UDIENZA DEL 17 NOVEMBRE 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: l'udienza di oggi è riservata all'approfondimento, al riesame, all'integrazione dei casi che i consulenti del Pubblico Ministero, i consulenti medico-legali del Pubblico Ministero già, non dico nelle prime, ma insomma, nell'ottobre, settembre-ottobre dell'anno scorso avevano rinunciato ad esaminare. Si tratta di integrazioni che prendono l'avvio dall'indagine integrativa del Pubblico Ministero. Quindi se vogliono accomodarsi i consulenti...

 

INTEGRAZIONE SINGOLI CASI

 

Pubblico Ministero: allora, ci sono il dottor Bracci e il dottor Miedico, così, fin che si preparano al tavolo delle audizioni, volevo indicare, come peraltro avevo preannunciato ieri, che avevo citato a partire dalla data di ieri quelli che risultano già dalle liste testi dei consulenti come consulenti tecnici del Pubblico Ministero e quindi erano il dottor Berin, il dottor Bai, il dottor Bracci, dottor Tottire, dottor Miedico, per quanto riguarda l'esame dei casi singoli e per gli accertamenti che sono stati fatti successivamente all'inizio del processo. Poi era saltato il programma delle audizioni e motivi anche di salute, in particolare con il dottor Tottire, l'ho condotto al fatto che questa mattina possono essere presenti solo il dottor Bracci e il dottor Miedico. Prima di porre la domanda al dottor Bracci volevo illustrare di cosa parleranno. Io ho già consegnato prima dell'inizio dell'udienza, sia al Tribunale sia una copia alle Difese degli imputati e delle Parte Civile e l'elenco degli accertamenti medico-sanitari che sono stati effettuati sui casi già contestati. In sintesi, si tratta di 235 visite anamnestiche, 82 ecografia, 53 angiologie, 30 radiografie, 25 spirometrie, esami di vario genere, tra cui sangue e... un centinaio. Queste sono le visite anamnestiche su 235 persone, quelle che erano state invitate a presentarsi, a sottoporsi a questi esami, a queste visite integrative. Non si sono o perché ovviamente decedute o perché irreperibili, 8 persone che sono indicate in fondo alla lista. Faccio presente che, come risulta sempre dall'elenco che ho consegnato, ci sono 24, ma alla data di oggi sono già diventate 25, le persone tra i casi già contestati deceduti, e quindi questi verranno esaminati anche come causa di morte successivamente. Il programma sarebbe questo, che dovrebbe presentare sia il dottor Bracci che il dottor Miedico, i casi, gli elementi integrativi sui casi già contestati, il 437 più i 37 e sono i casi viventi. Verranno esaminati singolarmente dal dottor Bracci e dal dottor Miedico i casi che hanno visto loro con i loro collaboratori, quindi faranno anche un'indicazione nominativa esplicita, anche in relazione alle varie persone che ritengo di dover sottoporre come integrazioni all'esame del Tribunale e di tutte le parti. Successivamente, all'udienza del 30, dopo l'esame del professor Foraboschi, si concluderanno questi esami dei casi dei viventi e si procederà all'esame dei casi morti, dei casi di decesso. All'esito di questi ci sono da considerare i vetrini per i quali, i reperti istologici, per i quali è stato consegnato a suo tempo, ancora mi pare a fine settembre o inizio ottobre, un elenco qui in Tribunale anche a tutte le Difese. Si tratta, in pratica, di un elenco di 54 persone alle quali ho dovuto aggiungere il caso di Faggian Tullio, che è deceduto verso la metà di ottobre di quest'anno, per il quale ho dato disposizione che il reparto istologico venga mandato direttamente al professor Uggi a seconda delle indicazioni iniziali, visto che si tratta di un caso di angiosarcoma epatico. Si tratta quindi, praticamente, di 50 persone, perché 55 erano i vetrini richiesti, per 5 non sono stati trovati e 50 vetrini sono rimasti, i reperti istologici sono rimasti e sono stati trovati. Ecco, quindi chiedo al dottor Bracci che presenti innanzitutto i casi che lui e i suoi collaboratori hanno esaminato, e che cosa è emerso di nuovo e di rilevante ai fini dell'impostazione iniziale di questo processo per la parte che lo riguarda.

 

Avvocato Accinni: preliminarmente, prima che inizi l'esame dei consulenti, apprese le informazioni che il Pubblico Ministero ci ha adesso offerto, avremmo una questione da porre. La questione è questa: il Tribunale già si è espresso su questo problema che in parte vorrei riproporre, da ampliare in questo senso. Già il professor Padovani e il professor Giarda avevano posto una questione sulla quale il Tribunale si è pronunciato. Ricordo, al fine di essere più chiaro nell'introdurre il tema, che con propria ordinanza in data 28 settembre '99 il Tribunale aveva stabilito che gli atti appartenenti alla seconda specie, per essi da intendersi quelli documentativi o esiti di accertamenti clinici e di altre operazioni tecniche e strumentali alla valutazione dello stato di malattia degli offesi, disposti dal Pubblico Ministero ed espletati successivamente all'inizio del dibattimento, documentano - così si esprime testualmente l'ordinanza - in realtà un'attività strumentale a una valutazione tecnica ai sensi dell'articolo 359 che può fare ingresso nel fascicolo del dibattimento con modalità differenti da una mera produzione. Per questo motivo il Tribunale aveva disposto la restituzione al Pubblico Ministero degli atti documentativi degli accertamenti disposti successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio. Nell'udienza del 12 ottobre '99, quindi, il Pubblico Ministero ha chiesto l'audizione dei consulenti tecnici medico-legali sia sui casi di malattia di morte dei soggetti già individuati nei capi di imputazione, sia sui casi di malattia e morte di soggetti non ancora individuati. Il Tribunale ha quindi ritenuto testualmente che l'esame dei consulenti tecnici già oggetto di considerazione si appalesa come un'integrazione della valutazione tecnica già espressa dalle parti nel contraddittorio, pertanto va ritenuta ammissibile nonostante abbia alcuna preclusione. Il Tribunale ha quindi soggiunto che l'esame dei consulenti sui casi non ancora portati all'attenzione del Tribunale appare rilevante e pertinente con riferimento ai reati di pericolo contestati agli articoli 434, 449 e 437 comma secondo del Codice Penale e deriva dalla necessità di valutare documenti già acquisiti ed inoltre non trova preclusione di sorta essendo queste risultanze state acquisite dal Pubblico Ministero a seguito di attività integrativa d'indagine legittimamente esperita sulla base di sollecitazioni di privati rese successivamente all'apertura dell'istruttoria dibattimentale. Quanto si intende osservare è questo: intanto riesce difficile comprendere come il Tribunale abbia potuto definire le risultanze acquisite dal Pubblico Ministero come acquisite a seguito di attività integrativa d'indagine legittimamente esperita, posto che si tratta di risultanze che il Tribunale non conosce, avendone anzi già disposto la restituzione al Pubblico Ministero proprio perché atti documentativi di accertamenti disposti successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio. D'altra parte ed ancora il Pubblico Ministero si era limitato a chiedere l'audizione dei consulenti tecnici anche suoi nuovi casi ma senza specificare, come ovviamente non avrebbe potuto fare, che cosa avrebbe esattamente chiesto, ossia che cosa quindi avrebbe tentato di fare acquisire al dibattimento per il tramite dell'audizione dei consulenti tecnici. Per questa ragione a suo tempo ci si era riservati le eventuali eccezioni ed opposizioni che adesso si... Anche sotto questo profilo non era dunque possibile valutare sulla scorta di quella sola richiesta cosa fosse o meno ammissibile, al di là dei consulenti in se, il contenuto di quell'audizione non potendo che essere verificato e quindi valutato al momento della stessa. Oggi abbiamo appreso le informazioni che il Pubblico Ministero ha testé riferito, che non sto evidentemente a ripeterle avendole tutte appena ascoltate. Queste pongono però un problema, il problema è quello di verificare se davvero le risultanze di cui ha anticipato il signor Pubblico Ministero possano essere acquisite al fascicolo del dibattimento per poi prestarsi quindi alla finzione, perché di una finzione si tratterebbe, che dal dibattimento siano emerse al fine delle contestazioni suppletive. Per verificare allora l'ammissibilità è necessario poter davvero affermare che si è pienamente rispettato la legge processuale e quindi che l'effettività del contraddittorio sia reale e la pretesa attività integrativa d'indagine sia effettivamente qualificabile come tale. Da subito è possibile affermare che le visite disposte dopo il decreto che ha disposto il giudizio e che non sono documenti e che non sono cose pertinenti al reato, producono risultanze non acquisibili al fascicolo del dibattimento e ciò perché non siamo in presenza di un'attività integrativa di indagine, è perché siamo in presenza di una manifesta e macroscopica violazione di parità di condizione delle parti. Intanto, il fondamento dell'articolo 430 e 433 del Codice di Procedura Penale è costituito dalla necessità di assicurare una continuità investigativa volta al riferimento di ulteriori fonti di prova, anche negli spazi processuali contenuti tra la richiesta di rinvio a giudizio e l'inizio del fase dibattimentale. Obiettivo delle indagini davvero integrative, a differenza delle indagini preliminari che sono funzionali all'esercizio dell'azione penale, è quello di formulare per mezzo di esse le richieste al giudizio del dibattimento, ed è manifesto che, come riaffermato da dottrine e giurisprudenza, un'attività integrativa d'indagine che interviene in presenza di un'accusa già determinata, non deve tendere a... o ad amplificare la les iudicanda, ossia raccogliere fonti prova utili per modificare l'accusa. Il comma terzo dell'articolo 433 del Codice di Procedura Penale prevede un'attività eccezionalmente consentita al Pubblico Ministero, al di là degli atti naturali delle investigazioni, vi è perciò un'assoluta inconciliabilità tra l'attività integrativa, con il suo corredo garantistico, e l'attività dispiegata dalle parti a dibattimento iniziato per l'acquisizione di risultanze da produrre a fini probatori in giudizio. Non a caso è tassativamente esclusa la possibilità per il Pubblico Ministero di avvalersi ai fini delle contestazioni e in vista quindi del loro inserimento per il fascicolo del dibattimento, degli atti di cui nell'indagine integrativa sia stata eseguita la verbalizzazione. Ricordo e cito una sola sentenza della Corte di Cassazione Sezione Prima 23 novembre '93, nello stesso senso la Sezione Penale Sezione Sesta 12 giugno '96, secondo la quale l'eventuale attività d'indagine svolta dal Pubblico Ministero dopo l'apertura del dibattimento di primo grado e dalle quali sia derivata l'individuazione di nuovi mezzi di prova possono sfociare soltanto nella richiesta di assumere le relative prove nel dibattimento in condizioni di assoluta parità con le altre parti processuali e con esclusione pertanto della possibilità per il Pubblico Ministero di avvalersi, ai fini delle contestazioni e vista, quindi, del loro inserimento nel fascicolo del dibattimento, degli atti di cui nelle predette indagini sia stata eseguita la verbalizzazione. Ed è evidente che la sostanziale refertazione della visita altro non sia che una forma di verbalizzazione camuffata e che per il tramite dell'audizione del consulente si pretenderebbe di poter acquisire al fascicolo del dibattimento in aperto totale contrasto con il divieto appena ricordato. E` evidente che la relazione che il consulente ha fatto all'esito della visita altro non sia, se non una forma di refertazione che altro non è, che una forma di verbalizzazione e che come tale sia acquisita attraverso l'audizione violerebbe manifestamente il divieto testé ricordato. Non è sufficiente consentire, si badi, consentire la tempestiva conoscenza alla Difesa ai sensi degli articoli 430, 31 e 33 del Codice di Procedura Penale per fare acquisire al fascicolo del dibattimento e quindi poi utilizzare risultanze di sì fatta pretesa attività, è necessario che l'attività sia effettivamente un'attività qualificabile come attività integrativa d'indagine; è necessario che la conoscenza sia davvero tempestiva ed effettiva e per tale da intendersi soltanto quella formalmente prevista dal Codice e intesa a veramente garantire l'esercizio dei diritti di Difesa e la parità delle parti, tale è solo quella che si risolve in un contraddittorio che come tale non può che esplicarsi avanti al Giudice chiamato a giudicare. L'attività che si esplica nelle risultanze che il Pubblico Ministero vorrebbe fare acquisire al fascicolo del dibattimento è un'attività effettuata fuori dal dibattimento. Le individuazioni di nuovi mezzi di prova con lo sfociare della richiesta di assumere le relative prove nel dibattimento soltanto in condizioni e alla condizione di assoluta parità con le altre parti processuali perché i diritti di Difesa siano davvero assicurati e rispettati. Il Pubblico Ministero dovrebbe, nel rispetto del Codice di Procedura Penale e dei principi del giusto processo della parità delle parti, esercitare l'azione penale e non rivolgere richieste al Giudice di un dibattimento già, peraltro, avanzato nell'inaccettabile tentativo di far acquisire al dibattimento e quindi di fare emergere dallo stesso, risultanze acquisite senza alcun rispetto dei principi del contraddittorio, della parità delle parti, dell'esercizio del diritto di Difesa e a seguito di un'attività certamente non qualificabile come attività integrativa d'indagine. Quanto detto riappare tutta la sua evidenza soltanto se si pensi all'impossibilità di esercitare un controesame dei consulenti chiamati oggi a questo ulteriore esame sui temi anticipati dal Pubblico Ministero, impossibilità totale ed assoluta solo che si ponga per un attimo attenzione al fatto che, come pure oggi è stato anticipato dal Pubblico Ministero, queste visite sono state fatte anche ed attraverso accertamenti tecnici non ripetibili quali l'espletamento di Tac, radiografie, esami ematici e una serie di esami che sono stati disposti - forse sarebbe più corretto dire imposti - senza, evidentemente, alcuna partecipazione da parte nostra e senza alcuna partecipazione che più, allo stato, si possa espletare essendo tutti questi esami che sono già stati espletati. Ci si oppone dunque all'ammissione al fascicolo di ogni risultanza che sia di fatto documentativa di accertamenti disposti successivamente all'emissione del decreto che dispone al giudizio e quindi in particolar modo a quanto sia nella realtà il frutto e l'oggetto delle visite effettuate successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio; si tratta di atti d'indagine pretesa come integrativa, nella realtà nulla; l'utilizzabilità dell'audizione dei consulenti del Pubblico Ministero sarebbe in realtà viziata da assoluta inutilizzabilità degli atti che così si pretenderebbe, di far acquisire al fascicolo del dibattimento. In via subordinata ovviamente chiediamo che queste visite siano fatte allo stato ma con la partecipazione dei consulenti tecnici, radiologici e quant'altro. ossia di tecnici chiamati a ripetere questi esami, ossia ad espletare questi esami direttamente.

 

Presidente: allora, vuole prendere la parola ancora la Difesa sull'opposizione all'introduzione di questa integrazione, come l'abbiamo definita, istruttoria a seguito delle indagini integrative del Pubblico Ministero. Il Tribunale deve pronunciarsi su queste questioni con due ordinanze, oggi vi sono delle ulteriori, diciamo, deduzioni che illustrano l'opposizione all'introduzione di questa consulenza - sui casi vecchi stiamo parlando, o anche sui casi nuovi, non so, ma mi pare che intanto si stia parlando dei casi vecchi - e in queste illustrazioni vi sono anche delle censure alle ordinanze del Tribunale. Adesso io non lo so di quello che si è detto oggi quanto possa essere già coperto da quei due provvedimenti e quanto invece c'è di nuovo rispetto a già quanto il Tribunale aveva deciso, questo eventualmente lo esamineremo riprendendo anche le nostre ordinanze già pronunciate. Comunque, prego.

 

Avvocato Stella: la Difesa degli imputati Enichem non si associa all'opposizione, si rimette alla decisione del Tribunale richiamando le sue ordinanze a proposito e dichiarando di nuovo il proprio interesse ad andare avanti ed accettare la situazione reale, anzi, da questo punto di vista sarebbe interesse della Difesa degli imputati di Enichem che anche la relazione depositata dal dottor Berrino e dal dottor Colombati, anche lì venissero sentiti in contraddittorio, perché quella sì, è un contraddittorio, cioè venisse sentito prima il dottor Berrino e il dottor Colombati e poi i nostri, perché quella è una reale garanzia della parità delle parti, per il resto non si associa e chiede al Tribunale di andare avanti con le..., ordinanze.

 

Avvocato De Luca: per definire meglio il perimetro di questa opposizione avanzata dall'avvocato Accinni. Il problema vero si pone nella sua oggettività sul fatto delle visite fatte dal consulente - ecco, per fare una precisazione circa casi vecchi e casi nuovi, qui non è una questione di casi vecchi o casi nuovi - il problema è che il Pubblico Ministero ha anticipato che ascolterà i suoi consulenti su visite che sono state fatte ai pazienti nei mesi scorsi, evidentemente questo viola palesemente la parità delle parti e impedisce totalmente il contraddittorio, perché il contraddittorio vero e non apparente potrebbe svolgersi solo nelle parti fossero state tutte nelle stesse condizioni, e cioè se tutti i consulenti, non solo quelli del Pubblico Ministero, ma anche quelli della Difesa, avessero potuto svolgere le stesse visite, perché se no diversamente evidentemente non è assolutamente pensabile che si possa svolgere una pallida contestazione all'operato dei consulenti del Pubblico Ministero mancando il presupposto oggettivo della visita dei pazienti anche in capo ai consulenti delle parti. E` un'attività, quella della visita, come quella dell'accertamento radiologico, che pure è compreso in questa valutazione, che fa parte necessariamente del processo, deve far parte necessariamente del processo, perché se no è assolutamente impensabile che si possa svolgere un contraddittorio su atti che sono stati fatti discrezionalmente dai consulenti del Pubblico Ministero su una materia dove non è stata ammessa alcuna possibilità di intervento da parte dei consulenti delle parti. Quindi se il Tribunale ritenesse in qualche modo acquisibili agli atti le dichiarazioni che vengono svolge dai consulenti del Pubblico Ministero, questa Difesa fin d'ora fa istanza e prega il Tribunale che voglia mettere tutte le parti nelle stesse posizioni e che voglia consentire a tutte le parti di fare quelle medesime visite, quei medesimi accertamenti tramite i propri consulenti, diversamente la parità non esisterebbe e non esisterebbe nemmeno la possibilità del contraddittorio. Grazie.

 

Presidente: va bene, grazie. Ulteriori interventi? Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: le eccezioni di oggi ripropongono essenzialmente le eccezioni che sono state formulate già a suo tempo e sono già state superate più volte. Mi riporto ovviamente a quello che è stato dichiarato sia da parte mia e sia anche, ricordo, dai difensori di Parte Civile in materia e dico soltanto due parole su alcune cose. Innanzitutto in questo momento non si prospettano contestazioni suppletive e quindi parlarne in questo momento mi sembra un'anticipazione non consentita perché non so nemmeno io cosa farò, se ci saranno o non ci saranno, quindi questo tema della contestazione suppletiva non riguarda assolutamente in questo momento gli atti che il Pubblico Ministero ha chiesto che vengano svolti. Per quanto riguarda il tipo di attività che è stata svolta, credo che in maniera pacifica debba affermarsi che sa tratta proprio di attività che si può far rientrare nel concetto di ulteriore fonte di prova e non saprei in quale altra maniera definire gli accertamenti che sono stati richiesti, che sono stati fatti, sui casi singoli, sulle singole persone che sono già inserite nel procedimento, nel processo penale e si tratta di casi già contestati e si tratta di approfondimenti in relazione anche a sollecitazioni delle Difese degli imputati che dicevano: questa visita non è stata fatta, le visite anamnestiche vanno fatte, qui bisognerebbe fare un'ecografia, qui ci vorrebbe una radiografia; quindi sono esigenze che sono sorte, tra l'altro, nell'ambito del dibattimento e sono degli approfondimenti, appunto per questo si tratta di ulteriori ricerche, di ulteriori fonti di prova a sostegno o della tesi d'Accusa o della tesi della Difesa. Come i consulenti tecnici del Pubblico Ministero, ma anche quelli della Difesa, hanno avuto modo di vedere, dall'esito di questi accertamenti vengono fuori dei, delle ipotesi che vengono, che sono confermate come ipotesi d'accusa e degli altri casi che invece si risolvono in una maniera sicuramente migliore anche per gli imputati. Quindi è stato fatto un approfondimento, un accertamento neutro del quale il Pubblico Ministero prende atto, vuole presentare questi dati al Tribunale e come già anticipato la volta scorsa ci saranno dei casi che verranno confermati come facenti parte del capo d'accusa ed altri casi sui quali il Pubblico Ministero stesso potrà chiedere all'esito, ovviamente, del dibattimento che venga pronunciata assoluzione. Per quanto riguarda i casi nuovi il Tribunale ha già ammesso, e non mi dilungo sul fatto, che si tratta di casi che vengono inseriti proprio da un punto di vista probatorio all'interno delle ipotesi di disastro colposo e dell'ipotesi di cui all'articolo 437 secondo comma del Codice Penale che sono già contestate, sono, si ritengono elementi di prova di quel reato, elementi di prova ulteriori perché non c'erano in precedenza queste possibilità, non si conoscevano questi casi, nel momento in cui sono stati segnalati e nel momento in cui sono state richieste al Pubblico Ministero degli interventi sono stati affrontati, sono stati esaminati e sono stati portati qui all'esame del Tribunale. Rappresento, tra l'altro, che si tratta di un numero limitato rispetto a tutti i casi che sono stati segnalati, perché me ne erano stati segnalati oltre 250, quasi 300 e qui tratteremo di una sessantina di casi. Quindi è stato fatto uno screening piuttosto selettivo di queste denunce, di queste richieste, questo, tra l'altro, devo dire, per carità, la Difesa sicuramente non mi ha chiesto per fare un'attività per la Difesa, però un'attività anche in questo senso, parliamo di 60 casi e non di 300 casi come mi erano stati segnalati. Il discorso della conoscibilità degli atti e della parità, a parte ormai il politichese che entra anche nelle aule di giustizia e che probabilmente sarebbe meglio che rimanesse fuori, si tratta di atti, di attività, di documentazione che è stata depositata a giugno di quest'anno, della quale si poteva tutti, non si poteva, tutti hanno preso formalmente conoscenza, sono state fatte le copie e tutti sono stati messi in grado di poter valutare che cosa è emerso e che cosa veniva fuori. Sulle visite, sulle ecografie e sulle radiografie credo che non si possa non dire che si tratta di atti medici, di documentazione che può essere valutata, approfondita e all'esito delle audizioni acquisita formalmente agli atti del Tribunale. Il consulente tecnico non è un ufficiale di Polizia giudiziaria e la consulenza tecnica non è un rapporto, sono due atti, due attività completamente diverse e quello che riferisce il consulente tecnico ed è un'attività diversa rispetto a quello che fa la Polizia giudiziaria, rispetto a quello che fa un testimone e rispetto ad altre fonti di prova, che va valutata secondo i criteri che tutti ben conosciamo e sui quali non mi sto a dilungare. E` una consulenza tecnica, riferisce di quello che ha fatto, riferisce le sue valutazioni, che poi ovviamente possono essere sottoposte alle valutazioni anche delle altre parti. Un'altra cosa che avevo già detto la volta scorsa e che ripeto, qui non c'è una relazione del consulente tecnico depositata e consegnata all'esame delle parti, perché volutamente, siccome la relazione non poteva essere consegnata al Tribunale ho detto: fate i vostri esame, fate le vostre visite, depositate l'esito di questi esami, di queste visite, non concludete perché quello sarà un discorso che eventualmente dovrà essere fatto davanti al Tribunale quando si arriverà davanti al Tribunale. Un'ultima questione, ritengo che il controesame eventuale, se qualcuno lo vuole fare, dei consulenti tecnici, oggi, o la prossima, quando sarà, può tranquillamente essere effettuato, perché la documentazione è a disposizione di tutti quanto meno da fine giugno o inizio luglio di quest'anno, quindi sono passati diversi mesi, tutti potevano esaminarla, tutti hanno fatto arrivare i loro consulenti tecnici che hanno esaminato la documentazione e quindi le capacità di tutti i consulenti tecnici le conosciamo tutti e quindi si sicuramente sono in grado di riferire, di interloquire su queste acquisizioni, su quello che diranno i consulenti tecnici del Pubblico Ministero. E quindi chiedo che vengano rigettate le eccezioni. Per le audizioni, ovviamente, di tutti gli altri consulenti, come sempre è stato fatto, non c'è nessun problema, perché sempre e in qualsiasi caso, nel momento in cui vene depositata una memoria, una relazione, credo che per tutte le parti ci sia la possibilità di chiedere che venga sentito un consulente se vuole sentirlo, ci mancherebbe altro.

 

Avvocato Achenzo: io avrei soltanto un chiarimento da chiedere al Pubblico Ministero, posto che nessuno mette in dubbio che i casi nuovi possono essere ricompresi dell'evento del 437 secondo comma del Codice Penale, quello che non è chiaro è se poi questi casi nuovi, eventualmente eventi di morte o eventi di lesione, possano, così, automaticamente transitare anche per quanto riguarda le contestazioni che pure nel capo di imputazione sono presenti, cioè mi riferisco ai reati contro la persona. Cioè, se rimangono semplicemente involti nell'evento del 437 oppure se la loro presenza, la loro acquisizione comporta ulteriori contestazioni in riferimento ai reati contro la persona che pure sono presenti nel capo di imputazione.

 

Pubblico Ministero: per quanto mi riguarda, preciso, in questo momento si tratta di fonti di prova per il reato di cui all'articolo 439 e 437, aggiungo pure, come avevo detto anche l'altra volta, più di una volta mi pare, che ovviamente ed è comprensibile, da parte delle Parti Civili ci sono delle legittime pressioni per delle contestazioni suppletive che io alla data di oggi non faccio e non ho intenzione di fare, questo è il discorso. Su quello che succederà all'esito di questa audizione, su quello che succederà nei prossimi mesi non lo so; io in questo momento, anche ieri sera, ho detto alle Parti Civili, prima di andare via dopo l'udienza, che non era mia intenzione fare le contestazioni suppletive. Allo stato di ieri, però è una situazione che tutti conosciamo, matematica, perché quelle che potevano essere le contestazioni suppletive fatte a luglio e dicembre, non le ho fatte perché non intendevo farle. Questo, tra l'altro già è prospettabile perché si sa che dovrà essere fatto per i nuovi casi che già sono stati presentati, la settimana scorsa ne ho presentati altri tre, o... dovrò fare un altro processo. Questa è la situazione attuale così come viene fotografata. Ovviamente non posso ipotecare il futuro.

 

Presidente: ulteriori interventi, parti civili? Va bene, noi ci ritiriamo.

 

ORDINANZA

 

Il Tribunale, pronunciandosi sull'opposizione proposta dalla Difesa dell'imputato Schimberni Mario, richiamate le ordinanze pronunciate in data 28/9 e 12/10/99 e rilevato che i problemi posti all'odierna udienza sono stati già esaminati e decisi con detti provvedimenti; ritenuto che il contraddittorio è garantito non solo dal controesame dei consulenti del Pubblico Ministero e quindi dalla critica delle modalità di espletamento e dei risultati delle visite e degli esami strumentali già depositati in atti; ritenuto altresì che la parità delle parti può essere ulteriormente assicurata mediante la possibilità di espletare nuove visite ed esami strumentali che si rivelassero necessari in caso di contestazione

P.Q.M.

 

respinge l'opposizione prodotta dalla Difesa dell'imputato Schimberni Mario.

 

Presidente: possiamo procedere allora.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTI 

DR. BRACCI CARLO - DR. MIEDICO DARIO

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Possiamo allora partire con il dottor Bracci con l'esame dei casi personali relativamente agli accertamenti integrativi medico-sanitari ovviamente sui casi già contestati.

BRACCI - I casi che io ho esaminato dopo averli visitati io con altri collaboratori, sono 133. Di questi presenterò quelli per i quali dalle visite sono emerse delle novità valutate utili per questo processo, quindi presenterò, di questi 133 casi ne presenterò 68. Seguendo l'ordine alfabetico dell'elenco delle visite che è stato consegnato stamattina.

 

ANSELMI CARLO

 

BRACCI - Quindi il primo caso è Anselmi Carlo, nato l'8 ottobre 1934, non riferisce di aver svolto lavori, altri lavori prima dell'assunzione alla Sice nel 1957. E` stato prima addetto alla preparazione dei fogli di PVC e nel '73 trasferito al CV15 dove ha lavorato fino al '90 come meccanico di reparto. Valuta che nel corso degli anni c'è stato un miglioramento dell'ambiente senza essere in grado però di precisare le date. Degli esami recenti esibisce un'ecografia epatica fatta il 24 luglio '98 al Policlinico San Marco da cui risulta un fegato ingrandito con margine inferiore arrotondato, con ecostruttura finemente disomogenea più riflettente compatibile con steatosi. Riferisce poi che il 15 febbraio del 1999 ha eseguito degli accertamenti ematologici presso l'ospedale civile di Mestre che hanno portato alla diagnosi di malattia mieloproliferativa cronica tipo policitemia vera. Questa è una neoplasia del sistema emolinfopoietico, insorta, quindi, ripeto, diagnosticata il 15 febbraio del '99. Il caso successivo è Artusi Paolo, nato il 29 maggio 1950. Prima di essere assunto al Petrolchimico ha lavorato per 15 anni in un calzaturificio addetto al taglio di tomaie senza uso di sostanze chimiche. Dei dati di ricostruzione del modo di lavorare rilevanti riferisce che nei primi anni campioni di dicloroetano erano presi a mano con una bottiglietta, mentre invece il CVM gassoso era prelevato dagli laboratoristi. Riferisce anche che durante le operazioni di manutenzione si verificavano occasionalmente sfiati di prodotti; lui era operatore al CV22 e CV23. Riferisce un episodio di intossicazione acuta nel 1972 o 1973, quando ha dovuto stappare con un ferro un tubo intasato da DCE che è uscito e lo ha investito alla temperatura, riferisce, di 90 gradi. Per questo ha avuto un episodio di disturbi respiratori acuti per 7 giorni. Dice che nei primi anni diverse volte sono successi episodi simili, riferisce di essere stato per tali motivi assente per malattia per 20 giorni nel 1972. Nell'81 è diventato dipendente di un ente locale e quindi svolge attività prima come operaio seppellitore, poi come stradino e poi come bidello, non più esposto quindi. Ha fatto, nell'aprile 99 'ha fatto su nostra richiesta degli accertamenti da cui risultano in particolare negatività dei marker per l'epatite B e C - questo della negatività dei marker per l'epatite è un dato che si ripete abbastanza frequentemente - le transaminasi sono normali, le Gamma GT sono elevate, un'ecografia epatica sempre nella stessa data all'ospedale di Mestre dimostra un fegato aumentato di dimensioni con contorni bozzuti ecostruttura destra e un aumento del calibro della vena porta. Il caso successivo...

