UDIENZA DEL 15 MAGGIO 2001

 

Collegio

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Liguori Giudice a latere

Dr. Manduzio Giudice a latere

 

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all'appello. Possiamo cominciare l'udienza con l'illustrazione della documentazione acquisita dal Pubblico Ministero, relativa agli scarichi.

 

Pubblico Ministero: vorrei indicare quale dovrebbe essere almeno la parte iniziale del programma di oggi, precisando che c'è un imprevisto nel senso che c'è stato un grosso incidente a Verona e l'ingegnere che doveva venire da Verona per presentare questi dati era bloccato, è uscito poco fa, ha chiamato per telefono. Comunque eventualmente credo che sia qua per le 10.00, nel frattempo si può cominciare invertendo quello che era un ordine logico. La premessa della presentazione di questi dati, molto in sintesi, verrà fatta in questa maniera: la Polizia giudiziaria ha messo insieme le piantine di questi scarichi ed il filmato che presentava questi scarichi, è una questione di tre o quattro minuti, credo forse di meno, per dare un'idea di dove si trovano e di che cosa si tratta, quindi proprio una cosa di rivisitazione di cose, così almeno nella memoria in parte note. Si salta la fase dell'ingegnere che era stato scelto per presentare questi dati voluminosi, che era l'ingegner Carrara, per problemi anche di reperibilità di altri professionisti e di altri consulenti, quindi si può passare alla presentazione da parte dei consulenti dell'Avvocatura dello Stato di un aspetto di questi dati, poi nel frattempo speriamo che arrivi l'ingegner Carrara e quindi potrà presentare questi dati. Se può venire la Polizia giudiziaria semplicemente per far vedere queste piantine, questo filmato, c'è sempre il maresciallo Porcu che già aveva presentato la volta scorsa le piantine e i filmati, il maresciallo Porcu adesso si inserisce nel computer e potrà descrivere mano a mano di cosa si tratta.

 

 

DEPOSIZIONE TESTE - PORCU LEOPOLDO -

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Ci illustri il fascicolo fotografico.

RISPOSTA - Abbiamo raccolto i vecchi filmati che avevamo rappresentato qui in aula e in particolare abbiamo fatto una rappresentazione dell'area SG31 e dello scarico SM15. Adesso qui nel video stiamo vedendo la piantina che è a pagina 70 del lavoro fatto dal Magistrato delle Acque, presentato lo stesso qui in aula, che riguarda la zona di intersezione tra il canale Malamocco, o canale dei petroli, che è quello sulla destra della piantina dove è indicato lo scarico SM15, il bacino di evoluzioni e il canale industriale sud. Prendiamo questa punta dove è indicato SM22, qui è l'area del SG31. Nella piantina che avevamo costruito noi vediamo qui SG31 Ambiente ed un po' più su SG31 impianto trattamento acque chimiche. Vediamo il canale indicato in azzurro, è lo scarico SM15 che va a gettarsi dentro il canale dei petroli.

DOMANDA - Che è il canale Malamocco-Marghera?

RISPOSTA - Sì. Questa è una veduta da Venezia dell'area interessata. Questo è un filmato che indica, possiamo vedere l'arco che si può vedere anche dal Ponte della Libertà, lì si entra nel canale industriale sud, vediamo l'isola delle Dresse, l'SG31 e lo scarico SM15 che poi vedremo più in particolare. Questa è l'area più ravvicinata. Questo filmato, stiamo arrivando da Venezia, si attraversa isola delle Dresse, successivamente il canale Malamocco, vediamo qui in basso lo SG31, questa è una panoramica, poi andremo a vedere i particolari, qui sotto si può vedere l'impianto, su questo filmato invece si vede lungo questa tubatura dove va a gettarsi l'SM15, poi lo vedremo più in particolare con dei fotogrammi.

DOMANDA - L'elicottero sta seguendo il percorso dell'SM15?

RISPOSTA - Sì, sta seguendo il percorso dell'SM15.

DOMANDA - Che è parallelo al canale industriale sud?

RISPOSTA - Sì, il canale industriale sud è quello parallelo.

 

Avvocato Santamaria: SG31 lei ha detto società Ambiente?

RISPOSTA - Nella cartina è indicato così.

 

Avvocato Santamaria: società Ambiente?

RISPOSTA - Sì.

 

Avvocato Santamaria: che non è Enichem?

RISPOSTA - No, non ho detto Enichem difatti.

 

DOMANDA - Ha detto che non lo sa, lo sa benissimo lei e lo sappiamo tutti, avvocato Santamaria.

RISPOSTA - Qui possiamo vedere il particolare delle vasche...

 

Avvocato Santamaria: il Tribunale non lo sa.

 

DOMANDA - Lo sa benissimo il Tribunale, risulta dalla documentazione.

RISPOSTA - Possiamo vedere la punta che si vede sulla cartina dove c'è l'intersezione tra il canale industriale sud, che è questo che passa sotto l'arco, e il canale dei petroli Malamocco-Marghera. Qui possiamo vedere, queste sono riprese fatte ancora per gli scarichi, le abbiamo fatte a mare. Le ditte che scaricano attraverso l'SM15 sono Enichem, EVC, Ambiente, Edison Termoelettrica e Marghera Butadiene. Vediamo sul secondo fotogramma, in alto a destra, lo scarico vero e proprio quando si getta in laguna...

DOMANDA - Queste indicazioni sono riportate su quelle tabelle?

RISPOSTA - Sì, sulla tabelle che sono previste, devono essere indicate quali sono le società che utilizzano lo scarico. Nella fotografia in alto a destra vediamo l'SM15 in particolare, la terza foto in basso a sinistra, siamo proprio di fronte all'SM15, è la veduta verso sud del canale dei petroli o canale Malamocco-Marghera, l'ultimo fotogramma in basso a destra invece indica dal canale dei petroli, sulla sinistra vediamo un pezzo di arco, il resto del canale dei petroli che poi arriva fino al Ponte della Libertà. Qui possiamo vedere, nel primo fotogramma in alto a sinistra, siamo proprio sopra all'uscita dell'SM15, tutto il percorso che fa all'interno dell'area del Petrolchimico. Il secondo fotogramma indica un primo pezzo, andando verso sud, dell'SG31, il terzo fotogramma sempre un pezzo di reparto, logicamente per dare i particolari, fino a che si arriva al quarto fotogramma in basso a destra dove vediamo le vasche e sullo sfondo vediamo le navi dove c'è il canale industriale sud. In questi fotogrammi vediamo una panoramica delle vasche dove confluiscono le acque per essere depurate, e tutti i particolari delle vasche che sono presenti, che si riescono a vedere. Qui siamo proprio sopra il canale industriale sud, quello che si vede sono sempre le vasche e poi i particolari di questi serbatoi che non so cosa contengono. Il quarto fotogramma è l'impianto SG31 e qui invece abbiamo ricostruito con dei fotogrammi il percorso che fa lo scarico SM15 dall'interno verso la laguna. Questo è il terzo fotogramma, è abbastanza lungo, abbiamo dato un po' di continuità all'immagine, fino a che si arriva... siamo proprio dietro all'SG31 con il primo ed il secondo fotogramma, poi vediamo una veduta di confluenza dei due canali, il Malamocco, il bacino di evoluzioni ed il canale industriale sud, dove c'è l'arco, questo è proprio lo scarico dell'SM15 e un particolare dell'area interessata gli altri due fotogrammi. Io avrei terminato.

DOMANDA - Questo file sarà consegnato alla fine dell'udienza insieme agli altri che erano già stati acquisiti la volta scorsa. Per il momento penso che possiamo saltare l'ingegner Carrara e fare parlare il consulente dell'Avvocatura dello Stato.

 

Avvocato Schiesaro: Presidente, noi affronteremo esclusivamente il tema dell'analisi dei documenti contenuti nel faldone 102, che è il faldone acquistato dal Tribunale alla scorsa udienza, uno dei tanti faldoni acquisiti dal Tribunale alla scorsa udienza. Perché lavoriamo sul faldone 102? Perché nel faldone 102 sono contenuti i risultati di un monitoraggio dell'area diverso da quelli che sono stati fino a questo momento discussi in quest'area, monitoraggio del CVM diverso da quelli che sono stati esaminati dai consulenti Foraboschi e Nardelli in tutto il dibattimento. E` diverso perché? Perché viene effettuato sugli sfiati delle vasche di neutralizzazione, che come vedremo tra poco sono vasche in cui confluiscono i reflui provenienti dai reparti CV22-23, CV24 e 25. Questi documenti dimostrano che c'è stato dal 1973 un monitoraggio in continuo sulle vasche ed è pertanto che abbiamo chiesto ai nostri consulenti Coccheo e Nardelli di fornire al Tribunale una valutazione dei risultati ottenuti da questo monitoraggio che sono risultati che partono dal 1973 ed arrivano fino agli anni 90. Pregherei pertanto di far accomodare il dottor Coccheo e il professor Nardelli, che hanno lavorato insieme su questi dati, sotto un duplice profilo, in primis una valutazione sommaria di questo monitoraggio dell'aria con riferimento al tipo di monitoraggio e alle differenze riscontrate rispetto al monitoraggio conosciuto negli ambienti di lavoro, secondo profilo di cui si occuperà specificamente il dottor Coccheo, del significato di questi dati in relazione alla concentrazione di CVM presente nei reflui contenuti all'interno delle vasche. Cioè il dottor Coccheo ha ricostruito, sulla base della quantità di CVM misurata nell'aria sopra le vasche, la qualità di CVM effettivamente contenuta all'interno delle vasche, la concentrazione del CVM nelle vasche, nella parte finale dell'impianto, poco prima di essere avviate all'SG31 per essere scaricate nella laguna. Questo in relazione poi al fine di convalidare le argomentazioni e le valutazioni già esposte dal dottor Coccheo in ordine alla natura tossico-nociva di quelle acque, proprio per effetto dell'alto elevato livello di concentrazione del CVM da esse contenuto. Quindi pregherei i due consulenti, quando sono pronti...

 

Avvocato Santamaria: Presidente, mi perdoni, proprio nello spirito dell'ordinanza emanata dal Tribunale la scorsa udienza, che era quella di stabilire una base sulla quale avrebbe dovuto oggi essere esplicato il contraddittorio tra le parti, la base era costituita, almeno secondo quello che ha compreso questa difesa, dalle acquisizioni del Pubblico Ministero, leggo l'ordinanza del Tribunale, costituita da certificazioni di analisi degli scarichi, al fine di consentire l'illustrazione della natura di tali documenti, del significato dei risultati, delle analisi complessivamente considerati, in termini di frequenza ed entità dei superamenti, dei limiti tabellati previsti dalle norme di legge vigenti nel corso del tempo. Ora, la documentazione contenuta nel faldone 102 di cui ha parlato l'Avvocato dello Stato e di cui vorrebbero parlare i suoi consulenti, riguarda invece analisi su camini, cioè analisi di emissioni in aria, di camini regolarmente autorizzati. Si tratta quindi di un tema diverso rispetto al tema sul quale i nostri consulenti oggi si sono preparati, un tema diverso rispetto al tema che era stato indicato restrittivamente dal Tribunale. I nostri consulenti oggi non sono in grado di interloquire su questo tipo di documentazione, perché si sono attenuti ai limiti che erano stati espressamente indicati dal Tribunale, che riguardavano certificati analitici sugli scarichi al fine di stabilire frequenza dei limiti degli eventuali superamenti dei limiti stabiliti dalle leggi. L'oggetto della consulenza o dell'accertamento che l'Avvocato dello Stato chiedo ai suoi consulenti è diverso. Sotto questo punto di vista c'è opposizione da parte di questa difesa.

 

Avvocato Schiesaro: in primis avevamo fatto fin dall'inizio, quando abbiamo chiesto ed insistito in ordine all'acquisizione dei documenti, un intervento nel corso dell'udienza dell'8 maggio in cui sottolineavamo la straordinaria importanza e il carattere indispensabile dell'acquisizione dei documenti del falcone 102 ed avevamo motivato questa nostra richiesta proprio in relazione alle esigenze di utilizzare quegli atti al fine di ricostruire la concentrazione del contenuto degli scarichi del CVM, nell'acqua degli scarichi. Il Tribunale ha accolto questa nostra richiesta, scusatemi, fatemi argomentare, poi direte di no.

 

Presidente: scusate un attimo, abbiate pazienza, avrete poi la possibilità, ma perché questo mormorio, questa interruzione, interverrete dopo, quando è il vostro momento, lasciate esporre all'Avvocato dello Stato.

 

Avvocato Schiesaro: abbiamo insistito in ordine a questa acquisizione ed il Tribunale ha acquisito documenti, in relazione ai quali si è posta fin dall'inizio l'esigenza di darne una spiegazione tecnica, perché è evidente che quei documenti contengono elementi di carattere tecnico in ordine alle modalità delle misure ed in ordine al significato delle misure, che richiedono un approfondimento, è per questo che oggi abbiamo il contraddittorio dei consulenti, in primis. Secondariamente abbiamo posto al Tribunale e alle parti, alle quali abbiamo dato una conoscenza attraverso una comunicazione ad uno dei difensori, una richiesta di accesso al fine dichiarato di poter verificare lo stato dei luoghi per meglio comprendere il significato tecnico dei documenti del falcone 102 onde consentire ai nostri consulenti di esplicitare meglio in questa sede oggi le caratteristiche di quei dati e il loro significato in relazione alla concentrazione del CVM nell'acqua di scarico. Del resto è noto che la nostra tesi, su cui si fonda la domanda risarcitoria, postula un accertamento fondamentale, cioè che quegli scarichi avessero delle concentrazioni di CVM tali da renderli rifiuti tossico-nocivi, quindi da sottrarli al normale regime dei controlli e delle autorizzazioni previsto dalla legge Merli, la legge speciale su Venezia per gli scarichi idrici. Questa è la nostra tesi, poi sarà sbagliata o sarà giusta, però questa è la nostra tesi. Questi dati del faldone 102 a nostro avviso confortano strumentalmente e sperimentalmente le affermazioni che già il dottor Coccheo aveva fatto in quella sede precedente in ordine a questo assunto. Per noi ai fini di esercitare il diritto alla prova in ordine alla nostra domanda risarcitoria, questo è un particolare di fondamentale importanza ed è irrinunciabile. E` per questo che ci siamo battuti per l'acquisizione di quei documenti e che abbiamo formulato fin da ora, in sede di richieste di acquisizione, sia successivamente con un provvedimento comunicato alle parti, una chiara manifestazione di volontà di interloquire tecnicamente in ordine al contenuto di quei documenti. Ora, dirci oggi che i loro consulenti non sono in grado di capire di cosa vogliamo parlare o non si sono preparati per poter replicare alle nostre argomentazioni, francamente mi sembra una posizioni che non ha una grossissima possibilità di impedire la nostra azione e la nostra esposizione tecnica. Poi si tratterà di vedere se il Tribunale vorrà in qualche modo consentire un contraddittorio differito, sono problemi di carattere tecnico in ordine al contraddittorio, però negare che questa circostanza costituisca un punto fondamentale della nostra domanda risarcitoria, negare che ci siano dei documenti che hanno un contenuto tecnico e che secondo noi sono essenziali ai fini di accoglimento della nostra domanda risarcitoria, e negarci la possibilità, dopo che il Tribunale ha ammesso il contraddittorio tecnico per capire di cosa trattano questi documenti, tra cui ci sono quelli del faldone 102, negare la nostra possibilità di fornire brevemente al Tribunale, in 20 minuti, una spiegazione del significato tecnico che hanno questi documenti, che secondo noi sono di straordinaria importanza, e costituiscono un novum veramente unico in questo dibattimento, io credo che questo non sia assolutamente possibile. Quindi insistiamo fermamente affinché i nostri consulenti possano in brevissimo tempo fornire al Tribunale elementi di valutazione tecnica dei documenti del monitoraggio dell'aria e delle implicazioni che quel monitoraggio ha sulla natura degli scarichi e sul CVM, sulla quantità di CVM contenuta negli scarichi, che nessuno ha mai misurato, signor Presidente, nessuno ha mai misurato in trent'anni di attività di questo stabilimento. C'è stata opposizione alla nostra richiesta di accesso, e va bene così, perché è un diritto della difesa opporsi, ma io credo che non sia possibile in dibattimento impedirci un contraddittorio tecnico su dei documenti che il Tribunale ha già acquisito. Su questo credo veramente di dover insistere fortemente perché sia data la parola ai nostri consulenti in questi termini del problema.

 

Avvocato Bettiol: Presidente, qui c'è opposizione formale, non solo per ragioni di preparazione o non preparazione di consulenti, qui si deve andare alla sostanza delle regole processuali e dei diritti. In sostanza l'Avvocatura dello Stato chiede tardivamente una consulenza di parte. Ora, essendo questo ritardo evidente poiché a rigore le domande sulle prove vanno formulate all'inizio del dibattimento in sede di ammissione delle prove, una prima ragione di rigetto è la tardività. Si potrà dire che nel corso del dibattimento è emersa l'assoluta necessità di acquisire nuovi mezzi probatori, ora di questo noi non comprendiamo d'onde sia sorta improvvisamente questa necessità, né c'è stata illustrata. Ci sembra del resto anche oltretutto ultronea, tra l'altro perché questa necessità nasce anche per dimostrare una certa tesi peregrina che gli scarichi non sono scarichi ma sono rifiuti e cose di questo genere. Se superassimo anche questa obiezione vale il terzo presupposto, cioè che è assolutamente necessario deve essere assunto nel contraddittorio, chieda l'Avvocato dello Stato una perizia, valuteremo forse più serenamente, se meglio valutata l'ammissibilità e la rilevanza, ma allo stato ci opponiamo ad una prova tardiva ed inammissibile.

 

Avvocato Panagia: Presidente, c'è opposizione ferma e netta alle richieste che ha fatto l'Avvocatura dello Stato perché sostanzialmente parte da una premessa che è tutta da dimostrare che non regge sul piano legislativo, cioè che sostanzialmente bisogna ricavare la quantità di rifiuto CVM che è stato sversato in laguna in un'epoca da determinare sulla base degli scarichi, anzi pardon, di emissioni che derivano da determinate vasche. Cioè misurando la quantità delle emissioni vediamo qual è la quantità dello scarico e ciò per dimostrare, attraverso questa premessa peraltro inaccettabile sul piano legislativo, che questo scarico non è scarico, ma è rifiuto. Ebbene, due considerazioni: la prima considerazione è che in ogni caso si tratta di vedere se queste sostanze, cioè il CVM, dovevano essere analizzate nel contraddittorio delle parti anche per quanto riguarda e concerne la quantità che appunto oggi si intende dimostrare. La seconda considerazione è che la legislazione attuale, e intendo parlare della legge 152 del '99 e del decreto Ronchi '97 numero 22, hanno precisato qual è la natura del rifiuto liquido e quando si possa parlare di rifiuto liquido. Una volta per tutti il legislatore con interpretazione autentica ha detto che laddove esiste uno scarico, cioè un tubo, noi siamo in presenza di uno scarico e non di un rifiuto liquido. Voglio dire che se si accetta nella globalità la tesi dell'Avvocatura dello Stato si dà per dimostrare un dato che in vero è ormai oggetto di interpretazioni autentica da parte del legislatore, e cioè che sostanzialmente laddove sussiste uno scarico, come nel caso di specie, perché sono stati menzionati lo scarico SM15 e lo scarico SG31, laddove sussiste uno scarico tuttavia bisogna credere che si tratti di un rifiuto liquido, il che non è vero perché la legge che ho citato, le leggi che ho citato affermano l'esatto contrario. Per queste ragioni io mi oppongo fermamente alla richiesta dell'Avvocatura dello Stato.

 

Avvocato Lanfranconi: formalmente e semplicemente per associarsi alle opposizioni già sviluppate, segnalo semplicemente che la richiesta invocata dall'Avvocatura dello Stato alla difesa Montedison in genere non è mai stata comunicata, richiamandoci allo spirito letterale anche dell'ordinanza ci pare che non possa essere ammessa questa consulenza perché si parla esclusivamente di analisi degli scarichi, e su questo punto i nostri consulenti sono pronti ad interloquire.

 

Pubblico Ministero: io devo dire subito che mi risulta incomprensibile questa opposizione proprio sulla base del fatto che la documentazione è stata prodotta ed acquisita, ne è stata ammessa l'acquisizione alla scorsa udienza. Quando l'Avvocato dello Stato aveva parlato dell'intervento per sostenere l'acquisizione di quei documenti, aveva fatto esplicito riferimento al faldone 102, aveva addirittura esibito, e credo anche prodotto, alcuni dei documenti contenuti nel faldone 102 spiegando perché era importante acquisire e discutere di questa materia. Il Tribunale ha acquisito la documentazione e su tutta quella documentazione, sull'insieme di quella documentazione, ha ammesso le parti al contraddittorio. Io trovo veramente assurda questa posizione perché se la difesa ci vuole dire di che cosa dobbiamo parlare e discutere, non so, sarà compito del Pubblico Ministero e degli avvocati di parte civile decidere quali parti di quella documentazione affrontare e discutere. Invece so foglio affrontare il faldone 102 piuttosto che il 94 o il 110, saranno problemi miei, saranno problemi della parte civile, se i difensori degli imputati con i loro consulenti non si sono preparati è un problema loro, la documentazione è acquisita, il contraddittorio è stato ammesso, addirittura è stato il Tribunale a chiedere che su quella documentazione, proprio per avere la pienezza del contraddittorio, intervenissero le parti con i loro consulenti. Quindi non c'è nessuna richiesta di consulenza di parte in ritardo, non c'è nessuna richiesta da parte nostra, c'è un'indicazione del Tribunale che è stata accolta. Quindi si parla in questo momento di fatti e di documenti, non si parla di diritto, non si parla di interpretazioni. Quelle vasche rientravano perfettamente tra le piantine, tra i documenti acquisiti, fanno parte sicuramente degli impianti di scarico, sono dei recettori di scarico e su quello che succede su quelle vasche, sui liquidi e solidi, più o meno solidi, che contengono, deve essere ammessa la discussioni. Che poi venga ammessa su un decimo dei documenti o su un centesimo, è un problema di scelta delle varie parti processuali.

 

Avvocato Santamaria: da ultimo, Presidente, solo brevissimamente. E` chiaro che non spetta né al Pubblico Ministero e neanche alle parti civili decidere l'oggetto poiché l'oggetto è stato deciso dal Tribunale alla scorsa udienza, la base su cui dovrà essere svolto il contraddittorio è stata decisa dal Tribunale. Il problema che io ho sollevato è solo di un problema di continenza nel senso che quelle carte che io ancora non conosco completamente, perché sono decine di migliaia, possono contenere di tutto. L'oggetto su cui ci eravamo concentrati erano le analisi relative agli scarichi. Se iniziamo a parlare di temi differenti allora è probabile che si scateni il consueto effetto domino, cioè cominceremo a parlare sempre d'altro, riaprire, riaprire, riaprire. Quindi il mio suggerimento iniziale, che era dettato esclusivamente dalla lettura dell'ordinanza del Tribunale, era atteniamoci a questo oggetto, poi, ripeto, non c'è alcun problema a trattare anche temi differenti su cui almeno in parte i nostri consulenti hanno fatto la sforzo di prepararsi anche oggi, perché hanno cercato di prepararsi su tutti i documenti che erano presenti agli atti. Ma la mia questione è una questione proprio di contenenza dettata dallo spirito e dalla lettera dell'ordinanza del Tribunale. Se poi il Tribunale vorrà ammettere la consulenza dei consulenti dell'Avvocatura dello Stato il nostro consulente farà in modo di poter rispondere, anche oggi eventualmente, ove ciò non sia possibile faremo qualche altra richiesta ulteriore, ma ripeto chiedevamo di poter delimitare l'oggetto del contraddittorio. Tutto qui, grazie.

 

Avvocato Schiesaro: Presidente, se fosse sufficiente a risolvere questo problema, visto che tra i due è il professor Nardelli come ha curato di più gli aspetti relativi al monitoraggio dell'aria, il suo significato come monitoraggio dell'aria, io non ho nessuna difficoltà a dire "oggi faccio a meno di far parlare il professor Nardelli", farà una memoria, ma certamente il dottor Coccheo parlerà degli scarichi e soltanto degli scarichi, delle sostanze contenute delle acque di scarico, utilizzando i documenti acquisiti al Tribunale, tra cui quelli del falcone 102. Chiarita in questi termini, ripeto, io se il problema è l'apertura sul significato del monitoraggio io posso anche rinunciare al professor Nardelli di farlo sentire oggi, certamente il dottor Coccheo secondo noi è pertinentissimo perché di scarichi deve parlare.

 

ORDINANZA

 

IL TRIBUNALE, sulla richiesta del difensore della parte civile Avvocatura dello Stato, rileva che nella propria ordinanza emessa alla scorsa udienza era stato individuato il tema che oggi doveva essere oggetto di illustrazione da parte dei consulenti delle parti; la documentazione era stata ritenuta rilevante, anche secondo la prospettazione del Pubblico Ministero, da parte del Tribunale in quanto che si sosteneva che da quella documentazione si evidenziava il reiterato superamento dei limiti tabellari previsti dalle norme vigenti nel corso del tempo in materia di acque all'esito del trattamento e quindi questo era il tema su cui oggi doveva svolgersi il confronto. Oggi dall'Avvocatura dello Stato, ma anche con una richiesta scritta di indagini difensive sulla quale il Tribunale peraltro si è pronunciato, si prospetta vi sarebbe documentazione nel faldone 102 da cui risulterebbe che dall'emissione dei camini delle vasche di trattamento vi sarebbero alte concentrazioni di CVM da cui indurre la presenza all'interno delle vasche di trattamento di questa sostanza e quindi forse ulteriormente indurre che all'esito lo scarico conterrebbe ancora tale sostanza. Questo è un tema che era già stato prospettato dalla parte civile attraverso il suo consulente dottor Coccheo e peraltro è un tema che, pur essendo stato prospettato nel processo ed illustrato e sostenuto dalla parte civile attraverso il suo consulente, non era il tema oggetto dell'ordinanza emessa alla scorsa udienza. Pertanto il Tribunale ritiene che oggi debba procedersi all'audizione dei consulenti sul tema individuato nella ordinanza emessa alla scorsa udienza, lasciando la facoltà peraltro alla parte civile di poter illustrare la propria tesi in apposita memoria che consegnerà al Tribunale.

 

Avvocato Schiesaro: prendiamo atto di questa ordinanza, Presidente, di cui ovviamente per ragioni processuali chiediamo fin d'ora la revoca, però a questo punto è fuori discussioni che non si parla di far parlare il professor Nardelli, comunque sugli scarichi e sulle analisi comprovanti il preteso superamento dei parametri credo che il dottor Coccheo in ogni caso abbia qualcosa da dire. Quindi, sia pure a solo questo fine, chiederei che oggi potesse dire alcune parole sulle centinaia di certificati che sono contenuti nei faldoni che sono stati acquisiti, impregiudicata, come ha ritenuto il Tribunale, ogni valutazione sulle analisi e le implicazioni derivanti dalle analisi del faldone 102. Quindi se si può accomodare il professor Nardelli. Presidente, però a questo punto, preso atto del contenuto di questa ordinanza è chiaro che noi abbiamo l'esigenza di conoscenza che ci aveva indotto di formulare una richiesta di accesso, per una visione dello stato dei luoghi, che non abbiamo potuto per ovvi motivi fare per conto nostro. Credo che tenuto conto del dispositivo di questa ordinanza, quindi dell'impossibilità di avere anche grazie al contraddittorio che non ci sarà sul punto con i consulenti di parte, questa è una necessità che ci induce formalmente a chiedere di poter avere modo di entrare con il Tribunale, cioè sollecitare l'ispezione al Tribunale, al fine di poterci dare quegli elementi di conoscenza che speravamo di poter avere dal contraddittorio oggi e che non riusciamo in alcun modo a ricavare. Allo stato non essendoci introdotto il tema ovviamente non potremmo controesaminare i loro consulenti perché non parleranno, quindi ci resta per forza l'unica strada, quella di andare a dire: il Tribunale prenda in considerazione anche questa eventualità dal momento che questo accesso, questa ispezione, può fornirci quelle risposte che in sede di dibattimento oggi purtroppo non potremmo avere. Devo formalizzare questa istanza di ispezione.

 

Presidente: il Tribunale ne prende atto e si riserva di decidere.

 

Avvocato Stella: Presidente, chiedo scusa al Tribunale ma purtroppo devo andare oggi, io volevo depositare le relazioni depurate, come eravamo d'accordo. Poi volevo porre il problema, non so se ne discutiamo adesso, nella discussione segnalando al Tribunale che a nostro giudizio bisognerebbe aggiungere qualche udienza in più, perché anche ipotizzando che i difensori parlino il mattino ed il pomeriggio...

 

Presidente: di questa cosa ne vorrei parlare alla fine dell'udienza, io ho già preparato un calendario che prevede anche una certa elasticità, non eccessiva, ma una qualche elasticità rispetto a quello che era il programma originario, lo presenterò questo calendario al termine dell'udienza di oggi. Io darei la parola senz'altro al consulente della parte civile, se la parte civile ritiene di introdurre il tema, oppure se lasciamo la parola direttamente al consulente dottor Coccheo.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE TECNICO

DR. VINCENZO COCCHEO

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Brevemente, perché il tema adesso si riduce alla sua valutazione. Lei ha visto oltre alle analisi sul monitoraggio dell'aria, contenute nel faldone 102, anche tutti gli altri certificati di analisi degli scarichi fatti dall'interno dello stabilimento, nei vari passaggi ed in relazione anche agli scarichi dell'SM15 dopo il trattamento. Che cosa risulta complessivamente da questi certificati? Intanto lei ha mai visto un superamento di un parametro tabellare che fosse relativo al CVM in questi certificati di analisi fatti dal produttore? Li ha mai visti, se sì ci dica qual è e se no ci dica perché. Intanto dica al Tribunale se le risulta che ci sia un parametro tabellare per il CVM nella legge Merli, la legge speciale per Venezia?

RISPOSTA - Ovviamente non c'è.

DOMANDA - Perché ovviamente?

RISPOSTA - Perché tutti i clorurati sono sotto un'unica voce, quindi il cloruro di vinile, essendo uno dei clorurati, andrebbe calcolato come sommatoria di tutti i clorurati. E` comunque difficile che si possa trovare una normativa che regola le acque perché il tempo di vita del cloruro di vinile in acqua è molto breve, quindi è difficile reperirlo a distanza di tempo.

DOMANDA - Quindi nei controlli eseguiti in base alla legge Merli lei non trova indicazioni specifiche per il cloruro di vinile?

RISPOSTA - No, assolutamente no, e neanche nella legge speciale per Venezia, le dirò di più, neanche nel nuovo decreto sulle acque. Relativamente alla domanda che lei mi ha posto, io ho esaminato una quantità enorme di carte, se il Presidente mi permette ho portato qui una delle parti, credo che si possa misurare a chili, si tratta di alcune decine di migliaia di analisi, non centinaia, sono migliaia e migliaia di analisi delle acque di scarico. Io qua ne mostro una come modello, sono tutte uguali come impostazione, anzi le dirò che nell'arco degli anni questo modello ha subìto qualche piccola variazione, per esempio questo che si riferisce al 18 marzo del 1999 è talmente dettagliato nella sua elencazione che per esempio del dicloro etilene il certificato prevede la discriminazione faraisomeri cis e trans, discriminazione che non è rilevante ai fini tossicologici ed ai fini anche della normativa sulle acque di scarico. Se si vede bene, purtroppo più grande di così non si poteva fare, signor Presidente, comunque a partire da questo punto, è la riga del cloroformio...

DOMANDA - Lei sta facendo vedere un'analisi, un tabulato d'analisi...

RISPOSTA - Relativa allo scarico SM15 eseguita in data 18 marzo del 1999, quindi piuttosto recente, ha un paio d'anni. Questo certificato tra le varie voci, qui vediamo tutta la serie di composti organici che vanno dal benzene...

DOMANDA - Diciamo, visto che c'è già qualche mormorio, questo certificato, il modello ed i parametri che sono ricercati è identico o no a molti altri relativi ad anni precedenti?

RISPOSTA - E` esattamente lo stesso con piccolissime varianti, per esempio nel passato questa sottigliezza di distinguere tra gli esomeri cis e trans non c'era, ma tutto il resto è assolutamente lo stesso, non c'è niente in più e niente in meno, sono tutti assolutamente uguali, sono tutti lì. Qui vediamo che i composti organici clorurati cominciano da questa riga con il cloroformio e finiscono, diciamo i composti organici alogenati, perché ci sono composti organici che hanno cloro, fluoro ed anche bromo, comunque si parte da qui e si arriva fino a qui, sono circa una ventina, con una grande attenzione ai singoli composti, anche ai singoli isomeri, per esempio del tetracloroetano si fa distinzione tra l'isomero 1.1.1.2. e l'isomero 1.1.2.2. ed avanti così. Sono moltissimi i composti organici clorurati ricercati, quando questi composti ricercati non sono presenti nell'acqua analizzata a livello di concentrazione almeno pari al limite di sensibilità analitica, una nota a piede del certificato dice che in questo caso bisogna barrare la relativa casella, cioè a riprova che il composto è stato cercato e non trovato. Queste caselle riportato le concentrazioni nelle rispettive unità di misura, quando il composto ricercato, per esempio in questo caso carbonio tetracloruro è risultato assente viene sbarrata la casella per dire "l'abbiamo cercato e non l'abbiamo trovato". Da questo elenco manca il cloruro di vinile.

DOMANDA - Da questo solo di quel giorno o da tutti gli elenchi che hanno quelle caratteristiche lì?

RISPOSTA - Ripeto, il modulo è stampato, quindi è sempre lo stesso per tutte le analisi fatte da quando ho potuto esaminare i dati fino ad oggi. Cioè direi negli ultimi almeno 25 anni.

DOMANDA - Lei sta cercando di dirci, dottor Coccheo...

RISPOSTA - Che il cloruro di vinile non è mai stato ricercato.

DOMANDA - Nell'acqua di scarico.

RISPOSTA - Non c'è un solo certificato in cui sia scritto "cloruro di vinile ricercato e non trovato", oppure "cloruro di vinile cercato e trovato in questa concentrazione", manca dall'elenco delle cose ricercate sistematicamente, ma manca anche dall'elenco delle cose ricercate eventualmente saltuariamente, cioè non c'è mai. In questa montagna di carte, che sono tutte quelle che risalgono agli ultimi 25 anni, la voce cloruro di vinile nelle acque di scarico non c'è.

DOMANDA - Carte provenienti dal produttore?

RISPOSTA - Sì, carte provenienti dalle aziende che si sono succedute negli anni, quindi la Montedison, poi l'Enichem e avanti così.

DOMANDA - Quindi, sulla base di questi responsi analitici, se anche ci fosse stato il cloruro di vinile, aveva possibilità di essere evidenziato in quei prospetti di analisi?

RISPOSTA - Se ci fosse stato, in questo prospetto di analisi non poteva essere evidenziato, o meno che l'estensore del certificato non avesse scritto una nota a piè di pagina, da qualche parte, sul retro della pagina, da qualche parte, a mano, cioè l'avesse aggiunto a mano, ma questo non è stato fatto, non c'è, quindi il cloruro di vinile è assente dalle indagini, non dall'acqua, è assente dalle indagini, eseguite sistematicamente sulle acque di scarico. Mentre invece a me risulta che ci sia nelle acque di scarico. Risulta che ci sia, signor Presidente, perché negli impianti di neutralizzazione è stato installato un gascromatografo che analizza l'aria a contatto con le vasche di neutralizzazione e ne dosa, tra le altre cose, il cloruro di vinile. Allora siccome un impianto di analisi tipo gascromatografico è una strumentazione costosa, sia come investimento che come gestione, molto delicata come gestione, non si comprende per quale motivo uno debba andare a cercare il cloruro di vinile sull'aria a contatto con acqua, se è certo che il cloruro di vinile in quell'acqua non c'è. Quindi la mia convinzione è che nell'acqua il cloruro di vinile ci sia e non sia mai stato ricercato, probabilmente proprio per paura di trovarlo. Questa è la mia convinzione.

DOMANDA - Al di là di questo, e spiegheremo poi meglio al Tribunale il perché...

RISPOSTA - Io vorrei far vedere, se mi permette, avvocato, questa è una cosa che posso fare vedere, mi scusi, prendiamo la numero 4, vorrei far capire al Tribunale. Ci sono delle vasche di neutralizzazione, che provengono dagli impianti CV22-23 e CV23-24...

DOMANDA - E` lo schema trattato...

RISPOSTA - Questo è uno schema molto vecchio, d'altra parte è l'unico che abbiamo trovato...

DOMANDA - La data dottor Coccheo, è importante.

RISPOSTA - E` del 7 dicembre del 73, quindi è qui da lunga data. Qui si vedono delle vasche di neutralizzazione, qui è scritto che c'è aggiunta di acqua di calce, nella vasca numero 1, aggiunta di soda al 20 per cento nella vasca numero 2, poi incomprensibile questa aggiunta di acqua di laguna dalla vasca numero 3...

DOMANDA - Cosa vuole dire aggiunta di acqua di laguna?

RISPOSTA - Vuol dire diluizioni, avvocato, non vuole dire mica altro.

DOMANDA - Faccia meglio capire questo passaggio.

RISPOSTA - Qui ci sono delle vasche che servono a neutralizzare delle acque acide che provengono da impianti produttivi...

DOMANDA - In particolare?

RISPOSTA - Dal CV22-23 e CV23-24 da quanto ci risulta.

DOMANDA - Quindi contaminata da CVM?

RISPOSTA - Sicuramente contaminata da CVM, perché è contenuto nelle acque. La neutralizzazione è una cosa che si comprende, quello che non si comprende è l'aggiunta dell'acqua di laguna, a meno che questa operazione non serva per aumentare la salinità dell'acqua di scarico. Se il cloruro di vinile è presente dissolto nell'acqua originaria, aumentando la salinità diminuisce la sua solubilità e quindi ne viene allontanata una parte, cedendola all'aria. E` forse per questo il motivo per cui c'è un analizzatore di cloruro di vinile monomero. Io mi permetto e vado alla successiva. Questo è lo schema... sono tutti documenti che sono presenti nel materiale acquisito agli atti dal Tribunale. Qui vediamo lo stesso impianto con lo schema delle linee di aspirazione dell'aria, la vasca numero 1 quella con la calce, la numero 2 quella con la soda, e le vasche numero 3 e 4, nel precedente schema era indicata una sola vasca divisa a metà, ma è la stessa cosa, ciascuna con le sue linee di aspirazione e alla fine, nel punto finale dove tutte le aspirazioni sono collettate, c'è una presa campione di gascromatografo. Ma perché mai io dovrei mettere un analizzatore di gas a contatto con una vasca di neutralizzazione di acqua, non l'ho mai vista una cosa del genere. Perché? Evidentemente perché si ipotizza che queste acque possano cedere composti gassosi.

