UDIENZA DEL 14 LUGLIO 2000

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all’appello. Va bene, allora oggi iniziamo l’istruttoria di quel capo di imputazione, il 367 e 658 che è il reato che è addebitato all’imputato Pisani Lucio.

 

Avvocato Accinni: sperando così di non interferire sul programma del Tribunale, all’ultima udienza ci eravamo lasciati sulla riserva delle altre parti di interloquire sull’istanza che era stata presentata, chiederei se fosse possibile, siccome noi siamo un po’ meno interessati al capo di imputazione che va a iniziare, mentre ovviamente siamo interessati...

 

Presidente: pensavamo di farlo alla fine della mattinata, se siete ancora qua tutti presenti, incominciare intanto l’istruttoria e poi eventualmente il Tribunale raccoglie eventualmente le posizioni delle altre parti e poi si pronuncia su quelle che erano state le sollecitazioni dell’avvocato Alessandri dell’udienza di ieri l’altro. Facciamo così?

 

Pubblico Ministero: come vuole Presidente. Io volevo solo precisare due cose in relazione alla scorsa udienza, nel senso che sono state depositate al termine dell’udienza quattro consulenze dalla parte Enichem e una delle quattro consulenze, a parte non essere firmata, non si sa chi è, non è neanche completa, e quindi non so neanche come indicarla, ecco, per una consulenza è successo questo. Poi un altro discorso molto rapido relativamente al registro angiosarcomi e all’invito del Pubblico Ministero alle aziende a produrlo, volevo solo far presente che cliccando molto rapidamente Internet sul sito dell’associazione europea viene fuori che i membri di questa associazione europea sono anche delle aziende che fanno parte di questo processo, in particolare c’è anche Enichem, c’è Polimeri Europa di cui fa parte Enichem, c’è EVC di cui fa parte Enichem e c’è anche Ausimont che cliccando un altro sito viene fuori che è una società del gruppo Montedison, quindi volendo le aziende potrebbero essere in grado di produrre questo registro angiosarcomi. Il parere sulla richiesta dell’avvocato Alessandri, come diceva il Presidente, lo darò successivamente.

 

Avvocato Alessandri: rispetto l’ordine del Tribunale, speravo si potesse far subito, ma prendo atto. Per quanto riguarda il registro dei tumori io ho richiesto sulla base della sollecitazione del Pubblico Ministero alla società la quale mi ha confermato che allo stato attuale delle ricerche non dispone di questo documento, peraltro volevo chiedere, mi rendo conto che è una domanda che non faccio al Tribunale ma la faccio al Pubblico Ministero, se sia un registro dei tumori diverso da quello che è già depositato agli atti e che mi risulta essere depositato tra l’altro anche con i documenti depositati con la lista Enichem del 9 maggio 1998 documento 52 registro angiosarcomi aggiornato al 1991. Che questo sia l’aggiornamento ultimo sembrerebbe confermato anche dal lavoro di Mont che lo cita aggiornato al 1991. Chiedo se è un documento diverso che vuole il Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: il problema mio è proprio questo, non potendo vedere questo registro non so a quando è aggiornato, proprio perché il registro tumori del Veneto sappiamo che è aggiornato al ‘96, quello non si riesce a sapere, e quindi non lo so.

 

Avvocato Alessandri: aggiornato dopo il ‘91 per quanto riguarda Montedison evidentemente non è possibile.

 

Pubblico Ministero: certo, non era riferito solo a Montedison, il riferimento è a tutto l’insieme degli angiosarcomi di cui abbiamo ampiamente discusso.

 

Presidente: comunque prendiamo atto che intanto un registro tumori aggiornato fino al ‘91 è in atti e che se vi è un aggiornamento di questo registro o vi è un altro registro che è stato tenuto, eventualmente si possono fare degli accertamenti in proposito, il Tribunale, Pubblico Ministero lei è in grado di poterli fare e il Tribunale eventualmente, nel caso in cui lei ci dia un’indicazione precisa, se c’è, se esiste innanzitutto e presso chi questo registro si trova può eventualmente esprimersi.. Siccome vi è negli interventi una certa sollecitazione al Tribunale perché si esprima sulle richieste che sono state fatte alla scorsa udienza io direi allora prima di iniziare l’istruttoria dibattimentale su questa vicenda che sarebbe bene che anche le altre parti prendessero posizione, cioè, l’avvocato Alessandri alla fine della scorsa udienza ha sollecitato il Tribunale ad approfondire eventualmente alcuni temi che sono già stati portati, diciamo così, a questo Tribunale, in particolare attraverso l’audizione dei consulenti, che sono temi indubbiamente di particolare e di primaria importanza per quanto riguarda questo processo, faceva riferimento l’avvocato Alessandri, ricordo, al ruolo degli agenti causali, in particolare con riferimento alle cirrosi e agli epatocarcinomi, inoltre alla cancerogenicità della polvere del PVC, all’eventuale rivisitazione con riferimento forse a queste tematiche di taluni casi particolari, problema delle basse dosi che è stato anche, diciamo, un po’ introdotto con l’audizione di Simonato e Boffetta. Il Tribunale si rende conto che sono indubbiamente temi di estrema importanza e delicatezza, e proprio per questo però allo stato non ritiene di poter prendere una posizione, recepisce ovviamente quelle che sono le posizioni anche delle altre parti, ma non ritiene oggi di essere in grado di dare una risposta che deve essere una risposta specifica su queste richieste di approfondimenti.

 

Avvocato Alessandri: se permette Presidente, per semplificare il lavoro del Tribunale nella valutazione io ho preparato due note scritte che sono esattamente le stesse che ho illustrato sostanzialmente la volta scorsa, se può essere utile al Tribunale.

 

Presidente: va bene, certo, sì. Comunque il Tribunale chiede che eventualmente anche le altre parti si esprimano su queste richieste di approfondimento, il Tribunale mantiene questa riserva di poter approfondire questa materia per queste varie problematiche per poter dare una risposta, potrebbe essere una risposta anche in termini parzialmente positivi ma che dovrebbe essere comunque una risposta molto meditata e specifica, oggi non è in grado di poter esprimersi in questo senso. Quindi sentiamo allora anche le parti eventualmente, Enichem si era espressa per quanto riguardava queste richieste di approfondimento? Se ritiene di farlo, visto che la sollecitazione è venuta dalla difesa sentiamo prima le difese.

 

Avvocato Stella: con riferimento alle richieste del professor Alessandri io ritengo di esprimere questa opinione, sicuramente hanno un fondamento le richieste relative ai rapporti tra cirrosi alcool, epatocarcinoma etc., e quindi mi rendo conto che Montedison avanzi questa richiesta. Per quanto riguarda la difesa Enichem, però noi riteniamo di avere elementi più che sufficienti e di non aver bisogno di ulteriori approfondimenti su questo specifico tema. Piuttosto segnalo che ci sono delle discrepanze chiarissime tra i consulenti dell’accusa su alcuni casi, ma questo io penso che potrà essere segnalato, dicono proprio l’opposto, ma questo lo segnaleremo noi etc.. Invece per quanto riguarda il problema delle polveri di PVC, beh, anche qua noi riteniamo di avere elementi più che sufficienti, però abbiamo perduto, abbiamo impiegato tante udienze dedicate alle polveri, e là...,, io penso che in fondo sia interesse di tutti, difesa, accusa, di fare chiarezza su quello che in sé era il presupposto tacito di questa udienza cioè se il PVC avesse effetti cancerogeni ed effetti patogeni. Le posizioni quali sono? Abbiamo una posizione dell’accusa espressa soprattutto attraverso il professor Mastrangelo che sostiene che questi effetti ci sono, abbiamo una posizione della difesa espressa attraverso il professor Foà, il professor Cesara, che negano questi aspetti e poi abbiamo la novità del professor Maltoni, che esclude effetti cancerogeni su domanda dell’avvocato Scatturin nell’udienza relativa. Questa è la situazione. Qualche problema proprio di interesse generale può essere ancora rappresentato dagli insaccatori, tutto sommato a me sembra che questo tema sia cruciale nell’interesse di tutti anche se noi abbiamo già motivi più che sufficienti di difesa, però lo segnalo come tema degno di approfondimento, potrebbe per esempio su questo tema essere sentito, sia sul tema degli insaccatori, che sul PVC, essere sentito il dottor Boffetta. Sono idee che butto là. Questa è la posizione, Presidente. Io però mi volevo riservare, prima di iniziare, perché il 12 luglio l’avvocato Scatturin ha depositato una memoria nuova alla quale risponderà, sulle valvole, alla quale mi riservo di rispondere con una memoria di Foraboschi nella quale memoria il professor Foraboschi risponderà anche lui all’ultima memoria dell’ingegner Nano Rabitti del maggio e a quelle precedenti, ed affronterà anche il tema, perché noi produrremo, il tema delle polveri, noi produrremo dei certificati di analisi, dei bollettini di analisi. Volevo fare una riserva espressa su questo punto. E quanto infine al caso Cocs, che avevo sollevato io, mi riservo senz’altro di produrre la memoria.

 

Presidente: allora il Pubblico Ministero e le parti civili.

 

Pubblico Ministero: intervengo innanzitutto su queste ultime parole del professor Stella in relazione alla discrepanza sui casi singoli che sono emerse non soltanto per i casi indicati dal Pubblico Ministero, i consulenti del Pubblico Ministero, ma un po’ di tutte le parti, questo fa parte ovviamente della dialettica processuale e alla fine se ne trarranno le conclusioni Per quanto riguarda sentire il dottor Boffetta per quanto riguarda gli insaccatori ha già detto che non l’ha trattato, comunque al di là di questi casi singoli il parere del Pubblico Ministero sulla richiesta del professor Alessandri del 12 luglio è la seguente: io volevo innanzitutto premettere che il Tribunale nell’ambito di questo dibattimento ha acquisito già una mole enorme di materiale probatorio, di documentazione che è arrivata possiamo dire veramente e letteralmente da tutto il mondo, dagli Stati Uniti a Taiwan, a tutta l’Europa perfino dal Sudafrica abbiamo consulenze che hanno riguardato in pratica tutto lo scibile in materia di cloruro di vinile monomero e PVC, abbiamo sentito numerosi testi, per cui sempre in premessa direi che in questo processo, in quest’aula credo che abbiamo ormai la massima concentrazione disponibile di notizie, di nozioni a livello mondiale sul CVM e sul PVC, aggiornati dagli anni ‘30, ‘40, ‘50, fino proprio al 2000, addirittura abbiamo le bozze di IARCH che verranno concluse con una relazione finale i prossimi giorni. Quindi credo che il Tribunale di fronte a tutto questo materiale sia in grado di decidere e di valutarlo, non mi richiamo e non voglio rifare il vecchio discorso del peritus peritorum, che è inutile in questo momento però credo che il materiale sia enorme. Peraltro di fronte alla richiesta di parte Montedison, devo anche dire che per quanto mi riguarda io non ho nessun problema, non abbiamo nessun problema ad effettuare confronti nelle maniere e nelle sedi che eventualmente il Tribunale potrebbe ritenere opportuno, io però mi pongo alcune domande, mi chiedo se processualmente sia ammissibile un confronto così come è stato proposto, dove durante la verbalizzazione della proposta della richiesta dell’avvocato Alessandri dell’altro giorno si dice espressamente, si indica, non so se questa è la motivazione, evitando la mediazione delle domande formulate dalle parti, io non so se sia ammissibile comunque ad un discorso di questo tipo mi opporrei perché ad un controesame e a domande delle difese credo che non si possa rinunciare e comunque io Pubblico Ministero a questo intervento del Pubblico Ministero non ho alcuna intenzione di rinunciare. Un’altra domanda che mi faccio è che cosa porterebbe un confronto di più al processo rispetto soprattutto alle relazioni, alle integrazioni, alle memorie, che, come vediamo, ogni giorno continuano a essere presentate. D’altra parte il Tribunale è sempre in grado, nel momento in cui si rende conto che ci possano essere dei buchi, chiamiamoli così, probatori, dei buchi processuali di ricorrere a procedura di cui agli articoli 506 e 507 del Codice di Procedura Penale. Il mio timore principale è che l’effettuazione di questo confronto sia quello di creare una specie di teatralizzazione del processo, in attesa di non so quale coup de théâ tre che potrebbero risolvere certe situazioni, o di trasformare questo dibattimento in un convegno più o meno scientifico, peraltro come in alcuni casi abbiamo anche verificato un po’ tutti. Ci tengo a ribadire, il processo non è un convegno scientifico, come qualche consulente ha provato a far passare qualche concetto di questo tipo, anche se ovviamente utilizza delle nozioni scientifiche. La scienza è una parte di questo processo, non è sicuramente tutto. In ogni caso comunque non do parere contrario, mi rimetto chiaramente alla decisione del Tribunale, dichiarando la disponibilità a una eventuale decisione favorevole all’effettuazione del confronto. Nel caso in cui la decisione del Tribunale dovesse essere di questo tipo chiederei soltanto una rigida indicazione, ed ovviamente un rigido rispetto, dei temi, dei tempi in un solo giorno, tempi estremamente ristretti, proprio come diceva anche il professor Alessandri, per non dilatare ulteriormente i tempi di questo dibattimento, ed anche del numero dei consulenti che dovrebbero fare questo confronto. Su un solo tema faccio un’ultima annotazione dicendo, visto che ne ha parlato anche il difensore di Enichem ed è quello delle polveri di PVC, dico che questo tema difficilmente potrebbe essere trattato solo da medici perché ad esempio in materia di polveri ci sono state grosse discussioni anche sui livelli, sulla grandezza, sulla porosità, sulle dimensioni, sulla respirabilità. Quindi è tutto un discorso molto complesso. Quindi mi rimetto alla decisione del Tribunale e comunque in ogni caso non rinuncerei a una sorta di controesame.

 

Presidente: sentiamo le parti civili.

 

Avvocato Schiesaro: pare che il Pubblico Ministero abbia ben toccato gli scenari che abbiamo di fronte, io credo che si tratti di due problemi distinti, da un lato c’è la prospettata esigenza, prospettata dall’avvocato Alessandri, di approfondimenti tematici su alcuni argomenti, e questa esigenza di approfondimento pone il problema di vedere con quali modalità ove il Tribunale ritenesse opportuno l’approfondimento alla luce delle nuove acquisizioni probatorie intervenute dopo l’audizione dei consulenti già sentiti, con quali modalità procedere all’approfondimento, o risentire i consulenti delle parti o eventualmente acquisire dai consulenti stessi memoria ex 121. Questo è un problema sul quale avevamo già espresso le nostre valutazioni nelle udienze precedenti. Cosa diversa mi sembra invece la prospettazione dell’opportunità di compiere questi approfondimenti futuri con la tecnica del confronto tra consulenti. Perché dico che è cosa diversa? Non solo perché l’istituto del confronto ha una disciplina normativa molto precisa data dal 211 del Codice di Procedura Penale, e cioè riguarda cose passate, non cose future, un contrasto su dichiarazioni già rese che verta su questioni importanti, e soprattutto un contrasto, dice il 211, su fatti e circostanze, un problema di difformità di valutazione in assenza di un contrasto sui fatti renderebbe ammissibile il confronto tra consulenti? Io credo di no, e comunque torno a ripetere, si dovrebbe trattare di un approfondimento tecnico su contrasti, relazioni e circostanze di fatto già esplicitate e già dichiarate dai consulenti. Questo per dire che mi pare difficilmente proponibile prospettare come modo futuro di approfondimento la tecnica di confronto per verificare se l’attività processuale che deve essere svolta in futuro si possa formare la prova attraverso un confronto tecnico tra consulenti, quello non sarebbe un confronto in senso tecnico, perché o riguarda le cose già fatte oppure dobbiamo fare prima l’approfondimento poi sull’approfondimento valutare se ci sono dichiarazioni difformi che riguardino fatti e circostanze e poi eventualmente procedere al confronto. Ecco allora che anche da questo punto di vista mi pare un metodo difficilmente praticabile per il futuro. Senza contare poi che comunque dovremmo sapere, dovrebbero essere enunciati quali sono questi presupposti che vengono invocati. Allora si dovrebbe dire chi ha reso dichiarazioni difformi, l’ha detto l’avvocato Stella poco fa con riguardo al nostro consulente Mastrangelo, io ho delle perplessità che le dichiarazioni di Mastrangelo riguardino fatti e circostanze, per me sono valutazioni di fatti e circostanze, non sono la narrazione di fatti, i fatti sono fatti di letteratura, è stata citata la letteratura, non è stato citato altro, si tratta di valutare come il consulente interpreta quella letteratura e che significato gli dà. Comunque bisogna enunciare la divergenza, individuare le parti tra le quali sussiste la divergenza e terzo valutare l’importanza della divergenza ai fini della decisione. Mentre l’avvocato Stella un tentativo in questo senso l’ha fatto, ripeto io non lo condivido, se io dovessi fare un esempio di difformità dei fatti io di difformità sulla narrazione dei fatti l’unica cosa che mi viene in mente è quella provocazione culturale che ha fatto il professor Lotti a proposito di vena porta e vena cava, giocando sull’equivoco e sull’errore fatto da alcuni consulenti, ha detto hanno scambiato la vena porta per la vena cava, quindi la vena porta è da un’altra parte, la vena cava non è nella parte del corpo che è stata detta dai consulenti del Pubblico Ministero. Quella poteva essere una diversità, ma era evidentemente una provocazione culturale perché evidentemente ha giocato su un errore di verbalizzazione o su un lapsus di un consulente. Ma tranne questo conflitto di divergenza, di raccordo su fatti precisi e circostanze francamente non ricordo di averne visti, ho visto moltissimi radicali e probabilmente insanabili conflitti di valutazione, e questo mi pare diverso. In ogni caso sottolineo come un qualsiasi confronto non possa essere disposto in assenza di una precisa enunciazione delle circostanze di fatto che sarebbero state riferite in modo difforme da questo o dal quel consulente, che ci consenta di interloquire anche in ordine alla loro rilevanza. Quindi io colgo in questo senso la difficoltà del Tribunale di pronunciarsi oggi anche per questa genericità della richiesta che in questo momento francamente non mi sembra ci fornisca tutti gli elementi indispensabili per poter pronunciare ex 211 un confronto tra i consulenti e tra alcuni di essi in modo particolare.

 

Presidente: ci sono altri interventi delle parti civili?

 

Avvocato D’Angelo: soltanto per aderire completamente a quanto illustrato dal signor Pubblico Ministero e dal collega Schiesaro, la quale ultima posizione trova fondamento giuridico, a mio modesto avviso anche nel dato testuale del 211, infatti il confronto è ammesso esclusivamente tra persone già esaminate ed interrogate, pertanto bisogna richiamare soltanto quanto già esaminato e interrogato e quanto risposto tanto che il Giudice richiamate le precedenti dichiarazioni dei soggetti sentiti, pertanto questo ritengo sia il fondamento, ed ulteriore fondamento sull’ammissibilità della richiesta è dato anche dalla ulteriore precisazione del collega Schiesaro in ordine alla genericità della richiesta che non presenta quelle precise argomentazioni tali da poter poi valutare la rilevanza della richiesta.

 

Avvocato Battain: io aderisco integralmente alla posizione sostenuta dal Pubblico Ministero ancorché devo dire non ho rilevato quelle lacune istruttorie che ha sottolineato il professor Alessandri. Tuttavia in un procedimento complesso e mostruoso nel senso, come qualche cosa al di fuori dell’ordinario come questo, non me la sento di ostacolare un ulteriore accentuazione della dialettica come potrebbe essere il confronto tra i consulenti tecnici. Quindi non mi oppongo alla richiesta affidandomi al Tribunale perché vengano posti dei limiti che del resto mi pare lo stesso professor Alessandri sottolineava, cioè limiti temporali, limiti di materia e limiti anche del numero dei consulenti da contrapporre in posizione dialettica per evitare, per l’appunto, come diceva il Pubblico Ministero, di fare un convegno scientifico. Sono altresì d’accordo che deve essere riservato al Pubblico Ministero e alle parti civili e alle difese la possibilità eventualmente di porre qualche domanda ai consulenti l’uno contro l’altro contrapposti.

 

Presidente: ulteriori interventi? No.

 

Avvocato Stella: volevo solo io aggiungere una cosa, secondo me non è vero che si tratti di problemi solo di valutazioni astratte, basta pensare a tutte le consulenze medico legali sugli insaccatori e quant’altro che sono basate proprio sul presupposto di un’efficacia, di un effetto cancerogeno o altro effetto patogeno del PVC, delle polveri di PVC. Quindi altro che rilevanza puramente astratta, questa è una rilevanza molto concreta.

 

Presidente: bene, allora...

 

Avvocato Alessandri: soltanto due minuti per rispondere. Non è una replica, ma semplicemente perché avevo illustrato la mia istanza quando alcuni difensori di parte civile non c’erano. Io credo di non dovermi soffermare sul tema della rilevanza non fosse altro perché il tema della rilevanza è stato già riconosciuto dal Tribunale e certamente mi sembra difficile sostenere che non abbia rilevanza il tema della diagnosi della cirrosi, dell’epatocarcinoma, i fattori di rischio e le possibili interrelazioni, interazioni e il supposto ruolo del CVM. Non ho mai parlato di lacune, anzi, il Tribunale ha condotto questo processo lasciando ampio spazio ai contributi dell’accusa e della difesa, quello che io segnalavo semplicemente era un’esigenza a mio parere di un approfondimento su un tema specifico e ritenevo che questo approfondimento, ritenevo e ritengo che questo approfondimento potrebbe meglio essere offerto al Tribunale da un contraddittorio, se il termine confronto fa sorgere perplessità di ordine processuale, tra i consulenti tecnici. Contraddittorio o confronto che dir si voglia che è nella esperienza comune di tutti noi difensori ed altrettanto dei Giudici quando si tratta di questioni di elevata complessità tecnica. Aggiungo che non volevo assolutamente indicare una limitazione alla possibilità delle parti di porre domande, questo mi pareva implicito, è ovvio che questa possibilità esiste, come è ovvio che esiste la possibilità di depositare memorie per cui non c’è neanche bisogno di richiamarlo, dicevo soltanto che, come d’altro canto lo stesso Tribunale in alcuni momenti aveva indicato, forse un contraddittorio su un tema specifico, che è quello che ho indicato, e che eventualmente potrà essere o non essere condiviso dal Tribunale o sostituito da altri, potrebbe apportare momenti di chiarimento maggiore. Non prendo posizione sulla teatralizzazione perché non credo che questa sia mai avvenuta e neanche sul convegno scientifico se non per ribadire che la scienza nella individuazione delle cause e dei fenomeni è l’asse portante, non è un accessorio, e quindi l’interlocuzione tra i consulenti tecnici con la loro professionalità, la loro competenza scientifica è assolutamente centrale in questo momento. Poi è ovvio che ci sarà spazio, tempo e luogo per cui i difensori tradurranno quello che i consulenti hanno detto, quello che la scienza dice e lo inseriranno nelle categorie giuridiche del nostro ordinamento, ma questo è anche un altro discorso che davo assolutamente per implicito e che ritengo dia per implicito anche il Tribunale.

