UDIENZA DEL 29 MAGGIO 1998

 

COLLEGIO:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO PIU` ALTRI -

 

Presidente: prima dell'apertura del dibattimento vi sono ulteriori dichiarazioni, questioni?

 

AVVOCATO MANDERINO

 

Avvocato Manderino: io parlo a nome anche degli avvocati Sforzi, Gamberini e Dall'Asen. Le parti civili sono Donolato, Zampieri, prossimi congiunti Pradel, prossimi congiunti di Cabbia, Giglio e Giacomello. Vorrei che il Tribunale desse atto, con riferimento all'udienza che si e` svolta martedi` scorso, noi avevamo detto che avremmo iniziato da zero una trattativa, e l'abbiamo fatto. Abbiamo mandato una proposta transattiva agli avvocati Mucciarelli ed Alessandri, proposta transattiva che produciamo al Tribunale, con dati tecnici riferiti ai singoli lavoratori, proposta per la quale non c'e` stata per ora nessuna risposta, quindi do` atto di questo al Tribunale e produco la lettera che abbiamo mandato agli avvocati

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: signor Presidente, io volevo semplicemente comunicare al Tribunale, ed immagino che poi i patroni di parte civile interessati alla vicenda le potranno dare conferma che la trattativa per il risarcimento per la quale fu concesso dal Tribunale un rinvio la scorsa udienza e` arrivata a conclusione, almeno per le parti che vi hanno aderito, ed e` arrivata a conclusione praticamente pochi minuti fa, nel senso che la conferma di perfezionamento di tutte le operazioni, comprese quelle bancarie, e` avvenuta questa mattina, non per cattiva volonta` di parte di nessuno, ma perche' era oggettivamente complessa e gli importi erano tutt'altro che irrilevanti, soprattutto era richiesto attivita` da parte di tutti coloro che vi hanno preso parte di non.. Volevo soltanto dire che questo risarcimento che e` stato effettuato da Montedison S.p.a., Montefibre S.p.a., Enichem S.p.a., anche per conto e nell'interesse di tutti gli imputati di questo procedimento, e` avvenuto, leggo testualmente dalla quietanza, dal modulo di quietanza che "e` stato sottoscritto a titolo di umana solidarieta` ed integrale risarcimento del danno lamentato a seguito del decesso o della malattia, a seconda dei casi". Gli avvocati di parte civile, gli avvocati Zaffalon e Battain che hanno costituito un punto di riferimento, gli interlocutori di questa vicenda daranno conferma e depositeranno io credo i documenti attestanti l'avvenuta conclusione di questa lunga e complessa trattativa.

Io colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno preso parte con molta serieta` e con molto impegno a questa vicenda sicuramente innovativa sotto molto aspetti.

Per quanto riguarda le richieste che sono avvenute, fatte pervenire per conoscenza a me e all'avvocato Antonio Mucciarelli di Milano con un fax del 23 maggio 1998, io posso solo dire che non e` stato possibile arrivare ad una trattativa piu` avanzata e ad una conclusione che certamente e` negli auspici di tutte le parti che hanno sottoscritto e partecipato alla precedente transazione, non e` stato possibile arrivare a quelle conclusioni dicevo, semplicemente per la ristrettezza dei tempi, perche' ci sono stati intoppi anche di carattere tecnico, amministrativo, burocratico, anche le banche hanno i loro tempi, per concludere la precedente che ha assorbito le energie di tutti e non e` stato possibile dedicare altro tempo ed altra possibilita` a queste ulteriori enon conosciute fino al 23 maggio richieste.

Detto questo io voglio dire, almeno per quanto riguarda gli assistiti ex imputati Montedison che l'auspicio di cui ho fatto prima cenno, cioe` un auspicio che questa transazione vada anch'essa in porto, significa una disponibilita` a prendere nella considerazione dovuta e seria nello stesso modo in cui e` stata dovuta e seria la considerazione rispetto alle precedenti parti civili anche queste, purtroppo pero` non abbiamo il tempo materiale per farlo e per verificare i punti di convergenza che iocredo siano possibili, piu` che possibili, altamente probabili.. Grazie Presidente

 

AVVOCATO SCHLESINGER

 

Avvocato Schlesinger: nell'associarmi alle parole del professor Alessandri, vorrei aggiungere che per quello che riguarda l'Enichem vi e` piena disponibilita` ad applicare alle parti civili che hanno presentato questo documento le stesse identiche condizioni praticate nei confronti degli altri, quindi la trattativa, per le ragioni che ha gia` illustrato Alessandri, non ha avuto il tempo materiale di decollare, pero` e' una trattativa che si puo` concludere anche rapidamente se vi e` accettazione dell'identita` di criteri, perche' altrimenti non potremmo fare condizioni diverse, migliorative rispetto a quelle gia` praticate, ma se ci fosse l'accettazione la trattativa si potrebbe concludere rapidamente, si tratta di vedere in che maniera il Tribunale puo` consentirci di vedere di neutralizzare il tempo necessario per questo supplemento di trattativa ai fini della rilevanza di questo risarcimento che dovrebbe essere perfezionato. Grazie che potrebbe essere rilevato

 

Presidente: ci sono dichiarazioni ancora delle parti civili? Abbiamo sentito quelle delle difese, responsabili civili, hanno fatto riferimento ad un accordo che si sarebbe perfezionato poche ore fa, o pochi minuti fa

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: Presidente, mi sento intanto di ringraziare il Tribunale che ci ha consentito con questa settimana di rinvio di portare a compimento una trattativa che era gia` quasi al suo compimento, ma che richiedeva il perfezionamento di alcuni aspetti complementari.

La volta scorsa non abbiamo ritenuto di enunciare delle cifre per il doveroso riserbo che deve in qualche modo garantire la buona riuscita di una trattativa, e abbiamo, tra l'altro, visto con grande dispiacere ed anche sconcerto le notizie apparse sui giornali nelle quali addirittura si indicavano le cifre che sarebbero spettate a ciascun danneggiato con grande sconvolgimento anche degli interessati e forse dell'opinione pubblica in quanto e` chiaro a qualsiasi operatore che le cifre non potevano essere che diverse e con alte escursioni, a seconda della posizione del singolo danneggiato.

Mi permetto di chiedere ai signori giornalisti di adottare una maggiore professionalita` nel loro lavoro. Le cifre, giudici, le riteniamo congrue, c'e` un'offerta complessiva di lire 63 miliardi 300 milioni. Abbiamo voluto pretendere dalle societa` responsabili civili una distinzione tra spese e capitale allo scopo della maggiore trasparenza,abbiamo anche ridotto le spese per consentire una maggiore distribuzione della somma ai danneggiati. Riteniamo che vi sia congruita` perche', sulla base di conteggi valutativi delle posizioni dei singoli danneggiati, ovviamente l'una diversa dall'altra, e fatto riferimento alle note tabelle delTribunale Civile di Venezia, riteniamo di essere ampiamente nei limiti di quei criteri e spesso vicini ai massimi.

Il Tribunale mi consentira` di spendere due parole sulla scelta che e` stata fatta dai danneggiati e dai loro patroni.

Del gruppo da noi rappresentato, qualche cosa credo come il 98 per cento dei danneggiati, che sono piu` di 300, vi e` la posizione particolare di alcuni che possiamo numerare sulle dita di una mano, sappiamo che c'e` la posizione di Bortolozzo, che ha enunciato anche le sue motivazioni, vi sono poi altri tre o quattro danneggiati che non accettano il danno, ma, per motivi del tutto diversi da quelli ideologici esposti da Bortolozzo, e cioe` problemi attinenti alla individuazione del livello della patologia. In questa fase alcuni di questi danneggiati, ripeto, non piu` di tre o quattro, hanno una situazione di evoluzione della patologia e di accertamenti in corso, non sono grado di quantificare allo stato il livellodi invalidita` che al momento potrebbe presentarsi modestissimo ma potrebbe evolvere molto gravemente, e quindi ovviamente in questa situazione non abbiamo potuto che consigliare di sospendere il giudizio e per adesso rifiutare il risarcimento.

Io credo che a fronte di un'offerta ritenuta congrua, fosse non facolta`, ma dovere dei difensori di parte civile consigliare l'accettazione di questa offerta, e cio` ha fatto la stragrande maggioranza, come ho gia` detto, dei danneggiati.

La posizione che mi permetto di chiamare ideologica di Bortolozzo, per quanto mi riguarda, e credo anche per quanto riguarda gli altri colleghi, e` apprezzata e rispettata. Sono convinto anch'io, come lui, che suo padre avrebbe rifiutato il risarcimento, il suo risarcimento mi permetto di aggiungere. Io Bortolozzo l'ho conosciuto, l'ho apprezzato, e` venuto in studio da me a chiedermi dati, notizie, carte dei processi che io avevo fatto su Porto Marghera per acquisire informazioni, che io gli ho dato ben volentieri. Io credo che Bortolozzo, se avesse rifiutato il suo risarcimento, avrebbe invece visto con molto favore, l'intervenuto risarcimento agli altri danneggiati.

Per quanto riguarda i difensori, giudici, credo di dovere dire sottolineare un profilo, molti di noi difensori di parte civile hanno anch'essi una posizione ideologica, militano da anni in certi partiti, e ritengo anche giusto che la loro convinzione ideologica e politica si rifletta nel processo penale. Nulla da stupirsi quindi e anzi apprezzamento per queste posizioni.

Cio` che non e` possibile consentire e` che la posizione ideologica del difensore prescinda dalla tutela dell'interesse del proprio assistito al limite arrivando alla strumentalizzazione, e questo ci siamo sempre rifiutati di farlo. Abbiamo adottato una tecnica di fatti per unire quella che ritenevamo la nostra posizione alla tutela dell'interesse, nelle trattative abbiamo sempre rifiutato, giudici, che venissero separate le posizioni di singoli danneggiati o di singole categorie di danneggiati, come ci era stato proposto e abbiamo puntato i piedi, sostenendo che tutti i danneggiati dovevano venire risarciti. Questa si chiama solidarieta`, in quanto la posizione piu` forte tutela anche quella del piu` debole.

Questa unione di tutti i danneggiati, come al solito, quando c'e` l'unione dei lavoratori, ha consentito di arrivare al grosso risultato che mi permetto di chiamare, tra virgolette, politico che sta sotto nostri occhi.

Aggiungo e finisco soltanto con il segnalare a quei danneggiati, alcuni di loro che hanno manifestato, come posso dire, preoccupazione perche' il loro dolore non venisse rappresentato nel processo, che molti difensori di parte civile restano nel processo assistendo o alcuni danneggiati che non hanno accettato o le associazioni sindacali, ambientaliste, oppure anche enti pubblici.

Io credo che questi difensori faranno il loro lavoro, e potranno quindi portare nel processo il controllo e la gestione anche di quel punto di vista che attiene al punto di vista dei danneggiati. Grazie

 

AVVOCATO FARINEA

 

Avvocato Farinea: come difensore dei prossimi congiunti di Gabriele Bortolozzo, devo confermare che Gianluca e Beatrice, i figli, non revocano la costituzione di parte civile, non avendo accettato il danno, il risarcimento del danno pur offerto, e mantengono la loro posizione di parte civile. Ho pero` l'incarico dei miei assistiti di chiarire che i figli di Gabriele Bortolozzo non intendono in alcun modo discutere la scelta di accettare il risarcimento fatta dai compagni di fabbrica del padre e dai familiari delle persone decedute.

A queste persone che hanno dimostrato anche in questo processo una straordinaria coesione e solidarieta` reciproca, il risarcimento spetta di diritto per il danno alla salute e la perdita delle persone care. Il risarcimento ottenuto dalle parti civili e` un risultato senza precedenti, che queste persone hanno conquistato anche con la tenacia della loro presenza all'udienza e con la storia che le accompagna. Pur ribadendo quanto appena detto, Gianluca e Beatrice Bortolotto intendono comunque continuare ad essere presenti in questo processo nella convinzione che questo e` il modo migliore per testimoniare lo spirito che ha animato il padre nel corso della sua vita. Per questo non revocano la costituzione

 

AVVOCATO MARIN

 

Avvocato Marin: questo mio intervento e` stato concordato anche con i colleghi Alfiero Farinea, Maria Margherita Salzer ed Angelo Pozzan, insieme ai quali, in questo numeroso collegio dei difensori di parte civile, abbiamo assunto la difesa dei parenti e degli ex lavoratori che fanno riferimento al comitato vittime CVM e quindi ci siamo in qualche modo collegiati tra noi quattro. Il mio intervento e` dettato dalla particolaralita` dalla situazione che ci troviamo a vivere in questo processo. Solitamente infatti la dichiarazione di revoca della costituzione di parte civile in un processo penale non richiede commento alcuno, non lo prevede il nostro codice di rito, che non prevede un obbligo di motivazione in questo senso, ma certamente noi riteniamo che in un processo come quello che ci impegna, unico nel suo genere, e speriamo che non rimanga tale, la grande valenza non solo sul piano giudiziario, ma anche indiscutibilmente su quello politico e sociale, impongano appunto, a nostro avviso, alcune brevissime considerazioni.

Vorremmo dire innanzitutto poche parole: noi che come legali per quattro anni abbiamo assistito legalmente dapprima la solitaria, e sottolineo solitaria, battaglia di Gabriele Bortolozzo, una battaglia testarda, alla quale abbiamo dato il nostro piccolo contributo, tessendo faticosamente la rete del primo gruppo di lavoratori e parenti delle vittime del Petrolchimico di Porto Marghera, raccogliendo il racconto di queste persone, i documenti delle loro sofferenze e del loro dolore.

Oggi noi, come difensori di queste parti, salutiamo con innegabile soddisfazione il frutto di questo lavoro iniziato quattro anni orsono. Questo lavoro che ha prodotto dapprima, grazie alla convinzione e alla tenacia del Pubblico Ministero che ha voluto in questo processo il rinvio a giudizio dei imputati, poi la chiamata in causa in qualita` di responsabili civili delle societa` che hanno gestito nel tempo gli stabilimenti del Petrolchimico di Porto Marghera. Oggi questa battaglia produce il risarcimento del danno che, necessariamente, visto che siamo nell'ambito del processo, avviene nelle forme e nella sostanza consentite dalla normativa e dalla giurisprudenza italiana.

Non esiste in Italia un precedente simile, il pensiero va alla Vajont, Val di Stava, o alle migliaia di donne e uomini che ogni anno sul lavoro lasciano la salute e la vita stessa, e questa non vuole essere retorica, ma un richiamo a precedenti giudiziari e dati di fatto che sono noti a tutti nella loro evoluzione, cosi` diversa da quella di questo processo, seppur al suo inizio.

Ebbene, di queste vicende quanti hanno pagato per le cosi` dette morti bianche? Quanti lavoratori e famiglie sono stati risarciti? La risposta e` superflua. Oggi noi crediamo invece che con questo processo si e` aperto un piccolo varco, un'inversione di tendenza rispetto alla storia anche giudiziaria negativa che ha preceduto questo processo.

Oggi, giustamente, i lavoratori ammalati e i cari di quelli che non ci sono piu` vengono risarciti del danno ingiustamente patito. Altrettanto giustamente Gianluca e Beatrice, i figli di Gabriele, lo rifiutano per mantenere dentro a questo processo il filo che li lega alla memoria di loro padre. Possono contare non solo sull'avvocato Farinea, che e` formalmente loro difensore, ma su di noi per continuare a portare avanti questo processo, questo processo ed il risarcimento del danno alle parti civili persone fisiche, e` un processo che e` stato fino ad ora da piu` parti caricato di eccessivi significati. Si e` parlato di segnale di riconciliazione, di pacificazione, di atto di giustizia. Noi crediamo che questi non sono temi validi per un processo, ne' per definire un risarcimento del danno, magari bastasse un processo al risarcimento di cio` che questi fatti hanno prodotto. Sono temi, noi riteniamo, che deve affrontare e risolvere la comunita` e in primo luogo i lavoratori, per impedire che cio` che e` stato fino ad oggi a Marghera finisca e non si ripeta mai piu` per il futuro.

Il processo va avanti, lo sappiamo tutti, senza che il risarcimento del danno subito possa costituire un alibi per nessuno dentro e fuori da quest'aula. Istituzioni, enti locali, organizzazioni sindacali si dovranno prendere delle responsabilita`, quelle che magari in passato non si sono presi o si sono presi solo parzialmente e questo al di la` degli esiti di questo processo.

Noi siamo solo, come avvocati di parte civile, i rappresentanti legali in questo processo dei lavoratori ammalati o morti per il CVM e dei loro cari e abbiamo un modesto ruolo, ma abbiamo l'obbligo deontologico di rispondere nel miglior modo possibile al mandato che ci e` stato conferito, e vale a dire a quel mandato finalizzato ad ottenere il risarcimento del danno subito. Solo alle parti civili rispondiamo del nostro lavoro, e alle parti civili diciamo grazie, grazie di avere avuto fiducia in noi e di avere fatto insieme a noi questo percorso. Ancora un grazie a Gabriele Bortolozzo che 4 anni fa ci ha coinvolti in questo percorso, al quale, ripeto, noi abbiamo dato solo un modesto contributo, un percorso che non si interrompe qui e che andra` avanti, cosi` come andra` avanti questo processo, per tutti coloro che come noi credono che i lavoratori non siano carne da macello e che la qualita` della vita costituisca un'etica universalmente valida a fronte del particolarismo etico del profitto e del libero mercato. Vi ringrazio per l'attenzione

 

Presidente: vi ringrazio. Volevo semplicemente dirvi questo. Io direi che ora vi sono state delle dichiarazioni che hanno rappresentato anche delle posizioni differenziate. Possiamo procedere nell'ambito del processo alla revoca delle costituzioni di parte civile per coloro che intendono quindi, a seguito dell'accordo raggiunto, revocare la costituzione di parte civile, dopo di che, una volta aperto il dibattimento, ci sara` l'illustrazione delle proprie posizioni, di coloro che cioe` sono rimasti, Pubblico Ministero e poi parti civili per l'appunto, e nell'ambito dell'illustrazione potrete eventualmente ancora una volta, magari spiegare, dire, chiarire il perche' siete o avete ritenuto di rimanere nell'ambito del processo. Quindi, se non vi dispiace, io procederei in questi termini. Adesso vorrei che si provvedesse alla revoca delle parti civili

 

AVVOCATO BURLINETTO

 

Avvocato Burlinetto: per quanto riguarda una parte civile, Poletto Antero, che io assisto, e` deceduto lunedi` 25 maggio, mi costituisco quindi parte civile per gli eredi, la moglie Viale Emma, Poletto Fabio e Ketti che sono i figli e poi procedero` alla revoca

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: soltanto una precisazione al mio intervento di prima. Ho parlato prima di una disponibilita` degli imputati Montedison alla chiusura della vicenda con le parti civili di cui al fax 23 maggio 1998 da parte dello studio di quel primo nome, avvocato Manderino ed altri, posso aggiungere in questo momento a chiarimento e a completamento la disponibilita` della societa` Montedison negli stessi termini nei quali e` stata completata la transazione nei confronti delle parti civili di cui abbiamo appena parlato. Preciso, a proposito, e con questo mi collego alla dichiarazione prima fatta dal professor Schlesinger, che nessuno delle societa` o degli imputati che hanno preso parte al risarcimento e` intervenuto nella quantificazione del danno delle singole posizioni. Come e` stato detto si e` trattato di un risarcimento "in monte", mi consenta il termine signor Presidente, rispetto al quale coloro che hanno partecipato nella parte della dazione del risarcimento hanno aderito alle proposte fatte dalle parti civili trattate su una base percentuale complessiva e unitaria.

Quindi, non si e` scesi nel dettaglio delle singole posizioni e questo criterio, queste percentuali e questo metodo potra` essere seguito nello stesso modo, questo e` il senso della proposta, per le richieste avanzate dall'avvocato Manderino e da altri con lui, grazie

 

Presidente: possiamo sentire chi intende revocare le costituzioni di parte civile ed anche i nomi delle persone fisiche per le quali il procuratore speciale intende revocare la costituzione di parte civile

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: io non so se sbagliando ho pensato che sia piu` semplice per tutti noi ed anche per il Tribunale, siccome vi e` una revoca generale, indicare solo coloro che restano. Per quanto riguarda.. altrimenti prendiamo i nomi e li leggiamo, ma si tratta di centinaia di nomi

 

Presidente: io credo che sia necessario, e` una dichiarazione che deve essere fatta dal procuratore speciale o dalla parte personalmente quella di revoca, non si puo` andare per esclusione

 

Avvocato Zaffalon: adesso leggero` i nomi Presidente, cercavo di tentare di evitare una lunga elencazione

 

Presidente: e` una formalita`, voglio dire, che implica una rinuncia ad un diritto che deve essere esplicitata, in questo senso volevo sottolineare l'importanza ed anche l'importanza della formalita`, cosi` come e` avvenuta la costituzione di parte civile in un certo modo, altrettanto deve avvenire era revoca

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: per l'opportunita` pratica che sottolineavo, dichiaro intanto che quale patrono di parti civili, io continuero` nel processo a rappresentare soltanto la U.S.T. C.I.S.L., Unione Sindacale C.I.S.L. di Venezia come ente e la persona fisica di Toffano Adamello, che ha una posizione che ho gia` enunciato, quella di avere attualmente una microinvalidita`, peraltro in via evoluzione. Le altri parti vengono revocate e vado a leggerne i nomi:

 

PARTI CIVILI CHE VENGONO REVOCATE (AVV. ZAFFALON)

 

Parti civili che vengono revocate: Alberti Giovanni, Artusi Paolo, Ballarin Lucio, Bardelle Adolfo, Bartolomiello Ilario, Baruzzo Primo, Begheldo Eugenio, Bello Lino, Berto Luciano,Biasiolo Antonio, Bolzonella Dino, Bozzolan Adriano, Carrano Giannino, Castaldello Lino, Casarin Tarcisio, Cazzador Antonio, Cecconello Carlo, Ferraresso Giampietro, Franceschin Nevio, Furlan Renzo, Geremia Franco, Grizzer Clemente, Maguolo Nevio, Manente Antonio, Marchesan Enrico, Menin Gianni, Michieletto Piergiorgio, Monetti Gaetano, Pampagnian Giuseppe, Pastres Bruno, Pavan Attilio, Scarpa Giuseppe, Scarso Lino, Silvetri Giuseppe, Tonon Paolo, Trovo` Lorenzo, Vanzan Alcide, Vidali Giovanni, Zambelli Danilo, Zaghi Giovanni, Zanotto Bellini Mario. Questa lista riguardava i malati.

Passiamo alla lista dei prossimi congiunti di persone decedute: Donolato Mario, figlio di Donolato Egidio, Lucchese Clorinda figlia di Lucchese Angelo, Nisato Arturo, fratello di Nisato Sergio, Simonetto Luana, Simonetto Zorzenoni Olga, rispettivamente figlia e vedova di Simonetto Ennio, Cecchinato Mirka, vedova di Bianco Pietro, Berto Massimo, Berto Flavia, Berto Nicola, figli di Berto Giuseppe, Formentin Fosca, vedova di Berto Giuseppe, Cecchinato Mirka vedova di Bianco Pietro, Birolo Luciana, Birolo Gerardo, Birolo Giorgio, Soncin Amabile, rispettivamente figli e vedova di Birolo Bruno, Bortot Luciano, Bortot Renato, Bevilacqua Teresina, rispettivamente figli e vedova di Bortot Giovanni, Donolato Mario, figlio di Donolato Egidio, Favaro Elisa, Favaro Omar, Busato Daniela, rispettivamente figli e vedova di Favaro Pasqualina, Lucchese Clorinda, figlio di Lucchese Angelo, Marchetto Marino, Marchetto Orietta, Marchetto Renato, Berton Elisa, rispettivamente figli e vedova di Marchetto Demetrio, Nisato Arturo fratello di Nisato Sergio, Scaggiante Katia, Scaggiante Andrea, Scaggiante Daniele, Negriolli Mirella, rispettivamente figli e vedova di Scaggiante Galliano, Simonetto Luciana, Simonetto Donata, Zorzenoni Olga, rispettivamente figli e vedova i Simonetto Ennio. Grazie

 

Presidente: ci sono altre revoche?

 

PARTI CIVILE CHE VENGONO REVOCATE (AVV. FARINEA)

 

Avvocato Farinea: prossimi congiunti di Iacono Salvatore, e vale a dire, Pavan Gemma, Iacono Alberto, Iacono Francesco, prossimi congiunti di Pistolato Primo, vale a dire Sottana Gabriella, Pistolato Cristina, Pistolato Massimiliano, prossimi congiunti di Rumonato Giovanni, vale a dire, Catullo Bruna, Rumonato Maurizio, Rumonato Moise', Rumonato Lorella, Rumonato Paolo, prossimi congiunti di Favaretto Emilio, vale a dire Bertan Ettorina, Favaretto Martina, Favaretto Monia, Favaretto Carlo, prossimi congiunti di Saretta Oliviero, e vale a dire Fassina Natalina, Saretta Lorisa, Saretta Carlo, prossimi congiunti di Vescovo Sergio, vale a dire Rizzo Laura, Vescovo Silvia Cristina, Vescovo Francesca, poi revoca la costituzione di parte civile Orlandin Giuseppe, revoca la costituzione di parte civile Trevisan Giulio, revoca la costituzione Vizza Bruno, revocacano la costituzione i prossimi congiunti di Ferri Pierangelo e vale a dire Piscedda Vincenza, Ferri Francesca, Ferri Roberto, prossimi congiunti di Colla Giulio, vale a dire Danesin Bruno, Colla Leda, Colla Paolo, e Colla Giovanni, revoca la costituzione il signor Magro Ampelio, revocacano la costituzione i prossimi congiunti di Monetti Cesare, vale a dire Minchio Lina, Monetti Massimo, Monetti Stefano e Monetti Gabriella, mentre mantiene la costituzione di parte civile i prossimi congiunti di Gabrielle Bortolotto vale a dire Gianluca e Beatrice Bortolotto

 

PARTI CIVILI CHE VENGONO RAVOCATE (AVV. SALZER)

 

Avvocato Salzer: dichiaro di revocare la costituzione di parte civile degli eredi di Agnoletto Augusto, cioe` signora Baracco Ezelinda, Agnoletto Maria Grazia, Agnoletto Licino e Agnoletto Diego, nonche` la costituzione di parte civile degli eredi di Faggian Franco, Michieletto Milena, per se' per la figlia Faggian Francesca, minore, Faggian Andrea, Faggian Enrico, revoco la costituzione per gli eredi di Menadeo Polidoro, Ersilia Lucianetti, Menadeo Nicoletta, Menadeo Laura, Menadeo Emilia, Menadeo Elisa, revoco la costituzione di parte civile del signor Passadore Elio, nonche` degli eredi di Luigi Piovaneli, Antonietta Ansaloni, Piovanelli Maria Luisa, Piovanelli Paolo Marco, Piovanelli Andrea, nonche` la costituzione degli eredi di Puggiotto Giorgio, Baldi Paola, Puggiotto Barbara, Puggiotto Monica, Puggiotto Pierluigi, revoco la costituzione di parte civile di Tavella Bruno, e degli eredi di Tiozzo Silvano, Idema Barbiero, degli erendi di Fiorin Fiorenzo, Trabucco Bruna, Fiorin Dario, Fiorin Matteo. Revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Marcomini Secondo, Moro Olga, Marcomini Monica, revoco la costituzione di Monello Emilio, Baio Guerrina, Monello Mario, Monelo Anna Maria, Monello Lauretta, revoco la costituzione di parte civile di Corapi Antonio e di Turturro Giuseppe, revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Giacometto Primo, Stefan Margherita, Giacometti Cristina, Giacometti Davide, revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Piva Francesco, Anna Merlin, Piva Andrea, Piva Massimiliano, nonche` del signor Ferro Piergiorgio

 

PARTI CIVILI CHE VENGONO REVOCATE (AVV. POZZAN)

 

Avvocato Pozzan: revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Gianni Giorgio, e cioe` Gianni Gianfranco e Gianni Paolo, revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Costantin Luigi, Lupatin Amelia e Costantin Maurizio, revoco la costituzione di parte civile degli eredi di Vian Giancanrlo, cioe` Vanin Maria Teresa, Vian Walter, Vian Andrea, revoco la costituzione di parte civile degli eredi prossimi congiunti di Ferraresso Emilio, cioe` Bertocco Franco, Ferraresso Tiziano, revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiunti di Scheda Silvio, cioe` Potente Alida, Scheda Piergiovanni, scheda Maria Letizia, revoco la costituzione di parte civile di Marini Antonio, recoco la costituzione di parte civile di Fanton Oscarino, revoco la costituzione di parte civile Naccari Giovanni, recoco la costituzione di parte civile di Orlandin Antonio, recoco la costituzione di parte civile di Bellemo Elio Luigi, revoco la costituzione di parte civile di Dalle Fratte Bruno, revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiunti di Monetti Gennaro, cioe` Marin Irma, Monetti Lucio, Monetti Maria, Monetti Mabriella, Monetti Elisabetta, Monetti Michele: revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiunti di Favero Derafino, cioe' Ferrotti Vittoria, Favero Monica, Favero Roberto, Favero Paola, revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiuni di Danesin Carlo, e cioe` Morando Maria, Danesin Attilio, Danesin Donatella, revoco la costituzione parte civile dei prossimi congiunti di Toniolo Vittorio, cioe` Scantamburlo Irma, Toniolo Trancesca e Toniolo Sandra, revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiunti di Compagno Carlo, cioe` Vescovi Milde, Compagno Italia e Compagno Tiziano, revoco la costituzione di parte civile di Mortandello Aquilino, revoco la costituzione di parte civile degli eredi prossimi congiunti di Baracco Lino, e cioe` Sabbadin Rina, Baracco Fiorella, Baracco Valeriano, Baracco Anna Maria, revoco infine la costituzione di parte civile di Scattolin Luciano, rimango nel processo difendendo Marin Renzo che non revoca la costituzione di parte civile

 

PARTI CIVILI CHE VENGONO REVOCATE (AVV. AZZARINI)

 

Avvocato Azzarini: revoco la costituzione di Lidia Sitra, Carlo Baso, Nadia Baso, prossimi congiunti di Mario Baso, revoco la costituzione di parte civile di Franca Cangiani, Cinzia Beltramelli, prossimi congiunti di Angelo Beltramelli, revoco la costituzione di parte civile Ines Mior, Alessandro Bortolussi, Franco Bortolussi, prossimi congiunti di Marino Bortolussi, revoco la costituzione di parte civile di Clara Costantini ed Andrea Cappellesso, prossimi congiunti di Gastone Cappellesso, revoco la costituzione di parte civile di Gabriella Zanchi, Franco Dan, Marco Dan, prossimi congiunti di Paolo Dan, revoco la costituzione di parte civile di Leonardi Giannino, revoco la costituzione di parte civile di Gianfranco Levorato, revoco la costituzione di parte civile di Pierina Turchetto, Suffogrosso Giuliano, Suffogrosso Francesca, Suffogrosso Marisa, prossimi congiunti di Guido Suffogrosso, revoco la costituzione di parte civile di Flavia Perinato, Maria Grazia Toscano, Marta Toscano, prossimi congiuni di Costantino Toscano, revoco la costituzione di parte civile di Renza Biccego, Zecchinato Fabio, Zecchinato Raffarella, prossimi congiunti di Gianbranco Zecchinato, infine revoco la costituzione di parte civile di Daniela Zint prossimo congiunto di Bruno Zint

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. BONACCORSO)

 

Avvocato: per l'avvocato Bonaccorso deposito atto di revoca di costituzione di parte civile per i prossimi congiunti di Cesco Dino, cioe` Monti Marcella, nonche` per i prossimi congiunti di Michieletto Ivone, e cioe` Michieletto Luca e Ronchese regina. L'avvocato Bonaccorso, siccome all'inizio vi era mandato congiunto, rinuncia anche al mandato nei confronti dei prossimi congiuni di Cleris Serafino, De Stefano Renzo, Peranzato Lino. Per quanto riguarda i miei assistiti revoco la costituzione di parte civile dei signori Vernizzi Maria, Cleris Adriana, Cleris Nicoletta e Cleris Cristina per il defunto Cleris Serafino, per quanto riguarda gli eredi di De Stefano Renzo, revoco la costituzione di parte civile di Ceccato Flora, De Stefano Tullio, De Stefano Giorgio e De Stefano Emanuela, per quanto riguarda i prossimi congiunti di Peranzato Lino, revoco la costituzione di parte civile di De Franceschi Marcella, Peranzato Vilma, Peranzato Mauro, e Peranzato Maria Cristina. Per quanto riguarda i prossimi congiunti di Poletto Anteo, revoco la costituzione di parte civile di Viale Emma, Poletto Fabio e Ketti, e contestualmente rinuncio al mandato nei confronti degli eredi di Cesco Dino e Michieletto Ivone

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. CECCATO)

 

Avvocato Ceccato: revoco la costituzione di parte civile per i prossimi congiunti di Canciani Eugenio, cioe' Zorzetto Maria Luisa, Canciani Marina, Canciani Stefano, nonche` per i prossimi congiunti di Begato Albino, le persone sono Zennaro Antonietta, Begato Mauro e Begato Fernando e Begato Argia Ada

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. RONCONI)

 

Avvocato Ronconi: revoco la costituzione di parte civile dei prossimi congiunti di Silvestrini Giancarlo e cioe` Liziero Benita, Silvetrini Roberto e Silvestrini Alessandra, in sostituzione dell'avvocato Duse dimetto atto di revoca di costituzione e revoco la costituzione dei signori Arnini Enrico, Arnini Roberto, Arnini Cristina, Arnini Luca, prossimi congiunti di Arnini Mario, dei signori Baraldi Paolino, Basso Giovanni, Bragato Michele, Caltanella Lino, Cecconello Elia, Chinellato Roberto, Faggian Tullio, Favaretto Dino, Lazzari Renato, Maccatrozzo Giorgio, Mosco Mario, Pavan Danilo, Peloi Dante, Pezzato Olivo, Quagliato Ruggero, Saccarola Mirko, Salvi Andrea, Sorato Franco, Spano Vittantonio, Spolar Claudio, Tommasi Giuseppe, Zanco Pietro, Zennaro Enrico, Carraretto Mario, Tiepolo Sergio, Fiorin Angelo, Arnini Enrico, Barbazza Antonio, Bellan Domenico, Boscolo Danilo Bozza, Bottacin Flavio, Cacco Gastone, Calore Gianni, Capodiferro Paolo, Coin Giorgio, Debei Alessio, Ferraresso Giorgio, Libralato Giorgio, Marchiori Lucio, Montagner Giuseppe, Passadore Danilo, Pesce Ampelio, Pescari Daniele, poi dei prossimi congiunti di Cividale Luigi, cioe` Cividale Roberta, Cividale Sandra, Cividale vanna, Cividale Katia, dei prossimi congiunti di Garino Franco Maria, cioe` Mollace Ccaterina Carmela, dei prossimi congiunti di Molina Giuseppe, cioe` i signori Serena Bruna e Molina Adriano, dei prossimi congiunti di Perini Adriano, cioe` la signora Donaggio Rita, dei prossimi congiunti di Ratto Oddone, signori Bevilacqua Ivana, Ratto Fabio e Ratto Nadia, dei prossimi congiunti di Simionato Paolo, signori Simionato Bruna e Simionato Paola, dei prossimi congiunti di Trombi Callisto che sono Trombi Celestino e Masiero Vittoria

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. VOLPE)

 

Avvocato Volpe: revoco la costituzione di parte civile di Pinotto Gino, a tal proposito deposito il mandato

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTE CIVILE (AVV. ZAMPIERI)

 

Avvocato Zampieri: revoco la costituzione di parte civile dei signori Poppi Maria Luisa, Rostellato Stefano, Rostellato Monica, prossimi congiunti di Rostellato Ennio, in sostituzione dell'avvocato Mander dimetto la revoca della costituzione dei signori Pavan Rita, Loriga Laura e Loriga Sergio, prossimi congiunti di Loriga Silvano, e del signor Morello Bruno, che revoca appunto la costituzione; quale sostituto processuale dell'avvocato Alberto Furlanetto, revoco la costituzione di Fagarazzi Ermanno, revoco la costituzione di Bettinardi Bruno e Franzin Roberto, prossimi congiunti di Franzin Giancarlo, e di Carraro Speranza, Bareatto Raffaella, Bareatto Paola e Bareatto Sandro, prossimi congiunti di Bareatto Giovanni

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. GARBIN F.)

 

Avvocato Garbin F.: revoco la costituzione per i prossimi congiunti del signor Vittorio Cesarato e nelle persone dei signori Elisabetta Trevisanello morglie ed Alessandra Cesarato figlia, prossimi congiunti dei signor Graziano Favaro, nella persone di Stefania Trevisanello moglie e Marco Favaro figlio. Prossimi congiunti di Angelo vescovo nelle persone di Regina Melinato moglie, Cristina Vescovo e Stefano Vescovo figli

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. VIANELLO)

 

Avvocato Vianello: il signor Sicchiero Roberto, pure presente in aula, anche mio tramite, revoca la costituzione di parte civile

 

REVOCA COSTITUZIONI PARTI CIVILI (AVV. MARIN)

 

Avvocato Marin: revoco la costituzione di parte civile per le seguenti parti: prossimi congiunti di Bettin Ido, Fiammengo Bruna, Bettin Melchiade, Bettin Melania, prossimi congiunti di Boatto Vittorio, Boatto Gianfranco, Boatto Adriano, prossimi congiunti di Dauros Guerrino, Dauros Maria Grazia, Dauros Valli`, Dauros Giuliana, Dauros Rosella, Dauros Annalisa, prossimi congiunti di Gasparinetti Nino, Gasparinetti Anna Maria e Gasparinetti Silvio. Prossimi congiunti di Pastrello Severino, Pastrello Caterina e Pastrello Milena, prossimi congiunti di Volpi Mario, Fornea Amelia e Volpi Gabriella, Gallan Servilio, Prando Giancarlo, Prando Giuseppe, Sorato Giovanni, Dal Cero Roberto, prossimi congiunti di Fedele Ezio, Romanin Licia, Fedele Ermando, Fedele Dino, Fedele Elio, Fedele Rita, Fedele Dora, primi congiunti di Fidan Fidelio, Menegaldo Anna, Florian Claudio, Florian Daniela, Florian Ariella, prossimi congiunti di Mazzucco Giovanni, Magnani Maria; prossimi congiunti di Zambon Guido, Rosso Liliana, Zambon Marco, Zambon Elena, Tagliapietra Aldo, Ferrari Guerrino, prossimi congiunti di Canton Bruno Battipaglia Graziella e Canton Sabrina, prossimi congiuni di Zambon Virgilio, Palma Laura e Zambon Michela, prossimi congiunti di Pandin Paolo, Pandin Marco

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV, ANGELILLIS)

 

Avvocato Angelillis: revoca la costituzione delle seguenti parte civile, Bringantin Pasquale, Cestaro Rino, Pertegi Paolo, Fassina Giovanni, Favaro Lorenzo, Gazzini Antonio, Negrisolo Giamprimo, Penzo Moreno, Pin Pierluigi, eredi di Pistolato Giorgio, e cioe` Pistolato Lino, Pistolato Primo, Pistolato Ermenegildo, Pistolato Norma e Pistolato Lina, Rossi Giuseppe, eredi di Tombini Giulio, cioe` Bergo Maria, Tombini Monica, Vanin Gianfranco, Vigato Gianfranco, Zanco Giorgio, Zanellati Rino

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. SANTIN)

 

Avvocato Santin: patrono di parte civile dei prossimi congiunti di Sabbadin Renzo, e cioe` Barbazza Lidia, Sabbadin Massimo e Sabbadin Davide, dichiaro di revocare la costituzione di parte civile e a tal fine deposito, dimetto procura speciale a revocare la costituzione di parte civile

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. BOTTACCIN)

 

Avvocato Bottacin: revoco la costituzione di parte civile di Luigi Bottacin

 

CONFERMA COSTITUZIONE PARTE CIVILE (AVV. BATTAIN)

 

Avvocato Battain: innanzitutto preciso che mantengo la costituzione di parte civile oltre che per la Camera del Lavoro territoriale di Venezia e del Sindacato Chimici Federazione di Venezia, e poi brevissimamente illustrero` perche', anche per i signori Chinellato Angelo, Castellini Luciano e Mion Giampaolo, e voglio spiegare brevissimamente, non si preoccupi Presidente, la ragione di questo mantenimento per lo meno spero transeunte ed anche per molto poco tempo. Il signor Mion Giampaolo, quando abbiamo formulato le nostre richieste, non aveva ancora a disposizione un accertamento medico per valutare la sua riduzione diciamo cosi` di capacita` biologica, l'ha avuto solo, se non sbaglio, tre o quattro giorni fa, ho immediatamente fatto il conteggio, l'ho trasmesso all'avvocato Cesari, il quale stamattina mi ha dato buone speranze che anche per questo signore verra` raggiunto un accordo sulle basi degli altri che egli, lo dichiaro subito fin d'ora, e` disposto ad accettare. Per quanto riguarda gli altri due, Chinellato Angelo e Castellini Luciano, si tratta di persone per cui era gia` stata ipotizzata una cifra in sede di transazione, ma che hanno avuto delle sopravvenienze fisiche che hanno destato in loro gravi preoccupazioni, che io mi auguro attraverso delle analisi mediche che stanno facendo vengano rapidamente fugate, se non dovessero essere fugate, questo ovviamente cambierebbe le basi delle trattative che peraltro anche queste i colleghi della difesa mi hanno assicurato sono disposti ad affrontare con gli stessi criteri delle altre transazioni.