 

Avvocato Stella: scusi, Presidente, la diagnosi eziopatologica non viene fatta?

 

Presidente: esatto, anch'io chiedevo, adesso avete fatto questi ulteriori esami che si erano rilevati necessari sia perché da lungo tempo, soprattutto in quelli che erano stati visitati all'epoca dell'indagine Fulc, non risultavano ulteriori accertamenti, quindi, io penso, si ritenesse da parte del Pubblico Ministero necessaria un'integrazione di visita medico-legale con successivi esami. Inoltre, per altri in cui i consulenti della Difesa avevano evidenziato lacune anamnestiche, anche carenze di esami, in particolare per quanto attiene i marker dell'epatite B, C etc., per questi avete fatto questi esami, eravate arrivati nella vostra prima relazione, nel vostro primo esame, comunque ad emettere una diagnosi, quindi a pervenire a una conclusione diagnostica. Ecco, sulla base di queste integrazioni qual è allora la vostra conclusione? Perché qui, voglio dire, altrimenti sono dei dati che si aggiungono ad altri dati ma senza avere poi una loro significatività dal punto di vista che interessa in questo processo. Qua non è che siamo, non vogliamo schede anamnestiche, noi vogliamo anche che vi sia un giudizio diagnostico.

 

DOMANDA - Certo, c'è il giudizio perché con la relazione, ovviamente, non è stata depositata per la Difesa all'epoca, le relazioni che io...

 

Presidente: allora va richiamata alla luce di questi nuovi esami, di queste nuove visite, riteniamo di confermare, riteniamo che sia ulteriormente rafforzato, oppure che sia venuta meno. Voglio dire, questo bisogna assolutamente farlo, perché altrimenti diventa un lavoro inutile, il Tribunale non può accettare di andare avanti per udienze semplicemente attraverso un'elencazione dei risultati dei dati raccolti in queste ulteriori visite, assolutamente no, cioè, noi vogliamo, davvero, che questo sia produttivo nell'ambito del processo, cioè vogliamo sapere quali sono le conclusioni dei consulenti del Pubblico Ministero, questo noi vogliamo sapere.

 

DOMANDA - Riprendiamo allora dal caso di Anselmi Carlo.

BRACCI - Anselmi Carlo c'è una policitemia vera che rientra tra le malattie del sistema emolinfopoietico.

 

ARTUSI PAOLO

 

DOMANDA - Poi l'altro caso era Artusi Paolo.

BRACCI - Allora, il quadro ecografico conferma...

DOMANDA - Il rapporto con il CVM, ho sentito una frase... Allora, il discorso di tipo generale che è stato fatto nella fase iniziale del dibattimento sul quale ci siamo prolungati per diverse udienze, è sempre quello, che viene riferito anche adesso, ci sono, sono state indicate delle patologie e delle cause di morte che ad avviso del Pubblico Ministero e dei suoi consulenti sono in relazione diretta con il cloruro di vinile monomero, questo per quanto riguarda le patologie di tipo neoplastico, fanno riferimento ai 4 organi bersaglio ormai noti, fegato, cervello, polmoni e sistema emolinfopoietico, ci sono delle patologie non neoplasiche che sono le stesse che sono già state indicate nella fase iniziale delle audizioni dai dottor Bai e Berrino. Sulla base delle indicazioni che sono state fornite quella volta e con riferimenti anche che alcuni altri casi specifici sono stati fatti, rimangono questi caratteri, questi principi, queste indicazioni di tipo generale e adesso vengono indicati dal dottor Bracci e dai consulenti che lo seguiranno, quali sono le patologie che vanno incasellate secondo sempre quello schema generare. Quindi credo che non possa in ogni caso dire..., dirà la diagnosi, giustamente, ci mancherebbe, questa va detta sicuramente, si incasellano in quell'impostazione generale.

 

Presidente: allora lei per questi casi che ripresenta dà per scontato che vi sia la correlazione con l'esposizione, cioè, voglio dire, che sono malattie correlate all'esposizione. Benissimo, però noi vorremmo anche avere un giudizio conclusivo rispetto alle malattie che, neoplastiche o no, tanto per intenderci, anche comuni, voglio dire, il fegato, epatomegalie, epatopatie etc. che ritenete che costoro abbiano avuto o abbiano tuttora, di quale grado e di quale entità. Cioè, qua bisogna dare un giudizio diagnostico conclusivo ed anche sottolinei qual è la gravità, l'entità, l'attualità della malattia etc. perché altrimenti rimaniamo..

 

DOMANDA - Cioè, se mi è consentito..

 

Presidente: no, mi scusi, io voglio ulteriormente precisare che ci sono diversi gradi di malattia, possono esserci stati delle conseguenze di carattere temporaneo, e quella è una malattia che si è esaurita nel tempo, oppure ci possono essere invece delle malattie che hanno la caratteristica della cronicità, si sono aggravate nel tempo, quale aggravamento hanno avuto, qual è la loro situazione attuale, qual è l'entità anche, se non in termini di percentuale, non vi chiediamo questo, ma quanto meno in termini di gravità, vedete voi quali possono essere le graduazioni della gravità della malattia agli effetti invalidanti, come invalidità permanente tanto per intenderci, ecco.

 

Avvocato Alessandri: siccome il caso di Anselmi è già stato trattato ed è stato adesso riferito dal consulente del Pubblico Ministero riguardo ad una patologia nuova rispetto a quanto era stato in precedenza detto in quest'aula, cioè policitemia, policitemia della quale non si era mai parlato, tanto è vero che è insorta, ci dicono adesso, o è stata diagnosticata, nel febbraio del 1999. Allora io chiederei due cose, una, più banale e marginale, chi ha fatto le visite, perché il dottor Bracci ha detto: io o i miei collaboratori, e siccome anche nella sua ordinanza, signor Presidente, ci ha detto che il contraddittorio sarà anche su come sono state svolte le visite, vorremmo sapere chi ha svolto le visite e gli accertamenti strumentali, quelli risultano dai documenti, per carità, le visite non sempre. In secondo luogo chiederei che fosse esplicitata, non dal Pubblico Ministero, ma dai consulenti tecnici, una diagnosi eziopatologica precisa, sia per quanto riguarda l'insorgenza temporale della malattia, nei limiti in cui è stato possibile ricostruirla, sia quanto riguarda, ovviamente, i fattori in relazione all'attività lavorativa svolta, altrimenti per noi sono dei dati che dovremmo ridiscutere integralmente daccapo.

 

Presidente: sono d'accordo, ci vuole questa completezza, a questo punto in cui siamo arrivati ci vuole davvero la completezza, perché non possiamo andare avanti altrimenti sempre con delle situazioni che hanno un carattere, diciamo così, di non esaustività e di, non possiamo assolutamente.

 

DOMANDA - Ma credo che siamo tutti d'accordo su questo dato e verranno riportati i dati dai consulenti tecnici. Volevo solo precisare una cosa sui riferimenti dell'avvocato Alessandri; in ogni caso chi ha effettuato le singole visite, come ecografie, angiologie ma anche visite anamnestiche, risulta già tranquillamente dalla documentazione che è stata depositata, perché risulta chi ha fatto tutte queste visite, comunque lo possono dire, non c'è nessun problema.

 

Presidente: riferitelo, la visita è stata effettuata da, in data da, e sulla base delle visite e degli ulteriori esami strumentali è risultato che è affetto da, in epoca tal dei tali, si è aggravata, non si è aggravata, sé è cronica o non è cronica, si tratta di una invalidità, non so di qual grado e roba di questo genere e quindi la nostra diagnosi è, punto e basta. Però ci vuole insomma, questa sequenza va osservata.

 

Avvocato Stella: a noi interessa soprattutto la diagnosi causale, perché è vero che..

 

Presidente: loro hanno già detto che ritengono correlabili...

 

Avvocato Stella: correlabili cosa vuol dire, correlabile in astratto? I consulenti devono impegnarsi a dimostrare...

 

Presidente: le obiezioni che sono state fatte a molte delle vostre conclusioni erano che quelle malattie potevano essere conseguenza di altri fattori, sono molti fattori, cioè, voglio dire, possono avere eziologia diversa da quella da CVM. Per esempio, si è fatto molto riferimento all'alcool al tabacco etc. etc., quindi voglio dire, anche rispetto a questi fattori diversi che voi dovete porvi, a questo punto, visto che, cioè, la vostra è una rivisitazione sentito anche la consulenza dei difensori. Altrimenti, io non lo so se loro erano preparati a questa che diventa una relazione indubbiamente complessa, perché diventa anche critica rispetto a quella che è... le conclusioni dei difensori i quali a loro volta potranno intervenire poi su queste che sono le vostre conclusioni, sulla base dei nuovi accertamenti effettuati, ma certo è che deve essere così insomma. Vedete un attimo se è possibile.

 

BRACCI - Allora, riassumo brevemente.

 

Presidente: ripartiamo daccapo.

 

ANSELMI CARLO (chiarimenti)

 

BRACCI - Anselmi Carlo viene accettata nel febbraio '99 una policitemia vera che rientra tra le neoplasie del sistema emolinfopoietico, l'esposizione a cloruro di vinile è valutata efficace, il periodo di latenza è coerente con quanto è conosciuto, per cui la malattia è attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile. La malattia è una malattia attualmente in un certo equilibro clinico, però certamente è a prognosi sfavorevole.

 

Presidente: insorta questa?

BRACCI - 15 febbraio '99.

 

Presidente: quindi c'è questo accertamento.

 

ARTUSI PAOLO

 

BRACCI - Artusi Paolo, gli accertamenti dell'aprile '99 confermano la presenza di una epatopatia cronica evidente all'esame ecografico con transaminasi nella norma, Gamma GT elevate, negatività per i marker dell'epatite B e C. Prima di lavorare alla Montedison non è stato esposto a sostanze epatotossiche, in quanto ha lavorato in un calzaturificio addetto al taglio di tomaie. Dichiara di bere fino ad un litro di vino al giorno, comunque il volume corpuscolare medio nell'aprile del '99 era nella norma, 89,1, per cui si conferma la presenza di una epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività, comunque, a questo punto è irreversibile, il lavoratore è esposto a concentrazione epatolesive di cloruro di vinile con una possibilità di ruolo concausale del consumo di vino.

 

AZINTI LUCIANO

 

BRACCI - Poi, Anzinti Luciano, ha due anni di lavoro come impiegato prima di essere assunto alla Sice Edison. Ha fatto degli accertamenti per valutare le condizioni epatiche, era stato incluso per un'epatomegalia nell'elenco delle parti lese, l'ecografia del dicembre '98 fatta, l'ha esibita, non è stata ordinata da noi, fatta all'ospedale di Mestre dimostra un fegato aumentato di volume, ecoriflettente, diffusamente un po' disomogeneo come da steatosi epatica. Il quadro enzimatico è risultato nella norma e non sono presenti segni riferibili ad altra patologia per cui è documentata la persistenza di una epatopatia cronica senza particolare evolutività. Il lavoratore è esposto a concentrazioni lesive di cloruro di vinile.

 

BABOLIN PRIMO

 

BRACCI - Babolin Primo, nato il primo gennaio 1931; lui era segnalato per un'epatopatia cronica e ha svolto, prima di entrare in Montedison, lavori saltuari in edilizia, quindi senza esposizione a sostanze epatolesive e ha fatto diversi accertamenti che ha esibito, tra cui una biopsia epatica eseguita il 25 giugno 1998 all'ospedale di Mestre dove, tra l'altro, vengono descritti fustoli epatici con spazi portali assai allargati per fibrosi e minima flogosi cronica linfomonocitaria, i marker per l'epatite B e C sono negativi, le transaminasi sono 49 e 56, quindi moderatamente elevate, Gamma GT 278, quindi elevate. Dichiara di aver bevuto un bicchiere di vino ai pasti fino a 10 anni fa e di aver smesso per disturbi epatici. Il volume corpuscolare medio è comunque elevato. Quindi si conferma la presenza di una epatopatia cronica dotata di una certa evolutività in cui, a nostro parere, hanno svolto un ruolo sia l'esposizione pregressa a cloruro di vinile, può avere svolto un ruolo concausale anche l'assunzione di alcool, anche se dichiarata moderata dall'interessato.

 

BALDAN PIETRO

 

BRACCI - Baldan Pietro è nato il 6 settembre del 1928, è stato assunto alle Sice Edison nel 1962, in precedenza aveva fatto l'agricoltore. Lascia la Montedison nell'83, successivamente ha svolto lavori saltuari come giardiniere. Baldan Pietro era entrato per angiopatia di cui non ci sono attualmente segni clinici, l'unico dato al di fuori della norma è un aumento delle Gamma GT di non particolare significato patologico, 40, ed è normale al di sopra dei 32.

 

Avvocato Alessandri: la conclusione di questo caso qual è?

BRACCI - Che l'angiopatia non è presente clinicamente per cui non si è ritenuto di procedere ad altri esami e che c'è una minima alterazione delle Gamma GT non sicuramente attribuibile all'esposizione lavorativa.

 

Presidente: l'angiopatia a suo tempo evidenziata, mi pare che l'angiopatia sia stata evidenziata con gli esami del '75, '76

 

BRACCI - '75 e '76, sì.

 

Presidente: avete solo quel dato?

BRACCI - Abbiamo solo quel dato e alla vita non si rileva...

 

Presidente: ora.

BRACCI - Ora. E` anche un soggetto con una vasculopatia cerebrale e miocardica, portatore di pace-maker e quindi anche l'analisi era, in un certo senso, limitata, insomma, la possibilità di raccogliere l'anamnesi.

 

BALESTRIERO BRUNO

 

BRACCI - Balestriero Bruno è nato il 20 luglio 1929; era stato segnalato per un'epatopatia cronica, in precedenza al lavoro in Petrolchimico aveva gestito una trattoria per 13 anni e poi aveva fatto l'autista per due anni; agli esami del 19 aprile '99 risulta un'ecografia epatica con un fegato aumentato di volume a contorni bozzuti, le transaminasi sono normali, le Gamma GT sono ai limiti superiori della norma. Riferisce di aver bevuto circa un quarto di vino al giorno fino a 4 anni fa. Quindi si conferma l'esistenza di un'epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività in lavoratore esposto a dosi epatolesive di cloruro di vinile.

 

BARTOLOMIELLO ILARIO

 

BRACCI - Dunque, Bartolomiello Ilario era entrato nella casistica per una epatopatia cronica che viene confermata da esami che ha fatto presso, nel febbraio '99 presso lo Spisal. Il fegato risulta leggermente ingrandito con ecostruttura iper-riflettente un po' disomogenea, i marker per l'epatite B e C sono negativi, c'è un aumento delle Gamma GT. Quindi si conferma questa patologia ma il fatto nuovo è che, anche se non rientra in questo procedimento, è che Bartolomiello Ilario si è ammalato di un mesotelioma pleurico, malattia dovuta prevalentemente all'esposizione lavorativa ad amianto e risulta che questa esposizione c'è stata in Montedison dal 1981 al 1992 quando, addetto alla manutenzione edile era, si occupava della manutenzione ordinaria e straordinaria dei forni e della coibentazione delle tubazioni con materiale a base di amianto. In particolare era addetto alla demolizione e ricostruzione dei forni, quei forni che non erano stati dati in appalto a ditte esterne, alla piccola manutenzione dei forni che consisteva nella sostituzione di singoli mattoni. Riferisce che la demolizione era eseguita con martello, scalpello e martello pneumatico. Che le operazioni di piccola manutenzione avvenivano pressoché tutti i giorni e che le operazione di scoibentazione e coibentazione dei tubi avvenivano prima e dopo la riparazione che invece era compito dei carpentieri. Per queste operazioni vi erano fornite mascherine di carta e solo quando era necessario operare in condotti molto stretti era utilizzato un autorespiratore.

 

Presidente: per questa malattia si dovrà fare un altro processo.

BRACCI - Sì, è indicativa per quali sono le misure di sicurezza adottate per questo tipo di lavorazione tra l'81 e il '92 quando la nocività era ben nota.

 

Presidente: peraltro non è correlata al CVM o alle altre sostanze che sono qui richiamate. Invece io qui notavo, c'è una mia annotazione, che i consulenti di parte - io adesso non vorrei, perché nella semplicità di annotazione potrei aver sbagliato - pur individuando un'eziologia anche nel potus essendo il soggetto obeso, vi era peraltro un'epatopatia ricollegabile all'esposizione di CVM e quindi vi era anche l'ammissione di una quota di danno da esposizione a CVM; sbaglio?

BRACCI - Le visite fatte presso lo, ah, scusi.

 

Presidente: io adesso non vorrei nella mia annotazione aver annotato qualche..., chiedo a voi se questo risulta, siccome avrete preso in esame anche gli esami dei consulenti di parte. Allora, me lo lascio come interrogativo mio, che non sia una annotazione errata.

 

DOMANDA - Possiamo recuperare il fascicolo integrale che è di là e quindi rispondere alla sua domanda. Questo è Bartolomiello.

BRACCI - Comunque la visita dello Spisal conferma l'epatopatia cronica con aumento delle Gamma GT e marker per l'epatite B e C negativi. Quindi c'è un'epatopatia cronica dotata, non particolare dotata di evolutività il cui quadro però è sovrastato, anche per impossibilità di accertamenti, era difficile chiedergli di fare altri accertamenti.

 

BARUZZO PRIMO

 

BRACCI - Baruzzo Primo, nato il 7 gennaio '48; prima della Montedison ha lavorato come elettrauto per tre anni, accusa ancora disturbi riferibili al fenomeno di Raynaud ma la visita angiologica eseguita nel maggio '99 ha dato esito negativo. La valutazione angiologica. L'ecografia epatica invece eseguita il 29 aprile '99 ha evidenziato un aumento di volume del fegato con ecostruttura densa. Le transaminasi, le Gamma GT e la bilirubinemia sono nella norma e i marcatori dell'epatite virale B e C sono negativi, per cui si conferma la persistenza di una epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività e riferisce segni clinici di fenomeno di Raynaud non confermati da esami strumentali. Per quanto riguarda l'eziologia, l'esposizione a cloruro di vinile era dotata di epatolesività e delle altre possibili cause lui riferisce di aver bevuto vino fino a 4 anni fa un bicchiere al giorno e nella scheda medica aziendale era invece riferito a suo tempo un consumo superiore tra 100 e 200 grammi di alcool al giorno, passato a 100 tra l'82 e l'86 ed è cessato nell'87. Comunque l'esposizione lavorativa era sicuramente capace di ledere il fegato. Come autoclavista racconta di aver dovuto pulire spesso il filtro a mano e di aver pulito l'interno dell'autoclave con un'asta quando il prodotto non veniva scaricato completamente per la presenza di grumi e il fatto che ogni 20 cariche circa l'operatore doveva entrare dentro l'autoclave per i lavaggi. E situata nel 1975 l'inizio della possibilità di fare lo scarico a boccaporto chiuso, da allora dice anche che i lavaggi si sono fatti meno frequenti. Non aveva comunque in dotazione né maschera, né guanti e lavava a casa la tuta da lavoro. Quindi, in sintesi, conferma dell'epatopatia cronica in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale o concausale non dotata da particolare evolutività dopo la fine dell'esposizione.

 

Avvocato Alessandri: siccome ha parlato anche di un fenomeno di Raynaud, la diagnosi su questa?

 

BRACCI - Su questo, è un fenomeno di Raynaud, è clinicamente non confermato dai dati strumentali. C'è clinicamente senza lesioni particolarmente gravi a livello del circolo collaterale, dito freddo e pallido.

DOMANDA - Presidente, però, il controesame o lo facciamo subito o lo facciamo alla fine. L'ha detto, cosa bisogna..., l'ha detto.

BRACCI - Riferisce che le mani e i piedi gli si diventano freddi quando la temperatura si abbassa anche per ore e che il disturbo passa se si riscalda.

 

Presidente: avete fatto dei riscontri strumentali?

BRACCI - Sì, che sono risultati negativi.

 

DOMANDA - L'ha detto già due volte Presidente, questi sono i dati che sono emersi.

 

Avvocato Alessandri: qui non si tratta di voler anticipare il controesame, si tratta soltanto di avere dei chiarimenti. Allora, siccome, se non ho inteso male, il dottor Bracci ha riferito di segni che sono stati riferiti clinici per il fenomeno di Raynaud, il morbo di Raynaud, però analisi strumentali negativi, chiedevo al dottor Bracci come medico qual è la sua diagnosi conclusiva, perché è questo che il Tribunale, come ha detto prima il Presidente, si attende ed anche le Difese si attendono per valutarlo ed eventualmente controdedurre.

 

Presidente: ecco, questa sintomatologia soggettiva valutata clinicamente a che conclusioni porta, senza che ci siano i rischi di carattere strumentale?

BRACCI - Porta a un'alterazione funzionale che non ha raggiunto il livello delle alterazioni evidenziabili strumentalmente, quindi è una forma lieve la cui rilevanza giuridica si vedrà. Cioè, non è un aspetto particolarmente importante.

 

BEGHELDO EUGENIO

 

BRACCI - Begheldo Eugenio è nato il 30 ottobre '47; ha lavorato prima che alla Montedison dal '71 all'80 come cameriere stagionale in diversi locali di ristorazione. Entra in Montedison nel 1970 come manovale specializzato al reparto acetilene addetto ai prelievi. Nel '72 entra al laboratorio di controllo dove rimane fino al 1987. Riferisce di avere effettuato campionamenti in molti reparti, di cracking, DDA CV22, 23 e DL2; tra i campionamenti fatti più frequentemente riferisce che c'erano quelli del CVM. Dall'87 ha lavorato al laboratorio ricerche e si è occupato quasi esclusivamente del reparto DL2, nel '90 è andato a lavorare in Cina all'avvio di un impianto per la produzione di clorurati addetto frequentemente al laboratorio di controllo. Rientra nel '91 in Montedison addetto al laboratorio di ricerca. Riferisce che durante i prelievi ha subìto numerose ad acidi forti, irritanti respiratori in genere e a clorurati, incluso il tetracloruro di carbonio, con riduzione dell'esposizione dopo il 1980 quando sono stati introdotti i nuovi sistemi di campionamento che prevedevano anche sistemi di aspirazione localizzati nei punti di contatto tra punti di prelievo e bombole per la raccolta del gas da portare al laboratorio. Dichiara che tra i molti gas prelevati il cloruro di vinile monomero era quello più frequentemente campionato perché con questo mezzo si seguiva la produzione che era terminata quando la concentrazione di dicloroetano era vicino al minimo. La maggior parte dei prelievi veniva fatta al CV22 e 23, a volte CV24, 14 e 16, nell'attività di prelievo era, ha usato solo saltuariamente la maschera. Di dati rilevanti ha fumato tra il '60 e '95 circa 30 sigarette al giorno. Nel marzo 1997 è stato operato per un adenocarcinoma del polmone destro all'ospedale di Mestre. Ha eseguito nell'aprile '99 esami per valutare la situazione epatica e i marker, l'ecografia è risultata normale, i marker per l'epatite B e C negativi e le Gamma GT leggermente aumentate. La conclusione è che l'epatopatia cronica per cui era entrato nella casistica è, diciamo, migliorata se non guarita, che ha insorto però un carcinoma del polmone, operato nel 1997 per il quale può essere riconosciuta come concausa l'esposizione a cloruro di vinile assieme al fumo di sigaretta.

 

DOMANDA - Quando è stato osservato la prima volta il carcinoma al polmone?

BRACCI - Il carcinoma del polmone è stato segnalato nel marzo '96, un nodulo al polmone destro ma la diagnosi precisa è stata fatta nel gennaio del '97, periodo di esposizione e periodo di latenza sono compatibili con quanto si sa circa l'eziologia del carcinoma del polmone. La prognosi per quanto sia stato operato da due anni è ancora una prognosi grave.

 

BELLATO EUGENIO

 

BRACCI - Bellato Eugenio è nato il 19 maggio 1930; dall'anamnesi risulta che prima di entrare in Montedison ha lavorato per 11 anni come tornitore meccanico, ha poi lavorato come autoclavista dal '59 all'85. I controlli sono stati eseguiti dallo Spisal di Marghera, Bellato era entrato sia per un'epatopatia cronica che per una pneumopatia cronica, a livello respiratorio non sono evidenti disturbi e l'esame radiografico del torace è nella norma, invece l'ecografia epatica ha dimostrato un aumento di dimensioni del fegato con struttura iper-riflettente diffusamente un po' disomogenea, transaminasi, Gamma GT, bilirubinemia, elettroforesi serica sono nella norma, i marker per i virus dell'apatite B e C sono negativi. Non so se l'ho detto, l'abitudine del vino è riferito in mezzo litro di vino al giorno. Quindi, in conclusione, non sono più evidenti i segni della pneumopatia cronica, è presente un'epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività in modico bevitore con marker per l'epatite B e C negativi; per cui questo danno epatico non particolarmente grave può essere attribuito causalmente all'esposizione a cloruro di vinile.

 

BELLEMO ELIO LUIGI

 

BRACCI - Bellemo Elio Luigi, nato il 13 settembre 1936; prima di entrare in Montedison ha fatto per due anni il barista, poi è entrato al Petrolchimico nel 1956, ha lavorato prima al CV1, dal '56 al '58, CV10, dove riferisce di essere stato esposto ad acidi forti, a cloruro di vinile. Poi non è particolarmente analitico nella descrizione dei processi lavorativi, risulta che ha lavorato al CV14 come autoclavista dal '58 al '75. E` stato riconosciuto affetto da broncopatia cronica ostruttiva nel 1976 che risulta progressivamente aggravata, attualmente lamenta dispnea al minimo sforzo, riferisce di non riuscire a fare più di 50 metri nella marcia in piano, ha espettorazione abbondante e ha dispnea che di notte si accentua. Ha una particolarità: che è stato trattato con forti dosi di cortisonici per cui ha delle alterazioni dovute a questa terapia. All'esame obiettivo si conferma, erano i segni di una broncopatia ostruttiva, nel '96 ha fatto un'ecografia epatica che dimostra che il fegato è aumentato di volume, superficie iper-riflettente. Nel '98 ha fatto esami ematochimici da cui risulta come dato patologico un aumento delle Gamma GT, si segnala volume corpuscolare medio 106.9, quindi elevato. Allora, la patologia, per quanto riguarda il fumo risulta aver fumato 20 sigarette al giorno almeno fino al 1978. Allora, per quanto riguarda la patologia respiratoria, questa è stata presente con continuità dai tempi in cui è stata diagnosticata e si è andata progressivamente aggravando, adesso è una patologia di una certa gravità e quindi viene attribuita causalmente all'esposizione a fattori broncoirritanti all'interno dell'ambiente di lavoro, possiamo attribuirla sia al cloruro di vinile monomero che agli acidi forti. Invece per quanto riguarda l'epatopatia questa è confermata dall'ecografia, perché c'è un aumento di volume, funzionalmente è presente un aumento delle Gamma GT, quindi è presente in moderata gravità anche se attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

BENAGGIA BENITO

 

BRACCI - Benaggia Benito era entrato nella casistica sia per una patologia epatica che per una patologia respiratoria. Allora, prima di essere entrato nel 1961 alla Sic Edison riferisce di aver lavorato dal '52 al '55 come stagionale in agricoltura, poi nel '56, per un anno, come manovale edile. Riferisce che al reparto CV14 dove era addetto all'insaccamento della polvere di PVC la correzione del peso avveniva a mano e questa la riferisce come una fase ricca di polvere. Solo dopo il '74, quando doveva fare la manutenzione dell'essiccatore lavorava con la maschera. Riferisce di bere mezzo litro di vino al giorno e di aver smesso di fumare nel 1964, precedentemente fumava 3 sigarette al giorno. Esibisce esami recenti, una radiografia del torace del 1998 che ha dimostrato una sospetta fibrosi polmonare, riferisce affanno da sforzo da circa 15 anni e sottolinea che riesce ad andare in bicicletta in piano ma è costretto a fermarsi se deve affrontare una salita. Riferisce anche che esami spirometrici sarebbero risultati patologici. Ha eseguito una radiografia del torace nell'ambito dell'indagine che è risultata negativa, un'ecografia che ha dimostrato che il fegato è aumentato di volume, transaminasi e Gamma GT sono nella norma, i marker per l'epatite B e C sono negativi. Quindi in questo caso si conferma una patologia respiratoria lentamente ingravescente in cui l'esposizione in soggetto praticamente non fumatore in cui l'esposizione a polveri all'insaccamento, quindi a polveri di PVC, ha svolto un ruolo causale, l'epatopatia è presente, è evidente all'ecografia, non dotata di particolare evolutività, sottolineo ancora, con marker per l'epatite negativi, sia la B che la C.

 

BENETTI GINO

 

BRACCI - Benetti Gino ha un'epatopatia cronica indennizzata dall'Inail come professionale, questo è già negli atti, a seguito di una biopsia epatica eseguita all'ospedale civile di Venezia nel 1978. Prima di entrare in Montedison ha lavorato fino al 1970 - Benetti è nato nel 1921 - come operaio montatore di calzature in un calzaturificio, quindi non dovrebbe avere esposizione a sostanze lesive per il fegato. Riferisce di bere mezzo litro di vino al giorno ed ai pasti, di non bere superalcolici. L'ecografia del fegato dimostra un fegato diffusamente disomogeneo diminuito di dimensioni. Le transaminasi sono nella norma, le Gamma GT sono aumentate, 61, normale è fino a 50, il volume corpuscolare medio è 94.9, quindi ai limiti, è normale fino a 94, i marker dell'epatite sono negativi sia per l'epatite B che per l'epatite C. In questo caso il rilievo del minor volume del fegato che risulta diffusamente disomogeneo fa porre una diagnosi di cirrosi epatica in soggetto con esposizioni lavorative a cloruro di vinile dotate di efficienza lesiva e non forte bevitore con marker per l'epatite negativi, quindi si conferma l'attribuzione causale all'esposizione del cloruro di vinile e si pone la diagnosi più precisa di cirrosi epatica. Comunque i quadri in cui ci sono delle biopsie in atto verranno più approfonditamente esaminati con considerazioni anche generali sulle epatopatie tossiche da persone più qualificate di me.

DOMANDA - Il Benetti Gino è uno dei casi che risultano con reparti istologici rinvenuti che verranno affrontati in maniera specifica.