 

Avvocato Accinni: pochissime parole. Solo per osservare questo: già nella presentazione delle istanze del professor Alessandri la scorsa udienza in termini di mera osservazione che mi sento però di dovere richiamare, osservava come noi abbiamo assistito all’esame dei testi che per buona parte diventavano nei fatti anche dei consulenti, lo stesso Tribunale, e lo dico non per alzare nessuna forma di polemica, ma soltanto a significare il tipo di problema sul quale mi permetto di ritornare, ha chiesto al dottor Simonato più volte su alcuni temi quale fosse la sua opinione, e questo rispetto ad un teste è una domanda che di per sé sarebbe anomala se non fosse quale tipo di teste stava esaminando lo stesso Tribunale. D’altra parte abbiamo avuto dei consulenti che non abbiamo potuto sentire proprio perché in quanto testi, questo lo dico con il massimo rispetto e senza nessuna polemica, ma al fine di sottolineare che per la difesa è stato difficile poter completamente interloquire, ed anzi, diverse volte impossibile, tanto è che ci siamo sempre riservati per esempio per l’impossibilità di fare al momento certi controesami. Le richieste che sono state fatte dunque non sono, lo spirito credo che sia estremamente chiaro, fatte con lo spirito di nessuna forma di ostruzionismo, ma di completamento necessario dell’esercizio del diritto di difesa alla fine non ostruzionistico o dilatorio, ma indispensabile nel convincimento di questa difesa perché il Tribunale possa addivenire ad un giudizio che necessariamente passa attraverso fattori di conoscenza scientifica e tecnica estremamente complessa rispetto a temi che come lo stesso Tribunale ricordava, in questo momento costituiscono la parte di cuore più importante di quelli finora affrontati. In ordine alle modalità, e quindi al confronto, vorrei limitarmi a richiamare soltanto questo, intanto è giurisprudenza nota senz’altro anche a questo Tribunale quella in forza della quale, anche prima della fase riservata ai sensi dell’articolo 507 il Tribunale possa disporre dei confronti, il primo precedente lo si è avuto in causa Cusani da parte del Tribunale di Milano e come tale hanno fatto precedenti. D’altra parte l’altro presupposto e la finalità stessa del confronto è proprio quella che i due soggetti siano stati entrambi già sentiti con la finalità, così si esprime anche la giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione, con la finalità di eliminare come sistema primo il confronto, sistema primo per eliminare i contrasti. E che su questi temi dei contrasti anche molto profondi ci siano, è dato obiettivo, è all’attenzione di tutti, se diversamente ritenesse il Tribunale saremmo ben felici perché allora evidentemente non avremmo scorto una unicità di vedute che essendo quelle che abbiamo contribuito a rappresentare ci lascerebbero quindi del tutto tranquilli e sereni. Io mi permetto quindi, sotto questi due profili che mi sono, appunto, permesso di ricordare, di insistere con la massima energia e determinazione affinché il Tribunale possa accogliere e con questa forma le richieste che sono state avanzate. Grazie.

 

Presidente: va bene. Allora una risposta, ripeto, il Tribunale sarà in grado di darla in via definitiva più avanti nel tempo. Cioè ha bisogno di rivedere e meditare e discutere il materiale, l’abbondante materiale ripeto che, su questi temi è stato già acquisito, dopodiché farà un consuntivo e se vi sono ragioni di approfondimento su alcuni temi e su alcune problematiche le indicherà e indicherà eventualmente le modalità con cui ritiene di espletare questi approfondimenti. Bene, allora adesso intanto diamo inizio all’istruttoria.

 

Pubblico Ministero: credo allora di dovere molto sinteticamente rappresentare al Tribunale e a tutte le parti quello che è l’oggetto di questo terzo capo di imputazione anche se le prove sono già state richieste durante la relazione introduttiva. Si tratta essenzialmente di un episodio che si è verificato alla fine di marzo del 1995, in particolare in relazione all’impianto cracking dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera tra il 28 e 29 marzo del 1995 secondo denunce orali e denuncia scritta presentata al 31 marzo del 1995 dall’imputato per questo capo di imputazione direttore dello stabilimento Pisani Lucio, si sarebbero verificati degli episodi di sabotaggio, in particolare veniva affermato che un posizionamento di una pompa FG101 doveva attribuirsi ad intervento di manomissione ad opera di ignoti. E le segnalazioni orali che erano state fatte sia al dirigente del commissariato di Porto Marghera, che attraverso gli organi centrali, addirittura erano arrivate anche preventivamente al capo della Polizia a Roma, avevano determinato parecchio diciamo anche allarme sociale sia all’interno che all’esterno dello stabilimento, motivo per cui erano stati richiamati immediatamente sul posto dell’impianto cracking Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Pubblico Ministero, consulenti per sopralluoghi ripetuti. La vicenda dopo un esame abbastanza rapido e veloce si sgonfiava nel senso che già in data 3 aprile 1995 la Procura della Repubblica era sostanzialmente costretta ad emettere un comunicato stampa per tranquillizzare anche la popolazione sul fatto che non si era verificato alcun pericolo per l’incolumità pubblica e alcun pericolo per la situazione ambientale, comunicava anche che era stato aperto un fascicolo per simulazione di reato a norma dell’articolo 367 del Codice Penale. Chiedo che vengano sentite le persone, testi e consulenti tecnici indicati nella lista generale, l’acquisizione degli atti che sono stati sequestrati, atti, disegni, acquisiti durante l’indagine preliminare, nonché l’esame dell’imputato.

 

Presidente: va bene, abbiamo fatto, così, tanto per rinnovare, per rinfrescare la memoria...

 

Pubblico Ministero: sì, era già stata fatta la relazione.

 

Presidente: abbiamo fatto un riepilogo, le prove sono già state ammesse, quindi direi che possiamo iniziare.

 

Pubblico Ministero: possiamo iniziare immediatamente con il dirigente del commissariato di Porto Marghera dottor Marco Odorisio.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - ODORISIO MARCO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

RISPOSTA - Attualmente in servizio presso la Questura di Vicenza.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Qual è il suo incarico attuale?

RISPOSTA - Attualmente ricopro l’incarico di dirigente della squadra mobile presso la Questura di Vicenza.

DOMANDA - Nel 1995 qual era il suo incarico?

RISPOSTA - Dirigevo il commissariato sezionale di Marghera.

DOMANDA - Lei è stato convocato come testimone per essere sentito relativamente agli episodi verificatisi alla fine di marzo del 1995 e le volevo chiedere innanzitutto e in particolare che cosa lei ha saputo in relazione a quello che veniva definito in quel momento un atto di sabotaggio verificatosi all’interno dello stabilimento Enichem di Porto Marghera?

RISPOSTA - Era esattamente il 30 marzo del 1995, verso le 14 venni contattato dall’allora questore di Venezia, il dottor Luigi La Sala, il quale a sua volta mi riferiva di essere stato telefonicamente chiamato dalla segreteria del capo della Polizia da Roma chiedendogli notizie e informazioni su un atto di sabotaggio che aveva interessato lo stabilimento di Porto Marghera. Il questore era all’oscuro di tutto, era stato informato direttamente dal centro avuta questa notizia immediatamente allertai il personale del commissariato, fu allertato subito anche personale dirigente della Digos, anche il comando Carabinieri, e mi portai personalmente sul posto giungendo verso le 15.00 sempre del giorno 30 marzo presso lo stabilimento dell’Enichem di Porto Marghera, coadiuvato anche dall’ispettore Russo, da altro personale sempre lì del commissariato.

DOMANDA - Lei quando viene chiamato dal questore di Venezia sapeva già qualcosa di queste vicende, di questo presunto sabotaggio?

RISPOSTA - Assolutamente no, a livello provinciale della Questura come organo periferico eravamo tutti quanti all’oscuro, infatti anche la perplessità che riguardava il questore La Sala era l’anomalia dell’informazione, cioè la struttura centrale, nel caso di specie la segreteria del capo della Polizia aveva informato di un fatto che da come era stato descritto aveva una certa gravità appunto il sabotaggio e aveva informato l’organo periferico e la Questura, quindi il questore per primo, l’autorità provinciale di pubblica sicurezza e quindi tutti quanti noi funzionari, Digos, commissariato, uffici interessati, anche i Carabinieri, essere all’oscuro di questo atto di sabotaggio, anche il questore osservò questa anomalia del circuito dell’informazione che se un fatto avviene in periferia il primo organo investigativo che viene interessato è quello periferico, invece in questo caso c’è stata una circuitazione anomala della stessa informazione, della stesa notizia.

DOMANDA - Il capo della Polizia come era stato informato di questa notizia?

RISPOSTA - Il capo della Polizia l’aveva saputo, sempre quella giornata, mattinata del 30 marzo, direttamente dai dirigenti nazionali dell’Enichem, era stato informato dall’allora capo del personale dottor Carmine Cuomo e dall’ingegner Santamaria, i quali sempre in quella mattinata erano stati a loro volta informati dal direttore ingegner Pisani dello stabilimento di Porto Marghera.

DOMANDA - La situazione in quel momento com’era a Porto Marghera? La notizia lei dice che la riceve per telefono alle ore 14.00?

RISPOSTA - C’era una situazione generale di allertamento, perché c’era anche una circolare ben precisa diramata proprio dal sostituto procuratore dottor Casson in data 19 ottobre del ‘94 una circolare, una direttiva indirizzata a tutti gli uffici e comandi di Polizia, Carabinieri, Forze dell’Ordine operanti nella provincia di Venezia, indirizzata anche all’ufficio Spisal dove si allertavano, si raccomandavano tutti gli organi e gli uffici di Polizia, di comunicare tempestivamente eventuali situazioni anomale o eventi, accadimenti straordinari che potevano interessare o si potevano verificare all’interno dello stabilimento Enichem di Porto Marghera, tipo emissioni in torcia, fenomeni di emissione di fumi nell’atmosfera quindi c’era già questa situazione generale di allertamento di un po’ tutte le forze dell’Ordine, a maggior ragione appresa la notizia del sabotaggio quella mattina del 30 ci fu uno spiegamento notevole tanto che un po’ tutti gli organi di Polizia, Carabinieri, ci concentrammo lì il pomeriggio del 30 marzo presso lo stabilimento di Porto Marghera infatti intervenne personalmente al sopralluogo anche il dottor Casson.

DOMANDA - Lei quando sa questa notizia dal questore dottor La Sala che cosa fa e che attività svolge?

RISPOSTA - Allora, dopo aver notiziato all’autorità giudiziaria e a tutti gli altri colleghi ed uffici ci portiamo personalmente presso lo stabilimento di Porto Marghera, dove giungiamo nel primo pomeriggio sempre del 30 marzo. Ovviamente contattiamo i dirigenti, c’era l’ingegner Pisani, poi il vice direttore l’ingegner Lucchi, il responsabile della sicurezza sempre dell’azienda Enichem, operatori tecnici, e ci portiamo sul luogo dove era stato lamentato il presunto sabotaggio. Cosa si accerta in sede di sopralluogo? Si accerta che presso la stazione di pompaggio, che è costituita da 4 pompe nel settore SA10 denominato dell’Enichem, si era verificata un’anomalia, nel senso che per la mattina del 29, quindi del giorno precedente, era stata programmata dall’azienda una inversione del funzionamento di due pompe, precisiamo che la funzione di questa stazione di pompaggio è quella di prendere acqua marina per avviare poi ai vari stabilimenti, ai vari utenti dell’azienda chimica al fine di assicurare il raffreddamento degli impianti stessi.

DOMANDA - Poi verrà illustrata in maniera analitica dai consulenti tecnici questa situazione delle pompe. Ecco, comunque lei quando si reca allo stabilimento chi incontra e che cosa le viene detto da parte di chi?

RISPOSTA - Incontriamo, c’era anche l’ingegner Pisani, c’era anche il vice direttore ingegner Lucchi, l’ingegner Messineo, e proprio dall’ingegner Messineo quel pomeriggio, da un punto di vista empirico osservando ciò che si era verificato perché c’erano due anomalie che avevano interessato due pompe, la FG101 e la FG104, sulla FG104 all’atto della sua entrata in funzione per escludere l’altra pompa l’FG101 si era verificata la rottura di un microinterruttore, un microchip praticamente che dava il segnale alla sala quadri, perché c’era anche un operatore in sala quadri che registrava l’avvenuta regolare operazione ed entrata in funzione della pompa, quindi si constatava la rottura di questo microinterruttore in corrispondenza, in termine tecnico si chiama camma di comando, è una rondella che va a interagire con il microinterruttore quindi segnala in sala quadro l’avvenuto avviamento della pompa. Quindi questa prima pompa che presentava questo microinterruttore rotto, e già in quella sede, quindi siamo ancora al 30, il pomeriggio seguente al lamentato atto di sabotaggio...

DOMANDA - No, io volevo proprio fissare l’attenzione sul primo intervento, il primo discorso che ha fatto con l’ingegner Pisani e la prima notizia che le dà qualcuno che si tratta di sabotaggio?

RISPOSTA - Anche parlando con l’ingegner Pisani spiega che si trattava, appunto, almeno di un sabotaggio che aveva interessato la stazione di pompaggio, infatti poi a tal proposito il giorno seguente il 31 marzo alle ore 13.50 l’ingegner Pisani si presenta presso il commissariato di Polizia di Marghera, sporge una denuncia orale a carico di ignoti per atto di sabotaggio, e contestualmente consegna anche un atto scritto alla stesura della denuncia orale dove appunto precisa questa manomissione ad opera di ignoti avvenuta presso la stazione di pompaggio del Petrolchimico. Quindi il pomeriggio alle 13.50 del 31 viene sporta questa denuncia dall’allora direttore del Petrolchimico ingegner Pisani. Questa denuncia poi viene contestualmente trasmessa, anche perché l’atto scritto di denuncia era indirizzato alla Procura, personalmente al dottor Casson.

DOMANDA - Per il Tribunale, di questa denuncia verbalizzata e dell’atto scritto rinnovo la richiesta di acquisizione perché costituiscono, ovviamente, corpo di reato. Sta facendo copia l’ufficiale giudiziario e la consegnerà al Tribunale.

RISPOSTA - Quindi viene trasmessa questa prima informativa. Ovviamente noi proseguiamo negli accertamenti, seguiranno anche altre informative, ricostruiamo un po’ le varie fasi, verifichiamo qual era il personale di turno che la mattina del 29 marzo era preposto alla sala quadri, quindi chi era assistente di turno, quel giorno era il signor Gallo, l’assistente di giornata il signor Ampò, l’operatore esterno, perché quando avviene un’operazione c’è un operatore esterno che fisicamente assiste nella stazione di pompaggio affinché tutte le varie operazioni vadano a buon fine ed è collegato via radio con l’assistente di turno che è in sala quadri. Quindi già in quella sede di sopralluogo del pomeriggio del 30 fu trovava questa situazione della pompa FG104 con il microinterruttore rotto, e già in quella sede, parlando anche con l’ingegner Messineo, lo stesso aveva pensato, dato una spiegazione tecnica che probabilmente quella rottura di quel microinterruttore non era opera di una manomissione ma poteva bensì essere ricollegata ad una azione manuale dell’operatore esterno. Infatti noi poi accerteremo...

DOMANDA - Sì, si fermi un attimo. Allora, riassumendo c’è questo primo suo discorso con l’ingegner Pisani che le parla di sabotaggio, manomissione dolosa ad opera di ignoti, poi c’è questo sopralluogo di cui le ha parlato l’ingegner Messineo. A questo sopralluogo lei ha partecipato?

RISPOSTA - Io ho partecipato personalmente a questo sopralluogo, sì.

DOMANDA - E l’ingegner Messineo ha fatto questo riferimento al fatto che la rottura del microinterruttore poteva essere dovuta a un’azione di pompaggio manuale e non a manomissione?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi già il pomeriggio del 30 marzo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E il 31 invece viene fatta la denuncia per sabotaggio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Può continuare allora.

RISPOSTA - Quindi già l’ingegner Messineo in quella sede, il pomeriggio del 30, dà una spiegazione tecnica, probabilmente un’azione di pompaggio manuale dell’operatore esterno, in effetti riscontrammo che l’operatore esterno quella mattina del 29 che era il signor Lunardi, all’atto dell’avvenuta messa in funzione della pompa FG104 non ravvisando un perfetto allineamento in asse tra il microinterruttore danneggiato e la camma di comando che doveva assicurare il contatto che veniva registrato in sala quadro non ritenendolo perfettamente in asse, aveva azionato manualmente questa la leva che è andata oltre il fine corsa, nel tornare avanti aveva danneggiato il microinterruttore, la leva, il braccio è una massa con un contrappeso che pesa 25 quintali, quindi un seppur minimo fuori corsa ritornando può benissimo danneggiare il microinterruttore che infatti presentava anche la staffa deformata, e questa spiegazione tecnica fu data proprio dall’ingegner Messineo, quindi fu già chiarito che non era opera probabilmente, anzi, verosimilmente, come accertato era opera del tecnico che inavvertitamente aveva fatto quell’operazione.

DOMANDA - Lei ha dato anche degli incarichi a dei suoi uomini, in particolare all’ispettore Russo in relazione alla situazione generale?

RISPOSTA - Sì, come detto oltre a una situazione di allertamento generale delle Forze dell’Ordine di segnalare eventuali fenomeni, accadimenti straordinari, ovviamente c’era anche una questione di tensione sociale all’interno delle maestranze, vi era anche un contesto dove l’anno prima era stata chiusa l’Agrimont con tutta una serie di mobilitazioni di piazza, quindi c’era allertamento delle maestranze, alla luce di questo ultimo episodio che andava a minare anche quella che era un po’ la tranquillità interna degli addetti ai lavori dei quadri, del personale dell’Enichem fu dato incarico all’ispettore Russo di verificare, sondare gli animi dell’RSU delle rappresentanze dei delegati di base e degli stessi lavoratori al fine di capire se erano in procinto di programmare eventuali azioni di piazza nei giorni a venire per segnalare il proprio malessere, il disagio della classe dei lavoratori e infatti il professor Russo fu incaricato specificamente di accertare questi fatti.

DOMANDA - Poi nei giorni successivi cos’è successo?

RISPOSTA - Il 31 viene presentata, quindi il 30 pomeriggio questo sopralluogo, il 31 viene presentata dall’ingegner Pisani una denuncia di sabotaggio, noi proseguiamo come commissariato su delega dell’AG tutta una serie di accertamenti, quindi ricostruiamo, individuiamo i nominativi del personale che in quei giorni, 29 e 30 era stato deputato a questa operazione di esclusione ed emissione delle due pompe della stazione di pompaggio, ovviamente assumiamo a sommarie informazioni l’assistente di turno, l’assistente di giornata e riusciamo così a fare un quadro della situazione e a ricostruire dinamicamente e cronologicamente gli eventi.

DOMANDA - Quando è che la situazione si può ritenere tranquillizzata e come è stato comunicato questo dato all’esterno, sia per la fabbrica, sia per la popolazione?

RISPOSTA - A tal proposito, siccome inizialmente c’era stato un notevole spiegamento di forze, anche perché non era atto di sabotaggio, si parlava anche che un eventuale blocco della stazione di pompaggio poteva creare il cosiddetto cracking da etilene, praticamente delle emissioni in torcia di sostanze in lavorazione chimiche, quindi c’era stato un notevole allarme sociale, la situazione rientrò nei canoni della normalità, si tranquillizzò il giorno 3 aprile, a mezzo comunicato stampa che fu diramato proprio dal sostituto procuratore dottor Casson, dove rassicurava che non si era corso, non c’era rischio né per l’incolumità dei lavoratori del Petrolchimico né tanto meno di converso per la pubblica incolumità.

DOMANDA - Lei se ha copia di questo comunicato chiedo che venga consegnato e acquisito dal Tribunale, comunicato del 3 aprile 1995. Successivamente avete svolto attività solo di audizione delle numerose persone che erano state coinvolte quei giorni in quella vicenda?

RISPOSTA - Sì, oltre che di audizione fu effettuato anche un sopralluogo tecnico da parte del personale della Polizia scientifica che documentò e rilevò lo stato dei fatti e dei luoghi e poi oltre ad audizione di testimoni nell’attività investigativa furono anche acquisite agli atti due relazioni tecniche redatte a firma del responsabile servizio ausiliari per l’area SA10 il geometra Simonetti. Questa prima relazione fu acquisita e trasmessa con informativa del commissariato del 5 aprile, questa prima relazione tecnica dell’ingegner Simonetti era datata 31 marzo, spiegava un attimino ciò che era stato riscontrato delle prove fatte sul posto, delle prove ripetute successivamente e concludeva per una manomissione della camma, cioè, l’FG104, la pompa di cui prima, aveva questa rottura di questo microinterruttore, e il fatto anomalo che veniva ricondotto ad un’azione di sabotaggio era quella che riguardava la pompa FG101, la pompa che veniva ad essere esclusa dal momento in partiva l’altra pompa la FG104. Praticamente in questa relazione tecnica il geometra Simonetti riferisce che sulla pompa FG101 nell’atto in cui era stata disattivata non si registrava una interazione tra il microinterruttore e la camma di comando per un fuoriasse, per lo spostamento di quest’ultima della camma di comando di circa 2 centimetri rispetto all’asse del microinterruttore. Quindi questa situazione cosa aveva comportato? Aveva comportato la mattina del 29, che la pompa FG104 era andata in blocco per la rottura del microinterruttore che però poi a causa dell’azione manuale dell’operatore esterno Lunardi, questo fuoriasse sulla 101 tra il microinterruttore e la camma di comando aveva determinato che in sala quadri venisse registrata la situazione di valvola di ritegno non chiusa, io non sono un tecnico, la spiego, poi saranno i tecnici a meglio spiegarla. Per cui si registrava questa anomalia, però già questa anomalia l’operatore Lunardi che fu sentito verificò, perché quella mattina quando si accorse che la pompa FG104 e quella funzione era andata in blocco, cercò di ripristinare dalla sala quadri la FG101 non andò in funzione, la ripristinò manualmente e verificò che lo spazio, non c’era soluzione di continuità tra la camma di comando e il microinterruttore dell’FG101, quindi già il Lunardi la mattina del 29 riscontra empiricamente, lui fa la prova, e lo dice a verbale, questa circostanza, questa circostanza che era benissimo riscontrabile nell’immediatezza dalla visione dei tabulati presso la sala di comando, perché infatti tutte le operazioni che vengono digitate dalla sala quadro relative alla immissione ed emissione delle quattro pompe vengono monitorate e registrate su un tabulato, quella mattina, poi dopo i tabulati sono stati riscontrati ed acquisiti, quella mattina in effetti alle 6.34 era stata esclusa la pompa FG101, però questa pompa, per questa mancanza di allineamento e quindi di contatto tra il microinterruttore e la camma sulla sala quadri aveva fatto registrare la non avvenuta chiusura della valvola di intercetto. Cosa succede, che 3 minuti dopo, e questo è riscontrato dal tabulato della sala quadri di quella mattina del 29 alle 6.37 risulta l’avvenuto contatto tra il microinterruttore della FG101 e la camma di comando. Quindi questa situazione era immediatamente riscontrabile andando a visionare semplicemente i tabulati quella mattina stessa, e un altro riscontro viene da che cosa? Da una ulteriore relazione che viene trasmessa, indirizzata alla Procura, viene trasmessa dalla direzione dell’Enichem in data 7 aprile, dove si fa riferimento ad un incarico, trasmessa con informativa del commissariato, l’8 aprile, e questa relazione a firma dell’ingegner Pisani viene spiegato che era stato dato incarico all’ingegner Messineo, ingegner Messineo che era responsabile della sicurezza dell’Enichem sicurezza ed ambiente, aveva dato incarico all’ingegner Messineo per il giorno 6, sotto la sua supervisione di rifare una prova in bianco e vedere perché c’era stata quella anomalia. In effetti nella relazione tecnica relativa alla prova del 6 trasmessa in data 7 a firma dell’ingegner Pisani, relazione redatta sempre dal responsabile servizi ausiliari il geometra Simonetti, era stata fatta una prova. Cosa avevano osservato e riscontrato empiricamente? Avevano riprodotto le condizioni createsi la mattina del 29, per cui sulla pompa FG101, che era quella in funzione, avevano prima spostato la camma di 2 centimetri fuori asse e la FG101 era in funzione, l’FG104 viene attivata e va regolarmente in funzione, escludono dal circuito, dalla sala quadro la pompa FG101, cosa osservano Simonetti e l’ingegner Messineo che sovrintendeva? Osservano che nel momento in cui la camma, il braccio, dov’è sistemata la camma di comando, si mette in asse con il microinterruttore, notano questo distacco, questo fuoriasse di due centimetri, però non intervengono e in effetti dopo 3 minuti succede quelle che vengono tecnicamente definite condizioni fluido dinamiche osservano che dopo tre minuti i due centimetri di fuoriasse vengono annullati perché c’è un abbassamento del braccio per cui la camma di comando va ad interagire con il microinterruttore che fa registrare in sala quadro il segnale e quindi il comando di avvenuta chiusura della valvola di ritegno, il ritardo di 3 minuti ed in effetti questa prova empirica sarà riscontrata pienamente dai tabulati che già dalla mattina del 29 erano reperibili preso la sala quadro, dove là risultano registrate tutte le operazioni e gli impulsi trasmessi dalla pompa FG101.

