UDIENZA DEL 23 FEBBRAIO 2001

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC. A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procede all’appello. Riprendiamo l’udienza. Io direi, se le parti, percependo un po’ quella che era stata la proposta del Tribunale, di fare questa consulenza in contraddittorio, hanno predisposto quello che può essere, così l’abbiamo chiamato, un protocollo di affidamento dell’incarico ai consulenti delle parti, potremmo esaminarlo insieme.

 

Pubblico Ministero: Presidente, volevo chiedere se fosse possibile, prima di cominciare a discutere di questa faccenda che probabilmente porterà via un po’ di tempo, soprattutto al Tribunale, siccome ci sono i tre medici che avevamo programmato da lungo tempo che fossero sentiti per le nove, è possibile sentirli prima di tutti, solo se possibile, così almeno poi possiamo liberarli?

 

Presidente: va bene.

 

Avvocato Mucciarelli: chiedo scusa, forse io mi sono perso qualche passaggio, ma credo fosse stato concordato per il pomeriggio, perché ai nostri consulenti medici abbiamo detto il pomeriggio. Questa mattina era stata prevista questa questione qui, più...

 

Presidente: no, guardate, non abbiamo parlato di mattina e di pomeriggio, mi dispiace; su questo proprio tengo ad escluderlo, anche perché i testi del Pubblico Ministero ed i consulenti del Pubblico Ministero erano talmente pochi che, davvero, avevo sollecitato anche le parti civili a prepararmi una lista per l’audizione di testi. Purtroppo mi è arrivata una lista molto striminzita, abbiamo già perso l’udienza di mercoledì. Io lo dico esplicitamente alle parti civili: voi avete presentato delle liste testi, l’indicazione di consulenti, però non potete una volta presentata la lista assentarvi dalle udienze e non partecipare ad una programmazione per l’audizione dei vostri consulenti e dei vostri testi! Va a finire che il Tribunale poi, ad un certo punto, non li sente più. Cioè, io ho dovuto saltare l’udienza di mercoledì perché delle parti civili nessuna era disponibile a sentire i propri consulenti ed i propri testi; questo è il fatto. E questo mi pare grave, perché io non è che mi... poi mi viene presentato un programma dicendo: io sono disposto a far sentire i miei testi ed i miei consulenti all’udienza tale; io all’udienza tal altra; come se, voglio dire, il Tribunale poi fosse a disposizione di quelli che... No, nei limiti del possibile lo può essere, però un programma lo si fa insieme, non che ciascuno dia le sue disponibilità e poi non si faccia vivo per tre o quattro udienze. Eh no, signori! Nei limiti in cui sarà possibile, il Tribunale escuterà i testi ed i consulenti per le udienze che voi avete programmato; se quelle udienze non possono essere utilizzate perché devono essere utilizzate diversamente, il Tribunale valuterà se sarà necessario sentire i testi o non li terrà anche decadute le parti, tutto sommato. Cioè, voglio dire, anche questo, di presentare le liste e di non farsi vivi poi per tre o quattro udienze, non lo so, davvero insomma, farsi rappresentare così, con un sostituto che però non è in grado di prendere neppure la parola per indicare al Tribunale quali possono essere le indicazioni. Devo dire che è stato molto diligente l’avvocato Manderino a recepire le indicazioni di taluni; ma di taluni altri proprio non è stato possibile, perché non li ha neppure rintracciati, neppure in tre giorni li ha rintracciati. Insomma, mi pare eccessivo questo. Anch’io mi sono dato da fare ieri e ieri l’altro, per rintracciare alcune persone, ma non c’erano, oppure erano impegnate. Prendo atto di questo comunque, che non è stata indicata neppure una giornata, dove possono essere sentiti i testi; che si è dichiarata una, o comunque si è verificata una indisponibilità, neppure giustificata, del difensore della parte civile che ha chiesto l’audizione dei testi. Di questo il Tribunale dovrà tener conto. Bene, detto questo, questo lo dicevo perché oggi dobbiamo sentire tre consulenti mi pare, o due consulenti del Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: tre.

 

Presidente: alcuni altri testi del Pubblico Ministero; qualche teste che siamo riusciti a reperire all’ultimo momento delle parti civili, e basta. Quindi anche oggi è un’udienza... e poi dovremmo discutere di questa questione. Quindi è impensabile che il pomeriggio si possa andare per sentire i consulenti del Pubblico Ministero. Possono accomodarsi fin da adesso.

 

Pubblico Ministero: ecco allora i tre consulenti sono il dottor Bracci, il dottor Martinez, il dottor Rodriguez. Se si possono accomodare al tavolo, così vengono... il dottor Bartolucci, chiedo scusa. I casi che devono essere presentati sono i tre casi residui, nel senso che Carraro Lino e Ruzza Esterino erano già inseriti nel processo come parti civili e sono deceduti nel frattempo. Questi due casi non sono stati trattati come evento morte nel corso delle precedenti audizioni dei consulenti tecnici. Invece il caso di Bolzonella Carlo è un caso di decesso recente, del novembre del 2000 mi sembra, e quindi dovrà essere discusso ex novo. Quindi, io chiederei ai consulenti se sono pronti, di cominciare a trattare del caso di Carraro Lino.

 

DEPOSIZIONE DEI CONSULENTI

DR. BRACCI CARLO - DR. MARTINES DIEGO

DR. BARTOLUCCI G. BATTISTA

 

PUBBLICO MINISTERO

 

CARRARO LINO

 

BRACCI - Carraro Lino è nato il 13 aprile del ‘37 ed è deceduto il 13 dicembre del ‘99. Aveva lavorato dal ‘56 al ‘76 al CV15; nel 1996 gli era stato diagnosticato un morbo di Hodgkin. Era in chemioterapia quando nel dicembre del ‘99 è insorta improvvisamente una insufficienza renale, che lo ha portato a morte in pochi giorni. L’insufficienza renale acuta è insorta in un paziente che aveva, fino a pochi giorni prima, l’ultimo esame è del 7 dicembre ‘99, valori normali di funzionalità renale, e quindi può essere attribuita ragionevolmente sia alla terapia antitumorale praticata, che è dotata di tossicità per il rene, e sia al fatto che all’esame TAC era stata dimostrata una compressione di un’arteria renale da parte di un linfonodo tumorale. Quindi si può dire che il linfoma di Hodgkin è la causa di queste complicazioni e quindi la causa della morte.

 

RUZZA ESTERINO

 

DOMANDA - Il caso successivo è quello di Ruzza Esterino che parimenti era già stato trattato e per il quale c’è solo l’evento di morte da indicare.

MARTINEZ - Signor Giudice, Ruzza Esterino è nato il 5 aprile ‘26 ed è deceduto il 6 agosto del ‘99. Il paziente è già stato discusso nelle varie udienze il 13 ottobre del ‘98 ed il 26 marzo del ‘99. Era entrato nel processo con la diagnosi di epatopatia diagnosticata all’epoca dell’indagine Fulc nel ‘75 poi questa diagnosi di epatopatia è stata più volte confermata nell’81 e nell’88, nel corso di due ricoveri presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università di Padova. La malattia epatica nel corso degli anni poi è evoluta in cirrosi, secondo l’aggiornamento riportato dal dottor Bai nell’udienza del 30 novembre ‘99. In quella udienza abbiamo anche appreso che il paziente era stato riscontrato HCV positivo. La cirrosi, che probabilmente è stata silente per molti anni, come spesso accade, si è manifestata nel ‘98, con la comparsa di una complicanza, cioè di un versamento ascitico, cioè un liquido all’interno della cavità peritoneale. Il paziente, per questo motivo, si ricovera presso il reparto di malattia epatobiliare dell’ospedale di Mestre, dove viene sottoposto a paracentesi evacuativa, cioè viene sottratto il liquido ascitico dalla cavità peritoneale. Viene ricoverato dal 17 agosto ‘98 al 4 settembre ‘98. In quell’occasione viene sottoposto anche ad endoscopia digestiva, dove vengono messe in evidenza delle varici esofagee. Le varici esofagee sono appunto il segno di un aumento della pressione a livello al distretto portale. Dopo ha avuto, ancora nel dicembre, un altro ricovero sempre per scompenso ascitico; anche questa volta è stato sottoposto a terapia sia diuretica che a paracentesi evacuativa. Ancora, nel febbraio del ‘99, dal 19 febbraio al 12 marzo, un nuovo ricovero, sempre per scompenso ascitico. Il paziente poi subisce altri ricoveri in day hospital, dal 16 aprile fino al 7 luglio, sempre per scompensi idrico ed elettrolitici per ascite. In questi ricoveri in day hospital viene sottoposto sempre o ad esame oppure a paracentesi, sempre evacuative. In uno di questi ricoveri compare un aumento di lipasi e di amilasi, che sono enzimi che di solito sono riscontrati in corso di malattia pancreatica; però questi reperti, che forse avrebbero meritato un approfondimento diagnostico maggiore, non sono stati presi in considerazione in pratica. Comunque, il paziente poi si ricovera il 2 agosto ‘99; questa volta si ricovera in condizioni generali molto scadute ed infatti il paziente muore dopo quattro giorni per un’emorragia digestiva, che è una complicanza frequente della cirrosi epatica. Non viene fatta l’endoscopia d’urgenza, per cui non sappiamo esattamente da dove ha sanguinato; però possiamo dire che nel paziente con cirrosi epatica l’80% delle volte delle emorragie, l’80% di tutte le emorragie digestive, sono dovute a rottura delle varici esofagee. Allora, in conclusione, possiamo dire che il paziente è deceduto in seguito ad una emorragia digestiva, complicanza della cirrosi epatica; la diagnosi di cirrosi è stata fatta nel ‘98, in seguito alla comparsa appunto di una complicanza. Il paziente è stato esposto a CVM per 13 anni, dal ‘65 al ‘78, e le mansioni lavorative che egli svolgeva hanno comportato un’esposizione cumulativa di 1550 PPM anni. Dal ‘78 all’86 il paziente è rimasto esposto, seppure a dosi minime, inferiori a 5 PPM. Il paziente nel ‘98 risulta positivo al virus dell’epatite C. In conclusione, penso che gli elementi che sono stati raccolti depongono a favore di una diagnosi di cirrosi epatica da HCV, in cui l’esposizione a CVM ha svolto un ruolo concausale. Cioè, in particolare, l’esposizione a CVM ha svolto un importante ruolo di cofattore nella progressione della malattia epatica virale, favorendo l’insorgenza della cirrosi. In questo caso il meccanismo di compartecipazione al danno fibrosi è analogo a quello che viene descritto per l’associazione alcool-infezione virale C che è ampiamente dimostrata in letteratura. Ho finito per quanto riguarda Ruzza.

 

BOLZONELLA CARLO

 

DOMANDA - Il terzo caso è quello di Bolzonella Carlo.

BARTOLUCCI - Il signor Bolzonella Carlo è nato il 1° settembre ‘35 e risulta deceduto per coma epatico il 2 novembre 2000. Questo signore risulta aver lavorato presso la Montedison con assunzione dal ‘74; all’inizio ha lavorato come nastrista al reparto AR; poi per un anno al PR 16/19 come addetto ai serbatoi; poi ancora per un anno addetto al carico delle autobotti. Poi è stato trasferito al reparto ATB, addetto per 5 anni a carico e scarico di cicloesanone. Dall’81 è andato a lavorare al reparto CV5/15, dove ha lavorato per 8 anni, fino all’89, addetto all’insacco ed alla pulizia delle linee. Successivamente ha avuto dei periodi di cassa integrazione. Nella storia di questo paziente risulta un’assunzione di bevande alcoliche notevole, perché da vari dati raccolti dalle cartelle lui beveva anche un litro e mezzo di vino al giorno, con anche assunzione di superalcolici. Nella storia clinica, all’età di 35 anni, aveva avuto un ricovero per una TBC polmonare ed è rimasto per circa un anno in sanatorio, per le cure di questa patologia, con esiti fibrocalcifici sottoclaveali a destra. Poi, dopo questo episodio, risulta un altro ricovero nel luglio ‘84 all’ospedale di Mestre per una emorragia da varici alla base della lingua, quindi una patologia relativamente poco significativa, però già da quel ricordo risultano, agli esami ematochimici che si possono reperire in cartella, un aumento delle transaminasi e delle Gamma GT, quindi già un’alterazione degli indici della funzionalità epatica. Nell’85 un altro ricovero per fratture delle ossa nasali, quindi è una patologia che ha poco a che fare con il quadro complessivo del quale ci occupiamo. Nell’86 invece un altro ricovero in ospedale, nel quale viene evidenziato una epatomegalia steatosica ed una polineurite. Anche in questo caso gli esami di funzionalità epatica risultavano alterati, transaminasi e Gamma GT alterati. Nell’88 un ricovero per un’ernia discale. Anche qui c’è sempre la conferma di alterazione degli esami di funzionalità epatiche, in particolare i transaminasi. Altri due ricoveri nel ‘92 e nel ‘94, la diagnosi è sempre di steatosi epatica con alterazione delle transaminasi; l’ecografia evidenzia un quadro compatibile con una steatosi epatica. Nel ‘96 invece ha un ricovero per una ischemia cerebrale fronteparietale destra, alla quale consegue una monoparesi dell’arto superiore destro. Nel febbraio del 2000 gli viene fatta la diagnosi di epatocarcinoma su cirrosi epatica. La diagnosi viene fatta con risonanza magnetica e TAC, che evidenziano neoformazioni nodulari multiple, localizzate nel terzo, quarto ed ottavo segmento epatico. Non c’è evidenzia di varici esofagee. L’anti HCV è negativo, c’è un elevato valore dell’alfafetoproteina. La diagnosi viene ulteriormente confermata con un citoaspirato epatico, che è coerente con la diagnosi di carcinoma epatocellulare. Per questa patologia, dall’aprile 2000, viene sottoposto a terapia di alcolizzazione di uno dei noduli epatici; nel maggio 2000 viene effettuato un altro ciclo di alcolizzazione dei noduli epatici. Nel frattempo gli esami evidenziano un’importante alterazione della funzionalità come Gamma GT, fosfato alcaline ed alfafetoproteine, particolarmente elevate. La patologia progressivamente peggiora, nell’agosto del 2000 altro ricovero: astemia ingraviscente, con tensione addominale, riduzione della diuresi; vengono evidenziate con l’ecografia numerose formazioni nodulari, c’è un’ascite importante, quindi raccolta di liquido nella cavità addominale; la TAC evidenzia al lobo destro multipli noduli di alcuni centimetri, sia nel quinto che nell’ottavo segmento epatico. Poi, alla fine, l’ultimo ricovero è dell’ottobre 2000, ittero, edema agli arti inferiori, calchessia neoplastica: il paziente appunto muore in coma epatico il 2 novembre 2000. Quindi, come conclusione diagnostica, in questo soggetto che risulta comunque esposto in maniera sicuramente significativa non solo a CVM ma ad altri tossici, in particolare anche il cicloesanone è individuato come tossico epatico, quindi un soggetto con esposizioni significative, che è affetto da una cirrosi epatica e da un epatocarcinoma a noduli multipli, che sono in realtà la causa della morte. In questo soggetto vi è sicuramente un’importante assunzione di bevande alcoliche, che possono essere individuate anche come causa dell’insorgenza della malattia; peraltro c’è una significativa esposizione che sicuramente ha avuto un ruolo concausale nell’insorgenza di questa patologia.

 

Presidente: va bene, grazie; ci sono domande da fare?

 

Pubblico Ministero: da parte mia non ci sono domande. So che i difensori di parte civile avevano alcune domande da rivolgere.

 

AVVOCATO GARBIN (LINO CARRARO)

 

DOMANDA - Avrei una breve domanda da rivolgere al dottor Bracci, per il caso di Lino Carraro da me rappresentato. Ecco, dottore, abbiamo una storia personale del signor Lino Carraro come persona che non beveva né fumava; abbiamo riscontrato più forme tumorali, in particolare un linfoma di Hodgkin ed un melanoma. Come può essere considerato questo caso emblematico, o comunque la presenza di più forme tumorali in una persona, così, dopo una storia personale molto di stile di vita corretto, diciamo, quindi che non beveva né fumava?

BRACCI - La domanda richiede alcune precisazioni. Una sul morbo di Hodgkin, che è un tumore del sistema emolinfopoietico. Nelle indagini epidemiologiche in genere i tumori del sistema emolinfopoietico sono considerati tutti assieme, e c’è una giustificazione biologica perché provengono tutti dalla stessa cellula progenitrice. E’ giustificato dal fatto che essendo malattie relativamente rare, difficilmente le indagini epidemiologiche hanno la potenza necessaria per distinguere tra le varie forme. Si conosce bene solo per eventi quello che succede nelle varie forme, solo per eventi come le esplosioni atomiche che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone; per il benzolo alcune indagini condotte in Cina in collaborazione con l’Università degli Stati Uniti, che hanno potuto esaminare un numero molto elevato di soggetti. Quindi noi abbiamo dei dati epidemiologici non univoci, con alcuni segnali per quanto riguarda il morbo di Hodgkin. Intanto il fatto che in genere nel rapporto tra linfomi non Hodgkin e linfomi di Hodgkin c’è una grossa preponderanza di linfomi non Hodgkin; mentre, nella casistica di Marghera, il numero è pari, quindi sembra esserci un aumento del numero dei linfomi di Hodgkin. Poi ci sono delle altre segnalazioni in corso di studio, che segnaleranno in particolare i dottori Comba e Pirastru, di eccessi di linfomi di Hodgkin. C’è anche il dato delle alterazioni dei linfociti nei lavoratori esposti a cloruro di vinile, che indicano come i linfociti, questa linea linfocitaria sia colpita dall’esposizione a cloruro di vinile. Invece, dal punto di vista della biologia molecolare, che diciamo è quella che in questi ultimi anni sta portando maggiori contributi, per il linfoma di Hodgkin non ci sono dati perché le cellule del linfoma di Hodgkin ancora non è stato possibile coltivarle, quindi non è stato possibile studiare questo aspetto. Quindi direi che ci sono una serie di indizi che indicano come il cloruro di vinile possa avere un ruolo causale o concausale nei confronti del morbo di Hodgkin. Per il melanoma che ha colpito Carraro Lino nel 1985 c’è da dire che è un melanoma oculare, quindi non assimilabile completamente ai melanomi cutanei per cui invece c’è una letteratura sia epidemiologica che clinica che li tiene costantemente separati. In linea di ipotesi la possibilità che ci siano due tumori in una stessa persona esiste e certo non è frequentissima.

DOMANDA - Non ho altre domande per questo caso; proseguirei piuttosto per il caso dei prossimi congiunti di Silvestro Umberto, sempre delle domande da porre al dottor Bracci.

 

Presidente: va bene, prego.

 

DOMANDA - Il signor Silvestro Umberto è stato trattato all’udienza del 3 dicembre ‘99 dal dottor Bai e dal dottor Lotti all’udienza del 1° marzo 2000; è deceduto per un tumore al cervello. Lei può esporre brevemente le sue considerazioni, e quindi sulla possibile correlazione tra questa forma tumorale e l’esposizione al CVM del signor Silvestro?

 

Avvocato Stella: Presidente, ma noi parliamo anche degli altri casi adesso, oltre ai tre?

 

Presidente: questo è un caso di uno che si è costituito parte civile.

 

DOMANDA - Questo è un caso che è stato trattato, scusi professore.

 

Avvocato Stella: il problema è radicale, cioè...

 

Presidente: credo che sia deceduto nel frattempo.

 

Avvocato Stella: sì, ma Presidente, il problema è se le parti civili vogliono sentire i propri consulenti, il medico legale, come hanno dichiarato l’ultima volta, oppure se si procede adesso sentendo i tre medici legali qui presenti.

 

Presidente: sinceramente non lo so, questo io non posso sapere se abbiano dei consulenti propri.

 

DOMANDA - No, posso spiegare io Presidente. Questi sono consulenti pure indicati nelle mie liste testi e sono facilmente consultabili; sono ovviamente persone trattate prima, ovviamente, della costituzione di parte civile, per cui ovviamente intervengo a chiarire alcune posizioni che prima erano a me sconosciute ovviamente.

 

Avvocato Stella: sì, ho capito. Per me era soltanto, c’era la necessità di capire su quali malati o deceduti oggi si intende procedere all’esame dei medici, dei consulenti, perché noi eravamo venuti qui sapendo che erano tre i casi stamattina. Questa è la sostanza. Se però si vuole andare avanti, era soltanto per avere le idee chiare.

 

Presidente: lei chi aveva indicato come consulenti tecnici, avvocato?

 

DOMANDA - Oltre al dottor Totti, il dottor Bracci ed il dottor Martinez.

 

Presidente: va bene, oggi, a dire la verità, in questo programma che mi è stato dato alla scorsa udienza, quella di martedì, era prevista anche l’audizione dei consulenti tecnici delle parti civili assistite dall’avvocato Pozzan. Io ce l’ho qui, adesso non lo so, Pozzan... questo è Garbin, però io, guardate, siccome avevo insistito perché oggi si riempisse l’udienza, adesso io capisco che...

 

Avvocato Stella: ma va bene Presidente, è solo per sapere.

 

Presidente: benissimo, adesso lo sapremo, questa è un’udienza che si riempie così, secondo le disponibilità, mi pare di aver capito. Sentiamo quanto meno di utilizzarla in questo senso, poi avrete la possibilità di sentire i vostri consulenti, di fare i controesami, etc..

 

DOMANDA - Comunque a chiarimento di questo, Presidente, nella lettera che la collega Manderino ha inviato, quindi per il programma dell’udienza di oggi, era prevista pure la possibilità di rivolgere alcune domande su altri casi oltre a questi tre trattati di Bolzonella, Carraro e Ruzza.

 

Avvocato Santamaria: ecco Presidente, forse l’unico problema è che noi almeno non avevamo avuto nessuna visione di questo programma. Cioè, il programma che è stato enunciato ora, non era conosciuto da noi. Apprendiamo ora di queste cose.

 

Presidente: io mi rendo conto, ma cosa vuole che le dica! Ho insistito perché venisse fatto un programma alla fine dell’udienza di martedì; finalmente a me è stato dato, io pensavo che fosse stato consegnato anche alle difese questo programma. Comunque va bene, proseguiamo poi daremo ampia possibilità alle difese di contraddire con l’audizione dei loro consulenti e con il controesame anche su queste posizioni che oggi vengono riesaminate. Ma riesaminate, però basta che vi sia un qualche cosa di nuovo rispetto al precedente esame, cioè che ci sia una giustificazione, o perché si è aggravata la malattia, o perché... va beh, in questi casi è sopravvenuto il decesso, o perché è stata rilevata dalla parte civile una documentazione che non era presente allorché fu esaminato il caso dal Pubblico Ministero ed esclusivamente al Pubblico Ministero. Ecco, allora qui sì c’è una giustificazione, ma se noi dovessimo rivedere tutti i 48 casi, tanto per intenderci, solamente perché c’è la costituzione di parte civile, no. Ripeto, in questo caso un supplemento istruttorio è giustificato da un qualche cosa di più che è sopravvenuto nel frattempo, sia per una più approfondita indagine sull’esposizione, oppure una più approfondita indagine sulla situazione di malattia.

 

DOMANDA - Presidente, io colgo questo invito, e per quanto riguarda sia la posizione di Umberto Silvestro, sia la successiva da me rappresentata, il signor Tavella Mario, non pongo domande ai consulenti oggi, quindi accogliendo questo invito ed anche su queste indicazioni ovviamente giusto per consentire anche alle difese, ovviamente, un elemento alle risposte. Proseguirei comunque, a questo punto, a porre delle domande per conto dell’avvocato Manderino da me oggi sostituita, se questo mi è consentito proseguirei.

 

Presidente: certo.

 

DOMANDA - Sempre per il dottor Bracci, la posizione è del signor Luciano Bianco. Questo lavoratore è stato colpito da un linfoma di Hodgkin a cellularità mista. Io vorrei chiedere una valutazione diciamo del ruolo causale di tale patologia anche alla luce del commento svolto dal consulente tecnico, dottor Lotti, all’udienza del 29/02/2000. Allora, tenuto conto in particolare che il signor Bianco non ha fratelli gemelli, né sani né ammalatisi di linfoma di Hodgkin, e quindi che non ha diciamo fratelli gemelli, l’evidenza di origine virale sostenuta da Lotti non risulta in realtà da alcuna delle analisi cliniche svolte sul nostro lavoratore. Ecco, io vorrei che facesse delle considerazioni alla luce anche di questi ulteriori accertamenti o comunque rilievi fatti dal consulente delle difese, che in realtà attesta una evidenza virale che in realtà non è presente negli esami esposti e comunque sottoposti...

 

Presidente: sì, ma queste non sono le sopravvenienze, questo è un riesame dei consulenti sul controesame fatto al professor Lotti. Credo che al professor Lotti abbiate già chiesto allora spiegazioni su questa sua... Cioè, voi qui non portate nulla di nuovo, volete semplicemente sentire di nuovo i vostri consulenti o quelli del Pubblico Ministero su quelle che sono state le valutazioni del professor Lotti. Ma non è questo, l’ho già detto, devono esserci delle sopravvenienze, ecco.

 

DOMANDA - Presidente, giustamente io non posso ovviamente rimangiare quello che ho appena detto...

 

Presidente: ho capito, ma il Tribunale non ammette questa domanda perché non è giustificata da una sopravvenienza; è semplicemente diciamo un riesame dei propri consulenti rispetto ad un caso già esaminato e dal consulente e dal consulente della difesa, e basta, non è che ci sia nuova documentazione medica, che ci sia stato un aggravamento della malattia, etc., od una nuova malattia, l’insorgenza di una nuova malattia. No, tutto questo non c’è, quindi non è giustificata questa domanda.

 

DOMANDA - Presidente, io proseguirei allora su un’altra posizione, in cui mi risultano effettivamente degli elementi sopravvenuti.

 

Presidente: va bene, se ci sono allora questi presupposti?

 

AVVOCATO GARBIN (GUERRIN PIETRO)

 

DOMANDA - Sempre al dottor Bracci, è il caso del signor Guerrin Pietro. Sono stati fatti degli ulteriori esami nel febbraio 2000, ed in particolare una capillaroscopia eseguita il 15/02/2000. Ecco, sulla base di queste ulteriori analisi cliniche, chiedo una valutazione, un’ulteriore valutazione, sulla diagnosi del morbo di Raynaud.

BRACCI - Se mi legge il referto di questa capillaroscopia, mi oriento meglio.

DOMANDA - Presidente, con il suo assenso, gliela esibirei al dottor Bracci.

 

Presidente: sì, senz’altro.

 

BRACCI - E’ una capillaroscopia eseguita presso la clinica Villa Salus di Mestre, che conclude con la diagnosi di morbo di Raynaud. Se non ricordo male, il caso di Guerrin Pietro io l’ho visto nel corso delle visite suppletive ed il quadro clinico era quello di un morbo di Raynaud molto chiaro, con vaso costrizione, dolori al freddo. Il problema era posto dalla visita dell’angiologo che metteva in evidenza una sindrome dello stretto toracico, e quindi una compressione dei vasi arteriosi a livello diciamo della radice dell’arto, però senza influenze emodinamiche, dice, quindi è una compressione molto limitata che non è capace di determinare delle alterazioni a livello delle mani. Quindi, essendoci una anamnesi, una esposizione lavorativa a CVM, essendoci una storia clinica caratteristica di morbo di Raynaud, potendosi escludere altre cause efficienti, ci sono anche delle malattie importanti che possono dare il morbo di Raynaud, ma in questo caso non erano presenti, io penso che si possa concludere che si tratta di un morbo di Raynaud attribuibile all’esposizione di cloruro di vinile monomero, essendo in questi casi l’elemento clinico, quello diagnostico, fondamentale.

