UDIENZA 28 SETTEMBRE DEL 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: Procede all'appello. Allora, a seguito delle richieste di produzione da parte del Pubblico Ministero all'esito della scorsa udienza avevamo riservato la discussione su tali richieste all'inizio di questa udienza; quindi chi intende prendere la parola può farlo.

 

Avvocato Padovani: signor Presidente, vorrei interloquire. Le produzioni di cui il Pubblico Ministero chiede l'acquisizione consistono, mi pare, in 47 faldoni, parliamo di faldoni perché pare l'unità di misura minima in questo processo anche se ogni faldone contiene una quantità piuttosto rilevante di documenti, ma è un po' come per gli anni luce nelle distanze astronomiche. Ora, di questi 47 faldoni abbiamo ricevuto avviso, io per lo meno, ma credo tutti, per quanto riguarda i primi 46 con una comunicazione del Pubblico Ministero del 30 giugno 1999 in osservanza del disposto del secondo comma dell'articolo 430 e per quanto riguarda il quarantasettesimo, esso fu in qualche modo preannunciato nell'udienza dibattimentale del 7 luglio e comunque richiamato in una comunicazione del 22 luglio inviata all'Avvocato Franchini, all'Avvocato Cesari, ma diretta alla segreteria generale del registro generale della Procura della Repubblica, nella quale il signor Pubblico Ministero rilevava che come preannunciato all'udienza dibattimentale del 7 corrente mese, aggiungo ai 46 faldoni anche un quarantasettesimo faldone indicato con la sigla A3 e rappresento che nei fascicoli delle 35 persone di cui all'allegato... sono stati inseriti gli esiti di alcuni altri esami, visite effettuate nel corso delle ultime decorse settimane. Ora, di questo quarantasettesimo faldone, di queste ulteriori visite quindi l'avviso, dovremmo ritenere, l'avviso previsto dall'articolo 430 secondo comma, dovrebbe essere sostituito da questa indicazione orale avvenuta all'udienza del 7 luglio; ma in realtà pare - uso un termine volutamente incerto - pare che in questa documentazione poi, pare che lo stesso signor Pubblico Ministero ne abbia fatto cenno la scorsa udienza, compare anche una ulteriore documentazione sopravvenuta alla disponibilità del Pubblico Ministero soltanto in tempi ancora più recenti. Quindi documentazione per la quale non si è avuta alcuna notizia previa nelle forme previste dall'articolo 430 secondo comma. Ora, in linea di principio rilevo come l'atteggiamento giurisprudenziale in materia consista nel ritenere, doverosamente mi pare, che l'osservanza delle forme prescritte dall'articolo 430 secondo comma sia essenziale ai fini di consentire l'utilizzazione, quale che essa sia, dell'attività integrativa d'indagine nel dibattimento, perché soltanto il rispetto dell'articolo 430 secondo comma assicura un efficace equipollente rispetto alle forme di deposito che sono previste in generale per le attività di indagine preliminare quale procedimento abbia seguito il suo corso normale in base all'articolo 416 secondo comma. Insomma, quell'avviso tiene conto del deposito degli atti prescritto per l'udienza preliminare. Quindi tutto ciò che realizza la previa discovery diventa essenziale ai fini della utilizzazione. Ma a prescindere da questa annotazione processuale, direi che è in merito della vicenda produttiva, vicenda di produzione, chiamiamola così, che merita qualche notazione e qualche rilievo. Ora, questa cospicua documentazione che il Pubblico Ministero ci presenta, expressis verbis come attività integrativa d'indagine, questa cospicua documentazione ha un contenuto ovviamente eterogeneo; si tratta, per una parte, se non vado errato, e si tratta soprattutto dei primi tre faldoni, di una serie di documenti che contengono articoli scientifici o corrispondenza tra aziende ed enti, relativa in genere a problematiche di igiene ambientale, si tratta quindi di una documentazione che aggiunge elementi storici relativamente a casi già presenti nel dibattimento e comunque rappresenta un incremento conoscitivo rispetto al quale non credo si debbano formulare osservazioni di sorta. Ma il discorso si fa assai più problematico quando consideriamo che in questa documentazione sono compresi anche documenti medici e personali relativi ad un numero piuttosto significativo di persone asseritamente offese sin qui non presenti nel dibattimento, si tratterebbe quindi di eventi lesivi nuovi riferiti a persone fisiche che per la prima volta si affacciano alla vicenda processuale che ci occupa. Quindi, in buona sostanza, si tratterebbe di prospettare la esistenza di nuove fattispecie penali da sottoporre al giudizio del Tribunale di Venezia. Ora, è proprio questa documentazione, ma non solo questa, vedremo, che suscita le più consistenti perplessità. Personalmente ho cercato di farmene una ragione, di trovare cioè delle ragioni in forza delle quali questa documentazione potesse trovare ingresso nel dibattimento, da un lato si potrebbe dire, e mi sono detto, il Pubblico Ministero ha formulato la contestazione, soprattutto per ciò che si riferisce agli eventi morte o di lesione, in un modo che potremmo definire fluido, nel senso che ha espressamente inserito nel capo di imputazione una sorta di clausola riferita a casi in corso di accertamento. In questo modo però il Pubblico Ministero ha composto la richiesta di rinvio a giudizio prima e il conseguente decreto che dispone il giudizio attraverso l'inserimento di un elemento indeterminato, di una clausola generica di rinvio al futuro, che mi pare non possa in alcun modo fondare un diritto o una legittimazione a determinare il contenuto di questa nuova o nuove imputazioni al di fuori dei limiti stabiliti dalla legge per le nuove contestazioni o per la modifica di quelle già formulate. In altri termini, questa formulazione del capo di imputazione attraverso l'inserimento di un elemento di rinvio generico, questa forma fluida, non può consentire di scavalcare, non può essere una sorta di escamotage, per eludere il necessario rispetto delle forme, dei limiti stabiliti dalla legge per la modifica della contestazione o per la integrazione della contestazione in fase dibattimentale, perché se così fosse si finirebbe con l'eludere le disposizioni degli articoli 516 e seguenti, senza contare poi che l'inserimento di questa clausola in una forma così manifestamente indeterminata, anche se non debba considerarsi tale da viziare il decreto che dispone il giudizio, e così non è stato per il giudizio di questo Tribunale, certamente di per se non può essere contenitore o veicolo di contestazioni che via via si ritenesse di dover far affluire nel dibattimento. Quindi non è che questa clausola di rinvio generico che può consentirci di dire che questa documentazione relativa ai casi nuovi è una documentazione che ipsi iure e quasi in forma automatica può transitare nell'alveo del dibattimento. D'altra parte mi sono detto è anche vero che il Pubblico Ministero ha contestato violazioni, per esempio quella dell'articolo 437 che ha l'aggravante prevista dal secondo comma, che pure è stata contestata, che si riferisce all'inosservanza di misure di sicurezza seguite da eventi disastrosi o da infortuni, dicevo, ha contestato violazioni a capienza normativa potenzialmente illimitata, nel senso che si tratta di fattispecie che sono suscettibili di contenere una serie indeterminata di eventi nel genere ipotizzata da noi, ma difronte a questa indiscutibile realtà, mi pare non meno indiscutibile che altro sia la capienza normativa di una disposizione, cioè la sua attitudine a ricomprendere sul piano astratto una pluralità di eventi, altro è il contenuto storico che in specifico viene attribuito a tale capienza normativa in un processo determinato. Questo contenuto storico è necessariamente circoscritto ai fatti sottoposti a giudizio e questo contenuto storico è suscettibile di modificarsi solo nei limiti e con il rispetto delle regole proprie della contestazione suppletiva. Vero è che il Pubblico Ministero ha, mi pare, preannunciato questa contestazione suppletiva, ma noi giudichiamo, hic et nunc, o meglio, qui si pone il problema di giudicare, ovviamente è il Tribunale che giudica, io che sottopongo, nei limiti in cui posso, gli elementi che possono servire a questo giudizio, noi, diciamo, valutiamo hic et nunc questa produzione e hic et nunc questa produzione appare, in rapporto ai casi nuovi, inficiata da una manifesta irrilevanza rispetto alla prova dei fatti già dedotti in questo giudizio. Proprio perché si tratta di casi nuovi si tratta di una documentazione che non può avere, direi quasi per definizione, influenza sulla prova dei fatti già sottoposti all'esame del Tribunale. Tuttavia mi si può obiettare, il Pubblico Ministero ha preannunciato nuove contestazioni in riferimento a questo materiale e quindi in funzione di queste nuove contestazioni questo materiale relativo ai casi nuovi potrebbe, in futuro magari, assumere una rilevanza. Ma a parte il fatto che lo statuto, diciamo la condizione di queste nuove ipotetiche acquisizioni sarebbe sospeso in attesa di queste nuove contestazioni, quindi starebbero in una sorta di limbo processuale, in una specie di anticamera del dibattimento che non si sa quanto dovrebbe durare, ma soprattutto di cui si dovrebbe dubitare che possa esistere un'anticamera del dibattimento; evidentemente non è concepibile, qualcosa o sta dentro o sta fuori. Ma, dicevo, a prescindere da questo rilievo, si prospetta proprio un ostacolo pregiudiziale a valutare la rilevanza di questa documentazione riferibile a casi nuovi, resta una pregiudiziale a considerare la rilevanza, dicevo, in funzione delle nuove contestazioni che il Pubblico Ministero intende o intendesse o intenderà formulare. Perché quale che sia la contestazione che il Pubblico Ministero ha in mente o ritiene di poter formulare, sarà una modifica dell'imputazione ex articolo 516, sarà un reato concorrente ex articolo 517, sarà un fatto nuovo ex articolo 518, io non lo so, però quale che sia la fattispecie processuale di transito, di immissione, ciascuna di queste fattispecie processuali, ciascuno di questi transiti, di questi veicoli, ha un presupposto, che gli elementi per formulare la nuova contestazione, la modifica dell'imputazione, il reato concorrente, il fatto nuovo, si siano realizzati nel corso dell'istruzione dibattimentale. Questo è il dato comune, indefettibile, il dato da cui non si può e non si deve prescindere. Allora mi pare sia agevole scorgere che in questa produzione relativa a casi nuovi, preannunciata in funzione di nuove contestazioni, si verifichi un manifesto circolo vizioso, perché da un lato il materiale per queste nuove contestazioni deriva - e ce lo dice lo stesso signor Pubblico Ministero - da un'attività integrativa d'indagine, quindi da un'attività che si è svolta per definizione fuori del dibattimento, questa attività, o meglio, i risultati di questa attività apparirebbero nel corso del dibattimento, rispettando quindi il presupposto stabilito dagli articoli 516, 517 o 518, solo in seguito all'acquisizione che ne fosse disposta da parte del Tribunale, ma per essere acquisiti essi debbono essere rilevanti in rapporto alle contestazioni già formulate, perché diversamente non si vede a qual titolo debbano entrare, mentre invece questo materiale risulterebbe rilevante solo per le nuove contestazioni, chiusura.... Ecco quindi che risulta per tabulas, io credo, modestamente, ma fermamente, che le contestazioni relative ai casi nuovi non possano trovare ingresso nel dibattimento e che quindi siano colpite da inammissibilità, ed è logico, mi pare di capire per quello che conosco della procedura penale, perché se così non fosse, ma il professore Giarda mi è maestro, si finirebbe con l'autorizzare ex lege il Pubblico Ministero ad eludere il vaglio dell'udienza preliminare, perché in pratica il Pubblico Ministero potrebbe svolgere un processo parallelo per casi nuovi e poi trasferirlo nel dibattimento senza l'impaccio dell'udienza preliminare, quindi partendo magari - non è questo il caso ovviamente, ma faccio l'esempio paradossale - partendo da un minuscolo reato potrebbe poi trovare il modo di convogliare nel dibattimento scavalcando l'udienza preliminare, una marea di reati ben più gravi. E naturalmente la legge si cautela contro questa eventualità imponendo che solo nel caso in cui il materiale, quindi la ragione sufficiente per muovere le nuove contestazioni emerga nel corso dell'istruzione dibattimentale. Questo requisito non può essere aggirato, eluso attraverso il meccanismo che ho poco fa delineato e che si risolve sostanzialmente nel circolo vizioso che mi sono sforzato di tratteggiare. Quindi il materiale relativo ai casi nuovi mi pare che non possa considerarsi ammissibile. Ma vi è anche cospicuo materiale relativo a casi, per così dire, vecchi, usiamo questa espressione del linguaggio comune, per intendere in realtà casi che già costituiscono oggetto di questo dibattimento, casi quindi che senza dubbio appartengono di già... Ora, in rapporto a questa situazione il signor Pubblico Ministero ci prospetta, direi, due tipi di integrazioni. Da un lato abbiamo una integrazione di carattere storico, consistente in documenti pregressi, in reparti clinici esistenti da molto tempo e solo di recente acquisiti, quindi si tratta in sostanza del recupero di un materiale che ben avrebbe potuto formare parte del fascicolo delle indagini preliminari prima e poi successivamente del fascicolo del dibattimento senza alcuna difficoltà se questo materiale fosse stato disponibile tempestivamente, e non lo so è stato, il suo recupero è avvenuto soltanto ora, evidentemente non mi pare si possano sollevare obiezioni sulla richiesta del Pubblico Ministero. Ma il nodo problematico, il punto sul quale francamente mi pare si debbano sollevare delle gravi perplessità è rappresentato dalla documentazione che si riferisce a nuove indagini, cioè a nuovi accertamenti sulla patologia, sulla sua eziologia, sui suoi effetti e così via dicendo. Di che cosa si tratta propriamente? In che cosa consistono queste nuove indagini? Beh, queste nuove indagini nelle loro linee portanti, se non ho male inteso dall'esame delle carte, da quelle che ho potuto esaminare, consistono fondamentalmente in due tappe, in una prima tappa il signor Pubblico Ministero dispone una serie di prelievi ematici, ecografie, esami radiografici nei confronti di persone che già figurano nel dibattimento, come dicevo, e in seguito stabilisce che queste stesse persone vengano sottoposte a visite mediche, visite mediche nel corso delle quali essi debbono recare con se tutta la documentazione clinica vecchia e nuova di cui dispongono. Il Pubblico Ministero si preoccupa anche di dare una organizzazione, diciamo così, razionale a questo complesso di attività che risulta evidentemente significativo; per esempio, ma è solo un esempio, il 9 febbraio del 1999, si tratta di un documento che compare in uno degli ultimi faldoni, il signor Pubblico Ministero indirizzandosi ai signori consulenti tecnici d'ufficio, ai collaboratori dei consulenti tecnici, "trasmetto il calendario fissato per le visite anamnestiche di cui all'incarico già affidato il 2 corrente mese, contestualmente mi viene consegnato l'elenco alle persone che ognuno di voi dovrà visitare alle date indicato presso l'ospedale Umberto I di Mestre, previa comunicazione e conferma al dottor Botner, le persone saranno citate dalla Polizia giudiziaria da me delegate. Per ogni visita che seguirà, peraltro non rigidamente, lo schema del questionario concordato dovrà essere preparato una relazione avendo cura in particolare di approfondire i luoghi, le modalità, i tempi dell'esposizione nonché le mansioni in concreto svolte con particolare riferimento ai dipendenti delle cooperative. Le persone da visitare saranno invitate a portare con se la documentazione medica personale dal 1995 in poi". Ecco quindi che dopo la visita c'è anche la necessità di predisporre una relazione, come emerge da altri documenti pure contenuti nei faldoni, quando il Pubblico Ministero, per esempio la comunicazione del 24 febbraio '99, sempre diretta ai signori consulenti tecnici d'ufficio, ai collaboratori dei consulenti tecnici, nei quali per la data del 30 marzo '99 presso l'aula Bunker di Mestre per la riunione interlocutoria relativamente ai casi affidatigli il 2/2/99 per il riesame, per tale riunione pregasi predisporre un fascicoletto persona per persona contenente: uno, la relazione sulla visita anamnestica; due, la documentazione medica consegnatavi dal paziente o dal mio ufficio; tre, un preliminare commento se è possibile in ordine alle patologie già rilevate per ogni singola persona. Inoltre durante l'indicata riunione verrà deciso quali esami dovranno essere effettuati per ogni persona, tenuto pure conto di quanto dichiarato in udienza dai consulenti tecnici di ENICHEM e di MONTEDISON, e poi ulteriori comunicazioni in ordine alla predisposizione dei fascicoli. Quindi si tratta di un'attività complessa che comincia con prelievi, con ecografie, con esami, nuovi esami in ordine alla situazione del paziente in un momento storico definito - stiamo parlando dei primi mesi di quest'anno - poi si tratta di una visita medica, e poi si tratta di una relazione che i consulenti predispongono. Ma a prescindere dalla relazione predisposta poi dai consulenti, quello che richiama di più la mia attenzione, meglio, la richiama con particolare sollecitazione, è il dato rappresentato da questi accertamenti clinici per riscontrare, verificare, accertare la condizione della persona in rapporto alle patologie sofferte in un certo momento storico. Di che attività si tratta? Cioè, qual è la qualificazione normativa da attribuire a questa attività? Mi pare che i parametri di riferimento, i parametri di cui occorre tener conto, siano essenzialmente costituiti dal fatto che si tratta di una acquisizione di dati clinici hic et nunc e di valutarli in un quadro nosografico complesso. Si tratta perciò di un'attività che è legata all'evoluzione della situazione personale, di una certa persona, di un certo soggetto, che è per sua stessa natura subordinata a variabili sia storiche che critiche. Variabili storiche perché ogni momento ha, rispetto a ciascun soggetto, la sua situazione, e a variabili critiche perché si tratta spesso di esami nei quali l'occhio dell'osservatore, per così dire, è condizione del fenomeno osservato, mi riferisco tipicamente alle ecografie per esempio, perché il modo di condurre l'ecografia condiziona in qualche misura il risultato, l'ecografia non è una lastra, anche la lastra ha questo coefficiente di impostazione soggettiva, ma nell'ecografia la mano dell'operatore ecografo è, direi, come risulta, autonomo, cioè è essenziale ai fini della definizione dell'oggetto che si ricerca. Quindi di che si tratta? Mi pare che la risposta sia persino banale, si tratta di accertamenti non ripetibili, perché nessuno potrebbe ripetere ciò che il Pubblico Ministero ha disposto che fosse accertato in quel dato momento, con quei dati mezzi, in quelle date condizioni. Accertamenti tecnici non ripetibili. E che significa questo? Significa, né più né meno, io credo, che si tratta di un'attività non eseguibile in termini di attività integrativa. L'articolo 430 primo comma è chiaro "successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio, il Pubblico Ministero ai fini delle proprie richieste al Giudice del dibattimento può compiere attività integrativa di indagine, fatta eccezione per gli atti per i quali è prevista la partecipazione dell'imputato o dei difensori di questi". Addirittura si ritiene che la norma includa non soltanto le attività per le quali è prescritta la presenza del difensore, ma anche le attività per le quali è consentita soltanto la presenza, qui siamo addirittura in presenza di un'attività, certamente i tecnici non ripetibili per i quali è prescritta la presenza del difensore. In una situazione nella quale, certo, nessuno può dubitare che esistesse la notizia criminis, visto che si tratta di casi già sottoposti al vaglio del Tribunale, che esistesse addirittura un imputato, più imputati in riferimento a quelle situazioni, che quindi si fosse in un ambito di piena e totale individuabilità dei soggetti che risultano, secondo la legge, necessari e contraddittori. Ma il Pubblico Ministero non avrebbe potuto appunto, nemmeno osservando le forme dell'articolo 360, compiere quest'attività perché glielo vieta l'articolo 403. E glielo vieta in forza di un regime che non è né capriccioso, né arbitrario, né mortificante per le attività di indagine del Pubblico Ministero, ma è invece un regime logico e senz'altro. Perché? Perché se è in corso il dibattimento, e si prospetta l'esigenza di quello che è sostanzialmente un accertamento peritale per la sua natura, è un accertamento tecnico non ripetibile, è un accertamento peritale, allora un accertamento rispetto al quale è indispensabile la partecipazione della Difesa, ma dico io, sarebbe concepibile che un'attività a contraddittorio necessario si svolgesse fuori del processo per casi già sottoposti al Giudice investito della cognizione di questi stessi casi, sarebbe concepibile? No, perché si istituzionalizzerebbe una sorta di processo parallelo esterno in cui noi ci vediamo per qualche cosa qui davanti al Tribunale e per qualche altra cosa fuori con il Pubblico Ministero e i consulenti nostri e suoi a svolgere questi accertamenti ripetibili, dopodiché ci presenteremmo al Tribunale dicendo: avremmo fatto questo mentre voi vi riposavate, ammesso che troviate il tempo per riposare. La legge non consente questo processo parallelo perché applica la regola che Manzoni applicava ai libri, uno è abbastanza quando non è di troppo. E quindi mi pare che questa attività sia in realtà affetta da nullità e quindi risulti inammissibile e quindi inutilizzabile. Rilevo per incidens, infine, ma è un rilievo incidentale fino ad un certo punto, che questa attività integrativa vede coinvolti, leggendo le intestazioni dei destinatari di queste comunicazioni, vede coinvolti non soltanto i consulenti del Pubblico Ministero, ma anche consulenti della Parte Civile o delle Parti Civili, per esempio mi pare che la dottoressa Gimignani sia consulente della Lega ambiente, il dottor Bartolucci sia consulente dell'Avvocatura dello Stato, il signor Mastrangelo pure; alcuni di questi consulenti, e l'ho scoperto proprio in riferimento a queste intestazioni, risultano, per così dire, "absit iniuria verbo" in condominio tra una Parte Civile e il Pubblico Ministero, per esempio il dottor Totire è il consulente di Medicina Democratica ed è anche consulente del Pubblico Ministero, una situazione che non avevo rilevato prima, ma francamente questo è un processo dove l'abbondanza di consulenti in largo eccesso per tutti, rispetto ai limiti normalmente stabiliti dalla legge, ma questo è un processo che ha certe caratteristiche ovviamente, ma non è questo il punto, il punto è che nonostante l'abbondanza di consulenti poi ogni consulente dovrebbe, per così dire, stare agganciato ad un solo caso. E` vero che non esiste formalmente una incompatibilità, mi pare almeno, non esiste formalmente, però non so quanto sia sostanzialmente accettabile l'idea che un consulente sia consulente del Pubblico Ministero ed anche di una parte, per quanto Parte Civile. Ma al di là di queste situazioni in cui si verifica una sorta di unione personale di funzioni, mi pare, lo dico sommessamente, dico mi pare perché il numero di consulenti è tale che non vorrei poi che mi fosse sfuggita una nomina in corso di processo. Mi pare per quello che mi costa che taluni di questi medici, o comunque consulenti, siano tali soltanto per una parte, sia pure la Parte Civile. Allora le mie perplessità non che diminuire scemano, se le cose stanno così evidentemente io devo concludere che a questi accertamenti che hanno il peso che ho detto, hanno potuto intervenire consulenti della Parte Civile e non capisco francamente a quale titolo; se si trattava di realizzare un più ampio contraddittorio pure non realizzabile visto la formulazione dell'articolo 430 perché quell'attività non poteva essere compiuta, non capisco, o meglio capisco ancor meno, perché non vi sia stato, non si sia tentato un coinvolgimento di carattere più generale. Quindi, concludendo, mi pare che per queste situazioni io chiedo che il Tribunale rilevi la nullità dell'attività compiuta e quindi l'inammissibilità. Grazie.

