UDIENZA DEL 7 APRILE 1998

 

COLLEGIO:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: allora, il Tribunale leggera` l'ordinanza sulle questioni che sono state sollevate nelle prime tre udienze in ordine alla costituzione delle parti

 

IL TRIBUNALE DA` LETTURA DI ORDINANZA ALLEGATA AGLI ATTI

 

Presidente: l'ordinanza e` a vostra disposizione e ci sono anche gli allegati a cui abbiamo fatto riferimento

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO PER CIRCA 10 MINUTI

 

Presidente: l'udienza prosegue, se vi sono altre questioni di carattere preliminare

 

ALTRE QUESTIONI DI CARATTERE PRELIMINARE

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: scusi Presidente, un chiarimento. Se non ho male inteso, il Tribunale.. io parlo in questo momento come sostituto del professor Padovani, responsabile civile, se non ho inteso male, il Tribunale nel corpo dell'ordinanza ha concesso al responsabile civile un termine dilatorio per controdedurre in ordine a quelle parti civili.. e` corretto?

 

Presidente: e` corretto

 

Avvocato Franchini: adesso, da quello che capisco, si dovrebbe proseguire per le eccezioni

 

Presidente: si, fatto salvo il diritto dei responsabili, nel termine che e` stato concesso, di poter contraddire le domande nei loro confronti rivolte dalle parti civili che si sono costituite all'udienza del 13. Allora questo significa che questo termine va salvaguardato e che pero` non pregiudica la possibilita` intanto di proseguire l'udienza per le altre questioni di carattere preliminare

 

Avvocato Franchini: sulle quali, pero`, le parti civili interessate non interloquiranno

 

Presidente: non interloquiranno, certamente

 

AVVOCATO STELLA

 

Avvocato Stella: signor Presidente e signori Giudici, per accordo con gli altri difensori, dico due parole io su una questione preliminare..

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: Presidente, ho sentito quest'ultima frase che mi ha un po' sorpreso, cioe` se c'e` un contraddittorio da instaurare tra responsabili civili e parti civili che hanno esteso la domanda solo alle udienze precedenti, io credo che non si potra` negare che alle eventuali questioni ed eccezioni, sollevate dopo il termine concesso dai responsabili civili, le parti civili possano rispondere; non ho capito quindi che cosa vuol dire che le parti civili non possono interloquire

 

Presidente: oggi non possono interloquire, ma non.. guardi, non ci siamo capiti. Io credo, avvocato Zaffalon, che lei si sia costituito parte civile per molti..

 

Avvocato Zaffalon: il mio intervento riguarda una modesta parte di miei assistiti

 

Presidente: che hanno esteso all'udienza del 13, allora, rispetto a quelli, le questioni che attengono all'estensione della domanda nei confronti dei responsabili civili, ovviamente e` questione che e` rinviata a 20 giorni, concesso il termine dilatorio. Le altre questioni potranno essere qui esaminate oggi

 

Avvocato Zaffalon: quindi quella frase "non possono interloquire" che cosa voleva dire?

 

Presidente: sulle questioni attinenti alla costituzione dei responsabili civili

 

Avvocato Zaffalon: beh, naturalmente, cioe` noi..

 

Presidente: alla questione circoscritta che abbiamo indicato

 

Avvocato Zaffalon: su queste questioni risponderemo, se risponderemo, dopo..

 

Presidente: certo, dopo il termine dilatorio

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: allora forse non sono stato chiaro, probabilmente. Adesso..

 

Presidente: cerchiamo di non complicare le cose, perche', guardate, ognuno di voi e` qui costituito e puo` quindi prendere la parola per altri responsabili etc., siccome c'e` anche un problema di speditezza ed economia delle udienze, io vorrei che.. insomma, se incominciamo ad andare proprio per il sottile sottile sottile..

 

Avvocato Franchini: era solo una richiesta di chiarimento, perche' adesso noi per esempio intendiamo discutere alcune questioni che attengono alla nullita` del decreto di citazione a giudizio. Su questa questione, per una parte delle parti civili non c'e` ancora instaurazione del contraddittorio nei confronti del responsabile civile, perche' c'e` un termine concesso dal Tribunale. Intendevo solo dire: discutiamo pure le questioni relative al decreto di citazione a giudizio; su tali questioni le parti civili rispetto alle quali vi e` questa questione in sospeso non penso possano interloquire, perche' non si sa ancora se sono legittimamente presenti, non mi pare una raffinatezza Presidente, mi pare francamente una questione che attiene all'instaurazione perfetta del contraddittorio, che per alcune parti e` sospesa, tutto qua

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: se questo dovesse essere l'avviso del Tribunale, Giudici, noi dovremmo chiedere allora di rinviare l'udienza

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: Presidente, credo che forse non sia cosi` la questione, perche' le parti civili comunque sono presenti e ammesse nel dibattimento; la questione attiene esclusivamente il responsabile civile. Le parti civili ci sono e sono state ammesse

 

AVVOCATO DI NOIA

 

Avvocato Dinoia: Presidente, a me sembra che l'ordinanza preveda due termini: uno riguardante il responsabile civile e un altro sui documenti e sulle prove che devono portare le parti civili e credo che sia su questo punto che l'avvocato Franchini attirava l'attenzione, cioe` queste parti civili non hanno.. e` in sospeso, saranno 50, saranno quanti sono, ma allo stato non avrebbero diritto ad interloquire sulle questioni preliminari che andranno a trattarsi

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: ci potrebbe essere una soluzione pratica, discutono i difensori degli imputati, dopo di che le parti civili replicheranno dopo avere provato la loro legittimazione

 

Presidente: il Tribunale ritiene di dovere dare questa interpretazione per quanto attiene alle parti civili che hanno esteso la loro domanda nei confronti dei responsabili civili all'udienza dibattimentale del 13 di marzo: costoro sono attualmente parti civili e hanno esteso la loro domanda nei confronti dei responsabili civili, quindi sono gia` parti processuali, salvo il termine dilatorio lasciato ai responsabili civili per contraddire, il che significa che all'udienza che terremo a maggio, qualora insorgessero delle questioni che peraltro, ripeto, potranno semplicemente riguardare non tanto l'ammissibilita` della parte civile e l'estensione della domanda, quanto piuttosto ad una lesione della difesa del responsabile civile, ma non vedo davvero quale possa essere, tenuto conto che noi abbiamo ritenuto che la domanda di estensione abbia tutti i requisiti previsti dall'Art. 83, ripeto, ritengo che comunque siano costituite regolarmente sia nei confronti degli imputati, sia nei confronti dei responsabili civili; il termine dilatorio e` concesso ai fini, diciamo cosi`, di controdedurre, di portare prove per quanto attiene la fondatezza della domanda al responsabile civile. Per quanto invece riguarda le persone che sono nell'elenco B, 50 se non sbaglio, rispetto alle quali non e` stata indicata la data di decesso o la data di cessazione del rapporto, noi ci troviamo in una situazione di questo genere: quelle parti civili sono anch'esse costituite, costituite regolarmente, solo che, secondo il criterio di competenza che abbiamo assunto, si dovranno individuare i loro legittimi contraddittori. Ed allora e` un problema semplicemente di individuazione degli imputati, ma non e` un problema di legittima costituzione e regolare costituzione di quelle parti, che abbiamo ritenuto che invece sia regolare, sia legittima. Pertanto oggi potranno prendere sulle questioni preliminari la parola tutti

 

AVVOCATO STELLA

 

Avvocato Stella: signor Presidente e signori Giudici, due parole su una questione preliminare relativa alla nullita` del decreto di citazione. Prima di spendere queste due parole, che saranno veramente due, vorrei fare una premessa: il Tribunale mi consenta di dire alcune cose che forse non sono del tutto rituali, ma sono importanti. In diversi interventi della parte chiamiamola degli avversari, a noi difensori e` stata rivolta qualche volta una censura, diverse censure che si compendiano nella convinzione che noi difensori degli imputati abbiamo dimostrato poca sensibilita` verso le parti offese, verso le vittime. Queste censure, signor Presidente e signori Giudici, sono frutto di un fraintendimento e lo sono soprattutto per me. Un grande criminologo che tutti conosciamo ha detto che l'espressione Codice Penale e manuale di diritto penale sono espressioni sbagliate, il Codice Penale dovrebbe essere intitolato il codice del dolore, e invece avviene che nel codice, nei manuali, il problema della sofferenza scompare, si usa un linguaggio asettico. Noi non vogliamo usare un linguaggio asettico, non vogliamo rimuovere la sofferenza. Chi e` immerso in questo processo e lascia spazio all'intelligenza del cuore, percepisce questa sofferenza, ma anche chi e` fuori di questo processo, basta che abbia letto ad esempio il libro "Il Petrolchimico", e le storie struggenti di quel libro. Io penso che faremo di tutto per farci carico di queste sofferenze, non so come, ma le abbiamo li` di fronte e ce le hanno li` di fronte anche gli imputati, perche' anche la sofferenza degli imputati non va rimossa, l'ansia nel sentirsi accusati di cose cosi` gravi, l'ansia di andare subito alla discussione sul merito per un chiarimento delle responsabilita`, per capire se queste accuse terribili che sono rivolte a loro hanno un qualche fondamento, ed e` anche questa la sofferenza degli imputati, e` la sofferenza di chi sta ancora di piu` in carcere, e` una realta` che rimuoviamo sempre. Io ho nel mio DNA una vocazione all'utopia, ed e` certamente una prospettiva utopistica quella che ho in mente, ed e` che questo processo, che giustamente e` stato definito storico, diventi storico anche come strumento di riconciliazione, riconciliazione degli imputati con le parti offese e con i familiari, riconciliazione degli imputati delle industrie con la citta` di Venezia. Ma pur in questa prospettiva, pur con queste considerazioni, noi difensori abbiamo dei doveri e non possiamo esimerci dal formulare tutte le questioni che riteniamo fondate, e prima tra queste e` la questione della nullita` del decreto di citazione che, mi creda il Tribunale, io faccio mal volentieri, ma che debbo fare perche' e` fondata. E` una nullita` per indeterminatezza complessiva. Non staro` ad elencare tutte le ragioni, diro` solo le principali.

Per quanto riguarda l'accusa relativa al CVM, PVC e dicloretano, alla difesa e` impossibile identificare gli eventi di morte e di malattie contestate agli imputati. La delimitazione contenuta nel capo d'accusa ai periodi di rispettiva competenza, non e` sufficiente a conferire determinatezza all'imputazione. Quanto agli eventi morte infatti manca.. eventi morte per tumore, manca l'individuazione del momento presumibile di insorgenza del tumore, manca per molti l'individuazione della data di effettiva cessazione del rapporto di lavoro e dei periodi in cui le singole persone hanno lavorato in reparti a rischio. Per quanto riguarda poi le malattie, anche qui manca l'individuazione del tempus commissi delicti, cioe` del momento di insorgenza della malattia. Vi sono poi le parti offese di cui a pagina 20, di cui veramente non sappiamo quali siano gli eventi contestati, penso soprattutto all'accusa di omicidio e di lesioni. Sotto il profilo della colpa poi, e qui abbiamo una serie di addebiti che sono uguali ed indifferenziati per tutti gli imputati lungo l'arco di piu` di due decenni, e non si riesce a capire quali siano gli addebiti riferibili a ciascun imputato.

Quanto all'Art. 437, e qui non c'e` nessuna descrizione di fatti specifici, l'accusa sembra, cosi` com'e` formulata, una mera parafrasi dell'Art. 437; e quanto ai reati ambientali, infine, anche qui il capo di imputazione innanzitutto non specifica quali siano i fatti contestati in relazione a ciascuna delle figure dei reati evocati. Quali fatti si riferiscono all'Art. 439, quali all'Art. 440? Quali all'Art. 734 secondo comma? Quali sono i fatti contestati ai singoli imputati? Quali sono gli apporti all'inquinamento che vengono addebitati ai singoli imputati? Ecco, io mi fermo qui. Penso che il problema della indeterminatezza del capo di imputazione sia molto importante nell'ambito di un giusto processo ed e` per questo che chiedo la dichiarazione di nullita` del decreto di citazione. Grazie

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: in difesa di Grandi, Trapasso, Belloni e Gaiba. Signor Presidente e signori del Tribunale, diro` anche io poche parole, meno elevate di quelle che ha detto poco fa il professor Stella evocando le ragioni del cuore in questo processo. Non ne sono capace e mi limito soltanto ad evocare la razionalita`, e in nome di quella argomentare alcune cose che credo sia doveroso, nell'interesse di un corretto processo e di un corretto contraddittorio, dire fin da subito. E fin da subito va detto, io credo, che il capo di imputazione che ci troviamo di fronte e che dovrebbe costituire la cornice entro la quale questo processo dovra` svolgersi, e` un capo di imputazione inaccettabilmente indeterminato. Il riferimento normativo ovviamente non puo` che essere quello costituito dall'Art. 429 e all'esigenza che esso enuncia che il capo di imputazione indichi il fatto ed indichi gli articoli di legge, allo scopo evidentemente di fissare prima di tutto al Tribunale e alle parti che contraddicono di fronte al Tribunale, in una dialettica continua, quale sia il tema del processo e di che cosa si debba discutere.

Io credo che se il capo di imputazione deve consentire la difesa e deve consentire la difesa tecnica e deve consentire di difendersi provando, devono essere chiari i fatti sui quali deve vertere la prova, perche' l'esatta, corretta e precisa enunciazione del capo di imputazione altro non e` , e qui mi rifaccio a quel principio di razionalita` di cui parlavo all'inizio, che la proiezione processuale del principio di legalita`.

Il Pubblico Ministero ha parlato l'ultima volta di un capo di imputazione aperto, rivendicandone, anzi, con forza questa caratteristica. Al di la` di ogni polemica che io non ho motivo di nutrire nei confronti del Pubblico Ministero, se non come di una parte, mi permetta di dire, signor Presidente, che questa affermazione e` priva di senso. Non esistono capi di imputazione aperti e non esistono neanche per questo Pubblico Ministero, tanto e` vero che ha dovuto giustamente, correttamente ricorrere alle modifiche del capo di imputazione in sede di udienza preliminare. Anzi, come cerchero` di dire, questo capo di imputazione, questi capi di imputazione sono esattamente agli antipodi di un capo di imputazione sua.. aperto, e` un capo di imputazione chiuso, perche' e` un capo di imputazione circolare.

Mi soffermo sul capo primo, quello che ormai tutti chiamiamo del CVM.

Mi permettera`, signor Presidente, di fare una considerazione di natura generale all'inizio: questo capo di imputazione mi sembra fin dall'inizio, da quando l'ho letto - ancora nella fase della richiesta e poi con le modifiche intervenute in sede di udienza preliminare - mi e` sempre parso come una sorta di grande canestro; ogni imputato da questo canestro dovrebbe prendere il suo carico e la sua croce. Non si sa come sceglierla. Dovrebbe prendere questo carico rispetto ai tempi, che sono indicati genericamente, rispetto a qualifiche differenti l'una dall'altra quanto a livello gerarchico, a societa`, a competenze, alle condotte effettivamente tenute o omesse, alle condotte che si e` consentito venissero tenute, perche' anche su questo il capo di imputazione e` alternativo, ed ognuno dovrebbe scegliere poi, in base a questo incrocio, anche le ipotesi di reato di cui si dovrebbe far carico, scegliendo quelle almeno in vigore all'epoca in cui era in carica, e non quelle che sono entrate in vigore successivamente. Ma questa, ripeto, signor Presidente, e mi perdoni dei due minuti che ho fatto perdere, e` una impressione di carattere generale che cerchero` di motivare piu` razionalmente. Allora, se scendiamo ad esaminare un po' di piu` questo capo di imputazione, per cercare di capire quali sono gli elementi che suggeriscono questa impressione generale, questa mia personale impressione generale, bisogna dire che questo capo di imputazione si apre con un articolo significativo che da` il quadro generale, io credo, vale a dire la cooperazione colposa, alla quale succede immediatamente dopo un articolo del Codice Penale, l'Art. 81 comma secondo capoverso, che descrive il reato continuato, che, francamente, appare difficilmente compatibile con una cooperazione colposa, ma non voglio certamente tediare il Tribunale con dispute teoriche. Mi potrebbe rispondere il Tribunale che sono questioni di merito, mi limito soltanto ad accennare che la contraddittorieta` dei richiami legislativi evidentemente non aggiunge chiarezza al capo di imputazione, laddove il capo di imputazione avrebbe necessita` di ricevere chiarezza dall'indicazione del riferimento normativo. Certo questo Art. 81 che viene citato aggiunge, se vogliamo, un tessuto di posizione comune: il medesimo disegno criminoso. Abbiamo poi articoli di legge che indicano da un punto di vista generale la colpa, in particolare la colpa cosciente e delitti colposi e poi inopinatamente un delitto doloso, l'Art. 437, al quale non si riferisce certamente la clausola generale dell'Art. 449, che segue immediatamente dopo, poiche' testualmente, se non ho capito male, questa e` riferita agli Artt. 422 e 437 comma secondo. D'altro canto, pensare ad un 437 comma secondo in una versione colposa e` sicuramente fatto inconsueto e singolare, una variante assolutamente inedita rispetto a tutta la tematica dei rapporti, controversi finche` si vuole, tra gli Artt. 437 e 451 e l'universo delle contravvenzioni specifiche. Ma poi, e veniamo quindi al nucleo forte del capo di imputazione, la condotta nel quadro d'accusa e` focalizzata sul delitto di strage colposa e di disastro colposo. E qui segnalo al Tribunale che c'e` una evidente contraddizione, ancora una volta una contraddizione che, secondo me, toglie, erode determinatezza, perche' quel riferimento agli Artt. 422 e 437, che leggiamo nelle prime due righe, diventa poche righe piu` sotto un riferimento agli Artt. 422 e 434.

Non riesco a sciogliere questo dilemma, signor Presidente, e non riesco a sciogliere i rapporti tra una contestazione colposa del secondo comma dell'Art. 437 e una contestazione dolosa rispetto al 437 tout court, quindi penso primo comma. Voglio dire che i riferimenti normativi che sono inseriti in questa prima parte del capo di imputazione, che e` quella che costituisce la cornice entro la quale le singole condotte devono essere calate, questi riferimenti normativi danno a noi difensori, a voi signori Giudici, io credo, un quadro logico frantumato. In una contestazione colposa troviamo un fatto doloso e questo stesso fatto doloso nel secondo comma e` addebitato colposamente. Poi scompare nella descrizione e subentra il disastro di cui all'Art. 434. A mio parere questa indicazione normativa e` incomprensibile e getta un'ombra di indeterminatezza come frutto della contraddittorieta` dei riferimenti normativi, soprattutto tenendo conto che la descrizione dei fatti, contenuta in questa prima parte, la seconda, come vedremo, riguarda altro, la descrizione dei fatti non sono altro che parafrasi delle singole norme frammentariamente richiamate.

Quindi, da questo, abbiamo gia` un'indeterminatezza della descrizione delle condotte e una indeterminatezza addirittura nella individuazione dell'evento di danno o di pericolo che sia. Torniamo ancora a quello che costituisce il quadro generale, la cooperazione colposa. Tutti gli imputati sono qui chiamati a rispondere dall'accusa in quanto avrebbero colposamente cooperato a cagionare questi delitti di strage e di disastro. E la cooperazione colposa e` certo una delle figure piu` problematiche, qualcuno dice inutile, qualcuno dice indispensabile. Certo la presenza nell'ordinamento dell'Art. 113 e l'inserimento dell'Art. 113 in questo capo di imputazione ci dice una sola cosa: che qui non vengono in considerazione le condotte dei singoli, indipendenti l'uno dall'altro, ma le condotte dei vari soggetti enumerati e poi ripresi nel famoso allegato A, unite tra di loro, unite in qualche modo, in qualche modo che il capo di imputazione ci dovrebbe dire. Ed e` sicuramente consolidata in giurisprudenza, lo sappiamo tutti, la richiesta che la cooperazione colposa sia cementata da una consapevolezza dell'agire altrui, dell'agire in cooperazione appunto, e si aggiunge che questo non basta per fondare la responsabilita` concorsuale ex Art. 113, occorre naturalmente anche la violazione della regola cautelare. Ma certo tutta la giurisprudenza di merito e di legittimita` insiste nel richiedere per la figura dell'Art. 113 la consapevolezza dell'agire in cooperazione, e in questo ravvisa la differenza tra la cooperazione colposa e il concorso di cause indipendenti. Questo e` un dato, a mio parere, signor Presidente e signori del Tribunale, di enorme importanza, perche' la cooperazione colposa e` in questo capo di imputazione il vero cemento per unificare le varie condotte di tutti questi numerosi imputati, che hanno agito in un arco di tempo amplissimo, dai primi anni 70 alla meta` degli anni 90, e quindi i vari contributi che ciascuno di loro avrebbe dato, attivamente o omissivamente, avrebbero dovuto cospirare a realizzare i delitti di disastro e di strage, entrambi colposi.

Ecco, signor Presidente, signor Pubblico Ministero, sulla strage colposa gia` e` stato detto nell'ambito dell'udienza preliminare da alcuni difensori e in particolare, con la consueta lucidita`, dal professor Pulitano`. La strage colposa che qui dovrebbe essere, appunto, uno dei cuori della contestazione e dovrebbe appunto coinvolgere su di se' quelle cooperazioni di tutti questi soggetti nell'arco temporale cosi` ampio e cosi` vasto, quella strage colposa in realta` non c'e` nel nostro ordinamento, ed io non mi voglio soffermare qui, perche' e` questione ovviamente di discussione finale e di merito, approfonditamente su questo punto, ma solo ancora per dire un ulteriore tassello normativo e descrittivo del capo di imputazione e` un tassello normativo e descrittivo che io come difensore non posso utilizzare perche' questa figura io non la trovo nel Codice Penale. Vi e` l'indicazione testuale dell'Art. 449, non ripetero` cose gia` dette; vi e` l'indicazione sistematica, perche' l'Art. 422 stabilisce un collegamento con l'Art. 285 del Codice Penale e dice "fuori dai casi della strage, della devastazione, ad altri scopi"; c'e` un'indicazione strutturale, cioe` quella finalita` di uccidere che e` incompatibile con una qualsivoglia conversione e trasformazione in termini colposi. L'ipotesi colposa della strage e` quindi un'ipotesi inesistente, respinta storicamente dal legislatore, respinta dalla razionalita` del sistema, respinta dal rispetto del dato testuale. E se fosse poi? Se davvero il Pubblico Ministero avesse la facolta` di coniare nuove figure di reato, quale sarebbe questa strage colposa? La creazione di atti idonei a costituire colposamente un pericolo? che sarebbero paradossalmente puniti dall'Art. 449 che punisce delitti colposi di danno? E sarebbe un delitto poi capace di riassumere in se' lesioni e omicidi, quando il suo equilibrio sanzionatorio e` piu` basso della punizione dell'omicidio plurimo colposo e delle lesioni plurime colpose? Ma allora, signor Presidente, mi perdoni, leggendo questo capo di imputazione e cercando di cavarci una logica, una razionalita`, perche' questo e` sicuramente il mio primo sforzo, io mi chiedo perche' questi reati con eventi smisurati, per lo meno evocati: strage, disastro; e trascuro la capacita` suggestiva di queste etichette, che pur qualche volta si e` sentita in quest'aula (la strage paragonata ad altre stragi dolose, il disastro paragonato ad altre situazioni). E la logica probabilmente c'e` o, per meglio dire, e` una logica smarrita, e` una logica che c'era, perche' questo capo di imputazione, come forse molti miei colleghi ricorderanno, nasce da un'originaria impostazione dolosa, che il Pubblico Ministero aveva formulato sia per il primo capo, che era allora l'unico che conoscevamo, sia per il secondo, ma quella ipotesi e` tramontata nel corso delle indagini preliminari, trasformandosi in ipotesi colposamente formulata; e nel secondo capo l'ipotesi dolosa e` tramontata nel corso dell'udienza preliminare con la modifica che il signor Presidente e i signori del Tribunale ben conoscono. Sennonche` questa trasformazione intervenuta nel primo e nel secondo capo ha reso completamente inutile l'ipotesi, ma non inutile soltanto dal punto di vista sanzionatorio, inutile dal punto di vista della comprensione del capo di imputazione e quindi dell'accusa rispetto alla quale dobbiamo rispondere. E` inutile per conferire determinatezza, ma e` purtroppo utile fin qui processualmente, perche' strage, disastro, cooperazione, sono dei contenitori in cui l'accusa ha voluto.. ha ritenuto opportuno disperdere fatti e condotte, dicendo piu` volte che delle singole condotte, dei singoli fatti e dei singoli condizionamenti causali si sarebbero discusso dopo e che per il momento doveva rimanere cosi`, in una sorta di working progress. Un capo di imputazione allora non piu` aperto ma fluido. Ebbene, se questa e` la logica, signor Presidente, se questa e` una logica, io credo che sia una logica asservita all'utile processuale, ma una logica invalida, una logica che l'Art. 429 del Codice Penale e l'intero impianto del Codice di Procedura Penale non consente. E qui dico subito, signor Presidente, che a mio parere, riprendendo le parole del professor Stella, la razionalita` non e` incapace di afferrare il disvalore dei fatti, non c'e` bisogno di forzarla la razionalita` per afferrare il vero disvalore dei fatti, ne' per cogliere le sofferenze che sotto quei fatti stanno o che quei fatti hanno provocato; non c'e` bisogno di forzare istituti, fattispecie incriminatrici, bastano quelle che ci sono e bastano nell'ambito delle regole del gioco, questo e` soltanto quello che noi chiediamo in questo momento e chiediamo soprattutto di non avere un capo di imputazione che sia un generico contenitore rispetto al quale nessuno degli imputati sa di cosa deve esattamente rispondere, nessuno degli imputati sa rispetto a quale malattia professionali o a quale morte deve interrogare prima di tutto se stesso, nessuno sa come potersi difendere, perche' ha una contestazione onnicomprensiva, vaga, circolare, che fa leva su questi strumenti appunto generici e che consentono l'inserimento di condotte non definite nell'ambito di un nomen unitario, strage colposa in cooperazione nel tempo. E non a caso questo capo di imputazione e` singolarmente articolato con verbi impersonali: "nonostante cio` veniva omesso qualsiasi intervento di blocco. Veniva omesso di predisporre, collocare o far collocare i sistemi", chi? Perche' questo uso del verbo impersonale? Tutti? Tutti insieme? Nell'arco di 25 anni?! Non e` una questione che puo` essere rimandata al merito, e` una questione che va chiarita fin d'ora, perche' ciascuno deve sapere fin d'ora, perche' questo sia un giusto processo, qual e` l'accusa con la quale deve fare i conti e rispetto alla quale predisporre la propria difesa e rispetto alla quale eventualmente soccombere. La stessa cooperazione colposa rispetto a quale evento, a questo punto? Di una strage colposa che il nostro Codice non prevede? Di un generico pericolo? O di singoli omicidi o di singole lesioni peraltro non individuate? Una parentesi, signor Presidente: in questo capo di imputazione ricorre frequentissimo il richiamo del Pubblico Ministero alle relazioni dei consulenti, dicendo che "queste relazioni dei consulenti, alle quali si fa espresso ed integrale rinvio, chiariscono ed integrano il capo di imputazione", ebbene, io personalmente mi oppongo e chiedo che questa sia addirittura espunta dal capo di imputazione, perche' il capo di imputazione e` autonomo rispetto al qualsivoglia contenuto del fascicolo del dibattimento, ammesso che quelle relazioni ci debbano stare, perche' il giudizio sul capo di imputazione evidentemente prescinde da quelle che sono le acquisizioni del Pubblico Ministero. Noi stiamo qui a discutere sul tema che ci viene offerto e indicato, senza nessuna possibilita` di relazione, e mi auguro che il Pubblico Ministero non voglia aggiungere al capo di imputazione le consulenze firmandole, perche' sono valutazioni espresse in altra sede, che devono essere filtrate e condensate in una enunciazione del fatto, nient'altro che quello, nessun rinvio e` possibile. Ed allora la cooperazione colposa, mi perdoni signor Presidente, sto arrivando alla conclusione, mi pare soltanto un'infelice metafora penalistica dell'impresa, alla quale si puo` obiettare che se e` vero che la cooperazione colposa richiede la consapevolezza dell'agire altrui, non si vede proprio quale sensatezza abbia pensare che ci sia una consapevolezza tra persone nell'arco di 25 anni, che neppure si sono conosciute, in societa` diverse e a livelli diversi, e` una finzione, e` una finzione e fin qui sarebbe innocente, e` una finzione non innocente, ma pericolosa, quando diventa il contenitore e lo stampo della determinatezza di un capo di imputazione, che invece va svelato per quello che e`: privo di qualsivoglia determinatezza.

