UDIENZA DEL 19 APRILE 2000

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all’appello. Allora proseguiamo nell’udienza.

 

Pubblico Ministero: il programma di oggi, per oggi erano state convocate una ventina di persone, soprattutto dipendenti del Petrolchimico fatta eccezione per il dottor Corsi che però ha comunicato che non può venire e un’altra persona che è all’estero che sono state sostituite con altri due dipendenti, e quindi ci saranno una ventina di dipendenti del Petrolchimico e delle cooperative che dovranno essere sentite nella giornata di oggi, salvo eventuali defezioni di cui per il momento sono al corrente solo fino ad un certo punto.

 

Presidente: va bene, con chi cominciamo?

 

Avvocato Baccaredda: scusi signor Presidente, noi avevamo avuto un programma per quest’udienza indicatoci dal Pubblico Ministero in udienza scorsa, in questo programma erano indicati 12 testi, io ritengo che ci sia da rapportarsi in rapporto a questi 12 testi e non ad altri testi di cui noi non sappiamo assolutamente niente, non abbiamo le carte, non possiamo sapere se sono parti offese, che corso hanno, insomma, non vedo che problema abbia il Pubblico Ministero a indicarci i testi l’udienza precedente.

 

Pubblico Ministero: semplicemente il fatto che il dottor Corsi non può venire perché all’estero, un’altra persona è all’estero, due persone sono decedute, ora, per non lasciare un’udienza che potrebbe finire nella mattinata avevo indicato che c’erano i dipendenti delle liste del Petrolchimico e delle cooperative che sarebbero stati sentiti, oggi, quindi ho semplicemente riempito, tra altro, con delle persone che non sono state sentite neanche da me durante le indagini preliminari, che sono soltanto dipendenti...

 

Presidente: va bene, se sono sulle stesse circostanze, praticamente sull’attività lavorativa che hanno svolto etc., non lo so insomma, adesso vediamo, innanzitutto sentiamo quelli che lei aveva già indicato e poi andremo eventualmente in successione.

 

Pubblico Ministero: cominciano intanto con la persona, con il dottor Gracco, che è l’unica persona esterna che dovrebbe venire oggi, che è un medico, su una circostanza molto particolare.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - GRACCO LUIGI TIBERIO CAIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Le volevo chiedere innanzitutto di riferire al Tribunale qual è la sua attività professionale?

RISPOSTA - Sono primario chirurgo all’ospedale civile di Mestre.

DOMANDA - Da quando?

RISPOSTA - Dall’88.

DOMANDA - Lei anche durante le indagini preliminari era stato sentito su una circostanza particolare relativa a una lettera di Gabriele Bortolozzo che era stata fatta pervenire alla Procura della Repubblica il 14 dicembre del 1994; le volevo chiedere innanzitutto se si ricorda la circostanza e se può riferire al Tribunale di che cosa si tratta?

RISPOSTA - Non ricordo, ricordo in sommi capi che sono stato ad un colloquio con il dottor Casson, con lei, dove lei mi aveva chiesto se avevo notizie in base a dei pazienti trattati per una patologia epatica e io ricordo di averle detto che io come tecnico indirettamente sapevo, perché è il reparto di epatologia che generalmente contatta i chirurghi quando c’è necessità di un trattamento chirurgico di lesioni epatiche, nel caso specifico credo di avere operato, adesso non ricordo bene, 2 o 3 persone per una lesione epatica.

DOMANDA - Guardi, allora la circostanza specifica risale, per quanto riguarda questo punto, chiederò poi l’acquisizione di questo documento di Gabriele Bortolozzo datato 14 dicembre ‘94, si tratta di un ricovero che è stato effettuato all’ospedale civile di Mestre nel 1990 e veniva segnalato in questa lettera al Pubblico Ministero un caso di una persona deceduta in quel periodo per angiosarcoma.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda di che cosa si tratta adesso...

RISPOSTA - Sì, ricordo il caso, io credo di ricordare almeno, si trattava di un paziente, un uomo di mezza età, con una grossa lesione epatica al lobo destro del fegato poi definita istologicamente come un angiosarcoma, sì, certo.

DOMANDA - Le circostanze che venivano riferite erano un po’ più particolari, lei è in grado di ricordarsi il nome di quella persona e quelle circostanze particolari?

RISPOSTA - No, questo non lo ricordo.

DOMANDA - Per quanto riguarda il nome della persona lo indichiamo dopo, volevo dire: quanto tempo è rimasta questa persona presso il vostro reparto?

RISPOSTA - E` stato operato, complessivamente mi pare ci siano state delle complicanze, adesso io non ricordo, credo che il paziente sia stato complessivamente una settimana, 10 giorni, ma non ricordo di preciso comunque.

DOMANDA - Lei ha parlato della vicenda con i parenti del deceduto?

RISPOSTA - Quella volta abbiamo parlato in merito proprio alla degenza, cioè, al tipo di patologia, quello che era stato riscontrato e come evolveva la patologia, ma non ricordo altro.

DOMANDA - Lei si ricorda se sono stati fatti dei controlli specifici prima del suo ricovero?

RISPOSTA - Questo non lo ricordo, io so soltanto che c’è stato un ricovero con relativa urgenza per sanguinamento della lesione.

DOMANDA - Sanguinamento da rottura?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Perché lei diceva quella volta, in caso di controlli, era appunto il 19 dicembre ‘94, "sicuramente si sarebbe da tempo accertata la presenza di una neo formazione epatica poi da individuare e da definire"; proprio le chiedo sulla sua attività, su quello che lei ha visto?

RISPOSTA - Quello che ho visto, ho visto una grossa lesione nell’atto chirurgico, una grossa lesione che interessava il lobo destro del fegato, una grossa lesione veramente che affiorava in superficie e come succede molto spesso queste lesioni quando affiorano in superficie possono sanguinare e creare delle complicanze su una lesione già di per sé importante.

 

Avvocato Baccaredda: quella contestazione che lei ha fatto si riferisce al verbale di assunzioni di informazioni? Lei ha letto prima..

 

DOMANDA - L’ho letto sì.

 

Avvocato Baccaredda: è il verbale di assunzioni di informazioni 19/12/94?

 

DOMANDA - Sì, dov’è il problema?

 

Avvocato Baccaredda: stavo cercando semplicemente...

 

DOMANDA - Sicuramente si sarebbe - come dice - se avesse fatto questi controlli sicuramente si sarebbe da tempo accertata la presenza di una neo formazione epatica da individuare e da definire; conferma questo dato?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Presidente, io non ho altre domande, chiedo, siccome il nome di questa non è stato in grado di individuarla, ma l’unica persona deceduta per angiosarcoma epatico era il signor Battaggia Giorgio, è stato sentito ovviamente il 12 dicembre ‘94 il signor Gabriele Bortolozzo, che com’è noto è successivamente deceduto, sulla circostanza specifica e sul nome lui riferisce che si tratta proprio di Battaggia Giorgio. Su questa circostanza quindi, sia la segnalazione che ha fatto Gabriele Bortolozzo che ha confermato, poi riferendo anche il nome di Battaggia Giorgio, essendo deceduto, chiedo che vengano acquisiti su queste circostanze la segnalazione e la conferma del nome resa al Pubblico Ministero.

 

Presidente: ricorda per caso, adesso che le è stato....

RISPOSTA - Il cognome?

 

Presidente: sì.

RISPOSTA - Credo di sì, credo fosse lui, però non sono certo al 100%, ma mi pare di sì.

 

Presidente: può bastare questo.

 

DOMANDA - Per carità, sono due foglietti, solo per avere la conferma del nome.

 

Presidente: va bene, se è per la conferma del nome credo che tutto sommato l’abbiamo raggiunta.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Per chiarezza, altrimenti c’è il pericolo che le sue parole frettolose possano essere male interpretate. Il lavoratore di cui si sta parlando era un lavoratore sottoposto agli screening medici che la legge prevede per gli operatori esposti a CVM, screening che prevede test di esami enzimatici, GOT, GPT, ed altri di questo tipo; a suo avviso questi test sono predittivi per un’insorgenza di un angiosarcoma epatico? Le dico che il signor Battaggia...

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione alla premessa perché è da dimostrare che Battaggia fosse sottoposto a tutti questi esami...

 

DOMANDA - Ci sono i dati di laboratorio, i suoi consulenti li hanno esaminati.

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione su questa premessa perché lei la fa a un teste e lei al teste deve chiedere circostanze.

 

Presidente: quando è stato ospedalizzato sarà venuto con una documentazione medica questo...

RISPOSTA - Guardi, mi pare, io adesso non voglio dire sciocchezze, però credo addirittura che sia stato operato in urgenza, adesso vado a braccio, non ricordo di preciso.

 

Presidente: ho capito, ma dopo lei avrà esaminato forse una documentazione medica precedente, non c’era nessuna documentazione medica precedente?

RISPOSTA - Non ricordo questo, credo che sicuramente la lesione era grande, io adesso non so se il paziente, se il signor Battaggia...

 

Presidente: lei ha avuto la possibilità di fare un’anamnesi più complessiva?

RISPOSTA - Sì, sicuramente però di questo non ricordo.

 

Presidente: cioè, era quindi sofferente da tempo, che lei ricordi.., non lo ricorda proprio.

 

DOMANDA - Lei ha parlato di controlli specifici antitumore, siccome da quello che almeno abbiamo appreso in quest’aula di marcatori di esami predittivi per l’angiosarcoma epatico la scienza medica non ne conosce ancora, io mi chiedo che cosa intenda lei per controlli specifici antitumore?

RISPOSTA - I controlli specifici li ha citati lei, mi riferisco anche a indagini strumentali, faccio un esempio, l’ecografia.

DOMANDA - Che la legge non prescrive tra gli esami che devono essere eseguiti sui lavoratori esposti a CVM...

RISPOSTA - Questo non lo so.

 

Presidente: comunque gli esami enzimatici..., io purtroppo non ho il caso, ma se vuole accendo qui, ho il cd-rom, andiamo a vedere quali esami avesse fatto precedentemente, voglio dire, si può risolvere facilmente la questione.

 

DOMANDA - Lei ha conoscenza dell’esame istologico eseguito dal dottor Battaggia?

RISPOSTA - Sì, mi pare di sì.

DOMANDA - Lei non ricorda...

RISPOSTA - Non ricordo, ma credo che si trattasse di sarcoma.

DOMANDA - Esatto, e lei ricorda se da questo esame istologico risultassero tracce di epatopatia cronica?

RISPOSTA - Non ricordo nella maniera più assoluta.

 

Presidente: altre domande?

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Sì, in parte la domanda mia è la stessa che ha fatto l’avvocato Santamaria. Le volevo chiedere sempre a proposito di questi accertamenti di cui lei ha parlato di natura strumentale come l’ecografia, ad esempio, o immagino anche una biopsia epatica, qualora fossero stati effettuati avrebbero consentito una prognosi diversa?

RISPOSTA - Una diagnosi precoce, per esempio le posso dire che può darsi non avremmo operato il paziente in urgenza, faccio un esempio.

DOMANDA - Sul decorso della malattia che effetto avrebbe avuto?

RISPOSTA - Nel corso della malattia tutti quanti sappiamo che il sarcoma è una malattia molto ingrata dal punto di vista...

DOMANDA - Quindi la diagnosi precoce...

RISPOSTA - La diagnosi precoce dà una prospettiva di vita che è diversa dal trattare un paziente con una grossa lesione del lobo destro del fegato sanguinante, sicuramente.

DOMANDA - Ma quanto ad aspettativa di vita non cambia nulla?

RISPOSTA - Prognosticamente, cioè, se teniamo conto anche degli anni di vita, conta.

DOMANDA - In che senso?

RISPOSTA - La prognosi è infausta, può essere infausta sicuramente, ma se lei mi chiede se una lesione di due centimetri risolvibile a livello di ecografia, le faccio un esempio, le possibilità di una sopravvivenza maggiore sicuramente c’è.

DOMANDA - Ho capito, questa è la sua opinione.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Dal libretto sanitario di questo lavoratore - riassumo dei dati ma credo che siano anche quelli che i consulenti del Pubblico Ministero hanno sintetizzato - fra il ‘76 e l’87 si rilevavano GOT e GPT nella norma, modeste alterazioni delle Gamma GT con valori compresi fra 92 e 107, nel 1988 GOT e GPT erano nella norma, solo le Gamma GT erano 66 e il VCM era 106; secondo lei questo quadro di esami è un quadro che poteva far suggerire la possibilità di un’insorgenza di un angiosarcoma?

RISPOSTA - No, assolutamente no, perché le dico questo, noi vediamo molto spesso delle grosse lesioni epatiche, ma dico grosse, bilaterali, che non danno assolutamente alterazioni dei valori enzimatici, perciò dicevo, puntavo e sottolineavo il problema dell’ecografia, dell’esame strumentale che ci aiuta molto in questo, quindi diciamo che, adesso come adesso, l’esame principe è un’ecografia, lo diciamo senza remora di sbagliare.

DOMANDA - Che la legge non prevedeva tra gli esami di routine per i lavoratori esposti.

 

Presidente: ci sono ulteriori domande? Va bene, grazie, può andare.

 

Pubblico Ministero: Varagnolo.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - VARAGNOLO GIUSEPPE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Le volevo chiedere, innanzitutto, di riferire al Tribunale in che reparto ha lavorato e da quando?

RISPOSTA - Al CS28 dal ‘73 al novembre ‘99, attualmente sono in magazzino.

DOMANDA - Lei ha lavorato con Zanini Lucio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda i periodi?

RISPOSTA - Dovrebbe essere dal ‘76 all’85, ma non sono sicuro.

DOMANDA - Quando lei è stato sentito il 9 ottobre ‘95 dalla Guardia di Finanza aveva detto per quanto riguarda il periodo di lavoro con il Zanini presso il reparto CS28/30 indicava "dal ‘75-’76 all’88-’89", conferma questo dato?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Nel reparto CS28 e CS30 erano presenti vapori, c’erano inalazioni da CVM?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per quale motivo?

RISPOSTA - Perché le peci clorurate, le code del CV22 e 23 venivano bruciate dall’impianto CS28.

DOMANDA - Le code intende i residui, i residui del CV22 e 23?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: può andare, grazie.

 

Pubblico Ministero: il successivo doveva essere Pesce Vittorio, altrettanto rapido, su una circostanza relativa semplicemente ad un operaio, a Vescovo, però ho ricevuto un certificato di ricovero in ospedale, non so, io chiedo, vista la circostanza, se c’è il consenso all’acquisizione, perché è un verbale striminzito, tipo quello che aveva fatto il signor Varagnolo.

 

Presidente: cioè sulla circostanza...

 

Pubblico Ministero: la circostanza per dire sul fatto di aver lavorato con il signor Vescovo e in quale reparto, anche presso l’impianto pilota, semplicemente, se vuole leggo il verbale, sono le due cose striminzite tipo quelle di Varagnolo.

 

Presidente: va bene, vediamo se c’è il consenso per l’acquisizione. C’è il consenso? Va bene, c’è il consenso. Allora l’acquisiamo.

 

Pubblico Ministero: diceva: "Conosco il signor Vescovo e sapevo dove lavorava, posso affermare che era a contatto con il CVM e PVC in quanto nel reparto in cui lavorava erano manipolati tutti i prodotti della produzione dello stabilimento di Porto Marghera; mi ricordo inoltre che il Vescovo ha compiuto delle ricerche presso impianti pilota per la produzione delle lastre", qua non si riesce a capire, poi dice: "le quali avevano come componente chimico base il CVM", semplicemente questo. Consegno una copia con il certificato di ricovero, se può servire. Poi un’altra persona, Battaggia Andrea.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - BATTAGGIA ANDREA -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Lei che attività lavorativa ha svolto e che per periodo?

RISPOSTA - Io ero sotto una cooperativa alla Montedison, ho lavorato a Montefibre, praticamente facevo carico e scarico di tutta la merce che veniva dentro la Montedison.

DOMANDA - Che cooperativa era?

RISPOSTA - Cooperativa Egeo.

DOMANDA - Si ricorda i periodi?

RISPOSTA - Io ho lavorato mi sembra dal ‘70 all’82-’83, adesso non so di preciso.

DOMANDA - La cooperativa Egeo poi è stata denominata cooperativa Facchini Marghera.

RISPOSTA - Prima era cooperativa Facchini Marghera, dopo si sono divisi nella cooperativa Egeo.

DOMANDA - Lei ha prestato attività lavorativa insieme a Rumonato Giovanni?

RISPOSTA - Sì, ho lavorato, era in cooperativa con me, però noi come cooperative uno andava da una parte, uno andava dall’altro, delle volte eravamo insieme, perché alla mattina ci mandavano una diritta una parte ed uno da un’altra, non avevamo un posto fisso.

DOMANDA - Volevo chiedere se lei ha prestato attività lavorativa anche presso i reparti CVM e PVC di Porto Marghera?

RISPOSTA - Sì, delle volte ci mandavano lì per scaricare camion, però io in reparto sono stato al CV15 un periodo di 5, 6 mesi, CV5 ancora, e dopo sono andato via da lì e sono andato sempre a fare carico e scarico di camion.

DOMANDA - Delle polveri, dei sacchi?

RISPOSTA - Erano tutti insaccati questi sacchi, dopo non so cosa c’era dentro. E dopo ho fatto 5 o 6 anni, sono andato via con il carrello, un carrello elevatore, un muletto, allora mi mandavano, andavo su un reparto, perché io i reparti un giorno andavo al CV, un giorno andavo al TR, un giorno andavo in magazzino, non avevamo un posto fisso. Con il muletto scaricavamo queste pedane, portavamo in reparto, portavamo fuori, caricavamo camion.

DOMANDA - Rumonato lavorava anche lui ai reparti del CV?

RISPOSTA - Sì, mi sembra di sì che abbia lavorato, so che è stato anche ai forni ogni tanto.

DOMANDA - Lei è stato informato o qualcuno altro della cooperativa è stato informato della pericolosità, della tossicità delle sostanze CVM e PVC?

RISPOSTA - No, non eravamo da nessuno informati.

DOMANDA - Da parte di nessuno e in nessuna maniera?

RISPOSTA - Si sapeva benissimo che la polvere purtroppo fa male, ma non sapevamo che tipo di nocività era questa cosa che si lavorava.

DOMANDA - Cioè che in pratica il CVM è una sostanza cancerogena?

RISPOSTA - Dopo.

DOMANDA - Dopo?

RISPOSTA - Dopo tanto si sapeva.

DOMANDA - La vostra attività lavorativa veniva svolta con dei mezzi di protezione individuale? Con guanti, maschere?

RISPOSTA - Si doveva procurare da se stessi, perché delle volte si andava nei reparti, avevamo i guanti, sì, ma la mascheretta non l’avevamo dietro, non avevamo niente insomma.

DOMANDA - Quindi non avevate assolutamente le maschere?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: va bene, può andare, grazie.

 

Pubblico Ministero: c’era un’altra persona sempre di cooperativa, Mazzetto Severino, che però è deceduto, quindi chiederei l’acquisizione del certificato di morte e del verbale delle dichiarazioni, era un dipendente della ditta Carovana fra caricatori e scaricatori e lavorava assieme a Rumonato, svolgeva le funzioni di facchino, tra le quali quella di insaccatore presso il reparto CV6 del Petrolchimico, e dice che svolgeva questa attività insieme al Rumonato fino al ‘74, anno in cui ci siamo persi di vista, e poi dice che la ditta si sciolse e vennero costituite due cooperative, cooperativa Facchini Marghera e cooperativa Egeo, Rumonato passò alla cooperativa Egeo; quindi chiedo l’acquisizione di questo certificato di morte e il verbale.

 

Avvocato Baccaredda: il verbale di Mazzetto non ci risulta che fosse agli atti Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: di Mazzetto reca un numero 1215, 16, 17 e 18 e le dichiarazioni sono quelle del 10 aprile ‘97, credo che sia stato depositato, se vedo il numero io ritengo che sia stato depositato questo.

 

Presidente: comunque eventualmente sono sempre possibili verifiche. Va bene, acquisiamo.

 

Pubblico Ministero: per le 9 io avevo citato delle altre persone, però il dottor Corsi che era amministratore finanze della società all’epoca Enichem aveva problemi di presenza sul territorio nazionale mi pare, e un altro teste, Greco, peraltro una persona, è un verbale molto rapido, che è residente all’estero e quindi questi sono saltati. Per quanto riguarda il discorso delle 9 nel frattempo io avevo indicato altre due persone che non sono mai state sentite da me, quindi io non ne so..., sono Prosperi e Menozzi.

 

Presidente: va bene, sentiamo uno dei due.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - PROSPERI GIUSEPPE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Io mi volevo limitare soltanto a chiedere che attività di lavoro lei ha svolto e da quando?

RISPOSTA - Io sono entrato in corso per essere assunto nell’aprile del ‘57, ho fatto...

DOMANDA - Dove?

RISPOSTA - Come dove?

DOMANDA - Che reparto?

RISPOSTA - No, la scuola aziendale, facevamo allenamento insomma, pratica al CV1 per tre mesi.

DOMANDA - Poi lei è passato al CV5?

RISPOSTA - Poi sono passato al CV5/15 per altri 9 mesi e lì ero già assunto.

DOMANDA - E poi?

RISPOSTA - Dopo sono passato in laboratorio al CV5/15 fino all’87 che sono andato in pensione.

DOMANDA - Io al momento non avrei altre domande sulle mansioni eventuale le chiederà un difensore di parte civile.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - Lei ha lavorato al laboratorio CV5/15 fino al marzo ‘87?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quali mansioni svolgeva?

RISPOSTA - Prima analista, poi capoturno e infine assistente in turno.

DOMANDA - Che cosa fa l’analista e che tipo di attività si svolge nel laboratorio CV5/15?

RISPOSTA - Dunque, noi prelevavamo dei campioni dai reparti CV14, CV6 e CV3 ed analizzavamo tutte queste polveri, sia polveri e sia sull’umido, prodotto uscito da prima di essere essiccato.

DOMANDA - Quando dice umido intende la resina?

RISPOSTA - Sì, la resina.

DOMANDA - Il laboratorio CV5/15 dove si trovava? Cioè, dove era collocato rispetto agli altri reparti?

RISPOSTA - Per un paio d’anni era collocato sopra il CV6, dopo ci siamo trasferiti sopra il CV14, infine ci siamo trasferiti sopra il CV5/15 e lì ci siamo uniti anche con quelli che analizzavano il granulo del reparto CV5/15.

DOMANDA - Quando dice eravamo sopra il CV6, il CV3, il CV15, cosa intende, c’era separazione tra i reparti?

RISPOSTA - C’erano delle vetrate, delle porte, comunque una separazione almeno visibile c’era insomma, dopo non so quanto dal punto di vista che non passassero gas o robe, non credo che fossero separazioni utili.

DOMANDA - Quando facevate il controllo di questo prodotto, lei ha detto resina, anche granuli, anche sicron paste?

RISPOSTA - Sicron paste, resina..

DOMANDA - Come avveniva il controllo, dal punto di vista materiale, cosa significava fare il controllo, come usavate le mani?

RISPOSTA - Eh, le mani, cioè per un certo periodo andavamo anche a prelevare il campione in reparto, dopo hanno deciso che ci mandavano su tutto attraverso gli operai del reparto e ci mandavano su tutta, secchi di resina, sacchi, sacchetti, bacinelle con l’umido, e noi dovevamo...

DOMANDA - Avevate i guanti?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Eravate a mani nude?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo per che periodo?

RISPOSTA - Come per che periodo?

DOMANDA - In che periodo è successo questo, fino a quando o avete sempre lavorato a mani nude?

RISPOSTA - Per me fino all’87 che sono venuto via.

DOMANDA - Lei era turnista?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Dove facevate la pausa pranzo, dove mangiavate?

RISPOSTA - Fino al ‘76 che siamo andati, diciamo fino al ‘75 andavamo a mangiare in un archivio dove avevamo archiviato tutta la, tutti i barattoli di ogni... quando è cominciato a venir fuori, cioè, era una stanza completamente chiusa, senza finestre, solo una grande porta piena di barattoli di resina, quando si è...

DOMANDA - Voi mangiavate lì dove c’erano questi barattoli?

RISPOSTA - Sì, noi ci eravamo rintagliato degli spazi per mangiare perché non avevamo nessuna mensa. Appena si è cominciato a dire che il CVM faceva male il nostro capo laboratorio, cioè, prima hanno fatto un’indagine ambientale e sono venuti a prelevare l’aria, i fumi, e da quel momento lì ci hanno rintagliato fuori una mensa in un ufficio e da quel momento lì, insomma, siamo stati un po’ più isolati per mangiare.

DOMANDA - E questo quando è avvenuto?

RISPOSTA - Sarà stato il ‘74.

DOMANDA - Quindi lei può riferire a quel periodo il momento in cui è venuto a conoscenza che il CVM era cancerogeno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - La conoscenza da chi è venuta, lei da chi l’ha saputo?

RISPOSTA - Parlando con i sindacati.

DOMANDA - Dall’azienda non ha avuto notizia?

RISPOSTA - No, dall’azienda niente, neanche l’analisi ambientale che hanno fatto in laboratorio io non ho saputo che dati, che risultati hanno...

DOMANDA - Lei conosce il signor Vincenzo Cappelletto e il signor Mario Arnini?

RISPOSTA - Sì, erano nel mio reparto. Cappelletto è stato anche in turno con me, mentre Arnini pur lavorando nello stesso ambiente ma in momenti diversi insomma, cioè io montavo e lui smontava, così.

DOMANDA - Lei si ricorda il periodo in cui era insieme al signor Cappelletti, in che anni?

RISPOSTA - Penso a metà degli anni ‘60 fino ai primi 2 o 3 anni del ‘70.

DOMANDA - Mentre il signor Arnini?

RISPOSTA - Il signor Arnini, non so, sarà stato anche lui circa questo periodo qua.

DOMANDA - Facevano lo stesso lavoro suo, erano analisti anche loro?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Sono stati anche assistenti di turno?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Nessuno dei due?

RISPOSTA - Nessuno dei due.

DOMANDA - Nello svolgimento della vostra attività lavorativa, a parte il toccare a mani nude il prodotto, poi che tipo di indumenti indossavate?

RISPOSTA - La tuta, una giacchetta della tuta.

DOMANDA - Avevate una maschera?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Nessuna maschera in dotazione?

RISPOSTA - Sì, una maschera in dotazione sì, ma fuori portata.

DOMANDA - Cosa vuol dire fuori portata?

RISPOSTA - Messa su uno stipetto.

DOMANDA - Era la maschera che doveva essere usata per il controllo del prodotto o era una maschera che serviva per...

RISPOSTA - Una maschera che serviva per emergenza, cioè, per il controllo del prodotto nessuna maschera. Cioè, avevamo una maschera per emergenza che ci avevano dato al momento dell’assunzione.

DOMANDA - All’interno del laboratorio, che lei sappia, erano stati predisposti dei sistemi di sicurezza durante il periodo in cui lei ha lavorato?

RISPOSTA - Cioè, c’era qualche estintore, poi solo dopo il ‘76, quando siamo andati sopra e ci siamo trasferiti al laboratorio centrale lì abbiamo avuto un autorespiratore, uno che doveva usarlo solo l’assistente di turno, mentre tutti scappavano l’assistente di turno doveva..., allora lì c’è stato creato un itinerario per andare, cioè, siccome l’assistente doveva essere l’ultimo ad uscire, ci hanno creato una strada in maniera, se qualcuno stava male da recuperarlo insomma.

DOMANDA - Lei ha detto fino al ‘76, dal ‘76 avevano messo questo..., come l’ha chiamato, autoaspiratore?

RISPOSTA - Autorespiratore.

DOMANDA - Prima del ‘76 quindi che cosa c’era, c’erano per esempio delle cappe di aspirazione nel laboratorio?

RISPOSTA - Sì, c’erano delle cappe di aspirazione.

DOMANDA - Quando sono state installate?

RISPOSTA - Ci sono sempre state delle cappe, solo che per esempio la stufa dove essiccavamo l’umido, dove essiccavamo la resina umida, quella era messa su un bancone e con il caminetto che buttava nell’ambiente, cioè, siccome era grande questa stufa sotto le cappe non ci stava...

DOMANDA - Quindi nel momento in cui si essiccava il prodotto non esisteva una cappa per poter contenere questa evaporazione, questa essiccazione?

RISPOSTA - Sì, questi fumi.

DOMANDA - Il primo gascromatografo in laboratorio quando è stato installato?

RISPOSTA - Penso verso il ‘74.

DOMANDA - E quello serviva per cosa?

RISPOSTA - E quello serviva per determinare quanto CVM era contenuto dalla resina che analizzavamo.

DOMANDA - E lei si ricorda se funzionava, era efficace questo gascromatografo?

RISPOSTA - Sì, ma non era per rilevare il CVM nell’ambiente, era per rilevare proprio come analisi.

DOMANDA - Quindi era solo per l’analisi del prodotto che voi controllavate?

RISPOSTA - Era solo per l’analisi del prodotto, appena messo questo cromatografo trovavamo, nella resina trovavamo parti per milione 3, 4.000, 15.000, il cromatografo andava in fondoscala e non, e neanche si perdeva tempo a controllare quanto era. Dopo pian piano, pian piano nel tempo i valori si sono sempre più abbattuti finché siamo arrivati alle 9, 10 parti, 8, siamo arrivati ai limiti di CVM contenuto nella resina, anche una parte.

DOMANDA - Quindi non c’era uno strumento che analizzava il CVM in ambiente, nell’ambiente laboratorio?

RISPOSTA - Noi non producevamo CVM, a noi ce lo portavano a sacchi, a barattoli, a vaschette, per noi sapere che faceva male, cioè, ha voluto dire cambiare certi comportamenti, cioè, quando io sapevo che era un gas che volevano usarlo anche per, come anestetico negli ospedali adoperavo questo CVM in una certa maniera, quando ho saputo che invece era cancerogeno è logico che si andava a fare tutto sotto cappa.

DOMANDA - Questa era una vostra iniziativa comunque, l’azienda non diceva come dovevate comportarvi dopo che si era saputo che era cancerogeno?

RISPOSTA - Sì, qualche iniziativa dell’azienda c’è stata, come portarci fuori la mensa da quell’archivio dove mangiavamo.

DOMANDA - Portarla fuori dove, nel reparto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Rimaneva nel reparto?

RISPOSTA - Rimaneva nel reparto comunque, sempre con delle porte a vetri di nessuna sicurezza insomma, sempre nel reparto.

DOMANDA - Lo stato di manutenzione quale era negli anni in cui lei ha lavorato al laboratorio e chi svolgeva la manutenzione?

RISPOSTA - C’era un meccanico di laboratorio per certi lavori di routine e dopo certi lavori venivano fatti dall’officina, dall’officina centrale.

DOMANDA - Le visite mediche a cui eravate sottoposti ogni quanto tempo vi venivano fatte?

RISPOSTA - Ogni anno.

DOMANDA - Cioè una volta all’anno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quando avete saputo che il CVM era cancerogeno queste visite mediche sono aumentate, sono rimaste una volta all’anno, se lo ricorda?

RISPOSTA - No, diciamo sono rimaste una volta all’anno.

DOMANDA - Che tipo di esami, si ricorda che tipo di esami facevate in laboratorio, esami relativi alle visite mediche?

RISPOSTA - Cosa facevamo... per la sordità.

DOMANDA - Per la sordità?

RISPOSTA - Sì, poi...

DOMANDA - Facevate anche colloqui con il medico di fabbrica?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Il medico di fabbrica nel periodo in cui lei ha lavorato chi era, se lo ricorda?

RISPOSTA - Il primo era un certo Fincato mi sembra, se non sbaglio, e il secondo...

DOMANDA - Era il dottor Giudice?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei si ricorda se il dottor Giudice in particolare a proposito della notizia sulla pericolosità del CVM nei colloqui che avevate durante le visite mediche vi parlava di questo problema?

RISPOSTA - No, si parlava solo di alcool, di sigarette, forse quello che interessava a loro sapere.

DOMANDA - Si ricorda di qualche fuga di gas avvenuta durante il periodo in cui ha lavorato, parlo di fughe che hanno provocato la necessità dello sgombero?

RISPOSTA - Sì, no, nei primi periodi no, dopo il ‘76 quando siamo andati al laboratorio centrale, l’ultimo laboratorio, c’era un impianto vicino, mi sembra il PR21 che ogni tanto aveva una fuga di gas, di qualcosa, non so di che prodotto che era, però qualche fuga c’è stata ed anche dopo tutti gli uomini sono andati in infermeria.

DOMANDA - Io non ho altre domande.

 

Presidente: nessuna domanda?

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Lei ha partecipato all’indagine Fulc? Indagine sanitaria promossa dalla Fulc e condotta dall’istituto di medicina del lavoro di Padova?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei fu sottoposto a visite?

RISPOSTA - Sì, sono stato, hanno prelevato dei campioni fuori dallo stabilimento però, sì.

DOMANDA - Le fu consegnata una scheda alla fine?

RISPOSTA - Mi è stata consegnata una scheda.

DOMANDA - Come anche a tutti gli altri che avevano partecipato alla visita?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Nella sua scheda cosa c’era scritto?

RISPOSTA - Se me lo diceva prima la leggevo, comunque dovevo avere la mano fredda e mi sembra il consiglio era di essere allontanato...

DOMANDA - Quindi tutti gli operai a cui era stato dato un suggerimento da parte della Fulc, o meglio dai medici che hanno visitato, di essere allontanato dai reparti lo sapevano perché erano scritte nelle schede?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le sembra davvero credibile che tutti coloro che avevano in mano una scheda in cui era scritto: opportuno allontanarsi dall’esposizione non ne parlassero con il medico di fabbrica, con il dottor Giudice, che non dialogassero anche di questo con il medico di fabbrica? Visto che lei prima...

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione a chiedere se fosse credibile.

 

Presidente: diciamo se ne ha parlato o non ne ha parlato, visto che in questa scheda le era stato scritto che si suggeriva l’allontanamento dal posto di lavoro, quando lei è andato nuovamente a farsi la visita periodica dal dottor Giudice ha chiesto se anche lui appoggiava quel suggerimento, quella richiesta?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: non ne avete parlato?

RISPOSTA - No.

 

DOMANDA - Come mai, lei ha una scheda in cui è scritto: opportuno allontanarsi dall’esposizione, perché non ne parla con il medico di fabbrica?

RISPOSTA - Adesso gli dico, è una scheda che ho lì dal ‘75 e proprio giurare quello che ho detto non potrei giurarlo, bisognerebbe che gli dessi un’altra...

DOMANDA - Quindi lei non può girare che capitasse che lei parlava con il medico di fabbrica anche di questi problemi, lei non può giurare che non sia successo?

RISPOSTA - No, non è successo perché non ho mai parlato, cioè, che avevo la mano fredda sì, sono sicuro che c’era...

DOMANDA - No, la domanda era diversa, visto che nella scheda era scritto...

 

Presidente: lui forse non è sicuro proprio su questo, su questa circostanza, mi pare di avere percepito esattamente questo. Lei non è sicuro se sulla scheda ci fosse o meno scritto che suggeriva l’allontanamento?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: comunque le era stato diagnosticato solamente questa patologia che riguardava, cioè, le hanno detto da cosa poteva derivare?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: non le hanno detto neanche i medici dell’istituto di medicina del lavoro?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: che cosa le hanno fatto fare, che esame le hanno fatto fare?

RISPOSTA - Mi hanno fatto mettere una mano in una vasca.

 

DOMANDA - Della mano fredda lei ha parlato con il medico di fabbrica?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: va bene, può andare.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - MENOZZI ALDO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Se vuole riferire al Tribunale quando ha iniziato a lavorare allo stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera e presso quali reparti?

RISPOSTA - Io sono stato assunto nel ‘67 presso il laboratorio ricerche, ho fatto un anno sul laboratorio ricerche, poi sono passato al laboratorio controllo.

DOMANDA - Lei ha svolto l’attività lavorativa anche insieme a tale (Elitalo)?

RISPOSTA - Sì, sono stato insieme anche a lui dei periodi saltuariamente, perché facevo il jolly, giravo quasi tutti i turni.

DOMANDA - E quando ha cessato la sua attività?

RISPOSTA - Nel 1995, il 27 dicembre ‘95.

 

Presidente: sempre svolgendo la sua attività laboratorio controllo?

RISPOSTA - Sempre stando al laboratorio controllo.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - Il laboratorio controllo dove si trova nel Petrolchimico, vicino a quali reparti?

RISPOSTA - All’inizio era sopra il CV15, poi nel ‘76 è passato sul laboratorio dove prima c’era il laboratorio ricerche e adesso si trova, ho fatto gli ultimi due anni, tre, adesso non mi ricordo di preciso, vicino alla portineria, vicino alla direzione portineria 4.

DOMANDA - Lei che tipo di mansioni ha svolto nel laboratorio?

RISPOSTA - Controllavamo la produzione del PVC.

DOMANDA - Del PVC, ha detto del PVC?

RISPOSTA - Sì, della resina insomma.

 

Presidente: con quali modalità la controllavate?

RISPOSTA - Come?

 

Presidente: cioè, voglio dire, qual era la vostra attività di controllo?

RISPOSTA - Dai reparti arrivavano i campioni e noi dovevamo fare il tipo di analisi, la viscosità, residui, al granulo si calandrava del prodotto, si estrudeva del prodotto su delle trafile.

 

Presidente: avevate anche il compito di analizzare eventualmente la presenza e la quantità di presenza del CVM nel PVC o no?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: nel tempo lei ha potuto, cioè, nel tempo, lei ha detto che ha cominciato a lavorare nel ‘68 e ha lavorato fino al ‘95, quindi in questi quasi 30 anni di attività che lei ha svolto, 26, 27, le modalità di lavoro sono sempre state le stesse o è cambiato qualche cosa dal punto di vista, diciamo così, delle modalità, di quelle che potevano anche essere le protezioni personali etc.?

RISPOSTA - Eravamo sopra al laboratorio, sopra il CV15 c’era poca protezione, non c’erano le cappe aspiranti, le stufe erano all’aperto quando si mettevano, cioè, fuori, non c’era..., dopo nel ‘76, passando nel laboratorio nuovo hanno fatto delle modifiche, c’erano delle cappe aspiranti, delle migliorie insomma.

 

Presidente: solamente delle cappe aspiranti o lei ha potuto constatare altre situazioni nuove?

RISPOSTA - Il CVM ad esempio si faceva un altro sistema, come cromatografia, prima si essiccava, invece dopo si prelevava direttamente da una boccettina, sono state fatte, cioè, delle migliorie.

 

Presidente: la presenza, per esempio, del CVM nel PVC che lei analizzava era diminuita o no?

RISPOSTA - Adesso non mi ricordo, ma non mi sembra, cioè..

 

Presidente: rispetto al ‘68, rispetto fino ai primi anni ‘70, quando è che lei viene a sapere che il CVM è una sostanza cancerogena, tossica, e come lo viene a sapere?

RISPOSTA - Parlando con i colleghi di lavoro.

 

Presidente: e lei lo viene a sapere prima o dopo che viene costruito, realizzato il laboratorio nuovo? Lei dice di essere passato nel nuovo laboratorio nel 1976?

RISPOSTA - Sì, nel ‘76.

 

Presidente: lei quindi viene a sapere della tossicità del CVM prima o dopo...

RISPOSTA - Dopo, quando siamo passati sul laboratorio nuovo.

 

Presidente: prima non lo sapevate?

RISPOSTA - Io no personalmente

 

Presidente: l’informazione da chi gli è venuta?

RISPOSTA - Si parlava tra colleghi di lavoro.

 

Presidente: l’azienda non ha dato nessuna informazione a questo proposito?

RISPOSTA - Che io sappia no.

 

Presidente: nel momento in cui è andato nel nuovo laboratorio dove c’erano, lei dice, le cappe aspiranti, avete anche, non lo so, usato altri mezzi di protezione, per esempio, non lo so, i guanti, le mascherine etc. per poter fare le vostre analisi...

RISPOSTA - Guanti no.

 

Presidente: e come li facevate questi controlli, facevate dei prelievi?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: ma facevate a mani nude questi prelievi?

RISPOSTA - A mani nude.

 

Presidente: lei ha mai avuto disturbi alle mani?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: i suoi colleghi del laboratorio hanno mai avuto disturbi alle mani?

RISPOSTA - Non saprei dirle.

 

Presidente: cioè sensazioni di freddo alle mani?

RISPOSTA - Mi ricordo che una volta ho fatto una visita a medicina del lavoro che mi hanno immerso le dita in acqua fredda ma dopo non ho più saputo niente.

 

Presidente: e i sui colleghi di lavoro, i suoi compagni di lavoro del laboratorio hanno fatto anche loro quell’analisi?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: qualcuno di loro ha avuto disturbi che lei sapesse?

RISPOSTA - Io non saprei dirle.

 

AVVOCATO BETTIOL

 

DOMANDA - Vorrei una precisazione, perché si parla di due laboratori, cioè, il vecchio laboratorio e il trasferimento poi ad un altro laboratorio..., il teste ha parlato di due laboratori...

 

Presidente: sì.

 

DOMANDA - Volevo chiedere: questo è il laboratorio relativo al PVC?

 

Presidente: sì, l’ha già detto.

