UDIENZA 23 APRILE DEL 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI

 

DEPOSIZIONE  CONSULENTI 

DR. COLOMBO MASSIMO - DR. COLOSIO CLAUDIO

DR. OSCULATI ANTONIO

 

COLOSIO - Oggi, signor Presidente, dovremmo concludere la discussione dei singoli casi. Abbiamo in programma 47 casi da discutere e, purtroppo, si tratterà di patologia un po' assortite, perché siamo alla fine di questo nostro lavoro.

 

BARALDI PAOLINO

 

COLOSIO - Cominciamo con il signor Baraldi Paolino, nato il 28 giugno 1929; faldone 190; valutato dai CT del Pubblico Ministero il 12 giugno, con queste conclusioni: condroma polmonare non correlabile all'esposizione; però presenza di broncopatia cronica, pagina 92 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa: iniziata l'1 febbraio '56; dal '56 al '62 ai servizi generali, in assenza di esposizione; dal '62 al '71 addetto a spedizioni magazzino PVC, 5 -50 PPM esposizione stimata; dal '71 all'82 capo piazzale magazzino PVC, esposizione stimata, nella peggiore ipotesi possibile, 5-50 PPM all'inizio, '71-'74, e poi inferiore alle 5 PPM. In conclusione, quindi, non vi è mai stata esposizione a livelli di CVM, capaci di dare manifestazioni tossiche; e vi è stata forse una possibile esposizione a polveri di PVC. I dati dell'anamnesi patologica sono i seguenti: nel '72 una schermografia mostra solo una calcificazione parlare destra; nel '75 vi è l'indagine Fulc. Il signor Baraldi fuma da 20-30 anni 10-20 sigarette al giorno. Il Questionario CECA evidenza una bronchite cronica semplice. La lastra del torace: accentuazione della broncovasale. Le prove di funzionalità respiratoria nella norma. Le conclusioni sono: RX torace, accentuazione della trama broncovasale. Il dato di accentuazione della trama viene confermato l'anno dopo: rinforzo del disegno broncovasale alle pari-ilari; e viene Confermata anche la calcificazione già segnalata. Nel '78 il libretto sanitario aziendale segnala che è stata denunciata broncopatia cronaca; e, successivamente, abbiamo tratto informazione sul fatto che la richiesta di indennizzo è stata respinta dall'Inal. E` stata respinta in base a controlli effettuati all'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova ed all'Inail di Venezia-Treviso. Il dato del rinforzo della trama è confermato gennaio/luglio '78; lo stesso dicasi per il '79. Nell'80, per la seconda volta, l'Inail respinge la richiesta di indennizzo di malattia professionale. Nell'87 viene confermata quell'opacità già segnalata in precedenza; non vi sono altri dati rilevanti. Nell'88 le prove di funzionalità respiratoria risultano normali. Il 17 marzo '88 il paziente viene ricoverato per una malattia che è la seguente: osteocondroma polmonare destro. Viene effettuato un intervento di toracotomia; l'istologico del pezzo operatorio porta a concludere per: amartoma condromatoso polmonare, con fenomeni calcifici.

COLOMBO - Il signor Paolino Baraldi era discusso come broncopneumopatia cronica. Ha questa aggiunta diagnostica di amartoma condromatoso; è una lesione benigna, legata ad un errore di sviluppo di una piccola regione del polmone. La storia clinica indirizza la diagnosi di bronchite cronica semplice, perchè inizia nel '75 con il sintomo in una radiografia patologica; e poi continua, fino almeno all'88, con però dei dati radiologici irrilevanti. Manca la continuità dei sintomi; e, almeno negli ultimi dieci anni, mancano diagnosi funzionali e radiologiche che possano comprovare la broncopneumopatia. Nell'anamnesi vi è una storia di fumo di sigaretta. Vi è quindi un inizio di storia compatibile con bronchite, ma c'è poi un prosieguo sostanzialmente muto.

OSCULATI - La broncopneumopatia dunque è incostantemente rappresentata ed in ogni modo non è patologia che possa essere condotta a CVM e/o PVC. Non c'è quindi malattia professione.

 

ZANCO GIORGIO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Zanco Giorgio, nato il 14 marzo '36; faldone 416. Nell'udienza del 17 giugno il dottor Bai ha segnalato: epatopatia, bronchite cronica del '75. Pagina 50 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa: assunto il 16 agosto '60; '60-'80 insaccamento CV14. I livelli di esposizione, sino al '70, tra 50 a 200 PPM; poi 5-50 PPM fino al '77; inferiore alle 5 PPM dall'80 in poi. Inferiore sempre alle 5 PPM anche nelle mansioni successivamente svolte, che sono state: addetto a trasferimento resine esterno essiccamento, dall'80 all'85; operatore insaccamento dall'85 all'89. Quindi soltanto nel '60-'70 esposizione a livelli ai limiti inferiori di quelli capaci di dare manifestazioni tossiche ed in seguito livelli più bassi di quelli capaci di tossicità. Possibile esposizione a polveri nel '60-'80, quando è stato insaccatore, e nell'85-'89 quando è stato ancora insaccatore. Per quanto concerne l'anamnesi patologica: nel '62 dalla visita sanitaria in azienda non risulta né fumatore e né bevitore; risulta in sovrappeso; l'obiettività è nella norma. L'anno dopo si conferma il sovrappeso e l'assenza di obiettività professionale. Nel giugno '74 vi sono alcuni esami effettuati, in particolare la funzionalità epatica, che sono nella norma; la lastra del torace con normale trama e trasparenze polmonare; modesto addensamento degli ili e qualche calcificazione. Il quadro è definito scarsamente mutato rispetto al '60, del quale però non abbiamo un dato ampio. Il 3 gennaio '75 vi è un modesto movimento della gamma GT. Nel '75 il soggetto partecipa all'indagine Fulc; beve mezzo litro di vino al giorno e sporadicamente superalcolici. Il margine epatico deborda non più di un centimetro dall'arcata costale e vi è una lieve alterazione anche di GOT e GPT, con valori compresi entro 50 unità/litro. Anche la gamma GT è mossa: 100 unità/litro. La bilirubina totale: meno di 1,5; quindi modesto movimento. La lastra del torace risulta nella norma e la spirometria indica: riduzione significativa dei volumi polmonari. Questionario CECA: positivo per bronchite cronica semplice. Conclusioni Fulc: alterazione epatica di grado medio, riferibile all'esposizione a CVM; segni di microangiopatia periferica; riduzione significativa dei volumi polmonari. Do i dati: la riduzione era del 19 per cento della capacità vitale e del 15 per cento del VEMS. Riduzione che, di solito, noi medici del lavoro non consideriamo molto significativa. Il 28 dicembre '77 le prove di funzionalità respiratoria sono nella norma. Il 6 novembre '79 vi è un ricovero all'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova, con diagnosi di ingresso di broncopatia da CVM; la diagnosi di dimissione invece è: modeste note di epatopatia; nel ricovero ha riferito di bere un quarto di lito al giorno, di essere occasionale fumatore di 1 o 2 sigarette al mese. Aumenta il peso: 78 chilometri. Non manifesta sintomi quali dispnea, cianosi e non vi sono edemi. Obiettività toracica nella norma, tranne il respiro un po' aspro. L'esame addome: modesta epatomegalia, 2 cm., consistenza aumentata indolente. Milza nella norma. Lastra del torace nella norma. Durante questo ricovero, funzionalità epatica nella norma. In particolare, sia al momento del ricovero che alla fine, se si esclude un lieve movimento della gamma GT. Viene consigliata terapia dietetica, il paziente la segue nei 45 giorni dopo la dimissione e le cose vanno bene, nel senso che il modesto movimento di un solo enzima si normalizza e le gamma GT si riducono ma non si normalizzano del tutto. Nel '79 vi è una prova di funzionalità respiratoria che risulta nella norma. La lastra del torace risulta nella norma. Alla fine del '79, dieci mesi dopo, ancora nella norma la lastra del torace. Nell'80 l'Inail respinge la richiesta di indennizzo di malattia professionale, epatopatia; non ci risulta che sia stato chiesto indennizzo per broncopneumopatia. Nell'82 vi è ricovero per altra causa, una osteite; in tale occasione viene esclusa l'infezione da virus dell'epatite del tipo B; vi è una lieve alterazione degli enzimi epatici, con GOT 38 e GPT 61; vi è modesta dislipidemia: colesterolo 262 e glicemia 122. Due anni dopo gli enzimi di funzionalità epatica sono nella norma, visita in azienda. Nell'85 si evidenzia invece lieve alterazione della gamma GT: 41. Nell'86 ancora lieve alterazione della gamma GT; nell'87 la lastra del torace nella norma; nell'88 si conferma un quadro radiografico del torace normale. Vediamo un attimo gli esami e gli esiti degli accertamenti in azienda dal '75 all'89. Obesità, come avevamo già segnalato; potus sempre inferiore ai 100 grammi al giorno; fumo: non ha mai fumato; peso, abbiamo visto che vi è questo eccesso ponderale; nel '70 risultava in cura con disintossicanti di epatoprotettori; nel maggio '78 ha sospeso questa terapia, che ha ripreso poi nell'81. Nell'81 lo troviamo in dieta per dislipidemia: colesterolo 296 e glicemia 76; le transaminasi sono nella norma, tranne il solito movimento di gamma GT. All'obiettività epatica si evidenzia epatomegalia 3 cm. dura. Le lastre del torace, invece, e mi riferisco a '77, '79, '87, '88, sono sempre nella norma. Le prove di funzionalità respiratoria, ve ne sono molte, non le cito tutte per motivi di sintesi della mia presentazione. Dal '78 all'89 dieci esami, e le variazioni sono tutte inferiori al 20 per cento rispetto ai valori di esperimento. Variazione che noi medici del lavoro, nella attività di screeming di routine, consideriamo compatibili con la normale variabilità biologica. Vi sono esami di laboratorio poi che evidenziano, dal '75 all'89, volume corpuscolare nella norma, glicemia nella norma, piastrine nella norma, dislipidemia; trigliceridi in genere nella norma; GOT, vi sono disponibili 24 controlli, movimento solo in 5 occasioni; GPT, 24 controlli, movimento in 14 occasioni, sempre con movimento molto modesto, cioè inferiore a 2 volte il vasale; la GGT, 24 controlli anche qui, in 20 occasioni su 24 mossa, lievemente, cioè sempre inferiore a 2 volte i valori normali.

COLOMBO - Delle due diagnosi cliniche discusse in aula per il signor Giorgio Zanco, la bronchite e la epatopatia, noi non abbiamo trovato elementi che giustifichino la diagnosi di bronchite cronica. Gli unici sintomi sono stati autocertificati nel '75 e, in quell'epoca, vi era solo una radiografia del torace, con una modesta accentuazione della trama, ed esame spirometrico con risultato al limite. Nei numerosi e successivi controlli, radiologici, spirometrici, e nei ricoveri che hanno permesso di valutare clinicamente il paziente, la diagnosi di bronchite non è mai stata confermata. Per quanto riguarda l'epatopatia, vi è soltanto il persistere di lievi alterazioni enzimatiche e la epatomegalia clinicamente accertata in due occasioni distinte. Mancano esami sostanziali, come le tecniche d'immagine. Se questa epatopatia configura la presenza di una malattia epatica, questo paziente ha due fattori di rischio, che sono: un discreto consumo di bevande alcoliche ed una ipercolesterolemia con il sovrappeso. Secondo le nostre stime, la sua esposizione professionale, data '60-'70, quindi ben prima l'esordio di questi piccoli disturbi epatici, sarebbe stato esposto a valori che noi consideriamo liminari, per la tossicità dell'organismo.

OSCULATI - La bronchite cronica non trova nessuna conferma nella lunga serie di analisi, per cui deve essere considerata una diagnosi errata; l'epatopatia non esiste in quanto tale, ci sono alcuni movimenti enzimatici che abbiamo visto numerose volte come non sia possibile che siano riferiti ad esposizione a CVM. Nessuna patologia professionale ha interessato il signor Zanco.

 

ZOCCARATO ERNESTO

 

COLOSIO - Il signor Zoccarato Ernesto è nato il 27 maggio '29; faldone 480; discusso dai CT del PM il 18 giugno con questa diagnosi: epatopatia; ricoverato nel '92. Pagina 53 del verbale di udienza. La storia lavorativa è semplice: e stato assunto l'1 gennaio '74; è sempre stato operatore nella carovana caricatori/scaricatori Marghera. Ipotizzando che abbia sempre svolto la mansione di addetto all'insacco, sarebbe stato esposto dal '69 all'89 probabilmente a polveri di polimero; e nell'anno '69-'70 a concentrazioni di CVM, che si collocano ai limiti inferiori di quelle capaci di dare manifestazioni tossiche. Successivamente, dal '71 al '77 a concentrazioni più basse di quelle citate. Nel '78-'89 a concentrazioni ancora più basse, cioè 5 PPM ed inferiori alle 5 PPM. Esaminiamo l'anamnesi patologica: il 18 giugno vi è una raccolta effettuata da un servizio di medicina del lavoro, che indica lieve piastrinopenia; lo indica migliorato il 21 gennaio '85. In occasione della visita viene suggerita una terapia con broncodilatatori; presumibilmente è perché si evidenzia una bronchite, una broncopneumopatia di tipo ostruttivo. Il soggetto non fuma. Assume 80/100 grammi di alcool al giorno; è indicato esposto a rischio di silicosi nel '75; è indicato allergico a polline d'erba nel '70; riferisce dispnea e tosse quando manipola il fieno o c'è polvere di PVC. L'obiettività è nella norma, torace e fegato compresi. Nel giugno '84 esegue prove di funzionalità respiratoria, che evidenziano una compromissione di tipo ostruttivo; vediamo infatti capacità vitale normale e significativa riduzione della VEMS, del rapporto VEMS-CV (capacità vitale). Nell'85 vediamo l'esito di una visita medica, eseguita presso il Servizio di Medicina del Lavoro, che indica che il paziente è migliorato, pur non essendo in terapia; e che le piastrine sono nella norma. Il 18 febbraio '86 prove di funzionalità respiratoria confermano bronco-ostruzione non reversibile con il broncodilatatore. Il quadro è lievemente peggiorato rispetto al precedente, con interessamento della capacità vitale e riduzione del 34 per cento della VEMS. Nell'86 le piastrine sono ancora nella norma e nel '92 vi è un ricovero a Mirano con questa diagnosi di dimissione: flogosi delle prime vie aeree; ipertrofia prostatica; epatopatia fibrotica. Gli esami effettuati di funzionalità epatica sono tutti nella norma, se si esclude un modesto movimento di gamma GT. Non vi è infezione da virus dell'epatite di tipo B e non viene commentata in alcun modo la broncopatia segnalata precedentemente. La diagnosi di fibrosi epatica riposa solo su un'ecografia che mostra fegato modicamente aumentato, di dimensioni ed ecostruttura modicamente addensata e profili finemente irregolari. Infine, il 17 gennaio '96 abbiamo una lastra del torace, che risulta nella norma.

COLOMBO - Il signor Ernesto Zoccarato è discusso in aula come portatore di epatopatia; come abbiamo appena sentito, nella sua storia è affiorata anche una malattia allergica respiratoria, ma che poi non ha avuto conseguenze cliniche rilevate. Per quanto riguarda l'epatopatia cronica, vi è in effetti il riscontro ecografico di un fegato aumentato di dimensioni, ad ecostruttura addensata, quindi è probabile che esista un danno strutturale di questo fegato, soprattutto i profili finemente irregolari. Questo dato è del '92. In precedenza non si hanno dati clinici suggestivi, almeno noi non abbiamo saputo ritrovare dati clinici suggestivi di malattia epatica; in precedenza gli esami di laboratorio della funzione epatica erano, secondo la nostra valutazione, nella norma. In questo paziente vi è stata una brevissima esposizione a dosi liminari di vinilcloruro, nel lontano '69-'70; vi è invece una storia di consumo di bevande alcoliche sostenute.

OSCULATI - La patologia proposta dai CT del PM, epatopatia, non risulta dalla documentazione presente in alcun modo giustificata. Dobbiamo quindi concludere che non abbiamo segni di patologia obiettivabili dall'esame della documentazione.

 

MICHIELETTO IVONE

 

COLOSIO - Abbiamo terminato i casi di broncopatia associata; passiamo ora al signor Michieletto Ivone, nato il 27 luglio '38 ed è deceduto il 18 ottobre '88. fascicolo 18; fascicolo 18. Parere dei CT del PM del 12 giugno: deceduto per leucemia; diagnosi dell'87; dottor Bai, pagina 149 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa che sintetizzo rapidamente, per questioni di tempo. Dal '66 sino all'88, data del termine di un periodo di cassa integrazione, il signor Michieletto non è mai stato esposto né a CVM e né a PVC; ha cessato il 18 ottobre '88 per decesso. Per quanto concerne l'anamnesi patologica, comincia con la segnalazione della patologia, oggetto della nostra discussione: vi è un'epicrisi dell'Ospedale di Vicenza, dimesso dopo il ricovero del 16 aprile '87 con diagnosi di leucemia di tipo MA5, non linfoblastica. Inizia qui il ciclo di polichemioterapia. Nell'88 manifesta una ricaduta, in febbraio. Ne manifesterà poi altre. Nell'ottobre '88, il 20, decede all'Ospedale di Vicenza.

COLOMBO - Brevemente, noi abbiamo già, nelle precedenti udienze, discusso casi di leucemia e riferito che la Letteratura non correla la leucemia con questo rischio di esposizione professionale. Il nostro paziente, secondo le nostre stime, non risultava esposto.

OSCULATI - Il signor Michieletto è deceduto per una leucemia documentata; non è una patologia professionale.

 

SILVESTRI GIULIANO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Silvestri Giuliano, nato il 27 giugno '49; faldone 468; discusso dai CT del PM il 17 giugno, con la segnalazione di epatopatia; diagnosi del '94; dottor Bai, pagina 33 del verbale. Esaminiamo brevemente la storia lavorativa: inizia il 15 marzo '72; si svolge sino al 31 gennaio '82 al CV15, mansione di insaccatore, pulizia linee; successivamente, dall'1 febbraio '82 sino al 29 aprile dello stesso anno, al reparto disliq come operaio estivatore. Esposizione sempre inferiore a quella capace di dare manifestazioni tossiche nel periodo in cui è stato insaccatore addetto alla pulizia; e successivamente non esposto. Sintesi dei dati patologici: indagine Fulc '75: beve un litro di vino al giorno, ai pasti, e sporadicamente superalcolici; non vi sono altri dati significativi. Perdiamo traccia di questo paziente per molti anni, perché arriviamo al '94 ove troviamo un'ecotomografia epatobiliopancreatica, che mostra steatosi; troviamo il 22 un emocromo, che mostra un volume corpuscolare medio di 99. Vediamo che il 24 luglio '94 il paziente viene ricoverato all'Ospedale di Mestre per una sindrome di Reiter, patologia non di interesse nella nostra discussione, che non è correlabile a CVM, con etilismo cronico. Durante il ricovero ha eseguito un'ecografia, che ha mostrato pancreas nella norma e fegato di dimensioni nella norma, con ecostruttura diffusamente disomogenea, con echi grossolani più riflettenti che di norma, a tipo steatosi, senza lesioni a focolaio; nella norma via biliare e colecisti; regolare diametro della vena porta; nei limiti di norma anche la milza. GLi esami eseguiti durante il ricovero mostrano transaminasi nella norma, movimento di gamma GT che raggiunge i 94; negativa la ricerca di marchers dell'epatite B e dell'epatite C. Dimissione il 2 agosto '94; diagnosi: pancreatite cronica, sindrome di Reiter; si consiglia astensione tassativa dagli alcolici. Il 16 ottobre, quindi solo due mesi dopo questo ricovero, viene ancora ricoverato per una aritmia. La diagnosi di dimissione è: pancreatite cronica ed epatopatia steatosica di origine alcolica. Il 31 maggio '95 vi è un ricovero presso l'Ospedale di Mestre, per precoadialgia; il paziente, all'ingresso, rifiuta di sottoporsi a test alcolimetrico; manifesta alitosi etilica e stato di agitazione.

COLOMBO - Concordiamo con l'esistenza di un'epatopatia, così com'è stato discusso e presentato in aula dal CT del Pubblico Ministero, però la colleghiamo definitivamente all'abuso alcolico, come riconosciuto in occasione di tre ricoveri, dov'era stata posta diagnosi di etilismo. La sindrome di Reiter, che si vede attraversare la storia clinica, è una forma immunologica, praticamente una sorta di artrite associata ad altre patologie, che viene riferita in genere a processi effettivi e quindi non è collegabile con l'alcool. Il nostro paziente non risulta esposto a valori significativi di vinilcloruro monomero.

OSCULATI - C'è dunque un'epatopatia chiaramente associata all'abuso etilico, insorta dopo la modestissima esposizione a CVM; è chiaramente un'epatopatia di origine extraprofessionale.

 

ZAGAGNIN SILVERIO

 

COLOSIO - Ci occupiamo ora del signor Zagagnin Silverio, nato il 13 febbraio '47; valutato dal dottor Totire con questo parere che sintetizzo: fenomeno di Raynaud monolaterale a sinistra, più accentuata ad un dito piuttosto che ad un altro. La diagnosi strumentale è stata fatta nel '98; tuttavia la sintomatologia clinica era di molto precedente. Verbale del 25 settembre, pagine 36 e 37. Vi è poi una discussione che vorrei sintetizzare brevemente, perché è la stessa già affrontata per altri due casi: c'è la segnalazione dell'assenza di benessere psicofisico, e quindi situazione simile a quella di Sgnaolin Giovanni e Mazzolin Luciano, che non presentano alcuna malattia ascrivibile alla nosografia medica e psichiatrica, tuttavia presupposto che è quello di condividere la definizione dell'oms, che è lo stato di salute psicofisica e non assenza di malattia, definisce la salute, etc.. Non approfondisco, perché abbiamo già discusso questo tipo di problematica. Andiamo ad esaminare la storia lavorativa di questo soggetto: nel '70 inizio dell'attività, sino al '73, PA3, quindi non esposizione; dal '77 all'81 operatore impianto pilota, esposizione non quantificabile ma ricordiamo come tradizionalmente in queste situazioni come i livelli di esposizioni siano bassi, per i tipi di procedimenti che vengono realizzati; dall'81 all'85 autoclavista CV14, con livelli di esposizione inferiori alle 5 PPM; dall'85 al '96, termine del servizio al Petrolchimico, assenza di esposizione. Quindi il signor Zagagnin non è mai stato esposto a livelli sufficienti a determinare manifestazioni tossiche. Esaminiamo l'anamnesi patologica. L'unica documentazione disponibile è quella depositata con le relazioni dei dottori Miedico e Totire. Vi è un un referto di visita angiologica, che purtroppo è privo di data, però ci dice che il signor Zagagnin aveva anni 51, per cui è facile risalire alla data del referto; e da 2 o 3 anni manifesta fenomeno di Raynaud sincopale prevalentemente al II e IV dito delle mani, frequentemente a sinistra; presenti polsi radiale ed ulnare; negative le manovre di attivazione per lo stretto toracico superiore; non sintomi di patologia autoimmuni; capillaroscopia inattendibile, per mancata ipercheratosi; esame laser-doppler, esame del III dito della mano sinistra compatibile con disregolazione arteriolare. Esami effettuati per evidenziare possibili malattie autoimmuni tutti negativi. Non vi sono altri dati per discutere il caso di Zagagnin.

COLOMBO - Il commento clinico quindi non può che essere stringato: vi è una diagnosi, soprattutto clinica, che ha effettuato uno specialista, un angiologo, di fenomeno di Raynaud; non sembra collegato a malattia autoimmune, perché questo è stato ben indagato. I dati a nostra disposizione non consentono di ricavare invece notizie che riteniamo importanti, per esempio l'abitudine al fumo, se esiste una condizione di malattia legata ad abuso di alcool od a dislipidemia costituzionale; tutti fattori che possono incidere sulla funzione delle arterie periferiche, che appare essere alterata nel luglio '98, con esame laser-doppler.

OSCULATI - Abbiamo dunque la certificazione di una malattia di Raynaud del '98, riferita ad insorgenza precedente di 2 o 3 anni; per cui un periodo di tempo che esclude qualsiasi tipo di possibilità di relazione causale con esposizione lavorativa, che pure fu sempre estremamente modesta se non inquantificabile. Si tratta dunque di una probabile malattia di Raynaud, sicuramente di origine extraprofessionale.

 

MARCHIORI BRUNO

 

COLOSIO - Abbiamo a questo punto un piccolo gruppo di pneumoconiosi segnalate. La prima è quella del signor Marchiori Bruno, nato il 16 settembre '34; i dati sono nel faldone 448. Caso trattato il 12 giugno, con segnalazione di bronchite cronica e pneumoconiosi; pagina 142 del verbale di udienza. Storia lavorativa: assunzione l'1 novembre '59; 20 anni, sino al '79, all'insacco, con livelli di esposizione, nel periodo '59-'65 superiori alle 500 PPM; '66-'73 tra 50-200 PPM; '74-'76 di 5-50; dal 77 fino al 79, infine, inferiori alle 5 PPM; dal '79 fino all'88, quando ha terminato il servizio al Petrolchimico, questo soggetto non ha poi più svolto mansioni che potessero comportare esposizione a CVM o PVC. In sintesi, molto schematica quindi, all'inizio esposizione a livelli significativi, in grado di determinare manifestazioni tossiche, nel '59-'65; successivamente, sino al '73, ai limiti inferiori di quelli capaci di manifestazioni tossiche; infine più bassi di questi ultimi o addirittura assenti; Esposizione dal '59 al '79 possibile a polveri di PVC; nel '76 abbiamo delle prove di funzionalità respiratoria effettuate all'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova: alterazione funzionale di tipo restrittivo; successivamente abbiamo nel '76 la partecipazione all'indagine Fulc; questo soggetto riferisce di avere svolto in passato attività lavorativa nell'industria dei laterizi, addetto all'impasto e successivamente in un'impresa edile. Fuma da 20-30 anni, più di 10 e meno di 20 sigarette al giorno. La lastra del torace - e qua vorrei segnalare questo, perché mi sembra un dato interessante - diffusa microreticolo nodulazione. Questionario CECA bronchite cronica semplice. Spirometria quadro di tipo restrittivo. L'indagine Fulc conclude anche questa volta per radiografia del torace, pneumoconiosi da PVC, riduzione significativa dei volumi polmonari. E vorrei sottolineare, signor Presidente, che questa volta questo parere Fulc riposa su un quadro radiologico che è di diffusa microreticolo nodulazione. Quindi questa, se fosse confermata, se potessimo vedere la lastra, indicherebbe effettivamente una pnumoconiosi; non certamente le altre lastre, dove si parla invece soltanto di accentuazione della trama. Comunque continuiamo, perché è una discussione interessate, di questo caso, che riferisce poi, nell'indagine Fulc, tosse abituale nella cattiva stagione - e questo garantisce la positività del questionario CECA -; vi è poi, il 27 dicembre '77, il riconoscimento Inail di malattia professionale con iniziale deficit respiratorio con diminuzione della capacità vitale e della VEMS e flogosi subacuta laringea e faringea. Viene segnalata nell'83 una tracheite da fumo; nell'87 vi è un quadro che non è sovrapponibile a quello segnalato nel '77, un quadro radiologico, perché si parla di accentuazione della trama interstiziale - e questa è una novità, rispetto al precedente referto - e si parla di aspetto macronodulare. Mentre qua era micronodulare. Anche questo aspetto macronodulare, comunque, è compatibile con la presenza di una pneumoconiosi. Il 31 ottobre '94 vi è ricovero ospedaliero per stenoinsufficienza dell'aortica, stenosi grave ed insufficienza lieve; la lastra del torace mostra fibroenfisema, accentuazione delle ombre ilari e del disegno vascolare nelle pari-ilari superiori; segna l'anamnesi che fuma circa 10 sigarette al giorno e, in modo inatteso rispetto ad una nostra valutazione, scomparsa delle segnalazioni di micro o macroreticolo nodulazioni, segnalate precedentemente. Vorrei concludere segnalando che, stante che il PVC non dà una pneumoconiosi evolutiva, vi è in questo caso il quadro che potrebbe essere suggestivo, se confermato di pneumoconiosi, ma vi è anche il dato che spiega tale patologia, cioè l'attività nell'industria dei laterizi. L'industria dei laterizi, dei refrattari, delle ceramiche, si basa sulla produzione di materiali che utilizzano, come materie prime, argilla e caolino; e questi materiali contengono quote variabili di quarzo, quindi di silice libera cristallina, quindi del fattore eziopatogenetico della silicosi. Nell'ambito di questa attività, quelle più a rischio di silicosi sono: la macinazione, la formatura, la cottura.

COLOMBO - La discussione del caso del signor Marchiori va chiaramente ridefinita; secondo le nostre valutazioni è corretta la diagnosi di pneumoconiosi, sulla base di queste due indagini radiologiche; però, come abbiamo sentito dalla discussione del dottor Colosio, il collegamento eziologico non è con il PVC, che come ampiamente descritto dal professor Lotti è in grado di dare solo delle forme benigne, non evolutive, cioè non capaci di modificare in modo reticolare l'aspetto radiologico del polmone. La diagnosi di bronchite cronica è da noi considerata una diagnosi corretta, sia per quanto concerne la cronologia dei sintomi che la documentazione radiologica e la valutazione anche funzionale. La diagnosi di enfisema implica broncopneumopatia cronico-ostruttiva, quindi non semplice bronchite cronica. Però il nostro è un fumatore di 30 sigarette e quindi noi, nella cronologia degli sviluppi dei danni respiratori, colleghiamo la diagnosi con l'abitudine al fumo.

OSCULATI - Abbiamo dunque un quadro di patologia polmonare cronica che è suggestiva, per essere una pneumoconiosi, e più specificamente una silicosi; ne ha tracce radiologiche specifiche; sicuramente non è una pneumoconiosi da PVC, che ha delle caratteristiche assolutamente diverse, tra cui la principale che è la non evolutività, anche dal punto di vista radiologico. Per cui, la suggestione che si tratti di una silicosi, senz'altro c'è una broncopneumopatia cronica ostruttiva, cioè di tipo enfisematoso; l'agente eziologico è sicuro per la silicosi, che è la silice libera, da attività professionale; per l'enfisema il fumo di sigarette ha sicuramente influito. Si tratta quindi di patologia non di tipo professionale.