Questo capo di imputazione, che nella seconda parte descrive in termini impersonali semplicemente gli elementi della colpa, perche' lo dice anche espressamente: "ancora piu` in particolare la colpa progressiva nel tempo e` consistita", etc. etc., non descrive nulla relativamente alle condotte, appunto perche' rimanda a questo indistinto delle figure generali che ho prima ricordato. Si tradisce quindi o, per meglio dire, si evita il confronto con l'Art. 27 comma primo della costituzione, si elude il senso del tempo al quale oggi fortunatamente questo Tribunale, e gliene siamo grati, ha richiamato tutti noi, ma manca l'individuazione, per quanto si voglia leggere questo primo capo e il secondo capo, l'individuazione delle condotte e degli eventi.

Concludo ricordando, signor Presidente, questa difesa non si e` mai sottratta ad un accertamento preciso di cause ed effetti. Ricordo a lei, perche' ovviamente non lo puo` sapere, non perche' gli atti dell'udienza preliminare fossero in quarantena, ma perche' sono fatti diversi e fasi processuali distinte, che questa difesa aveva domandato nella fase dell'udienza preliminare un incidente probatorio su tutte le malattie professionali e su tutti i decessi e un incidente probatorio sulla situazione della laguna, per evitare che anche questo dibattimento fosse appesantito, ma soprattutto perche' fosse chiarito da subito quali fossero gli argomenti, le questioni di cui discutere con precisione, e questo probabilmente avrebbe risolto molti altri problemi, anche di natura civilistica. Questo non ci e` stato concesso e ci troviamo oggi di fronte ad un capo di imputazione che non ci consente neppure di afferrare quali siano le condotte che a Grandi, a Trapasso, a Gaiba e a Belloni vengono contestate, rispetto a quali episodi, in quali tempi, in cooperazione con chi.

Per tutte queste ragioni, signor Presidente, per i difesi che ho sopra ricordato chiedo la dichiarazione di nullita` del decreto che dispone il giudizio per indeterminatezza dello stesso.

Signor Presidente, io avevo un'altra questione relativa ad altro tema che nell'Art. 491 viene nel secondo posto e che dovrebbe essere aperta dall'avvocato Franchini, io al massimo mi limitero` ad associarmi e a depositare una memoria scritta. Grazie

 

Presidente: chi vuole prendere su questa questione, attinente alla nullita` del decreto di citazione o di rinvio a giudizio?

 

Avvocato Franchini: per indeterminatezza o per altre..

 

Presidente: lo apriamo a tutte le varie possibilita`

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: allora prenderei la parola io, Presidente, se mi consente. L'intervento di poc'anzi del professor Stella mi ha molto colpito e credo sia stato estremamente opportuno da parte sua richiamare l'attenzione su quello che a volte e` un difetto della nostra professione, che e` quello di dimenticare la realta` e di privilegiare il fatto tecnico, e quindi personalmente mi associo alle espressioni del professor Stella. Debbo peraltro ricordare a me stesso che la realta`, quando viene calata in un'aula di giustizia per essere esaminata dai Giudici della Repubblica, porta in se' un altro valore proprio, importantissimo, che e` quello della legalita` del processo. E dunque, quando i difensori tecnici, in adempimento del mandato ricevuto, disquisiscono di questioni tecniche, in realta` toccano un punto vivo e vitale della legalita` del processo di cui i Giudici della Repubblica sono garanti. Questa premessa serve ad introdurre due questioni che intendo trattare e che entrambe afferiscono all'instaurazione di un corretto contraddittorio nel processo, che e` il valore primario del processo penale. Si tratta di due questioni che si susseguono, per cosi` dire, nel tempo del processo e che pertanto trattero` in quest'ordine: l'una, diciamo cosi`, per fatto proprio e l'altra per delega ricevuta dal professor Giarda, il quale non e` qui oggi presente e mi ha consegnato una breve memoria, che riassume questa questione e che io mi permettero` di illustrare brevemente al Tribunale. La prima questione attiene alla regolarita` della richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero, alla regolarita` dell'udienza preliminare, alla regolarita` del decreto che dispone il giudizio. La categoria della irregolarita` peraltro e` una categoria giuridicamente ancora indeterminata. Noi riteniamo che il fatto processuale che si e` verificato sia inquadrabile nella categoria delle nullita` di ordine generale ex Art. 178 lettera c del Codice di Procedura Penale.

Sotto il profilo delle conseguenze giuridiche questa questione non e` stata affrontata dal G.I.P. poiche' il G.I.P. l'ha risolta ritenendo infondate le premesse di fatto che ponevano la questione medesima. In una parola si tratta di questo: il 3 marzo del 1997 inizia l'udienza preliminare. Sia io che il professor Alessandri abbiamo ordinatamente raccolto tutta la sequenza procedimentale dei documenti e dei provvedimenti che attengono a questa questione, che dimetteremo poi al Tribunale ai fini della valutazione dell'eccezione.

L'inizio dell'udienza preliminare era preceduto dalla richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero del 27-12-1996. In questa richiesta di rinvio a giudizio, cui seguiva ovviamente il decreto di fissazione dell'udienza preliminare da parte del G.I.P., due decreti di fissazione: uno per il reato cosiddetto ambientale e uno per il reato che chiameremo per comodita` CVM. In una con la richiesta di rinvio a giudizio, il Pubblico Ministero trasmetteva il fascicolo del Pubblico Ministero, il fascicolo delle indagini preliminari; e in allegato, in calce al decreto di fissazione dell'udienza preliminare, voi troverete il numero di scatoloni che viene trasmesso dal Pubblico Ministero al Giudice dell'Udienza Preliminare. Si legge nella nota "come da vostra richiesta, da richiesta della signoria vostra, il Pubblico Ministero trasmette", etc. etc., "numero scatoloni, dal numero x al numero y", insomma, c'e` tutto l'elenco. L'udienza preliminare iniziava ed aveva il suo svolgimento procedimentale attraverso una serie di udienze.

In questo processo la difesa, fin dal primo momento, per colpa di nessuno, ma per l'enorme volume di carte in cui consisteva il processo medesimo, ha sempre rincorso la fotocopiatura del fascicolo delle indagini preliminari del Pubblico Ministero, mettendo poi a disposizione mezzi propri per sopperire a delle carenze obiettive e logistiche della Cancelleria.

Il 29 di luglio del 1997, e dunque a udienza preliminare ampiamente ormai in corso dal marzo, ci si accorgeva che un enorme massa di carte e di documenti non era rintracciabile nel fascicolo delle indagini preliminari del Pubblico Ministero, trasmesso al Giudice dell'Udienza Preliminare. Si trattava di due, diciamo cosi`, distinti blocchi di documenti: l'uno relativo ad un sequestro operato dal Pubblico Ministero in due fasi, l'11 aprile del 95 con un decreto di perquisizione e sequestro, nonche` il decreto di convalida di perquisizione e sequestro dell'8 maggio 95, documentazione sequestrata presso l'Enichem. Si tratta, perche' il Tribunale capisca il senso di questa documentazione, di numerosissimi documenti, migliaia e migliaia di pagine, relative a circa 400-420 commesse per la manutenzione degli impianti oggetto del presente procedimento penale, capo a). Cioe` si tratta, a nostro modo di vedere, del cuore della nostra difesa in questo processo. Questa documentazione risultava, dal decreto di sequestro da parte della Guardia di Finanza, che venisse posto temporaneamente, cosi` si legge nel relativo decreto, restasse presso la Polizia tributaria, Guardia di Finanza. Cito testualmente perche', per le ragioni che vedremo, e` un punto rilevante: "verranno temporaneamente custoditi presso il comando in intestazione, a disposizione dell'autorita` giudiziaria procedente".

Vi era poi un secondo blocco di documenti relativi ad una richiesta fatta dal Pubblico Ministero al dottor Bondi in data novembre 1995. Il dottor Bondi diligentemente provvedeva ad inviare altri faldoni sempre relativi a commesse per la manutenzione degli impianti. Questa documentazione tecnicamente non era oggetto di sequestro, ma di acquisizione da parte del Pubblico Ministero su spontanea consegna da parte del dottor Bondi. Questa documentazione che fine faceva? Questa documentazione sulla base di una nota 5 gennaio del Pubblico Ministero veniva consegnata, cosi` si legge testualmente nella nota che poi produrremo all'attenzione del Tribunale, ai consulenti tecnici di parte perche' la esaminassero ai fini di un supplemento della loro consulenza tecnica di parte medesima. Questo e` quanto risulta dagli atti del processo.

Il 29 luglio, dicevo, sospettando che questa documentazione che non c'era nel fascicolo delle indagini preliminari e che quindi non era conosciuta dalla difesa, e pazienza, ma certamente non era conosciuta dal Giudice dell'Udienza Preliminare, presentavamo un'istanza al G.U.P., chiedendo che, poiche' vi era un'udienza fissata per il 6 di settembre, volesse invitare il Pubblico Ministero a depositare, mettendola a disposizione delle difese, la documentazione di cui stiamo parlando. A questa istanza, in data 8 settembre, seguiva un provvedimento del Pubblico Ministero di dissequestro e di restituzione all'avente diritto di tutta questa documentazione, ai sensi del 263 del Codice di Procedura Penale, ritenendo, leggo testualmente, "che non sia necessario ai fini delle indagini espletate, mantenere sotto sequestro quanto in allegato", che e` tutta questa roba di cui vi ho riferito. Al provvedimento di dissequestro e restituzione il Pubblico Ministero allegava la nota di tutti questi scatoloni, che genericamente danno conto del loro contenuto, nonche` la nota della documentazione a suo tempo trasmessagli dal dottor Bondi.

Seguiva l'udienza preliminare, nella quale il Pubblico Ministero, che aveva disposto la restituzione e il sequestro per, diciamo cosi`, agevolare la difesa nell'entrare in possesso di questa documentazione, e non abbiamo motivo di non credere che sia cosi`, revocava il proprio provvedimento di dissequestro e restituzione per l'ovvia considerazione che non aveva piu` alcun potere funzionale di dissequestrare e restituire qualche cosa che era entrato ormai a fare parte ineluttabilmente del fascicolo delle indagini preliminari, fascicolo che integralmente deve essere trasmesso al Giudice dell'udienza Preliminare.

All'udienza del 16 di settembre la difesa poneva al G.U.P. questa questione nei termini che vi ho riferito. Il G.U.P. respingeva l'eccezione di nullita` della richiesta di rinvio a giudizio, del decreto che fissa l'udienza preliminare e di tutti gli atti conseguenti, ritenendo sbagliata in fatto la prospettazione della difesa, cosi` si esprime; produrremo anche la relativa ordinanza del G.U.P. sul punto.

Osservava il G.U.P. che nel caso di specie eravamo in presenza di cose pertinenti al reato e che l'Art. 259 del Codice di Procedura Penale prevede espressamente che normalmente le cose pertinenti al reato vanno allegate, vengono depositate in Cancelleria o segreteria, ma che questo puo` non avvenire per ragioni di opportunita`, di spazio, di contingenze di tipo logistico e che pertanto il Pubblico Ministero legittimamente aveva lasciato tutti questi documenti presso la Guardia di Finanza, informandosi, come vedrete, dal verbale il G.U.P. dal Pubblico Ministero se per quanto gli risultava erano ancora li`. Il Pubblico Ministero dice "si`, mi risulta che siano ancora li`". Per cui abbiamo, diciamo cosi', un dato certo, che il G.U.P. dove fossero quei documenti proprio non lo sapeva e certamente non li aveva mai visti, perche' se non sapeva dove erano e` difficile pensare che li avesse potuti vedere. Diceva ancora il Pubblico Ministero: ma, insomma, tutti sapevano dove erano questi documenti perche' i difensori solo tardi, nel luglio, si erano accorti che c'era questo decreto di sequestro con allegata questa documentazione. Beh, l'unico probabilmente che sapeva in effetti dove erano questi documenti era proprio il Pubblico Ministero, perche' dicevo certamente il G.U.P. non lo sapeva, perche' glielo chiede, e certamente non lo sapevano i difensori e non potevano saperlo anche se avessero letto il decreto di sequestro e la nota del gennaio a Bondi, perche', e questo e` il punto vero in cui il G.U.P. erra nel risolvere la questione, non e` affatto stabilito che quelle carte che figurano nel decreto di sequestro temporaneamente presso la Polizia tributaria, al termine delle indagini preliminari siano ancora presso la Polizia tributaria, perche', se il vocabolario della lingua italiana ha un senso, l'avverbio temporaneamente significa per un tempo limitato. E dunque, per quanto ne poteva ricavare un qualsivoglia difensore che leggesse quel decreto di sequestro, quelle carte potevano avere preso direzioni diverse, quali? Per esempio, potevano essere state consegnate nelle mani dei consulenti tecnici di parte, tanto e` vero che apprendiamo dal Pubblico Ministero che vi sono stati numerosi accessi dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero presso la Guardia di Finanza per rilevare quella documentazione. Non solo, a maggior ragione per le carte Bondi vi e` la prova in atti e la conoscenza legale che queste carte sono state consegnate ai consulenti tecnici di parte, dopo di che non se ne sa assolutamente piu` nulla.

Allora, nel momento in cui il G.U.P. osserva, nella propria ordinanza reiettiva, che vi e` una specie di presunzione legale di conoscenza poiche' applicandosi il 259 le cose pertinenti al reato potevano essere depositate in luogo diverso dalla segreteria o Cancelleria e che questo luogo diverso risultava dagli atti del processo, ergo, dal decreto di sequestro e dalla missiva Bondi, per quanto riguarda il decreto di sequestro erra poiche' il deposito e`, espressis verbis, temporaneo; per quanto riguarda la missiva, la nota Bondi, erra due volte perche' riporta solo la prima riga e non riporta le tre righe successive della nota del Pubblico Ministero, in cui risulta pacificamente che la documentazione viene consegnata ai consulenti tecnici del Pubblico Ministero.

E dunque la prospettazione in fatto dell'eccezione da parte della difesa e` corretta, ed e` errata quella del G.U.P. nell'ordinanza di cui stiamo discutendo. Ma non basta.

Perche', vedete, il G.U.P. risolve la questione ex Art. 259 dicendo "puo` essere depositata in luogo diverso". Ma questo, signori del Tribunale, e` un istituto che regola il sequestro e la vita del sequestro relativamente alle cose pertinenti al reato, ma non regola certo il momento processuale del 416 comma 2 che impone al Pubblico Ministero la trasmissione di tutti gli atti delle indagini preliminari, ivi comprese naturalmente le cose pertinenti al reato ed i corpi di reato, i quali si` possono essere conservati in luogo diverso dalla cancelleria del G.U.P., ma bisogna che nella richiesta di rinvio a giudizio, e conseguentemente nel decreto che dispone giudizio da parte del G.U.P., sia indicato indicato se le cose pertinenti al reato siano conservate in luogo diverso da quello fisiologico, naturale e normale previsto dal codice, che e` la cancelleria dello stesso G.U.P. Se voi andrete a vedere la richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero che vi produrremo ed il decreto di fissazione dell'udienza preliminare del G.I.P., che pure vi produrremo, voi vedrete che tra tutte le carte indicate dal Pubblico Ministero vi sono tutti quegli scatoloni che vi ho detto, tra i quali pacificamente non vi sono questi, e non vi e` nessuna indicazione che tali documenti siano conservati in luogo diverso da quello normalmente previsto per il deposito anche delle cose pertinenti al reato. Non solo, ma in queste cose io credo ci debba essere anche una logica, perche', vedete, tra tutti gli atti trasmessi al G.U.P. da parte del Pubblico Ministero, ci sono un sacco di documenti che costituiscono cose pertinenti al reato; cioe` sostanzialmente e` stata operata una specie di selezione, nel senso che molte cose pertinenti al reato si ritrovano nella cancelleria del G.U.P. al momento dell'inizio dell'udienza preliminare, ed altre cose pertinenti al reato, tutti questi documenti invece non ci sono. Dice il Pubblico Ministero "per forza non ci sono, perche' avrebbero occupato con due tir un'intera stanza e non si sapeva dove metterle".

Ecco, affermazione che io trovo imprudente, perche', cosa succede? Succede che come veniamo a conoscenza che queste carte sono presso il comando della Guardia di Finanza, comunichiamo al G.U.P. ed al comando della Guardia di Finanza che ci saremmo recati il giorno successivo per vedere queste carte, per farne copia. Viene stilato un verbale dell'accesso da parte del comando Compagnia di Finanza, e si da` atto che c'e` una stanza piena di questi documenti, che non c'e` una macchina fotocopiatrice per cui non si puo` fare sostanzialmente la fotocopia. Ed allora, miracolo, il 18 di settembre, cioe` il giorno successivo all'accesso del 17 di settembre, il collaboratore di cancelleria Roberta Moro, Maresciallo Leopoldo Porcu e finanziere Donolato portano tutte le carte che erano presso la Guardia di Finanza al bunker e le mettono in una stanza qui del bunker, dove vi erano tutti gli altri atti e documenti del processo trasmessi regolarmente al G.U.P. Allora, quelle cose, quei documenti che non potevano essere allocati qui all'inizio dell'udienza preliminare, trasmessi al G.U.P. per l'udienza preliminare, perche' non c'era spazio, invece improvvisamente trovano il loro spazio nella loro sede naturale, dove avrebbero dovuto essere da quel di`.

Si dice anche in questa nota che "nell'impossibilita` di effettuare un controllo degli atti depositati, e dei relativi verbali di sequestro, si da` atto che gli stessi vengono collocati nella stanza adibita ad intercettazioni, in attesa di un successivo controllo. Si da` atto inoltre che la stanza viene chiusa a chiave".

Allora, da questo momento inizia una spasmodica rincorsa da parte dei difensori per fare copia di questa stanza di documenti. Qui non voglio tediarvi, sono numerosissime le istanze che comprovano che tentiamo continuamente di estrarre copia di tutta questa documentazione. Fatto si e` che questa documentazione, con personale messo a disposizione dai difensori degli imputati, non e` ancora terminata, come da dichiarazione della signora Marisa Volpin della Camera Penale che prima produciamo, al 12 marzo 1998, cioe` il giorno prima dell'udienza del 13 marzo di questo processo, perche' a quella data c'e` ancora uno scatolone con i tracciati del gascromatografo che deve ancora essere fotocopiata. Questo vi fa capire che l'intera udienza preliminare si e` svolta senza che la difesa, e pazienza, e il giudice avessero la disponibilita` e l'esame di questa copiosissima documentazione di stampo eminentemente difensivo. Non solo dunque l'udienza preliminare si e` svolta, e` terminata ed e` stato disposto il rinvio a giudizio senza che potessimo disporre di questa documentazione, la fotocopiatura e` continuata a marce forzate fino al 12 marzo del 1998 senza essere ancora esaurita a quella data, oggi credo che sia esaurita.

Allora, quali sono, secondo la nostra prospettazione, le conseguenze di carattere giuridico che da questa situazione emergono? Conseguenze di carattere giuridico, ripeto, non valutate dal G.U.P. perche' il G.U.P. aveva risolto il problema, diciamo cosi`, in punto di fatto. Io qui devo richiamare brevissimamente all'attenzione del Tribunale la sentenza della Corte Costituzionale del 5 aprile 91 numero 145, non tanto per la sua massima, che credo che sia nota a tutti, la Corte rigettava l'eccezione di legittimita` costituzionale del 416 numero 2, nella parte in cui non prevedeva che il Pubblico Ministero fosse obbligato a trasmettere al G.U.P. tutti gli atti dell'indagine preliminare, senza possibilita` dunque di alcuna selezione. La rigettava dicendo che la norma e` chiara in questo senso, nel senso che e` preciso, indefettibile obbligo del Pubblico Ministero non selezionare alcun atto, ma trasmettere l'intera documentazione a sua disposizione raccolta nel corso dell'indagine preliminare.

Vorrei richiamare la vostra attenzione sulla motivazione di questa sentenza, perche' nella motivazione della sentenza si ricollega il 416 numero 2, secondo la tesi, ivi sostenuta innanzi alla Corte Costituzionale dall'avvocatura generale dello Stato, direttamente all'Art. 24 della Costituzione e all'Art. 178 lettera c del Codice di Procedura Penale, nel senso che l'avvocatura generale dello Stato in quell'occasione sosteneva che la dizione della norma era assolutamente chiara e non se ne doveva dunque dichiarare l'incostituzionalita` e che pacificamente la conseguenza della violazione da parte del Pubblico Ministero della trasmissione integrale di tutti gli atti dell'indagine preliminare a sua disposizione avrebbe creato un conflitto diretto con la disposizione precettiva 24 della Costituzione, dando luogo a una nullita` di ordine generale, ex Art. 178 lettera c. Consegneremo poi la sentenza, la motivazione e' diffusa sul punto. La Corte Costituzionale fa propria la tesi dell'avvocatura generale dello Stato innanzi alla Corte Costituzionale.