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. BATTAIN)

 

Avvocato Battain: detto questo mi appresto a leggere gli elenchi delle persone di cui revoco la costituzione di parte civile: Zannini Lucio, Vecovo Emilio, Vanin Iginio, Spolaor Gino, Santon Rallo Giampaolo, Montesel Giannino, Manente Renzo, Luccarda Giovanni, Grego Angelo, Griffoni Flavio, Fabris Renato, Cortina Antonio, Brustreo Stanislao, Buligato Gino, Besazza Antonio, Frison Angelo, Perissinotto Mario, Bragato Angelo, Bulegato Umberto Brussolo Sergio, Sbrogio` Secondo, Donadel Francesco, Albertin Diego, Sambo Giorgio, Barbiero Iseo, Bianco Massimo, Stefanello Dino, Menozzi Aldo, Ruzza Esterino, familiari del defunto Vanuzzo Federico, e cioe` Vanuzzo Giuseppina, Vanuzzo Roberta, Vanuzzo Andrea, figli del suddetto, familiari del defunto Pretin Alessandro, la moglie Coin Celestina e i figli Pretin Giovanni e Pretin Stefano, familiari del defunto Pattarello Giovanni e cioe` la moglie Borella Giuliana ed i figli Pattarello Mauro Stefano e Pattarello Lucio, familiari del defunto Danesin Antonio, cioe` la moglie Manente Chiara e la figla Danesin Donatella, familiari del defunto Bianco Antonio, cioe' la moglie Gonzo Deresa, i figli Bianco Roberta, Bianco Massimo, Bianco Gino, familiari di Miotto Sergio, cioe` la moglie Brentan Evelina, la figlia Miotto Donatella, il figlio Miotto Luca, familiari di Simioni Vittorio, cioe` la moglie Muffato Attilia, i figli Simioni Maurizio e Simioni Nicola, familiari del defunto Mognato Mario, e cioe` la Mognato Anna Maria e Mognato Giorgio, familiari del defunto Masato Aldo, Pauletto Maria e Masato Carlo, familiari del defunto Galenda Italo, e cioe` moglie Carraro Dorina e i figli Galenda Robertino, Galenda Giancarlo, Galenda Renza, familiari del defunto Boldrin Antonio, cioe` la moglie Favero Lavinia, i figli Boldrin Lorena, Boldrin Eda e Boldin Edo, per quanto riguarda quest'ultimo preciso che trattandosi di persona attualmente in Cile per ragioni di lavoro, rimarra` all'estero qualche mese, non ha potuto firmare la quietanza transazione, ma come ho assicurato anche ai colleghi delle difese e degli imputati e dei responsabili civili, ho oltre ad un fax che mi e` rimasto in studio, un telegramma arrivato per l'appunto dal Cile ieri l'altro del seguente tenore: "autorizzo a ritirare la parte civile processo CVM per raggiunta transazione, Boldrin Edo", il che, trattandosi di contratto che richiede la prova scritta, non la forma scritta ad sustantiam, mi pare che sia sufficiente ai fini della validita` della transazione. Io dovrei dire due parole, ma le diro` in sede di richiesta di prove e di produzione dei documenti, per non rompere il ritmo delle dichiarazioni

 

REVOCA COSTITUZIONI PARTI CIVILI (AVV. BOSCOLO RIZZO)

 

Avvocato Boscolo Rizzo: revoco la costituzione per Agnoletto Renato, prossimo congiunto di Agnoletto Augusto, revoco per i prossimi congiunti di Coro` Luigi, vale a dire i figli Daniele, Mauro, Marco e Francesco, Gozzi Luciano, Perazzolo Natalino, prossimi congiunti di Benvegnu` Olivo, la vedova Baldan Carla ed i figli Benvegnu` Lorenzo, Michele ed Emanuela

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (LISTA BIS - AVV. BATTAIN)

 

Avvocato Battain: avevo saltato una lista: revoco altresi' la parte civile di Simionato Raimondo, Sisto Favaro, Giuseppe Bernardi Ruggero, Capicotto Carmine, Deppieri Bruno, Gallimberti Giuliano, Scale Nicodemo, Michieletto Daniele, Cavi Luciano, Deppieri Ennio, Monetti Franco, Gambato Gianfranco, Chinellato Giuseppe, Babato Giorgio, Sacchetto Cassiano, Vello Stefano, Cecchinato Sergio, Artuso Mario, Longo Bruno, Vianello Gianni in quanto necessario.. mi hanno contestato.. Ruffato Gino, Codato Luigi, Boscolo Antonio Bistro e Barbazza Bruno, riconfermo comunque ad abundantiam qualora avessi fatto omissioni, che mantengo la parte civile oltre che per i due sindacati per quelle tre persone cui accennavo prima, tutte le altre sono revocate

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. ZABEO)

 

Avvocato Zabeo: revoco la costituzione di parte civile di Bbaldan Pietro e Coro` Francesco, prossimo congiunto di Coro` Luigi

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. STIVANELLO)

 

Avvocato Stivanello: revoco la costituzione di parte civile del signor Montecchio Antonio e dei signori Paratron Gabriella vedova, Meggiato Francesco, Meggiato Simionetta, Meggiato Cristiano, Meggiato Alberto, figli di Meggiato Ivone

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. CERUTI)

 

Avvocato Ceruti: difensore della parte civile Bruno Pozzato, se si puo` dare atto che sono presente, e precedentemente ero costituito dall'avvocato Stivanello, revoco la costituzione di parte civile per il signor Pozzato Bruno

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. ALBORGHETTI)

 

Avvocato Alborghetti: revoco costituzione di parte civile del signor Zorzan Renzo

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (AVV. CEOLA)

 

Avvocato Ceola: revoco le costituzioni di parte civile del signor Pietro Gavagnin e Pietro Rampin

 

Presidente: abbiamo esaurito le revoche?.. Va bene

 

Avvocato Schlesinger: noi puo` darsi, puo' darsi che non abbiamo colto con esattezza tutte le dichiarazioni, ma ci sembra che siano minori di quelle che avrebbero dovuto essere, quindi la pregheremmo di 10 minuti di interruzione per potere fare un riscontro

 

Presidente: va bene

 

IL PRESIDENTE SOSPENDE L'UDIENZA PER CIRCA 10 MINUTI

 

Presidente: avete rilevato delle differenze oppure?

 

Avvocato Zaffalon: si Presidente

Presidente: rettifiche, aggiunte, integrazioni

 

REVOCA COSTITUZIONE PARTI CIVILI (LISTA BIS AVV. ZAFFALON)

 

Avvocato Zaffalon: devo fare delle aggiunte, Presidente, perche' purtroppo avevo dimenticato un ulteriore elenco. L'avvocato Zaffalon dichiara che vengono revocate le seguenti parti civili: Bianco Paolo, Bianco Perla, figli di Bianco Pietro, Birolo Gerardo figlio di Birolo Bruno, Donolato Caterina, Donolato Lucia, Donolato Agnese, Miotto Edera, rispettivamente figlie e vedova di Donolato Egidio, Badoc Edda vedova di Lucchese Angelo, Manente Antonio, malato, Torresin Maria, vedova di Nisato Sergio, Scaggiante Andrea, Scaggiante Daniele, figli di Scaggiante Galliano, Scaggiante Maria vedova di Scaggiante Galliano, Simonetto Donata, figlia di Simonetto Ennio, Daghi Giovanni, malato, Salvalaio Mirna, Salvalaio Cecilia, Brugnoli Giuseppina, rispettivamente figlie e vedova di Salvalaio Armando, Salvalaio Marino, Salvalaio Stefania, Salvalaio Manuela, Bottacin Maria, rispettivamente figli e vedova di Salvalaio Sandrino, non c'e` altro, grazie

 

Presidente: possiamo dichiarare aperto dibattimento ai sensi dell'Art. 492 e diamo per letti, se siete d'accordo, i capi di imputazione? O ne devo dare lettura?

 

Difensori: no

 

Presidente: siete tutti d'accordo, diamo per letti.. diamo la parola al Pubblico Ministero per la relazione introduttiva e per le richieste istruttorie

 

 

PUBBLICO MINISTERO - ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA

 

Pubblico Ministero: la presente vicenda processuale ha origine il 22 agosto 1994, quando viene trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia un esposto dei  figli di Gabriele Bortolozzo per il comitato di redazione della rivista Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute, viene segnalata l'esistenza di una sostanza chimica come CVM riconosciuta cancerogena dall'organizzazione mondiale della sanita` e dalla CEE; viene allegato un elenco di lavoratori che hanno operato all'interno degli impianti CVM e PVC e di Porto Marghera morti di tumore e questo elenco comprende tra nomi completi e nomi incompleti 120 persone. Viene segnalato che sono stati costretti a richiedere l'intervento della magistratura penale, in quanto gli istituti assicurativi rifiutavano il dovuto riconoscimento delle cause e quindi il versamento pensionistico per coloro che avevano subito delle malattie a causa della lavorazione nell'ambiente di lavoro. Vengono contestati durante i dati forniti dalle aziende Montedison e Enichem di Porto Marghera in quanto sono estremamente diversi rispetto ai dati sulla mortalita` e sulle malattie che avevano riscontrato come Medicina Democratica ed in particolare Gabriele Bortolozzo.

Viene chiesta in particolare un'indagine conoscitiva da parte di una struttura pubblica sui danni alla salute, la mortalita` tra gli addetti al CVM e PVC ed una verifica dei dati di mortalita` viste le notevoli differenze dei dati comunicati dall'azienda. Nell'agosto del 94 parte subito un'indagine a vasto raggio, perche' immediatamente mi rendo conto della pesantezza delle segnalazioni che sono state effettuate e per certi versi anche strabilianti, perche' di fronte ad una situazione patologica segnalata cosi` grave, sembrava strano che nessuno se ne fosse mai interessato in maniera approfondita. I primi accertamenti vengono effettuati in maniera estremamente ampia con l'indicazione all'U.L.S.S., Spisal comunali, ed attraverso anche un comunicato stampa che viene diramato, al fine di ottenere documentazione medica, segnalazioni da parte di tutti coloro che hanno avuto a che fare con lo stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera in relazione alle lavorazioni e trattazione di CVM PVC in qualsiasi modo. I primi dati che vengono raccolti, attraverso la Guardia di Finanza delegata, riguardano numeri che possono sembrare relativamente alti, si parla di 6-7 mila lavoratori di cui i dati di carriera, i cui dati lavorativi vengono controllati presso anche Inail, Inps, presso il Petrolchimico, presso gli ospedali del Veneto, al fine di avere una prima panoramica su questa situazione denunciata.

Viene acquisita documentazione anche presso la Procura della Repubblica, i vari uffici pubblici del Tribunale della Procura, al fine di verificare che cosa era successo nel passato, e tra i primi dati che emergono emerge un rapporto, una denuncia, un altro esposto, il mandato 6 maggio 85 e quindi circa 10 anni prima, sempre da Medicina Democratica, del coordinamento nazionale lavori chimici al Pretore di Mestre, notizia parimenti anche nell'85 poi diffusa dalla stampa e dai mezzi di informazione, paradossalmente venivano segnalate le stesse difficolta`, le stesse gravi situazioni ambientali, la stessa situazione del cloruro di polivinile indicato come cancerogeno riconosciuto dall'organizzazione mondiale della sanita`.

Veniva segnalata in particolare gravita` della situazione all'interno dell'impianto CV6 e venivano attribuiti i vari guasti, danni causati alla carenza impiantistica e manutentiva. Veniva chiesta gia` quella volta indagine ispettiva, indagine informativa su quei dati, contestando gia` quella volta i dati che venivano forniti e raccolti dai responsabili dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera. Esposto peraltro che quella volta si era concluso con nulla di fatto e che era rimasto praticamente sostanzialmente lettera morta.

Per quanto riguarda gli accertamenti effettuati emergono subito ancora delle difficolta` dal punto di vista scientifico e metodologico, per affrontare una materia che e` estremamente vasta ed estremamente complessa soprattutto per dei magistrati, e quindi una prima consulenza che viene effettuata ai fini orientativi dal professor Bettine professor Carnevale al fine di capire se dai dati di quell'esposto si puo` arrivare a qualcosa di processualmente rilevante, e questa, ci tengo a ribadire fin da adesso, e` stata sempre l'impostazione dell'accusa, nel senso di avere sempre fornito indicazione ai propri consulenti, coloro che effettuavano materialmente le indagini perche' non forzare assolutamente in alcuna maniera la mano, per avere dei dati oggettivi il piu` possibile da potere valutare, potere confrontare al fine di verificare se c'era spazio per effettuare un'indagine e poi un processo penale. Dai primi dati emergeva sia come la vicenda negli anni 70, anni 80, fosse stata, nonostante le diversificate segnalazioni e denunce sottovalutata, e sia come per altro verso, la prima segnalazione di Medicina Democratica, quella del 94 di Gabriele Bortolozzo, sottoposto ad un primo esame, avesse gia' fornito dei dati positivi, in relazione al fatto che sull'indicazione di 120 operai, 120 persone segnalate come da esaminare, gia` ad un primo esame, 37, quindi circa un terzo di queste persone presentassero patologie correlabili al CVM-PVC. A questo punto emergeva in tutta la sua evidenza la necessita` di approfondire l'indagine. Veniva acquisita la relazione dell'universita` di Padova del marzo 77 effettuata su richiesta della Fulc, e nel corso della quale erano tati esaminati 1646 casi, ne parlero` diffusamente piu` avanti, ma da quella relazione gia` emergeva la presentazione, la prospettazione di una situazione sanitaria complessivamente grave. Veniva segnalato gia` nel marzo 77 la necessita` di spostare alcune centinaia di operai per motivi di salute. Gli approfondimenti assumono tre direzioni: innanzitutto vengono effettuate indagini medico-legali, indagini epidemiologiche con studi scientifici sul CVM, sulla sua pericolosita`, sulla sua natura, vengono affrontate indagini che vanno a valutare caso per caso, persona per persona tutti coloro che rientrano a fare parte dell'indagine, come ex o ancora lavoratori degli impianti CVM e PVC, un altro secondo filone di indagine riguarda gli impianti, le strutture dello stabilimento Petrolchimico, i sistemi di controllo e come l'azienda aveva pensato, se aveva pensato, di intervenire a favore degli operai, a favore dell'ambiente, una volta accertata la pericolosita` delle sostanze cancerogene in questione. Strettamente correlata a queste due indagini, emerge subito la necessita` di un approfondimento in materia ambientale, sia perche' dai documenti acquisiti emergono subito scarichi indiscriminati clandestini, sia all'interno delle proprieta` degli stabilimenti, sia all'esterno, e sia perche' ad un certo punto fino al 95 vengono pubblicizzati e poi vengono mandati anche alla Procura della Repubblica, nel maggio del 95, dei dati da Greenpeace in relazione al canale Lusore Brentella, che e` un canale sul quale ci sono stati scarichi a partire dagli anni 70 che sono continuati fino agli anni 90 e che vengono indicati come estremamente pericolosi, soprattutto in relazione agli scarichi delle sostanze che hanno a che fare col cloro.

Delle indagini viene incaricata la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale dello Stato per quanto riguarda soprattutto le indagini ambientali.

Fin dall'inizio rispondono in maniera positiva molte persone, si fanno vivi diversi avvocati, Gabriele Bortolozzo continua con la sua collaborazione costante anche con la Guardia di Finanza e vengono formati progressivamente diversi fascicoli. Devo dire che questa e` una costante di questa indagine e di questo processo, perche' fin dall'inizio e tuttora, anche ieri e` arrivato un fascicolo nuovo e continuamente ci sono persone che segnalano certe situazioni e continuamente bisogna dire, purtroppo abbiamo visto anche questa mattina, che purtroppo ci sono persone che continuano a morire a causa di quel tipo di lavorazione.

Per quanto riguarda i filoni di indagini in particolare, che poi sono confluiti nella richiesta di rinvio a giudizio del 16 ottobre del 1996, che la prima appunto che riguarda il filone CVM e PVC, bisogna dire che le indagini si sono concentrate sulle attivita` delle societa` Montedison, Montefibre, Enichem ed anche EVC, poi le indagini sull'inquinamento e una parte di indagini che sono state stralciate, in parte si sono anche autonomamente concluse, per quanto riguarda gli omessi controlli da parte di pubbliche autorita` preposte al controllo sulle attivita` di questi stabilimenti industriali. Nell'ultima parte dell'indagine emergeva anche la presenza di altra sostanza cancerogena come il dicloretano, riconosciuto sostanza cancerogena fin dal 1978.

Il punto di partenza di questa indagine, effettuati i primi accertamenti, riguardava la serie che era impressionante di decessi e di malattie che i consulenti tecnici hanno sottoposto all'esame del Pubblico Ministero e le hanno posto in correlazione con la trattazione del CVM PVC. Per quanto riguarda gli studi che sono stati effettuati sulla pericolosita` della sostanza, va detto che i primi sospetti tossici su questa sostanza risalgono addirittura agli anni 40, addirittura nel 49, i consulenti tecnici che ne parleranno nelle prossime udienze. Poi una particolarita`, come cancerogenicita` di questa sostanza viene segnalata per la prima volta dal dottor Gianluigi Viola nel 1969. Ci sono pubblicazioni nel 1969, nel 1970, ci sono dei dati che vengono accertati e recuperati anche dall'istituto Regina Elena per lo studio e cura dei tumori di Roma, fin dal 1971, arriva all'istituto superiore di sanita` nel 1971 uno studio sull'oncogenesi di questo tipo di sostanze che vengono segnalate come estremamente gravi.

A differenza di altri stati esteri va detto che nel mondo occidentale, Stati Uniti compresi, questa situazione e` estremamente sottovalutata o tenuta volutamente nascosta. Per dare un esempio dei dati e di chi si accorgeva ad un certo punto della pericolosita` di questa sostanza, si pensi che addirittura nel 1969 era stato posto un limite per gli stabilimenti russi che producevano questa sostanza di 30 milligrammi per metro cubo, mentre nello stesso periodo gli Stati Uniti ne consentivano 1300, quindi con una proporzione estremamente diversa. La Montedison era a conoscenza, ai suoi massimi livelli, sia di servizio sanitario centrale, sia di direzione generale della divisione petrolchimica, sia di amministratore delegato, fin dal 1970, tanto e` vero che nel 1970, 71 iniziano con gli studi, viene incaricato il professor Cesare Maltoni, gia` allora un noto oncologo di Bologna, di approfondire le ricerche, in considerazione del fatto che gia` il professor Maltoni, avendo conosciuto l'esistenza gli studi del dottor Viola, come li aveva conosciuti il dottor Bartalini, responsabile del servizio sanitario Montedison e imputato in questo processo, aveva segnalato, aveva detto "vista la gravita` di questa situazione", ha detto "comunque questi studi vanno approfonditi, comunque anche se Montedison non vuole partecipare approfondiro` questi studi e pubblicamente segnalero` la situazione che ho rilevato e che cosa si e` verificato".

Questi primi studi si concludono, e dico si concludono documentalmente, perche' abbiamo un documento sequestrato ed acquisito agli atti, datato 17 ottobre 1972, dal quale emerge in maniera pacifica che ad una presenza maggiore di CVM corrisponde un aumento di situazioni di patologie tumorali, quindi a questa data Montedison sapeva ai massimi vertici, dal servizio sanitario centrale in su sicuramente, poi in fabbrica Porto Marghera a livello di direzione, perche' la cosa e` stata segnalata, che la presenza di questa sostanza procurava con il suo aumento un aumento delle patologie tumorali.

Su questo punto va detto che ultimamente ho ricevuto dagli Stati Uniti degli atti, dei documenti, dal quale risulta che in quel periodo gli italiani erano molto piu` avanti rispetto agli statunitensi, tanto e` vero che ci sono documenti dell'associazione chimici dei Stati Uniti, verbali di sedute che produrro` oggi tradotti, dai quali risultano discussioni in merito al fatto che i produttori europei e Maltoni in particolare gia` avevano risultati definiti letteralmente sorprendenti, che pero` si rifiutavano, cosi` e` scritto, di consegnare agli americani, documenti e dati che volevano tenere segreti per se', sulla cancerogenicita` della sostanza, salvo poi verificare e valutare negli Stati Uniti come nel momento in cui vengono resi edotti di tutti questi dati in maniera piu` celere rispetto agli europei, si sono mossi nel tentativo, in parte riuscito, di sanare i loro impianti.

Per quanto riguarda le patologie che sono state indicate dai consulenti del Pubblico Ministero, il Pubblico Ministero si riporta a quelle che sono le indicazioni che sono state fornite da loro e, sostanzialmente, e` da ritenere che il CVM sia responsabile di una sindrome complessa, e` caratterizzata da una o puo` alterazioni associate tra di loro. Le indico semplicemente e chiederemo ai consulenti medici di esplicitarle: acreosteolisi, epatopatia, piastrinopenia, microangiopatia periferica, che e` tipico il fenomeno di Reinol, pnemoconiosi. Per quanto riguarda i tumori c'e` un dato oggettivo e di fatto al quale intendo fare riferimento, ed intendo in questa maniera indicare la linea della pubblica accusa, ci sono le indicazioni fornite dallo Yark, che e` l'organizzazione internazionale, che fin dal 79 indica quali sono i tumori che vengono posti in relazione al CVM-PVC, e vengono indicati tra questi tumori i tumori al fegato, tumori primitivi del fegato, quindi sia l'angiosarcoma che altri diversi tumori primitivi diversi dall'angiosarcoma, tumori al polmone, tumori al cervello, e poi tumori al sistema emolinfopoietico, ed inoltre c'e` l'indicazione, seppur con minor grado di sicurezza, pero` sicuramente molto elevato, anche per i tumori alla vescica.

C'e` una successiva pubblicazione, a seguito ovviamente di studi ed approfondimenti dello Yark del 1987, che riguarda tra l'altro anche le polveri da PVC, e che ribadisce questi dati, e inserisce anche i tumori polmonari, melanomi, seppur con alcuni dubbi, come per il tumore alla vescica, pero` lo stesso attribuibile a questa lavorazione, quanto meno con una possibilita` piuttosto elevata, i tumori gastrointestinali, ed inoltre, e` molto importante per il nostro processo, i tumori della laringe o del laringe. Questo e` molto importante perche' riguarda in particolare coloro che lavoravano in contatto con le polveri e coloro che lavoravano in particolare nel settore dell'essacamento e dell'insacco.

Per quanto riguarda gli accertamenti di tipo impiantistico, e` ovvio che di fronte all'emergere di questa situazione sanitaria, definita grave, come dicevo prima, gia` dalla Fulc nel 77, sono state esaminate le questioni che concernevano gli impianti, la loro natura, il loro stato, la loro possibilita` di garantire gli operai dalla possibilita` di incorrere in patologie, quali quelle richiamate.

Sono state espletate diverse consulenze tecniche, alle quali si fara` richiamo durante l'audizione, dell'ingegner Nano, dell'ingegner Rabitti in particolare, le quali hanno sostanzialmente affermato l'inidoneita` delle modifiche che sono state apportate agli impianti, al fine di eliminare la presenza di gas CVM nell'aria, c'e` stata sicuramente una diminuzione nel tempo, pero` sicuramente non e` stata definitiva; ed inoltre, un altro dato importante, estremamente importante, e` quello della totale inidoneita` de facto e per contrasto anche con la normativa comunitaria e con la normativa italiana, dei sistemi di controllo, sistemi di controllo che non funzionavano per niente, ed illustrero` tra poco anche i motivi e su che punti. In certi casi addirittura va ricordato come fossero state segnalate richieste di chiusure di certi reparti, in particolare il CV6, un vecchissimo reparto, cosa che non e` mai stata presa seriamente in considerazione, questo reparto e` stato chiuso praticamente nel 1990, e, a differenza ad esempio quello che successe per altri reparti a rischio ecologico ambientale, come ad esempio e` successo per il reparto AS di Montefibre che non fa parte di questo processo.

Per tutto il periodo di proprieta` e gestione da parte della Montedison e della Montefibre, dei reparti CVM e PVC nelle loro varie denominazioni, ritiene il Pubblico Ministero che emerga pacificamente dagli atti la consapevolezza e la rimozione del problema rischio CVM da parte di tutti i dirigenti ai piu` vari livelli, e l'indagine e` partita da questo dato di fatto che in effetti molti casi di decesso sono stati riscontrati e molte patologie sono state riscontrate, anche i lavoratori assunti dopo il 1969, 1970, anche i lavoratori assunti dopo che la cosa e` divenuta di pubblico dominio nel 74-75 e che hanno lavorato per certi versi anche e soprattutto nel periodo di Enichem.

Il caso CVM e` scoppiato in tutto il suo fragore pubblicamente nell'autunno del 73, e casualmente non certo per volonta` degli italiani ed europei, perche' negli Stati Uniti presso la societa` "Goodrich" era emerso che erano deceduti per angiosarcoma epatico due operai, angiosarcoma epatico, una rarissima forma di patologia neoplastica gia` allora collegata e sicuramente collegata in maniera pacifica alla trattazione del cloruro di vinile e monomero.

Subito dopo viene accertato.. ovviamente negli Stati Uniti fanno uno studio a ritroso ed attribuiscono a questa patologia anche diversi altri casi di morte di operai. Si pone un problema all'interno dello stabilimento di Porto Marghera: che cosa fare? C'e` all'inizio agli anni 70 e fino al 75-76, una serie di prese di posizione documentate documentalmente in atti da parte dei sindacati, per il principio del MAC zero. Che cosa vuol dire MAC zero? MAC zero significa che si deve giungere ad una presenza di CVM nell'aria uguale a zero, sinteticamente questo e` il concetto. Si comincia a rifiutare la monetizzione del rischio ecologico ambientale alla persona, sicurezza dei lavoratori, e si chiede in maniera precisa, ripetutamente documentale la chiusura dell'impianto CV6.

Tanto che quando nel 74 diventa pubblica questa pericolosita` anche in Italia del CVM parte la proposta appunto di quell'indagine Fulc che finisce con la relazione del 12 marzo 1977.

Con quella richiesta di indagine Medicina del Lavoro dell'universita` di Padova ha esaminato 1646 persone che avevano avuto in passato e nel presente ovviamente a che fare col CVM-PVC; alla fine di quell'indagine dove si parla di una situazione complessiva sanitaria piuttosto grave, vengono indicate come da spostare 209 persone, anticipo un dato indicando che dal 12 marzo del 77, data della relazione, fino ad un anno dopo, aprile 78, di queste 19 persone ne vengono spostate solamente 11. Tra le persone non spostate risultano attualmente decedute 19 persone segnalate da spostare nel marzo 77, e non spostate, 19 tra cui Poletto morto il 25 maggio 98, e` uno di questi 19. Praticamente la gran parte di questi 19 se ne sono andati da quei reparti solo perche' morti, o solo perche' messi in cassa integrazione a causa delle condizioni di salute. Ad un certo punto bisogna dire che comincia un po' a cambiare la posizione del sindacato, nonostante queste richieste dure e molto forti nella fase iniziale, di fronte ad una situazione complessiva occupazionale politica che cambia, e cambia questa situazione praticamente a cavallo del 1976-77.

Va detto che di questa situazione, di queste contestazioni forti e dure del sindacato si erano interessati direttamente, come documentalmente risulta agli atti del processo, sia l'amministratore delegato, sia il Presidente Cefis di Montedison, sia l'ingegner Grandi amministratore delegato di Montedison. Erano venuti a Venezia, 4 hanno partecipato a riunioni, anche a Venezia, a livello sia da Regione, sia di Comuni, hanno scambiato lettera e documentazione perche' erano perfettamente a conoscenza come risulta della pericolosita` della sostanza, conoscevano benissimo quali erano le contestazioni e cercavano di dare giustificazioni del tutto teoriche e del tutto poi rivelatasi infondate, sia alla Regione, sia a tutte le varie forze politiche locali del Veneto. Fatto sta che, ad un certo punto, per una serie di circostanze viene ad attenuarsi un attimo la linea di durezza del sindacato. Perche'? Nel senso che rispetto a quella richiesta chiusura CV6 MAC zero si comincia a parlare di MAC tendente a zero. Il primo motivo e` sicuramente un dato di natura occupazionale, ed e` sufficiente vedere quelle che sono le statistiche tra il 74-76 per verificare come in effetti ad un certo per periodo tra il 74-76 si raggiunga il massimo livello di presenza di operai nell'ambiente di lavoro, mentre dal 76 in poi ci sia un calo costante delle presenze negli ambienti di lavoro per i vari reparti CVM-PVC; nel 74 759 occupati, nel 76 743 e poi a calare fino ai 408 dell'87, ogni anno ce n'era sempre qualcuno di meno.

C'era, ed e` notorio, con la crisi economica sicuramente imperante che pesava su questa situazione, e c'era stato anche, bisogna dirlo, un cambiata politico nazionale, c'era stato nel 77 un cambiamento che imponeva un dato storico, se ne puo` parlare anche nell'ambito processuale, il discorso del compromesso storico: c'e` agli atti, l'ho acquisito, un articolo con un'intervista, una pagina di Luciano Lama del gennaio del 78 che invita i sindacati alla moderazione, a non richiedere interventi, modifiche repentine, a trattare, a modificare i loro comportamenti duri e rigidi che c'erano stati, proprio per motivi occupazionali e motivi di cambio di linea politica; quindi ricatto occupazionale, cambio di linea politica, e un altro dato che ritengo che sia estremamente importante.. perche' sempre a cavallo di quel periodo c'e` anche il problema terrorismo. Il problema terrorismo che riguarda sicuramente anche questo processo, perche' ci sono state diverse persone proprio dello stabilimento Petrolchimico e proprio dei reparti CVM che sono state vittime del terrorismo. Ne leggo alcuni dati e li affronteremo durante il dibattimento, 29 marzo 79 c'e` un attentato dinamitardo all'abitazione del direttore dello stabilimento Montedison ingegner Cecchi. Novembre del 79 attentato dinamitardo al cancello di ingresso dell'ingegner Sauro Gaiba, imputato in questo processo, capogruppo dei reparti del CV della Montedison; 29 gennaio 80 c'e` un attentato mortale contro l'ingegner Sergio Gori, vicedirettore della Montedison; 23 febbraio 80 c'e` attentato incendiario ai danni del capo del reparto strumentisti dello stabilimento Petrolchimico, e sappia come quanto importante sia Il discorso strumentistico, come e` emerso e come emergera` nel corso di questo dibattimento; 25 aprile 81 un componente del consiglio di fabbrica subisce un principio di incendio sempre del Petrolchimico; 22 giugno 81 un sindacalista del consiglio di Padova fabbrica di Montedison subisce attentato incendiario alla vettura. Il 30 giugno dell'81 altro ordigno rudimentale contro l'abitazione del componente del consiglio di fabbrica De Bortoli, quello sopra indicato, e poi si arriva al massimo dell'escalation al luglio 81 con il sequestro e poi l'omicidio dell'ingegner Giuseppe Taliercio, direzione della Montedison. Quindi, di fronte ad una situazione globale cosi` difficile, cosi` di tensione, cosi' preoccupante, c'e' un cambiamento dopo il 76 di linea politica del sindacato, ed in maniera cinica, come vedremo anche per altri motivi, l'azienda ne ha approfittando lasciando andare le cose, e non intervenendo secondo quelle richieste che erano state fatte dall'interno della fabbrica.

Va detta ancora un'altra cosa, proprio per sottolineare questa cinicita` dell'azienda. Di fronte a questa grave situazione sanitaria, ambientale impiantistica, c'e` una nota del servizio centrale di manutenzione sul budget di manutenzione per gli anni 78 e 80, che viene indirizzata a tutti gli stabilimenti della Montedison che doveva indicare e servire per la redazione dei piani triennali. Voglio leggerne una parte perche' estremamente significativa: si dice "l'obiettivo primario e costante di tutta la divisione", e' a livello centrale, quindi comanda tutti gli stabilimenti, "e la competitivita` e` necessario cambiare completamente l'ottica e porsi sul piano di chi, rinunciando realisticamente ad attendere il prossimo ritorno di tempi facili, di fronte alla necessita` di fare quadrare il bilancio imposta ai propri programmi a rigido criterio di spendere solo quando e` assolutamente comprovatamente indispensabile". Siamo nel 78, piano triennale 81, non e` cambiata l'impostazione nel 97, perche' l'incendio del marzo 97 alla Montefibre e` successa la stessa cosa, i pezzi di ricambio richiesti mesi e mesi prima sono arrivati dopo l'incendio, il mese dopo, quando sono stati richiesti, questa e` l'ottica aziendale.

Continua quel documento: "negli altri casi bisogna correre dei ragionevoli rischi, non ha senso infatti affrontare oggi perdite di prodotto e costi sicuri per evitare conseguenze possibili in futuro, se non si e' accuratamente verificato che la loro gravita` e la probabilita` che si verifichino sono tali da non lasciare dubbi". Parla di "accettare una quota di rischi maggiore laddove il possibile danno sia previsto". Continua la cinicita`, "ognuno di noi paga un premio ad una societa` assicuratrice, per cautelarsi da rischi derivanti dall'uso di questa attivita`, che considerati nell'ambito individuale possono essere gravissimi, nell'insieme di una comunita` peraltro gli assicuratori prosperano perche' la somma dei danni e` sempre inferiore alla somma dei premi pagati agli individui", cioe' conviene assicurarsi e lasciare perdere il resto, non pensiamo a sistemare sotto il punto di vista di sicurezza gli impianti, e concludo su questo punto con l'ultima frase, "analogamente rischi di affidabilita` che potrebbero essere non accettabili se considerati nell'ambito di un singolo impianto, diventano accettabili se sono frutto di una mentalita` estesa ad un intero stabilimento o una divisione, e qui adesso siamo a discorrere appunto di quel frutto, di quei rischi di affidabilita' per centinaia di patologie". Col passaggio degli impianti dalla Montedison ad Enichem non sono cambiate molto le cose.

Va ricordato storicamente passaggio di consegne e va indicato nel marzo del1983, per quale motivo? Perche' nel marzo del 1993 c'era una societa` di nome Riveda che era sostanzialmente e sinteticamente, ne parleremo nel corso del dibattimento, una scatola vuota, nel senso che a questa societa` Montedison fa confluire tutti i suoi impianti dell'azienda, della gestione CVM-PVC, perche' Montedison all'epoca intendeva liberarsi di questi impianti ed ovviamente aveva mollato ormai tutti i controlli all'interno di questi impianti, aveva completamente dimenticato, tralasciato la manutenzione, tanto che aveva provato con una societa`, Enoxi, attraverso i contatti lo stesso con Enichem, perche' Enoxi e` una societa` di Enichem, di Eni, della Oxivental Petroleum, gia` nell'82 di combinare questo passaggio dalla Montedison al gruppo facente capo poi all'Eni. Nell'83 si concretizzano questi contatti con la societa` Riveda, il 16 marzo del 1983 gli impianti CVM e PVC di Porto Marghera, dalla societa` Montepolimeri, che e` societa` figlia di mamma Montedison, passano alla Riveda S.r.l. e contestualmente il 17 marzo la Riveda viene acquistata da Enichimica che poi prendera` il nome Enichem e c'e` un contestuale affitto di azienda dalla Riveda S.r.l. a Polimeri.

Questa situazione di cogestione sostanziale, perche' ovviamente la proprieta` viene passata ad Enichem e la gestione rimane a Montepolimeri, cessa definitivamente l'1 giugno 1987, quando anche la gestione del CVM-PVC passa all'Enichem e c'e` questa risoluzione del contratto di affitto d'azienda con Montepolimeri.

Dicevo che nulla e` cambiato dopo questo passaggio di consegne, perche', sostanzialmente, del problema CVM-PVC nessuno si e` curato. Ora, l'impostazione dell'accusa e` nell'ottica di reati di natura colposa sia pure con la previsione dell'evento e rientra sicuramente nei doveri, competenze, obblighi giuridici dell'imprenditore nelle sue varie esplicazione di verificare lo stato e la qualita` degli impianti di cui e` proprietario, che comunque gestisce.

Il ritenere completamente superato come tra l'altro qualcuno degli imputati ha semplicemente ammesso, anche durante gli interrogatori, durante il Pubblico Ministero e` sicuramente una valutazione totalmente errata, e` frutto quanto meno di gravi negligenze, imprudenza e imperizia, perche' come era gia` emerso nel corso di tutta una serie di accertamenti tecnici effettuati dalla societa` Tecneco gia` nel 1974 e come vedremo e dalla societa` American Prysal nell'ottobre del 1988 e quindi anche dopo l'intervento di Enichem, i reparti della Montedison e poi dell'Enichem oggetto dell'odierno procedimento penale erano tutt'altro che sicuri. Qualcuno di questi, come ad esempio il reparto CV6, chiusi dopo il 1990, era sicuramente una situazione disastrosa, tanto che dovettero intervenire per calmare gli animi come accennavo, ancora nel corso degli anni 80 sia Cefis che Grandi.