 

POZZATO BRUNO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il signor Pozzato bruno, nato il 28 aprile '27; i dati sono nel faldone 356; caso trattato il 16 giugno '98 con la segnalazione di: pneumoconiosi da PVC, all'indagine Fulc queste pneumoconiosi le ha l'indagine Fulc, senza ulteriori conferme, dottor Bai, pagina 26 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa: si svolge dal '71 all'87 nella Carovana Faccini Tessera. Se, in tutto questo periodo, questo soggetto fosse stato addetto all'insacco, sarebbe stato esposto a polveri di PVC ed a concentrazioni di CVM sempre inferiori a quelle capaci di causare manifestazioni tossiche. Il signor Pozzato ha partecipato nel '75 all'indagine Fulc; è risultato fumare da più di 20 e da meno di 30 anni più di 10 e meno di 20 sigarette al giorno; bevitore di un litro di vino ai pasti; al questionario CECA ha mostrato una bronchite cronica semplice; al RX del torace una accentuazione della trama broncovasale. Ecco, qui torniamo a quella segnalazione che invece è quella di tutti gli altri casi di pneumoconiosi Fulc, mentre precedentemente era microreticolazione nodulazione; la PFR non è stava eseguita. Conclusioni diagnostiche: pneumoconiosi da PVC. Il 28 giugno '76 è ricoverato per altra causa; alla dimissione non vengono segnalate patologie respiratorie. L'obiettività toracica, nel corso del ricovero, è risultata nella norma. Vi è un altro ricovero il 9 giugno '79 per altra causa: epistassi; ed anche in questo caso, alla dimissione da questo ricovero del '79 non vengono segnalate patologie a carico dell'apparato respiratorio. Nell'85 un altro ricovero per una tromboflebite; dimissione senza alcuna segnalazione di broncopatia. Non vi è segnalazione di broncopatia alla raccolta dell'anamnesi. Durante il ricovero un RX torace conclude per: non segni di lesioni, pleuropolmonare a focolaio in atto. Nell'88 un altro ricovero per una cistite ed anche in questo caso non vi è alcuna segnalazione di patologia di alcun tipo a carico dell'apparato respiratorio.

COLOMBO - Il commento clinico, quindi, del signor Pozzato è stringato; non esiste una documentazione clinica sufficiente per una diagnosi di malattia cronica respiratoria; di nuovo emerge la ipersensibilità diagnostica dell'indagine Fulc. Ricordiamo soltanto che in questo soggetto, che a noi non risulta esposto a livelli significativi di CVM, vi è una solida storia di abuso di fumo.

OSCULATI - Nessuna patologia polmonare dimostrata in lavoratore non esposto e forte fumatore. Non c'è malattia professionale.

 

SCATTOLIN RINO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Scattolin Rino, nato il 16 aprile '23; faldone 372; trattato nell'udienza del 17 giugno con questo parere: broncopatia cronica del '75 altre pneumoconiosi da PVC. Dottor Bai, pagina 33 del verbale d'udienza. Esaminiamo la storia lavorativa: è iniziata il 19 giugno '52; Sino al '55 operatore impianto PA1, quindi non esposto a CVM; dal '55 al '58 esposto in modo significativo, superiore a 500 PPM, quindi concentrazioni capaci di dare manifestazioni di tossicità; lo stesso dicasi per il periodo '58-'62, quando è stato capo turno con analoghi livelli di esposizione; ed ancora nel periodo '62-'65, quando è stato assistente CV3, sempre con livelli di esposizione superiori ai 500 PPM; e poi a riduzioni di questi livelli a 50-200 PPM, quindi al limite di quelli attivi, dal '66 al '73; ed irrilevanti dal punto di vista tossicologico dal '74 in poi. Non risulta invece essere stato presente ad esposizioni di polveri di PVC. La anamnesi patologica inizia nel '62, quando l'unico dato che emerge è che questo soggetto fuma 12 sigarette al giorno, con visita nella norma. Nel '75 partecipa all'indagine Fulc; risulta fumare 20-30 sigarette al giorno da 30-40 anni; bere un litro di vino ai pasti; la capacità vitale è ridotta del 25 per cento e la VEMS del 26 per cento, quadro quindi di tipo restrittivo; lastra del torace: solita accentuazione della trama broncovasale; questionario CECA negativo; ed ancora questa segnalazione di pneumoconiosi da PVC, basata su questo dato radiologico; riduzione significativa dei volumi polmonari, la seconda segnalazione Fulc. Si segnala epatomegalia, che viene considerata in conclusione come epatomegalia senza alterazioni di funzionalità epatica. Nel '77 vi è una lastra del torace che conferma questo discreto rinforzo della trama broncovasale. Nello stesso anno, il '77, il libretto sanitario aziendale segnala la deviazione del setto nasale, che provoca respirazione orale con faringite. Nel '79 c'è un ricovero per laringopatia; nella lettera di dimissione è segnalata solo iperplasia mucosa della falsa corda di destra e non accennata broncopatia. Esame del libretto sanitario aziendale: nel '73 ha ridotto il fumo a 5-6 sigarette; nel '76 ha smesso di fumare. Non vi sono mai segnalazioni di alterazioni franche dell'obiettività toracica. E mi riferisco al '73, al '74, al '77, al 5 gennaio-20 aprile '78, al '78-'79, al novembre '79. Il soggetto aveva avanzato una richiesta di indennizzo di malattia professionale, pneumoconiosi, che è stata respinta dall'Inail il 3 febbraio '78. Segnaliamo, e non è apparso nel lucido, che vi è anche una lastra del torace del '74, che ha confermato un discreto diffuso rinforzo della trama vasale, senza altri dati di rilievo.

COLOMBO - Il signor Scattolin dunque ha una documentazione clinica che, almeno fino al '79, a nostro giudizio, non riesce a dimostrare in modo convincente la presenza di una broncopneumopatia cronica, che ancora una volta emerge nel questionario Fulc del '75 e sembra confermata da una radiografia del torace del '77 ma successivamente è negativa. Naturalmente mancano 20 anni di follow up nella documentazione da noi consultata e potrebbe esservi lì qualcosa che supporta. Se questa broncopneumopatia cronica esiste, il signor Scattolin aveva denunciato, intorno agli anni '75, un consumo di sigarette che oscillava tra 20 e 30 al giorno.

OSCULATI - Dunque non c'è una broncopatia cronica assolutamente dimostrata; e tanto meno una pneumoconiosi da PVC. Nelle carte che abbiamo visto, hanno un gap di 20 anni rispetto ad oggi, ma sono abbastanza precise per alcuni anni. Per cui dobbiamo escludere la presenza di patologia professionale dimostrata dalla documentazione.

 

TURTURRO GIUSEPPE

 

COLOSIO - Ci occupiamo dell'ultimo caso di pneumoconiosi, che è il signor Turturro Giuseppe, nato il 29 giugno '35, i cui dati sono nel faldone 403. Caso valutato all'udienza del 17 giugno '98 dai CT del PM con conclusione di: pneumoconiosi da PVC, '75; dottor Bai, pagina 43 del verbale. Analizziamo la storia lavorativa di questo soggetto: è stato insaccatore dal '60 all'80, per cui per un ventennio; in questo periodo è stato esposto dal '60 al '70 a concentrazioni di CVM ai limiti inferiori di quelli capaci di dare tossicità, cioè 50-200 PPM; e successivamente a concentrazioni non rilevanti dal punto di vista tossicologico; è stato nell'81, per un breve periodo, in cassa integrazione; si è occupato poi di piccola manutenzione al CV14-16, dall'81 all'84, esposizione inferiore alle 5 PPM; dall'84 all'85 operatore di impianto CV8 non esposto; dall'85 al '92 cassa integrazione, non esposto. Faccio questa volta la sintesi, che purtroppo senza lucidi è difficile capirsi. Vi è dunque un periodo, '60-'70, con esposizione a CVM ai limiti inferiori di quelle capaci di manifestazioni tossiche; poi esposizioni a livelli inferiori a questi ultimi; e possibile esposizione, dal '60 all'80 a polveri PVC, per via della mansione di insaccatore. Esaminiamo la storia patologia. Nel '75 ha partecipato all'indagine Fulc; risultava fumare 20 sigarette al giorno e bere un litro di vino al giorno. La lastra del torace ha mostrato accentuazione della trama broncovasale; il questionario CECA ha conclusione per bronchite cronica semplice; la spirometria è rimasta nella norma; le conclusioni, per quanto di nostro interesse, sono: RX torace; pneumoconiosi da PVC. Nell'86, undici anni dopo, viene ricoverato per una gastrite emorragica con diabete ed epatopatia; in questa occasione ha riferito, all'anamnesi, di fumare 80 sigarette al giorno. La lastra del torace, nonostante ciò, era nella norma; un'ecografia epatica ha mostrato un fegato di dimensioni aumentate, diffusamente iperecogeno, con ecostruttura finemente disomogenea, colecisti distesa, aumento del diametro della vena porta. Vi è anche una scintigrafia epatica, con fegato che presenta dimensioni aumentate, profili irregolari, distribuzione intraepatica del radiofarmaco con fini disomogeneità; parenchima epatico lievemente ipocaptante. Alla dimissione, l'unico consiglio che venne dato a questo paziente è stato quello di astenersi dal fumo e dal consumo di bevande alcoliche. Nell'86 si evidenzia una dislipidemia molto grave, con livelli di colesterolo e trigliceridi superiore ai 1.000 milligrammi/decilitro. Nell'88 vi è un ricovero per sordità improvvisa sinistra. Il soggetto nell'88 riferisce di non fumare da 2 anni però prima fumava, sempre a suo dire, 50-60 sigarette al giorno. La lastra del torace mostrava un'accentuazione delle ombre ilari e della trama in peri-ilare ed un aumento della trasparenza di fondo e dei campi polmonari. La funzionalità epatica nell'88 risultava nella norma.

COLOMBO - Il signor Turturro quindi è stato discusso in aula come affetto da pneumoconiosi. Secondo le nostre valutazioni, la realtà clinica è quella di una bronchite cronica, con note di enfisema, quindi una broncopneumopatia cronica. Ancora una volta noi osserviamo una certa cronologia degli eventi, che partono da bronchite semplice e giungono all'enfisema; ed ancora una volta, a nostro giudizio, il fattore di rischio più implicato è l'elevato consumo di fumo di sigaretta. Lui è stato esposto, tra il '60 ed il '70, a quote liminari di vinilcloruro monomero, però la cronologia degli eventi a noi pare proprio quella del forte fumatore di sigarette.

OSCULATI - Vi è dunque una progressiva evoluzione di una bronchite semplice ad una broncopneumopatia cronica. Chiaramente correlata al fumo di sigaretta, in misura assolutamente elevata. E chiaramente disgiunta cronologicamente, e dal punto di vista della natura della patologia, dall'esposizione lavorativa a CVM o PVC. Si tratta quindi di malattia non professionale.

 

BERTIATO GINO

 

COLOSIO - Abbiamo quindi esaurito anche il gruppo residuo di pneumoconiosi; esaminiamo ora un gruppo residuo di soggetti con tumore polmonare. Il primo di questi soggetti è il signor Bertiato Gino, nato l'11 ottobre '33 e deceduto il 21 maggio '98; faldone 427; parere dei CT del PM espresso in due successive occasioni. Un primo parere, il 12 giugno '98, di bronchite cronica e di epatopatia; il successivo, il 19 giugno, ove si segnala che questo paziente è deceduto il 21 maggio '98 per un adenocarcinoma polmonare, diagnosticato nel '98. Esaminiamo la storia lavorativa: Cofama, 1 gennaio '74; precedentemente Carovana caricatori/scaricatori Marghera, dal '66 al '73; se in questa attività, nelle carovane, avesse sempre svolto mansione di addetto all'insacco, sarebbe stato esposto a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM nel '66-'70; tra 5 e 50 PPM dal '71 al '75; inferiori alle 5 PPM in seguito. Quindi, dal '66 al '70 di CVM, concentrazioni ai limiti inferiori di quelle capaci di dare manifestazioni tossiche; successivamente più basse di quelle rilevanti dal punto di vista tossicologico. Esposizione per l'intero periodo a polveri di PVC, possibile esposizione. Esaminiamo la storia patologica: risulta fumare 20 grammi di tabacco al giorno, che abbiamo scoperto la volta scorsa essere equivalenti a 20 sigarette; e di bere 150 grammi di alcool da 23 anni. Nell'86 abbiamo esami ematochimici di routine, che evidenziano una grave dislipidemia: 438 colesterolo e 1.298 di trigliceridi; funzionalità epatica nella norma. Abbiamo un RX torace del '91 che mostra segni di enfisema. Abbiamo un ricovero il 29 luglio '91 all'Ospedale di Dolo; dimesso con diagnosi di neuropatia tossica agli arti inferiori, ipertensione arteriosa di II° grado, broncopneumopatia cronico-ostruttiva; successivamente dimesso e di nuovo ricoverato, credo per ulteriori accertamenti, e si ricava cos'è successo in questo periodo. Si è ricoverato per dispnea, tosse, astenia, e una classica neuropatia agli arti inferiori. Durante il ricovero il paziente è migliorato moltissimo e i segni dell'intossicamento alcolica si sono risolti rapidamente. Gli esami di funzionalità epatica sono nella norma. Segnalo solo MCV 107. Però il fegato è ingrandito e presenta consistenza dura. La spirometria evidenzia un deficit sia ostruttivo e sia restrittivo di alto grado. Si conclude con: abbiamo raccomandato l'astensione dalle bevande alcoliche e dal fumo. Successivamente, nel '94, ulteriore ricovero con miglioramento dei segni di intossicazione alcolica. Ancora grave dislipidemia, 438 di colesterolo e 1.298 di trigliceridi. Il '95 31 dicembre un ricovero urgente a Mirano, per un episodio sincopale. All'anamnesi fuma 15 sigarette al giorno; ha smesso di bere alcolici da 6 mesi; prima beveva 2 litri di vino al giorno. Il 31 dicembre '95 sempre quindi in questa data viene richiesta una visita specialistica internistica per epatopatia cronica tossico-nutrizionale, splenomegalia; referto ecografico: fegato aumentato di volume con ecostruttura un po' disomogenea. Al II° segmento epatico lesione nodulare iperecogena di verosimile natura angiomatosa del diametro di circa 10 mm. Sempre nel corso di questo ricovero del 31 dicembre le transaminasi sieriche sono normali. Sempre nell'ambito di questo ricovero, il 3 gennaio '96, una visita oculistica segnala etilismo. Vi sono poi altri accertamenti che indicano: volume corpuscolare medio 107; GOT 104; GPT 41. Si segnala una notevole sindrome disventilatoria restrittiva associata a compromissione delle vie aeree. Nel '96 Abbiamo una visita otorinolaringoiatrica che segnala disfonia in tabagista. Abbiamo infine la dimissione da questo ricovero, dal quale abbiamo ricavato tutti i dati qui descritti, l'11 gennaio '96, ove si conclude per insufficienza respiratoria grave da riacutizzazione di broncopatia cronico-ostruttiva tabagica; cardiomiopatia ipertensiva scompensata con retinopatia; epatopatia tossico-nutrizonale e da stasi con neuropatia agli arti inferiori, obesità. Viene ancora una volta raccomandata la abolizione dal fumo e dalle bevande alcoliche. Pochi mesi dopo, l'11 aprile '96, dimesso con diagnosi di grave insufficienza respiratoria da riacutizzazione di broncopneumopatia cronico-ostruttiva tabagica; cardiopatia ipertensiva, con retinopatia; epatopatia tossico-nutrizonale con neuropatia agli arti inferiori in obeso. Esami di funzionalità respiratoria del 24 aprile: notevole incapacità ventilatoria restrittiva, associata a notevole compromissione delle piccole vie aeree. Sempre in questo periodo, durante un ricovero all'Ospedale di Mirano, vengono eseguiti degli accertamenti e alla dimissione si segnala: il paziente è tornato alle consuete abitudini alimentari, con potus in eccesso; ha ripreso a fumare; si raccomanda astensione da fumo e da alcool. Abbiamo poi, nel '98, un ricovero presso l'ospedale di Mirano, per dispnea e toracolgia. Viene inviato lì dal medico curante per sospetta polmonite. Viene evidenziato un massivo versamento pleurico a sinistra sostenuto da una carcinosi pleurica. Viene fatto l'istologico: pleura con infiltrazione adenocarcinomatosa. Dimissione in attesa del parere del Centro Oncologico: carcinosi pleurica sinistra; possibile mesotelioma. Cioè, all'inizio si pensava che si trattasse di un mesotelioma. Il 3 aprile '98 viene effettuata indagine istologica ed anche immunoistochimica, che consentono di porre diagnosi di infiltrazione adenocarcinomatosa; prescritta una chemioterapia. Vi è infine traccia di carteggio tra due ospedali: Ospedale di Dolo ed Oncologici, che chiariscono la presenza di cellule neoplastiche ma segnalano forse perché non erano ancora a conoscenza dell'immunoistochimico, che la diagnosi non era ancora stata chiarita; il paziente rifiuta il trattamento polichemioterapico, probabilmente a seguito di gravi effetti collaterali. Il 21 maggio '98 il paziente è deceduto all'Ospedale di Mirano; vi è un certificato dell'ASL che ancora una volta pone diagnosi di mesotelioma della pleura.

COLOMBO - La storia clinica del signor Bertiato, deceduto a 65 anni per questa neoplasia, è complessa. Diciamo subito che la risoluzione della diagnosi terminale sta nelle carte del riscontro autoptico che però noi non abbiamo potuto consultare perché non allegate agli atti. Il problema di questo paziente è stato discusso in aula come bronchite cronica ed epatopatia e neoplasia, interpretata come carcinoma polmonare. Vi era una quarta diagnosi, che è stata trascurata dal CT del Pubblico Ministero, che è la malattia cardiocircolatoria. Questo paziente, ad un certo momento della sua storia, per colpa dell'ipertensione arteriosa, ha scompensato per cardiopatia. L'epatopatia discussa in aula a noi sembra che sia una malattia cronica da alcool, perché vi è una storia di progressivo deterioramento clinico con almeno tre ricoveri, in cui la diagnosi di dimissione è quella di una malattia in etilismo. Gli esami alterati sono convincenti per una malattia alcolica; chiaramente non disponiamo dell'esame istologico, per documentare la gravità di questa lesione. Però io credo che appunto il riscontro autoptico ci potrà definire la gravità della malattia in questione. Quindi è corretta la definizione di epatopatia ma andrebbe aggiunta l'eziologia alcolica. La storia del paziente è ovviamente coerente per un elevato consumo di alcool. La seconda diagnosi di bronchite cronica in realtà non è una bronchite semplice, perché le carte a nostra disposizione, almeno dal '91 al '96 definiscono questa malattia come broncopneumopatia cronico-ostruttiva, quindi con sviluppo di enfisema. Chiaramente attribuiscono al tabagismo la responsabilità di questo danno respiratorio. Questa è la diagnosi di dimissione del ricovero ospedaliero. Infine c'è il dubbio da risolvere, sulla corretta etichetta diagnostica della neoplasia dell'ambito respiratorio; e rimando appunto alla consultazione delle carte dell'autopsia.

OSCULATI - E` un'epatopatia che è chiaramente di origine alcolica, per caratteristiche e cronologia dello sviluppo della patologia stessa. E` una patologia polmonare continuamente associata dai colleghi specialisti che hanno curato Bertiato collegata ad un abuso di tabacco. Alla fine vi è stato poi lo sviluppo di una neoplasia a livello polmonare che viene da un esame immunoistochimico definita come adenocarcinoma. Rimane il dubbio sull'ultima diagnosi, ma è poco rilevante ai fini della nostra indagine. Si tratta di patologie che riconoscono chiare eziologie, l'abuso di alcool, l'abuso di fumo di tabacco, che non sono di tipo professionale. Lo sviluppo delle malattie stesse e l'esposizione, che è stata per alcuni anni in tempi remoti a livelli liminari, confermano il fatto che non ci possa essere un coinvolgimento dell'attività professionale nell'insorgenza e nello sviluppo di queste patologie.

 

CESARATO VITTORIO

 

COLOSIO - Il signor Cesarato Vittorio è nato il 6 novembre '34 ed è deceduto l'1 settembre '85; i dati sono nel faldone 118; il caso è stato trattato dai CT del PM il 12 giugno, con la segnalazione di carcinoma del polmone e bronchite cronica; è inserito anche da altri consulenti tra i casi con carcinoma del polmone a grandi cellule; udienza dell'8 luglio '98, pagina 104. Esaminiamo la storia lavorativa: è iniziava il 2 luglio '55; si è svolta sino al 31 maggio '70 nel reparto blender CV5, livelli di esposizione 5-50 PPM; stessi livelli anche dal '70 al '73, quando nel CV15 è stato addetto a produzioni/consegna materie prime; ed anche nel successivo '73, quando per qualche mese è stato operatore buss; ancora 5-50 PPM nel '73, quando si è occupato di pulizia linee; e, tra il '73 ed il '74, quando è tornato a svolgere la mansione di operatore brenders; nel '74 è passato poi ad addetto spedizione granulo-stoccaggio PVC, presso il MAG PVC; ha svolto quest'attività sino all'85, quando ha cessato; nell'anno '74 è stato esposto a concentrazioni tra 5-50 PPM; mentre, dal '75, sino al termine dell'attività, a concentrazioni inferiori a 5 PPM. Diciamo quindi che in sintesi non vi è mai stata esposizione a livelli sufficienti a causare manifestazioni tossiche e che vi è stata una possibile esposizione, però ragionevolmente a basse concentrazioni, a polveri di polimero. Esaminiamo la storia patologica di questo paziente. Nel '62 aveva una scheda sanitaria che segnala 10 sigarette al giorno ed un quarto di litro di vino; l'obiettività è nella norma. Molti anni dopo, nel '74, v'è un'altra scheda sanitaria, che riporta ancora una situazione nella norma e conferma 10 sigarette al giorno ed un lieve aumento del consumo di alcool: mezzo litro di vino. Vi è poi la partecipazione all'indagine Fulc; dichiara di essere ex fumatore da meno di 5 anni di 10-20 sigarette al giorno e di non consumare alcool. L'indagine Fulc aveva evidenziato accentuazione della trama broncovasale e la spirometria una significativa riduzione dei volumi polmonari. Vediamo infatti una capacità vitale ridotta del 44 per cento con concomitante riduzione della VEMS del 37 per cento. Quindi un quadro di tipo restrittivo. Questionario CECA negativo. Nel '78 vi è una scheda sanitaria aziendale che conferma che il soggetto non consuma né sigarette ed è bevande alcoliche. Vi è una lastra del torace, nel '79, che conferma un discreto rinforzo del disegno broncovasale, già segnalato nell'indagine Fulc. Nell'85 vi è un ricovero per una neoplasia polmonare sinistra. La lastra del torace aveva infatti evidenziato una opacità rotondeggiante del diametro di circa 3 cm. a carico del III e medio del polmone sinistro, in contiguità con la parete toracica posteriore. Le prove di funzionalità respiratoria avevano nell'occasione confermato il quadro di tipo restrittivo già segnalato in precedenza, nel '75. Nell'85 vi è la dimissione da questo ricovero, il 5 luglio, e la diagnosi è di neoplasia polmonare con metastasi diffusa. L'esame istologico indica carcinoma indifferenziato presumibilmente a grandi cellule. L'1 agosto '85 vi è il decesso del paziente in ospedale, per emiplegia sinistra da metastasi multiple in paziente con neoplasia polmonare; stato cachettico, arresto cardiorespiratorio.

COLOMBO - Il signor Cesarato decede a 51 anni per carcinoma polmonare; in aula è discusso come carcinoma polmonare ed affetto da bronchite cronica. La diagnosi di neoplasia polmonare è certa, perché ottenuta mediante esame istologico nella fase di malattia più avanzata, quando aveva già prodotto metastasi in vari organi. La diagnosi invece di bronchite cronica è quanto clinicamente rilevante tenue. Nel questionario del '75, che noi consideriamo sempre ipersensibile in termini diagnostici, emerge una radiografia e spirometria ed una spirometria al limite del patologico, però nell'autocertificazione, questionario CECA, non vi erano i sintomi tipici della bronchite. Nel '79 poi vi è soltanto una radiografia, che suggerisce bronchite cronica, ma non vi è di nuovo la storia clinica, cioè la tosse produttiva. Semmai dunque è esistita questa bronchite cronica la verosimile causa o fattore eziologico dovrebbe essere, ancora una volta, il fumo di sigaretta. Nelle nostre stime il signor Cesarato non è mai stato esposto a livelli di vinilcloruro monomero capaci di indurre lesioni all'organismo.

OSCULATI - Vi fu dunque una broncopatia cronica e l'esordio di un carcinoma polmonare istologicamente determinato. Sono patologie che non riconoscono, tra i possibili fattori eziologici, né il CVM e né il PVC. Tra l'altro l'esposizione a CVM fu sempre a livelli insufficienti a determinare effetti tossici. Si tratta dunque di patologie che determinarono il decesso - e parlo del carcinoma - che trovano un'origine sicuramente diversa da quella professionale.

 

CLERIS SERAFINO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Cleris Serafini, nato il 18 giugno '35 ed è deceduto il 26 giugno '81; dati nel faldone 120. Caso trattato il 12 giugno '98 con il seguente parere: bronchite cronica; carcinoma epidermoide del polmone destro; dottor Bai, a pagina 110 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa: iniziata nel '67 e si è svolta fino al '72 nella Carovana caricatori/scaricatori Marghera; livelli di esposizione a CVM, se fosse stato sempre adibito all'insacco, compresi tra 50 e 200 PPM; breve periodo nel '73 di un mese di insacco al CV6, livelli di esposizione sarebbero stati compresi tra 5 e 50 PPM; infine, dal '73 all'81, operatore essiccamento. Livelli di esposizione nel '73 tra 50 e 200 PPM; tra 5 e 50 nel '74-'76; inferiore a 5 PPM dal '77 sino al termine dell'attività. Diciamo quindi, in sintesi, che vi è un periodo di 5 anni, dal '67 al '72, durante il quale, se avesse lavorato al Petrolchimico, sarebbe stato esposto a concentrazioni ai limiti inferiori di quelle tossiche; ed un altro anno, a stessi livelli di esposizione, nel '73. Potrebbe esservi stata esposizione a polveri per l'intero periodo considerato. L'anamnesi patologica parte dal '72 e poi dal '74, quando abbiamo l'asse del torace che non evidenziano nulla di pleuroparenchimale in atto. Abbiamo poi la partecipazione all'indagine Fulc del '75. Il soggetto riferisce di fumare 20 sigarette al giorno. Il questionario CECA evidenzia bronchite cronica semplice. La lastra del torace è ancora nella norma. La spirometria mostra una riduzione significativa dei volumi polmonari. Vediamo la capacità vitale meno 28 per cento e VEMS meno 35 per cento. Quindi broncopneumopatia di tipo misto, con prevalente componente di tipo ostruttivo. Fondo oculare, segni di sclerosi. Abbiamo poi, nel '78, una lastra del torace, che segnala nodulazione densa in sottoclaveare destra; già evidente nella lastra del '72, normale trama e trasparenza, quadro definito insvariato rispetto al controllo del '72, nel quale questa nodulazione densa non era stata interpretata come patologica. Poi nell'80 vi è un ricovero, dopo due anni dei quali abbiamo perso traccia di questo paziente; la diagnosi è: eteroplasia polmonare broncolobare superiore di destra. In anamnesi viene segnalato consumo di 25-30 sigarette al giorno da 30 anni. L'esame istologico: vi è una biopsia del bronco del lobo superiore di destra; evidenzia: carcinoma a cellule squamose. Gli esami di funzionalità respiratoria confermano il quadro giù segnalato in precedenza e ne indicano un aggravamento. Peggiorato della VEMS meno 47 per cento, capacità vitale meno 37 per cento. In anamnesi non viene fatto cenno alla presenza di una pregressa bronchite cronica e la broncoscopia non segnala una bronchite cronica. L'anno dopo, l'81, vi è un ulteriore ricovero ospedaliero che indica una metastasi in regione sottonodulare - è scritto così nel referto - sinistro, di carcinoma polmonare squamoso. Esame istologico di neoformazione cutanea prelevata al collo; indica la presenza di metastasi cutanea di quella neoplasia. Il 26 giugno '81 il paziente decede in ospedale per collasso cardiocircolatorio in paziente con insufficienza ventilatoria da neoplasia broncogena destra, irradiata e metastizzata. Vi è la diagnosi anatomopatologica in questo caso che segnala: carcinoma ilare del polmone destro, con metastasi pleuriche, diaframmatiche, epatiche e bilaterale dei reni.

COLOMBO - Il signor Cleris decede giovane, all'età di 46 anni, per questa grave neoplasia primitiva del polmone. Nella sua storia clinica è presente un dato equivoco di bronchite cronica, mentre in aula è descritto come portatore di bronchite cronica. Per noi la diagnosi è equivoca perché risulta solo autocertificata nel '75, nel questionario CECA; in quell'occasione la radiografia del torace era indifferente e l'esame spirometrico aveva dato un valore che i medici del lavoro interpretano come dubbio, cioè al limite. In precedenza, nel '74, nel '72, la radiografia del torace era negativa e successivamente non si fa menzione di sintomi specifici o di esami che possano corroborare. Semmai esisteva una bronchite, questa doveva essere di grado tenue e molto lieve. Sia la malattia neoplastica che questa eventuale forma di bronchite, a nostro giudizio, vengono spiegate dall'abitudine ad elevate dosi di fumo, 25-30 sigarette. Per quanto concerne l'esposizione professionale, a noi risulta un'esposizione a valori liminari di vinilcloruro, per un tempo che è compreso tra il '67 e l'81. Anzi, per il '67-'73 a valori liminari; dal '73 all'81 per valori che noi riteniamo decisamente incapaci a produrre lesioni dell'organismo.

