UDIENZA DEL 05 GIUGNO 1998

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: per Medicina Democratica e Associazione Salvaguardia Malcontenta Avvocato Scatturin

 

Avvocato Scatturin: presente, anche per Battello

 

Presidente: anche per Battello che e` per l'ALCA e CUB. Poi per la provincia abbiamo l'Avvocato Chinaglia, sostituito?

 

Avvocato Giacomini: dall'avvocato Marco Giacomini come da designazione gia` depositata

 

Presidente: poi per il Comune di Venezia e la Regione di Venezia l'avvocato Vassallo, che e` presente. Per l'Avvocatura dello Stato? Non c'e` nessuno, Ministero dell'Ambiente e presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Avvocato Vassallo: intanto lo sostituisco io

 

Presidente: Avvocato Vassallo intanto temporaneamente lo sostituisce. Avvocato Artuso per l'Inail. Poi per Greenpeace abbiamo l'avvocato Partesotti, che e` presente

Avvocato Partesotti: sostituisco anche l'avvocato Aldo Ghezzo per Verdi Ambiente

 

Presidente: poi Avvocato Sforzi per Giacomello Gino

 

Avvocato Manderino: lo sostituisco io

 

Presidente: va bene, Manderino. Poi per Terrin Ferruccio l'Avvocato Manderino, che e` presente. Poi per il WWF l'Avvocato Pozzan

 

Avvocato Marin: sostituisco l'Avvocato Pozzan con atto di designazione, e lo sostituisco anche per la parte civile Marin Renzo. Poi sostituisco anche l'avvocato Farinea

 

Presidente: l'Avvocato Zaffalon e` presente per la C.I.S.L. UST

 

Avvocato Zaffalon: e per Toffano Adamello

 

Presidente: poi, Avvocato Borasi per Lega Ambiente Nazionale?

 

Avvocato Ceruti: Avvocato Ceruti in sostituzione dell'Avvocato Borasi

 

Presidente: poi l'Avvocato Zabeo per il Comune di Campagnalupia e Mira, che e` presente. L'avvocato Gamberini per Giglio Alberto

 

Avvocato Manderino: lo sostituisco

 

Presidente: poi Avvocato Azzarini per Lonardi Giannino e per i prossimi congiunti di Bortoluzzi Marino

 

Avvocato Battain: lo sostituisco io

 

Presidente: per Italia Nostra, l'Avvocato Veronesi?

 

Avvocato Zabeo: sostituito da Zabeo

 

Presidente: poi per la Camera Sindacale e Provinciale U.I.L. di Venezia, U.I.L. Cer, etc., Avvocato Duse?

 

Avvocato Duse: presente

 

Presidente: dunque, l'Avvocato Marin, lei anche per i prossimi congiunti, aveva detto?

 

Avvocato Marin: di Bortolozzo Gabriele, sostituisco anche l'Avvocato Farinea

 

Presidente: mi sono dimenticato qualcosa?

 

Avvocato Battain: si, mi interessa che venga dato atto che sono sono presente sia per la Camera del Lavoro, sia per la Filcea, sia per quelle tre persone fisiche che non sono ancora liquidate e che non hanno ritirato la parte civile

 

Presidente: e che sono?

 

Avvocato Battain: Mion, Chinellato e Castellini

 

Presidente: va bene, chi altri ancora?

 

Avvocato Stivanello: per Lega Ambiente comitato regionale veneto Stivanello in sostituzione dell'Avvocato Boscolo

 

Presidente: non ho omesso nessun altro?

 

Avvocato Manderino: l'Avvocato Dall'Asen non ha nominato, lo sostituisco io, per i prossimi congiunti Cabbia e poi per Facchin Alessandro

 

Presidente: Avvocato Pozzan?

 

Avvocato Marin: e` sostituito da me per WWF e per Marin Renzo

 

Presidente: mi pare di avere chiamato tutti a questo punto

 

AVVOCATO SCATTURIN

 

Avvocato Scatturin: scusi Presidente, e` soltanto una osservazione, alla precedente udienza sono stati depositati una quantita` enorme di documenti da parte dei difensori degli imputati, diciamo che noi non siamo in grado, noi parti civili, quelle che io rappresento, non siamo in grado di dare delle risposte su questi documenti, perche' dobbiamo tuffarci in questo mare di carte ancora. Allora si pone la questione che loro decideranno senza sentire delle risposte su questi documenti depositati e di cui si chiede l'acquisizione

 

Presidente: va bene, ma la risposta e` sulla ammissibilita` o meno del documento, non e` sulla rilevanza

 

Avvocato Scatturin: o ci si lascia tuffare in questo mare di carte e si ritarda l'ordinanza che loro dovranno pronunciare oppure ci si consentira` nel corso del dibattimento e dell'istruttoria poi di ritornare su questi documenti

 

Presidente: si, certamente. Il Tribunale dovra` decidere se si tratta di un documento, ecco, e quindi, se si tratta di un documento, sulla ammissibilita` del documento, neanche il Tribunale e` in grado di potere valutare il contenuto del documento, di questo eventualmente se ne parlera` poi nel corso dell'istruttoria dibattimentale. Allora andiamo avanti

 

Pubblico Ministero: scusi Presidente, prima che continui la discussione, per comodita` sia del Tribunale, sia delle varie parti processuali, volevo presentare l'elenco dei documenti di cui ho parlato alla scorsa udienza, di cui viene chiesta l'acquisizione, e` soltanto un'elencazione praticamente numerica, che e` una facciata e mezza e che consegno in questo momento per comodita` di tutti

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

Avvocato Partesotti: signor Presidente, una precisazione che chiedo e che faccio relativamente alla sua ordinanza sul fascicolo del dibattimento, naturalmente io riterrei che sono inseriti, perche' cosi` prevede il Codice, anche gli atti di costituzione di parte civile avvenuti all'udienza preliminare, depositati all'udienza preliminare, in quanto cosi` dice il 431 lettera a, anche se nella sua ordinanza forse non ce n'e` cenno, ma mi pare sia pleonastico, volevo fare e chiedere questa precisazione

 

Presidente: va bene, d'accordo, la terremo presente. Cioe` lei parla praticamente dei documenti allegati all'atto di costituzione di parte civile ai fini di dimostrare la legittimazione

 

Avvocato Partesotti: parlo dell'atto di costituzione di parte civile e dei documenti, procure e tutto quanto vi e` allegato, perche' e` stato confermato a dibattimento, ma gli atti sono stati depositati all'udienza preliminare per alcuni

 

Presidente: lasciamo la parola ancora ai difensori degli imputati in prosecuzione, per quanto riguarda la loro relazione e le richieste istruttorie che ritengono di fare. Chi vuole prendere la parola?

 

Avvocato Pulitano`: parlerei io

 

Presidente: va bene, prego Avvocato, lei parla per quali imputati, mi scusi Avvocato?

 

RICHIESTE DIFENSORI

 

AVVOCATO PULITANO'

 

Avvocato Pulitano`: io assisto gli imputati Smai, Parrillo e Palmieri, ma nella ripartizione dei compiti del collegio dei difensori degli imputati Enichem la parte a me assegnata concerne la esposizione di alcuni temi ed elementi di prova pertinenti, per quanto riguarda la posizione complessiva,al primo capo di imputazione, il capitolo CVM e precisamente ai seguenti temi e relativi elementi di prova: modifiche degli impianti, gestione dei reparti, dati relativi all'esposizione, controlli effettuati nel corso del tempo sulla situazione e, nell'ambito del capitolo controlli, documenti relativi alla posizione del sindacato e ai rapporti con il sindacato. Si tratta di temi di ovvia rilevanza ai fini della prova negativa sia dell'elemento oggettivo, sia dell'elemento soggettivo dei reati oggetto di imputazione, sia con riferimento alle imputazioni di reati con evento di danno alla salute, sia con riferimento al contestato reato di pericolo di cui all'Art. 437. Va da se che restano fuori del discorso i profili giuridici dell'imputazione, dei quali impropriamente altri hanno parlato in questa sede, noi ne discuteremo al momento debito, in esito alla istruzione probatoria.

Allora, vengo nell'ordine ai vari argomenti: innanzitutto questione modifiche degli impianti. E` un punto che mi sembra accennato di sfuggita e poi lasciato in ombra nell'esposizione del Pubblico Ministero, il quale si e` sostanzialmente limitato ad asserire il suo giudizio di irrilevanza delle modifiche apportate, sulle quali non si e` soffermato. Alla difesa interessa invece innanzitutto documentare il fatto, il fatto storico delle modifiche intervenute nella situazione degli impianti dei reparti PVC-CVM, delle modifiche intervenute dopo la esplosione del problema nocivita` del CVM all'inizio degli anni 60, documentazione di una corposa realta` di modifiche effettivamente apportate, della quale corposa realta` documenteremo sia la materiale realizzazione, sia gli effetti che ne sono derivati, vale a dire la enorme distanza fra le condizioni iniziali nelle quali e` suonato l'allarme CVM ai primi anni 70 e le condizioni di lavoro successivamente venute in essere, con particolare riguardo al periodo che interessa la gestione di Enichem, che come e` noto e` incominciata come gestione dei reparti a meta` del 1987.

Tutti i dati relativi alle modifiche degli impianti saranno, come dire, documentati per documenti, relativi alle commesse aperte e chiuse, ai lavori effettuati, a promemorie ed altri documenti aziendali attestanti l'effettuazione dei lavori; tutto questo sara` poi ulteriormente illustrato nei fatti e nel significato dei fatti dalle testimonianze indicate dalla difesa e dai consulenti tecnici degli imputati, i quali punto per punto potranno spiegare, meglio di quanto non possa fare io o di quanto non risulti dai documenti, il significato e gli effetti delle modifiche apportate.

I documenti che noi presentiamo relativi alle modifiche degli impianti sono stati presentati secondo uno schema ragionato e ordinato, sono stati suddivisi con riferimento ai singoli reparti ancora in esercizio alla data del subentro di Enichem nella gestione, non ci interessano quindi reparti chiusi in precedenza, come per esempio il reparto CV14-16, chiusi alla fine del 1986, e men che meno reparti chiusi in periodo precedente. A parte, dopo la esposizione dei documenti relativi a singoli reparti, sono poi raggruppati altri documenti relativi a lavori successivi al giugno 1987, vale a dire al subentro di Enichem, lavori i quali documentano ulteriori miglioramenti apportati da Enichem relativamente ad una situazione peraltro gia` conforme alla legge o alle esigenze di sicurezza nel momento in cui Enichem subentra ed e` per documentare questa situazione iniziale che noi abbiamo ritenuto di presentare anche documenti relativi ad una fase precedente, ad una storia che in via immediata riguarda altri, ma che interessa anche Enichem, in quanto si tratta di ricostruire il trasformarsi di una situazione di lavoro e di fotografare la situazione cosi` come si e` determinata quando Enichem entra.

Fra la molteplicita` di problemi e di interventi sulla situazione dei reparti, noi abbiamo ritenuto di operare una drastica selezione, selezionando documenti rilevanti rispetto alla eliminazione di quegli specifici rischi considerati dall'ipotesi accusatoria, vale a dire l'esposizione a CVM, a PVC e a dicloretano, non sono stati percio` considerati altri interventi di risanamento e miglioramento ambientale, che pure sono stati effettuati nello stesso periodo e che riguardano altri aspetti della sicurezza ed igiene del lavoro.

Come premessa, in qualche modo come una chiave esplicativa del significato dei documenti, alla presentazione dei documenti premettiamo la richiesta di ammissione del quaderno della FULC "rischi e danni da cloruro di vinile", atti del convegno nazionale della FULC del 1977; se n'e` gia` parlato alla scorsa udienza con riferimento ad altri aspetti del problema. Ci interessa questo documento perche' rappresenta, come dire, il punto della situazione ad una data significativa, 1977, e` la data del convegno, sono passati alcuni anni dall'esplosione del problema CVM e la introduzione e la relazione tecnica danno alcune indicazioni storiche di significato circa l'intervento del sindacato - se n'e` gia` parlato alla scorsa udienza-, gli effetti raggiunti e la relazione tecnica nella ampia motivazione e nelle considerazioni conclusive riassume, ed e` importante per poi capire le modifiche apportate, riassume quella relazione di parte sindacale alcune tra le principali innovazioni tecnologiche che, cito testualmente, "sono servite a ridurre sensibilmente la concentrazione di CVM nei posti di lavoro e nell'ambiente esterno" e fra queste innovazioni tecnologiche, che poi ritroveremo nelle modifiche documentate, ritroviamo come modifica definita la piu` incisiva introdotta lo streeping, ovvero la "eliminazione del monomero non reagito delle torbide e dei lattici in uscita dalle autoclavi"; troviamo indicate le "nuove modalita` di pulizia delle autoclavi, con riduzione delle necessita` di ingresso dell'operatore nell'autoclave"; troviamo indicato il "miglioramento della affidabilita` di molti componenti degli impianti, come valvole, pompe", etc., tutte le tenute da consolidare e rendere sicure; troviamo indicate "eventuali ristrutturazioni parziali degli impianti e procedure operative piu` attente alla sicurezza dei lavoratori". E` una fotografia dei tecnici di parte sindacale che riguarda il complesso della situazione nei luoghi di produzione CVM ed anche, fra questi, la situazione del Petrolchimico di Porto Marghera, situazione alla quale attengono i documenti che qui raggruppiamo reparto per reparto. Incominciando dal reparto CV6, entrato in funzione nel 1956 per la produzione di PVC in emulsione e chiuso nel 1989. Interessa ai fini di una complessiva ricostruzione e valutazione dei fatti anche avere riguardo alle date di funzionamento dei reparti, perche' a queste date, che indicano un funzionamento molto lungo e molto risalente, si accompagna una situazione di lavoro di molti fra i personaggi di cui e` processo, che hanno cominciato a lavorare in epoche assai remote, negli anni 60 o anche negli anni 50. Non staro` ad indicare punto per punto i documenti che presentiamo, mi sia consentito dire qualcosa quanto meno per rendere percepibile il senso complessivo della produzione documentale. Alcuni documenti hanno una funzione descrittiva della situazione, potranno servire per la migliore interpretazione degli altri, schemi di impianto, alcuni documenti per il CV6 ed anche per gli altri reparti riguardano la installazione del cromatografo, degli strumenti di controllo. La maggior parte, direi la quasi totalita`, riguardano commesse relative ad interventi vari di igiene ambientale e di razionalizzazione delle delle strutture produttive, interventi tutti tendenti in vario modo, intervenendo su questo o quel punto degli impianti e dei reparti, ad ottenere un risultato finale di diminuita presenza del CVM, del monomero, nei luoghi di lavoro e soprattutto un diminuito o annullato contatto o possibilita` di contatto fra il CVM e i lavoratori dei reparti.

Mi limito ad indicare brevemente, se il Presidente consente, alcuni degli oggetti di queste modifiche apportate da commesse che qui abbiamo elencato a partire dal 1974; sono documentati lavori come "la modifica del circuito del passaggio del CVM non reagito proveniente delle autoclavi, al fine di diminuire drasticamente il CVM residuo nel polimero; nuova sistemazione dello scarico del lattice delle autoclavi e dello stoccaggio del lattice", le finalita` sono sempre le stesse. "Installazione di nuovo circuito di 'ciclosanone'", anche qui si tratta di ridurre l'inquinamento dovuto a possibili fuoriuscite da errori di manovra. "Modifica del sistema di filtrazione del germe in autoclave; installazione di un collettore di convogliamento degli sfiati provenienti dagli eiettori che aspirano dall'autoclave durante il lavaggio", anche qui evitando fuoriuscite di CVM residuo dalle autoclavi e riducendo la presenza di CVM in ambiente a fine polimerizzazione. Ancora: "installazione di una linea per il collegamento delle autoclavi alla rete del vapore a 5 atmosfere", anche qui con le finalita` di riduzione di emissioni. Siamo ancora, con tutte queste modifiche, nel 1974-75 e a completamento dei lavori di questa fase, delle commesse qui indicate e di altre, abbiamo gia` una situazione nella quale il tenore di CVM nel reparto, qui siamo al CV6, e` mediamente inferiore a 10 parti per milione, l'avvio di una discesa che portera` piu` avanti ad una situazione ancora migliore. Vado avanti indicando le commesse piu` rilevanti: "sostituzione delle tenute delle pompe del lattice delle autoclavi, dei compressori", anche qui al fine di ridurre le eventuali punte di inquinamento legate a perdite da valvole e pompe, dai punti sensibili cioe` degli impianti. Ulteriori lavori vengono successivamente svolti e portano ad una ulteriore riduzione del CVM in ambiente per effetto della riduzione delle fermate e della conseguente riduzione delle aperture delle linee e delle macchine di trasferimento del lattice per pulizia o manutenzione. Abbiamo qui commesse relative alla razionalizzazione della stazione di alimentazione del lattice, alle macchine per lo.. del lattice, che vengono acquistate, altre modifiche di razionalizzazione della strumentalizzazione, modifiche relative alla installazione di un collettore fra serbatoi di stoccaggio del lattice e le pompe, evitando anche qui fuoriuscite di gas saturi di CVM

 

Presidente: va bene, comunque tutti quanti documenti che attengono alle modifiche che sono intervenute in quel periodo e agli impianti. Cerchiamo pero` davvero di non scendere nel dettaglio, altrimenti non finiamo mai. Io capisco perfettamente

 

Avvocato Pulitano`: infatti il senso di queste modifiche verra` illustrato dai consulenti tecnici ed ulteriori dati di fatto saranno indicati dai testimoni. Mi sono permesso di introdurre, sia pure parzialmente, un elenco per dare il senso del lavoro che e` stato fatto nel corso del decennio e piu` intercorso fra l'esplosione del problema e l'arrivo in scena di Enichem come gestore. Non mi soffermo quindi, se non per flash, sulle modifiche relative agli altri reparti. Gli altri reparti che interessano e che mi sembra opportuno quindi richiamare sono, dopo il gia` citato CV6, il reparto CV5-15, anno di avviamento 1953 per il CV5 e 1961 per il CV15. Qui si producevano.. di PVC mediante miscelazione con additivi e plastificanti, gelificazione e granulazione; questi reparti sono stati chiusi nel 1991. Anche qui le commesse di cui diamo documentazione attengono a lavori vari volti a razionalizzare l'operativita` e ridurre la polverosita` e sempre: sala quadri condizionata, che favorisce l'isolamento del personale dai fattori di rischio nell'ambiente di lavoro, stazione di aspirazione vapori e polveri dalle macchine gelificatrici; sistemi di trasporto pneumatico di automatizzazione del carico additivi, installazione di miscelatori; sempre modifiche tecniche tendenti a ridurre i rischi di emissione nell'ambiente.

Altro reparto che ci interessa CV22 e 23, anche qui reparti di avvio risalente nel tempo, 1958, e` il reparto, l'unico, che interessa anche la produzione del dicloretano, reparto tuttora in funzione. Anche qui abbiamo le consuete modifiche tendenti alla sostituzione di valvole e tenute e ad altri lavori finalizzati alla riduzione di emissioni. Situazione analoga per l'ultimo dei reparti considerati, il CV24 e 25, piu` moderno, avviato nel 1971 per la produzione di PVC in sospensione, tuttora in funzione. Anche qui troviamo i soliti tipi di modifiche tecniche gia` indicati: "sostituzione delle tenute, delle autoclavi, delle pompe dei compressori, di valvole e rubinetti" e quanto altro puo` servire ad eliminare l'inquinamento per perdite di CVM, che, come tutti riconoscono, era una delle maggiori fonti di inquinamento ambientale. "Bonifica delle tubazioni con azoto, installazione di filtri per l'abbattimento delle polveri di PVC dagli sfiati; modifica delle procedure di carico; installazione di due colonne di strippaggio del CVM contenuto nelle torbide prima della fase di essicamento, con recupero del CVM, per ridurre il CVM non reagito nel prodotto finale", e` il tipo di modifica che abbiamo visto indicata come particolarmente significativa e la` dove era opportuno effettuarla e` stata effettuata. La commessa in questione relativa alla installazione di colonne di strippaggio e` del 1976. Non mi soffermo sulle altre modifiche apportate, tutte documentate da commesse che noi produciamo.

Un accenno vorrei fare ad un capitolo particolare che interessa specificamente il reparto CV24 e dal quale si riferiscono documenti che anche il Pubblico Ministero ha prodotto. E` la questione della individuazione di sistemi atti a risolvere uno dei principali problemi legati al CVM, vale a dire la necessita` di ingresso del personale nelle autoclavi per procedere alla rimozione delle incrostazioni di PVC impregnato di CVM. Era evidentemente di grande importanza ridurre le esigenze di ingresso in autoclave, mentre fino ai primi anni 70 cio` doveva essere fatto dopo ogni ciclo di polimerizzazione. Successivamente, a seguito di varie modifiche, l'ingresso in autoclave e` avvenuto meno frequentemente ed in condizioni migliori, in conseguenza della introduzione di procedure di bonifica della autoclave prima della apertura del boccaporto e per l'introduzione di sistemi di lavaggio con acqua ad alta pressione dall'esterno, cosi` da evitare o ridurre la frequenza degli ingressi in autoclave. Piu` avanti, ma arriviamo qui al 1976 (dice proprio cosi`), dopo anni di difficile sperimentazione di una fase precedente al subentro di Enichem, nel 1986 si e` potuto avviare il primo step, la prima fase per la realizzazione del sistema a reattore chiuso, ulteriore definitivo passo verso la piena eliminazione del problema e cio` grazie alla messa a punto, faticosamente acquisita a quel punto, 1986 dicevo, di idonei sistemi antisporcanti. I documenti che noi produciamo attengono appunto alla commessa relativa alla installazione di un sistema per depositare sulle pareti delle 12 autoclavi del CV24 una soluzione antisporcante tramite reattore. Ulteriori documenti riguardano promemoria di quel periodo, relativi appunto al sistema antisporcante per reattori in acciaio a base di diossina o con altri tipi di prodotto; ancora vengono documentate le analisi comparative fra i vari sistemi, dalle quali verra` poi la scelta definitiva dell'antisporcante da adottare e che sara` adottato con la realizzazione del sistema a ciclo chiuso. Siamo qui ormai nella fase che interessa direttamente Enichem, il periodo successivo al giugno 1987, qui le modifiche di base sono gia` avvenute con i risultati che diremo fra poco, le modifiche ulteriori del periodo Enichem riguardano ulteriori perfezionamenti. Mi limito ad elencarle, sono di rilievo ai fini del processo, anche perche' i soggetti proponenti sono fra gli imputati di questo processo, in particolare l'ingegner Pisani e il dottor Smai. Abbiamo qui "commessa relativa alla installazione di un forno inceneritore per la combustione di scarichi di gas residui degli impianti CVM, PVC e di altri impianti, al fine di ridurre al minimo l'emissione di gas residui. Lavori per la installazione di interblocchi sulle linee di alimentazione, sempre al fine di evitare perdite accidentali; installazione di una nuova linea di collegamento delle torce degli impianti ai forni dell'impianto CS28", fuori del reparto CVM, e cio` al fine ancora una volta di ridurre eventuali emissioni accidentali, in attesa della realizzazione del forno inceneritore prima indicato. Ancora: "interventi vari di sicurezza al parco serbatoi e all'impianto CV22, al fine di migliorare la sicurezza e l'affidabilita` dell'impianto e del parco stoccaggio". Ancora un gruppo di lavori relativi al reparto CV24-25: "installazione di interblocchi programmatori e meccanici" e soprattutto la commessa relativa a "migliorie e modifiche nell'area autoclavi per ottenere un sistema di polimerizzazione a circuito chiuso", la seconda fase del programma circuito chiuso, obiettivo: effettuare in automatico tutte le operazioni necessarie per produrre a ciclo chiuso, riducendo, azzerando la esposizione del personale operativo. Completano i documenti relativi agli impianti quelli che confermano la avvenuta chiusura del reparto CV14-16, il reparto qui non considerato, alla fine del 1986, in data quindi precedente quella che interessa Enichem.

Vado piu` velocemente con riferimento agli altri documenti, documenti relativi alla gestione dei reparti. Anche gli aspetti della gestione delle procedure di lavoro del rispetto in fase operativa delle regole di sicurezza e` parte essenziale ai fini della riduzione dell'esposizione degli adempimenti di legge, e` un capitolo che si aggiunge in modo significativo al capitolo fondamentale delle modifiche degli impianti.

Relativamente alla gestione abbiamo raggruppato documenti relativi ai seguenti aspetti: procedure di sicurezza innanzitutto e poi formazione ed informazione dei lavoratori e mezzi protettivi. Fra le procedure di sicurezza vengono in rilievo fondamentalmente i documenti relativi agli adempimenti organizzativi conseguenti all'entrata in vigore del D.P.R. numero 962 del 1982, il testo normativo che specificamente e` stato introdotto per regolare, per disciplinare la esposizione a CVM, che rappresenta tuttora il testo fondamentale di riferimento. Non sto ad elencare i numerosi documenti che attengono alla questione, si va dalla definizione delle zone "sormegliate", a raccomandazioni iniziali per l'applicazione, a linee guida per chi lavora all'interno e in genere norme di comportamento nelle aree in cui puo` essere presente il CVM, destinati anche a soggetti esterni allo stabilimento, ma che debbano andare a lavorare dentro lo stabilimento, per esempio procedure di sicurezza per lavori in appalto o in genere procedure di sicurezza per interventi di chiunque sugli impianti, con successivi aggiornamenti delle procedure.

Sono stati aggiunti anche documenti relativi a procedure per situazioni particolari: operazioni di bonifica di tubazioni contenenti CVM, norme di comportamento per lavori di manutenzione degli impianti ed altro, manuali operativi per quanto concerne la indicazione di procedure e sicurezza. Abbiamo ritenuto opportuno aggiungere, insieme ai documenti attestanti la definizione delle procedure, anche esempi di documenti attestanti la concreta applicazione delle procedure: schede lavori per interventi di manutenzione presso il reparto CV6 ed altri documenti pure di applicazione delle procedure di lavoro per interventi su impianti, che attestano come l'effettiva sussistenza delle condizioni di sicurezza dovesse essere verificata esplicitamente e esplicitamente documentata. In tutti i moduli relativi ai lavori effettuati vengono indicati gli eventuali pericoli da fronteggiare nella zona e le precauzioni da adottare, tutte, compresi i mezzi protettivi personali. Sono state documentate anche altre misure tecniche ed organizzative interessanti la sicurezza, anche e specificamente con riferimento al periodo che interessa Enichem, per esempio le disposizioni relative alla costituzione di squadre di emergenza anche per interventi esterni, come da documentazione a firma del dottor Smai il 2 dicembre 1987, siamo all'inizio del periodo che interessa Enichem, ci interessa sottolineare qui come sia documentata la costituzione di una apposita squadra per interventi relativi ad eventuali incidenti che coinvolgano il CVM, si indicano i nominativi della squadra, le attrezzature, i mezzi protettivi di primo intervento. Altri documenti riguardano le prove simulate di emergenza e qui il discorso si lega al capitolo formazione ed informazione dei lavoratori. Anche questo capitolo, l'avvenuta informazione dei lavoratori, e` largamente documentato a partire dalla circolare cloruro di vinile, norme di protezione dei lavoratori, trasmessa alle varie societa` del gruppo Montedison all'epoca per la distribuzione alle persone ritenute esposte, in vigore dal 1983, distribuita a tutto il personale esposto. Segue documentazione ampia su corsi di formazione alla sicurezza per il gruppo PVC, per i lavoratori che lavoravano nei reparti PVC e CVM, dal CV6 agli altri reparti abbiamo qui potuto reperire tabulati relativi a formazione del personale PVC-CVM, contenenti nomi di lavoratori che hanno partecipato ai corsi di formazione per tutto il periodo 1994, 1993, con indicazione degli argomenti trattati, fra cui nettamente prevalenti i problemi di sicurezza, e` indicato anche il numero delle ore di lezione. Sorvolo sui documenti relativi al periodo precedente.

Sono stati aggiunti, anche con riferimento al problema sicurezza, alcuni documenti relativi ad accordi sindacali che anche del problema della formazione ed informazione dei lavoratori si sono occupati. Viene inserito in particolare un verbale di accordo sindacale del 27 maggio 1988, sul quale ritornero` piu` avanti, in un altro contesto, ma che si occupa anche del problema della sicurezza. Una serie di documenti infine riguarda i mezzi protettivi personali, a partire dalla comunicazione interna del 15 luglio 1980, contenente disposizioni sull'impiego dei mezzi protettivi individuali e lo stesso tema ritorna poi in apposite sezioni dei manuali operativi dei diversi reparti. Sono stati introdotti anche documenti relativi all'effettuazione di alcune analisi pertinenti al mantenimento in efficienza degli strumenti di protezione.

Passo al risultato delle modifiche apportate a partire dall'epoca in cui il problema e` esploso, modifiche susseguitesi nel corso degli anni prima e dopo il passaggio di gestione. Il risultato e` stato il crollo dell'esposizione a CVM dai valori alti o altissimi in talune situazioni registrati fra gli anni 60 e l'inizio degli anni 70 e i valori tendenti a 0, al di sotto del valore soglia di cui diro`, che sono stati verificati nel periodo che interessa gli imputati Enichem. A questo proposito e` necessario sottolineare che il valore soglia a cui e` possibile e doveroso fare riferimento non e` una soglia semplicemente socialmente accettata, ma e` un valore soglia legalmente indicato e quindi vincolante come riferimento per gli interpreti, un valore soglia legalmente indicato dal D.P.R. 962 del 1982 ed e` il limite tecnico di lunga.. il valore limite tecnico di lunga durata di 3 parti per milione, esplicitamente indicato dal D.P.R. del 1982. E` a questo valore limite che occorre fare riferimento ai fini della valutazione degli adempimenti e della idoneita` delle misure apportate, con riferimento alle modifiche degli impianti, con riferimento alle procedure di lavoro e a quant'altro serva per garantire il rispetto della sicurezza e delle condizioni legalmente imposte per la sicurezza relativamente all'esposizione a CVM. Tutti i dati documentati relativi alla esposizione negli ambienti di lavoro attestano livelli di esposizione largamente al di sotto a quel limite di 3 parti per milione; risultera` dai documenti, dai bollettini di analisi, dai tabulati del gascromatografo e da quant'altro che le concentrazioni medie misurate in tutti i reparti nel periodo che interessa Enichem sono largamente al di sotto del valore di 0,5 parti per milione, il valore limite e` di tre parti per milione, vi e` un ampio margine.

