UDIENZA DEL 20 MARZO 1998

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO +ALTRI -

 

Presidente: adesso faccio l'appello dei difensori, non delle parti civili. Avvocato Marin presente. Avvocato Salzer presente, Avvocato Farinea presente. Avvocato Pozzan presente. Avvocato Azzarini presente. Avvocato Mander sostituito dall'Avvocato Garbin Francesco. Avvocato Ceccato sostituito dall'Avvocato Salzer. Avvocato Vianello Marco presente e nomina sostituto processuale l'Avvocato Ettore Santin. Avvocato Ronconi presente. Avvocato Bonaccorso sostituito dall'Avvocato Ronconi. Avvocato Burlinetto sostituito dall'Avvocato Ronconi. Avvocato Furlanetto sostituito dall'Avvocato Garbin Francesco. Avvocato Manderino presente. Avvocato Dallasen presente. Avvocato Boscolo Rizzo presente. Avvocato Borasi sostituito dall'Avvocato Boscolo Rizzo. Avvocato Ceola presente. Avvocato Zabeo presente. Avvocato Veronese sostituito dall'Avvocato Zabeo. Avvocato Stivanello presente. Avvocato Ceruti presente, Avvocato Alborghetti presente. Avvocato Duse presente. Avvocato Battain presente. Avvocato Zaffalon presente. Avvocato Scatturin

 

Avvocato Scatturin: io sono presente per Medicina Democratica e per l'associazione Salvaguardia Malcontenta. E` presente per l'associazione Salvaguardia Malcontenta anche il legale rappresentante che e` Contavalli

 

Presidente: io non ho fatto l'appello

 

Avvocato Scatturin: se puo` mettere a verbale, era presente anche alla scorsa udienza

 

Presidente: guardate, io non faccio l'appello nuovamente di tutte le persone parti civili, abbiamo qui i procuratori e a questo punto mi pare che possa bastare. Mi sono dimenticato di qualcheduno?

 

Avvocato Scatturin: ci sono altre parti civili, ci sono l'Alca federazione di Venezia e poi c'e` l'Alca federazione nazionale e poi c'e` il Cub nazionale, che sono..

 

Presidente: si, ma io chiamavo i difensori delle parti civili che si erano gia` costituiti alla scorsa udienza, i difensori, ho fatto semplicemente un interpello dei difensori, ripeto, non ho fatto l'interpello delle singole parti civili o prossimi congiunti o parti offese, parti civili, o diciamo enti ed associazioni, etc.

 

Avvocato Scatturin: Presidente, alcuni di quelli che lei ha chiamato erano dei sostituti processuali. Oggi sono presenti invece i difensori

 

Presidente: va bene, allora correggiamo nel senso che..

 

Avvocato Scatturin: i difensori sostituiti..

 

Presidente: adesso vediamo un attimo di venirne a capo. Vorrei sapere dalla Cancelleria come ha verbalizzato la presenza dei difensori delle parti civili la volta scorsa

 

Avvocato Scatturin: sono state richiamate le parti, Presidente, e poi i loro difensori, almeno per quanto ricordo io

 

Presidente: si, Avvocato, le sto ripetendo che io adesso avevo fatto un appello dei difensori che si erano costituiti per le parti. Lei risultava gia` essersi costituito per gli enti che ha menzionato, era presente la volta scorsa ed e` presente anche questa volta, quindi non capisco adesso il problema che lei sta ponendo

 

Avvocato Scatturin: oggi sono presenti i difensori che sono stati sostituiti

 

Presidente: lei era stato sostituito, mi scusi?

 

Avvocato Scatturin: no, non sono stato sostituito

 

Presidente: allora qual e` il problema?

 

Avvocato Scatturin: c'e` l'Avvocato Battello..

 

Presidente: adesso quando chiamero` eventualmente l'Avvocato Battello mi dira` che e` presente. Avvocato Battello, allora, lei e` presente per..?

 

Avvocato Battello: per Alca e Cub

 

Presidente: inoltre l'Avvocato Chinaglia per la provincia

 

Avvocato Garbisi: lo sostituisco io

 

Presidente: per il Comune di Venezia lo stesso Avvocato Vassallo oggi sostituito dall'Avvocato Garbisi, egualmente per la Regione Veneto. Per l'Avvocatura dello Stato e` presente l'Avvocato dello Stato

 

Avvocato Schiesaro: Avvocato Schiesaro che deposita due documenti, signor Presidente; deposita la missiva del Ministero dell'Ambiente in data 15 gennaio 97 e il provvedimento di autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 23 gennaio 97

 

Presidente: ho dimenticato qualche Parte Civile?

 

Avvocato Artusa: si, signor Presidente, per l'Inail l'Avvocato Fortunato Artusa, si era gia` costituito l'altra volta. Se mi consente, signor Presidente, vorrei nominare come sostituto processuale per il caso di mia assenza l'Avvocato Nicola D'Angelo

 

Avvocato Zampieri: gia` costituito la volta scorsa, nomino in caso di mia assenza l'Avvocato Francesco Garbin a sostituto processuale

 

Avvocato Garbin: Francesco Garbin presente per i prossimi congiunti di Vittorio Cesarato, Angelo Vescovo e Graziano Favaro

 

Avvocato Partesotti: per Green Peace

 

Avvocato Ghezzo: per l'associazione VAS, Verdi Ambiente e Societa` e` presente

 

Avvocato Angelillis: Avvocato Angelillis per diverse parti civili

 

Presidente: gia` costituito all'udienza

 

Avvocato Angelillis: si

 

Avvocato Santin: per i prossimi congiunti di Sabbadin Renzo, gia` costituito all'udienza preliminare

 

Avvocato Volpe: per Finotto Gino gia` costituito all'udienza precedente

 

Avvocato Sforzi: per Giacomello Gino, gia` costituito all'udienza precedente ed anche in sostituzione dell'Avvocato Alessandro Gamberini di Bologna

 

Presidente: ancora parti civili che non ho chiamato? Cioe` io ho chiamato i procuratori delle parti civili

 

Avvocato Picotti: per Ferlin Ferruccio, costituito alla scorsa udienza, nomino sostituto processuale in caso di mio impedimento l'Avvocato Silvia Manderino

 

Avvocato Marin: Presidente, chiedo scusa, per delle parti civili che si sono costituite alla scorsa udienza, lei ricordera` la vedova del defunto Canton Bruno, Bertipaglia Graziella e la figlia Canton Sabrina, le ultime costituzioni fatte la scorsa volta, produco la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta` che attesta il fatto che si tratta di prossimi congiunti di Canton Bruno

 

Avvocato Artusa: scusi Presidente, per l'Inail vorrei produrre ulteriore documentazione

 

Presidente: ce la descriva quanto meno, ce la illustri

 

Avvocato Artusa: e` una documentazione relativa appunto alle somme che sono state erogate dall'istituto per gli infortuni relativi alla..

Presidente: ho capito, pero` non e` che sia una documentazione che attenga alla costituzione

 

Avvocato Artusa: no no, la possiamo anche presentare dopo

 

Presidente: comunque la presenti, eventualmente se ci fossero delle opposizioni le considereremo

 

Avvocato Franchini: ci sono

 

Presidente: secondo il programma che ci eravamo dati alla scorsa udienza, oggi dovrebbero proseguire gli interventi dei difensori degli imputati prima e quindi dei responsabili civili in ordine alle questioni di esclusione delle parti civili e quindi, siccome molti si erano riservati di parlare oggi, vorrei che.. io adesso non lo so se vi sia stata una organizzazione interna da parte delle difese, ma ad ogni buon conto, cosi` non fosse, chi vuole intervenire intanto su queste questioni? Ovviamente oggi abbiamo detto che affrontiamo.. in particolare la volta scorsa si erano affrontate questioni di carattere generale, non tutte ovviamente ma, insomma, in gran parte le questioni di carattere generale. Oggi si dovevano affrontare anche le questioni che attengono alla validita` delle costituzioni di parte civile anche sotto l'aspetto della regolarita` della costituzione, quindi della documentazione attinente alla costituzione e della legittimazione ovviamente a stare in giudizio. Dopo di che, dopo cioe` i difensori degli imputati, prenderanno la parola i difensori dei responsabili civili e poi di seguito il rappresentante della pubblica accusa e le parti civili

 

Avvocato Garbin: Presidente, se consente un attimo, io depositerei della documentazione attinente la legittimazione delle parti rappresentate

 

Presidente: lei le depositi poi dopo eventualmente ci saranno delle discussioni in merito

 

Avvocato Garbin: mi scuso per il ritardo

 

Presidente: no no, niente. Io volevo semplicemente richiamarvi ad alcuni passaggi che ci sono stati e che sono verbalizzati nel verbale stenotipico, comunque andiamo pure avanti

 

Avvocato Franchini: possiamo almeno..

 

Presidente: l'avvocato Garbin vorra` illustrare di che cosa si tratta

 

Avvocato Garbin: e` stata depositata una documentazione che attesta il rapporto dei prossimi congiunti e delle parti rappresentate, quindi documentazione attinente alla legittimazione a stare giudizio

 

Avvocato Alessandri: la mia richiesta, Presidente, mi scusi, era soltanto di poter prendere visione dei documenti che sono stati depositati questa mattina

 

Presidente: certo, eccoli qua, sono a vostra disposizione, io non li ho neanche presi in visione ancora. Nel frattempo che magari l'Avvocato Franchini svolge il suo intervento potete passare questi documenti tra di voi e poi ne discuteremo

 

ESCLUSIONE PARTI CIVILI

 

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: signor Presidente e signori del Tribunale, nella nostra, diciamo, organizzazione interna, io prendo la parola come difensore di Fedato e come sostituto processuale di quei difensori che oggi non sono presenti, in relazione quindi alle posizioni che abbiamo prima citato a verbale. Io vorrei occuparmi della costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste,delle associazioni sindacali e di due altri soggetti che non rientrano in queste due categorie, uno e` l'Inail e uno e` Medicina Democratica, che e` una cooperativa a responsabilita` limitata e quindi, diciamo, fuoriesce dal quadro delle associazioni.

Per arrivare ad esaminare ogni atto di costituzione di parte civile credo sia necessario, sia pure per brevissimi cenni, inquadrare quelli che sono i principi generali, del resto ben noti al Tribunale, che hanno regolamentato la presenza nel processo di questi soggetti. E` inutile dire che questi soggetti indubbiamente esercitano nell'ambito del processo penale una funzione positiva che e` data da quello che si chiamava in anni passati controllo sociale del processo;e proprio in relazione a questa funzione positiva e alla tutela dei cosiddetti interessi diffusi, il legislatore ha recepito una serie di orientamenti giurisprudenziali che si erano formati prima dell'entrata in vigore del Codice di Procedura Penale dell'ottobre dell'89 e che tendevano alla tutela e all'allargamento della possibilita` della presenza nel processo di tali soggetti, ma con i vincoli legislativi che erano determinati dal 185 del Codice Penale e dal 22 del Codice di Procedura Penale del 1930. Ecco allora che il legislatore prima con interventi di tipo settoriale in alcune materie tendeva a regolamentare per legge la presenza di tali soggetti nel processo, ricordo la legge sui produttori e sulle associazioni di produttori e consumatori, quella istitutiva del Ministero dell'Ambiente, mentre invece per quanto riguarda il mondo del lavoro gia` con lo statuto dei lavoratori del 1973 trovavamo norme,soprattutto l'Art. 9,che tendevano ad un riconoscimento di una sorta di diritto collettivo. In questo quadro estremamente variegato di orientamenti giurisprudenziali e di interventi legislativi in determinati settori, veniva ad incidere in maniera radicale, a nostro modo di vedere,il Codice del 1988, entrato in vigore il 24 ottobre 89, nel senso che il legislatore operava una scelta di fondo, dettando una disciplina estremamente rigorosa della presenza della costituzione di parte civile, che veniva individuata non come accusa privata nel processo, ma esclusivamente come soggetto che esercita l'azione civile nel processo penale, con rigorosi limiti dettati dall'Art. 74 Codice di Procedura Penale e sempre naturalmente in riferimento al 185 del Codice Penale e al 2043 del Codice Civile. Ma il legislatore si preoccupava di regolamentare la tutela della funzione del controllo sociale nel processo attraverso un nuovo istituto, l'istituto dell'intervento regolato dagli Artt. 91 e seguenti. Il legislatore intendeva cosi` riordinare in maniera definitiva la materia della presenza dei soggetti collettivi nel processo penale, in forma generalizzata e a questo proposito dettava quella norma dell'Art. 212 delle norme di coordinamento,che nella scorsa udienza citava il professor Giarda,che tendeva ad individuare la presenza dei soggetti collettivi nel processo attraverso l'istituto dell'intervento, fatta salva l'area della loro presenza quando venissero rispettati i requisiti del 74 Codice di Procedura Penale, da interpretarsi a questo punto in forma assolutamente rigorosa e la norma del 212 e` chiarissimamente per interpretazione letterale, per interpretazione della voluntas, per interpretazione sistematica,una norma abrogatrice di tutte le precedenti disposizioni legislative che regolamentavano in forma settoriale la presenza dei soggetti collettivi nell'ambito del procedimento penale, perche' dico questo? Beh, l'interpretazione letterale e` facile perche' basta leggere la norma, che e` insolitamente chiara. L'interpretazione della voluntas legis la ricaviamo dai lavori parlamentari, laddove alla proposta di eliminare la norma del 212 poiche' si diceva che bastasse la norma del 207 delle disposizioni di coordinamento per fare intendere che anche quelle leggi che erano incompatibili col sistema della presenza della parte civile nel processo, nonostante questo si ritenne, si legge nei lavori parlamentari, di mantenere ferma la norma del 212 poiche' fosse chiara la distinzione d'ora in avanti operante fra il soggetto interveniente nel processo e il soggetto che nel processo si costituisce parte civile, e perche' fosse chiaro che tutte le disposizioni di legge precedentemente vigenti erano abrogate. Aggiungerei ancora, parlando invece di interpretazione sistematica, che non a caso il legislatore dettava un capoverso di quell'Art. 212, mantenendo salva esclusivamente la possibilita` del curatore di costituirsi parte civile nel processo per i reati di bancarotta.

Ora, io credo sia indubitabile che il capoverso abbia una significazione interpretativa del primo comma assolutamente chiara, non vi era cioe` ragione di dettare quella norma di salvezza di un istituto speciale di costituzione di parte civile del curatore in rappresentanza dei creditori, se non si intendeva abrogare in maniera esplicita e chiara tutte le norme di legge che non erano piu` compatibili con il nuovo sistema relativo al diritto di intervento.

La giurisprudenza del problema del 212 si e` occupata per la verita` assai poco. Vi e` peraltro una sentenza, l'unica che ho trovato motivata sul punto, della Corte d'Assise di Milano del 29 novembre 91, che io poi rassegnero` all'attenzione del Tribunale, che sul punto e` inequivoca, nel senso che si occupa di un problema di diritto transitorio, trattandosi di processo che proseguiva con le norme anteriormente vigenti e la Corte d'Assise,affrontando il problema, rileva che e` pacifica l'abrogazione delle norme che consentivano la costituzione di parte civile alle associazioni, ma che non si poteva applicare in quel processo perche' il 245 delle disposizioni di attuazione non indicava tra le norme applicabili ai processi che proseguivano con le norme anteriormente vigenti quella disposizione di legge. La motivazione e` piuttosto diffusa, la rassegnero` poi al Tribunale perche' possa esaminarla in camera di consiglio.

Per onesta` intellettuale devo aggiungere che esiste un'altra pronuncia della Corte d'Appello di Bologna, sempre sul punto del 212, la quale va in diverso avviso, con una considerazione che io francamente trovo curiosa. La considerazione di questa sentenza sarebbe questa: che la legge dell'86, istitutiva del Ministero dell'Ambiente, avrebbe individuato un'area di diritto processuale penale speciale e che quindi, prevedendo la costituzione delle associazioni ambientaliste nel 1986, tale ordinamento processuale, che non tiene piu` conto del principio del tempus regit actum, che vige nel diritto processuale penale, rimarrebbe, sopravvivrebbe anche all'entrata in vigore del Codice di Procedura Penale del 1989, che detta una disciplina invece di carattere assolutamente generale. Dunque, questa e`, per cosi` dire, la nostra tesi principale, della abrogazione espressa delle norme che consentivano ante 1989 la costituzione di parte civile nel processo penale delle associazioni o dei soggetti collettivi che dir si voglia. Naturalmente questo non significa che noi neghiamo la funzione positiva di questi soggetti collettivi, poiche' essi possono avvalersi dell'istituto dell'intervento, che e` quello previsto dal legislatore, dal sistema del diritto processuale penale, certo, a patto che siano rispettati quei limiti e quelle condizioni che il legislatore detta per l'intervento nel processo penale.

Uno dei difensori, mi pare l'avvocato Pozzan, si e` costituito parte civile e ha depositato anche un atto di intervento dicendo: "se il Tribunale non mi dovesse ammettere come parte civile,io voglio essere presente nel processo con la funzione di interventore" e francamente mi pare una scelta del tutto corretta, perche' nessuno penso possa contestare a questi soggetti collettivi la possibilita` di essere presenti nel processo come interventori, purche' abbiano il consenso della persona offesa e tutte quelle condizioni che sono previste nel sistema processuale penale.

Fatta questa premessa di carattere generale, io credo che dobbiamo ancora esaminare due aspetti di carattere anch'essi generali, perche' se il Tribunale non dovesse seguire quella che e` la nostra tesi principale e che a nostro modo di vedere e` assai fondata e difficilmente superabile, noi dobbiamo capire e dobbiamo fare una verifica di alcuni criteri di carattere generale per stabilire alcune regole che poi cercheremo di applicare ai singoli atti di costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste e delle associazioni sindacali. Le associazioni ambientaliste fondano la propria legittimazione ad causam sull'Art. 18 della legge istitutiva dell'ambiente. Le associazioni sindacali fondano la propria legittimazione ad causam sull'Art. 9 dello statuto dei lavoratori. Io debbo ricordare velocissimamente quali sono i tre requisiti fondamentali che la norma dell'Art. 74 e l'elaborazione giurisprudenziale sul punto prevede: danno immediato e diretto - le parole credo debbano avere un senso, anche quando sono usate dal legislatore, il che spesso non avviene -, danno mediato e diretto derivante dall'azione o dall'omissione del soggetto agente; lesione di una situazione personale rientrante nella categoria dei diritti soggettivi, estesa poi anche ai diritti di credito; correlazione fra diritto soggettivo e l'area del bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice. Questi credo siano i requisiti unanimemente riconosciuti ormai dalla elaborazione giurisprudenziale per l'applicazione dell'Art. 74 della presenza di una parte civile nel processo. La giurisprudenza di legittimita`,nello sforzo interpretativo di non discostarsi troppo da queste categorie quando tratta di soggetti collettivi, ha tentato di enucleare alcuni elementi che potremo chiamare sintomatici, passando da una interpretazione rigorosamente restrittiva ad una piu` elastica e viceversa, perche' notiamo delle ondulazioni e delle oscillazioni nella elaborazione giurisprudenziale della Corte di Cassazione sul punto. Si passa cosi` da decisioni che negano del tutto la possibilita` della costituzione di parte civile alle associazioni ambientaliste, ad altre decisioni - poi ve le rassegnero`, io ho fatto una piccola ricerca, le mettero` a disposizione del Tribunale - che individuano invece una possibilita` di costituzione di parte civile dei soggetti collettivi quando esistano precisi e consistenti collegamenti con un fatto lesivo, in quanto detti enti siano radicati sul territorio. Ed ancora: si parla di tutela di situazioni storicamente circostanziate, cito la decisione della Suprema Corte di Cassazione del 94, del 95 e del 1996. Ed allora il grado di tutela che la giurisprudenza assicura alle associazioni e ai soggetti collettivi io credo si possa riassumere in questi termini o criteri, secondo l'interpretazione piu` larga: non e` mai sufficiente un mero collegamento di tipo ideologico con l'interesse pubblico diffuso, non basta cioe` che nel mio statuto io individui un certo scopo, perche' questa e` una indicazione di tipo ideologico di un interesse pubblico diffuso (il diritto alla salute, il diritto alla salubrita` dell'ambiente). La situazione storicamente circostanziata vuole significare che ho lo scopo specifico, in relazione a quella situazione circostanziata storicamente, di tutelare quel tipo di realta` in un determinato territorio. E` ancora,infine, necessario un preciso ed inequivoco collegamento tra il soggetto collettivo e il fatto lesivo e quindi assume una certa rilevanza il criterio della cosiddetta localizzazione territoriale. Per quanto riguarda le associazioni sindacali,i criteri possono essere gli stessi, a cui aggiungerei un criterio ulteriore, che e` il criterio della cosiddetta rappresentanza. L'associazione sindacale rappresenta un determinato numero di lavoratori che siano iscritti al sindacato. Ed allora, dall'esame di questi criteri io credo si possano rilevare due osservazioni di carattere generale ancora: come si estrinseca l'accertamento della rappresentanza dell'associazione sindacale, attraverso uno scopo generale contenuto nel suo statuto? O si individua attraverso almeno l'accertamento dell'iscrizione della persona offesa a quella associazione sindacale? E perche' l'Art. 9 dello statuto dei lavoratori attribuisce ai lavoratori mediante le loro rappresentanze sindacali il diritto di controllo della applicazione delle norme antinfortunistiche e contro le malattie. Vorrei ricordare che dopo varie oscillazioni giurisprudenziali la Cassazione a Sezioni Unite, con la nota sentenza del 21 aprile 89, ha negato la possibilita` all'associazione sindacale di costituirsi nel procedimento penale per lesioni a carico del lavoratore e vorrei ancora ricordare che la stessa posizione assume la Sezione Quarta 21-12-1990 della Corte di Cassazione e vorrei infine ricordare, per ricollegarmi all'ultimo argomento, la Sezione Quarta 8-11-93, la quale proprio trattando di una costituzione di parte civile del sindacato in relazione all'Art. 9 della legge del 1970 numero 300 dice che il presupposto di fatto che legittima la costituzione della associazione sindacale e` l'iscrizione del lavoratore a quella associazione sindacale che si costituisce parte civile. Allora, prima osservazione: le associazioni sindacali che sono presenti nel processo hanno dimostrato in qualche misura che i lavoratori disgraziatamente deceduti o lesi come parti offese in questo processo fossero almeno iscritti al sindacato x o al sindacato y? Noi abbiamo potuto esaminare gli atti di costituzione, beh, quelli vecchi all'epoca, quelli nuovi affrettatamente in questi giorni, nessuna associazione sindacale ha dimostrato in qualche misura questo presupposto che e` l'unico in grado di in qualche misura poter fare iniziare un discorso di legittimazione alla costituzione di parte civile nel processo: l'iscrizione del lavoratore a quel sindacato, il quale per questa ragione ne assume la rappresentanza. Secondo criterio di carattere generale: si puo` parlare seriamente di diretto riferimento al fatto lesivo di tutela di una situazione storicamente circostanziata per le associazioni sindacali o ambientaliste che si siano costituite dopo i fatti, che siano nate dopo i fatti? Quando abbiamo una disposizione codicistica per l'istituto dell'intervento che prevede che possono intervenire solo le associazioni che si siano costituite prima del fatto lesivo, per intuibili ragioni, dico per l'intervento, figuriamoci per la costituzione di parte civile. Puo` cioe`, per esempio, una associazione, dopo le vedremo una per una, come Salvaguardia Malcontenta, costituita l'11 dicembre 96, costituirsi parte civile e vantare un diretto collegamento con il fatto lesivo o con una situazione storicamente circostanziata? Puo` farlo Verde Ambiente e Societa` costituita il 25 febbraio del 1991? O L'Alca regionale costituita il 7-5-93, quando i fatti, almeno quelli che riguardano la Montedison e gli imputati Montedison, che sono quelli che mi interessano, che sono contestati, terminano nel 1987? Come si puo` sostenere il collegamento dell'associazione in relazione a una situazione storicamente circostanziata avvenuta 10 anni prima, 8 anni prima o 7 anni prima?! Problema da trattare a parte e` quello relativo alla posizione dell'Inail. L'Inail, quale istituto assicuratore degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ai sensi degli artt. 10 e 11 D.P.R. 30-6-65 1124, agisce in via di regresso o di surrogazione ex Art. 1916 Codice Civile. Si puo` sostenere che in caso di diritto di azione di regresso o di surrogazione vi sia danno immediato e diretto derivante dal fatto reato? No, perche' il fondamento della sua legittimazione o pretesa, dico dell'Inail, sta nel contratto obbligatorio di assicurazione, egli non riceve nessun danno diretto immediato dal fatto reato che colpisce la persona offesa; egli e` un soggetto che risponde in base ad una obbligazione di tipo contrattuale. Cito sul punto Sezione Quarta 14-1-88, Sezione Prima 25-1-86, dove si dice per l'appunto che l'istituto assicuratore non e` offeso ne' danneggiato dal reato da cui e` derivato il danno che ha provveduto a risarcire al terzo danneggiato, quest'ultimo ad un tempo offeso, fattispecie in cui la societa` assicuratrice era stata ammessa a costituirsi parte civile in procedimento penale per incendio doloso, agendo in surrogazione, per avere risarcito i danni ad un condomino di un fabbricato, etc., condanna annullata per i motivi di cui alla massima. Ed ancora piu` recentemente, 8 ottobre 93 Tribunale di Monza: "l'impresa di assicurazione che agisce in surrogazione ex Art. 1916 non e` soggetto legittimato a costituirsi parte civile nel processo penale", poi segue la motivazione. Anche queste sentenze mi permettero` rassegnare alla attenzione del Tribunale. Fatte queste premesse di ordine generale, io credo che dobbiamo allora ora cercare di applicare questi principi alle singole fattispecie. Verdi Ambiente e Societa`, si tratta di una nuova, diciamo cosi`, costituzione di parte civile. Sotto il profilo formale, per quello che abbiamo potuto vedere, e` a posto, la data di costituzione e` il 25 febbraio 1991, e questo a nostro modo di vedere scollega ogni rapporto con il fatto lesivo che si era precedentemente verificato, cioe` questo soggetto non potrebbe intervenire nel processo penale ai sensi dell'Art. 91, perche' e' soggetto costituitosi dopo il fatto lesivo. Voi dovreste quindi affermare che non puo` intervenire nel processo, ma si puo` costituire parte civile, il che francamente mi pare un po' un assurdo, perche' questa sarebbe la conseguenza, che non rispetta le caratteristiche per poter intervenire nel processo, ma invece e' legittimato a costituirsi parte civile. Quindi secondo il nostro modo di opinare non vi e` quel collegamento con una situazione storicamente circostanziata che la giurisprudenza piu` largheggiante sul tema della presenza dei soggetti collettivi nel processo penalerichiede. Green Peace. Green Peace ha un atto di costituzione di parte civile effettuata nell'udienza preliminare del 3 marzo 1997. Anche qui io credo che, applicando in maniera corretta i principi che ho prima enucleato, vi sia un mero interesse ideologico tutelabile con l'istituto dell'intervento, ma certamente non direttamente collegato con una situazione storicizzata, non vi e` cioe` quel collegamento stretto con il fatto lesivo. Pero` qui vi e` anche un problema di natura formale che io sottopongo alla vostra attenzione: Green Peace si e` costituita attraverso un procuratore speciale munito di procura speciale non contestuale all'atto di costituzione di parte civile, parliamo cioe` di due atti separati, e la sottoscrizione non reca l'autentica notarile. Mi limito a ricordare all'attenzione del Tribunale la nota, credo, a tutti decisioni delle Sezioni Unite del 18 giugno 93, che proprio per il caso di specie, quando si tratti di atto o di procura non contestuale, ravvisa la necessita` a pena della inammissibilita` della autenticazione notarile della sottoscrizione, non ritenendo la Suprema Corte a Sezioni riunite che questo caso rientri tra quei casi in cui il difensore puo` autenticare la sottoscrizione e quindi ne chiediamo l'inammissibilita` sia sotto il profilo della sostanza, per mancanza di legittimazione ex Art. 74 Codice di Procedura Penale, sia per questa ragione di natura formale, essendo la procura speciale invalida.Salvaguardia Malcontenta, questa associazione si e` costituita l'11 dicembre del 1996. A noi, secondo il criterio generale che non ripeto piu`, pare che non vi sia da parte di questa associazione alcuna legittimazione possibile ne' sotto il profilo dell'intervento, ne' tanto meno sotto quello della costituzione di parte civile, siamo a distanza di anni, anni ed anni dal fatto lesivo. Alca nazionale: qui passiamo ad una associazione sindacale, Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici ed Affini aderenti alla confederazione unitaria di base Cub. Beh, non c'e` la prova della iscrizione dei lavoratori parti offese come deceduti o che hanno subito lesioni; salvo errori ed omissioni, l'atto di costituzione di parte civile e` sottoscritto dalla parte e non dal difensore, questa e` una delle cause di inammissibilita` previste dal 78 del Codice di Procedura Penale. C'e` una procura separata, regolarmente autenticata dal notaio, ma l'atto di costituzione non mi risulta sottoscritto dal difensore, ma dalla parte. Si tratta di una associazione nazionale e come voi saprete si costituisce anche una associazione regionale, cioe` l'Alca regionale. Io credo che non sia possibile questa sovrapposizione, questa e` la prova certa che l'associazione nazionale non ha nessun tipo di collegamento con il fatto lesivo, semmai ce l'avra` l'associazione sotto il profilo della localizzazione territoriale della stessa, pero` l'Alca regionale si costituisce il 7 maggio del 93, cioe` ampiamente dopo la verificazione del fatto lesivo e non da` anche questa nessunissima prova dell'iscrizione dei lavoratori che hanno subito danni in questo processo alla associazione sindacale medesima. Quindi inammissibilita` sia per l'Alca nazionale, sia.. per ragioni di sostanza e di forma, sia per l'Alca regionale.Ora, sia l'Alca nazionale sia l'Alca regionale aderiscono alla confederazione Cub nazionale, la quale a sua volta si costituisce parte civile. Qui abbiamo cioe` una derivazione di secondo grado di una confederazione che riassume in se' alcune organizzazioni sindacali, tra cui l'Alca nazionale aderente al Cub. Il collegamento qui tra il soggetto collettivo e la situazione storicamente circostanziata e` siderale, nel senso che abbiamo un soggetto di tipo confederale lontano mille miglia dal problema del fatto lesivo che si verifica nell'area del territorio di Marghera. Inammissibilita`. Esclusione anche dell'Inail per le ragioni che ho detto, poiche' non ha alcun danno diretto ed immediato derivante dal fatto reato. Italia Nostra: qui c'e` un problema di natura formale. Risulta difensore di questo soggetto solo l'avvocato Giorgio Veronesi, che non firma l'atto di costituzione di parte civile. L'atto di costituzione di parte civile e` firmato,e' sottoscritto dai procuratori speciali e dal domiciliatario. Si tratta di una evidente causa di inammissibilita`, perche' il requisito richiesto dall'Art. 78 e` la sottoscrizione del difensore; poi voi controllerete naturalmente. Lega Ambiente nazionale e Lega Ambiente regionale, perche' si costituiscono entrambe. Qui vi e` la nullita` della procura, chiedo scusa, dell'atto di costituzione di parte civile, infatti nell'atto di costituzione di parte civile non ci sono le generalita` del legale rappresentante, non ci sono.. non vi e` alcuna indicazione degli imputati, requisiti entrambi richiesti a pena di inammissibilita` dall'Art. 78 del Codice di penale. E a parte queste osservazioni di natura formale, non c'e` collegamento da parte della associazione nazionale, alcun collegamento con la situazione storicamente circostanziata e alcun collegamento sotto il profilo del fatto lesivo. Vi sarebbe, forse, per Lega Ambiente regionale, seguendo il criterio della localizzazione territoriale, pero` qui c'e` un problema statutario, l'Art. 24 dello statuto, che voi troverete, cosi` recita: "il Presidente nazionale ha la rappresentanza legale della associazione in giudizio che nei confronti dei terzi; la rappresentanza in giudizio dell'associazione nazionale e` altresi' attribuita ai Presidenti regionali". Allora delle due l'una: o il Presidente regionale, cosi` come fa nell'atto di costituzione, cita l'Art. 24 dicendo "anch'io posso stare in giudizio al posto del Presidente nazionale", ma non ha una capacita` autonoma di stare in giudizio. Allora io credo che anche questa costituzione di parte civile sia inammissibile per codesta ragione. Camera Lavoro Venezia. Qui non abbiamo nessuna prova dell'iscrizione alla Camera del Lavoro da parte dei lavoratori che sono deceduti o che sono stati lesi. Camera Provinciale di Venezia. Sembra, pero` qui non abbiamo elementi certi, sorta al quinto congresso nazionale nel 1997; se cosi` fosse, ma lo dico con beneficio di inventario, abbiamo una lontananza dai fatti assolutamente incompatibile col collegamento col fatto lesivo. Non vi e` prova di iscrizione neanche nei confronti della C.I.S.L. Ust e della U.I.L. Cer. Vedete, l'intera triplice sindacale, in maniera autonoma per ogni sindacato, si e` costituita parte civile. Se avessimo avuto la prova di quali lavoratori erano iscritti a questa o a quella associazione sindacale saremmo in grado di stabilire l'esistenza di una rappresentanza di quel lavoratore perche' iscritto a quella associazione sindacale. Invece abbiamo una indistinta costituzione di parte civile da parte di tutte le associazioni sindacali esistenti. Per quanto riguarda infine il WWF, sotto il profilo formale mi sembra che gli atti siano a posto. Non rilevo se non un collegamento di natura ideologica con il fatto storicamente circostanziato, non quindi un collegamento stretto con il fatto lesivo,cosi` come pretende anche la giurisprudenza piu` largheggiante sulla presenza dei soggetti collettivi nel processo.

Ho lasciato da ultimo Medicina Democratica, che e` un soggetto che sotto il profilo giuridico non rientra ne' fra le associazioni sindacali ne' fra le associazioni ambientaliste. Si tratta di una cooperativa a responsabilita` limitata, la quale sostiene di essere parte offesa dai fatti di questo processo, in quanto essa esiste "per la difesa del diritto soggettivo alla salute, tutelato dalla Costituzione e da norme di legge, e per opporsi con azioni concrete sul piano politico e giuridico ogni qualvolta questo diritto venga leso". Vedete, questo e` il classico esempio di interesse diffuso sotto il profilo ideologico e non collegato con il fatto lesivo attraverso una situazione storicamente circostanziata, cioe` l'affermazione di principio assolutamente nobile ed assolutamente tutelabile con l'istituto dell'intervento nel processo penale, ma assolutamente non tutelabile sotto il profilo della ammissibilita` della costituzione di parte civile nel processo. Questo soggetto che e` un soggetto, dicevo, cooperativa a responsabilita` limitata, reca poi, se vogliamo andare a cercare un ulteriore criterio che potrebbe riagganciare la presenza di questa societa` a responsabilita` limitata nel processo, una norma statutaria sui soci. Allora anche qui l'Art. 6 dello statuto, insomma, sostiene che possono essere soci tutti, medici, le associazioni e chiunque. Lo leggo: "possono essere soci tutti gli operatori a qualsiasi titolo nel campo della promozione della salute e della medicina e tutti coloro che si riconoscono negli scopi sociali", cioe` tutti, "le persone giuridiche, gli enti locali", etc., "le persone che intendono divenire soci dovranno sottoscrivere una quota pari a lire 100 mila e presentare domanda scritta", etc. etc. Beh, insomma, anche qui, qualcuno dei lavoratori che hanno subito pregiudizio in questo processo era socio di questa cooperativa a responsabilita` limitata? Perche' questo si` potrebbe creare un collegamento di tipo assolutamente funzionale con il fatto lesivo. Ma se questa prova non e` stata fornita, il che significa per me che comunque non erano soci, perche' se non ne ho la prova vuol dire che non erano soci nel processo, beh, io credo che siamo assolutamente in un mondo della astrattezza, della affermazione di un principio ideologico importante, per cui questa associazione si muove e fa bene a muoversi, ma che non credo abbia diritto di essere presente in questo processo penale, ne chiedo pertanto l'inammissibilita`. E con questo, Presidente, io ritengo di avere concluso

 

Presidente: chi vuole intervenire ancora dei difensori degli imputati sulle costituzioni, sui problemi di legittimazione, sui problemi di regolarita` o di validita` e di efficacia delle costituzioni?

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: per Antonio Belloni, Alberto Grandi, Italo Trapasso, Sauro Gaiba. Signor Presidente, la volta scorsa io avevo anticipato e depositato alcune sintetiche note che riassumevano le eccezioni di questa difesa relativamente alle costituzioni di parte civile delle persone fisiche, con la riserva di ritornare sull'argomento alla luce dei documenti e soprattutto delle nuove costituzioni o rinnovazioni di costituzione avvenute appunto la scorsa udienza. Concludo quindi adesso quanto avevo iniziato a dire la volta scorsa con ancora una volta una premessa peraltro, che rivolgo soprattutto al Tribunale, nel senso che ho potuto prendere visione in modo molto rapido ed inevitabilmente superficiale, per ragioni di tempo, degli atti che sono stati depositati, li ho potuti consultare soltanto ieri e quindi mi scuso fin d'ora se nella mia esposizione ci potranno essere degli errori, mi scuso con il Tribunale e mi scuso con le parti civili dovessi eventualmente incorrere in errori e in omissioni; sicuramente ci saranno delle imprecisioni.