 

Presidente: va bene, grazie. Ci sono altre parti civili?

 

AVVOCATO FARINEA (PEZUOL SERGIO)

 

DOMANDA - Per il caso di Pezuol Sergio al dottor Bracci. La ragione che giustifica queste domande è data dal fatto che la posizione del signor Pezuol Sergio era stata già oggetto di analisi all’udienza del 3 dicembre del ‘99, ma in quell’occasione il dottor Berrino precisava che, ecco, "è un altro caso in cui non si trova la documentazione clinica è Pezzuol Sergio, che noi abbiamo notato avendo visto la documentazione". Sostanzialmente vi era stato un problema di rinvenimento delle cartelle cliniche, che adesso sono state, sono a disposizione dei consulenti, e quindi io, avendo indicato il dottor Bracci come consulente di parte, gli pongo una generalissima domanda che riguarda la valutazione che fa di questa parte, il signor Pezuol Sergio, deceduto per carcinoma polmonare il 19/10/95, e che lavorava nell’officina di manutenzione con competenze esterne, quindi venendo a contatto con tutti i reparti, in particolare quelli dove veniva trattato CVM e PVC.

BRACCI - La cartella clinica porta la diagnosi di tumore del polmone, del lobo superiore destro operato; e mentre parlo cerco la diagnosi istologica che ci deve essere; il lavoratore è stato esposto a cloruro di vinile... Scusate, ho trovato l’esame istologico, quindi la diagnosi è di certezza: carcinoma squamoso non cheratinizzante del polmone, infiltrante la pleura viscerale; diagnosi istologica del 21 dicembre e 24. Molto brevemente, perché poi l’argomento sarà oggetto di una messa a punto specifica: il problema del ruolo del cloruro di vinile nella genesi del tumore del polmone richiede alcune considerazioni, in quanto da un punto di vista epidemiologico quello che sta emergendo progressivamente, sempre con maggior chiarezza, è l’eccesso di tumori del polmone in esposti a polveri di PVC. Bisogna dire che le esposizioni riportate nelle varie indagini sono riferite non al PVC, ma in genere al contenuto in cloruro di vinile; e quella che sembra una spiegazione più logica è che le polveri di PVC, che contengono sempre delle dosi di monomero, permangono nel polmone e liberano quindi il cloruro di vinile per un tempo lungo; mentre invece il cloruro di vinile in quanto tale ha una permanenza sui tessuti molto breve. C’è da dire che nel polmone è presente il citocromo P450 indotto anche dal fumo di sigaretta, citocromo P450 poi lo hanno analizzato approfonditamente il professor Colombatti e Berrino, è quello che permette la produzione dei metaboliti del cloruro di vinile che sono i diretti cancerogeni, e quindi complessivamente io direi che il dato epidemiologico, che è una cornice, permette di indicare nel cloruro di vinile in quanto tale come un cancerogeno per il polmone, con una evidenza che è più chiara nei casi in cui il cloruro di vinile permane più a lungo e più intensamente nel polmone.

 

Presidente: ulteriori domande?

 

AVVOCATO POZZAN

 

DOMANDA - Io diligentemente avevo indicato i dottori oggi presenti come miei consulenti di parte; non voglio tornare su una questione che il Tribunale forse ha già deciso, però relativamente alle posizioni da me rappresentate, in particolare sono due, poi non toglierebbero molto tempo al Tribunale anche per una eventuale replica dei consulenti delle difese, in questo modo mi vedo un po’ pregiudicato nel diritto di fare poi tra l’altro una domanda sola, posto che in precedenza non ero costituito parte civile e quindi non avevo interesse, evidentemente, a chiedere chiarimenti ai consulenti su questi casi già analizzati. Quindi chiederei eventualmente che il Tribunale mi consenta di fare solo due domande per due posizioni, che sono Checchin Bruno e Dal Corso Franco, rappresentando peraltro che da quanto mi risulta, ed anzi mi pare certo, che le altre parti civili non avranno intenzione di fare alcuna altra domanda sugli altri 46 casi, quindi si limiterebbe soltanto a queste due posizioni, credo, la questione, se non una posizione dell’avvocato Battain che verrà sentita per la quantificazione del danno.

 

Presidente: va bene, allora, avvocato Pozzan, il Tribunale ritiene che lei possa porre queste domande, appunto, perché si è costituito parte civile purché si tratti di approfondimenti rispetto a quelli che già sono stati l’esame ed il controesame dei consulenti, cioè si tratti di una domanda che ha in sé una qualche novità rispetto o comunque ad un’esigenza di approfondimento rispetto ad una determinata situazione.

 

DOMANDA - Cercherò senz’altro, signori Giudici, proprio perché era una cosa che non era risultata evidente dalle esposizioni da parte dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero. Per quanto riguarda allora il signor Dal Corso Franco, premetto che è stato analizzato per l’evento morte dal dottor Bai per cirrosi epatica scompensata, e ciò all’udienza del 30/11/99 e del 3/12/99, nelle quali il dottor Bai concludeva per un aggravamento della sua precedente epatopatia correlabile con l’esposizione del CVM. E’ stato poi analizzato dal dottor Lotti all’udienza del 29 febbraio 2000, il quale concludeva, secondo lui, che la cirrosi epatica era da mettere in relazione con l’abuso alcolico. Io vorrei fare una domanda sola al dottor Martinez, vorrei chiedere appunto se alla luce delle considerazioni sue generali fatte sul ruolo del CVM, anche nei confronti di soggetti che avevano un alto uso alcolico, e diciamo dell’esposizione direi media del signor Dal Corso Franco al CVM, se ritiene che vi sia un ruolo quanto meno concausale dell’esposizione a CVM nella produzione della cirrosi epatica...

 

Avvocato Franchini: scusi Presidente, questo non è un approfondimento, questa è una rivalutazione totale della posizione, A questo punto c’è opposizione formale.

 

DOMANDA - E’ un approfondimento, perché non è mai stato chiaramente detto, né dai consulenti del Pubblico Ministero, se ci fosse un ruolo concausale dell’esposizione al CVM nella produzione della cirrosi epatica nel signor Dal Corso. Non è mai stato detto.

 

Avvocato Cesari: perché non l’hanno potuto dire.

 

DOMANDA - Questo anche alla luce di alcune recenti pubblicazioni che il dottor Martinez ha avuto recentemente modo di conoscere, nelle quali, appunto, si rileva che l’esposizione, alla quale il signor Dal Corso era esposto, era, è tale da far sorgere, appunto, la cirrosi epatica. Se ci fosse in qualche passo una...

 

Presidente: allora, il Collegio ribadisce quello che ha già detto prima, cioè, se ci sono delle sopravvenienze bene, se si tratta di riesaminare il caso, potete produrre una memoria. Punto e basta, a questo punto è finita.

 

DOMANDA - Allora, a questo punto, Presidente, se è ammessa la domanda...

 

Presidente: non è ammessa. Cioè, voglio dire, il Tribunale si è, guardate, più volte espresso questa mattina, dandovi una casistica, arrivando anche, diciamo così, a largheggiare alla fine, però dicendovi che vi è un limite; e cioè, se si tratta di un riesame di una situazione già esaminata senza che ci sia una sopravvenienza, ma semplicemente così un’esigenza di una rivalutazione del caso, non si sa bene sulla base di quali conoscenze del professor Martinez, benissimo, il professor Martinez può benissimo presentare una memoria, se è un dato di letteratura.

 

Pubblico Ministero: ma infatti, Presidente, su questa situazione comunque rimane sempre aperta la possibilità per le parti di fare un’integrazione con una memoria, credo che sia risolvibile in questa maniera la situazione. Come faranno anche il dottor Bracci e credo anche gli altri.

 

DOMANDA - Se viene integrata in questo modo, ve bene.

 

Presidente: certo. Va bene. Devono essere fatte ulteriori domande ai consulenti? No. Possiamo congedarli. Le parti, le difese, ritengono di dover fare delle domande?

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

DOMANDA - Sì, Signor Presidente, molto rapidamente. Dottor Bracci, mi perdoni, lei ha parlato di una crescente evidenza epidemiologica di un’associazione tra polveri di PVC e tumore del polmone. Dov’è questa crescente evidenza epidemiologica? Le dico quali sono gli studi epidemiologici evidentemente nuovi a cui lei sta facendo riferimento oggi?

BRACCI - Nell’aggiornamento della coorte europea si segnala che il problema sta emergendo.

DOMANDA - Cioè si segnala che il problema sta emergendo dice lei, ma di studi che io sappia c’è soltanto pubblicato in letteratura gli studi che conosciamo. gli studi di (Vaks Vaillar) del 1981, studi successivi che non hanno confermato quella ipotesi, e lo studio del dottor Comba e della dottoressa Pirastu sulla coorte di Porto Marghera.

BRACCI - No. E’ il riesame della coorte europea pubblicato od in corso di stampa nel 2000, ma noto anche a tutti, in cui si esprime questo giudizio.

DOMANDA - Cioè, quale è questo giudizio?

BRACCI - Questo giudizio che dal riesame e l’aggiornamento della coorte il problema del tumore del polmone negli esposti a polvere di PVC è un problema che sta acquistando maggiore evidenza.

DOMANDA - Sta acquistando, ma lei ha trovato in questo rapporto frasi del tipo: le polveri di PVC causano il tumore del polmone?

BRACCI - No, il problema sta emergendo, adesso le parole precise non le ricordo.

DOMANDA - Dottor Bartolucci, lei ha trattato il caso del signor Bolzonella, che ha lavorato al CV15, mi pare, dall’81 fino all’89; è così?

BARTOLUCCI - Sì, è così.

DOMANDA - Addetto all’insacco?

BARTOLUCCI - Sì.

DOMANDA - Lei sa molto bene che un conto è essere addetti all’insacco al CV5 e 15 ed un conto sono gli addetti all’insacco di altri reparti. Che cosa insaccava il signor Bolzonella?

BARTOLUCCI - Dai dati presenti nel fascicolo non.. insaccava PVC immagino, ma dai dati presenti nel fascicolo...

DOMANDA - Ma insaccava polveri, insaccava granuli, quale è la differenza? Perché lei ha parlato di significativa esposizione a CVM?

BARTOLUCCI - Guardi, per quanto riguarda le esposizioni, si riferisce a quella che è stata la valutazione, l’esposizione fatta dal gruppo degli ingegneri comunque.

DOMANDA - No. Lei ha parlato con loro per questo caso?

BARTOLUCCI - No, non ho parlato con loro di questo caso.

DOMANDA - Quindi lei non sa neppure quale sia il contenuto di CVM residuo nei granuli, per esempio, e se vi sia possibilità di esposizione a CVM...

 

Pubblico Ministero: Presidente, faccio opposizione reciproca, come altre volte è stata fatta dagli avvocati degli imputati, facendo presente che le consulenze sono depositate, gli ingegneri sono stati sentiti, i chimici sono stati sentiti, e la documentazione sulla composizione dei granuli, sulla granulometria, sullo spessore, sulla densità, sulla cessione anche di CVM, è già agli atti del Tribunale. Quindi questi dati non sono dati che possono riferire nello specifico i medici, come non ha fatto il professor Foa quando è stato sentito, che non era chiaramente in grado di rispondere, e mi sono fermato davanti all’opposizione di Enichem.

 

Presidente: comunque si tratti di PVC in polveri o in granuli, che lei sappia?

BARTOLUCCI - Dai dati esaminati, presenti nel fascicolo che ho avuto modo di vedere, non risulta.

 

DOMANDA - Non si tratta di PVC in granuli, però questo...

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Solo una curiosità, perché mi giunge assolutamente nuovo questo riferimento alla coorte europea che lei ha fatto.

 

Presidente: cioè l’aggiornamento 2000, lei lo ha trovato?

BRACCI - Io l’ho avuto dattiloscritto e ne ho sentito parlare alla trasmissione di Santoro anche. Oggi ciò che appare in televisione è reale.

 

Pubblico Ministero: Presidente, solo allora per precisare un attimo la questione, il documento è stato già depositato, è stato discusso, e l’indicazione è stata fornita, e proprio in questo senso, nel senso che quando si vanno a leggere i numeri, ed i numeri sono scritti; per quanto riguarda la categorie esposte, (bagher etc.) singole, non tutta la coorte, CVM, così c’è un aumento, i numeri dicono questo. Ecco, questo è. Per quanto riguarda i bagher sono solo in inglese, come li definiscono, risulta evidente questo aumento.

 

DOMANDA - Questo lo vedremo Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: certo, ma il riferimento di lettura era questo, ci sono dei numeri che vanno a salire.

 

Presidente: sì, ma scusate tanto per il Tribunale, questo aggiornamento è stato depositato, oppure no?

 

Pubblico Ministero: Presidente, allora il draft, se ricorderà, quando è stato portato, quando è stato sentito il dottor Boffetta così, tra l’altro al dottor Boffetta era stata chiesta una piccola integrazione sul discorso degli angiosarcomi, io sto raccogliendo praticamente sia degli studi che riguardano ovviamente anche altre questioni, ed anche questa integrazione che ha mandato il dotto Boffetta per fax, il lavoro definitivo Word 2000 con la parte introduzione del testo, la sto mettendo assieme per depositarla congiuntamente con alcune altre consulenze; e questo per non depositare un pezzetto ogni volta, credo che lo farò alla prossima udienza questo, ecco.

 

Presidente: bene, d’accordo. Ci sono altre domande? Va bene, allora possono andare, grazie. Ci sono testi delle parti civili ancora sulle...

 

Avvocato Pozzan: ce ne è uno ben presente; altri due stanno arrivando Presidente, ma sono bloccati con la macchina.

 

Presidente: allora aspettiamo, se ci sono i testi del Pubblico Ministero intanto ascoltiamo i testi del Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: possiamo affrontare quella questione, Presidente, che si diceva sulla questione di un accertamento tecnico, perché anche l’avvocato Vassallo mi segnalava poco fa questa esigenza.

 

Presidente: va bene, voglio dire, guardate, basta che procediamo però.

 

Avvocato Stella: Presidente, le volevo segnalare anche che, visto il tempo forse, c’è il professor Francani. La difesa aveva richiesto di risentire il professor Francani, se è possibile risentirlo il professor Francani è qua, sul problema dei pozzi.

 

Pubblico Ministero: c’è opposizione del Pubblico Ministero, l’esame è già finito.

 

Avvocato Santamaria: mi permetto soltanto una cosa: io ricordo che l’11 aprile 2000, quando ci fu l’esame del teste professor Maltoni, si pose un problema analogo: le difese rinunciarono al loro controesame ed il Pubblico Ministero chiese di poter formulare nuove domande. Il Presidente...

 

Pubblico Ministero: no guardi, hanno fatto delle domande le parti civili, che sono altre parti processuale.

 

Avvocato Santamaria: il Presidente replicò correttamente che, trattandosi di parti processuali che avevano il medesimo interesse processuale...

 

Pubblico Ministero: ma non è vero che tutte hanno il medesimo interesse processuale!

 

Avvocato Santamaria: il Presidente disse così, c’è il verbale...

 

Presidente: per quanto riguarda il professor Francani, il Tribunale pose una domanda alla quale credo non fosse allora in grado di rispondere compiutamente, ed era quella relativa alla consistenza anche numerica ed alla dislocazione dei pozzi destinati anche all’uso agricolo. Ed allora, siccome è interesse del Tribunale avere una risposta completa ed esauriente, il professor Francani, su questo, può venire a rispondere. Quindi, se è presente, si accomodi.

 

Avvocato Stella: purtroppo oggi non c’è l’attrezzatura.

 

Presidente: va bene, ma credo che possa rispondere anche a prescindere.

 

 

DEPOSIZIONE DEL CONSULENTE

DR. FRANCANI VINCENZO

 

PRESIDENTE

 

DOMANDA - Lei ha capito il problema, d’altra parte la domanda le era stata posta proprio anche dal Tribunale la scorsa volta. Lei ci vuole parlare allora, innanzitutto se è a conoscenza dell’esistenza di questi pozzi artesiani, magari nel tempo, quanti oggi o quanti ieri, o ieri l’altro, tanto per intenderci; e a quale profondità attingano, prima falda, seconda falda, quali sono le destinazioni di questi attingimenti e dopo sentiremo altre domande.

RISPOSTA - Io spero di impostare la risposta abbastanza chiaramente, anche se essendo privi di un qualsiasi mezzo visivo per poterla controllare, risulterà forse un po’ difficile seguire, individuare con esattezza le posizioni dei punti che io cito. Ad ogni modo, per fare un quadramento generale, bisogna dire che la falda si muove, secondo tutte le perizie che abbiamo visto, anche ovviamente la mia, verso il mare; cioè, non esiste la possibilità che dal Petrolchimico provenga un’alimentazione verso la falda che vada verso monte, che sarebbe contraria al movimento delle particelle d’acqua. Lo sto dicendo per inquadrare un po’ la questione. I pozzi che ci sono, che sono stati esaminati, almeno due o tre occorrenze, soprattutto sono stati visionati dal CFS. Il CFS ha fatto un indagine a largo raggio, senza andare a fare un censimento vero e proprio, si è accertato, ma ha individuato che nelle prime due falde, quelle chiamate primo e secondo acquifero, cioè fino a 30 metri di profondità, esistono a monte del Petrolchimico, quindi una situazione idrogeologica diversa da quella del Petrolchimico, 38 pozzi. 38 pozzi che vengono usati quasi esclusivamente a scopo domestico. Domestico vuol dire che non vengono usati per acquedotto, quindi non sono acque disponibili perché vengano distribuite sulle mense delle persone, vengano bevute; sono acque che vengono usate prevalentemente per i servizi. 4 di questi pozzi, dei 38 stavo dicendo, vengono impiegati per uso irriguo; sono solo 4 sui 38 censiti. Censiti... visti, insomma controllati dal CFS. Pozzi di questo tipo sono posti quindi nella pianura alluvionale dove un po’ d’acqua disponibile per l’uso umano c’è. Nel Petrolchimico invece, dalla mia relazione è risultato abbastanza chiaramente, avendo io esposto anche i dati analitici, che le acque sono fortemente arricchite di sali, a causa dell’intrusione marina che si è sviluppata da moltissimo tempo, e da sempre permane ad occupare con acqua salata le falde del Petrolchimico, le quali quindi sono fortemente interessate da sali. In queste condizioni le acque non possono venire utilizzate per scopi agricoli e non possono ovviamente neanche venire usate per scopi di altro tipo più nobile. Ecco quindi che all’interno del Petrolchimico sussiste una situazione di inutilizzabilità delle risorse idriche, che sono troppo povere ed inoltre sono naturalmente contaminate. Ecco, quindi la mia precisazione vuole far mettere in evidenza che, primo: dal Petrolchimico non proviene nessuna contaminazione verso i pozzi, diciamo, della zona dove acqua ce n’è, acqua disponibile ce n’è; secondo: che quest’acqua disponibile è solo disponibile per servizi e pochissimo per l’agricoltura, cioè non viene usata per l’agricoltura soprattutto per la scarsa portata di queste falde. In secondo luogo, non esiste nessun pericolo concreto di contaminazione da parte del Petrolchimico, di acque che siano in qualche modo disponibili per l’uso antropico. Se si vuole, abbiamo anche una documentazione che deriva dalle indagini del CFS, che avendo individuato 4 pozzi posti nelle immediate vicinanze del Petrolchimico, a monte però, cioè nella zona dove c’è un po’ di disponibilità idrica, ha compiuto od ha fatto compiere delle analisi riguardanti gli inquinanti che sono contenuti nel Petrolchimico, quindi che possono derivare dal Petrolchimico, senza trovarne neppure uno. I pozzi sono molto vicini al Petrolchimico, sono nel raggio di un chilometro dallo stabilito, alcuni sono a poche centinaia di metri, per cui si può ritenere comprovato, direi ragionevolmente comprovato, almeno di non fare delle indagini apposite in prossimità dello stabilimento, che effettivamente questa trasmissione di inquinanti verso monte non esiste.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Quindi in sostanza, professor Francani, in quei 4 pozzi vicino allo stabilimento, sui quali sono state fatte delle indagini, non è stato trovato nessun inquinante; è così?

RISPOSTA - Non sono stati trovati.

DOMANDA - Gli altri pozzi sono tutti alle spalle dello stabilimento?

RISPOSTA - Sì, a monte dello stabilimento.

 

Presidente: va bene. Ci sono domande?

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Sì. Innanzitutto il CFS, tanto per il verbale stenotipico, chi è?

RISPOSTA - Il Corpo Forestale dello Stato.

DOMANDA - Del CFS ne avevamo già parlato ampiamente tutti quanti, compreso lei, quindi non vedo la novità di questa mattina; però il problema rimane, e credo che la domanda del Tribunale era stata posta non in relazione agli accertamenti del Corpo Forestale dello Stato, ma in relazione a quello che aveva detto lei. Perché lei, a verbale stenotipico, e spero che mi portino anche il fascicolo del controesame che ho già richiesto, vediamo se arriva, lei aveva parlato di 21 pozzi ad uso agricolo. E glielo ho contestato in sede di controesame anche l’altra volta.

 

Avvocato Santamaria: era Dal Prà non Francani.

 

DOMANDA - Ed allora lo contesto. Infatti speravo che mi portassero questo fascicolo, così vediamo se è quello. Allora parlava Dal Prà di 21 pozzi ad uso agricolo; i dati del Corpo Forestale già li conoscevamo, erano molto limitati gli accertamenti, l’avevamo detto, ed erano praticamente 3 o 4 su oltre 200 pozzi della zona attorno a Porto Marghera ed alle discariche, non solo allo stabilimento. Le chiedo se a lei questo dato numerico fornito dal professor Dal Prà risulta?

RISPOSTA - No no, credo che si sia confuso.

DOMANDA - Però l’ha confermato, l’avrà sentito anche lei?

RISPOSTA - Ma io ho l’impressione che abbia dato un’interpretazione dell’aggettivo agricolo un po’ estensiva, cioè ha ritenuto di mettere nei pozzi ad uso agricolo anche quelli domestici. Penso che fosse quello l’errore.

DOMANDA - Ma non torna comunque!

RISPOSTA - Sì, non torna lo stesso.

DOMANDA - Ha confermato 21.

RISPOSTA - Purtroppo devo smentire il mio collega.

DOMANDA - Se la sua precisazione è quella di confermare quello dell’altra volta, a me pare che non abbia precisato proprio niente.

 

Presidente: va bene, ci sono domande? Va bene, allora vogliamo discutere di questo, delle regole da porre eventualmente per queste nuove analisi da farsi?

 

Avvocato Stella: Presidente, noi abbiamo steso una sorta di promemoria per il Tribunale ecco, che abbiamo, ho già consegnato anche al Pubblico Ministero, in modo che così possiamo aprire la discussione.

 

Presidente: va bene.

 

Pubblico Ministero: Presidente, mi è stato consegnato, credo che sia un originale sul quale ho fatto degli appunti, ho detto al professor Stella, senza voler mancare di rispetto a nessuno, che quando ho letto questo promemoria mi sono messo a ridere. Perché le premesse sono completamente fuori da qualsiasi possibilità e le conclusioni lo stesso. Ci sono tutta una serie di dati sbagliati, non so messi in quale maniera, e ne indico alcuni, tanto perché il primo, le zone geografiche, sono perfettamente individuali. E non è vero che sono individuabili. Se si vuole trovare la longitudine e la latitudine perfettamente con tutti i vari decimali etc., ovviamente non si trova, ma i pozzi sono indicati, non soltanto dal dottor Raccanelli che non ha fatto i prelievi, ma dalla Guardia di Finanza che è intervenuta e che comunque ha segnato con il Corpo Forestale e con il dottor Raccanelli, quando sono intervenuti autonomamente, i punti su delle piantine, su delle cartine che sono allegate ai vari verbali che sono praticamente stati mostrati e comunque agli atti del Tribunale. Poi c’è un altro discorso: non capisco proprio perché si debbano campionare vongole di ogni dimensione, quindi andando a commettere un reato, perché le vongole commerciabili sono quelle che vanno da 2,5 cm. in su; quindi non so perché si debba andare a considerare il novellame. Poi, il discorso dei punti di prelievo non sono assolutamente 4, sono molti di più. Ricordo a memoria, perché questo promemoria mi è stato consegnato poco fa, che da quelli che erano gli autonomi ed originali fascicoli nati in Procura grazie ad interventi autonomi del Comando Navale della Guardia di Finanza, fascicoli 4500 etc., 14133 contro Boscolo più 3, c’erano degli altri accertamenti che riguardavano sì l’intervento, e questa volta diretto, del dottor Raccanelli, in relazione al discorso del programma televisivo Suscià, e c’era anche un altro fascicolo autonomo con l’intervento del Comando Stazione Navale della Guardia di Finanza, di cui non mi ricordo il numero in questo momento per questioni proprio di tempo, perché l’ho vista adesso. Poi il discorso del protocollo da rispettare non mi è stato consegnato; il Tribunale aveva indicato, giustamente, e credo che sia il protocollo da seguire, quello secondo le indicazioni di EPA, quindi non c’è bisogno di indicare quali protocolli, non so che cosa, e le conclusioni che vanno a mettere in discussione, e riguardano esclusivamente, così sono citati, i campionamenti effettuati dal dottor Raccanelli. Il dottor Raccanelli ha fatto un campionamento; tutti gli altri sono esami che ha fatto su campioni effettuati da altri, un campionamento come vicenda storica dico. Quindi ci sono... intanto i dati del dottor Raccanelli ovviamente rimangono perché sono agli atti del processo. Ci sono tutta una serie di campionamenti in zone che risultavano pacificamente che vanno affrontate e vanno verificate. Quindi questo prospetto lascia il tempo che trova, soprattutto nella sua impostazione. Un’ultima cosa Presidente volevo precisare, poi ovviamente c’è la disponibilità a discutere, ci mancherebbe altro. Un altro discorso, quello che, credo, però ovviamente il Tribunale fornirà le indicazioni più precise, quelle che riterrà di dover fornire: il discorso complessivo che è stato portato in questa aula dal Pubblico Ministero e dalle parti civili è quello relativo al fatto che nella zona industriale c’è una certa situazione, in quei canali, che è molto diversa mano a mano che ci si allontana dalla zona industriale. Quindi, se la cosa va rivista, va rivista in riferimento ai canali della zona industriale, alla laguna centrale, e a San (Telado), dovendo far la pesca non ci vuole molto di più proprio a mettere in confronto tra di loro queste situazioni, per avere il panorama, a questo punto deve essere fatto in maniera completa.

 

Presidente: ecco, vediamo di esaminare allora punto per punto questo.

 

Avvocato Stella: sì Presidente, le nostre sono soltanto delle indicazioni.