 

BENIN ARNALDO

 

BRACCI - Benin Arnaldo è nato il 14 marzo 1935; ha lavorato dal '54 al '61 come meccanico, poi nel '61 è entrato alla scuola Montedison e di lì è stato assunto. Addetto ai reparti bus, dove veniva preparato il granulato, e alla calandre, dove il PVC veniva scaldato e sezionato in fettucce, ritiene che l'attività a maggior rischio sia stata quella con il blender dove si respirava tanta polvere. Riferisce che se c'era da fare manutenzione dell'impianto per cambio di produzione bisognava aprire la macchina in presenza di forte calore e si respirava polvere. Ritiene che la lavorazione in termini di rischio sia poco cambiata dal '71 in poi, riferisce una modernizzazione dell'impianto nel 1998 ma riferisce anche che una certa quantità di polvere c'era sempre. Benin Arnaldo entra per un'epatopatia cronica, riferisce di aver bevuto circa mezzo litro di vino al giorno, di non avere mai bevuto superalcolici. Attualmente ha eseguito un'ecografia epatica, il fegato è risultato aumentato di volume diffusamente e finemente disomogeneo, gli enzimi e le Gamma GT sono nella norma, i marker per l'epatite B e C sono negativi. Per cui si conferma di un'epatopatia cronica con enzimi nella norma, quindi non dotata di particolare evolutività, anche se il rilievo di una fine disomogeneità del fegato all'ecografia indica che la malattia è ben presente. Si può attribuire, soprattutto in assenza di altri fattori di rischio, all'esposizione a cloruro di vinile.

 

BERALDO FRANCO

 

BRACCI - Beraldo Franco è nato nel 1927; quando è stato visitato aveva una emiparesi sinistra ad esito di trombosi cerebrale, era portatore di pace-maker, per cui non è stato sottoposto a particolari indagini cliniche. Comunque dal '43 al '57 ha lavorato come saldatore a fiamma ossidrica all'arsenale di Venezia. Poi è entrato nel '57 alla Sice Edison in qualità di saldatore, addetto alla riparazione delle bronzine nei reparti cloro-soda, ha lavorato a partire dal '57 per un anno al reparto CV5 addetto alle calandre, è stato esposto a polveri di PVC per circa un anno. Ha fumato 10 sigarette al giorno fino a 5 anni fa, attualmente sono presenti i segni clinici della bronchite cronica segnalata in passato in cui hanno giocato un ruolo concausale verosimilmente diversi fattori lavorativi, alcuni precedenti all'assunzione alla Sice Edison, quando ha lavorato in qualità di saldatore all'arsenale di Venezia, altri come saldatore alla Sice Edison, e poi per un anno a polveri di PVC addetto alle al reparto CV5, quindi l'esposizione a cloruro di vinile per quell'anno appare aver svolto un ruolo concausale nella malattia che non ha particolare gravità in un malato però il cui quadro clinico è dominato dagli esiti di trombosi cerebrale e di cardiopatia ischemica.

 

BESAZZA ANTONIO

 

BRACCI - Besazza Antonio è nato il 31 marzo del 1946; prima di entrare in Montedison ha lavorato dai 14 a 23 anni come addetto agli impianti frigoriferi commerciali e industriali su navi e grandi magazzini, svolgendo mansioni di frigorista anche durante il servizio di leva. In quel periodo riferisce come possibile esposizione a rischi chimici il cloruro di (mitile), freon ammoniaca, ha lavorato anche saltuariamente come carpentiere e come meccanico. Assunto alla Montedison nel '71 come autoclavista al CV14, riferisce di avere eseguito le seguenti operazioni: carico con necessità di entrare a volte nell'autoclave, scarico dopo l'apertura che avveniva con autoclave ancora in pressione, quindi con sensibile esposizione, lavaggio con momenti di alta esposizione nel momento dell'apertura e della pulitura delle valvole intasate dalle croste, conduzioni. Riferisce che ogni autoclavista aveva affidati almeno quattro autoclavi. Riferisce che le principali modifiche sono avvenute intorno al 1975 quando sono stati introdotti i gascromatografi e verso il 1980 quando è iniziata l'apertura degli autoclavi in depressione con successiva automazione delle valvole. La fase del miglioramento ha interessato complessivamente un periodo di 5 anni. Dopo l'83 è entrato a far parte della squadra che faceva la manutenzione degli impianti frigoriferi e di condizionamento dell'aria, quindi ha girato per i vari reparti. Nel '96 la squadra di frigoristi è stata terzializzata, il lavoro affidato a una ditta esterna di cui è entrato a far parte. Dunque, lui è entrato come morbo di Raynaud e accusa ancora d'inverno dolore ai polpastrelli e diminuzione della sensibilità, con fenomeno di dita bianche, bilaterale ma più accentuato a sinistra. All'esame clinico è stata rilevata un'epatomegalia e ha eseguito quindi degli esami per valutare la condizione epatica. Dunque, i marker per l'epatite, negativi quelli per l'epatite C, negativi quelli per l'antigene A, positivi i relativi anticorpi, il che vuol dire che ha avuto un'epatite B superata e guarita. Sono aumentate le transaminasi, 102 e 115 e le Gamma GT 117 e l'ecografia epatosplenica ha dimostrato un fegato con dimensioni a contorni netti con ecostruttura densa e con echi brillanti in superficie, milza nella norma; non ha eseguito indagini per il morbo di Raynaud che quindi possiamo solo dire che è presente di moderata intensità in qualche giorno invernale, nelle giornate più fredde. E` presente un'epatopatia cronica in modico bevitore, riferisce di bere mezzo litro di vino al giorno, che ha superato ed è guarito da una epatite B e dai marker dell'apatite C, negativi. Per cui all'esposizione al cloruro di vinile viene attribuito un ruolo causale per un'epatopatia cronica dotata di una qualche evolutività, come dimostrato dall'aumento delle transaminasi.

 

BETTIN QUINTILLO

 

BRACCI - Bettin Quintilio è nato il 30 marzo 1928; è entrato nella casistica per una epatopatia cronica, non ha potuto eseguire particolari esami perché al momento della visita era impossibilitato a muoversi perché affetto da adenocarcinoma del polmone con metastasi mediastiniche e... Quindi è stato visitato a domicilio, abbiamo avuto notizia che successivamente è deceduto. Comunque dice di aver fumato 20 sigarette al dì, dai 16 ai 17 anni, di aver smesso nel '75 perché aveva avuto abbassamenti di voce, dal '53 al '61 è stato dipendente della Cooperativa Reduci addetto all'insaccamento all'interno della Montedison, quindi 8 anni. Poi assunto direttamente alla Montedison, ha lavorato per un anno in banchina al carico e scarico delle navi, un anno e mezzo addetto al trasporto di fusti nei vari reparti e poi nuovamente per un anno e mezzo al CV14 addetto all'insaccamento. Poi a causa di lombalgie frequenti è stato assegnato ad altro reparto. Ha lasciato la Montedison nel 1983. L'adenocarcinoma del polmone è documentato istologicamente dalle cartelle cliniche dell'ospedale di Mestre del dicembre '98, gennaio e febbraio '99, al momento della visita era seguito domiciliarmente dall'équipe domiciliare dell'ospe-dale di Mestre con terapia palliativa, la situazione era tanto grave che successivamente è deceduto. L'adenocarcinoma del polmone viene attribuito causalmente all'esposizione subita durante le operazioni di insaccamento dal '53 al '61, quando era dipendente della cooperativa Reduci, poi c'è un altro anno e mezzo come dipendente Montedison addetto all'insaccamento. Il fumo di sigaretta ha svolto un ruolo concausale. L'epatopatia cronica non è stato possibile valutarla.

 

Presidente: vogliamo fare una sospensione di un quarto d'ora? Va bene, un quarto d'ora. Riprendiamo l'udienza.

 

BARTOLOMIELLO ILARIO (chiarimenti)

 

BRACCI - Io ho preso il fascicolo di Bartolomiello Ilario, lei aveva chiesto qual era il giudizio della Difesa. Il giudizio è complesso, non so se, cerco di riassumerlo, salvo miei errori di interpretazione.

 

Presidente: no, così, io avevo indicato soprattutto... un problema di metodo. Cioè, voglio dire, siccome qui si tratta di una integrazione rispetto a casi già esaminati anche dalla Difesa, forse si doveva tenere conto anche di quelle che erano state le obiezioni alla vostra conclusione diagnostica da parte della Difesa; in questo senso lo indicavo, ma così come esempio, ecco.

 

BRACCI - Comunque Bartolomiello Ilario viene segnalata la presenza di un'esposizione elevata a cloruro di vinile ma anche di fattori di rischio extralavorativi come la calcolosi della cistifellea, il consumo di alcool e la Difesa diceva che per il non potersi stabilire la quota parte di ognuna, i successivi accertamenti non mi permettono di portare ulteriori elementi per l'insorgenza del tumore maligno della pleura.

 

Presidente: non era neppure stato considerato quello, è un fatto accertato in epoca recente.

 

BRIGANTIN PASQUALE

 

BRACCI - Brigantin Pasquale, è nato il 25 ottobre '29; ha lavorato fin da ragazzo come muratore, poi per 10 anni in Francia la coltivazione, raccolta e taglio di barbabietole, poi 6 mesi in Svizzera come agricoltore. Nel '71 è stato assunto dalla cooperativa Tessera e ha lavorato all'interno della Montedison fino a dicembre '89, in tutti i reparti dice: spesso all'insaccamento, poi alla pulitura del fondo delle cisterne, in quest'ultima operazione utilizzava maschere. Comunque queste precisazioni sulla storia lavorativa sono in risposta alle obiezioni della Difesa che dice: non sappiamo cosa hanno fatto prima di entrare in Montedison, quindi vale per tutti. E poi il parere della Difesa sulle epatopatie mi sembra che non ci si allontani molto dal consumo di alcool, l'obesità, la dislipidemia, quindi non mi sbaglierei molto se lo dicessi ogni volta. Dunque, questa è una persona che ha un tumore faringeo operato con probabile metastasi, non attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile ma che complica un po' gli accertamenti. Comunque l’ha eseguito in data 12 aprile '99, e i marcatori degli esami di laboratorio, i marcatori per l'epatite B e C sono negativi, in particolare per l'epatite B è negativo l'antigene, positivi gli anticorpi, il che indica una infezione superata, le transaminasi sono un po' elevate, 69 e 70, le Gamma GT sono 192, segnala un volume corpuscolare medio 102, quindi aumentato. L'ecografia epatica dimostra un fegato di dimensioni aumentata a contorni uniti ed ecostruttura densa e nulla a carico della milza. Quindi si conferma l'esistenza di una epatopatia cronica con un movimento delle transaminasi che indica una certa evolutività, con marcatori per l'epatite B e C negativi; lui dice di aver bevuto poco, comunque l'eventuale alcool ha svolto un ruolo, se presente, ha svolto un ruolo concausale, e quindi un'epatopatia cronica da attribuire all'esposizione a cloruro di vinile all'interno della Montedison.

 

BRUSSOLO SERGIO

 

BRACCI - Brussolo Sergio, nato il 3 ottobre 1943; prima di entrare in Montedison ha lavorato per 6 mesi come impiegato e ha svolto qualche lavoro saltuario. Nel '61 alla Montedison è stato assunto come analista chimico nel laboratorio di ricerca, anche questo il ruolo, preciso, degli analisti è abbastanza da definire, quindi questo è un piccolo contributo a capire cosa facevano le singole persone. Riferisce che eseguiva prelievi sugli impianti con frequenza variabile da 2 o 3 volte al giorno a una volta ogni 15 giorni, il campionamento era manuale eseguito in sua presenza da un operaio, tramite l'apertura della valvola di scarico per riempire una bottiglia o di un boccaporto, in questo caso si serviva di un mesto. Il laboratorio lavorava sotto cappa quando analizzata il CVM, non quando analizzava il PVC, si sentiva abitualmente odore di CVM. Riferisce che le operazioni che comportavano maggiore esposizione tra le operazioni era la setacciatura a mano di polveri fine come il borotalco. Usava mascherine di carta, aveva a disposizione i guanti, la tuta veniva lavata a casa. Ha avuto informazioni sui rischi da CVM dopo il 1975; nell'80 si è licenziato ed è stato assunto da un Comune come autista di scuolabus. Da segnalare una biopsia epatica del 1983 che sarà oggetto di esame e particolare in altra relazione. Esibisce una ecografia epatica fatta all'ospedale di Jesolo il 9 dicembre '97 che dimostra un fegato aumentato di dimensioni con incremento diffuso dell'ecogenicità come per parenchimopatia steatosica; ha eseguito un nuovo esame sempre presso l'ospedale di Jesolo il 21 gennaio '99 con risultati sovrapponibili. Il 13 aprile '99 ha eseguito marker per l'apatite B e C che sono risultati negativi, è presente aumento delle GPT, 42, è normale fino a 41. Quindi il quadro è quello di una epatopatia cronica che risulta migliorata ora rispetto al periodo in cui il lavoratore era esposto, con marker per l'epatite B e C negativa in soggetto buon bevitore. Quindi la conclusione è che è un'epatopatia cronica dotata di scarsa evolutività migliorata con la fine dell'esposizione e quindi attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

Presidente: ci sarà da fare questo approfondimento...

 

BRACCI - Per vedere su una biopsia come...

 

Presidente: anche se io leggevo che già i consulenti di parte, cioè della Difesa, dicevano che c'è da approfondire questo dato di una fibrosi portale, così veniva definita, se non sbaglio.

BRACCI - Sì, descritta fibrosi linfoplasmocitaria.

 

Presidente: e quindi attraverso proprio l'esame del vetrino potremmo approfondire meglio per un'esigenza anche della Difesa.

 

DOMANDA - Sì, i reparti istologici che, appunto...

 

Presidente: io cercavo proprio di sottolineare questa esigenza.

 

BRACCI - Sì, comunque il dato che mi sembra utile è quello di un miglioramento con la fine dell'esposizione, visto che la malattia era sicuramente accertata, quindi è un elemento in più.

 

Presidente: va bene, d'accordo.

 

BULEGATO UMBERTO

 

BRACCI - Bulegato Umberto, nato il 18 aprile del '35; ha lavorato prima per 4 anni come autotrasportatore in proprio all'interno della Montedison per cui lavorava spesso a caricare materiale con il badile assieme agli operai dipendenti, sia nei reparti che dalle navi, vuotava il camion alla discarica con il ribaltabile; poi per 4 anni ha fatto lo stesso lavoro non più in proprio ma come dipendente di una ditta. Ha lavorato poi al fallimento della ditta in edilizia per qualche anno e nel '74 è stato assunto alla Montedison, per un anno al magazzino stoccaggio, poi dal '75 all'88 operatore di automezzo, e poi è stato addetto ad un impiantino sperimentale. Un ricordo che lui ha particolare: riferisce che nelle operazioni di travaso del PVC, quando il PVC era fuori norma perché conteneva CVM in eccesso, doveva travasarlo più volte. Aveva in dotazione una maschera che però veniva usata solo in condizioni giudicate di pericolo, abitualmente usava mascherine di carta, non è mai stato informato dei rischi presenti nell'ambiente di lavoro. Dunque, di dati medici nuovi c'è una diagnosi di linfoma non Hodgkin a cellule B su biopsia di una nodulazione cutanea, biopsia eseguita il 16 aprile '98 all'ospedale di Mestre. Esibisce un'ecografia epatica del dicembre '88, ma credo di aver sbagliato a battere, perché in ordine dovrebbe essere '98, che ha evidenziato un fegato di dimensioni aumentate con ecostruttura iper-riflettente, diffusamente un po' disomogenea. Ha eseguito il 13 aprile '99, quindi nell'ambito di queste indagini, esami ematochimici che hanno dimostrato normalità delle transaminasi e delle Gamma GT, negatività dei marker per l'epatite B e C. Quindi ci è confermata, cioè, per la B è negativo l'antigene e positivi gli anticorpi, quindi è segno che ha superato guarendo un'epatite B. Quindi viene confermata una epatopatia cronica non dotata di particolare evolutività in soggetto con i marker negativi per l'epatite C, con un'epatite B superata, che riferisce di bere un bicchiere e mezzo di vino al giorno, per cui viene confermato il rapporto causale con l'esposizione a cloruro di vinile, viene segnalato questo miglioramento dopo la fine dell'esposizione e poi viene portata la diagnosi di linfoma cutaneo non Hodgkin, che rientra tra i tumori del sistema linfoemopoietico, anche se è una localizzazione particolare pare limitata alla cute che si può porre in rapporto causale con l'esposizione a cloruro di vinile. Comunque, in sintesi, l'epatopatia cronica è una forma non particolarmente evolutiva e anche il linfoma non Hodgkin è probabilmente a prognosi favorevole. Cantanella Lino, nato il 22 febbraio 1951; entra nella casistica come epatopatia cronica. Da segnalare, dunque, ha lavorato, prima di essere assunto alla Montedison come elettricista, fruttivendolo e radiotecnico, assunto dalla Montedison è stato addetto come autoclavista nel reparto CV6, ma ha lavorato anche all'autoclave, cioè ha lavorato all'autoclave numero 1, che è la più vecchia, quindi quella con maggiore esposizione. Dopo un anno e mezzo è passato a svolgere mansioni di elettricista con lavori eseguiti in tutti i reparti. Da segnalare che la determinazione degli anticorpi per l'epatite C in questo caso è risultata positiva, mentre per l'epatite B sono negativi. Nel '98 ha eseguito una biopsia epatica che ha dimostrato un'epatite cronica periportale e perisettale moderata, definita correlata con l'infezione da epatite C con nodulo cirrotico. Le transaminasi sono alte, le Gamma GT sono normali. Quindi si tratta di una epatite... Il consumo di vino è riportato nel libretto sanitario in un litro al giorno, lui dice un bicchiere di vino al giorno fino a 20 anni fa quando ha modificato la dieta essendo diventato vegetariano, quindi c'è una indicazione precisa che appare verosimile. Dunque, c'è un'epatite cronica in un soggetto che ha avuto un'epatite C, potrebbe essere dovuta a una trasfusione di sangue della quale non ha ricordi certi in occasione di un intervento al rene subìto a 13 anni e comunque l'abitudine al vino sembra moderata. Sì, siccome l'esposizione a cloruro di vinile è stata elevata io attribuisco un ruolo concausale a questa esposizione.

 

CASARIN TARCISO

 

BRACCI - Casarin Tarcisio, nato il 9 maggio 1934; ha lavorato dal '51 al '61 come idraulico e carpentiere, nel '61 è entrato in Sice, non ricostruisce con particolare accuratezza l'anamnesi lavorativa, riferisce di aver bevuto mezzo litro di vino ai pasti fino al 1990 e poi di avere smesso e di aver bevuto occasionalmente superalcolici in passato. Dunque, nel 1989 fu fatta diagnosi di epatite B e venne sottoposto a biopsia, trattato con interferone, le cose sarebbero andate bene. Attualmente lui è positivo sia ai test per l'epatite C che a quelli dell'epatite B, c'è un lieve aumento delle transaminasi GPT. Quindi la conclusione è un'epatopatia cronica in persona che ha sofferto di epatite virale sia B che C, con esposizione a cloruro di vinile che ha svolto un ruolo concausale, comunque è in una forma non particolarmente evolutiva.

 

CESTARO RINO

 

BRACCI - Cestaro Rino, è entrato anche lui per una epatopatia. E' nato il 28 maggio 1933, ha fatto l'agricoltore fino all'età di 37 anni; entra in Montedison nel 1971 al reparto CS7 all'insacco e al reparto cloro-soda, poi sta all'insacco al CV14 per 4 anni, poi per 10 anni è addetto alla pulizia degli autoclavi. Riferisce che i maggiori rischi erano legati alla pulizia effettuata sotto le autoclavi dove spesso si avvertiva l'odore di CVM. Non ha mai usato maschere, è stato esposto per 10 anni, poi è uscito in cassa integrazione. Dice di aver bevuto da mezzo litro a tre quarti di vino al giorno fino a 15 anni fa, di non aver bevuto superalcolici. La diagnosi di cirrosi epatica è del 1993 accompagnata da biopsia, appunto, sarà esaminata separatamente, è da segnalare la negatività dei marker per l'epatite B e C e la normalità delle transaminasi e delle Gamma GT. Per cui la conclusione è un'epatopatia cronica tipo cirrosi in cui l'esposizione a cloruro di vinile pregressa ha svolto un ruolo causale.

 

DAL CERO ROBERTO

 

BRACCI - Dal Cero Roberto, è nato il primo luglio 1929; è entrato anche lui per epatopatia. Nell'anamnesi lavorativa c'è da segnalare che è stato sottufficiale in marina come silurista su un torpediniere per 8 anni, dice di aver bevuto birra fino a quando ha prestato servizio militare in Marina, non vino, perché il vino degli altri paesi dove viaggiava lo trovava insopportabile, poi è diventato astemio anche perché in Montedison non si poteva portare vino proprio e quello della mensa era cattivo. Inoltre quando si tornava a casa con la puzza in bocca non gli andava di bere. Ha lavorato in Montedison per 27 anni dal 1956 come operatore alle calandre. Descrive la sua mansione consistente nel manipolare le plastiche quando si inceppavano come si fa con la polenta per amalgamarle meglio. Nei primi anni gli veniva fornita maschera con filtro per i gas, poi solo filtri antipolvere. Fino al 1963 si mangiava sul posto di lavoro scaldando la gamella sui... di vapore. Poi è stata istituita la mensa. La produzione era continua, anche durante il pasto svolto in reparto, per cui in caso di necessità gli operai interrompevano il pasto per intervenire sulle calandre. Dopo l'istituzione della mensa gli operai si altalenavano avendo a disposizione 20-30 minuti per mangiare. Erano dati in dotazione guanti di pelle cambiati ogni giorno, mentre la tuta veniva cambiata una volta alla settimana e lavata a casa. Non ha avuto informazione sui rischi lavorativi ma riferisce: si capiva da noi stessi cosa toccavamo. Dopo circa 12 anni, dice che è stato nel '68, quindi circa, è stata messa in opera una cabina con quadro di controllo, comunque era necessario uscire dalla cabina circa una volta ogni ora per controllare i manometri. Esibisce una ecografia epatica del 1992 dell'ospedale di Mestre che dimostra un fegato ingrandito con qualche fine irregolarità dell'ecostruttura parenchimale, un asse splenico portale di calibro ai limiti della norma, ha eseguito un'altra ecografia con risultati analoghi nel 1924, in questo caso viene segnalato una milza a contorni un po' bozzuti con diametro verso i valori massimi della norma. Esibisce esami ematochimici eseguiti privatamente nel febbraio '97, settembre '97, novembre '98 presso il laboratorio Flaning di Mestre che dimostra aumento delle Gamma GT, transaminasi ai limiti della norma, volume corpuscolare medio del 95,3. Ha eseguito nell'aprile '99 i marker per l'epatite che sono risultati negativi, sia quelli per l'epatite B che per l'epatite C, le transaminasi sono normali e le Gamma GT sono lievemente aumentate. Il fegato all'ecografia risulta di dimensioni normali con ecostruttura disomogenea. Milza di dimensioni aumentate ed ecostruttura omogenea. Quindi la conclusione è una epatopatia cronica che ha l'aria di essere migliorata con la fine dell'esposizione in soggetto non bevitore con marker per l'epatite virale B e C negativi, in cui l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale.

 

DE BERNARDIN MAURIZIO

 

BRACCI - De Bernardin Maurizio, nato il 17 gennaio '49; anche lui è entrato per l'epatopatia nella casistica. Riferisce di avere bevuto un quarto di vino al giorno nel 1984 quando ha smesso sul consiglio del medico di fabbrica. Dai 16 ai 23 anni ha lavorato in una fabbrica di tende alla veneziana, in precedenza aveva svolto lavori saltuari, tra cui un anno al reparto spedizioni della Fonderia Marcon, ha fatto servizio militare di leva nei paracadutisti. Nel '73 a '77 ha lavorato come operaio di ditta esterna, addetto come turnista al TDI con compiti di prelievo di campioni e di lettura degli strumenti. Nel '75 ha avuto un episodio di intossicazione acuta da fosgene con ricovero per 3 o 4 giorni all'ospedale di Mestre. Ancora oggi ha crisi di dispnea sibilanti se usa vernici poliuretaniche. Nel '77 è stato assunto dalla Montedison ai reparti CV14 e CV16 come autoclavista fino al '79, poi come strumentista in officina. Ha esibito copia delle cartelle cliniche aziendali, alcune già agli atti, però ci sono anche gli esami del luglio '98 e del dicembre '98 che dimostrano un aumento delle transaminasi, delle GPT delle Gamma GT, esibisce una cartella dell'ospedale di Noale del gennaio '98 da cui risultano negativi i marker per l'epatite B e C e di una ecografia nella norma. In questo caso si evidenzia un'epatopatia cronica dotata di una qualche evolutività, come dimostra l'innalzamento delle transaminasi, anche se lieve, i marker per l'epatite B e C sono negativi, l'abitudine al vino è moderata, per cui questa alterazione epatica può essere attribuita causalmente alla pregressa esposizione al cloruro di vinile. Ripeto, il quadro attuale è un quadro lieve.

 

DEPPIERI GIORGIO

 

BRACCI - Deppieri Giorgio, ha lavorato dal '66 al '95 all'impianto pilota dove venivano svolte tutte le lavorazioni fino all'essiccamento, è stato prima manovale specializzato e quindi tecnico di ricerca. In precedenza aveva lavorato come carpentiere in ferro dal '59 al '66 in due diverse aziende. Riferisce che come informazioni sui rischi lavorativi gli era stato detto che il cloruro di vinile è noto come gas anestetico; gli erano state fornite delle mascherine, dice che la piccola manutenzione era eseguita dai lavoratori senza alcuna precauzione mentre le operazioni di manutenzione più importanti venivano eseguite da una ditta in appalto. Dice che controlli ambientali erano rari, che nel periodo dal '66 al '74 all'interno dell'autoclave prima dello scarico erano stati riscontrati i valori fino a 30.000 parti per milione, che lo scarico delle autoclavi veniva eseguito due volte al dì, che la pulizia veniva eseguita mediante lance, mentre l'eliminazione dell'incrostazione veniva eseguita all'interno senza alcuna protezione. Dopo il '74 le condizioni sono riferite come miglioriate anche se spesso, dice ogni 15 giorni, venivano superate le 15 parti per milione. Ricorda come infortuni rilevanti la caduta a terra di un collega per un malore durante l'operazione di scarico di un'autoclave. Ha eseguito una biopsia, riferisce un esame bioptico nel '78 ma non esibisce il referto, ha eseguito il 21 aprile 1999 un'ecografia epatica che ha evidenziato un'epatomegalia, una calcolosi biliare, un quadro riferibile a steatosi epatica, esami ematochimici, un aumento delle Gamma GT, positivi i marcatori per l'epatite B. Lui era stato segnalato anche per un morbo di Raynaud e la visita angiologica non ha messo in evidenza alterazioni organiche, la visita angiologica e l'esame pletismografico. In questo caso c'è una, attualmente, un'alterazione epatica modesta in soggetto positivo per l'epatite B che è stato esposto a dosi, a concentrazioni lesive di cloruro di vinile che hanno svolto quindi un ruolo concausale nei confronti di questa malattia. Chiedo scusa, ho il referto dell'ecografia del 21 aprile '99 dove dice: fegato aumentato di volume diffusamente e finemente disomogeneo, via biliare principale, calibro ai limiti superiori della norma, calcolosi della cistifellea, HCV, marker per l'HCV negativi. Quindi un'epatopatia lieve in cui l'esposizione a CVM ha svolto un ruolo concausale.

 

DI DIO ANGELO

 

BRACCI - Di Dio Angelo, nato il 9 giugno 1930; entrato come bronchite cronica e sospetta epatopatia. Dice di aver fumato 10 sigarette al giorno fino al 1970 e di bere un bicchiere di vino a pasto. Ha lavorato fino al 1957 come muratore nei cantieri edili, poi per 8, 10 mesi in una fabbrica di legname, nel '61 assunto alla Montedison ha lavorato all'insaccamento, poi dal '61 al '62, dal '62 al '69 presso un reparto pilota con attività di ricerca di un metodo di smaltimento chimico del nerofumo, sottoprodotto della sintesi di acetilene, che non ha avuto, tra l'altro, successo, poi dal '69 al '72 nel reparto pilota attiguo al reparto CV1 e presso il rapporto di ricerche, il laboratorio di ricerche ex Chiation. In questo periodo adoperava una piccola autoclave della capacità di 5 litri circa caricata personalmente dal soggetto con cloruro di vinile monomero che egli stesso prelevava nel reparto di produzione. Nel reparto pilota e nel laboratorio di ricerca non erano disponibili i dispositivi di protezione individuale e le condizioni di lavoro sono definite più... perché l'esposizione era eterogenea non solo a cloruro di vinile, ma anche ad etere, trielina, acetone, metanolo ed altro e i livelli di esposizione erano generalmente più elevati che nei reparti di produzione. Poi dal '72 all'87 presso la sala testing del laboratorio di ricerca con mansioni di analista alla prova di sostanze plastiche e rigide, quindi polimeri, PVC, metacrilato, gomma ed altro. Quindi è un'esposizione particolarmente difficile da definire, comunque tra il '69 e il '72 l'esposizione risulta episodicamente molto elevata, quindi al reparto pilota, dell'ordine di migliaia di parti per milione viene valutata. Nel 1997, a febbraio, è stato ricoverato presso l'ospedale civile di Mestre e dimesso con diagnosi mieloma multiplo confermato poi al centro di riferimento oncologico di Aviano nell'ottobre del '97. E` stata accertata in questa situazione anche una epatopatia valutata come correlata all'HCV. Quindi allo stato attuale Di Dio Angelo è affetto da un mieloma multiplo che è una neoplasia del sistema emolinfopoietico, quindi per i criteri già esposti è attribuita causalmente all'esposizione a cloruro di vinile. Ertegi Paolo...

 

Presidente: l'epatopatia invece...

BRACCI - L'epatopatia, trattandosi, tra l'altro, di un malato con tumore in trattamento non è stata approfondita, anche perché poi con la chemioterapia ci sono probabilmente delle interferenze, per cui non ci sono dati nuovi da portare alla valutazione. Risulta questa pregressa infezione da HCV.

 

ERTEGI PAOLO

 

BRACCI - Ertegi Paolo è nato il 10 maggio 1942; era stato segnalato per una broncopatia cronica e un'angiopatia. Allora, le attività precedenti sono: trasportatore con barca a Venezia per qualche anno, prima dell'assunzione al Petrolchimico, poi è stato autoclavista al CV6, dal '67 al '77 e alla pesatura nel parco serbatoi dal '77 al '94. Dice di non avere avuto informazioni sulla nocività delle esposizioni lavorative dall'azienda, non riferisce norme preventive, sottolinea in particolare lo scarico dell'autoclave con boccaporto aperto e le piccole manutenzioni eseguite durante la produzione. Il fatto che non esisteva la mensa fino al 1977, quindi il pasto veniva consumato all'interno del reparto. Ha fumato modestamente, non sa indicare quanto, fino a 20 anni fa quando ha smesso di fumare. Esibisce un esame spirometrico del dicembre '98 che indica un'insufficienza ventilatoria di tipo restrittiva confermata da una spirometria eseguita il 19 aprile '99 senza alterazioni radiografiche del torace, mentre la visita angiologica non evidenzia alterazioni organiche della circolazione arteriosa degli arti. Per cui allo stato attuale c'è questa insufficienza ventilatoria restrittiva asintomatica, senza un corrispettivo radiologico, che è indicativa di un quadro di alterazioni polmonari croniche non particolarmente gravi che è però presente, dimostrate già nel 1975, quindi in un non fumatore attribuibili causalmente all'esposizione a cloruro di vinile.

