mi conferma questi dati, quelli che mi ha riferito lei?

RISPOSTA - Io posso dirle che da Milano venivano giù di frequente.

DOMANDA - Volevo chiederle se i modelli erano questi?

RISPOSTA - Penso che si investivano parecchi soldi, quindi...

DOMANDA - Cerchi di capire le mie domande. Allora, io le ho chiesto, questa è un'inversione di risposta, le ho chiesto se innanzitutto questi dati che ha fornito e che le ho ricordato corrispondono a verità, cioè che c'erano questi punti critici dove non si riusciva a raggiungere risultati soddisfacenti, tanto che... etc.. Quello che le ho letto?

RISPOSTA - Siccome l'impianto era molto compatto, ed essendo ancora, cioè essendo molte apparecchiature, molte valvole, molte cose, era più difficile ottenere il risultato che si voleva.

DOMANDA - E` stato raggiunto questo risultato?

RISPOSTA - Questo non lo so.

DOMANDA - Fino a quando lei è rimasto lì a Porto Marghera ovviamente?

RISPOSTA - Questo non lo so, perché i dati io poi non li avevo, questi dati erano gestiti direttamente dalla produzione. Sono cose che io sentivo.

DOMANDA - Ma certo, ma le chiedo per la vita che ha fatto lei all'interno dello stabilimento. Il discorso "tanto che bisognava fare degli interventi continui ed era costretto a venire giù spesso da Milano per questi punti critici da quel reparto CV6", lei quindi ha un ricordo di esistenza di punti critici e di faticosità, quando se n'è andato via è in grado di dire che situazione c'era?

RISPOSTA - Non sono in grado.

DOMANDA - Per il momento non ho altre domande. Per avere i dati del curriculum, sono pacifici, mi sembra, produrrò eventualmente la scheda dell'ingegnere Carattoni, in maniera tale che il Tribunale abbia l'esatta indicazione del curriculum.

 

AVVOCATO PANAGIA

 

DOMANDA - Il Pubblico Ministero le ha precisato poco fa che ella avrebbe sentito parlare della pericolosità del CVM-PVC nel periodo in cui lavorò a Mantova. Io desideravo sapere se, proprio in questo periodo, che comprende anche il 1974, lei apprese e sentì dai giornali anche una pericolosità del CVM legata a fatti specifici o si trattava solo di un’attività di ricerca che il professor Maltoni stava facendo?

RISPOSTA - Attività di ricerca, io di fatti specifici non sapevo.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Si ricorda qualche nome, i nomi dei capi di commessa, lei ha fatto riferimento ai capi commessa che si occupavano dei lavori di risanamento del CVM e PVC negli anni in cui era lì a Venezia...

RISPOSTA - Capi commessa come responsabile dell'attività tecnica, lavorando su della carta, su dei disegni, su delle cose fornite sul processo, sulle modifiche fornite...

DOMANDA - C'erano degli specifici?

RISPOSTA - Adesso... C'era uno che si chiamava Giancarlo Mason, uno si chiamava Minutillo, uno si chiamava Nobili, avevo cinque o sei capi commesse.

DOMANDA - Il capo dell'ufficio tecnico lavori chi era, nel periodo in cui lei ha operato a Porto Marghera?

RISPOSTA - Appena arrivato a Marghera, era l'ingegnere Nicolis e dopo cinque o sei mesi abbiamo iniziato con lui tutto il piano di risanamento, tutti gli investimenti, tutte queste carte, abbiamo cominciato a chiamare l'impresa per fare i lavori. Poi è stato sostituito dall'ingegner Alvorno.

DOMANDA - Quando lei è arrivato a Marghera, si riferiva al suo secondo arrivo?

RISPOSTA - Secondo arrivo.

DOMANDA - Nell'80?

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Dove lavora lei adesso?

RISPOSTA - Sono in pensione.

DOMANDA - E prima, dopo essere andato a Porto Marghera?

RISPOSTA - Sono andato a fare il direttore a Castellanza, per la Montedison, poi sono andato all'Enichem come responsabile.

 

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - MAGLIONI ANTONIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: dica le sue generalità.

RISPOSTA - Maglioni Antonio, nato a Pisa l'11 maggio '44; residente a Mirano.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Qual è il suo titolo di studio?

RISPOSTA - Ingegnere in chimica.

DOMANDA - Lei deve riferire sinteticamente al Tribunale la sua carriera lavorativa, quando praticamente è stato assunto da Montedison?

RISPOSTA - Io sono stato assunto da Montedison il 17 novembre '69, ho avuto un periodo di attività a Milano, presso Montedison, poi alla fine del 1973 sono stato trasferito a Mantova e ho lavorato lì fino alla fine del 1974, agli inizi del 1975 sono stato incaricato di seguire un progetto all'estero, cioè con una società estera, che si chiama ICI, per un progetto da realizzare in Sicilia, a Priolo. Lì sono stato, quindi nel '75, otto mesi in Inghilterra, poi sono tornato nel '76 a Milano, presso una società di ingegneria che si chiama Tecnimont e sono rimasto in questa attività fino alla fine del '76, inizi del '77. Agli inizi del '77 poi sono ritornato a svolgere la mia attività nell'ambito degli uffici di, allora era la divisione materia plastiche di Montedison.