Io deposito due brevi note, nelle quali sono indicate le persone rispetto alle quali io chiedo l'esclusione, le note sono due in quanto la posizione del dottor Belloni e` diversa dalla posizione degli altri imputati che assisto, nel senso che il dottor Belloni e` qui chiamato a rispondere solo e soltanto nella sua qualifica di amministratore della societa` Montefibre. Montefibre che, come risulta dal capo di imputazione, aveva la proprieta` e la gestione di una piccola unita` produttiva all'interno del Petrolchimico, unita` produttiva che ha cessato la sua produzione nel 1977. Montefibre aveva dei suoi dipendenti, come risulta dall'elenco allegato alla richiesta del Pubblico Ministero, e quindi io non posso che confermare anzitutto la richiesta di esclusione delle parti civili persone fisiche, che si sono appunto costituite nei confronti del dottor Belloni, che non sono mai stati dipendenti di Montefibre, ne hanno mai lavorato presso l'unita` produttiva Montefibre. Io non posso che esprimere in negativo questa mia richiesta, in quanto altrimenti dovrei leggere tutti i 500 e una persone offese, anzi adesso sono di piu`, sono aumentati nel frattempo e da questi eliminare soltanto quelli che ad oggi,con quella premessa, mi risultano unici dipendenti di Montefibre; quindi ho preferito per semplicita` proporre al Tribunale la questione in questi termini, inconsueti, mi rendo conto, ma giustificati dal numero delle persone che prendono parte a questo procedimento. Per quanto mi risulta, quindi, gli ex dipendenti Montefibre o loro eredi o prossimi congiunti sarebbero soltanto i seguenti: prossimi congiunti di Bettin Ido; Capicotto Carmine; Deppieri Bruno; Franceschin Nevio; prossimi congiunti di Michieletto Ivone; Sorato Franco; Tiepolo Sergio; Zorzan Renzo. E pertanto tutti i soggetti diversi da quelli sopra indicati dovranno essere esclusi, almeno questa e` la richiesta del difensore che vi parla, nei confronti del dottor Antonio Belloni, in quanto totalmente privi di ogni legittimazione a costituirsi parte civile nei suoi confronti. In via del tutto subordinata e solo scrupolo difensivo osservo che rispetto ad un certo numero di altre parti civili, cioe` tutte quelle che si sono indifferenziatamente costituite nei confronti anche del dottor Antonio Belloni, la legittimazione a costituirsi parte civile e` esclusa per quelle ragioni, che questa difesa ritiene ovvie, di natura temporale, che ho gia` illustrato la volta scorsa, signor Presidente, che quindi non ripetero` oggi. Si tratta in particolare dei seguenti soggetti: prossimi congiunti di Agnoletto Augusto, tralascio i nominativi dei prossimi congiunti, che sono comunque sono indicati, in quanto Agnoletto risulta cessato dalle mansioni il 14 marzo 1973, mentre Belloni e` entrato in carica nel dicembre del 1974 e ha cessato la sua carica il 12 giugno 1979. Prossimi congiunti di Arnini Mario, che risulta deceduto il 29 maggio 1971, anteriormente quindi al 1974. Bardelle Adolfo, che non e` compreso tra le parti offese indicate dal Pubblico Ministero, e quindi vi sarebbe anche una eccezione fondata su questa mancata inclusione, e` stato assunto l'1 ottobre 1979, quindi successivamente al periodo di permanenza in carica di Belloni, ma e` stato assunto da Montedison. Prossimi congiunti di Cappellesso Gastone, che ha cessato dalle mansioni il 3 giugno 1973, quindi anche in questo caso prima dell'entrata in carica del dottor Belloni. Prossimi congiunti di Cesco Dino, che risulta cessato dalle mansioni il 30 giugno 1969. Prossimi congiunti di Dauros Guerrino, che risulta cessato dalle mansioni il 30 aprile 1974. Prossimi congiunti di Favaro Graziano, che risulta deceduto il 3 giugno 1974, quindi ancora anteriormente all'entrata in carica di Belloni. Favaro Sisto, che risulta cessato dalle mansioni il 25 ottobre 1968, anteriormente all'entrata in carica di Belloni in Montefibre. Franceschin Nevio (soggetto non compreso tra le persone offese indicate dal Pubblico Ministero, neppure nella contestazione suppletiva) e` stato assunto l'1 novembre 1979, quindi dopo la cessazione della carica di Belloni, ma e` stato assunto comunque da Montedison. Prossimi congiunti di Mognato Mario, che risulta cessato dalle mansioni il 31 ottobre 72. Prossimi congiunti di Molina Giuseppe, che risulta deceduto l'11 luglio 1971. Prossimi congiunti di Simonetto Ennio, che risulta deceduto il 15 dicembre 1972. Prossimi congiunti di Zintl Bruno, che risulta cessato il 31-12-1973. Infine Sgnaolin Giovanni, che risulta essere assunto nel novembre del 1979, quindi successivamente al termine del periodo di permanenza in carica del Belloni e comunque ampiamente dopo la cessazione dell'attivita` produttiva di Montefibre per quanto riguarda questo processo. Questo, signor Presidente, per quanto riguarda la posizione di Belloni. Per quanto riguarda la posizione di Grandi, Trapasso e Gaiba, io ho condensato le questioni e gli elenchi in una unica memoria, credo per semplificare e per evitare soprattutto ripetizioni di elenchi. Le questioni sono sostanzialmente quelle anticipate la volta scorsa, signor Presidente, e riguardano in primo luogo le costituzioni di parte civile da parte di quei soggetti o di coloro che sono i prossimi congiunti di soggetti deceduti, che non risultano compresi tra le persone offese indicate nel decreto che dispone il giudizio. Ora,l'argomento e` gia` stato trattato, questa difesa ritiene che le persone offese che non risultano indicate nel decreto che dispone il giudizio, non essendo quindi legate ad un fatto di reato contestato dal Pubblico Ministero nell'esercizio dell'azione penale, non possano trovare ingresso come parti civili in questo processo. Chiedo pertanto che siano escluse nei confronti dell'ingegner Grandi, dell'ingegner Gaiba, del dottor Trapassi ed anche nel dottor Belloni sotto questo aspetto, che e` di carattere generale, le seguenti parti civili.. non so, signor Presidente, se devo leggere l'elenco

 

Presidente: no, quelle di cui all'elenco

 

Avvocato Alessandri: quelle di cui all'elenco, benissimo

 

Avvocato Franchini: Presidente, chiedo scusa, l'avvocato Baldini mi prega di produrre due elenchi uguali a quelli del professor Alessandri per quanto riguarda gli imputati Cefis e Medici

 

Presidente: le ragioni sono quelle gia` esposte

 

Avvocato Franchini: le ragioni sono quelle che si tratta di lavoratori o che hanno assunto le funzioni prima che divenisse Presidente o dopo. C'e` l'elenco sia nell'uno, sia nell'altro, chiedo l'esclusione anch'io, e produco le memorie

 

Avvocato Alessandri: un secondo ordine di questioni, signor Presidente, riguarda le parti civili costituite per le quali nell'atto di costituzione, per quello che ho potuto vedere, e, ripeto, mi scuso di eventuali imprecisioni, la qualita` di prossimi congiunti oppure di eredi, comunque di successori universali delle persone offese decedute non e` provata nell'atto di costituzione di parte civile e non e` fornita alcuna documentazione che comprovi la sussistenza del rapporto di parentela posto a fondamento della costituzione stessa. Quindi chiedo che siano escluse nei confronti dell'ingegner Grandi, dell'ingegner Gaiba, del dottor Trapasso del dottor Belloni, le parti civili di cui all'elenco, a questo punto, signor Presidente

 

Presidente: ovviamente in questi elenchi, mi scusi Avvocato, lei indica il motivo per cui chiede la esclusione

 

Avvocato Alessandri: certo, il motivo e` generale ed e` individuato nella mancanza di documentazione che comprovi la sussistenza del rapporto di parentela posto a fondamento della costituzione stessa

 

Presidente: questo volevo sapere, per distinguerlo dagli altri elenchi

 

Avvocato Alessandri: le dico, sono indicati cosi` "prossimi congiunti", ad esempio, "di Cappellesso Gastone (Cappellesso Andrea e Costantini Clara)", quindi le indicazioni delle persone che si sono costituite per la persona offesa deceduta. Altro profilo sotto il quale chiedo l'esclusione della costituzione di parte civile di alcuni soggetti

 

Avvocato Farinea: noi formalizziamo una richiesta di lettura di questi nominativi

 

Presidente: va bene, se c'e` questa richiesta di lettura diamo lettura, anche perche' cosi` eventualmente i difensori delle parti civili interessati, una volta che sono individuati, senza vedersi l'elenco, gia` attraverso la sua lettura, possono eventualmente poi contraddire..

 

Avvocato Farinea: preciso che la richiesta di lettura riguarda non il criterio temporale, quindi..

 

Presidente: ho capito perfettamente, la esclusione richiesta per coloro che non hanno dato prova di essere i prossimi congiunti, della loro qualita` di prossimi congiunti delle vittime

 

Avvocato Farinea: esattamente, solo questo

 

Avvocato Alessandri: per quanto mi riguarda, cioe` per quanto riguarda Grandi, Gaiba, Trapasso e Belloni, la richiesta di esclusione per la mancata documentazione che comprovi la sussistenza del rapporto di parentela posto a fondamento della costituzione stessa riguarda: prossimi congiunti di Cappellesso Gastone; prossimi congiunti di Toscano Costantino; prossimi congiunti di Suffogrosso Guido; prossimi congiunti di Zecchinato Gianfranco; prossimi congiunti di Beltramelli Angelo; prossimi congiunti di Baso Mario; prossimi congiunti di Zintl Bruno; prossimi congiunti di Dan Paolo; prossimi congiunti di Pretin Alessandro; prossimi congiunti di Pattarello Giovanni; prossimi congiunti di Danesin Antonio; prossimi congiunti di Gallenda Italo; prossimi congiunti di Bianco Antonio; prossimi congiunti di Simioni Vittorio; prossimi congiunti di Boldrin Antonio; prossimi congiunti di Mognato Mario; prossimi congiunti di Vanuzzo Federico; prossimi congiunti di Masato Aldo; prossimi congiunti di Miotto Sergio; prossimi congiunti di Trombi Callisto; prossimi congiunti di Perini Adriano; prossimi congiunti di Bortolozzo Gabriele; prossimi congiunti di Pastrello Severino; prossimi congiunti di Fedele Ezio; prossimi congiunti di Tiozzo Silvano; prossimi congiunti di Canton Bruno; prossimi congiunti di Salvalaio Armando; prossimi congiunti di Salvalaio Sandrino; prossimi congiunti di Favaro Graziano; prossimi congiunti di Vescovo Angelo; prossimi congiunti di Cesarato Vittorio. Con questo ho concluso la lettura dell'elenco dei prossimi congiunti, di quelle persone offese per le quali c'e` la richiesta di esclusione per la mancata documentazione del rapporto di parentela. Altro profilo sotto il quale chiedo l'esclusione di alcune delle parti civili costituite attiene alla enunciazione in termini assolutamente generici delle ragioni che giustificano la costituzione di parte civile stessa, in quanto dalla lettura degli atti non e` dato ricavare alcuna indicazione in ordine alle mansioni espletate, al periodo lavorativo,alle patologie lamentate e non risulta allegato all'atto di costituzione, per quanto ho potuto vedere, documentazione che consenta di supplire in altro modo alle carenze dell'atto medesimo. E quindi per la violazione dell'Art. 78 lettera d del Codice di Procedura Penale, chiedo che siano dichiarate inammissibili nei confronti dell'ingegner Grandi, dell'ingegner Gaiba, del dottor Trapasso e del dottor Belloni le dichiarazioni di costituzione di parte civile presentate dai seguenti soggetti.. Signor Presidente a questo punto chiedo a lei come mi devo comportare, se leggere l'elenco

 

Presidente: guardi, e` meglio, perche' altrimenti noi dovremmo dare poi un termine ai difensori delle parti civili che vengano a leggersi gli elenchi, mentre invece cosi` abbiamo una immediata percezione da parte delle parti civili interessate ad individuare quali sono..

 

Avvocato Alessandri: io ho anche raggruppato queste parti per difensori che si sono costituiti e ho mantenuto nella mia elencazione lo stesso numero d'ordine che e` indicato negli atti di costituzione di parte civile cumulativi, per cosi' dire, cioe' di un difensore per piu` parti civili. Per quanto riguarda la dichiarazione di cui all'atto di costituzione cumulativo depositato dall'avvocato Battain all'udienza preliminare del 3 marzo 1997, relativamente ai seguenti soggetti: Besazza Antonio; Albertin Diego; Santon Rallo Giampaolo; Bragato Angelo; Fabris Renato; Montesel Giannino; Lucarda Giovanni; Cortina Antonio; Bustreo Stanislao; Bianco Massimo; Perissinotto Mario; Sambo Giorgio; Scale Nicodemo; Michietto Daniele; Cavi Luciano; Deppieri Ennio; Deppieri Bruno; Monetti Franco; Gambato Gianfranco; Barbiero Iseo; Chinellato Angelo; Bulegato Umberto; Chinellato Giuseppe; Babato Giorgio; Bernardi Ruggero; Simionato Raimondo; Sacchetto Cassiano; Vescovo Emilio; Gallimberti Giuliano; Bello Stefano; Cecchinato Sergio; Artuso Mario; Zannini Lucio; Longo Bruno; Brussolo Sergio; Capicotto Carmine; Pesce Giuseppe; Griffoni Flavio; Frison Angelo; Menozzi Aldo; Stefanello Dino; Ruzza Esterino; Vanin Iginio; Manente Renzo; Varagnolo Giuseppe; Bulegato Gino; Donadel Francesco; Vianello Gianni; Ruffato Gino; Codato Luigi. Mi permetto di sottolineare, signor Presidente e signori del Tribunale,che indipendentemente dalla ragione che ho precedentemente illustrato, ritengo che non possa dirsi neppure avvenuta la costituzione di parte civile da parte di Pesce Giuseppe, che e` compreso in questo elenco dell'avvocato Battain, mancando nell'atto la sottoscrizione della procura in calce all'atto da parte di Pesce Giuseppe.

Secondo gruppo, dichiarazioni di costituzione di cui ai restanti atti presentati dall'avvocato Battain all'udienza preliminare del 3 marzo 1997, relativamente ai seguenti soggetti: prossimi congiunti di Pretin Alessandro; prossimi congiunti di Pattarello Giovanni; prossimi congiunti di Danesin Antonio; prossimi congiunti di Gallenda Italo; prossimi congiunti di Bianco Antonio; Favaro Sisto; Castellini Luciano.

Un terzo gruppo riguarda le dichiarazioni di costituzione effettuate dall'avvocato Battain all'udienza preliminare del 10 giugno 1997 e successive, nonche`, per alcuni soggetti, all'udienza dibattimentale del 13 marzo 1998, relativamente a: Boscolo Antonio Bisto; Barbazza Bruno; prossimi congiunti di Simioni Vittorio;prossimi congiunti di Boldrin Antonio; prossimi congiunti di Mognato Mario; prossimi congiunti di Vanuzzo Federico; prossimi congiunti di Masato Aldo; prossimi congiunti di Miotto Sergio; Sbrogio` Secondo; Mion Giampaolo, Grego Angelo.

Quarto gruppo riguarda le dichiarazioni di parte civile di cui all'atto depositato all'udienza del 3 marzo 1997 dall'avvocato Cesare per Tolomio Silvano

 

Presidente: le ragioni?

 

Avvocato Alessandri: sempre per la ragione che ho richiamato all'inizio di tutti questi gruppi, cioe` la mancata documentazione relativa alla posizione lavorativa, al periodo, etc.. Dichiarazione di costituzione di parte civile di cui all'atto cumulativo depositata dall'avvocato Duse all'udienza del 3 marzo 1997 e parzialmente rinnovato all'udienza dibattimentale del 13 marzo 98, per i seguenti soggetti. Anche qui la numerazione riprende quella dell'atto di costituzione di parte civile e in alcuni casi faccio presente che la causa petendi ho ritenuto che sia stata precisata ed integrata in atti successivamente depositati e quindi i numeri che non recano a fianco l'indicazione della persona offesa evidentemente non sono oggetto della richiesta di esclusione. Baraldi Paolino; Basso Giovanni; Bottacin Flavio; Bragato Michele; Cacco Gastone; Calore Gianni; Capodiferro Paolo; Cecconello Elia; Chinellato Roberto; Coin Giorgio; De Bei Alessio; Favaretto Dino; Ferraresso Giorgio; Fiorin Angelo; Lazzari Renato; Maccatrozzo Giorgio; Marchiori Lucio; Montagner Giuseppe; Mosco Mario; Panzonato Luciano; Passadore Danilo; Peloi Dante; Pesce Ampelio; Pezzato Olivo; Quagliato Ruggero; Saccarola Mirco; Salvi Andrea; Sorato Franco; Spano Vitantonio; Tescari Daniele; Tommasi Giuseppe; Zanco Pietro; Zennaro Enrico. Osservo inoltre,signor Presidente, che da questo elenco traggo anche l'indicazione della costituzione di parte civile di Panzonato Luciano, ebbene anche per questa posizione ritengo che non possa dirsi neppure avvenuta la costituzione, in quanto manca la sottoscrizione della procura in calce all'atto e non risulta nemmeno apposta in atti successivi di rinnovazione della costituzione, che pure riguardano, ancora, almeno formalmente, Panzonato Luciano.

Sesto gruppo riguarda, sempre per i motivi che ho anticipato, dichiarazione di costituzione di parte civile di cui agli atti depositati dall'avvocato Duse all'udienza preliminare del 10 giugno 1997 e parzialmente rinnovati all'udienza dibattimentale del 13 marzo 1998, per i seguenti soggetti: un atto riguarda Spolaor Claudio. In un atto cumulativo vi sono invece le posizioni di: Baraldi Paolino; Basso Giovanni; Bragato Michele; Cecconello Elia; Chinellato Roberto; Favaretto Dino; Lazzari Renato; Maccatrozzo Giorgio; Mosco Mario; Peloi Dante; Pezzato Olivo; Quagliato Ruggero; Saccarola Mirco; Salvi Andrea; Sorato Franco; Spano Vittorio; Tommasi Giuseppe; Zanco Pietro; Zennaro Enrico.

In atto separato l'avvocato Duse si e` costituito, e anche qui eccepisco la costituzione per le stesse ragioni piu` volte ricordate, per i prossimi congiunti di Trombi Callisto. In altro atto per i prossimi congiunti di Ratto Oddone.

In altro atto cumulativo chiedo l'esclusione relativamente alle seguenti parti civili: Bottacin Flavio; Cacco Gastone; Calore Gianni; Capodiferro Paolo; Coin Giorgio; De Bei Alessio; Ferraresso Giorgio; Fiorin Angelo; Marchiori Lucio; Montagner Giuseppe; Panzonato Luciano; Passadore Danilo; Pesce Ampelio; Tescari Daniele.

Settimo gruppo,dichiarazioni di costituzione effettuate all'udienza dibattimentale del 13 marzo 98, relativamente ai seguenti soggetti: Caltanella Lino; prossimi congiunti di Cividale Luigi; Faggian Tullio; Pavan Danilo; prossimi congiunti di Simionato Paolo.

L'ottavo gruppo riguarda le dichiarazioni di costituzione di cui all'atto cumulativo depositato all'udienza del 3 marzo 1997 dall'avvocato Zaffalon, per i seguenti soggetti, anche qui la numerazione segue quella dell'atto e sono soltanto alcuni dei soggetti indicati nell'atto medesimo,quelli per i quali appunto si ritiene che sussista un'assoluta genericita` della causa petendi, non superata da documentazione successivamente prodotta: Artusi Paolo; Bartolomiello Ilario; Baruzzo Primo; Bello Lino; Berto Luciano; Bolzonella Dino; Carraro Giannino; Castaldello Lino; Cazzador Antonio; Cecconello Carlo; Maguolo Nevio; Manente Antonio; Monetti Gaetano; Pavan Attilio; Scarpa Giuseppe; Silvestri Giuseppe; Trovo` Renzo; Vidali Giovanni; Zambelli Danilo; Zaghi Giovanni.

Ulteriore gruppo, quello delle dichiarazioni di costituzione effettuate dall'avvocato Zaffalon all'udienza del 10 giugno 1997, limitatamente alle posizioni dei seguenti soggetti: Bortot Giovanni; Begheldo Eugenio; Pastres Bruno; Pampagnin Giuseppe.

Decimo gruppo, dichiarazioni di costituzioni effettuate dall'avvocato Zaffalon all'udienza dibattimentale del 13 marzo 98, per i seguenti soggetti: prossimi congiunti di Salvalaio Armando; prossimi congiunti di Salvalaio Sandrino.

Un ulteriore gruppo riguarda le dichiarazioni di costituzione effettuate all'udienza dibattimentale del 13 marzo 1998 dall'avvocato Angelillis, relativamente ai seguenti soggetti: Vigato Gianfranco; Penzo Moreno; Brigantin Pasquale; Cestaro Rino; Ertegi Paolo; Fassina Giovanni; Favaro Lorenzo; Gazzin Antonio; Negrisiolo Gianfranco; Pin Pierluigi; prossimi congiunti di Pistolato Giorgio; Rossi Giuseppe; prossimi congiunti di Trombini Giulio; Vnin Ottavio; Zanco Giorgio; Zanellati Rino. Ho concluso questa lettura, signor Presidente, e prima di concludere ribadisco anche l'eccezione formulata alla scorsa udienza, rispetto alla quale nulla e` mutato, relativamente alle costituzioni di parte civile di quelle persone che risultano indicate dal Pubblico Ministero nella imputazione suppletiva, in quanto per quelle persone che compaiono come nomi a pagina 20 del decreto che dispone il giudizio, nel decreto stesso non vi e` allegata alcuna indicazione che ci possa guidare per individuare le mansioni, i tempi, le patologie lamentate, i rapporti di dipendenza con le societa` per le quali e` processo

 

AVVOCATO MUCCIARELLI

 

Avvocato Mucciarelli: per gli imputati Morrione, Marzollo, Fabbri, Bartalini. Mi associo alle eccezioni poste dal collega Alessandri, diciamo cosi`, relative alle questioni formali sulla ammissibilita` delle costituzioni di parte civile e non rileggo elenchi, perche' sono esattamente i medesimi. Credo di potere essere esentato dalla lettura, ma non vi e` nessun problema se i colleghi o se lei, soprattutto signor Presidente desidera, ho preparato tre piccoli elenchi che riguardano le posizioni delle costituzioni di parte civile per scarti temporali, l'elenco di quelle non comprese nel capo di imputazione, quello del famoso allegato, aggiornati rispetto a quelli che abbiamo gia` presentato alla scorsa udienza con le costituzioni di parte civile che ci sono state alla scorsa udienza del 13 marzo. Naturalmente anch'io come il collega Alessandri ci scusiamo degli eventuali errori nei quali possiamo essere incorsi, perche' la ristrettezza dei tempi con i quali siamo riusciti a dedicarci all'esame di tutta questa documentazione probabilmente ci ha fatto commettere qualche errore

 

Presidente: vi e` richiesta di lettura da parte dei difensori delle parti civili se sono gli stessi?

 

Parti civili: no

 

Avvocato Franchini: in sostituzione dell'avvocato Pensa mi associo alle richieste dei colleghi

 

Presidente: che difende Pensa?

 

Avvocato Franchini: Gritti. Ed anche in sostituzione dell'avvocato Baldini, che difende Cefis e Medici, mi associo

 

Presidente: ulteriori interventi da parte delle difese degli imputati?

 

Avvocato Cesari: si, Presidente, ci sono anche da parte nostra delle richieste di esclusione di parte civile, quelle che si sono costituite da ultimo, alla scorsa udienza

 

Presidente: la riserva era piu` propriamente su queste, erano gia` state trattate delle questioni di carattere generale la volta scorsa, adesso veniamo al particolare

 

Avvocato Cesari: pero` poi vorrei fare cenno anche a un'altra questione che e` emersa questa mattina

 

Presidente: va bene

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: comunque per la difesa Zerbo io devo leggere un prospetto riepilogativo, anzi sono due, di richieste di esclusione di parti civili e sono queste.. sempre motivate per il discorso sui periodi di competenza. Ricordo che l'ingegner Zerbo e` stato direttore del Petrolchimico di Porto Marghera dall'8 febbraio 1988 al 31 maggio 1993, di conseguenza sembra a questa difesa che non possa e non debba rispondere di eventi che si sono verificati anteriormente o comunque in relazione a persone che hanno cessato il rapporto di lavoro presso lo stabilimento prima di quelle date. Queste persone sono: Olivo Benvegnu`; Cesarato Vittorio; Cestaro Rino; Cividale Luigi; Donolato Agostino; Ertegi Paolo; Facchin Alessandro; Favaro Graziano; Favaro Lorenzo; Finotto Gino; Giacomello Gino; Giglio Alberto; Leonardi Giannino; Monetti Cesare; Orlandin Antonio; Elio Passadore; Pistolato Giorgio; Prando Giuseppe; Scattolin Luciano; Simionato Paolo; Spolaor Gino; Trombini Giulio; Turturro Giuseppe; Vescovo Angelo; Zampieri Natale; Zanco Giorgio; Zanellati Rino. Nell'elenco per ciascuna di queste persone sono indicate le date di cessazione e sono poi ripetute in una serie di schede che pure depositero` a mani del Cancelliere.

C'e` una seconda lista, signor Presidente, di persone, come l'altra volta del resto, che non sono comprese nelle liste allegate al decreto che dispone il giudizio, di conseguenza anche per queste ci sembra che sia motivo di esclusione il fatto che manca la correlazione tra l'accusa contestata e i fatti denunziati da costoro. Si tratta di: Baracco Lino; Barbazza Antonio; Bareato Giovanni, Bortolozzo Gabriele; Bortolussi Marino; Bottacin Luigi; Cabbia Bruno; Canciani Eugenio; Carraretto Mario; De Stefano Renzo; Fagarazzi Ermanno; Favaro Serafino; Fedele Ezio; Fiorin Angelo; Franzin Giancarlo; Garino Franco Maria; Loriga Silvano; Mazzolin Luciano; Mion Giampaolo; Morello Bruno; Mortandello Aquilino; Pandin Paolo; Penazzato Lino; Pradel Italo; Rossi Giuseppe; Sbrogio` Secondo; Tiepolo Sergio; Sgnaolin Giovanni; Tagliapietra Aldo; Terrin Ferruccio; Tommasi Giuseppe; Zagagnin Silverio; Zambon Virgilio. Questo per quanto riguarda la difesa dell'ingegner Zerbo. Direi che la situazione e` identica per quello che riguarda i nomi e identica anche per quello che riguarda il motivo, cambia soltanto il periodo di competenza per l'ingegner Burrai, che puo` essere chiamato a rispondere soltanto dal 16 ottobre 1987 al 31 maggio 1992; anche qui ci sono gli elenchi, sia per quello che riguarda le persone che sono cessate prima di questo periodo di competenza dell'ingegner Burrai, sia per quello che riguarda le persone costituite contro l'ingegner Burrai, ma che non sono ricomprese nelle liste allegate al decreto che dispone il giudizio.

Ricordera` il Tribunale che al termine della scorsa udienza io avevo posto un interrogativo al quale avrebbe dovuto rispondere credo l'avvocato De Zorzi, che non era presente in quel momento, ed e` relativo al significato da attribuire a due atti di costituzione di parte civile notificati al dottor Parillo Giovanni e al dottor Palmieri Domenico. Questi due signori sono imputati soltanto dei reati di cui al secondo capo di imputazione, quello ambientale, ormai l'abbiamo definito cosi`, quindi non comprendo come mai siano stati notificati questi atti di costituzione di parte civile che attengono a contestazioni di reati contro la persona, che mi sembra che appartengano al primo capo di imputazione. Se c'e` un chiarimento di considerare tamquam non esset queste due costituzioni tutto bene, altrimenti dovrei anche per queste chiedere l'esclusione

 

Presidente: la Parte Civile interessata?

 

AVVOCATO GARBIN

 

Avvocato Garbin: Presidente, Avvocato Garbin nominato per Furlanetto, interverra` nel pomeriggio e potra` rispondere alla eccezione del collega

 

Presidente: nel frattempo lei?

 

Avvocato Cesari: nel frattempo io, associandomi alle eccezioni..

 

Presidente: no, ma, dico, nel frattempo lei per quanto riguarda queste persone che si sono costituite parte civile lei cosa chiede?

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: io chiedo l'esclusione. Mi associo alle eccezioni svolte dai colleghi della difesa, in particolare anche quelle dell'avvocato Franchini per quello che riguarda la legittimazione della presenza degli enti e delle associazioni in questo processo e cosi` la richiesta di esclusione di quella parte civile che e` rappresentata da una societa` cooperativa, e quindi sembra essere fuori delle previsioni di legge nei limiti in cui consentono la presenza degli enti. Ma vorrei dire anche due parole che sono piu` che altro di dubbio, pero` posso formalizzare anche un'eccezione di inammissibilita` della costituzione del Ministero dell'Ambiente e della Presidenza del Consiglio, perche'? Perche' questa mattina sono comparsi per la prima volta sul tavolo del Tribunale la lettera di autorizzazione, la lettera che autorizza il Ministero dell'Ambiente a costituirsi parte civile in questo procedimento. Mi sembra che sia un qualcosa che attenga alla regolarita` formale della costituzione; si era detto l'altra volta che le costituzioni erano gia` avvenute, quindi si discuteva soltanto delle opposizioni, dubito che questa integrazione documentale possa trovare accesso e quindi, proprio perche' si e` ritenuto di dover depositare queste missive, eccepisco l'inammissibilita` della costituzione del Ministero dell'Ambiente in questo processo

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

Avvocato Santamaria: per Smai e per Pisani. Io non togliero` al Tribunale ne' all'uditorio se non pochissimo tempo, visto che i prospetti riepilogativi e le richieste di esclusione che abbiamo preparato per le parti civili persone fisiche costituitesi all'ultima udienza.. dicevo,signor Presidente, che questi prospetti riepilogativi e queste richieste di esclusione non fanno altro che applicare i medesimi criteri gia` indicati nei precedenti prospetti e nelle precedenti richieste. Io dunque ritengo inutile dare lettura dei nomi e delle categorie, mi limiterei a depositare questi prospetti, per comodita`, per economia processuale, se non vi sono opposizioni dalle altre parti

 

Presidente: d'accordo, i criteri per i quali lei aveva chiesto le esclusioni, le ragioni, i motivi per i quali aveva chiesto le esclusioni le ha gia` rappresentate la scorsa volta

 

Avvocato Santamaria: sono esattamente le stesse. Faccio applicazione dei medesimi criteri alle nuove parte civili costituitesi all'ultima udienza

 

Presidente: ci sono obiezioni a che non vengano lette queste nuove parti civili, potete vedere voi gli elenchi delle parti civili che si sono costituite la scorsa udienza, perche' alla scorsa udienza gia` vi erano gli elenchi relativi alle parti civili di cui si chiedeva l'esclusione che si erano costituite all'udienza preliminare. Oggi vi sono gli elenchi delle parti civili per cui si chiede la esclusione e che si sono costituite alla scorsa udienza

 

Avvocato Battain: sono tutti, Presidente, non vogliono che ci sia nessuna Parte Civile

 

Presidente: ho capito, poi voi risponderete rispetto a questo denunziato radicalismo

 

Avvocato Santamaria: il tempo che ho risparmiato nella lettura di quei nomi lo vorrei,se possibile,utilizzare per qualche brevissima nota a margine rispetto all'atto di costituzione di parte civile dell'Inail. Ovviamente io mi rimetto alle considerazioni gia` svolte in precedenza circa l'esistenza o meno di una legittimazione da parte dell'Inail a costituirsi parte civile contro qualsiasi imputato. Volevo dire alcune cose in piu`: signor Presidente, voi avete certamente letto l'atto di costituzione. A pagina 3 si legge che "il diritto dell'Inail e la tutela di integrita` della propria sfera funzionale, amministrativa, finanziaria", etc., "e` stata aggredita e turbata nel suo equilibrato svolgimento, cosi` come ampiamente risulta dalla puntuale e felice prospettazione accusatoria,dalle reiterate gravissime violazioni di specifiche norme poste alla tutela della salute dei lavoratori, senza soluzione di continuita` nel tempo dagli imputati e dai responsabili civili, che per qualita`, quantita` e decisivita` antigiuridica hanno permesso che si determinassero e consolidassero situazioni ambientali lavorative gravissime, capaci da sole ed in via esclusiva di causare, attraverso un non discutibile e diretto nesso eziologico, nelle persone di numerosi lavoratori, specifiche, gravissime ed irreversibili malattie a vari organi interni (polmoni, fegato, etc.), nonche` tumori, i quali in numerosi casi hanno avuto un esito letale". L'Inail alla fine chiede un risarcimento del danno che espressamente chiede "non si riduca a mera espressione simbolica". E` probabile che il Tribunale non sappia alcune cose che sono state ovviamente omesse nell'atto di costituzione di parte civile che l'Inail ha presentato. Io le riepilogo in breve, so che questi temi formeranno poi oggetto del contraddittorio processuale che si sviluppera` nel seguito del dibattimento. Il Tribunale deve sapere che i lavoratori del CVM nel periodo dal 70 al 75, al 77, avevano presentato un numero che puo` essere approssimativo, perche' anch'io ho fatto fatica a fare queste ricostruzioni nel breve tempo che ho avuto a disposizione, hanno presentato 261, forse piu`, denunce di malattie professionali da CVM, ripeto negli anni 70, soprattutto negli anni 77, dopo che c'era stata l'indagine della.. di cui parleremo. Ebbene, l'Inail ha respinto quasi per il 90 per cento le domande di malattia professionale prospettate dai lavoratori, espressamente dicendo che mancava il nesso causale fra tali malattie e le esposizioni lavorative. Non voglio rileggere il testo dell'atto di costituzione, questi sono dati obiettivi del processo, domande di malattia professionale denunciate negli anni 70 per lavoratori esposti ed assunti negli anni 50 e 60, denunce bocciate dall'Inail piu` che per il 90 per cento. Le 29, perche' mi pare che non siano di piu`, domande accolte dall'Inail e per le quali oggi l'Inail chiede di costituirsi parte civile,perche' dice che le indennita` versate sarebbero state ingiustamente versate in conseguenza dei comportamenti illeciti addebitabili anche agli imputati Enichem, le 29 domande accolte riguardano quasi tutti lavoratori cessati prima che Enichem iniziasse ad essere proprietaria o comunque iniziasse a gestire gli impianti di CVM-PVC di Porto Marghera. Ho individuato un solo lavoratore che ha lavorato anche alle dipendenze di Enichem fra quei pochissimi per i quali vi e` stato accoglimento di malattia professionale, il quale aveva denunciato la sua malattia professionale nel 1980; ha continuato a lavorare per Enichem, ma la sua malattia era sorta in data anteriore al 1980. In un altro caso di lavoratore dipendente Enichem la domanda e` stata presentata nel 90,al momento del decesso, ma anche in questo caso si trattava di lavoratore che aveva lavorato per 30 anni alle dipendenze di societa` Montedison, che era stato dal 56 al 70 autoclavista e che, come certamente l'Inail sa, per il tipo di patologia che ha sofferto questo lavoratore e per il lunghissimo periodo di latenza che caratterizza questo tipo di patologia, era certamente insorto in epoca non riferibile alla gestione degli impianti di Montedison. Io ho voluto, signor Presidente, leggere l'atto di costituzione dell'Inail, darvi alcuni dati, che poi verificheremo e proveremo in dibattimento, ed ora io chiedo l'esclusione dell'Inail nei confronti degli imputati Smai, Pisani e di tutti gli imputati Enichem, per la semplice ragione che le indennita` erogate dall'Inail non riguardano malattie cagionate da Smai, Pisani e Presotto e da tutti gli altri imputati Enichem. Ho concluso e le lascio la parola

 

AVVOCATO PONTI

 

Avvocato Ponti: difesa Porta. Signor Presidente e signori del Tribunale, in primo luogo io ho da depositare una richiesta integrativa di esclusione delle parti civili, integrativa rispetto alla richiesta gia` formulata dalla collega nella precedente udienza. Anche in questo caso abbiamo applicato i medesimi criteri di competenza temporale alle parti civili che si sono costituite solo alla scorsa udienza e quindi depositero` il relativo prospetto con l'indicazione dei nominativi. Avrei poi da svolgere invece due questioni che riguardano l'aspetto formale degli atti di costituzione di parte civile. La prima questione riguarda il dibattuto problema in ordine alla necessita` o meno della procura speciale notarile. Gia` un collega ha richiamato la nota sentenza delle Sezioni Unite 23 settembre 1993, sentenza che, pur essendo stata pronunciata in un caso in cui la procura speciale era stata rilasciata addirittura in un atto diverso rispetto all'atto di costituzione di parte civile, ha in realta` affermato un principio di portata generale e molto brevemente vorrei riassumere l'iter logico-giuridico seguito dalle Sezioni Unite, che e` di immediata evidenza e chiarezza. Le Sezioni Unite partono dal rilievo che la costituzione di parte civile puo` avvenire, a norma dell'Art. 76 comma 1, o personalmente o a mezzo di procuratore speciale. Se avviene personalmente deve essere rilasciato mandato ad litem al difensore il quale rappresenta, in forza di tale mandato, la parte nel corso del procedimento. La costituzione puo` avvenire, pero`, anche a mezzo di procuratore speciale, procura speciale che naturalmente puo` essere conferita anche al medesimo difensore, il quale a questo punto non esercita piu` solo le facolta` quale difensore, ma, essendo procuratore speciale della parte civile, esercita anche le facolta` della parte civile quale parte, secondo le disposizioni del Codice. Assume quindi il duplice ruolo di difensore e di procuratore speciale della parte. Ora, sulla base di questa premessa la Corte di Cassazione ha affermato l'ulteriore principio che il difensore non e` munito di un potere certificativo generale, ma e` munito di potere certificativo solo nei casi in cui la legge glielo abbia espressamente conferito. Allora la conclusione che da queste due premesse la Sezioni Unite hanno tratto e` che,mentre il difensore e` legittimato ad autenticare, se in calce all'atto di costituzione, il mandato ad litem, qualora tale mandato ad litem contenga in se' in realta` anche il rilascio di una procura speciale, per cui il difensore e` anche procuratore speciale della parte, il difensore non e` in assoluto legittimato a certificare l'autentica della sottoscrizione,e cio` a prescindere che si tratti di procura rilasciata in calce o di procura rilasciata con separato atto. Le Sezioni Unite sono chiarissime nell'affermare che il potere autenticatorio del difensore,circoscritto al mandato ad litem,non consente di estendere l'autentica relativa a tale mandato alla sottoscrizione della scrittura contenente il conferimento di detta procura speciale. A questo punto si chiede quindi l'esclusione di tutte quelle parti civili che si sono costituite a mezzo di difensore munito di procura speciale, quando questa procura speciale non e` stata rilasciata per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. A titolo puramente esemplificativo richiamo ad esempio l'atto di costituzione di parte civile Artusi piu` 47, allora si afferma chiaramente in questo atto di costituzione come le parti sopra indicate dichiarano a mezzo del proprio difensore e procuratore speciale di costituirsi parte civile e in calce all'atto vediamo un ulteriore atto a livello contenutistico, denominato procura speciale: "noi sottoscritti,in calce generalizzati,nominiamo l'avvocato Elio Zaffalon quale difensore e procuratore speciale a costituirsi parte civile". E` chiarissima in tali atti, come ce ne sono altri, la manifestazione di due volonta`: una, la manifestazione di volonta` di nominare il difensore, l'altra la manifestazione di volonta` di conferire a tale difensore anche la procura speciale e quindi la rappresentanza non solo processuale, ma anche sostanziale della parte civile medesima. Quindi si chiede l'esclusione appunto di tutte le parti civili, che noi abbiamo anche indicato, ma penso che ciascun difensore sappia se la sua procura e` notarile oppure no

