UDIENZA DELL’8 MAGGIO 2001

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all’appello.

 

Avvocato Scatturin: rinuncio all’incarico per Bertaggia e Giobatta, prossimi congiunti, che si sono costituiti la moglie Lino Giuliana, Marina Bertaggia e Roberto Bertaggia, e la difesa viene assunta dall’avvocato Vincenzo Todesco. Per Zagagnin Silverio, lo stesso c’è una rinuncia mia, si trasferisce la procura all’avvocato Marco Sforzi. Per Mazzolin Luciano assume la difesa l’avvocato Gamberini ed io rinuncio anche a questo incarico. Per Sgnaolin Giovanni rinuncio ed assume la difesa l’avvocato Gastone Dall’Asen. Per Donolato Eugenio rinuncio alla difesa, che si trasferisce all’avvocato Gastone Dall’Asen. Per l’associazione Salvaguardia Malcontenta, lo stesso rinuncio all’incarico, che viene assunto per la difesa dall’avvocato Sandro Canestrini. Questi sono i passaggi di procura.

 

Presidente: diamo inizio all’udienza. Per oggi era prevista...

 

Avvocato Padovani: chiedo scusa Presidente, soltanto per una precisazione: allo scopo di evitare eventuali contestazioni desidero precisare a verbale che il parere redatto dal professor Pardolesi in confutazione della consulenza del professor Leon deve intendersi a tutti gli effetti come memoria presentata dalla difesa del Responsabile Civile Montedison, solo questo.

 

Presidente: va bene. Il programma previsto era quello che era già stato stabilito alla scorsa udienza, cioè l’audizione del dottor Muller sui risultati delle analisi, sui prelievi concordati e sulle valutazioni del biota.

 

Pubblico Ministero: Presidente, io a questo proposito ho ricevuto poco fa, subito prima dell’udienza, dal dottor Muller l’originale, firmato in originale, l’esito dei risultati di queste indagini, che consegno al Tribunale tramite l’ufficiale giudiziario insieme ad altre due copie. Sono già state consegnate, peraltro anticipate via fax sia al professor Stella che al professor Mucciarelli, io le ho girate anche ad alcune parti civili. Consegno comunque gli originali firmati.

 

Avvocato Stella: Presidente, scusi, solo un problema: io avrei dei chiarimenti da chiedere per la discussione e poi vorrei anche porre il problema del calendario di oggi, se vogliamo chiudere, perché è un po’ complessa la situazione. Ci sono stati questi depositi compiuti dal Pubblico Ministero di attività integrativa, d’atti etc., sui quali tutti dobbiamo dire qualcosa, allora chiedevo soltanto: quando li affrontiamo questi problemi?

 

Presidente: io direi che questa mattina la dedichiamo all’audizione del dottor Muller e dei consulenti delle parti che hanno partecipato a queste analisi; dopodiché ci sono le dichiarazione spontanee che ancora residuano, mi pare che siano due, il signor Porta e il signor Burrai, poi non so se il signor Cefis anche oggi che è presente vuole fare delle dichiarazioni, quindi sono tre imputati che ritengono di fare delle dichiarazioni spontanee. Dopodiché affronteremo i problemi concernenti le altre questioni; sappiamo che sono stati depositati degli atti da parte del Pubblico Ministero, da parte nostra non ci siamo ancora pronunciati sull’acquisizione di quegli atti. Nel caso in cui il Pubblico Ministero ne chieda l’acquisizione vedremo un attimo di fare poi, dopo una nostra decisione, di fare anche il calendario, se sarà necessario, ma prima come posso pronunciarmi sul calendario? Non posso pronunciarmi, anche noi dobbiamo vedere di che cosa si tratta, se devono entrare nel processo o meno. Direi che, a questo punto, non possiamo pronunciarci sul calendario. Resta fermo quello che abbiamo già stabilito, nel caso che ci fossero esigenze di integrazione lo integreremo, insomma. Però non credo che sposterà molto.

 

Avvocato Stella: e per la discussione vediamo dopo?

 

Presidente: alla fine della giornata io credo che potremo poi, avendo un quadro più completo, prendere accordi sulla discussione.

 

Avvocato Carboni: sono il difensore di Burrai. Per la verità la volta scorsa era stato detto che i due imputati Porta e Burrai avrebbero avuto la precedenza nelle dichiarazioni.

 

Presidente: se l’ho detto allora me ne scuso e mi rimangio quello che ho detto. Io credo che le consulenze che adesso acquisiremo ci porteranno via due ore al massimo, quindi nella mattinata senz’altro sentiremo anche le dichiarazioni spontanee dei tre imputati; vedrà che sarà così.

 

Avvocato Bettiol: scusi Presidente, c’è un problema formale: il 20 aprile scadeva il termine per la presentazione dei documenti e noi, come difesa Zerbo, li abbiamo prodotti. Formalmente ne chiediamo l’acquisizione.

 

Presidente: se sono stati prodotti entro il termine, osservato il termine, sono acquisiti.

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa Presidente, sono acquisiti nel senso che si deve ancora discutere l’acquisizione, come per le acquisizioni del Pubblico Ministero.

 

Presidente: ma di quali documenti?

 

Pubblico Ministero: documenti che sono stati depositati secondo le indicazioni entro il 20 aprile. Allora ci sono dei documenti che aveva già presentato e consegnato alla Cancelleria del Tribunale il Pubblico Ministero il 3 aprile, sui quali c’è una riserva eventualmente di eccezioni, discussione e di acquisizione. E il 20 aprile sono stati depositati...

 

Presidente: io pensavo che si trattasse di quei documenti che ci si era riservati di produrre da parte dell’imputato Zerbo nel corso delle dichiarazioni spontanee, mi riferivo a quelli.

 

Avvocato Bettiol: sono quelli Presidente, non c’è altro. Il problema che ponevamo è solo questo, per tranquillità formale.

 

Presidente: voglio dire, se sono documenti a cui ci si è riferiti nel corso delle dichiarazioni spontanee e sono stati prodotti, non so davvero quali potrebbero essere le obiezioni.

 

Pubblico Ministero: il discorso è solo che, se delle acquisizioni parliamo dopo, parliamo di tutte dopo.

 

Presidente: una cosa è l’acquisizione di quelli che sono i documenti depositati dal Pubblico Ministero in sede di indagine integrativa; altra cosa è invece la documentazione cui si è fatto riferimento nel corso delle dichiarazioni spontanee e che sono già stati in un certo qual senso vagliati dal contraddittorio dibattimentale. Perché, a meno che il Pubblico Ministero non ritenga di avere chiarimenti su quei documenti, ma voglio dire, sono già oggetto di discussione dibattimentale; altro è, invece, quei documenti che sono stati depositati dal Pubblico Ministero, che appartengono ancora alla sfera del Pubblico Ministero e che non sono ancora entrati nel processo. Su quelli ci può essere discussione circa la pertinenza, la rilevanza e quant’altro insomma.

 

Pubblico Ministero: non c’è sicuramente problema ed opposizione da parte mia sull’acquisizione di documenti che concernono l’imputato Zerbo. Sono stati depositati dalla difesa Enichem mi pare 18 o 20 faldoni, quindi per quelli che riguardano le dichiarazioni non c’è problema, per quelli che riguardano le altre cose eventualmente...

 

Presidente: Pubblico Ministero, lei ci faccia presente, perché io sinceramente a questo punto non riesco più a capire che cosa è stato depositato. Perché poi è stato depositato tutto qui nell’aula bunker e, ovviamente, io ho acconsentito al deposito qui, perché ritengo che qui sia più agevole per tutti l’accesso, il fotocopiare etc.. Ma non è tanto che, perché sono stati depositati qui, facciano già parte degli atti del processo; sono stati depositati, punto e basta. Poi dopo io non so ancora quelli che fanno parte del deposito del Pubblico Ministero in sede di indagine integrativa, non so quelli che sono stati intanto depositati dalle difese e sono già entrati, sinceramente ormai abbiamo raggiunto un volume, diciamo così, di documentazione tale per cui è difficile quasi...

 

Pubblico Ministero: Presidente, proprio per questo dicevo, perché per esempio la difesa Montedison ha depositato i suoi atti a Rialto, come Medicina Democratica, come l’Avvocatura dello Stato, quindi per questo bisognerà discutere di tutte le cose assieme.

 

Avvocato Stella: Presidente, c’è anche il problema delle memorie, delle relazioni. Qui pongo il problema così...

 

Presidente: sulle memorie c’è solo un problema di continenza.

 

Avvocato Stella: il problema è questo, che il Pubblico Ministero ha depositato tutta una serie di relazioni, che sono relazioni importanti, tra queste c’è un aggiornamento di Comba della coorte al 31 luglio ‘99 e uno studio caso controllo di Mastrangelo, nuovo, che non conoscevamo prima. Allora noi non faremo questioni su queste cose, però per ogni memoria depositata dal Pubblico Ministero noi abbiamo preparato memoria di replica.

 

Pubblico Ministero: ma lo stesso discorso vale per il Pubblico Ministero nei confronti dei vostri consulenti, ovviamente.

 

Presidente: potete fare memorie e discutere fino al momento delle repliche.

 

Avvocato Stella: queste sono relazioni dei consulenti. Il problema sono le relazioni dei consulenti, Presidente.

 

Presidente: io ho detto che fin che sono di per sé memorie e fin che sono di per sé le relazioni dei consulenti che sono stati già sentiti qui nell’aula, per carità; basta che però ci indichiate quelli che sono i documenti a cui eventualmente queste nuove integrazioni si riferiscono. Se si tratta di documenti che ancora non sono presenti nel processo... Se sono già presenti nel processo, per carità, basta l’indicazione che vi è nella memoria, ma, se come lei mi ha adesso riferito, erano documenti che ancora non erano presenti perché non disponibili nel processo, lei lo faccia presente perché così le controparti hanno la possibilità di contraddire su quelli, di esaminarli e di contraddire. Volevo dire che certamente c’è direi una certa larghezza, cerchiamo di però arrivare ad un punto in cui si chiude, voglio dire, anche questa dimissione di documenti, deposito di documenti etc..

 

Avvocato Stella: Presidente, noi le repliche a queste relazioni del Pubblico Ministero le abbiamo pronte e le depositeremo stamattina.

 

Presidente: ripeto, memorie sì, ma rispetto a documenti che sono già presenti, a documentazione già acquisita. Se c’è una documentazione da acquisire rispetto a cui si vogliono fare ulteriori osservazioni, si vuole illustrare ulteriormente etc., bisognerà che appunto lo diciate, in maniera che tutti siano in grado di poterne prendere visione e quindi abbiano la possibilità di controdedurre.

 

Pubblico Ministero: Presidente, visto che siamo in tema di consulenze e controdeduzioni etc., sulle consulenze depositate dalla difesa in aprile ho anch’io delle controdeduzioni, che sono pronte anche queste. Quindi credo che, fino a quando non si chiude il dibattimento, queste controdeduzioni possano essere depositate.

 

Presidente: ripeto e ribadisco, fin che si tratta di controdeduzioni etc. che riguardino documenti già acquisiti al processo. Quando ci sono documenti nuovi, che non sono stati acquisiti al processo, bisogna farlo presente, perché voglio dire, quel documento di per sé non è acquisito al processo ancora. Non so se mi spiego; cioè la memoria forse, adesso cercate di capire, io non voglio usare una parola così, che possa suonare in maniera offensiva, ma un "espediente" per inserire dei documenti rispetto a cui le altre parti non hanno mai potuto avere una conoscenza di questi documenti. Questo volevo dire, che non ci troviamo di fronte a documentazione inserita in una memoria. Quindi, quando depositate una memoria o una integrazione di relazione che si avvale di nuova documentazione, dovete far presente al Tribunale perché il Tribunale eventualmente possa disporre l’acquisizione di quel documento e la memoria e dare ovviamente un termine per poter controdedurre su questa nuova documentazione. Questa è la preoccupazione, unicamente questa. Bene, io credo che possiamo allora cominciare.

 

Avvocato Partesotti: Presidente, chiedo scusa, brevissimamente in quest’ottica bisogna dare atto tra l’altro che anche questa parte civile ha depositato la relazione dei suoi consulenti tecnici entro il 20 di aprile e deposita allora adesso una brevissima nota, anche nell’intento di richiamare i documenti già depositati, quindi indico le date della documentazione già depositata nel corso del dibattimento, a riprova dell’attività svolta e del radicamento anche locale dell’associazione, ed allego dei documenti cui si è già fatto riferimento, glieli elenco, sono la sentenza della Corte d’Appello di Venezia del 29-30 settembre del 2000 relativa all’azione di Greenpeace sullo scarico SM15, cui era stato fatto riferimento nell’audizione del teste Manuela Pepe, e la pagina web di Greenpeace Italia e della sede locale, gruppo d’appoggio di Venezia e del Veneto.

 

Avvocato Stella: noi, per non complicare le cose, le depositiamo dopo l’audizione del dottor Muller.

 

Presidente: va bene, comunque acquisiamo.

 

Pubblico Ministero: per il dottor Muller ho fatto venire un interprete di tedesco. Lui parla inglese, almeno un po’, però c’è l’interprete di tedesco anche.

 

Presidente: riterrei preferibile l’interprete di tedesco. Si dà atto che è presente l’interprete Ferraro Sandro, nato a Cosenza il 07/12/1967, che rende il giuramento di rito.

 

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. LUTZ MULLER 

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Io avrei soltanto una domanda generale da porre al dottor Muller, perché i dati risultati dai certificati sono stati già consegnati sia al Tribunale nei giorni scorsi e sia a tutte le parti processuali e la domanda generale riguarda le modalità e le metodologie di analisi utilizzate dal dottor Muller e dal suo ufficio a Berlino.

RISPOSTA - Le prove le abbiamo ricevute il 9 aprile, le analisi le abbiamo fatte subito dopo, questo specialmente per la dioxina. Su questa domanda ho delle difficoltà per queste parole tecniche, mi dispiace.

DOMANDA - Chiedo scusa Presidente, per superare questo problema, perché ovviamente le terminologie... potremmo anche farlo parlare eventualmente in inglese utilizzando un’altra persona per la traduzione, così lì dove c’è difficoltà di una traduzione in una lingua si fa nell’altra, ecco. Perché effettivamente parole di questo tipo sono difficili anche in italiano per una persona e un interprete normale, immaginarsi in lingua straniera.

 

Presidente: allora facciamo con il doppio interprete. C’è anche un interprete di inglese?

 

DOMANDA - Guardi, credo che tutti i consulenti sappiano l’inglese.

 

Avvocato Mucciarelli: chiedo scusa signor Presidente, io mi ero permesso di chiedere alla dottoressa Murphy, che è un interprete ufficiale, di venire. Quindi, se il Tribunale ritiene, c’è la dottoressa Murphy, che è una traduttrice dall’inglese, ufficiale.

 

Presidente: c’è la dottoressa Murphy in aula? Prego, si accomodi.

 

DOMANDA - Peraltro rappresento che il testo della relazione del dottor Muller è in lingua inglese.

 

Presidente: dottoressa, lei dovrà parlare al microfono dopo che il dottor Muller avrà dato le risposte in inglese a lei.

 

DOMANDA - La domanda era di carattere generale, cioè quella di illustrare al Tribunale che cosa praticamente ha fatto il dottor Muller e quali sono state le metodologie d’indagine.

RISPOSTA - Mi permetto di riassumere il lavoro da me svolto. Noi abbiamo analizzato le diossine e i furani in conformità al metodo EPA, che è un metodo americano, numero 1613, e abbiamo analizzato inoltre in tutti i sei campioni il PCB, policlorobifenili, in conformità al metodo EPA 1668 e inoltre HCB...

DOMANDA - Esaclorobenzene, HCB.

RISPOSTA - ...in conformità allo stesso metodo 1668. Per quanto riguarda l’analisi di PAH, abbiamo utilizzato un metodo tedesco, conferito dall’organo ufficiale tedesco, l’autorità per l’alimentazione, e questo metodo utilizza una deduzione isotopica e nell’ordine del Tribunale non abbiamo avuto, non ci è stato dato un metodo specificato per il PAH, per cui abbiamo deciso di adoperare il metodo tedesco. Per tutti i composti organici abbiamo utilizzato, per verificare l’esistenza di alta risoluzione di mass... chiedo scusa signor Presidente, ma non conosco il termine, è una tecnica...

DOMANDA – E’ lo spettrometro di massa.

RISPOSTA - Le differenze nei metodi date nell’ordine secondo quanto disposto dal Tribunale, avevamo nel caso di metalli pesanti, abbiamo utilizzato il metodo EPA 3052, però con la modifica che per individuare i metalli, la tecnica atomica di assorbimento...

DOMANDA - Spettrofotometria di assorbimento atomico.

 

Avvocato Pallieri: mi scusi Presidente, è possibile che parlino al microfono entrambi, prima l’uno e poi l’altro? Perché a volte si sovrappongono, e poi l’eventuale suggerimento, se è possibile...

 

Presidente: avvocato, abbiamo i testi in inglese. Adesso stava solo riassumendo. Abbiamo il testo del dottor Muller in inglese, se mai la traduzione non dovesse essere in italiano precisa, eventualmente potete controllarla, credo, sulla base del testo che avete a disposizione. Io credo che possiamo procedere.

 

Avvocato Pallieri: era solo per sentire entrambi.

 

Presidente: capisco ma insomma, cerchiamo di andare avanti.

 

RISPOSTA - Dopo avere parlato con vari consulenti che sono venuti in visita al laboratorio MPU in Berlino, tutte le Parti hanno concordato di utilizzare il secondo metodo per l’individuazione di metalli pesanti, non in conformità al metodo EPA; questo è un metodo che utilizza un acido molto forte, che si chiama idro... HFl.

DOMANDA – E’ l’acido fluoridrico, HFl.

RISPOSTA - In un secondo metodo abbiamo utilizzato una miscela di HNO3, acido nitrico, e H202; questo è stato svolto in conformità a quanto previsto dall’autorità competente tedesca per l’alimentazione. Per cui abbiamo presentato, nella nostra relazione, due risultati per metalli pesanti per ogni campione, preparati utilizzando due diversi metodi. La preparazione è stata iniziata in tutti i casi per i composti organici, dal campione...

DOMANDA - Surgelato?

RISPOSTA - Surgelato, a secco.

DOMANDA - A secco, sì.

RISPOSTA - E, per i metalli pesanti, dal campione originale. Questi sono i miei commenti.

 

Presidente: quindi queste sono, diciamo, le metodologie d’indagine; vorremmo adesso conoscere i risultati sui campioni delle analisi che sono state effettuate mediante queste metodologie.

RISPOSTA - I risultati sono presentati nella nostra relazione, vuole che legga tutti i risultati?

 

Presidente: io direi che vogliamo saperli, vero, questi risultati? Bene, prego.

 

DOMANDA - Presidente, per un problema di lingue, siccome sono molti i risultati...

 

Presidente: se possono essere proiettati meglio.

 

DOMANDA - Più che i dati così come sono, credo che tutti i consulenti di tutte le parti abbiano messo i dati all’interno di un computer, li abbiano elaborati. Credo forse che sia più utile per tutti quanti vedere i dati presentati dai consulenti, anche perché in questa maniera viene superato il discorso della lingua, che è veramente estremamente difficile per tutti quanti e per il traduttore. Quindi, se vengono confermati quei risultati che ha consegnato, potrebbe essere più semplice, salvo domande sulle metodologie.

 

Presidente: mi pare che, da un punto di vista pratico, quello che propone il Pubblico Ministero sia molto ragionevole.

 

Avvocato Stella: siamo d’accordo.

 

Presidente: se c’è un accordo li affrontiamo i dati, attraverso i consulenti delle parti, così abbiamo la possibilità di vederli proiettati e nello stesso tempo commentati. Allora, se c’è l’accordo delle parti, ringraziamo il dottor Muller per intanto averci introdotto quello che era il tema di questa consulenza, quindi di averci indicato i metodi che sono stati utilizzati nel suo laboratorio per l’analisi di queste sostanze. Adesso sentiremo i consulenti delle parti che hanno partecipato alle analisi nel laboratorio del dottor Muller, così, attraverso la nostra lingua ed anche la rappresentazione grafica, potremo meglio comprendere quali sono stati i risultati. Grazie.

 

Avvocato Pallieri: signor Presidente, scusi, prima di licenziare il dottor Muller posso fare una domanda?

 

Presidente: se ci sono delle domande sulle metodologie che ha esposto, delle precisazioni etc....

 

Avvocato Pallieri: ci sarebbe una domanda: quale prova di verifica è stata fatta dal suo laboratorio sulla qualità delle analisi?

RISPOSTA - Noi abbiamo utilizzato diversi tipi di controllo di qualità; la parte principale del controllo della qualità viene descritta nel metodo stesso, questo per le diossine, che abbiamo utilizzato due diversi tipi di colonne per i gascromatografi...

 

Presidente: non ho capito, cioè hanno usato due diverse metodologie o sono arrivati a due diversi risultati? Due differenti metodi?

 

DOMANDA - Strumenti.

 

Presidente: due diversi strumenti hanno utilizzato?

RISPOSTA - Nel caso di diossine e furani, hanno analizzato 17 diversi isomeri. Questi isomeri hanno un comportamento chimico diverso. I meno clorinati, furani e diossine, si può superare in modo migliore nel metodo con il gascromatografo, si può separare meglio con una colonna...

 

DOMANDA - Colonna cromatografica bipolare.

RISPOSTA - Si può separare con meno, una colonna minore.

DOMANDA - A minor polarità, è il contrario, less.

RISPOSTA - Questo significa che per tutti i campioni abbiamo due insiemi di risultati. Il chimico può fare in questo modo un primo controllo di qualità; un secondo passo è stato quello che tre dei sei campioni analizzati, sono stati analizzati due volte dall’inizio, dall’estrazione fino all’ultimo passo di (masscrografia) per vedere le differenze e abbiamo analizzato il livello zero del laboratorio delle nostre diossine e PCB contaminazione, nel nostro laboratorio stesso, in quanto nel caso di elementi di traccia si ha sempre, bisogna sempre rassicurarsi che si sa il valore della contaminazione del laboratorio.

 

Avvocato Pallieri: signor Presidente, volevo chiedere ulteriormente, siccome la difesa Montedison aveva richiesto entrambi questi dati, cioè cromatogrammi, background values, se il dottor Muller li ha portati con sé e li rende comunque disponibili in questa sede.

RISPOSTA - Sì. Non ho portato i cromatogrammi, però vi posso dare i livelli contaminazione per tutte le diossine e furani: la contaminazione è stata per tutti gli isomeri dell’1 o meno dell’1%; la contaminazione di fondo nel nostro laboratorio era per tutti i singoli isomeri meno dell’1%. Più un problema di interesse è la contaminazione dei PCB.

 

DOMANDA - Presidente, io ho ricevuto in questo momento delle fotocopie, che credo che siano le fotocopie di questi campioni che sono stati effettuati, ed erano dei dati che aveva portato con sé il dottor Muller; nel frattempo, mentre stava cominciando l’udienza, gli ho chiesto se me ne poteva consegnare una copia per fare fotocopie ulteriori per consegnare. Le fotocopie me le hanno portate in questo momento, chiedo se sono questi i dati che vengono richiesti, comunque ne consegno una copia e una copia la trattengo io.

RISPOSTA - Tra le carte che ho consegnato questa mattina ci sono anche questi fogli.

DOMANDA - Faccia vedere al dottor Muller se sono quelli. Se sono questi che chiedono, ne consegno una copia, perché sono tutti grafici, cromatogrammi, non so io cosa siano.

RISPOSTA - Le ultime quattro pagine. Qui si vede il valore originale del PCB, questo; la pagina successiva è un elenco del livello di recupero per le diossine e PCB e nella pagina successiva si trova un paragone, un confronto, per esempio per l’analisi doppia di un campione con un valore medio di due campioni e l’abbreviazione standard tra i due test campioni. Nella quarta pagina si vedono, risulta lo stesso per la diossina; per esempio un campione numero 1, che è stato analizzato due volte, il valore medio dei due test e l’abbreviazione, dato in percentuale tra i due test del campione.

 

Presidente: va bene, comunque sono acquisiti. Avvocato, abbia pazienza, perché così io ho l’impressione che non stiamo procedendo proprio nel migliore dei modi, nel senso che se noi sentiamo i consulenti delle parti e i consulenti delle parti possono magari darci dei ragguagli anche su queste circostanze, è inutile che facciamo ulteriori domande al dottor Muller. Caso mai dopo l’audizione dei consulenti delle parti residuassero ancora delle curiosità, delle incertezze e dei dubbi, possiamo sentire il dottor Muller. Ma vediamo un attimo di poter capire un po’ meglio, il dottor Muller ci ha dato adesso una indicazione sui metodi che sono stati utilizzati, i metodi mi pare che siano stati concordati, vediamo i risultati di queste analisi, se su questi risultati vi è accordo o disaccordo o comunque qual è la valutazione che viene data dai consulenti su questi risultati. Queste mi pare che siano le cose... le più significative. Poi, se ci sono ancora, voglio dire, dei problemi da porre, e non possono essere posti direttamente ai consulenti delle parti, li porremo al dottor Muller, il quale per tutta la mattinata rimarrà qui. Siete d’accordo? Facciamo così, cerchiamo di dare una certa organicità agli interventi e che siano anche, in una certa misura, comprensibili al Tribunale. Perché il Tribunale non è in possesso di alcuno di questi documenti, non ha letto nulla di tutto questo e davvero fa fatica un po’ a seguire, a questo punto. Va bene? Grazie. Il dottor Muller per l’intanto si può accomodare, rimane a disposizione e sentiamo i consulenti delle parti e poi eventualmente, se ci sono degli ulteriori chiarimenti, potrà darceli, potrà fornirceli.

 

DOMANDA - Comunque conferma la sua relazione?

RISPOSTA - Sì, la conferma.

 

Avvocato: Signor Presidente, chiedo scusa, possiamo fare in modo che il dottor Muller segua con la traduzione?

 

Presidente: sì, certo. Così tutto sommato può prendere appunti su quello che sente dai consulenti e, se poi ritiene di dover fare delle osservazioni o delle integrazioni, le potrà fare.

 

Pubblico Ministero: il consulente per il Pubblico Ministero è il dottor Raccanelli.

 

Avvocato Stella: Presidente, i nostri aspettano o è meglio che vadano subito tutti insieme?

 

Presidente: io direi che è meglio che ne sentiamo uno per volta.

 

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. STEFANO RACCANELLI

 

RISPOSTA - Buongiorno a tutti. Presidente, io volevo fare questa precisazione: se mi è possibile io preferirei fare tutta l’esposizione e dopo eventualmente, o subito dopo l’esposizione o quando hanno finito gli altri consulenti rispondere alle domande, anche riproiettando le diapositive, così magari abbiamo una cosa più fluente e perdiamo meno tempo.

 

Presidente: sì, più organica, più comprensibile, d’accordo.

 

RISPOSTA - Una piccola introduzione prima di parlare di questi dati. Lo scopo di queste nuove analisi era verificare se lo stato di contaminazione rilevato nei campioni prelevati in zona industriale dal Corpo Forestale dello Stato ad ottobre ‘99 è ancora presente e confrontabile con questi prelevati nel marzo 2001. Io ribadisco un concetto che avevo già espresso a settembre, quando ho presentato i miei primi dati, che questi campioni sono sì stati effettuati nelle stesse zone, però continuano a valere quelle tre variabili di cui avevo già parlato, c’è una variabile spaziale, nel senso che il punto di campionamento non è sempre lo stesso, e teniamo presente quante fonti puntiformi ci sono anche in quelle zone, la variabile temporale, sono passati 15 mesi, e una variabile analitica, che già all’interno dello stesso laboratorio, come chiunque affronta problemi di analiti, può essere del 3-4-5-10% per queste analisi in tracce e a maggiore ragione tra due laboratori diversi questo è consolidato che ci sia. C’è inoltre un fatto nuovo, che l’altra volta non avevo esposto perché in primo luogo avevo parlato di sedimenti, qua stiamo parlando di organismi viventi e che hanno una stagionalità molto accentuata, nel senso che, come dimostrerò dopo o come farò vedere dopo, le vongole veraci soprattutto hanno dei cicli stagionali in cui accumulano energia e tessuto e durante l’inverno hanno un ciclo in cui questa energia viene utilizzata per restare vivi e il ciclo riprende, diciamo, l’estate successiva. Intanto vorrei illustrare, come ho fatto con i miei dati, i dati del dottor Muller per quanto riguarda le policlorodibenzodiossine, i PCB, l’esaclorobenzene e gli IPA, espressi in peso fresco, perché il mio riferimento era fatto all’alimentazione umana, e in questo caso si usa esprimersi in peso fresco perché poi il cibo che poi viene ingerito è anche commercializzato. Faccio anche notare che per i parametri che sono regolamentati dalle leggi dello Stato per i pesci, per il piombo e il mercurio, c’è anche una circolare dell’Istituto Superiore di Sanità per il cadmio, si riferiscono sempre a sostanza fresca. I punti di prelievo penso ormai siano noti, comunque li ripeto brevemente: M1 alla darsena della Rana, M2 nel Canale Industriale Ovest, M4 il canale Malamocco-Marghera nei pressi dello scarico 15, M6 il Canale Industriale Sud curva di evoluzione, M7 all’interno del canale Lusore-Brentella, questo lo ricordo, lo ricorderò ogni volta, qua si tratta di campione di cefali e non di vongole veraci come gli altri campioni, M8 è il campione che era stato usato a suo tempo ed anche in questo caso come campione di riferimento reale della laguna.

DOMANDA - Che è Sant’Erasmo?

RISPOSTA - Sant’Erasmo, scusate. Queste sono le concentrazioni rilevate sul peso fresco, ripeto, sul tal quale, i dati del dottor Muller nei quattro punti della zona industriale. In questa prima esposizione tralascio il campione di cefalo, che commenterò a parte in quanto trattasi di un biorganismo completamente differente. In questo caso il massimo di concentrazione per PCB e policlorodiossine espresso in picogrammi/grammo tossicità equivalente si trova nel punto M6 con 0,84 e 0,78 per i PCB. In questa seconda diapositiva vediamo la media della zona industriale, il valore massimo del sempre punto M6, quello che era stato evidenziato in precedenza, e i due valori riscontrati nel campione di Sant’Erasmo. La differenza in concentrazione, espressa sempre in tossicità equivalente, come somma di policlorodibenzodiossine e policlorobifenili, tra il campione M6, il valore massimo riscontrato nella zona industriale, e il valore di Sant’Erasmo, è di dieci volte. Facendo il conto, sempre per dare l’idea e tenendo conto del picogrammo/grammo come valore a cui tende l’Organizzazione Mondiale della Sanità come dose accettabile massima giornaliera, significa che - giusto per fare i paragoni come l’altra volta - una persona di 70 chili raggiunge questa dose con 43 grammi di vongole edibili nella zona industriale alla concentrazione massima, mentre ne servono 437 nella zona di riferimento di Sant’Erasmo. Per parlare degli altri parametri, come anche suggerito dai consulenti della difesa, sono stati adottati anche - verranno poi viste se volete anche le concentrazioni sul tal quale - sono stati adottati dei fattori di conversione in tossicità equivalente; questo lavoro è stato fatto anche per i sedimenti e in questa tabella sono riportati i soliti fattori di conversione che sono stati usati. Questo diventa nella zona industriale la tossicità totale ottenuta dalla somma dei policlorobifenili, le policlorodibenzodiossine e l’esaclorobenzene; ho raggruppato le sostanze, diciamo, clorurate. Questo è il solito confronto, il valore massimo di 1,8 picogrammi/grammo contro 1,62...

DOMANDA - Quando rappresenta dei grafici, indichi con un attimo di più calma di che cosa si tratta, anche se poi ovviamente verranno consegnati questi grafici.

RISPOSTA - In questo grafico, come ho fatto prima solo per le policlorodibenzodiossine e per i policlorodibenzofurani e i PCB, ho aggiunto anche l’esaclorobenzene. Il valore massimo è ancora nel punto M6, con una tossicità di 1,8 picogrammi/grammo.

DOMANDA - Che sarebbe sempre il Canale Industriale Sud?

RISPOSTA - Il Canale Industriale Sud, sì. Raffrontato con il Sant’Erasmo e la media possiamo vedere che il campione di riferimento di Sant’Erasmo ha 0,17 contro 1,8, quindi anche in questo caso c’è un fattore di 1,10 di concentrazione. Essendo però aumentata la tossicità dei due campioni, diminuisce la quantità di peso edibile che serve a raggiungere la dose giornaliera per una persona adulta di 70 chilogrammi, quindi in zona industriale scendiamo a 39 grammi e a Sant’Erasmo a 412.

 

Avvocato Santamaria: lei, per calcolare il TE, ha aggiunto anche l’esaclorobenzene?

RISPOSTA - Sì.

 

Avvocato Santamaria: è una novità assoluta, ne discuteremo dopo.

 

RISPOSTA - Ho mostrato quella tabella prima, avvocato, ho detto che dai consulenti della difesa era nata l’esigenza di non considerare le sostanze come singole ma calcolarne la tossicità. So che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora riconosciuto ufficialmente l’esaclorobenzene; esistono questi lavori, ho solo fatto vedere come aumentava la tossicità calcolando anche l’esaclorobenzene, e volevo ribadire che il rapporto resta sempre 1 a 10.

DOMANDA - Solo per completare, era stato presentato anche senza esaclorobenzene, il rapporto era comunque di 1 a 10.

RISPOSTA - Se facciamo un confronto...

 

Presidente: e per avere per l’appunto dati omogenei senza l’esaclorobenzene?

RISPOSTA - Erano quelli di prima, Presidente: 1,62 il massimo, 0,16 il campione di riferimento.

 

DOMANDA - Ritorni un attimo indietro con il grafico di prima senza esaclorobenzene e dica esattamente le zone e i dati.

RISPOSTA - La differenza tra il punto di massima concentrazione, il campione M6 della zona industriale prelevato nel Canale Industriale Sud, e il campione M8, campione di riferimento di Sant’Erasmo, è di 10 volte, con una concentrazione data da somma di diossine e policlorobifenili espresse in unità equivalenti di 1,62 nel campione M6 contro una tossicità di 0,16 nel campione M8. In una tabella, riassumendo i dati espressi su base lipidica, mostrano una concentrazione della zona industriale rispetto a Sant’Erasmo di 13 volte più alta per quanto riguarda diossine e furani, di 13 volte più alta per quanto riguarda i PCB e di 38 volte più alta per quanto riguarda l’esaclorobenzene.

DOMANDA - Il totale di TE?