Quali sono i documenti che noi presentiamo relativamente alle esposizioni? Innanzitutto il registro degli esposti a CVM, dal quale risultano i valori medi della concentrazione di CVM,elaborati sulla base delle misure effettuate con il sistema gascromatografico e connesse al registro degli esposti, a quanto risulta, i tabulati, pure, come dire, integranti il registro degli esposti, contenenti elaborazioni dei dati rilevati dal sistema gascromatografico, i quali evidenziano i valori medi annui della concentrazione di CVM nelle diverse zone di lavoro per ciascuno dei reparti ed ancora, per il periodo anteriore all'entrata in funzione del sistema gascromatografico della cui idoneita` diro` piu` avanti, ancora per il periodo anteriore abbiamo delle relazioni mensili Montedison, rilevazione ed elaborazione dati CVM, reparti gruppo PVC, documenti questi relativi al periodo dal 74 al 1983. Questi documenti vengono in particolare rilievo ai fini della risposta ad una tesi d'accusa che e` stata richiamata anche dal Pubblico Ministero nella sua esposizione introduttiva all'udienza scorsa, la tesi cioe` che la inaffidabilita` asserita dalla accusa del sistema di monitoraggio sarebbe documentata da una diminuzione della esposizione contestuale all'entrata in funzione di quel sistema, del sistema gascromatografico nel marzo 1975, che l'accusa presenta come improvvisa e non giustificabile in relazione a modifiche introdotte in quel periodo. I dati rilevati di per se' ed ancora piu` in connessione con la documentazione del progressivo e continuo introdurre modifiche di impianti e procedurali, ma comunque i dati rilevati nella loro oggettivita` con riferimento ai diversi mesi del periodo che immediatamente precede e segue la installazione ed entrata in funzione del gascromatografo dimostrano che non siamo affatto in presenza di un improvviso gradino contestuale alla introduzione del sistema gascromatografico, ma siamo in presenza di una tendenza in diminuzione di mese in mese, che parte ben prima della introduzione del sistema gascromatografico e che e` ben documentata dalla serie complessiva dei documenti, fra i quali fondamentali i documenti, le rilevazioni risultanti dalle relazioni mensili Montedison relative al periodo.. ai diversi mesi che precedono l'installazione del sistema gascromatografico. Trend progressivo di diminuzione dunque, non gradini improvvisi, su tutto questo una illustrazione completa dei singoli documenti e del significato di essi sara` fatta dai nostri consulenti tecnici.

I documenti fin qui richiamati riguardano i dati riassuntivi e, per cosi` dire, finali circa la concentrazione di CVM nei diversi reparti, ma non sono questi, non sono i documenti del gascromatografo, attestanti cioe` le analisi del gascromatografo, gli unici che interessano, vi sono anche significativi altri documenti che abbiamo raggruppato reparto per reparto, i quali riguardano alcuni profili di analisi, diversi dalla concentrazione del CVM nell'aria, ma che pure sono significativi ai fini della ricostruzione e valutazione della situazione, analisi relative, per esempio, alla concentrazione del CVM residuo nel lattice, in diminuzione a seguito di quelle radicali modifiche di cui abbiamo parlato, in particolare dei sistemi di strippaggio. Ancora: documenti relativi ad analisi di polverosita`; documenti relativi alle analisi delle concentrazioni di dicloretano. Documenti quindi ulteriori rispetto ai dati del monitoraggio con gascromatografi. Anche con riferimento alla concentrazione del CVM nell'aria, con riferimento ad alcune situazioni, abbiamo analisi effettuate con sistemi diversi dal gascromatografo e in particolare tutta una serie di bollettini di analisi effettuate con monitoraggio discontinuo. Per esempio cio` avviene nel reparto logistica, disponiamo di una serie completa di bollettini di analisi dal 1985 al 1994, al parco serbatoi ovest, bollettini di analisi pure relativi a controlli effettuati con metodo discontinuo e in posizioni prefissate, non con il sistema che l'accusa sia pure a torto indica inidoneo, riguardano i reparti di insaccamento ed immagazzinamento, altro luogo cruciale secondo la ipotesi accusatoria. Non mi soffermo sulla indicazione dei singoli documenti, aggiungo che vi sono documenti, come dicevo, relativi al dicloretano, con riferimento all'unico reparto che a cio` interessa CV22 e 23. Sono stati introdotti a scopo comparativo anche alcuni bollettini di analisi relativi alle situazioni iniziali nel periodo precedente alle modifiche significative apportate, bollettini i quali attestano le punte elevate di concentrazione di CVM, che si verificavano in particolare in alcune operazioni quali l'apertura del boccaporto delle autoclavi.

Sono presentati anche documenti relativi al sistema del monitoraggio, la illustrazione tecnica del sistema e sono stati anche inseriti in questo capitolo alcuni documenti relativi alla valutazione delle esposizioni, uno studio di "Kips" ed altri relativo alla valutazione dell'esposizione alle emissioni di diossina e "c¨rano" da un impianto di produzione di dicloretinele e cloruro di vinile monomero; si tratta di un documento in qualche modo eccentrico, integrativo rispetto alla linea principale centrata sul CVM, e` stato introdotto perche' in alcuni documenti dell'accusa si fa riferimento anche ad una ipotizzata rilevanza della esposizione ad emissioni di diossina. Sono inseriti anche, sempre con riferimento alla valutazione delle esposizioni, alcune lettere indirizzate al Pubblico Ministero dai suoi consulenti tecnici, relative a valutazioni da essi effettuate, lettere del 1996 dei dottori Comba, Pirastu, Bai e Berrino, su cui non mi soffermo.

Mi avvio Presidente alla conclusione, ma mi e` parso, come dire, opportuno spendere magari un minuto in piu` per dare il quadro dei temi che verranno poi ulteriormente sviluppati dalle prove. Il capitolo della rilevazione analitica delle concentrazioni di CVM o di altre sostanze si inserisce in un capitolo piu` complessivo, quello dei controlli ai quali la situazione dei reparti del Petrolchimico che qui interessano e` stata sottoposta nel corso del tempo, non soltanto i controlli consistenti nelle analisi effettuate con il gascromatografo o con altri sistemi, ma anche controlli effettuati in varie epoche da parte di soggetti istituzionali. Vengono in questo contesto presentati alcuni documenti, i quali intendono,prima ancora che, come dire, documentare le realta` di fatto certificate dai soggetti di controllo, intendono innanzitutto documentare proprio il fatto storico dei controlli effettuati nei diversi periodi e delle conclusioni raggiunte dagli organi di controllo. Il fatto storico dei controlli e delle conclusioni e` di per se' un dato di grande rilievo al fine di valutare non soltanto la obiettivita` della situazione nei diversi periodi, ma anche altri profili concernenti l'inquadramento della situazione personale dei singoli imputati. A questo capitolo dei controlli possono, debbono essere ricondotte anche le indagini sanitarie ed epidemiologiche effettuate in diverso periodo sui lavoratori dei reparti CVM e PVC. A volo d'uccello sui documenti qui raggruppati: controlli di enti istituzionali. Partiamo da una nota dell'ispettorato del lavoro del 3 novembre 1983, relativo ad un caso concreto del signor Pistolato, con allegati fotografia della situazione a quella data e del modo in cui l'organo di controllo ha fotografato. Ancora a quell'epoca: nota sempre dell'ispettorato del lavoro, del 26 marzo 84, relativo al caso di altro lavoratore, Brusso; in periodo piu` recente, lettera del Magarotto in data 20 dicembre 94, dottor Magarotto significa servizio di medicina del lavoro della Unita` Locale Socio Sanitaria numero 36, terraferma veneziana. Ancora nota del servizio di medicina del lavoro di Venezia, missiva in data 29 agosto 1994, recante le firme dei dottori Marchi e Magarotto; il contenuto degli accertamenti effettuati potra` poi essere ulteriormente illustrato ed esplicato dal dottor Magarotto,citato come testimone. Non mi soffermo sui contenuti degli accertamenti. Accanto alle lettere che riassumono gli accertamenti e le valutazioni conclusive, abbiamo inserito anche documenti allegati a quelle comunicazioni, i quali danno un quadro informativo piu` articolato di quanto e` emerso in sede di controllo. Fra i controlli effettuati hanno un rilievo in qualche modo autonomo quelli sul sistema di monitoraggio, anche quel sistema che l'accusa mette in discussione e` stato specificamente controllato, come risulta da una lettera in data 24 giugno 1988 del servizio di medicina del lavoro, a firma del direttore dottor Clini, sono state date delle indicazioni alle quali la societa` Enichem si e` adeguata, come risulta da una lettera di Enichem Anic in data 15 novembre 1988, con la quale si comunica l'avvenuto adeguamento del sistema a quanto prescritto dalla U.S.L. Si aggiungono ancora documenti relativi ai controlli sul servizio sanitario, con una premessa, che pure intendiamo documentare, la premessa che il servizio sanitario e` rimasto, anche dopo il passaggio di gestione del 1987, e` rimasto fra i servizi che Montedipe si impegnava a fornire ad Enichem e che ha continuato a fornire, garantendo, come si dice esplicitamente nella convinzione di somministrazione di servizi fra Montedipe ed Enichem Base, garantendo Montedipe di possedere le conoscenze tecniche ed organizzative adeguate per lo svolgimento dei servizi a regola d'arte. Anche il servizio sanitario e` protagonista di episodi che intendiamo documentare; documentiamo in particolare le richieste effettuate circa una diversa periodicita` delle visite di controllo, come consentito dalla normativa in funzione della idoneita` dei controlli effettuati e richieste di questo tipo sono state accolte dalla pubblica autorita` nel periodo precedente a quello che interessa Enichem e poi ancora nel periodo che interessa Enichem. Alla questione controlli sulla situazione e sugli effetti attengono anche accertamenti sanitari ed indagini epidemiologiche,che pure noi produciamo. Se n'e` parlato anche alla scorsa udienza, sono vari studi sulla mortalita` di produttori di cloruro di vinile in Italia, da quello pubblicato nel 1991 su La medicina del lavoro, della dottoressa Pirastu ed altri, agli atti del convegno sul tema "Ambiente di lavoro e salute, primi risultati di una indagine epidemiologica nella popolazione lavorativa di Porto Marghera, Venezia 1989", contenente una serie di relazioni di vario interesse, di soggetti istituzionali e di soggetti appartenenti al mondo aziendale. Sono inserite anche presedi posizioni espresse da esponenti della comunita` scientifica con interviste pubbliche, mi riferisco al professor Simonato e al dottor Clini, anche su questo punto potremo sentire direttamente dai testimoni le indicazioni del caso.

Finisco molto rapidamente, scusandomi se sono stato lungo e soprattutto noioso, con documenti relativi alla posizione del sindacato, tendenti fondamentalmente ad evidenziare un dato storico, e cioe` come la situazione del Petrolchimico di Porto Marghera, con particolare riguardo, perche' di questo ci interessa, al problema del CVM, e` una situazione sempre tenuta sotto controllo dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori ed e` stata migliorata anche a seguito delle iniziative del sindacato, come il sindacato stesso ha tenuto a sottolineare nel presentare i risultati delle indagini da lui avviate nel convegno gia` richiamato del 1977.

A proposito della posizione del sindacato mi sia consentito un piccolissimo escursus sui flash storici fatti dal Pubblico Ministero nella sua esposizione introduttiva alla scorsa udienza. E` stata richiamata una intervista di Luciano Lama del gennaio 1978 e il testo dell'intervista e` anche contenuto nelle produzioni del Pubblico Ministero. Ho ritrovato un riferimento a quella intervista nel libro di Gabriele Bortolozzo che il Pubblico Ministero ha pure inserito nelle sue produzioni e nel quale ho ritrovato un ampio affresco storico del modo in cui il Bortolozzo ha vissuto la vicenda del Petrolchimico e l'operare di questo o quell'altro soggetto istituzionale o sindacale o dei numerosi gruppi estremisti che in vario periodo sono stati presenti e talora tragicamente sulla scena locale. Non sono riuscito a trarre un significato probatorio da quella lettura. Mi permetto di interpretare la produzione di quel libro come un omaggio che il Pubblico Ministero ha inteso rendere alla figura e alla persona di Gabriele Bortolozzo; gli affreschi storici e le interpretazioni della storia date da un angolo all'altro evidentemente non fanno parte ne' della materia oggetto del processo, ne' dai criteri a cui si possa ragionevolmente fare riferimento per la interpretazione della materia del processo.

Mi permetto anche, in modo del tutto arbitrario rispetto ad intenzioni di altri, di interpretare anche la produzione della intervista del 1978 di Luciano Lama come un omaggio a una delle figure piu` rappresentative e piu` importanti del movimento sindacale italiano, al quale sarebbe del tutto arbitrario a mio avviso riconnettere indicazioni di lassismo nei confronti di problemi come quello della salute in fabbrica, che nel sindacato guidato da Luciano Lama sono sempre stati problemi centrali anche nel momento in cui si lanciavano parole d'ordine politiche e linee politiche centrate sulla austerita` o sulla esigenza di una generale ripartizione dei sacrifici necessari per uscire da situazioni difficili.

Chiudo la parentesi e ritorno ai documenti, abbiamo ancora una volta produzione di atti di convegni, da quello del 1977 a quello piu` recente del 1995, convegno della FULC: "La chimica tra ambiente, ricerca e sviluppo". Abbiamo poi una serie di documenti relativi ad incontri fra rappresentanze aziendali e sindacali e documenti relativi ad accordi sindacali, che coprono sia il periodo antecedente al subentro di Enichem, sia la fase di passaggio, sia la fase successiva e che interessano in particolare per evidenziare come i diversi problemi relativi alla conduzione dello stabilimento siano sempre stati comunicati e discussi, cio` anche, per quanto ci interessa, con riferimento ai problemi concernenti modifiche degli assetti produttivi, chiusure di reparti, continuazione della produzione di questo o quel reparto, le questioni relative alla sicurezza del lavoro, relative alla formazione ed informazione dei lavoratori, relative alla ecologia, tutte questioni su cui i documenti qui presentati si diffondono ampiamente, anche le vicende relative alle chiusure di taluni reparti, che qui interessano, dal CV6 al CV5-15, sono oggetto di specifica discussione con il sindacato, preoccupato fondamentalmente di assicurare la continuita` produttiva in condizioni adeguate.

Sono stati inseriti anche altri documenti provenienti dal mondo del lavoro, fra i quali abbiamo ritenuto di evidenziare un esposto di Gabriele Bortolozzo, all'epoca lavoratore al CV14-16, trasmesso alla autorita` giudiziaria di Mestre nel 1983, anche qui interessa il dato storico di che cosa Gabriele Bortolozzo pensava e scriveva nel 1983; e` un esposto tendenzialmente mirato a sottolineare problemi relativi a quel reparto CV14-16, che non interessa agli imputati Enichem, ma che contiene una interessante messa a confronto delle situazioni descritte come pesantemente negative del reparto CV14-16, con la situazione del reparto CV6, sempre considerato come il luogo peggiore nella ipotesi accusatoria. Scriveva all'epoca Bortolozzo che "a seguito delle modifiche apportate, oggi si puo` dire che il CV6 e` un reparto efficiente, l'automatizzazione riduce il lavoro manuale, anche ambientalmente e` vivibile". Ripeto ci interessa documentare il fatto storico di prese di posizione di questo genere, per quanto il vissuto dei protagonisti della storia possa assumere significato probatorio. Vengono introdotti anche ulteriori documenti relativi al periodo piu` recente, provenienti dal sindacato: lettere aperte legate allo svolgimento delle indagini degli anni 1995, dal coordinamento rappresentanza sindacale unitaria del Petrolchimico alla lettera aperta del coordinamento quadri Enichem. Questo per quanto riguarda la esposizione dei temi relativi alla situazione obiettiva oggetto di imputazione.

Dovrei aggiungere alcune altre considerazioni relative alla posizione personale dei miei assistiti, dottor Parrillo e dottor Palmieri. Qui usciamo dal capitolo CVM, il dottor Parrillo e il dottor Palmieri sono imputati esclusivamente della imputazione di reati ambientali. I documenti che li riguardano personalmente danno per presupposte le considerazioni di ordine generale relative alla obiettivita` dei fatti di cui ha trattato alla scorsa udienza il collega Santa Maria in particolare e mirano a mettere a fuoco la posizione personale sia dell'ingegner Palmieri che del dottor Parrillo, relativamente alle societa` nelle quali hanno ricoperto cariche. Qui la difesa si prefigge di dimostrare innanzitutto la irrilevanza radicale di talune cariche societarie indicate nel capo di imputazione, indicate nell'allegato, rispetto alla ipotesi accusatoria contestata. Nell'allegato al capo di imputazione sono indicati, sia per l'ingegner Palmieri che per il dottor Parrillo,anche talune cariche per le quali nemmeno in astratto si puo` porre il problema di una ipotetica eventuale posizione di garanzia rispetto all'impedimento di fatti di inquinamento ambientale relativi alla situazione di Porto Marghera e della laguna di Venezia. Sono introdotti per entrambi gli imputati quindi documenti relativi alla loro posizione nella prima fase evocata dalle cariche indicate dal Pubblico Ministero. Per l'ingegner Palmieri i documenti relativi alla fase anteriore alla costituzione di Enimont. L'ingegner Palmieri era all'epoca amministratore delegato per il reparto attivita` chimiche diversificate, di cui facevano parte societa` fuori dell'area di Porto Marghera. Per la fase successiva vengono prodotti verbali del Consiglio di Amministrazione di Enimont Anic, della quale l'ingegner Palmieri era Presidente, attestanti la ripartizione di competenze, le deleghe emanate dal Consiglio di Amministrazione, con le quali le responsabilita` per gli adempimenti in materia di sicurezza e protezione dell'ambiente venivano attribuiti a responsabilita` di altri e specificamente del vice Presidente della societa`.

Per quanto concerne il dottor Parrillo anche qui i documenti tendono innanzitutto a documentare la irrilevanza per manifesta estraneita` rispetto alla situazione di Porto Marghera e alle problematiche ambientali di alcune cariche pure richiamate nel capo di imputazione, come quella di direttore generale risorse e rapporti esterni di Enimont. Per quanto riguarda il periodo piu` recente, quello in cui il dottor Parrillo e` stato amministratore delegato di Enichem, produciamo documenti tendenti a dimensionare temporalmente il periodo e abbiamo introdotto anche un documento del gennaio 1992 (La politica Enichem in materia di sicurezza, salute ed ambiente), che a livello di holding, quale allora Enichem era, riassume le strategie complessive della societa` in materia di politica ambientale, indicazioni del tutto generiche, di ordine generale e non operativo, coerentemente con la situazione di Enichem all'epoca. All'epoca che interessa il dottor Parrillo Enichem era una holding; la gestione degli impianti, la gestione delle attivita` produttive faceva capo ad altre societa`. Situazione questa che cambia soltanto a seguito della fusione per incorporazione, atto di fusione per incorporazione, e` del luglio 1993, e` in quel momento, con questa fusione del 1993, che Enichem incorpora le societa` operative e la situazione, quindi il rapporto fra Enichem e le realta` produttive, si modifica, ma a quel punto il dottor Parrillo era gia` fuori della societa`, dalla carica da lui ricoperta, cessa il 28 aprile 1993, come pure viene documentato. Le richieste probatorie alle quali arrivo consistono nella ammissione di tutti i documenti di cui agli elenchi che vengono presentati, dei testi di cui alla lista a suo tempo presentata, audizione dei consulenti tecnici, esame degli imputati da me assistiti e controesame degli altri imputati. Avrei anche qualche considerazione sulle prove richieste dalla parte d'accusa, ma mi riserverei di spostarle ad un momento successivo o preferisce che..

 

Presidente: preferirei che le facesse fin da ora, anche perche' cosi` gli altri eventualmente dovessero avere le stesse obiezioni possano associarsi direttamente

 

Avvocato Pulitano`: ancora sulle prove richieste o meglio qui non richieste, una notazione di ordine storico processuale, davanti al G.I.P., come difensori avevamo chiesto, in via subordinata alla richiesta principale di non luogo a procedere, anche una eventuale perizia tecnica; la richiesta in quella fase era legata alla peculiare situazione processuale dell'udienza preliminare, dove non vi e` spazio per alcuna acquisizione di prove. Una richiesta di perizia non e` fra le richieste che la difesa avanza in questo momento in fase di esposizione introduttiva e preliminare, mi sembra si possa notare che, data la complessita` dei problemi tecnici sui quali si incentra la sostanza di questo processo, il problema di una eventuale perizia su uno o altro degli aspetti di cui e` causa e` un problema, come dire, obiettivamente aperto sullo sfondo delle questioni probatorie che via via andremo ad affrontare, aperto nella prospettiva, diciamo, dell'Art. 507 di eventuali problemi anche di iniziativa d'ufficio. Ma questa e` solo una notazione a futura memoria, non una richiesta in alcun senso.

Per quanto riguarda le prove testimoniali e documentali richieste dal fronte dell'accusa pubblica e privata altri colleghi documenteranno le ragioni di una opposizione che anch'io per parte mia mi limito ad enunciare relativamente a, per quanto concerne le liste testi, la presentazione da parte di alcune parti civili di liste di testimoni formalmente presentate come a prova contraria, dove questa presentazione come liste a prova contraria in realta` sottende una natura che ci sembra diversa, vale a dire di presentazione tardiva di liste testi, la cui natura effettiva non puo` essere ricondotta nello schema della prova contraria ammessa dal Codice. Di questo parleranno credo piu` diffusamente altri colleghi.

Sul piano delle produzioni documentali vi e` opposizione a che siano acquisiti come documenti taluni atti la cui natura processuale e` del tutto diversa, non ha niente a che fare con i documenti, mi riferisco a memorie difensive e soprattutto a consulenze di parte o controdeduzioni a consulenze di parte avversa, che talune fra le parti civili hanno pure inserito nella loro richiesta di ammissione di documenti; tutto questo non ha nulla a che fare con il problema delle ammissioni documentali su cui il Tribunale e` chiamato a decidere.

Altra notazione che mi permetto di fare relativamente ai documenti: molti documenti che sono stati presentati dalle parti civili mi sembra che abbiano il senso e che non possano avere altro senso che quello di documentare la loro attivita`: "noi parte civile ente ambientalista o di altra natura abbiamo fatto questo e quest'altro come intervento sulla realta` di cui e` causa in quei limiti", non vedo, salvo diverso giudizio del Tribunale, obiezioni particolari, mi parrebbe assai diversa e discutibile una prospettiva diversa, nella quale quei documenti, documentanti una attivita` di parte, dovessero essere introdotti come documenti aventi una immediata e diretta valenza probatoria di elementi cioe` rilevanti rispetto alla prova dei fatti di cui e` causa. Una notazione infine ultimissima sulle liste testi presentate dal fronte dell'accusa

 

Presidente: cioe` lei, tanto per essere chiaro, ritiene che siano ammissibili ai sensi del 431, cioe` ai fini dell'esercizio della azione civile

Avvocato Pulitano`: limitatamente alla prospettiva della azione civile

 

Presidente: ma non ai sensi del 234

 

Avvocato Pulitano`: no, sono documenti di altra natura, contengono anche molte cose che non hanno assolutamente nulla a che fare con la materia di cui e` qui discussione, concernente l'imputazione, questioni che non possono e non debbono a mio avviso costituire elementi di discussione sul piano probatorio.

Per quanto riguarda le liste testi presentate, ferma l'opposizione che dicevo alle liste presentate come a prova contraria e che tali non sono, per tutto il resto la posizione fondamentale che io mi sento di esprimere e` quella dell'esigenza del piu` compiuto accertamento dei fatti che hanno realmente a che fare con le imputazioni contestate. Valutera` quindi il Tribunale che cosa debba essere ammesso in questa prospettiva. Non ho, come dire, alcuna opposizione da formalizzare. Vorrei peraltro fare due notazioni: una e` che numerosi capitoli di prova in questa o quella lista testi, direi in particolare in quella di Medicina Democratica, ma forse anche in altre,sono formulate in modo tale da evocare prospettive nelle quali la valutazione dei fatti parrebbe prevaricare sull'aspetto informativo, sembrerebbe cioe` che i testimoni vengano chiamati anche o prevalentemente ad esprimere valutazioni; se cosi` la questione fosse da interpretare, si tratterebbe di testimonianze non ammissibili. Non faccio questioni di ammissibilita` o meno, mi riservo evidentemente di sviluppare ogni eventuale eccezione che apparisse fondata qualora, a concreta audizione dei testi che venissero ammessi dal Tribunale,si tendesse a spostare il discorso dalla ricostruzione dal piano dell'accertamento fattuale delle notizie fattuali verso un piano di valutazioni che per i testi sarebbero improprie. La seconda notazione e` che alcune indicazioni di testimonianza riguardano fatti e circostanze direi prima facie, almeno dal mio punto di vista, estranee alla vicenda per quanto complessa e ramificata nel tempo di cui e` causa.Mi domando che cosa possa servire ai fini dell'accertamento della fondatezza o infondatezza dell'ipotesi accusatoria che cosa possa servire sapere che cosa e` stato fatto dalla Solvay a Rosignano o come la popolazione di Rosignano abbia reagito o quali siano le politiche svedesi in materia di materie plastiche da qui al 2007 o quali proposte di legge siano state presentate da parlamentari in materia nel 1994 o in epoca piu` recente. La difesa e` paziente ed ascoltera` con interesse qualsiasi testimonianza venga ammessa e potra` trarre elementi di valutazione a proprio favore anche da divagazioni processuali di questo genere. Affido al Tribunale ogni valutazione di rilevanza o di irrilevanza su questioni di questo tipo

 

Presidente: chi prende la parola ora?

 

Avvocato Stella: Presidente, noi abbiamo adesso il problema delle posizioni personali degli imputati Enichem, sono state trattate solo due dal professor Pulitano`, noi ci saremo divisi i compiti, e` una cosa da fare rapidamente Presidente, ma la dobbiamo fare ed io penso che sia utile anche per il Tribunale avere gia` da adesso un flash sulle posizioni personali. Io parlerei brevemente di Smai e Pisani. Poi l'Avvocato Santa Maria dell'ingegner Presotto, l'Avvocato Cesari del dottor Patron e del dottor Zerbo e gli altri dei loro assistiti, dopo di che la posizione Enichem..

 

Presidente: va bene, finiamo allora la posizione Enichem con le posizioni individuali. Pero` vi prego per quanto riguarda le posizioni individuali davvero di limitarvi a quelle che erano.. cioe` dire al Tribunale quali fossero le loro funzioni nell'ambito dell'Enichem, sia le qualifiche, sia le loro mansioni di fatto e magari, appunto, indicare quelle che sono le prove che voi ritenete proprio che siano pertinenti alla posizione personale dell'imputato, cioe` limitarvi proprio a questo

 

AVVOCATO STELLA

 

Avvocato Stella: certo, anche senza illustrare il contenuto dei documenti, signor Presidente. Il dottor Smai. Per il dottor Smai noi produciamo dei documenti che sono importanti sotto il profilo innanzitutto delle discariche, perche' il dottor Smai e` direttore dell'insediamento Enichem dall'ottobre 87 al dicembre 88 e quindi ha cessato dalla carica prima che le societa` Montedipe e Agrimont, proprietarie dei terreni su cui insistevano le discariche, fossero conferite a Enimont. Questo e` il primo gruppo di documenti che produciamo. Il secondo gruppo riguarda i reparti CVM e PVC, perche' il dottor Smai, nel breve periodo in cui e` stato direttore ed anche per Smai si porra` in modo particolare la rilevanza causale del suo contributo, ha adottato tutta una serie di interventi, di modifiche, di migliorie sotto il profilo della sicurezza degli impianti, che sono provate dai documenti che produciamo. Questo il dottor Smai.

