UDIENZA 15 DICEMBRE DEL 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all'appello.

 

Avvocato Bergodi: Presidente, dovrei depositare la relazione del professor Rindone inerente all'esame dello scorso primo giugno 1999; è la relazione con tutti i lucidi allegati, niente di nuovo rispetto a quello che aveva detto il primo giugno. Grazie.

Presidente: va bene.

 

Pubblico Ministero: Presidente, chiedo scusa, a proposito di relazione, non vorrei sembrare pedante, però ieri sera si era concluso un discorso relativo alle relazioni dei consulenti di parte Montedison ed Enichem; vorrei sapere se è possibile avere un'idea sul deposito di queste relazioni e sul termine del controesame del professor Pozzoli.

 

Avvocato Alessandri: per quanto riguarda le relazioni sulla parte impiantistica dei consulenti Montedison, che sono stati già sentiti, saranno depositate alla ripresa dopo Natale.

Presidente: va bene.

Pubblico Ministero: il professor Foraboschi?

 

Avvocato Stella: il professor Foraboschi sta finendo perché doveva compiere gli ulteriori accertamenti che non era riuscito a fare, ma sicuramente alla prima udienza dopo Natale. Invece io ho qua la relazione del professor Dragani che deposito.

 

Pubblico Ministero: per il termine del controesame del professor Pozzoli?

Presidente: va bene, allora...

 

Pubblico Ministero: Presidente, su questa cosa qua, non capisco se non c'è una risposta. Il professor Pozzoli quando potrà venire?

 

Avvocato Stella: verranno il dottor Tommasini, il professor Grandi e il dottor...

 

Pubblico Ministero: no, mi scusi, ho chiesto un'altra cosa. C'è un controesame che per il Pubblico Ministero è da concludere, che è quello del professor Pozzoli, su due riserve sulle quali ho chiesto... Purtroppo ho chiesto scusa all'inizio, se posso sembrare noioso, però mi pare che la riserva debba essere sciolta.

 

Avvocato Alessandri: la riserva sarà scolta nell'ambito della relazione. Se il Pubblico Ministero e il Tribunale, alla lettura della relazione, riterranno di dover sentire il professor Pozzoli, si troverà un giorno immediatamente successivo al deposito della relazione o quando la stessa sarà letta per convocare il professor Pozzoli, che attualmente è impedito a poter presenziare all'udienza.

 

Pubblico Ministero: allora, io ribadisco quello che ho detto ieri, per il Pubblico Ministero non c'è una rinuncia alla conclusione del controesame del professor Pozzoli.

 

Avvocato Alessandri: io non ho detto che ci fosse una rinuncia, ho enunciato soltanto...

 

Presidente: benissimo, d'accordo. Allora, intanto procediamo nell'udienza di oggi e poi faremo anche un programma per le udienze di gennaio. Allora, oggi i consulenti di Enichem, mi pareva...

 

Avvocato Stella: sì, secondo il programma delineato nell'ultima udienza, alla fine, oggi verranno il professor Tommasini, il professor Grandi e il professor Roncalli per la discussione dei casi esaminanti nella udienza del 17.

 

 

DEPOSIZIONE DEI CONSULENTI

DR. TOMMASINI MAURIZIO - DR. GRANDI MARCO

DR. RONCALLI  MASSIMO

 

Avvocato Stella: Il professor Roncalli è anatomo-patologo e quindi viene...

Presidente: adesso si presenteranno loro stessi.

 

GRANDI - Marco Grandi, nato a Milano il 30 luglio del '44, già generalizzato.

TOMMASINI - Maurizio Tommasini, nato a Milano il 3 luglio del 1951; ero già stato consulente antecedentemente.

RONCALLI - Massimo Roncalli, nato a Bergamo il 3 febbraio del 1953; sono professore associato di Anatomia Patologica all'Università degli Studi di Milano e sono direttore dell'Unità di Anatomia Patologica presso l'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

 

Presidente: come vi dividete il lavoro, cioè nella relazione sui casi?

GRANDI - Noi abbiamo pigliato in considerazione i 76 casi che sono stati discussi il 17 di novembre del 1999; li abbiamo suddivisi in quattro gruppi che..., appunto, volevo chiedere al Presidente se questi casi devono essere elencati nuovamente tutti e 76, quelli che abbiamo preso in considerazione, oppure si possono dare per letti, dal momento che poi verranno a essere riportati nella relazione che consegneremo al Tribunale. Prima di tutto questo. Poi, dicevo, questa suddivisione di questi 76 casi in quattro gruppi. Anche a questo riguardo, nel primo gruppo abbiamo considerato quei lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro prima del giugno 1987 e si tratta di 38 lavoratori; quindi abbiamo nel secondo gruppo considerato altri 20 lavoratori che sono stati allontanati dai reparti di produzione del CVM e PVC prima del giugno 1987; quindi un ulteriore gruppo di tre lavoratori che, secondo quanto risulta a noi, hanno lavorato per qualche mese dopo il giugno '87, quindi non nel periodo relativo a Smee Pisani. E` da considerare che di questi tre lavoratori, uno di questi già rientra nel gruppo dei 20 precedentemente richiamati. Infine rimangono 16 lavoratori sui quali faremo un'esposizione dettagliata delle patologie. Ecco, mi scuso, per uno di questi lavoratori, Pettenò Alberto, anche in relazione al fatto che vi era quella difficoltà relativa al fatto che nel faldone di Pettenò Alberto vi erano le cartelle cliniche relative ad altra persona, ecco, ci riserviamo di discutere nella prossima seduta. Ora, fatta questa breve premessa, poi le varie patologie verranno ad essere prese in considerazione dal professor Tommasini, le epatopatie, io invece parlerò delle altre patologie. Ecco, fatte queste premesse, appunto, chiedevo al Presidente se devo elencare minuziosamente e dettagliatamente tutti i vari casi dei gruppi che ho esposto prima oppure se posso darli per scontati.

 

Presidente: in che senso, scusi? Dettagliatamente o scontati? Cioè, voglio dire, io credo che ci siamo dati forse un metodo l'altra volta che era quello..., io almeno avevo indicato questo metodo: dunque, diamo già per detta e acquisita tutta l'anamnesi lavorativa, etc., e cerchiamo di collegare, diciamo, i nuovi accertamenti che vi sono stati con quello che era già stato esaminato. Partendo magari proprio, se volete, adesso non voglio indicare metodologie, assolutamente, non so se sia il caso di partire dal nuovo dato per ricollegarsi al vecchio oppure, invece, riprendere il vecchio per poi confrontare con...

GRANDI - Dicevo se c'era necessità che io elencassi l'elenco.

Avvocato Stella: lei ha i 34 casi, li legga.

GRANDI - Va bene.

 

Presidente: se è possibile, però, voglio dire, senza dover ripercorrere tutto quello che è stato già... Io non capivo esattamente questo, come si voleva affrontare...

 

Avvocato Stella: loro devono esaminare i casi, allora faccia i nomi, 34: 1, 2, 3...

 

GRANDI - Nel primo gruppo di 38 lavoratori che hanno cessato di lavorare prima del giugno '87 sono:

 

ARTUSI PAOLO

 

GRANDI - Artusi Paolo, che ha cessato nell'81;

 

BABOLIN PRIMO

 

GRANDI: Babolin Primo, che ha cessato nell'86;

 

BALDAN PIETRO

 

GRANDI - Baldan Pietro, ha cessato il lavoro nell'83;

 

BALESTRIERO BRUNO

 

GRANDI - Balestriero Bruno, ha cessato il lavoro nell'85;

 

BELLATO EUGENIO

 

GRANDI - Bellato Eugenio, ha cessato il lavoro dell'85;

 

BENETTI GINO

 

GRANDI - Benetti Gino, ha cessato il lavoro nell'81;

 

BERALDO FRANCO

 

GRANDI - Beraldo Franco, ha cessato il lavoro nel '78;

 

BESAZZA ANTONIO

 

GRANDI - Besazza Antonio, ha cessato il lavoro nell'86;

 

BETTIN QUINTILIO

 

GRANDI - Bettin Quintilio, ha cessato il lavoro nell'83;

 

BRUSSOLO SERGIO

 

GRANDI - Brussolo Sergio, ha cessato il lavoro nel 1980; Carraro Lino, ha cessato il lavoro nel 1976;

 

CASARIN TARCISO

 

GRANDI - Casarin Tarcisio, è stato collocato in cassa integrazione guadagni nel 1986;

 

CESTARO RINO

 

GRANDI - Cestaro Rino, collocato in cassa integrazione guadagni nell'aprile dell'87;

 

DAL CERO ROBERTO

 

GRANDI - Dal Cero Roberto, ha cessato il lavoro nell'84;

 

DE PIERI GIORGIO

 

GRANDI - De Pieri Giorgio, è stato trasferito all'EVC nell'86;

 

FAVARETO GIUSEPPE

 

GRANDI - Favaretto Giuseppe, ha cessato il lavoro nell'85;

 

FECCHIO SILVANO

 

GRANDI - Fecchio Silvano, ha cessato il lavoro nell'81;

 

FINOTTO GINO

 

GRANDI - Finotto Gino, ha cessato il lavoro nell'84;

 

FOFFANO ANGELO

 

GRANDI - Foffano Angelo, ha cessato il lavoro nel 1982;

 

GAZZIN ANTONIO

 

GRANDI - Gazzin Antonio, è stato collocato in cassa integrazione guadagni nell'86;

 

GIUSTO FERDINANDO

 

GRANDI - Giusto Ferdinando, in cassa integrazione guadagni nell'84;

 