DOMANDA - Nel 1981 lei è diventato responsabile di progetto mi pare?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Presso la Montedison di Milano?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi chiedo che il curriculum venga acquisito parimenti per semplicità. Che cosa significa responsabile di progetto?

RISPOSTA - Il responsabile di progetto è praticamente l'effettuare un'attività di supervisione e di coordinamento dei progetti che ti vengono affidati, nel senso che devi seguire il fatto che questi vengano eseguiti nell'ambito dei tempi e dei costi che fanno parte del progetto che viene affidato.

DOMANDA - Per i vari stabilimenti Montedison?

RISPOSTA - Sì, e questo può essere un RTI, responsabile tecnico d'iniziativa o project manager.

DOMANDA - Quando lei ha assunto questo incarico da chi dipendeva direttamente, nel 1981?

RISPOSTA - Dall'ingegnere Bigi.

DOMANDA - Silvano Bigi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che era responsabile di questi servizi tecnici?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - L'ingegnere Bigi è deceduto adesso, lo sa, siccome se ne parlerà più volte, lei lo sa?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Volevo chiedere, in particolare per quanto riguarda Porto Marghera, se lei ha avuto occasione di interessarsene professionalmente, per quale motivo, in quali circostanze?

RISPOSTA - Sì. Io ho avuto, diciamo, ho seguito degli interventi di risanamento ambientale degli impianti CV6 e CV14-16, questo nel 1978.

DOMANDA - Quindi ancora prima?

RISPOSTA - Ancora prima, perché in effetti, diciamo, magari non si chiamavano... la funzione non veniva chiamata RTI, cioè responsabile tecnico d'iniziativa, però...

DOMANDA - La sostanza era quella.

RISPOSTA - Esattamente. Io mi sono occupato di queste attività anche per quello che riguarda il CV24, alcuni studi per fare dei preventivi per un aumento di capacità produttiva. Però, diciamo, le cose sulle quali, dal punto di vista igienico-ambientale mi sono occupato, erano per il CV6 e per il CV14-16. Questo nel '78. Grossomodo nel '79 invece poi mi sono occupato di attività analoghe per gli impianti di PVC che si trovavano a Terni.

DOMANDA - E poi si è occupato ancora di Porto Marghera?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Solo nel '78?

RISPOSTA - Solo nel '78.

DOMANDA - Lei anche nel '78 dipendeva dall'ingegnere Bigi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - L'ingegnere Bigi da chi dipendeva direttamente, centralmente?

RISPOSTA - Beh, dall'amministratore delegato della divisione materie plastiche.

DOMANDA - Che inizialmente era il direttore generale DIMP e poi, quando è diventata Montepolimeri, dall'amministratore delegato; è corretto?

RISPOSTA - Sì, da quello che mi ricordo sì, era così.

DOMANDA - Lei è venuto a conoscenza, e quando, se ne è venuto a conoscenza, delle ricerche, degli studi del professor Maltoni?

RISPOSTA - Mah, diciamo che, quando mi è stato affidato il compito di eseguire, di seguire, insomma di coordinare questi interventi di risanamento ambientale, in quell'occasione ho saputo del fatto che, cioè personalmente, perché diciamo che fino a quel momento mi ero occupato di altre cose, quindi non avevo avuto nessuna... vorrei dire neppure quasi curiosità, insomma, di sapere com'era il problema, poi avevo saputo che erano state eseguite delle ricerche, per cui si rendeva necessario il fatto di eseguire degli interventi di risanamento degli impianti di PVC.

DOMANDA - Questo discorso le è stato fatto quindi nel '78, quando lei era responsabile di progetto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Con questo incarico di responsabile di progetto incaricato a Porto Marghera lei ha sostituito qualcuno o era il primo incarico che le veniva dato dalla sede centrale?

RISPOSTA - Francamente era la prima attività che mi sono trovato a svolgere come responsabile d'iniziativa, prima avevo svolto attività di tecnologia degli studi per preventivazione, quindi era la prima volta.

DOMANDA - Io le chiedevo se, quando lei assume questo incarico, va, in pratica, al posto di qualcuno, se c'era già qualcuno incaricato di quello che avrebbe fatto poi lei?

RISPOSTA - Quello che ricordo dell'epoca, quando però non era ancora, non mi occupavo ancora di queste cose, che c'era qualche mio collega che già stava operando sugli impianti di PVC per la problematica del CVM sugli impianti, se non ricordo male, perché sono passati molti anni, il primo impianto sul quale si cominciò a fare delle cose era il CV24, però erano delle cose che avevo così sentito.

DOMANDA - Lei ricorda chi era il collega o i colleghi che lei ha sostituito in questi incarichi, se si ricorda, per carità?

RISPOSTA - So che c'era un ingegnere che si era occupato del CV24, perché appunto io ripeto mi sono occupato degli altri, l'ingegnere Marcoaldi che poi lasciò il gruppo.

DOMANDA - Prima lei dice appunto l'ingegnere Marcoaldi al CV24, lei si occupa del CV6, 14, 16. Per questi reparti c'era qualcun altro che era stato incaricato prima di lei di seguire questi reparti e i lavori su questi reparti, dalla sede centrale?