L'ingegner Pisani ha una posizione un po' piu` articolata. L'ingegner Pisani e` direttore dello stabilimento dal 30 dicembre 88 al novembre 1990, prima fase,poi torna ad essere direttore dello stabilimento il primo giugno 1993 e ci resta fino al 95. Anche qui per il CVM e PVC, nel primo periodo, dicembre 88-novembre 90, noi produciamo una serie di documenti che dimostrano anche qua tutti i provvedimenti, le modifiche, gli interventi adottati dall'ingegner Pisani sotto il profilo della sicurezza ed igiene ambientale. Per quanto riguarda le discariche, anche per l'ingegner Pisani vale il rilievo che le discariche, i terreni su cui insistono le discariche, sono stati conferiti in Enimont nel giugno 89. E quindi anche in sostanza da questi documenti risulta che e` provata per tabulas anche l'estraneita` dell'ingegner Pisani al problema delle discariche in questo periodo, anche con riferimento alle 5 aree entrate nel patrimonio di Enimont e poi di Enichem. Qui poi il Tribunale potra` vedere i documenti che individuano, illustrati da Santa Maria la volta scorsa, individuano i terreni che sono passati di proprieta` ad Enichem. Nel secondo periodo, dal primo giugno 93,l'ingegner Pisani non c'entra piu` nulla col CVM, perche' nel frattempo CVM e PVC sono passati a EVC, quindi questo e` molto importante perche' il problema del CVM e PVC per l'ingegner Pisani si concentra nel primo periodo. Secondo periodo: i reparti sono ormai gestiti da EVC. E per quanto riguarda le discariche, qui la posizione e` analoga a quella del dottor Patron, qui noi produciamo tutta una serie di documenti, una serie importante di documenti che dimostrano come l'accusa sia veramente infondata, quella rivolta dal Pubblico Ministero, perche' se ci sono dei momenti, delle persone che hanno risolto il problema delle discariche, soprattutto della zona 31 e 32, sono l'ingegner Pisani e il dottor Patron che, con tutta una serie di interventi, hanno accelerato un iter che era gia` stato messo vigorosamente in atto prima, l'hanno accelerato e questo lavoro dell'ingegner Pisani e del dottor Patron, i documenti lo proveranno, sfocera` nel piano di bonifica poi approvato dalle autorita` competenti nel 95. Quindi questi documenti dimostrano proprio il contrario di quanto asserito dall'accusa. Un ultimo profilo per l'ingegner Pisani: quando emerge per la prima volta il problema della diossina nel 95, ecco che subito c'e` tutta una serie di interventi dell'ingegner Pisani per affrontare e risolvere il problema. A settembre di quell'anno il problema non esisteva piu`. Io produco i documenti che provano tutto questo. Per l'ingegner Pisani c'e` anche l'accusa di simulazione di reato, qui non produciamo documenti, ma ci limitiamo a chiedere il controesame dei testi citati dal Pubblico Ministero e in particolare di Simonetti, Lucchi, Paolini, "Anto`", Lonardi, Panzachi, Gallo e Messineo. Poi per l'ingegner Messineo si porra` un problema particolare che sara` illustrato dall'Avvocato Cesari. Poi anch'io chiedo l'esame degli imputati da me assistiti; chiedo l'ammissione dei testi indicati nella lista testi; chiedo l'ammissione dei consulenti indicati nella lista dei consulenti

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

Avvocato Santa Maria: per Presotto. Saro` molto molto breve anch'io signor Presidente. Nell'allegato A al capo di imputazione voi sapete che il Pubblico Ministero ha elencato un lungo elenco di cariche ricoperte dall'ingegner Presotto e che partono dal 1979. Gran parte di queste cariche sono irrilevanti, totalmente irrilevanti rispetto ai fatti oggetto dell'accusa. Comincio anch'io con le discariche. E` evidente che tutte le cariche ricoperte nelle societa` Anic, Enichem Base, Enichem Polimeri ed Enichem Anic fino al 1989 sono totalmente irrilevanti rispetto ai fatti oggetto di accusa. Mi ricollego alle considerazioni gia` svolte nella scorsa udienza, le aree su cui insistevano queste discariche erano di proprieta` di societa` del gruppo Montedison,societa` conferite in Enimont a giugno 1989, quindi anche dopo il giugno 1989 i terreni erano di proprieta` di Agrimont e di Montedipe, non certo delle societa` Enichem Anic, nelle quali fino al dicembre 1989 l'ingegner Presotto ha ricoperto cariche. Dal dicembre 89 l'ingegner Presotto ricopre cariche di direttore dell'ambiente della societa` Enimont, dal dicembre 89 fino ai primi mesi del 1991. I documenti di cui chiedero` l'ammissione tendono a provare questo: la funzione di direzione dell'ambiente era un funzione neonata, doveva essere organizzata, era una funzione di staff al vertice aziendale, era una funzione che riferiva all'amministratore delegato direttamente; da questa funzione non dipendevano gli stabilimenti, non dipendevano cioe` le funzioni di protezione ambiente e sicurezza dei singoli stabilimenti. Al direttore dell'ambiente competeva il compito di contribuire ad elaborare le linee guida della politica ambientale della societa`, cioe` della holding, della holding di partecipazioni Enimont. I documenti di cui chiedo l'ammissione comprovano il tipo di attivita` svolta dall'ingegner Presotto in questo periodo. Sono viaggi anche all'estero, negli Stati Uniti, sono convegni, sono lucidi, "slights" proiettate dall'ingegner Presotto, scritte dall'ingegner Presotto nel corso di questi convegni, che sono prodromiche alla elaborazione di una bozza di linee guida di politica ambientale che l'ingegner Presotto lascera` in eredita` al suo successore direttore dell'ambiente e che saranno poi emanate da Enichem nel 1992, ne ha parlato prima il professor Pulitano`, sono poi emanate dal dottor Parrillo in qualita` di amministratore delegato. Questa opera in definizione della politica ambientale generale e` stata iniziata in Enichem dall'ingegner Presotto. E` inutile dire che comunque gia` in questo periodo da fine 89 a inizio 91, come abbiamo detto,lo stabilimento di Porto Marghera aveva gia` iniziato quell'opera di approfondimento conoscitivo sullo stato geologico ed idrogeologico delle aree sfociato o comunque che sfocera` poi nei progetti di bonifica di cui abbiamo gia` parlato. Per quanto riguarda il CVM, signor Presidente, anche qui tutte le cariche indicate dal Pubblico Ministero nella societa` Anic dal 1979 fino al 1985 sono irrilevanti. Forse e` sfuggita una cosa al Pubblico Ministero e forse questa e` la fonte del fraintendimento che sta alla base di quell'elenco: dalla fine del 1981 la societa` Anic non e` piu` la societa` capo settore della chimica dell'Eni, lo era stata prima, non lo e` piu` dall'81, perche' da fine 81 la societa` capo settore, la holding della chimica diventa Enichimica. In Enichimica l'ingegner Presotto non ricopre carica alcuna. Anic diventa da fine 81 soltanto una delle tante societa` controllate da Enichimica, fra queste c'e` per esempio Riveda, fra queste c'e` per esempio Enoxi. Altri documenti di cui chiedo l'ammissione proveranno che nel 1983, quando vengono regolati i complessi rapporti contrattuali fra Enichem e Montedison, in virtu` dei quali la proprieta` degli impianti passa ad Enichem, ma la gestione rimane a societa` del gruppo Montedison,etc., l'ingegner Presotto non aveva cariche ne' nella societa` Riveda, ne' nella societa` Enoxi. E` stato quindi del tutto estraneo a questa fase di acquisizione della proprieta` di questi impianti. Come ripeto, la societa` Anic aveva altre attivita` in quel periodo, era una delle controllate di Enichimica, fra queste attivita` c'era la Chimica di Base, alla Chimica di Base non appartiene in alcun modo la attivita` del CVM e del PVC; appartengono ben altre attivita`, altri stabilimenti ed altre cose. L'ingegner Presotto diventa amministratore delegato di Enichem Base nell'aprile del 1986. Enichem Base e` la societa` che succede a Riveda nella proprieta` degli impianti, a Enichem Polimeri, mi scusi, poi Enichem Base incorporera` Enichem Polimeri successivamente, nell'ottobre del 1986. Quando l'ingegner Presotto diventa amministratore delegato di Enichem Base, sono gia` consolidati i rapporti contrattuali, che sono stati gia` descritti dal professor Schlesinger, dal responsabile civile Enichem: Enichem Polimeri ha la proprieta`, ma non gestisce gli impianti, ne comincia la gestione da giugno 1987. Da questo momento in poi e solo fino al dicembre 1989, quando cioe` l'ingegner Presotto cessa dalla sua ultima carica in Enichem Anic, che e` succeduta ad Enichem Base, lei mi scusera`, ma le vicende societarie sono di estrema complessita`, in questi due anni, due anni o poco piu`, l'ingegner Presotto nella sua qualita` di amministratore delegato ha autorizzato tutte le richieste di investimenti e di commesse che sono prevenute dalla direzione di stabilimento, di cui ha gia` parlato questa mattina il professor Stella e cui ha fatto cenno anche il professor Pulitano`, tutte commesse e tutte modifiche tese a migliorare ulteriormente gli standard di sicurezza e di igiene ambientale nelle lavorazioni. Chiedo semplicemente l'esame dell'imputato ed ovviamente, anche se e` del tutto superfluo, il controesame dei testi dell'accusa e degli imputati, nonostante appunto sia del tutto superfluo

 

Presidente: certo

 

AVVOCATO MITTONE

 

Avvocato Mittone: per quanto riguarda la posizione Necci, la difesa, Avvocati Balducci e Mittone, osservano quanto segue: sotto il profilo documentale chiedono che il Tribunale voglia acquisire una serie di verbali dal 14 giugno 82 al primo giugno 88 del Consiglio di Amministrazione di Enichimica prima e di Enichem dopo, dai quali si evince che la posizione dell'Avvocato Necci, Presidente di questi organismi, era una posizione orientativa e strategica e che vi erano delle suddivisioni interne di delega alle varie societa` operative,che dovevano mantenere sul territorio la gestione dei complessi e degli stabilimenti, fra cui quello di cui il processo di oggi fa riferimento. Si chiede poi l'acquisizione come documenti della lettera di dimissioni da Enimont, sempre dell'Avvocato Necci, del 27 febbraio 90, accolta e ratificata dalla assemblea Enimont 28 febbraio 90. Questo sotto il profilo documentale. Sotto il profilo testimoniale si insiste perche' vengano ammessi i testi che sono stati indicati nelle liste e i consulenti di cui vi e` deposito di nomina e di circostanze su cui dovranno riferire le proprie valutazioni. Non si rinuncia alla facolta` del controesame sia per quanto riguarda gli imputati che per quanto riguarda i testimoni e si chiede espressamente l'esame del proprio assistito.

Per quanto concerne poi la indicazione probatoria che hanno fornito Pubblico Ministero e parti civili, si vogliono fare sostanzialmente tre osservazioni: la prima riguarda una censura che gia` i colleghi che mi hanno preceduto hanno sottolineato riguardo la richiesta produzione di memorie tecniche di consulenze, faccio riferimento esplicitamente ai casi del legale che assiste la parte civile Greenpeace e dell'Avvocato Scatturin, i quali, dicevo, hanno chiesto la produzione di documenti siffatti che a nostro avviso, e in questo si rimette la decisione al Tribunale, non possono avere in questo momento ingresso e dicasi altrettanto per la pletoricita` di alcune liste testimoniali, faccio soltanto riferimento, visto che abbiamo gia` tanta materia da trattare di alto contenuto specialistico e scientifico, l'indicazione di Sergio Cusani, che e` stata fatta in una lista da parte dei nostri contraddittori,che mi pare proprio ben si inquadri nella categoria della superfluita`. Secondo argomento e` quello che e` stato toccato da colleghi che mi hanno preceduto, dal professor Pulitano`, che e` il tema della controprova. Numerosi sono stati i legali delle parti civili che hanno indicato testimoni sia oralmente che per iscritto,accennando alla facolta` concessa loro della controprova; mi riferisco in particolare all'Avvocato Zaffalon per la C.I.S.L., l'Avvocato Boscolo Rizzo per Lega Ambiente, l'Avvocato Pozzan per Marin, l'Avvocato Scatturin, il legale del comune di Campagnalupia, l'Avvocato Partesotti per Greenpeace e il legale del comune di Mira. L'obiezione sta nel fatto che ci pare sostanzialmente imperfetta la interpretazione che viene data da questi colleghi di controparte al concetto di controprova. Controprova, lo dice la parola stessa, e` un qualche cosa che si oppone alla prova della parte avversaria, ma con questo non puo` consentire l'introduzione, attraverso il superamento dei termini previsti dal Codice, di prove che hanno come riferimento esplicito l'oggetto dell'imputazione, per provare l'oggetto dell'imputazione,sia essa da una parte o dall'altra, accusa pubblica e privata da un lato e difesa dall'altro, vi sono gli strumenti che il Codice indica e che alcuni di questi, quelli testimoniali, hanno degli sbarramenti temporali. Se si ammettesse il principio che i colleghi di controparte adombrano nella loro esposizione introduttiva, si giungerebbe al punto che la controprova sarebbe un modo travestito di introdurre delle prove dirette, nel senso che direttamente impingono all'oggetto dell'imputazione. Non sto a discutere sotto un profilo piu` specifico il fatto che, quando si indicano all'Art. 493 in correlazione con l'Art. 468 i testi su cui poi il Tribunale dovra` esprimersi, si parla di testi che faranno riferimento alle circostanze indicate nelle liste e quindi la controprova deve essere un tema correlato alla circostanza indicata nelle liste. Non e` un caso che la migliore dottrina parla di controprova in senso speculare alla prova specifica che viene addotta dalla parte. Dico questo in maniera piu` puntuale, ad esempio, per quanto riguarda la posizione del comune di Campagnalupia,in cui il collega di controparte si esprime nei termini seguenti: "potranno essere sentite a prova contraria tre persone sui capitoli di prova relativi a certi punti e sulle discariche, riservando di meglio precisare le circostanze a prova contraria a seguito delle richieste ex Art. 493 proposte dai difensori degli imputati", la prova contraria la si deve.. dal momento che si ha a che fare con testimoni, la si deve esprimere nel momento della esposizione introduttiva quando si sono lette le circostanze relative alla lista dei testimoni che le parti hanno presentato. Lei, Presidente, giustamente ha attenzione ad un andamento regolare e nello stesso tempo non debordante del dibattimento, ma senno` il rimbalzo e` tale per cui ogni volta, sentita la parte,se si ammette la prova contraria, l'altra parte puo` dare come prova contraria cio` che come prova contraria ha detto il collega di controparte che e` intervenuto precedentemente. Mi riferisco anche alla inammissibilita` del concetto teorico che esprime l'Avvocato Partesotti per Greenpeace a pagina 105 della trascrizione, laddove come prova contraria vuole utilizzare i propri testi in lista e i testi del Pubblico Ministero, che mi pare proprio sia fuori dal seminato processuale che ci indica l'Art. 468 quarto comma, perche' i propri testi sono una prova sua e i testi del P.M. sono i testi del P.M. di cui lui puo`, ha la facolta`, senza doverlo chiedere, di fare il controesame. Quindi sotto questo profilo si rimette al Tribunale la valutazione di questo tema, chiedendo che non sia inseribile nella nozione di controprova quanto chiesto dai legali che ho or ora citato. Infine, ecco il terzo punto e ho concluso, non si tratta di una richiesta formale ma si tratta soltanto di un gentleman agreement con il Pubblico Ministero, laddove egli ha chiesto la produzione di documenti; nessuna discussione sui documenti che ha indicato, ma una questione di metodo, perche' ha detto che produce dei faldoni in cui ci sono dei documenti non ammissibili, come deposizioni di testi, di cui chiede al Tribunale la restituzione. Io trovo che sia molto piu` lineare che produca il Pubblico Ministero i faldoni senza i documenti che sa gia` che il Tribunale..

 

Presidente: li avevamo gia` estromessi questi..

 

Avvocato Mittone: ma io mi riferivo alla sua indicazione, questo come terzo punto, ma ritengo che non sia proprio un fatto formale, grazie

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: io intervengo per la difesa di Burrai, che partecipo assieme al professor Carboni. Nel richiamare per l'ingegner Burrai la lista testi, e chiedo quindi l'ammissione delle testimonianze sulle circostanze indicate nella lista ed anche dei consulenti ivi indicati, aggiungo soltanto una produzione documentale che sta a significare, con riferimento ai periodi che leggiamo nel capo di imputazione vengono contestati all'ingegner Alberto Burrai, questi documenti stanno a significare che dal 1982 al 1987 l'ingegner Burrai, come dirigente ed anche come amministratore della societa` Enichem Anic, non ha mai avuto nulla a che vedere con gli impianti di produzione CVM e PVC, per il semplice motivo che la societa` Enichem Anic non aveva questi impianti tra le sue dipendenze. Qualcosa di simile l'aveva appena detto l'Avvocato Santa Maria a proposito di Presotto..

 

Avvocato Battain: non si sente

 

Avvocato Cesari: allora ripeto le ultime 15 parole, dicevo che produco dei documenti che stanno a significare come l'ingegner Alberto Burrai nel periodo che va dal 1982 al 1987, quando e` stato amministratore e dirigente della societa` Enichem Anic, non ha avuto nulla a che vedere con i reparti di produzione, o insaccamento o commercializzazione del CVM e PVC, per la semplice ragione che la societa` Enichem Anic nulla aveva a che fare con queste produzioni. Diverso e` il caso dopo il 1987, quando effettivamente Enichem Anic ha i reparti di produzione CVM e PVC, ma allora a questo proposito mi richiamo a quanto detto dal professor Pulitano`, dal professor Stella e dall'Avvocato Santa Maria riguardo a queste produzioni e ho concluso per l'ingegner Burrai,ripetendo l'istanza di ammissione dei testi e dei consulenti di cui alla lista depositata il 4 marzo. Depositero` poi i documenti insieme a tutti gli altri che ho qui a disposizione. Secondo imputato..

 

Presidente: esame imputato?

 

Avvocato Cesari: esame imputato, consente, anzi, chiede. Ovviamente, anche se e` pleonastico, il controesame dei testi. Per la difesa del dottor Luigi Patron, questa volta in collegio col professor Federico Stella, ma parlo io del dottor Patron per dire che depositiamo una serie di documenti che sono relativi ai periodi indicati nel capo di imputazione come addebitabili all'amministratore delegato di Enichem Anic Patron e da cui risulta che nel periodo dal 1989 a novembre 1990 il dottor Patron non aveva alcuna responsabilita` relativa all'intero stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera. Viceversa successivamente, nel periodo dal 1993 al 1996, i documenti.. quando il dottor Patron ha avuto responsabilita` relative allo stabilimento Petrolchimico, come amministratore delegato di Enichem Anic, questi documenti stanno a dimostrare quali sono stati gli interventi concreti di studio e di intervento operativo per la messa in sicurezza degli impianti e delle aree.. pardon, delle aree dove potevano essersi verificati fenomeni di inquinamento. Non l'ho detto all'inizio, ma del resto dovrebbe essere gia` evidente al Tribunale dalla lettura del capo di imputazione che al dottor Patron viene contestato soltanto il secondo capo di imputazione, quello che abbiamo definito ambientale, non l'altro che riguarda il CVM. Di talche` di significativo interesse per la difesa Patron e` la dimostrazione di quello che e` stato fatto in materia ambientale nel periodo in cui Patron e` stato l'amministratore delegato di Enichem. Analogo discorso va fatto con riferimento al periodo da maggio 90 a luglio 93 quando il dottor Patron e` stato Presidente della societa` Montefibre, anche per Montefibre vengono fatte alcune accuse di avere sotterrato rifiuti ed altro, e qui produciamo una indagine commissionata alla societa` "Dems & Moore", dalla quale risulta l'assenza di impatti sulle qualita` delle acque sotterranee sottostanti Montefibre. Anche per il dottor Patron io chiedo l'ammissione dei testi e dei consulenti di cui alla lista e alle circostanze della lista depositata ai sensi del 468 del Codice di Procedura Penale. Terzo caso, per la difesa dell'ingegner Federico Zerbo..

 

Presidente: esame anche di Patron?

 

Avvocato Cesari: esame anche di Patron, Presidente, mi perdoni, l'avevo dimenticato, lo chiediamo l'esame di Patron. Terza posizione che io patrocino e` quella dell'ingegner Federico Zerbo, la patrocino assieme al professor Rodolfo Bettiol, che interverra` immediatamente dopo. Qui il discorso e` leggermente piu` lungo, perche' l'ingegner Zerbo partecipa di una situazione che abbraccia un piccolo periodo in cui era dipendente Montedipe e un lungo periodo in cui viceversa e` stato dipendente Enichem, sempre in qualita` di direttore dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera ed allora, con riferimento al primo capo di imputazione, perche' entrambi i capi sono contestati a Zerbo, dimetto un fascicolo di documenti abbastanza voluminoso, da cui risultano le competenze direzionali dell'ingegner Zerbo nel periodo dall'8 febbraio 1988, quando assume la direzione dello stabilimento Petrolchimico, prima faceva altre cose,al 15 novembre 1990, quando lui diviene direttore dello stabilimento Petrolchimico, nel frattempo peraltro divenuto stabilimento Enichem. Sottolineo appena che quasi contemporaneamente poi la proprieta` degli impianti CVM che qui interessano era passata alla EVC, per cui Enichem per un breve tratto ne ha mantenuto soltanto la gestione. Da questi documenti risulta in particolare che l'ingegner Zerbo non aveva, nel periodo 8 febbraio 1988-15 novembre 1990, non aveva alcuna ingerenza sui reparti di produzione CVM e PVC, che poi erano rimase soltanto CV22, CV23 e CV24, perche' nel frattempo era stato chiuso il famigerato CV6 e perche' altri reparti sono stati chiusi di li` a poco, il CV5-15. Quindi Zerbo non aveva competenze riguardo a reparti di produzione, ne aveva si` per quello che riguarda altri reparti, il CV7, dove il PVC, il granulo, non il gas, il PVC veniva immagazzinato ed insaccato e quindi spedito, ne aveva altre sempre in qualche modo attinenti a queste produzioni, per quello che riguarda il parco serbatoi, dove pure veniva stoccato in attesa delle spedizioni il CVM. Dai documenti che produciamo dovrebbe risultare con assoluta evidenza che erano state predisposte opportune cautele, opportune modalita` operative per preservare gli addetti dai contatti e dalle inalazioni di questi gas, ripeto, siamo gia` nel 1988. Produciamo anche bollettini di analisi da cui risulta quali fossero le esposizioni di CVM la` dove c'erano, perche' poi c'erano anche in questi reparti dove l'esposizione non c'era, per quello che riguarda sempre questo periodo. Per il periodo successivo, che va dal 15 novembre 1990 al 31 maggio 1993, allorche` l'ingegner Federico Zerbo lascia la direzione di Porto Marghera per assumere la direzione dello stabilimento di Ravenna, mi rifaccio in particolare a quanto gia` esposto dal professor Pulitano` per quello che riguarda la situazione impiantistica, gli interventi che erano stati effettuati, la situazione dei sistemi di monitoraggio e i risultati che si erano ottenuti ai fini di evitare le esposizioni nocive. Aggiungo ancora qualcosa a proposito dell'ingegner Zerbo per quanto attiene al capitolo CVM per dire che mi riporto, del resto e` anche scritto nella memoria, nella breve nota che vado a depositare, mi riporto compiutamente a quanto esposto dal professor Stella alla scorsa udienza per quello che riguarda, vorrei dire, la situazione medico-legale e la sussumibilita` delle ipotesi a leggi statistiche di copertura e quanto altro, e tutta la documentazione che cosi` compiutamente e brillantemente Stella ha citato alla scorsa udienza.

Secondo capitolo che riguarda l'ingegner Zerbo, anzi secondo capo di imputazione,e` quello ambientale. Qui debbo dire, chiedendo l'ammissione dei testimoni e dei consulenti indicati nella lista, debbo aggiungere una produzione documentale che sta a significare quelli che sono stati gli interventi che Zerbo, nel periodo di sua direzione,ha effettuato per la bonifica degli impianti. Quindi non ha lasciato le cose come stavano, non si e` disinteressato delle malefatte commesse in passato da altri, ma e` intervenuto concretamente per bonificare. E cosi`, scorrendo in fretta la memoria per non dimenticare qualche punto che avevamo indicato assieme al professor Bettiol perche' ci sembrava di particolare significato, oltre a dire, e lo confermeranno i testimoni, che da quando Zerbo e` stato direttore dello stabilimento non un chilogrammo di rifiuto e` stato internato all'interno o all'esterno dello stabilimento,ma sono stati tutti avviati nelle discariche autorizzate, ovvero a termodistruzione in altri siti industriali d'Italia o anche all'estero, vogliamo dire che l'ingegner Zerbo ha avviato per la prima volta gli studi e i progetti di risanamento della zona 31 e 32, quella zona che poi e` stata messa in sicurezza nel 1995, quando gli studi sono stati completati e si e` potuto procedere operativamente agli interventi necessari. A proposito della zona 31 e 32, con riferimento ad un qualcosa che ha sottolineato il Pubblico Ministero mi sembra con una notazione piu` che altro di colore, piu` che di reale concretezza pratica, vorrei dire che in quella zona 31 e 32 venne realizzato il famoso eliporto del dottor Gardini, venne realizzato nell'88, quando era direttore Zerbo, ma signori del Tribunale guardate che la zona 31 e 32 e` un'area di 5 ettari, per l'eliporto, e qui produciamo il documento, che e` l'autorizzazione comunale alla realizzazione dell'opera, sono stati utilizzati 400 metri quadrati, quindi non ci potete dire che abbiamo fatto un qualcosa per nascondere, assolutamente no, perche' sarebbe stato proprio davvero come nascondersi dietro un dito. Continuo semplicemente accennando a quello che ha fatto Zerbo, e mi sembra questo particolarmente significativo, c'e` stata l'attivita` di bonifica della discarica Dogaletto e della discarica di Malpaga, sono due discariche davvero grandi realizzate nel passato entrambe nel territorio del comune di Mira. Per queste due discariche c'era stata una precisa richiesta del comune di Mira di provvedere al risanamento, questa richiesta venne accolta in allora Montedison e poi successivamente portata a termine da Enichem, sempre sotto le cure e la direzione dell'ingegner Zerbo, che ha realizzato queste due importanti opere di bonifica. E vorrei dire che se voi avrete la cortesia di leggervi i documenti, vedrete come sono opere di intervento di messa in sicurezza e bonifica che effettivamente possono anche occupare per intero vuoi bilanci, vuoi l'attivita` di un direttore di stabilimento,per il periodo necessario a completarle. Altri interventi di bonifica di cui c'e` documentazione riguardano l'infustaggio delle peci clorurate che si trovavano all'interno dello stabilimento, perche' erano gia` contenute in fusti che si erano deteriorati ed andavano reinfustati, la ristrutturazione del magazzino che li proteggeva e l'invio delle stesse peci a termodistruzione. Ancora per quello che riguarda l'attivita`, e questo per dimostrare che non c'era indifferenza, non c'era una politica del lasciare fare e lasciare perdere, c'e` anche documentata l'attivita` per il recupero e la messa in sicurezza e l'avvio alla distruzione dei rifiuti di mercurio, venne realizzato un forno di distruzione del mercurio e questo riguardava l'impianto clorosoda, cosi` per le morchie oleose e cosi` pure un impianto per la eliminazione dei fosfogessi, che sono quelle tali sostanze che derivavano da una certa produzione e che portavano poi a quei fosfogessi che erano stati abbandonati in passato anche qua vicino al Ponte della Liberta`, ma che, quando e` arrivato Zerbo, fortunatamente si e` riusciti ad evitare ulteriori abbandoni proprio per la realizzazione di questo impianto. E questo esaurisce, poi ne parlera` probabilmente anche il collega Bettiol, esaurisce la documentazione e la dimostrazione della attivita` che ha esplicato l'ingegner Zerbo e che sono tutte di segno contrario a quelle che sono le accuse che gli sono mosse. Concludo dunque chiedendo anche per Zerbo l'ammissione dei testi e dei consulenti indicati nella lista. Vorrei solo sottolineare che fra i testi quelli di particolare interesse proprio ai fini della specifica posizione del mio assistito sono quelli indicati alle pagine 5, 6, cioe` l'ingegner Paoli, il signor Bustreo e l'altro che adesso non trovo, che sono le persone che possono testimoniare puntualmente quello che e` stato l'intervento di Zerbo in tema di messa in sicurezza dei rifiuti o eliminazione dei rifiuti stessi e di bonifica delle discariche. Lo stesso ingegner Gavagnin, citato dal Pubblico Ministero, potra` dire le stesse cose anche, per la verita`. Concludo, signor Presidente, con una brevissima annotazione che riguarda la posizione dell'ingegner Francesco Messineo. L'ingegner Francesco Messineo e` indicato nella lista del dottor Patron, fa il consulente di parte.. io ho indicato nella lista dei consulenti del dottor Patron l'ingegner Francesco Messineo; anche il dottor Casson ha indicato Messineo, ma ad altri fini. E` un nostro consulente, ho visto alla scorsa udienza che il collega Partesotti di Greenpeace chiede che sia sentito l'ingegner Messineo: "chiediamo di sentire anche l'ingegner Francesco Messineo, indicato tra l'altro come consulente della difesa di alcuni imputati", meno male che ne danno atto, "in particolare perche' riferisca...."

 

DA` LETTURA DI PARTE DI VERBALE DI UDIENZA PRECEDENTE

 

Avvocato Cesari: dico subito che non ci sono stati nel 95 sequestri di impianti da parte della Procura della Pretura Circondariale di Venezia, e questo risulta con facilita`, ma debbo dire anche che non si puo` chiedere la citazione come teste dell'ingegner Messineo, perche' l'ingegner Messineo in quel procedimento era stato indagato e la sua posizione e` stata successivamente archiviata per non avere commesso il fatto, motiva cosi` la richiesta il Pubblico Ministero e a questa richiesta aderisce il dottor Maturi. Di talche` ricorrono, mi sembra, le condizioni di cui all'Art. 210, perche' casomai l'ingegner Messineo dovrebbe essere sentito appunto ai sensi dell'Art. 210, con le conseguenze che tutti conosciamo. Ma c'e` di piu`, c'e` che l'ingegner Messineo, proprio perche' nostro consulente di parte e l'avevamo indicato gia` in sede di indagini preliminari e certamente in sede di udienza preliminare, l'ingegner Messineo, se dovesse venire chiamato a rispondere come testimone, dovra` necessariamente opporre il segreto istruttorio, ai sensi dell'Art. 200 del Codice di Procedura Penale. E` un nostro consulente, mi sembra che non possa fare altro. Quindi sottolineo al Tribunale, faccia il Tribunale, assuma il teste Messineo, se lo vuole ammettere, peraltro e` anche vero che andiamo incontro a queste situazioni di tipo processuale. Diversa e` la posizione dell'ingegner Messineo,citato questa volta come teste dal dottor Casson, perche' l'ingegner Messineo in quel caso li` e` sicuramente un testimone, faccio riferimento al reato di cui all'Art. 367 contestato all'ingegner Pisani, li` non ha svolto nessuna consulenza, non ha saputo nessun segreto interno nostro, quindi potra` testimoniare con assoluta liberta` di coscienza. La ringrazio e adesso deposito questi voluminosi documenti

 

AVVOCATO BETTIOL

 

Avvocato Bettiol: io integro le richieste di prove, ribadendo innanzitutto la richiesta che vengano ammessi tutti i testimoni, consulenti previsti nella lista dell'ingegner Zerbo e i documenti che andiamo a produrre. Quale ulteriore richiesta vi e` l'esame della parte Comune di Venezia nella persona del sindaco Massimo Cacciari e cio` in relazione alle circostanze dallo stesso dichiarate in una trasmissione radio, trasmessa da RAI Radio Uno del 23 aprile 98. Riporto le circostanze piu` significative, si parla dell'inquinamento:"e` un problema soprattutto di inquinamento da parte del bacino scolante per la laguna di Venezia che continua ad essere gravissimo e su cui la Regione, che ha competenza specifica per il disinquinamento del bacino scolante, nulla ha fatto da 30 anni a questa parte. Insiste sulla laguna e sversa sulla laguna continuamente; tre quarti dell'inquinamento in laguna deriva dal bacino scolante". Ulteriore esempio sull'importanza delle circostanze su cui puo` vertere l'esame della parte e` questo: "le ripeto, e` un'area che e` trenta, quaranta volte.. pero`, ripeto, il problema dell'inquinamento di origine industriale e` ormai, anche in base agli interventi della Magistratura, e lo si puo` vedere, assolutamente determinato, non e` piu` una situazione totalmente fuori controllo, come quella di 15-20 anni fa. Abbiamo e stiamo ottenendo i mezzi e gli strumenti per potere finalmente fare un esame completo e definitivo dell'area, anche per intervenirci per il suo risanamento". Brevemente, ultima circostanza su cui parla sempre il sindaco di Venezia: "ma veda, intanto inviterei tutti, tutti voi, a farvi una passeggiata per la laguna di Venezia, per il Lido, per vedere quali altri ambienti al mondo abitati siete in grado di trovare in una situazione migliore. Prima cosa: fatevi una bella passeggiata per il Lido fino a Ca` Roman, fino al parco naturale di Ca` Roman a Pellestrina, Alberoni e Malamocco e poi venitemi a raccontare dove ci sono aree abitate, che siamo in una situazione ambientale paesaggistica migliore; intanto perche' qui stiamo, a volte dai discorsi, soprattutto di certi giornali, per sembra.. sembra.. sembra", chiedo scusa, ripeto la trascrizione com'e`, "che i veneziani a Venezia siano in una situazione all'interno di un merdaio, il che e` semplicemente ridicolo, e` semplicemente ridicolo. La situazione, ripeto, e` una situazione che e` in via di miglioramento. Gli scarichi inquinanti in laguna sono ridotti al minimo o addirittura non ci sono, le cose che stiamo discutendo sono cose che attengono al passato". Se dovesse, in ipotesi,non essere piu` al tempo dell'audizione sindaco di Venezia Massimo Cacciari, ne chiediamo l'audizione ovviamente non piu` come parte, ma come teste, l'istanza e` tempestiva perche' questa trasmissione e` successiva alla scadenza del termine per la presentazione della lista dei testi

 

Avvocato Vassallo: 23-4-98?