 

Avvocato Giarda: signor Presidente, signori del Tribunale, ci troviamo di fronte a una iniziativa del Pubblico Ministero che ha lasciato un po' perplessi i difensori e sulla quale abbiamo cercato di fare tutti delle riflessioni oggettive nello spirito di quell'atteggiamento inutilmente defatigatorio ed ostruzionistico che qualche volta si riscontra nelle aule di giustizia, noi non abbiamo questo tipo di atteggiamento, penso che l'abbiamo dimostrato più volte, però abbiamo il dovere, nell'interesse dei nostri assistiti, di far rispettare quel minimo delle forme processuali che la legge impone a garanzia di tutti, Pubblico Ministero compreso perché è inutile trascinare nel tempo qualche vizio di carattere procedurale nella prospettiva un poco obsoleta di tanti modi di fare l'Avvocato per cui si ritiene, lasciamo questa mina vagante e poi si vedrà. Non è nel nostro intendimento dunque è meglio che diciamo subito il nostro punto di vista. Ed allora, chiedendo scusa all'illustrissimo Tribunale ed ai colleghi e al signor Pubblico Ministero cominciano dalla radice. L'articolo 430 da cui siamo partiti, non è norma che consente di fare qualunque cosa nel corso del dibattimento, perché basti leggere l'inciso che identifica il fine di questa attività integrativa di indagine per rendersi conto qual è il significato della disposizione coordinata con una serie di altri principi che pur reggono il dibattimento soprattutto nel nuovo processo. L'attività integrativa e d'indagine del Pubblico Ministero è fatta ai fini delle proprie richieste al Giudice del dibattimento. Quali richieste? Richieste di carattere probatorio. Ed allora, l'attività integrativa di indagine in questo senso deve fare i conti con le regole della istruzione dibattimentale. Potendo in qualche misura distinguere, se non altro per utilità concettuale nostra, perché le norme in materia di documenti sovrappongono le due categorie, potendo distinguere, dicevo, tra documenti in senso stretto ed atti procedimentali, né dobbiamo ritrovare, all'interno delle norme in tema di istruzione dibattimentale, una norma che funga da veicolo normativo per l'acquisizione degli atti o dei documenti acquisiti in sede di indagine integrativa. Orbene la norma chiave di tutta questa problematica non può che essere la norma in tema di esposizione introduttiva, la quale norma in materia di esposizione introduttiva e richieste di prova, è quella dell'articolo 493 ed è in quel momento che il Pubblico Ministero e le parti chiedono l'acquisizione delle prove. Quali prove? Prove documentali che se si siano acquisite successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio e delle quali si chiede l'ammissione. Questo è l'ultimo termine o vogliamo cancellare definitivamente anche i principi più semplici della oralità, della immediatezza, della concentrazione dibattimentale? La riprova che il Pubblico Ministero non possa continuare la propria attività di indagine per convogliarla nel dibattimento è data da un'altra disposizione che finora non è stata evocata ma che è certamente fondamentale ai fini che ne occupa, quella dell'articolo 467 del Codice. Se il legislatore ha previsto che sia possibile attivare, nelle forme dell'incidente probatorio e quindi con l'osservanza delle norme previste per il dibattimento, il compimento dei soli atti previsti dall'articolo 392 del Codice di Procedura Penale, vuol dire che dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio il Pubblico Ministero può attivare solamente gli atti compiuti secondo le norme dell'articolo 430 e in sede di atti preliminari al dibattimento gli unici atti che si possono compiere sono quelli che prevedono la presenza del Giudice, cioè sono gli atti urgenti previsti dall'articolo 467. Perché tutto questo signori dei Tribunale? Perché il tratto funzionale costituito dalla fase dibattimentale è autonomo rispetto ad ogni altra attività del Pubblico Ministero, che è libero, è perfettamente libero ed è giusto che faccia tutti gli atti di indagine che crede, ma avranno un loro destino in altri momenti, in altri tempi, in altre prospettive di carattere funzionale. Se questo è vero io credo che si debba formulare un'opposizione serena, non settaria né parziale, di inammissibilità totale di tutti gli atti che il Pubblico Ministero ha prima depositato presso la sua segreteria, il dibattimento è arrivato ad un punto tale e comunque è ormai andato oltre il limite dell'ammissibilità di atti, documenti acquisiti dopo la chiusura dell'udienza preliminare e non si sono attivati i meccanismi dell'articolo 467 che comunque può sembrare singolare, (anche messier Della Palist diceva cose ovvie), è inserita nella parte dedicata agli atti preliminari al dibattimento. Libero il signor Pubblico Ministero di fare tutte le indagini che crede, ed è giusto che le faccia perché è suo compito farle, però queste indagini devono restare al di fuori di un dibattimento che è già in corso. Per questo ci sembra che tutta la documentazione acquisita potrebbe essere bollata dalla sanzione della inutilizzabilità. Potremmo forse fare una eccezione per quanto riguarda i documenti in senso stretto, diversi dagli atti procedimentali. Dico potremmo fare una eccezione perché verosimilmente si potrebbe ritenere che noi non abbiamo nessuna ragione di contrastare, il Pubblico Ministero abbia acquisito questa documentazione in tempi successivi al momento di presentazione della documentazione in limine iudici e sulla base di questa affermazione del Pubblico Ministero la quale noi non opponiamo nessun tipo di resistenza, né intellettuale né funzionale perché crediamo alla lealtà operativa del Pubblico Ministero, i documenti in senso stretto potrebbero essere forse acquisiti. Mi riferisco in particolare ai faldoni da 1 a 3 contenenti articoli scientifici, corrispondenza tra aziende ed enti relativa a problematiche di igiene ambientale, contenenti manuali operativi, il faldone C1 e C7 di alcuni impianti, ma il vero problema, è quello a cui ha già accennato il professor Padovani, vale a dire i nuovi accertamenti sanitari su circa 260 lavoratori e i nuovi accertamenti sanitari relativi a 70 nuovi nominativi finora estranei al procedimento. Allora, diamo un nome agli atti compiuti e il nome agli atti compiuti, lo ha detto il professor Padovani, è quella di una consulenza tecnica del Pubblico Ministero. Può entrare la consulenza tecnica del Pubblico Ministero negli atti di un dibattimento già in corso? E` questo il punto interrogativo più significativo. Ora, signori del Tribunale, a noi sembra che la risposta a questa domanda sia negativa sotto un duplice profilo. Anzitutto quando le esigenze di un'attività di ricerca che esige, che implica una serie di indagini che, come si esprime il Codice, richiede valutazioni con competenze tecniche, specifiche o artistiche specifiche, lo strumento per convogliare i risultati di queste indagini nel dibattimento non è la consulenza del Pubblico Ministero, ma è una perizia del Tribunale. Semmai la parte può eventualmente indicare al Tribunale la necessità di un perizia, ma non produrre i risultati di un'attività di consulenza operata (extramenia) rispetto al dibattimento. E questa situazione è estremamente chiara nel sistema normativo delle istruzioni dibattimentali. Tutto quello che doveva essere acquisito in dibattimento lo si è fatto in sede di ammissione delle prove in limine, tutto quello che verrà acquisito deve passare attraverso un provvedimento del Tribunale che non ammette risultati di prova, ma ammette dei mezzi di prova. Questo è fondamentale per la vicenda che ci sta interessando signori del Tribunale, in questo momento dominus di tutto il procedimento non è più il Pubblico Ministero che è una parte esattamente come noi, perché quello che conta ai fini dell'istruzione dibattimentale, soprattutto ai fini dell'acquisizione degli elementi di prova, è la decisione del Tribunale. E questo è un primo punto, per cui ci sentiamo, in tutta coscienza e con estrema serenità, di dire che gli accertamenti sanitari compiuti dal Pubblico Ministero non possono essere acquisiti così come sono, primo punto. Secondo punto, la tecnica di acquisizione dei risultati di una consulenza o di una perizia, ed è questo un momento fondamentale, ci credano signori del Tribunale, se crediamo ancora all'esistenza di un minimo di principi deve avvenire dopo l'escussione orale dei consulenti e dei periti, perché il sistema di acquisizione anche dei risultati peritali è molto chiaro, l'acquisizione dell'elaborato peritale del consulente deve avvenire dopo che il consulente abbia risposto oralmente alle domande che gli sono fatte. Se noi ammettessimo i risultati di quella consulenza del Pubblico Ministero ora invertiremmo questa regola di fondo. Il principio di oralità che di questo processo nel bene o nel male costituisce un elemento portante e fondante sarebbe stralciato semplicemente con l'ammissione di tutte le risultanze dei consulenti di parte del Pubblico Ministero. Ora celebriamo 100 anni da quando Piovenda ha elaborato questa teoria, questa teoria certamente potrà o comincerà a soffrire qualche difficoltà, basti pensare alle video conferenze, ma credo di non dire niente di nuovo se proprio recentemente la Corte Costituzionale ha ribadito fortemente la necessità della nullità nel dibattimento compresa la presenza dell'imputato insistendo nel dire che le modalità tecniche di attuazione delle video conferenze tale da garantire la oralità in senso stretto, poco importa da che angolo prospettico la Corte abbia fatto il suo intervento, ciò che è importante è che la Corte costituzionale di recente abbia ribadito questo concetto. Ed è un concetto che non si può bypassare, perché è fondamentale, in quanto è avvenuto finora, nell'esame dei consulenti del Pubblico Ministero e l'esame dei consulenti delle parti private e degli imputati, la oralità ha preceduto il deposito degli elaborati scritti. Sarebbe un guaio se questo non avvenisse. Per una terza ragione, quegli accertamenti non possono essere acquisiti, ed è una ragione che nasce da uno spunto che la fondamentale lealtà del Pubblico Ministero che sempre abbiamo riconosciuto, un conto è la lite funzionale, un conto è il rispetto delle persone, ha fatto emergere da uno stesso documento del Pubblico Ministero, quando dice che la necessità di fare accertamenti in ordine alle situazioni mediche, all'anamnesi, alla situazione fisica di questi lavoratori, è nata dall'esigenza di contrastare i risultati delle consulenze di Enichem e di Montedison. Ma qui il signor Pubblico Ministero si è lasciato prendere la mano, secondo noi, perché ripetibili o non ripetibili, io condivido le osservazioni del professor Padovani, ma qualcuno potrebbe dire la ripetibilità o irripetibilità è di carattere oggettivo e non relativo, e conseguentemente essendo ancora viventi tutti gli operai si potrebbero ripetere tutti questi esami. Sta di fatto, signori del Tribunale, che vi è una disparità di trattamento tra le Difese di tutte le parti che inevitabilmente fa colpire questi atti di acquisizione consultiva, di consulenza, della nullità di cui all'articolo 178 lettera C), perché è pacifico che non potevano essere presenti i consulenti delle Parti Civili senza essere presenti tutti i consulenti. Era libero il Pubblico Ministero di fare le attività di consulenza, se non veniva inquadrata nella previsione dell'articolo 360 Codice di Procedura Penale per cui scattava il divieto del primo comma dell'articolo 430, ma nel momento in cui ha deciso di fare intervenire i consulenti delle Parti Civili avrebbe dovuto garantire la par condicio con la presenza anche dei consulenti degli imputati. Quei risultati sono il frutto di una violazione chiara della norma dell'articolo 178 lettera C) che ormai si sa si applica anche agli atti del procedimento delle indagini preliminari e conseguentemente quegli atti procedimentali, perché non sono documenti in senso stretto, non possono essere acquisiti perché affetti da nullità. E noi qui formalmente solleviamo questo tipo di nullità. Gli atti compiuti in violazione dell'articolo 178 lettera C) devono essere considerati nulli, è questo il primo momento in cui noi avremo la possibilità di sollevare la questione e formalmente la poniamo. Per queste ragioni, e per quelle evidentemente chiare che aveva esposto il professor Padovani, pensiamo che tutto quello che attiene agli accertamenti sanitari compiuti dal Pubblico Ministero sui 260 lavoratori già presenti nel procedimento e sui 70 nominativi nuovi finora estranei, non possono essere acquisiti, o perché quei documenti non sono utilizzabili in questo procedimento o perché comunque quegli atti dei quali i documenti rappresentano la sintesi scritta, non sono validi in quanto compiuti in violazione della norma dell'articolo 178 lettera C) del Codice. Noi per il momento non entriamo, signor Giudice, in una prospettiva che il Pubblico Ministero ha già preannunciato ma sulla quale ci pronunceremo quando e se il Pubblico Ministero prenderà l'iniziativa, vale a dire una contestazione suppletiva, del resto il fatto è già avvenuto nel corso del dibattimento, quindi potremmo forse anche prefigurare qual è il nostro punto di vista, qual è il punto di vista del Pubblico Ministero. Quindi vedremo se si tratta di un fatto nuovo, di un fatto diverso, di una modifica del fatto, di una integrazione a titolo di concorso, concorso di reati che integrano l'ipotesi di continuazione, non lo so, vedremo. Sta però di fatto che in questo momento quei documenti non possono, a nostro avviso, essere acquisiti. Se il Pubblico Ministero insisterà, come immagino, nel chiedere l'acquisizione ci permettiamo di fare una considerazione finale di altro tipo. Mi pare regola fondamentale, ripeto, quella per cui una volta iniziata la fase dell'istruttoria dibattimentale, vero dominus anche delle acquisizioni probatorie, sia il Giudice dibattimentale, e allora sarà semmai il Tribunale che attivando i suoi poteri ex articolo 507 alla fine del dibattimento potrà dire se sia o no necessario acquisire altri mezzi di prova, non si può fare in questa sede, anche perché una recentissima sentenza della Corte Costituzionale ci ha dato la chiave di lettura della portata dell'articolo 507 pur dopo la lettura fatta dalla stessa Corte con la sentenza 111 del '93. Signori del Tribunale, dopo che la Corte Costituzionale ha di fatto, come qualcuno ha detto, ha pronunciato il de profundis del processo penale di parti attraverso una lettura inquisitoria dell'articolo 507, c'è stata una sorta di rincorsa all'allargamento dei poteri inquirenti del Giudice del dibattimento, ma di recente una ordinanza di rigetto della Corte Costituzionale ha fissato alcuni paletti. Era stato richiesto alla Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale la norma dell'articolo 507 oltre che 506 nella parte in cui le due disposizioni non consentono al Giudice dibattimentale di guardare nel fascicolo del Pubblico Ministero i risultati dalle indagini preliminari al fine di formulare eventuale attività integrativa probatoria. Allora questo Giudice che ha rimesso gli atti alla Corte ha detto: "Guardate che se il Giudice del dibattimento non può vedere le carte del Pubblico Ministero nella maggior parte dei casi non è in grado di capire quale attività integratoria si deve attivare" e si chiedeva la incostituzionalità dell'articolo 507 in questa misura e la Corte ha detto: "Cari signori non esageriamo, il Giudice del dibattimento potrà esercitare i suoi poteri di attività integrativa ex articolo 507 nei limiti in cui ciò emerge dalle risultanze dibattimentali". Se ora, signori del Tribunale, voi ammetteste tutta l'attività integrativa del Pubblico Ministero di fatto superereste questo dictum della Corte Costituzionale, perché di fatto vi mettereste nell'ottica di poter chiedere ed attivare un'attività integrativa di indagine sulla base degli atti del Pubblico Ministero. Ora a noi sembra, l'ordinanza della Corte costituzionale, non la ricordo a memoria perché ormai l'età comincia a fare dei brutti scherzi, ma apparirà sulla rivista italiana, e il professor Buzzelli qui presente può confermarlo con la nota di chi vi parla. E` un tentativo di recuperare qualche linea nel sistema del processo penale di parti perché si pone un limite a una lettura direi senza limiti. Perché dico questo? Perché attraverso il sistema della produzione di atti di indagine compiuti al di fuori dei limiti consentiti si potrebbe aggirare questo divieto che la Corte ha ormai posto. Allora anche da questo punto di vista credo che non sia ammissibile quell'attività del Pubblico Ministero che può fare, ripeto, tutto quello che ritiene fare, nessuno pone dei limiti, ma andrebbero convogliate in un'altra parte che non sia questo dibattimento. Grazie.

 

Presidente: la ringrazio professor Giarda.

 

Avvocato Bettiol: in relazione all'acquisizione della produzione del Pubblico Ministero questa Difesa vuole operare una distinzione per quanto riguarda i documenti in senso stretto. Vero anche se tali documenti derivano da un'attività integrativa di indagine del Pubblico Ministero, la situazione del documento in quanto tale non è diversa dall'ipotesi di un documento casualmente ritrovato che venga offerto in quanto tale al Tribunale che valuterà, e qui ci rimettiamo al Tribunale, la opportunità della necessità dell'inserimento dello stesso. Diverso discorso va fatto per quanto riguarda in effetti gli accertamenti di natura tecnica che sono stati effettuati, perché il valore degli stessi non può essere altro che quello che è determinato dal Codice, cioè l'articolo 430 del Codice di Procedura Penale laddove si dice che l'attività integrativa di indagine è finalizzata ai fini delle richieste del Pubblico Ministero, il che significa che tutta questa attività di indagine non è, in quanto tale attività formatrice della prova, ma è semplice strumento di sollecitazione al Tribunale ai fini di eventualmente disporre l'assunzione di nuovi mezzi di prova. Ora, se così stanno le cose è evidente che questa diversa documentazione che tale non è in senso tecnico, che non si tratta di documenti, ma di atti procedimentali, in realtà può al più stare al banco del Giudice ma non nel fascicolo del dibattimento del Giudice ed essere utilizzata per la decisione, potrà servire per valutare, da parte del Giudice stesso, la possibilità o meno di disporre l'assunzione di nuove prove che il Pubblico Ministero vorrà richiedere. Ecco, su questi ulteriori aspetti, signori del Tribunale, io non voglio fare della psicologia processuale. Che io sappia oggi mi trovo difronte al problema della produzione di documenti e della richiesta di acquisizioni e in questi limiti mi rimetto alle conclusioni nel senso di dire: mi rimetto per quanto riguarda la produzione documentale in senso proprio, affermo la inutilizzabilità e quindi non la inseribilità nel fascicolo del dibattimento degli atti degli accertamenti tecnici svolti in quest'attività integrativa di indagine, con la precisazione fin d'ora che ovviamente questa Difesa si riserva ogni eccezione e in ordine alle richieste di stampo probatorio che verranno formulate dal Pubblico Ministero e in ordine alle eventuali preannunciate richieste di contestazioni suppletive, grazie.

 

Avvocato De Luca: signor Presidente, signori del Collegio, debbo premettere che anche per la posizione del dottor Schimberni abbiamo seguito un po' dall'esterno tutta questa discussione che c'è stata in questo anno di procedimento sulle questioni medico - legali e scientifiche di evidente grande momento per il processo. Ma se mi è consentito pure interloquire nonostante questa posizione un po' esterna, e lo si capirà probabilmente poi all'esame specifico delle posizioni dei singoli imputati, mi pare che oggi si vada verificando una palese anomalia che il Tribunale dovrebbe essere in grado certamente di apprezzare icto oculi difronte alla produzione del Pubblico Ministero. Cos'è accaduto in questo anno di processo, di dibattimento con grande impegno da parte di tutti? Mi consenta il Tribunale di riepilogarlo in due battute. Avevamo un gran numero di casi di morte o di malattia professionale grave, che sono stati dibattuti a partire dall'udienza del 12 luglio dai consulenti del Pubblico Ministero Tagli e Berlino, per concludere sui casi specifici il primo e l'8 luglio da parte del dottor Bracchi e sempre del dottor Berrino e poi si è continuato con i consulenti delle parti e dei difensori, per arrivare ai primi di gennaio con l'audizione del professor Fornari che ha devo dire conclamato a gran voce le carenze delle consulenze del Pubblico Ministero, sostenendo la indispensabilità per una valutazione medico legale di un atto che in tutte le perizie e consulenze medico - legali di quasi tutti i processi di questa Repubblica si è sempre visto, e cioè la visita delle persone che sono affette dalla patologia che viene dichiarata. Devo dire che non solo da parte del professor Fornari, ma da parte di un po' di tutti i consulenti della Difesa, si è notata questa palese anomalia. Si è poi proseguito, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo con la discussione in quest'aula per ore ed ore, per giorni e giorni, per udienza dopo udienza, delle discussioni dei singoli casi da parte della Difesa che noi qui rappresentiamo. Abbiamo dedicato quei mesi a questo esame perché ritenevamo questo esame fondamentale, questa discussione è pubblica, davanti a voi, io non sto a ricapitolarvi tutte le udienze di quel periodo, ma si tratta certamente dei mesi di gennaio, febbraio, marzo ed aprile che abbiamo consumato qui davanti a voi per discutere questi singoli casi e che cosa accadeva in quel periodo parallelamente e fuori da quest'aula? Che il signor Pubblico Ministero valendosi sempre dei suoi consulenti, anche dei Carabinieri e della forza pubblica, come testimoniano atti che sono stati depositati, si faceva una sua altra indagine, consulenza senza che noi ne sapessimo nulla, totalmente parallela a questa e noi qui eravamo preoccupati, voi per primi, signori del Tribunale, al rispetto del contraddittorio, ma io mi ricordo quante volte lei Presidente aveva invitato i consulenti delle Parti Civili e del Pubblico Ministero a presentare tempestivamente le proprie relazioni, me le ricordo, tantissime volte, per consentire il rispetto del contraddittorio, perché quando avessero preso la parola, e la stavano prendendo in quei giorni, i consulenti degli imputati potessero disporre di quelle relazioni, e lei ha insistito tantissime volte perché noi fossimo in grado di disporre di tutte le osservazioni dei consulenti della Parte Civile e del Pubblico Ministero. E loro hanno dato ossequio alla sua richiesta signor Presidente e alle nostre esigenze, perché queste relazioni le hanno depositate per tempo, tempestivamente, secondo le sue indicazioni sono venuti in udienza e hanno detto: "Queste sono le nostre osservazioni" ma ci hanno taciuto che fuori da quest'aula facevano altre cose, che a noi presentavano delle osservazioni, e di nascosto da noi, fuori, da altre parti, facevano altra attività di consulenza per un'altra relazione che, come abbiamo sentito dal professor Padovani, il professor Casson senza dirci nulla richiedeva. Due relazioni, una davanti a voi e fuori, a seguito di tutt'altra attività, altre relazioni che oggi si pretende di ingressare nel processo. Allora, per carità di Dio, va bene tutto, però a che cosa servivano le sue preghiere signor Presidente, signori del Tribunale, perché fossero tempestivamente depositate le relazioni dei consulenti, degli imputati e delle Parti Civili a sanatoria del contraddittorio? A cosa servivano quelle preghiere e devo dire quelle attese da parte di tutti, quelle nostre aspettative di un contraddittorio pieno se oggi, ora vengono ammessi atti, altre relazioni, altre consulenze, altre valutazioni che non sono quelle sulle quali si fondavano le controdeduzioni dei nostri consulenti. E che senso ha un'attività di indagine che non ha nessun carattere di specialità, di eccezionalità, di necessità fuori dal processo? Vede, secondo il mio punto di vista questo aver voluto fare queste visite è confessorio della profonda limitazione di quelle prime relazioni del Pubblico Ministero, io per carità di Dio non mi oppongo affatto che queste visite vengano fatte, anzi ne facciamo istanza, no faccio io per primo istanza, ma voglio dire, pubblicamente, davanti a tutti, non fuori da questo Tribunale, dentro a questo Tribunale, se abbiamo effettivamente sentito nel febbraio, come ha sentito il Pubblico Ministero, la necessità di fare queste visite, perché la necessità non è sorta prima quando ha sentito i suoi consulenti, è sorta dopo quando ha sentito i nostri, quando si è sentito cantare a chiare lettere che non si fa una consulenza senza visitare il paziente. Ecco, se questa necessità che ha sentito il Pubblico Ministero oggi la sentiamo anche noi, e la sentono anche loro signori del Tribunale, non c'è altra strada che quella che ha suggerito il professor Giada, facciamole queste visite, perché è secondo me indispensabile farle, come ci ha dimostrato platealmente il Pubblico Ministero, facciamole nel contraddittorio delle parti, davanti a tutti e non in uno stanzino fuori di un qualche ospedale portando la gente con i Carabinieri intanto che qui si fa il processo, grazie.

 

Presidente: se ci sono altri interventi? Nessuno da parte della difesa. Ci sono altri interventi da parte del Pubblico Ministero o delle Parti Civili?

 

Pubblico Ministero: devo dire subito che era una eccezione ampiamente prevista e alla quale bisogna rispondere in maniera dettagliata ovviamente anche partono da dati di fatti spesso non precisi e alcuni proprio errati e prima di andare ad esaminare allora singolarmente tutta la documentazione volevo rispondere all'ultimo intervento dell'Avvocato De Luca dicendogli che se avesse sentito tutte le udienze o avesse letto tutti i verbali si sarebbe innanzitutto reso conto che non è stato fatto nulla di segreto, che è stato detto più volte in dibattimento da me che avrei fatto queste visite, questi accertamenti, c'era stato anche un invito se qualcuno degli imputati, delle loro difese o consulenti avesse voluto partecipare correttamente i difensori dell'imputato hanno detto: "No, la cosa non ci riguarda, penseremo, vedremo, prenderemo atto e decideremo che cosa fare". Quindi innanzitutto assolutamente nulla di segreto e nulla chissà di nascosto rispetto a che cosa. Seconda connotazione sempre all'Avvocato De Luca, nessuno è stato costretto e portato dai Carabinieri, forse lui ha un'altra immagine dei Carabinieri che io non ho, che comunque i carabinieri delle stazioni fanno parte della gente del popolo, sono andati a chiedere a questa gente se voleva andare alle visite e su 259 persone soltanto 9 non si sono presentati, alcuni perché deceduti e solo 3 hanno detto che non volevano, nessuno è stato costretto. Quindi è solo per dire che connotazioni di questo tipo e commenti di questo tipo possono essere tranquillamente evitati. Chi non voleva comparire...

 

Presidente: mi pare, guardate, è una convocazione.

 

Pubblico Ministero: si legga le lettere del Pubblico Ministero.

 

Presidente: va bene, d'accordo, però mi pare che questo non sia il punto, andiamo avanti per cortesia, vorrei che entrassimo nel...., a trattare il problema.