DOMANDA - E ne cedono?

RISPOSTA - Perché si mette un analizzatore di cloruro di vinile, evidentemente perché queste acque cedono cloruro di vinile. Il problema è che se c'è cloruro di vinile in aria, anche a bassa concentrazione, in acqua ce ne deve essere 10 mila volte tanto. E` questo il problema, è questo che io volevo oggi dimostrare, comunque questo è. Quindi nelle acque di scarico sicuramente c'è il cloruro di vinile, nelle analisi delle acque di scarico non c'è la traccia della ricerca di cloruro di vinile.

DOMANDA - Sempre in ordine al significato tecnico di quelle vasche e della diluizioni, intanto ha detto che la neutralizzazione si capisce cosa è, vogliamo spiegare come funziona, come è il meccanismo della neutralizzazione, cosa comporta?

RISPOSTA - La neutralizzazione comporta ovviamente, in questo caso si tratta di una neutralizzazione di un acido con una base, quindi comporta un innalzamento del pH, evidentemente che acque che entrano in queste linee sono acque a basso pH, ed il pH si cerca di riportarlo al valore accettabile per gli scarichi con calce da una parte e soda caustica dall'altra.

DOMANDA - Questo è un accorgimento tecnico...

RISPOSTA - Questo è un accorgimento tecnico del tutto ragionevole, e anzi utile, per avviare... queste acque poi vanno all'impianto di depurazione finale, quindi si fa in modo di avviare a questo impianto di depurazione finale un'acqua che abbia già subìto un pretrattamento.

DOMANDA - La prima cosa da capire però è che lì dentro non abbiamo soltanto le acque derivanti dai reparti in questione, ma ci sono anche altre acque, le risulta?

RISPOSTA - Questa è una cosa che si può dedurre da una circostanza molto semplice. Questo sistema di analisi di tipo gascromatografico in realtà...

DOMANDA - Scusi dottor Coccheo, in tema della circostanza c'è quel documento...

 

Avvocato Santamaria: mi perdoni, Avvocato dello Stato, io mi appello all'ordinanza che il Tribunale ha appena emesso, e non posso non parlo.

 

DOMANDA - Stiamo parlando degli scarichi.

 

Avvocato Santamaria: no, stiamo parlando di quello che dovrebbe essere il contenuto della memoria scritta che il dottor Coccheo deve depositare al Tribunale.

 

DOMANDA - No, no, la memoria scritta riguarderà l'interpretazione dei dati numerici del monitoraggio e la desunzione del quantitativo di CVM presente in quelle vasche. Io sto facendo un altro discorso, sto parlando del sistema di trattamento di quelle acque ai fini della legge Merli. Quindi, torno a dire, prima che cosa c'è in quelle vasche, oltre a quei reparti?

RISPOSTA - In queste vasche, a dedurre dalla natura del sistema di monitoraggio...

DOMANDA - Non riesco a farle la domanda, dottor Coccheo, risponda quando io ho finito. Allora, io parlo di un documento presentato da Enichem nel 1996 in relazione al sequestro dello scarico SM15, quando quello scarico fu sequestrato perché c'erano problemi relativi all'autorizzazione, l'impresa presentò al Magistrato alle Acque un documento, una relazione illustrativa contenente le planimetrie dello scarico, i sistemi di convogliamento delle acque dei vari reparti, delle varie zone. Allora da quel documento del 1996, che lei ha visto e ha letto, si riesce a capire se in quelle vasche di neutralizzazione, oltre alle acque di reparto CV22-23 e CV24-25 ci sono anche acque non contaminate da CVM, per cui ci sia una miscelazione?

RISPOSTA - Ci sono acque di processo vere e proprie, ci sono acque di lavaggio e ci sono anche altre acque, non in quantità elevatissima, sono grossomodo il 10 per cento del totale che non sono contaminate da CVM.

DOMANDA - Allora la prima questione è che comunque in quella sede abbiamo un mescolamento tra acque contaminate ed acque non contaminate, è così?

RISPOSTA - Se lei mi permette, siccome la memoria, come si sa, è fallace, io vado a rivedermi lo schemino. Relativamente al CV24-25 a fronte di uno scarico complessivo di 867 mila metri cubi all'anno...

DOMANDA - Lei sta leggendo il documento del 1996?

RISPOSTA - Sto leggendo l'allegato 3F della relazione presentata per l'autorizzazione allo scarico. In questo documento è scritto che degli 867 mila metri cubi all'anno di acque di scarico ce ne sono 45 mila che provengono da lavaggi, lavaggi... però lavaggi che non hanno niente a che fare con gli impianti di produzione. Poi ci sono 70 mila metri cubi all'anno che provengono dall'abbattimento delle polveri, anche questi non dovrebbero contenere cloruro di vinile perché si suppone che la polvere, cioè il PVC, non debba contenere monomero e quindi in sostanza ci saranno grossomodo, saranno tra i 70 o gli 80 mila metri cubi all'anno che si aggiungono alle acque di processo vero e proprio.

DOMANDA - La prima cosa certa...

RISPOSTA - Diciamo che c'è una piccola diluizione delle acque.

DOMANDA - Comunque una diluizione interna tra acque contaminate per effetto di acque non contaminate, dichiaratamente non contaminate, primo punto.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Il secondo profilo di diluizione, di cui la invitavo a parlare adesso, era quello che risultava da quella annotazione di quello schema, cioè l'utilizzo di acqua di laguna nella vasca numero 3.

RISPOSTA - Sì, qua non è dato quantificarlo perché dati di quantificazione non li abbiamo.

DOMANDA - Ma cosa può comportare la diluizione in quella vasca per effetto dell'acqua di laguna...

RISPOSTA - A fini depurativi ovviamente non ha alcun effetto, e può avere effetto ai fini della diminuzione della concentrazione perché esegue una diluizione, non c'è ombra di dubbio. Sia per questo effetto, sia anche per l'effetto della salinizzazione dell'acqua. Cioè invece se aggiungo sale all'acqua diminuisco la solubilità dei soluti, in questo caso si tratta di un gas, per esempio il cloruro di vinile, quindi se io aggiungo... per esempio in una soluzione normale di sale, nel caso di cloruro di sodio la soluzione normale è grossomodo intorno ai 60 o 70 grammi litro, la solubilità del cloruro di vinile si abbassa di circa il 30 o 35 per cento, il che significa che se io aggiungo acqua di mare che ha una salinità grosso modo del 0,5 normale, io posso ridurre la solubilità del cloruro di vinile, ma anche di altri composti organici presenti contemporaneamente, nell'ordine del 10 o 15 per cento.

DOMANDA - Spieghi bene, perché il ridurre io penso che vuol dire che non lo troviamo più nello scarico?

RISPOSTA - Ridurre vuol dire che io lo sposto di fase, cioè lo sposto dalla fase liquida alla fase gassosa, cioè dall'acqua finisce in aria.

DOMANDA - Lo fa estrarre dall'acqua...

RISPOSTA - In sostanza ne facilito l'estrazione dall'acqua.

DOMANDA - Per metterlo dove?

RISPOSTA - In aria.

DOMANDA - Ma è un trattamento di depurazione questo sistema di diluizione, è riconducibile a qualche trattamento, una forma di trattamento di depurazione questa cosa?

RISPOSTA - Avvocato, intanto che io sappia la diluizione non è ammessa nelle acque di scarico, comunque la diluizione non è mai una depurazione, per definizione. Diluizione significa lasciare inalterata la natura chimica dei composti che sono presenti riducendone soltanto la quantità relativamente al volume totale.

DOMANDA - Allora possiamo dire che per effetto della diluizione è possibile, o si verifica che le analisi che dimostrano la regolarità e il rispetto dei parametri previsti dalla legge Merli, diventano inattendibili?

RISPOSTA - Sicuramente, se io... tenga presente che l'acqua di queste vasche potremmo stimare una portata dell'ordine di un milione di metri cubi all'anno, nel caso in cui vi confluissero sia quelle del CV22-23 che del CV24-25, però alla fine le analisi che io ho mostrato si riferiscono all'SM15, dove la portata finale è di quasi 400 milioni di metri cubi all'anno, il che significa che quest'acqua in realtà allo scarico va ad essere diluita di 400 volte.

DOMANDA - Dopo?

RISPOSTA - Sì, dopo.

DOMANDA - Quindi né una diluizione prima?

RISPOSTA - Ce n'è una prima e una dopo.

DOMANDA - Di questo ordine di grandezza qui?

RISPOSTA - Di 400 volte.

DOMANDA - Quella dopo. Ci sono anche acque di raffreddamento allora?

RISPOSTA - Sicuramente, è scritto nella relazione del Magistrato alle Acque, cioè la quantità totale di liquidi scaricati dall'SM15 ammonta a 370 e passa, se vuole le do la cifra esatta, milioni di metri cubi all'anno. E` la famosa cifra che ha fatto saltare fuori l'incredibile numero di 5 milioni di miliardi, lo ricorda?

DOMANDA - Sì. Allora, se non capisco male, dottor Coccheo, ci sta dicendo...

RISPOSTA - Alla fine abbiamo, nel 1999, secondo i dati del Magistrato alle Acque, 371.449.113 metri cubi all'anno. Siccome dall'impianto CV22-23 e CV24-25 messi insieme ne viene fuori soltanto 1 milione, sommati, chiaramente questo milione va essere ingrandito di quasi 400 volte. Allora se io ho anche 400 milligrammi per litro all'origine, alla fine di... uno, è molto difficile reperirlo nell'acqua finale.

DOMANDA - Questo volevo sentirle dire, lei ci ha spiegato una ragione...

RISPOSTA - Intanto bisogna cercarlo, condizione principale. Una volta cercato reperirlo a quella concentrazione può essere anche un'impresa ardua.

DOMANDA - Quindi noi possiamo dire allora due cose al Tribunale. La prima è che comunque il produttore non l'ha mai cercato nello scarico, da quelli che sono gli elementi che lei ha visto, è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Di CVM parliamo?

RISPOSTA - Sì, parliamo di CVM, sì.

DOMANDA - In secondo luogo possiamo anche dire che, quand'anche l'avesse cercato, con quella diluizione e per effetto di quella diluizione non l'avrebbe potuto trovare, è così?

RISPOSTA - O l'avrebbe potuto trovare con difficoltà, con un metodo analitico molto sensibile, non abbastanza... Tenga presente che mentre è molto facile dosare, a concentrazione molto bassa, composti come il tetracloruro di carbonio, la trielina, il tricloroetano e il percloroetilene, che sono tutti elencati in quel certificato di analisi, qui c'è una serie di composti clorurati e bromurati che hanno una circostanza analitica importantissima, cioè sono molecole che contengono almeno due atomi di cloro, oppure atomi di cloro ed atomi di bromo. Si tratta cioè di molecole che hanno una risposta enorme alla strumentazione che si chiama detector a cattura di elettroni. Allora io riesco a dosare questi composti con questa strumentazione in concentrazione che può arrivare addirittura, se volessi spingerla, al nanogrammo per litro. Il cloruro di vinile, al detector a cattura di elettroni risponda pochissimo, perché ha un solo cloro e un doppio legame. Allora quel limite di sensibilità che mi va molto bene per dosare concentrazioni dell'ordine delle centinaia, decine di microgrammi litro degli altri composti, mi fa comparire zero la concentrazione del cloruro di vinile a quello stesso valore di concentrazione. Quindi, voglio dirle, la condizione prima è cercarlo il cloruro di vinile, la condizione seconda è usare una tecnica analitica tutta per conto suo, non posso usare la stessa tecnica che uno per gli altri clorurati, che mi consenta di aggiungere gli stessi limiti di sensibilità analitica. Se io trovassi soltanto un milligrammo per litro nell'acqua di scarico dell'SM15, dovrei presupporre che nell'acqua a monte ce ne siano almeno 400 volte tanto, cioè che l'acqua a monte abbia una concentrazione che si avvicini alla concentrazione limite prevista per il cloruro di vinile dalla deliberazione del Comitato Interministeriale.

DOMANDA - Quindi lei parla di concentrazione...

RISPOSTA - Io ho la certezza, dai dati che ho elaborato, che questa concentrazione limite è stata superata nell'arco di dieci anni almeno dieci volte, ma abbondantemente, non del 10 o 20 per cento, di un fattore 2, di un fattore 3, e che almeno altre dieci volte siamo stati al limite di quel valore. Questo lo scriverò nella mia memoria.

DOMANDA - E non ne parliamo oggi. Invece io volevo parlare, come mi pare che questo sia sufficiente, volevo semplicemente che lei concludesse questa illustrazione di quelli che sono i limiti, quindi in sostanza allora questo effetto di diluizione impedisce un controllo corretto di qualità degli scarichi?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Anche ai fini del rispetto della legge Merli?

RISPOSTA - Sicuramente, la legge Merli non prevede affatto la diluizione, quindi in realtà se io trovassi un valore di concentrazione 1, mettiamo, nell'acqua finale, dovrei rapportarlo a quella che l'ha originato togliendo tutti gli apporti delle acque di raffreddamento, il che significa che quel valore andrebbe sicuramente moltiplicato per qualche ordine di grandezza.

DOMANDA - L'ultima cosa che volevo chiederle è se le risulta che questo sistema di controllo che è stato apposto sopra alle vasche dimostrasse, oltre alla presenza del CVM nell'acqua, anche la presenza di qualche altra sostanza che non, in base alla legge Merli, non è prevista nelle tabelle?

RISPOSTA - Guardi, quel sistema di monitoraggio monitora non soltanto il cloruro di vinile, ma anche il toluene, il percloroetilene, il tricloroetano, il dicloroetano e il tetracloruro di carbonio, quindi si presuppone che nelle acque tutti questi composti ci debbano essere. Ora la cosa interessante, avvocato, è che c'è dentro anche del tetracloruro di carbonio che è un altro di quei composti della tabella 1.2 della deliberazione del Comitato Interministeriale che fanno scattare la classificazione di rifiuto tossico-nocivo.

DOMANDA - Ma lì dentro c'è questo tetracloruro di carbonio?

RISPOSTA - Sì, qui c'è, qualche volta appare presente, in questo certificato non c'è, è segnato come assente, in molti altri invece è presente, in concentrazioni dell'ordine che rapportate ai volumi originari potrebbero far scattare, sia da solo che insieme con il cloruro di vinile, la classificazione di tossico-nocivo. Teniamo presente che per far scattare questa classificazione bisogna che non sia superata la concentrazione limite non del singolo composto, ma della sommatoria dei composti.

DOMANDA - Che in questo caso è?

RISPOSTA - In questo caso sono uguali, sia il cloruro di vinile che il tetracloruro di carbonio hanno una concentrazione limite di 500 milligrammi per chilogrammo, quindi per litro, il che significa che se io trovassi 200 di cloruro di vinile e 300 di tetracloruro di carbonio avrei superato la concentrazione, o viceversa, comunque la combinazione dei due.

DOMANDA - Comunque questo composto è ricercato nelle analisi mentre il cloruro di vinile mai?

RISPOSTA - Mai.

DOMANDA - Questa differenza è legata anche alla diversa composizione che ci spiegava prima, cioè i due atomi di carbonio...

RISPOSTA - Sa, il tetracloruro di carbonio è uno di quelli che risponde meglio a quella strumentazione di cui dicevo, perché ha 4 atomi di carbonio contro... scusate, di cloro, quando l'altro atomo di cloro... scusi, 4 atomi di cloro contro 1 atomo di carbonio, quindi è il massimo della risposta possibile. E` uno dei composti più facili da dosare, mentre il cloruro di vinile al contrario è uno dei composti più difficile da dosare nell'acqua.

DOMANDA - Quindi quello si presta ad un controllo standardizzato con quelle caratteristiche?

RISPOSTA - Si presta ad un controllo di routine, molto semplice, anche molto preciso volendo.

DOMANDA - Lei dunque, concludendo, cosa può dire al Tribunale in ordine al significato, senza entrare nel merito nei singoli valori su cui poi parlerà qualche altro consulente, ma intanto come significato di attendibilità di quelle tecniche di indagine comprovate da dei certificati a centinaia presenti nel faldone?

RISPOSTA - Guardi, questi certificati sono chiaramente finalizzati alla verifica dei parametri previsti dalla normativa sulle acque, non c'è dubbio. Tenga presente che il foglio che io sto mostrando è soltanto uno di due, gli altri non li mostro perché sono del tutto irrilevanti, perché ci sono parametri molto banali, tipo il COD e cose del genere...

DOMANDA - Peraltro tipici della legislazione sulle acque?

RISPOSTA - Sì, sì, tutti parametri della legislazione sulle acque. Qui ci sono... in realtà volendo uno potrebbe avere anche fatto a meno di dosare tutte queste cose singolarmente, si potevano esprimere come somma, perché questo prevede poi la legge Merli in sostanza, la somma dei clorurati non deve eccedere un certo valore. Invece qui, ben venga un'analisi che ci dice non soltanto la somma ma che ci disaggreghi i valori che hanno contribuito a formare quella somma, ben venga. Il cloruro di vinile naturalmente non c'è, e non c'è in nessun certificato di analisi reperibile agli atti, poi per carità, se esiste e noi non l'abbiamo, io questo non lo posso dire, però insisto: l'onere della prova della dimostrazione della non appartenenza a rifiuto tossico-nocivo spetta a chi ha prodotto quel materiale, quindi dovrebbe essere lui a produrre un certificato in cui ci dica "signori miei, noi abbiamo analizzato quel materiale e il cloruro di vinile non c'è", questo certificato io non l'ho trovato, però potrebbe saltare fuori in qualsiasi momento, se qualcuno potesse esibirlo.

DOMANDA - Dall'altro lei non ha trovato, però anche dall'altro lei ci ha detto prima che lei è convinto invece che della impossibilità di dare questa prova, con riferimento almeno a queste acque?

RISPOSTA - Se l'analisi si dovesse riferire allo scarico SM15, la prova non è che sarebbe impossibile, la prova sarebbe difficoltosa da esibire, ma un buon analista è in grado di dare un dato di cloruro di vinile soltanto se lo cerca, insisto, bisogna cercarlo. Non è che la strumentazione me lo fa comparire e quindi anche se non lo cerco lo vedo. Io devo mirare la mia tecnica analitica a vederlo e a dosarlo.

DOMANDA - Questo risulta molto chiaro. Io le avevo chiesto una cosa diversa, le avevo chiesto se questa sua convinzione dell'impossibilità della prova fosse riferita per esempio alle valutazioni che farà poi il Tribunale in ordine alla concentrazione di CVM per esempio in quelle vasche, è così?

RISPOSTA - E` così, certo.

DOMANDA - Va bene, io non ho altre domande.

 

Presidente: domande ulteriori del Pubblico Ministero? Le parti civili? Le difese allora.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Dottor Coccheo, mi perdoni, soltanto una domanda. Risulta anche a lei che il Ministero dell'Ambiente, di cui lei è consulente, soltanto con il decreto ministeriale del 26 maggio del 1999, a pagina 46 del testo della Gazzetta Ufficiale, nella sintesi relativa al quadro normativo nazionale scrive espressamente che "solo lo sviluppo della normativa più recente conferma l'esigenza, già individuata dalla task-force di Porto Marghera dell'AMPA, di prevenzione di qualsiasi forma di diluizione sia attraverso la separazione degli scarichi di raffreddamento da quelli di processo sia attraverso l'obbligo di raccogliere ed avviare a trattamento le acque di prima pioggia", cioè di questo problema il Ministero dell'Ambiente, in questo documento rilevante, riteneva di doversi far carico al fine dell'elaborazione delle norme future. Cioè affinché nella sua trattazione non ci sia una sorta di corto circuito temporale, nel senso che lei faccia retrodatare obblighi che invece nell'ordinamento o non sono ancora entrati davvero in vigore, o entreranno in vigore tra breve, lei conosceva questo documento del Ministero dell'Ambiente?

RISPOSTA - Sì, ma io mi riferisco alla legge 319 del '76 la quale all'articolo 9 vieta espressamente la diluizione.

DOMANDA - Poi il professor Foraboschi spiegherà cosa dice esattamente l'articolo 9 a questo proposito. D'altra parte lei sa benissimo che gli scarichi di cui stiamo parlando erano tutti regolarmente autorizzati e che nei provvedimenti autorizzativi era indicata espressamente la tipologia di processo produttivo che afferiva a ciascuno scarico, anche interno, per cui ovviamente il soggetto autorizzante era perfettamente a conoscenza di tutta la situazione che lei ha in questo momento in sintesi enunciato, è così?

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa, a parte il discorso della domanda, faccio opposizione perché anche in riferimento agli scarichi interni autorizzati non è vero, come verrà anche detto, il discorso scarico esterno SM15, poi c'è lo scarico esterno SM15/5 e /7 che è un altro discorso, quelli venivano autorizzati singolarmente. Comunque c'è opposizione riguardo a questa premessa.

 

DOMANDA - Non c'è problema. Un'ultima domanda. Lei è al corrente che il consulente del Pubblico Ministero, ora non ricordo se altri consulenti hanno fatto la medesima ricerca, ha cercato, senza trovare, CVM in esemplari di pesci e di molluschi della laguna, lo sapeva?

RISPOSTA - Non lo so, però non mi stupisce che non ci siano nei pesci, non è mica una sostanza che si accumula.

DOMANDA - Non si accumula e quindi non si trova nei pesci e nei molluschi, così come non si trova nei cedimenti?

RISPOSTA - Si capisce, è un gas.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Chiudo l'esame. Mi verrebbe da dire, visto che le hanno fatto questa ultima domanda sui pesci, se lei per caso sa qualcosa di CVM nei pozzi, per esempio, nell'acqua dei pozzi?

 

Avvocato Santamaria: no, i documenti sui pesci sono acquisiti agli atti del processo, quelli dei pozzi no.

 

DOMANDA - Le analisi di ricerca dei consulenti del Pubblico Ministero sul CVM nei pesci non sono acquisiti.

 

Avvocato Santamaria: sì, fa parte del 360, un accertamento irripetibile disposto dal Pubblico Ministero, di cui ha parlato il consulente del Pubblico Ministero in aula, con i bollettini di analisi.

 

Presidente: questo è pacifico, comunque ne abbiamo parlato anche in sede di consulenza tecnica in contraddittorio.

 

DOMANDA - Comunque può avere nozioni sue sui pozzi, comunque lasciamo perdere, non è questo il problema. E` in grado di rispondere su questo, sui pozzi?

RISPOSTA - Io sono in grado di rispondere se mi si lascia rispondere.

 

Avvocato Santamaria: c'è opposizione, ovviamente c'è opposizione.

 

Presidente: comunque nelle acque lei ha detto che non si accumula perché è un gas?

 

DOMANDA - Appunto questa è la differenza, non si accumula negli organismi viventi.

 

Presidente: no. E poi gli è stato chiesto se si accumula ovviamente nelle acque della laguna, tanto per intenderci.

 

DOMANDA - Allora che chiarisca questo punto.

 

Presidente: ha detto nelle acque della laguna intanto?

RISPOSTA - Sì. Mi è stato chiesto se si accumula nei cedimenti e nei pesci, ovviamente queste matrici non si accumulano, è un gas che ha una vita abbastanza breve. Nella stessa acqua in realtà, avendo l'emivita breve, dopo un certo periodo di tempo sparisce, però deve essere acqua aerata, per esempio l'acqua di laguna. Se parliamo di acque di falda il discorso è diverso, nelle acque di falda non c'è interscambio tra fase liquida e gassosa. Allora se il cloruro di vinile è riuscito ad arrivare nell'acqua di falda ci resta, perché non ha modo di evaporare, esattamente il contrario di quello che succede in laguna. Se entra nella laguna dopo un po' dalla laguna evapora perché può evaporare. Quindi se finisce nell'acqua di falda, nell'acqua di falda si trova, e che io sappia nell'acqua di falda si è trovato.

DOMANDA - Sulla diluizione, visto che le è stata fatta la domanda su questo provvedimento del Ministero dell'Ambiente, io qui ho un suo lucido che la pregherei di far vedere e di commentare, allora, così rispondiamo anche a questo concetto che lei ha più volte espresso durante la sua deposizione oggi, di diluizione che sembra che sia un fatto nuovo, e di miscelazione.

RISPOSTA - Era stata presa in considerazione questa ipotesi, vediamo se riesco a trovarla, scusatemi. Dovete avere un po' di pazienza. L'ipotesi della diluizione...

DOMANDA - Scusi un momento, perché stiamo proiettando un lucido, chiamiamo il lucido in cui lei affronta il tema della diluizione, siccome c'è scritto "ciò non altera i risultati nella loro valutazione" vorrei intanto che chiarisse a cosa si riferisce questa prima fase, perché fino a adesso abbiamo parlato dei dati di analisi fatti dal produttore, vorrei capire se è diverso il riferimento.

RISPOSTA - Mi riferisco ai risultati dell'elaborazione della documentazione in atti, sostanzialmente tutta quella che ho portato...

DOMANDA - Non quei certificati di analisi, non quelli che ha illustrato oggi al Tribunale?

RISPOSTA - No, altra documentazione.

DOMANDA - E` riferito ad altra documentazione?

RISPOSTA - Sì, altra documentazione, che mi hanno condotto a dimostrare che il cloruro di vinile in acqua è presente ed è presente ad elevata concentrazione, nell'acqua dello scarico, così come ho detto prima, non mi riferisco all'SM15 ma lo scarico delle vasche di neutralizzazione che abbiamo visto prima.

DOMANDA - Che sono poco prima dell'ingresso?

RISPOSTA - Che sono esattamente... guardi purtroppo è una domanda alla quale non so rispondere perché io l'impianto non ho avuto modo di poterlo vedere appunto perché c'è stato proibito l'accesso.

DOMANDA - Questo era quello che lei avrebbe voluto vedere?

RISPOSTA - Sì, io avrei voluto vedere questo impianto per capire tutte queste cose. Comunque l'elaborazione dei dati presenti in atti, dati non nostri, ma dati prodotti dalla stessa azienda...

DOMANDA - Faldone 102?

RISPOSTA - Sì, esattamente faldone 102, quei dati mi hanno portato a giungere ad una certa conclusione. La conclusione è che il cloruro di vinile è presente nelle acque in concentrazioni superiori alla CL, un numero molto elevato di volte, ne ho stimate almeno 10 su un totale di 296 eventi di presenza nelle acque, di questi 10 superano il valore di concentrazione.

 

Avvocato Santamaria: c'è opposizione, mi perdoni il Tribunale, ma di questo non avrebbe dovuto parlare.

 

DOMANDA - Non ne sta parlando, sta parlando di cosa si riferisce la conclusione sulla diluizione. Lo farà sulla memoria, state tranquilli che ci sarà modo di parlarne poi.

 

Presidente: sta dicendo del faldone numero...

 

DOMANDA - No, sta dicendo che le date ci riferiscono alle conclusioni del 102, di cui non sta parlando, invece parla della diluizione, per cortesia, dottor Coccheo, parli di questa diluizione, perché era vietata anche prima del provvedimento del Ministero dell'Ambiente citato. Questa è la domanda.

RISPOSTA - La diluizione non altera le conclusione di tutti i miei calcoli sia sotto il profilo normativo che sotto il profilo tecnico. Sotto il profilo normativo intanto perché la deliberazione del Comitato Interministeriale...

DOMANDA - Quale?

RISPOSTA - Il Comitato Interministeriale di cui all'articolo 4 del DPR 915/82, deliberazione del 27 luglio del 1984, io la chiamo per semplicità deliberazione del Comitato Interministeriale, questa deliberazione impone che la determinazione della concentrazione effettiva su rifiuto tal quale così come si forma, questo rifiuto lo posso diluire quanto mi pare, però quando vado ad analizzarlo il valore di concentrazione lo debbo comunque riferire a come era prima della diluizione. D'altra parte bisogna aggiungere che questa deliberazione e così anche la normativa sulle acque di scarico vietano espressamente la diluizione, quindi dal punto di vista giuridico la cosa non mi cambia sia perché l'operazione è proibita, ma se anche venisse condotta fraudolentemente, inconsapevolmente, non ha importanza in che modo, in ogni caso, venuto a conoscenza che diluizione c'è stata il valore di concentrazione che si misura sul totale deve essere corretto in modo da riferirlo all'originario.

DOMANDA - Quindi depurato?

RISPOSTA - Sì. Deve essere depurato dalla diluizione. Sotto il profilo tecnico la cosa non cambia lo stesso, perché quando faccio una diluizione con acqua salata non ottengo un trattamento di depurazione, semmai incremento la frazione di cloruro di vinile monomero, che viene espulsa in aria dall'acqua spontaneamente. In ogni caso i miei calcoli vanno fatti sull'acqua prima dell'introduzione dell'acqua salata.

DOMANDA - Anche perché tecnicamente non è trattamento l'aggiunta di acqua salata?

RISPOSTA - No, non è assolutamente un trattamento, trattamento significa modificazione chimica della sostanza originaria per innocuizzarla, questo è lo scopo del trattamento, si parte da un composto che è tossico, lo trasformo chimicamente in composti non tossici, il primo non lo posso scaricare, i secondi sì. In questo caso non ho fatto nessuna trasformazione, ho semplicemente spostato il luogo di residenza del cloruro di vinile, l'ho spostato dall'acqua all'aria.

 

Presidente: grazie, si accomodi. Sospendiamo 5 minuti. Riprendiamo.

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE TECNICO

DR. ROBERTO CARRARA

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Se mi è consentito vorrei presentare la questione, si tratta dell'attività di raccolta di documentazione concernente gli scarichi dello stabilimento Petrolchimico, la premessa riguarda il fatto che ripetutamente avevo chiesto alla mia P.G. di recarsi in azienda per reperire la documentazione relativa a tutti gli scarichi per tutti i periodi temporali, fino all'anno 2000 in pratica, la P.G. si è dovuta recata ben 4 volte per queste acquisizioni tra il 30 marzo e il 13 aprile, in particolare è andata in azienda il 30 marzo, il 9 aprile, l'11 aprile e il 13 aprile, come risulta peraltro dalla documentazione già consegnata al Tribunale ed acquisita formalmente alla scorsa udienza, proprio perché si vedeva che non tutti gli scarichi erano coperti e soprattutto non c'era documentazione per tutto il periodo temporale richiesto. La documentazione che viene presentata è stata assemblata, messa insieme, c'è stato un tentativo di razionalizzazione inizialmente da parte della P.G., questa è tutta la documentazione che è stata consegnata, se ce ne è altra non lo sappiamo, ripeto, 4 volte siamo andati in azienda in queste 4 occasioni questa documentazione ci è stata consegnata. Dopo l'attività di razionalizzazione di quella documentazione, messa in ordine essenzialmente, ho chiesto all'ingegner Carrara di venire a presentare questi dati, c'è stato ovviamente un grosso lavoro che è stato fatto da parte dell'ingegner Carrara e dei suoi collaboratori per quanto riguarda la documentazione di questi scarichi. Io non dico altro e chiedo soltanto che vengano presentati questi dati sia dal punto di vista temporale che dal visto di vista dei singoli scarichi.

RISPOSTA - La mia relazione, come già detto dal Pubblico Ministero, si prefigge di illustrare al Tribunale e alle parti nel processo gli scarichi delle acque reflue dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, che sono state oggetto di monitoraggio da parte dell'azienda e limitatamente ai dati contenuti nei documenti consegnati dall'azienda al Pubblico Ministero. Quindi, ripeto, la nostra analisi è stata condotta esclusivamente su dati di monitoraggio aziendali, che coprono un arco temporale che va dal 1973 al 1999. Questo monitoraggio eseguito dall'azienda è stato finalizzato alla verifica del rispetto dei limiti stabiliti dal DPR 20 settembre 1973, numero 962, tutela della città di Venezia e del suo territorio dagli inquinamenti delle acque, il lavoro di esame e di elaborazione dei dati è stato svolto e va qui un doveroso ringraziamento in larga parte ai signori Stefano Zecchin e Gastone Todaro e poi da noi riverificati e come dire impaginati per l'illustrazione, che verrà fatta questa mattina. Iniziamo. Mi risulta che questa mattina sia stata presentata fotograficamente la collocazione, la posizione degli scarichi, noi la ripresentiamo in questo schema, esplicato nella figura 1, in cui sono riportate le mappe o i punti, le posizioni dei vari scarichi, che...

DOMANDA - Il canale che va in verticale è il canale Malamocco Marghera, quello sotto è il canale industriale sud e quello sopra è il canale industriale ovest, è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E il canaletto dove si vedono tutti gli scarichi concentrato è quello del canaletto dello scarico SM15?

RISPOSTA - In particolare voi vedete che questi scarichi hanno una denominazione, questa denominazione è quella non la più recente, ma è quella che risulta dagli atti che si sono consultati, prima, cioè in anni precedenti, alcune di queste denominazioni sono cambiate, questo non ha creato, ha creato solo qualche problema di interpretazione o di attribuzione dei documenti, ma non ha implicato nessuna incertezza poi nell'elaborazione dei dati.

DOMANDA - Lo scarico più rilevante che ha cambiato denominazione è il 15/16, la cui attuale denominazione è SM22?

RISPOSTA - Sì. In particolare mi interessava evidenziare al Tribunale un particolare scarico, che verrà ora illustrato, che è il SM15; ora al fine di evitare confusioni, per SM15 si intende lo scarico finale in canale costituito dall'insieme di quella serie di scarichi, che qui vengono citati con il prefisso 15, quindi il 15/5 scarica in laguna tramite questo canale che confluisce nel SM15, il 15/6 scarica in laguna tramite la confluenza in questo canale e così vale per il 15/16, di cui è stato appena detto che ha subìto una variazione di indicazione, oggi si chiama SM22, c'è poi il 15/7E e il 15/7W, vi è sempre anche un altro scarico, che vedete sempre nella mappa, che si chiama C901, il quale, come vedremo, poteva avere uno scarico diretto in laguna o uno scarico indiretto tramite confluenza di fatto nello scarico 15/16 ed oggi anche il C901 ha un'altra denominazione, che vedremo poi nell'illustrazione, più nello specifico, che sarà fatta successivamente. Presentiamo ora una caratterizzazione minima di questi scarichi, in particolare vedremo per capire da che cosa sono formati, cioè nello specifico da quali reflui degli impianti sono formati. Questi dati vengono riportati nella tabella 1 e seguenti, che andiamo ad illustrare. Nella tabella che ha come titolo "Denominazione e caratteristiche degli scarichi dello stabilimento Petrolchimico" vengono riportate diverse colonne, ora vediamo questi dati, iniziando dallo scarico SM2. La denominazione è sempre rimasta la stessa, anche attualmente lo scarico si chiama SM2 e questo vale dall'inizio degli anni 90, il recapito di questo scarico è il canale Lusore-Brentelle, questo scarico è attivo da una data anteriore al 1970 ed è tuttora attivo e continuo, laddove per continuo si intende che non ha interruzioni temporali nell'arco dell'anno. Allo scarico SM2 afferiscono i reflui idrici da numerosi impianti, che sono illustrati nella colonna "Impianti afferenti" ed esattamente gli impianti Edison, formati dalla stazione elettrica di trasformazione 1-3, gli impianti Enichem, ed esattamente il TD2, il BC1, il PA2, l'AC1, il 911, l'AM8, l'AM4-6, PR16-17-18-19. Una parentesi: do per scontato che il significato di queste sigle sia noto al Tribunale, per esempio il BC1, che viene citato come impianti Enichem, ricordate è l'impianto di cloruro di benzile. Poi ci sono gli impianti Ausimont, ivi compreso il SG3, FO1-2-5-6-7-8, l'impianto GG1, FR1/P, FR1/M, FR3 e Meforex, ci sono poi gli impianti Crion, gli impianti Atochem, gli impianti Frene e gli impianti EVC. Tra gli impianti EVC ci sono il CV24-25, il CV7, LS2 e l'ex PA2, anche qui sottolineo il fatto che l'impianto CV24-25 fosse quello di produzione del CVM-PVC. La successiva colonna riporta le sostanze presenti nello scarico, nella colonna è scritto potenzialmente, nel senso che non tutte queste sostanze sono state ricercate o sono comprese nei bollettini analitici, gran parte di queste sostanze o contaminanti sono comprese in alcune analisi, ma per esempio tutte le sostanze costituenti microinquinanti sia quelli clorurati, PCDD, PCDF o PCB, che quelli non clorurati, gli IPA, non sono mai stati ricercati e non risultano nei documenti da noi esaminati. L'intestatario allo scarico che equivale al titolare dello scarico ai fini della norma, bene, questo scarico SM2 ha avuto il riferimento negli atti autorizzativi a queste aziende Enichem, EVC, Ausimont, Edison, Tancara, Atochem, Crion, Frene. Il successivo, compreso sempre nella tabella 1, è lo scarico SM8, sempre denominato SM8, recapita nel canale industriale ovest, è stato attivato in data anteriore al 1976, è tuttora attivo ed è anch'esso continuo. I reflui convogliati in questo scarico derivano dagli impianti Enichem e in particolare gli impianti AS5, AS2-7-9-12 e l'impianto PR15. Le sostanze presenti dello scarico sono quelle indicate nella colonna, posso spiegare eventualmente alcune sigle, ma diciamo che se il Tribunale ritiene di avere questa conoscenza lo posso fare, altrimenti do per scontato che queste sigle siano note al Tribunale.

DOMANDA - Eventualmente alcune sigle le potrà illustrare quando si vedranno i bollettini, in particolare i superamenti dei limiti. Quindi per il momento andiamo per sintesi.