MAGRO AMPELIO

 

GRANDI - Magro Ampelio, ha cessato il lavoro nell'82;

 

MANENTE LUIGI

 

GRANDI - Manente Luigi, ha cessato il lavoro nell'83;

 

MARINI ANTONIO

 

GRANDI - Marini Antonio, è stato collocato in cassa integrazione guadagni nell'85;

 

MASIERO MARIO

 

GRANDI - Masiero Mario, anch'egli collocato in cassa integrazione guadagni nel 1985;

 

MASO RENZO

 

GRANDI - Maso Renzo, ha cessato il lavoro nell'83;

 

MAUCERI GASPARE

 

GRANDI - Mauceri Gaspare, ha cessato il lavoro nell'86;

 

MORTANDELLO AQUILINO

 

GRANDI - Mortandello Aquilino, ha cessato il lavoro nel gennaio dell'87;

 

PAMPAGNIN GIUSEPPE

 

GRANDI - Pampagnin Giuseppe, ha cessato il lavoro nel 1985;

 

PARDO GIANCARLO

 

GRANDI - Pardo Giancarlo, è stato collocato in cassa integrazione guadagni nell'83;

 

PASTRES BRUNO

 

GRANDI - Pastres Bruno, ha cessato il lavoro nell'86;

 

PAVAN ATTILIO

 

GRANDI - Pavan Attilio, collocato in cassa integrazione guadagni nell'86;

 

PELOI DANTE

 

GRANDI - Pelei Dante, ha cessato il lavoro nell'83;

 

PENZO EZIO (1926)

 

GRANDI - Penzo Ezio, nato il 23/1/26, ha cessato il lavoro nell'87;

 

PENZO EZIO (1932)

 

GRANDI - Penzo Ezio, nato il 27/3/32, ha cessato il lavoro nell'81;

 

PERAZZOLO NATALINO

 

GRANDI - Perazzolo Natalino, collocato in cassa integrazione guadagni nell'85;

 

VANIN IGINIO

 

GRANDI - Vanin Iginio, ha cessato il lavoro nel 1983;

 

ZENNARO ENRICO

 

GRANDI - Zennaro Enrico, che ha cessato il lavoro nel 1979. Nel secondo gruppo, come ho detto, sono stati compresi 20 lavoratori che sono stati allontanati dai reparti di produzione del CVM e PVC prima del giugno 1987.

 

BARTOLOMIELLO ILARIO

 

GRANDI - Il primo riguarda Bartolomiello Ilario, allontanato nel marzo 1980; anche secondo il Pubblico Ministero risulta allontanato nel marzo dell'80, secondo l'elenco delle persone offese. Vi è concordanza in questo caso anche per quanto riguarda le schede della Guardia di Finanza e quanto riferito dai consulenti del Pubblico Ministero nel verbale del 17/11/99, a pagina 22.

 

BELLEMO ELIO LUIGI

 

GRANDI - Il secondo caso riguarda Bellemo Elio Luigi, allontanato nel dicembre del 1975; anche in questo caso vi è concordanza con quanto elencato dal Pubblico Ministero nell'elenco delle persone offese, con quanto riferito nelle schede della Guardia di Finanza e con quanto richiamato dai consulenti del Pubblico Ministero nel verbale del 17/11/99, a pagina 22.

 

BENAGGIA BENITO

 

GRANDI - Il terzo caso riguarda Benaggia Benito, risulta allontanato nel giugno 1987, anche per il Pubblico Ministero è allontanato nel giugno 1987; vi è concordanza in questo caso con quanto riferito dalla Guardia di Finanza e con quanto richiamato dai consulenti del Pubblico Ministero, in particolare nella visita medica del dottor Bracci del 25/2/1999, ove si dice che è rimasto in questo settore addetto all'insaccamento fino al gennaio '87 e tra l'87 e il '94 viene addetto al carico e allo scarico dei prodotti sul piazzale.

 

DE BERNARDIN MAURIZIO

 

GRANDI - Il quarto caso riguarda De Bernardin Maurizio, in questo caso allontanato nel settembre 1979; vi è concordanza con l'elenco delle persone offese del Pubblico Ministero, vi è concordanza con quanto segnalato nelle schede della Guardia di Finanza e con quanto affermato anche nell'udienza 17/11/99, a pagina 40, dei consulenti del Pubblico Ministero, dove si dice che nel '79 passa poi come strumentista in officina.

 

BULEGATO UMBERTO

 

GRANDI - Il quinto caso riguarda Bulegato Umberto che risulta allontanato nel 1973 anche dall'elenco del Pubblico Ministero; vi è concordanza anche in questo caso con quanto riferito nelle schede della Guardia di Finanza e con quanto asserito dai consulenti del Pubblico Ministero e dalla visita del dottor Bracci del 25/2/99.

 

CALTANELLA LINO

 

GRANDI - Caltanella Lino, il sesto caso, risulta allontanato nel marzo 1971, anche per il Pubblico Ministero confrontando l'elenco delle persone offese risulta allontanato nel marzo del 1971; vi è concordanza anche in questo caso con quanto riferito nella scheda della Guardia di Finanza e con quanto affermato dal consulente del Pubblico Ministero nell'udienza del 17/11/99 e nella visita del dottor Bracci del 25/2/99.

 

ERTEGI PAOLO

 

GRANDI - Il settimo caso è Ertegi Paolo, risulta, per noi, allontanato nel settembre 1977, mentre nell'elenco del Pubblico Ministero risulterebbe allontanato nel settembre del 1994. E' un caso sul quale vorrei richiamare questa considerazione: nelle schede della Guardia di Finanza si dice che dal settembre 1977 ha fatto il pesatore. Questo perché? Mentre prima del '77, dal '67 al '68 era al reparto CV6 e dal '68 al '77 autoclavista al reparto CV3/6, successivamente, a seguito di un trauma, di un infortunio al ginocchio sinistro, venne trasferito, appunto, come pesatore. I consulenti del Pubblico Ministero prendono atto di questa situazione, perché nella visita medica del 25/6/1999 si dice che nel 1977 Ertegi è stato trasferito al parco serbatoi, considerato, dallo stesso medico che fa la visita, non esposto.

 

FAGGIAN TULLIO

 

GRANDI - L'ottavo caso riguarda Faggian Tullio e anche in questo caso vi è una differenza tra quanto risulta a noi e quanto invece riportato, richiamato nell'elenco delle persone offese del Pubblico Ministero. Il Pubblico Ministero lo considera allontanato nel giugno 1994, secondo noi è allontanato dal 1985 e infatti nella scheda della Guardia di Finanza si dice che dal settembre '67 al giugno '70 è al reparto CV4/14/16 come autoclavista, dal luglio '70 al luglio '94 viene indicata sulla scheda della Guardia di Finanza la mansione, ma non il reparto; secondo dati che abbiamo già esposto nella precedente nostra consulenza, egli è stato autoclavista sino al 1985 e poi passato all'AS12, addetto al reparto AS12, e dal '96 al laboratorio CV non considerato più esposto. Quanto detto viene confermato dai consulenti del Pubblico Ministero nella visita che è stata eseguita, condotta in data 25/6/1999, ove si conferma che dal 1985 è passato al reparto AS12, nel '96 al laboratorio CV e il livello di esposizione, appunto, dal 1985 viene indicato dal medico che ha redatto questa visita come nullo.

 

GREGO ANGELO

 

GRANDI - Il nono caso riguarda Grego Angelo, risulta allontanato nel dicembre 1985 e non vi è differenza con quanto affermato nell'elenco delle persone offese dal Pubblico Ministero; vi è conferma di questo dato anche nelle schede della Guardia di Finanza e pure nella relazione dei consulenti del Pubblico Ministero e nella visita medica del dottor Bartolucci del 25/6/1999.

 

LEONARDI GIANNINO

 

GRANDI - Il decimo caso riguarda Leonardi Giannino, risulta allontanato nell'ottobre 1977; in questo caso vi è pure concordanza con quanto affermato dal Pubblico Ministero nell'elenco delle persone offese, concorda, sempre per l'allontanamento nell'ottobre '87, la scheda della Guardia di Finanza e pure i consulenti del Pubblico Ministero nel verbale del 17/11/99 dicono che nel '78 è stato spostato al reparto CV1 e addetto alla piccola manutenzione, mentre dal '92 al '91 ha lavorato come autista essendo stato trasferito al centro ricerche.

 

LEVORATO GIANFRANCO

 

GRANDI - L'undicesimo caso riguarda Levorato Gianfranco, allontanato nel dicembre 1973, così come anche confermato nell'elenco delle persone offese del Pubblico Ministero; vi è conferma a riguardo anche da parte delle schede della Guardia di Finanza; per quanto riguarda i consulenti del Pubblico Ministero, anch'essi confermano questo dato quando affermano che ha iniziato a lavorare nel '67 come insaccatore, poi blenderista dal '68 al '74, poi passa analista.

 

LUCCARDA GIOVANNI

 

GRANDI - Il dodicesimo caso riguarda Luccarda Giovanni, risulta allontanato nel febbraio del 1986, pure per il Pubblico Ministero è considerato allontanato; vi è concordanza con quanto affermato nella scheda della Guardia di Finanza e con quanto riferiscono i consulenti del Pubblico Ministero laddove dicono, verbale del 17/11/99, pagina 56, che ha fatto l'insaccatore al reparto CV14, dove è rimasto fino al 1986.