RISPOSTA - Francamente non ricordo, cioè non so. Perché, vede, prima di quest'epoca poi so che insomma si usava anche fare così, cioè prima della costituzione a Milano di un gruppo di ingegneria che seguisse progetti di una certa consistenza, gli stabilimenti talvolta conducevano, riportando poi comunque ad un capo che magari poteva essere anche a Milano, degli interventi sviluppati integralmente e seguiti integralmente sul posto.

DOMANDA - Io chiedo se si ricorda se qualcun altro era stato incaricato prima di lei?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Perché l'8 novembre '95 lei, interrogato dal Pubblico Ministero, aveva detto una cosa diversa: "Fui il primo che venni incaricato dall'ingegnere Bigi di seguire gli impianti del CVM e PVC a Porto Marghera, si trattava dei reparti CV6, CV14, CV16, CV24".

RISPOSTA - Sì, dopo questo incontro con il Pubblico Ministero, ricordiamo che sono, anche allora, passati molti anni e molte cose erano avvenute, anche per quello che riguardava la mia attività, io mi sono chiesto fino a che punto francamente potevo essermi ricordato tutto, anche perché c'erano alcune cose... Cioè, avevo avuto anche una continuità di attività sullo stesso tema proprio attaccata, tra il periodo Porto Marghera e poi quell'altro che avevo fatto sugli impianti di PVC di Terni. Boh, devo dire che, insomma, come ricordi, o anche come conoscenze, me lo sono chiesto, mi sono chiesto che cosa effettivamente mi ricordavo anche successivamente questo incontro. E devo dire che i miei, anche nell'occasione di questo incontro, sono stati in parte dei ricordi a flash, mi ricordavo certamente alcune cose, mi sono anche chiesto se per caso non avessi fatto anche un po' di confusione tra quella che poteva essere l'attività svolta a Porto Marghera e quella all'altro impianto di Terni.

DOMANDA - Ma rimane il discorso: "Fui il primo che venni incaricato dall'ingegnere Bigi di seguire gli impianti di CVM e PVC a Porto Marghera"; lei indica dei reparti: "CV6, CV14, CV16, CV24". Per il CV24 lei parla dell'ingegnere Marcoaldi.

RISPOSTA - Sì. Per il CV24 non mi ricordo, cioè scusi, mi sono interessato del CV24, ma non per quello che riguardava aspetti legati alla parte igiene ambientale, era per un discorso di sbottigliamento, perché si pensava di sbottigliare quell'impianto o di farne addirittura un altro.

DOMANDA - Cosa significava sbottigliamento?

RISPOSTA - Sbottigliamento vuol dire un aumento della capacità di quell'impianto, modifiche però solo dal punto di vista produttivo. Difatti, dal punto di vista... Cioè queste sono alcune cose di questi flash di cui parlavo.

DOMANDA - Quindi allora il discorso che lei ha fatto "fui il primo che venni incaricato per questi impianti" lo conferma, per quanto il suo ricordo ovviamente?

RISPOSTA - Per quello che mi ricordo, sì. Diciamo che non posso dire, per quello che posso sapere che cosa fosse stato fatto antecedentemente.

DOMANDA - Poi le volevo chiedere un attimo di essere più preciso su una questione, quella relativa alla conoscenza delle ricerche, studi del professor Maltoni. Le volevo chiedere innanzitutto chi le ha parlato di questi studi e in che sede? Quindi, quando lei nel '78 viene mandato con questo incarico a Porto Marghera, le dicono che c'è questo professor Maltoni. Io volevo chiederle chi le ha parlato di Maltoni e che cosa le hanno detto in particolare?

RISPOSTA - Allora, chi mi parlò di questi studi fu l'ingegnere Bigi perché era importante anche il fatto di sapere anche qual era l'obiettivo che si voleva raggiungere con gli interventi che erano stati individuati dalla tecnologia e mi disse che c'erano stati degli studi in base ai quali risultava che il CVM aveva degli effetti cancerogeni sul personale, diciamo, e quindi era importante il fatto che si riuscisse a raggiungere, ad abbassare i livelli di CVM negli ambienti di lavoro.

DOMANDA - Su questa cosa ancora un particolare: effetti cancerogeni sul personale, e va bene, di che tipo, cioè tumori di che genere, le è stato specificato?

RISPOSTA - No, assolutamente.

DOMANDA - Ma comunque di vario genere?

RISPOSTA - Diciamo che per me era sufficiente il fatto di sapere che c'erano degli studi che dicevano che bisognava assolutamente abbassare questo livello di CVM nell'ambiente di lavoro.

DOMANDA - Perché, pur senza essere specifico, sempre quell'8 novembre '95, lei aveva parlato di: "Insorgenza di tumori di vario genere". Al di là del tipo.

RISPOSTA - Devo dire che se uno me lo chiede anche oggi...

DOMANDA - Io glielo chiedo in senso lato.

RISPOSTA - No. Non ero a conoscenza diciamo di tumori specifici che potessero essere causati da questo.

DOMANDA - Quindi le ha parlato l'ingegnere Bigi?

RISPOSTA - Sempre in termini molto generici.

DOMANDA - Tumori che riguardavano il personale in senso lato?

RISPOSTA - Sì, indubbiamente.

