UDIENZA 30 NOVEMBRE DEL 1999

 

Collegio:

Dr. Salvarani Presidente

Dr. Manduzio Giudice a latere

Dr. Liguori Giudice a latere

 

PROC.  A CARICO DI - CEFIS EUGENIO + ALTRI -

 

Presidente: procedo all'appello. Allora, riprendiamo l'udienza con l'audizione dei consulenti del Pubblico Ministero.

 

Pubblico Ministero: c'era il professor Foraboschi che doveva terminare il controesame.

 

Presidente: è vero. Allora, se il professor Foraboschi vuole.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTE 

DR. FORABOSCHI FRANCO

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Prima di iniziare con delle nuove domande c’erano forse delle riserve che il professor Foraboschi doveva sciogliere.

RISPOSTA - Sì, se il Presidente consente comincerei da quelle e cominciamo dalla parte del discorso no peak; ho esaminato la situazione e confermo che no peak sta a significare che l'integratore non trova un picco rispetto al quale fare l'area o misurare l'altezza, e quindi in definitiva non c'è, al cromatografo, rilevazione di CVM. Se permette, proietto ora un lucido. Il problema era, ecco, quindi sul manuale dell'integratore c'è warning no peak, when no peak exists, cioè quando nessun picco esiste... ecco, il messaggio viene riportato direttamente dall'integratore, cioè l'integratore ha tutta una serie di messaggi che fa stampare indipendentemente dal tipo di applicazione per il quale l'integratore viene usato, e quindi sono indipendenti dal programma in Basic che invece riguarda l'applicazione. Ecco, uno dei messaggi che l'integratore fa stampare senza passare attraverso il programma Basic è appunto il warning no peak, quindi aveva ragione il professor Nardelli quando diceva: "Non vedo nessuna istruzione di stampare warning no peak", perché non è un'istruzione del programma Basic per l'applicazione particolare, è un'istruzione di carattere generale che in ogni caso viene comandata dall'integratore indipendentemente dall'applicazione. Poi, sempre sul manuale è detto che questo messaggio viene indicato con una variabile Basic Caller uguale a 1, ecco se si va poi sul Basic si trova che l’istruzione 440 sia per CV22 sia per il CV24 cioè programmi applicativi sia per l'uno che per l'altro, dove è detto che se Caller è uguale a 1, cioè se c'è la segnalazione warning no peak, allora poni B uguale a 0, ecco porre B uguale a 0 vuole dire: "Poni il valore della concentrazione di CVM uguale a 0". Quindi come io avevo già detto nei casi in cui non c'è il picco, la concentrazione è zero e viene trattata quindi come zero, l’istruzione del programma Basic ancora una volta non era leggibile se non attraverso il manuale che mi dice che Caller uguale a 1 sta per warning no peak, quindi una lettura senza appunto questa informazione del manuale non consentiva di valutare cosa era questa istruzione. Ecco, quest'istruzione dice: "Se trovi che il picco non è stato rilevato e quindi che non c'è CVM metti il valore 0 nel fare le medie", questa è una delle cose che avevamo lasciato in sospeso, quindi ripeto, era giusto che non c'era un print perché l'ordine veniva direttamente dal cromatografo e non dal programma Basic. A proposito dei programmi in Basic io ho cercato di fare, di capire quali sono i programmi Basic e quando sono stati adoperati così come, ad un certo momento, il signor Pubblico Ministero aveva chiesto. Io sono arrivato a delle conclusioni che derivano però da informazioni ricevute, ecco, non ho una documentazione, non sono riuscito a trovare negli archivi, nel materiale a suo tempo sequestrato, informazioni precise. Ma il primo, la prima applicazione dello Shimadzu è stata nel CV22 nel 1988. Ecco, a quel momento si partì da un programma in Basic fornito dalla Shimadzu stessa, il tecnico della Shimadzu che curava la messa a punto, l'installazione e la messa a punto dell'apparecchio già lui individuò una serie di difetti in questo programma originale, per cui furono fatte varie modifiche finché si arrivò ad un programma - sempre nell'88 - che sostanzialmente è rimasto lo stesso anche se si trovano versioni diverse, ma per esempio io ho visto una versione diversa, non ricordo se era del '94 o del '95, la diversità stava nel fatto che era cambiata la sigla del reparto che si occupava del cromatografo e quindi, ad un certo momento, nella intestazione iniziale era stata modificata questa sigla. Per cui per le informazioni che ho raccolto io, dopo questa fase iniziale in cui furono provati, furono apportate varie modifiche progressivamente, sostanzialmente il programma è rimasto lo stesso, quello del CV22 poi è stato adottato per il CV24 facendo dei cambiamenti perché nel CV22 le correnti di CVM sono 7, il cromatografo ha sempre dieci linee, ma solo 7 sono dedicate al CVM, quindi il programma era impostato per 7 correnti, nel CV24 le correnti sono 10 e quindi furono apportare le modifiche per queste 10 correnti. Questo è quanto io sono riuscito ad accertare, a sapere, accertare è una parola troppo forte perché non ho documenti su cui supportare queste cose. Ecco, altro problema che era stato posto...

DOMANDA - Ecco, scusi, in conclusione su questo punto dice che c'è un programma, le hanno detto che c'è questo programma dall'88, soltanto per un reparto. In precedenza non c'era nessun programma?

RISPOSTA - C'era, come lei aveva accennato, mi sembra, signor Pubblico Ministero, un IBM, cioè i dati andavano su un IBM e questo IBM elaborava questi dati, però non sono riuscito ad avere altro che l'informazione che c'era questo IBM che elaborava i dati. Ecco, l'altro discorso sempre a proposito del cromatografo, dei cromatografi, che è stato fatto è quello del terzo selettore. E’ esatto, ad un certo momento è stato acquistato un terzo selettore; ecco, quello che anche qui io sono riuscito a sapere, dalle informazioni raccolte è questo: ad un certo momento - ed è stato detto più volte qui - è stato dedicato un cromatografo al momento, diciamo, per le sonde che si mettevano nelle autoclavi quando si faceva la bonifica delle autoclavi. Questo cromatografo, che come collocazione è accanto al cromatografo che misura la concentrazione ambientale del CVM, in qualche fotografia che è stata proiettata si vedeva un pezzo almeno di un altro strumento, è l'altro cromatografo. Siccome le linee, le autoclavi erano 12 allora fu aggiunto un terzo selettore per poter avere una linea su ogni sonda di autoclave. Il sistema ha funzionato poco e malamente, cioè questo terzo selettore ha dato dei problemi. Ma siccome quando poi è stato messo in funzione, sostanzialmente è coinciso poi con il momento in cui non si faceva più una frequente pulizia dell'autoclave e diventava sempre più rara la pulizia, ad un certo momento questo cromatografo non è stato più dedicato alla pulizia delle autoclavi. In questo momento questo cromatografo serve l'area dove ci sono due autoclavi nuove che sono state installate successivamente, autoclavi più grandi che hanno portato a 14 le autoclavi del reparto. Quindi per quanto a me risulta è vero che è stato acquistato un terzo selettore, è vero anche che è stato installato, sono cose fatte internamente, per quanto mi è stato detto, riguardavano la possibilità di avere le 12 linee delle sonde relative alla pulizia degli autoclavi. Per quanto riguarda...

DOMANDA - Su questo punto volevo chiedere: materialmente chi le ha riferito questa notizia?

RISPOSTA - Varie persone all'interno, in particolare, per esempio, il signor Perin, quello che da tempo segue queste cose.

DOMANDA - Che è di Enichem?

RISPOSTA - Sì, tuttora è Enichem, sì.

DOMANDA - Ecco, sull'uso concreto e specifico di questo terzo selettore le ha dato delle notizie particolari?

RISPOSTA - Sì, mi ha detto che appunto quel cromatografo, come il terzo selettore, ha dato dei problemi per cui è durato abbastanza poco e successivamente il cromatografo addirittura è stato usato per cose diverse, ma ripeto, la cosa coincideva con il fatto che non c'era più una frequente pulizia delle autoclavi e quindi il problema di mettere la sonda nell'autoclave non era così frequente dal rendere importante l'avere separato la misura all'interno dell'autoclave dalla misura dell'ambiente, perché chiaramente quando veniva utilizzata una sonda ambientale, insomma una delle linee ambientali per una sonda da mettere nell'autoclave, a quel punto c'era quel passaggio da automatico a manuale di cui abbiamo parlato più volte, quindi si metteva in manuale su quella linea e da un certo momento in poi questa linea escludeva anche l'integratore in maniera da non mandare i dati di concentrazione ambientale da integrare ai fini di vedere quale era la concentrazione nell'ambiente, la misura all'interno dell'autoclave, che peraltro poi spesso, anzi da un certo momento in poi era una misura bassissima perché appunto l'autoclave veniva bonificata prima dell'apertura, ma non era comunque una misura di concentrazione ambientale. Allora, quando queste operazioni erano frequenti era importante anche, o utile, avere un cromatografo dedicato per questo, da un certo momento in poi la cosa non ha avuto più importanza. E... scusi un secondo... qui da un appunto che mi sono preso, la modifica ha avuto scarso successo, il gascromatografo è stato utilizzato in manuale per un certo periodo di tempo, dopodiché addirittura ad un certo momento è stato passato ad altre utilizzazioni e poi dal 1995, su richiesta dell'esercizio, è stato, no dal 20/12/96 è stato modificato per eseguire le analisi del CVM nella zona delle nuove autoclavi.

DOMANDA - Quindi questo terzo selettore in pratica è rimasto lì fino a che arco temporale, dalla sua costruzione fino a quando comunque?

RISPOSTA - Io penso che sia rimasto lì, io non l'ho accertato, ma può darsi ci sia ancora, ma ora praticamente viene utilizzata una sola linea, quindi in questo momento il cromatografo funziona bloccato, cioè non funziona in automatico, funziona bloccato sulla linea che ha le campanelle, ora non ricordo se una o due linee che hanno le campanelle nella zona... no, una linea che ha la campanelle nella zona delle due nuove autoclavi.

DOMANDA - Comunque è ancora lì?

RISPOSTA - Io credo sia ancora lì.

DOMANDA - E comunque fino all'ottobre del '97...

RISPOSTA - Non l'ho accertato, però dovrebbe essere ancora lì perché non credo siano andati a smontarlo e, ripeto, su un cromatografo che non era quello dell'area ambiente, ma era quello, sono delle sonde per le autoclavi. Questo come ulteriore elemento che ho potuto esaminare. Il posto non riconosciuto, dall'analisi effettuata, è quello che abbiamo detto cioè il valore della linea che ha indicato con la variabile A nel programma, il valore che viene ricavato in base alla tensione elettrica che dal selettore di linea arriva all'integratore, questa tensione porta ad un valore che, o è inferiore a 1 o è superiore a 10, mi dicevano e credo che sia molto probabile che le situazioni sono poi che è minore di 1, cioè non arriva segnale, c'è un'istruzione che mi dice il numero intero di un rapporto in cui c'è il segnale A più 35.000 diviso 100.000; se non arriva segnale 35.000 diviso 100.000 è un numero minore di 1, siccome la variabile intero prende il numero intero approssimato per difetto, in questo caso prende zero. Di fronte ad uno zero l'istruzione: "Scrivi posto non riconosciuto". Quindi, in definitiva, l'ipotesi che si fa, ma che è quella concreta che appunto ci sia un difetto di contatto elettrico e arriva quindi un valore basso di voltaggio che non porta a valori di questa grandezza di cui si deve prendere il numero intero superiore a 1. L'istruzione peraltro prevede anche che arrivi un segnale troppo alto per cui alla fine si va sopra a 10, e siccome le linee sono da 1 a 10 sono istruzioni che bloccherebbero, se non ci fosse questa istruzione di cautela si bloccherebbe praticamente il programma, naturalmente si poteva fare anche in altra maniera, ma questa è la maniera che è stata scelta di scrivere, cioè di scrivere "posto non riconosciuto". Effettivamente che i contatti elettrici possano avere dei difetti è riscontrato in pratica, perché si tratta di contatti striscianti e quindi che possono ad un certo momento dare cattivi contatti, quindi questo è il discorso del posto non riconosciuto. Nella elaborazione dei dati, posto non riconosciuto viene considerata come assenza della misura, quindi nel conteggio finale delle misure viene detto che quella misura non c'è, perché anche se sul registratore un numero c'è, l'integratore non è in grado di attribuirlo ad una certa corrente. A difetti di questo tipo possono risalire anche valori della posizione errati nelle sequenze automatiche, cioè arriva un segnale che non è molto basso e quindi porta ugualmente ad un numero compreso tra 1 e 10 ecco, però se la tensione è più bassa di quella che corrisponde alla posizione, il numero che viene fuori da quest'operazione è più basso del numero che doveva venire fuori, per cui una serie di quelle segnalazioni di non rispondenza della sequenza, soprattutto nel caso in cui il numero è ripetuto o anche un numero diverso, è ancora attribuibile ad un intervento, diciamo ad un segnale di tensione difettoso che è arrivato dal selettore. Naturalmente è anche possibile in certi casi invece, dove la linea è ripetuta, che sia stata bloccata la linea con il passaggio da manuale ad automatico. Per quanto riguarda warning no peak, ecco, a questo punto passerei, se il Presidente me lo consente, al discorso di un esame nel complesso dei dati e devo subito dire che si tratta di un lavoro molto grosso che abbiamo avviato, ma sul quale non sono in grado oggi di dare risultati definitivi perché la... sì, i tabulati... fotocopiare tutte le schede di partenza, poi predisporre i tabulati, sono insomma cose che portano via molto tempo perché poi tutto quel sistema di dati, evidentemente, che sono stati inseriti, devono poi essere verificati. Quindi io posso cominciare a dare qualche informazione sui primi risultati e per esempio, per quanto riguarda il confronto tra i dati di concentrazione che sono stati registrati dall'operatore in occasione di tutte le annotazioni sul registro, quindi quando c'erano fatti anomali per i quali l'operatore ha ritenuto di fare una registrazione sul registro, e confrontare quindi questi dati registrati a mano sul registro con i dati per l'ora corrispondente sui tabulati, anche questo è un lavoro che richiede del tempo, non tanto quanto l'altro confronto globale, ma io, per esempio, ho verificato, in linea di massima, perché devo fare ulteriori verifiche sui tempi, ma insomma, in linea di massima ho verificato il 1992. Nel 1991 il professor Nardelli, signor Pubblico Ministero, diceva appunto che sono stati rilevati un 40% di casi in cui c'è una differenza superiore al 10% tra i due dati. Ho fatto appunto la stessa verifica per il '92 e salvo aggiustamenti che derivano da tutta una serie di elementi che devo verificare sulle ore, siamo sul 9%. Ecco, la cosa devo dire che non mi meraviglia, perché forse ricorderanno che io ho segnalato come fino al novembre del '91 era stato segnalato che nel confronto tra dati dello Shimadzu e dati del cromatografo c'erano delle differenze e che solo nel novembre '91 è stato detto, a questo punto, abbiamo messo a posto, c'è una coincidenza tra i due e quindi possiamo ritenere di operare. Quindi io non ho fatto una verifica del '91, ma do per scontato, si tratta di confrontare dei numeri, che quindi quel confronto porti a quel 40% che il signor Pubblico Ministero ci ha detto. Penso che corrisponda al fatto che si era ancora in questa fase di aggiustaggio, il '92 conforterebbe questa cosa, però non mi basta un anno, vedrò anche gli anni successivi se è così. Ceco dice: "Ma perché c'è questo 10% di differenza, 9% per quanto riguarda quello che al momento io ho sui dati del '92?". Ricordiamoci che il valore registrato dall'addetto è: "Guarda il picco su un registratore e poi scrivi il numero", certo, se il picco è a 25, al massimo, non ha dubbio sul numero che deve mettere, ma quando è in una posizione intermedia non è che la lettura sia così precisa. Io cercherò, operazione non semplice perché i rotoli di dati registrati sono tantissimi e pescare quelli giusti è abbastanza un'avventura, ma cercherò di fare, almeno a campione, un confronto tra il valore che effettivamente c'è sul registratore e il valore che è stato scritto dall'operatore, perché l'esperienza mi dice che in queste scritture di dati c'è sempre un certo margine di errore. Ora poi, non so, quando mi vedo scrivere un 5,36 da lettura del registratore mi vengono dei dubbi che ci sia anche un po' di immaginazione, ecco, perché non so come si fa a leggere un 5,36 a meno di non prendere la carta e andare con il righello. Quindi il fatto che ci possa essere una certa differenza non mi meraviglia, perché ripeto, non sono i dati del registratore, sono i dati del registratore letti e trascritti dall'operatore. Certo, quando da un lato trovo 25 e dall'altro trovo 2 è chiaro che per quanto sia una differenza c'è, ma non c'è dubbio che i due strumenti hanno un arrivo uguale, ma poi un'elaborazione diversa e il momento in cui questa elaborazione possa avere dei difetti c'è da aspettarselo.

DOMANDA - Allora su questo punto il suo discorso ci consente di dire che fino al '91, visto che questo intervento è del novembre '91, fino al '91 in pratica le discordanze erano piuttosto consistenti, non inferiori al 40%, ecco?

RISPOSTA - Io, diciamo, prendo atto del numero che lei ha dato e ritengo che non possa essere altro che corretto.

DOMANDA - Mentre negli anni successivi lei dice, fa riferimento a questo 9 - 10% solo per il '92 o anche per gli anni...

RISPOSTA - No, ho fatto solo una verifica per il '92, perché insomma... come il professor Nardelli le potrà dire, di tempo ne va in queste cose. E quindi per quanto abbia messo in... anche altre persone le dirò che io quando le dicevo: "Voglio fare delle verifiche personali" è perché i numeri che sono qui io ancora personalmente non li ho verificati.

DOMANDA - Era sufficiente questa indicazione di ordine temporale fino al '91 con queste discordanze...

RISPOSTA - Un ultimo elemento... questo vale per il CV24, perché per il CV22 le cose sono state messe a posto nell'88, cioè lo Shimadzu nel CV22 è stato installato molto prima, nel CV24 invece appunto la fase di messa a punto è del '91. Ultimo dato, rilevare tutte, dai tabulati dell'integratore, cioè dello Shimadzu tutti i dati, tutte le annotazioni, tutto quello. Va bene, lo stiamo facendo. Un primo elemento, per esempio, nel '91, per la verità non è un dato completo perché non siamo riusciti a trovare alcuni mesi del '91, un paio di mesi del '91 per quanto riguarda il CV22, saranno imbucati in una parte diversa, ma diciamo che per 10 mesi del '91 per il CV22 le osservazioni che danno un risultato sono oltre il 97% delle osservazioni possibili, quindi solo il 3% delle osservazioni possibili, tenendo presente appunto che nel CV22 ci sono 7 linee, però 7 linee dedicate al CVM, ma il selettore è ancora di 10 linee, quindi ogni linea fa tre osservazioni per ora. Per quanto riguarda il CV24 ho invece un tabulato con più dati e riguarda quindi un paio d'anni, grosso modo '91-'92, la percentuale delle osservazioni che hanno dato un risultato è sul 92-93%. Per valutare numeri di questo genere si possono fare varie considerazioni, io ne facevo una con riferimento alla normativa italiana riguardo alla misura continua della concentrazione di inquinanti nelle emissioni atmosferiche, è una normativa del '95 che detta appunto le caratteristiche tecniche della misurazione di queste concentrazioni. In queste norme tecniche si dice che, per quanto riguarda le medie giornaliere, bisogna che i dati disponibili siano oltre il 70% di quelli possibili, cioè del numero di misure possibili in relazione alla scansione che viene fatta per poter parlare di media giornaliera bisogna che siano disponibili più del 70%. Per quanto riguarda invece le medie a lungo tempo, basate quindi sulle medie giornaliere, la normativa dice che occorrono più dell'80% delle misure, cioè valori effettivi misurati in rapporto a quelli che era possibile misurare se in ogni momento lo strumento avesse fatto il suo dovere. Ecco, sulle emissioni la legge italiana richiede questo, più del 70% per poter fare una media giornaliera, più dell'80% per potere fare una media a lungo termine. A confronto di questo allora il 92 e il 97% del CV22, e 92-93 per il CV24 sarebbero ampiamente soddisfatte le condizioni. Però anche questi sono dati in itinere. Una cosa ultima che osservo, sulla base di questa registrazione, è che i no peak sono molto più frequenti nel CV22 che non nel CV24, e questo da un punto di vista della natura degli impianti mi convince, perché il CV22 è un impianto continuo, sempre chiuso, se non ci sono inconvenienti i rilasci di CVM devono essere proprio molto ridotti, che quindi ci siano momenti anche lunghi in cui non c'è CVM sta nelle cose che uno può aspettarsi da un impianto continuo. Ecco, nel CV24 l'impianto non è continuo, ci sono le aperture delle autoclavi, certo che vengono fatte in condizioni di essere tranquilli che nell'autoclave sia fatta la bonifica, ma comunque ci sono molti più momenti in cui è possibile che del CVM sia presente nell'ambiente e che quindi sia molto più rara la situazione in cui il cromatografo non trova nemmeno un picco. Ecco, questo a conforto diciamo della situazione riscontrata. Le percentuali per altro, sia dei no peak che del posto riconosciuto non sono altissime, mentre invece si nota che c'è stato qualche momento in cui invece la situazione era una situazione anomala. Un periodo di questo tipo è nell'agosto direi del '91... ecco sì, periodo agosto '91, direi CV24 in cui si notano molti momenti in cui c'era segnalazione di no peak e anche però segnalazione del posto non identificato. Ed effettivamente qualcuno ricorda che in quel periodo ci furono due momenti in cui dovettero intervenire soprattutto sul selettore. Il selettore è indubbiamente un organo delicato, il selettore di linea, perché come tutti gli organi in movimento evidentemente ha un'usura che gli organi fermi non hanno, poi ha dei momenti di richiamo per lo spostamento, poi questi contatti elettrici striscianti per cui effettivamente in qualche punto - e l'agosto '91 è uno di questi - le segnalazioni corrispondono, però, effettivamente ad una condizione di funzionamento difettoso. Naturalmente quando si verificavano queste situazioni rientrava nelle procedure l'effettuare frequenti misure di carattere manuale.

DOMANDA - A quest'ultimo proposto le risultano, per i periodi che lei ha verificato, dei fuori servizio dei gascromatografi, quindi nessuna rilevazione di dati e comunque questi periodi lunghi anche per un mese, in alcune occasioni, andavano comunque a fare le medie, come zero, ovviamente?

RISPOSTA - No, perché a meno che non sia il discorso del no peak la situazione posto non riconosciuto non va in media. Il posto non riconosciuto ha un'osservazione che non esiste, è una di quelle cose che ci portano a dire che, non so, il 97% solo delle misure esistono, ecco perché queste situazioni non danno zero, ma proprio non è conteggiata la misura.

DOMANDA - Dopo vediamo di recuperare un mese in questo senso invece. Le volevo fare alcune domande sul TWA e TLV che però a questo punto preferisco che venga fatto con la memoria, nel momento in cui verrà depositata la sua relazione, e fare invece una serie di domande più specifiche. Volevo cominciare dal riferimento alle concentrazioni di CVM nel PVC. Una prima questione riguardava la questione della tossicità, pericolosità del PVC: se le risulta che siano stati fatti studi in azienda a questo proposito, in che epoche e con quali risultati?

RISPOSTA - No, non è un argomento del quale io mi sono occupato perché ci sono i consulenti medici e questo era uno degli argomenti...

DOMANDA - Ma io non parlo dei medici, c'è un documento che è già stato depositato e che è agli atti, ed è in pratica uno studio pubblicato come articolo su una rivista belga del 1968 in cui dei dipendenti, dei dirigenti di società Montecatini Edison, divisione Petrolchimica, presentano nel maggio del '67 uno studio sulla tossicità, sullo studio che hanno fatto come tecnici, non come medici, su campioni di PVC prodotti dall'azienda a Porto Marghera e quindi indicandone le pericolosità, tra l'altro uno studio che è già contestato al professor Pasquon, volevo chiedere se era a conoscenza di studi di questo tipo da parte di tecnici o no. E le dico i nomi anche: sono Maiori, Farisan, Orismondo, dell'Università di Padova?

RISPOSTA - No, io credo di aver precisato che come mio atteggiamento, riguardo a questi problemi, cerco sempre di riferirmi non agli studi che io non sono in grado di giudicare, perché fuori dal mio campo di competenza, ma agli standard qualificati, appunto OSHA, ACGH, ecco, perché io ritengo, per quanto mi riguarda, che una comunicazione, l'interfaccia diciamo con il settore tossicologico-medico, io non possa, per quanto riguarda il sottoscritto dico, collocarla nella lettura di pubblicazioni specialistiche in un campo che non è il mio, ma piuttosto invece nei risultati che da questi studi vengono presi da associazioni qualificate. Quindi, in coerenza con questo le dico che non ho avuto occasione proprio di occuparmi di quell'articolo.

DOMANDA - Allora, nel verbale d'udienza del 12 ottobre '99, a proposito del CVM residuo nel PVC lei dice che rispettava i limiti di legge. Quando è stato sentito il professor Pasquon, il 5 ottobre, diceva che il CVM residuo nella resina doveva essere inferiore a 10 parti per milioni, mentre quando è stato sentito lei il 13 ottobre, aveva detto: "Nell'81 si rispettava il limite di 200 PPM in massa previsto dall'EPA, e come contenuto massimo di CVM del lattice dopo la fase di strippaggio". Allora, le volevo chiedere, secondo lei, quali erano le concentrazioni di CVM nella resina attorno al '74-'75, se questi 10 PPM di cui parlava Pasquon facevano riferimento solo alla resina prodotta dal CV6 o anche a quella prodotta dagli altri reparti?