 

Pubblico Ministero: per quanto riguarda le eccezioni che sono state formulate, complessivamente ritengo che riguardino la documentazione medica che è stata consegnata alla scorsa udienza e di cui viene chiesta, è stata chiesta l'acquisizione agli atti del dibattimento. C'è stato un riferimento a tutta la documentazione da parte di uno dei difensori degli imputati che è intervenuto in relazione a tutta la documentazione e faccio presente che ci sono delle consulenze tecniche, che ovviamente vanno mantenute agli atti del processo perché sono delle consulenze che riguardavano appunto delle questioni già dibattute nell'ambito del dibattimento, ma probabilmente qui nessuno ha formalizzato o voluto formalizzare delle eccezioni, così come le eccezioni non possono riguardare, mi pare che non riguardino il discorso sui manuali operativi, sulle traduzioni degli studi che sono stati effettuati e che sono stati depositati dalle varie parti processuali compresi i difensori degli imputati, mi pare che le eccezioni riguardino sostanzialmente tutta la documentazione medica e la possibilità di discutere di questi casi e di queste integrazioni, questi casi nuovi e delle integrazioni all'interno di questo processo o, come chiedono i difensori degli imputati, di fare un altro processo per eventualmente contestare o valutare questi casi. Io mi limito in questa sede a fare un discorso di questo tipo e a chiedere soltanto l'acquisizione. L'Avvocato Bettiol ha parlato, ha fatto riferimento alla psicologia processuale, io dico rispondendo ai primi interventi che è stato fatto un po' un processo alle intenzioni del Pubblico Ministero, perché il Pubblico Ministero in questo momento chiede delle acquisizioni; che cosa farà poi di queste acquisizioni, quali saranno le richieste del Pubblico Ministero nell'ambito del dibattimento, se potranno servire per delle ulteriori richieste di prove, se potranno servire solo per la requisitoria rebus sic stantibus per quanto riguarda le contestazioni, o se riguarderanno contestazioni suppletive questo per il momento è ancora nella mente del Pubblico Ministero e quindi processi di questo tipo credo che non siano consentiti a nessuno. Per venire ai fatti specifici devo dire che la documentazione che è stata depositata riguarda essenzialmente dei cosiddetti casi nuovi. Il Pubblico Ministero quando ha pensato, ha ritenuto di dover chiedere, di fare questi approfondimenti, queste integrazioni, è partito, ripeto, tra l'altro dicendolo anche in dibattimento, oltre che gli Avvocati delle varie parti che richiedevano notizie, è partito dall'ordinanza del luglio del '98 del Tribunale che aveva disposto l'acquisizione di tutta una serie di altri documenti tra cui documentazione in materia medico - sanitaria ai sensi dell'articolo 430. In riferimento a ipotesi di reato specifiche già contestate, già facenti parte delle contestazioni in questo dibattimento che sono non soltanto quella ricordata inizialmente, quella di cui all'articolo 437 del Codice Penale ma anche l'altra ipotesi di reato più consistente che è quella di disastro colposo. Nell'ambito di questa contestazione che, per natura di cose, che se stessa non può essere che una contestazione indefinita sì in diritto, ma anche in parte indefinibile, come è stato scritto anche nel capo di imputazione, nell'ambito di questa contestazione chiedo l'acquisizione di tutta la documentazione medica così com'è stata consegnata al Tribunale la volta scorsa. E preciso un attimo anche di che documentazione si tratta. Devo dire che innanzitutto per quanto riguarda questa documentazione sui casi chiamiamoli nuovi che non sono mai balzati all'attenzione del Tribunale, si tratta non di una scelta del Pubblico Ministero, si tratta di un intervento necessario e di una richiesta di intervento necessario sulla base innanzitutto normativa, proprio perché ci sono queste contestazioni, 439 e 437 disastro colposo essenzialmente e poi difronte al fatto che fin dalla Pasqua del 1999, 4 aprile, sono state presentate circa 250 nuove denunce, di fronte a questa situazione che ha determinato l'apertura di autonomi fascicoli e di autonome indagini è stata fatta una scelta di cosa fare di questa documentazione. Ovviamente difronte anche alle sollecitazioni delle parti offese che facevano queste denunce per l'inserimento in questo processo, difronte anche a queste sollecitazioni corrette ovviamente di tipo processuale, sono stati fatti degli accertamenti, degli approfondimenti sulla documentazione che è stata mandata. 250 circa di questi casi alla fine sono stati selezionati tra accertamenti preliminari di tipo medico sanitario e accertamenti di tipo professionale, 66 casi che sono 35 casi viventi e 31 casi di persone decedute. Di questa documentazione che ovviamente non poteva essere a conoscenza in precedenza di nessuno, neanche del Pubblico Ministero, io in questo momento non posso fare altro, richiamandomi a quell'ordinanza del Presidente del Tribunale e all'ipotesi di reato segnalate che chiede l'acquisizione. Per quanto riguarda la documentazione relativa ai casi chiamiamoli vecchi, si tratta di documentazioni di due tipi, c'è innanzitutto del materiale che possiamo definire "vecchio", perché si tratta di materiale già esistente e che però è stato acquisito solo successivamente dal Pubblico Ministero o su trasmissione di Avvocati o su trasmissioni delle persone offese, o su acquisizione o segnalazione da parte di Polizia, Carabinieri, da parte di qualcun altro, anche su richiesta, a seguito di queste segnalazioni, anche su richiesta del Pubblico Ministero. Trattandosi di materiale che riguarda casi già contestati e materiale pervenuto successivamente all'esame del Pubblico Ministero credo che non si possa avere dubbi sul fatto che questo materiale possa essere acquisito. La questione è solo apparentemente delicata, che però è estremamente chiara, riguarda l'attività integrativa dei casi già contestati. E qui c'è un dato di fatto completamente sbagliato da parte dei difensori degli imputati quando parlano di consulenze, perché negli atti che sono stati depositati e che il Tribunale potrà osservare nel momento in cui dovrà decidere se acquisire o non acquisire questi atti, non ci sono relazioni, come si intende, relazioni di consulenza tecnica, ci sono volutamente solo documenti, l'eccezione era ampiamente prevista lo dicevo e per questo, pur dando delle indicazioni per avere per me Pubblico Ministero delle sintesi sulle situazioni che loro vedevano ed avendo fatto fare queste relazioni, queste relazioni sono state estrapolate, non ci sono tra gli atti depositati, ci sono solamente dei documenti. E` vero che nel momento in cui io sentivo i miei consulenti, e quindi già prima di sentire il professor Fornari, che per altro conosciamo tutti quanti, c'erano dei problemi, c'erano dei dubbi di integrazione, ma va detto che il processo etimologicamente ha un significato particolare, non si esamina una fotografia, un quadro, un stampato, una stampa messa lì e non si deve giudicare solamente su quella situazione, c'è tutta una serie di accertamenti che possono essere fatti, e che per quanto mi riguarda come parte pubblica devo fare, di integrazioni anche del materiale probatorio. Difronte a contestazioni oltre che a segnalazioni anche dei miei consulenti e dei consulenti delle Parti Civili, è ovvio che io mi sono reso conto di quelli che potevano essere i punti mancanti all'interno di certi accertamenti, come succede in tutti i processi, non è assolutamente una cosa rara o strana o chissà che, probabilmente gli Avvocati degli imputati non sono abituati a conoscermi nella mia attività processuale prima di Giudice istruttorio e adesso Pubblico Ministero, io non do niente per scontato fino a quando non si va a sentenza, se io ho bisogno di fare integrazioni le faccio nel rispetto del Codice, almeno quello che io ritengo debba essere fatto nel rispetto del Codice. Quindi fino all'ultima udienza, e mi pare che anche questo non è assolutamente nulla di segreto perché più volte ho avuto occasione di dirlo, farò, è mio dovere fare degli accertamenti integrativi lì dove ritengo che ci siano dei problemi probatori che vadano chiariti, che vadano accertati compiutamente fino in fondo. In quest'ottica, pur avendolo segnalato in dibattimento, ovviamente non avendo avuto la disponibilità che non mi permetto di contestare e che rispetto, da parte degli Avvocati e dei consulenti degli imputati, io ho chiesto, come ho scritto poi nella lettera che leggeva anche uno dei difensori di Montedison, io ho chiesto, ho scritto a questi sia consulenti tecnici, sia ad altri, perché alla fine erano 12 medici anche al di fuori dei consulenti, indicando i buchi, chiamiamoli così, ma credo che non ci sia nessun problema di questo tipo, proprio sotto un punto di vista probatorio, le sollecitazioni corrette, esatte di tutti i consulenti, di tutte le parti processuali, ad esempio sulle visite anamnestiche sono state pienamente raccolte. Io ho individuato quel numero di persone che avevo detto, 259, ai quali poi andavano aggiunte le persone già peraltro sottoposte a visita anamnestica dal dottor Toti e dal dottor Miedico, questi 259 sono state individuate quelle erano viventi, solo state invitate a presentarsi e di queste, come dicevo prima, soltanto 9 per motivi di decesso o di altre questioni non si sono presentate. E` stata fatta la visita anamnestica ed è stato chiesto quali esami specifici dovevano essere effettuati. Le indicazioni che sono state fornite sono di questo tipo, e infatti ho fatto un'elenco degli esami, avevo cominciato ad accennarvi l'altra volta, poi era tardi, mi sono fermato, ci sono agli atti 232 visite anamnestiche, 82 ecografie, esami di laboratorio saranno un centinaio, radiografie 30, visite angiologiche 53, spirometrie 25, dicevo esami di vario genere sono centinaia. Ora, l'esito, innanzitutto questi esami non sono stati fatti dai consulenti né del Pubblico Ministero né delle parti civili, sono stati fatti da strutture ospedaliere, sono stati fatti da ordinari laboratori come si vede dalla documentazione che esiste agli atti. Questa documentazione che è documentazione clinica, perché riguarda esami, riguarda visite anamnestiche, questa documentazione è stata depositata. Ovviamente io ho anche delle relazioni sulle persone che mi rendo conto, se volete le deposito, ma credo che non potessero essere depositate, io non ho problemi a depositare anche questo, ma solo che non possono essere neanche acquisite, ho anche le relazioni che non sono in quegli atti perché mi rendo conto che non si può depositare questa relazione. Tutto il resto è documentazione, esami del sangue, ecografie, spirografie, visite angiologiche. Ora, quello che è stato definito come consulenza tecnica, di fronte a questo esame dei documenti, poi si vedrà che non è assolutamente attività di consulenza tecnica, proprio perché fatti in questa maniera da tanti medici, da tante strutture diverse. Un'altra cosa molto importante che va detta: non si tratta assolutamente di accertamenti, di esami non ripetibili proprio perché per la natura della visita anamnestica in sé è un atto ripetibile, l'ecografia lo stesso, l'esame di laboratorio lo stesso, la radiografia lo stesso, le visite angiologiche e spirometrie e tutti gli altri esami lo stesso che possono essere rinnovati per fare una fotografia nel momento in cui vengono effettuati. Siccome avevo chiesto, e risulta dalla lettera che ha letto anche il difensore di Montedison nella fase iniziale, avevo chiesto ai singoli pazienti di portare con sé la documentazione successiva al '95, perché il '95? Perché nel '95 sono cominciati questi accertamenti. Era un aggiornamento delle situazioni, come diversi i consulenti soprattutto degli imputati avevano chiesto ed anche i consulenti del Pubblico Ministero e delle Parti Civili e erano delle integrazione sullo stato delle persone. Alla fine con tutti questi documenti, ripeto, sono tutti documenti il Pubblico Ministero per norma di Codice prenderà per primo le sue conclusioni, sulle base delle contestazioni effettuate, dirà quali rimangono per il Pubblico Ministero come casi contestati da sottoporre a giudizio finale del Tribunale e poi ovviamente anche le Parti Civili e i difensori degli imputati, dei responsabili civili trarranno le loro conclusioni. E` documentazione sulla quale chiedo innanzitutto un'acquisizione e poi alla fine di prendere una decisione che potrà non coincidere con la richiesta iniziale di contestare 407 casi. Difronte alle osservazioni dei consulenti di Montedison, di Enichem e delle Parti Civili si potrà avere un quadro più preciso solo con questi esami, i casi da 400 potranno diventare 300, o 250, potranno aumentare, però questo discorso potrà essere fatto alla fine. Quindi in conclusione i discorsi fiscali sono: non esistono e non sono state depositate consulenze tecniche, si tratta di documentazione che è stata acquisita successivamente e un'attività di questo tipo proprio istituzionalmente ed anche all'interno di questo processo deve essere consentita al Pubblico Ministero, il deposito è stato fatto, e do atto della circostanza, per 46 faldoni, ed eliminati alcuni esami come vi ho detto la volta scorsa, se su questo faldone si vorrà fare eccezione, per carità, lo riprenderò, lo depositerò, la cancelleria farà 60 fax, non è sicuramente un grande lavoro per me, sarà un lavoro della cancelleria fare avvisi e fax, ma niente di più, però l'unico problema sul quale, ed ho la possibilità di dire che ci possono essere delle eccezioni, è quello del mancato deposito di questa documentazione diciamo residua, perché arrivata dopo il 30 giugno, semplicemente per questo. E quindi chiedo che vengano rigettate tutte le eccezioni e che venga acquisita la documentazione così com'è stata consegnata alla scorsa udienza.

 

Presidente: ci sono ulteriori interventi?

 

Avvocato Stefanon: dopo le spiegazioni e le argomentazioni svolte dal Pubblico Ministero ritengo di dover aggiungere solo pochissime osservazioni, le questioni prospettate molto egregiamente dai difensori degli imputati si collocano sostanzialmente in due gruppi, una prima parte riguarda vittime di reato ancora non risultanti quali persone offese in questo processo, un secondo gruppo riguarda documentazioni, relazioni attinenti a persone offese che già conosciamo. Sul primo punto mi pare che già il Pubblico Ministero abbia richiamato esattamente l'alveo nel quale si possono e devono collocare queste indagini. In questo processo ci sono dei reati di disastro ai quali aggiungerei, perché come sappiamo la dizione del codice è un po' diversa, quello di cui all'articolo 437 e cioè l'omesso apprestamento di cautele antifortunistiche, che per loro natura hanno un'oggettiva espansività, ad un numero indeterminato di persone. Questo è già stato riconosciuto ovviamente dai difensori che sono intervenuti con l'obiezione che però storicamente non sono state poi individuate queste persone. Mi pare che sia il caso di sottolineare che il capo di imputazione, Giudici del Tribunale, nell'elencare a suo tempo, non ricordo più se 300 o 400 persone, lasciava però spazio alla possibilità di determinare successivamente ulteriori persone offese che come tali rientravano nello stuolo di coloro che avevano subito il danno tutelato dalla norma incriminatrice penale. Su questo piano anche formale quindi non vedo motivo per cui si debba pensare che la individuazione di ulteriori persone offese possa venire effettuata nell'alveo, ripeto, dei reati che prima sottolineavo, solo dopo che ci sia già stata una contestazione formale, un pochino anche per la contraddizione che non lo consente, non potendo determinare una persona che è già determinata. Non vedo cioè il motivo per cui si debba ritenere inammissibile una serie di indagini che tendono a, come dire, completare l'individuazione di quelle persone che il capo di imputazione consentiva ancora di individuare, essendo un capo di imputazione aperto per la stessa natura del resto dei reati che vi sono indicati. Che poi queste indagini siano da base per le ulteriori richieste che, per quanto mi riguarda, attendo dal Pubblico Ministero, oppure per altre richieste, come diceva prima il Pubblico Ministero, beh, questo è un problema ulteriore. Posso quindi concordare in parte con l'impostazione avanzata prima dal professor Bettiol, nel senso che queste carte al limite possono restare sul banco del Giudice, ma non, mi si consenta, per venire dichiarate in questo momento inutilizzabili, il massimo a cui si può arrivare, se il Tribunale dovesse ritenere di non poterle ammettere immediatamente, è che il Tribunale si riservi sull'ammissione in relazione alle ulteriori richieste che il Pubblico Ministero in futuro vorrà presentare. Ritengo peraltro che questa sia una concessione estrema perché, ripeto, avendo un capo di imputazione che anche sul piano formale lascia aperta la strada alla individuazione di ulteriori soggetti, non vedo perché si debba vietare l'acquisizione di indagini che a quell'individuazione tendono. Per quanto attiene poi la seconda parte, il Pubblico Ministero ha già ampiamente risposto in punto di fatto, mi preme però sottolineare un aspetto se vogliamo di correttezza processuale nell'attività del Pubblico Ministero. Intanto sottolineare che non ritengo che si possa parlare di, anche se si trattasse di consulenze, di indagini irripetibili, l'obiezione se l'è posta già prima il professor Giarda, e cioè non si vede perché un esame del sangue non possa venir ripetuto, ma mi sembra di doler aggiungere anche che a fronte di soggetti che, ahimè, hanno patologie che risalgono ad anni addietro o addirittura a qualche decennio e quindi per i quali lo stato di malattia è ampiamente stabilizzato, non vedo come si possa parlare di una situazione in modificazione, quindi caso mai si dovrebbe trattare di consulenze del Pubblico Ministero ex articolo 359, non di consulenze irripetibili con il diritto al contraddittorio. E sotto questo profilo delle consulenze, ripeto, mi richiamo a quanto diceva prima il Pubblico Ministero sul fatto che non si tratta di consulenza ma di anamnesi, sotto questo profilo credo che sia il caso di ricordare che proprio come il Pubblico Ministero può fare nel corso del processo, del dibattimento le sue consulenze, nulla avrebbe vietato, anche se vi sono, ovviamente, ovvi motivi pratici che lo potevano ostacolare, che anche le Difese avessero fatto le loro consulenze, nulla vietava ai difensori di chiedere agli infortunati di sottoporsi a visite mediche, probabilmente avrebbero avuto dei rifiuti precostituiti, ma questo è un problema di natura diversa dalla legittimità procedurale di un'attività di indagine come questa. E del resto non è proprio strano che questo avvenga, perché come sappiamo anche nel corso di un dibattimento, per esempio quando si prospettano delle trattative avviene spesso che l'infortunato si sottoponga alla consulenza delle parti opposte, dell'una e dell'altra parte fuori dal processo in vista di una eventuale... Ultima osservazione da poco, riguarda quello che mi apprendo, cioè la partecipazione di consulenti delle Parti Civili a questa attività. Se questo è avvenuto, del resto il Pubblico Ministero ci ha avvertito perché possa essere avvenuto, credo che se dovesse prospettarsi una ipotesi, che peraltro, per quanto dicevo prima non è prospettabile, di contraddittorio non rispettato, credo che a fronte di un'attività che al massimo potrebbe configurarsi, e non lo è, come consulenza del Pubblico Ministero, la partecipazione di un consulente di Parte Civile che non aveva diritto a partecipare, sia una partecipazione che, come si dice, (vitiacur essendo notizia), un contraddittorio non era previsto, non trattandosi di attività irripetibile e quindi se qualcuno è presente e non poteva esserlo, ciò non toglie il significato di indagine dell'attività che doveva venire svolta unilateralmente. Quindi in conclusione, per quanto riguarda il primo gruppo di questioni chiedo che vengano rigettate e che al massimo il Tribunale si riservi in ordine alla documentazione, per il secondo gruppo chiedo il rigetto, soprattutto in punto di fatto che non si tratta di consulenza, in punto di diritto per quanto esposto.

 

Presidente: Il Tribunale si ritira in camera di consiglio.

 

ORDINANZA

 

Il Tribunale: sulle richieste del Pubblico Ministero di acquisizione della documentazione depositata e dallo stesso acquisita nel corso di indagine integrativa ai sensi dell'articolo 430 Codice di Procedura Penale, sentite le parti che hanno illustrato le loro opposizioni così si pronuncia: la produzione del Pubblico Ministero consta di due categorie di atti, parte dei quali documenti in senso proprio ai sensi dell'articolo 234 Codice di Procedura Penale in quanto preesistenti al processo seppure pervenuti nella sua disponibilità in epoca successiva all'emissione del decreto che dispone il giudizio, ed altri documentativi o esiti di accertamenti clinici e di altre operazioni tecniche strumentali alla valutazione dello stato di malattia degli offesi disposti dal Pubblico Ministero ed espletati successivamente all'inizio del dibattimento; mentre i documenti in senso proprio, quelli cioè della prima categoria, sono suscettibili di immediata acquisizione al fascicolo del dibattimento come esito di attività integrativa di indagine, gli atti appartenenti alla seconda specie documentano in realtà un'attività strumentale a una valutazione tecnica ai sensi dell'articolo 359 Codice di Procedura Penale che può fare ingresso nel fascicolo del dibattimento con modalità differenti da una mera produzione. Premessa questa distinzione ritiene il Tribunale di acquisire i documenti preesistenti al processo attinenti all'attività integrativa di indagine sia pertinenti ai 259 casi già esaminati nel corso dell'istruttoria dibattimentale, dai consulenti delle parti, sia pertinenti ai 66 casi ancora non esaminati in quanto detti documenti sono correlati alle fattispecie di reato colposo di comune pericolo contestate, e cioè articoli 449 e 437 secondo comma Codice Penale. Per quanto concerne i documenti depositati nel faldone numero 47 rileva il Tribunale che l'avviso del loro deposito è avvenuto solo all'udienza del 21/9/99 e che pertanto non sono a tutt'oggi non sono decorsi i termini di rito

 

P.Q.M.

 

dispone l'acquisizione dei documenti in senso proprio e la restituzione al Pubblico Ministero degli atti documentativi di accertamenti disposti successivi all'emissione del decreto che dispone il giudizio.

 

Presidente: facciamo una breve sospensione. Oppure, se volete potremmo sospendere adesso l'udienza per riprenderla alle 14.00 con l'audizione del professor Pascon per la prosecuzione. Va bene? Se preferite, perché altrimenti cominciamo adesso ed andiamo avanti per un'ora. Allora andiamo avanti con il professor Pascon. Facciamo le 14 e 15.

 

Pubblico Ministero: una delucidazione sulla questione del termine per il faldone 47. Cioè, quale sarebbe questo termine di cui, il faldone 47, diciamo che l'avviso è stato dato in udienza...

 

Presidente: la scorsa udienza, sono 20 giorni.

 

Pubblico Ministero: ecco, questo senso qua.

 

Presidente: Riprendiamo con la prosecuzione dell'audizione del professor Pascon.

 

Avvocato Alessandri: Chiedo scusa Presidente, le chiedo di dedicarmi soltanto un minuto, non di più. Proprio a seguito dell'ordinanza che il Tribunale ha pronunciato prima di questa pausa mi ponevo, e ci ponevamo con alcuni colleghi il problema del prossimo futuro di questo processo. Non tanto per noi avvocati che siamo qui, saremo qui alle prossime udienze come Tribunale e Pubblico Ministero e gli altri colleghi ma soprattutto per cercare di avere un'idea, non so se oggi o se alla prossima udienza di quello che sarà lo sviluppo perché evidentemente sarà uno sviluppo che coinvolgerà nuovamente i consulenti tecnici, non soltanto quello degli impianti, fase che stiamo attraversando, ma anche quello della cosiddetta parte medica a seguito proprio dell'acquisizione di questa documentazione sulla quale si svolgerà un controllo nelle ultime che il Tribunale ha prefigurato sia per la parte cosiddetta vecchia che per la parte nuova. Ora, fermo restando che il Pubblico Ministero deciderà come e quando procedere relativamente ai casi nuovi e in che forme evidentemente si pone un problema banalmente ordinatorio se lei vuole proprio su quello che sarà lo svolgimento dei lavori, cioè esauriremo la parte relativa agli impianti per l'audizione dei consulenti tecnici di parte Montedison e di parte Enichem e cercheremo di dedicare il minor tempo possibile, di far perdere a tutti il minor tempo possibile evitando anche sovrapposizione di parte tra consulenti Montedison e consulenti Enichem. Dopodiché che cosa succederà per quanto attiene alla ripresa dei temi della parte medica, io penso che una riflessione di questo tipo sia doveroso farla perché soprattutto dovremo coinvolgere nuovamente i consulenti tecnici e quindi un minimo di preavviso, sia pure con tutte le approssimazioni del caso che il processo impone, credo sia indispensabile. Mi permetto di sollecitare un chiarimento che, ripeto, non pretendo ci sia oggi, se è possibile meglio perché è sempre tempo guadagnato, ma credo che per l'ordine dei lavori, per un svolgimento più proficuo per tutti sia senz'altro utile sapere come si proseguirà dopo la fine degli esami e controesami dei consulenti tecnici impiantisti che non occuperanno moltissimo tempo da quello che io ho capito.

 

PRESIDENTE: Io credo che il Tribunale non possa dare una risposta perché il Tribunale anche lui ha un'esigenza di carattere proprio organizzativo che però può essere diciamo così eventualmente presa in considerazione solo a seguito delle richieste di chi ha preso questa iniziativa e quindi voi avete parlato al Tribunale, ma credo che abbiate parlato anche al Pubblico Ministero, quindi..., anche noi siamo in attesa.

 

Pubblico Ministero: io volevo chiedere un'altra cosa, sull'ordinanza del Tribunale di poco fa chiedo... siccome non abbiamo ancora il testo sotto mano e quindi probabilmente dalla lettura del testo il problema può essere risolto, comunque chiedevo un'interpretazione nel senso che mi sembra di aver capito di ricordare che l'ordinanza del Tribunale si era limitata ad affrontare il problema della documentazione medica intesa in senso lato perché mi pareva che le eccezioni si fossero formulate su questo punto, questo vuol dire che l'altra documentazione, e cito ad esempio gli studi e le consulenze comunque consegnate, le traduzioni, quelle sono acquisite.