 

MANENTE ANTONIO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Manente Antonio, per il Pubblico Ministero sarebbe stato allontanato nel febbraio del 1981, secondo i dati a nostra disposizione e in particolare secondo quello che è la scheda della Guardia di Finanza egli era fuori organico dal '78 al 1983, quindi riteniamo che l'allontanamento debba essere fatto risalire al 1978 e non al 1983.

 

MARCATO BENITO

 

GRANDI - Il quattordicesimo caso è relativo a Marcato Benito, allontanato nel luglio del 1983; concordanza con quanto richiamato dal Pubblico Ministero nell'elenco delle persone offese e con quanto, appunto, esposto nella scheda della Guardia di Finanza. Il dottor Miedico, nella sua visita del 2/3/99, afferma che dal 1975 non è più stato esposto a CVM, bensì ad acido cloridrico, solforico ed ammoniaca.

 

MARIN RENZO

 

GRANDI - Il quindicesimo caso riguarda Marin Renzo, allontanato nel giugno 1975, anche per il Pubblico Ministero risulta allontanato nel giugno 1975 e ciò trova conferma nella scheda della Guardia di Finanza e anche nei riferimenti dei consulenti del Pubblico Ministero nel verbale d'udienza del 17/11/99.

 

MAZZOLENI GIOVANNI

 

GRANDI - Il sedicesimo caso è relativo a Mazzolini Giovanni, allontanato nel maggio 1984, anche per il Pubblico Ministero è la stessa data di allontanamento, maggio 1984; confermato il tutto dalla scheda della Guardia di Finanza allegata.

 

PAVAN DANILO

 

GRANDI - Il diciassettesimo caso riguarda Pavan Danilo, risulta allontanato nell'aprile '81, in concordanza con quanto affermato dal Pubblico Ministero nell'elenco delle persone offese e nella scheda della Guardia di Finanza e anche dai consulenti del Pubblico Ministero nel loro verbale, nell'udienza del 17/11/99, pagina 106.

 

PENZO MORENO

 

GRANDI - Penzo Moreno, è il diciottesimo caso, risulta allontanato nel 1975, anche per il Pubblico Ministero risulta questa data, confermata dalla scheda della Guardia di Finanza e anche dai consulenti del Pubblico Ministero nell'udienza del 17/11/99, pagina 108.

 

PESCE GIANNI

 

GRANDI - Il diciannovesimo caso riguarda Pesce Gianni, allontanato nel dicembre 1985, così come anche richiamato nell'elenco delle persone offese da parte del Pubblico Ministero; conferma il tutto la Guardia di Finanza e anche per quanto riguarda i consulenti del Pubblico Ministero egli sarebbe stato addetto all'insaccamento al CV5/15 dal '67 al '73, quindi trasferito in altri reparti, probabilmente non più esposto. Questo lo richiamo dal verbale del 17/11/99, pagina 111.

 

TRINCANATO LUCIANO

 

GRANDI - Il ventesimo e ultimo caso riguarda Trincanato Luciano, allontanato nel maggio 1973, anche per il Pubblico Ministero allontanato nella stessa data; pure conferma in questo caso da parte della scheda della Guardia di Finanza e da quella che è stata la deposizione dei consulenti del Pubblico Ministero a pagina 99 dell'udienza del 17/11/99. Quindi questi sono i 20 casi facenti parte del secondo gruppo. Poi vi sono 2 casi, 2 più 1, diciamo così, casi che hanno lavorato per qualche mese dopo il 1987 e quindi non nel periodo relativo a Smee Pisani.

 

BEGHELDO EUGENIO

 

GRANDI - Questi sono Begheldo Eugenio, che è stato allontanato nell'ottobre del 1987, in accordo con quanto richiamato dal Pubblico Ministero nell'elenco delle persone offese;

 

DI DIO ANGELO

 

GRANDI - il secondo caso è relativo a Di Dio Angelo, che ha cessato il lavoro nell'ottobre del 1987, così come richiamato nell'elenco delle persone offese del Pubblico Ministero.

 

GREGO ANGELO

 

GRANDI - In più vi è il caso di Grego Angelo, che avevo già richiamato nei casi precedentemente, rientra anche in questo gruppo perché ha cessato di lavorare nel dicembre del 1987. Ecco che allora, come dicevo, sono rimasti 16 lavoratori. A questi 16 lavoratori corrispondono i nomi di Anselmi Carlo, Azienti Luciano, Baruzzo Primo, Berin Arnaldo, Brigantin Pasquale, Ferrari Guerrino, Giacomello Ottavio, Gosetto Domenico, Lazzari Renato, Macatrozzo Giorgio, Masiero Silvano, Michieletto Piergiorgio, Monetti Gaetano, Perissinotto Mario, Vanin Giuseppe e Pettenò Alberto. Ora, prima di passare alla trattazione di questi singoli casi, il dottor Tommasini fa una breve introduzione.

TOMMASINI - Sì, per spiegare come esporrò i dati in maniera di rendere più chiaro. Ieri abbiamo sentito quali sono le diagnosi conclusive per i consulenti del Pubblico Ministero dopo l'integrazione e revisione dei casi dei soggetti entrati in questo processo per epatopatia cronica. Per i singoli casi ricorderò quanto è stato detto nel corso del processo, quanto io ho potuto ricostruire da documentazione depositata e concluderò se vi è o no accordo tra le diverse conclusioni. Ricordo che il nostro lavoro si è basato solo sulla visione di visite svolte dai consulenti del P.M., di cartelle cliniche e di esami ematici, se erano allegati oppure riportati nelle consulenze medesime, e di referti di esami strumentali, prevalentemente ecografie. Quindi tutto quanto dico è presente o nelle consulenze tecniche o è stato detto o ci sono documenti, ma noi non abbiamo potuto prescrivere nessun tipo di accertamento anche di fronte a ipotesi di spiegazioni già fatte antecedentemente e quindi qui finisce il nostro tipo di lavoro.

 

ANSELMI CARLO

 

GRANDI - Il primo caso è quello relativo ad Anselmi Carlo, nato a Treviso l'8/10/1934. Risulta dalla scheda della Guardia di Finanza che dal '58 al '73 era addetto alla piccola manutenzione nel reparto M1/2; dal '73 al '90 sempre addetto alla piccola manutenzione nel reparto CV15. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci segnala che è stato assunto nel '57 per la preparazione dei fogli di PVC e dal '73 è passato al CV15 come meccanico, ove è rimasto fino al 1990. Nella visita condotta dai dottori Bracci e dal professor Reggiani in data 19/2/99 vengono riferite le stesse cose. In particolare, però, vorrei sottolineare un'anamnesi, cioè un riferimento anamnestico da parte dell'operaio, riportato nella visita di Bracci e Reggiani del 19/2/99, dove, appunto, l'operaio giudica che il reparto, nel corso degli anni, è notevolmente migliorato per quanto riguarda l'esposizione. Quindi non vi è differenza significativa relativamente ai livelli di esposizione; vi è concordanza nel fatto che nel periodo post '87 i livelli di esposizione furono molto bassi. Le patologie contestate, tra le patologie..., la prima patologia contestata a questo riguardo è il fenomeno di Raynaud. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci di tale patologia non ha fatto alcun cenno; ha riferito che l'esame obiettivo attuale è stato del tutto negativo. Ciò risulta invece dalla visita condotta in data 19/2/99, ove si legge che il lavoratore non lamenta disturbi alle mani e, a proposito dell'esame obiettivo, si legge sempre "temperatura delle mani, nulla di anomalo". Pertanto, con riferimento a questo fenomeno di Raynaud, si deve concludere nel senso che o il fenomeno di Raynaud non c'è mai stato, oppure - se vi è stato - esso è da circoscrivere al 1975 essendo ora del tutto regredito. Passo la parola al dottor Tommasini.

TOMMASINI - Il signor Anselmi Carlo era entrato con la diagnosi di epatopatia cronica e quando le parlo di diagnosi di ingresso nel processo è quella fatta nell'udienza del giugno dai dottori Bai e Berrino. Noi avevamo concluso che non vi era evidenza di epatopatia cronica, se non alterazioni da squilibrio metabolico per una documentata e severa dislipidemia che nei momenti di compenso causava anche una remissione degli esami di laboratorio inerenti al fegato; nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci non fa menzione alla malattia di fegato, ma parla di un'altra malattia, una policitemia vera. Nella relazione tecnica viene detto che il paziente è un diabetico con un diabete di secondo tipo in terapia con antidiabetici orali. La diagnosi conclusiva del dottor Martines è danno epatico lieve non confermato. Concordiamo con questa conclusione. Per quanto riguarda invece la policitemia vera, i dati sono solo derivati dalla consulenza tecnica e non ci sono documenti a favore di questa diagnosi, per cui... E in più il dottor Bracci parla di esposizione efficace. Ma una cosa è l'efficacia o l'idoneità in astratto, altra cosa è una condizione sine qua non. Non vi sono prove di questo.

 

Avvocato Santamaria: la terapia per questo caso è compatibile con la policitemia?

 

TOMMASINI - Viene fatta menzione alla policitemia vera come una malattia progressiva tumorale. Di fatto questo paziente non è messo con farmaci per malattie tumorali, cioè con antiplastici; è semplicemente sottoposto a salassi e quindi il giudizio, che immagino sia stato dato dai colleghi che curano questo paziente, è solo quello di ridurgli la viscosità del sangue e quindi di evitargli quelle situazioni che sono le complicanze da un aumento dei globuli rossi e dell'emoglobina stessa. Peraltro, non sapendo quali sono stati i criteri con cui questa diagnosi è stata fatta, è molto difficile capire se questa sia una malattia primitiva del sangue, cioè vale a dire che il midollo produce dei globuli rossi in maniera scorretta, oppure se è una malattia secondaria ad altre situazioni nell'organismo, ad esempio le bronchiti croniche, ad esempio alcune malattie cardiache, ad esempio anche altre malattie tumorali che possono indurre un aumento della ritroproietina e quindi un aumento dei globuli rossi.