RISPOSTA - L'intestatario dello scarico SM8 è l'Enichem. Nella successiva tabella 1A viene presentato lo scarico SM9, che recapita nel canale industriale ovest, anch'esso attivato da data precedente all'ottobre del 1976, continuo ed attivo, raccoglie i reflui scaricati dall'impianto Enichem ed è a titolarità Enichem. SM15, questo scarico recapita nel canale Malamocco-Marghera, è anteriore anch'esso all'ottobre del 1976, è uno degli scarichi più cospicui del Petrolchimico e raccoglie i reflui da numerosi impianti Enichem, impianti della società Marghera Butadiene, impianti della società Edison e impianti della società EVC. Anch'esso contiene una rilevante quantità di inquinanti, l'intestatario titolare dello scarico è l'insieme delle società Enichem, EVC, Edison, Marghera Butadiene. Lo scarico 15/5, questo scarico come abbiamo visto è uno degli scarichi che confluiscono nei canali industriali tramite lo scarico SM15. Voi vedete nella data presunta di apertura dello scarico, che nella fattispecie è colorata in grigio, che non si è certi della data di attivazione di questo scarico, per cui probabilmente lo si attribuisce ad una data uguale a quella del precedente scarico SM15. Un'altra indicazione è questa, che questo scarico detto scarico parziale dello scarico principale SM15 non è mai stato oggetto di una richiesta di autorizzazione, la ditta che nella fattispecie è titolare dello scarico, l'Enichem, ha dichiarato questo scarico come scarico privo di inquinanti. Questo scarico è stato chiuso nell'aprile del 1998, gli impianti i cui reflui affluiscono a questo scarico sono gli impianti dell'Enichem, il TD1-3-4-5, il CS23-24-25, il SG31. Il titolare è la società Enichem. Si passa alla tabella 1B che riporta per primo lo scarico 15/6, anch'esso è uno scarico che a sua volta recapita nello scarico SM15, vale anche per questo scarico un'osservazione analoga alla precedente per quanto riguarda la data presunta di apertura dello scarico, così come l'osservazione riguardante la mancanza di una richiesta di autorizzazione. Anch'esso è uno scarico continuo, raccoglie i reflui degli impianti Enichem CS23-24-25 e ha la titolarità Enichem. Lo scarico 15/7, anch'esso confluisce nel SM15, anch'esso è probabilmente coevo al SM15, anche per questo non è stata chiesta un'autorizzazione specifica. Raccoglie i reflui dagli impianti Enichem DL1/2 e impianti EVC CV22-23. La titolarità dello scarico è sia Enichem che EVC.

DOMANDA - Per questo scarico 15/7, come per il precedente SM15, scarico principale, tra le sostanze potenzialmente presenti nello scarico vedo nella tabella che è indicato anche il CVM, le risulta che sia stato cercato il CVM?

RISPOSTA - No, mai.

DOMANDA - Possiamo andare avanti. Continuiamo con l'altro scarico.

RISPOSTA - 15/7W, anch'esso confluisce nello scarico SM15, anch'esso probabilmente coevo al SM15 ed anche per questo non è mai stata richiesta un'autorizzazione specifica. Raccoglie i reflui degli impianti Enichem CS28-30, la titolarità è della ditta Enichem. Il Tribunale - una breve interruzione di passare al resto della tabella - penso che abbia ben chiaro un argomento che probabilmente sarà oggetto anche del dibattimento successivo, che riguarda proprio questo scarico SM15. La normativa sugli scarichi e quindi sul rispetto della limitazione del contributo inquinante degli scarichi idrici è una legislazione che fissa dei limiti di concentrazione di inquinanti all'interno delle acque che vengono scaricate, noi diamo per pacifico il concetto che ciascuno di questi scarichi debba rispettare i limiti di legge, che nella fattispecie è la legge citata prima, è il DPR 962 del 1973, debba rispettarlo sempre e come tale, quindi nello specifico se lo scarico 15/5, che è formato dai reflui di impianti diversi, che qui abbiamo citato, contiene all'interno delle acque una concentrazione di inquinanti superiore alla concentrazione limite fissata dalla norma, questo è uno scarico fuori norma, d'altro canto credo che su questa interpretazione non vi siano oggi particolari problemi interpretativi o di discussione, d'altro canto questa certezza si evince anche, come si vedrà, dai documenti stessi analitici presentati dall'azienda, in cui come si vedrà compaiono le varie colonne relative al tipo di parametro o di inquinante alla concentrazione rilevata e poi una colonna, che riporta i limiti fissati dalla normativa di riferimento e il paragone che noi andremo a fare è esattamente tra la concentrazione inquinante nelle acque e i limiti fissati dalla legge. Quindi sia che si tratti dello scarico terminale che finisce in canale, cioè il SM15, sia che si tratti degli scarichi che confluiscono nel SM15, vale lo stesso ragionamento e noi abbiamo applicato lo stesso ragionamento, così come lo ha applicato peraltro l'azienda nel fare i suoi controlli. Continuiamo l'esposizione con la tabella 1/C, dove si presenta lo scarico 15/16, che attualmente è denominato SM22, anche questo scarico confluisce, recapita nel canale SM15, anch'esso, e qui si hanno dei dati sulla sua attivazione, è stato attivato prima del 1976, prima dell'ottobre del 1976, è tuttora attivo e continuo, esso raccoglie reflui da una numerosissima serie di impianti sia di proprietà dell'Enichem, tra cui per esempio il GS31, il DL1-2, CS28, CS10, BC1 e sottolineo questi impianti perché sono gli impianti in cui si trattano clorurati e quindi nei cui scarichi è possibile o è facile o è prevedibile che siano presenti inquinanti organici clorurati, dicevo impianti Enichem, impianti Montefibre, impianti della Marghera Butadiene, impianti Atochem, impianti Frene, impianti EVC, tra questi il CV22-23, il CV24-28, il CV27, che è la nuova denominazione del vecchio impianto Sicron1... Mi fanno osservare che ho sbagliato nella lettura, CV24-25... Attualmente l'intestatario è Enichem.

DOMANDA - Quindi in questo caso le sostanze potenzialmente presenti sono i clorurati, le diossine, furani, IPA, PCB e CVM, è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per questa situazione le diossine, i furani, IPA e CVM non sono mai stati analizzati?

RISPOSTA - Sì. E` così. Proseguendo, siamo arrivati quasi al termine con lo scarico denominato SC25, è uno scarico che confluisce nello scarico SM22, anche qui vale un discorso analogo a questi scarichi cosiddetti parziali, cioè che confluiscono prima...

DOMANDA - Dovrebbe essere il SM2 il recapito.

RISPOSTA - Sì, scusatemi, il viaggio non è stato semplice, mi dovete far osservare eventuali errori di dizione, un altro scarico di tipo parziale nel senso che prima di terminare in laguna e nei canali si avvale in sostanza di una rete fognaria di stabilimento ed anche questo è uno degli scarico sul quale non è mai stata richiesta l'autorizzazione. Gli impianti i cui reflui confluiscono nel SC25 sono impianti della Ausimont e il titolare è l'Ausimont. La tabella 1/D riporta lo scarico SA9 che recapita nello scarico SM8, di cui abbiamo già parlato, questo scarico è probabilmente coevo anch'esso al SM2 ed anche per questo scarico non è mai stata richiesta autorizzazione. E` tuttora attivo e continuo, raccoglie i reflui degli Enichem, SA9 e produzione acqua demineralizzata. L'intestatario era Enichem. Scarico 131, attualmente è denominato SM1, recapita direttamente nel canale Lusore-Brentelle, è stato attivato prima dell'ottobre del 1976, raccoglie i reflui degli impianti 3VCPM, ovvero CPM1 intestato alla società 3VCPM. Scarico 151, attualmente denominato SM7, recapita nel canale industriale sud, anch'esso è anteriore all'ottobre del 1976, è attivo e continuo, raccoglie i reflui dagli impianti EVC, CV27 e dagli impianti Enichem, zona del parco serbatoi sud, la titolarità è Enichem e EVC. Scarico 152, attualmente denominazione è SP1, recapito canale industriale sud, data di presunta attivazione è il novembre del 1989, è tuttora attivo, ma è discontinuo, nel senso che si attiva in determinate condizioni. Proviene dagli impianti Enichem, laghetto ornitologico. La titolarità è di Enichem. Infine il C901, attuale recapito è lo scarico SI2/SM22, quindi l'abbiamo visto, è anteriore come attivazione all'ottobre del 1976, è tuttora attivo e continuo, raccoglie gli scarichi dagli impianti Enichem, BC1, TD5, DL1-2, CS28. Anch'esso - non so se vale solo per questo l'annotazione - contiene o può contenere solventi clorurati, PCDD, PCDF, che non sono stati ricercati o almeno non compaiono tra i parametri ricercati nei bollettini da noi esaminati, titolare dello scarico Enichem. Avevo anche preparato nella tabella A, che segue, un dettaglio delle autorizzazioni che consegneremo al Tribunale.

DOMANDA - Sul dettaglio delle autorizzazioni, questa documentazione verrà allegata alla memoria, a meno che non vi siano richieste specifiche da parte del Tribunale o delle altre parti processuali. Possiamo andare avanti.

RISPOSTA - Procediamo quindi senza l'illustrazione della parte autorizzazioni. Abbiamo esaminato la documentazione sui controlli eseguiti su questi scarichi consegnata dall'azienda, diamo per prima cosa in tabella 2 una prima valutazione sulla completezza ed esaustività della documentazione, che è stata a noi consegnata. Si vede, dunque nella tabella abbiamo in ascissa il numero o meglio la denominazione dello scarico, vediamo in alto scarico 2, si intende il SM2, lo scarico 8 si intende il SM8 e così via, compare anche l'annotazione quasi completa o molto parziale, è una prima valutazione sulla qualità dei dati, quindi il quasi completa significherà e risulterà chiaro cosa questo effettivamente significhi, comunque anticipiamo che quasi completa significa la disponibilità dei dati sia derivanti da campioni frequenti o da numero relativamente elevato di campioni nell'arco dell'anno ed anche normalmente, almeno per gli ultimi anni, negli anni recenti, anche un numero elevato di parametri analizzati. Laddove diciamo molto parziale il significato, almeno in prima istanza, è quello di dati che riguardano pochi controlli eseguiti nell'arco dell'anno e su un numero modesto di parametri. Noi vediamo quindi che nel 1973 il giudizio sulla documentazione è molto parziale, riguarda esclusivamente gli scarichi 2, 8, 9, 15 e 15/5, nell'anno successivo, nel 1974, abbiamo sempre una serie di dati giudicata da noi molto parziale e che riguarda gli scarichi 2, 8, 9 e 15, così anche per il 1975, nel 1976 a questi 4 scarichi si aggiunge anche il 151, ora denominato SM7. Nel 1977, non sappiamo perché, mancano dati sullo scarico SM2, rimangono gli scarichi scarico 8, 9 e 15 ed anche il SM7. Nell'anno successivo, 1978, la situazione è analoga aggiungendosi il 15/5, del 1979 scompare il 15/5 e ricompare il SM2 e così via, diciamo che il quadro di una documentazione carente continua fino al 1982. Nel 1983 diminuisce ulteriormente, abbiamo solo dati sullo scarico SM2 e SM77, nel 1984 abbiamo solo dati sullo scarico SM7, nel 1985 non abbiamo alcun dato.

DOMANDA - Mi pare che ci siano delle modifiche...

RISPOSTA - Correggo. Quindi, vedete, dal 1983 al 1985 non si eseguono controlli? Certamente la società non ci ha fornito alcun dato su controlli eseguiti, nel 1986 vediamo che ricompaiono i controlli su due soli scarichi, anzi su un solo scarico e esattamente credo che fosse sempre il SM22. Per mia comodità ho fatto ridurre il formato della tabella, un solo scarico viene controllato nel 1986, nel 1987, nel 1988, nel 1990, nel 1991, che è lo scarico 15/16, ora SM22, ancora, e fino a questa data, vi è un numero ridotto di scarichi campionati ed anche un numero ridotto di campioni analizzati sul medesimo scarico. La situazione sembra cambiare dal 1992, il nostro giudizio è che da quella data comincino innanzitutto ad essere svolte o documentate analisi su un numero maggiore, non su tutti, ma sicuramente su un numero maggiore più significativo di scarichi ed anche con una frequenza man mano crescente su un numero di parametri più elevato, quindi non vi illustro la situazione, ma arriviamo con questo quadro al 1999, perché i dati forniti arrivano fino al 1999.

DOMANDA - Non è necessario illustrare ogni singolo scarico, si vedono bene dalla tabella, quindi possiamo passare al successivo documento.

RISPOSTA - Noi abbiamo elaborato i dati analitici, quindi prendendo i certificati analitici, che sono stati consegnati e cercando di elaborarli e di presentarli in una forma che potesse dare qualche significato, ovviamente non ci interessava, perché non era poi possibile presentarlo in maniera significativa al Tribunale, darvi l'idea dei valori assoluti, parametro per parametro, ma abbiamo ritenuto che fosse significativo un elemento, cioè il superamento o no del limite di legge, parametro per parametro, per cui abbiamo tradotto tutti i dati in questo modo. Vi presentiamo un esempio tipo di una serie di tabelle, con cui copriamo l'intero periodo, 1973-1999, quindi immaginatevi per ogni mese di tutti questi anni che vi sia una tabella di questo genere. Vedete in alto vi è l'elenco dei singoli scarichi, quindi vedete SM2, SM8, etc., la data, cioè il giorno, lo vedete in colonna, nella prima colonna e poi vedete delle sigle o dei numeri. La spiegazione è questa, S indica che quel giorno su quello scarico è stato fatto, è stato raccolto almeno un campione, seguiamo per comprendere la colonna SM2, quindi noi vediamo che nella colonna SM2 vi sono due parti, quella a sinistra contiene questi S e in quella a destra può o no contenere una cifra. Vediamo la colonna delle S, quindi vuol dire questo che il primo marzo è stato fatto un campione, il 2 marzo è stato fatto un campione, il 4 marzo è stato fatto un campione doppio, cioè sono stati raccolti due campioni, questo perché? Perché possono essere stati raccolti un campione cosiddetto istantaneo oppure un campione di tipo continuo, cioè medio nell'arco della giornata. Noi in queste tabelle non siamo arrivati a questo livello di dettaglio, quindi S2 è probabilmente un doppio campionamento, in cui uno è un campione istantaneo e l'altro è un campione medio. Vedete che in questa colonna vi sono solo o dei campioni singoli o un doppio campione. La colonna successiva, sempre facente parte della SM2, riporta quelle cifre, vediamo 1 per il giorno 3 marzo, bene, questo 1 significa che si è riscontrato il superamento di un parametro, quindi quello scarico era fuori norma per 1 parametro. Sempre per il SM2 vediamo in quel mese che 1 parametro è risultato eccedente i limiti anche nella giornata 25 marzo, quindi uno dei due campioni, vedete che è riportato S2, aveva un parametro che eccedeva i limiti. Se la questione è chiara, vi illustro solo il senso dei vari tipi di S, cioè S2, S3 o S4 e lo vediamo nell'ultima delle colonne, quella che è relativa allo scarico C901, che ora si chiama SI2. Vediamo che questi campioni sono stati fatti normalmente come monocampione il giorno 3 marzo, scusate stiamo esaminando una tabella tipo dell'anno 1993, questo per chiarezza, il giorno 3 marzo 1993 è stato fatto un doppio campione, scendendo nella colonna si vede che il giorno 17 marzo è stato fatto un campione triplo e il 31 marzo del 1993 è stato fatto un campione quadruplo, cioè 4 campioni nell'arco della giornata. Un altro elemento è questo, premesso che il 1993 è uno degli anni che noi abbiamo valutato come ricco di controlli noi vediamo che alle volte o su alcuni di questi scarichi si fa una serie di campionamenti pressoché giornalieri e in altri scarichi si fanno dei campionamenti invece solo settimanali, cioè un giorno per settimana, in certi scarichi non si fa campionamento, vediamo ad esempio che il SM15/16, ora denominato SM22 non ha controlli e non è uno scarico trascurabile peraltro. Se non vi sono richieste di chiarimenti in merito passerei...

DOMANDA - Visto che sta parlando della frequenza degli scarichi, può dare anche il significato di un altro scarico importante come il SM15/5, che poi si vedrà anche sui risultati, che cosa verrà fuori?

RISPOSTA - Direi anche tra quelli, noi poi, anticipo questo al Tribunale, alcuni di questi scarichi li esamineremo con maggior precisione, qui mi interessava individuare nella fattispecie un elemento, innanzitutto lo scarico SM15. Come vi avevo già detto, lo scarico SM15 è quello in cui confluiscono tutta quella serie di scarichi cosiddetti parziali, questo cosa significa? Vi sarà sicuramente ben chiaro, ma è il caso di ribadirlo, questo scarico in realtà funziona come diluitore di tutta questa serie di scarichi, cosa vuol dire? Che se il SM15 ha una portata che ipotizziamo 100 ed è formato da 5 scarichi, ammettiamo che ciascuno scarico abbia una portata 20 e ammettiamo, per rendere più chiara l'idea, che ciascuno di questi scarichi contenga un solo inquinante diverso per ogni scarico, se io quindi nello scarico 1 contengo l'inquinante, per fare un nome ignoto alla Corte, CVM superiore ai limiti consentiti, facendolo confluire nello scarico è come se io diluissi la concentrazione del CVM di 5 volte, perché porto la stessa quantità contenuta nei 20 a diluirsi nei 100. Lo stesso vale per ciascuno dei contaminanti contenuti nello scarico 2, 3, 4 e 5, ed è per questo che la norma è ben chiara sotto questo aspetto: ciascuno scarico deve rispettare i limiti che valgono per lo scarico finale. Questo anche per dire che avere superamenti dei limiti di legge nello scarico SM15, data la sua enorme portata, vuol dire denunciare una situazione molto pesante, proprio perché dobbiamo moltiplicare la concentrazione per la portata, quindi il contributo inquinante di uno scarico SM15 fuorilegge è indubbiamente un contributo rilevante. Un'altra cosa che volevamo chiarire, lei diceva SM15/5 noi vediamo in questo caso che questo scarico ha subìto nel corso del mese 5 campionamenti, tutti e 5 i campioni erano fuori norma almeno per un parametro, il quinto campionamento era fuori norma per 2 parametri, lo stesso vale per il 15/7, ho una situazione molto simile, su 4 campionamenti 3 erano risultati eccedere almeno un parametro di legge e siamo, ripeto, a fotografare una situazione recente, quindi diciamo anche ben tenuta dal punto di vista, così come più volte è stato detto, dell'impiantistica e dei controlli ambientali. Anche l'azienda ha fatto in tutto questo periodo un tipo di verifiche analoghe a quelle che abbiamo fatto noi, ottenendo risultati che noi abbiamo poi anche valutato, cioè a dire l'azienda stessa verificava e riportava periodicamente su delle documentazioni questo controllo di rispondenza con i limiti, noi qui vogliamo presentare due esempi tratti dalla documentazione che abbiamo avuto a disposizione, due esempi di queste verifiche ed esattamente vi proiettano nella tabella 3B una copia di un bollettino analitico relativo allo scarico numero 15. Scusate la bassa qualità della fotografia, ma volevamo presentarvi il documento nella sua versione originale, l'unica aggiunta che abbiamo fatto è quella di dare un nome alla tabella, che denominiamo 3B e di colorare la colonna intitolata "Fuori del limite massimo". In questa tabella in particolare ci preme osservare: uno, che anche qui vengono riportati, per paragonare le concentrazioni rilevate allo scarico, i valori limite previsti dal DPR 962 per gli scarichi lagunari.

DOMANDA - Su questa tabella vuole indicare anche il periodo al quale fa riferimento?

RISPOSTA - Nello specifico poi per quanto riguarda i valori su cui vediamo che ci sono diversi punti di superamento dei limiti si riferisce alle determinazioni dell'8 gennaio del 1979, anzi del periodo, scusate, dall'8 gennaio 1979 al 5 febbraio 1980, quindi è una tabella sostanzialmente mensile del mese di gennaio, anzi, scusate, è una media addirittura annuale sull'anno 1979 e poco più dello scarico 15, quindi in questa tabella si riportano allora nella prima colonna i parametri che vanno dal pH alla temperatura, al colore, all'odore etc. etc. e qui possiamo vedere che tra i parametri analizzati nella fattispecie non vi sono per esempio le sostanze clorurate, ci sono gli inquinanti classici, le sostanze azotate, ci sono i solfuri, ci sono alcuni metalli, in particolare l'arsenico, il cadmio, il cromo, il ferro, il manganese, il mercurio, il nichel, il rame, selenio, zinco...

DOMANDA - Questa tabella ha anche un secondo foglio, se vuole vedere anche il secondo foglio, perché quelli che mancano sono le diossine, i furani, CVM, PCB, mentre i clorurati sul secondo foglio sono indicati.

RISPOSTA - Era per non far continuamente correre l'occhio da una tabella all'altra, quindi limitiamoci a questa prima tabella, che riguarda quei parametri, che qui vedete, parametri di inquinamento sostanzialmente di tipo inorganico. Nella stessa tabella, nella seconda colonna, viene riportato il numero di determinazioni, allora vediamo per esempio che il pH è stato determinato 51 volte, così come i solidi sedimentabili, i solidi sospesi, il COD, l'azoto ammoniacale, alcuni parametri sono stati determinati invece un numero modesto di volte, per esempio l'arsenico è stato determinato una sola volta, il cadmio una sola volta, il cromo una, il nichel una, il piombo una, il selenio una, lo zinco una. La terza colonna riporta il valore medio, che cosa vuol dire il valore medio? E` la media aritmetica di tutti i valori rilevati nell'arco dell'anno relativo a quel parametro. Noi vediamo che sono state fatte 51 determinazioni nell'anno, il valore medio del COD in quei 51 campioni è di 61, stesso discorso vale per gli altri parametri, vediamone alcuni in particolare perché sono quelli in cui viene evidenziato un fuori limite, l'esistenza di un fuori limite. Vediamo, solidi sedimentabili, il fuori limite massimo è uno, il valore massimo che si è riscontrato infatti nei 51 campioni è di 1,5, essendo il limite di legge compreso tra 0,5 e 1, secondo la tipologia dei scarichi, superare 1 milligrammi litro vuol dire eccedere i limiti di legge e quindi essendosi rilevato un valore superiore a 1, ed esattamente ammontava a 1,5, vuol dire che quel parametro in uno di quei campioni ha superato i limiti consentiti. Veniamo al caso più importante, significativo, dell'azoto ammoniacale o ammoniaca, è una delle denominazioni che si usano per questo parametro, in questo caso sono stati determinati 51 campioni, il valore medio dell'azoto ammoniacale nei 51 campioni è stato di 4, mentre il valore massimo è stato di 23, essendo il limite compreso tra 2 e 5, a seconda, ripeto, del tipo di scarico considerato, ovviamente il fatto di avere dei valori di questo, addirittura un valore medio di 4, significa che c'è un consistente numero di valori che avranno ecceduti il limite o di 2 o di 5 e nella fattispecie questo numero di campioni che ha superato il limite sono 16, evidentemente, ma non è una novità per nessuno, le problematiche dell'azoto, e in particolare dell'azoto ammoniacale, ma non solo negli scarichi del Petrolchimico, è un problema noto e tuttora persistente, quindi non si riesce a rispettare sempre il limite di legge. Sempre scorrendo questa parte di tabella, veniamo al mercurio, il parametro mercurio è stato determinato 51 volte, probabilmente su 51 campioni, di questi 2 risultavano con concentrazioni superiori al limite superiore, vedete infatti che il valore massimo verificato è di 5,016 milligrammi litro contro un limite di 0,005, quindi 2 campioni eccedenti il mercurio su 51. Il rame ha avuto 48 controlli ed è risultato eccedenti i limiti 29 volte.

DOMANDA - Credo sia 24.

RISPOSTA - Sì, scusatemi... non abbiamo fatto una scelta di colore felicissima. Se passiamo alla tabella successiva, la 3C, che prosegue e costituisce il foglio 2 della tabella precedente, sempre, ricordiamolo, relativo allo scarico 15 e che espone i risultati dei controlli effettuati in un anno e dall'8 gennaio 1989 al 5 febbraio 1980, vediamo gli altri parametri. Vediamo che sono stati controllati gli oli minerali, i fenoli, le aldeidi, i solventi organici aromatici, alcuni solventi organici clorurati che sono non clorurati, nella fattispecie le sigle significano questo: CS2 è il solfuro di carbonio, si legge poi trielina, tricloruro di etilene, tetracloruro di carbonio, DCY, che onestamente ora non ricordo esattamente a quale composto chimico corrisponda, poi c'è un'altra voce, che è un parametro definito come altri composti organici clorurati, pesticidi, solventi, plastificanti etc., viene poi determinato il cloro libero e i tensioattivi anionici. Quindi il discorso sull'assenza di microinquinanti è anche in questo caso evidente. Ma veniamo a quest'altro punto, importante ovviamente per noi, è questo, i composti clorurati, cioè altri composti organici clorurati sono stati determinati 51 volte, cioè in 51 campioni, con un risultato valor medio di 0,441 milligrammi litro, il limite è 0,02 milligrammi litro, al che si deduce che quasi sempre quel parametro è risultato fuori dai limiti accettabili, nella fattispecie qui si legge, spero di non sbagliare, 45 volte su 51 quello scarico risultava fuori norma per i composti organici clorurati. Se non ci sono osservazioni...

DOMANDA - Può continuare. Neanche questa volta non c'è il CVM, comunque sui composti organici clorurati addirittura il valore medio è superiore al limite puntuale indicato dal decreto per Venezia.

RISPOSTA - Abbiamo visto quindi su quale tipo di documenti abbiamo eseguito le nostre elaborazioni ed anche, ripeto, riproducendo, se volete, analogamente, il metodo utilizzato dall'azienda per fare le sue verifiche e i suoi riassunti annuali dell'andamento, scarico per scarico, della conformità o non conformità dello scarico ai limiti. Mi scuso, ma potrebbe essere una presentazione abbastanza lunga, poi il Tribunale dirà se dobbiamo completarla o meno, in ogni caso tutti questi risultati delle nostre elaborazioni saranno presentati, quindi potranno essere eventualmente viste e discusse. Presentiamo ora l'esito delle nostre elaborazioni. L'esito è presentato qui anno per anno. Una tabella tipo, la prima, si riferisce all'anno 1973, vedete sempre in alto la denominazione del singolo scarico, vedete nella prima colonna il tipo di analisi o meglio poi vedremo il numero di campioni svolti, S abbiamo visto significa il numero di campioni giornalieri, cioè S vuol dire il numero di giorni in cui è stato raccolto un campione, S2, vedremo, indica il numero di giorni in cui è stato raccolto un campione doppio, probabilmente un campione istantaneo e un campione medio giornaliero, S3, giorno in cui sono stati raccolti 3 campioni e così via fino a 6, che è stato il massimo dei campionamenti in uno stesso giorno, risultanti dai certificati esaminati. Poi c'è la dizione controlli, bene, vediamo per spiegare il senso di questo dato, la prima colonna relativa allo scarico SM2, noi vediamo che su questa colonna insistono due tipologie di dati, la prima a sinistra riguarda il totale, i valori totali relativi ai campioni, nella seconda colonna è scritto, forse è anche leggibile, giorni. Bene, allora, vedendo la riga controlli si vede apparire il numero 17, quindi vuol dire che il SM2 nel 1973 ha avuto 17 controlli, del tipo S, cioè un campione al giorno, quindi vuol dire che sono stati campionati 17 giorni sui 30, 31.

DOMANDA - Sull'anno, non sul mese?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi 17 controlli nel 1973 per quanto riguarda il SM2?

RISPOSTA - Sì. Poco più di un controllo al mese, tanto per chiarezza. Insisto nuovamente nel dire che all'azienda sono stati chiesti tutti i dati sui controlli eseguiti e l'azienda ha fornito questi dati, se l'azienda ha tenuto per sé altri documenti noi non lo possiamo sapere, né se questi fossero più compromettenti o meno compromettenti non lo possiamo sapere, questo è quanto ci risulta l'azienda abbia o abbia avuto intenzione di dare. In questo caso la riga successiva riporta la dizione superamenti, che sta per gli episodi o i casi in cui i parametri di legge, o almeno uno, sono stati superati, quindi noi vediamo che sui 17 controlli abbiamo avuto 24 superamenti, quindi diciamo così, non è corretto, non sarebbe corretto dirlo, ma mediamente due parametri per ogni campione eccedeva nei limiti. I giorni, vedete che sulla colonna giorni, noi vediamo il numero 14, cosa vuol dire questo? Che su quei 17 giorni controllati 14 giorni sono risultati fuori norma, cioè quello scarico risultava 14 volte sui 17 controllati fuori, per almeno uno o due parametri, dei limiti della legge. Vediamo il caso del SM8 e rifacciamo le stesse considerazioni, stiamo parlando sempre dell'anno 1973 e quindi dei complessivi risultati annuali, vediamo che sul SM8 sono stati fatti in totale 13 campionamenti, diciamo, mono, singoli, e un campionamento doppio... in totale quindi i controlli solo stati 13 per uno e quindi 13 più uno doppio e quindi in totale 15, i giorni, vedete a fianco, ovviamente invece sono stati 14. Per quanto riguarda i superamenti, in questo caso noi vediamo che nell'arco dell'anno sono stati riscontrati 27 superamenti, quindi su questi 15 campioni sono stati riscontrati 27 parametri superati. Se andiamo invece ai giorni, a ragionare in termini di giorni, abbiamo visto che in un anno abbiamo avuto 14 giornate in cui quello scarico è stato controllato, quindi 14 su 365, e in quelle 14 volte in cui si è fatto il controllo 13 ha dato esito di scarico fuori norma, avremmo potuto anche darvi tutto questo in percentuale, il che significa che più del 90% delle volte quello scarico risultava fuori norma. Il SM9, stiamo sempre parlando dell'anno 1973, riporta una situazione di questo genere, espressa in giorni, perché forse è più facile il ragionamento, 16 giorni nell'anno sono stati controllati, quindi lo scarico è stato sottoposto ad un controllo, e su questi 16, 15 volte è stato riscontrato il superamento almeno di un parametro; il SM15, attenzione il SM15 è sempre quello scarico grande, lo scarico diluito, lo scarico che dovrebbe essere sempre a posto, è stato controllato 23 giorni nell'arco dell'anno e su questi 11 volte è risultato fuori norma, circa il 50% del tempo è risultato fuori, è risultato uno scarico... Il SM15/5 è stato controllato 7 volte, quindi 7 giorni in un anno, quindi neanche una volta al mese, e su queste 7 volte 6 volte è risultato fuori limite. Lo scarico 15/7, nel 1973, non è mai stato controllato, lo scarico SM15/6, ora SM22, nel 1973 non è mai stato controllato, così come non sono mai controllati il SM151, il SM152, l'AS9 e il C901...

DOMANDA - Vanno confrontati anche con le date, perché alcuni di questi dovevano ancora essere aperti, quindi va detto anche questo. Adesso, senza dover ripercorrere tutti gli anni, per dare il senso delle tabelle dei grafici che verranno presentati tra poco, se vuol saltare alcuni anni, anche per dare il senso delle proporzioni a questi superamenti, perché potremmo andare a campione, 1977, poi 1980...

RISPOSTA - Possiamo fare un salto di 10 anni per vedere una situazione un po' più in là.

DOMANDA - Scelga pure lei, se si vogliono vedere tutte le tabelle ci sono, non c'è problema.

RISPOSTA - Proviamo a vedere... per vedere il quadro dei controlli, il 1980 è quello critico sul quale stiamo completando la verifica, potremmo... ecco, vediamo l'anno 1984... abbiamo visto peraltro già dalla tabella riassuntiva precedente che esistono una serie di anni sui quali l'azienda non ci ha consegnato documenti e se ricordate gli anni erano gli anni 1984 e 1985.

DOMANDA - Prima di passare agli anni '80, ci presenti il 1977 rapidamente, che ci sono anche meno dati.

RISPOSTA - Allora vediamo la tabella 4B relativa all'anno 1977. Ripercorriamo la serie dei controlli relativamente a ciascuno scarico, il SM2 nel 1977 non ha avuto alcun controllo, il SM8 ha avuto 47 controlli relativi a 44 giorni, quindi 44 giorni in un anno, su questi 44 giorni 42 giorni lo scarico è risultato fuori norma, il SM9 ha avuto controlli per 44 giorni e 44 giorni su 44 è risultato eccedere le norme, tenendo presente che in questo caso vediamo quasi una media di tre parametri per ogni campione eccedente, infatti abbiamo 48 controlli, cioè 48 campioni analizzati, e 105 parametri superati. Sono valori medi, evidentemente. Il SM15 è stato controllato per 47 giorni e sui 47 giorni per 42 giorni è risultato fuori legge, altri dati esistono...

DOMANDA - E i superamenti sono 80?

RISPOSTA - Su questo SM15 peraltro ci sono anche i dati, lo abbiamo voluto riportare, sui quali nello specifico erano i parametri o meglio data la necessità di sintesi per rendere comprensibile la tabella, abbiamo riportato solo i dati riguardanti i due parametri. Il primo parametro è quello dei clorurati, vale a dire i solventi organici clorurati e l'altro parametro è quello dei solventi aromatici, bene. I solventi clorurati sono risultati...

 

Avvocato Santamaria: può dire al Tribunale quando è entrata in vigore la tabella allegata alla legge Merli, alla legge a tutela della laguna di Venezia?

RISPOSTA - La 962 è risultata applicata, che io sappia nei normali termini di legge.

 

Avvocato Santamaria: no, la tabella è entrata in vigore nel 1980.

RISPOSTA - Normalmente vi è un lasso... Noi abbiamo in qualche maniera dato per scontato che l'azienda nelle sue schede, utilizzando quei termini, quei limiti, si prefiggesse il rispetto di questi limiti.

 

DOMANDA - Infatti in tutte le tabelle avete trovato i limiti indicati dall'azienda?

RISPOSTA - Sì. Non abbiamo fatto altro che riprodurre ciò che l'azienda aveva già fatto sui suoi.

DOMANDA - Poi c'è l'entrata in vigore della legge...

RISPOSTA - Possiamo vedere già, non il primo degli anni 80, il 1981...

DOMANDA - Per finire, lei ha detto che nel 1977 c'è stato il superamento dei clorurati 45 volte e dei solventi 25?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Così completiamo il 1977. Ora faccio un salto, veniamo incontro all'avvocato Santamaria...

RISPOSTA - Vediamo l'anno 1981, il primo degli anni in cui dovrebbe essere come dice l'avvocato Santamaria in vigore la tabella della legge per Venezia. Abbiamo quindi la tabella 4H, vediamo lo scarico SM2, vediamo che questo scarico è stato controllato 49 giorni, su questi 49 giorni è stato riscontrato un superamento dei parametri di legge 44 giorni, di questi 44 superamenti vi era il superamento delle sostanze organiche clorurate. Il SM15, tanto per riportare lo stesso scarico che si stava esaminando nell'anno 1977 anch'esso è stato controllato 48 giorni, su questi 48 giorni 19 giorni risultava superare i limiti di legge e sempre anche per le sostanze organiche clorurate, infatti vediamo che la voce, la riga denominata qui in tabella come clorurati positivi, che vuol dire superamenti delle sostanze organiche clorurate, compare su 19, quindi tutti i 19 superamenti lo erano per tutte le sostanze clorurate.

DOMANDA - Poi si diceva che per gli anni 1983-1984-1985 non sono stati consegnati dati dall'azienda?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi non ci sono tabelle?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Passiamo al 1987, che sembra interessare molto Enichem.

RISPOSTA - Siamo alla tabella 4L, si vede paradossalmente, a me pare, essendo entrata in vigore da qualche tempo una legge, c'era poi la legge Merli, è aumentata suppongo l'attenzione per lo scarico, non vediamo alcun controllo o quanto meno non ci sono state fornite documentazioni su controlli eseguiti per la gran parte degli scarichi, solo lo scarico SM15/16, che ora è il SM22, risulta controllato 50 giorni, che è lo scarico dell'impianto di depurazione, ha 50 controlli giornalieri, su questi 50 controlli 44 volte è stato riscontrato eccedere i limiti, mediamente per due parametri per ogni campione, nello specifico...

DOMANDA - Quindi abbiamo 100 superamenti di campione?

RISPOSTA - Sì. Nello specifico si vede, sempre in tabella, che 8 di questi superamenti sono relativi alle sostanze organiche clorurate che peraltro in quello scarico non avrebbero dovuto esserci, almeno così dichiaravano i responsabili dell'impianto, e 12 volte il superamento riguardava i solventi aromatici. Una situazione simile è quella relativa all'anno 1988, anche qui ci è stata consegnata solo documentazione relativa allo stesso scarico, cioè il SM15/16, ora SM22, che risulta controllato 46 volte nell'arco dell'anno e per 43 volte è risultato eccedere i limiti di legge, mediamente, come si vede, per circa 2 o 3 parametri a campione. Infatti vediamo che il numero dei controlli eseguiti è 46 e i parametri superati sono 104. Nello specifico le sostanze clorurate risultano eccedere in un campione sui 43 e i solventi aromatici risultano eccedere in due campioni sui 43.

DOMANDA - Per gli anni 1989-1999 abbiamo situazioni analoghe come controlli e come tipi di superamenti, anche per il 1991, se vuole venire un attimo ai dati dal 1992 in poi in cui ci sono invece dati molto più completi o comunque più numerosi rispetto agli anni precedenti, quindi partiamo dal 1992.

RISPOSTA - La tabella è la tabella 4Q relativa ai controlli eseguiti nell'anno 1992, come si vede già grosso modo i controlli sono eseguiti in maniera molto più metodica e diffusa e praticamente sono controllati quasi tutti gli scarichi, come si vede solo C901 non ha avuto controlli o quanto meno non sono stati forniti documenti sul suo controllo. Vediamo allora di evidenziare i risultati di questi controlli. SM2 è stato controllato per 125 giorni con un numero di campioni prelevati pari a 157, su questi 125 giorni controlli 45, quindi circa il 30%, sono risultati fuori norma. Come vedete i parametri superati sono in numero di 55, in questi casi i superamenti sono da attribuirsi a sostanze organiche clorurate, su 50 dei campioni e su uno dei solventi organici clorurati...

DOMANDA - Solo per chiarezza, mi pare di ricordare, ma per chiarezza per il Tribunale, c'è anche quella casella con indicato no controlli clorurati, 33, 39, 40 etc. che cosa significa quella casella?

RISPOSTA - Stavo per illustrarlo. Abbiamo aggiunto una riga che significa questo, il numero di campioni nei quali non è stato analizzato il parametro solventi e clorurati, questo perché ha un'importanza, cioè il verificare il superamento di un parametro ha senso solo se quel parametro viene cercato.