DOMANDA - Che tipo di incarichi le hanno dato in particolare e che tipo di lavoro lei ha svolto per i reparti CV6, 14, 16? Perché il CV24 abbiamo già detto che riguardava esclusivamente la produzione...

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Mentre per il CV6 che tipo di lavori ha seguito lei?

RISPOSTA - Erano interventi, diciamo, i dettagli non li ricordo francamente, ma diciamo che quello che ricordo era che erano degli interventi frazionati e mirati a risolvere quelli che erano dei possibili luoghi di fuoriuscita di CVM, per caratteristiche delle apparecchiature o per altri motivi. Non ricordo francamente, perché non era un discorso...

DOMANDA - Lei è venuto dal '78 in poi in più occasioni a Porto Marghera, in stabilimento, a vedere gli impianti di produzione?

RISPOSTA - Nel corso del '78 sì.

DOMANDA - Quante volte sarà venuto: 10, 20, 40, all'incirca?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Comunque varie volte?

RISPOSTA - Una decina di volte sarò venuto.

DOMANDA - Fino a questo periodo, e cioè fino al '78, le risulta, per la sua osservazione diretta, se fossero stati effettuati interventi di modifica su questi impianti, da un punto di vista chiamiamolo di tutela ambientale? Per quello che ha visto lei, io chiedo la sua visione diretta.

RISPOSTA - Io voglio dire solo questo, che poi è abbastanza importante comprendere: quando viene affidato un progetto, almeno quando ti viene affidato un progetto, tu sai che sono stati definiti interventi tecnologici che devono essere realizzati, tu quindi sei responsabile di quel progetto perché venga realizzato nei tempi che ti sono stati affidati e nei costi che devi tenere sotto controllo, per vedere se per caso non esci da questi importi, perché altrimenti bisognava appunto chiedere degli aggiornamenti o delle modifiche autorizzative. Quindi, diciamo che certamente la mia attenzione è sempre stata concentrata sul fatto: bene, ho questi episodi che devo realizzare, devo fare in modo che vengano realizzati secondo le indicazioni della tecnologia e nell'ambito di quelle che erano le mie funzioni.

DOMANDA - Certo, ma io le ho fatto quella domanda, e sempre quell'8 novembre '95 lei diceva: "Fino al 1978 non era stato effettuato alcun intervento di modifica sugli impianti testé indicati per quanto ho visto io". Questa era la sua frase e io volevo chiederle di illustrarla un attimo, che cosa vuole dire? Anche perché lei poi interviene con delle cose molto specifiche che vedremo adesso, andando avanti, proprio sui particolari, sulle piccole cose addirittura.

RISPOSTA - Okay.

DOMANDA - Io le chiedo innanzitutto se mi conferma quella fase e poi vado avanti nelle domande.

RISPOSTA - Devo dire che mi sono, come ho detto prima, mi sono essenzialmente concentrato su quelle che erano le cose che rientravano nel mio specifico compito, quindi diciamo il fatto che ci fossero altre cose che erano già state fatte, etc. etc., diciamo che al di là di quello che lei ha ricordato, devo dire che non...

DOMANDA - Guardi, allora proprio andiamo nel particolare, perché lei mi ha parlato di due tipi di attività, parlava anche prima di piccoli lavori. Lei addirittura è intervenuto sulle valvole.

RISPOSTA - Sì, certo.

DOMANDA - Siamo quindi nel '78, lei diceva che ha fatto degli interventi sulle valvole che erano di tipo standard. Vuole illustrare in che cosa è consistito questo suo intervento, che valvole c'erano, che lance c'erano, e se erano in grado di garantire le fughe, quelle che c'erano fino al '78?

RISPOSTA - Le valvole che si utilizzavano fino a quel momento erano valvole che venivano utilizzate in tutti gli impianti di tipo petrolifero e petrolchimico, erano delle valvole che avevano una tenuta verso l'esterno per evitare la fuoriuscita del fluido che veniva chiamato a baderna, cioè praticamente era una specie di piedistoppa in amianto, che veniva tenuto compresso, in maniera tale che non fuoriuscisse il fluido che passava attraverso queste valvole. Questo però che cosa comportava? Comportava che dopo un certo numero di manovre questa specie di guarnizione tendeva ad allentarsi e quindi richiedeva il fatto costantemente di effettuare delle operazioni di ripristino. Allora, diciamo che in quell'epoca, non so, diciamo, se erano delle indicazioni che venivano dagli Stati Uniti, da altri impianti di PVC e CVM degli Stati Uniti, comunque fu individuato un tipo di valvola con delle caratteristiche particolari, la quale assicurava una miglior tenuta, e quindi diciamo riduceva al minimo quelle che potevano essere delle eventuali fughe del contenuto verso l'esterno. E questa fu un'operazione di sostituzione di queste valvole che erano molte, sulle quali...

DOMANDA - Perché era un attimo più preciso, quella volta diceva: "Le valvole erano di tipo standard, per loro natura insufficienti a garantire dalle fughe di gas". Vista la sua professionalità e visto il suo titolo di studio, proprio questo le chiedo, è un discorso più specifico, cioè lei interviene e ha cambiato, oltre alle valvole, tanto sia lance, strumenti vari di questo tipo?