Per quanto riguarda lo stato di questi impianti, oltre alla documentazione, all'audizione dei consulenti, sara` sicuramente interessante sentire dei testimoni. Ne ricordo uno solo, che e' l'ingegner Sergio Bianchi, che ha lavorato prima per la Montedison e poi anche per l'Enichem e che ha conosciuto gli impianti sia da una parte sia dall'altra. Da queste dichiarazioni emerge la situazione scadente fin dal 1975 in cui si trovavano tutti gli impianti CVM-PVC di Porto Marghera ed in particolare il CV6.

Lo stesso ingegner Bianchi che ha partecipato alle operazioni di valutazione di questi impianti parlava di impianti per i quali lui stesso riteneva inevitabile la chiusura, ed in questo senso in maniera chiara, dando ragione a quelle che erano le richieste primarie della Fulc come poi sono venute modificandosi con interventi piu` blandi.

Negli anni successivi invece e` stato fatto poco, come e` stato verificato, oltre che nel corso degli anni 70, anche nell'82 e nell'88 dall'ingegner Bianchi, che revisiono` questi impianti di Porto Marghera in occasione di una valutazione dei medesimi fatta in vista della cessione degli impianti di cui parlavo prima alla Enoxi Italia nell'82 enel 1988 alla costituzione in relazione alla costituzione di Enimont, costituzione di Enimont che risale agli anni 88-89. Per quanto riguarda il periodo di passaggio tra Montedison ed Enichem di cui parlavo prima, il discorso della societa` Riveda e poi fino all'87, va rilevato come negli atti di cessione degli impianti ed anche negli atti di affitto di contratto d'azienda, vengaindicato in maniera specifica quali dovrebbero essere poi le responsabilita` delle societa` che subentrano, visto che Enichem tende a spostare in avanti la sua responsabilita` per quanto riguarda questi impianti, voglio ricordare l'Art. 10 dell'atto del marzo dell'83 nel quale si dice, ad un certo punto, che gli esiti.. intanto il conferimento degli impianti CVM-PVC viene effettuato sulla base della situazione patrimoniale dell'azienda alla datadel 30 ottobre 82, e dice "ne consegue che gli esiti positivi o negativi della gestione e i relativi rischi sono fino ad oggi", cioe` 16 marzo 83 "ad esclusivo favore o carico della societa` conferente dalle ore 24 di oggi esclusivo favore o carico della conferitaria". Quindi Enichem subentra nelle sue responsabilita` anche negative quanto meno dal 16 marzo del 1983.

Per quanto riguarda l'individuazione degliindagati all'epoca, poi divenuti imputati. Ho gia` segnalato la complessita`, anche della metodologia e del tipo di processo di indagini, cosi` come sono state affrontate, che sicuramente andavano affrontate in maniera nuova, perche' il problema, anche esaminando tutti i vari processi, non solo nella zona di Marghera, ma anche che si erano verificati in Italia in questa materia, avevano creato diversi problemi, in relazione alle responsabilita` all'interno dell'azienda, perche' c'e` sempre stata, come e` anche comprensibile da un punto di vista umano, una attivita`.. c'e` sempre stato un atteggiamento di scarica barile dal luogo dove si trovava lo stabilimento alla direzione centrale, ai responsabili della societa`.

Nei casi in cui venivano individuati come responsabili i direttori dello stabilimento, ad esempio li` dove si arrivava col direttori dello stabilimento perche' al massimo in genere si arrivava ai capi reparto, c'era uno scarico di responsabilita' verso l'alto e verso il centro, e quindi, alla fine, con la soluzione, con comunque all'uscita del processo dei responsabili locali, tutte le indagini si concludevano con nulla di fatto. Nei pochi casi contrari in cui qualche volta sono stati indicati responsabili a livello centrale, c'e` stato uno scarico di responsabilita` verso il basso, dicendo che a livello centrale non erano a conoscenza specifica e concreta di quello che succedeva in loco ed in particolare a Porto Marghera. Quindi la scelta del Pubblico Ministero e della Pubblica Accusa, sin dalla fase delle indagini preliminare, e` stata quella di individuare nello stesso contesto processuale i responsabili locali e centrali, in maniera tale da fornire al Tribunale che dovra` esaminare ed ai successivi gradi di giudizio quelle che sono le responsabilita`, perche' nella pienezza del contraddittorio il Tribunale possa valutare ed individuare a che livello c'erano le responsabilita`, a che livello dovevano arrivare oppure fermarsi.

Per quanto riguarda le responsabilita` delle singole societa` e dei funzionari o dirigenti delle societa`, Montedison e` rimasta proprietaria, come dicevo, fino al 16 marzo dell'83 e gestore fin dall'1 giugno dell'87, a seguito di quel contratto di affitto di azienda, e quindi tutti i responsabili per questo periodo, a livello direttore di stabilimento, responsabile sanitario servizio centrale, responsabili delle divisioni e responsabili societari ovviamente ancora viventi. Per quanto riguarda Enichem, nella stessa logica, fin dal periodo in cui ha acquisito la proprieta` degli impianti e quindi dal 17 marzo del 1983.

Per quanto riguarda Enimont ha avuto il conferimento degli impianti di Montedison il 30 giugno del 1989, e quindi dall'89 in poi fino a quando si sono verificati questi fatti e questi eventi. Da ricordare a questo proposito che l'uno diventa direttore dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, passando attraverso le varie societa`, come praticamente e` sempre successo, il dottor Pisani che e` imputato in questo procedimento ed e` stato nominato nel periodo ancora di Enimont.

Per quanto riguarda la societa` Montefibre il reparto incriminato era il reparto VT2, che e` stato chiuso soltanto alla meta` del 1977 pur essendo a rischio notorio, come sapevano e come diranno anche gli operai e i testi che sono stati indicati, fin dal 1972.

Ci sono stati degli stralci per quanto riguarda i periodi di indagine e rimane fuori da questo processo il periodo di acquisizione degli impianti da parte di EVC ed in particolare nel corso degli anni 90, per una serie di considerazioni, in primo luogo perche' una circostanza che hanno segnalato i medici-legali riguarda la lunga latenza delle patologie, che possono emergere a distanza, come purtroppo vediamo, a distanza anche di 10-20-30 anni e quindi i dati sono troppo freschi e troppo recenti per poterli verificare per questi anni 80, e perche' storicamente credo che fino a tutto il 1990, fin dall'entrata in gioco di EVC sia possibile affermare la penale responsabilita` degli imputati che sono stati portati a processo. EVC e` per il momento fuori da questo procedimento e fa parte dell'indagine stralcio.

Ci sono, prima di passare all'ulteriore esame delle posizioni degli altri reati, delle ulteriori considerazioni che vanno fatte: per quanto riguarda Enichem avevo gia` accennato al fatto delle patologie che riguardano operai che anche e soprattutto negli anni della gestione Enichem, fino al 1990 ed anche 93 hanno avuto a che fare con questi reparti, e ricordo che EVC e` una societa` sia autonoma, pero' della quale fa parte Enichem. C'e` l'ICI inglese, ma c'e` anche Enichem, quindi Enichem comunque continua, e Quindi anche quelli che sono stati direttori, anche i primi anni 90, questi hanno continuato comunque nella loro attivita` che eventualmente dovra` essere verificata in seguito.

Ci sono poi un gruppo.. un paio di situazioni piuttosto gravi, piuttosto forti che voglio segnalare processualmente e sono in particolare: la prima e` quella degli autoclavisti, sulla quale voglio fornire indicazioni di tipo numerico per dare quasi il significato, il senso della gravita` della situazione. Sono stati verificati dai nostri consulenti nella fase di indagini preliminari 18 decessi di autoclavisti. Di questi 18 decessi 16 hanno avuto cause neoplastiche, e cause attribuibili e correlate a tumori primitivi del fegato o addirittura ad angiosarcoma epatiche, sono 13 su 18, credo che questi dati siano impressionanti proprio per dare conto di una certezza che sicuramente giungera` anche a livello processuale ad affermazione di penali responsabilita`.

Altri dati estremamente importanti e significativi riguardano le cooperative, riguardano le coorti, le sottocoorti degli insaccatori, cosi' come sono state esaminati dai consulenti tecnici, questi lavoratori delle cooperative che hanno avuto, se fosse stato possibile, ancora meno tutela e meno garanzie rispetto agli altri operai, e tra l'altro proprio in espressa violazione dei principi di legge che parlano comunque di una tutela di tutti coloro che entrano a lavorare in qualsiasi maniera e qualsiasi titolo all'interno di uno stabilimento, quasi che questi dipendenti delle ditte di appalto, che venivano spesso addetti ai lavori piu` faticosi, piu` rischiosi, e sicuramente anche piu` umili, fossero, come gia` scrivevo nella richiesta di rinvio a giudizio, della vera e proprio carne da macello che non era degna di alcuna considerazione, e dico cio` perche' volutamente i documenti dell'azienda vengono volutamente escluse dalle zone che dovevano essere sottoposte ad un minimo di controllo le zone dell'insacco, quindi questo vuol dire dell'insacco non ci curiamo, e questo in maniera sicuramente illecita, addirittura fuori dalle zone considerate a rischio. Questa categoria era sicuramente una categoria di lavoratori a rischio come e` emerso anche dalle indagini medico-legali ed epidemiologiche. Tra l'altro recenti indagini di cui ci parleranno i consulenti tecnici del Pubblico Ministero, effettuate e concluse di recente anche negli stabilimenti di Ravenna e Ferrara ci vengono a dire che ci sono gravissime patologie per tutto l'apparato respiratorio e in particolare per la laringe, sulla quale inizialmente c'erano dubbi. Un'altra situazione grave, perche' volutamente e` stata tenuta fuori dai sistemi di controllo, era la situazione che riguardava il cosi' detto impianto pilota, che ha subito varie denominazioni nel corso del tempo e che, pensate, e` stato chiuso su ordine della Provincia di Venezia il 2 febbraio di 96, di recente, e non aveva mai ottenuto autorizzazioni, era sprovvisto di qualsiasi sistema di controllo, e tra quegli operai che sono passati attraverso l'impianto pilota ci sono 13 che sono segnalati come positivi nelle consulenze del Pubblico Ministero, e ci sono 4 casi di decesso, sprovvisti di qualsiasi sistema di controllo.

E d'altra parte, va detto, ancora per la parte, visto che tende a tirarsi fuori e limitare le proprie responsabilita` Enichem, che non era molto complicato rendersi conto del cattivo stato sotto il profilo ambientale degli impianti CVM e PVC di Porto Marghera, bastava leggere, come e` stato fatto, e comunque non nascondere gli esiti dell'indagine dell'ottobre del 88 della American Prysal Italia S.r.l. che in sole tre settimane e` stata in grado di attestare la situazione di tutti gli impianti italiani e le loro magagne appartenenti a societa` sia di Montedison che di Enichem. Ma di questa indagine parlero` nella parte che riguarda l'inquinamento ambientale in maniera piu` specifica.

Accennavo al dicloretano, perche' la vicenda del dicloretano e` emersa solo nella fase finale delle indagini preliminari e comunque questo effetto cancerogeno del dicloretano del trattate nei reparti CV11, CV22, CV323, tra l'altro CV22, 23 sono reparti costruiti nei primi anni 70, gli altri sono tutti precedenti, questo e` effetto e` noto, come dicevo, fin dal 78 e causa eccessi di tumori gastrici e leucemie.

Va dato atto in relazione ancora a questa situazione del dicloretano, e' emersa un'altra vicenda che riguarda i sistemi di controllo e di monitoraggio all'interno dell'ambiente, basta pensare che un sistema di modifica di controllo all'interno dell'azienda, invece che farlo col gas cromatografo, era possibile sin dai primi anni 80, da fine anni 70, effettuarlo con lo spettrometro di massa, non mi dilungo in questa sede ad illustrare le differenze, lo faranno i consulenti tecnici, spettrometro di massa, ben noto, perche' ad esempio l'azienda inglese, poi intervenuta, l'ICI intervenuta a Porto Marghera, in Inghilterra l'aveva introdotto ben prima che a Porto Marghera, e quindi era possibile con quello spettrometro di massa verificare sin dai primi anni 80 in maniera precisa, puntuale, sicuramente piu` significativa la presenza di un gas e dell'altro, e di quanti altri gas avesse voluto all'interno di uno stesso reparto, e questo non e` stato fatto.

Sui sistemi di controllo, illustreranno i consulenti tecnici tutte le varie magagne, perche' non funzionano, mi limito soltanto a due dati, per segnalare come nel marzo del 1975 avessero praticamente fatto entrare a vigore il sistema del gas cromatografo per verificare la presenza del CVM in certi reparti. Nel marzo del 1975 non intervengono interventi, non ci sono interventi e modifiche agli impianti significativi consistenti e comunque puntuali, da quando entra in vigore il gas cromatografo improvvisamente precipitano i dati di presenza CVM nell'aria. Il significato e` chiarissimo, bastava tararlo in una certa maniera piuttosto che in un'altra, per questo senza modificare gli impianti da febbraio a marzo 75, il CVM praticamente sparisce. Non era solo una magagna del 75, perche' nel giugno del 1996, accompagnato dai consulenti, dalla forestale e dalla Guardia di Finanza, arrivo improvvisamente, senza ovviamente avvisare EVC nell'impianto che produce tutt'ora CVM a Porto Marghera, per fare dei controlli, se funziona questo gas cromatografo nell'estate del 96 ed anche li` ce lo illustreranno i consulenti verifichiamo che c'era una regolazione, un'alterazione dei flussi d'aria che non consentiva un controllo della presenza di gas CVM nell'ambiente di lavoro. In pratica e` successo, e` stato rilevato, abbiamo individuato testi, ne riparleremo, nel momento in cui interveniamo erano alterati i sistemi dei dati e nel momento in cui si va a mangiare il panino per il pranzo interviene qualcuno dell'azienda a sistemare i flussi di recupero dell'aria e del gas, ed anche questo e` stato individuato ed anche di questo parleremo.

Il che vuol dire che da quel marzo 75 a giugno del 96 non e` possibile attribuire alcuna sicurezza scientifica, alcuna fiducia ad un gas cromatografo che viene alterato con l'apertura o con la chiusura di una semplice pompetta e di un semplice rubinetto.

Ancora due punti prima di concludere questa parte: uno riguarda il ricordo, la segnalazione della natura di questa sostanza, CVM, professor Cesare Maltoni, ma tutti ormai da tanto tempo lo dicono, e` sostanza cancerogena multipotente, il che e' significativo che da quando si viene a sapere dall'inizio degli anni 70, quando una sostanza e` multipotente vuol dire che puo` colpire chiunque e dovunque, non esiste quindi una soglia biologicamente sicura per nessuno, dipende soltanto dalla persona e dall'esposizione il fatto di potere subire una malattia a causa di questa sostanza. Esiste soltanto una soglia socialmente accettabile, socialmente accettabile sarebbe meglio dire aziendalmente accettabile, e socialmente solo perche' chi doveva controllare non ha controllato e ha accettato che quell'economicamente accettabile ed aziendalmente accettabile divenisse socialmente accettabile.

Ultimo dato sul punto: sicuramente di margine, sicuramente pero` anche indicativo, e` come verificheremo che mentre fossero sufficienti certe spese di alcune decine di milioni, ad esempio per introdurre gas cromatografi di massa per i controlli su ogni punto dove lavorava un operaio, su ogni zona specifica di lavoro, e mettere piu` gas cromatografi con poche decine di milioni, negli anni sia Montedison che Enichem non hanno lesinato miliardi, non dico per le tangenti, ma anche di questo si parlera`, e documentazione esiste agli atti, comunque il fatto e` ormai notorio, ma anche di spese di stampe e pubblicita`, per i gas cromatografi, per le modifiche i soldi non ci sono, per fare stampa, pubblicita` e congressi per la propria immagine i miliardi si sono sempre spesi fin dagli anni 70.

Prima di passare alla parte ambientale, voglio affrontare la questione autonoma del dottor Pisani per il quale e` stato disposto il rinvio a giudizio per simulazione di reato e procurato allarme. L'ingegner Pisani direttore dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera nel 1995, ma fin dall'entrata di Enimont nella vicenda.

E` una vicenda sicuramente strana, che pero` sicuramente getta molta luce sull'intero comportamento aziendale, e' sicuramente una vicenda non unica nella storia di queste false denunce di sabotaggio in situazioni molto delicate. Ed allora comincio dalla storia perche' mi ricordo che nel 1972, in epoca in cui era direttore di stabilimento prima uno degli attuali imputati, Sebastiani e vi subentra poi nel 73 Valotti che e` deceduto, e per questo non e` imputato in questo procedimento, nel 1972 si verificarono nello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera numerosi e vari incidenti, ampiamente ne parlo` la stampa, come risulta agli atti, ci furono polemiche a livello politico e sindacale, intervennero due Pretori che parteciparono anche a riunioni con i sindacati, per cercare di capire, di verificare la situazione, la cosa che venne fatta in quella grave situazione sociale, ormai, non solo aziendale, fu una denuncia per sabotaggio, fatta il 12 novembre del 73 dal direttore dello stabilimento Valocchi; di fronte a gravi incidenti, di fronte ad intossicazioni, di fronte a tutta una serie di episodi che stavano destando molto clamore, il direttore dello stabilimento Valocchi fa una denuncia per sabotaggio, poi, ovviamente, finita assolutamente nel nulla. Non e` stato l'unico caso, perche' anche molto di recente e` successo, e riguarda soltanto marginalmente questo processo, pero` va detto, perche' e` successo da parte dei responsabilita` della societa` Union Carbai, soci di Eni, guarda caso, e vi diro` chi e' questa societa` Union Carbai: nel 95 tra febbraio e marzo del 95 viene costituita una nuova societa` Europa Polimeri tra la Union Carbai e la societa` Eni, e nel febbraio del 1995 la Union.. i responsabili Carbai fanno dichiarazioni pubbliche riportate con intervista alla stampa, in relazione all'incidente di Boppal, di cui era responsabile la Union Carbai, Boppal, per chi non lo ricorda, e` quel gravissimo episodio in India che causo` il 3 dicembre dell'84 oltre 2 mila morti, responsabile Union Carbai; il 28 febbraio del 95, responsabile di Union Carbai dico che Boppal fu un sabotaggio. Tre giorni dopo, il direttore Pisani dello stabilimento, anzi, il 31 marzo 95, quando cominciavano ormai le polemiche su indagini a Porto Marghera note e per cui pende questo processo, con interventi della magistratura in fabbrica, polemiche a livello sindacale, polemiche a livello politico, polemiche a livello ambientalista, l'ingegnere Pisani non trova di meglio che presentare una denuncia di sabotaggio per un incidente che si era verificato all'interno del suo stabilimento.

Le consulenze tecniche in atti sono sicuramente significative, sicuramente non era sabotaggio, sicuramente non c'era l'azione dolosa di qualcuno, il fatto era dovuto o a casualita` o comunque ad incompetenza degli operanti. Si approfitto` di quella situazione, di quel periodo storico per rinnovare una denunzia di sabotaggio. Quando la magistratura apri` questa indagine per simulazione di reato e procurato allarme, allora rientro` questo allarme e venne riconosciuto dagli stessi di Enichem che non si trattava assolutamente di sabotaggio ma si trattava di errore.

Ho ripercorso la storia per dire che non e` casuale il tentativo di scaricare sugli operai e sui lavoratori certe situazioni che invece bisognerebbe guardare all'interno delle proprie aziende. Passo alla seconda parte, che e` quella che riguarda la parte ambientale.

La prima richiesta di rinvio a giudizio era quella del 16 dicembre 1996, quella per la parte ambientale essenzialmente, riguardava anche l'avvocato Necci, era del 9 dicembre 1996.

Nell'ambito di quelle indagini su CVM erano emerse tutta una serie di responsabilita` anche in materia ecologica-ambientale attribuibili in maniera sicuramente diversa a persone che avevano ricoperto nel corso del anni ruoli e funzioni all'interno di societa` facenti parte del gruppo Montedison e del gruppo per sintetizzare Enichem, di mamma Montedison e di mamma Enichem, piu` matrigne che mamme. Per questo motivo le indagini erano state effettuate sia dalla Guardia di Finanza, della seconda compagnia del Corpo Forestale, e con la collaborazione di esperti e consulenti tecnici sia italiani che stranieri. All'esito delle indagini sono state formulate le accuse secondo tre ipotesi d'accusa: la prima riguarda l'abbandono di rifiuti industriali tossico-nocivi e la realizzazione e la gestione di discariche risalenti al periodo 70-88 sia all'interno che all'esterno dello stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, questo e` la prima. La seconda ipotesi l'avere omesso di rimediare gli inquinamenti di cui ho parlato adesso, come ritiene il Pubblico Ministero ed imposto dalla normativa, e l'avere di conseguenza contribuito ad aggravarne le conseguenze. La terza ipotesi d'accusa e` l'avere determinato ancora piu` gravi inquinamenti in particolare da diossine, a seguito dell'attivita` degli impianti di clorosoda, degli impianti di produzione di CVM, composti organici clorurati e comunque di trattazione e lavorazione del cloro e dei suoi derivati in qualsiasi maniera, quindi piu` ampia rispetto alla situazione del solo CVM. Per quanto riguarda la lettera a) sono indicate le persone per cui e` stato disposto in rinvio a giudizio e non sto a ripeterle.

Il periodo che riguarda questo tipo di inquinamento va limitato all'anno 1988 al seguito di accertamenti che sono stati fatti, perche' e` stata acquisita documentazione sia presso enti pubblici, Regione, Provincia e con molta fatica al Comune di Venezia, sia presso l'Enichem, sono stati effettuati degli studi aerofotogrammetrici, degli approfondimenti al computer al fine di verificare i tempi di formazione di queste aree di abbandono, di queste discariche nel territorio veneziano.

La gran parte degli scarichi inquinanti abusivi risale sicuramente al periodo 70-85, mentre sicuramente successiva e` la gestione di una specifica discarica, per questo si parla dell'88, in quanto su una discarica in particolare, il Presidente, l'allora Presidente della Montedison Gardini, tra l'87-88 realizzo` un eliporto, previa copertura con cenere di carbone e riporto di terriccio, nonche` sistemazione del fondo. Sul punto ci sono anche le fatture che documentano i lavori quando si sono completati e quindi sicuramente a quella data va ritenuto che si sia completata l'attivita`. Per quanto riguarda la seconda ipotesi di reato, cioe` l'avere omesso di rimediare a questi inquinamenti, va detto che questi inquinamenti causati dalla Montedison fossero sicuramente notori, tanto piu` tra i dirigenti sia della Montedison che dell'Enichem in servizio a Porto Marghera, perche' sono passati da una societa` all'altra, in vari periodi e come verra` documentato, e come loro stessi peraltro hanno anche riconosciuto in sede di interrogatorio davanti al Pubblico Ministero, e per questo motivo, risultando che per anni queste discariche di origine Montedison non sono state oggetto di bonifica nonostante la comune consapevolezza della loro esistenza, si chiede che venga svolto questo processo nei confronti innanzitutto dei responsabili dello stabilimento che si sono succeduti nell'epoca che ho indicato a Porto Marghera. Questa situazione di grave degrado ambientale a Porto Marghera era non solo noto all'interno di questi dirigenti, ma era anche ormai fatto notorio, perche' ovviamente in una situazione come quella veneziana, dimostreremo anche dalla documentazione che verra` acquisita, ne ha parlato ampiamente stampa, ne hanno parlato ampiamente a tutti i livelli anche politici, per cui questo fatto era sicuramente noto in maniera specifica anche a tutti i vertici societari che si sono succeduti tra Montedison, Enichem ed Enimont.

C'e` ancora di piu`: l'indagine che e` stata effettuata dall'American Prysal nel 1988 e` estremamente significativa di come Montedison ed Enichem fossero pienamente a conoscenza di questa situazione. Ci sono agli atti delle lettere di incarico firmate dai responsabili amministrativi e finanziari di Montedison ed Enichem in vista della costituzione della nuova joint-ventur Enimont S.p.a. Questo incarico che Montedison ed Enichem stesse attribuiscono a questa societa` esterna di verificare lo stato degli impianti, da` degli esiti che direi proprio sono strabilianti, l'incarico viene affidato per accertare lo stato fisico degli impianti in relazione alla loro capacita` di massima di operare nel rispetto delle vigenti norme in materia di prevenzione dell'inquinamento ambientale e alle loro capacita` produttive.

Faccio una parentesi dicendo che qui da subito ed inopinatamente ancora una volta nessuno chiede un accertamento che tenesse conto dei problemi di sicurezza ed igiene dei lavoratori.

I lavoratori per definizione vengono esclusi da questo tipo di accertamento. Discorso di prima, carne da macello, pero` siccome all'esterno l'inquinamento si vede, questo crea problema all'azienda, come scriveranno loro stessi. Scelta illuminante. Nel corso dell'indagine questa societa` American Prysal che cerca di svolgere questa sua ricerca, questo suo studio nella maniera piu` seria possibile, piu` volte chiede la documentazione completa ai vari stabilimenti, sia verbalmente che per iscritto come risulta, e questa documentazione non viene fornita nella completezza, le societa` dicono "tu lavora con quello che hai visto, con i dati che ti abbiamo dato", quindi anche con carenza di documentazione, e nonostante questo, dopo poche settimane, di una bozza che viene chiamata all'inglese draft, una bozza di rapporto che e` datata 16 ottobre 1988, l'American Prysal, parla di tutti gli stabilimenti e su Porto Marghera segnala che innanzitutto non erano state fornite le analisi relative alle acque clorurate inviate all'impianto CS30 per lo strippaggio e alle acque di processo, inviate al depuratore biologico, nonostante le ripetute richieste, non l'hanno mandato nell'88, nel 96-97-98 sappiamo perche', visti gli accertamenti fatti dalla magistratura, e vediamo quali limiti sono stati superati, quali problemi sono stati causati e ne discuteremo. Ancora, l'American Prysal segnala nella draft: i rifiuti solidi vengono inviati in parte a discarica non caratterizzata, in parte all'inceneritore della Montelco, in parte vengono stoccati provvisoriamente all'interno dello stabilimento, provvisoriamente, una marea di anni a non finire, provvisorio che diventa definitivo.

Viene ancora segnalato nella bozza: relativamente alle emissioni in atmosfera si evidenziano per le alte concentrazioni di inquinanti gli impianti, siamo ad ottobre 88, CV6, CV22, CV23, CV24, PA24 plastificanti che fa parte del gruppo CVM e PVC e BC1 cloruro di benzile. Questi dati che gia` di per se' bisogna dire configurano e prospettano ipotesi di reato, e che riguardano periodo di gestione degli impianti parte di Enichem Anic, quindi una delle societa` di mamma Enichem, venivano pari pari riportati nel rapporto finale del 21 ottobre 1996, pero` venivano omesse delle osservazioni, che invece erano state inserite nella bozza. Queste osservazioni erano: problema dello smaltimento dei rifiuti, effettuato in strutture interne agli stabilimenti che non sembra possano rispondere ai requisiti oggi imposti dalle normative e` un problema generale dell'industria chimica. Si raccomanda un'indagine piu` approfondita sui terreni interni e gli stabilimenti Enichem e Montedison utilizzati in passato per lo smaltimento dei rifiuti, onde accertare eventuali pericoli di contaminazione delle falde sottostanti; e` superfluo sottolineare, questo ancora piu` grave, che situazioni del tipo appena descritte, possono causare seri problemi economici e di responsabilita` civile e penale per i futuri proprietari delle aree in questione. Questo lo sanno, lo scrivono in documenti che sono stati trovati materialmente perche' sequestrati dalla Polizia giudiziaria, comunque acquisiti, sia da Enichem, sia da Montedison, sia l'American Prysal e bisogna dire che spontaneamente questi documenti nessuno ce li ha consegnati, che sono giunti casualmente all'esame del Pubblico Ministero, perche', ad un certo punto, casualmente arrivano delle parti omissate, usando un brutto termine, delle parti, documenti delle trattative Eni-Montedison con omissis che destano curiosita`. Allora la curiosita` viene soddisfatta con l'invio della Guardia di Finanza nelle sedi di Enichem, di Montedison dell'American Prysal dove si ritrovano tutti questi documenti nella loro completezza.

Queste frasi, che erano cosi` significative, che dicevano in maniera chiara "attenti a questa situazione di pericolo, si parla di responsabilita` anche penale", oltre a parlare di ' seri problemi economici, vengono cancellate dal rapporto finale del 21 ottobre 88 su indicazione dei vertici tecnici, Enichem e Montedison, impegnati nelle trattative, vertice a cui questa bozza draft del 16 ottobre era stata consegnata.

D'altra parte bisogna dire che era stato dato l'incarico specifico ai vertici di Eni e di Enichem da parte del Ministro delle Partecipazioni Statali al fine di verificare la situazione degli impianti tenendo conto dello Stato in ottica di sicurezza, salvaguardia e compatibilita` ambientale, e` un dato storicamente sicuro perche' c'e` una lettera del Ministro datata 5 agosto 88 mandata al Presidente dell'Eni, che era sicuramente girata ad Enichem, al fine di condurre le trattative e di concludere con Montedison; queste erano almeno cartolarmente le indicazioni del Ministro e queste indicazioni non sono state seguite, e risulta dalle dichiarazioni che sono state fornite in sede di audizione al Pubblico Ministero che queste disposizioni ministeriali passaronosicuramente al Presidente dell'Enichem allora Lorenzo Necci, e da lui ai dipendenti ingegner Sernia ed ingegner Burrai, responsabili a loro volta di Enichem Anic. Invece questi integrali rapporti di American Prysal non sono stati consegnati dal Presidente avvocato Necci all'Eni ed anzi, questa parte e` stata eliminata ed e` stata mandata solo una sintesi di tre scarne paginette come documentalmente e` provato dai documenti che verranno acquisiti, quindi c'e` quest'opera sicuramente documentalmente di occultamento di atti.

Questa lettera successiva che finisce ad Enichem, che finisce poi nell'atto conclusivo di accordo tra Montedison ed Enichem, viene inserita come rapporto ambientale, viene inserita come sintesi di rapporto ambientale e fa parte degli atti che vengono sottoscritti dall'Eni al fine della costituzione di Enimont, si tratta dell'allegato Q alla convenzione costitutiva di Enimont che e` datata 15 dicembre 1988. Questi dati sulla situazione ambientale non vengono sicuramente inseriti, portati all'esame dei vertici di Eni.

Le prove documentali, tra l'altro un fax acquisito, e testimoniali del dottor Giorgescu dell'American Prysal e del ragionier Riva di Enichem danno contezza del fatto che sicuramente il responsabile di questa opera di occultamento allo stato degli atti deve essere ritenuto il Presidente dell'Enichem avvocato Lorenzo Necci, che era interessato ovviamente a chiudere il piu` in fretta possibile queste trattative tra Montedison ed Enichem per la costituzione di Enimont di cui sarebbe divenuto Presidente. La segnalazione di queste magagne, cosi` chiamiamole, avrebbe sicuramente ritardato queste conclusioni. All'avvocato Necci e` stato chiesto, l'11 novembre 96, quando e` stato interrogato come indagato per la prima volta, di spiegare qualche cosa, l'avvocato Necci ha dichiarato "non mi ricordo, ci pensero` e chiariro`". Stiamo ancora aspettando il suo pensiero e i suoi chiarimenti. Questo comportamento di tipo sia commissivo, sia omissivo per quanto indicato, ha avuto sicuramente gravi conseguenze per l'ulteriore deterioramento dei siti inquinanti e non ha registrato nessuna modifica di rilievo fino all'agosto del 95, in quanto solo in tale epoca l'11 agosto del 95 Enichem, e cioe` a processo gia` ormai avviato, ha presentato alla provincia di Venezia un progetto per la bonifica delle aree gravemente inquinate numero 31 e 32 inserite nel capo di imputazione, delle altre aree ancora non si sa nulla e in particolare del canale Lusore Brentella, che e` uno dei canali piu` gravemente inquinati, sono stati presentati dei progetti bocciati perche' ritenuti inidonei, sia nel 90 dalla Montedison che nel 92 dall'Enichem, pero` ancora non si e` fatto nulla.

Per quanto riguarda queste aree 31 e 32 va ricordato come questo studio dell'American Prysal avesse appunto messo in guardia societa` Montedison ed Enichem in relazione a questa situazione gravemente compromessa.

Un'ultima cosa su questa sottovalutazione, piu` che sottovalutazione direi proprio elisione, cancellazione del problema ambientale, ci viene confermata dal rinvenimento di un documento presso la sede centrale della Montedison in data 20 novembre 96 di una missiva che era datata 27 giugno 96, firmata dall'allora Presidente dell'Eni, ingegner Gabriele Cagliari, che aveva per di piu` la disponibilita` presso la giunta dell'Eni all'epoca dell'ingegner Sernia, che era imputato in questo procedimento, e poi pure lui deceduto, firmata quindi dicevo dal Presidente dell'Eni, dal Presidente dell'Enichem, dottor Porta imputato in questo processo, con cui venivano contestate alla Montedison tutta una serie di inadempienze in relazione agli accordi che nel 1988 avevano condotto alla costituzione dell'Enimont.

Quindi, quando questo matrimonio, Montedison-Enichem, che aveva condotto ad Enimont fa naufragio, ci sono le contestazioni reciproche tra Montedison ed Enichem, in questa lettera rinvenuta, in particolare firmata dal dottor Porta ci sono elementi che hanno sicuramente un rilievo penale, perche' ci sono delle contestazioni relative a varie discariche abusive sia interne che esterne allo stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, si parla di smaltimento irregolare di rifiuti tossico-nocivi anche all'estero, e si parla di Nigeria, si parla di Repubblica Democratica Tedesca, si parla di versamenti nelle acque di laguna di Venezia, di residui inquinati e si parla di vari problemi concernenti inquinamenti, faccio un sintesi, da mercurio, peci, terre ed acque clorurate, cianuri, melme arsenicali ed amianto sia a Porto Marghera che presso altri stabilimenti italiani. Per questa situazione sia il Presidente dell'Eni che il Presidente dell'Enichem hanno accuratamente evitato di informare le pubbliche autorita` amministrative competenti, ma non solo loro, e a maggior ragione, nella loro ottica, non hanno notiziato l'autorita` giudiziaria penale e hanno preferito nascondere questi dati, hanno preferito lavorare all'interno di quell'arbitrato, con un comportamento questo gravemente omertoso che risale al 1988, ormai a 10 anni fa ed in 10 anni sicuramente la situazione si e` compromessa ulteriormente.

Nel corso nell'audizione dei consulenti e dei testi che sono stati citati dal Pubblico Ministero verra` anche illustrata questa situazione ed il Tribunale valutera` nella pienezza del contraddittorio la sussistenza in capo agli imputati delle ipotesi di reato contestato ed in questa sede nell'ottica stessa della prima parte di questa inchiesta, cioe` quella CVM-PVC il Pubblico Ministero ha ritenuto di contestare in maniera ampia tutta una serie di reati, per evitare che omettendone qualcuno ci potesse essere il solito gioco di scarica barile tra un imputato e l'altro, tra una norma e l'altra, tra una societa` e l'altra.

Questo discorso sull'inquinamento vale anche in particolare per l'inquinamento determinato dalla lavorazione e dalla trattazione in qualsiasi maniera del cloro e della terza parte di ipotesi di reato per questo capo b, secondo quello che e` indicato in questo capo b).

Ci sono delle relazioni tecniche, verranno sentiti i consulenti tecnici, verranno sentiti i testi per quanto riguarda questo inquinamento specifico da diossine. In questi elaborati tecnici, in particolare in quello del settembre del 96, si riportano dei grafici e sintetizzo solamente questa parte per non divulgarmi ulteriormente, in relazione a quella che e` stata definita la presenza nella zona industriale del cloro. C'e` per cosi` dire un DNA, un'impronta genetica del cloro, quando sono stati fatti degli accertamenti sono stati fatti non soltanto nei canali industriali, ma ad ampio raggio, anche lontano nella laguna di Chioggia, nella laguna nord di Venezia, alle bocche di porto e in alcuni accertamenti anche in mare, ed ovviamente in ogni punto esaminato ha dato risultati diversi. Pero` se si vanno a confrontare tutti gli accertamenti da chiunque eseguiti, istituto superiore di sanita`, Procura circondariale, Comune di Venezia, tutti concordano che nella zona industriale c'e` un gravissimo inquinamento determinato da questa sostanza del cloro, gravissimo inquinamento che soltanto in quella zona e` frutto di strumentalizzazione politiche e giornalistiche che vanno a ruota, quasi da fare le aziende.. qualche giornale, quasi da fare gli uffici stampa di qualche azienda, a portare e riferire dati solo parziali, oppure dati manipolati, perche' li` dove vengono esaminati i campioni nella zona industriale, si rinviene sempre questa impronta genetica del cloro;questi dati omogenei devono essere esaminati, nel senso che c'e` una presenza di diossine di un certo tipo di inquinamento nei canali industriali, sicuramente attribuibili alle lavorazioni del cloro, gli altri tipi di inquinamento sono in altre zone e presentano inquinamenti ed impronte per cosi` dire di tipo genetico di tipo diverso, li` riguardano sicuramente gli impianti di produzione del cloruro di vinile e dei composti organici clorurati. Questi scarichi hanno avuto carattere continuativo quanto meno dal 1970. Solo verso la fine degli anni 70 c'e` stato.. si e` realizzato un impianto di abbattimento di composti clorurati organici voltatili, peraltro sicuramente inefficiente ed inefficace per quanto riguarda le emissioni di PCDD che sono un certo tipo di diossine e PCDF che solo nel 95 l'Enichem ha provveduto a limitare, mediante l'installazione di impianti di filtrazioni di reflui a seguito peraltro di intervento della magistratura penale. Questa contaminazione industriale si e` trasmessa dagli scarichi inquinanti ai sedimenti e ha cominciato a trasmettersi alle specie viventi, cosi` come e` stato verificato, e sicuramente ne parleremo con i consulenti tecnici. Per quanto riguarda l'impostazione normativa, e vado verso la conclusione, credo che sia importante, pur in una relazione introduttiva, sinteticamente illustrare per quale motivo si ritenga che non esista soltanto una responsabilita` di Montedison per quanto riguarda l'abbandono di questi rifiuti, ma esista anche una responsabilita` per omissione da parte di Enichem, ed e` un dato estremamente importante e significativo che va valutato fin dal primo momento. E` ovviamente nota anche al Pubblico Ministero la decisione dell'ottobre del 94 delle sezioni unite penali della Corte Cassazione, in relazione da una parte alla conferma della natura permanente del reato di gestione di discarica abusiva, con tutto quello che vuol dire che e tutti conosciamo e sul quale non mi dilungo, sia per l'affermazione che chi sia subentrato nella disponibilita` di una discarica, da altri soggetti realizzate ed esaurita non ha l'obbligo di intervenire per la rimozione o la ricopertura dei rifiuti medesimi, salvo che cio` non gli venga imposto dal sindaco, e finalmente anche un sindaco di Venezia ha cominciato a fare questo. Dice che non ha obbligo, ed io dico che su questa parte non sono per niente d'accordo per una serie di motivi di diritto ed anche di giurisprudenza. Innanzitutto, dopo questa massima della Cassazione del 5 ottobre 94, ha detto che c'e` una massima del novembre del 94, esattamente un mese dopo, della terza sezione penale che ha sancito questo principio, il concetto di gestione di discarica abusiva per tale dovendosi intendere l'abbandono anche non abituale dei rifiuti, deve essere inteso in senso ampio, comprensivo di qualsiasi contributo sia attivo che passivo, diretto a realizzare od anche semplicemente a tollerare e mantenere il grave stato del fatto-reato struttualmente permanente. Accogliendo questo principio e considerata appunto come ho gia` detto che Enichem ben sapeva dell'esistenza di queste discariche, e fin da prima dell'esperienza di Enimont, ritengo che debba essere esaminata e studiata e all'esito dichiarata la responsabilita` anche dei rappresentanti di Enichem. Questo ultimo principio lo ribadisco e lo confermo anche in relazione a tutta una serie di norme positive che esistono, di cui probabilmente la Corte di Cassazione aveva dimenticato, non conosceva l'esistenza, trattandosi di leggi speciali tipiche di Venezia e della laguna di Venezia, e queste norme speciali, visto che dice che non esisterebbe quella sentenza dell'ottobre 94 sono le seguenti: innanzitutto c'e` la legge, la normativa.. nuove norme relative alla laguna di Venezia e Marano, 5 marzo 96 numero 303, Art. 10 che dice "e` vietato scaricare o disperdere in qualsiasi modo rifiuti o sostanze che possono inquinare le acque della laguna", ed e` evidente che mantenere discariche per lo puo` abusive, anche se ben note, contribuisce a questa dispersione di sostanze inquinanti, quanto meno attraverso la percolazione e gli scarichi indiretti. Poi c'e` l'Art. 28 di questa legge, "per le contravvenzioni alle presenti norme che alterino lo stato delle cose c'e` la facolta` del magistrato alle acque di ordinare la riduzione al primitivo stato". E` evidente che lasciare che le discariche continuino ad aumentare l'inquinamento del sottosuolo, delle falde della laguna, costituisce alterazione dello stato delle cose. Poi c'e` un'altra legge, "interventi per la salvaguardia di Venezia", del 73 la numero 171 Art. 1, affermazione di principio che la Repubblica preserva l'ambiente dall'inquinamento atmosferico delle acque, l'Art. 9 comma sesto dice, "chiunque mantenga nella laguna uno scarico e` punito", allora va inteso come scarico, in questo caso, lo scarico sia diretto che indiretto, come verra` normativamente sancito e ribadito con decreti successivi in particolare il decreto legislativo 132/92. C'e` poi il D.P.R. 20 settembre 73 numero 962 Art. 3 quart'ultimo comma, che dice che e` vietata la dispersione di acque di rifiuto non trattate nel terreno, anche questa legge a tutela della citta` di Venezia, del suo territorio. Poi legge regionale 23 aprile 90, numero 28, Art. 1 o 3 che parla di rifiuti se fossero stati stoccati provvisoriamente all'interno dello stabilimento di Porto Marghera e fa riferimento a questi divieti. Poi decreto legislativo numero 132 del 1992, Art. 14, impone una domanda ed autorizzazione specifica per le operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell'eliminazione di rifiuti contenenti le sostanze di cui agli elenchi uno e due e che comportano scarichi indiretti, come accennavo prima, che queste sostanze comprendono sicuramente derivati del cloro, CVM in particolare, sostanze cancerogene, cio` significa che sia che il deposito di tale sostanze era soggetto ad autorizzazione gia` ai sensi del D.P.R. 915/82 come richiesto da questo decreto legislativo del 92, sia che lo scarico indiretto, cioe' l'immissione nelle acque sotterranee di queste sostanze, dopo percolazione nel sottosuolo di cui l'Enichem aveva conoscenza, quanto meno dal 92 andava autorizzato, peraltro con l'adozione di adeguate prescrizioni tecniche. E` indubbio infatti che i siti inquinati dalla Montedison erano pericolosi, perche' continuavano a generare inquinamento.