 

Presidente: piani di indagini, sì va bene, ma adesso cerchiamo di vedere quali sono i punti in dissenso e quelli eventualmente di incontro. Dunque, allora, partiamo dal primo punto, che è quello relativo alle zone di prelievo. Allora, dice il Pubblico Ministero: beh, non è che non siano individuabili; forse non sono puntualmente individuabili come ci ha detto la dottoressa Nasci, però, voglio dire, le zone sono abbastanza... E comunque le zone senz’altro sono quelle dei canali industriali e quindi del canale... eccettuato il canale Brentella ed il Canale Nord, tutti gli altri canali.

 

Pubblico Ministero: compresa la Darsena della Rana, tutti quelli dove sono stati fatti i campionamenti.

 

Presidente: sì, però, voglio dire, sul canale Brentella io direi di lasciare stare, cioè voglio dire noi possiamo farlo sul Lusore-Brentelle, possiamo farlo sul Canale Sud, sul Canale Ovest, e adesso non mi ricordo più l’ubicazione...

 

Pubblico Ministero: e la Darsena della Rana, dove pescano.

 

Presidente: Malamocco-Marghera e la Darsena della Rana, va bene. Sì, come ubicazioni, come zone, le abbiamo. Per quanto riguarda poi i punti in cui fare i prelievi, beh, se c’è già un’indicazione sulla cartina che è stata depositata, circa i prelievi fatti dal dottor Raccanelli, o comunque che gli sono stati indicati per taluni campioni come effettuati in quei punti, possiamo andare a fare i prelievi in quei punti insomma.

 

Pubblico Ministero: sì, stavamo riguardando le cartine, sono indicati, a me pare abbastanza esattamente, ovviamente non è indicata la briccola numericamente, però anche i riferimenti che sono stati fatti agli incroci dei canali, che sono stati indicati dal Presidente, il canale Malamocco-Marghera, lì dove si incontra nella zona proprio degli scarichi SM15 etc., sono indicati proprio questi punti sulle varie cartine che sono allegate alle relazioni dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero. Sono già allegate, sono note a tutte le parti processuali, le cartine.

 

Presidente: va bene. Allora, ritornando un po’ sul discorso di questo piano di indagine, che è un piano di indagine sulla verifica dei risultati ottenuti dalla consulenza del dottor Raccanelli sul biota, questo è il titolo, vero? Questo è il titolo, bisogna che allora poi il piano, le regole siano conseguenti al titolo, e cioè a dire: noi dobbiamo riesaminare la consulenza Raccanelli che, secondo i consulenti della difesa, ha dato dei risultati, diciamo peculiari, distanti da quelli degli altri. Ecco, allora, noi avevamo proposto la volta scorsa, e riproponiamo oggi, una consulenza concordata, quindi con il contraddittorio delle parti, che però verifichi essenzialmente i risultati della consulenza Raccanelli. E questo comporta che i prelievi devono avvenire negli stessi punti che sono indicati nei verbali di prelievo, e che le modalità di analisi devono essere quelle stesse che sono state utilizzate, e saranno quelle..., sì il protocollo, il protocollo EPA insomma. Quindi queste sono. Poi il laboratorio, che sembrava la volta scorsa che fosse una difficoltà, potrebbe essere quello di Di Domenico od anche il laboratorio di Monaco di Baviera di Muller, etc., cioè io penso che siano entrambi affidabili.

 

Avvocato Bucciarelli: Presidente, mi permetto solo di segnalarvi che Di Domenico va benissimo, come lei vede dal nostro schema; tenga presente però che è per i contaminanti organici, quindi bisognerebbe mettere in aggiunta anche Monaco di Baviera.

 

Presidente: per i metallici. Va bene. Allora, se Baviera fa l’uno e l’altro...

 

Pubblico Ministero: Presidente, non c’è da parte mia nessun accordo in questo senso. Innanzitutto sulle premesse, perché io contesto molti dei risultati dei consulenti di Montedison e di Enichem, però non mi permetto di chiedere verifiche. Anche perché, e torno ancora a livello di premessa, non è una serie di campionamenti, mi si deve dire quali sono i campionamenti che ha effettuato il dottor Raccanelli che dobbiamo verificare, perché non è un campionamento di un posto. Abbiamo tutta una serie di campionamenti effettuati dal ‘95 al ‘96 che vanno in questo senso, è questa tra l’altro la premessa sulla quale io non concordo nella maniera più assoluta. Poi, soprattutto quelli dell’ultimo periodo, ‘99-2000, fino al maggio 2000, ma mi pare che addirittura sia una del settembre, non li ha fatti il dottor Raccanelli, li ha fatti autonomamente il Comando Navale della Guardia di Finanza, nell’attività di prevenzione della pesca abusiva che fa nelle zone industriali, che fa, che continua, che purtroppo continuerà a fare. Quindi i campionamenti non sono suoi! Allora io non ho capito ancora in premessa quali sono i dati specifici che si contestano, ai quali si fa riferimento. Poi, il discorso dell’individuazione dell’Istituto Superiore di Sanità, io nell’appunto che mi era stato dato ho scritto, senza voler offendere nessuno: le lumache sono più veloci. Tra tre anni siamo ancora qui! Questo l’avevo già detto l’altra volta, perché sappiamo tutti come lavoravano su questa situazione. E per di più su una parte molto limitata di accertamenti; questo è un dato che si sa, perché è così purtroppo. Tra l’altro il discorso, non so perché Monaco di Baviera e non Berlino, perché Muller mi pare sia di Berlino e non di Monaco di Baviera. Quello si può vedere. Il discorso della premessa è che non sono ancora individuati quali sono i punti specifici in contestazione, perché se vengono individuati, c’è questo campionamento e questa analisi che viene contestata, allora riusciamo a capire di cosa si tratta, e sono, allora se vengono individuati, ne comprendiamo anche i motivi. Così è troppo generica, perché non è il dottor Raccanelli che è andato a fare i campionamenti e i prelievi, assolutamente. E’ andata la Finanza, con vario tipo, il Corpo Forestale...

 

Presidente: va bene, ho capito, ma noi però facciamo riferimento, Pubblico Ministero, ai punti di campionamento dov’è stato prelevato il biota che poi è stato analizzato dal dottor Raccanelli. Questo è. Ed anche se sono stati raccolti personalmente dal dottor Raccanelli, comunque i punti, lei stesso lo ha detto, che sono individuati, perché vi ha proceduto per l’appunto o la Guardia di Finanza o chi altri insomma, non lo so. Ci sono dei verbali di prelevamento, sì o no?

 

Pubblico Ministero: certo, e sono anche noti a tutti quanti, non c’è problema.

 

Presidente: appunto, allora se ci sono dei verbali di prelevamento, indicherà anche il luogo, la zona, dove è stato fatto il prelevamento. Tant’è che poi, voglio dire, è stato anche proiettato il punto.

 

Pubblico Ministero: no, ma infatti Presidente non è questo, di individuarli cartolarmente, perché questo dicevo è abbastanza semplice; quello sul quale probabilmente non riesco a spiegarmi è che venga individuato quale, perché ne ha portati una infinità di danni: quale è la parte che viene contestata? Perché, se è contestato tutto, allora si ripropone il discorso di fare l’esame in confronto, come noi diciamo tra zona industriale e laguna centrale e ad esempio Sant’Erasmo. Perché non è solo un discorso che fa il dottor Raccanelli, perché poi ovviamente diventa quasi una materia da requisitoria e poi da arringhe, quando la dottoressa Nasci stessa, nel suo studio del ‘99, ci viene a dire che la laguna è mediamente inquinata senza considerare la zona industriale, diventa pacifico questo con riferimento più limitato nella zona industriale che sicuramente è molto più alto l’inquinamento. Allora diventa un discorso più ampio. Questo. Se Montedison ed Enichem indicano quali sono i campionamenti, i dati, allora riesco anche a capire, a dire: va beh... Perché nei documenti consegnati l’altra volta delle relazioni tecniche di Chelab per esempio, dei campioni sul biota, non c’è nessun riferimento a diossine e furani. Perché? Quelli fatti non gli vanno bene? Non lo so!

 

Presidente: non lo so, adesso siamo qua per farli. Cioè, voglio dire, va beh, sentite, io avevo lanciato questa proposta, perché mi sembrava anche che fosse una comune esigenza delle parti, però il Tribunale non è che poi... voglio dire, fate come volete, questa è stata una proposta di un maggior approfondimento; se però vi sono queste resistenze...

 

Avvocato Vassallo: per quanto riguarda la posizione nostra, non abbiamo nessuna opposizione all’approfondimento; anzi, al limite, io direi che sarebbe ora, se il Tribunale ha bisogno di questi approfondimenti, disponesse una perizia, così eviteremmo di discutere tanto. Già la si fa...

 

Presidente: se lei fosse stato presente la volta scorsa avrebbe anche sentito le ragioni per cui noi non abbiamo ritenuto di disporre una perizia.

 

Avvocato Vassallo: io leggo i verbali, Presidente.

 

Presidente: allora cerchi di valutare il motivo per cui, siccome siamo qua da tre anni e mezzo...

 

Avvocato Vassallo: io non concordo sulla necessità, non credo che porti via tanto tempo. In ogni caso, Presidente, però nell’ambito di questa proposta ribadisco che per quanto mi riguarda non siamo per nulla d’accordo che ci sia una verifica di ciò che ha fatto il dottor Raccanelli, perché a questo punto io vorrei dire: io vorrei una verifica di ciò che ha fatto anche la difesa, perché non capisco perché debba essere una verifica solo del dottor Raccanelli. Primo. Secondo: se è così semplice, non vedo motivo; abbiamo i punti geograficamente, si specifichi esattamente che cosa, dove e quando, ma anche nel complesso della valutazione del dottor Raccanelli, quindi anche nelle zone di raffronto, perché se no non ci siamo più. Non è allora una verifica, dobbiamo controllare, ribadire tutto il complesso dell’indagine, non solo una parte focale, peraltro anche poco chiara. Quindi insisto nel dire che se dobbiamo farlo, e siamo d’accordo nel farlo, ma l’approfondiamo con i punti geografici totali, quindi anche quelli relativi alle zone, come chiesto dal Pubblico Ministero, oltre la zona strettamente vicina alla zona industriale.

 

Pubblico Ministero: tra l’altro, solo per completezza, aggiungo: i campioni per le controanalisi di diossine, etc., furani, sono a disposizione, quindi se è un problema di un campionamento fatto dalla Guardia di Finanza, ed il problema riguarda quell’analisi, si può, ci sono i campioni. Enichem ha già chiesto, ne è a conoscenza anche Montedison, sono a conoscenza che si possono rifare, se questo è il problema, se no non riesco a capire. Per questo chiedo precisazioni e specificazioni più concrete.

 

Avvocato Stella: Presidente, una parola sola. Io ricordo com’è nato il problema: è nato dalla segnalazione da parte del professor Pompa che alcuni valori indicati dal dottor Raccanelli erano assolutamente anomali, erano anomali rispetto ai valori indicati dai consulenti del Pubblico Ministero, dottor Sesana e dottor Di Domenico. Questo era il problema. Di qui la esigenza di capire perché. E questa esigenza noi la sottolineiamo nuovamente oggi. Dopo io penso che non siano grossi problemi quelli di rifare le indagini; si tratta di capire di fare le indagini per capire se effettivamente quei valori sono anomali e di spiegare perché sono diversi da quelli di Sesana e Di Domenico. Non sembra che sia... e che si debbano fare dei raffronti. Il problema era nato circoscritto, così.

 

Pubblico Ministero: allora, se il problema è così circoscritto, basta che venga indicato quale è il campionamento; andiamo a verificare il reparto e rifacciamo le analisi dove volete. Se è così circoscritto, allora diventa più semplice anche la cosa.

 

Avvocato Mucciarelli: ma non è questo il problema.

 

Pubblico Ministero: ma allora quale è il problema? Per questo, scusate, avete delle remore mentali, fate il discorso. Se non è questo il problema, mi dica quale è.

 

Avvocato Mucciarelli: il problema è quello di rispondere a quello che ha chiesto e ha suggerito il signor Presidente alla scorsa udienza, sul problema Raccanelli. Ora, ci si può discutere sulle parole, ma questo schema, a mio modestissimo parere, dice soltanto: andiamo a cercare i luoghi dove ha raccolto Raccanelli, o quelli su cui qualcuno ha raccolto ed il dottor Raccanelli ha valutato, l’allargamento è soltanto perché non avremmo punti assolutamente precisi nella determinazione, ma un’oscillazione di 0,3 metri non mi sembra un granché; si indicano delle criteriologie, riprendendo i suggerimenti del Presidente che vuol dire più o meno, ormai è tanto che ne parliamo, lo schema EPA. E’ tutto qui, non mi sembrava una cosa particolarmente complicata.

 

Pubblico Ministero: allora ribadisco la mia premessa della volta scorsa, io avevo detto che io preferivo la perizia, perché di accertamenti seri e completi su quella situazione io non ho nessun timore, perché non ho nessun dubbio che confermeranno quello che è venuto fuori. Detto questo, sull’eventuale mia preferenza per la perizia, poi ho detto che acconsento peraltro alle indicazioni del Tribunale ed accetto, vediamo se è possibile farlo, pur con le difficoltà che si presentavano; detto questo, chiedo soltanto che venga precisato quale è il singolo, specifico campionamento che mi viene contestato, e vediamo cosa si può fare. In questa maniera qua non si riesce ancora ad individuare quale è. Quindi, recuperando le relazioni di consulenza che esistono agli atti, i dati portati grafici, deve essere detto concretamente quale è quello che si presenta in questa maniera anomala che non va. Ed allora ne discutiamo. Perché in questa maniera generica io non sono in grado di dare una risposta e di venire incontro a nessuno, perché non lo so. A questo punto mi rimane solo la preferenza che io confermo della mia fiducia completa nell’opera del Tribunale. Semplicemente questo, perché non ho, per carità nei confronti degli avvocati, ma nei confronti degli imputati, io ho delle forti remore, e continuerò ad averle. Non nei confronti degli avvocati, lo ribadisco.

 

Avvocato Mucciarelli: scusi Presidente se mi intrometto in continuazione, è certo che anch’io ho fiducia nel Tribunale ed ovviamente, dialetticamente, anch’io non ho nessun problema a dire: facciamo la perizia. Ma siccome un minimo di realismo governa le nostre scelte, signor Pubblico Ministero, quando lei prima ha detto ha campionato in molti altri luoghi e perché soltanto 4 sono i punti del dottor Raccanelli, perché sono i 4 punti in cui ha reperito le vongole sui quali c’è contestazione. E’ questo il senso del 4, non perché siamo... Negli altri non le ha pescate le vongole. Dopodiché, meno di così non si riesce a fare, a nostro modestissimo giudizio di avvocati e di consulenti. Stia tranquillo, non abbiamo certo interpellato gli imputati, per mettere insieme questo schema! Dopodiché, questo è. Poi decide il Tribunale, per carità.

 

Avvocato Partesotti: Presidente, mi permetta un’osservazione. Mi pare di capire, anche sulla base delle precisazioni che ha dato l’avvocato Stella, che appunto l’esigenza da cui è partita la sua sollecitazione ad un approfondimento, è stata quella di verificare il perché delle presunte diversità dei risultati di analisi del dottor Raccanelli rispetto ad altri consulenti del Pubblico Ministero. Ora, a questo punto, sono assolutamente convinto che sia più proficuo andare a rivedere quelle stesse analisi, a riesaminare quello stesso materiale su cui la stessa difesa ha dato indicazione di una presunta diversità, e partire da questo per poi eventualmente sviluppare il discorso successivamente. Ma mi pare che la sua indicazione di un riesame partisse da questa esigenza. E la stessa difesa l’ha posta in questi termini.

 

Presidente: su questo veramente noi avevamo detto un’altra cosa, che i prelievi dovevano essere fatti in contraddittorio sugli stessi punti.

 

Avvocato Partesotti: va bene, d’accordo.

 

Presidente: se le parti civili ed il Pubblico Ministero ritengono che si debbano nuovamente rifare i prelievi, il discorso può andare avanti; se invece ritengono di dover fare analizzare lo stesso materiale, io credo che non si possa raggiungere un accordo. Questo è. Ovviamente si tratta di individuare quali sono i punti su cui andare a fare questi prelievi, ma credo che questo non comporterà grosse difficoltà, ci si può mettere di fronte ad una cartina, trovare quelli che sono i verbali, sì, riprendere quelli che sono i verbali di prelievo e poi individuare quelli che sono i punti rilevanti. Ecco, questo sì. Però si tratta di fare il prelievo e poi si tratta di fare le analisi.

 

Pubblico Ministero: allora è possibile intanto sapere quali sarebbero questi punti di prelievo?

 

Presidente: se volete allora, adesso andiamo a prenderci i verbali di prelievo, le carte che rappresentano i punti di prelievo; li individuiamo e poi dopo ci ragioniamo un attimo sopra, vediamo anche quali sono i risultati rispetto ai singoli punti che adesso il Tribunale non si ricorda perché non li ha in mente; poi vediamo quali sono quelli che sono di rilievo ai fini di un approfondimento insomma. Io credo che questo sia il modo perché non riteniamo di procedere ad una perizia, l’ho già detto la volta scorsa, e poi un richiamo al realismo: noi vorremmo che questi accertamenti si esaurissero entro marzo. Una perizia entro marzo non si esaurisce, invece un accertamento fatto in questo modo è molto probabile che possa esaurirsi entro questi tempi. Semplicemente questo. Avremmo tutte le garanzie, perché partecipereste in contraddittorio sia ai prelievi e sia alle analisi; a questo punto si potrebbe discutere serenamente dei risultati, questo è il fatto, con la massima affidabilità degli stessi, per tutti. Questa è la proposta, poi... Adesso allora mettiamoci di buona volontà, vediamo di prendere i verbali di prelievo e le carte, e poi ci mettiamo un attimo assieme, anche fuori udienza voglio dire; poi dopo in udienza invece daremmo le direttive, facciamo così. Sospendiamo un attimo, prendiamo questo materiale e ci mettiamo un po’ assieme a vedere queste cose. Bene, allora sospendiamo e vediamo un attimo di recuperare allora il materiale che ci interessa; dopo ci mettiamo qui, su questi tavoli, e guardiamo un po’ assieme le cose. Il Tribunale dà atto dà atto che le parti hanno raggiunto un accordo per una revisione dei risultati dello studio del dottor Raccanelli sul biota, che è stato qui illustrato all’udienza del 27 settembre 2000. I punti di prelievo delle vongole, che dovranno avere una dimensione dai 2,5 centimetri ai 5 centimetri, sono quelli indicati nella mappa allegata alla consulenza del dottor Raccanelli, ed esattamente M1, M2, M4, M6, M8; sul punto M7 verrà, se possibile, prelevato un cefalo. I punti di prelievo verranno più esattamente individuati sulla base dei processi verbali di prelievo che sono già stati acquisiti agli atti e nel caso in cui non sia esattamente individuabile il punto, sull’accordo dei consulenti delle parti che parteciperanno alla procedura di prelievo. Il campione che verrà prelevato in ogni punto dovrà avere un peso variabile da 1,5 chilogrammi a 3 chilogrammi; e, su tale campione, dovrà essere effettuato l’esame, sia per i contaminanti inorganici, metalli, sia per quelli organici, PCDD-F, PCBVHO, IPA, HCB; una parte del campione dovrà essere riservata per eventuali controanalisi. La metodologia analitica dovrà essere quella applicata dall’EPA e dovranno essere verificate le condizioni di affidabilità del laboratorio perché l’analisi abbia risultati di assoluta qualità. Le parti concordano nell’indicare i seguenti laboratori di analisi: Ecocenter di Bolzano, Arpa di Firenze, Laboratorio del dottor Muller in Berlino, Laboratorio del dottor Cettrup in Monaco di Baviera, Laboratorio EAE in Inghilterra. Le parti danno assicurazione che contatteranno oggi o comunque entro i primi due giorni della prossima settimana i laboratori in questione per avere assicurazioni sulla loro disponibilità ad effettuare le analisi con strumentazione adeguata ed in tempi che il Tribunale indica in 30 giorni. Le parti daranno inizio alle operazioni di prelievo con l’ausilio dei mezzi della Guardia di Finanza e/o dei Vigili del Fuoco e con i sommozzatori appartenenti a tali organismi il giorno 1° marzo, alle ore 09.00, davanti all’ingresso 4 del Petrolchimico, via della Chimica numero 5. Potranno essere presenti ai prelievi un consulente in rappresentanza del Pubblico Ministero, un consulente in rappresentanza delle parti civili, due consulenti in rappresentanza delle difese. Dovranno essere concordate con il laboratorio di analisi prescelto le modalità di conservazione e di trasmissione del biota prelevato, alle operazioni di analisi presso il laboratorio potranno partecipare i consulenti indicati dalle parti. Una volta acquisiti i risultati delle analisi, questi saranno riferiti dai consulenti delle parti al Tribunale. Avete qualcosa da...

 

Avvocato Mucciarelli: scusi Presidente, una domanda, se posso permettermi, penso che sia superflua, ma un chiarimento tra le difese. Quando lei dice due consulenti, è uno per ciascuna delle...

 

Presidente: sì, l’abbiamo già chiarito.

 

Avvocato Mucciarelli: certo, ma questo non vuol dire che, per esempio, per la fase del prelievo, io possa indicare per esempio il professor Degetto, e successivamente per la fase delle analisi il professor Facchetti? Mi pare che sia così.

 

Presidente: va bene, altrettanto il Pubblico Ministero, cioè un consulente che abbia l’esperienza, uno per i prelievi e l’altro per le analisi. Va bene, d’accordo.

 

Pubblico Ministero: sì, solo che siano consulenti già all’interno del processo.

 

Avvocato Mucciarelli: certo.

 

Presidente: va bene. Allora, benissimo, io spero che possano essere rispettati i tempi, però dobbiamo davvero tutti attivarci, questo è l’accordo, perché altrimenti poi non... e perché, innanzitutto individuare il laboratorio e per avere assicurazioni dal laboratorio che praticamente si metta a nostra disposizione per almeno una settimana, per fare questi accertamenti.

 

Pubblico Ministero: ecco Presidente, come accennavamo poco fa, io manderò già oggi stesso un fax con in sintesi queste indicazioni del Tribunale ai due laboratori italiani, per conoscere essenzialmente se sono in grado di effettuare questo tipo di accertamenti, e la necessità del rispetto dei tempi. Manderò ovviamente per conoscenza questo fax al Tribunale e ad un difensore di Enichem e ad un difensore di Montedison. Quello che volevo chiedere, poi per questa risposta, che non si sa, positiva o negativa, quel che sarà, io la giro egualmente; chiederò di farlo con cortese urgenza, e poi però, siccome siamo già a venerdì, se la risposta arriva per martedì, mercoledì, siamo sul filo proprio, questo volevo dire, se c’era la possibilità un attimo di precisare questa questione? Io chiederò l’urgenza, poi, per carità, non conoscendo strutture e persone, ovviamente bisogna aspettare. I Carabinieri non sono più veloci di me, professor Stella, non si preoccupi, sono sicuramente più veloce io dei Carabinieri.

 

Presidente: guardate, per quanto riguarda, se non riuscite a trovarvi - intanto per intenderci - per il giorno 1, vorrà dire che la data la concorderete facendola slittare di qualche giorno, di qualche giorno, concordando il giorno, però di qualche giorno insomma, ecco. E questo dovrà avvenire sempre sull’accordo. Quindi, va bene, adesso cerchiamo... Poi allora vi invito a tenere i contatti con la Cancelleria del Tribunale, ovviamente tra di voi certo, ma con la Cancelleria anche del Tribunale per mettere a conoscenza il Tribunale di quelli che sono i risultati raggiunti; se, sulla base dei contatti che avete con i laboratori, riuscite ad avere la disponibilità anche di due laboratori, beh io penso che troviate un accordo sull’uno piuttosto che sull’altro, non ci sono problemi, non è che debba intervenire il Tribunale a fare da terzo ed indicare, etc.. Mi raccomando sui tempi, davvero. Bene, allora avevo promesso all’avvocato Battain di sentire un suo teste, quindi si accomodi. Ci sono altri testi per oggi da sentire?

 

Avvocato Pozzan: sì, Presidente, ne ho tre, ma sempre fulminei.

 

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - BON AMEDEO

 

Presidente: risponda alle domande dell’avvocato Battain.

 

AVVOCATO BATTAIN

 

DOMANDA - Lei ha lavorato al Petrolchimico?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - In che periodo?

RISPOSTA - Dal 1964 al 1992.

DOMANDA - In questo periodo ha conosciuto Bertin Rino?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lavorava anche lui al Petrolchimico?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Avete lavorato assieme?

RISPOSTA - Sì, eravamo colleghi in manutenzione, addetti alla manutenzione di impianti esterni, praticamente dal 1966-’67, lui è arrivato più tardi, fino al ‘74, che poi... ‘75, poi ci siamo divisi ed abbiamo preso altre direzioni.

DOMANDA - Avete lavorato nei reparti CV?

RISPOSTA - Per conto della manutenzione al reparto CV22 e 23.

DOMANDA - Entrambi?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Che le risulti, Bertin ha continuato a lavorare al CV22/23, dopo che lei è venuto via?

RISPOSTA - Allora, nel fine ‘73, forse inizio ‘74, a causa delle intossicazioni che abbiamo avuto per via dei prodotti, siamo stati spostati dalla manutenzione tutti e due insieme e mandati ad operare in un laboratorio. Questo laboratorio, che tra l’altro trattava anche prodotti, oltre agli altri anche prodotti del CV, io non ce l’ho fatta a restare, in parole, diciamo così, perché non sopportavo, un po’ per i turni ed un po’ anche il prodotto che non mi faceva bene, allora io ho chiesto di essere adibito ad altre attività e sono stato trasferito altrove. Bertin è rimasto in quel laboratorio fino al pensionamento presumo. Presumo... senz’altro.

DOMANDA - Quindi, scusi, riassumendo, e poi avrei chiuso: voi avete lavorato in manutenzione girando per i reparti, ivi compresi i reparti dove si lavorava il cloruro di vinile per intendersi, lei dal ‘70 al ‘74?

RISPOSTA - Sissignore.

DOMANDA - Poi, dal ‘74, siete andati in un laboratorio, dove si trattava ancora il cloruro di vinile?

RISPOSTA - Esatto.

DOMANDA - Per cui lei si è fatto allontanare, perché aveva dei disturbi?

RISPOSTA - Esatto. E Bertin è rimasto lì ad operare fino a qualche anno fa, che è andato in pensione.

 

AVVOCATO BETTIOL

 

DOMANDA - Il laboratorio, se vuole precisare che laboratorio era?

RISPOSTA - Io lo conosco come laboratorio Nuovo Petrolchimico, trattava tutti i prodotti degli impianti, cioè venivano analizzati i prodotti prima di essere distribuiti nelle varie destinazioni, tra cui questo CVM anche.

 

Presidente: quindi il laboratorio di analisi.

 

DOMANDA - Quello centrale, per intenderci?

RISPOSTA - Sì, centrale. Io lo conosco come Nuovo Petrolchimico, perché era ubicato al Nuovo Petrolchimico.

 

AVVOCATO BACCAREDDA

 

DOMANDA - Chi era il coordinatore di manutenzione, il responsabile di manutenzione da cui lei dipendeva?

RISPOSTA - Alle dirette dipendenze del perito Coltello, che a sua volta come suo superiore aveva il perito Volpato Giuseppe.