 

DOMANDA - E` diverso dal laboratorio centrale?

RISPOSTA - Prima eravamo sopra il CV15, dopo quando il laboratorio centrale, che si trovava dove siamo passati noi, perché dopo il laboratorio centrale è andato via, è andato su un altro laboratorio.

DOMANDA - Quindi sono praticamente tre laboratori per intenderci, uno vecchio, centrale e poi...

RISPOSTA - C’era il primo nel ‘67, poi nel ‘76 siamo passati in un altro laboratorio che era l’ex centrale.

DOMANDA - Mentre il centrale è andato?

RISPOSTA - Da un’altra parte.

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Due domande di chiarimento, forse sulla prima ha già detto qualcosa il teste. Lei ha partecipato all’indagine Fulc?

RISPOSTA - Non ho capito.

 

Presidente: se ha partecipato all’indagine Fulc, quando le hanno fatto fare questa immersione nell’acqua nella mano?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: è nel corso di questa Fulc ha fatto questo esame?

RISPOSTA - Ci hanno convocati a medicina del lavoro a Marghera, mi hanno fatto fare l’immersione e dopo non ho saputo niente.

 

Presidente: non ha saputo niente?

RISPOSTA - No.

 

DOMANDA - Non le hanno detto nulla?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Neanche sulla pericolosità del CVM?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Lei ha fatto degli esami periodici durante le visite mediche in fabbrica?

RISPOSTA - Quando ci chiamavano una volta all’anno, la visita medica.

DOMANDA - Che esami erano?

RISPOSTA - Prelievo del sangue, l’urina, della sordità.

DOMANDA - E le hanno riferito i risultati?

RISPOSTA - Bastava chiederli, è la visita medica che faceva il dottore.

DOMANDA - Quando lei ha parlato di prelievo a mani nude si riferiva al CVM o al PVC?

RISPOSTA - Dalla resina.

DOMANDA - Il PVC?

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Lei ricorda che esistevano delle specifiche per il contenuto di CVM ammissibile nel... PVC?

RISPOSTA - Sì, però non mi ricordo le percentuali.

DOMANDA - Lei si ricordi che i limiti sono, è una domanda che le ha fatto anche il Presidente, perché il teste che l’ha preceduto è stato molto chiaro. Che ci sono stati degli abbattimenti progressivi nel tempo molto consistenti della quantità di CVM residuo nel PVC, lei lo ricorda visto che era analista?

RISPOSTA - Penso di sì, ma proprio non saprei dirle di preciso, perché proprio non...

DOMANDA - E` corretto dire che l’unica fonte possibile di rilascio di CVM nell’ambiente da dove lavoravate era il CVM residuo nel PVC?

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione alla formulazione della domanda in questa maniera.

 

Presidente: lei sapeva che nel PVC rimanevano dei residui di CVM? Nelle analisi che facevate risultava o non risultava che c’era una presenza di CVM nelle polveri?

RISPOSTA - Sì che risultava.

 

Presidente: lo sapevate. Vuole sapere l’avvocato se da queste analisi che voi avete effettuato risultava una presenza sempre costante in percentuale di CVM o questa presenza è diminuita nel tempo?

RISPOSTA - A volte diminuiva e a volte era più alta sull’analisi.

 

Presidente: lei ha fatto l’analista, avrà una certa competenza, in che percentuale era presente questo CVM?

RISPOSTA - Non mi ricordo.

 

Presidente: lei ha detto che talvolta la presenza era maggiormente rilevante, altre volte meno rilevante etc., ma io le voglio chiedere questo: c’era più CVM nel PVC nel 1970 quando eravate ancora nel vecchio laboratorio o ce n’era di più e talvolta ce n’era di più successivamente quando siete passati nel nuovo laboratorio? A prescindere dal fatto che siete passati dal nuovo al vecchio, ma era tanto per fissare il passaggio come momento temporale.

RISPOSTA - Penso che con il tempo si siano avute delle migliorie.

 

Presidente: ma quali?

RISPOSTA - I dati non glieli saprei dire.

 

Presidente: ho capito, i dati non me li sa dire, ma lei sa quali migliorie, se ci sono state, nel ciclo produttivo del PVC, cioè, per fare il PVC bisogna, lei lo conosce un po’ il ciclo produttivo?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: ci sono altre domande?

 

DOMANDA - Si ricorda se quando eseguiva la sua attività operava sotto cappa di aspirazione o no?

RISPOSTA - All’inizio, come le dicevo, cappe non ce ne erano, dopo sul reparto, sul laboratorio nuovo c’erano le cappe, però, ad esempio, facendo il visivo... là non si poteva lavorare sotto cappa perché c’era una bilancia da mettere che bisognava lavorare senza sotto cappa.

DOMANDA - Che attività era, in quel momento pesavate e basta?

RISPOSTA - Sì.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Quando facevate la granulometria veniva calcolata la grandezza dei grani di PVC, quindi oltre al peso c’era anche un discorso di misurazione?

RISPOSTA - Sì, c’erano 8 setacci, dopo si pesava uno ad uno, ma senza cappa.

DOMANDA - E vedevate anche quanto era grosso?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quindi rimanevate in zona setacci?

RISPOSTA - Sì, qui c’era la bilancia, tu lavoravi sopra così, perché dovevi pulirlo anche con uno spazzolino.

DOMANDA - Cioè, veniva mosso con lo spazzolino...

RISPOSTA - A mano... setaccio così, con lo spazzolino si lavorava e batteva per vedere.... Non c’era cappa là.

DOMANDA - Non c’era cappa?

RISPOSTA - No, perché la bilancia era talmente sensibile che se c’era la cappa....

DOMANDA - Quindi la facevate in situazioni normali, così, senza nessun sistema preventivo di protezione?

RISPOSTA - Senza niente.

DOMANDA - I prelievi di queste sostanze del PVC che veniva esaminato materialmente come venivano fatti, cioè, cosa c’erano, strumenti, attrezzi?

RISPOSTA - No, nel reparto portavano un secchio di resina e noi con una sessola...

DOMANDA - Quella delle barche?

RISPOSTA - Sì, si prendeva il campione, prima se lo metteva su un barattolo che serviva come campione da archivio e dopo si pesava quello che serviva, si vedeva il colore, sempre buttando dentro su un’apparecchiatura con specchio e dopo il rimanente si versava su un setaccio grande che veniva...

DOMANDA - E tutte queste operazioni venivano fatte nella zona setacci?

RISPOSTA - Sì, nella stanzina che c’era riservata alla zona setacci.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Quando svolgevate questa attività lo facevate a temperatura ambiente?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Perché lei sa che il CVM si libera dal PVC quando è riscaldato, in quel momento l’attività era svolta a temperatura ambiente?

RISPOSTA - Sì, sull’ambiente.

 

Pubblico Ministero: c’era polvere?

RISPOSTA - Polvere, sempre un po’ c’era.

 

Presidente: va bene, d’accordo, può andare, grazie. Chi abbiamo?

 

Pubblico Ministero: Malaguzzi.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - MALAGUZZI ODOARDO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Vuole riferire innanzitutto al Tribunale qual è stata la sua attività lavorativa?

RISPOSTA - Nel periodo degli anni ‘70, diciamo, io ho lavorato a Milano come del resto per tutta la mia attività lavorativa, ero incaricato del controllo e del coordinamento dei lavori degli uffici tecnici di stabilimento, nell’ambito del servizio tecnico della divisione materie plastiche della Montedison.

DOMANDA - E` in grado di precisare meglio il periodo?

RISPOSTA - Dunque, dall’inizio del ‘70 verso la fine del ‘70, più o meno in tutto il decennio.

DOMANDA - Lei è stato alle dipendenze anche dell’ingegner Bigi che è deceduto, della Dimp?

RISPOSTA - Certamente, sono stato alle dipendenze dell’ingegner Bigi.

DOMANDA - In precedenza come Dipe in che ufficio si trovava, dal 70 fino a quando c’è stata la divisione, la divisione petrolchimica poi che è stata divisa in due, Dimp e Dipe?

RISPOSTA - Io sono partito come divisione Dipe, poi dopo sono passato come divisione Montedipe, mi sembra.

DOMANDA - Fino a quando?

RISPOSTA - Fino a che ho abbandonato la Montedison e sono passato alla (Haimont).

DOMANDA - Haimont che è sempre del gruppo Montedison.

RISPOSTA - Sì, del gruppo Montedison con la Ercules Americana.

DOMANDA - Lei è ingegnere?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ingegner Malaguzzi dovrebbe essere sentito, chiedo all’ufficiale giudiziario che venga consegnata copia del rapporto di riunione del ‘76 che era allegato al suo verbale, o comunque inserito nel faldone che lo riguardava, una copia sia al teste sia al Tribunale, un rapporto di riunione che è stato redatto in data 15 dicembre 1976 e fa riferimento ad un incontro di Porto Marghera del novembre del ‘76 e c’è indicato anche l’ingegner Malaguzzi, oltre a tutta un’altra serie di persone; le volevo chiedere vedendo questo rapporto, di riferire innanzitutto se si ricorda o di che cosa si tratta e per quale motivo era stato necessario fare sia questo rapporto sia poi quell’allegato telex che è l’ultimo foglio degli atti che sono stati consegnati? Poi le farò delle domande specifiche.

RISPOSTA - Vedo che il rapporto si riferisce alla pulizia delle autoclavi con acqua ad alta pressione, si riferisce alla situazione dei lavatori nei vari stabilimenti e per quanto riguarda Marghera gli impianti CV14, CV16 si parla...

DOMANDA - Del CV6 anche.

RISPOSTA - CV6, CV24, vedo, e CV6, sì, all’inizio.

DOMANDA - Le volevo chiedere di rappresentare, proprio visto il ruolo che lei svolgeva del centro della Dimp a quell’epoca, cioè alla fine del 1976 quale era la situazione di questi lavatori che servivano per la pulizia delle autoclavi, per i reparti ovviamente soltanto di Porto Marghera?

RISPOSTA - Esatto, dunque la situazione di questi lavatori che rappresentavano una tecnologia per quell’epoca all’avanguardia, cioè diciamo che è stata la prima volta che sono stati impiegati lavatori a pressione così alta di acqua per il servizio di queste autoclavi. Evidentemente avevano presentato dei problemi nella messa a punto e nell’esercizio, infatti in questa relazione si parla di inconvenienti che nelle conclusioni, che però io non vedo, ritengo che si parlasse di interventi per mettere questi lavatori in condizioni di funzionare, secondo le necessità dello stabilimento.

DOMANDA - Su questa situazione dei lavatori dei vari reparti aveva ritenuto di dire che si trattava di una situazione di condizione media, che cosa vuol dire che era una condizione media, parlo sempre di Porto Marghera ovviamente?

RISPOSTA - Sinceramente in questo momento...

DOMANDA - Condizione media in senso di situazione normale, cosa vuol dire?

RISPOSTA - Sì, una situazione normale trattandosi di apparecchiature che erano per la prima volta installate e funzionanti.

DOMANDA - Le volevo chiedere, media, e l’ha precisato nel senso di dire che si trattava di una situazione normale, perché con riferimento al reparto CV6 si dice: per l’affidabilità del lavatore della pompa vedasi più sotto al reparto CV14 e CV16 e subito dopo dove si parla di reparto CV14 e 16 si dice che gli impianti sono in esercizio saltuario, poiché dovendo effettuare un lavaggio su ogni autoclave ogni 2 o 3 cariche sono frequenti gli inconvenienti ai lavatori e alle pompe. Poi al 26 novembre del ‘76 era in funzione una sola pompa e un solo lavatore su 5 gruppi e questa situazione del reparto CV14 e 16 era quella che è stata richiamata anche per il CV6. Quindi le volevo chiedere questa situazione di frequenti inconvenienti era la situazione normale?

RISPOSTA - I frequenti inconvenienti non penso che fosse una situazione normale.

DOMANDA - Siccome lo diceva lei, qui si parla di frequenti inconvenienti, poi andando avanti si vedeva che era ancora peggio, per altro, comunque intanto mi fermo su questa situazione?

RISPOSTA - Posso leggere il testo?

DOMANDA - Prego, le ho consegnato apposta il documento che era stato esibito all’epoca, comunque lo legga pure.

RISPOSTA - Dice: con questo modo di operare i lavatori sono da considerare sufficientemente affidabili solamente con un alto tenore di intervento manutentivo valutato in 6 giorni lavorativi per due meccanici ogni volta che sia richiesta la revisione di un lavatore. Questa revisione si è resa necessaria nelle 1200 ore di esercizio effettivo.

DOMANDA - Quindi diceva che i lavatori erano da considerare sufficientemente affidabili solo in riferimento a questo intervento manutentivo?

RISPOSTA - Solo con una..., purtroppo a quel tempo era così la situazione.

DOMANDA - Però non solo quel problema, perché prima lei faceva, c’era in questo verbale un’altra indicazione che riguardava progettazione e costruzione dove si diceva che erano stati costruiti dalla Politecnic con materiali leggeri e con materiali di economia?

RISPOSTA - Pertanto alcuni pezzi sono stati sostituiti però fin dall’inizio presso l’officina meccanica, cioè c’è stato un intervento anche della nostra officina.

DOMANDA - E questo creava dei problemi?

RISPOSTA - E questo probabilmente creava qualche problema.

DOMANDA - Lei si ricorda che genere di problemi creavano?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Per quanto riguarda i guasti più frequenti, i problemi più frequenti, oltre questo discorso dei lavatori, lei per il momento non è in grado di precisare quali fossero... lei si ricorda invece sulle pompe che problemi c’erano sempre per questi reparti del CV6, 14 e 16?

RISPOSTA - Tutti gli inconvenienti sono indicati qua.

DOMANDA - No, deve indicarlo.

 

Presidente: deve cercare di... cioè voglio dire, deve dirlo lentamente perché deve essere verbalizzato, non è che debba leggere, deve leggere se vuole leggere ad alta voce oppure fare un suo commento personale. Ecco, lei sta dicendo del reparto CV14 e CV16, c’è scritto che sono in esercizio saltuario perché dovendo effettuare un lavaggio su ogni autoclave ogni due o tre cariche, sono frequenti gli inconvenienti ai lavoratori e alle pompe, dal 26/11/76 è in funzione una sola pompa e un solo lavoratore. Quali sono gli inconvenienti ai lavoratori e alle pompe, le sta chiedendo il Pubblico Ministero?

RISPOSTA - Dunque, ai lavatori qua si parla di pezzi, non è specificato quali siano i pezzi che hanno dato più fastidio, nel verbale, non si parla di pezzi in particolare, per le pompe invece ci sono elencati dei punti, si parla di lubrificazione, alzata delle valvole, tappi di chiusura, rottura di alcune valvole, rottura delle molle, corrosione delle parti interne, sostituzione del test originale...

 

DOMANDA - Forse facevo prima a chiedere che cosa funzionava sulle pompe?

RISPOSTA - Evidentemente queste pompe non erano adeguate all’esercizio.

DOMANDA - Anche perché poi viene indicato, mi pare, un punto che dice: tuttora origine di continui fuori esercizio delle pompe, questo problema di questa fornitura della ditta Peroni?

RISPOSTA - Esatto.

 

Presidente: allora come si procedeva al lavaggio se erano fuori funzione le pompe?

RISPOSTA - Se erano fuori funzione le pompe al limite non si poteva procedere al lavaggio, evidentemente, comunque io non essendo stato mai in stabilimento non conosco le procedure che erano seguite, e quindi non posso dire quale era la procedura che effettivamente veniva seguita quando le pompe non funzionavano.

 

DOMANDA - E quando non funzionava o non era disponibile un lavatore che cosa doveva essere fatto, cosa succedeva?

RISPOSTA - Dei lavatori ce n’erano più di uno, quindi probabilmente...

DOMANDA - Sì, scusi, qui fine novembre ‘76 era in funzione una sola pompa e un solo lavatore su 5 gruppi, quale era la sua indicazione, l’indicazione centrale?

RISPOSTA - La necessità dell’esercizio evidentemente richiedeva che si rallentasse la produzione a quel punto.

DOMANDA - Lei quando era stato sentito dalla Guardia di Finanza il 31 maggio del 1996 era stato ancora più deciso, cioè diceva: "So che quando un lavoratore non era disponibile, l’impianto non poteva essere usato", è così?

RISPOSTA - Sono d’accordo.

DOMANDA - Poi sa se materialmente succedeva questo?

RISPOSTA - Questo non lo so perché non sono mai stato sull’esercizio all’impianto. Adesso dire drasticamente che l’impianto non funzionasse forse era un po’ eccessivo...

DOMANDA - L’ha detto lei, non l’ha detto la Guardia di Finanza?

RISPOSTA - Volevo precisare quell’affermazione, poteva essere il rallentamento nella produzione ovviamente.

DOMANDA - Questo è in grado di dire se succedeva?

RISPOSTA - No, questo non sono in grado di dirlo.

DOMANDA - Senta, sul discorso delle pompe, poi c’erano stati dei problemi con la ditta fornitrice, con questa ditta Peroni in particolare?

RISPOSTA - Su questo punto non ho elementi di memoria.

DOMANDA - Glielo chiedo perché in quella riunione... se lo ricordava perché la riunione parla dei problemi piuttosto gravi e frequenti, continui etc., dice che doveva essere abbandonata questa ditta Peroni, dato l’elevato costo di questi pezzi e le macroscopiche deficienze di costruzione, però poi la parte relativa agli utenti 3 e 4, come le era stato già chiesto dalla Guardia di Finanza, non sono stati trovati, quando è stato cercato questo verbale di riunione è stato trovato solo punto 1, indicato in oggetto, premessa; punto 2 situazione di esercizio che abbiamo visto in questa maniera che io definisco piuttosto disastrosa; punto 3 risultati conseguiti; punto 4 le azioni, non c’è niente.

RISPOSTA - E infatti non ho memoria delle conclusioni.

DOMANDA - Non ha memoria delle conclusioni, cos’è successo con la ditta Peroni per sostituire etc.?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Per quanto riguarda l’altro reparto indicato, cioè il reparto CV24, che situazione c’era, sempre quel fine ‘76, novembre, dicembre ‘76, che era un reparto nuovo il CV24?

RISPOSTA - Sì, questo era nuovo. Leggo.

DOMANDA - Prego.

RISPOSTA - No, qua non è che ci sono novità diverse da quelle che erano state dette all’inizio.

DOMANDA - Per gli altri reparti?

RISPOSTA - Per gli altri reparti.

DOMANDA - Quindi vuol dire anche per il reparto CV24 quella era la situazione media e normale dell’esercizio?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - In particolare qui veniva detto che il primo lavatore aveva effettuato circa 150 lavaggi della manutenzione, per cui si è bloccato due volte il motore ad aria della testa, deve essere smontato per la ricerca della causa e riparato, il lavaggio deve essere fatto ad ogni carica. E come lo facevano questo lavaggio allora?

RISPOSTA - Qua si dice soltanto che il lavaggio doveva essere fatto ad ogni carica, che poi le cariche venissero fatte non è detto.

DOMANDA - Ma le risulta che il reparto CV24 sia stato bloccato?

RISPOSTA - Per difficoltà dei lavatori penso, penso però, di sì, non è che sia...

DOMANDA - Purtroppo sono costretto a chiederglielo perché siccome non ci sono i risultati e le azioni promosse devo chiederlo a lei, perché poi sul secondo lavatore di tipo diverso, di tipo telescopico, si dice: è stato solamente provato con manovra a mezzo (palanco)?

RISPOSTA - Perché questo era nuovo, questo era la nuova concezione.

DOMANDA - Quindi due lavatori, il primo che è fuori uso e il secondo che è solo provato, poi dice: in questo reparto l’uso dei lavatori presenta alcuni inconvenienti come verrà detto al successivo punto 3 che non è stato trovato.

 

Avvocato Baccaredda: Pubblico Ministero il teste ha detto già che non lavorava a Porto Marghera.

 

DOMANDA - Lo sappiamo, me l’ha già detto, siccome era il referente di questa situazione volevo chiedere se era in grado di fornire le circostanze?

RISPOSTA - Altre circostanze specifiche al di fuori di quello che è scritto in questo verbale purtroppo dopo 25 anni non ho memoria, è del ‘76.

DOMANDA - Lei è in grado di dire fino a quando tutte le operazioni di lavaggio venivano effettuate solo con i lavatori?

RISPOSTA - Cioè, quando l’esercizio dei lavatori è diventato normale?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Non sono in grado di specificarlo.

DOMANDA - C’è un telex, che è l’ultimo foglio che è allegato a questa relazione del 6/10/78, volevo farle una domanda a questo proposito, nel senso volevo chiederle come mai la commessa, la commessa è quella che viene indicata del 14 aprile 1976, riguarda il lavaggio autoclavi del reparto CV14, CV16, CV24, parimenti questa commissione di comunicazione di modifica di commessa è allegata. Allora, come mai la commessa è stata chiusa nel luglio del ‘77 se le pompe continuavano a presentare gli inconvenienti come è stato poi indicato?

RISPOSTA - La chiusura delle commesse era un atto dovuto ad un certo punto dei lavori, cioè, i lavori o erano finiti o avevano raggiunto il costo previsto dalla commessa o erano usciti di una certa quantità tollerabile, a questo punto le commesse dovevano essere necessariamente chiuse per potere cominciare l’ammortamento della relativa spesa a carico dell’impianto, quindi amministrativamente era richiesta una chiusura, una dichiarazione di chiusura della commessa; questo non vuol dire comunque che i lavori venissero fermati, se c’erano dei problemi come in questo caso specifico, a quel punto se i problemi erano di messa a punto, di sostituzione di qualcosa, molto impegnativo, interveniva la manutenzione, altrimenti a richiesta dello stabilimento, nel caso specifico, veniva aperta una ulteriore commessa, un’altra commessa, al limite si doveva rifare il lavoro se il primo lavoro risultava inutilizzabile.

DOMANDA - Quindi poteva succedere, come la commessa in questione che riguardava questi lavori, che i lavori non fossero chiusi e che la commessa venisse indicata invece come chiusa amministrativamente e contabilmente?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Per motivi di capitalizzazione, per che cosa?

RISPOSTA - Esatto, per motivi contabili, di capitalizzazione, per non gravare sulla società un debito che non veniva ammortizzato insomma, un costo che non veniva ammortizzato.

DOMANDA - Quindi nel momento in cui si vede chiusura commessa non è detto che i lavori siano finiti?

RISPOSTA - No, assolutamente, potrebbe esserci bisogno di un’altra commessa o dell’intervento della manutenzione.

DOMANDA - E come si fa a sapere se i lavori erano finiti o no?

RISPOSTA - Qua bisogna ricercare una situazione di stabilimento che dica, un documento che dica in partenza dallo stabilimento che quell’impianto è in funzione regolarmente o no.

DOMANDA - Che l’impianto sia in funzione è un conto, che i lavori siano stati fatti è un altro.

RISPOSTA - Se i lavori sono stati fatti secondo le regole l’impianto dovrebbe essere in funzione.

DOMANDA - Sì, ma ad esempio in questo caso i lavori non erano stati conclusi, la commessa era stata chiusa e gli impianti non risulta che siano stati fermati o sospesi come attività.

RISPOSTA - Però non risulta neanche, cioè, non risulta neanche se è stata aperta o meno un’altra commessa o se è intervenuta la manutenzione.

DOMANDA - Certo, è per questo che le chiedo, come si fa a sapere?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Le volevo chiedere in riferimento a quel telex allegato, si fa riferimento in questo telex a una nota serie di motivi che rendevano inaffidabili le pompe utilizzate, oltre alle motivazioni che sono indicate nella relazione del dicembre ‘76 che abbiamo commentato e discusso poco fa, qui siamo ormai in un fax che è successivo, un telex che è successivo, che è di circa 2 anni dopo, perché siamo nell’ottobre del ‘78, quali sono, nota serie di motivi che dopo due anni continuano a rendere inaffidabili le pompe?

RISPOSTA - Questo telex, questo qua, l’ultimo foglio?

DOMANDA - Sì, che dice: le pompe per ogni relativo circuito - tra l’altro erano già state indicate due anni prima come non affidabili sia per la qualità e la natura dei pezzi, sia per gli elevati costi - dopo due anni sono ancora lì e sulle pompe Peroni viene detto: le pompe Peroni e il relativo circuito per la nota serie di motivi non sono affidabili e richiederanno elevati costi di manutenzione. Allora, quali erano questi nota serie di motivi sull’inaffidabilità se sono ulteriori rispetto a quelli del ‘76 e poi com’è andata a finire?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Non sa com’è andata a finire?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Questo è un telex indirizzato all’ingegner Bigi, Nicolis ed anche all’ingegner Gaiba.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Sulla nota serie di motivi è in grado di dire qualcosa?

RISPOSTA - Se sono diversi da quelli che io ho elencato nella relazione non lo so dire.

DOMANDA - Su questa commessa che viene citata nel telex sempre del 6 ottobre ‘78 lei è in grado di ricordare per quale motivo non è stata fatta questa apertura di commessa?

RISPOSTA - No, non sono in grado di dirlo.

DOMANDA - Per cui la direzione poi non ha accettato tale richiesta?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Sempre in relazione a questo telex, poiché solo 5 pompe su 9 erano in esercizio, com’è che si procedeva in questa situazione al lavaggio delle autoclavi?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Provvedevano i lavoratori, gli operai?

RISPOSTA - Come ho già detto io sull’esercizio non ci sono mai stato, quindi le norme delle procedure che venivano seguite nell’esercizio non le conosco. Io non azzardo delle mie ipotesi.

DOMANDA - Per nessuno di questi reparti, CV6, 14, 16 neanche CV24?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Va beh, lo chiederemo direttamente...

RISPOSTA - Non azzardo supposizioni.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Un teste che operava a Porto Marghera, il dottor Nicolis mi sembra, ha riferito che questa commessa su cui è stato adesso interrogato lei dal Pubblico Ministero era stata chiusa e era stata passata in manutenzione per i problemi relativi alle pompe; lei ne sa qualche cosa di questa affermazione del dottor Nicolis? Lei ha fatto un cenno prima alla possibilità...

RISPOSTA - Come ho detto prima la cosa è possibile.

DOMANDA - E può spiegare come è possibile? Cioè, che una commessa può passare, può essere chiusa e passata in manutenzione?

RISPOSTA - Sì, se negli accordi fra la direzione delle commesse e la direzione dello stabilimento si ravvisa la opportunità, e in certi casi anche la convenienza - perché non è detto che la convenienza sia sempre quella di aprire una nuova commessa - di far completare o apportare delle migliorie agli impianti mediante la manutenzione che essendo a diretto contatto con il problema può escogitare ed intervenire con soluzioni più adeguate e soprattutto in tempi molto ristretti. Questo può essere benissimo, non è una prassi fuori dal normale.

DOMANDA - Lei nella sua qualità di responsabile dei servizi tecnici, quello che ha detto era la sua funzione, ci risulta, noi abbiamo raccolto le commesse, le ha raccolte il nostro consulente tecnico, il professor Pasquon, relative, alcune su risanamento degli impianti di PVC di Porto Marghera, adesso le mostro rapidamente alcune commesse, e le mostro ovviamente anche al Tribunale, in cui lei risulta con diverse qualifiche che di volta in volta vedremo. La prima commessa è relativa, ci sono due commesse, anzi, perché si possono accomunare, perché hanno lo stesso oggetto: gascromatografo per analisi del CVM, una commessa è per il CV6 e l’altra è per il CV14, è tutta documentazione, lo dico per il Pubblico Ministero ed anche altre altri parti, depositata, allegata alla consulenza del professor Pasquon.

 

Pubblico Ministero: se può indicare la data e il numero.

 

DOMANDA - La commessa, sì, volevo proprio venire a quello, la commessa del CV6 è la numero 869 con richiesta di autorizzazione 21/5/74 e al CV14/16 richiesta 870, richiesta di autorizzazione 22/5/74; qui lei, per quanto riguarda queste commesse, risulta essere stato responsabile di commessa, se vede nella documentazione inclusa alla commessa, comunicazione di apertura commessa, il documento che riepiloga l’ordine del lavoro e tutte le altre caratteristiche, risulta responsabile di commessa Dipe ingegner Malaguzzi. Lei ricorda di essersi occupato delle commesse relative ai gascromatografi, a questi particolari gascromatografi del CV6, 14 e 16?

RISPOSTA - Sì, in linea generale mi ricordo, sì.

DOMANDA - Lei ha avuto rapporti anche con chi forniva questi gascromatografi?

RISPOSTA - Personalmente no, perché i lavori venivano seguiti dagli uffici tecnici.

DOMANDA - Le risulta che siano stati effettuati questi lavori?

RISPOSTA - Sì, certamente, sì.

DOMANDA - Poi la successiva commessa, le successive commesse, queste sono tre, anzi, sono 4, chiedo scusa, che riguardano lavori tutti affini, cioè miglioramento tenute valvole e pompe, e sono commesse nelle quali il responsabile risulta l’ingegner Meneghini e lei risulta supervisore Dipe... sempre negli stessi documenti di comunicazione di apertura commessa; lei si ricorda, l’ingegner Meneghini lo conosceva?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Di cosa si occupava?

RISPOSTA - La... dell’ufficio tecnico.

DOMANDA - Altre si occupava in particolare dei lavori di risanamento degli impianti di PVC?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quale era il suo compito di supervisore, perché qui lei non era il responsabile di commessa, è il supervisore; che cosa doveva fare?

RISPOSTA - Controllare che i lavori venissero eseguiti nei modi e nei tempi previsti e anche con la spesa prevista.

DOMANDA - Le risulta che siano stati eseguiti nei modi e nei tempi previsti?

RISPOSTA - Mi risulta di sì.

DOMANDA - L’ultima commessa...

RISPOSTA - Scusi, perché vede, ci sono anche negli allegati dei dettagli che ritengo che siano esaustivi da questo punto di vista, sì.

DOMANDA - Gli allegati non sono suoi, i documenti tecnici, cioè le relazioni tecniche non sono...

RISPOSTA - Non sono mie, sono dell’ufficio tecnico.

DOMANDA - Lei si ricorda la tecnologia di queste valvole?

RISPOSTA - La tecnologia di queste valvole è, a quelli anni era all’avanguardia in senso assoluto, erano le prime valvole che si costruivano che permettevano di avere una emissione all’esterno praticamente nulla. Mi ricordo il particolare che costavano una cifra notevole, perché, appunto, erano le prime valvole impiegate per usi così rischiosi, diciamo.

DOMANDA - C’è un’ultima commessa che vede sempre il suo nome, questa è l’installazione di 4 colonne di estrazione del CVM dalla torbida di PVC, è la commessa numero 1500 per l’impianto CV14/16, richiesta di autorizzazione del 5 febbraio ‘76, lei qui risulta, nella comunicazione di apertura commessa, come responsabile tecnico di iniziativa, si ricorda di questa commessa se fu eseguita?

RISPOSTA - Le colonne di strippaggio senz’altro furono eseguite.

DOMANDA - Si ricorda se era una tecnologia mutuata da altre tecnologie di altri paesi? Di che provenienza era questa tecnologia, se lo ricorda?

RISPOSTA - Non me lo ricordo.

DOMANDA - C’è un documento ancora che le vorrei mostrare che è sempre l’allegato 58, chiedo scusa, sono due documenti, allegato 58 e 60 alla relazione del professor Pasquon - che adesso spero di trovare io - che si riferiscono, il primo documento si intitola: riunione CVM tenuta a Brindisi il 9/10/74, a questa riunione risulta che lei non fosse presente ma che le sia stata distribuita poi copia, ah, no, per conoscenza, ecco, perché le dico questo? Questa è una riunione in cui si fa lo stato dei lavori, come anche quella successiva, il documento successivo, che tra l’altro in cui lei risulta essere presente, il documento successivo è del 24/3/75, problematica sempre sul CVM, aggiornamento a una successiva epoca, 21/3/75 per prosecuzione delle azioni, qui vedo che lei risulta, vedo partecipante alla riunione. Siccome questi due documenti, in particolare il primo, fanno riferimento anche a delle riunioni precedenti che iniziano l’11/7/73, si legge nel documento: le precedenti riunioni sono state tenute nei giorni 11/7/73, 8/8/73, 19/9/73 e via andare, le risulta che fossero state fatte queste riunioni con lo scopo dell’aggiornamento della situazione dei lavori di risanamento?

RISPOSTA - Non mi ricordo.

DOMANDA - Non si ricorda neanche dal documento dove..., vuole vederlo un momento meglio?

RISPOSTA - La domanda qual era, la sua domanda?

DOMANDA - Non pretendo che dopo tanti anni vedendo questo documento lei si ricordi, il documento si riferisce a delle riunioni a cui lei ha partecipato, se si ricorda che partecipò a queste riunioni con questi partecipanti e con questo scopo, con questo oggetto che già ha descritto.

 

Presidente: ma risulta...

RISPOSTA - Io non credo, non mi ricordo di tutte queste riunioni, dalla scorsa che ho fatto di questa relazione mi sembra che questa relazione sia un riassunto, evidentemente, di quelle riunioni.

 

DOMANDA - Conosceva l’ingegner Bigi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - L’ingegner Bigi era il responsabile lavori impianti?

RISPOSTA - Sì, responsabile a livello del servizio tecnico.

DOMANDA - Per quanto riguarda Porto Marghera?

RISPOSTA - Per quanto riguarda Porto Marghera ed altri stabilimenti.

DOMANDA - Quindi lei aveva rapporti in relazione a queste commesse con l’ingegner Bigi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per quanto riguarda l’operatività dell’ingegner Bigi che cosa si ricorda in relazione a questi interventi?

RISPOSTA - Io mi ricordo l’operatività massima dell’ingegner Bigi relativa a questi interventi, cioè la precedenza data all’urgenza dei lavori era senz’altro per questi lavori, l’ingegner Bigi caratterialmente è un dirigente che ha sempre messo molta carica - purtroppo non c’è più - ci ha messo molta carica e molta energia nei suoi lavori, in particolare questi lavori che si riferivano a questi interventi sono stati interventi sotto particolare controllo e sotto particolare pressione di urgenza.

 

Presidente: va bene, ci sono domande?

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Sì, una domanda su una questione che è stata posta durante l’esame del difensore degli imputati, riguardava il discorso della manutenzione, e sulla manutenzione c’è un riferimento diretto proprio nel fax dell’ottobre del ‘78, se lei ingegnere lo può recuperare un attimo, nell’ultima parte, dove dopo avere sottolineato la necessità di garanzia circa la resistenza a fatica delle camere di pompaggio anche nella nuova versione della ditta Peroni che ne prevede una riduzione di spessore delle pareti soprattutto alla luce di quanto accaduto, si parla di pericolo reale, viene chiesto se le pompe sono da ritenersi ancora esercibili e infine l’ultima frase dice, infine una considerazione che parla da se, "4 pompe su 9 non sono esercibili e non per mancanza di manutenzione", quindi qui la manutenzione che pur può darsi sia intervenuta, cioè, non è un problema di manutenzione?

RISPOSTA - Si riferisce a carenze costruttive lei dice?

DOMANDA - No, lo dico io, lo dice il..., per questo le chiedevo se lei ha memoria di quello che è successo dopo, perché qui escludono che sia per manutenzione gli stessi esperti, tecnici di Montedison?

RISPOSTA - No, non ho memoria.

DOMANDA - Allora non ho altre domande, il dato ovviamente rimane.

 

Presidente: va bene, grazie, facciamo una sospensione. Accomodatevi, riprendiamo.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - CECCONELLO CARLO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere innanzitutto di precisare al Tribunale qual è stata la sua attività lavorativa all’interno dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, cioè quando ha iniziato e presso che reparto?

RISPOSTA - Io ho iniziato il 14 aprile 1972 al CV14.

DOMANDA - E quanto tempo è stato al CV14?

RISPOSTA - 6 mesi.

DOMANDA - E dopo dov’è andato a lavorare?

RISPOSTA - Al CV24 sempre operatore autoclavi.

DOMANDA - E fino a quando è rimasto al CV24?

RISPOSTA - Fino a marzo ‘96.

DOMANDA - Poi è andato in pensione?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere innanzitutto di precisare per il periodo iniziale al reparto CV14 e 16 che mansioni ha svolto, che cosa faceva?

RISPOSTA - Addetto pulizia autoclavi.

DOMANDA - In pratica in cosa consisteva questa attività?

RISPOSTA - Prima di entrare si doveva... l’autoclave tutte le entrate, dopodiché si andava dentro e si faceva pulizia, finita la pulizia interna si tornava sopra e si faceva il ripristino dell’autoclave.

DOMANDA - Lei si ricorda quante autoclavi c’erano al CV14?

RISPOSTA - Mi sembra 36 se non vado errato.

DOMANDA - Ogni quante volte veniva effettuata la pulizia all’interno delle autoclavi?

RISPOSTA - In quel periodo in cui io ero al CV14 ogni 10, 12 cariche, 15, dipende dal tipo di prodotto che si faceva.

DOMANDA - Queste 10 o 15 volte di pulizia...

RISPOSTA - No, volte, 15 cariche.

DOMANDA - Ogni 15 cariche. Lei personalmente quanto capitava di entrare in autoclave, per così dire, in una settimana?

RISPOSTA - Faccia una media che io facevo il semiturno, si faceva 6-2, 2-10, 6-14, 14-22, dopo si aveva il giorno di riposo, quando si arrivava, eravamo in due, si faceva 1 o 2 giorni, dipende, anche una, perché non si riusciva a pulire del tutto.

DOMANDA - Al giorno?

RISPOSTA - Nel turno di 8 ore.

DOMANDA - E quindi nell’arco di una settimana quanto poteva succedere?

RISPOSTA - Faccia...

DOMANDA - Ognuno di voi?

RISPOSTA - 4 o 5 volte alla settimana.

DOMANDA - Per ciascuno dei suoi colleghi, lei ed anche gli altri?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - Poi lei è stato trasferito al reparto CV24?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Vuole dire al Tribunale qual era la sua attività al reparto CV24 dove è andato al novembre ‘72?

RISPOSTA - La mia attività al CV24 era sempre quello di addetto pulizie interne autoclavi e dovevo svolgere lo stesso compito che svolgevo al CV14.

DOMANDA - Lei diceva però il 28 ottobre ‘96 che riteneva che non fosse necessario entrare nelle autoclavi per la pulizia, per che motivo lei pensava che non fosse necessario entrare nelle autoclavi e poi che cos’è successo invece?

RISPOSTA - E` successo che hanno trovato dei sistemi, dei prodotti, che io adesso potrei dirle non con precisione, un tipo antisporcante che le autoclavi si sporcavano meno.

DOMANDA - Prima di andare al CV24 lei diceva il reparto che era nuovo era entrato in funzione all’inizio del ‘82, per questo nuovo reparto pensavano che non fosse necessario entrare nelle autoclavi per la pulizia.

RISPOSTA - Sì, infatti quando l’impianto è partito si pensava che non si dovesse andare dentro, invece la realtà era diversa.

DOMANDA - Appunto, proprio sulla realtà le volevo chiedere.

RISPOSTA - Al CV24, quando io ho cominciato ad andare al CV24 si faceva una media di 4 o 5 lavaggi, inizialmente si faceva anche 2 o 3 lavaggi alla settimana, dopo in base ai prodotti si sporcava di più ed allora si doveva intervenire sulla media di 5 autoclavi alla settimana.

DOMANDA - Sul CV24 c’erano 12 autoclavi in tutto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei questa attività di pulizia delle autoclavi com’è che la faceva, materialmente cosa succedeva?

RISPOSTA - Io quando dovevo entrare in autoclave c’era un foglio di procedura, si faceva la bonifica all’autoclave, l’assistente mi dava l’ok, compilavo un foglio di procedura, dopodiché firmavo io e l’assistente con gli elettricisti che toglievano i fusibili all’autoclave, dopodiché si interveniva a cercare e fare tutto quello che..., le operazioni della scheda di procedura che si doveva adoperare e facevamo le analisi ambienti, come le analisi ti permettevano di andare dentro si andava dentro, si inseriva l’allarme, dopodiché se c’era l’allarme si veniva fuori, quando non c’erano i valori prestabiliti io venivo fuori e si aspettava, se tutto andava bene si cominciavano le operazioni iniziate prima di ripristino, prima si toglieva le analisi ambiente e dopo si procedeva al ripristino dell’autoclave.

DOMANDA - All’interno delle autoclavi come entrava?

RISPOSTA - Con una scala di alluminio, un corpetto, una corda, con un operatore esterno che ti seguiva dall’esterno in base ai movimenti che uno doveva fare.

DOMANDA - E alla pulizia degli autoclavi come procedeva, con che cosa?

RISPOSTA - Con mazzetti da un chilo un chilo e mezzo e degli scalpelli antideflagranti in maniera di non provocare scintilla, perché sappiamo che il CVM è un prodotto anche infiammabile, ma le quantità non erano molto evidenti e si poteva lavorare.

DOMANDA - Lei diceva che entrava nel periodo iniziale 2 o 3, 4 volte a settimana in questa autoclave del CV24, lei ci entrava da solo per fare questa attività o è stato aiutato anche da qualcun altro?

RISPOSTA - Il discorso è che quando si entrava in autoclave si entrava da solo, eravamo in due, un operatore doveva rimanere fuori a vista della persona che era dentro.