Ancora l'Art. 19 di questo decreto che dice "chi col proprio comportamento omissivo o commissivo provoca un danno", e qui continuano a essere ribaditi gli obblighi giuridici anche per chi ha un comportamento omissivo. Poi c'era anche l'Art. 217 del testo unico legge sanitarie che in generale precisava "quando scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica", all'epoca c'era il podesta`, il podesta` prescrive le norme da applicare, quindi gia` quella volta un obbligo giuridico sicuramente esisteva, e anche tale norma deve essere sicuramente, puo` essere sicuramente applicata agli inquinamenti causati dalla percolazione dei rifiuti situati all'interno di aree di proprieta` dell'Enichem. C'e` poi una norma specifica che ritengo decisiva, che e' quella pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 settembre 84, delibera del comitato interministeriale 27 luglio 84 che prevede che le disposizioni di questa delibera si applicano ai trasferimenti di impianti esistenti, e la data di entrata in vigore, siamo nell'84, e quindi anche agli impianti di smaltimento dei rifiuti trasferiti dalla Montedison all'Enichem, e consegue che anche i nuovi acquirenti dell'88 Enimont e nel 90 che torna ad essere Enimont dovevano rispettare le norme del D.P.R. 915/82 e le norme 4 e 5 della delibera del comitato interministeriale dell'84 che ho adesso citato. Concludo questa parte normativa dicendo che di fronte all'esistenza di queste norme positive, non e` solo una questione di interpretazione, si deve ormai ritenere superato questo dilemma sull'esistenza dell'obbligo giuridico e quindi si puo` fare sicuramente riferimento all'Art. 40 comma secondo del Codice Penale con tutto quello che ne consegue, e non voglio dilungarmi su questo punto.

Per quanto riguarda la richiesta delle prove: molto rapidamente, salvo richiesta di esaminare uno per uno i documenti. Innanzitutto chiedo che vengano acquisiti, per quanto riguarda la parte prima, cioe` la parte CVM PVC sostanzialmente, poi precisero` alcune cose, sostanzialmente tutta la documentazione medica riguardante tutte le parti offese anche se non piu` parti civili che erano e sono presenti in questo procedimento, poi tutta la documentazione sui curricula lavorativi di Montedison, di Enichem e anche degli imputati, e tutta la documentazione anche delle cooperative. Per quanto riguarda questa documentazione preciso che i faldoni dal 104 al 183 sono quelli che riguardano la prima relazione medica fatta dal Pubblico Ministero, poi ci sono dal 184 al 423 la seconda relazione medica, da 424 a 480 la terza relazione medica. I faldoni numerati e cerchiati da 1 a 30 sono quelli della quarta relazione depositata in sede di udienza preliminare gia` indicati il 3 marzo del 1997. Per quanto riguarda gli altri faldoni chiedo che venga acquisita tutta la documentazione che e` stata acquisita dalla Polizia giudiziaria ed ovviamente che debba ritenersi non inserita, e comunque che venga estromessa dal fascicolo, e sicuramente piu` semplice, la documentazione relativa a dichiarazioni testimoniali o di indagati, la documentazione relativa alle consulenze tecniche eccetto quelle effettuate ai sensi dell'Art. 360 Codice di Procedura Penale, e la documentazione costituente annotazioni o rapporti di Polizia giudiziaria.

Per quanto riguarda il fascicolo concernente l'accusa all'ingegner Pisani, parimenti la logica e` la stessa, in particolare e' nel faldone 47, e che venga acquisita la documentazione che e` stata indicata, fatta ovviamente eccezione dei verbali di dichiarazione e della consulenza tecnica. Per la consulenza tecnica pero`, siccome porta con se' degli allegati, sono i documenti acquisiti e sequestrati dalla Guardia di Finanza e dall'altra Polizia giudiziaria, chiedo che comunque ovviamente la documentazione, in unione la consulenza tecnica, venga mantenuta. Poi che venga acquisita tutta la documentazione depositata ai sensi dell'Art. 430, anche se il Tribunale ha detto che non era di per se' Art. 430, ma questo solo in maniera indicativa per la difesa e per Tribunale, non faccio l'elenco, pero` su richiesta si puo` fare, tra gli atti depositati al G.I.P. il 3 marzo 1997 c'e` un faldone che adesso indichero`, chiedo che vengano acquisiti solamente gli atti e documenti che riguardano le sostanze "bussotan e nicrosina" e la documentazione concernente i rapporti tra l'Eni e il Ministero delle Partecipazioni Statali, i primi trasmessi alla Guardia di Finanza 6 febbraio 97 e i secondi 5-11-97, nonche` i due scatoloni che contenevano i positivi della quarta relazione e che sono gia` indicati dal numero 1 al numero 30 come ho ricordato prima. Per quanto riguarda la documentazione concernente il settore inquinamento, chiedo che.. la logica e` la stessa, l'acquisizione di tutta la documentazione acquisita, quella sequestrata e` gia` stata ammessa agli atti del dibattimento, e quindi in pratica di tutti i faldoni, fatta eccezione per gli atti che riguardano dichiarazioni sit, dichiarazioni di persone, annotazioni e rapporti, e consulenze tecniche che non siano quelle ai sensi dell'Art. 360 del Codice di Procedura Penale. Gli unici atti in piu` parzialmente nuovi, perche' una parte sono comunque noti alla difesa, sono contenuti in questi due faldoni indicati come faldone uno, faldone due, sopra e` scritto atti da depositare con relazione introduttiva. Questi sono atti nuovi, se si vuole che venga data lettura di tutti gli atti, ne do` lettura. In conclusione chiedo l'esame di tutti gli imputati

 

Presidente: a proposito della documentazione, lei, per quanto riguarda il capo 2, tanto per intenderci, ha detto documenti contenuti nei faldoni..

 

Pubblico Ministero: si, che sono indicati con le lettere, sono diversificati, quelli CVM sono con i numeri, con le lettere da A ad O , da Alessandria ad Otranto

 

Presidente: per quanto riguarda questi due faldoni che lei presenta oggi, ci puo` dire cosi`, molto sommariamente..

 

Pubblico Ministero: prima di dimenticarmi, oltre l'esame di tutti gli imputati, chiedo ovviamente l'esame di tutti i testi indicati nella lista, nonche` dei consulenti tecnici indicati di cui alla lista, con riserva ovviamente delle produzioni.

Per quanto riguarda il faldone uno si tratta innanzitutto di documentazione che e` provenuta dalla C.G.I.L. e che riguarda la documentazione storica relativa alla situazione degli impianti, la situazione ambientale di Porto Marghera del Petrolchimico, dal 71 in poi, si tratta di pubblicazioni che nel frontespizio hanno l'indicazione "la salute", quindi sono documenti acquisiti di recente, nel 6 maggio 98, e ne chiedo l'acquisizione, poi si tratta di atti della Fulc acquisiti il 18 maggio 88, documentazione comunque, mai audizioni, si tratta della diffida alla ditta EVC che riguarda l'impianto pilota e questo che risale.. l'atto notificato 5 febbraio 96 di cui ho parlato poco fa. Ci sono i testi gia` indicati, li sentiremo anche su questa circostanza, comunque la diffida, quindi come atto, come documento; poi ci sono.. l'elenco e` dettagliato, vado per sintesi, poi c'e` la documentazione che` che e` stata acquisita relativamente agli scarichi e che riguarda, che e' nota in parte anche ad alcuni imputati di questo procedimento acquisita dalla Procura circondariale di Venezia, poi c'e` la documentazione acquisita dal Parlamento europeo per quanto riguarda le relazioni, le direttive in materia ambientale a partire dagli anni 77-78, poi c'e`, a proposito dello stralcio cui aveva accennato sulle responsabilita` dei pubblici amministratori c'e` come documento a conferma dello stralcio di questo rinvio che non ha altri significati, la copia della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un funzionario regionale, di un funzionario provinciale, di un funzionario comunale e del Presidente al magistrato alle acque di Venezia, in relazione alle vicende del canale Lusore Bretella per la quale l'udienza preliminare sara` mi pare nella prima quindicina di giugno di quest'anno. Poi la documentazione sempre della Procura circondariale che e` collegata a quella che accennavo prima, relativa allo scarico SM15 di Porto Marghera. Poi c'e` documentazione di una apertura commessa dell'88, relativa a documentazione agli impianti di cui chiedevo gia` l'acquisizione, poi c'e` la trasmissione.. c'e` una sentenza del Tribunale civile su una causa all'Inail che riguarda Vian leda ed altre persone, c'e` la documentazione dell'istituto oncologia di Bologna, documentazione sui casi della Gudric di cui parlavo prima e sulla questione del pericolo di licenziamento all'epoca fatto trasparire ovviamente non in relazione solo alla Montedison, ma a tutte le altre societa`, tra cui la Solve' di Rosignano dove lavorava il dottor Viola, il primo che aveva rilevato la natura cancerogena di questa sostanza, e la Solve' che minacciata il licenziamento di 1500 persone; poi c'e` documentazione Montefibre, indicazione delle sigle di tutti i reparti, questo per comodita` del Tribunale, quando si parla di PA24, oppure di sicron1, per sapere esattamente che lavorazione viene effettuata, di cosa si tratta. Poi c'e` della documentazione di stampa relativa alle segnalazioni dei lavoratori chimici di cui ho parlato durante la relazione e la documentazione e` relativa a questa di questa denuncia di sabotaggio che riguarda il periodo dell'imputato Sebastiani. Per quanto riguarda il secondo faldone c'e` una documentazione dell'ispettorato provinciale relativa ad un foglio di prescrizione che riguarda appunto la situazione dell'imputato Sebastiani del 72 per quanto riguarda la situazione inquinante dell'epoca, quindi la prescrizione dell'ispettorato, documentazione giornalistica sulla situazione dei primi anni 70 in relazione alla notorieta` di queste vicende e della pericolosita` di queste vicende documentazione del convegno nazionale della Fulc del 77 e documentazione interna del 73, del 75della Montedison, che riguarda l'avvocato responsabile legale Carmelo Guccione di Montedison, dell'epoca 73, ingegner Renato Calvi che scrive.. un documento al professor Maltoni, qui siamo nel 75; c'e` la convenzione con la sezione di oncologia sperimentale di "Bentivoglio" tra Montedison ed appunto Maltoni, questa e` gia` quella del 75, c'e` la documentazione sul gas cromatografo relativamente al periodo 77, poi la nota sulla formulazione del budget di manutenzione nel periodo 78-80 di cui ho parlato prima del giugno del 77, c'e` la documentazione che riguarda la situazione dell'impianto di Porto Marghera, fibra vinilica, documentazione di vari impianti, del 77, del 79, centralina elaborazione dati CVM, comunicazioni interne da persone terminali di linea gas cromatografi, documentazione questa che e` gia` agli atti della documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza, periodi che sono interessati 77-79, comunicazioni interne ancora dell'80 che riguarda la divisione Petrolchimica che scrive a medicina igiene del lavoro di Montedison, ordine di servizio dell'81 sui servizi tecnici, la nota sulla trasmissione dei dati dell'indagine epidemiologica, una nota all'ispettorato regionale del lavoro, comunicazione interna dal Pas alla direzione Montepolimeri di Porto Marghera, comunicazione interna da Montedipe Pas a Montedipe raggruppamento, sull'elenco delle sostanze dei processi produttivi, poi documentazione sul canale Brentella, sul risanamento del canale Brentella che risale al 91, e documentazione anche giornalistica su questo punto, poi documentazione a cura della Fulc per la relazione introduttiva.. di cui si e` gia` parlato nella relazione introduttiva, e` stato inserito mi pare, comunque viene riportata qui, nel faldone 46 di cui avevo gia' chiesto l'acquisizione, documentazione che riguarda il centro ricerche e lo sviluppo del PVC nel periodo di questi ultimi anni dal 95 in poi. C'e` l'organigramma di Montefibre, poi c'e` organigramma con trasmissioni nominativi che riguarda gli amministratori delegati, Presidente e vicepresidenti, i nominativi dei direttori generali di Montepolimeri, di Montedison, la documentazione che c'e` qui, ma c'e` sicuramente anche gia` da un'altra parte che riguarda l'istituto Regina Elena, mi scuso se ci sono sui doppioni, ma ormai in 600 faldoni, sicuramente qualche verbale sfuggira`, ma chiedo che ovviamente non ne venga fatto uso, e sicuramente ci saranno anche dei doppioni; documentazione che riguarda la situazione sanitaria, poi una relazione sui microinquinamenti tossici della laguna di Venezia, del 12 agosto 1997, che e` quella che era inserita nella parte, tra gli atti depositati ai sensi del 430, cosi` come gli altri atti che riguardano quello studio tradotto dall'inglese, poi c'e` il dispositivo di sentenza del G.I.P., relativo all'ingegner Sernia che e` deceduto, ovviamente chiedo l'acquisizione delle dichiarazioni dell'ingegner Sernia che e` deceduto, poi documentazione ancora pervenuta, quella che e` stata depositata dalla Pretura circondariale di Venezia, la trasmissione dell'elenco degli impianti che scaricano.. di scarico SM2, di Enichem, con la documentazione appunto acquisita presso il magistrato alle acque, c'e` una carriera lavorativa di Terrin Ferruccio, la documentazione relativa a questa carriera; poi c'e` una documentazione fotografica relative alle fotografie di vongolari che sono state effettuate poche settimane fa vicino agli scarichi di Montedison, questo di Enichem, questo per dimostrare come tutt'ora continuino a pescare in quelle zone nonostante i vari divieti, e verranno sentiti quelli della forestale della Guardia di Finanza per vedere quante decine e decine di infrazioni vengano rilevate e contestate a queste persone che continuano ad andare a pescare in quelle zone. C'e` documentazione in relazione a questa attivita` ed anche all'attivita` sindacale cui vi accennavo prima della Fulc, la documentazione relativa all'intervista di Luciano Lama pubblicata su Repubblica, poi c'e` la normativa proposta per il cloruro di vinile citata nella documentazione del Washington Post, e chiedo anche che venga acquisita fotocopia del libro l'Erba Voglia di Vita di Gabriele Bortolozzo per il significato anche processuale che ha questo libro in relazione alla storia, alle vicende del Petrolchimico di Porto Marghera e in particolare anche in relazione alle vicende dell'epoca terroristica e politica di cui ho parlato e che comunque verranno confermate nel corso del dibattimento. Poi la corrispondenza tra Eni e Ministero delle Partecipazioni Statali, la documentazione relativa ai conferimenti di azienda tra Montepolimeri e Riveda, la traduzione di documentazione pervenuta da un cronista statunitense e riguardante l'associazione delle societa` chimiche statunitensi, dalla quelle documentazione come accennato risulta come gli italiani sapessero prima degli statunitensi che il CVM era sostanza cancerogena e gravemente pericolosa. C'e` anche la copia dell'interrogatorio reso al P.M. dall'ingegner Sernia deceduto, e quindi chiedo, come ho gia` detto, l'acquisizione, la scrittura privata tra la societa` Riveda, come locatrice, e la societa` Montepolimeri, per quanto riguarda la locazione degli impianti di cui ho accennato, documentazione relativa al provvedimento adottato dalla provincia di Venezia dal settore ecologia in materia ambientale nel 96 in relazione alla questione degli scarichi che continuano, la documentazione cui ho accennato giornalista nel corso della relazione introduttiva, poi documentazione dell'8 maggio 1984 dell'unione sanitaria locale e dovrebbe essere documentazione a firma del dottor Glini che riguarda una certa situazione, una richiesta di pericolosita`, una richiesta di notizie alle aziende, e c'e` anche questo documento dell'8 maggio 1984. Comunque l'elenco e` qui esplicito, piu` particolareggiato. Per quanto riguarda il terzo dei faldoni che avevo accennato, si tratta di documentazione gia` nota alla difesa, documentazione che ho visto adesso inserita gia` in altro faldone, riguarda corrispondenza tra Eni, Ministero Partecipazioni Statali, la documentazione relativa al "bussotan nicrosina e i fascicoli dei positivi della quarta relazione che sono tra gli atti. Per concludere esami testi, esami consulenti tecnici, esame di tutti gli imputati

 

Presidente: vediamo di programmare gli interventi delle parti civili. Volete dividerli tra capo uno e capo due oppure no? Potrebbe essere un criterio. Altrimenti diamo la parola prima all'Avvocatura dello Stato e poi successivamente ai difensori degli enti pubblici e poi via via ai difensori ancora delle parti private, siano esse associazioni.. io direi Avvocatura, enti pubblici, associazioni e poi parti civili fisiche che sono rimaste, puo` andare bene?

 

AVVOCATO VASSALLO

 

Avvocato Vassallo: chiederei di parlare prima dell'Avvocatura. Ho un'unica memoria sia per la Regione che per il Comune e l'elenco della documentazione che io produco. La difesa di parte civile, del Comune di Venezia, della Regione, si richiama per cio` che attiene alle linee della propria azione in questo processo, si richiama alla costituzione di parte civile gia` depositata. Ha chiesto l'ammissione dei consulenti tecnici riuniti come un team unendo i due enti, sia del professor.. come gia` indicato per la chimica organica, del professor Perin per cio` che attiene alle scienze ambientali, alla ecotossicologia, del professor Defazio per cio` che attiene alla medicina legale e del professor Terracini per cio` che attiene l'epidemiologia e lo studio statisticamente. Per quanto riguarda le motivazioni mi richiamo alle istanze gia` in atti. Per cio` che attiene ai testimoni abbiamo indicato la funzione piu` che la persona, quindi il responsabile al momento.. che si e` occupato e che si dovranno occupare, o di coloro che si stanno occupando per i danni, per evitare e porre rimedio ai danni di cui ai capi di imputazione, il dirigente del servizio ecologia dell'ambiente Comune di Venezia, il segretario regionale per l'ambiente della Regione Veneto, il dirigente la direzione tutela dell'ambiente Regione Veneto e la direzione sempre regionale della tutela dell'ambiente Regione Veneto. Il dottor Palumbo quale dirigente della programmazione socio-sanitaria della Regione Veneto, il quale poi ha avuto espresso incarico di conteggiare tutta una serie economicamente.. tutta una serie di danni e quindi potra` testimoniare sull'ammontare dei danni presumibili subiti dalla regione. Percio` chiedo anche poi per cio` che attiene il Comune di Venezia, come da lista depositata, il direttore.. l'audizione come teste del direttore dipartimento U.L.S.S., del dirigente medico dipartimento sempre U.L.S.S. il dottor Dalla Sala, ed infine del direttore servizio sanita` pubblica sempre dell'U.L.S.S. Venezia. Infine noi depositiamo signor giudice, a sostegno della nostra richiesta risarcitoria, e a riprova della sussistenza e fondatezza di tutte le ipotesi criminose contestate ai imputati, la seguente documentazione: prospetto inerente un programma di bonifica con i relativi costi delle 18 aree inquinate indicate nell'allegato b al decreto che dispone il giudizio, predisposto dall'ingegner Mauro Mazzoli della direzione generale tutela ambiente della Regione Veneto, la lettera protocollo 580 31 mila del 5 - 9 - 97 a firma del segretario regionale dell'ambiente, ingegner Casarin, contenente le indicazioni delle attribuzioni proprie della Regione Veneto, in ordine alle bonifiche dei siti inquinati, oltre che delle indicazioni delle attivita` poste e da porre in essere nella zona di Porto Marghera con specificazione anche delle somme destinate dall'ente territoriale allo scopo. La nota 27 - 2 - 97 a firma Magarotto, dirigente responsabile prevenzione e sicurezza degli ambienti, contenente l'indicazione delle attivita` svolte al servizio per la tutela della salute e lavoratori dei reparti CVM di Porto Marghera. Lettera protocollo del sindaco di Venezia ed allegato prospetto predisposto dal direttore del servizio ecologia ed ambiente, dall'ingegner Franco Scenchel contenente indicazione dei tipi di intervento di bonifica deliberati al Comune di Venezia sui siti di Porto Marghera, nonche` l'indicazione dei relativi costi che risultano stanziati allo stato per 27 miliardi e 346 milioni. Due volumi, 5a e 5b contenenti uno studio sull'inquinamento della laguna Veneta, oltre a schede di interventi per il disinquinamento e di recupero ambientale della laguna veneta, con l'indicazione delle spese e costi relativi, predisposto dal magistrato alle acque e della Regione Veneto, con la partecipazione del Comune di Venezia nel dicembre del 1995. Un volume contenente il rapporto al tavolo di coordinamento istituzionale tra le amministrazioni competenti per la salvaguardia ambientale della laguna, ed inerente l'attivita` svolta nella sua costituzione dal gruppo di lavoro tecnico, sempre ai fini dei danni, di tutta tale documentazione chiediamo l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento ai sensi del 234 e 493 Codice di Procedura Penale, oltre all'ammissione dei testimoni, consulenti tecnici di parte riservata ogni ulteriore produzione nel corso dell'esame dibattimentale e dei testimoni, chiediamo di partecipare al controesame dei testi della difesa e chiediamo anche noi l'esame degli imputati

 

AVVOCATO CHINAGLIA

 

Avvocato Chinaglia: anche io mi rimetto a quella che e` stata la nostra costituzione di parte civile, la rinnovazione in particolare di questo atto di costituzione. Per quanto riguarda poi specificamente quello che riguarda anche il danno ambientale io ho presentato signor Presidente una memoria che oggi depositero` a lei, che non vado ad illustrare perche' penso che siano argomenti di per se stesso gia' messi d'accordo un po' con Regione e Comune e soprattutto illustrera` forse piu` approfonditamente l'avvocato Schiesaro, che in questo caso qui come rappresentante dello Stato ha delineato gia` all'inizio quello che e' l'assetto accusatorio. Per quanto riguarda la prova anche io ho fatto domanda di.. rinnovo la domanda che l'ammissione dei testi, secondo questa lista, che e` stata gia` depositata 5 marzo 98, dove praticamente sono tutti responsabili del settore ecologia che hanno lavorato in questa materia e come consulente in particolare il dottor Pavanato che e` l'attuale direttore del settore ecologia, ed in piu` ho chiesto come teste vicesegretario generale, il quale ha coordinato in tutti questi anni quello che e` stato questo ufficio e soprattutto le pratiche amministrative che riguardano il canale Lusore Brentella, tra l'altro la cosa incredibile e` stata che qui il Presidente piu` volte ha fatto presente diciamo la necessita` di un intervento anche con atti amministrativi propri che stranamente sono stati poi appellati al TAR Veneto e mi pare che la causa sia li` radicata, ormai evidentemente in una fase di stallo essendoci questo processo il quale chiarira` queste responsabilita`. Per quanto riguarda poi tutto il discorso che riguarda la documentazione diciamo dei danni, io mi permetto di depositare un lavoro pregevole che riguarda le discariche non autorizzate. Evidentemente queste discariche riguardano le discariche che gia` sono state oggetto di denunce precedentemente, l'amministrazione ha completato questo tipo di lavoro anche con approfondimenti, in altri siti, in altri luoghi che non sono oggetto di questo processo e che saranno inviati al Pubblico Ministero come documentazione che fara` parte eventualmente di indagine a se stante. Allora, voglio dire, che questa documentazione sara` solamente quella che riguarda diciamo quello che e` il capo 2 di questo processo e che io mi permetto di dimettere. Anche io evidentemente chiedo che possa di nuovo replicare nel caso di necessita` e chiedere eventualmente altri depositi per quanto riguarda giurisprudenziale e dottrinale e scritturistici e chiedo anch'io che vengano sentiti a prova contraria i testi della difesa, ed anche gli imputati

 

AVVOCATO CESARI

 

Avvocato Cesari: Presidente, anche io cerchero` di essere essenziale, riportandomi, per quello che concerne alla ricostruzione del fatto, alla relazione del Pubblico Ministero e cercando di aggiungere alcune particolari specifiche precisazioni che interessano alla nostra posizione.

Qual e` il nostro ruolo in questo processo? Io ho gia` avuto modo di dire, noi siamo qui titolari di una pretesa risarcitoria, e a questo fine ci muoviamo in modo chiaro. Naturalmente questa pretesa risarcitoria poggia sul presupposto dell'affermazione della responsabilita` penale degli imputati, e quindi un primo sforzo che ci accingiamo a compiere e` quello di concorrere con l'impostazione accusatoria del Pubblico Ministero a dimostrare la sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi di tutti i delitti che sono stati contestati. Produrremo documenti in questo senso che concorreranno a sostenere l'accusa dal punto di vista penalistico, cosi` come abbiamo chiesto di avere l'assistenza di consulenti tecnici, di un'equipe di consulenti tecnici di parte allo scopo di rafforzare le conclusioni del Pubblico Ministero in relazione alla sussistenza degli elementi dei reati che sono contestati. Naturalmente in questo non si puo` esaurire il nostro lavoro, perche' il nostro sforzo in questa sede e` quello di fornire al Tribunale anche valutazioni ed elementi di giudizio per arrivare laddove possibile ad una quantificazione del danno di cui chiediamo il risarcimento.

Quindi lo sforzo che cercheremo di compiere dal punto di vista istruttorio sara` anche quello di arrivare il piu` possibile ad una specifica enunciazione di elementi oggettivi che consentono di dire "questo e` il danno riportato all'amministrazione dello Stato di cui si chiede il risarcimento". Naturalmente, di fronte ad uno scenario cosi` vasto, articolato e complesso, lo sforzo di dimostrare l'esistenza del danno e` uno sforzo probatorio veramente notevole, perche' per ottenere un risultato in questo senso, noi intendiamo avvalerci dell'opera di un economista. Il professor Paolo Leon e` colui che coordina il collegio peritale dei periti della parte civile pubblica con lo scopo di addivenire a fornire al Tribunale gli elementi per la quantificazione del danno riportati dallo Stato. Il professor Leon ha avuto esperienze analoghe in altre situazioni di disastri ambientali, laddove ha operato in questa veste per la quantificazione del danno, del danno inteso sia come danno patrimoniale, e quindi costi sostenuti dall'amministrazione dello Stato a fronte della condotta illecita che costituisce l'oggetto del giudizio penale, ma anche del danno non patrimoniale e del danno soprattutto ambientale, inteso come pregiudizio alla integrita` delle risorse naturali, e quindi anche alla qualita` della vita delle persone che in quell'ambiente sono costrette a vivere.

Questa ricerca della quantificazione del danno e` una ricerca che naturalmente e` coordinata dall'economista, ma che passa attraverso tutta una serie di rapporti scientifici specifici. Il lavoro dell'economista e` un lavoro di sintesi che si muove da un lavoro di analisi che viene compiuto da specialisti in materie diverse, quindi nella nostra lista dei consulenti tecnici noi abbiamo indicato due filoni fondamentali, i consulenti tecnici che si occuperanno dell'approfondimento delle questioni legate a problemi della sicurezza igiene del lavoro ed ai problemi.. la correzione tra le immissioni inquinanti, le morti ed altre patologie riscontrate da un lato e dall'altro lato invece i consulenti tecnici che si occuperanno piu` propriamente della parte ambientale della vicenda oggetto del processo attraverso la ricostruzione analitica del pregiudizio riportato all'ambiente, dalle condotte di scarico di reflui, dalle condotte di gestione di discariche, di smaltimento non autorizzato di rifiuti, dalle condotte di immissione in atmosfera di sostanze tossiche. Attraverso il contenuto multidisciplinare di queste consulenze crediamo di potere arrivare alla fine a fornire oltre che elementi per sostenere l'accusa anche elementi per la quantificazione del danno, e si badi bene, anche elementi per consentire al Tribunale quel giudizio equitativo di liquidazione del danno ambientale che e` pur sempre previsto dall'Art. 18 della legge sul Ministero dell'Ambiente con riferimento a tutta una serie di parametri, tipicamente penalistici, che fanno appunto quel danno, che fanno appunto di quel danno un danno civile anomalo, atipico, non assolutamente riconducibile necessariamente ed esauribile entro lo schema del 2043. Quindi forniremo indicazioni sulla gravita` della colpa, sul'utile che e` stato percepito in relazione allo sfruttamento illegittimo dell'ambiente e che consentiranno anche di addivenire ad una valutazione equitativa di quel danno. I consulenti tecnici sono stati nominati con due decreti interministeriali di concerto del Ministro dell'Ambiente e del Ministro del Tesoro che io vado a produrre in data 12 febbraio del 98 e 27 febbraio 98. Questi costituiscono la prima produzione documentale. Produciamo comunque anche altri documenti. Abbiamo in parte documenti che avevamo gia` prodotto nel corso dell'udienza preliminare, quindi che la difesa ha potuto conoscere, in parte documenti nuovi; tra i primi documenti sicuramente dobbiamo ricordare l'istituto, la ricerca dell'istituto superiore di sanita` nel 95 sulla ecotessiologia ed effetti biologici inquinanti organici ed inorganici nel sistema lagunare veneziano, caratterizzazione di microinquinanti chimici a maggiore potenziale mutageno nel loro habitat.

Una ricerca dell'istituto superiore di sanita` del 95 che conferma la presenza di idrocarburi aromatici e di metalli pesanti in particolare del mercurio nei sedimenti interessati dagli scarichi idrici provenienti dal Petrolchimico. Questo rapporto e` rilevante perche' conferma l'esistenza di un nesso causale tra gli scarichi industriali degli impianti di "cloroalchilazione" del Petrolchimico e la tipologia degli inquinanti rinvenuta nei sedimenti esaminati nel sito 1 , cioe` quello attestante Porto Marghera, confermando in tal modo la correttezza e l'attendibilita` delle valutazioni formulate dal consulente tecnico del Pubblico Ministero con la consulenza depositata il 30 settembre del 96.

Questi risultati dell'istituto superiore di sanita` confermano a loro volta nel 95 analoghe valutazioni che risultavano da un altro studio dell'Enea che pure produciamo. Ci riferiamo allo studio sull'attivita` di biogeochimica dei sedimenti lagunari, rapporto conclusivo di sintesi, allegato 2 dell'Enea 1992, e segnaliamo in particolare le pagine 9 e 10 di questo studio nelle quali si dice in modo.. sempre con riferimento ai livelli di Ipa e Pcp che qui sussiste una logica correlazione con le zone dove sono concentrate le sorgenti ad immissione, Porto Marghera e aree urbane. L'allegato dell'istituto superiore di sanita` e` importante anche sotto un altro profilo, perche' concorre, insieme ad altra documentazione scientifica, ad indicare l'esistenza di un pericolo concreto per l'incolumita` pubblica, in quanto mette in evidenza la persistenza ambientale di composti quale Pcdd e Pcdf la loro abitudine a passare nella catena trofica, una volta immessi in acqua, e conseguentemente la loro pericolosita` per la salute delle persone, considerato che talune di queste sostanze hanno dimostrato evidenza di attivita` cancerogena anche a livelli di traccia. La cosa rilevante e` che alcune delle sostanze sono risultate cancerogene in animali di laboratorio anche a livello di traccia e di questo l'analisi dell'istituto superiore del 95 da` conto puntualmente. Tra la documentazione nuova produciamo una scheda riassuntiva e due posters, comunicazioni del dottor Giorgio Ferrari operante nell'ufficio per la salvaguardia di Venezia del magistrato delle acque, circa la pericolosita` delle diossine ed altre sostanze pericolose, idrocarburi, Ipa, esacloro benzene, Hcp dotate di effetto cancerogeno e presentati ad uno studio, ad un simposio internazionale, XVII simposio internazionale sulla diossina che completano il risultato di questi queste analisi e di queste valutazioni nel 97, che completano il risultato e valutazioni del rapporto Istisan 95. Sulle discariche di rifiuti produciamo documenti del magistrato alle acque di Venezia, da cui risultano le tipologie dei rifiuti contenuti in alcune di esse e quindi che ci consentono di stabilire l'attribuzione al soggetto produttore di rifiuti con certezza delle stesse. Gli allegati 3a e 3b sono dunque documenti del Ministero dei Lavori pubblici che consentono di stabilire, di qualificare come provenienti da Asimont ed Enichem i rifiuti siti in due discariche, quelle site ai numeri 16 e 17 dell'Atlante allegato a questa pubblicazione. La terza discarica, quella di San Giuliano, poi viene identificata e messa in correlazione con Enichem dal magistrato alle acque sulla base di criteri che poi risulteranno.. indico pagina 56 dell'allegato 3a. Gli allegati 4a, b e c, sono invece documenti sempre del magistrato alle acque, sugli scarichi idrici e consentono di fare un percorso storico sulla qualita` di quegli scarichi e constatare come nel corso degli anni non ci sia stata sostanziale evoluzione in positivo di quegli scarichi, perche' le violazioni riscontrate negli anni 80 vengono riscontrate anche negli anni 90; le sostanze che eccedono i limiti di accettabilita` negli anni 80 vengono riscontrate eccedenti anche negli anni 90, e forniamo in relazione ad una serie di prelievi dell'89, del 91 e del 95 specifichi riferimenti circa lo sforamento dei livelli.. Comunque tutta la documentazione e` un insieme di raccolte delle schede costruite sui campionamenti, sui risultati delle analisi fatte in anni di attivita` di vigilanza del magistrato alle acque, che ci consente, come ci dira` il Tribunale, una lettura nel tempo dell'evoluzione della qualita` dello scarico di discariche provenienti dal Petrolchimico.

Ulteriori due importanti allegati: l'allegato 5 e` un allegato che proviene dalla stessa Enichem e che contiene importanti informazioni circa quelli che sono i contenuti del ciclo produttivo e delle modalita` di organizzazione del lavoro, perche' sono contenuti che l'Enichem aveva l'obbligo di comunicare in base al D.P.R. 175/88, quello che disciplina gli adempimenti per le industrie cosi` dette a rischio; le informazioni che provengono dal produttore, cioe` dall'industriale e che sono fornite alla pubblica amministrazione in funzione di garantire l'esigenza del controllo, sull'attivita` e sull'apprezzamento del rischio. Sono informazioni che sono utilissime per poter ricostruire il ciclo produttivo, per potere valutare la portata dell'attivita` industriale svolta, gli effetti sulla produzione, di quel tipo di produzione, di quelle modalita` della produzione sull'ambiente, e quindi anche di consentire valutazioni circa l'attendibilita` dei risultati forniti e delle analisi fornite poi dai consulenti, allorquando questi vanno a misurare il livello di inquinamento che deriva proprio da quell'utilizzo di quei materiali, da quelle specifiche forme di attivita` produttive. L'allegato numero 6 e` un altro documento importante che proviene da Enichem perche' e` il progetto di adeguamento degli scarichi e quindi di bonifica, progetto di miglioramento qualitativo degli scarichi che viene presentato da Enichem per effetto o in conseguenza di quell'ordinanza del Ministro dell'Ambiente in data 1 ottobre del 96 che stabiliva alcune cose da fare in relazione a queste alcuni obblighi per l'Enichem e in relazione a questi obblighi l'Enichem progetta un progetto. In questo progetto vengono descritte analiticamente non solo le condizioni ad allora degli impianti e degli scarichi, ma soprattutto vengono messi in evidenza tutta una serie di benefici ambientali che potranno ottenersi se e quando quel progetto verra` tradotto in completa e intervenendo.. potranno ottenersi una volta che quegli impianti di smaltimento dei reflui fossero modificati in conformita` con quelle indicazioni progettuali, quindi una prova daun lato dell'insufficienza della strumentazione dell'impiantistica esistente ancora nel 96, dall'altro lato della sua migliorabilita` in termini di maggiori garanzie di tutela e di rispetto della normativa ambientale. La cosa su cui volevo pero` soffermarmi brevemente e` un documento allegato numero 7, che e` un documento recentissimo che e` stato presentato e discusso nella riunione del 7 maggio del 98 nel gruppo tecnico di lavoro sulla chimica istituito presso la Regione Veneto nell'ambito dell'unita` di progetto sulla riconversione del polo industriale di Marghera. Questo documento contiene schede riepilogative, compilate da organi di vigilanza, magistrato alle acque, provincia di Venezia, e servizio ecologia, che contengono informazioni sulla qualita` degli scarichi idrici e delle immissioni in atmosfera fornite dalle industrie interessate, non solo il Petrolchimico, tutte le industrie interessate ad operare nella zona di Porto Marghera, inclusi ovviamente gli stabilimenti di Enichem. Segnalo che, a nostro avviso, questo documento contiene delle.. fa emergere un quadro veramente preoccupante. I dati che sono dati utilizzati sulla base delle informazioni che le industrie hanno esse stesse fornito agli organi di vigilanza, e quindi utilizzando notizie che sono state diffuse da coloro che hanno la disponibilita` prima del dato, gli interessati, comprovano l'esistenza di una ancora attuale situazione di grave compromissione dell'ambiente e della sua salubrita` a causa di persistere di immissioni di rilevanti quantitativi di sostanze tossiche in atmosfera e in acqua. Segnalo in particolare che da questi dati emerge che nel corso dell'anno dallo stabilimento del Petrolchimico verrebbero immessi nell'ambiente in atmosfera ben 7732 chili di cloruro di vinile, cioe` della stessa sostanza che e` responsabile della morte della malattia delle persone lese nei reati per cui stiamo procedendo. 7732 chilogrammi di cloruro di vinile immessi nell'ambiente nel corso del 1998; mentre parliamo questa e` una situazione e continua a manifestarsi con questi contenuti. Ed ancora non vi e` solo il cloruro di vinile, ci sono altri dati tremendamente allarmanti, 25 milioni e 870 mila chili di acido solforico utilizzati per la produzione che produrrebbero e che producono uno scarto e quindi emissione ambientale di 64 mila 373chili di acido solforico, oltre 132 milioni di chili di ammoniaca utilizzati con uno scarto di 94 mila 498 chili di ammoniaca, 421 mila chili di soda caustica pura, cui si aggiungono piu` di 18 milioni e mezzo di chili di soluzione di soda caustica al 48-52 per cento con uno scarto conclusivo di 857 chili di soda caustica, 1727 chili di scarto di toluene, 2 mila 600 chili di scarto di acido cloridico, un milione 825 mila e 422 chili di monossido di carbonio, 140 chili di scarto di cianuri.