 

Avvocato Alessandri: quale sarebbe la patologia in questo caso?

BRACCI - E' una fibrosi polmonare verosimilmente. Senza radiologia ci sono, sì. Lei sa, per esempio, che quando si fa l'autopsia agli esposti a silice ci sono molti casi indennizzati come silicosi che non ce l'hanno ma anche molti non indennizzati con radiografie in cui si vede una fibrosi polmonare. Bisognerebbe fare una biopsia forse, ma non è indicata.

 

FAGGIAN TULLIO

 

BRACCI - Dunque, Faggian Tullio, che è entrato nella casistica come epatopatia cronica e bronchite, è stato visitato nel giugno '99. Lavori precedenti sono stati quello di imbianchino per 11 anni, poi è stato assunto alla Montedison dove ha fatto l'autoclavista, comunque il caso sarà affrontato più approfonditamente tra i soggetti deceduti perché dopo la visita è deceduto per un'angiosarcoma epatico. Sarà documentato con esame autoptico e istologico.

 

DOMANDA - Cosa dicevano i consulenti di Montedison e Enichem a questo proposito?

BRACCI - Epatopatia, io ho detto non ricordo nei casi particolari, in genere c'era l'abitudine al vino, l'obesità...

DOMANDA - Non i nostri consulenti, i consulenti di Montedison.

BRACCI - Non ricordo casi di epatopatia, se non eccezionalmente che siano stati attribuiti ad esposizioni lavorative.

 

Presidente: io leggo che, tutto sommato, veniva diagnosticata una bronchite cronica enfisematica extra-professionale presumibilmente correlabile al fumo, e poi un'epatomegalia con alterazioni enzimatiche, questa era la conclusione diagnostica.

 

DOMANDA - Correlabile all'alcool.

 

Presidente: adesso sinceramente questo io non... ma è possibile, insomma.

 

Avvocato Alessandri: può dire soltanto la data di nascita di Faggian?

BRACCI - 23 marzo '36.

 

FAVARETTO GIUSEPPPE

 

BRACCI - Allora, Favaretto Giuseppe, nato il 27 giugno 1930, segnalato per epatomegalia. Prima del lavoro alla Montedison, è nato il 27 giugno del '30, prima della Montedison ha fatto il muratore, è stato assunto dalla Montedison nel '57, a parte due mesi alla C12, ha lavorato poi al CV3, addetto all'insacco, autoclavista, pulizia autoclavi, poi CV14 come autoclavista, al CV24 come autoclavista operatore esterno; quindi una lunga ed elevata esposizione. Riferisce di non avere avuto informazioni sui rischi lavorativi dall'azienda e riferisce che le autoclavi venivano aperte quando erano ancora in pressione, aveva frequente senso di stordimento, che comunque le situazioni sono migliorate quando è passato dal CV23 al CV24, quindi nel '71, che la situazione è ancora migliorata quando sono state introdotte uso di valvole in teflon, in data che non ha precisato, che non esisteva la mensa fino al 1974. Riferisce di bere attualmente mezzo litro di vino e di aver bevuto da uno a due litri nel periodo dal '77 all'84. Ha eseguito degli screening per l'epatopatia nel settembre '98 con enzimi nella norma, marcatori dell'epatite B e C negativi. Esibisce un'ecografia del fegato del 25 novembre '98 da cui risulta un'ecostruttura addensata. Quindi questo è un quadro di epatopatia cronica in lavoratore esposto in modo importante al cloruro di vinile, non dotata da particolare evolutività in cui comunque il cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale. Anche in questo caso ho l'impressione di un miglioramento dopo la fine dell'esposizione.

 

Presidente: c'è un esame del volume corpuscolare?

BRACCI - Dovrei prendere la cartella, perché non l'ho riportato...

 

DOMANDA - Recuperiamo il fascicolo, Favaretto Giuseppe. Cartella 69.

 

Presidente: perché io leggo che anche i consulenti della Difesa diagnosticavano una epatomegalia con alterazioni enzimatiche fino al 1984, che è la data di cessazione, se non sbaglio, dell'attività lavorativa e poi si diceva correlabile al potus, però non c'era questo dato, secondo me, che adesso le ho richiesto.

 

BRACCI - D'altronde non ha un valore assoluto, ci sono altre cause.

 

Presidente: ci sono altre cause però può essere un'indicazione in un senso o nell'altro.

 

BRACCI - Passo al successivo?

DOMANDA - Sì, finché recuperiamo il fascicolo se può intanto parlare del successivo.

 

FECCHIO SILVANO

 

BRACCI - Fecchio Silvano, nato il 16 dicembre '25; entrato per epatomegalia, questo come... Ah, scusi, è arrivato Favaretto. Gli esami sono stati fatti dallo Spisal, volume corpuscolare medio è 88.9 ed è normale fino a 94, quindi questo, questo è in data 16 settembre '98. Quindi c'è stata una fine dell'esposizione a cloruro di vinile, probabilmente una riduzione dell'assunzione di vino in un miglioramento del quadro, le cose possono andare insieme penso. Allora, Fecchio Silvano, prima di entrare in Montedison ha fatto il coibentatore per 4 mesi, l'idraulico per 6 mesi, l'agricoltore per un periodo imprecisato. Poi è stato addetto dal '58 al '61 all'insacco, poi come autoclavista. Riferisce di non avere avuto informazione sui rischi lavorativi e di avere avuto a disposizione mascherine e maschere a filtri, ma comunque le condizioni di lavoro sono valutate pessime in particolare nel CV3, dove lo scarico avveniva con boccaporto aperto e le piccole operazioni di manutenzione venivano fatte senza sospendere la produzione. Dice che faceva dei controlli sanitari, non gli venivano comunicati i risultati. Al CV3 si mangiava in reparto e solo dopo il '65 nella mensa attigua. Dice di bere mezzo litro di vino al giorno, di non avere mai superato il litro. Attualmente il quadro epatico è migliorato, lo fu segnalato all'indagine come epatopatia cronica, in un ricovero per altro motivo del '93 era ancora presente un aumento modesto della Gamma GT, era alto anche il volume corpuscolare medio, poi ci sono controlli altalenanti della Gamma GT e nel volume corpuscolare medio negli anni successivi, nel '98 diventano normale. I marker per l'epatite B e C sono negativi. Quindi attualmente il quadro epatico è, non evidenzia alterazioni patologiche, le pregresse alterazioni sono attribuibili all'esposizione a cloruro di vinile che è stata intensa ma potrebbero essere attribuite anche al consumo di alcool. Comunque è uno dei quadri che è migliorato dopo la fine dell'esposizione.

 

FERRARI GUERRINO

 

BRACCI - Ferrari Guerrino, questo era già segnalato per un adenocarcinoma del polmone che è stato operato e che attualmente non dà complicazioni e per una epatopatia cronica di cui però, mi dispiace, questo caso, mi sono sfuggite le parti, 73.

DOMANDA - Se recuperiamo il fascicolo 73. Intanto possiamo andare al successivo.

 

FINOTTO GINO

 

BRACCI - Finotto Gino, nato il 14 febbraio '44; in precedenza agricoltore, carpentiere in ferro per 3 anni, addetto all'insacco e al lavaggio degli autoclavi, all'essiccamento al CV14 e 15 dal '70 al '78 poi autista fino all'84. Riferisce di non avere avuto informazioni sui rischi lavorativi, che non c'era, nei primi anni non c'era la mensa e si mangiava in reparto, dice che la manutenzione era assente, che frequenti nei primi anni erano le fughe e che frequentemente soffriva di cefalea e di senso di stordimento in reparto attribuito alle fughe. Lui ha attualmente ecografia epatica nella norma, un aumento delle transaminasi e delle Gamma GT. Quindi è un quadro di interessamento epatico di tipo, di epatopatia cronica in lavoratore che è stato esposto a cloruro di vinile, quindi questo danno non particolarmente rilevante può essere attribuito all'esposizione a cloruro di vinile. Scusi, riprendo Ferrari Guerrino.

 

FERRARI GUERRINO (seguito)

 

DOMANDA - Sì, nel frattempo le hanno portato il fascicolo di Ferrari Guerrino per il quale comunque ci sono dei reparti istologici, quindi quelli sono sotto visione da parte dei consulenti.

BRACCI - Ferrari Guerrino ha fatto l'edile per tre anni e mezzo in un'impresa in appalto all'interno della Montedison prima di entrare alla Montedison addetto al CV15 e poi al Sincron. Riferisce di non avere avuto informazioni dall'azienda, di avere avuto una maschera con il filtro quando era assegnato all'insacco, dice che era obbligatoria la doccia a fine turno e che per questo veniva pagata mezz'ora di straordinario. L'ambiente è descritto come molto polveroso. Sì, il problema è che l'adenocarcinoma ha avuto una recidiva nel giugno '96, l'adenocarcinoma del polmone operato nel 1990, che il paziente ha seguito poi cicli di terapia antiplastica all'ospedale di Chioggia e l'attuale quadro è stabilizzato. Nel novembre '98 ha fatto un'ecografia del fegato che dimostra un fegato modicamente ingrandito e un po' più riflettente tipo epatopatia diffusa a competente steatosica. Il quadro non è stato particolarmente approfondito per le condizioni gravi del lavoratore.

DOMANDA - Sì, comunque c'è il vetrino, quindi dei dati sicuramente in più, ed anche più precisi verranno forniti.

 

Presidente: l'adenocarcinoma è correlabile?

 

BRACCI - Sì, è il tumore del polmone, è uno degli organi bersaglio segnalati.

 

FOFFANO FERDINANDO

 

BRACCI - Foffano Ferdinando, nato il 22 marzo 1922; non risultano lavori precedenti all'assunzione al Petrolchimico, ha lavorato dal '64 all'81 al CV14. Riferisce di non avere avuto informazioni sui rischi lavorativi, di avere avuto dopo il 1970 disposizione delle maschere con i filtri ma di non averle usate perché non gli era stata spiegata l'importanza; che nei primi anni non c'era manutenzione; che il pasto veniva consumato sul posto di lavoro e che c'erano spesso delle fughe. Riferisce di bere attualmente un quarto di vino al giorno e di avere bevuto in passato mezzo litro di vino. Attualmente c'è un'ecografia che dimostra un ingrandimento del fegato, un'alterazione degli enzimi per cui persiste l'epatopatia cronica che può essere attribuita all'esposizione a cloruro di vinile. Non che può, che viene attribuita all'esposizione a cloruro di vinile.

 

GAZZIN ANTONIO

 

BRACCI - Gazzin Antonio, entrato come epatopatia cronica, è nato il 27 aprile del '33. Ha lavorato fino al '57 come impiegato, poi è stato assunto alla Montedison avendo lavorato all'insacco dove riferisce che si percepiva spesso l'odore di monomero, in particolare al campionamento nei serbatoi cui è stato addetto senza essere dotato di maschera. Ha fatto degli esami presso l'ospedale di Mestre nel novembre '98, quindi poco prima della visita, che dimostravano aumento delle transaminasi, 70 e 95, lieve aumento delle Gamma GT. Un'ecografia epatica ha dimostrato un fegato di dimensioni un po' aumentate, profili sinuosi, ecostruttura parenchimale diffusamente più riflettente che di norma. E` positivo l'antigene, sono positivi gli anticorpi per l'epatite C e sono negativi i marker per l'epatite B. Un controllo ematochimico del maggio '98 ha confermato il lieve aumento delle transaminasi. Per cui persiste l'epatopatia cronica in cui appare avere svolto un ruolo concausale l'esposizione a cloruro di vinile lavorativa, assieme, presumibilmente, alla pregressa infezione da virus dell'epatite C. Da segnalare che dall'80 riferisce di non bere più alcolici.

 

GIACOMELLO OTTAVIO

 

BRACCI - Giacomello Ottavio, ha lavorato per 7 anni in un calzaturificio, poi ha lavorato dal ‘72 all'89 in cooperativa all'interno del Petrolchimico addetto a diverse mansioni, insacco alla produzione e alle pulizie, facchinaggio. Non ha avuto informazioni sui rischi lavorativi, non riferisce misure preventive. E' negativa la ricerca dei marker per l'epatite B e C, l'ecografia epatica dimostra un ingrandimento del fegato con un quadro di steatosi e ci sono alterazioni delle transaminasi e delle Gamma GT; questi sono dati desunti da cartelle cliniche di ricoveri che il lavoratore ha avuto nel corso del 1998 dove, essendogli stato accertato un carcinoma squamoso laringeo con metastasi, e per cui tra l'altro è un paziente difficile da valutare attualmente, per il sopraggiungere di questo tumore non correlabile all'esposizione a cloruro di vinile.

 

Presidente: anche la malattia che era stata indicata era proprio questo, del tumore... tumore laringeo etc., altre malattie non erano state evidenziate. Quindi non è correlabile.

BRACCI - Io... ai quattro organi bersaglio, anche se poi ci sono delle indicazioni anche per altri tumori.

 

Presidente: sì, questo apparteneva ai 39 nuovi casi, nuovi allora, insomma.

 

GIUSTO FERDINANDO

 

BRACCI - Giusto Ferdinando, nato il 24 agosto 1929. E` stato, dunque, ha avuto una lunga esposizione a cloruro di vinile, anche se non particolarmente elevata; fino a 16 anni ha lavorato in campagna, poi come manovale in un'impresa di lavori stradali, un anno e mezzo in fornace di mattoni, qualche anno lavori agricoli. Nel '54 è andato in Montedison dipendente di un'impresa facendo lavori vari, poi nel '56 è entrato in Montedison cominciando all'insaccamento, poi alle calandre, poi alle materie prime e infine al blender. Ha fatto esami approfonditi, anche una Tac in risonanza magnetica epatica, perché c'erano delle immagini da definire e la struttura del fegato è risultata disomogenea senza aree di focalità. Le transaminasi sono normali, le Gamma GT sono elevate e il consumo di alcolici e riferito elevato, il volume corpuscolare medio è risultato elevato, quindi c'è una epatopatia cronica non particolarmente evolutiva in soggetto con un'esposizione lavorativa a cloruro di vinile dotata di efficacia lesiva, un'assunzione di alcool anch'essa non trascurabile e le due esposizioni hanno svolto un ruolo concausale nei confronti di un quadro che attualmente è dotato di scarsa evolutività.

 

GOSETTO DOMENICO

 

BRACCI - Gosetto Domenico, nato l'8 dicembre 1935. Ha lavorato fino al 1961 in campagna, poi è stato assunto alla Montedison per 10 anni all'insacco e poi alla sala quadri. Riferisce che l'insacco della resina era fatto in sacchi da 25 chili in ambiente molto polveroso con l'uso saltuario di mascherine. Era adibito anche allo svuotamento della resina di recupero nei serbatoi di stoccaggio che veniva poi miscelata con acqua, essiccata e nuovamente insaccata. Riferisce che si sviluppavano forti odori di cloruro di vinile monomero quando la resina veniva ridisciolta in acqua. Dice che non gli sono state date informazioni sui rischi, che a partire dall'inizio degli anni '70 venivano effettuate a volte misurazioni dell'inquinamento ambientale. Nelle sale quadri le condizioni erano decisamente migliori. In situazione di emergenza venivano utilizzate maschere per le vie respiratorie, ad esempio quando si verificava il trabocco del liquido dal serbatoio lo sfiato di gas dall'autoclave. Ha sempre bevuto mezzo litro di vino al giorno, non ha mai fumato. Gli esami eseguiti nel corso della visita dimostrano un fegato all'ecografia aumentato di dimensioni con ecostruttura densa di tipo steatosico con una formazione cistica che non ha rilevanza ai fini della presente indagine, con indice di funzionalità epatica normale. Per cui noi abbiamo un quadro epatico attualmente migliorato concausato anche dall'assunzione di alcool e comunque riferibile in passato all'esposizione a cloruro di vinile. E` migliorato con la diminuzione dell'esposizione, dato che presumibilmente l'esposizione all'alcool si è mantenuta invariata, quindi non può giustificare un miglioramento.

 

GRECO ANGELO

 

BRACCI - Greco Angelo, nato l'8 luglio 1952; prima di lavorare alla Montedison ha fatto lavori saltuari di elettricista a bordo di nave, dal '74 è stato assunto alla Montedison al reparto CV14 dove ha lavorato per un anno circa all'insaccamento e all'essiccamento, poi è stato trasferito al reparto di trattamento di acque biologiche e chimiche con attivo a forno di incenerimento di rifiuti tossico-nocivi. Era adibito all'insacco del PVC facendo uso a volte di mascherine antipolvere. Era anche addetto al controllo della colonna di strippaggio e quando la doveva scaricare vi era esposizione al CVM. Aveva il compito di controllare le valvole per il trasferimento del CVM dalle quali a volte fuoriusciva il monomero, in questo caso poteva esserci un'esposizione importante e non sempre si faceva uso di maschere respiratorie. Questo tipo di inconvenienti è riferito capitare una o più volte al giorno. Esibisce un'ecografia del marzo '98, fegato marcatamente ingrandito con ecostruttura finemente disomogenea e margine inferiore arrotondato tipo epatopatia cronica. Agli esami sono risultati: lieve aumento delle transaminasi GPT e delle Gamma GT, il volume corpuscolare medio è normale, i marker per l'epatite sono negativi sia per la B che per la C. Quindi c'è una epatopatia cronica non grave evidenziata dall'ecografia e da un lieve aumento delle transaminasi in soggetto esposto a cloruro di vinile per qualche periodo in maniera rilevante senza particolare consumo di alcolici e senza pregresse epatiti virali. Quindi l'esposizione a cloruro di vinile ha svolto un ruolo causale. Lazzari Renato, nato il primo settembre 1947; è entrato come epatopatia, attualmente le transaminasi sono ai limiti della norma, le Gamma GT sono aumentate e i marker per l'epatite C sono negativi, quelli per l'apatite B è negativo l'antigene, positivi gli anticorpi, quindi dimostra una epatite virale guarita. Il volume corpuscolare medio risulta basso, addirittura 71, quindi persiste una epatopatia cronica e si conferma il giudizio di attribuibilità all'esposizione a cloruro di vinile.

 

LEONARDI GIANNINO

 

BRACCI - Leonardi Giannino, è nato il 3 gennaio 1935; ha lavorato prima della Montedison due anni alla Compagnia Carrozze Letti e due anni come Vigile Urbano. Poi ha lavorato per, assunto alla Montedison per tre anni all'insaccamento, per 14 anni come autoclavista. A seguito del riscontro di epatopatia nel '78 è stato spostato al reparto CV1 ed addetto alla piccola manutenzione. Poi dall'82 al '91 ha lavorato come autista essendo stato trasferito al centro ricerche. Al CV14 faceva l'insacco della resina in polvere e insaccava circa 110 sacchi l'ora, l'ambiente era molto polveroso e non faceva uso di mascherine. Passato come autoclavista era addetto al riempimento delle autoclavi e le maggiori esposizioni sono riferite durante lo scarico delle stesse. Non era specificamente addetto alla pulizia interna delle autoclavi. Non ha avuto informazioni sulla pericolosità del lavoro almeno fino al 1977. Nel '77 gli è stata riconosciuta un'epatopatia da cloruro di vinile dall'Inail, per cui ha una rendita confermata nell'ultima revisione del 1994 del 25%. Esibisce un'ecografia epatica dell'ottobre '98 con un quadro di epatopatia cronica prevalente (impronta) fibrotica, con prove di funzionalità epatica alterate. Gli esami eseguiti nel corso della visita hanno evidenziato marker per l'epatite C negativi, per l'epatite B negativi, l'antigene, positivi gli anticorpi, segno di un'infezione superata, le transaminasi sono 53 e 41 GOT e GPT, le Gamma GT sono 116, il volume corpuscolare medio è nella norma, 92,1. Quindi si conclude per un'epatopatia cronica con segni di evolutività, il caso è stato poi controllato anche con la Tac epatica, perché c'era una sospetta forma rotondeggiante non confermata, in assenza di fattori di rischio extralavorativi, quindi né alcool né epatite virale.

 

MICHIELETTO PIERGIORGIO

 

BRACCI - Michieletto Piergiorgio, nato il 19 ottobre del 1940; ha lavorato dai 14 ai 21 anni come idraulico, poi assunto in Montedison ha lavorato 10 anni come autoclavista, poi dal '71 all'80 come capoturno alle autoclavi, poi dall'80 all'85 come assistente alle autoclavi e all'essiccamento. Dice che nei primi anni le operazioni di pesatura, immissione, carica ed apertura avvenivano a mano, le valvole erano aperte a mano ed ogni tante cariche, con frequenza non costante dipendente dall'andamento del processo, si entrava in cavità. All'incirca tra il '70 e l'80 è cominciato il controllo della concentrazione del CVM degli autoclavi dove si entrava solo sotto le due parti per milioni. Erano fornite delle maschere da usare solo in condizioni di emergenza. Non è stato informato dei rischi lavorativi, quando poi è diventato capoturno stava nell'ambiente ma operava direttamente e sporadicamente. In caso di mancato svuotamento dell'autoclave, il che avveniva 4 o 5 volte l'anno, si procedeva a sifonamento con il reattore vicino, poi il fondo veniva tolto a mano usando l'asta solo per levare qualche crosta. Se si formavano dei pezzi grossi dovevano essere rotti con il martello. Successivamente è diventato come assistente, la sua mansione consisteva nel coordinare capoturni e quindi si trovava in un locale separato. L'essiccamento viene descritto come avvenire in apparecchi chiusi ma con dei camini che buttavano fuori i vapori di CVM, anche gli addetti agli essiccatori dovevano entrare qualche volta negli impianti. Solo negli anni '80 con l'introduzione di colonne di separazione la situazione è migliorata ottenendosi anche il recupero del CVM così come d'altronde consigliato dagli stessi operai. Esibisce dei controlli ematochimici del novembre '98 con aumento lieve delle transaminasi e delle GPT, volume corpuscolare medio nella norma. Questi dati, la normalità degli enzimi risultano poi agli esami esegui il 28 aprile '99 nell'ambito di questa indagine, i marker dell'epatite B e C sono negativi, l'ecografia dimostra un fegato aumentato di volume più riflettente che di norma tipo steatosi con alcune aree disomogenee. Quindi abbiamo il caso di una epatopatia che è migliorata dopo la fine dell'esposizione in soggetto modico bevitore di vino, senza pregressa documentabile epatite B e C. Quindi si conclude per una epatopatia attualmente non evolutiva dovuta alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

MONETTI GAETANO

 

BRACCI - Monetti Gaetano, nato il 23 giugno '37; è uno dei casi in cui c'è un esame istologico in revisione, quindi sarà trattato più approfonditamente in quella sede. Si può comunque segnalare che prima di essere assunto alla Montedison ha fatto il calzolaio dal '54 al '65, poi ha lavorato per un periodo alla ricostruzione gomme in un'officina e poi dipendente dell'Ente Spettacolo fino al '74 quando è stato assunto in Montedison. Riferisce di bere mezzo litro di vino al giorno, le transaminasi sono risultate nella norma, solo una volta negli ultimi anni le Gamma GT un po' aumentate. La biopsia epatica è del 1980. Attualmente l'ecografia è normale, gli enzimi sono normali, marker per l'epatite B e C sono negativi e quindi si rimanda all'interpretazione del caso alla valutazione dell'esame istologico.

 

MORTANDELLO AQUILINO

 

BRACCI - Mortandello Aquilino, nato il 29 gennaio '32; dal '49 al '69 operaio calzaturiere a domicilio addetto alla cucitura dei pezzi con macchina per cucire e meno frequentemente al taglio e all'incollaggio. Dal '69 all'87, dal '69 al '72 e poi successivamente all'87, ha lavorato nel reparto CV5/15, nel primo periodo alle dipendente della Carovana Caricatori e Scaricatori di Marghera e poi direttamente alle dipendenze del Petrolchimico. Riferisce di non avere avuto informazioni sui rischi lavorativi e ha avuto una generica raccomandazione di usare la maschera. Comunque i mezzi di protezione personale, maschere, guanti, tute, scarpe, sapone era disponibili. Era obbligatoria la doccia alla fine del turno. Segnala che ogni notte succedeva qualcosa, rotture di valvole, tubazioni con perdite di liquidi o di polvere. Descrive il lavoro, dunque, dal '69 al '74 insaccamento di granuli e polveri di PVC che includeva abbocco del sacco alla tramoggia, il caricamento era poi automatico, spostamento del sacco riempito su pedana, pulizia di tutto l'impianto prima di iniziare la produzione di plastica di colori diversi. Il cambio di produzione era quasi quotidiano ed era svolto dai 5 operai del turno. In quell'occasione gli addetti smontavano tutto l'impianto, liberavano da polveri l'interno delle tubazioni con uso di aria compressa e facendo passare stracci imbevuti di solvente per sciogliere le incrostazioni. Pulivano pavimento e l'esterno delle macchine mediante un tubo ad aria compressa che però sollevava polvere in aria. La maschera non poteva essere portata per tutto il turno di lavoro. Dal '74 all'86 alla preparazione delle materie prime, c'erano le seguenti operazioni: prelievo dei rispettivi contenitori del PVC, decoloranti, generalmente in polvere, deplastificanti a volte liquidi e di una polvere bianca lucida denominata (ereosil), caricamento dei suddetti su una bilancia, spostamento su un carrello delle quantità pesate, le polveri che si liberavano in aria erano captate da una cappa aspirante sopra la bilancia. Scusi, sotto la bilancia vi era una grata di ferro, sotto cui scorreva acqua che intercettava ed allontanava le polveri cadute. Erano disponibili guanti e era obbligatorio portare la maschera ma la polvere si infiltrava dappertutto. Alla fine del turno di lavoro era obbligatoria la doccia. Nella sua storia di malattia c'è un intervento chirurgico di lobectomia polmonare destra nel 1984 per un adenocarcinoma del polmone. In tale occasione all'ecografia epatica sono state evidenziate delle formazioni riferibili dopo esame Tac a angiomatosi multipla del fegato confermata da successivi esami Tac che ha eseguito periodicamente. Il lavoratore si trova in discrete condizioni generali, si conferma ovviamente la diagnosi di adenocarcinoma del polmone attualmente senza complicazioni. Il caso è stato presentato soprattutto per l'aggiornamento di anamnesi lavorativa. L'adenocarcinoma del polmone è attribuito all'esposizione a cloruro di vinile.

 

PAMPAGNIN GIUSEPPE

 

BRACCI - Pampagnin Giuseppe, nato il primo giugno 1930; ha lavorato dal '38 al '55 come garzone presso un calzolaio, poi per 7 anni al calzaturificio Baldan con mansioni di addetto all'incollaggio suole e alla rifilatura, poi nel '62 con la Cooperativa Aurora entra al Petrolchimico, lavora all'insaccamento e a seconda della necessità al carico di automezzi e ad altri lavori. Dal '64 al '66-'67 è addetto all'insaccamento presso il CV6, poi fino all'85 autoclavista al CV6 con qualche turno al CV3. Riferisce che le esposizioni erano particolarmente elevate nel corso della pulizia manuale per le tubazioni e per lo svuotamento delle autoclavi, operazione eseguita frequentemente. Esposizioni molto elevate erano presenti anche quando il lavoratore doveva effettuare la pulizia interna nelle autoclavi circa una volta alla settimana, talvolta due. Descrive in passato episodi di perdite da tubazioni, manicotti e raccordi circa tre o quattro volte al mese. Riferisce di non avere ricevuto informazioni sui rischi da cloruro di vinile, dice di non aver fatto uso sistematico dei mezzi di protezione individuali che, peraltro, erano a disposizione, in ragione della carenza di informazione sui rischi. Riferisce di aver bevuto circa un litro di vino al giorno quando era giovane, attualmente beve un bicchiere di vino ai pasti. Dunque, ha eseguito una ecografia del fegato il 14 aprile 1999, il fegato è aumentato di volume con ecostruttura densa, la milza è aumentata di volume con struttura omogenea, gli enzimi sono nella norma, i marker per l'epatite B e C sono negativi. Quindi la conclusione è un'epatopatia cronica attualmente dotata di scarsa attività, migliorata dopo la fine dell'esposizione in soggetto modico bevitore con marker per l'epatite C negativi.

 

Presidente: il volume corpuscolare c'è?

BRACCI - Non l'ho segnato qui.

 

Presidente: bene, interrompiamo qua allora.

 

L'UDIENZA VIENE SOSPESA

 

DOMANDA - Ecco, per questa ripresa, anche per dare una pausa al dottor Bracci e per consentire al dottor Miedico... potrebbe presentare i suoi casi il dottor Miedico e concludere la giornata poi il dottor Bracci.

 

IL DR. MIEDICO PRESENTA I PROPRI CASI

 

MIEDICO - Allora, io partirò dalle relazioni dei laboratori visitati da me e dalla dottoressa D'Andria a partire dal lavoratore Levorato Gianfranco e poi in ordine alfabetico proseguendo fino a Zennaro Enrico, comunque di volta in volta indicherò il singolo lavoratore.