DOMANDA - In conclusione, poi la parte tecnica verrà illustrata anche con i disegni dai consulenti, delle due anomalie segnate come manomissioni dolose, quella della pompa FG104, immediatamente è emerso che si trattava di una manovra manuale del signor Lunardi, e per la FG101 risultava poi immediatamente dai tabulati che invece la valvola risultava completamente chiusa dopo 3 minuti?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Io per il momento al teste non ho altre domande da rivolgere.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - La difesa dell’ingegner Pisani chiederebbe al dottor Odorisio di essere più preciso innanzitutto in ordine alla denuncia, che è vero che l’ingegner Pisani ha presentato per sabotaggio il 31, ma questa denuncia era circoscritta, non era riferita alla rottura del microinterruttore?

RISPOSTA - La denuncia, infatti, vedo, faceva riferimento alla manomissione sulla camma della RG, della camma di comando...

DOMANDA - Questa è la prima precisazione importante, non si riferiva, anzi, lo esclude?

RISPOSTA - Nella denuncia è escluso.

DOMANDA - Da quello che aveva detto lei si era capito che...

RISPOSTA - Io ho precisato che nel sopralluogo del 30 venne subito quasi anche dall’ingegner...

DOMANDA - L’altra precisazione che le chiedo e qui le chiederei proprio di essere preciso perché sembra che l’ingegner Pisani si sia svegliato la mattina e chissà perché ha fatto la denuncia di sabotaggio, l’ingegner Pisani come lei sa viene a conoscenza di questa situazione alle 11.30 del mattino, prima cosa c’era stato? Perché c’è tutta la storia prima, cioè la storia che la pregherei di illustrare se la conosce delle prese di posizione dei tecnici Ampò, Simonetti, dell’ingegner Paolini, che è, che era il direttore del servizio manutenzione e dell’ingegner Lucchi che era il vicedirettore dello stabilimento. Cioè, da chi apprende queste cose, e con proprio l’affermazione che si tratta di sabotaggio, l’ingegner Pisani, alle 11.30?

RISPOSTA - A parte...

 

Pubblico Ministero: segnalo che tutti questi testi sono qui dietro comunque.

 

Presidente: va bene, comunque ci dica, l’ingegner Pisani nel momento in cui presenta la denuncia scritta, ma viene anche verbalizzata la sua dichiarazione il giorno 31 di marzo alle ore 13.50 fa riferimento a quelle che sono le fonti che l’hanno informato di questa avvenuta anomalia, chiamiamola cosi del tutto genericamente?

RISPOSTA - La linea tecnica cosiddetta che va dal vicedirettore ingegnere Lucchi, all’ingegner Paolini responsabile della funzione manutenzione, ancora al geometra Paolini, che nel caso di specie è responsabile dei servizi ausiliari.

 

DOMANDA - Simonetti?

RISPOSTA - Ingegner Paolini e geometra Simonetti, tutti quelli interessati. Per esempio, il 29 mattina quando si verifica questa anomalia, come i testi hanno riferito, parlano in effetti soltanto di anomalia, ancora non si parla di sabotaggio, il primo a informare dell’anomalia è il geometra Simonetti a sua volta informato dall’assistente di giornata signor Ampò, dice c’è questa anomalia, assistente di giornata presso il reparto SA10 stazione di pompaggio. Dice: questa mattina l’assistente di turno in sala quadri il signor Gallo che all’atto della esclusione pompa FG104 ed immissione in funzione della 101, vi è stata questa anomalia dovuta, che sono due pompe, quella riscontrata all’epoca era soltanto una al momento, la rottura del microinterruttore sulla FG104 è l’anomalo comportamento, diciamo così, dell’FG101 che benché era stato dato il comando dalla sala quadri di esclusione non dava valvola di ritegno chiusa tanto che all’atto di ripristinarla il Lunardi ha dovuto azionarla manualmente perché dalla sala quadri non si poteva dare questo comando. Quindi il 29 mattina si parla ancora di anomalie, queste anomalie le riporta il geometra Simonetti all’ingegner Lucchi, riservandosi di verificare un po’ la natura e la causa di questa anomalia, quindi siamo al 29. Cosa succede? Che il geometra Simonetti incarica la manutenzione nella persona di Panzacchi responsabile alla manutenzione esterna di rimuovere il microinterruttore danneggiato, la pompa FG104 e di installarne una nuova, infatti sempre nella tarda mattinata del 29 viene tolto il microinterruttore danneggiato, messo il nuovo microinterruttore al fine di chiarire meglio la dinamica e il perché era avvenuto ciò, Simonetti, quel pomeriggio, sempre del 29, si reca presso la stazione di pompaggio, presente l’assistente di giornata il signor Ampò, più un altro operatore esterno, il signor Marin, decidono di ripetere, di rifare la prova andata a vuoto quella mattina. In effetti cosa fanno? La FG104 viene avviata, va in funzione regolarmente, il braccio si ferma quindi la camma di comando va ad interagire con il microinterruttore danneggiato la mattina, dà il segnale in sala quadri e la pompa si avvia regolarmente, ripetono questa prova nel pomeriggio il geometra Simonetti con il signor Ampò e l’operatore esterno Marin, la pompa FG104 parte regolarmente, in sala quadri viene registrato l’avviamento regolare di questa pompa, dalla sala quadri viene dato il comando di esclusione della pompa FG101, il braccio ovviamente gira, però cosa si verifica, che in sala quadri la pompa segnala valvola di ritegno non chiusa, a quel punto Ampò scende nella buca, perché la stazione di pompaggio è una buca dove sono ubicate le quattro pompe e va a verificare con il dito nell’immediatezza, quando sente dalla sala quadri che la FG101 non è chiusa valvola di ritegno verifica che c’è questo non allineamento, questa soluzione di continuità di due centimetri tra la camma di comando e il microinterruttore dell’FG101.

DOMANDA - Qui la domanda era chi ha parlato per primo di sabotaggio.

 

Presidente: forse ci sta arrivando, adesso Ampò fa questo accertamento, io credo che siamo qui, vada pure.

RISPOSTA - Cosa fa, mette il proprio dito per interagire e tiene premuto il microinterruttore quello che segnala alla sala di comando come se il contatto fosse avvenuto e nota che la camma di comando è spostata di due centimetri fuoriasse rispetto al microinterruttore, cosa fa, si fa prestare dall’operatore esterno Marin una chiave, una chiave inglese, perché questa camma di comando, che è un cilindro, è bloccata da due bulloni, svita i due bulloni che erano ben serrati, ben fissi, quindi non potevano essere stati spostati nell’immediatezza, come anche accerterà la scientifica, riposiziona questa camma in asse, per cui assicura il contatto tra il microinterruttore dell’FG101 e la camma di comando, in sala quadro c’è l’avvenuto contatto, quindi c’è stato questo spostamento. A questa prova del 29, quindi la mattina l’anomalia, il 29 pomeriggio fanno la prova, scoprono, viene così anche chiarita, data una motivazione, al perché l’FG101 segnalava la valvola di ritegno non chiusa. Quindi nel pomeriggio termina questa prova, l’indomani mattina, ogni mattina si tiene una riunione tecnica, si teneva almeno all’epoca dei fatti, una riunione tecnica presso la palazzina direzione, la mattina dopo la riunione tecnica, l’ingegner Lucchi chiede al geometra Simonetti di sapere come erano andate le prove e gli rappresentano che avevano riscontrato sulla pompa FG101 questo spostamento, questo fuoriasse della camma di comando rispetto al piccolo interruttore, l’ingegner Lucchi relaziona, riferisce all’ingegner Pisani ciò che era stato riscontrato e l’ingegner Pisani alle 11.30 chiama i funzionari i dirigenti nazionali dell’Enichem nella persona del dottor Cuomo e Santamaria riferendo dell’avvenuto sabotaggio.

 

DOMANDA - Non ci siamo ancora, perché?

RISPOSTA - La linea tecnica riferisce che si tratta di un sabotaggio.

 

Presidente: la linea tecnica era tra Simonetti e Paolini?

RISPOSTA - Responsabili chi della funzione sicurezza, chi della funzione...

 

DOMANDA - Tutti, Ampò, Simonetti, Panzacchi, Paolini e alla fine Lucchi.

 

Pubblico Ministero: sulle parole specifiche sentiremo i testi.

 

DOMANDA - Io volevo che il Tribunale avesse un quadro...

 

Presidente: ma prospettano il sabotaggio sulla base di quali elementi, semplicemente sulla base di questo spostamento che si è verificato...

RISPOSTA - Sul fatto che la camma di comando era fuori asse, che in realtà era un ritardo di tre minuti per un fenomeno definito fluido dinamico. Comunque ad ogni buon conto, rilevava lo spostamento della camma FG101 perché nel momento in cui la FG104 non va in funzione, la stazione di pompaggio è munita di 4 pompe, ogni pozzo ha tre pompe da 25.000 litri e una più piccola di 8.000 litri, per cui a nulla rilevava in questo punto il fatto sulla 101 perché in effetti quella mattina la FG104 non va in funzione, la 101 non viene rimessa subito in funzione, dalla sala quadri viene attivata l’FG102.

 

Presidente: Questa riunione avviene il 30 mattina, e il sopralluogo con l’ingegner Messineo avviene nel pomeriggio del 30?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: e lì l’ingegner Messineo invece piuttosto prospetta una errata manovra da parte dell’operatore della pompa FG102?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: presente a questo sopralluogo chi c’è, c’è anche l’ingegner Pisani?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: e l’ingegner Pisani chiede spiegazione all’ingegner Messineo di questa eventuale possibilità di una manovra errata da parte dell’operatore, come causa di quel fuoriasse?

RISPOSTA - Era presente anche..

 

Avvocato Santamaria: non è così, bisogna chiarirsi, perché, sono due cose differenti, il microinterruttore è una cosa...

 

Presidente: ho capito che la rottura del microinterruttore è una cosa e il fuoriasse è un’altra. Mi spieghi meglio, in quel sopralluogo del 30 pomeriggio che cos’è che viene accertato dall’ingegner Messineo e che cosa l’ingegnere Messineo ipotizza? Ipotizza solamente che il microinterruttore possa essere stato danneggiato da un errata manovra oppure anche dà una spiegazione del fuoriasse?

RISPOSTA - L’ingegner Messineo disse: io da quello che vedo, perché, ripeto per quanto riguardava l’altra pompa, la FG101, fatta la prova la mattina precedente del 29 di marzo, Simonetti, Ampò, l’ingegner Messineo non c’era a quella prova, anche perché l’ingegner Messineo si occupava di altra materia, sicurezza e ambiente, quindi l’ingegner Messineo fu interessato non da subito, cioè appena lamentata, rappresentata l’anomalia, fu interessato solo in un secondo momento nel pomeriggio del 30, quindi lui visivamente vede la FG104 con il microinterruttore danneggiato e dà una spiegazione tecnica che poi sarà confermata da Lunardi, cioè questa rottura non è un sabotaggio, ma è dovuta alla fuori corsa dell’operazione manuale del Lunardi, per cui nel tornare avanti la barra di comando di due quintali può benissimo aver danneggiato, e sarà riscontrato. Per quanto riguarda l’altro episodio...

 

Pubblico Ministero: tra l’altro hanno fatto anche una prova in presenza in quel momento lì proprio a conferma di questa indicazione.

 

Presidente: e per quanto riguarda...

 

RISPOSTA - L’ingegnere Messineo non sapeva, non so se era stato riferito, se gli era stato detto di questa circostanza del fuoriasse della FG101, viene attivato solo al pomeriggio del 30.

DOMANDA - A questo proposito dottor Odorisio dovrebbe essere preciso anche su questo punto, perché anche nel suo rapporto lei parla di ritardo. Ma ritardo di affidamento dell’incarico all’ingegner Messineo, ritardo da parte di chi? Perché il giorno 30 l’ingegner Pisani viene a conoscenza del fatto alle 11.30, glielo dice l’ingegner Lucchi, il sopralluogo del pomeriggio che è promosso dall’ingegner Pisani avviene alla presenza dell’ingegner Messineo che era rientrato in quel momento nello stabilimento, la mattina non c’era, allora questo ritardo di affidamento dell’incarico all’ingegner Messineo perché viene asserito?

RISPOSTA - Noi queste notizie sulle prove fatte il 29 pomeriggio le abbiamo assunte soltanto successivamente nei giorni dopo il 31, perché abbiamo verbalizzato gli interessati quindi al momento in cui ci viene presentata la denuncia dice la denuncia di sabotaggio perché la FG101 cioè l’asse di comando rispetto al microinterruttore...

DOMANDA - La domanda che le facevo io era un’altra. Perché lei dice è stato affidato l’incarico con ritardo all’ingegner Messineo?

 

Presidente: ha dato una risposta, perché quando fu presentata la denuncia ancora non si sapeva, o comunque non erano stati assunti a sommarie informazioni in particolare gli operatori e l’ingegner Messineo, questa è la risposta.

 

Pubblico Ministero: no, chiedo scusa se mi intrometto. Perché per questo dicevo abbiamo i testimoni.

 

Presidente: poi sulla valutazione o meno che ha potuto fare allora il teste su un ritardo o meno, insomma, queste mi pare non siano le circostanze fondamentali, è una valutazione che lui ha fatto a quell’epoca e tenuto conto di quelli che erano gli elementi in suo possesso, quindi adesso è inutile che andiamo a... Bene, ci sono altre domande al teste? No, va bene, la ringraziamo.

 

Pubblico Ministero: prima di passare ai consulenti, rapidamente all’ispettore della Digos volevo fare alcune domande.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - MUNALDI ERCOLE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Può precisare che attività lavorativa svolgeva nel marzo del ‘95?

RISPOSTA - Ero alla Digos alla sezione terrorismo.

DOMANDA - Vuole illustrare al Tribunale sinteticamente come è venuto a conoscenza di un presunto sabotaggio, tentativo di sabotaggio presso lo stabilimento Enichem di Porto Marghera, che indicazioni ha ricevuto e che cosa ha fatto?

RISPOSTA - Era il pomeriggio del 30 marzo, il dirigente mi ha chiamato in ufficio dicendomi che era venuto a conoscenza tramite il commissariato di Marghera che vi era stato un tentativo di sabotaggio presso l’Enichem di Porto Marghera e di portarsi sul posto per accertare di cosa si trattasse. Sul posto era già arrivata la pattuglia di Marghera perché all’epoca avevamo una pattuglia per Marghera perché c’era un momento storico un po’ particolare per quanto concerne le fabbriche di Porto Marghera, e ho contattato i colleghi che mi hanno accompagnato dal signor Braga che doveva essere il responsabile del servizio di vigilanza e abbiamo visto più o meno, abbiamo portato sul posto delle pompe acqua marina per vedere che cosa era successo, ma a livello tecnico tanto non ne capivo, quindi ho visto più che altro dove si trovavano le pompe, come erano site, se c’era vigilanza o non c’era vigilanza.

DOMANDA - Lei a che ora è arrivato sul posto?

RISPOSTA - Intorno alle 15.00 più o meno.

DOMANDA - Se vuole un attimo dire chi erano i due colleghi della pattuglia operante e che incarico avevano in particolare all’epoca?

RISPOSTA - Erano gli agenti scelti Giacomo e Selvestrel, facevano pattuglia nella zona di Porto Marghera, altre pattuglie controllavano le scuole, loro erano in linea di massima impegnati nelle fabbriche per raccogliere giornalmente eventuali scioperi, tutto ciò che poteva interessare la zona di Porto Marghera.

DOMANDA - C’erano dei problemi anche in relazione alle questioni ambientali sullo stabilimento in quel momento?

RISPOSTA - Sì, anche perché si era concluso pochi giorni prima il processo per quelli di Greenpeace che avevano fatto una manifestazione l’anno precedente, in più c’era da parte dell’AG un’indagine sullo stabilimento dell’Enichem di Porto Marghera, quindi c’erano alcune problematiche a livello non di ordine pubblico, però la situazione era un po’ critica perlomeno per quello che ritenevamo noi come Digos.

DOMANDA - Anche in relazione ad altri impianti che erano stati chiusi?

RISPOSTA - Sì, poco prima era stato chiuso l’impianto di Brindisi, anche lì si erano verificati dei problemi di ordine pubblico proprio per degli operai che erano rimasti senza lavoro, in disoccupazione, anche lì era stato sequestrato l’impianto per gli stessi motivi che si erano verificati a Marghera.

DOMANDA - Lei quando è intervenuto sul posto ha avuto occasione di parlare anche con il direttore ingegner Pisani e di sapere quando erano venuti a conoscenza di questa situazione?

RISPOSTA - Io ho chiesto l’incontro con il dottor Pisani che mi ha ricevuto verso le 17.30, mi ha spiegato che il fatto doveva essersi verificato fra le 18.00 del 28 sera, dall’ultimo controllo sui macchinari e successiva mattinata del 29 quando sono andati ad attivare i macchinari che in pratica sono andati in blocco, quindi in pratica lui è a conoscenza dei fatti nella mattinata del 29, nella prima riunione che facevano verso le 8 di mattina.

DOMANDA - Lei si è informato, ha cercato di capire, di sapere per quale motivo non era stata avvisata direttamente l’autorità di Polizia della zona di Marghera a Mestre?

RISPOSTA - Inizialmente il dottor Pisani mi ha detto che aveva riferito all’epoca che non l’aveva fatto inizialmente perché non sapevano se era un guasto tecnico, se era un errore manuale o se c’era la possibilità che si trattasse di un sabotaggio, e in più, visto il periodo storico, ha ritenuto sul momento di non dare subito la notizia all’AG o comunque agli organi competenti per non allarmare, per non creare un certo panico per motivi di ordine pubblico, quando hanno accertato che era un problema di sabotaggio, hanno dato la notizia.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - La mattina del 29 quindi lei dice che l’ingegner Pisani è venuto a conoscenza dei fatti, ma sotto quale profilo, sarebbe bene che lei precisasse?

RISPOSTA - Ho precisato, nella riunione che fanno solitamente alla mattina gli è stato riferito che c’era questo problema di blocco alle pompe acqua marina.

DOMANDA - Come problema tecnico quindi?

RISPOSTA - Ho detto che non aveva dato subito notizia perché non sapevano se era un problema tecnico dovuto ad errore umano oppure...

DOMANDA - Questo problema se fosse un errore tecnico umano o se fosse dovuto a manomissione, era emerso nella mattinata del 29?

RISPOSTA - Questo non so se è emerso nella mattinata del 29.

DOMANDA - Appunto, non dobbiamo accavallare le giornate.

 

Presidente: se non ci sono altre domande può andare, grazie e arrivederci.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - RUSSO LUIGI -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Lei era in servizio a Marghera anche nel marzo del ‘95?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei si ricorda che incarico ha ricevuto il 30 marzo ‘95 alla notizia di questo sabotaggio all’interno dello stabilimento Enichem di Porto Marghera?

RISPOSTA - Sì, ricevetti l’ordine dal dirigente di occuparmi della parte per eventuali scioperi e quindi di seguire un po’, visto le preoccupazioni che si erano create sia all’interno che all’esterno dello stabilimento.

DOMANDA - C’erano dei problemi in relazione a queste situazioni di preoccupazione in relazione all’incolumità pubblica, al sistema ambientale ecologico?

RISPOSTA - Sì, c’erano queste tensioni che venivano seguite per prevenire eventuali manifestazioni ed essere a conoscenza di quello che poteva accadere.

DOMANDA - In particolare questo evento, o questi eventi del 29, 30 marzo ‘95, hanno creato dei problemi, questo glielo chiedo come ispettore esperto di Polizia a livello di incolumità o di allarme?

RISPOSTA - Sì, c’erano queste preoccupazioni, tanto è vero che noi avevamo una pattuglia proprio impegnata esclusivamente a questo e recepire eventuali tensioni che si potevano creare poi all’esterno dello stabilimento con i sindacati e con tutta la parte interessata nelle manifestazioni.

 

Presidente: la ringraziamo.

 

Pubblico Ministero: possiamo fare l’interruzione, 5 o 10 minuti solita, così consentiamo di preparare anche il discorso del computer e cominciamo con i consulenti.

 

Presidente: va bene. Colgo l’occasione, io do il calendario del 2001, il primo trimestre, sono qui a vostra disposizione. Allora introduciamo chi, Pubblico Ministero?

 

Pubblico Ministero: i consulenti tecnici che nel ‘95 avevano effettuato l’accertamento sia sull’impianto, sulle pompe in particolare, per verificare che cos’era successo, ai consulenti tecnici avevo formulato due quesiti, uno subito dopo l’incidente, uno nel ‘96, al fine di individuare sia la dinamica dei fatti e sia poi il secondo quesito con relativa relazione ovviamente in atti, riguardava in fatto di comunicare in particolare in maniera specifica gli elementi che facevano ritenere nell’immediatezza l’insussistenza del carattere doloso dei due incidenti di cui la consulenza. Questi sono i due aspetti, ricostruire la dinamica e poi dire perché da subito si poteva sapere che non erano atti di sabotaggio.