 

Avvocato Bettiol: 23-4-98 Radio Uno

 

Avvocato Vassallo: dopo i fatti.. c'e` opposizione

 

Presidente: ho capito, dopo andremo a vedere le date

 

Avvocato Bettiol: ci opponiamo poi, per quanto riguarda la richiesta del Pubblico Ministero, relativa alla acquisizione di documenti di processi penali, tale richiesta va respinta tenuto conto della regolamentazione complessiva quale risulta dall'Art. 468 Codice di Procedura Penale, 234 e 238 Codice di Procedura Penale

 

Presidente: puo` specificarceli, mi scusi, Avvocato questi documenti?

 

Avvocato Bettiol: il Pubblico Ministero ha chiesto gli atti processuali della Pretura di Venezia, relativi.. pagina 77 del verbale

 

Presidente: si, ho capito, quelli allora

 

Avvocato Bettiol: ci si oppone poi integralmente alla lista testi prodotta da Medicina Democratica. Credo che una sommaria lettura della stessa faccia chiaramente vedere come la stessa e` in contrasto con i principi che regolano la testimonianza. In realta` non si tratta di una lista testi, ma di una lista valutazioni, basterebbe leggerne qualcuna, non voglio pero` dilungarmi piu` oltre con il Tribunale, ma solo basti dire: "tutte queste operazioni comportavano la diffusione nell'ambiente del CVM e i suoi prodotti di degradazione termica e queste operazioni venivano effettuate senza alcuna protezione del personale. I lavoratori addetti alla produzione del CVM sono stati costantemente esposti anche a cancerogeno e mutagel due dicloretano, dato che lo spandimento di.. era all'ordine del giorno" e cosi` via, quindi il contrasto e` chiaro con la disciplina.. punto il contrasto con la disciplina della testimonianza qual e` quella prevista dall'Art. 194 del Codice di Procedura Penale. Ancora ci si oppone, sempre con riferimento alle istanze di Medicina Democratica, all'audizione di Germin Pietro, indicazione fatta all'udienza della audizione di un teste, non mi sembra che il ritardo sia stato giustificato. Vi sono ancora istanze di acquisizione di atti processuali, qui ci opponiamo per le stesse ragioni per cui ci opponiamo alle richieste del Pubblico Ministero. Ci opponiamo alla produzione di relazioni tecniche, questo per una ragione di tempestivita`, il principio di rarita` vuole che la relazione tecnica venga acquisita dopo che il consulente ha deposto.

Ci si oppone ancora alla lista testi di Greenpeace relativamente all'ingegner Messineo, sempre alla acquisizione della sentenza del Pretore di Mestre per le ragioni precedentemente illustrate; ancora alla acquisizione delle memorie tecniche perche' appunto sotto il principio della intempestivita`. In conclusione ci si oppone alle richieste di prova contraria, cosi` come erano gia` indicate dall'avvocato Mittone. Evidentemente qui non si tratta di prova contraria, ma di uno strumento per recuperare i termini a scadenza, la prova contraria, puo` avere solo l'oggetto.. la prova dedotta dalla parte e tendere a scalzare il contenuto delle dichiarazioni di quella parte, non essere una prova positiva dei fatti tema del processo. Grazie. Produco..

 

Presidente: vorremo sapere semplicemente se anche voi chiedete l'esame di Zerbo

 

Avvocato Bettiol: si, chiediamo l'esame di Zerbo

 

Presidente: va bene, allora un intervallo di 10 minuti

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO PER 10 MINUTI CIRCA

 

Presidente: i difensori degli imputati Enichem hanno finito oppure ce ne sono ancora?.. Allora cominciamo con gli imputati gruppo..

 

AVVOCATO MUCCIARELLI

 

Avvocato Mucciarelli: parlo per gli imputati Marzollo, Fabbri, Morrione e Bartalini. Parlo altresi' in sostituzione del professor Pedrazzi e del professor Alessandri per gli imputati Trapasso, Grandi, Gaiba e Belloni. Signor Presidente, signori del Tribunale, signor Pubblico Ministero e colleghi, ho anche, per un accordo con i colleghi, il compito di illustrare una serie di documenti molto numerosi, sono circa un migliaio, che attengono, diciamo cosi`, alla parte oggettiva delle linee difensive dei dirigenti, degli amministratori di parte Montedison, linee difensive che intenderemo sottoporre alla paziente intelligenza del Tribunale. Io credo che sia assai facile immaginare intorno a quali temi si snoderanno le strade direttrici della difesa e ne enuncero` soltanto i titoli, perche' ritengo che a questo punto dire qualche cosa di ulteriore sia far torto a chi mi ascolta. Ecco dunque i titoli a partire dal capo concernente le malattie professionali, titoli di questi temi difensivi principiano dal problema della causalita` e delle conoscenze, sia mediche che tecniche, e loro evoluzione, poi gli adeguamenti degli impianti, delle procedure, delle lavorazioni, ovviamente al cospetto delle conoscenze, insomma il loro diacronico sviluppo. In questo senso mi accingo a presentare una documentazione che confidiamo possa confortare la tesi difensiva, che mira da un lato e per alcuni casi a dimostrare l'insussistenza del fatto per difetto del nesso di causalita` e rispetto ad altri casi a dimostrare l'insussistenza del reato per difetto dell'elemento psicologico; questi i temi delle linee difensive per quello che riguarda il capo di imputazione concernente le malattie professionali. Per quanto concerne il capo relativo all'avvelenamento e alla lunga teoria dei reati in materia ambientale ascritti agli imputati, il discorso richiede un minimo di maggiore articolazione, data appunto la variegata struttura degli addebiti. Da un lato e` un altro titolo di un paragrafo difensivo, di un possibile paragrafo difensivo; da un lato dicevo ancora il tema della causalita`, in rapporto alla produzione dell'evento pericoloso costitutivo della fattispecie di avvelenamento. Dall'altro, e sempre in relazione a questa figura di incriminazione, la insussistenza dell'elemento costitutivo rappresentato dall'esposizione a pericolo per la salute pubblica. Per quanto invece a riguardo alle figure contravvenzionali che sono state contestate, confidiamo di dimostrarne singolarmente la insussistenza. E la documentazione che mi appresto a produrre costituisce il supporto e la base delle argomentazioni difensive che,come detto,intendono condurre alla dimostrazione della insussistenza del fatto ovvero della insussistenza del reato per difetto dell'elemento psicologico. Allora,signor Presidente, in generale, con una nota di produzione che e` sottoscritta da tutti i colleghi, produco una serie di documenti che verranno poi consegnati, che sono li`, una serie di documenti, una cui prima ed ampia fascia, dal numero 1 al 198, cosi` li abbiamo indicati, consistono in pubblicazioni scientifiche riguardanti l'evoluzione delle conoscenze sul CVM e sul dicloretano e gli studi sulla contaminazione della laguna e in particolar modo circa la insussistenza di un pericolo per la salute pubblica. Una seconda serie di documenti, sempre afferenti a questa parte generale, li troverete contrassegnati dal numero 199 al numero 217, consistono nelle copie delle commesse dei lavori di adeguamento degli impianti e la documentazione aziendale inerente, nonche` i piani generali di risanamento, questo a dimostrazione dei lavori che sono stati effettuati. Un'ulteriore serie di documenti, la numerazione qui riprende va da 1 a 420, consiste in bollettini che riportano i dati analitici di prelievi in atmosfera, nonche` le elaborazioni di tali dati. Questa documentazione e` di significativa importanza, proprio in relazione tanto al problema dell'esposizione al CVM, quanto al problema della piu` generale questionedei reati ambientali. Ancora una serie di documenti, questi contrassegnati dal numero 1 al numero 12, che riportano invece i dati analitici dei prelievi in acque; non c'e` bisogno che mi soffermi a dire che questo ovviamente ha riguardo al problema dell'inquinamento ambientale nella forma dell'inquinamento idrico.

Sempre in questa gran massa di documenti, diciamo cosi`, di parte generale, documenti relativi agli impianti ecologici ed ancora una serie di documenti di carattere amministrativo: autorizzazioni, domande, domande di autorizzazioni e conseguenti autorizzazioni sempre in materia ambientale,in relazione ai rapporti con la pubblica amministrazione. Infine, me ne scuso, l'ultimo paragrafo di questa parte generale di documenti, sono circa 120, sono una specie di miscellanea, contiene documenti aziendali interni, riguardano interventi sugli impianti, attivita` connesse alle procedure produttive, alle quali ovviamente qua e la` faremo riferimento nella indicazione delle tesi difensive.

Sempre in modo molto sintetico alcune indicazioni circa le produzioni che concernono le singole posizioni soggettive. Per quello che riguarda Fabbri troverete un'altra serie di documenti, da 1 a 25, che illustrano il ruolo e le funzioni del dottor Fabbri, gli interventi organizzativi ed informativi in relazione alle problematiche connesse all'igiene e alla sicurezza sul lavoro nel periodo in cui il Fabbri ebbe un ruolo e una funzione effettiva, rispetto alle vicende per cui e` processo. Sempre nella documentazione relativa al dottor Fabbri, una serie di documenti che riguardano analisi ambientali ed epidemiologiche, nonche` studi e progetti in materia ambientale, che proprio riguardano il periodo specifico dell'attivita` del Fabbri. Infine una serie di documenti che abbiamo allegato, per ragioni logistiche, alla produzione del dottor Fabbri, nell'interesse del dottor Fabbri, si tratta di autorizzazioni, domande di autorizzazioni e piu` in genere corrispondenza tra enti pubblici e le societa` che nelle varie epoche hanno gestito il Petrolchimico in materia ambientale; avrebbero dovuto logicamente fare parte della produzione generale, in realta` sono stati reperiti molto di recente, la settimana scorsa, presso pubblici archivi e quindi l'abbiamo allegata ad una lista di documenti ancora aperta.

Proseguo per la posizione dell'imputato Marzollo, ancora una serie di documenti che concernono la posizione soggettiva e gli elenchi degli interventi e la copia degli interventi organizzativi e informativi posti in essere da Marzollo durante il suo periodo di direzione. Ancora una serie di documenti che consistono in domande di autorizzazione e autorizzazioni ottenute in materia ambientale e una serie di studi e pubblicazioni in ordine ad attivita` e a risultati di analisi relativi al Petrolchimico.

Mi avvio rapidamente alla conclusione segnalandole che per Morrione e per Bartalini sono prodotte una serie di documenti che afferiscono alla definizione del loro ruolo e alle mansioni effettivamente svolte e cosi` pure per gli imputati Trapasso, Grandi, Belloni e Gaiba.

Da ultimo, signor Presidente, mi permetterei di segnalare la esigenza, quasi come farne un promemoria, e me ne scuso, della nomina di un perito interprete perche', scorrendo le liste testi e liste dei consulenti, ho visto che ve ne sono piu` d'uno di lingua inglese, quindi bisogna pensare forse anche a questa ipotesi. Naturalmente insisto per l'ammissione dei testimoni e dei consulenti tecnici cosi` come indicati nelle liste che sono state presentate. Mi riservo di chiedere una perizia sui profili tecnici di ciascuno dei due filoni in cui si articola il presente processo, ovviamente all'esito della istruttoria dibattimentale. Sul controesame, ho visto che l'hanno chiesto tutti, pero` mi sembra che non lo debba chiedere. Con questo ho finito

 

Presidente: esame degli imputati lei lo chiede?

 

Avvocato Mucciarelli: mi riservo

 

AVVOCATO LANZI

 

Avvocato Lanzi: co-difensore unitamente all'avvocato Giorgio Baldini di Eugenio Cefis. Signor Presidente, in questa esposizione introduttiva, premesso che per quanto concerne le tematiche di parte generale e la documentazione anche questa di parte generale relativa soprattutto alla eziologia, ai rapporti causali, alla possibilita` del determinismo fra determinati periodi piu` che per fra determinate condotte e gli eventi che sono contestati, sia per quanto concerne il capo 1 che per quanto concerne il capo 2, evidentemente anche la difesa Cefis nella sua linea di massima si riporta e fa propria tutta quella tematica che e` stata gia` illustrata dal collega Mucciarelli e quindi anche noi intendiamo usufruire di tutti quei documenti che nell'ambito di questa tematica si inseriscono. Peraltro questo processo, che obiettivamente e` un processo enorme, insomma, senza usare termini frusti e` senz'altro un maxi processo, vede appiattite moltissime posizioni, vede uniformate ,in una sorta di catena di personaggi, cariche che si sono succedute nel tempo e soprattutto posizioni diverse che nell'ambito del medesimo periodo temporale sono state occupate da singoli personaggi. Per quanto ci concerne, nell'udienza preliminare sostanzialmente non abbiamo avuto molto spazio per sottolineare questa circostanza, ma per quanto ci concerne, come difesa Cefis, e` nostra ferma intenzione provare, documentare, argomentare, circa la posizione che aveva il nostro assistito, circa le prerogative che gli competevano, circa quindi le condotte attive o omissive effettive, concrete che egli ha compiuto o che, meglio, nell'ambito omissivo evidentemente non ha compiuto, ma se e in quale misura era tenuto a compierle. Questo, ripeto, perche' in un processo come questo, in cui si prende uno spaccato di storia industriale di un determinato luogo geografico e dagli anni 70 ad oggi si mettono indifferentemente sul banco degli imputati tutti i personaggi di questa storia e sono tutti appiattiti, e` vero, nella prospettiva di un grande 113, di una quindi cooperazione colposa omnibus che rinchiuderebbe in questo schema giuridico ben definito tutte le condotte, pero` noi riteniamo, e ripeto e` solo la fase dibattimentale che ce lo puo` consentire compiutamente, noi riteniamo di dovere evidenziare la nostra posizione, di dovere dettagliatamente definire il ruolo del nostro assistito. Orbene, detto questo, non possiamo quindi fare a meno di ricordare che il dottor Cefis e` imputato in quanto ebbe la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Montedison dal 71 al 77, con l'aggiunta poi, anche, di essere stato Presidente dell'Eni, che aveva partecipazioni Montedison, dal gennaio 70 al novembre 71. Quindi sostanzialmente un arco temporale ci interessa come difesa Cefis che va tutt'al piu` dal 70 al 77, arco temporale quindi risalente ad oltre un ventennio fa, arco temporale nell'ambito del quale il dottor Cefis ha fatto Presidente del Consiglio di Amministrazione di una societa` che aveva circa 200 mila dipendenti, senz'altro piu` di 150 mila. Questa e` la quantita` della posizione Cefis. Per vedere poi la qualita` della posizione Cefis, e quindi per delineare e riteniamo opportuno gia` fin d'ora questo che sara` la linea maestra della nostra attivita` di difesa, non possiamo fare a meno di ricordare che e` vero che qui la contestazione e`, sia per il capo uno che per il capo due, di una cooperazione, di ipotesi dolose ancora rimaste nel capo due, ma sostanzialmente per quanto concerne le contestazioni di addebiti colposi dovrebbe essere il 113, la cooperazione fra tutti che ci lega insieme, questo e` vero, pero` poi nell'ambito del 113 ognuno dovra` rispondere di quello che ha fatto o di quello che doveva fare e non ha fatto nel momento in cui l'ha fatto o avrebbe dovuto farlo e certo non oltre questo periodo temporale. Quindi qui io mi ricordo che la scorsa udienza da parte di legali della parte civile abbiamo assistito addirittura alla lettura di norme antinfortunistiche, di prevenzione della malattia professionali portati dai decreti del 55, chiaramente non e` nostra intenzione leggere anche noi delle norme, perche' leggeremmo l'Art. 27 primo comma della Costituzione, leggeremmo l'Art. 1 del Codice Penale, leggeremmo l'Art. 157 del Codice Penale, leggeremmo un sacco di cose, ma nella sostanza, tanto per essere chiari fin dall'inizio e tanto per identificare la materia con la quale ci vogliamo confrontare, noi, supportati ahime` dal Codice Penale sostanziale e dall'ordinamento, riteniamo che tutte le condotte tenute dopo il 77 non ci interessano, perche' noi fino al 77 siamo stati li`, abbiamo fatto certe cose e su queste possiamo misurarci e su queste possiamo controbattere, quello che e` successo dopo non lo sappiamo, non ci puo` essere addebitato e vorrei dire, non mi si fraintenda, in termini strettamente giuridici non ce ne interessa, non ce ne possiamo interessare. Quindi quando ci vengono contestati dei reati che si sono perfezionati dopo il 77, che sono stati causati da condotte tenute dopo il 77, noi in relazione a queste ipotesi di reato non abbiamo nessuna voce in capitolo per interloquire. Ora, non e` che il 113 consente l'allungamento anche verso il futuro delle responsabilita` del cooperatore, consentira` l'allargamento nel presente sulla base delle tematiche emergenti. Quindi questo e` un punto di riferimento preciso. In questa prospettiva noi, oltre chiaramente a gia` fin d'ora indicare che faremo propria, per quanto ci puo` interessare, la documentazione comune, diciamo cosi`, alla produzione Montedison, abbiamo dei nostri documenti particolari dei quali chiediamo l'acquisizione, sono pochi documenti, signor Presidente e signori del Collegio, ricapitolati in una nota a produzione documentale che precede agli stessi. Si tratta di organigrammi di servizio, si tratta.. della Montedison, per valutare e vedere come questa era organizzata, se vi fossero delle deleghe e in che misura queste operassero e quindi quale era l'organigramma della societa`, tanto per potere cominciare a ragionare in termini di imputazione soggettiva di determinati risultati e non solo di imputazione oggettiva, come io ritengo fino ad oggi e` stato fatto. Produciamo poi, ed e` il nostro documento 7, che il Collegio trovera` nella nota di produzione, un verbale di riunione del sindacato Montedison del 21 novembre 69, sindacato fra azionisti di gestione della societa`, nell'ambito del quale si evidenzia che l'Eni partecipava al sindacato Montedison, e questa e` la ragione per cui a Cefis e` mossa imputazione anche per periodo precedente alla sua presa di carica presso la Montedison, infatti ricordavo prima, ed e` esplicito sul punto il capo di imputazione, Cefis e` imputato per l'anno 70-71 in quanto in quell'anno era Presidente di Eni e come tale aveva una partecipazione in Montedison. Orbene, nel periodo in questione l'Eni in effetti era nel sindacato della Montedison, ma peraltro fra i vari rappresentanti e responsabili da un punto di vista generale che l'Eni aveva non era Cefis, ma era l'ingegner Girotti, come risulta da questo documento, quello che si interessava delle questioni relative alla Montedison. Abbiamo poi un'ulteriore produzione che e`.. questo per il momento e` una sorta di cannocchiale, ma che poi diventera` un lenzuolo, che rappresenta l'organigramma generale della Montedison, vale a dire vi sono rappresentate tutte le divisioni, tutti gli stabilimenti, tutto quello che e` la struttura imprenditoriale della.. gli stabilimenti operativi della Montedison, Presidente della quale, si ricorda, era il dottor Cefis, ma con una articolazione che si estendeva in numerosissime dipendenze, divisioni, stabilimenti esistenti su tutto il territorio nazionale. Sulla base di questa documentazione che produciamo, articoliamo anche le nostre prove testimoniali, prove testimoniali cosi` come dedotte nella lista presentata ai sensi del 468 il 4 marzo 98 a questo Collegio. Sono tutta una serie di prove testimoniali delle quali si chiede l'ammissione che attengono sostanzialmente a 4 temi di prova, uno e` il tema di prova relativo a cosa facesse effettivamente da un punto di vista proprio di fatto, al di la` degli obblighi, ma che cosa realmente facesse e che cosa realmente sapesse e in quale misura il problema fosse a conoscenza su certe tematiche del Presidente della Montedison dottor Cefis. Di qui la richiesta di assumere come testi o come testi indagati di reato connesso tutti coloro che sono stati nel Consiglio di Amministrazione della Montedison negli anni dal 71 al 76, questo perche' signori, al di la` delle presunzioni che in linea di giudizio penale hanno quella presenza peregrina che giustamente devono avere, al di la` di accomunare per definizione ed accorpare le responsabilita` penali a carico di tutti, obiettivamente io credo che, pur con le difficolta` di un maxi processo come questo, ma chiaramente non l'abbiamo voluto noi, non l'ha voluto il dottor Cefis, bisogna individuare personalmente soggetto per soggetto, imputato per imputato, cosa realmente costui sapesse, che cosa realmente gli veniva detto, quindi che livello avesse di conoscenza di un determinato problema. Vi e` poi un altro settore di prova sulla quale abbiamo dedotto dei testi, che riguarda la conferma degli organigrammi e degli ordini di servizio che abbiamo prodotto come documenti, quindi sulla base della necessita` appunto di individuare ancora piu`, ancora meglio, ancora piu` da vicino, le prerogative e la esatta posizione rivestita dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della Montedison in quel periodo. Vi e` poi un'ulteriore tematica demandata alla prova testimoniale, relativa a circostanze di carattere storico, ossia agli interventi migliorativi operati nel periodo di presidenza Cefis, lo sviluppo dei rapporti tra la Regione Veneto e la Montedison, l'istituzione di una task-force per ridurre la concentrazione di CVM, i programmi di investimento che sono stati effettuati in quegli anni, i rilevamenti, gli addestramenti del personale, quindi una cronistoria di quello che, comunque sia, fermo restando questa nostra posizione soggettiva, comunque sia era fatto a livello generale, e poi soprattutto a livello locale per quanto concerne lo stabilimento di Porto Marghera. Vi e` poi un ulteriore articolato testimoniale relativo alle circostanze di concreta operativita` degli uffici in modo tale che possa essere chiarito anche al Collegio cosa significa un documento che porta la sigla di una persona anziche` di un'altra. In realta` il lavoro era un lavoro compiuto a piu` mani, un lavoro di gruppo, di linea, di staff, che veniva costruito passo a passo e poi portato alla firma o alla controfirma o alla sigla anche dei vertici, ma a seconda di una certa tempistica, di una certa cadenza, di una certa procedura amministrativa interna che veniva seguita. Questi sono i nostri testi di cui chiediamo l'ammissione. Abbiamo poi anche depositato, sempre nei termini del 468, una lista di consulenti tecnici propri della posizione Cefis, dei quali chiediamo l'ammissione e sono consulenti tecnici che noi riteniamo importanti perche' sono non solo relativi alla individuazione, a dei pareri tecnici da parte di esperti per quanto concerne la caratteristica degli impianti, le concentrazioni di gas, gli interventi operati, etc., ma anche abbiamo indicato come consulente tecnico il professor Adriano De Maio, che e` il rettore del Politecnico di Milano, proprio nella prospettiva di sentire un elevato parere tecnico per quello che concerne la struttura, la responsabilita` aziendale, le prerogative di un Presidente di Consiglio di Amministrazione negli anni 70, di un complesso industriale quale era il complesso della Montedison S.p.a.. Poi ancora un altro gruppo di consulenti tecnici, evito i nomi, sono tutti riprodotti nella lista depositata col 468, per quanto concerne le tematiche di carattere ambientale. Quindi una difesa, signori del Collegio, noi anticipiamo, mi sembra giusto ma anche doveroso anticiparlo in questa fase, che intende avvalersi si` delle risultanze di carattere tecnico generali di tutto il gruppo Montedison ed eventualmente anche delle altre risultanze dibattimentali per quanto concerne le eziologie, per quanto concerne i processi causali, quelle famose leggi scientifiche di riferimento cui il professor Stella faceva riferimento, ma anche e vorrei dire soprattutto una difesa particolare di questo individuo, di questo imputato, trattandosi di un processo che riguarda gli imputati e che non riguarda i gruppi aziendali, una difesa particolare di questo imputato, in modo tale che sia chiaro quello che ha fatto, fino a quando l'ha fatto, in modo tale che non venga oggettivamente accorpato in situazioni che da un punto di vista penalistico non gli possono essere addebitate. Questo per quanto concerne la nostra richiesta di prova, che si completa evidentemente col controesame dei testi dedotti dalle altre parti ed eventualmente degli indagati di reato connesso e degli altri imputati. Per quanto concerne viceversa le tematiche probatorie delle altre parti, sostanzialmente hanno gia` detto tutto i colleghi che mi hanno preceduto, sostanzialmente io manifestavo, questo era gia` stato detto stamattina e mi rendo conto che potrebbe quasi essere un fuor d'opera, pero` obiettivamente e` un tema che io sento il bisogno di manifestare al Tribunale, ora, nella misura in cui la tematica processuale ed in particolare modo il 495 numero 3 del Codice di Procedura Penale consente alle parti la facolta`, quindi il diritto di interloquire sui documenti avversari e pertanto di esaminarli, questa e` l'esatta disposizione normativa, evidentemente io manifesto una difficolta` a poter interloquire su produzioni in senso buono alluvionali e che peraltro non mi hanno visto, ma non ci hanno neanche visto nella possibilita` di vederli punto punto. Per cui lasciamo, come mi sembra e` stato gia` l'indirizzo peraltro espresso da questo Presidente, lasciamo la discrezionalita` del Tribunale nella valutazione documento per documento e carta per carta. Possiamo soltanto fare presente, fatta salva ogni eccezione, evidentemente, che sara` fatta nell'ambito del dibattimento, le tematiche che sono gia` state avanzate dai colleghi, ossia i documenti non dovrebbero riprodurre dei giudizi, qui francamente mi sembra che si producano consulenze tecniche, documentazione mediche, pareri; il documento dovrebbe riprodurre dei fatti oggettivi, il documento non dovrebbe essere un atto di parte reperibile, e mi sembra di avere visto e capito che ci sono anche rapporti, denunce, insomma sono tutte cose che il Tribunale valutera`, d'altronde il problema lo conosciamo tutti. Veramente, mi consenta signor Presidente, e` un, non dico un disagio, ma uno scrupolo di questa difesa, questo e` vero che e` un grosso processo, con tante carte, e se tutti facciamo cosi` non andiamo avanti, pero` e` anche vero che e` un processo che riguarda delle imputazioni nei confronti di persone che potevano essere giudicati singolarmente, quindi la regola processuale vale per tutti, quindi anche questa dovra` essere rispettata. Per il resto, fatte salve le eccezioni che si faranno volta volta, si richiamano ad abundantiam al Tribunale tutte quelle eccezioni e dubbi circa l'ammissione di documentazione che non rientra nei canoni della documentazione processualmente acquisibile, la ringrazio

 

AVVOCATO BIFFANI

 

Avvocato Biffani: co-difensore insieme all'Avvocato Giorgio Baldini di Giuseppe Medici. Questa difesa fa proprie preliminarmente le richieste di prova documentale e testimoniale che sono state avanzate dall'Avvocato Mucciarelli per conto dei propri assistiti, ma ritiene, al pari della difesa Cefis, di dover polarizzare l'attenzione del Tribunale sulla particolarita` di quella del proprio assistito. E` ovvio che, fermo l'interesse anche in questa difesa ad avere chiaro il quadro generale, su questo punto specifico, signor Presidente e signori del Tribunale, lei vedra` che anche noi abbiamo indicato nella lista testi dei testi chiamati a deporre su circostanze che sono state anche indicate dalla difesa di carattere generale che ha parlato in precedenza, pero`, dicevo, noi abbiamo viceversa interesse a trattare la posizione eminentemente soggettiva di Giuseppe Medici. Ed allora a riguardo e molto brevemente, perche' del resto se nulla si e` fatto e nulla si conosceva e` evidente che anche chi difende sara` costretto ad essere breve, io chiedo al Tribunale di acquisire esclusivamente, a prova del trasferimento di funzioni, l'organizzazione del gruppo Montedison nel periodo di interesse del mio assistito e in particolare l'ordine di servizio numero 2 del 20 gennaio del 1978. E` un ordine di servizio che, ad avviso di questa difesa, dimostra pacificamente il trasferimento di funzioni, dacche` da quest'ordine risulta che il Presidente aveva conservato presso di se' la possibilita` di controllo e supervisione soltanto dei seguenti settori, anch'essi affidati ovviamente a vari responsabili, stampa ed informazioni, ricerche e sviluppo, pianificazione e sviluppo, studi economici e strategici, rapporti con l'estero. La figura del professor Giuseppe Medici, del resto, e` la figura di un professore universitario che ha dedicato lungo tempo della propria esistenza alla politica e che e` divenuto Presidente del Consiglio di Amministrazione della Montedison nel luglio del 77 a termine di un cursus honorum che l'ha visto Ministro di diversi governi. E a dimostrazione che il trasferimento di funzioni fosse effettivo e reale, noi vi dimostreremo anche,con altri ordini di servizio, anch'essi diligentemente indicati nell'elenco di produzione documentale, che il professor Giuseppe Medici, benche` Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha di fatto lasciata inalterata la struttura operativa della societa` che aveva ereditato nella conduzione.

Quanto alla prova della non conoscenza da parte del Presidente del Consiglio di Amministrazione che mi onoro di difendere, io devo esclusivamente chiedere al Tribunale di ammettere a testimoni i consiglieri di amministrazione dal 1977, 14 luglio del 77, all'aprile del 1980. I relativi nomi sono indicati nella lista e a tutti questi testi noi vorremmo semplicemente rivolgere una domanda: se mai in quelle riunioni fu portato alla loro attenzione, e quindi anche a quella del Presidente, la problematica dello stabilimento di Porto Marghera e se mai in quel contesto si decise di soprassedere, per una qualsiasi ragione, ad interventi di spesa ritenuti necessari o pur solo opportuni.