 

AZINTI LUCIANO

 

GRANDI - Il secondo caso riguarda Baruzzo Primo, nato a Noale... Scusate, ho sbagliato, il secondo caso riguarda Azinti Luciano, nato a Mirano il 27/11/1937. Risulta dalla scheda della Guardia di Finanza che dal '61 al '78 fu operatore blender al reparto CV, dal '68 al '74 operatore bus allo stesso reparto, dal '74 al '91 addetto alla sala quadri reparto CV15/5; passa in cassa integrazione dall'ottobre '91 e quindi in pensione a partire dal gennaio '92. Nell'udienza del 17/11/99, relativamente allo stato lavorativo del signor Azinti Luciano, non è detto nulla dal dottor Bracci, però nella visita che il dottor Bracci ha condotto in data 19/2/99 si parla di passaggio alla sala quadri nel '73. Vi è una sostanziale concordanza tra la storia clinica a noi nota e quella riferita nella visita del dottor Bracci, nel senso anche che nel periodo di pertinenza Enichem i livelli di esposizione al CVM furono bassi.

TOMMASINI - Il signor Azinti è entrato per epatopatia cronica, gli stessi consulenti del P.M. nella seconda udienza del giugno del '98 dicono che dal 1981 normalizza tutti gli esami. Anche per noi non vi è alcuna evidenza di malattia epatica, solo un modesto incremento per un periodo limitato di tempo della gamma GT. Nell'udienza del 17 il dottor Bracci fa menzione a una ecografia come da steatosi..., dice che gli enzimi sono nella norma e conclude dicendo: "Non sono presenti segni riferibili ad altra patologia, per cui è documentata la persistenza di epatopatia cronica senza particolare evolutività. Il lavoratore è stato esposto a concentrazioni lesive di CVM". Il dottor Martines conclude dicendo: "Steatosi probabilmente su base dismetabolica, non ascrivibile a CVM". Questa diagnosi è condivisibile per noi.

 

BARUZZO PRIMO

 

GRANDI - Il terzo caso riguarda Baruzzo Primo, nato a Noale il 7/1/1948. Le mansioni che a noi risultano sono le seguenti: dal '70 al '90 operatore di impianto al reparto CV6 e poi dal '91 addetto all'infustamento nel reparto AM8. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci ha riferito che, prima di essere assunto al Petrolchimico, il signor Baruzzo lavorò come elettrauto per tre anni, ma non parla delle mansioni dallo stesso svolte presso il Petrolchimico. Di queste mansioni si ha notizia, invece, nella visita che il dottor Bracci ha condotto in data 18/2/99, quando si segnala che è stato autoclavista al CV6 dal '70 al '90, quindi al reparto cianuri AM8 per otto anni, al reparto AS4 per tre mesi e quindi in mobilità dal 21/12/98. Pertanto non si ravvisano differenze significative tra quello che era a nostra conoscenza e quello che è il riferimento anamnestico del dottor Bracci. Le patologie contestate riguardano in primo luogo, anche in questo caso, il fenomeno di Raynaud. Nell'udienza del 19/11/99 il dottor Bracci, anche su domande del Presidente, ha affermato che nel caso specifico si tratta di "un fenomeno di Raynaud clinicamente non confermato dai dati strumentali, cioè clinicamente senza lesioni particolarmente gravi al livello del circolo collaterale, dito freddo e pallido; riferisce che le mani e i piedi diventano freddi quando la temperatura si abbassa anche per ore e che il disturbo passa se si riscalda; che i controlli strumentali sono risultati negativi; che la sintomatologia soggettiva valutata clinicamente porta ad una alterazione funzionale che non ha raggiunto il livello delle alterazioni evidenziabili strumentalmente, quindi è una forma lieve la cui rilevanza giuridica si vedrà". Si fa notare che nella sua visita del 18/2/99 il dottor Bracci fa menzione di un accertamento angiologico da lui stesso richiesto al Servizio di Angiologia della USL 16 di Padova, accertamento angiologico poi eseguito il 19/5 del '99, che ha concluso nel seguente modo, letteralmente: "La valutazione specialistica angiologica clinico-strumentale ha evidenziato agli arti superiori ed inferiori 1) non alterazioni della micro-macrocircolazione arteriosa agli arti superiori ed inferiori di rilievo emodinamico, deficit dell'arcata palmare, territorio dell'arteria ulnare destra, ben compensato dall'attività dell'arteria radiale; 2) sindrome dello stretto toracico da compressione ab extrinseco del fascio vasculo-nervoso durante abduzione dell'arto superiore destro a circa 90 gradi". Quindi la nostra conclusione è questa, che il fenomeno di Raynaud, a differenza di quanto affermato dal dottor Bracci il 19/11/99, trova riscontro negli esami strumentali, solo che la diagnosi eziologica è diversa da quella contestata. Questo fenomeno di Raynaud è dovuto ad una sindrome dello stretto toracico superiore, vale a dire ad una compressione del fascio neuromuscolare nel punto di emergenza dal torace o in sede giugulare, vale a dire, è dovuto ad una situazione costituzionale e non ad altro.

TOMMASINI - Il signor Baruzzo Primo è entrato per epatopatia cronica; gli stessi consulenti tecnici dicono che l'unico esame che rammostra una gamma GT normalizza da dopo l'86. La nostra conclusione era che era un paziente con una dislipidemia nota dal '79, che fa uso di farmaci per la depressione, per cui farmaci che molto frequentemente inducono gli enzimi e che le alterazioni enzimatiche erano consensuali anche all'uso di etanolo e dei farmaci stessi. Il dottor Bracci nell'udienza del 17, a pagina 24, dice che c'è un aumento del fegato all'ecografia con una ecostruttura densa, gli esami sono nella norma, quindi siamo in presenza di epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività, esposizione a CVM capace a ledere. La diagnosi conclusiva del dottor Martines è di danno epatico lieve non più confermato. Concordo, non vi è più alcun danno epatico.

 

BENIN ARNALDO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Benin Arnaldo, nato a Borgoricco il 14/3/1935. Le mansioni che risultano dalla scheda della Guardia di Finanza comprendono dal '61 al '68 addetto blender al reparto CV15, dal '68 al '91 operatore bus reparto CV15, dall'ottobre '91 in cassa integrazione e da gennaio '92 pensionato. A queste notizie il dottor Bracci nell'udienza del 19/11/99 aggiunge che prima di essere assunto al Petrolchimico il Benin aveva lavorato per sette anni - dal '54 al '61 - come meccanico. Riferisce inoltre - sempre il dottor Bracci - che lo stesso lavoratore osservò un cambiamento in termini di rischio della lavorazione a partire dal 1971, pur se una certa quantità di polvere c'era sempre. Le stesse cose che ha riferito il dottor Bracci nell'udienza del 17/11/99 si leggono anche nella visita dallo stesso dottor Bracci condotta in data 25/2/99. Quindi non si ravvisano differenze significative in relazione alle mansioni svolte dal signor Benin presso il Petrolchimico.

TOMMASINI - Anche per il signor Benin Arnaldo una epatopatia cronica con miglioramento degli esami dall'86 in poi, secondo i consulenti tecnici del Pubblico Ministero; per noi era una situazione non valutabile per l'esiguità delle alterazioni dimostrate e con normalità degli esami, con un unico dato di alterazioni nell'88 in un paziente con dislipidemia severa nota dal 1987. Durante l'udienza il dottor Bracci, a pagina 30, dice: "Per cui si conferma un'epatopatia cronica con enzimi nella norma, quindi non dotata di particolare evolutività, anche se il rilievo di una fine disomogeneità del fegato all'ecografia indica che la malattia è ben presente. Si può attribuire, soprattutto in assenza di altri fattori di rischio, all'esposizione a CVM".

 

Avvocato Santamaria: visto che anche nel caso precedente c'era un riferimento ad una ecografia epatica, vuole dire qualche parola sul valore diagnostico dell'ecografia epatica ai fini di una diagnosi di epatopatia cronica?