 

Presidente: se li vuole presentare.

 

Pubblico Ministero: l’ingegner Nano e Rabitti che sono già noti a questo Tribunale.

 

DEPOSIZIONE DEI CONSULENTI

DR. NANO GIUSEPPE - DR.  RABITTI PAOLO

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Inizierei chiedendo di specificare in due parole, che cos’è questo impianto cracking, a cosa servono queste pompe e dove pescano la loro acqua?

NANO - L’impianto cracking di fatto è il primo impianto che si trova nella linea degli organici a Porto Marghera, l’impianto cracking viene alimentato con la Virgin Asta, attraverso un processo di tipo termico la Virgin Asta viene così detta crackinzata per ottenere prodotti altri cioè a catene lineari diverse, più corte, oppure aromatici, cose di questo genere, il prodotto che si ottiene all’interno del cracking viene poi mandato alle linee successive di distillazione, di rettifica per ottenere i prodotti delle linee organiche. Viceversa per quanto riguarda la stazione di pompaggio. La stazione di pompaggio non è asservita esclusivamente al cracking, ma la stazione di pompaggio è asservita a tutto il Petrolchimico. Che cosa fa una stazione di pompaggio? La stazione di pompaggio prende l’acqua dal mare e la invia agli impianti. Sostanzialmente l’utilizzo che viene fatto di quest’acqua è un’acqua di raffreddamento e il maggior utilizzatore, uno dei maggiori utilizzatori è proprio l’impianto di cracking, quindi la funzione di questa stazione di pompaggio è prelevare acqua dal mare e inviarla agli impianti per gli usi industriali. Bene, quello che qui è riportato è uno schema di quello che è la stazione di pompaggio delle acque marine. Da cosa è costituita la stazione di pompaggio? Sostanzialmente da delle conduttore, è costituita da una o più pompe, poi andiamo nello specifico, è costituita da una serie di valvole che permettono il passaggio o la chiusura dei passaggi per l’acqua. Nello specifico...

DOMANDA - Mi scusi, solo per dare un’idea anche delle dimensioni, può essere proiettata la fotografia dove si vedono questi tubi enormi...

NANO - Questa è la stazione di pompaggio dell’acqua marina, quindi questi sono i tubi.

DOMANDA - E questi martelli in giallo?

NANO - Sono i contrappesi. Torniamo un attimo su questa figura, dicevo che gli elementi costitutivi della stazione di pompaggio sono la pompa, la valvola e le due valvole. Quali sono le funzioni? La pompa ovviamente è quella ovviamente di prelevare acqua dal mare e mandarla agli impianti; sono presenti 4 pompe denominate FG101, FG102, FG103 e FG104, le portate le trovate qui, la FG101 ha una portata di 25.000 metri cubi/ora di acqua, la FG102 18.000 metri cubi/ora, la FG103 7.000 metri cubi/ora, la FG104 ha 25.000 metri cubi/ora. In questo impianto come vedete c’è una valvola di ritegno e una valvola di intercetto. Tenterò di spiegare in modo spero chiaro che cos’è una valvola di ritegno. Una valvola di ritegno è sostanzialmente una valvola a farfalla, la valvola a farfalla è un disco montato su un albero che ruota e quindi ha una posizione che è aperta e una posizione che è chiusa. Il comando di questa valvola, che è fondamentale all’interno dell’impianto, è gestito attraverso questo marchingegno, che voi vedete qui e poi andiamo a rivedere sulla fotografia, che quindi ha un’apertura che è comandata e una chiusura che è comandata da questo contrappeso. Cioè, cosa succede? Succede che nel momento in cui io vado ad avviare per esempio la pompa FG101 questa valvola si apre e questa valvola è aperta anche lei. Nel momento stesso in cui io chiudo questa valvola la valvola FH111, come vedete è scritto qui, si chiude per effetto del contrappeso, il contrappeso mi fa richiudere questa valvola. Torniamo un attimo, cioè, a dire, questa è la posizione con la valvola del contrappeso con la valvola aperta e questa è la posizione con valvola chiusa. Ora, come vedete qui in alto ci sono schematizzati due microinterruttori. Perché due microinterruttori? Ci sono due microinterruttori perché in generale non è, cioè, dalla sala controllo non si vede, non si vedeva il campo dove ci sono le pompe, e quindi l’unica possibilità per chi stava in sala controllo di verificare che la pompa fosse, che la valvola fosse regolarmente aperta è controllare il segnale che veniva mandato da questo microinterruttore, diciamo che per chi stava in sala di controllo la valvola è regolarmente aperta quando il segnale elettrico mandato da questo microinterruttore viene riportato in sala di controllo, così come, la stessa cosa succede, scusi, qui sotto, nel momento stesso in cui io fermo la pompa questo altro microinterruttore comandato da questo altro marchingegno - poi torneremo un attimo su questo tipo di marchingegno - mi dice che la valvola è regolarmente chiusa. Questo elemento è un elemento fondamentale, cioè, sapere se la valvola è regolarmente aperta o regolarmente chiusa è fondamentale. Infatti qual è il problema? Il problema è che se io ho questa pompa che va in fermata e questa valvola non mi chiude correttamente questa tubazione, quello che io posso avere è un ritorno di acqua, vedete, qui, all’incontrario, quindi l’acqua che viene prelevata per esempio da questa pompa può tornare indietro. Ed allora qual è il meccanismo che fa sì che questo non succeda? Questa valvola ha un tempo di chiusura che è di circa 40 secondi, questa valvola, se entro 40 secondi quel segnale elettrico che abbiamo visto inviato dal microinterruttore 2 non arriva in sala di controllo, questo, immediatamente e automaticamente va in chiusura questa valvola di intercetto, che è una valvola, diciamo che è una valvola a tenuta abbastanza simile a quello che è l’otturatore di una macchina fotografica, tanto per capirci. Il problema è che questa valvola va in chiusura in circa 3 minuti...

DOMANDA - Se può precisare per il verbale stenotipico valvola di intercetto e valvola di ritegno che altrimenti quando si rilegge si fa difficoltà.

NANO - La valvola di ritegno è sostanzialmente una valvola a farfalla...

DOMANDA - No, proprio per il verbale stenotipico, quando viene riletto, questa valvola si vede il grafico, allora è meglio che viene indicato la valvola di intercetto e la valvola di ritegno.

NANO - La valvola di intercetto ha un tempo di chiusura che è di 3 minuti, quindi abbiamo visto che la valvola di ritegno si chiude in 40 secondi, la valvola di intercetto si chiude in 3 minuti, questo sarà poi importante per il proseguimento. Quindi tutto l’impianto funziona in questo modo. Bisogna ancora fare una precisazione, abbiamo visto che il segnale elettrico, che è fondamentale, viene generato dallo schiacciamento di questa camma numero 1 nel nostro disegno, sul microinterruttore numero 1. Ovviamente questo posizionamento, il posizionamento di questa camma può essere soggetto a qualche piccola variazione, quindi può essere un po’ più avanti o un po’ più indietro, vedremo in quali tipi di condizione. Per far sì che questo non avvenisse quello che hanno fatto, chi ha costruito questa apparecchiatura, è quella di saldare su una parte tonda un’aletta metallica, la possiamo anche vedere perché l’abbiamo qui, c’è una parte rotonda e un’aletta metallica che è fatta in questo modo. In realtà una camma dovrebbe essere fatta in questo modo, cioè deve essere un eccentrico, e non quindi un cilindro con un’aletta, perché in questo modo un eccentrico compensa molto meglio gli eventuali spostamenti senza dar luogo agli inconvenienti che poi qui sono successi. Cosa era in corso in quei giorni? In quei giorni c’erano dei lavori in corso su questa stazione di pompaggio, in particolare...

DOMANDA - Ce la può indicare con il numero e la lettera?

NANO - Su tutta la stazione di pompaggio. In particolare il giorno 28 marzo del ‘95 c’erano stati degli interventi sulla pompa FG104, altri interventi che erano in corso, li possiamo vedere, li possiamo vedere prendendo ad esempio questa figura, era quella dell’allungamento di questi bracci di circa 90 centimetri per portare in posizione più elevata i microinterruttori. Ora, bisogna notare una cosa, che anche questa è fondamentale nella ricostruzione poi di quello che è successo, che portando in alto questo braccio, cioè allungando questo braccio, a parità di angolo percorso lo spazio percorso dalla camma è maggiore, cioè quindi se io faccio un angolo di 3 gradi in questa posizione corrisponderà ad uno spazio di un certo tipo, a 90 centimetri più in alto lo spazio percorso sarà più elevato, anche questo è un elemento abbastanza importante. Dicevo, in quei giorni vi erano in corso dei lavori. Bene, quali sono gli avvenimenti di quei giorni? In particolare il 29 di marzo del ‘95 viene fermata la pompa FG101 e viene avviata contemporaneamente la FG104, in realtà vedremo che prima viene avviata la FG104 e poi viene fermata la FG101. Durante questa operazione, quindi la fermata dell’FG101 e dell’FG104 vengono segnalati due inconvenienti, il primo inconveniente è il tranciamento dell’asta del microinterruttore della valvola FH114, cioè, quindi viene tranciata la testina del microinterruttore della FH114, e una manomissione della camma dell’FH111, quindi tranciamento di questa testina e a questo punto un altro inconveniente è la manomissione della camma FH111. Questo ha fatto sì che - come potete immaginare - i segnali che sono arrivati in sala di controllo fossero, ma li vedremo poi nel dettaglio, quanto meno contraddittori, per cui ha provocato una serie di operazioni in parte automatiche e in parte non automatiche per attivare delle pompe, perché è abbastanza evidente che nel momento in cui questa pompa è in spegnimento e questa non risulta accesa, vuol dire che non arriva acqua all’impianto, non arriva acqua in raffreddamento, e la situazione quindi comincia a diventare critica, almeno apparentemente, in sala di controllo così è. Nella realtà che cosa è successo? Allora, primo problema, analizziamo il tranciamento del gambo dell’interruttore della FH114. Cosa è successo? E` successo che durante l’apertura della FH114, conseguente all’avviamento della pompa FG104, l’operatore sul campo, Lunardi, è stato probabilmente tratto in inganno da un’osservazione, e l’osservazione qual è stata? E’ stata che il fine corsa, questo, non toccava, cioè, l’asta, il braccio dell’asta che abbiamo visto prima non toccava il fine corsa, allora, questa qui è l’asta con il fine corsa, ha deciso di azionare autonomamente il martinetto idraulico che porta indietro, e quindi assicura una maggiore apertura della valvola. Così facendo ha fatto sì che questa aletta scavalcasse il microinterruttore, conseguentemente il segnale elettrico trasmesso da questo microinterruttore che in questa posizione dice: valvola regolarmente aperta, qui dicesse: posizione non certa, cioè valvola non aperta, ma peraltro non era neanche una valvola chiusa, perché come si vede valvola chiusa è così. Questa situazione di incertezza ha provocato una retroazione del sistema che ha mandato in blocco la pompa FG104, andando in blocco la pompa, quello che succede è che come abbiamo visto prima il contrappeso porta in questo senso di rotazione riporta la valvola in senso di chiusura. Siccome questa è, come abbiamo visto, non è camma, ma è una aletta, qui possiamo fare due ipotesi. Una è che siccome questo marchingegno pesa 25 quintali, tutto questo sistema, nel suo viaggio di ritorno cos’ha fatto? Siccome l’astina è molto piccola, vediamo se riusciamo a trovarne... ecco qui per esempio, sono queste, ha tranciato l’astina; e questa è una delle ipotesi. L’altra ipotesi, che comunque non cambia poi la sostanza delle cose, è che nel suo ritorno questa astina si sia, come si dice, abbia rovinato, questa lama abbia rovinato l’asta del microswitch, e si sia fermata lì fino a quando non si è proceduto alla sua sostituzione il giorno dopo. Però questo è abbastanza irrilevante, che si sia tranciato subito o che si sia tranciato dopo, la verità è che il tranciamento di questa astina del microswitch è imputabile sostanzialmente a un’azione compiuta dall’operatore in campo che è andato ad attivare il martinetto idraulico per la maggiore apertura. Quindi questo tipo di inconveniente è un inconveniente che dipende da quel tipo di manovra. Vediamo adesso invece il secondo tipo di inconveniente. Per fare questo bisogna ricordare alcune cose. La prima cosa è che sulla stazione di pompaggio erano in corso delle modifiche, come ho già ricordato prima, che riguardavano l’innalzamento e la posizione del microinterruttore; e, come ho già ricordato prima, il fatto di aver posizionato più in alto il microinterruttore ha fatto sì che lo spazio percorso dalla camma fosse differente. Un’altra cosa che va ricordata è che l’incidente è stato riscontrato all’atto del primo avviamento della pompa FG104, dopo le modifiche corrispondenti alla fermata della pompa FG101.

DOMANDA - Prima di passare al secondo episodio, volevo solo dire che il microinterruttore è stato sequestrato e si trova ancora presso il Commissariato della Polizia di Stato di Marghera.

NANO - Certo. Per analizzare il secondo incidente è opportuno andare ad analizzare la sequenza degli eventi. Allora, abbiamo visto che è stata messa in marcia questa pompa, la FG104; successivamente è stata fermata la FG101. Allora, per andare a vedere cos’è successo in realtà, è opportuno andare a cercare e a vedere il tabulato che registra tutti gli eventi in sala di controllo. Andando a vedere gli eventi, si vede che alle 6.32.37 viene dato il comando di marcia della pompa PG104, cioè viene messa in marcia la pompa FG104; alle 6.33.14 la valvola di ritegno FH114 è segnalata regolarmente aperta. Quindi, dopo 37 secondi la valvola di ritegno viene segnalata regolarmente aperta, quindi la valvola era aperta; a questo punto viene fermata la FG101; è partita questa stazione di pompaggio e viene fermata questa stazione di pompaggio. Questo succedeva alle 6.33.27. Alle 6.34.07, cioè circa 40 secondi dopo, viene segnalata la mancata chiusura della valvola di ritegno FH111 - cioè, la FH111 non risulta dopo 40 secondi, ricordate all’inizio che ho detto che per chiudere ci mette circa 40 secondi - e quindi contemporaneamente viene automaticamente avviata la chiusura di questa valvola di intercetto.

DOMANDA - FH141?

NANO - Sì, è vero, la FH141, quindi la FH111 e poi la FH141. Alle 6.34.29 viene segnalata la posizione incerta della valvola FH111. Cioè, la valvola FH111 non risulta né aperta né chiusa. Si possono cominciare a fare delle ipotesi: perché questa valvola non risulta né aperta e né chiusa? Questa valvola non risulta né aperta e né chiusa perché, per quello che abbiamo detto prima, siccome su questa valvola, che è in chiusura, è praticamente chiusa, si esercita una contropressione dell’impianto, quindi fa sì che la valvola non sia completamente chiusa; chiusa, ma non completamente, cioè trafila, quello che si dice un po’ in termine tecnico. Quindi vuol dire che l’asse di rotazione di quel braccio non è perfettamente ruotato. Come abbiamo visto prima, basta un piccolo angolo aumentando il braccio perché questo dia una posizione diversa. E quindi, siccome in questo caso, nel caso della valvola di chiusura, che è questa, come si vede non ha il braccetto; se questo tondo non è perfettamente sotto al microinterruttore, questo non dà l’avvenuta chiusura della valvola. Allora, cosa succede: siccome sono passati 40 secondi, e siccome non si è chiusa, questa comincia la sua marcia di chiusura. Andiamo avanti. Alle 6.36.16 viene segnalata la mancata apertura della valvola di ritegno della FH114. Ricordo che la FH114 viene invece segnalata regolarmente aperta alle 6.33.14, come ho detto prima. Allora, questo problema della mancata segnalazione è in realtà una segnalazione errata, e dipende dalla manovra che ha fatto in campo l’operatore in campo, che abbiamo visto prima ha fatto scavalcare la retta al microinterruttore.

DOMANDA - Che era Lunardi.

NANO - Che era Lunardi, sì certo, l’ho detto all’inizio. Alle 6.37.16, a questo punto per l’operatore in sala di controllo c’era questa situazione in chiusura, perché c’era il comando in chiusura, e questa pompa che non risultava con valvola aperta. Quindi, come dicevo prima, si poteva configurare un rischio di mancato flusso di acqua agli impianti. Alle 6.37.16 viene segnalata l’avvenuta chiusura della valvola di ritegno FH111, quindi dopo 3 minuti e 9 secondi dall’avviamento di questa valvola, questa finalmente dà un segnale di chiusura. Questo perché? Questo è abbastanza chiaro, il perché: perché avendo chiuso questo tipo di valvola, la 141, che è una valvola di intercetto, quindi come ho detto prima una valvola diversa, è stata eliminata la contropressione su questa valvola di ritegno e quindi la valvola di ritegno ha potuto chiudersi regolarmente, quindi mandare il suo segnale Quindi questo tipo di intervento ha fatto sì che potesse chiudersi meglio la valvola di ritegno. Alle 6.37.26 viene segnalata la completa chiusura della valvola FH114. Quindi, il problema segnalato, a nostro modo di vedere, non riguarda una manomissione della camma, ma riguarda proprio un errato segnale che è arrivato alla sala controllo; perché altrimenti, quello che doveva succedere, è che se fosse stata manomessa questa camma, non si sarebbe mai dovuto dare il segnale di chiusura. E, invece, guarda caso, dà il segnale di avvenuta chiusura proprio esattamente 3 minuti dopo, poco più di 3 minuti dopo, che è il tempo di chiusura di questa valvola.

DOMANDA - Della valvola di intercetto?

NANO - Della valvola di intercetto, sì. Questi sono gli avvenimenti. Non si può sicuramente parlare di avvenuto sabotaggio in una situazione di questo tipo. E comunque quali sono gli elementi fondamentali che avrebbero dovuto.., per rispondere poi alla seconda parte del quesito che ha posto a noi il Pubblico Ministero? Gli elementi fondamentali sono parecchi. Primo: un’analisi sul campo; cioè, la semplice visione del microinterruttore, della FH114, fa escludere che si sia trattato di un sabotaggio. Peraltro lo stesso Lunardi riconosce che lui ha fatto questa manovra, e che quindi questa cosa era imputabile a lui. Per quanto riguarda il secondo episodio, abbiamo visto che un’analisi, anche abbastanza semplice del tabulato riportante i tempi, poteva far capire, e fa capire abbastanza chiaramente, che il segnale arrivato alla sala controllo, di mancata chiusura della FH111, era in realtà imputabile ad un errato segnale dovuto, con molta probabilità, con buona probabilità, al trafilamento della valvola per effetto della contropressione. Tant’è vero che appena è stata chiusa la valvola di intercetto FH141, questo problema non si è più ripresentato. Peraltro bisogna anche dire alcune cose fondamentali: venuto meno il sabotaggio della FH114, od il presunto sabotaggio della FH114, l’eventuale sabotaggio della FH111 era perfettamente inutile, perché abbiamo visto che nella realtà si stava chiudendo, quindi questa pompa doveva essere esclusa, e quindi andare in manutenzione, e che questa pompa, che era la FG104, invece era stata appena avviata. Non si capisce perché mai fare un’azione di sabotaggio su questo tipo di eccentrico, perché se non ci fosse stato l’incoveniente dovuto all’errata manovra del Lunardi, che questa camma fosse stata spostata era assolutamente indifferente. Peraltro bisogna anche dire...

DOMANDA - Mi scusi, sul punto indifferente, nel senso che non ci sarebbero state conseguenze esterne sull’impianto?

NANO - Nel dire che non ci sarebbero state conseguenze sull’impianto, per il semplice motivo che l’impianto aveva bisogno di essere alimentato con acqua di mare. E, se la FG104 non avesse avuto quella falsa non apertura della FH104, avrebbe pompato regolarmente il tutto. Quindi, verificato che l’inconveniente sulla FH114 era dovuto ad errore umano, veniva meno il fatto che qualcuno si fosse messo in testa di spostare questa camma.. Perché comunque, come abbiamo visto, alle 6 e 30 del mattino questa pompa, che era regolarmente in funzione, 6 e 30 circa, le ore e i minuti esatti li ho detti prima, è stata spenta, quindi avrebbe dovuto essere mandata in manutenzione quindi essere controllata; probabilmente avrebbe dovuto essere allungato il braccio anche di questo e spostato il microinterruttore. Bisogna anche dire peraltro che quindi avrebbe avuto una logica il fatto che fossero stati manomessi contemporaneamente i microinterruttori della FH114 e la camma della valvola di ritegno FH111. Venuta a cadere la FH114, questo doveva essere ricercato in un altro tipo di inconveniente, che era probabilmente quello che abbiamo visto. Bisogna anche dire, per la verità, guardando questo tipo di figura, che in realtà c’era un’abbondante riserva di pompaggio d’acqua, perché la FG102 e la FG103 erano in grado insieme di garantire, come si vede, i 25.000 metri/cubi/ora; tant’è che dalla sala controllo, quello che è successo quando abbiamo visto, questa è stata chiusa con la valvola di intercetto, la FG102 è stata chiusa con la valvola di intercetto FH141; la FG104 ha avuto l’incoveniente che ha avuto, quindi in sala di controllo si presumeva essere spenta o non funzionante, è stata immediatamente messa in funzione la FG102. Quindi, dal nostro punto di vista non esistevano gli elementi per poter pensare, almeno rispetto agli elementi che noi abbiamo potuto verificare sul campo, non ci dovevano essere elementi che potevano far pensare ad un eventuale sabotaggio.

DOMANDA - Una cosa volevo chiedere in relazione ai tabulati, se questi tabulati erano disponibili nell’immediatezza e se erano quindi consultabili nell’immediatezza?

NANO - Direi di sì. Noi li abbiamo chiesti e ce li hanno dati subito. Erano in sala di controllo, quindi siccome è una registrazione continua, erano in sala di controllo.

DOMANDA - Solo per dare un’idea della grandezza dell’impianto, se vuole mostrare la foto di cui si parlava prima?

NANO - Questa è la foto di cui si parlava prima, in cui si vedono le tubazioni dei 4 impianti di pompaggio; dove si vede, in questa zona si vedono i bracci, con i 2 microinterruttori; e si vede ancora il contrappeso, che è quello che determina la chiusura della valvola nel momento in cui vengono spente le pompe. Ecco, per avere un’idea delle dimensioni, tenete presente che questo passo d’uomo, questo della scaletta, diciamo la copertura della scaletta, è circa 80, 90 centimetri. Adesso non so dire quanto sia questo, ma diciamo che è sicuramente più di un metro, anche più di due metri.

DOMANDA - E il contrappeso è 15 quintali?

NANO - Il contrappeso ho detto prima che più i bracci, cioè tutto il marchingegno che fa ruotare la valvola, è circa 25 quintali, se non ricordo male.

DOMANDA - Io non ho altre domande al momento; chiedo soltanto l’acquisizione delle due relazioni, una datata 16 maggio ‘95, l’altra 4 settembre ‘96, che erano agli atti, quindi ovviamente note alle parti processuali.