RISPOSTA - Il totale di TE, considerato anche l’esaclorobenzene, non varia molto, essendo la percentuale di esaclorobenzene limitata rispetto alla tossicità di diossine e furani, comunque è 13,6. Gli IPA, dati del 2001, ho voluto illustrare gli IPA considerati tossici, gli IPA tossici sono benzoantracene, benzo(b+j+k)fluorantene, benzo(a)pirene, indeno(1, 2, 3 cd)pirene e dibenzo(a,h)antracene. La sommatoria della tossicità equivalente degli IPA tossici, sempre calcolato con la tabella mostrata prima, evidenzia un massimo ancora nel punto M6 con 8,8 picogrammi/grammo. Confrontato con il valore del punto di riferimento Sant’Erasmo, che è di 0,4, si riscontra una concentrazione di 22 volte per quanto riguarda la sommatoria di questi IPA tossici considerati. Se esprimiamo i dati sul tal quale, questo dato è perfettamente paragonabile, è ancora la somma degli stessi IPA tossici espressi sul tal quale, il valore massimo della zona industriale è al punto M6 con 48 nanogrammi/grammo, cambia l’unità di misura, la concentrazione sul campione di riferimento Sant’Erasmo è 2,2 nanogrammi/grammo, quindi il rapporto di concentrazione è lo stesso, 22 volte maggiore per la zona industriale, sia che li calcoliamo espressi come tossicità, sia che facciamo la somma delle concentrazioni. Ho presentato fino ad adesso i dati relativi alle sostanze, diciamo i microinquinanti organici dei campioni analizzati dal dottor Muller a Berlino e prelevati in marzo. Il Canale Industriale Sud è l’unico canale in cui sono stati effettuati vari sequestri dalla Guardia di Finanza; questi sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza sono stati analizzati presso diversi laboratori. Il primo è il solito, la perizia PR, il secondo campioni di vongole veraci sequestrate il 26 febbraio, sono stati analizzati dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Toscana, un sequestro fatto il giorno dopo è stato analizzato dal laboratorio di Bolzano dell’Ecocenter, nello stesso giorno un sequestro diverso, un campione diverso è stato analizzato presso il laboratorio dell’Inca e dell’SGS; ricordo che anche nella precedente perizia i campioni per quanto riguarda i microinquinanti organici sono stati analizzati nei laboratori dell’Inca, mentre per quanto riguarda i metalli, sono sempre stati analizzati da SGS, come risulta dai rapporti di prova depositati.

 

Avvocato Mucciarelli: solo una precisazione vorrei chiederle: i dati cui lei adesso ha fatto riferimento non sono ovviamente relativi a quelli che ha esaminato il dottor Muller, in particolare sono quelli che sono contenuti in quei 17 faldoni che sono stati depositati il 3 aprile?

 

DOMANDA - La precisazione posso darla io, perché il dottor Raccanelli ovviamente non lo sa. Si tratta di attività che sono state svolte - come si vede dal prospetto proiettato - nell’ambito di tre autonomi procedimenti penali, perché la Guardia di Finanza continua a fare sequestri presso le zone industriali nei confronti dei capparossolanti abusivi. Per tre di questi sequestri è stata disposta autonomamente, appunto nell’ambito di questi fascicoli, una indagine di tipo analitico, con il modello che è stato indicato in questo processo. Le analisi sono state effettuate da tre laboratori diversi, e sono i tre laboratori che, a parte quello del dottor Muller, erano stati proposti inizialmente per fare le indagini per questo processo, quindi sia quello indicato diciamo da Enichem, mi pare anche da Montedison, cioè l’Arpa della Toscana, il laboratorio Ecocenter di Bolzano e Inca di Mestre. Le analisi e i risultati e gli atti di sequestro sono stati depositati il 3 aprile del 2001, quindi il primo prelievo indicato in questo prospetto proiettato del 12 ottobre ‘99 è quello che riguarda la perizia cosiddetta Raccanelli del procedimento principale, che è già agli atti del processo; l’ultimo indicato, il prelevo 9 marzo 2001, è quello che riguarda Muller; e i tre all’interno, cioè i sequestri del 26 e 27 febbraio, fanno parte degli atti depositati, vengono utilizzati come comparazione per dare un’idea complessiva di questa situazione.

 

Avvocato Mucciarelli: Presidente, mi dispiace, su questo c’è opposizione, perché fanno parte di quella documentazione del 3 aprile sulla cui acquisizione dobbiamo discutere, si è detto che ne discutiamo dopo, mi permetto di rilevare che sono dati che non potrebbero essere utilizzati, non devono essere utilizzati.

 

Avvocato Santamaria: mi permetto di rammentare Presidente, che l’oggetto dell’accertamento di cui discutiamo oggi è il confronto tra i dati prelevati e analizzati dal dottor Raccanelli e i dati prelevati e analizzati nel contraddittorio delle parti.

 

Presidente: non allarghiamo, appunto, quello che è l’oggetto di confronto tra i consulenti, cioè a dire che erano esattamente quei prelievi che sono stati effettuati, su proposta del Tribunale, il 9/3/2001. Allora io direi che è su questo che oggi abbiamo sentito il dottor Muller, sentiamo i consulenti delle parti. Se vogliono fare un raffronto anche rispetto ai dati precedentemente acquisiti, cioè quelli del prelievo del 12/10/1999, questo è assolutamente possibile; per quanto attiene agli altri prelievi o sequestri che sono stati fatti etc., è chiaro che qui non c’è più un contraddittorio, poi usciremo un po’ dal tema che ci eravamo proposti. Quindi io direi che ci fermiamo qui, va bene?

 

DOMANDA - Presidente, solo così, per comunicare anche...

 

Presidente: poi se il Pubblico Ministero ritiene di fare una propria memoria facendo, non lo so, riferimento ad altri etc.. Però, voglio dire, altrimenti di volta in volta e di udienza in udienza avremmo l’opportunità di poter estendere diciamo il campo d’indagine, di raffronto, di comparazione etc.. Però nel processo è necessario farlo sempre nel contraddittorio, ed allora quanto andiamo avanti? Possiamo andare avanti ancora per anni, voglio dire, perché poi di acquisizioni di cozze e di quant’altro è sempre possibile farne. Cioè con quella nostra proposta di fare questo ultimo, pensavamo, accertamento in contraddittorio, pensavamo di avere chiuso. Se invece continuiamo ad andare avanti viene meno lo scopo per cui si era fatta quella cosa, si era fatta diciamo questa analisi in contraddittorio.

 

DOMANDA - Chiedo scusa, il dato è pacifico che riguarda questo confronto di dati; siccome si tratta di una relazione di consulenza che in ogni caso...

 

Presidente: ma usciamo da quello che era l’oggetto della consulenza che ci eravamo proposti. Quindi Pubblico Ministero, davvero insomma invito anche il dottor Raccanelli a limitarsi semmai ad una comparazione tra quello che è stato prelevato il 9/3/2001 nel contraddittorio delle parti e quello che è stato già esaminato da lui ed anche dagli altri consulenti con il prelievo del 12/10/1999. Se vuole fare un raffronto tra questi due dati è possibile farlo.

 

DOMANDA - Presidente, questo stavo dicendo, invitando il consulente in questo senso, di illustrare soltanto questi dati relativi al prelievo del ‘99 e a quello del 9 marzo 2001 di Berlino. Siccome nei prospetti sono già stati indicati questi dati, non ne parlerà, però siccome il dottor Raccanelli depositerà ovviamente questi grafici e la relazione, saranno inclusi ovviamente, non ne parlerà in aula. Comunque li depositerà.

 

Presidente: il problema sarà quello di una utilizzazione da parte del Tribunale. Il Tribunale può dire fin d’ora che questi dati ulteriori, proprio perché non partecipati, non saranno utilizzabili insomma, ecco.

 

DOMANDA - Presidente, chiedo scusa, quando ci sarà la decisione sulla documentazione, se la decisione sulla documentazione depositata il 3 aprile...

 

Presidente: allora eventualmente poi...

 

DOMANDA - C’è questa riserva, ma è pacifico per tutti questo dato.

 

Presidente: dopo eventualmente decideremo anche su questo. Intanto limitiamoci a questi due dati di raffronto.

 

DOMANDA - Se il dottor Raccanelli illustra soltanto il confronto tra dati del ‘99 e del 2001.

RISPOSTA - Prima di cominciare un confronto diretto tra i dati del ‘99 e i dati del 2001 volevo evidenziare le differenze più significative che sono venute fuori nel confronto tra i metalli pesanti, che praticamente mettono ancora il piombo come metallo più concentrato nella zona industriale, quasi 8 volte, 7,8 volte, seguito dal cadmio 4,43, cromo 4,4, manganese 3,1, zinco 3,1. Prima di passare al confronto con i dati volevo presentare anche i dati ottenuti sul campione di cefalo sempre dal dottor Muller. Questi dati mostrano una concentrazione molto elevata di policlorobifenili rispetto al contenuto di diossine abbiamo come tossicità equivalente 1 per le diossine, sempre nanogrammo/grammo espresso sul tal quale, abbiamo una tossicità equivalente della HCB, sempre calcolata secondo la tabella illustrata prima, di 2,87, di 5,62 per i PCB, gli IPA sono praticamente assenti, sono molto bassi, con un totale di 9,70. In questo caso la tossicità di questi filetti di muggine risulta più elevata, sempre rispetto al tal quale, della tossicità mostrata sulle vongole, e per una persona di 70 chili sarebbero sufficienti 7 grammi abbondanti di filetto per raggiungere la dose giornaliera ammissibile. Lo stesso per quanto riguarda l’andamento, è anche confermato per quanto riguarda la concentrazione sui lipidi. Sempre la parte più elevata di concentrazione la riscontriamo nei PCB, seguita dall’esaclorobenzene e dalle diossine. Ho aggiunto per confronto, diciamo, il confronto diretto tra i dati dei cefali prelevati nel Canale Industriale Sud nel ‘99 e i dati dei cefali prelevati nel Canale Industriale Sud nel 2001. Ribadisco anche in questo caso la differenza...

DOMANDA - Scusi, è il Lusore-Brentelle per il pesce.

RISPOSTA - Scusate, i cefali prelevati nel canale Lusore-Brentelle nel ‘99 e nel 2001. Ribadisco anche in questo caso le variabili legate sia alla stagionalità che alla posizione di prelievo già evidenziate prima. Per quanto riguarda me, questi dati sono perfettamente confrontabili e potrebbero essere attribuiti addirittura allo stesso campione. Se si vanno a vedere degli esercizi di intercalibrazione sui microinquinanti organici - e questo potete anche tranquillamente, se dopo sentite il dottor Muller, domandarlo - sono dei dati perfettamente paragonabili. Passiamo all’analisi diretta di questi campioni di vongole e cefali prelevati durante il ‘99 e il 2001. Prima vorrei fare una premessa, però. Ho già detto prima che, quando ci riferiamo all’alimentazione umana, visto che il peso fresco è quello che viene ingerito, ci si riferisce al peso fresco. Ai fini comparativi, però, i dati vanno espressi riferiti o al peso secco o al contenuto di lipidi. Questa è una richiesta che è stata fatta al dottor Muller anche dai consulenti della difesa, avere il contenuto di lipidi e il peso secco per poter valutare quale era la concentrazione riferita al peso secco ed ai lipidi. Lo stesso consiglia l’EPA, in quella parte di report che ho copiato, e consiglia di dare i risultati espressi sul peso secco. Questo perché? La pesca del 1999 è stata fatta agli inizi di ottobre, quando praticamente le vongole e tutti gli animali marini, passata l’estate, hanno raggiunto la fase di massimo accumulo annuale in termini di tessuto, cioè sono cresciuti, ed anche di energia, energia praticamente di grassi e glicogeno, che è quello che serve per far vivere le bestie. La pesca dei dati del 2001 è stata fatta alla fine dell’inverno, quando gli animali, soprattutto le vongole, hanno passato il periodo di arresto invernale di accrescimento e nel quale consumano sia peso secco che energia. Ho dovuto cercare uno studio francese, perché in Italia non ne sono stati fatti di così completi, questi sono proprio studi fatti sulle vongole veraci del Nord Atlantico in cui si vede, nel periodo in cui è stato condotto questo studio, il riferimento è riportato in calce al grafico, sono stati analizzati il contenuto di energia e di peso secco della stessa popolazione di vongole veraci. Si vede che partiamo da un minimo, in marzo dell’84 l’energia e il peso secco rimangono pressoché costanti fino ad aprile, crescono fino a settembre, poi calano di nuovo fino a febbraio. Dal punto massimo di accrescimento al febbraio, e probabilmente i dati finiscono qui, ma anche marzo è un periodo di stasi, di consumo, comunque fino a questo punto è stato consumato il 43 per cento di peso secco, quindi di tessuti, e il 51 per cento di energia, intesi come lipidi e glicogeno, riferiti al peso secco. Se andiamo a confrontare i valori del contenuto di lipidi e di peso secco nei campioni prelevati nel ‘99 e nel 2001, vediamo che c’è un buon accordo con questi dati ottenuti in Francia. Vedete come la variazione del peso secco varia da meno 57,6% nel campione M1 a meno 34,6% nel campione M8. In genere la perdita di peso secco nella zona industriale è intorno al 50%, più superiore al 50%. Per quanto riguarda la perdita di lipidi, andiamo dal meno 65% nel punto M2 ad un meno 22% nel punto M8, con una media della zona industriale intorno al 50%, 48%. Quindi cos’è successo? Oltre ad avere le differenze che ho detto prima c’è questa differenza stagionale. Sono state utilizzate per il confronto e per ribadire se c’era una concentrazione più elevata nella zona industriale rispetto a quella di Sant’Erasmo delle vongole che avevano finito di consumare praticamente i lipidi, hanno consumato una parte dei loro lipidi, in cui sono genericamente associati i microinquinanti organici, ed anche una parte di tessuto in cui sono associati anche parte dei metalli. Inoltre, e questo potrà venir confermato dal dottor Muller, le dimensioni del pescato di marzo molto spesso erano vicine alla taglia commerciale, quindi delle vongole molto piccole. Mentre, come hanno potuto vedere anche i consulenti della difesa, il dottor Arca, le vongole del pescato di settembre in alcuni casi arrivavano fino alla dimensione di 5 centimetri, che è tipica di un animale di 2 anni. Una vongola intorno ai 2 centimetri, come riportato su quel grafico, si vede che ha 20, 25 millimetri ed è intorno all’anno di vita. Allora, per fare il confronto di questi dati, ho espresso i valori dei microinquinanti organici rispetto al contenuto di lipidi, mentre ho espresso i valori dei metalli rispetto al contenuto di sostanza secca. Allora questa è la tossicità delle vongole veraci e del pesce, quindi sono tutti campioni, da M1 a M8, compreso l’M7, espressi in tossicità equivalenti in picogrammi/grammi sui lipidi. La barra azzurra mostra i dati del 1999, la barra bordeaux i dati del 2001. Piccolo commento: c’è una differenza, ci sono tutte queste variabili, c’è una differenza nel campione M6, i dati mi sembrano in buon accordo, anche se forse quelli della perizia del 2001 sono leggermente più elevati. Però io ripeto, sono passati 15 mesi, è passata una stagione, sono zone diverse, lo ripeto per tutti i dati, che siano più alta una o l’altra. Questo è il rapporto octaclorofurano, octaclorodiossina, non è calcolabile nel campione M7 in quanto non sono stati riscontrati questi due congeneri, comunque si vede che anche per i campioni del 2001 questo rapporto è superiore a 2, circa 4 nella zona industriale, e invece è inferiore a 0,5 nella zona di Sant’Erasmo. Come evidenzia un fatto che la contaminazione di Sant’Erasmo, anche se è presente a bassi livelli, ha sicuramente un’origine differente o la maggior parte di questa contaminazione ha un’origine differente di quella della zona industriale.

DOMANDA - Sempre per precisare, M7 è sempre il campione di pesce?

RISPOSTA - Di pesce, non era valutabile questo rapporto perché non sono analiticamente rilevabili i due congeneri octaclorodiossine ed octaclorofurani. Questa è la concentrazione dei policlorobifenili espressi in picogrammo/grammo sui lipidi in tossicità equivalente. Anche in questo caso c’è una buona correlazione tra i dati, vediamo che il campione M6 è più concentrato - rispetto a quello del 1999 - per quanto riguarda diossine e PCB. Il campione M7 egualmente però io ripeto, mi sento tranquillamente di affermare che il grado di contaminazione riscontrato è lo stesso. Questo per quanto riguarda l’esaclorobenzene invece. L’esaclorobenzene, come l’altra volta il valore massimo si riscontra nei filetti di pesce, il minimo è riscontrato - ma l’avevamo già visto nel confronto diretto di tutte e due le perizie - nel campione di Sant’Erasmo, e i dati del campione M6 sono leggermente superiori per quanto riguarda le analisi del 2001 e leggermente inferiori per quanto riguarda gli altri punti. Questo dà anche una indicazione successiva di cosa vuol dire il punto del campionamento; in questo caso il punto M6 per quanto riguarda le analisi del 2001, evidentemente la collezione delle vongole è stata fatta in un punto più contaminato sempre della zona industriale, sempre mantenendo ferme le altre variabili. Gli idrocarburi policiclici aromatici mostrano un andamento differente, c’è una concentrazione più elevata sempre nel punto M6 per quanto riguarda i dati ottenuti nel 2001, molto più elevata per quanto riguarda gli altri punti dei dati del 1999. Faccio notare che è più elevata anche nel punto di riferimento, il campione M8. Il dottor Muller ha parlato di un metodo analitico tedesco per gli alimenti e ha parlato anche di campione liofilizzato per quanto riguarda l’analisi. Gli idrocarburi policiclici aromatici sono delle sostanze che possono avere dei problemi durante la liofilizzazione, come perdita di concentrazione, e penso che sia stato utilizzato anche, visto che lui ha lavorato sul liofilizzato, io invece ho lavorato sul campione tal quale, ci possa essere anche una differenza di metodo analitico nella preparazione di questi campioni; dopo forse il dottor Muller potrà spiegare che metodo ha usato, visto che ha parlato di un metodo tedesco. Per inciso dico che non c’è una metodologia italiana per quanto riguarda la determinazione degli idrocarburi policiclici aromatici in alta risoluzione e neanche statunitense. Quindi anche il metodo che abbiamo usato noi è un metodo accreditato secondo il Sinal, però è una procedura interna. Mi scuso, c’è stata una inversione, se vi eravate ormai abituati, non so perché, del computer, tra le barre, quindi adesso i campioni dell’MPU sono in azzurro e quegli altri sono in bordeaux. E` stata una trasposizione involontaria. Prima la perizia del ‘99 era azzurra e quella del 2001 è bordeaux, adesso è il contrario, ma non è un colpo di scena, è solo un errore, mi sono accorto questa mattina e non ho fatto in tempo a cambiarlo. Questa è la concentrazione di arsenico riscontrata sul secco. La differenza più sostanziale è, diciamo, sul punto M6, siamo ad un tre volte, quattro la concentrazione del valore riscontrato dal laboratorio MPU. Insisto: non stiamo confrontando lo stesso campione di vongole, stiamo confrontando delle zone in diversa stagione, ad una diversità di 15 mesi da un prelevo all’altro. Questi sono i valori di cadmio, praticamente anche questi potrebbero essere usati come un test di intercalibrazione, questi campioni, quindi non c’è niente da dire. Questi sono i valori di mercurio, la differenza salta nel punto M4. Ci sarà poi un altro metallo, che è sempre su questo punto M4, mentre se vi ricordate le differenze più elevate per quanto riguarda i microinquinanti organici erano sul punto M6, con sempre i dati del 2001 più elevati. Io ripeto, questi sono dovuti essenzialmente ad un campione confrontato con un campione prelevato in un momento diverso. Questo per quanto riguarda la concentrazione del nichel. Mi sono dimenticato di fare una piccola precisazione: come ha già detto il dottor Muller, i dati sono stati analizzati per quanto riguarda il metallo con un sistema analitico differente, in quanto è stato usato l’ICPMS per i primi dati, mentre l’assorbimento atomico con fiamma fornita di graffite per questi secondi dati. In più il dottor Muller ha utilizzato due attacchi, due disgregazioni sul tal quale, mentre nella prima perizia erano stati fatti sul liofilizzato, una che contemplava anche l’attacco con acido fluoridrico, come previsto dal metodo dell’Enviromental Protection Agency, ed uno invece senza, come previsto dal metodo tedesco. Questa variabile analitica aumenta, diciamo, la percentuale di possibilità di diversità di dati già sullo stesso campione. Questo è il dato più... diciamo a mio avviso con più elevata differenza, sul campione M4, come prima avevamo visto il mercurio, c’è questa differenza sul punto del piombo. Gli altri dati mi sembrano abbastanza paragonabili, dico, sono leggermente superiori in tutto, compresi nel campione di riferimento. Concentrazioni del rame, io dico che non hanno bisogno di commenti. Concentrazione dello zinco...

DOMANDA - No, scusi, tanto lo sta facendo, dica di cosa si tratta e quali sono le concentrazioni, perché poi a verbale stenotipico non rimane nulla.

RISPOSTA - La concentrazione del rame per i punti M6, M7 e M8 è praticamente identica e per i punti M4, M2 ed M1 ha una differenza del 50% maggiore per quanto riguarda i campioni prelevati nel 1999. Io continuo ad affermare che, considerate le variabili che ci sono in gioco, questi campioni non evidenziano nessuna differenza. Lo stesso succede all’incontrario, cioè per lo zinco abbiamo delle concentrazioni 50% superiori sui dati trovati nel 2001 rispetto ai dati trovati nel 1999, con una perfetta equivalenza in questo caso per quanto riguarda il campione di controllo. Il cromo; il cromo, io penso che in questo caso possa essere influente molto il metodo analitico. Chi lavora sui metalli - mi dispiace, questo argomento... dopo farò fare una relazione al dottor Bonamin perché, ripeto, le analisi dei metalli sono state condotte presso l’SGS - quando si lavora con il cromo fornito di graffite si lavora con delle soluzioni molto diluite. E` possibile che ci siano degli errori o delle differenze rispetto all’ICPMS anche in questo caso. Il ferro; torniamo alla situazione precedente, abbiamo delle concentrazioni generalmente più alte nei dati del 2001 fino a 4 volte per il punto M6. Io insisto che, dato il tempo passato, la stagionalità, la differenza dei punti di prelievo, queste differenze di 3, 4 volte, l’avevo già detto a suo tempo quando ho parlato anche dei sedimenti, per me non risultano significative. Cioè non è possibile, come qualcuno continua a dire: andiamo a confrontare i dati; con questa nuova perizia non si sono andati a confrontare i dati, si è andato a verificare se la contaminazione di quella zona era ancora più alta rispetto a quell’altra. Se si volevano confrontare i dati si facevano dei prelievi, si omogeneizzava un campione, si dividevano per i due laboratori, ed allora si poteva forse arrivare ad un confronto dei dati. Qua stiamo valutando se e come è variata la contaminazione da una volta a quell’altra, mettendo in più anche la variabile stagionale, e mi pare di aver dimostrato anche o di avere illustrato che per quanto riguarda diossine, PCB, esaclorobenzene, questi rapporti, anche idrocarburi policiclici aromatici, sono rimasti pressoché invariati. Selenio; la situazione è inversa a quella dello zinco prima, abbiamo dei valori più alti per quanto riguarda i campioni del 1999 e più bassi di quelli... Manganese; sono anche questi dei dati, non hanno bisogno di spiegazioni, poi io volevo fare notare, Presidente, che quando mai si è fatta una considerazione sui metalli, noi abbiamo più valutato il contenuto di microinquinanti organici, quando si è fatta una valutazione sui metalli, se avevano superato il limite di legge, in questo caso non è avvenuto, era stata solo sottolineata la concentrazione del piombo nel campione M4, quindi non è che nella mia esposizione avessi sostenuto che i metalli...

 

Presidente: comunque sta di fatto che effettivamente le differenze più rilevanti riguardano proprio i metalli.

RISPOSTA - Sì, una volta in più e una volta in meno.

 

Presidente: una volta in più e una volta in meno riguardano proprio i metalli.

RISPOSTA - Sì, però volevo dire che non era uno degli argomenti della mia esposizione neanche aver trattato i metalli.

 

DOMANDA - Anche se l’ordine di grandezza poi è sempre quello.

RISPOSTA - L’ordine di grandezza è sempre confermato. C’è una differenza sull’alluminio, l’alluminio è un composto, cioè questo grafico non è... la differenza che c’è in queste concentrazioni sicuramente non credo che sia solo assoggettabile alle variabili che avevo spiegato prima. C’è da dire che l’alluminio è un componente della sabbia ed anche del detrito che questi animali mangiano; le vongole hanno subìto dei trattamenti leggermente diversi, le vongole e i campioni in generale del dottor Muller sono stati congelati e poi aperti. I campioni del ‘99 sono stati curati direttamente dal peso fresco. Può darsi che il congelamento abbia portato alla rottura o all’espulsione di parte del detrito presente, dell’alimento presente in questi animali. Però altre spiegazioni non so darle di questo. In ogni caso, ribadisco, l’alluminio non è che fosse un metallo su cui avessi basato qualcosa, questi sono i dati. Se non si può toccare nessun altro dato degli altri dati, io con questo ho concluso.

DOMANDA - Scusi, quello del nichel l’aveva presentato?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: volete porre delle domande di chiarimento?

 

Avvocato Stella: la cosa migliore, Presidente, è che vadano i consulenti.

 

Presidente: grazie intanto, dottor Raccanelli.

 

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. VINCENZO COCCHEO

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Dottor Coccheo, se sinteticamente può fornire al Tribunale le sue valutazioni in ordine alla metodologia seguita dal dottor Muller per i suoi accertamenti analitici ed anche, ovviamente, per le operazioni di campionamento alle quale lei ha presenziato.

RISPOSTA - Io vorrei iniziare ricordando a questa Corte, immagino che siano cose già state dette, ma insomma, in questo caso repetita iuvant vista la delicatezza della materia di cui stiamo trattando, che questo tipo di analisi presenta delle difficoltà operative tecniche elevatissime. Tenga presente, signor Presidente, che le concentrazioni che abbiamo visto espresse nei grafici presentati dal dottor Raccanelli sono dell’ordine del nanogrammo per chilogrammo, cioè in sostanza una parte per mille miliardi di parti. E` come cercare una pagliuzza in mezzo a mille miliardi di pagliuzze. Ora, l’operazione di per sé sarebbe agevolata se, anziché cercare una pagliuzza in mezzo a mille miliardi di pagliuzze, uno cercasse per esempio una sferetta; allora una sferetta in mezzo a mille miliardi di pagliuzze è ancora difficile da trovare però, insomma, è già più facile da scovare rispetto alle pagliuzze. In realtà le diossine, dal punto di vista analitico, si comportano proprio come tutte le altre pagliuzze. Al più potranno avere per esempio un colore un po’ diverso, non so, in mezzo a tante pagliuzze di colore grigio ci saranno quelle delle diossine che sono di colore bianco oppure di grigio più marcato e così via. Quindi la difficoltà della tecnica analitica è molto elevata. Per questo motivo delle agenzie molto autorevoli hanno codificato dei metodi di analisi; una di queste, quella che poi è più seguita internazionalmente, è appunto la Enviromental Protection Agency, cioè l’EPA, il cui metodo è stato poi seguito dal dottor Muller. Si tratta di un metodo piuttosto complesso ed utilizzato già in Italia proprio in occasione di inquinamenti da diossine provenienti per esempio dall’estero. Non so se si ricorda il caso delle diossine belghe, cioè la presenza di diossine negli alimenti per animali scovata in Belgio, poi tutta quella lunga ricerca che è stata compiuta in Italia sia su mangimi già finiti, sia su componenti dei mangimi, in parecchi mangimifici italiani. Io stesso ho partecipato, su ordine della Magistratura di Torino, ad analisi di questo tipo, campionando grassi ed oli, nonché farine animali, ed utilizzando questo metodo per la Magistratura in quanto suggerito all’epoca dall’Istituto Superiore di Sanità, il quale lo fece girare attraverso tutti i laboratori che furono incaricati dai vari Magistrati di eseguire queste indagini, con delle piccole varianti, ovviamente, per adattarlo alla diversa matrice rispetto a quella che abbiamo visto oggi, però il metodo era sostanzialmente lo stesso. Il dottor Muller addirittura ha utilizzato una variante del metodo più avanzata di quella per esempio che ho usato io. Io ho usato tutta la procedura di purificazione descritta dall’EPA così come l’ha fatta il dottor Muller, con la differenza che poi l’analisi l’ho realizzata con uno spettrometro di massa a risoluzione medio-bassa, mentre il dottor Muller addirittura ha usato uno spettrometro di massa ad alta risoluzione. Questa variante non è determinante ai fini del risultato, però sicuramente giova rispetto alla spettrometria di massa a bassa risoluzione.

DOMANDA - Giova nel senso che è più precisa?

RISPOSTA - Giova nel senso che permette di riconoscere con maggiore certezza quella famosa pagliuzza in mezzo ai mille miliardi di pagliuzze.

DOMANDA - Visto che siamo sull’argomento, ha accennato a questo discorso dell’Istituto Superiore di Sanità e di una direttiva che in quella occasione aveva dato ai laboratori.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Era una circolare, si ricorda?

RISPOSTA - Non so definirla, beh, l’Istituto Superiore di Sanità non emette circolari. Emette diciamo degli orientamenti tecnici che vanno poi... che girano. In realtà li aveva trasmessi alla Magistratura, da cui io stesso poi ricevetti l’incarico, poi la Magistratura a sua volta li girò ovviamente a me. Quindi direi che dal punto di vista operativo e procedurale, io non ho partecipato all’operazione di analisi ma, così come le vedo descritte nel rapporto analitico del dottor Muller, devo dedurre che il metodo applicato sia non solo tecnicamente molto avanzato ma soprattutto che sia giuridicamente molto valido nel nostro Paese, sia perché non esistono metodi alternativi codificati, sia perché, come ripeto, è già stato utilizzato in occasione di procedimenti penali.

DOMANDA - Un’osservazione sul campionamento: lei sa che il campionamento è una fase importante poi dell’analisi; i campionamenti come sono stati eseguiti, quelli ai quali lei ha partecipato sono quindi stati eseguiti con delle metodologie tecniche adeguate per poi garantire un buon risultato di analisi eseguite con quel metodo?

RISPOSTA - Devo dire che il campionamento è stata un’operazione piuttosto difficile da realizzare perché, da quanto io ricordi, il numero di animali presenti nei siti di campionamento era piuttosto modesto, tant’è che non si è potuto utilizzare una tecnica diciamo meccanica, cioè non si è potuto fare il campionamento diciamo dalle barche ma si è dovuto addirittura andare giù con i sommozzatori, quindi il campionamento è stato fatto addirittura a mano, a uno a uno da parte dei sommozzatori. Per quanto io ho potuto constatare, il campionamento era correttissimo, nel senso che c’è stata prima una raccolta dei materiali, quindi poi una selezione sulle loro dimensioni, i più piccoli sono stati eliminati e avanti così. La raccolta e la conservazione del campione a me è parsa corretta, quindi non ho niente da eccepire sul campionamento.

 

Presidente: grazie, si può accomodare.

 

Avvocato Partesotti: Presidente, per Greenpeace abbiamo il nostro consulente Fabbri, ci riserviamo comunque all’esito della discussione, eventualmente, di farlo intervenire.

 

 

DEPOSIZIONE DEI CONSULENTI

DR. GIUSEPPE POMPA - DR. SERGIO FACCHETTI

 

POMPA - Il titolo, come vedete, sono le considerazioni in merito alle analisi eseguite a Berlino e alcuni confronti che sono naturali con i risultati che il dottor Raccanelli aveva ottenuto nel 1999. Prima di iniziare il tutto vorrei però fare una piccola premessa: io, facendo il tossicologico alimentare, parlerò esclusivamente dei risultati sul fresco, che sono quelli che mi permettono un confronto più immediato con gli altri risultati ottenuti sulle vongole della laguna, perché non sempre sono stati fatti i grassi, non sempre sono stati portati i valori sul liofilizzato, e sicuramente, quando uno deve uno deve calcolare una esposizione, sicuramente guarda quello che uno mangia effettivamente di vongole, poi che queste abbiano rispettivamente il 2% o l’1% di grassi non è così rilevante ai fini della tossicologia alimentare. Quindi i valori che io presento e che commenterò sono relativi al peso fresco. Le fonti dei dati, come abbiamo già accennato nella relazione che abbiamo fatto del 20 di febbraio, mi sembra, i dati di confronto sono quelli relativi alle relazioni che abbiamo considerato nelle nostra esposizione, cioè la relazione del dottor Sesana, Muller e Micheletti...

 

Pubblico Ministero: Presidente, chiedo scusa, faccio la identica opposizione che è stata fatta nei confronti del dottor Raccanelli: se stiamo discutendo degli esami del ‘99 più il 2001, discutiamo di questi. Anche perché aggiungo che i dati del laboratorio Chelab analisi sono stati sì presentati dalla difesa di Enichem come attività integrativa, e non ho fatto opposizione, però come quella attività integrativa ho svolto anch’io attività integrativa che si è sintetizzata nell’esito di quelle tre relazioni per le quali i difensori di Enichem e Montedison hanno fatto opposizione. Quindi io non ho problemi se vengono inseriti tutti i dati, ma allora anche quelli del Pubblico Ministero.

 

Avvocato Partesotti: mi associo.

 

Avvocato Stella: Presidente, però questi sono dati già acquisiti. Non solo, ma l’indagine di Berlino è nata proprio dalla sottolineatura da parte del professor Pompa di un contrasto tra i risultati del dottor Raccanelli e i risultati degli altri consulenti, tra i quali Sesana e Micheletti. Quindi sono tutti dati già acquisiti, di cui si è già discusso, quindi non è la stessa cosa, non è lo stesso problema.

 

Pubblico Ministero: dei dati Chelab non si è discusso, dei dati Chelab nessuno ha ancora discusso, quindi non è vero.

 

Presidente: il Tribunale ritiene che sì, è vero, sono stati già acquisiti, però manteniamoci sullo stesso binario, cioè a dire: oggi discutiamo dei dati che sono risultati dalle analisi di Berlino e raffrontiamoli semmai con i dati Raccanelli 1999. Questo per una certa omogeneità di discorso, poi dopo eventualmente sappiamo che ci sono degli altri dati e tutto sommato si tratta di fare un raffronto di carattere quantitativo, che ci è stato già illustrato, e credo che insomma, possiamo esimerci dal ripeterlo qui.

 

POMPA - Volevo solo segnalare che c’è un’altra analisi, qui definita come controanalisi, e sono le analisi che la difesa Enichem ha richiesto al laboratorio di Raccanelli e sono analisi rifatte sui campioni di vongole sempre relative alla prima analisi e conservati nello stesso laboratorio. Questi vanno commentati?

 

Pubblico Ministero: ribadisco anche la mia opposizione su tutte quante le analisi diverse da quelle del ‘99 e da quelle del 2001. Anche perché, chiedo scusa, quelle controanalisi di cui parlava lei poco fa non le ha fatte il dottor Raccanelli, le ha fatte l’SGS, allora bisogna dirlo per correttezza, è meglio dirlo perché l’altra volta non l’avete detto.

 

Presidente: Professor Pompa, se si vuole un attimo attenere a quella che è stata l’indicazione del Tribunale.

POMPA - Quindi anche le prime analisi, ovviamente, fatte da Raccanelli, che io indico per rapidità di esposizione Raccanelli, sono state fatte da SGS, come le controanalisi sono state fatte da SGS, perché si trattava di analisi sui metalli e, a quanto ne so io, sui metalli le fa SGS.

 

Presidente: l’ha detto anche il dottor Raccanelli durante la sua esposizione precedentemente.

POMPA - Allora, siccome nei grafici ci sono alcuni di questi dati, noi non ne terremo conto. Se no non posso andare avanti, perché i grafici non posso modificarli improvvisamente.