OSCULATI - La diagnosi di bronchite cronica non ci vede affatto concordi. E` invece chiara quella del carcinoma epidermoide, che abbiamo ribadito nelle udienze precedenti come, a nostro avviso, la Letteratura internazionale non riconosca come determinato o favorito dall'esposizione a CVM o PVC. Si tratta quindi di una patologia neoplastica di origine extraprofessionale.

 

DANESIN CARLO

 

COLOSIO - Danesin Carlo è nato il 22 dicembre '25 ed è deceduto il 3 aprile '87; i dati sono nel fascicolo 8. Il parere dei CT del PM è stato: epatopatia cronica e broncopneumopatia cronica. Laboratorio dal '67 al '68; pulizie dal '73 al '76. Udienza del 12 giugno, a pagina 114. Esaminiamo la storia lavorativa di questo soggetto e la sintetizziamo molto rapidamente perché è iniziata il 20 settembre '52; è terminata il 29 settembre '82; in tutto questo periodo non vi è mai stata esposizione a CVM o PVC, quindi non riferisco il dettaglio delle singole mansioni, che sono comunque mostrate nel lucido. L'anamnesi patologica del signor Danesin Carlo ci offre il 28 dicembre '76 il dato raccolto al Servizio Sanitario Inca, quando questo soggetto richiede un'apertura di pratica per malattia professionale epatopatia, dovuta a contatto con trielina ed altre sostanze chimiche, tra le quali non viene segnalato il CVM. Non sappiamo l'esito che abbia avuto questa pratica, non abbiamo trovato traccia nel materiale depositato. Troviamo dati inerenti un periodo successivo, 12 maggio '84, quando questo soggetto è stato ricoverato a Mestre per un emotorace. In occasione di questo ricovero ha riferito di fumare 30 sigarette al giorno da molti anni. Il febbraio/marzo '87 è stato ricoverato all'Ospedale di Mestre e la diagnosi è stata: epidermoide, si intende carcinoma, bronco inferiore sinistro, con metastasi mediastinica al polmone omolaterale, ossee e cerebrali; broncopatia cronico-ostruttiva; diabete mellito. Vi è una stratigrafia del 14 febbraio '87, che conferma la presenza di questa massa; vi è infine un'informazione che il paziente è deceduto il 3 aprile '87 e la causa di morte indicata è epidermoide broncopolmonare.

COLOMBO - Il signor Danesin è discusso in aula come portatore di un'epatopatia cronica e di una broncopneumopatia cronica. Dall'analisi della documentazione clinica emerge soltanto la grave forma respiratoria che risulta essere un carcinoma primitivo del polmone. Malattia per cui decede all'età di 52 anni. Nella nostra valutazione non risulta esposto a livelli di vinilcloruro monomero; ha invece una storia pesante di consumo di sigarette, 30 al giorno. Non conosciamo il consumo alcolico e, in aggiunta, risulta essere affetto da diabete. Quindi, quella scarna documentazione clinica in nostro possesso non ci permette di avvallare la diagnosi di epatopatia; né abbiamo dati concerni la broncopneumopatia cronica; invece questa neoplasia, che noi correliamo, come già ampiamente discusso in precedenza, con il tabagismo.

OSCULATI - Una neoplasia polmonare, abbiamo ripetuto diverse volte come nessuno dei diversi istotipi di neoplasia polmonare possa trovare una possibile causa nell'esposizione a CVM o PVC. Trattasi quindi di una malattia extraprofessionale. In particolare la presenza dell'abitudine al fumo a dosi elevate ha sicuramente contribuito all'insorgenza della patologia.

 

DAUROS GUERRINO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Dauros Guerrino, nato il 10 aprile '14 ed è deceduto il 12 febbraio '90. I dati sono nel faldone 123. Il caso è stato valutato nell'udienza del 12 giugno ed i CT del PM hanno segnalato: bronchite cronica, tumore polmonare; pagina 114 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa: iniziata il 2 febbraio '53 nel reparto CV3, quando fino al '57 è stato insaccatore; successivamente è stato dal '58 al '65 autoclavista; poi è stato dal '66 al '68 autoclavista in un altro reparto, al CV3; infine, dal '68 al '74, autoclavista ancora, di nuovo nel reparto CV6. Livelli di esposizione tra 50 e 200 PPM nel periodo '53-'57; superiore ai 5 PPM fino al '65; tra 200 e 500 PPM dal '66 al '68; ed anche dal '68 al '73; compresi tra 5 e 50 PPM nel '74. In sintesi, quindi, un periodo abbastanza prolungato, nel quale l'esposizione si colloca o su concentrazioni sufficienti a determinare manifestazioni tossiche, od ai livelli ai limiti inferiori di quelle capaci di determinare tali manifestazioni. Non risulta esposizione a polveri di PVC, se non nel periodo '53-'57, quando è stato insaccatore. Esaminiamo la storia patologica: nel '58 vi è un ricovero per una broncopolmonite con pleurite reattiva; dopo il paziente viene dimesso guarito. Nel '73 vi è un ricovero ospedaliero, con diagnosi di dimissione di emorragia rinofaringea bronchie; in anamnesi, in occasione di questo ricovero del '73, riferisce di consumare 20 sigarette al giorno; una lastra del torace mostra: blocco di entrambi i seni costofrenici a sinistra ed accentuazione della trama in parailare. Nell'88 abbiamo un dato di provenienza Inps: il soggetto viene considerato inabile al 100 per cento per grave insufficienze respiratoria in broncopatia cronica. Cuore polmonare cronico. Il 5 giugno '89 vi è un ricovero ospedaliero che conferma l'insufficienza respiratoria cronica in un soggetto con broncopatia cronico-ostruttiva ad evoluzione fibrosante e cuore polmonare cronico. In anamnesi, nell'89, viene riferito consumo di 20-30 sigarette al giorno da sempre. La lastra del torace mostra: marcata accentuazione dell'ilo di destra, indica l'opportunità di un'indagine stratigrafica. Che è un esame che, al tempo, come ha detto già il professor Colombo, veniva praticato molto frequentemente. Netto rinforzo della trama in parailare, segnatamente al corneo ilare inferiore di destra. E poi l'esito della stratigrafia, richiesta precedentemente, che segnala: l'indagine stratigrafica dimostra che il polmone di destra ha calibro superiore della norma. La arteria polmonare di destra, calibro superiore della norma. La trachea ed i bronchi principali hanno calibro e decorso regolare. Nell'89 il dato del cuore polmonare cronico in broncopatia cronico-ostruttiva è confermato: 25 settembre. Abbiamo il dato l'1 febbraio '90 del decesso di questo paziente in ospedale per broncopneumopatia cronica riacutizzata, embolia polmonare, edema polmonare acuto recidivante (neoplasia broncopolmonare destra). Qui per la prima volta è comparsa nel materiale da noi esaminato. Vi è poi la diagnosi anatomopatologica che indica: massiva broncopolmonite bilaterale in soggetto con neoplasia ilare polmonare destra e con metastasi ai linfonodi regionali.

COLOMBO - Il signor Dauros viene discusso in aula come portatore di bronchite cronica e tumore polmonare. In effetti, per una neoplasia maligna del polmone, decede all'età di 76 anni. La bronchite cronica, a nostro giudizio, esisteva; verosimilmente si trattava di una broncopneumopatia cronico-ostruttiva, documentata negli anni, a partire dall'88, in una successione di ricoveri. Vi è anche una terza diagnosi, non presa in considerazione dai CT del PM, e cioè la cronica insufficienza di cuore, collegata con questa malattia ostruttiva cronica dell'apparato respiratorio. Secondo la nostra valutazione, la cronologia degli eventi e soprattutto le diagnosi che sono comparse in questa storia clinica, respiratoria e cardiocircolatoria, sono molto suggestive di complicanze da tabagismo cronico. Il paziente ha avuto una forte esposizione fino al '73, ma la sostanza proprio clinica reale sembra, dai documenti, emergere a partire dall'88, cioè circa 15 anni dopo il termine di questa importante esposizione a vinilcloruro. E noi siamo convinti che si tratti di malattie collegate con l'abuso di tabacco.

OSCULATI - Dunque patologia polmonare cronica che ha sviluppato, nell'ambito della quale, ad un certo punto, si sviluppa una neoplasia polmonare. Sono patologie che insorgono a distanza di numerosi anni dalla fine dell'esposizione a cloruro di vinile, eventualmente a polveri. Sono patologie che, per loro natura, non possono riconoscere come possibile causa queste due sostanze. Invece la causa nota e senz'altro probabile in questo caso è l'abbondante e protratto fumo di sigarette. Sono patologie, dunque, di origine extraprofessionale.

 

FERRI PIERANGELO

 

COLOSIO - Ci occupiamo del signor Ferri Pierangelo, nato il 9 giugno '32 e deceduto il 15 maggio '86. I dati sono nel faldone 132; il caso è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno con questo parere: bronchite cronica, tumore polmonare, tumore cerebrale. Pagina 123 del verbale di udienza. Vi è poi una domanda del PM, alla quale il CT risponde segnalando che il tumore cerebrale è dell'84 e che il paziente presenta anche un'epatopatia, sempre a pagina 123 del verbale. Esaminiamo la storia lavorativa: inizia nell'aprile '58 nel reparto CV5, ove il soggetto svolge mansione di assistente di turno sino al '62; esposizione 5-50 PPM, cioè inferiore a quella capace di causare manifestazioni tossiche; dal '62 al '78 è insegnante presso la scuola aziendale, quindi non è esposto, e cessa il 30 settembre '78. Diciamo quindi che vi è un periodo remoto, dal '58 al '62, nel quale è stato esposto a concentrazioni insufficiente a determinare manifestazioni tossiche; e che non è mai stato esposto a polveri di PVC. La storia patologica inizia nel '74; vediamo che questo soggetto è stato ricoverato in ospedale per essere sottoposto ad una lobectomia superiore destra; la diagnosi istologica sul pezzo operatorio ha indicato: carcinoma epidermoide scarsamente differenziato del polmone. Vi è poi la partecipazione nel '75 all'indagine Fulc. Risulta essere fumatore, da 20-30 anni, di 10-20 sigarette al giorno. Vi è la lastra del torace che mostra accentuazione della trama broncovasale. Vi è il dato della spirometria, che mostra una riduzione del 32 per cento della capacità vitale e del 46 per cento del VEMS. Un quadro quindi misto, prevalentemente di tipo ostruttivo. il questionario CECA evidenzia una bronchite cronica semplice; l'indagine Fulc conclude segnalando un dato della radiografia del torace ed aggiungendo la diagnosi di bronchite cronica. Il paziente quindi probabilmente è guarito da questa neoplasia. Nell'85 viene ricoverato per una crisi epilettica, epilessia tipo grande male sintomatico, di lesione espansiva temporale- centrale destra, già operata. Purtroppo non abbiamo trovato dati precedenti, quindi inerenti a questo intervento. Alla raccolta dell'anamnesi, il paziente riferisce di avere fumato fino a 10 anni prima fino a 100 sigarette al giorno. Nell'86 vi è un ulteriore ricovero ospedaliero e la diagnosi è: lesione parieto-temporale destra espansiva e recidiva; epilessia sintomatica. Nella lettera di dimissione si fa riferimento ad un intervento chirurgico, appunto eseguito nel settembre '84 presso il Reparto di Neurochirurgia di Padova, che è quello del quale ho detto non abbiamo trovato documentazione. Infine vi è il 19 maggio '86 il decesso in ospedale e la diagnosi è di neoplasia cerebrale parieto-temporale destra.

COLOMBO - Il signor Ferri è discusso in aula dai CT del PM sostanzialmente come portatore di 4 diagnosi da bronchite cronica, tumore polmonare, tumore cerebrale, epatopatia. Dirò subito che nella documentazione clinica da me consultata non riusciamo ad identificare un'epatopatia. E diciamo subito che la diagnosi di tumore cerebrale emerge essere sostanzialmente nell'85 una metastasi cerebrale del carcinoma polmonare. Per quanto riguarda la diagnosi di bronchite cronica, ancora una volta dobbiamo risalire all'indagine Fulc, dove emerge chiaramente la presenza di sintomi, l'autocertificazione, il questionario CECA, ed un test spirometrica ed una radiografia del torace, coerenti con un processo di bronchite cronica. Poi si perdono le tracce, non vi sono più diagnosi rilevabili; però vi è anche da dire che nell'85 emerge una diagnosi severa, che è quella di cui abbiamo parlato, quella neoplastica. Un commento che merita questo caso è di nuovo il fatto che quando i fattori eziologici o di rischio vengono ricercati mediante questionario, molto spesso c'è una tendenza ad adombrare quei fattori che identificano comportamenti autolesionistici, come sono il consumo di alcool ed il consumo di sigarette. Nel questionario del '75 il paziente riferiva il consumo di 10-20 sigarette; 10 anni dopo, interrogato in ambiente ospedaliero, ammetteva di consumare nel '75 una quantità di almeno 5 volte, cioè fino a 100. La storia di questo paziente, a nostro avviso, è di una malattia neoplastica polmonare, collegata a questo pesante consumo di tabacco. Secondo le nostre stime, non risultava esposto a livelli significativi di vinilcloruro monomero.

OSCULATI - In estrema sintesi, si tratta di patologie neoplastiche che non abbiamo visto.. numerose volte ribadito come a nostro avviso la Letteratura non attribuisce in alcun modo all'esposizione a CVM e PVC. E` possibile appunto che la regione cerebrale sia secondaria a quella polmonare neoplastica. Ad ogni modo sono due neoplasie, anche forse primitiva quella di tipo cerebrale, che non riconoscono nelle due sostanze una causa. Per cui si debbono considerare di nuovo patologie di tipo extraprofessionale.

 

GALENDA ITALO

 

COLOSIO - Ci occupiamo ora del signor Galenda Italo, nato il 25 luglio '29 ed è deceduto il 28 luglio '91. I dati sono nel faldone 138. Il caso è stato valutato nell'udienza del 12 giugno '98. Il parere dei CT del PM è stato: bronchite cronica e tumore polmonare; carcinoma lobo inferiore polmonare. Diagnosi del '90. Pagina 130 del verbale d'udienza. Esaminiamo la storia lavorativa. Abbiamo un passato di lavoro presso imprese edili e carovane caricatori/scaricatori. Abbiamo l'assunzione il 23 marzo '72; dal '72 al '77 insaccatore; livelli di esposizione a monomero compresi tra 5 e 50 PPM; dal '77 all'84 operatore impianto CV8, quindi non esposto a CVM. Vi è un quinquennio, quindi, '72-'77, ove l'esposizione a monomero è stata inferiore alle concentrazioni sufficienti a causare manifestazioni tossiche e dove vi è stata una possibile esposizione a polveri di polimero. Proseguiamo con l'esame dell'anamnesi patologica. Nel '73 vi è una visita sanitaria effettuata in azienda, nella quale il lavoratore riferisce di consumare 20 sigarette al giorno. Nel '75 il lavoratore partecipa all'indagine Fulc, che mostra l'alterazione della gamma GT, con valori inferiori a 100 unità/litro; mostra una radiografia del torace, con accentuazione della trama broncovasale; ed una spirometria che evidenzia una capacità vitale ridotta del 5 per cento, quindi sostanzialmente nei limiti della normale variabilità biologica, con riduzione del 39 per cento della VEMS. Quindi un classico caso di bronco-ostruzione. Il questionario CECA evidenzia una bronchite cronica semplice. Il soggetto risulta fumare da 20-30 anni 20-30 sigarette al giorno. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono: modesta alterazione della funzionalità epatica, nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l'esposizione a CVM; bronchite cronica; segni di microangiopatia periferica; riferibile all'esposizione a CVM. Non ho trattato questo dato perché non è preso in considerazione dai CT del PM correttamente. Vi è poi una radiografia del torace che mostra: normale distribuzione del disegno broncovasale, modesto aumento della trasparenza, ili un po' addensati. Indica che il quadro del '77 è invariato rispetto a precedenti controlli del '74, dei quali non abbiamo trovato però documentazione. Vi è l'anno dopo, il 28 febbraio '78, l'Inail che chiude negativamente una pratica di riconoscimento di malattia professionale, epatopatia e microangiopatia, con la motivazione che dagli accertamenti svolti è escluso che il lavoratore sia effetto dalla malattia professionale denunciata. Quindi epatopatia e microangiopatia. Non viene segnalata nemmeno dal lavoratore una broncopatia. L'Inail anche nell'81 chiude un'ulteriore pratica, forse si tratta di un ricorso, talvolta è difficile interpretare questi materiali, in quanto gli accertamenti ulteriori non hanno evidenziato l'esistenza della malattia professionale; viene genericamente indicata malattia professionale da cloruro di vinile. Il 6 novembre '82 vi è un ricovero ospedaliero e la diagnosi è: stenosi mitralica, con fibrillazione atriale; enfisema polmonare. Durante il ricovero vi è una lastra del torace che mostra enfisema polmonare ed ingrandimento armonico dei diametri cardiaci. La spirometria, sempre nell'ambito di questo ricovero, mostra un deficit ventilatorio ostruttivo di grado medio avanzato. Nell'88 vi è poi un ricovero ospedaliero per diagnosi di broncopneumopatia cronico-ostruttiva; enfisema polmonare; stenoinsufficienza mitralica; opacità polmonare basale destra di diagnosi non definita. In anamnesi riferisce di avere consumato 15 sigarette al giorno, fino a 2 o 3 anni prima. Il 5 marzo '90 vi è un ricovero ospedaliero e la diagnosi è: opacità polmonare vasale destra, con il sospetto di una possibile neoplasia in soggetto con broncopneumopatia cronico-ostruttiva. E` segnalata anche una stenoinsufficienza mitralica. Il 24 dicembre '90, qualche mese dopo questa diagnosi di sospetto, vi è un ricovero ospedaliero. La diagnosi, a questo punto, è chiara: neoplasia polmonare destra; carcinoma squamoso; stenoinsufficienza mitralica con fibrillazione atriale; broncopatia cronico-ostruttiva. Vi è una raccolta di materiale dal polmone destro ed il reperto istologico è compatibile con carcinoma squamoso. Vi è un altro ricovero il 24 febbraio '91; viene confermata la diagnosi di neoplasia polmonare destra, carcinoma squamoso; viene segnalata ancora la stenoinsufficienza mitralica e la fibrillazione atriale. Anche la broncopatia cronica è confermata, in questa occasione si era riacutizzata. Abbiamo che il 28 luglio '91 il paziente decede in ospedale per neoplasia polmonare destra, stenoinsufficienza mitralica e cachessia neoplastica.

COLOMBO - Il signor Galenda decede all'età di 62 anni per neoplasia maligna polmonare. Diagnosi che viene discussa in aula insieme alla diagnosi di bronchite cronica. Questa neoplasia maligna polmonare, come le precedenti discusse, a nostro parere correla su piano eziologico con la storia di forte fumatore. Questo paziente, secondo le nostre stime, non risulta essere stato esposto a valori significativi di vinilcloruro monomero. La diagnosi di bronchite cronica è invece agli atti riduttiva secondo noi, le carte sanitarie dimostrano che, a partire dal '75, quando era stata autocertificata la diagnosi di bronchite cronica, il paziente è progressivamente deteriorato, in termini respiratori: enfisema nell'82 e nell'88 enfisema più grave con broncopneumopatia cronica ostruttiva. E quindi, a nostro giudizio, la cronologia degli eventi, con questo deterioramento, si accorda bene con l'origine tabagica del danno respiratorio.

OSCULATI - Di nuovo una patologia polmonare cronica di tipo ostruttivo ed un esordio poi di una neoplasia polmonare. Ancora una storia che non vede in queste patologie una possibile causa legata ad esposizione a CVM e PVC; di nuovo invece l'abitudine al fumo di sigaretta deve essere riconosciuto come fattore decisivo nell'insorgenza e nella progressione della patologia. Dunque sono patologie di origine, ad ogni modo, di tipo extraprofessionale.

 

MARTIN ITALO

 

COLOSIO - Ci occupiamo dell'ultimo di questi casi di tumore polmonare, che è il caso del signor Martin Italo, nato il 14 aprile '28 ed è deceduto il 28 novembre '90. I dati sono nel faldone 305. Il caso è stato valutato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno, con le seguenti conclusioni: bronchite cronica, '74; carcinoma polmonare, '90. Pagina 145 del verbale d'udienza. La storia lavorativa è iniziata l'1 Agosto '61; si è svolta per un quinquennio, sino al '68, nel reparto servizi generali, ove ha svolto attività di carico e scarico e non è stato esposto a CVM; successivamente, dal '68 all'83 è stato addetto al ritiro del prodotto, all'insaccamento, al trasferimento, nel reparto CV14. Queste diverse mansioni comportavano diversi livelli di esposizione; nella peggiore ipotesi possibile sarebbe stato esposto a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM, quindi ai limiti inferiori di quelle capaci di dare le classiche manifestazioni tossiche del monomero. Nel periodo in cui ha lavorato all'insacco è probabilmente stato esposto anche a polveri di polimero. Esaminiamo i dati patologici di questo soggetto. Nel '71 e nel '72 vi sono delle visite effettuate in azienda, ove l'unico dato significativo è che fuma 20 sigarette al giorno; non vi sono alterazioni significative dello stato di salute. Nel '75 il signor Martin ha partecipato all'indagine Fulc, che ha segnalato: fondo oculare, segni di sclerosi, bronchite cronica. Questa diagnosi di bronchite cronica era basata su una lastra del torace, che ha mostrato accentuazione della trama broncovasale; e su prove di funzionalità respiratoria, che hanno evidenziato una alterazione di tipo misto, prevalentemente ostruttiva, come si può vedere dal dato della capacità vitale ridotta del 26 per cento, con una concomitante più importante riduzione della VEMS: 35 per cento. Il questionario CECA è risultato positivo per bronchite cronica semplice. All'epoca il soggetto fumava da 30-40 anni tra le 10 e le 20 sigarette al giorno. Il dato del consumo di 20 sigarette al giorno è confermato del '77; il soggetto peraltro beve circa un litro e mezzo di vino al giorno. Nel '77 la lastra del torace è risultata nella norma. Nel novembre '77 il libretto sanitario aziendale riporta che ha ridotto il fumo ed il vino. Nel '78 compaiono dei sintomi, cioè il soggetto lamenta dispnea. Nell'ottobre '78 il libretto sanitario aziendale indica il consumo di 20 sigarette, di 1 caffè corretto e di un litro e mezzo di vino al giorno. La spirometria mostra una capacità vitale ridotta del 17 per cento, quindi sostanzialmente nei limiti della variabilità biologica; una VEMS ridotta del 21 per cento, quindi una riduzione di tipo ostruttivo. Il dato sembra migliorato nel '79, quando la VEMS è ridotta del 18 per cento, quindi nei limiti della variabilità. nei limiti della normale variabilità, con una capacità vitale ridotta del 14. La Lastra del torace risulta ancora nella norma. Nell'80, dal libretto sanitario aziendale, ricaviamo che fuma 20 sigarette al giorno; il medico competente segnala frequente tosse con espettorato; segnala alitosi da forte odore di fumo di tabacco. Nel giugno '81 il libretto sanitario aziendale segnala che l'anamnesi e le abitudini sono invariate. La spirometria conferma un quadro di tipo ostruttivo. VEMS ridotta del 29 per cento. L'11 febbraio '83 ancora 20 sigarette al giorno, 1 litro di vino, 2-3 caffè. Segnalazione da parte del medico competente di tosse umida e frequente. Il 4 settembre '90 vi è un ricovero per la comparsa di una emiparesi a sinistra; in quest'occasione, una tomografia assiale computerizzata, eseguita il 10 settembre, evidenzia la presenza di una massa cerebrale, che viene indicata come verosimile metastasi di neoplasia polmonare. In anamnesi il soggetto riferisce di fumare 20 sigarette al giorno da circa 40 anni. Il 28 settembre '90 viene reso disponibile l'esito dell'esame istologico di un prelievo bioptico che è il seguente: nei piccoli frammenti bioptici in esame si evidenzia infiltrazione carcinomatosa solida con moderata differenziazione in senso epidermoidale. Diagnosi: carcinoma epidermoidale medio differenziato invasivo. Due mesi dopo, il 28 novembre, il paziente decede e la diagnosi è: carcinoma epidermoide polmonare escavato; metastasi cerebrali; sepsi; collasso cardiocircolatorio.

COLOMBO - Il signor Martin decede all'età di 62 anni per un carcinoma broncogeno, diagnosticato a seguito di metastasi cerebrali. Anche in questo paziente quello che colpisce è la cronologia degli eventi della malattia respiratoria che noi tendiamo ad associare con il forte consumo di tabacco. In aula è discusso come portatore anche di bronchite cronica. In realtà la bronchite cronica è diagnosticata a partire dal '75, sia su base clinica dei sintomi che su base radiologica e spirometrica. Già nel '78 il paziente è dispnoico, cioè ha difficoltà al respiro, consolidando la diagnosi di bronchite; due anni dopo continua a essere sintomatico, quindi con tosse ed espettorato produttivo; quindi la diagnosi a noi pare in questo caso molto solida. E di nuovo la metteremmo in rapporto con l'uso di tabacco. Il nostro paziente ha avuto un'esposizione a valori liminari di vinilcloruro monomero che, l'abbiamo già ricordato in più occasioni , non è associato né alla broncopneumopatia cronica e né al rischio di carcinoma broncogeno.

OSCULATI - Dunque, concordemente al giudizio espresso dai CT del PM, noi dobbiamo ritenere che il signor Martin sia stato effetto da bronchite cronica e abbia sviluppato in un secondo tempo un carcinoma polmonare, in seguito il quale pervenne il decesso. Ovviamente noi riteniamo che queste patologie, l'abbiamo ripetuto numerose volte, non possono riconoscere nel CVM o nel PVC una possibile causa; per cui dobbiamo ritenere che senz'altro nel fumo di sigaretta risieda una causa possibile e che comunque la causa dell'insorgenza sia di tipo extraprofessionale.

 

VIENE BREVEMENTE SOSPESA L’UDIENZA

 

ALBERTINI DIEGO

 

COLOSIO - Abbiamo ora una serie di casi che sono stati indicati come affetti da broncopatia. Iniziamo il primo di questi casi, che è il signor Albertin Diego, nato il 29 agosto '46. I dati stanno nel faldone 424. Il caso è stato trattato nell'udienza del 12 giugno dai CT del PM, che hanno espresso questo parere: ha una broncopatia cronica; questa malattia è stata segnalata non tanto perché è in rapporto diretto con il CVM, ma in quanto perché era esposto a solventi ed irritanti respiratori, tipo la polvere di PVC. Dottor Bai, pagina 86 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa: è iniziata il 5 gennaio '71; si è svolta sino all'80 al reparto essiccamento CV14-16; per tale attività vi sarebbe stata, in base alle matrici di esposizione della dottoressa Pirastu, esposizione nel '71-'73 a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM; nel '74-'76 di 5-50 PPM; dal '77 esposizione a concentrazioni inferiori a 5 PPM; dall'1 dicembre '80 sino all'83 è stato fuochista controllo turbine SA1, quindi non esposto; successivamente, dall'83 sino al '94, turbinista SA1, ancora non esposto; non esposto anche sino al '94 ed in seguito, non sappiamo poi quando abbia terminato l'attività lavorativa al Petrolchimico, quando ha svolto attività lavorativa al Frene. Diciamo quindi, in sintesi, che nel biennio '71-'73 vi è stata esposizione a concentrazioni che si collocano ai livelli inferiori di quelle capaci di dare manifestazioni tossiche. La mansione di essiccamento poteva comportare, almeno in teoria, l'esposizione a polveri di PVC. Per quanto concerne l'anamnesi patologica, abbiamo la partecipazione del signor Albertin all'indagine Fulc, che ha segnalato bronchite cronica semplice al questionario CECA. La lastra del torace è risultata nella norma. La spirometria ha concluso con riduzione significativa dei volumi polmonari. Tale diagnosi era basata su una riduzione del 23 per cento della capacità vitale e del 22 per cento della VEMS. Quadro quindi ai limiti della variabilità biologica di tipo restrittivo. Nella sintesi anamnestica, il soggetto risulta fumatore da 10-20 anni di 10-20 sigarette al giorno. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono state di bronchite cronica.

COLOMBO - Il signor Albertin nel '75 aveva 29 anni ed era già fumatore da almeno 10 anni di una consistente quantità di sigarette. Il questionario Fulc, che abbiamo già avuto modo di commentare come ipersensibile in termine diagnostico, segnalava bronchite cronica; ma la radiografia era negativa. Mancano 24 anni di follow up e la dovuta conoscenza dell'eventuale storia di fumo. Il nostro paziente è stato, secondo i nostri calcoli, esposto per soli tre anni a livelli liminari di vinilcloruro monomero prima del questionario Fulc.

OSCULATI - La sola evidenza del questionario Fulc non è affatto sufficiente a documentare una broncopatia cronica in un paziente con una esposizione a livelli liminari; allo stato attuale dei fatti, non risulta dimostrata alcuna patologia professionale.