RISPOSTA - Come mi sembra del resto precisò anche il professor Pasquon appunto, sono due limiti diversi: uno è nel lattice, uno è nel prodotto finito quindi erano numeri che si riferivano a cose diverse. Io in questo momento sono in grado di dirle tutta una serie di misure del contenuto di CVM residuo nel PVC negli anni che interessano Enichem, e quindi io ho della roba dell'89, per la verità ho anche della roba dell'86 e su questo ho proiettato anche, ho anche un lucido che posso proiettare. Non mi sembra di avere invece con me dati relativi al periodo a cui lei faceva riferimento.

DOMANDA - Perché parlava lei dell'81.

RISPOSTA - No, qui dico come dati nuovi. Per quanto riguarda invece il periodo, per esempio '78, io nella mia relazione, e mi sembra di averlo citato anche qui, citavo il manuale operativo del CV6 del '78 che sarà allegato alla mia relazione ecco, nel manuale operativo c'erano le specifiche dei prodotti finiti per il Sicron Past 70, SV, il massimo era 1 PPM, lo stesso per altri tipi di Sicron, poi c'era il Sicron Past 700 che in un documento datato '75 risulta un massimo di 10 PPM, poi Sicron Past 730, un documento questo invece datato '79, risulta un massimo di 5 PPM. Ecco, io nella mia relazione ho riportato questi dati e presumibilmente, ora non ricordo, ma li ho anche citati qui. Oggi invece io mi ero documentato, ovviamente sapendo di dovere affrontare un controesame, ho cercato di preparare cose che potevano essere oggetto di domanda. Allora, per esempio, io nell'89, andando ancora alle specifiche, abbiamo appunto specifiche per il tipo 1 entro un 1 PPM, per il tipo 2 entro 3 PPM e lo stesso nell'86 si avevano specifiche tra 1 a 3 PPM, c'era solo il Vipla a 730 per il quale il tipo H dava un massimo di 5 PPM. Mi sembra anche... queste sono le specifiche a cui dovevano rispondere i prodotti.

DOMANDA - Comunque nel periodo precedente al 1980...

RISPOSTA - Ho questi dati di manuale, ho dei documenti che le ho appena letto e che, appunto ripeto, davano 1 PPM per tutta una serie di Sicron e davano 10 PPM per il Sicron Past 700, e 5 PPM per il Sicron Past 730. Sono dati che vanno dal '75 che è quello del 10 PPM, al '78 che è quello appunto del manuale operativo del CV6, al '79 che è questo del 5 PPM per il Sicron 700.

DOMANDA - Quindi parte dal '75?

RISPOSTA - Dal '75 per quanto riguarda le 10 PPM.

DOMANDA - Perché quello a fine '74 volevo chiedere, c'è un documento che è ottobre '74, verbale di riunione tenutasi a Brindisi, che fa riferimento appunto alla presenza di CVM per il PVC: "Mentre invece per la fine di dicembre di quest'anno dovrà essere raggiunto l'obiettivo di un contenuto di CVM inferiore ai 200 PPM". Questa riunione fa riferimento alla necessità che ovviamente è sorta a livello internazionale, di eliminare ad esempio le bottiglie in PVC per quanto riguarda acqua e whisky, soprattutto a seguito degli interventi degli Stati Uniti, e questo lo ricorda anche più in generale, come richiesta della clientela sia nazionale che estera, questo documento Montedison. E poi conclude dicendo che il tasso di CVM nel Sicron 5,40 AV, che essendo resina poco porosa presenta i valori più elevati di CVM contenuto, si aggira attualmente su 2000 PPM.

RISPOSTA - Sì, io i dati che ho citato sono questi, nella mia relazione ho anche esaminato, elencandole, le normative italiane per l'alimentare che hanno avuto una evoluzione un po' lenta ecco, quelle sono riportate nella relazione.

DOMANDA - Perché tra l'altro, solo così per la comprensione di tutti ovviamente, mentre per quanto riguarda l'emulsione il contenuto di CVM risulta molto basso, però l'impianto in emulsione è solo il CV6, la sospensione è molto variabile e molto elevata, e con tutti gli altri impianti.

RISPOSTA - Sì, infatti i dati prima, erano dati del CV6.

DOMANDA - Mentre in tutti gli altri impianti siamo a livelli molto superiori.

RISPOSTA - Io per quanto riguarda invece il periodo '88-'93 ho esaminato 359 bollettini di analisi, il 92,5% dà risultati tra 0 e 1 PPM, il 6,1% dà risultati da 1 a 3 PPM, l'1,4% tra 3 e 10 PPM, in definitiva sono 4 casi che sono tra 3 e 10, poi c'è un caso in cui è 14.

DOMANDA - Quindi, per concludere su questo punto, c'è una autorizzazione, una richiesta di autorizzazione investimento, e quindi una richiesta, datata 7 maggio '76 che riguarda l'installazione di 2 colonne di strippaggio del CVM contenuto nello slurry di PVC, che ovviamente fa riferimento agli impianti in sospensione.

RISPOSTA - Impianti in sospensione.

DOMANDA - Ecco, dice: "Lo strippaggio del CVM dallo slurry di PVC permette di ottenere la riduzione del CVM contenuto nel PVC prima della centrifuga a meno di 10 PPM". Però questa è ancora una richiesta di lavori che siamo a metà '76, quindi sono dei dati scritti da Montedison che contrastano con i riferimenti ricordati da lei poco fa.

RISPOSTA - Io ho parlato del manuale operativo del CV6.

DOMANDA - Solo il CV6?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Volevo che fosse precisato questo, tutti gli altri impianti...

RISPOSTA - Questo ho detto, e poi ripeto che la mia attenzione l'ho fissata sul periodo successivo.

DOMANDA - Il 12 ottobre lei, richiamandosi al NIOSH dice che l'installazione di un'apparecchiatura di stripping con recupero del CVM che non ha reagito alla sospensione del PVC e la modifica del processo più importante e questo e un dato certo.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Volevo chiederle se ricorda a quando risale questo tipo di interventi così importanti nei vari reparti; questo sempre con il discorso che non avendo la relazione scritta non abbiamo date e quindi dobbiamo limitarci a fare queste domande.

RISPOSTA - Vediamo se riusciamo a trovarli tutti... dunque, questo è il CV24 direi, io vedo una commessa del 5/11/76 per le colonne di stripping.

DOMANDA - Come apertura, come richiesta lavori o come cosa?

RISPOSTA - Questa è come apertura direi.

DOMANDA - E chiusura?

RISPOSTA - La chiusura io qui non ce l'ho e spesso la chiusura vale i discorsi che sono stati fatti dal professor Pasquon, direttamente a volte non si riesce a trovare il documento e devo anche dire che personalmente non è che abbia fatto un grossissimo sforzo per trovare la chiusura di commesse di questo tipo perché sicuramente, per il periodo al quale poi io facevo riferimento e faccio riferimento, sicuramente erano chiuse, però la difficoltà è quella che è stata detta da tutti, dai suoi consulenti, dal professor Pasquon e lo ripeto anch'io, che spesso bisogna andare a vedere documenti indiretti che fanno vedere lo stato di avanzamento dei lavori e cose di questo genere.

DOMANDA - E allora per gli altri reparti questo tipo di interventi, in particolare CV6, CV14 e 16?

RISPOSTA - Io credo di essermi occupato solo dei reparti del CV24 che ha gestito solo Enichem e mi sembra anche... sì, solo per il CV24 che è gestito da Enichem. I reparti che non sono stati gestiti da Enichem, il professor Pasquon era stato molto dettagliato nelle sue cose.

DOMANDA - Allora, se questo intervento è l'intervento più importante, quindi significa che dovrebbe comportare i maggiori miglioramenti nell'area dei reparti?

RISPOSTA - Sì, soprattutto poi cose più stabili, perché non è che, come mi sembra di avere illustrato, non è che finché non è stato fatto lo stripping della torbida si mandava avanti una torbida contenente il CVM. Cioè dal momento in cui la pericolosità del CVM è stata dimostrata si faceva lo strippaggio in autoclave con problemi, naturalmente, sia operativi e sia anche di risultato che non era altrettanto buono ecco, ma non è che appunto si proseguisse a mandare avanti una torbida contenente in soluzione il CVM, rimando a quanto ho detto e a quanto ci sarà nella memoria, ma lo illustrai abbastanza quello che si è cominciato a fare subito per levare il CVM dalla torbida prima di scaricare l'autoclave, quindi facendo le cose in autoclave.

DOMANDA - Su questo discorso volevo che venisse proiettato un attimo il lucido sulle stime del TWA di ottobre '75. Prima di questo intervento quali potevano essere le concentrazioni medie nei reparti?

RISPOSTA - Io ho fornito una serie di dati, ancora di più ovviamente ne hanno forniti i consulenti di Montedison, su quelle che erano le concentrazioni misurate nei reparti. Ora possiamo vedere di ritrovare il lucido in cui... comunque qui vedo, per esempio dovrebbe essere una delle tante tabelle che si ricavano dai dati in archivio.

DOMANDA - Sì ecco, ma il problema è, per questo le chiedevo quali potevano essere le concentrazioni medie in reparti prima di questo intervento che è di ottobre del '75. La domanda poi principale, quella che fa sorgere appunto dei dubbi è: è possibile che cinque mesi prima della chiusura dell'intervento più importante, così come ha indicato anche lei, le concentrazioni nei reparti calano in maniera drastica proprio. Qui possiamo produrre anche un altro lucido sul CV6 e il CV14, si vedono proprio questi crolli di concentrazione, questo qualche mese prima della chiusura dell'intervento, questo non si riesce a capire.

RISPOSTA - Comunque rispondendo alla sua prima domanda io ho qui un lucido che ho proiettato già nel corso della mia relazione, nel quale per il marzo '75 la concentrazione media mensile di CVM sulla base di 1327 rilevamenti, quelli che esistono disponibili agli atti, risultava di 7,6 PPM in volume, questo come concentrazione media mensile. La distribuzione invece del TWA...

DOMANDA - Questo era a marzo '75 però?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Questo è il discorso, differenza di date e di concentrazioni.

RISPOSTA - Sì però questi, appunto, sono dati che riguardano... se guardiamo invece gli andamenti nei reparti si vede effettivamente che a partire dall'agosto '74 in avanti le concentrazioni diminuiscono e, ripeto, quanto ho cercato di illustrare nella mia relazione, cioè si è provveduto ad una serie di interventi immediati che non potevano essere considerati interventi definitivi, questo però in tutto il mondo, non solo a Marghera, che hanno prodotto risultati notevoli perché si partiva da situazioni nelle quali non avendo sostanzialmente considerato particolarmente preoccupante il problema degli effetti sulla salute del CVM i margini operativi erano notevoli, per cui si va da miglioramenti dei sistemi di ventilazione a modifiche delle sequenze di carico nelle autoclavi. Ecco, installazione di tubazione e di eiettore a getto di vapore per la bonifica delle autoclavi prima delle operazioni di pulizia. Procedura di strippaggio del CVM polimero prima dello scarico, con invio del CVM al gasometro; queste sono cose del '74, la procedura per strippare il CVM dal polimero nell'autoclave prima dello scarico è del '74. E` chiaro che erano tutti procedimenti però che richiedevano una operatività più complicata di quella che invece richiedeva poi la gestione dei sistemi di strippaggio, per cui si è provveduto successivamente a sostituire a questi sistemi, sistemi più convenienti e anche più efficaci come le colonne di strippaggio, però già nel '74, io come ho detto un momento fa e come avevo detto a suo tempo, si procedeva al strippaggio del CVM mandandolo al gasometro nell'autoclave, non si scaricava più la torbida con il CVM dentro.

DOMANDA - Ma io continuo a rilevare le contraddizioni tra quello che lei dice e i documenti di Montedison per altro, quindi documenti dell'azienda con tutto quello che significa. Un punto in particolare sulla riduzione della concentrazione di CVM nell'ambiente di lavoro: faccio riferimento a una richiesta di autorizzazione del 7 maggio '76 sullo stripping autoclave dove si dice: "Montedison avviò nel '73 un programma di investimenti sugli impianti PVC, con il quale si prefiggeva l'obiettivo di ridurre il tenore di CVM nell'ambiente di lavoro ad un massimo di 50 PPM", mentre in una sua relazione del 5 settembre '97, su quello che i consulenti del Pubblico Ministero hanno chiamato crollo di esposizione, diceva: "Verso la fine del '73 venne creata una task force di tecnici con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento nell'ambiente di lavoro a valori di TWA, a valori inferiori a 1 PPM". Allora questo obiettivo, Montedison dice 50, lei dice 1 PPM; l'obiettivo iniziale era 50 PPM o era 1 PPM?

RISPOSTA - No, nel '73 non poteva essere un PPM perché ancora nel 73 è chiaro...

DOMANDA - No, ma l'ha scritto lei?

RISPOSTA - No, io ho scritto che è costituita da una task force la quale poi ha proseguito a lavorare, e da un certo momento in poi è venuto fuori il PPM sulla base degli obiettivi che si era, cioè dei limiti che aveva posto l'OSHA. Nel '73 è stata costituita questa task force per ridurre, poi via via si è posta certi obiettivi e da un certo momento in poi l'obiettivo era quello posto dall'OSHA e mi sembra anche questo di averlo già illustrato nella mia relazione, ha proseguito per vario tempo a considerare che quello fosse l'obiettivo perché ancora non erano stati stabiliti i termini con cui invece poi si sarebbe mossa la normativa comunitaria.

DOMANDA - La questione è un attimo diversa, io le facevo rilevare una contraddizione, perché Montedison parla di obiettivo di 50 PPM, e lei parla di obiettivo di 1 PPM, non capivo da dove veniva fuori questa differenza.

RISPOSTA - Tempi diversi.

DOMANDA - No, '73 scusi, le ho detto qual era la richiesta dei lavori, questo documento Montedison dice: "Montedison avviò nel '73 un programma di investimento etc.", e lei nella relazione che è firmata con l'ingegner Messineo del 5 dicembre '97 a pagina 36 diceva: "Verso la fine del '73", quindi fa uno stesso riferimento temporale, su questo intento, solo che Montedison dice: "Ci programmiamo 50 PPM" e lei già quella volta parlava di 1 PPM, non riesco a capire.

RISPOSTA - Io ripeto che intendevo che in progress ad un certo momento l'obiettivo fu di 1 PPM, quello dei 50 PPM sappiamo tutti che il primo intervento dell'OSHA fu di portare il limite a 50 PPM, fu l'intervento all'inizio del '74 e naturalmente penso che anche, come lei leggeva, Montedison si sarà posta la stesso obiettivo. Però il lavoro finale tendeva verso l'1 PPM, tant'è che ci sono anche successivi documenti in cui si pone questo obiettivo e si parla di investimenti per raggiungere i 10 e gli investimenti per raggiungere 1, sempre però come media giornaliera, cioè sempre come TWA, quindi non come media mensile o come media sull'anno. E ripeto, era un obiettivo finale che si è posto successivamente, perché nel '73 proprio non ci sarebbe stato motivo di porsi un obiettivo di 1.

DOMANDA - Infatti non capivo perché...

RISPOSTA - Probabilmente mi sono espresso male, ma mi sembrava che proprio dalla lettura si capisse che era un discorso in progress, nel '73 è stato fatto questo gruppo che, ad un certo momento, poi aveva l'obiettivo... per lo meno ecco, così deve essere letto anche se fosse scritto in maniera non chiara, perché ripeto, non c'era alcun motivo all'inizio '73 parlare, scusi, a fine '73 parlare di un PPM perché appunto il primo limite OSHA è 50, che era un limite di emergenza, era detto in attesa di studiare tutte le cose, in pochi mesi il 50 passò a 1.

DOMANDA - Passiamo ai gascromatografi. Abbiamo visto che i gascromatografi sono stati installati nel '74 nel CV24 e nel '75 negli altri reparti di polimerizzazione, le volevo chiedere qual era il sistema di rilevazione sulle 8 ore prima dei gascromatografi.

RISPOSTA - Per quanto ne so io, le ripeto, siamo in cose in cui in questa relazione mi sono occupato marginalmente perché io punto il discorso nel periodo Enichem. Erano medie fatte con il pipettone prelevando in certi punti e per certi periodi, cioè quelle cose che ha illustrato, per esempio, il professor Bellucco, se ricordo bene. Erano ovviamente procedure che passavano attraverso un controllo manuale, ecco se vogliamo, un prelievo manuale e poi analisi del campione prelevato in diversi momenti e in diversi punti. Però, ecco...

DOMANDA - Per carità, lei ne ha parlato sinteticamente e le faccio domande altrettanto sintetiche sul punto; le volevo chiedere se quando è stato messo in opera il gascromatografo con le 10 linee, se è stata effettuata una valutazione di congruenza o discordanza con il sistema precedente, cioè quello che dava risultati su turni di 8 ore, e se le risulta anche quali sono stati i risultati?

RISPOSTA - No, non ho elementi su questo; c'è stata ora quell'analisi che...

DOMANDA - Va beh, quello che hanno fatto...

RISPOSTA - Sì, allora non ho verificato ecco, a me non risulta, non risulta nel senso che non l'ho cercato e non è tra i documenti che mi è capitato di consultare.

DOMANDA - Tra l'altro noi invece li abbiamo cercati in queste verifiche, non risulta perché non sono stati trovati, non sono stati fatti. E` stato cercato appositamente. Volevo chiedere ancora una cosa sui gascromatografi: il 22 ottobre il professor Pasquon diceva che i gascromatografi per il reparto CV24 sono entrati in funzione nel dicembre '74, mentre i consulenti del Pubblico Ministero dicevano giugno '74, lei dice giugno o dicembre '74? Le risulta questo dato o no?

RISPOSTA - Scusi un momento che dovrei avere qualcosa.

DOMANDA - Come data.

RISPOSTA - Dovrei avere qualcosa perché ho chiesto informazioni.

DOMANDA - Anche perché a noi risultano dei dati mensili, quindi a conferma di quello che dicono i consulenti del Pubblico Ministero, dal luglio '74, dalla data di una chiusura di una commessa che per altro è stata allegata dalla Difesa degli imputati.

RISPOSTA - No, io mi trovo degli appunti che non danno una risposta a questo, perché mi trovo: il gascromatografo Carlo Erba serie 900 attualmente in esercizio nel CV22 è stato acquistato probabilmente nel '74, però in quale mese del '74 non me lo trovo. No, non sono in grado di dirle se è giugno o se è fine anno.

DOMANDA - Le chiedevo se le risultava.

RISPOSTA - Non credo che, qui ce l'abbiamo anche.

DOMANDA - Passo a un'altra domanda, i diagrammi che sono stati forniti da lei, anche in precedenza e anche durante le prime consulenze davanti al G.I.P. e comunque anche adesso, questi diagrammi da voi forniti mostrano che in questi reparti CV6, 14 e 16 c'è stato un brusco calo di concentrazione di CVM a marzo '75, in corrispondenza dell'entrata in funzione dei gascromatografi. Le risulta un calo analogo anche per il CV24?

RISPOSTA - Comunque quello che io dico non è assolutamente che c'è un calo nel marzo, io faccio vedere che addirittura in mesi precedenti il calo è stato superiore di quello che si è verificato nel marzo. Cioè io ho fatto vedere degli andamenti che possiamo anche riprenderli, degli andamenti in cui se partiamo dall'agosto o settembre del '74 e andiamo verso il marzo noi vediamo dei periodi, per esempio il periodo ottobre e novembre in cui abbiamo un calo di 7,5 PPM, quando invece tra febbraio e marzo la differenza è di 7,2 PPM, trovo tra novembre e dicembre un calo di 5,5 PPM, quindi tra ottobre e dicembre vedo calare, e non c'era il cromatografo, vedo calare di 13 PPM la concentrazione.

DOMANDA - Per questi casi mi può indicare un attimo i dati numerici e da che cosa è dipeso? Da ottobre in pratica, per avere i dati...

RISPOSTA - I valori numerici sono quelli che leggiamo lì, cioè per esempio...

DOMANDA - Non si vedono materialmente.

RISPOSTA - Ah, ho capito, scusi. Comunque lì per esempio c'era stata una punta in ottobre che era salita vicino a 30, che poi è andata via via calando. Ecco, è chiaro che se io guardo il periodo dicembre-febbraio invece il calo è stato molto modesto e quindi è evidente che se poi io mi rapporto il calo del febbraio-marzo al calo gennaio-febbraio sembra enorme.

DOMANDA - Scusi il CV24, adesso non confondiamo i reparti, nel CV24 mettono i gascromatografi infatti a fine '74, scusi, non bisogna mescolare i reparti, infatti per questo le chiedevo i cali bruschi per il CV24, perché per gli altri reparti c'è un altro grafico che fa coincidere questo calo brusco quando entrano in funzione i gascromatografi nel '75. Questo calo brusco c'è a fine '74 nel CV24 perché nel CV24 il gascromatografo entra in funzione a fine del '74, quindi corrispondono questi dati.

RISPOSTA - Signor Pubblico Ministero lei può avere le sue opinioni...

DOMANDA - Io glielo chiedo, la mia domanda è se lei è in grado di dire perché ci sono stati questi cali.

RISPOSTA - Glielo dico: è un periodo in cui sta calando, non quando è stato installato il cromatografo, ma molti mesi prima.

DOMANDA - Quando è stato installato il CV24?

RISPOSTA - Io qui i dati non li ho e quindi non sono in grado di proiettare un diagramma.

DOMANDA - Era per questo che le avevo fornito dei dati in premessa, dicendo che risultano dati mensili da luglio '74, per questo le indicavo i dati e le chiedevo se era in grado di dirmelo anche lei.

RISPOSTA - Io questi dati qui non li ho.

DOMANDA - Sono dati di tecnica della commessa, tra l'altro è stato allegato, B43 di Montedison, quindi si trova agli atti anche delle Difese degli imputati.

 

Avvocato Panagia: Presidente mi scusi, c'è opposizione, io gradirei che il Pubblico Ministero facesse la domanda senza anticipare la risposta.

 

DOMANDA - Sto facendo le contestazioni, sto contestando documenti.

 

Avvocato Panagia: ma io non discuto le sue contestazioni, gradirei però che lasciasse libertà anche, diciamo, nell'incalzare delle domande, al consulente di documentarsi un momentino, perché se no si rischia proprio che il consulente addivenga su determinate risposte, quindi io formalizzo la mia opposizione. Diamo tempo anche al consulente, perché i documenti Montedison sono stati esaminati dai consulenti Montedison; oggetto della consulenza del professor Foraboschi credo che sia tutt'altro argomento.

 

DOMANDA - No, scusi, sono due cose diverse. Il professor Foraboschi ha parlato e ha presentato questo grafico, ha parlato di CV24, ha parlato delle commesse, stava a mio parere ovviamente, per questo facevo la contestazione, mettendo insieme dati di tutti i reparti mentre vi è contestazione che vanno tenuti separatamente il CV24 e gli altri reparti, perché i gascromatografi sono entrati in funzione in epoche diverse e quindi rispettivamente ci sono stati bruschi cali delle concentrazioni in queste rispettive epoche diverse e dicevo che questi dati risultano, questi dati mensili, risultano da documenti forniti dalla Difesa Montedison, ovviamente ha tutto il tempo, ci marcherebbe, di documentarsi e rispondere.

RISPOSTA - Io volevo documentare il discorso. Io ricordo di aver presentato tutta una serie di reparti in cui il gascromatografo è stato installato nel marzo, facendo vedere che gli andamenti delle concentrazioni misurate precedentemente, senza cromatografo, sono andamenti un po' tormentati, cali, aumenti, cali bruschi, momenti di stazionarietà. Indice di un'evoluzione in corso, e a questa evoluzione in corso ho anche illustrato quali erano i provvedimenti che si potevano prendere in tempi brevi, variando procedure, intervenendo su manutenzioni e cose di questo tipo e quindi che non erano relativi ad interventi che necessariamente si dovevano sviluppare e si potevano sviluppare solo più avanti. Tutti i reparti che ho esaminato hanno andamenti di questo tipo, dopodiché io ho fatto vedere gli andamenti in una industria degli Stati Uniti, andamenti rilevati dal NIOSH, non so se la mia collaboratrice sta mettendo quello... ecco, per far vedere che la situazione era la stessa anche là, cioè che era un periodo in cui, con questo tipo di interventi si ottenevano dei risultati, ma erano risultati che non si stabilizzavano, ecco, l'andamento è questo qui e vediamo anche lì appunto, momenti di calo, momenti che sale, poi di nuovo momenti di calo notevole, oscillazioni. Insomma, questo è il mio ragionamento, per poter estendere la cosa al CV24 avrei bisogno di vedere un diagramma che appunto almeno dal luglio-agosto '94 vada avanti fino a fine anno quando sono stati installati i diagrammi.

DOMANDA - Allora, possiamo presentare il lucido n. 2 che rappresentata le concentrazioni mensili a partire dal settembre del '74 fino al dicembre del '74, che rappresenta la zona setacci del CV24. Ecco, siamo in zona setacci...

RISPOSTA - Cos'è riportato in ascisse, cos'è riportato sulle ordinate?

DOMANDA - Allora, diciamo i PPM in ascisse...

RISPOSTA - Concentrazione media mensile?