 

Presidente: sarebbe meglio che pero` lei quanto meno depositasse l'elenco

 

Avvocato Ponti: deposito l'elenco, certamente, che abbiamo appositamente predisposto. Il secondo profilo riguarda invece il soddisfacimento del requisito di cui all'Art. 78 comma 1 lettera d Codice di Procedura Penale, il quale prevede a pena di inammissibilita` che la costituzione di parte civile debba contenere l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda. Questa e` una delle tante innovazioni che sono state introdotte dal nuovo Codice in materia di costituzione di parte civile ed e` da dire che soprattutto di recente la giurisprudenza sia di merito che di legittimita` sta interpretando in modo molto rigoroso questo requisito; non sto a leggere la giurisprudenza e le sentenze citate, in quanto anche qui depositero` una apposita memoria in cui sono tutte indicate. Ma il principio che emerge in modo chiaro da questa giurisprudenza anche dalla Cassazione recentissima, 7 maggio 96, e che per soddisfare il requisito di cui all'Art. 78 comma 1, lettera d e` necessaria una precisa determinazione del petitum, della causa petendi e del nesso causale che si assume sussistere tra la condotta addebitata all'imputato e l'evento di danno che si vuole fare valere e cio` similmente alle forme prescritte per la domanda proposta nel giudizio civile. Quindi la Cassazione e` arrivata ormai ad equiparare a livello contenutistico un atto di citazione esercitato in sede civile con l'azione civile esercitata nel processo penale. Anche in questo caso a livello esemplificativo mi riporto sempre a quell'atto di costituzione Artusi piu` 47. Allora cosa noi troviamo in questo atto? Troviamo l'indicazione di tutti gli imputati, "tutti imputati di reati continuati o no", si legge nell'atto di costituzione, "meglio descritti nella richiesta di rinvio a giudizio", quindi non c'e` neanche l'analitica indicazione dell'imputazione. C'e` l'elencazione di ben 48 parti civili e la motivazione che dovrebbe legittimare la costituzione di queste 48 persone e` la seguente: "premesso che,dipendenti o gia` dipendenti dell'una e/o dell'altra delle imprese incriminate, hanno subito lesioni alla propria integrita` fisica e conseguenti malattie e/o infortuni a causa delle condotte addebitate nelle imputazioni". Allora, in questo atto non abbiamo alcuna indicazione ne' della causa petendi, ne' del nesso causale, ne' una specifica indicazione del petitum. In particolare c'e` questa motivazione assolutamente generica riferita a 48 operai indiscriminatamente, dei quali non sappiamo neppure di quali societa` erano dipendenti, non dico i periodi, ma neppure di quali societa`, perche' si dice "dipendenti o gia` dipendenti dell'una o dell'altra delle imprese incriminate", imprese incriminate che non sono neppure indicate nell'atto di costituzione; cosi` come non e` in alcun modo indicato quale tipo di lesione i soggetti abbiano subito, si dice addirittura "malattia e/o infortuni", ne' e` indicato perche' sussisterebbe un nesso causale tra l'evento non specificato e la condotta che viene addebitata agli imputati, e cio` non puo` che avere un particolare rilievo per quanto riguarda poi l'individuazione della legittimazione a costituirsi parte civile nei confronti dei singoli imputati, perche' quando non sappiamo il periodo di competenza, non sappiamo neppure quale sia la societa` dalla quale questi soggetti dipendevano, e` impossibile qualsiasi tipo di verifica in ordine alla legittimazione processuale a costituirsi parte civile di questi soggetti. Anche in questo caso nella memoria riepilogativa abbiamo indicato tutti i nominativi delle costituzioni di parte civile che non soddisfano tale requisito. Voglio solo precisare che a questo elenco si aggiunge integralmente l'elenco dei cosiddetti fuori lista, in relazione ai quali il difetto del requisito di cui all'Art. 78 comma 1 lettera d e` ancora piu` radicato in quanto si tratta di soggetti che neppure sono indicati nel capo di imputazione e quindi manca totalmente qualunque indicazione della causa petendi e del petitum che vogliono fare valere in questa sede. Solo formalmente volevo associarmi anche per Porta alle eccezioni svolte dai precedenti colleghi in materia di legittimazione di enti ed associazioni ed anche alle eccezioni svolte in ordine alla carenza di documentazione atta a dimostrare la legittimazione dei prossimi congiunti a costituirsi parte civile

 

AVVOCATO ACCINNI

 

Avvocato Accinni: difesa del dottor Schimberni. La scorsa udienza avevo anticipato che anche per comodita` del Tribunale e delle stesse costituende parti civili avremmo presentato una memoria riepilogativa; devo mantenere una piccola riserva sull'eventuale ulteriore necessita` di ulteriori integrazioni o precisazioni in ragione del tempo avuto a disposizione per consultare tutti gli atti delle nuove costituende parti civili ovvero di quelle dell'ultima udienza. Senza stare qui a ripetere tutti i contenuti della memoria, mi limito ad anticipare che in essa si chiede l'esclusione,quanto alle qualifiche ricoperte dal dottor Schimberni in Montefibre, di tutti i soggetti non dipendenti da Montefibre, le ragioni sono le stesse di quelle rappresentate dal dottor Alessandri in difesa del dottor Belloni e dunque non sto a ripetere. In ordine ai soggetti invece dipendenti da Montefibre, ma il cui rapporto di lavoro era cessato o che erano deceduti prima del momento della assunzione in carica in Montedison del dottor Schimberni, gia` si e` detto alla udienza scorsa, nella quale pure e` stato da me letto un elenco; per mera comodita` ora aggiungo che a quell'elenco si aggiunge la richiesta di esclusione dei prossimi congiunti di Favaro Graziano, deceduto il 3 giugno 74, i prossimi congiunti di Simionato Paolo, il cui rapporto di lavoro era cessato il 16 maggio 76 e i prossimi congiunti di Passian Franco, il cui rapporto di lavoro era cessato il 31 dicembre 76. Per l'elencazione mi richiamo comunque a quella contenuta nella memoria, in cui pure si ribadisce la richiesta di esclusione di tutti i soggetti non inclusi nell'elenco del signor Pubblico Ministero, i cosiddetti fuori lista e in ordine ai soggetti diversi dalle persone fisiche, ossia le associazioni ed enti di cui pure si insiste a chiedere l'esclusione, associandosi anche all'odierno intervento dell'avvocato Franchini

 

AVVOCATO MITTONE

 

Avvocato Mittone: la difesa dell'Avvocato Necci propone all'attenzione del Tribunale due questioni, che si pongono sulla scia di quanto gia` esposto da colleghi che hanno preceduto la presente difesa. La prima ha a che fare, e vi e` documentazione e vi e` anche elenco, ha a che fare con la problematica concernente la procura speciale, su cui non torno, se non per sottolineare la profonda differenza tematica che la giurisprudenza ha valorizzato tra la procura, e non e` la stessa cosa, indicata dall'Art. 76 del Codice di Procedura,con la procura alle liti, indicata all'Art. 100 del Codice di Procedura; sono due procure diverse, la prima ha a che fare con il mezzo attraverso cui il soggetto che si vuole costituire parte civile, personalmente o attraverso altro soggetto idoneamente e circostanziatamente indicato, puo` farlo e l'Art. 100, invece, la procura attraverso cui la parte civile si esprime processualmente attraverso il mandato ad un difensore. E` gia` stato detto, lo si ribadisce, e vi e` l'elenco delle costituite parti civili di cui si chiede la esclusione sotto questo profilo, e cioe` sotto il profilo che occorre una tutela formale diversa e maggiore rispetto alla procura speciale indicata all'Art. 76 del Codice di Rito. Il secondo aspetto gia` sviluppato che si richiama e di cui si indicano le soggettivita` di cui si chiedono le esclusioni, invece e` quello relativo all'Art. 78 del Codice di Rito, che impone la designazione circostanziata delle ragioni attraverso cui,con la costituzione di parte civile, si vuole raggiungere un obiettivo processuale. Le seconde questioni invece hanno a che fare con le costituzioni di parte civile che sono avvenute all'udienza del 13 marzo 98 e di cui si chiede la esclusione per tre considerazioni differenziate; vi e` elenco e vi e` motivazione per una migliore comprensione per il Tribunale e per le parti civili a cui queste riflessioni si rivolgono. Il primo blocco ha a che fare con persone che hanno cessato di lavorare o sono decedute prima del giugno del 1987, momento a partire dal quale lo stabilimento di cui questo processo tratta e` stato gestito ed e` stato condotto dalla societa` a cui l'avvocato Necci faceva riferimento. Il secondo blocco fa riferimento a persone che sono state allontanate dai reparti di produzione CVM e PVC prima del giugno del 1987. Il terzo blocco di persone ha a che fare con soggetti che hanno promosso la costituzione di parte civile senza essere inserite nell'elenco delle persone offese e non specificando le ragioni della loro domanda. Per il Tribunale e per i contraddittori processuali su questo tema vi e` elenco e ragioni scritte. Si associa alle eccezioni fatte dagli altri difensori

 

AVVOCATO GIARDA

 

Avvocato Giarda: signor Presidente e signori del Tribunale, l'intervento breve passa attraverso questi passaggi: anzitutto presentiamo gli elenchi che gia` abbiamo prodotto alla scorsa udienza, con i quali chiediamo l'esclusione di alcune parti civili, soprattutto con rifermento al criterio del periodo di dipendenza dei vari operai, messo a raffronto con il periodo in cui i miei tre assistiti, Calvi Renato, D'Arminio Monforte Giovanni e Fedato Luciano hanno svolto funzioni all'interno delle strutture societarie. Rispetto alle indicazioni della scorsa udienza vi e` qualche aggiornamento che riguarda Fedato Luciano, perche' per quanto riguarda gli altri due assistiti,D'Arminio Monforte e Calvi Renato, gli elenchi erano praticamente completi, in quanto alla scorsa udienza non si sono costituite parti civili nuove, hanno solamente confermato parti civili. Viceversa vi sono 4 nuove richieste di esclusione per quanto riguarda Fedato, siccome sono poche, se lei mi consente,le leggo: Donolato Agostino; Graziano Favaro; Passadore Elio; Zanellati Rino.

In secondo luogo ci si associa alle opposizioni di tipo formale avanzate dal professor Alessandri,con riferimento ad una serie di operai rispetto ai quali la costituzione da` luogo a qualche riserva di tipo formale. Ci si associa alle opposizioni avanzate dall'avvocato Franchini in relazione agli enti diversi da quelli territoriali, sempre per Calvi, D'Arminio Monforte e Fedato.

Se il signor Presidente me lo consente, vorrei invece svolgere qualche considerazione ulteriore in relazione ai documenti prodotti questa mattina dalla Avvocatura dello Stato.

La scorsa udienza abbiamo, a nome anche dei colleghi, sollevato la questione relativa alla mancanza dell'autorizzazione della Presidenza del Consiglio e abbiamo invocato una precisa disposizione della legge del 1991 che faceva obbligo di munirsi preventivamente della autorizzazione, Art. 1 comma quarto della legge 3 gennaio 91 nr. 3. Ora, l'avvocatura dello Stato si era costituita in vista dell'udienza preliminare, sottolineando nell'atto di costituzione che si costituiva non solo in rappresentanza del Ministero dell'Ambiente, ma anche in rappresentanza della Presidenza del Consiglio.

Oggi l'Avvocato dello Stato ha prodotto i documenti sui quali intendiamo portare qualche considerazione. Forse i documenti si sarebbero potuti produrre direttamente all'udienza di costituzione e su questo tipo di obiezione gia` ha fatto le considerazioni il collega Cesari. Ma vediamo i documenti nella loro origine e nel loro contenuto, perche' puo` essere interessante da alcuni punti di vista tener conto di quanti documenti indicano. I documenti fanno riferimento ad altri atti che non sono stati prodotti, ma che diamo per esistenti perche' dobbiamo ritenere che i documenti a cui li` si fa riferimento abbiano quel contenuto. L'avvocatura dello Stato ha richiesto al Ministero dell'Ambiente di sollecitare la Presidenza del Consiglio ad emettere una autorizzazione per la costituzione di parte civile del Ministero dell'Ambiente.

Signor Presidente, questo marchingegno del nuovo Codice di Procedura Penale impone a questo difensore di ripercorrere, sia pure rapidamente, qualche atto di quanto e` avvenuto. La lettura della richiesta che il Ministero dell'Ambiente fa alla Presidenza del Consiglio e` perche' la Presidenza del Consiglio pronunci una autorizzazione alla costituzione di parte civile nell'ambito del procedimento penale che interessa Cefis +24. Orbene, il Tribunale deve sapere, naturalmente se potra` essere utile abbiamo anche ovviamente la documentazione necessaria, che all'udienza preliminare si e` arrivati attraverso due tronconi distinti di indagini fatte dalla Procura della Repubblica. Il primo, quello relativo, tanto per intenderci,ai problemi sollevati e collegati al CVM, aveva un certo numero, ma il numero degli imputati non era 25, ma era 27. Il secondo, quello di tipo chiamiamolo ambientalistico, era di 25 persone, cioe` Cefis piu` 24 e nella richiesta di rinvio a giudizio del signor Procuratore della Repubblica figurava come persona offesa il Ministero dell'Ambiente. Quando l'avvocatura dello Stato chiede al Ministero dell'Ambiente di ottenere dalla Presidenza del Consiglio, leggendo le due carte che stamattina abbiamo potuto esaminare, l'autorizzazione alla costituzione di parte civile, evidentemente l'ha fatto solo con riferimento al troncone del procedimento 3340/96 NR, che riguardava Cefis Eugenio piu` 24, vale a dire soltanto per le indagini chiamiamole di tipo ambientale, per l'inquinamento della laguna ed altro, secondo le specificazioni del capo di imputazione. Allora possiamo ricavare, per una implicazione elementare, che quando la Presidenza del Consiglio ha autorizzato il Ministero dell'Ambiente a trasmettere alla avvocatura dello Stato di Venezia l'autorizzazione a costituirsi parte civile, l'ha autorizzato solo per rappresentare il Ministero dell'Ambiente e solo per il troncone relativo all'inquinamento ambientale. Dunque, se quei due documenti, non abbiamo nessuna ragione di dubitare, sono rappresentativi di quell'onere e di quel dovere di munirsi dell'autorizzazione di cui parla l'Art. 1 comma quarto della legge 3 gennaio 1991 nr. 3, dobbiamo ritenere che questa mattina l'avvocatura dello Stato abbia prodotto l'autorizzazione data la stessa alla avvocatura dalla Presidenza del Consiglio per costituirsi parte civile in rappresentanza del Ministero dell'Ambiente e solo per il troncone delle indagini che riguardavano gli aspetti ambientali, cioe` quella parte del complesso delle imputazioni che vedevano con lo stesso numero 3340/96 R.NR. Cefis Eugenio piu` 24. La conseguenza e` che da questo punto di vista noi abbiamo oggi la documentazione per dire che l'avvocatura dello Stato non e` autorizzata, quindi deve essere estromessa per quanto riguarda la parte relativa alle vicende concernenti le malattie o le morti derivanti da CVM. E per quanto riguarda la sua presenza quale rappresentanza del Ministero dell'Ambiente c'e` da fare una ulteriore specificazione: la legge del 1986, che ha introdotto l'Art. 18 di cui tanto si e` parlato e` anche legge che ha istituito il Ministero dell'Ambiente, allora se vogliamo in qualche misura riprendere le considerazioni che ha fatto l'avvocato Franchini, anche questo e` un elemento che conta, non puo` il Ministero dell'Ambiente costituirsi parte civile per fatti antecedenti alla sua istituzione, conseguentemente, al di la` di quello che si e` detto la volta scorsa, circa la non retroattivita` della configurazione del fatto di reato, che sia fonte, quindi causa petendi eventuale di risarcimento di danno ambientale nei termini dell'Art. 18, e` chiaro, che poi so le obiezioni che si faranno, in quanto mi sono gia` state fatte fuori udienza, nel termine dell'Art. 18, allora dobbiamo sostenere, ad ulteriore precisazione di quanto sostenuto la volta scorsa, che la costituzione di parte civile del Ministero dell'Ambiente non puo` andare oltre i tempi della sua istituzione, cioe` il 1986.

Da tutta questa considerazione, peraltro, si deve fare un'ulteriore specificazione: la lettura di quei due documenti prodotti questa mattina dalla avvocatura dello Stato indica che per la Presidenza del Consiglio non esiste una autorizzazione specifica, perche' l'autorizzazione che e` stata data si` dalla Presidenza del Consiglio e` stata data solo per la costituzione di parte civile in rappresentanza del Ministero dell'Ambiente e dunque anche questo elemento e` da valutare al fine di circoscrivere, sulla base di quei documenti,la portata della costituzione di parte civile della avvocatura dello Stato in rappresentanza del Ministero dell'Ambiente, solo del Ministero dell'Ambiente e solo per fatti o per persone o per tipo di responsabilita` successive al 1986. Considerando tutte queste premesse di carattere generale, in relazione alla posizione di chi difendo, perche' poi alla fine non si possono fare discorsi di carattere semplicemente astratto, essendo l'ultimo che difendo l'ingegner Fedato ed avendo l'ingegner Fedato terminato la sua attivita` nel 1981, ne' per l'ingegner Calvi, ne' per D'Arminio Monforte, ne' per l'ingegner Fedato l'avvocatura dello Stato puo` costituirsi parte civile, in quanto nel momento in cui costoro erano alle dipendenze del gruppo Montedison non esisteva il soggetto che oggi chiede di costituirsi parte civile. Produco i tre..

 

AVVOCATO BACCAREDDA BOY

 

Avvocato Baccaredda Boy: assisto il signor Gianluigi Diaz. Nella scorsa udienza il collega Avvocato Carboni aveva gia` indicato il criterio temporale come motivo di eccezione, visto che il dottor Diaz risulta negli organigrammi Montedison a partire dall'agosto 76. Io deposito una memoria, signori Giudici, in cui indico a questo punto specificamente i nomi delle parti civili di cui chiedo l'esclusione, in quanto fanno riferimento a delle persone che hanno lavorato e hanno finito di lavorare prima dell'agosto 76. Credo di essere dispensato dall'elenco di questi nomi, che e` contenuto in memoria. C'e` un secondo gruppo di parti civili di cui chiedo l'esclusione in quanto la pretesa risarcitoria da loro fatta valere si incardina su fatti non contestati in capo di imputazione dalla pubblica accusa, perche' non sono contenute nelle liste delle persone offese da reato. Anche questo elenco e` allegato ovviamente alla memoria. Infine devo soltanto associarmi alle questioni fatte dagli altri colleghi, le istanze di esclusione delle parti civili persone fisiche, enti ed associazioni, e quindi non ho altro che da depositare la memoria

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO PER UN QUARTO D'ORA

 

AVVOCATO CAGNOLA

 

Avvocato Cagnola: per Gatti e Lupo. La mia richiesta odierna non e` in realta` che una specificazione ed una integrazione di richieste di esclusione che avevo gia` depositato alla scorsa udienza, effettuata sia sulla base delle nuove costituzioni di parte civile, sia allegando l'elenco dei lavoratori costituitisi al di fuori degli elenchi allegati nel decreto che dispone il giudizio e penso di cui il Presidente possa risparmiarmi la lettura, dato che si tratta di piu` di 100 lavoratori. Io quindi, proseguendo in quelle che erano state le questioni avanzate alla scorsa udienza, mi associo integralmente alle altre questioni trattate dalle parti, sia per quanto riguarda la mancanza di requisiti formali delle costituzioni di parte civile, sia per quanto riguarda la mancanza di legittimazione degli enti e delle associazioni private. Chiedo l'esclusione di tutte le parti civili che si sono costituite con difensore, per il tramite di difensore non munito di procura speciale. Chiedo ed insisto nell'esclusione delle parti civili costituitesi al di fuori degli elenchi allegati al decreto che dispone il giudizio del Pubblico Ministero e ribadisco ed integro la mia richiesta di esclusione delle parti civili il cui rapporto di lavoro con la Montedison e` cessato prima dell'inizio dell'attivita` lavorativa dei miei assistiti. Non specifico quali sono queste parti civili, perche' l'ho meglio specificato nella mia richiesta di esclusione, si tratta comunque delle tre parti civili eredi di Cesco Dino, eredi di Arnini Mario ed prossimi congiunti di Molina Giuseppe, per i quali avevo gia` formulato richiesta di esclusione alla scorsa udienza; a questi aggiungo la parte parte civile Sisto Favaro, che risulta aver cessato la sua attivita` lavorativa nell'ottobre del 1968, quindi in epoca anteriore alla assunzione in Montedison dei miei due assistiti

 

AVVOCATO BETTIOL

 

Avvocato Bettiol: brevissimo intervento per dire che la difesa di Zerbo si associa poi alle eccezioni tutte proposte dagli altri difensori, da tutti. Vorrei ricordare in modo particolare che poi si associa alle eccezioni dell'avvocato Franchini per quelle parti civili enti ed associazioni che non sono state espressamente indicate ieri

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: io difendo alcuni imputati del filone ambientale, che sono il dottor Patron, Parillo, Palmieri e Presotto, mi sembra di non dimenticare nessuno. Quindi a nome di questi mi associo alle eccezioni gia` fatte,soprattutto per quello che riguarda l'esclusione degli enti costituiti parte civile. Peraltro mi devo associare anche a tutte le eccezioni relative alla costituzione di parte civile delle persone fisiche, perche' ricordo che alla scorsa udienza molte costituzioni si sono fatte con estensione a tutti gli imputati e quindi se in questa locuzione generica "a tutti gli imputati" ci sono anche gli imputati del filole ambientale,io per costoro debbo associarmi alle eccezioni relative di esclusione delle parti civili, grazie

 

AVVOCATO FARINEA

 

Avvocato Farinea: la difesa vorrebbe fare delle precisazioni, cioe` sono state sollevate delle eccezioni relativamente alla presenza di documenti, cioe` di quei certificati che comproverebbero la parentela e quindi la legittimazione a costituirsi parte civile. Ora, gli errori ci sono e sono,per quanto riguarda il nostro studio, totali, nel senso che sarebbe stato sufficiente in realta` leggere il verbale dell'udienza preliminare, nel quale sono state svolte le costituzioni, per verificare che e` stato dato atto di queste produzioni. Noi comunque abbiamo potuto verificare anche la presenza della documentazione, quindi io, per quanto riguarda Gabriele Bortolozzo, preciso che nel verbale di udienza risulta la produzione dei certificati storici di stato famiglia per tutte le parti per le quali mi sono costituito, tra cui gli eredi di Gabriele Bortolozzo, e con la precisazione che per quanto riguarda gli eredi di Gabriele Bortolozzo viene prodotto anche il certificato di morte di Gabriele Bortolozzo. Quindi sarebbe stato sufficiente andare a verificare sul verbale

 

Presidente: eventualmente pero` questi interventi li potete fare quando e` il vostro turno. Prego Avvocato

 

AVVOCATO PULITANO'

 

Avvocato Pulitano`: il mio intervento e` diviso in due parti, una brevissima relativa alla posizione del dottor Smai in relazione al solo capitolo CVM, capo primo di imputazione; la seconda parte, un pochino piu` ampia, riguarda la posizione sia del dottor Smai, sia degli altri miei assistiti, ingegner Palmieri e dottor Parillo, imputati soltanto per il capo 2 di imputazione. Per quanto concerne il dottor Smai, capitolo CVM, mi riporto innanzitutto alle richieste di esclusione delle parti civili persone fisiche fondate sulle ragioni sostanziali legate ai limiti dell'imputazione, vuoi ai limiti dell'imputazione contestata specificamente al dottor Smai in funzione dei limiti di competenza risultanti dalla tabella allegata al capo di imputazione stesso, vuoi con riferimento ai limiti generali dell'imputazione contestata a tutti, mi riferisco alla posizione delle persone costituite parti civili, le quali non sono tra le persone cui si riferiscono gli eventi di danno, morte o malattia, risultanti dall'atto d'accusa. Per cui manca nei loro confronti uno stesso oggetto cui collegarsi.

Mi associo anche a tutte le richieste di esclusione di parti civili motivate su ragioni formali che sono state prospettate o che venissero prospettate da colleghi.

Con riferimento alle costituzioni di persone fisiche vorrei aggiungere due telegrafiche notazioni ad integrazione di quanto osservato la volta scorsa. Prima notazione: non mi pare che, una volta escluso il riferimento ad eventi di danno contestati come reato riferiti alle parti civili, sia possibile invocare come ragione giustificativa della costituzione di parte civile la contestazione di reati di pericolo, cio` mi sembra impossibile, posto che dalle stesse costituzioni di parte civile risulta che esse sono fondate sulla allegazione di eventi di danno alla persona, morte o malattia,che non fanno parte del capo di imputazione o comunque dell'imputazione contestata al dottor Smai ed e` con riferimento ai fatti indicati nella costituzione di parte civile che occorre operare la valutazione rientrano o non rientrano nella imputazione contestata?

Seconda notazione: a sostegno delle costituzioni di parte civile e come tentativo di forzatura del riferimento alla imputazione contestata, non vi e` nessuno spazio per un argomento che abbiamo ascoltato a suo tempo nell'udienza preliminare, vale a dire il riferimento al criterio della responsabilita` in solido dei coimputati; criterio di per se' ineccepibile, ma che ovviamente vale nei limiti in cui vi sia una imputazione rivolta a piu` imputati e per i quali,quindi,in caso di condanna sia applicabile il criterio della solidarita`, ma questo criterio della responsabilita` solidale ovviamente non trova piu` alcuno spazio di possibile applicazione la` dove, essendosi al di fuori dei confini dell'imputazione contestata al singolo imputato, viene meno qualsiasi possibilita` di condanna penale e di conseguente condanna al risarcimento in solido, il limite dell'imputazione contestata resta fermo ed insuperabile. Una brevissima notazione ancora sulla questione degli atti di costituzione di parte civile notificati al dottor Parillo e all'ingegner Palmieri da me assistiti, ne ha gia` parlato il collega Cesari; mi sono curato di rivedere i due atti, la costituzione di parte civile e` riferita esplicitamente solo al capo 1 di imputazione e ad imputati nominativamente elencati, fra i quali l'ingegner Palmieri e il dottor Parillo non ci sono. Non ho capito se il collega che ha curato la notifica di questi atti intenda o non intenda sostenere che la costituzione di parte civile vale anche per Parillo e Palmieri, ove mai, in denegata ipotesi, il collega di parte civile sostenesse che la costituzione di parte civile vale anche per Parillo e Palmieri, la mia richiesta e`: dichiararsi inesistente nei confronti di Parillo e Palmieri la costituzione di parte civile del signor Franzin Giancarlo; inesistente, non richiesta di esclusione, perche' la costituzione di parte civile non esiste nei confronti di questi due.

Qualche considerazione forse va fatta in quest'ordine di idee anche con riferimento ad eventuali estensioni della parte civile, delle costituzioni di parte civile nei confronti di tutti gli imputati che risultassero dal verbale d'udienza e non dagli atti scritti di costituzione di Parte Civile. Qui purtroppo la ristrettezza di tempo mi ha impedito un esame dettagliato di tutto, per cui posso incorrere in errori o sollevare questioni che non trovano precisa rispondenza in quanto effettivamente risulti a verbale. Ove mai risultasse, e non so se risulti, che per alcune costituzioni di parte civile sia stata richiesta una estensione anche nei confronti di imputati e di imputazioni non espressamente risultanti dall'atto di costituzione di parte civile, la mia richiesta e` ancora nei termini indicati prima: dichiararsi inesistente una costituzione di parte civile riferita ad imputati ed imputazioni che non risultassero dagli atti scritti, necessari perche' una costituzione di parte civile sia validamente introdotta nel processo penale; una estensione ad altri imputati, ad altre imputazioni non ha spazio nel sistema del Codice.

Chiuso questo capitolo relativo alle parti civili persone fisiche, vorrei dire due parole sulle costituzioni di parte civile nuove, dei nuovi enti ed associazioni che si sono introdotti alla scorsa udienza e, con riferimento a queste nuove costituzioni, tornero` su alcuni punti di interesse generale. Come riferimento fondamentale assumerei la costituzione di parte civile della associazione Salvaguardia Malcontenta, della quale ha gia` parlato il collega Franchini, io cerchero` di non ripetermi, ma mi sembra opportuno svolgere su questa costituzione di parte civile alcune considerazioni che danno spunto per un discorso coinvolgente anche altre posizioni. Che cosa dice l'associazione presentandosi come parte civile? Parla della propria costituzione fra gli abitanti della localita` Malcontenta, richiama la finalita` statutaria: affermare gli interessi individuali e/o collettivi degli abitanti di Malcontenta connessi al tessuto urbano industriale. Si presenta dunque la nostra associazione come un ente esponenziale di interessi individuali e collettivi,non, noto fra parentesi, una associazione ambientalista riconosciuta ai sensi della legge del 1986, ma comunque una associazione esponenziale che si presenta come radicata in una specifica situazione locale, e su questo fonda le sue richieste, non risarcimento del danno ambientale, (e`, fra parentesi,noto che anche altri enti presentatisi come associazioni ambientaliste non chiedono in realta` il danno ambientale,per cui il fondamento ricercato nella legge del 1986 appare fuori luogo), ma torno alla associazione Malcontenta, che cosa deduce nella sua costituzione? Che avrebbe cominciato ad agire in quella situazione specifica e chiede come risarcimento dei danni la rivalsa per i costi da essa associazione affrontati per i tentativi di contenimento delle conseguenze dannose per gli illeciti ed inoltre danni non patrimoniali derivati dalle offese dirette ed immediate all'interesse collettivo del sodalizio, offese che si risolverebbero in una diminuzione di prestigio e di credibilita` della associazione, cito testualmente per rendere chiaro di che cosa stiamo parlando. Risulta inoltre, come gia` rilevato dal collega Franchini,che la assemblea pubblica per la costituzione della associazione si e` svolta il giorno 11 dicembre 1996, in curiosa coincidenza, solo coincidenza evidentemente, con la data del deposito della richiesta di rinvio a giudizio per le imputazioni ambientali, depositata il 12 dicembre 1996 e relativa a fatti che si assumono avvenuti fino all'autunno del 1995. Mi pare chiaro che la legittimazione a costituirsi parte civile della associazione Malcontenta non possa fare riferimento alla normativa del 1986 laddove fa riferimento ad enti esponenziali riconosciuti, e non c'e` bisogno qui di ricordare che sulla base di quella normativa la facolta` esclusivamente processuale.. l'unica facolta` processuale riconosciuta e` quella di intervento e non di costituzione di parte civile. Aggiungerei, avendo riguardo al riferimento alla tutela di interessi individuali e collettivi, che e` comunque da escludere,nel caso della associazione Malcontenta come di qualsiasi altra, che la legittimazione a costituirsi parti civili possa essere cercata in una sorta, come dire, di rappresentanza di interessi di terzi e terzi sono anche i soci dell'associazione. Un ipotetico pregiudizio di diritti degli associati o di qualsiasi altro soggetto, terzo rispetto alla associazione, non potrebbe che essere fatto valere da colui che sia stato leso nel proprio diritto, come singolo, nei modi e nei limiti consentiti dall'ordinamento. L'associazione, come tale, non ha alcun diritto al risarcimento di danni sofferti da interessi altrui e non ha alcuna legittimazione processuale ad agire a tutela di interessi altrui.

Ulteriore notazione gia` fatta, mi pare, in sostanza dal collega Franchini: non sono in gioco diritti di personalita` della associazione o comunque diritti dell'associazione legati alla assunzione di una particolare finalita` ai sensi di statuto. La giurisprudenza su questo punto e` inequivoca: il mero collegamento ideologico con un interesse pubblico o con un qualsiasi interesse assunto a fini dell'associazione e` di per se' inidoneo a privilegiare la posizione del sodalizio sul piano giuridico, non perche' un interesse diffuso sia perseguito da una associazione, per cio` solo tale interesse assurge al rango di interesse legittimo o di diritto soggettivo della associazione, e questa e` giurisprudenza costante.

Il punto che merita maggiore approfondimento, alla luce di questo atto di costituzione della associazione Malcontenta come degli altri, e` il riferimento in alcuni atti esplicito e in altri implicito, ma sostanzialmente leggibile con chiarezza, a quell'indirizzo giurisprudenziale del quale ha gia` parlato il collega Franchini, ne ha parlato per mostrarne i limiti di applicabilita`,senza esplicitamente sottoporlo a critica; quell'indirizzo secondo il quale la legittimazione a costituirsi parte civile per le associazioni, non fondata sulla finalita` del sodalizio di per se' considerata, verrebbe invece inessere quando la finalita` della associazione, quando il perseguimento di quella finalita` si sia tradotta in concreto con riferimento ad una situazione storicamente circostanziata e con attivita` legate alla specifica situazione.

In aggiunta alle considerazioni svolte dal collega Franchini sui limiti di applicabilita` di quell'indirizzo nei termini in cui esso e` prospettato dalla giurisprudenza,e sono limiti molto piu` ristretti di quanto non si pretenda da taluni di fare derivare dalla generale normativa sul danno ambientale e sugli enti esponenziali, al di la` di quel discorso di critica e precisazione interna dell'indirizzo, io vorrei aggiungere alcune considerazioni di critica piu` radicale all'indirizzo in considerazione, che, mi pare, mi si consenta di dire, tutto ideologico e privo di agganci con l'ordinamento positivo. Mi pare innanzitutto in tendenziale conflitto con la normativa sul danno ambientale, anche a non ritenere quest'ultima decisiva. In tendenziale conflitto nel senso che la normativa sul danno ambientale, la` dove prevede l'intervento come cosa diversa dalla legittimazione alla azione di danno ambientale, quella normativa sottende comunque un intervento esplicito, un orientamento esplicito del legislatore, che non riconosce in via normale alcuno spazio a pretese risarcitorie degli enti esponenziale in relazione all'attivita` da essi svolta per il perseguimento dei loro scopi statutari, e il nuovo Codice di Procedura Penale ha poi generalizzato questa prospettiva con l'Art. 212 delle disposizioni di coordinamento. Risulta chiaro che la attribuzione della facolta` di intervento, l'unica facolta` processuale esplicitamente collegata alla natura di ente esponenziale avente quelle finalita`, quella facolta` di intervento presuppone chiaramente che nel sistema del Codice gli enti esponenziali,in quanto tali, non sono titolari della azione risarcitoria. E si noti che qui, nel porre queste norme, il legislatore si e` posto il problema degli enti esponenziali e del loro regime processuale in ottica chiaramente di favore verso la loro attivita`, attribuendo agli enti esponenziali una facolta` di intervento che in altre situazioni e per altri soggetti e` preclusa, un di piu` e non una diminuzione delle loro facolta` processuali. Come si inserisce in tutto questo l'indirizzo giurisprudenziale in esame,che si riferisce a situazioni storicamente circostanziali? La logica interna di quella impostazione mi sembra possa essere cosi` presentata:si presuppone da quella controversia giurisprudenza, si presuppone che l'attivarsi in determinate situazioni concrete, nel perseguimento dello scopo dell'ente esponenziale, possa essere considerato come un fatto costitutivo di diritti soggettivi in capo all'ente esponenziale; si noti, di diritti soggettivi nuovi, non spettanti all'ente in forza del mero orientamento ideologico finalistico risultante dallo statuto, perche' lo statuto e la finalita` statutaria non fondano diritti soggettivi del tipo qui preso in considerazione. Ma questi supposti diritti soggettivi,in relazione ai quali scaturirebbe la pretesa risarcitoria, sarebbero diritti soggettivi nascenti ex novo dall'attivarsi concreto dell'ente nella situazione storicamente circostanziata. Questa la logica di quell'orientamento riportato dai fumi dell'ideologia in un discorso rigoroso che faccia i conti con le categorie e gli istituti giuridici. Ma a me pare che invano cercheremmo nell'ordinamento giuridico italiano vigente, a livello di legislazione o a qualsiasi altro livello, una norma giuridica o anche solo un principio inespresso che consenta di fondare nuovi diritti soggettivi dell'ente come conseguenza giuridica del suo attivarsi; io non li conosco, non li ho trovati, non ne ho sentiti indicati in modo persuasivo dai sostenitori di questo orientamento. Qualsiasi cosa, allora, l'associazione Salvaguardia Malcontenta o qualsiasi altra associazione, riconosciuta o meno come associazione ambientalista, qualsiasi cosa l'associazione abbia fatto per la difesa ecologica del territorio sara` cosa commendevole sotto tanti profili, ma e` cosa del tutto irrilevante sotto il profilo che qui interessa, quello del valutare se dall'attivarsi in certo modo scaturiscano diritti soggettivi nuovi, perche' di questo si tratta. E a questo proposito una ulteriore notazione che mi sembra non irrilevante: di che diritto si tratterebbe secondo l'impostazione che qui sto cercando di discutere? A me pare che il supposto diritto di cui qui si discute, quel diritto che la parte civile, ente o associazione esponenziale, pretende di fare valere, non avrebbe altro contenuto che quello di fondare la azione risarcitoria, non vi e` cioe` un diritto avente un suo contenuto autonomo e dalla cui lesione scaturirebbe il danno, come e` la regola laddove si fa questione di danno inferto a diritti soggettivi. Ma qui il supposto diritto si esaurirebbe senza residui, senza avere una sostanza autonoma e preesistente, si esaurirebbe senza residui nel preteso diritto a vedersi risarcito il danno, identificato poi nei costi sopportati per la propria attivita`. Infatti nessuna azione legale di altra natura, nessuna altra facolta` e` ricollegabile o viene ricollegata all'attivarsi nella situazione storicamente circostanziata; l'azione risarcitoria e` connessa ad un diritto del quale non e` dato individuare alcun contenuto indipendente. Bene inteso, non metto certamente in discussione, e sarebbe folle il metterlo in discussione, che l'attivarsi per uno scopo in via generale e con riguardo a situazioni specifiche sia esercizio di un diritto, le associazioni ambientaliste o di qualsiasi natura esercitano un loro diritto nel perseguire i loro scopi; si tratta di che cosa? Di un diritto di liberta` che compete alle associazioni ne' piu` e ne' meno che alle persone fisiche, un diritto di liberta` che e` tale per tutti, indipendentemente dalle finalita` che ciascuno, singolo o associato, abbia scelto liberamente di perseguire. Ma questo diritto di liberta`, che e` premessa e non gia` conseguenza dell'attivarsi in concreto nella situazione circostanziata, questo diritto di liberta` non e` minimamente in gioco nelle vicende di cui e` causa, nessuna delle associazioni che si costituiscono parte civile lamentano lesioni dei loro diritti di liberta`; giusto al contrario, ci vengono a dire di avere liberamente scelto una determinata attivita`, un modo di esercizio della loro liberta`, finalizzato ai loro scopi, e a questo punto pretendono che cosa? Fanno valere un supposto diritto, il quale si esaurisce, in buona sostanza, nel diritto a fare pagare da altri la propria attivita`. Per quanto apprezzabile possa essere l'attivita` delle associazioni, non riesco proprio a capire su quale fondamento giuridico il relativo onere economico di quella attivita` debba essere posto a carico di altri e non di chi abbia liberamente scelto di svolgere quella attivita`. Mi pare proprio che quei costi liberamente sopportati in vista di una libera scelta per il perseguimento di determinati fini, quei costi non possono essere in nessun modo considerati un danno da reato direttamente ricollegabile ad un reato danno sofferto dalla associazione. Quei costi di una attivita` liberalmente prescelta ed attuata non sono nemmeno in via di ipotesi astratta conseguenza diretta ed immediata dei fatti ipotizzati dalla accusa, ma sono conseguenza, come ho detto, di una libera scelta della associazione che li ha sostenuti, indipendente da esigenze connesse a danni subiti in precedenza dalla associazione, che non esistono nemmeno nella prospettazione delle associazioni costituitesi parti civili, non parlano di danni da loro subiti, preesistenti al loro attivarsi. Potrebbero esserci danni di altri, ma di altri, non della associazione. L'atto di costituzione, parla, torno qui alla associazione Malcontenta, ed e` indicativa questa formula, l'atto di costituzione parla di attivita` di contenimento delle conseguenze dannose degli illeciti, illeciti ipotizzati dalla accusa e riferiti ad altre persone offese come soggetti passivi, non all'ente esponenziale. A me pare si possa lasciare fra parentesi il problema, che pure meriterebbe di essere sollevato, se e quali attivita` della parte civile o documentate dalla parte civile con l'atto di costituzione allegato, possano davvero definirsi come di contenimento, di conseguenze dannose di illeciti; mi sembra questo discorso possa essere lasciato fra parentesi, perche', ammesso si sia trattato di attivita` di contenimento di conseguenze di illeciti, si sarebbe comunque trattato di contenimento di danni a terzi, non di danni subiti dall'associazione, danni a terzi che solo quegli altri ipotetici danneggiati potrebbero eventualmente fare valere, con un'autonoma costituzione di parte civile dei danneggiati, non del supposto ente esponenziale.