RISPOSTA - Io non ricordo esattamente quali erano, comunque diciamo laddove, per le caratteristiche di questi elementi di intercettazione, cioè che alcune pompe, per esempio, fino a quella epoca lì, venivano utilizzate delle pompe con delle tenute, e quindi quando si parla di tenute si parla proprio di qualcosa che deve prevenire fuoriuscita di fluidi, che erano di tipo standard, ripeto. Quando parlo di tipo standard io intendo quelle che venivano utilizzate su impianti di tipo petrolifero, quindi quelle che venivano usate su impianti di (crettinghe), etc..

DOMANDA - E` diversa la situazione, mi pare?

RISPOSTA - Diciamo che queste valvole...

DOMANDA - Io le chiedo spiegazioni quando lei mi dice che quando interviene e sostituisce valvole, lance, strumenti, perché sono insufficienti a garantire per le fughe di gas. Questo è un discorso concreto e specifico che lei fa come responsabile di progetto, e interviene nel '78 con questo tipo di lavori che osserva, io ritengo, come necessari. Su questo io le volevo chiedere se è vero, non lo so?

RISPOSTA - E` vero. Questo tipo di valvole, per esempio parliamo di queste valvole, questo tipo di valvole è un tipo di valvole che sono in commercio, per quello che so io, da tempi diciamo piuttosto limitati, Perché sono delle valvole di tipo particolare, che... se vuole, le posso spiegare.

DOMANDA - No, no, ne abbiamo parlato, ma mi risulta, per quello che hanno detto anche i consulenti tecnici, che erano anni e anni che esistevano valvole di questo tipo, non era una cosa inventata nel '78. Purtroppo ci siamo fatti una conoscenza in materia anche noi, a questo punto, quindi è vero che esistevano, non è un'idea geniale di chissà chi nel '78, questa valvola.

RISPOSTA - Posso dire che per me erano una novità.

DOMANDA - Ma poi lei è andato a verificare l’esistenza di questo tipo di interventi e da quanto esistevano queste valvole, se lo sa?

RISPOSTA - Non lo so. Per me era una novità e le caratteristiche costruttive certamente consentivano di andare verso l'obiettivo che ci si era posti.

DOMANDA - Un'altra attività che le dicevo, oltre a questa di sostituzione e interventi per minimizzare, per il CVM, così lei letteralmente parlava l'8 novembre '95, l'altra sua attività la riferiva ai sistemi di monitoraggio. Che attività ha svolto lei per i sistemi di monitoraggio nel '78?

RISPOSTA - Dunque, gascromatografi. Io qui devo dire una cosa, come ho fatto quando ho parlato nella premessa, diciamo di avere ripensato successivamente all'incontro avuto con il Pubblico Ministero, mi sono posto, ripeto, delle domande, ho detto: ragazzi, ma io ho detto questo, non ho mica fatto un po' di confusione tra quella che è l'attività di Marghera e quella invece effettuata, del tutto analoga, sull'impianto di Terni? Io so che di questi gascromatografi, cioè devo dire anche adesso, in questo momento, dopo averci riflettuto, perché carte non ne ho, quindi ho soltanto la memoria diciamo che posso utilizzare, so che all'epoca uno degli elementi importanti era quello di monitorare gli ambienti di lavoro in maniera tale da poter anche verificare quelli che erano i risultati che si intendevano raggiungere. Quando ho fatto quell'affermazione, ripeto, non ricordo se era qualche cosa che avevo fatto su Terni, e lo ricordavo come Porto Marghera, oppure se, siccome era un elemento importante di tutta l'attività di risanamento ambientale di quegli impianti, se se ne parlava perché era una cosa diciamo fondamentale e sulla quale si doveva assicurare il fatto di avere un’affidabilità e continuità di esercizio. Quindi quello che voglio dire è questo: non mi ricordo francamente se sono stato io oppure ne ho sentito parlare all'epoca, per quello che riguarda questi due impianti.

DOMANDA - Che sarebbero, questi due?

RISPOSTA - CV6 e CV14-16.

DOMANDA - Oltre ad averlo detto lei in maniera molto specifica a verbale, così come le è stato contestato, e chiedo l'acquisizione a questo punto del verbale, viste le correzioni, ricordo che c'è un documento allegato a quel verbale, di cui chiedo parimenti acquisizione, peraltro già in atti come documento acquisito, datato 10 aprile '81, dell'ingegner Bigi, che è "l'organizzazione e la funzione di nuovi impianti nell'ambito dei servizi tecnici", e viene indicato anche lei ovviamente tra i suoi incarichi e dice: "Sbottigliamento impianto CV24", come diceva lei prima, dicendo che era un incarico che riguardava la produzione. Poi dice: "CV6, lavori di igiene ambientale, ristrutturazione impianto". Quindi è estremamente specifico. "CV14 e 16, ristrutturazione impianti". Quindi anche questo è abbastanza specifico. Mentre, per altri incarichi, per altre persone, per esempio parlavano per il CV10: risparmi energetici, non certo da chiudere. Dunque, lei ha avuto questi incarichi e sono esattamente quelli che lei ha ricordato: CV6, ristrutturazione impianto; CV14-16, ristrutturazioni impianti. E` così? Se si ricorda, se no chiedo l'acquisizione del documento del verbale, che venga messo agli atti.