DOMANDA - Chi era questa persona?

RISPOSTA - Io ho avuto un periodo, ho avuto, che adesso non mi viene il nome, Bulegato Gino come prima persona, che dopo ci dividevamo i compiti, una volta l’uno, una volta l’altro, quello che era andato dentro oggi non andava domani, facevamo al contrario, io se andavo dentro oggi non andavo dentro domani, controllavo, come facevano gli altri con me.

DOMANDA - C’era anche Movesi Paolo?

RISPOSTA - Io ho avuto Movesi Paolo, sì, ma Movesi Paolo è stata quasi l’ultima con cui abbiamo lavorato insieme, nel senso che prima avevo Bulegato Gino, dopo avevo Roffato Gino...

DOMANDA - Lei diceva anche poco fa che mentre inizialmente entrava 2 o 3 volte a settimana nell’autoclave che ben presto però si vide che c’era bisogno di entrare di più, più spesso, per che motivo?

RISPOSTA - Perché delle volte capita che non tutti i prodotti erano uguali e si sporcava un po’ più, un po’ meno, diciamo che si entrava nella media delle 25, 30 cariche al CV24, in base sempre all’autoclave, perché secondo me, o secondo i tecnici, ogni produzione ha un ciclo un po’ diverso, una relazione diversa e probabilmente si sporcavano meno ed allora piuttosto delle 25, 30 cariche si poteva fare 35, 40, ma non sempre era così.

DOMANDA - Quando lei era stato sentito nel ‘96 sui numeri, volevo chiedere se sono corretti, diceva dopo quei primi mesi al CV24 fu necessario entrare nelle autoclavi del CV24 9 o 10 volte alla settimana?

RISPOSTA - Sì, nel periodo in cui veniva fatto un tipo di prodotto, perché lei sa benissimo, per dare il giro, se lei fa i conti che sono matematici, 12 autoclavi dal lunedì al venerdì si veniva suddiviso che una volta potevano essere 8 o 9 o 10 e un’altra volta potevano essere anche tutte e 12, dipende sempre dal tipo di produzione che si sporcava o poco di più o poco di meno.

DOMANDA - Quante linee c’erano sul CV24?

RISPOSTA - Due, linea A e linea B.

DOMANDA - Ogni linea quante autoclavi aveva?

RISPOSTA - 6.

DOMANDA - Nel periodo ‘77-’78 lei si ricorda una data più precisa quando entravano in funzione dei lavatori meccanici?

RISPOSTA - Dottore, potrei dirgli una data ma non con precisione, adesso non è che ricordi veramente, penso che potrebbe essere in quel periodo, ‘77, ‘78 o ‘79 che si cominciava a lavare con questi lavatori per vedere se queste autoclavi si sporcavano meno per tirare più avanti e per evitare magari di andare dentro..., tipo perdita di produzione, non lo so, perché lei sa benissimo che quando si ferma un reattore è una perdita di produzione.

DOMANDA - Lei si ricorda, ha parlato di linea A e linea B, i lavatori su quante linee furono messi?

RISPOSTA - C’era un tipo di lavatore mobile che andava nella linea A) su tutte le autoclavi, nella linea B), dopo provato questo esperimento con questo lavatore ad alta pressione e si era messo in linea B) diciamo tipo manuale che si inseriva sulla lancia, una macchinetta, con alta pressione, acqua ad alta pressione.

DOMANDA - Quindi mentre sulla linea c’erano questi lavatori meccanici sull’altra linea non c’è mai stato il lavatore meccanico?

RISPOSTA - E` stato provato, non so per quali motivi non siano andati in funzione in linea B).

DOMANDA - Quindi sulla seconda linea avete sempre continuato a fare a mano fino a quando lei ha lavorato al CV24?

RISPOSTA - Sì, dopo quel tipo di lavoro lo facevano automaticamente gli operatori in turno.

DOMANDA - Certo, lo facevano altre persone, ma volevo chiedere intanto l’impostazione e poi vediamo che lo faceva. Quindi fare manualmente voleva dire entrare dentro?

RISPOSTA - No, manualmente con la lancia?

DOMANDA - Con la lancia?

RISPOSTA - No, si faceva tutto, si entrava, quando si entrava con il lavatore, si faceva tutto dall’esterno.

DOMANDA - Quando c’era il lavatore?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quando non c’era il lavatore?

RISPOSTA - Che si doveva fare la pulizia interna dell’autoclave c’era l’operazione che ho dettagliato prima che c’era un foglio di procedura, si usava quella procedura e si preparava l’autoclave per entrata in cavità, per andare a pulire veramente l’autoclave.

DOMANDA - E quindi praticamente queste entrate in cavità fino a quando sono continuate?

RISPOSTA - Io l’ho fatto dal ‘72 al ‘94, quasi ‘95 perché l’ultimo anno e mezzo mi hanno messo come magazziniere perché non si entrava molto più in cavità, non serviva più di tanto e svolgevo quel tipo di lavoro ed anche facevo già da prima il giro con il cercafughe portatile.

DOMANDA - Quindi negli anni ‘90 è diminuita un po’ la frequenza dell’entrata?

RISPOSTA - Sì, possiamo dirlo francamente, almeno per l’esperienza che ho vissuto io di prima persona, penso di saperlo.

DOMANDA - Le volevo chiedere sui lavatori, lavatori meccanici ancora, questi lavatori meccanici erano sufficienti per una pulizia completa, totale delle autoclavi?

RISPOSTA - No, non era un discorso di pulizia completa, era un discorso di allungare i tempi di entrata in autoclave, lavando con lavatore ad alta pressione si sporcava meno perché la fase di polimero che rimaneva dentro l’autoclave con un po’ di pressione probabilmente si staccavano ed andavano fuori per lo scarico, per i filtri di scarico.

DOMANDA - Che cosa andava fuori per i filtri?

RISPOSTA - L’acqua ed anche resina già coagulata.

DOMANDA - Le volevo chiedere se anche dove c’erano sulla linea questi lavatori meccanici è stato necessario continuare ad entrare per la pulizia?

RISPOSTA - Sì, non più come prima, ma diciamo se prima si faceva un’autoclave ogni 10 giorni, ogni settimana, si poteva andare avanti anche 20 giorni, ripeto, in base al tipo di produzione, perché ogni prodotto, secondo me, è un discorso a sé.

DOMANDA - Perché più precisamente nel ‘96 lei aveva detto: devo però dire che nemmeno i lavatori meccanici erano sufficienti per la pulizia totale delle autoclavi e infatti anche nelle 6 autoclavi dotate di lavatori meccanici ben presto fu necessario entrare per la pulizia all’incirca in 3 autoclavi per settimana, veniva sicuramente ridotto, però...

RISPOSTA - Abbastanza ridotto mi sembra, però il discorso del lavatore automatico, le ripeto, non serviva a risolvere il problema dell’entrata, si allungavano i tempi di entrata, tutto qua.

DOMANDA - Ad un certo punto è stato introdotto per la pulizia delle autoclavi un prodotto chiamato nicrosina?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda all’incirca l’epoca in cui è stato introdotto?

RISPOSTA - Dovrebbe essere il periodo ‘78, ‘79, ‘80, dopo che si è provato i lavatori, non ricordo con esattezza.

DOMANDA - In maniera continuativa, non come prove, perché nell’ottobre del ‘96 lei aveva detto: preciso che verso l’anno ‘86-’87 cominciammo ad usare per la pulizia delle autoclavi un prodotto che si chiamava nicrosina, perché poi da fatture che verranno illustrate dalla Guardia di Finanza risultano degli acquisti di sostanze di questo tipo in una certa misura per certi periodi, da certi anni in poi, ecco.

RISPOSTA - Sì, ma dottore, il discorso è come ho detto io, posso sbagliarmi nelle date ma secondo me il discorso è questo insomma.

DOMANDA - E` in grado di ricordarselo sulla data o no, perché le chiedo, mi diceva verso l’anno ‘86-’87?

RISPOSTA - Potrebbe essere un anno prima, un anno dopo.

DOMANDA - Dico infatti verso che periodo?

RISPOSTA - Io dico di sì, in quel periodo.

DOMANDA - Che cosa comportava, cosa succedeva quando si usava la nicrosina?

RISPOSTA - Niente, veniva mandata dentro tramite la sala controllo, veniva preparata in un serbatoio, dopodiché veniva mandata tramite una pompa dalla sala quadri, non è che noi andavamo, capisce, veniva iniettata dentro in autoclave.

DOMANDA - E che cosa faceva, che si sporcassero meno?

RISPOSTA - Spruzzando questa nicrosina all’interno sulle pareti dell’autoclave veniva , come si dice, spruzzata a pressione e questa impediva al polimero di attaccarsi alle parti magari scrostanti dell’autoclave... lo smalto.

DOMANDA - Anche con l’uso abituale della nicrosina è stato necessario continuare ad entrare nelle autoclavi per levare completamente...

RISPOSTA - Sì, sempre meno, perché quella era la più efficace secondo..., anche lavando con il lavatore si sporcavano ancora meno e i tempi erano più lunghi.

DOMANDA - Tenendo conto che un’autoclave del CV24 veniva caricata ogni giorno tra le 2, 3 volte, le volevo chiedere: è in grado di indicare numericamente ogni quante cariche c’era bisogno di pulire le autoclavi senza nicrosina e con nicrosina?

RISPOSTA - Lei faccia una media di 25, 30 cariche.

DOMANDA - Senza nicrosina?

RISPOSTA - Senza nicrosina, senza lavatore, senza niente, linea A) e linea B) consideri una media di 25, 30 cariche alla settimana, 10 giorni.

DOMANDA - Invece con la nicrosina?

RISPOSTA - La nicrosina si poteva fare 40, 50, 60, anche 70 cariche, dipende sempre dal tipo di produzione.

DOMANDA - Appunto, volevo vedere se era in grado di precisare un attimo meglio il discorso del tipo di produzione, perché nel ‘96 diceva sui numeri: senza la nicrosina un’autoclave doveva essere pulita ogni 25 cariche, quindi circa quello che diceva, con la nicrosina era sufficiente pulire l’autoclave ogni 35, 36 cariche?

RISPOSTA - Diciamo qualcosa di più, dipende, le ripeto, dal tipo di prodotto, perché si poteva fare 45, 35, in base sempre al tipo di produzione che si sporcava meno o si sporcava di più.

DOMANDA - Quindi si passa dalle 25 senza nicrosina all’incirca 35, 45?

RISPOSTA - Sì, può considerarlo così.

DOMANDA - Poi le volevo chiedere se ad un certo punto negli anni ‘90 o quando è entrata, è stato utilizzata un’altra sostanza al posto della nicrosina.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda, il bus80 che cos’era?

RISPOSTA - Con quello abbiamo eliminato quasi, non dico al 100% ma al 90% che allora si è eliminato di entrare dentro, senza andare dentro se si formava qualche crosta di polimero si buttava giù e con una pinza si toglieva la valvola di fondo bonificando l’autoclave, si toglieva da sotto, intervenivano i meccanici... la crosta aumentando la valvola di fondo e dopo l’autoclave partita senza entrata in cavità.

DOMANDA - Il bus80 diceva nel ‘96 che cominciò a essere usato verso l’anno ‘92?

RISPOSTA - ‘91-’92.

DOMANDA - Quindi puliva molto meglio le autoclavi. Era necessario ancora entrare nelle autoclavi?

RISPOSTA - Diciamo..

DOMANDA - E in che percentuale rispetto a prima?

RISPOSTA - Diciamo che se prima erano 5 o 6 volte alla settimana, 5, 4, 3, si andava anche dopo un mese, un mese e mezzo, 30 giorni, dipende sempre se c’era il problema, se non si riusciva a togliere dall’esterno, allora l’autoclave era bonificata e si partiva con la procedura di metterlo in sicurezza, cercarla, analisi, quello che si doveva fare e dopo si entrava, si toglieva quello che si doveva togliere, la stessa prassi che ho detto prima.

DOMANDA - Quindi i tempi che ha indicato riguardavano ogni singola autoclave?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei oltre alle pulizie delle autoclavi ha svolto anche delle altre mansioni?

RISPOSTA - Sì, ho svolto le mansioni con il cercafughe da quando è andato il discorso del bus80 alla nicrosina, che si andava dentro meno, allora non ero impegnato tutti i giorni, allora si è parlato, quando... lavaggio facevo tutto il giorno, diciamo, davo una mano ad uno o all’altro, dopo avevo i tempi da farmi il giro di tutto l’impianto con il cercafughe portatile.

DOMANDA - Lei questo incarico di addetto alla funzione di cercafughe lo aveva avuto da sempre quando è arrivato al CV24?

RISPOSTA - No, io quell’incarico l’ho avuto da quando sono entrati il bus80 e la nicrosina che allora si andava meno dentro in autoclave, consideri dall’88-’89, ‘90, in quel periodo in cui si è vista l’efficienza del bus80 e della nicrosina.

DOMANDA - Prima c’era qualcuno che girava con il cercafughe?

RISPOSTA - Sì, c’erano gli operatori esterni, erano in 3, quando uno non aveva da fare prendeva il cercafughe andava a fare il giro, dopo non so, per... di organico, per sostituzione del personale, non lo so, si è tenuta quella persona ed allora o lo facevo io perché il tempo me lo permetteva di farlo, perché non ero impegnato sul lavaggio autoclavi.

DOMANDA - Perché, adesso volevo chiedere una precisazione, nel ‘96 era stato scritto, a proposito di questa funzione di cercafughe, diceva: in pratica quando io non ero impegnato nella pulizia delle autoclavi avevo il compito di girare per il reparto con il cercafughe meccanico alla ricerca di eventuali fughe di gas CVM, anche quando non erano segnalate dal gascromatografo, preciso però che fino a quando non si iniziò ad usare la nicrosina non avevamo molto tempo libero e quindi in pratica non ho quasi mai espletato la funzione di cercafughe?

RISPOSTA - Sì, perché quando ne avevamo due al giorno, uno al mattino ed uno dopo pranzo, diciamo che coprivamo quasi le 8 ore di lavoro.

DOMANDA - Come addetti alle autoclavi e alle pulizie?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quindi non c’era il tempo di andare in giro con il cercafughe?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Quindi questa attività, un po’ di tempo libero, lei ha cominciato ad averla dopo che è stato cominciato l’uso della nicrosina?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - Ha avuto più tempo libero che cosa vuol dire all’incirca, andava in giro tutto il giorno, un giorno sì e un giorno no?

RISPOSTA - Se avevo il lavaggio al mattino, che allora era meno faticoso, perché si sporcava meno, facevo le due ore, due ore, due ore e mezza, tra preparazione, tre ore, dipende, tra esterno ed interno di preparazione, diciamo a mezzogiorno, 11 e mezza avevo finito, andavo a mangiare, tornavo da mangiare e cominciavo il giro con il cercafughe che mi comportava fino alle 4, 4 e mezza dopo pranzo.

DOMANDA - Non so se si può dire se per lei o anche per altri l’incarico di cercafughe era abbinato con la sua funzione di addetto alle autoclavi?

RISPOSTA - Sì, perché se... un po’ l’impianto andavo a cercare le perdite in cui magari il cromatografo non rilevava perché era già passato ed allora il mio compito era quello, dopo segnalavo se, segnalavo, comunicavo all’assistente di turno, l’assistente di turno che comunicava agli operatori, se veniva segnalato che là c’è una perdita si interveniva in modo da evitare la perdita.

DOMANDA - Lei si ricorda se oltre a lei c’era qualcun altro incaricato di questa funzione di cercafughe tra i suoi colleghi?

RISPOSTA - C’ero io, se non c’ero io c’era il mio compagno...

DOMANDA - L’altro addetto alle pulizie dell’autoclave?

RISPOSTA - Sì, le due persone che eravamo impegnati alla pulizia autoclavi, se non c’ero io c’era lui, ma il giro si doveva fare insomma, ecco.

DOMANDA - Lei si ricorda fino a quando ha continuato questa attività sia di addetto alle autoclavi sia di addetto al cercafughe?

RISPOSTA - Fino alla fine che sono andato in pensione.

DOMANDA - Lei ha visto se c’erano oltre a voi addetti alle autoclavi delle altre persone che giravano con cercafughe?

RISPOSTA - Sì, c’era un operatore esterno, quello del semiturno, che lo faceva anche lui dopo le 4 e mezza, 5, faceva il giro anche lui dopo che l’avevamo fatto noi.

DOMANDA - Cosa vuol dire dopo le 4 mezza 5, che aveva un orario di fisso di giro?

RISPOSTA - No, il discorso era che io alle 4 e mezza terminavo il mio orario di lavoro e magari c’era l’operatore che era il terzo operatore autoclavi in cui si sganciava e si sganciava, se non aveva da fare si prendeva il cercafughe ed andava a fare il giro anche lui.

DOMANDA - Lei si ricorda cosa segnava questo cercafughe?

RISPOSTA - Si trovava la perdita di 2, 3, 5 PPM, delle volte poteva anche essere 10 perché c’era un premi stoppa, un qualcosa che perdeva, allora si interveniva subito, come ho detto prima, si avvisava l’assistente, chiamava la squadra di piccola manutenzione in cui interveniva ad andare a togliere la perdita in cui si era verificata.

DOMANDA - Lei nel ‘96 oltre a questa indicazione di valore di fughe parlava anche di 15 PPM e parlando di queste fughe, di queste varie fughe, i vari valori di fuga, diceva: tali fughe erano normali e le segnalava, va beh, all’assistente di turno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Cosa vuol dire normali, qui c’è un arco indicato da 3, 5, 10, 15 PPM?

RISPOSTA - Il discorso è che le cose venivano in base, poteva essere 5 PPM, 1 PPM, niente, e potevano essercene 15 in base al tipo di perdita che poteva esistere.

DOMANDA - Ma queste fughe quando arrivavano a 10, 15 PPM non venivano rilevate dal gascromatografo?

RISPOSTA - Venivano rilevate dal gascromatografo e si andava nella zona in cui il cromatografo aveva prelevato le analisi in cui la zona..

DOMANDA - Su questo punto lei ha detto esattamente il contrario, nel senso che ha detto: "Tali fughe giornaliere non venivano quasi mai rilevate dal gascromatografo" e poi dice anche perché, se vuole glielo leggo.

RISPOSTA - Me lo legga.

DOMANDA - Diceva: "Tali fughe giornaliere non venivano quasi mai rilevate dal cromatografo", venivano o non venivano?

RISPOSTA - Venivano rilevate se al momento del monitoraggio che veniva fatto il giro del cercafughe, siccome nel cercafughe ogni zona aveva un giro di 2 minuti, 3 minuti, adesso non ricordo con esattezza, se aveva appena passato quella zona, quando tornava in quella zona passavano 20 minuti, 25, lei capisce che si interveniva con il cercafughe perché si potevano trovare i 10, 15 PPM, perché in quel momento in cui è passato il monitoraggio non ha rilevato la perdita di CVM.

DOMANDA - Quindi perché il gascromatografo, diceva ancora quella volta, faceva un media e poi faceva il controllo...

RISPOSTA - Sì, veniva fatta una media in cui veniva inserito e veniva tolto la media di quel tempo.

DOMANDA - Su queste fughe, diceva, tali fughe erano normali, le chiedo se ricorda di precisare un attimo quante volte succedevano in un giorno di rilevare questo tipo di fughe che aveva indicato e fino a quando?

RISPOSTA - Dottore, è una cosa che non si può dire, perché dei giorni non c’era niente e dei giorni poteva capitare. Non si può dire che tutti i giorni c’erano perdite, poteva succedere oggi e dopo fra 3 o 4 giorni, ma non sempre in quella zona, l’impianto era grande, lei capisce, poteva esserci un po’ di qua e un po’ di là e si andava a verificare.

DOMANDA - Nel ‘96 era stato più preciso nel senso che aveva detto: "Preciso che rilevavo fughe di CVM in singoli posti di lavoro, secondo quanto detto più sopra - cioè quei valori 3, 5, 10, 15 - una o due volte al giorno fino a quando in pratica non si cominciò ad usare il bus80 e cioè all’incirca sino all’anno ‘92, dopo tale epoca ogni qual tanto venivano rilevate piccole fughe di gas, però ciò potevano capitare in media una o due volte alla settimana".

RISPOSTA - Sì, è vero.

DOMANDA - Sono questi i dati, conferma?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere ancora una cosa, lei aveva partecipato all’indagine Fulc del ‘77?

RISPOSTA - Sì, alla medicina del lavoro?

DOMANDA - Sì, medicina del lavoro di Marghera.

DOMANDA - Ricorda che esami aveva fatto e che cosa le avevano detto?

RISPOSTA - Ci hanno fatto le visite, ci hanno fatto le prove delle mani, delle falangi sotto ghiaccio, e mi hanno rilevato una decalcificazione ossea secondo loro causata dal CVM, è stato informato il medico di fabbrica, il caporeparto, dicendo di spostarmi, ma non so per quale motivo non mi hanno spostato, non l’ho mai saputo e non saprei rispondere.

DOMANDA - Lei all’epoca che sintomi aveva avuto?

RISPOSTA - Niente, ancora tuttora io al mattino ho le dita tutte informicolite, fredde, dopo comincio a muoverle, non so, sono dolori, non lo so, e dopo mi sento meglio, però ho sempre quel formicolio alle dita.

DOMANDA - Ora?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei ha cominciato nel ‘72 al CV24, fine ‘72?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei era parte civile ed è già stato risarcito?

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - A proposito della pulizia in autoclave, volevo sapere più o meno che temperatura c’era all’interno dell’autoclave durante la pulizia?

RISPOSTA - Diciamo che all’interno dell’autoclave la temperatura dell’acqua industriale era sui 25, 30 gradi in base alla temperatura esterna, siccome avevamo dei refrigeranti d’acqua, diciamo (possi) tra parentesi, che raffreddava l’acqua, si poteva inserire nella camicia un raffreddamento dove si portava la temperatura esterna nella camicia sui 10, 12 gradi di temperatura e si poteva lavorare meglio all’interno dell’autoclave perché se no nei primi anni sinceramente prima che non si poteva inserire RF nell’autoclave la temperatura era di 25, 30 gradi in base alla temperatura esterna dell’acqua.

DOMANDA - E durante la pulizia usavate una maschera?

RISPOSTA - Io sì, l’ho sempre usata da quando sono andato al CV24, i mezzi protettivi, usavo la maschera con il filtro vapori organici, l’ho sempre usato.

DOMANDA - Il boccaporto dell’autoclave al CV24 ed anche al CV14 quanto era grande di diametro?

RISPOSTA - Potrei dire sui 90 centimetri, ma adesso potrebbe essere meno, più, con esattezza non saprei dirlo.

DOMANDA - Ci passava un uomo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi quando l’addetto all’interno dell’autoclave la puliva e scrostava i pezzi con martello e scalpello, i pezzi che erano grandi come venivano poi fatti uscire dal boccaporto?

RISPOSTA - Avevamo un contenitore dove quando si rompevano si cercava di romperli in una maniera che passassero per il contenitore e con una fune si tirava fuori dall’autoclave e si mettevano su i contenitori dove si portavano, dove andavano messi quei prodotti.

DOMANDA - Quindi la rottura dei pezzi grandi avveniva all’interno dell’autoclave?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - In quel momento c’erano delle esalazioni?

RISPOSTA - Sicuramente, perché lei sa benissimo che magari se io andavo dentro con un PPM, nei valori di legge previsto di entrata in cavità, inserivo l’allarme a 5 PPM in sala quadri nel monitoraggio, suonava a 6, 10 PPM, a quel momento io uscivo fuori, anche se avevo i mezzi protettivi, perché secondo me fino ai 5 PPM, secondo il mio punto di vista, avevo una protezione, oltre i 5 PPM non mi sentivo sicuro, delle volte sinceramente, pur di finire, anche se c’erano 10 PPM - questa è colpa mia, probabilmente posso dirlo - faccio, vengo fuori e ho finito.

DOMANDA - Volevo sapere se le autoclavi erano smaltate all’interno?

RISPOSTA - Sì, tutte.

DOMANDA - E la smaltatura veniva fatta periodicamente?

RISPOSTA - No, la smaltatura viene fatta quando hanno portato le autoclavi, infatti si entrava in cavità con degli scalpelli antideflagranti con punte di legno onde evitare di rompere lo smalto, perché lei capisce benissimo che quando rompi lo smalto in quella posizione che non c’è più lo smalto il polimero si appiccicava e formava le croste, mentre dove c’era, e c’era l’autoclave che aveva tutto lo smalto, qui i problemi di incrostazione non ce n’erano, ma in linea di massima le incrostazioni c’erano su tutte le autoclavi.

 

AVVOCATO BETTIOL

 

DOMANDA - Due domande, una riguarda l’introduzione del bus80, lei non può essere più preciso sull’anno in cui fu introdotto per la pulizia, ‘91 o ‘92?

RISPOSTA - Io le dico una cosa sola, non sono dati che posso avere io, penso che a livello di azienda, di caporeparto, quelle realtà ci sono, io personalmente potrei dirle, ripeto, una data che non ha senso, potrei anche sbagliarmi, penso che quegli incartamenti se hanno inserito queste cose all’interno della fabbrica o del caporeparto qualcuno le abbia queste cose, non so se le ho dato la spiegazione, io non potrei...

DOMANDA - Era solo per una precisazione del tempo. Un’altra cosa, lei dice che le fughe sono sempre diminuite con l’introduzione del bus80, cioè lei pone una correlazione temporale causale, oppure vuol dire un qualche cosa di diverso, cioè, la pulizia delle autoclavi è una cosa, le fughe..., o fa riferimento a fughe che provenivano dalle autoclavi?

RISPOSTA - Lei sa benissimo che quando... le mani in un’autoclave si apre il boccaporto, si fa e l’autoclave procede... senza aprire, probabilmente ci sono meno perdite.

DOMANDA - Quindi le fughe di cui lei parla sono in genere riferite alle aperture e chiusure delle autoclavi?

RISPOSTA - E delle volte anche alla corrosione di una guarnizione, insomma, le realtà possono dipendere da diversi fattori, però nel bus80, nel momento della nicrosina, sicuramente di CVM ce n’era meno, secondo il mio punto di vista.

DOMANDA - Quindi si trovavano meno fughe?

RISPOSTA - Per me sì.

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Quando lei ha parlato della sua attività al CV24 ha parlato della procedura di bonifica delle autoclavi secondo una procedura, così lei l’ha definita.

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - In particolare ha fatto un riferimento a una analisi della concentrazione di CVM all’interno dell’autoclave che veniva effettuata, se non ho inteso male, con una sonda che veniva lasciata nell’autoclave?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questa sonda veniva lasciata durante tutta l’operazione?

RISPOSTA - Sì, anzi io per quelle cose le ho sempre tenute a conto perché dove entravo io tenevo alla salute e alla sicurezza ed anche all’ambiente, perché quando io entravo in autoclave volevo sentirmi sicuro perché io non entravo, se non c’erano le condizioni e non avevo le analisi durante tutto il tempo all’interno dell’autoclave io mi rifiutavo di entrare dentro.

DOMANDA - E perché si rifiutava di entrare dentro?

RISPOSTA - Perché volevo le analisi durante il mio lavoro all’interno dell’autoclave.

DOMANDA - Perché quindi sapeva che una certa concentrazione di CVM poteva essere pericolosa?

RISPOSTA - Certo, anche se avevo i mezzi protettivi.

DOMANDA - Quindi lei aveva a disposizione i mezzi protettivi?

RISPOSTA - A me non li hanno mai rifiutati, perché se non li avevo lasciavo là l’autoclave nonostante fosse, non lo so, io mi comportavo così e nessuno mi ha mai detto di no, a me.

DOMANDA - Un chiarimento sull’impiego del cercafughe, lei ha detto che ha svolto questa attività di monitoraggio con il cercafughe in un certo periodo di tempo che non mi interessa, in precedenza ha detto: non ho potuto farlo perché ero impegnato con le autoclavi, giusto?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - C’erano altre persone che facevano questa attività di monitoraggio?

RISPOSTA - Sì, c’era la persona, come ho detto prima al dottor Casson, che era del semiturno, perché se allora lo faceva quello nel dopo pranzo e pure io ero impegnato c’era il semiturno dalle 6 del mattino alle 2, e c’era anche il semiturno anche dalle 14 alle 22, in pratica c’era sempre una persona, nei momenti in cui si poteva, secondo me, non che non avesse da fare, però che aveva il tempo disponibile del semiturno faceva il giro, come lo facevo io.

DOMANDA - Lei ha parlato di disturbi alle mani, li accusa sempre e soltanto al mattino?

RISPOSTA - In linea di massima sì.

DOMANDA - E` stato sottoposto a visite durante la sua attività lavorativa, visite aziendali?

RISPOSTA - Io sono stato mandato dal dottor Casson al CTO a Padova..

DOMANDA - No, parlo durante l’attività lavorativa.

RISPOSTA - Si facevano le visite all’interno dello stabilimento dal medico di fabbrica, si facevano le analisi ogni 6 mesi, ogni anno, in base al tipo di analisi che loro richiedevano e si faceva questo tipo di analisi, ci visitava, l’unica visita che ho fatto all’esterno è stata quella del ‘76, se non vado errato, alla medicina del lavoro, poi esternamente non ne ho fatto altre.

DOMANDA - Lei ricorda che esami le fecero nel ‘76, se se lo ricorda?

RISPOSTA - Mi ricordo solo quella delle mani, adesso probabilmente sarà stato perché è una cosa che mi ha colpito, però non potrei dire che tipo di analisi, bisognerebbe che si rivolgesse alla camera del lavoro.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Solo a chiarimento ulteriore di circostanze che lei ha già ben riferito durante il suo esame; lei ha fatto cenno a una procedura, io le dico che la procedura è del 9 novembre ‘77, per il lavaggio delle autoclavi, glielo leggo cosa riporta la procedura e lei poi mi dirà se rispecchia esattamente la sua esperienza e quello che lei faceva: CV24, viene posta una sonda del cromatografo in posizione manuale all’interno dell’autoclave a circa un metro dal fondo, l’operatore entra quando l’inquinamento è inferiore a 1 PPM e viene richiamato all’esterno quando vengono superate le 5 PPM, il tempo di permanenza dell’operatore all’interno dell’autoclave è di circa 30, 40 minuti primi ed attualmente le condizioni sono mediamente inferiori a 1, 2 PPM, è corretto?

RISPOSTA - Mi scusi, può ripetermi il discorso?

DOMANDA - Dall’inizio?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: glielo dica con parole sue. Praticamente questa procedura prevedeva che ci fosse una sonda ad un certo livello, che venisse posizionata, e che monitorava la presenza, la concentrazione di CVM all’interno, l’operatività era possibile, cioè, era possibile quindi rimanere all’interno secondo questa procedura solo se l’esposizione era contenuta tra 1 e 5 PPM, le risulta questo?

RISPOSTA - Sì, perché...

 

Presidente: se invece eccedeva, andava al di là dei 5 PPM l’operatore veniva richiamato all’esterno, è vero o non è vero?

RISPOSTA - E` vero.

 

Presidente: veniva richiamato?

RISPOSTA - Certo, veniva richiamato perché io quando entravo in autoclave c’era un operatore al quadro dove c’era il campanello, la suoneria d’allarme, quando suonava, quando facevano... ogni 2 minuti sempre in quella zona una lettura, faceva la lettura, faceva le analisi di quella lettura e ne faceva dopo un’altra e l’operatore mi diceva: guarda che non sono più 5 PPM, ma sono 10, allora io uscivo, io uscivo dall’autoclave.

 

DOMANDA - A proposito dei suoi disturbi, lei è stato informato che soffre di una sindrome dello stretto toracico superiore che è compressione del fascio neuromuscolare nel punto di emergenza della gabbia toracica e che questo disturbo secondo, io non sono un medico, non sono un clinico, è probabilmente la causa dei suoi disturbi alle mani? Nessuno glielo ha mai detto?

RISPOSTA - Questo a me personalmente non me l’ha mai detto nessuno.

DOMANDA - Eppure è il consulente della parte civile aveva riportato questa circostanza, quindi non ha mai sputo di avere sofferto di questa malattia che può essere la causa dei suoi disturbi alle mani?

RISPOSTA - Io ricordo che una volta ho fatto...

 

Pubblico Ministero: questo dica chi lo ha detto.

 

DOMANDA - Il consulente di parte civile.

 

Pubblico Ministero: anche il nome?

 

DOMANDA - Non mi ricordo il nome, penso che la parte civile lo sappia. Comunque volevo solo sapere se era stato informato del perché soffre di questa malattia.

RISPOSTA - A me personalmente no, volevo solo dirle che ho fatto una volta, facendo le visite mediche in infermeria del Petrolchimico che mi vennero trovati un po’ dei ritmi cardiaci, mi hanno messo la macchinetta, ma dopodiché a me personalmente non mi ha detto niente nessuno.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere, quando faceva la, andava dentro le autoclavi quanto tempo rimaneva?

RISPOSTA - Dottore, poteva essere un’ora, un’ora e mezza, anche due ore, dipende sempre dalla sporcizia dell’autoclave.

DOMANDA - Ancora una cosa, prima diceva quando l’avvisavano che superava i 5 PPM, così, la chiamavano, però lei diceva che se doveva finire finiva lo stesso?

RISPOSTA - Ero dentro, ma siccome, se loro mi dicevano: Cecconello ci sono 5 PPM, dopo due minuti mi dicevano: guarda che è andato a 12 o a 25 venivo fuori subito, ma se io sapevo che c’erano i 5, 7 PPM, avendo 5 minuti da fare, dottore, avendo i mezzi protettivi approfittavo per l’occasione per venire fuori e all’interno non entrare più, questa è la risposta che posso darle in merito a questo.

 

Presidente: signor Cecconello grazie.

 

RISPOSTA - Scusi, riguardo, volevo chiedere una cosa, visto che lei mi ha detto...

 

Pubblico Ministero: scusi, glielo chiede dopo, così...

 

RISPOSTA - Perché a questo punto voglio sapere anche io.

 

Presidente: ha ragione.

 

DOMANDA - Dice che il suo disturbo è riconducibile al CVM, invece probabilmente non è vero.

 

Pubblico Ministero: questo lo dice lei, parlerà con i medici.

 

Presidente: siccome è stato visitato anche da un medico ultimamente, glielo chieda a quel medico o si faccia dare la carta che ha scritto quel medico e così lei...

RISPOSTA - Dal dottor Casson?

 

Presidente: ma non aveva un avvocato lei?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente chi?

RISPOSTA - Zaffalon.

 

Presidente: dall’avvocato Zaffalon, che oggi non c’è, lei si faccia dare quella carta dal suo consulente tecnico.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - PEZZATO MAURIZIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: ci dica quando ha lavorato all’interno del Petrolchimico?

RISPOSTA - Io sono stato assunto nel febbraio 1980.

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - E dove ha iniziato a lavorare?

RISPOSTA - Al reparto di PVC emulsione al CV6.

DOMANDA - Fino a quando?

RISPOSTA - Al CV6 fino all’86.

DOMANDA - Poi?

RISPOSTA - Poi all’impianto di PVC in sospensione CV24.

DOMANDA - Fino a quando ha lavorato al CV24?

RISPOSTA - In impianto fino al ‘96.

DOMANDA - Dopodiché?

RISPOSTA - Mi sono occupato un paio d’anni di ingegneria ed attualmente di manutenzione.

DOMANDA - E dove lavora attualmente?

RISPOSTA - Nel servizio di manutenzione di stabilimento EVC.

DOMANDA - Le volevo fare solo alcune domande specifiche, la prima in relazione a degli episodi verificatisi nel corso del 1985 e in particolare sono degli episodi che le erano stati anche fatti presente durante l’indagine preliminare del 30 aprile 1985 e del 2 maggio 1985, ecco, le volevo chiedere, riguardava la zona silos, le volevo chiedere di riferire al Tribunale che cosa era successo, se si ricorda, se no devo rileggere tutto quanto.

RISPOSTA - Chiaramente devo tornare indietro con la memoria, però quello che ricordo è questo: a seguito di un problema su una coclea di scarico sul fondo di un silo furono emesse alcune tonnellate di PVC emulsione in atmosfera, questo ricordo.

DOMANDA - Quindi diceva è successo, sono finite in atmosfera alcune tonnellate di PVC?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per quale motivo?

RISPOSTA - Perché ci fu un problema su una coclea, termine tecnico...

DOMANDA - Cioè?

RISPOSTA - E` un’apparecchiatura che consente di vuotare il silos controllando la fase di vuotamento.

DOMANDA - Il silos che cos’è?

RISPOSTA - E` un grosso serbatoio di stoccaggio del PVC in questo caso, un serbatoio.

DOMANDA - Il serbatoio, in particolare questa zona quanti serbatoi aveva e erano serbatoi per che reparti all’incirca, per carità, non le chiedo il numero preciso?

RISPOSTA - In quella zona c’erano dei serbatoi dedicati e all’impianto CV6 PVC emulsione, e all’impianto compound, se ricordo bene, per il CV6 credo che fossero stati tre silos, però potrei sbagliarmi in questo.

DOMANDA - Come funzionava il caricamento di questi silos?

RISPOSTA - Il riempimento dei silos avveniva dall’alto a mezzo trasporto pneumatico, cioè il PVC proveniva dall’impianto di produzione che era circa un centinaio di metri di distanza e veniva trasferito a mezzo aria compressa, tubazione, all’interno di questi serbatoi dal cielo del serbatoio e il serbatoio poi veniva scaricato dal fondo.

DOMANDA - In che maniera, cosa c’era?

RISPOSTA - Sul fondo del serbatoio, di quel serbatoio particolare, perché erano in corso delle prove se ricordo bene, sul fondo del serbatoio era collocata una coclea, si tratta di una vite senza fine che girando trasporta il PVC e lo carica negli automezzi.

DOMANDA - Lo carica direttamente negli automezzi di trasporto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questa zona silos è situata all’interno o fuori dal reparto?

RISPOSTA - Circa un centinaio di metri dal reparto.

DOMANDA - Era situata fuori della zona cosiddetta di sicurezza?

RISPOSTA - Non rientrava all’interno delle aree definite da noi sorvegliate, cioè delle aree in cui può esserci presenza di CVM.

DOMANDA - E questa zona silos non era monitorata?

RISPOSTA - No, in quanto trattavasi di polveri.

DOMANDA - Di PVC?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Alle operazioni di insaccamento, di trasporto, poi tutto il resto, chi provvedeva?

RISPOSTA - Per l’insaccamento provvedevano delle imprese terze, non era personale sociale.

DOMANDA - Le cooperative?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei ha mai visto svolgere queste operazioni dai dipendenti delle cooperative nella zona silos?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Come materialmente operavano, avevano, non so, che mezzi avevano?

RISPOSTA - Le insaccatrici erano delle insaccatrici una automatica e un’altra semiautomatica, l’operatore addetto all’insacco doveva infilare il sacco di carta sulla bocchetta di carico del sacco, azionava il sistema di riempimento del sacco, poi spingeva il sacco sul nastro trasportatore che andava alla bilancia.

DOMANDA - Avevano questi dipendenti delle società terze, delle cooperative, maschere protettive, guanti?

RISPOSTA - Da quello che io ricordo non lavoravano con la maschera protettiva, devo dire che c’erano delle cappe di aspirazione delle polveri che dovevano evitare che l’operatore venisse a contatto con le polveri.

DOMANDA - In zona silos?

RISPOSTA - Le insaccatrici erano dotate di aspirazione delle polveri.

DOMANDA - Infatti io le volevo chiedere un attimo su questa zona insacco che problemi c’erano perché lei aveva segnalato la presenza, aveva parlato della presenza di alcuni problemi di polveri.

RISPOSTA - In che senso?

DOMANDA - Il 12 novembre ‘96 lei diceva: "Esistevano dei problemi diversi per la zona dell’essiccamento e per la zona dell’insacco, in quanto in tali due zone c’erano problemi di presenza di polvere di PVC nell’area, per la zona dell’insacco la presenza di polveri di PVC era pressoché costante"?

RISPOSTA - Sì, questo è vero. La presenza di polveri derivava proprio dall’attività degli insaccatori che malgrado le bocchette di aspirazione dell’aria a volte si trovavano in presenza di polveri.

DOMANDA - Su queste polveri di PVC, per le notizie che aveva lei come operatore dei reparti sia CV6 che CV24, erano state segnalate come polveri pericolose o no?

RISPOSTA - Sinceramente non me lo ricordo, nel senso che bisognerebbe fare riferimento a quelle che allora erano le schede di sicurezza del prodotto.

DOMANDA - Certo, non le chiedo la natura della sostanza, le chiedo quello che sapeva lei?

RISPOSTA - In termini di presenza di cloruro di vinile monomero residuo quello che posso dire è che il PVC andava analizzato prima di essere inviato allo stoccaggio e le specifiche, se ricordo bene, prevedevano un tenore di CVM residuo inferiore alle 3 PPM sulle polveri.

DOMANDA - Erano da lei considerate, per la sua conoscenza in quel periodo, considerate inerti queste polveri di PVC?

RISPOSTA - Il PVC era considerato una polvere inerte una volta depurato dal CVM.

DOMANDA - Secondo i dati che vi avevano fornito in fabbrica?

RISPOSTA - Direi di sì.