Questi sono gli elementi che emergono dalle dichiarazioni fatte dall'impresa e con questi elementi questo processo deve fare i conti, perche' questi dati, queste cifre introducono sicuramente un elemento di allarme di per se' per quello che riguarda la qualita` delle risorse naturali destinatarie di questi prodotti, ed indipendentemente da qualsiasi valutazione e considerazione scientifica che pure puo` essere svolta in relazione alla possibilita` che queste sostanze in queste percentuali, in queste quantita` siano o meno idonee a provocare danno o pericolo per la salute delle persone e degli altri organismi viventi. Questi dati sono allarmanti di per se' perche' testimoniano comunque un notevole impatto ambientale derivante dallo svolgimento con queste modalita` di questo tipo di attivita` produttiva; ed in relazione a questo impatto, credo che ci siano qui gli elementi per consentire in caso di condanna l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi da parte del Tribunale, ordine che e` pronunciabile d'ufficio ex Art. 18 della legge del Ministero dell'Ambiente ed anche a mezzo dell'eventuale inibitoria alla immissione nell'ambiente delle sostanze soprammenzionate; credo che dunque questo documento testimoni al pari di altri la situazione di attualita` della crisi ambientale quanto meno, oltre che, diciamo noi, del pericolo per l'incolumita` pubblica. L'allegato 9 e` infine una missiva del Ministero dei Lavori pubblici, ufficio del genio civile opere marittime di Venezia che contiene una prima sommaria quantificazione del costo per lo Stato, sostenuto dallo Stato per la rimozione trattamento e smaltimento dei fanghi e dei canali marittimi inquinati dalle sostanze pericolose in oggetto contemplate in questo procedimento, un costo di superiore a 33 miliardi di lire, che pero` va ad aggiungersi a tanti altri costi.

In sostanza dunque questa documentazione viene prodotta, per le prove io mi richiamo alle consulenze che ho indicato analiticamente nella lista dei testimoni, ai testimoni che pure sono stati indicati nella lista stessa, sulle circostanze che sono specificate, mi riservo di indicare meglio testimoni a prova contraria, su alcune circostanze che sono capitolate ad esempio nella lista presentata dall'avvocato Mucciarelli per l'avvocato Fabbri, testi Bustreo, Carcassoni, Zanni, Lacchin e Paoli, e sostanzialmente circostanze che riguardano lo smaltimento dei rifiuti discariche a prova contraria indico sin da ora, e con riserva di integrare l'indicazione nominativa dei testi, Gavagnin, Catanzariti, Moriani e Cantarella Lino, cosi` come a prova contraria sulle circostanze e sui testi indicati dall'avvocato Benedini per Sebastiani Reichenbak testi Bacchetta, Barina, Basei, Lucchin, Napoli, Rismondo, Angelini ed Arsani, circostanze che riguardano la depurazione negli scarichi di impianti di controllo e sull'immissione atmosfera gas cromatografo indico nuovamente a prova contraria Moriani, Catanzariti, Gavagnin, Cantarella Lino, e il teste Ferrari. La lista dell'avvocato Stella per Smai e Pisani nella parte relativa alle testimonianze di Clini, Munarin Magarotto e Simonato sull'attivita` degli organi di vigilanza dello Spisal su controlli eseguiti e sulla correttezza delle valutazioni fatte da tali organi, io chiedo la prova contraria a mezzo del teste ingegner Rigosi Franco dipendente della sezione impiantistica dell'Arpal di Venezia; mi rivervo.. chiedo l'esame dei imputati come richiesto dal Pubblico Ministero e le altre parti civili e, in relazione a quelle che saranno le richieste istruttorie delle parti, io mi riservo eventualmente di integrare i nominativi a prova contraria

 

AVVOCATO D’ANGELO

 

Avvocato D'Angelo: brevissimamente, per l'Inail, si permette di richiamare tutte le argomentazioni e le conclusioni gia` formulate con la costituzione di parte civile e con richiesta di citazione dei responsabili civili, conclusioni le quali sono state corredate da specifica documentazione a sostegno delle richieste di risarcimento danni. Si associa alle richieste istruttorie formulate dal Pubblico Ministero che si ritiene che siano largamente idonee a sostenere e a provare le gravissime piene e certe ed esclusive responsabilita` penali e civili degli imputati e dei responsabili civili, grazie signor Presidente

 

AVVOCATO BOSCOLO RIZZO

 

Avvocato Boscolo Rizzo: per il Comune Campagnalupia, Mira e Comune di Campagnalupia, sostituisco l'avvocato Zabeo, si sono costituti soltanto all'udienza dibattimentale, quindi non e` stata depositata una lista testimoniale, sono costituiti esclusivamente per il cosi` detto troncone ambientale, con riferimento soprattutto alle discariche site nel territorio di Campagnalupia e di Mira, quindi chiedo soltanto, anche se per la verita` la prova contraria diventa di concreta attualita`, una volta che i difensori degli imputati abbiano fatto le loro proposte, se abbiano o meno ribadito le richieste di cui alle liste testimoniali, con riferimento alle liste testimoniali, per l'ipotesi di loro ammissione chiedo la prova contraria indicando, e poi specifichero` su quali capitoli, indicando per il Comune di Mira l'assessore Bobbo Stefano, ufficio ecologia ambiente, Pigozzo Lorena, funzionario tecnico del Comune di Mira, Muffato Manuela, tecnico ufficio ecologia ambiente, Luigi Della Costa, tecnico ufficio ecologia ambiente sempre del Comune di Mira. Tutte queste persone potranno riferire sulle circostanze relative alle discariche abusive, allo smaltimento di rifiuti e discarico effluenti e preciso,per il momento,a prova contraria sulle circostanze sui quali sono stati indicati dall'Avvocato Mucciarelli per l'imputato Fabbri i testi Arzani, Lacchin, Bustreo e Carcassoni. Sempre a prova contraria su questi stessi testimoni, invece, per il Comune di Campagnalupia il geometra Fattoretto Renato, il vicesindaco del Comune di Campagnalupia, l'assessore ai servizi sociali Barbierato Giorgio. Quanto alle produzioni, anche per il Comune di Campagnalupia e di Mira,valgono quelle effettuate dal Pubblico Ministero in relazione all'individuazione delle discariche abusive. Quindi viene richiamata anche per i comuni quella stessa documentazione. Sulle altre prove..l'esame degli imputati

 

AVVOCATO PARTESOTTI

 

Avvocato Partesotti: l'associazione Greenpeace oggi parte civile, nel 94 depositava presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia un atto di significazione di parte offesa, il cui frontespizio e` allegato al decreto di rinvio a giudizio del Giudice per l'Udienza Preliminare dello scorso anno. In quell'atto si rappresentava processualmente l'interesse dell'associazione per la salute e la tutela dell'ambiente a Venezia e nella sua laguna. Si deposita e si chiede l'acquisizione di tale atto. Sempre nel 94, a titolo di esempio sempre di questo interesse, di questa attivita` svolta dalla parte civile costituita, in una lettera al responsabile della medicina del lavoro dell'allora U.L.S.S. numero 36,terraferma veneziana, si chiedevano da di Greenpeace dati circa le patologie denunciate dai lavoratori del Petrolchimico di Porto Marghera, queste missive erano state depositate gia` a suo tempo presso la Procura della Repubblica, si deposita di nuovo questa corrispondenza esi chiede che venga acquisita. Unitamente al diniego sostanziale di informazioni da parte del direttore del servizio, peraltro teste indicato da alcuni difensori degli imputati nelle liste depositate ex Art. 468. Altri documenti sono stati depositati alla prima udienza di questo processo il 13 marzo 98, unitamente alla conferma della costituzione di parte civile, gia` avvenuta nell'udienza preliminare. Si tratta di dossier del 1993 su Porto Marghera e soprattutto di quelli del maggio 95,intitolati "composti organici tossici persistenti e bio accumulabili nella laguna di Venezia, stato dello conoscenze" e di un altro del giugno del 96, "metalli pesanti e diossine in molluschi bivalvi della laguna di Venezia, la responsabilita` del polo Petrolchimico di Porto Marghera". Questi lavori di cui si chiede naturalmente la conferma dell'acquisizione al fascicolo del procedimento, oltreche` testimonianza e prova della legittimazione della costituzione di parte civile della associazione che rappresento, ed e` questa la ragione della loro produzione in sede di conferma della costituzione di parte civile, sono prodotti nello stesso tempo, in quanto prova degli assunti accusatori relativi all'inquinamento della laguna, quindi la terza parte del secondo troncone, tanto per intenderci, e della nocivita` di certi tipi di produzioni a Porto Marghera, tant'e` che di questi lavori, delle analisi dei sedimenti, dei molluschi in essi contenuti, si e` ampiamente discusso in sede scientifica - si vedano i rapporti dell'Istituto Superiore della Sanita` - in sede processuale -consulenze tecniche del Pubblico Ministero e delle difese degli imputati -, nel corso delle indagini preliminari e nel corso dell'udienza preliminare. Questi documenti saranno inoltre necessari per i riferimenti che i consulenti tecnici di Greenpeace, che abbiamo indicato nella lista depositata nei termini, i riferimenti che vi faranno quando questo Tribunale li autorizzera`. La rassegna stampa internazionale, nazionale e locale, sempre depositata alla prima udienza di questo processo, conferma le date di divulgazione di tali dossier, quindi la conoscenza di questi lavori, oltreche` dare conto della specifica attivita` svolta da Greenpeace per la tutela della salute dell'ambiente, gravemente lesa dai reati di cui sono accusati gli imputati. Se, infatti,la legittimazione all'azione civile delle associazioni ambientaliste e` fondata anche sul concreto collegamento con una situazione storica determinata, e` evidente che anche il danno da risarcire, quant'anche morale, va correlato alle attivita` concretamente svolte in quella data situazione; per questa ragione sono state indicate nella lista testimoniale il direttore di Greenpeace, signora Domitilla Senni, e la contabile dell'associazione Manuela Pepe. Per completare il quadro dei dossier e degli studi dell'associazione pertinenti questo processo, si chiede vengano acquisiti ai fini della loro utilizzazione probatoria, nei sensi gia` illustrati, primo un documento dell'ottobre 1990, con allegato uno studio del "Chim.." dell'universita` di Londra sull'inquinamento della laguna di Venezia, quindi proprio specifico. Poi un dossier del 93, intitolato "fabbriche di diossine", cui e` allegato un articolo di stampa che ne consente la datazione. Un secondo dossier del 1993, intitolato "mediterraneo, un mare avvelenato dal cloro". Un dossier del 94 tratto da un lavoro di Greenpeace International su inquinamento industriale ed insorgenza di tumori e su tutti questi lavori, come sugli altri depositati da questa e da altre parti, si chiede che vengano sentiti i consulenti indicati nella lista. I consulenti, adesso non sto a ripetere i nomi, saranno sentiti ovviamente sulle circostanze che abbiamo indicato e sono il dottor Fabbri, un naturalista, un medico epidemiologo, sono due consulenti biologi marini inglesi, il dottor Miniero etc., e chiediamo che vengano sentiti sugli aspetti tossicologici di dicloretano, CVM e PVC, sui meccanismi di rilascio degli inquinanti nella produzione delle sostanze di cui sopra, sui fenomeni di accumulo nei sedimenti lagunari di questi inquinanti, sul bioaccumulo negli organismi viventi di questi inquinanti e sugli effetti di questo bioaccumulo, sul rischio sanitario connesso all'esposizione professionale e non professionale, ai composti e ai prodotti di scarto, connessi con la produzione e il trattamento delle sostanze di cui abbiamo detto piu` sopra, e sulla valutazione dell'incidenza tumorale in relazione a quanto.. ai punti precedenti. Si indica e si richiede inoltre che il dottor Fabrizio Fabbri sia ammesso a testimoniare sulla conformita` delle traduzioni in lingua italiana prodotte o da produrre. Vengono in proposito depositati anche due lavori dei professori Benfenati, Fattore, Mariani e Fanelli, con una traduzione in italiano, su PCDD e PCDF nella laguna di Venezia, presentato a Como il 17 e 22 aprile del 93 ed un secondo a San Pietroburgo dai medesimi autori unitamente ad un altro autore nell'ottobre del 94. Il professor Benfenati e` citato poi quale teste insieme al professor Di Domenico, perche' riferisca su questi studi, nonche` su quelli dell'Istituto Superiore di Sanita` ed anche quelli svolti dal Pubblico Ministero sull'inquinamento della laguna e sulle possibili fonti di rilascio di diossina dei fondali lagunari, perche' e` su questo punto, signori del Tribunale, che la difesa di questa parte civile insistera`. La responsabilita` di rilascio di diossine nell'ambiente lagunare, quindi nei sedimenti e quindi nella catena alimentare e quindi nell'uomo, quindi la responsabilita` anche attuale di certi tipi di produzioni. Quindi su questo punto, sulla responsabilita` dei cicli di produzione di dicloretano, per cloroetilene e tricloroetilene, nel rilascio di questi inquinanti, chiediamo di sentire anche l'ingegner Francesco Messineo, indicato tra l'altro come consulente della difesa di alcuni imputati, in particolare perche' riferisca anche su episodi avvenuti nel 95, quindi all'interno del periodo di competenza di questo processo, che hanno determinato i sequestri degli impianti di trattamento di acque clurorate disposti dalla Procura presso la Pretura Circondariale di Venezia. Scopo dunque di questa difesa su questo punto e` verificare la possibilita` di rilascio di diossine nella produzione di TCE CVM, e cio` non solo in tempi antichi, ma anche in epoca recente, quella fino al 95, cui si riferisce l'accusa in questo processo. Per attualizzare appunto la discussione, sempre ai fini della dimostrazione che possibilita` di incidenti, fughe di gas, esposizione a quantita` di sostanze nocive ben al di la` dei limiti di legge, sono sempre possibili e che quindi non e` vero l'assunto difensiva della innocuita` attuale e recente di certe produzioni, citiamo i testi di cui ai numeri 2 e 3 della nostra lista, operai ed ex operai, peraltro gia` citati, credo, anche dal Pubblico Ministero e depositiamo un articolo di stampa del marzo 95, che fa riferimento ad un nostro consulente e alle notizie da lui avute, il nostro consulente tecnico Fabrizio Fabbri. Si chiede quindi che in tema di cloruro di vinile venga sentito il dottor Maltoni sulle note questioni circa gli studi e le conoscenze sulla canceroginicita` e comunque tossicita` del cloruro di vinile. Chiediamo di sentire i consulenti tecnici del Pubblico Ministero Spoladori e Ferrari, quest'ultimo, oltreche` sulle consulenze tecniche ex Art. 360, anche sulle analisi effettuate e sulle relazioni illustrate anche davanti al Pretore di Mestre per conto del Magistrato alle Acque nel 95; in proposito depositiamo uno stralcio della relazione del Magistrato alle Acque al Pretore di Mestre, 5-6 ottobre 94 o 95, la data comunque risulta dal documento che depositiamo, nonche` uno stralcio della sentenza numero 197/95 del 23 febbraio 95, resa dallo stesso Pretore nei confronti di attivisti di Greenpeace per un'azione compiuta nel 92 contro lo scarico SM15 del Petrolchimico di Marghera.

Si deposita e si chiede che vengano acquisite inoltre, ai fini probatori, due memorie tecniche del 18 ottobre 97 prodotte da questa difesa nell'ambito dell'udienza preliminare, con l'ausilio del consulente dottor Fabbri. Si tratta di controdeduzioni a relazioni di consulenti delle difese sulla presunta estraneita` della contaminazione della laguna di Venezia, la discarica industriale del Petrolchimico nel periodo in cui fu gestito da Enichem; di controdeduzioni a relazioni sull'insussistenza di qualsiasi rischio per la salute umana della assunzione di ittiofauna lagunare. E` evidente l'importanza di questi temi che saranno sviluppati dai consulenti indicati nel lista, nonche` da quelli pure indicati che hanno operato per la Procura presso la Pretura circondariale: i dottori Tomatis, Vineis, Zapponi e Simonato. Concludo brevemente: sui temi specifici del prelievo di mitili in zone inquinate, sulle vongole e loro dimensioni, un tema su cui si sono sbizzarriti alcuni difensori degli imputati durante l'udienza preliminare, ma che riveste una certa importanza, nonche` sui campionamenti eseguiti da Greenpeace potra` riferire il dottor Michele Pellizzato, che abbiamo indicato nella lista. Si deposita e si chiede l'ammissione, infine,di una relazione svolta dal nostro consulente dottor Fabbri ad convegno sul PVC: il PVC nella societa` moderna. Quindi chiedo che i nostri testi e consulenti siano sentiti anche a prova contraria sui fatti dedotti dai testi della difesa. Chiedo il controesame dei testi e dei consulenti della difesa. Chiedo l'esame a prova contraria sulle circostanze dedotte dai testi e consulenti della difesa, dei testi e dei consulenti del Pubblico Ministero, nonche` l'esame di tutti gli imputati

 

Presidente: sospendiamo e riprendiamo alle 15

 

IL TRIBUNALE SOSPENDE IL PROCESSO FINO ALLE ORE 15.00

 

AVVOCATO GHEZZO

 

Avvocato Ghezzo: in ordine ai fatti che si intendono provareci si riporta integralmente a quanto esposto nell'atto di costituzione di parte civile, nonche` ai fatti cosi` come esposti oggi dal Pubblico Ministero e dai danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dall'associazione e dai singoli associati che qui rappresento in conseguenza degli stessi. In ordine alle istanze istruttorie, mi associo a quelle formulate dal Pubblico Ministero e dalle altre parti civili. In particolare chiedo l'esame degli imputati, l'esame a prova contraria dei testi e dei consulenti citati dal Pubblico Ministero e dalle altre parti civili sulle circostanze indicate dalla difesa degli imputati nelle liste depositate. Chiedo altresi' il controesame dei testi e consulenti citati dalle difese degli imputati. Si chiede inoltre l'ammissione della documentazione che vado a produrre, comprovante l'attivita` posta in essere dalla associazione che rappresento a salvaguardia del territorio lagunare veneziano e della qualita` della vita nello stesso; documentazione che ho fascicolato per vostra comodita`. Mi riservo di produrre ulteriore documentazione

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: allo stato attuale rappresento tre parti civili singole piu` la Camera del Lavoro e il sindacato chimici. Per queste parti civili insisto allo stato attuale per l'ammissione dei testi di cui alla lista depositata il 4 marzo 1998 dalle parti civili Besazza Antonio ed altri, anche se preciso che poi, nel corso del giudizio, con piu` calma, scegliero` i testi da sentire, saranno ovviamente enormemente meno di quelli che qui sono in lista. Questa stessa lista la richiamo perche' ne chiedo l'ammissione come testi a prova contraria per conto della Camera del Lavoro e del sindacato chimici,per cui sono e rimango costituito parte civile. Chiedo altresi' l'ammissione, anche qui con scelta che poi faro` nel corso del giudizio e che quindi non deve spaventare il Tribunale questa richiesta, l'ammissione dell'ulteriore lista testi presentata il 4 marzo 1998 dalle parti civili Miotto Luca ed altri, come testi a prova contraria. Chiedo inoltre l'ammissione della lista testi presentata dalla Camera del Lavoro e dal sindacato chimici, sempre in data 4 marzo 1998, con i testi. Preciso anche che in quelle due liste cui mi riferivo prima, in particolare la prima ed anche la seconda, chiedo l'ammissione sempre a prova contraria anche dei periti ivi indicati. Chiedo inoltre di sentire il controinterrogatorio dei testi richiesti dal Pubblico Ministero, dalle parti civili che mi hanno preceduto e specialmente quelli che sono nelle liste delle difese degli imputati e dei responsabili civili,di cui suppongo oggi verra` richiesta l'ammissione. Chiedo inoltre il controinterrogatorio degli imputati qualora questi imputati vengano sentiti. Produco inoltre una copia di gran parte del fascicolo, un faldone tra quelli delle documentazioni mediche, del defunto Pattarello Giovanni, gia` costituito parte civile e oggi ritirato, ma produco comunque la documentazione che avevo predisposto. L'esame delle parti, uno e` indicato come testimone, comunque anche l'esame delle parti civili. Inoltre chiedo anche l'acquisizione dei documenti che ho prodotto quando mi sono costituito parte civile, che sono rappresentati dal verbale dell'organismo specifico competente del sindacato chimici e dell'organismo della C.G.I.L., che hanno deliberato di costituirsi parte civile dando specifico incarico e autorizzazione ai segretari responsabili rispettivamente del sindacato chimici e della Camera Territoriale del Lavoro di Venezia. Mi pare di non avere altro

 

AVVOCATO SCATTURIN

 

Avvocato Scatturin: per Medicina Democratica, per l'Associazione Lavoratori e Lavoratrici Chimici Affini, aderenti alla confederazione unitaria di base, che e` la federazione di Venezia, sempre l'Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici Affini Nazionale, che aderisce pure alla confederazione unitaria di base CUB, la Confederazione Unitaria di base CUB e l'Associazione Salvaguardia Malcontenta. Nella lista dei testimoni, Presidente, quelle dei consulenti tecnici e dei documenti sono state depositate nel termine previsto dall'Art. 468 del Codice di Procedura Penale. Riferiranno questi testimoni sui fatti richiamati nei singoli capitoli di prova fatti a loro diretta conoscenza, conferenti e non superflui, per cio` concludenti e non irrilevanti a fronte dei capi di accusa del rinvio a giudizio e gli innumerevoli addebiti mossi agli organi di governo delle holding Montedison ed Enichem si riferiscono al modo di produzionedi sostanze cancerogene altamente tossiche e mutagene, e cioe` al cloruro di vinile monomero, al polivinilcloruro e al dicloretano, modo di produzione che i responsabili del governo delle due societa` hanno adottato senza soluzione di continuita` nel corso di quasi 30 anni. L'organizzazione operativa di questa impresa infatti non ha mai cambiato tecnologie, ne' processi, ne' controlli, ne' pratiche esecutive, ne' presidi sanitari, ne' ha provveduto a verificare lo stato degli impianti e quindi l'adeguatezza della loro manutenzione, modo di produzione che esponeva necessariamente gli addetti ai reparti CVM e PVC di CE a gravi rischi che, dopo la latenza delle patologie conseguenti all'esposizione alle sostanze tossiche, si risolvevano spesse volte in malattie di esito mortale, nonostante, dice la legge, il diritto dei lavoratori e delle loro associazioni di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e di promuovere l'elaborazione, leggo la legge, mi dispiace, ebbene, perche' insegna molte cose la legge, che non possiamo ricordare negli esatti termini e che io rileggo: promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrita` fisica, ed e` l'Art. 9 dello statuto dei lavoratori. Devo dire, Presidente, prima ancora di rappresentare il fondamento delle accuse mosse nei confronti degli imputati, che il fatto che piu` sorprende nell'ascoltare la loro difesa e` quello che eventi cosi` drammatici, risolti tra l'altro nei delitti di omicidio plurimo aggravato colposo, di strage e di disastro accaduti nell'avvicendarsi di almeno tre generazioni operaie, possano essere presentati tramite le voci egregiamente esercitate, devo dire, della difesa tecnica, in assenza dei loro autori, e quindi in contumacia dei loro autori, come se le morti e le patologie di chi ha lavorato fossero conseguenza di una mitica apocalisse arrivata da una imprevedibile fatalita` esterna alla fabbrica. I testimoni e i consulenti riferiranno quindi sui modi di produrre,quelli che presentiamo noi, dell'industria chimica di Marghera nel corso di 30 anni, dopo gli insediamenti elargiti, dobbiamo dire, elargiti da istituzioni che non erano da meno delle imprese quanto a lasciare fare e a lasciar passare,in linea con una cultura rivolta alla pace sociale, ottenuta anche a costo di cosi` drammatiche conseguenze. I presupposti dai quali muove la responsabilita` degli imputati, ognuno per il periodo di sua competenza, consistono nel fatto delle conoscenze che gia` negli anni 70 circolavano a tutti i livelli intorno alla tossicita` del CVM, del PVC e del dicloretano e delle cautele gia` da allora introdotte negli impianti di produzione esistenti in Europa e negli Stati Uniti. Devo a questo punto,anche,fare un'altra osservazione e dire che le parti civili che io rappresento e che io difendo non sono affatto d'accordo con il professor Stella, col professor Schlesinger e col professor Alessandri e con gli altri difensori degli imputati quando affermano che la transazione raggiunta tra gli imputati e la quasi totalita` delle parti civili persone fisiche sarebbe l'espressione di una cultura, cito testualmente le parole che sono state pronunciate alla precedente udienza, sarebbero espressione di una cultura nuova delle aziende e un evento di cui tutti dovremmo essere fieri. A parte la tardivita` del pentimento, che arriva dopo un anno di udienze preliminari e tre mesi di dibattimento, e che secondo noi almeno non potra` essere utilizzato per introdurre l'attenuante dell'Art. 63 sub 6 del Codice Penale, a a parte cio`, Presidente e Giudici, noi siamo convinti che in questo processo non puo` valere la pratica della globalizzazione, perche' questa e` incompatibile con i valori e i principi che bene o male devono governare una civile convivenza. La globalizzazione, semmai, puo` sintonizzarsi col mondo degli affari, ma questo processo non puo` essere un affare per nessuno di noi. La cosiddetta transazione dei danni sofferti dalle parti civili..

 

Avvocato Bettiol: Presidente, mi sembra che siano circostanze del tutto irrilevanti ai fini della..

 

Avvocato Scatturin: mi lasci parlare, perche' io non ho interrotto mai le vostre parole

 

Presidente: va bene

Avvocato Scatturin: la cosiddetta transazione dei danni sofferti dalle parti civili persone fisiche non introduce poi affatto, secondo noi, una cultura nuova, ma riproduce,al contrario,una cultura di antico stampo, da sempre seguita dal datore di lavoro per fare passare per caritativa ed emendatrice la realta` inevitabilmente conflittuale del confronto del suo profitto e i diritti di chi presta lavoro salariato. Stiamo conoscendo oltretutto, attraverso gli atti di questo processo,le gentili attenzioni riservate da questi imprenditori durante il governo trentennale del Petrolchimico. Dicevo prima, i presupposti dai quali muove la responsabilita` degli imputati, ognuno per il periodo di sua competenza, consistono nel fatto delle conoscenze che gia` negli anni 70 circolavano a tutti i livelli intorno alla tossicita` del CVM, PVC e dicloretano e delle cautele gia` allora introdotte negli impianti di produzione esistenti in Europa e negli Stati Uniti. Le societa`, pur essendo a conoscenza delle tecnologie disponibili per realizzare il ciclo chiuso ed eliminare in tal modo l'esposizione degli addetti alla produzione, non hanno effettuato interventi tecnologici neppure di minima entita`, spinti da ragioni meramente economiche, ovvero futili, come ha giustamente affermato l'accusa pubblica. I consulenti tecnici e i testi delle nostre liste descriveranno appunto le concrete e disastrose condizioni di lavoro degli operai Montedison ed Enichem. In primo luogo la disinformazione, Giudici, nella quale gli operai addetti alla filiera del cloro erano lasciati con assoluto e direi volgare disprezzo degli adempimenti imposti dai decreti 547 del 55, 303 del 1956 e dell'antico precetto dell'Art. 2087 del Codice Civile, obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante affissione negli ambienti di lavoro di estratti delle presenti norme etc. etc., e` l'Art. 4 del decreto legislativo 547 del 1955, un po' di anni fa. In secondo luogo la qualita` degli ambienti di lavoro (spazi, materiali edilizi, isolamenti murari, depositi di materiali, insalubri etc.) di fronte al preciso dettato della norma, anche qui rileggo la norma: "nelle adiacenze dei locali di lavoro e nelle loro dipendenze il datore di lavoro non puo` tenere depositi di rifiuti e di altri materiali solidi o liquidi capaci di svolgere emanazioni insalubri. Per lo scarico dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi, devono essere osservate le norme speciali dettate dalle leggi e dai regolamenti sanitari. Il datore di lavoro e` tenuto ad effettuare, ogni qualvolta e` possibile", e qui continuo a leggere la norma, "in luoghi separati le lavorazioni pericolosi ed insalubri,allo scopo di non esporvi senza necessita` i lavoratori addetti alle altre lavorazioni". Ed ancora: "e` vietato fare entrare i lavoratori nei pozzi neri, nei camini, nelle fosse, nelle caldaie e simili, dove possono esservi gas deleteri" etc. etc., questo e` l'Art. 25 del decreto legge 303 sempre del 1956. In terzo luogo: "l'inadempienza, per non dire la mancanza di controlli igienico-sanitari, con assoluto oblio delle verifiche preventive, imposte dall'Art. 33 dello stesso decreto", che recita testualmente: "nelle lavorazioni industriali che espongono all'azione di sostanze tossiche infettanti o che risultano comunque nocive, indicate nella tabella allegata, i lavoratori devono essere visitati da un medico competente", noi si pensa un oncologo o un pneumologo quanto meno, "prima della loro ammissione al lavoro per constatare se essi abbiano i requisiti di idoneita` al lavoro al quale sono destinati. Successivamente, nei periodi indicati nella tabella, per constatare il loro stato di salute". La tabella, per il cloro e i suoi composti, prevede visite trimestrali e per il fosgene visite con periodicita` mensili. Le norme, Giudici, sono state citate, non tanto per le incongrue conseguenze penali che direttamente comportano, ognuna per il testo al quale si riferiscono, ma principalmente per dimostrare, con i nostri consulenti e testimoni, il disinvolto disinteresse degli imputati per i comandi che avrebbero dovuto puntualmente seguire,che costituiscono il sicuro elemento psicologico della loro responsabilita`, in altri termini la loro colpa. E questo catalogo delle condotte criminose,richiamate nei quesiti poi dei nostri consulenti tecnici e nelle testimonianze da noi offerte, continua con la segnalazione della inattendibilita` della sussistenza dei limiti di nocivita` nell'esposizione del corpo umano ad agenti inquinanti di tipo cancerogeno. L'istituto superiore di sanita`, e` gia` stato detto dal dottor Casson, in linea con altre autorevoli opinioni, ha infatti riconosciuto che per queste tre sostanze si impone questa esposizione zero. Ancora nel catalogo: la dimostrazione affidata ai nostri consulenti tecnici della inattendibilita` in assoluto dei sistemi di monitoraggio usati dalla Montedison e dall'Enichem e quindi dai massimi responsabili delle due holding,con le disastrose conseguenze che ne sono necessariamente derivate per la salute e la vita dei lavoratori esposti. Con particolare riferimento si riferiranno i nostri consulenti tecnici ancora all'espediente di tarare la soglia massima di rilevanza del gascromatografo a 25 parti per milione, attivando in tal modo l'allarme su quest'ultima concentrazione, ma escludendo al tempo stesso tutti i valori corrispondenti a concentrazioni superiori a 25 parti per milione di CVM, che cosi` non sono state artificiosamente rilevate. Pur derivando dalla violazione di un obbligo positivamente formulato,risulta dai fatti sin qui richiamati come una omissione indeterminata in negativo e non una omissione in positivo di attivarsi perche' l'evento dannoso prevedibile o la situazione di pericolo non si verifichi. L'omissione sotto questo profilo attiene alla disciplina del rapporto di causalita`, cosi` come ha ritenuto anche la Cassazione in una decisione del 1983. In altri termini l'accusa giustamente sostiene che non e` accettata l'indifferenza come se il soggetto attivo, quello da cui dipendono le sorti dell'impresa, che coinvolgono anche le sorti del bene tutelato poi, nel caso la saluta operai e in fabbrica possa legittimamente concentrare la sua attenzione solo sul profitto dell'impresa alla quale e` istituzionalmente preposto e non sia invece obbligato, per regola giuridicamente vincolante,a considerare e all'occorrenza a impedire le conseguenze che ne derivano sul bene della salute da privilegiare in assoluto. Ora, questo rapporto di causalita` soggettiva puo` quindi riassumersi, nel nostro caso, nel quesito se il soggetto qualificato all'interno dell'impresa disarticolata in piu` aziende o gruppi societari, definite come imprese operative, che fanno capo all'impresa di vertice, questo tipo di soggetto qualificato possa esimersi dalla funzione che gli compete prima di ogni altra e che in dottrina viene indicata come posizione di garanzia, del rispetto delle norme che regolano le imprese, grandi o piccole che siano. E` un principio ricavato,diciamo noi, dalla civilta` delle macchine, che consente di sottoporre i massimi responsabili dell'impresa alle regole della legalita` e non a quelle dell'arbitrio e quindi agli obblighi legati alla loro carica, non delegabili, sottoposti.. relegati alla funzione di capri espiatori. Si vuole dire, in altri termini,che Presidenti, amministratori delegati o semplici direttori dei grandi gruppi societari,sono pur sempre responsabili,per quel principio di legalita`,non solo delle grandi opzioni manageriali, ma anche dei controlli che devono esercitare sui settori e sui preposti da loro delegati, evidentemente responsabili del controllo sui servizi diretti ad assicurare l'integrita` fisica e la personalita` morale del prestatore di lavoro, Art. 2087 del nostro Codice Civile, posizione di garanzia dei massimi vertici industriali, che abbiamo definito nei termini di civilta` abbiamo detto, civilta` delle macchine.

Abbiamo avuto occasione di dire in una delle udienze del G.I.P. che il signor Cefis, il signor Schimberni e il signor Necci, quando si insediarono nelle massime cariche della holding sapevano indubbiamente che non andavano a gestire una fabbrica di biciclette e che il loro mandato non si limitava a seguire le questioni strategiche della politica aziendale, ma comprendeva necessariamente il controllo degli strumenti della produzione. Tutte queste persone ai massimi vertici conoscevano certamente una delle regole quadro del Petrolchimico e l'accusa l'ha riportata e letta questa stamattina, e io non la ripeto, l'affermazione che, diciamo, ha formato quasi un precetto quadro per la gestione della Montedison, letta dal Pubblico Ministero questa mattina,dice: "come nell'insieme di una comunita` di assicurati prospera, questo insieme, perche' la somma dei danni e` sempre inferiore alla somma dei premi pagati dagli individui, cosi` i rischi inaccettabili, se considerati nell'ambito di un singolo impianto diventano accettabili, se sono frutto di una mentalita` estesa ad un intero stabilimento o ad una divisione". Ora, questa rozza dico io ed anche malvagia etica, che e` ispirata al profitto, e contenuta nella nota del servizio centrale manutentivo, diretta a tutti gli stabilimenti italiani della Montedison, nota che serviva per la progettazione dei piani triennali poi, e` esattamente l'opposto dei principi che ispirano l'intera normativa vigente, in tema di prevenzione. Il problema, dunque, e` quello del dissidio tra la personalizzazione dell'impresa societaria e la personalizzazione della responsabilita` penale. Per noi, dopo avere svolto l'argomento all'udienza preliminare, vale l'inderogabilita` del principio della posizione di garanzia, definito e sanzionato da norme positive ed anche civilistiche

 

Presidente: mi scusi avvocato Scatturin se io la interrompo, ma dovrebbe mantenersi nell'ambito dell'illustrazione delle prove che intende presentare..

 

Avvocato Scatturin: ma le prove sono..

 

Presidente: delle prove che intende presentare, ovviamente questo non puo` prescindere anche dai temi su cui le prove vengono introdotte, pero` non allarghiamo troppo questa illustrazione; e` un'illustrazione dei temi rispetto a cui si chiede di introdurre prove testimoniali e documentali e di consulenza, questo e`, diciamo,lo spirito dell'illustrazione introduttiva, non mutiamone, diciamo cosi`, la caratteristica. Mi scusi se la interrompo, ma e` per ricondurla un attimo a quella che e` un po' la regola del processo

 

Avvocato Scatturin: Presidente, quello che ho detto e che sto dicendo, che diro` anche, e` strettamente legato ai capitoli di prova e alle circostanze sulle quali dovranno deporre ed illustrare i nostri consulenti, cioe` e` la sostanza stessa delle prove che noi proponiamo; diciamo che perche' ci sia un giudizio da parte del Tribunale che sia motivato sulla ammissibilita` o meno di quello che noi chiediamo in via istruttoria, io ritengo che sia utile rappresentare questa situazione. Comunque, sono quasi arrivato alla fine e non ho molte cose da dire ancora.

Devo dire che rispetto a queste funzioni di tutela della sicurezza del lavoro, l'ancoraggio formale, vale a dire l'ancoraggio al principio di legalita` della posizione di garanzia, propria del datore di lavoro, significa tenere ferma ed inderogabile la statuizione legale del dovere di sicurezza, al livello piu` alto e piu` ricco di poteri della struttura imprenditoriale. Il dovere formale di tutela delle condizioni di lavoro, giusta la clausola generale dell'Art. 2087 Codice Civile, e` proprio dell'imprenditore e datore di lavoro nel campo di materia considerato. Le ulteriori condizioni normative e fattuali della responsabilita` delle persone fisiche impersonanti il datore di lavoro si specificano all'interno e mai in deroga alla portata legale di tale dovere di sicurezza. Ed e` appunto nel contesto caratterizzato dalla destinazione inderogabile del dovere di sicurezza al livello piu` alto, che vanno discusse le condizioni del suo adempimento, ivi inclusa la prospettiva del coinvolgimento aggiuntivo o sostitutivo di diversi livelli di responsabilita` entro l'impresa. D'altra parte la questione della delega verso il basso,e quindi la liberazione dei vertici dell'azienda, tocca persino il buon senso comune. Di queste obbedienze occulte poi che si verificano all'interno dell'azienda, richiamate nei rapporti che esistono tra i preposti e i loro dipendenti, di queste obbedienze occulte esistono dei precedenti storici, bastera` ricordare il disastro del Vajont, la strage di Stava, la nube tossica di Licmesa, etc.