DOMANDA - Quindi per lo scarico SM2 nell'anno 1992 vuol dire che sono stati effettuati 157 controlli, in questi 157 controlli non sono stati controllati i clorurati in 33 casi, quindi i clorurati risultati positivi in 50 sono 50 casi su 157 meno 33, è così?

RISPOSTA - Esatto. Nel SM8 vediamo che sono stati eseguiti controlli in 117 giorni con due superamenti riverificati, da notare anche qui che tuttavia 39 campioni non hanno subìto l'analisi dei solventi clorurati. Il SM9 ha avuto campionamento e quindi controllo per 125 giorni, di questi 125 giorni 29 hanno verificato uno scarico non conforme alla norma. Se parliamo in termini di campioni, negli stessi... nello stesso periodo, sono stati prelevati 155 campioni, su questi 155 si sono verificati i superamenti di 33 parametri, nella fattispecie in 40 di questi 155 campioni non sono stati analizzati i solventi clorurati. Veniamo al SM15, sono stati eseguiti 141 campioni in 123 giorni, su questi 141 campioni sono stati riscontrati i superamenti di 8 parametri, quindi i giorni in cui quello scarico risultava fuori norma sono 7. Anche in questo caso in un consistente numero di campioni ed esattamente in 34 sui 141 campionati non sono stati determinati solventi clorurati. Il SM15 ha avuto 153 campioni analizzati che corrispondono a 117 giorni controllati, di questi 117 giorni ben 112 risultavano eccedere i livelli ammissibili per lo scarico. Se parliamo in termini di campioni abbiamo detto che abbiamo 135 campioni, su questi 135 sono stati riscontrati il superamento di 335 parametri, quindi 3 per ogni campione, in media, su questi 135 per 36 di questi non sono stati determinati i solventi clorurati e tuttavia i solventi clorurati sono risultati eccedere i limiti 96 volte, in pratica tutti i campioni nei quali sono stati cercati i solventi clorurati sono risultati eccedere i limiti.

DOMANDA - Questa è una situazione che si ripeterà anche negli anni successivi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Se vuole concludere quest'anno con il SM22 e poi andiamo avanti...

RISPOSTA - Nel SM22 sono stati prelevati 111 campioni in quest'anno, scusi, 111 campioni, un campione giornaliero, 102, un campione doppio giornaliero, in 31 giorni sono stati prelevati tre campioni ed in una giornata anche 4, si è arrivati fino a 4 campioni giornalieri, in totale il numero di campioni prelevati su questo scarico è stato di 412, relativi a 245 giorni. Su questi 412 campioni si sono verificati superamenti di 113 parametri, su 142 di questi campioni, ripeto, relativamente ai 412 raccolti, non sono stati determinati i solventi clorurati. Dei rimanenti campioni in cui i solventi clorurati sono stati determinati, sono stati analizzati, 32 volte essi sono risultati eccedere i limiti.

DOMANDA - Guardando rapidamente le tabelle del 1993, del 1994, del 1995, vediamo che in particolare per il SM15/5 per i clorurati positivi c'è praticamente la stessa situazione del 1992, cioè tutti o quasi i controlli effettuati sono risultati fuori norma. Quindi saltiamo pure il 1993 e il 1994 in quanto i dati sono analoghi, mi conferma questo dato anche sul 1995?

RISPOSTA - Sì. Possiamo vedere il 1995, sempre riferendoci al SM22, vediamo che sono stati raccolti 249 campioni, su questi si sono verificati 36 superamenti di parametri, di questi 36 superamenti abbiamo visto che le sostanze organiche clorurate sono relative a 2 di essi, è interessante anche in termini di giorni, quindi su 245 giorni campionati 30 sono risultati eccedere i limiti, uno o più di quei parametri di cui si diceva.

DOMANDA - Ancora peggiore è la situazione del SM15/5?

RISPOSTA - Sì, rimane la pecora nera, abbiamo 260 campioni, 209 superamenti, il che vuol dire che su 220 giorni campionati, controllati abbiamo un superamento per 183, nella fattispecie i solventi clorurati direi che costituiscono il principale problema di questo scarico, infatti vediamo che sui 209 superamenti ben 171 sono relativi ai solventi organici clorurati.

DOMANDA - Arriviamo al 1997.

RISPOSTA - Ancora nel 1997, sempre il SM15/5 ha mostrato un fuori norma per 202 giorni sui 233 campionati e nella fattispecie per quanto riguarda i parametri clorurati erano ben 174 volte riscontrati fuori, eccedere i limiti, tenendo presente che in 65 campioni non è stato determinato questo parametro, diciamo che anche questo dato conferma che il SM15/5 ha un grosso problema derivante dalla presenza di solventi organici clorurati.

DOMANDA - Queste tabelle ovviamente saranno consegnate e quindi non presentiamo per gli altri anni tutti i parametri, se vuole fare semplicemente una sintesi?

RISPOSTA - Presentiamo l'ultima delle tabelle, che è la tabella sintetica, relativa all'insieme degli anni coperti da documentazione analitica di controllo, suddivisa per singolo scarico. Vediamo la situazione, credo che sia abbastanza chiara, abbiamo il SM2 sottoposto a controlli per 16 anni sui 18 totali, vediamo che nel SM2 i controlli, quindi sommandoli tutti, assumono... i campioni raccolti ed analizzati sono 2.145 e fanno riferimento a 1.813 giorni nell'arco dei 18 anni, il superamento di parametri su quei 2.145 campioni si verificano per 414, anzi, mi scusi, 514 volte...

DOMANDA - Siccome nella parte inferiore della tabella è indicato controlli sui 16 anni dal 1973 al 1999, poiché dal 1973 al 1999 sono più di 16 anni significa che dal 1973 al 1999 è stata consegnata documentazione solo per 16 anni e di questa è stata fatta sintesi, che viene riportata in tabella?

RISPOSTA - Esatto. Vediamo che negli altri scarichi abbiamo dati sulla completezza, su tutti i 18 anni, mentre invece su alcuni di questi scarichi i dati sono riferiti ad un numero invece modesto di anni. In particolare per quanto riguarda il parametro sostanze organiche clorurate vediamo che il SM2 presenta un significativo numero di casi in cui questo parametro viene superato e vediamo che sono 256 sul numero di campioni che avevamo detto, quindi sul numero di campioni 2145 si è riscontrata l'eccedenza per i clorurati. La cosa acquista ancora maggior significato se si accoppia con l'altro dato che è riportato accanto al primo, anzi sopra a quest'ultimo, e che parla di 344 volte o 344 campioni in cui non si è determinato questo parametro. Vediamo i dati sul SM8, vediamo i dati sul SM9, sul SM15, sul SM15/5, su questi due può valere la pena di fare un appunto. In particolare il SM15/5 si vede che è stato sottoposto a campionamento 1.648 volte, in questi campioni sono stati verificati i superamenti per 2.284 parametri, nella fattispecie questi parametri superati si riferiscono per 1.059 volte alle sostanze organiche clorurate. Un ultimo accenno anche allo scarico C901, ora SI2, nel quale si vede, nonostante i dati si riferiscano solo a 6 anni, che si ha una notevole presenza di casi di superamento del parametro solventi organici clorurati, nella fattispecie si vede che su 564 controlli, cioè campioni prelevati, su ben 433 si è verificato il superamento della voce o del parametro solventi organici clorurati. Ora, volevamo dare qualche dettaglio su alcuni degli scarichi e poi su alcuni dei parametri superati, nella fattispecie tratteremo lo scarico SM2 per primo, nella figura 2, che ora stiamo proiettando, vengono riportati in istogrammi i dati che precedentemente abbiamo visto esposti nelle tabelle e precisamente abbiamo in ascissa gli anni, e ci dovrete scusare perché in questa tabella invece degli anni sono riportate delle cifre progressive, interpretatelo in questo modo, l'1 della riga corrisponde al 1973 e quindi il 27 corrisponde al 1999. Credo sia comprensibile ugualmente. C'è stato un piccolo errore, tuttavia credo risulti chiaro con questa precisazione. Sono evidenziati i periodi in cui non abbiamo dati o non ci sono stati consegnati dati che, vedete, si riferiscono agli anni 1977-1978 e poi agli anni che vanno dal 1983 al 1991. Per leggere meglio ed interpretare i diagrammi ne faremo ora un'espansione, esattamente espandiamo per primo il periodo che va dal 1973 al 1977, i dati che qui sono riportati sono questi: il primo dei dati, quello in istogramma blu, si riferisce al numero dei giorni in cui è stato eseguito almeno un controllo, quindi è stato prelevato almeno un campione, la colonna gialla si riferisce al numero di giornate in cui almeno un parametro è stato superato e nella colonna rossa invece sono riportati i numeri di parametri superati. Quindi vediamo i dati relativi al 1973, la colonna blu indica i giorni controllati e vedete che grosso modo sono 16, 17 giorni, il giallo è il numero dei giorni in cui lo scarico non era a norma, vedete un'elevata quantità rispetto al numero totale delle giornate, la colonna dei parametri superati ci dà idea, grosso modo, di quanti... se fossero, per fare un esempio, alte uguali la colonna gialla e la colonna rossa significherebbe che in ciascun campione è superato uno ed un solo parametro, se la colonna rossa è superato alla gialla vuol dire che è stato superato più di un parametro. Vedete che la situazione rimane sostanzialmente analoga per tutto il periodo, diminuiscono la quantità di controlli, ma il rapporto, se volete, tra esito dei controlli sul totale dei controlli fatti rimane sostanzialmente analoga con variazioni, ma che sotto questo aspetto non appaiono particolarmente significative. Vogliamo vedere ora nella figura 2B il periodo successivo sempre per spiegare o illustrare meglio questi dati, vediamo l'andamento, nel 1979 il numero dei controlli, come vedete, o dei giorni controllati è stato modesto, aumenta il numero dei parametri superati, così vale nel 1980. Nel 1981 quasi tutte le giornate controllate hanno dimostrato che lo scarico non era conforme a norma e tipicamente per un parametro, vedete infatti che l'altezza delle colonne gialla e rossa è la stessa. Una situazione molto simile continua nel 1982, ricordatevi che dall'anno successivo non abbiamo più avuto dati analitici, non c'è nulla che ci faccia ritenere che la situazione sia tuttavia significativamente variata negli anni successivi. Passiamo ora ad illustrare i risultati per quanto riguarda lo scarico 15/5, anche qui se è possibile farvi vedere la situazione da qui si vede chiaramente la carenza di controlli relativa a quegli anni, possiamo vedere la struttura degli esiti di questi controlli presentando la figura 3A, in cui si vede come è la situazione nel periodo recente, gli anni sono dal 1992 al 1999, si vede anche qui che il significato delle colonne, al di là del colore della colonna stessa che è variato, la colonna dei giorni superati è ora bianca, invece che gialla, ma la struttura è sempre quella, vedete che i giorni di controllo corrispondono quasi ai giorni di superamento, praticamente ogni giorno in cui si è controllato si è visto che c'è stato un superamento, in più voi vedete che il numero di parametri eccedenti i limiti in questo caso è molto alto, quindi vuol dire che i fuori norma riguardava non solo un parametro, ma probabilmente almeno due e più di due, facendo la media sull'anno. Se è chiaro...

DOMANDA - Credo sia chiaro, direi di passare all'esame delle tabelle 5 per illustrare come sono composte, basta presentarne una per il significato che hanno, così per indicare sulla base di quali criteri sono state elaborate, partendo sempre da quello che era indicato come primo scarico.

RISPOSTA - Quindi, se ho capito bene, saltiamo la presentazione delle altre tabelle relative allo scarico 15/16?

DOMANDA - Sì. Vengono allegate, quindi sono impostate nella stessa maniera, sono visibili, era soltanto per snellire il discorso, il concetto potrà essere chiarito meglio se ci saranno delle domande.

RISPOSTA - Questa tabella, denominata tabella 5, riguarda lo scarico SM2 e riporta il numero dei casi in cui il campione è risultato fuori norma, esplicitato per i singoli parametri, che hanno mostrato di essere fuori norma. Vedete che nella tabella, che riguarda, ripeto, lo scarico SM2, sono riportati nei vari anni, che vanno dal 1973 al 1999, il numero dei campioni risultati fuori, eccedenti i limiti. Per fare un esempio, vediamo che nel 1973 sono risultati eccedere i limiti in totale 25 parametri, che sono stati il fluoro 5 volte, il cloro attivo 2 volte, i solidi sospesi 4 volte, il COD 3 volte, l'ammoniaca 10 volte e il pH 1 volta. Nel 1974 vediamo che il totale anno dei parametri fuori norma è stato di 19, nel 1975 di 7 etc... Vediamo l'anno 1979, si sono verificati 26 casi di parametri fuori norma, in questo caso il numero 26 non è esattamente uguale alla somma delle voci o dei numeri che stanno sopra perché comprende anche altri parametri fuori norma, che non sono qui tabulati, e riguardavano nella fattispecie una volta il ferro, una volta il piombo, una volta il manganese, una volta il mercurio. Analogamente nell'anno 1980 sono risultati 117 parametri fuori norma, che comprendono anche altri casi qui non riportati. Vedete che la questione clorurati, almeno a partire dal momento in cui questi vengono determinati in maniera significativa, acquisisce sempre una rilevante importanza e questa importanza non riguarda solo gli anni 70, ma continua a permanere rilevante anche negli anni 80 e negli anni 90. Abbiamo sempre per lo scarico SM2 poi la possibilità di presentare nelle figure successive l'andamento dei principali parametri superati, abbiamo visto precedentemente che i parametri più frequentemente superati, almeno in una certa fase, riguardavano l'ammoniaca, cioè l'azoto ammoniacale, i solventi organici, ora nella figura che si sta attualmente presentando, che è la figura 5, noi vediamo l'andamento negli anni del numero dei superamenti riguardanti l'ammoniaca. Nella figura successiva sempre riguardante lo scarico SM2, nella fattispecie la figura è la 5A, anche qui vi prego di scusare per il fatto che nella tabella non sono riportati correttamente gli anni, ma sono indicati solo come cifre, quindi di nuovo l'1 significa il 1973, il 2 il 1974 etc., fino ad arrivare al numero 16 che corrisponde invece all'anno 1999, quindi per presentare questa tabella i clorurati hanno un picco di casi di superamenti negli anni grosso modo che vanno dal 1979-1980 al 1983-1984. Se il Tribunale o le parti lo vorranno potremmo produrre queste tabelle corrette con l'indicazione esatta del numero di anni. Quella successiva, figura 5B, è un'analoga rappresentazione, questa volta con gli anni indicati correttamente, ma che riguarda sempre lo scarico SM2 per il parametro solidi sospesi. Bene, nella tabella 5A portiamo i dati relativi invece allo scarico SM15/5. Anche qui il numero di anni purtroppo è ridotto in quanto si salta dal 1973 già al 1992, poi dal 1992 ci sono tutti i dati, interessanti tuttavia in quanto illustra una situazione recente e da questa situazione emerge che nel 1992 avevamo un numero rilevante, 335, anticipo che questo numero è oggetto di una ulteriore verifica, in ogni caso il numero è almeno pari a 275, dicevo almeno 275 o 335 volte ci sono parametri che eccedono la norma, di questi una parte consistente è costituita dai solventi clorurati, quelli cosiddetti di secondo grado, che hanno un limite più ridotto. L'altra parte è il grosso settore delle sostanze azotate, vedete che le sostanze ammoniacali sono spesso fuori norma ed anche le sostanze azotate più o meno ossidate, come i nitriti e i nitrati, costituiscono anche una parte significativa dei casi di superamento. Non trascurabile, almeno per quanto riguarda il 1992, è anche il parametro solventi aromatici, vediamo che 42 volte è stato superato. Progressivamente con l'andare degli anni i superamenti rimangono consistenti, perché vedete che si passa, nel 1993 comporta qualcosa come 415 parametri fuori norma che si assestano a 258 volte nel 1994, rimangono 209 nel 1995, salgono a 263 nel 1996, ancora a 392 nel 1997, 308 nel 1998. Nella figura 6 si illustra l'andamento del numero di parametri superati relativamente ad un parametro, che è il pH, negli anni di cui si è detto, quello successivo, ed è la figura 6A, riguarda il parametro solidi sospesi, la successiva figura 6B riguarda il parametro ammoniaca, la 6C riguarda il parametro nitriti.

DOMANDA - Qui siamo ancora negli anni 90?

RISPOSTA - Sì. Era di particolare rilievo proprio perché illustra una situazione tutt'altro che sistemata, anche in anni molto recenti. Se vediamo il parametro dei nitrati nella figura 6D si vede che addirittura questo parametro sembra acquisire un rilievo, un maggior rilievo proprio con il correre degli anni, cioè la situazione appare più grave alla fine degli anni 90 che non precedentemente, tuttavia gli anni su cui abbiamo i dati sono questi. La figura 6E mostra l'andamento dei casi di superamento del parametro solventi aromatici, in cui sembra rilevarsi un'attenuazione del fenomeno dei superamenti.

DOMANDA - Comunque ci sono due picchi, uno molto alto nel 1992 e un altro nel 1996?

RISPOSTA - Sì. Infine la figura 6F riguarda le sostanze clorurate di secondo grado, in cui si vede che per tutto il periodo in realtà il numero dei superamenti è decisamente consistente.

DOMANDA - Per tutti gli anni 90?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Va bene, concludiamo questa parte, poi ovviamente questi grafici ci sono per tutti i vari scarichi e le varie tabelle, se ci saranno delle domande eventualmente verranno presentate singolarmente, scarico per scarico, tabella per tabella.

RISPOSTA - Quindi vuol dire che non presentiamo la tabella sullo scarico 15/16?

DOMANDA - Io credo che, visto che sono quasi le due, non so ancora quanto ci sia di esposizione...

RISPOSTA - Se volete... Ci dica il Tribunale se ritiene di poter chiudere l'esposizione in mattinata.

 

Presidente: questi grafici possiamo leggerli anche autonomamente, sono molto chiari, ne abbiamo visti parecchi, se poi lei ha da esporre altri dati o comunque da commentare altri dati questo è un altro discorso.

 

RISPOSTA - Per quanto mi riguarda, capisco sia l'ora che le esigenze... mi rimaneva sostanzialmente da aggiungere solo una cosa, quindi trascurerei la presentazione che mi sembra tutto sommato non utile delle ulteriori elaborazioni, che avevamo fatto circa le cumulate nel tempo di questi superamenti, le anticipo solo perché verranno consegnate, fanno riferimento alle figure 7-8-9-10 e 11, riguardavano i parametri più significativi, in particolare i clorurati, i cosiddetti i clorurati di secondo grado.

DOMANDA - Che cosa significa la cumulata?

RISPOSTA - Vediamo la figura 8. Nella figura 8 sono illustrate le informazioni riguardanti lo scarico SM2... cosa illustra la cumulata? Vedete innanzitutto come viene presentata, vedete in basso l'anno a cui si riferisce il dato, nella fattispecie vedete che si parte dal 1979 e si tratta l'anno 1980, 1981, 1982, si saltano tutti gli altri anni, in quanto non abbiamo ricevuto dati in questo periodo e si riprende dal 1992 e si termina al 1999. Si riporta per ciascuno degli anni il numero di casi di superamenti relativamente solo al parametro sostanze clorurate, cioè quindi in quanti campioni per ogni anno è stato riscontrato il superamento dei limiti ammissibili per le sostanze clorurate di secondo grado. Questo valore è stato sommato, cioè ogni valore relativo ad un anno comprende il valore riscontrato in quell'anno più il valore, cioè il numero riscontrato nell'anno successivo, quindi la variazione da un anno dall'altro è equivalente al numero di casi di superamenti aggiunti nell'anno 1981. Per esempio, si parte dal 1979 grosso modo con 10, 15 superamenti, la colonna dell'anno 1980 porta a 60 i superamenti, vuol dire che nel 1980 ce ne sono aggiunti una cinquantina, nel 1981 si arriva a circa 100, 110 e così via, quindi in totale... Una piccola osservazione, ovviamente la non disponibilità di dati significa far sì che quella traccia sia orizzontale, perché non avendo nessun dato da aggiungere il valore rimane costante, quindi rimane costante per 10 anni, ma non perché non vi siano stati superamenti, ma perché non abbiamo elementi a suffragio di questo. Il fatto che la curva si attenui significa che il numero di casi annui di superamento per quel parametro si va attenuando e diciamo che questo lavoro è stato fatto per i vari scarichi e in particolare per il SM2, SM15/5, SM15/16 o SM22 e il SM15/5, in cui si vede un andamento diverso con dei salti, in cui si vede che in certe fasi o in certi periodi c'è stato un rilevante incremento, se volete, del numero di superamenti, questa è la finalità di un grafico, cioè vedere se c'è una variazione nel tempo di entità del fenomeno che si vuole monitorare. L'ultima osservazione per quanto mi riguarda può essere quindi questa: noi riteniamo che, alla luce dei dati esaminati e quindi di quanto abbiamo illustrato questa mattina, le affermazioni fatte da altri consulenti o testi siano sostanzialmente inficiate o decisamente destituite da fondamento, in particolare voglio riferirmi ad affermazioni scritte dal professor Foraboschi nella sua relazione, l'ultima che abbiamo avuto modo di vedere, che è quella del 19 aprile 2001, relativa agli aspetti ambientali 2, seconda relazione, a pagina 18 si dice: "Lo scarico dell'impianto chimico-fisico-biologico, scarico parziale SM22 rispetta i limiti di accettabilità per gli scarichi in laguna a monte della sua confluenza nello scarico generale SM15", così dice il professor Foraboschi, a me pare che i dati qui illustrati, relativi al SM22 precedentemente detto, il 15/16, mostrino invece che questo non sia vero. A pagina 22 della stessa relazione il professor Foraboschi scrive: "Per quanto riguarda lo scarico SM15 l'esame a partire da fine 1990, momento in cui il gruppo Enichem ha assunto la gestione dello stabilimento Petrolchimico, dei bollettini delle analisi semestrali ufficiali eseguite dal laboratorio Chemilab S.r.l., regolarmente inviati al Magistrato alle Acque dimostra il rispetto dei limiti di legge imposti dal DPR 962/73 per tutti i parametri considerati", a me pare che anche relativamente al SM15 la situazione non sia esattamente quella qui dipinta. Io non ho motivo di dubitare del fatto che il professor Foraboschi abbia esaminato quel documento, che sono poi le dichiarazioni ufficiali delle aziende nei confronti delle autorità di controllo e che evidentemente in quei documenti, che sono rivolti all'esterno, questi fossero, l'immagine che ne emergeva fosse quella di una perfetta ottemperanza delle norme, certo è che dai dati interni dell'azienda risulterebbe una situazione un po' differente.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Immagino che lei abbia avuto modo di fare verifiche anche su altri scarichi nell'ambito della sua attività professionale?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Professionalmente lei si occupa anche di controllare questi documenti?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Nella sua esperienza professionale si è mai imbattuto in un caso in cui i certificati di analisi evidenzino superamenti di limiti non già di un singolo parametro, ma di una complessità di parametri, qual è quella, ad esempio, nella tabella 15? Io prendo la tabella 15, perché lei fa il bilancio per 10 parametri generali e parametri specifici.

RISPOSTA - Non credo abbia presentato nessuna tabella 15.

DOMANDA - Mi scusi, è la tabella 5A, prendo questa come esempio perché mi pareva un dato emblematico, qui vedo dei parametri specifici, il ferro, l'ammoniaca e i nitriti e poi vedo dei parametri generalissimi, il pH, il COD, ne vedo una decina indicati qui di parametri, la domanda è: nella sua esperienza professionale ha mai avuto modo di vedere situazioni nelle quali non ci fosse tanto un superamento di un parametro o di alcuni parametri, ma ci fosse questa globalità ad esempio descritta in questa tabella che contiene riferimenti, sia parametri a carattere generale sia parametri specifici e con queste frequenze di superamento?

RISPOSTA - Quello che posso dire è questo: in presenza di questi dati difficilmente anche il miglior consulente potrebbe dimostrare l'ottemperanza ai limiti, che ci sia questa numerosità di parametri non mi stupisce invece in relazione alle tipologie di produzioni che generano questi scarichi, che come abbiamo visto derivano da numerose tipologie di impianti e quindi che ci siano solventi organici vari non credo, non stupisce me, non stupisce nessuno, visto che c'è una filiera del cloro e queste sostanze derivano da numerose fasi lavorative in vari tipi di impianti, essendoci oltre tutto impianti che trattano sostanze azotate, anche il fatto che ci siano tracce di queste lavorazioni dello scarico non mi stupisce. Ripeto, quello che mi stupisce è che con questa situazione, che appare indubbiamente critica, si possa riuscire a dimostrare che quello scarico è a norma. Io ho avuto modo nella fattispecie, non sul 15/5, ma di occuparmi per altra causa dell'impianto di trattamento acque e in quel caso ci si occupava, la finalità dell'indagine era rivolta al sistema o all'impianto di incenerimento dei fanghi e quindi non si è fatto un esame dell'impianto di per sé di trattamento delle acque e quindi dello scarico idrico dell'impianto, però mi è noto l'insieme dei problemi e la difficoltà di trattamento degli scarichi contenenti sostanze azotate, problema che sicuramente nel Petrolchimico sarà stato, e io credo tuttora, sia rilevante, cioè è tecnicamente delicato e richiede interventi e impianti indubbiamente gravosi da realizzare e da gestire, cioè gli impianti di nitrificazione e denitrificazione, cioè l'eliminazione delle sostanze azotate a valle e su portate molto rilevanti costituisce sempre un problema, non un problema insolubile, nessuno ha mai detto che sia un problema sicuramente insolubile, ma certamente è un problema. Io non so dire nulla sulla qualità delle analisi, ma sono analisi fatte dall'azienda, io sono partita dall'idea, conoscendo l'azienda e le sue capacità, che le analisi fatte dall'azienda siano analisi ben fatte, quindi corrispondenti sia nella metodica di campionamento sia nella metodica analitica corrispondenti alle norme e allo stato di buona tecnica. Quindi le metodiche io ho dato per scontato che siano state quelle corrette e quindi il risultato rappresentativo e confrontabile con i limiti di legge. D'altro canto così ha sempre fatto l'azienda o almeno così sembra abbia fatto dall'esame dei documenti che noi abbiamo potuto consultare. Non credo di poter rispondere adeguatamente alla sua domanda, perché paragonare azienda per azienda e scarico per scarico è un paragone che forse non ha un rilevante significato, se un impianto in sostanza funziona male oppure si hanno degli scarichi che non vengono adeguatamente trattati indubbiamente si ha il superamento di numerosi fattori e quindi anche di numerosi parametri, che qui non sono poi numerosissimi in fin dei conti, non abbiamo a esempio riportato i metalli o i microinquinanti organici, anche perché i microinquinanti non sono mai stati analizzati.

 

Presidente: bene, facciamo una sospensione.

 

Pubblico Ministero: l'ingegner Carrara, siccome dovrebbe rientrare a Milano, vorrebbe sapere se deve ritornare o no, se ci sono domande da parte di altri avvocati...

 

Presidente: ritenete di porre domande in controesame all'ingegner Carrara?

 

Avvocato Santamaria: no. Noi crediamo che il professor Foraboschi nel pomeriggio farà ciò che l'ingegner Carrara diceva che era impossibile, cioè provare quello che l'ingegner Carrara ritiene che sia impossibile provare, ma che invece sarà provato.

 

Presidente: il Pubblico Ministero non ritiene comunque di trattenere l'ingegner Carrara?

 

Pubblico Ministero: non ci sono problemi, va bene.

 

Presidente: oggi si dovrebbe esaurire una sorta di contraddittorio, siccome queste sono state le conclusioni dell'ingegnere e ci è stato preannunciato che le conclusioni del professor Foraboschi sono completamente diverse, anzi opposte, forse per concludere questo esame forse è meglio che l'ingegner Carrara, che tanto ha faticato ad arrivare, ormai resti. Ci rivediamo alle ore 15.30. Riprendiamo l'udienza con l'audizione dell'ingegner Foraboschi.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE TECNICO

DR. FRANCO FORABOSCHI

 