A me sembra che l'associazione, ove mai abbia sostenuto costi dell'interesse di terzi, o per rimediare a danni subiti da terzi e pretenda di farli valere come danno da reato in sede penale, in realta` finirebbe per esercitare non una azione di risarcimento di danno da reato, ma una sorta di azione di regresso, senza averne titolo formale, ma,oltre alla mancanza del titolo formale alla azione di regresso, merita notare che di quello si tratterebbe, una azione, un tipo di azione diversa dall'azione risarcitoria per danno da reato, e che non potrebbe essere introdotta. Tutti questi discorsi io ho cercato di svolgerli con riferimento alla struttura o alla logica generale dell'argomento in discussione di quell'indirizzo giurisprudenziale. Nel caso della associazione Malcontenta, la inaccettabilita` di quella impostazione, le paradossali conseguenze a cui essa porterebbe sono, come dire, ancora meglio evidenziate da quel dato cronologico che gia` il collega Franchini ha messo in evidenza: l'associazione si costituisce nel dicembre 96, dopo la data indicata come momento terminale dei supposti reati, che cosa risulta da questo? Che la esistenza di problemi ecologici locali, a chiunque imputabili lo lascio fra parentesi, ma l'esistenza di problemi ecologici conosciuta da coloro che decidono di formare l'associazione e` addirittura la premessa del costituirsi della associazione e della attivita` di questa. Merita una riflessione questo punto. Il collega Franchini l'ha gia` introdotta rilevando come anche nella prospettiva della mera facolta` di intervento il legislatore si e` espressamente preoccupato di escludere che il venire in essere dei presupposti dell'intervento possa essere fatto sorgere costituendo la associazione successivamente alla data del commesso reato. Ma qui si tratta di qualcosa di piu`, qui si tratta, nella logica della costituzione di parte civile, si tratta del sorgere addirittura di diritti soggettivi offesi in capo alla associazione, la quale nasce dopo il fatto, presentandosi nella situazione che sa essere, secondo una certa ipotesi, come una situazione esposta a problemi e dove quindi si deve intervenire. L'associazione nasce in una situazione gia` segnata da tutte quelle caratteristiche che poi pretende di fare valere come danno. La paradossalita` di questo risulta esplicita in modo ancora piu` vistoso ove la si ricolleghi a quell'altra pretesa risarcitoria fatta valere, mi riferisco ancora all'atto di costituzione della associazione Malcontenta, la` dove indica come danno da reato di cui chiede il risarcimento una supposta diminuzione di prestigio e di credibilita` derivante dai fatti oggetto di imputazione. La logica sottesa a questa impostazione, che ritroviamo anche in altri atti di costituzione di parte civile, mi sembra essere, grosso modo, cosi` esprimibile: gli illeciti contestati agli imputati, incidendo sull'ambiente, avrebbero intaccato la estimazione pubblica delle associazioni volte a finalita` di tutela dell'ambiente. Da qui il supposto danno all'immagine. Qualche parte civile parla addirittura di perdite di iscritti, forse talune organizzazioni sindacali, non ricordo in particolare chi. Mi sembra una logica quanto mai paradossale, il supposto danno all'immagine non deriverebbe affatto, secondo la stessa prospettazione delle parti civili, da una ipotetica aggressione di terzi verso la immagine della associazione, immagine come diritto della personalita`, nella prospettiva del diritto all'onore o alla identita` personale rispetto a qualcosa che la metta in falsa luce agli occhi del pubblico, niente di tutto questo. Il supposto danno all'immagine scaturirebbe dalla possibilita`, indicata del tutto in astratto, dalla possibilita` di ipotetici giudizi negativi da parte di terzi circa un comportamento, ipoteticamente attribuibile alla associazione stessa, ritenuto omissivo o inefficiente rispetto ai suoi fini. Questo potrebbe essere un danno alla immagine della associazione, l'associazione appare non attivarsi, ma tutte le associazioni che si costituiscono parte civile prospettano il contrario: noi ci attiviamo in concreto,lavoriamo per il perseguimento dei nostri obiettivi, siamo associazioni stimate e stimatissime per l'impegno che profondiamo nel perseguimento dei nostri obiettivi. La invocazione di un ipotetico danno all'immagine,nei termini in cui appare adombrata nelle formule indicate negli atti di costituzione di parte civile,non trova alcuna corrispondenza nei fatti indicati a sostegno delle costituzioni di parte civile. L'argomento enunciato come danno all'immagine mi sembra sia un argomento del tutto vuoto e percio` anche sul piano formale inidoneo a legittimare alcunche`.

Nel caso della associazione Malcontenta, che nasce nel 1996, dopo i fatti di cui e` causa, la paradossalita` dell'argomento mi sembra ancora piu` evidente, ma come, l'associazione ipotizza una diminuzione del suo prestigio in conseguenza di fatti avvenuti prima che essa si costituisca? Una associazione che si costituisce proprio in relazione a fatti pregressi di deterioramento ambientale, veri e supposti e con la finalita` di fronteggiarli e mi si dice che quei fatti hanno intaccato il mio prestigio? Mio.. della associazione che ora si costituisca mi sembra una prospettazione semplicemente assurda, e mi pare che la assurdita` di questi sviluppi, che sono la logica conseguenza di certe premesse argomentative, finisca per coinvolgere in se' anche quelle premesse. La applicazione assolutamente paradossale che ne e` fatta nel caso della associazione Malcontenta vale per cosi` dire come dimostrazione per absurdum di una impostazione giurisprudenziale che sola potrebbe sorreggere quelle costituzioni di parte civile, nei termini in cui si pone l'attuale dibattito giurisprudenziale. Detto questo, brevissimamente su altre costituzioni di parte civile. Inail. L'Inail ha esercitato una azione di regresso e non di risarcimento danni, nessun rapporto fra il danno dell'assicuratore e il danno da reato, e` pacifico: non c'e` un ulteriore danno dell'assicuratore che si aggiunga a quello della parte, e` sempre il medesimo danno che l'assicuratore ha coperto e per il quale potra` poi esercitare l'azione di regresso, che per definizione e` diversa dalla azione risarcitoria. Da questa esclusione della legittimazione a costituirsi parte civile l'Inail non ne ricavera` gran danno, posto che, come ha affermato la giurisprudenza, Tribunale di Firenze 4 aprile 1989, proprio perche' l'Inail non e` legittimato a costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il danneggiante, proprio per questo non gli sarebbe opponibile la sentenza assolutoria emessa dal Giudice penale, non opponibile nel senso che, malgrado l'assoluzione dell'ipotetico danneggiante, l'Inail manterrebbe tutte le sue facolta`, senza essere vincolato da una sentenza penale resa inter alios. Per quanto riguarda l'insieme delle costituzioni di parte civile di enti pubblici, sindacati ed associazioni ambientaliste, mi limito a riportare lo schema generale delle richieste, rinviando alle richieste di esclusione scritte e alla memoria illustrativa che le accompagna, con gli argomenti di sintesi validi piu` o meno per tutte. Lo schema delle richieste e`: escludersi in blocco le costituzioni di parte civile di organizzazioni sindacali e di associazioni ambientaliste o di altra natura come Medicina Democratica, con riferimento ad entrambe le imputazioni di cui qui si discute, per mancanza di riferimento a diritti propri dell'associazione che possano, anche in via di prospettazione astratta, ritenersi lesi dai comportamenti ipotizzati dall'accusa. Per quanto riguarda gli enti pubblici, non vi e` opposizione alle costituzioni di parte civile nella misura in cui Stato, Regione, Provincia o Comune, si costituiscono parte civile con riferimento alle imputazioni di reati ambientali. Siamo qui in un caso tipico di applicazione dell'Art. 18 della legge del 1986, nessuna questione. Vi e` richiesta di opposizione anche nei confronti degli enti pubblici relativamente a quei casi in cui l'ente pubblico si e` costituito parte civile con riferimento al capo primo di imputazione, relativo al capitolo CVM, qui siamo fuori della prospettiva del danno ambientale, qui sono in gioco ipotesi di eventi di danno o di pericolo per la incolumita` di persone fisiche e soltanto le persone fisiche la cui integrita` e` stata danneggiata o posta in pericolo possono fare valere pretese risarcitorie, nessun altro, non le associazioni, nemmeno le organizzazioni sindacali, che casomai potrebbero fare valere una lesione delle loro facolta` di intervento e di controllo, menomazioni di liberta`, di cui qui non vi e` traccia, e nemmeno lo Stato, non essendo accettabile l'invocare le potesta` che in via generale spettano allo Stato, in relazione al rispetto della legge in qualsiasi campo, argomento che proverebbe troppo, finendo per legittimare lo Stato a costituirsi parte civile in qualsiasi caso, argomento che mi pare uno sviluppo di una impostazione ideologica autoritaria, del tipo che troviamo o che trovavamo quando eravamo giovani nel manuale di Manzini, la' dove identifica l'interesse dello Stato come interesse generico in gioco in qualsiasi reato, non e` questa una strada che possa sensatamente essere praticata. Una notazione a parte, e con questo concludo, per le costituzioni di parte civile dei Comuni di Mira e di Campagnalupia. Qui si costituiscono con riferimento alla imputazione di cui al capo 2, la imputazione per reati ambientali. Rientrano questi Comuni nella categoria degli enti astrattamente legittimati, ma vi rientrano in concreto? Fanno valere questi Comuni un collegamento concreto con i fatti oggetto di imputazione? Lo indicano anche il collegamento concreto nei loro atti di costituzione, il riferimento e` a talune fra le aree su cui insistono discariche indicate in uno degli allegati all'atto d'accusa: discarica Dogaletto per un Comune, discarica Extrasego per l'altro Comune; quello che manca e` un collegamento fra questo elemento oggettivo di collegamento con l'imputazione e la posizione degli imputati da me assistiti, i quali tutti sono imputati in relazione a funzioni, qualita` e funzioni di ex dirigenti di Enichem. Risulta dall'allegato al capo di imputazione che le discariche cui si riferiscono questi Comuni sono di proprieta` di altri, non risulta per nessuna di queste discariche un collegamento con Enichem. Secondo una interpretazione razionale del capo di imputazione, che non imputi tutto a tutti, al di la` della stessa logica interna nella quale l'accusa e` stata formulata, si deve escludere che le discariche Dogaletto e la discarica Extrasego e l'altra, che forse e` stata pure indicata da una delle parti civili, discarica Malpaga, si deve escludere che queste discariche, site su terreni che non sono mai stati di Enichem, rientrino nell'ambito della imputazione contestata al dottor Smai, al dottor Parillo e all'ingegner Palmieri. Per questa ragione, specificamente legata alla posizione dei miei assistiti, chiedo che anche le costituzioni di parte civile dei Comuni di Mira e di Campagnalupia siano dichiarate inammissibili nei confronti dei miei assistiti. Produco le richieste di esclusione

 

AVVOCATO BENEDINI

 

Avvocato Benedini: intervengo per Reichenbach e Sebastiani. Faccio mie innanzitutto le eccezioni sulle costituzioni di parti civili, persone fisiche o eredi, in argomento delle quali hanno gia` trattato l'avvocato Alessandri e l'avvocato Mucciarelli, e cioe` quelle posizioni di parte civile per le quali non e` risultataidentificabile sostanzialmente la ragione per cui si costituivano, mancava la patologia, mancavano i dati sui periodi di assunzione e quanto altro. Non sto ovviamente a ripetere quell'elenco, perche' si e` gia` prodigato in questa impresa il professor Alessandri e sarebbe ripetere la stessa cosa. Lo stesso discorso dicasi per quelle parti civili che non sono contenute nell'elenco del Pubblico Ministero e che quindi,per le considerazioni che sono state dette prima,non devono essere e non possono essere correlate ad alcun capo di imputazione qua presente. Mentre invece debbo fare un elenco di parti civili delle quali chiedo l'esclusione in relazione al mio assistito Angelo Sebastiani, e la ragione di questa esclusione risiede nella causa temporale; avevo fatto una premessa, avevo fatto un precedente elenco la udienza precedente e lo completo adesso, premettendo che Angelo Sebastiani fu direttore di stabilimento fino al febbraio 1973 e poi cesso` ogni incarico ed ogni funzione e non possono essere a lui ascritte le posizioni di persone che hanno prestato il loro lavoro in epoca successiva e sono: Ballerin Lucio; Bardelle Adolfo; gli eredi di Begato Albino; Bello Lino; gli eredi di Birolo Bruno; Boscolo Antonio; Boscolo Danilo; Bozzolan Adriano; Bregantin Pasquale; Cavi Luciano; Cecconello Elia; Cortina Antonio; Ferraresso Giampietro; gli eredi di Garino Franco Maria; Gavagnin Pietro; Grego Angelo; Grizzer Clemente; Marchesan Enrico; Masolo Aldo, gli eredi; Menin Gianni; Monetti Gaetano; Perissinotto Mario; Pozzato Bruno; Ruzza Esterino; Scale Nicodemo; Spano` Vitantonio; Tescari Daniele; Trovo` Renzo; Varagnolo Giuseppe; Vescovo Emilio; Zanco Giorgio; gli eredi di Cabbia Bruno; Tavella Bruno; gli eredi di Gianni Giorgio; gli eredi di Volpi Mario; gli eredi di Fedele Ezio; Gallan Servilio; Ferrari Guerrino; Magro Ampelio; Sgnaolin Giovanni e Mazzolin Luciano. Mi associo in seguito alle eccezioni sulle costituzioni di parte civile degli enti e delle associazioni esponenziali,nonche` sulla costituzione di parte civile del Ministero dell'Ambiente, per le ragioni e per i contenuti che sono gia` stati esposti dal professor Giarda, ricordando sia per gli uni che per gli altri soggetti che i miei assistiti, il Sebastiani, come ho detto, fino al febbraio 73, il Reichenbach fino al dicembre 1985, hanno cessato le loro funzioni e i loro incarichi prima ancora dell'esistenza del Ministero dell'Ambiente e degli altri enti

 

AVVOCATO DINOIA

 

Avvocato Dinoia: signor Presidente e signori del Tribunale, per l'ingegner Presotto. Io saro` telegrafico, associandomi a tutte le eccezioni e a tutte le richieste di esclusione delle parti civili, in particolare quelle degli enti, nonche` quella svolta dall'avvocato Ponti sulle insufficienti o erronee a nostro giudizio procure speciali. Ad integrazione di quanto gia` detto dall'avvocato Santamaria nella scorsa udienza e ad integrazione di quanto dallo stesso gia` riferito in ordine ai coimputati Smai e Presotto,deposito, se il Presidente e le altre parti sono d'accordo, un breve elenco in relazione alle ulteriori nuove costituzioni di parte civile effettuate alla nuova udienza. L'unica, se si puo` dire, novita` rispetto alle questioni sollevate, alle eccezioni sollevate dai precedenti difensori ai quali mi sono associato, riguarda la costituzione di 7 parti civili, sono costituzioni di parti civili che sono avvenute dopo l'udienza preliminare e prima del dibattimento. Io per comodita` del Tribunale depositero` la copia della prima pagina dell'atto di costituzione di parte civile con la busta della relata di notifica, in quanto la questione che sollevo in relazione.. e adesso vi elenco, sarebbero le parti civili per quanto riguarda le posizioni di Giglio Alberto, coniuge e figli del signor Cabbia Bruno, Zampieri Natale, Donolato Agostino, Facchin Alessandro, Giacomello Gino, coniuge e figli del signor Pradel Italo, mi pare. Queste costituzioni di parte civile, torno a ripetere,effettuate fuori udienza,per quanto riguarda la posizione dell'ingegner Presotto sono state notificate presso il mio studio in Corso Venezia a Milano. L'ingegner Presotto aveva eletto domicilio presso di me all'epoca delle indagini preliminari, dopo di che, nel febbraio, se ricordo bene, 97, prima dell'udienza preliminare e con l'atto di nomina, in unione a me, dell'Avvocato Santamaria,aveva eletto domicilio presso lo studio dell'Avvocato Santamaria, quindi stiamo parlando di un anno fa. Le notifiche sono state quindi effettuate non al domicilio ritualmente eletto e pertanto la costituzione di parte civile deve ritenersi inefficace e cio` ne determina la esclusione. Deposito quanto ho anticipato

 

Presidente: chi interviene? I difensori degli imputati li abbiamo esauriti, mi pare di capire

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: signor Presidente, solo per scrupolo, mi associo alle eccezioni che sono state sollevate dopo il mio intervento dagli altri condifensori

 

Presidente: i difensori dei responsabili civili

 

AVVOCATO PADOVANI

 

Avvocato Padovani: io ho da prospettare,signor Presidente e signori del Tribunale,una serie non cospicua, ma nemmeno brevissima,di questioni concernenti sia la legittimazione processuale che la legittimazione sostanziale del responsabile civile Montedison. Ora potrei entrare immediatamente in medias res, ma la lettura del verbale relativo al pomeriggio della udienza scorsa mi induce a soffermarmi brevissimamente su una questione che e` stata sollevata e formalizzata in ordine alla tempestivita` dell'intervento del responsabile civile, volto a richiedere ovviamente la sua esclusione, perche' di questo si tratta. Secondo una tesi che e` stata qui sostenuta, in realta` questa richiesta avrebbe dovuto essere formulata in un tempo, se ho ben capito, anteriore rispetto a quello in cui viene effettivamente proposta. Si e` infatti inteso contrapporre alla lettura dell'Art. 86, ultimo comma del Codice di Procedura Penale, la lettura dell'Art. 491 primo comma, come se si trattasse di disposizioni riferite a fattispecie processuali diverse. In particolare, se ho ben capito - la singolarita` della tesi prospettata induce qualche dubbio in chi ha dovuto interpretarla - se ho ben capito, dicevo, nell'Art. 86, laddove si prescrive che la richiesta di esclusione sia formulata non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, avrebbe un significato diverso dalla disposizione dell'Art. 491 la` dove si dice che le questioni, tra l'altro, relative alla citazione e all'intervento del responsabile civile, debbono essere proposte subito dopo compiuti per la prima volta gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, quindi quel non oltre il momento degli accertamenti e subito dopo compiute per la prima volta gli accertamenti della costituzione delle parti, sarebbero due espressioni volte a significare cose diverse. In pratica, sempre se ho ben capito, mentre l'Art. 86 ultimo comma vincolerebbe il responsabile civile a proporre le questioni relative alla sua legittimazione sostanziale, quella che si definisce legitimatio ad causam,nel momento degli accertamenti della costituzione delle parti, l'Art. 491 primo comma autorizzerebbe, nella fase per cosi` dire ulteriore, solo la proposizione delle questioni legate alla legitimatio ad processum, come si dice, e cioe` la legittimazione processuale, la regolarita` della citazione o dell'intervento, restando precluse le questioni relative alla legittimazione sostanziale. Ora, mi pare che questa distinzione, a mio giudizio piu` sottile della lana caprina,cozzi contro ragioni logiche e sistematiche, a mio modesto avviso, piuttosto evidenti. In primo luogo si converra`, io credo, che l'Art. 86 ultimo comma, utilizzando l'espressione che utilizza, non puo` certo voler significare che le questioni relative all'esclusione del responsabile civile debbano o anche solo possano essere proposte nel mentre si compiono gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, perche' si tratterebbe veramente di un paradosso senza limiti: nel mentre si provvede ad accertare chi c'e` o chi non c'e` in termini di regolarita` puramente estrinseco-formale, si dovrebbe instaurare immediatamente un contraddittorio, non si sa tra chi, perche' le parti ancora non sono state nemmeno riscontrate nella loro estrinseca presenza. Quindi quella espressione deve, per forza di cose, significare:subito dopo il compimento delle formalita` relative all'accertamento della costituzione delle parti. Benissimo, ma se e` cosi`, il momento iniziale a partire dal quale si rende proponibile la questione e dentro il quale la questione va proposta e` appunto quello dell'Art. 491 primo comma, che e` il contenitore processuale di tutte le questioni relative,tra l'altro,alla regolare costituzione delle parti, non solo piu` sotto il profilo estrinseco formale, ma sotto il profilo della legittimazione, vuoi sostanziale e vuoi processuale. Ma a questa prima ragione logica si aggiunge, e concludo sul punto, che non merita davvero una trattazione troppo diffusa, una ancora piu` evidente ragione sistematica. Quando l'Art. 86 ultimo comma riferisce la richiesta di esclusione al momento temporale di cui si e' detto, non crea nessuna contrapposizione rispetto all'Art. 491 primo comma,quando la disposizione parla di questioni relative alla citazione e all'intervento del responsabile civile, nessuna contrapposizione quale quella che si vorrebbe invece evidenziare nel senso che l'Art. 86 riguarderebbe la legittimazione sostanziale e il 491 la legittimazione processuale, perche'? Perche' si tratta semplicemente del modo diverso di vedere esattamente la stessa cosa, e mi pare piuttosto chiaro: quando l'Art. 86 parla di richiesta di esclusione si riferisce alla questione relativa all'intervento e alla citazione del responsabile civile sotto il profilo del petitum, perche' chi prospetta la questione, io per esempio, prospetta una richiesta di esclusione, e percio` parla di richiesta di esclusione. L'Art. 491 usa un'espressione diversa semplicemente perche' allude non piu` al petitum, a cio` che viene chiesto, ma alla causa petendi, se cosi` si potesse dire, e cioe` al tipo di controversia di cui si tratta, tipo di controversia che non e` l'esclusione, perche' il risultato della trattazione di quella questione potra` essere poi, indifferentemente l'ammissione o l'esclusione della parte civile, senza problemi di sorta. Quindi mi pare che non vi possano essere dubbi o perplessita` in ordine al fatto che tutte le questioni indicate dall'Art. 491 sono ritualmente proposte a partire dal momento relativo all'accertamento della costituzione delle parti in termini di regolarita` estrinseco-formale e fino alla apertura del dibattimento. Esaurita questa breve parentesi,che peraltro sentivo di dovere affrontare perche' essa, direi, ha formato oggetto di contraddittorio o meglio di proposta di contraddittorio, posso senz'altro passare al merito delle questioni che intendo sottoporre all'esame del Tribunale. La prima questione e` una questione relativa alla vocatio in iudicium del responsabile civile Montedison. Come e` stato chiamato in questo dibattimento? Per capire il problema bisogna ricordare che il responsabile civile Montedison era gia` costituito all'udienza preliminare nei confronti di due parti civili che lo avevano citato per l'appunto per l'udienza preliminare. Se non ricordo male si trattava della parte civile Lega Ambiente, comitato nazionale, e la persona fisica Pastrello Caterina, ma comunque non ha importanza, era all'udienza preliminare, era divenuto parte privata del giudizio penale in quella fase. Orbene, a che titolo si e` poi visto sospingere, per cosi` dire, fino al dibattimento? In virtu` di un titolo che e` ovviamente rappresentato dal decreto che dispone il giudizio,di cui e` stata data lettura all'udienza preliminare conclusiva del 14 novembre 1997, un decreto che dispone il giudizio di cui vi e` traccia anche nel fascicolo del dibattimento, come diro`, ma che non corrisponde affatto al testo del decreto che dispone il giudizio, che nel fascicolo del dibattimento il responsabile civile ha poi scoperto essere inserito. All'udienza preliminare del 14 venne infatti pronunciato un decreto, che non sto a leggere in questa sede e di cui chiedero` poi la produzione, perche' si tratta di documento che prova il fatto processuale sul quale intendo fondare la mia eccezione, se gia` ci fosse la produzione sarebbe ultronea. Questo decreto che dispone il giudizio, pronunciato all'udienza del 14 novembre 1997, e` un decreto che ha dal punto di vista formale i requisiti, diciamo, estrinseci su cui la legge basa la vocatio in iudicium, e` in effetti un provvedimento letto al termine dell'udienza preliminare, secondo la scansione temporale delineata puntualmente dall'Art. 424 del Codice di Procedura. D'altra parte questo decreto non e` stato notificato al responsabile civile Montedison e posso soggiungere: non occorreva che fosse notificato perche' all'udienza del 14 novembre io, che gia` allora rappresentavo il responsabile civile Montedison, ero piu` che degnamente sostituito dal collega Avvocato Antonio Franchini, come risulta dal verbale di udienza, che pure produrro`. Quindi io credo nei miei confronti valeva certamente la regola per cui la lettura del provvedimento equivale a notificazione per le parti presenti, per cio` che mi riguardava io ero presente attraverso la persona fisica dell'Avvocato Franchini, che diligentemente, subito dopo l'udienza preliminare, ha provveduto a farmi recapitare copia del decreto che era stato in quella circostanza pronunciato, decreto che costituiva per me il titolo della vocatio in iudicium. Si tratta peraltro di un decreto che ictu oculi,io credo,appare manifestamente viziato da nullita`, a norma dell'Art. 429 comma secondo del Codice di Procedura Penale, in quanto difetta in esso ogni e qualsiasi indicazione relativa al fatto e agli altri elementi richiesti dalla lettera c, in particolare, dell'Art. 429 primo comma, perche' esso si limita semplicemente a riferire che gli imputati sono tali come in atti, un'espressione che certo non puo` soddisfare le esigenze di puntuale descrizione del fatto contestato,postulate dalla disposizione dell'Art. 429,e tanto meno puo` se si considera che rispetto alla richiesta di rinvio a giudizio l'imputazione ha subitonel corso dell'udienza preliminare anche delle modificazioni; ma questo non vorrebbe di per se' dire nulla, direi che si aggiunge ulteriormente ad evidenziare, direi, la manifesta lacunosita` del testo. Nel fascicolo del dibattimento compare un altro decreto che dispone il giudizio, un decreto che dal punto di vista contenutistico ha una struttura ben piu` corposa, non e` un foglio isolato, e` un volumetto nel quale sono riuniti elementi che, come a suo tempo bisognera` dire, suscitano ugualmente motivi di censura, ma che da un punto di vista gia' formale emerge come testo vistosamente diverso rispetto a quello che risulta allegato al verbale dell'udienza preliminare del 14 novembre del 1997. Ora, la prima, direi, giustificazione ingenua, se cosi` si puo` dire, o immediata che potrebbe passare per la mente per giustificare o per spiegare questa compresenza di atti tanto diversi, dovrebbe tradursi nell'idea che il decreto abbia avuto una sorta di formazione progressiva e che cioe` all'udienza del 14 novembre ci si sia limitati a fornire una indicazione generica in ordine ai fatti, precisa quanto alla data di comparizione, in attesa di completare il testo, ad un dipresso come accade per la sentenza, che ovviamente puo` avere una cesura tra il dispositivo e la motivazione espressamente prevista dalla legge, ovviamente; sennonche` l'Art. 424, ai commi 1, 2 e 3, descrive una sequenza procedimentale che non patisce alcuna soluzione di continuita`, prima viene la chiusura della discussione, subito dopo la deliberazione, quindi la lettura del provvedimento, quindi il deposito immediato in Cancelleria e il diritto immediato di ottenere copia del provvedimento, diritto esercitato nell'occasione in mio nome e per mio conto con diligenza dall'avvocato Franchini, che mi ha tempestivamente reso edotto di quanto era accaduto all'udienza del 14. Ecco, questa sequenza (chiusura della discussione, deliberazione, lettura del provvedimento, deposito immediato, diritto di ottenere copia) non presenta cesure, e` un continuum, rispetto al quale non si puo` nemmeno supporre una frattura quale quella che viceversa e` espressamente stabilita per la sentenza: qualora non sia possibile procedere alla redazione immediata dei motivi della sentenza di non luogo a procedere, il Giudice provvede non oltre il trentesimo giorno da quello della pronuncia. Per il decreto e` logico che non sia cosi`, e` piu` che logico, perche' il decreto non solo non e` motivato, ma non deve essere motivato, e` un provvedimento immotivato per necessita`, per assicurare che il Giudice del dibattimento non conosca degli atti di indagine piu` di quello che il dibattimento stesso deve poi evidenziare. Ecco quindi che ci troviamo in presenza, per quanto mi riguarda,di una vocatio in iudicium che non corrisponde ai requisiti stabiliti dall'Art. 429 ed e' nulla. D'altra parte, il provvedimento che io ritrovo poi nel fascicolo del dibattimento e che agli effetti normativi costituisce il decreto che dispone il giudizio, non mi e` stato mai notificato, io l'ho appreso in quanto l'ho rinvenuto a un certo punto nel fascicolo del dibattimento, ma dico ad un certo punto perche' l'Avvocato Franchini, in nome di tutti i difensori, ha presentato istanze volte ad ottenere copia di certi atti e, poiche' alla Cancelleria non risultava ancora la pendenza presso il Tribunale di questo processo, nella fase dibattimentale, si e` premurato di allegare il decreto, a dimostrazione che questo Tribunale era stato investito di questo giudizio e le richieste dell'Avvocato Franchini, con data mi pare certa, sono per l'appunto nel fascicolo del dibattimento anteriori al momento in cui figura la presenza del decreto che dispone il giudizio, diciamo, nella versione piu` ampia, nella versione, apparentemente per lo meno, piu` completa. Quindi, siccome io mi trovo di fronte a due decreti, debbo pormi il problema di che sorte giuridica abbia il secondo rispetto al primo, perche' il primo, quello pronunciato in udienza, quello che avrebbe dovuto formare oggetto di notificazione,se la notificazione e` prescritta, ebbene, quello e` nullo per le ragioni che discendono dal modo con il quale e` stato concepito. L'altro provvedimento, quello che e` inserito nel fascicolo del dibattimento e che agli effetti giuridici in questo momento costituisce la vocatio in iudicium, ebbene, questo provvedimento evidentemente e` stato emanato al di fuori della sequenza procedimentale delineata dall'Art. 424, commi primo, secondo e terzo, e cioe` chiusura della discussione, deliberazione, lettura, deposito immediato, copia, sequenza che non patisce soluzioni di continuita`, perche' questa sequenza priva di soluzioni di continuita` si e` realizzata fenomenicamente ed e` sfociata in quel primo decreto. Il secondo e` di necessita` assunto senza l'intervento dell'imputato e delle altre parti private e quindi risulta affetto da nullita` di ordine generale,prevista dall'Art. 178 comma primo lettera c; non puo` costituire quindi neanch'esso,a prescindere dal fatto che non mi e` mai stato notificato, in quanto procuratore speciale di Montedison S.p.a., nemmeno esso puo` costituire in alcun modo valido titolo per la vocatio in iudicium del responsabile civile Montedison, gia` costituito all'udienza preliminare. Esaurita questa prima questione di carattere generale, con implicazioni di carattere generale, sempre rispettando l'ordine logico di trattare prima le questioni legate alla legittimazione processuale, questioni che precedono i problemi di legittimazione sostanziale, perche' ne rendono sostanzialmente inutile la proposizione, se viene accolta una questione relativa al difetto di legittimazione processuale, la questione legata alla legittimazione sostanziale diventa sostanzialmente inutile. Ora, in ordine alla legittimazione processuale debbo appuntare la attenzione su due chiamate che provengono rispettivamente dal Comune di Venezia e dalla Regione Veneto, rispetto alle quali si profila la nullita`, ma io credo,in realta`,addirittura l'inesistenza della citazione. Che cosa e` accaduto in proposito? E` accaduto, quanto al Comune di Venezia, che con piu` delibere, per la verita`, ma delibere che dal punto di vista contenutistico risultano poi conformi, viene autorizzata la sola costituzione di parte civile, in un primo tempo per i reati di cui all'attuale capo 1, in seguito, ma l'ho scoperto soltanto stanotte, perche' ho trovato ieri sera all'albergo il faldone con gli ultimi atti depositati, quindi anche per me il lavoro e` stato piuttosto complesso, tant'e` che, apro una parentesi, io ho redatto una piccola memoria sintetica che riprende in forma sommaria le argomentazioni che vado svolgendo all'attenzione del Tribunale, e naturalmente questa memoria ha dei punti di inesattezza proprio sul punto che ora mi accingo a sviluppare,dato che non disponevo, quando l'ho redatta, dei documenti che ho trovato soltanto stanotte, ma la sostanza del discorso non muta. Cio` che si puo` affermare senza tema di smentita e` che con piu` delibere il Comune di Venezia ha autorizzato la costituzione di parte civile del Comune, in un primo tempo per i reati da CVM, per intenderci, in un secondo tempo, mi pare nel febbraio di quest'anno, anche per i reati ambientali. Ma le procure speciali rilasciate al sindaco professor Cacciari una prima volta il 5 giugno 1997, una seconda in epoca successiva, conformemente alla delibera si riferiscono sempre alla sola costituzione di parte civile; la procura speciale e` una procura a costituirsi parte civile. Sennonche`, nonostante nessuno dei due atti menzioni, almeno da quello che ho potuto verificare, la citazione del responsabile civile, il procuratore speciale del Comune di Venezia ha presentato richiesta di citazione ed ottenuto il contestuale decreto emanato a norma dell'Art. 83 del Codice di Procedura Penale, per citare tra gli altri, e per quanto mi riguarda ovviamente, il responsabile civile Montedison. Una situazione analoga si verifica per la Regione Veneto, esattamente la stessa sequenza procedimentale; qui anche la rinnovazione della costituzione mi sembra non abbia modificato in nessuna parte la situazione degli atti preesistenti. Vi e` una delibera che autorizza la costituzione della parte civile della Regione,una procura speciale rilasciata dal Presidente della Giunta regionale per costituirsi parte civile e poi vi e` la citazione del responsabile civile. Conseguenze: le conseguenze non lasciano adito a dubbi, perche' la giurisprudenza su questo punto presenta una sola incertezza, oscilla tra la nullita` e la inesistenza. Vi e` un filone giurisprudenziale che ritiene la nullita`, nullita` che deve essere eccepita nell'ambito delle questioni preliminari, un'altra invece che considera la citazione in difetto di procura speciale inesistente giuridicamente ed e`, debbo dire,l'orientamento piu` recente, perche' l'ultima decisione sul punto, storicamente un fatto e posso ricordarla, e` stata provocata in riferimento ad una vicenda che,guarda caso, vedeva sempre Montedison come responsabile civile, citata da chi non aveva la procura speciale per citarla, una vicenda legata ad un infortunio, ad una situazione verificatasi in stabilimenti di massa. Ebbene,da questa vicenda e` scaturita una sentenza, quella del 15 dicembre 1995, della quarta sezione penale, che e` inedita, ma che io sono in condizioni di produrre in copia al Tribunale, nella quale si ribadisce l'effetto della inesistenza, cioe` si radica quell'orientamento giurisprudenziale secondo cui il difetto di procura speciale e` addirittura vizio di inesistenza, non semplicemente di nullita'. Le ragioni sono presto dette: esercitare l'azione civile nei confronti di un soggetto diverso implica,in sostanza, esercitare un diritto diverso, e nessuno puo` esercitare un diritto altrui in nome proprio senza averne titolo, e quindi, argomentando molto banalmente, sulla base dell'Art. 81 del Codice di Procedura civile, dell'Art. 122 del Codice di Procedura Penale, in precedenza l'Art. 136 del Codice del 30, che corrisponde all'attuale Art. 122, si arriva alla conseguenza che o e` nullo o e` inesistente. La polemica nullita`-inesistenza ha un senso soltanto per le situazioni processuali nelle quali la questione venga proposta oltre i limiti delle questioni preliminari, magari in fase d'appello, perche' se si tratta di inesistenza, l'inesistenza ovviamente e` dichiarabile in ogni stato e grado del procedimento; se e` nullita`, invece, va eccepita nei termini prescritti. Nel caso nostro ovviamente la scelta e` priva di rilevanza, dato che la questione viene prospettata nel momento in cui, secondo l'orientamento piu` restrittivo, deve essere prospettata. Sempre rimanendo nell'orbita delle questioni legate alla legittimazione processuale, io debbo constatare che le parti civili che in qualche modo hanno effettuato.. dico in qualche modo perche' i modi sono diversi e la diversita` non e` di poco momento, ma le parti civili, che poi sono tutte alla fine, che hanno in qualche modo puntato il dito sul responsabile civile Montedison si possono dividere in 3 categorie, quelle che hanno seguito la strada dell'Art. 83, la strada segnata pianamente dal Codice: vuoi citare il responsabile civile? Ecco la formula: presenti la richiesta, con queste indicazioni, c'e` un decreto, con queste indicazioni, glielo notifichi, rispetti i termini, e il discorso si chiude. E alcune parti civili hanno seguito questa strada, rispettando le formalita` e i termini, essendo ovviamente munite di quella procura speciale, che difetta invece al Comune di Venezia e alla Regione Veneto, o meglio, al procuratore speciale della Regione Veneto e del Comune di Venezia. Vi e` poi un gruppo di parti civili che per chiamare in giudizio il responsabile civile si sono limitate a notificargli il loro atto di costituzione di parte civile, spesso, addirittura, senza rispettare il termine dilatorio di 20 giorni che, come e` ben noto, risulta prescritto ai fini della valida citazione del responsabile civile. Ed infine vi e` il terzo gruppo, il piu` numeroso, il piu` consistente, rappresentato dalle parti civili che in udienza si sono alzate e hanno pronunciato una formula magica: dichiarato di estendere gli effetti della costituzione al responsabile civile. Ora, delle prime parti civili, quelle che hanno seguito la procedura dell'Art. 83, ho gia` detto a proposito del Comune di Venezia e della Regione Veneto, che non sono le sole, peraltro, ci sono alcune persone fisiche che hanno seguito questa strada e nei confronti di queste parti civili io non ho, in punto di citazione del responsabile, nulla da eccepire. Quanto al secondo gruppo, quello che si e` limitato a notificare la sola costituzione di parte civile, evidentemente siamo in presenza di una situazione che non puo` essere considerata valida; la citazione e` avvenuta senza osservare le disposizioni dell'Art. 83 e quindi deve considerarsi, mi pare, senza problemi nulla ai sensi dell'Art. 178, comma primo, lettera c) del Codice di Procedura Penale, trattandosi di violazione delle norme che regolano l'intervento in giudizio di una parte privata. D'altra parte mi rendo conto che queste parti civili potrebbero dirmi: "caro responsabile civile, ma noi in fondo ti abbiamo addirittura notificato l'atto di costituzione, potevamo limitarci ad aspettarti in giudizio perche' qualcuno ti aveva citato bene e in giudizio ti dicevamo 'guarda che estendiamo gli effetti della costituzione anche nei tuoi confronti', in fondo ti abbiamo fatto un servizio e tu ci ripaghi con questa moneta". In realta` il problema vero, me ne rendo conto, e` rappresentato dalla estensione o dalla cosiddetta estensione degli effetti della costituzione di parte civile anche da parte di coloro che non si sono preoccupati ne' di seguire la procedura dell'Art. 83 e ne', tanto meno, di notificare invalidamente, devo dire, un atto di costituzione di parte civile. Comunque sia,le parti civili che hanno provveduto a questo adempimento vanno ricordate perche' esse sono comunque in una posizione intermedia; mentre, a mio giudizio, la loro citazione e` nulla, l'estensione e` inesistente, quindi vi e` una graduazione che impone comunque una differenziazione nella valutazione complessiva, anche perche' le ragioni che stanno alla base della inammissibilita` di una estensione attraverso dichiarazioni in udienza non potrebbero spendersi allo stesso modo per chi ha notificato l'atto di costituzione di parte civile. Chi ha notificato l'atto di costituzione di parte civile in fondo ha portato a conoscenza del responsabile civile, in una forma irrituale e in violazione delle norme che regolano la citazione di una parte privata, sia la causa petendi che il petitum, cosa che non e` accaduta, invece, per chi si e` limitato alla dichiarazione in udienza. Quindi queste parti civili che hanno provveduto alla mera notificazione dell'atto di costituzione di parte civile vanno espressamente identificate; si tratta di Trevisanello Elisabetta, Cesarato Alessandra, Melinato Regina, Vescovo Stefano, Vescovo Cristina, Trevisanello Stefania, Favaro Marco, Palma Laura, Zambon Michela e Scattolin Luciano, almeno a quanto a me risulta. Ma come dicevo, il problema vogliamo dire piu` scottante? Diciamo piu` scottante, e` rappresentato dal meccanismo dell'estensione. Tutte le parti civili, mi pare, hanno, all'udienza del 13 marzo, tutti quelli che non avevano regolarmente citato il responsabile civile, hanno all'udienza del 13 marzo 98 dichiarato di estendere la domanda risarcitoria proposta contro gli imputati anche al responsabile civile Montedison; tecnicamente si tratta di un meccanismo abnorme, la parola abnorme e` usata nella sua accezione puntuale in termini giuridici e cioe` un meccanismo che sta fuori del sistema normativo, dicesi abnorme, questa almeno e la definizione, ogni atto, provvedimento, il quale si collochi al di fuori dello schema normativo previsto per il suo compimento, e qui, direi, siamo in caso scolastico di atto abnorme, perche'? Perche' la legge individua il percorso, lo traccia in un modo che non consente alcuna possibilita` di dubbio e questo modo viene accantonato e sostituito da un modo tutt'affatto diverso, che non ha piu` termini dilatori, che non ha piu` identificazione dei requisiti previsti per il decreto, che non ha piu` nulla di tutto cio` che la legge esige per chiamare in giudizio il responsabile civile. Tanto basterebbe per dire che questa estensione non ha motivo di prospettarsi. Ma vi sono ragioni piu` specifiche e cogenti che impediscono di prendere anche solo in astratto in considerazione questo meccanismo, che spesso viene, direi, mi si passi la parola, contrabbandato come una sorta di istituto di diritto consuetudinario mutuato dal processo civile e si aggancia questa strana soluzione ad una remota pronuncia della Cassazione, di non so quanti decenni fa, che, io dico in un momento di smarrimento ha sostenuto, ma di 40 anni fa, che la citazione per estensione in udienza costituisce una mera irregolarita`. Alla faccia dell'irregolarita`, se i requisiti prescritti dall'Art. 83 per citare il responsabile civile sono prescritti a pena di nullita` quando il responsabile civile non e` stato posto in condizioni di esercitare le proprie difese, dico si dice irregolarita` per un meccanismo che taglia alla radice la possibilita` della conoscenza preventiva e quindi della difesa. Ma tant'e`, si continua ad agganciare questo meccanismo abnorme tecnicamente ad una sorta di prassi, piu` o meno consolidata, io non so consolidata dove, perche' poi pronunce sul punto se ne rinvengono semmai di tipo negativo, pronunce le quali ribadiscono sistematicamente la necessita` dell'osservanza dei requisiti, tutte pronunce rese in riferimento alla violazione di quanto prescritto dall'Art. 83. Ma soprattutto e` il fondamento della analogia che non ha senso, vuoi perche' trasferire, in ipotesi, istituti del processo civile nel giudizio penale non puo` avvenire nel momento in cui la disciplina processual-penalistica sia esaustiva, ma.. nel presupposto della analogia e` il vuoto normativo, ci hanno insegnato agli anni dell'universita`; quando invece c'e` il pieno normativo l'analogia non ha spazio. Ma poi perche' anche nel processo civile, e spero di non dire bestialita` perche' non sono un civilista, ma anche nel processo civile mi risulta che per chiamare la parte che sia presente nei confronti di altri bisogna rispettare delle rigorose formalita`, depositare una comparsa e poi attribuire un termine, cioe` sostituire al meccanismo della citazione un meccanismo che si sviluppa nel corso del procedimento civile, ma assicura le stesse garanzie che avrebbe assicurato la citazione ab origine. Quindi questo riferimento spesso buttato la` con non chalance al processo civile e` un riferimento che non ha, mi si consenta, ne' capo ne' coda. Ma dicevo, ci sono ragioni cogenti, specifiche,che non consentono di prospettare neanche in astratto, nemmeno come ipotesi remota, la plausibilita` di questa cosiddetta estensione, vera e propria formula magica. Ora, la prima e` legata alla conoscenza della domanda. L'Art. 83 stabilisce che il decreto di citazione debba contenere l'indicazione delle domande che si fanno valere contro il responsabile civile, ma se l'estensione provoca gli effetti che si vorrebbero essa provocasse,che cosa si porterebbe a conoscenza del responsabile civile? Quale causa petendi, quale petitum? D'altra parte mi sembra evidente che ciascuna parte civile vanta un proprio autonomo titolo giuridico ad ottenere il risarcimento del danno, se lo vanta. Se taluno si presenta in quest'aula per domandare il risarcimento dei danni di un congiunto scomparso e` per quel congiunto che chiede i danni, ebbene, chi si e` costituito parte civile per un congiunto diverso, ma come puo` estendere la domanda del primo che ha chiamato anche il responsabile civile a se`, quando la causa petendi e il petitum e sono evidentemente altra cosa? Ed io attraverso quale mezzo conoscero` mai quella causa petendi e quel petitum? Me la devo ricostruire io, me la devo inventare, me la devo immaginare, devo andare a guardare la costituzione di parte civile, organizzarmi e vedere in che senso questa domanda potrebbe estendersi anche a me; bel risultato davvero per un Codice che prescrive poi una citazione secondo formalita` tanto rigorose. E d'altra parte se l'Art. 83 quinto comma prescrive addirittura la nullita` della citazione quando, per omissione o per erronea indicazione di qualche elemento essenziale, il responsabile civile non e` stato posto in condizione di esercitare i suoi diritti nell'udienza preliminare o nel giudizio, nullita`, solo per questo, beh, a maggior ragione non si potra` ritenere valida una citazione effettuata oralmente e in forma generica. Ma non e` solo questo, la procedura normativamente stabilita per la citazione del responsabile civile tende a garantirne il diritto di difesa non solo sotto il profilo, che pure e` essenziale, della conoscenza della domanda del petitum e della causa petendi, ma anche ad assicurargli l'esercizio delle facolta` processuali conseguenti alla osservanza, per esempio, del termine dilatorio prescritto per la citazione dall'Art. 133 delle disposizioni di attuazione, dalla Corte Costituzionale e quanto altro, e` inutile che mi soffermi su questo aspetto. Cioe` in altri termini nel sistema e` chiaro che il responsabile civile, visto che viene trascinato nel giudizio penale, deve essere posto in condizioni di predisporre le proprie difese alla stessa stregua dell'imputato in termini temporali, quindi anche attraverso la tempestiva presentazione di liste testimoniali, beneficiando di un termine che la estensione degli effetti, la cosiddetta estensione degli effetti, cancella del tutto. E siccome ogni parte parte civile ha un suo autonomo diritto, con una sua causa petendi, con un suo petitum, io evidentemente posso avere strutturato la difesa su coloro che mi hanno chiamato regolarmente, non su coloro che ex abrupto e all'improvviso mi ritrovo in un momento nel quale sono inchiodato alla posizione processuale ormai definita. Ne discende quindi che la cosiddetta estensione della domanda al responsabile civile che non e` stato citato ed effettuata in udienza deve ritenersi, almeno a mio giudizio, giuridicamente inesistente; non si puo` neanche parlare di nullita` ex Art. 178 comma primo, perche' si attribuirebbe a questa dichiarazione una dignita`, dico una dignita` formale, che essa manifestamente non possiede, perche' e` sprovvista dei requisiti di riconoscibilita` come citazione, non e` riconoscibile come tale.