 

Presidente: domande le difese?

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Solo una, perché poi questi profili saranno trattati da un nostro tecnico. In assenza dei tabulati ed in assenza di dichiarazioni di Lunardi, chi vi informasse della cosa, come si è verificato, come sarebbe appare la situazione?

NANO - Dunque, domanda apparentemente facile, risposta un po’ più difficile. Nel senso che il problema è che un tecnico di campo non giudica dall’apparenza dell’impianto ma deve necessariamente fare un’analisi tecnica. Cioè, chiunque lavora in campo dovrebbe essere in grado di valutare e determinare le cause. Voglio dire, io non conoscevo l’impianto; diciamo che non sono partito in modo preconcetto a dire "non c’è stato sabotaggio, c’è stato sabotaggio"; ho semplicemente fatto poche verifiche. Io sono stato sull’impianto; adesso non so, ma sarò stato, tra l’arrivare e l’andare via, non più di due ore, nel senso compresa la sosta in portineria. Voglio dire, a me appare evidente che c’è stata una serie di eventi, mi sarebbe parso evidente che ci sono stati una serie di eventi che hanno determinato questi tipi di, diciamo di inconvenienti. Devo dire, se la domanda è questa, che a me non sarebbe mai venuto in mente a priori che ci sarebbe stato un sabotaggio; a meno che non avessi altri elementi di cui io non ero in possesso per dire che forse c’è stato un sabotaggio. Però il sabotaggio, per me, sarebbe stata forse l’ultima o l’ultimissima ipotesi da fare.

DOMANDA - Quindi, se ho ben capito, la sua risposta è: dipende dalla valutazione che hanno fatto i tecnici? Questa è la sostanza?

NANO - Sì. Nel senso che la mia risposta non è proprio così, è che io avrei fatto una valutazione tecnica di dettaglio, per capire cos’è successo.

DOMANDA - Mentre i tecnici che hanno visto la situazione hanno fatto una valutazione che non avrebbe fatto lei?

NANO - Sì. Non lo so, nel senso che io degli atti conosco gli aspetti tecnici, non conosco gli aspetti di com’è nata la denuncia di sabotaggio; non la conosco, ma veramente non la conosco, quindi non posso dire qual è stata la decisione, perché si è deciso di fare questo tipo di cosa. Presumo che le relazioni tecniche fossero in questo senso, però lo presumo.

DOMANDA - Non le sto chiedendo del perché della denuncia, le sto chiedendo la situazione dei tecnici.

NANO - Sì certo. Se il tecnico ha definito che lì c’è stato sabotaggio, ha fatto un errore di valutazione. Questa è la risposta.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - In queste vicende c’è sempre il pericolo di sopravalutare il senno del poi, cioè quello che uno riesce a valutare a poste ferme, disponendo di tutte le informazioni ed anche di tutte le ricostruzioni che in un processo che si è protratto nel tempo erano ormai disponibili. La mia domanda è questa: nello svolgere la vostra relazione vi siete anche avvalsi di ricostruzioni tecniche posteriori alla denuncia di sabotaggio che ormai erano disponibili, o erano già state depositate anche alla Procura della Repubblica?

NANO - Dunque, sono passati 5 anni, quindi lei mi sta chiedendo una cosa sicuramente difficile da ricordare.

DOMANDA - Cerco di aiutarla allora: il 7 aprile ‘95, quindi veramente pochi giorni dopo la denuncia, l’ingegner Pisani deposita al Pubblico Ministero una nota, con allegata una nota tecnica che consente di spiegare pienamente l’evento.

NANO - Sta parlando della nota tecnica dell’ingegner Messineo; è citata anche in perizia.

DOMANDA - Il 7 aprile ‘95, quindi dopo un processo di accertamento che è iniziato quando l’evento si è verificato, che è proseguito nei giorni seguenti, lo stabilimento aveva già prodotto un documento che stabiliva quello che era successo; è così?

NANO - Sì. Ma questo, se lei mi sta dicendo che io ho ripreso la relazione dell’ingegner Messineo e l’ho fatta mia, la risposta è no.

DOMANDA - Non è questa la domanda.

 

Presidente: no, che lei ha potuto valutare anche quelle che erano state le spiegazioni tecniche che erano date in quella memoria, ai fini di poter prevenire poi a queste sue conclusioni.

NANO - Sì certo, io ho preso in esame tutti i documenti che erano agli atti, più i documenti che ho chiesto di acquisire, cioè il tabulato l’abbiamo acquisito personalmente, non l’abbiamo trovato lì dentro. Quindi, come ho detto prima, la nostra posizione non era a priori a favore o a sfavore del sabotaggio, era una posizione di chi...

 

DOMANDA - Mi scusi ingegnere, ma il 7 aprile...

 

Pubblico Ministero: lo faccia concludere la risposta; quando ha finito, può fare altre domande.

 

NANO - Ho detto semplicemente che non essendo a priori, l’abbiamo acquisito posteriormente, quindi se lei mi dice che quel documento è del 7 aprile, io le dico che quel documento addirittura è citato all’interno della nostra memoria, e quindi è evidente che noi l’abbiamo preso in considerazione. Ma questo, mi scusi, essendo un documento di parte, dal nostro punto di vista è un documento come tutti gli altri. E quindi è preso in considerazione, e l’ipotesi viene presa in considerazione. Faccio notare che il tecnico, ingegner Messineo, a poche ore di distanza dall’accadimento, ha individuato correttamente le cause dell’inconveniente, così come probabilmente avrei fatto indipendentemente. Mi faccia pure la domanda.

DOMANDA - Ma non è vero questo. L’ingegner Messineo, il 30 marzo ‘95 si reca sul posto; accerta le cause della rottura del microinterruttore ma non è in grado neppure lui di dare alcuna spiegazione tecnica dell’altro evento, quello relativo alla camma.. Quindi non mi può dire..

 

Pubblico Ministero: faccio opposizione alla premessa. Se vuole ovviamente sentiremo poi a suo tempo l’ingegner Messineo, perché sul fatto specifico il 5 giugno ‘95 l’ingegner Messineo dice: "Era la prima volta dopo che vedevo l’impianto; dopo circa 10 minuti ho lanciato l’ipotesi che la rottura del microinterruttore della pompa poteva essere avvenuto per cause tecniche". Ci ha messo 10 minuti!

 

DOMANDA - Ma questo l’ho detto anch’io.

 

Presidente: immediatamente è stato percepito che la rottura del microinterruttore era stata determinata da un evento diciamo così causale.

 

DOMANDA - Dal tecnico. Mentre invece io mi riferivo alla spiegazione tecnica disponibile il 30 marzo ‘95, quando viene presa la decisione della denuncia rispetto all’altro tipo di evento. L’ingegner Messineo si reca sul posto insieme ad altri tecnici ma non è affatto in grado di dare una spiegazione di quello che è avvenuto per la camma.. Lo sarà dopo, perché non si può spiegare tutto in poche ore, in pochi minuti. Le spiegazioni che sembrano facili a posteriori, quando si ha in mano tutto, sono forse meno facili; quando ci si trova nell’immediatezza del fatto, si avanzano ipotesi e non si è in grado di verificarne pienamente e completamente in quel momento.

NANO - E’ d’accordo con quello che sto dicendo che mi pare ragionevole.

 

Presidente: più che una domanda, è una contestazione. Il fatto è questo: l’ingegner Messineo avvalora anche lui l’ipotesi che la rottura del microinterruttore sia dovuta ad un evento di carattere tecnico; peraltro dice l’avvocato Santamaria non riesce a dare immediatamente una spiegazione all’altro inconveniente, che riguarda la camma.

NANO - La risposta ad una domanda che non ho capito, e quindi me la faccio da solo, è questa: se l’avvocato Santamaria vuole dirmi che io ci avrei messo più tempo ad individuare...

 

DOMANDA - Non è questo.

 

Presidente: lasci che comunque faccia...

 

NANO - Ci sono due aspetti in questa sua ricostruzione. Il primo: l’ingegner Messineo ci ha messo più tempo anche lui a ricostruire...

DOMANDA - Le riformulo la domanda, così è più chiara.

 

Pubblico Ministero: facciamolo parlare.

 

DOMANDA - Mi faccia parlare.

 

Presidente: faccia la domanda.

 

DOMANDA - E` vero che lo stabilimento è pervenuto ad una spiegazione di quello che è accaduto per entrambi gli eventi dopo aver espletato accertamenti che sono durati alcuni giorni?

NANO - Da quello che si deduce dagli atti sì; però io non so che cos’è intervenuto all’interno dello stabilimento prima e tra quei giorni. Comunque faccio notare una cosa che è importante: come ho detto prima, venendo meno all’evento sulla FH114, l’ipotesi di sabotaggio non poteva essere fatta, perché, insisto, questa pompa era in chiusura, il FG101 era in chiusura. Quindi il problema è: se questa camma fosse stata la FH111, fosse stata manomessa, comunque la chiusura era garantita dalla FH141. Perché, voglio dire, non è detto che una camma non possa rovinarsi, spostarsi autonomamente. Quindi il problema è se si poteva fare un’ipotesi sul sabotaggio: si poteva fare perché c’erano due eventi concomitanti e tra l’altro tutti e due sulle pompe principali, 25.000 e 25.000. Venendo meno questo problema della FH114, secondo me non è più possibile pensare che qualcuno o che qualcosa possa pensare di manomettere la FH111 che è in chiusura e che comunque è chiudibile con la FH141. Questa è la risposta.

DOMANDA - Resta il fatto che il 30 marzo non era disponibile una spiegazione tecnica di quello che era successo per la camma.

NANO - Ma è intuibile dal punto di vista del sabotaggio.

DOMANDA - La domanda è diversa, la domanda era perché quella camma è spostata?

NANO - Quella camma non è spostata.

DOMANDA - Ma perché appariva tale? Non ha mica una spiegazione tecnica?

 

Presidente: sentiamo se era spostata innanzitutto e quale spiegazione poteva darsi a questo spostamento, se era spostata.

NANO - Ma non risulta che la camma fosse spostata. Il problema, come ho detto prima, del finto segnale, del segnale, era intuibile, forse ci voleva più tempo, forse avrei dovuto far fare io le prove che ha fatto fare l’ingegner Messineo; ma sicuramente, guardando il tabulato, ed il tabulato insisto lo abbiamo acquisito noi, e l’ho chiesto io personalmente, era lì disponibile; un’analisi di quel tabulato dimostra che dopo 3 minuti e 9 secondi dall’intervento della FH141 la valvola di ritegno FH111, che avrebbe dovuto avere la camma spostata, risulta regolarmente chiusa. Il che vuol dire che il posizionamento reciproco tra camma e microswitch è tornato normale. A questo punto com’è che tre minuti prima è manomessa e tre minuti dopo non lo è più!

 

DOMANDA - Le risulta che qualcuno il 30 marzo avesse visto i tabulati e quindi queste informazioni fossero effettivamente disponibili? Non che fosse possibile capire, che qualcuno avesse visto i tabulati, avesse visto la situazione, quindi avesse tratto le conseguenze che ora sembrano ovvie ma che, per chi non avesse visto i tabulati, erano meno ovvie? E’ una domanda che il Pubblico Ministero le aveva posto all’inizio, se sussistevano elementi che potessero consentire di escludere il sabotaggio al momento in cui, immagino la denuncia è stata presentata, è chiaro che dobbiamo riferirci alle informazioni effettivamente disponibili nel momento in cui la denuncia viene fatta, non alle informazioni che avrebbero potuto essere disponibili.

NANO - Allora, intanto nella denuncia l’episodio relativo alla FH114 non c’è.

DOMANDA - Questo secondo lei non è un segno proprio che laddove si è trovata una spiegazione non si è voluto in alcun modo fare una denuncia di sabotaggio?

 

Presidente: questa non è una domanda ammissibile. Io vorrei sapere una cosa, si asserisce un anomalo posizionamento della camma della pompa FG101. Lei mi ha adesso detto che non vi era un anomalo posizionamento ma vi era semplicemente semmai un’anomalia di trasmissione al quadro controllo della chiusura della valvola?

NANO - Sì.

 

Presidente: che peraltro è stato subito corretto nei 3 minuti successivi e che poteva essere controllato attraverso la lettura della registrazione sul tabulato alla sala di controllo, è così?

NANO - Sì.

 

Presidente: ci sono altre domande? Nessuna, allora potete accomodarvi. Chi sentiamo?

 

Pubblico Ministero: l’operatore, Lunardi.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - LUNARDI LORENZO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere innanzitutto di riferire al Tribunale che attività lavorativa svolge e da quando?

RISPOSTA - Io adesso sono 3 anni che sono in pensione, a quel tempo facevo il quadrista e l’esterno.

DOMANDA - Presso quale reparto?

RISPOSTA - Noi lavoravamo sempre su uno stesso reparto che comprendeva 3 reparti.

DOMANDA - Lei in particolare nel marzo del ‘95 dove lavorava?

RISPOSTA - Quel giorno lavoravo esterno all’acqua di mare SA10.

DOMANDA - SA10 stazione di pompaggio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Vuole illustrare che cosa ha fatto il 29 marzo del ‘95?

RISPOSTA - Quella mattina dovevamo mettere in marcia una pompa e fermarne un’altra.

DOMANDA - Se vuole dietro mettiamo lo schema delle pompe, così ce le indica anche con le sigle e con i numeri, così anche per il verbale stenotipico risulta più chiaro.

RISPOSTA - Dovevamo mettere in marcia la 104 e fermare la 101.

DOMANDA - Lei che cosa ha fatto? Quella mattina vuol dire verso le ore 6.00?

RISPOSTA - 6 e 20, 6 e 25. Allora sono andato, avevamo la radio, i walkie-talkie mi sono messo in contatto con la sala quadri e abbiamo dato inizio al lavoro. Abbiamo messo in marcia la 104, si deve guardare se tutto va bene, abbiamo messo in marcia la 104 e poi di seguito abbiamo fermato la 101.

DOMANDA - Prima di chiederle domande particolari sull’operazione volevo chiedere se in particolare la pompa FG104 o quale altra pompa, era stata in quel periodo, in quei giorni sottoposta a manutenzione?

RISPOSTA - Sì, era ferma appunto perché era stata fatta manutenzione.

 

Presidente: sulla?

RISPOSTA - Sulla parte delle valvole.

 

Presidente: della pompa?

RISPOSTA - FG104. Dovevamo fermare la FG101 per fare la stessa cosa, che doveva essere sottoposta a manutenzione anche quella.

 

DOMANDA - Allora?

RISPOSTA - Allora siamo partiti, tutto regolare. Una volta partiti ho dato ordine di fermare la 101, in quel frattempo io ho pensato, cioè, ho pensato, si poteva fare, per mettermi le spalle al muro, siccome ci sono due aperture della valvola, una va ai micro che segna, che dà il segnale in sala quadri, ecco, precisamente, e un fine corsa che è quello lì, cioè tutta aperta praticamente, sì, quello è il fine corsa. Io ho pensato di mettere...

DOMANDA - Può indicare che fotografia è stata indicata, poi verrà consegnato anche il dischetto?

RISPOSTA - Numero 3. Allora io ho pensato di andare sul sicuro, ho pompato a mano e l’ho messa, volevo metterla a fine corsa in questa maniera per essere più sicuro, in modo che non ballasse, a quel punto è successo quello che è successo, cioè, nel momento in cui io ho pompato è andata fuori camma.

DOMANDA - Lei ha fatto questa operazione di pompaggio manualmente?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Era un’operazione tra l’altro strana?

RISPOSTA - No, si può sempre fare, la può fare in qualsiasi momento anche se non serve, quando vuole, le pompe sono fatte così, poi lo prevede anche il manuale operativo praticamente, cioè, dipende da uno come vuole lavorare praticamente. Io ho pensato di mettermi al sicuro e ho pompato fino alla fine, fino al fine corsa, a questo punto è successo un inconveniente, ha cominciato a girare la centralina elettronica, cioè, il micro è andata fuori camma e allora ha sentito che c’era qualcosa che non andava...

 

Presidente: il microinterruttore?

RISPOSTA - Sì, si è aperto...

 

Presidente: ed è andato nella posizione 2?

RISPOSTA - Sì, precisamente...

 

RABITTI - No, no questi sono due interruttori, uno in apertura ed uno in chiusura.

 

Presidente: sono due i microinterruttori, uno in apertura ed uno in chiusura?

RISPOSTA - Sì. Il micro di chiusura è fatto in una maniera, si vede in questa foto, se la valvola va avanti il micro scatta e dice che la valvola non è in posizione regolare, allora interviene la centralina che lo riporta nella sua posizione, però in questo caso è successo il contrario, però ha fatto la stessa funzione, cioè, il micro è saltato perché è andato in questa posizione contraria, perché chi ha lavorato praticamente non ha, probabilmente non ha tenuto conto di tutta l’apertura, chi aveva fatto il lavoro, non ha tenuto conto che la valvola poteva andare fino a fine corsa. L’errore è stato lì. A questo punto io mi sono accorto che la pompa non era più, cioè, ormai era, si stava spegnendo allora ho rimesso in marcia l’altra pompa.

 

Presidente: cioè?

RISPOSTA - La FG101. In quel frattempo però era successo che nella chiusura, ha ritardato la chiusura e aveva chiuso la valvola centrale.

 

Presidente: cioè la FH141?

RISPOSTA - Non mi ricordo il numero, si chiama Herard.

 

DOMANDA - La valvola di intercetto?

RISPOSTA - Sì. E’ intervenuta e ha chiuso perché il micro di chiusura, cioè nella chiusura il micro non ha dato segnale che era, cioè, che la valvola era chiusa, allora per evitare che l’acqua tornasse indietro interviene questa valvola e chiude. Io mi sono accorto che era chiusa, l’ho riaperta, in questo caso, cioè, è successo tantissime volte che nella fermata delle pompe è intervenuta questa valvola perché lo sporco dentro alle tubazioni, c’è una valvola, può toccare, può impedire la chiusura totale per un minuto o due, dopo si chiude, però in questo frattempo interviene questa 141. Allora io ho riaperto quella valvola, 2 minuti mi sembra, e ho rimesso in marcia di nuovo la 101. Basta.

DOMANDA - E quindi dopo circa 3 minuti, comunque il tabulato indica esattamente il tempo impiegato, è tornato in funzione regolarmente?

RISPOSTA - La 101, certo, adesso i tempi non li so di preciso, però...

DOMANDA - Qual è la causa della rottura, del danneggiamento del microinterruttore?

RISPOSTA - Della FG104?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - La chiusura repentina della valvola.

DOMANDA - Quindi questo ritorno violento della valvola?

RISPOSTA - Ha preso probabilmente male il micro, cioè l’ha preso in una maniera, siccome avevano fatto delle variazioni, prima i micro non erano così, e neanche le camme, le hanno cambiate e le hanno messe in un’altra maniera, hanno fatto un nuovo lavoro, io non lo sapevo mica, nella chiusura ha urtato il micro, la levetta, e l’ha storto.

DOMANDA - Lei parlava di fanghiglia, di fango, a cosa fa riferimento?

RISPOSTA - Sulla 101.

DOMANDA - Cioè?

RISPOSTA - Ha ritardato la chiusura della valvola, e di seguito ha provocato l’intervento della 141.

DOMANDA - Questa fanghiglia cui fa riferimento è quella che viene aspirata con l’acqua dalla laguna?

RISPOSTA - Sì, siccome passa attraverso dei filtri un po’ di sabbia probabilmente c’è sempre.

DOMANDA - E’ successo anche altre volte?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei quel giorno, cioè il 29 di marzo, che orario ha fatto di servizio di lavoro?

RISPOSTA - Il primo turno, 6.00 e 14.00.

DOMANDA - Poi è andato a casa?

RISPOSTA - Sì, alle 14.00 sono andato a casa.

DOMANDA - Il giorno successivo, il 30?

RISPOSTA - Io ero in riposo.

DOMANDA - E il 31?

RISPOSTA - Mi sembra di aver fatto il secondo turno.

DOMANDA - Lei dove abita?

RISPOSTA - A Mogliano.

DOMANDA - La sua reperibilità, il suo indirizzo, il suo numero di telefono erano noti all’azienda?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Per quale motivo dice certamente?

RISPOSTA - Perché eravamo chiamati spesso in servizio per mancanza di personale, poi hanno i numeri di telefono, hanno tutto quanto.

DOMANDA - Lei è stato chiamato da qualcuno dopo quel 29 mattina?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Non è stato chiamato da nessuno?

RISPOSTA - Da nessuno, il giorno dopo ero al bar che stavo bevendo il caffè con mia moglie quando ho visto sul giornale, sulla Nuova Venezia questo articolo.

DOMANDA - Che articolo era, cosa diceva?

RISPOSTA - Sabotaggio al Petrolchimico mi sembra, ho letto il reparto, ho detto: questo è il lavoro che ho fatto io, strano, cos’è successo? Nessuno mi ha avvertito di niente.

DOMANDA - Ed allora cosa ha fatto?

RISPOSTA - Io ho telefonato a casa del vice caporeparto, il signor Ampò, che neanche lui non sapeva ha detto.

DOMANDA - Non sapeva niente Ampò di questo sabotaggio?

RISPOSTA - Ha detto che non sapeva niente di questa denuncia, di queste cose qui.

DOMANDA - E poi sul discorso della sala controllo, lei sa se in sala controllo c’erano dei tabulati e a cosa servivano in relazione alla FG101?

RISPOSTA - Certamente ogni manovra, ogni allarme viene battuto sul tabulato, qualsiasi operazione che viene fatta viene scritta sul tabulato.

DOMANDA - E quindi anche questo discorso del ritardo delle chiusure?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - A lei e agli operatori del reparto è comprensibile la lettura del tabulato?

RISPOSTA - Certamente, si vede. C’è scritto.

DOMANDA - Quando lei ha parlato con il signor Ampò per telefono e Ampò le ha detto che non ne sapeva niente, lei ha parlato con qualcun altro prima di rientrare al lavoro?

RISPOSTA - No, il giorno dopo sono rientrato e mi hanno portato alla Polizia a Marghera.

DOMANDA - Che poi hanno fatto questo verbale?

RISPOSTA - Precisamente.

DOMANDA - Io produrrò anche copia di questo manuale operativo dove risulta tra l’altro che la manovra di pompaggio manuale fa proprio parte delle previsioni del manuale.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Lei ha informato qualcuno il giorno 29 della rottura del microinterruttore?

RISPOSTA - Ci siamo accorti circa un’ora più tardi, circa 40 minuti più tardi perché a quell’ora intanto era buio, poi abbiamo fatto il lavoro, è arrivato l’assistente di turno sul posto, abbiamo parlato, intanto è venuto, cioè, verso le 7.00, abbiamo cominciato a controllare e ci siamo accorti di questo micro, che si era rotta la levetta del micro, alle 8.00 abbiamo avvisato i giornalieri e poi è partito tutto questo...

DOMANDA - Chi era l’assistente, come si chiamava?

RISPOSTA - E’ qui, Gallo.

DOMANDA - E lei l’ha informato anche della causa della rottura?