 

LEVORATO GIANFRANCO

 

MIEDICO - Allora, il Levorato Gianfranco ha 55 anni, pesa 62 chili, è alto 162 centimetri, abitante a... in via Segati 1 a 25 chilometri circa dal posto di lavoro. Ha iniziato a lavorare il 10/10/67 come insaccatore fino al '68, blenderista dal '68 al '74, poi come analista dal '74 al '75, è passato poi a laboratorio e ricerca fino al '76, ai (polioli) fino all'83, cioè fino al '94, quindi in mobilità per 31 mesi; è in pensione Inps dal '97. In precedenza aveva fatto il magazziniere in Germania, a 21 anni aveva fatto il militare e poi per poco più di un anno il calzolaio. A scuola aveva fatto fino alla quinta elementare, è entrato al Petrolchimico di Marghera a 24 anni. Per ben 8 anni ha svolto lavoro notturno, riferisce di non avere mai avuto informazioni sui rischi, quello che ha saputo dopo molti anni lo ha saputo dai sindacati o documentandosi da solo. Come mezzi di protezione individuale gli sono stati forniti guanti e mascherine. Ricorda che le manutenzioni degli impianti erano pochissime e questi si rompevano spesso e avevano grandi quantità di perdite. Quanto ai controlli circa la presenza dei CVM ricorda solo saltuari controlli sulle polveri. L'attività come insaccatore avveniva in presenza di grandi quantità di polveri, specie quando dei sacchi si rompevano. Anche l'attività di blender avveniva in presenza di grandi quantità di polveri, specie nella fase di pulizia dei blender stessi. Come turnista era costretto a mangiare nel reparto. Dal '75 pensa di non essere più stato esposto a grosse quantità di CVM ma piuttosto a benzene e isocianati. Il lavoratore riferisce di avere sempre fumato poco, 3-5 sigarette al giorno e bevuto 1 o 2 bicchieri di vino ai pasti. Ha sempre goduto di buona salute fino al '90 quando fu trovato affetto da un (flannoma) che è un tumore particolare, in sede toracica e fu sottoposto a esofagectomia subtotale con esofagogastroplastica. Nel dicembre '93 ebbe una metastasi polmonare e subì due cicli di radioterapia. Nel '97 episodio di melena, cioè emissione di sangue dalla bocca, per ulcera gastrica. All'esame obiettivo è evidente la cicatrice... ombelicale per l'intervento al fine di verificare la situazione epatica. In rapporto all'importante esposizione al CVM e ad altri tossici-nocivi ho fatto effettuare un'ecografia epatica da cui risulta un aumento di volume del lobo di destra e di quello di sinistra. I contorni del fegato all'ecografia risultano bozzuti, gli esami del sangue, eseguiti su richiesta del sottoscritto, indicano un’importante anemia, evidente in tutti i suoi parametri e una significativa linfocitopenia, cioè carenza di globuli bianchi. In pratica si ritiene difficilmente dimostrabile la correlazione tra lo... e l'esposizione a CVM anche se non si può escluderla data la nota neurotossicità del CVM e degli altri tossici-nocivi cui il lavoratore Levorato Gianfranco è stato ampiamente esposto. L'ecografia epatica indica una sofferenza del fegato, per cui un'epatite cronica, su cui ha agito certamente come concausa il CVM e gli altri tossici cui il Levorato è stato esposto nel corso degli anni al Petrolchimico.

 

Presidente: concausa perché le altre cause sarebbero?

MIEDICO - Perché probabilmente c'erano anche altre cause, infatti questo ha avuto dei trattamenti per lo... e per cui è stato sottoposto anche a terapie molto pesanti.

 

LUCARDA GIOVANNI

 

MIEDICO - Il lavoratore Lucarda Giovanni. Lucarda Giovanni ha 62 anni, pesa 85 chili ed è alto 1,70, abita a Chirignago, via Carnea, 36, a 3 o 4 chilometri dal posto di lavoro. E` stato visitato da me il 23/2/99, riferisce che sarebbe andato in pensione dopo 3 mesi, a questo punto è già in pensione. Prima di essere assunto al Petrolchimico all'età di 27 anni aveva un mulino di famiglia e vi lavorava. Dal 3 febbraio '64 ha fatto l'insaccatore al reparto CV14 dov'è rimasto fino all'86, cioè per 22 anni. All'assunzione aveva il diploma di quinta elementare. Come insaccatore per 22 anni ha lavorato a turni ed anche successivamente fino al '92, riferisce, fra virgolette, di avere mangiato tanta polvere e di non avere mai avuto informazioni sui rischi e il poco che ha saputo lo ha saputo dai sindacati nel corso dell'indagine Fulc. I mezzi di protezione individuale si riducevano a una mascherina ed ai guanti. Il lavoro si svolgeva in un reparto che era sempre pieno di polvere, specie quando si rompeva qualche sacco. Riferisce che negli ultimi anni la situazione era migliorata, ma almeno fino all'80 la polverosità era altissima e i controlli scarsi. Successivamente, fino ad oggi ha lavorato in TDI, all'infustaggio e in condizioni migliori per la minor polverosità e perché non faceva più i turni. Riferisce di non fumare più da 7 anni e in precedenza di aver fumato 7-10 sigarette al giorno. Beve mezzo litro di vino al giorno, in passato ne beveva di più perché, riferisce, con tutta quella polvere aveva sempre la bocca e la gola molto secche, comunque non superava il litro, litro e mezzo al giorno. Dall'indagine Fulc del '74 ha saputo di avere una malattia al fegato per i parametri ematici alterati che però variavano molto di volta in volta e di avere anche una importante carenza di piastrine. Dalla documentazione esistente nel fascicolo emerge un incremento di molteplici parametri ematici riguardanti il fegato, nonché un volume corpuscolare medio che arriva a 131 e che per il dottor Colombo è segno evidente di eccesso di alcool. Di fatto il CVM è anche segno di epatite cronica che in una situazione di esposizione così elevata e così prolungata nel tempo era assolutamente attesa. Il signor Lucarda Giovanni riferisce di non aver avuto epatiti né calcoli al fegato, di non soffrire di diabete e di avere sempre sofferto, almeno fino a quando ha fatto l'insaccatore, di forti bruciori di stomaco. Con la cessazione dell'esposizione questi bruciori sono diminuiti ed ora li cura esclusivamente con una dieta; non assume farmaci di alcun tipo. All'esame obiettivo si rileva soprattutto uno spiccato aumento di volume del fegato che appare anche di consistenza aumentata, la milza è appena rilevabile. Vi sono anche importanti note di tracheite mentre a livello cutaneo, al torace, vi sono un gran numero di piccoli angiomi. Gli esami del sangue eseguiti nel maggio '99 indicano le GOT a 37, cioè al limite più alto della norma, mentre le Gamma GT sono aumentate a 56. L'emocromo presenta anche un incremento del volume corpuscolare medio a 107; da tutto questo si ritiene confermata l'epatopatia cronica di cui il signor Lucarda è stato dichiarato portatore dai consulenti Bai e Berrino.

 

MACATROZZO GIORGIO

 

MIEDICI - Il lavoratore Macratozzo Giorgio, Macratozzo Giorgio è stato da me visitato il 23/2/99. E` un uomo di 61 anni, essendo nato il 21/8/37, pesa 75 chili ed è alto 1,62, abita a Mira in via Battisti 32 ma fino al '71 ha abitato a Mestre a pochi chilometri di distanza dal Petrolchimico. E` un pensionato Inps dal febbraio '90 e ha una pensione Inail per sordità da rumore. Assunto al Petrolchimico nel '66 all'età di 29 anni aveva lavorato precedentemente per la Saiten dell'Eni come tubista, poi per l'Edison, sempre all'interno del Petrolchimico. Titolo di studio secondo avviamento professionale. Le sue mansioni, dal '66 al '90, furono quelle di addetto al laboratorio e controlli di tutti i reparti CV. Le sue dichiarazioni sono particolarmente significative per capire la situazione di esposizione nei vari reparti CV, riferisce testualmente: "In certe situazioni si arrivava a rilevare concentrazioni di 1000-2000 parti per milioni e spesso si sentiva anche l'odore dolciastro del CVM. Per essere analizzati i materiali venivano portati in sacchi chiusi al laboratorio che all'apertura emettevano polveri e vapori. Il laboratorio doveva valutare: la contaminazione, la lucentezza, il calore, la superficie e la durezza". Solo nel '74 il Macratozzo ha sentito parlare per la prima volta di rischi dalla Fulc, mai dall’azienda. Spesso, ricorda, che si rompevano dei tubi e vi erano continue perdite. Consumava il suo pasto nel reparto laboratorio dove lavorava. Le intossicazioni acute erano costanti, quotidiane. Il signor Macratozzo riferisce di aver sempre fumato poco e di non bere più di mezzo litro di vino ai pasti. Fa cure erboristiche e ha molta attenzione per la sua salute. All'esame obiettivo, per quanto ci interessa, risulta un aumento di volume del fegato di due centimetri palpabile all'arco costale. Dall'ecografia epatica, eseguita su richiesta del sottoscritto in data 974/99, risultano aumentati di volume sia il lobo destro che il lobo sinistro, il contorno appare con fini dentellature e l'ecostruttura epatica si presenta densa con echi brillanti in superficie. E` stata anche evidenziata una calcolosa della colecisti fin ad ora praticamente asintomatica. L'importante sofferenza epatica cronica, oltre che dall'ecografia, è confermata dagli esami di laboratorio che risultavano alterati già dall'indagine Fulc del '74, questi dati sono confermati nelle indagini eseguite il 9/4/99 che mostrano un'importante alterazione delle transaminasi, aumentate più del doppio del valore normale, esattamente 83 e 94, le Gamma GT risultano aumentate di oltre 4 volte, 227 con i valori normali che invece devono arrivare al massimo a 50, il volume corpuscolare medio è 99,2 di poco superiore alla norma.

 

MAGRO AMPELIO

 

MIEDICI - Il signor Magro Ampelio, epatite cronica. Magro Ampelio è stato da me visitato il 23/2/99; è un uomo di 66 anni che pesa 95 chili ed alto 1,70, abita a Vigonovo. L'Inail ha riconosciuto come malattia professionale il carcinoma laringeo di cui è affetto dal '76. Ha iniziato a lavorare nel ‘71 al Petrolchimico di Marghera come dipendente della Cooperativa Facchini Marghera. Va detto preliminarmente che i lavoratori delle cooperative vivevano condizioni di lavoro anche peggiori dei dipendenti Montedison, infatti, non avendo alcun tipo di tutela erano costretti a qualunque lavoro venissero comandati senza alcuna informazione sui rischi, senza strumenti idonei né dispositivi di protezione individuali. Il signor Magro aveva diploma di quinta elementare. Dal '71 al '76, dato il riscontro del carcinoma laringeo, aveva sempre lavorato a turni, anche di notte, e conseguentemente era costretto a mangiare presso le macchine a cui era addetto. Quanto alle informazioni del PVC gli era stato detto che si trattava di qualcosa come talco. Egli doveva insaccare 1.500 sacchi al giorno da 25 chilogrammi l'uno, si trattava quindi di movimentare quasi 40.000 chilogrammi al giorno con un'enorme fatica fisica cui corrispondeva necessariamente un aumento consistente della ventilazione polmonare e del consumo di ossigeno con conseguente ingresso nelle vie aeree di grandi quantità di polvere, specialmente quando qualche sacco scoppiava per l'eccessiva pressione durante il riempimento automatico. Operato nel '77 ha subìto da allora molteplici interventi. Il lavoratore riferisce di aver fumato poco, da 2 a 5 sigarette al giorno e di bere pochissimo, solo un bicchiere di vino ai pasti. Non ha mai assunto farmaci epatotossici. All'esame obiettivo è evidente la situazione di compromissione dell'apparato laringeo per i molteplici interventi subiti, l'addome è... senza cicatrici chirurgiche, il fegato non risulta aumentato di volume e la milza non è rilevabile alla palpazione. A livello toracico, oltre ad alcuni angiomi cutanei, si rilevano spiccate note di enfisema polmonare. Ho fatto eseguire un'ecografia epatica che ha dimostrato un aumento dei lobi destro e sinistro del fegato con margine a contorni bozzuti come da epatopatia cronica. Il volume corpuscolare medio dei globuli rossi risulta aumentato al valore di 96,7.

 

MACCATROZZO GIORGIO (aggiunta)

 

Presidente: le conclusioni, anche rispetto al precedente.

 

DOMANDA - Sì, Macratozzo epatopatia cronica, mentre stava parlando di Magro Ampelio.

MIEDICO - Siccome sono due fogli diversi. Allora, il signor Macratozzo Giorgio nel corso della sua attività lavorativa è stato gravemente esposto a CVM DCE e ad altri tossici-nocivi. I segni di intossicazione epatica e cronica, già manifestati dall'indagine Fulc dell'84 sono aumentati anche nel recente accertamento di laboratorio e strumentale alla visita medica del sottoscritto; epatite cronica.

 

Presidente: correlabile.

MIEDICO - Sì. Allora...

 

DOMANDA - Questo era Macratozzo, adesso Magro Ampelio.

 

Presidente: che aveva questo tumore alla laringe?

MIEDICO - Sì.

 

MAGRO AMPELIO (aggiunta)

 

MIEDICO - Il signor Magro Ampelio è stato ripetutamente operato per carcinoma laringeo riconosciuto con una malattia professionale dall'Inail. E' stato ampiamente esposto a polvere di PVC con tutte le componenti...

 

Presidente: è un insaccatore...

MIEDICO - Si ritiene che il carcinoma della laringe individuato nel '76 sia conseguenza diretta di questa esposizione. Ha anche un importante enfisema polmonare, conseguenza a sua volta della polvere di PVC. L'ecografia epatica e il volume corpuscolare medio depongono per un'epatite cronica correlata all'esposizione.

 

MANENTE ANTONIO

 

MIEDICO - Manente Antonio, è stato da me visitato il 2 di marzo del '99. Persona di anni 64, abitante a Marghera proprio davanti alla portineria, dice lui, e quindi in condizioni di subire anche importanti danni da inquinamento al di fuori del proprio orario di lavoro. Ha iniziato a lavorare in Montedison dal '64, all'età di 29 anni, al reparto CV14 come addetto agli estrusori e quindi proprio davanti alle trafile. Qui il CVM era poco, ma in rapporto alle nocività presenti quasi tutti stavano male per il gran fumo e per - questo è fra virgolette, perché me lo ha detto testualmente lui - quasi tutti stavano male per il gran fumo e per i solventi usati nella pulizia delle macchine. Ha sempre lavorato come turnista, la maggiore esposizione al CVM l'ha avuta nei tre anni in cui ha lavorato nel reparto laboratorio. Successivamente in cassa integrazione per due anni, ha poi ripreso come addetto al ricarico delle autobotti in AC7 e AC9, lavorando all'aperto con acido acetico. I pasti avvenivano in reparto, dove però l'odore era tale che nessuno aveva mai fame, ma solamente sete. Nel corso della sua attività lavorativa ha avuto un grave infortunio a causa di un getto di acido acetico. Da 5 anni, all'età di 59 anni, è andato in pensione per anzianità. Due suoi fratelli che lavoravano al Petrolchimico sono morti, Manente Vittorio è morto per cirrosi epatica dopo aver lavorato ai forni per 24 anni, Manente Alessandro, che lavorava come Antonio al CVM, è morto di tumore allo stomaco. Da qualche anno Manente Antonio soffre di iperglicemia moderata e di dislipidemia. Fino a 3 anni fa fumava fino a 15 sigarette al giorno e beveva mezzo litro di vino ai pasti. In passato gli fu diagnosticato un morbo di Raynaud successivamente però non confermato. All'esame obiettivo pesa 80 chili, è alto 1,84. In particolare si rilevano: fegato modicamente aumentato di volume, morbo di Dupuytren al secondo dito mano sinistra e diffuse note artrosiche con algie più marcate agli arti inferiori. In data 8/4/99 e 21/4/99 il lavoratore ha eseguito due ecografie epatiche con esito relativamente sovrapponibile, fegato di volume aumentato con parenchima disomogeneo più riflettente come da steatosi epatica ed aree di iper-ecogenicità. L'ecografia eseguita il 21/4 mostra una possibile milza... e una piccola cisti renale. Gli esami ematochimici evidenziano un aumento del volume corpuscolare medio che raggiunge il valore di 98,9 in un caso e di 101 in un altro esame. Le piastrine sono ai limiti inferiori della norma, mentre le crovinesterasi sono nettamente superiori ai parametri normali. Le crovinesterasi sono un enzima epatico. Tutto ciò depone senza dubbio per una sofferenza epatica seppure di grado probabilmente diminuita negli ultimi anni, comunque è un'epatite cronica correlata.

 

Presidente: e il fenomeno di Raynaud?

MIEDICO - Il fenomeno di Raynaud non è stato poi documentato, d'altra parte esiste questo Dupuytren - Dupuytren è una retrazione del tendine delle dita - secondo dito mano sinistra che potrebbe essere conseguente a problemi di circolazione del tipo di quelli provocati dal Raynaud.

 

Avvocato Stella: potremmo sapere anche i periodi di esposizione di ciascuno?

 

DOMANDA - Ma risultano dalle schede presentate.

 

Avvocato Stella: dalle schede presentate da loro?

 

DOMANDA - Sono state presente delle schede dalla Guardia di Finanza...

 

Presidente: era dal '74 all'81, autoclavista...

 

Avvocato Stella: il problema sono i periodi giudicati rilevanti dai medici legali.

 

Presidente: comunque autoclavista dal '64 al '75, poi sinceramente... autoclavista.

MIEDICO - Allora, perché poi è passato al laboratorio.

 

Presidente: '74-'75, e poi dal '75 all'81 dove si dice che ancora era esposto, che cosa ha fatto? L'anamnesi lavorativa.

MIEDICO - Laboratorio.

 

Presidente: laboratorio d'analisi?

MIEDICO - Sì. poi ha fatto due anni in cassa integrazione. E` una storia, come quella di quasi tutti questi lavoratori, un po' complessa, però è scritto, al limite si può ricostruire con esattezza, perché evidentemente io come parametri di riferimento avevo esclusivamente le dichiarazioni che mi dava lui, i dati raccolti dai consulenti della Difesa, che anche questi venivano analizzati e qualora fossero in contrasto ponevo specifiche domande, e i dati fornitemi dal Pubblico Ministero. E per cui ho cercato di sintetizzare, però sono cose facilmente verificabili.

 

DOMANDA - Le carriere poi risultano dalle schede che sono state presentate ed anche confermate poi.

 

MANENTE LUIGI

 

MIEDICO - Allora, Manente Luigi di anni 72 è stato da me visitato il 2 marzo '99; abita a Zelarino a 6 chilometri dal Petrolchimico. In passato per 12 anni aveva fatto il muratore. Assunto in Montedison nel '58 vi ha lavorato per 32 anni fino al '90, all'assunzione aveva il titolo di quinta elementare. Ha trascorso i primi 16 anni di attività al CV14 come insaccatore lavorando sempre come turnista, poi come essiccatore in presenza di grandi quantità di polveri e fumi contenenti CVM. Riferisce che ogni 20 giorni bisognava entrare nelle autoclavi senza nessun mezzo di protezione. Proprio in rapporto a questa attività è stato ricoverato in ospedale due volte per episodi di intossicazione acuta da CVM. Dalle autoclavi ha tirato fuori due compagni di lavoro, tra cui ricorda il capoturno Angioletto, che morì 6 mesi dopo per un tumore e un altro lavoratore di cui non ricorda il nome. A quel tempo non aveva ancora il diabete, ma ricorda che quando successivamente è comparsa questa patologia il medico di fabbrica gli disse che il diabete era causato dal CVM. Nel 1964 aveva avuto un ricovero per un calcolo uretrale. Il 18 aprile '96 è stato ricoverato per carcinoma vescicale con caratteristiche T2 e T3 e carcinoma prostatico con caratteristiche PT2. Da allora porta catetere vescicale e sacchetto per la raccolta delle urine. Riferisce di non aver mai fumato e di bere non più di mezzo litro di vino al giorno. E` affetto da morbo di Dupuytren alla mano destra, ha effettuato un intervento 4 anni fa. E` tuttora portatore di morbo di Dupuytren al quarto dito mano sinistra. Prescindendo dal diabete, che sulla base della letteratura esistente, e sulla base delle mie conoscenze personali non sembra attribuibile al CVM, ben diversa appare la situazione per il carcinoma della vescica, infatti la presenza di grandi quantità di CVM, associata ad altri tossici nocivi, specie coloranti, con cui il signor Manente era in costante contatto, in qualità di insaccatore prima e di essiccatore poi, possono validamente spiegare l'evoluzione neoplastica del tessuto vescicale. Vanno anche ricordati i due ricoveri per intossicazione acuta da CVM cui è possibile certamente aggiungere decine di altri episodi meno gravi ma pur sempre rilevanti quali causa di danno acuto e cronico alla salute. Allora, Manente Luigi...

DOMANDA - Questo signore Manente Luigi, l'episodio che ha ricordato in cui aveva tirato fuori dall'autoclave un collega di lavoro, era, non ho capito, Angioletto, Agnoletto, se è in grado di ricordare, se le risulta la data, in che periodo almeno.

MIEDICO - No, non sono riuscito a ricostruire la data esatta, mi ha detto che si trattava del capoturno che si chiamava Angioletto.

DOMANDA - Agnoletto o Angioletto? Il nome non glielo ha detto?

MIEDICO - No, non me lo ha detto, sicuramente non se lo ricordava, come del resto non si ricordava il nome dell'altro lavoratore che aveva tirato fuori in quell'occasione.

DOMANDA - E che è deceduto circa 6 mesi dopo per un tumore.

MIEDICO - Sì, Agnoletto è deceduto 6 mesi dopo per il tumore.

DOMANDA - A me risulta Agnoletto.

MIEDICO - Può essere che sia Agnoletto.

 

Avvocato Stella: la sua diagnosi è anche diabete da CVM?

MIEDICO - Io l'ho riportato e sono stato il primo a metterlo in discussione perché a me dalla letteratura non mi risulta, d'altra parte mi è stato riferito dall'interessato come riferitogli dal medico aziendale, per cui l'ho riportata...

 

Presidente: adesso cerchiamo di ritornare a quello che era lo spirito di questa integrazione. Innanzitutto le malattie estranee, cioè extraprofessionali, tutto sommato, qui non interessano, è una perdita di tempo, quindi anche se le descrivete, insomma, è semplicemente allungare il brodo. Quello che ci interessa sono soprattutto, laddove mancava un'anamnesi medico-legale lavorativa, l'anamnesi medico-legale lavorativa, laddove mancavano degli accertamenti strumentali, l'esito di questi accertamenti strumentali e sulla base delle anamnesi e degli accertamenti strumentali integrativi il vostro giudizio diagnostico, tenuto conto ovviamente di quelle che poi sono le premesse di carattere generale. Cioè se lei adesso mi parla di una correlabilità tra la prostata o il carcinoma prostatico e l'esposizione a cloruro di vinile, allora mi dovrebbe poi fare un discorso di carattere teorico in letteratura da dove deriva questa correlazione, perché è la prima volta che la sentiamo in questa sede. Quindi, io direi, non avventuriamoci in ipotesi che non hanno avuto mai nessuna menzione in questo processo, e dire che sono udienze che andiamo avanti, perché altrimenti davvero rimangono cose messe lì con quale, voglio dire, significato scientifico ai fini di una decisione nostra, tanto per intenderci. Io, davvero vi prego un attimo di non fare questi voli e di tenervi strettamente a quelle che sono state, diciamo così, le esigenze che vi abbiamo prospettato relativamente a queste integrazioni. Vi invito, vi faccio ulteriormente, altrimenti non serve a nulla, guardate.

MIEDICO - Perché sono stato interrotto se no avrei proprio concluso con quello che ha detto lei, per alcune cose per completezza io le ho dovute riferire, però poi nelle conclusioni parlo che in rapporto alla notevole esposizione a tossici-nocivi e cancerogeni, tra cui CVM e coloranti utilizzati alla fase di insaccamento e essiccamento oltre i ripetuti episodi di intossicazione acuta, si ritiene che il signor Manente è portatore di epatite cronica di media entità. Queste poi sono le conclusioni, aggiunto anche: quanto al diabete si ritiene, alla luce delle conoscenze attuali, non attribuibili pur di fronte all'intensissima esposizione a CVM. Poi è chiaro che essendo stato interrotto ho dovuto rispondere e non ho potuto concludere.

 

MARCATO BENITO

 

MIEDICO - Allora, Marcato Benito, Marcato Benito è stato da me visitato in data 2/3/99, abita a Fiesso d'Artico a 25 chilometri circa dal Petrolchimico, è in pensione di anzianità dal '91, pesa 72 chili ed è alto 1,73. Analizzando la storia lavorativa emergono notevoli significative discrepanze rispetto a quanto riportato dal dottor Colosio. Il fatto è abbastanza frequente ma in questo caso le discrepanze sono importanti... Mi scusi, cerco di guadagnare tempo.

 

Presidente: no, perché altrimenti non viene scritto.

MIEDICO - Mi rendo conto, è un limite personale mio. In questo caso le discrepanze sono importanti e determinanti per conoscere il livello di esposizione del lavoratore. Allora, intanto il signor Marcato Benito ha iniziato a lavorare al Petrolchimico nel '69 e non nel '72 anche se allora era dipendente della cooperativa, con tutto ciò questo che comportava. Ha lavorato all'insacco con grandi quantità di polveri, al CV6, ma entrava anche nelle autoclavi. All'assunzione aveva il titolo di quinta elementare, fu assunto poi definitivamente nel '73 alla Montedison. Dal '75 non è stato più esposto direttamente al CVM ma ad acido cloridrico, solforico è ammoniaca. Ricorda che c'era sempre qualcuno che stava male, non disponeva di particolari mezzi di protezione individuale e ricorda che gli interventi di manutenzione degli impianti erano pochi e del tutto insufficienti. In occasione dell'indagine Fulc aveva segnalato di avere spesso le mani fredde ma il caso non aveva avuto nessun seguito. Nell'87 aveva avuto un'intossicazione acuta da acido fluoridrico, successivamente ha avuto un riscontro di diabete che però è tenuto sotto controllo soltanto con un'adeguata alimentazione. Riferisce di non aver mai fumato né bevuto vino. All'esame obiettivo il fegato risulta aumentato di volume, la milza non è rilevabile, riferisce che saltuariamente ha ancora le mani fredde ma la valutazione angiologica, pur con gli importanti limiti di questo esame, risulta normale. All'esame neurologico effettuato nel corso della visita medica emerge una discreta positività per le prove di coordinamento, specie alla soppressione dello stimolo visivo. All'ecografia il fegato appare ingrandito e vi è la presenza in colecisti di un calcolo di circa 2 centimetri che può essere alla base dell'aumento della bilirubinemia totale che è risultata di 13. Comunque, anche per il Marcato Benito si tratta di una epatopatia cronica correlata con l'esposizione a CVM.

 

Presidente: mentre il Raynaud?

MIEDICO - Non è documentato, anche se c'è questa soggettività di mani fredde, però non c'è nessuna conferma strumentale di questo accertamento.

 

MARIN RENZO

 

MIEDICO - Marin Renzo. Il signor Marin Renzo è stato da me visitato il 23/2/99, è un uomo di 51 anni e vive a Marghera in via Colombara 26, a pochi metri dalla portineria numero 3 dell'Enichem. Prima di essere assunto al Petrolchimico nel '70, a 22 anni, aveva fatto l'autista di camion e l'idraulico. All'assunzione aveva il diploma di quinta elementare. Ancora oggi lavora a turni con tutte le conseguenze a livello di rischio per la salute di un dato del genere. Ha svolto attività di autoclavista dal maggio '73 al maggio '75 e la descrizione del lavoro contraddice completamente le affermazioni del dottor Colosio che parla di concentrazioni di CVM tra 5 e 50 parti per milione. Il lavoratore riferisce infatti che nelle autoclavi in cui era costretto ad entrare controllava, veniva controllato non tanto il CVM quanto la presenza di ossigeno. I filtri delle autoclavi si intasavano di continuo e i lavoratori erano costretti ad andarci sopra con un bastone per tenere aperti i buchi. Quanto all'informazione sui rischi il dottor Giudice, medico aziendale, diceva che con quel prodotto venivano fatti cosmetici. Lo stato degli impianti era pessimo, mancavano le cose minime, i lavoratori facevano anche due o tre ore di sciopero per poter avere degli sgabelli. Perfino il livello dell'acqua negli autoclavi veniva misurata con una corda e nei primi tempi finiva tutto in fognatura, solo successivamente andava ai mulini per essere macinato con un risparmio notevole. Nel '74, solo dopo un anno di questo lavoro, lui stava malissimo, era sempre in infermeria e dovette stare due mesi in malattia per riprendersi; rientrato in fabbrica si era rifiutato di entrare nelle autoclavi dato che le rilevazioni del CVM davano livelli molto elevati. Dal '75 all'82 il lavoratore ha operato all'acido treftalico, oggi chiuso, poi al vinavil, alla (metelendiamina) e tuttora lavora al Petrolchimico. Il signor Marin riferisce di non avere mai fumato e di aver bevuto pochissimo, contrariamente a quanto affermato dai dottori Colosio e Colombo. In fabbrica riferisce che beveva solo acqua; il signor Marin riferisce anche di essere costretto a periodiche cure con acqua... perché con il CVM è diventato ipersensibile alla gola e soffre di eccessi di tosse fino a rompere i capillari delle prime vie aeree con fuoriuscita di escreato con sangue. Attualmente il diclorobenzolo gli provoca disturbi come vomito e vertigini. Da anni non può mangiare né fritti né uova né maiale, perché non li digerisce. All'esame obiettivo il signor Marin risulta pesare 84 chili, essere alto 176 centimetri. Allora, per quanto riguarda il fegato questo risulta molto ingrossato e deborda 3 centimetri all'arco costale con una milza appena percepibile. A parte più antichi riscontri di aumento di Gamma GT esiste un'ecografia epatica dell'ospedale di Mestre del gennaio '96 da cui risulta al fegato una disomogeneità ecostrutturale mentre da una cartella clinica dell'ospedale di Padova del marzo '98 emerge steatosi epatica ed epatopatia cronica. Risultano, anche all'esame obiettivo, diffuse note di tracheite oltre un'abbondante presenza di piccoli angiomi al torace. Dagli accertamenti fatti eseguire dal sottoscritto emerge all'ecografia epatica un fegato di dimensioni aumentate con margine... inferiore smusso e parenchima diffusamente disomogeneo. Si conferma la diagnosi di epatite cronica correlata all'esposizione di CVM.

 

MARINI ANTONIO

 

MIEDICO - Lavoratore Marini Antonio; questo lavoratore è stato da me visitato il 2 marzo '99, è un uomo di 63 anni, abita a Mirano, è attualmente in pensione per anzianità. Ha iniziato a lavorare al Petrolchimico... Cercavo almeno su queste cose di essere più veloce, ma...

 

Presidente: o le omette oppure le legge, ma lentamente perché devono essere stenotipate.

MIEDICO - Certamente. All'assunzione aveva il diploma di quinta elementare ed operava come turnista, riferisce che nei primi anni mangiava proprio a fianco dei blender e successivamente alla mensa, che però era direttamente in contatto con il reparto. Dal '58 al '60 ha lavorato in pesatura ed ancora ai blender dove, contrariamente a quanto affermato dal dottor Colosio, il lavoro di pulizia dei blender esponeva a una grande quantità di polvere e fumi di CVM. Questo lavoro avveniva quasi tutti i giorni e ad ogni cambio di colore, cioè ad ogni cambio di colore bisognava pulire completamente la macchina. Si trattava di resine più CVM. Ha anche lavorato al CV8 come capoturno e il BPB gli ha fatto perdere completamente l'olfatto. Dal '70 all'85 ha lavorato al CV6, ricorda che spessissimo suonava l'allarme...