Non ignoriamo che vi sono due sentenze, se non ricordo male due, della Corte di Cassazione, che in un caso di questo genere hanno ritenuto l'inutilizzabilita` degli atti facendo ricorso a questa categoria. Vorrei pero` richiamare l'attenzione del Tribunale su due punti: la casistica risolta dalla Corte di Cassazione era relativa ad atti che non erano mai pervenuti alla conoscenza del Pubblico Ministero, ma che erano rimasti sempre presso la Polizia giudiziaria. Non solo, ma la problematica risolta dalla Corte di Cassazione applicando l'inutilizzabilita` riguardava atti favorevoli all'accusa. Perche', vedete, se si seguisse l'impostazione della categoria della inutilizzabilita` degli atti, ci troveremmo di fronte a qualche cosa di assolutamente clamoroso che metterebbe nel nulla l'intento del legislatore con 416 numero 2, cioe` a dire, in questo caso in cui tutti i documenti cui noi abbiamo accennato sono documenti di proiezioni difensiva, perche' abbiamo stabilito riguardare circa 500 commesse in generale per la manutenzione degli impianti, che e` esattamente quello che ci si rimprovera di non avere fatto nei vari periodi di tempo, la difesa si troverebbe espropriata, per cosi` dire, sotto il profilo dell'inutilizzabilita` per una carenza del Pubblico Ministero. Ed allora, i signori del Tribunale possono ben capire che questo significherebbe attribuire al Pubblico Ministero, qui parlo in linea generale, di una capacita` di poter selezionare gli atti che non gli fanno comodo per ipotesi, perche' tanto, se si tratta di atti con contenuto difensivo, la sanzione sarebbe quella dell'inutilizzabilita` e quindi "addetrimento" della difesa, il che naturalmente e` qualche cosa che stride, prima ancora che con il diritto, con il senso della logica. Non solo, ma io credo vi sia, e mi avvio, Presidente, a concludere, un'ultima considerazione da fare. Nel momento in cui si seguisse la teoria dell'inutilizzabilita`, la categoria dell'inutilizzabilita`, io vorrei ricordare che questa categoria viene ritenuta dal legislatore quando si tratti il tema della prova, cioe` si dice "quella determinata prova e` inutilizzabile nel processo e a questi limitati fini viene", diciamo cosi`, "eliminato quell'atto dal processo". Ma quando la categoria della prova attiene direttamente all'instaurazione di un corretto contraddittorio, e sia collegata direttamente ad un diritto ex Art. 24 della Costituzione cosi` come ha ritenuto la sentenza della Corte Costituzionale, noi crediamo che la categoria dell'inutilizzabilita` non sia applicabile, ma sia applicabile invece la nullita` di ordine generale ex Art. 178 lettera c.

Sul punto dei giudici di merito estremamente attenti, faccio riferimento all'Assise Catanzaro 25 novembre 92, hanno seguito esattamente questa impostazione, ritenendo applicabile, in caso di mancata trasmissione di parte degli atti da parte del Pubblico Ministero al G.U.P., la sanzione dell'Art. 178 comma primo lettera c Codice di Procedura Penale. La nostra conclusione su questo punto e` che vi sia, per violazione dell'Art. 416 comma secondo Codice di Procedura Penale, nullita` di ordine generale a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio, che e` l'atto con il quale il Pubblico Ministero trasmette l'intero fascicolo delle indagini preliminari al G.U.P., o, se volete, da quella nota di trasmissione ulteriore che potrebbe far rientrare nel 419 secondo comma le ulteriori indagini compiute tra la chiusura delle indagini preliminari e l'udienza preliminare, ma questo non mi pare il caso, con conseguente nullita` di ordine generale del decreto di fissazione dell'udienza preliminare, di tutti gli atti dell'udienza preliminare e del decreto che dispone il giudizio.

Per quanto riguarda la seconda eccezione, in realta` il Tribunale su questo punto questa mattina nella propria ordinanza si e` gia` espresso, ed allora, con tutto il rispetto della decisione del Tribunale, io credo peraltro che dobbiamo ritornare un momentino su questo punto.

Si tratta di quello che secondo noi e` la nullita` del decreto che dispone il giudizio del 14 novembre 1997 e dell'inesistenza del successivo atto, anch'esso qualificato decreto che dispone il giudizio, comparso verso febbraio 1998. Il professor Giarda ha predisposto una memoria, di cui io, anche per conoscenza da parte di colleghi, do` brevissima lettura. "A conclusione dell'udienza preliminare il G.I.P. lesse il provvedimento che si allega in copia, detto decretino...."

 

DA' LETTURA DELLA  MEMORIA DEPOSITATA

 

Avvocato Franchini: mi permetto, soltanto, signor Presidente e signori del Collegio, di aggiungere, con tutto il rispetto e molto sommessamente, che oggi ho sentito fare riferimento nella vostra ordinanza ad una sorta di dispositivo secondo una prassi consolidata. Beh, io non credo che questo atto possa, neppure con il piu` grande sforzo di fantasia, essere chiamato dispositivo, perche' il decreto che dispone il giudizio non e` un atto a formazione progressiva, e` un atto che il legislatore ha voluto che venisse confezionato e letto in un unico contesto, e dunque qualificare il dispositivo significa che dopo vi deve altre un atto che contiene una motivazione, ritengo io, cosa che assolutamente non mi pare sostenibile nell'ambito del nostro diritto processuale penale. Il Tribunale deve farsi carico, io credo, di questo problema, ed io mi permetto di insistere, unitamente al professor Giarda, la cui memoria deposito all'attenzione del Tribunale

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO PER CIRCA UN'ORA

 

Avvocato Alessandri: signor Presidente, come avevo anticipato prima, io ho soltanto poche battute da aggiungere a quanto detto dall'avvocato Franchini. Depositero` una breve memoria precisando ai colleghi il contenuto di questa memoria e` stato integralmente detto dall'avvocato Franchini, e quindi non ci sono novita`, e` soltanto per chiarezza, precisione e puntualita` di riferimento ai documenti contenuti nel fascicolo.

Non posso quindi che associarmi alle conclusioni dell'avvocato Franchini sul punto della richiesta di dichiarazione di nullita` del decreto che dispone il giudizio e di tutto quanto ne segue aggiungendo un ulteriore argomento anche questo trattato nella memoria a firma del professor Pedrazzi e mia: l'avvocato Franchini ha parlato, e si parla in questa nostra memoria, dei documenti rispetto ai quali la difesa aveva segnalato l'assenza dal fascicolo del giudice per l'udienza preliminare nei termini gia` indicati e sui quali non torno. Io devo semplicemente aggiungere che quella violazione delle regole del contraddittorio e`, a mio parere, accentuata da un fatto successivamente intervenuto: mi riferisco cioe` al deposito che ovviamente il Tribunale non puo` conoscere, effettuato dal Pubblico Ministero in data 4 marzo 1998 di alcuni atti, atti che si dice nella comunicazione pervenuta ai difensori, "il dottor Felice Casson ha disposto il deposito ex Art. 430 degli atti indicati in allegato". Io unisco la mia memoria a questa comunicazione della segreteria della Procura della Repubblica di Venezia, nonche` l'elenco, soltanto ovviamente l'elenco, degli atti che sono stati depositati dal Pubblico Ministero. Perche' sollevo questa questione? Saro` estremamente breve, signor Presidente e signori del Tribunale..

 

Presidente: ma riguarda sempre la nullita` del decreto?

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: certo, arrivo subito. Arrivo subito a spiegarle perche' si tratta della nullita` del decreto, e dico in estrema sintesi che ritengo che ci sia un'ulteriore causa di nullita` del decreto che dispone il giudizio semplicemente per la ragione che gli atti o almeno una gran parte degli atti d'indagine che sono stati depositati dal Pubblico Ministero adesso, salvo errori od omissioni da parte mia nel valutare taluni di essi naturalmente, sono atti di indagine che sono o anteriori all'udienza preliminare stessa, e quindi alla richiesta del decreto che.. della richiesta di rinvio a giudizio, o avvenuti durante la fase dell'udienza preliminare stessa.

Solo una piccola parte, e se vuole entrero` in dettagli di tipo numerico, sono i documenti che, per quello che noi possiamo apprezzare, probabilmente il Pubblico Ministero ci dimostrera` che cosi` non e`, ma questo ricaviamo dagli atti, solo una piccola parte dicevo sono atti che afferiscono indagini effettivamente espletate dopo. Allora mi pare che questa attivita` che viene definita integrativa del Pubblico Ministero e` in realta` compiuta prima dell'emissione delle richieste di rinvio a giudizio, ed altra attivita` e` quella compiuta successivamente alla richiesta di rinvio a giudizio ma durante lo svolgimento dell'udienza preliminare. Questo si ricava semplicemente dalle date delle dichiarazioni, ad esempio, dei soggetti che hanno reso alla Guardia di Finanza in periodi che vanno dal 1996 al 1997, quindi tutti i periodi anteriori evidentemente alla stessa richiesta di rinvio a giudizio e all'udienza preliminare.

Questo significa, in altri termini, ed in estrema sintesi, per rispondere alla sua sollecitazione, signor Presidente, che non si tratta di una attivita` integrativa ai sensi dell'Art. 430 del Codice di Procedura Penale che, ovviamente, non potrebbe costituire oggetto di discussione ne' di valutazione in questa sede, ma si tratta dell'emergere, con il deposito di questi atti, di un'attivita` di indagine che e` stata compiuta anteriormente alla fase dibattimentale, anteriormente alla richiesta di rinvio a giudizio, anteriormente al decreto che dispone il giudizio e che quindi doveva far parte necessariamente del fascicolo che il Pubblico Ministero doveva trasmettere al giudice per l'udienza preliminare. Qui, oltre che una violazione delle regole del contraddittorio nei confronti delle difese, e i documenti non sono pochi e non sono insignificanti, vi e` addirittura da osservare che il giudice per l'udienza preliminare non e` stato messo nelle condizioni di apprezzare l'intero materiale acquisito dal Pubblico Ministero nel corso delle indagini preliminari, per una scelta che io non conosco, ma che comunque oggettivamente e` stata assunta dal Pubblico Ministero di non fare affluire questi documenti nel fascicolo inviato al giudice per l'udienza preliminare. Quindi la decisione del giudice per l'udienza preliminare si e` fondata soltanto su una parte degli atti delle indagini. Questa e` la ragione, signor Presidente, per la quale io ritengo che questa situazione, unitamente a quella gia` evidenziate dall'avvocato Franchini alle quali mi associo, non possano che confermare ed approfondire la violazione delle regole processuali che attengono al deposito degli atti e alla formazione del fascicolo inviato al giudice per lo svolgimento dell'udienza preliminare, messo quindi anche a disposizione dei difensori.

La conseguenza che ne traggo e` la richiesta che sia dichiarato nullo evidentemente la richiesta di rinvio a giudizio, il decreto di fissazione dell'udienza preliminare nonche` tutta l'attivita` successivamente compiuta ai sensi dell'Art. 178 lettera c Codice di Procedura Penale.

Deposito questa memoria che e` semplicemente espositiva delle cose che ho detto con in piu` i documenti che sono richiamati

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: io prima ho dimenticato invece di depositare tutti i documenti che ho richiamato ai fini delle eccezioni. Io poi ho dimenticato associarmi, per i difensori che sostituisco e per quelli che difendo direttamente, alla eccezione relativa altra indeterminatezza del capo di imputazione sollevata dal professor Alessandri, mi associo

 

AVVOCATO PONTI

 

Avvocato Ponti: difesa Porta. Signor Presidente, signori del Tribunale, io vorrei riallacciarmi all'eccezione appena svolta dal collega, eccezione in ordine a questo deposito definito ex 430 dal Pubblico Ministero e il cui deposito e` stato comunicato ai difensori con notifica del 4 marzo 1998.

A parere di questa difesa e` utile, perche' il Tribunale possa comprendere la portata di questa eccezione, e come si tratti di un'eccezione che ha fondamento atti assai rilevanti per il merito del procedimento e per le imputazioni che sono state elevate dal Pubblico Ministero in modo molto sintetico, pero` indicava alcune tipologie di atti che sono riportati in questo elenco e che non risultano essere stati trasmessi al giudice per l'udienza preliminare. Naturalmente anch'io non posso che far presente che si tratta di un procedimento con 500 faldoni, e che quindi eventuali inesattezze possono sempre accadere. Pero` noi partiamo da un dato di fatto che e` che il Pubblico Ministero in data 4 marzo 1998 ha eseguito un deposito integrativo di atti; il che gia` di per se' fa presupporre che questi atti non fossero mai stati posti a disposizione ne' delle parti ne' del giudice dell'udienza preliminare.

Noi, ad esempio, in questo elenco di atti troviamo la documentazione medica relativa a svariate persone offese, ed insieme a questa documentazione medica per ciascuna delle persone offese vi e` allegata consulenza tecnica redatta da un consulente tecnico del Pubblico Ministero, il dottor Bai, che svolge le sue considerazioni in ordine alle patologie che hanno questi soggetti. E` quindi evidente che su questi documenti e sulle consulenze tecniche relative che il Pubblico Ministero fondera` la prova in ordine alla sussistenza degli eventi di morte o di malattia che vengono addebitati agli imputati. Questa documentazione non esisteva nel fascicolo.

A titolo puramente esemplificativo, il Pubblico Ministero indica nell'elenco ex 430 la documentazione medica e la relativa consulenza tecnica del dottor Edoardo Bai relativa alla persona offesa Ferrari Guerrino. Si tratta di una consulenza tecnica redatta dal dottor Bai in data 27 febbraio 97 ed in calce c'e` il timbro di deposito presso la Procura, che quindi dimostra quando il Pubblico Ministero ne ha avuto la disponibilita`, ed e' sempre del 26 febbraio 1997. E la posizione di Ferrari Guerrino e` oggetto specifico della imputazione; andiamo a vedere a pagina 20 del decreto che dispone il giudizio, e` espressamente indicata la persona offesa Ferrari Guerrino.

Ed ancora, gia` il collega ha ricordato come in questo deposito vi siano numerose sommarie informazioni testimoniali rese da persone, e questo, secondo me, e` importante, tutte indicate dal Pubblico Ministero nella propria lista testi. Cioe` il Pubblico Ministero ci deposita le sommarie informazioni in relazione alle quali ha ritenuto di dover inserire queste persone nella lista testimoniale. Quindi e` lo stesso Pubblico Ministero che ha formulato un giudizio di rilevanza in ordine al contenuto di queste sommarie informazioni in relazione al merito delle imputazioni.

Ed ancora, noi troviamo in questa documentazione una consulenza tecnica datata 14 aprile 97 svolta sempre nell'ambito di questo procedimento da consulenti tecnici del Pubblico Ministero, ed in particolare dagli ingegneri Rabitti e Narro. E qual e` l'oggetto di questa consulenza tecnica 14 aprile 97? Reparti CVM e PVC del Petrolchimico di Marghera, comparazione tra i dati rilevati dalla linea gascromatografi e quelli rilevati dalla linea collegata allo spettrometro di massa. Ora, una delle principali questioni dell'imputazione di cui sub 1 e` proprio quella relativa alle concentrazioni di CVM che c'erano nello stabilimento, ed una delle questioni principali e` proprio quella relativa alla idoneita` della strumentazione che era installata all'interno dello stabilimento a rilevare tali concentrazioni.

Orbene, una consulenza tecnica svolta da consulenti del Pubblico Ministero avente ad oggetto specificamente le questioni di cui all'imputazione non e` stata portata a conoscenza ne' delle parti ne' del giudice dell'udienza preliminare. Per di piu` questa consulenza tecnica del 14 aprile 1997 contiene tutta una serie di rilievi svolti dai consulenti tecnici in gran parte addirittura favorevoli alle tesi difensive.

Ed ancora, sempre in questo elenco di documentazione noi troviamo un accertamento tecnico ex Art. 360 che era stato eseguito nel procedimento penale 12279/95 che si sta svolgendo innanzi alla Pretura di Venezia. Questo accertamento tecnico il Pubblico Ministero di questo procedimento ne ha avuta disponibilita` e quindi e` entrato a fare parte degli atti del fascicolo del Pubblico Ministero di questo procedimento in data 12 agosto 1997. Questo accertamento tecnico, che quindi e` entrato a far parte del fascicolo del Pubblico Ministero, e che senz'altro sarebbe stato utilizzato quantomeno in sede di udienza preliminare, direi che questo e` pacifico, quale oggetto ha? "Microinquinanti tossici nella laguna di Venezia, livelli di contaminazione ed impatto ambientale". Direi che questa consulenza e` l'imputazione di cui sub 2, e` uno.. ha specificamente per oggetto i fatti di cui all'imputazione n. 2, cosiddetti reati ambientali.

Ed ancora, tutti i consulenti tecnici che hanno redatto questo accertamento ex Art. 360 sono stati citati nella lista testi del Pubblico Ministero perche' riferiscano sull'esito degli accertamenti svolti; ancora, se non bastasse la sola intitolazione della consulenza gia` di per se' esplicita, ancora una volta il Pubblico Ministero che ha ritenuto tali accertamenti fondamentali per il merito del procedimento. Anche in questo caso, solo per dare contenuto alla violazione del diritto di difesa si vuole evidenziare come in questa consulenza ci siano degli spunti senz'altro favorevoli alla difesa; ad esempio in materia di datazione degli elementi inquinanti riscontrati nella laguna, datazione che quei consulenti fanno risalire assai indietro nel tempo, un dato non c'e` piu` rilevante, ad esempio per chi compare in questo procedimento invece solo magari alla fine degli anni 80, se dei consulenti hanno detto che l'inquinamento risale alla fine degli anni 70. Ed ancora, sempre nel testo di questa consulenza, adesso non mi dilungo, ma consulenti hanno accertato, in relazione a numerosi agenti inquinanti, come le concentrazioni rilevate siano assolutamente normali se non addirittura inferiori alle concentrazioni che vengono rilevati in pesci o molluschi ad esempio provenienti da altre zone ritenute non inquinate e diverse dalla laguna di Venezia.

Questa breve esposizione l'ho voluta fare proprio per dare un'idea della rilevanza degli atti che non sono stati portati a conoscenza ne' della difesa ne' del giudice delle indagini preliminari.

Il problema che adesso si pone e` quello delle conseguenze giuridiche di una tale violazione. Non ritornero` sulla sentenza della Corte Costituzionale, gia` piu` volte citata dai colleghi, quantomeno non ci ritornero` direttamente perche' e` gia` stata ampiamente esposta; pero` vorrei dire, se mi e` consentito, ancora un paio di annotazioni per quanto riguarda quella giurisprudenza della Corte di Cassazione, citata anche questa dal collega, che ha ritenuto ce la violazione di tale natura comporti solo l'inutilizzabilita` degli atti, in quanto l'omesso deposito del atti ex 416 comma 2 non sarebbe correlato al diritto di difesa. Ora, in primo luogo io produrro` al Tribunale la sentenza della Corte di Cassazione con la motivazione, perche' mi sembra importante, perche' il Tribunale potra` rilevare come questa affermazione della Corte di Cassazione non sia in alcun modo motivata, non ci sia alcuna argomentazione logico-giuridica a sostegno della tesi della mera inutilizzabilita` dell'atto. Ma soprattutto la sentenza della Corte di Cassazione ignora completamente cio` che e` stato affermato dalla Corte Costituzionale. Come gia` sottolineato dal collega, la Corte Costituzionale ha inequivocabilmente ricollegato l'obbligo di deposito degli atti all'esercizio del diritto di difesa, diritto di difesa che la Corte Costituzionale ha individuato non nel fatto di vedersi dichiarare inutilizzabili gli atti non trasmessi dal Pubblico Ministero, bensi` nel diritto che leggo testualmente della Corte Costituzionale, che "nessun atto inerente alle indagini espletate fino all'udienza preliminare possa essere sottratto alla piena conoscenza delle parti e alla cognizione del giudice per quanto riguarda la denunciata violazione degli Artt. 101, 1022. Quindi Art. 24 ricollegato alla conoscenza degli atti da parte della difesa e delle parti, Art. 101 e 102 ricollegato alla conoscenza da parte del giudice del contenuto di questi atti. E solo sul presupposto che ci sia un obbligo di portare conoscenza del giudice e delle parti questi atti che la Corte Costituzionale ha escluso che il 416 comma 2, ma il discorso e` assolutamente uguale per il 419 comma 3, possa essere ritenuto incostituzionale. E la Corte Costituzionale ha affermato cio` conseguentemente alle modalita` con la quale era stata prospettata la questione di legittimita` costituzionale, perche' gia` il giudice per le indagini preliminari che aveva sollevato la questione aveva sottolineato, e lo si legge dalla sentenza della Corte di Cassazione, aveva denunciato il contrasto del 416 comma 2 con l'Art. 24, proprio sotto il profilo che la mera inutilizzabilita` dell'atto data per scontata non era sanzione sufficiente a tutelare il diritto di difesa. Quindi la questione prospettata alla Corte era: il Pubblico Ministero non trasmette tutti gli atti, e` pacifico che questi atti non sono utilizzabili, ma la sera inutilizzabilita` non e` sufficiente a garantire il diritto di difesa. E' partendo da questo presupposto che la Corte poi ha rigettato la questione dicendo: "no, non c'e` violazione del diritto di difesa perche' c'e` un obbligo di portare a conoscenza integralmente il contenuto degli atti".

In altre parole la Corte ha ritenuto, sia sotto l'Art. 24 che sotto il profilo del 101 e 102, che le norme siano legittime in quanto impongano l'effettiva conoscenza degli atti al giudice e alle parti. Cio` quando all'inutilizzabilita` dell'atto che ritiene la Corte di Cassazione conseguirebbe l'effetto esattamente contrario a quello che la Corte Costituzionale ha voluto garantire. Cioe` se noi diciamo che l'atto non depositato diventa inutilizzabile, vuol dire sancirne la sua definitiva sottrazione al processo, esattamente il contrario di quello che ha detto la Corte Costituzionale, dichiarando l'atto inutilizzabile l'atto e` perso, non vorra` mai portato conoscenza del giudice; se poi l'atto addirittura ha un contenuto favorevole, come gia` ricordato dal collega, arriviamo ad un effetto paradossale, che una sanzione processuale posta a tutela della difesa si ritorce contro, perche' un atto a se' favorevole non dovrebbe poi piu` essere utilizzato da parte del giudice.

Mi sia consentito anche di dire che su un piano sistematico l'istituto della inutilizzabilita`, richiamato dalla Corte di Cassazione, in un caso del genere non c'entra nulla. L'Art. 191 comma 1 Codice di Procedura Penale sanziona con l'inutilizzabilita` le prove acquisite in violazione di divieti stabiliti dalle leggi. Allora, qual e` il fondamento di inutilizzabilita`? Viene acquisita una prova in violazione di un diritto, ad esempio una prova a carico del difensore che un'intercettazione, delle telefonate al difensore, che non poteva essere svolta, viene violato diciamo cosi`, la sfera di diritto passivo della parte, la legge sanziona questo atto acquisito in violazione di legge con la sanzione dell'inutilizzabilita`. Allora in questo caso si` che l'inutilizzabilita` e` una sanzione processuale efficace, in quanto, sottraendo l'atto alla cognizione del giudice, si ripristina il diritto violato; non potevi sentire quello che io dicevo col mio cliente, l'hai sentito, l'atto che ne consegue e` inutilizzabile. Ma se la violazione e` una violazione al diritto del difensore e della parte a conoscere il contenuto dell'atto, puo` esercitare determinate facolta`, perche' anche la dottrina ha sottolineato, ad esempio, come la mancata conoscenza degli atti del contenuto integrale del fascicolo del Pubblico Ministero influisca sull'esercizio di diritti, ad esempio, come richiedere il giudizio abbreviato. Io non ho potuto avere conoscenza piena degli atti e quindi non ho chiesto un giudizio abbreviato che avrei potuto chiedere, ed e` l'esercizio di un diritto posto a pena di decadenza collegata all'udienza preliminare. Cioe` dopo, successivamente, non puo` piu` essere sanata se portato a conoscenza dopo l'udienza preliminare, visto che io il giudizio abbreviato lo posso chiedere sino alla fine della discussione dell'udienza preliminare. Ed allora, se e` una violazione di diritto di questo tipo, cioe` un diritto alla conoscenza degli atti o un diritto ad esercitare determinate facolta' che l'omessa conoscenza non mi ha consentito di esercitare, l'inutilizzabilita` e` una sanzione processuale che e` assolutamente fuori luogo; infatti da un lato pecca per eccesso come sanzione processuale, sanziona troppo, perche' radicalizza la non conoscenza dell'atto, la porta alle estreme conseguenze dichiarandone l'inutilizzabilita`, dall'altro pecca per difetto, perche' non reintegra il difensore e l'imputato nei diritti che gli sono stati violati.

L'unica sanzione processuale adeguata e` la nullita` che comporta il ripristino della situazione che doveva esistere al momento dell'udienza preliminare. Questo sia sotto il profilo della conoscenza dell'atto da parte del giudice e dell'imputato, sia della possibilita` di esercitare quelle facolta` che gli sono state precluse nella loro interezza per non aver avuto conoscenza integrale degli atti di indagine.