 

BELLAN DOMENICO

 

COLOSIO - Passiamo al caso del signor Bellan Domenico, nato il 15 aprile '46 e non è stato trattato dai CT del PM. Per quanto concerne la storia lavorativa: è stato assunto l'1 aprile '71; dal '71 al '73 è stato addetto al carico/scarico blenders, al reparto CV5-15, con livelli di esposizione compresi tra 5 e 50 PPM; dal '73 al '74 si è occupato della preparazione cariche con livelli di esposizione analoghi a quelli del periodo precedente; dal 15 giugno '74 all'80 è stato operatore brenders al CV5-15; i livelli di esposizione in queste periodo sono stati ancora tra 5 e 50 PPM nel '74-'75; e successivamente, dal '76 all'80, inferiori a 5 PPM; dopo l'80 ha svolto altre 5 mansioni in diversi reparti, quale addetto diserbo e pulizia strade, cassa integrazione, revisione celle CS23, isola est manutenzione, ed infine riposteria manutenzione sino crediamo a tutt'oggi, senza essere più esposto a CVM. Diciamo quindi che in sintesi questo soggetto non è mai stato esposto a concentrazioni di CVM sufficienti a determinare manifestazioni tossiche; potrebbe essere stato esposto a piccole concentrazioni di polveri di polimero. L'anamnesi patologica comincia con i dati raccolti nell'ambito dell'indagine Fulc nel '75. Il soggetto si dichiara non fumatore; bevitore di 1 litro di vino al giorno e sporadicamente altri alcolici.. La radiografia del torace evidenzia accentuazione della trama broncovasale. L'esame spirometrico risulta normale ed il questionario CECA risulta negativo. Nell'aprile '75 vi è anche il dato inerente una visita medica in azienda. Sono citati esami strumentali di laboratorio che sono nella norma. Vi è citato un esame radiografico del torace, che risulta nella norma. L'anno dopo, nel '76, vi è un'altra visita medica; il soggetto non riferisce disturbo; gli esami strumentali di laboratorio sono nella norma. E lo stesso, 6 mesi dopo, nel mese di ottobre dello stesso anno. Il 2 maggio '77 ancora visitato in azienda, alla raccolta nell'anamnesi non segnala alcun disturbo. Esami strumentali di laboratorio sono nella norma. La lastra del torace risulta nella norma, come anche le prove di funzionalità respiratoria.

COLOMBO - Il signor Bellan ha un unico reperto medico, giudicato patologico, ed è la radiografia del torace dell'indagine Fulc che evidenzia una accentuazione della trama broncovasale. Tutte le successive indagini radiologiche, fino al '77, ultima disponibile, sono negative; ai tempi dell'indagine Fulc l'autocertificazione per malattia respiratoria era negativa e l'esame spirometrico era negativo. Questo paziente non ha una storia di fumo di tabacco, quindi la sua storia respiratoria, perlomeno fino al '77, è da considerarsi negativa. Non allega altri disturbi. Ricordiamo che ha una storia di consumo abbondante di bevande alcoliche, autocertificato.

OSCULATI - Quindi nessuna patologia di nessuna origine è dimostrata dalle carte che abbiamo potuto esaminare. Si conclude qui il commento.

 

BERALDO FRANCO

 

COLOSIO - Il signor Beraldo Franco è nato il 28 febbraio '27. I dati sono nel faldone 200. Il caso è stato trattato in aula all'udienza del 12 giugno ed il parere dei CT del PM è stato di bronchite cronica; pesa più la mansione di saldatore. Pagina 97 del verbale. La storia lavorativa inizia il 21 febbraio '57; si svolge per un anno, sino al '58, nel reparto CV5 ove il soggetto svolge la mansione di addetto alle calandre, con livelli di esposizione stimati in base alla matrice di Pirastu e collaboratori, tra 5 e 50 PPM. Successivamente, nel febbraio del '58 e per un ventennio, sino all'ottobre '78, svolge la mansione di saldatore nel reparto manutenzione. E, per tale attività, non è esposto a CVM, se si esclude la possibilità di attività prestata in reparti nei quali il CVM veniva trattato. In sintesi, quindi, individuiamo un periodo di 11 mesi, remoto nel tempo '57-'58, nel quale vi è stata esposizione a concentrazioni di CVM inferiori a quelle capaci di dare le classiche manifestazioni tossiche da monomero. In questo breve periodo vi potrebbe essere stata, almeno in teoria, esposizione anche a polveri di PVC. Successivamente non vi è più stata esposizione. Esaminiamo la storia patologica di questo soggetto: nel '69 esegue in azienda una latra del torace che risulta normale; mentre nel '71, 2 anni, dopo la lastra del torace mostra una trama evidente alle due parailari. Probabilmente il dato era analogo a questo, almeno il dato visivo, il dato della lastra, perché viene segnalato che è invariato rispetto al precedente. Il 20 giugno '71 viene ricoverato per altra causa. All'anamnesi riferisce genericamente di essere fumatore e bevitore. L'obiettività polmonare risulta nella norma, alla visita effettuata in occasione di questo ricovero. Nel '73 un'altra lastra del torace ancora invariata rispetto ai precedenti referti. Nel '75 partecipazione dell'indagine Fulc, la quale conclude segnalando una riduzione significativa dei volumi polmonari; questo parere è basato su una prova di funzionalità respiratoria che mostra una riduzione di tipo restrittivo, meno 34 per cento della capacità vitale e meno 26 per cento della VEMS; alla lastra del torace compare ancora questa accentuazione della trama broncovasale; il questionario CECA è negativo; all'anamnesi questo soggetto riferisce di avere fumato 10 sigarette al giorno sino ad alcuni anni prima. Riferisce anche di avere lavorato in passato come saldatore in industria metallurgica ed in cantieri navali. Il 16 aprile ed il 5 ottobre '76 esegue delle visite in azienda, che segnalano respiro aspro, espirazione prolungata e concludono per note di enfisema e bronchite, in paziente indicato esposto a irritanti respiratori. Nel '76 abbiamo il dettaglio di questa lastra, effettuata in occasione di questa visita, che mostra basi tendenzialmente ipomobili, aumento della trasparenza polmonare, rinforzo del disegno alle parailari, ili addensati. Viene consigliata una spirometria ed un controllo a distanza nel tempo. Non abbiamo trovato l'esito di questa spirometria. Abbiamo trovato, nel dicembre, il controllo a distanza, molto breve in questo caso di questo dato; la lastra conclude per: non variazioni rispetto al precedente controllo. L'anno dopo, nel mese di aprile '77, un'altra lastra del torace segnala: aumento della trasparenza polmonare e normale distribuzione del disegno broncovasale. Vi sono poi delle prove di funzionalità respiratoria che mostrano una riduzione del 20 per cento della capacità vitale, nell'aprile '77, con riduzione del 40 per cento del VEMS, quindi una broncopatia di tipo ostruttivo; vi è una lastra nello stesso anno, effettuata nell'ambito di ricovero ospedaliero, che risulta normale; vi è, nell'ottobre '77, la richiesta da parte del lavoratore dell'indennizzo di malattia professionale all'Inail, broncopatia. La risposta dell'Inail giunge il 27 giugno '79 ed è negativa. Riprendendo la storia di questo soggetto, sempre nell'ottobre '77 vi è una visita medica in azienda, nella quale segnala di bere da 100 a 200 grammi di alcool al giorno e di non fumare da più di un anno; le prove di funzionalità respiratoria sono simili a quelle già segnalate qualche mese prima, con una capacità vitale ridotta circa del 25 per cento ed una VEMS ridotta circa del 40 per cento. Ad ottobre la lastra del torace invariata rispetto alle precedenti. Due anni dopo ricovero il 31 ottobre '79 per una sospetta mielopatia interessante le radici di D10. Alla raccolta nell'anamnesi segnala che non fuma da 4 anni; che prima fumava 15-20 sigarette al giorno. Nel corso di questo ricovero del '79 non si parla mai di broncopatia. Il 4 gennaio '81 viene ricoverato per altra causa. La lastra del torace risulta normale. Risulta normale anche nell'ottobre '81, in occasione di altro ricovero per altra causa. Il 22 aprile '82 viene ricoverato per una patologia otorinolaringoiatrica ed ancora la lastra del torace risulta nella norma. Nel marzo '91 subisce un ulteriore ricovero per un evento grave, un ictus cerebrale con emiplegia sinistra, con ipertensione arteriosa di II° grado, diabete mellito di tipo II°. In occasione di questo ricovero esegue un esame radiografico del torace, che dà esito negativo per lesioni pleuroparenchimali in atto.

COLOMBO - Il signor Beraldo è discusso come portatore di bronchite cronica; nella revisione della documentazione sanitaria affiorano ipertensione arteriosa e diabete. Tra i fattori di rischio denunciati: il consumo di sigarette, fino a 20 al giorno, ed un potus eccessivo. Di contro, non risulta essere stata esposto, secondo i nostri calcoli, a livelli significativi di vinilcloruro monomero. La bronchite cronica è sostanzialmente diagnostica dal '74 al '75, per una radiografia interpretata come significativa, e durante il questionario Fulc, durante l'indagine Fulc, per la presenza di un dato spirometrico al limite. Non vi è invece una storia clinica di tosse produttiva. Questionario CECA negativo. Nel '76-'77 si diagnostica enfisema, quindi un salto di qualità, vi sarebbe una broncopneumopatia cronico-ostruttiva in atto. La spirometria è consistente con questa diagnosi. Invece, a partire dall'81, tre radiografie del torace, compresa l'ultima, effettuata nel '91, durante il ricovero, escluderebbero una patologia respiratoria di rilievo. Quindi la storia respiratoria di questo paziente è probabilmente quella della bronchite cronica; però dal '76 al '77 vi è una diagnosi di enfisema, che poi non viene sostanzialmente confermata. Nella storia è significativo il consumo di fumo di tabacco.

OSCULATI - Siamo dunque di fronte ad una probabile broncopatia cronica ostruttiva, chiaramente collegata all'abitudine al fumo di sigaretta a quantità rilevanti per un lungo periodo. E` patologia che non è riconducibile a CVM o PVC. A CVM tra l'altro fu esposto a concentrazioni assolutamente irrilevanti sotto il profilo tossicologico.

 

CASONATO ANTONIO

 

COLOSIO - Il signor Casonato Antonio è nato il 19 settembre '23. I dati sono contenuti nel faldone 434. Il caso è stato trattato in aula all'udienza del 12 giugno ed il parere dei CT del PM è stato il seguente: broncopatia cronica, mentre la piastrinopenia non trova ulteriori conferme analitiche e non è stata presa in considerazione. Pagina 107 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa: è stato assunto il 6 febbraio '61; ha lavorato fino al 31 dicembre '64 come operatore all'essiccamento/insaccatore CV3. Per tale attività, attribuendogli i livelli di esposizione di un addetto all'essiccamento e non quelli di un insaccatore, che sono più bassi, sarebbe stato esposto a concentrazioni superiori a 500 PPM. Concentrazioni superiori a 500 PPM anche per un mese nel '65, trascorso nel reparto CV14, addetto alle autoclavi. E poi, successivamente, tra 200 e 500 PPM tra il '65 ed il '71, quando nel reparto CV3 è tornato alla mansione di operatore all'essiccamento, accompagnato da quella di autoclavista. Successivamente l'1 dicembre '71 e sino al '73 è stato addetto alle pulizie del reparto CV24; concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM. Dal '73 all'81 è stato addetto alle pulizie degli impianti del reparto CV24, con concentrazioni comprese tra 5-50 PPM nel '73-'76; inferiore a 5 PPM nel '77-'81. Infine ha trascorso un periodo in cassa integrazione, tra l'81 e l'82, e non è più stato esposto a CVM. E` cessato nell'ottobre '82. Diciamo quindi che, in sintesi, è presente un periodo caratterizzato da livelli di esposizione elevati; periodo che si colloca tra il '61 ed il '65; ed ancora elevati, ma di entità più bassa, sino al '71. In questo periodo quindi i livelli di esposizione sono sufficienti a determinare le manifestazioni tossiche del CVM. Dal '71 al '73 livelli ai limiti inferiori di quelli tossicologicamente rilevanti. Infine più bassi. Possibile esposizione a polveri nel periodo '61-'64, essiccamento ed insacco, e nel periodo '65-'71, essiccamento. I dati dell'anamnesi patologica iniziano nel '60, una visita eseguita all'interno dello stabilimento che segnala soltanto febbri malariche in periodo militare. Nel '60 non vi sono patologie ed il soggetto sta bene. Nel '75 vi è l'indagine Fulc, che segnala una riduzione delle piastrine, fino a 150.000. Nell'ambito di questa indagine il soggetto aveva riferito di essere fumatore da meno di 10 anni di meno di 10 sigarette al giorno e bevitore di 1 litro di vino ai pasti. Il questionario CECA aveva evidenziato una bronchite cronica semplice; la lastra del torace una accentuazione della trama broncovasale; la spirometria aveva mostrato una riduzione dei volumi polmonari di tipo restrittivo, cioè meno 26 per cento di capacità vitale con una riduzione del 9 per cento del VEMS. Conclusione: lieve piastrinopenia; RX torace, accentuazione della trama broncovasale; bronchite cronica semplice. Non abbiamo molti dati per valutare questo dato. Il 2 febbraio '77 vi è un ricovero per lombosciatalgia presso l'Ospedale Al Mare di Venezia Lido e né nella diagnosi di dimissione e né nella raccolta nell'anamnesi viene segnalata la presenza di una broncopneumopatia.

COLOMBO - Il signor Casonato, di 76 anni, è discusso in aula come portatore di broncopatia cronica. Nella realtà dei fatti mancano praticamente 22 anni di follow up, cioè quanto è successo a partire dal '77 in poi. Se mai esiste una forma di bronchite cronica, che dovrebbe essere emersa attraverso l'indagine Fulc, è probabile che vi sia nuovamente in gioco il ruolo patogenetico del fumo di sigaretta.

OSCULATI - Le evidenze documentali a nostra disposizione non dimostrano una patologia cronica polmonare concretamente dimostrata; per cui, a questo punto, il giudizio non può che essere questo, di insufficienza di documentazione per raggiungere una diagnosi.

 

CHINELLATO ANGELO

 

COLOSIO - Il signor Chinellato Angelo è nato il 15 gennaio '55. Non è stato trattato dai CT del PM, né abbiamo dati sulla storia lavorativa di questo soggetto, la cui valutazione, pertanto, è molto difficile. Abbiamo un atto di costituzione di parte civile del marzo '97, nel quale si afferma che il soggetto è stato esposto a CVM e PVC e soffre di patologia correlata a tale esposizione. E` disponibile la scheda riassuntiva dell'indagine Fulc; all'epoca dell'indagine, cioè nel '75, il soggetto risultava fumatore da meno di 10 anni di 10-20 sigarette al giorno e bevitore di mezzo litro di vino al giorno ed occasionalmente di superalcolici. Era stata effettuata una lastra del torace, che aveva evidenziato: accentuazione della trama broncovasale. Il questionario CECA era risultato positivo per bronchite cronica semplice. L'indagine spirometrica era risultata nella norma. L'indagine Fulc aveva concluso segnalando: RX torace, accentuazione della trama broncovasale. Non vi sono altri dati disponibili, per valutare questo caso.

COLOMBO - Il signor Chinellato, all'età di 20 anni, quando partecipò all'indagine Fulc, era giù fumatore di sigarette dichiarato ed aveva una radiografia del torace ritenuta patologico; ammetteva al questionario CECA sintomi di bronchite. Mancano 24 anni di follow up.

OSCULATI - Naturalmente il giudizio medico legale è impossibile.

 

COMPAGNO CARLO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Compagno Carlo, nato il 16 febbraio '19 ed è deceduto il 9 novembre '89. I dati sono nel faldone 6. Il caso è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno '98 ed il parere è stato il seguente: broncopatia cronica, diagnosi nell'84. Pagina 110 del verbale di udienza. La storia lavorativa inizia dopo una segnalazione precedente, e cioè che ha lavorato presso la Cooperativa Carovana Marghera, ma non credo che questo abbia mai comportato attività lavorativa all'interno del Petrolchimico. Viene assunto il 29 marzo '72 e fino al '79 lavora nel reparto CV5-15, ove svolge la mansione di addetto all'insacco del polimero. I livelli di esposizione sarebbero stati, in base alla matrice della dottoressa Pirastu, compresi tra 5 e 50 PPM nel triennio '72-'75 ed inferiori a 5 PPM dal '76 sino al termine dell'attività al Petrolchimico. Quindi, in conclusione, il signor Compagno non è mai stato esposto a concentrazioni di CVM sufficienti a determinare le manifestazioni tossiche causate da questo composto; potrebbe essere stato esposto a polveri di polimero, in quanto appunto addetto all'insacco. Per quanto concerne la storia patologica del signor Compagno, ha partecipato all'indagine Fulc nel '75; alla raccolta nell'anamnesi risultava essere ex fumatore da più di 5 anni, quindi ha smesso di fumare almeno nel '70; precedentemente fumava 10-20 sigarette al giorno; risultava bevitore di 1 litro di vino e fino a 3 superalcolici al giorno. Alla lastra del torace era stata evidenziata accentuazione della trama broncovasale; all'anamnesi patologica aveva segnalato una broncopneumopatia pregressa. Pregressa anche perché il questionario CECA era risultato negativo e le prove di funzionalità respiratoria erano risultate nella norma. L'indagine Fulc aveva concluso segnalando: accentuazione della trama broncovasale. Dopo l'indagine Fulc questo soggetto è stato ricoverato per altra causa, nel settembre '75. Una lastra del torace, effettuata in occasione di questo ricovero, era risultata nella norma. Nove anni dopo, nell'84, è stato ricoverato all'Ospedale di Dolo per una grave insufficienza cardiorespiratoria in un soggetto con broncopatia cronica ostruttiva. E` stata segnalata anche miocardiosclerosi con turbe variabili del ritmo cardiaco; sospetta embolia polmonare; broncopolmonite acuta destra; varici alle arti inferiori. Alla raccolta nell'anamnesi un dato diverso da quello dell'indagine Fulc, cioè non fuma da 20 anni e questo è consistente con quello precedente; prima fumava 40 sigarette al giorno. E questo non è consistente, perché il numero è molto più elevato di quello riferito all'indagine Fulc. Il 4 aprile '85, all'Ospedale di Dolo, viene ricoverato per un edema polmonare acuto e viene segnalata, in occasione di questi accertamenti, una broncopneumopatia cronica di tipo ostruttivo. Il 16 luglio '86 viene ricoverato in ospedale per una broncopolmonite sinistra in soggetto con cardiopatia sclerotica ed aritmia extrasistolica. Vi è poi un ricovero, sempre nell'86, per insufficienza respiratoria soggetto con broncopatia cronica e cardiopatia sclerotica; due mesi dopo, nel novembre '86, un ricovero all'Ospedale di Dolo, per edema polmonare acuto in soggetto con cardiopatia sclerotica; broncopatia cronica. Viene segnalata anche una artereopatia obliterante agli arti inferiori, prevalentemente a sinistra. Nel dicembre dello stesso anno l'Ospedale di Dolo segnala cardiopatia coronarica con angina instabile in angiopatico e coronaropatico cronico; il 24 luglio era stata segnalata dall'Ospedale di Dolo un'altra patologia, consistente in fibrosi interstiziale. Sempre inerente a questo periodo, precedente al ricovero per cardiopatia, vi è una lastra del torace, che non evidenziava invece lesioni pleuroparenchimali. E quindi non parlava di fibrosi. Il 7 ottobre '86 ricovero per una patologia cutanea, un carcinoma basocellulare del dorso del naso. In quest'occasione invece non si fa cenno, quindi non può essere valutata la patologia respiratoria. Il 13 agosto '89 un ricovero all'Ospedale di Mirano per angina instabile ed edema polmonare acuto. Il mese dopo, sempre nell'89, ricovero all'Ospedale di Dolo per una gastrite acuta. Alla dimissione viene ipotizzata una natura iatrogena di questa gastrite, ma non è indicata quale sia la possibile causa. Vi è inoltre ulcera duodenale ed è confermata la cardiopatia ischemica. Anche in questo caso non è stata trattata la broncopneumopatia. Nell'ottobre '89, un mese dopo, vi è un altro ricovero per crisi dispnoica in coronaropatica. Nel novembre dello stesso anno, cioè un mese dopo questo ricovero, vi è il decesso in ospedale per cardiopatia ischemica, edema polmonare acuto, collasso cardiocircolatorio.

COLOMBO - Il signor Compagno è discusso in aula come portatore di broncopatia cronica; però, come abbiamo sentito dalla storia, l'evento clinico rilevante in questo paziente è stata la vasculopatia sistemica con la cardiopatia ischemica, che l'ha portato ad alcuni episodi di edema polmonare e poi al decesso. La causa verosimile di questa malattia cardiocircolatoria cronica è l'eccessivo consumo di alcool e di fumo di sigaretta. In questo contesto è ragionevole quindi pensare che la broncopatia cronica sia collegata all'eccessivo fumo di sigaretta, che oscilla, secondo le stime, tra le 20 e le 40 sigarette al giorno; broncopneumopatia che ha un suo crescendo cronologico da semplice bronchite, probabilmente nel '75, poiché vi era una radiografia patologica, ad avere propri i sintomi e radiografie consistenti con la broncopneumopatia cronico-ostruttiva. Il nostro paziente non risulta essere stato esposto a livelli significativi di vinilcloruro.

OSCULATI - Si tratta dunque di una patologia confermata incostantemente dagli accertamenti clinici; è comunque una patologia polmonare cronica, che abbiamo visto che non può essere in alcun modo ricondotta all'esposizione a CVM e PVC. Esposizione a CVM che si è protratta per alcuni anni, a livelli però decisamente inferiori a quelli in grado di assumere significato di tipo tossicologico. Per cui si tratta di patologia, quella polmonare e quella meglio ancora accertata di tipo cardiaco, su base ateriosclerotica, di origine extraprofessionale.

 

DEL BELLO RINO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Del Bello Rino, nato il 10 novembre '23 e deceduto il 13 gennaio '94. I dati inerenti questo caso sono nel fascicolo 9. Il caso del signor Del Bello è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno '98 ed il parere conclusivo è stato: broncopatia '75. Verbale d'udienza pagina 115. Per quanto concerne la storia lavorativa, è iniziata il 15 febbraio '54 quando è stato assunto ed assegnato al reparto CV3-6, ov'è stato addetto alle pulizie sino al '59. Tale attività ha comportato esposizione, in base ai dati della matrice della dottoressa Pirastu e collaboratori, a concentrazioni di CVM superiori a 500 PPM. Successivamente è stato nel '60 addetto alle pulizie dell'infermeria; dal '60 al '62 addetto alla gestione comune uffici, servizi generali; dal '62 al '72 ai servizi generali, con altra mansione; dal '72 all'81 addetto alla pulizia, servizi generali. In tutto questo periodo, che va quindi dal '60 sino al 31 marzo '81, quando ha cessato l'attività, non è più stato esposto a CVM. Individuiamo pertanto, nella storia lavorativa del signor Del Bello, un periodo di 5 anni, '54-'59, caratterizzato da livelli di esposizione elevati, in grado potenzialmente di causare le manifestazioni tossiche da CVM. In questo periodo vi potrebbe essere stata anche esposizione a polveri, perché mi pare che nel CV3 venisse svolta anche attività di insacco. Esaminiamo la storia patologica. Il signor Del Bello ha partecipato nel '75 all'indagine Fulc; in occasione dell'indagine è risultato essere fumatore da 20-30 anni di 10-20 sigarette al giorno; bevitore di un litro di vino ai pasti. Al questionario CECA non sono state evidenziate patologie. La lastra del torace ha evidenziato una accentuazione della trama broncovasale. La spirometria ha mostrato una riduzione del 23 per cento della capacità vitale e del 30 per cento del VEMS. Le conclusioni sono state: quadro spirometrico di bronco-ostrizione. Nel '76, un anno dopo l'indagine Fulc, è stato ricoverato per altra causa, tachicardia ed ulcera duodenale; in occasione di questo ricovero non vi è menzione di patologie a carico dell'apparato respiratorio. Il 26 settembre '77 è ricoverato ancora per un episodio di aritmia cardiaca. Ha effettuato un esame RX grafico del torace che è risultato normale. Circa un anno dopo, nel luglio '78, è stato ricoverato per altra causa e, nel corso di questo ricovero, non è stata evidenziata una patologia a carico dell'apparato respiratorio. Quattro anni dopo, nel luglio '82, è stato ricoverato per una crisi ipertensiva; è risultato fumatore di 20 sigarette al giorno ma non portatore di patologie dell'apparato respiratorio. Nel successivo periodo abbiamo un dato che risale all'86, quindi 4 anni dopo il precedente, nel quale vi è il ricovero presso l'Ospedale Basso Piave, ancora per un problema di fibrillazione atriale, quindi di ritmia cardiaca, cardioangiosclerosi ipertensiva in compenso. Segnalazione all'anamnesi di insufficienza cardiaca ma non segnalazione di patologia a carico dell'apparato respiratorio. Lo stesso in un ricovero effettuato nel dicembre '87, poco più di un anno dopo, sempre per un episodio di aritmia, in paziente che ha manifestato intolleranza alla chimidina, che è un farmaco antiaritmico. Il 19 gennaio '88 un altro ricovero per fibrillazione atriale. Anche in questo caso non si fa cenno alla presenza di una broncopatia. Lo stesso il mese dopo, quando il paziente manifesta una recidiva di questa fibrillazione atriale, che aveva già manifestato a più riprese in passato. Il 29 ottobre '93 vi è un ricovero all'Ospedale di San Donà di Piave, edema polmonare acuto, cardiopatia dilatativa, fibrillazione atriale cronica. Non si accenna a broncopatia. Lo stesso l'anno dopo, il 13 gennaio '94, quando viene ricoverato per un episodio di edema polmonare acuto da scompenso cardiaco, in paziente che a questo punto viene definito grave cardiopatico.

COLOMBO - Il signor Del Bello viene discusso in aula come affetto da broncopatia. Però abbiamo appena sentito la storia clinica che è quella di una grave cardiopatia da ipertensione arteriosa e conseguenti complicanze vascolari. E` probabile che tutta la malattia cardiovascolare sia stata generata dall'ipertensione arteriosa ma aggravata dallo stile di vita, quindi dal potus che è eccessivo e dal fumo di sigaretta che è elevato. Per quanto riguarda la diagnosi discussa dal CT del PM, è iniziata verosimilmente come una bronchite però senza sintomi, perché nel '75 vi era solo spirometria ed RX toracica positiva, ma il questionario CECA sui sintomi della tosse era negativo; e poi, probabilmente, si è incrementata con sintomi ed alterazioni, però a quel punto la broncopneumopatia cronico-ostruttiva si imbricava anche come sintomi e come malattia la grave cardiopatia per la quale è deceduto nel '94. Quindi, se questa bronchite cronica è esistita ed è poi evoluta in forma cronico-ostruttiva. Ancora una volta noi la vogliamo mettere in rapporto con il fumo di sigaretta; il nostro paziente è stato esposto nel '54 e '59 a vinilcloruro monomero; la Letteratura internazionale ha riconosciuto che non è esposizione in grado di provocare i danni che abbiamo appena descritto.

OSCULATI - Dunque è una broncopatia che è dimostrata unicamente nel '75, nel corso dell'indagine Fulc, e che non viene mai più confermata nei 20 anni successivi, ricchi di ricoveri ospedalieri per altra causa: per una cardiopatia, che si fa via via più ingravescente. La documentazione quindi in realtà non ci dimostra la progressione di una malattia ipotizzata nel '75; e che comunque, anche se fosse poi proseguita, come anche la patologia cardiaca, non possono riconoscere nel CVM o PVC un fattore eziologico. Si tratta di un cardiopatico con una incerta compromissione polmonare di origine extraprofessionale.

 

FERRARESSO GIORGIO

 

COLOSIO - Il signor Ferraresso Giorgio è nato il 30 novembre '38. Non è stato trattato dai CT del PM. Vi è un atto di costituzione di parte civile che contiene un po' di documentazione medica. Per quanto concerne la storia lavorativa, sappiamo soltanto che è stato assunto nel '72; non sono disponibili altre informazioni per cui non c'è possibile commentare circa la storia espositiva di questo soggetto. Di lui sappiamo che ha partecipato all'indagine Fulc nel '75; che all'occasione risultava essere non fumatore; risultava bere un litro di vino ed un bicchiere di superalcolici al giorno; aveva presentato una storia di ricovero per epatite virale nel '68. L'obiettività toracica addominale, al momento dell'indagine Fulc, era nella norma, così come GOT, GPT, gamma GT. Il questionario CECA era risultato negativo. Alla lastra del torace era stata evidenziata una accentuazione della trama broncovasale. L'esame spirometrico era risultato normale. Le conclusioni dell'indagine Fulc erano state le seguenti: RX torace, accentuazione della trama broncovasale. Nello stesso anno dell'indagine Fulc, cioè nel '75, vi è stato un ricovero per una contusione cranica. All'anamnesi patologica vi è conferma dell'episodio passato di epatite virale, che in questo caso è riferito al '67, ma la sostanza non cambia; è segnalata anche ipertensione arteriosa. Le transaminasi risultano modicamente mosse rispetto ai valori di riferimento utilizzati dall'ospedale: GOT 26 e GPT 23, contro valori di riferimento che all'epoca erano 12 per entrambi gli indicatori. Il 18 maggio '94 viene ricoverato per una frattura delle ossa nasali; alla raccolta dall'anamnesi risulta non fumatore ma bevitore; non è precisata la quantità di alcolici assunta; all'anamnesi patologica viene segnalata ma non specificata una terapia per epatite, oltre che ipertensione arteriosa e diabete. Nel '94 la GOT è 47, la GPT 37, la gamma GT è 173 con volume corpuscolare medio nella norma. La ricerca del virus dell'epatite di tipo B risulta negativa; negativa anche la ricerca di anticorpi anti HCV. Le piastrine risultano 110.000; la glicemia è elevata, mostra un valore di 195; la lastra del torace mostra un lieve aumento della trasparenza polmonare di fondo, un reperto pleuroparenchimale negativo per lesioni in atto, nodulini calcarei al III° superiore del campo polmonare di sinistra.

COLOMBO - Il signor Ferraresso, di 61 anni, ha alcune alterazioni biochimiche consistenti con una malattia di fegato. Nel senso che nel '94 gli enzimi erano modicamente elevati e le piastrine erano discretamente diminuite, come a suggerire una malattia cronica di fegato, però piuttosto avanzata. Possiamo solo dire che i virus dell'epatite erano assenti e che vi era una storia perlomeno raccolta nel '75 dall'indagine Fulc di consistente consumo alcolico: un litro più altri alcolici. Però dal '75 in poi non vi è adeguamento dell'anamnesi e soprattutto mancano i test d'immagine che potrebbero corroborare questo nostro sospetto clinico di malattia cronica di fegato. Questa malattia si è probabilmente costruita negli anni, perché nel '75 non vi era epatomegalia. Invece i dati suggestivi di una malattia respiratoria sono forse più attenuati i temi, perché nel '75 il paziente non era sintomatico ma aveva una RX toracico di modesto ingombro ilare; nel '94 vi è una diagnosi radiologica di lieve enfisema, senza però dati che riguardino i sintomi. Segnaliamo che questo paziente ha diabete ed è iperteso.