A questo punto posso transitare alle questioni legate alla legittimazione sostanziale passiva, che sono soltanto due interconnesse fra di loro e non lunghissime, peraltro vedo che sono le 14.03, quindi io sono dispostissimo a continuare, non ho alcun problema. Io ho discusso un processo anche a mezzanotte, quindi le due del pomeriggio.. ma mi rendo conto che il Tribunale potrebbe gradire, viceversa, rispettare l'orario che all'origine.. e soprattutto i colleghi, potrebbero gradire il rispetto dell'orario, in questo senso io, come si dice a Pisa, da bosco e da riviera, disponibile

 

Presidente: il gradimento dei colleghi mi pare di percepire da alcuni gesti che sarebbe quello di una interruzione con la ripresa

 

Avvocato Padovani: io sono ben felice di accondiscendere a questo desiderio

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO FINO ALLE ORE 15.15

 

AVVOCATO PADOVANI

 

Avvocato Padovani: signor Presidente e signori del Tribunale, prima di Introdurmi ai temi relativi alla legittimazione sostanziale, volevo per completezza richiamare i nomi delle parti civili che mi hanno, a mio modesto avviso, citato regolarmente, cioe' con l'osservanza della procedura di cui all'Art. 83, perche' in questo modo saranno determinati per esclusione tutti coloro che si sono limitati alla estensione, verso i quali ovviamente risulta proposta specificamente l'eccezione, quindi le parti che hanno provveduto ad una citazione regolare sono le parti civili: Lucianetti Ersilia, Fiammengo Bruna, Bettin Melchiade, Bettin Melania, Menegaldo Anna e Scheda Maria Letizia, a quanto mi risulta; del Comune di Venezia e della Regione Veneto, che pure hanno provveduto a citare il responsabile civile Montedison con la procedura dell'Art. 83, mi sono gia` occupato. I nomi di coloro che si sono limitati alla notifica dell'atto di costituzione di Parte Civile li ho pure fatti, quindi, senza dover stendere un inesorabile elenco di nomi di parti civili che hanno esteso la dichiarazione di costituzione nei miei confronti, si desume per esclusione che tutti coloro che non menzionati in questi due elenchi sono parti civili verso le quali e` proposta l'eccezione concernente la estensione, la dichiarazione di estensione. Effettuata questa precisazione posso senz'altro passare al problema relativo alla legittimazione sostanziale passiva di Montedison S.p.a.. Montedison S.p.a. e` citata quale responsabile civile apparentemente in rapporto alla posizione di ciascun imputato, le parti civili assumono l'elenco degli imputati e in riferimento alla posizione di ciascuno formulano la propria domanda, mi riferisco naturalmente alle parti civili che hanno provveduto ad una rituale notifica. Ora, debbo osservare che Montedison S.p.a. era certamente per un certo periodo di tempo proprietaria degli stabilimenti del Petrolchimico di Porto Marghera,ai quali si riferisce il capo di imputazione. Ma debbo anche precisare ulteriormente che, a far tempo dal primo gennaio 1981,Montedison S.p.a. si e` interamente spogliata di ogni diritto inerente a tali stabilimenti mediante due atti stipulati in data 31 dicembre 1980, atti che io poi produrro` al Tribunale a prova del fatto processuale di cui intendo provare l'esistenza e da cui intendo trarre le conclusione che trarro`, a far tempo, dicevo, dal primo gennaio 1981 Montedison si e` spogliata di ogni diritto su questi stabilimenti,attraverso due conferimenti di azienda: rispettivamente in favore di Montedipe S.p.a. e di Montepolimeri S.p.a. Le due cessioni si riferivano rispettivamente ai prodotti petrolchimici di base, o meglio, agli impianti relativi ai prodotti petrolchimici di base, ceduti per l'appunto a Montedipe e,per quanto riguarda invece Montepolimeri,si riferiva all'azienda concernente le materie plastiche. Quindi dal primo gennaio 1981 la titolarita` di ogni rapporto giuridico relativo agli impianti trasferiti come azienda, quindi col complesso di rapporti giuridici ad essi afferenti, e` stata assunta da due nuovi soggetti giuridici: Montedipe e Montepolimeri. Montedison da allora non ha mai piu` assunto alcun rapporto giuridico che avesse comunque ad oggetto gli stabilimenti in questione. Ora, da questa realta` giuridica e di fatto, che e` ulteriormente evidenziata dalle perizie giurate allegate ai conferimenti di azienda, perizie giurate di cui io pure chiedero` di produrre gli stralci relativi al Petrolchimico di Marghera, emerge senza ombra di dubbio che la cessione avvenne in forma tale da spogliare Montedison di ogni e qualsiasi ingerenza con il Petrolchimico a partire da quella data. Nelle perizie giurate che, a norma del Codice Civile, furono redatte a completamento, anzi, come premessa necessaria del conferimento d'azienda, si descrivono minuziosamente gli impianti e da questa minuziosa descrizione si evince la puntuale corrispondenza di tutti gli impianti trasferiti con tutti gli impianti menzionati nel capo di imputazione. Ora quali conseguenze giuridiche si traggono da una tale realta` fattuale e giuridica a sua volta? Si traggono a mio avviso queste conseguenze: quando nel giudizio penale si cita il responsabile civile si fa valere nei suoi confronti un titolo giuridico costituito dal reato rispetto al quale tenuto al risarcimento e` in primo luogo il colpevole e poi, secondo l'Art. 185, le persone che a norma delle leggi civili debbono rispondere per il fatto di lui. Quindi ogni qualvolta il responsabile civile e` chiamato in un giudizio penale l'elemento che lo lega al giudizio e in rapporto al quale si fonda e si stima la sua responsabilita` civile e` il reato, cioe` un illecito commesso necessariamente da una persona fisica in un tempo e in un contesto determinati. Ora, se e` vero, come e` vero, che a partire dal 31 dicembre 1980 Montedison si e` spogliata di ogni rapporto avente ad oggetto gli stabilimenti del Petrolchimico, cedendo alle due aziende che componevano gli stabilimenti, rispettivamente a Montedipe e a Montepolimeri, appare evidente che non possono costituire alcun titolo di responsabilita` per Montedison tutti i reati da chicchessia commessi dopo il 31 dicembre 1980. Perche' l'attivita` di coloro che operarono negli stabilimenti di cui si discute in questo procedimento in epoca successiva a tale data non puo`, per la contraddizione che non consente, prospettarsi in alcun rapporto di riferimento organico o funzionale con Montedison S.p.a., non puo` essere un rapporto organico perche' gli amministratori di Montedison sono soggetti che non hanno alcun potere giuridico sugli stabilimenti di cui la societa` si e` spogliata, nessun rapporto funzionale perche' i dipendenti che operano negli stabilimenti del Petrolchimico sono dipendenti di altre societa`.

Ora, se noi prendiamo il capo di imputazione e soprattutto gli allegati A di questo capo di imputazione, ci rendiamo facilmente conto che un gruppo di imputati e` chiamato a rispondere in riferimento ad attivita` tutte compiute dopo il primo gennaio 1981, quindi attivita` che non hanno nessun collegamento organico funzionale con Montedison e che non possono avere alcun collegamento organico o funzionale con Montedison,perche' relative a soggetti che hanno operato in quegli stabilimenti quali organi o dipendenti di altre societa`. Quindi i fatti ascrivibili, in ipotesi, agli imputati Porta, Fedato, Smai, Pisani, Zerbo, Presotto, Burrai, Belloni, Gritti Bottacco, Necci, che ebbero ad interessarsi a vario titolo della gestione degli stabilimenti, se se ne interessarono, in epoca successiva al primo gennaio 1981, non possono in alcun modo essere riferiti ad una responsabilita` civile di Montedison, perche' mancherebbe un nesso di riferibilita` giuridicamente rilevante nel momento in cui si constata che Montedison non ha alcun potere su quegli impianti. Vi sono, viceversa, imputati che si presentano, per cosi` dire,a scavalco, per usare un'espressione pittoresca, nel senso che la loro attivita` si prospetta sia in epoca antecedente che in epoca successiva al primo gennaio 1981. Si tratta di imputati come Schimberni, Grandi, Gatti, Bartalini, Trapassi, Diaz, Morrione, Reichenbach, Gaiba e Fabbri, che operarono sia prima che dopo il primo gennaio 1981. Rispetto a questi imputati l'eventuale responsabilita` civile di Montedison S.p.a. non puo` che essere circoscritta, in ipotesi, se non ai fatti di reato eventualmente commessi da questi soggetti in epoca antecedente al primo gennaio 1981, perche' qual che sia stato il titolo del loro intervento sugli impianti in epoca successiva,non e` comunque un intervento riferibile in termini di imputabilita` giuridica a Montedison S.p.a. D'altro canto, questa realta`, diciamo, di successione nella titolarita` degli impianti non e` sfuggita o almeno non e` sfuggita del tutto alle parti civili, che, come ho potuto vedere, hanno spesso, nella richiesta presentata al Giudice per ottenere il decreto di citazione ex Art. 83, individuato un certo numero di societa` diverse ed ulteriori rispetto a quelle attualmente presenti in questo giudizio, e hanno spesso ottenuto un decreto di citazione che le legittimava a chiamare in giudizio, se l'avessero ritenuto opportuno, anche societa` intervenute in epoca successiva a quella che io ho determinato in modo molto preciso sulla base degli atti di trasferimento, che il Tribunale potra` poi tranquillamente considerare ed esaminare, cioe` il primo gennaio del 1981. Non mi risulta che questa citazione sia stata effettuata, comunque non mi interessa, se e` stata effettuata e` affare che riguarda altri responsabili civili. Cio` che preme invece al responsabile civile Montedison e` che sia chiaro come la sua legittimazione sostanziale passiva, la sua legitimatio ad causam, abbia un termine finale che e` un termine segnato dal trasferimento degli stabilimenti attraverso i due conferimenti di azienda dei quali ho poc'anzi parlato. Ora non mi nascondo come in taluni atti di costituzione di parte civile, poi richieste di decreto di citazione, si alluda alla posizione di Montedison come ad una posizione, come dire, dominante nella vicenda. Montedison in quanto titolare degli impianti, Montedison in quanto eventualmente societa` avente il controllo di societa` a loro volta direttamente coinvolte nella gestione e nella titolarita` degli impianti del Petrolchimico. Ora debbo subito dire, perche' aspetto obiezioni su questo piano, che nessuna rilevanza giuridicamente puo` assumere la circostanza che Montedison abbia eventualmente partecipato al capitale delle societa` per un certo periodo succedutesi nella titolarita` o nella gestione degli stabilimenti del Petrolchimico. Anche se, in ipotesi,si dimostrasse o si potesse dimostrare che questa partecipazione e` stata totalitaria e che Montedison e` addirittura l'unico azionista di certe societa`, la circostanza non sposterebbe di una virgola la validita` delle argomentazioni che mi sono sforzato di illustrare, per la semplice considerazione che non esiste un criterio di imputazione all'azionista, che non sia quell'unico rappresentato dall'Art. 2362 del Codice Civile, il quale, come e` noto, presuppone la sussistenza di uno stato di insolvenza nella societa` che ha un unico azionista e limita la responsabilita` al periodo in cui sono sorte le obbligazioni concernenti quell'unico azionista. Ma il presupposto e` lo stato di insolvenza che andrebbe eventualmente dimostrato, se esistesse una fattispecie di questo tipo. Al di la` di questo non si va, ne` si potra`, io credo, invocare la esistenza di un gruppo societario, circostanza pacifica, anzi i due conferimenti di azienda espressamente vengono effettuati nella prospettiva della creazione di una holding, per la semplice ragione che l'esistenza di un gruppo societario, quindi l'esistenza di societa` controllanti e controllate, o variamente partecipate, non assume nel nostro ordinamento rilevanza giuridica al di la` degli stretti etassativi confini cui all'esistenza del gruppo viene riconosciuta esistenza giuridica, che so, ai fini del bilancio consolidato, per citare l'esempio piu` macroscopico, ma gli esempi ulteriori sono, per verita`, sporadici e molto scarsi. Mai in nessun caso esiste la possibilita` di riferire un fatto illecito eventualmente attribuibile alla societa` controllata, anche alla societa` controllante, in virtu` della posizione di controllo, perche' questo significherebbe ne' piu` e ne' meno che superare la personalita` giuridica dei singoli soggetti, personalita` che nel nostro ordinamento, piaccia o non piaccia, ancora sussiste. E d'altra parte questo vincolo non e` un vincolo che precluda o sacrifichi alcun diritto, perche' ciascuno e` poi libero di citare tutti i soggetti effettivamente coinvolti nella vicendain quanto titolari degli impianti o della loro gestione e quindi e` libero di rivolgersi ai responsabili civili di cui puo` piu` fondatamente, anzi fondatamente in astratto, assumere la responsabilita` civile, per il fatto degli organi o dei dipendenti ad essi relativi. Ma pretendere, direi, di trovare la scorciatoia per eludere questa evidente necessita` di attribuire a ciascuno il suo citando una societa` che ha dismesso gli impianti con il primo gennaio del 1981, e` evidentemente un escamotage che dal punto di vista giuridico non puo` essere ne' approvato, ne' condiviso. E` quindi evidente la necessita` di escludere la legittimazione passiva sostanziale di Montedison in riferimento a tutti i fatti di reato verificatisi in epoca successiva a quella che ho detto. Questa eccezione di carattere generale mi spiana la strada ad una eccezione piu` specifica che riguarda una parte civile costituita nei confronti.. che ha citato il responsabile civile Montedison. Mi riferisco a Lega Ambiente comitato nazionale.

Lega Ambiente comitato nazionale ha citato Montedison quale responsabile civile, ma da quel che risulta dagli atti a mia disposizione ha notificato la sua costituzione di parte civile, ha quindi effettivamente rivolto la domanda risarcitoria nei confronti di imputati, circoscrivendo la sua citazione a due soli soggetti, e cioe`: Porta e Presotto, da quel che mi risulta. E poiche' Lega Ambiente ha costituito il proprio rapporto processuale nei confronti di due imputati i cui fatti sono tutti ipoteticamente successivi alla data del primo gennaio 1981, e` evidente che la domanda rivolta nei confronti di Montedison quale responsabile civile e` una domanda rivolta al soggetto sbagliato, perche' Montedison non puo` rispondere dei fatti ipoteticamente ascrivibili agli imputati Porta e Presotto,essendo questi intervenuti nella gestione degli impianti, se sono intervenuti, in un'epoca nella quale Montedison col Petrolchimico non aveva giuridicamente alcun tipo di relazione. Quindi per queste ragioni chiedo che sia escluso il responsabile civile Montedison rispetto a Lega Ambiente nazionale.

Ho cosi` terminato la serie delle questioni che dovevo sottoporre all'esame del Tribunale, non mi resta che rimettere la breve memoria sintetica che riporta sommariamente i punti salienti della mia esposizione, al solo scopo di renderli piu` agevolmente reperibili che non in lungo verbale di udienza dibattimentale, alla quale nota sono allegati i documenti cui ho fatto riferimento nel corso della mia esposizione e cioe`, per quanto occorrer possa, come si dice, il verbale di udienza preliminare del 14 novembre 1997 con gli annessi provvedimenti, e cioe` il decreto che dispone il giudizio e una ordinanza pure pronunciata in quella sede; il verbale dell'udienza preliminare del 14 novembre dal quale risulta la presenza del responsabile civile Montedison per sostituzione; la sentenza della Corte di Cassazione Sezione Quarta penale del 15 dicembre 95 in riferimento alla necessita` della procura speciale e poi i due conferimenti di azienda con annesse le perizie giurate per le parti relative agli stabilimenti del Petrolchimico a fondamento della eccezione concernente i limiti cronologici della legittimazione sostanziale passiva di Montedison

 

Presidente: dei responsabili civili chi vuole ancora prendere la parola?

 

AVVOCATO SCHLESINGER

 

Avvocato Schlesinger: grazie Presidente. In larga misura le cose che ha detto il professor Padovani mi spianano la strada, le ha dette cosi` bene e quindi posso associarmi e farle mie. Vorrei solo aggiungere qualche piccolo rilievo: in primo luogo per quello che riguarda il decreto 14 novembre 97: il decreto 14 novembre 97 che dispone il giudizio, il decreto emesso dal G.U.P. al termine dell'udienza preliminare; ne ho qui nelle mani una copia, del resto una copia e` stata prodotta anche dal professor Padovani, e` una copia che si vede molto facilmente perche' e` composta di un unico foglio, e` una copia che porta in calce la firma del Giudice, e` un decreto che dispone il giudizio: "il Giudice Termini, all'esito dell'udienza preliminare, nei confronti di Cefis Eugenio piu` 30 imputati, come in atti, visti gli artt., per questo motivo dispone il rinvio a giudizio". Del responsabile civile in questo pezzo di carta non vi e` parola. Questo decreto e` stato letto in udienza cosi` come esso e`, e` stato letto in udienza, e` stato in consecuzione, come giustamente ricordava il professor Padovani, in consecuzione necessaria stabilita dalla legge depositato, e ne e` stata estratta copia. Questo decreto si ha giuridicamente per ritualmente a me, quale rappresentante del responsabile civile, comunicato, perche' ero presente in udienza tramite il sostituto processuale, ed e` l'unico documento ufficiale che possa contare nei miei confronti. Ma il nome del responsabile civile non risulta, quindi il responsabile civile non e` stato.. nei suoi confronti non e` stato disposto rinvio a giudizio. Io pero` amerei che il Tribunale approfondisse le sue indagini, perche' esiste un'altra versione, una versione molto piu` corposa, come gia` rilevato dal professor Padovani che l'ha prodotto e la produrrei anch'io, perche' anche questa porta in calce la firma del Giudice, ed e` chiarissimo che sono due firme diverse, apposte su due pezzi di carta diversi. Ma questo e` l'unico decreto rituale, questa e` una versione che non so come sia nata, ma e` una versione che giuridicamente non ha esistenza, e comunque affiderei al Tribunale il compito di chiarire giuridicamente che cosa sia, per me non esiste, a me non e` stata notificata, so peraltro che e` stata notificata ad altre parti. Che cosa sia questo atto notificato senza essere stato letto io francamente non lo so, non saprei rispondere, salvo dire, come il professor Padovani,che giuridicamente li dobbiamo qualificare atti inesistenti. La domanda da porsi e`: qual e` la conseguenza? Il professor Padovani l'ha dato giustamente per cosi` evidente da non averlo esplicitato, ma credo che possiamo esplicitarlo con chiarezza:nei confronti del responsabile civile un atto che disponga il giudizio non esiste e quindi, se si vuole che il responsabile civile sia chiamato in questo giudizio,occorre un nuovo distinto provvedimento del Giudice dell'Udienza Preliminare che disponga il rinvio a giudizio anche nei confronti del responsabile civile; in assenza di quello, la nostra presenza qui puo` cessare, perche' noi siamo qui per scrupolo, ma non siamo correttamente introdotti in questa fase di dibattimento. Quindi io rimetto tutto questo all'attenzione del Tribunale perche' il Tribunale voglia darci una risposta su giuridicamente come vanno interpretati questi atti, mi si perdoni, lo devo dire, un pochino singolari, perche' due versioni diverse di un medesimo decreto, di un unico decreto che non consente renovatio e che non prevede alternative e` francamente una cosa anomala che rimettiamo nelle mani del Tribunale perche' sia il Tribunale a darne una valutazione sub specie iuris.

Mi associo alle osservazioni che riguardano la mancanza di procura negli atti con cui il Comune e la Regione, il Comune di Venezia e la Regione hanno ritenuto di proporre domanda contro il responsabile civile senza avere alle spalle una idonea procura, ma mi soffermo soprattutto su quel problema delicato su cui gia` cosi` egregiamente si e` soffermato il professor Padovani, cioe` questa dichiarazione che abbiamo sentito venerdi` scorso qui in aula, per cui le parti civili hanno dichiarato di estendere.. parti civili che non hanno notificato alcuna citazione nei confronti dei responsabili civili, hanno dichiarato di estendere le loro domande ai responsabili civili. Ora,io vorrei aggiungere pochissime cose, perche' Padovani ha detto cosi` bene e ha detto tutto, ma qualche osservazione da civilista, perche' io sono qui proprio in quanto c'e` un problema di diritto civile, perche' altrimenti io di penale non capisco niente e non sono un penalista, ma il civile lo esercito. Ora, il responsabile civile, sappiamo tutti, viene chiamato nell'ambito di un processo penale esclusivamente per una ragione di economia processuale di concentrazione, ma e` un responsabile civile. Col processo penale e` soltanto un incidente, e` soltanto una occasione, perche' egli risponde, se deve rispondere, ammesso che ci siano i presupposti, in funzione di un rapporto processuale e sostanziale di diritto civile. Allora, il fatto che sia chiamato nell'ambito di un procedimento penale non gli puo` togliere alcuna delle garanzie tipiche del processo che nei suoi rapporti si deve svolgere e cioe` occorre l'instaurazione di un rapporto processuale. Il responsabile civile non e` un imputato, non e` presente nell'ambito del giudizio penale per una veste tipica del processo penale; viene attratto, tirato dentro nel processo penale, in forza di un rapporto processuale tipicamente civilistico, che e` per far valere la sua supposta, asserita responsabilita` civile. Allora occorre esattamente che nei suoi confronti si svolgano le stesse identiche cose che sono necessarie in un qualsiasi processo civile, cioe` occorre che venga citato in giudizio, venga citato in giudizio da coloro i quali desiderano costituire nei suoi confronti un rapporto processuale. E questo lo possono fare soltanto coloro che gli notificano una citazione, perche' cosi` si chiama in giudizio nel processo civile una parte nei cui confronti si intendono porre delle domande civili, gli si notifica un atto. E` possibile avere, instaurare un rapporto processuale con il responsabile civile senza notificargli una citazione? E` assolutamente impossibile. La giurisprudenza civile si e` occupata da tempo del problema della ipotesi in cui piu` parti presenti in un giudizio, senza che tra di loro sia stato costituito un rapporto processuale, esempio tipico: piu` convenuti, un attore chiama in giudizio in un litis consortio, facoltativo o necessario non importa, chiama in giudizio piu' convenuti; possono i convenuti tra di loro, che sono entrambi presenti nell'ambito del giudizio civile instaurato nei loro confronti dal medesimo attore che li ha convenuti, possono proporsi delle domande tra di loro? La giurisprudenza ha risolto il problema con chiarezza, dicendo: il fatto che occasionalmente, in forza di distinti rapporti processuali, costoro siano materialmente presenti nel medesimo giudizio non toglie che tra di loro non esiste un rapporto processuale, cosicche` se lo si vuole instaurare e` necessario anche, tra persone che sono presenti nel medesimo processo, e` necessaria la notifica di una citazione, per lo meno la notifica di una comparsa. Puo` darsi anche che non sia necessaria la vera e propria citazione, ma e` necessaria la notifica della comparsa, alla parte, perche' l'atto non e` diretto al procuratore, al difensore, l'atto e` diretto alla parte, perche' e` alla parte che bisogna comunicare che nei suoi confronti si intende avanzare una domanda. L'Avvocato che difende in forza di una procura, che e` limitata quindi all'oggetto per il quale e` stato nominato difensore, non ha nessuna capacita` sostanziale o processuale in grado di ricevere una domanda che non e` diretta nei suoi personali confronti, ma e` diretta nei confronti della parte che egli rappresenta ad altri fini e senza,quindi, avere un potere di rappresentanza passiva che lo legittimi a ricevere e ad accogliere qualunque tipo di domanda venga proposta nei suoi confronti per combinazione, per caso, perche' siamo qui oggi insieme ad un medesimo tavolo. Questo non e` sufficiente. Quindi non c'e` nessun dubbio che tutte quelle dichiarazioni di estensione che valore giuridico possono avere dal punto di vista del processo civile che e` instaurato nell'ambito del procedimento penale? Zero, assolutamente zero, non costituiscono atti con i quali viene instaurato un rapporto processuale. Quindi la richiesta al Tribunale e` di dichiarare che questi rapporti processuali non si sono instaurati,al di fuori di quelle parti che hanno correttamente proceduto, secondo la strada dell'83 del Codice di Procedura Penale, alla notifica di un regolare atto di citazione. Per concludere queste brevi osservazioni, dichiaro poi che come responsabile civile, in subordine alle eccezioni avanzate, ovviamente richiamo tutte le domande di esclusioni di parti civili che sono state presentate da tutti gli imputati ai quali siano imputati dei fatti che sono riferibili all'Enichem, perche' se non sono riferibili all'Enichem evidentemente non ci riguardano. Ma per gli imputati che hanno avuto cariche che in qualsiasi modo sono riconducibili all'Enichem, tutte le richieste che sono state avanzate di esclusioni di parti civili in subordine anche il responsabile civile si associa perche' siano escluse queste parti civili che non hanno titolo nei confronti degli imputati e quindi a fortiori nei confronti del responsabile civile, grazie. Produco allora queste due..

 

Presidente: si, grazie

 

AVVOCATO BONDI

 

Avvocato Bondi: in difesa del responsabile civile Montefibre. Io, Presidente, devo rilevare che la presenza della societa` Montefibre in questo processo e` dovuta alla citazione per il dibattimento rivolta nei confronti della societa` Montefibre dal Comune di Venezia, dalla Regione Veneto e dai prossimi congiunti di Bettin Ido. La societa` Montefibre non era presente all'udienza preliminare, si e` costituita nella Cancelleria del Giudice con l'atto che e` stato depositato, e quindi le posizioni che la riguardano direttamente, proprio anche in base alle considerazioni svolte dai difensori che mi hanno preceduto e che ovviamente hanno esposto le ragioni certamente molto meglio di quanto potrei fare io, hanno riferimento solamente a queste posizioni. Per quanto riguarda il Comune di Venezia e la Regione Veneto, va ribadito che anche in rispetto alla citazione notificata a Montefibre non vi e` la procura speciale alla citazione del responsabile civile, con quanto ne consegue. Va anche detto che non vi sono state notifiche di atti di citazione di parte civile di nessun tipo. Va detto e va ribadito fortemente quanto gia` rilevato in ordine alla non estensibilita` delle domande rivolte da altre parti diverse da quelle che avevano promosso la citazione. Quindi mi richiamo alle osservazioni svolte per quanto riguarda la legittimazione processuale della Montefibre in ordine a queste considerazioni. Per quanto riguarda la legittimazione sostanziale, due osservazioni generali: non possono non farmi rilevare che la societa` Montefibre e` chiamata a rispondere impropriamente per quanto riguarda la descrizione contenuta nell'atto di citazione redatto dal difensore del Comune di Venezia eRegione Veneto, perche' mai si e` occupata della gestione del Petrolchimico di Marghera, ne' tra l'altro ne fa parte; e` una societa` a se' stante, con una sua autonomia, e, per quanto riguarda l'aspetto che e` riportato nella prima fattispecie di reato contenuta nel decreto che dispone il giudizio, non ha mai prodotto CVM; il CVM e` stato utilizzato esclusivamente per la produzione di una delle due fibre, una fibra vinilica e una fibra acrilica che invece non utilizza il CVM, dico, in un impianto che ha cessato la produzione nel 1977. Quindi questo deve valere inevitabilmente per quanto riguarda anche quelle domande che sono state rivolte da tutte le parti che invece hanno fatto riferimento ad epoche successive. Va detto,per quanto riguarda piu` specificatamente questo impianto di produzione di fibra vinilica,che gia` la Montefibre aveva adottato, ancora nel 1974, tutti quegli accorgimenti che gia` le consentivano di rispettare una legislazione che era ancora da venire, vale a dire legislazione europea che uscira` solamente nel 1978 e la normativa nazionale invece nel 1982. Per quanto riguarda la seconda fattispecie di reato, vale a dire quella ambientale, qui bisogna domandarsi sulla base di quali dati sono avanzate le richieste delle parti civili. Si ritiene di aver individuato due discariche contenute nell'area della Montefibre in relazione alle quali non e` mai stato effettuato, al momento, nessun tipo di analisi del terreno. Le analisi invece sono state effettuate su incarico degli attuali organi di gestione della societa` e hanno confermato che in tali aree non sussistono emissioni dannose nelle falde, nella laguna.