Ma soprattutto, ed e` qui che, a parere di questa difesa, cade definitivamente l'interpretazione della Corte di Cassazione, e` che un'interpretazione diversa da quella formulata dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto legittimo l'Art. 416 comma 2 solo in quanto impone questo obbligo di conoscenza, fa riemergere in tutta la sua evidenza la questione di legittimita` Costituzionale dell'Art. 416 comma 2 per violazione degli artt. 24, 101 e 102. In definitiva, le alternative sono due, delle due l'una: o alla violazione dell'Art. 416 comma 2 consegue la nullita` dell'udienza preliminare e degli atti conseguenti, unica sanzione processuale, come piu` volte detto, che consente di far regredire procedimento, e di ripristinare i diritti e i principi costituzionali violati, o deve essere riproposta la questione alla Corte Costituzionale della legittimita` del 416 comma 2. Questione che in realta` la Corte ha gia` risolto dicendo che c'e` la nullita`, ma se si ritiene invece esistente un'interpretazione diversa, cioe` la mera inutilizzabilita`, la questione deve essere riproposta alla Corte Costituzionale, e non e` certo una questione che puo` essere dichiarata manifestamente infondata alla luce dei principi gia` affermati dalla Corte Costituzionale nella sentenza piu` volte citata.

Naturalmente tutto quanto si e` detto sino ad ora sul 416 comma 2, vale tale e quale anche per l'Art. 419 comma 3, e piu` in generale vale per tutta l'attivita` di indagine svolta dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Infatti noi qui ci troviamo di fronte ad atti, li ho citati prima, dal contenuto rilevante, di cui il Pubblico Ministero ha avuto disponibilita` nel corso dell'udienza preliminare; ma si badi bene, prima che venisse dichiarata aperta la discussione, dichiarazione di apertura di apertura della discussione dell'udienza preliminare che e` avvenuta data 16 settembre. Quindi, in ogni caso, sino al 16 settembre il Pubblico Ministero aveva la possibilita` e il dovere di depositare alla cancelleria del giudice dell'udienza preliminare tali atti, non si puo` neanche dire che non ne aveva piu` la possibilita` perche' non era ancora stata dichiarata aperta la discussione dell'udienza preliminare.

Anche su tale punto e` gia` intervenuta la Corte Costituzionale con la sentenza n. 16 del 3 febbraio 1994; la Corte Costituzionale era intervenuta a risolvere il problema proprio relativo alla possibilita` per il Pubblico Ministero di svolgere attivita` integrativa di indagine anche nella fase diciamo tra il 419 comma 3 e 430, cioe` proprio nel periodo successivo alla fissazione dell'udienza preliminare e pero` antecedente all'emissione del decreto che dispone il giudizio. La Corte Costituzionale ha detto da una lettura sistematica delle norme del giudice "senz'altro il legislatore non ha frapposto limiti alla possibilita` del Pubblico Ministero di proseguire nella sua attivita` integrativa di indagine, puo` svolgerlo in continuazione, pero` e` necessario", ha affermato la Corte, "che pur in mancanza di una previsione espressa analoga quella del 430 c.p.p. che anche gli atti di indagine successivi alla richiesta di rinvio a giudizio, alla richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero, devono essere depositati immediatamente man mano che vengono formati nella cancelleria del giudice, spettando poi al giudice dell'udienza preliminare eventualmente concedere dei termini a difesa per poter consentire la disamina di tali atti". In altre parole se a fianco della possibilita` concessa al Pubblico Ministero di proseguire senza soluzione di continuita` nello svolgimento delle indagini anche dopo la richiesta di rinvio a giudizio, vi e` l'obbligo di un immediato deposito anche di tali atti per consentire al giudice e alle parti di averne piena conoscenza.

Quindi questa difesa conclude, in via principale, chiedendo che il Tribunale voglia dichiarare la nullita` dell'udienza preliminare e di tutti gli atti conseguenti per violazione de gli Artt. 178 comma 1 lettera c, 416 comma 2, e 419 comma 3.

In via subordinata voglia sollevare la questione di illegittimita` costituzionale degli Artt. 416 comma 2 e 419 comma 3 c.p.p. per contrasto con gli Art. 24, 101 e 102 della Costituzione, nella parte in cui non prevedono che l'obbligo da parte del Pubblico Ministero di trasmettere al giudice dell'udienza preliminare tutti gli atti di indagine compiuti, sia posto a pena di nullita`, grazie. Naturalmente mi associo poi alle altre eccezioni gia` svolte dagli altri colleghi

 

AVVOCATO PULITANO'

 

Avvocato Pulitano`: difesa dei signori Smai, Parillo e Palmieri. Sostituisco per l'udienza di oggi pomeriggio anche i colleghi Stella e Santamaria che si sono allontanati. Intervengo fondamentalmente per rilevare quello che mi sembra un errore materiale da computer nell'elenco allegato all'ordinanza che il signor Presidente ha letto stamattina. In questo elenco riguardante gli avvenimenti che coinvolgono gli imputati e le persone fisiche parti lese dell'imputazione CVM, sono inserite, evidentemente dato l'elenco inserito nel computer, anche i nomi di alcuni imputati che io assisto e che non sono imputati del capo 1 di imputazione: i signori Palmieri, Parillo da me assistiti e il dottor Patron difeso dal collega professor Stella. I loro nomi sono inseriti al fogli 3 e 4 dell'allegato, si tratta di un manifesto errore materiale che penso il Tribunale potra` opportunamente correggere in modo formale dando atto che nei confronti di questi signori non vi e` nessuna costituzione di parte civile riguardante persone fisiche. Per il resto, come difesa, ci riserveremmo di esaminare con piu` attenzione l'ordinanza e l'allegato per eventuale verifica di eventuali ipotetiche inesattezze, le ragioni tempo ci hanno fino a questo momento impedito.

Per il resto nell'ordinanza letta dal Tribunale stamattina trovo un paio di premesse dalle quali il Tribunale partira`, naturalmente, nell'esame delle questioni relative al capo di imputazione e alla sua determinatezza io mi associo senza ripetermi alle considerazioni svolte in proposito dal professor Stella e dal professor Alessandri. Mi limito a richiamare che nell'ordinanza letta dal Tribunale si trovano due affermazioni significative come premessa: una e` l'affermazione a pagina 2 dell'ordinanza che non e` stata esercitata azione penale relativamente ad eventi di danno concernenti persone non ricomprese nelle liste individuanti le persone offese, salvo evidentemente la valutazione di quelle posizioni ad altri effetti come il Tribunale ha fatto, seconda annotazione fondamentale e` il riferimento ai periodi di competenza di ciascun imputato come criterio di ricostruzione dell'imitazione razionale delle imputazioni rivolte ai singoli, la questione fondamentale che il professor Stella ha sollevato riguarda la insufficienza degli elementi contenuti nell'atto d'accusa del Pubblico Ministero per individuare, per delimitare in modo compiuto i fatti di competenza di ciascun imputato, al di la` di quanto il Tribunale ha gia` potuto operare facendo riferimento alle date di taluni eventi risultanti nell'atto d'accusa.

Gli altri punti che meritano attenzione da parte del Tribunale sono pure gia` stati indicati, sono l'insufficiente descrizione di taluni fra.. o di molti fra i molteplici eventi indicati nell'atto d'accusa: mi riferisco per esempio e in particolare agli eventi di malattia descritti in modo inconsuetamente sintetico con le crocette sulle tabelle allegate al capo di imputazione, e senza ulteriori indicazioni nell'atto d'accusa contestato; l'altro punto meritevole di attenzione e` la impossibilita` di distinguere che cosa nell'atto d'accusa debba essere ricondotto all'uno o all'altro dei contenitori evocati dal Pubblico Ministero con il riferimento a questa o quella disposizione del Codice Penale. Il collega Alessandri ha richiamato l'attenzione su un punto su cui gia` nell'udienza preliminare era stata richiamata l'attenzione e cioe` che alcuni dei contenitori indicati dal Pubblico Ministero non sono reperibili nell'arsenale normativo del nostro ordinamento; la questione non viene qui prospettata ovviamente come questione di merito, non sarebbe questa la sede, ma anche il dato che ipotesi come quella della strage colposa non siano reperibili nell'arsenale normativo previsto dal Codice Penale contribuisce a rendere ancora piu` incerto il compito cui la difesa degli imputati e gli imputati si trovano dinnanzi di individuare che cosa fra i fatti cumulativamente elencati debba essere assegnato all'una o all'altra casella

 

AVVOCATO MUCCIARELLI

 

Avvocato Mucciarelli: per Marzollo. Uguale problema del computer riguarda, a proposito dell'elenco, i nominativi dell'imputato marzollo che non e` imputato nel filone CVM, quindi nelle stesse condizioni

 

AVVOCATO PONTI

 

Avvocato Ponti: solo per dire, mi ero dimenticato prima, che deposito una memoria sull'eccezione svolta allegando la giurisprudenza che dottrina sul punto

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: signori del Tribunale, il mio intervento brevissimo sara` innanzitutto per associarmi alle eccezioni svolte questa mattina dal professor Stella a proposito della assoluta indeterminatezza del capo di imputazione e poi subito dopo voglio anch'io, io avvocato Cesari difendo gli imputati Zerbo, Burrai, Patron, Palmieri e Parillo, a proposito di Patron, Palmieri e Parillo va significato qualcosa di analogo a quello che aveva sottolineato prima il professor Pulitano` in quanto anche queste persone nell'ordinanza pronunziata questa mattina dal Tribunale vengono contestati dei fatti di decesso o di malattia

 

Presidente: e` stato gia` detto, abbiamo gia` preso nota, anche per Patron e per Parillo, ne aveva gia` accennato l'avvocato Pulitano`

 

Avvocato Cesari: peraltro sempre a proposito della stessa ordinanza ci sono altri errori materiali ritengo anch'io che mi riservo peraltro di indicare con maggior precisione, perche' ho avuto poco tempo per esaminare, ma ho gia` notato che in quella scansione in due categorie dei fatti di decesso e dei fatti di cessazione non si e proceduto ad incrociare queste due categorie, di talche` vengono contestate per esempio all'imputato Zerbo il decesso di tale Vittorio Boato, faccio il primo esempio, ne avrei altri 4-5, il quale e` si` morto nel periodo di competenza di Zerbo, ma era cessato nel 1985, e quindi occorrerebbe reincrociare queste due categorie in modo da vedere effettivamente chi deve rispondere nei confronti di quale altra persona. Detto questo e, come dicevo, mi riservo di presentare una nota indicativa perche' voi possiate ai sensi del 130 procedere eventualmente a quelli che ritengo errori materiali, volevo aggiungere, ferma l'associazione alle eccezioni di prima, un'altra eccezione che a mio parere va fatta, ed e` anche questa una eccezione nullita` del decreto che dispone in giudizio ai sensi dell'Art. 429 secondo comma. Perche'? Perche' voi ricorderete, ma se non risultasse ufficialmente, posso produrre la copia del verbale stenotipico dell'udienza preliminare tenutasi il 30 settembre 1997: in quell'udienza il Pubblico Ministero, ai sensi dell'Art. 423, ha modificato l'imputazione relativa al secondo capo di imputazione, quello ambientale per intenderci, l'ha modificata aggiungendo la contestazione ai sensi del 452 comma uno n. 3 e comma 2 e poi anche l'Art. 61 n. 3, la colpa cosciente, la colpa con previsione.

Questa contestazione aggiuntiva, nelle parole del Pubblico Ministero, veniva fatta per rendere in tale maniera omogenee le due principali accuse di questo Pubblico Ministero, cioe` quella di aver agito nel caso del CVM, nel caso dell'avvelenamento o inquinamento non con dolo, ma con colpa che ritengo grave, Signori giudici, signori del Tribunale, benvenuta questa modifica che da un certo punto di vista ci ha rasserenato moltissimo questa contestazione del 452 che riporta sub specie del dolo l'imputazione. Peraltro e` pur vero che essendo rimasto inalterato il capo di imputazione in allora formulato per la sola ipotesi dolosa, ne deriva una qualche incertezza, e di qui l'eccezione di nullita` dell'imputazione stessa, per cui non si comprende bene, o per lo meno io non comprendo bene, se venga fatto tutto a titolo di dolo, a titolo di colpa, o a titolo di dolo e di colpa e dove e quando. Perche'? Perche' se andiamo leggere l'enunciazione di fatto contenuta nello stesso capo di imputazione n. 2, vediamo che questa viene mantenuta inalterata, non vi e` nessun riferimento all'ipotesi di colpa. Non si dice "per negligenza, imprudenza" in perizia , non si parla di colpa, non si fa riferimento neanche a contravvenzioni specifiche a proposito delle quali, rilevo ancora, e questo testimonia forse di una trascrizione acritica del vecchio capo di imputazione, che per esempio, in difformita` da quanto aveva detto ancora il Pubblico Ministero all'udienza del 3 marzo, non vengono sostituite le contestazioni ex D.P.R. 915/82 le piu` recenti contestazioni di contravvenzione vanno sostituite sensi del decreto legislativo 22/97.

Detto questo, e tornando al discorso del dolo e della colpa, devo dire appunto che l'enunciazione del fatto non e` in alcun modo mutata, e questo ci porta l'imbarazzo ulteriore perche' effettivamente in questo modo vengono contestate per una medesima condotta una volta ipotesi di reato che sono a titolo di dolo, il 434 secondo comma, altra volta ipotesi di reato che sono a titoli di colpa. Il tutto per di piu` avvinto com'e` nell'esordio dal vincolo della continuazione a sensi dell'Art. 81 secondo comma del Codice Penale. Ritengo che da queste considerazioni deriva una grave incertezza del capo di imputazione n. 2 e con questa anche un motivo di nullita` del decreto che dispone il giudizio

 

AVVOCATO BETTIOL

 

Avvocato Bettiol: per Zerbo, esclusivamente per il verbale, io in non posso altro che associarmi alle eccezioni tutte sollevate merito alla nullita` del decreto che dispone il giudizio da parte di tutti i colleghi

 

Difensori: ci associamo tutti

 

AVVOCATO DINOIA

 

Avvocato Dinoia: ci associamo tutti

 

AVVOCATO ALECCI

 

Avvocato Alecci: ci associamo

 

AVVOCATO DINOIA

 

Avvocato Dinoia: anche la difesa Presotto si associa a tutte le questioni sollevate

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: l'avvocato Franchini si associa alle eccezioni di oggi pomeriggio sollevate da tutti

 

AVVOCATO CARBONI

 

Avvocato Carboni: anche l'avvocato Carboni per Diaz e Burrai la cui posizione e stata gia` in parte trattata dal collega precedentemente

 

AVVOCATO STRAULINO

 

Avvocato Straulino: in sostituzione della professoressa Severino Di Benedetto. Devo depositare una memoria, responsabile civile Eni, una memoria inerente la nullita` del decreto di citazione a giudizio per indeterminatezza ed insufficienza nell'enunciazione del fatto

 

AVVOCATO BONDI

 

Avvocato Bondi: Presidente, anche l'avvocato Bondi per il responsabile civile Montefibre si associa alle eccezioni sollevate dai difensori degli imputati

 

AVVOCATO LANUCARA

 

Avvocato Lanucara: per la posizione di Necci ci associamo anche noi, vorremmo depositare anche una breve memoria difensiva sempre in tema di nullita` del decreto che dispone in giudizio

 

AVVOCATO STRAULINO

 

Avvocato Straulino: sostituisco anche il professor Schlesinger che si e` assentato, mi associo per Enichem

 

Avvocato..: diamo atto che tutte le difese si associano?

 

Presidente: si`

 

Avvocato..: io avrei delle questioni preliminari che non attengono al decreto se devo farle ora oppure..

 

Presidente: no, avevamo detto che proseguivamo con alla questione delle questioni attinenti il decreto. Adesso la parola passa al Pubblico Ministero e poi altre parti civili, ai responsabili civili, ho visto che comunque i responsabili civili sono intervenuti prima, ma comunque non ha importanza

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: se ci sono delle questioni preliminari che concernono delle eccezioni di nullita` di qualsiasi genere o comunque delle eccezioni, credo che vadano fatte prima dell'intervento del Pubblico Ministero, senno` si rischia.. c'e` il rischio di parlare tutti quanti 2 o 3 volte o piu`

 

Presidente: ma sono questioni diverse, voglio dire, questo e` il Tribunale che regola un po' quello che puo` essere il dibattito. Io dicevo di limitare, perche', davvero, se adesso devono intervenire anche oltreche' il Pubblico Ministero i difensori delle parti civili ho l'impressione, tenuto conto che sono le 4 e che forse alle 5 e mezzo 6, poi dopo l'udienza terminera`, quantomeno vorremmo che si esaurissero queste questioni, se ce ne sono altre che possono essere proprio di carattere preliminare tanto quanto l'eccezione che e` stata sollevata e che e` stata discussa dai difensori degli imputati, va beh, possiamo anche sentirle, io adesso non so quali fossero le questioni che voleva sollevare il difensore dell'imputato Necci, non lo so sinceramente, quali erano queste questioni?

 

AVVOCATO MITTONE

 

Avvocato Mittone: sono ancora due le questioni preliminari che non attengono il decreto: la prima e` questione relativa applicabilita` dell'Art. 360 del Codice di Rito, la posizione Necci rispetto al momento in cui e` sorta la sua posizione di indagato e la seconda e` una questione di incompetenza per territorio

 

Presidente: questa doveva essere forse sollevata ancor prima, a dire la verita`, non mi ero posto il problema delle eccezioni di incompetenza per territorio. Va bene, se la vuole porre allora la ponga, la eccezione incompetenza per territorio addirittura avrebbe dovuto essere posta per prima, non avremmo avuto neanche il diritto di discutere delle altre questioni, di decidere soprattutto anche delle altre questioni se fossimo incompetenti

 

Avvocato Mittone: la questione viene riproposta in quanto e` stata gia` avanzata nel corso del udienza preliminare e trova una sua legittimazione sostanziale avendo ascoltato l'ordinanza che questo Tribunale nella mattinata ha emesso. Il problema e` sinteticamente questo, vi sara` poi una memoria ad esposizione piu` ampia per la riflessione del Tribunale: spalmati nei capi 1 o 2 vi sono reati contro la pubblica incolumita`, nell'ordinanza di questa mattina voi, signori del Tribunale, avete esaminato il capo 1, ma la completezza del decreto ci dice che anche nel capo 2 vi sono reati di questo tipo. Nell'ordinanza di questa mattina e` stato posto in rilevo, sotto tutt'altro profilo, profilo ma rilevante per la questione che viene ora proposta, il fatto che si tratta di una categoria di reati che hanno un bene giuridico protetto indeterminato e, per ripetere le parole nella vostra ordinanza, si tratta di reati che hanno a che vedere con un bene collettivo che riguarda la generalita` delle persone e che hanno a che fare con un bene individuale che riguarda cioe` quegli interessi che sono concretamente posti in pericolo da questi reati tanto e` vero che la citazione della vostra ordinanza di delitti vaghi e` quella che la dottrina piu` comunemente adotta per indicare proprio degli eventi che si propagano o possono propagarsi ad un numero rilevante e non determinabile di persone. Su questo punto direi che non c'e` problema. Vi e` convergenza di opinioni e vedute sia per individuare questo aspetto generale sia per individuare questo aspetto individuale.

L'aspetto generale che riguarda un numero indeterminato di persone che possono essere toccate da questi.. Qual e` il problema della competenza per territorio? Il problema dell'Art. 11.

Il problema dell'Art. 11 che, come sappiamo, ha avuto dei suoi ritocchi che non impingono pero` questa questione che viene presentata rispetto alla formulazione del codice precedente all'attuale, e cioe` il problema di vedere come si correla l'individuazione della persona offesa in questo tipo di reati contro la pubblica incolumita` con l'applicazione delle norme sulla competenza per territorio avendo a che fare con una sede territoriale che e` stata in maniera, seppur indeterminata, ma sicuramente coinvolta dalla contestazione di questi reati. Ed ecco che allora l'individuazione della persona offesa non puo` che essere il titolare protetto della norma e il titolare dell'interesse protetto dalla norma e` proprio questa collettivita` non indistinta, ma la collettivita` che piu` ha a che fare con la zona territorialmente circoscritta ai fatti di cui e` causa, e questo e` un problema che non puo` che coinvolgere a nostro avviso il Art. 11, laddove l'Art. 11 stabilisce delle regole che hanno a che fare con soggetti che svolgono l'attivita` giudiziaria, ma non e` questo il problema di vedere il ruolo specifico, ma soggetti che svolgono l'attivita` giudiziaria e che sono danneggiati, non e` il nostro caso, persone offese a nostro avviso e' il nostro caso. Nelle note scritte si considereranno in maniera piu` ampia questi concetti, noi le devolviamo e chiediamo le vostre determinazioni processuali

 

Presidente: l'altra questione avvocato?

 

AVVOCATO CANIOLA

 

Avvocato Caniola: ci sarebbero anche delle eccezioni sul fascicolo del dibattimento

 

Presidente: no no, quelle..

 

Avvocato Caniola: io naturalmente non ho nulla in contrario a farle la prossima volta, solo volevo sapere appunto per non decadere

 

Presidente: no no, l'abbiamo detto questa mattina, quelle la prossima volta

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: proprio per chiudere questa fase, io chiedo che vengano fatte tutte le eccezioni in questo momento, anche perche' siccome sono state prodotte delle memorie e dei documenti, io vorrei avere la possibilita` di vederle, perche' ad esempio la difesa di Porta ha citato dei dati storici come date sicuramente falsi, e lo dico a memoria e parlo anche di mesi, uno ha riferimento mese di agosto del 97, mentre la consulenza cui faceva riferimento e` arrivata nella sua completezza all'esame mio a fine febbraio di quest'anno. Per cui ho bisogno di verificare che cosa ha depositato

 

Presidente: Pubblico Ministero, le dico subito, quello che attiene a date o comunque a riferimenti cui lei non puo` immediatamente replicare oggi, potra` riservarsi eventualmente la prossima volta di farlo, perche' anche lei giustamente ha diritto di poter contraddire acquisendo la documentazione che puo` contrastare le eccezioni che sono state sollevate dalla difesa. Peraltro forse gia` in termini generali io credo che queste questioni possono essere affrontate. Se noi adesso andiamo ad affrontare anche la questione che riguarda il contenuto del fascicolo del dibattimento ho l'impressione che allarghiamo davvero di tanto il discorso e non riusciamo oggi a completare la discussione, con la conseguenza che alla prossima udienza noi dovremmo ancora ascoltare la definizione di tutte le questioni preliminari senza avere emesso ancora un provvedimento. Invece volevamo delimitare queste questioni che tra l'altro poi erano senz'altro a loro volta preliminari rispetto a quella relativa alla formazione del fascicolo per il dibattimento, e che erano queste che sono state sollevate, perche' sono quelle della competenza territoriale, quelle della nullita` del decreto che dispone il giudizio, che sono indubbiamente di carattere preliminare, all'altra relativa.. Quindi direi di fermarci qua per l'intanto, la prossima udienza prenderemo in esame anche l'altra che riguarda per l'appunto il contenuto del fascicolo del dibattimento

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: Presidente, perdoni, su questo programma lei sa che istituzionalmente le parti civili non hanno nessun motivo di ritardare il corso del processo, ma si pone un problema oggettivo, sono state depositate delle memorie che non sono state nemmeno lette e nemmeno riassunte, cioe` il difensore del responsabile civile Eni ha depositato una memoria che non conosciamo, non e` certo un rimprovero, sto dicendo che avremmo bisogno oggettivamente di poter esaminare in modo piu` approfondito queste questioni, sono stati prodotti dei documenti di cui vorremmo conoscere a fondo il contenuto, la rilevanza. Io capisco, anzi, e` logico il tentativo di sezionare per blocchi logici la discussione preliminare, pero` se non si vuole perdere tempo temo che l'unica soluzione sia quella di consentire ai difensori di svolgere tutte le questioni in modo di esaurire questa parte del pomeriggio e consentire alle parti civili, forse mi pare anche al Pubblico Ministero, di rispondere tutti assieme alla prossima udienza, in questo modo non si perderebbe del tempo e con un po' di fatica si potrebbe sceverare l'ordine logico di questi argomenti. Quindi io proporrei, signor Presidente se fosse possibile di esaurire gli interventi dei difensori degli imputati e dei responsabili civili, onde consentire di utilizzare il tempo successivo per la replica

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: per un dovere di colleganza nei confronti del professor Padovani, ed anche per un atto di rispetto, il professor Padovani tra 10 minuti e' in aula e so che intende discutere una questione relativa sempre al decreto che dispone in giudizio, per cui questa e` una cortesia che chiedo a nome del Padovani, poi il Tribunale valuti come meglio ritiene, e` proprio qui tra 10 minuti nel senso che il treno e` arrivato alle 4 in stazione in orario quindi il tempo del taxi insomma. Forse il responsabile civile deve discutere dopo il P.M., non so se si segue l'ordine generale del codice, per la verita` sarebbe cosi`

 

Presidente: certo, questo e` pacifico, io ho lasciato perche' ci sono stati alcuni interventi volontari, se uno vuole non seguire l'ordine, etc. Ma adesso onestamente io rilevo una cosa: innanzitutto l'eccezione che e` stata sollevata dall'avvocato Franchini che era quella che conteneva tutta una serie di date, tanto per intenderci, e di riferimento a documenti e` una questione che lo stesso avvocato Franchini ha detto essere stata gia` discussa ampiamente in sede di udienza preliminare. Quindi non e` una questione nuova; semplicemente si e` obiettato che il G.I.P. o il G.U.P. in quel caso aveva forse mal interpretato la cadenza dei fatti o comunque era caduto in un errore di fatto, questo mi pare di aver capito o inteso. Per quanto riguarda le altre eccezioni che riguardano la indeterminatezza del capo di imputazione, io adesso non lo so, ma io penso che fossero tutte prevedibili

 

 

PUBBLICO MINISTERO - AVV. ALECCI - AVV. FRANCHINI

 

Pubblico Ministero: allora il mio riferimento a dati sicuramente falsi non era..