DOMANDA - Questo discorso che lei faceva sull’insacco e sull’essiccamento che periodo riguarda, tutto il periodo in cui lei ha lavorato nei reparti o soltanto fino ad un certo periodo? Cioè, fino praticamente agli anni ‘90?

RISPOSTA - Io dall’80 all’86, periodo in cui sono stato al CV6, questa attività c’è sempre stata.

DOMANDA - Ha visto questa situazione?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Dopo, quando è andato al CV24, cioè in pratica dal maggio ‘86 mi pare, giugno ‘86, ha visto ancora questa situazione o non ha più avuto occasione di vedere situazioni di questo tipo perché lavorava da altre parti?

RISPOSTA - Al CV24 non si eseguiva, non si esegue l’operazione di insaccamento e sinceramente non ho più avuto occasione di frequentare l’altro impianto, il CV6.

DOMANDA - Quando lei viene, nel maggio, giugno ‘86 viene trasferito al reparto CV24, si ricorda quante autoclavi c’erano e quante erano fornite di lavatori meccanici?

RISPOSTA - Il CV24 aveva allora 12 reattori, in una delle due linee di reattori c’era un lavatore automatico, nell’altra si provvedeva al lavaggio del reattore con una lancia posizionata dall’operatore.

DOMANDA - Lei si ricorda quando arriva nel maggio, giugno ‘86 al CV24 se le autoclavi e quali autoclavi venivano pulite manualmente, cioè, con gli operai che entravano?

RISPOSTA - Direi che tutti i reattori venivano puliti manualmente periodicamente.

DOMANDA - Che cosa vuol dire come frequenze, come tipo di operazioni?

RISPOSTA - Se ricordo bene per ogni reattore c’era una pulizia ogni 30 batch, 30 cariche, per cui ogni 10 giorni circa. Diciamo che si faceva la pulizia di un reattore al giorno mediamente.

DOMANDA - Entrando dentro l’autoclave?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei è in grado di ricordarsi quando è stato utilizzato il sistema di pulizia della nicrosina e del bus80?

RISPOSTA - Quando arrivai io nell’86 al CV24 erano in corso le prove su un reattore, prove di trattamento con antisporcante, poi l’estensione dell’antisporcante a tutti i reattori direi che è avvenuta a fine anni ‘80, quindi direi ‘88-’89, poi cambiammo tipo di antisporcante nel 1990.

DOMANDA - Che era il bus80?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Perché lei diceva quel 12 novembre ‘96: "Verso l’anno ‘92 si cominciò ad usare il bus80 al posto della nicrosina"?

RISPOSTA - Sì, si partì nel ‘90-’91 con quelle prove a bus80, poi ci fu la conversione tra nicrosina e bus80 come agente antisporcante in quanto si verificava che il bus80 desse risultati migliori.

DOMANDA - Un’ultima cosa le volevo chiedere partendo dalle domande iniziali, quel discorso che si faceva prima sulle rotture ai silos c’erano stati degli incidenti 30 aprile ‘85 e 2 maggio ‘85, in tutti e due i casi c’era stato lo stesso tipo di rottura e quantitativi di perdite di PVC di tonnellate?

RISPOSTA - La natura dell’incidente fu la stessa, dei due incidenti fu la stessa, quantitativamente sinceramente non ricordo, però credo che la seconda perdita sia stata più consistente rispetto alla prima.

DOMANDA - Della prima cosa parlava, circa quante tonnellate?

RISPOSTA - Io ho detto alcune tonnellate, non mi chieda oggi di quantificare esattamente perché non lo ricordo.

DOMANDA - Io vedevo un verbale dell’epoca del luglio ‘85 che parlava di un caso circa 8 tonnellate, poi 12 tonnellate; corrisponde ai suoi ricordi?

RISPOSTA - Quindi conferma quello che io ho detto adesso.

DOMANDA - Le ho chiesto se corrisponde ai suoi ricordi?

RISPOSTA - Sì, eravamo nell’ordine delle unità di tonnellate.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Solo una domanda, si ricorda quale fosse il contenuto di CVM presente nel PVC trattato?

RISPOSTA - Ho detto prima, se ricordo bene le specifiche di produzione prevedevano un tenore di CVM residuo non superiore a 3 PPM.

DOMANDA - Io facevo questa domanda perché lei proprio nel processo verbale di sommarie informazioni testimoniali al ministero del lavoro aveva detto: il contenuto di CVM nel PVC trattato è inferiore a 1 PPM addirittura, il materiale a mio parere è da considerarsi inerte, c’era questa dichiarazione che lei ha reso il 26 luglio dell’85.

RISPOSTA - Io sto andando a memoria, esistevano già da allora delle specifiche di produzione, cioè dei capitolati con alcuni parametri da tenere sotto controllo e io adesso dico mi sembra fosse... capitolato prevedesse su un massimo di 3 PPM.

DOMANDA - Qui è una dichiarazione non riferita al capitolato, è una dichiarazione riferita alla realtà, allo stato delle cose, lei dice: il contenuto del CVM nel PVC trattato è inferiore ad 1 PPM, cioè, non fa riferimento al capitolato.

RISPOSTA - Probabilmente allora ho fatto riferimento all’analisi relativa al batch che era contenuta nel sito, se allora dichiarai 1 PPM vuol dire che nelle analisi di laboratorio compariva un tenore di CVM inferiore al PPM, adesso dico 3 perché mi sembra che la specifica prevedesse meno 3 PPM.

DOMANDA - Le lance ad alta pressione venivano utilizzate dal di fuori delle autoclavi? Quando parla della lancia ad alta pressione del CV24?

RISPOSTA - Per il lavaggio dei reattori?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - La lancia ad alta pressione è un tubo che veniva infilato dall’operatore nel passo d’uomo posto sul cielo del reattore stesso, veniva infilato per un paio di metri per lavare il reattore.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - C’è una precisazione, nel senso che quando lei poco fa indicava numericamente l’entrata in autoclavi degli operatori, degli addetti, diceva: nel maggio ‘86 le autoclavi pulite manualmente venivano pulite dall’interno dai due addetti ogni 25, 30 cariche e quindi la stessa autoclave veniva pulita all’incirca ogni 10 giorni, sono i numeri che poi confermava poco fa, in pratica ogni giorno gli addetti entravano in autoclave per la pulizia manuale?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo volevo chiedere, quindi entravano fisicamente nell’autoclave?

RISPOSTA - Sì, sono due operazioni diverse quella fatta con la lancia e quella fatta dall’operatore all’interno dell’autoclave, la pulizia con la lancia veniva eseguita ad ogni batch, cioè dopo ogni carica...

DOMANDA - Batch è la carica?

RISPOSTA - Sì, veniva aperto il boccaporto e infilata la lancia per risciacquare internamente il reattore. La pulizia con ingresso in autoclave veniva fatta per ogni reattore una volta ogni 10 giorni circa e prevedeva proprio che una persona entrasse nel reattore ed asportasse manualmente le croste che si formavano all’interno.

 

Presidente: va bene, grazie.

 

Avvocato Baccaredda: solo per una questione di ordine, il Pubblico Ministero aveva detto di avere citato fuori dalle liste oggi testi che non avevano mai reso dichiarazioni, ora è venuto il signor Cecconello che aveva reso dichiarazioni, è venuto il teste Orlandin che mi sembra addirittura che sia citato come teste, se non vado errato, da alcune difese; non è, voglio dire, la difesa non può portarsi tutti i verbali delle carte di sommarie informazioni testimoniali, è un discorso...

 

Pubblico Ministero: io mi riferivo a quelli che sono stati sentiti stamattina, Prosperi e Menozzi, come era evidente anche dall’esame non avevo mai visto nessun verbale e non ne sapevo niente, ce ne sono alcuni altri..

 

Avvocato Baccaredda: quelli di adesso?

 

Pubblico Ministero: Orlandin e Cecconello così, ce ne sono alcuni altri, purtroppo, se lei guarda il foglio è tutta una croce, per un motivo o per l’altro di chi viene, chi non viene, chi è all’estero.

 

Avvocato Alessandri: nessuno contesta i problemi che lei può avere a citare i testi, io voglio soltanto rappresentare, no, per carità, sono problemi dei testi e sono problemi del processo, voglio soltanto segnalare che anche la difesa ha i suoi problemi, se lei cita dei testi a sorpresa per noi, in senso oggettivo, non lo sto dicendo in senso soggettivo per lei, cioè intenzionalmente, perché non arrivo a questo punto, evidentemente noi non siamo in grado di avere la benché minima informazione sull’attività svolta, sui reparti nei quali hanno lavorato, se hanno reso precedenti dichiarazioni, lei legge talvolta dei brani di verbali che noi non abbiamo, non ho fatto opposizione precedentemente, ne ha letto uno addirittura per ricordare al teste una circostanza al di fuori di una contestazione, non siamo in grado di verificare se la lettura è completa, non è completa, ci sono altri punti, io faccio presente al Tribunale che in questo modo la nostra attività, laddove possibile in sede di controesame, diventa impraticabile. Mi rendo conto che molti testi siano all’estero, siano impegnati, dicono che vengono e poi non vengono, per carità, però chiedo al Tribunale che si tenga conto anche di quelle che sono le esigenze della difesa, di poter almeno assistere in condizioni di parità all’esame di un teste, anche se è vero che tutti hanno lavorato al Petrolchimico, ma i problemi di ciascuno sono evidentemente diversi.

 

Pubblico Ministero: io quello che posso aggiungere a quello che dicevo prima per queste difficoltà di carattere oggettivo, sono le persone che sono indicate e che verranno oggi pomeriggio, perché poi bisogna fare questa divisione possibilmente per evitare di far rimanere tutti quanti tutta la giornata o più. Sono previste le audizioni per oggi di: Barina, Condotta, Ceolin, Pezzato Olivo, Tedesco, credo che qua ci siano soltanto Orlandin e Finotto, gli altri, questi sono, poi si fa, per carità, lo rinviamo a un’altra volta.

 

Avvocato Baccaredda: Pubblico Ministero, anche Tedesco è teste della difesa, lo faccio presente e non era previsto per oggi, come Orlandin.

 

Pubblico Ministero: lo rinviamo alla prossima volta, per carità, non è questo il discorso, il problema, io purtroppo...

 

Avvocato Baccaredda: allora anche Orlandin però.

 

Pubblico Ministero: possiamo farlo tornare la prossima volta, non è un problema.

 

Presidente: scusate, adesso però io posso anche capire che non erano stati indicati specificamente per oggi, però erano indicati in queste liste, io non credo che ci sia una grande difficoltà a portarsi il materiale per una trentina di testi che sono indicati nelle liste che sono, per i quali è prevista l’audizione nello spazio di 3 o 4 udienze, scusate, adesso sinceramente, cercate anche voi di tenere conto che ci sono queste difficoltà che prescindono dalla volontà del Pubblico Ministero di citare i testi che sono indicati citati e per completare l’udienza evidentemente il Pubblico Ministero ha citato altri testi che comunque erano già presenti nella lista che vi aveva presentato e che erano i testi che dovevano essere sentiti in queste udienze, abbiamo portato tanto materiale, tanti documenti, portare dei processi verbali di sommarie informazioni e qualche ulteriore documento non credo che sia un’impresa impossibile, sinceramente. Io davvero non, senta, semmai tornerà se voi ritenete di fare un controesame più completo sulla base dei documenti che avete all’esito del risultato dell’esame del Pubblico Ministero, magari Orlandin e all’altro teste cui si è fatto prima riferimento, però intanto oggi questi testi vengono sentiti, perché il Tribunale ha a disposizione ancora del tempo per questa udienza e lo vuole utilizzare tutto. Per le prossime udienze cercate di tenere conto anche di queste situazioni che indubbiamente vi possono spiazzare in un qualche modo, ma se voi portate una documentazione relativa..., sono, mi pare, ecco, sono una trentina di testi.

 

Pubblico Ministero: poi ce ne sono alcuni che non hanno neanche i verbali, per questi sono due fogli di verbale. Comunque, per carità, io non ho problemi, faccio come decide il Tribunale, possiamo anche rinviarli alla prossima udienza.

 

Presidente: se eventualmente la difesa sente l’esigenza di fare un controesame ritorneranno.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - ORLANDIN GIUSEPPE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Io avevo soltanto un paio di domande molto rapide da farle, una, la prima innanzitutto, quella preliminare riguarda la sua attività lavorativa, quindi le chiedo di indicare al Tribunale quando ha cominciato a lavorare al Petrolchimico, presso quale reparto?

RISPOSTA - Dunque, io sono entrato alla Montedison, allora si chiamava Sice Edison nel 1956, nell’agosto.

DOMANDA - E poi, in che reparto?

RISPOSTA - Al CV6.

DOMANDA - E poi?

RISPOSTA - Sono rimasto lì fino al 1977, dopodiché in seguito all’indagine fatta dalla Fulc mi hanno diagnosticato il morbo di Raynaud sulle mani che si facevano tutte bianche, e c’era scritto "si consiglia l’allontanamento dal posto di lavoro con fonti di CVM, e sono andato al PAS, all’assistenza cromatografi, e lì sono rimasto fino a quando ho terminato la mia attività lavorativa, fino al 1985.

DOMANDA - Una cosa che le...

 

Avvocato Santamaria: chiederei al Presidente di domandare preliminarmente al teste se egli ha mai assistito ad udienze pubbliche di questo processo.

RISPOSTA - Sì, fin tanto che mi hanno detto "lei è come teste" ero qui in aula, però io durante le udienze molto spesso ero in aula.

 

Presidente: va bene, prendiamo atto di questo. Continui.

 

DOMANDA - Volevo chiedere quando era venuto a sapere nel Petrolchimico del fatto che il CVM era cancerogeno?

RISPOSTA - E` stato nei primi anni ‘70 e la notizia l’ho sentita un giorno in cui ero in sala fumo dove c’erano dentro persone, altre persone che fumavano, tra cui anche persone dell’impresa, e stavano parlando di questo discorso che il CVM fa male, anzi, addirittura avevano cominciato con la trielina, diceva la trielina, quelli dell’impresa, atrofizzava i sensi sessuali, poi dice anche il CVM fa male perché fa venire il cancro; sentito questo discorso sono andato su in reparto e ho chiesto all’assistente di turno: cos’è questa notizia? "E’ la prima che sento", poi la voce ha fatto voce, voce più voce, nel giro di giorni e giorni tutti quanti sapevano che il CVM faceva male, che era cancerogeno, però ufficialmente non è, non abbiamo visto un pezzo di carta scritto e nessuno mai a voce ci ha detto il CVM fa male, solo da quei momenti si è cominciato a vedere qualcosa che cambiava, prima di tutto si raccomandavano: non questo, non quello, state attenti qua, state attenti là, bisogna avere più precauzioni, ma che qualcuno abbia detto: guarda che il CVM ti fa male, ufficialmente non l’ha detto nessuno.

DOMANDA - Le volevo chiedere se riesce a ricordare temporalmente questa notizia che lei riceve e a collegarla ad un fatto storico, non so, la notizia è arrivata dall’Italia o dall’estero?

RISPOSTA - Parlavano che veniva dall’America, ma non so dove l’abbiamo sentita, letta o vista.

DOMANDA - C’erano stati degli operai morti di angiosarcoma?

RISPOSTA - Sì, dicevano questo, non dicevano angiosarcoma queste persone che parlavano, dicevano che sono morti degli operai che lavoravano il CVM in America.

DOMANDA - Un’altra cosa che le volevo chiederle era di sapere se lei aveva partecipato all’indagine che era stata fatta da medicina del lavoro?

RISPOSTA - La Fulc?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Se era la Fulc sì, tutti quelli del nostro reparto hanno fatto questa indagine.

DOMANDA - Materialmente che tipo di esame, di accertamenti vi hanno fatto?

RISPOSTA - A me hanno fatto fare le prove sul ghiaccio e poi la platismografia digitale si chiamava, un nome così.

DOMANDA - Poi le hanno comunicato cos’è successo?

RISPOSTA - Poi quando la Fulc ha portato tutti gli esiti di queste analisi dentro il capannone ho saputo di che cosa si trattava, morbo di Raynaud, che io non avevo mai sentito nominare.

 

AVVOCATO MARIN

 

DOMANDA - Io volevo innanzitutto farle due domande specifiche, Vianello Sergio è una parte civile, o meglio, i prossimi congiunti sono parti civili costituite in questo processo, volevo sapere se Vianello Sergio è stato suo collega di lavoro e se sì se può precisare in quale reparto, con quali mansioni e in che epoca?

RISPOSTA - Vianello Sergio era uno dei tanti che sono stati mandati dal San Marco, quando lo stavano chiudendo...

DOMANDA - Può spiegare cos’è il San Marco?

RISPOSTA - E` una fabbrica consociata della Montedison dove lavoravano nei forni, io non sono mai andato dentro..., era, conseguente al nostro confine c’era subito il San Marco, mi sembra che là facevano i fertilizzanti, facevano cose..., non so dirle cosa.

DOMANDA - Ad un certo punto cos’è successo, che i lavoratori della San Marco?

RISPOSTA - Sono venuti da noi e sono stati impiegati all’essiccamento, questo Vianello era un addetto all’insaccamento, era una persona abbastanza robusta, era all’essiccamento, lavorava là, insaccava, noi si insaccava in sacchi aperti, bisognava infilare il sacco nella bocca, tirare la leva, si riempiva, però non c’era la bilancia, com’è venuta fuori dopo, non al CV6 però, che ai 25 chili scattava, una volta pieno metterlo sulla bilancia e correggere il peso, dopodiché con una cucitrice si cuciva la bocca del sacco e si metteva sulle pedane, quando questa pedana leggevano 40 sacchi, che erano... tonnellata, con un carrello si trasportava in parte e si cominciava con un’altra.

DOMANDA - E Vianello Sergio si è occupato di questa attività al CV6?

RISPOSTA - Vianello Sergio sì.

DOMANDA - Altre parti civili costituite in proprio o con i prossimi congiunti in questo processo, io adesso dico tre nomi e sono: Bortolozzo Gabriele, Giacomello Ottavio e Marin Renzo, vorrei che lei dicesse al Tribunale se sono stati suoi colleghi di lavoro e se sì con quali mansioni?

RISPOSTA - Allora, Bortolozzo Gabriele era operatore autoclavi, come me, all’inizio del CV6, assunto anche lui nel ‘56, e si era lì, allora eravamo il pochi, perché era un’autoclave solo, tante volte per rotazione ci trovavamo in turno per una settimana insieme, e quel lavoro si faceva come autoclavisti, Bortolozzo. Poi c’era, Giacomello non lo ricordo perché io al CV6 quel nome non mi risultava a quei tempi, poi c’era l’altro che ha detto, Marin Renzo, che è venuto molti anni dopo, alcuni anni dopo, era addetto a fare l’autoclavista dentro il CV6 lo stesso. Questi li ricordo.

DOMANDA - Passando ad altro, lei prima rispondendo al Pubblico Ministero ha riferito in che modo è venuto a sapere della nocività del CVM, ricollegandomi a quella domanda e alla sua risposta, io voglio sapere da lei se le siano mai state date, e se sì quali, dall’azienda informazioni sulla sicurezza, sulla prevenzione, con riferimento alla produzione del CVM, di quali strumenti lei sia stato dotato, lei e i suoi colleghi di lavoro, all’epoca?

RISPOSTA - Quando si era assunti là, sono stato assunto direttamente al PVC... ancora a regime, facevano solo prove, facevano una carica, io come altri siamo andati al CV3, che era già da diversi anni in marcia, che non lavorava in emulsione, ma in sospensione, come CV14 e il 24, siamo andati là per imparare, e nel giro di 2 o 3 mesi siamo passati tutti al CV6 e lì ci hanno messo a fare gli autoclavisti, però il tipo di lavorazione nostro era diverso da quello che facevano al CV3 in sospensione, perché da noi l’autoclave ce l’aveva in consegna un operatore e era sempre quella ad ogni turno che aveva, e lavorava in modo diverso, polimerizzava in modo diverso rispetto al CV3 e del CV14 e del CV24.

DOMANDA - Forse non mi sono spiegata male io, io non le ho chiesto...

RISPOSTA - Allora, i problemi di sicurezza, all’assunzione ti danno tuta, stivali, maschera con il filtro per i vapori organici, elmetto ed occhiali di plastica.

DOMANDA - E vi davano indicazione di mettere quando questi strumenti?

RISPOSTA - Dunque, dicevano che la maschera serve in caso che ci sono fughe, loro li chiamavano "scampi".

DOMANDA - Lei personalmente quando l’ha indossata?

RISPOSTA - Io ho avuto modo di indossarla, la maschera, al CV6 due volte solo, durante il carico dell’autoclave in emulsione si caricava il CVM tutto, dall’inizio alla fine, la quantità, si caricava, è richiamato il primo carico che era su 1200, 1300 chili, dico chili perché il CVM veniva dato in chilogrammi nella formulazione, però in funzione della temperatura bisognava passarlo a litri perché era il peso specifico che variava, e venivano fuori 1200, 1300 litri, quindi si caricavano subito, però nel momento che l’autoclave era già chiusa con l’acqua e gli additivi dentro si metteva il carico, dopo pochi minuti che va in pressione, arrivava ad un chilo di pressione, era l’obbligo di andare giù, era una normativa operativa, andare sotto all’autoclave e vedere se dalla valvola in fondo ci fossero delle perdite e questa era una precauzione perché le valvole di fondo a quei tempi erano le valvole chiamate sounders, americane, che erano una membrana di gomma con un tubo metallico che spingeva nella sede per fare chiusura. Questa valvola, questa membrana una volta è successo che vanno giù e vedo che tra un.. e l’altro schizzava fuori a rotta di collo, però andare là vicino in quel momento era pericoloso, perché gli additivi con l’acqua così era come se fosse tutto sapone per terra e si scivolava, non si riusciva a stare in piedi, io sono subito corso sopra, ho chiuso subito il carico e ho messo in degasaggio l’autoclave, finché..., ma nel frattempo che l’autoclave era in degasaggio, intanto andavano dentro circa 6, 700 chilogrammi di CVM, litri di CVM, era andata sulle 7 o 8 atmosfere, intanto sotto continuava a perdere, continuava a perdere tutta questa roba, allora ci siamo messi prima la maschera, poi con la maschera si era un po’ ingolfati e abbiamo preso anche gli autoprotettori per essere più tranquilli a lavorare, con le lance di acqua sul pavimento si cercava di eliminare da sotto l’autoclave questa schiuma di sapone, chiamiamolo sapone; nel frattempo quando abbiamo esaurito la bomboletta dell’autoprotettore abbiamo telefonato al CV3, che era (Chiolin) mi ricordo di turno, è venuto lui con degli operai, con dei deflettori e sono venuti a portarceli e abbiamo continuato fino ad eliminare tutto quanto, intanto non perdeva più niente perché non era più in pressione, abbiamo aperto il boccaporto, abbiamo scaricato l’autoclave in fogna, sulla canaletta che portava in fogna e mentre meccanici hanno tolto i bulloni e hanno sostituito la membrana e messa la membrana nuova. Una volta sciacquata si è chiuso il fondo e si è fatta l’operazione di nuovo, cioè si è caricata acqua, additivi e si è messo in carica di nuovo come se nulla fosse successo. Un’altra volta invece è stata una guarnizione sul carico vicino c’era un condensatore, condensatore che era sopra all’autoclave, quella è successo più che altro, possiamo chiamarla anche negligenza o non accortezza, perché quando si lavavano le autoclavi bisognava cercarle tutte quante, tutte le tubazioni avevano comunicazioni... dell’autoclave e bisognava cercarle, spedivo... i dadi e si metteva..., allora oggi, mettila domani, qualcuno poco accorto non aveva osservato, ha chiuso e messo il carico, però era un po’ difettata ed anche quella tra un bullone e l’altro, che l’altro erano più lontana i bulloni rispetto a quella di fondo che erano 5 centimetri l’uno dall’altro, si è messa... appena caricata, non veniva fuori acqua perché l’acqua era a metà dell’autoclave, perché... in autoclave significava circa 6.000 litri di acqua, metterne 14..., anche quello allora si è chiuso subito il carico, abbiamo dovuto mettere le maschere, mettere in degasaggio e chiamare i meccanici della piccola manutenzione e sostituire questa guarnizione dopodiché non abbiamo buttato via acqua, niente, non era necessario e abbiamo continuato il carico e siamo andati via con il lavoro normale. Queste sono le uniche due volte con perdite molto grosse e questo si parla ancora degli anni ‘57, ‘58, quegli anni là, perché le valvole di fondo sono state sostituite e hanno messo le valvole in acciaio perché erano sicure, non più sicure, erano sicure.

DOMANDA - Quindi effettuate queste due occasioni lei la maschera non l’ha più usata?

RISPOSTA - No, a me personalmente non è capitato, non so gli altri turni, non mi è mai capitato di usare la maschera.

DOMANDA - Però durante la sua attività di lavoro, anche successivamente, lei ha riscontrato altre perdite di gas dall’impianto?

RISPOSTA - Piccole perdite, diciamo microperdite, parliamo di un senso di piccole perdite sempre da quello che riguardava i tronchetti con le guarnizioni oppure valvola di non ritorno che sembrava qualche porcheria sulle schede ed allora succedeva che la pressione dell’autoclave, siccome avevamo su i... che caricavano gli additivi emulsionanti in quantità, in funzione della reazione dell’autoclave quindi quelle pompe andavano da 15 a 18 chili mentre l’autoclave lavorava, il suo esercizio sui 10 chili, aveva prevalenza e mandava indietro tutto quanto. Veniva fuori il CVM due soluttori, in quel caso là si individuava subito quale era, perché era facile, quel tubo là, quell’autoclave era solo quello, ed anche là si chiudeva subito le valvole e si cercava di far sostituire la valvola.

DOMANDA - Queste cosiddette microfughe con che frequenza si verificavano?

RISPOSTA - Poteva capitare anche due volte al giorno, una volta al giorno o anche mesi e mesi che non succedeva mai niente, erano cose sporadiche diciamo.

DOMANDA - E sono continuate nel tempo per tutto il periodo in cui lei è stato al CV6?

RISPOSTA - Sì, poteva capitarne qualcuna, ma le dico che era sempre il problema delle guarnizioni, quello era il problema, delle guarnizioni.

DOMANDA - Cambiando argomento, una precisazione rispetto a un’osservazione che è stata già fatta prima, lei è stato spesso presente in quest’aula e io le chiedo di precisare al Tribunale, lei è stato presente alle udienze in cui hanno parlato i consulenti medici e gli ingegneri?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quando hanno parlato testi lei è stato presente?

RISPOSTA - No, perché tempo fa, che c’erano i testi, è stato un avvocato che ha detto che in aula c’è personale che probabilmente sono dei testi e quindi il signor Presidente ci ha invitato ad uscire e a non fare più ritorno finché non avremmo testimoniato e io da quella volta non sono più venuto, sono venuto oggi.

DOMANDA - Visto che lei è stato presente quando c’erano i consulenti medici avrà sentito che si è fatto un gran parlare delle abitudini di fumo dei lavoratori dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, cosa ritiene di poter precisare al Tribunale in proposito?

 

Avvocato Bettiol: se la vogliamo mettere sull’amichevole va bene, ma se mi permette c’è l’opposizione sia per l’oggetto della domanda che per il contenuto.

 

Presidente: se noi chiedessimo le abitudini di fumo anche dei presenti, insomma, potrebbe essere...

 

DOMANDA - La domanda è precisata nei termini, abitudine sul posto di lavoro.

 

Presidente: ecco, questo è importante, allora se era consentito o meno fumare sul posto di lavoro e se era consentito con quali modalità era consentito.

RISPOSTA - Allora a partire da un largo raggio diciamo che all’interno dello stabilimento fiamme libere non solo all’interno del reparto, nello stabilimento non ci dovevano essere, all’interno del reparto non si poteva fumare perché era un reparto pericoloso perché si usava gas, molto infiammabile il CVM, quindi non si poteva, c’erano delle sale fumo appositamente predisposte con tanto di cartello "in questo locale si autorizza il fumo". Inoltre il capoturno aveva due targhette in plastica dove c’era scritto "autorizzazione a fumare", ce ne avevano due sopra al CV6 sala autoclavi e due giù per l’essiccamento, ed anche quelli dell’essiccamento venivano sopra a chiedere la targhetta per andare a fumare, fintanto che non tornava quello che era andato l’altro non poteva andare, quindi praticamente erano sempre e solo due persone a rotazione che potevano essere in sala fumo, qualche volta anche uno, qualche volta neanche uno, perché il lavoro comportava di essere presente in sala e non andavano.

DOMANDA - Con il risultato, mi scusi signor Orlandin, che ogni lavoratore in un turno di lavoro quante volte riusciva ad andare nella sala fumo a fumare?

RISPOSTA - Diciamo che una media un operaio faceva a tempo ad andare due o tre volte, qualche volta una e qualche volta nessuna. Questo era.

 

Presidente: bene.

 

DOMANDA - Fintanto che lavorava al CV6 può precisare, per quanto era di sua competenza quali erano le operazioni critiche, quali i problemi che riscontrava nella sua attività?

RISPOSTA - O Dio, operazioni critiche per me, questo è un mio giudizio personale, erano sempre al momento al carico del CVM che bisognava stare attenti a non aver dimenticato valvole aperte, bisognava sempre prima del carico passare a sentire i volantini che fossero..., quelli chiusi dovevano essere chiusi. Poi c’era diciamo un’altra situazione che era abbastanza, erano quelle dell’insaccamento per tutte le 8 ore con il naso sopra la polvere, quando si andava a battere le maniche all’interno delle camere di essiccamento, quando una volta, ogni morte di Papa, ma comunque due volte all’anno sicuro, dentro ai cicloni dell’essiccamento, in alto c’era un binario, si infilava dentro una scala, che era in dotazione dell’impianto dell’essiccamento, si metteva con le ruote sopra, c’era uno con la catena ed uno senza e bisognava girare tutto attorno a questo ciclone con un manico, la vaschetta in rame, non d’acciaio, in rame se no si raschiava l’acciaio interno, bisognava raschiare tutte le croste che erano attaccate all’interno di questo ciclone, perché là arrivava... che mandava fuori una nube di prodotto ad alta pressione, veniva "spanto", veniva investito dalla temperatura che entrava a monte sui 170, 180 gradi dal ventilatore, a valle c’era l’altro ventilatore che aspirava e la differenza tra l’entrata e l’uscita doveva essere tra i 4 o 5 centimetri d’acqua, sui manometri differenziali, l’equilibrio.

DOMANDA - Perché lei dice che questa operazione era critica?

RISPOSTA - Perché, primo, una volta aperto si lavava anche il fondo del cono, si lavava con una lancia ad pressione in modo di ammorbidire e di staccare il più possibile queste croste che erano attorno, dopo la rimanenza bisognava raschiarla completamente.

DOMANDA - Quindi in questo modo il lavoratore veniva a diretto contatto con che cosa?

RISPOSTA - Con la polvere, perché le croste, la polvere che c’era, non erano come le croste all’interno delle autoclavi, era una crosta diciamo che assorbiva subito l’acqua sopra, ma sotto non era ancora... come la farina... la resina, perché si bagna solo sopra, adesso non va dentro all’acqua la... è come farina.

DOMANDA - A proposito di croste, come venivano trattate le croste che si trovavano all’interno delle autoclavi?

RISPOSTA - Le croste all’interno delle autoclavi è tutto un discorso di croste perché quando si andava dentro in autoclave a fare la pulizia manuale, l’autoclave dentro è vetrificata, siccome era un problema, perché si arriva in fondo scivolavi ed andavi a sbattere la testa e non ti attaccavi da nessuna parte perché era vetro, però quando si era nel cielo dell’autoclave, in alto, sui due frangiflutti che erano fissi, attaccati dal fondo, sul fondo c’era la valvola e dove c’era l’agitatore, le pale dell’agitatore, lì si facevano delle croste grosse, allora bisognava prendere la scala andare fino in alto sul cielo e si usavano dei cumuli di legno per riuscire a rimuoverli, delle volte si riusciva a romperli, delle volte si staccavano intatti e scivolavano lungo il frangiflutti come un anello, allora in quel caso là bisognava forzare i... che si rompeva in due, insomma, si riusciva a mandarli nel fondo, se erano troppe grosse si cercava di tagliarle con un segaccio e poi tirarli su, se invece erano piccole che passavano dal fondo, una volta finito di lavare si lavava la... dal fondo e si buttavano fuori da sotto, se no quelle grosse bisognava portarle sopra, tirarle su.

DOMANDA - Lei ha detto che è stato trasferito al PAS nel 1977?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Fino a quell’epoca, cioè fino a quando lei è rimasto al CV6 gli operai entravano ancora nelle autoclavi per le operazioni di...

RISPOSTA - Diciamo che i primi anni ‘70, ‘76-’77 diciamo, era stato installato un impianto, chiamiamolo impianto Peroni che mandava acqua ad alta pressione, con un lavatore automatico che veniva infilato sul boccaporto e sotto aveva dei "brandesi" che funzionavano, erano comandati con una..., all’esterno c’era un quadretto, con una..., in base a come scattava le camere dentro a questi brandesi di acqua cercando di lavare l’autoclave in tutti i sensi.

DOMANDA - E l’introduzione di questo sistema aveva fatto sì che gli operai non vi entrassero più nelle autoclavi per la pulitura o vi è entravano ancora?

RISPOSTA - Una volta finito questo capitava che c’erano, le chiamavamo le zone d’ombra, dove non arrivava il getto come si doveva, allora bisognava, se erano piccole si potevano anche tralasciare per fare altre 20 cariche, se invece erano abbastanza consistenti, tenendo conto di altri 20 carichi, se era una cosa così si andava a levare perché dopo 20 cariche andava... Allora si andava a mettere dentro la scala, si andava là con il solito e si staccava e via, ma dentro comunque..., anche perché dopo un lavaggio c’era il problema sicurezza di guardare dall’interno delle autoclavi il cielo dove c’erano tutti i fori che vengono a comunicare con l’interno e... due valvole di sicurezza, c’erano le valvole di sicurezza a pesi, che avevano i due pesi da 85 chilogrammi l’uno, bisognava guardare se queste... se erano pulite, se non erano pulite bisognava pulirle, e si guardava dentro nei tronchetti che non ci sia qualche crosta che si sta facendo e togliere anche quella, dopodiché si puliva con la lancia, si toglievano tutte le ceppe, e si riprocedeva a ripartire di nuovo l’autocarro, però il tutto, da quando si iniziava... di acqua per degasarla ed arrivare fino che cominciava a lavorare un’altra volta, a caricare l’acqua calda, passavano sempre due o tre ore.

DOMANDA - Lei sta dicendo che nonostante l’impiego della pompa cosiddetta Peroni ancora era necessario l’intervento...

RISPOSTA - Però, ecco, mi sono dimenticato di dirlo, quell’impianto lì ha funzionato poco, per pochi mesi, perché non ha dato, nell’emulsione parlo, non so quelle a sospensioni, gli esiti che si voleva ed è considerato...

DOMANDA - Quindi non ha funzionato bene?

RISPOSTA - Come?

DOMANDA - Non ha funzionato bene?

RISPOSTA - Non ha dato il risultato che speravano.

DOMANDA - E perciò intervenivano gli operai per la...

RISPOSTA - Sì, è stato dismesso e si è continuato di nuovo ad andare dentro come una volta, noi a lavorare per pulirli.

DOMANDA - Gascromatografi, tra le sue funzioni vi era quella di verificare il funzionamento delle cosiddette campanelle di rilevamento?

RISPOSTA - Io quando sono andato al Pas sono stato in coppia con l’amico Perin, che oggi è un dirigente là per i gascromatografi, e ho imparato da lui, dopo mi ha lasciato, io avevo l’incarico tutte le mattine di passare per i gruppi CV, CV14, CV6, CV14 i due CV16, il CV10 e il CV24 e avevo l’incarico di guardare che funzionasse soprattutto si osservavano le linee, dalla campanella fino alla cosa, prima di andare però giù, di andare sopra dove sta il cromatografo, che era su una cabina poco più grande di quella là, con il vetro, facevo il giro delle campanelle e purtroppo vi devo dire una cosa che spesso e volentieri trovo campanelle chiuse.

DOMANDA - Per chiuse intende che non rilevavano...

RISPOSTA - Che quello se c’erano fughe non potevano rilevarle.

DOMANDA - In che modo erano ostruite, in che modo erano chiuse?

RISPOSTA - Come in che modo?

DOMANDA - Come si presentavano?

RISPOSTA - C’era il rubinetto, e l’anello e chiudevano, era chiusa la campanella, una volta ho trovato persino un pezzo, come si chiama, di quello stucco da vetri, quello rosso là, infilato proprio nel buco là così, perché dopo veniva aperto il rubinetto, ho guardato su il rotametro e non c’era portata l’aria, allora ho.. di nuovo, e di nuovo niente, allora dalla sala ho scollegato il tubetto. ho messo la linea, l’ho collegato con la linea di azoto e ho soffiato in senso contrario e l’amico l’avevo lasciato giù e mi ha detto: guarda che è venuto fuori. E era un tappo di stucco.

DOMANDA - Con che frequenza riscontrava questa situazione?

RISPOSTA - Diverse volte, io prendevo nota ed andavo su dal capoturno o l’assistente che c’era in sala e lo avvertivo: guarda stai attento che questa campanella, questa, questa e questa erano chiuse, "chi è stato?", "che ne so io, non sono mica qua io, sei tu che sei qua, possono essere stati quelli della notte, che ne so io. Dovete stare attenti".

DOMANDA - E fino a quando lei ha riscontrato queste campanelle chiuse?

RISPOSTA - Finché la gente si è resa conto che non doveva farlo, ma ci è voluto del tempo, e questo succedeva anche al CV22, succedeva anche al CV22, ma là non trovavi campanelle chiuse, là trovavi degli stracci imbevuti o di dicloroetano o CVM messi là sopra, e quello era il danno grande, che siccome erano imbevuti, bagnati molto di questo prodotto, la campanella che era così, quando andava con la sequenza ogni minuto a tirare il campionamento arrivava a tutte le esalazioni, cioè una concentrazione forte, suonava l’allarme, ma cosa succedeva, che andava a saturare le colonne analitiche che erano dentro al cromatografo e quelle là bisognava sostituirle, avevamo sempre delle colonne di scorta, e bisognava sostituirle; questo succedeva, questo al CV22, ero anche là, e io ho detto: o la smettete o io avverto il servizio di sicurezza e ve la vedete voi, allora hanno preso paura, non lo so, però di quel... non trovava più la campanella non più con lo straccio ma chiusa o semichiusa, io pensavo: semichiusa, si sarà appoggiato qualcuno con la mano, ma quando era chiusa completamente dicevo: no, questa è chiusa. Io le aprivo e poi andavo a vedere dietro la macchina cromatografa, la valle di campionamento, andavo a vedere i rotametri se avevano la portata giusta, come portata di aria, perché se trovavo qualcuno che era ancora a zero andavo a vedere cosa c’era, o soffiavo in senso contrario. Ogni mese, mese e mezzo si faceva l’operazione a tutti quanti a rotazione, si lavavano queste linee, perché dentro con l’umidità che attiravano c’era anche la polvere, allora veniva a ridurre la pressione interna dei tubetti perché si attaccava questa polvere, allora si lavavano con soluzioni di acido ed acqua in senso contrario, tutte quante, tutte, dopodiché si mettevano in corrente di azoto, asciugarle e poi si cominciavano le prove, con una valvoletta campione si andava a una campanella, si metteva la bomboletta che sapevo che era, per esempio, 5 PPM e vedevo se mi venivano fuori 5 PPM, ne provavo un’altra, poi un’altra, quando era tutto a posto si scriveva nel registro cosa si era fatto, si firmava, si staccava, si faceva taratura, si staccava il pezzo del cromatogramma e si incollava nella pagina e si scriveva "la taratura il giorno tot era a posto, con bombola numero tot, PPM tot".

 

Presidente: perché si alterava il funzionamento del gascromatografo chiudendo le campanelle, tappandole?

RISPOSTA - Se si chiudeva non si segnava...

 

Presidente: in qualche modo veniva alterato?

RISPOSTA - Si deteriorava...

 

Presidente: io non ho detto deteriorava, ho detto che viene in un qualche modo falsato il funzionamento del...

RISPOSTA - Sì, la campanella non faceva più il suo lavoro perché...

 

Presidente: così come anche mettendoci un tappo di stucco o mettendo lo straccio imbevuto di CVM?

RISPOSTA - No, se era chiuso c’era il tappo, che è successo una volta, praticamente veniva allungata la sequenza...

 

Presidente: mi rendo conto, ma...

RISPOSTA - Però il cromatografo non ne risentiva.

 

Presidente: però non venivano fatte determinate misurazioni?

RISPOSTA - Sì, mentre se c’erano i stracci sporchi allora sì che... il cromatografo.

 

Presidente: ma per quali motivi, voglio dire, se ne sarà parlato nell’ambiente, ma per quali motivi venivano fatte queste cose? Cioè si falsava o si intralciava...

RISPOSTA - E` una cosa che non vorrei neanche dire, però da questo che - questa è una mia personale - che quando suonava l’allarme rimanevano in reparto soltanto..., l’allarme alto diciamo, oltre i 15-20 PPM, rimanevano in reparto soltanto quelle persone che erano designate per manovre di emergenza se c’era emergenza, e gli altri andavano in sala fumo.