 

Presidente: quelli sono documenti, voglio dire, il Tribunale ha...

 

Pubblico Ministero: siccome non abbiamo il testo...

 

Presidente: ha fatto una distinzione tra documento in senso proprio e precedente al dibattimento e invece documento, accertamento successivo all'apertura del dibattimento. Ora, il documento in senso proprio, di per se, è acquisito, quindi, voglio dire, anche le relazioni, le relazioni dei consulenti che già erano stati sentiti dal Tribunale nel contraddittorio tanto per intenderci e che dovevano semplicemente materialmente depositate dopo la loro audizione come accade di solito, così come la letteratura scientifica che è stata prodotta, anche quella è un documento, nel senso vero e proprio della parola. E poi ha fatto, ecco, documento è anche la cartella clinica che era già, praticamente preesistente, tanto per intenderci etc.. Il Tribunale poi si è soffermato, facendo una distinzione, su quelli che potevano essere stati gli accertamenti che il Pubblico Ministero aveva ritenuto di disporre sia sui casi nuovi sia sui casi voglio dire già qua trattati dopo l'inizio del dibattimento. Ecco, se rispetto a quegli accertamenti vi è documentazione anteatta che riguarda cioè la storia, diciamo così, anche medica, intendiamoci, di questi soggetti, allora questi rientrano nel documento, se invece si tratta di accertamenti che sono stati eseguiti successivamente all'apertura del documento, noi riteniamo che non siano documenti in senso proprio, ma siano accertamenti, li abbiamo ricondotti, tanto per intenderci, nella categoria degli atti di cui al 259 ed allora non possono entrare nel fascicolo del dibattimento, di per se.

 

Pubblico Ministero: il dubbio mi era venuto da, in particolare, un tipo di documentazione che avevo indicata al punto 3 e che sono i faldoni da D6 e D7 che riguardano 19 casi di decesso di persone per le quali c'erano già state le contestazioni e decessi verificatisi successivamente e qui ovviamente siamo in quella fase intermedia, perché sono documenti, atti che sono successivi al rinvio a giudizio, all'apertura del dibattimento, che però ovviamente non si poteva avere prima per ovvi motivi. Per questo dico che c'è documentazione anche intermedia di casi di decesso.

 

Presidente: anche qui, intendiamoci, se lei vuole documentare con un certificato di morte che è avvenuto il decesso è un documento immediatamente acquisibile, se lei invece vuole documentare, o meglio, vuole fare una valutazione sul perché è avvenuto il decesso, come è avvenuto il decesso, quale sia stata la causa o l'evoluzione della malattia che ha portato al decesso, allora tutti questi esami strumentali che eventualmente sono stati fatti o successivi e roba di questo genere, non possiamo acquisirli immediatamente. Non so se siamo stati chiari su questo.

 

Pubblico Ministero: era quindi il discorso quello della data, apertura del dibattimento o meno, questo. Siccome io facevo riferimento...

 

Presidente: questo, il Tribunale non è che vuole impedire nulla, ma vuole semplicemente mettere le parti nelle stesse condizioni.

 

Pubblico Ministero: il problema è per capire quale documentazione devo intendere e le richieste che devo fare. E` questo il senso.

 

Presidente: noi per documento abbiamo ritenuto che sia tale per l'appunto quello proprio che è ben definito nell'articolo 234 ed ovviamente quegli accertamenti che siano preesistenti ma che lei ha acquisito nel corso dell'indagine, successivamente nel corso dell'indagine integrativa. Comunque io adesso, per carità, nel momento in cui farà le ulteriori, eventualmente, richieste, quando le farà, potremmo eventualmente essere forse più precisi di quando siamo stati, siamo stati un po' schematici, ma insomma, il fatto è questo, se ci fossimo messi ad esaminare documento per documento avremmo finito non so quando. Allora noi abbiamo dato semplicemente una indicazione di principio, tanto per intenderci, di quelli che sono i documenti acquisibili immediatamente e quelli che invece non lo possono essere. Difronte alle ulteriori richieste eventualmente ci potremmo pronunciare anche nei casi diciamo che possono lasciare qualche incertezza.

 

Pubblico Ministero: allora, anche per rispondere alla richiesta dell'Avvocato Alessandri, posso dire che a questo punto, vista la necessità anche di, probabilmente, di concedere dei termini a Difesa, che chiederò che vengano effettuate delle contestazioni su casi ovviamente ancora da individuare, da precisare meglio in questo momento, contestazioni suppletive nelle formule che per quanto mi riguarda sono quelle del luglio '98, nella pausa di fine anno, in maniera tale da avere tempo disponibile sia per andare avanti con questa fase del dibattimento e sia anche per gli eventuali spazi, per i termini a Difesa.

 

Presidente: va bene. Ma poi, voglio dire, queste cose le potete meglio un attimo valutare, meditare, tanto le udienze proseguono e credo che siano abbastanza fitte e ci impegneranno per un bel po' di tempo per quanto riguarda la parte impiantistica, quindi..., io credo che avremo del tempo davanti. Certo, se riuscite a dare al Tribunale anche un programma o un percorso, tanto per intenderci, allora forse siamo anche in grado poi di, anche noi, di fare, di organizzarci insomma, ecco.

 

Avvocato Mucciarelli: Presidente, mi scusi se mi permetto di interloquire proprio in relazione al discorso che lei ha fatto adesso invitandoci a dare un percorso, con le stime approssimative che, lei può immaginare, siamo in grado di fare, però stimeremmo che la parte, diciamo così, impiantistica, dovrebbe grosso modo esaurirsi con le udienze della metà del mese di novembre, orientativamente questo ovviamente, non me ne voglia se sbaglio la previsione. Per riprendere il discorso fatto dal dottor, dal signor procuratore dottor Casson. Contestazioni suppletive a ridosso della pausa di fine anno, giustamente anche per il problema dei termini, quindi dovremmo intendere sempre in questa specie di percorso che, esaurita la parte impiantistica riprendiamo dottor Casson con la parte diciamo così medica su quella quota di documenti che il Tribunale con l'ordinanza ha ritenuto immediatamente acquisibili, cioè la documentazione relativa ai casi vecchi e a quella quota di documentazione che riguarda i casi nuovi e che è immediatamente acquisibile.

 

Pubblico Ministero: sulle contestazioni nuove.

 

Avvocato Mucciarelli: no, le contestazioni nuove mi sembrerebbe una cosa diversa. Noi abbiamo una serie di documenti che lei ha prodotto che riguardano casi per i quali c'erano già le contestazioni e che il Tribunale ha ritenuto immediatamente acquisibili.

 

Presidente: non tutti, noi abbiamo anche lì, guardate, forse allora non avete purtroppo, non siete riusciti a stampare il testo dell'ordinanza? Allora, noi abbiamo ben distinto, io guardate ho la malacopia perché mi ero preso un po' di appunti nel fare l'ordinanza, ecco, per i casi vecchi, anche per i casi vecchi, tanto per intenderci noi abbiamo detto che sono immediatamente acquisiti i documenti che erano preesistenti al processo, al processo ed anche per i casi nuovi preesistenti.

 

Avvocato Mucciarelli: per mio conto..

 

Presidente: casi nuovi, casi vecchi, documenti acquisiti.

 

Avvocato Mucciarelli: mi è perfettamente chiaro, la distinzione dell'ordinanza non corre tra caso vecchio e caso nuovo ma tra tipologia del documento, chiarissimo. La mia domanda era soltanto per capire che percorso abbiamo, noi vi diciamo: più o meno alla metà di novembre saranno finite le parti impiantistiche, tra la metà di novembre e le udienze di dicembre, dobbiamo immaginare di avere qui i nostri consulenti medici perché su quella quota di documentazione che il Tribunale ha ritenuto immediatamente acquisibile il dottor Casson farà comparire i suoi consulenti e così le Parte Civili a discutere questa nuova documentazione, questo è il punto.

 

Presidente: il dottor Casson ci prospetterà, diciamo così, quali sono le sue intenzioni e poi una volta che ci ha prospettato quali sono le sue intenzioni il Tribunale si pronuncerà e cercherà di fare un programma assieme a tutti voi. Io questo posso rispondere. Non posso dire altro, sinceramente. Io direi quindi che potremmo proseguire con l'audizione del...

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE 

DR. PASQUON ITALO

 

RISPOSTA - Signor Presidente dovrebbe intervenire con me un altro consulente della Difesa Montedison che è il dottor Del Carlo che è qui presente.

 

Presidente: sì, se vuole accomodarsi.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE 

DR. DEL CARLO GIUSEPPE -

 

Presidente: se intanto vuole...

 

DEL CARLO: sono Del Carlo Giuseppe, sono consulente, sono nato il 16/06/28.

 

Presidente: se vuole magari dire, non so, quali sono i suoi titoli accademici, quali sono le sue specializzazioni o quali sono le sue conoscenze.

 

DEL CARLO: Io in origine sono laureato in agraria e mi sono interessato quasi esclusivamente di problemi di inquinamento idrico e del suolo. Opero da almeno 40 anni in questo campo. In questa circostanza ho dato solo una mano al professor Pasquon quasi a fare il contabile che comunque vedremo di cosa si tratta con esattezza.