Per quanto concerne le prove documentali di cui e` stata chiesta l'introduzione da parte della pubblica accusa, mi riporto a quelle che sono state le osservazioni dei colleghi che mi hanno preceduto e anch'io ritengo, seppure non interessato, per quanto ho detto, alla questione generale, che sia corretto avere un termine per potere interloquire sulle varie produzioni, grazie

 

AVVOCATO CARBONI

 

Avvocato Carboni: signor Presidente, parlero` brevemente illustrando le prove relative alle posizioni dei miei due assistiti, del dottor Gianluigi Diaz, che io difendo insieme al collega Avvocato Carlo Baccaredda Boy ed ingegner Alberto Burrai, insieme al collega Gianni Cesari, che gia` qui ha illustrato una parte della produzione probatoria. Si tratta di due personaggi che hanno ricoperto in due diversi momenti temporali diverse posizioni all'interno di societa` diverse, l'uno, il primo, il dottor Diaz, come dipendente della Montedison negli anni fine 70, primi anni 80 e l'ingegner Burrai invece ha ricoperto le proprie posizioni funzionali all'interno di Enichem nell'ultima parte della storia di questo processo. Le prove che abbiamo dedotto a difesa di questi nostri due assistiti, sono intanto collegate alla documentazione relativa alle posizioni da loro ricoperte, quindi produzioni di ordini di servizio, di circolari, di quant'altro possa illustrare la loro posizione in quel periodo. Per quanto riguarda il dottor Diaz, la precisazione va fatta in ordine al primo periodo della sua attivita`, nell'ambito della quale certamente non ha avuto modo di occuparsi delle materie che poi si suppongono causa delle malattie professionali, giacche` si e` occupato di gestione delle materie plastiche, ma con.. riferimento al settore delle materie plastiche, ma con riferimento della loro commercializzazione e non all'aspetto tecnico della loro produzione. E` stato d'altra parte soltanto un anno amministratore delegato della Montepolimeri e dopo di che e` uscito di scena, alla fine del 1981. Per quanto riguarda l'ingegner Burrai, io mi rifaccio anzitutto a quello che ha detto il collega Cesari molto bene questa mattina, con riferimento anche qui alla prima parte della sua attivita` lavorativa all'interno del gruppo Enichem. Debbo dire che concordo pienamente con quanto il responsabile civile di Enichem, professor Schlesinger, ha detto in ordine ai rapporti tra Riveda e societa` del gruppo Montedison, ma devo anche aggiungere che per quanto riguarda la posizione dell'ingegner Burrai tutto questo non ha una grande influenza, addirittura non ne ha alcuna, giacche` l'ingegner Burrai in quel periodo ricopriva degli altri incarichi all'interno di Enichem, che niente avevano a che fare, come bene ha detto Cesari, con la lavorazione di queste sostanze.

Non posso non riferirmi peraltro ad un aspetto piu` sostanziale di questo processo, che e` il tentativo che questa difesa fara` per dimostrare l'insussistenza di tutti gli estremi di reato, di tutte le contestazioni che sono state contestate sia al dottor Diaz, come all'ingegner Burrai. Con riferimento alla posizione di quest'ultimo devo dire che ho veramente ammirato la relazione introduttiva del professor Stella che ha con acutezza posto, diciamo, il dito sull'aspetto decisivo perche' si possa contestare alcunche` ai dipendenti e ai personaggi Enichem con riferimento all'ultima gestione del Petrolchimico di Marghera. Da par suo il professor Stella ha fatto rilevare come per quelle posizioni e quindi per quanto riguarda la posizione dell'ingegner Burrai, ecco,non si sia data la dimostrazione della efficienza causale della attivita` svolta in quel periodo, anzi, vi e` la possibilita` di provare come la concausalita` che in qualche misura ci puo` essere contestata per la mera presenza obiettiva in quelle posizioni, viene certamente scalzata e quindi un limite alla applicazione della conditio sine qua non, da quella famosa tesi che permette di non applicare questa teoria e quindi questa norma, l'Art. 41 primo comma, quando mentalmente si possa cancellare la concausa a cui si fa riferimento, senza che ci sia una possibilita` di dire qualcosa, di incidere da un punto di vista eziologico sul risultato. Io ritengo che questa sia la nostra posizione perche' si tratta di malattie professionali che sono sorte, che si sono originate in epoca lontanissima. Concordo col professor Stella quando afferma che soltanto con riferimento a talune malattie professionali, anzi, all'unica malattia professionale che e` quella tipica della lavorazione del CVM, si possa collegare ed individuare un rapporto eziologico che, diciamo, ineluttabilmente avrebbe comportato, cosi` come ha comportato, la manifestazione di queste forme patologiche. Poi abbiamo, di comune accordo con la documentazione presentata dal collegio Enichem, abbiamo depositato una serie di documenti che sono attinenti soprattutto alla sussistenza del rapporto causale e soprattutto alla sussistenza di elementi di natura tecnica che non permettono di potere individuare, con riferimento al capo due, la responsabilita` in ordine alla causazione dei reati ambientali. Con riferimento alla posizione del dottor Diaz, io ritengo che la nostra posizione sia egualmente orientata, perche' tutto sommato poi alla fine i tempi e i modi con cui si sono svolte queste attivita` consentono che anche per un periodo precedente si possa fare riferimento agli elementi di cui ho parlato prima in ordine alla sussistenza del rapporto di causalita`, alla limitazione della consapevolezza, perche' evidentemente una indagine precisa bisognera` che venga fatta in ordine a questo elemento caratterizzante dell'aspetto psicologico del reato, tutto questo comprovera` anche per i primi anni 80 e gli ultimi anni 70, l'assenza di responsabilita` a carico anche del dottor Diaz, sia con riferimento all'aspetto oggettivo che a quello soggettivo. Noi confidiamo di potervi dimostrare che non sussistono i reati che ci sono stati contestati, che non sussiste il 437, perche' dalla mole della documentazione che vi e` stata prodotta avrete modo di constatare come certamente non potra` che venire meno il dolo di questo reato, perche' sia Montedison che Enichem si sono attivati in maniera continua per l'eliminazione di quei rischi che potevano essere collegati alla lavorazione di queste materie, che non puo` sussistere il delitto di strage colposa e neppure anche quello di disastro colposo, per una serie di carenze di elementi e di presupposti di natura ontologica e di natura oggettiva. Riteniamo, alla fine, di potere dimostrare la completa mancanza di responsabilita` dei nostri assistiti. Chiediamo il controinterrogatorio dei testi che sono stati citati dalle altre parti. Gia` da adesso diamo la disponibilita' dei nostri due assistiti per rendere l'interrogatorio. Riteniamo di potere confidare tranquillamente nella ammissione della lista testimoniale cosi` come e` stata presentata, sia con riferimento all'aspetto dei testimoni veri e propri, come di quello relativo ai consulenti tecnici

 

AVVOCATO GIARDA

 

Avvocato Giarda: signor Presidente e signori del Tribunale, difendo D'Arminio Monforte Giovanni, Calvi Renato e Fedato Luciano. Innanzitutto chiedo che l'illustrissimo Tribunale voglia ammettere i testimoni e i consulenti tecnici cosi` come sono stati precisati nelle rispettive liste presentate ritualmente a codesto Tribunale. Se il Tribunale me lo consente evito di ripetere oralmente il contenuto di quelle richieste, perche' sono scritte con sufficiente analiticita`. Per quanto riguarda le prove indotte dalle altre parti, la difesa di Calvi, D'Arminio Monforte e Fedato chiede di essere ammessa, ma e` un diritto ovviamente gia` insito nel ruolo di ciascun imputato, al controesame di tutti i testi che sono stati indotti dal Pubblico Ministero, dalle parti civili e dai coimputati, nonche` il controesame, se e in quanto sara` fatto, degli imputati. Faccio mie le riserve gia` avanzate dai colleghi in ordine alla natura e alla qualita` dei documenti prodotti, chiedendo alla sensibilita` del Tribunale che siano estromessi quegli atti che documenti non sono perche' contengono o valutazioni o dichiarazioni di scienza che dovrebbero essere viceversa effettuati durante l'istruttoria dibattimentale, nelle garanzie del contraddittorio e della oralita`. Per quanto riguarda la produzione documentale, essa si divide, come e` gia` stato detto, in due parti: vi e` una parte di carattere generale che ha illustrato l'Avvocato Mucciarelli per tutti e che tutti abbiamo sottoscritto come nostra, di conseguenza su quella parte non posso che ribadire quanto e` stato detto dall'Avvocato Mucciarelli. Mi preme peraltro, signori del Tribunale, aprire una breve parentesi, che non vuole suonare polemica nei confronti del signor Pubblico Ministero, ma che e` importante il Tribunale conosca perche' da` la misura di alcuni passaggi dell'esposizione introduttiva del Pubblico Ministero che a noi sono parsi un po' troppo settoriali e parziali, quasi che davvero il processo penale di parti non miri all'accertamento della verita`, ma miri, come aveva scritto il legislatore nel 1988, al solo accertamento dei fatti secondo le regole un po' _tralatizie, un po' trasandate, secondo me, della teoria della giustizia penale come gioco, quindi della teoria sportiva della giustizia penale. Noi abbiamo invece ritenuto che forse la giustizia penale debba tendere all'accertamento della verita` e non all'accertamento di una parte della verita`, e quindi abbiamo il dovere di spiegare all'illustrissimo Tribunale perche' e il significato soprattutto dei documenti che figurano alla lettera B dell'elenco dei documenti di carattere generale. Sono documenti, signori del Tribunale, particolarmente importanti per la difesa e sono ben 218 documenti, perche' sottolineiamo l'importanza di questa documentazione? Sottolineiamo l'importanza di questa documentazione perche' durante la fase finale della udienza preliminare, a nome di tutti, ma formalmente nell'interesse dell'ingegner Fedato, il difensore dell'ingegner Fedato, anche a nome di chi sta parlando, chiese che una certa documentazione della quale noi conoscevamo l'esistenza, che non era stata messa a disposizione, fosse depositata al fine di consentire alle difese la sua utilizzazione. Il signor Pubblico Ministero, con un provvedimento che era stato molto tempestivo, esattamente pochi giorni dopo questa istanza, dichiarava la immediata restituzione all'avente diritto delle cose sequestrate di cui all'allegato presente decreto, sottolineando come non fosse necessario ai fini delle indagini espletate mantenere sotto sequestro quanto in allegato. Per capire il significato della posizione del Pubblico Ministero, che noi rispettiamo come abbiamo sempre rispettato, ma che e` importante conoscere soprattutto per capire il significato di grande novita` ai fini del decidere che ha questa documentazione che noi presentiamo, dobbiamo riandare a pagina 43 dell'udienza del 16 settembre 1997, nella quale il signor Pubblico Ministero spiega il significato del suo atto di dissequestro, in qualche misura rimproverando, tra virgolette, la difesa che si era accorta, secondo il Pubblico Ministero, tardi della esistenza di questa montagna di documenti sequestrati, sottolineava comunque che secondo in Pubblico Ministero era indifferente nell'economia della vicenda mantenere il sequestro, rilevando che le carte citate non erano ritenute dal Pubblico Ministero, con valutazione propria, utili in nessuna maniera in relazione alle indagini in un senso ne' nell'altro, ritenendole carte neutre. Signori del Tribunale, queste carte neutre ritenute dal Pubblico Ministero erano ben 218 documenti dai quali risultava la qualita` e l'ammontare di tutte le commesse che erano state predisposte ed eseguite nell'arco di tempo che va dal 1972-73 in avanti, non al fine di fare delle operazioni di pura esercitazione scolastica, ma perche' da quel momento in poi i primi risultati del professor Maltoni avevano indotto immediatamente le strutture operative della Montedison ad intervenire. Allora ci sembra che questa parte della documentazione abbia una rilevanza capitale per la nostra difesa e ci sembra che in qualche misura questa serva per bilanciare nel senso di un accertamento oggettivo e tendente davvero alla verita` e non secondo lo schema del processo penale di parti, che mira ad accertare i fatti qualunque essi siano perche' si rispecchiano i ruoli, mira a dimostrare come non sia vero quello che figura nella esposizione introduttiva che un po' cinicamente non si e` fatto nulla per intervenire su questo argomento. Ci sia consentita questa sottolineatura, signor Presidente, non per polemizzare inutilmente nei confronti della persona del Pubblico Ministero,che abbiamo sempre rispettato, ma solo per dire che i ruoli devono essere integrati, altrimenti si corre il rischio di fare un accertamento unidirezionale. Detto questo sul piano strettamente generale, produco altresi' per la posizione personale dei miei tre assistiti una serie di documenti che sostanzialmente si risolvono in altrettanti ordini di servizio, non tanto per la delimitazione dei limiti temporali entro i quali hanno svolto le loro funzioni, perche' da questo punto di vista la ricostruzione fatta nel decreto che dispone il giudizio risponde alla realta` cronologica dei fatti, quanto per indicare il tipo di attivita` e di poteri che avevano sia l'ingegner Calvi che l'ingegner D'Arminio Monforte che l'ingegner Fedato. Per quanto riguarda in particolare l'ingegner Calvi,oltre ad una serie di ordini di servizio, che vanno dal primo ordine di servizio in cui fu nominato responsabile e vice Presidente della divisione, fino al momento in cui lascio` il primo settembre 1980 per ragioni di eta` qualunque tipo di rapporto con il gruppo Montedison, vi sono poi delle lettere relative all'esercizio dei poteri. Vi sono poi delle procure, cosi` come erano state conferite a lui per l'esercizio dei suoi poteri all'interno del gruppo e vi sono poi due documenti in senso stretto che concernono da un lato le indicazioni che erano venute da una organizzazione americana in ordine all'attenzione che si doveva avere in relazione all'uso del CVM ed infine un giornale degli igienisti industriali del 94-95, che fa una sintesi dello stato del.. in relazione a questa particolare materia, questo per quanto riguarda l'ingegnere Calvi.

Per quanto riguarda l'ingegner D'Arminio Monforte sono tutti ordini di servizio che noi abbiamo messo in ordine imputato per imputato, soprattutto per essere di aiuto, per quel poco che possiamo essere, ad organizzare le carte per l'illustrissimo Tribunale; sono ovviamente tutte carte che faranno parte della grande massa delle carte del Pubblico Ministero, ma era solo per organizzare con un minimo di aiuto al Tribunale. Per quanto riguarda l'ingegner Fedato, oltre ad avere indicato gli ordini di servizio che indicano l'inizio e la fine della sua attivita` all'interno della struttura della Montepolimeri, perche' l'ingegner Fedato da questa dipendeva, abbiamo anche aggiunto un estratto di un testo consegnato nell'ottobre 75 alla regione Veneto, una procura di conferimento di poteri da parte del Presidente Schimberni, una nota sul cloruro di vinile che era stata emanata dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 962 dell'82 ed infine un recente estratto di intervento sulla chimica tra ambiente, ricerca e sviluppo. Interessante dal punto di vista della posizione dell'ingegner Fedato, abbiamo riprodotto anche una convenzione alla quale ha gia` fatto riferimento nel suo intervento il professor Schlesinger, per una altra prospettiva. La prospettiva che interessa la posizione dell'ingegner Fedato e` di questo genere: vi e` una convenzione per la somministrazione di utilities, prestazione di servizi ausiliari e gli impianti ai servizi generali intervenuta tra Montedipe e Montepolimeri. Essendo l'ingegner Fedato direttamente collegato a Montepolimeri, con questa convenzione noi intendiamo identificare in che misura l'ingegner Fedato aveva mantenuto o non aveva mantenuto un collegamento in relazione alla situazione sicurezza degli impianti CVM dell'impianto di Porto Marghera,che secondo il nostro punto di vista spettava alla Montedipe e non alla Montepolimeri, della quale l'ingegner Fedato era il responsabile diretto. Tutti questi documenti insieme agli altri tendono a dimostrare da un lato, ma questo e` un discorso di carattere generale, che probabilmente in molti casi il fatto non sussiste, ma soprattutto sono diretti a dimostrare, signori del Tribunale, che le valutazioni dell'elemento soggettivo e della colpa sia nella forma specifica che nella forma generica andavano rapportate allo stato del.. e in progressione rispetto a una consapevolezza che stava diventando sempre maggiore in quegli anni, fino alla determinazione di un valore normativo che e` solo del 1982. Questo e` il quadro del nostro sforzo, che abbiamo fatto per essere di aiuto all'accertamento della verita`, ringrazio

 

Presidente: l'esame degli imputati?

 

Avvocato Giarda: signor Presidente, questo e` un aspetto sul quale volevo solamente dire..

 

Presidente: si puo` riservare

 

Avvocato Giarda: certo, ci riserviamo ma per una ragione, perche' siccome e` una scelta personalissima, non possiamo farla noi come difensori, la faranno gli imputati al momento opportuno, grazie

 

AVVOCATO CAGNOLA

 

Avvocato Cagnola: per il dottor Mario Lupo e per l'ingegner Piergiorgio Gatti. Naturalmente io non ho nulla da aggiungere per quanto riguarda la parte generale sviluppata dall'Avvocato Mucciarelli, sia per quanto riguarda le liste testimoniali, sia per quanto riguarda le produzioni documentali della Montedison, come avra` avuto modo di vedere anche le liste testimoniali depositate nell'interesse del dottor Lupo e dell'ingegner Gatti attengono a circostanze di fatto che sono gia` state ampiamente illustrate dall'Avvocato Mucciarelli.

Alla produzione documentale comune a tutti i difensori del gruppo Montedison io faccio seguito con la produzione di alcuni documenti relativi alla posizione personale tanto dell'ingegner Gatti quanto del dottor Lupo. Sono questi documenti che mi soffermo ad illustrare brevemente, naturalmente: per quanto riguarda il dottor Lupo io produco tutta una serie di ordini di servizio che hanno la funzione di dimostrare chiaramente quali fossero i compiti da lui rivestiti all'interno della divisione personale e lavoro, successivamente denominata personale e organizzazione.

Per quanto riguarda poi l'ingegner Gatti, invece, gli ordini di servizio hanno una finalita` dimostrativa di carattere temporale, l'ingegner Gatti, infatti, dal gennaio del 1973 e` cessato dalla carica di direttore generale della divisione Petrolchimico e non ricoprira` piu` nessuna funzione nell'ambito della divisione Petrolchimica, ritornando poi come amministratore delegato solo successivamente, nel 1977. Si tratta di documentazione, signor Presidente, estratta in buona parte anche dal fascicolo del Pubblico Ministero e che conferma le date temporali indicate nel decreto che dispone il giudizio in relazione all'assunzione e alla cessazione di ciascuna di queste cariche. Chiedo inoltre, oltre all'esame dei testimoni sulle circostanze gia` indicate nella lista, il controesame, anche se e` automatico, dei testi del Pubblico Ministero; chiedo l'esame dei miei assistiti e chiedo il controesame degli altri imputati. Comunque, per comodita`, io ho riportato tutte queste mie richieste sulla nota scritta che produco, grazie

 

AVVOCATO BACCAREDDA BOY

 

Avvocato Baccaredda Boy: per Diaz, ha gia` detto il professor Carboni della posizione del dottor Diaz; io nel limitarmi a chiedere che vengano naturalmente sentiti i testi e i consulenti di cui alle liste e nel chiedere l'esame dell'imputato e nel chiedere l'acquisizione della documentazione comune prodotta dall'avvocato Mucciarelli, devo invece produrre la documentazione soggettiva del dottor Diaz, che si riferisce agli ordini di servizio e agli schemi organizzativi di Montedison che meglio individuano soggettivamente questa posizione, quindi li produco

 

AVVOCATO BENEDINI

 

Avvocato Benedini: difensore di Reichenbach e Sebastiani, per la verita` di Sebastiani unitamente all'Avvocato Panagia. Per quanto concerne le prove richieste dalle altre parti, non vi sono questioni in questo momento da porre, per quello che riguarda i testi, voglio dire, e perche' sulla loro superfluita` eventuale ci si puo` pronunciare anche nel corso del dibattimento cosi` come lo richiede il Codice e forse in termini di economia processuale e` meglio procedere cosi`. Per quello che riguarda le carte per le ragioni che hanno gia` detto numerosi miei colleghi in precedenza anche e con le raccomandazioni a cui io mi unisco, che ha fatto il professor Giarda, di vedere un po', anche per nostro conto, quali eventualmente possono essere le documentazioni che siano da ritenere inammissibili o inutilizzabili, questo dicevo per quanto riguarda le prove richieste altrui. Per quanto riguarda le prove richieste da me per entrambi i miei assistiti, mi rifaccio naturalmente alla lista testimoniale e alla lista dei consulenti e naturalmente faccio presente che pure io ho sottoscritto quella voluminosa nota di allegazione a cui gia` ha fatto cenno l'Avvocato Francesco Mucciarelli. Sempre per quanto riguarda le allegazioni, tuttavia, voglio fare.. mi e` doveroso fare una aggiunta, che non riguarda soltanto la posizione dei miei assistiti, ma probabilmente riguarda gli interessi di altre difese: nel corso della ricerca probatoria iniziata in questo senso, per quanto sto dicendo qui, nel febbraio, il 20 febbraio del 1998, quindi prima ancora delle incombenze ai sensi del 468, avevo fatto una richiesta alla provincia di Venezia, settore ecologia ed ambiente, esattamente al servizio ecologia, di tutta quanta la documentazione in materia di rifiuti e per emissioni varie, relative alle societa` Montedison, Ausimont, Fertimont, Montedipe, Montepolimeri, Montefibre, soprattutto per quanto concerne il rapporto fra queste aziende e le richieste di concessioni e di autorizzazioni alle eventuali attivita` di smaltimento di ogni natura. Mi e` stato risposto in data 20 maggio 98, per la verita` vi fu una interlocuzione molto cortese, questo mi e` d'obbligo dirlo, che parte di questa documentazione richiesta, solo parte, altra l'ho ottenuta, ma parte di questa documentazione richiesta era sottoposta a sequestro dell'autorita` giudiziaria penale. Non so di quale autorita` giudiziaria penale si tratti e dovrebbe essere sicuramente veneziana, non so se appartenga alla Procura Circondariale o alla Procura del Tribunale, in questo senso quindi faccio una riserva, su questa documentazione che non ho potuto ottenere, di farne, se del caso, se e quando sara` possibile, un'allegazione in tempi processuali successivi.

Le allegazioni che vado a proporre al Tribunale riguardano appunto Sebastiani e Reichenbach, come dicevo. Per quanto riguarda Sebastiani, non le sto nemmeno a illustrare, do` l'indicazione, si tratta di tre ordini di servizio, due dei quali danno l'esito dell'inizio e della cessazione della attivita` di Sebastiani nell'ambito Montedison, il primo e` il 16 luglio 70, l'ultimo e` il 29 gennaio 73, perche' Sebastiani fu direttore dello stabilimento Petrolchimico, in realta`, per due anni e mezzo, dal 70 al 73. Quel documento che ci metto in mezzo e` un ordine di servizio del 72 che da` una indicazione della distribuzione delle funzioni e dei ruoli e delle responsabilita` nell'ambito dell'azienda tutta Montedison e dello stabilimento Petrolchimico in particolare. Certo, lo dico qui con estrema sintesi, quello che sicuramente sara` provato nell'ambito di questo processo e non solo e certo e tanto attraverso questi documenti e` in linea soggettiva il fatto che l'ingegner Sebastiani non fosse, ne' potesse essere in quell'arco di tempo che l'ha visto responsabile dello stabilimento, nemmeno coinvolgibile a livello conoscitivo di un problema che ancora non era stato posto ed e` esattamente quello del cloruro di vinile monomero. Ugualmente dicasi in una misura diversa e per gli aspetti soprattutto normativi per quanto concerne i reati, cioe` le responsabilita`, per cosi` dire, di tipo ambientale che a quell'epoca avevano un ordinamento, una visualizzazione normativa affatto diversa da quella emanata successivamente e per la quale in via di fatto sicuramente, ma poi anche in via di diritto, il Pubblico Ministero attuale, di questo processo, ha istruito la causa.

Per quanto riguarda invece il dottor Reichenbach, che ha coperto incarichi in ambito Montedison dal maggio 73 fino al 1985, ho una ben maggiore lista di documenti che tuttavia sono sempre e comunque ordini di servizio, e questo a indicazione di quello che e` stato il suo iter, il suo viaggio nell'ambito delle funzioni e dei ruoli nella azienda. C'e` un filo conduttore, e qui mi fermo naturalmente, per quanto riguarda Reichenbach che contrassegna il fatto che la sua responsabilita` fosse destinata ai reparti produzione e a quei reparti di produzione che non coinvolgevano la produzione del monocloruro di vinile o del polivinile cloruro. Io ho esaurito i miei temi e per quanto riguarda l'esame dei miei assistiti c'e` una riserva espressa in questo momento

 

AVVOCATO ROSSI GALANTE

 

Avvocato Rossi Galante: in sostituzione dell'avvocato Pensa, come da delega che ho depositato al Cancelliere, in difesa dell'imputato Gritti. Telegraficamente perche' gli argomenti comuni sono stati gia` sviluppati dall'Avvocato Mucciarelli, anche per quanto attiene alla produzione documentale, che pure la difesa Gritti ha sottoscritto e quindi fa propria. Telegraficamente dicevo, perche' per quanto attiene alla lista dei testimoni e alla richiesta di sentire i consulenti appunto sia stati sufficientemente specifici nel momento in cui si e` depositata la lista ex Art. 468, quindi oggi, in aggiunta e ribadendo queste richieste, devo semplicemente chiedere al Tribunale di ammettere quali documenti semplicemente tre documenti che sono ordini di servizio ed uno schema di un organigramma aziendale di Montefibre, oltre a chiedere l'esame dell'imputato.

La prospettiva della difesa Gritti, oltre ai temi generali che appunto sono stati gia` specificati dall'Avvocato Mucciarelli, sono simili, per non dire identici quanto ai temi, a quelli gia` sviluppati dal professor Lanzi per la posizione Cefis, ai quali mi riporto, posto che anche l'imputato Gritti ha ricoperto una carica, in particolare la carica prima di amministratore delegato e poi di Presidente di Montefibre, per un periodo temporale limitato e molto risalente, nello specifico dalla primavera del 72 alla primavera del 75. Quindi i temi che la difesa andra` a sviluppare sono analoghi e a quelli mi riporto

 

AVVOCATO PANAGIA

 

Avvocato Panagia: difendo Sebastiani. Mi associo a quanto il mio collega ha teste` detto e mi permetto di formulare solo una riserva in relazione appunto alla prova documentale, che e` necessario esaminare anche da parte della difesa. Questa facolta` di esame dei documenti per le posizioni che sono caratterizzate da una situazione di garanzia scandita temporalmente diventa un quid essenziale perche' in buona sostanza focalizza gli obblighi di garanzia e li distingue. Quindi io mi permetto di sottolineare che sulla domanda.. dice l'Art. 495 terzo comma: le parti hanno facolta` su domanda di esaminare i documenti di cui e` chiesta l'ammissione. Ora, io desidero ribadire che, concordando con quanto e` stato detto dagli altri colleghi, tuttavia il silenzio sulla ammissibilita` dei documenti hic et nunc io formulo, non e` assolutamente un silenzio che vale quiescenza, quindi mi riservo anch'io di controdedurre sulla ammissibilita` della documentazione, grazie

 

AVVOCATO DEL LUCA

 

Avvocato De Luca: difesa Schimberni, sinteticamente una indicazione dei temi di prova per potere quindi procedere alla richiesta di ammissione dei mezzi di prova. Intanto questa difesa ha comunque interesse a conoscere l'effettiva sussistenza o meno di possibili pericoli per la salute connessa alla lavorazione del CVM, PVC e del dicloretano, la loro eventuale natura, il tipo di patologie eventualmente correlabili a siffatta lavorazione, la sussistenza o meno di siffatte patologie e di un nesso di causalita` tra l'effettiva lavorazione di tali sostanze e le patologie che fosse dato riscontrare dall'esame di quelle lamentate da ciascuno dei lavoratori. Quindi, ancora, l'effettivo stato degli impianti, gli interventi effettuati sugli stessi, l'effettivita` delle condizioni e situazioni realmente connesse all'ambiente e alla sicurezza. Cio` accertato con specifico riferimento alla societa` Montefibre e Montedison. Si ha comunque interesse a conoscere se in siffatte societa` si venne effettivamente a conoscenza dei pericoli eventualmente connessi alla lavorazione del CVM, PVC e del dicloretano, se appunto siffatti pericoli siano stati segnalati, in quale momento temporale la stessa consapevolezza sia stata semmai acquisita ed in capo a quali soggetti. Quali iniziative siano state intraprese, quando gli eventuali problemi siano stati superati o siano comunque stati giudicati risolti dai tecnici. Tanto premesso, con piu` specifico ed espresso riferimento a ciascuna delle qualita` e dei periodi che paiono imputati al dottor Mario Schimberni, si intende comunque dimostrare, quanto a Montefibre, gli impianti di Montefibre, lo ha ricordato anche il signor Pubblico Ministero nella sua relazione introduttiva, gli impianti di produzione che trattavano il CVM hanno definitivamente cessato la produzione nel maggio del 77. Cio` che esclude finanche la stessa possibile astratta rilevanza della qualifica ricoperta quale vice Presidente della societa` dal dottor Mario Schimberni, qualita` assunta infatti e propria a far tempo dal maggio 77, allorquando cioe` gli impianti erano gia` stati definitivamente formalmente chiusi. Esclusa pure resta la possibilita` di rilevanza della qualifica di Presidente della societa` Montefibre, posto che gli impianti non rientravano comunque nella contitolarita` di competenza e responsabilita` del Presidente, come risultera` chiaramente anche dai documenti di cui mi appresto a chiedere l'ammissione. Con riferimento quindi alla societa` Montedison, intanto al dottor Mario Schimberni e` contestata la qualita` di vice Presidente con delega per finanza e controllo personale ed affari legali dall'aprile 77 al dicembre 87; ora, come e` dato di accertare dalla lettura gia` dei documenti di cui sto per chiedere l'ammissione, ovverosia dai verbali dei Consigli di Amministrazioni e dagli ordini di servizio, siffatta qualifica e` del tutto e certamente rilevante anche finanche ai fini della stessa astratta possibilita` di rilevanza dei fatti pure contestati. Salvo infatti a volere rendersi irrispettosi dell'irrinunciabile principio in forza del quale e` sempre necessaria la sussistenza di una correlazione tra poteri e doveri, resta indubbio ed indubitabile che la qualifica in oggetto non puo` neppure astrattamente ingenerare il sospetto di ipotesi di responsabilita` perche' definitivamente estranea ai fatti per cui e` processo. Infine al dottor Mario Schimberni e` pure contestata la qualifica di Presidente di Montedison dall'aprile 80 al dicembre 87. Intanto, come gia` ricordato, con il 30 dicembre 1980 gli impianti cessano di essere di proprieta` di Montedison. Ne deriva ovviamente l'irrilevanza di tutto il periodo successivo, dall'81 all'87, allorquando gli impianti sono gia` definitivamente ceduti alle societa` Montedipe e Montepolimeri. Peraltro ed ancora si osserva fin d'ora che la chimica primaria non faceva comunque capo al Presidente, che pure, per organizzazione sociale di gruppo imposto dalle stesse dimensioni e della societa` e del gruppo, non era neppure destinatario della normativa ambientale, ne' avrebbe comunque potuto essere considerato tale, posto che non solo parliamo di una societa` che aveva dimensioni e fatturati noti, ma stiamo parlando, lo premettiamo da ora, di una conglomerata, conglomerata che per sua natura e definizione impone una struttura in cui ciascuna delle sue societa` sia dotata di una autonomia non solo giuridica e formale, ma anche operativa e funzionale, senza nessuna forma di interferenza o di ingerenza. Chiediamo pertanto l'ammissione di queste prove: intanto ci riserviamo la richiesta di perizia, che probabilmente si rendera` necessaria per entrambi i due filoni di cui al capo di imputazione, posto che con tutta probabilita` ci accingiamo a verificare una grossissima divergenza di opinioni tra quelle che saranno qui espresse dai consulenti. Chiediamo quindi l'ammissione dei documenti che abbiamo riepilogato in un elenco che produciamo, si tratta di tutti i verbali di Consiglio e gli ordini di servizio da cui constano i momenti di assunzione delle qualifiche ricoperte dal dottor Mario Schimberni, i momenti di cessazione e i poteri che erano stati attribuiti al dottor Mario Schimberni per l'adempimento di queste sue qualita`. Chiediamo inoltre l'ammissione del bilancio di Montedison del 1980, con la relazione del Consiglio di Amministrazione. Chiediamo, senza produrre, perche' sono gia` stati prodotti dalla difesa del responsabile civile, i contratti di conferimento e le perizie a Montedipe e Montepolimeri del 30-12-1980. L'ammissione dei documenti di cui alla nota sottoscritta congiuntamente da tutti i difensori ed illustrata dall'Avvocato Francesco Mucciarelli. L'ammissione dei testi e dei consulenti di cui alla lista che a suo tempo abbiamo ritualmente depositato, anticipando sin d'ora anche la richiesta di un perito interprete, posto che tra i nostri consulenti ve n'e` uno che e` di madrelingua inglese. Infine chiediamo l'esame degli imputati, dello stesso dottor Mario Schimberni, di Patron, Belloni, Pisani, Gritti, Bartalini, Medici, Diaz, Gaiba, Presotto, Morrione, Porta, Gatti e Cefis

 

Presidente: una precisazione solo da parte delle difese, vi sono state delle difese di parte civile che hanno presentato delle relazioni tecniche da loro controfirmate e le hanno presentate come memorie difensive, un chiarimento: queste memorie, chiamiamole cosi`, difensive, prescindono quindi dalla audizione del consulente che le ha redatte oppure no?