 

TOMMASINI - Sì. Allora, l'ecografia è stata utilizzata in questo processo come elemento portante per fare una diagnosi di malattia cronica diffusa del fegato. L'ecografia è un esame che, a diversità della radiologia che produce delle radiografie, delle immagini che possono essere rivalutate da più operatori, è una metodica operatore-dipendente, vale a dire che ci si basa sul giudizio del singolo operatore, ma non è rivalutabile quanto scrive il collega che esegue l'ecografia medesima. E questo è un punto estremamente importante. Secondo punto: è molto condizionata dalla struttura del paziente, dalla conformazione fisica del paziente e dalla collaborazione che ha il paziente durante l'esecuzione di questo esame. In poche parole se un paziente è grasso, obeso, l'ecografia risulta molto più difficile; se davanti al fegato, ad esempio, si infrappongono le anse del colon, il gas presente non permette una visione completa e attendibile del fegato medesimo. Non solo: quando si fa riferimento a dimensioni di organo aumentate o a particolari conformazioni strutturali, l'ecografia è molto pertinente quando il confronto è fatto tra due esami fatti dal medesimo operatore nelle stesse condizioni sul medesimo soggetto. Molto difficile è dare una valutazione dimensionale del fegato su un unico esame. Non solo, l'ecografia, ad esempio, quando si parla di fegato iperriflettente, disomogeneo o queste alterazioni riferite a tutto l'organo, può essere anche condizionata dalla taratura che ha l'apparecchio, per cui sono informazioni indicative, ma non sono informazioni assolute di questo. L'ecografia invece è molto utile nella identificazione di particolari situazioni del fegato, che possono essere le cosiddette lesioni focali. Lesioni focali significa qualcosa di molto differente dalla struttura circostante dell'organo, che definiscono delle zone particolari, ad esempio le cisti, come abbiamo già sentito anche in questo processo, che hanno delle caratteristiche assolutamente differenti rispetto a quanto c'è attorno, oppure gli angiomi oppure i tumori, se questi sono circoscritti. Un altro campo in cui l'ecografia può risultare utile nella diagnosi delle malattie del fegato è se viene fatta con una particolare attenzione su quello che è l'aspetto vascolare del fegato stesso e della milza, perché uno dei segni importanti per valutare l'evolutività della malattia di fegato, che abbiamo sentito parlare senza fare dei riferimenti a dei parametri, l'ecografia rappresenta uno di quei metodi indiretti, poco invasivi, in cui si può vedere che i vasi che arrivano al fegato, in particolare la vena porta tende a dilatarsi con un conseguente aumento della milza e questo è un segno di ipertensione portale, quindi di evolutività della malattia. Mentre molto più difficile - ripeto ancora una volta - è basare il giudizio diagnostico esclusivamente su un'ecografia. Allora, l'ecografia unita agli esami di laboratorio può essere un gradino attraverso il quale..., chiaramente avendo altri elementi, virus, i parametri metabolici e quant'altro di laboratorio, possono, quando la situazione non è definita, indurre alla famosa biopsia di fegato. Riprendo...

 

Avvocato Santamaria: mi scusi, quindi la risposta che può dare una ecografia dipende dalla specificità del quesito che il medico formula all'operatore ecografico. Le risulta agli atti che i consulenti del Pubblico Ministero abbiano formulato quesiti specifici diagnostici all'operatore ecografico?

 

TOMMASINI - Io a questa domanda non posso risponderle se è così o non è così, posso dare un giudizio su quelle che sono state le risposte ecografiche. Questi esami ecografici sono esami del tutto aspecifici. In poche parole tutti quegli elementi che ho menzionato - di valutazione della milza, del volume della porta - non sono così ricorrenti. Da lì è ipotizzabile che non fosse stato posto un quesito specifico nell'esecuzione di questi esami. Non solo, spesso anche gli stessi operatori - io adesso non vi ho menzionato esame per esame - dicono che l'esame è poco attendibile perché c'è il gas, l'esame è poco attendibile perché il soggetto non collabora, c'è tutta una serie di specifiche affermazioni che svalutano questo esame in termini diagnostici assoluti. Riprendo il caso del..., lo riprendo dall'inizio perché non mi ricordo dove eravamo arrivati. Entra per epatopatia cronica, migliora per gli stessi consulenti del Pubblico Ministero gli esami dall'86 in poi. Per noi non era valutabile per l'esiguità delle alterazioni con..., presenti dal '75 all'86; poi tutto si è normalizzato, eccetto un unico dato nell'88. Questo era un paziente con una dislipidemia severa dal 1987. Il dottor Bracci afferma: "Per cui si conferma una epatopatia cronica con enzimi nella norma, quindi non dotata di particolare evolutività, anche se il rilievo di una fine disomogeneità del fegato all'ecografia indica che la malattia è ben presente. Si può attribuire soprattutto in assenza di altri fattori di rischio all'esposizione a CVM". Allora, nella consulenza tecnica, al di fuori del fatto che questo è un paziente con una dislipidemia nota, è un paziente che da dieci anni fa uso di farmaci per l'artrosi, che è iperteso in terapia, comunque erano presenti degli altri fattori che potevano spiegare questo aspetto ecografico. Il dottor Martines parla di un danno epatico lieve e poi riporto, non avendo i verbali di ieri, ma una annotazione che mi sono fatto, che era "l'esposizione a CVM sembra probabile". Non so se questa espressione sia stata fatta e questa mia precisazione in rapporto eziologico alla malattia oppure in rapporto al fatto che fosse esposto. Di fatto questo è un paziente, secondo noi, che ha un diabete, ha una dislipidemia, ma non ha una malattia cronica di fegato, peraltro con gli esami che nel tempo migliorano e sono rimasti nel '99 normali, vi è un unico dato nel '97 di un movimento di una delle due transaminasi in concomitanza con un movimento del colesterolo e della glicemia. Pertanto per noi l'Accusa non ha dato prova e non vi sono prove che la bassa esposizione dopo l'87 sia stata condizione sine qua non, cioè, secondo il lessico giuridico nordamericano, sia stata causa "but for".

 

BRIGANTIN PASQUALE

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Brigantin Pasquale, nato ad Arzergrande il 25/10/1929. Secondo i dati a noi disponibili, prima del maggio '74 risultava assunto presso una ditta elettrotecnica per costruzioni di linee elettriche e quindi, appunto, dal primo maggio '74 assunto presso la cooperativa Facchini Tessera, ove è rimasto fino al 31/12/89. Secondo quanto affermato dal dottor Bracci nell'udienza del 17/11/99 il Brigantin, dopo aver svolto lavori di muratore e operaio agricolo all'estero, sarebbe stato assunto presso la cooperativa Tessera nel '71. Permane questa discrepanza di tre anni relativa all'inizio del lavoro presso la cooperativa Tessera, o '71 o '74.

TOMMASINI - Il Signor Brigantin Pasquale, epatopatia cronica, secondo noi questo era un soggetto con ben documentata una storia di etilismo sulla base di ricoveri ospedalieri per questo motivo, con una dislipidemia severa e un diabete. All'udienza il dottor Bracci a pagina 33 dice: "Tumore faringeo operato con probabile metastasi non attribuibile a CVM, epatopatia cronica con movimento delle transaminasi che indicano una certa evolutività". Continua dicendo: "Lui - riferito al signor Brigantin - dice di aver bevuto poco, comunque l’alcool, se presente, ha svolto un ruolo concausale e quindi una epatopatia cronica da attribuire all'esposizione da CVM all'interno della Montedison". La diagnosi conclusiva del dottor Martines è epatopatia cronica su base alcolica. Confermo questa diagnosi.

 

FERRARI GUERRINO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Ferrari Guerrino, nato il 21/1/1941. Nel corso della precedente consulenza di parte si ebbe modo di segnalare che il Ferrari, dal giugno '73 al novembre '73, fu operatore blender al CV5/15; dal '73 al '76 operatore insaccamento; dall'aprile '76 all'agosto '76 addetto alla pesatura presso il CV5/15; dal '76 all'88, quando passa al Sicron, preparatore di sali addetto alla pesatura e poi passa al Sicron nell'88. Va in cassa integrazione nel '90 e cessa il lavoro nel '94. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci fa un breve, ma non completo, accenno alla vita lavorativa del Ferrari. Invece questa vita lavorativa è riportata per esteso nella visita condotta in data 25/6/99 da altro sanitario, che non sono stato in grado di identificare perché non ho riconosciuto la firma, dove si precisa, appunto, che dal 1988 l'operaio passò al reparto Sicron non considerato esposto. Infatti questa visita allegata integra le singole mansioni lavorative con indicazione del livello di esposizione al cloruro di vinile e lo fissa tra 5 e 50 PPM negli anni '73-'76, a meno di 5 PPM nel periodo '76-'88, completamente nullo dopo l'88. La patologia contestata è quella di un tumore polmonare. Nella consulenza precedente si ebbe modo di segnalare l'assenza di attestazioni cliniche che confermassero la diagnosi di questo tumore polmonare. Il problema è stato risolto. Difatti la documentazione sanitaria recentemente esibita attesta che nell'ottobre '90 il Ferrari dovette essere sottoposto a toracotomia destra e a lobectomia superiore destra per rimozione di una massa tumorale del diametro di circa 3 centimetri, che all'esame istologico risultò essere un adenocarcinoma prevalentemente papillare ben differenziato. Nel settembre '95 una TAC toracica rilevò un nodulo di 2 centimetri, questa volta al campo superiore di sinistra e nel luglio '96 fu posta diagnosi di neoplasia del lobo superiore del polmone sinistro con riscontro alla videotoracoscopia di nodularità, sempre adenocarcinoma, nodularità diffuse pleuroparenchimali a tutto il polmone con superati limiti oncologici di eredicabilità dello stesso tumore. Fu sottoposto a trattamento antiblastico, poi seguito da ulteriori cicli chemioterapici nel gennaio '88, nel novembre '88, gennaio '89. L'esame clinico predisposto dal Pubblico Ministero è condotto in data 25/6/99, ha documentato gli esiti di questi interventi chirurgici al torace con presenza clinicamente di un normone vescicolare ridotto e di ronchi diffusi a tutto l'ambito polmonare. Nel corso di questo accertamento...

 

Avvocato Santamaria: si limiti all'essenziale.

 

GRANDI - Sì, sì. E' segnalato il consumo di 10-15 sigarette al giorno per circa trent'anni dal '59 all'89. Si tratta di un caso che è stato sottoposto, appunto, ad esame istologico e quindi passo la parola al professor Roncalli.

RONCALLI - Sì, signor Presidente, voglio premettere soltanto che ieri ho ascoltato il professor Rugge e devo dire che ho condiviso il suo approccio metodologico, le sue categorie diagnostiche e la sostanza delle diagnosi da lui proposte. Questo nonostante il professor Rugge avesse riportato che la concordanza tra i patologi non è sempre ottimale, come risulta, appunto, dagli indici di concordanza che lui ieri ha fatto vedere. Per quanto riguarda il caso di Ferrari Guerrino, sono assolutamente d'accordo, si tratta di un adenocarcinoma, la lesione asportata chirurgicamente, papillare ben differenziato, che era privo di metastasi linfonodali.