 

Presidente: speriamo che non sia così, va bene, d’accordo....

RISPOSTA - Questa è la mia impressione personale... nessuno chiedeva: "Chi è stato, chi ha chiuso?".

 

Presidente: ci sono altre domande?

 

DOMANDA - C’è solo un’ultima domanda.

 

Presidente: prego.

 

DOMANDA - Quando è stato capoturno al CV6 aveva compiti di controllo sulla produzione, sui consumi, sui tempi, sulla espulsione del CVM?

RISPOSTA - Molti anni prima questo lavoro lo facevano gli assistenti di turno poi è passato a noi, alle 4 del mattino quello che faceva il turno di notte doveva su un foglio fare il riepilogo dei consumi, allora si mettevano i numeri di carica, si mettevano i consumi di materie prime, i consumi di CVM, i tempi persi per l’attesa meccanica, per l’elettricista, oppure per disintasare un tubo, si vedevano i tempi persi, cioè quando l’autoclave perdeva tempo e non produceva. Quindi al mattino quando si facevano questi conti, quello che alle 6 veniva faceva il controllo giù all’essiccamento, quante tonnellate di resina di PVC in polvere sono stati prodotti? Se per esempio io avevo 100 PPM, scusi, 100 tonnellate di CVM consumato nelle 24 ore, perché sempre alle 4 del mattino, 4 del mattino, 100 tonnellate di CVM laggiù avrei dovuto trovare, per esempio, se era normale, 100 tonnellata di CVP, ma il CVM non tutto degasa, cioè, polverizza, alla fine quando c’è la fase finale che viene giù c’era il monomero dentro ed allora bisognava degasarlo al gasometro, però questo gasometro degasava più di tanto non va, dopodiché bisognava scaricarla e quindi quando si scaricava c’era monomero ed andava nei serbatoi. Quando dai serbatoi andava in essiccamento c’era CVM, e rimaneva polvere... nella resina, come si chiama, nella polvere di CPV, anche l’insaccamento, solo che là arrivava poco CVM perché era roba di livello di 2 o 3 PPM, che roba che non senti al naso, quindi fino a 40-50 PPM con il naso non si sente.

DOMANDA - Ma lei si occupava dei dati sulla...

RISPOSTA - Allora questi dati succedeva che c’era più monomero consumato rispetto al prodotto ottenuto ed era quel CVM che andava disperso, una parte andava al gasometro che veniva liquefatto e lavorato di nuovo, e una parte erano tutti sparsi in aria, come al CV6, lo strippaggio che hanno iniziato, io non c’ero, gli strippaggi si metteva con l’eiettore a mettere un po’ sotto vuoto l’autoclave, ma dove andava? Andava sopra al tetto e poi veniva dentro, quindi tanto vale aprire il boccaporto come si faceva una volta... si riusciva ad aprirlo ,traboccava tutto.

DOMANDA - Venivano fatti dei calcoli, lei faceva dei calcoli sulla dispersione del CVM?

RISPOSTA - Diciamo un calcolo ad occhio, perché i dati precisi non li ho, perché poi le medie le facevano mensili, diciamo che il 10% andava perduto, andava in aria.

DOMANDA - Ma vedendo le medie mensili questo dato potrebbe essere accertato?

RISPOSTA - Poteva essere accertato sì, ma io quei dati non li avevo in mano.

DOMANDA - Va bene grazie.

 

Presidente: prego.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Lei si ricorda dell’esistenza dei rotametri?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Quindi esistevano, quando lei ha lavorato con Basei ha operato...

RISPOSTA - Sì, c’erano i rotametri soltanto dentro la sala macchina di campionamento, che era uno per linea, però siccome le linee, c’era la più lunga e c’era la più corta, c’era quella che aveva due campanelle o una che ne aveva tre, allora che cosa succedeva? Che l’ultima rispetto alla prima analizzava meno rispetto..., ha capito, no? Allora io ho detto a Basei: perché non mettiamo i rotametri anche alle campanelle? Ho fatto la proposta, l’hanno accettato, hanno fatto una spesa, sono arrivati i rotametri, ce li ha forniti mi sembra la ditta Zuccon di Mirano, di quelle parti là, ce li ha forniti e io li ho installati sopra alle campanelle, ho installato questi rotametri. Dopodiché ho dovuto fare la taratura in modo che tutte le linee avessero tutte la stessa portata, cioè, se all’inizio avevo, perché era più comoda, avere il rotametro per esempio a 9 e la seconda a 5, la terza l’avevo a 1 o a 3, dovevo chiuderli un poco, dovevo avere, per esempio, tutto 5 o tutto 4, quelli sono i valori, però ero sicuro che la stessa quantità dei campioni mi andava sia dalla prima campanella sia dalla terza, però anche quelli erano un po’, diciamo il personale, delle volte capitava che per un motivo o per l’altro toccavano questi rotametri ed allora io dovevo anche là fare il giro, guardare e ritornare, siccome gli ho fatto dei segni, riportarli al segno che avevo fatto, come il CV24 lo stesso, c’erano due file di autoclavi, installati i rotametri anche là, anche a quelli che sono dietro la macchina, anche sopra ogni autoclave, anche là ho messo dello scotch rosso in modo che tutti quanti dovevano essere là alla stessa portata, per avere i campioni omogenei ed avere l’analisi più fedele, perché se no succede che la prima..., là non tira niente, la prima tira troppa aria, il campione che arriva come arriva? Diluito troppo.

 

Presidente: ma perché li toccavano questi rotametri, se c’erano gli addetti al controllo, al funzionamento, perché altri intervenivano e li toccavano?

RISPOSTA - Per curiosità.

 

DOMANDA - Prima dei rotametri lei si ricorda di altri accorgimenti che lei e Basei facevate per avere una stessa intensità di aspirazione delle bocchette?

RISPOSTA - Si andava un po’ a (fiamma) pratica... con la levetta tenevo un po’ più chiuse le prime e un po’ più aperte le ultime cose che poi abbiamo ottenuto con i rotametri che eravamo più o meno... il risultato che si voleva ottenere prima senza i rotametri.

DOMANDA - Solo perché le prime e le ultime, per la verbalizzazione non risulta, ma perfettamente in linea con quello che lei ha detto, lei ha detto: "Mi ricordo dovemmo fare in quanto i tubicini che collegavano più sonde alla stessa linea di rilevamento avevano lunghezze diverse e quindi capitava che il tubicino della sonda più corta, quello cioè della sonda più vicina alla linea di rilevamento, dava più aria ai gas, se c’era, rispetto al tubicino più lungo, per questo motivo siamo intervenuti sui tubicini per regolare l’aspirazione dell’aria presente in reparto nel senso che veniva limitata la portata dell’aria che entrava nel tubicino più corto per renderla uguale a quella che entrava attraverso il tubicino più lungo".

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quale era la procedura in caso di allarme segnalato dal gascromatografo?

RISPOSTA - Se c’era l’allarme in reparto noi non c’eravamo, c’erano gli addetti del reparto che se ne accorgevano e sentivano il suono, allora se chiamavano andavamo là subito e si vedeva cosa si poteva fare, ma intanto di sicuro c’era una fuga e dovevano vedersela loro, perché noi non potevamo intervenire sulla fuga, noi dovevamo intervenire solo..., cioè, se il campione arrivava o non arrivava, ma il fatto che ha avuto la fuga e ha segnato l’allarme, quello ha funzionato, questa è una prova, ma dopodiché, una volta messo, eliminata la fuga era d’obbligo fare la taratura del cromatografo, allora con la bombola campione si faceva la taratura del cromatografo, il cromatogramma veniva fuori, bombola 10 PPM? 10 PPM; si facevano due analisi, 3, per vedere che sia giusto, dopodiché si staccava e si attaccava sul registro del cromatografo che... il capoturno ne aveva uno, si metteva là, si scriveva ora, intervento, data e firma, e si metteva quello che si era fatto, l’operazione che si era eseguita.

DOMANDA - Chiarissimo, io forse mi ero espresso male, ma lei comunque ha dato delle risposte su altri argomenti. Quello che le chiedevo è siccome lei nel corso dell’istruttoria del verbale che sono riuscito a recuperare aveva fatto una descrizione anche della procedura in caso di allarme del reparto, nel reparto, ovviamente, che non riguardava lei e Basei, come adesso ha precisato?

RISPOSTA - Io quando ero capoturno al CV6 c’era esposto un cartello dove c’era nome e cognome del capoturno e gli operatori del capoturno, quelli dello stesso turno, due persone sempre dallo stesso capoturno dovevano coadiuvare alle manovre di emergenza, in caso di abbandono, in caso di emergenza che abbandoni il reparto, allora tutti dovevano andare via, che non è mai successo tra l’altro, quando eravamo in tanti, perché allora eravamo in 10 per turno, 12 anche, 12 per turno, non è mai successo, in questo caso c’era la procedura, se capitava, questo succedeva, si chiudevano tutti i carichi di CVM, si mettevano in raffreddamento le camicie delle autoclavi per contenere, in modo, come dicevo, la reazione..., si chiamava subito il servizio di sicurezza, i pompieri secondo la natura di questa emergenza, di solito venivano tutti e due, e loro operavano, noi dovevamo fare soltanto un intervento di sicurezza impianto, aprire le valvole di emergenza dell’acqua di raffreddamento, chiudere il CVM, mandare via il personale, ed assistere gli altri che venivano ad intervenire per eliminare l’emergenza; queste erano le procedure.

DOMANDA - Per quanto riguarda, siccome le sono state fatte delle domande prima sul discorso delle maschere, nel caso di un’esistenza di una fuga rilevante, ma forse l’ha già detto, chi rimaneva nel reparto?

 

Presidente: l’ha già detto.

 

DOMANDA - Chiedo scusa, purtroppo l’improvvisazione crea dei problemi.

 

Presidente: altre domande?

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Lei si ricorda di aver partecipato all’indagine Fulc?

RISPOSTA - Quando mi hanno chiamato a fare gli esami.

DOMANDA - Lei si ricorda se in quell’occasione le hanno chiesto se fumava?

RISPOSTA - Sì, e io ho risposto.

DOMANDA - Certo, lo so. Le hanno chiesto se fumava anche alle visite aziendali?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E lei ha risposto la verità?

RISPOSTA - Sì, io fumavo un pacchetto di sigarette nelle 24 ore come sto fumando adesso.

DOMANDA - Questo l’ho chiesto semplicemente perché qualcuno ogni tanto sospetta che i consulenti della difesa si siano inventati i dati sul fumo, sono tutti autocertificati.

 

Presidente: questo lo sappiamo.

 

RISPOSTA - Mi è permesso dire una cosa sul fatto del fumo?

 

Presidente: certo che però lei, guardi, concentrare queste sigarette, perché 8 ore di lavoro, 8 ore di sonno, in 8 ore fumava 20 sigarette?

RISPOSTA - Ma 20 sigarette in 24 ore non sono mica tante come un consulente ha detto, 80 sigarette.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere, quando entravate dentro all’autoclave per la pulizia quanto tempo durava l’operazione di pulizia all’interno dell’autoclave, all’incirca?

RISPOSTA - Il tempo effettivo dentro?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Variava a seconda delle condizioni dell’autoclave all’interno, croste, o di sporco che c’era dentro, variava, diciamo che andava da un’ora a due ore, un’ora e mezza, un’ora e 40 solo l’interno, c’era il tempo prima di prepararla, e poi...

DOMANDA - Quindi solo per la pulizia?

RISPOSTA - Sì, un’ora, metta, delle volte anche 2 ore.

DOMANDA - Salvo complicazioni?

RISPOSTA - Sì. Poi anche dipendeva dalla persona che andava dentro, se andava dentro uno che diceva: "Ho caldo, vengo fuori", andava dentro uno più robusto e resisteva, faceva più presto, perché se andavi dentro più presto si faceva più presto si veniva fuori, quello era il detto.

DOMANDA - A proposito dei lavatori e delle pompe, questa mattina abbiamo sentito l’ingegner Malaguzzi che veniva da Milano in relazione al CV6, è stato presentato un documento in cui si diceva così come per il reparto CV14 e 16, leggo la parte, "su ogni autoclave ogni 2 o 3 cariche sono frequenti gli inconvenienti ai lavatori alle pompe". Volevo chiedere una domanda di questo tipo: quando i lavatori e le pompe creavano problemi cosa succedeva, veniva fermata la produzione o si continuava e si andava a mano?

RISPOSTA - Quando un lavaggio di autoclave con il lavatore, con le pompe ad alta pressione, la produzione era normale, era solo quell’autoclave che era interessata al lavaggio, le altre autoclavi continuavano a lavorare normalmente.

DOMANDA - Ma se non c’erano lavatori meccanici cosa succedeva?

RISPOSTA - La stessa autoclave che era in lavaggio era ferma, e gli altri lavoravano normalmente.

DOMANDA - Ma venivano lavate queste autoclavi? Quando i lavatori automatici...

RISPOSTA - Non l’hanno mai lavato bene, non hanno mai dato un lavoro soddisfacente...

DOMANDA - Questo è pacifico che viene fuori...

RISPOSTA - E` rimasto là, non hanno più fatto niente.

DOMANDA - Infatti viene fuori anche da documenti fino ad ottobre ‘78 addirittura. Comunque la produzione continuava, non si fermava perché i lavatori non andavano?

RISPOSTA - No, c’era l’ometto che andava dentro ogni 20 cariche.

DOMANDA - Quindi c’era l’ometto che andava dentro. Lei è andato via dal reparto CV6 il 30 settembre ‘77, così risulta dalla scheda.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi settembre, ottobre ‘77, e diceva che quando è andato via non c’era ancora lo strippaggio?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Conferma questo dato?

RISPOSTA - Quando sono andato via io lo strippaggio prima di scaricare non avevano iniziato a farlo, si degasava al gasometro.

DOMANDA - Non ho altre domande.

 

Presidente: ulteriori domande? Bene, allora sospendiamo qui, riprendiamo tra un’ora. Tre e mezza.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - FINOTTO GINO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Se vuole riferire innanzitutto dove ha svolto la sua attività lavorativa e da quando?

RISPOSTA - Ho cominciato a lavorare dentro alla Montedison come impresa nel 1963, il primo aprile del 1970, dopo fatto domande sono stato assunto alle dipendenze della Montedison, sono stato mandato subito al CV14, all’insaccamento resine, dopo circa 6 mesi sono andato al lavaggio autoclavi, sono rimasto fino al ‘74-’75, adesso non ricordo bene, dopodiché in giugno del ‘74 sono a casa una notte che dovevo lavorare la notte, al mattino alle 6, sono andato a letto alle 11, non sono stato più capace di alzarmi, è venuta un’autolettiga di Dolo a prendermi, mi hanno riscontrato un’intossicazione, ma al momento non si sapeva che era di cloruro di vinile questa intossicazione, dopodiché sono stato mandato via dai lavaggi autoclavi, ho fatto un breve periodo alla scuola aziendale e sono andato sopra ancora, sempre dalla parte dell’insaccamento, però cooperatore sopra in sala quadri, ma faceva parte sempre del reparto di insaccamento. Dopodiché è venuto fuori questa indagine che il CVM era cancerogeno, ho passato le visite a medicina del lavoro a Porto Marghera e lì mi hanno riscontrato, con documenti, che ero affetto di epatopatia cronica da cloruro di vinile. Nel ‘78 mi hanno trasferito da lì e mi hanno mandato a fare l’autista dei dirigenti. Nell’84, nell’81, ‘80-’81 sono stato chiamato dalla Fulc, sopra al cavalcavia, e una signorina mi dice che dovevo firmare un documento che rinunciavo alla malattia professionale perché la Montedison mi aveva tirato via dai fondi del CVM, che mi garantiva il posto di lavoro e mi teneva a fare l’autista dei dirigenti. In giugno dell’84, dopo varie cose che sono capitate, che lo sappiamo tutti che le Brigate Rosse venivano avanti, venne fuori una ristrutturazione dei nostri dirigenti della Montedison e mi hanno detto che dovevamo passare sotto una cooperativa. Io non ho accettato la cooperativa, ho scelto un’altra strada, visto che tutti gli autisti dei dirigenti dovevano andare sotto la cooperativa io sono andato via, dopo l’84 non ho più notizie della Montedison.

DOMANDA - Ecco, io volevo farle alcune domande sulla sua attività lavorativa, praticamente sul periodo innanzitutto in cui ha lavorato presso il CV14 e 16, a partire dall’aprile del ‘70, diceva poco, quando ha iniziato nell’aprile del ‘70 a lavorare al CV14 e 16, esattamente che attività di lavoro ha svolto?

RISPOSTA - I primi 6 mesi sono stato giù all’insaccamento come manovale ad insaccare e a fare tutto quello che faceva procedura, lavare gli essiccatori, andare dentro alle tubazioni, fare pulizie, e dopo sono andato nei lavaggi autoclavi, dopo 6 mesi circa, posso sbagliare di qualche mese.

DOMANDA - Nel ‘71 comunque è passato al lavaggio autoclavi?

RISPOSTA - Sì, nel ‘71 sono passato ai lavaggi di autoclavi.

DOMANDA - E` rimasto lì quanto tempo?

RISPOSTA - Fino al ‘75, ‘74, dopo il ricovero all’ospedale, anche lì posso avere i giorni, non mi sono preso nota con precisamente dei mesi, ma dopo quel periodo lì, dopo il ricovero all’ospedale sono stato tirato via dai lavaggi e sono andato a fare ancora il cooperatore però come quadrista.

DOMANDA - Sempre passato all’essiccamento?

RISPOSTA - Passato all’essiccamento come quadrista.

DOMANDA - Come operaio specializzato?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - A parte il periodo iniziale sull’insaccaggio delle..., le volevo chiedere, questo discorso dei lavaggi delle autoclavi, del CV14, le volevo chiedere di specificare come funzionava, visto che c’è rimasto fino al ‘74 almeno?

RISPOSTA - Il lavaggio era composto che dipendeva sempre dall’autoclavista e l’assistente di turno, lui visionava le autoclavi dopo diverse cariche, con specchio all’interno su tutte le valvole di carico e sfiatamento anche in caso di emergenza e controllava le varie valvole, e dopo visivamente anche incrostazioni sulle pareti di autoclavi, però il CV14 era la parte più brutta, perché c’erano le autoclavi più vecchie e il CV16 era meno vecchio del CV14. Dove mancava smalto sulle autoclavi si fermavano delle incrostazioni abbastanza massicce, a volte, non sempre che non voglio imputare..., si formavano anche dei blocchi sui frangiflutti, anche da un quintale.

DOMANDA - Quando entrava nelle autoclavi quanto tempo rimaneva all’interno normalmente dell’autoclave per la pulizia?

RISPOSTA - Dipende sempre dallo sporco che c’era sulle pareti da togliere, comunque non è che uno andava dentro, per dire il vero, rimaneva finché non aveva finito la pulizia, poteva anche venire fuori, dopo un’ora, un’ora e mezza poteva venire fuori e prendere un po’ di aria, a bere un po’ di acqua e poi tornare dentro un’altra volta.

DOMANDA - Quindi il periodo normale in cui lei rimaneva all’interno delle autoclavi durante il lavaggio del CV14 e 16 andava da un’ora, un’ora e mezza...

RISPOSTA - Di più. Si può fare una media di 2 ore e mezza 3 ore per ogni autoclave.

DOMANDA - 2 ore e mezza, 3 ore, per ogni autoclave?

RISPOSTA - Al gruppo CV.

DOMANDA - Al CV14 e 16?

RISPOSTA - No, al CV16 qualche mezz’ora in meno perché erano più, meno vecchie del CV14.

DOMANDA - Quindi al CV14 circa tre ore e mezza 4, e al CV16 tre ore, tre ore e mezza?

RISPOSTA - Sì, che si faceva all’interno però, senza la procedura...

DOMANDA - Sì, quindi soltanto come pulizia, al di là di tutte le operazioni preliminari successive?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quando entrava dentro a queste autoclavi CV14 e 16 aveva dei mezzi di protezione?

RISPOSTA - Nessun mezzo di protezione.

DOMANDA - Nessuna maschera?

RISPOSTA - Non esisteva niente.

DOMANDA - E come faceva a pulire, a rompere queste croste?

RISPOSTA - Mazzetta e scalpello da muratori, quando c’erano i blocchi, le pareti, nel tondo delle pareti si usava il raschietto perché si facevano croste minime sulla parente, però sui due frangiflutti che era per interrompere il giro che faceva l’avvitatore, il prodotto girava su se stesso, c’erano due frangiflutti, lì interrompevano la rotazione del prodotto, lì si facevano dei blocchi, se mancavano smalto, anche da un quintale, non sempre, però una volta alla settimana succedeva, se un’autoclave aveva 18 - 20 cariche, si doveva lavorare, ma lavorare massiccio per tirarlo fuori e romperli, insomma.

DOMANDA - Quando poi lei è passato come operaio specializzato all’essiccamento delle resine, che tipo di attività in pratica svolgeva?

RISPOSTA - Allora ogni settimana si cambiava, le linee erano 4, a 4, a 5, a 6, a 7, ogni linea faceva un prodotto e si cambiava, una settimana si rimaneva nella linea numero 4 che faceva il prodotto 822 e un altro tipo.

DOMANDA - Di PVC?

RISPOSTA - Sì, era un prodotto diverso che aveva additivi diversi, quel prodotto lì si diceva che venivano fuori dischi, calze, e gli altri magari facevano copertoni... cioè la sigla del prodotto era diversa dall’altro, era un prodotto diverso dall’altro. Però sapere dalle autoclavi trasferivano il prodotto al CV, insomma, dall’autoclave veniva buttato nei serbatoi che erano predisposti per quel tipo di prodotto, noi si doveva andare a manovrare le valvole, sapere su che serbatoio che doveva andare, poi si andava sotto, che lì il CVM ce n’era, che non esistono cromatografi che poteva rilevarlo, era CVM e basta.

DOMANDA - Erano polveri?

RISPOSTA - Perché vaporizzava, cioè dall’autoclave arrivava il prodotto che era stato fatto nell’autoclave, veniva trasferito nei serbatoi, nei serbatoi veniva centrifugato, si divideva l’acqua e poi là andava in essiccato e veniva essiccato, ma lì c’era una procedura e l’operaio dovevo andare a manovrare le valvole e i serbatoi erano aperti a cielo aperto e CVM ce n’erano una quantità, non esistevano cromatografi che rilevavano CVM in quel periodo.

DOMANDA - E sia nella zona dell’insacco che nella zona dell’essiccatoio, i lavoratori lavoravano con maschere?

RISPOSTA - No, non esisteva niente.

DOMANDA - Assolutamente niente?

RISPOSTA - No, appena appena qualcuno che aveva quando andava nell’essiccatore la mascherina di quelle di carta per la polvere e basta.

DOMANDA - Le volevo chiedere se lei ha avuto occasione di vedere in qualche periodo il sistema del gascromatografo e delle campanelle come funzionavano?

RISPOSTA - Sì, negli ultimi anni, dal ‘75, fine ‘74, i primi del ‘75 hanno cominciato a fare i lavori..

DOMANDA - ‘78, perché poi lei nel ‘78 è passato all’autista?

RISPOSTA - Sì, hanno cominciato all’inizio del ‘75, ‘76, adesso sono passati diversi anni, non vorrei dire una cosa per un’altra come anno.

DOMANDA - Circa.

RISPOSTA - Fare anche sale personalizzate per evitare la polvere sopra sempre all’essiccamento, basta l’insaccamento no...

DOMANDA - Quando c’era questo gascromatografo segnalava un allarme cosa succedeva?

RISPOSTA - Andava l’assistente di turno a controllare, noi non si poteva andare a controllare, tu rimani lì a guardare, a controllare quella linea... a sistemare...

DOMANDA - Quando suonava l’allarme nessuno andava...?

RISPOSTA - No, non si poteva, la linea non si poteva abbandonare neanche un minuto, se io abbandonavo la linea che ero responsabile dovevo fare la guardia al mio collega, perché si doveva controllare tutto minuto per minuto.

DOMANDA - E venivano messe le maschere?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Neanche quando suonava l’allarme?

RISPOSTA - No, no no.

DOMANDA - Ce n’erano maschere?

RISPOSTA - Le maschere no, erano universale all’interno del piano tecnico in caso che fosse scoppiato il serbatoio, per scappare e basta, se era un allarme, ma il cromatografo non era un allarme per i nostri assistenti, per i capiturno.

DOMANDA - Lei ha avuto modo di vedere il sistema delle campanelle era controllato, se funzionava, se non funzionava, quello delle linee di rilevamento del gas?

RISPOSTA - Controllava, ripeto, quando si sentiva la sirena suonare del cromatografo, era una diversa dalle altre, quelle degli autoclavi e quelle magari che si intasavano le linee nostre dell’essiccamento, il capoturno andava a vedere, "Ah no, non è niente, è già sistemato, era un qualcosa, adesso non suona più", andava là, la chiudeva, faceva lui, ma nessuno era responsabile di noi di andare a guardare che linea, il perché...

DOMANDA - Questa mattina un teste aveva riferito in Tribunale che aveva avuto modo di vedere abbastanza di frequente che c’erano delle linee chiuse con il rubinetto, addirittura una volta ha parlato che era stato messo un tappo di stucco su una campanella, così. Le volevo chiedere: lei ha avuto modo di vedere situazioni di questo tipo durante la sua attività?

RISPOSTA - L’assistente andava, metteva le mani, chiudeva, apriva, era lui il responsabile, secondo lui, ma non era lui il responsabile diretto, si è fatto responsabile, perché si poteva lavorare e lui continuava a mettere le mani sulle campanelle.

DOMANDA - Volevo chiedere se lei ha visto?

RISPOSTA - No, fare la manovra no.

DOMANDA - Allora le chiedo quello che ha visto lei, lei ha visto che c’erano campanelle chiuse, rubinetti chiusi?

RISPOSTA - Sì, visti, ma chi li ha chiusi no.

DOMANDA - Lei non sa chi li ha chiusi?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Non sa neanche per che motivo?

RISPOSTA - Eh no, adesso dare una colpa all’assistente o anche all’operaio direi una cosa che non è mia, però qui si parlava di una campanella nostra nei serbatoi era chiusa, la campanella magari ai compressori era chiusa, però mai visto la persona che la chiudeva perché altrimenti allora sarebbe stata diversa la storia.

DOMANDA - Ma allora voi segnalavate questa cosa?

RISPOSTA - Eh sì che lo segnalavamo.

DOMANDA - A chi?

RISPOSTA - Al capoturno.

DOMANDA - Cosa succedeva?

RISPOSTA - Quando viene il caporeparto lo avviso, e sempre i soliti discorsi tra gli operai, allora uno si agita più di un altro, parla di più, parla di meno, però rimaneva sempre lì la cosa, non è che andasse più lontano.

DOMANDA - Ma questo succedeva frequentemente...?

RISPOSTA - I primi tempi si verificava spesso. All’inizio che c’era questo discorso del CVM è cancerogeno tutti quanti erano un po’ allarmati ed allora, dopo piano piano si sono sistemate le cose, hanno cominciato a tamponare di qua, mettere di là.

DOMANDA - Fino a quando lei è stato lì, cioè in reparto, CV14 e 16, fino al ‘78, lei ha avuto di vedere questo sistema di chiusura dei rubinetti chiusi delle campanelle?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quindi fino a quando è rimasto qui...

RISPOSTA - Era un rubinetto come quelli dell’acqua, che si poteva chiudere ed aprire.

DOMANDA - Quindi era anche semplice l’operazione?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere ancora una cosa in relazione al periodo in cui lei è stato autista nel ‘78 e le volevo precisare e chiedere innanzitutto di precisare, diceva dal ‘78 all’84 all’incirca che tipo di attività come autista svolgeva?

RISPOSTA - Facevo il turnista, facevo qualsiasi attività solo che di notte si accompagnava a casa uno che aveva la febbre, uno che si faceva male un dito, male un piede, roba che non serviva il ricovero, uno che magari ritardava e lo andavo a prendere alle due di notte, poi con il turno dalle 6 alle 14 si andava a Milano, si andava dappertutto.

DOMANDA - C’era un episodio che lei ha riferito, sia con un esposto autonomamente mandato alla Procura della Repubblica e poi durante il suo verbale di audizione del 16 gennaio ‘95, c’è un suo episodio relativo al dottor Giudice e a un’altra persona che lei aveva condotto in macchina una volta agli uffici di medicina del lavoro di Marghera.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ecco, le volevo chiedere di riferire al Tribunale quell’episodio per il quale aveva fatto questa segnalazione?

RISPOSTA - Sono stato incaricato dall’assistente di turno di andare in infermeria a prelevare il dottor Giudice che aveva bisogno della macchina, dell’auto, e condurlo dove lui mi diceva, va bene, vado là, lo carico...

DOMANDA - Era da solo il dottor Giudice?

RISPOSTA - No, si siede davanti e di dietro un’altra persona.

DOMANDA - Lei sa chi era?

RISPOSTA - No, quello di dietro no.

DOMANDA - Ma era uno della Montedison?

RISPOSTA - No, non faceva parte dentro la Montedison di noi altri, il dottor Giudice sì.

DOMANDA - Allora, partite?

RISPOSTA - Dalla Montedison arrivare a lì vicino, dove c’era medicina del lavoro sarà 3 chilometri, 4, 3 e mezzo, e ho sentito che la persona di dietro fa: "Ma adesso noi che cosa andiamo a raccontare, a questa riunione che cosa facciamo?" Lui gli ha detto: "Non preoccuparti, nessuno può impugnare una sentenza sui valori delle analisi", "Ah, va bene", ha detto l’altro.

DOMANDA - Non mi è chiaro questo discorso, riesce innanzitutto ad ambientare un attimo meglio questo episodio? Storicamente in che epoca si colloca?

RISPOSTA - Mamma mia!

DOMANDA - Non le chiedo l’anno esatto, ma per dire, lei è stato lì, ha cominciato nel ‘78...

RISPOSTA - Nell’81.

DOMANDA - Quindi alcuni anni dopo?

RISPOSTA - Sì, alcuni anni dopo.

DOMANDA - E il problema quale era di andare da medicina del lavoro?

RISPOSTA - Saranno andati perché avranno fatte tutte quante le analisi del CV14 e hanno trovato che le analisi nostre c’era abbastanza gente che aveva problemi con le analisi fuori, secondo me, quello che ho potuto capire.

DOMANDA - Ma hanno trovato delle analisi fuori norma del CV14 di questo reparto o...

RISPOSTA - La medicina del lavoro svolgeva solo le analisi del gruppo CV, che sono io, cioè tutto il gruppo CV, medicina del lavoro è stato incaricato a fare le analisi a noi.

DOMANDA - Che cosa risultava da queste analisi, secondo il discorso che aveva sentito?

RISPOSTA - Non mi ha parlato...

DOMANDA - Non le chiedo i nomi o i numeri?

RISPOSTA - Adesso cosa andiamo a raccontare noi? Queste testuali parole, cosa andiamo a raccontare noi con questa riunione? Non so chi dovesse incontrare, il direttore o qualche altra persona, ha detto: "Non preoccuparti, perché nessuno può impugnare una sentenza con i valori delle analisi, perché le analisi sono facoltative ed uno può fare quello che vuole con le analisi".

DOMANDA - C’erano dei dati che venivano fuori da questi accertamenti medici che erano dei dati gravi, dei dati lievi?

RISPOSTA - Per esempio il mio era considerato malattia... avevo la denuncia, per esempio la mia era una denuncia dell’infortunio, come si dice, di malattia professionale, dopo ho dovuto firmarla e denunciarla, perché non potevo, si vede che ci saranno state anche delle altre persone che ce l’aveva.

DOMANDA - Quando lei è stato sentito il 16 gennaio ‘95, aveva detto a proposito di questo breve viaggio in macchina: "Ricordo che il dottor Giudice e l’altra persona erano preoccupati perché stavano emergendo dei dati gravi in ordine alle visite mediche che i dipendenti dei reparti CVM PVC stavano passando presso gli uffici di medicina del lavoro, ricordo che medicina del lavoro aveva dei dati gravi".

RISPOSTA - Appunto, forse non mi sono spiegato bene, questo era, perché eravamo in diversi, ci siamo trovati in 5 al CTO di Padova, con altri colleghi miei del cromatografo, che adesso mi sfugge i nomi, perché c’erano dei dati allarmanti, qualcuno è stato riconosciuto in quel periodo là anche la mattina professionale, a Facchin per esempio.

DOMANDA - Ed erano dei dati diversi rispetto a quelli che aveva la Montedison, per quello che ha capito lei?

RISPOSTA - Sì, lui diceva che doveva riuscire che la medicina del lavoro non riesce più a fare le analisi, che le analisi che faceva in infermeria all’interno non erano valide come quelle di medicina del lavoro.

DOMANDA - Quindi diceva in pratica che le analisi e gli accertamenti medici doveva farli la Montedison?

RISPOSTA - Dentro alla Montedison. Si doveva passare tutti quanti dentro l’infermeria alla Montedison che erano valide lo stesso.

DOMANDA - Sul discorso della diversità, sempre in quel verbale del ‘95, poi confermata anche quell’esposto, dice: "Capii che i lavori accertati da medicina del lavoro erano molto diversi rispetto ai valori rilevati dalla Montedison"?

RISPOSTA - Questo sì, senz’altro che è così, perché dopo non siamo più andati a medicina del lavoro a farci le analisi, continuava a farle il dottor Giudice le analisi.

 

Avvocato Baccaredda: possiamo avere la copia della deposizione e dell’esposto dal Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: la copia della deposizione è tutta segnata da appunti, l’esposto ve lo posso consegnare perché ho copia, se volete chiedo l’acquisizione, ma credo di non dover chiederlo.

 

Presidente: lei anche dopo che è uscito dall’84 da Montedison ha avuto disturbi di che genere?

RISPOSTA - Sempre, ogni 4 o 5 mesi ho problemi di ricoveri, ho problemi di dolori.

 

Presidente: ma di che genere? Le hanno detto i medici di che cosa?

RISPOSTA - Io ho le Gamma GT sempre sui 400.

 

Presidente: le hanno detto che ha un diabete?

RISPOSTA - Sì, un diabete, ho diverse cose insomma.

 

DOMANDA - C’era allegata all’esposto che aveva mandato anche la scheda...

 

Presidente: la pressione alta, le Gamma GT alte?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: io ho guardato la posizione...

 

DOMANDA - La scheda Fulc del ‘77 anche c’è allegata a quell’esposto.

 

Presidente: tra l’altro è stato uno dei casi in cui hanno trovato le Gamma GT le più alte di tutti, perché siamo arrivati a valori proprio di circa 1000 e lei aveva la pressione alta, e quando è successo quell’incidente che lei ci ha detto e che è stato ricoverato a Dolo nel ‘74, ‘75 non ricordo bene, dopo aver lavorato comunque in autoclave, lì che cosa le hanno detto dopo averle fatto gli accertamenti?

RISPOSTA - Mi hanno diagnosticato una intossicazione acuta però non sapevano la provenienza, cioè le Gamma GT a 300, mi ricordo abbastanza bene, mi avvicino forte, transaminasi e via, da lì ho cominciato a non mangiare più roba rossa, ero arrivato a 105 chili, quando lavoravo alla Montedison, e dopo piano piano, mi sono sempre riguardato, però ho sempre avuto...

 

Presidente: e prima di quell’incidente in cui lei ha perso i sensi per cui c’è stato il ricovero, aveva avuto lo stesso dei disturbi di questo genere?

RISPOSTA - A 16 anni mi sono fatto l’appendice...

 

Presidente: no no, io dicevo se aveva avuto disturbi di questo genere, cioè di perdita di sensi?

RISPOSTA - No. Vertigini, quello sì, hanno cominciato un certo periodo prima, ma pensavo che fosse una cosa diversa.

 

Presidente: aveva vertigini?

RISPOSTA - Sì, quando andavo dentro le autoclavi avevo vertigini.

 

Presidente: lei per caso si è fatto visitare anche l’orecchio, tanto per intenderci?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: cosa le hanno detto?

RISPOSTA - Non ho nessun problema.

 

Presidente: non aveva nessun disturbo...

RISPOSTA - No, sulle orecchie no.

 

DOMANDA - Solo per la completezza della parte medica, la scheda Fulc che era stata consegnata a Finotto Gino all’epoca, come conclusioni diagnostiche indicava: alterazione della funzionalità epatica di grado medio nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l’esposizione a cloruro di vinile, del piastrinopenia, opportuno evitare l’esposizione a cloruro di vinile.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - Volevo sapere signor Finotto, lei ha detto che quando lavavate le autoclavi dove mancava lo smalto nelle autoclavi si incrostava più spesso il prodotto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Perché erano le autoclavi del CV14 che erano più vecchie, quindi la smaltatura veniva fatta, cioè, a parte la smaltatura iniziale dell’autoclave così come acquistata, poi successivamente operazioni di smaltature venivano fatte?

RISPOSTA - No, fino a quel periodo lì, fino all’84 no, fino al ‘74, dopo, perché non c’era nessuna azienda, era un problema grosso per smaltarle, portarle fuori dall’impianto e portarle a smaltare e poi il costo era eccessivo però non sapevano se riuscivano a mantenere la smaltatura nuova, ne hanno acquistata qualcuna di nuova ancora al posto della vecchia e piano piano le hanno portate fuori, hanno cominciato la smaltatura su quelli anni lì, però adesso anche lì faccio un po’ di confusione a ricordarmi l’anno, avevano cominciato a smaltarle. Avevano messo anche dell’oro dentro le pareti dove mancava lo smalto, pezzettini di oro, per vedere se quell’ora non si incrostava più, ma non sono riusciti, hanno voluto per forza smaltarle, non so che materiale sia.

DOMANDA - Siccome lei ha detto adesso al Presidente che lei soffriva di vertigini quando entrava in autoclave, tra l’altro anche ha detto che dopo un’ora, un’ora e mezza si poteva anche uscire per prendere un po’ d’aria durante il lavaggio, ora siccome abbiamo saputo che l’operazione di lavaggio veniva in questa maniera, un operatore entrava, aveva un corpetto, era legato a una corda che veniva tenuta da un altro collega che stava fuori sul boccaporto. Io mi chiedo: perché doveva essere per forza tenuto da una corda da un collega?

RISPOSTA - Per sicurezza quando si operava nella...

DOMANDA - In che senso per la sicurezza, per esempio, lei che soffriva di vertigini poteva avere quindi un malore e l’unica maniera per poterla aiutare era tirarlo su da parte del suo collega?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Era questo il motivo?

RISPOSTA - Quando si operava sopra la scala, come fa uno a rimanere sopra la scala se uno in mano deve tenere lo scalpello e anche la mazzetta. Come fa a rimanere attaccato alla scala con martello e scalpello per togliere via i pezzi alti 4 metri? Lei è sopra una scala alta 4 metri, 4 e metri e mezzo, deve togliere i pezzi nei frangiflutti o nelle pareti dove c’era questa incrostazione con il martello e scalpello, ci voleva una sicurezza, perché si faceva un giro morto in un tubo e l’altro doveva controllarti a vista, se era una brava persona, tenere la corda sempre leggermente quei 20 centimetri al minimo che se tu cadevi dalla scala rimanevi attaccato all’imbragatura.

DOMANDA - E senza la maschera per cui c’erano delle esalazioni mentre battevate con martello e scalpello?

RISPOSTA - Senz’altro, nessuno adoperava la maschera all’interno del...

DOMANDA - Perché?

RISPOSTA - Perché non c’era nessun cartello che diceva operare le maschere, ma anche dopo non si adoperava, io non ho mai visto adoperare le maschere all’interno degli autoclavi, nessuno, né io e neanche gli altri, non è che io non l’ho messa per negligenza mia o per bravura, ma io mi meraviglio solo, perché la... era considerata una dei migliori reparti della Montedison.

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Lei è stato spostato nel 1978 in parte di mansioni ed è divenuto autista?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quelle alterazione di enzimi di cui lei ha parlato, sono proseguiti nel tempo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - A me risulta addirittura anche 10 - 15 anni dopo lo spostamento?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei ha fatto un’ecografia nel 1999 del fegato?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che risultato ha dato?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Come non lo sa?

RISPOSTA - Non lo so.

DOMANDA - Beh è agli atti comunque.

RISPOSTA - Lo avrà il Giudice, ma a me non è stato consegnato.

DOMANDA - Non le hanno dato nessun risultato?

RISPOSTA - No, a me personalmente no.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Io ho ricevuto qui copia del suo esposto del 29 dicembre ‘94, l’ha redatto lei perché è firmato dall’avvocato Luciano Faraon ed è autentica ed è firmato da lei, è sua opera?

RISPOSTA - Penso di sì.