 

Presidente: per quanto riguarda invece l'eccezione che e` stata sollevata dall'avvocato Alessandri ed anche dall'avvocato Ponti, che riguarda l'inserimento da parte del Pubblico Ministero nella sua richiesta di acquisizione documentale di documenti che.. o comunque di atti di indagine che sarebbero precedenti alla richiesta di rinvio a giudizio, o comunque precedenti al decreto che dispone il giudizio, va bene, allora su questi il Pubblico Ministero se ritiene di doversi riservare esaminare esattamente quali siano questi documenti e per dovere eventualmente replicare su questo punto, lo puo` fare senz'altro

 

Avvocato Alecci: si, Presidente, pero` non puo` dire che sono falsi sicuramente

 

Avvocato Franchini: c'e` l'elenco del P.M., le date sono li`

 

Avvocato Alecci: qui non si puo` dire che la difesa porta presenta documenti sicuramente falsi, Presidente, mi sembra..

 

Pubblico Ministero: ho detto data sicuramente falsa

 

Presidente: io non voglio entrare nella polemica tra le parti in questo momento

 

Avvocato Alecci: neanche io, pero` c'e` qualche limite magari, qui nessuno dice cose false

 

Pubblico Ministero: i limiti li imparate anche voi e poi li avro` anch'io intanto

 

Avvocato Alecci: impariamo ad averli tutti

 

Presidente: non trasciniamo l'udienza su questo piano, fino adesso abbiamo discusso in maniera molto dialettica ma anche in maniera direi molto serena, quindi continuiamo in questo solco. Per quanto riguarda la falsita` come sia interpretabile dal Pubblico Ministero, ve lo spieghera` lui nel suo intervento. Io direi di continuare in questa discussione, salvo, ripeto, se vi sono dei dati che non sono adesso in possesso immediatamente del Pubblico Ministero, il Pubblico Ministero a parte il fatto che ha diritto di prendersi queste memorie e di vedersele un momentino, intanto puo` rispondere in termini di carattere generale, riservandosi, anche dopo magari gli ulteriori interventi delle parti civili dei responsabili civili, un'ulteriore precisazione ed un ulteriore intervento

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: era esattamente quello che volevo dire, nel senso che sulle eccezioni che sono state formulate sono in grado tranquillamente e pacificamente di concludere, salva la valutazione dei dati, ripeto falsi, e diro` quando vedro` cosa e` stato depositato, ma quello che hanno riferito cosi` mi torna, e quindi, fatta salva questa riserva, eventualmente ne parleremo la prossima volta, dopo aver visto la documentazione soprattutto che e` stata prodotta.

Per quanto concerne le questioni preliminari, affronto in un unico punto innanzitutto la questione della nullita` del decreto di citazione a giudizio, cosi` come fatto dal giudice dell'udienza preliminare; devo dire preliminarmente che rimango sorpreso e continuo e continuero` sempre a rimanere sorpreso dei discorsi dei difensori degli imputati quando vengono qui a dire che non sanno e non sono in grado di dire neanche qual e` il tema del processo, perche' e` quanto di piu` assurdo si possa affermare in una situazione di questo tipo. D'altra parte basta l'esame specifico e non occorre neanche approfondito, perche' di semplice lettura quello della norma di cui all'Art. 429 del Codice di Procedura Penale, per rendersi conto come il decreto e le imputazioni non siano per niente indeterminate, anzi ritengo che siano per certi versi anche eccessivamente determinate. L'impostazione dell'accusa cosi` come e` stata formulata comprende tutto un elenco di persone che sono indicate nella fase iniziale di questo decreto e sono individuati esattamente, sono compresi nella parte degli allegati al capi di imputazione per i ruoli che hanno svolto all'interno delle varie societa` che sono rimaste implicate nel procedimento penale, corretto o meno che sia l'indicazione, giusta o sbagliata che sia questa indicazione e` una questione di merito che dovra` essere affrontata e precisata nel corso del dibattimento, come precisi e determinati sono i fatti che sono contestati, perche' si parla.. io non so se non si vuole capire ovviamente non si puo` capire, quando si parla in maniera specifica dalla prima pagina del capo di imputazione in poi si parla continuamente di omissioni, faccio un esempio, poi sono 2-3 pagine, possono essere lette da chiunque, quando si parla precisamente di "omissioni di qualsiasi intervento di blocco definitivo o anche solo temporaneo di impianti, omissione di predisporre e collocare sistemi apparecchi di sicurezza destinati", e continua a spiegare cosa, "omissione.. omesso e segnalato richiesto intervento globale di risanamento cosi` come aveva chiesto in particolare la Federazione, la Fulc"; poi vengono indicati in maniera specifica i comportamenti con una pagina molto dettagliata in cui si dice "per non aver adottato nell'esercizio delle imprese.. per aver inserito", e c'e` una indicazione specifica di comportamenti che in questa fase che e` preliminare sono contestati a tutti quanti gli imputati secondo i ruoli e gli incarichi che hanno ricoperto e che sono indicati nello stesso capo di imputazione. Che poi sia vero o meno, che sia vero solo in parte o comunque che per certi periodi questo problema non si ponesse, e` una valutazione di merito che verra` affrontata successivamente e si dovra` all'esito del dibattimento trarre le conclusioni di quello che emergera` dall'istruttoria dibattimentale, come Pubblico Ministero per primo, perche' questo e` l'ordine, e poi via via tutti gli altri difensori presenti a questo dibattimento, e in conclusione il Tribunale. I comportamenti sono indicati tutti in maniera specifica, al di la` delle contestazioni.

L'Art. 429 del Codice di Procedura Penale richiede esclusivamente questo: quando parla dei requisiti che deve possedere un decreto per non dover essere giudicato e dichiarato nullo parla esclusivamente al n. 2 di decreto nullo se l'imputato non e` identificato in modo certo, e sicuramente siamo al di fuori di questa ipotesi, ovvero se manca o e` insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1 lettera c ed f. Il comma f e` pacificamente fuori perche' il luogo e il giorno della comparizione sono indicati in maniera specifica e pacifica, cosi` come pacificamente si rientra nei presupposti di cui alla lettera c, perche' il fatto, i fatti, i numerosi fatti, i particolareggiati fatti sono stati tutti enunciati, che poi siano veri o meno, appunto, ripeto, e` un discorso di merito, sono indicate le circostanze aggravanti e sono indicati gli articoli di legge. Gli articoli di legge possono, nell'ottica della difesa degli imputati per certi versi risultare contraddittori e risultare infondati fin da adesso, risultare completamente fuori della realta`, pero` e` una questione di merito, perche' le norme sono indicate, i fatti sono indicati. Solo questo si richiede, semplicemente per non avere una nullita` del decreto di rinvio a giudizio. Quindi in quest'ottica tutte le varie indicazioni che concernono le lavorazioni, date morte e date di lesioni sono dei presupposti che sono superati dalla formulazione stessa, perche' nell'allegato di questo capo di imputazione quando si parla di morti e di malattie si fa riferimento a tabelle che sono molto precise perche' sono indicati cognomi e nomi, sono indicate le patologie, sono indicati data di morte dove c'e` stata la morte e la data in cui hanno cessato comunque di lavorare. Per di piu` si giunge da una lunghissima udienza preliminare che si e` svolta nel corso di varie giornate, nell'ambito delle quali l'imputazione ha subito, ha avuto delle precisazioni, ci sono state delle contestazioni, l'accusa era ben nota a tutti. Quindi concludo sul punto dicendo che ritengo quanto mai assurdo potere venire questa sede a dire non si sa neanche qual e` il tema del processo.

Per quanto riguarda sempre sulla nullita` del decreto del giudice dell'udienza preliminare di rinvio a giudizio: il discorso detto e prospettato in maniera volutamente suggestiva dalla difesa degli imputati quando parla di decretino, di decretone: qui si tratta di un unico decreto di rinvio a giudizio ed io, a mia volta, rimango meravigliato della meraviglia di questi difensori ed incredulo di fronte alla loro incredulita`, perche' e` pacifico che in un caso di questo tipo, il giudice, come peraltro l'ordinanza di questa mattina ha rilevato ha letto semplicemente un dispositivo che corrisponde esattamente in tutti i punti al dispositivo del provvedimento per esteso. Al termine di quell'udienza preliminare il giudice per l'udienza preliminare ha pronunciato due provvedimenti: una sentenza per morte di un allora imputato e un decreto di rinvio a giudizio. In tutti e due i casi ha letto il dispositivo, non ha letto il capo di imputazione, non ha letto motivazione, e la sentenza in particolare e` quella che riguarda Sernia Antonio, dove e` scritto imputato come in atti, ha letto il dispositivo che indica come fanno tutti i giudici dell'udienza preliminare, tutti i Tribunali e tutte le Corti, non si sognano minimamente di leggere totalmente il capo di imputazione . Ed e` ancora che mi meraviglio della meraviglia dell'avvocato Franchini quando dice che questo non succede mai, perche' ho con me dei verbali di udienza preliminare di tutti i G.I.P. di Venezia, ma potrei portarle di tutti i G.I.P. d'Italia, in cui si vede che quando c'e` la conclusione dell'udienza preliminare, in calce al verbale dell'udienza preliminare addirittura qualche G.I.P. mette il timbro "il giudice dispone rinvio a giudizio degli imputati per i reati ascritti", indica la sezione o qualcuno lo scrive a mano, perche' e` chiaramente un riferimento ad un'imputazione che matura nel corso del udienza preliminare e questa imputazione fa parte delle contestazioni degli atti dell'udienza preliminare e il giudice fa un espresso e pacifico e tranquillo rinvio per relationem. L'ha fatto anche il giudice per l'udienza preliminare di questo procedimento limitandosi al termine a leggere il P.Q.M., quello che chiamiamo P.Q.M. o dispositivo finale e conclusivo dell'udienza preliminare, disponendo il rinvio a giudizio di questi 30 imputati ed invece assolvendo per motivi di estinzione del reato o per morte del reo Sernia dall'imputazione cosi` come in atti, ancora una volta.

Per quanto riguarda la nullita` o irregolarita` ancora eccepita dall'avvocato Franchini e che concerne la trasmissione degli atti da parte del Pubblico Ministero al G.I.P., nella prima parte dell'eccezione, ricordo che questa vicenda era gia` stata affrontata, credo che l'avvocato Franchini abbia gia` prodotto l'ordinanza del G.I.P., comunque eventualmente vedro` gli atti depositati, se non ci sono li depositero` a mia volta, in cui il tema era stato affrontato e specificato dal G.I.P. in maniera molto chiara. Il problema concerneva e l'eccezione era fondata sul presupposto che non ci sarebbero stati inseriti nel fascicolo processuale depositato dal P.M. con la richiesta di rinvio a giudizio documentazione sequestrata dalla Guardia di Finanza e documentazione acquisita dal delegato Montedison Enrico Bondi. Quindi gia` la parte che fa l'eccezione era il suo delegato che produceva questa documentazione, quindi aveva comunque la disponibilita`, sapeva benissimo di cosa si trattava, era documentazione che aveva la Montedison, quindi non puo` neanche venire dire che non sapeva cos'era la documentazione che consegnava spontaneamente l'amministratore delegato Montedison. Si fa un riferimento come eccezione all'Art. 416 comma secondo Codice di Procedura Penale: questo articolo ed il capoverso fa obbligo al Pubblico Ministero di trasmettere il fascicolo contenente la notizia di reato la documentazione relativa alle indagini e il verbale degli atti compiuti, etc. Poi dice che devono essere allegati al fascicolo il corpo del reato e le cose pertinenti al reato che hanno un regime, se vogliamo, di custodia, di consegna che e` diversa rispetto a quella del fascicolo ordinario. L'importante e` che l'indicazione dell'esistenza della documentazione in questo caso si trovi agli atti che vengono mandati al giudici delle indagini preliminari. Questi atti sono stati trasmessi nell'ottobre del 1996, in quegli atti era indicato in maniera chiara che questi atti di cui ai due verbali di cui si lamenta l'avvocato Franchini erano ancora alla Guardia di Finanza. Questa eccezione, questa osservazione, questa contestazione dell'avvocato Franchini viene formulata solo a luglio 97, a luglio 97 probabilmente si saranno accorti di questo discorso, peraltro quello della Guardia di Finanza non so come mai.. quello del dottor Bondi non si erano accorti, comunque sollevano questo problema. Dico che e` un falso problema per quale motivo? Perche' e` ovvio che nel momento in cui il codice stesso dice che la documentazione in casi o comunque corpo di reato e cose pertinenti al reato in casi particolari puo` essere custodita in altri luoghi e nella stessa maniera poi si pronuncia anche il G.I.P., lo fa in maniera chiara, perche' i corpi di reato, le cose pertinenti al reato non sempre possono viaggiare assieme fascicolo processuale. Io non ho mai sentito eccezioni del genere ad esempio quando si trattava di conservare esplosivi, bombe, munizioni o cose di questo tipo, perche'? E` la stessa cosa, la difesa puo` guardarsi gli esplosivi, puo` verificare di che esplosivo si tratta, puo` anche provarlo se vuole nelle forme di rito con le eventuali autorizzazioni, nessuno ha mai fatto problemi del genere. Ma questi corpi di reato e comunque le cose pertinenti al reato, che pur sono giuridicamente una categoria piu` ampia, erano nella conoscibilita` della difesa e la difesa sapeva benissimo ed era in grado di sapere dove era questa documentazione. Quindi in luglio 97 viene posto questo problema. La documentazione e` disponibile quando dal settembre 97 in poi arriva anche all'aula bunker a seguito di richiesta, e fin da questo momento non vedo nessun problema, non solo di nullita` del tutto improspettabile, ma neanche di irregolarita`, perche' era stata espressamente seguita una norma del codice. Dal settembre del 97 c'era tutta la possibilita` di fare tutte le copie che volevano, perche' un'altra parte processuale, chiamiamolo l'altro gruppo societario le aveva tranquillamente fatte, le ha esaminate, se avesse avuto problemi l'avrebbe segnalato, cosa che non e` stata fatta. E` una richiesta dilatoria, e` un'eccezione, se eccezione si puo` definire, del tutto infondata e quindi chiedo che venga rigettata. Quindi in sintesi dico: dall'ottobre 96 gli in cui gli atti vanno al G.I.P. arriviamo al 13 maggio 98, un anno e mezzo, anche questi che pure erano diversi faldoni potevano essere fotocopiati, ne hanno fotocopiati 500, potevano essere fotocopiati tutti gli altri faldoni contenuti in una stanza della Guardia di Finanza. Sulla documentazione consegnata dall'amministratore delegato della Montedison ritengo di non dover aggiungere di piu` perche' proveniva, tra l'altro, proprio da loro, e era sicuramente a loro nota. Per quanto riguarda la documentazione che e` stata depositata, come attivita` integrativa del Pubblico Ministero, ai sensi dell'Art. 430. Anche qui voglio dire che bisogna.. va beh, la prima osservazione metagiuridica mi verrebbe da dire: "allora la documentazione bisognerebbe depositarla o non depositarla? Mettetevi un po' d'accordo". Nel momento in cui viene depositata ancora una volta vengono fatte delle contestazioni, pero sono contestazioni che sono sicuramente infondate per i motivi che illustrero`, e sicuramente consegnero` delle attestazione della segreteria del mio ufficio, che non e` qui a Mestre, ma come e` noto e` a Venezia, per attestare che da quando non solo dall'ottobre del 96 in c'e` stata richiesta di rinvio a giudizio, ma continuamente a margine, a lato, a fianco del procedimento principale che e` questo, c'erano tutta una serie di altri procedimenti autonomi ed anche stralcio. Ora e` ovvio che la difesa non puo` sapere che sono stati aperti i fascicoli autonomi, mano mano che degli avvocati di parti civile o di parte offesa o gli stessi ammalati o i parenti di deceduti portavano documentazione alla Procura della Repubblica, la Procura della Repubblica apriva dei fascicoli autonomi e in questi fascicoli autonomi sono state fatte ulteriori acquisizioni, ulteriori accertamenti anche da parte dei consulenti tecnici. Questa cosa e` stata fatta non solo nell'ottobre 96 ma continua anche in questi giorni ad essere fatta, perche', purtroppo, continuamente arrivano persone che segnalano e che dicono di avere dei problemi, di avere delle conseguenze a seguito della lavorazione in questi reparti della Montedison. Quindi oltre a questi dico 10, ma sicuramente sono di piu`, fascicoli autonomi che riguardavano delle persone offese nuove, ci sono.. e ho depositato documentazione relativa alle malattie e alle patologie di queste persone per la difesa credendo di fare anche un bene e un'utilita` per la difesa, a questo punto dovrei dolermene, comunque erano depositate perche' le conoscessero, c'e` un'altra nota fondamentale che e` quella della richiesta preliminare che ha fatto il Pubblico Ministero di rinvio a giudizio del gruppo degli imputati. In calce a quella richiesta di rinvio a giudizio che mi pare abbia depositato l'avvocato Franchini, ma che se non e` stato fatto depositero` appunto alla prossima udienza, risulta chiaramente un provvedimento del Pubblico Ministero di stralcio nei confronti di alcuni imputati tra l'altro quelli di.. etc., per tutta una serie di altre situazioni. Quindi si tratta di attivita` che riguardava indagini autonome, indagini distinte, che riguardava il procedimento stralcio e procedimenti diversi, e su questa vicenda, su questi procedimenti autonomi, su questo procedimento stralcio, al di la` delle date che appunto verifichero`, e` pacifico che il Pubblico Ministero non solo non ha nessun obbligo di depositare gli atti, e c'e` giurisprudenza pacifica sul punto, basta vedere tutta quella che esiste in materia di Art. 416, ma ce ne sono diverse sentenze, non le cito nemmeno, consegnero` lo copie assieme all'elenco la prossima volta, in cui si dice che non c'e` obbligo per le posizioni autonome, addirittura se si tratta di stessi coimputati per i quali il Pubblico Ministero procede autonomamente fa le sue indagini, dovra` fare delle valutazioni alla fine se depositarle. Io l'ho fatto perche' l'attivita` integrativa, quindi acquisizione di atti di questo fascicolo pendente qui davanti al Tribunale di Venezia per poterla utilizzare davanti al Tribunale di Venezia, e non potevo farlo ed eventualmente anche fare contestazioni se non facevo questa attivita` integrativa. Se io sento, e semplifico il concetto, dei testimoni e contemporaneamente a quel deposito ai sensi dell'Art. 430 ho depositato la lista testi, mi pare forse addirittura il giorno dopo, comunque almeno contemporaneamente, e` perche' quelle dichiarazioni testimoniali le voglio utilizzare, e nel caso in cui il teste modifichi la sua versione io, se ho depositato ai sensi del 430 quelle dichiarazioni, gliele posso contestare altrimenti non posso contestare nulla, con tutte le conseguenze processuali che conosciamo tutti quanti benissimo e sulle quali non e` necessario che mi dilungo.

Quindi anche su questo deposito di attivita` integrativa, pur ritenendoli cosi` di dover portare in questo procedimento atti di altri distinti procedimenti da utilizzare nel dibattimento, credevo di fare una discovery a favore della difesa e quindi che potesse vedere cosa avrei portato successivamente come ulteriori testimoni e come ulteriori consulenti. Il riferimento anche fatto al dottor Bai e all'ingegner Nano Rabitti, come consulente del Pubblico Ministero in questo procedimento qui all'aula bunker, e` inconferente perche' gli stessi consulenti io continuo ad utilizzarli in tutti gli altri procedimenti, e quindi faccio confluire gli atti mano a mano che maturano le condizioni processuali all'interno di questo procedimento. L'attivita` integrativa anche, mi pareva pacifico, comunque perfino e` dovuta intervenire la Corte di Cassazione sul punto per dire come il Pubblico Ministero possa svolgere sempre in qualsiasi momento, addirittura anche durante il dibattimento attivita` integrativa senza che ci sia, e lo dice in maniera specifica, nessuna violazione del principio della parita` delle parti, perche' comunque la prova si forma nel dibattimento. Comunque poi qualsiasi testimonianza, qualsiasi consulenza, qualsiasi documento dovra` ritualmente entrare nel dibattimento. Questa e` anche una recente sentenza della Cassazione della Sezione Quinta del 2 luglio 96, che ammette questa possibilita` comunque in tutti i casi .

Sull'eccezione di incompetenza territoriale si diffondera` piu` diffusamente l'Avvocato dello Stato, io mi riporto semplicemente a quella che e` gia` anche su questo punto l'ordinanza del G.I.P. rilevandone l'assurdita' in fatto ed in diritto, assurdita` perche' in in questa situazione se dovesse essere accolta un'eccezione del genere, poiche' a Venezia tutti passano, tutti gli italiani, non e` un paese sperduto della montagna o della Sardegna, quindi vuol dire che tutti i magistrati d'Italia sono impossibilitati a partecipare a questo procedimento, tutti i giudici d'Italia, almeno volta in 20 anni sono venuti Venezia, quindi tutti sono passati per Porto Marghera. Quindi e` talmente assurda in fatto questa cosa. Seconda cosa: la norma di cui all'Art. 11 dice "assume la posizione, la qualifica di imputato, parte offesa danneggiata", assume, qui in non c'e` nessuno che abbia assunta una qualifica del genere. Quindi chiedo che venga rigettata anche questa eccezione

 

Avvocato Ponti: solo se mi e` consentito una puntualizzazione

 

Pubblico Ministero: pero` c'e` opposizione perche' non sono ammesse repliche

 

Presidente: c'e` l'opposizione da parte del Pubblico Ministero, pero` sentiamo di che cosa si tratta, se si tratta di una replica o di una puntualizzazione, perche' le puntualizzazioni possono essere utili visto che e` ancora in corso il dibattito sulle eccezioni, se fosse una replica, Pubblico Ministero, la interromperei, se invece e` una puntualizzazione in merito ai documenti che sono stati depositati allora e` un altro paio di maniche. Pero` tenga conto di queste osservazioni che ho ho fatto

 

AVVOCATO PONTI

 

Avvocato Ponti: siccome il Pubblico Ministero ha fatto dei rilievi sulle date che io ho citato, volevo semplicemente depositare la documentazione dalla quale io ho tratto queste date perche' non era allegata alla memoria, tutto qua

 

Presidente: va bene, grazie. Tra l'altro, Pubblico Ministero, io le consegnerei queste due memorie, perche' in queste due memorie che sono state predisposte dall'avvocato Ponti per l'appunto e dall'avvocato Alessandri risulterebbero i documenti che lei.. o comunque gli atti di investigazione che lei avrebbe effettuato nell'ambito di questo procedimento si assume parte dei difensori degli imputati e precedentemente al decreto che dispone il giudizio e che non sono stati portati a conoscenza.. ecco, qua ci sono. Chi vuole intervenire? Parliamo delle eccezioni di nullita`

 

Avvocato Padovani: io avrei un'eccezione..

 

Presidente: no, i responsabili civili parlano per ultimi, essendo difensore dei responsabili civili parla per ultimo, dopo il P.M. ed anche dopo le parti civili, perche' questo e` l'ordine previsto dal codice

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: sta proponendo un'eccezione, non e` una risposta, le eccezioni vanno proposte prima, altrimenti non possiamo rispondere, e` una cosa ovvia

 

AVVOCATO GARBISI

 

Avvocato Garbisi: la parte civile, da quello che mi risulta, non ha intenzione di svolgere alcuna questione preliminare. Quindi io deduco che dovrebbe discutere dopo aver sentito anche la questione del responsabile civile, cioe` se la parte civile avesse questioni preliminari dovrebbe, come dice lei, parlare prima del responsabile civile, ma se dobbiamo solo replicare le questioni altrui ascoltiamo la questione del professor Padovani

 

Presidente: benissimo, prendo atto

 

AVVOCATO PADOVANI

 

Avvocato Padovani: ho compiuto un lungo viaggio per prospettare al Tribunale di Venezia l'eccezione di nullita` del decreto che dispone il giudizio in riferimento all'Art. 429 comma 1 e secondo lettera c.