PASQUON: Io vorrei ripartire dall'ultimo trasparente che abbiamo proiettato per qualche precisazione, banale, ma che ritengo opportuno fare. In questo istogramma sono riportati dei numeri che sono stati desunti nel modo già detto nell'udienza precedente come indicato lì sotto, partendo cioè dai valori, dagli importi riportati dalle singole commesse che noi abbiamo ritenuto di dover considerare, facendo delle somme ed arrivando a questi valori. Ora, questi numeri a volte hanno 3, 5, 6 cifre. In genere noi tecnici quando scriviamo un numero intendiamo dire che ogni cifra indicata è significativa, se prendiamo il totale, che è la somma dei numeri parziali indicati lì, leggiamo 114 mila 622 milioni di lire. Scritti in questi termini un tecnico direbbe: la spesa sostenuta è quella al milione, cioè bisogna dar significato anche all'ultimo numero riportato. Ora, questo non è certo il caso, cioè non vorrei che mi si facesse dire che abbiamo detto, detto in questa sede che la spesa sostenuta realmente dall'azienda per gli investimenti qui indicati era di 114 mila 622 milioni. Dicevo, questo non è il caso perché i numeri riportati sono stati ottenuti moltiplicando due grandezze, una grandezza che è una grandezza sicura, cioè l'indice di inflazione dalle varie epoche fino al 12 dicembre '98, e l'altro numero invece è l'importo indicato delle singole commesse, importo che in partenza con preventivo e non sempre abbiamo un consuntivo, in alcuni casi abbiamo solo il preventivo, altre volte abbiamo il consuntivo, anche attraverso la verifica di dati contabili è difficile arrivare al consuntivo esatto per ogni commessa, quindi questo secondo numero, l'importo realmente speso e in particolare l'epoca in cui è stato speso, noi abbiamo ipotizzato mediamente un anno dopo l'apertura, questo secondo numero è un numero vicino, se vogliamo, alla realtà, ma non esatto. Quindi se io moltiplico un numero esatto che è l'indice di inflazione con un numero approssimato non posso avere un numero esatto. Quindi i numeri qui indicati vanno considerati come in prima approssimazione. Quindi l'importo complessivo desunto dalle commesse che vedremo ad una a una non è 114 mila 6..., ma abbiamo detto circa 115 miliardi, questa forse è una precisazione inutile ma era per chiarezza, per evitare discussioni in seguito. Vediamo la successiva che non è altro che la somma, il diagramma riporta la somma degli... precedenti vanno operando dove si vede ovviamente che l'incremento maggiore lo si è avuto tra il 72 e il 77. Passiamo ora alla seconda parte vera e propria di quello che volevamo iniziare a presentare con questa udienza. Lo scopo è quello di descrivere, di presentare la parte impiantistica che va distinta in più sezioni, c'è la descrizione vera e propria, cioè la struttura dell'impianto, quante macchine erano presenti, di che natura erano, questa è una descrizione strutturale. Poi vi è la descrizione dei processi, come venivano utilizzate quelle macchine al fine di ottenere il prodotto. Poi vi è la descrizione degli interventi che sono stati effettuati per modificare la situazione. Sono tre aspetti diversi. Ora, qual è la fonte alla quale si può attingere per potere descrivere queste singole frazioni? Per noi questa fonte è stata costituita dai documenti che sono in atti, dai documenti che il signor Pubblico Ministero ha fatto sequestrare. Direi che abbiamo potuto esaminare in pratica soltanto questi documenti, non perché, non è che abbiamo voluto nascondere o ignorare quei documenti, altri documenti non ne avevamo, salvo forse qualche dettaglio, ma chiaramente secondario, banale che dirò man mano. Non mi risulta di averne visti degli altri oltre a quelli messi sotto sequestro. Ora, la risposta al quesito che mi sono posto, cioè, che cosa possiamo presentare, come lo possiamo presentare di norma si trova in modo dettagliato, sufficientemente dettagliato per la parte descrizione della struttura dell'impianto e descrizione del processo, nei manuali operativi. Manuali operativi sono dei documenti molto dettagliati che descrivono l'impianto, descrivono il processo. Ora, quali manuali operativi abbiamo consultato, avevamo a disposizione? In pratica pochi. Per il reparto qui indicato, il primo del quale parleremo, reparto Cv14 e Cv16, abbiamo un manuale operativo che è qui incompleto, male datato nel senso che non si sa bene come sia stato..., ci sono delle cancellature, delle aggiunte, quindi non è quello definitivo, per cui le informazioni contenute in questo documento non sono del tutto esaurienti; va aggiunto inoltre che per alcuni manuali operativi, gli ultimi, io uno l'ho visto solo ieri in macchina venendo qui, perché è stato depositato in tempi recenti e solo ieri l'ho potuto, non dico consultare, ma vedere che esisteva, era solo una parte. Allora, questo materiale che siamo riusciti ad esaminare riguarda alcuni reparti, per altri reparti non ho visto nulla, in particolare i vecchi reparti, Cv1, Cv3, sono già stati menzionati in un precedente trasparente, non ho visto nessun documento, quindi di questi vecchi reparti non parlerò, non parleremo perché non abbiamo dati in proposito. Questo è un primo tipo di informazione. Per quanto riguarda..., poi ci sono altre informazioni che sono contenuti in documenti aziendali diversi dai manuali operativi, verbali di riunioni dove vengono prese delle decisioni, dove si dice quello che è stato fatto, e questo non può rispecchiare sempre la completa, la totale realtà della situazione. In proposito vorrei leggere uno di questi documenti che se ricordo bene era stato menzionato prima di noi in questa sede. Lo voglio leggere perché riporta, fa un po' il punto di una situazione raggiunta in una certa epoca e fa capire che cosa era prevista, si prevedeva di fare... che è un documento in atti, è datato 01/08/1975, che è a firma di Guido Dall'Aglio, indirizzato a diverse persone che dice, la lettera di invio: "Inviamo in allegato copia del verbale della riunione 36 corrente anno sulla problematica CVM". Quindi siamo nell'agosto '75. Leggo quanto è scritto in merito al lavoro di un gruppo. Gruppo di lavoro E, ingegner Ozzana: "Realizzo interventi in sanatoria su impianti esistenti; i lavori di risanamento sono stati programmati e sono in corso di esecuzione secondo programma. Novità emerse recentemente è che i costi previsti da TCM per i nuovi impianti sono così elevati da rendere opportuno un totale riesame del problema, facendo ritorno a virtualità quelle alternative che fino a 6 mesi fa sembravano non valide, a confronto della costruzione di nuova unità". Quindi questo significa che in quel periodo c'è stato un sostanziale cambiamento anche di indirizzo. Cioè, non voglio rispondere se è giusto o sbagliato, ma per evidenziare quale tipo di problematica, io in prima persona, chi ha guardato questo materiale ha potuto affrontare. Allora, e cioè, risanare definitivamente le sezioni più affidate degli impianti vecchi, in modo da garantire un PPM in tutti i reparti, senza installazioni di capacità sostitutive e con conseguente riduzione della capacità produttiva. Risanare gli impianti vecchi e sostituzione delle sezioni meno affidabili con nuove capacità produttive che riducano la perdita di capacità del caso precedente. Sono state fatte tre alternativa sotto riportate e che hanno in comune una spesa per una serie di modifiche in corso e già approvate per un totale di circa 12 miliardi, naturalmente dell'epoca, per portare il TLV fino a 10 parti per milione, una spesa ulteriore non ancora effettuata, una spesa ulteriore di risanamento per 7,2 miliardi, per portare il TLV-TVA da 10 ad 1 PPM; una spesa ulteriore per impianti CVM monomero, quindi i due primi riguardavano gli impianti di PVC, mentre quest'ultima voce riguarda gli impianti monomero, per impianti in emulsione, quindi c'è anche il CV6, e per il range, circa 8 miliardi. Le prime due voci, cioè, 12 miliardi più 7,2 miliardi, riportate a 31/12/98, ammontano a 165 miliardi. Noi prima abbiamo visto un importo inferiore a questo. Allora, c'è poi la necessità di una verifica, se il TLV-TVA è irraggiungibile, che era un obiettivo; a tale scopo sono state effettuate delle prove che termineranno in agosto; e siamo ai primi di agosto. La prima alternativa non prevede capacità aggiuntive in sostituzione di quelle fermate. Quindi presumo che siano già state fermate le capacità, che riguardano proprio quell'impianto lì, CV14/16, per 50 mila tonnellate. E poi parla di un altro impianto, il 18... E quindi capacità ridotta da 398 a 326 mila tonnellate. Nella seconda alternativa si formano le stesse sezioni di cui sopra e si spendono 2,4 miliardi per acquistare una autoclave da 65 metri cubi da mettere a Brindisi, ed una sperimentale da 100 metri cubi da installare a Porto Marghera. La capacità viene ridotta da 398 a 338 mila tonnellate/anno, come capacità complessiva. La terza alternativa prevede una possibilità proiettata nel futuro, e non c'è una data qui, prevede di fermare gli impianti, quello indicato nel lucido, CV14/16 di Porto Marghera, ed un altro impianto di Brindisi, sostituendo con una autoclave a Brindisi e con un impianto da 100 mila tonnellate da fare a Porto Marghera, nuovo impianto, quindi una prospettiva futura. Resta però da vedere se questa soluzione sia esercitata nella realtà sociale di Porto Marghera; non riesco a capire cosa significa, cosa si nasconde dietro a questo. La capacità globale è ancora 338 mila, cioè ridotta rispetto alla data capacità iniziale di circa 50 mila tonnellate; e la spesa è di 26 miliardi, per fare gli impianti nuovi, da farsi tuttora. Si concorda sulla maggiore validità della seconda, per cui saranno subito ordinate le autoclavi. Quindi la seconda alternativa prevedeva, scusate se mi ripeto, di arrivare al risanamento dell'ambiente del lavoro fino ad una parte per milione, rimettendo a posto parte dei vecchi impianti, chiudendo una parte, l'altra parte in questione. E questo per dire come in piena evoluzione di questo problema di risanamento, chiamiamolo così, ci sono state delle variazioni sostanziali nei lavori da effettuarsi. Quindi, con questo volevo far presente che quello che presenteremo come descrizione di impianti è necessariamente, cioè non può essere perfetto, ci saranno delle imprecisioni, forse qualche errore; vorrei poterci riservare di ritornare magari su qualcuno di questi punti quando avremmo letto gli ultimi manuali operativi, là ci sarà da cambiare qualcosa. Un'ultima osservazione su questa parte introduttiva riguarda un po' i costi. Allora, il trasparente l'abbiamo visto prima, riporta una certa cifra; questo documento ne riportava un altro, che è superiore, non di poco, di circa una trentina di miliardi. Da dove può venir fuori la differenza? Mi è difficile dare una risposta precisa a questa domanda, ma certamente viene fuori anche dalle spese sostenute per la manutenzione. Le commesse che vedremo, in cui gli importi erano indicati nel trasparente precedente, non includono le spese di manutenzione. Ora vedremo, al termine della presentazione di tutti gli impianti, ritorneremo su questo argomento con dei documenti, per evidenziare qualcosa... Quindi, in sintesi, gli investimenti importanti fino ad ora, che vedremo meglio, sono una parte di quelli realmente sostenuti. Procediamo ora alla descrizione di questi impianti. Questo reparto, all'epoca, cioè l'abbiamo già visto nei lucidi precedenti, ma ricordiamo che è stato avviato, erano insieme i reparti 14, 16, 1, erano sempre abbinati; il primo è stato avviato nel '58 e l'altro nel '62; chiusi entrambi nell'86. E' bene ricordare le date, perché ritornando un attimo ai manuali operativi, se vogliamo descrivere la situazione degli impianti all'inizio, cioè negli anni prima degli anni '70, dovremmo, per volerli descrivere, ci servirebbero i manuali operativi di quell'epoca; ma i manuali operativi vengono sempre, periodicamente, aggiornati. Noi non abbiamo neppure il manuale operativo dell'ultima edizione; io non so quale edizione sia. Questo per evidenziare l'incertezza, nella quale di fronte noi ci siamo trovati. Questi impianti producevano PVC in sospensione; potenzialità complessiva 125 mila tonnellate; all'epoca erano di gran lunga i più importanti, anche per questa ragione iniziamo da questi. Oltre a produrre PVC potevano produrre copolimeri, cloruro di vinile ed accertato di vinil monomero. Non parleremo di questi. Questi reparti erano costituiti da 4 linee di produzione, scusa di queste aveva le sue apparecchiature principali, ognuna di queste poteva produrre prodotti aventi specifiche diverse. Il numero degli addetti nell'81 era di 134 unità, addetti a questo reparto; inoltre v'era personale per la manutenzione di tutti i reparti PVC, complessivamente 32. Questi numeri sono ripresi da documenti in atti, si riferiscono a quell'anno; io li ho visti da una deposizione fatta da un tecnico, da una persona responsabile dell'azienda; quanto siano esatti non lo so, non ho documenti probanti più di quanto non abbiate visto. In questo reparto si produceva quindi del PVC in sospensione. Da dove si partiva? Ovviamente dal cloruro di vinile, CVM, che è distinto nei documenti che abbiamo visto in due tipologie: cloruro di vinile monomero fresco e cloruro di vinile monomero di recupero. Il termine, il significato, è abbastanza chiaro, insomma: entrambi questi cloruri di vinile erano stoccati allo stato liquido, sotto pressione in un parco serbatoi, che vedremo più avanti: quello di recupero è quello che veniva ripreso, recuperato nell'impianto al termine della produzione. Oltre al cloruro di vinile utilizzavano degli additivi, quali sospendenti, per fare la polimerizzazione in sospensione servono dei sospendenti, che sono dei polimeri solidi e nella fattispecie copolimero acetato di vinile parzialmente idrolizzato ed alcolpolivinilico in soluzione acquosa o metanolica, che si preparavano a parte e si introducevano nel reattore al momento opportuno. Iniziatore di polimerizzazione, che il solvente è chiamato catalizzatore, ma il termine non è corretto, quindi il sinonimo, se vogliamo, non è corretto; io ho preferito utilizzare il termine corretto che si chiama iniziatore di polimerizzazione, che è un perossido organico; in questo tipo di impianto solubile nel monomero. Poi un regolatore del PH, bicarbonato di sodio, ed acqua demineralizzata. Questo è quanto veniva utilizzato in questo reparto. Il reparto CV14 era costituito da due linee chiamate, dette, linea quarta e linea quinta; il reparto CV16/1 e 2, da altre due, dette sesta e settima, ciascuna delle quali comprendente le seguenti sezioni: stoccaggio torbida - la torbida è la sezione che arriva dopo la polimerizzazione, ciò che esce dall'autoclave è chiamato torbida, che è una sospensione del PVC in acqua -; poi c'è la sezione centrifugazione; la sezione polimerizza-zione; la sezione essiccamento; la sezione insaccamento. Non sono riportati in un ordine logico di successione. Ecco, a questo punto devo aprire una parentesi un po' noiosa, ma credo che sia necessaria: dire cosa c'era in queste linee, perché quando parleremo degli interventi effettuati, e prima ancora quando parleremo di ciò che si faceva in queste linee, è opportuno sapere cosa c'era in queste linee. Purtroppo devo elencare alcune voci concernenti la struttura di queste linee. La quarta linea, allora, era costituita da 4 autoclavi da 17 metri cubi, ciascuna di queste smaltate interamente. Poi vedremo uno schema di una di queste. Più 2 autoclavi da 15 metri cubi, anche queste smaltate interamente. Poi 4 serbatoi di stoccaggio della torbida, che è ripeto il prodotto ottenuto a fine polimeralizzazione, di 45 metri cubi. 1 centrifuga. 1 linea di essiccamento a due stadi: la prima chiamata flash, poi vedremo in che cosa consiste; l'altra tamburo rotante, con cicloni. 1 insaccatrice. La quinta linea era costituita da 8 autoclavi da 15 metri cubi, smaltata internamente; 4 serbatoi di stoccaggio della torbida, 45 metri cubi; 2 centrifughe; 1 linea essiccamento, ancora flash e tamburo rotante con cicloni; ed autosili, questa volta. Sesta linea, che riguardava il CV16/2: 10 autoclavi da 15 metri cubi; 4 serbatoi di stoccaggio della torbida, 45 metri cubi; 2 centrifughe; 1 linea essiccamento a due stadi come prima; 8... La settima linea: 6 autoclavi da 15 metri cubi smaltate internamente; 4 autoclavi da 25 metri cubi; 4 serbatoi di stoccaggio della torbida; 2 centrifughe; 1 linea di essiccamento a due stadi, con cicloni e autosili. Inoltre questi reparti comprendevano due gasometri per il CVM gas, uno da 500 metri cubi e l'altro da 150 metri cubi; 5 compressione ad anello liquido; 4 condensatori per liquefare il CVM sotto pressione; 2 serbatoi di stoccaggio, CVM da recupero, 20 metri cubi l'uno; serbatoi dissolutori per lo stoccaggio e la preparazione degli additivi; linee con abbattitore di schiume e filtri trattamento del CVM proveniente dal declassaggio delle autoclavi, dislocati questi abbattitori in 6 autoclavi; una vasca di raccolta delle acque reflue, che venivano inviate alla vasca del reparto CV6, da cui erano poi inoltrate in un trattamento. Questo anche per dare un'idea dell'importanza di questi reparti, impianti molto grossi, molto consistenti, con strutture importanti. Ora, quindi questo che ho descritto è la struttura; questa descrizione ritengo sia abbastanza attendibile, perché il numero di autoclavi, di serbatoi, dalla piantina che abbiamo potuto vedere, quindi per questa parte direi che è difficile dire che ci siano degli errori. Adesso parliamo invece del processo: come venivano utilizzate queste apparecchiature. La parte più importante, o per lo meno quella che riguarda la polimerizzazione, come si forma il polimero, e sotto questa voce abbiamo voluto includere tutto quello che viene fatto dal momento in cui si preparano le materie prime, gli additivi, si prepara l'autoclave, si polimerizza, si scarica, si ripulisce, fino a alla fase successiva. Allora, vediamo com'è fatta un'autoclave. Questa autoclave è, direi, una tipica autoclave di polimerizzazione; non è il disegno esatto dell'autoclave che c'era in quel reparto, perché il reparto non esiste più, i disegni costruttivi originari non li ho visti, però posso dire, per esperienza, che le autoclavi di polimerizzazione, almeno fino ad oggi, sono tutte di questo tipo, sono fatte così. Dalla descrizione che è stata fatta in questa sede da chi ha potuto avere informazioni più dirette delle mie, direi che non ci sono..., che questa struttura la conferma. Questa autoclave, allora, ha la stessa struttura per tutte quelle che ho menzionato prima: 15 metri cubi, 17 metri cubi, 25 metri cubi. L'autoclave più piccola in questione, cioè 15 metri cubi, ha un diametro di 2,44 metri; quindi una macchina abbastanza importante; altezza 3 metri. Quelle da 25 metri cubi hanno un diametro di circa 3 metri e più alte in proporzione. Cosa si vede in questa autoclave? Allora, vi è un boccaporto per carico di additivi ed introduzione del lavatore, che vedremo più avanti; da questo boccaporto entravano anche coloro che dovevano pulire le incrostazioni, almeno nel primo periodo. La parte superiore contiene il motore e tiene il motore sul quale è montato l'agitatore, che vediamo subito. Queste autoclavi, durante la polimerizzazione, devono essere mantenute in agitazione. Poiché all'interno dell'autoclave si forma una sospensione solida, il polimero..., che è indicato a destra. Queste apparecchiature devono operare a temperature ben definite; la temperatura che si ha all'interno di questa apparecchiatura dipende dal calore che si sviluppa o che deve essere assorbito dal fenomeno chimico che avviene dall'interno dell'apparecchio, e dal calore che riesco a trasportare od a fornire in qualche modo. In questo caso questo calore da fornire o da asportare viene fornito od asportato da quella che qui è chiamata camicia di raffreddamento; è una camicia vera e propria, che sta attorno all'autoclave esternamente ed all'interno della quale circola un fluido, un fluido di scambio termico; nella fattispecie acqua. Acqua, in quanto questi processi di polimerizzazione si deve raffreddare, perché il fenomeno chimico che avviene nella acqua di polimerizzazione sviluppa calore, quindi bisogna asportare il calore per mantenere la temperatura ai valori desiderati. Dicevo che queste autoclavi sono smaltate internamente. Qual è la funzione dello smalto? E` quella di ridurre il più possibile la formazione di incrostazioni, che si può capire insomma, avendo una superficie speculare molto liscia all'interno è più difficile che si formino le croste su questa superficie; più è buono lo stato di smaltatura, meno croste di formano. Dai documenti che ho consultato, ho potuto verificare che al fine di ridurre i fenomeni di incrostazione della parete interna di questo stato e di conseguenza la formazione di croste, e quindi ridurre le operazioni di pulizia, tutte le 34 autoclavi di questi reparti CV14-16/1 e 2, sono state smontate e fatte smaltare. Questo direi indicativamente nella seconda metà degli anni '70; non ho trovato delle date precise per questa operazione. Ora, dopo aver descritto l'autoclave, vediamo come veniva utilizzata. L'autoclave va caricata. Qual è la successione delle operazioni eseguita per fare questo caricamento, almeno in un primo tempo, diciamo fino all'inizio degli anni '70? Si caricava dapprima l'acqua demineralizzata, calda, filtrata su filtri a candela di ceramica porosa; l'acqua che serve per essere più pulita possibile; poi si caricava l'iniziatore di polimerizzazione, perossido viene indicato qui; successivamente i sospendenti solidi, che erano stati sciolti precedentemente in acqua, in un concentrato di circa il 2%; poi i sospendenti liquidi; poi veniva controllata l'efficienza della guarnizione sulla sede del boccaporto dell'autoclave; e veniva chiusa l'autoclave. Quindi, le operazioni descritte fino ad ora, in quell'epoca, erano state a bocca aperta; altre boccaporto aperte. Poi si faceva il vuoto di processo, cioè si asportava dall'interno dell'autoclave l'aria che era rimasta imprigionata. Quindi, essendo aperta l'autoclave, allora è chiaro che durante, mentre stavo caricando, c'era dentro l'aria. Ora, l'aria, prima di introdurre il cloruro di vinile, va allontanata; e questo per due ragioni. La prima, di sicurezza, perché più cloruro di vinile in certi intervalli di composizione, abbiamo visto che a suo tempo è stato ripetuto più volte, forma, può formare, miscele esplosive; quindi devo escludere l'aria. Inoltre la presenza di ossigeno, che rimane sempre in tracce, che ripeto quanto detto: lo zero nel nostro mestiere non esiste, non posso dire che ho allontanato tutta l'aria, fino all'ultima molecola; quindi un po' di ossigeno, non so dire quanto, tracce di ossigeno, possono rimanere. Bene, queste tracce di ossigeno condizionano ciò che avviene nell'autoclave; in particolare potevo condizionare altre dimensioni delle particelle che si formavano all'interno dell'autoclave. Poi l'ossigeno interviene, con l'iniziatore alla polimerizzazione, basti pensare che la concentrazione di iniziatori, quindi che danno luogo alle cosiddette catene di polimerizzazione, è nell'ordine 10 alla meno 8, quindi un milionesimo, un centesimo, un milionesimo; quindi sono concentrazioni molto basse. Per cui dell'ossigeno a questi livelli si capisce che possa avere una influenza sull'andamento, non sulla sicurezza ovviamente, ma sul decorso della polimerizzazione. Dopo avere fatto il cosiddetto volto di processo, lo vedremo più avanti, com'è fatto questo iniettore, si introduceva il CVM fresco, che proveniva dal reparto serbatoio ovest, che vedremo più avanti, tramite le tubazioni. E` chiaro che era mandato con la tubazione chiusa. Se il tipo di polimero da produrre prevedeva l'impiego di CVM e PVC, il recupero, questo si caricava prima del CVM fresco, prelevando sempre a mezzo pompa da due serbatoi dedicati. Si caricava poi il CVM allo stato liquido, poi all'interno... il CVM poi si disperdeva nella sospensione, o nella sospensione o nell'acqua, per cui si chiama polimerizzazione in sospensione. La pressione che si raggiungeva a questo punto in autoclave era di 11 alla meno 6. Ora, come dicevo prima, le operazioni che vanno eseguite sono delicate e devono essere descritte dettagliatamente, descritte in un manuale operativo. Io non leggerò, per non tediare il Tribunale e chi mi ascolta, tutto quant'è scritto in alcune pagine che ho trovato, ma vorrei solo leggere alcune righe per far comprendere meglio le procedure da seguire già in questa fase. Allora, questo è, sono alcune pagine riprese dal manuale operativo CV14/16 faldone C1 del, chiamato così, mi pare, dal signor Pubblico Ministero. Il carico dell'autoclave avviene facendo... seguenti operazioni: preparazione, carico acqua, carico additivi, chiusura autoclavi, carico CVM, carico CVM in recupero. Questi qua ho già detto... Preparazione: in questa fase occorre eseguire una serie di controlli di varia natura che hanno lo scopo di assicurare la sequenza delle operazioni fino a polimerizzazione avvenuta. Quali sono i controlli effettuati? Alcuni sembrano banali... se vogliamo la banalità e.. verificare che ci sia pressione di cloruro di vinile in..., verificare che il vapore che dovrò utilizzare a 5 atmosfere, a 18 atmosfere sia disponibile; verificare che gli strumenti che controllano quest'autoclave - poi vedremo quali sono - abbiano... l'aria sufficiente, cioè, l'aria in pressione, verificare che le disponibilità di organo refrigerante che viene utilizzato al termine della polimerizzazione, verificare che funziona l'agitatore, esempio forse banale, ma è bene..., lì c'è un motore che gira, io vedo girare il motore, quindi posso pensare che l'agitatore funzioni, ma supponiamo che l'agitatore non sia ben (calibrato), gira il motore e l'agitatore non gira. I tecnici, i miei colleghi, sanno benissimo che in un autoclave di queste dimensioni anche se ben raffreddata dall'esterno, se non funziona l'agitatore l'autoclave esplode, il calore che si sviluppa non viene smaltito, perché non è soltanto il raffreddamento che induco che mi porta via il calore, è l'agitazione, ed è più importante l'agitazione che non.., in poche parole, in altri termini, se non c'è agitazione, anche se faccio circolare l'acqua nella camicia, non raffreddo, quindi deve essere sicuro che funzioni l'agitatore. Ma come posso assicurarmi che funzioni? Non guardando se gira il motore, ma guadando la potenza assorbita, quindi sono sicuro che c'è una resistenza. Mi scuso per questi dettagli, ma penso sia utile a capire, è importante in questa fase. Poiché funzioni la pompa della camicia, dell'acqua che vanno in camicia, che ci sia un regolare passaggio dell'acqua a supporto di fondo, che siano disponibili i catalizzatori sospendenti, provare tutti gli allarmi e su ogni apparecchio di questo genere ci sono degli allarmi, dei blocchi; chiusura, verificare che la valvola in fondo sia chiusa. Quindi sono controlli da fare prima... Manovra, sono tre o 4 pagine. Prima di chiudere - io leggo - appoggiare il coperchio del passo d'uomo, quello in alto a sinistra, sulla..., previa sistemazione della guarnizione in gomma e fissarlo con 4 morsetti. Anche questa raccomandazione può sembrare banale però è importante. Chiusura autoclave... viene fatto, carico del CVM... marcia dell'autoclave: l'operatore deve controllare il buon funzionamento della regolazione automatica agendo se è necessario su un controllo di temperatura, in modo che il bagno di reazione si assesta alla temperatura di marcia che viene prefissata nel più breve tempo possibile senza troppa ondulazione, ondulazione termica. Dopo tre ore dal carico del CVM aprire il rubinetto... acqua refrigerata in autoclave perché il sistema di raffreddamento, agitazione e camicia, non era sufficiente ad assicurare la temperatura desiderata alla fine del processo, quindi si immetteva direttamente acqua fredda ad un certo momento predefinito della polimerizzazione. Durante tutta la fase di polimerizzazione l'operatore deve controllare la pressione di..., questo l'ho cancellato perché ed è un'operazione che viene fatta dopo il..., controllare l'assorbimento del motore dell'agitatore, che l'agitatore funzionava ed agitava realmente; il valore della pressione dell'acqua in camicia; che non si verifichino perdite di CVM dall'autoclave durante il processo; che la temperatura del bagno si mantenga entro intervalli di più o meno mezzo grado rispetto al valore di marcia e i valori, qualcuno di questi vanno registrati su un foglio lavori. Su ogni autoclave sono installate, sono installati allarmi acustici... per massima pressione interna, che non deve superare un certo valore, per arresto dell'agitatore - che come dicevo è importante - arresto della pompa di circolazione dell'acqua e arresto della pompa di circolazione del liquido di tenuta che se..., ricordo insomma, dai documenti che ho, questo liquido... Quindi questo riguarda la fase di polimerizzazione. Temperatura della... i valori a seconda del prodotto da ottenere tra 45 e 60 gradi, l'acqua che si immetteva per raffreddare era l'acqua che... a 3 e 5 gradi. Alla fine della reazione la pressione all'interno dell'autoclave raggiungeva i 5 e 7 atmosfere, da 11 scendeva a 5 e 7, a seconda del tipo di polimero. A questo punto la reazione era finita, si procedeva al degasaggio dell'autoclave, cioè si collegava l'autoclave con il serbatoio, CVM recupero, o meglio, era un gasometro, poi dal gasometro si andava al serbatoio, ci si mandava il CVM al gasometro. Si lasciava scendere il gasometro da 500..., si lasciava scendere la pressione all'interno dell'autoclave quando non passava più niente era finita questa fase di degasaggio. E qui incominciano le complicazioni. Allora, prima osservazione: dicevo prima che durante questa fase si formano le gocce di polimero, in quanto il monomero che ho introdotto all'inizio si è disperso sotto forma di goccioline nella massa acquosa. Dopo l'avvio dell'agitazione le goccioline assumono una dimensione che è indicata in tutti i testi che parlano di questi problemi, che sta attorno ai 30-40 micro... al progredire della polimerizzazione queste goccioline da liquido CVM diventano solide, ma si verifica un altro fenomeno durante la polimerizzazione, queste particelle primarie, che sono chiamate primarie, si saldano le une alle altre durante l'operazione di polimerizzazione fino ad arrivare a delle particelle di polimero sospese in acqua di dimensioni comprese tra 100-180 micron di dimensioni. Queste sono le particelle ultime che escono da questo reattore. Come accennavo poco fa queste dimensioni dipendono - l'ho detto prima - dipendevano dalle tracce di ossigeno residuo, ma dipendono dalla temperatura, dalla quantità dei sospendenti, dalla velocità di agitazione, quindi da vari fattori, però in tutti i processi di polimerizzazione in sospensione del cloruro di vinile le dimensioni sono contenute entro questi intervalli. Va detto subito che vendendo, quando si vende questo polimero in polvere, questo polimero deve soddisfare delle specifiche molto precise, tra queste sono le dimensioni delle particelle. Fin qui siamo arrivati alla polimerizzazione e ho detto poco fa che qui cominciano delle complicazioni, complicazioni per me, per esprimere in modo esatto quello che succedeva. Perché? Da questa fase in poi negli anni ci sono stati numerosi cambiamenti, vedremo la natura di questi cambiamenti, ma mi è stato difficile definire la data esatta in cui sono stati introdotti, perché c'è una approssimazione nelle date. Allora, al termine del degasaggio - quello descritto fino ad ora - si procedeva allo scarico dell'autoclave. Come? Si apriva la valvola di fondo, quella in basso, sotto c'era una pompa e la torbida usciva da lì ed andava dove? In un primo tempo, cioè prima degli anni '70, direi fino al 1970 sicuramente, questa torbida passava in filtri per trattenere le particelle più grossolane, quelle più grosse, le croste, da qui questa torbida veniva mandata nei serbatoi di stoccaggio della torbida. Da questo momento in poi, in questa fase in poi, cosa si faceva dell'autoclave e nell'autoclave? Allora, in un primo tempo, credo di poter dire sicuramente, finita questa... si apriva il boccaporto ed è chiaro che aprendo il boccaporto, senza altro intervento, precauzione, usciva del cloruro di vinile, e vedremo dei dati in proposito più avanti. Aperto il boccaporto, anzi, in un primo tempo il boccaporto veniva aperto mentre si scaricava e mentre si scaricava l'acqua, l'autoclave veniva lavata dall'esterno con una lancia, man mano che si scendeva si lavava, finito lo scarico si ventilava con aria per allontanare il CVM dallo... Questa operazione di ventilazione è stata sospesa nel 1971 perché è evidente che ventilando in queste condizioni buttavo fuori in un colpo solo il CVM ancora presente ed è stata sospesa. Dopodiché il gruppo di valvole di fondo veniva smontato per essere disincrostato, e... di scarico lavata ancora con acqua in pressione. In questa situazione, che, ripeto, risale a prima degli anni '70, ogni 10-12 cicli di polimerizzazione le autoclavi venivano pulite internamente, la famosa disincrostazione, con attrezzi antiscintille per allontanare le incrostazioni di polimero. Ora, queste operazioni hanno subìto negli anni molti cambiamenti, più tardi, attorno alla metà degli anni '70, per esempio, lo scarico dell'autoclave veniva effettuato a boccaporto chiuso, non più a boccaporto aperto. Anche la fase iniziale di caricamento dei reattivi fu cambiata, mentre prima si caricava quasi tutto a boccaporto aperto, meno, ovviamente, il cloruro di vinile, successivamente il caricamento è stato fatto ad autoclave chiusa. Poi sono stati introdotti sistemi di aspirazione del CVM residuo con delle macchine; quindi cambiamenti, ripeto, molto peculiari che per averli in modo..., per inquadrarli in modo esatto temporalmente servivano i manuali operativi che... Ora, l'importante a questo punto è esaminare alcuni dati per potere ridurre qualcosa. In questa sede chi mi ha preceduto ha parlato direi soltanto in un o due bollettini di analisi quello nei quali si parlava di concentrazioni di CVM difronte all'autoclave di circa 4000 ppm, questi dati risultano da bollettini di analisi. Ce ne sono due e sono datati il primo 27/2/1969, bollettino numero 90, 90 non può essere, sì, 90/114, che dice che in realtà in quelle situazioni, all'epoca, difronte all'autoclave, vi erano queste concentrazioni, non intendo, non posso e non intendo contestarle queste concentrazioni, io non so se questo dato, questo valore corrispondesse alla realtà di tutte le operazioni, questo documento è inconfutabile così com'è scritto. Quell'altro è datato 7 marzo '69 e riporta valori più o meno dello stesso tipo, attorno ai 40000. Questi sono i soli 2 documenti che riportano dei valori così elevati che risalgono all'inizio del '62. Perché li ho voluti ricordare? Perché un documento successivo del 27/12/70, quindi l'anno successivo, per lo stesso reparto il bollettino numero 517/114 - documento in atti e sequestrato dal signor Pubblico Ministero - descrive con dettaglio ciò che veniva fatto dopo lo scarico dell'autoclave. Allora, è bene leggere, "in questo reparto CV14 e CV16 il numero totale di cariche in 24 ore era 50 su 34 autoclavi, ossia 17 cariche per turno di...", operazione svolta: "apertura del boccaporto dell'autoclave per inizio dello scarico del prodotto, la prima fase, durata 10 secondi, lavaggio con acqua mentre scarico dall'esterno con..., durata 7 minuti, inizio degasaggio con aria - cioè mandavo l'aria all'interno dell'autoclave per portar fuori il cloruro di vinile - 10 secondi - questa operazione che è stata sospesa l'anno successivo - lavaggio con acqua dopo questo degasaggio, sempre dall'esterno con una lancia da boccaporto, 20 minuti; smontaggio gruppo di valvole... 20 minuti". Questa è la durata di queste operazioni. Allora, l'apertura del boccaporto per l'inizio scarico, durava 10 secondi, io presumo..., presumo che durasse 10 secondi o giù di lì anche nel '69, perché l'operazione è la stessa. Qual è la differenza fondamentale tra questi due bollettini? Il bollettino del '69 mi dice: "difronte all'autoclave avevo 40000 ppm", questo bollettino che sarà meglio discusso da chi parlerà dopo di noi, dice: "In questa fase avevo 330 ppm", quindi era cambiato qualcosa nel frattempo, prima ne avevo 40000, adesso ho 300, vuol dire che qualcosa è cambiato nelle procedure. Questo nel '70; che cosa è cambiato? Da altri documenti - uno è il seguente, è datato 27 marzo, 10 aprile '73, sempre relativo allo stesso reparto che riporta analisi effettuate tra il 27 marzo e 13 aprile - si riportano le stesse operazioni... boccaporto, lavaggio autoclave, abbiamo delle concentrazioni dell'ordine dei 1000 ppm, 300, mille, sono ben lontano ancora dai 4000... c'è scritto: "Durante questa operazione l'autoclave è in depressione tramite eiettore...". Mettendo insieme questi tre documenti, io penso di poter concludere in modo piuttosto obiettivo che nel '70, la differenza in quanto... nel '62, si apriva..., però c'era una macchina, e vedremo quale, che aspirava dall'interno dell'autoclave il CVM e quindi non usciva più dal boccaporto, poi veniva aspirata, aspirato e scaricato, vedremo dove. Qui non c'era più questa esposizione, questa concentrazione diffusa. Per cui concludo che all'epoca, cioè nel '70 era già stata introdotta una modifica procedurale in questa parte del processo che però è più delicata... Che cos'era questa modifica procedurale? Prevedeva l'estrazione, con che cosa? Con una macchina che era già disponibile che è un eiettore; l'eiettore a vapore - il cui schema è riportato in questa figura - è una macchina molto semplice. In alto c'è scritto vapore, ecco, in questo caso entrava..., non c'è nulla in movimento in questa macchina, entra vapore a 18 atmosfere; sul lato sinistro c'è scritto fluido aspirato, il vapore a 18 atmosfere aspira quello che si trova nel lato sinistro, cioè, io collego questo lato sinistro con l'interno dell'autoclave ed aspiro quella miscela, il fluido che viene scaricato, che è costituito da vapore più quello che era all'interno... viene scaricato nella parte bassa dove c'è scritto miscela; questo è uno schema generale, come un eiettore utilizzato in questo caso. Allora, questo eiettore, così com'è come struttura, era già utilizzato nel reparto per fare il cosiddetto... processi, nel '70 venne utilizzato anche per allontanare il CVM dall'autoclave. Dove veniva scaricato? Dai documenti che ho letto trovo che era scaricato all'esterno nel reparto, in un camino alto 15 metri, poi innalzato a 45 metri; quindi questo era il destino di quel CVM. Successivamente, ripeto, sono stati fatti altri interventi attorno al 1980, fu introdotto un sistema di pulizia interna con cicloesanone, un solvente specifico per il PVC. Questi interventi consentirono di ridurre la frequenza dell'ingresso del personale in autoclavi per le pulizie manuali. Dopo l'ingresso sistematico ogni 10-12 cariche, come ho detto prima, si passò ad un ingresso saltuario e sporadico... furono anche condotte prove con una sostanza per impedire la formazione di incrostazioni. Va detto ancora che durante lo scarico dell'autoclave il CVM che usciva che andava al gasometro, trascinava delle schiume, parecchie schiume, quindi c'era un'altra operazione da fare e che è sempre stata fatta, questi gas andavano a finire in un gasometro, prima passava in abbattitori di schiuma e poi bisogna aprire gli spruzzatori negli abbattitori, poi chiudere e riaprire al momento del gasaggio. Comunque avremo modo di ritornare su queste modifiche procedurali e impiantistiche introdotte nella fase di polimerizzazione quando presenteremo le commesse che sono alla base dell'introduzione di alcune modifiche sostanziali. Allora, torbida scaricata degli autoclavi conteneva circa il 25% di PVC in acqua, quelle particelle delle quali abbiamo parlato prima, veniva inviato in uno dei 16 serbatoi di stoccaggio di 44 metri cubi, come già detto prima, che erano... interamente e provvisti di agitatore. Questi serbatoi, fino all'inizio degli anni '70, venivano caricati a boccaporto aperto, è un dato di fatto mi sembra. Vedremo gli interventi effettuati su questi serbatoi con le commesse che presenteremo più avanti. Da questi serbatoi di stoccaggio la torbida passava alla centrifugazione dove si separava la maggior parte dell'acqua che veniva inviata a una vasca di raccolta, mentre il polimero prodotto che volevo ottenere conteneva ancora circa il 3% di acqua, passava all'essiccamento vero e proprio. Allora, questo disegno, questo schema, rappresenta una centrifuga, non posso dire che questo fosse esattamente la centrifuga utilizzata nel reparto in questione, però sono..., lo schema che è ripreso qui si trova in letteratura per questo tipo di operazioni, il concetto è sicuramente quello. C'è, senza entrare tempo nei dettagli, la parte alitata che gira con una certa velocità, dal tubo centrare, a destra c'è scritto slurry, che è la torbida, entra in questo tubo e nella centrifuga c'è una separazione, da una parte l'acqua, che esce da una parte, dall'altra parte solido, che è il polimero. La parte conica gira anch'essa ma a una velocità diversa dalla parte con le palette. Questo consentiva di scaricare l'acqua da una parte e scaricare il solido dall'altra. Questo è il principio di funzionamento abbastanza elementare per questo tipo di macchina. Le indicazioni omega 2 ed omega 1 sono le velocità di rotazione indicate... vuol dire che una delle due era più veloce, ruotava più in fretta dell'altro. La parte interna focalizzata ruotava più rapidamente di quella esterna, per ragioni, diciamo così, meccaniche. Prima dicevo, va beh, qui due parole per chiudere meglio: scarico del CVM di recupero ed abbattimento schiuma. Il CVM gas uscito dall'autoclave trascinava con se delle schiume; il gas passava quindi attraverso gli abbattitori di schiume e successivamente attraverso dei filtri; dei filtri tipo candela, dove venivano trattenuti eventuali trascinamenti di polveri. Le schiume abbattute erano mandate al serbatoio della torbida. Gli abbattitori di schiume ed i filtri erano periodicamente puliti. Il gas andava al gasometro, veniva... dal compressore... liquefatto. Anche in questo caso le parti... venivano periodicamente pulita, lavate con cicloesanone. All'uscita della centrifuga avevamo un polimero bagnato contenente il 30% circa di acqua. Bisogna togliere quest'acqua; questo veniva fatto alla sezione essiccamento. La sezione essiccamento era costituita da due stadi; un primo stadio, cosiddetto..., di cui vedremo dopo, disponeva di un essiccatore cilindrico ad aria calda di 900 millimetri di diametro e circa 50 metri di lunghezza. Quindi è una macchina abbastanza importante. Al termine di questa fase la resina, con umidità residua del 3-4%, veniva separata dall'acqua, perché veniva trascinata con aria a mezzo cicloni, raccolta in una tramoggia ed andava al secondo stadio essiccamento, che era un tamburo, sempre trascinata con aria in tubazioni chiuse. Il secondo stadio era costituito da un tamburo rotante, un tamburo essiccatore. All'uscita dell'essiccatore il prodotto, con un'umidità residua dello 0,15% circa era separato dall'aria, a mezzo cicloni che vengono..., raccolto in tramoggia; cadeva sull'altra tramoggia e passava poi alla vagliatura. Vediamo com'erano fatte queste macchine. Questo è un essiccatore, quello lì che menzionavo prima, ricordo le dimensioni di quasi un metro di diametro e 50 metri di lunghezza. Nella parte bassa, materiali umidi dove c'è il... arrivava il polimero, dalla destra arrivava l'aria calda, trascinava il polimero lungo il tubo che ho indicato prima ed avveniva l'essiccazione... o parziale, il collo, che troviamo lì, e il separatore ciclone, vedremo poi com'è fatto, l'aria esausta andava a camino. Dal ciclone si recuperava il polimero che andava, un 3-4%... che andava al secondo stadio ai essiccamento, il tamburo ruotante, sempre mediante trasporto pneumatico, cioè, portato da aria in leggera pressione. L'essiccatoio ruotativo è un cilindro ruotante di qualche decina di metri dove in alto a sinistra viene introdotto il solido umido proveniente dallo strato precedente, e dalla parte opposta l'aria viene insufflata in controcorrente della polvere di polimero previo riscaldamento indiretto con vapore. Un serpentino... quest'aria e quest'aria viene insufflata nel cilindro, il cilindro ruota lentamente, sulla parte destra c'è una ruota dentata ed anche trascinata da un motore quella lì, e fa ruotare lentamente questo cilindro e il solido, in questo caso il polimero esce dalla parte destra, scarico di prodotto secco, nel nostro caso conteneva circa 0,15 %... Le sezioni indicate sono sezioni che si hanno, quindi sono due tipi di cilindri essiccatoio, dove si capisce che il solido che man mano, in questo caso il PVC man mano veniva essiccato, si spostava, veniva fatto cadere, cadeva, in parte che vediamo per facilitare il contatto... che doveva essiccare. Dopo questa fase il polimero in polvere veniva insaccato; abbiamo parlato di più linee, la linea quinta, la linea sesta, la linea settima, e per queste linee il polimero in polvere così ottenuto, veniva convogliato ancora mediante trasporto pneumatico ad aria, quindi sempre in tubature chiuse, adotto sili di 15 metri cubi muniti di filtri a manica per filtrare l'aria di trasporto e successivamente questi 8 sili andava al reparto, al magazzino reparto (CV6). Quindi il concetto mi sembra abbastanza chiaro, no? Pareva che il polimero trascinato dall'aria, ci sono dei filtri che trattengono il polimero, la polvere, questa polvere finisce nel silo e l'aria viene scaricata. Per la quarta linea era invece previsto l'insacco in reparto, cioè non più, questo almeno fino a una certa data, diciamo gli anni '70. Il PVC, attraverso una tramoggia passava da una insaccatrice per il confezionamento in sacchi di carta da 25 chili, posti poi su... C'erano dei setacci in queste fasi dai quali si recupera un prodotto chiamato... di grosse dimensioni, che era classificato nei prodotti di seconda scelta, e passavano... in reparto dove risetacciato, assieme ad eventuali altri scarti, veniva insaccato e inviato al magazzino, appunto, come si... almeno fino al 1970 salvo le modifiche che ho detto prima. Nel lucido successivo quanto ho indicato fino ad ora, è riportato un cosiddetto, quello che noi chiamiamo schema a blocchi per sintetizzare meglio visivamente quello che si faceva, quindi in qualche modo è una ripetizione ma viene subito schematizzata. Allora, troviamo uno stoccaggio degli additivi, sotto c'è un rettangolo, polimerizzazione, dove si manda pure CVM, l'acqua demineralizzata, il CVM e PVC. Dalla polimerizzazione alla fine del ciclo esce CVM di recupero che va negli abbattitori di schiume, le schiume vanno allo stoccaggio della torbida, c'è una filtrazione del CVM che proviene dal... schiume, per trattenere le particelle solide trascinate, si va a al gasometro, compressore e si ricicla il CVM. Compressori tra... diciamo i serbatoi perché non sono indicati. Per quanto riguarda la torbida si scarica nell'autoclavi, questa torbida al 25%, si va in centrifuga, tra la polimerizzazione e la torbida ci sono i filtri che ho detto prima che qui non sono riportati. Dalla centrifuga siamo... che vengono neutralizzate con soda e queste... andavano poi... e sotto il PVC umido che va all'essiccamento. Ho diviso queste due parti per meglio leggerle insomma. Quindi, questa parte... primo essiccamento con aria calda, ciclone, scarico dell'aria filtrata a camicia e... dal camino, PVC in polvere, secondo essiccamento all'aria calda, ciclone e camino, PVC in polvere, vagliatura, carico... silo e poi insaccamento PVC. Questo è lo schema a blocchi del reparto CV14. Noi tecnici quando presentiamo degli schemi di processo presentiamo anche il cosiddetto flow chart, cioè lo schema di flusso, solo indicativamente, adesso non vorrei ripetere più di tanto, ma questo è quanto detto prima con lo schema a blocchi ma con l'evidenziazione delle apparecchiature. Quindi l'autoclave, dove arrivano i vari reagenti che ho menzionato prima, il filtro sotto l'autoclave, il serbatoio della torbida, la centrifuga a sinistra, a sinistra la centrifuga... essiccatore flash per il lungo tubo verticale che vediamo lì, il ciclone è lassù, l'essiccatore è rotante e a destra la setacciatura e l'insacco del PVC. A questo punto abbiamo descritto il processo, almeno così com'era, così... potuto descrivere, fermo restando le precisazioni fatte prime, delle incertezze evidenziate prima, di questo reparto. Vediamo adesso le piante del reparto. Questa pianta del reparto è a colori, come vedete, in alto, in verde, abbiamo il CV14-2, e il CV16-1, in basso, in rosa, il CV14. I cerchi a sinistra sono in questo è la torbida, non quelli, quelli colorati, in due colori verdi, ciascuno relativi ai reparti corrispondenti. A destra, i cerchi che vediamo a destra in basso, sono le autoclavi, quella è la sala autoclavi. Ci sono dei colori diversi: allora li vediamo. Questa è la pianta complessiva, quindi c'è la posizione compressori, nella parte destra, destra proprio, colorata, sopra ci sono altri compressori detti Bosco, che sono all'esterno, vedremo quando sono stati introdotti, a sinistra non colorati, sono... dello strippaggio, questo no, interventi effettuati nel '77 mi pare. Questa pianta riporta lo schema riguardo al reparto CV14. Questa volta i colori stanno a indicare ciò che era aperto e ciò che era chiuso. Allora, la parte in celeste, sala quadri, c'è un lungo rettangolo, cioè, quello lì che sta indicando adesso e quell'altro adesso, l'altro celeste, ecco, sala quadri. Questa sala quadri chiusa e pressurizzata, la parte gialla era aperta almeno parzialmente, la parte in alto bianca era completamente aperta, scusi, la parte gialla finestrata, c'è scritto sotto, gialla finestrata. La parte gialla a destra era finestrata e la parte arancione era chiusa. In questa parte arancione troviamo l'essiccamento nella quarta linea, l'essiccamento nella quinta linea, e poi a sinistra essiccamento alla settima linea, questa era la parte chiusa. La parte in alto: stoccaggio torbida era all'aperto. Vediamo nelle successive che interessa il reparto 16-1 e 16-2, la parte gialla, finestrato, (fermo) le due sali autoclavi. La parte celeste lì era impressione della sala quadri, tutto il resto era all'aperto, questo ha rilevanza ai fini dell'esposizione, perché è chiaro che un conto è un rilascio in un ambiente chiuso e un conto è un rilascio in ambiente aperto. In questa figura, ripresa da un libro di testo, vuole dare un'idea di una sala autoclave, non è quella, almeno, non credo che sia quella del CV14/16, però è simile a quella del reparto in questione. Ripresa da un testo datato, che risale all'epoca in cui esistevano questi impianti, e che da quanto posso sapere io, rappresenta un'idea anche se molto grossolana, poco chiara, di come si presentava una sala autoclave all'epoca. Con questo io ho terminato questa prima parte descrittiva della struttura dell'impianto CV14 e CV16, con relativa descrizione del processo, almeno così com'era fino a una certa epoca. Adesso penso che parlerà il dottore...