RISPOSTA - La documentazione esaminata riguarda solo in parte gli scarichi delle acque reflue dello stabilimento in laguna o correnti che devono rispettare limiti di accettabilità fissati dalla normativa o dalle autorizzazioni, per il resto questi documenti, questi bollettini di analisi riguardano correnti interne ed acque prelevate per uso industriale non sottoposte al rispetto di limiti normativi. Come è noto al Tribunale, gli scarichi di acque reflue dello stabilimento in laguna, che devono rispettare i limiti di accettabilità fissati nell'allegato al DPR 962 del 1973 sono il SM15, che recapita nel canale Malamocco-Marghera e portata 50 mila metri cubi ora, SM2 con recapito nel canale Lusore-Brentelle o canale di raccordo Naviglio di Brenta, con una portata di 3 mila metri cubi ora, SM7 con recapito nel canale industriale sud, 800 metri cubi ora, SM8 con recapito nel canale industriale ovest, 1.000 metri cubi ora, SM9 con recapito nel canale industriale ovest, 2.000 metri cubi ora. La corrente SM22 che esce dall'impianto chimico-fisico-biologico, con sigla SG31, cioè l'impianto che fino all'agosto del 2000 è stato gestito dalla società Ambiente si immette in SM15 e secondo l'autorizzazione del Magistrato alle Acque deve rispettare i limiti prima dell'immissione, anche se non si tratta di uno scarico diretto in laguna. Qui, anche se ovviamente gli aspetti saranno trattati da chi ha competenza per trattarli, dovendo però giustificare le scelte fatte da me in questa relazione volevo ricordare che il DPR 962 del 1973 precisa all'articolo 6 che l'accertamento dei requisiti viene effettuato in corrispondenza del punto di immissione delle acque nel ricettore. Allora tutta una serie di correnti che non si immettono nel ricettore, cioè nella laguna e nei canali, non richiedevano un'autorizzazione specifica, parlerò tra un momento poi delle correnti SI1 e SI2 per le quali è intervenuto successivamente il decreto legislativo 136 del 1992, ma rimanendo alla normativa tuttora vigente del 962 del 1973 richiedevano un'autorizzazione gli scarichi nel corpo ricettore. Al momento in cui però si chiede l'autorizzazione allo scarico in un corpo ricettore si danno tutte le informazioni relative alla formazione di questo scarico, peraltro l'articolo poi 9 della Merli diceva che l'autorità di controllo è autorizzata a fare tutti gli accertamenti necessari per caricare la formazione delle correnti, quindi al momento in cui si chiede l'autorizzazione per il SM15 si descrivono, si danno le informazioni su tutte le correnti che formano lo scarico SM15. Ebbene, quando il Magistrato alle Acque ha concesso l'autorizzazione per la corrente SM22, cioè uscente dall'impianto di depurazione della società Ambiente ha prescritto il rispetto dei limiti della 962 prima della miscelazione, per tutti gli altri scarichi non ha dato disposizioni di questo genere, ripeto, l'articolo 6 del 962 è molto chiaro, dice: "Il rispetto dei limiti si verifica all'immissione nel corpo ricettore", questa è la situazione normale perché la stragrande maggioranza degli insediamenti industriali ha un punto finale di scarico in un corpo ricettore, subito al confine dello stabilimento viene messo il famoso pozzetto fiscale dal quale si fanno i campionamenti per verificare il rispetto dei limiti, a questo pozzetto convergono tutti i rami di fognatura provenienti da reparti diversi, convoglianti correnti diverse. Allora il compito che mi ha assegnato l'avvocato Santamaria riguardo al SM15/5 è molto semplice, tutto sommato, per me, perché il SM15 non è uno scarico, è una corrente, che si immette nello scarico SM15 non era tenuto a rispettare i limiti della 962 del 1973, così per tanti altri delle correnti per le quali sono stati resi disponibili i bollettini di analisi. Questi bollettini di analisi corrispondono ad un piano analitico che ha lo stabilimento di controllo delle diverse correnti idriche, naturalmente un controllo di queste correnti non ai fini fiscali, ma ai fili della gestione dello stabilimento, per cui ci sono appunto i controlli sulle prese di acqua, i controlli all'ingresso dello stabilimento, tutte queste cose evidentemente non hanno un riferimento a rispetto di limiti normativi o autorizzativi, hanno invece una loro funzionalità per quanto riguarda la gestione dello stabilimento. Io quindi nella mia relazione farò riferimento agli scarichi veri e propri, cioè agli scarichi per i quali sono richiesti i rispetti dei limiti normativi, quindi quelli che ho detto, scarichi in laguna più il SM22, perché questa corrente di 1.200 metri cubi ora, pur non immettendosi direttamente in laguna deve rispettare i limiti della 962 per disposizione in sede di autorizzazione, poi ci sono le correnti SI1 e SI2, una di clorurati ed una caratterizzata dal mercurio, per le quali è intervenuto il decreto legislativo 133 del 1992, che per una serie di lavorazioni e tra queste lavorazioni ci sono anche quelle di produzione del CVM prescrive il rispetto di certi limiti direttamente a piè di reparto, cioè prima di miscelarsi con altre correnti dello stabilimento e in questo senso il Magistrato alle Acque nel 1994 ha rilasciato l'autorizzazione ai sensi del 133, dando le prescrizioni relative al mercurio e relative ad un certo numero di composti clorurati. Queste sono le correnti sulle quali ha significato parlare di superamenti di limiti, che poi nei controlli dello stabilimento si guardassero i parametri di correnti interne e si riscontrassero, come è stato accennato nella relazione di questa mattina, in confronto anche ai limiti del 962 è giusto per avere dei punti di riscontro, ma punti di riscontro, ripeto, gestionalmente, non di tipo fiscale e autorizzativo. Nel 1996, come già il Tribunale ha avuto modo di apprendere, diciamo, per le cose che sono state dette, il Magistrato alle Acque ha fissato per la corrente SI2 uno specifico limite di accettabilità in termini di tossicità equivalente per le diossine, cioè il policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, il limite di 0,5 picogrammi litro, limite che non era previsto dalla normativa allora vigente e che non fu imposta ad altri scarichi in laguna, fu imposta solo a questa corrente, che non si immette direttamente nella laguna, ma appunto fu fissato questo limite che deve essere ovviamente rispettato. Io ho cominciato l'esame della enorme documentazione disponibile partendo dai 4 faldoni selezionati dal dottor Casson, nei quali intanto i bollettini riguardano per il periodo Enichem analisi eseguite tra il 22 giugno 1992 e il 23 giugno del 1999. Poi in questa documentazione sono presenti anche bollettini relativi alla corrente SM22, che un tempo era chiamata SM15/16, che è la corrente che esce dal biologico. Questo per il periodo 1986-1995, quindi che riguardano un impianto non gestito da Enichem, anche nel periodo 1990-1995, in cui comincia invece a gestire l'impianto Petrolchimico. Enichem ha assunto la gestione di questo impianto a partire dal primo agosto 2000. Poi ci sono anche bollettini relativi a scarichi esterni nel periodo 1973-1980 e acque di clorurati nel 1981, che riguardano pertanto la gestione Montedison. Ricordo, ma è già stato detto, che in conseguenza del frazionamento che è intervenuto nel tempo dell'unico insediamento produttivo originario tre dei cinque scarichi dello stabilimento sono cointestati a più soggetti, che in essi scaricano le proprie acque reflue. Preciso che nel SM15 oltre alle società che sono state citate questa mattina l'autorizzazione è intestata anche alla società Ambiente. Quali acque scarica Enichem in questi scarichi? Questa mattina sono stati elencati dall'ingegner Carrara tutti i reparti di provenienza, io vorrei essere più sintetico, cioè dicendo la tipologia di acque. Nel SM15 recapitano acque di raffreddamento, acque meteoriche, acque civili chiarificate ed acque di processo trattate, per esempio tutto il SM22, nel SM2 sempre come acque scaricate da Enichem vanno acque di raffreddamento, acque meteoriche, acque civili chiarificate e le acque dall'impianto di demineralizzazione, nel SM7 vanno acque di raffreddamento, acque meteoriche, acque civili chiarificate, cioè da fosse biologiche; il SM8 riceve acque di raffreddamento dolci, acque civili chiarificate e le acque di sfioro dell'impianto di demineralizzazione, cioè quelle acque che prevalentemente, ho detto, vanno al SM2 quando ci sono condizioni di portata elevata, possono, attraverso uno sfioratore, andare allo scarico SM8. Infine nel SM9 vanno acque di raffreddamento, acque meteoriche, acque di neutralizzazione dagli impianti del ciclo dell'acido solforico. Io ho anche indicato le singole correnti che vanno a comporre... per il momento se il Tribunale ritiene, siccome sono state illustrate ampiamente, non starei a descriverle in dettaglio, sono le correnti che vanno appunto a comporre gli scarichi. Vorrei parlare della corrente SC25, che è una corrente di 500 metri cubi ora, deriva dagli impianti della società Ausimont e va a formare con le acque di Enichem, che abbiamo detto sono di raffreddamento, civili chiarificate, meteoriche e impianto dell'acqua demineralizzata, vanno a formare lo scarico SM2. Più avanti darò delle indicazioni di composizione di questa corrente, anche se si tratta di una corrente interna, quindi di una corrente che non è soggetta di per sé a limiti, ma giusto per poter ragionare sul superamento di alcuni limiti verificati sullo scarico SM2. Tra la roba che risultava in questi faldoni c'era un'indicazione una vasca 10 ed è una vasca... è la corrente di uscita della vasca di neutralizzazione del reparto acido solforico, che poi è segnata una C901, che è la corrente di uscita dalla colonna di strippaggio dei clorurati dell'impianto CS30 che può essere anche compresa nel SI2. Per esempio i bollettini di questa corrente C901 prevalentemente sono bollettini che riguardano la composizione in uscita dalla colonna di strippaggio, quindi non una corrente che viene scaricata, una corrente che va a ulteriore trattamento, ma alcuni dei bollettini si vede sono addirittura di analisi all'ingresso della colonna, appunto per questi controlli gestionali, che lo stabilimento conduce secondo il piano analitico, che ha fissato, fissa ogni anno, ma sostanzialmente non mi è sembrato che negli anni che interessano la gestione Enichem sia cambiato in maniera significativa. E` segnato in questi bollettini la corrente del Lusore, che è la corrente del canale Lusore-Brentelle, prelevata nel punto di ingresso del canale di stabilimento, la corrente Oriago che corrisponde alla presa di attingimento di acqua superficiale dolce dal Naviglio di Brenta e la corrente M.ovest, che corrisponde alla presa di attingimento anche questa di acqua di luna dal canale industriale ovest. Quando Enichem nel 1990, alla fine del 1990, ha iniziato a gestire il Petrolchimico, ricordo che nel 1987 Enichem ha preso gli impianti CVM e PVC, la gestione del Petrolchimico però è sulla fine del 1990, era in vigore fin dai primi anni '80 la tabella allegata al DPR 962 del 1973 per gli scarichi con recapito in laguna, le autorizzazioni poi precisano che in quella forchetta, che questa mattina è stata detto di limiti, c'è un valore basso e un valore alto, ad un certo momento non ricordo per quale parametro si diceva 2 e 4, precisa l'autorizzazione per esempio del SM15 che è il valore più alto quello di riferimento come limite. Quindi i 5 scarichi terminali, SM2, SM7, SM8, SM9, SM15, è vero c'è un altro scarico che viene dal laghetto ornitologico, ma non è ovviamente uno scarico dello stabilimento, anche se è uno scarico che fa capo, come autorizzazione Enichem, però evidentemente non è uno scarico dello stabilimento, è lo scarico delle piogge da questo laghetto, dovevano rispettare i limiti della tabella allegata al DPR 962 del 1973 per gli scarichi con recapito in laguna. Ancora oggi devono rispettare questi limiti, come prescritto dalle autorizzazioni del Magistrato alle Acque. L'articolo 6 di quel DPR prevedeva la possibilità di revisione ed aggiornamento della tabella allegata, però questa facoltà non è mai stata esercitata dal legislatore, per cui i limiti sono rimasti inalterati nel tempo, dal 1973 ad oggi. Poi ci sono i decreti del 1999 che cambiano la situazione, ma questi decreti entreranno in... renderanno obbligatoria tutta una serie di cose a partire dalla fine del 2000, a partire dalla fine di quest'anno. Anche per quanto riguarda il decreto legislativo 133 del 1992 si prevedeva un aggiornamento a cura del Ministero dell'Ambiente dei limiti in relazione all'evolversi delle conoscenze scientifiche, la loro integrazione con le sostanze per le quali non era fissato un limite, ma tale integrazione dal 1992 ad oggi non è avvenuta. Per diossine, PCB, policlorobifenili, IPA fino al decreto del 23 aprile del 1998 e alla disciplina contenuta nel decreto ministeriale del 30 luglio del 1999 relativa alla laguna non esisteva un limite regolamentato. Questa normativa specifica per la laguna ha preso anche in esame i pesticidi organoclorurati, l'arsenico, il cadmio, il cianuro, il mercurio e il piombo stabilendo un divieto di scarico, ovvero l'uso delle migliori tecnologie di abbattimento, questo qui, come tutta la normativa prevista da questi decreti, entrerà in vigore il 31 dicembre del 2001. Differenti termini possono essere stabiliti al completamento dei progetti di adeguamento approvati dalla Regione. Il punto importante è che la separazione delle acque di processo dalle acque di raffreddamento per gli scarichi in laguna è stata prevista solo con il decreto ministeriale Ronchi-Costa del 30 luglio del 1999, con cui vengono fissati i nuovi limiti ed è stabilito che la revisione delle esistenti autorizzazioni agli scarichi dovrà essere effettuata dal Magistrato alle Acque entro il 31 dicembre 2001, tenendo conto che gli adeguamenti dovranno prevedere la separazione degli scarichi di processo dalle acque di raffreddamento. Io ho sentito questa mattina parlare di diluizione. La diluizione è prendere acqua appositamente per diluire uno scarico in maniera da diminuire le concentrazioni degli inquinanti, non è una diluizione la miscelazione di correnti diverse, la normativa vigente, per esempio la legge Merli, l'articolo 9 della legge Merli prevede che solo nel caso di presenza dei metalli e non metalli tossici del decimo gruppo della tabella A della legge Merli l'autorità di controllo può stabilire limiti da rispettarsi prima della miscelazione dell'acqua con le altre acque dello stabilimento. Solo in questo caso quindi può scattare il discorso di non miscelazione tra acque di raffreddamento ed acque di processo, in tutti gli altri casi è normale che tutte le acque dello stabilimento si miscelino prima del pozzetto finale, il pozzetto fiscale, che nel caso di questo stabilimento non è un pozzetto, ma sono cinque perché cinque sono gli scarichi in laguna. I progetti Enichem per l'adeguamento degli scarichi a questa nuova normativa sono all'esame della Regione, per cui al momento gli scarichi sono regolamentati dalle stesse autorizzazioni rilasciate dal Magistrato alle Acque nel 1993 e nel 1996, però è in vista una loro revisione entro il 31 dicembre 2001, come previsto dalla normativa ultima. L'accordo di programma per la chimica a Porto Marghera, sottoscritto anche dal Ministero dell'Ambiente e dalle aziende interessate, tra cui Enichem, che è divenuto operativo con il DPCM del 12 febbraio 1999, sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, recepisce l'indirizzo della normativa più recente ed aggiunge inoltre l'impegno di tutte le imprese a far confluire tutti gli scarichi di processo di prima pioggia, già pretrattati, al nuovo impianto finitore di Fusina, quindi la situazione che si prospetta è abbastanza diversa dalla situazione che fino a questo momento era in vigore, però fino a questo momento è in vigore la vecchia normativa. Ovviamente tutti gli scarichi dello stabilimento in laguna, le correnti che confluiscono nei diversi scarichi, gli impianti da cui queste correnti provengono, i sistemi finalizzati alla riduzione del carico inquinante sia impianti di depurazione, ma anche modificazione di processo per ridurre il carico inquinante sono noti alle autorità di controllo. Lo stabilimento ovviamente inviava all'autorità di controllo tutte le necessarie informazioni in sede di richiesta di autorizzazioni. Poi come ho già detto l'autorità di controllo ha sempre acconsentito di accedere agli stabilimenti per verificare come si formano gli scarichi. Comunque, nella prima metà del 1997, esattamente il 28 febbraio 1997 e il 4 giugno 1997, Enichem in adempimento dell'ordinanza Ronchi ha presentato al Ministero dei Lavori Pubblici e al Ministero delle Acque il progetto di revisione e di assetto degli scarichi liquidi. Nell'ottobre nel 1998 ha inviato ai Ministeri dell'Ambiente e dei Lavori Pubblici, al Magistrato alle Acque e alla Regione Veneto i progetti di adeguamento, il relativo aggiornamento è stato inviato nell'ottobre del 1999. Quindi la situazione degli scarichi e in particolare del fatto che gli scarichi sono i 5 che ho appena detto, che i vincoli su correnti interne riguardavano solo il SM22, il SI1 e il SI2 sono ben noti e ratificati in sede autorizzativa dagli organi di controllo. L'analisi ripeto che il laboratorio dello stabilimento eseguiva non era finalizzate al controllo degli scarichi appunto perché prevedevano un sacco di correnti, che scarichi non erano. Il controllo finale degli scarichi lo faceva periodicamente, ogni 6 mesi, il laboratorio esterno scelto dallo stabilimento con l'accordo del Magistrato alle Acque, sono le analisi di cui io ero a conoscenza quando ho fatto la mia relazione sull'inquinamento della laguna, sugli scarichi, quindi con riferimento all'inquinamento della laguna e sono quelle che citavo nel momento in cui ho fatto la relazione, ho parlato qui davanti ai signori del Tribunale e quando ho scritto la relazione. Rilevanza dei superamenti, in riferimento alle correnti che ho appena detto. Il tempo a disposizione è stato molto limitato e per quanto abbiamo messo tutte le forze possibili non mi ha permesso di elaborare tutti i dati analitici disponibili, però ho indicato tutti i casi in cui la concentrazione è relativa ad un parametro riportato nei bollettini risulta inferiore al limite di accettabilità fissato per il parametro medesimo dalle leggi o dalle autorizzazioni per il periodo 1990-2000. Poi ho esaminato anche per un certo numero di anni, in particolare per il 1994 e per il 1997, 1998, 1999, 2000 proprio i valori delle concentrazioni misurate, ma c'è stato un problema di informatizzazione dei dati, che non mi ha permesso di venire qui con il quadro completo anche per quanto riguarda i singoli valori misurati. Quindi per i superamenti il quadro è completo, per i singoli valori misurati è limitato ad un certo numero di anni, che però ritengo significativo. Rimanendo per ora, poi passerò oltre, ai bollettini nei 4 faldoni che il signor Pubblico Ministero aveva selezionato, nel 1993... questi sono i numeri sui bollettini che sono stati selezionati dal Pubblico Ministero, poi darò anche il numero globale, i parametri analizzati sono stati 19 per lo scarico SM15, 2 per lo scarico SM7, parlo del 1993, 22 per lo scarico SM8, 23 per il SM9, 24 per il SM2, 21 per il SM22, per qualcuno dei parametri analizzati il numero di analisi effettuate in un anno è stato di 200, 300, guardando complessivamente le determinazioni analitiche effettuate nel 1993 per questi scarichi i parametri - metto come scarico come semplificazione anche il SM22 che è una corrente che si immette nel SM15, ma per non complicare chiamo scarico anche questo, dovendo rispettare peraltro i limiti come se fosse uno scarico - sono state 9.500, quindi i parametri misurati nel 1993 sono stati 9.500, sempre da questi bollettini depositati il numero dei superamenti risulta 94 che corrisponde all'1% dei valori determinati, che in una visione pratica della situazione mi sembra corrisponda ad una percentuale dei malfunzionamenti normalmente attesi in impianti di questo tipo. Nella documentazione sempre selezionata dal signor Pubblico Ministero sono compresi i bollettini di analisi la corrente SI2, cioè la corrente C901 prevalentemente in uscita dalla colonna di strippaggio dei clorurati, in qualche caso in ingresso, questa corrente dal 1994 è soggetta ai limiti del decreto legislativo 133, nei bollettini presenti non si notano superamenti, ci sono bollettini che riguardano lo scarico SM2 relativi al 1992-1993 dove si individuano superamenti per i composti organici, clorurati del secondo gruppo, i fluoruri, l'azoto nitroso, l'azoto nitrico, i solidi sospesi e il pH. La società Ausimont concorre, come ho già detto, allo scarico SM2 con lo scarico parziale SC25, Enichem contribuisce solo con acque di raffreddamento, acque civili, acque meteoriche e acqua dall'impianto di demineralizzazione, vedremo più avanti i risultati relativi al SC25. Su questo scarico SM2 il Magistrato alle Acque ha effettuato dalla fine del 1997 al giugno del 2000 alcuni controlli, complessivamente 10 campionamenti in cui i superamenti sono tre, due che riguardano i fluoruri, uno i composti organici clorurati del secondo gruppo, cioè quelli che nella tabella in allegato al decreto 962 sono indicati come composti organici clorurati non citati altrove come pesticidi e solventi plastificati. Questo è il risultato dopo una rettifica da parte del Magistrato alle Acque che in una primitiva segnalazione aveva parlato di 4 superamenti relativi ai composti clorurati, che poi dopo con una ripetizione delle analisi è risultato che erano solo dovuti ad errori analitici, per cui ha comunicato che questi superamenti non c'erano stati, i fluoruri sono un parametro caratteristico del ciclo produttivo della società Ausimont, per quanto riguarda quel superamento dei composti organici clorurati del secondo gruppo fu riconosciuto che era in atto una situazione anomala, c'era una situazione accidentale di acqua proveniente da un cantiere, dove erano in corso dei lavori di messa in sicurezza dell'aria, una volta individuata la causa, sono stati attuati interventi per isolare l'aria di cantiere dall'asta fognaria e si è conseguita l'immediata cessazione del fenomeno. I controlli analitici effettuati hanno evidenziato fino dal giorno successivo l'efficacia degli interventi. Per il 1994 e per gli anni dal 1997 al 2000 ci è stato possibile informatizzare il complesso dei dati, separando i dati relativi ai campioni medi da quelli relativi ai campioni istantanei, per gli anni dal 1990 al 1993, ma ricordo che l'Enichem ha preso la gestione a fine del 1990, per il 1995 e il 1996 l'informatizzazione si è dovuta limitare ai cosiddetti superamenti e al conteggio dei risultati analitici disponibili per ciascun parametro per il quale si sono riscontrati superamenti, considerando però complessivamente sia i dati relativi ai campioni medi sia i dati relativi ai campioni istantanei, pur non essendo completa l'elaborazione dei dati ritengo che quanto fatto fornisca un quadro esauriente della situazione, che andrò ad illustrare. In questa tabella c'è la percentuale di superamenti rispetto ai dati analitici rilevati. Qui io credo che sia più significativo rapportare i superamenti al numero di misure effettuate piuttosto che ai bollettini o ai giorni, perché guardando dei diagrammi, come abbiamo visto, e devo dire che sapendo la fatica che abbiamo fatto per mettere a posto queste cose, ho apprezzato molto il lavoro dell'ingegner Carrara, perché anche lui in poco tempo è riuscito a informatizzare molte cose, ma guardando dei diagrammi in cui si dà l'andamento del numero dei superamenti credo che l'informazione possa risultare incompleta e per qualche verso falsata, perché se io non faccio misure sono avvantaggiato, perché ho meno superamenti, quindi la cosa non sembra ragionevole, per cui mi sembra preferibile esaminare, e questo io ho fatto, il numero di superamenti in rapporto al numero di misure. Qui do i risultati globali per gli scarichi, però nell'allegato fornisco anche le percentuali con riferimento ai diversi parametri. Se guardiamo il totale degli scarichi vediamo che dal 1990 al 2000 la percentuale di superamenti scende al 4,4 all'1, però io vedo che già al 1994 sono intorno all'1, quindi si vede un progressivo miglioramento della situazione. Se poi vado a vedere i singoli scarichi anche questo risulta per ciascun scarico... questo qui è l'andamento della percentuale di superamenti totali e come si vede, da un certo momento in poi il trend va verso l'1%, scende sotto, poi ritorna sopra, l'1% sono quelle fluttuazioni. Questo è il SM22, cioè l'uscita dall'impianto gestito da Ambiente. La situazione è un po' fluttuante, però anche qui si vede che da una percentuale non bassissima del 1990 si scende già nel 1991 a 6% per andare sotto l'1%. Questo è il SM15 ed anche qui si vede che addirittura in qualche anno i superamenti sono stati zero, oggi gli ultimi dati sono uno 0,5% delle misure. Qual è la conclusione che io traggo da questo esame? Intanto che non ho segnali di un sussistere di mal funzionamenti permanenti su lunghi periodi, il numero dei superamenti è limitato come si vede in rapporto al numero di misure effettuate e mi sembra importante aggiungere che la situazione è andata migliorando nettamente, quindi nel corso dei anni si è visto, e si vede, questo miglioramento, ma a questo punto io mi sono chiesto: "Nell'ambito delle discussioni tecniche che abbiamo prospettato al Tribunale quale è il discorso che nella sostanza può interessare in relazione a questi superamenti? E` quello di vedere se alla fine lo scarico di inquinanti in laguna è risultato alterato, anomalo, in rapporto appunto alla presenza di questi superamenti, la mia intenzione era quella di fare la concentrazione media annua per tutti i parametri per i quali si erano verificati i superamenti, escluso il pH, perché è una scala logaritmica, una media del pH non ha significato, per tutti gli altri parametri fare una media laddove appunto si erano verificati i superamenti e confrontare questo valore medio con il limite relativo del parametro, sono riuscito a farlo solo per il 1994, il 1997, il 1998, il 1999 e il 2000 e darei i risultati di questa analisi. I risultati di questa analisi, poi cercherò di illustrare queste tabelle, che non sono mai di lettura immediata, è che in tutti e 5 gli anni esaminati e per tutti i parametri per i quali si è verificato un superamento e per tutti gli scarichi non si è mai avuto un valore medio di concentrazione nell'anno superiore al limite. Questo valore medio è il valore medio dei risultati di tutte le misure che per quel parametro sono state fatte in quell'anno, il numero per alcuni parametri è molto elevato, 200, 300, per altri parametri è meno elevato, però da un certo punto di vista se io prendo i parametri sui quali ci sono stati dei superamenti, se le misure sono state poche rischio una penalizzazione, appunto perché i superamenti ci sono, le misure sono poche, quindi la media mi fa prevalere il superamento, però nonostante tutto per nessuno dei parametri mi risulta un superamento dei limiti, anzi spesso il valore è molto inferiore ai limiti. Partiamo dallo scarico SM15, che è lo scarico con portata più rilevante, gli NS vogliono dire non superamenti, per l'azoto ammoniacale trovo un superamento su un campione medio nel 2000, cioè su un campione preso in un periodo che può essere di tre ore o può essere di una giornata, varia, insomma, su un periodo relativamente lungo, il limite per l'azoto ammoniacale è 5, il valore medio che trovo sui campioni medi nell'anno 2000 quando si è verificato il superamento è 0,4, quindi notevolmente inferiore 444 al limite di 5. Per l'azoto nitrico sempre sullo scarico SM15 si trovano dei superamenti sia su campioni medio che su campioni istantanei nel 1994, poi negli anni successivi non ci sono superamenti. Il valore medio è 4 su un campione medio, 8 su campione istantaneo, il limite è 50, sui solventi organici aromatici, trovo un superamento nel 1994 sul campione istantaneo, la media delle misure effettuate sul campione istantaneo è 0,1, il limite è 0,2. Sui composti organici clorurati del secondo gruppo si trovano superamenti nel 1994 sia sul medio sia sull'istantaneo, la media dei valori è 0,01 rispetto ad un limite di 0,05, quindi 5 volte inferiore; nel 1997 ci sono dei superamenti nel campione medio, con media 0,008, il limite invece è 0,05, quindi molto più basso e lo stesso più bassi nel limite sono nel 1999 e nel 2000. Ritengo che il SM22 e il SM2 siano interessanti, per cui li esamino in dettaglio. Sul SM22 ricordo uscita dal biologico di Ambiente, trovo dei superamenti dei solidi sospesi nel 1997 e la media di tutte le misure è 32, sempre in milligrammi litro, rispetto ad un limite di 80, per il COD trovo superamenti nel 1994 e nel 1997 con medie di 62 e 64 rispetto ad un limite di 150, qui c'è ND, che sta per non disponibile, cioè per esempio non mi sono stati forniti, penso non esistano nemmeno, dati relativi ai campioni medi sul SM22 nel 1997, 1998, 1999 e 2000, cioè da questo momento penso dal 1997 si sia deciso di fare il campione istantaneo, comunque io non dispongo dei campioni medi. Allora se vediamo, stavo guardando l'azoto ammoniacale, per esempio, trovo superamenti nel 1997, nel 1999, nel 2000, la media di tutti i valori misurati è 0,6 nel 1997, 0,4 nel 1999 e 0,6 nel 2000, rispetto ad un limite di 5. L'azoto nitroso, superamenti sul campione medio del 1994, 0,3 il valore medio su tutte le misure, 2 il limite; azoto nitrico, superamenti sui campioni istantanei 30 nel 1994, come media, 32 nel 1997, 31 del 1998, 34 nel 1999, 32 nel 2000, rispetto ad un limite di 50; fosfati ancora sui campioni istantanei 0,7 nel 1994, come media, 1,8 nel 1997, 1 nel 1998, limite 5; clorurati del secondo gruppo nessun superamento nel 1994, nessun superamento su quello che abbiamo disponibile del 1997 e 1998, un superamento nel 1999 e nel 2000, media 0,008 ed 0,005, rispetto ad un limite di 0,05, quindi da 8 a 10 volte inferiori. Questo è lo scarico del biologico. SM2. Vediamo superamenti sui solidi sospesi, campione medio del 1994, campione medio del 1998, campione medio nel 1999, campione medio del 2000, le concentrazioni medie sono 28, 27, 25, 27 milligrammi litro rispetto ad un limite di 80 milligrammi litro; l'azoto ammoniacale, vediamo superamenti nel 1994 sia sui campioni medi sia sugli istantanei, nel 1998 sia sui campioni medi che sugli istantanei, nel 1998 si ha campione medio che istantaneo, nel 1999 su campione medio, nel 2000 su campione medio, valori 0,5, 0,6, 0,6, 0,7 rispetto ad un limite di 5; l'azoto nitroso solo l'istantaneo del 2000 con valori medi di 0,7 rispetto ad un limite di 2; l'azoto nitrico solo nel 1998 con un valore medio di 17 rispetto ad un limite di 50, i solventi organici aromatici un superamento su campioni medi nel 1994 con un valore di 0,1 milligrammi litro rispetto ad un limite di 0,2. I composti organici clorurati del primo gruppo un superamento sul campione medio nel 1997 con un valore medio di 0,04 rispetto ad un limite di 1, infine i composti organici clorurati del secondo gruppo, invece troviamo i superamenti presenti sui campioni medi sia sui campioni istantanei in tutti gli anni. Se andiamo a vedere però i valori abbiamo uno 0,03 rispetto al limite di 0,05, 0,4 sempre rispetto al limite 0,05, siamo sempre inferiori e in qualche caso non di molto inferiori come per esempio il caso dell'istantaneo del 1999, dove il sottoscritto per coerenza avrebbe dovuto scrivere 0,05, cioè approssimare con quante cifre ha il limite, non portare una cifra decimale in più perché mi è capitato di dire che quando si confronta un valore con il limite se il limite è 2 non posso dire che è 2,1 è un superamento, perché se volevo vedere anche la prima decimale mettevo un limite 2,0, qui ho messo in evidenza una cifra in più giusto per far vedere che siamo vicini al limite, ma anche sul campione istantaneo siamo leggermente sotto, comunque per coerenza avrei dovuto scrivere 0,05 e dire: "Rispettiamo il limite appena". Lo stesso vale per gli altri scarichi, cioè in definitiva l'esame dei valori medi per questi 5 anni sulle misure effettuate per i diversi parametri per i quali nell'anno ci sono stati dei superamenti porta sempre a valori che non superano il limite, in molti casi porta a valori molto inferiore al limite, ovviamente non ho fatto le medie dei parametri per i quali c'era il rispetto dei limiti e non c'erano superamenti. Io da questo esame traggo la conclusione che i superamenti non hanno determinato condizioni peggiorative dello scarico delle acque reflue dello stabilimento nella laguna rispetto a quelle consentite dalla normativa in vigore e quindi in definitiva, nonostante il quadro molto più complesso che mi sono trovato davanti rispetto al quadro di cui disponevo quando ho fatto la mia relazione al Tribunale, le conclusioni sono le stesse, anzi per qualche verso rafforzate perché allora si basavano su non molte misure ogni anno perché quelle fiscali erano due all'anno, poi c'erano questi controlli del Magistrato alle Acque, ora siamo su una massa enorme, grosso modo sui 10 mila risultati analitici per anno. Un minuto ancora per la corrente SC25, che proviene dagli impianti della società Ausimont, va a confluire nello scarico SM2, quindi non è soggetta al rispetto di limiti normativi o autorizzativi, è soggetta al rispetto il SM2, però siccome abbiamo visto che nel SM2 il numero di superamenti presenti è abbastanza più consistente di altri scarichi perché proprio un momento fa ho fatto vedere che mentre per altri parametri le cose erano sporadiche, per quanto riguarda i clorurati praticamente qualche superamento lo abbiamo avuto sia sui campioni medi che sui campioni istantanei in tutti e 5 gli anni analizzati. Allora parlerò di superamenti per semplicità di linguaggio, ma ripeto sono superamenti rispetto a limiti che questa corrente non aveva. Nel 1992 c'è stato un superamento per l'azoto nitroso, un superamento dei fluoruri, 11 superamenti dei composti organici clorurati del secondo gruppo, con un valore di 2,2 milligrammi litro, quando il limite per gli scarichi è di 0,05; nel 1993 lascio andare i superamenti sugli altri parametri, ci sono stati 6 superamenti dei composti organici clorurati del secondo gruppo con un valore massimo di 0,11 milligrammi litro sempre rispetto ad un limite di 0,05, ma per lo scarico finale, non per questa corrente. Nel 1994 ci sono stati 6 superamenti ancora una volta con un massimo di 0,11, nel 1995 non c'è stato nessun superamento, il 1996 non l'ho trovato, non ne dispongo, nel 1997 5 superamenti con un valore massimo di 0,31, sempre rispetto allo 0,05, nel 1998 superamenti dei composti organici clorurati sempre 6 con un massimo di 1,2. Infine nel 1999 31 superamenti dei composti organici clorurati con un valore massimo di 0,72. Questi dati mi sembra che mettano in evidenza che in certe occasioni la corrente SC25 può contribuire significativamente alla presenza di composti organici clorurati del secondo gruppo nello scarico SM22, perché mi sono posto questo problema? Perché come ho già detto Enichem scarica in questo SM2 acque meteoriche, acque di raffreddamento, acque civili, acque dall'impianto di demineralizzazione e quindi acque che cloruri o fluoruri non ne dovrebbero avere.

 

Avvocato Pulitanò: questo flusso SC25 da dove proviene?

RISPOSTA - Proviene dalla società Ausimont, quindi, ripeto, non era tenuto a rispettare nessun limite, però nella visione di vedere come si può formare uno scarico mi è sembrato significativo per Enichem, io sono qui come consulente degli imputati Enichem, mostrare che c'è la possibilità che questo scarico contribuisca al superamento dei clorurati. Quindi in conclusione, poi chiederò 5 minuti per parlare della relazione del professor Coccheo, se guardiamo, come io ritengo si debba fare, ai fini di valutare l'impatto degli scarichi in laguna su... si guarda quindi allo scarico medio nell'anno, non si ha alcun segnale che possa variare il giudizio positivo, che avevo dato nell'ambito della precedente relazione, certo non posso più confermare che non si sono verificati i superamenti, io ho detto che non si sono verificati superamenti tra i dati che ho analizzato allora, cioè i dati del Magistrato alle Acque, dove c'era qualche superamento limitato e ho cercato di ragionare su quello, sui dati rilevati dal laboratorio scelto congiuntamente dal Magistrato alle Acque e dallo stabilimento, che mi sembra portassero una volta o due ad un superamento, è chiaro che il quadro qui è diverso, è un quadro in cui tendenzialmente si va verso 1% si superamenti rispetto alle misure, questo come globale nei dati allegati alla relazione, ovviamente porto anche il dato disaggregato per parametro, se il Tribunale me lo consente io chiederei di integrare gli allegati, ho messo un solo anno esemplificativo perché non ce l'ho fatta a mettere in maniera formalmente presentabile i dati su cui abbiamo lavorato, sono fogli enormi dai quali si deve ricavare un qualcosa di fotocopiabile, ce l'ho fatta solo per un anno, il 1997, esemplificativo, se il Tribunale non ha niente in contrario, senza aggiungere nulla di diverso rispetto alle cose dette, metterei questi dati che consentano di vedere le cose anche parametro per parametro, perché evidentemente rispetto a questo valore medio ci sono dei parametri su cui la percentuale è più elevata, altri su cui la percentuale è irrilevante. Passerei a parlare un momento sulle cose che ha detto il professor Coccheo, riservandomi peraltro di fare relazione quando ci sarà la relazione del professor Coccheo. Mi sembra che il punto fondamentale del discorso sia nella solubilità del cloruro di vinile in acqua, come il professor Coccheo ha detto più volte il cloruro di vinile è un gas, aggiungo io è un gas pochissimo solubile in acqua, molto poco solubile, allora quando ho sentito dire, se ho sentito bene, perché mi sono chiesto se avevo sentito bene, però qualcuno mi ha confermato che questo è stato detto, che la concentrazione in acqua è 10 mila volte più grande che nel gas sono curioso di leggere perché per le mie conoscenze di termodinamica solo un miracolo può portare a questo, perché bisogna superare il secondo principio della termodinamica, nella normale vita il secondo principio della termodinamica non si supera. Io così con valutazioni a spanne dico che la concentrazione è mille volte più bassa, però ci sarà una relazione scritta, penso che ci saranno motivazioni sulle quali ragionare, ma rimanendo nell'ambito di cose dette il 10 mila volte, perché? Perché il cloruro di vinile è pochissimo solubile in acqua, ma come si può spiegare altrimenti il fatto che normative specifiche per le acque inquinate provenienti da insediamenti produttivi di CVM, come è il decreto legislativo 133 o come è ora il decreto legislativo 152 del 1999, che ha ripreso la normativa del 133, danno dei limiti per clorurati che provengono da queste lavorazioni, ma non li danno per il CVM. Come è pensabile che in tutto il lavoro fatto per arrivare ai decreti sulla laguna si sono fissati limiti per tanti parametri, che la normativa precedente non fissava e non si dice niente per il CVM? Ma perché la solubilità del CVM è tale che in acqua non se ne trova, se ne trovano tracce, tracce a livelli di ammissibilità come acque potabili, negli Stati Uniti il limite del CVM nelle acque potabili è di 2 microgrammi litro, quello che si trova, a mio avviso, potrebbe essere a questi livelli e ripeto dovremmo pensare veramente ad una irragionevolezza assoluta del legislatore che parla di scarichi, che provengono da industrie produttive del CVM, mi dà dei limiti per vari composti clorurati, quelli che poi sono stati trasferiti dall'autorizzazione per il SI2 dal Magistrato alle Acque, non mi parla del CVM, non me ne parla perché la solubilità è assolutamente irrilevante. E questo lo si può vedere quantitativamente perché si hanno i dati per fare un'indagine quantitativa, per cui sono curioso di vedere la relazione, se non ho capito in quel momento capirò, in questo momento io penso che solo un miracolo potrebbe portare ad avere 10 mila volte la concentrazione in acqua rispetto all'aria. Il cromatografo. Il cromatografo era presente per determinare vari composti, non solo il CVM, perché? Perché la presenza di CVM in quelle vasche era del tutto... casuale, perché non è che le correnti dei reparti CV24, CV22, CV23 andassero a quelle vasche, le correnti idriche del CV24 andavano al biologico dopo lo strippaggio. CV22 e CV23 andava lì solo in occasione di eventi che portavano a superamenti di livelli quindi..., quindi eventi meteorici eccezionali, pompe che non funzionavano, quindi non è che permanentemente c'era un flusso di queste acque da reparti di cloruro di vinile verso quella vasca. Comunque occasionalmente c'era e occasionalmente si misura in aria la presenza di cloruro di vinile. Le concentrazioni per il periodo che ho guardato io, quindi da fine 1990 fino al 1994, perché mi sembra che i dati disponibili arrivino fino al '94, si hanno concentrazioni spesso sotto il limite di rilevabilità che è di 05... insomma, questi discorsi anch'io li farò dopo che ci sarà la relazione del professor Coccato. Quello che volevo dire era però che in queste vasche, siccome si deve neutralizzare, ci sono degli agitatori, allora questi agitatori favoriscono l'uscita dei gas non solubili, fanno proprio da apparecchiature di stripping sostanzialmente, quindi quel po' di CVM che poteva arrivare con l'acqua, se ne va via in queste vasche, anche perché c'è questa agitazione poi per l'insolubilità o scarsissima solubilità del CVM. Importante è che queste vasche sono chiuse, c'è un cono di aspirazione su ogni vasca, un tubo, un ventilatore, questo porta a un camino alto 46 metri, alla base di questo camino c'è la presa del gas che viene analizzato dal cromatografo. Il camino è regolarmente denunciato, nella denuncia c'è la presenza possibile di CVM, quindi diciamo siamo in una situazione non del cromatografo del reparto CV24, CV22, cioè un cromatografo che misura la concentrazione nell'ambiente di lavoro, siamo in un misuratore continuo su una emissione gassosa. Questo credo che valga la pena di precisare, perché è importante, ripeto, vasche chiuse, arriva quest'acqua, si liberano gas, questi gas sono aspirati da ventilatori e convogliati a un camino alto 46 metri, camino ripeto denunciato con presenza di vari inquinanti, tra questi inquinanti il cloruro di vinile. Per quanto riguarda l'ingresso di acqua di laguna un'indagine un po' rapida che ho condotto, mi ha portato ad un risultato, che cioè nel progetto originale si pensava che nella operazione di neutralizzazione ci fosse un riscaldamento dell'acqua e che quindi fosse opportuno aggiungere dell'acqua di laguna per raffreddare. Ricordo che il disegno che ci ha fatto vedere il professor Coccheo era datato 1973, quindi il progetto siamo prima delle leggi per Venezia, lasciamo perdere l'applicazione della tabella dell'80, ma proprio non esisteva neanche la legge. Mi risulta, poi approfondirò meglio in modo che poi quando ci sarà da fare la relazione potrò dare notizie più certe, che questo riscaldamento non c'era per cui questo sostanzialmente anche allora non è stato utilizzato. Era in relazione a questo previsto surriscaldamento. Credo che le osservazioni che potevano essere nell'ambito di quanto il Tribunale ha ammesso oggi, di averle fatte, mi sembra... quello sul quale insisto veramente è che la solubilità del CVM è veramente bassissima, a 10 gradi con 10 PPM nella corrente gassosa dalla pressione atmosferica, secondo le valutazioni che riesco a fare sulla base di parametri di letteratura specifici per il CVM, è che nell'acqua siamo sotto un microgrammo litro.

 

Presidente: se ci sono delle richieste di spiegazioni...

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Lei ha presentato, ha fatto presentare dai difensori di Enichem, una sua relazione finale datata 19 aprile 2001 che è stata depositata il 20 aprile. Prima di questa redazione di relazione lei non sapeva neanche dell'esistenza di questi bollettini di analisi discussi questa mattina dall'ingegner Carrara?

RISPOSTA - No, assolutamente. Se lo avessi saputo ne avrei tenuto conto nella relazione, queste cose è meglio prevenirle.

DOMANDA - E` stata una sorpresa?

RISPOSTA - Sì, è stata una sorpresa grossa, perché non sapevo che facessero queste analisi con questa frequenza e che venissero conservate al di là... io so che si fanno analisi per la gestione corrente, per sapere il giorno dopo cosa devo fare sull'impianto, e per la mia esperienza sono quelle analisi che dopo tre giorni uno caccia via perché quello che doveva fare per mettere in linea l'impianto se aveva bisogno di essere messo in linea, l'ha già fatto, a quel punto quelle analisi non servono più, quindi questa presenza di questa massa di cose mi ha colto di sorpresa e devo dire che alla fine l'analisi tutto sommato mi ha permesso di vedere delle cose su molti risultati, quando invece io potevo ragionare solo su pochi risultati. In un ambito di ragionamento che riguarda l'impatto sulla laguna, tutto sommato questi risultati mi hanno anche fatto comodo perché mi hanno permesso di fare queste osservazioni, se no ovviamente non sarei comunque venuto a dire cose parziali, perché credo che sia controproducente.

DOMANDA - Lei ha parlato ripetutamente di medie e di controlli con le medie, ma questo discorso sulle medie, in quale norma, in quale direttiva o indicazione l'ha rinvenuta?

RISPOSTA - Io ho detto...

DOMANDA - Che significato ha parlare di medie?

RISPOSTA - Sto guardando lo stabilimento quale contributo all'inquinamento della laguna dà e il contributo non è certamente fornito dalla misura sullo scarico, anche se media in un giorno, tutte le valutazioni comprese poi anche quelle che sono state fatte nell'ambito dei decreti ultimi sulla laguna, guardano sempre sul quantitativo di inquinante che nella laguna viene riversato in un certo periodo, per esempio nell'anno. Allora io dico: "Se voglio calcolare il contributo dell'anno devo moltiplicare la portata per la concentrazione media", valuto questa concentrazione media, se questa concentrazione media è superiore al limite io ho scaricato più di quanto la legge mi consentiva di scaricare, se questa concentrazione media è inferiore al limite, ho riversato quanto potevo, meno di quanto potevo poi, perché in molti casi è concentrazione media. Allora il mio non è un ragionamento che dice: "E` stato fatto un qualcosa perseguibile nell'ambito della legge Merli, nell'ambito della legge per la laguna"...

DOMANDA - E' molto più semplice la domanda. Volevo sapere se c'era un riferimento normativo...

RISPOSTA - No, per quanto mi riguarda, non l'ho neanche cercato perché mi sembrava...

DOMANDA - Sempre su questo discorso, comunque questo controllo effettuato attraverso le medie, questo lavoro fatto sulle medie riguarda soltanto i controlli rinvenuti?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E` a conoscenza di una vicenda... perché lei ha parlato poco fa che il Magistrato alle Acque comunque poteva andare a controllare, anche queste carte, questi ultimi dati. Le volevo chiedere se è a conoscenza, a parte il discorso dell'Avvocatura dello Stato alla quale è stato detto che non poteva entrare a verificare certe cose, dopo che sono stati rinvenuti questi documenti io vi ho mandato un funzionario del Magistrato alle Acque ai primi di maggio di quest'anno per acquisire documentazione relativa a questi scarichi 15/5, 15/77... Non gli è stata fornita nessuna risposta, era un giovedì e quindi tra l'altro vedremmo se ci saranno anche degli aspetti di rilievo penale per chi non ha voluto fornire risposta, il sabato successivo ho convocato l'amministratore delegato di Enichem, dottor Cuomo, il quale lunedì mattina mi ha dato quegli stessi dati. Quindi il discorso, la premessa che fa lei che il Magistrato alle Acque va dentro quando vuole, da questo recentissimo episodio, risulta non veritiero.

RISPOSTA - Però l'articolo 9 della Merli è chiarissimo nel dire... Per il resto non conosco i fatti e non so...

DOMANDA - Lei diceva nella parte finale del suo intervento: "Mi risulta che non era stata utilizzata l'acqua di laguna". Le volevo chiedere da che cosa le risulta questo dato?

RISPOSTA - Da informazioni assunte che però ho detto...

DOMANDA - Da chi?

RISPOSTA - Mi riservo nella relazione di dare informazioni precise.

DOMANDA - Siccome siamo alla scadenza del dibattimento, siccome credo che non ci sarà tempo di sentire queste persone, siccome per utilizzare certi dati bisogna che le fonti vengano anche indicate, io le chiedo di dire le persone, nome e cognome di chi le ha dato questi dati.

RISPOSTA - Io ho parlato con l'ingegner Messineo, un altro consulente di Enichem. Mi risulta questo da indagini molto sommarie e siccome però su questo argomento ci rientreremo, sulla base della relazione del professor Coccheo, immagino che dovrò fare una relazione anch'io, in quel momento, se sono in grado di dare informazioni precise le do...

DOMANDA - Quindi la sua fonte allo stato attuale è il consulente di Enichem ingegner Messineo?

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Lei ritiene che anche per quel che concerne la determinazione delle concentrazioni degli scarichi in laguna di Venezia non si possa prescindere dal principio di diluizione?