OSCULATI - Dunque, c'è un rilievo di una patologia di fegato che si connota - non abbiamo molti dati a disposizione - per un movimento enzimatico e per una epatomegalia. Non siamo in grado di precisare l'evoluzione. L'unico commento possibile è che questo tipo di quadro non si sovrappone a quello di una possibile patologia da CVM, che abbiamo visto numerose volte essere di differente origine ed evoluzione. Per cui dobbiamo ritenere che sia più coerente attribuire questa alterazione al consumo abbondante di alcolici. Non ci sono dati sufficienti a livello polmonare per esprimere un giudizio concreto. In realtà non sembra che sia diagnosticata una patologia di qualche rilevanza clinica medico legale. Comunque non c'è evidenza di patologia professionale in questa documentazione.

 

FORNASIERO ENRICO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Fornasiero Enrico, nato il 27 giugno '25 e deceduto il 23 aprile '91. I dati sono nel faldone 268. Il caso è stato valutato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno ed il parere è stato: pneumopatia cronica da inalazione di cloro. Pagina 127 del verbale di udienza. L'inalazione di cloro era stata fatta risalire al '71. Esaminiamo la storia lavorativa: assunto il 24 luglio '58; un breve periodo addetto carico/scarico al SG15, senza esposizione a CVM; 4 anni, dal '58 al '62, come addetto all'insacco nel reparto CV14, con livelli di esposizione superiori a 500 PPM, per quanto concerne il monomero, e possibili esposizioni a polveri di polimero, in quanto insaccatore di questo prodotto; nel '62 un periodo in addestramento ai servizi generali, senza esposizione a CVM; assenza di esposizione in tutte le attività svolte in seguito, fino al 30 maggio '81, quando è cessato il rapporto di lavoro per prepensionamento. In particolare è stato addolcimento acque AS9; è stato quadrista/demineralizzazione e controllo acque SA1; è stato fattorino SA; è stato addetto pulizie; è stato in cassa integrazione. Questa correzione '75 con '79 è probabilmente giusta, però la Guardia di Finanza finiva con '75, per cui è una nostra interpretazione. Procediamo esaminando la storia lavorativa: vi è un episodio di inalazione di cloro nel '66 e prove spirometriche che evidenziano lieve riduzione dei volumi polmonari senza bronco-ostruzione. Vi è poi documentazione Montedison, che segnala inalazione acuta di cloro nel '71 e nel '72; vi è un ricovero nel '73, presso l'Istituto di Medicina del Lavoro di Padova, nel quale si parla di faringolaringite cronica e riduzione dei volumi polmonari da riferire a ripetute e pregresse inalazioni di sostanze irritate; ipertensione arteriosa con segni di ischemia coronarica. Nel '75 vi è la partecipazione di questo soggetto all'indagine Fulc, che conclude: alterazione della funzionalità epatica di grado medio, riduzione significativa dei volumi polmonari. In particolare segnalo che la capacità vitale era ridotta del 32 per cento ed il VEMS del 26 per cento. Vi era quindi quel quadro di tipo restrittivo già segnalato anche nel '66. Questo soggetto è risultato fumare da 10-20 anni 10-20 sigarette al giorno; il questionario CECA aveva indicato, in modo non consistente però con i dati spirometrici, una bronchite cronica ostruttiva; l'RX del torace aveva evidenziato una accentuazione della trama broncovasale. Abbiamo perso per un lungo periodo di tempo traccia di questo paziente. Vediamo che nel '91 viene ricoverato per un'emiparesi sinistra, con piaga da decubito ed ascesso polmonare con versamento., ma non viene fatto accenno, al di là dell'ascesso polmonare, alla patologia respiratoria segnalata in precedenza. Poi vediamo nel '91 un ricovero per un edema polmonare acuto irreversibile in cardiopatia sclerotica ipertensiva con pleuropolmonite già ascessualizzata a lenta risoluzione; esiti gravi di recente emiparesi, vasta piaga da decubito sacrale. Il paziente poi è deceduto nel corso di questo ricovero.

COLOMBO - Il signor Fornasiero è discusso in aula come portatore di pneumopatia cronica da inalazione di cloro. Viene omessa la malattia di fondo severa, che è questa ipertensione di grado elevato, che poi determina lo sviluppo di una severa cardiopatia, che è la causa finale del decesso. Per quanto concerne la valutazione di questa pneumopatia, noi dobbiamo rifarci all'indagine Fulc dove veniva ammessa l'esistenza di un sintomo, la tosse produttiva, una radiografia patologica, una spirometria al limite. Nel prosieguo degli anni non abbiamo a disposizione ulteriori valutazioni della funzione respiratoria e quindi, sul piano clinico, è incommentabile. C'è la storia dei fattori di rischio, a parte appunto l'esposizione a queste sostanze fortemente irritanti; una storia solida di consumo di sigarette, 20 al giorno, in passato 4 anni di esposizione a livelli importanti di vinilcloruro monomero, tra il '58 ed il '62.

OSCULATI - La sola evidenza di una qualche positività all'indagine Fulc non ci consente di asseverare la diagnosi di pneumopatia cronica. Ci rimane soltanto da ribadire che il CVM e PVC non provocano patologie polmonari di tipo cronico-ostruttivo, come di questo tipo.

 

LUCCHESE ANGELO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Lucchese Angelo, nato il 5 marzo '23. I dati sono contenuti nel faldone 292. Questo caso è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno ed il loro parere è stato il seguente: broncopneumopatia cronica '81; pagina 140 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa: è stato addetto, dopo l'assunzione, all'attività di operatore all'insacco nel reparto CV6, dal '59 al '64, con livelli di esposizione stimati, in base ai dati dell'indagine epidemiologica italiana, come superiore a 500 PPM. In questo periodo evidenziamo una possibile esposizione anche a polveri di polimero. Nel '65 ha svolto per un breve periodo attività di rigeneratore soda nel reparto AM5-1, senza esposizione a CVM; ha sempre lavorato senza esposizione a CVM o PVC dal '65 all'81, quando è stato addetto alla carbonatazione di soda. Nell'8 nel reparto M5-2; e quando nell'81 è stato per un periodo imprecisato in cassa integrazione. Ha cessato poi l'attività lavorativa il 31 marzo '81 per risoluzione consensuale. In sintesi, quindi, dal '59 al '64, un quinquennio remoto nella sua storia personale, nel quale è stato esposto a concentrazioni di CVM sufficienti a determinare le manifestazioni tossiche da monomero; ed è stato esposto anche a polveri di polimero. Dal '65 in poi non vi è più stata esposizione. Esaminiamo la storia patologica che comincia con l'indagine Fulc, e quindi possiamo vedere che viene condotta molto posteriormente al termine dell'esposizione di questo soggetto. L'indagine Fulc conclude con bronchite cronica. La diagnosi è basata sulla risposta al questionario CECA, che evidenzia bronchite cronica semplice; e su una spirometria, che indica riduzione significativa dei volumi polmonari. Vi è una capacità vitale ridotta del 39 per cento, con una riduzione del 28 per cento del VEMS, quindi una broncopatia di tipo restrittivo prevalentemente. Vi è un RX torace che evidenzia la accentuazione della trama broncovasale. Alla raccolta nell'anamnesi questo soggetto riferiva di essere fumatore di 30 sigarette al giorno da più di 40 anni; di bere un litro di vino al giorno; sporadicamente altri alcolici. Alla visita che viene effettuata nell'ambito dell'indagine Fulc è segnalata presenza di ronchi e sibili espiratori diffusi. Quindi non vi è attività polmonare evidenziabile alla visita, nel '75. Poi perdiamo traccia di questo paziente per un periodo abbastanza lungo. Ritroviamo qualcosa di interessante nell'81, quando viene ricoverato e poi dimesso con segnalazione di: moderate note di enfisema polmonare. All'anamnesi risulta essere fumatore di 30 sigarette al giorno. Lo studio della funzionalità respiratoria indica: riduzione dei volumi mobilizzabili ed aumento del volume residuo, in rapporto alla capacità polmonare totale. Quindi viene suggerita la presenza di un enfisema. Il reperto RX grafico del torace risulta però nella norma. Vi è una richiesta di indennizzo di malattia professionale; non sappiamo di quale tipo di malattia; viene comunque respinta dall'inail nell'82. Dieci anni dopo, il 18 aprile '92, vi è un ricovero ospedaliero per altra causa, un trauma cranico; alla visita effettuata in occasione di questo ricovero l'obiettività toracica risulta normale; all'esame RX grafico del torace risulta un ingrossamento degli ili, con rinforzo della trama sulle pari-ilari, in assenza di lesioni a focolaio in atto.

COLOMBO - La storia del signor Lucchese, di 76 anni, è piuttosto lineare ed è quella di una broncopneumopatia cronico-ostruttiva, che sembra accrescersi di intensità, perlomeno per quanto concerne i reperti radiografici, a partire da quando fu identificata nel '75. Il nostro paziente, nel '75, aveva cessato da 11 anni l'esposizione ad elevate dosi di vinilcloruro monomero; però ha sempre avuto una storia di consumo di sigarette consistente, che era nell'ordine di 30 al giorno.

OSCULATI - Dunque una patologia polmonare cronica, chiaramente legata al prolungato ed elevato uso di fumo di sigaretta; e, come abbiamo già ripetuto diverse volte, sicuramente non è possibile attribuire al CVM o PVC alcun ruolo nell'eziologia di questa patologia.

 

MARCHIORI GINO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Marchiori Gino, nato il 20 agosto '26. I dati sono nel faldone 299. Questo caso è stato valutato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno ed il parere è stato di bronchite cronica '75; pagina 143 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa di questo soggetto. E' iniziata il 26 luglio '56; si svolta dal '56 al '61, per un quinquennio, nei servizi generali, ove era guardiano degli spogliatoi non esposto a CVM o PVC. Non esposto anche dal '61 al '68, quando è stato piombatore/pesatore ai servizi generali. Né dal '68 al '71, quando è stato addetto al magazzino imballaggio lastre reparto MT2. Vi è invece esposizione a CVM nel periodo '71-'81, quindi per un decennio quando è stato addetto al magazzino trasporto del PVC nel MAGCPV; i livelli di esposizione da noi stimati, prendendo come riferimento i dati della dottoressa Pirastu, sono compresi tra 5 e 50 PPM dal '71 al '77; inferiori a 5 PPM dal '78 all'81. Dopo questo periodo è trascorso un breve periodo in cassa integrazione nell'81, per cessare poi il rapporto lavorativo con lo stabilimento il 30 agosto '81. Nella storia lavorativa di questo soggetto non individuiamo mai esposizione a livelli di monomero sufficienti a determinare l'insorgenza delle classiche manifestazioni tossiche da CVM. Possiamo ipotizzare, ma riteniamo prevalentemente in forma di semplice ipotesi, un'esposizione a polveri, in quanto era addetto al magazzino del polimero. L'anamnesi patologica del signor Marchiori Gino è molto semplice, non ci sono moltissimi dati disponibili. Abbiamo documentazione del servizio sanitario aziendale che rivela nel '68 esiti di TBC polmonare clinicamente guarita. Il soggetto è invalido di guerra di VII° categoria. Mostra anche la presenza di sensibile riduzione della capacità vitale e della ventilazione. Ad un RX del torace si evidenzia il blocco parziale del seno costofrenico destro; alla metà inferiore del campo dello stesso lato, notasi una marcata accentuazione del disegno con limiti sfumati. Seno costofrenico sinistro libero; calcificazioni sparse agli ili in sottoclaveare destra, all'apice destro. Il 10 dicembre '68 vi è una lastra del torace, servizio sanitario aziendale, che indica questo blocco del seno costofrenico destro; alla metà inferiore del campo polmonare dello stesso lato marcata accentuazione del disegno a limiti sfumati. Vi sono calcificazioni sparse agli ili in sottoclaveare destra, l'apice cuore di destra. Cuore ed aorta nei limiti; normale la distribuzione della trama a sinistra. Il confronto con un precedente referto del '58 non evidenzia significative differenze; quindi vi è un quadro stabile dal '58 al '68. Successivamente, nel '76, il signor Marchiori ha partecipato all'indagine Fulc che ha concluso segnalando epatopatia cronica, radiografia del torace, accentuazione della trama broncovasale, opportuno evitare le esposizioni a cloruro di vinile. Le conclusioni erano basate su questi dati che ora sintetizzo. La lastra del torace aveva evidenziato accentuazione della trama broncovasale; le prove di funzionalità respiratoria avevano dimostrato una riduzione della capacità vitale di circa il 30 per cento, con una concomitante riduzione del 20 per cento della VEMS; il questionario CECA era risultato negativo; alla raccolta dell'anamnesi questo soggetto era risultato fumatore di 10 sigarette al giorno da 10 anni; era risultato assumere ai pasti 2 litri di vino al giorno. Vi è un dato inerente la visita, effettuata nell'ambito dell'indagine Fulc, con torace che si presentava ipoespansibile, specie a destra; iperfonetico, con vasi ipomobile. Vi era anche un quadro sierologico epatico, che mostrava un incremento di fosfatasi alcalina e gamma GT, con presenza di modesta epatomegalia. Veniva segnalata questa broncopneumopatia pregressa e questo ricovero di dieci mesi, nel '46, per TBC sottoclaveare destra e pleurite destra. E` segnalato che il paziente aveva lavorato in passato come fonditore di ghisa per 3 anni, a contatto con polveri di silice, quindi una lavorazione a rischio per broncopatia cronica ed a rischio per silicosi; poi aveva lavorato alla Breda Controlli Meccanici; infine come chimico addetto cisterne a contatto con diossido di zolfo e triossido di zolfo per 5 anni. Anche queste due sostanze sono agenti irritanti per l'apparato respiratorio. Vi è poi il 12 luglio '77 una lastra del torace che conferma il blocco parziale del seno costofrenico destro. Segnala rigidità e profilo diaframmatico, sempre a destra; calcificazione alla base destra ed imparilari inferiore sinistra. Vi è aumento della trasparenza alla metà superiore dei due campi polmonari e calcificazioni sparse in artico sottoclaveare destra. Questo quadro viene definito come invariato, rispetto a quello osservato due anni prima. Segnaliamo il dato inerente il potus, tra i 100 ed i 200 grammi di alcool al giorno, nel '77; inferiore a 100 nell'80; il quadro sierologico epatico nella norma nel '90. Nel '79 vi è una lastra del torace, che mostra seni costofrenici liberi; calcificazione sparse e all'emitorace destro; ilo destro stirato verso l'alto.; nulla di pleuroparenchimale in atto; cuore nei limiti; aorta un po' allungata. Siamo alla fine dell'esame del materiale disponibile. Il 21 dicembre '82 vi è un ricovero per altra causa, in un reparto di ortopedia; un esame routinario RX grafico del torace mostra un fibrotorace destro, con estese calcificazioni pleuriche, basali, parietali, mediastiniche; stirata verso destra la trachea; emidiaframmi mobili; bloccato il seno costofrenico di destra. Tre anni dopo, nell'85, ricovero in ortopedia per altra causa: epicondilite; non viene segnalata all'anamnesi una broncopneumopatia; mentre la lastra del torace risulta invariata rispetto a quanto ho già descritto e riferito all'82. Il 31 ottobre '91 vi è un altro ricovero per altra causa, una sincope in una malattia atriale con patologia della conduzione cardiaca. Il paziente viene trattato con l'applicazione di uno stimolatore artificiale cardiaco. In quest'occasione non vi è segnalazione di broncopatia. Abbiamo infine nel '93 un ricovero ospedaliero per una neoformazione cutanea alla palpebra. In occasione di questo ricovero il paziente si limita a riferire di fumare 2 o 3 sigarette al giorno; riferisce all'età di 30 anni questa TBC polmonare; e questo ricovero del '93 non segnala evidenti patologia in atto a carico dell'apparato respiratorio.

COLOMBO - Il signore Marchiori, di 73 anni, è discusso in aula come portatore di bronchite cronica. In realtà un'altra diagnosi affiora in questa storia ed è quella della malattia cardiaca riferibile a difetto di conduzione dello stimolo; che, in un soggetto che è fumatore e forte consumatore di bevande alcoliche, può anche essere considerata come una conseguenza di ischemia cardiaca. La storia della bronchite sembra essere quella di una malattia semplice, non complicata, perché negli ultimi anni diversi ricoveri hanno escluso l'evoluzione verso la forma broncopneumatica conico-ostruttiva. Tuttavia, quanto meno nel '77 e nell'82, vi erano state due indagini radiologiche, che suggerivano enfisema. La storia di bronchite cronica in questo paziente ha tre fattori di rischio. Uno molto remoto, che è quello della malattia tubercolare; il secondo, altrettanto remoto, che è quello dell'inalazione di sostanze irritanti per ragioni professionali, che ha preceduto però l'assunzione a Porto Marghera; infine quella cronica, continuamente presente, che è il consumo di sigarette, stimato in circa 10 al giorno.

OSCULATI - Ancora una volta siamo di fronte a una diagnosi di broncopatia cronica che ha avuto un'evoluzione direi abbastanza modesta, eppure in presenza dei fattori di rischio menzionati. In ogni modo si tratta di patologia che non può vedere e riconoscere nel CVM o nel PVC una causa a qualsiasi titolo; per cui si tratta in ogni modo di una patologia non riferibile ad esposizione a queste due sostanze.

 

MENIN ALBERTO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Menin Alberto, nato il 27 ottobre '28. I dati inerenti questo caso sono contenuti nel fandone 312. Il caso è stato trattato nell'udienza del 12 giugno ed il dottor Bai ha concluso con questa valutazione: bronchite cronica, '75 la diagnosi; pagina 149 del verbale d'udienza. Esaminiamo la storia lavorativa del signor Menin, che è iniziata il 7 febbraio '67; si è svolta dal '67 al '71 nel reparto CV3, ove il signor Menin è stato autoclavista; nello svolgimento di questa attività sarebbe stato esposto a concentrazioni comprese tra 200 e 500 PPM, mi riferisco al polimero. Dal '71 al '73 è poi stato autoclavista in un altro reparto, al CV24, con concentrazioni ancora comprese tra le 200 e le 500 PPM. Infine, dal '73 all'85, anno nel quale ha cessato di prestare attività lavorativa a Porto Marghera, non è più stato esposto a CVM. Individuiamo quindi, nella storia lavorativa del signor Menin, un periodo che va dal '67 al '73, quindi 6 anni, nel quale v'è stata esposizione a concentrazioni di CVM elevate, potenzialmente sufficienti a determinare le classiche patologie da CVM. Non risulta invece essere stato esposto a polveri di PVC. Per quanto concerne l'anamnesi patologica, abbiamo dati a partire dal luglio '66; ha fatto una visita alla società Edison, una visita in azienda, che non ha evidenziato nulla di particolare, né gli esami strumentali effettuati hanno evidenziato patologie. All'anamnesi risultava essere stato manovale edile per 10 anni in precedenza. Ha partecipato poi nel '75 all'indagine Fulc, in occasione della quale ha dichiarato, alla raccolta dell'anamnesi, di non fumare, e di essere bevitore di 1 litro di vino ai pasti. Le transaminasi sono risultate nella norma. Si è evidenziato un lieve movimento di gamma GT, che però non ha superato le 100 unità/litro. Gli altri indicatori epatici sono risultati nella norma. Il margine epatico è risultato debordante per più di 1 cm. ma meno di 3 dall'arcata costale. Il questionario CECA è risultato negativo. La lastra del torace ha evidenziato accentuazione della trama broncovasale. La spirometria ha evidenziato una riduzione del 30 per cento della capacità vitale e del 28 del VEMS. Il indagine Fulc ha concluso così: alterazione della funzionalità epatica di grado medio, nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l'esposizione a cloruro di vinile monomero. L'RX torace: accentuazione della trama broncovasale; riduzione significativa dei volumi polmonari; opportuno evitare l'esposizione a cloruro di vinile. A seguito dei dati dell'indagine Fulc, questo soggetto ha avanzato richiesta di indennizzo di malattia professionale all'Inail; però segnalo che ha chiesto indennizzo per un'epatopatia, che non è stata considerata correttamente dai CT del PM, mentre non ha chiesto indennizzo per una broncopatia. Non abbiamo trovato nel materiale depositato dati inerenti l'esito di questa pratica. Molti anni dopo, il 25 maggio '82, troviamo sul libretto sanitario aziendale, che questo soggetto è obeso; vi è segnalazione che, in seguito, dopo questa prima richiesta solo inerente l'epatopatia, ha avanzato un'altra richiesta di indennizzo di malattia professionale, broncopatia, richiesta supportata da enti di patronato e respinta nell'83. In effetti il 13 gennaio '83 aveva effettuato prove di funzionalità respiratoria presso l'Istituto di Medicina del Lavoro dell'Università degli Studi di Padova, che aveva evidenziato: volumi polmonari e flussi massimi espiratori nei limiti della norma; test con metacolina negativo; RX torace nella norma; dimesso con la seguente diagnosi: non segni di intossicazione da CVM. Crediamo che questo ricovero sia stato quello mirato a dare risposta alla richiesta dell'Inail, circa la sussistenza di una tecnopatia in questo paziente.

COLOMBO - Il signor Menin, discusso in aula come portatore di bronchite cronica, manca dall'83 di esami e documenti clinici; tuttavia, quelli da noi consultati, quindi indagine Fulc ed il ricovero di Padova dell'83, non confermano né sul piano dei sintomi e né sul piano dell'esame obiettivo radiologico o spirometrico, l'esistenza di una bronchite cronica. Questo nostro paziente è risultato esposto tra il '67 ed il '73 a importanti livelli di vinilcloruro monomero; non ha una storia di fumo di sigarette; mentre, per quanto riguarda quell'accenno a una possibile epatopatia, però identificata solo nel '75, il consumo di alcool e sovrappeso corporeo sono i più probabili fattori di rischio.

OSCULATI - Si deve quindi concludere in disaccordo con la diagnosi di bronchite cronica posta dai CT del PM, ed evidenziando come nessuna evidenza clinica possa condurre, a nostro avviso, a questo tipo di diagnosi.

 

MICHIELETTO PIERGIORGIO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso di Michieletto Piergiorgio, nato il 19 ottobre '40. I dati sono contenuti nel faldone 314. Il caso è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 12 giugno '98; il parere da loro espresso è stato il seguente: bronchite cronica nel '75. Abbiamo segnalato anche una sospetta epatomegalia, ma non rientra completamente nei nostri criteri perché l'epatomegalia è stata segnalata una volta sola ed ha solo le gamma GT, quindi niente; parere espresso dal dottor Bai a pagina 150 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa del signor Michieletto. E` iniziata il 16 ottobre '61 nel reparto CV14-16, ove questo soggetto ha svolto sino al '62 la mansione di autoclavista. In base ai dati della dottoressa Pirastu sarebbe stato esposto a concentrazioni superiori alle 500 PPM, per quanto concerne il monomero; mentre non sarebbe stato esposto a polimero. Questo secondo una valutazione nostra e non della dottoressa Pirastu, evidentemente. Nel '62-'63 è stato militare, quindi non è stato esposto. Nel '64 ha ripreso servizio nello stabilimento ed è stato, sino all'86, autoclavista, capo turno, assistente, al CV14-16. Gli abbiamo attribuito i livelli di esposizione che la dottoressa Pirastu attribuisce agli autoclavisti, quindi 500 PPM nel '64-'65; 200-500 PPM nel '66-'73; 5-50 PPM nel '74-'75; inferiore a 5 PPM dal '78 all'86; dall'86 al '92 ha svolto la mansione di assistente di turno al PSO e non è più stato esposto a CVM. In sintesi, questo soggetto - se si esclude l'interruzione dovuta al servizio di leva - è stato esposto dal '61 al '65 e poi con livelli inferiori sino al '73 a concentrazioni di monomero sufficienti a determinare le manifestazioni tossiche da CVM; e successivamente a concentrazioni più basse di quelle capaci di tossicità sistemica. Non ci risulta sia mai stato esposto invece a polimero. Esaminiamo l'anamnesi patologica:. Nel '71 ha eseguito una visita in azienda; stava bene e risultava essere fumatore di 20 sigarette al giorno. Nel '72 è stato ricoverato per altra causa ed il ricovero non ha evidenziato patologie di rilievo. Nel '72 e nel '73 è risultato, in base ai dati raccolti nel libretto sanitario aziendale, non affetto da patologie di alcun genere e fumatore di 20 sigarette al giorno. Il 12 dicembre '73 ancora situazione nella norma. E mi riferisco anche quindi alle transaminasi epatiche. Nello stesso anno un ricovero per una sindrome comiziale, nel quale l'unico dato di rilievo è che segnala di avere manifestato, all'età di 22 anni, una pleurite essudativa. Non è specificato se destra o sinistra. Si può pensare destra, perché una lastra del torace, eseguita il 4 giugno '74, mostra blocco del seno costofrenico di destra e nulla di pleuroparenchimale in atto. Questo soggetto nel '75 ha partecipato all'indagine Fulc; è stata segnalata la presenza di una modesta alterazione della funzionalità epatica, riferibile, secondo la Fulc, all'esposizione a CVM. Nelle conclusioni: accentazione della trama broncovasale; viene segnalata in apparente contrasto all'interno dei dati più dettagliati raccolti dalla Fulc, esiti di TBC al campo medio di destra e riduzione significativa dei volumi polmonari, mentre non vi è traccia di questa segnalazione di accentuazione della trama, per cui bisognerebbe riguardare materiale, ma diciamo che il senso resta quello che stiamo dando in questo caso alla discussione. Vi è una riduzione significativa dei volumi polmonari, con riduzione della capacità vitale del 36 per cento e del 28 per cento della VEMS. Il soggetto risulta fumare da più di 10 e meno di 20 anni 20-30 sigarette al giorno; il questionario CECA risulta negativo; le transaminasi sono nella norma; vi è un modesto movimento di gamma GT che non supera la concentrazione di 100 unità, 50 unità/litro. Il 24 giugno '75 movimento ancora di gamma GT che raggiungono valori di 217, con transaminasi della norma; il 25 gennaio '77 viene segnalato, alla visita medica in azienda: respiro aspro, basi ipomobili, murmure vescicolare diminuito; e quindi peggioramento del reperto toracico. Nel '77, tre mesi dopo questa visita, viene visitato un'altra volta e, a questo punto, l'obiettività toracica risulta nella norma; tre mesi dopo viene ancora sottoposto a visita medica periodica e risulta non fumare da più di 6 mesi, risulta bere 3-4 caffè ed 1 litro di vino al giorno. Ricaviamo, dal libretto sanitario aziendale, che ha avanzato richiesta di indennizzo di malattia professionale, epatopatia, nel '77; e ricaviamo che questa richiesta di indennizzo è stata respinta dall'Inail. Il 9 novembre '77 abbiamo un'altra visita periodica in azienda, che segnala respiro aspro alle basi polmonari; viene segnalata ancora - e forse si tratta della stessa segnalazione, a volte è difficile far combaciare in modo preciso i dati - una richiesta di indennizzo di malattia professionale, epatopatia e broncopneumopatia, respinta dall'Inail. La lastra del torace nel '77 risultava nella norma; ed era ancora nella norma due anni dopo, nel '79. Nell'81, nel libretto sanitario aziendale, ricaviamo che questo soggetto continua a fumare, 10 sigarette al giorno, e non manifesta problemi né a carico dell'apparato respiratorio e né a carico di altri organi. Nell'84, quattro anni dopo, libretto sanitario aziendale, lastra del torace nella norma. Nell'85 prove di funzionalità respiratoria , riduzione del 30 per cento circa della capacità vitale e del 20 per cento della VEMS; alterazione prevalentemente restrittiva quindi, confermata l'anno dopo con una lastra del torace, nell'87, nella norma. Questa riduzione di capacità vitale e VEMS viene annotata ma non quantificata sul libretto sanitario, anche nell'87; nell'88 risulta aver cessata 3 o 4 anni il fumo e riferisce che, per un certo periodo, fumava moltissimo. Questo dato però non è ulteriormente quantificato. Nel '90 troviamo conferma che non ha più fumato, riferisce che non fuma da 10 anni; e qui il fumo viene quantificato, prima fumava anche 3 pacchetti di sigarette al giorno. Alla visita, nel '90, il murmure vescicolare risulta ridotto a destra. La lastra del torace è alla norma. Vi è poi questo dato che sintetizzo, che a partire dall'83, esame di tutto il materiale inserito nel libretto sanitario, non mostra alterazioni della funzionalità epatica ad esclusione di una sporadica segnalazione di epatomegalia risalente al '90. Infine vengono segnalati dal libretto sanitario aziendale riscontri obiettivi strumentali di alterazione della funzionalità epatica e respiratoria, in un soggetto che, appunto fino all'80, è stato fumatore; e che riferisce un episodio di pleurite occorsogli durante la degenza ospedaliera per un intervento chirurgico di gastroresezione. Dico, non abbiamo trovato altra segnalazione nel materiale. Le radiografie del torace eseguite nell'ambito delle visite periodiche aziendali sono tutte risultate nella norma.

COLOMBO - Il signor Michieletto è segnalato come portatore di bronchite cronica e di una epatomegalia di incerta definizione. Per quanto riguarda l'epatomegalia, vi è di dire che nel '72 e nel '73, cioè proprio al termine di un periodo di 12 anni, durante il quale è stato esposto a livelli significativi di vinilcloruro monomero, sono agli atti due certificazioni mediche che escludono epatomegalia o malattia epatica. Nel '75 è segnalato un piccolo incremento di gamma GT. Nel '90, 15 anni dopo, si segnala una modica epatomegalia. Mancano purtroppo elementi duri per diagnosticare la presenza di una malattia epatica; diciamo perlomeno il riscontro di alterazioni delle transaminasi croniche ed esami ecografici o di altre tecniche d'immagine. Quindi esiste certamente un modesto interessamento epatico, che però a noi sembra si sia costruito negli anni successivi il termine della esposizione a vinilcloruro monomero, inteso come livelli significativi. Per nostro parere, la storia di abuso alcolico potrebbe da sola giustificare questi piccoli incrementi di gamma GT e forse la modesta epatomegalia del '90. Per quanto riguarda la bronchite cronica, questa è segnalata in termini di tecniche d'immagine e funzionali del '75, ma non come sintomi; il questionario CECA era allora negativo. E successivamente vi è una serie di documenti che vanno praticamente fino al '90, in cui la radiologia è negativa, però occasionalmente è positiva o la spirometria o l'esame obiettivo. Quindi una bronchite cronica che potrebbe avere qualche anche interpretazione di broncopneumopatia cronico-ostruttiva, se diamo credito alla spirometria dell'86, che risultava positiva. Per quanto riguarda l'interessamento respiratorio, qui vi sono sicuramente due fattori di rischio, uno che risale al '62, la famosa pleurite essudativa; l'altro, grave, è il consumo di sigarette, che ha raggiunto livelli di tre pacchetti al giorno.