Tra l'altro recentemente.. due anni addietro e` stato chiesto al Comune di Venezia l'autorizzazione a procedere ad ulteriori accertamenti ed ove si rilevasse necessario alla bonifica dell'area; anch'io, come i colleghi che mi hanno preceduto, dimetto al Tribunale una breve nota che ripercorre quanto ho teste` esposto

 

AVVOCATO SEVERINO

 

Avvocato Severino: innanzitutto mi accomunano al professor Padovani, oltreche` un po' di anni di consolidata amicizia, una serie di questioni che ci vedono sulla stessa posizione e per le quali quindi richiamero` soltanto cio` che egli ha gia` detto. Ovviamente sia la questione sulla tempestivita`, alla quale voglio soltanto aggiungere che se fosse necessaria la prova del nove della tempestivita` dell'intervento del responsabile civile vi sarebbe da dire che esso e` intervenuto in una fase in cui stavano intervenendo i difensori degli imputati per le opposizioni alle costituzioni di parte civile avvenute in udienza preliminare,che hanno esattamente lo stesso termine per la trattazione richiamato ai sensi dell'Art. 86 n. 3, appunto per i difensori procuratori speciali dei responsabili civili. Per quanto riguarda poi le diverse categorie dei decreti di citazione mi accomuna ancora al professor Padovani la circostanza di essere stata citata in udienza preliminare da due parti civili,di essere stata presente all'udienza preliminare tramite un sostituto e quindi la questione relativa ai problemi di notifica del decreto,per la quale integralmente mi rifaccio a quello che e` gia` stato detto dal professor Padovani. Come pure mi rifaccio a quel che e` gia` stato detto con riferimento al decreto di citazione del responsabile civile notificato dal Comune e dalla Regione, sotto il profilo che anche nel decreto di citazione che riguarda l'Eni S.p.a. manca la procura speciale alla citazione del responsabile civile. Ed anche per me, dunque, vale il discorso del riferimento a tre categorie di soggetti che mi hanno citato, alcune categorie con decreto di citazione contenente i requisiti formali dell'Art. 83, la categoria di coloro che hanno notificato soltanto l'atto di costituzione e la categoria delle parti civili che hanno operato attraverso estensione all'udienza dibattimentale. Per quanto riguarda le categorie che mi hanno citato ex Art. 83 mi riservo brevissimi rilievi aggiuntivi rispetto a quelli che avevo gia` fatto di carattere generale alla scorsa udienza. Per quanto riguarda coloro che si sono limitati a notificare l'atto di costituzione, qui le mie idee divergono parzialmente da quelle del professor Padovani, ma solo sul tema della nullita` ed inesistenza, a mio avviso l'atto e` inesistente, e` inesistente come citazione del responsabile civile perche' ricevere la notifica di un atto di costituzione non significa nulla dal punto di vista della vocatio in iudicium; ci si puo` chiedere se sia stato notificato per cortesia o per informazione, ma certamente esso non puo` esistere giuridicamente come decreto di citazione a giudizio. Ripeto che per la estensione faccio mie tutte le considerazioni gia` svolte dai difensori che mi hanno preceduto. Venendo ai soggetti che invece hanno notificato il decreto di citazione del responsabile civile, devo dire che esse seguono un modello ripetitivo,quindi ne riassumero` una soltanto come esemplificativa della categoria e soltanto per vedere in quali presupposti esse radichino la citazione dell'Eni come responsabile civile. In primo luogo si legge,a premessa di queste richieste di citazione del responsabile civile, qual e` la posizione delle persone offese costituitesi parte civile e quindi in che cosa si radica la loro domanda. Ebbene, essi si autoqualificano come dipendenti di Montedison e di Enichem, nessun riferimento a posizioni di dipendenza dall'Eni, salvo una frase di carattere generico e sinceramente difficilmente interpretabile: si dice per esempio di Fioran Fidelio "gia` dipendente Montedison ed Enichem, e comunque di tutte le societa` che nel periodo si sono succedute nella proprieta` e nella gestione di tutti gli impianti cui era addetto presso lo stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera". Una dizione assolutamente vaga ed indefinita, laddove quantomeno la parte che si introduce dovrebbe enunciare la sua qualita` di dipendente da una societa` piuttosto che dall'altra. Ma,dicevo, questa indicazione poi di carattere generico e` contraddetta dallo stesso capo di imputazione, nel quale tutti i dipendenti, tutti i soggetti per i quali vi e` costituzione di parte civile e che hanno citato l'Eni sono indicati come dipendenti di Montedison o di Enichem, esclusivamente come dipendenti di Montedison e di Enichem. Se poi andiamo a vedere le specifiche ragioni della dichiarazione.. delle citazioni del responsabile civile,si dice che.. nella premessa vi e` che essi sarebbero titolati a citare tutte quante le societa` che si sono susseguite nel tempo nella proprieta` e nella gestione dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera. Nell'elenco di queste societa`, elenco peraltro dato esclusivamente per indicativo dalle parti, perche' non convalidato da alcun elemento di supporto, si inserisce elencativamente anche l'Eni. Ora, devo dire che cio` che puo` fondare una posizione di una parte nel giudizio e` sempre e soltanto il capo di imputazione, e sul capo di imputazione non mi soffermero` perche' l'ho gia` richiamato l'altra volta, e dal capo di imputazione espressamente risulta che laddove esso si occupa di individuare le societa` che sono state proprietarie o hanno gestito l'impianto Petrolchimico, con riferimento al primo capo si specificano le societa` Montedison e Montefibre prima e poi il gruppo che e` intervenuto nel 1987,che viene contraddistinto come holding Enichimica Enichem. Nell'altro capo di imputazione si parla ancora, a proposito della proprieta` delle discariche e dei luoghi che avrebbero prodotto l'inquinamento ambientale, ancora di societa` del gruppo Montedison e del gruppo Enichem. Dunque nessun riferimento nel capo di imputazione ad una presunta asserita proprieta' o gestione da parte di Eni degli impianti del Petrolchimico. Andando ancora avanti, ma ho pressoche` finito con le motivazioni che sono addotte a sostegno di questi decreti di citazione del responsabile civile, si dice che le societa`, tra cui l'Eni,dovrebbero rispondere dei rapporti obbligatori come sopra identificati, sorti in capo alle societa` alle quali sono subentrate nella titolarita` dell'azienda e/o nella proprieta` degli impianti dello stabilimento Petrolchimico della Montedison e della Montefibre di Porto Marghera. Abbiamo gia` visto che per questo aspetto non vi puo` essere riferimento ad Eni, comunque si aggiunge poi: "dette societa` debbono rispondere delle obbligazioni di cui sopra in ragione di acquisite posizioni di controllo, gestione o partecipazione nelle medesime societa` che abbiano comportato subentro in rapporti giuridici". E qui l'unico dato che posso rilevare e` quello che gia` richiamavo nella scorsa udienza e cioe` quella di una partecipazione azionaria di Eni in Enichem. Ma sul punto ho gia` richiamato tutta la giurisprudenza, la quale esclude che si possa radicare una posizione di responsabile civile nel solo fatto di avere una partecipazione azionaria di controllo o non di controllo in una societa`. E mi chiedo perche' poi a questo punto sia stata citata l'Eni e non le tante altre societa` che partecipavano sia a Montedison che ad Enichem, avremmo potuto citare, per esempio, credo, la FIAT o avremmo potuto citare l'IRI e poi,volendo risalire a monte, anche il Ministero del Tesoro,che aveva una partecipazione totalitaria nell'IRI. Se il criterio che entrera` in questa aula sara` quello di consentire la citazione come responsabile civile di qualunque societa` abbia partecipato ad altra societa` nell'ambito della quale poi e nell'esercizio delle funzioni della quale si assuma essere avvenuto un illecito, credo che si dara` veramente ingresso a situazioni aberranti del genere di quella che ho enunciato soltanto esemplificativamente. E dunque concludo depositando un memoria nella quale sono riassunte le argomentazioni che ho qui svolto. In essa si trovera` anche l'elenco delle uniche parti civili che hanno citato attraverso il decreto l'Eni, per la quale quindi valgono le eccezioni che ho enunciato oggi, e naturalmente faccio mie tutte le eccezioni sulle opposizioni alle costituzioni di parte civile per le quali l'Eni possa essere eventualmente interessata

 

Presidente: mi pare che adesso abbiamo esaurito la discussione delle questioni di esclusione delle parti civili. Diamo la parola al Pubblico Ministero

 

AVVOCATO GIARDA

 

Avvocato Giarda: signor Presidente, chiedo scusa, siccome i responsabili civili professor Padovani e professor Schlesinger hanno introdotto, nel prendere in considerazione i profili concernenti la vocatio in iudicium dei responsabili civili, un tema che potrebbe o potra` formare oggetto di una questione preliminare in senso stretto, successiva quindi alla problematica relativa alla regolare costituzione delle parti, noi per correttezza volevamo sapere, noi difensori degli imputati, sia dall'illustrissimo Tribunale che dai colleghi, se dobbiamo anche su questo punto esprimere adesso il nostro punto di vista oppure se ritorneremo sul punto quando saremo chiamati a discutere delle questioni preliminari. E` solo un problema di correttezza nello svolgimento della nostra discussione

 

Presidente: cioe` forse noi non abbiamo ben compreso, se ci vuole esporre quali sarebbero queste nuove questioni

 

Avvocato Giarda: e` un unico punto, signor Presidente, quello relativo alla valutazione dal punto di vista delle categorie e della validita` degli atti processuali del decreto che dispone il giudizio, dove anche noi avremmo qualche cosa da dire su questo punto particolare

 

Presidente: come difensori degli imputati. Guardi, professor Giarda, allora io direi che sarebbe bene.. allora, io ritengo che, cosi` come ci eravamo proposti fin dall'inizio, sarebbe bene prima individuare le parti che devono interloquire e quindi le eccezioni che attengono alla nullita` del decreto, e quella che lei adesso mi ha cosi` rappresentato sinteticamente attiene alla nullita` del decreto, le affrontiamo successivamente

 

Avvocato Giarda: signor Presidente, abbiamo imparato questa mattina dal professor Padovani che siamo per il bosco e per la riviera, quindi ci va bene qualunque indicazione purche` sia chiaro per tutti, grazie

 

AVVOCATO FURLANETTO

 

Avvocato Furlanetto: siccome mi era stato sollecitato un chiarimento mi pare doveroso in relazione a tre parti civili, e` una questione sollevata dall'Avvocato Cesari, volevo soltanto precisare che in effetti la costituzione di parte civile era soltanto nei confronti dell'imputato Burrai, mentre per una svista sono stati notificati gli stessi atti nei confronti degli imputati Parillo e Palmieri, nei confronti dei quali non c'e` costituzione di parte civile per le parti civili che io rappresento, quindi solo nei confronti dell'imputato Burrai, quindi come se non fossero mai stati notificati quegli atti

 

Presidente: quindi lei praticamente, comunque fossero interpretate, le revoca insomma

 

Avvocato Furlanetto: si, ma in effetti non c'e` costituzione di Parte Civile in atto nei confronti di quegli imputati, e` solo una notifica che era un di piu`, una notifica soltanto Presidente: prendiamo atto comunque

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: prendo atto volentieri, ma allora devo chiedere l'esclusione di parte civile a nome dell'imputato Burrai, che io difendo,in quanto dallo stesso atto, che mi e` stato notificato sia pure impropriamente, risulta che il signor Giancarlo Franzin, lo dice lui, ha cessato di lavorare presso lo stabilimento il 7 novembre 1982, prima che Burrai iniziasse a.. grazie

 

Presidente: la parola al Pubblico Ministero

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: prima di intervenire volevo un attimo vedere quel documento presentato dall'Avvocato Franchini e che riguarda la richiesta in Cancelleria del G.I.P., del decreto

 

Presidente: cioe` il decreto che e` stato..

 

Pubblico Ministero: si, la richiesta che ha presentato l'Avvocato Franchini alla Cancelleria del G.I.P.

 

Presidente: per ottenere quel decreto sintetico, insomma, chiamiamolo cosi`

 

Pubblico Ministero: si, volevo vedere attimo se c'era un provvedimento

 

Avvocato Franchini: no no

 

Pubblico Ministero: volevo leggerla, non l'ho vista

 

Avvocato Franchini: non e` per ottenere il decreto sintetico

 

Pubblico Ministero: appunto per questo volevo vederla

 

Avvocato Franchini: si, certo, siccome il Presidente ha detto.. non era per ottenere il decreto sintetico

 

Presidente: io mi sono rifatto a quello che ha detto veramente il Pubblico Ministero, io non so che cosa sia successo

 

Avvocato Franchini: ne parliamo la prossima volta, perche' e` una nullita` del decreto, se vuole io spiego

 

Presidente: no no, va bene, d'accordo, pero` agli effetti, voglio dire, dell'intervento del Pubblico Ministero sulla questione posta dai responsabili civili io credo che una risposta si imponga

 

AVVOCATO FRANCHINI

 

Avvocato Franchini: certo, non c'e` nessun problema, Presidente. Allora, adesso per intenderci chiameremo decretino e decretone. Il decretino e` formato da un unico foglio: questo foglio viene letto in udienza preliminare il 14 di novembre dal Giudice dell'udienza preliminare; questo foglio non reca le indicazioni previste dal 429 etc. e quindi e` un atto nullo. Viene depositato nella Cancelleria del G.U.P., cosi` come impone il 424, e il giorno successivo ne viene estratta copia. Successivamente questa difesa a nome, come sostituto processuale, di molti difensori degli imputati si reca presso la Cancelleria del Tribunale chiedendo di depositare delle istanze relative a copie del processo. La Cancelleria del Tribunale, nella persona del dottor De Prezzo, piu` volte risponde: "questo processo qui non esiste". Allora noi diciamo "come non esiste? C'e` il decreto che dispone il giudizio", "no, qui non c'e` nulla ed io non posso ricevere l'istanza". Allora io faccio una raccomandata alla Cancelleria dell'istanza allegando il decretino che si trova nel fascicolo per il dibattimento, perche' e` stato inserito ovviamente nel fascicolo per il dibattimento. Questo avviene, mi pare, verso il 15 di gennaio. Il 9 febbraio compare il decretone nella Cancelleria del Tribunale. Questa e` la ricostruzione diciamo dei fatti

 

Pubblico Ministero: contestabili peraltro, poi vediamo

 

Presidente: adesso questa e` la spiegazione. Allora il Pubblico Ministero fa questa..

 

Avvocato Franchini: io la produco il 25 perche' non ce l'ho

 

Pubblico Ministero: ma e` stata prodotta questa richiesta?

 

Presidente: non e` stata prodotta la richiesta, e` stato prodotto il decretino e basta, l'Avvocato Franchini non era preparato a produrre la richiesta

 

Avvocato Franchini: no, ma sono tutte nel fascicolo per il dibattimento perche' abbiamo controllato e sono tutte nel fascicolo per il dibattimento

 

Presidente: anche la sua richiesta?

 

Avvocato Franchini: si si, tutte, sono diverse, una e` fatta con raccomandata, le altre sono semplici

 

Avvocato Dinoia: chiedo scusa, non ho capito bene i termini della questione, ma agli atti c'e` gia` la copia del decretino ed e` allegata alla delibera..

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: no no, non e` questo il problema, siccome pareva che fosse stata presentata dall'Avvocato Franchini una richiesta di copia, allora io chiedevo di vedere questa richiesta, pero` poi e` stato precisato che in effetti questa richiesta non e` ancora agli atti, ma che verra` presentata..

 

Presidente: no no, anzi, mi pare che abbia detto adesso l'Avvocato Franchini che tutte le sue richieste, fin dalla prima,sono nel fascicolo del dibattimento

 

Pubblico Ministero: io ho chiesto per questo al Cancelliere se mi fa vedere questa richiesta, questo volevo sapere

 

Presidente: solo che adesso il fascicolo del dibattimento e` un po' vasto, ma comunque potremmo andarla a ricercare. Eventualmente si riservi un attimo, per quanto riguarda questa specifica questione, di intervenire alla prossima udienza

 

Pubblico Ministero: certo

 

Presidente: comunque voglio dire che non e` che vi sia alcuna preclusione per quanto riguarda questa questione, ovviamente, perche' verra` ripresa, come adesso abbiamo appena detto, anche dai difensori degli imputati. Prego

 

PUBBLICO MINISTERO

 

Pubblico Ministero: per quanto riguarda le eccezioni che sono state formulate da tutti i difensori degli imputati e dai responsabili di Montedison, Eni, Enichem, il Pubblico Ministero, per il verbale,chiede innanzitutto il rigetto di tutte le eccezioni che sono state formulate in relazione alla presenza delle parti civili cosi` come si sono presentate e costituite a questa udienza. La gran parte delle questioni che sono state prospettate sono state trattate in sede di udienza preliminare, sono state affrontate ed esaminate dal Giudice dell'udienza preliminare e sono state decise con una ordinanza che e` datata 23 luglio 1997 alla quale, per ragioni anche di tempo e di spazio, mi richiamo integralmente depositandola, perche' praticamente gran parte delle questioni sono gia` state affrontate e sono gia` state risolte, e condivido quell'impostazione e quella decisione, quindi consegno copia di questa ordinanza che faccio mia e in questo senso risolvo un po' di problemi di eccezioni per quanto riguarda il Pubblico Ministero. Per quanto riguarda questo intervento, preciso che mi limitero` a quella che e` la parte del Pubblico Ministero in questo procedimento in quanto, come e` ovvio, saranno tutte le parti civili chiamate in causa per la loro parte ad affrontare tutti i singoli argomenti. Il primo tema che affronto e` quello relativo all'impostazione del capo d'accusa. E` un capo d'accusa che per cosi` dire definisco aperto, volutamente aperto e necessariamente aperto, e siccome qualche difensore aveva gia` segnalato la necessita` o l'opportunita` di chiuderlo, dico che come Pubblico Ministero non ho nessuna intenzione di chiuderlo, anzi ci saranno successivamente delle altre contestazioni suppletive, fino all'ultimo momento che sara` possibile farle a norma del Codice di Procedura e quindi rimane cosi` aperto. L'impostazione del capo d'accusa e l'impostazione dell'accusa e` che in questa situazione non e` assolutamente possibile chiudere col numero delle persone che si ritengono offese e comunque danneggiate dai reati che sono stati contestati e quindi non e` possibile chiudere in questa situazione. Quindi per quanto riguarda le dichiarazioni di costituzione di parte civile ritengo come conseguenza si debba dire che tutti coloro che dimostrano di aver lavorato presso i reparti che sono stati incriminati possono sostenere di aver avuto un danno, che sia vero o no questa e` una questione di merito che non va affrontata in questa sede e che andra` affrontata successivamente; e` un problema esclusivamente di legittimazione attiva o passiva, che e` una cosa completamente diversa a quella del merito e vedremo cosa poi succedera` nel dibattimento,quando si affrontera` il merito. Pero` tutti coloro che hanno lavorato proprio secondo l'impostazione del capo d'accusa devono poter partecipare,quantomeno come persone danneggiate,a questa fase processuale. Aggiungo un'altra cosa: anche e qualora dovessero essere escluse delle parti civili da questo processo, come e` consentito dalle norme del Codice, precisero` ulteriormente, nel corso delle udienze dibattimentali le contestazioni a norma dell'Art. 516, 517, secondo le valutazioni che saranno effettuate, inserendo nuove persone e parti danneggiate, il che vuol dire che nuovamente da quel momento potranno costituirsi parte civile e il che vuol dire che in questa sede tutte queste discussioni sono comunque completamente inutili perche' verranno riproposte dal Pubblico Ministero e si riproporra` piu` avanti ancora questa costituzione di parti civili.

Tema dei fuori lista: io ritengo, per quello che ho detto, che debbano essere quelli che sono stati definiti fuori lista, proprio per questo debbano essere ammessi e debbano essere rigettate tutte le eccezioni che sono state formulate nei loro confronti, cosi` come devono essere ammesse tutte quelle 30 persone che sono state indicate in maniera specifica all'udienza preliminare come contestazione suppletiva del 3 marzo del 1997. Quando a quell'udienza sono stati depositati in faldoni i fascicoli personali delle persone in questione e quando poi e` stata depositata anche una tabella, uno schema riassuntivo, in cui venivano indicate nome, cognome, data di nascita,data del decesso, o comunque le patologie, comunque le dipendenze, la data di cessazione dell'incarico, quell'atto e` entrato a far parte dell'udienza preliminare e quindi tutte quelle persone erano indicate, erano conosciute agli imputati e ai loro difensori. Quindi tutte quelle persone vanno tenute dentro a questo capo di imputazione. D'altra parte il decreto, sia nella fase dispositiva, cosi` come e` stato letto all'udienza del 14 novembre 97 da parte del G.I.P., sia nella sua parte estesa, parla espressamente di imputati come in atti, parla espressamente di "per i reati di cui all'imputazione", l'imputazione e` quella che viene formulata nel corso delle varie fasi, dei vari momenti dell'udienza preliminare, per quel che riguardava l'udienza preliminare, il che vuol dire che tutti i nomi che sono stati inseriti sia con la richiesta di rinvio a giudizio, sia come contestazione suppletiva, fanno parte dell'imputazione. Nel momento in cui il Giudice dell'Udienza Preliminare decide per il rinvio a giudizio imputati come in atti e per i reati di cui all'imputazione, fa un riferimento specifico ad atti ed accuse che sono ben note a tutti perche' tutti conoscevano quelli che erano i nuovi nomi inseriti nelle liste, tutti conoscevano il prospetto presentato all'udienza preliminare dal Pubblico Ministero e in particolare anche i fascicoli personali. Per quanto riguarda un punto in particolare che e` stato segnalato nel corso di questa udienza e del quale si continuera` sicuramente a parlare e che e` quello della valenza di questo provvedimento che e` stato letto dal Giudice delle Indagini Preliminari il 14 novembre 1997: quello che ha letto il Giudice dell'Udienza Preliminare e` semplicemente il dispositivo del provvedimento. Come succede normalmente e come succede sempre, quando l'autorita` giurisdizionale pronuncia il suo provvedimento, e ricordiamo tutti gli organi giurisdizionali, sia il G.U.P., sia il Tribunale, le Corte d'Appello, e Corti d'Assise, dicono sempre "in nome del Popolo Italiano dichiara responsabile" o comunque "assolve nei confronti di.. per il reato di cui all'imputazione", il riferimento e` sintetico, nessuno mai pretende, nessuno ha mai preteso e non si puo` neanche pretendere che nel dispositivo venga inserito direttamente tutto il capo di imputazione. Tanto piu` in una situazione del genere, dove il capo di imputazione e` rappresentato da non so quanti fogli, da una quarantina di fogli, con nomi, numeri, indicazioni a non finire. Era una questione di giornate, e` stato letto un dispositivo. E se si va anche materialmente a verificare quello che e` stato letto dal G.I.P. a quell'udienza e quello che e' il dispositivo del decreto completo, si vede che c'e` una corrispondenza perfetta anche nelle indicazioni letterali, perche' da dove parte il dispositivo e cioe` il P.Q.M., per questi motivi, e` esattamente uguale: "dispone in rinvio a giudizio del Tribunale di Venezia", indica i nomi, indica "per i reati di cui all'imputazione" e l'imputazione consiste nelle accuse formulate durante l'udienza preliminare nelle sue varie giornate, accuse ben note a tutti per i motivi che ho gia` detto, indicando per la comparizione e indica la data, indica la sezione del Tribunale, da` gli avvertimenti di rito. E` un semplice dispositivo, niente di piu`. Quando e` stato chiesto in Cancelleria, e vedremo, se sara` necessario, reinterverro` sul punto, quella richiesta, nessuno gliel'ha negato il decreto, non risulta una negazione di decreto perche' il decreto era in fase di notifica e in fase di avviso c'e` una procedura lunghissima, che conosciamo tutti quanti, di notifica, di preparazione di non so quante migliaia di copie per le notifiche a tutti quanti, per la formulazione della prassi, per la preparazione della procedura, necessaria a dare avviso con pubblici proclami,come e` stato fatto, sono fasi lunghissime; il decreto e` mai stato negato a nessuno non risulta, non mi risulta scritto in calce a quella richiesta negazione,che il decreto non c'e`, il decreto e` quello, perche' quello e` un dispositivo. Nel momento in cui questo dispositivo ha superato la fase della notifica, dell'avviso per pubblici proclami e tutto il resto, e` giunta al Tribunale, non c'e` nessuna meraviglia; succede spesso che un rinvio a giudizio deciso dal G.I.P. per, mettiamo, il mese di giugno davanti al Tribunale di Venezia arrivi un mese prima,anche per un fascicoletto di 100 fogli, al Tribunale, non e` assolutamente una novita`, lo sappiamo tutti. Quindi credo che anche in questo senso quel punto che poteva destare qualche perplessita` in conclusione sia piu` una segnalazione suggestiva che lascia il tempo che trova, perche' era la lettura di un dispositivo. Concludo consegnando l'ordinanza del G.I.P. di Venezia sulle parti civili e ribadendo la richiesta di rigetto di tutte le eccezioni

 

Avvocato Benedini: difensore di Reichenbach e Sebastiani. Il Pubblico Ministero,se non sbaglio,ha depositato un atto dell'udienza preliminare, noi ci opponiamo naturalmente

 

Pubblico Ministero: ho detto che l'ho fatto mio, se vuole lo firmo foglio per foglio

 

Presidente: mi scusi, adesso non formalizziamoci, cerchiamo di.. e` indubbiamente un atto dell'udienza preliminare, mi pare che siano i provvedimenti del Giudice in ordine alle questioni preliminari, perche' cosi` mi pare di aver inteso dal Pubblico Ministero quando sono stati risolti dal G.I.P.. Il Pubblico Ministero ha inteso rifarsi alle decisioni e alle argomentazioni del G.U.P. e forse ne ha fatto una sorta di memoria sua, ecco, in questo senso

 

Pubblico Ministero: se vogliamo aggiungere, e` stato pubblicato anche sul bollettino della Camera Penale, e' come un provvedimento, una sentenza, quindi..

 

Presidente: adesso vediamo dal punto di vista processuale come utilizzarlo, questa e` la questione che sta ponendo l'Avvocato. Vi e` un'opposizione al acquisizione in quanto atto della..

 

Avvocato Benedini: udienza preliminare

 

Avvocato Battain: benissimo, depositeremo..

 

Presidente: udienza preliminare. Scusate un attimo, abbiate pazienza, Avvocato Battain non ha lei la parola in questo momento. Volevo semplicemente chiedere allora al Pubblico Ministero in quanto atto dell'udienza preliminare non si ritiene di dare il consenso all'acquisizione. Lei ritiene di produrlo sotto quale forma?

 

Pubblico Ministero: Presidente, l'avevo gia` precisato, perche' mi sembrava che a cavilli di questo tipo fosse impossibile pensare, non solo arrivare, comunque e` mio impegno in questo momento, faccio le fotocopie, scrivo a mano su ogni foglio, elimino "Tribunale di Venezia", scrivo "Procura della Repubblica di Venezia", siglo tutti i 26 fogli e li riconsegno tra 10 minuti. Se l'Avvocato Benedini e` contento e gli va bene, e` una mia memoria

 

Presidente: va bene, e` una memoria del Pubblico Ministero

 

Avvocato Benedini: non mi andra` bene, glielo anticipo

 

Pubblico Ministero: beh, il contenuto sicuramente no

 

Presidente: e` una memoria del Pubblico Ministero. Comunque eventualmente poi, ci fossero ulteriori opposizioni, il Tribunale decidera` in merito

 

Avvocato Bettiol: il punto e` questo: la conoscibilita` degli atti dell'udienza preliminare e` soprattutto inerente al merito del processo, affinche` il Tribunale non abbia pregiudizi. Vorremo pero` una verifica.. si tratta semplicemente dell'ordinanza relativa all'esclusione delle parti civili o di altro atto?

 

Pubblico Ministero: ho detto anche la data, ho detto di cosa si trattava, l'ordinanza delle parti civili

 

Presidente: solo l'ordinanza che tratta delle questioni preliminari di cui qua si e` discusso e che attengono alla costituzione della parte civile e del responsabile civile, cosi` l'ho inteso

 

Avvocato Bettiol: cioe' non di altri problemi che sono stati..

 

Presidente: io sinceramente non ce l'ho. Noi non ne conosciamo il contenuto, lo chieda al Pubblico Ministero, perche' io..

 

Pubblico Ministero: lo conosce perche' l'Avvocato Bettiol c'era all'udienza preliminare, io ho detto la data dell'ordinanza..

 

Avvocato Bettiol: ma io non posso sapere a memoria, abbia pazienza Pubblico Ministero

 

Pubblico Ministero: si poneva il problema, come adesso, di decidere chi poteva intervenire nelle varie questioni di nullita` etc., quindi anche il G.I.P. in via preliminare ha detto "decidiamo sulle costituzioni delle parti". Quindi ha fatto quell'ordinanza, che ha la data che ho detto prima e quell'ordinanza sulla presenza delle parti civili

 

Avvocato Bettiol: siccome e` un verbale di udienza, immagino

 

Pubblico Ministero: no, non e` un verbale di udienza, e` l'ordinanza, e` pubblicata comunque anche su..

 

Presidente: e` un atto del Pubblico Ministero, il Pubblico Ministero ha gia` fatto le sue precisazioni, e` una memoria del Pubblico Ministero e il Pubblico Ministero puo` eventualmente, se lo ritiene, siglarla come propria e la deposita, non c'e` nessuna conoscenza di atti che attengono all'indagine in senso proprio, ma si tratta meramente di un provvedimento sulle questioni di carattere processuale; il Pubblico Ministero ha inteso fare proprie quelle decisioni e si riporta per le argomentazioni come propria memoria alle decisioni del G.I.P., potra` essere..

 

Avvocato Bettiol: cioe` come citazione di un precedente giudiziario?

 

Pubblico Ministero: certo

 

Presidente: come precedente giudiziario, ecco, anche come precedente giudiziario

 

Pubblico Ministero: comunque deposito anche il bollettino della Camera Penale in cui e` stata pubblicata l'ordinanza del G.I.P., come documento e come precedente giudiziario, se vuole siglo anche questo

 

Presidente: questo e` un precedente giudiziario in senso proprio, gia` pubblicato! Non mi pare che questi davvero siano i problemi.. andiamo avanti, per cortesia. Diamo la parola al rappresentante dello stato che si e` costituito per la Presidenza del Consiglio e per il Ministero dell'Ambiente

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

Avvocato Schiesaro: grazie Presidente, io cerchero` di essere breve e di toccare le tre questioni che sono state mosse in relazione alla costituzione di parte civile fatta dall'Avvocatura dello Stato per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Ambiente. Dico tre questioni perche' sostanzialmente, sia pure in due riprese, le questioni sono state appunto prospettate in questi termini: la prima questione l'ha sollevata l'Avvocato Giarda quando ha detto che mancava l'autorizzazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e poiche' questo atto era, a suo giudizio, un atto che avrebbe dovuto essere allegato alla dichiarazione di costituzione a pena di inammissibilita`, ha chiesto una prima volta l'esclusione di queste parti civili per questo motivo. In seconda battuta, dopo che questa mattina abbiamo depositato l'atto e la richiesta del Ministero dell'Ambiente, l'Avvocato Cesari ha ribadito l'eccezione sotto il profilo della tardivita`, ritenendo quindi che neanche la produzione di quei documenti potesse essere utilizzata per sanare questo preteso vizio, dal momento che si sarebbero gia` state concluse le formalita` di accertamento della costituzione delle parti. E da ultimo l'Avvocato Giarda ha riproposto la questione articolandola piu` dettagliatamente, sostenendo che sarebbe stata fornita la prova di una mancanza di volonta` del Ministero dell'Ambiente di costituirsi nel procedimento di strage e sarebbe comunque non stata dimostrata l'autorizzazione per la costituzione in giudizio dello stesso Presidente del Consiglio dei Ministri. Infine l'Avvocato Pulitano` ha contestato la legittimazione a costituirsi dello Stato in relazione alle ipotesi di strage e di disastro colposo. Questi sono i punti su cui io interverro`, lasciando alla fine un breve cenno, perche' poi ho scritto memoria anche su questo, alla quale mi riporto, sul problema della individuazione del danno e il problema della pretesa retroattivita` dell'Art. 18 della legge sul Ministero dell'Ambiente. Dico che, per cominciare ad affrontare tutte queste questioni,innanzitutto bisogna andare con ordine e quindi,visto che e` stata eccepita la tardivita`, bisognerebbe porsi il problema se e` o non e` tardivo, prima ancora se questa produzione documentale, prima ancora di essere considerata ammissibile e rilevante ai fini sananti, sia o non sia tardiva. In questo senso credo mi aiutino molto le considerazioni che ha svolto oggi pomeriggio, anzi questa mattina, l'Avvocato Padovani, il quale mi ha dato atto di aver posto l'altra volta una questione certamente sottile, anche se la sottigliezza cui lui faceva riferimento era la sottigliezza della lana caprina, e questo mi pare che certamente non sia adeguata alla complessita` della questione che avevamo comunque sollevato alla scorsa udienza, e posso replicare semplicemente dicendo che tanto piu` sottile e` il filo tanto migliore diventa il tessuto per fare il vestito alla fine, quindi io su questa base non sono cosi' sicuro come lui che si tratti di una questione peregrina da liquidare in poche battute. E non sono piu` sicuro proprio dopo averlo sentito, perche' nonostante lo sforzo che ha profuso per dimostrarci come in realta` di questioni di basso profilo si trattasse, alla fine non hanno saputo fare altro che appellarsi ad imprecisate, perche' non manifestate come tali, esigenze di ricostruzione logico sistematica, esigenze di ricostruzione logico sistematica che fanno acqua da tutte le parti non appena uno vada a valutarle per quello che sono ed innanzitutto non appena uno si ponga il problema di vedere se queste esigenze di ricostruzione logico sistematica consentano o meno di superare il dato letterale innanzitutto delle norme. Qual era il punto? Il punto che avevamo sollevato alla scorsa udienza era quello di vedere una contrapposizione tra 86 e 491. Dice bene in questo senso l'avvocato Padovani, questo avevamo prospettato l'altra volta. E questa contrapposizione lui stesso in qualche modo la riconosce, anche se dice che sarebbe in definitiva in contrasto con queste esigenze di logica sistematica, perche' non consentirebbe una lettura di quel tipo delle norme, ad esempio di capire in che momento ci si troverebbe processualmente, dal momento in cui sarebbe impossibile fare questo tipo di questione nel momento in cui si sta ancora facendo l'appello delle parti. In realta` la norma non prevede, l'86, affatto che la questione debba essere proposta mentre; la norma ci dice un'altra cosa, ci dice che la questione va proposta, a pena di decadenza, non oltre, non oltre, quindi dando per scontato che si sia in qualche modo chiusa quella fase che lui diceva diretta all'identificazione delle parti presenti, identificazione delle parti che possono sostenere il contraddittorio e quindi,conclusa quella fase, quello e` il momento in cui va proposta una questione che attenga a che cosa? L'altra volta io dicevo ad un difetto di legittimazione passiva; lui oggi dice che l'86 si riferisce al petitum, mentre il 491 si riferisce alla causa petendi, io rimango alla lettura delle norme e ricostruisco il significato dell'86 sulla base della lettura del 491, perche' il 491 ci dice chiaramente che le questioni che si possono porre dopo, dopo, che siano state compiute, subito dopo, che siano state compiute per la prima volta l'accertamento e la costituzione delle parti, sono le questioni relative alla citazione del responsabile civile. E cosa sono le questioni relative alla citazione? Ogni questione che comporti profili riconducibili all'83, cioe` a difetti dell'atto di citazione. L'86 parla di una cosa diversa. La citazione puo` essere regolarissima, ma essere indirizzata ad un responsabile civile che si ritenga estraneo al fatto, che eccepisca il suo difetto di legittimazione passiva, cioe` che eccepisca quella posizione giuridica sostanziale di estraneita` al rapporto che va dichiarata in limine e che, proprio per questo suo carattere pregiudiziale ed assorbente, va trattata prima di ogni altra questione, questa e` la ratio della norma, questo si` e` il vero significato logico e sistematico della contrapposizione tra 86 e 91. Ci sono alcune questioni che vanno trattate e decise prima di altre, perche' sono radicalmente assorbenti di ogni altra questione, e quella del difetto di legittimazione passiva e` tradizionalmente,anche nel diritto processuale civile, una delle questioni principe che ha effetto preclusivo rispetto ad ogni altro tipo di questione. Allora, se cosi` sta la cosa, bisogna anche capire,ad esempio, come si possa sposare con questo principio di razionalita` e di completezza il fatto che tanto l'86 quanto il 491 disciplinino tutta la procedura. Che bisogno ci sarebbe stato di ripetere in sede di 86 quale fosse la procedura per decidere su un certo tipo di questione, quando la procedura fosse stata gia` dettata dal 491, se fosse stato vero che il 491 si riferiva alle stesse questioni contemplate dall'86? Che bisogno c'era? Il Codice ha voglia di sprecare parole? O piuttosto questa procedura disciplinata, ripeto, dall'86 circa, perche' l'86 dice: la richiesta deve essere motivata, la richiesta deve essere proposta, si da` il termine entro il quale va proposta e il Giudice decide senza ritardo con ordinanza. Ci dice tutto il meccanismo sub procedimentale per definire questo particolare tipo di questione, quella cioe` attinente alla richiesta di esclusione del responsabile civile con la.. supportata da un preteso difetto di legittimazione passiva. Tutte le altre questioni vengono dopo. E perche' vengono dopo le altre questioni? Perche', signor Giudice e signori del Tribunale, c'e` anche l'Art. 83 che ci spiega perche' le altre questioni possono venire dopo, perche', ad esempio, nel momento in cui venisse escluso, come ci dice l'ultimo comma dell'83, una parte civile, automaticamente perderebbe efficacia la citazione del responsabile civile. Ma la questione dell'esclusione della Parte Civile si pone dopo che si sia discusso e risolto un problema a monte, che tocca in radice la legittimazione processuale passiva del soggetto che dice "io con questa vicenda non c'entro niente perche' non sono passivamente legittimato". Ancora una volta l'argomento logico ricostruttivo di sistema da` ragione a me e non la da` all'Avvocato Padovani. Ma con tutto questo, signor Giudice, una conseguenza sola voglio trarre da questo ragionamento: che se non e` decaduto il responsabile civile perche' fino ad oggi, fino ad oggi pomeriggio ha posto questioni su richiesta di esclusione contestando il suo difetto di legittimazione passiva, certamente nessuno puo` fare seriamente questione di decadenza in relazione alla produzione del documento che questa mattina ho fatto ad integrazione, qualora fosse stato necessario e possibile integrare,dell'atto di costituzione che ho fatto. Quindi io dico che in ogni caso e ad ogni buon conto non e` possibile assolutamente affermare che ci sia una tardivita` della produzione documentale in questo momento.