 

Presidente: non ne tenga conto. Una precisazione su questo però ci vuole: il dottor Raccanelli, quando prima ci ha esposto i dati sulle analisi dei metalli, ha tenuto conto solamente delle prime analisi o anche delle controanalisi?

RACCANELLI - No, io ho tenuto conto dei dati del ‘99.

 

Presidente: allora, per omogeneità, teniamo conto solamente dei dati del ‘99.

POMPA - Se volete posso cambiare tutti i grafici, però mi ci vuole una mezz’oretta.

 

Presidente: eventualmente lei dirà la differenza.

POMPA - Io farò vedere le differenze solamente tra le analisi di Berlino e le analisi di Raccanelli ‘99.

 

Presidente: Raccanelli-SGS sui metalli e Raccanelli, invece, sulle altre.

POMPA - D’accordo. Sui canali industriali non abbiamo niente da dire, i siti di prelievo sono questi, il punto di prelevo M4 è il canale Malamocco-Marghera davanti allo scarico SM15 o nei pressi dello scarico SM15. Io ritengo abbastanza congruente il confronto con le vongole analizzate a Berlino e analizzate da Raccanelli, con tutte le variabilità di cui ha già parlato il dottor Raccanelli, però il confronto tra i pesci mi sembra molto meno positivo, con una valenza molto minore, perché tutto sommato questi pesci... non possiamo fare un confronto tra questi pesci e quelli che ha analizzato Berlino nel ‘99, li abbiamo presi forse nello stesso posto, ma sicuramente non sappiamo assolutamente niente di dove sono andati a mangiare; quindi il confronto lo farò sulle vongole, segnalerò quelle differenze, che peraltro anche il dottor Raccanelli ha già presentato anche sui pesci. Qui, come vedete, la prima analisi si riferisce all’analisi di SGS 1999, la seconda analisi a quella di Berlino. Questi sono i dati messi in grafico, sempre sul peso fresco, i dati dei metalli sono relativi alla estrazione con acido nitrico perché - sostanzialmente poi ne parlerà anche il professor Facchetti - si è visto che l’estrazione con acido nitrico per molti parametri è più accurata, è più valida di quella da acido fluoridrico. Sostanzialmente le diminuzioni che noi possiamo osservare sono soprattutto a carico del campione di vongole M4; questo campione di vongole che nella prima analisi sembrava risultare più contaminato in realtà poi, nella seconda analisi, risulta essere il meno contaminato.

 

Avvocato Stella: scusi professor Pompa, è la solita cosa, lei non dice i numeri.

POMPA - Adesso arrivo con i numeri. Siamo passati da una prima analisi che dava 0,12 milligrammi/chilo a una analisi a Berlino 0,20 milligrammi/chilo. Il rapporto è sicuramente di sei volte tra la prima e l’analisi di Berlino. Non ci sono molti dati rilevanti, nel senso che le diminuzioni sono più o meno costanti su tutti i campioni, tranne un campione, l’M4, in cui effettivamente quella che sembrava essere una contaminazione superiore alla contaminazione degli altri campioni lagunari, con un valore di 0,12 rispetto ad una media precedente di 0,07, si rivela essere uno dei più bassi. Un’altra cosa che volevo far rilevare è la concentrazione nel campione M8. Sostanzialmente viene confermata con un piccolo valore, una piccola differenza tra 0,07 nella prima analisi ed 0,05 nella seconda analisi, e vediamo che, per quanto riguarda la contaminazione delle zone industriali da mercurio, o meglio delle vongole della zona industriale da mercurio, non c’è direi alcuna differenza tra le vongole prese a Sant’Erasmo e le vongole prese a Berlino. Non c’è nessuna differenza neanche sul campione M1, che proprio alla Darsena della Rana, all’uscita del canale Lusore-Brentelle, dov’è stata prospettata anche una grossa concentrazione di mercurio, però in profondità, quindi evidentemente questa collocazione del mercurio in profondità non è in grado di influenzare negativamente la concentrazione del mercurio nel campione M1, che è 0,03 milligrammi/chilo, mentre nel campione M8, cioè quello preso nella zona di laguna che rappresenta il background naturale della laguna, è 0,05; al massimo questo sta ad indicare che esiste un buon livellamento tra le concentrazioni di mercurio tra la laguna e la zona industriale. Come ha già detto allora il dottor Raccanelli, per il piombo i valori sono un po’ più eclatanti. E’ difficile dare spiegazioni, però anche in questo caso vorrei segnalare che quello che sembrava il campione più contaminato, sempre davanti all’SM15, con un valore di 11,3 milligrammi/chilo, che faceva pensare che queste vongole non fossero addirittura edibili, questo campione si è rilevato in seconda analisi essere il meno contaminato, con 0,27 milligrammi/chilo. Quindi la differenza in questo caso è veramente notevole, sono 42 volte di differenza, cioè non è un valore uno il doppio dell’altro; qui in valore assoluto cambia il giudizio che possiamo dare su queste vongole: non edibili ed edibili. Quindi ancora una volta si vede che le concentrazioni espresse da Berlino sono tra loro molto allineate, la concentrazione più bassa si trova nel campione M4, la media dei campioni dei canali industriali si abbassa di 10 volte, quindi va da 4,5 a 0,44 milligrammi/chilo, subisce una variazione in difetto naturalmente anche il campione M8, quindi sicuramente qui c’è stato un qualcosa di comune un po’ a tutti, però il dato più eclatante rimane questo, che un campione davanti all’SM15 veniva indicato come il più contaminato, in realtà risulta, se non meno contaminato, perché oggi abbiamo parlato di variabilità analitica, quindi dire che 0,37 è diverso da 0,27 diventa un po’ difficile, però voglio dire, è un campione che si colloca in una fascia di normalità addirittura per la laguna, perché non c’è molta differenza tra 0,12 e 0,27. Oggi abbiamo parlato di variazioni di 1000 volte, di 2000 volte, di 100 volte, allora qui abbiamo delle variazioni di 2 o 3 volte, ci permette di dire che tutto sommato non c’è tutta questa diversità. Arsenico; per quanto riguarda l’arsenico il discorso più o meno è lo stesso: abbiamo una forte riduzione complessiva dei valori di arsenico nella laguna nella seconda analisi; le motivazioni possono essere tante, le ha spiegate molto il dottor Raccanelli, per esempio la media passa da 9,8 milligrammi/chilo a 2,4 milligrammi/chilo, una variabilità in difetto tutto sommato c’è stata anche nel campione M8 di laguna, da 5,9 a 2,49, il campione M6 è quello che si rivela molto meno contaminato, passa da 15 a 2 con una variazione di un fattore 7. Anche qui queste variazioni di fattori tra un campione e l’altro, non omogenee in tutti i campioni, fanno pensare a qualcosa di più di qualcosa che le accomuni tutti quanti, c’è qualche altra fonte di variabilità che è sempre difficile apprezzare. Comunque voi vedete che il campione dei canali industriali, con un valore di Berlino di 1,84 per l’M1, 2,96 per l’M2, 2,43 per l’M4, 2,23 per l’M6, 2,49 per l’M8, vi dice come sia diffusa e livellata, come per il mercurio, la contaminazione, parliamo di contaminazione se vogliamo dire che questa è l’espressione di una contaminazione di sedimenti, oppure parliamo solamente di contaminazione di prodotti, vongole, comunque c’è un forte livellamento tra la zona industriale e il resto della laguna. Ecco, per quanto riguarda l’alluminio, il dottor Raccanelli giustamente l’aveva già fatto rilevare, e naturalmente neanche lui riesce a dare una spiegazione plausibile di questa grossa variabilità, era uno dei dati che avevamo già rilevato nell’udienza del 20 febbraio, effettivamente qui vediamo che le differenze sono piuttosto eclatanti. Sono eclatanti anche se confrontiamo le stesse metodiche analitiche. Teniamo presente che l’estrazione nitrica, l’estrazione fluoridrica hanno rilevato per questo metallo una certa differenza; mentre per gli altri composti direi che c’è una identità di risultati utilizzando i due metodi di digestione del campione, per quanto riguarda l’alluminio questo è molto influenzato. Comunque, se confrontiamo le prime analisi con l’estrazione fluoridrica di Berlino, anche qui vediamo che c’è un valore di 13 volte inferiore, cioè da 1573 milligrammi/chilo passiamo a 120 milligrammi/chilo; nell’M2, cioè il campione del Canale Industriale Ovest, passiamo da 1760 milligrammi/chilo a 239 milligrammi/chilo; nell’M4 da 1400 a 106. Ci sono delle variazioni che si collocano tra il 13 volte, il 14 volte, 6 volte, 8 volte. Il valore più eclatante è quello che forse ci ha segnalato in precedenza il dottor Raccanelli, che avevamo dei cefali che avevano 3737 milligrammi/chilo di alluminio, e in queste analisi, sia con la digestione fluoridrica sia con la digestione nitrica, risulta 0. Questo tra l’altro era un dato che ci aveva fatto pensare, che aveva stimolato un po’ anche delle nuove indagini, perché in tutta la letteratura la concentrazione dell’alluminio nei pesci è sempre rilevabile ma al limite di rilevabilità del metodo, normalmente intorno a 0,3, quindi trovare un cefalo con 3737 milligrammi/chilo di alluminio sembrava ovviamente un dato anomalo. Ora non sono in grado di dire perché questo cefalo avesse tutto questo alluminio o se si tratta di un’altra problematica. Comunque faccio notare che anche in questo caso ci sono delle variazioni notevoli anche solo considerando lo stesso tipo di estrazione. Se naturalmente poi consideriamo altri tipi di estrazione che forse sono più veritieri, vediamo che l’alluminio rientra nei valori che poi hanno trovato anche altri consulenti, per esempio Sesana, Istituto Superiore di Sanità. Quindi tutto sommato direi che qui la variabilità è stata confermata, quella che avevamo sospettato a quel tempo. Sul rame non mi dilungo, anche qui però vorrei sempre far notare come in realtà il campione M4 abbia spesso i decrementi percentuali maggiori, quattro volte anche per il rame, e vorrei far notare anche qui che tutto sommato il rame presenta valori molto livellati, 1, 0,79, 0,8, 0,97, rispettivamente nei campioni M1, M2, M4, M6, una media di 0,92 nel campione dei canali industriali e una media di 0,85 nei campioni lagunari, quindi il rame sicuramente non è un elemento caratterizzante, come il mercurio, come l’arsenico, vediamo che anche il rame presenta dei valori molto livellati. Teniamo presente che è sempre un campione solo di riferimento, quindi facciamo un riferimento molto limitato, molto relativo. Nel cromo si rivelano quelle differenze che anche Raccanelli aveva giustamente fatto rilevare, forse metodologiche, comunque anche in questo caso dobbiamo evidenziare come i valori, sia dell’M1, dell’M2, dell’M4, abbiano subìto un decremento di 11 volte, di 8 volte, ancora di 11 volte e in media di 9 volte, che non è poco, il valore medio passa da 2 a 0,2, cioè c’è un ordine di grandezza. Ora è chiaro che quando noi valutiamo queste indagini sotto il profilo della tossicologia anche alimentare abbiamo qualche perplessità, soprattutto perché alla fin fine dobbiamo anche decidere qual è il valore vero da utilizzare nella valutazione di rischio, nella valutazione di esposizione, e quando ci troviamo con valori che hanno un fattore 10 di variabilità, sicuramente crea dei problemi interpretativi, quindi questo giustifica il fatto che noi, invece di fare delle valutazioni di rischio basate su un solo campione, fatto una sola volta, abbiamo preferito prendere tutte le medie dei campioni che sono state fatte nei canali industriali. D’altronde oggi è emerso che questa variabilità stagionale, che non era mai emersa, giustifica il fatto che si debbano prendere più campioni per fare una media di esposizione, non si può utilizzare un solo valore, il più alto trovato in quel momento, sia per la variabilità analitica, sia per la variabilità stagionale, sia per la variabilità spaziale. Quindi tutte queste variabilità confermano al massimo quello che noi abbiamo sempre sostenuto: l’adozione di un valore mediano per le valutazioni di rischio alimentare. Questo è il campione di cefali; qui non vorrei commentarli perché non mi sembrano rappresentativi, comunque vedete anche in questo caso che molti, anzi la maggior parte, se non tutti, tranne forse il mercurio, che non ha differenze rilevanti, per molti metalli che abbiamo già visto peraltro - l’alluminio non ho potuto inserirlo perché usciva fuori scala - i valori chiaramente ottenuti da Berlino sono inferiori. Questo non vuol dire che le analisi sui cefali fossero state fatte in un modo non corretto, vuol dire che probabilmente il campione è veramente molto diverso da quello analizzato la prima volta, e questo conferma ancora una volta che questi campioni non sono rappresentativi, vanno in ogni caso mediati con un campionamento molto più vasto di tutti i cefali pescati in laguna, di tutti i pesci pescati in laguna, per fare una valutazione di rischio alimentare. Questo grafico molto succintamente vi dimostra i diversi risultati che si possono ottenere utilizzando la digestione nitrica o quella fluoridrica. Come vedete i valori sono molto appaiati, adesso non ve li sto a leggerli tutti perché è anche stupido, ma quello che volevo dire è che solo nell’alluminio si può avere una grossa variazione utilizzando l’estrazione nitrica rispetto a quella fluoridrica. Tutti gli altri metalli non sono influenzati o lo sono solo marginalmente. Questo il laboratorio MPU di Berlino l’ha dimostrato facendo le due estrazioni per confronto con un valore certificato di un campione certificato, e poi ve ne parlerà il professor Facchetti. Ora, esaclorobenzene; per l’esaclorobenzene abbiamo le stesse variabilità che abbiamo già visto per i metalli; il campione M1 passa da 16 nanogrammi/grammo a 2,48 nanogrammi, con un fattore di variabilità di 7 volte, voglio dire che il grasso non è che sia diminuito sette volte nelle vongole; il campione M2 ha una variabilità, una differenza di 13 volte, passa da 8 a 0,61; il campione M4 passa da 3 a 0,35; il campione M6 passa da 1,4 a 1,68, con un leggero aumento; il campione medio passa da 7,1 a 1,28, quindi con una diminuzione di 6 volte; il campione in laguna rimane stabile. Ora, se - come dice il dottor Raccanelli - molte di queste sostanze, in parte di tipo solubile, potrebbero essere influenzate dalla diminuzione del grasso, mi aspetto che un po’ tutte, anche quelle dell’M8, che hanno meno grasso rispetto a quelle campionate nel ‘99, possano avere una diminuzione. Allora questa costanza di questo dato, la costanza del dato dell’M6 mi fa pensare che, se il grasso può avere un’influenza, non è l’unica fonte di variabilità in queste analisi. Ancora una volta voglio far rilevare che il campione M4 davanti all’SM15 ha la minore concentrazione di esaclorobenzene. IPA; gli IPA erano un argomento che noi abbiamo portato anche nella nostra relazione del 20 febbraio ed anche qui avevamo fatto vedere, non tanto riguardo ai risultati Chelab ma proprio riguardo a tutti i dati che erano presenti nelle relazioni di Sesana, di Micheletti, nelle relazioni anche di Di Domenico, dell’Istituto Superiore della Sanità, avevamo fatto rilevare che c’era una grossa differenza tra i dati forniti dal dottor Raccanelli, in questo caso dottor Raccanelli perché credo che gli IPA li faccia lui, non l’SGS, e gli altri dati. Molti dei dati come somma non erano confrontabili, perché Di Domenico faceva solo alcuni IPA, Raccanelli ne faceva 15, quindi come somma non erano molto confrontabili, quindi ci eravamo limitati ad un confronto della concentrazione del benzopirene. Qui, invece, abbiamo la possibilità di un confronto proprio sugli stessi analiti, perché la metodica prevedeva l’analisi degli stessi analiti, degli stessi IPA da parte del laboratorio di Raccanelli e da parte del laboratorio di Berlino. E qui, come somma degli IPA, cominciamo a vedere che in media c’è una variazione notevolissima, da 1664 di media si passa a 74, il campione M8 passa da 206 a 13, poi abbiamo ancora delle variazioni notevolissime, il campione M1 da 2224 passa ad una concentrazione di 65 nanogrammi per grammo, il campione M2 da 2334 a 89, il campione M4 da 1267 a 34, ancora una volta il campione M4, praticamente davanti sempre davanti allo scarico SM15, risulta il meno contaminato anche in questa relazione, come peraltro tutto sommato risultava anche dalle analisi del dottor Raccanelli. Ora, questa è una variabilità veramente notevole, per l’M1 sono 34 volte la diminuzione, per l’M2 26 volte, per l’M4 addirittura 38 volte, 8 volte per l’M6, 23 volte come media, 16 volte per il campione M8. Ora, voglio dire, a variazioni di questo tipo io non riesco a dare una giustificazione, quindi voglio dire, forse ci saranno, qualcuno le darà, io mi limito a dimostrare che, quando si devono prendere delle decisioni in merito al calcolo dell’esposizione, bisogna vedere tutti i dati a disposizione, non solamente alcuni dati. Noi, nella nostra valutazione di rischio alimentare, avevamo calcolato l’esposizione al benzopirene, perché è l’unico dato confrontabile. Voi vedete qui che, anche per il benzopirene, i fattori di diminuzione non cambiano sostanzialmente; si passa da una diminuzione di 34 volte nel campione M1, che aveva 103 nanogrammi/grammo di IPA nel ‘99, al campione di Berlino, che ne ha solo 4,6. Anche qui sempre il campione M4, perché questo è una sorpresa continua, da 60 passa a 1,7, cioè il valore più basso rilevabile nei canali industriali. Le variazioni rispecchiano quelle della somma degli IPA, quindi è tutto il complesso dell’analisi che in qualche modo non porta gli stessi risultati tra il laboratorio del dottor Raccanelli e il laboratorio di Berlino. Una diminuzione cospicua si è vista anche nel campione M8. Il campione M7, 0 aveva trovato il dottor Raccanelli e 0,22, quindi un qualcosina di più, ha trovato Berlino. I PCB; per i PCB sostanzialmente abbiamo i dati che già ha illustrato il dottor Raccanelli. In peso fresco, cioè quello che si mangia, la diminuzione è di 3 volte per il campione M1, di 6 volte addirittura per il campione M2, circa la stessa, rimane invariata per il campione M4, abbiamo un aumento nel campione M6, cioè Berlino trova un valore che è pressoché doppio rispetto a quello che ha trovato Raccanelli. Per quanto riguarda la media, c’è un dimezzamento come valore medio, per quanto riguarda M8 c’è un valore superiore. Allora, sostanzialmente questi valori dimostrano che c’è sicuramente qualcosa di più sicuramente nel canale industriale, come possiamo ragionevolmente aspettarci, l’ho già detto l’altra volta: aspettarsi che dei canali industriali abbiano una contaminazione del tutto sovrapponibile a quella di una zona lontano dalla laguna non è ragionevole, non c’era neanche bisogno di affrontare degli studi particolari. Poi vedremo come si collocano questi nuovi dati, invece, nella valutazione dell’assunzione, della esposizione, della sicurezza alimentare. Ancora una volta voglio far notare che è sempre il campione M4 ad avere la concentrazione più bassa, cioè 0,11 picogrammi/grammo di PCB, il campione più alto risulta in questo caso l’M6, ma prima risultavano i campioni M2 con 1,6 picogrammi/grammo, il campione M2 con 1,57 picogrammi/grammo. Allora, tutto sommato, queste nuove valutazioni fanno vedere anche che nei confronti del canale industriale, tra i canali industriali qualcosa è cambiato, cioè non si può più parlare di un canale più contaminato dell’altro sulla base di un solo valore, bisogna anche qui prendere un insieme di valori, non si possono più fare confronti tra un sito più contaminato o meno contaminato. Probabilmente, se facessimo fare altre analisi da altri laboratori, troveranno valori leggermente differenti. Comunque anche questi valori verranno considerati nella valutazione di rischio, qui volevo solo farvi notare come in pratica, anche per i PCB, non c’è tutta quella differenza che era stata segnalata nella prima relazione del dottor Raccanelli in base ai suoi dati di prima, cioè la differenza tra 0,03 e il valore massimo di 1,6, in realtà diventa una differenza molto più ridotta, 0,08 ed 0,42; e lo 0,11 che troviamo davanti all’SM15, 0,11 picogrammi/grammo, è un valore che è sostanzialmente simile a quello del valore del background naturale della laguna, quindi le vongole che crescono in questa zona sostanzialmente subiscono la stessa pressione contaminante delle vongole che sono davanti all’SM15 nel canale Malamocco-Marghera. Ora, trovare una giustificazione di questa può essere difficile, però visto i valori dei canali industriali e i valori delle vongole della zona chiamiamola pulita di riferimento della laguna, non possiamo pensare che ci sia una contaminazione così pressante, così imponente da PCB. Questo rappresenta proprio la dispersione di quei composti che una volta erano largamente utilizzati in tutti i settori industriali. Se noi pensiamo per esempio che i PCB vengono ancora utilizzati per i fluidi di comando delle navi, è chiaro che laddove vi è un grosso traffico marittimo si può avere ancora qualche spandimento di PCB. Comunque volevo farvi notare solamente che come molti dei valori che erano stati segnalati come eclatanti in realtà poi si sono ridimensionati, almeno con questa analisi, anche se questa analisi, secondo il dottor Raccanelli, rappresenta un momento della laguna. Ma facciamo pure un momento della laguna, ma questo momento è sempre un momento di confronto. Allora i valori precedenti rappresentavano i valori di un momento di quella laguna, non erano valori assoluti. Allora alla fin fine quello che dovremo fare è mediare tutti i valori con una sola piccola, così, remora, insomma questa è l’unica analisi in cui i consulenti Enichem e Montedison hanno assistito dall’inizio della raccolta del campione.

 

Avvocato Partesotti: è sul peso fresco?

POMPA - Sì.

 

Avvocato Partesotti: se non sbaglio era stata avanzata una richiesta dai difensori di Enichem e Montedison di analizzare il peso secco.

POMPA - Sì, ma poi del peso secco... Raccanelli sicuramente l’ha espresso.

 

Avvocato Partesotti: questa analisi che lei sta esponendo riguarda il peso fresco?

POMPA - Riguarda assolutamente il peso fresco, perché è quello che mangiano eventualmente i consumatori.

 

Pubblico Ministero: no, ci sono diverse domande su questo, questo lo dice lei, ci sono le metodologie EPA che dicono un’altra cosa, ne parleremo dopo.

 

Presidente: comunque le premesse sono chiare, Raccanelli ha dato dei dati di analisi sul prodotto secco, invece il professor Pompa sul prodotto fresco.

 

Pubblico Ministero: sul tal quale, infatti.

 

Presidente: i dati di partenza sono chiari, poi dopo, evidentemente, i risultati sono stati diversi, vengono commentati adesso. Poi dopo sentiremo quali sono le osservazioni. Vada avanti, prego.

POMPA - Per quanto riguarda le diossine, anche qui sempre sul peso fresco, noi troviamo delle diminuzioni in tutti i canali industriali, tranne nel campione M6, che abbiamo già visto per i PCB invece mostra un aumento. Un piccolo aumento da 0,08 a 0,09, però è insignificante, diciamo che il campione M8 rimane sostanzialmente stabile. Il campione M6 passa da 0,65 a 0,83, ma anche qui tutto sommato direi che non ci sono grosse variazioni. Più grosse sono le variazioni trovate nel campione M1, che passa da 1,2 a 0,38, nel campione M2 che passa da 1,4 a 0,37, nel campione M4 che passa da 1,05 a 0,34, ed anche qui tutto sommato c’è un livellamento nella zona industriale, se vogliamo ben vedere anche qui il campione M4 presenta il valore, che non è inferiore, è più o meno simile a tutti gli altri. Quindi anche per le diossine, per quanto riguarda il peso fresco, ciò che il consumatore mangia, abbiamo una riduzione che è oltre della metà, in media è 2,2 volte. Confronto con altri laboratori. Adesso chiaramente non vorrei dilungarmi, anzi queste tutto sommato sono cose che ho già illustrato. Volevo solo farvi vedere che il laboratorio di Berlino, rispetto ai precedenti laboratori, per esempio il dottor Sesana era ben allineato, però questo fa parte di una ulteriore analisi che adesso non dobbiamo affrontare, quindi passiamo rapidamente, c’erano solo i confronti tra i diversi laboratori, Ecocenter e Arpa sono stati cancellati. Comunque può essere anche una valutazione mediana. Veniamo invece al calcolo delle esposizioni sui nuovi dati. Io, quando ho presentato la valutazione di rischio alimentare, vi ho detto che ho utilizzato le concentrazioni mediane di tutti i dati disponibili, sia quelle di Raccanelli sia quelle di Sesana, dell’Istituto Superiore di Sanità, e ho fatto una valutazione mediana. Adesso volevo farvi vedere come si collocavano quei dati di concentrazione, utilizzati per quelle valutazioni di rischio, rispetto ai nuovi dati di Berlino. Il cadmio, il mercurio, il piombo e l’arsenico erano stati oggetto di valutazione, altri metalli non lo sono stati. Quindi il cadmio praticamente, rispetto ai valori utilizzati in quella relazione, che qui sono segnati in rosso, praticamente si dimezzano. Il mercurio subisce una leggera variazione in diminuzione, passa da 0,03 milligrammi/chilo a 0,05, il cadmio passava dallo 0,14 allo 0,27 milligrammi/chilo. Per il piombo, caso molto strano, la valutazione di Berlino coincide perfettamente con quella che avevo utilizzato nelle valutazioni di rischio. L’arsenico diminuisce leggermente, passa da 0,34, che è la quantità che io avevo calcolato di arsenico inorganico nelle vongole, che è un decimo dell’arsenico totale, qui arriva a 0,24. Ora, siccome avevamo fatto un calcolo di quelli che erano i margini di sicurezza rispetto alle concentrazioni massime tollerabili e alle concentrazioni tollerabili giornaliere, ora vi ho portato le differenze che si hanno utilizzando le nuove concentrazioni di Berlino. Non porta nessuna modificazione, perché come vedete un forte consumatore della laguna passa da 23 come margine di sicurezza ad un margine di 45, cioè aumenta il suo margine di sicurezza. Naturalmente insisto e faccio un piccolo richiamo: quando io parlo di forti consumatori e consumo di vongole da parte di forti consumatori, sono i consumi statisticamente rilevati nell’unica, che io sappia, indagine fatta sui consumatori di prodotti ittici della laguna. Questi sono i valori reali di riferimento. Quando si parla di consumi di altro tipo, che esulano i consumi mai rilevati in laguna, chiaramente si fanno delle ipotesi ma non si è aderenti alla realtà. Il mercurio, anche qui abbiamo un aumento, laddove naturalmente ci sono state le concentrazioni in diminuzione, abbiamo anche un aumento dei margini, quindi sostanzialmente la valutazione di rischio non viene... anzi per il piombo è eguale, non viene completamente modificata. Anche per l’arsenico, da 39 volte a 55 volte, nel mercurio già era ampia per i forti consumatori, il margine di sicurezza passa da 63 a 105; voglio dire, noi parliamo sempre di forti consumatori, però i valori di sicurezza del consumatore medio sono veramente eclatanti, vanno dalle centinaia di volte, passiamo da 346 volte a 807 volte. Quindi non c’è nessuna variazione, al massimo noi abbiamo fatto una valutazione un po’ più cautelativa di quello che si potrebbe fare sulla base di Berlino.

 

Avvocato Partesotti: chiedo scusa Presidente, non vorrei interrompere, ma quel confronto che è stato fatto prima, se può ritornare, professore, sulla figura precedente, cioè lei ha fatto un confronto tra la sua relazione, quindi quelle che sono le mediane della sua relazione, che sono mediane fatte sulla base di una serie di analisi che non sono l’analisi di Raccanelli, del dottor Raccanelli?

POMPA - No.

 

Avvocato Partesotti: sono prelievi non tutti in zona industriale, sono vari tipi di prelievi. Non mi pare che siamo nell’ambito di una relazione fattibile di dati confrontabili; lei confronta la sua relazione, una media che lei ha tratto sulla base di altre analisi con queste analisi che sono state fatte ultimamente. Mi sembra assolutamente che siano dati non confrontabili.

POMPA - No, scusi, quando io ho fatto queste medie - l’avevo anche spiegato quando avevo fatto la relazione - avevo preso tutti i valori che avevamo sui canali industriali, non fuori dai canali industriali. Allora l’analisi che hanno fatto Sesana, Muller e Micheletti, l’hanno fatta nei siti molto simili a quelli in cui ha fatto l’analisi Raccanelli successivamente, tant’è vero che se voi vedete le due relazioni, i punti di prelievo sono pressoché sovrapponibili, quindi intorno allo stabilimento Enichem avevano fatto Sesana, Micheletti e Muller, intorno allo stabilimento Enichem aveva fatto Raccanelli, intorno allo stabilimento Enichem ha fatto Berlino, e questi sono confrontabili. Per quanto riguarda la relazione dell’Istituto Superiore di Sanità, Di Domenico, i dati io li ho inseriti perché si trattava del canale Malamocco-Marghera nella zona industriale; quindi, quando io ho fatto quelle medie, ho preso dei dati coerenti intorno allo stabilimento, altri dati coerenti intorno allo stabilimento e due punti, perché solo quelli c’erano a disposizione, dell’Istituto Superiore della Sanità nel canale Malamocco-Marghera davanti allo stabilimento Enichem. Anche quelli non comprendevano tutto lo stabilimento ma erano valori accettabilissimi come valori dei canali industriali. Ora quelle medie, in cui c’erano i valori di Raccanelli, di Sesana, di Muller, e non quegli altri che abbiamo presentato successivamente, quelli erano la base analitica, hanno dato quelle mediane. Io ora sto confrontando quelle mediane che io ho utilizzato per la valutazione di rischio con questi valori nuovi che, insisto, se vogliamo vedere per noi sono valori "veri", che siamo riusciti finalmente a controllare dalla fase di prelievo alla fase delle analisi. E` stato diverse volte detto anche - e poi lo diranno anche sicuramente - che importanza ha la fase di prelievo. Il dottor Raccanelli giustamente ha fatto rilevare che c’era una differenza tra la dimensione delle vongole analizzate adesso e quelle analizzate nel suo laboratorio. Questa è una fonte di variabilità. E` chiaro che, quando si è deciso un prelievo di vongole che avesse una determinata dimensione, perché da 2, 5 centimetri a 5 centimetri rappresentavano in ogni caso una base che poteva essere data al consumo, è chiaro che abbiamo fatto una scelta diversa da quella che ha fatto il dottor Raccanelli quando invece ha analizzato solo le vongole grosse, quindi queste analisi per noi sono analisi vere, fatte con dei criteri che abbiamo abbracciato, che abbiamo condiviso. Poi tutti possono dire tutto di tutto, ma insomma, è la verità. Nell’altra analisi, quella dell’Istituto Superiore di Sanità, non abbiamo partecipato alla fase di raccolta dei campioni e del management dei campioni, solo alla fase analitica. Tutti gli altri campionamenti sono stati fatti quando noi non eravamo presenti, non per colpa nostra, chiaramente. Allora questo per noi è un valore di riferimento, per questo io mi permetto anche di utilizzarlo per una valutazione di rischio. Poi alla fin fine, voglio dire, noi questi valori nuovi di Raccanelli che anche se rappresentassero una variabilità temporale in laguna li mediamo a tutti gli altri, al massimo la media diminuisce di un po’, perché questi valori sono più bassi di tutti gli altri. E in ogni caso, se non volete accettarli, le valutazioni che ho fatto in precedenza, le valutazioni di rischio, sono sempre cautelative. Quindi non cambia niente, voglio solo dire che abbiamo dei nuovi dati che ci indicano che in qualche modo nella zona industriale ci possono essere valori anche inferiori a quelli rilevati nelle precedenti relazioni. Quindi anche per il benzopirene, se voi vedete cautelativamente, avendo un valore del dottor Raccanelli che abbiamo detto esulava, che era molto alto, mediando mi veniva un valore di 43,5 nanogrammi/grammo come concentrazione media, a Berlino viene 5 nanogrammi/grammo. Quindi è chiaro che per alcuni valori, affinando le indagini, considerando più campionamenti, si possono avere dei valori inferiori. A me interessa che non siano superiori a quello che ha utilizzato, se sono inferiori ben vengano, vuol dire che la valutazione che abbiamo fatto in precedenza era cautelativa, punto e basta. Per l’esaclorobenzene si passa da 4, utilizzato in relazione, a 1,28; anche qui è chiaro che, diminuendo le concentrazioni, i margini di sicurezza aumentano. Ora, che sia 3 piuttosto che 25, l’importante è che non ci sia una situazione di esposizione che superi abbondantemente il tollerance dell’intake. Qui non voglio dilungarmi perché i valori, che erano molto ampi, per esempio per l’esaclorobenzene avevamo calcolato un margine di 1,261 per un forte consumatore, arriva a 3,939; non cambia assolutamente niente per la sicurezza alimentare. Dimostra solo che pur utilizzando dei valori più reali probabilmente espandiamo ancora questi margini di sicurezza. Le diossine; diossine e PCB abbiamo visto che sul fresco hanno una diminuzione cospicua. Le diossine vanno da un valore mediano di 1,2 ad un valore di Berlino di 0,48; i PCB vanno da un valore mediano di 0,92 ad un valore medio di 0,42. E` chiaro che questo dimezzamento, visto che normalmente non ha niente a che vedere con il grasso, il consumo, il calcolo dell’esposizione può essere in qualche modo ma il consumo no, non è detto che se uno ha un chilo di vongole con l’1% di grasso, ne mangia un chilo e con il 2% di grassi ne mangia due chili, lui mangerà sempre un chilo di vongole. Quindi l’esposizione calcolata sul consumo è non influenzata dal grasso; se un alimento è più grasso, sicuramente si prenderanno più diossine. Questo è chiaro. Però 11 grammi è il consumo sia che sia l’1% o il 2% di grasso. Io vi faccio vedere adesso una valutazione in merito ad un prodotto che ha meno grasso probabilmente di quello del dottor Raccanelli, però è una valutazione corretta come tutte le altre. Non so se sono stato chiaro, cioè la quantità di grasso non cambia le abitudini di consumo, quindi se uno mangia 10 grammi di vongole, mangerà 10 grammi di vongole, se le mangia con l’1% di grasso prenderà meno sostanze liposolubili, le mangia con il 2% di grasso e prenderà più sostanze liposolubili. Quindi, se noi facciamo una valutazione su queste vongole per i consumi alimentari dei forti consumatori della laguna, è chiaro che i margini di sicurezza che avevamo calcolato aumentano da 5 a 21 volte a seconda che ci riferiamo all’1-4, cioè all’1 picogrammo, che è il target della Organizzazione Mondiale della Sanità, o a 4, che è il margine superiore di questa esposizione ammessa, passiamo da 13 a 53. I PCB; noi avevamo calcolato da 7 a 27 volte, sempre in riferimento a 1-4 picogrammi/grammo, andiamo da 15 a 60 volte. Questa è una valutazione. Questa è la valutazione fatta con la media di tutti i campioni di vongole. Per quanto riguarda le diossine, poi, avevo già fatto notare nella precedente relazione che c’era un buon accordo sostanziale per quanto riguardava le diossine nei molluschi nei canali industriali. Adesso è difficile spiegare perché questi molluschi possono avere meno; sicuramente il management di come viene trattato il mollusco, di qual è la porzione edibile che si prende in considerazione, quant’è il residuo secco può avere la sua influenza; per noi questo è un dato reale, è un dato reale che abbiamo potuto controllare. Esposizione cumulativa, quella a cui faceva riferimento prima il dottor Raccanelli, PCB e diossine; io non ci metterei l’esaclorobenzene, cioè inserire la tossicità equivalente dell’esaclorobenzene, è stata smentita dalla Commissione Europea sugli alimenti del 2000; c’è un capitoletto che poi, se volete, posso presentare dopo averlo tradotto, che dice espressamente: "non riteniamo che l’esaclorobenzene possa essere al momento inserito come TEF nella somma delle diossine più PCB". Quindi so che la Comunità Scientifica internazionale dibatte questi problemi di somma tra TEF, però la Organizzazione Mondiale della Sanità non ha dato ancora una risposta, la Commissione Europea si è espressa e ha detto che al momento non è il caso, non vede i presupposti scientifici per farlo, non vedo perché si debba dare per assodato che si possa sommare una tossicità dell’esaclorobenzene a quella delle diossine e dei PCB. Comunque, questo premesso, sono disquisizioni scientifiche, però delle Commissioni che sono state chiamate a dare un responso, soprattutto la Commissione Europea ha detto al momento no, io questo vi riferisco, poi decidete voi insomma. Allora, diossine e PCB, io avevo detto nella mia relazione che questo è un grosso problema ma a livello mondiale, perché la esposizione a diossine più PCB tutto sommato porta ad un raddoppio dell’esposizione o addirittura a triplicare l’esposizione. Questa indicazione sulle vongole dei canali industriali ci dice solamente l’indicazione che avevo dato nella mia relazione, cioè che anche sommando diossine più PCB, attraverso le vongole dei canali industriali c’era un margine di sicurezza da 3 a 12 volte e in questo caso vorrei far segnalare che tutte le Commissioni internazionali, quando dicono diossine più PCB, realmente pensano ad un intervallo compreso tra 1 e 4, perché ancora una volta, ripeto, la Comunità Europea, attraverso questa Commissione, ha espresso il suo parere, ha detto che, se noi sommiamo la tossicità delle diossine a quelle dei PCB nell’alimentazione sicuramente siamo fuori dall’1, cioè superiamo sicuramente l’1. Ho presentato anche un discorso fatto dal dottor Di Domenico sulla popolazione italiana, che faceva vedere come in realtà la somma di diossine e PCB pone la popolazione italiana intorno ad un’assunzione di due picogrammi/grammo. Quindi il margine calcolato in precedenza di diossine, con le vongole del canale industriale, chiaramente diminuendo la concentrazione totale come somma, si va da 2,1 a 0,9, diminuisce. Il dottor Raccanelli ha preso un campione dell’M6; allora basta mettersi d’accordo, in tutte queste analisi, M1, M2, M4, M6, dobbiamo prendere un campione esemplificativo o possiamo fare una media? Io ho fatto una media di tutti i campioni che sono stati analizzati, e questo è il dato di somma, la somma di tossicità equivalente tra diossine e PCB è 0,9, che porta ad un margine superiore, mangiando le vongole del canale industriale. Qui vi ho riassunto in modo molto succinto quelli che sono i livelli di esposizione calcolati basandoci su questi dati di Berlino e basandoci sui dati reali di consumo dei medi e dei forti consumatori della laguna, forti consumatori intesi come 95% della popolazione. Questo è il valore 1 più basso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, questo è il valore 4, il più alto. Con le vongole del canale industriale abbiamo l’assunzione di diossine da un consumatore medio, e voi vedete qui i valori sono un centinaio di volte circa inferiori, sono tutti quei valori di sicurezza di cui ho parlato in precedenza, espressi in forma grafica, per farvi vedere le distanze che ci sono tra l’1 e il 4, quindi le diossine per un forte consumatore, con le vongole dei canali industriali, è sempre una piccola frazione dell’1 e una piccolissima frazione del 4. I singoli PCB hanno la stessa valenza, e questo è il valore più eclatante che vogliamo segnalare, diossine più PCB portano ad una assunzione, ad una esposizione che è circa un nono, un ottavo di quella che è l’esposizione totale più bassa indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sicuramente estremamente più bassa se pensiamo al termine più ampio dato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non mi sembra che in questi valori, noi adesso possiamo anche aumentarli questi valori, diminuirli, sostanzialmente siamo in un range di valori che non comportano rischi per la salute. Questo è quello che dovevo dire.