Per concludere, Medicina Democratica, ALCA federazione di Venezia, ALCA federazione nazionale, la Confederazione Unitaria di base e l'associazione salvaguardia Malcontenta, parti civili costituite nel processo, chiedono l'ammissione dei testimoni e dei consulenti sulla base di queste considerazioni poi, che io ho fatto fin qua, indicate nelle due separate liste depositate il 5 marzo 98. L'ammissione dei dati sui quali i consulenti riferiranno pro veritate e l'ammissione delle prove sulle quali i testimoni renderanno le loro deposizioni. L'ammissione ancora ex Art. 493 terzo comma Codice di Procedura Penale come testimoni delle parti civili persone fisiche infortunate, le cui generalita` sono state verbalizzate all'udienza del 13 marzo del 98. Chiedo inoltre l'ammissione a prova contraria dei nostri testi ammessi; l'acquisizione al fascicolo del dibattimento dei seguenti atti e documenti prodotti in sede di udienza preliminare, e qui sono stati elencati, in una nota, che posso anche depositare poi, memoria 10 giugno 97, giurisprudenza annotata in materia di costituzione di parte civile e dei soggetti danneggiati dal reato, copertina dei fascicoli della rivista Medicina Democratica, studi vari e riguardanti il monitoraggio effettuato da Medicina Democratica nei danni ambientali dalle aziende Montedison di Massa Carrara; inquinamento da formaldeide ed arsenico nello stabilimento di Enichem di Manfredonia; esposto alla Procura di Brindisi relativo alle produzioni CVM insediate nell'area di Brindisi; sentenza penale del Tribunale di Massa; costituzione da parte di Medicina Democratica del centro internazionale dell'handicap a Marina di Grosseto; cancro da cloruro di vinile numero monografico 92-93 della rivista Medicina Democratica; comitati di partecipazione al servizio sanitario nazionale; quesiti etici posti da Gabriele Bortolozzo; sentenza in materia di salute ed ambiente; altra giurisprudenza del Pretore di Rho; varia corrispondenza; esposto-denuncia alla Procura di Busto Arsizio; volantini; lettera 28 maggio 97 del sindaco di Manfredonia; lettera 4 giugno 97 del sindaco di Manfredonia a Medicina Democratica; replica difensiva 10 giugno 1997; replica difensiva 7 luglio 1997; appendice alla replica difensiva 7 luglio 97; sentenza della Corte Costituzionale 26 luglio 79 numero 88 ed ancora 22 luglio 96 numero 293 e della Corte di Cassazione 207 del 6 aprile 96; lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri 19-6-97; lettera a Medicina Democratica del 18-2-97 del sindaco di Venezia; Medicina Democratica aprile-giugno 1978 "inquinamento e nocivita`"; scheda di Medicina Democratica: "nocivita` ed inquinamento", articolo dell'assessore provinciale Gianni Moriani; memoria conclusiva di merito del 16 settembre del 97; nomina dei consulenti tecnici delle parti civili Medicina Democratica, ALCA federazione Venezia, ALCA nazionale, CUB nazionale ex Art. 233 Codice di Procedura Penale 16 settembre 97; replica di merito 20 ottobre 97; relazione tecnica e la relazione dei nostri consulenti tecnici, che vale come memoria difensiva, e` stata firmata anche dal difensore, con note di commento alle relazioni dei consulenti tecnici degli imputati, nonche` di quelle dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero in atti dell'indagine preliminare, sottoscritta dall'ingegner Carrara, dal professor Crosignani, dal professor Duca, dal professor Giorgio Forti, dal dottor Mara, dal professor Vladimiro Scatturin, dal professor Ettore Tibaldi. Documenti allegati, poi, alla lista dei testimoni che sono stati depositati ai sensi dell'Art. 468 primo comma del Codice di Procedura Penale, e sono: la Federazione Unitaria Lavoratori Chimici, che e` la FILC; la piattaforma del gruppo Montedison pubblicata nel bollettino FULC, notizie anno secondo numero 1. Ancora la nota sulla formulazione del budget di manutenzione per gli anni 1978-1980; ancora Medicina Democratica 111, 113 marzo-agosto 1997: Petrolchimico di Porto Marghera. Disegno di legge 917 Carella e Falqui del 28 settembre 94. Proposta di legge 336 del deputato Scalia: "norme per limitare l'utilizzazione del cloruro di polivinile". Ancora la "Chemilcal Polici Comiti`" 1997 e 84: "in towar and substance chemical polici". Indagine sul PVC, zero in condotta, valutazioni tecniche sulle tubature in polivinilcloruro da "Boi architettura" numero due, numeri 26 e 27 1995. Il decreto del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi dell'1 ottobre 1996. Decreto del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi di concerto col Ministro dei Lavori Pubblici e l'intero fascicolo dell'Associazione Salvaguardia Malcontenta. Devo indicare un altro teste, Presidente, che non e` stato possibile indicare prima, perche' non si riusciva a trovare, a reperire, ed e` il signor Guerrin Pietro, in via Picasso 49 Peseggia di Scorze`,che ha lavorato negli impianti pilota del CVM per 9 anni. Io credo di avere finito e depositerei pero` una memoria nella quale poi in sostanza e` contenuto quello che ho detto

 

AVVOCATO DUSE

 

Avvocato Duse: rimango costituito per U.I.L. Camera Sindacale e Provinciale di Venezia ed U.I.L. CER, Chimica Energia e Ricerca, e sindacato dei chimici della U.I.L. Per queste due associazioni io chiedo di essere ammesso al controesame dei testi del P.M., della difesa e delle altre parti. Chiedo l'esame degli imputati, chiedo l'esame delle parti civili da me rappresentate. Chiedo di essere ammesso a prova contraria sulle circostanze indicate dalla difesa, con i testi gia` indicati nelle liste testi che ho depositato per le mie parti private, che si sono attualmente ritirate, comunque sono depositate in Cancelleria e con i consulenti tecnici che ivi si possono leggere. Chiedo l'acquisizione, anche se formalmente non serve,dei documenti che ho gia` depositati, unitamente alle costituzioni di parte civile, e cioe` lo statuto dei due sindacati, delle due associazioni sindacali, le delibere e gli altri documenti che ho allegato, grazie

 

AVVOCATO BOSCOLO RIZZO

 

Avvocato Boscolo Rizzo: per Lega Ambiente comitato regionale e, in sostituzione dell'avvocato Borasi, per Lega Ambiente e nazionale. Signor Presidente, mi ponevo un problema, per evitare la lettura di tutta la documentazione prodotta si puo` ovviare producendo un elenco che verra` certificato dalla Cancelleria? Perche' altrimenti diventa un po' pesante stare li` a leggere tutta la documentazione, non so se anche i colleghi di controparte siano d'accordo su questo

 

Avvocato Bettiol: basterebbe un'indicazione sintetica

 

Presidente: si, direi anch'io, voglio dire, almeno il riferimento al contenuto questi documenti

 

Avvocato Boscolo Rizzo: per spiegare la documentazione che viene prodotta per il comitato regionale, mi soffermo soltanto su una questione su cui ha parlato il Pubblico Ministero stamattina. Un momento nodale di questa vicenda processuale e` il passaggio di consegne, anzi, meglio, la fusione dell'integrazione dell'attivita` chimica tra il polo privato e il polo pubblico. Lega Ambiente,che gia` era intervenuta sotto il primo profilo,che era quello dell'acquisizione dei dati sull'ambiente e quindi di controinchieste che sono state condensate in quel documento che ho allegato alla costituzione di parte civile che si chiama: i crimini di Porto Marghera. Li` vengono esaminati i dati, vengono indicate le discariche individuate autonomamente da Lega Ambiente. L'altro settore su cui l'associazione interviene e` il confronto diretto con i vertici dell'azienda. Ricordava il Pubblico Ministero che Montedison ed Enichem hanno conferito.. ebbero a conferire all'American Prysal la valutazione della consistenza degli impianti, omettendo pero` nel quesito di chiedere una specifica valutazione sui problemi di sicurezza e di igiene per i lavoratori, disattendendo quella precisa indicazione che aveva dato il Ministero nell'agosto del 1989, condizionando il nulla osta del Ministero delle Partecipazioni Statali, in allora Ministro Fracanzani, a delle condizioni vincolanti per Eni, ai fini della continuazione delle trattative per l'integrazione dell'attivita` chimica; il punto fondamentale era questo: dovete garantire in primo luogo la sicurezza dell'ambiente di lavoro e dei lavoratori. Cosa avviene? Questo,che era lo slogan della nascente Enimont, cioe` l'impegno ad investire sotto questo profilo tutto quanto era investibile, e` il primo obiettivo che viene sacrificato, a seguito di quale evento? Era stato garantito al Presidente Montedison, vale a dire Gardini, uno sgravio fiscale di circa mille miliardi.. diecimila. Il governo e` venuto meno a questo impegno, la Montedison sacrifica questo obiettivo proponendo anche alle associazioni ambientaliste, che chiedevano un confronto su questo tema, propone la politica dei due tempi. Lega Ambiente interviene con questa iniziativa: compera duemila azioni Montedison per poter partecipare all'assemblea Montedison del 21-6-1988,in cui si deve approvare il bilancio 1988 e stabilire quali saranno gli investimenti di Montedison in Enimont sotto il profilo sicurezza ambienti di lavoro. Produco una cassetta,che e` la videoregistrazione dell'assemblea degli azionisti Montedison, in cui intervengono alcuni soci di Lega Ambiente, che io ho gia` indicato come testi anche su altre circostanze: Beniamino Bonardi, Realacci e Renata Ingrao, che verranno sentiti sulle circostanze indicate nelle liste e confermeranno il contenuto di questa cassetta, che a mio avviso e` anche estremamente importante per le risposte che in allora ebbe a dare il Presidente di Montedison Raul Gardini. Sintetizzo la documentazione che produco: i vari interventi di Lega Ambiente sull'ecosistema lagunare e sulle valli da pesca, e sono 6 documenti: comunicati stampa, lettere delle associazioni, i rapporti col Ministero. Progetto laguna di Lega Ambiente, sempre appunti per l'incontro con il Ministro dell'Ambiente. Il progetto parco per laguna di Venezia, e sono 11 documenti. Poi rassegna stampa ed altre iniziative. Interventi sulla questione valli da pesca. Vertenza Enichem. La cassetta di cui ho parlato. Poi gli interventi invece specifici su Porto Marghera. Alcuni comunicati stampa, numerati da uno a tre. E da ultimo un volume: Ambiente Italia, istituto di ricerca ed osservatorio Veneto. Ambiente Veneto 1991, rapporto sullo stato dell'ambiente della Regione. Lega Ambiente Veneto, citta` studi 91. Quanto alle altre richieste: l'ammissione di tutti i testi e consulenti indicati nelle liste sia del comitato regionale che della nazionale, in parte coincidenti. Esame e controesame degli imputati. Quanto alle produzioni ovviamente anche quelle allegate agli atti costitutivi. Devo chiedere anche la prova contraria su alcune circostanze indicate dall'Avvocato Mucciarelli nella lista per l'imputato Fabbri; prova contraria sulle circostanze su cui e` stato indicato Piergiorgio Gianneselli, sui rapporti tra Enichem e Montedison. Indico come teste a prova contraria Sergio Cusani, gia` indicato nella nostra lista su altra circostanza, come consulente ed amministratore di fatto Montedison. Nella lista testi avevo precisato che Cusani poteva essere sentito eventualmente ex Art. 210. Sui testi Donaudi, Mattiussi, Gabutti e Germani, lista dell'avvocato Pansa per l'imputato Gritti Bottacco, sulla circostanza se in Montefibre siano stati segnalati pericoli alla salute, indico a prova contraria Gianni Moriani, sempre indicato su alle circostanze nella lista del comitato regionale. Poi lista dell'avvocato Pedrazzi ed Alessandri per l'imputato Trapassi, teste Bencini sullo stato degli impianti e rapporti con la societa` American Prysal, indico a prova contraria dipendenti di American Prysal: Sergio Guerzoni, Franco Faccini. Sulle liste dell'Avvocato Giarda per Fedato, teste Barina, dell'Avvocato Benedini per Sebastiani, teste Basei, indico a prova contraria Perazzolo Natalino, dipendente Montedison, operaio del reparto CV6, in relazione ai sistemi di rilevamento ed idoneita` dei gascromatografi

 

AVVOCATO POZZAN

 

Avvocato Pozzan: per l'associazione italiana per WWF. Quale difensore della parte civile, chiedo l'ammissione delle prove testimoniali chieste con la lista depositata in data 5 marzo 1998, sulle circostanze ivi indicate, con i testi indicati,che ora riassumo, sono tre: Giuseppe Borziello di Mestre, Luigi Godini di Villorba e Giampaolo Rallo di Mestre. Chiedo l'ammissione del consulente tecnico indicato sulle circostanze e valutazioni indicate nella lista sempre depositata. Chiedo l'ammissione e la citazione a prova contraria ex Art. 468 quarto comma del Codice di Procedura Penale dei testi e dei consulenti indicati nella nostra lista lista, sulle circostanze indicate nelle liste testi tutte degli imputati, e in subordine, qualora si rendesse necessaria la precisazione, sulla lista che allego. Chiedo sempre, a prova contraria, con il consulente che abbiamo indicato nella lista testi, la prova contraria sulle circostanze e valutazioni indicate nelle liste dei consulenti tecnici delle difese degli imputati. Chiedo l'esame degli imputati, naturalmente mi riservo il controesame dei testi delle altre parti. Richiamo e chiedo che venga acquisita la documentazione che ho gia` prodotto in sede di costituzione di parte civile innanzi al G.I.P. e in sede di rinnovazione di costituzione di parte civile innanzi a questo Tribunale. Si tratta sostanzialmente di documentazione inerente l'attivita` di denuncia di rilievi.. denuncia alla pubblica autorita` e alla Magistratura di rilievi alle pubbliche autorita` e di.. e la rassegna stampa in ordine alle iniziative assunte dall'associazione per la tutela dell'ambiente lagunare, per la bonifica degli impianti e per la tutela della laguna dall'avvelenamento dell'ittiofauna

 

Avvocato Partesotti: se mi fosse sfuggita la richiesta formale di ammissione dei testi e dei consulenti della mia lista, la ribadisco

 

Presidente: non credo Avvocato Partesotti, adesso controllo, comunque adesso lei la ribadisce

 

AVVOCATO ZAFFALON

 

Avvocato Zaffalon: assisto la persona fisica di Toffano Adamello, che e` rimasto costituito parte civile per i motivi gia` enunciati. Chiedo quindi l'ammissione dei testi indicati per lui e per le altri parti civili, peraltro revocate. Per quanto attiene l'Unione Sindacale Territoriale C.I.S.L. Venezia,le richieste di testimoni e consulenti, gli stessi indicati per le persone fisiche ex Art. 468, vengono richiesti a prova contraria sulle circostanze indicate dalla difesa. Sia per il Toffano che per la UST C.I.S.L. chiedo l'ammissione dell'esame delle parti, la parte civile UST C.I.S.L., le altre parti civili, gli imputati e sottopongo l'istanza relativa alle prove chieste per la UST C.I.S.L. in quanto e` nuova

 

AVVOCATO FARINEA

 

Avvocato Farinea: assisto i prossimi congiunti di Gabriele Bortolozzo, Gianluca e Beatrice Bortolozzo. Chiedo l'ammissione delle prove testimoniali sui capitoli coi testi e consulenti di cui alla lista gia` depositata ritualmente. Chiedo l'esame degli imputati e il controesame per quanto concerne i testi. Chiedo l'ammissione e citazione a prova contraria sulle circostanze tutte indicate dagli imputati e dai responsabili civili nelle proprie liste con i testi e i consulenti gia` individuati ed indicati nelle liste prodotte, di cui ho parlato prima. Poi chiedo sia acquisita la documentazione gia` prodotta in sede di costituzione di parte civile

 

AVVOCATO POZZAN

 

Avvocato Pozzan: per Marin Renzo, che e` l'unica parte privata che assisto, chiedo l'ammissione e la citazione a prova contraria dei testi indicati nelle liste che deposito, sostanzialmente si tratta degli stessi testi indicati da Gianluca e Beatrice Bortolozzo, oltre agli ulteriori testi Marin Renzo e Marin Marco e Vian Gianfranco su tutte le circostanze indicate dai difensori degli imputati e dai responsabili civili. Comunque in subordine, laddove si rendesse necessaria la precisazione, sulle circostanze che indico specificatamente nell'allegato che ora deposito. Chiedo inoltre l'ammissione a citazione a prova contraria del seguente consulente tecnico il dottor Roberto Zanetti di Torino, epidemiologo, e il dottor Riccardo Marchesin di Treviso, medico-legale, e cio` a prova contraria in relazione a tutte le circostanze e valutazioni indicate rispettivamente nelle liste dei consulenti tecnici, dei difensori degli imputati e dei responsabili civili. Comunque,in subordine, laddove si rendesse necessaria la precisazione, nella lista che allego. Chiedo anche per questo l'esame degli imputati e il controesame dei testi del difensore delle altre parti, nonche` l'esame della parte civile Marin Renzo

 

Avvocato Bettiol: scusi, Presidente, proprio per economia processuale, vorremmo capire di che lista si tratta, cioe` una nuova lista testi o una lista gia` presentata?

 

Avvocato Pozzan: no, e` una lista delle persone che si indicano a prova contraria, che oggi deposito, sono ben 50 persone, ma anche io riservo eventualmente poi di indicare di abbandonare alcune testimonianze

 

Avvocato Bettiol: prove contrarie su quali prove?

 

Avvocato Pozzan: sulle prove indicate da dei difensori degli imputati e dei responsabili civili e comunque sulle circostanze che emergono e che indico qua in questa lista

 

AVVOCATO MANDERINO

 

Avvocato Manderino: allora, per Zampieri, per Donolato, per i prossimi congiunti di Italo Pradel, per Luciano Mazzolin, Giovanni Sgnaolin e Silverio Zagagnin. Vado uno per uno, Presidente. Allora per Natale Zampieri chiedo l'esame del signor Zampieri quale parte; il controesame del signor Zampieri come testimone, gia` indicato nella lista del Pubblico Ministero, il controesame dei consulenti tecnici dottor Vito Totiere di Bologna e dottor Dario Miedico di Milano, indicati nella lista del Pubblico Ministero in relazione al signor Zampieri. Il controesame dei testimoni indicati nella lista del Pubblico Ministero per il signor Zampieri, che gia` indico: Perinato Giancarlo, Mandro Placido e Dono` Pietro. Il controesame dei consulenti tecnici indicati nella lista del Pubblico Ministero in ordine alle consulenze espletate sul lavoratore Zampieri, e cioe` i dottori Bai e Berrino. L'acquisizione della documentazione richiesta dal Pubblico Ministero gia` questa mattina, relativa a Zampieri Natale, in particolare il faldone numero 181, relativo ai dati personali. Il controesame dei testimoni delle difese e dei responsabili civili e dei consulenti tecnici indicati dalle difese e dai responsabili civili e l'esame degli imputati. Per Agostino Donolato: esame del signor Donolato quale parte. Il controesame del signor Donolato quale testimone, come indicato nella lista del Pubblico Ministero, gia` depositata. Il controesame dei consulenti tecnici, dottor Vito Totiere di Bologna e Dario Miedico di Milano, indicati nella lista del Pubblico Ministero in relazione al signor Donolato. Il controesame dei testimoni indicati nella lista del Pubblico Ministero per il signor Donolato, che sono Cassandro Loredano e Berto Luigi. Il controesame dei consulenti tecnici indicati nella lista del Pubblico Ministero in ordine alle consulenze espletate sul signor Donolato, cioe` i dottori Bai e Berrino. L'acquisizione della documentazione richiesta dal Pubblico Ministero questa mattina, relativa a Donolato, in particolare il faldone numero 254, che riguarda i suoi dati personali. Il controesame dei testimoni delle difese e dei responsabili civili e dei consulenti tecnici indicati dalle difese e dai responsabili civili e l'esame degli imputati. Per i prossimi congiunti di Italo Pradel, chiedo l'esame della signora De Bei Rina, coniuge del signor Pradel, in qualita` di parte. Il controesame della stessa signora De Bei quale testimone, come indicata nella lista del Pubblico Ministero. Il controesame del consulente tecnico dottor Vito Totiere di Bologna, indicato nella lista del Pubblico Ministero. Il controesame dei testi indicati nella lista del Pubblico Ministero per il signor Pradel, che sono Prosperi Giuseppe, Maccatrozzo Giorgio e Menozzi Aldo. Chiedo l'acquisizione della documentazione che produco ora e che e` relativa gran parte a cartelle cliniche, esami e relazioni mediche, verbali di ricovero relativi al signor Pradel, che, ricordo, e` deceduto il 13 marzo del 95, nonche` alcune buste paghe e libretto di lavoro relativo al signor Pradel. Il controesame dei testimoni delle difese e dei responsabili civili e dei consulenti tecnici indicati dalle difese e dai responsabili civili e l'esame degli imputati. Per Luciano Mazzolin, Giovanni Sgnaolin e Silverio Zagagnin, chiedo l'esame di tutti e tre in qualita` di parte. Chiedo ora, ai sensi dell'Art. 493 terzo comma, l'ammissione del consulente tecnico dottor Vito Totiere di Bologna. Chiedo il controesame dei testimoni delle difese e dei responsabili e dei consulenti tecnici indicati dalle difese e dai responsabili civili. Infine l'esame degli imputati

 

Avvocato Pozzan: solo per precisare, forse non si e` capito, chiedo l'ammissione a prova contraria sulle circostanze dedotte dai difensori degli imputati e dai responsabili civili nelle loro liste depositate

 

Presidente: tutti?

 

Avvocato Pozzan: poi ho anche indicato quelle in particolari sulle quali viene richiesta..

 

AVVOCATO BATTAIN

 

Avvocato Battain: vorrei fare la stessa precisazione, cioe` le richieste di sentire i testi a prova contraria sono sulle circostanze presentate dalle difese. Lei giustamente dice "tutti?", le ho gia` precisato con un momento di respiro, quando saremo un po' piu` tranquilli e non reduci da queste due infernali settimane in cui ci siamo dedicati a fare i contabili piu` che altro, percentuali, somme, divisioni e via discorrendo, identificheremo poi quei testi che vorremmo sentire magari su alcune circostanze specifiche. Pero`, per non perdere il termine e non subire decadenze, chiediamo che siano tutti su tutti

 

AVVOCATO SFORZI

 

Avvocato Sforzi: proprio quale difensore della parte civile Gino Giacomello e quale sostituto dei colleghi Alessandro Gamberini e Lorenzo Picotti, rispettivamente difensori delle parti civili Alberto Giglio e Ferruccio Terrin. La nostra posizione e` una posizione, come il Collegio sapra`, ancora un po' in via di definizione, in quanto almeno due delle parti qui rappresentate hanno manifestato, come gia` anticipato prima della dichiarazione formale apertura del dibattimento, una disponibilita` ad accogliere un'offerta seria e concreta,come sembra essere quella provenire da alcuni responsabili civili, che qui hanno formulato. Noi comunque allo stato, non potendo fare altro che prendere atto che ancora non e` formalizzata questa richiesta, siamo a presentare comunque le nostre richieste di prova, riservandoci naturalmente di inviare al piu` presto un documento per concretizzare questa proposta. Le richieste in ordine alle parti sono simili, quindi le accorperei. Per tutte le parti qui rappresentate in primo luogo aderiamo, anzi, facciamo propria la richiesta del Pubblico Ministero di acquisizione della documentazione delle parti offese, dei curricula lavorativi dei lavoratori qui assistiti. Chiediamo anche l'esame delle parti civili Gino Giacomello, Alberto Giglio e Ferruccio Terrin quali parti civili in questo processo. Chiediamo il controesame di tutti i testi indicati dal Pubblico Ministero, in particolare quelli attinenti alle specifiche mansioni e reparti nei quali le parti civili qui assistite hanno prestato servizio. Posso anche indicarle,se il Tribunale lo ritiene, sono dal numero 222 al 238 per Terrin Ferruccio, mentre per Gino Giacomello sono i testi Prosperi Giuseppe, Maccatrozzo Giorgio, Menozzi Aldo e Giglio Alberto, che hanno lavorato negli stessi reparti del signor Gino Giacomello e per il lavoratore Alberto Giglio: De Stefani Mario e Giacomello Gino. Chiediamo inoltre il controesame dei consulenti del Pubblico Ministero, dottor Vito Totiere di Bologna e dottor Miedico di Milano. Il controesame di tutti i testi della difesa, del responsabile civile, delle altre parti civili e dei loro consulenti tecnici, e l'esame degli imputati che intenderanno aderire. Per la sola parte Terrin Ferruccio, avremo anche una produzione documentale, si tratta di 14 documenti come da apposito elenco predisposto dal collega Picotti. Se il Tribunale lo consente e non c'e` opposizione dalle parti,potrei limitarmi semplicemente a riassumerne il contenuto: si tratta prevalentemente di documentazione medica o medica in senso lato, relativa cioe` a richieste di esami, a prescrizioni di analisi, ad esiti di alcune analisi, orario di lavoro e mansioni svolte dal lavoratore Ferruccio Terrin, una copia di un articolo di un quotidiano che denuncia appunto la persistenza di casi di malattie professionali nel Petrolchimico e un promemoria di pugno del signor Ferruccio Terrin in cui riassume cronologicamente le varie fasi della sua permanenza nel Petrolchimico

 

AVVOCATO DALL’ASEN

 

Avvocato Dall'Asen: per le parti civili prossimi congiunti di Bruno Cabbia: la signora Giuseppina Giacomello e i figli Francesca e Alessandro Cabbia, nonche` per l'altra parte civile costituita Alessandro Facchin. Molto brevemente, io mi associo a quanto ha gia` poco fa dichiarato l'Avvocato Sforzi per quello che riguarda le parti civili da lui rappresentate, per quello che riguarda la posizione in attesa di una definizione,che ci auguriamo possa avvenire al piu` presto. Per il momento noi manteniamo ovviamente la nostra posizione di parte civile e procedo quindi rapidamente alle richieste di tipo istruttorio. Per quanto riguarda i prossimi congiunti di Bruno Cabbia, noi chiediamo intanto l'esame della moglie, la signora Giuseppina Giacomello. Chiediamo poi il controesame dei consulenti del Pubblico Ministero dottor Vito Totiere e Dario Miedico, nonche` l'esame e il controesame degli imputati e degli altri testi delle parti. In specifico noi provvederemo al controesame dei testimoni Rossini Saverio e Giacomello Gino, inseriti nella lista del Pubblico Ministero. Si chiede altresi' ed infine l'acquisizione di tutta la documentazione medica gia` a suo tempo presentata al momento della costituzione di parte civile e che e` gia` a disposizione ed e` stata gia` depositata, nonche` degli altri certificati di morte e stati di famiglia e quant'altro.

Per quanto riguarda, invece, la parte civile Alessandro Facchin, noi chiediamo intanto l'esame della parte civile, il signor Facchin Alessandro. Chiediamo il controesame dei consulenti del Pubblico Ministero, i signori Bai e Berrino e Totiere e Miedico. Il controesame dei testi comunque delle parti ed in specifico di Agostino Donolato per quanto riguarda la posizione del signor Facchin, gia` inserito nella lista del Pubblico Ministero. Si chiede l'acquisizione di tutta la documentazione di cui e` gia` stata inoltrata richiesta del Pubblico Ministero e relativa al faldone numero 126, e l'esame e il controesame degli imputati

 

Avvocato Boscolo Rizzo: mi sono scordata di chiedere l'ammissione anche dei consulenti delle liste

 

Presidente: lei e` intervenuta per Lega Ambiente?.. Veramente io me li sono segnati, Lega Ambiente: consulenti

 

Avvocato Dall'Asen: io ho una produzione documentale da richiedere per quanto riguarda i prossimi congiunti di Cabbia Bruno e sono delle buste paga

 

AVVOCATO GIACOMINI

 

Avvocato Giacomini: Presidente, Avvocato Giacomini, in sostituzione dell'Avvocato Chinaglia per la provincia di Venezia, una brevissima integrazione delle richieste istruttorie gia` formulate stamani dall'Avvocato Chinaglia e precisamente, a prova contraria sulle circostanze indicate nella lista dell'Avvocato Mucciarelli per Fabbri, in relazione ai testi Bustreo, Carcassoni, Arzani, Lacchin e Paoli in punto smaltimento rifiuti e discariche, quale teste Mazzolin Luciano, assessore all'ambiente della provincia di Venezia tra il 92 e il 95, grazie

 

Presidente: allora, i responsabili civili

 

AVVOCATO BONDI

 

Avvocato Bondi: per il responsabile civile Montefibre. Io chiedo l'escussione dei testi e dei consulenti di cui alla lista depositata in data 5 marzo 98. Non ho una documentazione autonoma da produrre, ma faccio propria la documentazione che verra` depositata dai difensori degli imputati del gruppo Montedison. Ovviamente esame e controesame dei testi e dei consulenti, di tutti i testi e consulenti di cui alla lista del Pubblico Ministero e delle parti civili, grazie

 

AVVOCATO BORTOLUZZI

 

Avvocato Bortoluzzi: in sostituzione del professor Padovani, difensore del responsabile civile Montedison. Innanzitutto chiedo l'ammissione dei testi di cui alla lista tempestivamente depositata, con espressa esclusione del teste Liubicic pure indicato per mero errore. Per quanto riguarda la produzione documentale, il responsabile civile Montedison intende fin d'ora fare propria quella che sara` la produzione documentale delle difese degli imputati Montedison, ma ha anche un limitato numero di documenti di cui ritiene chiedere autonomamente la produzione. Si tratta di documenti che hanno lo scopo di delimitare temporalmente il periodo in cui gli stabilimenti di Porto Marghera risultavano di proprieta` di Montedison S.p.a. e quindi documenti che individuavano il dies ad quem e il dies a quo. Allora innanzitutto l'atto di fusione tra le industrie chimiche di Porto Marghera e la societa` Edison e il relativo verbale di constatazione datati 1964, e questo e` l'inizio, quindi il dies a quo. Per quanto riguarda invece il dies ad quem ci sono i due atti di conferimento di azienda a Montedipe e a Montepolimeri, che vengono prodotti unitamente alle perizie giurate di stima. Mi permetto di spendere due parole in ordine alla rilevanza di questa produzione documentale, che trova la sua ragione nel fine di delimitare la responsabilita` di Montedison S.p.a. in quanto responsabile civile, che e` ovviamente correlata al fatto degli imputati che si sono trovati in rapporto funzionale o di dipendenza con la Montedison e che quindi puo` riguardare esclusivamente condotte tenute da persone fisiche che erano operative durante il periodo di gestione e di proprieta` di Montedison degli impianti al Petrolchimico, grazie. Ovviamente, io non ritengo che sia necessario, comunque controesame dei testimoni introdotti dal Pubblico Ministero e dalla difesa di parte civile

 

Presidente: il controesame e` un diritto previsto dal Codice

 

Avvocato Schlesinger: come responsabile civile Enichem chiedo l'acquisizione di un gruppo di documenti che deposito, accompagnati da una nota illustrativa. Se il Tribunale me lo consente, vorrei pero` dire qualche parola di inquadramento

 

Presidente: lo faccia

 

AVVOCATO SCHLESINGER

 