GRANDI - Per quanto riguarda le conclusioni, si richiama quella che avevamo fatto nella precedente consulenza tecnica di parte, vale a dire, visti i livelli espositivi che sono stati segnalati e confermati anche nella recente visita del consulente tecnico del Pubblico Ministero e considerato che dopo l'88 il Ferrari non è più esposto, il caso dello stesso Ferrari non risulta di pertinenza Enichem. Valgono comunque le già esposte considerazioni fatte in precedente consulenza relative alla mancanza di conferme epidemiologiche fra vinilcloruro e tumore polmonare e relative al periodo che per il polmonare deve essere quanto meno di 10-15 anni.

 

GIACOMELLO OTTAVIO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Giacomello Ottavio, nato il 13/11/1943. Trattandosi di un socio di cooperativa nella precedente consulenza non si fu in grado di meglio precisare le mansioni del Giacomello. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci riferisce che egli ha lavorato per sette anni in un calzaturificio, poi dal '72 all'89 in una cooperativa all'interno del Petrolchimico addetto a diverse mansioni: insacco, produzione, pulizie, facchinaggio. Nella visita predisposta dal Pubblico Ministero e condotta il 25/6 del '99 da un medico che anche in questo caso non sono stato in grado di identificare dalla firma, a proposito dei livelli di esposizione al CVM si indicano esposizioni di 5 e 50 PPM per gli anni '72 e '75, esposizioni non precisabili per il periodo '75-'89 e esposizioni nulle per il periodo '89-'98. Quindi, in questo caso si deve parlare di una esposizione saltuaria legata, appunto, alle numerose mansioni a cui il Giacomello era addetto nell'ambito della cooperativa e per di più una esposizione non precisabile dal '75 all'89, addirittura nulla a partire, appunto, dall'89, dall'88. La patologia contestata è un tumore laringeo.

 

Avvocato Santamaria: mi scusi, il carattere saltuario dell'esposizione risulta dalle dichiarazioni che il medesimo lavoratore ha...

 

GRANDI - Sì, sì, risulta dalle dichiarazioni, sì, mi scusi, sottolineo che risulta, appunto, dalla relazione del dottor Bracci nell'udienza del 17/11/99 quando riferisce che il lavoratore ha, allo stesso dottor Bracci, riferito di aver lavorato dal '72 all'89 in una cooperativa all'interno del Petrolchimico addetto a diverse mansioni: insacco, produzione, pulizie e facchinaggio. Da questo ecco che si ricava quell'esposizione saltuaria a cui facevo riferimento prima. Dicevo tumore laringeo. Nella nuova documentazione sanitaria di cui si era già trattato la scorsa volta, nella nuova documentazione sanitaria esibita vengono confermati i dati relativi alla presenza di un carcinoma squamoso dell'epiglottide con metastasi linfonodali trattato con radioterapia. Le stesse cose vengono ad essere riferite anche nella cartella clinica relativa alla deposizione dell'avvocato Vassallo recentemente. Quindi anche il dottor Bracci - è da sottolineare - nell'udienza del 17/11/99 conferma trattarsi di "tumore non correlabile", così come era stato da noi indicato nella precedente consulenza tecnica di parte.

RONCALLI - Anche in questo caso c'è la..., ci sono a sua disposizione i preparati istologici. Si tratta di biopsie diagnostiche che dimostravano un carcinoma squamocellulare a medio grado di differenziazione del pezzo operatorio su laringe, in cui si potevano, appunto, documentare questo carcinoma squamocellulare e la presenza di metastasi in due su diciassette linfonodi.

 

GOSETTO DOMENICO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Gosetto Domenico, nato l'8/12 del 1935, le cui mansioni risultano essere le seguenti...

Presidente: come si chiama?

 

GRANDI - Gosetto Domenico, nato l'8/12/35, con le seguenti mansioni: dal '61 al '77 all'insaccamento al CV14 con esposizioni alte, comprese fra 50 e 200 PPM; dal '77 all'87 esposizioni inferiori ai 5 PPM; da giugno '87 al '90 operatore presso la sala quadri CV6 e CV8, sempre con esposizioni inferiori a 5 PPM; in cassa integrazione dal '90 e quindi in pensione al gennaio '92. Il dottor Bracci nell'udienza del 17/11/99, richiamando quanto aveva scritto il professor Bartolucci nella sua visita precedente del 25/6/99, segnala che il Gosetto lavorò per dieci anni circa all'insacco, passando poi alla sala quadri. Dice esattamente: nel 1985 trasferito al reparto CV6 come addetto alla sala quadri e nel 1989 al CV8, sempre in sala quadri. E' da sottolineare a questo riquadro il dato anamnestico riportato in queste visite, secondo il quale "nelle sale quadri le condizioni erano decisamente migliori". Quindi i dati lavorativi sostanzialmente concordano, le alte esposizioni, che verranno poi riprese anche dal collega e a cui ha fatto cenno ieri il dottor Martines, certamente non riguardano il periodo post '87, ma sono solo relative al periodo che va dal '61 al '77.

 

TOMMASINI - Allora, per quanto riguarda la malattia cronica del signor Gosetto, i consulenti Bai e Berrino dicevano epatopatia cronica in etilista. Per noi mancava qualsiasi elemento per la diagnosi di epatopatia cronica, mentre erano evidenti i segni dell'abuso alcolico. Il dottor Bracci dice: "Ha sempre bevuto mezzo litro di vino. L'ecografia fa vedere una steatosi con formazione cistica che non ha rilevanza ai fini della presente indagine, con test epatici nella norma. Per cui abbiamo un quadro epatico migliorato concausato anche dall'alcool e comunque riferibile in passato a CVM. E` migliorato con la diminuzione delle esposizioni, dato che presumibilmente l'esposizione all'alcool si è mantenuta invariata, quindi non può giustificare un miglioramento". Allora, gli esami integrativi erano esami tutti normali, però parziali, in questo caso mancavano i virus dell'epatite, però il quadro è di assoluta normalità. Per quanto riguarda la diagnosi fatta dal dottor Martines, parla di danno epatico lieve-steatosi. Per noi questo soggetto ha ridotto nel tempo l'assunzione di alcolici e di fatto normalizza tutto e non vi è nessuna evidenza di malattia cronica di fegato. In particolare anche l'MCV, tanto citato, nel tempo si è ridotto e pertanto non vi sono chiare le base della diagnosi di danno epatico lieve rispetto ad altri casi, anche di quelli che abbiamo già trattato, in cui gli esami erano normali e solamente l'evidenzia di una ecografia di steatosi non sopporterebbe questa ipotesi diagnostica.

Avvocato Santamaria: cosa significa steatosi?

 

TOMMASINI - Steatosi, che è più volte ricorsa in questo processo, ad esempio anche ecograficamente quando si legge la dizione "fegato iperriflettente", sempre un richiamo a questo tipo di diagnosi, è nella realtà un accumulo di grassi, in particolare di trigliceridi nel fegato, che può essere - quando confermata - causata da cause assolutamente indifferenti tra loro. In particolare le malattie metaboliche, il diabete è la principale causa di steatosi, l'infezione da virus C, i farmaci. Esistono dei casi di steatosi con esami mossi, in questo caso l'istologia spesso fa vedere una steatoepatite, cioè che alla steatosi si va ad associare anche un piccolo grado di infiammazione, la quale, quando vengono rimosse le cause, ad esempio il sovrappeso, che può essere una causa di steatosi, regredisce in maniera assoluta. Mentre l'aspetto ecografico di un fegato grasso, questo può rimanere anche per molti anni, quando, ad esempio, cessa l'esposizione all'alcool piuttosto che nel corso del diabete, anche con esami assolutamente normali. Ma un aspetto ecografico, ancora una volta, è assolutamente poi da confermare se questo ha importanza. Ad esempio, un'altra causa frequente di steatosi sono le malattie della tiroide. Cioè, ci sono tantissime motivazioni, molte cause che danno questo aspetto ecografico di fegato iperriflettente senza che, per questo, vi sia alcun tipo di malattia.

 

LAZZARI RENATO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Lazzari Renato, nato a Mestre l'1/9/1947, le cui mansioni risultano essere le seguenti: dal '70 al '75 operatore impianto CV10; dal '75 all'85 quadrista CV11; dall'86 al '94 operatore esterno CV23 e quindi dal '95 addetto a mansioni di tipo impiegatizio. Rispetto a quanto descritto nella visita Bracci-Regiani del 18/2/99 si deve solo segnalare una discordanza di circa due anni relativamente alla data di passaggio ad operatore esterno CV23, fissata nella visita all'84 invece che all'86. Secondo il dottor Martines ieri il caso rientra tra quelli di media esposizione, ma è evidente che la media esposizione, così come è intesa dal dottor Martines, non può fare riferimento ai livelli espositivi successivi al giugno 1987, ma necessariamente ad epoche anteriori.