DOMANDA - Perché le cose che dice in questo esposto, e gliele leggo ovviamente, le leggo al Tribunale, mi sembrano di ben altro peso rispetto a quelle che oggi ha detto in udienza, gliele leggo: "Il denunciante proprio per le sue funzioni di autista veniva a conoscenza che un certo dottor Malattia e certo dottor Giudice avevano organizzato una serie complessa di operazioni per falsificare le risultanze delle indagini cliniche onde fare apparire i valori nella norma in contrasto con quanto veniva di riscontro rilevato presso gli ospedali e la medicina del lavoro. Anzi risulta denunciante che il dottor Giudice, dirigente del servizio infermeria, si recasse negli ospedali ove erano ricoverati operai del reparto CVM e PVC al fine di non far emergere il rapporto di dipendenza di malattie epatiche con l’ambiente di lavoro"; oggi lei ha detto che il dottor Giudice sosteneva che valevano di più i mandati di Porto Marghera rispetto a quelli di medicina di lavoro, in questo esposto si parla di falsificazione dei risultati e si parla di un’attività del dottor Giudice che comporterebbe, io credo, fatto di reato a lui ascrivibili. Lei che cosa conferma, le dichiarazioni che ha fatto oggi, o le dichiarazioni che ha fatto allora, o se allora non ha fatto queste dichiarazioni?

RISPOSTA - Io le ho fatte, adesso tutto il verbale non l’ho letto, il dottor Giudice si accompagnava, quando faceva lui i... siccome erano miei colleghi, il dottor Giudice andava negli ospedali, lo accompagnavo all’ospedale, è morto perché beveva, perché fumava.

DOMANDA - Ma il dottor Giudice era un medico di fabbrica, doveva andare negli ospedali?

RISPOSTA - Era il responsabile di infermeria.

DOMANDA - Ed è una cosa dire che falsificava i risultati o che occultasse la realtà...

RISPOSTA - Ma come facevo a vedere io che falsificava?

DOMANDA - Ma l’ha scritto.

 

Presidente: ma non credo neanche che l’abbia scritto lui. Va beh, le accuse sono molto gravi, non so neanche se se ne renda conto, quindi voglio dire, adesso continuare..., cioè, nell’esposto, le stanno dicendo, lei avrebbe accusato...

RISPOSTA - Ho capito.

 

Presidente: il dottor Giudice di andare presso gli ospedali per indurre il medico dell’ospedale, tanto per intenderci, il medico ospedaliero a falsificare quanto meno, non lo so, le diagnosi, comunque le cause di malattia, le cause di morte etc., ma lei come sarebbe venuto a conoscenza di queste circostanze?

RISPOSTA - Vedendo che lui si comportava così, e dopo nel reparto si sentiva dire: "Hai sentito che è morto Simonetto".

 

Presidente: che si comportava così come?

RISPOSTA - Che andava per gli ospedali.

 

Presidente: va bene, ma scusi, uno può andare in ospedale per assicurarsi, voglio dire, di come uno sta, di come, di quale malattia ha, visto che è il medico di fabbrica, e basta, cioè, perché dover pensare che lui andasse per gli ospedali per cercare di indurre il medico dell’ospedale a falsificare le diagnosi, le cartelle cliniche, perché così è scritto, ha capito, lei così ha scritto in quell’esposto, ha capito?

RISPOSTA - Non sono in grado adesso, si parlava sempre in reparto, tutto il giorno di queste cose, che moriva questa gente, questi colleghi di lavoro e nessuno, dopo sapendo che era cancerogeno il CVM.

 

Presidente: non è tanto che si possa risolvere il problema, abbiamo sentito da lui che ha fatto delle supposizioni un po’ azzardate, ma forse non sono neanche sue.

 

Pubblico Ministero: infatti, Presidente, la formulazione letterale delle frasi sicuramente non può essere di mano e di mente del teste, e per questo durante l’audizione io ho chiesto di raccontare i fatti così come li ricordava e...

 

Presidente: siccome lei, Pubblico Ministero, le ha introdotte queste circostanze perché uno non le introduce un attimo meglio....

 

Pubblico Ministero: Presidente, scusi, io non ho introdotto queste circostanze perché mi rendevo conto di chi ha firmato come difensore le vicende che ha avuto, e allora ho chiesto i fatti così come li ricordava, non ho fatto riferimento all’esposto e non ho chiesto di acquisirlo perché c’è il discorso molto più complesso. Quindi il discorso era dell’attività lavorativa e degli episodi che lui ricorda che li riferisca al Tribunale, questo era l’introduzione. Il fatto del girare dell’ospedale non ho neanche parlato.

 

Presidente: questo è vero, però anche il riferire quel colloquio in maniera così equivoca, in maniera così generica, insomma, eravamo su un terreno abbastanza scivoloso.

 

Avvocato Alessandri: voglio soltanto precisare che l’esposto è stato citato dal Pubblico Ministero, non lo abbiamo inventato noi.

 

Presidente: abbiamo chiarito mi pare sufficientemente questa situazione.

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Lei abita a Mira?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quanto tempo ci metteva ad arrivare in fabbrica lei?

RISPOSTA - Un quarto d’ora.

DOMANDA - Lei ha cessato nel 1984 il suo rapporto con...

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Come mai?

RISPOSTA - Perché la Montedison è stata ristrutturata e tutti gli autisti dei dirigenti dovevano passare sotto una cooperativa e a me non mi andava la cooperativa e sono andato via.

DOMANDA - Quindi se ho capito lei prima lavorava nei reparti CV14, quando ha avuto questi fenomeni al fegato l’hanno...

RISPOSTA - Mi hanno trasferito.

DOMANDA - E poi nell’84 lei è stato licenziato?

RISPOSTA - Sì, tutti i giorni si faceva discussione perché si doveva prendere in appalto la gestione delle macchine, fare gli autisti stessi per i dirigenti all’interno del Montedison...

 

Presidente: l’ha già detto.

 

RISPOSTA - Però alla fine invece di essere i padroncini della cooperativa si sono trovati dipendenti della cooperativa.

 

Presidente: va bene, può andare, grazie.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - BARINA ANTONIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Vuole innanzitutto dire al Tribunale quando ha iniziato a lavorare presso il Petrolchimico e con quali incarichi?

RISPOSTA - Io ho iniziato a lavorare al Petrolchimico nel 1961 dopo il diploma con incarichi all’inizio, così, di assistente, assistente in turno, assistente di giornata, nel 1962-1963 presso gli impianti di caprolattame e metilmetraclirato monomero, nel ‘64 c’è stata un’interruzione per il servizio militare e al rientro poi ho lavorato negli impianti di acido crestallico sia qui a Porto Marghera che in Sardegna, al rientro della Sardegna nel 1975, grosso modo, metà del 1975 ho lavorato presso il reparto CV14 in qualità di caporeparto, questo fino al 1980, e dopo in molti altri impianti dall’80 all’84, impianto CV6, dall’84 fino al ‘94 nei vari impianti di TDI.

DOMANDA - Quindi nei reparti di CVM fino a quando?

RISPOSTA - Impianti di CVM allora dal 1975 erano impianti di PVC per la verità che utilizzavano CVM, quindi, dal 1975 all’80 nell’impianto CV14/16, PVC sospensione, e nel 1980 all’84 nell’impianto CV6 di PVC emulsione.

DOMANDA - Le volevo rammostrare un documento che le è stato esibito già durante l’indagine preliminare della Guardia di Finanza ed è un documento che è stato acquisito dal Tribunale questa mattina durante l’audizione dell’ingegner Malaguzzi e riguarda, è un rapporto di riunione redatto in data 15 dicembre 1976, è quel documento che ha come oggetto il lavoro di pulizia delle autoclavi con acqua ad alta pressione, c’è una premessa poi c’è la situazione di esercizio. Le volevo chiedere per il periodo che la riguarda e quindi per il periodo al reparto che la riguarda, quindi il CV14 e 16, se vuole illustrare in quel periodo quale era la situazione dei lavatori e delle pompe. Lei era caporeparto?

RISPOSTA - Sì. Beh, diciamo l’impianto di pulizia delle autoclavi composto da pompe, pompe ad alta pressione e con lavatore, che aveva tutto un sistema di lavaggio all’interno delle autoclavi, diciamo che avevano qualche problema di carattere manutentivo, problemi di affidabilità nel tempo più che altro, adesso i ricordi sono un po’ lontani, ma comunque...

DOMANDA - E` per questo che le ho dato il documento, eventualmente se le serve per aiutare la memoria, perché le volevo chiedere: se i problemi di questi lavatori, intanto per cominciare, che lei indicava quella volta alla Finanza, non una delle situazioni migliori, se erano problemi innanzitutto già strutturali, cioè in sé questi lavatori presentavano dei problemi, e poi se c’erano problemi anche di esercizio, di manutenzione?

RISPOSTA - Per la verità, da come ricordo il lavatore in sé non è che presentassero eccessivi problemi, i problemi più, erano comunque problemi risolvibili abbastanza facilmente, i problemi principali derivavano dalle pompe Peroni per rottura delle valvole, con ricordo, queste naturalmente poi non consentivano più alla pompa di avere una pressione adeguata in mandata e così via. Ricordo che sono stati fatti diversi interventi perché era importante tenere le linee in esercizio.

DOMANDA - Su questo discorso dei lavatori e delle valvole di sicurezza in particolare...

RISPOSTA - Mi scusi, non erano valvole di sicurezza, erano proprio le valvole del corpo pompa, non valvole di sicurezza.

DOMANDA - Le valvole alloggiate nel corpo pompa?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che presentavano dei guasti ricorrenti? Glielo chiedo perché in quella relazione successiva alla riunione di fine novembre ‘76 si dice, appunto: reparto CV14 e 16 gli impianti sono in esercizio saltuario poiché dovendo effettuare un lavaggio su ogni autoclave ogni 2 o 3 cariche sono frequenti gli inconvenienti ai lavatori e alle pompe. Al 26 novembre ‘76 è in funzione una sola pompa e un solo lavatore su 5 gruppi. Quindi si parla intanto di frequenza, di problemi ai lavatori e alle pompe, quindi è per questo che le chiedevo il problema di che natura era?

RISPOSTA - Erano problemi di natura meccanica, parliamo qualcosa come 25 anni fa, quindi la memoria era un po’..., comunque ricordo che erano problemi prevalentemente di natura meccanica.

DOMANDA - C’era anche un problema strutturale di origine di pressione delle valvole di sicurezza dei pressostati?

RISPOSTA - Questo francamente non lo ricordo.

DOMANDA - Perché sempre si dice in quella relazione, ad un certo punto: le valvole di sicurezza dei pressostati necessari per mantenere nella rete 400 atmosfere risulterebbe troppo vicina alla pressione di schedula dei materiali di linea che è di 500 atmosfere, quindi questa è una situazione di pericolosità notevole mi pare, per questo le chiedo se è un problema innanzitutto anche di origine?

RISPOSTA - Io lo ricordo prevalentemente come un problema di carattere meccanico, proprio rottura delle valvole, quindi la pressione in mandata dalle pompe oscillava e quindi per gestirle in maniera corretta era necessario diminuire la pressione, diminuire la pressione voleva dire non far funzionare i lavatori così com’erano stati costruiti.

DOMANDA - Questi inconvenienti, questi problemi ai lavatori e alle pompe diceva appunto che erano frequenti in questo appunto, cosa significa, con che frequenza si creavano problemi, a fine ‘76 siamo?

RISPOSTA - Guardi, francamente la frequenza non la ricordo, ricordo che era certamente uno dei problemi da affrontare, ma sinceramente la frequenza non me la ricordo.

DOMANDA - In quel periodo era in funzione una sola pompa e un solo lavatore per il reparto, cosa succedeva per le altre situazioni?

RISPOSTA - La conseguenza diretta era che quell’autoclave che aveva necessità del lavatore doveva rimanere ferma e rimanere in attesa, questo.

DOMANDA - Non veniva fatto il lavaggio con le lance e la pulizia con la squadra di operai?

RISPOSTA - Oppure veniva effettuato il lavaggio, se i tempi di attesa fossero stati troppo lunghi veniva effettuato un lavaggio come veniva effettuato nel periodo antecedente al montaggio del sistema pompe e lavatori.

DOMANDA - Cioè?

RISPOSTA - Era un sistema, che mi sembra di ricordare, beh, dopo la messa sotto vuoto dell’autoclave, l’eventuale, e la cecatura prevedeva il lavaggio con lancia, il lavaggio all’interno con lancia e quindi...

DOMANDA - E la pulizia interna veniva fatta entrando gli operai?

RISPOSTA - La pulizia interna era un altro discorso, per la pulizia interna c’era una procedura di bonifica dell’autoclave, veniva, c’era una scheda precompilata di tipo check list, gli operatori addetti al lavaggio interno delle autoclavi, una vota effettuate le varie operazioni entravano all’interno dell’autoclave per effettuare la pulizia, operazione molto delicata perché l’interno del reattore, l’interno dell’autoclave essendo vetrificavo, sì, tutte le operazioni interne dovevano essere fatte con estrema cautela, usando utensili opportuni, in particolare il legno, per non danneggiare il vetro, danneggiare il vetro significava aumentare la possibilità della formazione di croste all’interno e quindi aumentare anche la frequenza e il peso stesso delle operazioni di pulizia interne.

DOMANDA - Lei ha parlato di cautela nei confronti del vetro che non doveva essere rotto, e io le faccio una domanda in relazione alla cautela che doveva essere adottata per la salute degli operai, come veniva garantita questa?

RISPOSTA - Diciamo, gli avevo accennato prima che c’era una procedura, prima dell’ingresso all’interno dell’operatore che doveva essere eseguita mettendo le ceche nei punti opportuni e quindi, poi naturalmente bonificando l’interno dell’autoclave ed analizzando l’interno stesso.

DOMANDA - In che maniera bonificando?

RISPOSTA - La bonifica all’interno veniva fatta con, prima per asportazione, lavando con acqua, e poi con, mettendola sotto vuoto e riscaldando in modo che il vapore servisse anche da veicolo per il CVM.

DOMANDA - Che andava dove?

RISPOSTA - Che poi andava nei gasometri, veniva aspirato da dei compressori e mandato in gasometro.

DOMANDA - Queste operazioni come venivano fatte e da chi?

RISPOSTA - Queste operazioni venivano fatte dall’autoclavista, se ricordo bene, mentre l’ingresso e l’operazione di pulizia all’interno dell’autoclave veniva fatta dagli addetti alla pulizia interna degli autoclavi.

DOMANDA - Queste operazioni erano fatte senza maschera?

RISPOSTA - No, intanto premetto che bisognava analizzare, prima dell’ingresso, oltre al contenuto di CVM, bisognava che fosse analizzato il contenuto di ossigeno ovviamente all’interno del reattore, e comunque le operazioni di pulizia dovevano essere fatte all’interno con l’uso della maschera e periodicamente anche rianalizzando l’ambiente, perché mi sembra di ricordare, sì, quando per esempio una crosta veniva asportata dall’interno dell’autoclave con gli utensili che dicevo prima, poteva esserci tra la crosta e la parete dell’autoclave, del reattore, delle piccole caverne dove ci poteva essere presenza ancora di CVM.

DOMANDA - Ed allora cosa succedeva?

RISPOSTA - Allora l’operatore doveva uscire dall’autoclave e bisognava ripetere la bonifica.

DOMANDA - Queste sono le operazioni da manuale, le risulta che venisse materialmente fatto così?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Perché degli operatori, degli operai dicevano che non c’erano le maschere e che rimanevano comunque dentro?

RISPOSTA - Guardi, io adesso con il ricordo che ho, sentivo parlare molto spesso che antecedentemente, nel periodo antecedente a quando si è poi saputo della pericolosità...

DOMANDA - No, fino a questo periodo.

RISPOSTA - Nel periodo, nel 1976 io fatico un po’ a credere che succedessero queste cose perché la pericolosità del CVM era conosciuta da tutti quanti, quindi è un po’ autolesionistico mi sembra.

DOMANDA - Bisogna vedere se veniva seguito materialmente.

RISPOSTA - Per quello che mi riguarda e per le verifiche che ho potuto fare, sì.

DOMANDA - Gli operai dicono di no, che non succedeva così. Le volevo chiedere: lei si ricorda le operazioni di lavaggio quando sono state effettuate tutte con i lavatori?

RISPOSTA - Con i lavatori?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Diciamo che il sistema pompe Peroni e lavatori era già in uso nel periodo in cui sono arrivato io, verso la seconda metà, mi pare, del 1975, e effettivamente, come del resto dicevo prima, l’affidabilità di quel sistema non era eccellente, tant’è che si è ricercato negli anni successivi, immediatamente successivi un altro sistema di pulizia degli autoclavi che si è rilevato nel tempo molto più efficace.

DOMANDA - Cosa significa con la pulizia interna delle autoclavi?

RISPOSTA - Il lavaggio chimico delle autoclavi, adesso mi sembra di ricordare dal ‘77, forse ‘78, in poi, la pulizia delle autoclavi progressivamente è stata effettuata con, lavandole con cicloesanone, un solvente chimico, anziché con l’ingresso interno.

DOMANDA - Questo però non ha eliminato il problema di staccare le croste dalle autoclavi?

RISPOSTA - Diciamo che lo ha molto molto ridimensionato, perché il solvente chimico scioglieva completamente le croste, era un sistema a circuito chiuso nel senso che da un serbatoio entrava nell’autoclave ed era polmonato con lo stesso serbatoio in modo che non ci fossero contatti con l’esterno, cito un po’ a memoria perché sono passati veramente molti anni, e poi dopo un ciclo di lavaggio che durava diverse ore, e questo è stato provato sperimentalmente, si riteneva che tutte le croste del PVC fossero sciolte e quindi il solvente con il PVC sciolto veniva riportato nel serbatoio di origine, l’autoclave veniva bonificata sotto vuoto, raffreddata ed aperta per l’ispezione.

DOMANDA - Mi scusi se insisto sul concreto, perché su questo discorso teorico lo conosciamo, quello che volevo chiederle è ancora questo problema, perché alla fine del ‘76 c’è una sola pompa in funzione e un solo lavatore su 5 gruppi, allora, lei conti un attimo, se se le ricorda, quelle che erano le autoclavi al CV14, quante erano?

RISPOSTA - 34.

DOMANDA - C’era una pompa e un lavatore a fine ‘77, allora cosa vuol dire questo in pratica? Le chiedo la pratica, non la teoria, cosa succedeva in pratica?

RISPOSTA - Beh succedeva in pratica, allora quando c’era questo sistema di lavaggio che non veniva effettuato con sistema pompa Peroni e lavatore su tutte le autoclavi.

DOMANDA - Quindi veniva effettuato solo su una o due?

RISPOSTA - Su quelle che era tecnicamente possibile effettuare.

DOMANDA - Come numero rispetto a 34, 36, quanto ha detto, non mi ricordo, rispetto a 34 quante venivano lavate con questa pompa e questo lavatore, che era unico poi, una, 2 autoclavi?

RISPOSTA - Questo non lo ricordo, certamente non tutte comunque.

DOMANDA - Comunque un numero nettamente basso?

RISPOSTA - In una situazione di questo genere certamente un numero basso, in una situazione di questo genere con una pompa e un lavatore, non è detto che fossero sempre in questa situazione.

 

Avvocato Baccaredda: anche perché il documento...

 

DOMANDA - Io faccio le contestazioni, il documento lo conoscono tutti, e io faccio le contestazioni, mi lasci fare le contestazioni, perché due righe prima dice: "non sempre però diceva frequenti inconvenienti", è così? Erano frequenti?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi sempre quando era stato sentito dalla Finanza lei diceva che quando venivano rese e poi appunto tornavano in efficienza questi lavatori, non si è capito quanti, tornavano in efficienza, lei diceva: "Comunque, mai per lunghi periodi". Che cosa vuole dire, che li aggiustavano e duravano quanti giorni questi lavatori e pompe aggiustati? E` vero intanto?

RISPOSTA - Le rispondo un po’...

DOMANDA - La domanda è doppia, prima se è vero che mai per lunghi periodi, è vero questo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che cosa vuol dire concretamente, quanto duravano in efficienza questi lavatori, queste pompe?

RISPOSTA - Dirle quanto adesso mi è impossibile, confermo quello che dicevo all’inizio che il sistema non era un sistema affidabile, molto affidabile, quindi gli interventi sia, vuoi un po’ sui lavatori che comunque mi pare erano comunque abbastanza risolvibili, sia sulle pompe Peroni anch’essi risolvibili ma però più impegnativi, quindi che richiedevano più tempo e più ore di fermata della pompa, questi problemi c’erano effettivamente, il sistema non era affidabile, il periodo, guardi, sinceramente non...

DOMANDA - Le faccio un’altra contestazione sui tempi, perché l’ultimo foglio del documento che le è stato consegnato è un telex del 6 ottobre 1978 indirizzato tra gli altri all’ingegner Gaiba di Porto Marghera, il quale oltre alla necessità di garanzia circa la resistenza a fatica delle camere di pompaggio anche nella nuova versione, quindi Peroni che viene risistemata e viene fatta la nuova versione, quindi oltre a questi problemi che prevede tra l’altro questa risistemazione, una riduzione di spessore delle pareti, soprattutto alla luce di quanto è accaduto, dice: "Chiediamo se le pompe sono ancora da ritenersi esercibili e fino a quando in condizioni di sufficiente sicurezza, siamo nell’ottobre ‘78 e conclude questo telex: infine una considerazione che parla da sé, 4 pompe su 9 non sono esercibili e non per mancanza di manutenzione. Quindi non sono neanche mai passate alla manutenzione queste, o la manutenzione c’era però non bastava?

RISPOSTA - La manutenzione c’era ma in alcuni periodi non bastava proprio in termini di tempo a renderle efficienti tutte quante, altrettanto venivano gestite le pompe una di scorta all’altra, quindi se, così, adesso, vado un po’ a memoria, se le pompe erano 9 probabilmente 4 erano sempre di scorta, era sufficiente gestirne.

DOMANDA - Il dato certo è che su 5 pompe c’erano quelle che non funzionavano che sono indicate: 4 pompe su 9 non sono esercibili, questo è un dato certo. Poi c’erano questi frequenti inconvenienti e poi quando erano messe in efficienza non durava mai abbastanza. Comunque al di là di questo, volevo dire, il documento sempre del 16 ottobre ‘78 che parlava anche di una nota serie di motivi che rendevano inaffidabili le pompe utilizzate, e lei i motivi li ha indicati, parlava anche di una apertura questa commessa proprio per sistemare questa situazione, questa commessa non è stata neanche aperta, se non basta chiusa, non è stata neanche aperta. Quindi volevo chiedere perché, chi l’ha deciso, cos’è successo?

RISPOSTA - Qui mi dispiace non dare una risposta precisa ma posso tentare di darla un po’ a sensazioni ricostruendo quel periodo là, io credo che proprio in questo periodo fossero già iniziate verso la fine del ‘78, inizi del ‘79 le prove per fare il lavaggio chimico delle autoclavi, credo che fosse grossomodo quello il periodo, ripeto, è una risposta che do a sensazione.

DOMANDA - Passando al reparto CV6, dove lei è arrivato nell’80 mi pare, inizio ‘80, fino al 1984, che problemi presentava il CV6 rispetto al CV14 o in assoluto comunque?

RISPOSTA - Diciamo che in quell’impianto i problemi erano di altro tipo, per esempio uno dei problemi era dovuto alla polverosità.

DOMANDA - Cioè?

RISPOSTA - L’emulsione è una polvere di PVC con una pezzatura molto piccola e quindi durante la fase di essiccamento queste polveri dovevano essere trattenute con delle tele filtranti, tele filtranti, infatti lì c’è stata una lunga ricerca su quali fossero le tele filtranti più idonee.

DOMANDA - Quando era cominciata questa ricerca?

RISPOSTA - Io immagino che sia sempre stata, ma ricordo in quegli anni, forse ‘82-’83, in particolare si erano rese disponibili sul mercato delle tele in goretex che era un materiale che sembrava molto molto interessante da questo punto di vista e ricordo che avevamo iniziato a fare, appunto, le prove per vedere la polverosità com’era.

DOMANDA - Sui problemi che lei definisce diversi in questo momento, quando era stato sentito dalla Guardia di Finanza nel settembre ‘96, 20/3, lei diceva: "Per quanto riguarda l’impianto CV6 ricordo dei problemi analoghi a quelli presentatesi negli impianti del CV14/16, con l’unica differenza che l’impianto non era dotato di colonna di strippaggio, in quanto lo stesso veniva effettuato in autoclave. Lei li ricorda, li vuole indicare questi problemi, oltre al discorso della polverosità che era di tutta evidenza, ovviamente, perché siamo al CV6 in emulsione?

RISPOSTA - Beh sì, in effetti è vero, nell’emulsione, nell’impianto di emulsione non c’erano delle colonne di strippaggio, comunque il processo era diverso e lo strippaggio veniva effettuato all’interno dell’autoclave che dava risultati che erano paragonabili a quelli dello strippaggio dopo le colonne di strippaggio che invece erano state emesse...

DOMANDA - La domanda riguardava i problemi analoghi a quello a reparti CV14 e 16?

RISPOSTA - C’erano anche lì i problemi di sporcamento interno delle autoclavi, in particolare nelle zone subito vicine alle valvole di sicurezza, comunque per questo c’era già una procedura di lavaggio, di pulizia delle autoclavi con il cicloesanone così come era stato fatto per l’impianto CV14.

DOMANDA - C’erano anche problemi di manutenzione?

RISPOSTA - C’erano problemi di manutenzione, però, per esempio, mi ricordo che le pompe Peroni già non c’erano negli anni dall’80 all’84, c’erano state ma erano poi state abbandonate.

DOMANDA - Allora, quali erano i problemi di manutenzione ordinaria come la definiva lei nel settembre ‘96?

RISPOSTA - Beh, erano i problemi che c’erano un po’ dappertutto, quindi in tutti gli impianti del CVM, quindi dedicati in particolare alle tenute, tenute che erano costituite da flange, rubinetti, tenute meccaniche di pompe, tenute meccaniche di agitatore.

DOMANDA - A proposito di rubinetti, di tenute meccaniche, ci sono stati degli interventi nel periodo in cui lei è stato al CV6?

RISPOSTA - Interventi particolari adesso non li ricordo, perché il grosso del risanamento di questi impianti, soprattutto da un punto di vista delle tenute, mi riferisco in particolare alle tenute meccaniche tipo doppia tenuta con liquido di sparamento etc., erano già state effettuate in anni antecedenti al mio arrivo.

DOMANDA - In che reparti?

RISPOSTA - Per esempio nell’impianto CV14/16 erano già fatte prima del ‘75, grosso modo in quel periodo erano state fatte, almeno mi sembra di ricordare, anche nell’impianto CV6.

DOMANDA - Quindi nel periodo in cui è entrato al CV6 non c’è stata nessuna modifica tecnica...

RISPOSTA - No, ci sono state delle modifiche tecniche anche di tipo organizzativo, l’impianto CV6, per esempio, c’è stata l’introduzione del controllo diciamo del processo delle autoclavi con un sistema computerizzato DCS, controllo distribuito.

DOMANDA - Questo sistema ha funzionato, visto che lo cita?

RISPOSTA - Bah, diciamo...

DOMANDA - Mi pare che sia saltato in pochi mesi anche questo?

RISPOSTA - In pochi mesi non mi pare di ricordare, era stato applicato ad una, ad un reattore e poi quando nel 1984 io sono andato in altri impianti stava per essere applicato ad un secondo reattore.

DOMANDA - Quanti ce n’erano al CV6 di reattori?

RISPOSTA - Al CV6 erano 6, era applicato in 1.

DOMANDA - Erano 6 o 12?

RISPOSTA - 6.

DOMANDA - 6 in tutto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ed era applicato in uno?

RISPOSTA - In uno e stava per essere applicato in un altro.

DOMANDA - Quindi uno e poi un altro stava per essere applicato nell’84?

RISPOSTA - Sì, e poi un’altra modifica molto importante era stata la costruzione della nuova sala quadri della sezione essiccamento, c’erano tre linee di essiccamento ed ognuna delle quali aveva un suo pannello di controllo che era in pratica nell’impianto, direttamente nell’impianto e invece è stata effettuata una nuova sala controllo dove c’era anche il controllo distribuito per quelle due autoclavi che dicevo prima, prima una e poi l’altra, una sala quadri centralizzata anche per il controllo del processo di essiccamento.

DOMANDA - Che riguardava quali autoclavi?

RISPOSTA - Che riguardava tutta la produzione essiccata, quindi tutte e tre le linee di essiccamento.

DOMANDA - Questo discorso delle modifiche tecniche al CV6 nel periodo in cui lei c’è stato, quello che dicevo prima, lei ricorda se sono state fatte queste modifiche tecniche relative a rubinetti, tenute meccaniche e altre cose di questo tipo?

RISPOSTA - Direi di sì, perché c’era una normativa ben precisa da rispettare, i rubinetti dovevano avere determinate caratteristiche, adesso io vado un po’, cito un po’ a memoria, mi ricordo uno dei rubinetti in particolare che è stato sostituto era il rubinetto Tufflin, era un rubinetto di recente costruzione e molto particolarmente affidabile sotto il profilo della tenuta.

DOMANDA - Va beh, lei fa riferimento al rubinetto Tufflin che esisteva da parecchi anni, però volevo chiedere una precisazione, perché sul rubinetto Tufflin per esempio, il rubinetto Tufflin a tripla tenuta, Tufflin 300 che un consulente di Montedison mostra come esempio nella sua consulenza relativa agli anni 70, e invece stato brevettato in Germania nel 1988, tanto per fare un esempio.

RISPOSTA - Io non ho parlato di Tufflin 300, non ne conoscevo neanche l’esistenza.

DOMANDA - Il professor Pasquon, tanto per non dire...

 

Avvocato Alessandri: è un dato storico completamente da verificare, quello che lei sta dicendo Pubblico Ministero.

 

DOMANDA - Basta vedere nell’ufficio brevetti.

 

Avvocato Alessandri: ma lei sa che si possono brevettare molte cose nel tempo che abbiano anche lo stesso nome.

 

DOMANDA - Tufflin 300 quel disegno esatto e identico.

 

Avvocato Alessandri: lo vedremo.

 

DOMANDA - Della Tufflin, siccome ha introdotto lei il discorso Tufflin, le volevo chiedere: Tufflin c’era da diverso tempo, c’erano anche le valvole sounders, lei le conosceva queste?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Queste valvole sounders quando lei arriva al CV6 ci sono, sono in funzione?

RISPOSTA - Ci sono ancora delle valvole sounders, però le valvole, se ricordo bene, mi sembra di ricordare bene, erano non a diretto contatto con le autoclavi, venivano prevalentemente usate dove c’era contatto con la torbida, con il lattice.

DOMANDA - Quindi c’erano ancora le valvole sounders?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quando sono state sostituite queste valvole sounders, se lei c’era al CV6, per carità non voglio...?

RISPOSTA - Le valvole, ripeto, non a contatto con il reattore, con l’autoclave, ma dove c’era il lattice nella sezione essiccamento, dove c’era lo stoccaggio del lattice, lì le valvole sounders le ho trovate, e se non ricordo male c’erano ancora quando me ne sono andato.

DOMANDA - Non erano considerate valvole vecchie queste sounders, degli anni ‘50, ‘40 addirittura?

RISPOSTA - Sono certamente valvole vecchie ma a mio avviso nella posizione in cui erano potevano ancora ritenersi idonee.

DOMANDA - Ma quando è venuto fuori pubblicamente, diciamo, il problema del CVM non c’è stata un po’ una rincorsa?

RISPOSTA - Sicuramente.

DOMANDA - Per sostituire le valvole sounders?

RISPOSTA - Sicuramente, infatti io non avrei certamente fatto mettere, ho visto una valvola sounders a contatto con il CVM assolutamente.

DOMANDA - Però nell’84 ce n’erano ancora nel CV6?

RISPOSTA - Ripeto, a contatto dove c’era il lattice in sospensione, quindi non a contatto con il reattore dove ci poteva essere presenza di CVM.

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - A me pare, forse mi sbaglio, che c’è stata una qualche confusione di piani nelle risposte che lei ha dato alle domande che le ha fatto il Pubblico Ministero, lei ha detto con molta chiarezza che per quanto riguarda l’ingresso negli autoclavi degli operatori esisteva una procedura che prevedeva una previa bonifica dell’autoclave, prevedeva un controllo della concentrazione del CVM, dentro l’autoclave durante l’intera attività dell’operatore il quale usciva se la concentrazione superava un certo limite, è vero?

RISPOSTA - Mi pare di averlo detto.

DOMANDA - Lei ha mai avuto notizia che questa procedura fosse violata, non fosse osservata, le è mai capitato di saperlo?

RISPOSTA - Io rispondo a quello che dicevo prima, mi sembrerebbe autolesionistico dal momento che mi pare che la..., tutto il personale che operava lì dentro fosse ben consapevole del problema che ci fosse chi trasgrediva a questo.

DOMANDA - Infatti quello che lei ha detto è stato confermato stamattina da Cecconello, che ha operato in un altro reparto ma ha detto esattamente quello che lei dice ora. Quindi questo problema non ha nulla a che fare con il problema delle pompe della lavatori, sono due temi del tutto diversi, le pompe dei lavatori possono funzionare non bene, ma ciò nonostante quando un operatore entra in un’autoclave, l’autoclave viene prima purificata ed avviene tutto quel controllo che dicevamo prima, è così?

RISPOSTA - Certamente, anche se bisogna dire che più l’autoclave ha presenza di croste al suo interno e più c’è la probabilità che rimuovendole l’ambiente diventi...

DOMANDA - E` corretto quello che, per esempio, anche i nostri consulenti impiantistici hanno sostenuto alla luce di documenti che esistono, che nel CV6 non era più necessario l’ingresso dell’operatore in autoclave, ovvero era molto meno necessario di quanto non fosse in altri reparti perché l’adozione del cicloesanone era risolutivo dei problemi, è corretto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Durante il tempo in cui lei è stato caporeparto al CV6 gli operatori non entravano più nelle autoclavi per pulire?

RISPOSTA - Certamente.

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - Lei era sempre presente quando facevano queste operazioni?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - E come fa quindi a dirci che erano...?

RISPOSTA - Io facevo delle presenze a spot, chiaramente.

DOMANDA - Quindi lei ha dato solamente un giudizio... non ha dato un giudizio di conoscenza?

RISPOSTA - Quando io ero presente era così.

DOMANDA - Quando lei era presente era così?

RISPOSTA - Certo.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Una cosa sulle date innanzitutto, noi abbiamo delle schede, credo che siano state raccolte dalla Guardia di Finanza dalle quali risulta che lei sarebbe andato al CV14/16 come caporeparto il 1 novembre ‘75 e poi il 15/9/80 al CV6, CV8, corrisponde nel suo ricordo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Mi spiego...

RISPOSTA - Sono arrivato un po’ prima però ufficialmente ho preso l’incarico credo proprio in quel periodo.

DOMANDA - Era solo per capire perché ieri il teste Corò, che era caporeparto prima di lei, se non sbaglio, si era riferito alla sua permanenza fino alla fine, o fino a metà del ‘76, probabilmente non era in funzione di caporeparto?

RISPOSTA - No, la funzione di caporeparto è stata proprio dal novembre del 1975.

DOMANDA - E lei si ricorda se il signor Corò....

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Cioè se in quel periodo, cioè tra il ‘75-’76 lavorasse con lei al CV6?

RISPOSTA - Certamente, con un incarico importante che era quello della stesura del manuale operativo.

DOMANDA - Ecco, la stesura del manuale operativo, è un documento che quindi fu completato in quel periodo di tempo lì?

RISPOSTA - Certamente, dal signor Corò che era certamente una persona con conoscenze adeguate per questo tipo di lavoro.

DOMANDA - Sempre con la difficoltà dei tempi e delle ricostruzione da parte sua, in che periodo si ricorda che venne introdotto il cicloesanone, nel periodo in cui lei era nel reparto CV14 e CV16?

RISPOSTA - Certamente nel periodo in cui ero nel reparto CV14/16 l’anno potrebbe essere il 1978.

DOMANDA - Nel reparto CV14 e CV16 lei si ricorda delle colonne di stripping, furono installate?

RISPOSTA - Certamente. Nel 1976, credo, fine ‘75, perché le colonne erano 4, una per ogni linea di essiccamento e quindi sono state installate una di seguito all’altra, grossomodo in quel periodo.

DOMANDA - Lei ha lavorato sia negli impianti di produzione di PVC in sospensione, CV14/16, sia in emulsione CV6, questa è una domanda che presuppone una particolare cognizione tecnica, ma è in grado di ricordarsi quale fosse la granulometria che usciva dalla sospensione, per l’uno e per l’altro reparto, perché da quello che abbiamo capito erano diverse?

RISPOSTA - Sì, certamente, per quello che riguarda la sospensione, l’analisi granulometria veniva effettuata per ogni partita di prodotto e doveva rispettare certe caratteristiche, ricordo che la misura la si faceva in mash.

DOMANDA - I mash non erano in micron, perché noi abbiamo ragionato in micron in questo processo?

RISPOSTA - No, non erano i micron e bisognerebbe fare un calcolo, io adesso francamente la misura in micron non la ricordo, si andava tra i 40 e i 250 mash, i mash sono appunto i modi di una rete per pollice quadro, cerco di ricordare.

DOMANDA - Ma 40 invece che 50 mash per la sospensione o per l’emulsione?

RISPOSTA - Parlo per la sospensione, per l’emulsione invece la granulometria era molto più ridotta, più piccolo, si parla dell’ordine di alcuni micron.

DOMANDA - Una domanda che si riferisce a questioni che sono state trattate in mattinata, se lei è in grado di rispondere, una commessa relativa ad un intervento in generale quando veniva chiusa, una commessa relativa a una modifica del piano impiantistica, ad un intervento, quando veniva conclusa?

RISPOSTA - Veniva considerata chiusa una volta verificato che la modifica avesse rispettato i presupposti per il quale era stata progettata in tutte le sue parti, oppure, veniva chiusa anche se questo era fallito come obiettivo, ma di solito veniva fatta un’analisi alla fine di questa commessa per verificare se l’investimento così com’era stato fatto rispondeva a quanto ci si era atteso all’inizio.

DOMANDA - Quando, è mai accaduto che una commessa, che per una commessa i lavori non fossero terminati e la stessa commessa venisse chiusa per motivi economici, cioè perché non poteva essere rispettata dal punto di vista economico? Questo per la sua esperienza, cioè, la commessa veniva chiusa a fine lavori oppure, come lei ha detto, quando non si riusciva a fare assolutamente niente, oppure è accaduto invece che a lei in particolare, voglio dire, una commessa, per una commessa i lavori non fossero terminati e la stessa fosse ugualmente chiusa?

RISPOSTA - Non ricordo un episodio del genere.

 

AVVOCATO PULITANO

 

DOMANDA - Lei ha accennato al problema della polverosità, vorrei che chiarisse quali misure sono state adottate nel periodo che la interessa relativamente a questo problema, mi interessa in particolare il periodo in cui lei è stato nel reparto CV6?

RISPOSTA - La relazione più significava che è quella che poi che ricordo, è stata quella di testare maniche filtranti di nuova concezione con, più che di nuova concezione le maniche erano fatte esattamente uguali alle altre, chiaramente perché dovevano andare in appositi alloggiamenti, ma il materiale di costruzione era diverso e con caratteristiche tecniche che erano in sostanza due, molta permeabilità all’area all’aria e impermeabilità alle sostanze solide, questa era un po’ la caratteristica allora del materiale del goretex che poi è diventato un materiale di largo consumo anche per altre cose.

DOMANDA - Questa sostituzione quando è avvenuta, se se lo ricorda?

RISPOSTA - Io ricordo prove di filtrazione che noi abbiamo fatto, in una linea che non ricordo quale, però quando sono andato, diciamo, questi test di filtrazione erano ancora in corso insomma.

DOMANDA - Sempre nel periodo che la interessa, sono state adottare iniziative di revisione o aggiornamento delle procedure operative, penso in particolare al periodo in cui è entrata in vigore la nuova normativa sul CVM 1982 in quel periodo prima o dopo sempre per la parte che la riguarda, sono state fatte procedure di manuali operativi?

RISPOSTA - Sì, diciamo che il discorso del manuale operativo era un discorso di aggiornamento un po’ continuo, perché quelli erano anni in cui c’erano diverse modifiche in corso, per esempio accennavo prima al discorso dell’inserimento del controllo distribuito in uno dei reattori di PVC in emulsione e che poi il fatto per esempio che era stata completamente centralizzata la sala controllo anche in questo c’era un discorso di riorganizzazione dell’organizzazione interna dell’impianto, quindi di distribuzione delle mansioni delle persone, quindi di conseguenza anche i manuali operativi dovevano subire un aggiornamento abbastanza continuo insomma, ecco.

DOMANDA - Per quanto riguarda la formazione del personale, relativamente agli sviluppi sia tecnici che normativi del problema CVM?

RISPOSTA - Sì, per la formazione del personale c’erano sostanzialmente due azioni: una era un’azione di tipo formativo vero e proprio che veniva effettuata presso la locale scuola aziendale e ai vari livelli, quindi c’erano formazioni sulla sicurezza, formazioni... bah c’erano altri corsi valvole, rubinetti, pompe quindi anche il personale per esempio che conduceva gli impianti veniva a conoscenza nei dettagli di come venivano costruite certe macchine, corsi di formazione sulla sicurezza, chiaramente il personale partecipava a numeri ridotti, in orario extra o extra lavoro o lavorativo, adesso questo francamente non lo ricordo bene, poi c’era un tipo di addestramento informale e lavorativo che veniva nel posto di lavoro, erano sostanzialmente le due azioni principali.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiedere un attimo di precisare una frase che aveva detto durante il controesame, nel senso che lei aveva riferito ad un certo punto spontaneamente diceva: la commessa veniva chiusa anche se era fallito l’obiettivo, poi di fronte a una domanda specifica lei ha detto: non mi ricordo di casi specifici. Allora le volevo chiedere di precisare un attimo che cosa intendeva quando era fallito l’obiettivo di una commessa, nel senso che proprio i lavori non erano stati fatti, erano stati fatti in parte o proprio non erano conclusi e non si è raggiunto il risultato?