 

Presidente: non ci sono altre domande, può andare.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - FAGGIAN LUCIANO -

 

AVVOCATO POZZAN

 

DOMANDA - Lei è fratello del signor Faggian Tullio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Può dire al Tribunale le abitudini di vita del signor Faggian Tullio, in particolare se beveva alcool o fumava?

RISPOSTA - No. Beh, mangiando sì, beveva un bicchiere a pasto; complessivamente in una giornata beveva mezzo litro, come quantità massima.

DOMANDA - Può dire se avete sostenuto delle spese funerarie per la morte di Faggian Tullio?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Io le esibisco e produco le fatture delle spese funerarie. Se sono queste.

 

Presidente: va bene, il Tribunale le acquisisce.

 

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Se può dirci in quali condizioni psicofisiche sono i figli di Faggian Tullio: Faggian Stefano, Faggian Alessandro, che sono parti civili costituite?

RISPOSTA - Sono due giovani che dalla nascita sono sordomuti.

 

AVVOCATO CESARI

 

DOMANDA - Lei prima ha ricordato quale era la dose giornaliera di vino che beveva suo fratello: mezzo litro diceva?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Lei viveva a casa con suo fratello?

RISPOSTA - Ho vissuto a casa, insieme a mio fratello, fino al ‘93; comunque io abitavo molto vicino a mio fratello, ad un centinaio di metri, e quindi spesso andavo a casa sua e lo vedevo spessissimo e ne parlavamo appunto, di ciò così che costituiva il mangiare ed il bere.

 

Avvocato Pozzan: lei ha detto mezzo litro al giorno, diceva di vino?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: può andare, grazie.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - CHECCHIN LUCA

 

AVVOCATO POZZAN

 

DOMANDA - Lei è figlio di Checchin Bruno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Può dirci dove e quando ha lavorato suo padre?

RISPOSTA - Mio padre ha lavorato per la Cooperativa Tessera dal 1975 al 1992.

DOMANDA - In che luogo?

RISPOSTA - Insaccava e caricava.

DOMANDA - Quello che lei ricorda, perché naturalmente lei non era presente...

 

Presidente: insaccava e caricava presso il Petrolchimico?

RISPOSTA - Sì, presso il Petrolchimico.

 

DOMANDA - In quali condizioni arrivava suo padre, soprattutto dai vestiti usati dal lavoro?

RISPOSTA - Con tanta e tanta polvere addosso, sicuramente; anche perché, essendo una cooperativa, variavano: un giorno facevano una cosa, un giorno ne facevano un’altra.

DOMANDA - Ultima domanda: se può confermarci che queste sono le spese sostenute dalla vostra famiglia per il funerale di Checchin Bruno?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: va bene, sono acquisiti. Altre domande, domande da parte delle difese? No, può andare.

 

DEPOSIZIONE DEL TESTE - TAVELLA BRUNO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Lei era collega del signor Checchin Bruno?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Può dirci dove lavorava il signor Checchin Bruno?

RISPOSTA - Alla Montedison, al CPV.

DOMANDA - Cosa si faceva al CPV?

RISPOSTA - Tutti gli insaccamenti: carico, scarichi.

DOMANDA - Può ricordare se veniva insaccato sia il PVC in granuli sia il PVC in polvere?

RISPOSTA - Sì, granulo e resina.

DOMANDA - Può dirci in particolare se il signor Checchin Bruno, nell’attività di insacco, portasse all’epoca, cioè dal ‘75 al ‘92, portasse mezzi di protezione: guanti, maschere, stivali?

RISPOSTA - Guanti, quella roba là, sono venuti dopo l’80.

DOMANDA - Dopo l’80 od il ‘90, chiedo scusa?

RISPOSTA - No ‘80, quasi l’85, adesso non so di preciso.

DOMANDA - Non si ricorda precisamente?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - Ma prima non si portava nulla?

RISPOSTA - Prima niente.

 

AVVOCATO GHEZZO

 

DOMANDA - Lavorava con lei Botosso Albino?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Con che mansioni?

RISPOSTA - Lo stesso.

DOMANDA - Conferma quanto ha già detto a riguardo al signor, la stessa cosa per Botosso Albino?

RISPOSTA - Sì, stesse cose: carichi, scarichi.

 

Presidente: domande le difese? Può andare. Altri testi?

 

Pubblico Ministero: io ho quattro testi, non so se vogliamo cominciare adesso o fare la pausa visto che è l’una e mezza, anche perché ci sono alcuni testi che sono della nota lista chiamiamola Brindisi per semplicità, sulla quale credo ci sarà anche un problema giuridico che voglio sottoporre al Tribunale, per cercare di risolvere...

 

Presidente: introduciamone uno, intanto.

 

Pubblico Ministero: il discorso era appunto, siccome c’è il primo preliminare, è il maresciallo Porcu della Guardia di Finanza che comincerà a presentare delle cose, poi continueranno sulla vicenda American Appraisal, perché questa è la vicenda sulla quale, sostanzialmente, questi sono rimasti qua, su quel periodo. Quindi sarebbe preliminare il maresciallo Porcu; se vuole, lo facciamo entrare, e poi io oggi... Come vuole il Tribunale. Loro sono pronti.

 

Presidente: è l’una e mezza, sentiamone uno.

 

Pubblico Ministero: va bene, allora facciamo entrare il maresciallo.

 

DEPOSIZIONE TESTI - PORCU - DONOLATO

 

Presidente: il maresciallo Porcu ha già deposto, si è già qualificato, ha già giurato, quindi è sempre sotto il vincolo del giuramento, risponderà intanto alle domande del Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Erano state formulate alcune riserve, comincio dalla cosa più rapida della scorsa udienza. Le era stato richiesto, in particolare, di precisare le date, possibilmente documentalmente, in cui risultavano completati tutti i lavori, con particolare riferimento alla copertura dell’area 31, e lì dove cioè poi è stato fatto ed entrato in funzione l’eliporto dell’allora Presidente Gardini.

PORCU - Sì. Allora, nel 1997 il Pubblico Ministero ci ha richiesto di acquisire documentazione inerente appunto la realizzazione dell’eliporto. Abbiamo richiesto sia all’Enichem una documentazione, la quale ci ha fornito anche la relazione tecnica presentata al Comune per la realizzazione. Nella relazione tecnica viene indicata l’ubicazione dell’eliporto, che sarebbe l’area individuata in zona 31, che per il piano regolatore si trova nella seconda zona industriale di Marghera; è situata ad ovest dei laboratori LS1 e LS2, al limite dell’urbanizzazione dello stabilimento, in prossimità dell’incrocio tra la strada 33 e la strada F, a 50 metri a sud della prima e a 60 metri ad ovest della seconda. La zona quasi completamente inedificata risponde pienamente ai requisiti di legge ed è facilmente individuabile dall’alto. Per quanto concerne i periodi, la ditta che ha realizzato i lavori è la Saccaim S.p.a. di Venezia, che ha fornito le fatture; diciamo che risultano che i lavori sono iniziati nel novembre 1988 e terminati all’inizio dell’anno 1989.

DOMANDA - Che sono stati lavori di che cosa, di copertura? Cosa c’era, quest’area che cos’era, solo in sintesi, per carità?

PORCU - Era un’area che ultimamente è stata bonificata, l’abbiamo mostrata anche con il video; diciamo che era un’area dove venivano depositati e sepolti dei rifiuti.

DOMANDA - Quindi l’hanno coperta con della terra?

PORCU - Diciamo che era già coperta con la terra; in più sopra è stato costruito questo eliporto.

DOMANDA - E queste fatture relative al novembre ’88, gennaio ‘89, riguardano quali lavori di copertura?

PORCU - Appunto di quell’area adibita ad eliporto, individuata in quella zona; ora per quanto riguarda... diciamo che la descrizione d’intervento era: "L’aviosuperficie di cui trattasi comporta la realizzazione di opere edili concernenti lastricato e lavori annessi, ed inoltre una serie di interventi elettrici, appunto per adibirla ad eliporto".

DOMANDA - Un’altra questione sulla quale c’era stata una riserva era la necessità di completare la rappresentazione di alcuni scarichi, uno in particolare, mi pare che fosse l’LS15, e di produrre anche al Tribunale delle fotografie di pescatori. Quindi, se rapidamente vuole rappresentare al Tribunale, per completare il video che ha già rappresentato?

PORCU - Non è molto rapida la rappresentazione.

DOMANDA - Va bene, cominciamo e vediamo.

DONOLATO - Sono stati presi in considerazione quasi scarichi continui, il SM2, il SM7, il SM8, il SM9, il SM15. Questi sono indicati come scarichi continui, anche per la portata e perché sono stati censiti anche dal Magistrato alle Acque. Allora, nella rappresentazione che vedremo verranno anche indicati dei rilevamenti chimici, le sostanze che vengono analizzate per ogni scarico, e sono tutti ricavati dal lavoro che è stato svolto dal Magistrato alle Acque. Abbiamo riportato, perché lo stesso lavoro è stato fatto nel ‘78, le analisi che avevano effettuate, anzi autoanalisi, perché è un autocertificato fatto dalla stessa Montedison, mi sembra nel ‘78, e vengono indicati alcuni valori, appunto che poi vedremo nel corso della presentazione. Stavo dicendo, oltre gli scarichi continui, ci sono gli scarichi occasionali, vediamo qui l’elenco, e con appunto, come non ho precisato anche nella prima schermata, comunque ho messo anche le ditte presenti che utilizzano questi scarichi. Non so adesso se devo elencarli tutti.

DOMANDA - No, comunque viene allegato, poi viene consegnato questo filmato, le società sono indicate, leggono tutti, vanno da Enichem...

DONOLATO - Ecco, questa è la zona che è interessata. Qui, in questo punto...

DOMANDA - Vuole indicare che canale è quello che viene indicato?

DONOLATO - Allora, questo è il canale di raccordo tra il canale Brentelle e la Darsena della Rana. Questa è la Darsena della Rana, questo è il Canale industriale Ovest, questo è il Canale industriale Sud, questo è il canale Malamocco o Canale dei Petroli, scusate. Questa invece è l’Isola delle Tresse, cosiddetta. Allora, stavo dicendo, in questa zona c’è lo scarico SM2; in questa l’SM8, l’SM9, l’SM15 e l’SM7. E qui sotto c’è lo scarico di emergenza discontinuo od occasionale, come viene dichiarato, cosiddetto delle Torce. Questa zona poi è anche adibita come discarica dei gessi, come vedremo poi meglio nella videata. Possiamo cominciare dall’SM2. Il nostro lavoro è stato questo: siamo andati con la videocamera chiedendo il permesso logicamente all’Enichem ed abbiamo ripreso questi scarichi; non è che si vede più di tanto, ma è tanto per rendere, rappresenta un attimino come si presenta ad uno che non sa niente ed arriva lì. Allora, l’SM2, come caratteristiche principali, è questo qua, è uno scarico adibito, dove confluiscono i reflui provenienti dai servizi igienici, dopo il trattamento in fosse settiche, dai circuiti di raffreddamento, dall’impianto di neutralizzazione della ditta Ausimont. Impianto di produzione acqua demineralizzata; le acque meteoriche ricadenti su aree non segregate ed altri flussi di raffreddamento provenienti dagli insediamenti delle varie ditte. Lo stabilimento è collegato all’impianto di depurazione consortile di Fusina. Allora, le ditte presenti in questo scarico sono Enichem, Elf Atochem, Italia S.r.l., Ausimont, Crion, Elison Termoelettrica, Tencara, European Vinyls Corporation S.p.a., uno scarico tipo misto acque di processo raffreddamento pluviali, lo scarico viene effettuato appunto del canale di raccordo del Naviglio Brenta, Lusore-Brentelle, il canale che raccorda appunto la Darsena con il Brentella. Possiamo andare avanti. Ecco, quello che stavo dicendo: questa è la denuncia, l’autodenuncia dell’anno ‘78. In poche parole era quello che veniva analizzato in quell’anno; questi sono i valori; la portata è di 250 metri cubi/ora; la temperatura è stata rilevata a 37 gradi centigradi; i reparti collegati erano il PR 16, 17, 18, 19, cioè il reparto addetto al caprolattame, produzione di caprolattame. Il resto poi sono le sostanze che normalmente un tecnico, un chimico, sa benissimo interpretare meglio di me. Mentre nel ‘99 questa tabella è quella che abbiamo ricavato dal lavoro svolto dal Magistrato alle Acque: molto più completa, molto più assortita come sostanze chimiche analizzate. Cioè, io che vi stia a dire tutto quello che c’è scritto qua...

DOMANDA - No guardi, non stia a leggere, è una raccolta di schede e di video che avete fatto come attività di Polizia giudiziaria di raccolta, che deve essere consegnata al Tribunale. Se, per carità, qualcuno vuole chiedere tutti i nomi ed i dati, non c’è certo opposizione, però credo che non serva in questo momento; è l’indicazione di quali sono gli scarichi e che vengono indicati per sintesi.

DONOLATO - Possiamo già passare allora al filmato. Questa è una vista da terra.

DOMANDA - Sempre SM2?

DONOLATO - Sì. Questo è l’SM2, questo è proprio... da terra si vede un pozzetto, questo che sto indicando, che poi vedremo meglio, ci sono solamente dei tubi dentro e si vede l’acqua, ma non c’è altro. Questa è la tabella che registra appunto la concessione... ecco qua. Questo invece è dalla sponda opposta al canale, e questo che si vede è lo scarico.

DOMANDA - Tutte queste riprese di che periodo sono?

DONOLATO - Sono del settembre 2000, fine settembre. Qui i reparti adesso, prima abbiamo visto nel ‘78 i reparti erano pochi, c’era solamente il caprolattame, il PR 16, 17, 18, 19; adesso c’è l’AC11, l’M7-9; è rimasto quello che è rimasto dei reparti del PR, e via dicendo, il TD2, il CV24/27, che utilizza questo coso. Così è indicato.

DOMANDA - Sarà il 25.

RISPOSTA - Penso sia il 25, io ho tirato giù com’era riportato appunto nello studio. Poi, nei giorni in cui stavamo facendo appunto queste riprese, nel rientrare in sede, siamo passati affianco, questa è la strada che percorriamo per ritornare in sede; avevamo la telecamera in macchina, abbiamo incontrato questi signori: sono dei pescatori con regolare licenza. Siccome non ci siamo mai fermati a chiedere, o fare un tipo di controllo, per curiosità ci siamo fermati e ci hanno detto appunto che il pesce, il pescato, se lo mangiano loro, o se no lo portano alla suocera, come mi ha riferito anche un pescatore.

DOMANDA - Queste sono immagini di pescatori che sono lì sul canale.

DONOLATO - Sì, perché abbiamo cercato anche un attimino di chiedere, anche per chiarirci noi insomma. E’ un po’ lunghetto, era previsto anche l’audio, però...

 

Avvocato Santamaria: mi scusi, questo è il tratto di canale prima dell’ingresso dello stabilimento, o dopo?

PORCU - Prima dell’ingresso dello stabilimento, infatti si vedeva la curva che entra nello stabilimento; non è dentro, è stato detto, si vede la strada. Molto... saranno 50 metri.

 

DOMANDA - No, a monte.

PORCU - Sì, a monte. Mi scusi, non avevo capito.

DONOLATO - Per capirci, di fronte ai reparti Crion. In questa zona, oltre all’SM2, ci sono gli altri scarichi discontinui, che sono adibiti allo scarico pluviale. Sotto ad ogni scarico, adesso passiamo già all’SM10...

DOMANDA - Scusi, questo canale diceva, allora il canale che si ricongiunge al Malamocco-Marghera, quindi tutto, anche la parte dove c’erano i pescatori, poi è collegato, fluisce in laguna e subisce l’influsso delle correnti d’alta marea?

DONOLATO - Certo.

DOMANDA - Bene, continuate.

DONOLATO - L’SM10 stavo dicendo. Gli impiantativi collegati, che usufruiscono di questo scarico, sono L’AC1, l’TD2, l’SA3 e l’Atofina. L’Atofina è considerata, è intesa in questo caso, la Società Atolina. Poi abbiamo l’SM18, impianti attivi sempre caprolattame, l’SA3, l’SG2/4, l’EVC, il servizio sanitario. Per completezza ho indicato anche gli impianti non attivi, questo in collaborazione anche con il pass dell’Enichem, mi hanno indicato appunto anche chi erano i reparti precedentemente collegati. L’SM19, in questo caso solamente il reparto PR16/19. L’SM11; anche in questo caso l’AC1, l’SA3, SA5, AM4/6 ed il TD2. L’SM20; viene utilizzato dall’Ausimont, il PSO, l’SA2. L’SM12. Non ho più nessun impianto collegato, ma funziona come scarico delle acque piovane. Ecco, qui prenderò in considerazione poi magari il lavoro del Magistrato alle Acque, hanno censito uno scarico in più. Chi magari prende la cartina originale, si accorgerà che qui, al posto nostro che abbiamo indicato solamente uno scarico, ce ne sono due; solo che non esiste uno scarico che è stato chiuso. L’SM17; questi sono i reparti, tra cui la Tencara, che ne usufruiscono. L’SM3, che si trova in questo caso nella Darsena della Rana.

DOMANDA - Possiamo andare avanti.

DONOLATO - Questo è l’SM1, si trova anche questo in Darsena della Rana, di fronte agli ex magazzini del CV, sì, del PVC. Dunque, l’attività principale, adesso andiamo a vederla. In poche parole gli impianti collegati all’SM2 sono adibiti alla produzione di ossido di carbonio, idrogeno, acetilene, gas povero.

DOMANDA - Sugli impianti, siccome ne abbiamo già parlato ampiamente, tutti i consulenti, sono delle schede di sintesi che dovete presentare; se ci sono delle domande, poi eventualmente si approfondirà, quindi fermatevi soltanto sulle immagini.

DONOLATO - Passiamo all’SM5 ed all’SM6.

DOMANDA - Che sono dove?

DONOLATO - Sono sempre nella Darsena della Rana. Questa è la tabella del ‘78 per quanto riguarda l’SM5; l’SM6; questo è l’SM6 che si trova sempre appunto in Darsena della Rana. Gli impianti interessati sono il parco serbatoio ovest, pontili 2, 3, 4. L’SM5; gli impianti interessati sono sempre gli stessi dell’SM6, sono intestati all’Enichem S.p.a.. Oltre a questo, c’è subito dopo l’SM8, che come vediamo sfocia nel bacino di evoluzione all’incrocio tra la Darsena della Rana ed il canale industriale ovest. Le sue caratteristiche generali, va beh possiamo anche dare un occhio così veloce. La ditta intestataria è solamente l’Enichem; il tipo, è uno scarico per acque di processo, raffreddamento, servizi pluviali. Più o meno quello che rispecchiano anche gli altri. Possiamo già vedere il video. I reparti sono AS2, AS7, AS9, AS12, PR15, AS9, AS5. Qui sotto viene indicata anche l’attività di questi impianti.. Le varie tabelle abbiamo visto che non servono.

DOMANDA - Andiamo avanti, continuando verso il canale Malamocco-Marghera, quindi verso la laguna vera e propria.

DONOLATO - Lo scarico SM15 è uno scarico continuo; oltre agli impianti arrivano già delle acque che provengono dagli scarichi interni industriali dello stabilimento. Di questi scarichi interni non abbiamo fatto nessuna ripresa perché non c’è niente da vedere: essendo interni, c’è solamente un tombino. L’unica cosa da vedere è appunto solamente che quando poi escono dall’SM15 tutto il flusso assieme.

DOMANDA - Sull’SM15 i reparti interessati quali sono?

DONOLATO - Il CS23, 25, 28, CR1, 2, 3, 20, 21, 22, 23. DL1, 2. Il TD1, 5. Il CV22, 23. Il CR8. L’SG31. Le ditte che sono presenti sono l’Enichem...

DOMANDA - Scusi, questa sponda è quella dello stabilimento?

DONOLATO - Sì.

DOMANDA - E lì in fondo c’è il discorso della laguna, su questa videata?

DONOLATO - Diciamo che questa è verso il Ponte della Libertà, verso l’Agip; sulla destra, adesso la ripresa non fa...

DOMANDA - Ci sarebbe l’Isola delle Tresse.

DONOLATO - Esatto, l’Isola delle Tresse. Possiamo andare avanti ancora.

DOMANDA - Sì, adesso entriamo nel Canale industriale Sud.

DONOLATO - Sì, entrando nel Canale industriale Sud, per capirci da chi viene da Venezia, in poche parole è dove si vede, all’inizio del canale, l’oleodotto ad arco. Questo è l’SM7; anche questo appunto è uno scarico continuo; la ripresa non è delle migliori perché con la bassa marea non ci siamo potuti avvicinare più di tanto, non si legge molto bene; comunque vi assicuro che è l’SM7; e si vede anche che si sta bonificando la sponda, stanno lavorando sulla sponda del canale. I reparti in questo caso il CR4, il Sincron 1; le ditte in questo caso sono l’Enichem, l’EVC, Copon S.p.a.. Proprio nello stesso giorno in cui abbiamo effettuato queste riprese abbiamo ripreso anche questi signori che nella parte opposta, nella sponda opposta, stavano pescando, anche perché è più accessibile.

DOMANDA - Che periodo era, che data è indicata?

DONOLATO - La data indicata è 26 settembre 2000.

DOMANDA - Quindi pescavano sia da riva che con barchini?

DONOLATO - Sì, appunto, con queste imbarcazioni. Arrivano appunto queste imbarcazioni leggere, oppure si arrangiano con la sponda. Proseguendo c’è lo scarico occasionale l’SM16, che è lo scarico adibito, predisposto per il deposito costiero sud; la ditta presente è solamente in questo caso l’Enichem.

DOMANDA - Anche in fondo al Canale industriale Sud vedevo dalla grafica che c’erano disegnati dei pescatori.

DONOLATO - Sì, abbiamo incontrato anche in questo caso dei pescatori, sempre con questa data, perché abbiamo fatto...

DOMANDA - Fine settembre 2000.

DONOLATO - Esatto, eccoli qua. L’SM9; un altro scarico continuo abbiamo l’SM9, anche in questo caso abbiamo incontrato i pescatori.

DOMANDA - Che è sul Canale industriale Ovest?

DONOLATO - Sul Canale industriale Ovest.

DOMANDA - Canale, scarico, pescatori, vanno indicati.

DONOLATO - Stavo appunto con il maresciallo... Ecco, vediamo il filmato. I reparti interessati sono l’AS2, AS5, AS7, AS9, il 12, il PR15. La ditta presente è solamente l’Enichem. Nient’altro poi. Mi sembra che abbiamo visto tutto. L’ultimo, per curiosità, l’ultimo è il cosiddetto scarico delle Torce, alle Torce; in questa zona, stavo dicendo appunto, è adibita anche come discarica per i gessi.

DOMANDA - Che cos’è esattamente queste torce, cosa sono?

DONOLATO - In poche parole bruciano gli impianti dell’Ausimont, perché le ditte presenti in questo caso sono sia l’Enichem che l’Ausimont; gli sfiati di scarico li bruciano così, con queste torce; sono dette torce, sono proprio torce alte un centinaio di metri.

DOMANDA - Ci sono altri video?

DONOLATO - L’ultimo scarico è quello della Montefibre, uno scarico occasionale. Occasionale, è entrato in funzione solamente con le piogge di fine anno scorso, perché era stato abbastanza... comunque loro si stanno già attrezzando, mi sembra che sia già in funzione un raccoglitore d’acque, un po’ più a monte. Ecco, volevo solo far vedere l’ultimo filmato. Se noi, tornando alla piantina generale, se noi si entra da qui, dal Canale industriale Ovest, dalla parte della Edison, sulla riva sinistra, se si fa caso, si vedono molti scarichi che non sono indicati con delle tabelle come avevamo visto qui, sono gli scarichi, sono degli scarichi in disuso od hanno cessato di essere utilizzati dalle varie ditte.

DOMANDA - Che sono quelli che si vedono adesso nel video?

DONOLATO - Sì, adesso andremo a vederli, che comunque non sono presenti, non sono stati censiti dal Magistrato alle Acque, perché appunto non sono più in funzione. Ecco, sono dei tubi in cemento che sbucano nella riva. Non si vede, comunque la riva presenta anche dei fanghi rossi, adesso qua i colori sono un po’ sbiaditi. L’ultima cosa da far vedere.

DOMANDA - Siamo al Canale industriale Ovest?

DONOLATO - Sì.

DOMANDA - Va bene. Poi ovviamente verrà consegnata al Tribunale copia dei video e di queste schede specifiche complete che sono state effettuate. L’ultima questione che volevo chiedere al maresciallo Porcu era quella di rappresentare, sintetizzando, al Tribunale quella che è stata la vicenda per così dire di American Appraisal, con le acquisizioni ed il sequestro dei documenti, le varie vicende, così come si sono storicamente evolute, dove si sono recati per recuperare questi documenti, per quali motivi?

PORCU - Dottore, dovrei andare a prendere un foglio di là, però.

DOMANDA - Sì, prego.

 

Avvocato Partesotti: Presidente, chiedo scusa, approfitto di questo intervallo per precisare il nome del laboratorio inglese a cui faceva accenno prima, avevo scambiato le vocali: si tratta di EAE Tecnology, Didcot, Gran Bretagna.

 

DOMANDA - Quindi, maresciallo Porcu, rappresentando questa vicenda, se vuole anche far rilevare le divergenze emerse da un punto di vista documentale?

PORCU - Sì. Nel 1996 il dottor Casson sentì a verbale il signor Guerzoni Sergio, ex dipendente dell’American Appraisal, in merito ad un’indagine sullo stato degli impianti commissionata nell’88 da Enichem/Montedison alla predetta società, in occasione della futura costituzione dell’Enimont. Nell’occasione il signor Guerzoni fornì copia della documentazione inerente questa indagine; e, in particolare nella seconda audizione, perché fu sentito due volte, fornì dei fascicoli riguardanti gli impianti di Porto Marghera, tra il cui il CV6, il CV22, 23, 24, il PO2 e 4 ed il BC1, fornendo appunto dei fascicoletti che riguardavano le schede sello stato degli impianti di allora. In seguito il dottor Casson, come si vede dai decreti, ordinò alla Seconda Compagnia della Guardia di Finanza di acquisire, presso la sede dell’Eni di Roma, presso l’Enichem di Milano e presso la Montedison di Milano, l’originale di questa documentazione. A noi risulta, dai verbali che illustriamo qui, ci recammo sia alla Montedison di Milano, in contemporanea all’Eni di Roma, all’Enichem; in particolare si richiedeva, con questi decreti, di acquisire l’allegato Q e P al contratto formante oggetto di apporto in Enimont. In tutte e tre le società trovammo questo allegato Q, che in particolare è una sintesi dei rapporti che aveva stilato l’American Appraisal, sia sugli impianti produttivi che per quanto riguardava anche la parte ecologica. Allora, in particolare a Montedison trovammo la fotocopia dell’allegato Q, una fotocopia dell’allegato P, e diciamo sia l’originale che il draft, che sarebbe la bozza, di questi rapporti. Poiché già in sede di audizione ci aveva incaricato di confrontare questa documentazione, in particolare di Montedison, ci accorgemmo che alla pagina 33 del draft, che possiamo illustrarla, ci accorgemmo che vi erano delle correzioni. A quel punto, contattato il Pubblico Ministero, ci recammo anche presso l’American Appraisal sempre lì ad Agrate, a Milano...