Avvocato Schlesinger: sono 21 documenti che si riferiscono al periodo 1983-1988, che riguardano l'azienda PVC di Porto Marghera. Il Pubblico Ministero questa mattina ne ha trattato, mi permetto di dire, sommessamente, con una certa sbrigativita`. Ha citato l'atto,che peraltro produco anch'io, l'atto di conferimento del 17 marzo 1983, con cui questa azienda PVC e` stata conferita da un'azienda di appartenenza al gruppo Montedison ad una societa` Riveda, che infatti il Pubblico Ministero ha menzionato, che invece e` una societa` che apparteneva, anzi, che e` stata fatta appartenere, come dimostrano questi documenti, proprio a partire dal 17 marzo 1983 all'Enichem, allora Enichimica, poi diventata Enichem, societa` Riveda che poi e` stata incorporata da altre aziende, che sono poi finite comunque nella pancia, nel portafoglio di.. incorporate da Enichem. Ora, mi ha sorpreso, devo direla verita`, questa sbrigativita` del Pubblico Ministero. Noi siamo nell'ambito di un giudizio penale, come diceva il collega responsabile civile di Montedison, siamo nell'ambito di un giudizio nel quale si discute esclusivamente di responsabilita` di persone fisiche, quindi addurre come titolo di responsabilita` la proprieta` e` qualcosa che mi lascia un pochino sorpreso. Se fossimo nell'ambito di un giudizio civile nei confronti di Enichem, potrei forse ancora capire, ma questo non e` un giudizio civile, e` un giudizio penale in cui la responsabilita` civile della persona giuridica e` chiamata in causa esclusivamente attraverso il filtro dell'Art. 2049, cioe` la responsabilita` per fatti dei dipendenti. La proprieta` non e` un titolo idoneo a costituire una responsabilita` civile nell'ambito del processo penale, quindi il dire che vi era un trasferimento di proprieta` non vuol dire a mio avviso assolutamente niente, ma poi, soprattutto, bisogna cercare di capire che cosa e` successo in linea di fatto tra il 1983 e il 1988, e quindi produrre un atto di conferimento di un'azienda, senza nulla aggiungere in ordine a come questa azienda e` stata gestita in questi anni, mi sembra veramente una visione un po' miope, un po' carente, soprattutto quando non si aggiunge neanche che questo atto di conferimento dell'azienda, stranamente, al contrario di quello che accade di regola quando si conferisce un'azienda, non sono passati i dipendenti. Tutti i dipendenti, piu` di 600 persone, sono rimaste alle dipendenze di Montepolimeri, non sono passate alle dipendenze della Riveda. E siccome, ripeto, qui parliamo di responsabilita` ex Art. 2049 per fatto dei dipendenti, io mi chiedo come fa a rispondere una societa` per il fatto di dipendenti altrui, quindi questo e` un punto decisivo, su cui mi sarebbe piaciuto capire qualcosa di piu` dall'esposizione del Pubblico Ministero. Ma io comunque produco tutti questi documenti che mettono in luce un accordo estremamente complesso che venne realizzato il 17 marzo del 1983. Il 17 marzo del 1983 non venne soltanto eseguito un conferimento d'azienda dal gruppo Montedison alla Riveda e quindi al gruppo Enichem, vennero stipulati una serie complicata di accordi, che adesso sinteticamente ricordero`, erano tutti ispirati a questo concetto fondamentale, che e` detto negli atti, primo: Montedipe e Montepoli.. sono poi a rigore due gli atti di conferimento, il Pubblico Ministero ne ha citato solo uno, ma in realta` sono due. Siccome erano due le aziende Montedison presenti a Porto Marghera, come ha ricordato il responsabile civile Montedison, dall'80 Montedison aveva conferito Porto Marghera a due diverse societa`: Montedipe e Montepolimeri, entrambe facenti capo a Montedison ed entrambe conferiscono qualcosa alla Riveda. Riveda che a sua volta era una societa`, scatola vuota, come giustamente ricordava P.M., che era anch'essa di Montedison, e che contestualmente nel 1983, sempre il 17 marzo del 1983, e qui ci sono tutti i relativi documenti, e` stata trasferita al cento per cento nelle mani del gruppo Enichem. Allora, i conferimenti che sono stati effettuati il 17 marzo del 1983 sono stati effettuati con queste caratteristiche: primo) il conferente, cioe` il gruppo Montedison, ha garantito che gli trasferiti erano corrispondenti alle normative in materia di tutela dell'ambiente di sicurezza e di igiene del lavoro, esplicita garanzia assunta dai conferenti a favore della conferitaria. Secondo: questi conferimenti non sono stati accompagnati dalla consegna degli impianti, perche' gli impianti sono rimasti in possesso dello stesso conferente, perche' il conferente, nel momento stesso in cui ha conferito la proprieta`, ha stipulato contestualmente due contratti, uno di affitto, e l'ha ricordato il P.M., ma non ha ricordato un altro contratto, piu` importante e piu` complesso, che e` stato il contratto di lavorazione per conto, vale a dire che.. in questi atti si scrive espressamente che la produzione di questi impianti conferiti in proprieta` al gruppo Enichem doveva andare al gruppo Enichem, la produzione, ma che la conferitaria, il gruppo Enichem, la Riveda, non disponeva di una propria struttura tecnica aziendale, io ripeto le parole degli atti, non disponeva di una propria struttura tecnica aziendale atta a fare funzionare i predetti impianti per ottenere le produzioni che le necessitano, laddove Montepolimeri dichiarava di disporre di una propria struttura tecnica aziendale esperta e qualificata, atta a fare funzionare i predetti impianti per ottenere le produzioni che necessitano a Riveda. Quindi, che cosa e` successo il 17 marzo? E` successo che si e` detto: da adesso in poi la produzione di questo stabilimento, di questa parte dello stabilimento, perche' Porto Marghera e` molto grande, qui ci riferiamo solo ad una piccola parte dello stabilimento di Porto Marghera, il PVC, questa parte, questa produzione viene attribuita al gruppo Enichem, ma non se ne fa una consegna, non passa il personale che vi era occupato (600 persone), si dichiara espressamente che Montepolimeri e Montedipe vanno avanti a fare esattamente le stesse cose che facevano prima, perche' la Riveda,neo proprietaria,non aveva ne' il personale, ne' le esperienze, ne' il know how necessario per la gestione. Dopo di che se il Pubblico Ministero insiste a dire che il titolo di responsabilita` e` l'acquisto della proprieta`, io resto in attesa di sentire cosa ne pensera` il Tribunale, perche' a me risulta che occorra in giudizio penale la responsabilita` di qualche persona fisica, che qui non riesco a capire chi possa essere per comportare un 2049 nei confronti dell'Enichem. Ma poi aggiungo che questi contratti sono molto interessanti, io do` solo qualche indicazione, perche' ho riportato in quella nota di deposito alcuni passi significativi degli articoli di questi contratti. Il Pubblico Ministero anche stamattina ha menzionato un articolo del contratto di affitto, l'Art. 10, ma e` un articolo che non dice assolutamente nulla. Il Pubblico Ministero ha menzionato questo Art. 10 perche' l'Art. 10 dice una cosa ovvia: "col trasferimento della proprieta` gli effetti, i risultati gestionali, i risultati economici da questo momento del trasferimento di proprieta` non sono piu` in capo al conferente, ma passano in capo al conferitario", questa e` nient'altro che la traduzione nell'espressione trasferimento di proprieta`: se si trasferisce una proprieta`, significa per l'appunto res perit domino e compagnia bella, che si applicano tutte le regole della proprieta`. Ma gli articoli che interessano sono quelli, di cui do` qualche indicazione al Tribunale, tipo che si affermava che "ove fosse necessario effettuare investimenti relativamente agli impianti, alle attrezzature o strutture, tutto quello che era necessario per mantenere in efficienza le immobilizzazioni tecniche tutte, se vi era da provvedere in conseguenza di disposizioni di legge e provvedimenti di autorita` o cause attinenti all'igiene del lavoro, alla sicurezza degli impianti o all'ecologia", come dovevano comportarsi le parti? Viene detto con estrema chiarezza, le spese facevano capo a Riveda, si capisce, perche' oramai le aziende Montedison non erano piu` interessate al risultato economico, lavoravano per conto di Enichem, tutta la produzione era destinata ad Enichem, quindi tutti i costi dovevano gravare su Riveda, e quindi tutte le spese avrebbero fatto carico a Riveda. Ma chi avrebbe provveduto a queste spese, alle segnalazioni, ai provvedimenti necessari per provvedere all'ottimizzazione degli impianti? L'affittuaria Montepolimeri, ma Montepolimeri stesso aveva poi un suo accordo con Montedipe e un altro di questi accordi qui viene stipulato tra Riveda e Montedipe, Montedipe era la societa` che gestiva tutti i servizi centralizzati: lo stoccaggio, l'acquisto delle merci, i serbatoi, aveva cioe` tutta la struttura centralizzata necessaria per provvedere alla gestione dello stabilimento. Ed allora cosa dicono questi contratti? Che Montepolimeri, per la parte relativa alla gestione, e Montedipe, per la parte relativa ai servizi, si assumevano il rischio e la gestione di tutto quanto era necessario per le produzioni, anzi, tra questa decina di contratti che produco ce n'e` uno particolarmente interessante, cioe` un accordo che Riveda fa con Montepolimeri perche' Montepolimeri garantisca a Riveda che essa Montepolimeri controllera` l'operato di Montedipe, in modo da avere una responsabilita` solidale di entrambe quelle due aziende di fronte a Riveda, che poi viene incorporata da Enichem Base, che poi viene incorporata.. c'e` una serie di Enichem che si susseguono, ma questo ha scarsa importanza. Questi contratti giungono a vedere anche degli elementi di dettaglio. Per esempio si prevede espressamente.. per gli affluenti liquidi provenienti dagli impianti si prevede che sarebbero stati trattati "in appositi impianti centralizzati di chiariflocculazione biologico di proprieta` e gestione Montedipe, per essere portati a norma secondo le leggi vigenti", sono frasi tra virgolette, sono frasi tratte dai contratti. Per gli affluenti liquidi clorurati si prevedeva che sarebbero stati "trattati nell'apposito impianto centralizzato di strippaggio di proprieta` e gestione Montedipe". Per il servizio di igiene industriale ed ambientale venivano specificamente dettagliate tutte le varie prestazioni e controlli che Montepolimeri si obbligava ad eseguire. Si badi bene ad eseguire mica gratuitamente, ad eseguire a fronte di compensi che vengono dettagliati misura per misura, prestazione per prestazione. Cosi` per quanto riguarda il servizio che credo che qui sia di particolare centrale importanza, il servizio di protezione e sicurezza dell'ambiente, servizio anche per il quale Riveda si impegnava a pagare un compenso, si diceva che erano a carico di Montepolimeri. Montepolimeri quindi si impegnava a seguire tutte le lavorazioni "a proprio rischio, con propri mezzi tecnici, con proprio staff e con proprio personale qualificato, organizzando e provvedendosi di tutti i mezzi e servizi necessari, garantendo sin d'ora di possedere le conoscenze tecniche e l'organizzazione adeguata per l'esecuzione delle lavorazioni oggetto del presente contratto" e comunque diceva "mi impegno ad informare tempestivamente Riveda di qualunque evento di forza maggiore che necessiti di qualche intervento". Montepolimeri assumeva "la responsabilita` per ogni danno o perdita totale o parziale di materie prime, imballi, dal momento degli stoccaggi in avanti". Faccio venia dell'elenco di tutti i singoli contratti di deposito, d'appalto di servizi, di contratto di ricevimento delle merci, il ricevimento stoccaggio in promiscuo di dicloretano, di comodato di serbatoi per lo stoccaggio del CVM, di.. e via dicendo, e` inutile che adesso io elenchi tutto, sono una decina di contratti. Orbene, ma molto interessanti sono anche delle lettere successive al 17 marzo 83, quando si realizza tutto questo complesso accordo, perche' sono delle lettere del maggio 83 e del 24 agosto 83. Il contratto prevedeva un comitato paritetico che avrebbe dovuto risolvere i problemi che fossero sorti nell'esecuzione del contratto; ebbene, a breve distanza dai contratti stessi, noi abbiamo queste lettere in cui Riveda si rivolge a Montedipe, Montepolimeri e alla stessa Montedison, dicendo "ma questo comitato non funziona, questo comitato non e` in grado, noi non siamo neanche in grado di verificare i costi. Noi abbiamo quattro persone soltanto, le quali non riescono neanche ad accedere, perche' per accedere agli impianti hanno bisogno di chiedervi il permesso di accedere agli impianti, ma noi non sappiamo come vanno le cose, come possiamo operare in questa maniera?". Queste sono le lamentele che Riveda poneva. Come si fa allora a dire che dal 1983, essendo la Riveda diventata proprietaria, assumeva una responsabilita` _penale, chi? Chi assumeva la responsabilita` penale? Io non sono mica riuscito a capirlo, il Presidente di Riveda? Chi? Ci sono i documenti che comprovano i passaggi, Montepolimeri viene incorporata da Montedipe, Riveda viene incorporata da Enichem Base, ci sono i modi per seguire la storia, ma veniamo al 1987. Anche qui non e` del tutto esatto quello che ha ricordato il Pubblico Ministero. Il Pubblico Ministero ha detto esattamente, e questo e` certamente vero, che nel 1987 i due gruppi decidono di risolvere tutti i contratti a monte, quindi l'affitto, il contratto di lavorazione,di stoccaggio, tutto quel gruppo di accordi dell'83 che abbiamo visto. Decidono di risolverli anticipatamente, tra parentesi, per risolverli anticipatamente Enichem paga un bel gruppetto di miliardi, ma lasciamo stare. E dal primo giugno 1987 ci sono 500 persone che facevano capo a Montedipe che questa volta passano alle dipendenze di Enichem. Quindi indubbiamente dal primo giugno 1987 un discorso di 2049 e` possibile, cosa che non e` possibile per i quattro anni antecedenti, ma dobbiamo vedere se e` fondata, perche' io produco quella che credo che sia la novita` maggiore di questo processo, ed e` un documento di estrema importanza,che e` un contratto del 23 maggio 1987 tra Montedipe ed Enichem, perche' e` importante questo contratto? Perche' il 23 maggio dell'87, in cui oramai hanno deciso che Enichem assume la gestione degli impianti e quindi comincia a lavorare lei, a gestire lei gli impianti, ma che cosa dicono in questo contratto importantissimo, e che io mi permetto di raccomandare all'attenzione del Tribunale? Dicono: questi impianti non possono essere gestiti senza i servizi centralizzati, servizi centralizzati che provvedono alle cose piu` importanti per l'intero Petrolchimico e sono, guarda caso, tutti i servizi relativi all'igiene di lavoro, alla sicurezza del lavoro e all'ambiente, e che cosa dice questo contratto del 23 maggio 87? Che "la Montedipe si assume la responsabilita` della gestione a regola d'arte dei servizi centralizzati, di tutti i servizi centralizzati". In particolare qui si dice che "la Montedipe dispone di un servizio centralizzato per il trattamento e smaltimento degli affluenti per l'intero stabilimento di Porto Marghera; dispone", sempre la Montedipe, "di un impianto biologico centralizzato per la depurazione delle acque di scarico, con annessi forni di incenerimento fanghi e residui liquidi, di impianti di neutralizzazione acide alcaline, di un impianto di trattamento acque con presenza di clorurati organici e forni di incenerimento sottoprodotti organici clorurati. La somministrante garantisce, la Montedipe garantisce lo smaltimento delle acque che sara` trattato conformemente alle norme vigenti in campo ecologico ambientale; che il trattamento e lo smaltimento dei residui solidi, fangosi e liquidi avverra` secondo le normative vigenti" e nuovamente mi permetto di aggiungere che non e` che i contratti dicono che la Montedipe questi servizi centralizzati li concedeva all'Enichem per amore, per bellezza, li concedeva dietro compensi dettagliati che indicavano il costo a carico di Enichem, che pagava ma non gestiva, e con assunzione di responsabilita` da parte di Montedipe. Questa e` la situazione. Allora, per il periodo 83-88.. ho prodotto anche una documentazione interna, estremamente significativa, in cui Montedipe scriveva ai propri uffici per segnalare la necessita` di un intervento, intervento sugli impianti, che non veniva neanche quindi data in comunicazione alla controparte, perche' Montedipe si riteneva libera di gestire per proprio conto tutto questo aspetto. Allora, io credo che il complesso dei problemi che certamente il Tribunale ben piu` ampi ha davanti, c'e` anche il problema delicato, non certo indifferente, di questo periodo 1983-1989, perche' l'accordo dell'87 durera` fino all'89, questo periodo 83-89, per il quale mi sembra davvero semplicistica la affermazione "siccome c'e` stato un conferimento e il gruppo Enichem ha assunto la proprieta` di questi impianti, ergo ci sono responsabilita` penali a suo carico", questo discorso sommessamente a mio avviso sembra un po' riduttivo ed io prego il Tribunale di portare la sua attenzione su questo gruppo di documenti che mi permetto di consegnare per sottoporlo alla richiesta di acquisizione agli atti del processo, grazie

 

AVVOCATO SEVERINO

 

Avvocato Severino: per quanto riguarda i temi dell'esposizione introduttiva, la difesa del responsabile civile Eni si rifa` alle argomentazioni gia` trattate nell'atto di costituzione in giudizio, a suo tempo depositato. Questa difesa inoltre non ha liste documentali e testimoniali autonome, questo in assoluta coerenza con la posizione di fatto e giuridica rappresentata proprio negli atti di costituzione in giudizio cui ho fatto riferimento. Fa comunque propria la richiesta di ammissione delle prove documentali articolata dal difensore responsabile civile dell'Enichem e fa proprie fin da ora le richieste di ammissione di prove documentali e testimoniali che verranno articolate dagli imputati riferibili alla posizione Enichem

 

AVVOCATO STELLA

 

Avvocato Stella: signor Presidente e signori Giudici, ci siamo divisi un po' i compiti. Signor Presidente, il lavoro svolto dall'accusa e` certamente un lavoro immenso e, quel che e` peggio, e` un lavoro immenso anche per noi, ma e` un lavoro che, proprio perche' immenso, ha lasciato dei buchi, non li ha lasciati, secondo me, il dottor Casson, ma i suoi consulenti. Io pregherei il Tribunale di un riscontro da fare presto, e cioe` di verificare se i consulenti del Pubblico Ministero, tutti i consulenti, abbiano speso una sola parola per accertare il rapporto causale tra gli eventi lesivi e le condotte degli imputati. Io non lo so, chiedo venia, ma questo e` veramente un aspetto assai singolare di questo processo, che forse e` dovuto, e credo che forse la causa sia proprio questa, ad una sorta difficolta` di comunicazione con gli esperti. Per esperienza devo dire che i consulenti tecnici usano un linguaggio diverso dal nostro e forse questo e` all'origine di fraintendimenti e di lacune. Nessuna parola che ci consenta di dire che tra gli imputati che io assisto o che assistono gli altri colleghi del collegio Enichem e gli eventi lesivi vi e` rapporto causale. E mi vergogno perfino da ricordare che per il diritto penale la causa penalmente rilevante e` la condizione necessaria, che per stabilire se il comportamento di un uomo e` condizione necessaria bisogna procedere all'eliminazione mentale e vedere se senza di esso l'evento si sarebbe verificato egualmente, procedere cioe` all'uso dei giudizi controfattuali. Ebbene, non una sola parola. Io oggi non so di quali eventi lesivi sia chiamato a rispondere il dottor Smai e l'ingegner Pisani. E quindi e` chiaro, ci troviamo in una situazione di autentica inversione dell'onere probatorio. Noi non ci tiriamo indietro,signor Presidente, accettiamo questa situazione ed allora, proprio perche' l'accettiamo e proprio perche' a me personalmente non va di giocare tenendo le carte coperte, cerco di scoprirle subito. Anche perche', secondo me, e` importante che oggi il Tribunale abbia il polso della situazione, sotto questo profilo. Ed allora comincio con il chiedere l'ammissione della documentazione gia` richiesta dal dottor Casson, ma la chiediamo anche noi, perche' i nostri fascicoli sono ordinati secondo un criterio logico particolare, la documentazione relativa alla storia sanitaria e lavorativa delle persone offese per eventi e condotte, ecco, io qua mi riferisco alle condotte realizzate dagli imputati dopo il primo giugno 1987 e parlo in particolare nell'interessate di Smai, Pisani, Presotto e Burrai, poi gli altri colleghi aggiungeranno. Questo dossier consente di tracciare da subito un quadro che il Tribunale dovra` tenere in debita considerazione, proprio perche'.. e qui si tratta di cifre e di date. Allora, da questo documento, doc. 1, risulta che 261 persone offese, tutte dipendenti di societa` del gruppo Montedison,di cooperative o di Montefibre, hanno cessato il rapporto di lavoro o sono state collocate in cassa integrazione, ovvero sono decedute, prima del giugno 1987, sono 261 persone su 407 persone offese. Tenendo conto dei famosi periodi di competenza, il numero sale per il dottor Smai e l'ingegner Burrai, il numero aumenta a 268 e per l'ingegner Pisani a 287. Poi c'e` una persona offesa indicata nel capo di imputazione come insaccatore, che non ha lavorato al Petrolchimico dopo il giugno 87 e non era neppure socio della cooperativa. 145 persone hanno continuato l'attivita` anche dopo il giugno 87; allora, di queste 145 persone offese 75 persone offese, 56 con patologie non tumorali e 19 con patologie tumorali, hanno lavorato come dipendenti di Montedipe presso impianti di Montedipe o servizi gestiti da Montedipe tra il giugno 87 e il novembre 1990, quindi sono 75. Poi tre persone offese hanno lavorato, dopo il giugno 87, come dipendenti EVC presso impianti EVC, 75 piu` 3, 78. Due persone offese hanno lavorato dopo il giugno 87 come dipendenti Montefibre presso impianti Montefibre; e siamo gia` a 80. 14 persone offese hanno continuato a lavorare come soci di societa` cooperative dopo il giugno 87: 9 persone offese con patologie non tumorali e 5 persone offese con patologie tumorali. Hanno lavorato in magazzini o servizi gestiti fino al 1988 da Montedipe e successivamente dalla cooperativa Socol e hanno lavorato non sempre e non tutte come insaccatori. In definitiva sono 51 le persone offese, su 407, che hanno continuato a lavorare, a partire dal primo giugno 87, come dipendenti Enichem. Di queste 51 persone offese 43 con patologie non tumorali e 8 con patologie tumorali. Sempre da questi documenti di cui si chiede l'ammissione risulta,con particolare riferimento ai dipendenti Enichem che hanno lavorato presso impianti Enichem dopo il giugno 87, quanto ai tumori una persona offesa, tumore al polmone, dopo avere operato per piu` di 10 anni su impianti gestiti dalle societa` del gruppo Montedison, gia` da due anni prima dell'87 non lavorava piu` in ambiente ove ci fosse esposizione a CVM PVC o dicloretano. Una persona offesa, tumore al.. e` stata assunta da societa` del gruppo Montedison prima del 74. Tutte queste date saranno importanti poi nel prosieguo per trarre alcune conclusioni. Da notare che qui la documentazione clinica si riferisce ad un altro lavoratore, un errore. Due persone offese, due tumori al polmone, che hanno lavorato dopo il giugno 87 con Enichem, sono state assunte da societa` del gruppo Montedison prima del 74 e una ha cessato di svolgere mansioni di insaccatore gia` dal 76, l'altra ha cessato le medesime mansioni a novembre 87. Sono due mesi. Tre persone offese con un tumore al sistema linfatico, un tumore al discendente sigma e un tumore alla prostata, assunte da societa` del gruppo Montedison prima del 1974 hanno continuato a lavorare su impianti CVM dopo l'87 alle dipendenze di Enichem e non hanno mai svolto mansioni di insaccatore o autoclavista. Solo una persona offesa ha avuto un angiosarcoma al fegato e ha continuato a lavorare con Enichem dopo il giugno 87, ma questa persona offesa era stata assunta dalla Montedison nel 1956 e aveva svolto mansioni di autoclavista fino al 1967. Questo per i tumori. Per le malattie e per le patologie non tumorali sono 43 persone offese, tutte assunte da societa` del gruppo Montedison, anche molti anni prima del 74. Di queste 43 persone offese 5 hanno cessato l'attivita` tra il primo giugno 87 e il dicembre 88. Le malattie che secondo l'accusa sarebbero state contratte da questi 43 lavoratori risultano tutte diagnosticate nel 75, nell'ambito dell'indagine della FULC e 25 scompaiono o migliorano nel tempo, secondo gli stessi consulenti del Pubblico Ministero, e 5 malattie, sempre per i consulenti del Pubblico Ministero, sono riconducibili ad abitudini di vita o a malattie pregresse. Di altre 19 patologie non vi e` neppure per i consulenti del Pubblico Ministero traccia clinica nel periodo successivo alla data della diagnosi. Ecco, questo e` il quadro complessivo. La richiesta di ammissione dei documenti da parte nostra potrebbe arrestarsi qua, perche' il quadro e` gia` sufficientemente chiaro, saremmo pronti per la discussione. Ma la saggezza del principio cinture e bretelle ci induce ad andare avanti e a chiedere l'ammissione di altri documenti. Questi altri documenti sono stati selezionati nella prospettiva della applicazione del modello della sussunzione sotto legge, cioe` dell'individuazione dell'accertamento del nesso di condizionamento che avviene attraverso una spiegazione dell'evento lesivo mediante una legge detta di copertura, una legge scientifica, universale o statistica. Le leggi di cui disponiamo qui sono solo di carattere statistico, quindi sono enunciati che asseriscono delle regolarita` in una certa percentuale di casi. Allora, il primo gruppo di documenti di cui chiediamo l'ammissione riguarda il contenuto e la portata delle leggi statistiche relative agli effetti dannosi del CVM PVC e dicloretano, mentre il secondo gruppo riguarda la sussumibilita` delle condotte degli imputati e degli eventi lesivi sotto la legge di copertura. Allora, quanto al primo gruppo di documenti io mi permetto di segnalarne l'importanza perche' debbo dire che il quadro tracciato stamane dal Pubblico Ministero e` un quadro parziale. Da questi documenti di cui chiediamo l'ammissione risulta che la ricerca scientifica in tema di effetti dannosi di CVM, PVC e dicloretano si puo` distinguere in due tappe: la prima tappa va dalle date indicate dal Pubblico Ministero, diciamo dallo studio iniziale di Viola passa attraverso gli studi di Maltoni, passa attraverso la monografia dello "Ialca" del 79 e dell'87 e passa anche attraverso un saggio di un nostro consulente, il professor.. questa prima fase ha questa caratteristica, che essendo fuori discussione l'effetto cancerogeno per l'angiosarcoma del fegato, si era prospettata l'ipotesi e, si badi, questa ipotesi l'aveva prospettata anche un organismo cosi` importante come lo "Ialca" nel 79 e nell'87, si era prospettata l'ipotesi che il CVM e il PVC avessero effetti cancerogeni anche su altri organi bersaglio, e cioe` il polmone, il cervello, il sistema linfatico. E` per questo che sono importanti i documenti relativi alla seconda tappa della ricerca e sono tutti documenti che,innanzitutto per elevate e molto elevate esposizioni, per lavoratori assunti prima del 75 e in particolare per lavoratori che hanno svolto la mansione di autoclavisti, confermano l'efficacia causale del CVM rispetto all'angiosarcoma del fegato, quindi ipotesi scientifica confermata. Ma dimostrano che le ipotesi formulate nella prima fase della ricerca, relativa agli effetti cancerogeni del CVM sul polmone, sul cervello e sul sistema linfatico non sono confermati. Di queste ricerche la piu` ampia e rigorosa che sia mai stata compiuta al mondo e` sicuramente la ricerca epidemiologica illustrata nello "Yark Internal Report" dell'89. Si tratta di una ricerca di corte sovrannazionale e multicentrica, iniziata presso l'unita` di epidemiologia dello Yark del dottor Lorenzo Simonato, e questa e` la ragione per cui noi abbiamo chiesto la citazione come teste del dottor Simonato, e sviluppata da un gruppo di lavoro, si badi bene, formato da epidemiologi di 7 paesi, con studi su 19 industrie di 4 paesi. I risultati di questa ricerca sono poi ribaditi da saggi di Simonato, di Simonato, "Comba" e Pirastu e "Comba" e Pirastu sono i consulenti del P.M., di Pirastu, Belli, Comba, Foa`, Maltoni ed altri, nel 91. Questa enorme ricerca epidemiologica e i saggi che ho citato concludono tutti nel senso che l'ipotesi relativa agli effetti cancerogeni sul polmone, sul cervello e sul sistema linfatico non e` confermata, e` un'ipotesi non confermata. Ma non basta, perche' noi chiediamo l'ammissione anche di altri documenti.

Mentre si svolgeva questa ricerca epidemiologica di straordinaria importanza, in Europa, se ne svolgeva una nel Regno Unito, l'opera di Johns, l'altra negli Stati Uniti ad opera "Whu" ed altri, 88-89, e queste ricerche giungevano alla stessa conclusione. E alla stessa conclusione giungono anche due ricerche successive a quella dello Yark e diverse dalle consuete indagini epidemiologiche, una e` compiuta in Germania, ed e` basata sulla osservazione di 21 casi, quasi tutti di addetti alle autoclavi; l'altra e` compiuta in Francia ed e` basata, e questa e` forse una delle piu` apprezzabili proprio per il metodo seguito, basata sull'osservazione di due gruppi di controllo omogenei, il gruppo degli esposti e il gruppo dei non esposti. Vedremo poi,quando sara` il momento, che questo e` uno dei difetti delle ricerche epidemiologiche, cioe` il non avere due gruppi omogenei di esposti e non esposti.

Non basta ancora, perche', oltre alle ricerche epidemiologiche, ci sono gli studi scientifici e forse uno dei piu` grandi studiosi in questa materia,che noi abbiamo citato come consulente, il professore inglese Doll, nel 1988 analizza criticamente tutta la letteratura sul CVM e conclude che e` dimostrata solo la correlazione, si badi, tra esposizione a CVM ed angiosarcoma epatico; mentre non e` confermata l'ipotesi dell'azione del CVM sul cervello e sul sistema linfatico e sui polmoni. Per i polmoni Doll dice che c'e` un piccolo rischio ad elevate esposizioni.

Un altro grande scienziato, Tricopulo, pubblica un lavoro in cui e` allegata una tabella, da cui risulta che secondo lo Yark e l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanita`, l'unico organo colpito dall'esposizione al CVM e` il fegato e, ancora, per la commissione europea l'angiosarcoma e` l'unico tumore associabile al CVM. In sostanza,c'e` una parte degli studiosi che mette in discussione anche l'effetto cancerogeno del CVM sul fegato per tumori diversi dall'angiosarcoma epatico. Cio` che e` confermato per tutti e` solo l'angiosarcoma epatico. E devo dire subito che chiedo l'ammissione anche di un altro documento, del rapporto "istisan" di Comba, Pirastu Carnevali etc., del 97, che riflette il contenuto della perizia ordinata dal dottor Casson. Bene, questo rapporto "istisan" si pone in contrasto con questo quadro imponente di sapere scientifico e sostiene, senza adeguato supporto, e lo dimostreremo, l'esistenza di una relazione tra l'esposizione degli insaccatori e il tumore al polmoni. Questo per quanto riguarda il CVM.

Veniamo al PVC, anche qua noi chiediamo l'ammissione di una serie di studi e di pubblicazioni. Innanzitutto il rapporto Yark del 79, il quale dichiara insufficienti gli studi sul PVC per valutare i suoi effetti cancerogeni, e poi lo studio di "Vasvailer" dell'81 e di "Vagoner" dell'83, perche' questi studi sono citati da Comba e Pirastu nel rapporto "istisan", ma vedremo anche nella loro perizia, per supportare l'affermazione che l'esposizione a polvere di PVC e` causa di tumori; ebbene, sto parlando sempre di tumori degli insaccatori. Questa tesi, che e` sostenuta in sostanza da questo "Vasvailer" nell'81, perche' "Vagoner" non fa altro che copiare "Vasvailer" dell'81, quindi resta solo "Vasvailer", e` computata dalle ricerche successive, e noi infatti chiediamo l'ammissione dei lavori di Johns e di "Whu" ed altri, che ho citato prima. Ed inoltre l'ammissione della commissione europea del 90 che, revisionando l'intera letteratura sul PVC, ha concluso che l'esposizione cumulativa alla polvere di PVC non e` risultata associata all'insorgere di tumore nel fegato, nel polmone o nel cervello in uno studio, ed un altro studio: "un'analisi separata della mortalita` degli insaccatori non ha rilevato alcun eccesso del rischio tumorale". Infine chiediamo l'ammissione della direttiva CEE del 67 numero 548, che non contempla il PVC, e` una direttiva sulla classificazione delle etichettature delle sostanze pericolose, non contempla il PVC tra le sostanze considerate cancerogene. Resta il dicloretano. Qui mi limito a dire: il problema per noi e` scarsamente rilevante perche' non ci sono tumori addebitabili al dicloretano e solo 6 persone offese risultano esposte al dicloretano. Ad ogni modo, c'e` un articolo in inglese, sono tutti articoli con traduzioni asseverate naturalmente, del dipartimento di scienze americano, da cui risulta che nella letteratura non sono state trovate prove specifiche che associno l'esposizione per inalazione a dicloretano, con insorgenza del cancro negli esseri umani. Poi chiediamo l'ammissione dello studio della commissione europea ancora, che riassume i risultati degli esperimenti sugli animali. In sostanza il dicloretano ha causato tumori negli animali solo quando e` stato somministrato per intubazione.

Io, Presidente, cerco di procedere piu` velocemente possibile, ma mi sembra che la prospettazione, l'illustrazione minima del contenuto di questi documenti sia importante.

C'e` tutto un gruppo di documenti che va dal report dello Yark dell'89 agli studi di Simonato, a quelli di Johns, a quelli di "Laplance" e di "Leilbac" e degli stessi Comba e Pirastu, che dimostrano come l'insorgenza dei tumori sia da ricollegare ad esposizioni elevate o molto elevate. Non sto qui a leggervi i passi,che pure sono inseriti nella memoria. E gia` che ci siamo chiediamo anche l'ammissione del lavoro di Maltoni; maltoni e` famoso per avere fatto gli studi sui roditori, e Maltoni giunge alla conclusione che nessun tumore correlato in maniera specifica al CVM e` stato trovato a dosi inferiori a 5 ppm. Il problema delle bassi dosi finira` per venirne fuori in questo processo, ne ha accennato stamattina il dottor Casson, lo affronteremo al momento giusto, ma per ora anticipiamo questa notizia di Maltoni. La verita` e`, ed anche qua chiediamo l'ammissione di tutta una serie di documenti, che nell'industria del CVM e PVC di tutto il mondo i livelli di concentrazione di CVM sono drasticamente caduti per, cito le parole del report dello Yark dell'89: "per effetto di tutta una serie di piccoli cambiamenti nella produzione e nei processi di polimerizzazione che riducono drasticamente l'esposizione al CVM dei lavoratori. E per quanto riguarda.. questo sara` oggetto, per quanto riguarda Porto Marghera,di una esposizione separata da parte del professor Pulitano` sulle piccole modifiche apportate e che hanno determinato, come in tutto il resto del mondo, un crollo della esposizione. Per quanto riguarda l'Italia, chiediamo ancora l'ammissione su questo punto dell'introduzione svolta dal segretario generale della FULC nel 77, anche il segretario generale Domenico Trucchi rilevava che "l'abbattimento dell'esposizione da 200 a 5 ppm si e` ottenuto con semplici interventi: i criteri e le modalita` di manutenzione, la sostituzione di alcune valvole e filtri". E su questo chiediamo l'ammissione anche del lavoro di Zanelli,pubblicato sempre nel convegno della FULC del 77. A conclusione di questa parte,chiediamo anche l'ammissione dei documenti.. intanto l'ammissione della tabella ultimata da Comba e Pirastu, indicante il rapporto "mansione ed esposizione al CVM dal 50 all'85" e il registro degli esposti, con livelli di CVM successivi all'83. E poi chiediamo l'ammissione anche di uno studio inglese, tradotto con traduzione asseverata, sul periodo di latenza, concetto che in questo processo sara` fondamentale, nonche` sui periodi di latenza dei singoli tumori osservati nella coorte dei lavoratori di Porto Marghera, nonche` sul tasso di crescita delle neoplasie, sui tempi di crescita dei tumori. Ancora, a proposito del rapporto "istisan" io ho detto che di questo dovremo discutere, da questo punto di vista devo dire che il processo e` molto interessante, intanto chiediamo l'ammissione delle lettere al P.M. del 15 maggio 95, 23 novembre 95 e 17 gennaio 96 dei consulenti dottor Carnevale e dottor Chellini, che evidenziavano l'incompletezza dei presupposti per una ricerca epidemiologica sugli insaccatori delle cooperative, e` inutile che io stia qui a leggere le motivazioni.

A questo punto chiediamo anche l'ammissione degli studi di carattere metodologico, perche' qua io anche questa mattina ho sentito il dottor Casson che parlava di eccessi di tumori, ha parlato dei tre organi bersaglio diversi dal fegato, ma poi ha parlato anche di altri tumori; ha parlato di eccessi di melanomi, di eccessi di tumori alla vescica etc. etc. E qui dovremmo intenderci bene io penso, dovremmo capire le cose, e qui vengono fuori concetti anche difficili, ma coi quali sara` interessante misurarsi. Lo fanno le giurie americane, signor Presidente,che in questi processi si misurano tutti i giorni con i concetti piu` ardui della statistica e sono innanzitutto il concetto di significativita` statistica, il concetto di intervallo di confidenza, di potenza statistica, i criteri di individuazione dei gruppi di controllo, la selezione alla completezza dei dati rilevanti, gli studi di prevalenza, l'effetto cosiddetto lavoratore sano, etc.. Per farla breve,chiediamo qui l'ammissione innanzitutto di un manuale di Vineis, il Manuale di Metodologia Epidemiologica e poi una serie di libri di statistica medica e di articoli di statistica. Non per niente noi abbiamo citato come nostro consulente il professor Frosini, che e` ordinario di statistica e preside della facolta` di economia dell'universita` cattolica. Sono concetti ardui,ma bisognera` capire che significato abbia parlare di eccesso statisticamente significativo o non statisticamente significativo, perche' da questo dipende poi il tutto, dipende il problema della configurabilita` di una legge statistica e il problema della sussumibilita` degli eventi sotto quella legge statistica, quindi noi ci permettiamo di chiedere l'ammissione anche di questi documenti. E anche il nostro lavoro di avvocati sta diventando difficile, ma ho visto due avvocati americani che hanno scritto un libro di diritto tutto di statistica, anche noi, forse, dovremmo cambiare mentalita` ed approccio. Allora, a questo punto noi siamo in grado gia` di delineare il problema della sussumibilita` sotto una legge scientifica degli eventi lesivi e delle condotte degli imputati. Abbiamo detto: c'e` un solo caso di angiosarcoma epatico, di una persona, pero`, che ha subito elevate e molto elevate esposizione prima del.. dal 56 al 67 come autoclavista. E qui e` possibile gia` dire: c'e` la sussummibilita` tra le condotte di chi ha consentito queste elevate esposizione e la comparsa del tumore dopo il periodo di latenza necessario. Invece per i tre tumori al polmone diagnosticati in tre dipendenti Eni che hanno svolto mansioni di insaccatore, e qui noi richiediamo l'ammissione di quei documenti che dicono.. di quegli studi che dicono che non e` vero, e` smentita l'ipotesi degli effetti cancerogeni sul polmone e, in base a questi studi, noi escludiamo la sussumibilita` degli eventi lesivi e delle condotte degli imputati sotto una legge di copertura. Per tutti gli altri tumori sono diagnosticati in dipendenti Enichem nel periodo successivo al primo giugno 87 e sono un tumore di "honckins", un tumore del cardias, un tumore del discendente sigma, un tumore alla prostata, anche per questi non e` possibile pensare ad una sussumibilita`, non c'e` nessuna legge statistica che possa coprire questi eventi. Adesso qui io ho messo anche.. non mi soffermo piu` senno` stanco il Tribunale. Abbiamo tracciato anche il quadro dei dipendenti Montedipe dopo l'87 e dei dipendenti Montefibre dopo l'87, perche' il Tribunale abbia il quadro chiaro fin dall'inizio. Restano le malattie, e qua noi chiediamo l'ammissione di pochi documenti, intanto chiediamo l'ammissione dell'indagine sanitaria compiuta nell'89 dall'U.L.S.S., servizio di medicina ed igiene del lavoro, numero36,per la quale la situazione sanitaria osservata nei lavoratori esposti a CVM nell'89 era buona e vi era una sola epatopatia riconducibile al CVM. Chiediamo inoltre l'ammissione di questi protocolli di sorveglianza, allegata alla lettera dell'U.L.S.S. "il sottoscritto.. di Magarotto, Marchi e Orru`" del 28 settembre 94. Inoltre per le esposizioni verificatesi prima del 75, chiediamo l'ammissione degli studi che mettono in evidenza come "l'alterazione dei principali parametri considerati cresce con il crescere dell'intensita` di esposizione al cloruro di vinile e come sia impossibile qualsiasi corretta correlazione tra causa ed effetto se non si riesce a quantificare per ogni individuo il rischio reale" e poi gli studi che definiscono, questi sono molto importanti, i criteri di diagnosi dei fattori eziologici delle epatopatie e del fenomeno di Renaud. E sulla base di questi documenti, signor Presidente e signori Giudici, e tenuto conto che quasi tutte le malattie sono state diagnosticate prima del 75 e della circostanza che diverse malattie sono state diagnosticate senza riscontro di esami clinici obiettivi e che diverse malattie scompaiono e migliorano col passare del tempo ed e` con questo che noi possiamo sostenere che tra le condotte degli imputati e gli eventi lesivi non intercorre un nesso sussumibile sotto una appropriata legge di copertura. Poi ci sono qui ancora i fuori lista, io non ho capito ancora quali restano, ne abbiamo conteggiati 9, per questi chiediamo l'ammissione dei documenti relativi alla storia lavorativa. Spero di non essere stato troppo lungo, signor Presidente, perche' adesso vorrei andare avanti con l'ambiente. Ne faccio solo un pezzo, l'altro lo fa l'avvocato Santamaria che lo sa di piu`.