RISPOSTA - Intendevo semplicemente dire questo, che una volta effettuati i lavori di modifica sull’impianto venivano valutati i risultati rispetto agli obiettivi che si erano posti all’inizio, a quel punto le conclusioni potevano essere molteplici, o si erano raggiunti tutti i risultati oppure alcuni sì, alcuni no, oppure non si erano raggiunti, so che veniva fatta un’analisi tecnica a fine della chiusura della commessa, volevo dire solo questo.

DOMANDA - La domanda era appunto, partiva da questo punto: cioè se i lavori non erano stati completati nel tempo previsto o nell’importo previsto, o comunque se l’obiettivo a cui si mirava era fallito, veniva comunque chiusa la commessa formalmente?

RISPOSTA - Non è detto, beh poteva esserci uno stralcio di prosecuzione se c’erano delle altre necessità.

DOMANDA - Glielo chiedo proprio perché il teste di questa mattina, a cui faceva riferimento l’avvocato della difesa, dico si tratta dell’ingegnere Malaguzzi in particolare, proprio su questo punto lei ha detto che una commessa e ad un certo punto doveva comunque chiusa dall’amministrazione centrale, ed anche se i lavori poi non si erano completati proprio per motivo di natura finanziaria, di investimento e di capitalizzazione e tra l’altro questo è successo proprio per questi lavori di lavatori e di pompe di cui parlavamo con lei prima, per questo è venuto fuori il discorso.

RISPOSTA - In effetti questa è stata una classica commessa dove francamente si può dire che i risultati ottenuti rispetto a quello che c’era che ci si era atteso non erano certamente dei migliori, insomma.

DOMANDA - Quindi questa è stata formalmente chiusa e quella nuova tra l’altro non è mai stata aperta. Comunque al di là di questo...?

RISPOSTA - Comunque c’era un capocommessa per cui a questo possono rispondere con maggiore...

DOMANDA - Sempre su questa commessa, su questi lavori concretamente le chiedo come caporeparto la parte che la riguarda, c’era come oggetto argomenti, si dice su questo lavoro pulizia autoclavi: punto uno, premessa; punto due, situazione di esercizio di esercizio - che è quella di cui abbiamo discusso prima -; punto tre, risultati conseguiti; punto quattro, azioni. Il punto tre su risultati e il punto quattro sulle azioni, come potrà vedere anche lei, non ci sono proprio, non sono mai stati trovati. Allora voglio chiedere a lei un piccolo sforzo di memoria se ce l’ha, ci sono stati dei risultati e delle azioni, se se li ricorda?

RISPOSTA - Francamente credo di aver risposto anche l’altra volta, francamente non...

DOMANDA - L’altra volta non si ricordava?

RISPOSTA - Infatti non mi ricordavo, francamente non sapevo neanche dell’esistenza di questo rapporto, in effetti vedo che c’è, era presente part-time però sinceramente guardi non ricordo in particolare.

DOMANDA - Un’altra cosa volevo chiedere: sulla formazione del personale diceva che venivano fatti questi corsi, ma chi partecipava a questi corsi, il personale chi intende, dirigenti, funzionari...?

RISPOSTA - Un po’ tutti i livelli... c’erano corsi indirizzati a livello operaio, a livello capiturno assistenti, a livello quadri.

DOMANDA - E che tipo di informazioni venivano date per esempio agli operai sulle sostanze che venivano trattate, se lei sa?

RISPOSTA - Per questo c’erano corsi di sicurezza tenuti dal personale della sicurezza di stabilimento. Beh ricordo che per esempio in un periodo...

DOMANDA - Guardi le volevo chiedere...

RISPOSTA - Dal 1976, abbiamo fatto anche un corso al quale ho partecipato anch’io, fra l’altro mi pare in quel periodo l’impianto marciava a carico ridotto, quindi c’era la possibilità di avere termini di tempo di fare questo, lì abbiamo credo utilizzato diverse ore fra i vari turni andando a rivedere un po’ tutto il processo e gli aspetti di sicurezza.

DOMANDA - Quindi un corso?

RISPOSTA - Sì, del processo.

DOMANDA - In corso?

RISPOSTA - E` abbastanza lungo credo, penso che si possa trovare...

DOMANDA - E quante persone c’erano?

RISPOSTA - Tutto l’impianto.

DOMANDA - Tutto l’impianto compreso gli operai?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - A proposito di riunioni di sicurezza, gli operai che sono stati sentiti dicevano che le prime notizie sulla sicurezza, sui problemi relativi al CVM, tossicità, cancerogenicità, sono stati forniti loro a seguito di iniziative sindacali, non certo dell’azienda. Lei come è stato informato che era un cancerogeno?

RISPOSTA - Io sono rientrato da una missione durata un anno e mezzo in Sardegna, verso la metà del 1975 e quando ero stato... sì, quindi rientravo nello stabilimento ed una delle diciamo opportunità che mi erano state date come impiego era quella appunto di sostituire il signor Corò nell’impianto CV14/16, comunque io sono stato informato di questo a parte il fatto che era una cosa che era già risaputa, perché era un po’ una bomba che era scoppiata.

DOMANDA - Lei viene informato dall’azienda quando a metà, dopo a metà del ‘75 rientra dalla Sardegna a Porto Marghera?

RISPOSTA - Sì, che mi ero occupato di tutt’altri impianti e sono venuto a contatto con il capogruppo, con il vicedirettore di allora che nel chiedermi se ero interessato ad occupare quella posizione mi aveva anche chiesto se ero informato della situazione del CVM.

DOMANDA - Lei è stato in Sardegna quanto tempo?

RISPOSTA - Sono stato da ottobre del 1973 fino credo ad aprile - maggio del ‘75.

DOMANDA - Quindi prima della metà del ‘75 lei sapeva solo notizie di stampa?

RISPOSTA - Sì, certo.

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

DOMANDA - Volevo soltanto chiedere al signor Barina di ritornare un attimo su un tema già trattato ma per avere un chiarimento in quanto anche nell’ultima, penultima, terzultima domanda del Pubblico Ministero sono stati affiancate cose che secondo me sono diverse. Il problema delle commesse e chiusura delle commesse. Mi dispiace, l’annoio ma c’è bisogno di un chiarimento. Il Pubblico Ministero le ha posto una domanda e un avvocato difensore le ha posto una domanda relativamente alla chiusura delle commesse, ora io le chiedo molto semplicemente, le commesse venivano chiuse quando erano ultimati i lavori o potevano esservi delle altre situazioni nelle quali venivano chiuse le commesse. Lasci perdere lavori falliti, buoni, cattivi, risultati aggiunti, questo è un altro tema evidentemente?

RISPOSTA - Guardi, non ricordo, rispondo quello che ho risposto prima, a mia memoria non ricordo.

DOMANDA - Cioè si chiudevano quando erano finiti i lavori?

RISPOSTA - O quando erano finiti i lavori oppure quando gli obiettivi previsti erano stati raggiunti, quindi finiti i lavori. Pubblico Ministero: non ero intervenuto perché, non aveva detto così prima.

 

Presidente: Pubblico Ministero, eventualmente dopo potrà chiedere un chiarimento su questo aspetto, può darsi che ci sia un fraintendimento.

 

DOMANDA - Siccome c’è stato un fraintendimento iniziale riportando anche le parole dell’altro teste, che non ha parlato di questioni economiche o finanziare, bensì di ragioni contabili che è cosa completamente diversa. Allora io le chiedevo se a sua conoscenza vi fossero dei casi diversi dall’ultimazione dei lavori come elemento tale da chiudere la commessa, non so se mi sono spiegato. Lei ha risposto dicendo che secondo la sua esperienza, certo, per quello che lei ha saputo e ha visto, non le chiediamo altro, le commesse venivano chiuse normalmente alla chiusura dei lavori, alla ultimazione dei lavori o eventualmente prima nel caso fortunato in cui i risultati programmati fossero stati anticipatamente raggiunti, è così?

RISPOSTA - Sì, raggiunti oppure completamente disattesi, però, ripeto, l’ho detto anche prima, non ho memoria di situazione di questo tipo, francamente non mi viene in mente.

DOMANDA - Quindi lei non ha memoria di commesse che sono state chiuse per il periodo in cui lei le ha viste naturalmente, le ha seguite, per delle ragioni di tipo economico, come è stato detto o finanziario?

RISPOSTA - Certo. Le dirò poi che c’era, sì, la commessa poi tutti i particolari da un punto di vista economico che della tempistica veniva seguita da persone...

DOMANDA - Le chiedo soltanto per quello che a lei risulta, quello che lei ha visto, siccome è a lei che poniamo le domande in questo momento.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Intanto una precisazione, all’ingegner Malaguzzi questa mattina era stata, adesso non mi ricordo in quale momento della sua audizione, fatta presente la circostanza, e io ho il suo verbale dell’epoca ovviamente perché il verbale stenotipico non ce l’abbiamo, il verbale del 31 maggio ‘96 che era stato confermato che le sue frasi poi, diceva che... le dico che cosa ho letto.

 

Avvocato Alessandri: non un verbale che non ha contestato in udienza.

 

DOMANDA - Come, ha parlato e la frase è: di necessità di chiudere contabilmente, è la frase che è stata riportata questa mattina a verbale stenotipico che si leggerà, coincide perfettamente con il discorso del maggio ‘96, se mi consente glielo leggo così...

 

Avvocato Alessandri: io personalmente non glielo consento, vedrà il Tribunale.

 

DOMANDA - Io chiedo di fare la contestazione in questo senso.

 

Presidente: la contestazione rispetto a una dichiarazione resa oggi al dibattimento che sinceramente il Tribunale non ricorda, può essere fatta una contestazione che si basa su delle dichiarazioni che non sappiamo se siano conformi o difformi, faccia una domanda che parta da quello che lei ritiene che sia il problema, cioè, faccia una domanda secondo la sua prospettazione.

 

DOMANDA - Allora, Presidente, faccio prima una considerazione sulla base della considerazione dell’avvocato Alessandri.

 

Presidente: ma no, la domanda... cioè, scusi, io ho capito perfettamente quali sono le due posizioni, lei insista sulla sua posizione, faccia la domanda sulla base della sua posizione, questo mi pare corretto.

 

DOMANDA - Vado a memoria, c’è una persona che mi porta un appunto sulle dichiarazioni di Malaguzzi che diceva: volevano chiuderle per effettuare l’ammortamento, e era il discorso che faceva esattamente... Comunque al di là di questo voglio fare la domanda perché è due volte, anche adesso nonostante tutto, nonostante le domande dell’avvocato Alessandri e degli altri difensori, aveva ripetuto il fatto che le commesse potevano essere chiuse quando i lavori erano completati o quando era completamente saltato l’obiettivo, è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora le volevo chiedere, le ho portato un esempio concreto di lavori che riguardavano lei, e quindi a questo punto le rinnovo l’invito a leggere questo documento e dirmi se questo riferimento a lavori non completati, per quanto risulti in maniera evidente a commessa chiusa nonostante questo, questo è uno di quei casi sulla base della sua esperienza di caporeparto per quello che è successo, e sono fatti che riguardano lei, che riguardano il suo reparto, in una riunione a cui lei c’era.

 

Presidente: dunque allora, è vero che il signor Barina ha risposto dicendo che la commessa veniva chiusa quando venivano diciamo conclusi i lavori oppure quando venivano comunque realizzati gli obiettivi...

 

DOMANDA - O falliti diceva.

 

Presidente: o quando ad un certo punto ci si accorgeva che non poteva essere raggiunto l’obiettivo, però il problema che si poneva era questo, mi pare, se comunque la commessa aveva delle disponibilità finanziarie che erano, diciamo così, adeguate al raggiungimento degli obiettivi ancorché non realizzati.

RISPOSTA - Guardi, mi riesce francamente un po’ difficile rispondere, così, posso dire, per esempio, questo verbale è del novembre ‘76, le pompe Peroni quando circa un anno prima io ero arrivato i lavatori esistevano già, quindi la commessa era già aperta, questa commessa francamente non è che sia una delle commesse che ha dato dei risultati maggiori, credo di essere stato molto chiaro.

 

Presidente: su questo è pacifico.

RISPOSTA - Adesso ricordare se quella commessa fosse stata chiusa anticipatamente, o meno, questo sinceramente non lo ricordo, io posso solo confermare che questa è stata una delle commesse che non ha conseguito gli obiettivi previsti tant’è che nel frattempo si era cercata un’altra strada.

 

Presidente: allora è stata cercata un’altra strada, ecco, è stata cercata immediatamente dopo quest’altra strada e...

RISPOSTA - Durante.

 

Presidente: e mettendo a disposizione i mezzi finanziari per ricercarla questa strada, cioè, è stata aperta un’altra commessa tanto per intenderci?

RISPOSTA - Per il lavoro del...

 

Presidente: una volta fallito, diciamo così, questo intervento con quelle modalità e con quei mezzi, in particolare con queste benedette valvole Peroni che non funzionavano evidentemente, pompe Peroni, mi scusi, che non funzionavano evidentemente, quale strada è stata percorsa per poter porre rimedio a questa situazione e in quali tempi?

RISPOSTA - E` stata percorsa la strada del lavaggio chimico delle autoclavi. Poi ci sono state altre strade.

 

Presidente: in quali tempi?

RISPOSTA - Mah... Le prime prove, perché abbiamo fatto le prime prove su un’autoclave del CV14 deve essere stato attorno al ‘77, così, la realizzazione è avvenuta fra il ‘77 e il ‘78, e la fine del ‘79.

 

Presidente: ci sono ulteriori chiarimenti?

 

AVVOCATO VASSALLO

 

DOMANDA - A domande di alcuni dei difensori lei ha parlato relativamente al CV6 che ad un certo punto furono fatti dei lavori contro la rumorosità, polverosità etc., fra questi lei ha citato lo spostamento della sala quadri. Mi può dire esattamente in concreto prima cosa c’era, prima dello spostamento di questa sala quadri centralizzata?

RISPOSTA - C’erano dei pannelli di controllo, ciascuno per ogni linea di essiccamento, lì c’erano tre linee di essiccamento e lì direttamente nel posto, nelle immediate adiacente di queste linee di essiccamento c’era il pannello di controllo dove si davano i vari parametri di temperatura, di pressione, di portata dell’aria e tutte queste cose, però lì nel posto di lavoro, quindi in una posizione diciamo rumorosa ed anche più soggetta alla polverosità, la centralizzazione della sala controllo oltre che l’utilizzo di sistemi di controllo più adeguati e più moderni ha consentito anche di spostarlo a un’imposta che fosse al di fuori della rumorosità e della polverosità.

DOMANDA - Questi pannelli di controllo che c’erano prima posizionati per ogni colonna, secondo me, c’era un dipendente che le guardava, che li controllava?

RISPOSTA - Certamente, c’era un addetto...

DOMANDA - Per ogni colonna?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E quando l’avete centralizzata c’era lo stesso numero di dipendenti o avete diminuito i dipendenti che le guardavano?

RISPOSTA - Non mi pare che... è stata usata una filosofia diversa e cioè il discorso dell’addetto alla sala controllo e degli operatori esterni, quindi sono stati distribuiti in maniera diversa.

DOMANDA - Quindi nella sala centralizzata controllo c’era meno personale della somma precedente?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quando facevano i lavaggi delle autoclavi...

RISPOSTA - Dove, al CV6?

DOMANDA - Al CV6 e al CV14, lei ha detto che i problemi erano analoghi.

RISPOSTA - I problemi di lavaggio erano più consistenti al CV14.

DOMANDA - La domanda non riguarda le modalità di lavaggio, volevo sapere i materiali residui di questi lavaggi, da dove uscivano e dove andavano?

RISPOSTA - Beh, venivano raccolti questi materiali, queste croste, da quello che mi risulta venivano poi commercializzate come materiale di scarto, quindi andava...

DOMANDA - E l’acqua?

RISPOSTA - L’acqua andava a finire in una vasca e poi di qui veniva inviata credo mi pare nella vasca del CV6, c’era una pompa di rilancio, andava a finire nella vasca del CV6.

DOMANDA - C’erano delle grate a fondo delle autoclavi?

RISPOSTA - Fondo delle autoclavi, beh, l’autoclave poggiava su dei piedi, c’era un pavimento, lei parla del piano terra?

DOMANDA - Sì, l’acqua ad un certo momento non è che veniva aspirata e portata fuori, veniva da sotto se ho capito bene?

RISPOSTA - Sì sì, certamente.

DOMANDA - Quindi doveva uscire da qualche parte?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - E c’era una grata, un filtro, come lo vuole chiamare?

RISPOSTA - C’era un filtro.

DOMANDA - Perché il materiale residuo quindi lo prendevate dal fondo?

RISPOSTA - Sì, dal fondo oppure veniva asportato, tirato su dalla testa, dal boccaporto di sopra con dei cesti. Quello che si fermava nei cesti, in particolare durante il trasferimento dello slurry, veniva estratto dal cesto alla fine del trasferimento veniva aperto questo cesto filtrante, era un filtro, dove venivano asportati questi pezzi.

DOMANDA - Quindi l’acqua trascinava giù questi pezzi residuati e venivano, quindi quello che restava nel cesto, l’acqua andava a finire da qualche parte.

RISPOSTA - In una vasca, sì.

DOMANDA - Mentre i solidi, chiamiamoli, rimanevano nel cesto e il cesto veniva prelevato come, questo cesto filtrante?

RISPOSTA - Veniva aperto a fine...

DOMANDA - L’apertura dov’era, in alto, in basso, al centro, in fondo?

RISPOSTA - In fondo.

DOMANDA - Quindi dovevate togliere alla flangia probabilmente?

RISPOSTA - Sì, c’era una flangia da aprire.

 

AVVOCATO MANDERINO

 

DOMANDA - Volevo solo sapere dal teste in che anno sarebbe avvenuto questo corso di sicurezza fatto per i lavoratori del CV14?

RISPOSTA - Di sicurezza c’era la sicurezza ad altre cose, potrebbe essere stato il, certamente non era né il ‘75 e né il ‘79-’80, quindi potrebbe essere stato ragionevolmente nel ‘77, ‘76-’77, ma io credo che di questo si possa trovare traccia nella scuola aziendale, penso.

 

AVVOCATO MARIN

 

DOMANDA - Sempre su questa questione dei corsi di sicurezza, da chi furono tenuti?

RISPOSTA - In maniera particolare da me e da personale della scuola aziendale, c’era un programma, è stato concordato un programma precedentemente con il responsabile della scuola aziendale, c’era il sottoscritto, c’era l’assistente della sicurezza che seguiva i nostri impianti e altre persone della scuola aziendale.

DOMANDA - E lei da chi aveva avuto la formazione in proposito?

RISPOSTA - Informazioni su che cosa?

DOMANDA - La formazione in proposito per poter fare questi corsi di sicurezza?

RISPOSTA - La formazione derivava dalla conoscenza del processo dell’impianto e io questo l’ho avuto sia dal passaggio delle consegne attraverso i miei predecessori, sia nell’esperienza che mi ero fatto nel frattempo.

DOMANDA - Questi corsi erano indirizzati solo agli operai del CV14 o anche...

 

Presidente: avvocato, ha già risposto su questo, questi corsi ha detto che sono stati indirizzati a tutti...

 

DOMANDA - E agli addetti alle cooperative in appalto erano indirizzati i corsi?

RISPOSTA - No, non c’erano addetti alle cooperative in appalto.

DOMANDA - Per l’insacco non c’erano cooperative in appalto?

RISPOSTA - Le cooperative in appalto, per l’insacco c’erano sia cooperative in appalto che personale direttamente societario, quello che voglio dire i corsi erano dedicati a personale della società.

DOMANDA - Lei prima ha parlato del cicloesanone per la pulizia delle autoclavi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora se ho capito bene il cicloesanone veniva utilizzato nella procedura che prevedeva unitamente anche l’utilizzo delle cosiddette pompe Peroni, è giusto?

RISPOSTA - Diciamo che sono due problemi diversi, le pompe Peroni servivano per effettuare la pulizia interna delle autoclavi facendo un’azione di tipo meccanico di taglio dovuta all’alta pressione che usciva dagli ugelli, il cicloesanone in un certo senso ha sostituito questo tipo di filosofia per effettuare una dissoluzione di tipo chimico del PVC d’altro conto è noto che il PVC è solubile in cicloesanone.

DOMANDA - Chi è che controllava il valore PPM del CVM durante il lavoro di pulizia dell’autoclave?

RISPOSTA - Innanzitutto dall’operatore addetto stesso, comunque c’erano..

DOMANDA - Dallo stesso operatore che scendeva nell’autoclave faceva il controllo sulla concentrazione?

RISPOSTA - Diciamo che all’inizio i valori contenuti in CVM venivano controllati immettendo all’interno dell’autoclave stessa una delle campanelle del gascromatografo, quindi questo era certamente sotto controllo degli autoclavisti addetti a quella zona, ma di questo si accertava, di solito l’operatore stesso prima di entrare nell’autoclave, non dimentichiamo poi che ogni turno di lavoro aveva il suo responsabile di turno che era il responsabile primo della sicurezza.

DOMANDA - Se ho capito bene questa campanella entrava all’interno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Il controllo sulla visualizzazione del livello di concentrazione poteva essere fatto dall’esterno o dall’interno dell’autoclave?

RISPOSTA - Veniva fatto dall’esterno, chiaramente li veniva utilizzato uno stream, quello stream veniva messo in manuale in modo che analizzasse costantemente quel punto e quindi l’operatore che c’era all’interno della sala controllo delle autoclavi di quella zona verificava il valore del contenuto di CVM.

DOMANDA - E questa campanella, scusi, scendeva all’interno dell’autoclave seguendo il percorso dell’operatore, come funzionava, arrivava fino al fondo, si fermava in alto?

RISPOSTA - Questo era un po’ lasciato, come dire, alla sensibilità dell’operatore stesso, alcuni ricordo che avevano un po’ l’abitudine di tenersela attaccata in qualche maniera vicino alla giacca.

DOMANDA - Risulta che ci fosse un manuale operativo che dava indicazione che questa campanella o sonda, che dir si voglia, doveva scendere fino ad un metro dal fondo dell’autoclave?

RISPOSTA - Francamente questo non me lo ricordo con esattezza, è probabilmente, dicevo prima, le procedure molte cose, il manuale operativo sono stati effettuati dal signor Corò che con la sua esperienza, tantissimi anni di quell’impianto certamente...

 

Presidente: facciamo una sospensione di 5 minuti, grazie ed arrivederci.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - PEZZATO OLIVIO -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Vuole riferire innanzitutto quando ha cominciato a lavorare al Petrolchimico e in quale reparto?

RISPOSTA - Allora, nel 1960 al CV15.

DOMANDA - Con che mansioni?

RISPOSTA - Sono stato due anni all’insaccamento, poi fino al ‘68 al blender.

DOMANDA - In che cosa consisteva il lavoro all’insaccamento e al CV15?

RISPOSTA - Si insaccavano i granuli di PVC.

DOMANDA - Materialmente come veniva fatto questo lavoro?

RISPOSTA - Venivano giù i grani da una tramoggia ed andava in bilancia dentro il sacco, si doveva pesare al peso giusto, 25 chili, poi si chiudeva automaticamente con una valvola, il sacco aveva una valvola automatica.

DOMANDA - Dopo il lavoro all’insaccamento lei ha svolto altre mansioni nel reparto CV15?

RISPOSTA - Sì, il blender al piano superiore.

DOMANDA - Fino a quando al blender.

DOMANDA - Fino al ‘68.

DOMANDA - Che tipo di attività svolgeva il blender?

RISPOSTA - Il blender veniva fatto l’impasto di questi granuli, insomma.

DOMANDA - Con l’aggiunta di coloranti?

RISPOSTA - Tanti coloranti.

DOMANDA - Come funzionava l’operazione, veniva fatta in una macchina, che cosa era?

RISPOSTA - Era un miscelatore, si mettevano dentro i sacchi di resina, veniva chiamata resina, era una farina bianca, e poi si mettevano dentro i coloranti sempre a boccaporto aperto.

DOMANDA - Lei fino a quando è stato al reparto CV15, fino al ‘68?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi dove è stato trasferito?

RISPOSTA - Autoclavista al CV6.

DOMANDA - Fino a che periodo è stato autoclavista al CV6?

RISPOSTA - Fino all’80, però nel ‘79 ho avuto quella malattia.

DOMANDA - Per cui è stato via dal lavoro?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per cui ha lavorato fino al ‘69 al CV6?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ecco, al reparto CV6 che attività svolgeva lei?

RISPOSTA - Autoclavista.

DOMANDA - Questo lavoro di autoclavista che cosa faceva concretamente?

RISPOSTA - Si facevano le cariche, però bisogna andare dentro a pulire le autoclavi.

DOMANDA - Le cariche com’è che venivano effettuate?

RISPOSTA - Essiccare sempre attraverso le tubazioni le materie prime, però il lavoro brutto era quando si doveva andare dentro a pulire l’autoclave.

DOMANDA - E quando è che doveva andare dentro a pulire l’autoclave, quando volte le capitava di dover andare dentro l’autoclave?

RISPOSTA - Se uno era sfortunato anche una volta a settimana.

DOMANDA - Lei è stato lì praticamente, almeno così risulta dalla carriera, fino a giugno del 1980?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere, lei al CV6, lei ha continuato ad entrare nelle autoclavi fino al giugno dell’80?

RISPOSTA - No, quando sono rientrato che avevo avuto l’operazione mi hanno dispensato dall’entrare in autoclave.

DOMANDA - Quindi fino al ‘79?

RISPOSTA - Però ero sempre là.

DOMANDA - Fino al ‘79 lei entrava nelle autoclavi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E nel ‘79, poi anche a giugno ‘80 quando è tornato lì a lavorare all’interno delle autoclavi, quante volte entrava un operaio nelle autoclavi del CV6 per le operazioni di pulizia?

RISPOSTA - Come gli anni prima.

DOMANDA - Come gli anni prima?

RISPOSTA - Sì, fino agli anni 80, sì.

DOMANDA - Quindi una volta a settimana si andava bene, se andava mane anche due?

RISPOSTA - Anche due.

DOMANDA - Anche due volte a settimana?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Quando rientrava nelle autoclavi per fare il lavoro di pulizia poi quanto tempo rimaneva dentro le autoclavi?

RISPOSTA - Minimo tre ore, però se era tanto sporca anche 5 ore, 6.

DOMANDA - E come doveva essere fatto questo lavoro di pulizia dell’autoclave del CV6?

RISPOSTA - Manualmente con il martello e scalpello, tirare via queste croste.

DOMANDA - Ma c’erano, avevate delle maschere?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Non c’era nessuna protezione?

RISPOSTA - C’era i guanti e basta.

DOMANDA - Maschere non ce n’erano. Prima di entrare nelle autoclavi veniva fatto un controllo in qualche maniera per vedere se c’era gas, se c’era CVM?

RISPOSTA - Veniva degasata, riempita d’acqua, si faceva traboccare 10 minuti, però il gas ce n’era sempre dentro, perché venivamo fuori che eravamo sfigurati.

DOMANDA - E lì, comunque mai la maschera neanche nell’80, neanche i suoi colleghi che entravano nell’80 dentro?

RISPOSTA - Nessuno ha mai parlato di maschere, intanto non si poteva neanche fare quel lavoro là perché si appannava tutto con il sudore.

DOMANDA - Perché era calda?

RISPOSTA - Non ci hanno mai detto di indossare le maschere.

DOMANDA - A lei non l’hanno mai detto?

RISPOSTA - A nessuno.

DOMANDA - Lì al CV6 si verificavano delle situazioni di allarme, di fughe di gas, quando suonava la sirena, cosa c’è la sirena per l’allarme, cosa succedeva?

RISPOSTA - C’era per il gascromatografo.

DOMANDA - Sì, per l’intervento del gascromatografo, nel ‘74-’75, quindi gli ultimi anni della sua attività, cosa succedeva quando suonava l’allarme?

RISPOSTA - Io ho sentito diverse volte suonare, però si continuava il lavoro.

DOMANDA - Non c’erano le istruzioni di andare via, continuava a fare il lavoro?

RISPOSTA - Si continuava a fare il lavoro.

DOMANDA - Venivano cercate le fughe, i motivi per cui c’era l’allarme?

RISPOSTA - Sì, qualcuno, l’assistente andava a vedere, magari dove c’era questa fuga allora si guardava, però non si abbandonava il lavoro, non si poteva.

DOMANDA - Quindi suonava...

RISPOSTA - Perché era, queste autoclavi erano in pressione, bisognava stare attenti che non succedesse qualcosa, nessuno ci ha mai detto di abbandonare il lavoro.

DOMANDA - Quindi quando suonava l’allarme girava l’assistente a vedere dove c’era la fuga però voi continuavate a rimanere nell’ambiente di lavoro?

RISPOSTA - Facevamo il nostro lavoro.

DOMANDA - Mettevate delle maschere, delle mascherine, qualcosa per la protezione?

RISPOSTA - Io ho indossato una maschera una volta perché c’era stata una fuga di cloro, perché quello ti fa partire subito.

DOMANDA - In tutta la sua attività lavorativa?

RISPOSTA - Il CVM si poteva anche respirare, dicevano loro.

DOMANDA - Quindi lei maschere non le ha mai indossate in relazione a problemi di fughe o cose di questo tipo?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Ma quando c’erano queste operazioni in particolare di scarico del lattice, come si faceva, veniva introdotto l’azoto, mi pare, e venivano rimossi i filtri? Come funzionava questa funzione...

RISPOSTA - Per caricare il prodotto?

DOMANDA - Sì, e poi il lavaggio delle tubature?

RISPOSTA - Lo passavano per il filtro con il boccaporto aperto e si caricava, perché la valvola di scarico era proprio vicino a questo filtro, a volte succedeva che la carica era coagulata, dicevano, era più densa, allora non passava per il filtro, allora si doveva mettere seduti sopra il volante della valvola con un cono di plastica, con una raschietta di plastica a raschiare attorno ai filtri in maniera che il prodotto...

DOMANDA - In maniera tale che il prodotto venisse via?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo lavoro di scarico e poi di pulizia dei filtri che veniva fatta in questa maniera così a cielo aperto, di norma, così, mediamente per tutto il periodo, quindi in particolare fino al ‘79, quanto tempo durava all’incirca?

RISPOSTA - Ci voleva tanto tempo a scaricare una carica coagulata, 3, 4 ore, 5, anche 8 ore, conforme a quanto grossa era, però se andava bene in mezz’ora, 20 minuti si scaricava.

DOMANDA - Quindi dipendeva dalla densità?

RISPOSTA - Da come usciva questo prodotto.

DOMANDA - Ed anche per questa operazione c’erano maschere o non c’erano maschere proprio neanche qua?

RISPOSTA - Mai maschere, io ho indossato la mascherina soltanto perché ogni tanto si andava nell’insaccamento del talco la chiamavo io, della polverina bianca, allora si indossava la mascherina.

DOMANDA - Sono quelle mascherine di carta?

RISPOSTA - Sì. Non servono per i gas.

DOMANDA - Quando la usava questa?

RISPOSTA - Qualche volta che si andava all’insaccamento, ma negli ultimi anni proprio.

DOMANDA - Quando si andava all’insaccamento?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ma non quando lavorava dentro alle autoclavi, quando puliva i filtri?

RISPOSTA - No, non servivano per i gas.

DOMANDA - Ma lei quando ha saputo, se ha saputo, che c’era un pericolo cancerogeno per il CVM?

RISPOSTA - Io l’ho saputo perché nel ‘78, siccome ero operatore di sangue, ogni tanto facevo dei controlli, degli esami periodici, il medico mi ha consigliato di andare da un urologo perché avevano visto che c’era, l’ho saputo nel ‘78.

DOMANDA - Senta...

RISPOSTA - Eravamo nel ‘75 che eravamo andati alla medicina del lavoro.

DOMANDA - Ecco, le volevo chiedere di medicina del lavoro, che avete fatto...

RISPOSTA - Loro ci avevano detto qualcosa.

DOMANDA - Quella era la prima volta che lei sentiva parlare...

RISPOSTA - Ma la ditta non ha mai detto niente.

DOMANDA - Questo volevo chiederle, l’azienda vi ha mai informato, ha fatto dei corsi per spiegare la sicurezza del prodotto dagli strumenti, dalle macchine?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Dicevano solo cosa doveva fare, queste attività di pulizie e basta?

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO MARIN

 

DOMANDA - Quale era la temperatura interna all’autoclave durante l’operazione di pulitura?

RISPOSTA - Si sudava sempre, comunque.

DOMANDA - Se lo sa, se ne ha idea?

RISPOSTA - 30 gradi.

DOMANDA - Per questo che lei prima ha detto che non poteva essere possibile indossare la maschera?

RISPOSTA - La maschera non ce l’hanno mai data, ho detto io che non era possibile indossare, anche se ce l’avessero data, non era possibile lavorare la maschera per quel lavoro là, perché si appanna tutto.

DOMANDA - Quindi per la temperatura. Senta, lei prima ha detto che quando uscivate dall’autoclave dopo la pulizia eravate sfigurati, vuole spiegare cosa intende?

RISPOSTA - Non ho capito.

DOMANDA - Cosa intende per sfigurati?

RISPOSTA - Si era esausti, perché era un lavoro, già si respirava male, perché si respira gas, era un lavoro che si doveva stare, veniva mandata giù una scala di legno, si doveva lavorare sopra a questa scala, con martello e scalpello, allora ti dovevi fare come un’acrobata, una volta a destra, una volta a sinistra, una volta in alto. Era un lavoro tremendo insomma.

DOMANDA - Lei prima ha parlato di interventi con martello e scalpello, quindi interveniva su delle superfici di croste?

RISPOSTA - Sì, questo prodotto si formavano le croste, ma erano durissime, bisognava tagliarle con lo scalpello e il martello.

DOMANDA - E quando le tagliavate cosa trovavate all’interno, c’erano delle bolle?

RISPOSTA - No, si sentiva proprio, quando le tagliavi, erano impregnate come di gas, perché degasando con l’acqua può venire fuori del gas che è dentro in superficie, quello che era impregnato di questi blocchi di prodotto rimaneva dentro, quando le tagliavi il gas usciva.

DOMANDA - E quindi voi cosa sentivate, un forte odore di gas?

RISPOSTA - Oramai eravamo impagliati anche noi, non lo sentivi neanche più. Siccome si vedevano, perché quando... il CVM quando scaricavamo il prodotto dal filtro a boccaporto aperto, quando era coagulata, vedevi, siccome va giù, perché è pesante, non so se sia perché è pesante, siccome questo gas va sempre verso..., allora vedevi il fumetto che traboccava dal boccaporto ed andava giù, però noi eravamo sopra con il naso, perché bisogna respirare.

DOMANDA - Questo succedeva quando aprivate le croste?

RISPOSTA - Sì, bisognava fare le pulizie tutto attorno all’autoclave, con una raschietta di plastica perché rimaneva, però quello era un lavoro anche svolto, non faticoso, erano i pezzi duri che si solidificavano che era fatica.

DOMANDA - E questo fumetto di cui ha parlato prima lei lo vedeva anche durante la raschiatura, non solo quando venivano rotte le croste?

RISPOSTA - Sì, beh, si sentiva anche respirare, insomma, non era un’aria normale.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Il signor Orlandin, che ci ha detto anche lui lavorare per il CV6, fino ad un certo periodo, ha lavorato con lei?

RISPOSTA - Con Orlandin.

DOMANDA - Orlandin adesso di nome...

 

Presidente: Orlandin Giuseppe?

RISPOSTA - Sì.

 

DOMANDA - Ha lavorato con lei, era con lei al CV6?

RISPOSTA - No, io non ero in turno con lui, comunque era al CV6.

DOMANDA - Comunque era nello stesso reparto quando lei operava?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: non ci sono altre domande? Va bene, può andare.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - CONDOTTA NATALE -

 

IL TESTE LEGGE LA FORMULA DI RITO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo chiederle innanzitutto di riferire al Tribunale quando ha cominciato a lavorare alla Montedison?

RISPOSTA - Nel ‘61, 3 luglio ‘61.

DOMANDA - Presso che reparto?

RISPOSTA - CV6.

DOMANDA - Ha lavorato sempre al CV6 lei?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Dove ha lavorato, può dire, fino a quando è stato al CV6?

RISPOSTA - Fino all’’85, ‘86, come turnista.

DOMANDA - E poi?

RISPOSTA - Sono passato giornaliero fino alla chiusura.

DOMANDA - Giornaliero cosa vuol dire?

RISPOSTA - Piccola manutenzione di reparto.

DOMANDA - Sempre al CV6?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Poi?

RISPOSTA - Sono andato al CV24, sempre giornaliero.

DOMANDA - Fino a quando è rimasto al CV24?

RISPOSTA - Fino al ‘94.

DOMANDA - Quindi lei è stato al CV24 dal ‘90 al ‘94, questo è il periodo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Nel periodo in cui lei è stato al reparto CV6, quindi è stato in pratica circa 27 anni come turnista?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che cosa vuol dire turnista?

RISPOSTA - I primi 5 anni ero all’insaccamento, dove si insaccava il prodotto, poi mi hanno passato agli autoclavi.

DOMANDA - Che attività svolgeva alle autoclavi?

RISPOSTA - Tutto.

DOMANDA - Cioè in pratica?

RISPOSTA - Lavaggio interno, dopo, quando scaricavamo il prodotto, c’erano i filtri che erano aperti, ed eravamo sempre là, sempre con la testa sopra, e c’era il CDL che veniva su, perché non ci si poteva spostare perché, avevano paura che venisse fuori dai filtri il prodotto.

DOMANDA - Faceva la pulizia dei filtri?

RISPOSTA - Non i filtri; aspettavamo che il prodotto fluisse dall’autoclave, perché lo mettevamo in pressione con l’azoto, fino a che non c’era più prodotto dentro.

DOMANDA - A lei è capitato di andare dentro le autoclavi del CV6?

RISPOSTA - Anche più di qualche volta.

DOMANDA - Nel periodo, non le chiedo il periodo iniziale, ma lei siccome è rimasto fino al 1988 come turnista e poi ha fatto un paio d’anni, diceva, di piccola manutenzione, fino all’’88 lei entrava nelle autoclavi?

RISPOSTA - Entravamo sì nella autoclavi, e tante volte trovavamo anche delle croste che era fatica togliere; allora, siccome con i ganci non venivano via, allora martello e scalpello.

DOMANDA - Nel periodo degli ultimi anni fino agli anni ‘80, in particolare poi fino agli anni ‘88 che lei poi ha fatto la piccola manutenzione, quante volte entrava negli autoclavi?

RISPOSTA - Dipende, dalle volte; siccome il reparto era con due servizi: dalla 1 alla 4 c’era una squadra e dalla 6 alla 8 c’era un’altra; facevamo un giorno da una parte e il giorno dopo dall’altra. Per esempio eravamo un giorno di qua e il giorno dopo lo stesso, dall’altra parte.

DOMANDA - Ed erano 8 le autoclavi?

RISPOSTA - Sì, otto.

DOMANDA - Quando entravate nelle autoclavi com’è che funzionava, avevate delle maschere di protezione?

RISPOSTA - Chi ha visto mai le maschere?

DOMANDA - Non c’erano le maschere; lei è entrato sempre senza maschera?

RISPOSTA - Senza maschera.

DOMANDA - Non le hanno mai dato una maschera per entrare in autoclave?

RISPOSTA - No. Né assistenti, né capiturni, non c’era... Non mi hanno mai detto di adoperare la maschera dentro. Se era luglio e agosto che era caldo e veniva su, allora ci davano mezz’ora per fare la doccia.

DOMANDA - Dal periodo in cui lei ha iniziato a lavorare al CV6, fino all’’88 che ha continuato ad entrare nelle autoclavi, la maschera non l’aveva mai usata?

RISPOSTA - Mai usata.

DOMANDA - Le volevo chiedere ancora una cosa per situazioni particolari; quando ad un certo punto dal ‘75 circa viene messo il gascromatografo, si ricorda?

RISPOSTA - Sì

DOMANDA - E suonavano gli allarmi, quando suonava l’allarme cosa succedeva?

RISPOSTA - Si andava a vedere l’acqua al PPM, Parlano del PPM, non so cosa vuole dire adesso, a parte i primi giorni, io non so; e si guardava, si segnava quello che segnava: 10, 15, 20; dipende. C’era un... pennino che segnava...

DOMANDA - Ma quando suonava questo allarme che cosa facevate, vi mettevate le maschere, andavate via...

RISPOSTA - No, stavamo là, sul posto di lavoro.

DOMANDA - Perché stavate sul posto di lavoro? Se suona l’allarme...?