RISPOSTA - Se è diluizione con acqua prelevata allo scopo, sì.

DOMANDA - Che è quello che dice l'articolo 9 della legge Merli. Quindi lei dice: "Questo principio comunque vale anche per le misure delle concentrazioni di questi scarichi"? Non come dato giuridico, come dato tecnico.

RISPOSTA - Come dato della legge Merli ne sono certo, non so se l'articolo 9 della legge Merli si applica anche alla laguna, però mi sembra un concetto molto ragionevole tecnicamente, che con acque prelevate allo scopo, non si possa diluire.

DOMANDA - Allora le chiedo se conosce quello che è l'orientamento della Cassazione sul concetto di acque prelevate allo scopo...

 

Avvocato Pulitanò: ci opponiamo per una ragione di...

 

Presidente: però si inserisce nell'ambito di una consulenza che è stata data... lo stesso consulente ha richiamato vari parametri e vari limiti, i limiti posti dalla legge su Venezia, ha fatto una distinzione tra diluizione e separazione delle acque, tanto per intenderci, e miscelazione delle correnti all'interno, quindi io credo che anche su questa domanda possa essere data una risposta, una differenza tra la... e semmai miscelazione delle correnti. Perché credo che già ci sia nella risposta, adesso non esageriamo. Siamo di fronte ad un consulente tecnico che indubbiamente si rifà a parametri normativi, quindi...

 

DOMANDA - Quello che io leggo adesso su un normalissimo codice commentato: "Il principio di diluizione - a cui stiamo facendo entrambi riferimento - viene interpretato - almeno secondo questa lettura - il divieto di diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo di cui all'articolo 9 della legge 319/76, si riferisce a tutte le acque provenienti comunque dallo stabilimento (acque dei servizi di raffreddamento, lavaggio etc.) diverse da quelle che sono state utilizzate all'interno dello specifico ciclo di lavorazione. Nel caso di specie è ritenuto che correttamente il Giudice di merito aveva considerato l'inquinamento industriale nel punto di immissione dello scarico del ciclo produttivo e non in quello più a valle dopo la confluenza di altre acque relative ai servizi igienici, caldaie e di raffreddamento, benché provenienti dal medesimo stabilimento". Le ho letto la massima di Cassazione 21 luglio '88 n. 8331. Quindi secondo questa lettura non c'è una distinzione tra un prelievo di acqua appositamente allo scopo e comunque una miscelazione con quelle che lei chiama altre correnti provenienti dallo stabilimento perché in entrambi i casi, questo altera il dato finale della misura che viene fatto per garantire che nel corpo recettore, non arrivino certi quantitativi di inquinanti, questo è il principio...?

RISPOSTA - L'articolo 9 della Merli è molto preciso e parla di non poter mettere l'acqua di raffreddamento quando ci sono i metalli e non metalli del decimo gruppo, quindi arsenico, mercurio... La Cassazione quella che ho letto io e come la posso aver letta io che evidentemente è una lettura da tecnico, si è espressa in maniera molto difforme, ma addirittura in un caso mi sembra fosse una terza sezione con il Presidente Postiglione, citava l'articolo 9 a giustificazione saltando il pezzo relativo al fatto che quel divieto si riferiva a quando c'era la presenza del gruppo dei metalli e non metalli del gruppo dieci. Dopodiché mi risulta che ci sono state sentenze di vario tipo, la prima veramente significativa, partiva da una situazione che era veramente di quelle da far pensare, perché miscelavano alle acque di processo, le acque che uscivano dalle turbine idrauliche per produrre energia elettrica. Ora, io non mi ricordo i dati di questa sentenza, ma ho seguito una volta per certi problemi una ditta che prendeva praticamente l'intero fiume Reno sopra Bologna dentro le sue turbine. E' chiaro che se io voglio miscelare... Per cui quello che mi sento di dirle, avvocato, è che so benissimo che ci sono interpretazioni, come quella che lei ha citato, andando a vedere l'intera sentenza si vede spesso che le situazioni a cui si fa riferimento sono veramente situazioni molto al limite, tipo questo che dicevo. Io posso... personalmente conosco tantissime situazioni in cui le acque di raffreddamento sono state... sono miscelate alle acque di processo e conosco situazioni in cui sono separate. Però laddove sono separate, è perché l'autorità di controllo in sede autorizzativa ha chiesto la separazione. Qui noi abbiamo tutte autorizzazioni che, se andiamo a vedere, prevedono che ci siano queste acque di raffreddamento, non per nulla poi i decreti ultimi dicono separate, fate le autorizzazioni nuove, avendo separato le corse. Per cui non posso mettermi a discutere le sentenze della Cassazione. Dico che laddove ho visto la separazione, l'ho vista perché l'autorità autorizzativa in sede di autorizzazione ha detto: "Tu hai due scarichi, una delle acque di raffreddamento, una delle acque di processo". Mentre ho visto tutte le autorizzazioni, ma del resto anche la descrizione che il Magistrato alle Acque fa nella sua raccolta, la si trova anche su Internet, di questi scarichi ha sempre detto che ci sono anche le acque di raffreddamento.

DOMANDA - Qui il punto di cui si occupava Coccheo questa mattina particolarmente, non era tanto il discorso della miscelazione con gli altri apporti, che pure è discutibile o comunque possiamo avere opinioni differenziate, era la questione dell'introduzione, di aggiunta di acqua della laguna che era indicata in quel prospetto di grafico... di funzionamento di impianti di monitoraggio CVM sulle vasche. Questo progetto abbiamo detto è datato 7 dicembre del 1973, i primi dati di monitoraggio, sono quelli riportati nell'aprile del 1974. Cioè, a distanza di tre o quattro mesi, questo progetto viene in qualche modo tradotto in realtà e comincia a produrre dati. E' su questo che c'era un giudizio critico da parte del nostro consulente, ci faceva un ragionamento e diceva: "Qui c'è un apporto di acqua che a quanto pare è sicuramente prelevato allo scopo di diluire".

RISPOSTA - Quando io parlavo del problema diluizione o miscelazione, mi riferivo alla relazione dell'ingegner Carrara, dove più volte ha detto: "Quel SM 15/5 non è stata chiesta un'autorizzazione". Per quanto riguarda invece l'acqua lì ho detto che posso capire che il progetto potesse prevederla perché è stato fatto prima di qualsiasi normativa. E' chiaro che se io butto dentro dell'acqua di laguna ingiustificatamente, ho fatto una diluizione, quindi il mio discorso non era con riferimento a quello, perché se prendo l'acqua della laguna e la metto...

DOMANDA - Quello sicuramente sarebbe una diluizione...?

RISPOSTA - Il discorso era di raffreddamento, era che serviva per il raffreddamento, mi è stato detto, però giustamente il dottor Casson mi ha richiamato e ha detto: "Chi glielo ha detto?". Allora preferisco al momento in cui posso scrivere con documentazione scrivo, se non ho documentazione non scrivo.

DOMANDA - E` chiaro che sulla questione della solubilità in acqua, visto che Coccheo non ha potuto parlare questa mattina, è ovvio che non ne possiamo parlare adesso?

RISPOSTA - Era giusto su una frase che però aveva detto.

DOMANDA - Allora però entriamo invece in questo aspetto tecnico. Quando lei dice di queste vasche, in cui la presenza del CVM è meramente occasionale, ma se così fosse, perché, per quale ragione tecnica è stato predisposto nel 1973, prima ancora di una conoscenza ufficiale della pericolosità del CVM, un monitoraggio in continuo con uno strumento come il gascromatografo, in quel punto dell'impianto di depurazione, perché se non c'era o era una presenza saltuaria, minimale come lei ci sta dicendo, perché si fa nel '73 un monitoraggio in continuo del gas?

RISPOSTA - Ho già detto che il cromatografo misura tutta un'altra serie di composti che se lei va a vedere la denuncia, quella dell'89, io ho guardato sul recente, se va a vedere la denuncia del 1989 trova tra gli inquinanti il CVM, che ci potesse essere non c'è dubbio perché c'è nella denuncia fatta, e tutta una serie di sostanze, toluene, clorurati vari, quindi il cromatografo non serviva solo per il CVM, serviva anche per altre sostanze la cui presenza non era occasionale.

DOMANDA - Siccome non si fa nulla senza che ci sia un ritorno o un utile, quando lei tara il cromatografo per misurare in continuo anche il CVM, fa un'operazione che prevede una taratura dello strumento, una rilevazione del dato, una serie di operazioni che hanno dei costi. Allora, mi spiega qual era l'utilità di fare questo accertamento se fosse stato vero, come lei ci sta dicendo, che in quegli scarichi in realtà la presenza del CVM era meramente occasionale, minimale, marginale?

RISPOSTA - Io non ho detto marginale, ho detto che non era permanente, che era occasionale, se va a vedere i dati disponibili, vedrà che in certi giorni per un quarto d'ora viene misurata la presenza, per moltissimo del tempo nei quattro anni di dati che io ho esaminato, per moltissimo tempo il cromatografo segnava CVM sotto il limite di determinazione. Poi ci sono un quarto d'ora, qualche volta anche un'intera giornata in cui magari mi segnala 2 PPM, qualche rara volta 10 PPM, ma i casi in 4 anni e il tempo in cui si verifica questo, è veramente limitato. Allora se quando esamineremo questi dati, cosa che faremo in altro momento e in altra sede vedremo che i tempi in cui c'è una presenza di CVM sono molto piccoli, dice: "Ma perché?" è perché appunto non è una fognatura che permanentemente porta delle acque, in certi momenti li porta, in certi momenti no, dal '95 poi è stata sbarrata e quindi dal '95 non porta più acque con CVM.

DOMANDA - Lasciamo perdere dal 1995. Io ovviamente i dati me li sono visti tutti e quindi non sono d'accordo con quello che lei dice, perché ad esempio le contesto quanto risulta dal tabulato, tabella n. 134 del faldone 102, periodo 1-15 novembre '79.

RISPOSTA - Io parlo dal 1990 in avanti.

DOMANDA - Io le prendo un giorno a caso, '79, il primo novembre c'è il massimo di 6 PPM, il 2 novembre 9 PPM di CVM, 3 novembre 3 PPM, 4 novembre 2 PPM, 5 novembre 6 PPM e così via tutti i giorni della quindicina e nella successiva quindicina abbiamo presenza massima di PPM in tutti gli altri giorni. Quindi tutto il mese di novembre del 1979 è caratterizzato da presenza registrata da quel gascromatografo. Io le do il dato riepilogativo di quell'anno '79...

 

Avvocato Santamaria: c'è un'opposizione sotto due profili. Il primo è che mi rifaccio all'ordinanza di stamattina, si è uscito dal tema. Il secondo è ancora più tranciante. Il professor Foraboschi ha detto che lui risponde sulle analisi relative al periodo 1990-1995 perché sono quelle che evidentemente ha avuto il tempo di esaminare e interessava al consulente Enichem esaminare. Qualunque domanda su quello che succedeva nel '73 o nel '79 è del tutto irrilevante. Ma ritengo che la prima ragione di opposizione sia assorbente. Questo tema verrà trattato in una memoria a cui risponderà con una memoria il professor Foraboschi.

 

DOMANDA - Io credo che avendo introdotto il tema il consulente dottor Foraboschi e replicando a quel poco che aveva potuto dire il dottor Coccheo questa mattina, la domanda sia pertinente. Lui ha fatto una affermazione davanti al Tribunale. Ha detto: "La presenza del CVM in quell'acqua è saltuaria" e ha citato alcuni dati. Io sto dicendo: attenzione, la questione è un po' diversa, perché i dati del monitoraggio ovviamente relativi ad anni precedenti, ci dimostrano che c'era una presenza continua del CVM, quotidiana, registrata tutti i giorni in continuo, tant'è che non a caso la misurazione in quel punto viene fatta in continuo, non per campione, monitoraggio in continuo.

RISPOSTA - Per gli altri inquinanti.

DOMANDA - Per gli altri inquinanti, compreso il CVM. Allora la domanda la posso girare in questi termini.

 

Presidente: in termini un po' più generali, diciamo...

 

DOMANDA - Ci dica che cosa è cambiato dal 1979, per capire, allora...?

RISPOSTA - Sono cambiate tante cose all'interno...

DOMANDA - No, lì...

RISPOSTA - All'interno dell'organizzazione dei reparti, ma comunque, rimanendo in tema, ma portandomi agli anni che io ho esaminato, qui io vedo 2 PPM il 2 dicembre del 1990 per 10 minuti, poi mi ritrovo il 4 dicembre, quindi 2 giorni dopo, ancora 2 PPM per 10 minuti, poi vado al 15 dicembre 1990 per 10 minuti, poi al 16 dicembre, poi vado al gennaio 1991, allora io di fronte a questi dati mi sono domandato: "Ma se è una fognatura che va sempre lì come fa a ridursi le cose a 10 minuti un giorno, poi due dopo...", la risposta è perché appunto non si tratta della corrente principale, si tratta di correnti di esubero dopodiché quando sarà il momento i dati potranno essere esaminati, perché per esempio se io vado nel 1993 mi vedo l'1 aprile 1993 2 PPM per 15 minuti, poi per ritrovare un valore sopra al limite devo andare mi sembra al 5 maggio 1993, quindi oltre un mese dopo, però per 120 minuti questo superamento rispetto al limite di rilevabilità dello strumento. Ripeto, il fatto che nella denuncia delle emissioni si metta il CVM vuol dire che si pensa che ci sia o ci possa essere il CVM, rispetto alla descrizione che era stata data questa mattina, peraltro dicendo non ho avuto modo di approfondire il discorso, quindi la descrizione risente di questo, che sembrava che le correnti del CV24, del CV23 e del CV22 andassero tutte lì ho precisato che non è così e questo può essere accertato in ogni momento, perché non è così, da un certo momento non è così nel senso che dal 1995 in poi i pozzetti sono stati chiusi.

DOMANDA - Sa qual è il limite di rilevabilità inferiore?

RISPOSTA - Sì, 0,5.

DOMANDA - Sa la ragione per cui 0,5 è superiore allo 0,1 utilizzato nei reparti?

RISPOSTA - Non lo so, ma immagino che non interessasse per un'emissione andare al valore dei reparti, perché su un'emissione abbiamo limiti ben superiori perché la mando a 46 metri e da lì si disperde, la situazione non è di ambiente di lavoro, è di un'emissione, quindi non ho bisogno di una sensibilità superiore, addirittura come lei ha messo in evidenza, rispetto ad esigenze normative, la misura in continuo non era richiesta da nessuna normativa, era fatta per tranquillità, per prudenza, immagino, forse perché c'era un cromatografo in più. Non lo so, ecco, perché francamente... guardi, Presidente, lei scuote la testa, nel 1973 la normativa sulle emissioni industriali era uscita da un anno o da due, il 322, ancora non si aveva nessun punto di riferimento perché era una normativa che non metteva limiti alle emissioni, io ricordo, ero nel Comitato regionale dell'Emilia Romagna, che cercavamo di capire qualcosa vedendo cosa avevano fatto in America, quindi vedere uno strumento in continuo, non oggi, allora, è effettivamente un qualcosa che è di più di quello normalmente mi potevo aspettare e in questo senso, dicevo, forse avevano anche un cromatografo in più.

DOMANDA - Io ho trovato un qualcosa che smentisce anche questa affermazione. C'è una consegna di servizio dell'ottobre del 1976, in cui c'è espressamente la richiesta all'operatore di segnare sull'apposito quaderno tutte le emissioni che fossero superiori alla soglia dei 30 PPM, che casualmente coincide con quella stessa soglia che sarà poi presa in considerazione da lì a poco dalla direttiva comunitaria per la protezione dei lavoratori dal cloruro di vinile, cioè la soglia di allarme, allora il 25 ottobre del 1996 questo documento dimostra che c'è una richiesta specifica che individui nel livello di attenzione da sottoporre a specifica annotazione la misura di 30 PPM e io rilevo che siamo in coincidenza significativa con questo valore di cautela, che è un valore di protezione della salute, quindi lei come spiega che nel 1976 venga richiesto all'operatore di segnalare per iscritto i superamenti della soglia di 30 PPM, se non con riferimento a un'esigenza di protezione della salute dei lavoratori?

RISPOSTA - Grande attenzione e prudenza, ma le emissioni sono una cosa e l'ambiente di lavoro è un'altra.

 

Avvocato Santamaria: qual è il limite attuale per le emissioni in atmosfera di CVM?

RISPOSTA - Dovrebbe essere 5 milligrammi normal/metro cubo, come il benzene, però nella denuncia che poi costituiva di fatto l'autorizzazione perché l'articolo 13 e il 203 se la Regione entro 120 giorni non dava disposizioni valeva quello... si parla di 5 PPM, che però, come lei giustamente ha fatto notare, sono di più... il limite penso, non essendo intervenuta la Regione ed essendo caduta perché la Corte Costituzionale annullò quell'articolo che diceva che le norme regionali che erano diverse dal D.M. non valevano, poi la Corte Costituzionale ha annullato questo, forse il limite è quello che risultava da questa cosa. Mi scusi un secondo solo, verifico... sì, 5 PPM.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Nell'autorizzazione allo scarico SM15 il Magistrato alle Acque espressamente scrive, dopo aver preso atto della composizione dello scarico, che "i valori limite di cui sopra non potranno in alcun modo essere conseguiti mediamente diluizione con acqua prelevata esclusivamente allo scopo", concorda con me che questo significa che il Magistrato alle Acque ha interpretato la norma così come lei ha indicato adesso?

RISPOSTA - Io non ne ho dubbi proprio, ma non ne ho dubbi per aver visto molti casi in cui la situazione è questa e qualche caso in cui invece in sede autorizzativa si è detto: "No, tu fai un scarico separato". Quindi non ho dubbi che la lettura sia questa, il fatto che non abbia dubbi io...

DOMANDA - Il Pubblico Ministero ha fatto riferimento ad un episodio nel quale ci sarebbe stato un rifiuto da parte di Enichem di consegnare documenti al Magistrato alle Acque e su questo fatto il Pubblico Ministero si riserverebbe di valutare la rilevanza penale dei comportamenti dello stabilimento, solo per dovere di correttezza io devo depositare il rapporto informativo di quell'accesso del Magistrato alle Acque in stabilimento in cui l'azienda dichiarava che per poter rispondere compiutamente i quesiti posti devono essere formulati per iscritto in modo dettagliato e l'azienda si impegna comunque a rispondere, entro i tempi tecnici necessari, non vi era stato nessun diniego di consegnare documentazione, ma solo una richiesta espressa, formulata in termini chiari. Io deposito questo perché ovviamente se il Pubblico Ministero ravvisa in questo comportamento fatti di rilevanza penale se ne assume lui la responsabilità.

 

Pubblico Ministero: come sempre. Non osavo chiedere io l'acquisizione degli atti e mi associo alla richiesta, facendo presente che per quanto riguarda quella documentazione si trattava di un giovedì in cui ho ricevuto gli atti, ho convocato per il sabato l'amministratore delegato alle ore 12.00, che è andato via dall'ufficio alle 12,30, credo, il lunedì mattina avevo già tutti gli atti, il che vuol dire che erano già pronti, quando hanno rifiutato di darli al funzionario del Magistrato alle Acque, però è stato necessario far venire da Milano l'amministratore delegato di Enichem.

RISPOSTA - Io mi sono permesso di segnare tutta una serie di documentazione che era stata fornita al Magistrato alle Acque in varie occasioni, credo ci sia stato qualche malinteso, perché quando io voglio informazioni sugli scarichi vado nel sito del Magistrato alle Acque perché trovo più roba lì che nella documentazione che ho nello stabilimento.

 

Avvocato Pulitanò: depositerei anche copia della relazione scritta dell'ingegner Foraboschi. Depositerei anche, se il Tribunale ritiene, anche se non è propriamente un documento che debba essere filtrato dall'ammissione formale, la Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 1999 contenente i decreti ministeriali, che come tali fanno parte della normativa, ma hanno un significato anche di documentazione in quanto riassumono nei termini essenziali la storia e la situazione degli scarichi del Petrolchimico. Sono i decreti tante volte citati. Ridepositiamo per semplicità di documentazione anche l'autorizzazione relativa allo scarico SM15 del 1993, cui faceva riferimento il collega Santamaria, contenente le clausole di cui si è parlato.

 

Presidente: chiarisco che l'eventuale scambio di memorie sulla questione trattata dal professor Coccheo avviene attraverso proprio memorie difensive, non più integrazioni alle consulenze etc., perché oggi si chiude l'istruttoria dibattimentale.

 

Pubblico Ministero: credo ci sia da sentire il professor Pasquon.

 

Presidente: è pur vero che lei ci ha ricordato che la separazione delle acque di processo dalle acque di raffreddamento è stato previsto soltanto con il decreto Ronchi-Costa del 30 luglio del 1999 e che quindi precedentemente una miscelazione delle correnti, così come avveniva nel SM15, si verificava, in questo caso, in questa situazione di fatto questa miscelazione non veniva a determinare quello che la giurisprudenza o comunque le tesi anche della parte civile così come hanno interpretato quell'articolo 9 della Merli non poteva venire a determinare quello che si qualifica come diluizione, in termini tecnici più che in termini di carattere giuridico?

RISPOSTA - Se io vado a misurare la concentrazione in una corrente che ha clorurati, dopo che è miscelata con una corrente che clorurati non ha, la miscela ha una concentrazione più bassa. Su questo direi che non c'è dubbio. Il concetto che è stato seguito è che da un lato c'è il problema dei quantitativi, ma da un altro lato c'è anche il problema della concentrazione con la quale io metto una sostanza in un corpo idrico, quando l'Istituto di ricerca sulle acque ha fatto tutte le valutazioni per dire: "Questo limite è per il COD, questo limite è per i clorurati", ha sempre fatto delle ipotesi su quella che poi era la diluizione nel corpo d'acqua, allora se io parto già da una concentrazione bassa, è vero che il quantitativo rimane quello che è, cioè nella miscelazione non altero il quantitativo, però diminuisco la concentrazione, quindi l'impatto poi sul corpo d'acqua è molto minore, ora che effettivamente, proseguendo la strada del miglioramento ambientale, la strada sia quella che viene perseguita dalla normativa attuale della laguna, cioè di separare le acque di raffreddamento dalle acque di processo, io non ho dubbi, cioè se si vuole andare avanti sul lavoro di tutela dell'Ambiente, questa è sicuramente la strada, io ho qui il dovere di rappresentare quelle che erano le norme, che... allora io rispondo che è vero che se io miscelo, tant'è che è proprio un discorso che è stato fatto spesso dai tecnici dire: "Guarda tu, mescolando acque di reparti diversi hai un reparto ad alto COD, un reparto ad alto azoto, miscelando le due abbassi tutti e due", ma questo il legislatore lo sapeva e si è preoccupato solo della parte metalli e non metalli tossici, articolo 9, l'autorità può prevedere il rispetto a piè di reparto, non si miscelano acque di raffreddamento in questo caso, quindi non è che non abbia pensato, però, come mi è già capitato di dire, mi scuso se mi ripeto, che queste cose vanno viste anche storicamente, quando si è partiti queste situazioni non avevano niente, non c'erano tecnologie a livello nazionali, chi ha fatto le norme si è anche preoccupato forse che le cose non fossero delle grida manzoniane, seppure con dei limiti anche concettuali però si potessero rispettare. Se mi si domanda: "E` preferibile la situazione che è al 2001?", io non posso dire altro che di sì, non c'è dubbio, però credo di poter dire anche che in buona parte d'Italia le acque di raffreddamento si sono considerate insieme alle acque di processo e con un microscarico autorizzato e credo che l'osservazione dell'avvocato Santamaria sia un'osservazione giusta, che nel momento in cui il Magistrato alle Acque mi vieta la diluizione non mi può al tempo stesso averla autorizzata, ecco, cioè che abbia fatto quella distinzione che si faceva tecnicamente tra miscelazione e diluizione effettivamente ci sia nei fatti. Le ripeto, Presidente, se lei mi dice: "Miscelo la SM15/5 con clorurati, con acque di raffreddamento che vanno nel SM15 senza clorurati", è chiaro che la miscela ha un rapporto di clorurati che è inversamente proporzionale alle portate, per cui la portata senza clorurati è 10 volte la concentrazione è 10 volte più piccola nella miscela. Non c'è dubbio, però io credo che si debba considerare che poi l'impatto è sia sui quantitativi, è anche sulle concentrazioni e che quindi... però è un discorso effettivamente molto complesso in cui a volte nel mio dipartimento metteremo nella carta intestata la frase di Don Alfonso in "Così fan tutte": "Non può quel vuole, vorrà quel che può", ad un certo momento si è dovuto anche volere quello che si poteva e oggi forse si può molto di più e quindi si vuole anche molto di più, giustamente.

 

Presidente: grazie, si accomodi. Sospendiamo 5 minuti.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE TECNICO

DR. ITALO PASQUON

 

RISPOSTA - Io ho preso in esame tutti i faldoni, i documenti depositati dal Pubblico Ministero il 3 aprile 2001 e il 20 aprile 2001, di questi documenti esaminerò quelli relativi agli scarichi terminali, che sono stati ormai citati più volte oggi, ma che ripeto per brevità, SM2, SM7, SM8, SM9, SM15, e poi quelli relativi ad alcuni scarichi parziali interni in un secondo tempo. Il periodo che io ho considerato, tenuto conto della richiesta del Tribunale, del Tribunale a suo tempo di vedere se sono stati o meno superati certi limiti di legge, questa è una prima cosa che ho cercato di esaminare. Parallelamente ho cercato di stimare, di valutare, di farmi un'idea sull'effetto di questi eventuali superamenti o non rispetto dei termini ai fini dell'impatto ambientale. La prima parte riguarda la presentazione di dati così come sono, la seconda riguarda alcune mie valutazioni. Il periodo che prendo in esame, fatta questa premessa, è quello relativo all'epoca in cui si dovevano rispettare questi limiti per legge fino a quando la Montedison, della quale io sono consulente, doveva rispettarli. Allora il combinato disposto della legge 319 del 1976 e le successive integrazioni e modifiche della 171 e 173 fissano, stabiliscono il rispetto dei limiti di cui al DPR 962 del 1973 poteva ricorrere dal primo settembre 1981 e non prima, questo è riportato in modo esplicito nelle varie norme di legge, che non sto a ricordare, comunque qui sono trascritte, qualora fosse necessario le posso leggere. Quindi prima del primo settembre del 1981 non era imposto nessun vincolo in proposito e il periodo si chiude con il 30 giugno del 1989, quindi considero il periodo dal 1981 al 1989 in quanto sino al 31 dicembre 1988 il Petrolchimico era di proprietà e gestione Montedison o ENI, limitatamente agli impianti, queste ultime, CVM-PVC dal 1987, poi dal primo gennaio 1989 al 30 giugno 1989 proprietà Montedison o ENI e gestione Enimont, dal primo luglio 1989 proprietà e gestione Enimont, quindi io ho delimitato l'intervallo di tempo, il periodo che considero, in base a queste considerazioni. Ora, vediamo rapidamente, anche se è stato detto più volte, quali sono gli scarichi e la loro posizione. Gli scarichi terminali, che ho citato prima, sono indicati in questo schema che ormai dovrebbe essere ben noto, il SM2 scaricava e scarica tuttora nel canale di raccordo Lusore-Brentelle, il SM8 in cima, dalla darsena... il SM9 nel canale industriale est, il SM15 nel canale Malamocco e il SM7 nel canale industriale sud. Da quanto è stato detto oggi e in precedenza si sa ormai che l'importanza relativa in ordine decrescente di questi scarichi in termine di portate, di presenza di sostanze estranee, va dal SM15, che è lo scarico più grosso, il SM2 segue, essendo gli altri 7, 8 e 9 molto meno significativi. Io inizierò la presentazione di quanto elaborato partendo dal SM15 e poi il SM2, il SM7, il SM8 e il SM9. Intendevo dire che cosa arriva nel SM15, che stamattina ho sentito dire che... è stato detto che arrivavano i reflui di una serie di impianti, il professor Foraboschi ha detto chiaramente che cosa era in realtà perché nel documento autorizzativo e descrittivo dello scarico SM15 è detto in modo chiaro ed esplicito che le acque inquinate per esempio da mercurio, da cloruri o altro, da sostanze acido-basiche sono inviate in impianti di trattamento prima di arrivare nello scarico. Allora non sto a ripetere quello che ha detto il professor Foraboschi. Allora come presento questi dati? Devo premettere che il tempo che io ho avuto a disposizione per esaminare il tutto e presentarlo per me almeno è stato piuttosto limitato, quindi la mia presentazione lascerà un po' a desiderare dal punto di vista grafico, ma spero che sia chiara, avendo esaminato tutti i dati, sono stati tabulati in qualche modo e non ho ritenuto opportuno ripresentare numero per numero e ho seguito un altro criterio, che vale per tutti gli schemi, salvo il numero 3, tutti i diagrammi che presenterò. Per i parametri l'ordine che seguo è quello della legge Merli o della 962 che sono gli stessi, quindi come primo parametro trovo i solidi sospesi, cosa ho riportato in questo diagramma? Ho riportato le medie annue perché ai fini di rappresentare da un lato l'eventuale andamento decrescente nel corso degli anni per vedere se c'è stato un miglioramento, questo era un primo motivo, il secondo per capire se la conoscenza del valore medio annuo mi dà un'idea di quello che può essere l'impatto sull'ambiente, riprendo un po' il concetto che ha già espresso il professor Foraboschi e quindi non mi ripeterò su questo. I numeri che sono scritti sotto, e chiedo scusa se sono scritti a mano, ma sono stati messi all'ultimo momento, riporto i numeri in basso 1, 2, 3, 3, 59, 12, è il numero di bollettini analisi disponibili per quell'anno e nel caso in esame per quell'anno per tutto lo scarico, questi numeri sono per tutto lo scarico SM15, i numeri diversi dallo zero sono gli stessi in tutti i grafici, che vedremo poi. Lo zero che è indicato sopra sta a indicare che in quell'anno nessuno dei bollettini riporta un superamento del limite di legge, il quale limite è tratteggiato lassù e in questo caso è uguale a 80 milligrammi litro, si trova, il primo punto era a sinistra in alto dove ho aggiunto MaA non è un dato analitico, MaA sta a significare Magistrato alle Acque, che ho messo sulla linea corrispondente al limite superiore perché nel 1983 il Magistrato alle Acque, come è già detto in altre occasioni, a conclusione del collaudo degli impianti di trattamento, che sono stati realizzati tutti entro il 1983 anche a seguito delle disposizioni di legge, ha dichiarato che gli scarichi erano a norma, senza dire però in che modo erano a norma. Allora se erano a norma tutti i parametri erano a norma. Quale valore ho indicato? Ho indicato quello più alto possibile, ciò non significa che nel 1983 fosse 80 il limite misurato, il segno che ho messo davanti, minore di... quindi quel punto lì è puramente indicativo. Per questo parametro, negli anni anteriori al 1983, non ho trovato dati, quindi non ho messo nulla. Andiamo al successivo, questo è già diverso, è l'unico parametro per il quale è stato indicato qualcosa di diverso, si riferisce all'azoto ammoniacale. Tutti i bollettini disponibili qui sono stati indicati, i relativi risultati, ad uno ad uno, sono i punti che si vedono, il limite di legge è quello tratteggiato, è zero, è 5 milligrammi litro, qui abbiamo preferito indicare in questo modo piuttosto che fare delle medie per far vedere che sì c'è stato nel 1989, l'11 febbraio 1989, un superamento notevole dell'ammoniaca, l'andamento, pardon, sì, l'11 febbraio 1989 alle ore 14.15 c'è stato un superamento notevole che subito dopo è sceso e il tutto si è riallineato, mi risulta che questo evento sia noto, a suo tempo è stato oggetto di indagini, ma si vede chiaramente da questo diagramma che è stato un fatto accidentale, quindi c'è stato sicuramente un superamento, ma è chiaramente dovuto ad un fatto accidentale, non so dire quale perché non ho indagato, ma mi sembra evidente dall'andamento dei punti qui indicati. Vediamo il seguito. L'altro parametro che figura nei bollettini, che ho visto, riguarda la somma dei metalli tossici, che ho indicato esplicitamente nei bollettini, e le relative analisi, il limite è 3 milligrammi litro, è la linea che è indicata in blu sopra, il primo punto lassù con MaA ha il significato di quanto ho detto prima, ovvero Magistrato alle Acque, quindi non un punto sperimentale, ma il Magistrato alle Acque mi dice: "E` entro i limiti", noi abbiamo messo il punto massimo, successivamente vediamo i valori misurati, i numeri di sotto sono gli stessi di prima perché è il numero dei bollettini sui quali abbiamo fatto la media e lo zero sta a indicare che in nessuno di quei bollettini, dal 1984 al 1989, c'è stato un superamento di questa somma. Andiamo avanti. Questo riguarda gli oli minerali, non sto a ripetermi, si capisce subito che il limite è sempre la linea lassù e vediamo che i valori misurati sono tutti ben al di sotto del limite e nessun bollettino riporta un superamento. Questi sono solventi organici aromatici, in questo caso ci sono dei bollettini che riportano dati per il 1981 e il 1982, quindi oltre ai numeri di prima ne abbiamo altri due, 24 bollettini, 87 bollettini, guardando il 1981, dei 24 bollettini o delle 24 misure effettuate nell'anno 2 superavano il limite di 0,2 milligrammi litro, la media in questo caso è superiore ad 0,2, il che sta a significare che quei 2 superamenti erano relativamente elevati. Poi dal 1982 in poi non c'è più nessun superamento, nel 1982 87 misure e nessun superamento, gli altri numeri li abbiamo già visti e non sto a ripetere, il punto lassù ha il significato solito, non è un valore sperimentale. Andiamo avanti. Parametro solfuro di carbonio etc., quel etc. io l'ho aggiunto a mano, indica trielina, cloroformio, tetracloruro di carbonio, diclorometilene, che vanno sotto il nome di solventi clorurati, che sono stati indicati più volte oggi come solventi del primo gruppo. C'è una certa eterogeneità, perché mettere il solfuro di carbonio insieme ai clorurati non ha molto senso se non per il fatto che all'epoca quando è stato fatto, nel 1973, il solfuro di carbonio era abbastanza usato come solvente vero e proprio, cosa troviamo in questo caso? Allora troviamo, anche qui abbiamo dati del 1981 e del 1982, nel 1981 un superamento su 24, però la media annua è decisamente... 0,15, mentre il limite previsto dal DPR era 1 milligrammo, quindi qui non è stato indicato il punto dal Magistrato alle Acque perché notevolmente al di sopra, qui ho avuto un superamento, ma la media... quindi oltre 1 milligrammo litro, quindi un fatto che continuo a definire accidentale perché tutti gli altri valori erano al di sotto di questo valore. Per il 1987 e gli anni successivi nessun altro superamento. Qui ho tracciato una linea, quella linea verticale blu, con su scritto Università, è necessario aprire una parentesi importante in questo caso, i valori misurati prima del 1984 erano valori che erano riferiti al parametro così come indicato nel DPR 962, successivamente per gli anni 1984, abbiamo una sola misura, poi 1, 2 e 3 sono i numeri che si ripetono, i bollettini disponibili sono bollettini di analisi fatti dall'Università di Venezia, dove non c'è più scritto solfuri... è scritto solventi clorurati, quindi il confronto tra la parte destra e la parte sinistra non è più significativo, non di meno rilevo, si rileva che i solventi clorurati misurati dal 1984 in poi sono ben al di sotto del limite di un milligrammo litro. Qui devo fare una parentesi che si aggiunge a questo è stato detto oggi. Mi sono chiesto il perché di questa differenza? Perché nel DPR, questo è un parere personale che sto dando, non voglio discutere i valori delle normative, ma visto che devo dare un giudizio su quello che ho visto, ho cercato di dare un giudizio e capire il perché di queste differenze? Qual è la ragione di questa mia osservazione. E` che non solo l'Università di Venezia dal 1984 in poi ha fatto i solventi clorurati e non il cosiddetto gruppo uno, ma tutti i solventi clorurati, ma tutte le leggi successive dalla legge Merli fino all'ultima legge del 1999, mi pare, per la laguna di Venezia parla di solventi clorurati, non fa più distinzione tra due gruppi o meglio c'è una distinzione per tutte le altre leggi, che è diversa da quella che si vede nel DPR 962, dove c'erano due gruppi di clorurati, l'abbiamo sentito dire più volte, il primo è questo, il secondo dice testualmente "composti clorurati diversi da quelli del gruppo uno, quali pesticidi, solventi, plastificanti etc.", ora tutte le altre leggi dicono solventi clorurati limite un milligrammo litro, con una nota, escluso i pesticidi clorurati, non dicono più esclusi altri solventi o esclusi i plastificanti, tra l'altro a me non risulta che ci siano plastificanti clorurati...

 

Pubblico Ministero: mi stavo chiedendo quando lei fa riferimento agli anni 1983-1984, poi ad analisi 1986-1987 dove ha trovato queste analisi?

RISPOSTA - Sono quelle che lei ha fatto sequestrare, che sono state depositate e sono tutti bollettini dell'Università.

 

Pubblico Ministero: dell'azienda?

RISPOSTA - No, dell'Università.

 

Pubblico Ministero: quindi non sono analisi di azienda?

RISPOSTA - No. Sono quelli che lei ha...

 

Pubblico Ministero: quelli che abbiamo, per quanto ne so io, sono i bollettini dell'azienda dove è scritto sopra Montedipe etc...

RISPOSTA - L'azienda ha continuato a distinguere i due gruppi, però i numeri che sono indicati nei bollettini che ho preso in esame, che sono quelli dell'Università, parlano di solventi clorurati totali.

 

Presidente: dove lei ha preso questi bollettini visto che in azienda, cioè il Pubblico Ministero non ha la disponibilità?

RISPOSTA - No. Sono quelli contenuti nei 17 faldoni del 3 aprile 2001 e di tutti gli altri contenuti in quelli prodotti il 20 aprile, io ho delle tabelle qui, sono quelle... io ho preso soltanto la documentazione contenuta in questi faldoni.

 

Pubblico Ministero: che sono indicati come bollettini di Università?

RISPOSTA - Sì. C'è il timbro dell'Università.

 

Avvocato Mucciarelli: i bollettini cosiddetti Università sono stati depositati sempre dal nostro illustre Pubblico Ministero, ma non il 3 e il 20 aprile, fanno parte di depositi del marzo del 2000, li abbiamo messi tutti insieme perché abbiamo cercato...