 

FACCHETTI - Com’era stato chiesto, io mi limito a presentare il raffronto tra i dati contenuti dal dottor Raccanelli nel ‘99 e i dati recenti di Berlino, e presenterò poi anche, nell’ambito dei dati di Berlino, il rapporto tra le varie posizioni dove sono stati presi i campioni e il Sant’Erasmo, in modo da vedere queste variazioni. Farò però una presentazione molto lineare, molto più semplice, meno sofisticata, nel senso che avrò dei trend, dei diagrammi di più facile comprensione, credo almeno. Devo prima fare due osservazioni: sono d’accordo con le osservazioni fatte all’inizio dal dottor Raccanelli, che diceva chiaramente che il tempo intercorso, la posizione, ci possono essere delle variazioni, però questo lo si sapeva fin dall’inizio, quindi avrebbero dovuto essere avanzate prima queste osservazioni, decidere un’altra strategia, insomma c’era poco da fare.

 

Pubblico Ministero: guardi che lei non si ricorda bene perché l’aveva detto.

FACCHETTI - Io non c’ero, quindi non posso né ricordare...

 

Pubblico Ministero: appunto, lei non c’era.

 

FACCHETTI - Poi vorrei dire un’altra cosa, che il laboratorio di Berlino è un laboratorio accreditato e non va messa chiaramente in dubbio la capacità di questo laboratorio, che abbiamo visto che lavora molto bene, e stamattina sono state consegnate delle analisi ripetute, quindi si potrà giudicare adesso la ripetibilità dell’analisi, mi pare che ha fatto in doppio due o tre campioni, e poi hanno dato i valori di fondo, quindi il fondo, vedere se c’è contaminazione o no nello strumento, questo è importante per fare la valutazione, ma a me sembra che non ci sia - però è una domanda che devo fare al dottor Muller se il Presidente è d’accordo - il raffronto per valutare la accuratezza della misura, so che hanno misurato dei materiali certificati, materiali di riferimento certificati, e vorrei chiedere se produce, se ha prodotto questi risultati, in modo da verificare, oltre che la ripetibilità dell’analisi, anche l’accuratezza, l’errore. Io non so se ci sono perché non ho potuto vedere, quindi se è possibile chiedere al dottor Muller se ha dato i risultati su matrici certificate, perché sarebbe importante e taglierebbe, si può dire, la testa al toro, perché in questo modo vediamo l’errore del laboratorio, è inutile fare poi gli altri ragionamenti. Se è possibile chiedere.

 

Presidente: è possibile, professor Muller, avere una risposta fin da ora su questa domanda?

MULLER - Se ho ben capito quello che lei ha detto, lei vorrebbe sapere i risultati del materiale certificato di riferimento che abbiamo analizzato insieme con i sei campioni.

FACCHETTI - Sì.

MULLER - Io posso presentare questi risultati.

FACCHETTI - La mia domanda era, oltre alla matrice per gli analisi degli elementi, se ha anche usato dei materiali di riferimento per le diossine, per i PCB e così via.

MULLER - E` stato un problema, non abbiamo usato i materiali certificati di riferimento per diossina e PCB; abbiamo usato materiale proveniente da prove di laboratorio; nel passato è stata organizzata da una università norvegese una prova interlaboratorio internazionale e noi abbiamo utilizzato alcuni materiali di pesce essiccato.. Però questo è un controllo interno.

FACCHETTI - E sono disponibili questi dati?

MULLER - Devo guardare.

FACCHETTI - Perché sarebbe molto importante per valutare la correttezza dell’analisi.

MULLER - Abbiamo inoltre la possibilità di controllare la qualità con la doppia analisi.

FACCHETTI - E’ la ripetibilità questa.

MULLER - Di controllare la qualità con la doppia analisi di ogni campione. Inoltre abbiamo individuato il livello di background nel laboratorio. Questo vuol dire 0 campione.

FACCHETTI - Non c’è nessun motivo di sospettare, solo che se sono disponibili questi dati è molto meglio, è molto più trasparente il metodo, io penso che siano molto validi. L’ultima cosa, senza voler fare la polemica, però ho accolto con piacere il fatto che i suggerimenti, fatti anche in gran parte da me, avevo precisato che il campionamento è parte dell’analisi, tante cose, sono stati accolti, e questo mi fa molto piacere. Un’altra cosa, voglio dire che il contenuto dei lipidi, dei grassi insomma, avrebbe dovuto essere richiesto molte volte e, solo dopo molte insistenze, è stata autorizzata la determinazione sui lipidi, quindi è stata una richiesta nostra, quindi molto importante perché possiamo normalizzare il dato, come faremo vedere. Detto questo, faccio questa presentazione abbastanza rapida e lineare, cioè prima confronto per i diversi elementi e per le sostanze organiche i risultati ottenuti nel ‘99 dal dottor Raccanelli rispetto a quelli di Berlino che ho preso come valori di riferimento, cioè i valori di Berlino li ho presi come riferimento, quindi 0, quindi qui vengono presentati per i diversi campioni, i sei campioni, le differenze ottenute nel ‘99 rispetto a questi. Questo è il caso dell’arsenico, dove si vede che per tutte le stazioni è costantemente più elevato l’arsenico, a volte differenze anche significative, perché nel caso del 500 circa per cento. Il secondo è il caso del piombo; le differenze sono abbastanza costanti tra il campione M1, M2, M6 e M8, c’è un picco per il campione M4. Ora, l’analisi del piombo è una analisi molto difficile; noi abbiamo lavorato per decine di anni sul piombo e abbiamo dovuto attrezzare i laboratori con laboratori di classe 10, vale a dire che sono laboratori isolati, tripla filtrazione dell’aria, filtrazione sul posto di lavoro, veramente è un’analisi difficile, e bisogna controllare il fondo, il valore di fondo del procedimento, che se tutto va bene si aggira attorno allo 0,1 nanogrammi, quindi può darsi che in questo caso ci sia stata magari una contaminazione, però è difficile perché, se uno non segue l’analisi, non è che possa verificare. Poi il caso del cadmio; sono costantemente più elevati, però delle differenze - com’è già stato notato nell’altra presentazione - abbastanza contenute insomma, il cadmio è sempre stato un elemento ben analizzato. Poi il cromo; c’è un andamento sempre più elevato, ma insomma, un andamento abbastanza costante, però con delle variazioni, possono raggiungere anche grosso modo il mille per cento, insomma 10 volte, quindi vado rapido, perché penso che non sia poi tanto... Il rame; costantemente più elevato, ma non sono dei valori eclatanti come differenza, però è costante la differenza. Adesso il manganese; il manganese, nel caso del campione M6, che è quello dove c’è l’inversione delle navi sul Canale Sud, i valori coincidono, in pratica, e gli altri sono un pochettino più elevati, l’ordine è indicato lì, la percentuale. Nichel, com’era stato presentato in altro modo, invece per alcuni campioni, vedi l’M2, l’M4 e M6, i valori presentati dal dottor Raccanelli sono più bassi di quelli trovati adesso da Berlino. Questo è il mercurio; il mercurio è costantemente più alto, con un picco anche in questo caso per il campione M4. Lo zinco; si vede l’andamento, ha questo delta insomma di valori più elevati, nulla di nuovo. Per il ferro, è più irregolare questa analisi, però se si calcola il valore medio, insomma per i valori più elevati siamo sul 100%, negli altri casi, invece, siamo abbastanza vicini. Selenio; c’è questa differenza costante tra il 400 e il 500%, più elevati quindi quelli di Raccanelli rispetto a Berlino. E l’alluminio, vorrei far vedere, com’è stato fatto notare, guardate la scala, c’è nel campione M4 anche il 7345%, quindi c’è veramente una abbondanza; e faccio notare che questa valutazione è stata fatta sui campioni trattati con acido nitrico ed acqua ossigenata, non quelli con l’acido fluoridrico, perché in questo caso, se fosse stato trattato con acido fluoridrico, la differenza sarebbe molto più elevata. Le ragioni; bisognerebbe adesso vedere il confronto fatto, ma l’acido fluoridrico è un attacco drastico e, se il campione non è stato ben pulito, non è stata eliminata la sabbia, il sedimento, tutto quanto, può attaccare, distruggere i granelli, quindi può elevare, cosa che non capita nel nostro stomaco perché non abbiamo acido cloridrico, non ha questa capacità di attacco tipo l’acido fluoridrico, quindi alcune differenze potrebbero essere dovute all’uso. Però io qui, in questo caso, ho preso in considerazione solo acido nitrico ed acqua ossigenata, in modo da ridurre queste differenze. Questi, invece, sono i valori per le diossine, espresse come tossico equivalenti, nanogrammo per chilo, e si vede che c’è questa differenza costante, mentre invece per l’M6 è più o meno coincidente e il valore invece trovato, com’è stato fatto notare dal professor Pompa, per l’M8 c’è un valore più basso, cioè l’M8 ha dei valori trovati al tempo dal dottor Raccanelli più bassi di quelli trovati ora da Berlino, quindi c’è una differenza, c’è un impatto diverso. Lo stesso per i PCB; noi vediamo che per i primi due campioni, M1, M2 e M4, i valori sono costantemente più elevati, si allineano invece per l’M6 e nell’M8 anche in questo caso c’è una differenza tra i valori di riferimento, più basso nel caso delle analisi del ‘99 rispetto a quello di Berlino. Per l’esaclorobenzene abbiamo delle differenze notevoli per i campioni M1, M2 e M3, invece si allineano per l’M6 e per il Sant’Erasmo, l’M8. Gli IPA, è stato ampiamente trattato, qui abbiamo delle differenze significative, 3000, 2500, 3600% e così via, quindi abbiamo dei valori costantemente più elevati per tutti i campioni. Quindi questa è una presentazione diciamo estremamente semplice, non so se più chiara o meno, del confronto tra Raccanelli e Berlino. Adesso vengo a prendere in considerazione i dati, invece, gli stessi risultati di Berlino confrontati al valore che dovrebbe essere di riferimento al Sant’Erasmo, quindi teniamo come riferimento il Sant’Erasmo, infatti vedete che al Sant’Erasmo, l’M8, diamo sempre il valore 0, e qui abbiamo nel caso dell’arsenico un andamento oscillante, cioè sull’M1 i valori sono più bassi, risultati ottenuti da Berlino rispetto all’M8, Sant’Erasmo, sono più elevati nel caso del campione M2, più o meno sono coincidenti nel caso dell’M4, sono un pochettino più bassi nel caso dell’M6, cioè l’arsenico ha un andamento abbastanza... Cioè il Sant’Erasmo ha dei valori che sono in tre situazioni più elevati rispetto al canale industriale. Piombo; il piombo invece, i campioni ottenuti nei canali industriali sono costantemente più elevati rispetto a quelli del Sant’Erasmo. Cadmio, egualmente e soprattutto il campione M6, che sembra essere quello più critico, mostra una concentrazione più elevata. Cromo, andamento oscillante, però costantemente più elevato per la zona industriale rispetto al Sant’Erasmo. Rame, e ricomincia un po’ l’andamento simile a quello dell’arsenico, cioè noi abbiamo per i campioni M2 e M4 dei valori inferiori rispetto al Sant’Erasmo, mentre invece superiori, anche se però le differenze, si vede, sono abbastanza limitate, per l’M1 e per l’M6. Manganese, abbiamo un picco per l’M6 più elevato, invece un valore inferiore per l’M1, invece gli altri due, l’M2 e l’M4 sono leggermente più elevati ma non di molto. Nichel costantemente più elevato, quindi la zona del Sant’Erasmo è meno influenzata, è meno inquinata rispetto ai canali industriali. Invece quello che è molto particolare è questo risultato, il mercurio; il mercurio, tutti i campioni prelevati nei canali industriali sono significativamente più bassi rispetto al Sant’Erasmo. Lo zinco; sono più elevati, però sono delle differenze che rientrano anche in parte probabilmente anche nell’ordine analitico, adesso bisogna vedere l’accuratezza, la ripetibilità, però sono logici. Ferro, abbiamo in un caso l’M6 un picco, anche nell’M2 un picco, che potrebbe essere anche qualche... Il selenio invece, come nel caso del mercurio, costantemente più basso; il riferimento al Sant’Erasmo ha una concentrazione superiore rispetto a quella che si riscontra nelle vongole dei canali industriali. Alluminio; l’alluminio, questo è un elemento, come abbiamo visto, che non è di facile analisi, però si vede che oscilla ed è... praticamente nell’M4 è il più basso, per gli altri è superiore, però non è che siano delle differenze percentuali molto molto elevate, sono al massimo 100 e qualcosa, 150. Diossine; allora chiaramente il campione di riferimento Sant’Erasmo ha un contenuto inferiore, è di un ordine di grandezza più basso, almeno rispetto all’M1, all’M2 e all’M4 e molto meno rispetto al campione M6, che è quello che risulta più contaminato. PCB, lo stesso, l’M6 è quello che rispetto al Sant’Erasmo è più contaminato e gli altri sono... diminuisce la contaminazione dall’M1 all’M4, però sono sempre più alti, il che è anche logico insomma. Esaclorobenzene, lo stesso, e abbiamo però anche qui il picco a livello di M6, il campione Sant’Erasmo è meno contaminato degli altri. Per gli IPA si vede che, al di là delle differenze che si erano riscontrate nel confronto tra i dati del dottor Raccanelli e Berlino, che erano differenze significative, qui, all’interno della stessa analisi, ci sono delle differenze che vanno da qualche per cento fino al 700%. Questa è un po’ una rapida rassegna. Però io ho fatto una valutazione della quantità che verrebbe assunta nel caso delle diossine e dei PCB a questi livelli di concentrazione, perché questo sembra che sia abbastanza importante, e mi sono riferito a quanto avevo già detto nel corso della prima deposizione, cioè sulla base dell’indagine fatta da alcuni ricercatori veneziani si è visto che nella dieta totale del Comune di Venezia e nella zona circostante il peso del pescato, tutto compreso tra pesci, così, rappresenta il 49% dell’intake totale. Allora per correttezza mi ero già posto questo limite, avevo detto: non si può pensare che uno non consumi altri alimenti, mettiamo come valore di riferimento solo il contributo che dev’essere, che è accettato, che è tollerabile nel caso dei pesci, e prendendo come riferimento il valore di un picogrammo/grammo stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oppure i 4 picogrammi/grammo, e sulla base dei consumi di pesce che ci siamo basati in base all’indagine del Coses, abbiamo visto che la popolazione media veneziana consuma mensilmente procapite due chili e 168 grammi, però c’è uno 0,1%, quindi praticamente 99,99%, che è un forte consumatore, diciamo molto forte, perché il consumo di questa popolazione è di 240 chilogrammi. Allora abbiamo valutato l’apporto dei pesci, delle vongole, e si è visto che il peso dei molluschi rappresenta, prendiamo come esempio adesso il caso del forte consumatore, si è visto che su 200, quindi praticamente copre un po’ tutto, allora 240 chilogrammi di consumo si ripartiscono in 105 chilogrammi di pesce, 110 di molluschi e 24 di crostacei. Nell’ambito dei molluschi il 50% sono le vongole, quindi sono praticamente 55 chilogrammi di vongole sporche. Se noi consideriamo il peso delle parti eduli, noi dobbiamo prendere in considerazione un decimo, quindi noi abbiamo come netto di peso delle vongole 5,52 chili all’anno. In termini di giorno si vede che un consumatore medio ha una assunzione, cioè un consumo di 1,6 grammi di vongole al giorno; al contrario questa piccola frangia, lo 0,1 per cento, può consumare fino a 15 grammi di vongole al giorno. Allora, prendendo come riferimento sia il peso totale del pesce, che dev’essere di 1 picogrammo/grammo per un uomo di 70 anni, pari a 34,3 picogrammi al giorno, io ho fatto questi calcoli per vedere, mangiando le vongole pescate nelle varie..., e allora si vede che il risultato dell’M1, del campione M1, è 0,378 picogrammi/grammo, la concentrazione trovata da Berlino; se noi consideriamo che un consumatore medio mi può mangiare mediamente nell’arco di 70 anni e tutti i giorni soltanto 1,6 grammi, questo porta a 0,6 picogrammi al giorno, e il valore fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 34, quindi siamo veramente al di sotto. Nel caso invece del consumatore molto forte, che mi mangia 15 grammi di questa polpa, il valore, sulla base della concentrazione dell’M1, raggiunge il 5,6, ma ancora al di sotto del valore fissato di 34. Così il calcolo è stato fatto anche per gli altri, cioè per il campione M2, e vediamo che i valori raggiunti sono più bassi, 0,500, mezzo picogrammo; nell’M4 lo stesso abbiamo dei consumi con un grande margine di protezione. Abbiamo nell’M6 il consumatore normale, medio, chiaramente ha una assunzione di 1,2 picogrammi al giorno, mentre invece il consumatore molto forte, che rappresenta lo 0,1, praticamente, per mille, è 12 picogrammi, quindi anche questo è protetto da un fattore, come il professor Pompa aveva indicato. Sant’Erasmo invece, chiaramente, è molto più basso. La stessa valutazione è stata fatta nel caso dei PCB; per i PCB vediamo che sia per le vongole, cioè per tutti i punti vediamo che l’assunzione massima, il consumatore medio è sempre al di sotto del valore di 34 picogrammi, per il consumatore molto forte il valore più elevato è quello del consumo del canale, delle vongole prese nel bacino di evoluzione, 11 picogrammi, però sempre un terzo del valore più basso ammesso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

POMPA - Questi valori di assunzione sono relativi a tutto quello che viene assunto dall’uomo, giusto?

FACCHETTI - Sì.

POMPA - L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice 1 per chilogrammo di peso corporeo.

FACCHETTI - No, ma è stato fatto.

POMPA - Hai diviso per 70?

FACCHETTI - Certo.

POMPA - Vorrei capire, quando tu dici 6,7, sono picogrammi per chilogrammo di peso corporeo/uomo?

FACCHETTI - No.

POMPA - Perché finora, se posso intervenire Presidente, queste sono le assunzioni che un uomo può assumere giornalmente, cioè che assume una stima dell’esposizione, secondo i calcoli del professor Facchetti. Quello di riferimento, il valore 1 e il valore 4, è picogrammi/chilogrammi di peso corporeo/uomo. Quindi, secondo me, dall’assunzione giornaliera, va divisa per 70 per essere riferita a quella... o no?

FACCHETTI - No, perché io ho fatto nell’altro modo il calcolo, è la stessa cosa: un picogrammo/grammo per un uomo di 70 chili porta a 70 picogrammi.

POMPA - Tu hai ragione, mancava il valore di riferimento.

FACCHETTI - No, ma l’ho detto prima. Siccome diciamo che la dieta ha un contributo del 49% nel caso dei pesci, quindi l’assunzione massima dell’OMS è 34. Queste sono le assunzioni che prendono mangiando la quantità di 1,6 grammi o 15 grammi, quindi sono tutte più basse rispetto al valore fissato di assunzione totale.

POMPA - 70 o 7 per 4, 280.

FACCHETTI - Ma siccome la dieta veneziana ha un peso del 50% per il pesce, io l’ho diviso per correttezza diviso 2, perché non posso pensare che uno non mangi uova, non mangi burro, mangia tutto, quindi mi sono messo proprio... ho cercato di essere più rigoroso, ecco. Questa, invece, è la somma per i PCB e per le diossine. Anche qua, vedete, nessun problema per il consumatore medio e per il consumatore, invece, molto forte, c’è nel caso solo del campione M6 che raggiunge un valore di 24 picogrammi al giorno, che però siamo sempre inferiori al limite di 34 picogrammi/giorno nel caso del pesce. Io ho usato lo stesso metodo che avevo fatto nella prima relazione, questo approccio, che poi è la stessa cosa. Comunque la conclusione è che appunto sono molto più bassi.

 

Presidente: per avere dei punti di riferimento omogenei rispetto a quelli del professor Pompa, allora cerchiamo di spiegare qual è stato il calcolo che lei ha fatto e il calcolo, invece, che ha fatto il professor Pompa, in maniera che si capisca bene del perché si è arrivati a dei valori apparentemente diversi, sempre inferiori, perché il professor Pompa ha fatto riferimento anche ai limiti 1-4, lei invece fa riferimento ad un limite 34.

FACCHETTI - No, il limite mio è 1-4, però questo è per peso corporeo.

 

Presidente: però lei ha sempre detto: il limite è quello di 34, quindi abbondantemente inferiore etc. etc.. Ci spieghi, perché non ci siano margini, diciamo così, di perplessità o comunque di confusione, perché avete usato forse dei linguaggi diversi.

FACCHETTI - Perché lui interpreta in un modo, io interpreto in un altro, siamo indipendenti. Allora io ripeto il calcolo, cioè sulla base dell’indagine del Coses abbiamo valutato la quantità di vongole che un consumatore medio mangia giornalmente e un consumatore molto forte mangia giornalmente, questo è il punto. Abbiamo preso come riferimento il valore stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che mi dice: 1 picogrammo per chilo di peso corporeo; nel caso di un uomo di 70 chili sono 70 picogrammi in toto. Ho fatto riferimento anche alle indagini sui consumi della popolazione veneziana, dove risulta che il contenuto del pesce era il 49, 50%. Allora io dico che questi 70 chilogrammi vanno ridotti alla metà, sarebbe la metà 35, però dato che lì portava 49%, per non fare i pignoli, 34,3. Allora, viste le concentrazioni misurate da Berlino, ho moltiplicato per la quantità che il consumatore medio e il consumatore forte assume e ho visto che sono sempre sotto questo limite stabilito, tollerabile, considerato tollerabile di 34 picogrammi. Però va aggiunta un’altra cosa, che la zona industriale non ha una capacità di produzione tale da soddisfare i bisogni di tutta la popolazione dell’estuario e di Venezia, non ha questa capacità, perché è stato valutato che può andare dallo 0,4 al 4%, prendiamo il 4-5%, diciamo. Allora in questo modo c’è ancora un ulteriore margine per una popolazione media, perché praticamente questi valori di assunzione potrebbero essere ulteriori ridotti ad un fattore 20. E questo era lo stesso calcolo, lo stesso modo con cui avevo fatto nella prima presentazione, ho cercato di essere coerente con me stesso. Ci sono altre valutazioni, adesso il professor Pompa può dire la sua, ma praticamente quello che interessa è quanto se ne assume, anche per un consumatore molto forte siamo sempre nei limiti più bassi fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Presidente: comunque lei ha mediato, diciamo, anche il quantitativo diciamo di pesce edibile, quindi molluschi, pesce edibile etc., proveniente dalla zona industriale con quello, invece, proveniente da altre zone?

FACCHETTI - No, perché lì sono riferite alle vongole...

POMPA - Solo zona industriale.

 

Presidente: solo zona industriale?

FACCHETTI - Sì, solo zona industriale.

 

Presidente: ha da aggiungere qualcosa lei, professor Pompa?

POMPA - Volevo solo rilevare che i due calcoli dovrebbero coincidere, nel senso che le concentrazioni sono quelle rilevate da Berlino; i consumi, sono leggermente dal forte consumatore perché lui ha adottato il 99%, io il 95%, quindi troverà una discrepanza tra gli 11,1 grammi/giorno che ho calcolato io per il 95% della popolazione e i 15 grammi che ha usato il dottor Facchetti per il 99% della popolazione. Sostanzialmente non cambia. Io esprimo tutto in picogrammi/chilogrammo di peso corporeo uomo, lui invece moltiplica per 70 la TDI giornaliera, cioè la dose accettabile giornaliera, quindi risulta che l’uomo può assumere da 70 a 280, che equivale al mio 1 picogrammo - 4 picogrammi. Voglio fare un altro ragionamento: divide questo 70 per metà, perché dice che metà potrebbe essere... del pesce, fa questo tipo di valutazione e vede che neanche viene raggiunta quella metà. I numeri sono quelli.

 

Presidente: senta professor Pompa, lei prima ci ha dato delle indicazioni quantitative partendo dal pescato edibile, cioè dalla sostanza...?

POMPA - Che si può mangiare, fresca.

 

Presidente: mentre il dottor Raccanelli è partito, per dare delle indicazioni quantitative, dalla sostanza secca; è così?

POMPA - Sì.

 

Presidente: ci vuole dire perché lei è partito dalla sostanza edibile e ha dato quelle indicazioni, partendo per l’appunto da questo dato?

POMPA - Non è in disaccordo con quello che ha detto Raccanelli. Il dottor Raccanelli nella sua esposizione ha detto: quando si parla di alimenti si parla di fresco. Quando invece vogliamo fare dei confronti tra dati analitici tra laboratori, è più opportuno farlo sul secco o sul grasso; questo è anche ragionevole, perché un alimento fresco potrebbe avere più o meno grasso, visto che non è lo stesso campione ma, come abbiamo visto, è un campione preso in epoche differenti in laguna, potrebbe avere delle differenze in grasso. In questo caso lui voleva spiegare in modo più dettagliato le differenze analitiche che si sono osservate sul fresco, riferendo invece le analisi al secco e al grasso rispettivamente. Quindi anche Raccanelli ha detto: quando si fanno le valutazioni di assunzione, di stima di esposizione, le facciamo così sul fresco; se dobbiamo fare un confronto interanalitico, vi faccio questa proposta, che mi sembra ragionevole. Non c’è contrasto, solo che a me serve il tutto per fare un ragionamento di stima alimentare, lui in questo caso voleva fare più un confronto tra dati di laboratorio.

 

Presidente: quindi, voglio dire, poi dal punto di vista quantitativo, diciamo, e dei minerali che sono stati determinati sia sulla sostanza fresca, sia sulla sostanza invece secca o invece delle diossine o degli IPA etc., le differenze comunque mi pare che sono state... ci sono state differenze oppure no?

POMPA - Ci sono state delle differenze, le ha dimostrate anche lo stesso professor Raccanelli, le ho dimostrate anch’io, soprattutto per gli IPA, per alcuni metalli, il cromo, l’alluminio. Cioè le differenze sono emerse sia rispetto al fresco, e questo è anche ovvio, ma sia anche rispetto a dei dati espressi rispetto al secco, rispetto ai grassi.

 

Presidente: non ci siamo capiti. Le differenze tra i dati quantitativi rilevati da lei sulla sostanza fresca e i dati quantitativi rilevati dal dottor Raccanelli sulla sostanza secca, sempre partendo però dalle analisi di Berlino.

POMPA - No, non può esserci differenza, perché Berlino ha fornito tre tipi di risultati: uno sulla sostanza fresca, uno sulla sostanza secca ed uno sul grasso, questo per i microinquinanti organici; oppure, per i metalli, sulla sostanza fresca e sulla sostanza secca. Questi sono due dati dello stesso laboratorio, quindi è chiaro che io ho preso il dato espresso in milligrammi fresco per fare una valutazione di esposizione; Berlino ha espresso anche sul secco, penso che Raccanelli abbia preso quel dato per fare le sue elaborazioni. Quindi non c’è contrasto, penso che tutti e due ci siamo riferiti al valore analitico offerto da Berlino.

FACCHETTI - L’ultimo dato, dato che è stato più volte citato il valore del grasso, dei lipidi, così, è stato tabulato e i valori di rapporto su grammi di lipide, perché è l’unico modo per normalizzare, per fare un confronto, perché giustamente dice: se questo è più grasso ne assume di più. D’accordo, ma noi lo normalizziamo e lo dividiamo per i grammi di lipidi, allora è confrontabile. E questi sono i dati sia per le diossine, sia per i PCB e sia per la somma di loro, e rientrano in una indagine fatta nel ‘99 da King e da altre persone a livello di Comunità Europea tra le specie ittiche che provengono dalle zone non contaminate. Allora questo rapporto sui lipidi, c’è un solo volume estremo, quello dell’M6, e siamo proprio al margine, però tutti gli altri cadono nell’intervallo identificato in questa indagine europea per le specie ittiche che provengono dalle zone non contaminate. Quindi abbiamo normalizzato, cioè possiamo in questo modo fare il confronto tra i dati di una zona con quelli dell’altra, perché altrimenti c’è questa variabile di grasso che fa da assorbente insomma.

 

Presidente: la ringraziamo. Adesso, se ritenete di fare delle domande, di avere delle spiegazioni o delle integrazioni, lo potete fare. Ce ne sono?

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

DOMANDA – E’ vero che il materiale fresco è edibile, però volevo chiedere, quando si cuoce una vongola, un pesce, non è il peso fresco che viene in considerazione ma è, diciamo, il peso secco; lei è d’accordo? Non proprio secco ma comunque non certo il peso fresco.

POMPA - Anche l’EPA si è posta questo problema; sostanzialmente ci sarebbero, si inseriscono in realtà nel considerare questi fattori delle variabilità estreme, il tipo di cottura, quanto tempo è stato cotto etc. etc.. Nel senso che è vero che non è più riferibile a qualcosa di certo, ad un certo punto.

DOMANDA - Volevo dire che aumenta la concentrazione, chiedo scusa.

POMPA - No, questo non è vero. Perché sé è giusto quello che dice l’EPA, che ha fatto un lungo capitolo sulla perdita di PCB, soprattutto da parte di un prodotto cotto, noi dovremmo pensare che dopo cottura, se uno proprio non raccoglie probabilmente tutto il sugo, il prodotto edibile dovrebbe avere meno PCB addirittura del prodotto fresco. Qui ci sono diversi dati, la Comunità Europea ritiene ininfluente questo fenomeno ma l’EPA ha fatto molti lavori, li ha anche pubblicati, sulla perdita di diossine e PCB dopo la cottura dei cibi. Sicuramente non si acquistano, si possono perdere. Il riferimento al fresco è universalmente accettato anche per i molluschi e i pesci. E’ già difficile avere un riferimento di consumo di pesce, se poi andiamo addirittura a capire qual è il consumo in relazione ad un particolare tipo di cottura, veramente non abbiamo più nessun punto di riferimento.

 

Presidente: grazie, si possono accomodare.

 

Pubblico Ministero: io avrei una domanda per il dottor Muller.

 

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. LUTZ MULLER

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Proprio sulla questione anche che è stata affrontata da ultimo con la domanda dell’avvocato Partesotti, torno al discorso dei fini comparativi dei risultati analitici e faccio riferimento non soltanto a quello che diceva il dottor Raccanelli, come poi alla fine ammetteva anche il professor Pompa, in relazione alla necessità di utilizzare il secco e il grasso per fini comparativi analitici; faccio riferimento a quelle che sono le linee guida del manuale EPA sui testi di bioaccumulazione, indico i numeri del settembre del 1993, EPA 600R-93/183, dove a pagina 122 si dice che, per poter comparare gli studi, si deve usare il peso secco, e viene inoltre suggerito, sempre a scopo comparativo, di riportare sempre il rapporto peso umido - peso secco. Allora volevo chiedere al dottor Muller se a fini comparativi - secondo quella che è la sua esperienza, la sua attività professionale - è corretto effettuare queste valutazioni sul secco e sul grasso.