 

Presidente: possiamo fare una pausa, visto che sono circa due ore... facciamo una piccola pausa di un quarto d'ora, dieci minuti, e dopo proseguiamo per altre due ore circa.

 

PASQUON - Prima di passare alla parte successiva, signor Presidente, volevo scusarmi per essermi dilungato su quanto esposto; l'ho ritenuto opportuno; voglio aggiungere soltanto che la ricostruzione di quello che è avvenuto, che è successo negli anni, da trent'anni a questa parte, è stata per me molto laboriosa, come ho detto prima lacunosa in parte sicuramente; ho faticato di più a ricostruire questa storia che ricostruire quelle che ho chiamato le principali tappe delle tecnologie dalla preistoria ad oggi; sono partito da quarantamila anni avanti Cristo fino ad oggi ed ho fatto più fatica a fare questo lavoro che non quello. Questa precisazione per dire, per tranquillizzare il Tribunale ed i presenti, che le descrizioni che seguiranno, degli altri reparti, saranno molto più rapide perché molte cose le abbiamo già detto adesso. Era per tranquillizzare in questo senso, saranno molto più veloci le descrizioni per gli altri reparti.

 

DEL CARLO: Io mi ripeto, ho fatto un po' il contabile del professor Pasquon. Abbiamo fatto, per ciascuna commessa di lavoro, una scheda sintetica, individuativa di tutti gli elementi; le commesse che andremmo ad esporre sono diverse, però è necessario fare una leggera premessa. Noi, all'inizio dell'udienza preliminare, nel luglio '97, dai 496 faldoni messi a disposizione dal signor Pubblico Ministero, avevamo reperito indicazioni per appena 48-50 commesse a di lavoro. Successivamente, anche a seguito dell'acquisizione della documentazione già giacente presso la Guardia di Finanza di Mestre, in quel periodo e prima di riniziare l'attuale dibattimento, abbiamo dovuto inventariare 555 commesse, ora una più od una meno non saprei dirle, comunque per un importo complessivo autorizzato di circa 100 miliardi dell'epoca, o meglio delle varie epoche, cioè dagli ultimi anni '60 ai primi anni '80. Ho usato il termine inventariare perché, anche dalla documentazione ultima acquisita dalla Guardia di Finanza, questa documentazione presentava notevoli lacune, perché non tutte le commesse erano opportunamente documentate; alcuni fogli li avevamo, altri no, etc.. Comunque, di queste 555 circa commesse di lavoro, ne abbiamo enucleate 200-210, cioè abbiamo tirato fuori tutte quelle i cui lavori apparivano connessi ad interventi di carattere ecologico, con particolare riferimento alla sicurezza ed all'igiene del lavoro. Da queste 200-210 il professor Pasquon, in particolare, ha fatto poi un'ulteriore cernita ed ha tolto tutte quelle non specificamente migliorative ai fini dell'esposizione degli operatori; residuate 140 circa, per l'esattezza 138 o 139. Solamente di queste 140 o 138 commesse ne parleremo ora, opportunamente suddivise per reparto. Ora tireremo fuori solamente quelle del reparto CV14-16. Ovviamente le commesse relative ad interventi effettuati per più reparti vengono citate una volta sola, in genere la prima volta. Ciò premesso, possiamo far vedere, per esempio, l'elenco delle commesse dei reparti CV14, quindi sono numerose, sono parecchie, sono due paginette, la prima ed anche la seconda, che ora torneremo a parlare una per una. I quadratini della seconda colonna oscurati, sono quelli che abbiamo tolto nell'ultima revisione. Delle altre ne parleremo subito. Possiamo mettere la prima. Abbiamo fatto, per ciascuna di queste commesse, una scheda da questo genere, molto sintetica: abbiamo messo nella testata, che non si legge ma poi quando le produrremo insieme alla relazione del professor Pasquon, verranno lette; noi abbiamo, oltre all'indicazione del Tribunale di Venezia, procedimento 115/98, CV impianti, commessa del reparto 14, numero 7450; e poi anche il riferimento. Ma dove le abbiamo trovate? Questa, per esempio, è stata trovata nella documentazione della Guardia di Finanza nel nostro faldone 75/2. Poi c'è anche for86; questa commessa è stata ripetuta anche dalla relazione Foroboschi - Messineo del settembre '97. Così tanto per la precisione. Nell'altro quadratino a fianco, nel quale non si legge proprio niente, ma c'è scritto CT P.M.; noi volevamo vedere di avere sotto mano anche... cioè tutte le commesse riferite, reperite dai consulenti del Pubblico Ministero. Solamente che siamo in possesso dei numeri delle commesse riferite nelle primissime relazioni; abbiamo visto ieri sera l'ultima relazione e non abbiamo fatto in tempo ovviamente a controllare ed a riportarla qui, soprattutto. Quindi ci dobbiamo riservare di fare una cernita in tal proposito. Poi c'è il riferimento del deposito dei documenti Montedison. Questa qui, la P), riferimento 3, con la data 10 marzo 1971. Di questa commessa, per esempio, non ne parla nemmeno l'ingegner Maccari; per questo abbiamo controllato. Ma, come ripeto, questa modifica, ed importante a mio modesto avviso, bisogna farla pedissequamente, perché si possono capire anche certe eventuali non dico sovrapposizioni ma contestazioni. Il reparto abbiamo messo CV14, quindi abbiamo inizio, fine, attività del reparto; poi la commessa 7450; la data di richiesta di autorizzazione, del 10 marzo 1971; rilascio dell'autorizzazione, 16 aprile 1971, cioè poco più di un mese. Volevamo mettere anche per questa la firma di chi ha autorizzato questo investimento, ma non l'abbiamo reperita, cioè è illeggibile. Comunque delle altre la troveremo. La fase di apertura commesse non l'abbiamo reperita, non l'abbiamo trovata; la fine lavori nemmeno. Infatti, nel richiamo in fondo al numero 2, delle spiegazioni di fine pagina, diciamo ben chiaramente: le date sottolineate sono quelle accertate, cioè quelle che risultano dai documenti che abbiamo avuto la possibilità di consultare; quelle non sottolineate sono state ricavate dalle previsioni. Abbiamo riportato anche una riga relativamente ai costi dell'epoca ovviamente; e poi la loro rivalutazione secondo i dati Istat al 31 dicembre 1998. Questa commessa riguarda la pulizia idrodinamica delle autoclavi.

PASQUON: Per ciascuna di queste commesse abbiamo preparato due fogli. Il primo è quello illustrato ora dal dottore; il secondo contiene una sintesi del contenuto del lavoro. Io ritengo opportuno descrivere questo lavoro, spiegarli in modo abbastanza sintetico, e poi far vedere che c'è questo secondo foglio. Come abbiamo avuto occasione noi di dire all'udienza precedente, ogni commessa finiva per essere accompagnata da altri documenti. Tra questi documenti c'è una relazione tecnica. Un foglio di questa relazione, relativa a questa commessa, è datato 10 febbraio 1971, e dice che sono state fatte delle prove con un certo sistema di pulizia, che è la (incomprensibile) rappresentato in Italia dalla FG, società specializzata in pulizie... ad alta pressione. Questa ha inviato attrezzatura, etc.. Questa sperimentazione è iniziata ovviamente prima dell'apertura della commessa, quindi io ho scritto che le prove relative a questa commessa sono iniziate prima del '71. Quale era lo scopo? Lo scopo è evidente: trovare un sistema per disincrostare dall'esterno le autoclavi, senza dover entrare. Questo era lo scopo, perlomeno ridurre la frequenza degli ingressi. Allora, le pompe a 150 atmosfere, necessarie per fare questo lavaggio, si trovavano sul mercato, le pompe; ma dei lavoratori, quello che serviva, poi vedremo le commesse successive com'erano fatte, non resistevano. Cioè, di questi sistemi esonatori non esistevano nel mercato dei prototipi già sperimentati, quindi fu una sperimentazione questa. L'azienda, con questa commessa, acquistò una testata automatica, non ancora collaudata. Lo scopo era certamente quello di ridurre l'ingresso degli addetti alla pulizia autoclavi, di ridurre la frequenza; ma anche quella di vedere se con questo lavaggio ad alta pressione si alterava o meno lo smalto all'interno dell'autoclave. Fu verificato che per un ciclo di 10 cariche la parte vetrificata rimaneva pulita; quindi sembrava che andasse bene questo sistema, almeno entro questi limiti. Di questa commessa, dicevo, c'è un sunto nel secondo lucido, che non sto a leggere perché descrive quanto ho detto e che ritengo utile allegare per comodità di chi deve consultare.

DEL CARLO: Ne approfitto per riferire di un altro documento che non proiettiamo, ma all'occorrenza possiamo poi allegare alla relazione definitiva; ed è l'elenco di tutte le 550 commesse, tutte tabulate; così, chi avrà la pazienza di leggere, si renderà conto anche dell'enorme sforzo che è stato fatto per acquisire questi documenti e fare una opportuna cernita. La scheda relativa a questa commessa, cioè alla 541, sempre relative al 514, è stata rintracciata, i documenti relativi sono stati rintracciati nel faldone 103/1, cioè quelli iniziali, quelli messi a disposizione dal signor Pubblico Ministero all'inizio; 103 è il faldone, è la numerazione data dal signor Pubblico Ministero; numero 1 perché noi li abbiamo voluti suddividere in tre, ogni faldone. Questa quindi era la prima parte. E` stata rintracciata anche dalla documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza, al faldone numero 75/1, e ripetuta anche nella relazione Foroboschi- Messineo del '96. Quella richiesta d'autorizzazione è stata fatta nell'aprile del '73 ed il rilascio dell'autorizzazione, l'autorizzazione, a firma dell'ingegnere Calvi, è del 21 maggio 1973, cioè un mese e qualche cosa dopo. L'apertura della commessa è del mese successivo; il 7 giugno 1973 è la fine lavori, e questa è da sottolineare. Quindi abbiamo potuto accertarlo. C'è una cosa che bisogna chiarire subito per quanto riguarda questa commessa. Questa commessa era stata fatta sempre al 30 aprile 1973 con una previsione di chiusura al 30 aprile 1974, cioè un anno; poi invece è stata chiusa, cioè la fine dei lavori è andata fino al maggio 1975. Però nella previsione c'era prevista altresì una spesa di 42 milioni; poi, nel corso dei lavori, sono subentrate altre esigenze, per cui hanno dovuto acquistare altri materiali etc., ed anche il costo da 42 è salito a 97 milioni. Questi 97 milioni, rivalutati oggi, equivalgono ad oggi, cioè al 31 dicembre 1998, a 889 milioni.

 

PASQUON - Queste commesse sono presentate in ordine cronologico e non con riferimento alle operazioni. Noi presentiamo tutte le commesse relative alle varie fasi del processo che avevamo appena descritto, abbiamo preferito riportarle in ordine cronologico. Si passerà quindi da un intervento all'altro, a prescindere dal tipo di sezione dell'impianto. Allora, quale era la funzione di questa commessa, perché la si è fatta, quali erano i problemi? Ho detto prima che a fine polimerizzazione si degradava e si formavano delle schiume; queste schiume passavano in tubazione, finivano in alcune parti dell'impianto; il che richiedeva, periodicamente, pulizia dei circuiti, quindi intervento degli operatori, che in questo modo, dovendo intervenire per pulire, potevano od erano esposti. Allora, per ridurre la frequenza di questi interventi, è stato modificato il sistema di abbattimento. E` stato modificato sostituendo i vecchi abbattitori che esistevano con altri più capaci, di maggiore valore, più efficienti; vennero installate 6 pompe per lo scarico automatico degli stessi abbattitori; vengono modificati i fabbricati e le strutture che sostengono gli abbattitori, per adattarli alle nuove dimensioni. Queste sono le operazioni che sono state fatte, è il solito sunto che non sto a rileggere.

DEL CARLO - La successiva è la commessa 542. Anche per questa, come per la precedente, manco farlo a posta, è stata richiesta lo stesso giorno della precedente, il 30 aprile 1973, ed è stata autorizzata lo stesso giorno, il 21 maggio 1973. Ah, dimenticavo, questa commessa, come la precedente, sono state considerate sia dai consulenti tecnici del P.M. quanto dall'ingegner Maccari; comunque su questo, magari, ci ritorneremo dopo, di qui in avanti non ne parleremo più ma ci riserviamo di fare la verifica prima del deposito della relazione finale. Anche questa commessa, come la precedente, era partita il 30 aprile 1973 ed autorizzata il 21 maggio, con previsione di chiusura al 31 gennaio 1974, con una spesa di 62 milioni; invece ci sono state integrazioni tali che hanno comportato un onere di 129 milioni e la chiusura addirittura al febbraio 1975, di 129 milioni a consuntivo, riportati al 31 dicembre 1998, ammontano a 1180. L'oggetto delle lavoro è la polmonazione dei serbatoi.

PASQUON - Questa commessa è abbastanza importante perché si è detto prima che fino ad una certa epoca la (incomprensibile) veniva scaricata in serbatoi, che erano aperti, che erano situati all'aperto, all'esterno, ma dai quali veniva emesso del CVM. La commessa fu anche fatta allo scopo di evitare che entrasse aria nel serbatoio stesso, perché l'ingresso di aria e CVM poteva provocare una miscela esplosiva. Questo è stato l'intervento. Questo intervento ha consentito di ridurre drasticamente il rilascio del CVM nell'atmosfera dove si trovavano questi serbatoi; cos'è stato ottenuto, cos'è stato fatto? Sono stati collegati tutti gli sfiati, in modo che ci fosse compensazione tra carico e scarico; poi furono messi sotto azoto, per evitare appunto la presenza di aria, che veniva bruciata e poi rimessa durante il loro svuotamento; gli sfiati erano collegati attraverso un camino di sfiato, quindi gli sfiati andavano all'esterno del reparto. Successivamente questo collegamento venne fatto con il gasometro del CVM, in modo da recuperare il CVM; in un primo tempo scaricato in atmosfera, in un secondo tempo recuperato più avanti nel tempo. Poi vengono inseriti 8 filtri sulle linee che convenivano al serbatoio e centrifuga; poi 36 filtri, 1 per ogni autoclave sulle linee che collegavano le autoclavi, questo al fine di togliere le croste, questi filtri erano chiusi. Sono modifiche importanti fatte in questa occasione.

DEL CARLO - La prossima è la 543, sono una di seguito all'altro, anche questa, richiesta di autorizzazione del 30 aprile 1973; autorizzazione rilasciata dall'ingegner Calvi il 21 maggio 1973; l'apertura commessa è del 7 giugno 1973; la fine dei lavori è del dicembre 1975. Anche per questa commessa bisogna ricordare che è partita sempre, la richiesta è del 30 aprile 1973, con una spesa di 26 milioni; invece poi è arrivato fino a 30 milioni. C'è una differenza, ma anche il ritardo, come si vede, è modesto, cioè dal 30 aprile 1975 siamo arrivati al dicembre 1975. Spesa, come abbiamo detto, di 30 milioni, che rivalutata ad oggi, sempre al 31 dicembre 1998, a 376 milioni.