DOMANDA - Scusi, solo per ricordare, perché in parte di qualcosa si è già parlato di questa vicenda, in sintesi cosa riguardavano queste correzioni che vengono proiettate?

PORCU - Come si legge sul draft, le correzioni riguardano - pagina 33 - la parte concernente i rifiuti. Come possiamo vedere in questa pagina certe parti sono state proprio depennate e corrette, non so da chi. Possiamo vedere la pagina successiva, che è l’originale, che una volta che presentiamo il lavoro possono essere messe a confronto, diciamo che il contenuto è quasi totalmente diverso da quello del draft. Diciamo poi che la sintesi dell’allegato Q, che possiamo andare a vedere, che sarebbe stata anche la lettera del 3 novembre 1988, che ci incaricò appunto... c’è scritto lettera...

DOMANDA - Cos’è la lettera 3 novembre ‘88?

PORCU - Diciamo che fa parte dell’allegato Q ed è la sintesi che riguarda la parte diciamo ecologica circa; fu richiesto di fare una sintesi di tutto il rapporto.

DOMANDA - Ma di chi è questa lettera e mandata a chi?

PORCU - E’ della American Appraisal, è stata mandata ad Enichem, a Montedison, ed anche, come abbiamo acquisito con verbali presso l’Eni, alla sede dell’Eni. Mi serviva appunto per stilare il contratto.

DOMANDA - Di fusione da Montedison ed Enichem?

PORCU - Sì.

DOMANDA - Ed allora?

PORCU - Niente, abbiamo visto che, diciamo anche la sintesi, rispecchia l’originale, cioè l’ultima stampa che hanno fatto della relazione, diciamo che riporta le correzioni di pagina 33. Diciamo che, andando a leggere la considerazione conclusiva, si dice che, diciamo, gli impianti sono... In particolare questa frase qui è stata riportata sulla pagina 33 originale.

DOMANDA - No, deve indicare che frase, perché a verbale poi non si legge.

PORCU - Questa: "In particolare è stato possibile fornire una valutazione delle capacità di massima per gli impianti di operare nel rispetto delle vigenti normative in materia di prevenzione dell’inquinamento ambientale". Mentre, andando a vedere il draft...

DOMANDA - Il draft invece cosa diceva?

PORCU - Un attimo. Allora, possiamo vedere, lo leggo tutto?

DOMANDA - No, la parte che è stata modificata, che è sparita anche, che è scomparsa rispetto al documento finale.

PORCU - "E’ superfluo sottolineare che situazioni di tipo appena descritto - e cioè quelle sopra che andremo a leggere - possono causare seri problemi economici e di responsabilità civile e penale per i futuri proprietari dell’area in questione". Questa è stata depennata. Diciamo che parla del problema dello smaltimento dei rifiuti in strutture interne agli stabilimenti, che non rispondono ai requisiti imposti dalle normative. Se noi andiamo a vedere invece la sintesi, la situazione vediamo che è attualmente diversa.

DOMANDA - Poi, le altre correzioni?

PORCU - Diciamo che quelle a penna non si riescono nemmeno a leggere.

DOMANDA - Ecco, questa allora era la lettera che poi viene corretta il 3/11/88, viene mandata ad American Appraisal e voi la trovate sia presso Enichem...

PORCU - In tutte e tre le sedi.

DOMANDA - Presso Montedison, sia presso Eni, a Roma?

PORCU - Sì.

DOMANDA - Dove siete andati contemporaneamente?

PORCU - Sì, il giorno 7 novembre.

DOMANDA - Vuole anche illustrare al Tribunale, per sintesi ovviamente, quelle che sono le schede di impianti, per spiegare anche di cosa si tratta e che cosa significano?

PORCU - Allora, le schede che abbiamo preso in esame in particolare sono quelle dei reparti CVM e PVC.

DOMANDA - Sì, per i reparti che ci riguardano.

PORCU - Allora, partiamo dall’impianto... Queste sono schede che sono state richieste all’American Appraisal, che sono state compilate diciamo dalla ditta.

DOMANDA - Deve dire tutti i soggetti per bene, proprio per ricordare la questione. Chi ha chiesto cosa a chi?

PORCU - Allora, American Appraisal ha chiesto alle società interessate, Montedison ed Enichem, di fornire su questi facsimili di schede, che dopo sono state compilate sia da Enichem che da Montedison, per i reparti di propria competenza, in particolare Marghera risulta Enichem, sulle quali vengono evidenziate le condizioni generali del reparto, sia dal punto di vista diciamo vero e proprio dell’impianto, che per quanto riguarda le emissioni sia in atmosfera che sugli scarichi.

DOMANDA - Voi, su queste schede, che avete esaminato, che tipo di lavoro avete fatto?

PORCU - Niente, diciamo che in particolare del reparto CV6 abbiamo preso determinati effluenti, nei quali apparivano i valori, ed abbiamo fatto un conteggio, diciamo calcolato se l’impianto avesse lavorato per 24 ore al giorno e per 335 giorni, ed abbiamo calcolato diciamo la quantità di sostanze, come indicato nelle schede, che potevano venire immesse nell’aria.

DOMANDA - Quindi riferito all’anno?

PORCU - 1988.

DOMANDA - Allora, per sintesi, ci dà i risultati, che poi sono stati riportati in una scheda, che ovviamente verrà anche consegnata.

PORCU - Qua abbiamo indicato tutti gli affluenti che sono stati interessati da questo conteggio. Allora, per quanto riguarda il CV6, non si legge molto bene perché...

DOMANDA - E’ un po’ in piccolo.

PORCU - Lo so. Allora, vediamo che l’effluente E1, indicato nelle schede, però sarebbe il caso di mostrare come sono indicati nelle schede.

DOMANDA - Sì, come sono fatte le schede, solo per far capire. Con un esempio basta che venga mostrato.

PORCU - Sì, se no non si capisce. Allora, la scheda, diciamo, che riguarda il CV6, vediamo che i principali interventi effettuati sull’impianto nell’ultimo triennio sono investimenti non significativi; diciamo che c’è una valutazione sullo stato fisico dell’impianto, che è scarso nell’88; manutenzioni sufficienti; condizioni generali sufficienti. La seconda pagina, sempre della scheda, indica i principali interventi straordinari; qua è un problema a leggere; conclusioni: l’impianto è in condizioni di mantenimento e di affidabilità appena sufficienti. Andando avanti, vediamo che al terzo foglio c’è l’elenco degli effluenti, possiamo vedere che sono numerati; qua riporta la data del 30 settembre ‘88; la dichiarazione di chi ha fatto la scheda; e poi siamo andati, abbiamo riportato gli effluenti. Vediamo l’effluente 1, quantitativo complessivo, la portata, in normali metri cubi ora; è costituito da aria proveniente dall’essiccamento, prodotta in uscita dai filtri a manica; composizione chimica: area-polveri PVC ed alcool ad uso propilico. Possiamo vedere che qui, nella seconda parte...

DOMANDA - Scusi, mi pare che questi lavori per reparti, alla fine, mi corregga se sbaglio, se può tornare sulla firma di prima, sia del dottor Pisani, che era mi pare direttore dello stabilimento, o responsabile comunque del CVM e PVC per la parte dell’azienda di competenza?

PORCU - Sì, compilato da Lucio Pisani; all’epoca non so cos’era.

DOMANDA - Nell’88 siamo qui?

PORCU - Sì.

DOMANDA - Questa è una delle tante schede.

PORCU - Sì, una delle schede; le altre sono simili a questa e vediamo che viene riportata la concentrazione in milligrammi per metro cubo. Noi cosa abbiamo fatto: avevamo fatto qualche conticino. Per quanto riguarda il CV6 possiamo vedere, allora, l’effluente 1, quello che abbiamo visualizzato prima, abbiamo messo la portata per metri cubi/ora, la concentrazione di polveri di PVC e la concentrazione di CVM indicata. Vediamo che la quantità l’abbiamo espressa in chilogrammi/anno...

DOMANDA - Con quella semplice moltiplicazione che diceva prima?

PORCU - Sì. E dopo abbiamo riportato i totali, sia per le polveri... abbiamo solo considerato polveri di PVC e di CVM, perché per gli altri inquinanti mancavano i valori, non sono stati indicati su certe schede.

DOMANDA - Non c’erano sulle schede dell’azienda?

PORCU - Non c’erano. Poi abbiamo il CV24; vediamo qui a sinistra l’elenco degli effluenti, sempre la portata in metri cubi/ora come indicato nelle schede; le concentrazioni per polveri di PVC e le concentrazioni di CVM; e qui sotto abbiamo i totali in chilogrammo/anno, sempre calcolando 335 giorni di funzionamento continuo. Logicamente, se ci sono degli orari precisi, bisognerebbe ricalcolarli.

DOMANDA - Certo, questa è l’indicazione del calcolo e le schede che verranno consegnate.

PORCU - Anche per il reparto CV22 abbiamo indicato anche il dicloroetano, perché c’era il valore; possiamo vedere con lo sfiato E6 e lo sfiato E8, come effluente; abbiamo il totale sempre in chilogrammi/anno. L’ultima scheda, poi abbiamo il reparto CV23 del quale abbiamo preso solo due sfiati, perché presenti i valori. Possiamo vedere dicloroetano, il totale, ed il totale del CVM. Anche questo verrà presentato con i dischetti al Tribunale.

DOMANDA - Io non avrei altre domande.

 

Presidente: va bene, allora eventualmente rimandiamo al pomeriggio il controesame.

 

Avvocato Cesari: il programma per il pomeriggio?

 

Pubblico Ministero: ci sono dei testi che verranno sentiti, quelli che ho indicati nella lista, quelli che ovviamente sono venuti.

 

Presidente: controesame; e mi pare che siano tre testi su American Appraisal.

 

Avvocato Cesari: quelli che sono indagati a Brindisi?

 

Pubblico Ministero: per alcuni testi, per quello dicevo c’è una questione che voglio sottoporre al Tribunale, perché non è un problema di essere indagati per queste vicende. Per questo, appunto; tra l’altro, eventualmente, su alcuni ci sarà una rinuncia anche.

 

Presidente: va bene.

 

Pubblico Ministero: volevo chiedere solo Presidente, ovviamente sono a disposizione il maresciallo Porcu e Donolato per il controesame.

 

Presidente: certamente.

 

AVVOCATO CESARI

 

DOMANDA - Maresciallo Porcu. lei prima ha parlato all’inizio dell’eliporto; lei sa precisare quale fosse la superficie di questo eliporto?

PORCU - Oddio, di preciso no.

DOMANDA - Pressappoco?

PORCU - Pressappoco saranno 100 metri quadri.

DOMANDA - Sono 400.

PORCU - 400.

DOMANDA - Ed insiste su una superficie, quella dell’area 31...

PORCU - Area 31.

DOMANDA - Che pressappoco di quanti metri quadri è quella?

PORCU - Quella non lo so.

DOMANDA - Non ricorda di aver visto il censimento delle discariche della Provincia di Venezia, quella fatta dal dottor Pavanato?

PORCU - No.

DOMANDA - Perché da quel censimento risultano 172 mila metri quadri di superficie; può essere?

PORCU - Presumo di sì, che è una zona ampia; l’abbiamo mostrata anche in un filmato, quello dall’elicottero, che si vedeva.

DOMANDA - Una zona molto più ampia dei 400 metri quadri che dicevo io e dei 100 metri che diceva lei.

PORCU - Sì.

DOMANDA - L’ultima domanda che le faccio: le risulta che quando venne realizzato questo eliporto la superficie di quell’area com’era: era informe oppure era verde, c’era un prato, c’era qualcosa sopra?

PORCU - Presumo che fosse campo.

 

AVVOCATO BETTIOL

 

DOMANDA - Solo un’ulteriore specificazione sull’eliporto. In pratica era una gettata di cemento o vi erano infrastrutture?

PORCU - Da quel che ricordo, hanno riportato del terriccio sopra e poi hanno messo dei lastroni, da quel che ricordo dalla Saccaim, dalle fatture che avevano esibito.

DOMANDA - Quindi non vi erano altre strutture?

PORCU - No no, campo era.

 

Presidente: ulteriori domande? Va bene.

 

Pubblico Ministero: rispetto agli ultimi testimoni del Pubblico Ministero, rappresento quanto segue: era stata depositata presso la Cancelleria del Tribunale della Prima Sezione una lista di persone, di dieci persone che avrebbero dovuto essere sentite come testimoni per queste udienze. Di queste persone sono già state sentite il signor Dacome, il signor Bianchi ex assessore provinciale, ed oggi i militari della Guardia di Finanza marescialli Porcu e Donolato. Per quanto riguarda le altre persone, devo dire che il teste Gavagnin mi aveva mandato un fax ancora all’ultima udienza, alcuni giorni fa, dicendo che era stato avvisato solo questo lunedì e che era fuori praticamente della Regione per tutta la settimana e quindi non poteva essere presente, pur dichiarando ovviamente la sua disponibilità ad essere sentito in qualsiasi giorno a partire da lunedì prossimo. Quindi questa la situazione di Gavagnin, purtroppo avvisato, per le note vicende che sappiamo, solo all’ultimo momento. Gli altri testimoni, e cioè Caltabiano, Cerani, Riva, Mazzanti, Cevidali, sono persone, così come il dottor Colitti, che si trovano inserite tra le persone indagate nel corso del 2000 dalla Procura della Repubblica di Brindisi. Per questa situazione processuale a Venezia ed a Brindisi si ricorderà che già prima dell’estate del 2000 si era iniziato a discutere di queste persone, ed in particolare anche su indicazioni ricevute in udienza, ed in particolare anche dal Tribunale, io avevo chiesto alla Procura di Brindisi con un fax, che è datato 17 maggio 2000, di voler specificare quali erano in pratica le contestazioni che si muovevano a queste persone che ho indicato e che erano testimoni a Venezia, proprio per poter rispondere al Tribunale ed alle altre parti processuali sulla possibilità di sentire queste persone come testimoni. Allora, mi è arrivato un fax, che consegnerò in copia, che consegno immediatamente tramite la cortesia dell’ufficiale giudiziario al Tribunale; un fax che è datato "Brindisi, 20 ottobre 2000", a firma di due Sostituti Procuratori, il dottor De Nozza ed il dottor Arnesano, che seguono questa vicenda e fanno riferimento alla mia richiesta del 17 maggio, e poi di solleciti che ci sono stati per avere questa risposta, e comunicano che le sotto annotate persone risultano indagate presso questo ufficio ovviamente di Brindisi per i reati di cui agli articoli 437, 449, 589 e 590 Codice Penale, in ragione dei ruoli e delle mansioni ricoperte nel corso degli anni all’interno delle aziende che via via si sono succedute nella proprietà degli impianti di polimerizzazione all’interno dello stabilimento Petrolchimico di Brindisi, come di seguito specificato. Poi, per ogni persona, vengono fornite delle indicazioni. Allora, per quanto riguarda Caltabiano Giovanni, viene scritto, praticamente leggo questa nota: "Caltabiano Giovanni, direttore dello stabilimento Petrolchimico di Brindisi, dal 23 marzo ‘84 al 1° gennaio ‘87. Cerani Ottorino, direttore dello stabilimento Petrolchimico di Brindisi, dal 14 giugno ‘76 al 4 settembre ‘78. Santamato Vito, responsabile centrale del settore sicurezza e protezione ambientale della Divisione Petrolchimica, dall’8 aprile ‘71 al 31/12/80, nonché responsabile della divisione sicurezza e protezione ambientale della Montedipe dal 1° gennaio ‘81 al 31 agosto ‘83. Colitti Marcello, presidente della società Enichem polimeri, dal 27/10/83 all’11/3/86". Che era stato indagato qui e qui, a Venezia, c’era stata poi l’archiviazione. Quindi sarebbe tecnicamente, in questo tempo storico processuale, ai sensi del 210. Poi: "Riva Lorenzo, presidente della società Enichem Anic, dal 28 aprile ‘92 al 1° agosto ‘93. Mazzanti Giorgio, amministratore delegato della Montedison, dal 13 gennaio ‘71 al 6 febbraio ‘73. Cevidali Guido Baldo, responsabile centrale della divisione sicurezza e protezione ambientale, dal 12 novembre ‘71 al 10 luglio ‘73 della Montedison. Benedetti Luigi, responsabile centrale della divisione sicurezza protezione ambientale, dal 10 luglio ‘73 al 10 maggio ‘82". Ora, in questo periodo in cui è stata approvata dal Parlamento la legge che tutti credo conosciamo, di cui peraltro anche un testo inviatomi via fax dal Ministero ieri o l’altro ieri, ci sono queste posizioni processuali particolari, comunque che vanno al di fuori, ritiene il Pubblico Ministero, di queste norme; ed in particolare le posizioni sono quelle di tre di queste persone che ho indicato, e cioè Caltabiano Giovanni, Cerani Ottorino, Riva Lorenzo, per i quali sicuramente non si pone un problema di questo tipo. E mi spiego perché. Perché il Caltabiano Giovanni, il Cerani, il Riva, devono essere sentiti per periodi e per ruoli che non hanno niente a che fare con le contestazioni di Brindisi; perché, come vediamo da questa nota, Caltabiano Giovanni è indagato a Brindisi come direttore dello stabilimento dal marzo ‘84 al gennaio ‘87. In questa vicenda processuale di Venezia deve essere sentito sui fatti di American Appraisal, che sono dell’88 e lui non era più a Brindisi, pacificamente risulta dalla sua carriera già unita al verbale delle indagini preliminari. Quindi sicuramente un periodo successivo che non ha niente a che fare con la sua imputazione di Brindisi. Per Cerani Ottorino il discorso è analogo, perché era direttore dello stabilimento dal ‘76 al ‘78 e la vicenda sulla quale deve essere sentito è la vicenda American Appraisal, di oltre dieci anni dopo, quindi su American Appraisal. Per Riva Lorenzo un discorso analogo ma inverso, nel senso che è indagato a Brindisi il ragionier Riva perché era stato presidente, amministratore con delega alle finanze, di Enichem Anic dal 28 aprile ‘92 al 1° agosto ‘93. Ed anche in questo caso Riva deve essere sentito per fatti di quattro anni prima in un ruolo che non lo riguardava come responsabilità e non è stato neanche indagato a Brindisi. Ora, su queste persone, personalmente non ho alcun dubbio che siano situazioni completamente diverse, oggettivamente diverse, e che non implichino comunque una possibilità a che loro vengano indagati per dichiarazioni American Appraisal, sulle quali li chiamerei a sentire oggi. Quindi, su queste tre persone, in questo momento, io continuo a chiedere che vengano sentite anche immediatamente come testimoni. Anche se peraltro, devo dire, di questi solo due sono presenti, perché uno è stato invitato da un avvocato, che non si sa bene chi sia, a non presentarsi. Ma questo è un altro discorso, e sarebbe Cerani. Per le altre persone si riproporrà il problema, ma eventualmente valuterò quanto meno di rinunciare a tutti o quasi. Queste tre persone credo che siano proprio al di fuori di qualsiasi possibile commistione.

 

Presidente: vi sono opposizioni?

 

Avvocato Bettiol: sì, Presidente. Il problema è questo: la incapacità a testimoniare nasce non solo quando il procedimento è connesso, connesso nel senso che vi è un concorso di persone nel reato, ma comunque anche quando il procedimento è comunque collegato, nel senso che la prova di un fatto incide sulla prova del processo in ordine al quale si ha a che fare. Ora, è chiaro che le persone che sono state indicate come testimoni in realtà vestono la figura di imputati in ambito di procedimenti che hanno per oggetto praticamente fatti analoghi a quelli di cui si discute in questa sede e fatti che hanno con riferimento alle stesse società, allo stesso tipo di produzione, alla stessa responsabilità. Ora, non è che si possa dire: io intendo interrogare solo su un punto specifico, anche di tutta una vicenda che comunque ha a che fare, proprio con la produzione del Petrolchimico, stabilimenti del CVM, e via dicendo. La conseguenza quale è? E’ che qualunque dichiarazione resa da queste persone ha in effetti un collegamento probatorio rispetto a questo procedimento: si tratta degli stessi fatti, si ipotizzano avvelenamenti, disastri di questo genere, con riferimento allo stesso stabilimento Petrolchimico. Ora, a me sembra che in questa situazione l’incompatibilità a testimoniare nasca proprio da questo preciso collegamento probatorio ai sensi dell’articolo 371 del Codice di Procedura Penale. E, sotto questo profilo, quindi ci opponiamo a che siano sentiti nella veste di testimone, salva ovviamente la possibilità che essi stessi siano sentiti nelle altre vesti, ai sensi dell’articolo 210, su cui non c’è nessuna questione.

 

Avvocato Gianari: un’osservazione. Il problema va corredato di una riflessione relativa alla legge approvata il 14 febbraio ed in attesa di pubblicazione, perché queste considerazioni alla luce delle modifiche del 197 e del 64 della nuova legge potrebbero portare a concludere che in casi di questo genere sia comunque, entrata in vigore la legge di cui discutiamo, sia comunque attribuibile a queste posizioni la figura di testimoni. Se così è, mi pare che se è vero che si è ipotizzato all’udienza scorsa di rinviare l’esame del problema all’entrata in vigore della legge, il problema si risolveva. La considerazione che faccio, anche se mi rendo conto che i testi sono presenti, è che per una reale tutela del contraddittorio, in ogni caso anche se venisse sciolto il problema in termini diversi da quella della necessità di attendere la pubblicazione della legge che risolve, ripeto, risolverebbe il tema, andrebbe comunque ed in ogni caso rinviato a quello che era il calendario ipotizzato all’ultima udienza, proprio alla luce dell’opportunità di attendere la pubblicazione di una norma che risolve il problema.

 

Avvocato Santamaria: molto, molto brevemente. Il Pubblico Ministero ha distinto le posizioni di Caltabiano e Cerani dicendo che hanno cessato le loro cariche, per quanto riguarda le imputazioni a loro mosse a Brindisi, prima della elaborazione e stesura della relazione American Appraisal, che sarebbe oggetto della loro deposizione. Ora, è facile replicare che la relazione American Appraisal ha per oggetto lo stato di tutti gli impianti conferiti da Enichem e da Montedison in Enimont, ivi compreso l’impianto di Brindisi; la relazione American Appraisal fotografava una situazione degli impianti al 1988, ma chi oggi dovesse essere sentito come teste su quella relazione, che fotografa una situazione, ed essendo stato direttore di stabilimento di quello stesso stabilimento, anche soltanto un anno prima, od essendo cessato un anno prima o due anni prima, è evidente che si troverebbe o potrebbe trovarsi in una situazione di difficoltà. Voglio dire che la ratio che sta alla base della facoltà di avvalersi della facoltà di non rispondere in questo caso troverebbe una esemplificazione ovvia, perché la situazione al 1988 non può essere tanto remota, tanto distante, dalla situazione del 1986 o del 1985, che è l’oggetto delle accuse che vengono mosse a quelle persone. Temo che analoghe argomentazioni si potrebbero muovere per Riva, per quanto riguarda le sue cariche assunte in un periodo successivo, che comunque hanno a che fare con una situazione impiantistica, che è quella delineata poco tempo prima. Quindi non faccio obiezioni di ordine formale relative alla legge o meno, faccio obiezione di ordine sostanziale allo stato delle cose. Io ricordo che all’udienza scorsa si era detto: aspettiamo, questa era l’interpretazione del Tribunale, l’entrata in vigore della legge, dopodiché ragioneremo in un modo diverso. Grazie.

 

Pubblico Ministero: Presidente, se possibile, rapidamente proprio. Va beh, che siamo in situazione di vacatio legis approvata dal Parlamento è dato pacifico, non mi dilungo. Se il Tribunale non avesse copia del testo coordinato, posso consegnarlo così come mi è arrivato dal Ministero. Non si tratta sicuramente degli stessi fatti storici tra Venezia e Brindisi. A Brindisi non sono imputati, così forse era solo un’imperfezione terminologica, così come indicata; sono indagati; rappresento che per situazioni analoghe io non ho fatto opposizioni, faccio presente che il professor Foa tra l’altro non è neanche indagato ma addirittura imputato in Puglia per fatti analoghi; non ho fatto nessun problema fino adesso, ci mancherebbe altro, però va tenuto presente che ci sono situazioni di questo tipo, e Foa proprio per fatti gravi, e adesso è consulente di Enichem. Comunque, a parte queste situazioni, volevo dire: c’è una situazione, e mi rimetto ovviamente alle decisioni del Tribunale di andare al momento successivo anche alla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale, mi metto nelle vesti anche per quanto possibile dei testimoni, che ormai è la seconda volta che vengono, ed in particolare la situazione del ragionier Riva, che dovrebbe parlare di fatti per i quali veramente lui non c’entra assolutamente niente, per cui arriva dopo. ‘88, American Appraisal, è un problema di contatti di persone, chi ha delegato chi, etc.; lui diventa amministratore per le finanze solo quattro anni dopo. Quindi proprio, per carità, mi rimetto ovviamente al Tribunale: se vogliamo farlo tornare, mi prenderò anche le parole dicendoglielo, però credo che sia risolvibile la situazione quanto meno di queste tre persone o del ragionier Riva.

 

Avvocato Gianari: Presidente, mi perdoni. Io mi inchino preventivamente a quella che sarà la decisione del Tribunale in ordine alla decisione tra la qualità di teste e la qualità di 210, o la scelta di rinviare in attesa della pubblicazione della legge. In ogni caso, se il Tribunale ritenesse di sciogliere il problema, nel senso di ascoltare Riva oggi, io chiedo comunque che per il controesame, visto il calendario verbalmente ipotizzato all’udienza scorsa, venga pregato di ritornare. Non so se questa istanza può influire sul fatto di chiedergli di tornare comunque, sia per l’esame che per il controesame, ma per il controesame, per la evidente ragione che sostanzialmente il contraddittorio viene assicurato grazie alla possibilità di espletare il controesame, chiedo che in ogni caso venga invitato a ritornare per il controesame. Grazie.

 

Presidente: ci ritiriamo in Camera di Consiglio.

 

Presidente: il Tribunale, sulle opposizioni alle richieste di audizione dei testi Riva, Caltabiano e Cerani, rileva che è pur vero che l’articolo 197, facendo riferimento all’articolo 12 e all’articolo 371, determina un collegamento dal punto di vista probatorio tra i reati che sono contestati, e non già un criterio di collegamento meramente sulla circostanza su cui sono chiamati a deporre le persone; e peraltro, proprio sulla base di tale rilievo, ritiene il Tribunale che non sussista il collegamento anzidetto in quanto il Pubblico Ministero ha chiamato a deporre i su nominati testi sul capo terzo, che non ha nessun criterio di collegamento rispetto ai reati per i quali sono indagati presso la Procura di Brindisi, che è invece il corrispondente del nostro capo primo. Forse mi sono sbagliato, perché c’era l’altro capo che..

 

Pubblico Ministero: come numeri, il CVM è il primo; l’ambientale è il secondo...

 

Presidente: allora è il secondo, mi correggo è il secondo. Quindi, se li vuole introdurre, verranno sentiti come testi.

 

Pubblico Ministero: allora possiamo sentire il signor Caltabiano, innanzitutto. Poi, nel frattempo, per il ragionier Riva, verrà preparato anche il documento di American Appraisal sullo schermo, così per comodità di tutti.