RISPOSTA - Mi permetto di iniziare dal punto seguente: come persona che viene per la prima volta dall’esterno a questo processo, sono meravigliato che abbiate immediatamente iniziato a parlare di valutazione rischio; prima avete chiarito la questione dei dati che avete raccolti rispetto a diversi mesi ed anni, quali di questi dati sono i dati rappresentativi. Io vedo un grosso problema nella parte, nella questione di campionamento ed anche del pretrattamento tra le diverse indagini. A mio parere e secondo la mia esperienza, in qualità di direttore di un laboratorio ambientale, le maggiori discrepanze nei risultati analitici viene da differenze e problemi durante il campionamento e il trattamento del campionamento ed è vero di utilizzare per valutazione rischio il campione originale di elemento fresco, però non avete riconosciuto in questi calcoli che avete diversi campioni: se uno confronta un campionamento nell’inverno e nella primavera e un campionamento dopo l’estate, bisogna riconoscere che vedere il parametro esterno: temperatura, diversa quantità di grasso all’interno dell’organismo del pesce e delle vongole. Io credo che sia importante focalizzare la discussione sulle differenze di contenuto di grasso tra diversi periodi di campionamento, per poi discutere un campione rappresentativo.

DOMANDA - La ringrazio, non ho altre domande.

 

Presidente: se non ci sono ulteriori interventi, ringraziamo anche il dottor Muller, grazie davvero. Io darei allora ingresso ad una dichiarazione spontanea, la più breve.

 

Avvocato Cesari: la più breve, signor Presidente, potrebbe essere anche riassunta in questi fogli sottoscritti dall’ingegnere Burrai, che è qui presente comunque.

 

Presidente: va bene, se lei ritiene allora di produrre le sue dichiarazioni già così sottoscritte, le acquisiamo. Poi c’erano il dottor Porta e il dottor Cefis, però mi pare che quelle del dottor Porta siano un po’ più lunghe, le riprendiamo allora nel primo pomeriggio. Se il dottor Cefis ritiene di poterle limitare in una mezz’ora, lo possiamo sentire adesso, altrimenti lo sentiamo nel pomeriggio, come ritiene. Vuole presentarsi subito? Bene, prego, si accomodi allora.

 

 

DICHIARAZIONI SPONTANEE IMPUTATO

DR. CEFIS EUGENIO -

 

CEFIS - Sono Eugenio Cefis, sono nato in Cividale del Friuli il 21 luglio 1921, ho frequentato il liceo classico presso la scuola militare di Milano, poi l’Accademia Militare di Modena. Perseguita la nomina ufficiale in servizio permanente effettivo, ho partecipato alle operazioni di guerra prima e, in qualità di partigiano combattente, alla lotta di liberazione poi. Dimessomi da ufficiale, ho conseguito nel 1946 la laurea in giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano. Da allora ho svolto attività nel settore industriale privato e in quello delle partecipazioni statali, fino a diventare Presidente dell’Eni e, dal 1971, della Montedison. In tale ultimo incarico rimasi fino al luglio del 1977, quando, scaduto il mio mandato, espressi la non disponibilità ad un ulteriore rinnovo. Tengo a chiarire che la mia esperienza di lavoro riguardava esclusivamente i campi della finanza, dell’organizzazione, della amministrazione in genere; non mi sono invece mai occupato né di investimenti tecnici né di gestione di impianti chimici. E` ovvio che nella mia qualità di Presidente conoscevo i programmi di investimento relativi agli impianti delle varie divisioni da cui la società era costituita, ma ciò in un’ottica esclusivamente economica e finanziaria, di strategie e programmazione generale. L’inserimento nel budget delle proposte presentate alle rispettive direzioni generali dai singoli stabilimenti venivano vagliate e istruite ed armonizzate presso la programmazione generale del Gruppo da dirigenti di alta specializzazione ed esperienza professionale, che erano presenti nelle varie funzioni di staff e di line, così come del resto ha dichiarato il teste Mason nel corso dell’istruttoria dibattimentale. Ovviamente era mio il compito di stabilire le linee guida cui si dovevano attenere le singole divisioni operative nella formulazione dei progetti di budget annuali e pluriennali del gruppo. Fin dall’inizio l’impostazione della mia Presidenza fu nel senso che la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente costituissero l’obiettivo prioritario ed ineludibile. A questa mia direttiva dovevano uniformarsi tutte le unità operative; anche nelle deliberazioni concernenti il finanziamento dei nuovi impianti non era nemmeno ipotizzabile che in seno al Consiglio di amministrazione si discutesse in senso riduttivo degli stanziamenti occorrenti per i dispositivi finalizzati alla sicurezza dei lavoratori e alla salvaguardia dell’ambiente esterno. Questa mia sensibilità ai problemi della sicurezza ambientale dei luoghi di lavoro era anche il frutto di amare e dolorose esperienze occorsemi durante la mia precedente attività. Ricordo in particolare lo scoppio, che purtroppo provocò molti morti, avvenuto durante la metanizzazione della città di Milano, e un altro scoppio di un pozzo di perforazione con conseguente sviluppo di un incendio di vastissime e spettacolari proporzioni che divampò durante alcune settimane nella pianura padana. Nell’interrogatorio reso al Pubblico Ministero e nella memoria integrativa che ho presso di lui depositato ho cercato di dare la misura di quanto grandi fossero le dimensioni della Montedison, è veramente complessa, molto complessa la sua organizzazione. I compiti che il governo di detta società e del suo gruppo richiedeva, composto - se ben ricordo - allora di oltre 240 società, erano di conseguenza estremamente gravosi, specialmente in quei calamitosi anni ‘70 nei quali fui chiamato alla Presidenza. Il decentramento e la specializzazione delle funzioni costituivano pertanto non solo una scelta operativa ma la condizione imprescindibile per la vita stessa dell’impresa. La società, attiva in un’ampia sfera di settori merceologici, era strutturata in otto divisioni, ciascuna delle quali costitutiva un centro di profitto. Questa espressione nel linguaggio della scienza e dell’organizzazione sta ad indicare la assoluta autonomia della gestione e la completezza delle strutture di governo e di operatività sotto ogni profilo: quello produttivo, quello commerciale, quello amministrativo, quello del governo del personale, quello della ricerca e quello, infine, dello sviluppo tecnologico. Al vertice la divisione era legata unicamente da un vincolo di politica generale e di coordinamento strategico. Questa larga autonomia delle divisioni avrebbe trovato nei due o tre anni successivi alle mie dimissioni uno sbocco finale nella costituzione delle singole divisioni in società, anche formalmente autonome, coordinate sì dalla Capigruppo Montedison secondo lo schema tipico che definisce i rapporti tra la holding e le società operative dalla stessa partecipate. Di più, quando il Consiglio di amministrazione veniva chiamato a decidere il finanziamento di nuove iniziative industriali, non è mai accaduto che fosse stato messo in discussione uno stanziamento di mezzi rivolto alla tutela della salute dei lavoratori o alla salvaguardia dell’ambiente. L’ha confermato il teste dottor Lugli, dichiarando che una riduzione di questo tipo di stanziamenti non era pensabile così come non era pensabile posporre la realizzazione delle stesse opere. Il cloruro di vinile costituiva una delle produzioni, e nemmeno la principale, della divisione petrolchimica, che aveva a sua volta numerosi stabilimenti e decine di consociate, vuoi in Italia che all’estero, e che con la organizzazione di Montedison in holding avrebbe dato vita a due società: la Montedipe e la Montepolimeri. Si aggiunga che il corpo dirigenziale cui erano affidati i compiti della gestione delle singole divisioni aveva un’altissima qualificazione professionale, universalmente riconosciuta; in particolare nel campo della chimica la società aveva sviluppato tecnologie avanzatissime e si era imposta alla attenzione internazionale con brevetti e know-how di altissimo contenuto tecnologico. Pensare che il Presidente di una società di tali dimensioni e di una struttura così articolata quale la Montedison potesse decidere un problema squisitamente tecnico quale quello del cloruro di vinile monomero, se non attraverso queste nutrite schiere di collaboratori di altissimo livello professionale e muniti di ampi poteri decisionali, è francamente irrealistico. Ed è per questo che il problema del cloruro di vinile non mi è mai stato - e lo ribadisco con fermezza, signor Presidente - portato all’attenzione, soprattutto alla competenza della Presidenza. Anche l’indagine scientifica, che con tanta sollecitudine la società aveva commissionato ad uno dei maggiori e più autorevoli oncologi italiani, il professor Maltoni di Bologna, non è ascrivibile a mio merito ma alla direzione sanitaria della divisione, in stretto coordinamento con la direzione sanitaria centrale. Questa era stata dotata dei mezzi finanziari e munita delle deleghe necessarie per intraprendere studi e sperimentazioni rivolti alla sempre più avanzata tutela della sicurezza del lavoro e dell’ambiente esterno, in tutte le numerose strutture produttive della società e del gruppo. Nella smisurata congenie di documenti acquisiti nel corso del procedimento, l’unico che rechi la mia firma è costituito da una lettera datata 19 agosto 1975 diretta al Presidente del Consiglio regionale Veneto ed originata da un’agitazione sindacale che aveva in quel periodo di tempo interessato il Petrolchimico di Porto Marghera. Si è voluto ravvisare in quella lettera, che io non potevo ovviamente ricordare nel corso del mio interrogatorio da parte del signor Pubblico Ministero, una prova del mio coinvolgimento nella gestione della problematica del cloruro di vinile. Ma è vero il contrario; è ovvio che il Presidente ha, per legge e per Statuto, la rappresentanza legale della società in giudizio e nei rapporti esterni, specialmente con le autorità politiche e di governo, ma da questo ad inferire una ingerenza diretta e un coinvolgimento del Presidente nel rapporto che egli ha il dovere di rappresentare all’esterno, corre una differenza tanto intuitiva quanto radicale. E` intuitivo infatti che una missiva ufficiale alla massima autorità regionale che notificava situazioni di crisi occorse all’interno di uno stabilimento della società ed offriva collaborazione incondizionata, proprio perché investiva la responsabilità della società non poteva non essere firmata se non dal suo legale rappresentante. Non altrimenti di quanto accade per qualsivoglia azione legale che debba essere promossa dalla società: è sempre chi ne ha la rappresentanza che sottoscrive il mandato alle liti, anche quando non abbia contezza della specificazione. Tengo poi a precisare che io, nella qualità di Presidente, non firmavo meccanicamente tutte le proposte di lettere che ciascun dirigente, se ben ricordo oltre 1000 all’epoca, mi sottoponeva. Al contrario, ogni proposta di intervento della Presidenza passava attraverso un vaglio severo. Lo stabiliva una procedura interna rigorosissima: le proposte di intervento della Presidenza dovevano essermi rappresentate e illustrate unicamente dagli amministratori delegati o dai direttori generali delle divisioni e discusse nel merito con i responsabili delle funzioni del mio staff, ciascuna per la parte di sua competenza. E` naturale che a distanza di tanti anni io non ricordi chi, se il direttore generale della divisione petrolchimica o l’amministratore delegato al coordinamento della gestione o un mio assistente o il rappresentante di una funzione di staff, mi abbia chiesto di intervenire ufficialmente presso il Presidente del Consiglio regionale Veneto. Certo è, invece, che io mai avrei potuto di mia iniziativa conoscere un episodio così puntuale e specifico quale il volantinaggio nell’ambito di uno stabilimento per lo più periferico e men che meno discettare di questioni esclusivamente tecniche quale la bonifica degli impianti il tasso di concentrazione di elementi inquinanti nell’aria o il funzionamento di cappe di aspirazione o di gascromatografi etc. etc., tutte cose ignote alla conoscenza di una persona come me, non cognita di chimica e di impiantistica industriale. E non si vede per quale ragione io avrei dovuto accogliere e rappresentare all’autorità amministrativa le tesi specialistiche dei miei collaboratori tecnici sul problema che investiva la sicurezza del lavoro e la salvaguardia del territorio, se le loro valutazioni non fossero esattamente corrispondenti a quello che in Montedison di allora, per unanime consenso di tecnici altamente qualificati, si riteneva esatto, corretto e giusto affermare. Né mi si potrebbe accusare di aver omesso il controllo sulle asserzioni tranquillanti contenute nella lettera incriminata. Tale controllo non poteva assolutamente avvenire empiricamente, ad opera di una sola persona, così come avviene per il rispetto delle norme di sicurezza in un cantiere edile, bensì attraverso strutture all’uopo inserite nella organizzazione aziendale ed affidate alla responsabilità e all’esperienza di selezionatissimi laureati, esperti delle più specifiche discipline tecnico-scientifiche e muniti di una larga, specifica e pluriennale esperienza. Rilevo del resto che la lettera fa riserva dell’invio di una dettagliata relazione tecnico-specialistica che mi si dice essere stata effettivamente inoltrata all’autorità regionale; mi è stata infatti mostrata dai miei difensori una analitica nota che in data 23 ottobre 1975 l’ufficio relazioni pubbliche del Petrolchimico di Porto Marghera inviava al Presidente del Consiglio regionale nonché ai Capigruppo operanti nell’ambito di tale Consiglio e al Sindaco di Venezia, relazione nella quale venivano indicati gli interventi realizzati a tutela della salute dei lavoratori e alla salvaguardia dell’ambiente. Di più; in un articolo apparso su l’Avanti, edizione del 26 novembre 1975, che pure mi è stato mostrato dai miei legali, rilevo che il 24 precedente, accompagnato dal mio assistente dottor Gioacchino Albanese e da un altro funzionario della società, di cui non ricordo né il nome né la qualifica, mi recai per la prima volta in visita al Petrolchimico di Porto Marghera, ove incontrai il Sindaco e il Vice Sindaco di Venezia. Ebbene, come si può evidenziare in quell’articolo, che elenca gli argomenti trattati in quell’occasione, non si parlò affatto di cloruro di vinile, come sarebbe stato logico attendersi se il relativo problema fosse stato ancora sul tappeto e al centro delle rivendicazioni delle maestranze, bensì si parlò soltanto di piani di sviluppo, dell’attività produttiva dello stabilimento, che stavano ovviamente a cuore dell’autorità comunale. E soprattutto nessuno mai mi aveva ventilato l’idea di una chiusura anche solo temporanea degli impianti, come così nessuna delle case produttrici di CVM mi risulta abbia mai adottato una misura del genere. Non avrei comunque esitato ad assumere una così radicale decisione, anche se questo avrebbe provocato tra gli stessi lavoratori e le loro rappresentanze sindacali una violenta reazione negativa. Quello della lettera che ho sopra ricordato è stato l’unico contatto con il problema del cloruro di polivinile monomero, che nemmeno oggi, pur sollecitato dagli aiuti mnemonici fornitimi dai miei difensori, sono in condizione di poter, seppure vagamente, ricordare, soltanto nei particolari. Sono peraltro certo che nessuno dei miei collaboratori, ciascuno nel puntuale assolvimento dei compiti cui era stato preposto, sia passibile di censura. La sicurezza sul lavoro e la protezione dell’ambiente hanno sempre costituito l’obiettivo prioritario loro assegnato e non ho ragione di ritenere che alcuno di essi si sia mai allontanato da tale categorica direttiva, e nemmeno può dubitarsi, signor Presidente, della loro competenza tecnico-scientifica e professionale, che era stata arricchita da una cultura aziendale affinatasi negli anni per cui la Montedison ha sempre ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Signor Presidente, la ringrazio di avermi ascoltato, ho finito.

 

Pubblico Ministero: Presidente, sono dichiarazioni spontanee, non ha intenzione di sottoporsi ad esame?

 

Presidente: ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. Prego, si può accomodare.

 

Avvocato Scatturin: scusi Presidente, deposito io i nuovi mandati.

 

Avvocato Garbisi: Presidente, depositerei anche le fotografie che erano state esaminate dal dottor Chiozzotto, lei ricorderà che a suo tempo si era riservato di produrle.

 

Presidente: va bene, grazie.

 

Avvocato Alecci: Presidente, le do una copia delle dichiarazioni spontanee scritte, in cui è allegato - al di là dei documenti che abbiamo dato entro il 20 - un organigramma molto grande di un periodo dell’attività e della vita della Montedison, che vorremmo che il Tribunale valutasse e guardasse. Grazie.

 

 

DICHIARAZIONI SPONTANEE IMPUTATO - 

DR. PORTA GIORGIO

 

PORTA - Innanzitutto grazie per avermi spostato al pomeriggio, vedrò di ricambiare tenendo nei limiti il più possibile il tempo che chiederò a lei ed ai Giudici di dedicarmi. Io desidero innanzitutto rappresentare al Tribunale alcune circostanze, richiamare alcuni documenti dai quali mi auguro - mi permetto di dire - confido emerga come la posizione che io ho occupato ai vertici dei gruppi prima Montedison e poi Enichem mi debba far ritenere estraneo all’addebito, per quale motivo? In ragione del ruolo che mi competeva e conseguentemente dell’attività che ho concretamente svolto. Prima di procedere a illustrare la mia attività in Montedison, che sarà il primo punto, mi permetto di attirare la sua attenzione e quella dei Giudici sulla cornice entro la quale abbiamo operato in quegli anni, perché in questo processo state coprendo un periodo particolarmente ampio, i fenomeni esterni che hanno caratterizzato questi cicli decennali sono stati diversi, quindi mi permetterò di enfatizzare quello che ha caratterizzato il mio essere in Montedison e il mio essere poi in Enichem. Una cavalcata rapidissima negli anni ‘50-’70, fase molto importante per la chimica italiana, sono stati realizzati i più importanti insediamenti italiani, si è sviluppata la grande petrolchimica, sono stati introdotti nuovi prodotti, materie plastiche, gomme, fibre, quindi un gran dinamismo, sono entrati sul mercato degli attori nuovi, nomi che prima non esistevano, tipo l’Eni, la Edison stessa, la Sirl, la Liquichimica. Negli anni ‘60 la chimica era l’elemento trainante del processo economico nazionale, le ricrescite erano il doppio rispetto alla media dell’industria. Tra i prodotti più importanti, accennavo alle materie prime, alle gomme, le fibre e le plastiche soprattutto. Citerei, e lei lo ricorderà, il professor Natta, che nel ‘63 addirittura vinse, gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica. Non è il piacere di ricordare un italiano che ha preso il Nobel ma è il ricordare chi ha determinato un fattore che ha creato le premesse per quasi un’esplosione della produzione di materie plastiche nel mercato italiano e poi mondiale. Questa scoperta infatti ha determinato il progressivo sviluppo del processo di polimerizzazione, quindi la definisco la fenomenale crescita e l’utilizzo di materie plastiche. Ricorderà, Presidente, che in quegli anni abbiamo sostituito per la prima volta con le plastiche il legno, il vetro, la carta, c’è stato un fenomeno di applicazione di questo materiale molto duttile, in maniera estremamente estensiva. Bene, perché le cito questo? Le cito questo per arrivare alla conseguenza industriale, che in ragione delle materie plastiche ha rafforzato la propria presenza, chi non vi era ha ritenuto opportuno entrarvi pensando di fare la corsa all’oro, cosa che poi non si verificò esattamente in questi termini. Gli anni sono stati anche molto importanti dal punto di vista industriale e strutturale; è proprio in quegli anni che la maggior parte dei complessi petrolchimici italiani è stata costruita, sono stati fatti gli investimenti: le ricordo Brindisi, Porto Torres, Augusta, Ravenna, Gela, Pisticci e Manfredonia, quindi una esplosione anche qui di prodotti petrolchimici con l’obiettivo di produrre in particolare materie plastiche per far fronte a questi nuovi mercati emergenti. Ricordo addirittura che la Edison, dopo la razionalizzazione dell’energia elettrica, investì la liquidità di cui disponeva proprio nel settore delle materie plastiche, in particolare facendo la fusione con la Montecatini. Il risultato degli anni ‘70 fu che tutti producevano tutto, quindi con debole competitività, con mercati inferiori alle previsioni e con risultati economici non adeguati alle aspettative. La crisi del settore chimico degli anni ‘70 è dovuta anche alla inadeguatezza del piano chimico nazionale, non ce n’era uno, non era stato definito in modo adeguatamente preciso e determinato, erano gli anni anche della crisi petrolifera, lei ricorda l’esplosione del prezzo del barile, e se può cortesemente dare un’occhiata a quanto è progettato, l’eccessivo numero di operatori e, di conseguenza, la competitività molto accesa. La raccolta di nomi e di razionalizzazione che ne seguiranno è parziale, perché a fianco evidentemente lei deve aggiungere qualche industria petrolifera o petrolchimica internazionale, la Solveda o altre, però questa è una anticipazione di quello che mi permetterò di portare alla sua attenzione per quanto riguarda gli anni ‘80. All’inizio dei ‘70 partiamo con vari operatori italiani, Sir, Rumianca, Liquigas-Liquichimica, Montecatini Edison, Eni ed altre. Le anticipo, poi illustrerò, nel decennio sulla carta fu effettuata una razionalizzazione molto significativa, in linea con quello che è avvenuto sui mercati europei o sui mercati mondiali. E’ quindi in quel contesto, all’inizio degli anni ‘80, che si inserisce il mio ingresso in Montedison, e qui mi permetto di tediarla con qualche informazione relativa alla mia formazione ed ai motivi per i quali io ritengo sono stato poi assunto in Montedison. Sono laureato in chimica, nel ‘63 sono stato assunto dalla Esso Standard italiana, allora si chiamava così, nel settore delle gomme sintetiche, sono stato nel settore commerciale, sono stato un neolaureato fortunato perché fui mandato in Inghilterra a fare dei corsi, sono rientrato e poi rimasto circa quattro anni in questa posizione. Nel ‘67 sono passato alla Philis Petrolium International, non so quanto le dica questo nome, è una delle principali società petrolifere petrolchimiche americane che si stava inserendo in Europa; anche qui, forte della sia pur breve esperienza, mi è stato affidato un compito nel settore delle gomme sintetiche, della vendita, perché anche prima avevo una responsabilità di marketing, e l’aspetto positivo per la mia modesta carriera fu il fatto che questa società era interessata a tutti i Paesi del Mediterraneo. Quindi sono stato prima sei mesi in Spagna per fare dei corsi di formazione e poi ho visitato tutti i Paesi del Mediterraneo per sei o sette volte all’anno; dopo circa sette anni mi hanno proposto di andare a lavorare alla Bruxelles, nell’ufficio sempre di questa Philis Petrolium, che era responsabile per l’Europa e l’Africa, come direttore commerciale materie plastiche e polietilene in particolare, e poi sono diventato vice Presidente. Da Bruxelles avevo un coordinatore che risiedeva a Houston, quindi quasi mensilmente mi dovevo recare a Houston e ho visitato sistematicamente tutti i Paesi europei ed africani per responsabilità geografiche della società. Quindi, in sintesi, dal ‘63 all’80, quindi per 17 anni, ho lavorato geograficamente in Europa, Africa, Stati Uniti, ho avuto incarichi di sempre maggiore responsabilità, nel senso con rappresentanti di governo, con l’Unità Europea, con le altre società chimiche; tengo a sottolineare, signor Presidente, che non ho mai lavorato in un impianto o in un complesso chimico o petrolchimico, ho effettuato negoziazioni, trattative, acquisizioni e cessioni nei tre continenti. Io credo che siano proprio questi i motivi per i quali in Montedison, vista la situazione che le ho descritto all’inizio, hanno ritenuto io potessi dare un contributo. Infatti arriviamo al mio ingresso in Montedison, che è avvenuto alla metà dell’anno 1980, è coinciso con quella carenza di presenza internazionale, necessità di razionalizzare la situazione che è illustrata parzialmente in quanto è proiettato attualmente. Quel periodo degli anni ‘80, lo ricorderà, era caratterizzato dal rincaro delle fonti energetiche, vi era l’emergere dei Paesi in via di sviluppo, che cominciavano a sfruttare giustamente le loro proprietà energetiche, vi era una fusione tra le varie società e razionalizzazione, vi era la necessità di avere delle produzioni internazionali perché cominciava ad estendersi il concetto di globalità delle presenze, quindi chi era troppo concentrato in Europa doveva allargarsi e così via. Quindi queste erano le premesse, quindi quali sono i compiti che mi furono affidati dal Consiglio di amministrazione quando, nel gennaio dell’82, sono diventato amministratore delegato, e spero adesso di essere arrivato in media...? Innanzitutto devo evidenziare un concetto: nel 1982 la Montedison era già da più di un anno, da un anno diciamo, stata trasformata in holding, cioè non era più la società che gestiva delle divisioni, nell’ambito della quale c’erano delle divisioni, ma era stata trasformata in holding finanziaria e non svolgeva alcuna attività operativa. A questo punto mi permetterei di aprire una parentesi: ho sentito, ho letto in verbali di deposizioni, ho sentito anche durante il mio permanere in alcune udienze che è stato fatto spesso riferimento a Milano, sia quando si parlava di Montedison che di Enichem, abbiamo parlato con Milano, le indicazioni venivano da Milano, io vorrei sottolineare, Presidente, che a Milano c’era la Montedison holding e l’Enichem holding, poi c’erano tutte le sedi delle società operative, quindi quando si parla di Milano non vorrei che qualche informazione sia stata fuorviante, perché a Milano c’erano tutte le realtà che avevo descritto prima. Bene, queste società avevano autonomia politica, gestionale, finanziaria, produttiva e commerciale; tale scelta è stata imposta dalle dimensioni della Montedison, era stato accennato anche questa mattina, e dalla diversificazione delle sue attività. Qui mi permetto di richiamare la sua attenzione su un altro aspetto, signor Presidente: si parla di Montedison o spesso la si accosta alla Enoxy; ma la Montedison era una società molto articolata, non aveva solo la chimica, aveva più di 180 società, ma questo può voler dire poco, ma soprattutto era inserita e impegnata nel settore dell’energia, la Montedison era energia elettrica, giacimenti petroliferi nel canale di Sicilia, era inserita nel settore farmaceutico, ricordo solo la Farma Italia Carlo Erba, nel settore dei servizi, servizi finanziari, e nel terziario, la grande distribuzione, forse lei ricorderà che la Montedison aveva la Standa, l’Euromercato e così via. Quindi la Montedison era una vera holding diversificata, cioè la chimica era presumibilmente l’attività principale, ma la Montedison gestiva molte altre attività. Ricavi nell’anno ‘82, 9.000 miliardi, aveva 72.000 dipendenti, le 180 società gliele ho già citate, aveva 30 stabilimenti nel suo portafoglio, nel portafoglio delle società operative evidentemente, 24 delle quali in Italia. Aveva però solo il 5% della produzione dell’estero, e questa era una delle debolezze organizzative. Le abbiamo fornito un organigramma che purtroppo, essendo sviluppato in verticale, non è facilmente trasferibile in uno schermo di questo genere, però se proiettiamo il successivo, che è il parziale, vediamo la parte alta è la Montedison... Io le chiedo scusa in anticipo per qualche imperfezione, qualche casella non rispecchia esattamente quello che era, ma voglio darle, vorrei darle una sensazione visiva della complessità e dell’articolazione della società. La parte verde sono le circa 180 società, evidentemente non tutte 180 erano di importanza significativa, però almeno 30-35 lo erano senz’altro; mi sono permesso di prenderne una, che è la Montedipe, una sola, e di svilupparla, quindi la Montedipe a sua volta è articolata in un complesso di struttura organizzativa adeguato alle proprie dimensioni. Nell’82 la Montepolimeri aveva più di 18.000 dipendenti, signor Presidente, e la Montedipe più di 12.000, quindi 30.000 dipendenti solo per quelle due società. Nello sviluppo della parte servizi vi sono gli stabilimenti e lo stabilimento di Porto Marghera - mi scuso ancora per eventuali imperfezioni, perché è stato difficile ricostruire - è sviluppato così come era. Gli altri, Ferrara, Mantova e Priolo, sono sintetizzati, cioè non rispecchiano esattamente, ma insomma, per dare la sensazione della complessità dell’operazione. Ecco, questa è una delle 30 più o meno società complesse; se lei aggiunge uno sviluppo di altri 30 organigrammi di questo genere lei ha la sensazione di cosa veniva gestito dal vertice della Montedison, che era una holding, quindi poteva solo gestire un portafoglio a carattere finanziario. Bene, il ruolo della Montedison quale era? Ho accennato al concetto di holding più di una volta, era gestire delle strategie di portafoglio, in quali attività restare, in quali uscire, quali erano competitive, quali no, definire di conseguenza le acquisizione, le cessioni, le joint-venture, dare indirizzi strategici alle aree di business e tenere contatti con le realtà istituzionali italiane, Governo, Enti pubblici, ed internazionali, la Comunità Europea in particolare. Bene, nell’ambito di questo compito della holding che cosa facevo io? Ho dovuto dedicarmi all’intensa attività del gruppo all’interno, perché oltre a definire le strategie vi era definizione delle politiche strategiche, partecipare ai Consigli di amministrazione, i comitati esecutivi, dei quali mi sono permesso di allegare alcuni esempi che ritengo significativi, le scelte strategiche di portafoglio, ma soprattutto il mio compito è quello di definire gli scenari economico-sociali europei ed internazionali e formulare gli obiettivi per raggiungere queste mete strategiche. Ma la parte più significativa da me attuata è stata quella di attuare cessione, acquisizione, joint-venture, investimenti, perché questo è il compito di un amministratore delegato di una holding, il compito principale. Poi dovevo evidentemente informare il Consiglio di amministrazione e il comitato esecutivo di quanto si stava facendo e degli sviluppi della situazione. A risparmio di tempo c’è un esempio di un documento che mensilmente dovevo preparare per il Consiglio di amministrazione, sono 25 pagine che le risparmio, c’è la situazione società per società, il fatturato, la situazione petrolio grezzo, dollaro e così via, il fatturato e la proiezione a fine d’anno dei risultati economici. Quindi questo era il tipo di attenzione che evidentemente dedicava il Consiglio di amministrazione, perché gestiva un portafoglio di attività. Ecco, mi permetto, perché ritengo importante per perlomeno attribuire la maggior parte del mio tempo, di quello che facevo fisicamente, e qui sarò rapidissimo, fare un elenco delle operazioni realizzate nel corso... nel periodo dall’82 all’87. Per alcuna di queste azioni realizzate ve ne sono due o tre, due o tre azioni che non sono andate in porto, trattative iniziate ma non concluse. Le leggo proprio al volo, se mi aiuta anche lei a passare al volo, nell’82 l’Eni-Enoxy, della quale parlerò più in dettaglio, in parallelo stavamo trattando con la (Ercol) per la joint-venture per la creazione della Himont, poi altri dettagli che non voglio leggere a risparmio di tempo. Nell’83 23 operazioni sono state concluse, quindi un anno di intensissimo lavoro, si è concluso l’accordo con Eni, si è conclusa la formazione della Himont, la Erba era quotata alla borsa di New York, abbiamo acquisito dalla Monsanto stabilimenti di fibre... Scusi, leggo, non è tanto importante che lei segua parola per parola, ma volevo darle la sensazione della complessità e della consistenza del lavoro fatto sul fronte dello sviluppo del portafoglio e strategico. In fase finale acquisizione del 50% dell’Euromercato, borsa della Selm, nell’84 tredici operazioni, abbiamo lavorato moltissimo con i Paesi sovietici, abbiamo fatto un protocollo d’intesa con allora l’Unione Sovietica, la Montedison in borsa a New York, mi creda, è stata una operazione di grande complessità, acquisizione della Miralanza, fertilizzanti, trattativa con la (Mosk Hidro), nell’anno successivo, ‘85, più di diciotto operazioni concluse, insisto, poi aggiunga quelle che non abbiamo concluso, la acquisizione ahimè famosa della Bi-Invest, la cessione dalla Dow Chemical di certe resine scambioioniche, joint-venture (Mople far Ercles) per il polipropilene, joint-venture con la Shell. Nell’86 acquisiti fluoropolimeri dalla (Lide Signar), acquisita una società di fertilizzanti negli Stati Uniti, trattativa farmaceutica in Svezia, acquisizione della farmaceutica, ahimè la Fondiaria, altro nome famoso, Himont alla borsa di New York, e conclude con le operazioni dell’87, Montedison alla borsa di Francoforte, una acquisizione di Antibioticos, molto molto importante farmaceutica in Spagna, una joint-venture in Ungheria e tante altre cose. Non la annoierò più con elenchi di questo genere, ma è per dare la sensazione di quello che di fatto facevo per la maggiore parte del mio tempo. Quindi ho dedicato soprattutto contatti esterni e all’interno dovevo riferire, spiegare al comitato esecutivo e al Consiglio di amministrazione che cosa facevo. Altro documento che non le leggo, qui è l’allegato numero 4, è un documento programmatico, si vedono tutti i temi che da marzo a fine anno verranno trattati nel comitato esecutivo e si parla di trasferimenti, fusioni, fusioni ed acquisizioni, aumento del capitale, cioè queste sono le tematiche che di fatto caratterizzavano la mia giornata di lavoro alla Montedison. Bene, venendo ai temi, evidentemente il tema è importante per questo processo, per quanto riguarda la cancerogenicità del CVM desidero evidenziare che, prima di lavorare in Montedison, io ero all’estero, cioè fino alla metà del 1980 io sono stato per sette anni all’estero. Ricordo in quel periodo di avere sentito dire o di avere letto - sinceramente Presidente non ricordo - però ricordo di sapere che il professor Maltoni, che non avevo mai conosciuto né incontrato, stava effettuato studi sulla cancerogenicità del CVM. Sono diventato amministratore delegato nell’82, quindi più o meno in concomitanza con l’entrata in vigore del D.P.R. 962; ero a conoscenza, ormai era una conoscenza diffusa, che il CVM potesse essere pericoloso, così come altre sostanze Presidente, non è la sola, vi sono prodotti tossici-nocivi, l’industria chimica produce di queste cose, quindi la problematica, la pericolosità è se non è gestito operativamente entro i limiti imposti nella fase produttiva dalla nuova direttiva europea, e quello era il caso. Limiti che d’altronde nessuno ha mai messo in dubbio che i nostri stabilimenti già rispettassero, addirittura fin da prima dell’entrata in vigore. Quindi dall’82 all’87, periodo nel quale io sono stato amministratore delegato, la tematica PVC-CVM era percepita, dico così, da me e dal vertice della Montedison come quella di una produzione, tra le molte altre, come le ho accennato, che veniva effettuato sotto il controllo e gestiva dalle società operative ma soprattutto nel rispetto di leggi e norme vigenti. Nessuna segnalazione al contrario è stata portata alla mia attenzione o a quella del Consiglio di amministrazione di Montedison dall’82 all’87; i verbali - non sono l’unica fonte - testimoniano in questo senso. Non enfatizzo che il CVM prodotto ancora, a tutt’oggi, continua a crescere di dimensione, ma evidentemente non è il CVM il problema di per sé ma sono altri aspetti che state approfondendo ed esaminando nel corso di questi lunghi lavori. Per quanto riguarda le tematiche relative ai rifiuti o agli scarichi, posso rifarmi alle considerazioni che ho fatto per quanto riguarda le altre tematiche: era una holding, una holding finanziaria, la mia delega non era certo di carattere operativo, le dimensioni della società enormi, 30 stabilimenti in Italia, quindi nessuna eventuale polemica relativa ai complessi produttivi di Porto Marghera come di altri è stata mai portata alla mia attenzione, anche perché non erano questioni di competenza della holding. Bene, vorrei al terzo e penultimo punto, la trattativa Eni-Montedison, che credo che sia di interesse evidentemente di questo processo per quanto è avvenuto nei confronti del trasferimento nel periodo ‘82-’83. Mi sono permesso di annoiarla, signor Presidente, con una piccola storia della chimica, per dirle che all’inizio degli anni ‘80 ci siamo trovati con tutti che facevano tutto e quella proliferazione di società. Bene, il Governo emise, nell’agosto dell’80, deliberò che il sistema chimico italiano avrebbe dovuto far capo a due società, a due gruppi diciamo, uno privato ed uno pubblico, evidentemente la Montedison e l’Eni. Coerentemente con queste direttive nel gennaio dell’82 l’Eni acquisì gli impianti del gruppo Sir e gli impianti del gruppo Liquichimica, con la prima razionalizzazione. Sempre in quel periodo, quindi un periodo molto dinamico da parte dell’Eni, attraverso la associata Enichimica, raggiunse un accordo con la statunitense Oxydent Petrolium per la creazione dell’Enoxy. Enoxy operativa nel campo delle materie plastiche, in particolare prodotti chimici, però peculiarità, furono apportate anche delle attività carbonifere negli Stati Uniti, che sollevarono qualche perplessità perché furono valutate 500 milioni di dollari, con una plusvalenza di 230 milioni di dollari. Cito questo non per pettegolare ma perché potrebbe essere funzionale al perché poi l’Oxydent Petrolium lasciò questa joint-venture. Intervenne successivamente ancora il Governo nel luglio dell’82 con le linee di razionalizzazione del ciclo delle olefine e con prodotti del cracking. Bene, nel frattempo le due società si erano messe in contatto, per due società intendo la Montedison e l’Eni; ci terrei a ribadire che anche in questa trattativa ci sono stati due livelli: Montedison, Eni, società operative, società dell’Enoxy, quindi le società operative dall’altra parte, poi evidentemente con comunicazioni di collegati, però la trattativa è stata tra Montedison e Eni, le altre trattative sono state fatte tra le società operativamente per ruoli, evidentemente. Bene, questo documento redatto dal Governo indicava che l’Eni e la Montedison avrebbero dovuto razionalizzare. Se lei guarda, Presidente, solo visivamente, lei vede che per olefine, dicloroetano, polipropilene, polistirolo, cioè per tutto quello che vede elencato vi sono i due colori; questo vuol dire che la Montedison si occupava di olefine ed altrettanto l’Eni e così via, cioè tutti facevano tutto, ecco la materializzazione del concetto che mi sono permesso di esprimerle prima. Arrivo alla fine di questa storia, lei vedrà che poi tre attività sono rimaste completamente alla Montedison ed altre sono passate completamente alla Enichem razionalizzando, quindi la filosofia era: essendo tutte e due le società impegnate a fare tutto, diamoci dei ruoli di specificità ed unicità di operazione. La trattativa ebbe tre fasi ben distinte; la prima fase, che culminò con il luglio dell’82 con la firma articolata di una lettera d’intenti, luglio 82, nella quale si diceva che studio di fattibilità e business plane sarebbe stato fatto entro settembre, che l’accordo finale sarebbe stato concluso entro la fine di dicembre, quindi a metà anno due scadenze per l’anno in corso. Un’altra cosa che le vorrei sottolineare Presidente, mi indirizzo sempre a lei per riguardo nei suoi confronti, giustamente in questo processo si parla di Porto Marghera prevalentemente, si parla di CVM, di PVC, è importante ricordare però che la struttura dell’accordo società operative della Montedison, Enoxy, Eni, era ben più complesso, vi erano otto stabilimenti interessati - Priolo, Gela, Brindisi, Ferrara, Porto Marghera evidentemente, Terni, Rho e Porto Torres - tredici produzioni erano interessate, non solo quelle che stiamo discutendo qui ma delle altre, poi ultima voce, sembra amministrativa complementare ma di una complessità incredibile: per ogni attività che veniva spostata da una parte all’altra c’erano una serie di attività materiali e immateriali, di brevetti, di tecnologie, forniture reciproche di materie prime, lei immagina cosa vuol dire spostare in uno stabilimento alcune produzioni e fornirle in modo diverso, disequilibria completamente la produzione di cracking all’altro, quindi delle cose molto complesse; poi tutti i servizi ausiliari, laboratori di ricerca. Bene, questo per dare la sensazione della complessità, e perché evidenzio questo? Perché c’era un ruolo della holding Montedison e c’era un ruolo delle società operative, c’era un ruolo dell’Eni e c’era un ruolo dell’Enoxy in questo. I primi tre mesi furono... all’inizio ricordo i primi contatti con l’Eni, fatti con il Presidente della Montedison, in alcuni casi anche da solo, con l’Eni soprattutto ma anche con il Governo. Ricordo che a quei tempi il Presidente del Consiglio era Spadolini, il Ministro dell’Industria Marcora, e alcuni vertici dell’Eni; l’Eni in quel periodo stava passando un periodo di una certa turbolenza, chiamiamola così, incontrammo all’inizio dell’anno, all’inizio dell’82, l’ingegnere Grandi, che era il Presidente, poi verso la fine dell’anno alla Presidenza dell’Eni fu commesso il commissario ingegnere Gandolfi. Veniamo ai rapporti con gli americani, perché poi secondo me, con la ricostruzione degli atti che ho messo insieme, gli americani uscirono. I rapporti tra italiani ed americani erano in quella fase sostanzialmente buoni, anche se i rappresentanti dell’Enoxy mostrarono, dell’Enoxy parte americana, una certa aggressività, non la voglio definire arroganza ma aggressività senz’altro. Non so se lei ricorda chi era il Presidente dell’Oxydent, era un certo signor dottor Hammer, che fu famoso in quegli anni in particolare per la sua forte personalità ma per aver fatto delle operazioni internazionali molto ordite, erano gli anni ancora della guerra fredda, aveva stabilito dei rapporti molto costruttivi con l’Unione Sovietica, aveva costruito ospedali, aveva fatto delle opere molto intelligenti e molto utili, socialmente anche, aveva ottenuto in cambio delle forniture di materie prime a condizioni particolari vantaggiose, che l’avevano fatto diventare uno degli uomini più potenti, quindi era un uomo internazionale, aggressivo nel senso positivo di aggressività. Una volta che torniamo alla trattativa, raggiunto con i vertici dell’Eni un accordo sulle produzioni che dovevano essere oggetto della trattativa, abbiamo definito come impostare i lavori. Qui è importante ricordare che furono definiti 14 gruppi di lavoro, quindi centinaia di persone tra le società della Montedison e le società dell’Enoxy, per entrare in tutti quei dettagli che mi sono permesso di illustrare prima, le differenti produzioni, la parte amministrativa e così via. Il compito di questi gruppi di lavoro era definire la composizione tecnica, una volta che si decise di passare il polietilene ad alta densità alla sinistra o alla destra, insieme al polietilene vanno una serie di servizi, di utilities, di fatti amministrativi, quindi la definizione politica fatta da noi andava poi tradotta in temi operativi pratici, valutare le attività sopra citate, valutazioni che sono state fatte, com’è provato, dalle società stesse. Sulla base della redditualità delle attività, signor Presidente, non sulla base delle valutazioni del singolo impianto, ma la redditività del complesso degli impianti. Enoxy e società della Montedison dove, una volta acquisito o ceduto l’impianto, si dovevano rifare i business plane e vedere se i conti economici stavano in piedi, se l’attività produttiva stava in piedi. Bene, prima dell’estate arriviamo alla firma di una lettera d’intenta, io ricordo che c’era stata la delibera del Governo sulla razionalizzazione, quindi la seconda parte dell’82 è stata dedicata a una definizione più concreta delle attività che dovevano restare o passare da una parte o dall’altra e la loro valutazione. Qui, avendo letto vari verbali, citerei i verbali dell’epoca del Consiglio di amministrazione del comitato esecutivo della Montedison, che mi sono permesso di allegare al documento che le stiamo dando; i primi contrasti con la Oxydent, signor Presidente, non erano assolutamente sullo stato degli impianti, che erano stati apprezzati favorevolmente dai tecnici americani, nella loro complessità evidentemente, come riportato in vari atti ufficiali, ma sul fatto di Oxydent, questa difficoltà dei mesi di settembre ed ottobre - ritorno all’aggressività della quale le avevo parlato prima - volevano acquisire tutto il patrimonio tecnologico della Montedison, cioè avevano messo sul tappeto la loro targa dicendo: bene, si fa questo affare ma la Montedison deve passare tutto il patrimonio tecnologico della Montedison compreso il polietilene, compreso il polipropilene che restava alla Montedison e, udite udite, lo volevano semplicemente in esclusiva mondiale, questo è agli atti del verbale di Consiglio di amministrazione nel settembre ed ottobre. Condizione negoziale o vera volontà di raggiungere l’obiettivo? Non si sa. Per di più, avendo compreso dal Governo italiano che avrebbe dovuto sborsare altri soldi per sostenere il rilancio e lo sviluppo dell’industria italiana che andavano ad acquisire, si sono mostrati sempre più riluttanti. Con questo clima diciamo, questa forzatura dell’Oxydent, siamo arrivati alla fine dell’82, quindi ormai a lavori tra le parti operative quasi conclusi, nel dicembre infatti fu firmato un accordo quadro, un accordo quadro che in quell’occasione fu firmato con l’allora Presidente, era diventato Umberto Colombo il Presidente. C’erano i problemi dell’uscita, non dell’uscita del socio Oxidental Petrolium, le ho spiegato che lei, se mette in fila le azioni internazionali del signor Hammer, quello che faceva con vari Governi e così via, di sicuro è rimasto disilluso dalla reazione e trattamento del Governo italiano, del sistema italiano, i quali pensavano di potere agire in modo diverso. Siamo adesso a gennaio-marzo, cioè una fase conclusiva della trattativa, nell’83, ed anche qui abbiamo lavorato su due filoni, io mi sono occupato, con il Presidente della Montedison, di contatti con il Governo e con la Comunità Europea. In quella fase era molto cruciale che gli assemblamenti di business che avevamo fatto fossero approvati dalla concorrenza a Bruxelles e che il Governo fosse d’accordo. Poi le valutazioni, la Montedison ha curato le valutazioni complessive di questi valori reddituali, infatti io lavoravo prevalentemente con l’ufficio legale e con l’ufficio finanziario, mentre i 14 gruppi di lavoro hanno definito le attività industriali da trasferire e hanno definito una serie di contratti molto molto numerosi, circa 120 contratti, dei quali parleremo, che sono agli atti, non so se lei ha avuto modo di vederli, ma una consistente mole di lavoro. Bene, visto il deteriorarsi dei rapporti con la Oxydental, siamo arrivati alla fine dell’anno non sapendo che avrebbe firmato il contratto, poi la Oxydental è uscita e il contratto è stato firmato dall’Eni. Terza fase gliela ho già descritta, i 120 contratti sono stati definiti tra le due società, ed anche qui vorrei spendere due parole su dei contatti, un nome che mi sembra abbia sollevato strane... non dico sospetti ma non chiarezze, la Riveda. Si deve parlare di Riveda e di Savitri, che non so se a lei dice qualche cosa, signor Presidente. Erano due scatole, ma è un meccanismo usuale nel mondo finanziario, invece di trasferire un singolo impianto dalla Montedipe all’Enoxy o dalla Montepolimeri all’Enoxy, venivano conferiti in due scatole finanziarie tutti gli impianti e poi trasferite le azioni, cioè un meccanismo non di occultamenti di qualche cosa ma... Dall’altra parte vi era un’altra scatola, che si chiamava Savitri, che era la scatola della Montedison, nella quale l’Enoxy e Eni hanno fatto conferire gli impianti che intendevano trasferire e poi le azioni sono passate, quindi sono due scatole trasparenti, scatole... sono dei meccanismi usati normalmente nel mondo finanziario per trasferire complessi aziendali di questo genere. Il ruolo fondamentale quindi era stato svolto dalla parte Montedison e dalla direzione legale, direzione finanziaria. Quindi in conclusione di questa fase della trattativa, la razionalizzazione dell’82 ha presentato un evento positivo Presidente, non so che percezione lei ha avuto, non so se seguiva in quegli anni o se ha seguito tramite il processo, lei ricordi la prima tavola che ho presentato, la Enoxy è diventata leader europeo in molte produzioni, polietilene ad alta densità ed altre cose, la prova è che ambedue le società, che non traversavano un periodo molto tranquillo, dopo questa razionalizzazione cominciarono a essere più competitive, sia l’Enoxy che la Montedison, cioè nessuno ha scaricato sugli altri ma tutti e due hanno razionalizzato, lei vede quello che le avevo anticipato, alla fine della trattativa la Montedison è rimasta nelle parti verdi e l’Enichem è rimasta nelle parti... quindi vi era una specificità e una esclusiva di azione, quindi con maggiore, molto maggiore forza competitiva sul mercato. La Oxydental si è ritirata perché non ha voluto partecipare con proprie risorse finanziarie a questo processo, Eni e Montedison hanno fatto la trattativa di vertice nei rapporti con il Governo e con la Comunità Europea e con l’antitrust definendo le linee operative, quali business dovevano passare da una parte all’altra, le società operative hanno fatto il resto. Agli anni vi sono i 120 contratti complementari che potranno essere esaminati. Arrivo all’ultimo punto, l’attività all’Enichem; chiusa l’esperienza come amministratore delegato alla Montedison, ho passato un periodo così, più lontano dall’azione, definiamola in questo modo. Sono diventato Presidente della Ferruzzi Agricola con sede a Bruxelles, quindi i rapporti con la Comunità che già avevo e ho sfruttato, e sono stato Presidente della Federchimica dal 1987. Bene, nel dicembre del ‘90, e salto la fase ‘87-’90 della creazione dell’Enimont, alla quale io non ho partecipato in nessun modo, non c’ero fisicamente proprio, nel dicembre del ‘90 mi fu proposto di diventare Presidente, cioè nel ‘90 è quando l’Eni acquista anche la quota della Montedison. Lei non me lo domanda ma, se me lo domandasse, le direi che ho pensato che, essendo stato Presidente della Federchimica, avendo tenuto buoni rapporti con le due parti nel momento nel quale si era al calor bianco nei rapporti tra i due gruppi, con una certa esperienza nella chimica potessi essere considerato una persona capace di gestire o di rappresentare con un minimo di credibilità ambedue le parti. Ad ogni modo, per quanto riguarda la struttura di Enichem, devo ritornare a quanto detto, anche qui poi cambiò, ma quando io arrivai sia in Montedison che in Enichem le due società erano delle holding finanziarie, quindi una holding non operativa il cui compito primario era quello di scelte strategiche di portafoglio, definire gli obiettivi e fare le azioni strategiche. Anche la Enichem controllava più di 270 società, aveva 49.000 dipendenti, aveva 50 stabilimenti in totale, 40 stabilimenti erano in Italia. La produzione all’estero era del 16%, quindi una situazione un po’ migliore. Però mi sono ritrovato in una situazione simile a quella che avevo dovuto gestire all’inizio degli ‘80, proiettato adesso nella realtà che rappresentava sostanzialmente la chimica italiana. In Enichem non ero amministratore delegato, ero Presidente senza deleghe operative, mi sono intensamente interessato alla definizione della strategia di sviluppo, la mia attività era quella che le ho illustrato prima, partecipare e convocare i Consigli di amministrazione, rappresentare la società nelle sedi italiane ed internazionali, tenere i rapporti con l’azionista e partecipare soprattutto alle operazioni realizzate o da avviare. Questa è l’ultima cosa che le leggo, signor Presidente, ma ancora molto molto rapidamente. Operazioni nel ‘91, una ventina di operazioni, con la Union Carbide... in Europa, una joint-venture con il Ministero dell’Ambiente polacco, la cessione della Scavo alla società farmaceutica, la acquisizione in Catar di una società del polietilene, una joint-venture con la To Chemical, Euro... in Danimarca, ...in Ungheria.