DOMANDA - Media mensile, 1974 per quei mesi che sono indicati, settembre, ottobre, novembre e dicembre linea 3, che sono i setacci A e B del CV24, zona, allora queste sono le indicazioni. Quello che volevo chiedere, che cercavo di dire anche prima, è che quando entra in funzione questo gascromatografo nel CV24 si osserva lo stesso brusco calo del marzo '75 presso gli altri reparti, quando presso i reparti entrano in funzione i gascromatografi e la domanda allora è la stessa, cos'è successo in questo periodo tra settembre e novembre, dicembre del '74 come interventi rilevanti, che possono aver fatto precipitare, per il CV24 in questo caso, queste concentrazioni?

RISPOSTA - La risposta...

DOMANDA - Perché i primi rilievi sono stati fatti con pipettone che dava concentrazioni molto più elevate, e poi con il gascromatografo. L'unica cosa che ho osservato io è questa, se lei vuole darmi un'altra risposta.

RISPOSTA - Io non posso altro che rimandarmi al lungo elenco di interventi che era possibile fare senza impianti che ho ricordato anche prima, anche senza nuovi impianti, che ho ricordato prima, e che non solo erano possibili ed erano fatti a Porto Marghera, ma che erano possibili ed erano stati fatti in tutto il mondo, compreso il fatto di fare lo strippaggio del CVM in autoclave, cosa che è stata immediatamente fatta.

DOMANDA - Io cercavo di essere un attimo più preciso, nel senso di sapere, ma poi per carità, se vuole controllare i documenti non c'è problema. Volevo chiederle se lei è in grado di dire in quel periodo, tra i primi controlli che danno quei risultati così elevati di concentrazione nei primi due mesi, settembre-ottobre, controlli fatti con il pipettone, poi quando entra in funzione il gascromatografo ci sono questi dati, novembre e dicembre. Ecco, oltre a questa entrata in funzione del gascromatografo in quel periodo, al di là del discorso generale se è in grado di dirmi esattamente o no...

RISPOSTA - Per esempio, fondamentale lo strippaggio del CVM in autoclave.

DOMANDA - Ad ottobre?

RISPOSTA - Anche prima.

DOMANDA - Appunto, quindi vuol dire che non dipende dallo strippaggio.

RISPOSTA - Ma quello è un trend...

DOMANDA - Scusi, adesso non vorrei farle confusione io, però qui abbiamo detto di zone essiccamenti, questo è un dato zone essiccamenti, non c'entra lo strippaggio perché non siamo in sala autoclavi.

RISPOSTA - C'entra con quanta roba arriva poi di CVM all'interno del polimero da essiccare naturalmente.

DOMANDA - Sì ma è una zona che è separata. Scusi, le faccio vedere la zona, se proietta quel lucido 1 dove si vede dov'è la zona essiccamento rispetto alle autoclavi, si vede che sono delle zone separate.

RISPOSTA - Mi scusi, se lascia un secondo ancora questo diagramma. Io in questo diagramma vedo quello che sostanzialmente si vedeva anche negli altri diagrammi, cioè un continuo e progressivo calare, più alto in un momento, più basso in un altro, ma abbiamo visto che ci sono dei momenti in cui addirittura risale, cioè non vedo una situazione diversa da quella, per esempio, americana che ho proiettato un momento prima e dove il discorso cromatografo non c'entra assolutamente; cioè sono momenti in cui si fanno tutta una serie di interventi che era possibile fare, ripeto, perché in precedenza si pensava fondamentalmente solo ai problemi antincendio, questi interventi hanno dato tutta una serie di risultati via via progressivi e per me quella è una curva progressiva.

DOMANDA - Allora, guardi, vediamo il lucido, vediamo nella parte destra che c'è il n. 3, indica appunto dove questa linea 3 che concerne l'essiccamento, linea B. Le autoclavi sono tutte dall'altra parte, quindi non può essere un discorso relativo allo strippaggio...

RISPOSTA - Scusi, ma lo strippaggio in autoclave porta una torbida e quindi poi anche un polimero nel quale c'è meno CVM, e quindi nelle fasi successive io mi trovo in una condizione molto migliore rispetto a quella che mi trovavo quando portavo una torbida da cui non avevo levato altro che poco CVM, cioè non avevo fatto uno strippaggio per eliminare il CVM dalla torbida. Per il resto, ripeto, io vedo un diagramma di decrementi continui nel quale ci sono momenti in cui il decremento è maggiore, momenti in cui il decremento è minore, ma che non si concentra al momento in cui ho installato il cromatografo. Purtroppo credo di dover essere noioso e ripetere sempre le stesse cose.

DOMANDA - Per carità...

RISPOSTA - No, Pubblico Ministero, stiamo ragionando e cerco di giustificarmi con il Presidente che...

 

Presidente: Ma per uscire dal dilemma, se vi sia stato un intervento preciso e in epoca determinata che ha fatto calare la presenza di CVM nell'ambiente, oppure se il calo sia stato conseguenza dell'uso del cromatografo - perché questo è il dilemma che le pone il Pubblico Ministero, mi pare di capire - forse sarebbe necessario che con precisione venisse indicato l'intervento e il tempo dell'intervento.

RISPOSTA - Io per esempio, una commessa aperta nel '73: installazione e tubazione di eiettore a getto di vapore per bonifica ad autoclavi prima delle operazioni di pulizia presso il CV24/25, quindi al momento dell'apertura delle autoclavi si disperdeva molto meno CVM...

 

DOMANDA - Ma siamo nel '73 qui?

RISPOSTA - Apertura '73, quindi si proietta verso, penso appunto i mesi del '74. La procedura poi invece per le operazioni è del '74. La procedura di strippaggio del CVM appunto del '74; il momento in cui...

DOMANDA - Che mese, se è possibile?

RISPOSTA - Io questo...

DOMANDA - Io non voglio forzare nessuno, voglio sapere se è possibile saperlo.

RISPOSTA - Qui non ce l'ho, può darsi che andando a vedere la procedura ci sia anche indicato il mese. Ma signor Presidente, a me sembra molto importante vedere che in mesi in cui il cromatografo non c'era le cose stavano calando, il diagramma che ci ha portato studiandolo statisticamente la dottoressa di Montedison, ora mi sfugge...

DOMANDA - Li stiamo ancora aspettando i dati.

RISPOSTA - Però era un'analisi statistica di dati con il pipettone che ci faceva vedere che la classe di dati '75 per esempio era già diversa dalla classe dati '74, cioè una evoluzione in cui dire statisticamente: "Qua siamo in una popolazione diversa rispetto a qua", il che vuol dire che è successo qualcosa. Allora io credo veramente che questo trend che c'è, anche il diagramma che ci ha proiettato, che hanno proiettato i collaboratori del Pubblico Ministero, ci fa vedere un andamento... ecco, che poi in un punto sia un gradino un po' più grande e in un punto un po' più piccolo, nei reparti precedenti il salto più grande era prima del cromatografo.

DOMANDA - No scusi, nei reparti precedenti era marzo '75.

RISPOSTA - No, il salto grosso era prima.

DOMANDA - Allora, i grafici ci sono, sono agli atti...

RISPOSTA - Scusi signor Pubblico Ministero, per favore ingegnere, proietta di nuovo... ecco, se lei va a vedere il salto più grosso in questo diagramma, che è relativo non al CV24, ma al CV6, il salto più grosso di diminuzione è tra l'ottobre e il novembre, che è un salto di 7,5 PPM contro 7,2 PPM nel febbraio-marzo, ma se metto insieme la diminuzione tra ottobre e dicembre arrivo, con il calcolo che ho fatto prima, a 13 PPM rispetto alle 7,2. Le dispiace mettere anche qualche altro reparto, ingegnere? Perché io credo che così debbano essere esaminati. Per esempio qui vediamo un trend costante dicembre-gennaio, gennaio-febbraio, febbraio-marzo e vedo che i salti più grandi non sono febbraio-marzo, ma sono gennaio-febbraio e dicembre-gennaio; mi sembra che ne abbiamo un terzo in cui ancora si verificano cose di questo genere. Ecco, noi vediamo anche qui che c'è un salto a febbraio-marzo, ma c'era anche un salto a gennaio-febbraio, c'era stato un salto abbastanza grande anche tra novembre e dicembre, salvo poi avere un peggioramento tra dicembre e gennaio. E ripeto che non stiamo parlando di cose locali, è il diagramma americano che... ecco, questo qui è un altro andamento della sala autoclavi del CV16. Vediamo ancora in dicembre e gennaio... insomma il cromatografo non può avere agito a gennaio.

DOMANDA - Guardi, a parte che i numeri da qua non si vedono...

RISPOSTA - Sono i trend.

DOMANDA - Una delle scorse udienze abbiamo proiettato una scomposizione di dati sui quali abbiamo comunicato l'origine, dove sono stati trovati e di che cosa si tratta, dove si vedono questi... comunque su questo punto non insisto sulle domande, volevo solo dire che quando verranno sciolte le riserve dal professor Bellucco e poi la doppia riserva del dottor Pozzoli all'udienza del 9 novembre '94 potremmo rispondere. In particolare, il professor Pozzoli a quell'udienza, a foglio 93 parlava di crollo concernente a marzo '75 e aspettiamo la risposta; e poi c'era un'altra riserva in relazione alle linee di essiccamento non sorvegliate nel '76 e anche su questo aspettiamo ancora una risposta e che si sciolga la riserva. Comunque quando avremo i dati ci diranno dove sono stati recuperati, la potremmo verificare e potremmo anche rispondere a questo.

RISPOSTA - Sempre per, mi scusi Pubblico Ministero, per rispondere al Presidente, io non sto a rileggere tutte le commesse e gli interventi che sono nella relazione e che avevo illustrato proprio nella mia relazione, cioè cercando di distinguere gli interventi nell'immediato, gli interventi su medio termine e gli interventi poi invece decisamente... non sto evidentemente a far perdere tempo rileggendo cose che ho già detto e che ovviamente saranno a disposizione per tutta la... quando l'avrò scritta. Naturalmente, per quanto riguarda il discorso della sorveglianza zona essiccamento, in periodi successivi, c'è stata, ecco.

DOMANDA - Cosa vuol dire in periodi successivi?

RISPOSTA - Lei sta parlando di anni.

DOMANDA - Non vorrei andare, per carità...

RISPOSTA - Comunque, diciamo, la zona essiccamento da un certo momento in poi, senz'altro nel periodo in cui la gestione era Enichem, erano sotto sorveglianza.

DOMANDA - Poi sulla gestione Enichem bisogna vedere se l'82, l'87, sempre il solito problema. Le volevo chiedere, sempre su questo periodo ottobre-novembre '74, se lei è a conoscenza di problemi che presentava il gascromatografo in quel periodo del CV24.

RISPOSTA - Ha detto che periodo?

RISPOSTA - Ottobre-novembre '74.

RISPOSTA - No, non... mi scusi signor Pubblico Ministero, il discorso io più volte ho detto che mi occupo dall'87 in avanti, salvo tutta una serie di cose che mi sembrava significativo...

DOMANDA - Però se lei ci porta i grafici io li devo contestare.

RISPOSTA - No, non è assolutamente questo il discorso, sono stato io a portare i grafici, non solo in udienza preliminare, ma anche in questa udienza. Volevo semplicemente dire che io naturalmente faccio riferimento a documenti prodotti dal professor Schlessingher e alla relazione di accompagnamento di questi documenti per quanto riguarda le date.

DOMANDA - Volevo chiedere cos'è il picco di azzeramento di un gascromatografo?

RISPOSTA - Il picco di azzeramento?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - No, guardi, io...

DOMANDA - Glielo spiego, perché ci sono dei dati importanti proprio su quel periodo tra l'altro. Allora, c'è una comunicazione interna del signor Tedesco per il reparto CV24 al perito Regine e poi per conoscenza tra gli altri anche all'ingegner Gaiba che è imputato anche in questo processo, questa comunicazione interna è datata 25 ottobre '74, faldone 39, si legge: "Ho notato oggi, controllando il TWA in sala controllo che il gascromatografo in fase di azzeramento produce dei picchi che influenzano le letture delle analisi in sovrapposizione, picco di azzeramento". Il documento poi prosegue: "Si hanno infatti picchi di azzeramento che arrivano a coprire le 8-10 parti per milione della scala e che pertanto annullano le letture inferiori al picco". Dicono di intervenire per non fare coincidere l'azzeramento con il picco delle analisi. Perché qui abbiamo anche percentuali consistenti di PPM che spariscono, qui siamo ad ottobre '74 tanto per dire.

RISPOSTA - Dunque, intanto la persona giusta per quanto riguarda Enichem per domandargli queste cose è il professor Galli, che è uno specialista in questo settore, è stato il Presidente della Società Italiana di Spettrometria di Massa, insomma è il suo mestiere. Però credo di potere interpretare che indubbiamente c'erano dei difetti sulla linea di azzeramento e quindi dei disturbi sullo zero, quindi un rumore di fondo che era in qualche grado superiore in certi casi addirittura alla misura, quando il rumore di fondo dello strumento andava, e quindi c'erano delle cose che dovevano essere riviste e riparate. Devo dire che il gascromatografo che fu installato sul CV24 non esiste più da tempo, perché già sul CV22 fu messo un gascromatografo Carlo Erba sempre, ma di una serie successiva. Quindi quello del '74 sul CV24 era un gascromatografo che addirittura, appunto, era già invecchiato al momento in cui fu fatta l'installazione sul CV22 perché fu messo un tipo più recente. Quindi sicuramente quello che lei ha letto io lo interpreto non specificamente con cromatografo, ma come qualsiasi strumento che ha una linea di zero tremolante, il rumore dello zero mi supera addirittura i valori che dovrei misurare e quindi mi maschera la misura.

DOMANDA - Guardi, non è una questione di interpretazione, qui si parla: "Ho notato oggi, controllando il TWA in sala controllo, il gascromatografo in fase di azzeramento produce dei picchi" e continua con quello che ho detto prima, con copertura delle varie parti per milione. Quindi non è un'interpretazione, è chiarissimo.

RISPOSTA - Io dicevo che mi sembra di capire che non funzionava, perché evidentemente i disturbi dello zero non possono essere superiori alle misure che devo fare, o per lo meno non possono essere dell'ordine di grandezza delle misure che devo fare. Quindi dicevo che, pur non entrando nel funzionamento del gascromatografo, il segnale è il segnale di un mal funzionamento.

DOMANDA - Un'ultima questione su questa problematica, se viene proiettato il lucido n. 3, che riguarda un periodo di confronto, aprile-marzo '75 nella zona compressori, abbiamo trovato i dati di confronto tra le rilevazioni con il vecchio sistema, sacchi e pipettoni e quelle con il gascromatografo. Bollettini di marzo-aprile '75 sono stati confrontati con i dati del servizio controllo qualità di Capodaglio ed è documentazione prodotta anche questa da Montedison, oltre che rinvenuta ovviamente dalla Guardia di Finanza. Ecco, questo qua volevo chiedere, di fronte a questi dati, ovviamente la linea e le indicazioni più elevate riguardano il vecchio sistema di controllo, è quella inferiore, quella con il gascromatografo, non è questa la dimostrazione di quello che sto dicendo e che hanno detto i consulenti del Pubblico Ministero, che questo crollo delle concentrazioni avviene, e ci sono delle differenze notevoli, perché il gascromatografo misura una cosa e pipettoni e fiale, nonostante i loro difetti, nonostante i loro problemi, misurano comunque nettamente e chiaramente di più?

RISPOSTA - Siamo certi che la misura con i pipettoni è una media mensile paragonabile alla media mensile del gascromatografo?

RISPOSTA - Sì, questo dato è la media delle medie che è stato fatto sulle otto ore per...

RISPOSTA - Cioè è la media su un mese delle medie...

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Sono nello stesso posto, effettivamente denunciano una grossa differenza.

DOMANDA - E il periodo è quello che continuiamo a insistere.

RISPOSTA - Sì, però ciò non toglie che prima che ci fosse il gascromatografo le concentrazioni diminuivano ancora di più che con la messa del gascromatografo.

DOMANDA - Qui vede che siamo a marzo da 1,52, mentre i pipettoni segnano 3,95; ad aprile da 2,15 con il gascromatografo, si va a 10,56 con l'altro sistema.

RISPOSTA - Io prendo atto e guardo, le ripeto che questo non sposta il fatto che nell'ottobre, per un reparto c'è stato un calare di concentrazione superiore a quello del momento dell'installazione del gascromatografo, e quella diminuzione non poteva essere dovuta al gascromatografo. Quindi, tutte le diminuzioni verificatesi prima... questo qui prendo atto che viste così è una grossa differenza, però se andiamo oggi a vedere le cose, non sono così perché vediamo che con sistemi monocampanella si sono ottenuti gli stessi risultati che con sistemi pluricampanella e con...

DOMANDA - Questo è tutto in discussione.

RISPOSTA - Però insomma, sono dati che ho riportato e ai quali io faccio riferimento. Ecco, io le chiedo scusa, ma mi sono dimenticato che c'era un altro punto sul quale dovevo una risposta, cioè il professor, non mi ricordo se fu lei signor Pubblico Ministero o se fu l'avvocato Schiesaro, presentando un diagramma in cui gli andamenti delle concentrazioni... è a proposito di quello che stiamo parlando, in cui gli andamenti delle concentrazioni riportate da EVC, ecco, questo diagramma in cui gli andamenti delle concentrazioni riprese da una pubblicazione EVC erano più basse dell'andamento della concentrazione per la zona autoclavi, calcolato dal professor Nardelli sulla base di dati di stabilimento. Ecco, ho esaminato la cosa con riferimento ai diagrammi presentati da me e dal professor Galli e dall'ingegner Messineo nella fase di udienza preliminare. Ecco, allora, la linea in basso è l'andamento che noi avevamo riportato delle concentrazioni medie di impianto, concentrazioni medie di impianto che sono state ottenute facendo la media sulle concentrazioni delle varie zone, una media pesata con il numero di osservazioni in maniera da far pesare ugualmente ogni osservazione, se mette il diagramma... ecco, se mette addirittura il successivo, ci dovrebbe essere la formula, la media pesata sul numero di osservazioni... ecco. Quindi noi l'abbiamo fatto come media pesata nel periodo '87-'88 oppure negli altri periodi, prendendo le concentrazioni delle varie zone, moltiplicandole per il numero di osservazioni che erano state fatte nella zona e dividendo per il numero di osservazioni totali. Ecco, rimetta pure invece il diagramma... se facciamo la stessa cosa, non per l'intero impianto, ma per la zona autoclavi otteniamo la linea... sì, quella lì direi, ecco, la linea che quasi coincide è quella calcolata dal professor Nardelli, cioè in definitiva la differenza è appunto che in un caso è diagrammata la media di impianto, nell'altro caso è diagrammata la media per la zona autoclavi. Nella zona autoclavi, soprattutto negli anni precedenti, cioè vediamo che le differenze vanno via via a diminuire e quindi se guardiamo dall'89-'90 in avanti le differenze ci sono, ma non sono così grandi come erano, per esempio, nell'85-'86, sempre per i miglioramenti via via intervenuti, soprattutto come ebbi a dire, rispondendo a una domanda del signor Pubblico Ministero la volta scorsa, anche proprio nella gestione del reparto. Quindi non c'è nessuna contraddizione se non il fatto che in un caso si fa la media di impianto e in un altro caso invece si fa la media della zona autoclavi. La media della zona autoclavi, calcolata con la relazione che ho detto prima e sulla base dei dati che abbiamo utilizzato per fare la media d'impianto, praticamente coincide con la curva che ha presentato nel diagramma il professor Nardelli. Ma che la zona autoclavi, per quanto oggi a livelli molto più bassi di allora, sia una zona in cui le concentrazioni di CVM sono più alte che in altre zone, lo dicono anche quei risultati che ho riportato prendendo dati attuali rilevati da EVC, perché nei diagrammi e nei dati che ho fatto vedere, nelle tabelle che ho fatto vedere nella mia relazione, feci notare che il livello di esposizione determinato con l'esposimetro personale su un autoclavista, pur essendo del valore di 0,11 mi sembra, sempre molto basso come PPM, era però più alto dei lavori determinati su altri operatori. Quindi corrisponde ad una situazione oggettiva che peraltro, appunto, nel tempo è andata migliorando, abbassando la linea relativa alla zona autoclavi verso la linea relativa alla media impianto. Mi scuso se ho interrotto, ma avevo lasciato in sospeso una risposta.

 

Presidente: possiamo fare una sospensione Pubblico Ministero? 10 minuti, un quarto d'ora. Va bene, riprendiamo allora.

 

DOMANDA - Passando ad altro argomento, all'udienza del 12 ottobre '99, lei, professor Foraboschi, dopo avere illustrato l'evoluzione dei limiti di esposizione, entra nel merito dei provvedimenti tecnologici che negli Stati Uniti venivano considerati necessari da OSHA; spiega anche che dal momento dell'individuazione dei provvedimenti necessari, è necessario un certo tempo per la loro realizzazione, poi è indicata anche in quel lavoro di OSHA i tempi e la durata dei lavori; durante questo tempo l'OSHA definisce le misure di protezione individuali in funzione dei livelli di esposizione misurati o presunti. Poi, lei, da pagina 98 in poi prende in considerazione alcuni provvedimenti presi a partire dal '73-'74 nello stabilimento di Porto Marghera per ridurre le emissioni nell'ambiente di lavoro, e a pagina 103, dopo aver parlato dei provvedimenti che si sono susseguiti nei vari anni dice: "Successivamente si è provveduto a disporre l'uso dei mezzi di protezione individuale per le vie respiratorie, per il capo, per gli occhi, per l'udito e per il corpo necessari e provvedendo a fornirlo agli operatori" e questo risulta da varie cose; io le volevo chiedere cosa vuol dire successivamente e da dove risulta, perché i consulenti tecnici del Pubblico Ministero durante il loro lavoro non hanno trovato documentazione a riguardo. Ecco, se può dare qualche indicazione più precisa.

RISPOSTA - Sì, cerchiamo i documenti. Sì, dunque, intanto per il periodo Enichem fra la documentazione...

DOMANDA - Infatti volevo capire se "successivamente" voleva dire il periodo Enichem o che cosa.

RISPOSTA - No, a mio avviso è praticamente immediato, la documentazione che mi sono portato dietro riguarda il periodo Enichem, per esempio il manuale operativo con tutto l'elenco di protezione individuale e collettivi sul posto di lavoro e dove sono ubicati. Non so se... ecco, i manuali operativi precedenti avevano elenchi dello stesso tipo, qui non ce li ho, penso comunque la documentazione di averla.

DOMANDA - Quindi i suoi riferimenti sono ai manuali operativi?

RISPOSTA - Sì, nei manuali operativi c'è appunto, per esempio questo qui che è del periodo Enichem, ma non mi sembra di ricordare che fosse particolarmente diverso, se non ovviamente come numero, come ubicazione, ma non come struttura... c'è appunto, il mezzo, per esempio, autorespiratore ad aria modello MSA n. 462 siglato A per l'assistente di turno reparto CV24, l'ubicazione sala controllo a quota 10 metri; ecco, quindi danno l'indicazione del mezzo e la zona dov'è, non so, doccia di emergenza...

DOMANDA - Guardi, non è che voglio farle rileggere tutto, chiedevo semplicemente le fonti della notizia.

RISPOSTA - I manuali operativi, che non sono però i manuali operativi nel senso di dire: devi usare questo mezzo. No, è l'allegato in cui si dice quali mezzi ci sono e dove sono.

DOMANDA - Sempre a quell'udienza del 12 ottobre lei citava gli interventi che erano stati fatti dopo il giugno '87, tra questi indicava l'installazione di rubinetti a tenuta. Io le volevo chiedere se le risulta che fossero stati progettati o pensati in qualche maniera prima e come mai poi, visto che erano così importanti come lei ha anche indicato, non sono stati installati prima?

RISPOSTA - C'è stato tutto un programma di sostituzione di valvole con rubinetti, questo programma in quel momento non era concluso ed è stato portato avanti, appunto per mettere un mezzo che, come ho illustrato anche con dati di carattere generale, assicura delle perdite molto minori, appunto, di una normale valvola. Il perché non sia stato fatto prima penso perché sia stato fatto in progressione e non si era arrivati ancora a completare le sostituzioni.

DOMANDA - All'udienza del 20 ottobre, parlando del sistema di monitoraggio, in particolare da pagina 7 di quel verbale, lei affrontava anche il problema del monitoraggio personale.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Per arrivare, dopo aver contrapposto al parere del NIOSH un documento indicato genericamente del Regno Unito, a pagina 10 arriva ad affermare, cioè in definitiva il discorso è: "Il monitoraggio personale è preferibile a quello medio di area per determinazione dell'esposizione di ciascun operatore, ma non è concretamente praticabile nell'impianto". Quello che volevo chiedere, ancora premettendo che il NIOSH è l'organo scientifico di supporto dell'OSHA, ampiamente citato anche da lei, come autorevole riferimento per gli aspetti tecnologici da effettuare, ecco, volevo chiedere: questo documento del Regno Unito, intanto cos'è e com'è che diventa più autorevole del NIOSH e dell'OSHA?