OSCULATI - E` una epatopatia che non viene confermata dalle indagini, c'è stato un minimo interessamento che non assume dignità di patologia; ed una broncopneumopatia invece che è ampiamente documentata lungo un periodo di tempo direi abbastanza lungo, che è chiaramente attribuibile al fattore di rischio principale per queste patologie, che è il fumo di sigaretta, e che altrettanto non è possibile attribuire ad esposizione a CVM o a PVC.

 

Avvocato Manderino: Presidente, mi scusi, potrei rivedere un attimo la scheda del signor Michieletto, proprio la prima, quella che riguarda le mansioni ed i reparti? Volevo solo chiedere questo al dottor Colosio: dall'1 aprile '86 al 30 novembre '92 è stato assistente di turno PSO. Lei sa qual è il reparto PSO? Sa individuare che attività si svolge?

 

COLOSIO - Noi abbiamo valutato base ad una griglia che abbiamo ottenuto dai consulenti per l'igiene ambientale ed abbiamo cercato di inserire nei diversi reparti i livelli di esposizione stimati dalla dottoressa Pirastu. Per cui non ho fatto un'analisi dettagliata sulle attività inerenti i singoli reparti, ma ho solo cercato di inserire i livelli di esposizione nei reparti diversi.

 

Avvocato Manderino: Perché a me risulta che il reparto PSO, che poi significa PSOvest, ed è vicino ai pontili, è il reparto dove si fa lo stoccaggio del cloruro di vinile monomero. Il che non sarebbe coerente con la non esposizione da voi indicata.

COLOSIO - Ma è un dato che possiamo volentieri verificare; ovviamente lo prenderemo in considerazione. Ho detto che questo lavoro di inserimento di un grosso numero di attività in una griglia abbastanza piccola di tipologie previste dalla Pirastu e dai suoi collaboratori, può avere creato dei problemi. Per cui, già in partenza avevo detto che è una cosa che, probabilmente, per alcuni aspetti, andrà valutata. Quindi lo faremo volentieri e ne prendo nota, la ringrazio.

 

PELLIZZARO ANTONIO

 

COLOSIO - Ci occupiamo ora del signor Pellizzaro Antonio, nato il 27 luglio '17 e deceduto il 19 dicembre '88. I dati sono nel faldone 341. Il caso del signor Pellizzaro è stato valutato dai CT del PM all'udienza del 17 giugno '98 ed il parere è stato il seguente: broncopatia cronica; espresso dal dottor Bai, a pagina 14 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa è iniziata il 13 febbraio del '56; si è svolta sino al 31 gennaio '71 nel reparto CV5, nel quale questo soggetto ha svolto la mansione di insaccatore ed addetto alle calandre. Per tali livelli di esposizione sarebbe stato esposto, dal '56 al '70, a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM; dal '70 al '71 a concentrazioni comprese tra 5 e 50 PPM; successivamente, dal '71 al '72 è stato addetto al campionamento e scrapss CV5. Questa mansione non era considerata in modo specifico dall'indagine della dottoressa Pirastu; è stata applicata l'esposizione più elevata del reparto CV5, che risultava all'epoca 5-50 PPM. Successivamente, l'1 gennaio '73 e sino al 16 febbraio '77 è stato addetto alla timbratura dei sacchi, alle pulizie della linea, al CV5; per tale attività sarebbe stato esposto a concentrazioni comprese tra 5 e 50 PPM. In conclusione, quindi, questo soggetto è stato esposto tra il '56 ed il '70, a livelli di CVM che si collocano ai limiti inferiori di quelli sufficienti a dare manifestazioni tossiche; e successivamente, dal '70 sino al '77, a livelli insufficienti a causare manifestazioni di tossicità. Il 16 luglio '77 è cessata l'attività lavorativa al Petrolchimico. Esaminiamo l'anamnesi patologica. Abbiamo, il 5 gennaio '70, un dato dal libretto sanitario aziendale che segnala: note di bronchite cronica catarrale; il 18 agosto '71 una lastra del torace indica: profili diaframmatici discretamente rigidi, notevole rinforzo della trama alle basi; il 9 aprile '74, sempre libretto sanitario aziendale: catarro e crisi asmatiformi, precordialgie e crisi di cardiopalmo, dispnea da sforzo. L'obiettività mostra sibili espiratori su tutti i campi. Segnalata una richiesta di indennizzo di malattia professionale, una pneumoconiosi, che è stata respinta dall'Inail il 5 dicembre '74. La lastra del torace mostra rinforzo della trama alla metà inferiore dei due campi polmonari; aspetto finemente granuloso, più evidente in pari-ilari di destra. Il 9 aprile '74 vi è il referto di una lastra del torace eseguita in azienda; il referto indica: lieve diffuso aumento della trasparenza polmonare; rinforzo della trama alla metà inferiore dei due campi polmonari; aspetto finemente granuloso; più evidenti in pari-ilari destra; addensamento lieve degli ili. Il 6 giugno '75 vi è un altro RX torace, sempre eseguito in azienda, che mostra un modesto aumento della trasparenza polmonare e rinforzo della trama alle pari-ilari inferiori. Il paziente alla visita aveva segnalato la presenza di tosse con espettorato. Nel '75 ha partecipato all'indagine Fulc; è risultato essere ex fumatore da meno di 5 anni; è risultato essere stato in passato manovale in edilizia; al questionario CECA ha mostrato positività per bronchite cronica semplice; la lastra del torace ha evidenziato accentuazione della trama broncovasale; le prove funzionali hanno evidenziato riduzione della capacità vitale del 28 per cento, VEMS del 30 per cento; è risultato bevitore di vino e di superalcolici; ha mostrato transaminasi nella norma e lieve aumento di gamma GT non superiore alle 50 unità/litro; margine epatico inferiore debordante non oltre 1 cm. dall'arcata costale. Conclusioni dell'indagine Fulc: modesta accentuazione della funzionalità epatica, nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l'esposizione a CVM. Radiografia del torace: accentuazione della trama broncovasale. Conclusione: bronchite cronica; opportuno evitare l'esposizione a cloruro di vinile. Il 10 luglio '75 ha eseguito una visita nell'ambivo dell'indagine Fulc; la visita aveva evidenziato obiettività respiratoria, cioè espiro prolungato, sibili espiratori in soggetto che ha confermato essere ex fumatore da meno di 5 anni. L'11 marzo '76 vi sono delle prove di funzionalità respiratoria effettuate presso l'Istituto di Medicini del Lavoro di Padova, che hanno segnalato un'alterazione disventilatoria di tipo ostruttivo di grado lieve, che con i dati numerici sono le seguenti: capacità vitale 82 per cento, VEMS 70 per cento. Quindi evidenziata questa alterazione con una componente principale di tipo ostruttivo. Il 25 maggio '77 vi è una lastra del torace nella norma; poi non abbiamo reperito dati, crediamo che non siano disponibili, inerenti il periodo '77-decesso, avvenuto nell'88, per cause anch'esse non precisate negli atti.

COLOMBO - Il signor Pellizzaro è discusso come portatore di broncopatia cronica. Nel '70, all'età di 53 anni, quando cessa l'esposizione a livelli liminari di vinilcloruro ed il paziente smette l'abitudine al fumo di sigaretta, vi è riferita una diagnosi di bronchite cronica catarrale. Questa sembra confermarsi poi radiologicamente negli anni successivi; ed anche all'indagine Fulc vi è sia il questionario CECA che parla di sintomi, quindi di tosse produttiva, sia l'esame obiettivo che è consistente con una forma infiammatoria cronica. Negli anni successivi sembra evolvere verso la forma di broncopneumopatia cronico-ospriuttiva, dimostrata con spirometria; e quindi questo è il quadro clinico solido di una broncopneumopatia cronico-ostruttiva evidente. Secondo le nostre valutazioni, il periodo di fumo di sigarette che ha preceduto l'instaurarsi di questa situazione può essere il fattore di rischio coinvolto; ricordiamo invece che la Letteratura internazionale non correla il vinilcloruro monomero con la bronchite, con la broncopneumopatia cronico-ostruttiva. Questo paziente ha un altro fattore di potenziale malattia, che è il potus; ma non è segnalato nella documentazione clinica del paziente alcuna evidenza di malattia epatica.

OSCULATI - Dunque una broncopneumopatia ostruttiva cronica ben documentata in numerose occasioni, che non riconosce nel cloruro di vinile o nelle polveri di PVC un possibile fattore eziologico od aggravante. E` possibile che il fumo di sigarette, ancorchè interrotto ad un certo punto della storia, abbia giocato un ruolo determinante. Comunque è senz'altro una patologia di tipo extraprofessionale.

 

Presidente: Sospendiamo e riprendiamo alle ore 15.00.

 

L’UDIENZA VIENE SOSPESA FINO ALLE ORE 15.00

 

SCATTOLIN BRUNO

 

COLOSIO - Riprendiamo con il signor Scattolin Bruno, nato il 28 ottobre '27 ed i cui dati sono nel faldone 371. Il caso del signor Scattolin è stato trattato nell'udienza del 17 giugno ed il parere del dottor Bai è stato: broncopatia cronica nel '75. Esaminiamo la storia lavorativa. Il signor Scattolin è stato assunto l'1 agosto '71; sino al 30 maggio '72 è stato addetto all'insaccamento e consegna prodotti CV14. Per questa mansione sarebbe stato esposto, nella peggiore delle ipotesi, a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM, tra il '61 ed il '70; e tra 5 e 50 PPM nel '71-'72. Successivamente, per 9 anni, dal '72 all'81, è stato addetto all'insaccamento ed al trasferimento della resina. Sarebbe stato esposto, nel '72-'77, a concentrazioni comprese tra 5 e 50 PPM; dal '77 all'81 a concentrazioni inferiori a 5 PPM. Diciamo quindi, in sintesi, che si può individuare un periodo di 9 anni, '61-'70, nel quale l'esposizione è stata ai limiti inferiori di quella capace di determinare le manifestazioni tossiche da CVM; e successivamente è stata più bassa di quelle tossicologicamente rilevanti. In entrambi questi periodi vi può essere stata esposizione alle polveri del prodotto finito. Passiamo ad esaminare l'anamnesi patologica. Abbiamo alcuni dati del libretto sanitario aziendale, due visite nel '71 ed una nel '72, da cui risulta fumare 10-15 sigarette al giorno; obiettività complessivamente nella norma. Abbiamo poi, nel dicembre '74, un RX torace che mostra normale trasparenza dei campi polmonari, referto nella norma, e quadro definito invariato rispetto ad un precedente del '61, che non abbiamo potuto esaminare, perché non vi era documentazione agli atti. Il 20 giugno '75 vi è la partecipazione all'indagine Fulc; alla visita mostra obiettività toracica nella norma; fuma 10 sigarette al giorno da 20 anni; il questionario CECA risulta negativo; l'esame spirometrico mostra: significativa riduzione dei volumi polmonari. La riduzione è del 26 per cento per quanto concerne la capacità vitale e 27 per cento del VEMS. Segnalo che questo paziente è in eccesso ponderale, perché pesa 78 chilogrammi per un'altezza di 166 cm.. La lastra del torace risulta nella norma. E` bevitore di 1 litro di vino al giorno e di 1 bicchiere di altri alcolici. Continuiamo con l'esame del libretto sanitario aziendale: fuma 10-15 sigarette al giorno nel '75; il 2 febbraio '77 manifesta una tracheobronchite acuta; viene considerato migliorato alla visita successiva effettuata tre mesi dopo, nel mese si maggio; nel novembre '77 mostra un RX torace normale; il 27 aprile '78 il libretto sanitario aziendale segnala note di bronchite alla visita medica; nel '79, nel mese di gennaio, mostra ancora un RX torace nella norma e l'esame spirometrico risulta normale; nel '79, sempre nella visita in azienda, riferisce di non fumare da sei mesi e riferisce che precedentemente fumava 20 sigarette al giorno. La cessazione dell'abitudine al fumo di sigaretta porta al miglioramento del reperto bronchiale.

COLOMBO - Il signor Scattolin ha una diagnosi di bronchite cronica che è sostanzialmente legata ai reperti clinici; radiologicamente non vi è coinvolgimento respiratorio; il problema è, da un lato è possibile collegare questo processo di bronchite cronica al fumo di sigaretta che è sostenuto; ricordo che il paziente è stato esposto a modesti livelli di vinilcloruro tra il '61 ed il '70 e che, al termine di questo periodo di esposizione, era stato giudicato a più riprese come non affetto da malattia respiratoria. Il problema è che noi manchiamo di vent'anni di follow up, dal '79 ad oggi.

OSCULATI - Le evidenze sono assolutamente incostanti per una patologia broncopolmonare, che non riteniamo sia sufficientemente documentata, per asseverare la diagnosi fatta dai CT del PM. In ogni modo si tratta di patologie certamente di origine extraprofessionali.

 

SPOLAORE MARIO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Spolaore Mario, nato il 9 febbraio '28. I dati sono nel faldone 385. Il caso è stato valutato dai CT del PM nell'udienza del 17 giugno e la diagnosi è stata la seguente: broncopatia cronica dal '76; dottor Bai, pagina 36 del verbale di udienza. Esaminiamo i livelli di esposizione del signor Spolaore. Ha iniziato l'attività lavorativa il 9 gennaio '57, prima era stato addetto ai forni in altra azienda, quindi evidentemente non esposto; successivamente, dall'1 luglio '74 al 30 ottobre '84 è stato addetto allo stoccaggio, parco containers silos del PVC, MAG-PV; i livelli di esposizione sarebbero stati nel '74 tra 5 e 50 PPM e dal '76 all'84 inferiori a 5 PPM. Qui c'è ancora una piccola contraddizione di date, che però rispecchia una contraddizione presente nella scheda che abbiamo potuto consultare. In ogni caso questa mansione di addetto ai forni non comportava esposizione. Esaminiamo la anamnesi patologica. Il 20 gennaio '66 effettua una visita nell'ambito di sorveglianza di malattie coperte da assicurazione obbligatoria per silicosi asbestosi, ed addetto a forni elettrici, colate. attività che non veniva svolta al Petrolchimico. Risulta essere stato muratore per 5 o 6 anni precedentemente; risulta in buone condizioni di salute ed è giudicato idoneo alla mansione. Il 5 maggio '71 vi è un dato ricavato dal libretto sanitario aziendale, nel quale si evidenzia l'abitudine al fumo di questo soggetto: 20 sigarette al giorno. Due anni dopo, l'8 maggio '73, viene ancora visitato in azienda e risulta in buone condizioni di salute, non presentando alcuna patologia. Nel luglio '76, ad una visita periodica effettuata in azienda, riferisce all'anamnesi di lamentare tosse e dispnea; pochi mesi dopo, probabilmente a seguito di questa segnalazione degli accertamenti in merito effettuati, risulta portatore di un quadro di silicosi polmonare con dispnea e tosse. Il quadro di silicosi polmonare e dispnea e tosse che, se confermato, potrebbe essere riferito a questo periodo, in quanto l'attività di addetto ai forni elettrici, alle colate, può presentare rischio di inalazione di particelle di silice libera cristallina. Il 3 agosto '78 effettua una visita periodica in azienda; risulta fumatore di 20 sigarette al giorno; presenta, l'esame spirometrico, una broncopatia restrittiva, che viene definita come nota e che presumibilmente è da ricollegare a questa diagnosi che abbiamo segnalato nel '76. Alle visita presenta: fini rumori secchi inspiratori alle basi polmonari. Nel settembre '79 viene visitato in azienda, risulta invariato rispetto al controllo precedente ed il radiologo, vedendo il quadro invariato, consiglia tuttavia di controllare la situazione a distanza di tempo. Abbiamo poi una lastra del torace del settembre '79, che mostra seni costofrenici liberi, vasi ipomobili, modesto aumento della trasparenza polmonare, calcificazioni sparse agli ili ed in parailare sinistra; più evidente il disegno broncovasale in parailare destra, con punteggiature sparse. Il 30 giugno '80, alla visita periodica in azienda, mostra RX torace ed obiettività clinica negativi, forse si intende per RX torace invariato rispetto al precedente; purtroppo non abbiamo mai potuto esaminare gli originali di queste lastre. Le prove di funzionalità respiratoria mostrano una modesta sindrome mista, che significa con componente sia restrittiva e sia ostruttiva. Risulta già respinta una denuncia per silicosi e risulta respinto il relativo riscontro. Il quadro spirometrico dimostra un lieve peggioramento rispetto a quanto fatto nel '76. Il 28 aprile '83 fuma 10-15 sigarette al giorno; assume 100-200 grammi di alcool al giorno; segnala la presenza di tosse catarrale senza dispnea. E` segnalata sul libretto, però non è quantificata, una riduzione di capacità vitale e VEMS, tuttavia consistente con le precedenti osservazioni. Nell'84 vi è una lastra del torace: calcificazione all'ilo sinistro e lieve ipertrasparenza dei campi polmonari; sette anni dopo, nel '91, in particolare dal 21 al 28 giugno, è ricoverato per una broncopneumopatia cronico-ostruttiva riacutizzata. Riferisce di avere fumato 20 sigarette al giorno fino a due anni prima; alle prove di funzionalità respiratoria mostra un deficit ventilatorio misto, prevalentemente ostruttivo, di moderata entità. Infatti, la capacità vitale è 89.9 per cento, quindi praticamente compresa entro i limiti della variabilità biologica per questo tipo di esame; mentre il VEMS è significativamente ridotto: 64.4 per cento. Nel '92 viene ricoverato per altra causa, un intervento per ernia discale lombare; in tale occasione viene sottoposto in esame RX del torace, che evidenzia: un po' aumentata trasparenza di fondo dei campi polmonari.

COLOMBO - Il signor Spolaore, discusso come affetto da broncopatia cronica, ha una storia clinica, insieme di esami radiologici e spirometrici, consistenti con la diagnosi di broncopneumopatia cronico-ostruttiva. Secondo le nostre stime, non è stato esposto a livelli significativi di vinilcloruro. E` stato invece, per tutta la sua lunga vita, ha 71 anni, esposto a fumo di sigaretta, in ragione di 20 sigarette al giorno. Per noi, quindi, vi sono dei chiari segni di malattia cronica respiratoria da tabagismo.

OSCULATI - Malattia cronica che non può essere attribuita in alcun modo a CVM o PVC. La causa l'abbiamo vista e, con ogni probabilità, attribuibile al fumo di sigarette. Ad ogni modo, non è una malattia di tipo professionale, riferita a CVM e PVC.

 

TRENTO FRANCO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il signor Trento Franco, nato il 5 febbraio '30. I dati sono nel faldone 397. Il caso è stato trattato all'udienza del 17 giugno ed il CT dottor Bai ha segnalato una broncopatia cronica, a pagina 41 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa. Si svolge per intero nel reparto CV5-15, ove il signor Trento lavora dal '74 all'87 come addetto carico blenders, insaccamento e riempimento contenitori. Per questa attività sarebbe stato esposto nel '74 a concentrazioni comprese tra 5 e 50 PPM; dal '75 all'87 a concentrazioni inferiori a 5 PPM. Concludiamo che non è mai stato esposto a concentrazioni di CVM sufficienti a determinare l'insorgenza delle classiche manifestazioni tossiche; è stato probabilmente esposto a polveri, sia pure ragionevolmente a basse concentrazioni. L'anamnesi patologica ci mostra il 16 maggio '75 una condizione di salute buona; ed il dato che il soggetto fuma circa 20 sigarette al giorno. Nel '76 il signor Trento ha partecipato all'indagine Fulc; l'indagine ha indicato la presenza di un'alterazione della funzionalità epatica di grado medio e questa segnalazione era basata su un incremento di GOT e GPT inferiore in entrambi i casi alle 50 unità/litro e della gamma GT inferiore alle 100. Non v'era epatomegalia. Per quanto concerne l'apparato respiratorio, il questionario CECA è risultato negativo. La lastra del torace ha mostrato accentuazione della trama broncovasale; la sperometria una riduzione del 22 per cento di capacità vitale e VEMS. Interpretata dalla Fulc come riduzione significativa dei volumi polmonari. Il soggetto era in notevole eccesso ponderale, pesava 90 chilogrammi per un'altezza di 173 cm.. Abbiamo che il 28 novembre '77 viene confermata l'abitudine al fumo, ancora 20 sigarette al giorno; ed il consumo di mezzo litro di vino al giorno. Poi abbiamo che nel maggio '79 risulta una visita periodica in azienda, nel corso della quale dichiara di fumare 20 ancora sigarette al giorno; mentre precedentemente, nel '78, sempre il libretto sanitario aziendale aveva segnalato la presenza di iperfonesi diffusa, paresi mobile e qualche rantolo, specialmente verso le basi. Questo dato della iperfonesi era presente anche nel novembre '78. Il 10 aprile '80 una spirometria eseguita in azienda indica diminuzione della VEMS, soltanto così citata ma non quantificata; ed un giudizio del medico aziendale, che segnala: discreta ostruzione bronchiale. Il 24 novembre '83 questo soggetto effettua una visita presso l'U.L.S.S. n. 18 della Regione Veneto; la visita si conclude consigliando l'astensione dal fumo, in quanto il paziente risulta fumare più di 20 sigarette al giorno. Il 28 aprile '83 ancora 20 sigarette al giorno; ancora riduzione di capacità vitale e VEMS alle prove spirometriche. Il 4 aprile '84 sempre il libretto sanitario aziendale segnala la comparsa di dispnea da sforzo e conferma il dato della tendenza all'obesità. Una spirometria eseguita sei mesi dopo conferma la riduzione di capacità vitale, VEMS e MEF, che sono indicatori della pervietà delle piccole vie, delle vie aeree distali. Il 16 aprile '85 e l'ottobre dello stesso anno risulta mostrare un respiro un po' scarso alla visita, però assenza di rumori aggiunti; ridotto il fumo di sigaretta, perché fuma meno di dieci sigarette al giorno. E` confermata la riduzione di capacità vitale, VEMS e MEF. Lo stesso dato è confermato l'anno dopo, nel novembre '86. Per quanto concerne il periodo successivo, il 9 ottobre '87, non sono segnalate alterazioni dell'obiettività polmonare ed il soggetto continua a fumare 10 sigarette al giorno. Diamo un attimo, brevemente, la sintesi dei dati inerenti i referti delle indagini RX toraciche effettuate in azienda: nel '72 è nella norma; nel '77, nell'83, nell'89, nel '94, mostra un quadro normale, se si esclude una pinzettatura pleurica alla base destra, che viene evidenziata nel '75 e confermata nel '78 e nell'80; nel '91 i campi polmonari risultano poco espansi, con emidiaframma in atteggiamento espiratorio. Non sono evidenziate lesioni parenchimali a focolaio. Il 10 settembre '91 viene ricoverato per altra causa; la lastra del torace mostra un aumento della trasparenza di fondo dei campi polmonari e mostra l'emidioframma destra con piccola deformazione a tendina lateralmente. Il lavoratore riferisce di fumare 40-50 sigarette al giorno. Vi è anche in questa occasione lieve movimento di gamma GT che ha un valore di 67 unità/litro. Nel dicembre '91, tre mesi dopo questa visita, vi è un ricovero per angina da sforzo e coronarosclerosi; a seguito degli accertamenti effettuati, viene evidenziata coronaropatia ed il soggetto viene sottoposto a tre bypass aortocoronarici. Il dato della angina instabile è confermato e si presenta nel '92 anche dopo questo l'intervento di bypass; in occasione di questo ricovero per angina instabile si evidenzia anche un movimento di gamma GT. Il 9 marzo '94 questo paziente viene ricoverato per un infarto del miocardio; nel corso degli esami effettuati nel ricovero viene effettuata anche una lastra del torace, che non evidenzia nulla di pleuroparenchimale.

COLOMBO - Il signor Trento è discusso in aula come affetto da broncopatia cronica. La revisione dei documenti sanitari mette in luce due malattie. Una particolarmente severa che è la coronaropatia, che porta al trattamento chirurgico con bypass nel '91 ed all'infarto del miocardio acuto tre anni dopo, che a noi pare ovvio correlare con il sovrappeso corporeo e l'eccesso di fumo. Il paziente raggiunge un consumo di 50 sigarette al giorno. Accanto a questa malattia è descritta la broncopatia cronica, che è documentata da test funzionali positivi a partire dal '76 e che è registrata senza particolari documentazioni della componente dei sintomi, ma inesorabilmente vi è questa documentazione funzionale che la documenta; noi vogliamo mettere in rapporto questa malattia respiratoria di nuovo con l'eccessivo consumo di sigarette, che ricordo ha raggiunto le 50 al giorno.

OSCULATI - Ancora una volta è una chiara broncopatia cronica, prevalentemente di tipo ostruttivo, che è chiaramente correlata all'abitudine al fumo di sigaretta in quantità veramente elevate. Di nuovo dobbiamo ribadire che si tratta di patologia che non riconosce, nella sua eziologia, alcun ruolo di CVM o PVC.

 

TROVO' RENZO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Renzo Trovò, nato il 7 settembre '45. I dati sono contenuti nel faldone 402. Questo caso è stato trattato all'udienza del 17 giugno ed il parere espresso dal dottor Bai è stato: broncopatia cronica, '75. Pagina 43 del verbale d'udienza. Esaminiamo la storia lavorativa. E` iniziata il 2 luglio '73; dal '73 all'80, con questa piccola discrepanza che abbiamo visto spesso presente nei tabulati che ci sono stati offerti dalla Guardia di Finanza, è operatore esterno al CV10; per lo svolgimento di tale attività sarebbe stato esposto a concentrazioni inferiori a 5 PPM. Dall'80 sino all'84 è stato lubricista manutenzione; per tale attività non sarebbe stato esposto a CVM; se si esclude la possibilità che nello svolgimento di questa mansione, che consisteva nel lubrificare tutte quelle parti che necessitano periodicamente di essere lubrificate, non sia dovuto entrare occasionalmente in reparti ove ne veniva trattato il CVM. Successivamente, dall'84 a pensiamo tutt'oggi, perché non vi è data di cessazione, è stato impiegato amministrativo, quindi non è stato esposto. Concludiamo quindi che questo soggetto non è mai stato esposto in modo significativo a CVM nel corso dell'intera vita lavorativa; non è stato esposto neppure a polveri di polimero. Esaminiamo l'anamnesi patologica. Il signor Trovò ha partecipato nel '75 all'indagine Fulc, la quale ha mostrato una lieve alterazione degli enzimi di funzionalità epatica; in particolare valori di GOT e GPT non superiori a 50 unità/litro e di GGT non superiore a 100. Vi era il margine epatico inferiore debordante per non oltre 1 cm. dall'arcata costale; la lastra del torace e la spirometria erano risultate nella norma; il questionario CECA era risultato negativo. Segnaliamo, per completezza, la positività al cold test. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono state le seguenti: alterazione della funzionalità epatica di grado medio nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l'esposizione a CVM; segni di microangiopatia periferica. Non viene quindi individuata nel '75 alterazione della funzionalità respiratoria o disturbi a carico dell'apparato respiratorio. Il 4 aprile '89 viene ricoverato; la malattia è una cardiopatia ipertensiva in fase ipocinetico dilatativa, in paziente con algie toraciche di natura verosimilmente non coronarica. In occasione di questo ricovero il soggetto riferisce di fumare 20 sigarette al giorno; gli enzimi di funzionalità epatica sono nella norma; nella lettera di dimissione si segnala il dato clinico di epatomegalia ed il risultato di una ecografia epatica: fegato aumentato di dimensione, con ipertrofia relativa del lobo destro. In tale occasione una lastra del torace ha documentato: aumento della trasparenza dei campi polmonari e modica accentuazione delle ombre ilari. Diversi anni dopo, cinque anni, viene ricoverato, nel novembre '94, per una stenosi carotidea. In occasione di questo ricovero mostra una lastra del torace nella norma e gli enzima di funzionalità epatica risultano nella norma.

COLOMBO - Il signor Trovò, di 54 anni, è discusso in aula come affetto da broncopatia cronica. In realtà la malattia rilevante è una forma importante di aterosclerosi sistemica, comprovata nell'89 da uno scompenso di cuore, da una cardiopatia dilatativa, che è stata ritenuta determinata da ipertensione arteriosa; nel '94 una diagnosi di stenosi delle carotidi, cioè di quei tronchi arteriosi che pompano sangue nel cervello. Quindi complicanze tipiche della ipertensione arteriosa; però ritengo anche aggravate dal fumo di sigaretta: era consumatore di un pacchetto al giorno. La broncopatia cronica è invece meno rilevabile, almeno nei documenti che noi abbiamo consultato. Nel '75 non vi erano i sintomi: la tosse con ispettorato; non vi era la diagnosi radiologica e né spirometrica. Compare una diagnosi nell'89 di uno sfumato enfisema, diagnosticato ovviamente mediante radiografia del torace. Ma cinque anni dopo, durante i ricoveri per la patologia di cui abbiamo parlato, circolatoria, il paziente aveva una radiografia del torace negativa. Se mai esiste una bronchite cronica, che ripeto è difficile diagnosticare dalle carte in nostro possesso, ricordo la storia di forte fumatore in un lavoratore che, secondo le nostre stime, è stato esposto a livelli bassi, meno di 5 parti, tra il '73 e l'80, e poi non è più risultato esposto a quote misurabili di vinilcloruro.