RISPOSTA - No, ci siamo accorti assieme. Non abbiamo neanche guardato, cioè, il pensiero nostro era: cos’era successo al momento? E poi ci siamo accorti.

DOMANDA - Lei non l’ha informato della manovra a mano?

RISPOSTA - Come no, è stato lui a mandarmi a fare le manovre.

DOMANDA - No, della manovra manuale?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Quella a cui è seguita la rottura del microinterruttore?

RISPOSTA - Certo, il mio assistente ha detto che io non l’ho detto, subito, invece io l’ho detto, poi l’ho detto in sala quadri quando abbiamo cercato di capire il perché di questo motivo dove c’erano anche altri 3 miei colleghi presenti. Poi alle 8.00 quando siamo andati in ufficio dai giornalieri l’ho detto anche al signor Ampò, però nessuno ha dato peso, nemmeno io al motivo del pompaggio perché era una cosa che si faceva normalmente, cioè, nessuno ha pensato, perché se lei adesso va, io manco da 3 anni, però se lei va su una pompa, lei può pompare qualsiasi pompa vuole e non succede niente, perché sono fatti in questa maniera.

DOMANDA - Lei non si è posto il problema: com’è accaduta la rottura del microinterruttore?

RISPOSTA - Certo, la rottura del micro non è dovuta al pompaggio, è dovuta al repentino, cioè, quando si ferma il motore della pompa c’è un peso di 2 tonnellate in questa valvola, in questa leva che si chiama di non ritorno, c’è un peso di 2 tonnellate, lei pensa, si ferma la pompa improvvisamente, si può chiudere, precisamente, 2 tonnellate, è chiaro che si ferma, non è mica la prima volta, il micro non si era mai rotto perché non era, cioè, è stato fatto un nuovo lavoro, prima non è mai successo perché era un altro sistema.

DOMANDA - Non si era mai verificato prima?

RISPOSTA - No, la rottura, le fermate delle pompe sì, ma la rottura di un micro non si era mai verificato. Almeno che io sappia.

 

Presidente: quindi, mi scusi, lei è ritornato in servizio, visto che era rimasto a casa, perché era in turno di riposo?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: il giorno 31 di marzo?

RISPOSTA - Sì, adesso di preciso non mi ricordo, però il giorno che è successo non mi ricordo neanche più, è il 29 probabilmente, il 30 ho fatto riposo e il 31 ho fatto il secondo turno.

 

Presidente: e quindi lei ha riferito tutte le manovre, diciamo così, sia al suo capoturno, sia agli operatori della sala quadri il giorno 31?

RISPOSTA - Il giorno stesso che è successo, è successo verso le 6 e mezza questo fatto.

 

Presidente: quindi prima di andare, quindi il giorno 29 stesso?

RISPOSTA - Precisamente, quando siamo ritornati tutto era a posto, non era successo niente, siamo ritornati in sede, in sala quadri, e là abbiamo discusso con altri colleghi di lavoro, ho detto: ho fatto questo, ho fatto quello, però la questione del pompaggio non è mai stata messa in discussione, sarebbe stata, l’ultima cosa che si sarebbe pensato, perché io ero da 10 anni su quel reparto, per cui era una cosa normale, non è mai successo niente, è successo solamente perché è stato sbagliato il discorso...

 

Presidente: ho capito perfettamente. Quindi lei ha riferito delle manovre che ha fatto e del motivo per cui...

RISPOSTA - Certamente.

 

Presidente: è seguito immediatamente un sopralluogo per verificare quello che era accaduto?

RISPOSTA - Sì, siamo ritornati dopo le 8.00.

 

Presidente: e avete visto che si era rotto il microproiettore?

RISPOSTA - Sì, c’era anche il caporeparto, Simonetti e Ampò. E da quel momento è successo, cioè, ma com’è successo, un po’ di sospetti, ma poi la cosa era finita là, infatti io quando sono andato a casa non ci pensavo più a quella faccenda.

 

Presidente: una volta accertato che il miocrointerruttore si era rotto per quella manovra, o comunque per quella...

RISPOSTA - Per improvvisa chiusura rapida, certamente.

 

Presidente: si è cercato di capire perché non era pervenuta immediatamente la segnalazione al quadro di comando dell’arresto della pompa FG101?

RISPOSTA - Non abbiamo guardato probabilmente.

 

Presidente: avete guardato i tabulati?

RISPOSTA - No, al momento no non abbiamo guardato i tabulati, perché quello che è successo io davo per scontato che è scritto, io l’ho visto sul posto che cosa è successo, non le ho guardate perché non eravamo in grado di capire il perché questa pompa si è fermata. Perché anche sul tabulato se viene fuori un guasto elettrico non si sa da che parte che sia il guasto elettrico, viene fuori generico, guasto elettrico.

 

Presidente: il segnale di mancata chiusura della valvola FH101?

RISPOSTA - Quello c’è scritto.

 

Presidente: ma lì avete controllato se poi ha ripreso il segnale, perché il primo segnale non era stato dato perché la valvola non si era chiusa completamente, è vero?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: per i motivi che lei ha detto, perché c’era sporcizia, ecc., ma successivamente avete constatato se sul tabulato era invece indicato il successivo regolare funzionamento della valvola?

RISPOSTA - Questo è stato controllato mi sembra due giorni dopo. Io non ho controllato per il semplice motivo...

 

Presidente: mi sembra in che senso, come fa a dire mi sembra?

RISPOSTA - No, è stato controllato un po’ più tardi perché il mio caporeparto dopo due giorni mi sembra mi ha chiamato e ha confermato che sul tabulato stava scritto questo ritardo. Però io personalmente non ho controllato perché una volta che io ho riaperto la valvola in manuale, questo vuol dire che quando la valvola si riapre vuol dire che è tutto regolare.

 

Presidente: va bene, questo l’ho capito. Comunque voglio dire il controllo sul tabulato il suo caporeparto lo fa due giorni dopo, cioè il giorno 31?

RISPOSTA - Penso di sì, dopo due giorni sicuramente, perché me l’ha detto un po’ in ritardo, ha detto abbiamo controllato sul tabulato e abbiamo trovato che ha chiuso in ritardo. Ma chiaro, questo l’ho detto anch’io alla Polizia il giorno dopo, quando sono stato interrogato che è arrivato in ritardo il segnale, non era la prima volta che succedeva una cosa del genere.

 

Presidente: anche altre volte il segnale arrivava in ritardo?

RISPOSTA - Certamente.

 

Presidente: perché la valvola rimaneva semiaperta?

RISPOSTA - E’ questione di millimetri.

 

Presidente: va bene d’accordo ho capito.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - In relazione a questo fatto, a lei è stata avanzata dallo stabilimento una contestazione specifica del suo comportamento? Mi perdoni se leggo alcuni passi di questa contestazione del 5 maggio del 1995: "Dagli accertamenti operati sulle cause della fermata della pompa...".

 

Pubblico Ministero: Presidente, c’è opposizione perché il documento vorrei vederlo prima, non so di cosa si tratta.

 

Presidente: va bene è una contestazione di addebito...

 

Pubblico Ministero: siccome non lo conosco, non so.

 

Presidente: va bene, lo leggiamo, lo legga, diciamo che si tratta di una contestazione di addebito di data 5 maggio ‘95.

 

DOMANDA - A firma dell’ingegner Pisani.

 

Presidente: era il direttore dello stabilimento... lo legga adesso.

 

DOMANDA - "Dalle risultanze delle indagini tecniche da noi promosse e recentemente concluse è emerso che dagli accertamenti operati sulle cause della fermata della pompa FG104, verificatasi in data 29/3/95 verso le ore 6.30 che ha determinato una situazione di criticità del funzionamento del circuito di distribuzione acqua mare agli impianti del CR e del TDI, è emerso che tale disfunzione è stata provocata dalla manovra errata e non conforme a quanto prescritto dal manuale operativo, allorché la strumentazione non evidenziava alcuna anomalia che richiedesse tale manovra. Infatti la fermata della pompa FG104 che era stata precedentemente avviata mediante dispositivo automatico è stata causata dal successivo azionamento del dispositivo manuale di apertura a valvola che ha provocato automaticamente la chiusura della valvola di regolazione del flusso della pompa e la rottura del microinterruttore. Così da non consentire il riavvio della pompa di cui si tratta. La manovra errata e la conseguente rottura del microinterruttore che hanno provocato il blocco della pompa FG104 sono a lei imputabili. Risulta inoltre che pur essendo stato avvertito dall’operatore quadrista della disfunzione verificatasi e riconducibile al suo errore da parte sua non si sia ritenuto di informare tempestivamente il suo diretto superiore sulle cause e sulla dinamica del guasto. I comportamenti da lei posti in essere nella circostanza rientrano a nostro avviso nelle ipotesi di inadempimento contrattuale individuate ai punti c), f), h), ecc.. Le si contesta pertanto di avere eseguito una manovra errata e non prescritta dal manuale operativo e di non avere tempestivamente informato il suo diretto superiore dell’errore commesso e del guasto dallo stesso provocato e di avere concorso a determinare una situazione che ha recato pregiudizio all’azienda". Io volevo chiederle a questa contestazione lei ha risposto per scritto?

RISPOSTA - Quella contestazione mi ha chiamato il caporeparto per darmela, io non la volevo firmare, però lui mi ha convinto dicendo, la facciamo finita, io dovevo andare in pensione, a parte tutto quello che è scritto là, diciamo che sappiamo che hanno scritto quello che hanno voluto, perché pompare si poteva, sta scritto sul manuale operativo, io ho i testimoni che ho parlato sia con il signor Ampò alle 8.00 di mattina, sia al nostro assistente in sala quadri.

DOMANDA - Sì, scusi ma lei quando ha parlato?

 

Presidente: le faccia la contestazione.

 

RISPOSTA - Non si può mica parlare nel momento in cui è successo il lavoro, si parla quando è terminato il lavoro. Allora quando siamo rientrati in sala quadri come ho detto con il mio assistente ne abbiamo riparlato, non abbiamo capito subito che cos’era successo, ho detto che cosa è stato fatto, alle 8.00 quando sono arrivati i responsabili, sono andato in ufficio con un altro testimone, per fortuna era con me, abbiamo parlato di questa cosa, erano tutti avvertiti, quello che sta scritto là è tanto perché è scritto.

 

Presidente: alle 8.00 con un altro testimone, chi era questo testimone?

RISPOSTA - Valletto Pietro.

 

Presidente: ed erano le 8.00 di mattina?

RISPOSTA - Precisamente.

 

Presidente: del giorno 29?

RISPOSTA - Sì, sempre del giorno che è successo.

 

Presidente: del giorno dell’accadimento, quindi non del giorno del rientro, ma del giorno in cui lei ha fatto questo...

RISPOSTA - Precisamente, io quando è venuto il caporeparto Simonetti e che mi ha accusato di non avere parlato, ma io avevo già avvertito due miei superiori, a parte che non ho dato tanto peso a una certa manovra perché l’abbiamo sempre fatta tutti, ma era avvertito il signor Ampò e l’assistente alle 8.00 di mattina erano tutti e due consapevoli di quello che era stato fatto.

 

Presidente: va bene.

 

DOMANDA - Ma se lei ha fatto così tante volte questa manovra perché si è rotto soltanto questa volta il microinterruttore?

RISPOSTA - Perché questa pompa veniva fuori da una manutenzione, prima le camme e il micro erano messi in un’altra maniera, hanno pensato di rimettere una camma che invece di essere trita, qui si vede benissimo, hanno messo una camma circolare di quattro, cinque centimetri di diametro, si vede nella foto numero 1.

DOMANDA - Facciamo fatica a capire, perché l’ingegner Nano prima ha parlato di una modifica consistente esclusivamente nell’allungamento del braccio, ora stiamo parlando d’altro, io non riesco a capire allora...?

RISPOSTA - Quella camma non era presente, la 101 se si vedono le camme dalla fotografia non sono uguali, hanno messo una camma circolare, la superficie dove lavorava... vede quella camma che ha questa prolunga, la foto 4.

DOMANDA - C’era già dall’anno prima questo?

RISPOSTA - No, quelle camme rotonde non c’erano l’anno prima, le hanno montate quando hanno fatto manutenzione. Io le ho viste sempre in altra maniera. A parte tutto questo la camma è stata montata...

DOMANDA - L’ingegner Nano un attimo fa non ha proprio parlato di queste modifiche effettuate durante la manutenzione.

 

Pubblico Ministero: ha fatto l’esempio anche delle camme ovali...

 

Presidente: lasciamo parlare il teste, dopo andremo a verificare se è stata cambiata la camma in un modo, piuttosto che in un altro. Il teste dice che questa per lui era stata una delle modifiche, può darsi che ce ne siano state delle altre come l’allungamento del braccio della camma. Intanto la modifica che lui ha immediatamente percepito e che ha ritenuto, poi si tratterà di valutare se ha torto o ragione, che abbia determinato l’inconveniente è questa.

RISPOSTA - Certamente, non hanno calcolato la distanza tra l’apertura della camma e la valvola tutta aperta. Praticamente il micro è andato fuori dalla parte rovescia, quando io ho pompato, la valvola si è raddrizzata ed è andata fuori dall’altra parte.

 

DOMANDA - Quindi è stato il suo intervento ad avere causato lo spostamento della camma.

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Ma lei ha detto proprio questo al suo superiore o si è limitato...?

RISPOSTA - Noi non abbiamo capito subito quello che era accaduto, cioè noi siamo andati sul posto, abbiamo ricontrollato e abbiamo visto questo micro che aveva rotto la levetta ma noi non abbiamo capito subito che cosa era successo, cioè nessuno ha pensato al pompaggio, il pompaggio della pompa andava sempre fatto, praticamente le pompe sono costruite per andare in questa maniera.

DOMANDA - Quando lei ha fatto quell’operazione di pompaggio ha visto in che posizione era finita la camma o no?

RISPOSTA - No, perché era di notte, per cui dentro anche... Non abbiamo guardato le camme perché non si vedevano.

DOMANDA - Quando ha fatto il pompaggio lei era da solo?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Allora, non dica non abbiamo, lei non ha visto.

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Quando ha fatto questa operazione non ha visto in che posizione era la camma?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Quando ha deciso di fermare il pompaggio manuale allora?

RISPOSTA - Quando si è messa in moto la centralina automatica.

DOMANDA - Quindi lei ha avvertito il suo superiore non che lei ha eseguito questa manovra e che questa potesse essere la causa dello spostamento della camma, non ha detto questo al suo superiore?

RISPOSTA - No, questo l’hanno scoperto il giorno dopo quando hanno fatto le prove.

DOMANDA - Non capisco come ha fatto lei a fare un pompaggio manuale senza vedere come si muove la camma?

RISPOSTA - No, non serve a vedere, c’è un fine corsa dove si appoggia, c’è un bullone, lei pompa, quando la valvola è appoggiata al bullone è arrivata al fine corsa.

DOMANDA - Allora l’ha vista?

RISPOSTA - Sì, il fine corsa sì, è stato un secondo, poi ha cominciato a ballare e io ho perso la pompa.

DOMANDA - Quindi si è accorto che la camma andava fuori posto?

RISPOSTA - No, non si può accorgersi della camma è troppo piccola, è messa in una posizione che è distante.

DOMANDA - Comunque a me interessava capire se lei quando ha parlato al suo superiore aveva detto io ho fatto questa manovra ed è capitato questo?

RISPOSTA - No, mi ha chiesto che manovre ho fatto, io ho detto le manovre che ho fatto, ho pompato, ma nessuno ha dato peso a questa manovra, per primo io, perché è una manovra normale. Perché è successo? Il giorno dopo hanno rifatto le prove, il mio caporeparto non sapeva perché a lui forse non è stato riferito che io ho pompato, perché ho detto che ho parlato con l’assistente di turno alle 7.00 e con il signor Ampò alle 8.00 in ufficio.

DOMANDA - E ad entrambi ha detto?

RISPOSTA - Certamente, il signor Ampò ha detto che probabilmente io a lui non ho detto niente, ma io ho i testimoni.

DOMANDA - Non ho altre domande.

RISPOSTA - Allora abbiamo parlato, allora quando sono state fatte le prove il mio caporeparto ha fatto le stesse manovre che ho fatto io, anche non sapendolo, allora da lì sì è accorto che è andata fuori...

DOMANDA - Quindi ha fatto la stessa manovra che ha fatto lei e ha visto che la camma andava fuori posto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ma lei non lo aveva visto quando lo ha fatto lei?

RISPOSTA - Era buio, stavano mettendo a posto l’impianto di illuminazione dentro alla fossa dove ci sono le pompe, per forza non vedevo, erano una decina di persone, una da una parte, una dall’altra, è chiaro che l’hanno visto, e poi non è neanche il mio lavoro quello.

 

Presidente: può andare.

 

Pubblico Ministero: volevo soltanto consegnare copia del manuale operativo del reparto SA10 così come acquisito a suo tempo dalla Guardia di Finanza e far rilevare come in particolare alla pagina 3 che è la 126 del fascicolo processuale si parli in maniera specifica di pompa con comando automatico e manuale sul posto con segnalazione in sala quadri tra l’altro ed ancora sotto, sempre la stessa pagina, si prevede espressamente nel caso di dover azionare manualmente la valvola etc., e poi continua.

 

Presidente: va bene, ce lo leggeremo, acquisiamo il manuale. Che testi ci sono ancora?

 

Pubblico Ministero Presidente, se vuole andiamo avanti, possiamo andare con Ampò.

 

Avvocato Santamaria: io chiedo l’acquisizione del documento che ho letto, l’atto di contestazione.

 

Presidente: senz’altro, acquisiamo anche quello. Ampò. Prego può andare lei.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - AMPO’ EMANUELE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Se innanzitutto vuole illustrare al Tribunale qual è la sua attuale attività lavorativa e da quando?

RISPOSTA - Io sono primo assistente di giornata, lavoro in questo stabilimento dal 16 ottobre del 1970.

DOMANDA - Nel marzo del 1995 che attività e che funzioni svolgeva?

RISPOSTA - Ero un assistente di giornata.

DOMANDA - Dove?

RISPOSTA - Sempre al GSA, il servizio ausiliari.

DOMANDA - Il reparto SA10, la stazione di pompaggio acqua mare in particolare era ubicato nelle zone di sua competenza?

RISPOSTA - Là agivano un po’ tutti gli assistenti di giornata, eravamo in due, o l’uno o l’altro quando serviva andava a fare il lavoro.

DOMANDA - Le vorrei rivolgere alcune domande relativamente a quanto verificatosi il 29 marzo 1995 presso le pompe FG104 e pompa FG101. Prima di rivolgere domande specifiche le vorrei chiedere queste due pompe, o quale pompa, nei giorni precedenti se erano state sottoposte a manutenzioni e di che tipo?

RISPOSTA - Dunque, erano state manutenzionate tutte, nel senso che i micro erano stati sostituiti praticamente su tutte quante le pompe, si era in corso alla sostituzione delle centraline oliodinamiche, quindi...

DOMANDA - Non ho sentito materialmente. Quindi il micro era stato sostituito, poi?

RISPOSTA - I micro erano stati sostituiti con scadenze prima di quel giorno là, poi si era iniziato a spostare le centraline oliodinamiche delle pompe.

DOMANDA - E presso queste due pompe FG104 che manutenzione specifica era stata effettuata?

RISPOSTA - La pompa FG104 era già stata sostituita, portata su anche la centralina oliodinamica, quindi i micro erano già sostituiti, era tutto a posto, pronta per andare in marcia.

DOMANDA - Quindi fino al 28 marzo sono stati fatti questi lavori?

RISPOSTA - Prima del 28 marzo naturalmente.

DOMANDA - Cioè quanto tempo prima, cosa vuol dire? Tipo giorni, ore, o decenni?

RISPOSTA - Era ferma a disposizione la pompa 104 da giorni.

DOMANDA - Perché era stata sottoposta a manutenzione?

RISPOSTA - No, le pompe vengono cambiate di volta in volta a seconda dell’esigenza, per dare la marcia saltuaria delle pompe.

DOMANDA - Io le chiedo una precisazione sui tempi, quando lei ha parlato poco fa di questa manutenzione, quando era stata fatta sulla pompa FG104 rispetto alla fermata poi che si è conclusa il 28, 29 marzo?

RISPOSTA - Adesso la data non me la ricordo. Dunque, i micro dovevano essere stati sostituiti, so che abbiamo cominciato in novembre, mi sembra, novembre del 1994, poi sono stati fatti una volta al mese, adesso non mi ricordo, le date precise non me le ricordo insomma.

DOMANDA - Poi vedremo eventualmente i particolari. Comunque questa FG104 fino al 28 marzo è rimasta ferma per manutenzione?

RISPOSTA - No, era pronta per andare in marcia.

DOMANDA - Infatti è andata in marcia il 29, ma per quanto tempo era rimasta ferma, se c’era stata manutenzione come fino adesso tutti hanno detto?

RISPOSTA - No, la pompa non era ferma per manutenzione, la pompa era già stata manutenzionata ed era pronta già da un periodo per andare in marcia in qualsiasi momento, era in automatico la pompa.

DOMANDA - E quindi quello che era stato sistemato con la manutenzione erano le centrali oliodinamiche e prima i micro?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora, il 29 marzo lei era in servizio?

RISPOSTA - No, il 29 marzo sono arrivato verso le 8.00 di mattina perché faccio il giornaliero, non ero presente quando è successo il fatto.

DOMANDA - Quando è arrivato in servizio ha avuto a che fare con la pompa FG104, è stato informato di qualche cosa e se sì da chi?

RISPOSTA - L’assistente di turno al mattino quando viene a portare le consegne mi ha messo al corrente di quanto era successo.

DOMANDA - Chi era l’assistente di turno e cosa le ha detto quando alle 8.00 entra in servizio?

RISPOSTA - L’assistente di turno era il signor Gallo, mi ha detto che avevano fatto il cambio prestabilito delle pompe, avevano messo in marcia la 104, fermato la 101, dopodiché la 104 era andata in blocco perché si era rotto il micro e la 101 si era chiusa la valvola di mandata della pompa perché, sembrava che fosse, il micro non avesse toccato la camma, e quindi hanno messo in marcia la 102, dopodiché hanno riaperto la valvola, sono riparti con la 101 e rifermata la 102.

DOMANDA - Il signor Gallo le ha detto chi era l’operatore esterno che aveva avuto questo problema con le pompe quella mattina verso le 6 e mezza?

RISPOSTA - Sì, mi ha detto che sul posto c’era Lunardi Lorenzo.

DOMANDA - Lei ha visto anche Lunardi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ha parlato anche con lui?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le ha riferito in particolare anche lui che operazioni aveva fatto?

RISPOSTA - No, lui aveva detto che tutto quanto aveva funzionato e che era andato in blocco la 104 che la 101 si era chiusa la valvola.

DOMANDA - Le ha detto anche che la FG101 era ripartita dopo alcuni minuti?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei in quel momento là, a queste notizie, lei cosa ha fatto?