 

I DIFENSORI SI OPPONGONO ALLE ILLUSTRAZIONI DEL DR. MIEDICO

 

Avvocato Santamaria: signor Presidente, mi perdoni, devo manifestare tutto il mio disagio di fronte a questo tipo di relazione tecnica. Il consulente non si capisce quando riferisce circostanze apprese dal paziente, non abbiamo nessuna garanzia che quello sta dicendo è quello che davvero gli è stato detto, sta romanzando, riempiendo il racconto di giudizi di valore incontrollabili perché non fondati su alcun elemento oggettivo. Sta parlando di sostanze che non c'entrano nulla con il processo, sta forzando ogni dato, ogni elemento in modo inaccettabile. Non c'è un supporto di letteratura, un supporto tecnico, un riferimento alle diagnosi precedenti, un riferimento a quello che è successo in udienze intere con consulenti che hanno parlato, hanno mosso obiezioni, hanno mosso rilievi. Io non so che nome dare a quello a cui sto assistendo. Sarà uno sfogo il mio, ma mi sembrava doveroso farlo. Lascio al Presidente ogni valutazione.

 

Presidente: se lo prendiamo come sfogo neanche rispondo.

 

Avvocato Stella: mi associo allo sfogo.

 

Pubblico Ministero: i consulenti stanno dicendo dall'inizio: "Riferisce", il soggetto è sempre il soggetto paziente di cui si parla. Nel momento in cui esprimono delle valutazioni, esaminano degli esami, delle visite di altro tipo, lo segnalano e alla fine ci sono delle conclusioni e delle valutazioni. A me sembra molto chiaro quali sono le parti anamnestiche, quali sono le visite, quali sono le ecografie e quali sono anche le conclusioni.

 

Presidente: anche a me pare chiaro, però, voglio dire, ci deve essere una mediazione da parte del medico legale rispetto a ciò che viene riferito. Se procederemo poi ad un esame testimoniale, allora è chiaro che l'esame testimoniale avviene nel confronto. Nel momento in cui il medico assume delle informazioni sull'anamnesi lavorativa non può dire anche tutte, diciamo, magari, non lo so, esagerazioni, le banalità o... che vengono dette. Ci devono essere delle mediazioni di carattere scientifico, cioè, voglio dire, il medico legale rispetto a quello che gli dice deve cercare di riferire quello che può essere rilevante ai fini poi della sua diagnosi. Il resto, insomma, quanto meno è una cosa che lascia un attimo perplessi, insomma. Qui credo che non si sia fatto quel filtro rispetto a queste notizie che normalmente noi vediamo nell'ambito di una scheda anamnestica, insomma.

 

MIEDICO - Posso esprimere un parere?

 

Presidente: sì, esprima pure, io può darsi che mi sbaglio, ma, voglio dire, è così, cioè, anch'io... Non è che mi sento a disagio, ma, insomma, non so che rilievo possa avere tutto questo poi ai fini di quello che lei ritiene, diciamo così, rilevante. Perché lei può aver fatto una conversazione anche di una mezz'ora, tre quarti d'ora con queste persone che si sono sfogate; alla fine, però, deve raccogliere, diciamo così, una anamnesi che abbia una sua dignità scientifica, non semplicemente delle cose che le vengono riferite. Altrimenti, va beh, sentiamo gli sfoghi di ciascuno che ha queste malattie e poi, dopo... A me dà questa impressione, devo dire la verità, precedentemente così non è stato fatto. Questa è una mia valutazione, poi io non è che possa, diciamo così, intervenire su quella che è la sua metodologia di esposizione, se non invitandola, diciamo, ad avere quella contenutezza e quella pertinenza che, insomma, si esigono, siamo in un'aula di Tribunale, insomma.

 

Avvocato Pulitanò: io penso che l'anamnesi lavorativa vada fatta sui fatti, Presidente. Dico, questa non è la sede, certo, di fare una critica a quello che viene esposto dal consulente tecnico. Il consulente tecnico fa la sua esposizione, fa il suo esame e in sede di controesame faremo tutte le critiche possibili. Ma se si deve fare una osservazione, io dico che l'anamnesi lavorativa va fatta sui fatti e non sulla spiegazione scientifica dei fatti, com'è stato fatto del resto, secondo me, scorrettamente dai consulenti degli imputati, scusi, Presidente.

 

Presidente: non ci siamo capiti forse, allora. Io non dico che non si debbano esporre i fatti, ma che rispetto ai fatti ci sia, diciamo, una... rispetto a questi fatti così come sono esposti ci sia, diciamo, un filtro da parte di chi svolge una determinata professione, insomma, credo sia necessario, così come quando lei fa l'avvocato, non credo che lei venga qui a riferire tutti i fatti che le vengono detti e così come le sono detti dal suo assistito. Anche lei svolge un'opera di mediazione rispetto a quei fatti e a quelle dichiarazioni. Anche lei sa valutare la rilevanza delle dichiarazioni del suo assistito, anche lei sa valutare quello che va detto e quello che non va detto. Non so, ripeto, credo che, siccome siamo in un'aula di giustizia e non siamo in uno sfogatoio, le cose vadano riferite appropriatamente, ecco, con quella continenza e pertinenza che è necessario, tutto sommato, avere. Questo è il mio giudizio, poi...

 

Avvocato Pulitanò: Presidente, non è una replica questa, a me personalmente una esposizione di una anamnesi lavorativa che sia così dettagliata sui fatti è molto più significativa di un'anamnesi lavorativa la quale sia accompagnata ad ogni momento da una spiegazione scientifica di questi fatti, mi perdoni. Io dico: da qui partiamo per fare delle valutazioni che poi sono legate alle conoscenze scientifiche del consulente tecnico, per cui io faccio questa osservazione. Finora abbiamo sentito delle anamnesi lavorative che sono state esposte in maniera assolutamente generalizzata e generica, devo dire, per cui ci si poteva mettere dentro tutto il possibile scibile scientifico e dire che, per esempio, tutte queste anamnesi andavano collegate o al fumo o al potus, come abbiamo già sentito per intere giornate addirittura fare delle diagnosi e prendere delle conclusioni di questo tipo. Per cui, io dico, avere una anamnesi lavorativa così dettagliata, così precisa, anche nelle mansioni che si sono svolte, io dico che è molto utile. Poi vedremo, metteremo in discussione nel controesame, metteremo in discussione le conclusioni e la diagnosi del consulente tecnico che ha presentato questa anamnesi.

 

Presidente: ma, vede, anche qui cerchiamo di intenderci. Allora, se io riferisco tutto quello che mi dice il paziente, cioè il paziente mi dice che era costretto a non mangiare oppure era costretto a bere perché non mangiava e roba di questo genere, cioè tutto questo mi pare che alla fin fine, non solo sotto il profilo della utilizzabilità, ma anche sotto il profilo di una significatività scientifica abbia poco rilievo. Quando invece mi si dice nell'ambito di una anamnesi che è stato... ha lavorato in quel reparto negli anni dal al, che ha subìto esposizioni anche che lui ritiene rilevanti e magari, non lo so, potrebbe anche indicarne le entità secondo quelle che erano le sue conoscenze, che ha usato o non ha usato determinati mezzi di prevenzione personale e che non ha avuto delle informazioni ai fini di usarlo, tutto questo mi va bene. Poi tutto quello che possono essere invece delle impressioni anche di carattere soggettivo, mi pare che, appunto, lì debba intervenire allora questo filtro a cui facevo riferimento, perché non serve. Con questo io non è che voglia, come dire, sminuire o svuotare di significato immediato queste anamnesi lavorative, non è che voglia renderle tutte uguali. Ognuno ha una sua storia indubbiamente. Ma lei si rende conto che se noi dovessimo raccogliere anche le impressioni di carattere soggettivo di 600 soggetti, quanti ne stiamo esaminando, non so a quanto servirebbe prima di tutto e in secondo luogo, insomma, rimarrebbero pur sempre delle impressioni di carattere soggettivo, questo me lo consenta, se non hanno poi una correlazione con quelle che sono le malattie che si sono evidenziate e manifestate. Io ho sentito tante cose anche che sono al di fuori di quelle che sono le malattie che sono state denunziate. In alcuni casi si è parlato addirittura di malattie diverse rispetto a quelle originariamente denunziate. Per carità, anche questo... Ma allora mi si dica che, per esempio, è stato denunziato il morbo di Raynaud originariamente e che successivamente questo morbo di Raynaud, non avendo avuto riscontri successivi, roba di questo genere, è stato abbandonato e quindi non se ne hanno le prove. E magari è stata evidenziata in epoca successiva - allora mi si deve dire l'epoca di insorgenza, etc. - un'altra malattia, una epatomegalia cronica, etc., etc., una epatopatia cronica, scusi, etc.. Allora mi si dica quando è stata evidenziata e se vi sono degli altri fattori concausali che possano avere... Ecco, questo mi pare che sia utile in questa fase. Guardate che qui siamo non più in una fase di originario esame, ma siamo in una sorta di replica integrativa rispetto alle relazioni delle Difese e di queste si dovrebbe tenere conto, a mio parere. Non si può prescindere da quelle. E' come se, allora - io non volevo dare questo significato a questa integrazione - si volesse riaprire la partita con delle mani diverse e questo non va bene. Io credo che si debba rimanere nell'ambito di quella che era la partita iniziata.

 

Pubblico Ministero: Presidente, se mi è consentito intervenire sul punto, l'indicazione che il Pubblico Ministero ha fornito a tutti i suoi consulenti è proprio nel senso che diceva lei, nel senso, e ci sono anche dei fax indicativi con le disposizioni, di acquisire i verbali che ovviamente sono stati forniti dai consulenti tecnici del Pubblico Ministero, i verbali in cui i consulenti delle Difese dicevano sui singoli casi esprimendo le loro valutazioni. Preso atto di quelle valutazioni, effettuare la serie di visite anamnestiche, poi ecografie, radiografie, etc.; fatte queste visite, fatti questi esami, trarre le conclusioni. Queste sono le indicazioni e queste, a parte scandire alcune espressioni, sono indicazioni che mi sembra che in linea di massima siano state seguite. Ovviamente nell'illustrazione di un caso ci può essere anche, nel momento in cui si recupera un documento viene indicato, allora io chiedo ai miei consulenti quando si tratta di patologie che non hanno a che fare con le indicazioni generali o originali che sono già state fornite di non parlarne, semplicemente gli atti rimangono nel fascicolo perché è stato acquisito tutto, ma di parlare esclusivamente delle patologie così come sono già state contestate, delle osservazioni diverse se ci sono da parte dei consulenti della Difesa, degli esami che sono stati fatti successivamente su disposizione del P.M. e delle valutazioni finali. Questa è l'indicazione e questa, a parte qualcosa più in là che... ma, insomma, questa è l'indicazione che deve essere...

 

Presidente: Pubblico Ministero, in questo ambito sono d'accordo. Proseguiamo.

 

Pubblico Ministero: quindi con le indicazioni anche ai miei consulenti, se mi è consentito, così... I riferimenti ad altre patologie diteglieli fuori. Ci sono perché abbiamo acquisito tutto, ma parlare solo di quello che riguarda...

 

Presidente: siamo in questi ultimi due o tre casi di fronte a patologie che prima non erano state denunziate e che adesso invece nel 1999, attraverso ecografie, etc., vengono scoperte. Per carità, può darsi questo, ma allora qui si apre una partita nuova. Dico: allora, però, spiegatemi un po' meglio perché un'epatopatia che si evidenzia con una ecografia nel '99, che non è più quindi il morbo di Raynaud che prima era stato denunziato nel '75 e che non aveva poi avuto riscontri di carattere strumentale, e questa era la dialettica che si era instaurata originariamente tra le parti, allora se volete inserirla nel processo mi dovete spiegare un attimo meglio. Evidenziata nel '99, benissimo, ma allora è una epatopatia che riguarda una vita lavorativa che è finita, per esempio, per quanto riguarda Marcato Benito, faccio un riferimento preciso, a me risulta che Marcato Benito abbia lavorato fino al '73, adesso io qua può darsi che... Spostamento in data '73, cessato non c'è scritto, ma, insomma, era tanto per dire di uno. Ancora, Manente Antonio è stato spostato in data '81 e qui c'è una epatopatia che viene adesso evidenziata, la malattia denunciata era un Raynaud, anche questo. Per carità, voglio dire, può darsi che sia adesso emersa questa epatopatia, ma allora si dovrebbe qui sì fare uno sforzo ulteriore per dirci come mai prima questa epatopatia non appartenesse alla sua storia clinica o comunque non fosse stata ritenuta di misura così rilevante da evidenziarla, piuttosto che altre cose. Altrimenti è ancora una analisi abbastanza monca, sommaria. Andiamo avanti. Poi, guardate, alla fine anche noi trarremo le nostre conclusioni per vedere se davvero è utile questa rivisitazione oppure no.

 

MIEDICO - Io volevo, però, fare una precisazione che avevo chiesto fin da prima. Purtroppo la mia specialità è quella di medico del lavoro oltre che casualmente anche medico legale. La medicina del lavoro va di fatto a ricercare un rapporto causa-effetto, per cui io ho cercato con le domande che ho fatto a tutti i lavoratori, che in più erano domande definite sulla base di un questionario concordato fra tutti i consulenti tecnici per questa fase di lavoro, per cui domande specifiche a cui naturalmente dovevo avere delle risposte. Naturalmente ho cercato di selezionare, perché se avessi seguito solo lo sfogo di tutti i lavoratori probabilmente avrei dovuto scrivere ben di più. Ho cercato di selezionare al massimo sulla base della mia professionalità di medico del lavoro. Non solo volutamente entrato nel merito di questioni scientifiche che sono state affrontate da altri consulenti, probabilmente anche con una maggior capacità della mia. Per quanto mi riguarda, secondo me la cosa più importante del mio intervento era quella attraverso la dichiarazione diretta dei lavoratori della loro storia lavorativa, in quanto fino ad oggi avevamo sentito esclusivamente una storia lavorativa riferita dalle varie direzioni aziendali che si sono succedute. Chiaramente era una dichiarazione di parte. Anche questa, se si vuole, è una dichiarazione di parte, ma attraverso il ripetersi di una serie di risposte fra una serie di lavoratori chiaramente non organizzati fra loro, per cui non è che questi si fossero messi d'accordo sulle possibili risposte da darmi, io ho cercato di individuare proprio quel rapporto causa-effetto che è la cosa per la quale credo di essere stato chiamato come consulente. Mi rendo conto che nonostante abbia cercato di sintetizzare al massimo forse mi sono dilungato troppo, mi rendo conto che gli avvocati possono anche essere, non so, stupiti di un certo modo di lavoro, in quanto fino ad ora probabilmente ne era stato seguito un altro. Questa comunque è la prassi corrente della medicina del lavoro e io ho cercato di seguirla al massimo. Naturalmente io accenno ad alcune cose che mi sono state dette, pur ridimensionandole, e faccio l'esempio del diabete. Avrei dovuto non parlarne nemmeno, va beh, forse, non lo so. Oggi, dopo le sue dichiarazioni probabilmente non parlerei. D'altra parte faccio più fatica adesso a selezionare, per cui perderei sicuramente più tempo a selezionare che non a invitare tutti a interrompermi immediatamente quando ritengono che una mia affermazione sia irrilevante, perché non vorrei che invece, a fronte del pensiero che una mia dichiarazione sia irrilevante, ci sia solo la mia incapacità di dimostrare come è rilevante. Non so se sono stato chiaro. Per cui se io fossi interrotto, proprio la prego di farlo, insomma. Di volta in volta, quando c'è una affermazione che si ritiene irrilevante, io mi auguro di essere in grado, e credo di essere in grado, di spiegare perché è rilevante. Ora faccio un esempio, tanto per concludere: se avete notato, io indico anche il titolo di studio che hanno questi lavoratori. Il titolo di studio ha un significato estremamente importante per un medico del lavoro in quanto mi consente di rendermi conto della capacità di capire da parte del lavoratore i rischi ai quali si trovava esposto. E' evidente che un tecnico di laboratorio certi rischi li doveva conoscere per forza. Un lavoratore con la quinta elementare, invece, purtroppo era lì assolutamente nelle condizioni non solo di non conoscere questi rischi, ma anche di non sapersene difendere. Per cui è molto più importante e più grave non avere informato un lavoratore con la quinta elementare che non aver informato un lavoratore con un diploma tecnico.

 

Presidente: va bene, prosegua.

 

MARINI ANTONIO (aggiunta)

 

MIEDICO - Marini Antonio. Il signor Marini Antonio era stato da me visitato il 2/3/99, è un uomo di 63 anni, abita a Mirano, a dieci chilometri circa dalla Petrolchimico. E' attualmente in pensione per anzianità, ha iniziato a lavorare al Petrolchimico nel '58, restandoci fino all'85 per un totale di 27 anni. All'assunzione aveva il diploma di quinta elementare e operava come turnista. Anche il fatto di operare come turnista, mi scuso, ma a questo punto mi trovo nella necessità di doverlo spiegare. Il turnista è un lavoratore che opera di notte in condizioni veramente particolarmente disagiate. Come medico del lavoro posso affermare in tutta tranquillità che il lavoro a turni è il lavoro più nocivo per la salute dei lavoratori. A pari esposizione lo stesso lavoro è più nocivo per chi fa il turnista che non per chi lavora durante il giorno. Ma non solo, dai colloqui con questi lavoratori è venuto fuori che i turnisti mangiavano sul posto di lavoro, il che significa una esposizione ulteriore. Io mi rendo conto che per gli avvocati può sembrare una chiacchiera inutile quella di dire che uno ha le elementari e che fa il turnista, però come medico di lavoro, mi spiace doverlo ribadire, ma è un elemento essenziale perché ci indica una situazione di grave rischio per la salute. E così tutto il resto. Per cui prego proprio di interrompermi...

 

Presidente: comunque, va bene, che fosse turnista, etc., il fatto che avesse la quinta elementare come grado di istruzione, va bene, voglio dire, dal punto di vista dell'anamnesi personale e lavorativa d'accordo. Va bene. Proseguiamo.

 

MIEDICO - Riferisce, appunto, che nei primi anni si mangiava a fianco dei blender e successivamente alla mensa. Però, anche qui, io devo dire che la mensa era direttamente in contatto col reparto, perché se la mensa fosse stata soltanto a 300 metri di distanza dal reparto, le condizioni di nocività in questo reparto di mensa sarebbero state completamente differenti. Mi spiace che l'avvocato si irriti, ma questo fa parte della mia specifica professionalità. Io devo andare a cercare tutte le possibili cause e i rischi di malattia di questi lavoratori. (Interruzione della registrazione)... 60, ha lavorato in pesatura e ai blender, dove, contrariamente a quanto affermato dal dottor Colosio, e qui sono contestazioni che io faccio nella mia...

 

Presidente: non entri in quell'unica... Io ho detto quello che ritenevo di dover dire.

MIEDICO - Ma ha fatto benissimo a richiamarmi, però... Ci tengo alla chiarezza. Allora, il lavoro di pulizia dei blender esponeva a una grande quantità di polveri e fumi di CVM. Questo lavoro avveniva quasi tutti i giorni e ad ogni cambio di colore. Evidentemente il blender se non veniva pulito al cambio di colore forniva un colore che non era quello richiesto. Si trattava di resine più CVM. Ha anche lavorato al CV8 come capoturno e il PPB gli ha fatto perdere completamente l'olfatto. Questo può essere ritenuto irrilevante. Dal '70 all'85 ha lavorato al CV6. Ricorda che spessissimo suonava l'allarme per importanti fughe di CVM quando questo superava i 500 PPM e tutti dovevano andare in un tunnel protettivo sotto pressione. Essendo il tunnel in pressione all'interno di questo tunnel non poteva entrare il CVM. Il signor Marini Antonio ha cominciato a soffrire di epatopatia cronica già nel '76, quando nel corso di un ricovero fu fatta diagnosi sulla base di due biopsie di steatosi e fibrosi epatica. Il signor Marini riferisce che in passato e ancora oggi non beveva vino a pranzo, tanto che rifiutava il quarto di vino fornito dalla mensa e beveva solo due bicchieri per cena. Ad un esame obiettivo il signor Marini pesava 85 chili ed era alto 1.75. Il fegato risulta nettamente aumentato di volume, 3 centimetri all'arco costale, e la milza è appena rilevabile. Recenti accertamenti di laboratorio del dicembre '98 indicavano un aumento delle transaminasi glutaminopiruvica a 67 con lume crepuscolare medio di 93,5, dati sostanzialmente confermati dagli accertamenti richiesti dal sottoscritto in data 20/4/99. Un'ecografia recente del dicembre '98 evidenziava un fegato aumentato di volume ed ecostruttura diffusamente iperecogena per steatosi. Anche qui io confermo la diagnosi di epatite cronica correlata col CVM.

 

Pubblico Ministero: scusi, c'era una originaria diagnosi di Raynaud. Su questo?

 

Presidente: e sulla angiopatia, cioè il Raynaud, tanto per intenderci, è confermato oppure non ci è stato nessun riscontro successivo? Ecco, comunque, ritornando allora sulla epatopatia, anche i consulenti della Difesa erano d'accordo, nel senso che vi era una fibrosi epatica con i caratteri della steatosi e ovviamente la riferivano ad un consumo di alcool, consumo di alcool che derivava da dichiarazioni che erano nelle cartelle cliniche, ma anche dall'accertamento della...

 

Avvocato Alessandri: per il ricovero all'ospedale di Mirano.

 

Presidente: sì, esatto. Cioè anche lì erano stati fatti degli accertamenti che rilevavano, per l'appunto, questo abuso d'alcool. E` rispetto a questo che, voglio dire, siccome qui non è che si metta in discussione tutto sommato la diagnosi, no? Perché pur sempre di Raynaud e di fibrosi epatica si tratta, anche lei l'ha definita, mi pare, così. Semplicemente qua si dice: ha i caratteri di una steatosi di origine alcolica. Ecco, allora, sull'origine alcolica o meno, lei è d'accordo sulla causa alcolica oppure no? E se no, perché, che cos'è che ha da contestare rispetto alla diagnosi che è stata fatta dai consulenti della Difesa?

MIEDICO - Allora, la componente alcolica dell'epatopatia cronica io personalmente non la nego assolutamente come concausa. Io affermo, e su questo ho approfondito, mentre la domanda se beveva vino era semplicissima, ho domandato, mi hanno dato delle risposte e le risposte sono molto più contenute. Ma ad ogni modo non escludo assolutamente, anche perché mi rendo conto che una persona può tendere a minimizzare la quantità di vino che beve, questo mi sembra evidente; ma nel momento in cui io individuo la presenza di una quantità di un tossico-nocivo per il fegato come il CVM, lo metto in relazione con l'esposizione al lavoro, lo metto in relazione particolare alla particolare esposizione subita da quel lavoratore e trovo poi una epatopatia cronica, per me non c'è dubbio, come medico del lavoro, che c'è un rapporto causa-effetto tra esposizione a CVM ed epatopatia cronica. Naturalmente non escludo - e infatti ho raccolto anche questi dati - che ci sia una componente di potus che, però, intanto è tutta da verificare, ci tengo ad aggiungere...

 

Presidente: gli esami del volume corpuscolare medio che risultati le danno? Le danno dei risultati escludenti oppure no?

MIEDICO - Li ho riportati di volta in volta. In alcuni casi mi confermano un volume corpuscolare medio piuttosto rilevante, che però a sua volta mi conferma l'esistenza di una epatite cronica, non necessariamente di una epatite da potus. In più la questione è che in molti casi abbiamo visto che l'interruzione per vari anni di esposizione al CVM ha migliorato la situazione del CVM anche se il potus probabilmente non è minimamente modificato. Certo, mi si può dire: "Ma magari questo ha anche diminuito di bere", può essere benissimo, però tanto mi fa pensare che abbia magari aumentato la quantità di vino che beveva, eppure io in nessun caso ho un aumento del CVM, mentre in quasi i casi ho una diminuzione del CVM.

Presidente: spieghi un attimo meglio, perché poi torneremo molto spesso su questo aspetto. Allora, i risultati e l'entità di questo esame strumentale che mi accerta l'esistenza di un volume corpuscolare medio superiore al 95, 96, lei che significato gli dà?

MIEDICO - Di una epatite cronica.

 

Presidente: un'epatite cronica ha sempre come risultato, se lei fa un esame, un volume corpuscolare medio superiore ai 95. Lei ritiene che sia così, insomma?

MIEDICO - Non in tutti i casi, indubbiamente in casi correlati ad una grossa esposizione e anche con una assunzione di potus, che però io ho cercato di quantizzare...

 

Presidente: ecco, il potus, su questo esame, secondo lei, che valenza ha? Cioè lei mi dovrebbe spiegare, innanzitutto, io sono ignorante davvero, ma glielo dico con tutta onestà, sul significato che magari, non lo so, può essere stato un po' enfatizzato sull'esito di questi esami e sul volume corpuscolare medio ai fini di dire e di concludere che l'epatopatia non era riferibile già all'esposizione da cloruro di vinile, bensì invece al potus. Ecco, allora, mi parli un attimo di questo esame e del significato che ha questo esame ai fini non solo di un riscontro di una epatopatia, che è certa, perché arrivate alle stesse conclusioni diagnostiche in questo caso, ma piuttosto invece in ordine all'eziologia di questa epatopatia. Hanno un qualche significato questo accertamento e l'esito di questo accertamento oppure no?

MIEDICO - Ha sicuramente un qualche significato, è un dato che indica una sofferenza epatica.

 

Presidente: e basta?

MIEDICO - Indica una sofferenza epatica che può essere correlata all'esposizione a CVM se c'è stata questa esposizione. Se questa esposizione non c'è stata, va cercata un'altra causa. Una delle altre cause è il potus. Allora se io mi trovo di fronte a una che ha una positività per il potus, ma non ha una esposizione...

 

Presidente: questo lo capisco anch'io. Invece di fronte ad una che ha sia un'esposizione a CVM sia una dedizione, non voglio dire esagerata, ma insomma, al bere, lei di fronte a questa situazione che valore attribuisce a questo esame? A questo esame che abbia ovviamente una sua positività.

MIEDICO - E` uno degli indicatori, non accetterei certo solo questo indicatore, infatti io ho visitato il lavoratore.

 

Presidente: no, voglio dire, rispetto a privilegiare una causa piuttosto che un'altra, lei che significato dà a questo esame?

MIEDICO - Un significato di sofferenza epatica. Soprattutto io come medico del lavoro lo attribuisco all'esposizione a CVM. Poi vado anche a cercare il potus perché è importante vedere quali sono state le concause, però l'epatite cronica in persona notevolmente esposta a CVM da tutta la letteratura è data come conseguenza al CVM.

 

Pubblico Ministero: se mi è consentito fare una domanda di precisazione, dottor Miedico o anche dottor Bracci. Credo che ci sia una domanda preliminare, se mi è consentito, cioè l'aumento del volume corpuscolare medio a che cosa è dovuto? E' dovuto solo all'alcool o anche ad agenti chimici?

 

Presidente: se c'è un aumento di questo...

 

Pubblico Ministero: ci sono altre cause?

 

Presidente: lei si trova di fronte ad un lavoratore, per esempio ad un autoclavista, che senz'altro è stato esposto e che ha una epatopatia cronica, etc., etc.. Si dice: "Sì, c'è l'esposizione, ma la causa vera di questa epatopatia è l'alcool". Perché l'alcool? Non solo perché questa epatopatia ha determinate caratteristiche, è una steatosi, poi magari, non lo so, ha una struttura fisica, è stato detto, di un certo tipo, ma anche perché dagli accertamenti strumentali in particolare di questo volume corpuscolare medio risulta che è andata aumentando nel tempo e in relazione proprio a sue dichiarazioni che risultano dalle cartelle cliniche, etc., di un potus di un litro, due litri di vino al giorno. Allora, lei di fronte a questo, a questa situazione che le viene rappresentata e di fronte a una scelta che fa il consulente della Difesa che dice per l'appunto: "La causa non è tanto il cloruro di vinile, ma piuttosto invece l'alcool", che cosa mi risponde in replica? Che cosa obietta?

MIEDICO - Obietto che ci troviamo di fronte a due sostanze ambedue tossiche per il fegato. O io escludo la presenza di una delle due sostanze oppure non posso affermare che l'unica causa è solo l'altra, allo stesso modo in cui io non affermo che l'unica causa è il CVM.

 

Presidente: ho capito, questa è una risposta. Ma, mi scusi, il CVM altera i valori di questo esame?

MIEDICO - Il CVM, agendo sul fegato, altera molteplici valori, non sempre tutti, ne altera alcuni...

 

Presidente: abbiamo visto quelli enzimatici, etc., etc., ma questi del volume corpuscolare medio, dico io, li altera o non li altera? Li innalza o non li innalza?

MIEDICO - In alcuni casi li innalza, specialmente se è associato all'assunzione di vino, mentre in altri casi li altera pur senza essere associato all'assunzione di vino.

 

Presidente: perché il vino... perché, mi scusi, li altera se associati al vino? E se fosse solamente, ammettiamo, invece il vino?

 

Avvocato Santamaria: forse, Presidente, basterebbe chiedere qual è il meccanismo che altera il volume corpuscolare medio.

 

Presidente: ancora meglio, sì, io cercavo di arrivare a questo.

BRACCI - Dunque, il tipo di anemia che si accompagna all'aumento del volume corpuscolare medio è dovuto alla carenza di un particolare elemento: acido folico e vitamina B12. Questi possono mancare per una serie di motivi diabetici, per mancato assorbimento a livello intestinale, e indubbiamente l'alcool determina queste situazioni. Però non è la sola causa, ci sono farmaci, ci sono altre malattie che lo fanno, quindi in realtà bisognerebbe caso per caso approfondire se ci sono altre cause. Un altro problema è l'interazione tra alcool e cloruro di vinile. E` stato affermato in quest'aula che l'alcool protegge dal cloruro di vinile portando i dati di una ricerca sperimentale, che in realtà riguardano solo l'esposizione acuta, nel senso che c'è una competizione in caso di esposizione acuta. Per quello che ho cercato di capire io, nell'esposizione cronica le cose sono differenti perché, per esempio, l'alcool blocca alcuni meccanismi di difesa, cioè impegna meccanismi di difesa del fegato che non ne ha più nei confronti del cloruro di vinile, per cui c'è una sommazione, un potenziamento dell'uno con l'altro. Ora, direi che a parte i pochi casi in cui istologicamente si vede quella lesione particolare attribuita al cloruro di vinile di fibrosi portale, che però non è necessariamente la sola, il ragionamento non può che essere per indizi, la prova certa è difficile da raggiungere. Allora qui rientra il ragionamento del medico del lavoro. Indubbiamente c'è una dose dotata di capacità epatolesiva di cloruro di vinile, c'è un'assunzione di alcool anch'essa dotata di capacità epatolesive; le due interferiscono tra di loro e si potenziano. Per cui da un punto di vista pratico, poi abbiamo visto anche dei casi, noi non abbiamo interesse a dire che stanno tutti male, dei casi che sono migliorati con l'allontanamento dell'esposizione. Allora qui rientra un altro ragionamento: cosa dobbiamo fare noi se troviamo delle alterazioni attribuibili anche in parte all'alcool quando un soggetto è esposto a una sostanza epatolesiva, in particolare al cloruro di vinile? E noi abbiamo visto spesso che un medico di fabbrica ha chiesto l'allontanamento. Il problema è che questo allontanamento è stato quando è stato fatto, in ritardo. Allora gli indizi ci dicono che quell'epatopatia ha subìto, sì, l'effetto... riconosce come causa l'alcool, ma riconosce anche come causa il cloruro di vinile. In molti casi, finita l'esposizione, o per l'allontanamento o più spesso per il cambio di lavoro o il pensionamento, le cose sono andate migliorando, il che ci conferma che in occasione delle visite periodiche quel rilievo che poi la legge impone delle transaminasi è utile.