RISPOSTA - Il documento, se ricordo bene, è abbastanza autorevole perché è sostanzialmente il Ministero della Sanità inglese che ha emesso il documento, ora però vediamo di trovare il riferimento esatto. Il discorso del NIOSH si è posto inizialmente in un momento in cui forse non si era colto fino in fondo cosa voleva dire monitoraggio personale su ogni lavoratore e non si era posto il problema anche che era comunque necessario avere un qualcosa che dava una risposta immediata della situazione, mentre spesso il monitoraggio è un qualcosa che ci dà una risposta quando viene fatta l'analisi. I pro e i contro erano molti, in Europa specialmente si è sviluppato il concetto che era meglio, diciamo, affrontare una approssimazione nel calcolo perché questo calcolo richiedeva il monitoraggio d'area, ma poi richiedeva delle ipotesi sui tempi di permanenza nell'aria, e quindi poi calcolare l'esposizione in base a questi dati. Si è ritenuta preferibile questa incertezza, a fronte però del fatto che appunto c'era una risposta immediata con un monitoraggio continuo delle aree. Negli Stati Uniti il NIOSH appunto ebbe molte incertezze, perché forse, signor Pubblico Ministero, lei ricorderà che parlando del materiale che aveva portato, che aveva esposto il professor Rindone, ricordavo che alla fine chi era a favore per il monitoraggio personale e riteneva inadeguato il monitoraggio d'aria, erano persone che avevano studiato situazioni diverse dal CVM, chi aveva studiato il problema sul CVM invece, anche in questa pubblicazione NIOSH, era a favore del monitoraggio di area. Ho poi anche fatto vedere che nella stessa pubblicazione del NIOSH si davano dei criteri, ecco, questi criteri erano che quando comunque i rilevamenti davano esposizioni minori a 0,5 PPM non era più necessario provvedere al monitoraggio personale e, quindi, concludevo che per quanto riguarda poi il periodo Enichem, se avessimo adottato il criterio NIOSH ugualmente si era in una situazione in cui il monitoraggio personale non era necessario.

DOMANDA - Guardi, siamo...

RISPOSTA - Siamo in un discorso in cui, come spesso succede nella tecnica, si hanno situazioni che, diciamo, valutazioni che spingono su una soluzione, altre valutazioni che spingono sull'altra soluzione, non meraviglia che ci possono essere opinioni poi che fanno prevalere l'una o l'altra, in Europa sicuramente ha prevalso quella del monitoraggio di zona.

DOMANDA - Siamo ancora su un problema di date, di essere un attimo più precisi, perché scusi...

RISPOSTA - Chiedo scusa...

RISPOSTA - Perché oltre al discorso iniziale di NIOSH, prego se vuole...

RISPOSTA - Ho trovato il riferimento, semplicemente questo. E` il controllo del cloruro di vinile nel posto di lavoro, è del Ministero della Sanità inglese che...

DOMANDA - Di che anno?

RISPOSTA - Codice di pratica approvato.

DOMANDA - Di che anno?

RISPOSTA - Questo è del '94.

DOMANDA - Perché per tutto questo periodo invece, non soltanto nella fase iniziale che indicava lei di OSHA e di NIOSH, quanto meno per tutti gli anni '70 e anche un po' dopo, si è parlato di sistemi che andavano combinati tra loro, il NIOSH in particolare nel manuale del '77, che mi pare abbia ricordato anche lei, in prefazione diceva, così, faccio una traduzione: "Per la protezione della salute degli addetti, le misure di esposizione devono essere obiettive e rappresentative dell'esposizione dei lavoratori, una misura appropriata dell'esposizione dei lavoratori richiede molto più di un simbolico impegno di personale e strumenti di campionamento e di analisi". Poi c'è un discorso di questo tipo che riporta ancora, parla di monitoraggio personale come OSHA e NIOSH, questo discorso viene riportato anche da dipendenti Montedison nel febbraio '78 in un articolo pubblicato dalla Chemical Industrial, in relazione ad un convegno che è stato fatto i cui firmatari sono Sordelli, Carcassori e Bernardini, Carcassori ricordo che sarà anche un teste che verrà sentito. In questo articolo, a pagina 99, si dice: "L'analisi sistematica effettuata mediante gascromatografo non esaurisce tutti i problemi del controllo ambientale, tra questi vengono esaminati qui di seguito i più importanti", fa alcune indicazioni tra cui parla, oltre appunto del gascromatografo, di segnalazione allarme, ricerca fughe, campionamento individuale. "Il ricorso ai personal monitor permette di verificare che i risultati del sistema automatico di rilevamento si mantengono in un tempo rappresentativi". Ecco, queste considerazioni non sono state tenute presenti assolutamente negli anni, mi pare, né quelle di OSHA e NIOSH, né quelli del personale Montedison.

RISPOSTA - Ecco, come è stato illustrato in vari momenti al Tribunale, in quegli anni, furono fatte varie campagne di controllo con campionatori personali e ricordo anche qui l'analisi statistica che è stata presentata in cui faceva vedere che sostanzialmente, se ricordo bene, faceva vedere che le misure fatte nelle zone cadevano nell'intervallo di confidenza che si poteva ricavare in base alle misure fatte con campionatore personale, quindi nella fase iniziale ci furono questi controlli. Sul discorso misuratore d'aria, misuratore campionario il dibattito allora fu molto ampio, è durato ancora nel tempo; io ho riportato, l'ho citato qui quando ho fatto la mia relazione, sì, a proposito sempre delle cose del professor Rindone, ho citato altri autori e altri testi importanti che ci sono stati in quel periodo in cui si arrivava alla conclusione che, alla fine tutto sommato, il controllo d'area era quello più fattibile in maniera concreta nella realtà industriabile.

DOMANDA - Però fattibile non vuol dire che era quello più affidabile?

RISPOSTA - No, fattibile vuol dire che è anche il più affidabile, perché se io...

DOMANDA - Ma non mi pare scusi, l'italiano dice una cosa ben diversa. Anche perché i documenti, lei dice si era arrivati, a parte che non si sa chi, ci sono dei documenti che io ho già citato e già contestato a precedenti consulenti delle Difese degli imputati. Uno è il documento 14 luglio '96 proprio in relazione all'uso dei campionatori personali, e le conclusioni molto chiare sono che, leggo letteralmente: "Si può affermare la validità del campionatore personale come mezzo di indagine e controllo della persona, in modo semplice con impiego limitato di analisti e apparecchiature si è rilevato un utile mezzo di ricerca miglioramento ambientale dei reparti e un preciso strumento di controllo per la tutela del lavoratore". Questa indicazione è rimasta ferma lì senza nessun seguito. Ma c'è anche 5 anni dopo, 16 febbraio '81, un confronto tra sistemi di analisi di CVM, uno prelievo con pompa, analisi con fialetta, poi secondo, prelievo su sacco personale e analisi con gascromatografo, terzo, prelievo e analisi con gascromatografo di reparto. Questo documento dice che chiaramente quello che garantisce l'affidabilità dei dati è il controllo con questo sacco, nonostante tutto quello che è stato detto, peraltro anche contro questo sacco. Il gascromatografo è il peggiore dei sistemi. Se vuole glielo rileggo tutto. Quindi '76-'81 continuano a ripetere questi dati, in azienda dico non fuori.

RISPOSTA - Però qui potremmo stare a leggere citazioni a lungo, ma...

DOMANDA - No, sono documenti di azienda.

RISPOSTA - I documenti d'azienda sono documenti d'azienda, la lettura sulla tecnica scientifica è qualcosa, a mio avviso, superiore ai documenti d'azienda.

DOMANDA - Quando si analizzano dei dati, riportano numericamente i risultati e si vede chiaramente e nettamente che il sistema che dà più rispondenza dell'analizzatore personale, su questo mi pare che non ci sia un problema di interpretazione o di letteratura scientifica.

RISPOSTA - Non è assolutamente così perché uno non può vedere una misura fatta su un lavoratore una volta, uno deve considerare cosa può fare concretamente per determinare l'esposizione di tutti i lavoratori per tutto il periodo di tempo. Quindi non può dare un giudizio sul fatto che se io prendo per una giornata un lavoratore e gli metto il campionatore personale ottengo una risposta migliore che se calcolo l'esposizione, per quella giornata, di quel lavoratore basandomi sulle misure di area del gascromatografo. Questo...

DOMANDA - Questo...

RISPOSTA - Mi scusi signor Pubblico Ministero, mi lasci completare la risposta e poi mi porrà la successiva domanda. Quindi non posso prendere il caso di 1, 2, 3 lavoratori per una, due, tre volte, misuro con il campionatore personale. Io devo pensare cosa posso fare per tutti i lavoratori e per tutta la durata dell'attività lavorativa degli stessi e quindi per tutte le zone interessate, per tutti i periodi. E a questo punto, allora, interviene la concreta fattibilità e intervengono tutta un'altra serie di fattori, alla fine dei quali si tratta di tirare le somme, io non credo che appunto un organismo come la commissione del Ministero della Sanità inglese abbia un peso minore di altre fonti e, in particolare, degli scritti interni dello stabilimento. Però qui noi, per esempio nel manuale fatto per la esposizione al CVM dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella seconda metà degli anni '70, la citazione 59, dice: "I campionatori personali descritti sin qui hanno lo svantaggio che l'informazione non è disponibile finché non è stata condotta l'analisi in laboratorio", quindi per esempio quel tipo di campionatori andrà bene per vedere a cosa è stato esposto il lavoratore, ma solo alla fine dell'analisi, vedo se è stato esposto o non è stato esposto.

DOMANDA - Infatti dovevano essere fatti insieme, tutti questi controlli, l'uno e l'altro, cosa che non è mai stata fatta.

RISPOSTA - Che non è mai stata fatta lo dice lei, ma non è così perché sono stati presentati qui un sacco di dati...

DOMANDA - All'epoca non è stato fatto niente.

RISPOSTA - No, nel '76 e nel '77 sono stati prodotti dati sul campionatore personale e sono stati anche oggetto di un'analisi statistica.

DOMANDA - Abbiamo visto quelli, come dicevamo, del marzo '75...

RISPOSTA - Lei ha visto qui presentare dei dati e discuterli statisticamente, quindi...

DOMANDA - Però deve ancora dire da dove vengono quei dati.

RISPOSTA - Vengono dalle raccolte di documentazione dell'epoca.

DOMANDA - Che sono dove?

RISPOSTA - Anche credo qua dietro, anche io per la verità, cercando ora i dati di certi mezzi non li ho trovati, ma per questo non dico che mi sono stati sottratti dei dati. Il manuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che poi lo affidò all'istituto del cancro, quando parla di campionamenti rimanda sostanzialmente o riprende da una nota analitica, cioè mette una nota analitica, per esempio nella terza edizione del '77 e le riprende da una serie di volumi che furono pubblicati successivamente in tre anni dal comitato per il cloruro di vinile della Chemical Industrial Safety... dall'associazione dell'industria chimica inglese. Sono ripresi però, ripeto, questi metodi dal manuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. E si legge: "Nel Regno Unito la standard di igiene per il cloruro di vinile stabilisce che nessuno può essere esposto a una concentrazione superiore a 10 PPM mediata su otto ore", sto parlando del '77 e questa è una nota pubblicata nel '77, ma è del '76. "Strettamente parlando il rispetto di questo standard può essere dimostrato solo dotando tutti i lavoratori di un dispositivo che o registri continuamente le concentrazioni istantanee del CVM a cui il lavoratore è esposto, o campioni continuamente a portata costante l'atmosfera nella quale egli sta lavorando. Tale monitoraggio di tutti i lavoratori non è praticabile con le attuali tecniche e il codice di pratica per le precauzioni per la salute accetta che il monitoraggio d'aria sia usato per misurare il livello di CVM medio in un'area, che l'esposizione personale media venga calcolata da questi livelli di CVM medi tenendo conto del tempo speso dal lavoratore delle diverse aree. Il codice richiede che il monitoraggio personale sia usato per confermare che il valore ottenuto dal calcolo sia in accordo con il valore reale misurato". Quindi campionatori personali da usare come verifica del sistema, ecco. E da farlo però come il NIOSH allora ci indicava, fintanto che l'esposizione è superiore a 0,5 PPM, considerando che 1 PPM era il limite di TWA e 0,5 il livello di allerta. Quindi, ripeto, possiamo, io, come immagino tutti quelli che si occupano di queste cose, c’ha pacchi di letteratura tecnica in queste condizioni e non può non arrivare a dire che ci possono essere ottiche e valutazioni diverse, ma poi si deve tenere conto della concreta fattibilità per tutti i lavoratori e per tutte le aree da tenere sotto controllo.

DOMANDA - Passo ad un altro tema, il 12 ottobre, a pagina 79 parlando del CV10 lei diceva che era stato chiuso nell'81.

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - All'udienza successiva, a pagina 107, udienza in particolare del 13 ottobre, lei diceva che era stato chiuso nell'88, sempre il CV10, le volevo chiedere quando le risulta la data di chiusura e da dove ricava questo...

RISPOSTA - A me risulta l'81 come anno di chiusura, può darsi che nell'esposizione mi sia lasciato prendere dall'entusiasmo e abbia detto una data diversa, ma mi risulta l'81 e poi mi sono anche preoccupato di vedere, lei signor Pubblico Ministero ad un certo momento ha fatto delle domande riguardo mi sembra a delle colonne di strippaggio, riguardo al fatto che era monitorata l'area, mi sembra che lei ha chiesto perché era monitorata l'area del CV10 anche dopo quella che era la data che il professor Pasquon ed anche io avevamo detto di chiusura del reparto, ecco.

DOMANDA - Scusi, la domanda prima è un'altra. Da cosa le risulta la chiusura dell'81? Poi arriviamo al resto.

RISPOSTA - A me sembra di ricordare che i dati disponibili come consumi di acetilene e di altre sostanze ce li troviamo ancora per alcuni mesi del 1981, quando arriviamo alla fine ‘81 praticamente questi consumi non ci sono più. Mi sembra che la documentazione che ho io sia di questo tipo, però guardo anche... infatti io poi mi trovo un prospetto di costo di reparto a dicembre ‘82 completamente vuoto, mentre invece mi trovo un prospetto di costo reparto 1981, che ha tutta una serie di dati rispetto alle voci. Quindi la documentazione è questa. Per esempio il foglio prospetto di costo dei reparti di produzione del dicembre 1982 è completamente vuoto.

DOMANDA - I documenti a cui si faceva riferimento sono una piantina semplificata della rete cromatografica ambientale per CVM, che viene aggiornata, e datato 18 ottobre 1983, fa riferimento anche a strippaggio CVM, area CV10, ci sono le linee 4, poi le linee 5 lo stesso, strippaggio CVM area CV10, poi essiccamento CV10 linea 7, conversione CV10, che quella viene indicata invece come impianto fermo; quindi c'è una parte che viene indicata come impianto fermo e le zone strippaggio che sono indicate invece come zone aperte del reparto CV10 e quindi ancora monitorate.

RISPOSTA - Sì, io appunto, come le dicevo, mi sono procurato dei disegni meno sommari, la zona era monitorata perché nell'area CV10 erano ubicate le colonne di strippaggio del CV11, quindi l'impianto CV11 proseguiva a lavorare e quindi lavoravano anche le colonne di strippaggio, che per ubicazione però si collocavano, e si collocano, anche se ormai ferme, nell'area CV10 e quindi era necessario monitorare l'area perché c'era un'attività che coinvolgeva ancora il CVM. Questo mi risulta in base appunto anche ai disegni...

DOMANDA - Poi ho un altro documento richiesta esecuzione lavori e viene indicata sigla di reparto CV10, data previsione inizio lavori 10 marzo 1985 e riguardano di nuovo Rel 2015, indicano un certo ordine, data previsione di fine lavori 30 aprile 1985. E` nel faldone 21 della documentazione, che è stata consegnata.

RISPOSTA - Dovrò vederla, però ritengo che siano lavori effettuati in area CV10 in relazione alla presenza di queste colonne del reparto CV11, però ubicate in quell'area, che proseguivano a funzionare.

DOMANDA - Qui nel frontespizio è indicato CV10 e inizio lavori 11 marzo del 1985, questi sono i dati...

RISPOSTA - Bisogna che veda, ma ritengo per certo che siccome mi risulta per certo che il CV10 era chiuso e che invece esistevano queste importanti apparecchiature del CV11 nell'area CV10, sono sicuro che sia una commessa che o riguarda quello o riguarda altrimenti lo smantellamento di qualcosa del CV10 o recupero di cose dal CV10 per utilizzarlo altrove, però bisogna che veda la commessa per poter dirle qualcosa.

DOMANDA - Questa commessa dice: "Per le misure fiscali - questa è l'indicazione - vengono montati i seguenti strumenti, trasmettitori, termoelementi...".

RISPOSTA - Devo pensare che siano allora appunto in relazione al trasferimento della roba, che veniva poi strippata e che poi ritornava in altra zona di lavorazione.

DOMANDA - Veniva strippata sempre in questa area, che di per sé era area CV10?

RISPOSTA - Le ripeto, un pezzo del CV11 era in area CV10, così come classificata sulle piante.

DOMANDA - Le volevo chiedere se ha potuto verificare quali commesse ci sono state nel periodo 1982-1987, nel periodo Riveda e poi passaggio a Enichem?

RISPOSTA - Sì, ho esaminato il problema per capire, appunto, come stavano le cose in quel periodo. Quello, che è, è che l'impianto era gestito da Montedison, la proprietà era Riveda, allora, tutta una serie di lavori economicamente erano a carico del proprietario, per cui le commesse partivano come commesse Montedipe, era proprio Montedipe, per esempio, qui vedo una commessa 200955/956/957 del 1985: modifica del sistema di polmonazione dei serbatoi di stoccaggio del DCE nel CV22 con azoto, riduzione del quantitativo di azoto inquinato di DCE scaricato in atmosfera. C'è una relazione tecnica della Montedipe del 25 novembre del 1985. Poi, appunto, c'è una relazione tecnica mensile del reparto del CV22 nel marzo 1987, che indica la fine dei lavori. Ecco, praticamente la situazione era questa, i lavori erano richiesti, studiati ed attuati da Montedipe, i costi erano a carico del padrone di casa, il padrone di casa era Riveda, prima, Montepolimeri mi sembra dopo. Ecco, questa situazione capovolta si è verificata peraltro anche nel periodo di gestione Enichem, perché la gestione era Enichem, ma la proprietà era, almeno in un certo periodo, era EVC, per cui il padrone di casa pagava, ma i lavori erano richiesti, studiati e realizzati dal gestore. Ecco, questo qui io ho un elenco di commesse in cui la situazione è di questo tipo, non sto a illustrarle una per una..

DOMANDA - Verranno allegate?

RISPOSTA - Le allegherò, se vuole, se il Presidente ritiene io le illustro una per una, però mi era sembrato...

DOMANDA - Quante sono numericamente?

RISPOSTA - Questo lo faccio subito...

DOMANDA - Sempre del periodo 1982-1987?

RISPOSTA - Sì, io qui ne vedo per ora solo due, no, altre due sono qui... 14, qualcuna più qualcuna meno.

DOMANDA - E` in grado di dire complessivamente che costi ci sono stati, in questo periodo da parte di Enichem?

RISPOSTA - Qui non ho elencato i costi.

DOMANDA - Se nella relazione ci inserisce anche quello che ha speso Enichem per commesse nel periodo 1982-1987?

RISPOSTA - Sì, posso senz'altro inserirla. Ripeto, io quello che mi sono preoccupato era di capire quali erano i rapporti, mi è stato chiarito, il padrone di casa fa i lavori...

DOMANDA - Paga i lavori...?

RISPOSTA - Scusi, è giusto quello che ha detto lei, paga i lavori, però tutto il resto è l'inquilino.

DOMANDA - Un'altra cosa che le volevo chiedere, rapidamente. Lei aveva detto, il 13 ottobre del 1999 a pagina 107, "L'impianto pilota non è mai stato di Enichem", è un dato che conferma? Perché vedo dei documenti che mi indicano qualcosa di diverso, se vuole glieli indico...

RISPOSTA - Forse possiamo semplificare il discorso, poi giudica lei. Lo confermo nel senso che, io leggendo la relazione del professor Schlessingher e i documenti allegati alla relazione del professor Schlessingher è detto esplicitamente che l'impianto pilota non è mai passato ad Enichem, che è passato direttamente a EVC. Se poi, è chiaro il discorso di discussione di questi documenti lo lascio eventualmente al professore Schlessingher.

DOMANDA - Quindi ha preso atto di queste dichiarazioni...

RISPOSTA - Però io mi sono preoccupato, le dirò, di verificare la cosa e l'ho verificata esplicitamente che c'è nella relazione del professor Schlessingher, perché io l'avevo appreso dalle solite informazioni di persone che avevano vissuto in quei periodi, ma mi sono poi preoccupato di andare a vedere nella relazione Schlessingher e questo ha detto.

DOMANDA - Perché ci sono alcuni documenti, che le indico: uno è un documento del 26 febbraio 1975, Enichem polimeri, centro ricerche PVC Porto Marghera, con indirizzo Carcassoni, Moretto, Foraboschi, Capodaglio e Vidotto di Enichem...

 

Avvocato Santamaria: chiedo scusa al Pubblico Ministero, il professor Foraboschi è un ingegnere chimico, siccome in quello che ha detto il professor Foraboschi c'è un'imprecisione, che deriva probabilmente da una cattiva interpretazione della memoria del professor Schlessingher, io non so neppure se sia utile continuare a fare domande al professor Foraboschi su temi che egli non conosce, perché i rapporti giuridici tra due società sono consacrati in contratti tutti depositati, che vanno letti da chi li sa leggere, non dal professor Foraboschi.

 

DOMANDA - Io non sto chiedendo questioni giuridiche...

 

Avvocato Santamaria: l'impianto pilota, così chiariamo la vicenda, in realtà è vero che non è passato a Enichem nel 1987, perché era passato a una società controllata da Enichem, cioè la Riveda, molto prima, nel 1983. Nel 1986, cioè un anno prima del passaggio di tutta l'azienda da Enichem a Montedison, l'impianto pilota fu trasferito direttamente da EVC, che l'ha gestito a partire dal 1986. Questo è scritto nei contratti, questo era la correzione che mi premeva fare alle parole non corrette del professor Foraboschi, imputabile al fatto che egli non è un giurista.

 

DOMANDA - Infatti nessuno gli vuol porre giuridiche, gli voglio chiedere...

RISPOSTA - Infatti mi sembrava di aver detto che non è mai andata a Enichem.

DOMANDA - Siccome ci sono documenti Enichem, firmati da Enichem, indicati Enichem polimeri, e indico appunto questo documento del 26 febbraio 1985, faldone F36, dove si parla... appunto, Enichem dice: "La presente per informare che presso l'impianto pilota del CER PVC dell'Enichem polimeri sarà prossimamente avviato il nuovo impianto di polimerizzazione PVC di massa". Poi parla del rilevamento CVM e questa è una lettera che manda Enichem a quelli di Montedipe e siamo nel febbraio del 1985, Poi c'è, sempre nel faldone F36, su carta ancora Enichem, CER PVC Porto Marghera impianto pilota polimeri, rilevamento CVM ambiente, data aggiornamento, siamo 20 febbraio 1985, quindi sempre in quel periodo. Poi il personale, che ho recuperato un documento dal fascicolo personale di Pamio Elio, che ha lavorato sempre a questo impianto pilota etc., fa riferimento ai passaggi a Riveda, come diceva l'avvocato, e siamo nel 1983, quindi passa a Riveda, che è una società di Enichem, e c'è, appunto, soltanto una lettera del 30 settembre 1986, che comunica al dipendente questo: "La informiamo - ed è una lettera di Enichem polimeri, firmata dal responsabile del personale e l'organizzazione - che a decorrere dal primo settembre del 1986 le attività relative alla ricerca, programmazione e commercializzazione del PVC saranno trasferite alla nostra consociata EVC" e quindi dal primo ottobre 1986 passa da Enichem polimeri a EVC. Questi sono i documenti, che sono stati rinvenuti, ce ne sono anche degli altri del 1983, ma siamo sempre su questo tema.

RISPOSTA - Non posso far altro che rimandare a Schlessingher.

DOMANDA - Io per il momento non ho domande, stavo sfogliando se ci sarà..., credo che ci siano delle domande da parte di altri difensori di Parte Civile.

 

Presidente: Parti Civili?

 

AVVOCATO DALL'ASEN

 

DOMANDA - Io le chiederei innanzitutto una precisazione, una spiegazione rispetto a quanto lei ha già dichiarato all'udienza del 20 di ottobre, durante il suo esame, e concerne l'adozione, nella produzione di CVM, di una tecnologia che fa riferimento all'utilizzo dell'ossigeno al posto dell'area, le sue parole, a pagina 51, 52 del verbale, sono grosso modo queste: "Se dovessi fare una previsione - lei dice -certamente tra qualche anno gli impianti ossigeno saranno di più di quelli che ci sono oggi, ma noi stiamo parlando del passato". La domanda è questa: se lei è a conoscenza, se ci può dire da quando questo tipo di tecnologia è disponibile ed è impiegata.

RISPOSTA - Sì, guardi, io ora una data esatta non gliela so dire, ma la disponibilità è già da qualche tempo, io ho cercato di chiarire che, come in molti problemi di ingegneria, ci sono dei pro e dei contro e che fino ad un certo momento molti hanno valutato che il problema della sicurezza fosse tale da far preferire soluzioni ad aria. Per il resto io ho letto anche un articolo sulla chimica e l'industria di qualcuno che diceva: "A Marghera faremo un impianto ad ossigeno", non so se a Marghera sarà mai fatto un impianto ad ossigeno, ma per dire che il futuro si sposti verso una situazione in cui la sicurezza si considera abbastanza garantita dagli sviluppi tecnologici, per cui allora si guarda al problema delle emissioni, ma, insomma, sono quei problemi in cui non esistono risposte nette nemmeno nel senso di quando è disponibile, perché disponibile in un certo senso è disponibile da molto tempo... poi si tratta di valutare appunto se è preferibile o non è preferibile e nel mondo, guardando gli impianti realizzati sinora, allora sì, è ritenuto preferibile la soluzione ad aria, il problema rimane sempre quello dell'azoto, che è presente nell'aria, che poi ce lo troveremo ad aumentare le emissioni rispetto all'impianto ad ossigeno, però un elemento fortemente stabilizzante sulle reazioni esotermiche, perché essendo presente hanno una capacità termica che modera, ecco, io, quindi, non so darle una risposta netta, ma non credo nemmeno che esista una risposta netta, perché le tecnologie erano disponibili, nel mondo si è preferito adottarne altre, ciò non vuol dire che non ci siano impianti ad ossigeno da qualche tempo e, ripeto, addirittura, non mi ricordo se proprio l'anno passato, venne sulla chimica e l'industria un articolo che illustrando questa tecnologia, nel sottotitolo, c'era scritto: "Sarà realizzato a Marghera".