RISPOSTA - Se il capo non mi diceva: "Andate via"; cosa dovevamo: andare via noi altri, che dopo ci prendevamo una denuncia? L’assistente, non c’era un assistente? L’assistente doveva prendersi la responsabilità di dire: "Andate via che c’è una fuga di gas" E non invece...

DOMANDA - E invece quando suonava l’allarme lei è sempre stato lì?

RISPOSTA - Sempre stato là. Ma mai...

DOMANDA - Anche i suoi colleghi di lavoro?

RISPOSTA - Ma tutti.

DOMANDA - Quindi non vi sono state date indicazioni di andare via?

RISPOSTA - Solo una volta che sono venuti i pompieri che si era rotta la guarnizione di un’autoclave che ha spruzzato fuori anche non so cosa, e allora hanno detto: "Via! Tutti fuori, fuori, fuori!" E siamo andati tutti fuori, fino a che è cessato l’allarme..

DOMANDA - Quindi è scappato fuori dal reparto per allarmi praticamente solo una volta in tutta la sua attività?

RISPOSTA - Sì, quella volta là, che c’era stata la guarnizione di gomma...

DOMANDA - Perché sono arrivati i pompieri tra l’altro?

RISPOSTA - Solo perché, la guarnizione si era rotta e il monomero usciva fuori dalla guarnizione; e puzzava come... E allora ci hanno fatto andare via tutti quanti.

DOMANDA - Quando suonavano questi allarmi, stavate tutti là?

RISPOSTA - Tutti là, perché era poco... Era: 3, 4, 5 PPM, non era... Dio, adesso non so, se si doveva scappare dal reparto, non so se quando suonava l’allarme...

 

Presidente: ma non potevano essere 3, 4 PPM se suonava l’allarme, abbia pazienza. Se suonava l’allarme...

RISPOSTA - Ma sa lei come funziona... C’era un diagramma, no, come quelli...

 

Presidente: sì, ma l’allarme, lei lo sapeva a quando suonava?

RISPOSTA - Eh, eravamo in sala noialtri...

 

Presidente: cioè l’allarme suonava quando c’era una fuoriuscita o comunque c’erano perdite che portavano le concentrazioni a quanti PPM?

RISPOSTA - Non so io a quanto era tarato il gascromatografo. Se era tarato a...

 

Presidente: non lo sa?

RISPOSTA - No, non so mica io: non ero mica io l’esporto al... C’era la lampadina rossa che si accendeva e si spegneva e quello era l’allarme che vedevamo noialtri.

 

Presidente: certo. E quando suonava l’allarme, non avevate l’istruzione di abbandonare?

RISPOSTA - No, perché l’assistente non mi ha mai detto niente.

 

DOMANDA - Ma quando suonava questo allarme, oltre al fatto di rimanere lì, venivano usate delle maschere di protezione?

RISPOSTA - Mai usato maschere; c’erano solo degli autoprotettori per emergenza, se succedeva qualcosa che ogni tanto facevano le prove...

DOMANDA - Venivano usati questi autoprotettori quando suonava l’allarme?

RISPOSTA - Mai usati. Solo quando venivano fatte delle prove di emergenza, allora venivano due tecnici... allora uno era esterno ed uno interno.

DOMANDA - Quindi quando facevano le prove mettevate gli autoprotettori?

RISPOSTA - Sì, gli autoprotettori.

DOMANDA - E basta?

RISPOSTA - E basta perché uno chiudeva i rubinetti e l’altro faceva andare... perché c’era... erano tutti, tutti.... di pittura rossa, la roba che dovevamo fermare...

DOMANDA - Poi al CV6, negli ultimi 2 anni dall’’88 al ‘90 circa, lei diceva che ha fatto la piccola manutenzione, che cosa vuol dire la piccola manutenzione?

RISPOSTA - Se c’era qualche rubinetto piccolo da sostituire, per non chiamare quelli dell’officina, allora lo dicevano a noi, mettevano sotto vuoto l’autoclave più la linea che c’era, li mettevano sotto vuoto e noi sostituivamo il rubinetto; altrimenti se c’erano da cambiare le valvole di sicurezza, quelle con i pesi - che erano tarate mi pare 12 chili e mezzo - magari la pressione andava sopra e scattava. Noi dovevamo metterli... Dovevamo cercare la tubazione, che dopo venivano i meccanici di zona a cambiare queste valvole di sicurezza o erano scadute, c’era da fare la revisione, non so.

DOMANDA - Quindi nell’’88 - ‘89 lei ha fatto questa piccola manutenzione, perché poi fino ‘89 il CV6 viene chiuso; dal ‘90 in poi, fino a quando lei va in pensione, mi pare nel ‘94, che tipo di attività ha fatto e dove?

RISPOSTA - Al CV24?

DOMANDA - Sì, al CV24 è andato, che lavoro faceva?

RISPOSTA - Sempre la piccola manutenzione.

DOMANDA - Anche al CV24?

RISPOSTA - Sempre la piccola manutenzione, però qualche volta che c’erano queste cariche che veniva giù, dovevamo scaricare le navi e avevamo un contenitore grande e manovravamo la valvola di fondo manualmente. E questa si svitava e dopo il prodotto andava buttato su un campaccio là, stava là fermo, non so quanto tempo, dopo veniva la benna e lo metteva dentro ai sacconi. Ma anche, se il prodotto non era "strippà", era CVM: maschere non ne adoperavamo, perché il capo non ci ha mai detto niente...

DOMANDA - Ma anche quei due, tutto il periodo in cui lei ha fatto la piccola manutenzione, i due anni al CV6 e poi gli altri 4 anni circa al CV24, lei ha visto se i suoi colleghi di lavoro continuavano a entrare in autoclave, sia nel CV6 che nel CV24?

RISPOSTA - CV6 lo hanno chiuso, il CV24 sì, perché ho tenuto anch’io la colonna quando si mettevano il corpetto e andavano giù e dovevamo sempre stare attenti che non succedesse qualcosa perché al CV24 l’autoclave era grande, il CV6 erano molto più piccolo.

DOMANDA - Al CV24 lei si ricorda che colleghi di lavoro in particolare lei aiutava a scendere in autoclave?

RISPOSTA - Io ho tenuto soltanto Signor Corò.

DOMANDA - Corò quale?

RISPOSTA - Corò Renzo.

DOMANDA - Ed altri se ne ricorda?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Ma ce n’erano degli altri che entravano?

RISPOSTA - Il signor Partoliolo Sergio, mi pare che fosse stato addetto agli lavaggi, ma io ero ancora al CV6.

DOMANDA - E lei aiutava questo Corò Renzo a entrare nell’autoclave?

RISPOSTA - Con una braga e con una corda lo tenevamo e guardavamo sempre dentro che non succedesse qualcosa, perché poteva succedere anche malore, Dio sa, non so qualcosa. E lui era là che con un martello spaccava queste croste.

DOMANDA - E quello che entrava nelle autoclavi del CV24 aveva una maschera protettiva?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Neanche nel CV24?

RISPOSTA - Niente, solo guanti e scarpe.

DOMANDA - Volevo chiedere ancora una cosa, lei ha sentito qualche volta suonare l’allarme anche quando era al CV24?

RISPOSTA - Qualche volta si sentiva anche là, perché delle volte quando si scaricava il prodotto con una pressione, perché il prodotto non era ancora strippato ed era in serbatoi che c’era questa nuvola di CVM che veniva fuori, perché i serbatoi avevano come una corda di acqua, le chiamano "le guardie idrauliche" che faceva da battente; se scaricavano... invece di scaricare mezzo chilo, scaricavano un chilo, sfondavano tutto e si vedeva questa nuvola di CVM che si vedeva proprio che veniva fuori dai serbatoi.

DOMANDA - Quando lei era al CV24, lei si ricorda che abbiano suonato allarmi e che cosa ha fatto?

RISPOSTA - Non so là, perché noialtri, delle volte eravamo anche esterni, perché il CV24 è abbastanza grande, perché se noi eravamo esterni..

DOMANDA - Quindi se lei non stava sull’autoclave...?

RISPOSTA - Non sentivamo l’allarme, perché l’allarme era in sala quadri.

DOMANDA - Volevo chiedere se aveva avuto modo di verificare, nel periodo in cui è stato al CV24 la presenza di fughe di gas dalle tubature?

RISPOSTA - Ad un certo punto c’era un giornaliero, il signor Cecconello, che andava in cerca con il cercafughe ogni mattina; e se c’era qualche rubinetto che perdeva, che i vuoti erano i piccoli, avevano una piastra... e vi erano dei granelli da stringere. Noi stringevamo la piastra ma fino ad un certo punto e dopo, se vedevamo che perdeva ancora, perché andava in cerca così, allora dovevamo sostituire noi il rubinetto. C’erano rubinetti anche da 150.

DOMANDA - Lei si ricorda - visto che poi faceva queste piccole manutenzioni - se le capitava spesso o no di fare degli interventi per anche piccole fughe di CVM da tubi, tubicini, valvole...?

RISPOSTA - E qualche volta diventavano anche saldatori, perché c’era qualche tubazione dove si era magari fatto un taglietto allora dovevo saldare, dovevo...

DOMANDA - Le volevo chiedere in particolare se si ricordava la frequenza perché quando era stato sentito il 6 aprile ‘95 lei aveva detto: "E’ vero che quasi tutti i giorni presso il reparto CV24 si verificavano delle fughe di Gas CVM dalle tubature"...

RISPOSTA - Sì, ce ne sono state diverse.

DOMANDA - Ma era una cosa che si verificava di frequente, cioè quasi tutti i giorni o una cosa...?

RISPOSTA - I rubinetti sì, quasi tutti i giorni, perché facevo il giro e dopo registravo il rubinetto o dell’autoclave, e dopo... se perdeva poco, andavamo a tirare la piastra, ma se dopo perdeva tanto, allora, alla fine quando avevano scaricato l’autoclave, che la tenevano sotto vuoto, e magari dentro va... perché non ci siano tracce di CVM, e noi sostituivamo il rubinetto; ma il rubinetti erano da 40, da 80 - sarebbe insomma il diametro, no - Ce n’era da 100, da 150. Se fatalità era uno da 150 era una lotta per...

DOMANDA - Quindi le volevo chiedere per il suo lavoro...

RISPOSTA - E delle volte c’erano delle guarnizioni che si rompevano sul vapore da 18 chili che dovevamo sostituire noialtri, perché facevano un bordello da matti. Allora sfiatavamo tutta la linea e dopo per andare dove erano caldi c’era una lotta proprio; noi sostituivamo la guarnizione e davamo il via dal reparto che partisse. Eh, il CV24 è...

DOMANDA - In relazione al discorso, al periodo del CV6, visto che lei si ricordava di valvole, di rubinetti, Tufflin, così... le volevo chiedere una cosa per quanto riguarda, se si ricorda, le pompe Peroni. Avevano presentato dei problemi queste pompe, il discorso dei lavatori, si ricorda: problemi di pressione?

RISPOSTA - I lavatori: avevano provato a mettere dentro questi lavatori per vedere se... Dopo, siccome era troppo pericoloso perché hanno detto che erano 400 atmosfere, veniva fuori una ... Siccome c’era come un "pattinuomo" che era come l’innesco per mettere queste gomme; si attaccava la pompa ma dopo, le tubazioni erano velenose, ma queste gomme qua non erano tanto affidabili, e allora hanno sospeso tutto per paura che saltasse una gomma; se salta una gomma, uno è lì per passare, a 40 atmosfere, prende una sventola.

DOMANDA - Era tarato a 400 atmosfere?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Diceva che erano 400 atmosfere, perché tra l’altro questo anche per correggere quanto avevo detto poco fa, durante un’audizione di un operaio precedente e a proposito di quel verbale di riunione del 20 novembre ‘76 - leggo tutto il pezzo sulla pressione di esercizio, che io ritenevo di 500, invece quel documento indicava la pressione di esercizio reale è al massimo di 380 atmosfere e non di 400 atmosfere, come previsto in sede di progetto delle Peroni. "Poiché la taratura delle valvole di sicurezza dei pressostati necessari per mantenere nella rete di 400 atmosfere, risulterebbe troppo vicina la pressione di schedula dei materiali di linea che di 500 atmosfere". Comunque io volevo solo chiedere a lei: il problema di queste pompe della pressione, delle Peroni, si è posto concretamente eliminando queste pompe?

RISPOSTA - Le hanno eliminate praticamente quasi subito, perché erano pericolose, perché si spostavano da una parte all’altra delle autoclavi; che dopo abbiano detto che erano pericolose, ma non so il motivo, perché...

DOMANDA - Non ho altre domande.

 

Presidente: ci sono parti civili che devono fare domande? Difese?

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Lei ha mai avuto disturbi, malattie legate al CVM, causate dal CVM?

RISPOSTA - Per fortuna no, tocco ferro perché...Ouh!

DOMANDA - Lei conosce il signor Barina?

RISPOSTA - Barina?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Quello che è stato caporeparto.

DOMANDA - Lei sa che il signor Barina è stato caporeparto del CV6 a partire dal 1960?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei ha iniziato a lavorare al CV6 nel 1961?

RISPOSTA - Il 3 luglio del ‘61.

DOMANDA - Lei sa che il signor Barina, caporeparto ha detto, ma l’hanno detto in tanti, risulta da molte consulenze...

 

Pubblico Ministero: non l’hanno detto in tanti. Se risulta da consulenze è altra cosa.

 

DOMANDA - Il dottor Barina ha detto che già dal 1980 quando lui ha iniziato a fare il capo reparto, al CV6 gli operai non dovevano più entrare nelle autoclavi per pulirle, perché c’erano state delle modifiche, c’era stato il cicloesanone, ecc., che non rendeva più necessario pulire le autoclavi al reparto CV6; mentre era stato necessario prima

RISPOSTA - Ma all’interno però.

DOMANDA - All’interno.

RISPOSTA - Ma all’esterno sì.

DOMANDA - Ecco. Ma all’interno quindi gli operai non dovevano più entrare, non era più necessario. E’ corretto? RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: dovevano o non dovevano entrare?

RISPOSTA - No, no. I lavori erano tutti esterni. Sono state fatte modifiche, hanno fatto dei pattini con tutti i collegamenti a tutte le materie prime; e noi, quando l’autoclave era vuoto, veniva degasata con l’acqua una mezz’ora, quaranta minuti, dipende, poi la tenevamo sottovuoto sempre, che stabilivamo se eravamo a posto, perché sottovuoto veniva fatta col vapore. Andavamo, controllavamo i rubinetti e avevamo uno specchio, andavamo dentro a guardare le valvole di sicurezza se c’erano croste, se ce n’erano sulle tubazioni, vedevamo se era il caso di cambiarle o non cambiarle. Perché, venivano cambiate da quelli dell’officina di zona; noi dovevamo solo accertare la linea della fiaccola e basta.

 

DOMANDA - Lei conosce, ne ha parlato prima il signor Cecconello?

RISPOSTA - Cecconello, sì.

DOMANDA - Il Cecconello era uno degli addetti alle autoclavi CV24, era uno che entrava nelle autoclavi?

RISPOSTA - Sì, ma quando sono arrivato io là non entrava il Cecconello, era addetto a un’altra manutenzione.

DOMANDA - Non ho capito scusi?

RISPOSTA - Quando sono andato io al CV24 io il Cecconello non l’ho più visto entrare.

DOMANDA - Cecconello l’ha fatto fino al ‘95?

RISPOSTA - Prima.

DOMANDA - No, non è così. Il signor Cecconello ha continuato a fare l’autoclavista al CV24 fino alla fine mi pare.

 

Presidente: ha detto fino al ‘92?

 

DOMANDA - Fino al ‘92?

RISPOSTA - Era giornaliero Cecconello, no?

DOMANDA - Sì, era giornaliero, ma entrava nelle autoclavi; l’ha detto...

RISPOSTA - Quando sono andato io al CV24, non credo; perché io ho tenuto la corda solo al signor Corò e basta.

DOMANDA - Lei non ricorda di aver visto Cecconello?

RISPOSTA - E no... Se non è andato dentro prima.

DOMANDA - Il signor Cecconella ha detto con molta chiarezza questa mattina che quando esisteva la procedura per l’ingresso nelle autoclavi...

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che la procedura prevedeva...

 

Presidente: no aspetti; sentiamo un attimo se c’era una procedura. Se prima di entrare, spiegandogli così, diciamo in termini molto più banali, senza dire - mi scusi Avvocato Santamaria - ma cerco anche di rapportarmi in po’ al teste, al linguaggio suo; perché parlargli di procedure, ma... molto probabilmente, non lo so se...

 

DOMANDA - Lei conosce il significato del termine procedura?

RISPOSTA - No, no. So che forse vuole dire: mandare dentro vapore, non so.

 

Presidente: no. Allora, prima di entrare nelle autoclavi, eh, che cosa bisognava c’era un controllo se nell’autoclave c’era ancora una concentrazione di CVM, c’era un controllo se c’era ancora gas dentro?

RISPOSTA - Io non ho mai controllato.

 

DOMANDA - Presidente, io non dico che fosse lei a controllare?

RISPOSTA - Io non so chi era l’addetto. Una volta andavano dentro ai serbatoi con una fialetta così; e andavano a vedere se... erano tre colori mi pare, adesso non mi ricordo più niente. E guardavano, non so dopo quanto... Veniva tirata su e gradavano il colore...

 

Presidente: ma chi è che andava dentro e controllare?

RISPOSTA - Questo era un tecnico, ma non so chi sia.

 

Presidente: ogni volta, prima di andare dentro nell’autoclave, questo tecnico andava dentro a controllare sì o no?

RISPOSTA - A io non lo so; io non l’ho mai visto.

 

Presidente: quindi lei entrava nell’autoclave, senza che si facesse questo controllo?

RISPOSTA - Al CV6 sì; al CV24 ci hanno detto solo di tenere il corpetto e basta. Io non so come veniva tolta dall’autoclave..., non so niente.

 

DOMANDA - Lei non entrava al CV24 in autoclave?

RISPOSTA - No. Mai entrato.

DOMANDA - E al CV6, come ha detto prima, sicuramente da dopo il 1980 non si poteva più entrare all’interno...

 

Pubblico Ministero: non ha detto così.

 

DOMANDA - Mi faccia parlare per favore.

 

Pubblico Ministero: Ma non ha detto così!

 

DOMANDA - Ha detto così un attimo fa.

 

Pubblico Ministero: ma non ha detto così.

 

DOMANDA - Lo sentiremo al verbale. Non mi interrompa per cortesia.

 

Pubblico Ministero: sì, ma se dice... Non ha detto questo...

 

DOMANDA - Ha detto questo, che lui non entrava più nell’autoclave.

 

Presidente: ha detto che non ci entrava più nell’autoclave.

 

DOMANDA - Ecco, se non l’ha sentito...

 

Pubblico Ministero: ma prima del 1980.

 

Presidente: non ha detto così.

 

DOMANDA - Dopo il 1980.

 

Presidente: glielo facciamo precisare allora; mi scusi un attimo. Dopo il 1980 ci si andava o...?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: no. E prima del 1980?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: si andava in autoclave. Beh, cosa era cambiato?

RISPOSTA - Era cambiato che... Quando andavo dentro nell’autoclave lo sa come venivo fuori? Venivo fuori "negà"...

 

Presidente: ho capito, ma perché dopo il 1980 non si andava più?

RISPOSTA - Si sono accorti che faceva male, non so una volta se i dottori lo sapevano o non lo sapevano, i tecnici della Montedison lo sapevano: non lo so; allora hanno cambiato. A forza di dire hanno messo il povero Martinello a fare le modifiche come: hanno messo su i compressori per strippare il prodotto; ha fatto un pettine e ha collegato tutte le linee dove andavano dentro le materie prime; mentre prima c’era una linea per ogni materia prima che andava dentro alle autoclavi. Invece hanno fatto un... lo chiamavano un pettine insomma, con tutti gli attacchi delle tubazioni e allora non si andava più dentro, si controllavano solo questi pettini, i rubinetti, se c’era magari qualche rubinetto che era intasato, allora si toglievano via le croste che c’erano.

 

Presidente: allora prima del 1980 si entrava. Ecco: con quale modalità si entrava, voglio dire, vi mandavano dentro senza far nessuno controllo o facevano un controllo sulla...?

RISPOSTA - No, nessun controllo, avevamo una parete, avevamo una spatola di plastica, e raschiavamo tutta la parete tutto attorno, dall’alto fino in basso. Prima controllavamo, i fondi e in alto se c’erano croste; allora avevamo dei ganci e se ce n’erano, allora le tiravamo giù, fino a quando era pulita; poi andava dentro il capo, guardava se era pulito o se era...

 

DOMANDA - Mi scusi, per entrare in autoclave era necessario un permesso di lavoro, era necessario che ci fosse un permesso come tutti gli ingressi in cavità?

RISPOSTA - Sì, perché c’era...

DOMANDA - Il permesso da chi era firmato, da chi era concesso?

RISPOSTA - Dall’assistente.

DOMANDA - Dall’assistente di turno?

RISPOSTA - Per ogni linea c’era da buttare via i cicli: come per il ciclo di Anone, entrata acetilene, entrata acqua... dovevamo farlo noi, poi alla fine dovevamo togliere... poi riempivamo di acqua l’autoclave e facevamo una prova di tenuta.

DOMANDA - Questi suoi ricordi comunque risalgono - lei ha iniziato nel ‘61 - risalgono ad un periodo che va dal 1961 a prima del 1980.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Mi perdoni, siccome mi è difficile credere che dal 1961 fino al 1980 niente fosse cambiato al reparto CV6 per quanto riguarda il problema delle autoclavi, la pregherei di fare uno sforzo, di ricordare se quanto meno negli anni ‘70 non ci fosse stato... appena esplosa la notizia, un qualche cambiamento nelle procedure, un cambiamento negli impianti, una maggiore attenzione... Secondo lei era esattamente la stessa cosa?

RISPOSTA - Ma io.... dove lavoravo con l’autoclave, mettevamo con l’acqua a un 30 - 40...

DOMANDA - Lei non ricorda se... Lei sa cos’è una sonda di un gascromatografo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - La sonda veniva mandata nell’autoclave per misurare la concentrazione?

RISPOSTA - Ma io... Una volta avevano... che cos’è... quello che misura il... l’esplosimetro, lì guardavano... ma: cosa segnavano?

DOMANDA - Lei sa che dal...

 

Presidente: l’esplosimetro?

RISPOSTA - Sì.

 

DOMANDA - L’esplosimetro si usava infatti in tempi antichi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei sa che dal 1987 c’erano procedure che prescrivevano delle regole precise per entrare in autoclave, che prevedeva che una sonda misurasse la concentrazione di CVM dentro l’autoclave?

RISPOSTA - Questo non lo so.

DOMANDA - Lei sa che il teste che l’ha preceduta stamattina, che è il signor Cecconello, ha descritto con precisione questa procedura? Ha detto di avere sempre indossato le maschere, ha detto che veniva sempre messa una sonda nell’autoclave che misurava la concentrazione, che se la concentrazione superava i 5 PPM l’operatore doveva uscire dall’autoclave, e dal CV24? Lei non ricorda niente di niente di tutto questo?.

 

Pubblico Ministero: guardi che intanto Cecconello parlava del CV24?

 

RISPOSTA - Non delle autoclavi.

 

Pubblico Ministero: parlava di CV6.

 

Presidente: ecco; parliamo del CV6. Non è cambiato niente dal momento in cui..., scusi un attimo, lei è stato visitato dai medici dell’istituto del lavoro?

RISPOSTA - Del lavoro qua a Marghera.

 

Presidente - E` stato visitato e lì le è stato chiesto dove lavorava: lavorava al CV6, le è stato chiesto anche come lavorava?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: lei, grazie al cielo, ha detto: non ha avuto niente.

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: benissimo. Ecco: da quella data, cioè da quando le hanno fatto le visite, che sarà 75 - 76, le hanno detto anche che il CVM era tossico, pericoloso?

RISPOSTA - Andavamo in infermeria, andavamo a fare le visite, però io... sono andato in infermeria del CV24 e non mi hanno mai detto niente.

 

Presidente: ma scusi, quando hanno fatto l’indagine Fulc non le hanno detto i medici che il CVM era pericoloso, non le hanno detto il motivo per cui facevano queste visite?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: neanche il sindacato le ha detto niente?

RISPOSTA - Il sindacato lo sapeva, tra l’altro; ma non mi ha mai detto niente nessuno a me; chi lo sa!

 

Presidente: ma scusi, al sindacato neanche lei ha mai detto... Cioè il sindacato dice: facciamo questa indagine perché, facciamo queste visite a tutti gli operai perché abbiamo saputo che il CVM è cancerogeno, non l’hanno mai detto?

RISPOSTA - No.

 

Presidente: quindi lei non lo sapeva?

RISPOSTA - Non lo sapevo.

 

Presidente: lei ha continuato a lavorare dentro al CV6...

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: senza sapere che il CVM fosse cancerogeno?

RISPOSTA - Esatto.

 

Presidente: e quando l’ha saputo?

RISPOSTA - Eh quando l’ho saputo? Quando ho visto che c’è stato qualche morto...

 

Presidente: per esempio?

RISPOSTA - Eh, lo so; i primi non li sai... ma il primo hanno detto che è stato quello dell’impresa: hanno detto dell’insaccamento.

 

Presidente: cioè in che anno?

RISPOSTA - Adesso non lo so, non mi ricordo.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Lei ha detto: il povero Martinello; per caso Martinello è morto? Martinello era capo del CV6, responsabile del CV6?

RISPOSTA - Prima ma pare CV12, mi pare.

DOMANDA - A me sembra che risulta - lo dice Martinello che è morto, lei mi dice e quindi il verbale suo verrà acquisito agli atti - che abbia fatto il caporeparto dal ‘72 al ‘79 del CV6, nel suo reparto; e Martinello dice che il...

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione, a questa contestazione...

 

DOMANDA - No, è un verbale che produco immediatamente però.

 

Pubblico Ministero: però ci vuole il certificato di morte; bisogna vedere se è morto.

 

Presidente: no, no, no adesso...

 

Pubblico Ministero: Presidente, chiedo scusa, adesso non si può contestare a dei testi che devono venire...

 

DOMANDA - Ma c’è una circostanza sul punto specifico, non può venire: è morto!

 

Pubblico Ministero: ho capito; allora quando verrà acquisito il certificato di morte...

 

Presidente: no, no avvocato. Faccia la domanda sulla base di quelle dichiarazioni, acquisiremo il certificato di morte; nel caso in cui non sia morto, allora saranno utilizzabili le contestazioni e anche le dichiarazioni.

 

DOMANDA - Allora dice due cose, sinteticamente Martinello; una dice: dal ‘72 al ‘79 lui ha operato come capo reparto. Il livello all’inizio arrivava a 1500 PPM, alla fine è arrivato a meno di 1 PPM come media in aria, per aria. Ma lei di PPM ha detto che non ne parlava. Allora specifico...

 

Presidente: ma faccia delle domande, stringa, abbia pazienza, dirette e chiare, ma si renda conto della persona che si trova di fronte; ma è mai possibile che non riusciate un attimo a... Non le dico di fargli la domanda in veneziano, perché fino adesso si è espresso in dialetto veneziano; ma almeno in maniera un po’ più semplice, chiara.

 

DOMANDA - Senta, il Martinello che era il suo caporeparto, mi risulta che era capo reparto, dice che vennero fatte tutta una serie di modifiche degli impianti: dal valvolame, ai gascromatografi, alla manutenzione, tutte attività che portarono a una riduzione del CVM nell’aria. In particolare poi sul punto che le è stato chiesto, cioè le entrate nell’autoclave dice: che venne fatta una verifica della necessità di dover entrare nelle autoclavi per pulirne manualmente l’interno con la frequenza di 10 cariche che si rivelò successivamente inutile. Si evitava così che l’operatore delle autoclavi si inoltrasse all’interno delle stesse e che il boccaporto venisse aperto con minore frequenza. Cioè, in sostanza dice che si riduce il numero delle entrate nelle autoclavi e poi si elimina l’entrata nelle autoclavi. E il Martinello se ne va nel ‘79? Cos’ha da dire lei?

RISPOSTA - Per me Martinello è stato l’unico caporeparto che lo ha messo a posto; però l’ha messo a posto perché era sempre in marcia. Si faceva un pezzo di qua, un pezzo di là... sempre con il reparto in marcia: non che il reparto sia stato fermato. Ha capito? Vennero fatte diverse modifiche - perché io lo conosco da vecchia data Martinello - lui ha fatto diverse modifiche, ma sempre con il reparto in marcia; adesso faceva un pezzo di qua, un pezzo di là... Si vede per non fermare l’impianto, perché se fermava l’impianto...

 

Presidente: lei si ricorda che modifiche ha fatto?

RISPOSTA - Ha fatto come... Come lo strippaggio del prodotto, lo si scalda con dei filtri e ha messo dei bullini sotto: si toglievano i bullini e il prodotto andava via, ma non all’aria aperta, andava sui serbatoi: strippato, gli veniva tolto il più... Perché facevamo un ora di strippaggio e dopo un’altra mezz’ora per togliere via più CVM possibile. Ma i primi anni si vedeva che veniva fuori il CVM dai filtri.

 

Presidente: ci sono altre domande?

 

AVVOCATO PULITANO’

 

DOMANDA - Lei è stato per un periodo molto lungo nel reparto CV6, le sue mansioni sono sempre state le stesse o sono cambiate, a parte gli ultimi due anni, ma dal ‘61 fino al 1988; ha sempre fatto le stesse cose o...?

RISPOSTA - All’inizio ero all’insaccamento; dove insaccavamo il prodotto: ci sono stato fino al ‘65. Allora insaccavamo sui 20, 25 sacchi all’ora, facevamo pedane da 40; dopo qualche sacco era aperto, allora li mettevamo sulla bilancia e con una "sessola" lo portavamo a 25 chili, o lo toglievamo se era in più; poi avevamo una macchinetta, toglievamo il sacco e facevamo la pedana.

DOMANDA - Poi?

RISPOSTA - Poi sono stato chiamato sopra alle autoclavi; perché alle autoclavi ce n’erano 4 in funzione e 4 in sospensione; c’era il CV3 ancora in marcia. Allora quello in funzione lo dovevamo scaricare con i filtri aperti, quello in funzione dovevamo... senza strippare, senza niente, dovevamo aprire il boccaporto e guardare la resina, la grossezza che aveva la resina.

DOMANDA - Quindi, lei lavorava sia sull’uno che sull’altro?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: quando è che ha iniziato a lavorare al CV6?

RISPOSTA - Il 3 luglio ‘61.

 

Presidente: sì; ma prima ha detto che ha fatto l’insaccatore?

RISPOSTA - Fino al ‘65 circa.

 

Presidente: ma adesso andiamo avanti, va bene; quando siamo verso gli anni ‘70 diciamo, lei è ancora lì, è ancora CV6?

RISPOSTA - Sì, ero alla pulitura.

 

Presidente: le sto domandando: quando lei fa l’autoclavista adesso, lei incomincia a fare l’autoclavista ha detto dal 1900 e...?

RISPOSTA - 65. No perché c’era stato un problema perché...

 

Presidente: no, no, ma lasci perdere, lei fa l’autoclavista nel...?

RISPOSTA - Avevamo un autoclave che dovevamo modificare la testa; e allora Martinello, per finire cos’ha fatto? Ha tolto una persona e ha detto che c’era bisogno di...

 

Presidente: ma non ha importanza questo?

RISPOSTA - Le ho spiegato, che dopo non succeda anche che sbaglio. Perché può succedere che sbaglio.

 

Presidente: va bene. Allora dal 1965 al 1973, prima della visita Fulc, prima che gli fanno la visita, quelli di medicina del lavoro, lei lavorava così, ma dico la domanda che le stiamo facendo da parecchio tempo è questa: dopo queste visite Fulc è cambiato il suo modo di lavorare sì o no?

RISPOSTA - No. Ho sempre lavorato alla stessa maniera.

 

Presidente: stessa maniera?

RISPOSTA - Stessa maniera.

 

DOMANDA - Vorrei chiedere signor Condotta, lei è anche stato addetto ai quadri?

RISPOSTA - Sì, le autoclavi aveva i quadri davanti.

DOMANDA - Sì, ma lei era addetto ai quadri?

RISPOSTA - Sì, cambio dell’acqua, le materie prime, tenere il passo d’uomo, e dopo togliere via tutta l’aria possibile dentro e caricare il CVM.

DOMANDA - Il lavoro ai quadri è cambiato durante il periodo in cui era lì? Sono state fatte modifiche?

RISPOSTA - Sulle autoclavi sì.

DOMANDA - E la sistemazione dei quadri?

RISPOSTA - No. Dei quadri no.

DOMANDA - A me risulta che ad un certo momento sono stati isolati?

RISPOSTA - No, c’erano dei diagrammi, no, i diagrammi segnalavano la temperatura, la pressione e poi tutte le materie prime che andavano dentro c’era sempre... che segnava.

DOMANDA - Senta, forse non sono riuscito a farmi capire, ma i comandi delle autoclavi come sistemazione sono stati modificati?

RISPOSTA - Ai primi anni erano manuali e poi li hanno messi tutti ad aria, rubinetti, valvole, chiavi di fondo... Il signor Martinelli, ha capito.

DOMANDA - Non era quello ma va beh. Un’altra domanda, ad un certo punto è stato installato nel reparto il gascromatografo, esatto?

RISPOSTA - Sì. Più o meno, avevamo anche un bunker di autoclavi ai quadri; hanno fatto una specie di...

DOMANDA - Lei si ricorda questo fatto, ad un certo punto è stato sistemato questo impianto? Non le chiedo quando perché lo sappiamo.

RISPOSTA - Non mi ricordo.

DOMANDA - Lo sappiamo noi quando è stato installato. Le faccio la domanda: quando è stato installato questo impianto vi siete domandati come mai era stato installato?

RISPOSTA - Si vede che c’era qualche fuga di CVM, non so, sulle autoclavi, adesso non lo so il motivo.

DOMANDA - Nessuno vi ha detto niente, non ve lo siete domandati?

RISPOSTA - No, hanno messo su, ma non so... Non mi ha detto niente nessuno.

DOMANDA - Va bene, passo al periodo finale quando lei era al CV24. Vorrei capire esattamente il suo lavoro come si svolgeva: lei lavorava in un posto fisso, si muoveva, girava?

RISPOSTA - Giravo.

DOMANDA - Cosa faceva?

RISPOSTA - Giravamo dappertutto, facevamo anche i filtri di CVM, e quelli del lavaggio, sì ma il prodotto era strippato al CV24.

DOMANDA - Ma lei ha detto, se ho ben capito, che faceva piccola manutenzione?

RISPOSTA - Facevamo di tutto, sono andato anche sulle materie prime due giorni, con la maschera, perché uno si è ammalato; e ho adoperava la maschera alle materie prime, con il caldo che faceva, venivo fuori "negà" come un "coso". Ci chiamavano i polivalenti, cosa dovevamo fare? Perdo il posto di lavoro!

DOMANDA - Va bene, grazie.

 

Presidente: ci sono altre domande?

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Volevo precisare un discorso di date, non numericamente perché mi rendo conto che è un po’ difficile; le volevo chiedere se era possibile di ricordare il periodo perché nella prima parte della sua audizione era stato fatto riferimento all’anno 1988 perché era l’ultimo periodo in cui lei aveva lavorato come turnista al CV6. Ecco; le volevo chiedere fino al momento in cui lei è stato turnista al CV6, lei si ricorda, al di là di quello che è l’anno, cioè fino a quando è stato turnista al CV6, se entrava nelle autoclavi lei o un suo collega?

RISPOSTA - Adesso non mi ricordo la data.

DOMANDA - Io non le chiedo la data, le chiedo l’incarico, la funzione, siccome a noi risulta che ha lavorato come turnista appunto al reparto CV6 fino all’’88, al di là dell’anno, chiedo: lei cambia gli ultimi due anni e fa piccola manutenzione sempre al CV6; fino a quando è turnista, continua ad andare dentro all’autoclave?

RISPOSTA - Gli ultimi anni no, perché hanno fatto delle modifiche.

DOMANDA - Allora rispetto sempre al periodo in cui ha lavorato come turnista, quanto tempo prima ha finito lei di andare in autoclave?

RISPOSTA - Adesso non so quando hanno finito i lavori, non me la ricordo la data.

DOMANDA - Non le chiedo la data, ma un discorso di un anno, due anni, qualche mese, che ne so: cinque anni...?

RISPOSTA - Adesso non lo so... Io so che sono andato tante volte dentro alle autoclavi, perché un giorno adesso e anche il giorno dopo.

DOMANDA - Comunque dice alcuni anni prima rispetto a quando ha fatto il turnista al reparto CV6?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - In relazione al CV24 lei diceva prima che aveva diciamo, calato giù, con una braga, con una corda il Corò Renzo dentro l’autoclave?

RISPOSTA - Il corpetto sarebbe come.

DOMANDA - Ha usato l’espressione corpetto?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo quando era al CV24?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E lo calava giù, dentro all’autoclave?

RISPOSTA - Sì, si metteva dentro la scala, andava giù e controllava perché delle volte c’erano delle croste che erano dure da matti, allora gli portavo lo scalpello e il martello di bronzo e batteva anche a lungo, perché a volte le croste erano durissime da togliere.

DOMANDA - Si ricorda il Corò Renzo quante volte lo teneva con questo corpetto?

RISPOSTA - Io solo due volte e basta.

DOMANDA - Ma ha visto se altri facevano questo suo lavoro di tenere?

RISPOSTA - A volte non eravamo nelle autoclavi, il fatto è che eravamo in giro dappertutto, andavamo anche al gasometro, sopra alla graffite...

DOMANDA - Insomma il Corò Renzo è successo che lei lo teneva per il corpetto dentro all’autoclave?

RISPOSTA - Sì, e guardavo sempre dentro, perché poteva succedere qualcosa, perché poteva succedere un malessere chi lo sa...

DOMANDA - Non ho altre domande.

 

Presidente: grazie arrivederci. Va bene allora rinviamo al 9 di maggio. Ecco, i testi da sentire sono quelli che sono nella lista?

 

Pubblico Ministero: un attimo che recupero immediatamente la lista dei testi perché, ecco, questo volevo dire anche per l’organizzazione del lavoro, lo accennavo già un paio di udienze fa, per quanto mi riguarda ritengo di finire i testi che citerò come Pubblico Ministero nel giro di due udienze, al massimo 2 o 3 udienze, non di più, quindi le prime udienze 9 e 10 maggio dovrebbero essere fino, al massimo, fino a metà dell’udienza del 12 maggio, questo per l’organizzazione dei lavori, adesso indicherò le persone che ovviamente, salvo i loro problemi di presenze e di reperibilità, quelle che dovranno venire nei prossimi giorni, sono quelle che fino a questi giorni non sono potute venire quindi: Corsi, Raffaelli, Arcidiacono, poi quelli che non abbiamo sentito oggi, lo stesso Ceolin, Tedesco, Zoccarato, Carraro, Giacomello, Cappelletto, Zampieri, Favarin, De Stefani, Coi, Biasiolo, Bertocco, Manziega, Zannini, Berto, Ferro, Zagagnin, Bottaccin, Dacome, Dell’Ulivo, Bortolato, Masiero, Maso, Giacomello Ottavio, Begato, Montefusco, Pattarello, Furian, Giglio, più gli ufficiali di P.G. della Guardia di Finanza che ho indicato nelle liste sulle circostanze di loro riferimento, quindi il maresciallo (Porcu) è già stato sentito, e quelli del nucleo di Venezia e di Milano, questi in ordine, adesso compatibilmente con le disponibilità delle varie persone per le udienze 9, 10 e 12.

 

Presidente: poi eventualmente dovranno seguire i testi delle parti civili, quindi le parti civili diciamo che per le udienze successive sarà bene che indichino anche a loro volta fin, almeno dal 9 quelle che sono, quelli che sono i testi che intendono citare nelle udienze successive. Ecco, anche voi riuscite a fare un programma, io davvero adesso qui non ho le liste testi che avete presentato, poi molti testi sono comuni con quelli del Pubblico Ministero, sapete questi testi saranno quelli da escutere?

 

Avvocato Pozzan: il 9 potremmo comunicare esattamente...

 

Presidente: va bene, questo anche per fare un programma.

 

Avvocato Alessandri: più o meno approssimativamente quante udienze richiederà? Tanto per sapersi regolare.

 

Avvocato Pozzan: approssimativamente una ventina.

 

Presidente: quindi due udienze circa, quindi forse noi per il mese di maggio riusciamo a finire anche i testi delle parti civili, quindi abbiamo detto 9, 10 e metà 12 per il Pubblico Ministero, poi il 16 e 17 per le parti civili comunque insomma, va bene. Questo come programma comunque di massima, può darsi benissimo che poi in prosieguo possa subire qualche aggiustamento, perché se vediamo che finiamo prima utilizziamo comunque le udienze che sono a disposizione, quindi eventualmente dopo l’audizione dei testi delle parti civili si potrebbe iniziare con l’esame degli imputati, se ovviamente, io adesso non ricordo neppure se vi è stata la disponibilità o meno all’esame. Comunque al 9, arrivederci. Grazie a tutti e a tutti buona Pasqua.

 

RINVIO AL 09 MAGGIO 2000

 

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