Secondo punto: l'autorizzazione e` requisito che viene previsto a pena di inammissibilita`. E cosi` scopro oggi che i requisiti previsti a pena di inammissibilita` sono quelli che ad nutum chiunque puo` ritenere tali, perche' io sapevo una volta che perche' ci fosse un problema di inammissibilita` ci doveva essere una norma che mi diceva "questo requisito e` da osservare a pena di inammissibilita`". Ho sentito dire che l'autorizzazione e` prescritta a pena di inammissibilita`; purtroppo non ho sentito e forse mi sono distratto perche' i miei illustri contraddittori certamente non avranno omesso questo importante riferimento, non ho sentito dire in base a quale disposizione di legge si invocherebbe questa pretesa inammissibilita` della dichiarazione, io non l'ho sentito, e sinceramente, signori del Tribunale, se vado a leggermi l'unica norma che prevede i requisiti di ammissibilita` della costituzione di parte civile - il 78 - io non trovo nulla, ma proprio nulla, che possa riguardare neanche indirettamente l'autorizzazione del Presidente del Consiglio dei Ministri. Perche' non occorre che ve la rilegga la norma, ma l'unico problema e` quello della indicazione della generalita` della persona e il nome e cognome del difensore con l'indicazione della procura,non c'e` mai niente nella norma che consenta di andare a fare un sindacato su quella che potrebbe essere stata la reale volonta` della parte che si costituisce, niente! L'unico controllo che si puo` fare e` sul mandato. Ma sulla volonta` della parte ai fini di ammissibilita` della sua costituzione controlli non se ne fanno. Ed allora, se lo vogliamo proprio fare ad ogni altro fine, certamente la parte civile ha il diritto alla prova, col 187, anche sui fatti che possono costituire il presupposto per l'applicazione delle norme processuali. Quindi, se non e` previsto a pena di inammissibilita`, comunque in qualsiasi momento la parte civile puo` depositare tutta la documentazione che le serve per dimostrare qualsiasi cosa in relazione ad una pretesa violazione di regole che disciplinano la sua attivita` di azione nel processo; non puo` farlo per sanare quelle che sono carenze dei requisiti previsti a pena di inammissibilita`, ma ho appena detto: nulla nel 78 consente una valutazione di questo tipo. Ed allora veniamo alla parte sostanziale della censura che io muovo ai colleghi: come si fa, chiedo, a prospettare anche astrattamente un problema di validita` della costituzione dello Stato fatto dall'Avvocatura dello Stato, senza primo essersi andati a leggere le norme che disciplinano l'attivita` dell'Avvocatura dello Stato con riferimento all'esercizio delle funzioni processuali, norme fondamentali fin dal 33, in vigore fin dal 33 del nostro ordinamento. In particolare,signori del Collegio, la norma di base e di partenza e` l'Art. 1 del Regio Decreto 30-10-33 nr. 1611, che costituisce la norma speciale rispetto a quelle generali disciplinanti le modalita` di esercizio dell'azione civile nel processo penale. Norma sulla quale abbiamo una giurisprudenza spaventosa,di Consiglio di Stato, di Cassazione a Sezioni Unite, di Giudici di merito, di tutto questo nessuno si e` dato conto, e` stata sparata brutalmente una questione di invalidita`, semplicemente perche' di questo piccolo dettaglio nessuno ha voluto darsi conto. Allora, signori del Collegio io su questo richiamo la vostra attenzione, perche' non e` possibile che non si conoscano le interpretazioni che pacificamente la Cassazione e le giurisdizioni speciali come il Consiglio di Stato hanno dato di una norma di questo tipo, norma che dice che gli Avvocati dello Stato esercitano le loro funzioni senza bisogno di mandato, senza bisogno di mandato, neppure nei casi in cui le norme ordinarie richiedano il mandato speciale, essendo sufficiente che consti la loro qualita`. Questa disposizione crea una distinzione fondamentale nel rapporto tra parte ed Avvocato, che e` diverso del rapporto che c'e` tra parte ed Avvocato quando la parte e` una parte privata e l'Avvocato e` un Avvocato privato. In questo caso non c'e` un rapporto intersoggettivo, non sipuo` mai porre il problema di stabilire se vi e' o no una corrispondenza tra la volonta` dell'Avvocato e la volonta` della parte attraverso il sindacato del contenuto del mandato. Perche'? Perche' in questo caso l'Avvocato dello Stato,per effetto di questa disposizione e per effetto del suo inquadramento organizzativo, come organo dello Stato, inserito,guarda caso, all'interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra.. il rapporto tra parte ed Avvocato in questo caso non e` un rapporto intersoggettivo, ma un rapporto interorganico, un rapporto interorganico tra organi appartenenti allo stesso soggetto.E questa caratteristica della non necessita` del mandato consente di poter dire alla Cassazione alcune cose fondamentali: primo che e` l'Avvocato dello Stato a dichiarare la volonta` dello Stato nel processo e la sua volonta` e` per legge corrispondente alla volonta` della parte, perche' lui e` parte. E, sempre su questa linea, il Supremo Collegio, con la Cassazione a Sezioni Unite,che io forniro` alla signoria vostra, ha detto anche un'altra cosa, che non e` proprio possibile sindacare, alcun sindacato non e` possibile sul rapporto interno che intercorre tra Avvocato dello Stato e singola amministrazione in ordine al modo in cui viene esercitata la volonta` di costituirsi o di agire in un giudizio, non e` sindacabile dal Giudice, perche' non attiene mai a quella che invece e` la volonta` dichiarata che nel processo e` una sola, che e` la volonta` dichiarata dell'Avvocato parte, non puo` essere eseguito alcun sindacato sul rapporto interno. Questo ce lo dice in modo molto chiaro il Consiglio di Stato, ad esempio, cominciamo, 22 maggio 81, Presidente Daniele ed estensore Trotta. Secondo ordinamento dell'Avvocatura: "gli Avvocati dello Stato non hanno bisogno di compiere gli atti del loro Ministero dalla procura e dall'amministrazione che essi rappresentano, essendo sufficiente che consti la loro qualita`. Al Giudice amministrativo e` quindi preclusa ogni indagine non solo sulla sussistenza o meno di un mandato, ma anche sulla eventuale difformita` tra una rappresentanza processuale ed effettiva volonta` dell'amministrazione in ordine ad una determinata controversia. Ultronea e superflua si appalesa percio` la richiesta istruttoria degli appellanti tendente ad acquisire gli atti in ordine al punto in esame, la corrispondenza intercorsa tra Ministero delle Poste ed Avvocatura, in quanto in nessun caso la pretesa difformita` di valutazione potrebbero incidere sull'imputazione dell'atto di appello e sulla riferibilita' alle amministrazioni appellanti della volonta` di contestare la fondatezza giuridica della pretesa". Consiglio di Stato 1980, 13 maggio 80: "l'eccezione e` del tutto priva di qualsiasi fondamento, essendo noto e pacifico", tranne che in quest'aula, "che l'Avvocatura provvede ex lege, e quindi senza necessita` di mandato,alla tutela legale dei diritti ed interessi dello Stato, attinendo la determinazione di giudizio nel campo dei rapporti meramente interni". Cassazione Sezioni Unite 15 marzo 82 nr. 1672, Presidente Berli e relatore Sandulli. Leggo solo la massima: "la deliberazione mediante la quale gli enti pubblici non statali", qui siamo in presenza di un patrocinio facoltativo, addirittura affermata con riferimento al patrocinio dato all'Avvocatura dalle regioni, "decidono di affidare all'Avvocatura dello Stato il patrocinio, non puo` assumere che valore di atto interno, esimente dalla esteriorizzazione mediante il conferimento di un formale mandato e deve percio` escludersi che la contestazione dell'esistenza del mandato per mancanza di una specifica deliberazione sia consentita ai sterzi, in quanto l'Art. 45, per il richiamo in esso contenuto dell'Art. 1 della legge 33, esclude che l'Avvocatura dello Stato abbia necessita` di mandato". Ancora Sezioni Unite del 75, ce ne sono due di Sezioni Unite sul punto: "non puo` non riconoscersi come l'eventuale deliberazione tramite la quale gli enti pubblici non statali decidano di affidare all'Avvocatura dello Stato il detto incarico sia atto interno degli stessi enti che non riguardi terzi; tanto e` vero che non e` necessario che si esteriorizzi nei confronti di costoro mediante il conferimento di un formale mandato. I terzi percio`, quando richiedono la prova della esistenza di una deliberazione che abbia affidato all'Avvocatura dello Stato l'incarico di agire o resistere in giudizio, contestano sostanzialmente l'esistenza del mandato da parte dell'ente. Ma una siffatta contestazione non e` loro consentita, proprio perche' il ricordato Art. 45" etc. etc. E cosi` si puo` proseguire,con giurisprudenza di legittimita`, altra, e con giurisprudenza anche di merito, giurisprudenza di merito alla quale io faccio rinvio, Tribunale di Brescia, due ordinanze del Tribunale di Brescia ed una recentissima ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Rovigo, che sul punto dell'autorizzazione proprio specifico ribadiscono gli stessi principi, perche' non cambia la questione, che si tratti di atto di manifestazione della volonta` come dichiarazione di intenzioni di volersi costituire o che si tratti di atto di manifestazione della volonta` come rimozione del limite che consente alla parte di agire,la questione e` sempre quella: comunque si tratta di atti interni non sindacabili in alcun modo nella sede del processo. Per questo, ripeto, faccio rinvio alla memoria e alla giurisprudenza che ho allegato. Veniamo allora ad affrontare le questioni che.. le argomentazioni che ho appena teste` sviluppato comunque tagliano in radice, tutte le argomentazioni, le supposizioni e le ipotesi che sono state fatte questa mattina dall'Avvocato Giarda per dire "il Ministero voleva questo processo e non voleva quell'altro, il Presidente del Consiglio dei Ministri forse non lo sapeva e non poteva intendere ed in realta`..", tutti argomenti destituiti di qualsiasi possibilita` di sindacato, perche' vanno a toccare quel problema dell'Art. 1 che io ho teste` illustrato. Ad ogni buon conto a me interessano due cose segnalare rispetto a questa prospettazione: primo la stravaganza, lo ripeto, la stravaganza di un'idea che il Presidente del Consiglio si debba autorizzare per decidere di andare in giudizio, questa mi pare il massimo della stravaganza, anche di questo nessuno si e` fatto carico, anche di questo alcuno si e` fatto carico,perche' capisco quando si tratti di una questione che riguarda un'amministrazione diversa dalla Presidenza del Consiglio, ma quando si tratta della Presidenza del Consiglio almeno porsi il problema se l'organo titolare del potere debba autorizzarsi per esercitare quel potere, mi pare che questo sia il minimo di decoro che dovrebbe presiedere quando si fanno certe affermazioni di diritto. Qui il punto e` questo: il Presidente del Consiglio dei Ministri e` parte, e` parte in questo procedimento, e con questa sua partecipazione, per facta concudentia, di per se' solo elimina ogni questione in ordine alla pretesa insussistenza della autorizzazione, ammesso, ripeto, che qualcuno possa fare questione della pretesa inesistenza. Ed andiamo poi al merito, si dice.. io leggo l'autorizzazione, due righe: "con riferimento al procedimento penale in oggetto si ritiene opportuno autorizzare la costituzione di Parte Civile dello Stato. Siccome in oggetto, dice l'Avvocato Giarda.. dello Stato, si badi bene. Siccome in oggetto c'e` riferimento ad Eugenio Cefis piu` 24, ergo non vuole l'altro, solo i reati ambientali, non quelli di strage. Torno a dire, per fare un sindacato che e` inammissibile bisognerebbe avere tutti gli elementi per poterlo fare, se come, mi si dice, lo si fa solo sulla base di quello che c'e`, e` evidente che il sindacato e` monco, quantomeno e` monco, perche' per capirlo bisognerebbe vedere che cosa chiedeva e a chi era indirizzata quella famosa lettera dell'Avvocatura dello Stato, che si dice allegata, che il Ministero dell'Ambiente trasmette alla Presidenza del Consiglio dicendo "guarda che ci vengono segnalate queste cose". Per saperlo bisognerebbe sapere, ad esempio, che cosa c'e` dentro cons. 887/96, che e' il riferimento al quale la Presidenza del Consiglio punta allorquando scrive all'Avvocatura il 23 gennaio 97 per dire: "qui, su questo vi autorizziamo a costituirvi", cons 887/96, certo sono sigle, sono numeri, sono.. e` fumo, e` vuoto, e tale deve restare,tale deve restare, e` insindacabile questo, la volonta` l'abbiamo gia` dichiarata qual e`, e nessuno puo` sindacarla, tantomeno sulla base di queste argomentazioni, di queste illazioni, che sono fatte semplicemente tentando di costruire, da un contenuto di un documento che non poteva essere prodotto, quello che si e` detto. Questo spiega, signori del Collegio, la ragione per cui l'Avvocatura dello Stato di regola non produce mai questi documenti, non si puo` pensare a un tale deficit di diligenza professionale nell'Avvocato dello Stato da venire in un processo come questo con un buco del genere, ci saranno delle ragioni tecniche, sono quelle che io ho illustrato e credo che siano ragioni di tale spessore che consentano al Tribunale di uscire con una pronuncia chiara anche su questo punto, cioe` sul fatto che l'autorizzazione, indipendentemente da ogni questione in ordine alla pretesa tardivita` o alla pretesa decadenza ed inammissibilita`, e` comunque l'atto interno, che non e` sindacabile, che non inficia minimamente la volonta` dichiarata nel giudizio dall'Avvocato dello Stato. Prima di concludere, signori del Collegio, io credo di dover fare, anche perche' e` stata sollevata.. dunque, un breve cenno all'Avvocato Pulitano`, proprio fugace, per replicare che le sue contestazioni sono gia` state prese in considerazione da questa parte quando a pagina 18 e 19 dell'atto di costituzione di parte civile ha enunciato puntualmente i profili di danno che vengono richiesti anche in relazione alle fattispecie di disastro. Tenga Presidente, signor Presidente, che due sono le obiezioni da fare a questo proposito: primo) la nozione di danno ambientale ex Art. 18 comprende anche, per insegnamento della giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, un chiarissimo riferimento anche al bene della salubrita` ambientale, cioe` all'insieme della qualita` delle risorse, aria, acqua, suolo, che garantisce livelli ottimali della qualita` della vita dei soggetti che in esso vivono, a contatto con i beni in questione. Ecco quindi che, attraverso il riferimento alla salubrita` ambientale, noi abbiamo un riferimento a che cosa? Ad un bene che la condotta lesiva dei disastri e della strage ha comunque leso, perche',vede, per stabilire qual e` la distinzione tra omicidio colposo plurimo e il disastro colposo ela strage, dice la Cassazione, Sezione Seconda, sentenza 1695 del 10 febbraio 94 che bisogna condurre un'indagine globale sul fatto che metta in rilievo i mezzi utilizzati, le modalita` esecutive, le circostanze ambientali che lo caratterizzano. Quindi, siccome questa valutazione sulle circostanze ambientali, su come la condotta criminosa ha provocato quelle situazioni di pericolo per l'incolumita` pubblica, attraverso che cosa? Attraverso il degrado dell'ambiente, attraverso il degrado delle risorse prolungato nel tempo, delle risorse naturali, siccome questa indagine costituisce parte essenziale del giudizio che il Tribunale dovra` fare per stabilire se siamo in presenza della strage o se siamo in presenza di un omicidio colposo plurimo, ebbene su questo fatto, su questi elementi comunque si ravvisa un profilo di danno di tipo ambientale che e` riconducibile ancora una volta al 18 e quindi che legittima, a tacer d'altro, la costituzione della parte civile dello Stato. Dicevo che qualcuno ha sollevato, il difensore di Cefis e Medici, anche il problema della pretesa irretroattivita` dell'Art. 18 dicendo "noi chiediamo l'esclusione di tutte le parti civili che in qualche modo hanno fatto riferimento all'Art. 18 per avanzare pretese risarcitorie nei nostri confronti". Un argomento del genere e` stato utilizzato anche da quelli che hanno detto "non puo` essere esercitata azione civile per fatti pregressi all'86, perche' l'Art. 18 e il Ministero dell'Ambiente nasce solo..". Allora, brevissimo, perche' rimando alla memoria che ho fatto analiticamente. Questo ragionamento potrebbe valere se e soltanto se si verificassero due condizioni: primo, che la costituzione di parte civile non riguardasse altri profili di danno. Abbiamo esercitato l'azione civile oltreche` per il 18, per i danni patrimoniali e morali analiticamente descritti negli atti di citazione, che col 18 hanno nulla a che vedere, primo. Secondo: ragioniamo sul 18, ma e` proprio vero che e` la prima norma che costruisce un'ipotesi di danno all'ambiente? E` proprio vero che e` quella l'unica norma che legittima lo Stato a fare richieste di risarcimento? A questa domanda io rispondo no, perche' gia` la Corte Costituzionale dice, ed abbondantemente riporto quella motivazione della sentenza in memoria,che il 18 non e` nient'altro che una estrinsecazione del 2043, che era in vigore prima che Cefis e Montedison avessero il ruolo che hanno avuto in questa vicenda processuale, 2043, e il 2043 e` danno ingiusto: chiunque cagiona ad altro un danno ingiusto. Ed allora l'ingiustizia del danno in base a che cosa la si puo` ricavare? C'e` una valanga di disposizioni normative che attribuiscono un diritto allo Stato in relazione alla qualita` delle risorse ambientali e conseguentemente permettono allo Stato di vantare pretese risarcitorie per la lesione di quel diritto. Legge forestale 20 giugno 1877 nr. 3917: la prima qualificazione del danno derivante della lesione dell'ambiente come danno pubblico, individuato nel disordine del corso delle acque, nell'alterazione della consistenza del suolo, nel danneggiamento delle condizioni igieniche locali. Gia` nel 1877, signori del Tribunale, avevamo la norma che consentiva di considerare ingiusta l'azione di chi aggredisse le risorse ambientali provocando effetti del genere, compromettendo le condizioni igieniche locali ad esempio. Questo per dire, ed andiamo avanti, Regio Decreto del 30-12-23 n. 3267 e via dicendo. Quindi, rimandando all'indicazione delle fonti, che comunque e` importante, io vorrei concludere velocemente ribadendo questo principio: l'azione di risarcimento del danno e` stata proposta dallo Stato nella persona degli organi che sono rappresentati dall'Avvocatura dello Stato per ottenere risarcimenti di danni patrimoniali, non patrimoniali ed anche del danno ambientale. La configurazione del danno ambientale e` una categoria del 2043, per le ragioni che ho detto poc'anzi, e pertanto non e` tanto una questione di retroattivita` dell'Art. 18 che deve essere posta correttamente, quanto piuttosto una valutazione della sussistenza dei requisiti del danno,in relazione ad altre norme giuridiche che consentono di qualificare come ingiusta la lesione arrecata dalla condotta umana alle risorse ambientali e quindi, come tale, e` risarcibile prima di ogni altra cosa in base al 2043. L'Art. 18 disciplina le modalita` di risarcimento, risolvendo un contenzioso tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione contabile in ordine alla corretta qualificazione del danno come danno pubblico, ma non piu` come danno pubblico erariale, e quindi e` una norma che ha altri fini, certamente non ha il fine di rendere giuridico un diritto al risarcimento che gia` giuridico era prima della sua entrata in vigore. Dimetto due memorie con una puntigliosa rassegna giurisprudenziale

 

Presidente: la parola dell'Avvocato Battain

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: per la Camera del Lavoro, la Filcea e una serie di parti civili individuali. Io credo, signor Presidente e signori del Tribunale, che tutta questa lunghissima, dottissima ed interessantissima discussione svolta dai difensori degli imputati e dei responsabili civili si potrebbe, maliziosamente naturalmente, ma e` ovvio che io sia malizioso nei loro confronti, riassumere in una premessa non detta e in un'affermazione in pratica detta. La premessa e` quella: "siamo stati a Marghera per 50 anni e piu`, abbiamo inquinato le acque, abbiamo fatto una serie di scariche abusive, abbiamo provocato la morte di 147, accertate ma forse di piu`, persone, abbiamo lesionato 375 e forse piu` persone, con la giustificazione che abbiamo tratto dei notevoli profitti da tutta questa attivita`". Chiusa la premessa, affermazione in pratica: "non vogliamo pagare una lira di risarcimento del danno a nessuno, ragione per cui cerchiamo di toglierci dai piedi quante piu` parti civili e` possibile", a cominciare dallo Stato e a finire dall'ultimo poveraccio, che magari ha avuto un tumore alla vescica, un tumore al fegato e non e`, per sua fortuna,deceduto come gli altri. Io credo che questo lo dovete tener presente, per carita`, certo, non e` un argomento giuridico, ma e` un argomento che serve per cercare di capire le ragioni e i cavilli, alcuni proprio bizantini, abilmente condotti ma bizantini, che sono stati sollevati. Detto questo, io mi compiaccio che sub specie del bellissimo, del resto, bollettino della Camera Penale, la ordinanza del Giudice delle Indagini Preliminari, il quale non mi risulta avere la scabbia, per cui non si sa perche' non dovrebbe essere letto, magari letta la Cassazione, il conciliatore di Brondolo, il Giudice di pace di Seveso e via dicendo, ma non invece il Giudice delle Indagini Preliminari, dovrebbe essere assolutamente ignoto. Bene, da quella lettura,se la farete, vi accorgerete che nella discussione di oggi in parte c'e` un deja` vu, un tantino di ripetizione di quello che deve essere stato ed e` stato, e noi che l'abbiamo ascoltato piu' o meno dalla prima parola all'ultima, o direttamente o nei periodi in cui ero ammalato attraverso gli appunti, non facilmente decifrabili peraltro, della mia collega di studio, ecco, vengono ripetute una serie di argomentazioni, come se a queste argomentazioni una risposta non fosse stata data, il che non vuol dire che essendo stata data una risposta questa risposta debba essere ritenuta valida dalle controparti; pero` magari, confutate quelle argomentazioni, forse sarebbe stato il caso, per non continuare a fare, come un po' stiamo facendo, come si usa dire, gli orbi che fanno le botte, uno pesta di qua e quell'altro pesta di la`. Per esempio, c'e` una premessa che io voglio fare e che se passa, ed io credo debba passare questa tesi che avevo sostenuto nella mia difesa, che e` stata sostenuta in maniera molto piu` brillante e molto migliore dal G.I.P., anche di quel pochissimo che diro` adesso, taglierebbe la testa al toro a moltissime argomentazioni, e cioe` la premessa e` che qui noi parti civili stiamo svolgendo un'azione civile, facciamo una causa civile la quale, per economia di giudizi, e` consentito sia fatta dentro il processo penale. Ma i criteri peraltro in parte, per lo meno, o in gran parte, devono essere quelli dell'azione civile. Ed uno di questi criteri e` che la fondatezza dell'azione civile si valuta alla fine della causa, quando il Giudice si riserva di decidere e poi emette la sentenza, non prima, non c'e` un pregiudizio nel senso di giudizio pre, non e` che in una causa civile o in una causa di lavoro, una causa comunque di contenuto civile, ci sia una previa valutazione del fumus boni iuris. Quante cause sballate non vengono fatte davanti ai Giudici civili, che poi ricevono delle clamorose sconfitte in sede di sentenza, magari anche con qualche frase pesante dell'estensore della sentenza quando commenta certe tesi, ma tutto questo alla fine. Allora, se e` vero questo, ha ragione, ha avuto ragione il G.I.P. a dire, come ha detto e come diciamo noi e credo diranno anche gli altri colleghi dopo di me e lo ripeteranno tutti, perche' e` un argomento fondamentale, in questa fase il Tribunale, cosi` come prima il G.I.P., puo` basarsi solo sulla prospettazione che e` fornita dalla parte civile. Se sulla base di questa prospettazione si deduce la totale macroscopica infondatezza dell'azione condotta attraverso la costituzione di parte civile, allora va esclusa la parte civile; ma se non e` cosi`,si deve attendere il giudizio, nel corso del quale si valutera` se la pretesa e` fondata, se ci sono le prove, se ci sono i documenti, se e` documentato che Giuseppe e` morto, perche' mi pare che contestino anche che sono morti, o che per lo meno che quei determinati familiari disgraziati che hanno perso il genitore devono anche dimostrare che l'hanno perso, perche' qui non ci sarebbe la prova, benissimo, la prova la daremo nel corso del giudizio, se c'e` anche questo tipo di contestazione e se la finalita` di non pagare una lira arriva al punto di sollevare anche questo tipo di eccezione. Ma non si puo` fare un a priori e non si puo` oggi valutare la fondatezza di quello che dovra` essere giudicato alla fine della causa. Riallacciandomi a questo, vorrei osservare che da questo punto di vista e` totalmente priva di fondamento la eccezione preliminare, badate, di nullita` delle costituzioni di parte civile per mancata indicazione del petitum o/e della causa petendi. In parole povere, perche' poi su che cos'e` il petitum e la causa petendi per carita` potremmo discutere a lungo, anche se non mi permetterei mai di farlo in presenza del professor Schlesinger, perche' mi vergognerei a discutere di un argomento cosi` sottile, manca l'indicazione del periodo di dipendenza, del reparto, della malattia. E, beh, tutto questo, a prescindere dal fatto che e` nel fascicolo per il dibattimento, dove sono raccolti tutti i fascicoli e la documentazione medica e ci sono anche i fascicoletti personali dell'azienda di ciascun dipendente leso, dove ci sono le date di assunzione, di licenziamento, di messa in cassa integrazione, i reparti dove e` stato e via discorrendo, quindi la prova c'e` gia` allegata, ma se ci farete e manterrete questa contestazione, proveremo nel corso del giudizio edio ho anche indicato dei testimoni all'uopo, per indicare in quali reparti si trovavano i singoli lesi, morti o semplicemente lesi. Ma e` una questione di merito, non una questione preliminare. Avrei anche da dire alcune cose sulle procure speciali, sull'estensione al responsabile civile, ma credo che, siccome l'ora e` tarda e non voglio portare via.. ci sono moltissimi colleghi che su questo si intratterranno, e` inutile che dica anch'io la mia modesta opinione e che mi intrattenga viceversa sul problema della costituzione di parte civile delle due associazioni sindacali che rappresento. Una prima questione: questa eccezione, a cui adesso accennero`,mi era stata fatta anche nel corso della discussione all'udienza preliminare ed io, confesso, non l'avevo capita, mi era sembrata veramente fuori della grazia di Dio, che si eccepisse cioe` che Federazione Italiana Lavoratori Chimici di Venezia e Camera del Lavoro di Venezia non avessero iscritti al Petrolchimico, perche' mi sembrava veramente una cosa.. si, lo so, tutto si puo` dire, si puo` anche dire che non si conosce l'esistenza del campanile di San Marco, va beh, porteremo qualche intromettitore abusivo che verra` a dire che c'e` il campanile di San Marco, ma insomma mi sembrava una cosa veramente assurda; in realta` oggi l'ho capita, l'eccezione e` diversa, ma e` del pari bizzarra, e cioe` quella che intanto Camera del Lavoro e Filcea potrebbero costituirsi parte civile in quanto fossero e avessero dimostrato, ma la dimostrazione, come dicevo, si potrebbe dare nell'ulteriore fase del giudizio, avessero loro iscritti fra le parti offese, anzi fra i danneggiati, diciamo, per non fare confusione, come diro` dopo, che c'e` una certa distinzione, come e` noto, fra parti offese e danneggiati del reato, perche' dico che e` bizzarra? Perche' vuol dire continuare a far finta di non capire, dico far finta perche' i colleghi della difesa degli imputati e dei responsabili civili sono di tale capacita` che hanno capito perfettamente le cose, di far finta di non capire per quali motivi le associazioni, e in particolare la Camera del Lavoro e la Filcea, si sono costituiteparte civile. Le associazioni, lasciamo le altre, ci sono dei colleghi validissimi che diranno queste cose meglio di me e forse ne diranno anche delle altre, la Camera del Lavoro e la Filcea si sono costituite parte civile non in rappresentanza di altri, non in rappresentanza di interessi diffusi, ma per un danno proprio, subito per effetto di questi reati. Questa e` la ragione scritta, malamente perche' io non sono purtroppo Demostene, ne' a voce, ne' per iscritto, scritta nell'atto di costituzione di parte civile e comunque se non era chiaro illustro. Qual e` questo danno? E quand'e` che una associazione puo` costituirsi parte civile per danno proprio? Io ho, lo faccio raramente ma questa volta anch'io ho citato due sentenze della Cassazione, che illustro. Allora "ci si puo` costituire parte civile quando offeso sia l'interesse perseguito da una associazione in riferimento ad una situazione storicamente circostanziata", e qui non c'e` dubbio, siamo al Petrolchimico di Venezia e,ripeto, salvo non voler contestare l'esistenza del campanile di San Marco, nessuno puo` pensare che la C.G.I.L. e la Filcea non si siano interessati del piu` grosso complesso industriale di Porto Marghera, "quando in riferimento ad una situazione storicamente circostanziata, da essa associazione assunta nello statutoa ragione stessa della propria esistenza ed azione, come tale oggetto di un diritto assoluto ed essenziale dell'ente, a causa dell'immedesimazione tra il sodalizio e l'interesse perseguito", Cassazione Sezione Terza 16 febbraio 90. "La costituzione di parte civile e` dunque possibile quando dall'offesa all'interesse derivi in modo diretto ed immediato una lesione del diritto di personalita` del sodalizio con riferimento allo scopo e ai suoi componenti", Cassazione Sezione Terza, questa volta 10 marzo 93. Allora qui, sia nell'atto di costituzione di parte civile che in questa memoria che ho gia` prodotto, ma torno a produrre, perche' evidentemente gli atti del G.I.P. sono sottoposti a quarantena e non si possono vedere, quindi la torno a produrre, e` la stessa; qui sia nello statuto della C.G.I.L., e quindi della Camera del Lavoro, che fa parte ovviamente della Confederazione Generale del Lavoro, sia nello statuto della Filcea, la tutela della salute e` posta come una delle finalita` per le quali il sodalizio si e` creato, si e` costituito. D'altra parte il G.I.P. ha osservato, andando anche piu` in la` di quanto ero andato io, che questa volta mi ero lasciato far prigioniero dalle sentenze della Cassazione, ha osservato che direi.. in re ipsa, che un sindacato, cioe` un'organizzazione che si crea per la tutela delle condizioni in cui un lavoratore eroga la sua forza lavoro di contro al pagamento di una mercede, si occupi delle condizioni e fra le quali le condizioni di salute, quelle che incidono sulla sua salute, che si occupi della attuazione di un principio fondamentale del diritto del lavoro ed anche del diritto penale, che e` l'Art. 2087 del Codice, cioe` quello dell'obbligo del datore di lavoro di assicurare delle condizioni di lavoro tali da non incidere sulla salute del lavoratore. Allora, se questo e` vero, se finalita` sia dell'uno che dell'altro sindacato erano e sono concretamente in relazione allo svolgimento della loro attivita` ed entrambi sono sindacati di Venezia ed entrambi si occupano di Porto Marghera ed entrambi si sono occupati e non possono non occuparsi, come diro` fra breve, tra l'altro, come ribadiro` fra breve, del Petrolchimico di Porto Marghera, e` evidente che reati di questo genere e di questa portata.. badate, qui non si tratta di tre morti di un incidente, di un incidente sul lavoro, uno che, come diro` subito dopo,ha interessato il Tribunale di Venezia, perche' ne citero` un'ordinanza proprio in materia di ammissibilita` del sindacato. Si tratta di un reato di dimensioni tali che non puo` nella sua essenza aver totalmente vanificato il raggiungimento di questo scopo e la vanificazione del raggiungimento di questo scopo e` di per se' produttiva di danno,cosi` come produttiva di danno e` la perdita di credibilita`, la perdita, la lesione dell'immagine del sindacato, che a seguito di questi reati i sindacati hanno subito. Ma vi e` un secondo motivo che legittima la presenza del sindacato e che qualcuno dei colleghi ovviamente non ha potuto non ricordarsi stamattina, anche se ne ha dato un'interpretazione che sara` ovviamente diversa da quella che do' io, ed e` l'Art. 9 dello statuto dei lavoratori, legge 300 del 1970, tutela della salute e dell'integrita` fisica: "i lavoratori, mediante loro rappresentanze", cioe` non direttamente, ma attraverso loro rappresentanze, "hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrita` fisica", attraverso loro rappresentanze, e` un diritto dei lavoratori che pero` viene esercitato collettivamente attraverso un rappresentante. Ora, per carita`, i lavoratori possono e talvolta fanno, nominarsi dei rappresentanti ad hoc, interni o esterni, pero` di norma questi sono i sindacati e lo sono stati, ovviamente, anche al Petrolchimico di Porto Marghera. Ma se questo e`, allora aveva perfettamente ragione il Tribunale di Venezia Sezione Seconda penale quando il 6 febbraio del 1984 pronunciava una ordinanza che ho allegato, perche' questa non e` soggetta a quarantena, almeno spero, che ho allegato a questa memoria, nella quale ha ammesso parte civile il sindacato e il consiglio di fabbrica in un processo per un singolo, o meglio, il plurimo incidente mortale sul lavoro - incidente che Cesari ricordera` sicuramente, quello dei tre morti, perche' ci siamo trovati come sempre da grandi amici, ma su opposte sponde -, ammetteva il sindacato come parte civile, ragionando che, fatta tutta quella premessa e fatto che funzione del sindacato e` esercitare questo controllo sulla salute e via discorrendo, un incidente di quel genere, tre morti erano, se non erro, tre o due.. tre, qui ce ne sono 149, non puo` che vanificare totalmente lo svolgimento di questa attivita` e quindi provocare di per se' un danno. Quindi, ripeto, il problema dell'iscrizione alla C.G.I.L. e alla Filcea dei morti e dei lesionati non c'entra assolutamente niente, perche' altro e` il motivo, condivisibile o meno ovviamente, per il quale ci si e` costituiti parte civile. Vorrei aggiungere brevissimamente che poi questo non e` un discorso semplicemente astratto, ma come risultera`, poi anche dal corso del dibattimento, per la Filcea e per la Camera del Lavoro il problema della salute al Petrolchimico e al Montefibre e` stato uno dei principali problemi che e` stato oggetto dell'attivita` di questi due sindacati, sia della Camera del Lavoro, sia della Filcea. E questi sforzi sono stati vanificati, ci sono una serie di problemi, comportando per entrambi i sindacati una serie di problemi gravi interni, perche' hanno determinato discussioni, lacerazioni, perdita di iscritti ed anche, sotto questo profilo,danni consistenti che hanno diritto di reclamare come parti civili.