RISPOSTA - Io sono partito subito quando l’assistente di turno me l’ha detto, perché il primo che ho visto è stato l’assistente di turno e quindi quando mi ha riferito quello che era successo io ho cominciato subito con la manutenzione a mandarla avanti per fare le riparazioni e mettere tutte le pompe in condizioni di sicurezza.

DOMANDA - A fare questi interventi presso quale pompa?

RISPOSTA - Sulla 104, perché la 101 era in marcia, quindi problemi non ce n’erano, il problema era sulla 104.

DOMANDA - Quindi sulla FG101 non c’era nessun problema perché aveva ripreso regolarmente?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora che tipo di attività sono state svolte sulla FG104?

RISPOSTA - Quando siamo arrivati sul posto sulla FG104 effettivamente si era rotto il micro e quindi abbiamo provveduto con la manutenzione a sostituire il micro, riposizionare tutto quanto la camma a posto mettendola nel posto dov’era prima e fare le prove, durante il giorno abbiamo fatto le prove, poi l’abbiamo, alla sera, l’abbiamo rimessa in marcia e fermata la 101.

DOMANDA - Lei e i suoi collaboratori avete effettuato delle valutazioni in relazione alle cause di questa rottura del microinterruttore sull’FG104?

RISPOSTA - Sì, abbiamo pensato intanto a cosa poteva essere successo, perché due fatti insieme così erano un po’ strani, quindi abbiamo cercato di capire cos’era successo.

DOMANDA - Io le volevo chiedere un po’ più i particolari, perché quando lei è stato sentito dalla Polizia il 3 aprile ‘95, aveva detto che avete effettuato ulteriori prove accertando che una delle cause della rottura del microinterruttore quasi sicuramente poteva essere l’aver agito manualmente sulla pompa?

RISPOSTA - Sì, poi abbiamo saputo che Lunardi aveva provveduto a pompare e quindi era uscito il micro dalla camma e probabilmente con il ritorno nella valvola di ritegno si era rotto il micro.

DOMANDA - Il Lunardi le aveva detto, subito nell’immediatezza, subito il 29 che aveva agito manualmente sulla pompa?

RISPOSTA - No, nell’immediatezza non me l’ha detto, lui ha detto che non aveva fatto assolutamente niente, perché glielo abbiamo chiesto un paio di volte se aveva fatto qualcosa, però probabilmente lui l’aveva ritenuto una cosa normale, quindi probabilmente non l’aveva ritenuto un’anomalia per dircelo. Poi durante il giorno mi aveva accennato, io stavo correndo su e giù un attimo perché dovevamo mettere a posto alcune cose, hai fatto niente? Mah, io ho visto che la valvola andava giù e l’ho pompata, era già andata in blocco, perché quando la valvola va giù in quel momento era già andata in blocco la pompa.

DOMANDA - Quindi già quello stesso giorno 29 Lunardi le aveva detto che aveva pompato manualmente?

RISPOSTA - Sì, ma ha pompato quando andava giù, non per tirarla su.

DOMANDA - Questa operazione di pompaggio manuale non è anche prevista dal manuale operativo del SA10?

RISPOSTA - Sì, è prevista.

DOMANDA - Quindi è un’operazione che si faceva in certe situazioni?

RISPOSTA - In certe situazioni si faceva, addirittura si può partire anche con la pompa manuale senza avere quella elettrica in casi eccezionali.

DOMANDA - Poi durante il giorno viene comunque confermata questa notizia anche a lei direttamente da Lunardi, lei cosa fa, informa qualcuno, adotta provvedimenti, cosa fa?

RISPOSTA - Di cosa?

DOMANDA - Su questa situazione, non so, se l’aveva preoccupato, se era rientrato, se era tutto normale?

RISPOSTA - Se la pompa era normale, riferita a cosa?

DOMANDA - Quel giorno lei apprende queste notizie sia sulla pompa FG104 che sulla FG101, lei ha appena detto la pompa FG101 era regolare, non abbiamo fatto nessun intervento, sulla FG104 siamo intervenuti e abbiamo saputo quello stesso giorno, mattina, perché al pomeriggio il Lunardi è andato a casa, che aveva agito manualmente sulla pompa; fatta questa manutenzione, questa attività cos’è successo, lei ha informato qualcuno, ha fatto relazioni?

RISPOSTA - Sì, appena terminato il lavoro della 104 io ho informato il mio superiore che la 104 era disponibile e che quindi si poteva anche eventualmente fare una prova per vedere cosa succedeva sulla 101, per vedere cos’era successo veramente al mattino.

DOMANDA - Chi era il suo capo, il suo referente diretto all’epoca?

RISPOSTA - Simonetti.

DOMANDA - Lei ha spiegato al geometra Simonetti cos’era successo quella mattina sulle due pompe e quello che le aveva detto Lunardi?

RISPOSTA - Sì, io ho spiegato quello che mi aveva detto l’assistente di turno, come anche l’assistente di turno credo abbia detto a Simonetti, quello che era successo io glielo ho detto.

DOMANDA - Ha parlato al geometra Simonetti anche di questa camma uscita fuori posto perché pompata manualmente?

RISPOSTA - No, non mi risultava che aveva pompato per tirarla su e che era andata fuori, a me risultava che la valvola stava andando giù e lui tentava di pomparla per tirarla su, ma quello voleva dire che la pompa era già andata in blocco, stava chiudendo la valvola perché era andata in blocco la pompa.

DOMANDA - Certo, la domanda era, forse non mi sono spiegato io, volevo chiederle se lei ha detto al geometra Simonetti che Lunardi aveva operato manualmente sulla pompa?

RISPOSTA - No, perché non c’era senso, in quel momento là pompare o non pompare era come se non avesse fatto niente.

DOMANDA - Scusi, sempre su questa operazione di pompaggio manuale della pompa lei, sempre poi su quel verbale della Polizia che ho ricordato prima, ha detto: osservando il microinterruttore danneggiato che poi tra l’altro le veniva mostrato al commissariato, posso affermare che al 99% la causa della rottura può essere considerata l’accidentale azione della camma uscita fuori posto in quanto manualmente pompata; questa è la sua espressione?

RISPOSTA - Sì, ma era successivamente, quando poi abbiamo saputo che aveva pompato e che abbiamo anche fatto la prova e abbiamo visto che veramente succedeva questo.

DOMANDA - Quindi questa, anche dopo la prova viene confermato che la causa al 99% non so se poi è diventato il 100% era questa azione manuale.

RISPOSTA - Dopo fatta la prova era risultato, siccome io ho posizionato la camma proprio dove era in precedenza posizionata, quindi andando fuori credo che si possa dire anche il 100%.

DOMANDA - Quindi quella prova è stata fatta quello stesso 29 marzo?

RISPOSTA - No, la prova non è stata fatta il 29 marzo.

DOMANDA - Scusi, sempre in quel verbale diceva, dopo aver parlato del 99%, la causa della rottura è di questa azione manuale, dice: verso le ore 15 e 30 ultimiamo la manutenzione della FG104 ritenendola pronta per l’avviamento, avviso Simonetti che la pompa è pronta per essere avviata, chiedendo istruzioni, il geometra Simonetti mi dice che alle ore 17.00 circa vuole riprovare l’operazione al fine di verificare, quindi è stata fatta questa prova quello stesso pomeriggio?

RISPOSTA - Noi abbiamo fatto la prova di chiusura ed apertura normalmente con la pompa dell’olio, mettendo in marcia, lei ha fatto la sua corsa e tutto quanto funzionava perfettamente.

DOMANDA - E quindi funzionava regolarmente. Facendo questa prova lei ha visto anche se la camma era spostata?

RISPOSTA - Quale camma, quella della 104? Perché quella della 104 era a posto, quindi è andata su e giù e la sua corsa la faceva, il suo intervento lo faceva e quindi quella era a posto.

DOMANDA - Avete fatto delle prove sulla valvola FG101?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che tipo di prove sono state fatte e che cosa è venuto fuori?

RISPOSTA - Una volta controllata la 104 che era a posto, tutto in automatico funzionava, abbiamo messo in marcia la pompa 104 ci siamo, io e l’operatore che era in turno, siamo scesi vicino alla valvola per vedere come si comportava, sopra c’era il geometra Simonetti e l’assistente di turno, dopo che la 104 era andata in marcia abbiamo fermato la 101 dalla sala quadri. Però l’abbiamo fatta come, girando la leva del by-pass della centralina oliodinamica era una manovra che facevamo spesso, quasi sempre quando eravamo là, sul posto, per evitare che ci fossero variazioni di pressione meno possibile nella rete. Quindi si faceva scendere la valvola, poi quando era in una certa posizione si dava l’okay per fermarla e dalla sala quadri è stata fermata. Quando si è fermata la pompa, che si è chiusa la valvola abbiamo visto che il micro non andava a toccare la camma e quindi per evitare che succedesse quello che era successo al mattino io personalmente ho messo il dito sul micro, anzi, siccome era abbastanza vicino al micro, alla camma, ho dovuto anche lasciarlo andare 3 o 4 volte, adesso non mi ricordo quante volte, perché, era anche difficile da schiacciare nella posizione in cui si trovava il micro. Dopodiché insieme all’operatore abbiamo svitato la camma nella posizione in cui era, l’abbiamo portata in maniera che schiacciasse il microinterruttore.

 

Presidente: e queste prove sono avvenute che giorno?

RISPOSTA - Queste prove le abbiamo fatte il 29, la sera praticamente quando abbiamo sistemato tutto.

 

DOMANDA - Avete spostato la camma, ma era in posizione originale quando avete spostato la camma?

RISPOSTA - Allora, io mi ricordo che ho parlato anche con lei il giorno successivo mi sembra, non so.

DOMANDA - Quando ho fatto il sopralluogo, sì.

RISPOSTA - E mi ha chiesto come consideravo quella camma, me lo ricordo, e io ho detto: per me quella camma là era fissa bene, io non so se messa originariamente, ma era fissata come doveva essere fissata, dopo il posto se era quello non potevo dire se era quello o se era un altro.

 

Presidente: cosa significa essere fissata bene, non so se il posto era questo o un altro, ci spieghi un attimo perché non riesco a capire?

RISPOSTA - Voglio dire che i bulloni della camma erano fissati correttamente, quindi poteva essere fissata su quel posto là perché doveva essere là oppure perché, non posso dire. Poi abbiamo verificato che quello era il suo posto.

 

DOMANDA - Non c’erano altri buchi, altre viti, era al suo posto?

RISPOSTA - Si vedeva, l’operatore che era insieme a me mi ha fatto notare, mi ha detto, mi sembra, poi l’ho visto con i miei occhi, che c’erano dei segni che i bulloni avevano lasciato un po’ più spostato, sembra che sia stata spostata o sia scivolata, scivolata non poteva essere scivolata, perché come dicevo i bulloni erano ben fissati...

DOMANDA - Noi vediamo qui due bolloni ben fissati al loro posto, si vedono anche nella fotografia, quindi non riesco a capire, se era al suo posto era in posizione di nessun genere?

RISPOSTA - Non è quella la camma.

DOMANDA - La veda sulle fotografia, qual è indichi la fotografia. Ecco qua, questa mi pare che sia, che è la fotografia numero?

RISPOSTA - Potrebbe essere quella.

DOMANDA - E’ la foto numero 6, io non vedo segni di altri bulloni, viti o cose del genere?

RISPOSTA - Lei non la vede perché adesso la camma non è dove l’avevamo trovata noi la prima volta, cioè, voglio dire...

DOMANDA - Sulla camma comunque ci dovrebbe essere...

 

Avvocato Santamaria: lo faccia rispondere.

 

DOMANDA - Le ho chiesto dove sono i buchi.

RISPOSTA - Adesso la camma, dov’è messa adesso, io l’ho già spostata in quel posto là.

 

Presidente: mentre prima, quando lei ha detto che ritiene che siano stati...

RISPOSTA - Era appoggiata in fondo, appoggiava proprio vicino, appoggiava all’indietro, di circa un centimetro.

 

Presidente: allora lei ha pensato che le viti si fossero, che i bulloni si fossero allentati?

RISPOSTA - No, i bulloni erano fissati.

 

Presidente: e allora?

RISPOSTA - Non so, il micro non toccava la camma, questa è la realtà.

 

Presidente: poteva essere che il micro si era spostato?

RISPOSTA - No, il micro era impossibile che si spostasse perché non ha, cioè, non ci sono passanti e quindi era fermo là.

 

DOMANDA - Il braccio era stato allungato?

RISPOSTA - In che senso il braccio allungato?

DOMANDA - Il braccio dove in cima c’è quella camma?

RISPOSTA - Quello era stato fatto nuovo, sì.

DOMANDA - Era stato allungato?

RISPOSTA - Sì. E’ quella che è stata fatta la modifica e messa a posto, però quando abbiamo fatto quella modifica le prove sono state fatte, tutto funzionava, solo che le prove sono state fatte con la valvola di intercetto chiusa.

DOMANDA - E’ questo che volevo un attimo precisare, quindi quello è stato allungato, nel momento in cui la mattina del 29 marzo il Lunardi fa partire la pompa, è la prima volta dopo la fermata che riparte in funzionamento ordinario?

RISPOSTA - No, questa era in marcia.

DOMANDA - C’erano stati...

RISPOSTA - Il 29 questa pompa era in marcia, quindi quella camma là non si vedeva, si vedeva l’altra camma, cioè, questa della 101 in questo momento la pompa è ferma, come si vede adesso la figura che si vede adesso segna che la pompa è ferma, quindi in questo momento già la pompa è ferma, mentre prima, il giorno 29, quella là non si vedeva perché era giù dall’altra parte e sopra c’era quella che mi faceva avviare o fermare la pompa oliodinamica, quello dall’altra parte.

DOMANDA - Quando è stato allungato il braccio che prove di chiusura erano state fatte?

RISPOSTA - Abbiamo fatto diverse prove, per la regolazione dei micro, perché dovevamo regolare le camme in maniera che andassero ad appoggiare sui micro.

DOMANDA - Le chiedo con quali valvole di intercetto aperto o chiusa?

RISPOSTA - La valvola di intercetto della pompa deve essere chiusa per forza altrimenti non si potevano fare le prove, quindi la valvola di intercetto chiusa e si andava a manovrare prima manualmente con la pompa e poi elettricamente con la pompa oliodinamica.

DOMANDA - Quindi vuol dire che quando entra in funzione la pompa è la prima volta che si trova con la valvola di intercetto aperta?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Dopo aver fatto questa attività di prove, alla fine della giornata 29 marzo, a che conclusioni arrivate, segnalate qualche cosa, cosa succede?

RISPOSTA - Era strano che fossero successe due cose contemporaneamente così.

DOMANDA - Quella di Lunardi della pompa FG104 diceva lei al 99% prima diceva, sicuramente come causa, era il discorso della operazione manuale.

RISPOSTA - Sì, ma questo l’ho saputo non il giorno 29, successivamente.

DOMANDA - No, ha detto poco fa che Lunardi e Gallo in quella stessa mattina avete parlato, mattina, nel corso della mattinata del 29, prima che Lunardi se ne andasse è stato parlato di questa operazione, poco fa è stato detto?

RISPOSTA - Non ho mica capito.

 

Avvocato Santamaria: non ha detto questo, lei sta confondendo il teste.

 

DOMANDA - Avvocato Santamaria, intanto moderi i termini.

 

Presidente: la stessa mattina hanno fatto le prove, quando il Lunardi ebbe invece a dirgli che aveva manualmente fatto questa azione sulla pompa, sulla leva?

RISPOSTA - E’ stato successivamente.

 

Presidente: e cioè quando?

RISPOSTA - Quando l’ha detto al geometra Simonetti, l’hanno scritto anche sulle carte che aveva pompato per portare in apertura tutta la valvola, allora abbiamo capito che era successo qualcosa che poteva avere rotto il micro che poi abbiamo fatto la verifica, il giorno 30 avevamo fatto la verifica e già avevamo capito che c’era qualcosa su quel micro che poteva non quadrare, però...

 

Presidente: il Lunardi comunque il giorno 31 ritorna a lavorare, perché il giorno 30 era di riposo e il giorno 31 vi dice?

RISPOSTA - Il giorno 31 abbiamo saputo con esattezza che lui aveva pompato per mandare in apertura completamente tutta la valvola allora in quel caso sì, collegando alla prova che avevamo fatto il giorno 30...

 

Presidente: e ve lo dice a che ora del giorno 31, quando è che entra in servizio il Lunardi?

RISPOSTA - Al mattino mi sembra che siamo andati dal Simonetti, adesso l’orario non lo so, ma so che quando me l’ha detto, se l’hai rimandato in apertura, l’ha dichiarato per iscritto che aveva pompato per portarla completamente in apertura.

 

DOMANDA - Innanzitutto faccio le contestazioni perché rilevo delle diversità con quanto ha detto all’inizio del verbale. Nel senso che tutta la prima parte del verbale era relativa alla pompa FG104 e sulla pompa avevo chiesto con chi aveva parlato, da chi era stato informato, ha parlato espressamente del signor Gallo e c’era anche Lunardi, era tutto riferito, la parte iniziale all’FG104, della 101 ne abbiamo parlato dopo.

 

Presidente: questa è la contestazione che le fa, queste informazioni lei le avrebbe ricevute, sulla pompa e sull’anomala manovra sulla pompa FG104 già dal giorno 29?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: non ha detto così?

RISPOSTA - No, io ho detto che ho saputo al mattino quando è arrivato l’assistente di turno cos’era successo, che facendo l’avviamento e poi fermando successivamente la 101 era successo che la 104 era andata in blocco e la 101 si è chiusa la valvola di mandata. Allora, la 104 poi è stato riscontrato che si è rotto il micro...

 

Presidente: questo poi significa il 31?

RISPOSTA - No, la mattina stessa, quando io sono arrivato ho dovuto fare mettere a posto il microinterruttore, mi sono recato sul posto, ho visto con i miei occhi che il microinterruttore si era rotto e con la manutenzione abbiamo provveduto alla sostituzione del micro e alla sistemazione della pompa, tanto è vero che poi abbiamo fatto le prove, le abbiamo fatte elettricamente, non pompando, mettendo la camma dov’era, al suo posto, e alla sera abbiamo fatto l’avviamento della pompa per controllare la 101.

 

Presidente: e avete invece saputo dal Lunardi il giorno 31 mattina la manovra che aveva fatto e quindi avete capito qual è stata la causa della rottura del micro?

RISPOSTA - Sì, in quel momento abbiamo capito che veramente era, doveva essere successo che la camma era andata oltre il micro e quindi nel ritorno ha rotto il micro.

 

Presidente: questa è la successione, in effetti aveva detto così anche prima.

 

DOMANDA - Ai fini complessivi non cambia molto.

 

Presidente: comunque ha precisato. Ci sono ulteriori domande?

 

DOMANDA - Sì, ce ne sono diverse. Lei ha ricevuto anche delle telefonate prima di sapere la mattina del 31 come ha detto poco fa dal Lunardi di questa operazione manuale, ha ricevuto telefonate dal Lunardi prima?

RISPOSTA - Io ho ricevuto una telefonata dal Lunardi sabato mattina, mi sembra che sia stato sabato mattina, perché adesso..., che era venuto fuori un articolo sul giornale, penso fosse stato il sabato, che diceva di un sabotaggio sulle pompe acqua mare, abbiamo fatto una lunga discussione, tanto è vero che mi ha tenuto quasi una mezzoretta al telefono, era preoccupato tanto che ho detto: perché ti preoccupi, cosa c’è, ho cercato anche di calmarlo, questa è la telefonata che ho ricevuto io.

DOMANDA - Ma al momento della telefonata era già successo l’incontro con Lunardi del 31 in cui parlava di questa operazione manuale?

RISPOSTA - Adesso mi sembra che non sia il 31.

DOMANDA - Guardi...?

RISPOSTA - Era di giovedì il 29.

DOMANDA - Lunardi rientra in servizio il 31, le parla di questa situazione la mattina?

RISPOSTA - Non mi ricordo i giorni.

DOMANDA - Il Lunardi le parla di questa situazione nel corso della mattinata, poi c’è una telefonata che le avrebbe fatto il Lunardi, volevo chiederle se riesce a ricordare se è stata fatta prima la telefonata o prima il Lunardi le aveva parlato di questa operazione manuale?

RISPOSTA - No, io ho detto che Lunardi mi ha parlato della manovra manuale quando la valvola stava andando giù, quindi la pompa era già in blocco, dopodiché la valvola che era stata pompata in apertura l’ho saputo quel giorno che è venuto a lavorare che siamo andati da Simonetti. Adesso non ricordo se sia il 31, perché sono in difficoltà a ricordarmi se il 29 era di giovedì.

DOMANDA - La domanda era diversa, la rinnovo. Ci sono due fatti uno è la comunicazione che lei ha da parte di Lunardi di questa operazione manuale che si verifica la mattina del 31 questo è un fatto, poi c’è questa cosa della telefonata confermata da lei, che lei avrebbe ricevuto dal Lunardi. Le sto chiedendo se è in grado di ricordare se è stata fatta prima la telefonata o se prima lei aveva parlato con il Lunardi di questa operazione manuale?

RISPOSTA - La telefonata che ho ricevuto dal Lunardi è quando è uscito fuori il sabotaggio nel giornale La Nuova Venezia che scriveva...

DOMANDA - Lei ha parlato di tre giorni?

RISPOSTA - So che era di sabato, era a casa che mi ha telefonato è per questo che vorrei sapere il 29 di che giorno era, perché non mi ricordo se era giovedì, venerdì o sabato. Mi sembra che mi ha telefonato il sabato, non sono sicuro al 100%, però mi sembra di sabato, stava bevendo il caffè e aveva visto sul giornale questo articolo di sabotaggio e mi diceva mi hanno accusato di essere un sabotatore, è scritto sul giornale.

DOMANDA - Questa informazione che lei aveva ricevuto sulla operazione manuale di pompaggio Lunardi gliel’aveva già data al momento della telefonata?

RISPOSTA - Me l’ha data assieme al Simonetti, al mattino che me l’ha detto siamo andati da Simonetti, adesso non mi ricordo se era il 31 perché bisognerebbe che io sapessi se era lunedì, venerdì o quello che è.

 

Presidente: non è possibile avere un calendario sul computer?

 

RISPOSTA - A me interessa sapere il giorno.

 

DOMANDA - Quello che volevo chiedere era se si ricorda se ha saputo se c’è stata prima la telefonata o prima l’informazione?

RISPOSTA - Non ho capito la domanda.

DOMANDA - Le ho chiesto se è avvenuto prima la telefonata o prima l’informazione se se lo ricorda?

RISPOSTA - Me lo ricordo se so i giorni della settimana.

 

Presidente: nel ‘95 a marzo il 29 è mercoledì, il 30 è giovedì e il 31 quindi è venerdì, queste sono...?

RISPOSTA - Il 31 è venuto a lavorare il Lunardi.

 

Presidente: sì così ha detto il Lunardi.

RISPOSTA - Aveva fatto 6-14 il 29.

 

Presidente: allora veda lei, così ha detto Lunardi, può darsi che si sbagli, risulterà...

 

DOMANDA - No, Lunardi l’ha detto all’epoca che aveva ripreso il 31?

RISPOSTA - Non lo so se sia stato il 31.