 

Avvocato Partesotti: no signor Presidente

 

Presidente: e allora non sono memorie

 

Avvocato Partesotti: sono memorie tecniche

 

Presidente: ma questa era una precisazione per qualificare l'atto e per vederne la tempestivita` del deposito o meno, semplicemente questo, senza aprire discussioni, era semplicemente una precisazione che il Tribunale aveva l'esigenza di avere

 

Avvocato Scatturin: se vuole che precisi Presidente, si tratta di una memoria che ho depositata io e che ho firmato io poi, insieme con i consulenti

 

Presidente: ma io ho chiesto un'altra cosa, se lei, allora, non sentira` il consulente oppure se lei lo sentira`

 

Avvocato Scatturin: lo sentiremo il consulente

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: io volevo semplicemente telegraficamente obiettare alle osservazioni fatte dal collega, volevo obiettare che ovviamente la nostra indicazione di testi a controprova e` sulle circostanze dedotte a prova dalle difese degli imputati, quindi non puo` essere paragonata ad un modo surrettizio di presentare una lista testi. A maggiore ragione questo vale per i consulenti tecnici, che saranno sentiti dopo avere sentito i consulenti tecnici..

 

AVVOCATO SCATTURIN

 

Avvocato Scatturin: a integrazione di questo discorso dell'Avvocato Battain, devo dire che la controprova che abbiamo chiesto noi e` legata ai capitoli di prova che abbiamo depositato in termine, cioe` non e` una controprova nuova, diciamo, e` legata alle circostanze che noi abbiamo capitolato e depositato nel termine

 

Presidente: va bene, d'accordo. Vi ringrazio delle precisazioni

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: due precisazioni molto rapide, vi sono due opposizioni a indicazioni testimoniali da parte di alcuni difensori della difesa, tra cui la difesa di Schimberni e l'accenno che ha fatto anche l'Avvocato Stella, che sono stati citati come testi dei consulenti del Pubblico Ministero. C'e` una ovvia opposizione a sentire come testi i consulenti del Pubblico Ministero, tra l'altro sulle consulenze tecniche

 

Presidente: e` reciproca

 

Pubblico Ministero: l'indicazione per l'ingegner Messineo non e` mai stato citato come teste in quanto consulente, riguarda un caso specifico che la posizione dell'ingegner Pisani, che e` imputato di simulazione di reato..

 

Presidente: era stato chiarito questo Pubblico Ministero, forse lei era un attimo assente

 

Pubblico Ministero: c'e` l'opposizione inoltre sulle acquisizioni delle lettere al Pubblico Ministero da parte dei suoi consulenti, perche' non possono essere acquisite, le ha chieste l'Avvocato Stella, _Pirastu, Comba e Chellini, sono state chieste, sono dei consulenti tecnici, sono citati, non c'e` nessun motivo per chiedere parte delle consulenze del Pubblico Ministero in questa sede prima delle audizioni dei consulenti. L'Avvocato Stella, ripeto, ha chiesto che vengano acquisite, solo su questo punto c'e` l'opposizione, non su altre cose, le lettere mandate al Pubblico Ministero dai suoi consulenti

 

Presidente: ho capito

 

Pubblico Ministero: c'e` un'opposizione su questo per motivi processuali

 

Presidente: tenuto conto che noi dovremo anche emettere l'ordinanza di ammissione probatoria o di esclusione di alcune prove, adesso sono le 2 e un quarto, ci possiamo vedere alle 16

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO

 

IL TRIBUNALE SI RITIRA IN CAMERA DI CONSIGLIO

 

ORDINANZA

 

Presidente: il Tribunale, visto l'Art. 495 c.p.p., sulle richieste di ammissione delle prove formulate dalle parti, nonche` sulle opposizioni, cosi` provvede: ammette le prove testimoniali dedotte a prova diretta e contraria, limitando quest'ultima alle circostanze gia` dedotte dalle controparti; ammette l'esame dei consulenti tecnici indicati dalle parti; ammette l'esame degli imputati e delle parti civili che l'hanno richiesto, U.I.L. a foglio 121 ha richiesto l'esame delle parti civili; nonche` della parte civile Comune di Venezia nella persona del sindaco Massimo Cacciari su istanza della difesa dell'imputato Zerbo Federico. Dispone l'acquisizione della documentazione prodotta dalle parti con esclusione delle relazioni e comunque di ogni altra nota scritta proveniente dai consulenti, da essi redatte per le finalita` del presente procedimento, fatta salva la loro acquisizione all'esito dell'esame dei consulenti. Respinge la richiesta proposta dal Pubblico Ministero di acquisizione della documentazione attinente agli scarichi e facente parte di altro procedimento pendente presso la Procura Circondariale di Venezia, salva la prova dell'attuale irripetibilita` degli accertamenti ai sensi dell'Art. 238 comma terzo c.p.p. e salva l'audizione del consulente che li ha svolti. Respinge la richiesta del difensore di Medicina Democratica di ammissione del teste Guerrin Pietro, non essendo stato tempestivamente indicato nella lista e non essendo stata fornita la prova della impossibilita` di una sua introduzione nei termini

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE 

PROF. CARNEVALE FRANCESCO -

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Una brevissima premessa per una migliore comprensione di tutti, nel senso che i temi sui quali verranno sentiti i consulenti tecnici del Pubblico Ministero sono stati divisi ed ognuno di loro parlera` di una questione diversa. Il dottor Carnevale deve essere sentito in relazione al cloruro di vinile e monomero, alla conoscenza nella scienza e nella storia di questa sostanza e alla sua tossicita` e pericolosita` e quindi la prima domanda riguarda proprio questa questione

RISPOSTA - Io, per rispondere a questa domanda,mi propongo di elencare una serie di..

 

Avvocato Alecci: qual e` la domanda?

 

Avvocato Di Noia: qual e` la domanda?

 

Presidente: non l'avete sentita?.. La domanda e` stata posta davvero come premessa e direi che il consulente illustra quello su cui e` stato chiamato a dire dal Pubblico Ministero. Puo` fare tutte le premesse che vuole, illustrare, non e` un teste, e` un consulente. Si presenti intanto il consulente del Pubblico Ministero, che e` stato chiamato quindi a fare gli accertamenti relativi a, oppure gli studi relativi a, questo vogliamo sapere

 

RISPOSTA - Mi posso presentare da un punto di vista della..

 

Presidente: certo, da un punto di vista scientifico proprio anche

 

RISPOSTA - Si, io attualmente sono dirigente sanitario, si dice, di secondo livello, cioe` ex primario di medicina del lavoro alla azienda sanitaria di Firenze. Il mio curriculum e` molto semplice:sono stato assistente dell'istituto di medicina e lavoro di Verona per circa 15 anni. Mi sono interessato di vari aspetti della medicina del lavoro, specialmente in particolare di alcuni aspetti della cancerologia occupazionale, della epidemiologia e cancerologia occupazionale

DOMANDA - Per completare, se e` autore di pubblicazioni in materia e se indica il numero

RISPOSTA - Beh, si`, da solo e con altri in collaborazione di diverse, qualche centinaia di pubblicazioni di epidemiologia, ma anche di divulgazione dei problemi e della politica, fra virgolette, della salute dei lavoratori. Sono autore di.. mi occupo in particolare di storia della salute dei lavoratori, in riferimento ad alcuni aspetti della.. alcuni aspetti specialmente della cancerologia occupazionale

 

Presidente: prego Pubblico Ministero

 

DOMANDA - La domanda era quella che e` stata posta nella fase iniziale

RISPOSTA - Si, io tento.. provo a fornire delle informazioni che ho cercato di verificare al fine appunto di vedere come si sono accumulate, come si sono sviluppate delle informazioni sulla pericolosita` del cloruro di vinile monomero. Per fare questo ho pensato di.. ho pensato di andare subito incontro a delle questioni, a delle domande che i tecnici, ma non soltanto i tecnici, si pongono e hanno ben chiaro in mente. Dunque, innanzitutto il cloruro di vinile monomero per molti decenni e` stato considerato effettivamente una sostanza poco nociva. Sta di fatto che un limite della pericolosita`, il limite della pericolosita` del cloruro vinile per molti decenni - molti decenni intendo dagli anni 30 fino almeno agli anni 40, alla fine degli anni 40 - e il limite, diciamo, il parametro della pericolosita` dell'amianto era considerata la sua esplosivita`, cosa che avviene a una concentrazione molto elevata

 

Presidente: sta parlando di cloruro di vinile?

 

RISPOSTA - Cloruro di vinile monomero sto parlando. Questo per dire che effettivamente in passato si e` fatta poco, in quegli anni, dagli anni 30 alla fine degli anni 40, si e` fatta poca attenzione a questi aspetti. Non e` che mancassero pero`, da quanto sono riuscito a ricostruire, a verificare anche, che mancassero dei precoci lavori sperimentali sul cloruro di vinile, che sono stati fatti, sono stati sviluppati, sono stati sviluppati specialmente per un periodo, perche' il cloruro di vinile monomero poteva essere introdotto come anestetico in sanita`, in chirurgia. Questa serie di lavori per vedere se funzionava, in effetti pero` non hanno portato a buoni risultati, nel senso che sono stati evidenziati anche sull'uomo, dove sono stati sperimentati, delle alterazioni di tipo cardiaco, del ritmo cardiaco specialmente. Per quanto riguarda invece la pericolosita` per i lavoratori, per chi lo produceva specialmente, per chi lo lavorava, l'attenzione e` stata posta dopo la seconda guerra mondiale; sono dei primi lavori che vengono citati da tutti, che sono di origine sovietica, pubblicati in russo con un riassunto, semplicemente con un riassunto in inglese e che pero` sono stati divulgati, sono conosciuti e sono presenti in tutte le rassegne scientifiche fatte in seguito. Questo lavoro, in particolare il primo, che e` del 49, e` stato fatto in riferimento al cloruro di vinile polimero in una azienda russa per la produzione del polimero, parla degli effetti riscontrati sui lavoratori e sono effetti descritti con, almeno dal riassunto, io il lavoro in russo, in originale, non l'ho letto, questi lavori parlano con molta chiarezza di danni a livello epatico, di danni a livello bronchiale e giustamente alcuni autori occidentali hanno osservato che probabilmente i danni respiratori erano dovuti prevalentemente non a cloruro di vinile, ma a delle sostanze che venivano utilizzate con cloruro di vinile, cioe` dei plastificanti sostanzialmente. Questa prima segnalazione e` stata in qualche modo sostanzialmente confermata da altre negli anni 50 e specialmente nei primi anni 60, fino al 65, da altri autori, sia russi che di altri paesi. Da questo quadro, diciamo, di.. da questo complesso di informazioni, che tra l'altro sono state sistematizzate ad un certo punto dal professor Viola, Pierluigi Viola, sono state in qualche modo sistemate, sistematizzate, anche perche' la maggior parte di queste facevano riferimento, quelle occidentali, ad un certo numero, quasi alla totalita` delle fabbriche della Solvay che c'erano in tutto il mondo. Volevo dire, senza citare tutti i lavori..

DOMANDA - Mi scusi un attimo, per illustrare, il professor Viola chi era?

RISPOSTA - Il professor Pierluigi Viola era medico d'azienda, si chiamava, medico di fabbrica, comunque nella direzione sanitaria, della Solvay a Rosignano, Solvay, era un medico che.. molto competente come si dice, che conosceva molto bene la situazione della Solvay, della grande azienda di Rosignano in particolare, che aveva buone connessioni con l'ambiente della ricerca scientifica a Pisa e non soltanto a Pisa, da dove lui veniva e nel mondo della medicina del lavoro era molto stimato e molto conosciuto in quel periodo. Volevo dire che il professor Pierluigi Viola non che non l'abbiano fatto anche altri, piu` o meno negli stessi periodi, intorno alla meta` degli anni 60, tra il 65, il 67 e il 68, ma comunque il suo lavoro principale, quello su cui dovremo fermarci dopo, e` del 1969, volevo dire che proprio lo scrive, lo dice il professor Viola, lui voleva verificare, sistematizzare, sistemare il quadro della patologia da cloruro di vinile. Tanto che e` lui che conia gia` nei primi lavori che pubblica, nel primo lavoro, nel 1970 questo, la dizione di "la patologia da cloruro di vinile, la malattia da cloruro di vinile monomero". Ed era una malattia che definisce sulla base anche di una ipotesi patogenetica unitaria, in realta` lui non fa una ipotesi definitiva di tipo unitario, pero` la sospetta, e verra` comunque confermata questa ipotesi, verra` discussa per lo meno e verra` sostenuta ampiamente questa ipotesi unitaria della malattia da cloruro di vinile specialmente negli anni 70-80 da altri autori dopo. Questa malattia da cloruro di vinile praticamente e` composta da alterazioni di tipo.. del sistema nervoso centrale e tra queste bisogna enumerare una serie di sintomi che, essendo soggettivi, in genere non vengono riportati nei vecchi lavori, perche' generalmente i sintomi dei lavoratori non venivano ben valutati, valorizzati in certa fase o davano dei segni molto evidenti, come la sonnolenza oppure altri disturbi piu` gravi, oppure non venivano ben valorizzati, generalmente, ma non in tutti i casi comunque. Per cui questi segni; dopo dei segni,che erano stati evidenziati anche dagli autori russi e da autori tedeschi, che se erano.. erano stati evidenziati a carico degli arti superiori, delle mani, che erano a livello osseo, a livello vascolare ed anche a livello della cute, con una ipotesi patogenetica di.. insomma, di sviluppo di questa patologia abbastanza unitaria, nel senso che e` stato sospettato quasi da subito che questo cloruro di vinile fosse un veleno praticamente delle piccole.. dei piccoli vasi, delle piccole arterie, provocando, appunto, alterando queste piccole arterie, il nutrimento di questi organi, cioe` della cute, dei vasi stessi, diciamo, dei vasi per nutrirsi e delle ossa. Per cui questa patologia, che viene chiamata.. in un primo momento e` stata vista separatamente, la "closteolisi" si chiama quella alterazione, in realta` dopo e` stata riscritta in maniera anche complessa in tutte le sue fasi evolutive, con le sue varianti etc., su cui non mi soffermo, almeno per adesso, con un fenomeno che equivale, che i medici del lavoro conoscevano abbastanza bene, perche' si produceva in altri lavoratori, quelli che usavano gli strumenti vibranti, che si chiama dito morto o mano bianca o, in altri termini, sindrome di Rayanud. E dopo e` stata descritta anche una alterazione della cute in varie forme della parte superiore, ma anche della parte del terzo inferiore dell'avambraccio, della cute tipo sclerodermia, una alterazione del.. ecco, questo quadro, associato anche ad alterazioni del fegato, detto cosi` in generale, cioe` con una definizione clinica che potrebbe essere una epatomegalia, accompagnato spesso alla splenomegalia, con alterazione anche del sangue, di alcune parti del sangue, una e` stata descritta dalla alterazione sia delle varie serie, bianca, rossa e delle piastrine anche, che pero` quelle sono le piu` varie che siano state dopo descritte dai vari autori, cioe` si fa fatica a fare delle varie descrizioni un unico.. un quadro unitario diciamo, una tendenza, diciamo, unica su queste. Mi pare che questo sia il quadro descritto. Viola sostanzialmente, con una ipotesi che e` difficile dire perche' e come e con che tipo di diligenza, con che tipo di intraprendenza, con che tipo di interesse, con che tipo di.. comunque sta di fatto che lui voleva sperimentare sugli comunque sta di fatto che lui voleva sperimentare sugli animali, verificare, riprodurre sugli animali questa patologia, almeno cosi` lui afferma, e i primi esperimenti che lui ha sviluppato, sempre a partire dal 65, ma dopo sicuramente dal 67, erano stati fatti proprio per verificare questo quadro, per cercare di studiare, di approfondire questo quadro. Sicuramente, dicevo, i lavori sono iniziati prima del 67 e comunque rende conto per la prima volta pubblicamente di questi lavori nel 69, ad un congresso della societa` internazionale di medicina del lavoro, ad un congresso internazionale di medicina del lavoro a Tokio e in questo congresso illustra i risultati di questo suo lavoro, dove ripropone praticamente, in un quadro che poteva essere di.. proprio di rafforzamento di quello che altri autori avevano descritto negli uomini ed anche di spiegazione per certi aspetti, ripropone i risultati della malattia da cloruro di vinile monomero. A questo punto una osservazione va sicuramente fatta: il professor Viola, che aveva anche sicuramente una esperienza di patologo, pero` direi non a tempo pieno, non esclusivo, si e` appoggiato per un periodo ad un altro ricercatore, ha continuato, comunque, ha sviluppato, questo io non lo so di preciso, anche in altra sede, all'istituto Regina Elena di Roma con il professor Caputo questi lavori, che sono sicuramente continuati dopo il 69, oppure, come si capisce da altre affermazioni che io ho ricercato, ho ritrovato, gia` nel 69 il professor Viola aveva avuto indizi, indizi significa che aveva potuto osservare in maniera da.. che il sospetto divenisse in qualche modo forte, che oltre a rivedere negli animali le alterazioni e i disturbi descritti sugli uomini in precedenza, ci fossero in questi animali che lui aveva trattato.. dopo sulla metodica della sperimentazione sicuramente qualcuno chiedera` delle informazioni, sono descritte, per cui io eventualmente mi riservo di consegnare tutto questo materiale che ho raccolto, pero` voglio dire che e` stato fatto a concentrazioni molto elevate, con esposizioni, diciamo, confrontate con l'uomo molto elevate. Appunto dicevo che ha degli indizi che in questi animali si sviluppino anche dei tumori, sostanzialmente. Passano alcuni mesi, per cui si capisce che non vengono approntati nuovi esperimenti, perche' per fare un esperimento, come molti sanno, ci vogliono alcuni mesi, addirittura per completarli secondo un certo disegno ci vogliono anche due anni, anche di piu` certe volte, per completare un esperimento. Comunque nel 70, adesso non ricordo bene i mesi, mi pare che il congresso di Tokio sia stato a settembre e quello di Houston, quello successivo del 70, sia stato in maggio o giugno, non mi ricordo bene, comunque non un anno intero, meno di un anno, per cui non e` stato un nuovo esperimento che ha fatto. Probabilmente alcuni animali sono sopravvissuti o sono stati sacrificati o sono morti dopo, comunque questo e` difficile da dire, tanto pero` e` interessante questo per dire che l'esperimento fatto da Viola aveva di gia`.. era gia` indirizzato a vedere per gli effetti a lungo termine e aveva gia` mostrato, gia` nel 69, degli effetti di tipo cancerogeno. In effetti ritorno un momento al lavoro del 69 per dire che e` un riassunto, un riassunto un po' lungo, piu` lungo dei soliti, come tutti sanno, forse perche' ne avranno sentito parlare a proposito dei casi Di Bella, quando si va ad un congresso portando dei riassunti generalmente si dice, ed e` vero nella maggior parte dei casi, che non sono dei lavori selezionati, esaminati, di quelli approvati, ecco, dalla comunita` scientifica o per lo meno da una rivista con i suoi referi e col suo.. ecco, per cui nei congressi in genere si portano dei lavori meno impegnativi, sono quelli pubblicati nelle riviste che sono piu` importanti. Sta di fatto che in questo lavoro, in questo "abstract" del 69, oltre che parlare della patologia negli animali simile a quella degli uomini, il professor Viola dice una cosa molto importante nelle ultime.. in una ultima frase del lavoro, dice che secondo lui dovrebbe essere rivisto lo standard, il livello di sicurezza che abitualmente si pensa si dovesse adottare per salvaguardare i lavoratori dalle malattie. Il livello di sicurezza e` il famoso primo si chiamava mac dopo tlv, sono dei valori soglia che vengono indicati come quelli da non superare quando si vuole che i lavoratori non abbiano delle malattie, la maggior parte dei lavoratori comunque non abbiano dei problemi da quel tipo di esposizione. Ecco, il professor Viola in quella occasione raccomanda, ma fortemente, le ultime.. se volete posso anche leggerle, le ultime righe sono di una speciale raccomandazione a che questo tlv venga abbassato, il tlv.. in genere si faceva riferimento in quegli anni al tlv degli igienisti industriali americano ed era, se ricordo bene, di 510, 520 ppm, 1300 milligrammi a metro cubo, che era per una sostanza volatile un livello ne' alto ne' basso, se confrontato con altri. Comunque sicuramente era un livello che aveva, se rispettato, aveva prodotto.. e` verosimile che avesse prodotto, se rispettato, quelle patologie che venivano descritte in quasi tutte le aziende, per esempio nella azienda Solvay venivano descritte in 6 aziende su 8, per cui diciamo che quel valore di tlv non proteggeva, almeno per quella patologia, quei lavoratori, si puo` dire in maniera un po' sintetica questo. A questo proposito voglio dire che, a proposito del tlv, che la "Dau Chemical", che era una delle aziende che producevano il cloruro di vinile, gia` dal 1961 aveva non proposto, adottato un livello molto piu` basso di.. un livello di concentrazione raccomandato nelle proprie aziende molto piu` basso, 10 volte piu` basso, di 50 ppm, ma spontaneamente, anzi, probabilmente, ma di questo non ho potuto fare una verifica, probabilmente ha anche proposto alla CGH, di cui alcuni tecnici della "Dau" partecipavano, che venisse effettivamente abbassato questo tlv di circa 500 ppm, cosa pero` che non era successa, perche' nel frattempo era stato fatto un altro lavoro che non aveva, secondo la maggioranza della CGH, non aveva convinto sulla necessita` di abbassare questo lavoro. Io banca che faccia una parentesi a questo punto, avendo dovuto parlare dei valori limite della CGH, perche' sono talmente importanti questi valori limiti, che bisogna almeno dare delle informazioni, quelle che io conosco e penso che siano piu` importanti, dare queste informazioni per orientarsi un po' meglio. Gli igienisti industriali americani si chiamano nella loro sigla, CGH e` l'acronimo, si chiamano governativi, ma in realta` non sono governativi, sono espressione di tutte le aziende private e, come si puo` dire, si chiamano in inglese.. insomma, sono espressione prevalente delle aziende e c'e` ormai una accumulazione di notizie, diciamo, sulla capacita` di alcune aziende dove alcuni, come le chiamano gli americani non in senso dispregiativo, di alcune lobbies ad influire, in America e` permesso, cioe` e` legale, ad influire per salvaguardare i propri interessi e pertanto, diciamo, produrre nei tempi, nei modi il tlv piu` favorevole a quella azienda, a quella produzione. Questo e` stato dimostrato per molte.. c'e` una letteratura molto ampia su questo ed e` dimostrato anche dal mutare del tlv, quasi tutti, la maggior parte, il 99 per cento dei casi nel senso di diminuire piuttosto che di aumentare, comunque per alcune sostanze sono stati pubblicati anche gli elementi che hanno.. diciamo, sono stati alla base di questo tipo di influenza per interessi molto chiari, molto dichiarati. Per cui chiudo la parentesi del tlv e della "Dau Chemical", per arrivare al secondo lavoro pubblicato da Viola, pubblicato.. pubblicato sempre negli "abstract" di un secondo convegno, che e` un convegno molto importante, e` un convegno mi pare che fosse il decimo convegno dei cancerologi di tutto il mondo, sono dei convegni enormi, con sessioni parallele, comunque sono convegni molto importanti generalmente, specialmente quelli fino agli anni 60-70. In questo convegno presenta un "abstract", io ho potuto parlare con qualcuno che e` stato materialmente presente a questo convegno di Houston nel 70 e questo lavoro di Viola e` stato molto.. ha fatto molto rumore, come si dice, e` stato molto discusso, e` stato molto apprezzato, e` stato.. diciamo, ha fatto discutere molto al convegno ed anche fuori, questa e` la testimonianza di qualcuno che c'e` stato e che si ricordava benissimo di questo episodio, di questo fenomeno. In questo lavoro del 70 il professor Viola, che compare a questo punto come ricercatore dell'istituto Regina Elena di Roma, perche' appunto probabilmente per questa collaborazione col professor Caputo dell'istituto Regina Elena di Roma, questo professor Viola scrive in dettaglio i metodi, i materiali e i risultati del suo lavoro, appunto dimostrando piu` o meno le stesse concentrazioni di quello del lavoro presentato l'anno prima a Tokio, per cui si capisce che.. il prolungamento per lo meno di quel lavoro e dice che i risultati sono assolutamente incontrovertibili. A questo punto, e lo dice, lo annuncia, che secondo lui il cloruro di vinile monomero e` cancerogeno per gli animali studiati (mi pare fossero i ratti), per gli animali studiati. Dice con che tipi di tumore, con che tipo di risultati, con che tipo di sperimentazione, con che tipo di intossicazione. Ecco, io ho dimenticato di dare un altro tipo di notizia, che il filone degli studi sul cloruro di vinile, questa volta polimero, in realta` non comincia col professor Viola, ci sono dei lavori precedenti, addirittura degli anni 40, che sono continuati nel 50, che sono studi positivi, studi condotti da ricercatori molto importanti, molto famosi, mi ricordo "Luper" per esempio, che pero` erano fatti con metodi, con criteri, diciamo, diversi da quelli che servono oppure sono piu` utili per capire la tossicologia per i lavoratori, erano fatti sotto cute, con della polvere di polivinile e producevano dei sarcomi; anche questo nelle rassegne che vengono fatte questi lavori, che io ne ho contato almeno tre, che il cloruro di vinile polimero fosse cancerogeno con questa forma di.. per queste vie somministrato, trattato, sperimentato per queste vie, e` presente questo tipo di informazioni in tutte le rassegne che sono state fatte, specialmente a meta` degli anni 70. Debbo aggiungere che il professor Viola, anche questa volta le ultime tre righe, le ultime 4 righe del suo lavoro, mi pare tre righe questa volta, mette in queste tre righe una notizia che deve essere valutata come molto importante. Non parla piu`, non dice piu`, perche' l'aveva detto l'anno precedente che il tlv doveva essere abbassato per i lavoratori, dice questa volta che il fatto che il cloruro di vinile monomero e` cancerogeno per gli animali non si puo` estrapolare da questo fatto che il cloruro di vinile monomero e` cancerogeno anche per l'uomo; questo lo dice con estrema chiarezza, pero` bisogna considerare che, insomma, verrebbe in mente a chiunque, un medico dipendente di una grossa compagnia come quella della Solvay, che viene pagato dalla Solvay, che, diciamo, ha dalla Solvay la possibilita` probabilmente di andare a Tokio, di andare a Houston etc., e` probabile, ma anche per la convinzione etica, io ho conosciuto il professore Viola, per la sua dirittura, io penso che sostanzialmente in questa frase che ha voluto aggiungere, scusate se mi soffermo su questo, ci sia un po' un compendio di sentimenti, di situazioni, ma anche di atteggiamenti scientifici. Tenga conto che sono pochi i cancerogeni che sono stati, almeno fino al 70, che sono stati definiti tali principalmente e primitivamente a partire da studi sperimentali. La pratica della estrapolazione dall'animale all'uomo ancora non era molto, diciamo, abituale, anzi succedeva.. in questo campo ne sono successe di tutti i colori in realta`, e` sempre successo che prima si trovavano dei cancerogeni per l'uomo e dopo, successivamente, si facevano gli studi sperimentali per confermare questa cancerogenicita`. Anzi, e` successo anche che per alcuni cancerogeni, se non per molti, il fatto che si tardasse e non si riuscisse a trovare che quel cancerogeno era anche cancerogeno per gli animali, in esperimenti per animali, veniva portato a motivo che quello non doveva essere un cancerogeno; e` successo cosi` per alcune.. aromatiche, e` successo cosi` anche per alcune fibre minerali naturali. Voglio dire che questa perplessita` e forse un mix, come dicono i giovani oggi, di sentimenti diversi, da una parte di cautela, dall'altra di paura, dall'altra anche corrispondeva effettivamente ad uno standard di conoscenze che potevano essere, diciamo, non ancora validate e rafforzate da un punto di vista sociale, per cui una informazione che puo` produrre.. puo` portare alla prevenzione, viene utilizzata ai fini pratici in maniera piu`, diciamo, in maniera piu` forte, in maniera piu` diretta, ecco, questo e`. Debbo dire per completezza che il lavoro, per lo meno quello di istologia patologica di Viola, e` stato oggetto di cosi` detto oggetto di revisione, nel senso che il professor Viola aveva stabilito, assieme al professor Caputo probabilmente, aveva scritto che i tumori che aveva rilevato erano tumori della cute, tumori della cute del condotto uditivo, piu` vicino alle orecchie degli animali e che c'era anche un eccesso, un aumento di tumori polmonari. Questa revisione che e` stata fatta probabilmente anche dal professor Cesare Maltoni, di questo non sono sicuro, ma sicuramente anche dal professor Maltoni, invece.. questa revisione ha confermato i tumori, pero`, questo per certezza, non so quanto possa essere utile, ma ha definito che quei tumori erano invece non della cute, quelli che erano vicino all'orecchio, ma una ghiandola speciale che e` in quella zona, che si chiama ghiandola di zimbal e i tumori polmonari non erano primitivi del polmone, ma erano metastasi di questi tumori nel polmone. Con cio` voglio dire che il lavoro e` stato, nonostante venisse fuori da un gruppo di ricercatori un po'.. cosi`, non il top, non i migliori in Italia e in Europa, penso, penso che si possa dire questo, nonostante che il lavoro interessasse.. io effettivamente mi sono meravigliato come dall'interno di una azienda un medico facesse cosi` liberamente una attivita` di ricerca che in qualche modo, insomma, poteva influenzare la stessa azienda, ecco voglio dire che comunque e` stato un lavoro che e` stato condotto, per quanto e` stato detto da tutti, correttamente, e` stato anche revisionato in maniera adeguata, per cui penso che si possa concludere su questo aspetto che questo lavoro, che dopo e` stato anche pubblicato su una rivista scientifica, "Kans and Reserch", mi pare di ricordare, nel 71, l'anno successivo, ma con gli stessi risultati portati a Houston, questo significa che il lavoro era entrato in qualche modo nella comunita` scientifica, era stato accettato definitivamente, con quella nozione, ripeto, per completezza bisogna che lo dica, ed anche perche' penso che abbia un significato, con quella nozione che secondo gli autori di quel lavoro dell'"abstract", di quel lavoro, non era assolutamente fattibile l'estrapolazione dall'animale all'uomo dei risultati ottenuti sull'animale

DOMANDA - Le precisazioni del professor Maltoni sui luoghi di insorgenza del tumore a quanto tempo dopo risalgono rispetto agli accertamenti del professor Viola?