TOMMASINI - Il signor Lazzari Renato, anche lui entrato come epatopatia cronica, nell'88 ci è stato detto che aveva normalizzato tutti i test e per noi gli elementi che potevano essere utilizzati per giustificare le alterazioni biochimiche erano la presenza di dislipidemia severa, di un diabete, di un consumo di etanolo elevato, di una ipertensione arteriosa in terapia, però di fatto l'avevamo giudicato come un caso non valutabile nella sua progressione proprio per l'andamento degli esami in maniera altalenante; in più avevamo segnalato una microcitemia. Il dottor Bracci, nell'udienza del 17, a pagina 51, dice "attualmente transaminasi ai limiti, gamma GT aumentate, l'LCV risulta basso, addirittura 71. Quindi persiste una epatopatia cronica e si conferma il giudizio all'esposizione a CVM". Nella consulenza tecnica, firmata dai dottori Bracci e Regiani, ci viene detto che il paziente è un talassemico noto, cioè, vale a dire, ha una situazione del globulo rosso per cui i globuli rossi sono più piccoli, che spiega ampiamente il fatto di questo MCV basso, è una emoglobinopatia. Di fatto dicono che anche due fratelli hanno questo tipo di situazione ematologica, sono malatti..., è un'alterazione ereditaria l'anemia mediterranea; che è diabetico dal '92 e che ha un fegato steatosico. Tutti questi dati sono riportati nella consulenza tecnica. Il dottor Martines parla di epatopatia cronica come diagnosi. Il giudizio nostro è che mancano gli elementi portanti per una solida diagnosi di epatite cronica non essendo disponibile la biopsia. Confermo inoltre che i dati sopportano le diagnosi di malattia metabolica che già erano stati evidenziati nel passato. In ogni caso la bassa esposizione successiva all'85 non può essere considerata causa "but for".

 

MACCATROZZO GIORGIO

 

GRANDI - Il caso seguente riguarda Maccatrozzo Giorgio, nato il 21/8 del 1937, le cui mansioni risultano essere state quelle dal '66 all'83 di operatore al laboratorio tecnologico SG4/5 e SG/2, laboratorio prove e controlli con, dal '74, una esposizione inferiore a 5 PPM; quindi dall'83 operatore tecnico semiturnista, controllo PVC CMP, fino al 31/1/90, quando ha cessato di lavorare. Nella sua deposizione del 17/11/99 e pure nella visita depositata il dottor Miedico si limita a segnalare che le mansioni del Maccatrozzo, dal '66 al '90, furono quelle di addetto al laboratorio e controllo di tutti i reparti CV, senza dare ulteriori indicazioni né di tempo, né cronologiche, né di reparto. E' comunque di tutta evidenza che nel periodo di circa due anni e mezzo successivo al giugno '87, nel quale il signor Maccatrozzo ha lavorato presso il Petrolchimico, i livelli espositivi furono oltremodo ridotti.

TOMMASINI - Il signor Maccatrozzo, anche lui, entra per una epatopatia cronica. Nel giudizio era che non vi era evidenza di questa patologia, ma solo una dislipidemia, una gotta, un abuso alcolico; per lo più in questo caso era già disponibile una gastroscopia dell'87 che non dimostrava segni di ipertensione portale, per cui quei segni che possono avvalorare una tesi di malattia cronica di fegato, mentre erano presenti dei segni di colesterolo decisamente elevato, di una uricemia decisamente elevata. Il caso è stato trattato dal dottor Miedico a pagina 59 e dice: "Riferisce di non bere più di mezzo litro di vino ai pasti - che significa un litro di vino al giorno - fa cure erboristiche e ha molta attenzione per la sua salute". In più, in questo caso, noi abbiamo dei dati che nell'88 erano assolutamente normali, dati di laboratorio invece che nel '99 tendono nuovamente ad incrementarsi. In questi dati, però, mancano tutti quei parametri metabolici che già erano stati evidenziati in passato e mancano i dati inerenti ai virus dell'epatite. Il dottor Martines conclude che è un'epatopatia cronica mentre, secondo noi, la revisione del caso è sufficiente per arrivare ad una conclusione: persistono il potus e l'obesità. In più il fatto di aver citato le cure erboristiche, voglio ricordare che le cure erboristiche rappresentano una delle principali cause nel mondo di movimento degli enzimi epatici, nonché di malattia epatica. E' la quarta causa di malattia nel mondo di fegato.

 

MASIERO SILVANO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Masiero Silvano, nato il 20/12 del '31. Secondo i dati a nostra disposizione risulterebbe dipendente della cooperativa Facchini Tessera dal '71 al '91. Secondo quanto dallo stesso operaio riferito al dottor Miedico egli avrebbe iniziato il rapporto di lavoro con la cooperativa cinque anni prima, nel 1966, e non nel '71, svolgendo attività di insaccatore. Questa situazione deve essere ancora verificata.

TOMMASINI - Il signor Masiero, anche lui, entra per epatopatia cronica. Come dato aggiuntivo non segnalato nella precedente udienza è una..., tra i documenti depositati dall'avvocato Vassallo, una cartella di ricovero del '78 a Padova, dove era stata eseguita una biopsia epatica che dimostrava una steatosi epatica di grado spiccato. Noi avevamo concluso che questo era un paziente obeso, che poteva avere una steatosi, in terapia con farmaci che potevano anche loro, eventualmente, giustificare il movimento degli esami e che comunque il quadro generale non era, dati i tipi di alterazioni, facilmente valutabile. Il dottor Miedico dice: "Confermo l'epatopatia cronica correlata alle esposizioni a CVM", mentre la diagnosi conclusiva del dottor Martines è stata di steatosi non correlata ad esposizione a CVM e questa diagnosi è, secondo me, condivisibile.

GRANDI - Per quanto riguarda sempre il Masiero Silvano, nel corso del recente accertamento del 20/3/99 il dottor Miedico descrive discreta dispnea spontanea a riposo con diffuse note di tracheobronchite e per tali motivi egli predispose esami di funzionalità respiratoria che concludono per marcata riduzione della superficie respiratoria e associata discreta broncobronchiolostruzione e discreto aumento della distensione alveolare. Il dottor Miedico ha anche predisposto un esame radiografico del torace, eseguito in data 5/5/99, che documenta con il risultato di campi polmonari ben espansi a trasparenza aumentata e con lievi rarefazioni del disegno in periferia. Però, facendo una revisione di quella che è la documentazione medica che è stata allegata, risulta che il signor Masiero è stato ricoverato all'ospedale di Padova nel marzo dell'86 per una ischemia cerebrale. Nel corso di questo ricovero in anamnesi si legge che nell'80 egli era stato ricoverato al CTO, penso di Padova, per silicosi. La radiografia del torace già all'epoca di quel ricovero documentava la presenza di enfisema polmonare. Quindi è da dire che il dottor Miedico non precisa quale sia la diagnosi eziopatogenetica della patologia broncopneumonica da lui rilevata. Dai dati disponibili mi pare, quindi, salvo ulteriori verifiche, che tale patologia sia da ricondurre ad un'epoca molto lontana nel tempo, probabilmente da ricollegare a quel riferimento anamnestico di iniziale pneumoconiosi silicotica che risulta dall'indagine Fulc e che dall'indagine Fulc era stata riferita ad un lavoro in vetreria in passato svolto dal signor Masiero Silvano.

 

MICHIELETTO PIERGIORGIO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Michieletto Piergiorgio, nato a Mogliano il 19/10 del 1940. Richiamando quanto già esposto nella precedente consulenza di parte, le mansioni del signor Michieletto svolte presso il Petrolchimico - prima era stato idraulico esposto al piombo - risultano di autoclavista al CV14 dal '61 al '74, quindi capoturno dal '74 all'86 e quindi assistente in turno al parco serbatoi ovest dall'86 al '92, quando cessò di lavorare. La storia clinica, riferita dal dottor Bracci, è un poco diversa, per il periodo compreso fra il '74 e l'86 solamente. Infatti nella sua visita si dice che all'incirca tra il 1970 e il 1980 è cominciato il controllo... Scusate, no, è un'altra cosa questa. E' un riferimento che è riportato testualmente nella relazione del dottor Bracci ed è riferito, appunto, ai riferimenti anamnestici dell'operaio, dove egli disse che all'incirca fra il 1970 e il 1980 è cominciato il controllo della concentrazione del CVM nelle autoclavi, ove si entrava solo sotto le 2 PPM. Negli anni Ottanta - continua l'operaio - con l'introduzione delle colonne la situazione è migliorata, ottenendosi anche il recupero del CVM. Per quanto di più specifico interesse Enichem, anche il dottor Bracci documenta il passaggio al parco serbatoi ovest a partire dal 1985. La patologia contestata inizialmente era quella di una bronchite cronica che, nel corso della precedente consulenza tecnica, non fu ritenuta di natura professionale. Da sottolineare che la genesi professionale della patologia era stata negata anche dall'Inail, bensì di natura infiammatoria e/o voluttuaria dal momento che il Michieletto aveva avuto un episodio di pleurite sudativa nel '62 ed era fumatore di novanta sigarette al giorno fino al '93. Attualmente di tale patologia bronchitica non si fa più cenno, né nella visita Bracci del 18/2/99, dove l'esame clinico risulta, per quanto riguarda il polmone, del tutto negativo, né se ne fa cenno nella deposizione che lo stesso dottor Bracci ha fatto nell'udienza del 17/11/99. Si conferma pertanto il nostro iniziale giudizio di broncopatia non professionale. Comunque guarita.