 

Pubblico Ministero: siccome mi diceva anche il consulente, l'ingegner Carrara, che questi non li avevamo trovati facevamo fatica a capirci.

 

Presidente: così adesso abbiamo colmato anche questi anni vuoti.

 

Avvocato Mucciarelli: era soltanto perché ci serviva per riempire gli anni vuoti, Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: ho capito adesso. Quindi nei depositi del 3 aprile e 20 aprile questi atti non c'erano.

RISPOSTA - C'erano anche quelli.

 

Presidente: quindi erano già acquisiti al fascicolo del dibattimento perché comunque erano stati depositati dal Pubblico Ministero.

 

Avvocato Mucciarelli: se non ricordo male, anche dall'Avvocatura dello Stato intorno al marzo 2000, commentati dal consulente Del Carlo ed aveva già fatto parte di contraddittorio, per restare sempre nell'ambito dell'ordinanza del Tribunale.

 

Pubblico Ministero: quindi sono stati bollettini universitari presentati dal consulente Del Carlo?

RISPOSTA - No.

 

Pubblico Ministero: no, illustrati dal consulente Del Carlo, quanti sono questi bollettini?

RISPOSTA - Sono indicati qui, per il 1984 ce ne è uno, per 1985 due, per il 1986 tre, per il 1987 tre, per il 1988 59, per il 1989 12.

 

Pubblico Ministero: a parte quei 59 del 1988 sono una decina di fogli, è così?

RISPOSTA - Io li ho visti così. Quello che non ho fatto, e questo forse genera un po' di confusione, è verificare se questi bollettini erano già disponibili, io ho ripreso tutti quelli depositati negli ultimi faldoni, li abbiamo riguardati tutti, partendo da quest'ultima fonte, che conteneva sicuramente bollettini già depositati prima, ma quelli... io ho scritto Università perché da lì in poi il parametro che è indicato è solventi clorurati. Allora per completare questo argomento, la legge 319 che viene dopo mi dice: "Solventi clorurati limite 1 milligrammo litro, pesticidi clorurati 0,05". Il limite di 0,05 non è che il cosiddetto gruppo due, nel DPR 962 è scritto composti organici clorurati diversi da quelli del gruppo precedenti, quali pesticidi, e questa dizione è identica a quella che si trova nell'altra legge, solventi e plastificanti che per mia conoscenza non ci sono plastificanti clorurati. Se guardiamo adesso i metodi analitici per le acque dell'IRSA io leggo - rimetta quella di prima - metodo per l'analisi dei solventi clorurati, è adatto questo metodo per composti come cloroformio, lo troviamo lassù, 1-1-1 tricloroetano, che lì non c'è e quindi passerebbe nel secondo gruppo, tetracloruro di carbonio, che è qui, tricloroetilene, che è la trielina, che è qui, tetracloroetilene, che è un solvente classico, che qui non c'è, 1-1-1-2 tetracloroetano, altro solvente che qui non è indicato, 1-1-2-2 tetracloroetano e così via. Andando avanti, qui leggo un documento deposito dall'Avvocato dello Stato il 29 maggio del 1998, che riporta la legge della 319, della 962, e che riporta la proposta del Ministero dell'Ambiente per gli scarichi in laguna, anche qui non si parla più dei due gruppi di prima, ma si dice solventi organici clorurati totali 1, pesticidi clorurati 0,05, passando, questo è il decreto legislativo dell'11 maggio del 1999, in applicazione della direttiva CEE, io leggo solventi clorurati un milligrammo litro, quindi il limite che ritroviamo qui nel gruppo uno con un richiamo escluso i composti come pesticidi clorurati, che rientrano nei punti precedenti, quindi queste norme e leggi successive non fanno più la distinzione che c'era con la 962. Mi permetto di dire, ma ripeto è un parere del tutto personale, che è un refuso aver scritto di nuovo la parola solventi lì dentro, io ho cercato di fare qualcosa di più, ho cercato di capire se queste distinzioni in due gruppi è dovuta al fatto che questi composti fossero meno a rischio per la salute di quegli altri clorurati, che sono previsti per esempio in modo esplicito anche nella legge ultima per la laguna e tenuto conto del fatto che il DPR in questione del 1973 sono andato a vedere qual era la conoscenza su queste sostanze, molto rapidamente, le ho scritte qui a mano, ma ho i documenti a sostegno, guardando il TLV che è la media tollerata su 8 ore in un ambiente di lavoro, per la trielina nel 1973 era 100 PPM, nel 1978 era ancora 100 PPM, il percloroetilene, che fa parte del secondo gruppo, è 100 PPM, è uguale, il dicloroetano, che è del secondo gruppo, ha 500 PPM, nel 1973, quindi era meno rischioso di quanto fosse la trielina, il cloroformio, che era il gruppo uno, ha un TLV di 50 PPM, cioè un limite massimo superiore... già nel 1973 non si poteva andare oltre 50 PPM, quindi era ritenuto un clorurato avente un certo rischio. All'epoca il cloruro di vinile aveva 200 PPM, solo dopo sappiamo che è stato ridotto, il percloroetilene 100, quindi non c'è nessuna ragione tecnica che giustifica questa separazione tra i due, tanto è vero che ne sono... allora perché ho voluto fare questa considerazione? Per dire che solventi clorurati... inclusi quelli nel DPR 962, che sono il secondo gruppo, hanno un limite di 1, non di 0,05, ciò significa che rispettare questo limite di 0,05 per clorurati diversi da questi, quelli citati nel documento dall'IRSA, sono difficili da ottenere, allora non mi stupisce il fatto che si trovino superamenti... adesso ritorniamo all'altro, finita questa parentesi, andrò avanti più in fretta... non mi stupisce che ci siano superamenti qui, 6 superamenti su 24 nel 1981, superamenti per questo limite 0,05, ma di sostanze identiche ai fini della salute hanno valori identici a quelli di prima. 6 nel 1987, non di meno dopo, allora il valore misurato all'Università per la somma dei clorurati, non più soltanto il gruppo... sono quelli di prima, sono tutti lo stesso sotto 0,05. Quindi si vede che c'è stato comunque un netto miglioramento e l'azienda da altri bollettini, che ho visto, misurava entrambi i gruppi, nel rispetto della 962, senza porsi le domande, le osservazioni che io ho fatto. Andiamo avanti. Adesso le cose sono un po'... con questo chiudo il SM15, per il SM2, anche per questo il professor Foraboschi ha detto che cosa veniva scaricato, quindi non sto a ripeterlo e ripetiamo lo stesso andamento, per l'ammoniaca analogamente a quanto abbiamo fatto per il SM15 ho messo tutti i dati, qui mi dovete scusare perché rivedendo questi grafici ho visto che non c'erano le date, le ho scritte io a mano, alcune date, perché tutte non ci stavano, quel primo dato lassù è del 1983 ed è il dato del Magistrato alle Acque, quindi non è un dato misurato, nel 1986 c'è un superamento di poco, che rientra nei limiti di tollerabilità, quindi non lo considero un vero e proprio superamento, negli anni successivi, e si va fino al 1989, non c'è più nessun superamento di ammoniaca nello scarico in questione. Questi sono ad uno ad uno i bollettini indicati, qui invece sono gli stessi dati ma mediati, partendo dal 1983, con un dato del Magistrato alle Acque, nel 1984 zero superamento su uno e così via, io non ho messo quel superamento, che era indicata, perché è entro il limite di errore, quindi ho scritto zero dappertutto, si vede comunque che l'andamento dal 1986 decresce, ma è ben sotto il limite. Per l'azoto nitrico stessa rappresentazione, direi che si illustra da solo, zero superamenti, per l'azoto nitroso zero superamenti dal 1984 al 1989, quindi gli azotati in quell'anno lì erano tutti sotto i limiti di legge. Per i metalli tossici ho rappresentato ancora le medie, come al solito, i numeri sono sempre gli stessi, non c'è nessun superamento dal 1984 perché quello del 1983 è il solito dato del Magistrato alle Acque; per gli oli minerali idem, nessun superamento in tutti gli anni considerati per tutti i bollettini esaminati e le medie ovviamente tutte al di sotto; solventi organici aromatici, limite 0,2, qui ci sono analisi anche per il 1981 e il 1982, c'è un superamento nel 1981 su 20 analisi, nel 1982 zero superamenti su 87 analisi e zero per tutti gli altri. Solfuro di carbonio, cioè il cosiddetto gruppo uno, vediamo nessun superamento in nessuno degli anni considerati, quel picco che ho indicato a mano va a finire nel punto solito del Magistrato alle Acque, che non è un punto sperimentale, allora vediamo che per lo scarico 2 i solventi clorurati del cosiddetto parametro uno sono nettamente al di sotto di 1, tutti quanti, anche qui ho indicato con la freccia Università perché tutti gli altri bollettini riportati dal 1984 in poi sono quelli dell'Università. Andiamo al successivo che è quello più brutto. Per il gruppo due vediamo che nel 1981 ci sono stati 16 superamento su 20 misure, nel 1982 62 superamento su 87, quindi molti, io mi spiego questi superamenti con le considerazioni che ho fatto prima, che i composti clorurati, che erano lì, sono identici a quelli del gruppo uno, nessuno li considera più separatamente, quindi il limite per questi composti 0,05, bensì 1, tenendo presente che in questi scarichi pesticidi clorurati non ce ne sono. Non di meno dopo, dal 1984 in poi, le misure fatte dall'Università che riguardano tutti i clorurati, inclusi quelli del gruppo uno, sono, salvo quello del 1984, che è leggermente sopra lo 0,05, sono tutti sotto lo 0,05, quindi dopo questo periodo non solo rispettava il gruppo uno, ma anche il gruppo due, mettendo nel gruppo due tutti quelli del gruppo uno ad evidenziare un costante miglioramento della qualità di questi scarichi, fatto certamente da parte dall'azienda per rispettare al meglio il DPR 962. Ho chiuso con lo scarico SM2. Passiamo allo scarico 7, le cose sono molto semplici, è uno scarico molto meno caricato, scusate il giro di parole, ho dati soltanto dal 1984 in poi, un solo bollettino per il 1984, due nel 1985, quattro nel 1986, tre del 1987, due nel 1988, sei nel 1989, nessuno con un superamento; per i metalli tossici vale la stessa considerazione, i numeri di sotto sono sempre quelli, zero superamenti; per gli oli minerali lo stesso, zero superamenti sui vari campioni misurati. Per gli aromatici il limite è 0,2, che è indicato lassù e che è riportato con quella linea continua, troviamo tre superamenti su 16 nel 1981, 2 superamenti su 24 nel 1982, poi non vi sono più superamenti e, ricordo, gli aromatici sono benzene e toelexilene. Per lo scarico 7 clorurati del primo gruppo siamo nettamente al di sopra dei limiti e non c'è nessun superamento, per il gruppo due, scusate la cancellatura, ma riguardando dati ieri sera ho visto che erano sbagliate le medie, allora c'erano 2 superamenti su 16 nel 1981, 2 su 34 nel 1982, ma dal 1982 in poi la media annua è sotto il limite 0,05. Scarico 8.

 

Pubblico Ministero: torno alla questione di prima, perché ho fatto una verifica su tutte le udienze di febbraio, marzo e aprile 2000 non mi risulta assolutamente di aver depositato documenti del genere, se mi vengono date indicazioni più precise potrò verificare. Comunque l'oggetto dell'audizione, come è stato contestato questa mattina al consulente dell'Avvocatura dello Stato, era la documentazione sequestrata nell'aprile di quest'anno, acquisita e consegnata il 3 aprile e il 20 aprile di quest'anno, siccome non ho sentito niente su questa documentazione, ovviamente dopo dovrei riporre tutte le domande su questa documentazione, sarebbe forse il caso di portare il consulente di Montedison a discutere di quella documentazione. L'altra che a me non risulta di aver depositato eventualmente sarà oggetto di un'integrazione.

 

Avvocato Lanfranconi: solo per fare una precisazione, purtroppo non ricordo la data precisa in cui i bollettini analitici, di cui sta parlando il professor Pasquon, sono stati depositati, comunque erano già stati oggetto della consulenza, alcuni di questi, ripeto, del dottor Del Carlo. Io li ho qui, li posso comunque riprodurre, mi riservo di indicare esattamente il momento in cui erano stati prodotti e sono stati prodotti sia dal Pubblico Ministero che dall'Avvocatura dello Stato. Per fare questo discorso di valutazione, qualitativa e quantitativa, degli scarichi il professor Pasquon ha utilizzato tutto il materiale analitico disponibile agli atti, quindi sia quei bollettini precedentemente depositati e prodotti sia la documentazione che è stata acquisita all'ultima udienza. Quindi ci sono sia una parte di analisi interne che sono quelle sequestrate recentemente, che sono stati assemblati e integrati. Siccome per alcuni anni c'è poca documentazione abbiamo utilizzato tutta la documentazione disponibile agli atti, quindi quei grafici rappresentano la somma complessiva dei dati analitici disponibili agli atti. Se crede posso mostrarle i certificati dell'Università a cui abbiamo fatto riferimento...

RISPOSTA - Voglio fare una piccola premessa. Questo lavoro riassuntivo è stato fatto da me con qualche collega in questi ultimi giorni, io non mi ero occupato di questo argomento, per questo ho detto prima che l'avevo fatto di corsa, però a suo tempo io avevo esaminato tutti i documenti, i bollettini analitici dell'Università dal 1984 in poi, questi documenti sono stati depositati a suo tempo in un fascicolo Enichem, io li ho esaminati due anni fa e sono gli stessi che sono qui. Adesso mi viene in mente che quelli che avevo esaminato allora sono stati riportati qui, allora devo correggere quanto ho detto in apertura, la ragione del mio errore è che non ho compilato io materialmente queste tabelle, che come ha detto l'avvocato Lanfranconi contengono tutti i dati disponibili, oltre a quelli depositati dal Pubblico Ministero il 3 aprile e il 20 aprile. Sono comunque già in atti questi documenti.

 

Avvocato Lanfranconi: mi pare di aver trovato la data, se al Pubblico Ministero interessa, della produzione di quei documenti, era l'udienza del 17 maggio 2000, salvo ovviamente verifiche.

 

Pubblico Ministero: nel maggio 2000 non ci sono questi documenti.

RISPOSTA - No, anche prima.

 

Pubblico Ministero: comunque non è un problema, perché per quanto mi riguarda si può continuare l'esposizione, non tocca i dati che sono stati forniti dall'ingegner Carrara e i documenti che sono stati consegnati...

 

Avvocato Lanfranconi: li tocca. Li comprende tutti.

 

RISPOSTA - Qui ci sono tutti.

 

Pubblico Ministero: i dati dell'ingegner Carrara sono indicati e ci sono tre faldoni di superamenti e quelli lì rimangono, volevo capire soltanto per vedere se era necessario integrare in qualche maniera l'esposizione dell'ingegner Carrara dove reperire questa documentazione, perché con tutte le udienze del febbraio, marzo ed aprile, fino al 17 maggio 2000 ho verificato le copertine udienze non mi risulta questa documentazione consegnata al Pubblico Ministero. Se è documentazione dell'ingegner del Del Carlo di Enichem basta dirlo, non ci sono problemi.

RISPOSTA - Per rispondere alla sua osservazione in merito... dell'ingegner Carrara, io le leggo quello che è scritto qui, prendo a caso, "scarico 2, 06/07/1988, PM 20/04/1988, faldone 107", quanto ho letto si ripete per... sono quei 59 che vediamo lì, cioè i dati, i bollettini che lei ha depositato e che ha preso in esame l'ingegner Carrara sono quelli indicati lì, quei 59 del 1988 sono il faldone 107, la data qui non è sbagliata, quindi ci sono anche quelli. Ad ogni modo quelli che ho indicati per Università per la parte clorurati sono sicuro di averli esaminati nel 1998, 1999, quindi erano già depositati.

 

Pubblico Ministero: appunto non possono essere stati depositati nel maggio del 2000.

 

Presidente: comunque adesso verificheremo senz'altro.

 

Avvocato Lanfranconi: io li ho e li consegno al Pubblico Ministero, comunque poi nella relazione scritta, che depositeremo, ci saranno non soltanto i grafici che adesso il professor Pasquon sta proponendo, per non appesantire troppo l'intervento abbiamo ritenuto di non mostrare la tabulazione completa di tutti questi dati, per ogni risultato c'è la data, li produco nuovamente. Per ogni risultato c'è la data di riferimento del bollettino, chiamiamola la fonte, ovviamente tutto questo è a disposizione, verrà presentato nella memoria, di modo che il Tribunale se vorrà potrà tranquillamente verificare. Sono anche evidenziati con il giallo i superamenti. Consegno questa documentazione al dottor Casson e sicuramente faremo un riferimento preciso alla data di deposizione di questa documentazione.

 

Pubblico Ministero: io la ringrazio, perché servirà un attimo a chiarire queste circostanze, anche perché per l'anno 1988 indicato poco fa dal professor Pasquon come trovati i bollettini in numero di 59 e sono negli atti del Pubblico Ministero, nella tabella presentata poco fa dall'ingegner Carrara l'unico controllo che risulta essere stato effettuato nell'anno 1988, che è stato poi tabulato, è SM15/16, cioè SM22, controlli 46.

 

Avvocato Lanfranconi: questo è lo scarico 8.

 

Pubblico Ministero: sì, appunto, lì è proprio zero. Non ce ne sono, per questo le voglio dire che non tornano i dati, non ci sono, controlli effettuati su SM8 nell'anno 1988 e bollettini rinvenuti, questo voglio dire.

RISPOSTA - Io leggo scarico 8 azoto ammoniacale, bollettino del 6 luglio del 1998 depositato dal Pubblico Ministero il 24 gennaio, faldone 107, di questo faldone 107 ci sono 59 di questi, sono 59 colonne riprese da questo faldone. Posso aver sbagliato il conteggio, ma sono 4 pagine di colonne... Se è necessario li produrrò di nuovo, riprendendo...

 

Presidente: no, va bene, d'accordo.

 

RISPOSTA - Presidente, se posso continuare per questa parte, ho quasi concluso perché non c'è altro. Per l'azoto ammoniacale per lo scarico 8 abbiamo rappresentato punto per punto e non c'è nessun superamento. Per i metalli tossici non c'è nessun superamento, per gli oli minerali non c'è nessun superamento.

 

Pubblico Ministero: nel faldone 107 ci sono quaderni, non ci sono bollettini di analisi.

RISPOSTA - Chiedo ancora scusa per la mia imprecisione, io ho guardato queste tabelle, c'è scritto: 14 settembre 1981, Pubblico Ministero 3 aprile... poi che siano bollettini o che siano altre cose sono documenti che lei ha presentati per essere commentati.

 

Pubblico Ministero: ma non ce ne sono bollettini.

RISPOSTA - Non saranno bollettini, ma il Presidente nella sua ordinanza ha detto di esaminare tutti i documenti, io ho esaminato tutti i documenti e forse sto sbagliando nel chiamarli bollettini, ma qui sono documenti depositati da lei nel faldone 107 con dei numeri, non so come chiamarli, sono dei numeri che io ripreso per fare questi diagrammi. Non li ho inventati, ho sbagliato nel dire bollettini, perché, ripeto, pur avendo sfogliato rapidamente questi fascicoli in questi giorni non ho compilato io per fortuna mia queste tabelle, con queste tabelle abbiamo fatto le medie, ma i numeri sono quelli contenuti in questi faldoni. Se vogliamo dire che non sono bollettini diciamo pure che... non ha nessun valore, però li abbiamo esaminati per vedere che cosa dicevano nello spirito della richiesta del Presidente.

 

Presidente: la richiesta che poi era stata consegnata alle parti era di esaminare la documentazione che era stata acquisita dal Pubblico Ministero mediante sequestro presso l'azienda, oggi in effetti l'ingegner Carrara nel riferirci su questi bollettini d'analisi chiamiamoli così o comunque documenti di analisi ci diceva che per alcuni anni questi bollettini non esistevano. In particolare ci diceva che dal 1982 al 1985 non aveva trovato o rinvenuto nessun bollettino di analisi, non vorrei sbagliare, ma mi pare di aver sentito così e mi sono così annotato, dal 1986 al 1991 le analisi riguardavano solamente lo scarico 15/16, poi denominato SM22, e che dal 1992 in poi le analisi erano invece diffuse su tutti gli scarichi e quelli li ha presi in esame l'ingegner Foraboschi. Ora si introducono questi ulteriori documenti, bollettini, quaderni che proverrebbero non tanto dall'azienda e quindi acquisiti dal Pubblico Ministero, ma invece dall'Università, può darsi, non lo so, siano state fatte anche analisi extra menia, però vorremmo cercare di capire, perché siccome dobbiamo fare un raffronto tra quelli che sono stati i documenti analizzati dal consulente del Pubblico Ministero e i documenti consultati da lei vorremmo avere dei dati di partenza omogenei, altrimenti non lo sono più.

 

Pubblico Ministero: Presidente, io ho recuperato il faldone 107, ci sono tre quaderni, che possiamo consegnare al professor Pasquon, se mi sa dire lui dove trova questi dati, che ha citato.

 

Presidente: a prescindere da questo, il fatto è questo: che vengono inseriti nei documenti, perché se ne aveva la disponibilità, che però non rendono più questo confronto omogeneo, nel senso che l'ingegner Carrara ha preso in esame i documenti che sono stati sequestrati presso l'azienda e che sono nei faldoni che sono stati prima indicati, mi pare che sia così, oggi invece vengono valutati anche dei bollettini di analisi che sono estranei a quei faldoni. Probabilmente appartengono ad altre acquisizioni, questo mi pare di aver capito.

RISPOSTA - Tutti i documenti contenuti nei faldoni relativi agli scarichi terminali, dei quali sto parlando, sono qui contenuti tutti, quindi c'è un confronto diretto con quelli presentati dall'ingegner Carrara, sto parlando degli scarichi terminali, in più ci sono questi bollettini dell'Università, che complessivamente, per tutti gli scarichi, sono circa 100, che io ricordo di aver esaminato circa 2 anni fa, che erano già depositati da Enichem e ripresi, se ricordo bene, anche dall'Avvocatura dello Stato. Io li ho guardati a suo tempo, li avevo esaminati, ad uno ad uno, avevo scritto tutti i limiti dal primo bollettino all'ultimo, questi sono bollettini, sono in più rispetto a quelli dell'ingegner Carrara, per l'altra parte relativa agli scarichi cosiddetti interni non ne ho ancora parlato, che questi interni sono esclusivamente quelli dei faldoni, perché prima non ne avevo, quindi il confronto..

 

Pubblico Ministero: le consegno il faldone 107, siccome non trovavo questi dati, lei mi parlava di dati del SM8 e li ha trovati nel 107, io glielo consegno, sono tre quadernetti, non ci sono questi dati. Glielo consegno così me li trova lei, non so se li ha cercati lei o qualcun altro, non ci sono. Probabilmente lei sarà più bravo di me, anzi sicuramente..

 

Presidente: andiamo avanti e poi dopo chiariremo un attimo.

RISPOSTA - Per gli oli minerali, come vediamo, siamo sempre sul limite superato. Andiamo avanti. Qui è il solito discorso dei solventi, allora i punti indicati dal 1984 al 1989 sono ripresi da bollettini dell'Università, su questi non ho dubbi, quelli che avevo già esaminato due anni fa, siamo sotto al limite. Passiamo al successivo. Qui abbiamo il cosiddetto gruppo due, prima del 1984, cioè abbiamo 13 bollettini del 1981, 19 del 1982, nessun superamento, il solito MaA, ho già detto che cosa è, dal 1984 in poi i punti che si vedono lì si riferiscono almeno fino al 1987 all'Università, nel 1988 c'è Università più quelli depositati dal Pubblico Ministero, perché non credo che siano 58, io li ho messi tutti insieme. Terminiamo con lo scarico 9, non sto a ripetere... andiamo avanti. Anche per il 9 l'ammoniaca è stata messa separatamente e vediamo che non c'è nessun superamento, per l'azoto ammoniacale le medie per i vari anni non danno nessun superamento, cioè sono quelle indicate qui, l'azoto nitrico idem, azoto nitroso idem, metalli tossici nessun superamento, oli minerali nessun superamento, è praticamente zero in questo scarico, per solventi organici aromatici quel picco lassù è quello solito del Magistrato alle Acque e per il gruppo uno clorurati i dati sono qui indicati e siamo ben al di sotto del limite e per il gruppo due c'è un superamento su 13 analisi fatte nel 1981, poi non ce ne è più nessuno. Con questo ho chiuso l'illustrazione dei dati relativi agli scarichi terminali. Due considerazioni sull'impatto sulla laguna dei superamento che abbiamo visto. Per quanto riguarda i clorurati, che è uno dei gruppi di sostanze che rientravano nel cosiddetto secondo gruppo, posso solo ripetere quello che ha detto stamattina il dottor Coccheo, questi clorurati non sono persistenti, evaporano rapidamente, tutti quanti, quindi sono usciti, c'erano stati dei superamenti, quelli che abbiamo visto prima, nel 1981 e nel 1982, non c'è stato di certo nessun accumulo perché vanno via, hanno dei tempi di vita di pochi giorni, di poche ore, di poche giorni, sono passati nell'atmosfera per evaporazione dove subiscono noti processi di degradazione fotochimica, che alla fine producono anidride carbonica, acido cloridrico, che viene neutralizzato da altre sostanze, per fortuna spariscono, perché se così non fosse la situazione della laguna oggi sarebbe ben diversa, se ci fosse questo accumulo. Quindi tenute presenti le osservazioni che ho fatto sul significato dei clorurati del gruppo due, che non ha nessun senso distinguere da quelli del gruppo uno, e se non fossero stati distinti come prevedono tutte le altre... non ci sarebbe stato nessun superamento, se non un fatto del tutto occasionale, ma in ogni caso quello che è uscito oltre i limiti del DPR 962 non ha avuto nessun impatto negativo sulla laguna e sull'ambiente. Per l'ammoniaca abbiamo visto un superamento significativo, che è durato poco tempo ed oso dire che neanche questo ha avuto alcun impatto, per diverse ragioni, la prima è che è durato pochissimo, la seconda è che da un documento che ho trovato in un faldone depositato nel 1998 dall'Avvocato dello Stato è scritto, è un documento riprodotto, che è lì nel fascicolo, che la quantità di azoto ammoniacale scaricato in laguna direttamente dalle industrie è il 2% del totale, ora non voglio dire che sia niente questo 2%, però non è certo quel superamento di quel giorno che può aver provocato un danno all'ambiente. Con questo termino la parte relativa agli scarichi terminali e adesso passo agli altri scarichi, che sono quelli interni, ma quali interni? Anche in questo caso io ho cercato di definire delle date, la data, l'intervallo che ho considerato è ancora dal 1981 al 1989 e sono stati esaminati i documenti depositati dal Pubblico Ministero nei noti faldoni.

 

Avvocato Lanfranconi: abbiamo individuato due o tre a titolo di esempio, la precisazione che ho fare è che non si tratta formalmente di bollettini di analisi, ma solo i dati rinvenuti sui quaderni sequestrati presso lo stabilimento, quindi la definizione di bollettini di analisi non è corretta, però sono i valori registrati scarico per scarico, a seconda delle date e degli inquinanti sui quaderni degli scarichi, sequestrati. In particolare ne abbiamo individuati tre, poi se si tratta di farlo lo facciamo per tutti, a proposito del faldone 107 in relazione appunto all'azoto ammoniacale dello scarico 8. Epoca: 19 luglio 1988, 21 luglio 1988, 22 luglio 1988.

 

Pubblico Ministero: quindi non si tratta di bollettini.

RISPOSTA - Mi sono corretto. Non sono bollettini, ma sono dati ripresi... allora per quanto riguarda questo secondo argomento..

 

Presidente: ci dica anche che cosa rappresenta questo quaderno, così come avevamo dei bollettini di analisi abbiamo anche dei quaderni, allora perché venivano annotati questi risultati delle analisi, oltre che su bollettini anche su quaderni?

RISPOSTA - Non le so rispondere, signor Presidente, io non ho parlato con l'azienda..

 

Presidente: no, lo voglio sapere dai difensori, che evidentemente forse sanno questa..

RISPOSTA - Ritengo che fosse per fare dei controlli routinari per vedere se erano o meno a posto.

 

Avvocato Mucciarelli: sono quei documenti di cui il Tribunale ha disposto l'acquisizione, sono quelli sequestrati, si tratta molto banalmente di quaderni protocollo grande, che sono i quaderni dell'analista che annotava tutti i risultati delle analisi, che venivano fatte, quelle di cui, inquinante per inquinante, scarico per scarico, con le date, questi sono, da questi scaturivano talvolta i bollettini, questa è il dato di partenza, la matrice dei dati, che sono nel faldone 107. Con santa pazienza i collaboratori del professor Pasquon hanno tabulato tutti questi dati, glieli alleghiamo perché sono un numero spaventoso, che noi abbiamo raccolto in quelle medie, sono dati analitici. E` il supporto cartaceo.

 

Presidente: ma sono quegli stessi dati che, pur chiamati bollettini, sono stati presi in esame anche dell'ingegner Carrara?

 

Avvocato Mucciarelli: ho la sensazione di no, per un motivo molto semplice, perché non li ha guardati..

 

Pubblico Ministero: non è che non li ha guardati, è che sono parametri selezionati perché ad esempio si parla di solidi sospesi o di nitrati, ma non si parla di tutti i parametri indicati nei bollettini, se ci sono i bollettini.

 

Avvocato Mucciarelli: però se dobbiamo esaminare tutti i dati che sono stati sequestrati e che riguardano gli scarichi, bisognerà prendere tutti i dati che ci sono, alcuni hanno come supporto cartaceo un bollettino, altri hanno il quaderno, perché non hanno fatto i bollettini, allora noi abbiamo preso tutto quello che c'era, e i bollettini dove c'erano i bollettini e i quaderni dell'analista dove c'erano i quaderni dell'analista, abbiamo messo tutto insieme, abbiamo anche negli anni dove non c'erano né i bollettini né i quaderni dell'analista ripreso i vecchi, i vecchi nel senso che erano già presenti in questo piccolo fascicoletto, che è il fascicolo di questo processo, quelli che erano invece analisi fatte dall'Università. Questa è la completa raccolta di tutti i dati, che mi illudo tra qualche giorno di depositare, con tutte le tabulazioni che sono qui, adesso è poco elegante perché noi per identificarle abbiamo scritto, chiedo scusa, signor Pubblico Ministero, Casson 3 aprile o Casson 17 aprile.

 

Presidente: va bene d'accordo.

 

Avvocato Mucciarelli: si tratta di numeri noiosissimi e troverete evidenziati in giallo i superamenti.

 

Pubblico Ministero: allora su questa precisazione, faccio un'ulteriore precisazione, come era stato chiesto, è stata fatta una raccolta dei dati che superavano i parametri, sono stati messi insieme i tre faldoni di documenti, i numeri che risultano da questi quaderni sono indicati per categoria di parametri superati o meno e ad esempio sui dati, che venivano indicati adesso dal professor Pasquon, ci sono dei dati che riguardano per esempio i nitrati nello scarico 15/5 con superamenti...

RISPOSTA - Non ho ancora parlato di questi dati, io ho premesso e ripetuto che la prima parte riguardava gli scarichi terminali, adesso parliamo degli scarichi intermedi. Adesso ne parlo, quindi la sua osservazione può essere corretta, ma me la fa dopo che ne ho parlato.

 

Pubblico Ministero: comunque le chiedo se dai quaderni le risulta che sono soltanto parametri limitati?

RISPOSTA - Sono pochissimi, certamente. Questo sì. Per la seconda parte ho cercato di definire il tempo, il periodo da prendere in considerazione, ai fini del rispetto o meno della normativa, allora i documenti che ho qui, che sono i documenti autorizzativi prevedono una verifica e un rispetto dei parametri soltanto per lo scarico 22, cosiddetto, che prima si chiamava 15/16, soltanto a partire dalla fine del 1989, c'è un documento della Provincia, la data di questo documento è del 22 febbraio 1989, che dice... no, aspetti, che bisogna rispettare i parametri nel SM22. L'autorizzazione all'esercizio di questo stesso scarico da parte del Magistrato alle Acque è dell'11 giugno 1993 nel quale è scritto che anche lo scarico parziale proveniente dall'impianto di trattamento acque, ovvero il SM22, che una volta si chiamava 15/16 venne a rispettare i limiti della legge 962.

 

Presidente: questo ce lo ha detto anche l'ingegner Foraboschi.

RISPOSTA - Fatta questa precisione, che cosa presento ora? Quali dati presento? Vediamo la tabella successiva. Questo è il numero di bollettini, non chiamiamoli bollettini, forse è sbagliata la parola bollettini, sono i numeri ripresi dai quaderni, quindi correggeremo la parola bollettini, Sono 9 bollettini, 21 campioni, 43, 44 campioni e così via, fino al 1995, io mi fermo al 1989 per le ragioni che ho detto prima. Abbiamo esaminato in particolare non tutti quanti perché altrimenti ci voleva più tempo, ma quelli relativi al 1988, quei 36 chiamiamoli...

 

Avvocato Lanfranconi: sono bollettini.

RISPOSTA - Perché il 1988? Perché sono i documenti che il Pubblico Ministero ha contestato durante il controesame di un teste e abbiamo ritenuto che fosse un anno significativo, vediamo cosa si legge in quest'anno, qui li abbiamo chiamati superamenti, COD per tutto il 1988 22 superamenti su 430 determinazioni, quindi a destra troviamo le percentuali, 5%, 12%, 4% fino ad arrivare a 0%, questi sono chiamati "superamenti" perché nel 1988 non c'era ancora l'obbligo o nessuna disposizione che imponesse il rispetto dei limiti per questo scarico, nessuno, perché sono questi scarichi interni, che sono quelli che stamattina ci hanno mostrato esserci, come è stato detto, molti superamenti, ma non c'era nessuna legge o prescrizione relativa a questo tipo di scarico. Però non di meno aveva fatto... che i valori si leggevano, si leggono in questo documento per il 1998, il DPR e qui sono i parametri che figurano in questi bollettini, il limite è nella prima colonna a sinistra, i valori trovati nei vari bollettini vanno, il minimo è 100, il massimo è 180. Quindi c'era un valore superiore a 150, ma all'epoca non c'era nessun obbligo di rispetto di questo DPR. Quindi si può continuare, per l'ammoniaca 0,27 su 50 e così via. Passiamo al prossimo. E` questo ultimo lucido, qui è un confronto tra dati relativi allo stesso periodo, quelli, se lo può indicare lei, allo scarico 15/16 e allo scarico terminale SM15, qui si è voluto capire che effetto potesse avere un valore relativamente alto di COD nello scarico parziale SM22 o SM15/16 sul finale, ora vediamo che il 5 gennaio del 1989 abbiamo una misura del COD, riguarda solo il COD, per lo scarico parziale 213, nel terminale 84, ce ne è meno perché si aggiunge ad altre acque. Guardiamo l'8 febbraio 1989, nel parziale abbiamo 112, nel terminale abbiamo 88, quindi da questo confronto, ma lo possiamo ripetere per molti di questi dati, non risulta che un aumento del COD nello scarico parziale mi dia luogo ad un aumento dello stesso COD nello stesso giorno allo scarico terminale e all'epoca, ripeto, questo è nel 1989, 24 gennaio, probabilmente era già in atto la decisione della Provincia, però si vede che agli effetti dell'impatto, e qui ritorno a quella considerazione dell'impatto ambientale, sulla laguna determinato dallo scarico terminale andamenti vari che si hanno nello scarico 15/16, vediamo 213 come un valore più elevato, 112, non mi implicano dei corrispondenti incrementi di valori del COD dello scarico terminale. Quindi questo mi consente di dire che l'effetto dello scarico parziale sullo scarico terminale, per quanto riguarda almeno questo parametro, non è significativo. Con questo ho terminato.

 

Presidente: ci sono altre domande?

 

Pubblico Ministero: no. Precisate queste circostanze sull'origine della documentazione universitaria e che questi quaderni non sono bollettini non ci sono domandi, comunque eventualmente verranno integrate con delle fotocopie estrapolate, quindi nessuna attività in più, ma soltanto un'estrapolazione di ulteriori copie che verranno consegnate per comodità del Tribunale. Non ho domande specifiche.

 

Presidente: il Tribunale vorrebbe porre una domanda all'ingegner Carrara. Lei ha potuto assistere alle audizioni dell'ingegner Foraboschi e del professor Pasquon, in particolare per quanto riguarda i cosiddetti scarichi terminali lei ha rilevato delle differenze tra quelle che sono state le valutazioni, che lei ha fatto con riferimento ovviamente ai parametri stabiliti dalle normative e le valutazioni che hanno fatto i consulenti delle parti, che cosa ci può dire in proposito?