DOMANDA - Quindi io posso anche evitare di passare alla seconda domanda, riguardo a quello che ha risposto, nel senso che quindi a lei non è consti se dalla metà degli ante '70 in poi alcune compagnie degli Stati Uniti ed anche giapponesi utilizzavano questo tipo di impianto con dei risultati soddisfacenti, dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico ed anche dal punto di vista economico.

RISPOSTA - Sì, ma il discorso è senz'altro che esistono, però quando si fanno valutazioni relative agli incidenti rilevati, ho già detto che la loro frequenza non è una frequenza che si possa valutare sull'esperienza di 1, 5, 10 impianti per 10 anni, cioè il fatto che una tecnologia sia stata usata, che non si siano avuti particolari problemi, non toglie il fatto che l'ossigeno è più pericoloso dell'aria e che quindi ci potesse essere una valutazione di tipo diverso. Quindi, quello che io ho affermato e che confermo è che c'è un'evoluzione che sicuramente spinge verso quella direzione, che però ci sono stati momenti in cui si è ritenuto, in tutto il mondo, preferibile affrontare una riduzione dell'inquinamento, prendendo provvedimenti per ridurre l'inquinamento senza necessariamente ridurre, eliminare l'azoto.

DOMANDA - Due domande soltanto. Una nasce sempre da una sua dichiarazione resa all'esame, questa volta reso il 12 ottobre in udienza, sono le pagine 76 e 77 del verbale. Lei ha affermato, in riferimento all'abbattimento di emissioni di polveri nell'ambito della produzione di PVC, se si adottano impianti di abbattimento importanti, lei affermava, e quindi per esempio filtri a maniche, l'efficienza arriva al 98%, 97%. La domanda che le faccio è questa: da quanto tempo sono disponibili questo tipo di impianti a maniche di abbattimento?

RISPOSTA - Tantissimo tempo, da decenni e decenni, non è una invenzione recente, insomma, roba che risale... naturalmente ci sono i perfezionamenti, un tempo la pulizia era una pulizia di tipo scuotimento manuale, poi c'è stata la pulizia a scuotimento meccanico, poi la pulizia delle maniche con un flusso inverso pulsato di aria, si sono migliorate le maniche per cui la rottura delle maniche stesse è diventata sempre meno frequente, quindi l'evoluzione è stata notevole, ma i filtri a maniche io credo che esistono, con l'ottica di un ingegnere chimico direi da sempre, non è "da sempre" ovviamente un "da sempre" come direbbe uno storico, ma un ingegnere chimico dice "da sempre".

DOMANDA - Un'ultima domanda. E` un tema che ha già trattato sulle domande di controesame che le ha fatto il Pubblico Ministero, concerne sempre l'aspetto riguardante la presenza del CVM residuo all'interno del prodotto di polimero finito. La domanda è molto semplice, se lei sa, più o meno, da quando a Porto Marghera sono state utilizzate, sono in funzione le colonne di strippaggio, le colonne di stripping, e una sua valutazione rispetto all'efficacia nella riduzione di presenza del CVM rispetto ai processi, a cui ha fatto riferimento anche lei, che in precedenza venivano impiegati.

RISPOSTA - Le colonne, mi sembra siamo a fine anni '70, che sono entrate in funzione, l'efficienza può anche essere paragonabile, certamente è maggiore nelle colonne di strippaggio, ma può essere anche paragonabile, purché nell'autoclave questo strippaggio si conduca a lungo, si faccia, appunto, questo strippaggio con vapore, eventualmente si riscalda l'autoclave, quindi dipende molto dalla procedura seguita; per cui la mia opinione, ma a differenza del professor Zanelli io non ho vissuto come ingegnere chimico, operando nel settore alla fine degli anni '70, quindi sono cose che conosco da letteratura, non da esperienza concreta, personale, il problema è proprio il fatto che la colonna di strippaggio è un'operazione in linea, mando lì la roba, viene strippata, tutto procede in linea, invece l'intervento sull'autoclave è un intervento da processo batch, cioè da processo discontinuo, ad un certo momento arrivo e faccio tutte queste operazioni, per cui è anche sottoposto all'area che una volta strippo di più, una volta strippo di meno, tutte cose che invece in una apparecchiatura continua, progettata per questo, non si pongono. Quindi per dare un riassunto che risponda più precisamente alla sua domanda, fine anni '70. Il funzionamento a regime, cioè, collaudate, tarate... la differenza di efficienza può non essere significativa, però la conduzione delle colonne di strippaggio è molto più sicura e quindi il risultato è molto più sicuro rispetto al risultato dello strippaggio in autoclave.

DOMANDA - Va bene, grazie, ho terminato.

 

AVVOCATO GARBISI

 

DOMANDA - Mi riferisco ad un suo intervento del 12 ottobre del 1999 quando ci ha descritto la fuoriuscita del CVM da un camino alto 50 metri e ci spiegò che vi è una sostanziale immediata diluizione del CVM in atmosfera, lei ha riferito un dato di letteratura secondo cui la riduzione avviene... il tempo di vita del CVM va da 1,7 ad un 1,5 giorni in linea di massima. Ecco, questa immediata diluizione del CVM è valida anche se si considera un limite dello strato di mescolato che, secondo quello che ci dice il nostro consulente, professor Rindone, è molto più alto di 50 metri nella nostra zona?

RISPOSTA - Non sono stato sicuramente chiaro, seguendo la sua domanda, avvocato, perché una cosa è la dispersione nell'atmosfera e una cosa è la vita media del CVM nell'atmosfera, la vita nell'atmosfera è quel paio di giorni, diciamo così, indipendentemente dal fatto che si disperda molto, si disperda poco, è proprio per effetto dei processi di trasformazione e quindi questo è un discorso.

DOMANDA - Io avevo capito che lei avesse collegato...

RISPOSTA - No, assolutamente. Il mio discorso si muove su due considerazioni, uno è che come in tutti i camini c'è una dispersione dell'inquinante nell'aria, questa dispersione dipende da fattori meteorologici, quindi per esempio dipende dalle classi di stabilità, dalla turbolenza, quindi atmosfera che normalmente si rappresenta come classe di stabilità di Pasquin, che vanno dalla classa A, che è di alta stabilità e di forte turbolenza, la classa F, che è invece di bassa, di scarsa turbolenza e quindi di regime stabile. Interviene l'altezza del camino, interviene quando il pennacchio che esce dal camino si alza rispetto al camino stesso. Più alta è la dispersione, più alta è l'emissione e quindi altezza del camino geometrica più innalzamento del pennacchio, maggiore è questo, maggiore è la dispersione e quindi minore è poi la concentrazione al suolo. In questi fattori intervengono la velocità del vento in quota, intervengono la presenza di eventuali strati di inversione termica, dopodiché se il camino sfonda lo strato di inversione termica in certe circostanze addirittura non ricade al suolo.

DOMANDA - E se non lo supera?

RISPOSTA - Fa da tetto, si possono fare, si fanno calcoli anche in questa circostanza e la peggiore situazione che si determina è quando appunto c'è questo strato di inversione, che è più alto del camino, e nella parte inferiore c'è un regime di instabilità atmosferica e si ha il fenomeno di infumicazione. Completo la risposta. In situazioni come quella del cloruro di vinile in cui non interviene una tossicità acuta, non sono nel caso della dispersione dell'ammoniaca di cui mi devo preoccupare..., o di altre sostanze. Nel caso del cloruro di vinile interessano gli effetti a lungo termine e quindi interessa non tanto quello che succede, istante per istante, ma quello che mediamente in un anno possa succedere, tenendo conto delle condizioni climatologiche, quindi tenendo conto di quanto tempo c'è un'inversione a una certa quota, di quanto tempo c'è una classe di stabilità, cioè si fanno i calcoli con quelli che si fanno modelli climatologici, che mi danno la concentrazione media nelle condizioni... nell'anno in genere si fanno, in maniera da prendere tutte le stagioni. Con emissioni di questo genere qui a Venezia e con quel camino, i calcoli portano a valori molto molto bassi, se verrà un momento in cui dovremmo parlare di queste cose, il Pubblico Ministero perché varie volte ha preannunciato che parleremo anche di queste cose, approfondiremo il discorso. In questo caso non ho elementi, cioè, gli elementi ce li ho, ma non mi sembra il caso di esporli qui.

DOMANDA - Questo limite dello stato di mescolato, che potrebbe fungere da tetto, è o non è, lei mi dica caso mai in relazione ai periodi di tempo se, da quello che ho capito è diverso a seconda dei periodi dell'anno, molto più alto dei 50 metri?

RISPOSTA - Ci sono momenti in cui è anche 1000 metri, ci sono momenti in cui può essere 50 metri, le dirò che purtroppo mentre la regione Emilia Romagna ha un bollettino in cui pubblica giorno per giorno per una trentina di zone le altezze dello stato di miscelazione non mi risulta che ci sia nella regione Veneto. Però i calcoli si possono fare e le dirò che sono stati anche fatti e non è una zona... Il problema ce lo ponemmo già tanti anni fa ad un certo momento quando si parlava di un piano di risanamento dell'area della regione Veneto in cui si dovevano stabilire zone nei momento di priorità degli interventi e, naturalmente, il discorso fu: "Sì, vediamo quali sono i quantitativi di emissione, ma guardiamo anche qual è mediamente l'altezza dello strato di miscelazione, perché se mediamente è basso...". Ecco, le differenze sono molto elevate, ma qui, diciamo, non mi risulta sia una di quelle zone, in cui prevalentemente lo strato di miscelazione è basso, certo, ci sono anche dei momenti in cui è basso. Però non mi risulta che ci siano dati, se non relativi a degli aeroporti, dove li hanno fatti, però i calcoli possono essere fatti, sono stati fatti e nel momento in cui servirà li produrremo.

DOMANDA - Vi sono composti chimici tossici che vengono all'esistenza, cui dà luogo la trasformazione troposferica del CVM e se sì quali?

RISPOSTA - Non ho sentito...

DOMANDA - Ci sono dei composti chimici tossici che si verificano per effetto della trasformazione troposferica del CVM e se sì quali?

RISPOSTA - Non mi risulta, ecco, ma è un po' come una risposta precedente, non mi risulta perché non mi sono occupato della cosa, quindi... Laddove io ho preso i tempi di trasformazione, e era una rivista, uno almeno dei dati è su una rivista che si chiama LCA, cioè valutazione del ciclo di vita dei prodotti, quando dava questi tempi di trasformazione non segnalava che la trasformazione fosse verso prodotti tossici, però non è che io abbia fatto una ricerca bibliografica per verificare. Immagino, dato il tipo della rivista, che se l'evoluzione fosse stata verso prodotti tossici lo segnalava, però, immagino, in questa sede vale quello che vale, anzi, in tutte le sedi.

DOMANDA - Passiamo ad un altro punto. Lei disse, sempre all'udienza del 12 ottobre 1999, che nell'industria chimica c'è un vecchio detto: "Non ci sono sostanze chimiche sicure, c'è solo un modo sicuro di usarlo". Ecco, da quanto tempo lei applicherebbe questo detto al CVM, alla produzione del CVM?

RISPOSTA - Io per la verità, più che dirlo io l'ho fatto dire, l'ho letto da un signore, il quale proprio se lo è posto a proposito del CVM, era un signore che per conto di compagnie di assicurazione faceva delle determinazioni, negli Stati Uniti, faceva determinazioni delle condizioni di inquinamento negli impianti di lavoro e questo signore, nel 1976, mi sembra, nel 1977, racconta come hanno vissuto il periodo del 1974 con le notizie della cancerogenicità ed appunto fornisce anche dei dati di quanto era aumentato il lavoro di analisi e dice: "Quale era la nostra mentalità sul CVM?". Certamente non era nella mentalità che lo piazzava tra le sostanze particolarmente pericolose, quindi particolarmente da indagare ai fini dell'ambiente di lavoro; certo che noi ragioniamo come si ragiona nell'industria chimica e quindi anche per il CVM l'atteggiamento, e parlava di se stesso, però come rappresentante di un mondo industriale, era sempre quello di cercare di operare, mantenendo sempre certe cautele. Quindi lui lo riferiva al CVM e lo riferiva a periodi precedenti, però, aggiungo, che quando un limite, seppure come silling è 500, io ho tutte le regole, anche che insegniamo agli studenti, come TLV è sostanza, la cui tossicità non è particolarmente preoccupante, quindi questo detto va collocato poi nel contesto dei numeri che venivano dati dalle agenzie di controllo.

DOMANDA - Dal punto di vista temporale quindi a quando lo facciamo risalire?

RISPOSTA - Io penso anche agli anni '60 con il discorso che faceva questo signore, in un'interpretazione dell'articolo.

DOMANDA - E per produzione di PVC invece?

RISPOSTA - In che senso?

DOMANDA - C'è lo stesso problema?

RISPOSTA - Per il CVM è lo stesso, anzi la preoccupazione del CVM è stata sempre maggiore nella produzione del PVC, anche per i motivi con i quali illustravo perché non mi meravigliava di trovare no peak, prevalentemente nel CV22, sicuramente soprattutto nella produzione di PVC.

DOMANDA - Una domanda invece riguarda un suo intervento del 13 ottobre. Lei ci ha spiegato che sono vari i punti in cui si può verificare una perdita di CVM, c'è una valvola, una flangia, una pompa, e ha anche spiegato che ci possono essere degli effetti diversi a seconda del movimento dell'aria, delle temperature etc. etc.. Ecco, sulla base di queste sue osservazioni che poi sostanzialmente riguardavano un po' il tema del monitoraggio dell'ambiente di lavoro, sulla base di queste sue osservazioni, a quale criterio risponde la distribuzione dei punti di prelievo di aria per il monitoraggio ambientale nell'ambito di uno stabilimento, come quello di Porto Marghera in cui si produce il CVM, le risulta che siano stati distribuiti questi punti sulla base di una predisposizione di un modello e se sì di che modello si tratta?

RISPOSTA - No, io sarei portato ad escludere che si sia utilizzato un modello, io credo che il discorso sia quello che ha fatto il professor Zanelli, che si sia cercato di mettere queste campanelle laddove più facilmente si poteva pensare alla presenza degli operatori, non credo... Anche se invece le dico, in letteratura ci sono articoli recenti, peraltro, in cui si applica la modellista per vedere dove possono essere più convenientemente messi i punti di campionamento, però è roba di qualche anno fa, non credo che allora sia stato fatto e penso che il discorso sia quello che ha fatto il professor Zanelli.

DOMANDA - Un'ultima domanda. Lei ha parlato, mi pare, ha accennato anche stamattina, differenziando l'uso del campionatore personale con quello, diciamo, del monitoraggio d'area, ci ha detto che, anche riferendo dei dati di letteratura, ne ha parlato anche poco fa, il campionatore personale segue l'operatore, ma non dà l'informazione subito e questo può essere un problema nell'individuazione, nella valutazione di costi benefici di questo sistema. Concorda con la considerazione del nostro consulente secondo cui questa differenza tra il momento di rilevamento e l'ottenimento del dato relativo è protettiva dell'impianto, ma non della salute del lavoratore?

RISPOSTA - Dunque, intanto è chiaro, ci potrebbero essere anche dei monitoraggi personali che possono dare anche una risposta più immediata. Il discorso, ripeto, e cerco di ripetere la domanda per vedere se ho capito, perché non ricordo questa affermazione del professor Rindone e quindi voglio vedere se ho capito, cioè, la domanda è se l'aver scelto il monitoraggio di zona con il cromatografo è più a tutela dell'impianto, mentre invece l'aver scelto il monitoraggio personale è a tutela del lavoratore?

DOMANDA - No.

RISPOSTA - Allora, mi ripeta la domanda perché chiaramente non l'ho capita.

DOMANDA - Credo che sia una considerazione che ha fatto a noi, credo che la considerazione sia questa, individuare come limite, cioè l'argomentazione che individua come limite al campionatore personale la distanza di tempo tra il momento in cui il campionamento avviene e il momento in cui il dato è disponibile, è, secondo il suo punto di vista, come secondo il professor Rindone, da quello che ho capito, un'argomentazione che è protettiva dell'impianto, della gestione dell'impianto, ma non della salute del lavoratore?

RISPOSTA - Non sono d'accordo, perché in definitiva, almeno io, quando l'ho citata questa cosa, però anche qui riprendendola dalla letteratura, mi preoccupava il fatto che al lavoratore il giorno dopo gli si dicesse: "Guarda che ieri hai preso una botta di esposizione a CVM enorme", certo la cosa sarebbe molto più grave se la sostanza fosse a tossicità acuta, se fosse a tossicità acuta sarebbe del tutto inaccettabile, ma anche a tossicità non acuta, ma con problemi sul lungo tempo, andare a dire: "Guarda mi sono accorto oggi che ieri sei stato molto esposto", non mi sembra una cosa buona, ecco. Per il resto, vede, io ho esposto una mia visione del problema, cercando anche di far vedere da dove derivava e quindi non era una elucubrazione personale. Io sono convinto che il grosso del lavoro da fare per le fughe deve essere fatto con il cercafughe, quindi la tutela dell'impianto io sono ancora convinto che deve essere fatto con una persona che gira, con l'andare a cercare la fuga non appena vede che qualcosa non è nell'ordine. Io non ho mai citato, abbiamo parlato tante volte dell'odore, io credo che in qualche caso sia anche da citare del rumore, perché certe perdite che sono con velocità del suono si sentono già a rumore. Il signor Pubblico Ministero ci ha parlato, la volta precedente, di perdite di liquido, al di là ora delle valutazioni tecniche, ma certamente in certi punti possono esserci perdite di liquido, quando io ne ho parlato con gli operatori, ma non ora a seguito della sua domanda, ma in generale, mi si dice: "Guarda che una perdita di liquido la vedi subito perché la parte che evapora raffredda talmente il liquido che gela". Allora, ci sono molti elementi che uno deve pensare che se c'è qualcuno che gira sull'impianto, che guarda, che c'è, portano a fare una tutela dell'impianto affidata a quello. Per cui il mio essere consonante con quello che ho letto, di quelli che dicevano con questo tipo, perché poi quando io ho letto, ho letto con questo tipo di campionatore personale, i risultati si hanno solo quando si va a fare l'analisi alla fine, quindi io credo che sia nei confronti dei lavoratori, però... Lei mi ha chiesto la mia opinione e io le ho dato la mia, ci fosse qui il professor Rindone...

 

AVVOCATO SCHIESARO

 

DOMANDA - Due semplici chiarimenti in relazione in parte alle cose che ha detto oggi e in parte ad altri aspetti, che sono nel frattempo emersi. Oggi, se non sbaglio, ha detto che parlando del warning no peak, mi corregga se ho capito male, sostiene che questa espressione equivalga a una assenza di sostanza di CVM, equivale in sostanza a una attestazione di non rilevabilità del CVM e quindi a un'assenza del CVM, è vero questo?

RISPOSTA - Sì.

DOMANDA - Però il problema si pone quando, ad esempio, possiamo constatare alcuni dati che sono risultati dalle schede del CV22. Io adesso le farei vedere un caso, che è stato registrato, mi pare, il 18 gennaio 1991, adesso se il professor Nardelli vuole proiettarlo, in cui sostanzialmente si registrano due allarmi sulla linea 220 e 229, poi una serie di warning no peak e posto non riconosciuto e poi il computer dà una spiegazione con un'annotazione, quando dice cioè che non si possono fare le somme correttamente, perché il programma Basic non rileva il bip, cioè il segnale. Non che non rilevi il CVM, ma non rileva il segnale. Purtroppo è una visione quasi invisibile. In fondo c'è scritto cromatograf D-RGA... Basic Program and following not B, la parte finale dice not B, non il segnale di B.

RISPOSTA - Se il professor Nardelli è così gentile di darmelo da leggere, mi scuso con loro che non lo leggono loro, ma siccome la domanda è fatta a me, è preferibile che lo legga io.

DOMANDA - Manca il dato B, quindi è una segnalazione della mancanza della possibilità di misurare.

RISPOSTA - No, ma questo, credo ora sia abbastanza chiaro il discorso. E` successo qualcosa per cui non c'è stato quel Caller Error uguale a 1, quindi con Caller Error uguale a 1, quella istruzione che ho fatto vedere questa mattina, che diceva poni B uguale a 0, cioè l'inconveniente che si è verificato è di tipo diverso, cioè ha coinvolto sì anche l'istruzione no peak, ma non ha portato a individuare la situazione di Caller Error 1, che nel programma porta a dare l'istruzione zero, lì non è arrivato nessun valore a B.

DOMANDA - Allora, il problema è che, nonostante questa annotazione, ci troviamo poi alla fine nel calcolo delle medie tutte fatte con 43 osservazioni, tranne 42 osservazioni sulla linea 222, ma tutte di 0?

RISPOSTA - Perché le altre saranno appunto arrivate dal warning no peak con B uguale a 0.

DOMANDA - Cioè?

RISPOSTA - Quella è una situazione di tipo diverso, perché quando c'è il no peak, il no peak assume come variabile Basic Caller uguale a 1 dopodiché c'è istruzione Basic che dice: "If Caller uguale a 1 then B uguale a 0", quindi ha fatto quello che gli è stato detto di fare, cioè quando c'è no peak metti 0.

DOMANDA - Questa espressione di not B a cosa si riferisce?

RISPOSTA - Si riferisce a un'altra situazione, ad uno dei punti non considerati, perché evidentemente se non trova B non può mettere uguale a 0, perché lo zero lo mette quando B è stato posto uguale a 0. Comunque, ancora una volta, siccome la cosa... insomma, uno non può rispondere completamente in tanti casi e questo è uno dei casi, io chiederei la cortesia di farmi la copia della cosa, nella relazione o sentendomi in un altro momento, ma nella relazione penso, poi dopo eventualmente se non basta, io provo a dare una risposta più completa di quella che do ora, ma sicuramente se mette B... se mette 0 vuol dire che ha avuto l'istruzione B uguale a 0, laddove dice: "Non ho istruzioni per B", quella istruzione non la può valutare 0, il perché però non glielo posso dire ora.

DOMANDA - Un'ulteriore osservazione che facevo è che in questa stessa espressione non solo dice "not B", ma dice somma sbagliata, cioè fa intendere che si riferisce a una somma di elementi, non solo ad un'unica rilevazione?

RISPOSTA - Quella è un'istruzione del Basic, mi sembra, bisogna vedere quando è che interviene questa istruzione, perché ci sono tante istruzioni nel Basic, bisogna vedere qual è la circostanza che fa intervenire questa istruzione, senza il manuale chiaramente è difficile e quindi immagino che il professor Nardelli il programma se l'è guardato, ma che non abbia trovato elementi all'interno del programma per... Comunque, ripeto, io ci guardo e...

DOMANDA - Allora, cambiando argomento c'è un altro problema, oltre al warnig no peak e al posto non riconosciuto ed è il fuori servizio, che questa è una terza situazione nella quale noi abbiamo delle registrazioni, che nonostante l'impianto fosse fuori servizio, segnano comunque lo zero come registrazione. Pregherei di far vedere il dato registrato nella giornata del 26 gennaio del 1991, ecco, dove c'è chiaramente l'annotazione tutte le rilevazioni, 69, 69, siamo sempre sul CV22, sono 69, tranne le ultime 4, sono 68 misure, tutta la giornata del 26 gennaio risulta il registratore fuori servizio, ripristinato il 28 gennaio 1991, questa è l'annotazione scritta a penna sotto, i numeri sono i nostri, abbiamo calcolato la somma delle osservazioni fatte e viene fuori 479 misure, nonostante risulti registratore fuori servizio per tutta la giornata del 26 gennaio 1991, quindi in questa giornata abbiamo fuori servizio per 24 ore, abbiamo una media giornaliera di 0,01, com'è spiegabile questa cosa? Perché se facciamo fuori servizio bisogna che non ci sia un dato di media, a meno che anche il fuori servizio non sia poi tradotto in zero?

RISPOSTA - A me non risulta.

DOMANDA - Neanche a noi risulta questo, comunque questo è il dato. Comunque gliene posso far vedere anche altri di questo tipo.

RISPOSTA - Il giorno di questo?

DOMANDA - Il 26 gennaio del 1991, il 28 gennaio, però si riferisce dalle ore 24.00 del 26 gennaio.

RISPOSTA - Bisogna stare attenti perché la registrazione è alle ore 24.00 e quindi è il giorno prima. Quindi il 26 gennaio.

DOMANDA - Dopo è, il 26 è il giorno de quo in cui c'è il fuori servizio, ma quella roba lì probabilmente è fatta successivamente, è fatta il 28, credo. Perché io vedo là sempre in testa, vedo data 91/01/28?

RISPOSTA - Io qui, in uno di questi tabelloni statistici, che come ho detto devono essere completati e che io non ho rivisto come input di dati, quindi li prendo come sono stati trasferiti i dati, il 26/01/1991 mi trovo che sono state eseguite 503 misure. Comunque io mi trovo il 26 che ci sono osservazioni, mi trovo che il 28 ci sono osservazioni...

DOMANDA - E il fuori servizio?