RISPOSTA - Io non ho, francamente, ripeto quello che ho detto in precedenza, siccome si trattava di tutta una serie di interventi piuttosto frazionati, ripeto anche in questo momento, se uno mi dice: ma adesso tu che ci hai pensato, sei stato tu che hai installato i cromatografi, oppure ti sei occupato - sempre però nell'ambito di queste attività di risanamento ambientale - delle valvole, delle pompe, delle cose di questo genere, hai installato tu i cromatografi per la verifica del contenuto di CVM nell'ambiente? Io devo dire, in tutta onestà, avendoci riflettuto bene, in questo momento ancora non ricordo se sono stato io oppure se il mio ricordo era quello relativo all'impianto di Terni.

DOMANDA - Il suo referente a Porto Marghera si ricorda chi era, quando trattava di queste questioni relative al PVC, alla produzione di PVC?

RISPOSTA - Sì, io avevo contatti con la tecnologia di Porto Marghera, l'ingegnere Bachetta. Avevo contatti con l'ingegnere Gaiba, che era responsabile della produzione, se non mi ricordo male, di quelli del gruppo PVC di Porto Marghera.

DOMANDA - Io non ho per il momento altre domande, per le contestazioni e le contraddizioni rilevate, se il Tribunale ritiene, chiedo l'acquisizione del verbale, perché i punti sono stati diversi, come precisazioni.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Senta, ingegnere, anche alla difesa non tornano le date e i lavori di cui si sarebbe occupato.

 

Presidente: scusate, Pubblico Ministero e difesa, ma non è che si possono invece rilevare le date e i lavori dai documenti?

 

DOMANDA - Infatti, signor Presidente, abbiamo la difficoltà, perché oggi non sapevamo esattamente chi venisse, di risalire alle date, ci risaliamo attraverso le consulenze tecniche e, a proposito di questo, io volevo dirle: in sostanza, lei avrebbe detto, nel verbale che sta per essere allegato agli atti, che due sarebbero stati gli interventi principali: sostituzione di valvole, lance, strumenti - come ha detto il dottor Casson - e realizzazione di sistemi di monitoraggio. Noi abbiamo prodotto, e sono in atti, tutte le commesse di questi lavori. Dicevo che le date non tornano perché, per quanto riguarda il CV6, il CV14, il CV16, i lavori dell'installazione rubinetti e soffietti su valvole di regolazione circuito CVM, sostituzione tenute e pompe e compressori, per tutti e tre questi reparti, sono state attivate con delle commesse richieste nel '75. Risultano terminati i lavori per il CV6 nell'ottobre del '76, per il CV14 nell'ottobre del '76, per il CV16 nel dicembre del '76. Quindi sono fatti che in primo luogo le dico risultano...

 

Pubblico Ministero: no, no, su questo c'è contestazione, è proprio questo il punto: quando il teste arriva, i lavori non sono fatti.

 

DOMANDA - Pubblico Ministero, la contestazione...

 

Pubblico Ministero: ma non c'è accordo su questo.

 

DOMANDA - Non c'è affatto accordo. Non c'è accordo, ma anche la difesa, sto dicendo, contesta al teste che i lavori a cui si è riferito nella deposizione non possono riferirsi agli anni in cui ha operato, e cioè dal '78 a partire. E non ho finito, questo per la sostituzione delle valvole, per la sostituzione delle lance, etc., che si riferiscono al '75-'76, come visto. Poi i gascromatografi, ed è a tutti chiaro, credo anche al Tribunale, nei reparti di cui si è occupato il teste, sono terminati e stati attivati nel marzo del 1975, quindi siamo totalmente fuori dal periodo in cui lei dice di avere operato.

 

Pubblico Ministero: Presidente, c'è un'opposizione sulla premessa. Anche questo è in contestazione perché, come diranno altri testi, i gascromatografi sono andati avanti per anni.

 

Presidente: ma difatti io credo che qui, scusate, ci sia tutto sommato una divergenza solo apparente, nel senso che io credo che queste commesse siano state attivate a quell'epoca, forse i lavori sono iniziati a quell'epoca, poi sono stati finanziati, sono stati iniziati i finanziamenti, e poi via via, via via, nel tempo, ci sono state le altre commesse.

 

DOMANDA - No, signor Presidente, assolutamente no.

 

Presidente: va benissimo, allora la prossima volta è bene che questi testi vengano sentiti con la documentazione a cui voi vi riferite per le contestazioni e su questo mi rivolgo ovviamente alla difesa e al Pubblico Ministero, perché se ritenete che invece la documentazione non rappresenti né il termine iniziale e né il termine finale, e della commessa prima e dell'esecuzione dei lavori poi, credo che dobbiate arrivare con una documentazione che provi che ci sono state delle spese successive, ulteriori, per l'acquisto delle valvole o di quant'altro negli anni successivi. D'altra parte, è anche vero che l'ingegnere ha fatto riferimento a specifici interventi da lui effettuati. Quindi mi pare che sia abbastanza...