L'interesse del responsabile civile ad una eccezione di nullita` che si riferisce alla enunciazione del fatto mi pare evidente; infatti il responsabile civile risponde per l'appunto del fatto di reato ascritto a ciascun imputato, per cui l'identificazione corretta dell'accusa condiziona la posizione del responsabile civile sia in termini sostanziali, perche' identifica il titolo della responsabilita` per la quale e` chiamato in giudizio, sia soprattutto direi in termini processuali, perche' condiziona l'esercizio del suo diritto di difesa. Ora, il decreto che dispone il giudizio nella versione diciamo cosi` completa e compiuta, si articola, come e` noto, in due capi distinti che si riferiscono rispettivamente alle problematiche del CVM e alle problematiche ambientali. Trattero` prima le questioni che si pongono in riferimento al capo primo, molte di queste risultano poi comuni anche al capo secondo, il quale peraltro ha talune sue peculiarita` che meriteranno cenno singolare. Mi soffermo quindi innanzitutto sul capo 1. Il capo 1 e` composto, come e' ovvio che sia per la verita`, da una indicazione iniziale di una serie di fonti normative di qualificazione e poi da una serie di fatti contestati i quali vengono allegati a questo elenco di indicazioni normative, ne costituiscono per cosi` dire una enorme appendice. D'altra parte non bisogna dimenticare che il fatto contestato in tanto esiste in quanto sia normativamente qualificato, quindi indicazione delle fonti ed enunciazione del fatto sono direi due fratelli che vanno a braccetto. Ma vediamo prima di tutto la parte che in forma piu` prepotente evoca la necessita` di una puntuale o, come dice la Cassazione, chiara e precisa enunciazione del fatto.

Scorrendo la serie degli elementi materiali che vengono indicati nel capo di imputazione, piu` che dell'enunciazione di un fatto, vien fatto di pensare, mi si scusi il bisticcio di parole, in una esposizione di una vicenda distesa secondo una cadenza quasi storico-narrativa, una vicenda che viene fatta risalire al 1969 che si dipana poi con l'individuazione di talune tappe temporali: cosi` il 1977, poi l'82, scansioni temporali che in qualche modo periodizzano l'evolversi della vicenda. Ora, in questa sorta di narrazione espositiva, io la definirei in questi termini, si delineano comportamenti che non risultano in forma precisa riferibili a qualcuno in particolare, ma genericamente a tutti in una forma che definirei quasi collettiva, come se si trattasse dell'azione di un gruppo, di un sodalizio. Tutti gli imputati vengono inseriti automaticamente in questa vicenda anche se si tratta di soggetti che poi, come risulta dallo stesso capo di imputazione, hanno agito in tempi diversi e a livelli diversi, visto che nell'allegato a si individuano periodi e qualifiche diversificate tra loro. Quindi non sono un gruppo o un sodalizio, anche se poi, in realta`, nella esposizione della vicenda sono trattati come un gruppo o un sodalizio perche' nessuno dei comportamenti descritti si riferisce in particolare a qualcuno, ma tutto si riferisce a tutti. E direi che questo andamento semantico e questa composizione strutturale del capo di imputazione e` cosi` fortemente caratterizzata che la stessa forma si adegua al contenuto. Infatti si utilizza la forma collettiva, "gli odierni imputati erano venuti a conoscenza", etc. etc., gli odierni imputati, cioe` tutti per l'appunto, non qualcuno in particolare; oppure si utilizza la forma passiva che ricorre a partire dal momento in cui si identificano le condotte che dovrebbero costituire il fatto enunciato: veniva omesso qualsiasi intervento di blocco, ma quel "veniva omesso" e` precisato nei termini che consentano la risposta alla domanda: da chi veniva omesso? Da tutti ancora una volta, viene fatto di pensare. Ma non solo si utilizza la forma collettiva, la forma passiva, si utilizza poi francamente la forma impersonale, cosi` quando si trascorre all'individuazione della colpa, la colpa viene definita progressiva nel tempo, come se si trattasse di una entita` che trascende le persone, come se la colpa non fosse la colpa di Tizio o di Caio nella circostanza data, ma fosse una sorta di nube che avvolge Tizio e Caio che in quella vicenda sono stati calati. Quindi questa colpa e` progressiva nel tempo per chi? E in che termini e` la colpa di Tizio o di Caio? Per non aver adottato? Per non aver curato? Per non aver separato? Ma ancora una volta le condotte sono individuate in termini infiniti e non consentono di stabilire a chi precisamente quelle condotte debbano essere attribuite.

A me pare, ma credo non solo a me, che, quando si tratta di formulare un'accusa, il tema, il nodo, la questione di cui si tratta, e` costituito dalla risposta a una domanda precisa, la domanda che forma poi il tema dell'accusa, il caso dell'accusa, come dicono gli anglosassoni. Questa domanda precisa e`: chi fa che cosa? Perche' solo cosi` si rispetta, gia` a livello di formulazione dell'accusa, l'esigenza che la responsabilita` penale si esprima in forma personale. Direi che la formulazione corretta delle imputazioni in termini di fatto ascrivibili ad un soggetto determinato rappresenta la rifrazione processuale, il riverbero processuale, del principio della responsabilita` penale e personale. Ma qui si tratta di una vicenda ultraventennale, con soggetti che sono intervenuti in momenti cronologici diversi, con diverse competenze, con diverse funzioni nell'ambito gestionale di societa` diverse. Come deve avvenire allora l'attribuzione ai singoli? Come deve avvenire l'addebito a ciascuno? Perche' e` positivo che questi soggetti non sono stati tutti e 20 anni tutti insieme tutti nella stessa funzione. Come dovrebbe avvenire quindi la scomposizione di questo quadro di carattere generale, la scomposizione di questa vicenda complessiva in termini di addebito personale a ciascuno affinche` ciascuno possa precisamente sapere di che cosa lui e solo lui e` accusato?

Ora, secondo il decreto mi pare che questa esigenza dovrebbe in qualche modo essere soddisfatta ricorrendo a due clausole: l'una inserita nell'incipit del capo di imputazione ed una apposta a mo` di conclusione, di chiusa finale, di epilogo se cosi` si preferisce. La clausola iniziale e` nelle rispettive qualita` indicate nell'allegato a e la chiusa finale, l'epilogo, e` "per i periodi di propria competenza". Quindi la vicenda dovrebbe scomporsi in funzione di un criterio di tipo cronologico in periodi e di tipo funzionale, la qualita`. Quindi la vicenda narrata in termini che appaiono ora collettivi, ora impersonali, dovrebbe segmentarsi e quindi tradursi in un fatto contestato a ciascuno attraverso queste due clausole generali, queste diciamo cosi` valvole di tendenziale o presunta individualizzazione. Ma il mezzo che viene utilizzato, cioe` queste due clausole generali l'una a fondamento cronologico l'altra a base funzionale, non attingono a mio giudizio lo scopo, anzi, ne mostrano chiaramente la impossibilita` di perseguimento. Perche' ciascuno dei soggetti imputati deve in buona sostanza ritagliarsi l'accusa, scorporare senza riferimenti precisi che non siano il limite cronologico o l'indicazione di funzioni di carattere generale, amministratore, direttore, deve scorporare il materiale dipanato nella vicenda complessiva, interpretarlo, argomentare per la sua parte ed infine ricomporlo. Cioe` in buona sostanza deve costruirsi l'accusa, deve ritagliarsi all'interno di questa vicenda cio` che lo riguarda. Bastano tre esempi, che mi sembrano indicativi del senso del mio ragionamento, per mostrare il significato concreto di cio` che mi sforzo di esporre. Il capo di imputazione ad un certo punto formula un addebito di colpa per avere inserito nei programmi e nei budget di investimento fondi insufficienti; chi ritaglia nella vicenda potra` ritenere che questo addebito riguarda anche il soggetto che ha funzioni meramente tecniche? Dovra` chi e` indicato come investito di mansioni che non concernono la decisione degli investimenti ritenere che questa accusa lo riguarda oppure no? All'inverso, quando si indica come colpa la circostanza di non avere curato l'uso dei mezzi personali di protezione e di prevenzione, ecco, in quest'opera di ritaglio l'amministratore delegato dovra` ritenere che l'accusa lo riguarda? Riguarda anche lui che non ha mai avuto una parte nella conduzione tecnica di tipo esecutivo, e so lo riguarda in quale forma, per quale condotta lo riguarda? Ma anche quando questi addebiti di colpa sembrano potersi riferire a tutti, hanno una portata piu' generale, il problema direi in qualche misura persino si aggrava, cosi` si indica come colpa il fatto di non avere realizzato sufficienti interventi di conservazione e di manutenzione degli elementi degli impianti piu` soggetti a deterioramento; si potrebbe dire: questo e` un addebito che in linea di principio riguarda tutti, ma allora di quali interventi si tratta per ciascuno visto che i soggetti evidentemente, in rapporto a questa sufficienza dell'intervento, non un alcun parametro di riferimento che consenta di identificare una condotta loro precisamente contestata? Ecc, io devo dire la verita`, ho l'impressione che l'accusa, una volta che uno abbia percorso il capo di imputazione, si risolva in una sorta di generica chiamata affinche` ciascuno che, a qualche titolo, ha avuto parte nella gestione del Petrolchimico a livelli diversi, renda il conto delle attivita` da lui svolte, secondo una schema che a un dipresso sintetizza cosi`: "e` accaduto questo, questo, questo e quest'altro". Non e` stato disposto la separazione, non sono stati adottati gascromatografi adeguati, non si sono realizzati interventi sufficienti. "Tu per un certo periodo sei stato a contatto con questa realta`".

Ora non mi pare che questa esigenza, che questa tecnica corrisponda all'esigenza prescritta a pena di nullita` dell'Art. 429 comma primo lettera c, perche' se la contestazione deve essere formulata come deve essere formulata in modo chiaro e preciso, sia sotto il profilo materiale che sotto il profilo soggettivo per ciascuno degli imputati, qui si realizza a me pare il contrario di questa esigenza, perche' ciascun imputato deve per cosi` dire cogliere nella vicenda cio` che puo`, a suo giudizio, riguardarlo e reso arbitro della scelta di cio` che effettivamente lo concerne, e a suo rischio arbitro di decidere cio` che non lo concerne. Non e` in definitiva ne' chiara ne' precisa. Ma non si tratta solo di questo, c'e` di piu`, perche' oltre al rilievo che il fatto, la vicenda, viene dipanato in questi termini e poi segmentato in rapporto a ciascuno secondo queste modalita`, si deve osservare che in tanto un fatto puo` dirsi correttamente contestato in quanto esso si leghi all'indicazione normativa che lo riguarda, cio` che si contesta in un capo di imputazione non e` una vicenda neutra, e` un fatto che corrisponde ad una fattispecie tipica che assume rilevanza penale in rapporto ad una determinata fattispecie. Vi e` una necessaria corrispondenza tra le indicazioni normative ed il fatto; e` vero che l'indicazione degli articoli di legge, come talvolta ha avuto modo di precisare la Corte di Cassazione, non assume una rilevanza assoluta in senso puramente formalistico, se viene contestato il fatto che taluno si sia impossessato della cosa mobile di Tizio al fine di trarne profitto anche se non e` indicato l'Art. 624, si capisce che e` un furto; ma in questo caso il discorso e` ben diverso, perche' ci troviamo in presenza di una plurimita` eterogenea di fonti di qualificazione in cui a reati colposi si affiancano reati dolosi, a reati di danno si affiancano reati di pericolo, a reati contro la vita, l'integrita` fisica si affiancano reati contro la pubblica incolumita`, in un contesto che gia` di per se' risulta direi di non agevole decifrazione in termini normativi. Infatti se l'incipit e` costituito dal riferimento alla cooperazione colposa e alla colpa cosciente si trascorre poi subito dopo nell'indicazione dell'Art. 437 che delinea un delitto esclusivamente doloso, e cosi` l'Art. 449 contestato come delitto colposo di danno viene poi riferito all'Art. 422, cioe` alla strage che ancora una volta e` un reato esclusivamente doloso essendo sorretto dal dolo specifico di uccidere che e` incompatibile con la colpa. Ancora l'Art. 449 viene riferito al secondo comma dell'Art. 437 che e` l'evento aggravatore di un delitto gia` contestato e che non sembra potersi riprodurre in chiave di autonoma fattispecie colposa. D'altra parte tutta questa vicenda viene poi legata dal nesso della continuazione che ancora una volta postulerebbe il riferimento a fatti dolosi, essendo la continuazione incompatibile con il reato colposo. Vi e' quindi una difficolta` iniziale di comprendere il quadro di riferimento normativo che risulta tuttavia aggravato dal fatto che queste indicazioni normative devono essere poi ricondotte alla vicenda, perche' il riferimento normativo serve a dar corpo alla tipicita`, al fatto tipico che viene contestato. Ma qui, allorche` ciascun imputato si accinga a quell'opera di segmentazione e di selezione che gli viene in qualche modo prospettata, a che cosa deve riconnettere la dimensione..? Qui le difficolta` sono a dir poco insormontabili, e sono insormontabili perche' all'inizio gli imputati vengono indicati come potenziali responsabili di omicidio e lesioni colpose, omissione dolosa di misure antinfortunistiche, disastro colposo in riferimento alla strage e al disastro di cui al secondo comma dell'Art. 437, perche'? Per colpa cagionavano il delitto di strage e di disastro di cui agli Artt. 422 e 434, cioe` cosiddetto disastro innominato che nell'elenco iniziale non viene peraltro rammentato, mediante, prosegue il capo di imputazione, "azioni ed omissioni" meglio specificate piu' oltre "che cagionavano pericoli per la pubblica incolumita` tanto che ne derivava la morte", etc. etc. Allora, di fronte a questo quadro di riferimento che dovrebbe servire a saldare alla dimensione tipica la vicenda, si pongono alcune ineludibili domande; la prima: dove trovo descritto il disastro dell'Art. 434 del Codice Penale? Come e` noto la fattispecie incriminatrice si riferisce al crollo doloso di costruzioni, ma la circostanza del secondo comma riguarda sia il crollo avvenuto sia un altro disastro non preveduto specificamente, percio` la fattispecie e` detta con linguaggio comune disastro innominato. Ora e` innominato sotto il profilo normativo, e questa circostanza puo` suscitare, credo suscitera`, qualche perplessita`; ma, posto che sia corretto sul piano normativo che il disastro non venga identificato, e` poi corretto che non venga identificato neppure nel capo di imputazione? Puo` restare innominato nel capo di imputazione? Perche' non riuscirei a comprendere quale diverso disastro rilevante ex Art. 434 dovrebbe cogliersi che non sia quello del secondo comma dell'Art. 437, non sia quello, sia pure a mio giudizio e non solo mio giudizio per verita` non rilevante a titolo di colpa dell'Art. 422. Insomma, il disastro innominato qui come si nomina? Resta innominato. Il secondo punto: gli eventi morte di cui gli imputati devono rispondere sono precisati solo in parte, il Pubblico Ministero in altra circostanza ha parlato di un capo di imputazione aperto, se non ho male inteso, ma a mio sommesso avviso il capo di imputazione deve essere chiuso, anzi, deve essere chiuso perche' se non e` chiuso non e` preciso. Il primo requisito della precisione e` che il fatto di cui sono chiamato a rispondere sia identificabile hic et nunc, in un punto storico dato, se qui si parla di eventi imprecisati evidentemente la precisione non sta di casa nel capo di imputazione. E la materialita` dell'Art. 437 dove la devo andare a cogliere? La devo cogliere nella colpa progressiva nel tempo che puo` riferirsi e si riferisce ad una serie di mancate installazioni, di apparecchi o strumenti? Ma queste omissioni sono contestate come colpa, costituiscono esse la materialita` del delitto o sono soltanto, come recita il capo di imputazione, la violazione rilevante sul piano cautelare? Non lo so.

Allora, se non riesco a dare una dimensione tipica precisa alle accuse normativamente indicate, io mi trovo di fronte oltre che ad una segmentazione delle condotte che e` rimessa alla gestione dell'imputato, anche ad una qualificazione che deve essere compiuta in termini ermeneutici affidati in forma credo non ammissibile a colui che di questi reati deve rispondere. Ma mi rendo conto che il compito dell'accusa, quando si tratta di vicende cosi` complesse, e` un compito difficile, non lo nego; ma d'altra parte le difficolta` che l'accusa puo` incontrare ed incontra nella formulazione del capo di imputazione non possono essere, per cosi` dire, riversate sull'imputato. Ecco quindi che il capo 1 presenta sotto i due profili essenziali per soddisfare l'esigenza di chiarezza e di precisione una carenza che a me pare radicabile, che lo vizia nel suo intimo, nel modo come e` concepito, come e` porto. L'imputato che legga questo capo di imputazione sinceramente non puo` capire che cosa gli viene rimproverato.

E una situazione analoga si verifica al capo 2, per il quale valgono le stesse considerazioni che ho formulato per il capo 1, con talune peculiarita` tuttavia che vanno segnalate perche' concorrono a rendere il quadro ancora piu` impreciso, se possibile, perche' il capo 2 e` strutturato in due lettere -la lettera a e la lettera b- che apparentemente, per quel che e` dato capire dal fatto stesso che si tratti di condotte articolate in due momenti diversi dello stesso capo di imputazione, dico momenti ma non c'e` una distinzione cronologica che si possa individuare precisamente nelle due lettere; ecco, questi due tronconi del capo di imputazione sono poi caratterizzati dal fatto che per oltre la meta` degli imputati si sovrappongono, cioe` oltre la meta` degli imputati rispondono sia della lettera a sia della lettera b, nonostante la lettera a e la lettera b non consentano, ciascuna per la sua parte, di stabilire con esattezza quale sia il tema dell'accusa. Un esempio tra i tanti: l'imputato Trapasso, ma ne cito uno, potrei citarne diversi, figura sia nella lettera a che nella lettera b; nella lettera a per avere realizzato e gestito discariche abusive, nella lettera b perche', essendo a conoscenza di tale circostanza, avrebbe effettuato lo stoccaggio nelle discariche incontrollate, cioe` in quelle stesse che aveva realizzato e gestito abusivamente. Ma l'imputato Trapasso secondo me riesce con difficolta` a rendersi conto di quali sono i temi precisi della contestazione. Tanto piu` questa difficolta` cresce e si trasforma in vera e propria impossibilita` se si considera che in questo secondo capo cresce a dismisura il numero delle fonti di qualificazione normativa che sono direi un mezzo ordinamento giuridico per l'abbondanza dei riferimenti. Percio` si accentua in corrispondenza la difficolta` di ricostruire la dimensione tipica: ma che cosa si ascrive a che cosa? Cioe` qui sono indicate decine e decine di fonti di qualificazioni normative e forse, a scorporarle, anche piu` di qualche decina. Allora in queste due lettere a e b e nella coda che apparentemente si riferisce ad entrambe cos'e` che riguarda l'una piuttosto che l'altra fattispecie? Ancora una volta, per esempio, ma mi limito soltanto alle disposizioni del Codice Penale, ritrovo il disastro innominato dell'Art. 434, ma poi trovo contestati anche, sia pur nella forma colposa, gli Artt. 439 e 440 che, essendo le disposizioni concernenti la materia delle acque diciamo cosi`, sembrano esaurire i termini di riferimento storici del capo di imputazione.

Insomma, qui piu` che mai devo scegliere la norma applicabile tanto piu` che si tratta di disposizioni cronologicamente succedutesi in un arco di tempo piuttosto vasto, a parte il Codice Penale andiamo dal 1956 al 1992, quindi in buona sostanza si tratta di una serie di vicende normative al cui interno l'identificazione della mia condotta risulta e la la condotta di questo o di quell'imputato risulta il frutto da un'opera cosi` paziente, cosi` faticosa, cosi` travagliata di interpretazione, di ritaglio e di segmentazione che, alla fine, evidentemente il risultato che se ne trae e` quello di precarieta` e di incertezza.

La terza ed ultima caratteristica che a me pare assai negativa di questo capo di imputazione e` rappresentata dal fatto che in due momenti centrali del suo contenuto esso compie un rinvio, postula un'eterointegrazione, un'eterointegrazione che si verifica nei confronti delle relazioni del Corpo Forestale dello Stato, relazioni cui si fa integrale rinvio, e poi nella parte finale le consulenze tecniche del Pubblico Ministero sia pure disposte ex Art. 360 del Codice di Procedura Penale. E` ammissibile questa eterointegrazione del capo di imputazione? E` ammissibile che l'imputato per conoscere i termini dell'accusa che gli viene contestata debba rivolgersi ad atti che egli non ha la possibilita`, nel momento in cui riceve il decreto che dispone il giudizio, di apprezzare e di valutare e che comunque sono atti che esigono una mediazione estremamente qualificata? Ma di piu`: e` ammissibile, e mi riferisco in particolare alle relazioni del Corpo Forestale dello Stato, una eterointegrazione con atti che sono sconosciuti al Tribunale, perche' non possono far parte del fascicolo del dibattimento? Quindi e` ammissibile che il contenuto dell'accusa sia formulato in termini di rinvio integrale ad atti che hanno questa natura? Io credo che non sia ammissibile. Pertanto insisto per l'accoglimento delle eccezioni di nullita` del decreto che dispone il giudizio a norma dell'Art. 429 lettera C del Codice di Procedura

 

Presidente: il Pubblico Ministero ritiene di riprendere la parola dopo l'intervento dell'avvocato Padovani, deve fare delle integrazioni?

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: non ce n'e` nessun bisogno, mi riporto a quanto gia` detto

 

AVVOCATO CANIOLA

 

Avvocato Caniola: Presidente, mi scusi la mia insistenza, siccome dovrei allontanarmi lei mi da` la conferma che sul fascicolo del dibattimento va tutto alla prossima udienza?

 

Presidente: credo che sia gia` almeno quattro volte per iscritto, dal verbale stenotipico lo puo` leggere piu` volte, perche' la domanda e` stata fatta oramai almeno 3-4 volte

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

Avvocato Schiesaro: signor Presidente, alcune brevi annotazioni sostanzialmente brevissime sulle questioni di nullita` del decreto di citazione a giudizio, qualcosa sul problema della pretesa violazione del 416 con riferimento all'omesso deposito di parte della documentazione davanti all'udienza preliminare e un cenno anche alla questione di incompetenza per territorio. Brevi, brevissime osservazioni, perche' alcune cose sono gia` state dette dal Pubblico Ministero.

Sulla nullita` del decreto di citazione a giudizio mi sembra che siano stati portati molti argomenti ma non certo tali da dimostrare la esistenza di una insufficiente indicazione del fatto, perche' tutte le argomentazioni che ho sentito nel corso di questa giornata, da ultimo quelle illustrate anche in modo molto analitico ed approfondito dall'avvocato Padovani, sono state argomentazioni tendenzialmente dirette a muovere accuse o rilievi al capo di imputazione, ai capi imputazione, sotto il profilo di diversi tipi di rilievi, ma tutti accomunati dal fatto della pretesa inconsistenza della fondatezza dell'accusa, o con riferimento alla ipotetica non configurabilita` di alcuni tipi di reati, in particolare ipotesi di strage colposa, o comunque con riferimento a pretesi errori giuridici che sarebbero stati compiuti dal Pubblico Ministero nell'elevare la contestazione, tipo il riferimento all'ipotesi della cooperazione colposa tra soggetti che tra loro potevano anche non essersi mai conosciuti visto che l'accusa riguarda un arco temporale di oltre 25 anni.