OSCULATI - Non ritroviamo quindi nella documentazione in atti gli elementi sufficienti per poter confermare la diagnosi di broncopatia cronica, che allo stato non ci risulta dimostrata. Quindi non patologia.

 

VANIN ANTONIO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Vanin Antonio, nato il 3 aprile '27 e deceduto il 12 ottobre '92. I dati del signor Vanin sono nel faldone 474; questo caso è stato trattato dai CT del PM nell'udienza del 17 giugno '98. Il parere è stato il seguente: broncopatia cronica, piastrinopenia solamente segnalata dall'Indagine Fulc; pagina 42 del verbale di udienza. Esaminiamo la storia lavorativa del signor Vanin, che è iniziata il 9 aprile '64; si è svolta sino al '68, quindi per quattro anni, nel reparto CV6, ove è stato insaccatore del polimero. I livelli di esposizione sarebbero stati, in base ai dati dell'indagine epidemiologica italiana, compresi tra 50 e 200 PPM; successivamente, dal '69 al '70, per poco più di un anno, è stato insaccatore in un altro reparto, CV5, sempre esposto a concentrazioni comprese tra 50 e 200 PPM. Si è poi trasferito al CV6, è rientrato al reparto d'origine, ove dal '70 all'82 ha svolto la mansione di pulizia essiccatori e sostituzione maniche filtranti. Questa attività non è specificamente considerata dall'indagine epidemiologica italiana; abbiamo estrapolato comunque, nella peggiore ipotesi possibile, livelli compresi tra 50 e 200 PPM nel '70-'73; tra 5 e 50 PPM nel '74-'76; inferiori a 5 PPM dal '77 all'82. Concludendo, quindi, vi è un periodo che inizia nel '64 e termina nel '73, quindi 9 anni, nel quale questo soggetto è stato esposto a concentrazioni che sono collocabili ai limiti inferiori di quelle sufficienti a determinare manifestazioni tossiche. Successivamente sono scese al di sotto di queste ultime. Il signor Vanin Antonio potrebbe essere stato esposto per tutta la vita lavorativa a polveri di polimero. Esaminiamo la storia patologica: abbiamo ricavato alcuni dati dal libretto sanitario aziendale. Vi è una lastra del torace nella norma, nel luglio '64; mentre una situazione che un evidenzia nulla di patologico nel '71. Questo soggetto fuma 8-10 sigarette al giorno nel '71 e nel '72; riferisce catarro bronchiale nel '73; alla fine del '73, ad una visita effettuata in azienda, non segnala alcuna alterazione della funzione respiratoria. Successivamente, nel '74, vi è un giudizio del medico competente di tosse secca in fumatore, confermata nel '76. Tosse secca con ronchi espiratori anche nel '77; catarro bronchiale in fumatore di 10 sigarette al giorno il 12 luglio '77. Nel '78 è segnalato un miglioramento del reperto bronchiale; non segnalata alterazione dell'apparato respiratorio nel giugno '79. Tosse secca, con abitudini rispetto al fumo invariate, il 10 luglio '79. Nel '75 il signor Vanin ha partecipato all'indagine Fulc; è risultato fumare da 30-40 anni 10-20 sigarette al giorno, Ha effettuato una lastra del torace, nell'ambito della indagine Fulc, che ha evidenziato un'accentuazione della trama broncovasale; mentre il questionario CECA è risultato negativo. Le piastrine sono risultate lievemente ridotte, ma non oltre 150 mila lire; è risultato presente il cold test, con assenza di fenomeno di Raynaud. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono state le seguenti: lieve piastrinopenia; segni di microangiopatia periferica; alla lastra del torace, accentuazione della trama broncovasale. Un anno dopo l'indagine Fulc, nel '76, è stato sottoposto ad un altro esame RX grafico del torace, che ha confermato un modesto rinforzo del disegno alla metà inferiore dei due campi polmonari. Quattro anni dopo, nel '79, ha fatto un'altra lastra nell'ambito della sorveglianza sanitaria in azienda, che ha evidenziato seni costofrenici liberi; discreto rinforzo del disegno broncovasale alle pari-ilari superiori. Il 12 marzo '81 è stato ricoverato all'Ospedale di Mirano ed è stato dimesso con la seguente diagnosi: bronchite cronica ed enfisema polmonare. Epatosclerosi. Alla raccolta dell'anamnesi ha riferito di fumare 5 sigarette al giorno. Il 28 marzo '81 lastra del torace: note di enfisema; modesto rinforzo della trama broncovasale al III° inferiore di entrambi i campi polmonari; stratigrafia dell'ambito destro; qualche stria di atelettasia lamellare al III° inferiore del campo polmonare con diaframma corrispondente più sollevato che di norma. Il 30 maggio '81 ha effettuato un'altra lastra del torace, che ha segnalato note di enfisema; la stratigrafia ha confermato strie di atelettasia lamellare. Il 13 maggio '91 un RX del torace non ha evidenziato fatti infiltrativi negli ambiti; ha indicato libere le basi. Infine sappiamo che questo paziente è morto il 28 settembre '92 per una emorragia intracranica.

COLOMBO - Il signor Vanin è discusso in aula come portatore di broncopatia e di un riscontro isolato di piastrinopenia, durante l'indagine Fulc. Veniamo subito alla piastrinopenia; abbiamo già discusso in precedenza che questo esame soffre di alcuni problemi di standardizzazione, quindi è opportuno valutare il vero significato dei valori riscontrati con ripetizioni nel tempo dell'esame e poi garantirsi sulle modalità di esecuzione. In questo dossier clinico, comunque, non emerge più il dato della piastrinopenia. Segnalo che nel ricovero dell'81 è posta una diagnosi di epatosclerosi; suppongo voglia dire una malattia progressiva del fegato; non di rado la piastrinopenia è un segnala, sia pure piuttosto tardivo, di una malattia cronica evolutiva in senso cirrogeno. Però manchiamo di informazioni, per quanto riguarda il consumo d'alcool, i fattori virali, ed altra documentazione in merito alla diagnosi che fu effettuata all'Ospedale di Mirano nel marzo '81. Tornando alla diagnosi discussa, quella di broncopatia cronica, questa è clinicamente documentata, perché a partire dal '72 v'è la tosse e l'escreato, che sono i segni caratteristici della conduzione morbosa; e poi una serie di documentazioni radiologiche coerenti. Il nostro paziente, quando fu indagato nel '75, cioè all'età di 48 anni, aveva ammesso di fumare da 10 fino a 20 sigarette al giorno, da almeno 30 anni. Per noi, quindi, vi è una buona documentazione clinica, ma anche direi del fattore di rischio connesso intrinsecamente con la bronchite cronica; lui era stato in realtà esposto dal '64 all'82 a livelli liminari di vinilcloruro monomero, che la Letteratura non associa a questa condizione respiratoria.

OSCULATI - Dunque il signor Vanin è stato affetto da una broncopatia cronica, probabilmente originata dall'abitudine al fumo di sigarette e senz'altro non dall'attività lavorativa. Per quanto riguarda la piastrinopenia, invece dobbiamo ritenere che sia una diagnosi inconsistente per un unico interlocutorio valore mai più confermato.

 

ZANZO ROMANO

 

COLOSIO - Passiamo al signor Zanzo Romano, che è l'ultimo di questo elenco di broncopatie; nato il 25 giugno '29 e deceduto il 9 maggio '77. I suoi dati sono nel faldone 479. Il caso è stato trattato nell'udienza del 17 giugno ed il parere del dottor Bai è stato di broncopatia cronica; pagina 52 del verbale d'udienza. Esaminiamo la storia lavorativa di questo soggetto, che è iniziata il 17 marzo '72, quando è stato assunto; ha svolto, fino al '73, per poco più di un anno, quindi, la mansione di conduttore carrello ed insaccatore al CV6. Gli abbiamo attribuito l'esposizione di un insaccatore, quella di conduzione di carrello è molto probabilmente minore; in base ai dati dell'indagine epidemiologica italiana abbiamo estrapolato un'esposizione di 5-50 PPM. In questo periodo potrebbe essere stato esposto anche alle polveri del polimero che veniva insaccato. Dal '73 al '76 è stato operatore d'impianto al CV8, e non è quindi stato esposto a CVM. Dal '76 al '77 è stato a disposizione e riteniamo che questo non potesse comportare un'esposizione a CVM. Il 9 maggio '77 ha cessato l'attività lavorativa per decesso. In conclusione, quindi, poco più di un anno a concentrazioni inferiori a quelle capaci di determinare manifestazioni di tossicità, per quanto concerne il monomero; possibile esposizione per questo breve periodo anche a polveri di polimero. Per il resto della sua vita lavorativa, assenza di esposizione. Esaminiamo l'anamnesi patologica. Il 24 gennaio '72 viene sottoposto a visita periodica in azienda; fuma 10 sigarette al giorno; la lastra del torace segnala: notevole accentuazione della trama, ili addensati, con disegno in parte sfumato; l'11 gennaio '75 viene ricoverato Ospedale a Mestre per inalazione accidentale di gas tossici, dimesso ristabilito; il 7 maggio '75 è ricoverato all'Ospedale di Noale per bronchite asmatiforme riacutizzata in portatore di doppio vizio mitralico, stenoinsufficienza; fuma 5 sigarette al giorno. Il 10 maggio, nell'ambito di questo ricovero ospedaliero, effettua un esame RX grafico del torace, che mostra un disegno assai accentuato bilateralmente della trama. Il 16 giugno '75 altro ricovero a Mestre per stenoinsufficienza mitralica. Nel novembre '75, dopo la dimissione da questo ricovero, partecipazione all'indagine Fulc, la quale conferma quanto noi abbiamo detto nella ricostruzione della storia lavorativa, cioè non è più esposto da due anni a CVM; è bevitore ai pasti di mezzo litro di vino al giorno ed ex fumatore da meno di 5 anni. Usa da più di un anno diuretici e cardiocinetici, farmaci che assume per via di questo problema di stenoinsufficienza mitralica. E` stato ricoverato nel '72 per ulcera gastroduodenale. Non vi è documentazione depositata inerente questo ricovero. Nel '74 per inalazione di gas tossici, e questo l'abbiamo documentato nel materiale. E nel '75 per stenoinsufficienza mitralica. All'anamnesi segnala bronchite cronica e stenoinsufficienza mitralica; segnala anche che la sua situazione bronchiale è stabile da almeno tre anni. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono: accentuazione della trama broncovasale e consiglio di eseguire esami di funzionalità epatica non effettuati nell'ambito dell'indagine. Il 7 marzo '76 non può essere sottoposto a una prova di funzionalità respiratoria, perché ha delle condizioni cardiocircolatorie scadenti, per via di quel problema valvolare che abbiamo già segnalato; il 15 (ottobre) '77 abbiamo il dato che l'Inail respinge una richiesta di indennizzo e di malattia professionale con la seguente motivazione: si tratta di una cardiopatia reumatica. Questo paziente poi muore il 9 maggio '77 in circostanze accidentali: asfissia da annegamento.

COLOMBO - Il signor Zanzo è discusso in aula come portatore di broncopatia cronica. La malattia grave che però lo affligge è una malattia cardiaca, che risulta derivare da una restringimento e da un'insufficienza funzionale della valvola mitrale, che pare - dai documenti in nostro possesso - sia stata causata da una malattia reumatica infantile. Questa condizione morbosa determina dilatazione delle cavità del cuore e progressiva insufficienza di pompa. E, come risultato, infatti, il paziente era in trattamento cronico con diuretici e farmaci capaci di ripristinare la contrattività del miocardio. Non deve quindi sorprendere, a mio giudizio, che possa avere avuto anche degli incidenti che noi definiamo respiratori. Dico questo perché nel '75 la diagnosi è quella di bronchite asmatiforme, cioè la condizione che viene considerata sostanzialmente allergica, cioè episodi che si inanellano magari in modo anche parossistico e che di solito vengono considerati risposte a sostanze dell'ambiente, verso cui la maggioranza delle persone sono ben tolleranti. Questo nostro paziente, quindi, ha una storia ben documentata di malattia cardiaca, che può coinvolgere l'apparato respiratorio a vari livelli; e una documentazione, secondo il mio parere debole, di questa broncopatia cronica, che praticamente si fonda nel '72 e nel '75 su due riscontri di radiografie patologiche. Ma la diagnosi clinica del ricovero del '75 parla di asma. Quindi, nella storia del paziente non esiste evidenza di un'esposizione a livelli importanti di vinilcloruro; esiste invece, oltre la condizione della malattia di cuore, per spiegare la patologia respiratoria, anche l'esposizione al fumo di sigaretta, stimato in 10 sigarette al giorno.

OSCULATI - Il signor Zanzo fu affetto da una cardiopatia reumatica e forse da una bronchite asmatiforme. Entrambe queste patologie non possono essere ricondotte all'azione di CVM o PVC; CVM a cui il paziente fu esposto soltanto per un breve periodo, a livelli irrilevanti sotto il profilo tossicologico.

 

BIASIOLO ANTONIO

 

COLOSIO - Passiamo ad un ultimo gruppo di casi, che cominciano con il signor Biasiolo Antonio, nato il 2 luglio '47; non è stato trattato dai CT del PM del quale è disponibile un atto di costituzione di parte civile nel quale si afferma che il soggetto è stato esposto a CVM e PVC e soffre di patologia correlata a tale esposizione. Esaminiamo la storia lavorativa del signor Biasiolo, che è stato assunto il 9 febbraio '70; vi è questa incongruenza, che altre volte abbiamo notato, comunque dal '62 al '70 ha svolto attività all'esterno del Petrolchimico, quindi questo non interessa ai fini nella nostra valutazione. Dal 9 febbraio '70 sino al 31 luglio '93 risulta genericamente dipendente Montedison e poi Eni. Non essendoci nota la mansione svolta, non possiamo nemmeno tentare di stimare i livelli di esposizione a CVM; né sappiamo se sia stato esposto. E` cessato il 31 luglio '93. All'anamnesi patologica sono depositati i dati risalenti al 25 settembre '96, esami ematochimici, che mostrano un modesto movimento di enzimi epatici: GOT 31, contro un valore normale di 29; GPT 30, contro un valore normale di 29; gamma GT 96, contro un valore normale di 46. E` segnato inoltre l'incremento dei trigliceridi, c'era un'importante dislipidemia, 882 il valore dei trigliceridi, e colesterolo anch'esso aumentato 244. Vi sono poi emocromo, glicemia, fosfatasi alcalina, azotemia, esami nelle urine nella norma; vi sono degli esami tossicologici che sono fenoli urinari a fine turno nella norma ed acido tricloroacetico nelle urine a fine turno di lavoro non rilevabile.

COLOMBO - Il commento clinico è brevissimo. Questo signore ha un valore eccessivo di trigliceridi nel sangue ed un discreto aumento del colesterolo; quindi ha una iperdislipidemia. Abbiamo già avuto modo di discutere che questa condizione può causare steatosi epatica e modesto incremento degli enzimi. Combinando questa ipotesi con il dato solido di trigliceridi molto alti, con il fatto che a noi non risulta essere stato esposto a valori significativi di vinilcloruro monomero, qui si ipotizza una steatosi epatica metabolica costituzionale. Occorre naturalmente incrementare le investigazioni con opportuni esami, innanzitutto un'ecografia ed un'anamnesi accurata, oltre che ad un esame obiettivo.

OSCULATI - In ogni modo un unico rilievo nel '96 ci consenta di rilevare appunto soltanto valori elevati nei lipidi ematici e di non porre nessun tipo di diagnosi.

 

BOTTACIN LUIGI

 

COLOSIO - Passiamo a Bottacin Luigi, nato l'11 marzo '33. I dati sono contenuti nel fandone 9. Il caso non è stato trattato dai CT del PM. Nel materiale depositato nell'atto di costituzione è segnalato che è stato assunto nel '61 e dimesso nell'88; in questi 27 anni al Petrolchimico non sappiamo che tipo di mansioni abbia svolto, per cui non possiamo esprimerci in alcun modo circa la sussistenza ed i livelli di un'esposizione a CVM o PVC. Vi sono alcuni dati inerenti l'anamnesi patologica. Abbiamo il dato di una visita aziendale che segnala che il padre è deceduto per tumore epatico all'età di 55 anni; che questo soggetto non è fumatore; che è un modesto bevitore, con un apporto quotidiano di mezzo litro di vino al giorno. Nel '62 vi è una visita in azienda, che conferma che non è fumatore, conferma che è modesto bevitore, in quest'occasione un quarto di vino. Alla visita del '62 l'esame obiettivo polmonare risulta nella norma. Il 7 giugno '64 effettua una lastra del torace che evidenzia numerose calcificazioni sparse all'ilo di destra, un po' addensato l'ilo di sinistra; questo quadro viene definito poco modificato da quello del '61, che però noi non abbiamo potuto consultare perché non era disponibile agli atti. Nel '75 ha partecipato all'indagine Fulc; è confermato che non era fumatore; è confermato un potus di mezzo litro di vino al giorno, però un consumo che va fino a 3 bicchierini al giorno di altri alcolici. Si manifesta all'indagine Fulc epatomegalia, con margine epatico inferiore che deborda di 2 cm. dall'arcata costale. Le transaminasi epatico risultano nella norma, la gamma GT mossa in modo molto modesto con un valore di 29 unità/litro. Il questionario CECA risulta negativo; la lastra del torace evidenzia accentuazione della trama broncovasale; spirometria nella norma. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono: alterazione della funzionalità epatica di grado medio riferibile all'esposizione a cloruro di vinile; radiografia del torace: accentuazione della trama broncovasale. Ci sono poi disponibili dati inerenti a sorveglianza sanitaria aziendale; ci riferiamo al periodo '74-'87; si conferma che questo soggetto non è fumatore, beve meno di 100 grammi al giorno di alcool sino all'86; nell'86-'87 non beve bevande alcoliche; è tendente all'obesità; ha una lieve ipertensione arteriosa, non sappiamo se trattata farmacologicamente o no; in tutto questo periodo mostra una modesta epatomegalia solo nel '74; successivamente l'obiettività epatica è nella norma; le transaminasi epatica sono sempre nella norma; la gamma GT risulta mossa sempre in questi ordini di grandezza già indicati, cioè inferiori alle 100 unità/litro nel '74-'75-'76; si normalizza nel periodo '77-'87; il volume corpuscolare medio oscilla tra un minimo di 91 ed un massimo di 99; vi è qualche esame radiografico del torace, in particolare del '77, del '79, dell'84, dell'86, che dà sempre esito di normalità; vi sono alcuni esami spirometrici del '78, dell'81, dell'85, dell'86, che sono tutti nella norma.

COLOMBO - Il signor Bottacin ha una documentazione clinica non particolarmente ricca di informazioni, ma quella da noi consultata sembra escludere la presenza di una malattia cronica respiratoria, fin dal '62 obiettivamente era sintomatico; le radiografie hanno avuto in successione un referto negativo; e solo nell'epoca dell'indagine Fulc era stata repertata una radiografia positiva, ma noi abbiamo già ampiamente discusso dell'ipersensibilità diagnostica di quell'indagine. Comunque, nel '75 i sintomi non erano presenti, il questionario CECA era negativo; i successivi esami '75-'86, test spirometrico negativo. In questo arco di tempo, dal '62 all'86, non vi è evidenzia di malattia respiratoria cronica. Non vi è neppure evidenza di malattia epatica, perché è emersa solo un'epatomegalia nel '75, ma gli enzimi dal '75 al '77 sono negativi; semmai quella epatomegalia significava un interessamento epatico, i fattori di rischio probabili sono un discreto consumo di bevande alcoliche ed il sovrappeso corporeo.

OSCULATI - La documentazione clinica a nostra disposizione, che riguarda il signor Bottacin, non ci consente di rilevare alcuna malattia.

 

BULEGATO GINO

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il signor Bulegato Gino, nato il 9 giugno '38. Dati contenuti nel faldone 9. Caso non trattato dai CT del PM. Documentazione interamente presente nell'atto di costituzione di parte civile. Sappiamo per quanto concerne la storia lavorativa che è stato assunto il 16 ottobre '61 e dimesso il 31 dicembre '90; in tutto questo periodo di quasi 30 anni non sappiamo che tipo di mansioni abbia svolto. Per cui non possiamo dire né se sia stato esposto a CVM o PVC, e ovviamente nemmeno i livelli di esposizione. Esaminiamo l'anamnesi patologica. Il 6 marzo '73 è stato ricoverato per appendicite acuta; all'anamnesi risultava essere astemio e non fumatore; era segnalata la presenza di gastrite. All'esame obiettivo torace ed addome risultavano nella norma; gli esami disponibili, che sono i seguenti: glicemia, azotemia, protrombina, esame urine, sono risultati tutti nella norma. Nel '75 il signor Bulegato ha partecipato all'indagine Fulc, quindi probabilmente ha lavorato in qualche reparto ove veniva trattato il CVM. Il rilievo era di fumo di 10-20 sigarette al giorno da 10-20 anni; dato questo che un è consistente con quello raccolto nell'anamnesi del '73; potus di 1 litro di vino al giorno, anche questo non consistente con quanto segnalato precedentemente, a patto che non abbia assunto questa abitudine successivamente al '73. Vi è modesta epatomegalia, con margine epatico inferiore che deborda per non più di 1 cm. dall'arcata costale. Le transaminasi sono nella norma; vi è un modesto movimento della gamma GT, che non supera le 50 unità/litro; il questionario CECA è negativo; l'esame radiografico del torace risulta nella norma; la spirometria risulta non eseguita. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono: non rilevanti segni di patologia in atto.

COLOMBO - Il signor Bulegato, di 61 anni, ha una scarna documentazione clinica che risale al '73; l'unica affezione è una gastrite che noi rileviamo; ma rileviamo anche che nel '75, d'indagine Fulc, emergono due potenziali fattori di rischio per la gastrite, che sono il consumo di bevante alcoliche ed il fumo di sigaretta sostenuto. Mancano 24 anni di follow up.

OSCULATI - La conclusione, una volta tanto in accordo con l'indagine Fulc, non rilevanti segni di patologia in atto.

 

CHINELLATO GIUSEPPE

 

COLOSIO - Passiamo ad esaminare il caso del signor Chinellato Giuseppe, nato il 27 luglio '50. Non è stato trattato dai CT del PM. I dati stanno nel faldone 13F2 e sono tutti inerenti la costituzione di parte civile. La storia lavorativa in questo caso è stata ricostruita, è stato assunto il 6 ottobre '70; nel '70-'71 è stato addetto alla preparazione delle cariche al reparto CV5-15; per tale mansione sarebbe stato esposto, in base ai dati dell'indagine epidemiologica italiana, a concentrazioni comprese tra 5 e 50 PPM; dal '71 all'80 ha volto la mansione di autoclavista al CV14-16. Tale mansione avrebbe comportato dal '71 al '73 esposizione a concentrazioni comprese tra 200 e 500 PPM; tra 5 e 50 PPM nel '74-'75; inferiori a 5 PPM dal '76 all'80; dall'80 all'85 è stato addetto alla pesatura, addetto ai controlli ambientali, al CV14-16. Abbiamo stimato i livelli di esposizione inferiori a 5 PPM; dall'85 al '90, avendo svolto successivamente la mansione di addetto a lavori vari fino all'89, addetto a lavori vari AS7 ancora nell'89; addetto di isola manutenzione '89-'90 e jolly di squadra dal '90 ad oggi, non dovrebbe essere stato esposto a CVM. A patto che qualcuna di queste attività di manutenzione o di jolly non comportasse occasionalmente l'ingresso in qualche reparto, ove veniva trattato il CVM. Comunque segnalo che dall'85 in poi di sicuro i livelli di esposizione erano inferiori a 5 PPM. In conclusione, quindi, nel '71-'73 livelli di esposizione a concentrazioni sufficienti a determinare le manifestazioni tossiche di CVM; per il resto della vita lavorativa o assenza di esposizione o esposizione a concentrazioni inferiori a quelle tossicologicamente rilevanti. Esaminiamo la anamnesi patologica. Ha partecipato all'indagine Fulc nel '75: fumava 10-20 sigarette al giorno da meno di 20 anni; segnalava un consumo di più di 2 litri di vino al giorno; alla visita medica: obiettività toracica ed addominale erano nella norma; nella norma anche GOT, GPT, gamma GT; piastrine 130.000, quindi riduzione della numerosità; questionario CECA: bronchite cronica semplice. Lastre del torace: nel dettaglio dell'esame si segnala la presenza di esiti di TBC; mentre nella scheda riassuntiva questo esiti di TBC è tradotto in un modo non consistente con la parte diciamo più descrittiva, perché è tradotto con accentuazione della trama broncovasale. Spirometria non eseguita. La conclusione dell'indagine è: lieve piastrinopenia; RX torace: accentuazione della trama broncovasale. Abbiamo altri dati, inerenti molti anni dopo, il 9 marzo '88; il signor Chinellato è stato ricoverato per asportare una cisti sebacee in regione ipogastrica al collo; in anamnesi segnala 3 bicchieri di vino al giorno e 25 sigarette al giorno. Alla raccolta dell'anamnesi patologica il signor Chinellato ha segnalato soltanto un pregresso episodio di appendicectomia, avvenuto 20 anni prima.

COLOMBO - Disponiamo di dati troppo limitati per porre ipotesi, interpretazioni, sulla storia del signor Chinellato. Infatti il questionario CECA avrebbe rilevato bronchite ed i test sperometrici e radiografici avrebbero confermato un processo infiammatorio bronchiale; però dal '75 in poi non esiste in effetti atra documentazione. Dobbiamo solo presumere che nel ricovero chirurgico dell'88 tutto fosse negativo, perché non esiste una traccia di documentazione di malattia respiratoria. Per quanto concerne il fatto che possa avere avuto la bronchite cronica, noi dovremmo, in questo caso, correlarla con il fumo di sigaretta, che ha raggiunto livelli di 20-25 sigarette al giorno. Probabilmente il paziente non ha sofferto di malattia epatica e non soffre di malattia epatica, perché era negativa la valutazione clinica effettuata nel '75, nonostante riportasse un consumo esagerato di alcool. Ma di nuovo qui mancano 24 anni di follow up. Lo stesso vale anche per la valutazione della piastrinopenia, 130.000, che nell'indagine Fulc era emersa; noi abbiamo già discusso la difficoltà di interpretare il singolo dato e l'attendibilità di esami durante queste indagini, perché il test della misura della conta delle piastrine è delicato e soffre di alcuni limiti. Quindi, in conclusione, non esiste documentazione clinica a seguire, quanto è stato appurato nel '75, per includere od escludere la possibilità di una malattia cronica respiratoria o epatica.

OSCULATI - L'unico giudizio possibile è quello che vede nell'88, a parte la ragione per cui è stato ricoverato, una banale cisti sebacea, non c'è alcun rilievo di patologia.

 

FRISON ANGELO

 

COLOSIO - Il signor Frison Angelo è nato il 15 maggio '46. I dati sono nel faldone 272. Il caso è stato trattato in aula dai CT del PM il 12 giugno. Il parere è stato il seguente: epatopatia ed epatite. L'epatite l'aveva fatta all'età di 14 anni, quindi nel '60; invece l'alterazione degli enzimi epatici risale al '64. Pagina 128 del verbale d'udienza. La storia lavorativa inizia il 29 gennaio '68; si svolge Dal '68 al '71 nel reparto CV15, ove il signor Frison svolge le mansioni di insaccatore, pulizia linea reparto. Tale mansione avrebbe comportato livelli di esposizione compresi tra 50 e 200 PPM. Dal '71 al '93 è stato addetto preparazione cariche operatore blender/buss reparto CV5-15; i livelli di esposizione sarebbero stati tra 5 e 50 PPM nel '71-'74 ed inferiori a 5 PPM in seguito. Dal '93 al presente lavoratore presso un'altra azienda, la EVC, per cui non sappiamo i livelli di esposizione. Diciamo quindi che vi è un periodo di tre anni, '68-'71, nel quale è stato esposto a livelli che si collocano ai limiti inferiori di quelli che sono sufficienti a determinare manifestazioni tossiche. Successivamente a livelli inferiori da questi da me indicati. Esaminiamo i dati dell'anamnesi patologica, che iniziano nell'agosto '67; effettua una visita periodica in azienda e riferisce un episodio di ittero nel '62; potus: un quarto di vino al giorno; peso: 74 chilogrammi per 167 cm. di altezza, quindi un certo eccesso ponderale. Partecipa nel '75 all'indagine Fulc e conclude con: alterazione della funzionalità epatica di grado medio, riferibile all'esposizione a cloruro di vinile. Il quadro sierologico mostra movimento di GOT, GPT, gamma GT, modesto, mai superiore alle 50 unità/litro. Non vi è epatomegalia. Vi è, con sollievo anamnestico, di consumo di una modica quantità di vino: mezzo litro al giorno; e di 1 bicchiere di superalcolici al giorno. Abbiamo poi dati riferiti al decennio successivo: il 16 gennaio '85 viene ricoverato per una peritonite e in occasione di questo ricovero esegue alcuni esami, tra i quali: volume corpuscolare medio, che risulta normale; la GOT risulta 18; la GPT risulta 38; risulta un modesto movimento di gamma GT, che risulta di 57. La ricerca del virus dell'epatite B dà esito negativo. Vi è poi un ricovero nel gennaio '90. Viene sottoposto a una gastrectomia totale per carcinoma gastrico. La diagnosi è di early gastic cancer escavato di tipo III°; all'anamnesi segnala di bere 2-3 bicchieri di vino ai pasti; di fumare 20 sigarette al giorno; conferma l'episodio di epatite virale di 20 anni prima. All'esame obiettivo mostra fegato e milza non palpabili. All'ingresso in ospedale, la GOT è 24; la GPT è 29; la gamma GT è 24. Questi valori sono nella norma e sono nella norma anche il giorno dell'intervento. Risultano invece modestamente mossi successivamente nei controlli effettuati il 13 ed il 18 gennaio, circa due volte i valori di base. Gli altri esami risultano tutti nella norma. Un esofagogastroduodenoscopia mostra un'ulcera gastrica media angolare, con un referto microscopico, con un referto istologico che è il seguente: adenocarcinoma infiltrante dello stomaco. Referto istologico sul pezzo operatorio: early gastic cancer escavato tipo III. Nell'ambito del ricovero il signor Frison è stato sottoposto anche ad una ecografia epatica, che ha evidenziato un fegato di dimensioni ridotte, con margini sinuose ed ecostruttura un po' disomogenea; via biliare, colecisti, milza, nella norma; non lesioni focali sostitutive. Nel maggio '90 è stato ricoverato per ulteriori accertamenti dopo l'intervento di gastroresezione. L'esame obiettivo addominale non ha portato a fare alcun riferimento al fegato da parte del medico che ha eseguito l'esame. Gli esami di funzionalità epatica sono risultati nella norma. Nella norma il volume corpuscolare medio e le piastrine. Assenza di infezioni da virus dell'epatite virale di tipo B. Peso 78 chilogrammi. Ecografia epatica invariata rispetto al controllo precedente. L'esofagogastroduodenoscopia aveva mostrato flogosi nell'area di anastomosi. E` stato raccolto un campione istologico, che ha segnalato una stomite cronica.