RISPOSTA - Penso che siano successivi al 71, perche' nel 71 compaiono ancora come tali nel lavoro pubblicato dal "Kans and Reserch", pero` tutti sanno che un lavoro prima di essere pubblicato viene spedito e dal momento in cui arriva in redazione al momento in cui viene pubblicato ci vuole del tempo. Probabilmente sara` partito nello stesso tempo in cui e` stato portato a congresso, nello stesso periodo e probabilmente in questo periodo tra il congresso e la pubblicazione sulla rivista c'e` stata questa revisione della..

DOMANDA - Io non volevo sapere il giorno esatto, ma, per dire, una questione di 5 anni, 10 anni o un anno?

RISPOSTA - No no, un anno, ma breve, penso che sia stato in tempi abbastanza brevi, anche perche' io so che nel frattempo il professor Maltoni e` entrato nel vivo di tutta questa materia, e` entrato, si puo` dire, con prepotenza, anche con carica, come fa lui di solito

DOMANDA - Prima di arrivare al professor Maltoni volevo chiedere, per rimanere sempre ancora agli anni 70-71, lei faceva cenno al professor Caputo e all'istituto Regina Elena, lei e` a conoscenza di uno studio di oncogenesi consegnato o comunque arrivato all'istituto Regina Elena di Roma?

RISPOSTA - Regina Elena e` un istituto a carattere scientifico che ha una struttura.. e` una struttura scientifica, non penso che dipenda o dipendesse direttamente dall'istituto superiore di sanita`, dal Ministero della Sanita`

DOMANDA - No, non dipendeva, pero` c'era uno studio di quell'epoca dell'istituto Regina Elena mandato al Ministero, non Ministero di Sanita`..

RISPOSTA - Si si, su questo, io posso dire, posso dire sul tentativo di seminazione, come direbbe il professor Maltoni, di questa materia, su questo tentativo si puo` dire che e` andato molto male, nonostante ci sia stato un articolo di 4 colonne, mi pare, sull'Unita`, mi pare del 28 di maggio del 71 e nonostante il professor Caputo abbia testimoniato in altra sede, in altri documenti, scritti peraltro, che quella.. i risultati di quel lavoro fossero stati inviati al Ministro della Sanita`, io non ricordo chi fosse il Ministro della Sanita` in quel periodo, nel 71, comunque era stato inviato sicuramente al Ministro della Sanita` su questo. I risultati pero` probabilmente non sono.. non ci sono state reazioni a questa situazione

DOMANDA - C'e` stata soltanto questa reazione pubblica di questo articolo a 4 colonne, che peraltro e` gia` agli atti del Tribunale, del 71

RISPOSTA - Si si, che era un articolo.. l'Unita` a quell'epoca era..

DOMANDA - Un giornale nazionale diciamo

RISPOSTA - Era l'organo di un partito di opposizione, per cui..

DOMANDA - Era comunque di carattere nazionale in questo senso

RISPOSTA - Si si, sicuramente, non era nella cronaca di Roma

DOMANDA - Parliamo del discorso relativo, allora, accennava lei poco fa.. stava passando al capitolo relativo al professor Maltoni

RISPOSTA - Il professor Maltoni, appunto, ne ho fatto gia` cenno, risulta da dei documenti che il professor Maltoni nel 70 abbia contattato, abbia, diciamo.. si sia rivolto all'associazione dei produttori di cloruro di vinile degli Stati Uniti per avere un finanziamento per potere ripetere lo studio sul cloruro di vinile monomero; questo e` un dato che risulta da una ricostruzione dei fatti dal punto di vista di questa associazione, mi pare che si chiami MSI, ma adesso non ricordo bene cosa vuole dire

DOMANDA - Comunque lei questi documenti poi li consegna al Tribunale

RISPOSTA - Si si. Comunque nel 70 il professor Maltoni in America contatta o e` contattato, non so bene questo, non e` detto in questo documento, pero` pare che non si realizzi questo tipo, diciamo, di commissione, di committenza da parte dello MSI al professor Maltoni, il quale, peraltro, oltre che era entrato in questa materia di gia`, aveva.. per esempio lui lo dice e lo scrive in piu` occasioni, lui aveva fatto la citologia respiratoria in lavoratori mi pare di Ravenna esposti al cloruro di vinile, trovando anche delle alterazioni che descrive, che riporta, per cui voglio dire che il professor Maltoni in questa materia era molto, di gia`, dentro. Sta di fatto pero` che non gli viene commissionato lo studio dall'MSI, ma gli viene commissionato ad un certo punto, lo ammette lui stesso in molti documenti, anche pubblici, gli viene commissionato nel 71, addirittura inizia nel luglio del 71 uno studio dalla Montedison, come si arriva a questo studio nessuno mai lo sapra`, forse il professor Maltoni lo potra` sapere meglio che tipo di obiettivi, che tipo di metodi, etc. etc., oltre quelli scientifici, voglio dire, che sono sempre di molta importanza, cosa significava volere ripetere, replicare uno studio, che significato gli si dava, nel senso che tutti sanno che uno studio dura parecchio tempo, almeno due anni, per cui in questi due anni cosa succedeva fra il 70 e il 72 da un punto di vista della protezione dei lavoratori, si possono fare delle ipotesi comunque, oppure si puo` prendere atto degli effetti, della situazione, e cioe` che si cade in un periodo per certi aspetti di inerzia oppure di attivita` non molto finalizzata o non decisamente finalizzata. Cioe` se in sostanza oggi si dovesse sapere che una nuova sostanza e` cancerogena e viene.. e questo deriva da uno studio sugli animali, sicuramente, voglio dire, le attenzioni e i provvedimenti sarebbero ben protocollati oggi, sarebbero anche da un punto di vista sociale molto piu` chiari, piu` evidenti, sarebbero anche molto piu` rigorosi, nel senso che anzitutto sarebbe impossibile oggi che una nuova sostanza o praticamente impossibile che una nuova sostanza venga messa in commercio o venga utilizzata sapendo che e` cancerogena. Dopo, se lo fosse, qualche sospetto arrivasse di cancerogenita`, sicuramente verrebbe immediatamente o bloccata oppure verrebbero utilizzate.. se non e` vietata da una norma particolare, in Europa ci sono alcune sostanze vietate per legge, lo sono state anche in Italia con dei provvedimenti particolari, ma almeno in maniera obiettiva, cioe` praticamente bloccati, in Inghilterra sono state bloccate alcune sostanze negli anni 60. Ecco, voglio dire che e` difficile, per tutte queste cose che ho detto ed anche perche' si sta parlando ormai di parecchi.. due decenni o quasi tre decenni addietro, con che significato, con che valore, con che tipo di intenzione, con che tipo.. ecco, i risultati pero` di questo allungamento, i medici del lavoro dicono di questo prolungamento dell'esposizione a quei livelli, a quelle condizioni.. probabilmente pero` gia` nel 70 molte aziende americane, dove hanno provveduto ad introdurre delle misure di riduzione dell'esposizione dei lavoratori, questo e` un processo molto difficile da definire cosa sia effettivamente successo dal 70 al 72 nelle varie aziende, sono state fatte varie ipotesi, che molte aziende, piccole specialmente, sapendo che avrebbero dovuto sicuramente introdurre delle misure di prevenzione molto rigide, il tempo anche di 2 o di 4 anni, come dopo e` successo, non sarebbe bastato per trovare i finanziamenti, per fare dei discorsi di questo tipo, probabilmente invece altre aziende hanno gia` iniziato diligentemente, piu` diligentemente diciamo, nei primi anni 70, 71-72, ad introdurre delle modifiche, pero` queste sono soltanto ipotesi, io non ho con chiarezza.. sono state scritte anche queste ipotesi in diversi giornali, di cosa sia successo, in realta` c'e` sempre un gioco tra titani, si dice, in questi campi, tra grandi compagnie su chi dopo.. su cosa si fa per mantenere il mercato, su cosa si fa per guadagnare il mercato, cose di questo genere, penso che siano cose che..

DOMANDA - Volevo farle alcune domande, altre le faremo al professor Maltoni,che e` stato citato come testimone. Volevo chiederle alcune domande specifiche prima di passare al periodo successivo, una innanzitutto relativamente all'accenno che ha fatto poco fa sui 1300 milligrammi per metro cubo, che erano indicati come valore limite per gli Stati Uniti d'America. Le risulta che nello stesso periodo in altri stati ci fossero dei limiti inferiori o comunque molto inferiori nella documentazione che lei ha e che produrra`?

RISPOSTA - Si, conosco questo problema anche per avere fatto precocemente, mi pare che sia stato pubblicato nel 71, un mio lavoro comparativo sul tlv in particolare fra la Russia e gli Stati Uniti, per cui ho riguardato con nostalgia, perche' sono passati molti anni, quel lavoro e in effetti c'era una differenza enorme, nel senso che il valore in quegli anni, fino al 70 per lo meno, fino al 69, per gli americani era 1300 milligrammi al metro cubo, mentre nella lista dei mac russi era 30 milligrammi al metro cubo. Ma su questo sono da fare una serie di osservazioni per comprendere un po' meglio la differenza. Erano differenze forse fortemente ideologiche,oppure apparentemente ideologiche, pero` rimanevano quelle dei mac russi soltanto delle pie aspirazioni generalmente. Io stesso ho avuto modo di rendermene conto, non venivano applicati sostanzialmente. Ma dopo c'e` da dire un altro fatto, che venivano prodotti con qualche, si puo` dire, con qualche non vizio, con qualche particolare atteggiamento scientifico o para scientifico, cioe` venivano enormemente valutati alcuni aspetti di tipo, oggi si direbbe di tipo psicoambientale, di tipo pavloviano, cioe` seguendo le teorie di Pavlov, per cui in effetti venivano molto privilegiati gli effetti sul sistema nervoso centrale, quei sintomi di cui parlavamo prima, specialmente alcuni prodotti con i metodi di Pavlov sugli animali. Per cui questi tlv, specialmente per alcune sostanze che produco effetti sul sistema nervoso centrale, erano molto bassi, salvo che dopo non venivano applicati generalmente

DOMANDA - Va beh, questo bisognerebbe chiederglielo a loro. Comunque c'era questa differenza normativa intanto, nel 1969-70, tra le indicazioni del mondo occidentale 1300 e 30 milligrammi per metro cubo per quanto riguarda l'U.R.S.S. Volevo chiedere un'altra cosa: al di la` delle motivazioni delle modalita` dell'attivita` del professor Maltoni 70-71 e 72, se vuole riferire sinteticamente la conclusione di questi primi studi del professor Maltoni, al fine poi di continuare questo escursus storico

RISPOSTA - Il professor Maltoni penso che quella volta, cominciando nel 71, iniziando quello studio, abbia fatto una delle cose piu` importanti nel campo della cancerogia sperimentale che siano state mai fatte e che verranno mai fatte, cioe` ha impiegato risorse, tempo, persone, aiuti e, diciamo, facilitazioni incredibili, per cui i risultati penso che siano stati, almeno quelli scientifici-sperimentali, siano connaturati, correlati con queste energie. Sono stati dei risultati, ma anche in termini di tempo, molto programmati, un disegno molto lungo, esemplare oggi si direbbe. Il professor Maltoni ci tiene a dire che in conseguenza dell'attuazione di questo studio sono stati creati i criteri di laboratorio, di buona pratica di laboratorio di ricerca che oggi la maggior parte dei laboratori adottano. Cioe` e` stato fatto un lavoro come se, diciamo, ci fosse tanto tempo e tanto interesse a completarlo e a portarlo avanti con calma, ecco, non so come dirlo questo. Comunque questo ha dei vantaggi e degli svantaggi, dei vantaggi per alcuni e degli svantaggi per altri. Il professor Maltoni non si puo` dire che non abbia in qualche modo.. dopo lo potra` testimoniare lui, non si puo` dire che abbia tenuto segreto per se' questi lavori, c'e` da dire che li ha.. diciamo, erano risultati che venivano.. erano del committente, ampiamente del committente, sicuramente venivano, da quanto sono riuscito a ricostruire, o dai committenti, perche' dopo si era costituito un cartello di committenti, dove era stato anche approvato dagli americani, dallo MSI, dagli americani, sta di fatto che questi risultati sono stati comunicati in alcuni ambienti scientifici. Lui ci tiene a dire che sono stati comunicati nell'82 in un convegno a Bologna..

DOMANDA - 72

RISPOSTA - 72 scusi, si, nel 72 in un convegno a Bologna con titolo in americano, ma penso che non fosse.. con un titolo sulla prevenzione dei tumori, non fosse molto ben frequentato oppure molto pubblicizzato. Dopo ne ha fatto una lettera alla Accademia dei Lincei nello stesso anno, sicuramente nello stesso anno ha dato queste informazioni alle aziende, a Montedison in primo luogo ed anche ad altre aziende del cartello; questo e` certo. Pero` erano dei lavori.. ma questa e` l'impressione che ho sentito da altri ricercatori, che Maltoni dopo e` un tipo un po'.. cosi` si fa molto amare, ma anche molto.. da alcuni altri.. forse saranno invidiosi del suo successo, non so, alcuni autori che conosco io, colleghi, cancerogeni sperimentali, hanno un certo cosi`.. pensano che ha un modo di fare non precisamente, diciamo, tale da semplificare le cose, da mettere dei punti a delle storie, cosi` e` successo, io personalmente ho avuto..

DOMANDA - Comunque dei rapporti personali del professor Maltoni eventualmente chiederemo..

RISPOSTA - Ma e` un valore pero` tecnico

DOMANDA - Io le volevo chiedere, la mia domanda riguardava i risultati e la loro significativita` in relazione alla pericolosita` o meno dell'esposizione al CVM; i risultati del professor Maltoni nel 72 erano significativi in questo senso?

RISPOSTA - Erano ampiamente significativi. Il disegno era stato fatto perche' i risultati fossero graduali per.. fossero sistematici per vari livelli di esposizione, per cui tutti i vari livelli saggiati e naturalmente per saggiarli mi pare che sia stato uno studio enorme, con migliaia di lavori, con migliaia di fasi, anche con delle.. comunque erano risultati positivi, che confermavano sostanzialmente il lavoro e i risultati nella sostanza, per lo meno i risultati di Viola. Debbo dire pero` che..

DOMANDA - Quindi vuol dire che ad un aumento di esposizione c'era un aumento del tumore?

RISPOSTA - Si, certo, pero` in cancerologia sperimentale e` importante anche un altro fatto, e cioe` che anche abbassando le dosi rimane un effetto visibile negli animali, e questo in effetti succedeva, pero` lentamente, a 5000, a 2500, a 500, a 250 ppm, cioe` in sostanza non arrivavano mai a 50 ppm questi risultati, infatti si e` arrivati dopo quasi 4 anni; tanto che mi risulta, sempre dai dati che ho trovato, che gli americani, l'MSI americani ad un certo punto si sono rivolti ad un laboratorio americano, che si chiama "Baior Test Laboratory", il quale ha quasi immediatamente,nel 73,prodotto i dati riguardanti le intossicazioni a 50 ppm, tanto che da questo dati della "Baior Test", che naturalmente in sostanza confermavano i risultati del professor Maltoni, questi dati della "Baior Test" sono stati utilizzati ed anche abbastanza.. diciamo, forse in maniera un po' diversa che in Italia, nonostante l'America fosse accusata di lobbismo e cose di questo genere, questi dati sono stati pubblicizzati quasi subito, sono stati partecipati, come si dice, agli organismi pubblici. Ho dimenticato di dire che nel 70 la CGH, gli igienisti industriali di cui parlavamo prima, hanno fatto una proposta di modifica del tlv, forse ascoltando Viola, e hanno proposto l'abbassamento, per due anni e` rimasto come proposta, da 500 a 200 ppm e dopo, nel 72, e` diventato sicuramente 200 ppm. C'e` da dire che gia` a questo punto, pero`, tra il 72 e il 73, molti altri paesi, molte altre agenzie propongono dei valori molto piu` bassi di tlv. Questo era quello che volevo dire

DOMANDA - Siamo arrivati al 1973, le volevo chiedere: lei si ricorda l'episodio dell'incidente e della morte di due operai alla Goodrich negli Stati Uniti d'America?

RISPOSTA - Mi ricordo, perche' e` stato.. facevo gia` il medico del lavoro, mi occupavo di queste cose, e` stato abbastanza impressionante

DOMANDA - Che societa` era, cosa lavorava e questi operai di cosa sono morti

RISPOSTA - La Goodrich e` una fabbrica mi pare nel Kentucky, mi pare, questa di cui si parla, che produceva polivinile a partire dal.. non mi ricordo se era dall'acetilene o dall'etilene, sicuramente c'era uno staff di medici e di consulenti molto bravi, che hanno diagnosticato in autopsia un angiosarcoma per la prima volta, questo succedeva nel 73, alla fine del 73, hanno diagnosticato un caso di angiosarcoma del fegato. Dopo pero` hanno fatto in fretta a diagnosticarne un altro, morto sempre nel 73, e a recuperarne qualcheduno che era morto prima, nel 71, mi pare. Questi sono i primi tre casi abbastanza presto pubblicati, almeno due volte in due diversi lavori; ecco, da quella volta il recupero dei tumori da angiosarcoma in particolare e` stato turbinoso, cioe` sono stati pubblicati molti lavori anche in Italia dopo, ma specialmente in America. In America e` stato fatto un lavoro molto importante su 13 casi, in cui sono stati analizzati anche gli eccessi rispetto agli.. per cui si e` dimostrato con evidenza che erano dei casi da mettere sicuramente in relazione col cloruro di vinile

DOMANDA - Quindi poi questa vicenda che e` del novembre 73, come dicono le notizie ufficiali, novembre-dicembre 73, diventa pubblica a livello mondiale. Quando a livello italiano si comincia a parlarne in convegni con i sindacati, nei giornali?

RISPOSTA - Si, questo era l'ultimo gruppo di informazioni che volevo proporre, e` quello di seguire il filone italiano, precisamente pubblico, il versamento pubblico ed anche quello dell'organizzazione dei lavoratori. Beh, una prima notizia che io ho raccolto, diciamo, personalmente e` che alla fine del 73 il consiglio di fabbrica della Solvay di Rosignano in qualche modo propone, richiama l'attenzione sui problemi del cloruro di vinile, pero` non sono riuscito a capire stimolato da chi e con che tipo di supporto scientifico. Sta di fatto che intanto la Montedison nella persona del professor Bartalini direttamente e soltanto nel febbraio del 74, ne ho la testimonianza, informa l'ispettorato del lavoro, il capo dell'ispettorato medico del lavoro italiano, mi pare si chiamasse professor Ricciardi Tenore, qualcuno forse lo conosce che e` qui dentro, e informa di queste vicende relative al cloruro di vinile, degli studi che erano in atto, che intanto non erano ancora conclusi, almeno in Italia, e c'e` una lettera che e` stata pubblicata, che e` stata inviata, forse per richiedere un incontro o non so come, comunque in qualche modo pubblicata del professor Bartalini, che dice.. che vuole rassicurare l'ispettorato del lavoro, il capo dell'ispettorato medico del lavoro, che in Italia sicuramente la situazione e` sotto controllo, e` tranquilla, che non c'e` nessun allarme da portare. E` pubblicata questa lettera, io non l'ho vista, ma e` pubblicata su una rivista dal professor Loprieno, viene citata tra virgolette dal professor Loprieno, il quale professor Loprieno in quel periodo,proprio tra la fine del 73 e l'inizio del 74, e` molto attivo nel campo della.. anche per motivi professionali immagino, si', sicuramente, anche perche' si occupava, si occupa di ..genesi, aveva dei contatti molto diretti con l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione, sicuramente non aveva rapporti migliori personali di quanto non ne avesse il professor Cesare Maltoni con l'agenzia internazionale di ricerca sul cancro, con i ricercatori della agenzia, magari questo e` un filone, dello I.A.R.C., dell'agenzia internazionale di ricerca sul cancro di Lione che dopo possiamo velocemente toccare. Sta di fatto che in Italia le autorita` pubbliche vengono informate per la prima volta nel 74. C'e` da constatare che prima, autonomamente, non erano, nonostante la lettera di Caputo del 71, mi pare dell'inizio del 71, che e` indirizzata al Ministero della Sanita`, questa parte che riguarda invece il Ministero del Lavoro, l'ispettorato dipendeva e dipende dal Ministero del lavoro, ecco, c'e` da dire che nonostante questo ritardo nell'informare, c'e` da dire che autonomamente nessuna struttura pubblica era riuscita a entrare direttamente in questa materia e ad essere in qualche modo protagonista attiva per lo meno in questa situazione. Ricordo anche che nel marzo del 74 e` stata per la prima volta pubblicato sulla rivista Sapere una nota, a cui ne sono seguite dopo delle altre, anche piu` specifiche, e` stata per esempio pubblicata una lunga relazione del professor Loprieno anche sulla rivista Sapere, anche una di Maltoni, mi pare. C'e` un incontro il 10 aprile del 74, questo lo ricostruisco sempre da quanto scrive il professor Loprieno, c'e` stato un incontro il 10 aprile del 74 al Ministero del Lavoro. C'era anche il professor Maltoni e vengono annunciate in qualche modo, oppure viene posta dai tecnici, ma anche da qualcuno del Ministero, l'esigenza di fare degli interventi, piu` o meno quello che veniva svolto nello stesso periodo in altri paesi, nella Svezia, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, cioe` di fissare dei limiti, fissare dei limiti non significa soltanto rendere delle cose compatibili, ma fare degli interventi tecnici impiantistici per arrivare a quelle condizioni. Veniva proposto da Maltoni un tlv di 50 ppm e rendeva appunto obbligatorio una serie di iniziative da parte delle aziende che producevano cloruro di vinile monomero. Pero` a questa riunione in cui sono stati portati questi intenti dopo non e` successo piu` niente. Io osservo, e finisco su questa parte qua, osservo che da questo momento in poi le organizzazioni sindacali, la FULC in particolare, cioe` l'organizzazione in Italia di C.G.I.L., C.I.S.L. U.I.L. dei chimici, assumono un ruolo pubblico, non soltanto sociale, ma come di istituzione, nel senso che, forse questa era la fase politica, la fase sociale, diciamo, portava anche a questo, nel senso che hanno in qualche modo concertato, oggi si dice questa parola, la conduzione di iniziative, con delle scadenze, con dei provvedimenti di tipo scientifico, con delle cose di questo genere. E` stato fatto.. la FULC ha preso, e` stata molto attiva in questo campo, ha fatto una serie di iniziative, un seminario a giugno, dopo un grande convegno a Firenze il 3 settembre, qualcuno che e` qua era presente a queste iniziative. Ecco, e da quel punto.. a quel punto e` stato fatto, e` stato di dominio pubblico la notizia, sono state.. diciamo, anche i giornali ne hanno parlato molto vivacemente, proprio attorno.. tra marzo ed aprile tutti i quotidiani ne hanno parlato, in una maniera.. anche perche' immediatamente si e` parlato del pericolo per i cittadini per i contenuti per quanto poteva esserci nelle bottiglie, per esempio, nei contenitori di PVC, quanto poteva esserci di pericolo per chi utilizzava queste situazioni. Sta di fatto che a quel punto parte una iniziativa ed io forse e` meglio che finisca qua, una iniziativa che in qualche modo ha un fine, un termine piu` o meno nel 77, nel senso che nel 77,in un ulteriore convegno a Roma, vengono date delle.. come delle conclusioni di un, come si puo` dire, di un osservatorio, di una inchiesta intervento, tutte e due le cose

DOMANDA - Prima di arrivare al 77, nel 74 quali sono le indicazioni della FULC, in cosa si concretizza questo intervento, una volta divenuta di pubblico dominio la notizia della pericolosita` cancerogena del CVM?

RISPOSTA - Sa, e` difficile dirlo, perche' o si hanno delle posizioni, si ripetono delle posizioni ed e` possibile leggerle, di alcuni sindacalisti magari importanti, segretari, etc., oppure si va ad interpretare, cosi`, si fa dietrologia

DOMANDA - Non voglio dietrologia, la domanda era specifica nel senso se era in grado di ricordare o di illustrare al Tribunale, c'e` un documento che e` stato acquisito che fa riferimento al 76, in cui i sindacati cominciano a chiedere mac 0 e, ad esempio, per Porto Marghera la chiusura del reparto CV6, volevo chiedere se ricorda, senno` c'e` il documento, comunque ne parleremo

RISPOSTA - Io ricordo di queste.. questi slogan ne ho sentite piu` spesso

DOMANDA - Erano piattaforme sindacali, non slogan

RISPOSTA - In particolare mi ricordo di queste situazioni, del documento preciso non ricordo. Ho in mente il discorso di apertura o la relazione iniziale di Claviotto, per esempio, che era un segretario della FULC, che usava termini come quelli che riportava lei prima, cioe` mac 0 e cose, provvedimenti estremi, voglio dire, pero` non so, sinceramente in quel periodo io c'ero, che valore effettivamente.. che conoscenza..

DOMANDA - Le chiedevo se aveva un ricordo, per carita`, specifico e tecnico come consulente, senno` ci sono i documenti e ne parleremo in altre occasioni. Mentre la sintesi finale che diceva quale era?

RISPOSTA - Se mi consente risponderei almeno in questo senso con un giudizio mio personale alla domanda che lei mi ha fatto, cioe` sicuramente si e` partiti con una aggressivita`, almeno a parole, da parte di alcuni del sindacato, tra l'altro devo ammettere che erano praticamente da soli questi del sindacato, c'erano dei ricercatori molto bravi e molto attenti, molto devoti, che pero` dopo, nella fase di passaggio dalla enunciazione di alcune azioni, propositi, etc., alla concertazione, come la chiamavo prima, di una serie di programmi, c'e` stato un mutamento anche negli atteggiamenti, anche nelle parole, anche negli slogan, questo mi pare di poterlo ricordare e di trovare, anche se non ricordo bene quel documento che diceva lei, un altro ce l'ho sicuramente in mente, appunto quello di Claviotto a Firenze a settembre, nel 74 pero` questo. Per quanto riguarda l'ultima domanda, penso che verra` consegnato agli atti questo importante documento, non tanto per la parte sanitaria e non soltanto comunque per la parte sanitaria, ma per la parte impiantistica che in genere i medici..

DOMANDA - Illustriamo che documento e`, mi pare che sia la relazione del 12 marzo 77

RISPOSTA - No

DOMANDA - Che cos'e`?

RISPOSTA - Questi sono gli atti del convegno di Roma del 7-8 luglio 1977 che il convegno nazionale della FULC CRD, che e` il Centro di Documentazione sui Rischi di lavoro della C.G.I.L. , no, unitario, e in piu` dalla Regione Emilia Romagna e Regione Toscana. Quando ho detto della assenza delle istituzioni, mi riferivo principalmente a quelle centrali, cioe` ispettorato del lavoro, E.n.p.i., Ministeri, etc., mentre alcune Regioni, la Toscana in particolare e anche l'Emilia, erano di gia` attive con delle iniziative testimoniate appunto in questo documento. Questi atti del convegno, con delle relazioni ed anche con degli interventi, rendono conto praticamente dei risultati delle iniziative svolte in accordo praticamente tra organizzazioni sindacali ed aziende italiane produttrici di cloruro di vinile e c'e` una parte tecnica impiantistica e una parte sanitaria. Io vorrei semplicemente soffermarmi su alcune considerazioni, sulle considerazioni finali della parte impiantistica, che e` stata, diciamo, condotta dal professor Zanelli, che e` un ingegnere, un professore di ingegneria meccanica a Pisa, il quale conclude dicendo che.. diciamo che in questi due anni erano state fatte alcune cose, nella discussione dopo quantifica che le aziende italiane avevano speso 100 miliardi all'epoca per intervenire, non dice se per la parte sanitaria, soltanto per la parte sanitaria.. quanto per la parte sanitaria e quanto per la parte impiantistica, sicuramente di piu` per la parte impiantistica, pero` dice che, nonostante questo sforzo,la situazione, se volete io lo leggo, ma comunque e` agli atti, la situazione non era assolutamente tranquillizzante, perche' sui programmi che erano stati pensati molte cose non erano state ancora fatte e molte cose erano addirittura da progettare, ci sono le tabelle che dimostrano impianto per impianto, tra quelli esaminati, qual e` la situazione e mi pare anche di capire che, cosi`, tanto per fare riferimento alla situazione in cui siamo, nella situazione di Marghera, di Porto Marghera, le cose da fare o da programmare erano maggiori che quelle realizzate e in assoluto manca il confronto con le altre aziende; questo emerge da questa.. pero` non ho la possibilita` di dire che significato effettivamente avessero queste immagini, questo scenario

DOMANDA - Comunque il documento c'e`, eventualmente chiederemo di sentire l'ingegner Zanelli. Le volevo fare una una domanda particolare su quella norma, quell'insieme di norme fondamentali in materia di sicurezza, costituite dal decreto del Presidente della Repubblica 303 del 56, in relazione al caso specifico della lavorazione e trattazione del CVM in qualsiasi maniera all'interno delle fabbriche qui a Porto Marghera

RISPOSTA - Beh, l'articolo.. c'e` un articolo in particolare, penso si riferisca la domanda se fosse stato adottato il 303 cosa sarebbe successo o cosa non sarebbe successo a Marghera

DOMANDA - Certo, vista la situazione e vista la normativa secondo quello che ha osservato lei

RISPOSTA - Si, in genere con i se e con i ma si fa la storia si dice. Sta di fatto che il 303 e` una norma molto generale che da` delle indicazioni sicuramente tecniche, si riferisce all'igiene del lavoro ed e` il corrispettivo per l'igiene del lavoro di un'altra norma fondamentale, che e` il 547 per la prevenzione degli infortuni e complessivamente rappresentano ehanno rappresentato, ma ancora rappresentano il corpo.. diciamo, l'indirizzo, un quadro generale di prevenzione anche oggi tutto sommato, nonostante che siamo sotto.. in un'altra era, quella europea con le direttive, questi D.P.R., anche se cambiati sono ancora vigenti. In particolare ci sono alcuni articoli che dicono che sono una specie di diktat, in effetti, per curiosita` posso dire che sono gli stessi articoli che c'erano in una equivalente legge dell'igiene del lavoro,promulgata nel 1926, non e` molto diversa, per cui e` una.. come si puo` dire, e` un mandato generale, un indirizzo generale che e` stato.. dopo non e` differente dal modello che aveva proposto il bit di codice del lavoro nel 48 e in sostanza questa e` una legge ampiamente disattesa in Italia, dalle grandi e dalle piccole aziende, questo risulta, se non altro, da alcuni, non tanti purtroppo, procedimenti che sono stati fatti, ma risulta anche dalle pubblicazioni dei medici del lavoro; se fosse stata applicata sempre questo tipo di normativa e in particolare l'Art. 20 del 303, che dice che i vapori devono essere aspirati, quelli che possono dare dei problemi, debbono essere aspirati all'origine, non devono diffondersi per l'aria. E` una norma generale che pero` viene richiamata, viene.. quando non ci sono delle norme tecniche piu` specifiche, viene ancora utilizzata in molte situazioni. Se fosse stata applicata.. io penso che se fosse stata applicata esposizioni tipo 2000 ppm o 1500 ppm non si sarebbero dovute verificare. Se non si fossero verificate queste esposizioni a 2000 ppm o a 1500 ppm, anche se episodi, come poteva succedere o anche di piu` certe volte, nei lavoratori delle autoclavi, io penso, appunto rimanendo in quel se e ma, io penso che molte patologie non si sarebbero verificate, specialmente quelle neoplastiche per esposizioni che sono state sviluppate negli anni passati

 

Presidente: lei ha parlato di 2000 o 1500 ppm, ma perche' sono state verificate? Lei ha fatto riferimento perche' sono state verificate e in quali occasioni?