Allora, da questo punto di vista certamente le difese hanno ben evidenziato aspetti di incongruenza della imputazione, dal loro punto di vista; ovviamente noi non siamo d'accordo e quando sara` il momento torneremo in modo specifico su questi aspetti giuridici. Ma quello che qui preme rilevare e` che questa pretesa incongruenza dell'imputazione non puo` in alcun modo e sotto alcun profilo tradursi in quella insufficiente precisazione del fatto che e` prevista questa sola come causa di nullita` del decreto di citazione a giudizio. E` evidente che una accusa giuridicamente inconsistente e` ontologicamente insufficiente, ma dire questo non significa affatto dire che quell'accusa sia fondata su un fatto che non e` sufficientemente descritto. Mi pare che le 8, le 10 pagine del decreto di citazione a giudizio, della richiesta di citazione a giudizio, nelle quali e` descritta la condotta omissiva, commissiva, sono descritti gli eventi, da sole parlino circa la completezza, la assoluta completezza dell'enunciazione del fatto, rispetto alla quale e` fuorviante tentare di porre questioni di corretta qualificazione giuridica di quel fatto, questioni di erronea qualificazione giuridica di quel fatto, questioni di incongruenza logica di quella ricostruzione del fatto, che saranno tutte questioni che potranno essere valutate ed affrontate al momento finale del procedimento, ma che certamente non sono tali da determinare alcun profilo di nullita` ne' della richiesta di rinvio a giudizio ne' tantomeno del decreto di citazione a giudizio. Mi sembra che questo rilievo sia assolutamente assorbente, la Cassazione ha ammesso le contestazioni alternative, qui si dice "ma quale sarebbe il risultato, il disastro innominato?", uno potrebbe rispondere "qualora non sussistessero gli estremi della strage potrebbero sicuramente sussistere gli estremi di un altro fatto che e` riconducibile a quel paradigma criminoso, potrebbe essere vista anche questa come ipotesi di una contestazione alternativa. D'altronde quello che conta e` che comunque la condotta e` sicuramente descritta, perche' quando si parla di emissioni di gas, di immissioni in atmosfera di sostanze tossiche, di immissioni in acqua, che hanno provocato la morte, che hanno provocato le malattie, che hanno provocato l'inquinamento ambientale, la compromissione della salubrita` ambientale, credo che piu` di cosi` sia difficile descrivere in un modo piu` accurato di questo un fatto, discuteremo della sua corretta qualificazione giuridica, ma e` certamente una questione diversa che non puo` in alcun modo entrare sub specie di pretesa nullita` per violazione del 429.

Seconda questione: la pretesa violazione del 416. Anche qui ho sentito argomenti.. il P.M. ha gia` risposto, si trattava di documenti che erano cose pertinenti al reato e il 416 dice chiaramente che con la richiesta e` trasmesso il fascicolo, nel contenuto del fascicolo ci sta la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate, i verbali degli atti compiuti davanti al G.I.P.; il corpo del reato e le cose pertinenti al reato non sono contenuti nel fascicolo, ma sono al fascicolo allegati e sono allegati in tanto in quanto non debbano essere custoditi altrove. Quindi gia` la dizione normativa ci dice che se si tratta di cose pertinenti al reato qui il problema proprio non si pone proprio, perche' non c'e` nessun obbligo di inserirle nel fascicolo, non fanno parte del fascicolo delle indagini preliminari che deve essere depositato. Ma c'e` di piu`, c'e` un'osservazione ulteriore rispetto a questa prima e comunque di per se' sola assorbente osservazione: il fatto che tutte le eccezioni che sono state prospettate hanno equivocato, perche' hanno sistematicamente proposto la questione come se gli atti di cui e` stato messo il deposito fossero documentazione relativa alle indagini espletate. Si e` cioe` scambiato il concetto, si e` fatto entrare nel concetto di documentazione relativa alle indagini espletate, e come tale si e` preteso che questa fosse contenuta nel fascicolo da depositare, si sono scambiati come tali atti e documenti che in realta` non sono documentazione relativa alle indagini, ma sono documenti. Il codice ci da` una chiara distinzione tra la documentazione dell'attivita` d'indagine del Pubblico Ministero e i documenti che possono costituire prova nel processo penale, non sono la stessa cosa, non hanno lo stesso regime giuridico, non hanno lo stesso trattamento. La documentazione delle indagini cui fa riferimento il 416 e` esattamente e soltanto quell'insieme di atti che sono ricompresi dagli Artt. 134 e 373 del codice, articoli che ci dicono che gli atti dell'indagine sono documentati in due forme: i verbali e le annotazioni di Polizia giudiziaria, e ci elencano i casi nei quali e` obbligatoria la stesura del verbale e ci dicono che per tutti gli altri casi si procede.. Polizia giudiziaria e P.M. procede a mezzo dell'annotazione, queste sono le due forme di documentazione. Ed allora delle due una: o si fa questione che il Pubblico Ministero non abbia depositato insieme al fascicolo atti di questo tipo, e cioe` verbali e/o annotazioni, oppure si parla d'altro. Quando si dice che i documenti sono stati sequestrati si dicono due cose: si dice che ci deve essere un verbale di sequestro che e` sicuramente una forma di documentazione all'attivita` d'indagine e che e' l'unica cosa che deve essere depositata ed entrare nel fascicolo. Poi si dice che le cose sequestrate hanno un altro tipo di utilizzazione, di destinazione; puo` darsi che essendo documenti di modesta entita` possono anche stare attaccati al verbale, ma non necessariamente quella e` la loro posizione istituzionale, tantomeno si puo` pretendere che lo sia nel momento in cui e` pacificamente assodato e dichiarato e riconosciuto da tutti che si tratta di documentazione che viene custodita in intere stanze, riempie da sola delle stanze. Ed allora questo ulteriore spetto va segnalato, non ci puo` essere tecnicamente alcuna violazione del 416, alcuna violazione del diritto alla difesa garantito dalla Corte Costituzionale nella lettura che la Corte ha dato del 416, quando ci si lamenti del fatto che le carte oggetto di sequestro, di provvedimenti o comunque di acquisizione, non abbiano seguito i relativi verbali, perche' questo non e` assolutamente richiesto dal 416. Perche' e` il verbale che ci da` la prova di che cosa viene acquisito al procedimento e che ci dice dove quella cosa acquisita si trova. L'importante e` che le parti abbiano conoscenza del contenuto del verbale, che il verbale non sia sottratto alla discovery, il verbale o l'atto di acquisizione; ma una volta che questo e` pacificamente depositato, e nessuno fa questione dell'omesso deposito dei verbali o degli atti di acquisizione dei documenti comunque pervenuti, non e` possibile tecnicamente configurare una lesione del 416, una violazione del 416, ne' sotto altro profilo alcun aspetto di nullita` conseguente a questa pretesa violazione di norma procedimentale.

Una battuta, perche' in questi termini credo possa essere liquidata la questione della incompetenza territoriale. Gia` il Pubblico Ministero ha messo in rilievo gli aspetti paradossali di una lettura di quel tipo della norma processuale, soprattutto con riferimento a una situazione ambientale come quella di Venezia, che e` una situazione conosciuta in tutto il mondo, frequentata da tutti, e quindi che potenzialmente e` aperta ad ogni possibile ipotesi. Perche', si badi bene, l'eccezione viene formulata con riferimento all'ipotesi. E` stato fatto il nome di un Magistrato di Venezia da chi ha sollevato l'eccezione? E` stato fatto il nome? E` stata individuata una persona fisica che si pone con riferimento al processo come parte offesa o come danneggiata? Non e` neanche stato fatto questo sforzo, a meno che non ci si intendesse rivolgere alle vostre persone fisiche, alle vostre persone fisiche, ed allora in questo caso quella che andava posta non era piu` una questione di incompetenza territoriale, perche' se il Giudice ha l'interesse a che il processo vada in un certo modo, non puo` essere un problema di competenza territoriale, diventa un problema di ricusazione. E allora o si pone la ricusazione o non si puo` porre un problema astratto di incompetenza territoriale, se siete voi i destinatari della censura; e se non siete voi, allora il punto e`: chi e` questo fantasmagorico Magistrato titolare di tutti i poteri? Non e` stato individuato. E allora, se non e` individuato, la Cassazione ci dice, Sezioni Unite, Cassazione sezioni unite civili del 30 settembre del 68, quindi figuratevi, e` preistoria della giurisprudenza questa, non abbiamo neanche bisogno.. e` talmente radicata questa concezione della necessita` dell'individuazione specifica del titolare dell'interesse che e` ormai dato acquisito, confortato appunto da una lettura delle Sezione Unite della Cassazione; la cassazione ci dice: attenzione, non chi in astratto puo` essere visto come titolare dell'interesse protetto, ma solo chi in concreto, dalla lettura degli atti e con riferimento alla vicenda specifica, assume un ruolo, una posizione, una collocazione tale da poter essere qualificata, in relazione alla vicenda specifica processuale parte offesa danneggiata e quant'altro. Ecco perche' non si indica il Magistrato: perche' non c'e`, dagli atti non c'e`, non c'e`, non e` mai emerso, nessuno puo` immaginare, a meno che non facciamo un discorso in astratto ed allora valgono le considerazioni del Pubblico Ministero che tutti i Magistrati d'Italia, non possiamo escludere nessuno, abbiano una volta visitato nella loro vita Venezia, allora se cosi` e` il problema e` che l'eccezione e` comunque manifestamente infondata, perche' una valutazione in astratto non e` consentita e non e` consentita per il semplice fatto che appunto la norma sulla competenza e` una norma a garanzia del Giudice naturale; se facessimo valutazioni in astratto, a prescindere da Venezia, non si potrebbe mai fare un processo per vicende ambientali perche' per definizione il luogo compromesso dalla condotta lesiva, quindi dalla condotta criminosa dell'imputato, e` comunque quel luogo in cui si esercita la giurisdizione, quindi avremmo una categoria di reati, se facessimo una valutazione necessariamente soltanto astratta, una categoria di reati per definizione ontologicamente sottratta al principio del Giudice naturale e lascio a voi la responsabilita` di portare la vostra pronuncia fino a questo punto, io non lo credo, credo che l'eccezione anche per questo motivo sia manifestamente infondata

 

AVVOCATO SCATTURIN

 

Avvocato Scatturin: molto brevemente, Presidente, anche perche' dopo una giornata cosi` intensa e faticosa possa pervenire al Collegio il mio punto di vista. Io penso che ci sia anche una questione di preclusione in questa denuncia di nullita` del decreto del G.U.P. di rinvio a giudizio, che ci sia una preclusione la quale deriva da una formulazione, da una scrittura molto rigorosa dell'Art. 491 del Codice di Procedura Penale. Io ritengo che ci siano in questa scrittura non soltanto delle indicazioni di questioni preliminari, ma che ci sia una indicazione anche di questioni di precedenze, per cui secondo me nell'ordine le questioni sono quelle della competenza per territorio o per connessione, oppure le nullita` indicate nell'Art. 181 commi 2 e 3, la costituzione di parte civile, la citazione, etc. Per cui noi siamo arrivati a questo punto a denunciare la nullita` del decreto di rinvio a giudizio del Giudice delle indagini preliminari dopo avere addirittura deciso sulla questione della costituzione delle parti civili. Per cui io penso che la questione sia superata perche' preclusa e che non si possa ripresentare.

La seconda questione, sempre molto brevemente, che voglio rappresentare al Collegio, e` il fatto che non ci sono due decreti di rinvio a giudizio, cioe` il cosiddetto decretino e il cosiddetto decretone; in realta` c'e` un solo provvedimento e per quanto riguarda il documento di sintesi, diciamo, che e` stato letto, ecco, quello riporta testualmente o per richiami quello che poi e` stato scritto nel cosiddetto decretone, che e` stato depositato contestualmente. Se loro vanno a rileggere il verbale dell'ultima udienza, quella del 14 novembre dell'anno scorso, si legge con molta serenita`, diciamo, ed onesta` di lettura che in realta` c'e` un provvedimento di sintesi estrema che e` stato letto e c'e` un provvedimento uguale, scritto, che e` stato depositato contestualmente. Per cui non ci sono due decreti, uno depositato fuori udienza e l'altro letto e depositato in udienza, questo e` il secondo punto.

Dico poi, e questo e` il terzo punto, sempre molto brevemente, che la questione della identificazione, richiamando l'Art. 181 comma secondo e terzo del Codice di Procedura Penale, in realta` la identificazione degli imputati e` indicata in modo certo con nome e cognome. Io voglio richiamare all'attenzione del Collegio il fatto che noi abbiamo discusso per otto mesi l'udienza in camera di consiglio e che di queste cose, del nome degli imputati, abbiamo sentito parlare per una quantita` innumerevole di volte. Per cui non si puo` dire che il modo certo con cui si deve indicare l'imputato nel decreto di rinvio a giudizio e` incerto; e` assolutamente certo, come sono certe anche le indicazioni sui fatti e sulle norme, le quali sono richiamate per relationem e mi pare che il decreto letto, il cosiddetto decretino, che e` stato letto in udienza, possa indicare nella maniera piu` tranquilla per relationem quello che e` disposto dall'Art. 429 del Codice di Procedura Penale.

Per quanto riguarda poi, cosi`, delle osservazioni di contorno, io devo dire che si tratta di una nullita` relativa non assoluta questa del 181 comma seconda e terzo del Codice di Procedura Penale e per di piu` e` anche una nullita` che e` sanabile nei modi previsti dal 183. Per cui mi pare che tutte le eccezioni che riguardano la nullita` del decreto di rinvio a giudizio del G.U.P. devono essere respinte. Non ho altro da dire, Presidente

 

AVVOCATO ALBORGHETTI

 

Avvocato Alborghetti: intervengo per Zorzan Renzo, parte civile. Sono delle osservazioni che sono un po' la continuazione dell'intervento che ha appena svolto il collega. Solo due parole appunto su questo rapporto di questi due provvedimenti che sono stati cosi` chiamati in modo pittoresco ma molto incisivo decretino e decretone. Concordo infatti col collega che non si tratta di due provvedimenti diversi, e` lo stesso provvedimento e il problema e` quindi capire se entrambi sono affetti da nullita`. In realta` il decretino, che e` quello appunto letto in udienza, che deve essere considerato notificato alle parti presenti, a mio avviso non e` nullo, non e` nullo perche' contiene tutti gli elementi che sono previsti dalla legge, e non a caso e` proprio quello che viene letto alle parti ritenute presenti, perche' si fa riferimento a un'imputazione come in atti, si fa riferimento quindi a un'attivita`, ad uno svolgimento processuale di cui gli imputati hanno preso conoscenza, o meglio, le parti che dovevano essere ritenute presenti hanno preso conoscenza nel corso dell'udienza preliminare; in questo caso era un'udienza preliminare che si e` svolta in piu` udienze, ma comunque ha ovviamente una sua unicita`. Questo decretino appunto contiene tutti gli elementi previsti dalla legge e i riferimenti appunto sono a quanto in udienza e` stato.. si e` svolto. Ma io direi che c'e` un dato in piu` per verificare se vi e` o non vi e` nullita`: tutta la giurisprudenza in materia di nullita` del decreto di citazione individua un obiettivo e cioe` l'atto deve aver raggiunto il suo scopo, cioe` nel senso che si fa riferimento ad un effetto sostanziale che e` quello di garantire all'imputato di potersi difendere, di conoscere da che cosa si puo` difendere; quindi laddove l'atto ha raggiunto questo scopo, l'atto non puo` ritenersi nullo. Cito per brevita`, perche' sicuramente faccio prima che non a dilungarmi, per brevita`, un paio di sentenze: la sentenza 23 febbraio 96 n. 2050 della quinta sezione, ove si dice che "ai fini dell'individuazione dell'oggetto del giudizio assume rilievo non solo la letterale formulazione del capo di imputazione, ma complessivamente tutta la attivita` istruttoria svolta e ritualmente contestata all'imputato, sicche` questi ne sia adeguatamente informato e quindi posto in grado di difendersi". Ed ancora questa sentenza ancora piu` recente, del 25 luglio 97 n. 7313 della sesta sezione, laddove si dice: "quanto all'enunciazione del fatto addebitato, ai fini in ritenere complesso nei suoi elementi essenziali il capo di imputazione e` sufficiente che il fatto medesimo sia contestato in modo da consentire la difesa in relazione ad ogni elemento d'accusa, per cui non e` affetto da nullita` il decreto qualora nella regolare contestazione della materialita` dell'addebito e nella omissione o imprecisione di altri elementi non essenziali alla definizione minima del fatto reato, di questi comunque si agevola l'imputato a trarre conoscenza in virtu` dei richiami contenuti eventualmente nel decreto stesso ovvero in base ad altri provvedimenti necessariamente gia` noti". Io credo che questa sentenza risponda appieno a tutta una serie di contestazioni che sono state fatte in relazione alla nullita` dell'indicato decreto, proprio perche' si deve fare riferimento a tutto cio` che all'imputato e` noto, a tutti i riferimenti che all'imputato sono stati comunque contestati, quindi con cio` mi riferisco sia alla eventuale imprecisione che e` stata evidenziata nella enunciazione del fatto di cui al cosiddetto decretone, sia ai riferimenti ad altri atti, peraltro appunto noti all'imputato, e che quindi gli danno la possibilita` di conoscere appieno l'accusa e quindi di sapere da che cosa egli si deve difendere. E` evidente che questo rapporto tra il decretino letto in udienza e il decretone, come dicevo prima, la differenza si ha proprio nella misura in cui chi ha presenziato, che deve essere ritenuto quindi presente all'udienza, ha conosciuto tutti i momenti dello svolgimento, all'imputato non presente andra` appunto notificato in tutta la sua completezza.

Un ultimo rilievo che vorrei fare e` su alcune nullita` che sarebbero state rilevate, o meglio, su alcune mancanze diciamo rilevate nel decreto che comporterebbero la nullita` in relazione appunto all'incertezza e all'indeterminatezza. Si e` detto: vi e` indeterminatezza in quanto ad esempio non sono specificatamente indicate per ogni imputato le condotte e i riferimenti alle date. Io credo che proprio l'ordinanza che oggi il Tribunale ha pronunciato in relazione alle parti civili, nel momento stesso in cui ha fatto dei distinguo, ha individuato l'ammissione della parte civile in relazione ad ogni imputato per il periodo relativo di competenza in relazione proprio ai singoli soggetti, ci da` proprio indirettamente la prova di come cio` emerga dal decreto di citazione, proprio perche' sono effettivamente indicate date e il rapporto delle stesse in relazione alle condotte poste in essere dagli imputati, e cio` a prescindere dal fatto che comunque, come sappiamo, la giurisprudenza della Cassazione ritiene che peraltro la data del commesso reato non sarebbe neppure uno degli elementi.. uno dei requisiti che portano comunque alla nullita`, coincidono tra l'altro appunto sulla determinatezza del fatto. Per cui, per tutte queste ragioni, io credo che appunto vi sia da un lato un'identita` tra questi due decreti e che nessuno dei due, proprio per le ragioni appena indicate, sia affetto da nullita`. Anche in relazione poi a quello che e` il rapporto tra le norme di legge contestate e il fatto enunciato in ordine al quale e` stata rilevata come vi sarebbero delle discrepanze, delle incompatibilita`, ad esempio, tra ipotesi dolosa o colposa, mi pare che cio`, come e' gia` stato rilevato comunque, e` una questione di cui si potra` discutere, ma cio` che si deve evidenziare e` se nel decreto comunque le condotte sono state indicate e contestate e la riferibilita` a una determinata norma e` materia ovviamente di discussione che fa parte ed e` oggetto del processo stesso. Quindi per tali ragioni chiedo appunto che venga respinta l'eccezione sollevata sulla nullita` del decreto di citazione

 

Presidente: ci sono altri interventi?.. Guardate che chiudiamo questa sera, salvo eventuali precisazioni del Pubblico Ministero per quanto riguarda i problemi che riguardano le date, etc., questa sera si chiude

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: Presidente, io avevo sottolineato la opportunita` di concederci un po' di tempo per l'esame di queste carte. Lei si rende conto che ci costringe a parlare senza aver potuto leggere delle memorie della controparte che non sono state lette e che non sono state riassunte

 

Presidente: veramente, guardi, io ho sentito tutti degli interventi che sono stati ampiamente esposti ed illustrati. Mi pare che il processo penale abbia questo quantomeno connotato, che e` quello della concentrazione, che non serve chiedere termine per replicare a memorie. Cioe` io mi meraviglio anzi di queste sue osservazioni. Se lei avesse bisogno di documentarsi per replicare, ripeto, rispetto a date di documenti o di atti di indagini che si sostiene essere stati fatti nel corso di questo processo e sono stati invece depositati come attivita` integrativa e per questo motivo sia sostenuta la nullita` del decreto di rinvio a giudizio, questo e` un altro paio di maniche, e l'ho gia` detto al Pubblico Ministero, l'ho sottolineato, ma vale per tutti, in questo caso questo approfondimento potete farlo. Per tutte le altre questioni ritengo che oggi si possa assolutamente rispondere

 

Avvocato Zaffalon: va bene, Presidente, io mi meraviglio della sua meraviglia..

 

Presidente: beh, adesso basta pero` queste polemiche, perche', guardi, non le ammetto davvero, va bene? Io credo davvero di aver tenuto un comportamento che e` stato assolutamente corretto nei confronti di tutti. Se lei vuole prendere la parola la prenda, se non vuole prenderla e` libero di non farlo, punto e basta! Ma di polemizzare davvero in questo modo e ripetutamente mi pare che davvero siamo al di fuori di ogni limite, io non lo sopporto

 

Avvocato Zaffalon: ne prendo atto, Presidente, guardi che io pero` non mi sono alterato

 

Presidente: ma non e` questione di alterazione, e` questione di insistenza, di reiterazione continua di questi interventi, che a me fanno alterare, d'accordo?

 

Avvocato Zaffalon: ne prendo atto. Stavo dicendo, Presidente, ma lei mi ha interrotto, che ritengo che avrei avuto diritto, dico diritto, come parte in causa, di poter prendere visione di memorie scritte depositate in udienza, non lette e non riassunte, e che quindi mi avrebbero consentito di chiedere il rinvio per poterle esaminare, e stavo dicendo che non lo faccio nel tentativo di collaborare ad una conduzione rapida dell'udienza. Quindi devo necessariamente sottolineare che questo mio intervento sara` sintetico ed anche parziale non avendo potuto prendere visione approfondita di elementi che ritengo sarebbero stati utili di esaminare come si doveva per svolgere il mio ruolo di difensore di parte civile.

Venendo al merito delle questioni, dico subito che intendo trattare soltanto quella svolta dall'avvocato Franchini e che riguarda la violazione del diritto di difesa per la impossibilita`, cosi` e` stato sostenuto da parte dei difensori degli imputati, di accedere ad una parte consistente di atti dell'indagine preliminare. Questa eccezione e` stata svolta gia` nella sede delle indagini preliminari e quindi sono in grado di ripercorrere una serie di osservazioni che furono svolte in allora e che mi sembra rimangano valide a tutt'oggi. Naturalmente mi richiamo a quanto gia` detto da parte del Pubblico Ministero in ordine a una ricostruzione storico-procedurale di quanto e` avvenuto e in ordine anche alla distinzione molto opportunamente richiamata dall'avvocato dello Stato circa la assoluta impossibilita` di confondere un verbale di documentazione da un documento.

Mi pare di dover aggiungere due osservazioni che non sono state svolte. La prima riguarda un'osservazione in fatto: la difesa lamenta che il provvedimento o comunque l'atto di esibizione di questi documenti, perche' sappiamo che si trattava da un lato di un sequestro e dall'altro di un'esibizione, recitano di collocazione temporanea di questi documenti in un determinato posto, e quindi di non aver potuto, come dire, individuare man mano dove questi documenti venissero nel tempo collocati, con la conseguente inaccessibilita` agli stessi, e dall'altro ci ha fatto anche delle esemplificazioni ove ci ha ricordato che questi documenti in un certo momento apparivano nella disponibilita` della Guardia di Finanza e in altri momenti apparivano in quella dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero. A me sembra, Giudici, che si tratti di allegazioni su cui, come posso dire, sentimentalmente anche questo difensore puo` concordare nel senso di condividere sul piano pratico lamentele della difesa per la difficolta` di inseguire il gigantismo del processo e poterne quindi avere una conoscenza approfondita in tutti i suoi termini. Ma dal punto di vista giuridico temo che la difesa non possa proprio avanzare questioni che vadano a toccare un problema come quello della violazione del diritto di difesa. Questi atti erano stati acquisiti, come sappiamo, gia` a fine 96, cioe` in epoca ben precedente alla richiesta di rinvio a giudizio; in questi atti depositati, o meglio, nella documentazione depositata nel termine insieme alla richiesta di rinvio a giudizio vi era il verbale di sequestro, vi era il verbale di acquisizione di questi documenti. Che poi la difesa, o meglio, un gruppo di difensori non abbiano tempestivamente individuato nel momento di consultazione degli atti, cioe` della documentazione delle indagini preliminari, che era quello il momento immediatamente successivo al pervenimento dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare, non abbiano individuato quel tale verbale di sequestro e quel tale verbale di acquisizione e se ne siano accorti soltanto nel luglio del 97 e a seguito di cio` abbiano fatto dei tentativi di recupero andati in porto a quanto sembra solo recentemente, questo e` un problema importantissimo senz'altro, ma che ha soltanto aspetti pratici.