 

Presidente: i cartellini di presenza ci saranno senz’altro per cui non ci sono problemi per quanto riguarda il sapere se Lunardi era presente o no il giorno 31 e a che ora. Ma lei ci dica in successione i fatti come si sono verificati, perché dice va beh, adesso io non so se il 31. Io non ho neanche qui il giornale ma se lei riferisce questo colloquio telefonico con il Lunardi il giorno in cui per la prima volta è venuta fuori questa notizia, si potrebbe anche da lì rilevare la data e chi ha questo giornale potrebbe già...?

RISPOSTA - Sono sicuro che quel giorno mi ha telefonato perché mi ha tenuto...

 

Presidente: lei ricorda se fu il giorno successivo, e dice che non lo ricorda. Se quel giorno che le ha telefonato era a casa perché era a riposo vuol dire che l’indomani è venuto a lavorare?

RISPOSTA - Bisogna vedere che turno ha fatto. Io non ho i turni qua per saperlo. Io so e posso dire che Lunardi quando è a venuto a lavorare siamo andati assieme da Simonetti e lui ha fatto la dichiarazione che ha detto che ha pompato.

 

DOMANDA - Risulta dagli atti processuali delle indagini preliminari noti a tutti che il 4 aprile ‘95 il Lunardi sentito dalla Polizia di Stato diceva: "Ritornavo al lavoro il giorno 31 marzo ‘95", poi il resto non lo posso leggere.

RISPOSTA - Vuol dire che era venuto fuori prima il giornale oppure prima avevamo fatto questo e poi è venuto fuori il giorno successivo il discorso del sabotaggio. Adesso non posso...

 

Presidente: lei il giorno 31 che turno ha fatto?

RISPOSTA - Io sono giornaliero quindi il giorno 31 ero al lavoro se non ero in ferie.

 

Presidente: con l’orario?

RISPOSTA - Io faccio dal lunedì al venerdì.

 

Presidente: con l’orario dalle ore 8.00?

RISPOSTA - Sì, dalle 7.45 alle 16.30.

 

Presidente: i turni invece come si succedono?

RISPOSTA - Il turno è fatto 6-14, 6-14 riposo, notte, notte riposo, 2-10, 2-10, riposo, 6-14, 6-14.

 

Presidente: se fosse rientrato dopo quel turno di riposo dalle 6 alle 14 vi sareste incontrati?

RISPOSTA - Sì, l’avrei incontrato ma non lo posso...

 

Presidente: ho capito ma era semplicemente per avere un dato.

 

DOMANDA - Sul punto il signor Ampò quando è stato sentito il 3 aprile ‘95 dalla Polizia di Stato sul giorno del rientro e sulle date dice: "Al fine di dare una spiegazione plausibile alla rottura del microinterruttore dell’FG104 mi sono attivato chiedendo in data 31 marzo ‘95, all’operatore esterno Lunardi se il giorno 29 mattina con pompa FG104 già avviata avesse azionato la pompa a mano della stessa. Lo stesso Lunardi mi ha confermato di aver fatto ciò, in quanto..." e poi continua. Sul 31 marzo c’è un altro punto che conferma sempre nel corso del colloquio con Lunardi e continua a parlare?

RISPOSTA - Ed allora probabilmente Lunardi ha fatto 6-14 il 31 marzo.

DOMANDA - Questo è il verbale del 3 aprile ‘95 al commissariato.

RISPOSTA - Il 31 marzo probabilmente è successo questo: siamo andati da Simonetti e abbiamo fatto la dichiarazione della pompa che aveva pompato e al sabato mattina era venuto fuori sul giornale che poi mi ha chiamato a casa e abbiamo fatto una chiacchierata per telefono, sicuramente deve essere successo questo.

DOMANDA - Quel 31 marzo lei ha partecipato a riunioni in direzione per discutere quello che era accaduto?

RISPOSTA - Io ho partecipato a riunioni adesso non ricordo se al 31 marzo o i giorni successivi, comunque sono stato anch’io in direzione a guardare le carte, cercare di capire cos’era successo però non posso dire i giorni.

DOMANDA - Lei ha partecipato a incontri con Simonetti, direttore, vicedirettore per discutere di questi due eventi?

RISPOSTA - Sicuramente ne ho discusso di questi eventi.

 

Presidente: in che termini ne avete discusso?

RISPOSTA - Cercavamo di capire cos’era successo.

 

Presidente: quali erano le ipotesi che si facevano?

RISPOSTA - Le ipotesi che si facevano, escluso il discorso del micro che poteva essere stato rotto dal pompaggio che aveva fatto il Lunardi, si ragionava sulla camma della 101 che poteva essere non al suo posto originale.

 

Presidente: e perché poteva non essere al suo posto originale? Cioè, quali erano le ipotesi che si facevano? Innanzitutto se davvero non era al suo posto originale, primo, e che cos’era che vi dava questa certezza che non fosse al suo posto originale, l’avevate constatato che non fosse al suo posto originale, e poi quali ipotesi si facevano circa il fatto che non fosse al suo posto originale?

RISPOSTA - Che non fosse al suo posto originale...

 

Presidente: risponda alla prima domanda, avete constatato o non avete constatato che non era al suo posto originale?

RISPOSTA - Devo pensarci un attimino. No, la pompa era ferma con il micro già spostato sulla posizione dove doveva essere, l’abbiamo messo successivamente a quello trovato il 29 sera, e quindi se il micro doveva essere là perché si trovava più avanti di circa un centimetro o quello che era? Questa è la domanda che ci facevamo.

 

Presidente: ed allora quali erano le risposte che vi davate a questa prima domanda? Da tecnici?

RISPOSTA - Poteva essere stato spostato, poteva essere scivolato, scivolato non poteva perché i bulloni erano fissati, quindi..., poteva essere stato spostato se non era nella posizione originale. Perché dico questo? Perché la pompa non può andare in marcia se quel micro non viene schiacciato, se il micro non viene schiacciato la valvola di mandata si chiude, quindi siccome la pompa era ferma prima di andare in marcia il micro doveva essere schiacciato per partire. Questo era quello che uno si chiedeva, come mai quel micro non fosse più schiacciato.

 

Presidente: allora si sono fatte anche delle ipotesi di una manomissione dolosa?

RISPOSTA - No, di manomissione dolosa...

 

Presidente: tra tecnici, in sua presenza, tra voi, tecnici, si sono fatte ipotesi di una manomissione dolosa? Sa cosa significa? Che uno proprio apposta va là e la sposta?

RISPOSTA - Non era, proprio detta così no.

 

Presidente: e cioè com’era detta?

RISPOSTA - Sì, poteva essere stato manomesso, non manomesso, poteva essere stato spostato, ma c’erano ancora, io avevo ancora...

 

Presidente: poteva essere spostata perché?

RISPOSTA - Allora, non so neanche come spiegarlo, quella comunque, voglio dire, quella non andava a schiacciare il micro, quindi poteva non essere nel suo posto.

 

Presidente: per un inconveniente di carattere tecnico o perché uno, ripeto ancora una volta, ci va là e volutamente la sposta perché non funzioni?

RISPOSTA - Questo bisognerà verificarlo.

 

Presidente: quale delle due ipotesi si fa, o si fanno tutte e due? Non lo so, è lei che mi deve rispondere?

RISPOSTA - Io non, siccome io non ho partecipato sempre a tutte le riunioni, io posso dire quello che...

 

Presidente: nelle riunioni in cui lei ha partecipato...

RISPOSTA - Si parlava che poteva essere anche stato spostato, di questo si parlava, però non si era mai parlato che uno fosse andato là apposta a prenderlo e spostarlo.

 

Presidente: che fosse andato là apposta non si era mai parlato?

RISPOSTA - Con me no.

 

Presidente: allora si era parlato che fosse stato spostato perché?

RISPOSTA - Questo era da capire.

 

Presidente: quindi era da verificare. E mi scusi, se era da verificare perché non avete immediatamente interpellato il Donolato, che era quello che era intervenuto sulla pompa?

 

DOMANDA - Il Lunardi.

 

Presidente: mi scusi, il Lunardi. Lei era il suo immediato superiore gerarchico se non sbaglio?

RISPOSTA - Ce n’erano degli altri superiori a me.

 

Presidente: ho capito, ma se tutti quanti, voglio dire, uno rimanda all’altro e via via...

RISPOSTA - Non era compito mio quello di andare a telefonare a casa al Lunardi per farlo venire a spiegarmi cos’era successo.

 

Presidente: se eravate preoccupati, ad un certo punto eravate addirittura preoccupati che ci fosse stata una manomissione, allora si cerca di capire attraverso anche un contraddittorio con la persona che era stata... quella che aveva per ultimo, diciamo così, manovrato quella pompa?

RISPOSTA - Ma non è mica detto che fosse stato il Lunardi, lui ha trovato quella situazione là come l’ho trovata io probabilmente.

 

Presidente: a conoscenza vostra era stato o non era stato il Lunardi l’ultimo...

RISPOSTA - Il Lunardi non ha fatto niente, lui ha eseguito solo le manovre della messa in marcia e fermata della pompa, ha visto che tutto funzionava correttamente poi è venuto fuori questo inconveniente.

 

Presidente: però è venuto fuori, cioè il Lunardi vi ha spiegato che in effetti aveva lui manovrato questa leva?

RISPOSTA - Del micro non si era accorto neanche lui, perché quando è arrivato lui probabilmente il micro si era già schiacciato perché si era chiusa la valvola, poi abbiamo visto, si era chiusa la valvola di mandata, il micro della 101, quello della 104 sì.

 

Presidente: però lei stesso mi ha detto che il giorno 31, quando il Lunardi ha detto di avere fatto questa manovra, allora avete capito bene quale fosse stata la causa?

RISPOSTA - Sulla 104 sì, sulla 104 avevamo capito che era un probabile difetto tecnico.

 

Presidente: ci sono domande?

 

DOMANDA - Molto rapide e ho concluso. Prendo atto che diceva in sua presenza nessuno ha parlato di queste manomissioni dolose. Volevo chiedere a lei come persona se lei ha mai fatto e detto a qualcuno che si trattava di un sabotaggio, di una manomissione dolosa?

RISPOSTA - No, parlando così insieme con Simonetti, sì, potrebbe essere stato spostato, perché, come dicevo...

DOMANDA - Io chiedevo se lei come tecnico, quando le è stato chiesto di spiegare di capire quello che era successo, se lei signor Ampò Emanuele come tecnico, ha detto a qualcuno che si trattava di un sabotaggio, di una manomissione dolosa?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Non ho altre domande.

RISPOSTA - Il sabotaggio l’ho letto solo sul giornale.

 

Presidente: va bene. Domande?

 

Avvocato Stella: sì, Presidente.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Io vorrei cercare di costruire la verità e basta. Perché vede, qui le dico il problema qual è, il problema, è che l’ingegner Pisani, direttore dello stabilimento, viene a sapere di una manomissione dolosa alle 11.30 del 30 giugno.

RISPOSTA - Del 30 marzo.

DOMANDA - Sì, del 30 marzo. Ma prima questa ipotesi era stata prospettata da diverse persone tanto è vero...

 

Presidente: questa è la domanda, era stata prospettata questa ipotesi di un sabotaggio, di una manomissione dolosa, di un intervento cioè che volutamente voleva provocare quel danno da qualcuno?

RISPOSTA - Allora, come ho detto prima, quello sembrava che fosse stato spostato, poteva essere manomesso, ma non che, io non avevo fatto altri discorsi che questo era fatto perché se succedeva questo e questo etc. poteva creare altri danni. Poteva essere manomesso, perché guardando quello che era successo non si trovava al suo posto, invece in realtà dopo si è verificato, però anch’io avevo pensato che quella camma non fosse al suo posto.

 

DOMANDA - Ma poteva creare dei danni ulteriori e quali?

RISPOSTA - Beh, quella camma là in sé non creava niente perché poi si è visto che bastava riaprire, di pericoloso non comportava assolutamente niente la pompa, poteva, se fosse stato fatto tutto un marchingegno con l’altra etc. poteva creare dei problemi.

DOMANDA - Ma l’altra però ha funzionato?

RISPOSTA - La 104 era andata fuori servizio, quindi se questa qua, se la 101 non fosse partita, e magari ci fosse stato qualche altro tipo di problema magari veniva fuori un po’ di...

 

Pubblico Ministero: c’erano poi le altre due tra l’altro?

RISPOSTA - Sì, ma le altre due non bastavano, si poteva sfiaccolare, si poteva creare problemi agli impianti, si potevano fermare gli impianti, questo poteva succedere.

 

Presidente: ma la 101 non è andata subito in marcia?

RISPOSTA - Sì, la 101 è andata in marcia dopo avere aperto la valvola, però poteva creare dei problemi, messo tutto insieme la cosa poteva creare..

 

DOMANDA - Io le ricordo, tanto per essere precisi, le ricordo che lei il 17/6/95 ha dichiarato davanti all’ufficiale di Polizia Porcu, ha fatto questa dichiarazione che le leggo, "Inoltre oltre alla rottura del micro anche l’errato posizionamento della camma, di un’altra pompa, aveva indotto a pensare che si trattasse di una manomissione"?

RISPOSTA - Sì, l’ho detto, poteva essere una manomissione, l’ho detto.

DOMANDA - Allora lei conferma questa affermazione fatta davanti al brigadiere Porcu?

RISPOSTA - Confermo sì, ho detto che poteva essere una manomissione come si erano verificato i fatti e come...

 

Pubblico Ministero: le chiedo solo la data del verbale, perché io ne ho uno dove non mi risulta.

 

Presidente: allora chiariamoci, perché io le ho fatto tante volte la domanda e lei mi ha dato una risposta, lei cosa intende per manomissione?

RISPOSTA - Per manomissione viene spostato un qualche cosa, però poteva essere spostata volutamente come anche, non so, poteva essere qualcuno che l’aveva vista che era a penzoloni ed è stata stretta, non lo so, però in quel momento là, come si era verificata, non era nella posizione in cui doveva trovarsi, questa era l’impressione.

 

DOMANDA - Allora diciamo che già il 29 viene formulata questa ipotesi di una manomissione. Poi lei ha ricordo di come si sviluppa e prende corpo questa idea? Cioè, come va avanti questa idea della manomissione? Lei parla con Simonetti...

RISPOSTA - Sì, dopo io non è che sono andato a parlare con...

DOMANDA - Ma con Simonetti ha parlato?

RISPOSTA - Con Simonetti ci siamo detti: se questa qua non si trova al suo posto originale perché è spostata? E’ stata spostata? Questa è la domanda che ho detto io a Simonetti.

DOMANDA - Il giorno 30 lei partecipa al sopralluogo in cui c’è l’ingegner Pisani, l’ingegner Messineo, l’ingegner Lucchi, il geometra Simonetti e via discorrendo e l’ingegner Paolini anche. Durante questo incontro lei che opinione ha espresso?

RISPOSTA - Io ho espresso, come ho detto anche al Pubblico Ministero, che mi hanno fatto la domanda: cosa le sembra, come le sembrava quella camma? E ho detto chiaro che la camma per me era fissata volutamente là, era fissata su quel posto là. Questo ho detto.

DOMANDA - E quindi qualcuno l’aveva spostata?

RISPOSTA - Se non fosse stata originariamente quella là sarebbe stata spostata.

DOMANDA - In sostanza, lei in quella riunione quali ipotesi ha prospettato o ha condiviso con gli altri?

RISPOSTA - Quel giorno là?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - No, beh, là non ho condiviso, al di là di quello che ho detto non ho detto nient’altro, però doveva essere stata spostata, poteva essere una manomissione, questo sì.

DOMANDA - E l’ha detto il giorno 30 durante il sopralluogo?

RISPOSTA - Alla sera, adesso non mi ricordo, erano le 18.00, le 17.00, quello che era.

DOMANDA - Quindi però l’idea della manomissione nasce già il 29, questa in sostanza?

RISPOSTA - Sì, il dubbio, il tarlo c’era già il 29.

 

Presidente: va bene, altre domande o possiamo concludere qui?

 

Pubblico Ministero: questa foto qua, lei diceva che è stata spostata, rispetto a questa foto, dove doveva essere questa qua, non è questo l’unico posto che doveva essere? E’ la foto numero 06?

RISPOSTA - La domanda qual è?

 

Pubblico Ministero: spostata dove?

 

Presidente: secondo lei questa era la posizione esatta?

RISPOSTA - Allora, com’era messa la pompa in quel momento questa doveva essere la posizione.

 

Pubblico Ministero: guardi che questa è la fotografia fatta nell’immediatezza dalla Polizia scientifica, e c’è la data.

RISPOSTA - Allora, questa è stata messa in quella posizione quando alla sera io ho schiacciato il micro, perché prima era tutta appoggiata alla fine del braccio dello spostamento della valvola, circa un centimetro.

 

Presidente: quindi spostata un centimetro alla destra?

RISPOSTA - Era appoggiata tutta quanta alla fine.

 

Presidente: alla destra per chi guarda?

RISPOSTA - Sì, era appoggiata in fondo, e quindi però, essendo aperta la valvola di mandata, avendo fatto una manovra dal posto, quella si era fermata là e quindi abbiamo portato la camma in quel posto.

 

Presidente: manovrando proprio questa leva manualmente si può spostare o no?

RISPOSTA - No, tutta un’altra cosa, la leva è su una centralina oliodinamica che non ha niente a che fare con il micro.

 

Presidente: allora com’è che si può spostare, io non riesco a capirla questa storia dello spostamento, io non riesco a capirlo, perché bisognerebbe fare degli altri buchi?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: come si può spostare?

RISPOSTA - Non è bucata quella, è avvitata con due viti che vanno a fare pressione sulla lamiera.

 

Presidente: quindi si sarebbe dovuto allentare e spostare?

RISPOSTA - Sì, questa poteva essere un’ipotesi.

 

Presidente: e spostandola di quel centimetro?

RISPOSTA - E’ andata a toccare.

 

Presidente: si sarebbe andato a toccare il microinterruttore?

RISPOSTA - Sì.

 

DOMANDA - Non le è venuto in mente di andare a vedere i tabulati?

RISPOSTA - Allora, quel giorno là proprio tempo di guardare i tabulati io non ne avevo assolutamente, perché dovevo, stavo facendo la manutenzione della 104 che dovevo ripristinarla al più presto, quindi io alla sera ho cominciato a guardare i tabulati e poi il 30 di mattina abbiamo cominciato a vedere i tabulati, però siccome gli allarmi vengono fuori a distanza di un certo tempo, in mezzo ce n’erano una sfilza di altri allarmi, e la chiusura della valvola, cioè la segnalazione di valvola normale era molto al di sotto, l’abbiamo vista successivamente che era molto al di sotto.

DOMANDA - Quando?

RISPOSTA - Adesso non mi ricordo quando.

DOMANDA - Quindi diciamo un esame affrettato dei tabulati?

RISPOSTA - Probabilmente c’è stato anche..., però sinceramente quel giorno là io non avevo tempo di guardare i tabulati, ho guardato l’indispensabile per mettere in condizioni che tutto quanto funzioni com’era in origine, questo sì.

DOMANDA - Ma poi andando avanti quando si è continuato a discutere di manomissione non le è venuto in mente di fare un controllo preciso sui tabulati?

RISPOSTA - Poi abbiamo guardato tanto è vero che poi abbiamo avuto l’impressione di capire qualcosa e siamo andati a fare anche la prova reale, perché poi abbiamo fatto una prova reale.

DOMANDA - La prova l’avete fatta il 30 per il microinterruttore?

RISPOSTA - No, la prova reale l’abbiamo fatta il 6 aprile, perché...

DOMANDA - Ma prima non avete controllato?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: va bene, allora chiudiamo qui? Chiudiamo per oggi facendoci gli auguri di buone vacanze ed arrivederci al 19 di settembre. Arrivederci a tutti allora.

 

Avvocato Santamaria: come procederemo per la prossima udienza?

 

Presidente: finiamo senz’altro questo capo di imputazione. Quanti testi ci saranno ancora?

 

Pubblico Ministero: li ridurrò sicuramente di almeno di 5 o 6.

 

Presidente: da parte della difesa quanti testi ci sono?

 

Pubblico Ministero: sono comuni.

 

Presidente: quindi 5 o 6. Avete un consulente anche. Allora io credo che impiegheremo 2 ore circa, dalle 9 e mezzo alle 11 e mezzo, quindi, questo significa che il giorno 19...

 

Pubblico Ministero: c’è anche Alongi mi pare che ci sia.

 

Presidente: chi è Alongi?

 

Pubblico Ministero: quello di Montedison, che non poteva venire a luglio perché era in ferie. L’ha segnalato anche l’ultima volta.

 

Presidente: io prendo atto di questa richiesta oggi di esaurire intanto qui, non so se ci siano tutti i testi.

 

Pubblico Ministero: no, alcuni sono in ferie, anche per questo capo d’accusa, io ridurrò le liste, ce n’erano 20 ma sicuramente ne sentiremo molti di meno.

 

Presidente: perché io non vorrei perdere queste udienze, ripeto, abbiamo delle esigenze, di concentrazione, il giorno 19 quando riprendiamo dobbiamo riprendere a pieno ritmo, nel senso che non possiamo accontentarci di andare avanti con questo capo di imputazione di sentire Alongi, noi dobbiamo assolutamente incominciare anche l’altro capo d’imputazione, non c’entra niente che finisca uno, qui oramai...

 

Pubblico Ministero: per carità, si è dilungata l’audizione testimoniale, i miei consulenti erano pronti a fine giugno per quello.

 

Presidente: io sto parlando del futuro, io il giorno 19 voglio andare avanti e voglio parlare del secondo.

 

Pubblico Ministero: certo.

 

Presidente: in successione alla stessa udienza si comincia con il secondo capo di imputazione, senz’altro, io non ritengo cioè, io credo che in altre due ore questo caso o altre 3 ore al massimo etc., questo capo di imputazione si esaurisca e quindi riprendiamo senz’altro, anzi, iniziamo il secondo capo di imputazione fin dal giorno 19, eventualmente lei comunichi anche sul secondo capo di imputazione i testi che intende sentire quel giorno, se non i testi i consulenti, non so che ordine vuole dare.

 

Pubblico Ministero: i consulenti e l’ispettore della forestale.

 

Presidente: lei lo comunichi al Tribunale ed ai difensori delle altre parti.

 

Pubblico Ministero: siccome non sono tanti, sono quelli a seguire in lista dall’ispettore Spoladori e gli altri.

 

Presidente: siccome quel giorno certamente non possiamo sentirli tutti, lei ci dica quali sono e individui anche, tenuto conto della durata, quali e quanti ne possiamo sentire. Bene, allora arrivederci.

 

Avvocato Scatturin: sul secondo capo ci sono anche i nostri consulenti tecnici. Sul secondo capo ci sono anche i nostri 8.

 

Presidente: immagino, prima sentiamo quelli del Pubblico Ministero e poi via via sentiamo, era semplicemente per programmare l’udienza del 19, mica per il resto, il resto ce lo programmiamo via via. Arrivederci.

 

RINVIO AL 19 SETTEMBRE 2000

 

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