RISPOSTA - Non mi trovo invece osservazioni per il 27. Quindi io mi trovo i dati relativi a 26 e 28, mentre non mi risulta il 27.

DOMANDA - Cioè lei dice che il fuori servizio è limitato al 27?

RISPOSTA - Dai fogli che ho qui sì, però, ripeto, questi fogli sono stati un input di dati fatto dal personale, che era incaricato di questo, io ancora non ho fatto una revisione eventualmente statistica per vedere l'affidabilità, però direi che una cosa di questo genere è molto precisa, il 26 ci sono i dati, il 27 no, il 28 sì. Questo a me risulta.

DOMANDA - Ma lì l'annotazione dice registratore fuori servizio il 26/01/1991, ripristinato il 28/01/1191, quindi è altrettanto chiara.

RISPOSTA - Però, insomma, qui sono stati presi dai tabulati e quindi vuol dire che i tabulati avevano il risultato finale, che dava questi risultati, comunque certamente, io mi scuso con il Presidente, ma su queste cose...

 

NARDELLI - Non ci sono tutti i tabulati.

 

RISPOSTA - Non i tabulati, almeno lo scontrino finale.

 

Presidente: ma la spiegazione non può essere che è andato fuori servizio alla fine della giornata del 26 e quindi per tutto il 27 non ha monitorato e quindi il 28 è stato ripristinato, troverebbe allora una coincidenza in quel tabulato, mi pare.

 

DOMANDA - In teoria potrebbe anche essere così, ci vorrebbe poco che avesse il fuori servizio al minuto, perché altrimenti verrebbe registrato...

 

Presidente: può darsi che, adesso io non ho la scheda del 26 qui sotto per poter controllare, può darsi che fino a una certa ora del 26 abbia...

 

DOMANDA - Qui tutte le misurazioni al 26 sono regolari, tutte, questo è il problema. Teoricamente potrebbe anche essere così.

 

Presidente: bisognerebbe vedere il perché del fuori servizio improvviso oppure programmato.

RISPOSTA - Il 26, signor Presidente, io mi trovo tutte le stream, tutte le 7 correnti con 72 dati, una sola, che è la corrente 229 con 71, trovo una segnalazione messaggi, ci dovrebbe essere un posto non riconosciuto e quindi 71 più uno 72, tornerebbe. Ripeto, non trovo niente nel 27, nel 28 trovo una situazione di 69 misure, 68 misure per linea, quindi potrebbe non essere ricominciato subito perché le misure sono meno delle 72. Questo posso dire in base agli elementi che ho qui.

 

DOMANDA - Possiamo vedere un altro caso, il professor Nardelli, 5 ottobre 1995...

RISPOSTA - Io non sono andato oltre il 1993.

DOMANDA - Era semplicemente per farle vedere un altro caso in cui...

RISPOSTA - No, dicevo non ho elementi perché non sono andato oltre il 1993.

DOMANDA - Abbiamo un'altra attestazione di fuori servizio con questa annotazione, anche lì difficilmente leggibile, tutte le eccezioni segnalate causa fuori servizio strumento. Praticamente qui abbiamo una serie di misure con dei dati abbastanza elevati perché le somme delle esposizioni sono sulla media di 50 per ogni linea, 50 PPM, ovviamente la media è di un PPM, perché viene diviso per la somma per le 54 misurazioni fatte per singola linea, però l'annotazione dice: "Tutte le eccezioni segnalate, e sono tante, perché per ciascuna linea abbiamo una media di 3 eccezioni, 220/4, 221/4, 222/4, 224/3, 226/2, 227/2 e 229/4, tutte le eccezioni... causa fuori servizio dello strumento, cioè sembrerebbe che, in questo caso, il fuori servizio avesse comunque prodotto dei numeri, addirittura dei numeri di eccezione.

RISPOSTA - Siamo sempre nel CV22?

DOMANDA - Sì.

RISPOSTA - Ricordiamoci che nel CV22, quando lo strumento viene messo in manuale, per fare operazioni di taratura e quindi proprio per vedere i livelli delle eccezioni, non dico che la situazione sia questa, ma ricordo che nel CV22, quando si mette in manuale, l'integratore registra, perché le situazioni sono poche, mentre invece, come abbiamo detto, ormai più volte, o come è stato detto più volte, per quanto riguarda il CV24, quando viene messo in manuale l'integratore non registra. Quindi nel CV22 se le linee sono state messe in manuale per fare qualcosa noi troviamo però i numeri sull'integratore. Ecco, però per il 1995 io non ho nessun dato perché la mia indagine si fermerà al 1993.

DOMANDA - Allora, torneremo su questi sciogliendo quella riserva che ci siamo assunti alla scorsa udienza.

 

Presidente: non ci sono altre domande al professor Foraboschi? Allora, grazie professor Foraboschi, sospendiamo l'udienza ora e la riprendiamo alle ore 15.00.

 

Pubblico Ministero: il programma, sia per questa udienza che per le prossime a venire, dovrebbe essere questo, oggi si dovrebbero trattare dei casi singoli come integrazioni il dottor Miedico per i casi che gli rimangono, su alcune precisazioni che gli sono state chieste alla udienza scorsa, poi ci sono il dottor Bai e il dottor Bracci. Il 13 di dicembre ci saranno ancora il dottor Bai e il dottor Bracci per la eventuale conclusione per i casi che rimanessero come attività integrativa e poi il dottor Bai e il dottor Guerrino tratteranno dei casi di decesso, sia quelli vecchi sopravvenuti nel frattempo, sia i casi nuovi. Poi, riguardava... avrebbe dovuto riguardare l'udienza del 3 di dicembre anche l'esame e la discussione da parte dei dottori Ruggi e Martinez sulla questione dei vetrini e reparti istologici, casi specifici che erano stati segnalati anche dalle Difese degli imputati, che avevano anche incaricato e nominato degli anatomo-patologi. Dopo aver parlato con alcuni difensori degli imputati emergeva che ci sarebbe stato bisogno, per questione di organizzazione nell'esame dei vetrini, di aspettare un attimo, di aspettare quindi quanto meno l'udienza del 14 dicembre e quindi il 3 l'intenzione sarebbe, si potrebbe concludere quella giornata con l'eventuale controesame sui casi singoli.

 

Avvocato Alessandri: qui abbiamo dei problemi perché i verbali non sono disponibili in tempo utile per poter fare un controesame, volevo anche chiedere al Pubblico Ministero se le relazioni dei suoi consulenti, che non sono state depositate, come ha già detto più volte, unitamente alla documentazione, saranno depositati, perché molte delle valutazioni che sono state fatte alla scorsa udienza, essendo state valutazioni orali, hanno alcune imprecisioni lessicali che potrebbero rendere assolutamente impreciso il controesame, quindi se ci saranno le conclusioni diagnostiche scritte, se sì e quando?

 

Pubblico Ministero: le conclusioni diagnostiche sono quelle che vengono rappresentate durante questa presentazione orale, per i casi che verranno presentati, perché non tutti verranno presentati, lì dove ci sono delle novità o delle conferme, così come emergono dalle integrazioni, questi vengono trattati, dove non c'è bisogno non viene detto niente, non c'è nulla da modificare.

 

Avvocato Alessandri: quindi i casi che non vengono ripresi sono casi rispetto ai quali il consulente del Pubblico Ministero ritenga di non aver nulla da aggiungere.

 

Pubblico Ministero: in questo momento, come attività integrativa, no, poi, come in più di una occasione è stato detto, alla fine verrà fatta una relazione in sintesi, tenendo conto di tutte le considerazioni, però gli elementi integrativi nuovi emersi vengono segnalati durante questa esposizione orale.

 

Avvocato Alessandri: allora, mi chiedo che senso abbia un controesame su delle conclusioni che sono parziali...

 

Pubblico Ministero: no, non sono parziali, queste sono le indicazioni sulla attività integrativa, non sono delle conclusioni su tutti i casi, è stata fatta un'attività integrativa sulla quale vengono sentiti, questo è il tema.

 

Presidente: voglio dire, allora, l'attività integrativa è stata fatta su 235 più... su circa 260 casi mi pare, no?

 

Pubblico Ministero: è stata fatta, come risulta da quel prospetto...

 

Presidente: elenco accertamenti, io vado fino a 235, anzi, 240, anzi 259.

 

Pubblico Ministero: chiedo scusa, allora, illustro quell'elenco che è stato fatto. Le visite anamnestiche sono 232, così come sono indicate al penultimo foglio, le ecografie sono 82, le angiologie 53, le radiografie 30 e così avanti secondo quell'elenco che è stato indicato. Poi quell'elenco che arriva fino a Zaninello Silvio, che nel frattempo è deceduto, al numero 235, continua con l'indicazione, e ci sono a margine quei numeri, dei deceduti che ci sono stati nel frattempo, così come sono stati rilevati. Siamo arrivati al numero 24, gli ultimi 8 sono quelli che non si sono presentati alla visita anamnestica o perché irreperibili o perché ammalati o perché non hanno voluto presentarsi. L'attività integrativa riguarda le visite anamnestiche per tutti e i singoli accertamenti diagnostici o quello che è, sono indicati secondo quei modelli.

 

Presidente: benissimo.

 

Pubblico Ministero: di questi vengono trattati quelli che possono indicare delle novità, ovviamente a giudizio dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero.

 

Presidente: io ritengo che comunque, se leggo, lì dove è stata fatta una visita anamnestica, che è stata fatta nei confronti di tutti, alcuni esami strumentali che vanno da ecografie, angiologie e ad altri esami non bene indicati, rispetto a questi, voglio dire, che sono esami che possono dare significatività alle precedenti conclusioni, nel senso di confortarle, riscontrarle, oppure che possono, diciamo così, dare risultati che fanno ritenere che la malattia in un primo tempo, perché io ricordo che c'erano dei casi che si fermavano, tanto per intenderci, per quanto riguarda anche l'esame anamnestico ed eventuali accertamenti strumentali al 1965, credo che quindi, rispetto a questi casi, voglio dire, si possono avere, ripeto, o dei riscontri o si possono avere delle negatività e, quindi, allora, per questi casi bisognerebbe un attimo soffermarsi su quelli che sono stati i risultati delle visite e soprattutto degli esami strumentali, poi arrivare a una conclusione, tenuto conto anche, non solo della precedente propria conclusione, ma delle obiezioni anche che sono state mosse, visto che c'è questo precedente esame dei consulenti della controparte, perché allora così sì che sarebbe completo il quadro, cioè, dovreste dirci se, non tanto, scusate, io adesso qua non voglio però entrare, cioè, sostituirmi a quella che può essere una metodologia già scelta, ma io credo che se vi sono state delle conclusioni di un certo tipo da parte dei consulenti della Difesa, è anche rispetto a quelli che bisognerebbe dare una risposta alla luce dei nuovi esami e non soffermarsi sul fatto che altri... o non soffermarsi solo sul fatto che altri hanno addebitato la causa al fumo o all'alcool, come ho sentito dire la volta scorsa dal dottor Bracci, ma piuttosto... Perché altrimenti ci ritroviamo in una situazione di questo genere, che ognuno arriva a una conclusione patologica, che può anche essere coincidente e cioè un'epatopatia, una cirrosi etc., però una l'addebita all'alcool, al consumo eccessivo di alcool e l'altra invece al CVM, oppure ad entrambe le cause, così ho sentito la volta scorsa. Io credo che, invece, le obiezioni debbano essere un po' più puntuali, debbano riguardare un po' più la caratteristica della malattia, dell'epatopatia etc., così come mi pare di aver capito, perché altrimenti ci fermiamo ad un dato che secondo me è di contrapposizione, ma non dà spiegazione di quella che è la patologia. Non so cosa ulteriormente dire per cercare di spiegarmi senza poi dovermi esporre più del...

 

Pubblico Ministero: le indicazioni che sono state fornite ai consulenti, che hanno fatto le visite anamnestiche erano esattamente di questo tipo, tra l'altro le indicazioni erano state formulate a tutte quante le 12 persone, che hanno fatto le visite anamnestiche con fax, doveva essere precisato quelle che erano le patologie osservate dai consulenti tecnici del Pubblico Ministero, poi l'esame delle patologie, se c'erano patologie che erano state osservate e valutate dai consulenti tecnici di Montedison e di Enichem e sulla base degli accertamenti integrativi, visite anamnestiche e tutti gli altri esami che sono stati fatti, se vi erano delle osservazioni e delle modifiche. Questa è l'indicazione ovviamente delle conclusioni. L'esame può essere fatto di tutti i casi e l'indicazione che avevo dato alla scorsa udienza era quella di limitarsi ai casi dove dovevano osservare i vari percorsi principali, comunque se si vuole affrontare tutti i casi...

 

Presidente: ma non tutti i casi, noi facciamo esattamente questi casi che lei adesso qui ci ha elencato rispetto ai quali... Benissimo, noi senz'altro facciamo esclusivamente questo. Dicevo che è il metodo secondo me che dovrebbe essere un attimo rivisto, perché se ci fermiamo su quelle che sono le opzioni, che possono essere anche viste, cioè questo è riferibile senz'altro al CVM, in questo comunque vi è senz'altro un concorso del CVM nella verificazione, nella causazione della malattia e d'altra parte si dice: "No, la malattia è stata causata dall'uso di alcool, dal tabagismo etc.", ho l'impressione che non si diano dati numerici, non ci fornisca altre domande, un quadro di riferimento compiuto in base al quale anche il Tribunale può fare le sue valutazioni. Questo è... cioè, ci sono, e sono state individuate, delle caratteristiche nelle patologie, sia respiratorie e sia epatiche, che hanno fatto concludere i consulenti delle Difese, nel senso che comunque sono patologie che non hanno le caratteristiche proprie di una esposizione o alle polveri o al CVM, per quanto riguarda le epatopatie, alle polveri di PVC nel primo caso, al CVM per quanto riguarda le epatopatie. Di questo, secondo me, tenuto conto, cioè, di queste caratteristiche, così come sono state anche illustrate, secondo me i consulenti del Pubblico Ministero dovrebbero tenerne conto, ecco, questo era il suggerimento che io davo. Questo a livello di suggerimento. Bene, comunque diamo inizio senz'altro...

 

Avvocato Alessandri: scusi, Presidente, ma soltanto a questo punto per capire. Il Pubblico Ministero ha depositato documentazione relativa a 235 casi vecchi già discussi, più 18 casi di soggetti deceduti già discussi con documentazione aggiuntiva, sono soggetti deceduti nel frattempo, questo riguarda il faldone D, ci sono 30 casi vecchi con aggiunta soltanto di documentazione, ed è il faldone B, e ci sono tra i 60 e i 70 casi integralmente nuovi, dei quali soltanto 35 risultano essere stati sottoposti a visita da parte dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero. Questo è il quadro complessivo della documentazione offerta dal Pubblico Ministero ed acquisita dal Tribunale, poi c'è la documentazione che è stata presentata dall'avvocato Vassallo che in parte riguarda, a una prima lettura, perché non abbiamo avuto il tempo di verificarla fino in fondo, ed anche sul problema dei tempi io chiederei di fare una riflessione, altrimenti questo confronto risulta assolutamente non dico inutile, ma poco utile, nella quale documentazione presentata dall'avvocato Vassallo ci sono, in parte, casi che rientrano, circa 55 casi, compresi nei faldoni D, alcuni con ulteriore documentazione, altri 30 che invece rientrano nei casi originali, nella contestazione originale, che non sono stati ripresi dal Pubblico Ministero, ecco, e due casi che sembrano interamente nuovi. Allora, abbiamo un panorama molto variegato di fronte e molto complesso. Il Pubblico Ministero ci dice che i suoi consulenti tratteranno qui in udienza soltanto con relazioni orali una parte di questi casi, tralasciando altri casi che sono stati sottoposti a visita, per carità, io non entro nelle scelte del Pubblico Ministero e del consulente del Pubblico Ministero, mi domando però perché questi risultati delle visite, da parte di coloro che le hanno fatte, non vengono qui offerti, perché su questi noi comunque dovremmo interloquire e come facciamo ad interloquire soltanto con delle carte e basta? Come facciamo a fare un controesame senza avere sentito l'esposizione del professor Ruggi e del professor Martinez sui vetrini, quando i vetrini riguardano molti dei casi che qui dobbiamo discutere? O facciamo una cosa che abbia un minimo di razionalità e di organicità o ci limitiamo a fare delle relazioni scritte...

 

Presidente: no, indubbiamente, siccome qui dovremmo impiegare alcune e non poche udienze, io credo che, a questo punto, se al Tribunale si vuole offrire una integrazione la si deve offrire, per l'appunto, la più completa possibile. Ovviamente il tempo del controesame va anche individuato con riferimento alla possibilità, da parte dei consulenti della Difesa, di poter valutare quelle che sono le conclusioni, che assumono i consulenti del Pubblico Ministero. Un controesame fatto immediatamente dopo, senza avere a disposizione le conclusioni, non solo orali, ma anche scritte, se sono integrative o di completamento ed altresì un controesame dei vetrini che riguardano, magari, persone ancora in vita, perché, non lo so, se vuole il Pubblico Ministero, se è nel suo programma, esaminare questi casi dei decessi in un secondo momento o in una seconda fase, non lo so sinceramente, bisognerà che effettivamente i consulenti della Difesa abbiano la disponibilità di avere il quadro completo. Io adesso non ho capito bene, ma lei di questi 234 casi, i suoi consulenti prenderanno per tutti le conclusioni, oppure alcuni saranno pretermessi e se alcuni sono pretermessi, per quale motivo sono pretermessi?

 

Pubblico Ministero: la documentazione che è stata depositata ancora il 30 giugno di quest'anno riguarda tutti i casi che sono stati indicati in quell'elenco. L'indicazione iniziale era quella di esaminare tutti i casi come accertamenti integrativi, così quello che è emerso durante le varie visite anamnestiche e dagli altri tipi di visite, sarebbe stato segnalato al Tribunale, poi successivamente, nel corso della scorsa udienza ho dato delle indicazioni dicendo, per questioni sia di tempo, sia di sinteticità: "Cercate di limitarvi all'indicazione delle patologie, che abbiamo indicato noi, delle patologie che hanno indicato gli imputati e dei casi più significativi". Se si vuole chiedere di tutti quanti i casi, non c'è nessun problema a presentarli..

 

Presidente: cosa intende lei per i casi più significativi? Mi scusi, Pubblico Ministero, siamo chiari fino in fondo su queste cose, cioè, se lei per casi significativi ritiene quei casi che comunque i consulenti suoi ritengono significativi, perché consentono loro di arrivare a conclusioni che sono coerenti con l'ipotesi accusatoria, va bene, allora assumiamo questo significato, il che significa peraltro, allora, per contro che tutti gli altri casi non esaminati e che non sono significativi li abbandonate, perché evidentemente avete riscontrato che, sulla base degli esami anamnestici o degli altri esami strumentali, non vi sono o non vi erano patologie. Cioè, è così?

 

Pubblico Ministero: non è assolutamente così, perché quando avevo presentato questa documentazione e avevo formulato anche la richiesta di sentire i consulenti, io avevo detto che mi sarei riservato alla fine di presentare una relazione come Pubblico Ministero in cui dare atto dei casi, diciamo, che secondo ovviamente il Pubblico Ministero dovevano ritenersi confermati, quindi facenti parte della contestazione e dei casi che potevano essere anche alcune decine, sui quali il Pubblico Ministero diceva: "Per me non rientrano più nella contestazione alla luce degli accertamenti etc..", per quanto riguarda i singoli accertamenti, le singole visite integrative, che sono state effettuate, quando ho detto: "Elencate i casi più significativi" questo vuol dire esame per esame che cosa può essere utile per dare un'idea complessiva al Tribunale e cambia dal tipo di esame al tipo di esame, perché se noi parliamo delle visite anamnestiche io credo che sia inutile ripetere, come già emerso in parte la volta scorsa, tutto l'insieme di considerazioni, di indicazioni che sono per tutti gli operai praticamente identiche. Tra l'altro, i documenti ci sono, sono all'esame di tutte le parti da tempo, sono all'esame anche del Tribunale da meno tempo, i risultati delle visite anamnestiche sono lì agli atti ed ora per 200 e passa persone indicare: "Hanno detto questo", e poi dicono tutti sostanzialmente le stesse cose, mi sembrava una ripetizione inutile, per quanto riguarda le visite anamnestiche. Se si vuole si può fare, per carità, questo era il discorso di non stare a ripetere...

 

Presidente: ho capito, no, allora, piuttosto della visita anamnestica io credo che comunque abbiano fatto una visita clinica, no? Cioè, dal momento in cui hanno visto di nuovo alla loro presenza il cliente credo che non li abbiano interrogati solamente sulla loro vita lavorativa.

 

Pubblico Ministero: hanno valutato anche che tipi di esami, di accertamenti integrativi, tipo ecografie...

 

Presidente: normalmente nel disporre un esame, tipo una ecografia oppure una spirometria oppure una radiografia o che altro, presuppone che quanto meno abbiano fatto una visita clinica.

 

Pubblico Ministero: certo.

 

Presidente: allora, se le visite, cioè se l'anamnesi rimane quella già originaria, quanto meno però che attualizzino la visita clinica e, ovviamente, il quadro patologico con anche i riscontri strumentali.

 

Pubblico Ministero: certo.

 

Presidente: allora, questo sì, allora, possono dire, l'anamnesi non c'è nulla da integrare, da aggiungere etc., la visita clinica effettuata in data tal dei tali ci dà questo quadro, abbiamo chiesto di fare questi ulteriori esami, che hanno dato questi risultati, la nostra conclusione è che... ecco, ci sia questa patologia etc.. Quanto alle obiezioni che sono state mosse, in ordine al quadro patologico etc., sono state superate dagli esami strumentali, che allora magari non erano stati effettuati; quanto alla natura della malattia, quanto al fatto che essa sia correlata al CVM e non piuttosto, non lo so, al potus, a roba di questo genere, riteniamo di... e lì, insomma, muovere, voglio dire, da un punto di vista valutativo quelle che possono essere le obiezioni alle conclusioni dei consulenti di parte. Allora, facendolo così tutto sommato credo che, e ricevendo poi in risposta le conclusioni, le valutazioni dei consulenti, sì, capisco che così, in un qualche modo allunghiamo, però quanto meno rendiamo utile questa nuova valutazione, perché teniamo conto che queste nuove valutazioni vengono fatte sulla base, per l'appunto, di rilievi in ordine alla scarsità o all'assenza di riscontri strumentali, oppure alla lontananza delle visite cliniche, senza che successivamente siano stati fatti esami strumentali, oppure sull'equivocità degli esami strumentali; io credo che questa fosse l'esigenza che ha mosso il Pubblico Ministero a fare queste integrazioni.

 

Pubblico Ministero: le indicazioni che sono state fornite sono esattamente queste...

 

Presidente: io credo che le sollecitazioni siano venute proprio dalle conclusioni e dalle osservazioni fatte dai consulenti di parte ed allora a quelle va anche data una risposta sulla base di questi risultati.

 

Pubblico Ministero: sono esattamente queste le richieste che sono state rivolte, come dicevo anche prima, proprio con fax, ai consulenti tecnici. Le indicazioni del Presidente, in questo senso, sono chiaramente precise, poi ai consulenti sono state fatte le stesse domande e dovranno rispondere in quest'ottica, sono completamente d'accordo su questo dato, bisogna che rispondano esattamente. Ovviamente c'è chi è più portato ad allargare i riferimenti a una parte piuttosto che a un'altra...

 

Presidente: io l'altra volta sono intervenuto perché molte volte si è insistito sul quadro anamnestico riportando tutta una serie di dichiarazioni. Oramai il quadro anamnestico ci è abbastanza noto, perché io rispondevo meglio, ero intervenuto sull'audizione del dottor Miedico, perché oramai sappiamo presso quali reparti hanno lavorato, la durata della loro attività, semmai se ci fosse qualche cosa da precisare, in ordine a questi dati, lo si precisi, lo si integri, voglio dire, sul quadro anamnestico lavorativo abbiamo avuto parecchie notizie oramai, mi pare che, se ci sono da fare delle precisazioni o delle integrazioni, quelle devono essere fatte, ma non deve essere rappresentato ulteriormente il quadro anamnestico lavorativo, alla luce di quelle che sono state le ultime visite fatte, se non c'è, ripeto, nulla da aggiungere rispetto al quadro che già abbiamo.

 

Pubblico Ministero: sono d'accordo.

 

Presidente: perché c'erano le schede, c'erano le esposizioni. Se c'è da contestare per esempio il fatto che in taluni casi si è detto che non è esposto, non è stato sufficientemente esposto, tenuto conto che ha lavorato solamente alcuni mesi, piuttosto che alcuni anni in un reparto e invece vi risulta che abbia lavorato alcuni anni e non già alcuni mesi, oppure che abbia lavorato in un reparto piuttosto che in un altro, allora quelle sono le precisazioni che vanno fatte e documentate. Questo mi pare che potrebbe essere, allora, dal punto di vista del metodo, quello che ci può dare un quadro, insomma, che sia utile.

 

Avvocato Scatturin: nel delineare un'analisi lavorativa mi pare che il dottor Miedico ed anche il collega, che è stato sentito la volta scorsa, si soffermassero sui fatti che non erano stati riferiti nello specifico dai consulenti della Difesa, perché i consulenti della Difesa, nella loro anamnesi lavorativa si riferivano genericamente alle mansioni e queste mansioni non erano così precise come i fatti dell'esposizione, che sono stati rappresentati dai due consulenti dell'Accusa. E` proprio su questo punto che abbiamo fermato l'attenzione perché ci sembra utile, proprio per una conclusione dal punto di vista medico, indicare il fatto della mansione, cioè l'operare pratico e fattuale della mansione, che comporta un certo tipo di esposizione e questo tipo di esposizione poi si riflette sulla diagnosi che si deve fare alla fine. Mi scusi, Presidente, io ci tenevo a precisare questa preoccupazione nostra.