Detto questo, io vorrei cercare di aggiungere ancora qualcosa. Andando avanti nelle considerazioni, mi permetto anche qui di fare una osservazione un po' simile a quella con la quale ho cominciato. A prescindere.. e questo sara` il merito, e lo vedremo in seguito, ma quello che lascia sgomenti e sbalorditi e` che i piu`, come dire, scatenati nel sostenere la assoluta estraneita` e il diritto assoluto di non tirare fuori un centesimo sono proprio gli imputati Enichem, Eni, per intenderci, perche' dico proprio? Perche' sono quelli che sono arrivati per ultimi, quelli che sono arrivati ad essere proprietari di questi impianti e ad un certo punto anche a gestirli direttamente, quando non ci poteva essere il ben che minimo dubbio che erano alcuni reparti delle camere a gas, quando non ci poteva essere il ben che minimo dubbio che il cloruro di vinile era velenoso, quando i morti c'erano stati, quando i lesi c'erano stati, quando, sara` un particolare banale se vogliamo, ma da qualcosa come 10 anni un noto cantautore veneziano, un certo Gualtiero Bertelli, che e` molto noto qui a Venezia,andava cantando una ballata scritta da Brugnaro, altro personaggio mitico della Montefibre, un operaio poeta, dirigente di lotte e via discorrendo, una ballata dal significativo titolo di Cloruro di vinile, lo cantava in giro dai primi anni 70. Figuriamoci se i dirigenti di queste societa` non sapevano che esisteva il cloruro di vinile. Ora,questi che sono arrivati per ultimi, quindi sapevano perfettamente tutto, avevano l'esperienza, le analisi della Fulc, etc., questi dicono "noi che c'entriamo? Non dobbiamo pagare niente, siamo arrivati per ultimi". E non dovrebbero rispondere di una strage, perche' di questo si tratta, sara` colposa, sara', anche se ho qualche dubbio, specialmente per questi che sono arrivati in ultima e per i quali credo che il parlare di dolo eventuale non sarebbe poi troppo scandaloso, di una strage che ha fatto sicuramente piu` morti di tutte le stragi che abbiamo avuto in Italia, perche' Piazza Fontana ha fatto 16 morti, la bomba di Bertoli alla Questura di Milano ne ha fatti 4, la Piazza della Loggia a Brescia ne ha fatti 8, l'Italicus 12, Ustica 81, la stazione di Bologna 85, via dei Georgofili a Firenze 5 e questa ne ha fatti 149; di questo non dovrebbero rispondere. Allora, siccome la cosa stride,io credo che su questo punto una riflessione particolare vada fatta; ci saranno altri colleghi, in particolare credo l'Avvocato Pozzan, che parleranno della questione del criterio cosiddetto cronologico, "noi siamo arrivati dopo e non dobbiamo rispondere", "noi siamo arrivati prima" dicono gli altri "e non dobbiamo rispondere", non so se c'e` qualcuno che e` arrivato in mezzo, qualcuno che debba rispondere di qualcuno, non so, per caso di un morto, di tre lesionati. Bene, allora io ricordo che questi reati sono commessi in cooperazione colposa, che cioe` ognuno degli imputati risponde dello stesso reato, anche perche', per esempio, la strage in tanto e` tale in quanto ciascuno di questi.. quanti sono che non mi sbagli, che non tiro Cefis piu' 24, invece che 25.. 31, ecco, di questi 31 ci hanno messo un pezzettino della loro attivita` intanto in quanto ci hanno messo un pezzettino della loro attivita` diventa un reato di strage. Di questo quindi rispondono tutti in cooperazione e rispondono altresi` in cooperazione colposa anche del 437, anzi no, li` e` cooperazione dolosa, domando scusa, perche' e` un reato doloso la omessa apposizione di cautele etc. Sono tutti corresponsabili di quei reati. Ed allora, se sono tutti corresponsabili di quei reati, io, che forse ho il difetto di leggere prima di tutto le norme di legge e poi eventualmente la Cassazione, leggo l'Art. 187 comma secondo: "i condannati per uno stesso reato sono obbligati in solido al risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale". Beh, io sono costituito parte civile, chiedo i danni, poi potra` anche darsi che di quel determinato reato non sara` condannato Tizio piuttosto che Caio, ma se sono condannati.. cioe' di quel determinato omicidio, ma se sono condannati tutti per un determinato reato,rispondono tutti in solido delle conseguenze dannose e devono risarcire anche me, che magari sono morto, ho commesso il gravissimo errore di morire 6 mesi prima che Tizio sia diventato direttore o amministratore delegato. Altra questione, e poi chiudo rapidamente, perche' ho un paio di questioni cosi` da accennare a flash e saranno sviluppate molto meglio di me dagli altri colleghi, il problema cosiddetto del mancato esercizio dell'azione penale per quelli che non sono in lista. La cosa mi ha lasciato sconcertato. Cosa significa? Qui c'e` una imputazione di strage, non di Tizio, Caio, Sempronio, Martino, di strage, dalla quale sono derivati dei danni a determinate persone. Un'imputazione di omesse cautele, dal quale reato sono derivati i danni a determinate persone. Che cosa significa che non sono nella lista del Pubblico Ministero? Non saranno nella lista del Pubblico Ministero intanto per un reato di omicidio o di lesioni, ma non ovviamente per questi reati in ordine ai quali non c'e` nessuna parte offesa diretta. Perche' qui stiamo parlando di parti che hanno subito danni, indipendentemente dal fatto se sono o non sono parti offese. Perche' vedi, Bettiol, tu hai fatto un esempio che mi ha fatto riflettere, dicevi ieri, no l'altro giorno, "se alcuni delinquenti entrano in una banca e fanno una rapina, e` chiaro che uno che era presente rimane infastidito, ma perche' rimane infastidito non puo` certo costituirsi parte civile", verissimo. Ma se questo anziche` restare infastidito fa un infarto e muore di infarto dalla paura, non puo` costituirsi forse parte civile contro gli autori della rapina? Io credo di si`. Ed allora, quando voi avete dolosamente omesso di fare determinati apprestamenti, cautele e via discorrendo, quelli che per effetto di questi apprestamenti hanno subito delle lesioni o sono morti possono o non possono costituirsi parte civile? A me pare di si`, indipendentemente dal fatto che il Pubblico Ministero li abbia o non li abbia nominati. Io mi ricordo a questo proposito un caso che ha visto protagonisti, si fa per dire, me, il collega Zaffalon, il collega Azzarini e, se mi permette, per una certa parte anche l'attuale Presidente del Collegio ed e` il caso di una industria metalmeccanica che si chiama Flag, spero di non violare la privacy, o sto violando la privacy? Non so, perche' adesso e` molto pericoloso parlare anche di precedenti, non faro` nomi comunque, anche perche' non me lo ricordo, figuriamoci. Ebbene, questa Flag, sordita` collettiva a seguito di rumori, processo per lesioni colpose, patteggiano, non pagano i danni, un po' come fate voi. Che fare? Facciamo una denuncia per 437; rinviati a giudizio per 437. Ci costituiamo parte civile, il processo ha una serie di evenienze, in primo grado non va bene, appella il Procuratore generale, va bene in appello, va bene in Cassazione, ci pagano. Beh, noi ci siamo costituiti parte civile anche se c'era stato prima un processo per lesioni colpose definito con patteggiamento, perche' avevamo subito un danno per effetto di quelle omesse cautele. E qui e` le stesso. Quindi non potete venirci ad eccepire che non e` stata esercitata l'azione penale, perche' l'azione penale viene esercitata per la lesione che lo Stato ha avuto, la collettivita` ha avuto, per effetto della commissione di un reato, non perche' Tizio ha subito un danno, per quello non c'e` l'azione penale, c'e` eventualmente l'azione civile esercitata nel procedimento penale. Ultima questione e chiudo spero in due minuti perche' ne accennero` appena: il problema della holding. Non toccherebbe a me parlarne veramente, tocca non mi ricordo piu` a quale collega, pero` la cosa mi prude, non riesco a stare zitto e qualcosa vorrei dire. E vorrei dire che c'e` un articolo della Costituzione di cui tutti citano il primo comma, ed e` l'Art. 41, che dice "l'iniziativa economica privata e` libera", mi pare, tutti lo citano, per carita`. Molti meno citano il secondo comma pero`, che dice, "l'iniziativa privata non puo` svolgersi in contrasto con l'utilita` sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla liberta`, alla dignita` umana". Allora io mi domando, sul presupposto che io ritengo, e puo` essere anche sbagliato, non dico di no: che questa sia una norma.. non una norma cosi` di principio messa la` tanto per accontentare, come diceva "Grey" i comunisti di una mancata rivoluzione gli hanno dato una rivoluzione promessa nella costituzione, poi lasciata per aria, ma e` una norma effettivamente che e` immediatamente valida. Allora l'attivita` di una holding che e` dare quattrini, metterli dentro in una societa` e in un'altra, controllare 4-5 societa` attraverso i soldi, e` o non e` una iniziativa economica? Si. Ed allora questa iniziativa economica deve o non deve essere fatta non in contrasto con l'utilita` sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza? Si`. Ed allora anche la holding deve rispondere di come i suoi quattrini vengono impiegati. Ma scusate, mettiamo l'ipotesi che ci fosse una finanziaria, lasciamo perdere da chi composta, una grossa finanziaria che rappresentasse la holding di una serie di altre societa`; dopo di che risulta che queste 7-8 societa` una importa marijuana, una importa cocaina, una importa eroina, una trasforma cocaina e marijuana etc. e le fa in dosi, una quinta organizza sul territorio la vendita e magari una sesta, gia` che c'e`, importa nigeriane dalla Nigeria da avviare alla prostituzione, con una settima che ha alcune case dove si vede e l'uno e l'altro di queste.. ma potreste dire che questa e` una holding? Si, io ho impiegato i quattrini, poi dove sono andati io non so niente. Per carita`, non voglio.. qui mi accorgo che sto facendo forse una cosa sconveniente nei confronti delle societa` rappresentate dai colleghi che difendono i responsabili civili, anche se non e` che non mi venga in mente che ci sono 147 morti che forse non valgono tanto meno della eroina, della cocaina, etc. Io quindi insisto perche' siano ammesse le parti civili da me rappresentate

 

AVVOCATO BORASI

 

Avvocato Borasi: per Lega Ambiente nazionale. Chiedo di poter parlare, avevo chiesto a numerosi colleghi, perche' mercoledi` prossimo sono impegnato ad un processo a Brescia. Se il collega ha pero` dei problemi.. saro` breve. Le eccezioni che sono state portate alla costituzione di parte civile di Lega Ambiente nazionale ed in particolare a tutte le associazioni esponenziali, hanno due caratteristiche. Quasi dispiace parlare dopo un intervento brillante ed acuto come quello dell'Avvocato Battain, perche' certamente, nonostante la rappresentanza nazionale di una associazione che ritengo la piu` importante sotto il profilo della tutela dell'ambiente e della salute che vi sia attualmente in Italia, certamente non saro` in grado di essere altrettanto brillante. Io cerco di rimanere attaccato ai problemi di natura formale, ai problemi di natura sostanziale, che sono stati portati contro la costituzione di parte civile della associazione da me rappresentata e poi dei singoli, dei pochi singoli, che pure rappresento. Le eccezioni formali che sono state portate secondo me sono del tutto leggere ed infondate e danno un pochettino la stura del perche', come diceva Battain prima, tante eccezioni di natura formale sono state portate, perche' il danno in questa sede non lo si vuole pagare. Allora vedo anche che certi tipi di eccezione sono portati, tanto per dire, tanto per portare avanti i tempi di questo processo, perche', a quanto mi risulta, stamane sono state fatte su Lega Ambiente nazionale due eccezioni per le quali bastava la lettura dell'atto costitutivo per farle rimanere all'interno del pensiero di chi le ha portate. Sembra che, non ero purtroppo presente, sia stato eccepito che nell'atto di costituzione di parte civile mancherebbe la data di nascita o le generalita` di colui che e` il legale rappresentante di Lega Ambiente nazionale. Io ho qui la copia con su tutti i bei timbri di deposito e per quanto riguarda la costituzione di parte civile di Lega Ambiente nazionale vedo che ci sono due costituzioni, la costituzione e` stata fatta all'udienza preliminare e porta espressamente le generalita` del legale rappresentante, cosi` pure il legale rappresentante e` indicato con tutte le generalita` nella procura notarile che e` stata allegata all'atto stesso. Quindi questa prima eccezione veramente e` proprio infondata nel fatto. La seconda eccezione sarebbe che manca la qualifica di Presidente della associazione nazionale Lega Ambiente nella persona di "Ermete Realaci". Questa qualifica e` peraltro documentata e dimostrata nella procura speciale notarile e vi e` indicato anche espressamente che il notaio ha accertato non soltanto la qualifica personale, cioe` le generalita` di "Ermete Realaci", ma anche la sua qualifica di Presidente di Lega Ambiente nazionale. Una ultima eccezione di natura formale, se non ho male inteso, e` che mancherebbe l'indicazione del potere sulla base del quale "Ermete Realaci", mio tramite procuratore speciale, si e` costituito parte civile. Io mi permetto di rammentare che l'Art. 24 dello statuto di Lega Ambiente nazionale, che e` stato depositato contestualmente all'atto di costituzione di parte civile, indica espressamente che la legale rappresentanza ed ogni potere in relazione alle costituzioni di parte civile di Lega Ambiente e` nel Presidente ed e` pertanto assolutamente infondata la terza eccezione di natura formale. Ancora un'eccezione di natura formale e` stata portata dall'Avvocato Padovani quando ci ha contestato.. diciamo che vorrei concludere l'eccezione di natura formale sia relativamente alla nostra costituzione, sia alla legittimazione passiva delle parti nei cui confronti esercitiamo l'azione civile, da parte dell'Avvocato Padovani perche' si sostiene nell'atto e penso anche nella memoria che Montedison non sarebbe piu` responsabile civile dei fatti degli imputati dal 1980, dal 31-12-1980, in quanto da allora gli stabilimenti di Porto Marghera sarebbero stati alienati, conferiti in altra azienda. Evidentemente e` difficile eccepire qualche cosa al professor Padovani quando la espone con tanta grazia e con tanta abilita`. Noi ci permettiamo di rammentare, piu` a noi stessi che al Collegio, che il faro a cui dobbiamo mirare in questo momento e` il capo di imputazione e nel capo di imputazione sono indicati i ruoli e le qualifiche per i quali sono chiamati a giudizio gli imputati e gli imputati sono chiamati a giudizio in questa sede quali, in particolare quelli che noi abbiamo, cercando di essere diligenti, citato al fine poi di esercitare l'azione anche nei confronti del responsabile civile, per quanto riguarda la posizione di Porta e vi e` indicato come vice Presidente e dirigente di Montedison. Pertanto noi non potevamo, non solo non volevamo, ma non potevamo, alla luce del capo di imputazione, citare nessun altro che non fosse colui che era indicato, anche in relazione all'Art. 2049 del Codice Civile, come il responsabile civile del fatto dell'imputato. E d'altronde l'argomentazione del professor Padovani sinceramente mi sembra di breve momento quando dice che comunque avevano alienato gli stabilimenti, perche', anche se avessero per davvero alienato gli stabilimenti, sta di fatto che Porta era li`, se era li`, in quanto era dirigente di Montedison e rappresentava organicamente Montedison. Pertanto correttamente, a parer mio, noi abbiamo citato Montedison come responsabile civile dei fatti di questi imputati. Per quanto attiene all'ultima delle eccezioni: "ma, voi avete esteso anche la richiesta di azione nei confronti del responsabile civile, anche al di la`, anche per coloro nei cui confronti non vi eravate costituiti, anche nei confronti di coloro che non erano stati citati direttamente da voi"; io mi permetto di rammentare che se e` vero che una parte della giurisprudenza puo` essere antica, come dice l'Avvocato Padovani, e` anche vero che nessuna giurisprudenza piu` recente e` stata in contrario portata dalla stessa difesa del responsabile civile. E mi sembra che sia banale osservare che quando una questione non viene affrontata per tanto tempo dalla giurisprudenza e` perche' la questione e` pacifica, non perche' la questione e` controversa, se la questione e` controversa ci sono valanghe di sentenze, quando la questione e` assolutamente pacifica ne basta una e nessuno fa piu` eccezioni di natura infondata. Queste sono le eccezioni di natura formale che sono state portate contro le nostre costituzioni di parte civile e ritengo che debbano essere pertanto immediatamente dichiarate infondate. Io ho predisposto anche una memoria, che poi consegnero` a voi,che tratta in generale dei problemi della legittimazione attiva in questi processi, in processi di questo genere, delle associazioni, citando diligentemente, cercando di essere diligente,non tanto quanto l'Avvocatura dello Stato,ma insomma rappresentiamo comunque un'associazione nazionale, quanto su temi anche che sono stati portati alla scorsa udienza da parte dei colleghi che si sono opposti alla nostra costituzione di parte civile. Direi che le questioni di natura generale, gli interessi collettivi, i diritti soggettivi che sono stati ritenuti lesi e per i quali Lega Ambiente si costituisce parte civile sono stati ampiamente discussi all'udienza preliminare, sono stati affrontati e risolti nell'ordinanza che vi e` stata presentata come memoria e che io avevo preparato come allegato giurisprudenziale alla mia memoria, insieme ad altre sentenze, e che pertanto non tolgo soltanto per comodita` di lettura. In ogni caso si e` sostenuto da parte nostra, si sostiene e si sosterra` in ogni caso, anche se la ordinanza che voi predisporrete sara' per noi negativa, sosterremo sempre in ogni sede che in un processo ambientale come certamente e` questo, perche' il capo di imputazione parla di avvelenamento, adulterazione di acque e di sostanze destinate all'alimentazione, di disastro, quello per cui ci siamo costituiti parte civile, e` un capo di imputazione che e` tipicamente di natura ambientale, che ha connotazioni cosi` gravi da far ritenere il danno subito all'ambiente, a causa del comportamento degli imputati, come valore certamente nazionale. Enucleiamo in questa memoria non soltanto il tema dell'Art. 18 della legge istitutiva del Ministero dell'Ambiente, ma anche gli Artt. 2043, 2055, 1128 del Codice Civile, gli Artt. 40 e 41 del Codice Penale, perche', come appare evidente dalla connotazione del capo di imputazione, l'attivita` degli imputati e` stata sia omissiva che commissiva. E, se e` vero che tutte queste norme sono state violate e se e` vero che il danno cagionato ha anche connotazione di natura nazionale, dobbiamo ben rilevare che Lega Ambiente e` un'associazione di cui si e` data dimostrazione essere riconosciuta a carattere nazionale dal Ministero dell'Ambiente, con finalita` programmatiche ed ordinamento interno democratico, continuita` dell'azione e rilevanza esterna dell'azione stessa. Poiche' e` stato contestato, noi richiamiamo anche i titoli all'interno dello statuto che ci legittimano a costituirci parte civile, in particolare in un processo come questo. L'Art. 1 dice che "la difesa dell'ambiente e` il fine statutario della Lega Ambiente, della salute umana, delle risorse naturali, del patrimonio storico e culturale, del territorio e del paesaggio. Lega Ambiente persegue la protezione dell'ambiente e la persona umana. Gli strumenti, Art. 2, con cui Lega Ambiente puo` ottenere il raggiungimento dei fini sociali sono tra l'altro quelli della costituzione di parte civile nei processi penali aventi ad oggetto fatti ambientali. Noi riteniamo che sia stato violato l'interesse collettivo all'ambiente salubre ed altri diritti della personalita` di cui Lega Ambiente e` portatrice, ma non vado molto oltre. Rammento soltanto che la eccezione che ci e` stata portata in relazione alla freccia del tempo, che era una osservazione dell'Avvocato Pulitano` in prime cure dell'Art. 18 della legge istitutiva del Ministero dell'Ambiente, che e` stata poi portata in questa sede dall'Avvocato Giarda e dall'Avvocato Baldini, e` un'osservazione del tutto infondata alla luce di giurisprudenza che vi porto, ed e` recentissima. La sezione terza della Cassazione civile,con sentenza del 19 giugno 96 nr. 5650,pubblicata sulla rivista giuridica dell'ambiente, ma di cui vi porto un estratto, dice che "la tutela dell'ambiente come bene giuridico non trova la sua fonte genetica nell'Art. 18 della legge 8 luglio 1986 nr. 349,ma direttamente dalla costituzione, attraverso il combinato disposto degli artt. 2, 3, 9, 41 e 42", e bene quindi ha citato l'Art. 41 e l'Art. 42 della costituzione l'Avvocato Battain, "e tramite il collegamento all'Art. 2043", quindi al danno ingiusto. Pertanto la Corte di Cassazione ha ritenuto che non esistesse il problema della retroattivita` dell'Art. 18 della legge istitutiva del Ministero dell'Ambiente, perche' l'ambiente c'e` sempre stato e fatti che violavano l'ambiente e creavano danno ingiusto ci sono sempre stati e sono stati cagionati in questo caso, cosi` come.. che stiamo affrontando, a nostro parere dagli imputati. Quindi la prima e forse la piu` giuridica delle eccezioni sostanziali che sono state portate alla nostra costituzione e` a parere mio, sulla base di una giurisprudenza che si sta facendo costante, del tutto infondata. C'e` un'altra posizione che e` piu` propriamente politica, la chiamerei politica, e` stata portata avanti dall'Avvocato Bettiol. Quasi mi sembrava di sentire nelle orecchie un qualche cosa: ma danno biologico che cos'e`? Cos'e` questa rivoluzione che si vuole portare nella nostra giurisprudenza con il danno biologico? E cosi` pure il danno all'ambiente: oddio, ma che cosa vanno ad inventarsi queste parti civili cosi` tremende? No, la posizione politica sinceramente non sta.. l'opposizione politica alla nostra costituzione, che sostiene che e` stata puramente una pressione, tutto un dibattito giurisprudenziale che dura da oltre 30 anni sul problema della legittimazione delle associazioni a costituirsi parte civile, in particolare in problemi come quelli che stiamo oggi trattando, non puo` essere certamente trattata con un'alzata di spalle e dire che e` stata una pressione politica quella di discutere di temi ambientali con la presenza delle associazioni. L'ultima delle posizioni giuridiche che sono state portate ex novo, che non erano state affrontate e gia` risolte dalla mia memoria, che rammenta l'ordinanza del dottor Termini, e` una posizione interpretativa del significato di alcune norme del Codice di Procedura Penale, e saro` veramente brevissimo su questo, e` stata portata avanti in particolare dall'Avvocato Giarda. Il rilievo dell'Avvocato Giarda e` sostanzialmente: l'Art. 212 delle disposizioni attuative del Codice di Procedura Penale dice che quando le norme, al di la` e al di fuori dell'Art. 74 del Codice di Procedura Penale, consentono la costituzione di parte civile di enti ed associazioni, e` consentito soltanto l'intervento ai sensi dell'Art. 91 e seguenti del Codice di Procedura Penale. Ma anche qui bastava, per quanto riguarda quantomeno la nostra costituzione di parte civile, vedere e leggere l'atto costitutivo della costituzione di parte civile. Noi ci siamo costituiti ai sensi dell'Art. 74 del Codice di Procedura Penale e cioe` noi abbiamo chiesto un danno diretto ed immediato, che riteniamo di poter dimostrare, abbiamo indicato una lista testi, abbiamo prodotto e produciamo dei documenti, con i quali riteniamo di poter dimostrare che abbiamo subito un danno diretto ed immediato. Ed allora non siamo al di fuori delle norme di cui all'Art. 74 del Codice di Procedura Penale, siamo proprio all'interno e non intendiamo nemmeno di un millimetro andare fuori dall'Art. 74 del Codice di Procedura Penale. Pertanto la questione e` assolutamente mal posta, perche' noi siamo, tra gli altri e tra i tantissimi altri in questa sede, il soggetto che ha subito danno da questo reato, soggetto al quale il reato ha recato danno, Art. 74 del Codice di Procedura Penale. La controparte avrebbe dovuto dimostrare in questa sede, prima del processo, che noi da questi reati non abbiamo subito danno. Ma questo non e` possibile, data la dimostrazione gia` fornita da noi, nell'atto costitutivo,della violazione di interessi collettivi che storicamente e concretamente Lega Ambiente nazionale e regionale hanno tutelato in relazione ai fatti di cui al capo di imputazione. Pertanto io chiedo che le eccezioni contro la costituzione di parte civile di Lega Ambiente vengano rigettate. Vi deposito la memoria con la giurisprudenza allegata

 

AVVOCATO BIGOTTI

 

Avvocato Bigotti: per la parte civile Terrin Ferruccio, che si e` costituito all'udienza e rispetto a cui sono state svolte da alcune difese di imputati e di responsabili civili, opposizioni nel senso soprattutto che si tratterebbe di una parte fuori lista, diciamo, per usare il termine che e` stato gia` utilizzato. Rilevo innanzitutto la difficolta` in questo processo, che sicuramente e` cosi` vasto e condizionato da esigenze sostanziali pressanti ed oggettive,di restare nell'ambito di una precisione,non solo per l'accusa o per la parte civile, ma anche per le stesse difese degli imputati, perche' l'opposizione motivata dovrebbe essere altrettanto precisa e puntuale, con quella puntualita` che si rimprovera magari di non avere da parte della parte civile o dell'accusa. A volte e` veramente difficile per la singola parte civile capire se si e` o no oggetto di un'opposizione che e` formulata in forma ipotetica, come possibilita` ed eventualita`, che non si capisce poi chi debba verificare. Quindi gia` fin d'ora dico solo un'opposizione determinata puo` essere considerata tale ai sensi dell'Art. 80 del Codice Penale, non un'opposizione condizionata, essendo comunque l'onere della prova dell'eccezione ovviamente chi propone l'eccezione. Premesso questo, mi limito a rilevare che se l'opposizione riguarda il Terrin Ferruccio in quanto non indicato nelle liste ne' iniziali, ne' successive delle parti offese, beh, mi pare che basti la lettura degli Artt. 417 e 429, relativi alla richiesta e al decreto di rinvio a giudizio, per vedere che non e` requisito ovviamente neppure del decreto e della richiesta di citazione l'individuazione dei soggetti danneggiati e che, anzi, anche per la stessa individuazione delle parti offese il Codice dice "ove possibile vengono indicate", quindi neppure rispetto alla persona offesa e` obbligatorio e prescritto come requisito essenziale l'individuazione chiusa della parte offesa. Del danneggiato poi non si fa alcuna menzione, per cui la persona danneggiata, la parte che si costituisce Parte Civile, la persona danneggiata, si puo` costituire anche se non e` indicato, non e` un requisito tantomeno richiamato poi dall'Art. 74 per la sua costituzione. Questo e` rilevante perche' stiamo discutendo della posizione della parte civile, altro sara` poi eventualmente il discorso con riferimento alla determinatezza del decreto di citazione e del decreto di rinvio a giudizio. In ogni caso, per quel che riguarda il Terrin Ferruccio,noi abbiamo esposto le ragioni della domanda nell'atto di costituzione; il Terrin Ferruccio e` dipendente di Montedison e poi di Enichem dal 23 settembre 70 fino ad oggi, e` stato in servizio in reparti CV11, turnista in reparti CV22, e` stato sottoposto ad un periodo di osservazione presso l'istituto di medicina del lavoro, a seguito del quale, nell'aprile 95, per la diagnosi che gli e` stata riscontrata, e` stato appunto esonerato dalla stessa ditta dal servizio, come consigliato dall'istituto di medicina del lavoro, perche' furono riscontrati questi sintomi, collegati gia` nei certificati che abbiamo dimesso all'esposizione alle sostanze lavorate in questi reparti. Con riferimento a questa posizione mi pare che non ci possano quindi essere eccezioni neppure di tipo cronologico. Non dimentichiamo che dal 70.. appunto copriamo l'intero periodo e che soprattutto i reati contestati sono reati di condotta, ma anche di evento, per cui solo al prodursi integrale e compiuto dell'evento, che probabilmente non e` neppure esaurito neanche nel caso della malattia professionale, che e` suscettibile di aggravamento di ulteriore, speriamo di no, ma possibile peggioramento e evoluzione, avremo un esaurimento del fatto offensivo e quindi anche i soggetti che sono subentrati successivamente al periodo di esposizione o di lavoro del Terrin, nella misura in cui l'evento non si e` prodotto, la sua permanenza in fabbrica comunque e` rimasta, sia pure in altre mansioni, ha a ragione posto una domanda di risarcimento del danno perche' la causa petendi e` coerente col petitum in questa prospettiva e sara` poi eventualmente una questione di puro merito accertare se vi sono i presupposti e le prove di questa eziologia. Con riferimento al Terrin si pone poi la questione della regolare, diciamo cosi', estensione ai responsabili civili della sua domanda. Ora, anche su questo punto le opposizioni dei responsabili civili non mi pare siano state precise. La semplificatoria distinzione in tre categorie della posizione della parte civile omette, ad esempio, proprio la posizione del Terrin, che non ha richiesto la citazione, che non ha notificato nessun atto di opposizione, che non si e` limitato ad estendere.. non fa parte cioe' ne' degli inesistenti, ne' degli abnormi, non si e` limitato ad estendere oralmente all'udienza la sua domanda, ma nell'atto stesso di costituzione, in conformita` con una procura specificamente che prevedeva anche questo potere, ha richiesto.. appunto, ha dichiarato che gli effetti della sua costituzione sono anche nei confronti dei responsabili civili Montedison, Enichem, Enichem base, e tutte le diverse societa` Enichem e Aci, ed ad ogni societa` ad essa succeduta, ai quali e` estesa espressamente la domanda risarcitoria. Quindi mi pare che rispetto a queste opposizioni non sia pertinente il tipo di esposizione svolto dal responsabile civile. Ma, ad aggiunta, credo che sul punto ci sia da dire qualcos'altro, cioe` mi pare che ci sia una sovrapposizione, una confusione forse voluta fra il problema della citazione del responsabile civile e il problema della domanda contro il responsabile civile. L'azione civile si svolge normalmente con citazione, ma non solo e non sempre, vi sono dei casi, ma il principale e` senz'altro quello del 105 del Codice di Procedura Civile, dell'intervento principale, in cui qualsiasi parte puo` svolgere una domanda in un processo tra altre persone, quindi una persona che anche inizialmente non e` parte, per fare valere nei confronti di tutte le parti o di alcune di esse un diritto relativo all'oggetto dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo. Quando il professor Schlesinger paradossalmente, con paradosso, ci dice "non puo` venire chiunque, cosi`, perche' si trovano due convenuti per caso, a svolgere una domanda occasionalmente collegata", dico paradossalmente, pero` fa questa affermazione proprio perche' non riconduce la fattispecie al caso del 105, in cui invece la domanda se dipende.. relativa all'oggetto, dipende dal titolo dedotto gia` nel processo, la domanda puo` essere proposta con un intervento che il 267 e il 268 del Codice di Procedura Civile ci dicono avviene con un semplice deposito di una comparsa, anche in Cancelleria o all'udienza e non c'e` bisogno ne' di notifica,ne' di termine, perche' ovviamente il rapporto processuale e` gia` costituito in relazione a quel fatto. Ora, il responsabile civile non e` una parte qualsiasi rispetto alla parte civile, perche', come dice l'Art. 83 del Codice di Procedura Penale,e` il responsabile civile per il fatto dell'imputato, e quindi evidentemente la connessione del titolo a dipendenza dell'oggetto e` presupposto della stessa sua qualita` di responsabile civile, per cui radicatosi il rapporto processuale civilistico con riferimento al fatto dell'imputato, il soggetto parte civile che interviene anche con il semplice atto di costituzione depositato o con un semplice atto con cui la domanda e` gia` radicata in relazione a quel fatto e quindi a quel titolo della domanda risarcitoria nei confronti delle altre parti, validamente propone, se vogliamo usare il termine esatto, o estendere, per usare il termine corrente, la domanda anche nei confronti del responsabile civile con cui gia` e` costituito il rapporto processuale ai fini civilistici. E del resto mi pare che un riscontro si abbia testualmente anche nell'Art. 78 secondo comma del Codice di Procedura Penale, laddove si dice espressamente che la costituzione di parte civile solo se presentata fuori udienza deve essere notificata a cura della parte civile alle altre parti, facendo chiaramente intendere che altrimenti, presentata in udienza, ha subito effetto nei confronti di tutte le altre parti, quando ha i requisiti, proprio perche' il rapporto e` gia` radicato e costituito e c'e` la connessione del titolo. A questo riguardo mi pare che si tratti, allora,solo di verificare se si e` costituito il rapporto col responsabile civile anche con riferimento a quell'eccezione sollevata relativa al decreto di citazione a giudizio, decretino e decretone. A me sembra che la questione, al di la`, poi, dell'accertamento specifico in fatto, riguardi eventualmente non un problema di nullita` o inesistenza o abnormita` del decreto di rinvio a giudizio, ma eventualmente solo un problema di comunicazione, perche' la lettura fa luogo nella comunicazione. Quindi qualunque sia il significato della, se vogliamo, sintetica stampa, che poi e` una stampa compiuta di una parte del decreto che dispone il giudizio, perche' in effetti si vede chiaramente che e` ripresa la parte iniziale e la parte finale di quel decreto ed e` omessa tutta la parte intermedia nel decretino, diciamo cosi`, probabilmente letto in udienza, questa comunque e` al massimo una questione che attiene ripeto alla comunicazione e che quindi e` riconducibile.. cioe` la lettura che tiene luogo nella notifica, quindi e` riconducibile tutt'al piu` ad una nullita` ex Art. 184, che e` gia` stata sanata nel momento in cui la parte comparsa non ha dichiarato di comparire solo per far rilevare questa irregolarita` e comunque al massimo poteva chiedere un termine a difesa per la sua costituzione. Ma tutto questo mi pare che sia comunque gia` superato dal fatto che l'altra ha raggiunto il suo scopo, la parte non ha dedotto queste irregolarita` come unico motivo della sua comparizione e si e` difesa nel merito. Quindi riteniamo che la nostra costituzione di parte civile sia valida anche nei confronti dei responsabili civili e che questi abbiano radicato con le parti civili un rapporto processuale corretto e quindi regolare. Direi che posso fermarmi qui, perche' in relazione alla posizione Alca alla prossima udienza dovrebbe venire l'Avvocato Battello

 

AVVOCATO VERONESI

 

Avvocato Veronesi: per Italia Nostra. Mi sarebbe spiaciuto che l'associazione che per prima ed unica in modo continuo ha tutelato l'interesse della laguna non facesse sentire la sua voce, quindi ringrazio della sua cortesia. Io cerchero`, dopo tutte le cose sentite, molto sinteticamente, cercando di mantenere la promessa, di sollevare solo 4 puntualizzazioni. La prima e` che non occorre il consenso della persona offesa da un reato ex Art. 92 del Codice di Procedura Penale, in quanto nel nostro caso, come nel caso di tutte le associazioni riconosciute, il consenso e` previsto gia` per legge, quindi la legittimazione e` automatica. Il secondo e` che esiste nel nostro caso, come anche nel caso della Lega Ambiente, un nesso eziologico preciso tra il fatto reato e il danno; infatti in definitiva agli imputati e` stato contestato l'avere gettato o l'avere avere omesso di controllare che altri gettassero rifiuti tossico-nocivi nella laguna, determinando tutto quel ventaglio di danni sia ambientali che alla persona che noi conosciamo, quindi il rapporto e` preciso. Se noi pensiamo che normalmente questo rapporto viene ritenuto dalla Corte di Cassazione anche nel caso di omissione di atto d'ufficio, quindi attraverso un processo causale molto piu` indiretto, evidentemente nel nostro caso l'automaticita` del nesso causale e` pacifica, non puo` essere messa in discussione. Terzo punto e` che esiste un'assoluta continuita`, aderenza al territorio e rilevanza e specificita` nelle azioni di Italia Nostra per la salvaguardia della laguna, per cui si e` venuto a creare quell'interesse particolarmente qualificato che secondo la giurisprudenza pacifica e secondo il riconoscimento della legge.. del Ministero dell'Ambiente, ha determinato il sorgere di un diritto soggettivo collettivo che, come tale, una volta che viene leso, implica un obbligo al risarcimento. Quindi e` questo il nucleo della situazione, quello che i nostri interlocutori non vogliono capire e` che il mondo cambia, che in un mondo sempre piu` popolato e dove l'interrelazioni tra le azioni degli uomini diventano sempre piu` geometricamente complesse, evidentemente non si puo` ragionare ancora col concetto di 100 anni fa. Oggi le azioni di questo tipo determinano dei danni a ventaglio su tutta la societa`, per cui ad un certo punto vengono a ledersi delle posizioni che il diritto vivente, inquadrandoli nell'Art. 2043 del Codice Civile, considera come posizioni di diritto soggettivo, in quanto hanno una individuazione, un contorno preciso. Questo e` un discorso vecchio, molto piu` vecchio della legge dell'ambiente, perche' tutti ricorderete la storica sentenza della Corte dei Conti degli anni 75, mi pare, in cui si affermava la responsabilita` del direttore del Parco d'Abruzzi perche' aveva determinato un vasto danno al territorio e non era, badate bene, un danno alle cose singole, un danno al bosco, un danno agli edifici, un danno alle acque, etc. etc., ma era un danno ambiente nella sua essenzialita` sistemica, e siccome lo Stato su questo ambiente vasto aveva un interesse specializzato e qualificato, tanto da costituire un parco naturale, lo Stato subiva questo tipo di danno che si distingueva dal danno ai beni demaniali o beni privati etc. etc. Quindi questo discorso.. qui si tratta di dire cos'e` il diritto soggettivo, nella nuova configurazione, che poi fosse la Corte dei Conti a dirlo o fosse un'altra autorita`, era un discorso recepito e la legge non fa altro che recepire questa ed altre centinaia di sentenze di merito, che permettevano la costituzione anche di comitati spontanei, della associazione di pescatori, della Provincia, del Comune, per danni urbanistici etc. etc., e` un fatto acquisito che c'e` questo diritto soggettivo pubblico o collettivo a seconda dei casi. Quindi non si inventa nulla, semplicemente si amplia leggermente la sfera del 2043 nelle figure tipiche che contiene, tenuto conto anche di una cosa che tutti si dimenticano: che il 2043 non parla mai di diritto soggettivo leso, ma parla di danno, iniuria datum, il diritto soggettivo e` stato costituito poi dalla giurisprudenza per dare un limite, per escludere la risarcibilita` degli interessi legittimi, solo per questo motivo, per contenere un attimo il dilagare della situazione. Per cui anche se si da` un'interpretazione leggermente estensiva del concetto soggettivo, non c'e` niente di male, e` previsto gia` nel Codice che, non distinguendo, non mette dei limiti a configurare nuove figure di diritto soggettivo. Questo e` ritenuto da decine di sentenze dopo la legge dell'ambiente, io ne ho raccolte alcune: Cassazione, Preture, Giudici del piu` diverso tipo affermano l'esistenza di questo diritto. Diritto soggettivo.. collettivo che viene a configurarsi nei suoi contenuti specifici in due facolta`: una e` quella dell'associazione ambientalista di intervenire nei procedimenti sostanzialmente, per esprimerci in termini civilistici, ad adurandum, cioe` denunciare, sollecitare, argomentare a favore dell'affermazione dei danni ambientali in senso stretto, che spettano allo Stato e agli enti territoriali. Quindi a questo punto interviene, argomenta e chiede, per esempio, con argomenti specifici che il Giudice disponga, come faremo, la rimessione, il totale ripristino della laguna a carico degli imputati. Questo e` un discorso di appoggio alle tesi del portatore principale del diritto ambientale leso. Ma poi c'e` anche un altro diritto, anche questo affermato in decine di sentenze dalla giurisprudenza: un diritto alla personalita`, perche' l'associazione che si e` costituita ha fatto sforzi enormi per tutelare un certo interesse, come prevede lo statuto, che e` un interesse di ordine collettivo, di ordine pubblico, si vede frustrata nella.. di questi scopi, quindi subisce un anno morale alla sua personalita`. Questo e` un danno gravissimo e come tale deve essere risarcito, dato che questa associazione poi e` stata riconosciuta come associazione che persegue finalita` di carattere pubblico. Per finire, io cascavo dalle nuvole quando sentivo dire da illustri professori, come il professor Bettiol, "ma cos'e` questo danno collettivo? Questa e` una posizione politica perche' diventa di moda tutelare l'ambiente" etc. etc., ma queste sono cose allucinanti. A questo punto, signori, gli imprenditori sappiamo benissimo, anche se erano pubblici, come si comportavano e in che razza di modo piratesco esercitavano il diritto della libera iniziativa, che abbiamo visto che in questo modo e` anche.. al secondo comma dell'Art. 41 della Costituzione; gli enti pubblici, adesso qui si costituiscono parte civile, ma gli enti pubblici di allora, il Comune, la Provincia, la Regione, i sindacati anche, non pubblici ma quasi, cosa facevano le U.L.S.S.? Io ho qui in questo fascicolo delle cose allarmanti sulle denunce che venivano fatte e sul silenzio vergognoso che tenevano questi enti. Signori, la cultura, quale posizione prende quella giuridica? Tutti i professori universitari sono di la`, non ce n'e` uno neanche di qua, io non ne ho trovato uno. Non voglio polemizzare, signori, se questo interesse pubblico lo porta una modesta associazione culturale, l'unica, questo candelino lasciateglielo acceso, non volete spegnere anche quello, senno` chi viene a tutelare gli interessi collettivi in questo paese, escluso naturalmente il coraggioso Pubblico Ministero? Ho finito, grazie

 

Presidente: il giorno 25 prosegue la discussione con la parola ai difensori delle parti civili. Poi noi avremo bisogno di tempo per esaminare anche e specificamente gli atti di costituzione di Parte Civile, che sono molti, e non crediamo che possa essere sufficiente l'udienza del giorno 25, perche' dovremo prima esaminare la documentazione, dovremo scrivere l'eventuale ordinanza, quindi io credo che noi ci ritroveremo all'udienza successiva, che mi pare sia quella del giorno 7, in cui speriamo di.. se il giorno 25 si esaurisce la discussione,di presentare l'ordinanza. Quindi a quel punto segue il giorno 7 per tutte le altre questioni di carattere preliminare. Il giorno 7, abbiamo detto, continueranno le altre questioni di carattere preliminare, rispetto alle quali io non so se riusciremo a pronunciarci il giorno 7 stesso, puo` darsi che dovremmo pronunciarci invece il giorno 14, non so come andranno a finire

 

RINVIO AL 25 MARZO 1998

 

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