 

DEPOSIZIONE TESTE - CALTABIANO GIOVANNI -

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Solo come premessa, le volevo chiedere se confermava la data in cui lei è stato direttore dello stabilimento del Petrolchimico di Brindisi, dal 20 marzo ‘84 al 1° gennaio ‘87?

RISPOSTA - Sì, confermo.

DOMANDA - Io le voglio porre delle domande solamente per il periodo successivo, mi pare che lei abbia avuto delle funzioni presso la sede di Milano?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere in particolare che funzioni ha svolto presso la sede di Milano di Enichem Anic presso la direzione sicurezza?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Ecco, se vuole illustrare al Tribunale.

RISPOSTA - Ero responsabile dell’unità sicurezza ed ambiente dell’Anic.

DOMANDA - Lei con chi era in contatto e cosa faceva?

RISPOSTA - Io dipendevo dal direttore generale che era in quel momento era l’ingegner Nicoli, che a sua volta dipendeva dall’ingegner Isernia. Io facevo azioni di coordinamento tra i vari stabilimenti, per quanto attiene gli argomenti di sicurezza e di igiene ambientale.

DOMANDA - Lei sa che ad un certo punto c’è stata, per così dire, la nascita di Enimont?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Le volevo chiedere: prima di questa nascita di Enimont esisteva, a livello di holding, di società Enichem S.p.a., qualche funzione, qualche direzione per la sicurezza ambientale?

RISPOSTA - Esisteva in Anic.

DOMANDA - A livello di holding di Enichem S.p.a.?

RISPOSTA - Sì, esisteva. Cioè, io sono stato successivo ad un altro responsabile che c’era prima di me, che era il dottor Conti, se non ricordo male.

DOMANDA - Solo per la memoria, lei quando era stato sentito il 15 novembre 1996 dal Pubblico Ministero aveva detto: "Prima della nascita di Enimont non esisteva, a livello della nostra holding Enichem S.p.a. una funzione di staff per la sicurezza ambientale. Tale funzione venne costituita solo con la nascita di Enimont e venne successivamente mantenuta". E’ così?

RISPOSTA - Sì, perché esisteva in Anic, ho detto prima.

DOMANDA - Anic, che era una società figlia?

RISPOSTA - Che era una società dell’Enichem. Sì, non c’era in Enichem.

DOMANDA - A livello centrale?

RISPOSTA - A livello centrale.

DOMANDA - Lei ha conoscenza dell’esistenza della società American Appraisal Italia?

RISPOSTA - Sì. Cioè, noi, al momento, diciamo così delle trattative tra Eni e Montedison...

DOMANDA - Sì, del previsto matrimonio.

RISPOSTA - Del previsto matrimonio, sapevamo che c’erano in atto delle valutazioni di natura varia diciamo, però non nei particolari; cioè, se fossero di natura economica, valutazione economica di impianti, etc. etc..

DOMANDA - Lei si ricorda se è stato dato l’incarico ad American Appraisal di una verifica degli impianti? E su che tipo?

RISPOSTA - Noi abbiamo, cioè sempre per sentito dire, saputo che...

DOMANDA - Sentito dire per la sua funzione?

RISPOSTA - No.

DOMANDA - E da chi allora ed in che maniera?

RISPOSTA - No, per la mia funzione no, cioè perché la mia funzione, io in particolare non sono mai stato coinvolto in questa iniziativa, né in termini di preparazione, di gestione del lavoro, né in termini di conclusione.

DOMANDA - Perché sempre in quel verbale del novembre ‘96 lei diceva: "Mi ricordo che l’incarico ad American Appraisal Italia concerneva anche gli aspetti ambientali dei vari impianti da conferire in Enimont"; è così?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Allora le volevo chiedere ancora una cosa su quella vicenda: se è in grado di riferire al Tribunale chi è stato incaricato di seguire queste indagini, chi le ha seguite, per quanto riguarda Enichem e se lo sa anche per quanto riguarda Montedison?

RISPOSTA - No, per quanto riguarda Enichem, mi ricordo che le seguiva l’ingegner Bianchi.

DOMANDA - L’ingegner Sergio Bianchi?

RISPOSTA - Sergio Bianchi.

DOMANDA - Che per il Tribunale l’abbiamo già sentito in particolare, in dettaglio, su questa vicenda. Quindi era l’ingegner Bianchi che seguiva tutto?

RISPOSTA - Sì, con cui io e la mia funzione non avevamo un rapporto di lavoro,. Per quel che ho saputo, era un incarico dato ad personam a lui.

DOMANDA - Quando lei è stato trasferito a Milano, quindi dopo la parentesi brindisina, lei ha avuto occasione di informarsi della situazione di Porto Marghera e di parlare con qualche dirigente di Enichem, su questa situazione?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda con chi e che cosa ha saputo?

RISPOSTA - Diciamo che dopo essere stato trasferito a Milano ho fatto i miei giri degli stabilimenti di competenza, quindi ricompresa Marghera; e lì ho incontrato sia il direttore, che all’epoca era l’ingegner Zerbo, e sia il responsabile sicurezza ambiente, che era l’ingegner Paoli. In questi giri chiedevo e si chiedeva di come stavano le cose da un punto di vista di competenza stretta nostra, cioè di sicurezza ambientale. Diciamo che in un primo momento le risposte erano che era tutto tranquillo, tutto diciamo gestito, e così via. Successivamente ci è stato chiesto specificatamente un supporto per due punti, chiamiamoli così deboli da un punto di vista ambientale, il canale Brentella e...

DOMANDA – Lusore-Brentelle era?

RISPOSTA - L’isola 32.

DOMANDA - Volevo un attimo tornare indietro ai primi contatti...

RISPOSTA - Anzi, mi ricordo che per il canale Brentella noi, come Enichem, abbiamo dato il via ad un progetto chiamiamolo di intervento, di bonifica relativa, perché lì c’era il rischio continuo, mi ricordo, che se si fossero toccate le sponde, si poteva causare un inquinamento a valle. Allora noi ci siamo fatti carico di far elaborare un progetto, però senza prenderci carico del costo economico dello stesso.

DOMANDA - Le volevo chiedere, siccome siamo in una fase di transizione, dall’87 in poi, lei quando ha parlato la prima volta con l’ingegner Zerbo, l’ingegner Zerbo che cos’era ancora, come società intendo?

RISPOSTA - Lui era a cavallo delle due società, per quel che mi ricordo, perché era entrato in Enichem ma gestiva ancora la situazione Montedison.

DOMANDA - E quindi quando è?

RISPOSTA - Perché noi, come Enichem, non siamo subentrati in toto nello stabilimento, noi siamo subentrati in alcuni impianti dello stabilimento. E quindi il resto degli impianti era sempre gestito dallo stesso direttore.

DOMANDA - Quello che le volevo chiedere in particolare era qualche ricordo, se possibile ovviamente un po’ più dettagliato, perché la volta scorsa lei diceva al Pubblico Ministero che l’ingegner Zerbo, lei aveva detto che teneva sotto chiave i risultati in materia ambientale. Che cos’erano questi risultati e cosa riguardavano?

RISPOSTA - Perché una delle domande specifiche... Faccio una premessa: si sapeva, si era sentito che negli anni c’erano stati degli accumuli di rifiuti vari, tossici, nocivi vari, in varie aree della fabbrica. Una delle domande specifiche, erano stati fatti dei riscontri, in particolare sulle falde acquifere. Ecco, la risposta che mi fu data è che erano stai fatti dei riscontri e che non risultava, da questi riscontri, inquinamenti delle falde acquifere.

DOMANDA - Questo nella fase iniziale?

RISPOSTA - Nella fase iniziale. Poi, quando c’è stato evidenziato il problema dell’isola 32, dove nel tempo erano state accumulate tonnellate di questi rifiuti, etc., noi abbiamo fatto fare uno studio da Acquater sul possibile o meno inquinamento delle falde acquifere. La conclusione di questo studio Acquater fu che a quel momento non c’era inquinamento delle falde acquifere.

DOMANDA - Lei però, quando è stato sentito il 15 novembre ‘96, aveva differenziato le notizie in maniera più netta, nel senso che diceva: "All’inizio l’ingegner Zerbo, che era ancora Montedison, faccio presente che all’epoca - dice - l’ingegnere Zerbo era ancora alle dipendenze della Montedison, e che tra la Montedison e l’Enichem c’era ancora la volontà di mantenere la propria autonomia. L’ingegnere Zerbo tiene sotto chiave i dati e dice che non c’è niente di inquinato". Poi racconta di un secondo momento, in cui dice: "Dopo qualche mese dalla costituzione di Enimont, divenuti tutti un’unica famiglia, l’ingegner Zerbo comunicò a me ed alla sua linea gerarchica di Milano, l’ingegner Palmieri, che da tempo stavano seguendo i problemi relativi ai due siti inquinati di Porto Marghera"; quelli che diceva anche lei poco fa, area 32 e canale Brentelle. Ed allora li dà, ricorda qualcosa di più specifico; se vuole glielo leggo formalmente, si dice contestazione, o se lo vuole dire lei, proprio sull’area 32 ed anche sulle falde acquifere.

RISPOSTA - Va beh, ma adesso nei particolari...

DOMANDA - Se si ricorda?

RISPOSTA - No, mi ricordo quello che le ho detto, cioè che noi sollecitati dalla informazione di questo problema abbiamo avviato quella indagine della società Acquater, per verificare se c’era un inquinamento in atto delle falde acquifere, sia all’interno che all’esterno dell’area stessa, perché furono fatti molti riscontri fuori da quell’area 32.

DOMANDA - Sì scusi, ma la mia domanda è diversa, al di là di Acquater, abbiamo i documenti, sappiamo cos’è successo. Lei dice: "L’ingegner Zerbo comunicò a me ed alla sua linea gerarchica di Milano, l’ingegner Palmieri, che stavano seguendo questi due siti inquinati da tempo". Allora le ricordo sempre, il 15 novembre ‘96, lei diceva: "Il canale Brentelle presentava un problema, nel senso che le sue sponde rappresentavano un grosso rischio di inquinamento. L’area 32 rappresentava un problema, nel senso che in futuro poteva esserci un rischio di inquinamento delle falde acquifere"...

 

Avvocato Santamaria: mi scusi, c’è opposizione, c’è la lettura di un verbale prima di qualunque contestazione.

 

DOMANDA - No, scusi, ho chiesto se ricorda.

 

Avvocato Santamaria: non c’è stata domanda, c’è stata lettura di verbale senza contestazione.

 

Presidente: però devo rilevare una cosa, mi scusi avvocato, che queste cose le ha esattamente dette, perché io le ho anche scritte, già dette così come adesso ha ripetuto. Voglio dire, non è neppure una contestazione ma è semplicemente un ridire quello che il teste ha già detto, perché io me lo sono scritto. Se ha qualcosa da ulteriormente contestare, lo può fare.

 

DOMANDA - Presidente, infatti la contestazione non riguardava tanto il contenuto, riguardava il fatto che queste cose sono state dette al teste dall’ingegner Zerbo. Questa è la contestazione.

 

Presidente: si ricorda di questa circostanza?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: ma anche questo mi pare l’avesse detto.

 

DOMANDA - Allora non avevo capito io, chiedo scusa; non l’avevo capito e volevo che venisse precisato a questo proposito. Questi discorsi dell’ingegner Zerbo le sono stati confermati da qualcun altro a Porto Marghera e lei ne ha parlato con qualcuno, anche a Milano?

RISPOSTA - Io a Porto Marghera ne parlavo con il responsabile sicurezza ed ambiente, che era l’ingegner Paoli a quel momento, a parte che con l’ingegner Zerbo, che era il direttore.

DOMANDA - E le sono stati confermati questi discorsi dall’ingegner Paoli?

RISPOSTA – Sì, sì, certo.

DOMANDA - Poi a Milano lei con chi ha parlato di queste cose?

RISPOSTA - A Milano ho riferito prima al mio superiore, che è quello che ho citato, l’ingegner Nicoli; e successivamente all’ingegner Burrai, che nel frattempo era stato nominato coordinatore per le attività, vice presidente coordinatore per l’attività di sicurezza.

DOMANDA - Lei aveva informato anche l’ingegner Presotto?

RISPOSTA - Anche l’ingegner Presotto, che nel frattempo era stato nominato direttore in Enichem della nuova funzione di sicurezza ambiente.

DOMANDA - Per questa situazione di aree ritenute a rischio da parte della stessa azienda, che cosa è stato fatto e chi è stato incaricato?

RISPOSTA - Diciamo che per quanto riguarda il canale Brentelle, attraverso vari contatti indiretti, tramite lo stabilimento con le autorità esterne, fu concordato di elaborare quel progetto di intervento che mirava, diciamo, a consolidare ed evitare la possibilità di passaggio di zone inquinate a valle. Però precisando sempre, e questo anche con documenti scritti, che l’Enichem non si dava carico del costo economico della realizzazione di quel progetto lì.

DOMANDA - Ormai, diceva lei, era diventata tutta un’unica famiglia, quindi come si svolgevano queste discussioni a livello centrale?

RISPOSTA - A livello centrale si facevano degli incontri, delle riunioni e si parlava di queste cose.

DOMANDA - A livello di persone, chi era responsabile per queste, così, per quello che avete detto all’interno dell’azienda, per la bonifica di queste aree e per la loro gestione?

RISPOSTA - No, diciamo che, da quello che mi ricordo, l’Enichem non si assunse né si poteva assumere in quel momento l’onere della bonifica di quelle aree lì. L’Enichem si è preoccupata di capire, di vedere, di riscontrare, se c’erano inquinamenti nell’area 32 ed esterna all’area 32, delle falde acquifere; e, per quanto attiene il canale Brentella, se c’erano inquinamenti a valle di quelle sponde diciamo inquinate.

DOMANDA - Perché sulle persone, anche su questo punto quel novembre ‘96, il 15 novembre, era un po’ più preciso. Lei diceva: "Faccio presente che per la bonifica delle aree interne allo stabilimento Petrolchimico e la loro gestione erano competenti: i responsabili di stabilimento Zerbo e Paoli; la parte tecnica era rappresentata dall’ingegner Pisani". Poi aggiungeva: "I responsabili di Enichem Anic erano l’ingegner Palmieri, l’ingegner Burrai, l’ingegner Polito, assistiti poi dalla sua funzione. All’epoca di Enimont era responsabile l’ingegner Presotto ed i suoi capi".

RISPOSTA - Sì, confermo quello che ha letto.

DOMANDA - Questo per le aree interne. Per le aree esterne?

RISPOSTA - Sì, perché scusi, quei nomi che lei ha citato, sono tutti nomi di linea gerarchica, che avevano quindi il potere o meno decisionale.

DOMANDA - E per le bonifiche delle aree esterne?

RISPOSTA - Per le bonifiche delle aree esterne, intanto non competevano a noi come Enichem, inizialmente; era stato incaricato a livello Montedison un certo Gavagnin, se non ricordo male.

DOMANDA - Il signor Gavagnin che sentiremo anche lui.

RISPOSTA - Il signor Gavagnin.

DOMANDA - Che dipendeva da chi?

RISPOSTA - Allora, Gavagnin dipendeva inizialmente da Zerbo, come direttore Montedison; poi, quando è nata Enimont, è stato immesso nella struttura dell’ingegner Paoli, quindi sicurezza ambiente dello stabilimento, diciamo all’inizio più sulla carta che in pratica, per cui ci sono stati anche dei richiami in questo senso, a rientrare nella struttura di competenza.

DOMANDA - La vuole spiegare un attimo meglio questa storia? Perché ad un certo punto c’è stato anche un contrasto, anche piuttosto vivace mi pare, tra linee di Montedison, linee di Enichem, in relazione alle competenze che riguardavano anche i poteri?

RISPOSTA - No, il discorso è abbastanza semplice: da quando il Gavagnin era stato inserito nella struttura unica di sicurezza ambiente dello stabilimento, il responsabile di questa struttura era l’ingegner Paoli, dipendeva, che il Gavagnin dipendesse effettivamente da lui, quindi dare a lui la visione di tutte le problematiche di sicurezza ambiente. Invece Gavagnin, sulla scorta delle esperienze passate, continuava a non considerare Paoli il vero responsabile, per cui teneva degli stretti contatti diciamo operativi con l’ingegner Zerbo, che era il direttore dello stabilimento, ed indirettamente con vari responsabili di sede, a cui lui scriveva delle lettere. A quel momento, dopo la lamentela dell’ingegner Paoli, il quale diceva: io sono il responsabile ma di fatto non lo posso fare perché questo non mi informa, non mi contatta, etc.. Io ho scritto una lettera al Gavagnin, per quanto mi ricordo, e l’ho richiamato alla disciplina della struttura cui lui apparteneva.

DOMANDA - Infatti io le volevo...

RISPOSTA - E Gavagnin l’ha presa a male quella lettera, chiaramente, perché gli toglieva probabilmente dell’autonomia di cui lui godeva precedentemente.

DOMANDA - Adesso gliela rammostro questa lettera, ne consegno una copia a lei ed anche al Tribunale; è una lettera datata 28 marzo 1991, dove la firma dovrebbe essere proprio la sua, indirizzata all’ingegner Zerbo, come prima persona, poi ad altre persone all’interno dello stabilimento, tra cui Paoli e Gavagnin, e poi anche per conoscenza al ragionier Ceriani ed altri. E’ questa la lettera a cui faceva riferimento lei?

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Praticamente qui, mi dica, mi corregga se sbaglio, mi pare di averlo capito da quello che diceva lei poco fa, che lei mette in riga praticamente il signor Gavagnin, dicendo nell’ultimo punto: "Non siamo disponibili ad avvallare ed autorizzare iniziative che vengano intraprese e che si svolgano al di fuori delle linee procedurali sopra indicate".

RISPOSTA - Certo.

DOMANDA - Allora vuole indicare le competenze sulle bonifiche di queste aree all’epoca? Siamo nel ‘91, per quanto riguarda la linea proprio, direttore stabilimento a salire, com’erano, quali erano le competenze, chi aveva il potere?

RISPOSTA - Diciamo le competenze funzionali erano in linea, dalla parte bassa il direttore di stabilimento, il suo referente in sede che era l’ingegner Polito se non ricordo male...

DOMANDA - Che aveva l’incarico di che cosa?

RISPOSTA - L’incarico, aveva..

DOMANDA - Direttore generale o amministratore delegato, cos’era?

RISPOSTA - No, a quel momento non era amministratore delegato l’ingegner Polito, era il superiore dei direttori di stabilimento. Preferisco in questi termini, per cui l’ingegner Zerbo dipendeva da questo ingegner Polito, il quale a sua volta dipendeva poi dall’ingegner Palmieri.

DOMANDA - Direttamente dal direttore generale. Quindi questa è la linea di comando?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - All’interno di questa linea di comando la competenza del direttore dello stabilimento rispetto al centro quale era, per la questione bonifiche? Perché di questo stiamo parlando.

RISPOSTA - Il direttore dello stabilimento aveva il compito di evidenziare, sollecitare, diciamo, la gravità o l’importanza degli interventi che lui pensava necessari da fare, etc.; la linea doveva... ed il tutto avveniva, se non per motivi urgentissimi, attraverso la presentazione di proposte di budget, quindi di investimento etc., che poi stava alla linea valutare, con l’assistenza dell’unità sicurezza ambiente, l’opportunità o meno, la disponibilità delle cifre necessarie.

DOMANDA - Quindi questo significa, anche in pratica, che quella lettera che io ho appena consegnato al Tribunale, che è stata mostrata anche a lei, del 28 marzo ‘91, voleva dire al signor Gavagnin: tu non hai il potere di proporre queste soluzioni, lo deve fare il direttore di stabilimento; è così?

RISPOSTA - Lo deve fare il direttore dello stabilimento ma tramite il responsabile di sicurezza ambiente; questo diceva la lettera. Perché dal direttore di stabilimento non dipendeva Gavagnin, dipendeva il responsabile di sicurezza ambiente.

DOMANDA - Dal direttore dello stabilimento?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - E poi da lui si saliva verso l’alto?

RISPOSTA - Esatto.

 

AVVOCATO CESARI

 

DOMANDA - Una domanda di precisazione. Lei prima ha parlato di un periodo in cui si passava da Montedison ad Enichem, e mi sembra che abbia fatto riferimento alla data del 1987.

RISPOSTA - No, io non ho fatto riferimento a date, comunque se non ricordo male era quella la data, ‘87-’88. Adesso non mi ricordo.

DOMANDA - Lei ricorda quando l’ingegner Zerbo è divenuto direttore dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera?

RISPOSTA - No, la data non me la ricordo; mi ricordo con la nascita di Enimont, però adesso la data sinceramente non me la ricordo.

DOMANDA - Enimont però mi sembra sia successiva, nel ‘90?

RISPOSTA - Non mi ricordo la data, sinceramente.

DOMANDA - Comunque, prescindendo dalla data ingegnere, lei questi colloqui con Zerbo li ha avuti quando Zerbo era direttore dello stabilimento Petrolchimico, o aveva altra veste?

RISPOSTA - No no, direttore dello stabilimento Petrolchimico.

DOMANDA - Questo lo colloca in una data precisa, perché ci sono degli ordini di servizio.

RISPOSTA - Sì.

 

AVVOCATO PULITANO’

 

DOMANDA - La sua qualifica esatta ed il contenuto delle sue mansioni nel periodo Anic di cui stiamo parlando, ‘90, ‘91, ‘92, quale è?

RISPOSTA - La struttura Eni ed Anic ed Enichem, che era...

DOMANDA - Lei era in Anic?

RISPOSTA - Io ero in Anic responsabile dell’unità di sicurezza ed ambiente. Questa unità poi successivamente, adesso non mi ricordo, è diventata direzione della sicurezza ambiente perché è stata inserita in questa unità il trattamento delle acque, etc., la gestione degli impianti ecologici, ecco diciamo così, ma sempre in termini di sede, cioè di coordinamento delle funzioni preposte negli stabilimenti.

DOMANDA - Quindi era la sua funzione che si occupava di questi problemi delle discariche?

RISPOSTA - No, si occupava; che significa si occupava?

DOMANDA - Li studiava?

RISPOSTA - Noi cercavamo di capire, di approfondire, etc., e poi di riportare alla linea che aveva il potere decisionale diciamo le esigenze di intervento.

DOMANDA - Lei da chi dipendeva gerarchicamente, a chi faceva capo?

RISPOSTA - L’ho detto prima. Allora, in Anic io dipendevo dall’ingegner Nicoli che era direttore generale tecnico, il quale a sua volta dipendeva dal presidente, che era l’ingegner (Senia) in quel momento lì, se non ricordo male. Successivamente dall’ingegner Burrai.

 

AVVOCATO STELLA

 

DOMANDA - Io desideravo una precisazione. Lei in una frase che lei ha confermato al Pubblico Ministero che gliela ha letta, dice che per la bonifica dell’area interna allo stabilimento e la loro gestione erano competenti i responsabili di stabilimento Zerbo e Paoli, e per la parte tecnica Pisani. Allora, la mia domanda è: siccome l’ingegner Pisani fino al ‘90 era direttore non dello stabilimento ma degli impianti CVM e PVC, ed il direttore dello stabilimento invece era l’ingegner Zerbo, le chiedo come può essere stato competente l’ingegner Pisani?

RISPOSTA - Allora, io nella mia cultura scindo competenza e responsabilità in questi termini: l’ingegner Pisani, se non ricordo male, era il responsabile degli uffici tecnici di stabilimento, se non ricordo male; e, come responsabile dell’ufficio tecnico di stabilimento, era preposto ad elaborare o fare elaborare all’esterno dei progetti di intervento. In questi termini lo citavo, era una competenza tecnica dell’ingegner Pisani.

DOMANDA - No, lei ricorda male, ingegner Caltabiano.

RISPOSTA - No, non ricordo male.

DOMANDA - Ricorda male, perché qui, e l’argomento poi sarà sviscerato con altri testi, c’è la distinzione che tutto lo stabilimento continua ad essere di proprietà di Montedipe fino all’89, e l’ingegner Pisani ed il dottor Smai prima erano competenti solo per il CVM e PVC. Ma questo sarà detto meglio da altri testi, la ringrazio.

 

Presidente: ci sono ulteriori domande? Va bene, può andare, grazie.

 

AVVOCATO BETTIOL

 

DOMANDA - Vorremmo chiarire un momento le competenze. In riferimento agli interventi ambientali, se vuole essere più preciso sulla sfera delle competenze: quali precisamente le competenze a livello più basso e quali a livello più alto?

RISPOSTA - Allora, parliamo di competenza tecnica, poi parliamo di responsabilità decisionale. Allora, la competenza tecnica riguardava, parliamo dello stabilimento: direttore, responsabile sicurezza ambiente, ufficio tecnico; questa è competenza tecnica. Per quanto riguarda invece la sede, la competenza tecnica era la linea da cui dipendeva il direttore di stabilimento, quindi nel caso specifico l’ingegner Polito, etc., con l’assistenza delle funzioni collaterali che erano quelle di igiene sicurezza ambiente; queste erano le competenze tecniche. La responsabilità, anche in termini decisionali, etc., riguardava la linea operativa stretta, quindi, che so, il direttore dello stabilimento che riferiva all’ingegner Polito nel caso specifico, che riferiva all’ingegner Palmieri, attraverso riunioni o soprattutto proposte di budget, proposte di investimento. Quando venivano presentate dallo stabilimento le proposte di investimento, che mi risulta erano già comunque verificate tra direttore di stabilimento e funzione di stabilimento, quindi igiene e sicurezza, ambiente e sicurezza, etc. etc, queste proposte venivano valutate in sede dalla linea che aveva il potere decisionale, e dalla funzione che io rappresentavo per quanto atteneva gli aspetti tecnici, diciamo di rapporto con le norme giuridiche, etc. etc.. Ecco, in questi termini.

 

Presidente: va bene, grazie, può andare allora.

 

DEPOSIZIONE TESTE - RIVA LORENZO

 

Presidente: prego, Pubblico Ministero.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Le volevo chiedere innanzitutto una conferma di alcune date, innanzitutto di precisare se corrisponde al vero che lei è stato presidente della società Enichem Anic dal 28 aprile ‘92 fino al 1° agosto ‘93?

RISPOSTA - Esattamente, sì. E l’ultima data coincide con la fusione per incorporazione della società, quindi di fatto...

DOMANDA - Incorporazione con chi?

RISPOSTA - Con l’Enichem. Di fatto io, per il periodo della deliberazione, ero presidente con poteri relativi, perché c’era già una fusione in atto.

DOMANDA - Io non le voglio chiedere nulla su questo periodo, le devo porre soltanto delle domande relative ad alcuni anni prima. In precedenza rispetto a questo ‘92 lei di che cosa, come materia, si è sempre occupato?

RISPOSTA - Io mi sono sempre occupato della direzione amministrativa e finanziaria dell’Anic, che era la società chimica del gruppo Eni, che poi in varie evoluzioni è divenuta Enichem, e poi per la vicenda dell’acquisizione di certi impianti Montedison, Enimont. Io ho sempre mantenuto questa posizione dall’Anic fino ad Enimont. Quel periodo in cui sono stato presidente della Enichem Anic ho retto...