Allora, anche qua, anche nell'esposizione introduttiva, nella illustrazione dei documenti, a me sembra che dobbiamo sempre andare al nocciolo della questione, perche' senno` rischiamo di perderci nei meandri di tante riflessioni,che alla fine c'entrano poco con il nocciolo della questione e il nocciolo della questione qui qual e`? E` se ci sia stato avvelenamento, se ci sia stato corrompimento, se ci sia stato disastro doloso. Detta per adesso senza affrontare ovviamente le questioni giuridiche, il nocciolo della questione e` se vi sia o non vi sia pericolo per la salute pubblica, e` da qui che dobbiamo partire. Ed allora noi chiediamo subito l'ammissione dei documenti costituiti dalle due relazioni di Di Domenico, dell'istituto superiore di sanita`, disposte nell'altro procedimento dal dottor Ramacci e il dottor Ramacci aveva ben due collegi peritali di primissimo piano, i migliori in Italia, perche' il primo costituito dagli scienziati dell'istituto superiore di sanita`, il secondo sentite i nomi: professor Tomatis, professor Vineis.. Tomatis e` stato anche lui dello Yark, come Simonato. Quindi c'erano professor Tomatis, Vineis, Simonato, Zapponi. Ecco, questi due collegi peritali hanno concluso escludendo che l'alimentazione con il pescato lagunare comporti pericolo per la salute umana. Io penso che qua queste relazioni di questi consulenti dovranno essere lette e rilette, perche' non si puo` passar sopra ad indagini cosi` importanti, fatte da uomini e da scienziati sicuramente al di sopra di ogni sospetto. Altri documenti.. ricordo che Tomatis, Vineis e Simonato dicono che i pericoli per l'uomo della laguna non sono superiori a quelli dell'uomo di terraferma, questo e` in sostanza. Mentre Di Domenico esclude che vi siano particolari situazioni di allarme per la salute. Altri documenti serviranno poi a provare i livelli di concentrazione di diossina accertati nel pescato della laguna, e qua abbiamo Di Domenico, le tabelle del professor di Marcomini, consulente del Comune, gli esiti delle analisi del professor Muller, consulente del Pubblico Ministero ex Art. 360, e chiediamo anche l'ammissione di una lettera del professor Di Domenico.. nella quale si sono formulati rilievi sull'attendibilita` dei risultati del dottor Muller. Diversi studi, tutti tradotti ed asseverati, di cui chiediamo l'ammissione, consentiranno di avere un quadro della situazione della diossina normalmente rinvenuta nel pescato di altri mari del mondo, dalla Svezia, alla Norvegia, all'Olanda agli USA. Da questi studi risulta che i livelli di concentrazione di diossina normalmente accertati possono essere anche molto superiori a quelli rinvenuti nel pescato lagunare, senza che cio`, si badi bene, comporti alcuna restrizione al consumo, al commercio o anche all'importazione in Italia e a Venezia di questi alimenti. Questi documenti confermano dunque le conclusioni di Di Domenico: "tutte le concentrazioni di diossina rinvenute nel biota lagunare sono di fatto propriamente confrontabili con i livelli frequentemente riscontrati in zone sotto l'influenza di un impatto antropico diretto da moderato a trascurabile". "E che i livelli di diossina sono..", e queste parole di Tomatis e Vineis, "sono confrontabili a quelle di altre aree a contaminazione moderata o bassa", si capiscono le ragioni per cui poi tutti questi scienziati hanno escluso un pericolo per la salute pubblica. Poi tutta una serie di documenti che dimostrano come la diossina sia ubiquitaria e poi degli studi, questi sono importanti, che hanno calcolato la quantita` giornaliera di diossina assunta dall'uomo che vive oggi nel mondo occidentale. Questo vale per ciascuno di noi, anche per i Giudici. Da questi studi si ricava che l'uomo assume, soprattutto per via alimentare, da uno a tre picogrammi chilogrammo di diossina al giorno. Il calcolo.. questo anche se non mangiamo pesce, tutti noi consumiamo questa quantita` di diossina. Non sto qui a spiegare come si fa il calcolo perche' e` una cosa difficilissima. Altri documenti di cui chiediamo l'ammissione concernono poi la quantita` giornaliera di diossina suggerita dalle principali agenzie regolamentative del mondo come linee guida di politica sanitaria preventiva. Quanta diossina puo` assumere l'uomo per non correre dei guai? Ecco le linee guida: abbiamo valori da uno a 10 picogrammi chilogrammi die fissati dall'Organizzazione Mondiale della Sanita`, recepiti in Italia dall'Istituto Superiore di Sanita`, dalla Norvegia, dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Olanda, dalla Svizzera, dal Canada; indicazioni piu` restrittive ci provengono solo dall'Epa americana, ma su questo noi chiediamo la produzione di altri documenti che discuteranno queste indicazioni piu` restrittive dell'Epa. Cerco di andare piu` veloce che posso. Allora, una distinzione importante che risultera` dagli studi di cui chiediamo l'ammissione e` la distinzione tra diossine cattive e buone in sostanza, le diossine cattive sono quelle di Seveso e si chiamano, lo dico una volta per tutte e poi basta, 2-3-7-8 tetraclorodibenziodiossina, detto 3 TCBD. Allora, nelle acque di scarico del Petrolchimico non sono state trovate tracce di TCBD e piu` in generale, anche se fossero state trovate tracce di TCBD, varrebbe l'ammissione della monografia Yark del 97, che dice che "nell'uomo esistono prove limitate degli effetti cancerogeni della TCBD", questo Yark ed altri studi di cui chiediamo l'ammissione. Ma, signor Presidente, non ci sono solo le diossine, c'e` un'ira di Dio di ipa, metalli, metalli pesanti, piombo, mercurio, etc. etc. ed altre sostanze di cui dovremo occuparci. Per tutte queste sostanze noi chiediamo l'ammissione di una serie di studi, restando fondamentali sempre quei lavori di Di Domenico e di Tomatis, Vineis e Simonato. Ma sentite le conclusioni di Tomatis e Vineis sugli ipa: "anche ipotizzando abnormi consumi di solo pesce della laguna per tutta la vita, la stima di ingestione di ipa sarebbe pari al 5 per cento dei valori che l'OMS considera accettabili". Poi per i metalli pesanti, piombo e mercurio: "la prova che i livelli di concentrazione rinvenuti nel biota lagunare", si chiama cosi`, a me fa un po' ridere biota, ma e` una espressione tecnica, "sono tutti inferiori ai limiti fissati dalla normativa italiana". E i composti organo.. gli aromatici e i metalli di cui non vengono fissati i limiti nella normativa italiana.. la prova che le concentrazioni rinvenute rispettano le dosi di riferimento fissate anche dall'Epa e comunque non presentano pericolo per la salute umana e` gia` agli atti, e` la consulenza del consulente del Pubblico Ministero dottor Sesana ai sensi dell'Art. 360. Infine, per i pesticidi clorurati, DDT, DDE, HCB e PCB, si chiede l'ammissione anche qua di una serie di studi tra i quali in particolare quello di Di Domenico, il quale per il PCB in particolare dice che "i livelli riscontrati nel pescato lagunare sono confrontabili con i livelli riscontrati in aree marine di tipo oceanico". Ma non basta, perche' il problema e` anche capire, e noi siamo preoccupati di questo, e` capire le cause nel tempo del degrado lagunare, nell'evoluzione del tempo, nell'inquinamento della laguna. Allora qua chiediamo l'ammissione di uno studio del professor Marcomini, il quale evidenzia come dopo avere raggiunto il piu` alto picco a meta` degli anni 70, la situazione di inquinamento della laguna sia ora in netta diminuzione. Altri documenti, sono 5 o 6 documenti, confermano questa tendenza alla netta diminuzione della situazione di inquinamento lagunare. E,si badi bene, da questi studi e soprattutto dalla relazione Di Domenico, risulta il quadro completo della contaminazione industriale. Orbene,i picchi piu` elevati di contaminazione industriale per il professor Di Domenico si rinvengono nel canale industriale nord, che e` l'unica zona in cui sono stati trovati dei sedimenti superficiali, da 0 a 20 centimetri,che corrispondono approssimativamente agli ultimi 10-20 anni della vita della laguna, che sono realmente contaminati. Allora qui dovremo affrontare anche questo problema, perche' nella prima zona industriale, a cominciare dagli anni 20, hanno operato molte industrie e molte di queste hanno scaricato in laguna. Sono notizie che a Venezia forse gia` si ricordano, un elemento, un evento che si e` verificato dall'85 all'87 ha determinato un inquinamento diffuso della laguna, e questo evento si chiama dragaggio. Ci sono stati anche dei processi, e noi alleghiamo qui mi sembra, alleghiamo la sentenza relativa ai dragaggi effettuati, perche' col dragaggio si asportava la diossina e gli altri inquinanti, che venivano sparsi in tutta la laguna. Noi non vogliamo distogliere l'attenzione dal Petrolchimico. Nel Petrolchimico l'unico sito effettivamente contaminato, e qui produciamo un documento, e` il sito, e` il sedimento profondo della darsena della rana, tratto terminale del canale Lusore Brentelle, tale contaminazione e` certamente risalente a prima del 1980. Sentite cosa dice ancora una volta Di Domenico: "la contaminazione appare interessare in modo piu` marcato che altrove gli strati profondi. Tali strati risalgono ad un periodo collocabile all'inizio degli anni 80 o di poco antecedente. La verita` e` che fino agli anni 80 non c'erano impianti di trattamento e quindi si scaricava liberamente. Gli impianti di trattamento sono venuti dopo.

Io adesso mi fermerei qui e chiederei all'avvocato Santamaria di andare avanti perche' mi sono un po' stancato, pero` di non avere tediato il Tribunale, ma di avere cercato di tracciare un quadro che appunto consentisse al Tribunale di avere il polso della situazione, soprattutto per il CVM

 

AVVOCATO SANTAMARIA

 

Avvocato Santamaria: signor Presidente, io partirei da dove ha finito il professor Stella, approfondendo un poco di piu` quello che e` un tema centrale in questo processo, enunciato anche oggi dal dottor Casson, cioe` le cause dell'inquinamento del canale Lusore Brentelle, l'unico sito della seconda zona industriale, dove e` ubicato il Petrolchimico e dove ha scaricato il Petrolchimico, in cui gli accertamenti completi eseguiti, e soprattutto Di Domenico, hanno riscontrato una effettiva contaminazione, che riguarda gli strati profondi. C'e` quindi da studiare le cause di questa contaminazione originata dal Petrolchimico. Nel canale Lusore Brentelle hanno scaricato gli impianti del primo Petrolchimico, clorosoda, CS3, clorati organici e cloruro di vinile, impianti CV10 e CV11, avviati da Montedison negli anni 52-58. Noi chiediamo l'ammissione dei documenti che provano che gli impianti di depurazione sono entrati funzione nel 1976 per la rimozione del mercurio, nel 1980 per la rimozione dei clorati organici e sempre nel 1980 per il trattamento biologico e la rimozione dei solidi sospesi. Ecco le ragioni di quella contaminazione riscontrata in quelle analisi. Dai primi anni 50 sino al 1980 gli impianti del Petrolchimico, potenzialmente produttori di diossina, hanno scaricato senza trattamento alcuno, senza depurazione alcuna, bisogna dire nel vuoto piu` assoluto delle norme e nel vuoto piu` assoluto dei controlli. Gli impianti CS3, CV10 e CV11 del primo Petrolchimico sono stati chiusi da Montedison nel 72, nell'81 e nel 1985. Il primo Petrolchimico ha cessato di esistere, hanno cessato di esistere gli scarichi inquinanti nel canale Lusore Brentelle. Gli impianti del nuovo Petrolchimico, del secondo Petrolchimico, clorosoda, CS, CVM e CV22, sono stati avviati sempre da Montedison nei primi anni 70 e i reflui di questi impianti, le acque di scarico di questi impianti, dopo il trattamento, sono stati tutti scaricati non piu` nel canale Brentelle, perche',a seguito di una razionalizzazione degli scarichi industriali,i reflui di queste acque venivano tutti scaricati in un nuovo scarico, l'SM15, che sfocia nel canale Malamocco Marghera, non piu` nel canale Lusore Brentelle. Ecco la ragione per cui, e noi chiediamo l'acquisizione di questo documento, quando nel 1996 il Magistrato delle Acque ha esaminato, ha analizzato le acque dello scarico SM2 del Petrolchimico,che ancora scarica nel canale Brentelle, ma soprattutto acque fognarie e non acque di processo, non ha trovato traccia alcuna di diossina o di mercurio. Chiediamo altresi' l'ammissione di tutti i bollettini di analisi in nostro possesso relativi allo scarico SM2, quindi, diciamo, e` l'unico scarico del nuovo Petrolchimico che immette nel canale Lusore Brentelle; da tutte queste analisi risultera` il costante rispetto di tutti i parametri previsti dalla legge per la salvaguardia di Venezia. Questi dati di fatto, provati dai documenti di cui chiediamo l'ammissione, servono a nostro avviso a dare l'evidenza dell'estraneita` di Enichem, dal momento in cui e` iniziata la gestione degli impianti, ad ogni possibile forma di contaminazione riscontrata nel canale Lusore Brentelle. Cio` nonostante, il 27 marzo 1998, noi chiediamo anche l'ammissione di questo documento, Enichem ha proposto un progetto di bonifica di tale canale, diciamo secondo quello spirito di nuova collaborazione con la comunita` veneziana, di cui si e` fatta portavoce, nonostante, ripeto, la pacifica estraneita` di Enichem alle contaminazioni del canale Lusore Brentelle, che e` l'unico sito della seconda zona industriale dove siano state trovate effettive e rilevanti tracce di contaminazione. Questo riguarda il passato. Vediamo il presente o, meglio, vediamo che cosa ha fatto Enichem dal 1987 in poi e come lo vediamo? Lo vediamo registrato nel sedimento antistante lo scarico SM15, il sedimento prossimo allo scarico SM15, lo scarico dove ha scaricato il nuovo Petrolchimico, dopo che dagli anni 76 e 80 erano entrati in funzione gli impianti di trattamento, vediamo come tutte le autorita` di controllo hanno trovato, che cosa hanno trovato nel sedimento antistante lo scarico SM15. Noi chiediamo l'ammissione di un bollettino di analisi del Magistrato delle Acque che probabilmente fa parte delle carte di cui ha chiesto l'ammissione oggi lo stesso Pubblico Ministero, perche' riguardano le indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso la Pretura. Ebbene, nel sedimento prospiciente lo scarico, quindi quello che riflette direttamente il livello di possibile contaminazione che puo` venire dallo scarico al sedimento, quindi eventualmente al biota, ai pesci, ai molluschi, e` stato trovato il piu` basso livello di concentrazione di diossina non solo di tutta la zona industriale, ma dell'intera laguna, compreso il Canal Grande, i numeri sono 14 picogrammi per chilogrammo. Prova ulteriore che in epoca recente il Petrolchimico non e` responsabile di alcuna rilevante e significativa contaminazione da diossina. Questo numero, 14 picogrammi, deve essere raffrontato, ci deve essere una scala di valori, voi troverete la scala di valori nella consulenza tecnica ai sensi del 360 del dottor Casson. Il dottor Muller in questa consulenza ha tracciato una scala di valori e ha indicato i livelli normali di contaminazione da diossina dei sedimenti, questo valore rientra in questi valori di normalita`. Mi limito a rinviare a questo punto ad un documento di cui il professor Stella ha gia` parlato, un documento che riguarda le acque interne Olandesi, uno studio scientifico, da cui si evince che diossina, PCDD e PCDF, si presenta comunemente nei sedimenti a livelli compresi tra 10 e 100 picogrammi. Il sedimento antistante lo scarico SM15 rientra pienamente in questa scala di normalita`. Prima il professor Stella ha accennato alla ubiquitarieta` della diossina, ha accennato alla pluralita` delle fonti di produzione di diossina; noi proveremo anche in corso di processo come l'industria del CVM, soprattutto a seguito dei trattamenti, dei meccanismi di depurazione e trattamento sottoposti, non e` una rilevante fonte di diossina e non lo e` piu` sicuramente stata quanto meno nel periodo che interessa la gestione Enichem. Gia` questi dati da soli, soprattutto il livello di bassissima contaminazione riscontrata nel sedimento superficiale antistante lo scarico SM15, danno la prova della infondatezza della tesi che e qua e` la stata avallata, che vorrebbe fare in qualche modo del Petrolchimico il capro espiatorio della situazione di contaminazione dell'intera laguna, tesi avanzata,suggerita ed evocata da qualcuno, che muove soltanto dal fatto che nel 1995 il Magistrato delle Acque ha rinvenuto esigue tracce di diossina in uno scarico interno del Petrolchimico, uno scarico precedente all'immissione nel biologico e quindi precedente all'immissione in laguna. Noi proveremo separatamente le cause di queste esigue tracce, ci interessa per il momento rilevare e proveremo che da questo dato, che ovviamente non contestiamo perche' e` provato da referti analitici prodotti dal dottor Casson, che troveremo nel processo, da questo dato sarebbe quasi insensato ritenere che si possa concludere che esso sia causa della contaminazione o anche di una contaminazione di qualche rilievo, di qualche significato da diossina della zona industriale. Chiudo rapidamente per gli scarichi, sempre per l'SM15 noi chiediamo l'autorizzazione allo scarico SM15 del Magistrato delle Acque; chiediamo l'ammissione di una relazione del Magistrato delle Acque alla Pretura di Mestre del 5-10-94 sulle caratteristiche dello scarico SM15 e l'ammissione dei bollettini di analisi relativi a tale scarico dall'84 ad oggi. Intendiamo provare non solo che lo scarico era debitamente autorizzato, debitamente controllato, ma intendiamo provare che questo scarico ha sempre o quasi rispettato la legge, ha sempre o quasi rispettato tutti i parametri allegati alla legge per la salvaguarda di Venezia. Un'altra parte di documenti concerne, qui vogliamo, come diceva il professor Stella, scoprire tutte le carte, riguarda tutti i bollettini di analisi e tutte le autorizzazioni relative a tutti gli altri scarichi in laguna del Petrolchimico. Il Tribunale potra` evincere come da questi bollettini risulti ancora il pressoche` costante rispetto della legge, cioe` di tutti i parametri fissati della tabella allegata alla legge per la salvaguardia di Venezia. L'ultimo gruppo di documenti riguarda il tema delle discariche. Io divido rapidissimamente la mia trattazione in due parti. Voi sapete benissimo che il capo di imputazione elenca 18 aree che sarebbero state adibite a discarica abusiva nel passato. Voi sapete benissimo, perche' lo dice il capo di imputazione, che nessun imputato dirigente Enichem o ex dirigente Enichem ha mai gestito tali discariche. L'accusa mossa e` un'accusa di omessa bonifica, non di gestione. Ebbene, di queste 18 discariche soltanto 5 sono entrate nel patrimonio di societa` del gruppo Enichem, sono entrate nel patrimonio di Enimont, esse erano gestite da societa` Montedipe S.r.l. ed Agrimont S.r.l., che sono state conferite, le societa`, in Enimont il 30 giugno del 1989, questo vuol dire che i terreni erano rimasti di proprieta` di Montedipe e di Agrimont, che erano divenute societa` controllate da Enimont il 30 giugno 89. Oggi voi avete sentito parlare di molte date, del 1983, del 1987, deve essere chiara una cosa, un conto e` il problema del passaggio di proprieta` dell'azienda CVM PVC, la proprieta` passa nell'83, la gestione nell'87, altro problema sono i terreni, le aree, perche' l'azienda CVM e` solo una piccola isola dentro il Petrolchimico, i terreni adibiti a discarica non entrano nel patrimonio di Enichem ne' nell'83, ne' nell'87, ma entrano soltanto come patrimonio di societa` Montedipe ed Agrimont, conferite in Enimont il 30 giugno del 1989. Di fatto questi terreni e queste aree vengono gestite da personale e societa` Enichem solo dopo lo scioglimento della join-venture Enimont, cioe` alla fine del 1990. Ho gia` dettoe risultera` chiaro nel processo che Enichem non ha mai conferito neppure un grammo di rifiuti in queste aree. Per ciascuna di queste 5 aree noi chiediamo l'ammissione di documenti. Per le aree 31 e 32, oggi il Pubblico Ministero ha detto che solo nel 1995 e` stato presentato, approvato e collaudato alla fine un progetto di bonifica, in realta` gli approfondimenti, le indagini conoscitive, le indagini geologiche ed idrogeologiche sono iniziate da subito, dal 1991, e sono state complesse, perche' complesso era il problema da risolvere, grande l'area da studiare e complesso il problema da risolvere, prima di capire, prima di precisare quale tipo di intervento si dovesse adottare. Noi chiediamo la produzione di tutti gli studi compiuti a partire dal 1990-91, che serviranno ad evidenziare come,solo quando sono state acquisite tutte le necessarie conoscenze,si e` potuto scegliere, adottare e realizzare il progetto di bonifica piu` idoneo e piu` corretto. Per l'area 61, una delle altre 5 aree passate a giugno 89 nel patrimonio di Enimont, Enichem ha compiuto indagini anche qui. Noi produrremo la relazione finale, chiediamo l'ammissione della relazione finale che ha studiato il comparto 60 e 61, da questa relazione risultava la non necessita` di alcun intervento di bonifici. C'e` poi un'altra area denominata nel capo di imputazione "interno stabilimento Enichem Agricoltura". Ebbene, qui la vicenda e` un po' diversa, perche' sin dall'89 esisteva una autorizzazione della provincia di Venezia a gestire questa discarica, e` dunque improprio parlare di discarica abusiva, era una discarica regolarmente autorizzata. Quando questa discarica e` passata nel patrimonio di Enimont, Enichem Agricoltura, prima era Agrimont che la gestiva, ha continuato a gestirla e poi ha chiesto la chiusura di questa discarica, l'ha chiesto alla provincia, ha presentato una progetto alla provincia per la chiusura regolare della discarica, il progetto e` stato approvato, collaudato e la discarica e` stata regolarmente chiusa. C'e` poi l'area denominata "campaccio" nel capo di imputazione. Essa e` stata ceduta immediatamente da Agrimont alla societa` Edison nel 1991, e` difficile quindi vedere quale tipo tipo di addebito possa essere mosso agli imputati dirigenti o ex dirigenti Enichem. Per l'area ex ceneri, che riguarda Enichem Agricoltura, Enichem Agricoltura, e questo e` un altro documento di cui chiediamo l'ammissione, ha presentato un progetto di risanamento, di bonifica, l'area e` stata attualmente venduta al Parco Scientifico e Tecnologico e, come risultera` dai documenti che allegheremo, nel prezzo di vendita e` stato tenuto conto e calcolato l'onere di bonifica che dovra` essere affrontato e che risulta da un progetto di bonifica regolarmente presentato alle autorita`. Questa e` la prima parte dei documenti che riguarda il tema delle discariche. La seconda parte, questo e` poi l'elemento cruciale, riguarda l'accusa di avvelenamento di acque destinate all'alimentazione, cioe` delle acque di falda sotterranee degli scarichi, che sarebbero, secondo l'accusa, destinate all'alimentazione, perche' non bisogna perdere di vista la gravita` delle accuse formulate dal Pubblico Ministero, che sono anche in questo caso di avvelenamento, adulterazione e corrompimento di acque destinate all'alimentazione. Noi chiediamo l'ammissione di una serie di documenti, i quali serviranno a provare che i pozzi, tutti i pozzi, destinati o anche solo destinabili ad uso umano, sono tutti situati a monte dello stabilimento. In secondo luogo che il senso di moto delle falde acquifere, quelle potenzialmente interessate dalle discariche, va dal continente verso il mare, ragion per cui nessuno di questi pozzi, tutti a monte dello stabilimento, puo` essere mai stato o potra` mai essere interessato dall'eventuale contaminazione delle falde sotterranee allo stabilimento. La falda profonda.. perche' stiamo parlando di falda superficiale, la sola falda superficiale che per caratteristiche naturali non e` destinata e non potra` mai essere destinata ad uso umano ed anche questo proveremo e risulta dai documenti di cui chiediamo l'ammissione. La falda profonda, anch'essa caratterizzata dalla direzione che va dal continente al mare, e` protetta da strati argillosi impermeabili e quindi non puo` essere, non lo e` stata e non potra` mai essere influenzata dalle discariche. In ogni caso l'utilizzo di tali falde, superficiale e profonda, e` da molti anni vietato dalle autorita` amministrative veneziane, perche' l'utilizzo di tali falde potrebbe creare fenomeni di subsidenza, potrebbe mettere in pericolo la stabilita` degli edifici situati nel litorale. E` per questa ragione che gli unici pozzi interni allo stabilimento, usati in passato per scopi meramente industriali, cioe` per attingere acque di raffreddamento, sono stati chiusi, chiusi per ordine delle autorita`. Ho detto che la falda va dal continente verso il mare e che dunque non puo` influenzare i pozzi, quindi non puo` influenzare acque destinate alla alimentazione. L'accusa che ci potrebbe essere mossa e` che pero` tali falde vanno a contaminare la laguna, perche' vanno al mare; chiediamo l'ammissione di altri documenti allora, che serviranno a provare da un lato la ridottissima velocita` delle falde acquifere sottostanti lo stabilimento, dall'altro la diluizione dei contaminanti prodotta dall'ingressione dell'acqua marina nelle falde acquifere. Lo stabilimento si trova in una zona che e`, dal punto di vista geologico, inferiore al livello del mare, per cui le falde subiscono l'ingresso dell'acqua marina che determina una costante diluizioni della contaminazione e per questo, da studi che noi per presentiamo, tenderemo o vorremmo provare che l'eventuale apporto di contaminanti in laguna tramite le falde superficiali e` del tutto irrilevante. Vorrei depositare i documenti relativi alle posizioni individuali dell'ingegner Presotto e dell'ingegner Pisani

 

Presidente: io direi che tutto sommato l'illustrazione delle tesi difensive, con anche il richiamo dei documenti e delle consulenze e degli studi e` stata fatta, mi sembra ampiamente ed esaurientemente. Se avete adesso delle richieste istruttorie che riguardano le singole posizioni degli imputati, fatele immediatamente, dei vostri 4, dal momento che adesso state parlando voi e quindi integrate le richieste

 

Avvocato Stella: c'e` il professor Pulitano` che deve svolgere una parte relativa alle modifiche degli impianti che e` fondamentale

 

Presidente: si, anche se io adesso non e` che voglia interferire molto su quella che e` la vostra organizzazione, pero` anche a voi devo dire che tutto sommato e` interessantissima questa illustrazione che voi fate, ma puo` essere anche maggiormente sintetizzata, cioe` noi sentiremo qui i consulenti, avremo a disposizione la documentazione e quindi puo` essere fatta davvero una sintesi direi quasi indicate le conclusioni degli studi che sono stati fatti o comunque, per quanto riguarda adesso le modifiche apportate agli impianti, la indicazione e della documentazione e, direi, delle eventuali testimonianze che possono comprovare questo vostro assunto difensivo. Mi fermerei qua sinceramente. Altrimenti se.. io credo che il vostro sia stato un intervento che poi verra` richiamato da molti altri difensori e che sara` utilizzato da molti altri difensori, perche' cosi` mi e` stato detto gia` sin dall'inizio del suo intervento che vi siete organizzati in questo senso. Pero` sinceramente vorrei che adesso incominciassimo ad andare verso la conclusione della giornata

 

Avvocato Stella: forse, Presidente, la cosa migliore e` che il professor Pulitano` faccia la sua parte. Io in ogni caso, per evitare che mi dimentichi, naturalmente richiedo l'ammissione di tutti i testi e consulenti e via discorrendo che sono nella lista testi gia` depositata

 

AVVOCATO ALECCI

 

Avvocato Alecci: Presidente, mi da` la parola per pochissimi minuti? Ho gia` chiesto al collega Pulitano`, proprio davvero le cose che abbiamo gia` ascoltato naturalmente sono comprensive anche di quella che e` la posizione del dottor Porta. Il dottor Porta e` imputato, come voi sapete, nella qualita` di amministratore delegato e vice Presidente della Montedison S.p.a. dal gennaio del 1982 al novembre 87 e poi nella qualita` di Presidente Enichem S.p.a. dal gennaio 91 al giugno 1993. Naturalmente e` in quest'ambito temporale che si inseriscono i temi di difesa che noi vorremmo proporvi. Il primo e principale e` quello che hanno gia` illustrato, naturalmente io mi riporto ampiamente a quello che hanno gia` detto il professor Stella e il collega Santamaria e posso anticipare che mi riporto naturalmente a quello che dira` il professor Pulitano`, peraltro io ho gia` letto le memorie che devono fare, e naturalmente quello che diranno i difensori della Montedison per il periodo di competenza Montedison. Come voi sapete naturalmente il dottor Porta e` imputato di entrambi i capi di imputazione, quindi sia del filone CVM, PVC e dicloretano sia del filone ambientale. Naturalmente mi riporto ed utilizzeremo come tutti durante la istruttoria dibattimentale la documentazione, che noi non riproponiamo per non fare naturalmente un appesantimento oltre misura di carte al Tribunale. Poi vi e` il secondo tema, quello che e` piu` strettamente connesso alla posizione soggettiva del dottor Porta ed e` naturalmente complementare al primo ed ha per oggetto la struttura e l'organizzazione del gruppo Montedison e del gruppo Enichem. In una sintesi proprio telegrafica, noi intendiamo,attraverso i testimoni indicati nella lista ed anche le produzioni documentali che adesso faremo e che sono naturalmente precedute da un indice, particolarmente si dimostrera` come sia Montedison che Enichem, sono gruppi imprenditoriali di grandissime e di una complessita` organizzativa, si erano dotate naturalmente di una specifica ed efficace struttura preposta alla individuazione e risoluzione di eventuali problematiche in tema ambientale e della sicurezza sul lavoro, una struttura che partiva dalle holding, Montedison S.p.a. ed Enichem, per passare poi dalle societa` operative, che sono la Montedipe, la Montepolimeri e l'Enichem e Anic, per arrivare poi allo stabilimento di Porto Marghera e ai singoli reparti. Quindi in questo ambito noi individueremo quelle che sono le specifiche competenze proprie del dottor Porta, dimostrandosi come anche sotto questo profilo noi riteniamo che nessun addebito potra` essere individuato a carico del dottor Porta. Quindi noi chiediamo l'ammissione dei testi e dei consulenti che sono gia` stati indicati nella lista presentata; l'acquisizione dei documenti di cui alla nota di produzione, io dico subito che si tratta.. non c'e` bisogno di spiegare perche', voglio dire, basta enunciarli per capire di che si tratta: il bilancio Montedison al 31-12-93; lo schema partecipazioni della Montedison; gli organigrammi e gli ordini di servizio della Montedison, di Montedipe; le schede degli impianti Montepolimeri di Porto Marghera, altrettanti documenti riguardano invece la posizione dell'Enichem. Quindi chiedo l'acquisizione di questa documentazione e chiedo anche l'esame naturalmente del dottor Porta

 

Presidente: volevo chiedere al professor Stella, all'Avvocato Santamaria e poi anche all'Avvocato Pulitano`, ciascuno che interviene dovra` dire se, a fronte della richiesta di esame, vi e` la disponibilita` a sottoporsi all'esame del proprio assistito. Adesso cosi` e` stato fatto dall'Avvocato Alecci per Porta

 

Avvocato Alecci: io chiedo l'esame per Porta

 

Presidente: lei ha chiesto l'esame e quindi vi e` anche la disponibilita` a sottoporsi all'esame da parte delle parti civili e del Pubblico Ministero. Il Tribunale rinvia il processo all'udienza del 5 giugno ore 9.00, a quell'udienza io vorrei che il Pubblico Ministero portasse gia`, ovviamente, o consulenti o testi che deve sentire

 

Pubblico Ministero: Presidente, al pomeriggio pero`, perche' credo che la mattina.. siccome mi sembra che debbano parlare gli Avvocati di Montedison..

 

Presidente: non mettiamo dei termini. Io direi che gia` fin dal mezzogiorno noi possiamo cominciare senz'altro, 3 ore dalle 9 a mezzogiorno sono piu` che sufficienti per tutti gli interventi che ci saranno. Il Tribunale poi, avra`, ovviamente bisogno di un tempo necessario per esaminare se ci sono delle opposizioni alla produzione dei documenti, etc. etc., e quindi io direi che per il mezzogiorno il Pubblico Ministero puo` gia` citare eventualmente i suoi testi, consulenti che siano

Avvocato Bettiol: signor Presidente, se il Pubblico Ministero volesse indicare i testi o i consulenti che eventualmente saranno sentiti, e` ovvio che un processo esige il controesame, non possiamo portarci dietro tutto il fascicolo del processo

 

Presidente: Pubblico Ministero, lei con chi ritiene di iniziare?

 

Pubblico Ministero: la parte medica, li faccio venire tutti

 

Presidente: la parte medica sarebbe i consulenti?

 

Pubblico Ministero: i consulenti medici, li faccio venire tutti, poi vediamo con chi incominciamo

 

Avvocato Alessandri: signor Presidente, mi permette?

 

Presidente: prego. Stiamo tranquilli tutti qua e discutiamo, si tratta di organizzare al meglio l'udienza prossima, sentiamo un attimo quali sono i problemi

 

AVVOCATO ALESSANDRI

 

Avvocato Alessandri: mi permetta Presidente, abbiamo aspettato noi tutti difensori di Montedison, come vede, molto tranquillamente fino adesso, disposti ad andare avanti se lei riteneva opportuno di andare avanti, ma credo che questo processo avra` bisogno di molta fatica da parte di tutti, ma l'unica cosa di cui non ha bisogno e` la stanchezza di tutti. Detto questo, io credo che per affrontare nel migliore dei modi,sia anche doveroso che sia affrontato con un minimo di lealta` reciproca e di parita`, allora se il Pubblico Ministero vuole cominciare a sentire i testimoni, come e` doveroso secondo il Codice che cominci con i testimoni, ci indichi quali testimoni vuole sentire la prossima volta, tutti e` termine cosi` generico..

 

Pubblico Ministero: no no

 

Presidente: no, forse non ci siamo capiti, io almeno l'ho capito in questo termine, che il Pubblico Ministero ha detto i suoi consulenti della parte medica, che il Pubblico Ministero possa cominciare dai consulenti anziche` dai testimoni questo non credo che possa essere messo in discussione, mi pare che uno possa cominciare come.. non c'e` un'indicazione di ordine per quanto riguarda testi o consulenti, almeno non mi pare che sia cosi` inderogabile

 

Pubblico Ministero: Presidente, in un processo cosi` tecnico credo che sia nell'interesse di tutti e in particolare anche del Tribunale conoscere la parte tecnica del processo, perche' per me e` indifferente cominciare con i testimoni o in altra maniera, credo che nell'interesse del processo sia importante cominciare con la parte tecnica, quindi con la parte medica, parte impiantistica etc., per questo l'indicazione che volevo dare, quando dovra` cominciare l'istruttoria dibattimentale, di fare venire tutti i consulenti medici. Io li faccio venire tutti insieme, quindi si comincia e quando si finisce si finisce

 

Avvocato Alessandri: signor Pubblico Ministero, lei sa benissimo che non li potra` sentire tutti nella stessa udienza

 

Pubblico Ministero: ma io li faccio venire tutti

Avvocato Alessandri: e si sono occupati tutti di fattori, di questioni, di persone, di fasi dell'accertamento diverse, ci indichi per cortesia l'ordine con il quale vorra` sentirli

 

Pubblico Ministero: non lo so, glielo dico perche', li faccio venire tutti, bisogna fare anche un incontro, siccome vengono da Roma, da Milano, da Firenze etc., non li faccio venire..

 

Avvocato Alessandri: anche i nostri

 

Presidente: no, pero`, sentite, io non vorrei fare venire la gente molte volte, adesso, sinceramente, proprio perche' vengono da Roma, da Milano e da altri paesi, io direi cerchiamo di essere realisti, nella giornata del 5, che e` un prossimo venerdi`, non credo, se soprattutto inizieremo l'audizione di costoro dal mezzogiorno in poi, avremo a disposizione circa un 5-6 ore; lei veda di individuare chi puo` essere sentito in 5-6 ore, tenuto conto che non solo ci sara` il suo esame, ma poi c'e` il controesame delle..

 

Pubblico Ministero: Presidente, se mi permette, questa e` competenza esclusiva del Pubblico Ministero, decide il Pubblico Ministero

 

Presidente: insomma, per carita`, guardi, io ho capito che decide il Pubblico Ministero chi chiamare, ma poi, voglio dire, chi sentire lo decidera` il Tribunale, ma era proprio per questo, per cercare di dare adeguatezza alle chiamate rispetto alle persone che verranno sentite, perche' questa poi mi pare la logica, e` inutile chiamare tante persone per sentirne solamente tre

 

Pubblico Ministero: faro` venire i medici, quel giorno decidero` chi sentire, perche' parlero` con tutti, tutti dovranno assistere dalla prima udienza in poi, i medici, ho gia` mandato i fax, ho gia` indicato tre giorni i consulenti medici e devono venire tutti quanti quei tre giorni

 

Presidente: avete sentito? Questo e` quanto

 

AVVOCATO LANZI

 

Avvocato Lanzi: difensore di Cefis. Io manifesto un disagio, se il Collegio e il Presidente consentono, perche' noi stiamo parlando di sentire delle persone prima ancora che siano state ammesse. I difensori, questo difensore e credo anche i colleghi potremmo anche obiettare rispetto a certe ammissioni chieste dalle controparti, l'audizione di consulenti tecnici del Pubblico Ministero puo` avvenire, questo era in pectore una prospettiva che io mi riproponevo ed anche altri colleghi della difesa, potrebbe avvenire gia` in un contraddittorio tra tutti i tecnici, quindi se il Pubblico Ministero vuole sentire tutti i tecnici, sarebbe, io penso,utile che anche i consulenti tecnici delle parti private possano sentire per fare un contraddittorio utile a tutte le parti, come spesso si fa in processi cosi` tecnici e delicati. O non lo sappiamo, come mi sembra che a questo punto siamo arrivati ad un punto morto nel quale non si sa che cosa faremo, oppure si dovra` ipotizzare, come era prima,che il Pubblico Ministero porti i suoi consulenti tecnici, anche questi difensori devono fare un programma, un calendario, ripeto, prima di sapere poi esattamente cosa e` stato ammesso e cosa no. A questo punto io manifesto questo disagio e chiederei che, nella prospettiva in cui il Tribunale sovranamente ritiene che ci sara` l'inizio dell'istruzione dibattimentale vera e propria, pero` espressamente ci si dica quali prove verranno cominciate ad essere assunte, anche per preparare un controesame, che, essendo un nostro diritto, noi non possiamo venire al buio

 

Presidente: scusi Avvocato, adesso io credo che per quanto riguarda il problema dell'ammissione dei consulenti che problemi si possono porre al Tribunale? Il Tribunale non puo` che ammettere i consulente, non credo che possa escludere i consulenti delle parti. Quindi, se mi si dice che si comincia con i consulenti, io sinceramente non posso che prenderne atto, perche' il Codice prevede semplicemente che ovviamente prima vengano introdotte le prove dal Pubblico Ministero e poi via via dalle altri parti fino.. allora, io semmai posso intervenire solamente per cercare di organizzare il dibattimento, e credo di averne anche la potesta`,perche' il Pubblico Ministero forse dimentica l'Art. 145 delle disposizioni di attuazione al secondo comma, dove per l'appunto si dice che se il dibattimento deve protrarsi per piu` giorni, il Presidente, sentito il Pubblico Ministero e difensori, puo` stabilire il giorno in cui ciascuna persona deve comparire. Ora, a me pare davvero che ci sia ragionevolezza in chi sostiene che se si vuole cominciare dai consulenti tecnici sarebbe anche bene in questo caso che, salvo il Pubblico Ministero di farli venire tutti lo stesso giorno o tutti gli stessi giorni, perche' siano compresenti ed uno integri l'altro, anche le altre parti possano far presenziare all'audizione dei consulenti del Pubblico Ministero i propri consulenti. Ma,voglio dire, questo e` senz'altro un diritto che vi spetta. Poi se ritenete di sentire nel contraddittorio i consulenti, i consulenti, cioe` a dire che, allora, dopo vere sentito quelli del Pubblico Ministero, si dovessero sentire, per esempio, quelli della difesa, li` ci vuole un accordo, ci vuole un accordo tra le parti, perche' li` c'e` veramente l'inversione. Peraltro la difesa e i difensori dei responsabili civili,attraverso la presenza dei loro consulenti, possono controesaminare i consulenti del Pubblico Ministero e delle parti civili, attraverso la presenza, quindi utilizzando la presenza tecnica dei vostri consulenti. Io che cosa vi posso dire? Questo, credo che..

 

Avvocato Lanzi: vengono i consulenti, che sia chiaro questo

 

Presidente: vengono i consulenti medico-legali del Pubblico Ministero fin dalla prima prossima udienza

 

AVVOCATO BACCAREDDA BOY

 

Avvocato Baccaredda Boy: io ritengo comunque di dovere e potere manifestare una situazione di disagio proprio perche' vengono sentiti i consulenti, i consulenti in materia medica evidentemente riferiranno anche di deposizioni istruttorie riferite a delle persone malate che loro stessi hanno letto e cosi` hanno interpretato un nesso causale. Noi stiamo facendo un dibattimento in cui i testimoni dovranno evidentemente fare le dichiarazioni davanti a questo Tribunale. Noi utilizziamo invece la materia istruttoria, la interpretiamo anticipando il testimoniale

Presidente: no, questo no, non succedera` cosi`, noi i consulenti li sentiamo sulle valutazioni medico-legali, che poi possano riferirsi anche alla storia medico lavorativa del.. all'anamnesi quindi del soggetto che hanno visitato, questo e` un altro paio di maniche, ma cio` che diranno.. sara` utilizzabile di cio` che diranno i consulenti solamente le loro valutazioni. Poi eventualmente saranno le testimonianze che ci porteranno alle anamnesi per l'appunto lavorative e la documentazione medica a cui faranno riferimento i consulenti ci potranno dare eventualmente la prova..

 

Avvocato Baccaredda Boy: scusi, Presidente, anche le dichiarazioni testimoniali quindi, pero`

 

Presidente: certo, avverranno dopo le deposizioni testimoniali

 

Avvocato Baccaredda Boy: pero` ci sono delle dichiarazioni anche istruttorie evidentemente di parti che hanno chiesto l'esame, parti offese che hanno chiesto l'esame, si fara` riferimento a quella istruttoria in questa prima fase

 

Presidente: certo, anche, certamente

 

Avvocato Baccaredda Boy: allora i nostri consulenti, concludendo, dovranno essere presenti tutti alla prossima udienza eventualmente

 

Presidente: l'avete chiesto ed io ho detto di si`, certamente..

 

Avvocato Baccaredda Boy: come facciamo a sapere se vengono ammessi o no? E` questo il punto

 

Presidente: scusate, ma adesso io non lo so, voi conoscete un processo dove il Tribunale ha potuto escludere dei consulenti? Ma sulla base di quali motivazioni noi potremmo, adesso io non riesco a prefigurarmi, se lei riesce a farmi un'obiezione in questo senso me la faccia, davvero, insomma, non facciamo delle ipotesi astratte, cerchiamo di.. questi erano degli interventi che tendevano a dare una certa organizzazione all'udienza. Io non posso disporre dell'ordine delle prove, tanto per intenderci, se il Pubblico Ministero mi chiede che vuole iniziare con i consulenti inizia con i consulenti, non e` che io possa imporgli di iniziare con i testimoni, scusatemi, almeno questo e`, mi pare, il mio ruolo, non posso esorbitare; posso semplicemente dire al Pubblico Ministero "eventualmente chiami quei consulenti che e` possibile sentire in quei giorni", punto e basta

 

RINVIO AL 5 GIUGNO 1998

 

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