CARRARA - Direi che fatti salvi questi dati nuovi forniti dal professor Pasquon, che peraltro coprono un arco temporale sul quale non avendo a disposizione io invece riferimenti analitici non ho potuto esprimere giudizi e quindi rimangono come una specie di vuoto interpretativo, non che questi dati siano molti, perché basare dei ragionamenti su un'analisi annuale e dire che in quell'anno è superato, non è superato il livello, voglio dire, è ragionevole e al contempo forse poco ragionevole, comunque non entro nel merito, anche perché non ho esaminato i dati. Per quanto riguarda invece una elaborazione parallela svolta dal professor Foraboschi devo dire che non vi è contraddizione nei dati, cioè non stiamo lavorando su dati diversi, diciamo che c'è un'operazione fatta dal professor Foraboschi che si capisce, dato il suo ruolo, che cerca di fotografare l'oggetto in un modo in cui questo oggetto appaia più bello di quello che è, fuor di metafora. Noi abbiamo cercato di fare una valutazione se possibile, come dire, di pere e di pere, cioè degli stessi dati, esempi, ammettiamo di fare l'indagine esaminando per ogni campione, quindi esaminando storicamente l'andamento di un parametro e immaginiamo di esaminare, come abbiamo fatto noi, diciamo di esprimere i dati relativamente ad un anno, quello che mi sembra sia comparabile sono questi due tipi di dati, il numero di analisi fatte su quel parametro e il numero di valori risultanti da queste analisi, che sono stati superiori o inferiori al limite. Evidentemente, cioè questo ci pareva e ci pare razionale, ragionevole e facendo questa operazione a noi viene che vengono percentuali di fuori norma rilevanti tanto per esprimerci, possiamo dire che in questo caso emerge che l'ordine dei fuori norma è delle decine percentuali, 10%, 20%, delle volte anche... ma facciamo il conto 10%, mediamente, il professor Foraboschi fa un altro tipo di elaborazione, che a me persuade meno, ecco, di tutte le legittime elaborazioni, come dice giustamente Trilussa, paragona il numero di superamenti di quel parametro rapportato al numero totale dei parametri esaminati. Allora se io esamino un parametro che è l'ammoniaca e dico che esso è stato superato 10 volte in un anno, lo paragono sulle 50 volte in cui ho esaminato il parametro ammoniaca mi comparirà che la percentuale dei superamenti è 10 su 50. Se io invece lo paragono a tutti i parametri misurati, che comprendono quindi l'ammoniaca, il COD, i metalli, i nitrati, i nitriti, etc. chiaramente diminuisco questo risultato di uno o più, di almeno un ordine di grandezza e ciò spiega perché dall'elaborazione fatta dal professor Foraboschi emerga mediamente che i superamenti sono dell'ordine dell'1%, calcolo che non ho fatto, ma che ho verificato man mano che sentivo esporre le sue argomentazioni, a me risulta mediamente del 10%, mi riservo se fosse possibile, ma non so, di eseguire più diffusamente anche questo calcolo, cioè esprimendolo in percentuale, ma è risultato molto chiaro nel mostrare gli istogrammi, che dato un certo numero di verifiche fatte il numero di fuori norma, anche per i singoli parametri, risultava elevato. Ovviamente fare operazioni diverse dà poi un'immagine della situazione diversa, quindi per quanto riguarda le elaborazioni fatte da me e dal professor Foraboschi, che ripeto si riferivano alla stessa base di dati, salvo che il professor Foraboschi si limitava ad un certo arco temporale, io esaminavo l'intero arco temporale, diciamo che i risultati non sono incongruenti, sono semplicemente un modo diverso di valutare. L'unica cosa che posso dire è questa. Noi non abbiamo neanche preso in considerazione la valutazione quantitativa del parametro, cosa che invece hanno fatto i colleghi professori, se posso chiamarli colleghi, cioè la richiesta che mi è stata fatta è di valutare quante volte il dato, parametro risultava eccedere i limiti, né mi interessava di quanto né mi interessava esprimere la media del valore annuale, cioè il valore medio, come invece hanno fatto, perché questo? Perché mi sembra sia stato già chiarito, non ha senso dal punto di vista della norma, la norma non chiede di stabilire dei valori medi annuali e d'altro canto, come voi sicuramente sapete, ma voglio ribadirlo, è concettualmente sbagliato e peraltro pericoloso fare questa operazione. Sarebbe come dire che si suppone che il valore limite sia un valore che vada rispettato come media annuale, quindi ammettendo che ci siano picchi di superamento nell'arco dell'anno variabili a piacere, che basti che a questi picchi di superamento corrispondano invece dei valori molto bassi, in analoghe occasioni, al numero di occasioni identiche per ricondurci al rispetto dei limiti, invece non è così e il legislatore lo sa benissimo, sa che fissare un limite per un campionamento breve è più limitante che fissare lo stesso valore limite per un campionamento più lungo, tant'è che se vedete la struttura della normativa troverete che il valore limite per i campionamenti puntuali è sempre superiore a quello dei valori medi, proprio perché nella punta, cioè nell'occasione si va a pescare un eventuale scarico critico e limitando questo valore si ottiene che mediamente lo scarico abbia una concentrazione decisamente inferiore a quel limite, se lo accertassimo invece come media vorrebbe dire che effettivamente in molti casi l'emissione potrebbe superarla. Quindi non mi era parso utile, per rispondere alla domanda che mi era stata fatta dal Pubblico Ministero, eseguire quel tipo di valutazione, perché il nostro problema era solo quello di verifica del rispetto dei limiti di legge oppure no con tutte le riserve relative al fatto che ciascuno scarico ha delle durate temporali, che i limiti stessi sono stati fissati a partire da certe date, quindi andrebbe, se volete, riconfrontato questo risultato con i limiti veri. Però mi sembra che da questi dati, io non ho dubbi in merito, emerga chiaramente, anche se l'analisi viene ridotta ad un arco temporale modesto, che questi superamenti ci sono. Un'ultima osservazione riguarda il problema di quell'arco temporale, in cui noi abbiamo veramente pochi dati, che è quello, mi sembra, su cui il professor Pasquon ha fatto lo sforzo di integrare con elementi o dati analitici esterni e che fa riferimento agli stessi scarichi. Io posso dire che sicuramente avrò occasione di vedere, di confrontarmi anche con i dati esposti o richiamati, cosa che non c'era stata richiesta, ma il fatto di aver presentato integralmente il periodo credo che consentisse o potesse consentire e consenta al Tribunale di fare un ragionamento che in estrema sintesi è questo e che ho cercato di esporre. Se quegli stessi scarichi caratterizzati da reflui di certi impianti, la cui tecnologia non è variata poi, a partire da certi anni, in modo estremamente significativo, anche se in parte variata, però verificare che negli anni precedenti la carenza di dati, vi è una situazione di consistente superamento di limiti e vedere che alla ripresa negli anni in cui tornano ad essere disponibili dei dati, e questo anche fino ad epoca più recente, tornano ad evidenziarsi significativi superamenti di limiti, poteva dare un modo per illuminare anche il periodo intermedio. Mi stupirebbe, ma per carità, siamo ancora sufficientemente giovani di aver piacere di lasciarsi stupire, che stranamente in quel periodo emergano dei dati che facciano apparire un'altra situazione, che decisamente è migliore da quella precedente, e qui potrebbe essere possibile, ma decisamente migliori anche da quella successiva e qui mi pare che il ragionamento è molto meno credibile. Se il Tribunale vuole non ho alcuna difficoltà ad applicare comunque questo criterio, che ritengo sia razionale, sempre che non mi si dica il contrario, anche utilizzando dati differenti, dando per certo o comunque volendo essere sicuri che abbiano la stessa qualità, ma non ho motivo di dubbi sulla qualità dei dati, così come non ho dubitato della qualità dei dati che avevo elaborato in precedenza, non ho motivi di dubitare sulla qualità e la significatività dei dati che si aggiungono su questo terreno, basta che siano sufficientemente consistenti e quindi significativi, perché elaborare le medie o le percentuali su un dato annuo quello appare un po' meno utile.

 

Presidente: siccome il professor Foraboschi ha detto che non vi è stato un superamento del limite considerando il parametro annuo, quello di media annua, tanto per intenderci, media annua, allora lei ritiene che questa conclusione del professor Foraboschi non sia condivisibile perché ricomprende il superamento o meglio ricomprende nell'ambito della percentuale individuale anche i superamenti di tutti i vari parametri concernenti tutte le varie sostanze, mentre invece lei potrebbe accertare diciamo così un confronto tra sostanze che sono le medesime, sostanze omogenee. Se sono individuati 100 superamenti di clorurati, rispetto a 2000 determinazioni è questo dato di raffronto che lei riterrebbe rilevante, mentre invece il raffronto tra i 200 superamenti di clorurati rispetto a 5000 determinazioni concernenti tutti gli altri parametri è questo raffronto che non ritiene invece congruente, perché non omogeneo, è così?

CARRARA - Sì. Rispetto alla prima parte della sua domanda, io non credo o non mi pare che il professor Foraboschi abbia detto che non ci siano stati superamenti.

 

Presidente: ha detto che ci sono stati.

CARRARA - Dire che il valore medio della concentrazione di quel parametro o del valore di quel parametro, valore medio annuo, si situa notevolmente più basso del valore limite è un'osservazione tra le tante, non ha alcun valore in questo caso perché il limite, non so se riesco a farmi capire, parlare di limite richiede di paragonare dei valori omogenei, allora se il limite è riferito ad un tipo di campionamento, media ogni 3 ore, cioè si deve raccogliere il campione in tre ore di campionamento secondo determinati valori, io fisso un limite che è riferito strettamente e esclusivamente a una modalità di prelievo del campione fatta così. Se invece fisso un altro limite che è quello della media giornaliera, faccio riferimento ad un campione prelevato nell'arco delle 24 ore in modo tale che sia rappresentativo della media giornaliera e fisso un altro valore limite. Quindi se il limite a cui faccio riferimento io è un limite dei valori campionati in tre ore non ha proprio senso riferirmi, facendo come se fosse un campione medio annuo, cioè sto paragonando pere con mele, due entità che non sono paragonabili, non so se questo concetto è chiaro, semmai sarebbe opportuno discuterne, perché ha sempre creato dei problemi e è non a caso uno degli elementi spesso critici, spesso certi tipi di indagini o analisi vengono confutate proprio perché non hanno rispettato i criteri e i metodi indicati di riferimento per il campionamento, perché effettivamente mi fanno una fotografia che non ha nulla a che fare con l'originale, a cui io devo confrontarmi. Quindi io posso confrontarmi solo se dispongo di dati ottenuti con riferimento a modalità analitiche, quindi campionamento ed analisi, e solo con quel limite io posso far riferimento e solo in questo modo posso paragonare. Ripeto, ognuno poi può utilizzare degli strumenti che a questo punto non sono più tecnici, ma dialettici per presentare o meno determinate risultanze, però devo dire che il professor Foraboschi non ha mai negato l'esistenza di un certo numero di superamenti, ha semplicemente evidenziato il fatto che questi superamenti, mi sembra di intuire, erano episodi e non una continuità.

 

Presidente: per terminare, l'ingegner Foraboschi, così come anche il professor Pasquon hanno entrambi affermato che comunque questi superamenti, ci riferiamo ovviamente sempre agli scarichi terminali, non avrebbero determinato un peggioramento delle condizioni delle acque lagunari, complessivamente considerati, in tutto questo arco di tempo, sia per la natura delle sostanze a cui si riferiscono questi superamenti sia per l'entità e quantitativa e numerica nell'arco annuale di questi superamenti, lei che cosa ha da dire in proposito?

CARRARA - Credo che con lo stesso livello di credibilità, io non sono un professore universitario, potrei dire che invece questo scarico ha influito, la mia diventa una battuta, ma qual è il riferimento su cui si è basata l'affermazione dei colleghi professori, io onestamente non lo intendo, ovvero posso ammettere che se si usa un criterio del tipo biodegradabilità, cioè assorbibilità e metabolizzazione di quell'inquinante nell'ambiente in cui confluisce, ed è stato fatto mi sembra il caso dell'ammoniaca, io posso dire che sì l'ammoniaca è parte dei cicli metabolici naturali o quanto meno è un elemento, è quasi un nutriente, se vogliamo, per la flora, tant'è che si usa come fertilizzante, però guarda caso si fissano dei limiti sostanzialmente restrittivi proprio per l'ammoniaca, perché anche l'eccesso di nutrimento alla flora genera un insieme di effetti, spesso devastanti, nella fattispecie si chiama eutrofizzazione, cioè sviluppo enorme ed abnorme della vegetazione che fa sì che consumino l'ossigeno e quindi tolgano l'ossigeno all'ambiente. Quindi io onestamente, lo stesso vale in generale per tutti gli apportatori di azoto, tant'è che sempre per fare un esempio, oggi si pone il problema anche del controllo non solo dell'ammoniaca, ma anche dei composti parzialmente ossidati o mineralizzati, che sono entrati i nitriti, proprio per lo stesso motivo, noi andiamo a fertilizzare l'ambiente di scarico, che potrebbe non essere interessato, potrebbe avere una ricaduta negativa. Per non parlare poi di elementi come scarichi metallici, io sono persuaso, ma non solo io, che anche scarichi di metalli persistenti che oggi sono ritenuti accettabili dalla normativa esistente, possono in un ambiente critico in particolare come quello lagunare, in cui non si può contare su una estesa diluizione nello specifico, possa comportare in tempi lunghi una concentrazione di questi metalli e quindi un danno. E sul fatto che man mano che si procede nel tempo chi determina le norme non sono gli ambientalisti, perché credo che lo stesso professor Foraboschi o il professor Pasquon laddove vengano a chiamare a studiare il problema man mano concordi sul fatto che vadano individuati dei limiti sempre più restrittivi, perché già ormai abbiamo abusato dell'ambiente, l'abbiamo già fortemente danneggiato. E quindi che si vada man mano a ridurre questi limiti è pacifico, allora alla sua domanda io potrei rispondere che qualunque contributo di sostanze, perfino sostanze di tipo biodegradabile, ma ovviamente a maggior ragione sostanze poco degradabili, che si accumulano nel ciclo sono pericolose. Il problema non è irrilevante, proprio l'altra sera mi è stato comunicato, io sono bergamasco e di origine vicino ad un lago, che si chiama Lago d'Iseo, che indagini recenti hanno evidenziato fortissime concentrazioni di un inquinante, che anche voi conoscete e che si chiama PCB, nel pesce del Lago d'Iseo, modiche dosi del pesce del Lago d'Iseo sembrano ancora consumabili, ma non eccedete, così come si consiglia di non eccedere con la vongola della laguna. Questo veniva dopo aver compiuto un'indagine sul PCB nel latte, nel burro e in molti altri alimenti, ciò vuol dire che questo PCB, che noi gettiamo facilmente e senza preoccupazioni o abbiamo gettato facilmente senza preoccupazione tanto è in piccole concentrazioni ovunque nell'universo finisce per permanere, ritornare ed arricchirsi. Allora non vorrei essere un pessimista nato, però i segnali di preoccupazione per me prevalgono rispetto a quelli di tranquillità, quindi non posso essere d'accordo, anche se capisco i diversi ruoli con l'immagine, che sempre da 20 anni a questa parte, io sento propugnare che "tanto non fa male", non c'è una degradazione, perché non è suffragata da dati.

 

Presidente: la ringrazio, ingegner Carrara. Vorrei sentire una valutazione dall'ingegner Foraboschi e poi dal professor Pasquon.

 

FORABOSCHI - Per quanto riguarda il numero di superamenti e il riferimento nell'analisi che io ho allegato ci sono le percentuali fatte sia per il singolo parametro sia quelle globali, siccome quello che mi sembrava interessante era vedere il quadro generale in cui si ponevano gli scarichi dello stabilimento mi sembrava interessante riferire sul numero totale di superamenti rispetto al numero totale di misure, però per arrivare a questo io ho fatto le valutazioni parametro per parametro e nell'allegato ora un solo esempio e successivamente, tra qualche giorno mi permetterò di integrarlo con gli altri, ci sono anche per i singoli parametri. Ripeto, siccome il discorso in questo ambito mi sembrava non dovesse essere quello di esaminare la situazione rispetto o non rispetto della legge per la laguna in maniera formale, ma la rispetto o non la rispetto ai fini della sostanza mi sembrava che dare un quadro generale fosse più significativo che vedere parametro per parametro, però ho visto anche parametro per parametro, invece volevo fosse certo il discorso sulle concentrazioni medie, che sono fatte per il singolo parametro, che mettendo tutte le misure, misure entro i limiti, misure fuori dai limiti. Allora qui c'è un discorso che ancora una volta lo scopo non è di dimostrare se abbiamo superato o non abbiamo superato i limiti rispetto alla 962, che fissa... era di vedere se quei superamenti dei limiti che risultano da questi bollettini, quaderni, tutte le cose che abbiamo esaminato portavano ad uno scarico in laguna molto più alto di quello che era prevedibile in base alle autorizzazioni, allora il far vedere che il valore medio annuo è in genere, è sempre sotto, ma in genere è anche molto sotto ai limiti, era per dimostrare che lo scarico in laguna comunque rispettava, non era superiore a quello che ci si poteva aspettare rispetto alle autorizzazioni, ma anzi spesso era notevolmente inferiore. Le discussioni sul limite su tre ore, su dieci ore, 24 ore potrei anche tagliare corto dicendo che la Merli lascia lo stesso limite ammettendo possibilità di campionamenti istantanei, campionamenti medi e quindi rimaniamo in un ambito di applicazione di normativa, in realtà la normativa Merli lascia il numero e invece si può mediare su tempi diversi, ma non è tanto questo. Il discorso è questi limiti come sono stati fissati. Chi ha vissuto gli anni in cui si è sviluppata la Merli sa bene che concettualmente si diceva che in uno scarico si doveva determinare il quantitativo di inquinante scaricato, quindi la portata di inquinante, che veniva scaricata, perché guardare solo la concentrazione era limitativo, però fu detto: "Guarda che le strutture pubbliche avranno già difficoltà ad andare a prendere un campione in un contenitore, analizzare la concentrazione" e quindi dovremo stabilire tempi brevi di campionamento, tant'è che mentre la Merli iniziale parlava di tre ore, la modifica che intervenne con il 650 disse che poteva essere anche il campione istantaneo e prevalentemente è stato fatto il campione istantaneo. Levarsi dalla testa che sugli scarichi si possono misurare le portate se non in casi particolarissimi, per cui se noi vogliamo fare un controllo l'unica possibilità che abbiamo di controllare è di fissare dei limiti di concentrazione e di consentire anche prelievi in tempo breve, allora se rimaniamo in un discorso di valutazioni di superamenti o non superamenti nell'ambito del 962 e della 319, tutti questi discorsi vanno bene. Io ho tentato, non so se ci sono riuscito, di prospettare la cosa in una maniera diversa, cioè di dire: "Vediamo in realtà cosa è stato scaricato e confrontiamolo con quello che io potevo scaricare in base alle alimentazioni", io credo sia chiaro che se potessi avere un misuratore continuo su qualsiasi scarico e su qualsiasi parametro sarebbe la maniera migliore per controllare lo scarico, però ancora una volta vale il discorso cosa si può fare. Quello che si può fare è che intanto non sia un chimico a dover andare a fare il campionamento, fu detto, deve essere un vigile sanitario, perché se deve essere un chimico del laboratorio ne abbiamo così pochi, che non faremmo mai un campionamento, quindi li dobbiamo mettere in condizione che uno va con una bottiglia, fa un campionamento, lo porta in laboratorio il prima possibile, magari in un contenitore refrigerante in maniera che si possono fare le analisi. Allora questo è un quadro, che è senz'altro importante, perché è nell'ambito della normativa, ma non mi sembrava il quadro in cui si collocavano i discorsi, perlomeno così come io ho interpretato, che avesse interesse nell'ambito di questo processo e vedere i superamenti. Nel periodo che ho esaminato mi risulta solo un superamento, non ricordo in quale scarico, è un superamento del rame, ma una roba proprio da niente, quindi il problema di superamenti di metalli nel periodo che ho visto io non ne ho constatati, ho visto che l'ingegnere riportava i superamenti, ma per periodi diversi da quelli che ho esaminato io. Quindi il discorso sui metalli non mi interessa. Non so se sono riuscito a chiarire il mio punto di vista.

 

Presidente: la ringrazio. Professor Pasquon, vuole aggiungere anche lei un suo parere?

PASQUON - Per quanto riguarda le medie annue l'osservazione fatta dall'ingegner Carrara in merito al confronto tra dati omogenei è più che corretta, però può valere soltanto per le medie riguardanti dati per i quali ci sono dei superamenti, se io ho 20 dati in un anno che non superano mai il limite e faccio una media, questa media non intende dire che in realtà in quell'anno si è scaricato mediamente quello, ma dà un'indicazione del valore complessivo, cioè se siamo sotto, se stiamo parlando, è chiaro che qualunque media a questo punto, quando ho dati sotto il limite, non vedo perché deve essere discussa. Quando ci sono dei superamenti il numero che viene fuori dalla media è puramente indicativo, non sta a dire che mediamente in quell'anno avevo scaricato tanto, era solo per far vedere, io l'ho premesso, se c'era un decremento nel corso degli anni e poi per capire se quei superamenti avevano avuto o meno un effetto sull'ambiente. Io sono d'accordo, è pacifico dire che sarebbe bene non scaricare nulla da nessuna parte, io intendevo solo evidenziare se quelle sostanze, e sono in pratica due categorie, che ho considerato, per le quali c'erano i superamenti, ho indicato, ho detto i numeri, quindi non l'avevo nascosto, tanti superamenti su tanti campionamenti. Di campionamenti non potevo farne... cioè non potevo inventarne oltre quelli che c'erano, laddove ce ne erano solo due ho detto che su questi due non c'è nessun superamento, non ho inteso dire con questo che in quell'anno non c'è mai stato nessun superamento. Con riferimento ai clorurati, per i quali abbiamo visto ci sono stati diversi superamenti con riferimento al parametro 2, fermo restando le mie osservazioni al significato di quel parametro, stamattina è stato detto non da me, dal dottor Coccheo che i clorurati non sono persistenti, cioè non vengono... quei clorurati lì non si ritrovano nelle specie animali, non rimangono nell'acqua, cioè se si fa un'analisi dell'acqua di Venezia anche allora quanti clorurati si trovavano? Poco o niente perché per la loro natura vanno via, quindi io non dico che sia un bene scaricarlo, quelle volte che si è superato quel limite non è stato un evento peggiorativo in modo significativo, per l'ammoniaca, è certo che l'ammoniaca provoca l'eutrofizzazione, però bisogna anche qui parlare di quantità. Se è vero quel dato che io ho letto, e posso dire dove, è la data su un documento depositato dall'Avvocato dello Stato, e lo ricordo bene perché l'ho letto domenica mattina, pensavo di averlo con me, invece non ce l'ho, ma ho la data, ho il riferimento di dove si trova, la quantità di azotati scaricati dalle industrie, di origine industriale come scarichi diretti in laguna è il 2% su tutti gli scarichi diretti in laguna. Poi ci sono gli scarichi indiretti, quelli che arrivano dal bacino qua. Allora se questo 2% per un giorno diventa 2,01 io devo dire che quantitativamente non ha nessun significato peggiorativo rispetto a quello che c'era prima, ho inteso dire solo quello. Non ho parlato di metalli, per due ragioni: la prima è che nei dati che ho guardato non c'è nessun superamento nei metalli, io ho guardato le somme, ma ho anche guardato per i famosi bollettini dell'Università, che vanno dal 1984 al 1989, di cui si è discusso in quest'aula più volte, ne ho sentito io discutere qui volte in quest'aula, non c'è nessun superamento dei singoli metalli e sono bollettini, che riportano praticamente tutti i parametri previsti. Non ne ho parlato perché non avevo superamenti. L'altra ragione per cui non ne ho parlato è perché quest'argomento effetto dei metalli sull'ambiente è stato ampiamente discusso in quest'aula dai miei colleghi e da altri. Quindi non sto a ripetere che il piombo precipita, che il mercurio precipita e così via. Quindi su questo argomento metalli non ritenevo di dover aggiungere nulla. Un'osservazione sui dati presentati questa mattina dall'ingegner Carrara in merito ai numerosi superamenti, che lui ha evidenziato dal 1973 fino al 1981, io dico che non sono superamenti perché la legge non c'era ancora, cioè l'applicazione della legge decorre dal 1981, quindi si può dire che dal 1973, io non li ho guardati in dettaglio questi dati, si può certamente trovare, si troveranno certamente dei valori tra il 1973 e il 1981, che sono superiori ai limiti del DPR 962, ma se devo considerare il rispetto della legge, e parlo solo di questo, la quale mi dice: "Tu devi rispettare dal 1981 in poi" è chiaro che prima non sono venuto meno alle responsabilità di legge. Quindi non vanno definiti superamenti per quel periodo, in termini di legge.

 

Presidente: vi ringraziamo molto.

 

Pubblico Ministero: prima della conclusione volevo precisare, per comodità di tutti, quella che era documentazione, come anche numero di faldoni, che era stata deposita ed acquisita alla scorsa udienza e quella che era stata anche sistemata. Oltre ai contenitori, quaderni e faldoni consegnati al Tribunale il 3 aprile c'erano tutti i faldoni di quell'ordinanza del Tribunale dell'8 maggio 2000, i faldoni sono dall'81 al 112, nel senso dell'utilizzabilità processuale secondo quello che è il contenuto dell'ordinanza del Tribunale. Volevo aggiungere che ho preparato, a seguire, come numero le audizioni degli imputati sia dove sono stati sentiti come persone informate sui fatti, ma che in sede di interrogatorio hanno confermato le loro audizioni nella veste precedente, le ho inserite nel faldone 113. Poi il faldone 114 contiene invece i file dell'audizione del maresciallo Porcu del 23 febbraio 2001 e ho fatto inserire poco fa anche il file di questa mattina e contiene poi due studi di cui uno sulle diossine di cui appunto era stata consegnata copia l'altra volta. Per quanto riguarda invece le relazioni di cui si era già parlato e che erano state presentate la volta scorsa si tratta delle controdeduzioni che ho inserito nel faldone 115, come dicevo già la volta scorsa, dell'ingegner Rabitti, del dottor Baldassarri, del dottor Guerzoni, Racanelli, Ferrari e Zapponi, ci sono le schede del dottor Racanelli sugli accertamenti effettuati a Berlino, ho levato la relazione scritta per il discorso di depurazione che era stato fatto, quindi praticamente ha fatto una paginetta di consegna con i grafici, quindi non c'è la relazione. Consegno sempre questo faldone 115, le schede di sintesi sui bollettini di analisi, così come sono state sinteticamente indicate dall'ingegner Carrara, ci sono tutte quante mese per mese, anno per anno, quindi sono tutte insieme ed anche i grafici, le tabelle e le figure discusse dall'ingegner Carrara, per comodità di tutti. Non ho altra documentazione, per quanto riguarda la relazione finale omogenea, messa a posto dell'ingegner Carrara verrà depositata nei prossimi giorni, eventualmente considerandola come memoria. In conclusione volevo chiedere la stessa cosa al professor Foraboschi e al professor Pasquon quando indicativamente presenteranno questa cosa, visto che i tempi per la requisitoria non sono mai molto brevi.

 

Presidente: va bene. Io penso che poi non ci saranno grandi novità rispetto a quello che si è sentito questa sera. Innanzitutto io direi che con questa sera si è esaurita l'istruttoria dibattimentale e che per quanto attiene alla documentazione noi utilizzeremo solo quella documentazione che abbiamo di volta in volta acquisito con ordinanza e che è stata esaminata nel processo, nell'istruttoria dibattimentale, nel contraddittorio delle parti, ogni altra documentazione non la prenderemo in considerazione perché non è utilizzabile, ancorché fosse stata depositata nel fascicolo del Pubblico Ministero o comunque sia stata depositata qui presso la sede del Tribunale e non sia stata comunque esaminata nel contraddittorio delle parti o di essa non sia stata richiesta formalmente l'acquisizione.

 

Pubblico Ministero: posso chiedere una precisazione, anche per evitare fraintendimenti? C'è tutta una serie di studi, saranno una decina, forse di più probabilmente, che sono stati presentati ed acquisiti, è stato citato magari il nome semplicemente, ma ovviamente non discussi nel dettaglio o documentazione...

 

Presidente: ma questi sono documenti, studi, qui non siamo nella prova documentale, siamo semplicemente in acquisizioni di carattere scientifico, a cui si è fatto magari riferimento, da parte dei consulenti, anche semplicemente come rinvio alla pubblicazione, al nome dell'autore o roba di questo genere e questo senz'altro è acquisibile ed utilizzabile, non ci sono dubbi. Io parlo dei documenti in senso proprio rappresentativo, cioè di fatti che qui non siano stati in qualche modo escussi.

 

Pubblico Ministero: a proposito di questa documentazione si è parlato, e faccio un esempio proprio per capire il significato, durante l'audizione di alcuni testimoni di parte Montedison, durante l'audizione del professor Cesare Maltoni di documenti provenienti per esempio dagli Stati Uniti contestati uno, due o tre, magari ce ne sono stati dieci che sono stati acquisiti ritualmente e formalmente nel processo e quindi sono stati indicati sulla conoscenza del CVM e dei rapporti dell'azienda, questi sono formalmente...

 

Presidente: se sono stati contestati nei loro contenuti ai testi durante la loro escussione proprio su questo volevo intervenire senz'altro sono stati acquisiti perché sono stati esaminati o potevano essere esaminati anche dalle controparti, ma tutti quei documenti che sono stati in qualche modo utilizzati nell'ambito dell'istruttoria dibattimentale io credo che quelli non possono essere utilizzati.

 

Pubblico Ministero: quali sono?

 

Presidente: non lo so. Qui è difficile individuare singolarmente, fare un elenco dei documenti, visto il mare magnum, però ho visto delle incertezze anche prima per quanto riguarda i documenti che sono depositati, documenti che non sono depositati etc., allora volevo porre un limite di carattere generale e dire che saranno utilizzati solo quei documenti che sono stati acquisiti e che sono stati utilizzati nell'istruttoria dibattimentale, che quindi sono stati conosciuti da tutte le parti e mi rivolgo non solo al Pubblico Ministero, ma a tutte le parti, questo voglio che sia chiaro, il processo è servito per questo, perché il Tribunale avesse una diretta conoscenza anche dei documenti, che è la categoria un po' così indeterminata perché se ne sono depositati moltissimi, quindi nei limiti in cui questi documenti sono stati utilizzati e sono stati acquisiti nessuna discussione, verranno senz'altro e possono essere posti a base della decisione, gli altri no. Detto questo, dopo aver dichiarato chiusa l'istruttoria dibattimentale vi do il calendario che riproduce quello che era un po' il programma che avevamo già in parte concordato, ma ho cercato di tenere conto delle richieste di taluni di indicare delle ulteriori udienze, le ho indicate nel mese di ottobre, altre tre udienze, per poter contenere l'intervento di tutti, perché mi è stato detto che forse, con le udienze già programmate, che peraltro sono tante, non si riusciva a completare la discussione. Per quanto riguarda l'organizzazione della discussione dopo la requisitoria del Pubblico Ministero io ritengo che ci debba essere uno sforzo di organizzazione della discussione. Organizzazione in che senso? Il Tribunale pretende che la discussione avvenga in maniera organica e cioè che si parla e si intervenga da parte dei difensori e di tutte le parti per temi possibilmente omogenei e poi consequenziali, non vorrei che nell'ambito di una giornata per l'indisponibilità dell'uno o dell'altro si saltasse da un tema all'altro e si perdesse quindi il filo del discorso. Vorrei che quindi fosse una discussione organizzata per temi e sistematica, quindi bisognerà che ci sia uno sforzo da parte di tutti i difensori perché concordiate gli interventi in maniera che quindi abbiano questa sistematicità, questa continuità. A disposizione c'è il calendario, io vorrei che allora a questa esigenza che vi rappresenta il Tribunale vi fosse da parte vostra l'indicazione di un programma di interventi, in maniera che anche il Tribunale possa da parte sua verificare se si soddisfano queste esigenze, sia per quanto riguarda diciamo così la completezza... Ci sono due esigenze da soddisfare, secondo me, oltre quella che ho già indicato, anche quella di utilizzare tutto il tempo dell'udienza, 8 ore di udienza, 8 ore di discussione, ad eccezione ovviamente del Pubblico Ministero che parlerà per quanto gli è possibile parlare. Quindi già dalla prossima udienza vorrei che le parti civili per prime, ma poi successivamente i difensori dei responsabili civili, poi ancora i difensori degli imputati, a meno che non si ritenga di far parlare prima i difensori degli imputati e poi quelli dei responsabili civili d'accordo, si potrebbe fare, vi fosse la presentazione di un programma che tenesse conto per l'appunto di questi che sono i criteri che sono stati indicati.

 

Pubblico Ministero: è possibile sapere le date aggiuntive del mese di ottobre?

 

Presidente: avevamo già indicato per ottobre il 2, il 3, il 9 e il 10, sono utilizzabili anche quelle del 12, del 16 e del 19. Io voglio un programma perché un'altra cosa che era stata già detta, forse in pubblica udienza, ma comunque nelle riunioni che abbiamo avuto per organizzare un po' anche la discussione si era sottolineata l'esigenza che prima delle ferie avessero esaurito gli interventi le difese di Enichem e Montedison per quanto attiene le tematiche di maggior ampiezza, di maggior rilievo, di maggior spessore, poi potevano esserci gli ulteriori interventi che riguardavano magari posizioni peculiari, singoli posizioni o comunque di quei difensori che non affrontavano così estesamente le tematiche già affrontate da altri, che io penso che non debbano essere ripetute. Quindi anche su questo io vi invito a programmare, sia le parti civili, sia le difese degli imputati i vostri interventi, in maniera che prima vi siano quindi gli interventi di maggior vastità che affrontano le tematiche di carattere più generale, sui singoli problemi, sulle singole problematiche e poi eventualmente gli interventi di coloro che si occupano un po' più dello specifico. Vediamo se questo è possibile, io me lo auguro perché faciliterebbe il compito di tutti e nello stesso tempo davvero ci darebbe la possibilità di contenere la discussione nei limiti che ci siamo posti.

 

Avvocato Zaffalon: le volevo sottoporre due problemi delle parti civili, il primo riguarda i tempi perché finora risultavano assegnate alle parte civili 6 udienze, calcolando la possibilità di parlare per 8 ore al giorno si tratta quindi di 48 ore, i difensori di parte civile sono circa 25 e quindi si parla di un intervento a testa di circa ore, io dubito però che si possa effettivamente tenere impegnato il Tribunale per 8 ore di discussione in una giornata, perché sia efficace e proficuo il lavoro che andiamo a fare. Allora, Presidente, la domanda era, visto che c'è questo prolungamento delle udienze a ottobre è: quante possano essere le udienze che si ritengono di assegnare alle parti civili in modo da evitare queste costrizioni che le abbiamo segnalato. L'altro problema riguarda l'organicità, che lei ci ha segnalato, cosa quindi molto difficile da fare perché i difensori di parte civile sono molti e hanno già ritagliato dei temi, ciascuno unificando temi anche diversi, però molti o tutti i difensori di parte civile hanno anche posizioni private da illustrare, per dare questa organicità bisognerebbe allora adottare una soluzione che mi sembra ancora peggiore, cioè che ciascuno dovrebbe parlare due volte, prima nell'ordine logico sul tema generale e poi alla fine delle singole posizioni, questo ci farebbe perdere ancora più tempo e quindi le chiedo di consentire delle eccezioni a questa esigenza che lei ci ha segnalato.

 

Presidente: noi dobbiamo intenderci sul tempo che ad ognuno verrebbe lasciato, il Tribunale mette a disposizione delle udienze, non è detto che ogni difensore debba parlare per pari tempo, quindi fare una divisione di 48 ore per il numero di difensori non pare che sia il criterio più adeguato, io credo che invece semmai si debba lasciare maggior tempo e maggior spazio a quei difensori che portano avanti delle problematiche che poi serviranno a tutti che seguiranno e poi ci possono essere invece delle posizioni che si interessano non di più di queste tematiche di carattere generale, ma invece di questioni più circoscritte, più specifiche e a questi basterà senz'altro un tempo minore, quindi la porrei in questi termini. Poi per quanto riguarda quei difensori, ma io credo che lei si riferisca in particolare ai difensori che rappresentano delle parti civili private nel primo troncone, io credo che quei difensori dopo aver parlato del problema di carattere generale e se sarà necessario, o meglio utilizzato forse tutte le considerazioni di carattere generale, che già saranno state esposte, potrà parlare dei casi specifici, ma in gran parte rifacendosi o alle consulenze medico-legali oppure esponendo così come è emersa dall'istruttoria dibattimentale la situazione che concerne, per esempio, l'anamnesi lavorativa, l'esposizione etc., ma io credo sempre in termini di estrema sintesi. Io credo che questa sia l'impostazione. Detto questo, non vedo grandi problemi sinceramente, è certo che se allora si parte invece dalla premessa che comunque "io sono un difensore in questo processo e voglio parlare per tutto il tempo che voglio - e magari anche ripetendo le cose che hanno detto altri - e comunque voglio, visto che siamo 40 difensori avere a disposizione almeno la mia ora e mezza" con questa disposizione non andiamo molto lontano, oltre tutto non riusciamo a fare né un discorso organico, né discorso utile al Tribunale. Pensate che il discorso, l'arringa la rivolgete al Tribunale ed è per quello che ritengo che sia utile che sia ben organizzata e che sia per temi, che abbia una sua continuità, che abbia un suo filo, che abbia una sua sistematicità, che non abbia ripetizioni. Io credo che questi siano i criteri che dovete adottare e non certo altri, se adottate questi criteri io credo, anzi sono sicuro che le 48 ore, che sono riservate, siano più che sufficienti. Comunque le altre tre udienze sono udienze indicate come udienze residuali, cioè se proprio ce ne è necessità, ma sinceramente non ritengo che ve ne sia. Detto questo, vi saluto perché siamo un po' tutti stanchi.

 

Avvocato Cesari: una precisazione, io temo di essere tra quelli che dovranno trattare dei casi singoli di patologie e che sono tantissimi...

 

Presidente: le ho già detto, avvocato, anche in privato, parli poco, perché i consulenti senz'altro hanno detto cose più interessanti di quelle che potrebbe dire lei...

 

Avvocato Cesari: ma non andrò a parlare delle patologie, della casualità, delle transaminasi, il GOT, non c'è dubbio, però bisognerà esaminarli uno per uno, dicendo il tizio ha avuto questo, la diagnosi è stata di quel tempo, non era... e questo sarà molto lungo.

 

Presidente: abbiamo anche fatto quell'ordinanza sui periodi di competenza etc., poi lì potete aiutarvi anche con delle schede, cioè per ciascuna difesa si consegna al Tribunale una scheda, in cui si indicano i lavoratori che hanno lavorato in quel periodo, le diagnosi le può mettere a fianco di ciascuno etc. Voglio dire, ci si può aiutare anche con delle piccole schede tanto per intenderci..

 

Avvocato Cesari: non c'è dubbio che le prepareremo.

 

Presidente: per quanto riguarda la parte medica, diciamo strettamente medica, questo volevo dire...

 

Avvocato Cesari: comunque anche queste schede, seppur sinteticamente, il tale ha assunto questo, era in quel reparto bisognerà dirlo o lo depositiamo...

 

Presidente: lì è una scelta che dovete fare, potete anche dirlo, però una volta che rappresentate il periodo... sinceramente mi si chiede di svolgere un ruolo che non è il mio, io vi do dei criteri di carattere organizzativo, ma poi dopo calarmi proprio nello specifico non mi è possibile.

 

Avvocato Cesari: cercheremo di collaborare.

 

Presidente: questo è un richiamo a darvi un'organizzazione e immagino che lo sappiate fare benissimo. Ci rivediamo all'udienza del 22 maggio 2001.

 

RINVIO AL 22 MAGGIO 2001

 

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