DOMANDA - No, di Enichem Anic non voglio neanche guardare. Allora, vuole riferire ancora il suo titolo di studio quale è?

RISPOSTA - Io sono ragioniere.

DOMANDA - Lei si ricorda della questione relativa all’indagine effettuata dalla Società American Appraisal Italia S.r.l.?

RISPOSTA - Certamente. Molte cose le ricordo con molta precisione, altre meno, ma lo dirò chiaramente.

DOMANDA - Prego. Di cosa si tratta?

RISPOSTA - Si tratta di un approfondimento che è stato fatto in relazione alla valutazione predisposta da alcune banche d’affari per gli impianti che dovevano essere apportati alla nuova entità Enimont che avrebbe dovuto acquisire, per conferimento, secondo metodologie che se volete posso illustrare più chiaramente, ma non ritengo che sia utile, dovevano essere apportate a questa nuova realtà Enimont. E quindi c’era una valutazione che indicava i valori di questi beni apportati da uno e dall’altro dei due soci della nuova iniziativa, con delle valutazioni che erano parametriche, nel senso che erano valutazioni che erano fatte sulla base dei margini operativi lordi di anni precedenti, ipotizzandone la continuità economica per un certo periodo di tempo.

DOMANDA - Scusi, in vista di questa, chiamiamola per sintesi, operazione Enimont, all’interno di quale organo si discusse della necessità di fare questa indagine valutativa?

RISPOSTA - Di questa necessità se ne discusse in più occasioni, la prima è stata proprio in questa valutazione delle banche d’affari che io ho, nella quale io ero coinvolto in maniera molto importante, ed in questa attività si era deciso senz’altro di arrivare a delle valutazioni che dovevano cercare di confermare la capacità degli impianti di produrre quelle quantità economiche che dovevano poi essere compatibili con le produzioni già effettuate con quelle future. C’era un timore, da ambo i soci devo dire, e forse in parte maggiore da parte dell’Anic, che queste produzioni non potessero essere raggiunte anche per il futuro, era una convinzione che era legata ad entrambi per certe valutazioni, a volte magari un po’ di campanile, però si era ravvisata la necessità che qualche ente esterno alle due società valutasse o affidasse questi impianti in termini di capacità produttiva.

DOMANDA - Di questa necessità di valutazione si è discusso anche all’interno del consiglio di amministrazione di Enichem e all’interno di Eni?

RISPOSTA - Io ritengo proprio di sì, sia di Enichem, che di Eni e probabilmente anche di Montedison, perché era un discorso estremamente sentito. Ripeto che per la mia esperienza professionale ogni volta che si fanno delle valutazioni economiche è sempre necessario avere qualche riferimento anche fisico e produttivo, perché senza questo le valutazioni economiche sono prive di significato. Se uno ha un impianto che l’anno dopo non è in grado di produrre evidentemente non è possibile confermare la validità economica di certe proiezioni.

DOMANDA - Ha sostenuto in particolare anche lei questa necessità?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Per quale motivo specifico?

RISPOSTA - Proprio per il motivo specifico di avere una certezza che questi impianti fossero capaci di produrre nel tempo, questa esigenza io credo che la sentissero anche i signori della Montedison. Io ero portato ad insistere molto, ma poi devo dire che su questo argomento c’è stato accordo, perché molti dei nostri tecnici ritenevano che le manutenzioni per quanto riguarda impianti Montedison, fossero meno valide delle nostre per un fatto legato a certi parametri economici, però questo discorso, da quanto ho visto io, in termini successivi, gli impianti sono risultati in grado di produrre.

DOMANDA - Lei quando su questo punto è stato sentito l’11 ottobre ‘96, era stato un attimo più preciso, nel senso che aveva detto: "Avevamo il timore che gli impianti della Montedison si trovassero in uno stato di manutenzione inidoneo". E poi fa un riferimento ad esperienze precedenti del marzo dell’83, etc.. Le chiedo innanzitutto se mi conferma questa espressione usata da lei, inidoneo; e poi quali sono questi precedenti dell’83 etc., e poi ovviamente quello che ritiene di dire.

RISPOSTA - Io, per carità, spero di essere chiaro. Il discorso della valutazione che ho espresso è legato, e per quanto mi riguarda, al fatto della capacità di arrivare alla produzione, cioè alla capacità di questi impianti di riuscire a realizzare produzioni che erano quelle che abbiamo preso in considerazione. Quindi il pericolo era che alcuni impianti fossero abbastanza vecchi e non in grado di continuare a realizzare produzioni correlate con quelli che erano i piani di produzione. Quindi questo era il timore per cui io volevo ed ho insistito per avere questo tipo di valutazione. L’avevano anche le banche d’affari. Tra l’altro era un dubbio in alcuni casi reciproco, perché essendo molto complessa l’attività produttiva, questo dubbio l’avevano in alcuni casi anche colleghi della Montedison per quanto riguarda alcuni impianti nostri, soprattutto quelli di provenienza ex Sir, che ritenevano anche loro che fossero non in grado di produrre in maniera corretta. Quindi era una convinzione, era una necessità di avere un punto fermo sulle capacità produttive.

DOMANDA - Lei di vicende analoghe, valutative, si era interessato anche alcuni anni, prima rispetto alle vicende American Appraisal, in particolare mi pare a cavallo tra l’82 e l’83?

RISPOSTA - Qui non è vero, cioè io mi sono interessato molto prima, negli anni ‘80, per quanto riguarda un aspetto di acquisizione di Sir e di Liquichimica; quell’operazione di acquisizione dell’83 non mi ha visto coinvolto, nel senso che è stata un’operazione che è stata gestita abbastanza al di fuori da me, cioè non ero interessato io.

DOMANDA - No, certo, allora mi sono espresso male. Volevo dirle che su questo punto, lei sempre quell’11 ottobre ‘96, diceva: "Già nel marzo del 1983 avevo avuto occasione di occuparmi in prima persona, su delega del consiglio di amministrazione dell’allora Enichimica, di cui erano presidente Necci e vicepresidente Trapasso, dell’acquisto della Riveda S.r.l.; è così?

RISPOSTA - Sì, ma mi ero interessato solamente in termini formali, perché tutta l’operazione di valutazione e di approfondimento era stata fatta direttamente dall’Eni, in quanto Trapasso tra l’altro in quell’occasione, se non ricordo male, era anche il direttore della pianificazione Eni. Io in quel momento ho svolto solo un ruolo di garante della validità formale degli atti, in quanto non sono intervenuto assolutamente sugli aspetti precedenti di valutazione e di coso.

DOMANDA - Ma sempre su quel periodo, prima di arrivare ad American Appraisal, volevo chiedere se sono stati fatti anche in quell’epoca, nei primi anni ‘80, accertamenti sugli impianti di Porto Marghera?

RISPOSTA - Non glielo so dire, perché non era un discorso che ho trattato io; tant’è che poi l’acquisizione è stata gestita da Enoxi, che era una realtà al di fuori dalle mie competenze di allora.

DOMANDA - Però lei il 15 ottobre ‘96, cioè alcuni giorni dopo quell’11 ottobre ‘96, nel corso di un altro verbale, sempre al Pubblico Ministero, sul punto diceva: "In relazione agli accertamenti sugli impianti di Porto Marghera, che sarebbero stati effettuati ai tempi dell’Enoxi, e quindi circa un anno prima rispetto agli accertamenti di cui alla perizia che questa sera trasmetterò" che poi è quella che ha mandato relativa ad Enichimica, etc.. lei diceva: "Sapevo genericamente che erano stati fatti questi accertamenti"; lei era all’epoca direttore delle finanze di Anic S.p.a., che era società dell’Eni. Io volevo chiederle se si ricorda di queste trattative, quale era il problema di quel momento e, in particolare, vista la sua competenza, sui problemi di questa così gravissima crisi di quel momento dell’Enichimica?

RISPOSTA - Io posso ricordare questo, forse mi sono espresso male quando ho fatto l’interrogatorio, però io ricordo con certezza da un altro punto di vista che, quando gli americani della Oxidental decisero di fare l’accordo che vedeva, in una prima fase, il conferimento di attività di proprietà dell’Anic, e lì l’ho seguito, in Enoxi, prima poi dell’acquisizione da parte di Enoxi di attività della Montedison, in quell’occasione gli americani dell’Oxidental, chiesero una appraisal e si affidarono all’American Appraisal. Io allora ero controparte, nel senso che ero rappresentante della società che doveva essere verificata; e ricordo un episodio che mi aveva impressionato allora, perché i signori dell’Oxidental, che chiesero l’intervento di American Appraisal, chiesero di fare un intervento in termini rapidissimi; e mi ricordo proprio il rappresentante di allora dell’Oxidental, che era un funzionario americano di grande livello, che disse ai signori della American Appraisal: guardate che se ci vogliono cinquecento ingegneri, se ci vogliono dieci giorni per venti ingegneri, ne chiamate duecento e ce ne vogliono due. E quindi ottenne da American Appraisal dei lavori in tempi brevissimi. Questo io lo ricordo notevolmente, perché nella seconda fase poi mi feci anch’io forza, quando c’erano problemi di tempo, di questa fase.

DOMANDA - Queste trattative tra Eni e Oxidental naufragarono ben presto, mi pare: per quali ragioni e quali erano le situazioni?

RISPOSTA - Qui è un discorso su cui io ho una conoscenza non direttissima, perché io ricordo benissimo la fase iniziale di questa trattativa Oxidental, quando fu deciso di portare alcune attività, anzi prevalentemente le materie plastiche di provenienza Enichem e recentemente Sir in allora e Liquichimica, di portarle presso questa nuova joint venture in cui l’Eni era al 50%, conferiva alla chimica italiana, loro, cioè l’Oxidental, conferiva alcune miniere di carbone all’Eni. Questa attività andò avanti per un anno, un anno e mezzo, senza particolari sorprese, poi l’Enoxi fu invitata ad intervenire per l’acquisizione di alcune attività anche di Montedison; e poi, dopo questa vicenda, per quanto ne so io, Enoxi decise di... cioè Oxidental decise di uscire. Però io su questo argomento non sono parte, non sono intervenuto, non ho ricordi diretti.

DOMANDA - Ecco, proprio questo le volevo chiedere, perché sempre quel 15 ottobre ‘96 lei a questo proposito diceva: "Naufragarono ben presto queste trattative Eni ed Oxidental, per ragioni di carattere economico; all’epoca il settore della chimica in Italia era in gravissima crisi e per di più gli impianti che gli americani avrebbero dovuto acquistare, per quanto ho sentito io, non si trovavano in buona condizione". Poi dice: "Sono in grado di dire ciò..." ma quello caso mai glielo contesto dopo. Se mi vuole intanto confermare o precisare questi dati.

RISPOSTA - Questo glielo confermo, ma non è un discorso mio diretto, di professionalità diretta, nel senso che io su questi argomenti sono intervenuto... cioè è una cosa di un’attività vicina che mi interessava molto, ma nella quale io non sono parte.

DOMANDA - Certo, lei è responsabile del settore finanziario.

RISPOSTA - Io, come responsabile del settore finanziario, se fosse stata una società che gestivo io, l’avrei saputo tutto. Questa era una società che, rispetto alla società che gestivo io, era in posizione correlata, non era in posizione di subordinazione o di altri collegamenti. Quindi sono valutazioni abbastanza al di fuori da quella che è la mia attività professionale. Però personalmente questo discorso qui l’ho ritenuto, sì, ho pensato che ci fosse stato qualche elemento economico che non andava bene. Tanto più che, veramente, in quel periodo la chimica, dopo una ripresa dei primi anni ‘80, dopo i disastri Sir e Liquichimica, ha avuto una certa ripresa, ma poi ha avuto un’altra crisi ciclica abbastanza importante.

DOMANDA - Appunto per questo, oltre appunto a confermare questi dati, le volevo chiedere anche di riferire al Tribunale quello che lei diceva di essere in grado di dire, perché nel marzo dell’83 lei era anche consigliere della nota società Riveda, che è questa società scatola.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Si ricorda che cosa o vuole che glielo legga io?

RISPOSTA - Guardi, io...

DOMANDA - In relazione al dottor Trapasso, in particolare?

RISPOSTA - Io ricordo. Guardi, purtroppo, di quello che ho detto nel verbale, ho detto nel colloquio con lei, ho dei ricordi di quelle che sono le cose più importanti.

DOMANDA - Casomai consegnerò il verbale al Tribunale. Prego?

RISPOSTA - A me interessa molto ricordarlo, anche perché non ho un ricordo direttissimo.

DOMANDA - Ecco, allora lei diceva: "Sono in grado di dire ciò, in quanto poco tempo dopo, nel marzo del 1983, quando ero consigliere della Riveda S.r.l., il dottor Trapasso mi disse di valutare in maniera molto accurata gli incassi della Montedison e le condizioni di pagamento praticate a Montedison, in quanto la Montedison era in grave crisi finanziaria".

RISPOSTA - Beh, che la Montedison fosse in grave crisi finanziaria, è vero, cioè sicuramente se l’ho detto, lo confermo sicuramente questo, anche se è una cosa che come particolare mi è sfuggita adesso. Però sicuramente era in grave crisi finanziaria la Montedison, certamente.

DOMANDA - No, certo, io glielo chiedo ovviamente non perché mi interessi la vita finanziaria di Montedison, ma proprio per quello che aggiungeva lei, nel senso che diceva: "Nella sua situazione di Montedison era perfino evidente che la Montedison poteva aver avuto problemi di manutenzione degli impianti"; per questo glielo ricordo.

RISPOSTA - Sì, è estremamente probabile che avesse problemi di manutenzione.

DOMANDA - Le volevo chiedere, e poi finisco questa parte, nel periodo della Riveda, e le fasi iniziali di Enichimica, chi era che trattava, che aveva questi contatti, e che rapporti erano tra loro? In particolare il dottor Trapasso e l’avvocato Necci.

RISPOSTA - Io credo che le trattative le abbiano condotte proprio Trapasso e Necci, per la parte diciamo di Enoxi.

DOMANDA - Il dottor Trapasso che incarichi aveva, che professionalità anche aveva?

RISPOSTA - Beh, professionalità: era uno dei tecnici ritenuti di assoluto e maggior valore nel gruppo. Lui era stato prima direttore della pianificazione nell’Eni, cioè, prima aveva un passato Montedison, poi è stato direttore della pianificazione dell’Eni, poi è arrivato con la costituzione dell’Enoxi come amministratore delegato ritengo di Enoxi. Era un tecnico considerato di assoluta capacità, soprattutto nel settore delle materie plastiche.

DOMANDA - Ecco, questi sono i rapporti che accennava buoni, da quello che ho capito, nella fase di iniziare di Enichimica, etc.; nella fase successiva, il periodo di Enoxi, i rapporti tra il dottor Trapasso e l’avvocato Necci, di che tipo erano, e per che motivo?

RISPOSTA - Il dottor Trapasso.... credo che fossero sempre stati buoni rapporti, però il dottor Trapasso, nella fase Enimont, era dalla parte della Montedison, non era più tra le persone che trattavano per conto di Enichem.

DOMANDA - Passo alla vicenda ‘88 American Appraisal. Allora, ne parlavamo nella fase iniziale di questa audizione, ecco lei diceva che avevate voluto fare questi accertamenti. Com’è che si sono svolti, chi è che li ha accurati, chi poi ha deciso a livello di Eni questi interventi, e poi di Enichem?

RISPOSTA - Spero di ricordare con certezza. Intanto c’era questa fase relativa agli impianti che aveva direi un’origine legata alle valutazioni e legata a quanto chiedevano le banche d’affari, sia per quanto riguarda gli aspetti... cioè, era una richiesta che era sentita non solo da Enichem ma era sentita anche dalla stessa banca che seguiva Montedison, quindi era un’esigenza un po’ di tutti, quella di andare a verificare se i numeri che si erano utilizzati per valorizzare i conti economici avevano un supporto quantitativo e produttivo corretto, perché si temeva che le capacità che erano indicate poi non fossero realizzabili. Il timore era... da parte mia c’era senz’altro, anche per questo retropensiero; ma c’era anche da parte delle banche che dovevano valutare gli impianti Enichem, in quanto anche per loro c’era il dubbio che negli ultimi anni noi avessimo raggiunto delle capacità produttive che magari non erano più riproducibili. Quindi questo era il primo grosso filone. Poi, su questo filone, si è innescato anche un filone che io ho seguito...

DOMANDA - Scusi un attimo, prima che proceda, sempre perché...

RISPOSTA - Prego, mi scuso se...

DOMANDA - Lei è chiaro, però alle volte forse per il verbale un po’ meno: questo retropensiero è sempre quello a cui accennava prima, quando lei ha definito dell’altro verbale dell’11 ottobre ‘96 di questo timore di trovare degli impianti in cattivo stato di manutenzione? E’ questo il retropensiero?

RISPOSTA - Sì, era quello di avere degli impianti che non erano più in grado di mantenere quelle capacità produttive che erano state...

DOMANDA - Avevo capito bene. Prego?

RISPOSTA - Poi su questo volevo accennare che si è innescata un’altra esigenza, che io ho seguito meno bene, che nasceva da Roma, che era quella di fare anche delle valutazioni di tipo ecologico. Questo è un discorso che è arrivato in un tempo leggermente successivo su una istanza che non avevo seguito io direttamente ma che avevano seguito altri, perché non faceva parte del filone valutativo ma era un’altra esigenza che poi ho appreso dopo, nasceva addirittura in sede ministeriale. Questo l’ho appreso dopo. Però c’è un altro filone che mi si è sovrapposto al filone che era quello che curavo direttamente, che era quello di una verifica delle capacità produttive.

DOMANDA - Il filone che si è sovrapposto quale era?

RISPOSTA - Era quello di ottenere anche, per alcuni impianti, perché poi anche lì è un discorso che non ho gestito, su cui veramente sono intervenuto in maniera marginale, era quello proprio di verificare certe schede di alcuni impianti, per valutare se erano corretti dal punto di vista della gestione ecologica.

DOMANDA - Questo diceva su indicazione ministeriale, dall’alto vuol dire che è a livello superiore rispetto ad Enichem S.p.a.?

RISPOSTA - Rispetto a me sicuramente, cioè a me è arrivato l’input dal presidente.

DOMANDA - Chi era chi, all’epoca?

RISPOSTA - Che era Necci; e che probabilmente, a sua volta, l’avrà avuto credo dall’Eni e dal Ministero.

DOMANDA - Nel momento in cui si va a discutere di questo matrimonio Montedison-Enichem viene creato mi pare un comitato di coordinamento nell’Eni?

RISPOSTA - Sissignore.

DOMANDA - Ci faceva parte anche l’avvocato Necci, di questo comitato di coordinamento?

RISPOSTA - Ci faceva parte l’avvocato Necci, ci faceva parte i direttori dell’Eni...

DOMANDA - Lei invece, su questa vicenda, che incarico praticamente riceve e come Enichem e per Montedison chi riceve incarichi analoghi o diversi, non lo so?

RISPOSTA - Io facevo parte di un sottocomitato che era il comitato finanziario, che aveva compiti valutativi, e c’era il direttore finanziario dell’Eni, il direttore amministrativo dell’Eni; in questo comitato studiavamo, assistevamo la banca d’affari, cercavamo di arrivare a tutti gli elementi utili per la valutazione. Ecco perché mi sono interessato anche dell’aspetto American Appraisal. E, dall’altra parte, c’erano comitati analoghi, in parte Montedison, che erano oltre i comitati di tipo finanziario ed amministrativo, che erano più o meno con competenze professionali simili a quelle del nostro comitato, poi c’erano i comitati tecnici che avevano altre persone ovviamente. E, per quanto riguarda questo tipo di valutazione appraisal, io mi sono preoccupato di redigere rapporti con American Appraisal; ma le persone che poi hanno seguito avevano la competenza tecnica, perché io non sarei stato certamente in grado e né capace di seguire questi aspetti; mentre mi interessava conoscere molto gli aspetti finali per quanto riguarda soprattutto la capacità di questi impianti di mantenere quelli che erano direi i livelli produttivi che avevamo ipotizzato. E su questo credo che la risposta di American Appraisal nella sostanza ci abbia soddisfatti. Questo come mio ricordo.

DOMANDA - Poi ci arriviamo. Quindi anche in questa veste sua di aspetto finanziario lei ha firmato anche l’incarico formalmente?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Per conto di Enichem?

RISPOSTA - Certamente.

DOMANDA - Ancora una cosa: le volevo chiedere, in questa vicenda American Appraisal, è intervenuto anche il dottor Trapasso, per Montedison, insieme a chi ed a che titolo?

RISPOSTA - Guardi, questo incarico è stato un incarico congiunto, ripeto, perché era necessario per procedere; non era un incarico richiesto esclusivamente da Enichem, era un incarico che è stato dato in American Appraisal congiuntamente dai due eventuali conferenti, anzi a quelli che avrebbero voluto portare le attività, per verificare se appunto i presupposti economici trovavano riscontro con gli impianti capaci di produrre. Perché ovviamente, se uno prende un impianto che poi casca il giorno dopo, non è più possibile valorizzare la produzione per gli altri anni successivi, quindi occorre tornare indietro, togliere quel valore economico e valutare meno od in maniera diversa l’impianto.

DOMANDA - Per questo aspetto quindi il dottor Trapasso?

RISPOSTA - Credo in termini di sottoscrizione della firma, credo che non fosse stato il dottor Trapasso. Il dottor Trapasso sicuramente era quello che dava... si sentiva presente, perché era persona che dava sicuramente delle indicazioni precise. Però credo che l’abbia firmato non so se l’ingegnere Ramato, l’ingegner Lamioni o l’ingegner Cerani, che erano le persone più o meno...

DOMANDA - L’incarico per Montedison, come risulta dal suo verbale dell’11 ottobre ‘96, venne firmato da Sergio Cragnotti, come presidente, il 28 settembre ‘88.

RISPOSTA - Ecco, addirittura da Cragnotti.

DOMANDA - Ma il discorso volevo portarlo sul dottor Trapasso e l’ingegner Ramato; lei ricordava che era deceduto nel ‘96...

RISPOSTA - Certo, ricordo anche che...

DOMANDA - Si sono interessati loro della parte tecnica, impiantistica, di formulare i quesiti?

RISPOSTA - Secondo i miei ricordi, senz’altro; io purtroppo dovrei consultare le carte, perché sono cose abbastanza antiche, ma ci sono tutti gli elementi, perché io ricordo un verbale in cui avevo delegato, perché purtroppo in quella fase era la fase finale di Enimont ed io avevo la disgrazia di dover preparare tutti gli allegati ad un contratto pazzesco, in cui c’erano addirittura 300, 400 fascicoli di allegati, per cui tutti contratti prevalenti, c’era da curare. E questo discorso dell’American Appraisal finiva con l’essere uno degli allegati da portare a questo contratto. Quindi avevo delegato ampiamente i collaboratori per seguire queste cose. Io ricordo degli appunti, in cui risultavano con chiarezza tutti i componenti di queste cose. Io ricordo per esempio che per noi c’era l’ingegner Bianchi che curava gli aspetti; c’erano altri ingegneri, a seconda dell’impianto da seguire, perché poi era tutto un lavoro che era stato pianificato attribuendo competenza a vari personaggi della nostra organizzazione. Così lo stesso discorso era fatto in Montedison. E credo che ci siano delle carte per poter dire chi erano fisicamente queste persone.

DOMANDA - E l’ingegner Bianchi faceva riferimento al dottor Trapasso?

RISPOSTA - No, l’ingegner Bianchi doveva far riferimento a noi, non a me ma all’ingegner Seno; l’ingegner Bianchi era persona che doveva fare riferimento ad Enichem. Mentre invece l’ingegner Lamioni, o l’ingegner Amato, o Cerani, facevano riferimento credo a Trapasso.

DOMANDA - Sì, infatti lo ricordava anche l’altra volta: "L’ingegner Cerani e l’ingegner Amato facevano riferimento al dottor Trapasso".

RISPOSTA - Sono quelli dell’altra volta, forse un pochino più sfuocati, dottore, perché sono i ricordi di allora con un po’ di anni di passato.

DOMANDA - Durante questo lavoro, lei diceva poco fa, trattandosi di questioni tecniche, lei non si è praticamente interessato?

RISPOSTA - No, io mi sono interessato molto per quanto riguardava il risultato finale, ma le componenti assolutamente no.

DOMANDA - Certo, ed io volevo venire appunto al rapporto finale: è stata presentata anche una bozza ed è stata discussa questa bozza del rapporto di American Appraisal?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - A che livello è stata discussa e con chi, ci sono stati degli interventi?

RISPOSTA - Secondo me, secondo i ricordi che ho io, è stata discussa a più livelli; certamente sono intervenuto anch’io nella discussione della fase finale, e ricordo che sono stati apportati, cioè ricordo che per la parte che mi interessava sostanzialmente, quella delle capacità produttive, che è quella che ho seguito, il rapporto che è venuto fuori per me era abbastanza soddisfacente, perché fugava quasi tutti i dubbi che c’erano, perché le capacità produttive che venivano in qualche modo raffrancate anche da visioni che aveva fatto in loco l’American Appraisal, sembravano essere sostanzialmente compatibili con quelle che si erano realizzate negli anni precedenti e che si era ipotizzato di realizzare in futuro. Quindi l’aspetto che mi preoccupava di più, secondo me, da quel rapporto dell’American Appraisal, era perfettamente a posto. Poi c’era invece l’aspetto per la parte ecologica su cui c’erano diversi aspetti, che io lì per lì ho considerato veramente molto marginali, e che secondo quanto ricordo tutte queste bozze io le ho sempre girate in avanti, perché erano dei documenti importanti da portare poi come allegati al contratto. Quindi sicuramente tutte queste cose io le ho discusse con il mio presidente, le ho discusse forse con i legali, forse con altre persone.

DOMANDA - Ma io le volevo appunto far precisare questo discorso di diversità, adesso non so se lei riferiva marginali rispetto al suo interesse o marginali rispetto alle diversità.

RISPOSTA - Io ricordo con certezza che la parte che mi interessava...

DOMANDA - Rispetto al suo interesse?

RISPOSTA - Era accettabilissima fin dalla prima bozza.

DOMANDA - Perché lei ricorderà, adesso l’abbiamo visto anche questa mattina, sono stati rappresentati con il maresciallo della Guardia di Finanza che è intervenuto, ricorderà e diceva anche l’8 novembre ‘96, in un terzo verbale al Pubblico Ministero...

RISPOSTA - Ricordo, perché sono rimasto scioccato io di quella cosa.

DOMANDA - Ed infatti, lei aveva detto: "Rilevo personalmente le notevoli diversità esistenti tra il testo della bozza ed il testo del rapporto finale; è una cosa gravissima, perché le diversità sono davvero rilevanti". Su questo non c’è alcun dubbio. Io le volevo chiedere, quella volta lei è stato scioccato, l’ha ripetuto adesso: cos’è successo, perché è stata cambiata in questa maniera?

RISPOSTA - Le spiego subito: io sono stato scioccato perché è una visione a posteriori di una cosa che invece nella fase in cui l’ho vissuta mi sembrava normalissima. E voglio spiegarlo bene, perché sembra una mia contraddizione. Io credo che quando ho partecipato anch’io, non so se sono stato io a dire "cambiamolo, tiriamolo via, o meno", ma ho partecipato sicuramente, ed in quella fase io assicuro, proprio in assoluta certezza, che ho ritenuto che quelle variazioni fossero assolutamente non significative, perché? Perché quel tipo di valutazione dell’American Appraisal secondo me doveva essere completamente nota, quindi io di quel documento per la parte ecologica ho dato un peso molto relativo e ritenevo che tutte quelle cose indicate in più fossero veramente delle cose inutili.