 

DOMANDA - Presidente, io voglio venire anche a quello, perché ho i documenti che si riferiscono a lavori dell'ingegnere, che non si riferiscono a questi lavori. Quello che volevo concludere su questo aspetto è che sappiamo tutti che i tracciati dei gascromatografi risalgono agli anni '75, quindi non è possibile che siano stati installati nel '78 i gascromatografi. E il teste ha riferito questo, quindi già questo è sbagliato. La seconda cosa è sulle lance, sulle tenute, sui rubinetti, risulta la verifica lavori allegata al Tribunale. La verifica dei lavori, e quindi dopo la conclusione, è del gennaio del '77. Quindi siamo in fatti che...

 

Pubblico Ministero: ma è proprio la verifica lavori, è un conto, il teste ha detto che quando è andato a Porto Marghera ha visto che le cose non andavano. E c'è un documento che ho contestato, che è allegato al verbale, che è noto alla difesa, datato 10 aprile '81, in cui l'ingegnere Maglione viene incaricato: CV6, lavori di igiene ambientale, ristrutturazione impianto, sbottigliamento impianto CV24, CV14-16 ristrutturazione impianti.

 

DOMANDA - Ma non sono quei lavori...

 

Pubblico Ministero: aprile '81, è un documento questo qua.

 

DOMANDA - Dottor Casson... e però, signor Presidente, a questo punto vengo ai lavori che invece risultano alla difesa.

 

Presidente: va bene, li indichi e sentiamo una risposta da parte del teste.

 

DOMANDA - Io devo dire che la ricerca è stata ovviamente affrettata e sono d'accordissimo con lei, che se ci saranno indicati per la giornata i testi noi verremo qua con i documenti e li esibiremo al Tribunale. Io però ho qua già un documento che si riferisce, tra l'altro, a una data ancora diversa, al 1981, anno in cui l'ingegnere Maglione ha detto di non essersi più occupato di Marghera...

 

Pubblico Ministero: no, no, non è vero, era lì responsabile del progetto ancora a Marghera. Non è vero.

 

DOMANDA - Si è occupato ancora?

 

Presidente: va bene, senta, faccia le domande adesso, non dialoghi con il Pubblico Ministero.

 

DOMANDA - E` il Pubblico Ministero che dialoga con me.

 

Pubblico Ministero: ma se i passaggi di fatto sono sbagliati.

 

DOMANDA - Allora, qui c'è una documentazione per telex, apertura sotto commessa, che viene inviata all'ingegnere Maglione RTI di Montepolimeri, ovviamente adesso appena letto lo farò vedere alle parti, è un documento agli atti ovviamente: "Confermiamo che sono stati autorizzati i lavori relativi...", si riferisce all'automazione scarico autoclavi questo lavoro, e si riferisce...

 

Presidente: è quello sull'imbottigliamento a cui faceva riferimento?

RISPOSTA - No.

 

DOMANDA - Il titolo del lavoro è automazione scarichi, è dell'81, è l'unico documento che ho trovato riferibile a lei. Mentre le commesse dei lavori, dicevamo quelli a cui ci riferivamo, tipo i gascromatografi, ho trovato altri nomi: ingegner Malaguzzi... Ho trovato altre persone a cui si riferiscono, non ho trovato mai lei. E ho trovato altri anni, come dicevo. Se vuole, le faccio vedere questo documento, se serve in qualche maniera a ricordare?

 

Pubblico Ministero: glielo faccia vedere.

 

RISPOSTA - Questo qui è automazione e scarico del CV16, e questo qui sono le scariche delle autoclavi, e questo qui è un qualche cosa che è legato al discorso del potenziamento della capacità e non so se anche questo qui fa parte anch'esso di un ulteriore step di miglioramento ambientale, comunque... Però c'è da dire una cosa: non si troveranno delle carte, la mia memoria sarà anche quella che è, però io mi sono occupato di queste cose nel 1978.

DOMANDA - Ma le valvole c'erano già, erano già state cambiate, o no?

RISPOSTA - Io ricordo che nella mia attività c'erano ancora delle valvole che sono state cambiate. Ora, se queste erano state... quante ne erano state cambiate in precedenza e se questa era l'ultima coda di un lavoro molto più ampio che era cominciato prima, questo non lo so.

DOMANDA - I gascromatografi c'erano già?

RISPOSTA - Ho detto che non mi ricordo, francamente.

DOMANDA - Signor Presidente, ovviamente la documentazione che abbiamo in questo momento è questa, l'unica riferibile direttamente al teste, se lei ritiene, si potrà presentare alla prossima udienza documentazione più appropriata, per farla vedere al teste e per vedere che reazione il teste ha, se ricorda.

 

Presidente: ma sinceramente il teste ha dato delle risposte, adesso sono passati vent'anni ed anche più, cercate di capire queste situazioni. Il teste però ha detto una cosa abbastanza precisa: che è intervenuto indubbiamente nei lavori diciamo di rinnovazione delle valvole, tant'è che ha detto che rappresentavano, rispetto alle valvole precedenti standard, delle novità anche?

RISPOSTA - Almeno per me.

 

Presidente: anche, diciamo così, di carattere tecnologico mi pare, dal punto di vista tecnologico era una novità quella valvola?

RISPOSTA - Indubbiamente per me lo era.

 

Presidente: quindi lo ricorda con una certa... lo ricorda anche per questo motivo. Poi ha ricordato anche di altri interventi, che nel frattempo che in quei tempi ce ne siano stati molteplici di interventi, ce l'ha detto anche lo stesso teste mi pare, ha detto che era un cantiere praticamente?