 

Presidente: va bene, proseguiamo allora.

 

Avvocato Alessandri: scusi, Presidente, non è assolutamente un anticipo del controesame, ma siccome ho sentito una cosa che mi sembra nuova in quest'aula, cioè che il cloruro di vinile produce un aumento del volume corpuscolare medio, volevo chiedere al dottor Miedico se può indicarci qual è la fonte di questa sua...

 

Pubblico Ministero: faccio opposizione, Presidente, per un motivo specifico. Innanzitutto l'espressione del dottor Miedico non era in questo senso, non era esattamente in questo senso e poi comunque su questa questione, ovviamente, per carità, gli approfondimenti da parte del Tribunale possono sempre essere fatti ed essere risposti. E' ovvio che nel corso anche di queste audizioni quando si riproporrà il problema sarà anche mia cura presentare una memoria, un'integrazione. Io posso dire quello che risulta e che accennava già il dottor Bracci: che le cause dell'aumento del volume corpuscolare medio sono di vario genere, tra cui farmaci, sostanze chimiche... Mi oppongo ad anticipazioni di controesame.

 

Avvocato Alessandri: è soltanto per capire... Va bene.

 

Presidente: io credo che le precisazioni siano già venute dal dottor Bracci, mi pare che siano già venute. Il dottor Bracci non ha fatto riferimento - direi proprio - ad alcuna incidenza del cloruro di vinile sul volume corpuscolare medio, non ne ha fatte, non ne ho sentite. Proseguiamo.

 

MASIERO MARIO

 

MIEDICO - Masiero Mario. Il lavoratore Masiero Mario è stato visitato il 2/3/99, un uomo di 67 anni, andato in pensione per anzianità dopo 35 anni di lavoro al Petrolchimico. Ha iniziato la sua attività al Petrolchimico nel '51, a 20 anni, ai forni San Marco, dove è rimasto 5 anni; dal '56 è passato alla Sicedison al reparto CV5, dov'è rimasto per 30 anni al blender materie prime, dove ricorda che vi erano moltissima polvere, gas e funghi. Come titolo di studio anche lui aveva la quinta elementare. Dopo un anno era caposquadra. Ha sempre svolto lavoro come turnista. Ricorda che per pulire gli impianti usavano manichette ad aria compressa sui setacci e sui tubi sollevando una gran polvere a seconda del colore che veniva lavorato, nera, rossa, gialla, etc.. Portava la tuta a casa a lavare alla moglie, ha sempre mangiato al reparto portandosi i suoi alimenti. Nel 1985 riferisce che era veramente molto provato in quanto gli era comparsa una forma di bronchite cronica asmatica che gli rendeva molto difficile il lavoro. Dopo nove mesi di cassa integrazione è andato in pensione e la bronchite è migliorata. Riferisce di aver fumato 10-15 sigarette al giorno e poi di non aver più fumato dal '90. Beve un litro di vino al giorno, non beve superalcolici. All'esame obiettivo presenta una modica dispnea a riposo, mentre a livello polmonare si evidenziano abbondanti ronchi assimili. A livello cardiaco è presente una discreta tachicardia. L'addome è globoso e presenta un abbondante reticolo venoso superficiale; il fegato è aumentato di 2 centimetri all'arco costale; la milza non è rilevabile. Le radiografie del torace eseguite nel '95 e nel '99 mostrano aumento della trasparenza toracica, blocco dei semiclostoforenici ed un aumento del volume del cuore. Le prove di funzionalità respiratoria indicano un discreto deficit ventilatorio di tipo misto. Gli esami del sangue eseguiti il 22/4/99 indicano un modico aumento del VCM, volume crepuscolare medio, pari a 95,4, una diminuzione dei linfociti e una modesta alterazione delle immunoglobuline GA e GM. Alle ecografie epatiche eseguite il 22/4/99 mostra un fegato di dimensioni aumentate sia al lobo destro che sinistro, dai contorni bozzuti e con ecostruttura densa, con echi brillanti in superficie. La vena aorta è regolare, ma con ecogenicità delle pareti aumentate. Anche qui si conferma l'epatopatia cronica correlata. Masiero Silvano.

 

MASIERO SILVANO

 

MIEDICO - Il lavoratore Masiero Silvano è stato da me visitato il 2/3/99, ha 68 anni ed abita a Padova, è andato in pensione per anzianità a 59 anni. Ha iniziato a lavorare al Petrolchimico che aveva il titolo di studio di quinta elementare, vi è rimasto per 24 anni. Anche in questo caso, come in vari altri, i dati riportati dal dottor Colosio risultano, al colloquio diretto con il lavoratore, alquanto diversi quanto a periodi di lavoro e di esposizione. Infatti il signor Masiero ha iniziato a lavorare al Petrolchimico come dipendente della Cooperativa Facchini, e questo può spiegare la differenza fra i dati raccolti direttamente dal lavoratore e i dati raccolti dal dottor Colosio.

 

Avvocato Alessandri: non sono raccolti dal dottor Colosio, risultano dalle schede della Guardia di Finanza.

 

MIEDICO - Comunque credo che il dottor Colosio questo l'abbia spiegato nell'introduzione della sua relazione.

 

Avvocato Alessandri: sono le schede che ha portato il Pubblico Ministero.

 

MIEDICO - Io, interrogando direttamente il lavoratore, ho avuto queste indicazioni. Per cui dipendenza dalla Cooperativa Facchini dal '66 e non al '71. Il fatto è molto rilevante perché l'esposizione in quel periodo al PV15, dove il Masiero lavorava come insaccatore, era altissima per la presenza di grandi quantità di polveri contenenti il CVM e per l'intensità dello sforzo fisico che, come abbiamo visto nelle schede di altri insaccatori, comportava la preparazione di sacche per un totale di migliaia di chili al giorno. Anche questo è un confronto che io, accogliendo i dati dai singoli lavoratori, verifico l'uno con l'altro, cioè dalle loro risposte io come medico del lavoro vado a verificare la veridicità di quanto mi dicono. Il loro riempimento presso bocchette di caduta di materiale sotto pressione, ecco, perché alcuni sacchi scoppiavano facendo ovviamente una gran polvere, la chiusura dei sacchi e il successivo impilamento sui bancali in vista del successivo trasporto, questa era la fase lavorativa. Il lavoratore riferisce che sui rischi non gli fu mai detto nulla e quanto ai dispositivi di difesa personale solo nel '75 gli furono date delle mascherine, che però a causa della grande quantità di polvere e sudore dopo un poco si occludevano e non potevano più essere utilizzate. Il lavoratore lavorava a turni, sui turni abbiamo già parlato. Secondo quanto ricorda, la manutenzione degli impianti non era sufficiente e le rilevazioni del CVM e del DCE erano scarsissime, quindi possiamo immaginare che la situazione in termini di polverosità fosse abbastanza compromessa. Il signor Masiero è soggetto brachitipo, cioè è piuttosto robusto, pesa 80 chili, è alto solo 1.58; riferisce di non aver mai bevuto più di due o tre bicchieri di vino ai pasti, circa mezzo litro di vino al giorno. Questo modesto consumo di alcool è confermato dai dati riferiti dal dottor Colosio, però è visto in modo diverso dal dottor Colombo, a pagina 105 della sua relazione, che parla di una significativa storia di elevati livelli di alcool. "All'esame obiettivo - questo tra virgolette, ho riportato le sue parole - si rileva una discreta dispnea spontanea a riposo con diffuse note di tracheobronchite - cioè rantoli su tutto l'ambito polmonare - l'addome è globoso con reticolo venoso superficiale evidente, fegato aumentato e sporgente 2 centimetri all'arco costale, milza non rilevabile, numerosi angiomi cutanei al torace". In data 20/4/99 ho fatto eseguire prove di funzionalità respiratorie da cui emerge una marcata riduzione della superficie respiratoria associata a discreto bronchiolostruzione e a discreto aumento della distensione globale. Il dato oltre che dalla visita medica è confermato radiologicamente laddove si dice campi polmonari appena espansi e trasparenza aumentata con lieve rarefazione del disegno in periferia. Gli esami del sangue sono ai limiti della norma per quanto riguarda il fegato. L'ecografia epatica mostra un fegato di dimensioni aumentate con parenchima diffusamente disomogeneo più riflettente che di norma come da steatosi. Anche qui confermo, per cui, l'epatopatia cronica correlata all'esposizione a CVM.

 

MASO RENZO

 

MIEDICO - Lavoratore Maso Renzo, è stato da me visitato l'8/3/99, ha 49 anni e ha lavorato dal '74 all'83 al Petrolchimico, da dove si è licenziato perché stava male e non sopportava il lavoro a turni. All'assunzione al Petrolchimico aveva il diploma di quinta elementare; nei nove anni di lavoro ha sempre lavorato come turnista nel reparto CV24, che era un reparto di recente costruzione. Riferisce di non aver avuto alcuna informazione sui rischi. La sua attività consisteva nel lavaggio delle autoclavi e lo esponeva ad un altissimo livello di nocività da CVM in quanto il lavaggio interno si faceva dal boccaporto con lancio d'acqua e tutti quelli che facevano questo lavoro erano sempre storditi in rapporto alle esalazioni. Ogni giorno venivano lavate cinque o sei autoclavi e si restava in sala autoclavi per tutto il tempo di lavoro. Nel locale era vietato fumare per il pericolo di esplosione. Nel reparto vi erano sempre fughe di CVM, che si distingueva facilmente perché laddove c'era una perdita si forma un blocco di ghiaccio e così i lavoratori spesso ci mettevano bibite a rinfrescare. Il lavoratore... Possono sembrare cose marginali, però per me - medico del lavoro - sono significative. Il lavoratore riferisce che la situazione di esposizione era progressivamente peggiorata e lui non aveva visto praticamente mai manutenzioni efficienti. Gli incidenti erano parecchi, a volte per errore dei lavoratori... Va beh, qui riporta un dato che saltiamo perché non ha importanza. Tutto questo..., va bene. Il lavoratore riferisce che aveva spesso gli arti inferiori freddi. All'esame obiettivo il signor Maso pesa 105 chili ed è alto 1.85, è stato colecistectomizzato, il fegato e la milza non sembrano aumentati di volume. Ho richiesto una capillarografia degli arti superiori e inferiori e invece è stata eseguita una pletismografia ad alcune dita delle mani, che però è risultata normale, così gli esami del sangue. L'ecografia epatica eseguita in data 3/5/99 mostra un fegato di dimensioni aumentate sia al lobo destro che sinistro; l'ecostruttura risulta densa con echi brillanti in superficie. Il dato più significato rilevato dall'ecografista è: "Al sesto segmento piccola deformazione iperecogena di 14 millimetri di diametro di verosimile natura angiomatosa. Il dato dovrà essere verificato in tempi successivi per studiare attentamente l'evoluzione data l'esposizione a grosse quantità di CVM. All'ecografia risulta anche una milza aumentata di volume". Su questo dato io mi riservo in quanto dovrà essere approfondita la natura angiomatosa di quella rilevata dall'ecografia. Il lavoratore Mauceri Gaspare...

 

Presidente: quindi per quanto riguarda Maso Renzo la conclusione è di una epatopatia cronica correlata?

MIEDICO - Una epatopatia cronica, che però meritava di essere approfondita per quanto riguarda questa formazione angiomatosa, che allora non era spiegata. Io avevo sensibilizzato il lavoratore ad approfondire la cosa, però da allora personalmente non ne ho saputo più nulla.

 

MAUCERI GASPARE

 

MIEDICO - Lavoratore Mauceri Gaspare. Il signor Mauceri Gaspare è stato da me visitato l'8 marzo '99, è un uomo di 52 anni, in pensione di anzianità dal primo aprile '98. Abita a Mestre; è stato assunto all'età di 23 anni dopo aver fatto per otto anni l'artigiano. Ha il diploma di quinta elementare. Anche in questo caso, come in molti altri da me affrontati, i dati raccolti riguardano l'esposizione a CVM, DCE e altri tossico-nocivi, risultano molto alterati. E` evidente infatti che i dati raccolti dai consulenti della Difesa fanno riferimento a parametri che sono stati loro segnalati o, peggio, vengono dalle indicazioni della dottoressa Pirastu, mentre i dati da me raccolti... sono peggio nel senso non come giudizio, ma sempre non raccolti direttamente dai lavoratori; i dati da me raccolti sono ripresi direttamente dai ricordi di anni di esposizione dei singoli lavoratori e facenti parte direttamente dell'anamnesi lavorativa che precede ogni visita medica. Il signor Mauceri era operatore esterno direttamente addetto alle colonne di distillazione per la produzione di CVM, quindi a contatto diretto con questa ed altre sostanze tossiche di cui sentiva l'odore in quanto addetto alla riparazione delle perdite. Riferisce che c'erano maschere e guanti, ma questi si usavano solo in presenza di perdite rilevanti. Quando una pompa perdeva il lavoratore era in contatto soprattutto con la parte liquida e i suoi vapori. Ha sempre lavorato come turnista, a questa attività è rimasto fino all'85, cioè per quindici anni; poi è passato all'interno come quadrista. Qui l'odore per le perdite il lavoratore riferisce che si sentiva con una frequenza veramente notevole. Fra le altre attività di questa mansione doveva anche fare un campionamento. Questo campionamento consisteva nel riempire una boccia di prodotto liquido; per essere sicuri che la boccia fosse piena si lasciava uno sfiato per il gas, soprattutto CVM. Lui e il campionatore cercavano di mettersi sopravento, ma non era facile e così respiravano concentrazioni molto alte di CVM. Anche questi possono essere considerati particolari, però per me sono particolari molto significativi. Dall'86 al '98 non è stato più esposto al CVM, ma soprattutto ad anidride solforosa. All'esame obiettivo il Mauceri risulta pesare 88 chili ed essere alto 172 centimetri. L'addome è globoso e presenta una cicatrice verticale vicino l'ombelico per un intervento di adenoma della colecisti. Il fegato risulta aumentato di volume di 2 centimetri all'arco costale e la milza è appena sensibile. Gli esami del sangue risultano nella norma con un modesto aumento dei GA. L'ecografia epatica mostra un fegato di dimensioni aumentate con parenchima più riflettente del normale, con evidenza di alcune formazioni cistiche nei segmenti di sinistra, quella maggiore è di 16 millimetri con alcuni setti centrali. Questi dati dovranno essere seguiti nel tempo per verificarne l'eventuale evoluzione. Quindi le conclusioni sono anche qui di una epatite cronica correlata ad esposizione di CVM.

 

MAZZOLIN GIOVANNI

 

MIEDICO - Mazzolin Giovanni. Il signor Mazzolin Giovanni è stato da me visitato l'8/3/99; è un uomo di 61 anni, abitante a Mestre, è andato in pensione per anzianità nel settembre '92, ha iniziato a lavorare al Petrolchimico a 29 anni. Dopo varie attività ha fatto lo stuccatore per vari anni, ha lavorato in fonderia per due anni e in vetreria per due anni. Ha il diploma di quinta elementare e ha sempre lavorato come turnista. La sua prima attività è stata in CV15 e CV5, prima come insaccatore per quattro anni e mezzo in presenza di grandi quantità di polveri, come già descritte in altre occasioni, e poi come aiuto blenderista, anche qui in presenza di polvere, di materie prime e resine dal CV14, dove sentiva... dove riferisce che sentiva proprio l'odore dolciastro del CVM. Poi ha lavorato, oltre che con il CVM, con il cloruro e l'etilacetaldeide. Riferisce che il CVM arrivava dal CV22 con dei tubi che riempivano due enormi sfere di 250 metri cubi. In alto si apriva una valvola e si inseriva un galleggiante, quindi vi era molto gas che sfiatava nell'aria e anche con la mascherina si sentiva l'odore di CVM. Inoltre nella sala pompe c'erano sempre delle perdite, specie ai freni stop. Nel '75 ricorda che ci fu un grave incidente in cui hanno preso fuoco tre operai e uno, tale Vianello Amerigo, è anche morto. Successivamente ha lavorato all'MT2, il CVM arrivava con autobotti. In questo reparto faceva molto caldo e si respirava molto fumo, specie all'apertura dei forni, e non c'erano mascherine. Ricorda che faceva fatica anche ad avere indumenti di lavoro ed era costretto anche a portarli a casa per farli lavare. Quanto alle sue abitudini, in passato fumava quindici sigarette al giorno, oggi tre o quattro; ha sempre bevuto mezzo litro di vino al giorno, mai superalcolici. All'esame obiettivo si rileva la presenza di circolo venoso superficiale all'addome, il fegato aumentato di 2 centimetri all'arco costale e la milza non è rilevabile. In passato vengono riportati i dati significativi per sofferenza epatica, vedi cartella dell'ospedale ortopedico di Padova del maggio 1981. Recentemente, nel febbraio '99, gli stessi dati si sono normalizzati, mentre un'ecografia epatica eseguita nello stesso periodo mostra un fegato di dimensioni aumentate con ecostruttura iper-riflettente e diffusamente un po' disomogenea che ci orienta verso un'epatite cronica CVM correlata di grado modesto. Il signor Zennaro Enrico...

 

Avvocato: scusi, dottore, e la broncopatia?

MIEDICO - No, mi dispiace, nelle conclusioni non mi risulta.

 

Avvocato: nelle conclusioni del consulente tecnico Bai sono state diagnosticate epatopatia e broncopatia, pagina 148.

MIEDICO - Non lo escludo. Dall'esame obiettivo e dagli esami in mio possesso io posso parlare soltanto di epatopatia cronica CVM correlata.

 

ZENNARO ENRICO

 

MIEDICO - Zennaro Enrico. Il signor Zennaro Enrico è stato da me visitato in data 8/3/99; è un uomo di 51 anni che abita a Chioggia; ha lavorato al Petrolchimico dal '71 al '79, prima ha fatto il cameriere per otto anni e dal 1988 fa il ristoratore. Il signor Zennaro ha iniziato a lavorare al Petrolchimico all'età di 24 anni. Aveva il diploma di terza media e ha operato come autoclavista nel reparto CV14/16 come turnista. Quanto alle informazioni sui rischi, le uniche fornite riguardavano l'esplosività. Quanto ai mezzi di protezione individuale, gli fu fornita solo una mascherina, ma anche il caschetto per il lavoro sotto le autoclavi e le scarpe. Le tute le portava a casa a lavare. La sala fumo e la sala mensa facevano direttamente parte del reparto; il gas usciva da molte parti delle autoclavi e veniva utilizzato dai lavoratori per rinfrescare le bibite. Dovunque c'era odore di CVM. Solo nel '76 sono stati installati dei gascromatografi; con questi, quando si sapeva che c'era molto CVM, "questo era già stato respirato", parole sue. Nel '76-'77 era esploso un serbatoio vuoto per il gas residuo; da allora hanno riempito i serbatoi con aria compressa per eliminare il gas. L'impianto nuovo fu avviato nel '77-'78 e le cose andarono un po' meglio. Due lavoratori seguivano sei autoclavi, la polimerizzazione durava 10-12 ore. Nel corso dell'indagine Fulc del '75 emersero per la prima volta le alterazioni del fegato e anche per questo appena poté il signor Zennaro si dimise. Riferisce di non aver mai avuto epatiti né calcoli al fegato, solo un po' di dislipidemia ed un leggero rialzo della glicemia. Quando era in fabbrica soffriva anche di una forma asmatica che si è risolta con la dimissione. Nel '90 ha avuto un importante incidente stradale, dal quale però si è ripreso bene. Nel '92 è stato operato per ernia inguinale. Ricorda un solo infortunio al Petrolchimico quando, cercando di liberare una valvola di chiusura di scarico sotto un'autoclave da un blocco di polimero, era avvenuta una fuga di gas molto calda e si era ustionato il braccio destro. Riferisce di non aver mai fumato e di aver bevuto non più di mezzo litro di vino al giorno. All'esame obiettivo il fegato risultato aumentato un centimetro all'arco costare, la milza non rilevabile e dal torace moltissimi angiomini cutanei. Nel 1995 un'ecografia epatica ed esami... ha fatto un'ecografia epatica ed esami del sangue. E' risultato un fegato di dimensioni aumentate con parenchima diffusamente disomogeneo più riflettente che di norma e un po' fonoassorbente da steatosi; agli esami del sangue, oltre al volume corpuscolare medio di 91, risulta una transaminasi aumentato... GPT aumentata a 65, Gamma GT al limite superiore della norma e una colinesterasi nettamente superiore del normale a 13.457. Questi dati confermano l'esistenza di un'epatite cronica di grado medio CVM correlata. Con questo avrei finito il primo gruppo di lavoratori visitati direttamente da me.

 

CASI VISITATI DAL DR. MIEDICO E DALLA DR.SSA D'ANDRIA

 

MIEDICO - A questo punto ho le relazioni stese con la dottoressa D'andria, medico del lavoro anche lei, di Milano, che con me ha collaborato ad altri lavoratori. Per cui, se volete, io proseguo.

 

Presidente: sì.

 

CARRARO LINO

 

MIEDICO - Carraro Lino. Carraro Lino ha 61 anni, è nato a Mira, residente a Spinea, questo ha una scolarità di scuola tecnica superiore. Riferisce di aver prestato le seguenti attività lavorative: dal '55 al '76 operatore presso il reparto CV5/15 della Montedison, la mansione specifica consisteva in attività di manovale addetto agli impasti, questo lo ha fatto per quattro anni; di operatore sugli impianti addetto anche in operazioni manuali di pulizia, questo per quattro anni; di capoturno e assistente produzione con mansioni di sostituzione di personale sulle macchine, di coordinamento, per tredici anni. Dal '76 all'88 è uscito dalla Montedison, ha svolto attività di collaboratore familiare in un negozio di ferramenta. Relativamente alle lavorazioni svolte nei reparti produttivi riferisce...

 

Presidente: quindi ha cessato nel '76, agosto '76?

MIEDICO - Sì. Allora, riferisce di essere stato sottoposto a visita medica di assunzione e a visite periodiche, di essere stato a conoscenza dei rischi per la salute presenti nei reparti lavorativi frequentati limitatamente a piombo e polveri, di non sapere cosa fossero i valori limiti di esposizione alle sostanze di uso lavorativo, di non aver ricevuto informazioni sui rischi lavorativi presenti nei vari reparti dell'azienda, di aver partecipato a iniziative di prevenzione svolte dai lavoratori, Fulc nel '76, di aver ricevuto alcuni mezzi di protezione individuale e di essere stato formato al loro utilizzo, di aver lavorato su impianti vecchi fino al 1960, di aver assistito ad operazioni di manutenzione con frequenza semestrale, di non essere stato coinvolto direttamente in incidenti avvenuti per malfunzionamento degli impianti, di essere stato esposto in modo acuto a polveri presenti nelle attività lavorative, di ricordare che venivano effettuati controlli ambientali nei reparti nei quali ha lavorato, di non aver mai saputo di un superamento dei limiti ammessi. Precisa inoltre di aver prestato attività come turnista consumando il pasto nel reparto fino a quando non fu adattata la mensa. Dall'anamnesi lavorativa si evidenzia quindi una situazione... un'esposizione in situazioni impiantistiche precarie con fornitura di generici e poco idonei mezzi di protezione personale per complessivi 21 anni a CVM e ad altre sostanze tossico-nocive. Dall'anamnesi familiare non si evince nulla di significativo. Dall'anamnesi fisiologica è emersa pregressa abitudine scarsa al consumo di bevande alcoliche, un bicchiere di vino al pasto all'epoca del lavoro in Montedison. Dall'anamnesi patologica remota sono risultati ricoveri ospedalieri per intervento di emorridectomia, enucleazione occhio destro per melanoma a cellule fusate tipo A nell'85 e per accertamenti di rinite allergica, nonché per terapia di linfoma di Hodgkin nel '96, regredito dopo sei mesi di chemioterapia. Dall'anamnesi patologica prossima sono emersi disturbi circolatori delle dita di mani e piedi ed era plessodiffuso al dorso. All'esame obiettivo si denotano... va beh, protesi oculare destra, ingrossamento di due linfonodi sopraclaveare destro, respiro inasprito e aumento volumetrico del fegato a margini regolari. Sono stati acquisiti documenti sanitari pregressi, che sono allegati; sulla base della raccolta anamnestica, considerata l'obiettività clinica, sono stati richiesti esami di approfondimento diagnostico per sospetta epatopatia cronica e microangiopatia. Esami ematochimici del 27/4/99: un aumento dei valori della GPT, fosfatasi alcalica e LDH. Ecografia epatica del 27/4/99 con esito "non alterazioni di rilievo"; visita angiologica e fotopletismografica digitale del 18/5/99, esito "non alterazioni di rilievo". Nel corso della storia lavorativa il signor Carraro Lino ha lavorato su impianti in precarie condizioni di manutenzione, non ha ricevuto una specifica formazione, è stato esposto per complessivi 21 anni a polveri di CVM e altre sostanze tossico-nocive. Dall'anamnesi patologica remota risultano ricoveri ospedalieri per patologie tumorali, melanoma cellule fusate tipo A all'occhio destro e linfoma di Hodgkin nel '96, di cui è dubbio un nesso causale con la pregressa esposizione lavorativa. Dall'esame obiettivo è emerso l'aumento volumetrico del fegato associato a una alterazione di alcuni parametri di funzionalità epatica, evidenziato dai recenti accertamenti ematici effettuati. Si tratta di soggetto con scarsa abitudine al consumo di bevande alcoliche e con negatività dei marker dell'epatite B e C. Tale situazione caratterizza una epatopatia cronica correlata con l'esposizione lavorativa a CVM e ad altre sostanze tossico-nocive. Dall'anamnesi patologica sono emersi sintomi di microangiopatia che, pur non trovando una conferma dai recenti accertamenti specialistici effettuati, possono far ipotizzare una iniziale sofferenza dei piccoli vasi arteriosi correlabile con l'esposizione a CVM.

 

TRINCANATO LUCIANO

 

MIEDICO - Trincato Luciano, è un uomo di 59 anni, nato a Campolongo Maggiore, residente a Campolongo Maggiore, scolarità media inferiore. Dal '63 al '67 operaio ai forni elettrici presso la ditta San Marco di Porto Marghera; dal '67 al '70 operaio autoclavista presso il reparto CV3 della Montedison, rischi: CVM e polveri di PVC come prodotto finito. La mansione specifica consisteva nel caricamento delle autoclavi con le materie prime per le lavorazioni di polimerizzazione in sospensione del PVC e nelle relative operazioni di svuotamento e pulizia delle autoclavi stesse. Dal '70 al '75 operaio autoclavista presso il reparto CV24 della Montedison, rischi: CVM, catalizzatori, additivi, coloranti, polveri di PVC. La mansione specifica consisteva nel caricamento delle autoclavi con le materie prime per le lavorazioni di polimerizzazione del CVM, nell'assistenza alle fasi di centrifuga ed essiccazione del polimero, nello svuotamento dell'autoclave dalle resine sincron ottenute nelle relative operazioni di pulizia dell'autoclave stessa. Dal '75 all'81 operatore esterno presso il reparto TA della Montedison, in cui i rischi erano stirene e resine. La mansione specifica consisteva in operazioni di manutenzione degli impianti... va beh. Dall'82 al '94 operatore addetto alle prese nel reparto dopolavoro e successivamente impiegato presso l'ufficio personale. Relativamente alle lavorazioni svolte nei reparti produttivi riferisce di essere stato sottoposto a visita medica di assunzione e a visite periodiche, di non essere stato messo a conoscenza dei rischi per la salute presenti nei reparti lavorativi frequentati, di non sapere cosa fossero i valori limiti di esposizione alle sostanze in uso lavorativo, di non aver ricevuto informazione sui rischi lavorativi presenti nei vari reparti da parte dell'azienda, di non aver mai partecipato a iniziative di prevenzione svolte da lavoratori, di aver ricevuto comuni mezzi di protezione individuale e di essere stato formato al loro utilizzo, di aver lavorato su impianti carenti condizioni di manutenzione, di aver assistito ad operazioni di manutenzione con frequenza annuale, di non essere stato direttamente coinvolto in incidenti avvenuti per malfunzionamento degli impianti, di non essere stato esposto in modo acuto ad aerodispersi presenti nelle attività lavorative, di non ricordare se venissero effettuati controlli ambientali nei reparti nei quali ha lavorato, di non aver mai saputo di un superamento dei livelli ammessi. Precisa inoltre di aver prestato attività come turnista consumando i pasti in reparto. Dall'anamnesi lavorativa si evidenzia quindi un'esposizione in situazioni impiantistiche precarie con forniture di generici e poco idonei mezzi di protezione personale per complessivi otto anni a CVM e quattordici anni a sostanze tossico-nocive, catalizzatori, additivi, coloranti, solventi. Dall'anamnesi familiare si evince familiarità a diabete per parte di madre e a patologie tumorali per parte di padre. Dall'anamnesi fisiologica è emersa abitudine moderata al consumo di bevande alcoliche, mezzo litro di vino al giorno all'epoca del lavoro in Montedison. Dall'anamnesi patologica remota sono residuati ricoveri ospedalieri per interventi di appendicectomia, spondilolistesi nell'82, colecistectomia nel '91, nonché per il trattamento di una frattura vertebrale nel '63. Dall'anamnesi patologica prossima sono emersi sintomi di microangiopatia, la cui insorgenza viene fatta risalire ad alcuni anni fa, parestesia al quarto e quinto dito di ambedue le mani ed impotenza sessuale. Dall'esame obiettivo si denotano sovrappeso corporeo, esiti cicatriziali cutanei da pregressi interventi chirurgici in sede addominale, fegato di dimensioni aumentate a margini regolari. Non sono stati acquisiti documenti sanitari pregressi. Sulla base del raccordo anamnestico e considerata l'obiettività clinica, sono stati richiesti esami di approfondimento diagnostico per sospetta epatopatia cronica e microangiopatia. Esami ematochimici del 28/4/99 con esito "non alterazioni di rilievo", ecografia epatica del 28/4/99 con esito "regione del lobo sinistro mascherata da meteorismo", visita angiologica con fotopletismografia digitale del 4/5/99 con esito "non alterazioni di rilievo". Nel corso della storia lavorativa presso il Petrolchimico di Porto Marghera il signor Trincanato Luciano ha lavorato su impianti in precarie condizioni di manutenzione...