Si dice "non sappiamo se questi documenti si trovassero nelle mani della Guardia di Finanza o in quelle dei consulenti tecnici": beh, io penso che si possa rispondere facilmente che bastava, come dire, formalizzare questa situazione. I documenti, secondo quanto scritto nei verbali, apparivano, sia pure temporaneamente, nelle mani della Guardia di Finanza; se si accedeva a questa e la stessa rispondeva che erano passati in altre mani, bastava rivolgersi a queste altre mani. Non mi sembra, insomma, che sia stata formalizzata una situazione tale da concretare quella che potrebbe chiamarsi una assoluta inaccessibilita` ai documenti di cui si parla, ma casomai delle difficolta` pratiche che, a quanto abbiamo sentito, non sono nemmeno state tali da impedire la individuazione del luogo ove si trovavano questi documenti, ma semplicemente hanno determinato la necessita` di fare un certo percorso per rintracciarli. Che poi le difficolta` di fotocopiatura, gli orari della persona addetta alle fotocopiature, abbiano consentito di estrarre i documenti solo fino a pochi giorni fa, questo -ahime` - e` un altro problema pratico che, ripeto, condivido con la difesa degli imputati, ma che non puo` assurgere a una questione di limitazione del diritto di difesa.

L'altra questione, sempre in questo tema, riguarda invece una questione di diritto: quella splendidamente sollevata, mi pare dall'avvocato Ponti, sulla nullita` che dovrebbe conseguire anziche` la inutilizzabilita` rispetto alla violazione che invece sussiste. Quindi adesso stiamo spostando il problema da quello pratico di fatto a quello di diritto; cioe`, sto svolgendo, Giudici, una subordinata perche', avendo risposto in punto di fatto che questa violazione non c'e` stata perche' l'accessibilita` c'era anche se faticosa, dovrei fermarmi in quanto evidentemente non si pone un problema di sanzione. Pongo la questione solo perche' e` opportuno rispondere anche a una questione come questa che mi pare, tra l'altro, di rilevanza in un processo come questo costituito da migliaia di atti. Io, come posso dire.. istintivamente concordo, ovviamente solo fino ad un certo punto, con la prospettazione della difesa che in questi casi non si puo` parlare di inutilizzabilita` ma si deve parlare di nullita`. Se dovesse venire in questo modo sottratto un documento utile alla difesa e` chiaro che una norma non puo` sanzionare una violazione in danno di chi l'ha subita, su questo penso che non si possa che concordare. Dove invece mi pare che non si possa condividere il ragionamento portato avanti dalla difesa fino in fondo mi pare che sia l'aspetto della rilevanza, o meglio, delle conseguenze di questa nullita`. Faccio un esempio, cosi` mi spiego subito e piu` rapidamente: se fosse corretto il ragionamento della difesa dovremmo poterlo portare alle estreme conseguenze e quindi facciamo l'esempio che proprio in un processo come questo, in cui ci sono migliaia di atti, o meglio, decine di migliaia di atti, il Pubblico Ministero non sottoponga al Giudice delle indagini preliminari uno di queste decine di migliaia di atti, dico un foglio; se fosse corretto appunto quel ragionamento, io credo che la difesa non potrebbe sottrarsi alla conseguente affermazione che poiche' fissato il principio di diritto non si puo` distinguere fra uno o 100 mila atti, anche una violazione come questa, cioe` in un certo senso minimale, dovrebbe determinare quella tragica conseguenza che ci e` stata prospettata, in quanto la difesa non ha potuto prendere visione di tutti gli atti, in quanto il Giudice non ha esaminato tutti gli atti prima della sua decisione. Questa conseguenza credo che nemmeno la difesa si sentirebbe di sostenerla. Ma allora, correttamente, avrebbe dovuto porsi un altro problema e poterlo anche sottoporre al Tribunale per dimostrarlo: il problema cioe` della rilevanza, o meglio, piu` correttamente, il problema se dalla nullita` indubbiamente sussistente, consistente nel fatto che anche un solo foglio manchi ad un processo in cui ce ne sono decine di migliaia, possa derivare - ecco il problema della conseguenza - una nullita` derivata, appunto, e cioe` quella non della richiesta di rinvio a giudizio o del decreto di citazione all'udienza preliminare, che e` un atto dovuto, ma quella dell'udienza preliminare stessa, indubbiamente, in quanto il Giudice l'abbia svolta senza che quel singolo foglio fosse a disposizione e quindi conseguente nullita` del decreto di rinvio a giudizio. Faccio poca fatica a ricordare i principi in tema di nullita` derivata che tutti conosciamo: occorre una dipendenza tra la nullita`, chiamiamola cosi`, relativa concernente quella singola violazione consistente nella omissione di allegazione di quel tale singolo foglio e, appunto, gli effetti che da questa derivano sulla complessa vicenda dell'udienza preliminare e del decreto di citazione che anche su quel foglio avrebbe potuto appoggiarsi, appunto potuto ma non dovuto. Cioe` occorre un esame, o meglio, una dimostrazione da parte della difesa della possibilita` che da una nullita` parziale o magari limitatissima come quella che ho prospettato a mo' di esempio scolastico vada poi ad infierire nel complesso dell'attivita` di udienza e di decisione svolta dal Giudice dell'udienza preliminare. E` vero che qui, come abbiamo sentito, si parla, non so se migliaia o decine di migliaia, di documenti che atterrebbero alla questione della manutenzione.. commesse di manutenzione sugli impianti e quindi potrebbe su questa base ritenersi appunto rilevante; ma non mi pare che si possa in sede di questione di nullita` del decreto di citazione, cioe` una questione di nullita` formale, dare per dimostrata una nullita` che travolga appunto l'intera udienza preliminare e la sua conclusione, cioe` il decreto di rinvio a giudizio, sulla base di affermazioni come quelle che abbiamo sentito. Credo che la difesa avrebbe dovuto entrare nel merito di una dimostrazione incontestabile, degli effetti indiscutibilmente derivativi di una certa omissione su un'intera fase del processo. Questo non e` avvenuto, quindi mi pare che anche se si dovesse o si potesse superare, non so come, la questione in punto di fatto sulla accessibilita` giuridica dei documenti di cui abbiamo parlato, credo che in diritto la questione dovrebbe venire respinta appunto sotto il profilo della mancanza della dimostrazione della potenzialita` del vizio che ci e` stato prospettato e della sua capacita` appunto a travolgere un'intera fase processuale. Chiedo quindi il rigetto di questa eccezione

 

AVVOCATO POZZAN

 

Avvocato Pozzan: molto brevemente. Volevo intervenire solo su tre questioni: la prima questione la nullita` del decreto che dispone il giudizio in riferimento alla questione del decretino e decretone. Beh, il Tribunale si e` gia` pronunciato oggi incidentalmente laddove ha affrontato la questione con riferimento alla illegittimita` della chiamata in causa proposta, e quindi a me pare che la questione sia gia` stata sollevata e quindi non sia piu` ammissibile in questa sede che il Tribunale si ripronunci. Ma a prescindere da questa considerazione, che faccio solo sommessamente, volevo un attimino ribadire relativamente ad una questione di nullita` parziale del decreto che dispone il giudizio con riferimento alle persone che sono indicate a pagina 20 del decreto che dispone il giudizio dove non vi sarebbe alcuna indicazione della data della morte, neppure del momento in cui avrebbero lavorato e cessato di lavorare. Beh, se il decreto che dispone il giudizio e` il decretino e questo decreto e` valido e legittimo in quanto fa riferimento al capo di imputazione come formulato dal Pubblico Ministero dottor Casson nel corso dell'udienza, in particolare attraverso la contestazione suppletiva, allora questa eccezione e` del tutto nulla, perche' nell'occasione della contestazione suppletiva, cioe` di quella contestazione di questa ventina di persone che sono decedute, il dottor Casson aveva indicato ed allegato al verbale dell'udienza preliminare una lista nella quale era stata precisata esattamente la data della morte di queste persone, la data della loro assunzione e della loro eventuale cessazione dall'attivita` lavorativa. Quindi il riferimento da parte del decretino ai capi di imputazione e quindi alla contestazione suppletiva rende integrato anche sotto questo profilo il decreto che dispone il giudizio e quindi ne giustifica la sua validita`.

Per quanto riguarda le altre questioni, io mi associo naturalmente a tutte le altre precisazioni delle parti civili e del Pubblico Ministero. Volevo fare soltanto alcune considerazioni su alcuni rilievi fatti dal professor Stella, laddove il professor Stella ha sollevato la questione di nullita` per indeterminatezza del capo di imputazione per tutta una serie di questioni, dicendo ad esempio che non sarebbe stata indicata la data di insorgenza della patologia tumorale che aveva cagionato la morte. Dice ancora il professor Stella: non sarebbe stata indicata la data di cessazione dal rapporto di lavoro e con riferimento alle malattie dice: non sarebbe stata indicata la data di insorgenza della malattia. Beh, io credo, signori del Tribunale, che bisogna distinguere tra evento.. tra i vari fatti contestati nel capo di imputazione, perche' se e` chiaro che facciamo riferimento al reato di disastro o di strage colposa qui i fatti.. le omissioni sono indicate e gli eventi sono tutti gli eventi che si sono manifestati nel corso del ventennio in contestazione. Se poi invece facciamo riferimento al reato di omicidio colposo, a me pare che l'evento nel reato di omicidio colposo e` la morte, e quindi e` questa che deve essere precisata, e a questo proposito mi pare che il decreto che dispone il giudizio sia molto chiaro perche' con riferimento alle morti vi e` l'indicazione esatta del loro verificarsi. Per quanto riguarda poi le malattie, si dice bisognerebbe indicare anche la data di insorgenza della malattia: ma dove sta scritto questo? A me pare che sia sufficiente che si indichi che oggi c'e` una malattia, che poi questa sia sorta 10, 15 anni fa, e` questione che atterra` eventualmente nel momento della prescrizione del reato, ma non la specificazione del fatto.

Per quanto riguarda la asserita indeterminatezza della contestazione di cui all'Art. 437, si e` detto sempre dal professor Stella che mancherebbe la descrizione di fatti specifici. Beh, io leggo un attimo il capo di imputazione: nel si legge a proposito del reato di omessa predisposizione di sistemi di prevenzione, si legge appunto che "gli imputati non avrebbero munito di cappe di aspirazione idonee i luoghi in cui venivano effettuate le operazioni"; si legge ancora: "non avevano tempestivamente installato gascromatografi"; si legge ancora: "hanno continuato ad utilizzare gascromatografi e reti di.. ritenuti inidonei". Cioe` sono queste le omissioni tipiche del reato di cui all'Art. 437.

Per quanto riguarda le osservazioni e i rilievi fatti dal professor Alessandri, io qui non posso altro che richiamarmi alle considerazioni fatte dall'avvocato Schiesaro dicendo che sostanzialmente queste incongruenze tra le varie norme contestate, tra le varie norme indicate nel capo di imputazione, riguardano questioni di merito, questioni cioe` di fondatezza dell'accusa, ma non certo riguardano questioni di contestazione del fatto specifico. Quindi chiedo anch'io il rigetto di tutte le eccezioni

 

AVVOCATO SFORZI

 

Avvocato Sforzi: rapidamente, per Giacomello. Cerchero` di non ripetere le cose gia` dette e quindi di limitarmi a segnalare alcuni aspetti che ritengo possano essere evidenziati rispetto agli interventi gia` proposti nel pomeriggio. Sulla nullita` del decreto che dispone il giudizio per indeterminatezza, in particolare: mi pare ancora di poter riassumere a questo punto che le doglianze abbastanza comuni dei difensori degli imputati relative a questo aspetto colgano essenzialmente un punto del decreto che dispone il giudizio che riguarda essenzialmente la difficolta` di individuare esattamente le contestazioni attribuibili ai loro assistiti. A questo proposito mi preme anche ricordare un passaggio dell'intervento del professor Padovani rispetto appunto alla costruzione di questo capo di imputazione nel quale si faceva riferimento a una diffusa, a un ampio indugiare direi quasi nella descrizione del fatto storico, quindi con un dispiego proprio del capo di imputazione sia sul piano temporale che sul piano spaziale, diremo quasi, a fronte invece di una sua carenza dal punto di vista della corrispondenza rispetto ad una fattispecie tipica, quindi una sorta di apparente contrapposizione tra il concetto di fatto inteso in senso di fatto storico rispetto ad un concetto di fatto inteso come fatto tipico. Ora in relazione alla norma di cui all'Art. 429, credo l'unica alla quale noi possiamo riferirci rispetto alla questione di nullita` del capo di imputazione, in particolare alla lettera C, ritengo che non ci sia nessun elemento che autorizzi a fondare una simile distinzione tra fatto storico e fatto tipico. La lettera C del primo comma del 429 parla di enunciazione del fatto, e quindi senza specificazione naturalmente di una aderenza o della necessita` di un'aderenza della descrizione del fatto nel capo di imputazione al modello astratto previsto dal legislatore nel momento in cui prevede una fattispecie penale incriminatrice in via generale ed astratta. Ritengo invece che sia proprio al fatto storico e alla descrizione del fatto storico che debba aversi riguardo nella interpretazione della lettera C dell'Art. 429. Del resto quando si passa a cercare di capire quali sono gli esatti contorni, gli esatti requisiti di esattezza, diciamo cosi`, che il capo di imputazione deve possedere per evitare di incorrere nella sanzione della nullita` di cui al 429, ci aiuta peraltro quella giurisprudenza che proprio nel tentativo di tracciare questi limiti e questi contorni ci dice ad esempio che "il capo di imputazione puo` essere considerato completo nei suoi elementi essenziali quando sia contestato in modo da consentire la difesa" ed io ritengo che sia questo il parametro al quale anche il Tribunale debba attenersi per giudicare se il capo di imputazione debba o non debba essere dichiarato, essere colpito da quella gravissima sanzione processuale che e` la nullita` di cui parla l'Art. 429.

Lesione del diritto di difesa: ma, attenzione, rispetto a questo, che e` un diritto direi sacro della difesa, non dobbiamo confondere necessariamente l'impossibilita` di una difesa sul piano tecnico in sede processuale con una mera difficolta` di ricostruzione degli esatti meccanismi di ascrizione della responsabilita` penale in capo al soggetto. E` evidente che la strada, la soluzione seguita dal Pubblico Ministero nella formulazione del Pubblico Ministero e` la strada esattamente descritta da qualcuno dei difensori come quella del contestare tutto a tutti; ma esistono quelle due clausole di specificazione generale: quella del riferimento in relazione a ciascun imputato al periodo di competenza e la clausola della rispettiva qualita`, cioe` delle qualita` che gli imputati assumono nel corso del tempo nelle loro rispettive cariche. Queste due clausole sono, ad avviso di questa difesa, sufficienti a consentire un'esatta specificazione dei fatti addebitabili a ciascuno degli imputati. E` sufficiente applicare con una certa pazienza, una certa fatica, non lo metto certo in dubbio, questi semplici criteri per ricostruire quali meccanismi, quali fatti possono essere contestati ai singoli imputati e quali invece no. Si tratta senz'altro di una difficolta`, non lo metto in dubbio, ed anzi tengo a sottolineare che la stessa difficolta` e` una difficolta` che anche le parti civili in un certo senso condividono, almeno quelle che si sono prese il disturbo di individuare esattamente gli imputati nei confronti dei quali i loro assistiti avevano diritto di costituirsi parte civile, quindi in questo senso il disturbo e`, per cosi` dire, comune. Cio` nonostante la difficolta` e` cosa ben diversa dall'impossibilita` di difendersi, e questo e` certamente un dato incontrovertibile.

Cio` posto il problema si sposterebbe allora su un altro piano rispetto al quale potrebbe comunque contestarsi una imperfezione del capo di imputazione e cioe` quello del meccanismo di ascrizione della responsabilita` penale in relazione al fatto, peraltro compiutamente specificato quantomeno nella sua dimensione storica nel capo di imputazione, ai singoli imputati. Ma il meccanismo di ascrizione della responsabilita` penale e` cosa ben diversa che non necessariamente una imperfetta o inesatta descrizione di questo meccanismo di ascrizione puo` di per se' inficiare la difesa dell'imputato; anzi, il meccanismo di ascrizione della responsabilita` in concreto, che dipendera` naturalmente a seconda dei casi, a seconda delle singole posizioni soggettive, da un complesso di fattori, e` materiale fluido, e` materiale che puo` anche essere modificato nel corso del dibattimento, e` materiale che e` disciplinato da articoli come il 423 per l'udienza preliminare, come il 516 per il dibattimento, il fatto puo` anche apparire diverso, anche rispetto al meccanismo di ascrizione. Il pericolo quindi e` che si tenti in qualche modo di anticipare sul piano della nullita` del decreto di citazione questioni che invece attengono al merito della vicenda e che devono essere trattate nel corso di questo procedimento, nel corso del dibattimento. Sara` il dibattimento a fare emergere eventuali difetti o carenze della responsabilita` degli imputati in relazione alle qualifiche da essi assunti, sara` nel dibattimento che potranno eventualmente far valere l'efficacia di deleghe eventualmente attribuite verso il basso rispetto al rispetto di determinati adempimenti, ma non certo possono gia` in questa sede dolersi del fatto che il capo di imputazione, gia` a livello di mera astratta configurazione, non colga con l'esattezza forse sperata una tipicita` non solo rispetto a corrispondenza del fatto al fatto astratto, ma una vera e propria tipicita` anche dal punto di vista soggettivo di ciascun imputato.

Un brevissimo inciso rispetto a un'ulteriore eccezione che al capo di imputazione e` stata mossa, sempre sotto il profilo della nullita` per indeterminatezza, se non ho capito male, che deriverebbe pero` da un riferimento estrinseco, mi pare sia stato detto, del capo di imputazione ad atti che non fanno parte del fascicolo del dibattimento. Io ritengo che questo non sia materia che riguardi la nullita` del capo di imputazione rispetto allo specifico profilo della determinatezza o meno, che anzi il richiamo a specifici atti di indagine, peraltro conosciuti o conoscibili dai difensori degli imputati sin dal deposito degli atti, il richiamo in forma sintetica da parte del Pubblico Ministero a questi atti altro non fa che arricchire, casomai, anziche` impoverire, sul piano della descrizione il fatto nella sua dimensione storica. Diverso sarebbe il discorso se invece la questione fosse posta in termini di eccezione relativa alla costituzione del fascicolo del dibattimento, i passaggi logici sarebbero evidenti e li riassumo per comodita`: il capo di imputazione richiama un documento, il capo di imputazione viene inserito nel fascicolo del dibattimento e, come dire, trascina questi atti che invece nel fascicolo del dibattimento non dovrebbero trovar posto.

Io per questo aspetto mi riserverei, anche per l'ordine dei lavori che il Tribunale ha dato, trattandosi di questione che non viene trattata in questa sede e sempre che, ammesso, sia stata sollevata in questo senso e non nel senso della incompletezza e dell'indeterminatezza, mi riservo eventualmente di intervenire nella sede e nel momento piu` opportuno. Concludo quindi chiedendo il rigetto di tutte le eccezioni proposte dai difensori degli imputati associandomi alle eccezioni finora sollevate dai colleghi, in proprio e come difensore dell'avvocato Gamberini

 

AVVOCATO D'ANGELO

 

Avvocato D'Angelo: per l'INAIL. La compiutezza dell'ultimo intervento e di tutti quelli che mi hanno preceduto agevola il compito di questa difesa la quale si limita soltanto ad aderire completamente e senza riserve a quanto gia` brillantemente e compiutamente altri colleghi hanno saputo cosi` egregiamente esporre. Pertanto anche la difesa dell'istituto insiste per il rigetto di tutte le eccezioni relative alla pretesa ma non dimostrata nullita` del decreto di rinvio a giudizio

 

AVVOCATO GARBIN

 

Avvocato Garbin: credo di interpretare anche il sentimento degli altri colleghi di parte civile associandomi a tutte le considerazioni svolte dai colleghi di parte civile e chiedendo il rigetto ovviamente di tutte le eccezioni nei loro confronti svolte

 

Presidente: non c'e` nessun altro, allora, che vuole intervenire da parte delle difese delle parti civili?

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: io devo chiedere una cosa che non c'entra niente: ho letto nella fine dell'ordinanza che il Tribunale ha dato un termine alle difese per fare alcune precisazioni in ordine a una serie di nominativi elencati in calce entro la prossima udienza. La cosa, che mi riguarda per cio` che riguarda 26 di queste posizioni e il collega Duse un'altra ventina e il collega Zaffalon un'altra ventina ancora, ci preoccupa abbastanza tenuto conto di quand'e` la prossima udienza, perche' se la prossima udienza e` martedi` prossimo, noi abbiamo le feste di Pasqua in mezzo e a prescindere dalle nostre particolari esigenze che possono essere ovviamente sacrificate non sappiamo come raggiungere i nostri clienti per chiedere le informazioni che non possiamo inventarci, ovviamente

 

Presidente: sono quelle difficolta` di fatto cui faceva riferimento l'avvocato Zaffalon

 

Avvocato Battain: appunto. Scusi, Presidente, io non faccio una questione formale, dico praticamente se lei decidesse..

 

Presidente: lei mi pone un problema che dovremmo decidere collegialmente, perche' quella ordinanza e` un'ordinanza collegiale, non e` che io possa adesso darle una risposta. Lei veda alla prossima udienza intanto di fare il possibile, poi eventualmente.. che risposta le posso dare, sinceramente, avvocato Battain?

 

Avvocato Battain: io chiedo al Tribunale che modifichi l'ordinanza, invece che alla prossima udienza.. oppure ci dica "badi, avvocato, non si preoccupi, perche' la prossima udienza non e` martedi` 14 ma e` il 2 maggio o il 3 maggio", quello che e`, perche' allora malgrado funzioni male esiste la Posta e possiamo mandare una raccomandata ai nostri clienti. Questa e` la preoccupazione, Presidente. Oppure il Tribunale parzialmente modifichi l'ordinanza

 

AVVOCATO DUSE

 

Avvocato Duse: siamo impossibilitati di usare il servizio postale perche' c'e` sabato, domenica e lunedi` di Pasqua e martedi` c'e` l'udienza

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: probabilmente il Tribunale nel fare l'ordinanza non ha tenuto presente che c'era Pasqua di mezzo, ecco. Cioe` se non riusciamo a trovarle per telefono, purtroppo quelle persone sono quelle con cui abbiamo avuto anche nel recente passato maggiori difficolta` a metterci in comunicazione

 

Presidente: comunque adesso valutera` il Tribunale l'eventuale possibilita` di correggere, tenuto conto delle difficolta` che lei ha prospettato. Comunque l'eventuale ultimo termine non potra` che essere quello della chiusura delle questioni preliminari

 

Avvocato Battain: e che avverra`..?

 

Presidente: che noi ci prospettiamo possa avvenire all'udienza del 17

 

Avvocato Battain: avevo sentito dire che non c'era l'udienza il 17

 

Presidente: il problema, se vogliamo parlare del problema del calendario delle udienze e non piu` allora del termine dell'ordinanza, che ripeto non posso io decidere autonomamente, e` stato posto in questi termini questa mattina da una delegazione di difensori, io non lo so se poi siete tutti d'accordo o meno, e cioe` quello di saltare l'udienza del giorno 14, perche' l'udienza del giorno 14 sarebbe un'udienza immediatamente successiva al lunedi` di Pasqua, etc. etc. Ripeto, il Tribunale l'aveva fissata questa udienza per poter proseguire nella trattazione delle questioni preliminari e per poterle definire in maniera che poi si potesse sfruttare quell'arco di tempo di 20 giorni, sia perche' con l'ordinanza avevamo concesso i 20 giorni per l'appunto ai responsabili civili per le loro difese, sia perche' in questo modo se il giorno 17 semmai poteva cominciare con la sua relazione introduttiva il Pubblico Ministero tutti avrebbero avuto la possibilita` di accedere ulteriormente agli atti che il Pubblico Ministero depositava. Se questo non e` possibile, pazienza, non e` che facciamo.. Pero` quantomeno se il Pubblico Ministero non inizia la sua relazione introduttiva il giorno 17, il giorno 17 noi vorremmo chiudere la fase delle questioni preliminari

 

Avvocato Battain: quindi il 14 non c'e`

 

Presidente: non c'e`. Ripeto, la rimetto ancora a voi la decisione: se ritenete che il giorno 14 sia un'udienza per voi difficoltosa ai fini di completare un po' tutte le questioni che sono ancora mi pare da proporre, perche' ci sono le feste di Pasqua, perche' non si possono prendere in esame i documenti che sono stati depositati all'odierna udienza da parte delle difese degli imputati, o ancora perche' non e` possibile acquisire i dati relativi a quelle 50 persone di cui all'elenco, va bene, chiudiamo il giorno 17 saltando il giorno 14. Pero` chiudiamo il giorno 17, anche a costo di arrivare a sera tardi. Vi faccio presente una cosa: che noi la mattina del giorno 17 abbiamo gia` udienza a Rialto e che quindi arriveremo qui alle ore 15.00, il giorno 17 si inizia alle 15.00. Quindi la prosecuzione e` per le ore 15.00 del giorno 17

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: prima di concludere restituisco tutte le memorie e i documenti depositati dalle difese degli imputati

 

Presidente: va bene, cosi` sono a disposizione di tutti

 

RINVIO AL 17 APRILE 1998 ORE 15.00

 

IVDI -  Sede operativa: Casale sul Sile

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