RISPOSTA - Sì, siccome erano degli episodi di risanamento, di miglioramento di situazioni, per un motivo...

 

Presidente: quindi, fargli vedere, diciamo così, una commessa, piuttosto che un'altra, etc., a meno che non troviamo davvero le commesse per quanto riguarda le valvole e l'acquisto delle valvole, tanto per intenderci, ecco se ci sono, allora possiamo individuare temporalmente quando è stato fatto l'acquisto e quando è stata fatta l'installazione delle valvole, se proprio vogliamo soffermarci su questo.

 

Avvocato Vassallo: Presidente, ed allora anche quei documenti di Terni, perché se no mi si deve spiegare come fa il responsabile tecnico d'impianto a...

 

Presidente: scusate, io faccio questo intervento perché io credo che noi ci troveremo di fronte, anche nelle prossime udienze, a testi a cui verranno fatte delle domande relative a vent'anni fa, quanto meno, 15 o 20 anni, avranno difficoltà a ricordare. Allora, o ci sono documenti che li aiutano a ricordare, oppure davvero è difficile pretendere che si ricordino in maniera dettagliata, tanto per intenderci. Quindi per la prossima volta l'invito che faccio a tutti è di venire eventualmente con documentazione che possa essere esibita al teste perché ricordi e cerchi di localizzare anche temporalmente la circostanza e che riferisca. Proprio perché ci troviamo di fronte a testi che dovranno riferire su circostanze avvenute tanto tempo fa, ciascuno di noi non avrebbe la possibilità di individuare proprio temporalmente in maniera esatta. Però mi pare che abbia risposto il teste alle circostanze. Vogliamo fermarci qua, perché sono le sette e siamo anche abbastanza stanchi?

 

DOMANDA - Presidente, solo un'ultima cosa: io ho trovato però le commesse, per non farlo venire un'altra volta.

 

Presidente: va bene, fermiamoci.

 

DOMANDA - Presidente, il punto è questo: il teste ha riferito di aver lavorato nel '78 a Porto Marghera e di essere andato l'anno dopo a Terni per fare analoghi lavori, ha detto, ovviamente può aver fatto confusione, adesso faccio vedere le commesse che si riferiscono alle valvole.

 

Presidente: faccia vedere, avvocato.

 

RISPOSTA - Posso essere io, a questo punto, Presidente, a chiedere di poter vedere con più calma queste qui, o no?

 

Avvocato Benedini: signor Presidente, possiamo aggiornare la prosecuzione della testimonianza dell'ingegner Maglione alla prossima udienza? E, a questo proposito, se per le prossime udienze avessimo una quasi certezza sull'indicazione dei testimoni che verranno, sarebbe utile proprio per i suggerimenti che lei ci ha dato e che noi volentieri accogliamo e condividiamo.

 

Presidente: d'accordo, va bene. Allora, se già per le prossime udienze del 14 e del 15 fosse possibile sapere esattamente quali sono i testi che vengono, sono due udienze vicine, sono tutti gli altri?

 

Pubblico Ministero: sono quelli della lista depositata in cancelleria in marzo.

 

Presidente: e sono, oltre ai cinque che abbiamo sentito oggi, quindi ne rimangono 34. Io non lo so sinceramente su quali circostanze, io non posso sapere su quali circostanze e quanto tempo porteranno via questi testi, sono l'ultimo a saperlo, perché voi avete già le dichiarazioni rese nel corso delle indagini, quindi io non so su quali circostanze e quanto tempo ci vorrà, etc.. Tenete conto comunque che io credo che, come oggi, un 20 per cento dei testi non viene poi, quindi sui 34 ne mancheranno una decina circa, quindi saranno 24: 12 e 12 mi pare che siano abbastanza ben distribuiti nelle due giornate. Poi, chi viene o non viene, io non posso saperlo, e neanche voi.

 

Pubblico Ministero: Presidente, prima della conclusione, come già chiesto, io chiedo l'acquisizione del curriculum dell'ingegnere Carattoni, così risulta agli atti, e del verbale di Maglione Antonio dell'8 novembre '95, per le contestazioni.

 

RISPOSTA - Posso chiedere una cosa, Presidente, per quello che riguarda questi documenti, in maniera tale che li possa guardare, potrò averne una copia, oppure no?

 

Presidente: sì. Io direi che forse la difesa li può mettere a sua disposizione.

 

Pubblico Ministero: ma il teste Maglione torna?

 

Presidente: certo, deve tornare alla prossima udienza, che è quella del giorno 14, alle ore 09.15. Lei sarà il primo ad essere sentito. Scusi un attimo, ingegnere, lei il giorno 14 può venire il pomeriggio, o addirittura le è più comodo arrivare il pomeriggio?

RISPOSTA - Il mio problema è quello di ritornare a Milano, e quindi diciamo soltanto questo.

 

Presidente: perché l'avvocato voleva farle delle domande e il 14 mattina non poteva venire ed allora, se per lei il pomeriggio, alle tre... dopo è chiaro che in un'ora credo che ce la sbrighiamo, va bene?

RISPOSTA - Certo. Va bene.

 

Presidente: allora d'accordo, grazie.

 

RINVIO AL 14 MARZO 2000

 

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