 

Presidente: adesso non stiamo a ripetere, insomma, questo aveva un Raynaud. Se volevamo sintetizzare tutta questa storia, che è durata un quarto d'ora, questo aveva denunciato un Raynaud che è risultato assente a qualsiasi verifica strumentale, punto e basta. Se facciamo tutta la storia anamnestica rispetto anche ad un caso dove poi non vi è nessun risultato concludente, mi pare che questo sia tempo un attimo sprecato. Cioè, c'è un Raynaud. Il Raynaud sulla base delle nuove analisi strumentali che avete fatto vi risulta confermato oppure no?

MIEDICO - Non risulta confermato.

 

VANIN GIUSEPPE

 

MIEDICO - Vanin Giuseppe. Vanin Giuseppe ha 63 anni, è nato a Scorzè, ha una scolarità media inferiore. Ha svolto attività dal 1960 al 1992 come operaio capoturno presso il reparto CV5 e CV15 della Montedison con esposizione a CVM. La mansione specifica consisteva nel controllo e coordinamento del personale addetto ai processi di polimerizzazione in emulsione o di sospensione del PVC. Relativamente alle lavorazioni svolte riferisce di essere stato visitato dall'assunzione periodicamente, di essere stato messo a conoscenza dei rischi per la salute presenti nei reparti lavorativi frequentati, di sapere cosa fossero i limiti di esposizione alle sostanze in uso lavorativo, di aver ricevuto informazioni sui rischi lavorativi presenti nei reparti da parte dell'azienda, di non aver mai partecipato a iniziative di prevenzione svolte dai lavoratori, di aver ricevuto comuni mezzi di protezione individuale, di essere stato formato al loro utilizzo, di aver lavorato su impianti in precarie condizioni di manutenzioni, di aver assistito a operazioni di manutenzione con frequenza annuale, di non essere stato coinvolto in incidenti avvenuti per malfunzionamenti degli impianti, di essere stato esposto in modo acuto ad acido cloridrico utilizzato nelle attività lavorative e di ricordare che venivano effettuati controlli ambientali nei reparti ai quali ha lavorato, di aver saputo indirettamente del superamento dei limiti ammessi. Precisa inoltre di aver prestato attività come turnista consumando il pasto in reparto. Dall'anamnesi lavorativa vi è una esposizione in situazioni impiantistiche precarie con forniture di generici e poco idonei mezzi di protezione personale per complessivi 32 anni a CVM e a sostanze tossico-nocive. Dall'anamnesi familiare vi è familiarità a patologia tumorale, padre e madre; dall'anamnesi fisiologica sono emerse difficoltà digestive per bruciori gastrici, abitudine discreta al consumo di bevande alcoliche, un litro di vino al pasto dal '92 e in precedenza mezzo litro di vino al pasto dall'epoca del lavoro in Montedison ed assunzione di ipotensivi, Norvasc 10, una compressa al giorno da tre anni. Dall'anamnesi patologica remota sono risultati ricoveri ospedalieri per interventi di ernia discale L5S1, nonché per trattamenti di frattura clavicolare. Dall'anamnesi patologica prossima è emersa ipertensione arteriosa in trattamento farmaceutico. All'esame obiettivo si denotano aumenti di valori pressori, aree discroniche cutanee, aumento volumetrico del fegato a margini regolari. Non sono stati acquisiti documenti sanitari. Sulla base di quanto è emerso sono stati chiesti esami ematochimici con aumento dei valori di GOT e GPT; l'ecografia epatica ha evidenziato una steatosi epatica. Le conclusioni: epatopatia cronica steatosica di grado medio lieve.

 

Presidente: Dupuytren?

MIEDICO - No, non risulta.

 

VANIN IGINIO

 

MIEDICO - Allora, Vanin Iginio, di 71 anni, nato a Scorzè. Ha iniziato a lavorare nel '39, dal '39 al '57 agricoltore e poi dal '58 al '62 operaio addetto all'insaccamento PVC presso il reparto CV14, esposto per cui al CVM. La mansione specifica consisteva nell'insaccare il prodotto finito. Dal '62 al '65 operaio frigorista presso il reparto SA6 della Montedison, sempre esposto a CVM; la mansione specifica consisteva nel controllo dell'impianto di raffreddamento del CVM. Dal '65 al '67 operaio frigorista presso il reparto SA7 della Montedison, qui era esposto a trielina. La mansione specifica consisteva nel controllo dell'impianto di raffreddamento della trielina. Dal '67 all'81 operaio specializzato presso il reparto CV11 della Montedison, rischi: CVM e DCE. La lavorazione consisteva nelle operazioni di produzione di CVM e di DCE. Riferisce di essere stato sottoposto alle visite di assunzione periodiche, di non essere stato messo a conoscenza dei rischi sulla salute, di non sapere cosa fossero i valori limiti di esposizione alle sostanze in uso lavorativo, di non aver ricevuto informazione sui rischi lavorativi presenti nei vari reparti da parte dell'azienda, di non aver mai partecipato a iniziative di prevenzione svolte da lavoratori, di aver ricevuto comuni mezzi di protezione individuale e di essere stato formato al loro utilizzo, di aver lavorato su impianti in corrette condizioni di manutenzione solo negli ultimi anni, di aver assistito ad operazioni di manutenzione con frequenza annuale, di essere stato coinvolto in un incidente avvenuto per malfunzionamento degli impianti nel 1975 con caduta dall'alto e distorsione agli arti inferiori, di essere stato esposto in modo acuto ad aerodispersi presenti nelle attività lavorative, di non ricordare se venissero effettuati controlli ambientali nei reparti nei quali ha lavorato, di non aver mai saputo di superamento dei limiti ammessi. Precisa inoltre di aver prestato attività come turnista consumando spesso il pasto in reparto. Dall'anamnesi lavorativa si evidenzia la situazione impiantistica precaria con fornitura di generici e poco idonei mezzi di protezione personale per complessivi 21 anni con esposizione a CVM e 17 a sostanze tossico-nocive diverse. Dall'anamnesi familiare si evince familiarità per patologie tumorali, un fratello; all'anamnesi difficoltà digestive, bruciori gastrici; fumava dodici sigarette al giorno circa per vent'anni, consumava scarsa quantità di bevande alcoliche, un bicchiere di vino al pasto dall'epoca del lavoro in Montedison e assunzione recente di farmaci anticoagulanti e gastroprotettivi: Cemirit e Zantac, una compressa al giorno. Nell'anamnesi patologica remota sono risultati ricoveri ospedalieri per interventi di embolectomia femorale nel '65, by-pass aorto-coronarico nell'81, accertamenti di broncopatia, per la quale gode di una rendita Inail dal '77, e vari infarti recidivati dal '93 al '95. All'esame obiettivo si notano difficoltà alla deambulazione, anche con ausilio di bastone, aumento dei valori pressori, alterazione dell'espansibilità toracica con respiro inasprito ed addome globoso con aumento volumetrico del fegato a margini regolari. E` stata acquisita una visita angiologica del '92, del '96 e del '97, con esito vasculopatia ostruttiva. E` stato fatto anche un doppler nel '91, un altro nel '92, '93, '94, esito angiosclerosi dei vasi epiaortici. C'è una lettera di dimissione ospedaliera del 24/8/94, un'altra dell'11/94, con esito emiparesi destra, parziale risoluzione con pregressa emiparesi sinistra e trombosi della carotide interna sinistra.

 

Presidente: siamo fuori, qui c'è la denuncia di una epato... Vi richiamo un attimo a quello che è il nostro... Qui non è che dobbiamo parlare di tutte le malattie che uno ha, insomma. Sono semplicemente le malattie che sono state denunciate e che si ritengono in un qualche modo correlate... Parlare di tutto il resto... Abbiamo perso venti minuti per questo parlando di tutte le sue malattie, le sue disgrazie che ha avuto, e roba di questo genere, quando qui c'era da parlare di una epatopatia e di una broncopatia. Di questo bisogna parlare, degli eventuali esami integrativi che sono stati fatti in relazione a queste due malattie denunciate, rispetto alle quali la consulenza di parte aveva concluso per la sussistenza di un enfisema e di una epatopatia peraltro correlata uno al fumo e l'altra all'alcool. Guardate, mi dispiace, io adesso questa sera finisco qui, perché evidentemente sono un attimo da rivedere, è inutile che stiamo qui a... Oltre tutto poi non so neanche se la stenotipia sia riuscita a seguire, dovrà fare un lavoraccio di ripresa di tutto questo attraverso l'audizione, etc.. Ma, insomma, si può benissimo restringere il campo di intervento, adesso la risposta a quello che è poi il tema... Allora, rispetto alle due malattie che furono denunciate quali esami sono stati fatti? Epatopatia e broncopatia cronica.

MIEDICO - Allora, sono stati fatti esami ematochimici il 28/4/99 con esito aumento del valore di Gamma GT e bilirubinemia totale; un'ecografia epatica il 28/4/99, esito "maldocumentabile la regione distale dell'ileo epatico". Ha concluso con una epatopatia cronica modesta e una broncopneumopatia già indennizzata dall'Inail.

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa, il Presidente ha perfettamente ragione. Probabilmente siccome tra l'altro sono più di due ore che il dottor Miedico parla, si potrebbe dargli un attimo un cambio col dottor Bracci, che dovrà tenere presenti le indicazioni del Tribunale. Quindi passiamo ad alcuni casi col dottor Bracci, poi eventualmente riprendiamo, il dottor Miedico può fare una piccola pausa.

 

Presidente: posso fare un'osservazione proprio di carattere generale? Mentre le sue erano, diciamo così, delle anamnesi in qualche modo un po' suggestive nella loro soggettività, queste della dottoressa a cui lei si riferisce, della sua collaboratrice, sono fatte proprio a cliché. Quindi, certo, questo corrisponde a due metodologie diverse, voglio dire, ma sia l'una che l'altra, diciamo così, in un qualche modo non soddisfanno le esigenze di questa... Io con questo non è che adesso voglia fare le pulci, diciamo così, alla metodologia dell'uno e dell'altro, ma semplicemente voglio evidenziare quello che può servire e quello che non serve invece. Cerco semplicemente di fare in modo che anche questo esame e controesame soddisfino le esigenze del Tribunale più che una esposizione, diciamo così, del caso fatta in termini che forse sono propri della vostra metodologia, ma che, ripeto, non portano poi nessun o poco risultato a quelle che sono le esigenze di questo processo. Quindi tenetene conto eventualmente per la prossima volta, cercando di apportare gli opportuni correttivi, ecco. In questo senso. Va bene, allora sentiamo per una mezz’oretta, tre quarti d'ora al massimo il dottor Bracci negli altri casi.

 

CASI VISTI DAL DR. BRACCI

 

PARDO GIANCARLO

 

BRACCI - Pardo Giancarlo, nato l'11 gennaio 1933; nel 1981 ha fatto una biopsia epatica, dove si parla di zone di fibrosi portale, che verrà esaminata insieme ai vetrini. In questa sede va sottolineato che precedentemente all'ingresso al Petrolchimico ha lavorato come fabbro, idraulico, operaio addetto alla saldatura, saldatore elettrico, quindi non esposto presumibilmente ad epatotossici; poi esibisce esami fatti nell'agosto '98 per quanto riguarda la funzionalità epatica con una ecografia con un fegato di dimensioni aumentate, con ecostruttura iper-riflettente disomogenea ed esami anatochimici con transaminasi nella norma, non ha praticato il volume corpuscolare medio. Questo è uno che era elevato invece mentre lavorava, quindi questo è uno dei casi che è migliorato con la fine dell'esposizione, forse anche con la diminuzione dell'assunzione di alcool. Per cui, pur rimandando all'esame istologico, penso di poter dire che c'è stata una epatopatia cronica che adesso è presente solo all'esa..., qualche segno all'esame ecografico, che è migliorata con la fine delle esposizioni. Pastres Bruno, è entrato per un linfoma di Hodgkin e per una epatopatia cronica. Nel caso precedente l'anamnesi non era molto ricca, anche perché aveva esiti di un ictus cerebrale.

 

PASTRES BRUNO

 

BRACCI - Pastres Bruno, nato il 3 luglio 1931, prima di entrare al Petrolchimico ha fatto il fattorino in una tipografia comunale di Venezia, quindi senza rischi particolari. La diagnosi di linfoma è dell'89, attualmente la malattia è in fase di regressione. Quindi si conferma, essendo un tumore del sistema emolinfopoietico, l'attribuzione all'esposizione al cloruro di vinile, per fortuna in fase, appunto, di remissione. Per quanto riguarda il fegato, l'ecografia dimostra un fegato di dimensioni normali con struttura finemente disomogenea. C'è un lieve aumento delle transaminasi e delle GPT, il volume corpuscolare medio è praticamente nella norma, 45.7; sono negativi i marker per l'epatite B, ma sono positivi gli anticorpi per l'epatite E e C. Anche qui nell'anamnesi lavorativa non ci sono particolari rilievi, se non i soliti, che non ha ricevuto informazioni sui rischi lavorativi e che erano disponibili i mezzi di protezione individuali, però non usati perché nessuno gli aveva detto quali erano i rischi che correvano. Quindi si conferma il linfoma non Hodgkin in fase di... senza recidive e l'epatopatia modesta con un ruolo concausale tra l'esposizione a cloruro di vinile e la pregressa epatite C.

 

PAVAN DANILO

 

BRACCI - Pavan Danilo, nato il 31 luglio 1938, quindi entra nella casistica come epatopatia, esposto a cloruro di vinile dal '61 all'81, senza particolari rilievi anam... ulteriori dati anamnestici. Gli esami... Dunque, prima del lavoro alla Montedison è stato garzone in un panificio per sei anni e per due anni è rappresentante di commercio, quindi senza rischi di malattie del fegato. I marker dell'epatite B e C sono negativi e le transaminasi sono rialzate, alzate, GOT 61 e GPT 64, le Gamma GT sono 122, quindi anche loro alte, il volume corpuscolare medio invece è di 92.4. L'ecografia del 13 aprile '99 dimostra un fegato aumentato di volume con contorni bozzuti con una struttura disomogenea con echi grossolani di basso livello; vena porta di calibro aumentato; la milza aumentata di volume omogenea. Tra i fattori di rischio, quindi, non c'è l'epatite pregressa. Il consumo di alcool, che in passato era più elevato, adesso è di tre quarti di litro di vino; non c'è biopsia, che in questo caso sarebbe interessante, comunque l'ecografia fa pensare ad un fegato fibroso con una milza aumentata ad un maggior calibro della vena porta, che potrebbe essere indicativo di una fibrosi portale, naturalmente non con certezza. Quindi, considerata la storia lavorativa, si conferma la diagnosi di epatopatia cronica da mettere in rapporto causale con le elevate esposizioni a cloruro di vinile.

 

Presidente: infatti i consulenti della Difesa avevano parlato di ipertensione portale. Ecco, questo forse meriterebbe, appunto, quell'approfondimento a cui lei faceva cenno.

BRACCI - A una biopsia. Credo che il signor Pavan Danilo non sia d'accordo, io non ho osato proporre.

 

PAVAN ATTILIO

 

BRACCI - Pavan Attilio, nato il 22 maggio 1932, entra con la diagnosi di Raynaud e di sospetta osteolisi. Allora, ha lavorato prima di entrare in Montedison in agricoltura; beve mezzo litro di vino ai pasti; è addetto all'autoclave al CV6 dal '57 al '74 come operaio, poi fino all'81 come capoturno e fino all'87 come assistente. Di particolare ricorda fughe di gas, dopodiché girava la testa, quindi attribuibile all'effetto anestetico del CVM, quindi esposizioni elevate, e che al CV6 fino al 1974 c'era una sbuffata - così la definisce - di cloruro di vinile ad ogni apertura di autoclave e che c'erano fughe grandi quando si rompeva una guarnizione, il che poteva avvenire due volte al mese. Dal 1960 disturbi alle dita che gli diventano pallide; dalla metà degli anni Sessanta ha notato deformazione delle unghie. Esibisce una ecografia epatica risultata nella norma. Dunque, qui c'è un problema, perché la valutazione angiologica ha dato... fatta all'ospedale di Padova, ha concluso "non alterazioni di tipo organico della macro e microcircolazione arteriosa" e di fronte alle dita a bacchetta di tamburo, che sono una deformazione delle estremità dell'ultima falange delle dita, l'ha attribuita a verosimile broncopneumopatia cronica ostruttiva, in effetti le dita a bacchetta di tamburo si vedono solitamente nei malati con insufficienza respiratoria cronica. Il problema è che questo malato non aveva nessun senso di insufficienza respiratoria; eseguita una radiografia delle mani all'ospedale di Mestre il 20 aprile 1999, c'è in questo referto: "Ridotta la lunghezza delle falangi ungueali del terzo dito da ambo i lati, irregolarità del profilo delle tuberosità ungueali del terzo, quarto e quindi dito a destra e del secondo, terzo e quarto dito a sinistra". Quindi la conclusione è che si tratta di esiti di acreosteolisi, che è una alterazione attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile, in cui c'è stata questa probabilmente ricostruzione del tessuto osseo. E` singolare che non è solo questo il caso di dita a bacchetta di tamburo che abbiamo visto, ce n'è anche un altro, quello visto dal professor Gianni è documentato anche con una fotografia, quindi è stato effettivamente un reperto insolito, ma a questo punto anche sulla base del reperto radiologico penso che non si possa che attribuire alla pregressa esposizione a cloruro di vinile.

 

PELOI DANTE

 

BRACCI - Peloi Dante, è nato il 26 dicembre del 1923, entra per un tumore renale, una broncopatia cronica e una epatomegalia. Il tumore renale è stato diagnosticato nell'80, evidentemente operato le cose non possono essere cambiate. Dunque, vediamo l'anamnesi lavorativa: è aiutante meccanico autoriparatore presso un'officina di Fiume dal '38 al '43 e dal '46 al '49; poi lavori occasionali come meccanico presso vari cantieri navali. A 33 anni entra al Petrolchimico, dove ha svolto mansioni di manutentore meccanico elettricista zona CV10/11. A parte quello che c'è già negli atti, sottolinea di non aver ricevuto informazioni sui rischi da cloruro di vinile prima del '74-'75; ripete che erano a disposizione i mezzi di protezione individuali, di cui però non ha fatto uso fino al '75 perché riteneva che non servissero, e che fino al 1976 avvenivano fughe di cloruro di vinile abbastanza frequenti. Per quanto riguarda l'abitudine al vino, lui dice di aver bevuto un quarto di litro di vino ai pasti principali fino al '79 e poi di aver ridotto ad un dito di vino e di aver fumato venti sigarette al giorno dal '39 al '79. Gli accertamenti recenti dimostrano il 20 aprile '99 una ecografia epatica con fegato di dimensioni aumentate, con contorni bozzuti ed ecostruttura disomogenea. Le transaminasi, le Gamma GT sono normali e la fosfatasi alcalina è marcatamente aumentata. In passato aveva fatto i marker per l'epatite B, negativi, e la determinazione del volume corpuscolare medio, che era compresa tra 95 e 100 nel '91. Per quanto riguarda la patologia respiratoria, non c'è nulla di particolare attualmente. Quindi, a parte il carcinoma renale, direi che c'è una epatopatia cronica attribuibile all'esposizione a cloruro di vinile dotata di scarsa evolutività, documentata soprattutto dal reperto ecografico. Anche qui c'è stato un miglioramento dopo la fine dell'esposizione degli indici enzimatici, non sappiamo con sicurezza se è anche diminuita l'abitudine del... Ah, scusi, trovo qui i dati recenti: il volume corpuscolare medio è 93.5 attualmente, quindi probabilmente ha diminuito anche o ha abolito in consumo di vino, comunque è lo stesso un'interpretazione di concausa alcool-cloruro di vinile.

 

PENZO MORENO

 

BRACCI - Penzo Moreno, nato il 22 agosto 1951, entrato nella casistica per osteolisi ed epatopatia cronica. E` entrato al Petrolchimico a 19 anni, ha lavorato al reparto CV6 dal '71 al '75 con mansioni di autoclavista, quando viene spostato perché gli è stata accertata un'osteolisi delle mani. Per quanto riguarda l'anamnesi lavorativa riferisce di non aver avuto informazione sui rischi da cloruro di vinile e riferisce di incidenti di produzione abbastanza frequenti, dice talvolta con dispersione in ambiente di cloruro di vinile. E` stato fatto un esame radiologico delle mani il 28 aprile del '99, che dice... il referto dice: "Regolari la struttura, la morfologia, contorti e rapporti dei capi ossei ed articolari delle mani". Il collega che ha visitato, che è il dottor Gobba, però osserva sulla lastra un accorciamento della falange distale del terzo dito della mano destra rispetto al controlaterale, compatibile con esiti della pregressa osteolisi. Non ha eseguito, per lo meno non sono disponibili, invece gli esami della funzionalità epatica richiesti in occasione della visita, quindi ci si deve rifare a quello che c'è già in atti di un'ecografia di fegato ingrandito a margini lievemente bozzuti del '92, un ricovero ospedaliero, transaminasi elevate e marker positivi per l'epatite A, negativo per l'antigene Australia. Quindi nulla di nuovo per quanto riguarda l'epatopatia rispetto a quello che c'è già in atti e comunque viene confermata. Sono evidenziabili gli esiti della osteolisi delle mani; va sottolineato che è un'affezione che si verifica per esposizioni molto alte a cloruro di vinile. Quindi, diciamo, dà un'indicazione che il lavoratore al reparto CV6 con mansioni di autoclavista tra il '71 e il '75 ha avuto un'esposizione elevata.

 

PENZO EZIO

 

BRACCI - Penzo Ezio, nato il 23 gennaio del 1926 - quindi è il primo dei due Penzo Ezio - è entrato nella casistica per epatomegalia. Anche in questo caso l'anamnesi lavorativa non porta elementi aggiuntivi. C'è da segnalare nell'anamnesi patologica che gli è stato accertato un tumore vescicale nel 1994, che viene citato perché nelle lavorazioni del cloruro di vinile ci sono molti additivi di cui io non conosco la natura, ma, visti i colori che sono descritti dai lavoratori, è probabile che ci siano delle ammine aromatiche strettamente correlate col processo di produzione del cloruro di vinile, che possono essere cancerogene, comunque questo dovrebbe essere stato chiarito in altra sede da altre competenze. Attualmente la condizione del fegato dimostra un'ecografia con un fegato normale, una struttura di dimensioni normali, ma con una struttura finemente disomogenea, un aumento modesto delle Gamma GT. Quindi un'epatopatia cronica da correlare con esposizione a CVM, comunque dotata di scarsa evolutività. Penso Ezio, nato il 27 marzo 1932, entrato nella casistica per epatopatia; prima di entrare al Petrolchimico ha lavorato all'impian... dal '44 al '62 all'impianto e montaggio di centrali telefoniche, quindi senza particolari rischi chimici. Dal '62 al '64 come terzista al Petrolchimico ha avuto mansioni di insaccatore al CV14; poi è assunto al Petrolchimico, dove lavora agli impianti di essiccamento del CV14 fino al '74, poi passa alle mansioni di pesatore, quindi Penso non più esposto a cloruro di vinile. Nega di aver ricevuto informazioni sulla pericolosità dei prodotti utilizzati, riferisce di aver avuto a disposizione mezzi di protezione individuale non utilizzati per la mancata consapevolezza dei rischi cui era esposto; riferisce un'elevata polverosità ambientale agli impianti di essiccamento. Poi per quanto riguarda le abitudini di vita, riferisce di assumere uno o due bicchieri di vino ai pasti dal '75 e dall'87 occasionalmente qualche birra; non consuma abitualmente farmaci. Presenta esami recenti, un'ecografia del '97 ed una del '98, che dimostrano un fegato modicamente ingrandito ad ecostruttura finemente regolare, lievemente e diffusamente più riflettente. Gli esami ematochimici esibiti dimostrano un aumento delle Gamma GT, che sono a 125, non altre alterazioni. Non sono stati richiesti esami, quindi non ho dati sul volume corpuscolare medio, comunque si conferma una epatopatia con un aumento delle Gamma GT abbastanza elevato, però sostanzialmente dotata di scarsa evolutività, da correlare causalmente alla vecchia esposizione a cloruro di vinile. E` da segnalare anche che tra i fattori di rischio in qualche modo può aver influito una calcolosi della cistifellea.

 

PERAZZOLO NATALINO

 

BRACCI - Perazzolo Natalino, nato il 7 giugno 1934, è entrato per una sindrome di Raynaud. In questo caso, come anche in altri, la sindrome di Raynaud viene riferita soggettivamente, non viene confermata agli esami strumentali. Di nuovo c'è una qualche alterazione epatica segnalata da una ecografia del 1999 esibita con segni compatibili con epatosteatosi, con indici, però, transaminasi nella norma. Vale la pena di segnalare forse che anche questo caso i marker per l'epatite B e C sono negativi, ad indicare che probabilmente la diffusione dell'epatite C nella zona di Marghera è meno intensa di quanto prospettata dalla Difesa a suo tempo. Io mi sono chiesto come mai questi lavoratori hanno così poche epatiti C. Ho fatto una ipotesi che non so se posso riferire. Siccome questi facevano due visite periodiche all'anno ed erano sottoposti a prelievi del sangue e il prelievo del sangue in epoca - prima delle siringhe a perdere - era un momento di trasmissione dell'epatite, del virus dell'epatite, probabilmente i sistemi di prevenzione di questa azienda erano così accurati, forse prevedevano anche la siringa personale così da evitare la diffusione dell'epatite C. Non so se l'attenzione della Montedison alla salute dei suoi lavoratori abbia raggiunto queste punte, o forse l'epatite C non è così diffusa come si suol dire.

 

PERISSINOTTO MARIO

 

BRACCI - Perissinotto Mario, nato il 27/10/1942, è entrato nella casistica per un'epatopatia. Ha lavorato dal '56 al '74 in edilizia, quindi senza rischi epatotossici. Non riferisce nulla di particolarmente importante all'anamnesi lavorativa; presenta come accertamenti effettuati altrove un'ecografia epatica che dimostra un fegato di dimensioni aumentate con contorni con fini dentellature, ecostruttura densa con echi brillanti in superficie. Questo nel '98. Nello stesso periodo le Gamma GT erano aumentate, gli altri indici erano nella norma. Le Gamma GT sono risultate alte sia nel '97 che nel '98. Non ha fatto ulteriori esami, comunque si può confermare l'esistenza di un'epatopatia che riconosce come fattori causali l'esposizione a cloruro di vinile, probabilmente come fattore concausale anche un certo pregresso consumo di vino.

 

PESCE GIANNI

 

BRACCI - Pesce Gianni, nato il 14 marzo 1942, entra nella casistica per un'epatopatia cronica; ha lavorato per una decina di anni presso varie imprese edili, saltuariamente per tre anni come portalettere. Entra nel '67 al Petrolchimico. Riferisce di non aver ricevuto informazioni sui rischi da cloruro di vinile, lui era addetto all'insaccamento al CV5/15 dal '67 al '73, poi è stato trasferito al confezionamento e controllo prodotto, quindi probabilmente non più esposto; quindi fino al '75 c'è una mancanza di informazione sui rischi. L'assunzione dei pasti nei primi anni avveniva all'interno del reparto, poi nella mensa allestita - dice - nel reparto stesso, probabilmente accanto. Ha eseguito esami recenti, il 23 aprile '99, per valutare l'epatopatia; l'ecografia è risultata nella norma, così anche le transaminasi, i marker per l'epatite B e C sono negativi, sono positivi quelli per l'epatite A, che però non ha un significato eziologico nei confronti dell'epatite cronica. In questo caso noi abbiamo un miglioramento del quadro epatico in presenza di due fattori di rischio: uno è l'assunzione di alcool, che è continuata; l'altro è l'esposizione a cloruro di vinile che, invece, è cessata, quindi l'idea è che il miglioramento sia lentamente avvenuto in rapporto con la fine dell'esposizione, quindi che la vecchia epatopatia cronica sia da mettere in rapporto causale con l'esposizione lavorativa stessa a cloruro di vinile.

 

PETTENO' ALBERTO

 

BRACCI - Pettenò Alberto, nato a Mestre il 25 maggio 1940, entrato per bronchite cronica ed epatopatia cronica. Allora, prima del lavoro in Montedison ha lavorato come manovale ferraiolo dal '55 al '66, poi per sei mesi in una fonderia in Germania, in questo caso poteva esserci un rischio per l'apparato respiratorio. Nel '66 è stato assunto dalla Cooperativa Carovana Caricatori e Scaricatori ed è stato, quindi, per un anno addetto all'insaccamento al CV5/15. Poi è stato assunto dal Petrolchimico continuando la stessa mansione fino al '70 come insaccatore e poi passando come aiuto operatore blender e così via con quello che risulta nel fascicolo. Riferisce perdite da tubazioni, manicotti e raccordi e dice che 5-10 volte l'anno avvenivano incidenti con liberazioni di nube di cloruro di vinile monomero. Non ha avuto informazioni sui rischi fino al 1975, ha avuto a disposizione i mezzi di protezione individuale, ma l'utilizzo prima del '75 era incostante, inadeguato, dice. Presenta una serie di esami eseguiti recentemente, di cui quelli che ci interessano è un'ecografia epatica del maggio '98: fegato di dimensioni sensibilmente aumentate a struttura diffusamente iperecogena per note di steatosi; una spirometria del 1990, marcata compromissione funzionale respiratoria prevalentemente ostruttiva, parzialmente reversibile dopo broncodilatatore. Quindi penso di confermare la diagnosi di epatopatia cronica, la broncopneumopatia cronica è ancora presente, quindi dati i rischi cui è stato esposto credo che vada confermato il giudizio sull'eziologia lavorativa. Le due forme non hanno particolare evolutività e gravità.

 

Presidente: bene. Possiamo fermarci qui per questa sera, ci rivediamo il giorno 30 per la prosecuzione. Il giorno 30 ci sarà anche il professor Foraboschi, vero?

 

Pubblico Ministero: sì. Quindi al mattino iniziamo con il dottor Foraboschi.

 

Presidente: allora, organizzate voi la giornata, a seconda anche delle disponibilità dei vostri consulenti, per noi è indifferente sinceramente. Grazie, buonasera.

 

RINVIO AL 30 NOVEMBRE 1999

 

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