 

Presidente: abbiamo l’elenco delle operazioni.

PORTA - E` allegato. L’obiettivo che voglio raggiungere, quello che vorrei enfatizzare è il numero molto significativo di operazioni di razionalizzazione, acquisizioni e cessione fatte, che ha preso praticamente l’80, il 90% del mio tempo. Arrivo all’ultimo punto e sto per concludere. Nella veste di Presidente, quindi non per competenza ma nella mia veste di Presidente, ho anche firmato la lettera datata 27 giugno del ‘91, che è quella di contestazione alla Montedison, che credo sia alla sua attenzione perché è stata citata alcune volte in alcune fasi di questo processo. Infatti, a metà dicembre del ‘90, sono stato nominato Presidente. In fase successiva la direzione legale mi ha informato che stava collaborando con l’Eni per la definizione e la valutazione degli adempimenti contrattuali, cioè le cosiddette garanzie che, signor Presidente, sono normalissime in questo tipo di contratti, in contratti di questa complessità c’è sempre una clausola di garanzie, relative all’accordo, sia alla convenzione dell’88, firmata tra Eni e Montedison, che all’accordo di compravendita della quota Enimont della Montedison del ‘90. Tutto questo prima del mio arrivo in Enichem, cioè io non ho partecipato a questa operazione. A tal fine era stato nominato un collegio arbitrale, come previsto dagli accordi, anche questa del collegio arbitrale è una prassi, se non si raggiunge un accordo in contratti così complessi, normalmente è previsto un collegio arbitrale. L’importante è rilevare, signor Presidente, che si trattava di notificare in Montedison un atto formale di contestazione - questo mi veniva indicato dalla direzione legale - per far valere le garanzie entro il termine di due anni dalla data degli apporti, quindi in sostanza entro il 30 giugno ‘91 al più tardi avremmo dovuto mandare la lettera per tenere viva la clausola, per escutere la clausola delle garanzie. Verso la fine di giugno, quindi ormai in prossimità della scadenza, il nostro direttore legale, l’avvocato Arcidiacono, che credo che sia venuto qui a deporre, mi ha sottoposto, ha citato la situazione particolare, infatti ci recavamo in aereo a Roma, mi è sembrato peculiare da una parte dire: signori, discutere in aereo di una cosa così importante, dall’altro sinceramente, signor Presidente, spesso in aereo, come tanti altri di noi, ho dedicato i quarti d’ora, le mezz’ore a lavorare, quindi era un’occasione nella quale l’abbiamo potuto fare, quindi quella circostanza non è peculiare. Ricordo precisamente quanto Arcidiacono ricorda di quell’episodio. Mi ha illustrato la lettera che avremmo dovuto inviare entro 2 giorni, firmata dai rispettivi Presidenti, perché così diceva la clausola del contratto, per contestare le inadempienze riscontrate o in via di analisi dalle società operative dell’Enichem. In altre parole, per come mi è stata prospettata la questione dall’avvocato Arcidiacono, si trattava per intanto di firmare senz’altro quell’atto formale, nel quale le contestazioni erano state svolte nel più ampio modo possibile per che cosa? Per non incorrere in eventuali decadenze, salvo poi, in una successiva fase dopo la notificazione, valutare caso per caso l’entità e la completa esattezza delle pretese avanzate. Infatti nella lettera viene evidenziato che tutti i temi in contestazione non rappresentano un elenco esaustivo, quindi non era un documento finale ma era un documento in un certo senso iniziale, ma che Eni si riservava di inviare ulteriori o più precise segnalazioni nel prosieguo sia della contestazione, sia del - e qui richiamo la sua attenzione - confronto tra le parti, comprese le società, gli operativi e i loro tecnici. Quindi veniva notificato ufficialmente qualcosa alla Montedison, che sarebbe stato poi discusso sì dai legali, ma anche dalle società operative e dai loro tecnici perché le segnalazioni venivano proprio da quella direzione. In quell’occasione il direttore legale mi spiegò che le contestazioni erano state raccolte e censite contattando direttamente le società operative, quindi io, nel leggere quella lettera, ho immaginato che trattasi di fatti noti perché venivano segnalati ad un funzionario che aveva avuto l’incarico di raccoglierli da parte delle società operative. Due processi paralleli: la Eni, che evidentemente aveva la leadership in questa operazione, e la Enichem, stavano affrontando, raccogliendo le informazione per escutere la garanzia; dall’altra parte le società operative stavano affrontando i problemi noti per risolverli, ed agli atti figura - ho sentito la deposizione di Zerbo e di altri - che nel frattempo, mentre venivano fatte queste segnalazioni, le società operative stavano affrontando i problemi noti, che avevano dei tempi diversi di soluzione evidentemente. Sul piano legale stavamo valutando il pregiudizio che il mancato rispetto delle garanzie avrebbe potuto produrre. Vorrei richiamare all’attenzione - e questa è l’ultima cortesia che le chiedo, signor Presidente - al testo. Sono una ventina di pagine, figurano numerosissime problematiche, così come figurano in qualsiasi documento di escussione di garanzie, ci sono tutte le tematiche classiche di una transazione complessa di questo genere, impianti, uomini, atti legali o amministrativi che vengono trasferiti da una parte e dall’altra. Bene, sono 21 pagine se ricordo a memoria, le prime 16 o 17 parlano di apporti di beni e licenze, aziende ed aree - capannoni, terreni - di attività non conferite, che non dovevano essere apportate, le prime 18 pagine, crediti commerciali, garanzie e relativo indirizzo, aziende apportate, debiti e passività, diversi da quelli rappresentati o garantiti, cause pendenti, cessazione di rapporti di lavoro, prepensionamenti ed accantonamenti del TFR, contenziosi riguardanti la società pregressi alla data degli apporti, tematiche fiscali e tributarie, contenziosi in atto, crediti e imposte di registro da rimborsare. Signor Presidente, nel leggere queste tematiche in aereo non ho avuto nessun problema particolare nel firmare, non per competenza ma in quanto rappresentante legale, quel documento. Solo nelle ultime pagine vengono trattate alcune tematiche di natura ambientale; dalla lettura dei testi, che lei avrà fatto, si parla del problema dei rifiuti esportati in Nigeria, che erano in discussione, citato nella lettera, con il Ministero dell’Ambiente. Lei forse ricorderà che in quegli anni tutto il mondo parlava della nave della Nigeria, era chiamata "la nave dei veleni", quindi non ho pensato che mi venisse segnalato qualcosa di particolarmente sconosciuto o non noto, tutt’altro. Poi era già in discussione con il Ministero dell’Ambiente. Vi è un elenco di problemi ambientali dell’acqua, per i quali si parla nella lettera o di provvedimenti penali in corso o di interventi del Ministero dell’Ambiente con richieste di opere o cose del genere. Si parla di problemi relativi allo stabilimento di Mantova, con processi in corso, insisto, nella lettera, e richieste di danni, quindi tutte situazioni già ben note pubblicamente ed anche alle istituzioni interessate. Questo è il contenuto della lettera che io ho firmato. Per tutte le tematiche sopra citate la lettera fa riferimento a numerosi allegati, e il fatto della numerosità degli allegati mi è stata confermata dall’avvocato Arcidiacono in aereo e successivamente, che ricordo non mi furono presentati in quanto l’avvocato Arcidiacono mi disse che contenevano informazioni di maggiore dettaglio rispetto a quell’elenco pedante che le ho fatto e che non le rifaccio, di apporti di beni, crediti e così via, quindi non mi è sembrato necessario leggere, era una prima lettera di contestazione, si apriva un dibattito, si apriva un approfondimento, quindi mi è sembrato di potere firmare tranquillamente quel documento perché era l’inizio di un approfondimento trasparente di tutte queste situazione. Ho finito signor Presidente. Per quanto riguarda i fatti oggetto dell’imputazione devo ribadire che ricoprivo in Enichem - siamo nell’ultima fase - da inizio dell’81 a metà dell’83 la posizione di Presidente non operativo della holding Enichem e che non gestiva Enichem di sicuro stabilimenti produttivi. In tale periodo nessuna notizia in ordine a qualsivoglia problematica che potesse riguardare la produzione del CVM è mai arrivata alla mia attenzione. Per di più in quel periodo gli impianti erano già di proprietà della EVC. E lo stesso devo dire per eventuali specifici problemi relativi alla gestione dei rifiuti o degli scarichi a Porto Marghera. Il tutto, del resto, coerentemente a quelle che erano le funzioni della holding, che non aveva competenza alcuna, e insisto ma purtroppo è così, io ho lavorato due volte in società che erano delle holding, quindi separate dalle società, non avevano alcuna competenza specifica che potesse riguardare le singole società, che avevano le proprie strutture decisionali o di controllo, ma io non appesantisco per nulla la posizione se le dico che io lavoravo in una holding che aveva determinati ruoli e responsabilità. Nel contempo sono numerose le attestazioni quest’anno... evidentemente l’evoluzione e la sensibilità ambientale è cresciuta nel tempo, nel ‘91, ‘92, ‘93, quando ero in Enichem, la sensibilità era fortunatamente arrivata a delle dimensioni molto significative e significativi sono anche le testimonianze e gli atti dell’Enichem nei confronti dell’attenzione e l’interesse per la tematica ambientale, credo che l’amministratore delegato dottor Parrillo ne abbia illustrato alcuni esempi in particolare e quindi non ritorno sul tema. Signor Presidente, ho finito, lei dirà finalmente, mi scuso, lei è stato molto gentile a darmi questo tempo. Il primo giugno ‘93 ho lasciato l’Enichem e guarda caso mi è stata affidata la posizione di direttore centrale per lo sviluppo all’Eni, con responsabilità per tutto il mondo, per tutte le attività dell’Eni, a cominciare da quella petrolifera, estrazione, gas, oleodotti, che era in sostanza la continuazione dei motivi per i quali sono stato assunto in Montedison ed assunto in Enichem, gestire questa razionalizzazione del portafoglio internazionale per la mia esperienza pregressa e per quello che ho acquisito, quindi in Eni mi fu offerto di svolgere lo stesso lavoro che avevo svolto alla Montedison e avevo svolto all’Enichem. La devo ringraziare molto, lei è stato molto paziente, signor Presidente.

 

Presidente: grazie a lei dottor Porta, si può accomodare. Io direi che, se ci sono delle questioni che attengono alle produzioni che sono state effettuate, queste questioni possono essere poste. Sono stati fatti dei depositi da parte del Pubblico Ministero, da quello che mi risulta, perché sono stati fatti anche qui, in questa aula bunker, io non so se siano finalizzate a una richiesta di acquisizione in questo processo, il Tribunale vorrebbe saperlo.

 

Pubblico Ministero: Presidente, la prima questione che era rimasta in sospeso rispetto all’ultima udienza, all’udienza scorsa del 3 aprile 2001, è quella relativa agli atti che erano stati depositati proprio quel 3 aprile 2001. C’era un elenco, io avevo già chiesto, avevo già formalizzato la richiesta di acquisizione di quegli atti, c’era già su quegli atti depositati il 3 aprile una riserva di parere o di eccezioni da parte delle difese. Quindi questa credo che sia la prima questione da affrontare, se ci sono delle obiezioni...

 

Presidente: se può ancora una volta richiamare, sia pure sinteticamente, questi atti.

 

Pubblico Ministero: sinteticamente, era stato anche consegnato un elenco di deposito atti, il punto 1, il punto 2 e il punto 3 riguardava documentazione medica già nota a tutte le parti processuali, già discussa da tutti i consulenti medici che erano intervenuti, riguardava i casi di Bolzonella Carlo, Ruzza Esterino e Carraro Lino. Poi c’era documentazione, è il numero 4, riguardante il caso Grasso, ed erano atti provenienti dal Dipartimento statunitense della giustizia a seguito di richieste su un caso di angiosarcoma a basse dosi. Poi il punto numero 5 riguardava un caso Massachusetts, lo stesso caso di angiosarcoma particolare a basse dosi, ed è uno studio essenzialmente della dottoressa Scalli. Poi c’è il punto numero 6, che era una relazione del Magistrato alle Acque del 1999 sugli scarichi in acqua, già presentata durante gli interventi dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero, ed è una relazione illustrativa di sintesi, a colori, in cui veniva indicato bene scarico per scarico, sostanze che venivano trattate, ubicazione e dipendenze anche societarie. Il punto numero 7 riguardava tutta una serie di studi, di lavori scientifici di varia epoca e di varia origine - non li sto a leggere tutti - e durante l’udienza, oltre agli studi indicati in quell’elenco, avevo precisato che dovevano intendersi inseriti in quell’elenco anche un estratto dal libro "Tapes Philippinarum" della ESAV della Regione Veneto del 1990, nonché delle traduzioni di studi depositati il 27 febbraio 2001 e relativi alle contestazioni che erano state effettuate durante il controesame dei consulenti tecnici di Montedison, in particolare mi pare il professor Bellucco, Pasquon e Cescon. Il punto numero 8 riguardava la documentazione, chiamiamola in sintesi IARC, cioè c’era la traduzione del testo IARC di maggio 2000, c’era il testo IARC di settembre 2000, uno studio della dottoressa Word, e c’erano quelle risposte del dottor Simonato e del dottor Boffetta sugli angiosarcomi, che si erano riservati di mandare a seguito della loro audizione del luglio precedente. Il punto 9 riguardava la documentazione EPA del maggio ‘99, del maggio 2000 e del 21 settembre del 2000 relativamente alle sostanze per cui è processo. Il punto 10 concerneva i documenti relativi alle riserve formulate durante l’audizione del teste Mazzolin Luciano del 14 marzo 2001; vi erano stati dei documenti che erano stati esibiti, vi era stata una riserva di produrre copie, quindi ho prodotto quelle copie. Il punto 11 riguardava dei documenti concernenti l’audizione del 14 marzo 2001 del teste Filippo Accetto su una moria che c’era stata di pesci e quello che riguardava quella moria, così avevo depositato. Poi il punto 12 riguardava documentazione relativa all’esame del teste Polo Bruno del 28 marzo 2001, documentazione che era stata contestata e che viene depositata e di cui viene chiesta l’acquisizione. Il punto 13 fa sempre riferimento, come il precedente, all’audizione del dottor Polo Bruno del 28 marzo 2001 in ordine ad indagini su microinquinanti organici effettuate dalla U.L.S.S.. La U.L.S.S. ha dato una risposta il 30 marzo 2001 in cui praticamente dice che questi accertamenti per il passato non erano stati effettuati, comunque i documenti sono stati consegnati, quindi il contenuto è lì scritto, anche questo è in relazione a una dichiarazione testimoniale. Poi i punti 14, 15 e 16 sono copia degli atti di tre fascicoli autonomi e diversi che ho indicato anche questa mattina. In pratica il 26 febbraio del 2001 alle ore 17.20, poi il 27 febbraio 2001 alle ore 4.00 di mattina e il 27 febbraio 2001 alle ore 19.15 presso il Canale Industriale Sud delle pattuglie della Sezione Navale, del Comando Navale della Guardia di Finanza, facendo la solita opera di perlustrazione avevano pescato dei capparossolanti abusivi con del materiale, vongole che sono state sequestrate. Sono state fatte delle analisi ai sensi dell’articolo 360, ovviamente in quei procedimenti penali, e gli atti di sequestro di questo materiale pescato e i dati di analisi che sono stati effettuati, lo ripeto, uno presso l’ARPA della Toscana a Firenze, uno presso l’Ecocenter di Bolzano ed uno presso Inca, anche per indicazioni diverse, sono state queste analisi depositate. Tra l’altro ne chiedo l’acquisizione perché c’è un discorso di prova relativa al fatto che c’è continuamente questa pesca abusiva, che nonostante tutto non si interrompe mai, del fatto che quando più laboratori di origine diversa intervengono sulla stessa zona con le variabili indicate da tutti i consulenti anche questa mattina, si rilevano sempre nella stessa identica maniera le presenze dei contaminanti, diossine, furani, PCB, metalli etc.. Il numero 17 sono parimenti delle copie di atti di sequestro di un fascicolo autonomo che riguardano un sequestro effettuato sempre dalla Stazione navale della Guardia di Finanza il 7 marzo 2001 alle ore 5.30 presso il Canale Industriale Ovest. Ho depositato questi atti e ne chiedo l’acquisizione perché ancora una volta viene indicata una pesca abusiva, ancora una volta viene indicato che si pescano quantitativi molto rilevanti di ittiofauna, in questo caso addirittura, all’interno del Canale Industriale Ovest, hanno bloccato questa barca con 500 chilogrammi di cefali; tra l’altro una serie di questi cefali sono stati anche esaminati e discussi questa mattina, cefali vivi, quindi destinati al mercato, questo per dare il senso. Tra l’altro ancora una volta pescatori abusivi che si sono scontrati proprio anche fisicamente con la Guardia di Finanza, quindi vuol dire che c’è una guerra per poter andare a pescare in queste zone, nonostante tutto. Il numero 18, il numero 19 e il numero 20 riguardano dei pozzi e l’acqua che c’era in questi pozzi attorno alla zona del Petrolchimico. Questi elenchi e questi verbali di prelievo acque sono stati effettuati a seguito delle audizioni dei consulenti delle difese degli imputati; in particolare era stato segnalato dai consulenti della difesa il numero limitato di questi pozzi; invece abbiamo acquisito un elenco di pozzi inferiori ai 50 metri di profondità molto più consistente, proprio per rispondere a queste osservazioni. Elenco di pozzi molto consistente anche per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Sono delle denunce di esistenza di questi pozzi, quindi per vedere come sono molti e molto numerosi questi pozzi. Da questi pozzi, otto in particolare pozzi che si trovano nella zona del Petrolchimico, per i quali c’era stata una indicazione di uso agricolo/domestico, a seconda dei pozzi, appunto ci sono le schede, da otto di questi pozzi erano stati fatti dei prelievi il 22 marzo del 2001, si ci sono i relativi rapporti di prova. Il discorso relativo a questi pozzi fatti dalla società SGS, queste analisi, è importante perché in sede a questi pozzi ci sono delle presenze, delle concentrazioni di sostanze delle quali stiamo parlando in questo processo molto elevate e molto significative. In particolare ricordo come sia stata addirittura rilevata presenza di cloruro di vinile monomero in sette di questi pozzi, con superamenti tra le 5 e le 18 volte, dei limiti messi dal decreto ministeriale, e addirittura in un caso, in un pozzo a questo uso, di 18,4 volte. Situazioni analoghe si sono rilevate per altre sostanze contestate in questo processo per la sostanza 1,2 dicloroetano, 1,1 di dicloroetilene, per il tricloroetano, tricloroetilene, tetracloroetano, esaclorobutadiene. Quindi per questo ritengo che siano rilevanti ed interessati ai fini del procedimento penale questi accertamenti come luogo, come ubicazione, ma anche come rapporti di prova. Poi c’è il documento del sub fascicolo numero 21: si tratta del verbale datato 30 marzo 2001 di acquisizione di faldoni e quaderni, acquisizioni presso l’ufficio SIA di Enichem, che riguarda gli scarichi per il periodo ‘79-’95; si tratta in particolare di 17 faldoni di analisi e di 29 quaderni, dai quali risulta che per tutta una serie di scarichi che riguardano questo processo e che sono stati anche affrontati, discussi e esaminati dai vari consulenti tecnici, ci sono stati da quel periodo, da metà degli anni ‘70 fino alla fine degli anni ‘90, centinaia e centinaia di superamenti. Per questi scarichi tra l’altro sono state effettuate, accogliendo l’invito del Tribunale, delle estrapolazioni per i fogli giornalieri che indicavano superamenti per i vari parametri, di organo clorurati, di solventi aromatici, di nitrati e di altre sostanze che avevano un limite di legge. Appunto di questi superamenti sono stati messi insieme - e tutte quante le parti hanno potuto fare copia e hanno potuto anche verificare - due faldoni soltanto per quei quaderni ed atti sequestrati al marzo del 2001, quindi siamo a centinaia e centinaia di superamenti. Il sub fascicolo numero 22, che non è indicato nell’elenco dattiloscritto, è stato però indicato in udienza dopo la ripresa, successivamente alla pausa mattutina, si tratta di atti acquisiti presso la società Materie Plastiche europea ABME a seguito di una rogatoria internazionale riguardo al registro angiosarcomi, con riferimento in particolare a documentazione che riguarda un caso italiano di angiosarcoma dello stabilimento di Ravenna, che aveva iniziato a lavorare dopo il gennaio del 1974. Ecco, questa è la documentazione di cui avevo già chiesto l’acquisizione alla scorsa udienza.