COLOMBO - Il signor Frison, di 53 anni, è discusso in aula come portatore di epatopatia. In realtà la malattia clinica rilevante della sua vita è questo adenocarcinoma gastrico, brillantemente diagnosticato in fase precoce, quindi con ampie possibilità ovviamente curative, mediante resezione. Noi sappiamo con certezza che il carcinoma dello stomaco ha, nei fattori di rischio più riconosciuti, alcool e fumo. Il signor Frison ha una storia di consumo elevato di sigarette e di consumo elevato di bevande alcoliche. Poi ha anche una epatopatia, che però è clinicamente sfumata, in quanto si è mostrata, tra l'83 e l'87 con degli impercettibili aumenti delle transaminasi; un'epatomegalia che non è mai stata sostanzialmente identificata. Solo nel '90 l'ecografia mostrava dei bordi, dei profili del fegato irregolari e una struttura interna di fegato irregolare. Il fatto che nell'89 il volume corpuscolare medio fosse intorno a 106 e che questo paziente abbia sempre denunciato un consumo alcolico elevato, mi fa ritenere che questa epatopatia peraltro sfumata, potrebbe essere un interessamento epatico da abuso cronico di alcool. Ricordo che il paziente è stato esposto dal '68 al '71 a valori liminari di vinilcloruro monomero.

OSCULATI - Dunque uno sfumato ed incostante interessamento epatico, dalle caratteristiche e dall'andamento cronologico completamente diverso da quello possibile ipotizzando una malattia da cloruro di vinile, che quindi deve essere esclusa. E invece è l'alcool, magari anche denunciato in misura sotto stimata, deve essere ritenuto il probabile momento eziologico più importante per questa epatopatia, che comunque deve essere esclusa dalla possibilità di un'eziologia professionale.

 

MION GIAMPAOLO

 

COLOSIO - Ci occupiamo del caso del signor Mion Giampaolo, nato l'11 giugno '39. Non è stato trattato in aula dai CT del PM. Non sappiamo nulla della storia lavorativa, quindi non sappiamo né se sia stato esposto e né a che concentrazioni. Dal 30 novembre '77 al 7 dicembre '77 è stato ricoverato in ospedale per una stomatite da farmaci. Non vi sono altri dati importanti. Il 24 febbraio '81 sino al 9 marzo '81 è stato ricoverato all'Ospedale Generale di Mirano, per un'insufficienza respiratoria in bronchite cronica; alla dimissione è stata segnalata la presenza di bronchite cronica ed enfisema polmonare; durante il ricovero sono stati ottenuti i seguenti dati: fumava 20 sigarette al giorno; da 20 mesi non fuma - e siamo nell'81 -; beve un litro, un litro e mezzo di vino al giorno. Prove di funzionalità respiratoria, effettuata il 26 febbraio '81: discreto deficit ventilatorio ostruttivo, consigliata prova broncodinamica. Il 6 marzo, effettuata la prova broncodinamica: modesto ma significativo incremento di VEMS e FEF, dopo somministrazione di 500 multimicrogrammi di salbutamolo. Il quadro, alla luce di questo accertamento diagnostico, depone per un deficit ventilatorio ostruttivo, riferibile a bronco-bronchiolostenosi, in parte prontamente reversibile. Gli esami ematochimici sono tutti nella norma, ad eccezione della sideremia che è di 220 ad un primo controllo e 73 ad un secondo; della transferrinemia che mostra valori pari a 252. Vi è un successivo ricovero nel giugno '86, per intossicazione da diossido di zolfo, nidrina solforosa NH3, ammoniaca; nella mattinata aveva inalato vapore, aveva manifestato dispnea, vomito, sensazione di testa pesante. Per questo il servizio sanitario aziendale l'aveva immediatamente inviato al Pronto Soccorso Ospedaliero. Segnala l'anamnesi che negli ultimi otto anni è stato ricoverato per tre volte all'Ospedale di Mirano per broncopatia cronico-ostruttiva; segnala di essere al momento in terapia, con controlli ambulatoriali. Il 25 maggio '88 viene ricoverato all'Ospedale di Mirano; il motivo del ricovero è dispsia e diarrea; alla dimissione viene segnalata: pancreopatia lieve, diverticolosi multipla del colon, broncopatia asmatiforme cronica; durante il ricovero all'anamnesi segnala una pneumopatia professionale riconosciuta da molti anni. Non abbiamo però trovato documentazione inerente questo problema, che quindi resta aperto. Ha smesso di fumare da 11 anni e beve 1 litro e mezzo di vino al giorno. Gli esami ematochimici risultano nella norma, ad esclusione di un lieve aumento di amilasuria. L'esame obiettivo mostra un fegato palpabile a 3 cm. dall'arco; alla palpazione di consistenza dura. Il murmure vescicolare è attenuato su tutto l'ambito polmonare. Vi sono alla visita gemiti espiratori diffusi. L'ecografia del fegato mostra un fegato modicamente aumentato di dimensioni, con qualche disomogeneità della struttura; un probabile angioma del lobo epatico destro. Una lastra del torace risulta nella norma. Viene poi ricoverato ancora nell'88, il 20 settembre; resta ricoverato 5 giorni, per un polipo vescicale, rimosso in cistoscopia; nell'ambito di questo ricovero mostra dislipidemia, colesterolo 275, trigliceridi 296, assenza di infezione da virus dell'epatite B, funzionalità epatica nella norma. Nel '93 vi è poi un ricovero di pochi giorni per epatopatia cronica; alla dimissione si segnala: epatopatia esotossica con dislipidemia secondaria; broncopatia cronico-ostruttiva; papillomatosi vescicale, che è sotto controllo, in follow up. All'anamnesi risulta avere fumato 10-15 sigarette sino a 15 anni; alcool: 1 litro di vino al giorno. Esame obiettivo: fremito vocale tattile ridotto; suono plessico lievemente iperfonetico; margini polmonari normali; basi ipomobili, con murmure vescicolare ridotto. Il margine epatico deborda di 2-3 cm. dall'arcata costale, ma la milza è nei limiti. Per quanto concerne gli esami ematochimici, abbiamo incremento del valore di gamma GT; confermata una migliorata dislipidemia: 256 di colesterolo e 210 di trigliceridi. Non anticorpi per l'epatite di tipo C, non infezione da virus dell'epatite B. L'RX torace mostra l'aumento della trasparenza polmonare. Spirometria: deficit ventilatorio ostruttivo associato a segni di ridotta elasticità polmonare. Capacità funzionale 90 per cento, volume espiratorio forzato 75 per cento del peso. L'eco dell'addome mostra un fegato aumentato di volume, con struttura steatosica. Due angiomi al segmento IV. Vi è poi una storia di esami del torace disponibili agli atti, che mostrano un rotondamento del seno costofrenico di destra nel '74, nel '77, nel '79; nell'82 quadro nella norma; lieve accentuazione della trama nell'81. Nell'86 ancora accentuazione della trama alle basi, più evidente a sinistra, ove è sospettabile la presenza di bronchiettasie. Non cito il dettaglio degli altri, così chiudiamo questa discussione più rapidamente. Per quanto concerne le PFR, ve ne sono disponibili 15, con evidenza in modo pressochè stabile di deficit di tipo ostruttivo, in parte reversibile al test con broncodilatatori. Le visite in azienda dimostrano un potus di mezzo litro; fumo di 20 sigarette; eco addome esame obiettivo addome e torace non significativo nel '70; catarro al mattino tra il '76 ed il '90; fumo: cessazione dell'abitudine nell'88; potus inferiore ai 100 grammi di alcool al giorno e poi tra 100 e 200 grammi nell'intero periodo considerato; sintomi di bronchite all'anamnesi e talora segni di bronchite alle visite. In taluni casi movimento di gamma GT e peso oscillante tra 69 e 74 chilogrammi; ricoveri quasi annuali per bronchite e riacutizzazioni di questa bronchite. Vi è nell'82 la richiesta di indennizzo di malattia professionale in esposto ad irritanti respiratori, che viene respinta in prima battuta e successivamente riconosciuta al 15 per cento; successivamente portata nell'86 al per 20 per cento: pneumopatia da irritanti vari. E' in terapia per questa broncopatia ostruttiva. Nell'88 la percentuale di inabilità viene fissata dall'Inail nel 22 per cento.

COLOMBO - Il signor Mion, di 60 anni, secondo la nostra ricostruzione, soffre di quattro condizioni morbose. Due sono sostanzialmente legate alla storia di eccessivo fumo di sigarette e sono la broncopneumopatia cronica ed i papillomi della viscica. La broncopneumopatia cronica è documentata a partire dal '76, con sintomi di tosse produttiva; poi, attraverso alcuni ricoveri, è concretizzata con test sia funzionali che radiologici. Alla fine la diagnosi è solida ed è quella di enfisema polmonare. I papillomi vescicali vengono soltanto accennati nella storia di questo paziente, ma poi sono stati trattati per via endoscopica con rimozione. Altre due condizioni morbose sono l'epatopatia e la pancreatite cronica. Mentre per l'epatopatia a noi sembra solida la diagnosi eziologica di malattia cronica da alcool; per la pancreatite è verosimile che operino i due noti fattori di rischio, l'alcool soprattutto ma anche il fumo di sigaretta. La malattia epatica è documentata a partire dall'88 con un'epatomegalia certificata ecograficamente. Nel '93 la diagnosi di malattia epatica è anche eziologicamente definita durante un ricovero come alcolica. In quell'occasione un'ecografia conferma che si tratta di un'epatomegalia con steatosi ed è verosimile quindi che questa diagnosi di malattia alcolica sia corretta. Quindi, per riassumere, il signor Mion presenta quattro condizioni cliniche che bene si riconoscono nei due fattori di rischio da lui denunciati, che sono l'eccessivo fumo di sigaretta e l'eccessivo consumo di bevande alcoliche.

OSCULATI - Dunque, di rilevante, per la nostra indagine, abbiamo un'epatopatia, che per caratteristiche ed andamento cronologico e dato anamnestico dell'uso del consumo alcolico adesso deve essere riferito in maniera tipica ed esclusiva. Ed invece una broncopatia cronico-ostruttiva in evoluzione infisematosa che ancora una volta è chiaramente riferibile al fumo di sigaretta e con essa coerente nell'andamento evolutivo. Dunque, due patologie che hanno un'esclusiva origine extraprofessionale.

 

POLETTO ANTERO

 

COLOSIO - Affrontiamo il caso del signor Poletto Antero, nato il 19 luglio '37. I dati sono contenuti nel faldone 354. Il caso è stato trattato nell'udienza del 17 giugno '98 a pagina 25 dal dottor Bai. Qui devo fare un riferimento anche alle indagini preliminari, perché è cambiata in modo radicale la diagnosi; nel senso che era stato indicato prima come affetto da carcinoma polmonare ed in quest'occasione viene invece indicato affetto da un'epatopatia diagnosticata nel '75; poi è indicato come deceduto per altra causa, cioè carcinoma esofageo. Esaminiamo i livelli di esposizione del signor Poletto Antero e li possiamo discutere brevemente: è stato assunto l'1 ottobre '72; sino al 31 luglio '73, per meno di un anno, è stato insaccatore nell'impianto di flocculazione CV6, esposto a concentrazioni di CVM comprese tra 5 e 50 PPM ed a polveri di PVC; successivamente, nell'ambito di tutta l'attività svolta dal '73 sino all'89, anno nel quale ha cessato l'attività lavorativa al Petrolchimico, non è più stato esposto. Per cui circa nove mesi di esposizione a concentrazioni insufficienti a determinare manifestazioni tossiche. Esaminiamo la storia patologica. Vi è una visita in azienda nel '63, nella quale si evidenzia consumo di trequarti di litro di vino al giorno e fumo di 10 sigarette. Vi è la partecipazione del signor Poletto all'indagine Fulc. Risulta bere 1 litro di vino e 3 bicchierini di superalcolici al giorno. Mostra epatomegalia, con margine epatico inferiore e debordante, non più di 3 cm. dall'arcata costale. GOT e GPT sono normali; gamma GT mossa ma inferiore a 50 unità/litro. Le conclusioni dell'indagine Fulc sono: epatomegalia cronica, nella cui genesi ha giocato un ruolo importante l'esposizione a cloruro di vinile. Nell'ottobre '75 viene ricoverato per altra causa: Herpes Zooster. Alla raccolta dell'anamnesi risulta bere 1 litro di vino e 3 bicchierini di superalcolici al giorno. Nel '78 vi è la risposta dell'Inail ad una richiesta di indennizzo di malattia professionale: epatopatia e pneumoconiosi; respinta perché, dagli accertamenti svolti, è stato escluso che il lavoratore sia affetto dalla malattia professionale denunciata. Il 29 marzo '78 vi è un RX del torace nella norma. L'esame dei tabulati aziendali inerenti il periodo '75-'80 mostra potus alterno, talvolta inferiore a 100 grammi di alcool al giorno e talvolta compreso tra 100 e 200. Mostra anche talora movimento di enzimi di funzionalità epatica. Il 31 marzo '80 dal libretto sanitario aziendale risulta bere più di 1 litro di vino al giorno; fegato di due dita sotto l'arco; movimento di GOT e GPT e più significativo della gamma GT. Conclusioni del medico che ha esaminato questo caso: meno vino. Il 13 marzo '88 è stato ricoverato per emisindrome destra ed afasia da sospetto ictus cerebrale con crisi convulsive subentranti. Nella lettera di trasferimento del paziente ad un reparto di neurologia, si segnala che nell'anamnesi, raccolta dalla moglie, risulta solo un etilismo cronico. Il 14 marzo '88 è trasferito ad un reparto di neurologia per un coma cerebrale da emorragia intracranica; in occasione di questo ricovero per questo gravissimo evento mostra un movimento di GOT; GPT nella norma; gamma GT molto elevata, valori intorno alle 800 unità/litro; glicemia molto elevata anch'essa: 252; assenza di infezione da virus dell'epatite B e volume corpuscolare medio 98; dislipidemia; colesterolo 350. La lettera del primario di neurologia al medico curante alla dimissione, il 9 maggio '88, segnala: il paziente che ha precedenti per alcolismo ha presentato un grosso ematoma temporale sinistro; si vuole ora indagare la possibilità di una malformazione vascolare all'origine dell'emorragia. Qui in fondo troviamo forse la spiegazione di quella segnalazione in partenza di neoplasia polmonare; cioè, abbiamo trovato, nella documentazione di questo paziente, documentazione clinica inerente un certo signor Pozza Giovanni, nato il 19 dicembre '27, che era risultato affetto da carcinoma polmonare. Segnalo che non abbiamo trovato nulla inerente la morte di questo paziente, che i CT del PM hanno attribuito ad un tumore esofageo.

COLOMBO - La documentazione sanitaria del signor Poletto mette in luce due malattie certe. Una è l'ictus cerebri, che potrebbe dipendere, oltre che dall'eccesso di consumo di alcool, al fumo di sigarette ed alla iperdislipidemia, della quale il paziente è affetto. L'altra è un'epatopatia. Come già accennato dal dottor Colosio, la diagnosi di carcinoma esofageo non è sostanziata da alcun documento clinico. La malattia epatica che viene discussa in aula sembra legata al riscontro di un'epatomegalia nel '75 e ha alterazione degli enzimi lungo un arco di tempo che va dal '75 all'88; ed in almeno un'occasione il paziente è ricoverato con la diagnosi di etilismo cronico. E quindi, anche se manchiamo di esami importanti come l'esame ecografico, la TAC, o l'esame istologico, che comprovino esistenza di una vera ed importante malattia di fegato, questo interessamento epatico che è stato discusso in aula noi lo mettiamo in rapporto con l'abuso cronico di alcool e con la presenza di una iperdislipidemia.

OSCULATI - Dunque, la documentazione che abbiamo avuto a disposizione ha dimostrato un ictus cerebri ed un interessamento epatico in una vera e propria epatopatia, che deve essere attribuita chiaramente ed univocamente all'abuso alcolico. Tutto questo in paziente esposto a livelli di cloruro di vinile irrilevanti sotto il profilo tossicologico. Sono tutte quindi patologie di origine extraprofessionale.

 

ROSSI GIUSEPPE

 

COLOSIO - Il signor Rossi Giuseppe, nato il 22 maggio '24. I dati sono nel faldone 35F1; caso non trattato dai CT del PM.

Storia lavorativa: è stato assunto l'1 febbraio '58; sempre nello stesso anno, per un periodo di tempo non partecipato, mansione non nota al CV3, esposizione non quantificabile; successivamente CV14, dal '59 al '74, mansione non nota ed esposizione non quantificabile; dal '75 all'81 fattorino e servizi generali, non esposto. Partecipa nel '75 all'indagine Fulc; risulta ex fumatore da dieci anni; potus un litro di vino al giorno ed un bicchiere al giorno di superalcolici. L'anamnesi patologica segnala una broncopneumopatia cronica con enfisema. Alla visita non si presenta epatomegalia. GOT e GPT sono nella norma; gamma GT è 45; il questionario CECA è negativo; l'RX del torace mostra un'accentuazione della trama broncovasale.; la Spirometria non è eseguita. L'indagine Fulc segnala: RX torace, accentuazione della trama broncovasale. Non vi è altro inerente il signor Rossi.

COLOMBO - Breve il commento clinico che riguarda il signor Rossi. Al tempo dell'indagine Fulc era un signore di 51 anni, con una storia di fumo di sigaretta abbandonato ed un sostenuto consumo di bevande alcoliche. Riferiva una broncopneumopatia cronica con enfisema. Tuttavia al questionario non sembra avere sintomi di tosse produttiva. L'unica documentazione di questa presunta malattia respiratoria era una radiografia, con accentuazione della trama bronco vascolare. Mancano 24 anni di follow up.

OSCULATI - Quindi, sotto il profilo medico legale, non è possibile porre alcuna diagnosi.

 

SCARSO LINO

 

COLOSIO - Affrontiamo l'ultimo caso della nostra discussione dei casi: il signor Scarso Lino, nato il 22 settembre '39. Non è stato trattato dai CT del PM. Materiale ricavato dall'atto di costituzione di parte civile. La storia lavorativa non è nota, è stato assunto il 16 aprile '72 e si è dimesso l'1 dicembre '94. Abbiamo alcuni dati inerenti visite mediche periodiche, periodo '77-'93. Fuma meno di 10 sigarette al giorno dal '77 all'89; ne fuma 20 dall'89 al '93. potus inferiore ai 100 grammi di alcool al giorno per l'intero periodo considerato. Fegato sempre palpabile all'arco. GOT, GPT, gamma GT nella norma per l'intero periodo considerato. Volume corpuscolare medio pari a 100 nel '76 ed a 101 nel '77. RX torace del '75 nella norma; del '77 bronchite con la dizione: peggiorato rispetto al precedente. Nell'80 invariato rispetto a quello del '77. Successivamente, nell'83, ancora RX torace nella norma; nell'87, nell'89, nel '92, rinforzo della trama broncovasale. Spirometrie: dall'80 al '92 questo soggetto ha eseguito otto esami spirometrici, che sono risultati tutti nella norma.

COLOMBO - Breve anche il commento clinico del signor Scarso, di 60 anni. Avrebbe la documentazione radiologica negativa, sostanzialmente per malattie respiratoria, tranne in un episodio, nel '77. La clinica è muta, non vi è cioè riferimento di tosse produttive; qui esami spirometrici sono stati eseguiti tra l'80 ed il '92 con referti negativi. Vi è quindi un'evidenza molto tenue che possa soffrire di una malattia bronchiale di tipo cronico; ma se questo fosse il caso, ricordiamo che è un consumatore di sigarette, un pacchetto al giorno. Per quanto riguarda il fegato, vi è un breve cenno al riscontro, ai tempi delle indagini effettuate, di transaminasi nella norma e fegato non debordante. Il consumo cronico di bevande alcoliche ha determinato solo un aumento del volume crepuscolare medio a livelli di 101.

OSCULATI - Tutto ciò è chiaramente insufficiente a porre diagnosi e tanto meno a dimostrare la presenza di una patologia professionale.

 

CASI PER I QUALI NON ESISTE DOCUMENTAZIONE

 

COLOSIO - Per completezza, per dire che li abbiamo valutati tutti questi pazienti, questi soggetti, abbiamo fatto un elenco dei casi per i quali veramente non v'è alcuna documentazione disponibile; per cui non siamo nemmeno in grado di ipotizzare se abbiano o non abbiamo patologie, se siano o non siano stati esposti. I casi sono questi che adesso cito: Alberti Giovanni; Artuso Mario; Ballarin Lucio; Barbiero Iseo; Bardelle Adolfo; Bello Lino; Bello Stefano; Bernardi Ruggero; Boscolo Antonio detto "Bisto"; Boscolo Danilo detto "Bozza"; Bozzolan Adriano; Cacco Gastone; Calore Gianni; Capicotto Carmine; Capodiferro Paolo; Castaldello Lino; Cavi Luciano; Cecchinato Sergio; Codato Luigi; Coin Giorgio; De Bei Alessio; Deppieri Ennio; Donadel Francesco; Favaro Sisto; Fiorin Angelo; Furlan Renzo; Gabban Sergio; Galinberti Giuliano; Gambato Gianfranco; Longo Bruno; Maguolo Nevio; Manente Renzo; Marchiori Lucio; Menin Gianni; Michieletto Daniele; Monetti Franco; Montagner Giuseppe; Morello Bruno; Panzonato Luciano; Passadore Danilo; Pesce Ampelio; Pesce Giuseppe; Ratto Odone; Ruffato Gino; Sacchetto Gassiano; Salvalaio Armando; Salvalaio Sandrino; Sbrogiò Secondo; Scale Nicodemo; Tescari Daniele; Tommasi Giuseppe; Vanuzzo Federico; Vanzan Alcide; Varagnolo Giuseppe; Vianello Gianni; Vidali Giovanni; Zanotto Bellini Mario.

Presidente: I nomi di questi signori dove li avete trovati, perché a noi non risultano né nella lista del Pubblico Ministero e né nelle liste delle Parti Civili che si sono costituiti Parti Civili. Da dove vengono?

COLOSIO - Sono soggetti che, per vario motivo, sono entrati in questo procedimento, o perché si sono costituiti o perché hanno avanzato una richiesta di tipo risarcitorio, immagino, ritenendosi lese. Comunque, sì, nessuno di questi, confermo, risulta essere stato trattato dal PM e né essere nell'elenco del PM.

Presidente: Neanche tra quelli aggiuntivi della contestazione aggiuntiva?

COLOSIO - In effetti, ma molti di quelli che abbiamo trattato anche oggi, signor Presidente, erano casi che non erano stati trattati dai CT del PM, perché non erano in nessuna delle due liste presentate appunto dal PM, erano al di fuori di questa lista. Vi era solo un atto di costituzione di Parte Civile.

Presidente: Tutti questi a voi risultano costituitisi Parte Civile?

COLOSIO - Sì.

Pubblico Ministero: Se mi è consentito intervenire sul punto, già in alcune altre circostanze mi pareva di avere rilevato che erano stati inseriti dei nomi di persone che non facevano parte della lista di quelli contestati. Ci sono dei nomi che si sono aggiunti perché ho fatto dichiarazioni di costituzione di Parte Civile però non rientrano nelle contestazioni, per Il momento. Non se ne è più parlato e non hanno prodotto documentazione, anche perché c'è stato poi il risarcimento del danno, quindi non ho più avuto interesse a coltivare la loro costituzione. Credo sia questa la situazione.

Presidente: Questo come chiarimento conclusivo di questa lista. Vi ringraziamo davvero dello sforzo e del contributo che avete portato. Avete trattato con grande professionalità tutto. A questo punto volevo fare un programma per il futuro. Se non sbaglio, noi adesso avremmo delle udienze in maggio, il 14 maggio e via via.

Pubblico Ministero: Il 18 maggio ed il 19 maggio; il 14 è passata per il processo Bottega, mi pare. 18, 19, 26, 28 maggio.

Presidente: Quali sono i programmi del Pubblico Ministero?

Pubblico Ministero: Io credo che bisognerà fare il controesame del professor La Vecchia, che l'altra volta era venuto ma non si è concluso. Dopodichè ci dovranno essere i controesami dei medici e degli esperti che abbiamo sentito in questi giorni.

Presidente: Quindi il professor Lotti, il professor Colombo, il professor Colosio..

Pubblico Ministero: Sì, perchè credo ci siano domande un po' da parte di tutti.

Presidente: Il giorno 18 lo riserviamo al controesame; ritenete che sia necessario anche il giorno 19, oppure ritenete sia sufficiente una giornata sola per i controesami?

Pubblico Ministero: Io non ho molte domande da fare.

Presidente: Se si tratta di domande sui criteri di carattere generale e di valutazione, allora il termine può essere di una o due udienze; se si tratta invece di un controesame che ricomprende anche i singoli casi, non dico tutti ma numerosi e singoli casi, allora forse il controesame deve ulteriormente ampliarsi e ricomprendere altre udienze.

Pubblico Ministero: Le indicazioni mie e poi anche quelle per la parte che ho sentito dei difensori di Parte Civile, eventualmente quelli presenti potranno confermare e precisare, sono di effettuare il controesame solamente sulle questioni di carattere generale, salvo casi specifici che possono emergere. Non so, da parte mia no, però mi pare che qualcuno possa farlo; ma saranno casi sporadici. Il discorso è di farlo sulle parti e sulle premesse generali. Ovviamente non posso essere nella mente di tutti i difensori di Parte Civile, per quello che so io, questo mi risulta.

Avvocato Alessandri: Rispetto alle ultime udienze, quando era stato concordato il controesame per il 20, la scorsa udienza, si era indicata la data del 18 maggio per il controesame del professor Colombo e del professor Lotti, sulle questioni di carattere generale, così come c'era stato indicato; in questo senso noi ci siamo programmati, sostanzialmente. Faccio presente che il 18 ed il 19 non potrà essere presente il professor La Vecchia, perché è all'estero in quel periodo, purtroppo non è in Italia.

Presidente: Per il 18 ed il 19, se ci fosse la disponibilità quindi dei professori Lotti, Colombo, Colosio e gli altri che hanno partecipato, per la valutazione dei casi.

Avvocato Alessandri: Sulle questioni di carattere generale, il professor Colombo che il professor Lotti, sia il 18 che il 19, sono a disposizione.

Avvocato Manderino - Per quanto riguarda me, io sicuramente avrò da fare delle domande ai professori Lotti e Colombo, sui casi singoli; non solo su questioni di carattere generale, cioè sulle persone che assisto.

Presidente: Il 18 ed il 19 sono qui, ci sarà il tempo.

Pubblico Ministero: Solo per completezza, anche il professor Colosio, diciamo l'equipe che ha lavorato, non solo i due.

Presidente: Va bene. Ritenete necessarie due udienze per questo controesame? Perché non vorrei che poi per il giorno 19 mancasse qualcosa.

Pubblico Ministero: Per quanto mi riguarda, Presidente, ripeto che non posso essere.. Per quanto mi riguarda, sarebbero sufficienti.

Presidente: Veda un attimo, magari per il pomeriggio del 19, quanto meno, di programmare un qualche cosa, per poter procedere oltre, nel caso che esauriamo tra il 18, tutto il giorno, ed il 19, magari la mattina, il controesame.

Avvocato Alessandri: Mi perdoni ancora una cosa, Presidente, poi concludiamo definitivamente. Siccome ho sentito che ci saranno delle domande anche sui casi singoli, per carità, va benissimo, solo che, per portarsi la documentazione di 500 casi, non è cosa da poco. Chiedo se è possibile sapere quali potranno essere i casi sui quali i nostri consulenti saranno sentiti, perché c'è un problema proprio di natura fisica, di avere la documentazione qui a disposizione e di poterla rapidamente consultare. Immagino che ci saranno delle contestazioni e, per poter rispondere, bisogna vedere i documenti, o controllarli quanto meno. Le nostre sono evidentemente schede riassuntive.

Avvocato Manderino: Io posso aiutare dicendo che, parlando per me, farò le domande sui casi delle persone che sono assistite dall'avvocato Manderino.

Presidente: Vuole nominarle, per cortesia?

Avvocato Manderino: Allora sono: Mario Arnini; Vincenzo Cappelletto; Silverio Zagagnin; Giovanni Sgnaolin; Luciano Mazzolin; nonchè Donolato Agostino; Natale Zampieri; Italo Pradel. Se ho dimenticato qualcuno, semmai vi avviserò.

Presidente: Vi sono altre Parti Civili interessate a fare un controesame sulle posizioni che tutelano?

Avvocato Alessandri: Presidente, adempiendo agli impegni assunti, io deposito: le schede dei casi trattati nelle scorse udienze, tranne quella di oggi; la relazione del professor Lotti, corredata dai lucidi; la relazione del professor Colombo, cioè la sua deposizione, mi perdoni, corredata di lucidi.

Presidente: Va bene, grazie; sono a disposizione delle parti.

 

L'udienza è tolta alle ore 17.15.

 

RINVIO AL 18 MAGGIO 1999

 

IVDI -  Sede operativa: Casale sul Sile

processi on line - processo Petrolchimico Marghera -  vai alla home page