 

Presidente: sì, allora, siccome l'altra volta sono intervenuto anche su questo aspetto, dico quella che è la mia opinione in proposito. Questo è un processo che non si riferisce, diciamo così, ad un arco temporale limitato e ristretto, è un processo che si riferisce ad un arco temporale molto vasto, molto lungo. Allora, che cosa succede? Che non vorrei che alcune dichiarazioni che vengono rese su un'attività lavorativa, che si è svolta in un determinato periodo, e qui abbiamo sentito raccontare già anche dai consulenti che per esempio negli anni '60 o negli anni '70, primi anni '70, si lavorava in un certo modo e che poi invece le modalità di lavoro sono cambiate, si sono modificate e allora fare delle dichiarazioni di un certo tipo che magari possono aver riguardato effettivamente le mansioni svolte in un arco temporale, che magari, non so, è di 2 o 3 anni, rispetto a una vita lavorativa di 11, 15, 20 anni mi pare un po' limitato. Oltretutto, siccome dobbiamo acquisire delle prove, è chiaro che chi ha lavorato in un determinato reparto in determinati anni, sapremo come concretamente, fattualmente, come dice lei, lavorava, ma lo sapremo da testi, da testimoni più che invece da un esame anamnestico, che da un punto di vista probatorio sinceramente mi pare lasci... insomma, perché sono dichiarazioni comunque della parte offesa, oltretutto mediate dal medico e roba di questo genere. Mi pare che non portino... il medico ad un certo punto prende atto che vi è stata, tenuto conto delle mansioni, tenuto conto della durata dell'esposizione, un'esposizione, parte da questo dato e poi fa le sue valutazioni sulla malattia. Sappiamo e abbiamo sentito che talvolta le mansioni erano tali per cui, ecco, si ritiene di collocare la malattia in un arco temporale in cui le mansioni venivano svolte, per esempio, non lo so, addirittura toccando il CVM con le mani, oppure dovendo fare la pulizia delle autoclavi in determinate condizioni e roba di questo genere e proprio in quel epoca si è manifestata la malattia etc.. Allora, può accennarlo e dirlo che nell'anno tal dei tali c'è stata la prima manifestazione di questa malattia, anche perché secondo quanto riferito da... ma tutto questo abbastanza in maniera mediata senza fare... senza riportare esattamente le dichiarazioni che gli ha fatto il paziente; era per quello che ero intervenuto la volta scorsa, semplicemente per questo. Cioè, una risistemazione dei dati acquisiti da parte del paziente, io penso che il medico la debba fare, ma la debba fare, diciamo così, lui, senza che venga, com'è successo la volta scorsa, ed è per quello che mi sono permesso di richiamare il dottor Miedico, di riportare tutta una serie di dichiarazioni del paziente stesso. Non so se mi sono spiegato, ma spero di sì.

 

Avvocato Stella: c'è ancora un problemino di cui lei ha già parlato. Ecco, noi non abbiamo, almeno io non ho capito se il dottor Bracci, all'inizio della sua deposizione dice: "Ho esaminato, dopo averli visitati, 133 casi, di questi presenterò quelli per i quali dalle visite sono emerse delle novità valutate utili per questo processo, quindi presenterò di questi 133 casi 68". Allora, mi chiedo, degli altri 65 casi? Noi vorremmo sapere che cosa ne è?

 

Presidente: io l'avevo posta questa questione.

 

Avvocato Stella: in altre parole, noi possiamo prendere atto che l'Accusa ritiene utili per l'Accusa quei 68 casi e per gli altri tireremo le nostre conclusioni? Oppure, la cosa migliore per una chiarificazione reale sarebbe che il dottor Bracci presentasse tutti e 133 casi che ha visitato. Le alternative sono due: o li presenta tutti, oppure noi dobbiamo tirare le conclusioni su quelli non presentati.

 

Pubblico Ministero: come ha detto lei adesso, presenta dei casi dove ci sono delle novità, questo vuol dire tendenzialmente che, rispetto ai casi non trattati, non ci sono novità rispetto alle precedenti conclusioni dei consulenti del Pubblico Ministero, questo è il significato da dare a quelle espressioni. Se il Tribunale dà delle indicazioni affinché vengano sentiti i consulenti del Pubblico Ministero su tutti quanti, li sentiremo su tutti quanti. Ci tengo peraltro a ribadire che la documentazione è stata depositata da mesi ormai, che è a conoscenza di tutti e che tutti erano in grado di valutarla.

 

Presidente: qui si parla solamente da un punto di vista metodologico, cioè, voglio dire, la questione che si pone al Pubblico Ministero adesso, ma che la ponevo anch'io prima, dal professor Stella è questa: per gli altri casi il Pubblico Ministero ritiene di mantenere le conclusioni già raggiunte, va bene, d'accordo...

 

Pubblico Ministero: questa è la risposta che do, in questo momento non voglio fare relazioni conclusive, come ho detto le farò sentiti tutti i casi escludendone di mia iniziativa, perché so già che certi casi verranno esclusi, in questo momento non voglio fare le relazioni finali, perché dobbiamo sentire tutti i consulenti un'altra volta, sia del Pubblico Ministero sia delle eventuali Parti Civili, sia delle Difese. Trarrò le mie conclusioni, perché il consulente è il consulente del Pubblico Ministero, dopo l'audizione di tutti i consulenti, e presenterò, ovviamente sentiti tutti e fatti tutti gli accertamenti, una relazione che conterrà casi che il Pubblico Ministero riterrà di dover sostenere fino alla fine. Questa è la mia posizione.

 

Avvocato Alessandri: posso, signor Presidente? Io evidentemente non posso chiedere al Pubblico Ministero di fare una cosa piuttosto che un'altra, evidentemente, come lui non la può chiedere a me. Io formalizzo una richiesta, allora, in questo senso, a nome dei difensori di Montedison, che i consulenti del Pubblico Ministero traggano le conclusioni rispetto a tutti i casi per i quali è stata depositata documentazione in questo processo. Dicano se questa documentazione nulla sposta, se sposta qualche cosa e quali conclusioni comunque loro ne traggano. Ovviamente la mia è una risposta alla quale si può accedere o non accedere.

 

Avvocato Stella: mi associo come tutti gli imputati Enichem.

 

Pubblico Ministero: l'avevo già detto che non c'è nessun problema di interrogarli su tutti quanti i casi e trarranno le loro conclusioni, ovviamente poi alla fine di tutte quante le considerazioni di tutti i consulenti di tutte le Parti le trarrò, come Pubblico Ministero, come le trarranno ovviamente tutti i difensori, non c'è nessun problema.

 

Presidente: allora, facciamo così, anche per maggior chiarezza. Siccome la documentazione è stata depositata, quindi, voglio dire, questi casi comunque sono stati esaminati dai suoi consulenti, potranno dire: "Nulla spostano questi ulteriori esami che abbiamo fatto, rispetto alla conclusione originariamente resa" oppure potranno anche dire, non lo so, una cosa diversa, che io adesso non saprei immaginarmi. Allora, cominciamo.

 

Pubblico Ministero: cominciamo con il dottor Miedico, il dottor Bracci e il dottor Bai, così si dividono i casi, ed ovviamente i casi che hanno preparato per oggi li concluderanno oggi e per il 3 verranno affrontati anche gli altri che erano rimasti in sospeso. C'è l'elenco, quindi sono stati seguiti tutti i primi casi e quindi cominciamo con gli ultimi casi, che erano rimasti al dottor Miedico da trattare, poi vedremo per gli altri.

 

 

DEPOSIZIONE CONSULENTI 

DR. MIEDICO DARIO - DR. BAI EDOARDO

DR. BRACCI CARLO-

 

CHIARIMENTI SUL VOLUME GLOBULARE MEDIO

 

MIEDICO - Io vorrei fare una piccola precisazione perché nella precedente audizione erano emersi una serie di problemi sul problema del volume globulare medio e sul problema delle epatopatie. Ecco, allora, io ho portato tre lucidi che ora stanno proiettando... Ecco, questi lucidi sono stati ripresi da alcuni testi soprattutto di medicina di laboratorio per consentire un'interpretazione clinica del volume globulare medio. Se proietta il primo, per favore. Zecchin non c'è, perché mi dispiace per gli altri... Trattiamo del problema... Da questo lucido emerge evidentemente che il problema del volume globulare medio, che qui è indicato come MCV aumentato, è presente in molteplici situazioni, cioè è un segno che deve far sospettare molte patologie. Allora, come si vede qua, deficit di B12, epatopatie, alcoolismo e poi sindromi più varie, ora per farle rapidamente, gastrectomia, uremia etc.. Allora il volume globulare medio, che è il volume dei globuli rossi, che qui in più occasioni abbiamo ormai richiamato perché è uno dei dati più specifici che riguardano molti lavoratori, riguardano sicuramente l'alcoolismo, ma anche le epatopatie e siccome il CVM è un epatotossico bisogna rendersi conto che, se l'alcool ha agito sul volume corpuscolare medio, anche su questo indice ha agito ed agisce l'epatopatia che è in atto, perché noi come consulenti tecnici del dottor Casson, io in particolare come medico del lavoro, sono costretto, nella mia pratica professionale, di andare a ricercare ogni aspetto di esposizione ad un tossico noto. Io non escludo assolutamente l'alcool, e infatti in tutte le relazioni che ho portato si dice anche quanto il lavoratore dice di aver bevuto come alcool. Quello che io sostengo è che non è preciso dire che in tutti i casi è solo l'alcoolismo. Al fine di confermare questa affermazione, passiamo al lucido successivo, ho trovato un libro, che è l'esame emocromocitometrico, cioè l'esame dei globuli rossi in pratica, ed anche dei globuli bianchi, no?... La successiva, mi scusi.. Ecco, da questo lucido emerge che alterazioni delle dimensioni dei globuli rossi, per cui macrocitosi, volume globulare medio superiore a 96, abbiamo le anemie megaloblastiche, le anemie rigenerative, emolisi ed emorragia, le epatopatie, la splenectomia, le sindromi mielodisplastiche, l'ablasia midollare e l'ipotiroidismo. Qui, secondo me, non si parla di alcolismo perché viene messo sotto la voce epatopatie. Da ultimo, il terzo dato, sempre proveniente da un libro di laboratorio, se proietta il terzo lucido, ecco, come si può vedere in alto, interpretazione clinica delle alterazioni morfologiche degli eritrociti, e di questo stiamo parlando, la macrocitosi, qui indicata come MCV superiore a 95, si ha nell'anemia megaloblastica, nelle epatopatie croniche, nella cirrosi epatica e nell’ipotiroidismo. Ora, io in questi giorni, da quando sono stato sentito l'altra volta, sono riuscito a trovare queste tre pubblicazioni, probabilmente avendo del tempo ne avrei potute trovare anche di più, ma quello che desidero proprio ribadire è che io non escludo assolutamente che un'epatopatia, provocata dall'alcool, determini un aumento del volume globulare medio, ma io affermo anche che un epatotossico come il CVM, che ha provocato a sua volta un'epatopatia, provoca di nuovo un aumento del volume globulare medio. Lei, signor Presidente, giustamente l'altra volta mi aveva chiesto quale era il meccanismo per cui può aumentare e la domanda mi aveva preso abbastanza imbarazzato in quanto io non sono un epatologo, ma sono un medico del lavoro e era intervenuto in mio aiuto il collega dottor Bracci, che probabilmente avrà più esperienza di me sull'argomento, però anche questo ho voluto approfondire e, per dire, sul libro del professor Gentilini, che è ritenuto uno dei maggiori epatologi italiani, nel volume "Il fegato. Fisiologia clinica e terapia" del 1991, volume primo, pagina 134, si afferma, e qui cito le sue parole: "La patogenesi delle alterazioni suddette, cioè aumento di volume globulare, non è stata ancora del tutto chiarita, ma sembra che possa essere ricondotta ad una modificazione della composizione lipidica della membrana eritrocitaria con aumento del contenuto in colesterolo, mentre la concentrazione dei fosfolipidi rimane invariata". Ci tengo però a far rilevare che, sempre il professor Gentilini, sempre a pagina 134 del suo volume, afferma che il 60-65% di tutti gli affetti da epatite cronica presenta globuli rossi circolanti con volume globulare medio aumentato. Allora, il volume globulare medio è un chiaro segno di epatopatia cronica, il fatto poi è confermato, ad esempio, dalla ricercatrice epatologa inglese Sheila Sherlock nel suo libro "Malattie del fegato e del sistema biliare", decima edizione del 1997, capitolo quarto, pagina 43, la ricercatrice, spiegando le modificazioni dei globuli rossi nei soggetti epatopatici, afferma: "E’ cambiato il contenuto e/o il rapporto tra colesterolo e fosfolipidi nella membrana cellulare del globulo rosso - cioè la stessa cosa che affermava il professor Gentilini, 6 anni prima - questo esita in varie anormalità morfologiche che comprendono un modesto aumento del volume globulare medio e un aspetto di cellula a bersaglio dei globuli rossi circolanti". Questo sempre in rapporto ad epatopatie croniche correlate con l’alcoolismo o ad esposizione di CVM. Cito da ultimo, poi chiudo questa mia digressione, ma del resto, chiedo scusa, ma ritenevo per me importante chiarire queste cose, il classico Harrison, che è il libro, diciamo così, il vangelo dei medici a livello occidentale, diciamo così, almeno nella dodicesima edizione italiana del 1995, che è quella che ho io, a pagina 167 così riporta: "Altre condizioni in cui si può riscontrare macrocitosi, cioè aumento del volume globulare medio, sono le epatopatie, l'ipotiroidismo, l'emorragia acuta, le anemie emolitiche, l'anemia plastica, l'etilismo", cioè, cita anche lui, ovviamente, l'etilismo, però come primo dato riporta le epatopatie. "Nel caso di epatopatia la presenza di macrociti, cioè globuli rossi con volume globulare aumentato, può essere dovuto ad aumentato deposito di lipidi a livello della membrana eritrocitaria", che era quello che lei mi aveva chiesto e che a questo punto io penso di aver saputo rispondere, diciamo così, in questo modo.

 

Presidente: la ringrazio per questi chiarimenti.

 

PUBBLICO MINISTERO

 

DOMANDA - Cominciamo a trattare i casi secondo le indicazioni che sono state fornite dal Tribunale con questi riferimenti specifici ed anche con le conclusioni.

 

VANIN OTTAVIO

 

MIEDICO - Certo, allora, il lavoratore Vanin Ottavio, io sono arrivato a Vanin Ottavio... Sì, allora, il periodo di lavoro in presenza di CVM è dal 68 al 71, come operaio addetto all'insaccamento presso il reparto CV6 della Montedison. Qui, come abbiamo visto, la polverosità era altissima e qui ci tengo a fare un'altra precisazione, i colleghi, Colosio, Colombo e Osculati, quando fanno riferimento ai livelli di esposizione, fanno riferimento ai valori attribuiti dalla dottoressa Pirastu e dal dottor Comba, i quali però hanno già detto che questi sono i dati che gli sono stati forniti direttamente dalla Montedison. Io, come medico del lavoro, avevo l'unica possibilità di andare a verificare dal racconto dei lavoratori come stavano effettivamente le cose, ma a questo punto, come medico del lavoro, la mia professionalità mi impone assolutamente di non accontentarmi dell'affermazione di un singolo lavoratore, ma confrontarle tra di loro, verificarle l'uno con l'altro attraverso le cose che vengono fuori e per questo io ho riportato alcuni dati, che potevano anche sembrare di soggettività, ma diventavano oggettivi nel momento in cui si superava l'aspetto del singolo lavoratore e invece diventavano un discorso generale di tutto il gruppo, almeno da me visitato, che saranno qualcosa come 20 lavoratori, non pochi insomma, per cui la cosa assume un altro significato. Se io avessi potuto visitare soltanto un lavoratore, sicuramente avrei dato alla cosa ben altra importanza. Comunque, per cui il lavoratore Vanin Ottavio, dal 1968 al 1971, operaio addetto all'insaccamento presso il reparto CV6, dal 1971 al 1978 operaio autoclavista sempre presso il reparto CV6 della Montedison, con tutti i rischi che abbiamo visto, è stato coinvolto in varie occasioni, nel 1977, e in particolare qui c'è una data precisa, 1977 per inalazioni di vapori contenenti CVM, è stato coinvolto per cui in un incidente da mal funzionamento degli impianti. Nell'anamnesi fisiologica è emersa un'abitudine al fumo, qui la riporto, 10-15 sigarette al giorno, un'abitudine moderata al consumo di bevande alcoliche, due bicchieri di vino al pasto e assunzione di ansiolitici. L'esame obiettivo, e qui sintetizzo anche se è stato l'esame obiettivo che ha riguardato tutti gli aspetti e tutti i parametri, ha evidenziato un aumento di volume del fegato con margini regolari. Allora, nei documenti sanitari che ci sono c'è una lettera di dimissioni ospedaliera a seguito dell'incidente avvenuto nel reparto, di cui ho parlato prima, nel 1997, in cui si parla di epatopatia cronica da intossicazione da aerodispersi. Gli esami ematochimici rifatti in seguito alla visita, per cui quelli richiesti da noi, danno come esito un aumento dei valori di Gamma GT, che è uno dei parametri... L'ecografia epatica, eseguita sempre su nostra richiesta in data 15 aprile 1999, dà come esito fegato aumentato di volume a margini netti e con ecostruttura densa ad echi brillanti di superficie. La conclusione è che il lavoratore è stato esposto per complessivi 10 anni a vapori contenenti CVM con un episodio di intossicazione acuta da aerodispersi contenenti CVM in elevata concentrazione. La diagnosi conclusiva è di epatite cronica.

 

VECCHIATO ALESSANDRO

 

MIEDICO - Passiamo al lavoratore Vecchiato Alessandro. Anche il lavoratore Vecchiato Alessandro ha una scolarita' molto modesta, quinta elementare, ha lavorato in una vetreria fino al 1974, dal 1965 al 1974, dal 1975 al 1981 operatore esterno presso il reparto CV10 della Montedison con rischi, appunto, CVM DCE. La mansione consisteva nelle operazioni di controllo degli impianti con interventi su valvole in pressione e per cui ci potevano essere perdite di queste valvole, si tratta per cui di una esposizione molto precisa e specifica, descritta molto bene dal lavoratore perché era la cosa che lui faceva direttamente e che conosceva molto bene. Anche questo lavoratore ha lavorato sempre come turnista ed anche questo lavoratore come turnista consumava i pasti all'interno dell'ambiente di lavoro. Allora, ci sono stati dei ricoveri in ospedale, ma per questioni diciamo che non hanno a che vedere con l'esposizione lavorativa; sono stati acquisiti degli esami tra cui un'ecografia epatobiliare del 28/10/1998, è stata acquisita, cioè, se l'ha portata lui, che parla di aumento di ecogenicità della parete della vena porta. Poi esami ematourinari con aumento dei valori di glicemia, colesterolo totale, bilirubina totale e indiretta. Va bene, poi altre cose sono meno significative. In questo caso, comunque, il lavoratore è stato sicuramente esposto a una quantità abbastanza consistente di CVM, però i risultati danno l'impressione che il suo fegato abbia reagito positivamente in questi anni, per cui la situazione, pur di epatopatia, risulta di un'epatopatia estremamente modesta, lieve. Vescovo Emilio...

 

Avvocato Alessandri: chiedo scusa, Presidente, in questo caso, come nel precedente, credo che sia implicita la chiarezza perché poi resta affidato al verbale, sia nel caso di Vanin Ottavio che di Vecchiato Alessandro lei parla, per il primo, di epatite cronica e per il secondo di epatopatia non grave, lieve. L'eziologia è da CVM?

MIEDICO - Credevo di averlo detto, l'eziologia è da CVM in rapporto all'esposizione significativa che questi lavoratori hanno avuto. Questo senza escludere che possa avere avuto un ruolo di concausa, per esempio, il fatto di aver bevuto uno o 2 bicchieri al giorno di vino e, nel secondo caso, soprattutto, di aver preso degli ansiolitici, che si sa hanno un effetto negativo sul fegato.

 

VESCOVO EMILIO

 

MIEDICO - Vescovo Emilio, anche il signor Vescovo Emilio ha una scolarità elementare, ha lavorato dal 1968 al 1970 in una falegnameria, dal 1970 al 1994 come operaio, facchino della Cooperativa Aurora prima e Tessera poi, presso vari reparti della Montedison. La mansione specifica che questo lavoratore ha svolto in questi 24 anni consisteva nel riempire le centrifughe con materie prime e nell'insaccare il prodotto finito. Quindi da un punto di vista dell'interpretazione del medico del lavoro è esposto a quantità di polveri significative. Per tutte le altre domande del questionario, io rimando al questionario, tutti i questionari sono allegati, per cui non ripeto, perché già l'altra volta, mi rendo conto, che è diventato un discorso ripetitivo etc. etc., però valgono anche per lui tutte le cose dette per gli altri. Lui ha svolto la sua attività, anche questo, come turnista, anche lui consumando il pasto nel reparto. E` stato esposto per complessivi 24 anni a CVM. Dall'anamnesi fisiologica è emersa un'abitudine al fumo di 10 sigarette al giorno per circa 20 anni, recentemente riferisce di non bere praticamente più vino, in precedenza riferisce: "Prima del 1990, fino a mezzo litro di vino al giorno". Attualmente assume ipoglicemizzanti orali, perché ha una forma di diabete relativamente modesto. Dall'anamnesi patologica prossima sono emersi frequenti controlli per epatopatia in diabete mellito. Sono stati richiesti una serie di approfondimenti diagnostici per sospetta epatopatia cronica, è emerso anche, dagli esami ematochimici, che ha avuto una pregressa infezione da virus dell'epatite B, l'ecografia epatica, eseguita nell'aprile 1999 su richiesta nostra, parla di fegato a margini bozzuti con ecostruttura nella norma. Il lavoratore è stato esposto per complessivi 24 anni, con episodi anche di intossicazione acuta, ad aerodispersi contenenti CVM in elevata concentrazione. Per cui, per quanto ci riguarda, l'interpretazione nostra è che questo lavoratore è affetto da epatopatia cirrotica significativa a cui si aggiunge anche come concausa una epatite di tipo B. Anche su questo tutti i dati sono comunque contenuti nella scheda, che è piuttosto corposa, ma che ho cercato di sintetizzare nel modo maggiore possibile.

 

VIGATO FRANCO

 

MIEDICO - Vigato Franco, anche Vigato Franco è un lavoratore che oggi ha 68 anni, ha una scolarità elementare, ha lavorato fino al 1961 come salumiere con i genitori, dal 1962 al 1986 operatore macchine presso il reparto CV5/15 della Montedison, per cui esposto a CVM oltre ad altre sostanze coloranti etc.. La mansione specifica consisteva nel controllo delle operazioni di polimerizzazione in emulsione o in sospensione di PVC e, in questo senso, era direttamente esposto al cloruro di vinile monomero. Ha sempre lavorato come turnista, riferisce che le situazioni degli impianti, presso cui lavorava, erano particolarmente precarie ed anche sui mezzi protettivi individuali vale il discorso fatto per tutti gli altri casi. Aveva un'abitudine al fumo di 15 sigarette al giorno, abitudine moderata al consumo di bevande alcoliche, due bicchieri di vino a pasto. Assunzione di farmaci, questo per completezza, ritengo che sia doveroso per un medico del lavoro citare queste cose, a farmaci ipotensivi ed antiaggreganti, che possono avere un effetto, anche loro, sul fegato. All'esame obiettivo, cioè alla visita, oltre a tutta un'altra serie di cose, che qui tralascio, è risultato un aumento del volume del fegato con margini regolari. Gli esami del sangue, che abbiamo richiesto, indicano un aumento dei valori della Gamma GT e della fosfatasi alcalina. Poi per dati più precisi io salto perché sono contenuti nel fascicolo. Ecografia epatica, fatta sempre su nostra richiesta, fegato aumentato di volume a margini netti con ecostruttura normale. Allora, il dottor Bai aveva parlato anche di fenomeno di Raynaud in questo caso, invece in questo caso noi non abbiamo avuto una conferma di questo, anche se il lavoratore lo segnalava, ma gli esami strumentali non l'hanno confermato, per completezza io lo riporto. Comunque è stato esposto per complessivi 10 anni a vapori contenenti CVM in alta quantità, per cui l'epatopatia cronica, di cui è portatore, è correlata all'esposizione a CVM.