 

MONETTI GAETANO

 

GRANDI - Il caso successivo riguarda Monetti Gaetano, nato a Stra il 23/6 del '37. La sua carriera lavorativa presso il Petrolchimico risulta la seguente: dal '74 al '79 operatore insaccamento CV5/15; dal '79 all'88 operatore blender CVP granuli al CV5/15; dall'88 al '91 operatore polivalente CV15; in cassa integrazione nell'ottobre '91; in pensione dal 31/8/92. La storia lavorativa raccolta dal dottor Bracci nel corso della visita del 18/2/99 e riassunta dallo stesso nell'udienza del 17/11/99 segnala anche che prima di essere stato sotto il Petrolchimico aveva svolto per undici anni - dal '54 al '65 - un'attività di calzolaio, quindi era stato addetto alle costruzioni di gomme e quindi dipendente presso un Ente veneziano. Era stato assunto nel Petrolchimico nel '74 e nell'85 - e qui sono i riferimenti anamnestici dell'operaio - entrò nel settore della materia prima addetto al controllo dei pesi. Secondo l'operaio negli ultimi anni, non esattamente precisati, l'esposizione si è accentuata perché l'introduzione della materia prima avveniva manualmente, ma del tutto evidentemente questo riferimento anamnestico non si riferisce al CVM perché esso non risulta materia prima nel ciclo di lavorazione nel reparto CV5/15.

TOMMASINI - Questo paziente era entrato per epatopatia cronica in etilista. Di questo paziente disponiamo di una biopsia eseguita 14 anni fa, nel 1985, di cui ci parlerà il dottor Roncalli.

RONCALLI - Il professor Rugge ieri, parlando di questo caso, ha inquadrato il caso come un quadro di tipo epatitico non meglio determinato. Vi è da rilevare che esiste una componente steatosica abbastanza importante associata a questo quadro epatitico di grado molto modesto, molto lieve. Tutto ciò porterebbe a considerare l'ipotesi di una steatoepatite che, stanti anche le caratteristiche cliniche di questo paziente, come verranno illustrate di seguito, cioè paziente con un dismetabolismo importante, con diabete, iperlipemia, potrebbero, appunto, consentire di inquadrare la malattia come una forma di steatoepatite su base non alcolica di grado lieve.

TOMMASINI - Se posso aggiungere, il fatto della menzione al virus possibile eziologia virale è perché di fatto non è disponibile il virus C, che può essere un imputato nel dare anche una steatosi e una epatite. Il virus C viene citato come C negativo nell'udienza, ma non è documentato poi negli atti depositati.

 

PERISSINOTTO MARIO

 

GRANDI - Passiamo ora a Perissinotto Mario, nato a Mestre il 27/10 del 1942. La carriera lavorativa, presso il Petrolchimico, risulta essere, dal '74 al '75, operatore impianto CV11; dal '75 all'87 esterno essiccamento CV24; dall'87 al '93 quadrista essiccamento CV24; poi dal '93 in EVC. Nell'udienza del 17/11/99 il dottor Bracci non riferisce nulla in relazione alla carriera lavorativa del Perissinotto. Nel corso della visita del 10/3/99, condotta da sanitario anche in questo caso non identificato dalla firma, l'operaio riferisce di una storia lavorativa sostanzialmente sovrapponibile a quella che abbiamo detto prima. In particolare vorrei sottolineare il cambio di mansioni a partire dal febbraio 1987, quando passa a quadrista essiccamento. Evidentemente, quindi, nel periodo di pertinenza nostra - post giugno '87 - i livelli espositivi relativi a questo operaio furono estremamente bassi.

TOMMASINI - In questo caso epatopatia cronica in modesto bevitore, gli stessi consulenti dicono che è migliorato nel tempo. Secondo noi le alterazioni erano attribuibili in parte al consumo alcolico oppure a dislipidemia, ma non vi erano elementi per porre una diagnosi di epatopatia cronica. Nell'udienza il dottor Bracci dice che le gamma GT si presentano elevate, mentre gli altri indici nella norma, comunque si può confermare l'esistenza di una epatopatia che riconosce come fattori causali l'esposizione a CVM, probabilmente come concausale anche un certo pregresso consumo di vino. Gli esami allegati dimostrano delle importanti alterazioni fluttuanti dei parametri metabolici, consensuali peraltro all'andamento delle gamma GT, mentre le transaminasi sono nella norma. Il dottor Martines conclude per danno epatico lieve su base alcolica e dismetabolica. Condivido questo giudizio.

 

VANIN GIUSEPPE

 

GRANDI - Vanin Giuseppe, nato a Scorzè il 26/8/1935; risulta abbia lavorato dal '60 al '70 come addetto alla pesatura di materia prima al CV15 e quindi dal '70 al '92 come capoturno preparazione cariche sempre al CV15. Questa storia lavorativa concorda sostanzialmente con quella descritta nella visita D'Andria del giugno 1999 e riferita dal dottor Miedico nell'udienza del 17/11/99.

TOMMASINI - Per questo paziente la diagnosi iniziale è quella di epatopatia cronica. Secondo noi erano presenti solo delle minime alterazioni correlabili con l'uso alcolico, l'ipertensione arteriosa, l'obesità e l'aumento dei lipidi nel sangue. Il dottor Miedico nell'udienza conclude "epatopatia cronica steatosica di grado medio-lieve", mentre il dottor Martines parla di "non evidenti segni di danno epatico". Concordiamo col dottor Martines.

GRANDI - Abbiamo quindi concluso l'esposizione dei 15 casi. Ci riserviamo l'esposizione di Pettenò Alberto alla prossima udienza.

Presidente: bene, avremmo finito?

 

Avvocato Stella: Presidente, io rinnovo l'offerta di sentire il professor Dragani.

 

Pubblico Ministero: però, Presidente, è stata presentata una memoria questa mattina... Anche perché se sentiamo ognuno che presenta una memoria...

 

Avvocato Stella: era solo per riempire.

 

Pubblico Ministero: ma no, nessuno chiede di sentirlo. La memoria non l'abbiamo letta, non è stato informato nessuno dei consulenti, quindi non vedo proprio perché deve essere sentito.

 

Avvocato Santamaria: l'esame del professor Dragani potrebbe sostituire il controesame della Difesa al professor Colombati, che è stato sentito ieri.

 

Pubblico Ministero: è già stato fatto ieri il controesame del professor Colombati.

 

Avvocato Santamaria: ma visto che è stato sentito il professor Colombati, che ha depositato una relazione che ha introdotto elementi nuovi...

 

Pubblico Ministero: no, è del 21 settembre la relazione del dottor Colombati. 21 settembre.

 

Presidente: non mi pare che sia percorribile lo scambio. Allora, che cosa facciamo, andiamo tutti a casa? E` stata un quarto d'udienza, insomma. Va bene, allora, vi salutiamo tutti e ci vediamo con il prossimo anno, auguri a tutti. Allora, il programma per l'anno prossimo è evidentemente, visto che Enichem ha ritenuto di trattare i suoi casi di competenza da un punto di vista del criterio temporale, sarà quello di sentire i consulenti di Montedison, su tutti i casi, quelli già trattati e anche sui casi nuovi. Poi, dopo, voglio dire, sceglieranno i consulenti Enichem se trattare prima i casi già considerati e poi quelli nuovi o viceversa, non lo so. Immagino che comunque sarà prima la trattazione dei casi già considerati con gli accertamenti sanitari integrativi, insomma.

 

Avvocato Stella: Presidente, ma già che ci siamo, all'udienza dell'11, la prima, potremmo concludere noi, per l'udienza del 30...

Presidente: per quali altri casi?

 

Avvocato Stella: per quelli trattati il 30 e...

 

Presidente: ah, ho capito, perché ci sono anche in effetti quelli. Potevate fare uno sforzo, però, farli...

Avvocato Stella: abbiamo cercato, Presidente.

 

Presidente: va bene, allora, prosecuzione Enichem. D'accordo, prosecuzione casi Enichem e poi quelli a seguire, Montedison, quindi ne abbiamo in abbondanza.

Avvocato Stella: sì, in mattinata noi ce la faremo.

Presidente: va bene, d'accordo.

 

Avvocato Alessandri: ci sarà il controesame in quella stessa giornata o sarà rinviato?

 

Pubblico Ministero: sui casi singoli di Enichem non abbiamo intenzione di fare il controesame.

 

Avvocato Alessandri: lo chiedo soltanto per far venire o non far venire i consulenti quel giorno, tutto qui.

 

Presidente: però, mi scusi, mi pare di aver capito che il giorno 11, che è la prima udienza, Enichem occuperà solamente la mattinata, quindi, voglio dire, comunque i consulenti Montedison verranno quel giorno per...

 

Avvocato Alessandri: chiedevo, appunto, nel pomeriggio dell'11, in linea di massima.

 

Presidente: nel pomeriggio dell'11, certo, certo, in linea di massima, va bene, d'accordo.

 

Avvocato Alessandri: noi avremmo da concludere anche alcuni controesami dei consulenti che non sono stati sentiti integralmente ieri, perché abbiamo potuto fare domande soltanto sui verbali che erano a nostra disposizione. Questo vedremo se è necessario, se sarà utile. Lo anticipo, ecco.

 

Presidente: d'accordo, c'è questa riserva, vediamo poi di concordare un giorno in cui magari...

 

Avvocato Accinni: anche eventualmente per l'esame del professor Rugge e del dottor Martines.

 

Presidente: sì, va bene, d'accordo, sì, sì. Ecco, magari, non lo so, se ritenete, la mattinata dell'11 potrebbe anche essere completata con il controesame del professor Rugge e del dottor Martines.

Pubblico Ministero: va bene, per la mattinata va bene.

 

Avvocato: qualche previsione del futuro prossimo, diciamo, dopo questi controesami?

 

Presidente: non ne azzardo nessuna, avvocato, perché sto facendo i calendari, comunque, che vi distribuirò a gennaio per il secondo semestre del 2000. Quindi consideri lei le previsioni.

 

RINVIO ALL'11 GENNAIO 2000

 

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