 

Presidente: lei di tutto questo chiede quindi l’acquisizione?

 

Pubblico Ministero: Presidente, questo per la documentazione già depositata il 3, poi c’è la documentazione depositata il 20 aprile.

 

Presidente: allora prosegua.

 

Pubblico Ministero: Tra l’altro, sia per questa documentazione dei faldoni sugli scarichi, sia per la documentazione relativa ai pozzi e a queste analisi che sono state effettuate io chiedo di acquisirle proprio per lo stesso motivo per cui sono già state richieste ed accettate le acquisizioni dei dati di Enichem, dei dati di Chelab e delle analisi di cui si parlava anche stamattina del professor Pompa. Comunque, per venire agli atti depositati il 20 aprile del 2001, io chiedo l’acquisizione, indico i numeri dei faldoni per le parti processuali, che li conoscono. Innanzitutto dei faldoni 81 e 82, e si tratta di atti che, credo, per una certa parte devono essere già acquisiti al dibattimento, e comunque sono atti che sono stati contestati durante i vari esami, sui quali avevo dei dubbi che fossero stati consegnati, ma nella fretta e nei pochi giorni che c’erano per questa udienza, con lo scrupolo di evitare che sfuggissero alla acquisizione, li ho fatti rifotocopiare e li ho inseriti in due faldoni, ed erano anche atti allegati per esempio ai verbali di interrogatorio di tutti gli imputati, dei quali chiederò separatamente l’acquisizione. Quindi sono i faldoni 81 e 82. Poi in data 11 aprile 2001 sono state effettuate delle altre acquisizioni, sempre presso Enichem, il servizio SIA, di altri quaderni, di altre cartelline e di altri faldoni relativamente agli scarichi di cui parlavo prima. Si tratta dei faldoni numero 83, poi da 84 a 92, poi il faldone 93, faldone 94. Poi c’è stata anche un’acquisizione parimenti di quaderni, relativi agli scarichi di metalli, idrocarburi aromatici, idrocarburi clorurati e scarichi, acquisizione effettuata il 9 aprile 2001. Queste acquisizioni di quaderni sono contenute nei faldoni numero 95, 96, 97, 98 e 99. Ci sono ancora dei quaderni acquisiti il 13 aprile 2001 che fanno parimenti riferimento a questi scarichi. Sono state necessarie successive acquisizioni nel tempo proprio perché, mano a mano che si verificava l’esistenza di questi faldoni, di queste analisi, di questi quaderni, si trovavano dei buchi temporali scarico per scarico, quindi si tornava a chiedere: ma questo anno ce l’avete? Ma questo scarico ce l’avete? Questo è stato il motivo per cui ad un certo punto si è dovuti andare più volte presso lo stabilimento per acquisire faldoni e quaderni relativi agli scarichi. Quindi anche dal faldone numero 100 al numero 107. Il faldone numero 108 e il faldone numero 109 riguardano le fotocopie che aveva chiesto il Tribunale all’ultima udienza e contengono praticamente le fotocopie da cui risultano i superamenti degli scarichi in relazione alla documentazione acquisita il 30 marzo 2001. I faldoni numero 110 e 111 contengono le relazioni di sintesi dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero - non li ricordo a memoria tutti in questo momento ma i difensori degli imputati sicuramente li ricordano anche meglio di me - quindi i faldoni 110 e 111 contengono relazioni dei consulenti tecnici. Il faldone 112 contiene il documento di EPA, forse è agli atti però per scrupolo lo riconsegno, Dioxin EPA del settembre 2000. Questi sono gli atti depositati il 20 aprile del 2001. Quindi, praticamente, degli atti depositati il 20 aprile 2001 chiedo l’acquisizione dal faldone 81 al faldone 112, mentre non chiedo l’acquisizione dei faldoni dal numero 1 al numero 80. Per quanto riguarda altra documentazione, chiedo ovviamente l’acquisizione dei verbali di interrogatorio degli imputati che hanno voluto rendere interrogatorio durante le indagini preliminari, e consegnerò anche un appunto con i nomi e le date di questi verbali, dicendo per sintesi che non sono mai stati interrogati, perché si sono avvalsi della facoltà o di non presentarsi o di non rispondere, Schimberni Mario, Sebastiani Angelo e un altro, mi pare che sia Palmieri Domenico, che non è mai stato interrogato. Quindi le acquisizioni di questi verbali d’interrogatorio. Poi ci sono dei file che riguardano l’audizione del maresciallo Leo Porcu del 23 febbraio 2001, aveva illustrato la situazione degli scarichi, aveva proiettato anche dei dati, della documentazione, anche relativa all’American Appraisal, si è riservato di produrre il file di quella sua audizione e i file me li ha consegnati ieri, quindi chiedo l’acquisizione anche di questi file. Poi chiedo l’acquisizione, si tratta di un articolo, Cancer Epidemiology Prevention della Oxford University del 1996, un documento della Unione Europea del 7 giugno 2001 sulla ittiofauna e sull’inquinamento da ittiofauna. Poi ultima serie di documenti di cui chiedo l’acquisizione sono le controdeduzioni dei seguenti consulenti tecnici del Pubblico Ministero relative alle ultime discussioni, valutazioni e relazioni dei consulenti delle difese degli imputati. Si tratta di tre relazioni, una è dell’ingegnere Abitti, un’altra sono due fogli sui quali c’era stata ancora a suo tempo una riserva che riguardava il dottor Fanelli, Bonamin, Tullio Baldassarri, l’ultima è una relazione unica fatta da Guerroni e Raccanelli con loro collaboratore. Questi sono tutti gli atti di cui chiedo l’acquisizione.

 

Avvocato Stella: i faldoni contenenti le cartelle cliniche?

 

Pubblico Ministero: no, dall’81 compreso al 112 compreso. Di quelli delle cartelle cliniche non chiedo l’acquisizione di nessuno.

 

Avvocato Schiesaro: signori del Tribunale, a questa richiesta del Pubblico Ministero noi ci associamo. Vorrei semplicemente segnalare al Collegio due o tre punti specifici in base ai quali riteniamo indispensabile l’acquisizione della documentazione di cui il Pubblico Ministero ha parlato poc’anzi. In particolare, con riferimento agli atti acquisiti in altri procedimenti penali relativi a fenomeni di pesca abusiva, credo che sia importante segnalare come da questi documenti risulti comprovata o risultino comprovate circostanze di fatto specifico che possono essere utilizzate ai fini del giudizio per l’apprezzamento della concretezza del pericolo di alcuni dei delitti contestati in questo procedimento. Si tratta cioè di elementi probatori che incidono non tanto in relazione alla condotta contestata agli imputati ma soprattutto e specialmente in relazione agli effetti che si assumono provocati da questa condotta sulla incolumità pubblica e sulle condizioni di pericolo, quindi da questo punto di vista mi pare che queste circostanze siano essenziali per l’accusa. Analogamente si tratta delle questioni relative ai pozzi; io qui ho estratto tra tutte una scheda, signori del Tribunale, da cui risulta che il signor Favaretto Orfeo, ne troverete molte altre di quelle nei documenti di cui si chiede la acquisizione, il signor Favaretto Orfeo utilizza questo pozzo che ha in casa sua per 100 giorni l’anno prelevando mediamente 100 litri al giorno, che utilizza in aggiunta all’approvvigionamento di acquedotto per usi domestici, incluso l’uso potabile, ed accanto alla scheda di denuncia delle modalità di utilizzo dell’acqua di questo pozzo troverete anche l’analisi chimica che vi dimostra la contaminazione di quell’acqua e il tipo di contaminazione di quell’acqua. Quindi vi segnalo questo caso emblematico ancora una volta a riprova di una esistenza di una circostanza specifica comprovante un situazione di pericolo concreto, indispensabile per la configurazione di alcuni dei reati contestati. Sulla documentazione sugli scarichi, riteniamo che si tratti di elementi anche questi di eccezionale importanza; si tratta di documentazione interna allo stabilimento, dalla quale si possono ricavare elementi di giudizio e di valutazione in ordine alla qualità degli scarichi idrici. In particolare, signori del Collegio, noi abbiamo già individuato che da questa documentazione e in particolare da alcuni atti contenuti nel faldone 102, che è tra quelli depositati il 20 aprile di quest’anno, risultano comprovate alcune circostanze di fatto che erano state in qualche modo da noi dimostrate induttivamente sulla base della consulenza tecnica del dottor Coccheo sulla qualità degli scarichi derivanti dall’SM15 e l’SG31 e in particolare risulta comprovata la presenza di CVM nelle acque di scarico del Petrolchimico, al punto tale che sono stati trovati i certificati, anzi i prospetti riepilogativi del controllo di monitoraggio continuo che viene eseguito dallo stabilimento sull’aria che viene esalata dalla vasca di decantazione della parte finale dell’impianto di trattamento, l’SG31. Anche per capire la rilevanza di questo dato tecnico, della quale ovviamente parleremo molto se il Tribunale accoglierà questa istanza di acquisizione, io vi produco adesso i dati che ho estratto da questo faldone 102, da cui risultano i tabulati di monitoraggio compiuti nel 1976 attestanti la presenza di più di 100 PPM in aria misurati sulla vasca di decantazione dell’impianto di trattamento SG31; e più recentemente, nel ‘92, 15 PPM per 180 minuti, sempre misurati in aria. Faccio presente infine che sempre in questo stesso faldone 102 abbiamo trovato uno schema delle vasche e degli sfiati in atmosfera, con dati tecnici che per noi sono rilevanti ai fini di conteggiare quale fosse la quantità effettiva di CVM presente in quelle acque scaricate per decenni in laguna. Quindi da questo punto di vista noi insistiamo molto fortemente per l’acquisizione di questi dati tutti e in particolare per noi è irrinunciabile, i dati contenuti nel faldone 102. Vi consegno queste fotocopie ai fini della ammissibilità della prova.

 

Presidente: parti civili ancora?

 

Avvocato Partesotti: ci associamo alla richiesta.

 

Avvocato Vassallo: per quanto mi riguarda, il Comune di Venezia e la Regione Veneto hanno già depositato la documentazione cui avevano fatto cenno i testimoni già indotti e i nostri consulenti. E` documentazione in parte già consegnata al Tribunale, quella su cui ci eravamo riservati erano le copie delle delibere di cui agli elenchi già depositati in data 20 aprile 2000 secondo le riserve già effettuate. Quindi chiediamo anche per questi l’ammissione di questi documenti. Trattasi di delibere, per lo più di delibere e di fotografie già prodotte.

 

Avvocato Zaffalon: chiede l’ammissione dei documenti prodotti.

 

Avvocato Scatturin: Presidente, anche noi, per il nostro gruppo, chiediamo l’ammissione di questi documenti.

 

Avvocato Partesotti: chiedo l’ammissione dei documenti depositati già.

 

Presidente: se avete dei documenti propri va bene, altrimenti, se vi associate, prendiamo atto.

 

Avvocato Vito: documenti prodotti relativi all’associazione, chiedo l’acquisizione, grazie.

 

Avvocato Partesotti: specifico che si tratta anche dei nostri documenti, Presidente.

 

Presidente: le difese?

 

Avvocato Stella: Presidente, io cerco di tratteggiare un quadro generale, perché facciamo anche fatica a mettere ordine. Comincerei con le relazioni dei consulenti. Allora, il dottor Casson non le ha precisate, le preciso io, spero che l’elenco sia completo. C’è una relazione del professor Zapponi, sono tutte relazioni depositate il 20 aprile, quindi i nostri consulenti hanno avuto poco tempo per studiarle, comunque hanno predisposto delle relazioni di replica e per il professor Zapponi c’è una controrelazione di Colombo e di Francani. Poi c’è una relazione del dottor Ferrari, per la quale c’è una controrelazione di Colombo-Bellucci. Poi ancora una relazione di Bai, Bartolucci, Berrino, Bracci, Comba, Martinez, Mastrangelo, Pirastu, una relazione di Martinez, una di Vineis, Comba, Pirastu e una di Berrino, alle quali risponde una relazione del professor Zocchetti. Poi ci sono quegli studi, credo che siano gli stessi, sono studi di... quei quattro lì, mi aiuti dottor Casson.

 

Pubblico Ministero: sono un po’ di più, sono Wang, Andrew... Sono studi di letteratura.

 

Avvocato Stella: per questi quattro c’è una relazione del dottor Dragani. Poi c’è una relazione del professor Berrino sulla soglia, alla quale risponde una relazione di Dragani. Poi ancora c’è una relazione della dottoressa Venier, alla quale risponde una relazione di Dragani. Poi c’è una relazione di Vineis sull’esposizione a diossine, alla quale risponde una relazione di Dragani. Poi c’è una relazione di Berrino, Ferrari, Venier, Ferrari, Raccanelli, Guerzoni, Zapponi, Sesana, Micheletti, ai quali risponde una relazione di Vighi. Poi ancora c’è una relazione di Francani sulla deposizione di Chiozzotto. E qui, a questo punto, è finito l’elenco delle relazioni, però c’è un altro problema. Per quanto riguarda gli esami dei documenti sequestrati, quelle vongole, fatti presso Arpa, Ecocenter etc., la risposta su questi punti è contenuta nella memoria del professor Pompa, che è anche la memoria sui risultati di Berlino, quindi ha messo tutto assieme, e in questa memoria il professor Pompa tratta anche delle controanalisi sui campioni del dottor Raccanelli. Ed arriviamo così al problema dei pozzi e degli scarichi. Io ho cercato di fare un quadro di sintesi, spero di non essermi scordato niente.

 

Presidente: una precisazione, mi scusi avvocato Stella, ed è questa: il Tribunale vorrebbe sapere se queste relazioni integrative o comunque di replica alle relazioni del Pubblico Ministero, così come d’altra parte le relazioni del Pubblico Ministero di replica alle relazioni dei consulenti delle difese che contengono gli stessi argomenti che sono stati qui trattati e quindi sui quali i consulenti sono stati interrogati, sono stati sentiti, oppure contengono qualche cosa di completamente nuovo? Cioè sono veramente delle repliche alle relazioni che sono state già depositate e sugli argomenti che sono stati qui trattati, oppure si tratta di cose nuove? Voglio sperare di no.

 

Avvocato Stella: si tratta anche di cose nuove perché, come dicevo stamattina, Comba e Mastrangelo hanno portato degli studi nuovi addirittura di carattere epidemiologico, un aggiornamento del fall-out al 31 luglio ‘99 ed uno studio caso controllo; a questo noi rispondiamo. In qualche modo dobbiamo rispondere, no?

 

Presidente: scusate un attimo, perché qui bisogna che poniamo un attimo dei limiti, perché non è possibile, altrimenti potremmo andare avanti per tutta la vita. Io credo che si possano acquisire delle relazioni e controrelazioni, osservazioni e controosservazioni su studi che sono sopravvenuti alle audizioni, il fall-out per esempio è senz’altro uno di questi casi, quindi se è stato depositato per esempio lo studio di... adesso non mi ricordo più il nome, lo studio comunque di completamento...

 

Pubblico Ministero: di Comba, Pirastu e Mastrangelo.

 

Presidente: e vi è stata quindi la replica da parte delle difese, va bene, il Tribunale può acquisirle. Se si tratta però di studi nuovi, nuovi rispetto a quanto si è già ampiamente discusso, sentito in questa sede, il Tribunale ritiene di dover porre un limite. Anche perché potrebbe fare fatica davvero a comprendere un qualche cosa che non è stato discusso, rispetto a cui non vi è stato un contraddittorio, e questo attiene sia ai documenti ed anche alle relazioni di tutte e due le parti, di tutte le parti in questione. Quindi il Tribunale eventualmente, adesso io non lo so come sono state già confezionate queste cose, ma certamente utilizzerà solamente ciò che è stato il tema qui discusso e discusso nel contraddittorio. I temi che sono al di fuori di quelle che sono state le audizioni dei consulenti nel contraddittorio non li... intanto se è possibile non li acquisisce, ma semmai fossero prodotti assieme ad altri non li utilizzerà. Questo io credo che si possa dire, perché non è possibile all’ultima udienza introdurre temi nuovi rispetto ai quali davvero il Tribunale, ripeto, ancora una volta potrebbe trovarsi in difficoltà. Abbiamo sentito i consulenti proprio perché il Tribunale fosse in grado di poter comprendere le questioni, che certamente erano questioni complesse, tecniche, rispetto alle quali non aveva delle conoscenze proprie. Introdurre temi nuovi significa porre, diciamo, in difficoltà il Tribunale, non solo, ma neanche rispettare quella che è la regola sacrosanta del contraddittorio nell’ambito del processo, e qua siamo nel processo. Quindi io lo dico molto chiaro, se ci sono dei temi estranei non verranno assolutamente presi in considerazione. Quindi vi inviterei, proprio perché siamo in un rapporto di assoluta correttezza, di indicare quali sono i temi che, diciamo, sono estranei a quelli che sono stati introdotti dai consulenti già sentiti.

 

Pubblico Ministero: Presidente, io accolgo l’invito rispondendo in questa maniera: per quanto riguarda i consulenti tecnici, da quelli medici agli ingegneri etc., i temi che hanno affrontato sono quelli che hanno fatto riferimento alle loro audizioni, ai loro controesami, agli esami dei consulenti delle difese, ai controesami e alle memorie che sono state depositate. I temi sono, per la parte medica per esempio c’è questo aggiornamento di follow-up, peraltro per quanto mi ricordo in parte era già stato trattato in udienza, poi c’è stato un approfondimento da un punto di vista numerico, una valutazione dei dati da parte del professor Mastrangelo, ma sono casi di persone che erano già state esaminati, erano già stati discussi; e le altre consulenze, per quanto mi ricordo e per quanto ho visto io, fanno tutte riferimento a relazioni, esami e controesami. Se il professor Stella o gli altri avvocato hanno una sensazione diversa che lo dicano, eventualmente lo chiariamo. A me pare che facciamo riferimento tutti a temi trattati, compreso il discorso delle sinergie, alcool, fumo etc., ma sono tutti temi ampiamente trattati, magari saranno valutazioni ulteriori, approfondimenti aggiuntivi, ma sempre su quei temi. Questo credo per quanto mi riguarda che sia stato fatto. Poi, se i difensori degli imputati ritengono che non sia così, sentiamo, vediamo, cercheremo di chiarire, ma io ho questa impressione.

 

Presidente: cerchiamo di chiarire.

 

Avvocato Stella: Presidente, il rilievo del Tribunale non riguarda finora la difesa, poi abbiamo dei problemi anche noi che esporremo al Tribunale. Per quanto riguarda le relazioni dei consulenti dell’accusa, questi due temi, l’aggiornamento del fall-out e lo studio caso controllo, assolutamente non c’è stato contraddittorio. Ciò nonostante noi non facciamo opposizione, Presidente, sull’acquisizione di questi; abbiamo in fretta predisposto delle repliche, ma sia ben chiaro che non...

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa, il caso controllo non è che sia una materia nuova. Sugli stessi casi già presentati, già discussi, già esaminati...

 

Avvocato Stella: non c’è stato contraddittorio.

 

Pubblico Ministero: sto dicendo la stessa cosa, professor Stella, sto dicendo che sono stati presi quei numeri presentati dalla dottoressa Chellini, dal dottor Comba, dalla dottoressa Pirastu, sono stati elaborati e presentati da un punto di vista di caso controllo, ma sono gli stessi casi, sono le stesse patologie. E` un approfondimenti sugli stessi dati.

 

Avvocato Stella: è uno studio caso controllo, un tipico studio epidemiologico, com’è l’altro di Pirastu e Comba...

 

Pubblico Ministero: come quello di Martinez, è una cosa analoga a quello di Martinez, con gli stessi numeri, gli stessi nomi e gli stessi dati.

 

Avvocato Stella: per la difesa sono studi sui quali non c’è stato contraddittorio, sono studi nuovi di carattere epidemiologico, per i quali noi abbiamo preparato una memoria.

 

Presidente: di questi casi di caso controllo si tratterebbe. Andiamo avanti.

 

Avvocato Stella: io sto facendo solo il quadro, sto facendo un lavoro che cerca di essere diligente. Queste sono le memorie. Delle nostre memorie, quella di Pompa, il fatto nuovo non è Pompa, che risponde, fa dei commenti alle indagini fatte eseguire dal Pubblico Ministero presso Arpa, l’Ecocenter per quei sequestri di vongole che avevano effettuato; sono nuovi questi, effettuati dal Pubblico Ministero, per i quali il professor Pompa ha elaborato una risposta. Quindi su questi non c’è stato contraddittorio, c’è soltanto questa nostra, se il Tribunale riterrà di acquisirli noi segnaliamo che nella memoria di Pompa sono affrontati anche questi, non potevamo fare diversamente. Cosa facevamo di fronte a queste produzioni? Perché abbiamo detto: non sappiamo se il Tribunale li acquisisce o no, intanto ci prepariamo la risposta. In più, la memoria del professor Pompa contiene un commento alle controanalisi sui campioni Raccanelli, che erano peraltro già stati depositati. Il problema nasce, ed è un problema grosso, per i pozzi e per gli scarichi. Allora io qua adesso passo la parola ai colleghi, sottolineando da parte mia che qualsiasi sia la decisione del Tribunale su questi due temi, se dovessero essere acquisiti i documenti prodotti dal Pubblico Ministero sugli scarichi e sui pozzi, noi chiediamo che quanto meno, quindi fatte salve tutte le opposizioni, quanto meno vengano sentiti oggi i consulenti Foraboschi e Francani. La volta scorsa il Tribunale, Presidente, aveva detto: fate venire i vostri consulenti l’8 maggio; noi li abbiamo fatti venire. In più aggiungo anche che per i pozzi abbiamo fatto fare una indagine integrativa autonoma da contrapporre a quella del Pubblico Ministero. Ecco, questa è la situazione globale che io ho voluto rappresentare nel suo insieme perché il Tribunale avesse il quadro.

 

Presidente: benissimo, grazie. Chi vuole intervenire ancora?

 

Avvocato Santamaria: io mi riferisco innanzitutto alla questione dei pozzi, quindi mi riferisco al faldone, al punto 20 delle produzioni del 3 aprile del 2001 del Pubblico Ministero. Allora dico innanzitutto, assumendomi tutte le responsabilità delle parole che uso, che abbiamo rilevato numerose gravi anomalie in tutta questa campagna di prelievi e di analisi, che ci hanno spinto a fare una nuova campagna sui medesimi pozzi che sono stati campionati ed analizzati dal Pubblico Ministero, con i risultati che dopo descriverò. Prima anomalia nasce, a nostro vedere, già dalla semplice lettura del verbale delle operazioni compiute, il verbale redatto dall’ispettore Spoladori; si dà atto, nel verbale stesso, della presenza nel momento del campionamento, nel momento del prelievo nei singoli pozzi, di un tecnico di SGS; SGS è il laboratorio che poi effettivamente eseguirà le analisi. In calce però al verbale e in calce poi a ciascuno dei verbali di operazioni compiute per ciascuno degli otto pozzi campionati si dice: "I campioni sono stati rimessi subito dopo il prelevamento al dottor Raccanelli Stefano presso il laboratorio Inca di Venezia Marghera per le relative operazioni analitiche". In realtà le analisi non verranno effettuate dal laboratorio Inca ma verranno effettuate dal laboratorio SGS, il cui tecnico era presente materialmente ad ogni operazione di prelievo. Ora, ci sarà una ragione che verrà illustrata ma che noi non conosciamo, il campione non viene consegnato al tecnico del laboratorio che farà le analisi ma viene consegnato ad un altro tecnico di un altro laboratorio, che poi, al di fuori di qualsiasi verbalizzazione, al di fuori di qualsiasi controllo, deve avere consegnato nuovamente questo campione al laboratorio che ha eseguito le analisi. La seconda anomalia - e qui andiamo più nella sostanza - è che noi conoscevamo già alcuni risultati analitici che il Pubblico Ministero aveva prodotto su alcuni pozzi siti nelle vicinanze dei pozzi campionati nel 2001. Il Corpo Forestale dello Stato aveva già campionato 4 o 5 pozzi, ora non ricordo, non aveva trovato in nessuno di questi pozzi tracce di solventi clorurati di sorta; ne aveva cercati alcuni, che ha cercato anche adesso, nel 2001, senza trovarne traccia. Ma devo dire che la terza anomalia, quella che veramente non ci siamo riusciti a spiegare, è che esaminando i risultati di questi prelievi, che ripeto, sono avvenuti su pozzi che sono ubicati anche a chilometri di distanza gli uni dagli altri, si trovano sempre le stesse sostanze, sempre o quasi, salvo un caso, nelle stesse concentrazioni, e non si trovano mai le sostanze che normalmente si ritrovano nelle acque di falda contaminate da discariche site nelle vicinanze. In nessuno di questi pozzi si trovano metalli, in nessuno di questi pozzi si trovano PCB, in nessuno di questi pozzi si trova diossina, in tutti questi pozzi si trovano soltanto solventi clorurati e, ripeto, tutti in concentrazioni incredibilmente simili. Ripeto, abbiamo fatto fare anche uno studio statistico per vedere uno a fianco all’altro questi dati, sembrano lo stesso campione. Cosa abbiamo fatto allora? Abbiamo dato incarico ai nostri consulenti di andare negli stessi pozzi che sono stati campionati dal Pubblico Ministero, il prelievo è avvenuto con un tecnico della Geotecnica Veneta, i campioni sono stati rimessi ad un laboratorio terzo per le analisi, le analisi hanno rilevato che in nessuno dei pozzi indicati, salvo forse una piccolissima eccezione, sono stati rilevati solventi clorurati al di sopra dei limiti di rilevabilità, in nessuno di questi pozzi. Questa è la situazione, io ho esposto dei fatti, è evidente che, se il Tribunale riterrà di acquisire la documentazione del Pubblico Ministero, chiedo che sia possibile acquisire tutta la documentazione dell’attività d’indagine compiuta dalla difesa e che siano sentiti per i dettagli tecnici su questi problemi i nostri consulenti, quindi il professor Francani e il dottor Alberti. Quanto alla documentazione relativa agli scarichi, si sarà accorto il Tribunale che si tratta - evidentemente sono passato ad un altro capitolo - di decine di migliaia di certificati analitici; noi non siamo ancora neanche riusciti a informatizzare tutti questi dati, cioè non li conosciamo neanche ancor oggi. Il professor Stella prima ha accennato che è vero, oggi è pronto il professor Foraboschi, abbiamo cercato di fare il possibile per dare al Tribunale un quadro veridico della situazione che emerge da questi bollettini, si tratta di controlli interni finalizzati alla gestione produttiva, non si tratta di controlli fiscali. Il più delle volte sono correnti interne al Petrolchimico, non soggette a monitoraggio da parte dell’autorità di controllo, sono scarichi che hanno tutt’altra natura e tutt’altra storia. Noi abbiamo tentato di fare un quadro, di dare al Tribunale un quadro con la relazione di Foraboschi, ma è un quadro necessariamente parziale, è un quadro che nasce da una lettura affrettata e soprattutto parziale dell’immensa documentazione che esiste. Io non so cosa dire da questo punto di vista, cioè io mi sento in difficoltà come difesa, perché? Perché non ho avuto la possibilità di difendermi fino in fondo su questi dati. Ne sono convinto, perché le abbiamo già trovate, già la relazione Foraboschi lo dice espressamente, che c’è una spiegazione ben diversa da quella indicata dall’accusa, ma non sono ancora in grado di provarlo fino in fondo. Quindi chiedo comunque che, se il Tribunale vorrà acquisire questi documenti, acquisisca anche la nostra consulenza e consenta l’esame del professor Foraboschi, ma più sommessamente chiedo che ci sia data la possibilità di guardare più a fondo su questi dati. Ho finito, grazie.

 

Avvocato Pulitanò: signor Presidente, alcune considerazioni che integrano quelle dei colleghi, centrate soprattutto su una preoccupazione, quella che anche in questa fase finale del dibattimento sia interamente salvaguardato il principio e le esigenze del contraddittorio, quel principio e quelle esigenze che la conduzione del dibattimento ha fin qui salvaguardato in ogni modo, dando anche la possibilità a tutte le parti di svolgere le loro difese, con produzioni documentali, consulenze etc.. Documenti sono stati introdotti con larghezza nel corso del dibattimento, sono stati oggetto del contraddittorio, la loro introduzione via via è stata legittima, legittimata ed è stata opportuna proprio in quanto hanno costituito la base per un dispiegarsi del contraddittorio. L’esigenza che il contraddittorio sia assicurato si pone anche con i documenti introdotti, che il Pubblico Ministero chiede di introdurre adesso, e che sono di mole imponente, soprattutto la parte relativa agli scarichi; l’esame di quella parte ha comportato le difficoltà tecniche già nella informatizzazione, nella possibilità di rendere disponibile il materiale e non siamo in grado, se non di prospettare delle prime valutazioni. E problemi si potrebbero porre anche qui già ad una valutazione in limine di ciò che è rilevante e di ciò che non è rilevante nel presente processo. Il fatto che quaderni e faldoni siano in senso lato relativi a scarichi del Petrolchimico di per sé non basta a fondarne la rilevanza; ci sono, tra questi materiali, alcuni che mi sembrano sicuramente irrilevanti, sono tutto sommato poca cosa, sono documenti relativi a scarichi successivi ai periodi che interessano l’uno o l’altro degli imputati in questo processo; che cosa si è annotato su quaderni relativi agli scarichi del ‘97-’98-’99 o 2000, siamo fuori dai comportamenti che interessano il processo. Questioni marginali dentro quella mole di documenti, ma anche questo rilievo sta a dimostrare come una valutazione di rilevanza richiederebbe un esame più ravvicinato. Altro esempio relativo ad una possibile selezione sulla base della rilevanza, vi sono documenti che riguardano gli scarichi esterni, quelli che impattano sui corpi ricettori, vi sono documenti che riguardano scarichi interni, la cui rilevanza sarebbe tutto al più indiretta in quanto l’impatto sulla laguna o all’esterno è filtrato dagli scarichi fiscalmente rilevanti diciamo, e non invece li scarichi interni cui questa documentazione di stabilimento molto grossolana si riferisce. Per queste ragioni ed altre che non sarei in grado qui di sintetizzare, un problema di selezione sulla base di criteri di rilevanza si porrebbe comunque, e l’esigenza di farsi carico di questo problema è tanto più pressante in una situazione come questa, che in qualche modo è processualmente contratta, non so, uso un termine che vorrebbe essere soltanto descrittivo, si tratta di consentire, attorno a questa documentazione, l’estrinsecarsi di un contraddittorio del quale la richiesta di ascoltare, oggi se è possibile, ma comunque di ascoltare il professor Foraboschi è esigenza minima, esigenza minima la quale si pone di fronte all’ingresso nel dibattimento di una qualche frazione, quale che essa sia, di tutta questa mole cartacea, la cui rilevanza dovrebbe essere ulteriormente approfondita. Ed aggiungerei che anche rispetto a questo problema di una valutazione compiuta di ciò che è rilevante e di ciò che non è, anche in questa prospettiva l’audizione oggi del professor Foraboschi potrebbe avere un significato. A proposito della rilevanza, altra annotazione: una valutazione di rilevanza da un punto di vista che non è quello della difesa è stata fatta dal Pubblico Ministero laddove egli, facendo seguito a una richiesta del Tribunale, ha operato una sua selezione di documenti, raggruppata in quei faldoni che egli ha separatamente indicato, adesso per stanchezza non trovo il riferimento, comunque l’abbiamo sentito poco fa, da tutta la documentazione ha estratto una parte di materiale, da lui fotocopiato e sintetizzato. E` una selezione che risponde ad un punto di vista che non è il nostro ma è quello dell’accusa, sotto questo profilo potrebbe essere per noi più sfavorevole nei contenuti una riduzione del materiale da introdurre nel dibattimento a quei faldoni selezionati dal Pubblico Ministero, potrebbe andare incontro - sono quattro mi dicono - una selezione in quei termini, una selezione, ripeto, operata dal Pubblico Ministero, con tutte le riserve che come difesa dobbiamo dare, potrebbe andare incontro rispetto all’esigenza che oggi sento fondamentale, che è quella di garantire una possibilità di contraddittorio, magari più contratto, meno ampio di quello che abbiamo potuto svolgere in passato, ma un’esigenza di contraddittorio che comunque si pone in relazione a documenti che venissero introdotti all’interno di questo contesto cartaceo.

 

Pubblico Ministero: mi scusi avvocato Pulitanò, se no non capisco: la selezione dei documenti cosa riguarderebbe?

 

Avvocato Pulitanò: qui mi riferisco agli scarichi.

 

Pubblico Ministero: ma non ho selezionato nessuno, sono tutti.

 

Avvocato Pulitanò: lei ha detto di avere fatto delle fotocopie, selezionato in questo senso.

 

Pubblico Ministero: mi è stato chiesto. Io ne avrei fatto volentieri a meno, perché hanno lavorato dieci giorni. Ho capito, chiedo scusa.