PASQUON - Avanzo di fine lavori, vorrei ricordare quanto abbiamo già avuto occasione di dire alle udienze precedenti, che esistono vari documenti che ci hanno consentito di verificare queste cifre. Un documento è quello che è chiamato verifica lavori, che viene fatto al termine, ovviamente, dei lavori. Un altro documento è costituito dai cosiddetti piani di risanamento, che venivano emessi periodicamente, che in corrispondenza di varie commesse era scritto un numero che riportava il grado di avanzamento della commessa. Credo che in questo caso il 12 del 75 fu ripreso dal piano di risanamento, il lavoro era finito. Questo è un dettaglio ma qual è la funzione di questo intervento? Durante la polimerizzazione, in particolare sempre in questo reparto ma per la produzione di copolimeri, cloruro di vinile, accettato, e viminile, la reazione è molto rapida; abbiamo detto che la polimerizzazione sviluppa calore; quindi se la reazione prende la mano, bisogna bloccarla; il modo migliore per bloccarla, per evitare che ci siano incidenti, fuoriuscita quindi di monomeri e tutto quello che c'è nell'autoclave, bisogna introdurre degli inibitori che bloccano. E` stato installato un sistema di iniezione di stirene, che è stato installato nel sistema di iniezione di stirene, che doveva servire in caso di emergenza. Da quanto ho potuto appurare, è stato raramente utilizzato questo sistema, cioè raramente ha preso la mano, però aveva funzione di sicurezza e di protezione per evitare rilasci incidentali. Allora, cos'è stato fatto? Sono state acquistate due pompe alternative dosatrici, un pannello per il comando a distanza, un serbatoio per l'iniziatore. Questa è la natura dell'intervento.

 

Presidente: è stato raramente, lei dice utilizzato, perché?

 

PASQUON: Perché era messo a titolo cautelativo. Io ho aggiunto qui a mano: utilizzato molto raramente. Io ho chiesto se serviva e mi hanno risposto che è stato utilizzato, forse, sì e no, un paio di volte. Io non ho altri elementi per confermare quanto sto dicendo, ma dai documenti che ho visto non risulta che ci sia stato un utilizzo frequente. Era una sicurezza messa lì, per gli scopi che ho detto.

 

DEL CARLO: La successiva commessa, che riguarda sempre 14-16, è la 3136. Di questa non abbiamo rintracciato alcun documento relativo alla richiesta, e quindi non sappiamo nemmeno quando è stata fatta questa richiesta di autorizzazione; abbiamo però trovato il documento che autorizza, che è del 30 giugno 1973, ed un documento relativo alla fine dei lavori. Intanto, titolo di curiosità che va detto, il costo previsto nell'autorizzazione era di 10 milioni; a consuntivo invece sono risultati 9,7. Noi abbiamo riportato la cifra di 9,7, che poi abbiamo utilizzato. Trattasi della apertura meccanizzata delle finestre dell'autoclave.

PASQUON: Questa sala autoclave era chiusa, come abbiamo visto prima; c'erano problemi di clima, le reazioni di polimerizzazione sono esoteasi, producono calore, e c'era un problema di "condizionamento" di questo ambiente. L'ambiente era protetto da sistemi di ventilazione. La ventilazione, cioè la circolazione forzata dell'aria, veniva attivata quando c'era un'emergenza, cioè quando si voleva evacuare, cambiare rapidamente l'aria. Diversamente era opportuno aprire le finestre, quando si voleva cambiare l'aria. Se io vuoi migliorare l'ambiente in modo abbastanza continuo devo tenerle aperte. Fu installato un sistema automatico, vennero installate 140 metri quadri di finestre, ubicate nella parte alta dei locali, con telecomando ad azionamento rapido, che poteva servire appunto in queste situazioni. In caso di fuoriuscita accidentale di CVM gas, si poteva chiudere rapidamente le finestre e ripristinare totalmente la capacità dell'aspirazione da parte dei ventilatori, che erano situati al piano terra.

DEL CARLO: La successiva commessa è la 553; i numeri vanno e vengono, cioè noi abbiamo cercato di seguire l'ordine di richiesta o di autorizzazione; siamo partiti dal marzo 1971 ed ora siamo arrivati al luglio 1973. E` la data in alto a destra, che non si vede bene ma che comunque si leggerà meglio nei documenti che depositeremo. Anche questa è una di quelle commesse non trovate nei faldoni iniziali, ma è stata rintracciata, e per due volte, in due faldoni, e nei documenti della Guardia di Finanza: nel 15 e nel 75; inoltre è stata ripetuta anche nella relazione di Foraboschi-Messineo. Trattasi di una richiesta che risale al giugno 1973; dal 20 giugno al 2 luglio ha avuto la autorizzazione, tutte le firme intermedie, come ha spiegato la volta precedente il professor Pasquon; l'apertura commessa è stata del 20 giugno, la richiesta di autorizzazione; autorizzazione 2 luglio 1973; apertura commessa 9 luglio 1973, quindi non tempi brevissimi. La fine dei lavori è entro un anno e cioè il 6 luglio 1974. Si tenga presente che anche questa commessa, partita, autorizzata nel luglio '73, aveva come previsione una spesa di 97 milioni; che invece è arrivata a 160, che rivalutata, come già detto, ammonta ad 1 miliardo 431 milioni. Trattasi di una nuova stazione di compressione del CVM di recupero.

PASQUON: Abbiamo visto che a fine reazione una parte almeno ci vuole, ma che è contenuto nell'autoclave, deve essere recuperato; recuperato compressori, gasometri, etc.. Più è complicata questa linea di recupero, più sono facili eventuali perdite e rilasci. Quindi, per ridurre questa fonte di potenziale di emissione, è stato rifatto tutto, cioè è stato rifatto. I compressori che in primo tempo erano all'interno del reparto furono eliminati dall'interno, furono installati in una nuova stazione all'esterno della sala autoclavi, quindi il fatto di averli messi all'esterno ovviamente riduce una possibilità di rilascio all'interno. Furono installati due compressori ad anello liquido completi di separatori, capaci ognuno di coprire 900 chili/ora di CVM. Due scandatori di calore per la refrigerazione e liquefazione del CVM compresso. Ricordiamo che il CVM, una volta raccolto, va ricompresso e mandato dei serbatoi del parco serbatoi, dov'è allo stato liquido. Quindi, per liquefare, bisogna comprimere e raffreddare. Quindi c'è un sistema di refrigerazione che consente di raggiungere questo risultato.

DEL CARLO: Siamo ancora al 14-16, la commessa è la numero 4062 del 25 luglio 1973, autorizzata il 19 agosto 1973, 15 giorni dopo, dall'ingegner Grandi; la commessa è stata aperta il 27 settembre 1973. I documenti relativi a questa commessa si ritrovano sia nei faldoni del signor Pubblico Ministero e sia nei documenti della Guardia di Finanza, in due o tre punti, e nella relazione di Foraboschi-Messineo, quindi è ben documentata. Questa è stata considerata anche dal CT del P.M.. Comunque dovremmo poi rivedere tutto, perché sono pochissime queste che abbiamo ritrovato. Abbiamo detto che il costo di questa commessa, all'epoca, era di 1 miliardo e 77 milioni, che rivalutati ammontano a 9 miliardi e 133 milioni. Trattasi di una commessa importante, e cioè della pulizia idrodinamica delle autoclavi.

PASQUON: questa commessa interessava i reparti sopra indicati, cioè il CV14, il CV16-1, il CV24; non ancora il CV16-2, che vedremo più avanti. Questa commessa, come dice il titolo, cioè la natura dell'intervento, riguardava la pulizia idrodinamica dell'autoclave. La prima commessa che abbiamo presentato oggi aveva lo stesso titolo: cogliere il sistema suc a 150 atmosfere, che fu provato in qualche modo già nel '70, poi abbandonato. Perché abbandonato? Presumo perché non dava garanzie sufficiente. Questo sistema di pulizia idrodinamica è quello cosiddetto Budrish; non più a 150 atmosfere ma a 450 atmosfere. Quindi molto più potente come sistema. E sappiamo, perché l'abbiamo già sentito dire in questa sede, che questo intervento ha avuto una vita difficile. Vennero con questa commessa installati 8 gruppi di lavaggio, ognuno costituito da pompa ad alta pressione e sonda di lavaggio con il sistema appunto Goudrish. Questa commessa è del 25 luglio, come richiesta autorizzazione '73; è stato preceduta da visite da parte di tecnici Montedison presso la Goudrish degli Stati Uniti, ci sono documenti sequestrati che lo attestano, per discutere appunto di questa tecnologia. Tecnologia sulla quale ritornerò quando parleremo del reparto, dell'ultima commessa relativa a questo argomento, che ha interessato il reparto CV16-2; nei documenti che ho letto viene detto che questa prima commessa doveva essere propedeutica e sperimentare per chiudere tutto il ciclo su tutti gli impianti.

DEL CARLO: la successiva è la 3316; abbiamo rintracciato documenti nei faldoni iniziali numero 103, nonchè in quelli della Guardia di Finanza. Anche questa commessa è stata considerata dai CT del Pubblico Ministero. La richiesta è del 15 gennaio 1974 ed il rilascio dell'autorizzazione è dello stesso giorno; non abbiamo trovato documenti circa l'apertura della commessa, però abbiamo trovato documenti relativi alla fine dei lavori. Infatti questa è una data accertata, infatti è sottolineata. Costo dei lavori: 15 milioni; che rivalutati ammontano a 124. Trattasi della depurazione delle acque da gasometro da CVM.

PASQUON: abbiamo visto che il CVM, prima di andare ai serbatoi, passava in gasometro. Questi gasometri hanno una base d'acqua; in quest'acqua si può sciogliere, si scioglie del CVM. Quindi la presenza in quest'acqua... non ha fonte di emissione di CVM. Queste acque, prima dell'attuazione di questa commessa, venivano scaricate periodicamente dai gasometri; questo provocava delle emissioni di CVM nella fogna e nell'ambiente. Per eliminare questo inconveniente venne installato un sistema di degradaggio di queste acque con vapore; cioè venne riscaldato a 60-70 gradi; lo scarico venne fatto in modo continuo, con un impiantino, anzichè che con modo discontinuo; a questo fine, c'è questo apparecchio che si chiama stripper, è una parola che ritroveremo più avanti, si riduceva in questo modo la quantità di CVM presente nell'acqua scaricata; si scaricava e si limitava la dispersione. A questo fine venne installato un barilotto riscaldato con la tubazione e venne attuato il recupero dei gas e lo scarico delle acque in questione viene fatto in modo continuo anzichè periodico come prima.

DEL CARLO - La successiva è la 3318, dove c'è un errore, controllato; infatti è stata scambiata la data della richiesta di autorizzazione con la data di rilascio d'autorizzazione; ma non cambia granchè. Il 14 gennaio è stata richiesta l'autorizzazione ed il giorno dopo il dottor Trapasso l'ha concessa. L'apertura di questa commessa è della fine del mese di gennaio, cioè del 31; la fine dei lavori è cinque mesi dopo, cioè nel giugno 1974. Costo del lavoro: 14 milioni; rivalutati 114. Trattasi della sistemazione degli spurghi e scarichi.

PASQUON: questo intervento è giustificato dal fatto che vari serbatoi di raccolta cicloesanoni, drenaggio di serbatoi di raccordo, scarico compressori, potevano essere fonte di emissione di CVM. Quindi vennero collegati tutti gli sfiati del serbatoio cicloesanone con l'emergenza; installato un serbatoio di raccolta e di drenaggio del serbatoio di CVM di recupero; vennero spostati all'esterno imbuti delle acque di refrigerazione non uscite... Tutto questo con una riduzione delle emissioni di CVM negli ambienti dov'erano installate queste macchine. E serviva anche, leggo qui, in caso di foratura del serbatoio, quindi un fatto accidentale che poteva capitare, l'evento veniva contenuto con questo sistema, oltre che l'emissione di capitale sempre, veniva considerata anche questa emergenza.

DEL CARLO: La successiva è la 733, che si rintraccia sia nei faldoni iniziali e sia in quelli della Guardia di Finanza; è stata considerata anche dai CT del P.M.; la richiesta risale all'ottobre 1973 e l'autorizzazione è stata rilasciata nel marzo 1974. L'apertura è del 17 aprile e la fine dei lavori è del marzo 1977, data accertata. Il valore di questa commessa è di 200 milioni dell'epoca, che rivalutato ad oggi ammonta a 1562. Trattasi della costruzione sala quadri essiccamento.

PASQUON: Quale sia la funzione di una sala quadri comando è abbastanza evidente, cioè si allontanano i comandi dalla zona stessa di operazione, e gli operatori possono comandare e controllare le parti dell'impianto separati dall'impianto stesso, v'è un allontanamento dalle zone più esposte. Questo viene fatto appunto con la costruzione di questa sala quadro, pressurizzata e condizionata, indicata all'altezza della quinta di essiccamento, che conteneva tutta la... di controlli e comando delle 4 linee di essiccamento reparto; ed erano installati strumenti e dispositivo di telecomando necessario a questo fine.

DEL CARLO: l'altra commessa, sempre relativa al CV14/16 è la 4073. Questa l'abbiamo rintracciata nei faldoni iniziali, oltre a quelli nella relazione Foraboschi-Messineo. E` stata considerata anche dai CT del P.M.; i documenti relativi, non l'ho detto fino ad ora, ma comunque c'è il numero, anche questa è stata depositata da noi qualche mese addietro con il numero 56. La richiesta di autorizzazione di questa commessa è del 15 gennaio 1974; il rilascio dell'autorizzazione è del 1° febbraio dello stesso anno, cioè 15 giorni dopo, a firma dell'amministratore delegato. L'apertura della commessa è del 28 maggio 1974 e la chiusura è del giugno 1975. Costo dell'epoca: 330 milioni; che rivalutati ammontano a 2 miliardi e 561. L'oggetto, la natura dell'intervento, è lo spurgo con vapore delle autoclavi prima dello scarico della torbida.

PASQUON: Questo è uno di quegli interventi che prima ho definito, queste operazioni sono tutte un po' complicate da ricostruire, perché durante lo scarico c'è il problema dell'emissione di CVM. Ora, per ridurre questo fenomeno è stato introdotto questo sistema di spurgo, ma prima dello scarico della torbida. Qui però vale la pena dare un'occhiata rapida alla relazione tecnica che precisa l'obiettivo. Si inietta così valore nell'autoclave. Sono state fatte delle prove sperimentali che hanno evidenziato che questo intervento riduceva la potenzialità dell'impianto, il 10% in meno; qui è scritto che lo strippaggio inizia con l'autoclave già in depressione, quindi a 100 milionesimi di mercurio, o quando è arrivato a 100 metri di mercurio... quindi c'era già un sistema di aspirazione prima di questa iniezione; c'è una temperatura dalla quale viene fatto questo intervento. Dice: durante uno strippaggio il compressore deve aspirare continuamente dall'autoclave. La relazione riporta dati numerici concernenti le prove in questione, lo schema dell'impianto sul quale è stato fatto questa prova. L'intervento è costituito nell'effettuare lo spurgo con vapore di 34 autoclavi suddivise in 3 sale; a questo fine è stata installata una rete vapore a 100 atmosfere; sono state sostituiti gli attuali compressori situati uno in ciascuna sala con 3 nuovi compressori più potenti, da installarsi all'aperto, che dovranno trattare la miscela CVM-vapore, il compressore deve aspirare CVM più vapore, e consentire il recupero del CVM stesso. Il tutto fatto in modo automatico, cioè centrando un po' di pannelli in sala autoclave, il pulsante per l'esecuzione del lavoro previsto. Questo è un intervento abbastanza importante per ridurre l'emissione.

DEL CARLO: commessa numero 790 del 10 gennaio 1974, autorizzata il 28 aprile 1974 dall'ingegner Calvi; apertura della commessa 16 luglio 1974 e chiusura o fine lavori nel luglio 1975. Costo: 86 milioni dell'epoca; rivalutati: 657. Natura dell'intervento: carico del PVC dalla quarta linea direttamente in containers.

PASQUON: si è visto prima che la quarta linea di questo reparto aveva l'insacco di reparto, non c'era il convogliamento del PVC in silos. Con questo intervento fu attuato anche in questo caso il caricamento diretto del polimero nei containers.

DEL CARLO: la 807 è del 29 aprile 1974; autorizzata l'1 luglio 1974 dall'ingegner Calvi; apertura commessa: 13 agosto 1974; fine lavori: marzo 1975. Costo: 3 milioni e 2; rivalutati in 24. Molto modesto.

PASQUON: è modesto anche lo scopo; va detto che le polveri, quando sfregano contro qualcosa, ma anche per attrito tra particelle, generano elettricità statica. Quindi questo fenomeno provoca un accumulo di elettricità statica che può essere pericoloso perché una scarica elettrostatica, in certi ambienti, può dar luogo a fenomeni esplosivi. Tutte le polveri di PVC, con aria, possono dar luogo a miscele esplosive. Bisogna eliminare le cariche elettrostatiche. Questo veniva fatto nebulizandole nell'acqua. Questa operazione era fatta manualmente. Il sistema che riguarda questa commessa ha consentito di effettuare il tutto in modo automatico, quindi fu montato, su una delle 4 linee, a titolo sperimentale, un sistema rotante; si tratta di distribuire uniformemente il PVC sui 4 setacci per una vagliatura finale. Alla fine il PVC viene vagliato, prima di essere caricato, cioè viene vagliato dopo l'essiccamento.

DEL CARLO: Si ritorna ad un'altra commessa molto importante, la 822. La richiesta è del 25 maggio 1974; l'autorizzazione è dell'11 luglio 1974, data dall'ingegner D'Arminio; l'apertura è del luglio 1974 e la fine dei lavori è del giugno 1975. Costo dell'opera, dell'intervento: 219 milioni; che rivalutati ammontano a 1 miliardo e 664. Si ritorna alla pulizia idrodinamica delle autoclavi.

PASQUON: questa è l'ultima commessa concernente questi sistemi lavaggio Budrish; e qui vorrei soffermarmi un attimo per descrivere in che cosa consisteva questa operazione e quali sono i problemi che sono stati riscontrati; è stato molto travagliato questo intervento. Vediamo in che cosa consisteva il sistema in questione. Questa è l'autoclave di prima. In più quel sistema di lavaggio, che è indicato, che si vede chiaramente. Come funziona? A monte, in alto, c'è scritto aria compressa, acqua 400 atmosfere. Quest'acqua veniva immessa con le ormai note, perché le ho sentite nominare più volte, pompe peroni. Il tutto entrava in questa apparecchiatura, che poteva muoversi all'interno, c'era un sistema telescopico che consentiva di farlo andare su e giù, e la parte inferiore ruotava. Quindi, l'acqua veniva spruzzata ad alta pressione con questo sistema ad autoclave chiusa. Questo sistema è andato avanti per anni, come sappiamo; da un documento che ho visto risulta che era ancora attivo ancora nell'ottobre '78, quindi è stato a lungo utilizzato. Quali inconvenienti si sono verificati? Quelli più frequenti, quelli più lamentati se vogliamo: rottura dei corpi nelle pompe peroni. Tanto che questo, dai documenti che ho visto, ha portato a serie contestazioni tra l'azienda, cioè la Montedison, ed i fornitori della pompa. Si rompevano anche le sedi e le molle delle valvole. Quindi c'era questo tipo di inconvenienti. Inoltre, quindi questi lavatori, la parte che entrava nell'autoclave, quella telescopica, sono stati progettati e costruiti negli Stati Uniti da un'azienda che si chiama Politecnic. Erano costruiti con materiali leggeri; costruiti e messi in atto dalla Budrish. Quindi quando i tecnici Montedison sono andati negli Stati Uniti, hanno visto questi sistemi funzionare sulle autoclavi Budrish. Questa parte dell'impianto si è dimostrata poi in Italia non del tutto efficace, a differenza di quanto si riscontrava con le autoclavi Goudrish. Una delle ragioni, almeno che ho potuto presumere io, le presenti, le autoclavi Goudrish in questione, installate, avevano la capacità di 4 metri cubi, cioè erano piccole; queste erano almeno di 15 metri cubi. Quindi la differenza di volume può far capire le ragioni per le quali c'erano stati dei problemi nell'applicazione di questo sistema alle autoclavi di Porto Marghera. Infatti dicevo che i lavatori tutti in America erano in materiali leggeri, e probabilmente poco adatti a sopportare le condizioni di queste più grosse autoclavi. Ma questa era solo una parte del sistema. Le parti secondarie erano le filettature, le guarnizioni, per esempio. Queste filettature e guarnizioni erano fatte con norme americane, che non erano quelle italiane; quindi hanno dovuto adattare anche la parte dei raccordi con interventi fatti dalla manutenzione stessa a Porto Marghera. Poi c'è un'altra parte: l'acqua, che entra in questo sistema, deve essere pulita, perché anche tracce di solidi danno luogo a fortissime erosioni, tenendo presente che all'interno c'è una superficie smaltata, quindi pulita. Bisogna quindi pulire quest'acqua. La pulizia era fatta con gruppi autopulenti a candele filtranti Polo, così leggo; della società (Diplinger), rappresentata dalla FG, che era caratterizzata da aspirazione delle acqua della pompa ad alta pressione. Erano installati per proteggere tutto il sistema. Subito, qui c'è scritto subito, quindi poco dopo, sin dall'inizio si può dire, anche questi apparecchi hanno manifestato disfunzioni continue: intasamenti già dopo poche ore di marcia, tanto da indurre lo stesso fornitore a proporre installazione di prefiltro, a monte dei primi; hanno indotto lo stabilimento ad installare dei filtri a sabbia, declassando quelli FG. Questa indicazione perchè consente di capire le ragioni, gli inconvenienti riscontrati in questo sistema, che sappiamo essere stato oggetto di vari interventi e rotture.

DEL CARLO: La successiva commessa non riguarda un intervento per il miglioramento delle condizioni ambientali, bensì per il rilevamento; trattasi della numero 870; la richiesta è di data 22 maggio; autorizzata l'8 ottobre 1974 dall'ingegner Calvi; l'apertura è del 23 ottobre 1974; la fine lavori, cioè acquisto, montaggio, e tutto, è del novembre 1975. Costo dell'opera: 83 milioni; rivalutati: 617.

PASQUON: lo scopo di questo intervento è evidente, se ne è parlato, almeno ne ho sentito parlare a lungo in questa sede; questo argomento verrà ripreso dai colleghi che ci seguiranno. Qui ricordo soltanto che il sistema installato, il cosiddetto sistema controllo sequenziale, interessava 20 zone; c'erano delle captazioni dell'aria degli ambienti nella sala autoclavi, dai tre reparti 14, 16-1 e 16-2; nella zona serbatoi, da 201-5 a 201...; nella zona compressori in recupero; nella zona gasometri e nella zona di serbatoi della torbida. Su dettagli e sui risultati ottenuti verrà detto in altro momento da parte di altri.

DEL CARLO: la successiva è la 1110, anche per questa probabilmente c'è un errore, ma ci riserviamo di verificare tutto. E` la commessa 1100, come ripeto; la richiesta è del maggio 1975; il rilascio è sempre di pochi giorni dopo, il 28 maggio 1975; l'apertura commessa è dell'1 settembre 1975 e la chiusura è del maggio 1975; comunque possiamo anche verificare... Sì, sono le date da rivedere, perché questa è partita nel 1974, ad onor del vero, sono tanti numeri, signor Presidente, noi abbiamo 20 pagine di questa roba qui e alla fine gli occhi si incrociano... sì, sono le date da rivedere, perché questa è partita nel '74 ad onor del vero, sono tanti numeri; signor Presidente, noi abbiamo 20 pagine di questa roba qui e alla fine gli occhi si incrociano.