DOMANDA - Io arrivo precisamente al punto del verbale dell’8 novembre in cui lei diceva, anche in più punti di quel verbale, ovviamente...

RISPOSTA - Mi ricordo, lei mi ha fatto vedere una frase che mi ha impressionato, lo ricordo ancora adesso.

DOMANDA - Le ricordo anche un altro punto oltre a questo discorso iniziale di quel verbale dell’8 novembre del 1996, di cui ovviamente chiederò l’acquisizione, diceva "ancora una volta rilevo personalmente che le considerazioni conclusive di cui a pagina 31 contrastano con la parte conclusiva della lettera del 3 novembre ‘88" cioè quella sintesi finale che poi è diventata l’allegato Q del matrimonio, degli atti di matrimonio Montedison-Enichem, e lei diceva "ribadisco che io mi sono limitato a fornire a Giorgescu - quello di American Appraisal - le indicazioni che avevo ricevuto dai nostri vertici, e cioè sicuramente dall’avvocato Necci".

RISPOSTA - Vorrei precisare. Io ricordo che è stata modificata la cosa, non sono certissimo che quella modifica sia stata una modifica richiesta da me, sono certissimo che di tutte quelle modifiche da un testo all’altro ne avevo parlato e ne hanno mandato copia senz’altro al Presidente, come probabilmente ha avuto copia di tutto la Eni, non sono certissimo di aver portato io tutte quelle modifiche, perché quelle modifiche secondo me, quelle modifiche può darsi che sono state richieste da Montedison e che noi abbiamo accettato, non sono certissimo perché sono state apportate collegialmente ed io ricordo, credo di averglielo detto anche la prima volta che ci siamo visti su questo argomento, credo di averle detto che io, quando le modifiche sono state fatte, ero convinto che fossero modifiche relativamente marginali, tant’è che...

DOMANDA - Guardi, sulla prima volta, la prima volta che ci siamo sentiti e ci siamo visti era, come dicevo prima, l’11 ottobre, sì, tre volte, 11 ottobre ‘96, e non conoscevo neanche io gli atti e infatti li ho visti solo dopo, non le ho potuto far vedere niente. La seconda volta era quel 15 ottobre ‘96, c’è una mezza paginetta in cui abbiamo parlato dei rapporti Enoxi, Oxidental, Eni, Enichimica, Trapasso, Necci, una paginetta, e consegnerò anche questa, la terza volta è quella dell’8 novembre del ‘96, in cui mi ero reso conto anch’io di queste diversità, le veniva mostrata subito la pagina 33 della bozza draft, le diversità e lei diceva che era una cosa gravissima questa modifica. In calce poi, sempre in questo verbale, c’è questa frase sua che diceva "essere limitato a fornire a Giorgescu le indicazioni che avevo ricevuto dai nostri vertici, e cioè sicuramente dall’avvocato Necci" questa è la frase letterale che lei dice l’8 novembre ‘96, ed un’altra che io le voglio chiedere era a che cosa serviva poi questa lettera del 3 novembre dell’88 richiesta ad American Appraisal che era questa sintesi, come mi ha detto questa mattina, se il maresciallo la vuole anche proiettare così se la ricorda. Cioè qui abbiamo un rapporto American Appraisal, abbiamo prima il draft che vediamo sullo schermo, il draft è quello tutto corretto, abbiamo visto i contenuti questa mattina, poi c’è il rapporto finale e la lettera 3 novembre ‘88 che viene mandata all’Eni per essere inserita come allegato Q agli atti di matrimonio. Intanto questa lettera del 3 novembre dell’88 chi gliela ha chiesta?

RISPOSTA - L’ha chiesta sicuramente l’Eni o Necci per l’Eni.

DOMANDA - Queste modifiche lei l’8 novembre ‘96 mi diceva "secondo le indicazioni che avevo ricevuto dai nostri vertici e cioè sicuramente dall’avvocato Necci", questo è il suo discorso del ‘96; conferma questo dato?

RISPOSTA - L’unica cosa su cui veramente non mi sento sicuro è che tutte quelle variazioni mi fossero state chieste da Necci e fossi stato io a chiederle io tutte. Io ricordo che c’erano indicazioni di togliere una serie di parti che erano ritenute non valide per quanto riguarda... cioè, non rispondenti a quelle che erano le esigenze dell’indagine fatta, quindi la ragione per cui mi era stato chiesto di togliere certi tipi di frasi era proprio quella che ricordavo ancora in origine, cioè quella di evitare di inserire delle cose che non erano pertinenti per la valutazione, quindi ritenevo veramente delle cose marginali.

DOMANDA - Quindi le è stato chiesto da Necci?

RISPOSTA - Probabilmente da Necci come persona finale, ma io sono convinto, perché io mandato dei fax a Roma, sono convinto che Necci a sua volta su questi argomenti qui ha avuto consultazioni, ha sentito, ha cercato... perché era proprio la fase per portare un documento che doveva essere poi valido anche in termini formali.

DOMANDA - Su questo punto il Tribunale ha già sentito il dottor Bernabè, ha sentito degli altri testi che hanno detto che all’Eni di queste modifiche a livello centrale nessuno ha saputo niente e nessuno è stato in grado di contestare niente. La contestazione era proprio in questo senso, i dati processuali che abbiamo sono in questo senso rispetto a Eni, i dati che adesso abbiamo anche a dibattimento sono sulla base di questa contestazione, quello che ha detto lei l’8 novembre ‘96, cioè che le indicazioni di modifica a lei vengono da Necci, se poi Necci le ha ricevute da altri caso mai ce lo dirà Necci, però lei diceva "Necci a me ha detto questo" ed io ho chiesto queste cose. Allora, rispetto a questo quadro è corretto dire così?

RISPOSTA - Io personalmente sono molto incerto, le ho detto così senz’altro in allora, io sono molto incerto perché non sono veramente sicuro che tutte queste variazioni apportate siano state richieste da me e non da altri della cosa, certamente quello che io ricordo nello spirito è che tutte le variazioni, cioè tutte le variazioni io le ho fatte sapere al mio Presidente perché era uno dei miei doveri, però non sono sicuro che sono stato io il proponente o il proponente è stato l’ingegner Cerani, l’ingegner Amato, questo è un qualcosa a cui non sono in grado di rispondere con assoluta tranquillità.

 

Presidente: come si giustificavano in quel contesto queste modifiche? Lei ha detto due... ha usato due parole che hanno un significato diverso, prima ha detto "non rispondenti alle indagini fatte" e poi ha detto "non pertinenti alle indagine fatte", hanno significato diverso, lei mi deve spiegare la giustificazione per cui vennero apportare queste modifiche.

RISPOSTA - Io volevo dire non pertinenti alle indagini fatte, nel senso che, da quello che ritenevo io in allora, queste erano delle aggiunte inserite nel rapporto che non erano ritenute di rilievo, quindi questo era il ricordo che io ho di allora di questa parte, che ripeto, per quanto riguarda gli aspetti veramente ecologici non sono mai entrato in profondità totale, quindi io ho fatto un po’ da uno dei tanti comparenti della parte.

 

Presidente: perché non di rilievo? Spieghi al Tribunale perché non di rilievo, vuole ripubblicare il draft per cortesia?

 

DOMANDA - Sì, facciamo vedere...

RISPOSTA - La famosa frase che mi ha scioccato.

 

Presidente: no, il contesto, mettiamo a raffronto quello che è il draft con la... Lei riesce a leggere?

RISPOSTA - Sì.

 

Presidente: allora partiamo, tuttavia il problema dello smaltimento dei rifiuti, coraggio, vada avanti?

RISPOSTA – "Tuttavia il problema dello smaltimento dei rifiuti effettuato in strutture interne agli stabilimenti, che non rispondono ai requisiti oggi imposte dalle normative, è un problema generale dell’industria chimica che richiede specifica attenzione, lì è stato deciso di tirarlo via e non so bene neanche chi l’ha chiesto". Poi c’è una parola che non riesco a leggere.

 

DOMANDA – "Si raccomanda".

RISPOSTA – "Si raccomanda un’indagine più approfondita che..."

DOMANDA – "...sui terreni".

RISPOSTA – "...sui terreni degli stabilimenti..."

DOMANDA – "...interni ai...", se vuole posso leggere io che sono più vicino alla carta. "...agli stabilimenti Enichem e Montedison utilizzati in passato per lo smaltimento dei rifiuti, onde accertare eventuali pericoli di contaminazione delle falde sottostanti ed individuare le necessarie misure per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree interessate". Ora questo vuol dire anche tanti soldi, se mi permette, allora non è marginale.

RISPOSTA - Per i tanti soldi io ricordo che c’erano delle garanzie, cioè il discorso di questa indagine non era per arrivare ai tanti soldi, perché il discorso dei tanti soldi era un discorso su cui c’erano delle garanzie poi per questi aspetti di tipo ecologico che erano previsti in maniera specifica nel contratto.

DOMANDA - Finiamo nella parte cancellata, "è superfluo sottolineare che situazioni del tipo appena descritto possono causare seri problemi economici e di responsabilità civile e penale per i futuri proprietari delle aree in questione", allora tutta questa parte è stata tirata via ed il Tribunale ha già sentito i testimoni, tra cui l’ex Ministro, il dottor Bernabè etc., che di questa parte non sapevano nulla e da documenti scritti e da dichiarazioni verbali viene fuori la richiesta pressante di garanzie da un punto di vista ambientale e di sicurezza degli impianti, questo è un dato che ci ha detto anche il Ministro. Ora proprio questa parte è stata tirata via, è stata cancellata, credo che avesse delle grosse influenze a livello finanziario ed a livello anche di matrimonio?

RISPOSTA - Secondo quello che ricordo io però gli aspetti economici di queste eventuali... erano garantite, cioè la ragione per cui in allora io non ero, la cosa che mi ha fatto un po’ paura, e glielo dico, dopo, con le conoscenze successive, è che quel tipo di frase poteva veramente sottintendere anche alcune, e soprattutto l’aspetto civile e penale, che mi ha... su cui non mi ero soffermato in allora, ma dal punto di vista economico noi avevamo delle garanzie da parte dei due conferenti che erano di valore, nel senso che entrambi garantivano la validità ed una delle ragioni per cui quella frase non serviva era perché c’erano delle garanzie da parte di Enichem e di Montedison, tant’è che abbiamo cercato anche di escutere queste garanzie poi, quindi io allora sapevo che c’era tutto un impianto di garanzie e credo di questo discorso qui di averne parlato anche con gli avvocati in allora. Perché c’era un aspetto di garanzie che suppliva a questo tipo di discorso, questa era la mia convinzione di allora. Però visto dopo resto comunque spaventato, soprattutto per i riflessi penali su cui non mi ero soffermato, però la mia ottica di allora era dal punto di vista economico questo non era una cosa molto rilevante perché c’era un aspetto di garanzie che suppliva sicuramente al fatto di eventuali indicazioni, tra l’altro fatte anche in tempi relativamente brevi da società, da una società che... lavoro che non aveva seguito. Perché poi mi dicevano anche che mentre l’Appraisal era stato fatto sul loco in maniera precisa questo approfondimento ecologico era parziale, perché per esempio erano state escluse alcune delle realtà più importanti, Manfredonia, era stata esclusa Acna, quindi era una visione un po’ parziale.

DOMANDA - Tra l’altro sappiamo che non era un’indagine molto cattiva, questo c’è risultato ampiamente.

RISPOSTA - E’ possibile anche.

DOMANDA - Comunque guardi, per quanto mi riguarda, poi ovviamente chiunque può fare delle domande, volevo ancora chiedere, fare un’ultima cosa, chiedere. Il riferimento che lei ha fatto all’8 novembre ‘96, alla persona, che è stato leggermente sfumato oggi, ma non sostanzialmente mi pare, all’avvocato Necci, diceva "avevo ricevuto dai nostri vertici queste indicazioni e cioè sicuramente dall’avvocato Necci", questo risulta al verbale che consegnerò al Tribunale, dell’8 novembre ‘96, lei ora forse ha sfumato leggermente, non so perché, volevo chiedere: conferma quel dato o che cosa è cambiato?

RISPOSTA - Io le confermo quel dato dicendo che l’avvocato Necci era la mia espressione finale, però io prima di venire da lei per quella cosa mi ero preoccupato di andare a vedere se effettivamente ho mandato le due copie al Presidente ed avevo trovato proprio i due fax, per quello mi sono sentito sicuro perché era una verifica, purtroppo sono cose estremamente delicate con persone che tra l’altro stimo moltissimo.

DOMANDA - Infatti abbiamo anche la conferma scritta del fax, abbiamo trovato queste copie...

RISPOSTA - Io mi ricordo questo, per quello ho detto che sicuramente li ho mandati, però io ritenevo che Necci fosse un terminale di certe cose, cioè non era la persona che ha preso la cosa e mi disse...

DOMANDA - Questo ce lo dirà l’avvocato Necci se ce lo vorrà dire.

RISPOSTA - E non sono neanche certissimo che tutte queste variazioni mi sono state indicate dall’avvocato Necci, io sono sicuro che ho dato la bozza prima e quella dopo le correzioni richieste da un insieme di persone, perché può darsi che le richieste fossero intervenute da diverse cose, sicuramente ho dato il prima ed il dopo.

DOMANDA - Per questo le chiedevo se mi confermava il dato del novembre del ‘96 perché lei sfuma in questo senso, perché dice "sì, confermo che le indicazioni me le ha date l’avvocato Necci ma forse anche qualcun altro".

RISPOSTA - Proprio perché non sono sicurissimo che quelle variazioni non siano state richieste...

DOMANDA - Nel novembre del ‘96 era sicuro, perché lei ha detto "cioè sicuramente dall’avvocato Necci".

RISPOSTA - Mi spiego, io ero sicuro perché avevo fatto una verifica...

DOMANDA - Appunto, c’è anche un documento.

RISPOSTA - Che ho mandato i due documenti, il prima e il dopo all’avvocato Necci, questa è la mia sicurezza, però il fatto che sia stato lui a dirmi "falli cambiare" non è così sicuro.

DOMANDA - Lei ha detto così l’8 novembre?

RISPOSTA - Lo so, l’ho detto forse con un po’ di..., così, di enfasi dovuta dal fatto, dovuta al fatto che ho mandato le due copie, questo veramente non mi sento sicuro.

DOMANDA - L’ultima domanda sul punto, questa frase dell’8 novembre ‘96 sull’avvocato Necci, quell’indicazione dell’avvocato Necci l’ha detta lei?

RISPOSTA - Sì, l’ho detta io. Ma l’ho detta però riferita al fatto che sicuramente avevo mandato entrambe...

DOMANDA - No, ricevuto, non mandato.

RISPOSTA - No.

DOMANDA - "Ribadisco che io mi sono limitato a fornire a Giorgescu le indicazioni che avevo ricevuto dai nostri vertici, e cioè sicuramente dall’avvocato Necci".

RISPOSTA - Probabilmente sono stato infelice nel dire questo...

DOMANDA - "La lettera del 3 novembre del ‘88 la consegnai immediatamente al Presidente Necci che me l’aveva chiesta, a sua volta l’avvocato Necci portò all’Eni questa stessa lettera".

RISPOSTA - Sì, questo glielo confermo senz’altro, l’unica cosa su cui veramente mi sento un po’ incerto è sul fatto che tutte queste variazioni sono state dettate dall’avvocato Necci a me, sicuramente io ho dato il prima e il dopo, il dopo andava bene, però non sono certissimo che tutte queste variazioni fossero arrivate da lui piuttosto che dalla Montedison, piuttosto che da altri che le hanno chieste insieme, questo è il dubbio che ho proprio in termini di assoluta onestà.

DOMANDA - Io non ho altre domande per il momento, chiedo solamente l’acquisizione dei verbali tutti contestati, il 2 di ottobre del ‘96 ed in particolare anche dell’ultimo, 8 novembre ‘96, al quale sono proprio allegati i documenti che abbiamo visto proiettati, cioè il draft, l’allegato Q e la lettera 3 novembre ‘88 che sono tre pagine, proprio dove si vede la diversità che aveva preoccupato all’epoca moltissimo il teste.

 

Avvocato Gianari: le contestazioni sono ampiamente a verbale però.

 

DOMANDA - Non mi soddisfano le circostanze.

 

Avvocato Gianari: le contestazioni fatte oggi sono ampiamente verbalizzate.

 

DOMANDA - No, guardi, non sono ampiamente verbalizzate, io chiedo l’acquisizione.

 

Presidente: le contestazioni in effetti che sono state fatte sono state verbalizzate, non c’è dubbio, quindi se lei vuole dimettere i verbali, per carità, siccome vengono utilizzati nei limiti delle contestazioni, si avrebbe un doppione. Non è che io..

 

DOMANDA - Presidente, chiedo scusa, spiego il perché.

 

Presidente: io non le impedisco di, se vuole produrle, per carità, noi le acquisiamo, ma visto che sono tante carte..., io voglio semplicemente mettere in rilievo questo: che tutto ciò che lei ha contestato è stato puntualmente verbalizzato e quindi acquisito...

 

DOMANDA - Il fatto stesso che controparte si opponga vuol dire ha un significato, che io per mio scrupolo..., glielo spiego, perché dalla contestazione di un verbale stenotipico...

 

Presidente: più che spiegarlo alla controparte lo spieghi al Tribunale.

 

DOMANDA - Io mi rivolgo sempre al Tribunale, non alla controparte, anche l’osservazione sulla controparte riguardava il difensore ma la spiegavo al Tribunale. Perché da un verbale stenotipico non sempre le parole, per manchevolezza di chi contesta risultano in maniera chiara e perfettamente intellegibile, e ovviamente in parte qua, ci mancherebbe altro, è sempre stato così, i verbali contestati da Montedison ai testi sono sempre stati acquisiti pacificamente, non capisco perché in questa occasione non debba essere fatta, altrimenti a questo punto rileggo tutti i passi dei verbali e non cambia niente.

 

Presidente: se lei ritiene di doverli depositare li depositi. Va bene, d’accordo, insieme ai documenti che noi peraltro avevamo già acquisito. Ci sono delle domande in controesame?

 

Avvocato Gianari: ci riserveremo.

 

Presidente: no, no assolutamente.

 

Avvocato Gianari: io capisco che non verrà richiamato, ma per principio, visto che c’era un accordo, mi devo riservare.

 

Presidente: in che senso?

 

Avvocato Gianari: nel senso che c’era un accordo che veniva sentito il 13 marzo, un accordo verbale.

 

Presidente: quale accordo, con chi?

 

Avvocato Gianari: visto che si era previsto che sarebbe stato sentito dopo l’entrata in vigore, si era ipotizzato...

 

Presidente: forse lei all’udienza scorsa non c’era, il Pubblico Ministero aveva depositato l’indicazione dei testi, il programma si fa di udienza in udienza, non è che si faccia... così, è vero, si era fatto questo discorso, si era detto "beh, visto che entra in vigore la nuova normativa magari li sentiamo dopo", poi è variato il programma e sulla base di questa variazione che è stata l’ultima, tutto sommato, io credo che oggi sia maturo il controesame, se lei ritiene di farlo bene, se altrimenti non ritiene di farlo il teste non verrà ulteriormente richiamato, questo lo dico...

 

Avvocato Gianari: senza nessuna polemica, io capisco bene l’esigenza di speditezza, però il programma non si può fare di volta in volta, udienza per udienza, il programma si fa apposta ipotizzando quello che poi capiterà nelle udienze successive, per cui io mi riservo, grazie.

 

Presidente: va bene, prendiamo atto. Se non ci sono domande ulteriori da parte di nessun altro può andare.

 

Avvocato Stella: Presidente, una lieta novella, l’Arpa di Firenze è disponibile, io ho qua tutti i numeri, li lascio a disposizione del Pubblico Ministero.

 

Presidente: disponibile in che termini, in quanti giorni, ha tutte le attrezzature?

 

Avvocato Stella: ha tutte le attrezzature, conferma la sua disponibilità e qua ci sono anche i nomi, il dottor Croce è responsabile, c’è il settore organico e inorganico con i due responsabili.

 

Presidente: allora, scusate un attimo, siccome questa è comunque una consulenza concordata tra le parti, ed il Tribunale vuole inserirsi il meno possibile anche nei rapporti con queste strutture che dovranno fare, bisognerà che vi mettiate d’accordo per contattare voi stessi, il Pubblico Ministero, la parte civile ed i difensori, questa struttura per fare le analisi.

 

Avvocato Stella: la prima è disponibile.

 

Pubblico Ministero: siccome...

 

Presidente: l’Arpa di Firenze è stata una di quelle...

 

Pubblico Ministero: siccome il Pubblico Ministero uno è ed uno è in udienza, devo ancora avere le risposte, che ci diano le risposte.

 

Presidente: comunque abbiamo già una risposta favorevole, vediamo qual è quella che ci dà maggiori garanzie di speditezza oltre che di affidabilità, va bene? D’accordo, poi dopo individuate voi, vedete voi un po’, cerchiamo di mantenere quei tempi che ci siamo detti stamattina, eventualmente allora fate riferimento alla Cancelleria del Tribunale, avete già i numeri di telefono immagino, al Cancellerie De Prezzo ed eventualmente al Giudice a Latere dottor Liguori il quale avrà come tramite però il Cancelliere De Prezzo. Allora la prossima udienza è per il 13/3, abbiamo un programma abbastanza ampio che c’è stato qui indicato dall’avvocato Manderino, quindi abbiamo testimoni delle parti civili assistite dall’avvocato Pozzan, testimoni delle parti civili dell’avvocato Garbin, testimoni delle parti civili dell’avvocato Farinea, testimoni dell’avvocato Salzer, testimoni dell’avvocato Manderino e testimoni dell’avvocato Scatturin.

 

Pubblico Ministero: Presidente, su questo elenco di testimoni mi pare di ricordare che c’erano alcuni consulenti di Enichem che avevano dichiarato la loro disponibilità alla prima udienza di marzo.

 

Presidente: esattamente, erano Bellucci, Frignani, Colombo e Bellucco per il controesame.

 

Pubblico Ministero: poi ci sono i due testi residui del Pubblico Ministero, a questo punto credo che rinuncerò agli altri così risolviamo il problema, e poi tutti i testi delle parti civili o consulenti.

 

Presidente: allora la mattina la dedichiamo al controesame di Bellucci, Frignani, Colombo e Bellucco.

 

Pubblico Ministero: a seguire i due testimoni che mancano...

 

Presidente: a seguire i testi del Pubblico Ministero e delle parti civili, tanto io credo che i testi delle parti civili siano testi che sono come quelli di questa mattina, in due minuti ciascuno etc., e se ritengono di sfoltire un po’ le liste...

 

Avvocato Baccaredda: è possibile signor Presidente che comunque le parti civili indichino in Cancelleria il nome delle persone che vengono a deporre per la prossima udienza?

 

Presidente: credo che siano stati indicati nelle loro liste.

 

Avvocato Baccaredda: siccome sono indicati in questo programma del Tribunale anche per le successive udienze testimoni delle parti civili...

 

Presidente: no, perché poi l’udienza dibattimentale del 14 prevede il consulente tecnico per l’Avvocatura dello Stato, allora, ecco, adesso io non lo so, ma queste sono delle parti civili che assistono i prossimi congiunti di taluni che sono stati adesso ricompresi nella contestazione, sia per le malattie, sia per i decessi, è così?

 

Avvocato Manderino: sì, è così.

 

Presidente: mentre invece per quanto riguarda Medicina Democratica, la Regione Veneto ed il Comune di Venezia io penso che riguarderà il secondo capo di imputazione, cioè la parte ambientale, è così?

 

Pubblico Ministero: credo di sì.

 

Presidente: poi c’è il giorno 14 anche il controesame dell’ingegner Foraboschi, ecco, benissimo, poi il 16 ci sono testimoni per la Provincia di Venezia, i Comuni di Mira e Campagna Lupia, per W.W.F., anche questo per la parte ambientale ed ulteriori consulenti tecnici delle parti civili per la parte ambientale, se ci sono ancora. Ecco, allora, manteniamo intanto questa scaletta fino al 16 che è la settimana del 13, 14 e 16, poi dopo vediamo, perché anche questi due testimoni di Greenpeace che sono indicati il 27 potrebbero invece essere anticipati al 16.

 

Avvocato Partesotti: c’è un problema...

 

Presidente: i problemi però li dovete un attimo risolvere.

 

Avvocato Partesotti: li risolviamo, si tratta comunque di sentire il direttore di Greenpeace in ordine alla quantificazione del danno, purtroppo è in Olanda, eventualmente non so cosa potremmo fare.

 

Presidente: noi dobbiamo finire, perché, voglio dire..

 

Avvocato Partesotti: il 16 credo che sia abbastanza...

 

Presidente: il 16 è abbastanza, non è abbastanza, assolutamente, non è abbastanza.

 

Avvocato Partesotti: c’è Foraboschi..

 

Presidente: no, è il 14, è il 16 che ci sono due testimoni più tre testimoni per il Comune di Mira e Campagna Lupia più due o tre testimoni del W.W.F., quindi abbiamo in tutto sei testimoni per tutta la giornata.

 

Avvocato Battain: guardi che il 16 ci sono anche i testi di Zaffalon.

 

Presidente: io vorrei finire entro il 16 tutti i testi delle parti civili, consulenti delle parti civili, perché poi eventualmente ci sarà l’esame degli imputati, se riterranno di..., e poi i testi della difesa, io devo anche tenere conto di questi tempi, la settimana successiva la dedichiamo all’esame degli imputati e dei testi della difesa, questo è il programma. Quindi Greenpeace bisognerebbe che anticipassero il loro rientro.

 

Avvocato Partesotti: si tratta di questioni molto brevi...

 

Presidente: altrimenti ci mandano un telegramma.

 

Avvocato Baccaredda: ritengo che comunque l’indicazione nominativa dei testimoni, se vale per le parti civili, poi varrà evidentemente anche per la difesa, altrimenti evidentemente indicheremo anche noi un numero di testimoni per udienza. Cioè, voglio dire, si tratta di conoscere...

 

Presidente: avete ragione, certamente. Però, scusate, non sono stati indicati. Ma scusate, allegate alle costituzioni di parte civile c’erano anche le liste dei testi.

 

Avvocato Baccaredda: signor Presidente, il problema è che, per esempio nel settore ambientale, le parti civili, come le difese, hanno indicato molti testi, una parte dei quali evidentemente sentiranno.

 

Presidente: prendo atto. Allora, va bene, d’accordo. Il Tribunale dispone che entro una data, che è quella del 5 di marzo, vengano specificamente indicati i testi che dovranno essere escussi alle udienze del 13, 14, 16 di marzo.

 

Avvocato Manderino: Presidente, posso elencarli già i miei, così verbalizziamo subito, posso fare molto presto così i nomi sono già...

 

Presidente: se depositate una listina non è che, così anche il Tribunale ce li ha sotto gli occhi, insomma. Va bene, grazie, buonasera.

 

RINVIO AL 13 MARZO 2001

 

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