 

RISPOSTA - Guardi, c'e` nella letteratura, vengono riportati nella letteratura internazionale, specialmente americana, dopo sono state anche stimate e ricostruite le concentrazioni alle quali, nelle varie categorie di lavorazioni, aspirate, non aspirate, fatte in un modo,fatte in un altro, si potevano rappresentare.. potevano presentarsi le concentrazioni per i lavoratori interessati, per quanto tempo, etc. Io ho fatto il 2000, 1500, ma anche piu` alte certe volte, ma anche piu` basse per altri lavoratori, era la media che abitualmente veniva.. almeno in alcune operazioni di autoclavi doveva esserci ed e` stata confermata, scritta da alcuni autori

 

Presidente: questo nelle aziende, negli stabilimenti americani o anche italiani?

 

RISPOSTA - Io direttamente dei dati di Marghera non sono a conoscenza, perche' non ho mai..

 

Pubblico Ministero: infatti,Presidente, questa e` una parte tecnica che verra` posta agli ingegneri.. credo che il professor Carnevale non conosca i dati specifici su questo punto

 

Presidente: deve fare altre domande all'ingegnere?.. Allora vediamo se ci sono domande da parte delle parti civili

 

AVVOCATO SCATTURIN

 

DOMANDA - Se sia a sua conoscenza, dottor Carnevale, che nel gennaio 75 presso la sede della I.A.R.C. di Lione si e` svolto un meeting avente per oggetto la cancerogenesi da CVM e PVC, meeting promosso dall'allora direttore della I.A.R.C., "Ighinson" si chiama questo direttore, e` la prima domanda, e` del 75

RISPOSTA - Si

 

Presidente: lei ricorda questo meeting?

 

RISPOSTA - Si

 

Presidente: che cosa accadde in questo meeting?

 

DOMANDA - Se le consta che tra i partecipanti di questo meeting ci fosse anche il dottor Vito Foa` della clinica del lavoro Luigi Devoto dell'universita` degli studi di Milano

RISPOSTA - Si, a memoria io lo conosco, conosco un documento di lavoro che e` stato prodotto in quella data, nel 75, come tra l'altro era stato prodotto nel 74 altri due documenti. Si, nel gruppo di lavoro c'era il professor Foa` e anche "Mavi" mi parte che ci fosse, a parte altri ricercatori

DOMANDA - Anche rappresentanti delle aziende poi?

RISPOSTA - Adesso..

DOMANDA - Il dottor "Poer"?

RISPOSTA - Si si, se vuole glieli leggo

DOMANDA - Il dottor "Duffil"?

RISPOSTA - Io non c'ero comunque

 

Presidente: comunque risultano dalla documentazione i partecipanti?

 

RISPOSTA - Si

DOMANDA - Se e` a conoscenza dei contenuti di questo rapporto

RISPOSTA - Si, di questo sono a conoscenza, anche a memoria posso citarlo, in genere sono abituato a consultare il materiale piu` che a riferirlo a memoria. Comunque sono a conoscenza del fatto che il gruppo di lavoro si e` impegnato a valutare i dati disponibili a quell'epoca, sia quelli di.. specialmente quelli di patologia umana dei casi e degli studi descritti sull'uomo e praticamente ha confermato che il cloruro di vinile monomero e` una sostanza cancerogena per l'uomo, che i tumori che produce il cloruro di vinile sono quelli della.. gli angiosarcomi del fegato e che negli esposti c'era anche un accesso per i tumori, se ricordo bene, del polmone e del linfoemopoietico, se ricordo bene

DOMANDA - Se puo` ricordare, dottor Carnevale, se le consta che in questo rapporto fossero stati riportati 43 casi di lavoratori colpiti da angiosarcoma al fegato a causa della loro esposizione, proprio per questa particolare situazione, a CVM e PVC, in ambito lavorativo naturalmente

RISPOSTA - Si, sarebbe meglio che lo trovassi, comunque ricordo a memoria che c'erano due tabelle in questo documento di lavoro, che sono i documenti che lo I.A.R.C., diciamo, disseminava ai governi, alle autorita` sanitarie pubbliche e c'erano queste due tabelle, non mi ricordo il numero esatto, ma penso che fossero ormai 42, 43 quelli nell'85 che fossero stati raccolti.. nel 75, che fossero stati raccolti. Mi pare piu` importante i gruppi di lavoro.. i gruppi di lavoro del 74, perche' sono stati i primi che hanno, diciamo, dato un avallo scientifico alla.. comunque c'erano.. le confermo quello che lei..

DOMANDA - Quest'altra circostanza, che per noi e` molto importante, se le consta che altri tumori, oltre al fegato, che il rapporto riferisce eccessi di tumore, ci fossero stati riportati tumori all'encefalo, all'apparato respiratorio, all'apparato linfoemopoietico

RISPOSTA - Si, ricordo a memoria sicuramente il linfoemopoietico, pero` il polmone no non me lo ricordo e l'encefalo, adesso che lei l'ha detto, mi pare di ricordare

DOMANDA - Lei ha parlato di tlv, a noi risulta che gia` nel 1973 i concetti riportati sui cancerogeni fossero differenti pero`

RISPOSTA - Si, riesco a capire quello che vuol dire

DOMANDA - Per esempio il dottor Foa` ne parla in termini diversi

RISPOSTA - Si, mi pare che tutti i ricercatori, sicuramente anche all'epoca del professor Foa`, erano del parere che per i cancerogeni non ci dovesse essere un tlv, non e` possibile fissare scientificamente.. o meglio, non si puo` dire che avendo fissato un tlv, questo abbia un valore scientifico, diciamo, su cui tutti possano essere d'accordo, questo mi pare che sia la..

 

Presidente: ci sono altre domande delle parti civili?.. Nessuna. I responsabili civili vogliono fare delle domande?.. I difensori degli imputati vogliono fare delle domande?

 

Avvocato Stella: dobbiamo limitare le domande alla storia o possiamo..

 

Presidente: su quello su cui e` stato chiamato a deporre

 

Avvocato Stella: le spiego Presidente, perche' il professor Carnevale assieme alla dottoressa Chellini ha svolto l'indagine forse piu` delicata, che e` quella sugli insaccatori

 

Presidente: io non lo sapevo

 

Pubblico Ministero: Presidente, siamo in sede di controesame, quindi che controesame sia. La dottoressa Chellini verra` e parlera`, perche' c'e` una divisione specifica, visto la vastita`

 

Presidente: d'accordo, questo volevano sapere

 

Avvocato Stella: volevo solo sapere

 

Avvocato Alecci: l'ha firmata

 

Presidente: va bene, si saranno suddivisi i compiti; d'altra parte e` anche vero questo, cioe` e` un controesame, sentiamo, visto che c'e` questa divisione dei compiti cui fa riferimento il Pubblico Ministero, io non lo sapevo certamente, e che il controesame avvenga su quello che ha gia` riferito e sulle domande poste dal Pubblico Ministero

 

Avvocato Battain: cioe` sulla parte storica

 

Presidente: quindi sulla parte storica, diciamo

 

Avvocato Stella: per la parte storica fino al 75 o anche dopo?

 

Presidente: forse anche dopo, non lo so, comunque faccia una domanda e sentiamo

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - La domanda che io faccio al professor Carnevale e` questa: io adesso non ho qui una lettera indirizzata al dottor Casson, ma in questa si dice che secondo lo I.A.R.C. il CVM, lo I.A.R.C. dell'87,il CVM ha effetti cancerogeni sul fegato e su altri tre organi bersaglio, che sono il polmone, il cervello e il sistema linfatico, e questo viene detto al dottor Casson in una lettera. Volevo chiedere: e` a conoscenza, professor Carnevale, poi della evoluzione successiva anche dello I.A.R.C. e cioe` del fatto che secondo il rapporto dell'89, 007, la situazione cambia completamente,perche' in quel rapporto, che riassume la piu` grande ricerca epidemiologica che sia mai stata fatta, con 7 epidemiologi..

 

Pubblico Ministero: c'e` opposizione alla formulazione delle domande in questa maniera, perche' e` vero che e` controesame, pero` indicare i 7 epidemiologici, che e` la piu` grande..

 

Presidente: scusate, la opposizione e` respinta per questo motivo, scusi Pubblico Ministero, noi siamo in sede di audizione o di esame di un consulente tecnico; nel fare la domanda ovviamente la domanda deve essere un attimo.. rappresentare, diciamo cosi`, un po' quello che si vuole sapere sulla base anche di una storicizzazione poi della questione, e quindi si vuole richiamare gli studi e si vogliono richiamare anche, ovviamente, la sede dove questo e` stato detto. Mi pare che tutto sommato non ci sia nulla, ma poi voglio dire siamo in sede di esame di un consulente, non siamo in sede di controesame di un teste. A parte il fatto che comunque le domande suggestive anche in sede di controesame nei confronti di un teste sarebbero possibili, non vedo.. insomma, c'e` semplicemente una complessita` della domanda, punto e basta, vada avanti

 

DOMANDA - Io volevo solo precisare che sono stati fatti studi su 19 industrie di 4 paesi. Allora, questa ricerca che fa capo al dottor Simonato, conclude in senso.. cioe` rappresenta una sorpresa perche' conclude nel senso che l'ipotesi relativa agli effetti cancerogeni del CVM sui tre organi bersaglio diversi dal fegato e` una ipotesi non provata, non confermata. Volevo sapere se il professor Carnevale conferma questa.. e` a conoscenza di questo fatto

RISPOSTA - Se lei mi dice "rispondi si o no", io le dico che si`, se lei vuole che le spieghi forse meglio di quanto..

 

Presidente: certo che deve spiegare, ma qua non siamo per rispondere si o no, la domanda e` stata complessa, la risposta quindi puo` essere altrettanto complessa

 

RISPOSTA - E` complessa. Dunque, professore, lo I.A.R.C., che e` la agenzia internazionale della ricerca sul cancro, ha parecchi programmi scientifici di attivita`, molti, fortunatamente e` un grosso istituto e una cosa sono i gruppi che mette in piedi per valutare la cancerogenicita` delle sostanze e fa le cosiddette monografie di valutazione. Quella a cui lei si riferisce dell'87..

DOMANDA - 89

RISPOSTA - Quella prima e` dell'87, pero`..

DOMANDA - No, questa e` dell'89

RISPOSTA - Ma si riferisce a..

DOMANDA - Quella di Simonato

RISPOSTA - No, io mi riferivo invece alla valutazione

DOMANDA - Ah, dell'87

RISPOSTA - Dell'87, quella e` frutto di un gruppo di lavoro ad hoc, si dice, per valutare la cancerogenicita` di una sostanza e praticamente prende in esame tutta la letteratura pubblicata, disponibile, segue dei criteri ben definiti ed arriva a dire "quella sostanza e` cancerogena, e` cancerogena per l'uomo, e` cancerogena per l'animale, e` possibilmente cancerogena, non e` cancerogena", per cui questa e` una delle attivita` dello I.A.R.C. Lei fa riferimento, richiamando lo stimato veneziano Simonato, ad un lavoro scientifico di ricerca di tipo epidemiologico collaborativo, multicentrico, europeo, che il dottor Simonato, essendo allo I.A.R.C. come ricercatore, ma adesso non lo e` piu`, non e` dello I.A.R.C., adesso mi pare che sia ricercatore all'istituto di medicina del lavoro dell'universita` di Padova e che sia direttore del registro tumori del Veneto. In quello studio, per quanto riguarda l'Europa, il dottor Simonato ha coordinato, ha lavorato piu` degli altri, ma ha coordinato un gruppo di altri ricercatori in altri paesi europei, mi pare 19 impianti e i risultati di questo lavoro, di questo particolare lavoro collaborativo europeo, ha dato quei risultati che diceva lei, cioe` una evidenza fortissima del rapporto fra CVM ed angiosarcoma, forse anche del tumore.. di tutti gli altri tumori.. del fegato, molto meno evidente, piu` debole l'associazione, non significativa comunque, per polmone, questo mi pare che sia.. comunque lo I.A.R.C. non ha timbrato, con questo lavoro di Simonato, una posizione diversa da quella dell'87, ha capito?

DOMANDA - Perche' non ha fatto la monografia

RISPOSTA - Sono cose completamente diverse, questo e` il lavoro di Simonato, la valutazione dello I.A.R.C. ha tutt'altra caratteristica e tutt'altra impostazione

DOMANDA - Guardi che il titolo con cui viene presentata e` "I.A.R.C. Internal Report 89 007"

RISPOSTA - Si, ha ragione, si si, quella e` una altra edizione.. si`, e` un rapporto interno, giustamente, si`, pero` questo e` qualcosa di diverso dalle monografie

DOMANDA - Poi su questo torneranno Simonato e gli stessi Comba e Pirastu, etc. etc.. Ma a proposito di revisione lei prima parlava dello I.A.R.C. dell'87 che ha fatto una revisione della situazione. Noi abbiamo forse uno dei piu` grandi ricercatori sir Richard Doll, che nell'88 fa una revisione di tutta la letteratura ed anche Doll costituisce una sorpresa rispetto alle indagini precedenti, perche' Doll conclude dicendo che l'effetto cancerogeno riguarda solo l'angiosarcoma e c'e` solo un piccolo rischio di tumore al polmone per esposizioni elevate. Le risulta questo?

RISPOSTA - Beh, che Richard Doll abbia tanti anni e sia ancora vivo mi risulta, che abbia fatto nell'88 questa revisione, diciamo, lui assieme ad altri, questo e` altrettanto vero. Che abbia, diciamo, rivoluzionato la situazione, le conoscenze sui rapporti.. sugli effetti di cloruro di vinile, questo non mi risulta. Mi risulta che gli effetti sul fegato, sull'angiosarcoma sono stato rivalutati con molta evidenza dal sir Richard Doll e che per quanto riguarda i tumori del polmone e dell'encefalo il professor Doll abbia detto che.. abbia scritto anche, lo ricordo a memoria, che c'e` una piu` debole associazione, e cioe` che non si sono presentati perche' probabilmente c'e` stata una espansione piu` bassa per questi tumori, cioe` il rapporto e` piu` debole questo si`, mi consta questa situazione

DOMANDA - Le risulta anche che Jones in Inghilterra e Wu ed altri negli Stati Uniti siano giunti alla conclusione che l'ipotesi relativa ai tre organi bersaglio diversi dal fegato non era confermata?

RISPOSTA - Adesso questa citazione precisa non ce l'ho sotto gli occhi

DOMANDA - Il lavoro di Jones e` dell'88 e quello di Wu e` dell'89

RISPOSTA - Si si, ho capito, si si, beh, sono cose scritte, si si

DOMANDA - E nello stesso senso ci sono poi..

 

Pubblico Ministero: Presidente, c'e` un'altra opposizione alla metodologia di domande e le illustro in questa maniera, anche in relazione allo studio citato del dottor Simonato non e` affatto vero quello che dava per scontato il professor Stella, perche' il documento e` stato prodotto, ovviamente il Tribunale, tutti lo possono verificare, le conclusioni non sono solamente in quel senso, quindi vanno approfondite. Se vogliamo porre, tra l'altro, ripeto in sede di controesame, al dottor Carnevale delle domande ulteriori rispetto a quelle che sono state poste, il Tribunale ha detto di si`, per carita` io mi inchino alla volonta` del Tribunale non c'e` problema, pero` le premesse alle domande mi impongono di fare opposizione perche' intanto vengono date per scontate e poi se si chiedono documenti di qualsiasi genere anche a noi per la parte nostra giuridica non ci possiamo ricordare a memoria tutti i documenti e non possiamo dire "confermo, non confermo, risulta, non risulta", i documenti ci sono e i documenti valgono come tali

 

Presidente: adesso io non ho i documenti, non conosco le conclusioni di Simonato, se peraltro fossero state fatte delle premesse che sono differenti da quelle che sono le risultanze del documento, certamente questo non sarebbe neppure corretto

Avvocato Stella: mi leverei la toga, Presidente

 

Presidente: no, ma voglio dire che se si fa una contestazione o se si fa una domanda, magari, guardate, per garanzia di tutti allora leggiamo esattamente le conclusioni di Simonato, cosi` leviamo ogni.. siccome viene contestato dal Pubblico Ministero che le conclusioni del Simonato siano esattamente quelle che lei ha premesso alla domanda fatta al consulente, beh, sentiamole allora

 

Avvocato Stella: posso leggere le conclusioni?

 

Presidente: prego

 

Avvocato Stella: "in conclusione i risultati di questo studio collaborativo multicentrico indicano: primo, un aumento del cancro del fegato e` associato con l'esposizione al cloruro di vinile; una relazione all'esposizione disposta si osserva sia per le valutazioni di esposizioni quantitative e cumulative. Anche l'angiosarcoma del fegato e` associato con l'esposizione cumulativa, con un aumento del rischio proporzionale all'aumento della esposizione. Secondo: non viene riportato alcun eccesso significativo di mortalita` per altri siti sospettati a priori come interessati dall'esposizione al cloruro di vinile. Sebbene l'incidenza del cancro del polmone sia leggermente aumentata, ne' questo fatto, ne' la mortalita` da cancro del polmone, appaiono associati ad alcuna variabile di esposizione. La mortalita` da cancro del cervello e quella da linfosarcoma, per quanto leggermente aumentate, non appaiono sicuramente associate alla esposizione, sebbene i piccoli numeri impediscano delle conclusioni assolutamente certe. E` stato riscontrato un aumento di rischio di cancro della vescica e di melanoma della pelle che non appare associato alla esposizione, poiche' ognuno e` confinato in un solo paese. Non e` stato osservato alcun aumento di mortalita` da altre principali cause di morte"

 

Presidente: queste sono le conclusioni dello studio di Simonato

 

Pubblico Ministero: no, secondo il professor Stella, adesso io produco il documento, eventualmente facciamo la traduzione, perche' e` in inglese, che parla in termini in senso leggermente diverso, perche' parla che non ci sono statisticamente delle incidenze rilevanti e parla di un periodo di 25 e 29 anni di esposizione, che e` una cosa diversa,Presidente, sono cose diverse. Produco il documento in inglese, il dottor Carnevale lo conosce benissimo e lo traduce

 

Presidente: lei lo ha il documento in mano?

 

RISPOSTA - Si, il lavoro pubblicato, fa riferimento a questo professore?

DOMANDA - Io faccio riferimento al Report Internal dello I.A.R.C. dell'89, che non e` il lavoro di Simonato successivo, eh

RISPOSTA - Questo e` del 91

DOMANDA - No, questo e` dell'89 e le conclusioni che le ho letto..

RISPOSTA - Questo e` piu` buono di quell'altro, perche' e` fatto..

 

Presidente: allora nel 91.. il Pubblico Ministero evidentemente ha letto uno studio di Simonato del 91, le conclusioni sono diverse, le risulta?

 

RISPOSTA - No, la traduzione e` uguale, perche' le conclusioni sono piu` o meno uguali, c'e` un po' un'enfasi su qualche aggettivo, ma comunque sostanzialmente mi pare sono uguali

 

Presidente: anche se, devo dire, si`, ci puo` essere opposizione nel caso in cui la domanda sia mal posta oppure le premesse non siano corrette, esatte, etc., pero` preferirei che l'intervento fosse, poiche' c'e` la possibilita` di un riesame, fatto dal Pubblico Ministero in sede di riesame, cioe` il Pubblico Ministero ha fatto l'esame, sente il controesame e in sede poi di intervento di riesame puo` fare tutte le precisazioni che intende fare. Cosi` procediamo un po' meglio, senza tutte queste contestazioni che poi non ci danno la possibilita` di seguire un filo logico, perche' io credo che andremmo bene, questa e` gia` una sperimentazione di quella che potra` essere l'istruttoria dibattimentale, ma potremmo andare molto piu` fluidamente se seguissimo proprio questo criterio. Innanzitutto quando si sentono i consulenti io credo che si debba un po' largheggiare, non credo che un consulente, proprio per la sua professionalita`, la sua specificita`, si possa fare suggestionare da domande o da contestazioni, sa dare una risposta evidentemente, oppure dice "non l'ho letto, non sono pienamente a conoscenza", e roba di questo genere, primo. Secondo: vorrei che eventualmente le domande o le precisazioni fossero riservate al momento in cui tocca, cioe` chi fa il controesame nel momento in cui fa il controesame, chi ha fatto l'esame nel momento in cui fa il riesame, cosi` andiamo, io credo, in maniera piu` fluida, il Collegio ha la possibilita` di seguire meglio anche l'audizione di questi consulenti, questo vale anche per i testi ovviamente

 

DOMANDA - Il mio intento era di capire se fosse vero che dall'89 in poi la situazione e` mutata, e` mutata perche' c'e` stata questa ricerca multicentrica nazionale, c'era stato il lavoro di Doll in quei termini, c'erano stati contestualmente fuori dall'Europa i lavori di Jones e i lavori di Wu e poi, successivamente, in Europa ancora i lavori di "Lelbac" e di Laplanche. A questo punto non vorrei fare delle domande sbagliate, lei conosce i lavori di "Lelbac" e di Laplanche? Giungono alle stesse conclusioni degli altri, e cioe` che i tre organi bersaglio non sono.. io le posso anche leggere, la mia domanda e` solo se conosce questi lavori

RISPOSTA - L'ultimo non l'ho letto

DOMANDA - Quello di Laplanche, in Francia

RISPOSTA - Gli altri si`, se vuole una mia opinione su questi, a parte confermare che le cose stampate, sa..

 

Presidente: dia allora una sua valutazione su questi lavori

 

RISPOSTA - Io le posso dire che conosco, dopo ne parleranno anche la dottoressa Pirastu e il dottor Comba, conosco gli ulteriori lavori, piu` recenti, che riconfermano queste.. che in pratica confermano l'associazione col polmone e col linfoemapoietico ed anche che propongono per altre sedi, per la laringe, per cui non e` che ci sia un.. l'accumulazione delle conoscenze e` un processo continuo. Quello che lei ha citato sono dei contributi ulteriori a delle conoscenze, ce ne sono delle altre. Le posso dire che a mio modo di vedere ci sono gia` delle altre indicazioni che queste sedi tumorali che lei vuole escludere..

DOMANDA - No, io non voglio

 

Presidente: che quegli studiosi in quella epoca hanno escluso

 

RISPOSTA - Che in quell'epoca hanno escluso sono confermati in altri lavori che sono altrettanto buoni

DOMANDA - Ce li puo` indicare, professore?

RISPOSTA - E` in corso di stampa per esempio un lavoro italiano, che aggiorna la coorte di Ferrara mi pare, dei lavoratori di CVM di Ferrara, di Rosignano e di..

 

Pubblico Ministero: di Ravenna

 

RISPOSTA - E di Ravenna e che appunto conferma questi dati che dico io, che riprende in esame quelle che cose che lei vuole escludere

DOMANDA - E` in corso di stampa ma non e` ancora pubblicato?

 

Presidente: chi sono gli autori

 

RISPOSTA - Gli autori sono chi in Italia sta facendo le follow-up di questi studi

DOMANDA - Cioe`?

RISPOSTA - Cioe` il dottor Comba e la dottoressa Pirastu

 

Presidente: che sono comunque dei consulenti che dovranno essere introdotti in questo processo

 

Pubblico Ministero: certo, sono nella lista che verranno sicuramente sentiti, perche' la premessa e`, come diceva, ci sono conoscenze in movimento, questa e` la situazione

 

Presidente: altre domande da parte dei difensori degli imputati

 

AVVOCATO PANAGIA

 

DOMANDA - Il consulente ha detto che nel luglio del 71, mi corregga se ho capito male, viene commissionato uno studio dalla Montedison, e` vero, al professor Maltoni e poi ha affermato che pero` i gruppi di lavoro, solo i gruppi di lavoro, del 74 hanno dato un avallo scientifico al problema del sarcoma del fegato, dell'encefalo e via dicendo, vorrei che mi chiarisse l'aspetto della terminologia avallo scientifico, che lei appunto riconduce ai gruppi di lavoro del 74

RISPOSTA - Non riesco..

DOMANDA - Lei, nella narrativa storica che ha fatto, ha distinto due momenti, nel 71 c'e` uno studio che viene commissionato dalla Montedison al professor Maltoni, e questa e` una realta` che credo di avere ben compreso; poi nella sua narrativa storica arriva al 74 e dice che solo i gruppi di lavoro del 74 hanno, riferisco testualmente perche' sono le sue parole e possiamo anche risentirle, hanno dato avallo scientifico al problema del sarcoma, ovviamente ricondotto alla sostanza di cui stiamo parlando. Ora, che cosa intende per avallo scientifico che questi gruppi di lavoro avrebbero fornito nel 74? Se puo` spiegarmi questo concetto

RISPOSTA - Non riesco a capire ne' la sostanza, ne'..

DOMANDA - Poi, se riesce a rispondermi a questo criterio,poi faccio un'altra domanda e capisce meglio

 

Presidente: cosa sarebbe questo avallo scientifico? Perche' ogni lavoro, io credo, ha una sua scientificita` relativa, piu` o meno apprezzabile, etc., ma credo che, voglio dire, abbia questo proposito di scientificita`, no? Quindi puo` essere piu` o meno apprezzata piu` o meno.. dipende dai campioni, dipende dalla metodica, dipendera` da tutta una serie di..

 

Avvocato Panagia: vorrei che rispondesse il consulente

 

Presidente: ma no, ma forse gli sfugge proprio il significato della sua domanda ed anche a me leggermente sfugge

 

Avvocato Panagia: la mia domanda e` chiara

 

Presidente: sara` chiara a lei, ma a me sfugge

 

DOMANDA - Arrivo alla seconda domanda: siccome dal 71 c'e` questo studio che appunto e` stato commissionato dalla Montedison e lei mi dice che solo nel 74 si arriva a delle conclusioni scientifiche..

 

Presidente: vuole forse chiarire questo aspetto se l'ha compreso?

 

RISPOSTA - Si, ho capito cosa vuol dire, cioe` e` troppo in ritardo dice

DOMANDA - No no, al contrario, dico che sono occorsi degli anni perche' si arrivasse, secondo le sue conclusioni, a delle conclusioni scientifiche e non a delle mere possibilita`, se non ho capito male il suo discorso

RISPOSTA - Forse ho usato dei termini che si prestano ad equivoci. Io ho esaltato il lavoro del professor Maltoni, ho detto che era stato disegnato con grande capacita` e con grande spiegamento di risorse e so di certo che nel 92.. alla fine del 72, scusi, i risultati al committente li ha portati abbondantemente. Questi risultati, forse lei e` questo che non.. su questo non ci siamo capiti, questi risultati sono diventati di piu` immediata, come si puo` dire, operativita` nei fatti quando, nella fine del 74, sono arrivati..

 

Presidente: al mondo scientifico

 

RISPOSTA - Ecco, a questa cosa scientifica che diceva lei

 

Presidente: alla comunita` scientifica

 

RISPOSTA - Alla comunita` scientifica

DOMANDA - Nel 74 alla comunita`

RISPOSTA - Si, infatti se qualcuno va a cercare le comunicazioni del professor Maltoni in quegli anni o va a Bologna in un qualche biblioteca dell'ospedale di Malpighi o Santorsola, perche' la`, soltanto la` c'e` una rivista che si chiama "vita degli ospedali", e quella e` stata pubblicata nel 74. In realta` prima del 74 non c'e` nessuna pubblicazione. Nel 75, dopo, fortunatamente vengono pubblicati gli atti nel New York Times, dove c'e` una comunicazione di..

 

Avvocato Panagia: mi basta

 

Presidente: aggiorniamo l'udienza al giorno 12

 

Pubblico Ministero: chiedo in conclusione che venga acquisita la documentazione

 

Presidente: certo, acquisiamo la relazione con la documentazione allegata. Il Pubblico Ministero se ci vuole indicare i consulenti che verranno la prossima udienza

 

Avvocato Benedini: anche il professor Carnevale, perche' dobbiamo finire il nostro controesame

 

Presidente: ho capito, questa e` una richiesta, ne prendo atto, intanto chiedevo al Pubblico Ministero se ci vuole indicare i consulenti

 

Pubblico Ministero: la prossima volta continua il controesame

 

Presidente: si, professor Carnevale, la prossima volta lei dovra` tornare perche' le difese ancora avranno delle domande da porre, la sentiremo per primo e quindi lei potra` eventualmente liberarsi. Oltre al professor Carnevale?

 

Pubblico Ministero: poi ci saranno i consulenti medici ed in particolare il dottor Bai e il dottor Berrino

 

RINVIO AL 12 GIUGNO 1998

 

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