PASQUON: La data di chiusura riportata nella proposta di commessa è del 28/07/75, in un altro documento, presumo nei piani di risanamento, c'era chiusa fine lavoro il 5/75 in su, due mesi di differenza rispetto a queste due date. Ecco, lo scopo anche di questa commessa è molto evidente, in un impianto, come penso abbiamo già detto e come tutti possono immaginare, un impianto di questo tipo, non rilevato di macchine e tubazioni nuove etc. sono numerose, migliaia, centinaia di valvola, ogni valvola, ogni tenuta può essere fonte potenziale di perdita. Quindi per ridurre queste fonti potenziali di perdita vanno scelte delle valvole che abbiano delle tenute che siano più efficaci di quelle disponibili. Può sembrare un problema banale, però va ricordato che di valvole di rubinetti, in particolare ne esistono centinaia di tipi sul mercato, in questo caso vorrei leggere un documento che è stato sequestrato, rubinetti per reparti CVM, incontro con il signor Bazzaghi del 29 /01/75, sostituzione delle attuali valvole di intercettazione con valvole a soffietto, leggo poche righe sottolineate: "Il signor Barzaghi si è impegnato nell'eseguire una ricerca di mercato in tutto il mondo al fine di individuare i fornitori in grado di fornire valvole a soffietto dalle caratteristiche da noi richieste nei tempi più brevi possibili. Questo era l'obiettivo e il lavoro che è stato fatto. Quindi il montaggio di soffietti per i reparti Cv6/14/6 e 24, i soffietti sono stati immediatamente ordinati alla (Palco) la consegna è prevista di questo il 31/01/75, cioè 2 giorni dopo, e il 24 per il 5 e il 2, questo per una parte di queste valvole. Poi per i rubinetti è stato invitato l'ingegner Bormioli per lo studio relativo al montaggio di un soffietto sui rubinetti esistenti della Durco il signor..." etc. etc., il signor Barzaghi infine mi procurerà", qui c'è una firma che io non posso decifrare, "incontri con la (Tufflin Aot Durc) per vedere se queste ditte hanno realizzato quanto meno in corso di studio rubinetti a tenuta migliorata. Il 31/01/75, cioè 2 giorni dopo, fu fatta la visita presso la Tufflin a Alindau in Germania, presenti due tecnici tedeschi e questo signore che firma, questo nome che..., va beh, c'è la stessa firma di prima, mi aveva messo a disposizione specialisti con cui i quali ho discusso, la Tufflin è disposta a migliorare le attuali tenute dei rubinetti con inserimento" etc. etc.. "Li abbiamo, li utilizziamo, ma li possiamo migliorare, ve lo faremo. La modifica di cui sopra realizzerebbe nel rubinetto una seconda tenuta da installare per una prova, comunicherò la nostra decisione entro il 5/02", cioè chi firma ha avuto..., ha scritto questo documento il 4/2, ha promesso la risposta il giorno dopo. "La Tufflin si è impegnata a studiare l'inserimento di nuovi rubinetti di un'ulteriore tenuta posta sul... cioè una terza tenuta, ho potuto prendere visione del grado di lavorazione... le lavorazioni sono altamente specializzate... di elevatissima precisione. Le superfici interessate sono lucidante a specchio... con attrezzature speciali che evitano anche qualsiasi piccolo danneggiamento alle superfici interessate alla tenuta". Poi il 4/2... abbiamo proposto un altro tipo di soffietto. Questo per dire che non era un problema banale quello di sostituire delle valvole, tanto che, io ho qui due pubblicazioni delle quali leggo solo le date: "...luglio ed agosto '99", se ne parla ancora, "normativa europea per la riduzione delle emissioni nell'atmosfera delle valvole industriali, luglio ed agosto '99", quindi cose che qua si parla ancora oggi. Cosa venne fatto in quell'occasione? Vennero installati come primo step dell'ordine, in alto..., 357 rubinetti stagni, 12 valvole pneumatiche... a soffietto atti a garantirne la tenuta stagna sull'ambiente, sostituzione di 15 tenute delle pompe della torbida, 9 tenute degli agitatori delle autoclavi, 4 tenute di compressori impiegati sui circuiti del CVM. Con altrettante tenute meccaniche atte a garantire la totale segnalazione del CVM liquido gassoso". Adesso vediamo brevemente in che cosa consistevano queste tenute, queste valvole. Questa è una tenuta meccanica messa su un albero agitatore, non sto a descrivere il dettaglio perché probabilmente farei perdere del tempo ma queste due frecce nere indicano la circolazione di un fluido, nella specie acqua, che poteva trattenere le eventuali perdite provenienti dall'albero, un albero che gira, un albero rotante, un agitatore, le quali perdite entravano appunto nell'acqua, quindi non uscivano nell'ambiente, andavano, l'acqua in questione, era collegato in un impiantino, c'era un serbatoio, quindi c'è una circolazione di acqua, l'eventuale CVM che fosse uscito dalle tenute finiva in quel serbatoio, il serbatoio era dotato di allarme sicurezza che nel caso il volume di CVM a raccolta serbatoio superasse una certa quantità di una certa pressione il tutto scattava e veniva scaricata al..., quindi una tenuta meccanica questa che sostituiva, che ha sostituito..., anche se qui c'era lo stesso una baderna, ma prima c'erano altre due tenute prima. Quindi senza entrare nella descrizione dettagliata di questo schema, la funzione era quella. Per quanto riguarda le valvole Tuflin qui abbiamo alcuni disegni che non sono facilmente comprensibile. Ma leggo quello che è scritto, vediamo le altre due, ce ne è un'altra mi pare, poi ritorniamo su questa. Ecco, questa è Tuffline, la valvola è quella parte conica che vediamo lì. La tenuta è nel cerchio che troviamo lì, adesso torniamo a quella precedente. Anche qui mi limiterò ad evidenziare la funzione senza entrare nei dettagli costruttivi... in queste valvole c'erano tre tenute, tenuta principale..., incastrata che scorre sul mandrino... e flottante, poi c'è una prima tenuta, diaframma sempre in..., autoregolata... quella specie di lampada che si vede a metà, poi c'è una terza tenuta che è regolata dall'esterno, anello di compressione con guarnizioni ad anello in Ptfe o grafite. Queste valvole sono le più perfezionate allora penso ancora oggi sono le più perfezionate che ci siano che sono state scelte come abbiamo detto prima. Oltre a queste valvole l'azienda ha introdotto dei sistemi di controllo della tenuta delle valvole con un apparecchio che era disposizione della manutenzione dello stabilimento che viene indicato come apparecchiatura sofisticata che utilizzava elio, un gas molto penetrato, un gas... che si trova nell'aria, un gas inerte, che dà una risposta sicura della tenuta. Quindi c'era una tenuta tripla e in più la possibilità di verificare periodicamente la bontà di queste tenute.

DEL CARLO: abbiamo poi un'altra commessa, la 3601 di cui abbiamo pochi documenti, poche carte, abbiamo due o tre fogli, rileviamo che dal rilascio dell'autorizzazione del 10/02/76, rileviamo che la richiesta è dello stesso giorno e lo stesso giorno è stata anche aperta la commessa. Non abbiamo trovato alcun documento relativo alla chiusura, per cui non ci siamo nemmeno azzardati a mettercelo, lo prendiamo così, il costo è di 12 previsto, 12 milioni 450 mila che per comodità l'abbiamo arrotondato a 12 milioni e 500 mila, rivalutati a 72. Trattasi delle linee per vuoto di servizio con vapore a bassa pressione.

PASQUON: questo è un altro di quegli interventi che riguardavano le dichiarazioni di fine polimerizzazione, prima ho detto, abbiamo visto che in un primo tempo il recupero a gasometro e basta, poi il recupero con iettore, durante questa operazione era opportuno ridurre il più possibile la quantità di CVM presente in autoclave al momento dell'apertura del boccaporto. A questo fine c'era l'aspirazione sotto vuoto che ho già menzionato, ma mettendo l'autoclave sotto vuoto ad un certo punto bisogna, si dice, rompere il vuoto, cioè rimettere un gas all'interno, se questa rottura del vuoto viene fatto collegando con l'aria entra aria, quest'aria da un lato provoca rischi, perché l'aria con CVM può dar luogo a miscele esplosive e impedisce del CVM, una volta che il CVM è miscelato all'aria non riesco più a recuperarlo, allora questa commessa prevedeva di inserire alla fine del ciclo di polimerizzazione del vapore a bassa pressione introdotto in testa all'autoclave, quindi in questo modo si poteva rompere il vuoto con vapore e procedere anche al recupero di CVM residuo nell'autoclave. Questo intervento fu attuato... e del relativo collegamento... autoclavi e installando... del vuoto e relativi collegamenti dell'autoclave. Anche in questo caso c'è una reazione tecnica dettagliata, ma credo che non sia il caso di leggere le frasi che ho evidenziato perché lo scopo insomma era quello che..., quando il vapore a 5 atmosfere che veniva immesso all'interno dell'autoclave, al termine dell'operazione che ho descritto.

DEL CARLO: Abbiamo altre due commesse: la 3602 e la 3063 che in un certo qual modo si somigliano. Abbiamo pochi documenti dai quali abbiamo ricavato solo orientativamente la richiesta e l'autorizzazione ed anche l'apertura delle commesse e non abbiamo individuato la fine dei lavori. Questa è del costo di 12 milioni e 5, rivalutati a 75 e parla delle linee per vuoto di servizio con vapore a bassa pressione, come la successiva 3603 che vedremo dopo.

PASQUON: queste commesse, la precedente era la 3601, questa è la 3602, l'altra è la 3603, stessa data, stesso oggetto, stessi importi, hanno tutti la stessa caratteristica che ho descritto prima, quindi linee vuoto di servizio con vapore a bassa pressione. Questo perché prima ho detto che c'erano degli iettori che venivano utilizzati per fare il vuoto... il processo, in questo caso le linee vuote erano linee vuote di servizio, è stato potenziato il sistema di aspirazione, di messa sotto vuoto l'apparecchiatura installando... per tutte le autoclavi con queste diverse commesse, quindi possiamo passare al...

DEL CARLO: mettiamo subito la 3603 di cui abbiamo già detto, l'unica variazione era che le altre erano 12 milioni e mezzo, questa è 14 e 6, non cambia gran che. Si passa poi però a una commessa ben più importante, la 1500. Qui abbiamo qualche elemento in più, anzi, vari elementi in più, la richiesta è del 5 di febbraio, l'autorizzazione è stata rilasciata il 18 ottobre a firma dell'ingegner Bianchi, l'apertura della commessa appunto è del 3 di novembre e la fine dei lavori del..., 3 novembre 76 e la fine dei lavori è del febbraio del '77. Costo 2196 milioni, pari a 12 miliardi.

PASQUON: questa commessa è importante, lo si vede dall'importo, è importante per la funzione di questo lavoro, ricordo e qui mi riallaccio all'inizio di numerosi interventi, i vari interventi effettuati in questa parte polimerizzazione e recupero. Abbiamo parlato prima di degasaggio delle autoclavi fatte in un modo, poi in un altro, immissioni di vapore, questo per allontanare il CVM ancora presente nella torbida. Questo sistema introdotto fino a questo momento consentiva sì di allontanare il CVM, ma non tutto, il modo migliore per fare questo allontanamento è di fare una operazione specifica in apparecchiatura distinta, fuori dall'autoclave, nelle cosiddette colonne di stripping o di estrazione. Questo lavoro, la costruzione, l'installazione di queste colonne ha richiesto una sperimentazione molto complessa che è documentata da una relazione non soltanto tecnica ma da un rapporto di ricerca che venne fatto e lo si può capire dalla successiva, poi torniamo su questa magari. Cos'è una colonna di stripping? Qui banalmente è riportato lo schema, ma bisogna capire ciò che avviene all'interno di questa colonna per evidenziare delle difficoltà. E` una colonna alta alcuni metri, poi possiamo vedere alcune dimensioni, ma forse non ha molto rilevanza. Ci sono dei piatti, dall'alto si manda la torbida, questa torbida deve scendere tra un piatto e l'altro, dal basso si manda del vapore, il vapore che fa appunto il degasaggio, cosiddetto stripping, dall'alto esce il CVM con il vapore: in questo modo il CVM e il vapore possono, vanno in apparecchiature dove il vapore viene condensato e il CVM viene interamente recuperato, dal basso esce la torbida degassata, questo sistema opportunamente dimensionato in termini di dimensioni geometriche, di tempi, di temperature, di quantità di vapore consente di effettuare un degasaggio molto più spinto della torbida di quanto non si potesse fare in autoclave, questo è quanto è stato realizzato. Allora, io leggo solo alcune frasi relative a questo intervento, la nota accompagnatoria... "la presente iniziativa ha carattere di estrema urgenza perché permetterebbe di individuare sensibilmente le condizioni di igiene ambientale dei reparti". E la premessa a questo documento dice: "In seguito ai risultati delle sperimentazioni sul CVM che misero in luce la tossicità... nel '73 imponendo... etc. etc., si è migliorato, comunque la meta finale... è un tenore massimo di CVM in ogni sezione di impianto di un ppm. Questo è datato, questo documento qui, è del '76. Dice come funziona la colonna, i vantaggi, c'è la nota tecnica del centro ricerche del 4 giugno '75, che dice di aver fatto una sperimentazione, premessa e scopo, conclusioni e proposte, calcoli, fenomeni diffusivi, diffusione del CVM, del PVC nell'aria, del CVM... Quindi un lavoro sperimentale che ha richiesto abbastanza tempo con gli schemini dell'impianto pilota utilizzato a questo fine, dei risultati ottenuti nelle varie condizioni operative, fino a dar luogo appunto alla richiesta della commessa dopo aver sperimentato il sistema, richiesta che..., torniamo sul foglio precedente, che ha portato all'installazione di 4 di queste colonne, di 4 condensatori... all'uscita della colonna per recuperare il CVM, di una pompa di circolazione..., di pompa per il vuoto, perché l'operazione di stripping..., per facilitare l'allontanamento... e CVM, questo giustifica anche l'importo relativamente alto di questa commessa. DEL CARLO: Ho fatto un breve accertamento, qui effettivamente la fine dei lavori non è del febbraio del '77 ma probabilmente si va o alla fine del '77, se non addirittura nel '78. Qui bisognerà rivederla un pochino a fondo perché abbiamo dei tabulati meccanografici riportati ai primi del '79, quindi ci riserviamo di vederla un momentino perché non vorremmo dare dei numeri sballati. La successiva invece, la 1505 invece porta alla fine dei lavori come data accertata, quindi di questo siamo sicuri, richiesta del 10 maggio '75, autorizzata il 14 febbraio '76 sempre dall'ingegner Sergio Bianchi, apertura della commessa 15 aprile '76, fine dei lavori ottobre '77. Importo del lavoro 14 milioni e 8 rivalutati '83.

PASQUON: qui la funzione di questi analizzatori va spiegata con qualche parola. L'ossigeno sappiamo con il CVM,... l'aria spessa può dar luogo a miscele esplosive, quindi dobbiamo sapere quanto ossigeno può rimanere nel CVM nelle fasi delle operazioni, in particolare nel CVM residuo presente... Ma c'è un'altra ragione, l'ossigeno presente in queste parti, può dar luogo a formazione di perossidi, ossidando delle parti organiche di qualsivoglia natura, incluso il PVC stesso, i perossidi sono iniziatori di polimerizzazione, la presenza di ossigeno può dar luogo a perossidi i quali a loro volta possono attivare la polimerizzazione del CVM fuori dall'apparecchiatura e dai momenti..., con formazione di croste, per esempio dalle tubazioni, queste croste vanno allontanate, quindi, la presenza di ossigeno residuo, anche in tracce, cioè, ben lontano dalle condizioni in cui si possono avere miscele esplosive ha questo inconveniente che può provocare formazione di incrostazioni che poi vengono allontanate esponendo quindi il personale addetto a questi interventi. Analizzando in modo continuo l'ossigeno si riesce a controllarne il tenore del gas e ad evitare quindi il fenomeno che ho appena descritto.

DEL CARLO: siamo alla 1505 sempre del maggio '75 autorizzata nel febbraio '76, scusate, 1507 sempre dell'ingegner Sergio Bianchi, richiesta 10 febbraio '76, apertura commessa 15 aprile '76, autorizzazione un mese prima dall'ingegner Bianchi, come ripeto, fine dei lavori ottobre '77. Ed è il secondo step delle sostituzioni valvole. Il costo 120 milioni che attualizzati ammonta a 677.

PASQUON: qui non ripeterò quanto detto in merito a queste tenute, dico solo che questa commessa ha portato all'installazione di 300 rubinetti stagni, di 14 tenute dell'agitatore dell'autoclave con le tenute meccaniche illustrate prima. La successiva...

DEL CARLO: è la 1110, è del tutto simile, sia grosso modo per le date ed anche per i costi, il costo di questa in particolare: 70 milioni dell'epoca rivalutata a 395. Si passa poi a...

 

PASQUON: qui sono stati inseriti questi apparecchi... 356 rubinetti stagni, 19 valvole di regolazione, 9 tenute..., 15 tenute delle pompe della torbida, 4 tenute dei compressori. Questo per giustificare quel numero che ho riportato... valvole sommando le varie sostituzioni menzionate sino a d'ora per questo reparto.

DEL CARLO: andando avanti siamo già arrivati al '76, siamo partiti dal '70 - '71 e siamo arrivati appunto alla commessa 1533 la cui richiesta risale al 3 di ottobre del '76, autorizzata nel dicembre dello stesso anno..., apertura commessa marzo '77 e chiusura accertata, cioè la fine dei lavori il dicembre, ed anche qui probabilmente...

PASQUON: Qui la fine dei lavori è anteriore all'apertura della commessa, l'ho verificata, sembra che i lavori siano stati chiusi prima ancora che sia aperta la commessa. Sono dettagli se vogliamo. In che cosa è consistito? Il titolo, la natura dell'intervento è chiaro... quindi la motivazione dell'intervento è quello di isolare il personale dall'ambiente di autoclavi durante il controllo delle reazioni ed ottenere che le sale quadri dei reparti Cv14 e Cv16/1 - 2 diventino degli ambienti di lavoro non inquinato, perlomeno non inquinato. Quindi opere civili per trasformare... la autoclave... spazio segregato, sostituzione dell'azoto... aria compressa perché in ambiente chiuso è meglio avere aria, apertura... con eccezione della sala quadri pressurizzato..., finestre... CVM venga ridotta, questa è quell'area che viene indicata in celeste, la pianta vista in precedenza.

DEL CARLO: la 4509, non abbiamo reperito né la richiesta di autorizzazione, abbiamo solamente la data dell'apertura commessa e del costo. Anche di questo mancano molti documenti e quindi la dobbiamo prendere un po' così salvo vedere, questa è nel documento della Guardia di Finanza ci sono pochi, ci sono pochi elementi. Qui in particolare abbiamo pochi, abbiamo dei fax e una parte del meccanografico che riferisce appunto del pagamento delle relative fatture a fronte di questa commessa. Trattasi di un'opera da 110 milioni, 500 attualizzati e sempre relativa alle colonne di stripping.

PASQUON: ...non lo so dire perché non abbiamo trovato nulla se non quanto ha detto il dottor Del Carlo.

DEL CARLO: la 1556, di questa abbiamo qualche cosa di più. Vediamo che è stata richiesta nel maggio del '77, è stata autorizzata nello stesso anno nel luglio, la relativa commessa è partita nel settembre ed è stata chiusa l'anno dopo nel settembre. Costo 18 milioni, rivalutati 8 milioni e 6.

PASQUON: questo intervento ha la funzione simile a quella descritta, prima però di... che può dar luogo a formazione di perossidi e quindi attivare la polimerizzazione. In questo caso viene, per altre parti dell'impianto, e precisamente nelle tubazioni, nella sezione... è previsto l'iniezione di stirene simile a quello che ho detto prima, per bloccare eventuali reazioni, e questo ha portato a richieste, di installazione di serbatoio,... due pompe dosatrici, un serbatoio per la verifica del funzionamento delle pompe dosatrici, m. 100 circa di tubazione, alcuni rubinetti... collegamenti elettrici vari.

DEL CARLO: passare ancora a un'altra di cui abbiamo abbastanza elementi. La 8002 richiesta del 29/11/79, è autorizzata lo stesso giorno da Reichenbach, apertura commessa nel gennaio '79 e chiusura sempre pochi mesi dopo. Probabilmente anche questa è una delle commesse avviate nel corso dei lavori, costo 227 milioni, autorizzata 856, carico autosilos e containers per PVC Quarta linea.

PASQUON: perché molte commesse sono state aperte prima, di fatto con telex prima ancora, commessa anticipata con telex, quindi a volte ci sono queste apparenti discrepanze tra le dati ma non credo che sposti di molto il problema. Il titolo stesso chiarisce il significato di questo intervento che consente di trasferire, qui è installata una... così containers direttamente. Prima di passare alla prossima commessa vorrei parlare di un intervento che non risulta da commesse, ma che risulta da altri documenti, in particolare da questo documento datato, in relazione 3/77, novembre '77, bonifica autoclavi reparti CV/24, 14 e 16. Ormai ho parlato più volte di queste bonifiche..., qui leggo: "Con l'installazione delle colonne di strippaggio" quelle viste prima, "è sorta la necessità di trovare un sistema di bonifica delle autoclavi per mantenere i valori di CVM residui in autoclave dopo lo scarico per lo meno dopo ai livelli che si avevano con la procedura di strippaggio in autoclave. Quindi c'era, ricordo, lo strippaggio in autoclave con vapore, poi la torbida viene mandata direttamente, cioè, in epoca successiva voglio dire, direttamente alle colonne di stripping..., a questo punto non facendo più lo stripping, lo strippaggio, strippare è una brutta parola, in autoclave, quando scaricava la torbida in autoclave rimaneva più CVM in autoclave. Allora si sono posti il problema, ho svuotato l'autoclave però rimane con questo nuovo sistema che mi consente di togliere, di degasare meglio la torbida, ma in autoclave rimane più CVM, come faccio a bonificare l'autoclave? In modo da avere almeno i valori che avevo con l'intervento precedente e qui sono state fatte diverse prove. Erano state fatte prove, allora dice: "Prima di iniziare la prova si è voluto rivedere i valori di CVM... autoclave delle normali condizioni di vuoto, vuoto finale che allora è di 400 millimetri di mercurio,... è 760, proviamo. Bonifichiamo l'autoclave a secco riscaldando dall'esterno, non va bene. Bonifichiamo, mandiamo il vapore diretto, non va bene perché mandando vapore dal fondo perché tale procedura ha i seguenti difetti: lo smalto del bocchello di fondo e dell'agitatore vengono portati a temperature elevate per cui i diversi coefficienti di dilatazione a metallo, smalto possono portare ad un certo tempo lo sfaldamento di quest'ultimo, cioè si rompe lo smalto. Poi bisognerebbe inserire su ogni autoclave..., ma il danno, il guaio di questo sistema è la possibilità di danneggiare lo smalto. Ora, ho parlato prima di smalto, applicatore smaltato, ho detto che lo smalto serviva a ridurre la formazione di croste, vorrei aggiungere che le croste si formavano soprattutto laddove mancava lo smalto, quindi se veniva a mancare lo smalto lì si formavano croste più rapidamente o molto rapidamente. Allora era importante evitare, allora altra prova, bonifica con acqua calda. Riempio l'autoclave di acqua e la riscaldo dall'esterno, e qui hanno fatto prove portando l'autoclave sotto vuoto, 500 millimetri di mercurio, riscaldando con la camicia, con l'acqua calda dall'esterno a 72 - 77 gradi, a questa temperatura e a quella pressione l'acqua bolle, c'era un'ebollizione dell'acqua, usciva il vapor d'acqua che trascinava il CVM residuo. Qui dice: poi all'inizio dello scarico, prima di togliere l'acqua, riscalda a 90 gradi l'acqua esterna, no, pardon, all'inizio dello scarico, dello slurry, riscaldo a 90 gradi poi aggiungo finito lo scarico dello slurry..., mando 2000 litri di acqua calda... ed agito, aspiro per 20 minuti con un compressore per togliere vapore e CVM mantenendo la camicia a 90 gradi, richiudo la valvola di... fermo il compressore. Ecco, in questo modo riesco ad allontanare, a portare il CVM residuo dopo aver tolto quest'acqua calda, a valori non superiori a quelli che avevo prima. Quindi qui va avanti, dice come viene fatto. Qui hanno verificato che questa operazione, insomma, temperature di questo livello potevano provocare dei danni al loro rivestimento, lo hanno fatto per ridurre ulteriormente lo... dell'autoclave, si è voluto eseguire... a 70 gradi, cioè riducendo la temperatura, tempi più lunghi, allora, però non andava bene, ritorniamo a 80 gradi, con tempo di 20 minuti. E` da rilevare... finale oscillante a 500 - 550 millimetri... che risulta comunque contenuto ed è evidente solo in uno di questi... ad un... alla settimana con autoclave con acqua ad alta pressione con le 400 atmosfere, che è il sistema Gudrish detto prima. Quindi qui definisce poi come va fatta questa bonifica dell'acqua calda, nel dettaglio tanti litri, tanto tempo di aspirazione, tanti millimetri di pressione, tante di temperature e conclusione si arriva a questi risultati. Considerando quanto sopra, le procedure sono state adottate in via definitiva e non hanno comportato alcuna modifica impiantistica... per poter eseguire in automatico, tutta questa va fatta in automatica, almeno al reparto Cv24. Mi sono dilungato un po' su questo per dire che più tardi, poco più tardi hanno visto che questo sistema non era perfetto, allora hanno cambiato ancora, cioè, anziché riscaldare l'acqua introdotta per bonificare l'autoclave dall'esterno attraverso la camicia esterna, hanno visto che era meglio iniettare vapore direttamente nell'acqua, ecco, questo semplifica, insomma era una operazione più corretta, più corretta, che va bene e questo per dire, elencare un po' i vari interventi che si sono succeduti negli anni per questo tipo di operazione.

 

Presidente: ci fermiamo qua. Va bene, vi ringraziamo, allora ci rivediamo all'udienza di martedì prossimo 5 di ottobre.

 

RINVIO AL 5 OTTOBRE 1999

 

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