 

Avvocato Pulitanò: ho preso atto che lei chiede la produzione di tutto ma ho preso atto che all’interno di quella mole cartacea lei, rispondendo al Tribunale, ha segnalato una parte. Il discorso che facevo è: quella parte selezionata in questo senso dal Pubblico Ministero potrebbe costituire l’oggetto del contraddittorio, quanto meno in prima battuta, non so poi se vi sia spazio, opportunità o necessità di altro, ma una soluzione che io prospetto è in questi termini: consentire il contraddittorio relativamente ai documenti selezionati dal Pubblico Ministero con riferimento agli scarichi, lasciando fuori il resto, salvo ulteriore esame. La stessa esigenza di contraddittorio si pone in termini inderogabili con riferimento ad altri elementi nuovi che il Pubblico Ministero ha introdotto sulla base di accertamenti nuovi; mi riferisco al capitolo dei materiali sequestrati ai pescatori nel febbraio e marzo 2001, mi riferisco ai documenti relativi ai pozzi, numeri da 14 a 17 e da 18 a 20 delle produzioni del Pubblico Ministero. Su entrambi i temi hanno già chiesto i colleghi e io mi associo sulla richiesta. Sui documenti relativi al materiale sequestrato nessun problema, purché sia accettata la presa di posizione, quell’avvio di contraddittorio inserito nella consulenza del professor Pompa. Faccio notare a mo’ di commento sulla situazione di sfondo questo dato: il Pubblico Ministero ha riferito qui, e l’abbiamo letto nelle carte, che sul materiale sequestrato è stato svolto un accertamento irripetibile ex articolo 360 in contraddittorio, ma con chi? Con i pescatori a cui il materiale è stato sequestrato. Mi sarebbe parso ragionevole, sullo sfondo di questo processo, in una situazione cioè in cui il pescato abusivo è direttamente rilevante, che al contraddittorio sul biota sequestrato fosse stata chiamata a partecipare anche la difesa di imputati che si sapeva essere destinatari del problema. L’abbiamo ripristinato noi il contraddittorio, sia pure successivo, attraverso una verifica su quanto risulta da quelle carte che il Pubblico Ministero richiede di introdurre. Nessuna opposizione ma soltanto a condizione che sia dato spazio alla risposta. La stessa considerazione vale per quanto concerne le indagini relative ai pozzi; anche qui l’ammissione del nuovo materiale è strettamente condizionata alla possibilità di un contraddittorio della difesa mediante l’introduzione dei nuovi accertamenti e delle valutazioni dei nostri consulenti professor Francani e la sua équipe. Con riferimento a tutti gli altri materiali, pongo ancora qualche problema di dettaglio, meno rilevante di quelli trattati finora. Una annotazione che sostanzialmente è di difesa, di attenzione alla dignità di una persona che ha partecipato a questo processo: in uno dei due faldoni, 81 o 82, dell’ultima produzione del Pubblico Ministero, di cui egli ha chiesto poc’anzi la ammissione, è contenuta una richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Foggia relativa ad una questione che non ha nulla a che fare con il presente processo, né direttamente né indirettamente, perché si tratta di questione diversa. L’unica connessione è che tra le persone delle quali la Procura di Foggia chiede il rinvio a giudizio vi è una persona che è comparsa sulla scena di quest’aula non come imputato. Non voglio farne il nome per rispetto della persona. Chiederei che quell’atto, che non ha nulla a che fare con il presente processo, venga espunto. Altro punto particolare: in uno dei faldoni prodotti dal Pubblico Ministero - adesso mi sfugge se nella produzione prima o seconda - sono contenute alcune schede o quaderni in cui si dà atto delle esposizioni in zona sorvegliata di taluni lavoratori. E` una esposizione - almeno così abbiamo capito, può darsi che la stanchezza ci porti a sbagliare - sono esposizioni di lavoratori nella zona sorvegliata del riparto TDI. Il reparto TDI riguarda le ammine aromatiche, cioè un agente, una sostanza che non ha a che fare con ciò che è oggetto del processo. Abbiamo qui documentazione pertinente alla prova, che credo del resto sia già stata in qualche modo introdotta per dichiarazioni di consulenti dell’accusa o della difesa, non ricordo, ma è probabile che sia già agli atti del processo che al TDI si manipolano ammine aromatiche, che le ammine aromatiche hanno un loro problema di zona sorvegliata. Ci hanno fornito qui documentazione che questo verrebbe a confermare: ci sono le ammine aromatiche, non c’è il CVM, non ci sono quelle sostanze che sole ci interessano nella prospettiva della salute in fabbrica. E l’esposizione sul luogo di lavoro non ha a che fare né con il CVM né con il capitolo ambientale. Per filtro elementare di esclusione di un superfluo che potrebbe ingenerare equivoci, questa documentazione relativa all’esposizione ad ammine aromatiche dovrebbe essere espunta. Considerazioni di questo genere, vale a dire una valutazione in prima fase di irrilevanza, possono essere prospettate con riferimento ad altri documenti di cui il Pubblico Ministero chiede la produzione, i quali riguardano casi concreti del tutto estranei a quelli che interessano il presente processo: le vicende americane del caso Grass e del caso Massachusetts ed anche il documento relativo all’angiosarcoma di Ravenna, documenti numero 4, numero 5 e numero 22 delle produzioni del Pubblico Ministero. Si tratta di documentazioni parziali e frammentarie relative a casi concreti collocati altrove. Nel dibattimento si è, nel corso del tempo, parlato anche di situazioni dislocate altrove, ma mai nella prospettiva, mai nella pretesa di introdurre elementi probatori relativi a fatti specifici che come tali non fanno parte della materia del giudizio; si è discusso di indagini epidemiologiche o di indagini a largo spettro, dove si delineano scenari di eventuale rilevanza per quanto concerne lo stato del sapere scientifico, dove si sconta anche la eventuale imprecisione sul caso singolo. La pretesa di introdurre materiali che parrebbero volere indicare: abbiamo provato che in quel luogo è avvenuto questo, non c’è mai stata; documenti frammentari come quelli introdotti dal Pubblico Ministero avrebbero senso soltanto come punto di avvio di un’indagine probatoria che miri a chiudere un accertamento su casi singoli, i quali non interessano in questa sede. Sono questioni, come dicevo, tutto sommato marginali, quando parlo di documenti irrilevanti faccio un discorso che è in questa sede lo stesso che farei qualora i documenti venissero ammessi, la irrilevanza sostanziale probatoria del documento lo rende comunque marginale. Credo che in questa fase terminale del dibattimento, dove si debbono cominciare a stringere le fila di un discorso finalizzato alle valutazioni finali, l’esclusione anche di questi documenti sia un concorso, sia pure limitato, a un’opera di pulizia delle carte che già ci opprimono largamente con il loro peso.

 

Avvocato Bettiol: per la difesa Zerbo. Presidente, io semplifico il mio intervento dicendo chiaramente che mi oppongo a tutta la acquisizione degli atti del Pubblico Ministero. Io credo, ho un po’ la vaga impressione che forse il processo, l’istruttoria dibattimentale stia cominciando adesso e che forse, da trattazione teoriche sulle quali si è fondata la pubblica accusa, forse adesso si cerca, proprio alla fine del dibattimento, di introdurre i dati processuali che possono avere un qualche interesse a suffragio della tesi della pubblica accusa. Ora, però queste chiaramente sono osservazioni fattuali, il processo è regola di diritto; e torniamo ad un discorso che io ho già fatto altre volte su quelle che sono le funzioni e i limiti dell’attività integrativa d’indagine del Pubblico Ministero; il Pubblico Ministero ha libertà piena di fare le indagini, ma lo scopo di queste indagini è fare istanze al Giudice del dibattimento; lo scopo di queste indagini non può essere certo l’acquisizione di atti che non sono acquisibili sic et simpliciter; il Pubblico Ministero svolge delle analisi, si sa che c’è del pescato clandestino nella zona privata, dice: ho queste analisi. Benissimo Pubblico Ministero, dica che ha queste analisi e chieda perizia, si abbia il coraggio di arrivare in fondo, al centro di questo problema, che è la formazione della prova nel contraddittorio. Invece qual è la linea che si persegue? E’ la introduzione non tanto e non solo di un documento, pazienza, un documento può avere anche, tipo una quietanza, un bando di gara per determinati lavori d’appalto, un avviso di divieto di pesca, può essere certamente acquisito senza gravi problemi per nessuno. Ma le cose cambiano allorquando invece si vogliano inserire atti relativi ad un avvelenamento da cianuri; scusate, credo che sia, visto che l’imputazione è l’avvelenamento, forse bisognerà discuterne un momento in contraddittorio e sentire dei testimoni. Si dice: ma guarda, abbiamo scoperto dei pozzi, dei pozzi pieni di CVM. E tutto ciò, così, lo buttiamo come un dato che si acquisisce documentalmente, ce lo prendiamo e ce lo portiamo a casa. No, credo che vi siano delle regole ben precise che vadano rispettate, e queste regole risalgono all’articolo 430 del Codice di Procedura Penale e al sistema nel suo complesso che esige la formazione della prova nel contraddittorio. Si dirà: ma il consenso può superare tutto? E va bene, perché sia chiaro, signori del Tribunale, la difesa di Zerbo non dà nessun consenso alla acquisizione di nessuna prova, e ciò sia chiaramente verbalizzato. Noi vi chiediamo, se si ritiene che la documentazione possa essere utile ai fini del raggiungimento della verità processuale, il rispetto delle regole, regole che intanto impongono anche un congruo tempo per la difesa affinché possa esaminare tutti gli atti, predisporre le difese che anche interessano la specifica posizione dell’imputato, perché le difese riguardano gli imputati come persone fisiche alla fine della fiera, dopodiché si valuteranno le istanze probatorie che il Pubblico Ministero vorrà fare e la difesa vorrà fare. Insistiamo comunque per la assoluta, in principalità, reiezione di tutte le acquisizioni chieste dal Pubblico Ministero, verbalizzando espressamente che non si presta consenso a nessuna acquisizione.

 

Avvocato Padovani: per la difesa Montedison. Debbo premettere che, a differenza dei nostri colleghi Enichem, noi non siamo riusciti ad impadronirci fisicamente di tutte le carte depositate, soprattutto quelle relative al deposito del 20 aprile, trattandosi di una mole imponente ed essendo i giorni a disposizione piuttosto pochi, perché di fatto si è trattato di una attività che ha potuto svolgersi soltanto - l’attività di fotocopiatura dico - soltanto la mattina e per una decina di giorni al massimo; tanto più che questa attività non poteva concentrarsi, almeno in linea di partenza, solo sui faldoni da 80 in poi che hanno formato oggetto della richiesta dibattimentale del Pubblico Ministero; hanno dovuto tener conto anche dei primi 80 faldoni che lì stavano in una situazione certo ancora giuridicamente non definita ma, per così dire, in una sorta di aspettativa. Si poteva presumere - questo ci pareva il senso del deposito - che anche per questi primi 80 faldoni si esprimesse da parte del Pubblico Ministero una richiesta che poi non c’è stata, per carità, in modo pienamente legittimo, ma questo solo per spiegare le ragioni che hanno ostacolato la piena conoscenza fisica di questi atti. Con tutto ciò abbiamo naturalmente potuto impadronirci, sia pure in termini generali, del loro contenuto, e siamo quindi in grado di interloquire sul punto, anche se non con la dovizia di elementi che hanno meritoriamente caratterizzato gli interventi della difesa di parte Enichem. E a questo proposito debbo dire che a me sembra chiaro come i faldoni dal 14 al 17 e poi dal 18 al 20 dei documenti depositati il 3 aprile 2001, e cioè quei faldoni che si riferiscono alla acquisizione di atti formati in altri procedimenti o a copie di atti di sequestro o ad accertamenti irripetibili, e qui mi pare si tratti dei faldoni da 14 a 17, non possono essere acquisiti semplicemente perché lo vieta l’articolo 238 del Codice di Procedura Penale; qui non si tratta, mi pare, nemmeno di una attività integrativa d’indagine; qui si tratta di atti di altri procedimenti che non rientrano nella tipologia prevista. In ogni caso, e ad abbundantiam direi, si tratterebbe di acquisizioni in manifesta violazione della regola del contraddittorio, che certamente è richiamata - come ricordava poc’anzi correttamente il professor Bettiol - anche dall’articolo 430, che finalizza l’attività integrativa d’indagine del Pubblico Ministero alle richieste dibattimentali, quindi non alla produzione di prove in quanto tali. Quindi si tratta certamente di una documentazione inammissibile, così com’è inammissibile la documentazione che si riferisce ai verbali di prelievo ed agli esami sui pozzi, dal 18 al 20 se non ho capito male, ma comunque il contenuto è quello, perché si tratta manifestamente di una attività compiuta in violazione delle regole del contraddittorio. Ora, se questa attività fosse stata finalizzata ad una richiesta del Pubblico Ministero, avrebbe potuto essere interpretata alla stregua dell’articolo 430; ma mi pare che il Pubblico Ministero, se ho bene inteso, voglia produrre questa documentazione allo scopo di farla valere in questo processo come un elemento di prova, ed allora no, no, perché non si tratta più soltanto di interpretare qualche disposizione del Codice, si tratta di interpretare ciascuna disposizione del Codice e il sistema nel suo complesso alla luce dell’articolo 111 della Costituzione, che assicura il rispetto della regola del contraddittorio nella formazione della prova. Quindi, in quanto si voglia presentare al Tribunale elementi probatori asseritamente formati, in violazione di questa regola del contraddittorio, siamo in presenza di una violazione manifesta delle disposizioni codicistiche in quanto necessariamente interpretate alla luce dell’articolo 111. Per quanto riguarda poi la documentazione che si riferisce agli scarichi, e cioè a quella complessa documentazione che, se non ho mal capito, va dal faldone 83 al faldone 111, ma i numeri hanno poca importanza, la documentazione acquisita a vario titolo presso lo stabilimento o comunque a titolo di sequestro presso lo stabilimento o perché prodotta spontaneamente, non lo so, si tratta di una documentazione che di per sé nulla dice. Mi spiego meglio: se si pensa, se si suppone di introdurre questi documenti in quanto rappresentativi di qualcosa che possa far prova nel procedimento, ancora un volta bisogna dire no, perché si tratterebbe di una prova formata in assenza del contraddittorio, senza che si sia potuto in alcun modo interloquire sulla natura, i caratteri, la funzione, il significato, la validità di quei documenti. Diversamente non vedo a che pro questi documenti debbano essere prodotti, quindi di per sé non possono avere alcuna valenza probatoria, se non sottoposti al contraddittorio; la difesa di parte Montedison in linea di principio non si oppone, ma ad una condizione precisa: che su tutta questa documentazione sia assicurato il pieno, integrale ed esaustivo contraddittorio. Noi non abbiamo potuto portare i nostri consulenti, non siamo stati... non dico diligenti, come i nostri colleghi, perché non avremmo potuto essere diligenti fino a quel punto, ho spiegato all’inizio le ragioni che di fatto e materiali ci hanno impedito, nel tempo concessoci, di non solo apprendere fisicamente ma di valutare criticamente. D’altra parte mi pare di aver inteso dalle parole dei colleghi che anch’essi hanno compiuto un’opera di valutazione del tutto sommaria e preliminare, che a mio giudizio non sarebbe comunque soddisfacente perché non consentirebbe un effettivo contraddittorio sul punto. Dice bene - mi pare - il professor Bettiol quando in qualche modo evoca per questa fine dell’istruttoria dibattimentale le cadenze di un inizio. Se alla fine di una istruttoria dibattimentale si prospetta la produzione di dozzine, dozzine e dozzine di faldoni contenenti documentazione varia, un osservatore esterno, neutrale, che capitasse in quest’aula, direbbe: to’, sono alla richiesta dei mezzi di prova, stanno subito dopo la lettura del capo di imputazione, questo direbbe, non sono certo alla fine, perché con questa mole di carte devono avere ancora del tempo per discuterci sopra, per stabilire che cosa c’è in queste carte, che significato hanno, come vanno interpretate. Quindi, rispetto a questa documentazione, la posizione è che intanto esse possono essere ammesse in quanto siano sottoposte ad un pieno ed esaustivo contraddittorio; diversamente in questo processo non possono entrare.

 

Avvocato Giarda: signori del Tribunale, sarà perché ho una deformazione per altro verso, ma devo francamente dire subito che l’iniziativa del Pubblico Ministero mi ha molto sorpreso, soprattutto perché avviene nel 2001, cioè ad un anno di distanza dall’entrata in vigore delle regole sul giusto processo, che a partire dagli inizi del gennaio 2000 ha modificato radicalmente il sistema di formazione della prova nel processo penale, quindi anche in questa logica devono essere riletti tutti gli istituti che finora avevano consentito al Pubblico Ministero di procedere ad una formazione progressiva delle fonti di prova nel dibattimento. Ora esiste un principio che, a meno di una previsione esplicita di un altro principio normativo, cioè un’altra norma di legge, vuole che la prova possa essere formata solo nel contraddittorio delle parti. Da questo punto di vista è opportuno tenere presente che quando il legislatore costituente ha modificato l’articolo 111, ha voluto bandire dal sistema del processo la possibilità di un recupero postumo di un contraddittorio basato sulla valutazione dei risultati di prova. E` una scelta della difesa, semmai, ma solo nei casi previsti dalla legge. Io vi verrei addirittura a dire che non c’è disponibilità da questo punto di vista, perché la legge non prevede la disponibilità di un annientamento della difesa nella formazione della prova in sede dibattimentale. L’unica fase che si può eventualmente ricondurre a questa disponibilità della difesa è quella del giudizio abbreviato o dei procedimenti speciali. Dunque, se noi partiamo da questo punto di vista, e partiamo cioè dalla regola indefettibile, perché di rilevanza costituzionale, secondo cui la prova si può formare nel senso che il risultato di prova utilizzabile ai fini del decidere è il risultato solo di un’attività dialettica di contraddittorio delle parti, tutto quello che ha cercato e ha chiesto di introdurre il signor Pubblico Ministero, sia negli atti depositati il 3 aprile che negli atti depositati il 20 aprile, sono in violazione netta con il principio della formazione della prova nel contraddittorio delle parti. E dunque, se questa è la regola, dobbiamo domandarci anzitutto se è una regola di natura vagamente programmatica, come tante volte figurano nella Costituzione, oppure se sono norme già immediatamente precettive, che incidono direttamente sulla validità degli atti processuali. Che questa sia la seconda, che il secondo di questi interrogativi sia quello corretto lo dimostra semplicemente il decreto legge risalente al 7 gennaio 2000, convertito nella legge 7 febbraio del 2000, quando, su intervento del Ministero Diliberto, si è data attuazione immediata a quel principio. Non solo, ma se noi abbiamo la bontà di scorrere le norme che sono state modificate recentemente dalla legge numero 63 del primo marzo del 2001 ci rendiamo conto che ormai il principio della formazione della prova in contraddittorio delle parti è una regola che fa parte dei principi generali del processo; a tacere di ogni altra considerazione basti ricordare la disciplina attuale dell’articolo 500: ciò che viene contestato ai testimoni per poterne saggiare la credibilità non è mai utilizzabile ai fini di ricostruire i fatti oggetto dell’imputazione, perché servono solo ai fini della ricostruzione della credibilità dei testimoni. Sulla base di questa premessa mi sembra evidente che i tre gruppi di, chiamiamoli documenti ma in realtà non sono documenti, altro non sono che delle estrinsecazioni documentali di una attività di vera e propria indagine, forse lo sono anche quelle relative all’analisi degli scarichi, e vedremo in che senso. I due gruppi certamente che sono risultati di una attività d’indagine, cioè il sequestro del pescato ad alcuni pescatori che, in frode alla legge, pescavano dove non dovevano e le conseguenti analisi, sono atti di attività pura e semplice di indagine, prelievo ed esame del contenuto; il risultato di quel prelievo e di quell’esame del contenuto può servire solo al Pubblico Ministero, perché né in sede di campionatura né in sede di analisi è mai stata presente la difesa degli imputati né dei Responsabili Civili. Conseguentemente sono atti che sono intrinsecamente viziati; guardino, signori del Tribunale, che qualcuno è arrivato a dire che ci troviamo di fronte a degli atti che, al di là delle prospettive formali legate alla identificazione di una sanzione specifica, essendo intrinsecamente contrari a norme costituzionali sono atti illeciti dal punto di vista dell’esperienza del processo penale. E` rimasta famosa la sentenza della Corte costituzionale che, invocando proprio una norma di carattere costituzionale, ha dichiarato illecita una perquisizione e sequestro di appunti che erano stati trovati nella cella di un detenuto. E` la stessa cosa, se un atto processuale è compiuto in violazione di una norma di carattere costituzionale, non conta la previsione specifica di una sanzione testuale di tipo formale, è l’atto intrinsecamente illecito e, come tale, va espunto dal processo. Questo vale non solamente per l’esame, i prelievi e l’esame del pescato sulle barche dei pescatori avvenuti nel febbraio-marzo del 2001, ma vale anche per le analisi dei pozzi. Mi vi è una differenza forse direi importante: che addirittura il prelievo e l’esame avvenuto sulle barche dei pescatori riguarda soggetti diversi dagli attuali imputati del procedimento che si sta celebrando, e dunque anche da questo punto di vista vi è un’ulteriore ragione di opposizione all’acquisizione di questi documenti. Certamente la situazione è da valutare in quest’ottica e proprio per queste ragioni credo che non si possa prescindere dalla esistenza di una violazione della Costituzione. Io capisco che si possa tentare di recuperare in qualche misura il contraddittorio attraverso una richiesta da termine a difesa per valutare i risultati dell’attività del Pubblico Ministero, ma è un contraddittorio monco, perché la Costituzione è molto chiara nel dire che il contraddittorio deve precedere la formazione del risultato di prova e non limitarsi ad una semplice valutazione della stessa. Per questo ci pare che in un clima completamente cambiato con l’entrata in vigore del giusto processo non si possano più accettare soluzioni di quelle che stanno alla base delle iniziative del Pubblico Ministero, perfettamente comprensibili, per carità, non stiamo facendo ovviamente un processo a nessuno, stiamo solo dicendo che sul piano delle categorie generali del processo questo tipo di iniziativa non può più trovare accoglimento nell’ambito di un dibattimento di primo grado. In parte diversa è la situazione relativa ai documenti che concernono gli scarichi e quindi la parte che concerne la documentazione sulla quale erano stati evidentemente appuntati i risultati di queste attività di scarico; in parte diversa perché, se abbiamo capito bene i limiti di conoscenza di cui ha parlato il professor Padovani, è comune a tutti, dovrebbero essere appunti della parte che li ha vergati in questi termini, quindi non è il risultato di un’attività di ricerca e di analisi. Però da questo punto di vista, considerato che non c’è la possibilità alcuna di valutare, di fare diversamente, mi permetto ricordare all’illustrissimo Tribunale che la norma dell’articolo 238 comma 3, così come modificato dalla legge 63 del 2001, stabilisce che è comunque ammessa la acquisizione della documentazione e di atti che non sono ripetibili, e possiamo anche ammettere che non lo siano così nella loro storica verificazione, ma non sono ripetibili. Ma se la ripetizione dell’atto è diventata impossibile per fatti o circostanze sopravvenuti, l’acquisizione è ammessa solo se si tratta di fatti o di circostanze imprevedibili, e qui non credo che siamo di fronte alla previsione normativa. Quindi, anche da questo punto di vista, penso che ci si possa ragionevolmente opporre alla acquisizione dei documenti che concernono gli scarichi avvenuti all’interno del Petrolchimico. Mi pare che sia sufficientemente chiaro, direi negli interventi di tutti, che l’acquisizione di questi due gruppi di atti d’indagine e di questo gruppo di documenti provenienti dalle parti in senso lato urti, urti profondamente con i principi del giusto processo ed urti soprattutto con quella regola, che a mio avviso è indisponibile addirittura dalla difesa, perché riguarda l’accertamento oggettivo dei fatti, che è stata siglata dall’intervento della legge 23 novembre 1999 sul giusto processo. Da qui la opposizione e da qui la esigenza di non acquisire gli atti che sono stati oggetto del deposito da parte del Pubblico Ministero. Non aggiungo nient’altro sulla necessità comunque di un differimento per una valutazione globale nell’eventualità che il Tribunale dovesse ritenere diversamente l’impostazione che ho dato, ma credo che basterebbe leggere le prime sentenze della Corte Costituzionale attuative dell’articolo 111 della Costituzione per rendersi conto che una volta per tutte la Corte ha detto che il principio della non dispersione dei mezzi di prova non esiste più ed esiste solamente il principio secondo cui i risultati di prova si formano solo nel contraddittorio delle parti. Grazie.

 

Pubblico Ministero: Presidente, posso dire due parole rapidissime? Perché c’erano alcuni elementi di fatto sui quali volevo dire due cose. Una riguarda quei rapporti di prova che sono stati consegnati in relazione ai pozzi: come risulta dai verbali, innanzitutto si tratta di attività di Polizia giudiziaria, me lo confermava l’ispettore Spoladori, che è presente, sui quali sono indicati esattamente i luoghi dove sono stati effettuati i prelievi, quindi si sa benissimo dove sono, sono a fianco di discariche, quindi questa è la prima cosa. Poi sono stati dati degli incarichi per verificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti sia al dottor Raccanelli sia a SGS; per la parte SGS poi ha risposto e ha fatto questi rapporti di prova. Faccio rilevare sul fatto un’altra cosa: da questi rapporti di prova risulta esattamente quando sono stati prelevati i campioni, cioè il 22 marzo 2001, sono arrivati lo stesso 22 marzo 2001, portati dall’ispettore Spoladori, e l’inizio delle prove è lo stesso 22 marzo 2001, quindi sul fatto non vi è proprio nessuna intromissione da parte di nessuna persona in nessun genere. Per quanto riguarda le precedenti analisi sui pozzi, non era mai stata controllata da parte di nessuno, neanche dall’ispettore Spoladori, la presenza di CVM e sostanze di questo genere, ma soltanto i metalli pesanti, questo è un dato che risulta dagli atti. Un’altra cosa rispetto alle osservazioni dell’avvocato Pulitanò; in effetti ci sono delle carte che riguardano il TDI che non c’entrano con questo processo, sono state comunque depositate, tali attività, perché semplicemente l’aveva chiesto l’avvocato Cesari. Nella marea di documenti sono rimaste lì inserite, non ho nessun problema a dire... c’è la sua richiesta scritta avvocato Cesari, non protesti, scritta e autorizzata.

 

Avvocato Cesari: io ho chiesto gli atti sequestrati il 30...

 

Pubblico Ministero: C’è la richiesta, non c’è nessun problema.

 

Presidente: la mettiamo tra parentesi questa cosa, dopo la discutete tra di voi.

 

Pubblico Ministero: comunque sono rimasti dentro nella marea, ma ovviamente non c’è nessun problema. Per quanto riguarda gli scarichi e la documentazione sugli scarichi, faccio presente che si tratta di documentazione irripetibile quasi per definizione, vorrei dire, e che esiste un articolo 237 che dà la possibilità di acquisire, anche d’ufficio tra l’altro, documenti che provengono da una parte processuale come quella imputata. Un’ultima cosa: per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio che era stata depositata, perché atto era pervenuto perché entrasse nelle conoscenze delle parti processuali, riguardava una richiesta di rinvio a giudizio, come tra l’altro è venuto fuori già in dibattimento tra l’altro, quindi non è una novità, del professor (Fuà) proprio come consulente tecnico. Non ho nessun problema, mi rimetto su questa posizione. Mentre su tutte le altre richieste ed eccezioni di non acquisizione, chiedo che vengano rigettate e che vengano acquisiti tutti gli atti.

 

 

ORDINANZA

 

IL TRIBUNALE, sulle richieste del Pubblico Ministero di acquisizione di documentazione di cui agli avvisi di deposito di data 3/4 e 20/4/2001, così decide: acquisisce la documentazione medica pertinente ai casi Bolzonella, Ruzza e Carraro in quanto già discussa dai consulenti delle parti; acquisisce inoltre la relazione del Magistrato alle Acque relativa agli scarichi provenienti dall’insediamento del Petrolchimico, di cui si è già discusso nell’ambito del processo; acquisisce altresì gli studi sulle tapes philippinarum perché citate in sede di controesame dai consulenti di Montedison, quindi anch’esse oggetto di contraddittorio; acquisisce la documentazione IARC maggio-settembre 2000, cioè gli studi sugli angiosarcomi, perché sollecitata dallo stesso Tribunale in sede di audizione dei consulenti Simonato e Boffetta; acquisisce la documentazione EPA sul CVM ed EPA 2000 sulle diossine nonché della rivista Cancer 1996, trattandosi di documentazione di carattere scientifico o comunque proveniente da organismi a cui si è fatto continuo riferimento nell’ambito del processo; acquisisce la documentazione citata nel corso della deposizione dei testi Accetto, Mazzolin e Polo, nonché dei file pertinenti all’escussione del teste Porcu; acquisisce la relazione di sintesi dei consulenti del Pubblico Ministero e le controdeduzioni alle relazioni dei consulenti delle difese, nei limiti peraltro in cui illustrino valutazioni rese dai consulenti in sede di istruttoria dibattimentale, quindi con esclusione di quelle relazioni o di quelle parti di esse che abbiano con quelle tematiche una mera comunanza; ovviamente questa limitazione vale non solo per il Pubblico Ministero ma vale anche per quelle relazioni dei consulenti delle difese che fuoriescono da questi limiti che sono posti da questa ordinanza; acquisisce gli interrogatori resi in sede di indagine dagli imputati in quanto non sottopostisi agli esami; questo per quanto riguarda le acquisizioni. Quanto alle richieste di acquisizione di copia dei fascicoli relativi a procedimenti nei confronti di autori di pesca in acque precluse, cioè faldoni 14, 15, 16, 17, ritiene il Tribunale di acquisire unicamente il processo verbale di sequestro ai sensi dell’articolo 238 terzo comma Codice di Procedura Penale perché pertinente al tema dell’esistenza di pratica di pesca abusiva; ritiene invece il Tribunale di non poter acquisire le analisi operate sul pescato sequestrato perché non assistite dalle garanzie di cui all’articolo 360 Codice di Procedura Penale e in ogni caso ritenendo conclusa l’istruttoria con l’audizione dei consulenti delle parti all’udienza odierna sul tema della contaminazione del biota nelle acque lagunari; allo stesso modo ritiene il Tribunale di acquisire le denunce presentate dai rispettivi interessati alla Giunta regionale Veneto sull’uso di pozzi, e ciò ai sensi dell’articolo 234 Codice di Procedura Penale, escludendo peraltro l’acquisizione di ogni esito analitico, perché non assistito da garanzie di contraddittorio, e per essere stato il tema in questione relativo cioè alla contaminazione delle acque e dei pozzi, già esaminato dai consulenti delle parti nel contraddittorio; rigetta l’istanza di acquisizione della documentazione medica pertinente ai casi clinici di angiosarcoma accertati dall’autorità giudiziaria degli Stati Uniti ed altresì la documentazione medica del caso di angiosarcoma di un lavoratore dipendente dello stabilimento Petrolchimico di Ravenna esposto dal 1974 perché tale documentazione non è stata esaminata nel contraddittorio delle parti e perché comunque tale tema, quello dell’esposizione alle basse dosi, è stato già ampiamente trattato, senza voler escludere comunque una valutazione da parte del Tribunale dei dati di letteratura su tali casi; rigetta altresì l’istanza di acquisizione di richieste di rinvio a giudizio della Procura di Foggia perché inconferenti, nonché la documentazione attinente all’esposizione di lavoratori presso il reparto TDI ad agenti che non sono pertinenti all’imputazione di questo processo; infine, per quanto attiene alla documentazione acquisita dal Pubblico Ministero presso l’Enichem, costituita da certificazioni di analisi degli scarichi, ritiene il Tribunale ammissibile l’acquisizione ai sensi dell’articolo 234 Codice di Procedura Penale, trattandosi di documenti preesistenti al processo; ritiene peraltro il Tribunale che sia necessaria da parte dei consulenti delle parti l’illustrazione della natura di tali documenti, del significato dei risultati delle analisi complessivamente considerati, anche in termini di frequenza ed entità dei superamenti dei limiti tabellari previsti dalle norme di legge vigenti nel corso del tempo.

 

Presidente: a questo fine, pur avendo presente il Tribunale che i limiti temporali possono essere ristretti ai fini di una compiuta conoscenza di tali documenti da parte delle difese, ritiene il Tribunale che, tenuto conto del programma - che è già stato illustrato - di fissare l’udienza del 15 di maggio per l’audizione dei consulenti delle parti al fine che è stato indicato. Ovviamente rimanendo immutato il programma poi che è già stato fatto, è chiaro. Se ci sono delle osservazioni in proposito, fatele.

 

Pubblico Ministero: alcune delucidazioni soltanto. Una riguarda la questione degli studi di letteratura, tra cui studi IARC, vari autori che sono indicati, che erano stati depositati il 3 aprile, se questa letteratura scientifica è stata acquisita o no.

 

Presidente: sì, ma l’abbiamo detto.

 

Pubblico Ministero: perché avevo capito solo per tapes philippinarum.

 

Presidente: la documentazione IARC maggio-settembre 2000, studi sugli angiosarcomi.

 

Pubblico Ministero: siccome ci sono degli studi...

 

Presidente: scusate, non avete seguito la lettura dell’ordinanza. Avvocato Vassallo abbia pazienza. Per quanto riguarda EPA abbiamo detto EPA sul CVM, EPA 2000 sulle diossine, quindi abbiamo ammesso. Pubblico Ministero, se ci siamo dimenticati di un qualche cosa, per carità, può anche esserci sfuggito.

 

Pubblico Ministero: può essere sfuggito a me, siccome sono degli studi di letteratura, cito alcuni nomi, Wettern, Nicolova...

 

Presidente: io vorrei che faceste riferimento un po’ a quello che è lo spirito dell’ordinanza, cioè quello che è documento che ormai si riferisce a temi che sono stati trattati, ma voglio dire, non prendiamo il tema nella...

 

Pubblico Ministero: sono studi di letteratura, certo, di riferimenti già effettuati.

 

Presidente: con riferimento proprio già a quelle che sono state le questioni che qui sono state trattate.

 

Pubblico Ministero: l’ultima cosa allora, perché per il resto allora mi è chiaro: i faldoni 81 e 82 depositati il 20 aprile, che riguardavano degli atti fotocopiati contestati durante i vari esami, che risultano anche da alcuni verbali...

 

Presidente: già questo l’abbiamo detto, perché nel momento in cui si è svolto per l’appunto il contraddittorio su quella documentazione, nel momento dell’escussione del teste, abbiamo ritenuto che di quel documento si è discusso, quindi è acquisito.

 

Avvocato Zaffalon: l’ordinanza non si è pronunciata su documenti prodotti dalle altre parti. Per esempio io ho prodotto, per fare un caso, degli stati di famiglia, so che altri colleghi hanno prodotto altri documenti. Credo che non ci siano problemi, ma credo che vadano ammessi esplicitamente.

 

Presidente: guardate, ancora una volta, vi ripeto, qui noi ci siamo pronunciati su quelle che sono state le questioni sollevate. Lì dove non vi è stata nessuna questione, vuol dire che vi è un consenso delle Parti, quindi voglio dire, non abbiamo neppure ritenuto di pronunciarci.

 

Avvocato Stella: Presidente, noi depositiamo le relazioni, allora.

 

Presidente: tagliando tutte le parti non... Guardi che comunque il Tribunale, con questa ordinanza, ha posto dei limiti a cui si atterrà anche in termini di inutilizzabilità, se voi non ritenete di doverle depurare. Avete il tempo per poterlo fare questo lavoro, diciamo, avete il tempo perché non è necessario depositarle immediatamente, se volete farlo lo fate, altrimenti il Tribunale non lo utilizzerà.

 

Avvocato Stella: depuriamo.

 

Presidente: ci sono ancora delle osservazioni, delle domande di precisazione? No, benissimo.

 

Avvocato Schiesaro: per il verbale, Presidente, martedì ovviamente noi porteremo il consulente dottor Coccheo sulla parte degli scarichi.

 

Presidente: il consulente del Pubblico Ministero, martedì, chi verrà?

 

Pubblico Ministero: verrà sicuramente uno, però devo pensare un attimo chi.

 

Presidente: è possibile sapere i consulenti difesa Enichem e difesa Montedison?

 

Avvocato Stella: professor Foraboschi e dottor Colombo sugli scarichi.

 

Avvocato Alessandri: Presidente, mi consenta la riserva sul nome perché devo sapere chi sarà disponibile il 15.

 

Pubblico Ministero: essenzialmente è questo il problema. Sarà uno, come abbiamo fatto per Berlino?

 

Presidente: cerchiamo di fare uno, uno per la parte civile, uno per il Pubblico Ministero, uno per una difesa Enichem ed uno per la difesa Montedison, se è possibile.

 

RINVIO AL 15 MAGGIO 2001

 

 

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