 

VIGNOLA ALESSANDRO

 

MIEDICO - Vignola Alessandro. Anche questo lavoratore ha un diploma elementare. Dal 1972 al 1981 operaio presso reparto CV6 della Montedison, sempre con rischi CVM. La mansione specifica consisteva nelle operazioni di pesatura delle materie prime relative ai processi di polimerizzazione di PVC. Questa è una mansione che espone particolarmente a rischi di inalazione di polveri e, per questo, l'ho segnalata. Ha prestato attività, in questo caso invece, come giornaliero, diversamente da tutti gli altri che abbiamo visto finora e, in questo caso, oltre al resto lavorava in mensa, per cui almeno da questo punto di vista questo lavoratore si è sottratto all'esposizione nel periodo dei pasti. Comunque ha lavorato per 9 anni in presenza di CVM. Fumava, dice, 10 sigarette al giorno e beveva un bicchiere di vino a pasto. Prende dei farmaci ipotensivi, ipoglicemizzanti. Risulta un diabete, anche in questo caso, non insulinodipendente. C'è un aumento, all'esame obiettivo, alla visita proprio fatta, tutti questi lavoratori sono stati visitati, cioè sotto i parametri, ovviamente, più significativi tra queste cose, ed è emerso un aumento del volume del fegato a margini regolari. C'è un'ecografia del 1997 che parla di fegato modicamente ingrandito con ecostruttura finemente disomogenea. Ecco, anche su questo, questi dati sono molto importanti perché è evidente come diventa difficile fare una diagnosi in persone vive e che non possono essere sottoposte ad un esame così preciso, come una biopsia epatica. Cioè, è chiaro che l'esame che potrebbe essere in molti casi dirimente della questione potrebbe essere una biopsia epatica, ma in questi casi non era possibile sottoporre ad un esame talmente traumatico questi lavoratori, per cui non è stato chiesto un esame del genere. Questo lavoratore, dagli esami ematochimici fatti da noi, è emerso che ha anche avuto, come concausa della sua epatopatia, una epatite B; il fegato all'ecografia attuale è di dimensioni nei limiti con diffusa disomogeneità e iperriflettente. Mentre, anche per questo lavoratore, il Raynaud non è confermato, perché la visita angiologica con fotopletismografia digitale, fatta eseguire da noi, non ha dato risultati di rilievo. Le conclusioni è che questo lavoratore è stato esposto per 9 anni a una consistente quantità di CVM e, allora, c'è questa epatopatia cronica tuttora presente e invece il Raynaud non è significativo.

 

VIZZA BRUNO

 

MIEDICO - Vizza Bruno, un uomo di 67 anni, ha una scolarità media inferiore, ha lavorato nel corso dell'anno, nel 1955, per pochi mesi al reparto CV3, la mansione specifica consisteva nel caricamento delle autoclavi con le materie prime per la lavorazione di polimerizzazione. Poi dal 1955 al 1972 ha operato, però come quadrista, presso il reparto CV6, poi come capoturno ed assistente presso i reparti CV6, CV3, CV8, ma queste cose risultano, non sto ad entrare nel merito, anche se c'è una storia lavorativa estremamente complessa, sempre in presenza di PVC. Dal 1981 è diventato impiegato amministrativo presso la segretaria materiali. Ha avuto una ferita, ha avuto un infortunio indotto nel corso di una fuga da un reparto, perché c'era una quantità eccessiva di CVM. Nella fuga ha urtato contro un cristallo e si è tagliato un braccio. Ha svolto attività come turnista soltanto fino al 1978, consumando i pasti nel reparto. Dall'ecografia, fatta eseguire da noi, risulta un aumento volumetrico del lobo destro, ecostruttura densa con echi brillanti. Anche in questo caso la visita angiologica non ha evidenziato un morbo di Raynaud. Questo lavoratore è stato esposto, per complessivi 8 anni, a CVM e 26 anni ad altre sostanze tossico-nocive, ha un aumento di volume del fegato che noi mettiamo in correlazione a un'epatopatia cronica, mentre il morbo di Raynaud non ha dato risultati particolarmente significativi. Il signor Voltolina Giorgio ha 59 anni, scolarità elementare...

 

Presidente: ritornando un attimo a Vizza. Allora, siccome dai consulenti della Difesa si è detto che gli esami erano nella norma o comunque si manifestavano lievi alterazioni enzimatiche, riferibili al diabete, semmai, piuttosto che all'esposizione al CVM, anche perché vi era la contestazione che fosse stato esposto, in quanto operatore esterno, forse rispetto a questa conclusione qualche cosa in più andrebbe detto, anche sul grado, eventualmente, invalidante, comunque, della malattia epatica, che lei ha riscontrato.

MIEDICO - Certo. Allora, come ho detto, ha lavorato per pochi mesi al caricamento delle autoclavi, però qualche mese nel 1955 ci ha lavorato. Dal 1955 al 1972 è stato operaio quadrista, abbiamo detto, la mansione consisteva nel controllo e coordinamento del personale addetto ai processi di polimerizzazione di PVC, per cui anche lui andava a controllare questi processi, dal 1955 al 1972, per cui è stato sicuramente esposto a queste sostanze. Dal 1972 al 1981 è stato assistente di turno presso il reparto CV24 della Montedison, anche qui in esposizione sempre di CVM.

 

Presidente: questo sotto l'aspetto esposizione...

MIEDICO - Per cui questo lavoratore è stato esposto a una quantità importante di un tossico, nocivo per il fegato. Allora, attualmente noi abbiamo, dagli esami fatti, un aumento del volume del lobo destro del fegato, cioè il fegato è aumentato di volume per cui indica una sofferenza, con ecostruttura densa con echi brillanti in superficie. Io non escludo che ci siano anche altre concause, ma affermo che una delle concause di questa situazione anche se, per esempio, gli esami ematochimici che noi abbiamo fatto sono risultati normali, ma questo aumento per noi è conseguente ad esposizione, anche se ci sono poi altre concause.

 

Presidente: tra le concause vi è questo diabete?

MIEDICO - Signor Presidente, sul diabete, già l'altra volta io avevo detto alcune cose, indubbiamente parlando con degli epatologi, il discorso del diabete è un discorso complesso e non vorrei adesso allargare troppo la questione, ma siccome parliamo di una malattia che riguarda indirettamente il fegato, anche qui ci sono delle problematiche, io penso che gli epatologi, io epatologo, ripeto, non sono, ma potrebbero approfondire molto di più il discorso, per cui io mi fermo. Il danno non è un danno grave, però c'è un'epatopatia contenuta, ma un'epatopatia esiste in presenza di una esposizione significativa a CVM. Voltolina Giorgio, anche questo lavoratore ha una scolarità elementare, dal 1961 al 1991...

 

DOMANDA - Scusi un attimo, prima di passare a Voltolina, sia per Vizza che per uno dei casi precedenti, lei ha parlato di fenomeno di Raynaud e che all'esame adesso non risultano confermati i dati. Vuole precisare un attimo, in relazione al passato, se si può parlare di un miglioramento successivo, attuale, o se dall'origine non esisteva questa patologia.

MIEDICO - Secondo me si può parlare di un miglioramento, ma allora igiene probabilmente c'era, però io sono costretto a interpretare delle cose in rapporto all'esposizione, ai dati che sono emersi nelle indagini precedenti.

DOMANDA - Quindi, rimangono fermi i dati dell'epoca e la diagnosi dell'epoca, attualmente osserviamo che non c'è questa patologia, e quindi lei parla di un miglioramento?

MIEDICO - Esattamente, anche perché va detto, e lo diceva il dottor Bracci anche l'altra volta, questi sono esami che sono positivi soltanto in presenza di una patologia evidente, non in rapporto a forme minime.

 

VOLTOLINA GIORGIO

 

MIEDICO - Allora, Voltolina Giorgio dal 1961 al 1991, cioè per 30 anni, operaio pesatore e blenderista presso il reparto CV5/15 della Montedison. La sua mansione consisteva nel controllo delle operazioni di miscelazione delle materie prime di polimerizzazione del PVC. Allora, questo lavoratore ha operato sempre come turnista e ha consumato il pasto nel reparto. Va bene, è stato esposto, per cui, per 30 anni a CVM. Riferisce un moderato consumo di alcool e di fumare 10 sigarette al giorno. C'è stato un ricovero irrilevante comunque, perché non correlabile con la situazione di rischi esistente. Gli esami ematochimici, fatti eseguire da noi, parlano di un'anemia normocitica, cioè un'anemia con volume normale comunque dei globuli rossi e ha un aumento delle GOT, delle transaminasi glutamicosalacetiche e glutamicopiruviche, delle Gamma GT e del LDH. L'ecografia epatica del 09/06/1999, fatta eseguire sempre da noi, parla di un fegato aumentato di volume a margini lisci e con ecostruttura lievemente iperriflettente. Allora, c'è questa alterazione enzimatica significativa, un aumento di volume di fegato, per noi si tratta di un'epatopatia correlabile a CVM, dato che per 33 anni ha lavorato in presenza di ingenti quantità di questa sostanza. Zanco Giorgio, 62 anni, dal 1960 al 1986 operaio addetto all'insaccamento di PVC presso il reparto CV14, dal 1986 al 1989 operaio addetto all'insaccamento prodotto finito presso il reparto CV5/15; ha sempre lavorato come turnista consumando il pasto in reparto. Dall'anamnesi fisiologica c'è un'abitudine discreta al consumo di bevande alcoliche, un litro di vino al giorno con qualche superalcolico alla settimana. Ci sono vari ricoveri e un accertamento per epatopatia nel 1979, per la precisione. Allora, c'è un'ecografia del 1997 che parla di fegato con bordo libero modicamente arrotondato con parenchima interessato da un quadro di aumento di ecoriflessività. All'esame obiettivo c'è un addome globoso, un certo numero di lipomi e un aumento di volume del fegato con margini irregolari. Gli esami fatti eseguire da noi evidenziano un aumento delle transaminasi piruviche e della fosfatasi alcalina. L'ecografia epatica, fatta sempre eseguire da noi, parla di fegato aumentato di volume con ecostruttura normale iperriflettente e con una formazione cistica nel quarto segmento. In questo caso, queste formazioni cistiche dovranno essere seguite nel tempo perché possono avere un significato anche importante. Per cui io, nelle mie conclusioni non sono entrato nel merito di una valutazione completa, parlo solo di un'epatopatia cronica correlata con esposizione lavorativa a CVM, ma sarebbe necessario un approfondimento e, comunque, al lavoratore è stato segnalato che dovrà tenere assolutamente sotto controllo questa formazione cistica perché potrebbe essere una formazione assolutamente benigna, come invece qualche cosa che evolve negativamente per lui.

 

ZANCO PIETRO

 

MIEDICO - Il lavoratore Zanco Pietro, anche questo lavoratore ha una scolarità elementare, ha lavorato dal 1973 al 1981 come operatore esterno presso il reparto CV10 della Montedison con esposizione a CVM e DCE. La mansione specifica consisteva in operazioni di controllo degli impianti con interventi su valvole in pressione per la produzione di CVM e DCE. E` chiaro che una mansione del genere espone notevolmente, anche se in situazioni contingenti, laddove una valvola cominci a perdere, è questo il lavoratore che per primo interviene, ma intervenendo si espone, evidentemente, a queste sostanze. Ha sempre lavorato come turnista e ha sempre consumato il pasto nel reparto. Ha lavorato per complessivi 13 anni in presenza di CVM. Allora, fuma 20 sigarette al giorno, negli ultimi 10 anni dice di averle ridotte a 10, ha un'abitudine moderata al consumo di bevande alcoliche, 2 o 3 bicchieri di vino al pasto ed assume farmaci ipotensivi. Allora, all'esame obiettivo il fegato risulta spiccatamente aumentato di volume perché risulta 2 centimetri oltre l'arco costale ed anche lui ha moltissimi lipomi su tutta la superficie cutanea. C'è appunto questo aumento di volume del fegato. Gli esami ematochimici richiesti da noi parlano di un aumento dei valori delle GOT, delle GPT e della Gamma GT e delle proteine e ci sono anche segni di pregressa infezione da virus dell'epatite B. L'ecografia epatica ha dato esito: fegato aumentato di volume a margini bozzuti e con ecostruttura densa. Allora, questo lavoratore è stato esposto per 13 anni a livelli significativi, a volte anche probabilmente molto intensi, in rapporto alla sua mansione, di CVM e poi per altri anni a sostanze anche tossico-nocive. E` emerso questo aumento di volume del fegato e questa alterazione enzimatica, per cui anche qui parliamo di epatopatia cronica correlata.

 

ZANCANARO GIOVANNI BATTISTA

 

MIEDICO - Il signor Zancanaro Giovanni Battista. Anche lui è andato solo alla scuola elementare, ha lavorato dal 1960 al 1974 come operaio trafilatore presso la ditta ICPM del gruppo Montedison, che però trattava CVM e polveri di PVC. Dal 1974 al 1993, cioè per 19 anni, operaio presso il reparto CV24 della Montedison ed anche qui esposto a CVM, catalizzatori etc.. La sua mansione specifica consisteva nelle operazioni di manutenzione di manovalanza jolly, che significa che quando un operaio era costretto ad assentarsi o mancava improvvisamente, lui era utilizzato praticamente per tutte le mansioni, sono questi i lavoratori di solito più esposti perché sono costretti a lavorare su una macchina dove normalmente lavora un altro e quindi non con una conoscenza così completa, come invece dovrebbe essere almeno per il lavoratore normalmente addetto. Comunque sono persone anche molto preparate per poter ruotare su queste macchine. Poi ha lavorato anche come addetto all'ecologia nella zona autoclavi per la polimerizzazione del CVM. Allora, ha lavorato per complessivi 33 anni con esposizione a CVM e 19 anni anche ad altre sostanze tossico-nocive. E` emersa una abitudine al tabacco, 15 sigarette al giorno, moderata abitudine al consumo di bevande alcoliche, 1, 2 bicchieri di vino ai pasti, all'epoca del lavoro in Montedison. Dall'esame obiettivo il fegato risulta aumentato di volume a margini regolari. Gli esami del sangue che abbiamo fatto fare noi hanno dato un risultato praticamente normale. L'ecografia invece ha mostrato un aumento volumetrico del lobo destro con ecostruttura densa con echi di brillanza. Questo lavoratore che ha lavorato per così tanti anni in presenza di CVM, secondo noi è portatore di una epatite cronica, non grave, ma di una epatite cronica correlabile all'esposizione lavorativa.

 

ZANDALI GIANCARLO

 

MIEDICO - Zandali Giancarlo, 57 anni, questo è l'ultimo caso di quelli che ho da presentare io, anche lui ha la scolarità elementare, dal 1966 al 1969 operaio addetto all'insaccamento prodotto finito presso il reparto CV5/15. Lavorava alle dipendenze della Cooperativa Montefusco. Dal 1969 al 1972 operaio blenderista presso il reparto CV5/15; dal 1972 al 1975 operaio autoclavista presso il reparto CV24; dal 1975 per pochi mesi addetto al recupero di mercurio, per cui altra questione. Ha lavorato in presenza di CVM come turnista e consumava anche lui il pasto nel reparto. Per tutte le altre cose è sovrapponibile agli altri, per cui non le leggo. Per cui è stato esposto per 9 anni a CVM. Allora, aveva una digestione laboriosa perché aveva dolori di stomaco postprandiale, beveva un litro di vino al giorno ed assumeva farmaci ipourig..., aveva l'uricemia alta, quindi assumeva un farmaco che si chiama Ziloric, che può avere un'azione anche questo di concausa. All'esame obiettivo è sovrappeso, ha degli esiti di un’ulcera perforata al secondo dito del piede sinistro e poi i polmoni sono poco espansibili e c'è un aumento del volume del fegato a margine regolare. Questo lavoratore ha eseguito degli esami del sangue, richiesti da noi, questo lavoratore ha una policitemia con macrocitosi, con aumento di volume globulare medio che per noi sta soprattutto per un'epatite, ha un aumento di Gamma GT ed una pregressa infezione dal virus dell'epatite B. Ha fatto anche una fotopletismografia e il risultato è un deficit arterioso, bilaterale, sottopoplitero, però di tipo diabetico. E` stato esposto per compressivi 9 anni a CVM, ha un aumento di volume del fegato e ha una epatopatia cronica con, in questo caso, anche segni di microangiopatia, cioè alterazione circolatoria, però di tipo modesto.

 

Presidente: ha finito i suoi casi...

 

Avvocato Alessandri: la microangiopatia è da CVM o da diabete?

 

Presidente: non è da CVM, ha detto che è attribuibile al diabete.

 

DOMANDA - Sentiamo il dottor Bai, adesso. L'esame del dottor Bai riguarderà lo stesso quegli accertamenti integrativi, persona per persona, secondo quelli che ha potuto verificare. Prego.

 

DR. BAI - ACCERTAMENTI INTEGRATIVI

 

 

BAI - Mi riferisco a casi visitati da me, visitati anche da due mie colleghe, Alborghetti e Cairoli, che ho preso come aiuti. Riferisco solo le differenze, che ci sono dal precedente, in modo da abbreviare l'esposizione.

 

DAL CORSO FRANCO

 

BAI - Dal Corso Franco era una epatopatia ed è deceduto nel frattempo per cirrosi epatica scompensata, nel 1996, il 15/01/1996. Lo cito, anche in contraddizione al giudizio della Difesa che diceva cirrosi...

DOMANDA - Dobbiamo parlare non dei casi di decesso, ma dei casi viventi, perché i casi di decesso vanno presentati successivamente, anche perché quelle 24 persone, che sono indicate, ovviamente non tutte sono morte per cause correlabili a CVM, quindi le trattiamo, per una questione di ordine, successivamente. Quindi cominciamo con i casi dei viventi.

 

CECCHINATO FERRUCCIO

 

BAI - Cecchinato Ferruccio, c'è una contraddizione fra quanto dichiarato dalla Difesa, cioè una assenza di esposizione a quanto risulta in anamnesi, nel senso che dall'anamnesi risultano parecchi incidenti ed esposizioni acute a CVM ben documentate, se volete ve lo leggo, tanto è scritto, per cui per noi risulta molto esposto. Per esempio, si scaricavano i carboni di CVM a terra dall'impianto e quindi apparentemente non c'era una esposizione, ma invece i carboni saturi di CVM venivano scaricati all'interno delle barche, rimanevano lì, è evidente che... Contrariamente alla patologia segnalata precedentemente, che era l'angiopatia, qui c'è un carcinoma allo stomaco, che segnalo perché per una sola pubblicazione, ma è stato messo in relazione all'esposizione al dicloroetilene. Invece, per quanto riguarda l'arteropatia, gli esami da noi fatti effettuare confermano la presenza di un'arteropatia, che però non è una microangiopatia periferica. E` stata messa in relazione al CVM dall'Istituto di Medicina del Lavoro, quindi è credibile che lo sia, però non è tipico fenomeno di Raynaud o un'angiopatia delle piccole arterie, qui siamo un po' più su. Danesin Adriano...

 

Presidente: quindi la correlazione, voglio dire, è incerta, è dubbia?

BAI - E` incerta.

 

DANESIN ADRIANO

 

BAI - Danesin, anche questo risulta a noi esposto a CVM, contrariamente a quanto affermato dalla Difesa, anche se faceva il verniciatore, perché ci risulta che verniciasse all'interno di tutti i reparti e abbia assistito a parecchi incidenti e rottura di tubazioni, tanto che una volta è stato anche ricoverato per un'intossicazione acuta da cloro, anche durante le mansioni di carico e scarico delle materie prime, che erano considerate non esposizione, invece dalla nostra anamnesi risulta l'esposizione, soprattutto a seguito di incidenti acuti, non molto frequenti, dobbiamo dire, però quando c'è una rottura di manichetta c'è un'intossicazione acuta. Comunque, il Danesin non ha più i segni di epatopatia cronica, per cui lo consideriamo migliorato.

 

DOMANDA - Comunque, rispetto al passato, viene confermata la diagnosi con guarigione successiva all'allontanamento?

BAI - Per il passato ci risultava, sì, in questo momento non ci risulta più perché gli indici epatici sono rientrati nella norma e quindi dobbiamo dire che è guarito, è possibile.

 

CARRARO LUCIANO

 

BAI - Carraro Luciano, anche il Carraro Luciano lo consideriamo migliorato, perché non sono più confermate le patologie precedenti, anche se è stato esposto in maniera elevata, diciamo, che vale il caso di prima, è inutile che insista su questo.

 

Presidente: Carraro Luciano aveva un Raynaud?

BAI - Sì, non l'abbiamo più riscontrato. Allora, dico di tutti la diagnosi precedente.

 

DOMANDA - Sì, è meglio dare l'indicazione.

 

CARRARO GIORDANO

 

BAI - Allora, anche il Carraro Giordano ci risulta fortemente esposto, nonostante la Difesa lo dia per non esposto, sostanzialmente, perché anamnestici, però sono estremamente significativi, perché, per esempio, risulta che entrasse all'interno del silos contenente polvere, aprisse lo sportellino posteriore e facesse l'operazione di pulizia, usando dell'aria compressa. Vi immaginate, in un luogo chiuso, pulire della polvere con l'aria compressa, se non è esposto lui non è esposto nessuno. Ci risulta, poi ce ne sono altre di mansioni descritte in questa maniera, però ci risulta fortemente esposto. Purtroppo il tumore polmonare ce l'ha, è grave, ha il 100% di invalidità, direi che è un caso molto serio.

 

Presidente: ritenete che sia correlabile questo tumore polmonare all'esposizione?

BAI - Sicuramente, visto le elevatissime quantità di polvere che respirava in alcune operazioni come quella descritta.

 

CARRARO EMILIO

 

BAI - Carraro Emilio era stato diagnosticato come un Raynaud, anche lui ci risulta dall'anamnesi fortemente esposto, non sto a ridire, attualmente non presenta più fenomeno di Raynaud, per cui lo consideriamo assente, anche dal punto di vista anamnestico, nel senso che molte delle diagnosi precedenti erano fatte solo su basi anamnestiche, non corredate da analisi.

 

Presidente: quindi, quel Raynaud non aveva mai avuto segni strumentali, quello diagnosticato nel 1975?

BAI - Adesso non c'è.

 

Presidente: adesso non c'è, ma non c'erano neanche allora dei riscontri?

BAI - Certo.

 

CASONATO ANTONIO

 

BAI - Casonato Antonio, anche Casonato Antonio, al quale era stato diagnosticato una bronchite cronica, in realtà è migliorato perché le analisi di funzionalità respiratoria, che abbiamo rifatto, sono nella norma ed è comunque stato esposto a CVM, qui non insisto perché tanto, allontanato dall'esposizione, è guarito.

 

Presidente: quindi la bronchite non era cronica, evidentemente?

BAI - Perlomeno ha rinormalizzato i suoi esami, sì. Esistono anche bronchiti croniche che migliorano.

 

FAGHERAZZI ERMANNO

 

BAI - Fagherazzi Ermanno, tumore alla laringe e tumore renale, era la diagnosi, sono state confermate tutte e due le diagnosi, purtroppo, risulta pesantemente esposto a CVM, il Fagherazzi, sempre dai nostri rilievi anamnestici, anche se faceva l'operatore esterno, l'impianto era vecchio, c'erano molte perdite, per cui lui denuncia una presenza di CVM nell'aria, così come era visibile la perdita di CVM dal fatto che si formava del ghiaccio nelle pompe e c'era l'abitudine di raffrescare il vino nel ghiaccio da CVM, che era una cattiva abitudine, ma perché non era segnalata la nocività, è un classico questo nei racconti, purtroppo, di questa esposizione.

 

Presidente: perché questo è stato esposto dal 1967 al 1979, quindi era un periodo in cui ancora non si era manifestata...

BAI - C'era molta incuria, perché non era notissima a tutti la nocività del CVM.

 

Presidente: allora questo tumore laringeo è correlabile all'esposizione?

BAI - Noi l'abbiamo dato correlabile.

 

DOMANDA - Su questo punto volevo fare una domanda anch'io, perché c'è uno studio, anche recente, che è quello che è stato presentato al Tribunale dalla dottoressa Pirastu e dal dottor Comba, volevo chiedere anche eventualmente di precisare, mi pare che abbia un altro caso o due casi di questo tipo, anche il dottor Bracci, se li vuole anticipare, che fanno riferimento in particolare al tumore laringeo correlabile...

BRACCI - L'altra volta lo avevo dato per non correlabile, c'è questa indicazione epidemiologica nello studio di Ferrara, che va invece in altra direzione; dal punto di vista biologico qui si instaura tutto il dibattito di dove il cloruro di vinile sia capace di agire e saranno altri consulenti che approfondiranno, comunque, a livello dell'apparato respiratorio, c'è questa possibilità, esiste il citocromo P450 e il fumo di sigaretta, eventuale concausa, è capace di stimolarne la produzione, quindi c'è una plausibilità biologica.

 

DOMANDA - Quindi le conclusioni per Fagherazzi?

BAI - Che il carcinoma laringeo è correlabile al CVM, è un'invalidità seria, ma anche per l'altro tipo di tumore, che è quello renale.

 

Avvocato Alessandri: il tumore renale è correlabile?

BAI - No, non è di tipo uroteliale, se ricordo bene, quindi non l'abbiamo dato come correlabile.

 

CARRAI GIUSEPPE

 

BAI - Carrai Giuseppe, era stato classificato come epatopatia, in realtà, il soggetto, quando l'ho visto ho anche rinunciato ad approfondire gli esami, perché era molto defedato, ma per altre ragioni, non correlabili ad esposizione di CVM per una serie di turbative di varia natura, sclerosi etc. ed anche pochissimo collaborante, per cui l'abbiamo lasciato sospeso e non abbiamo... ho preferito lasciarlo in pace, era inutile starlo a tormentare con gli esami.

 

DOMANDA - Però sono stati fatti degli esami specifici su Carrai Giuseppe?

BAI - No, quelli che esistevano già agli atti.

DOMANDA - La patologia era epatopatia?

BAI - Sì.

DOMANDA - E le conclusioni rispetto alle osservazioni ulteriori anche della Difesa?

BAI - Non abbiamo ritenuto il caso di approfondirlo e abbiamo lasciato la diagnosi così com'era in precedenza, perché era veramente poco collaborante, per cui non cambia il giudizio, rimane quello che c'era prima.

 

DE GRANDIS GUELFO

 

BAI - De Grandis Guelfo era un Raynaud, anche questo non è confermato dalla visita, dagli esami che gli abbiamo fatto fare, che sono normali per la circolazione arteriosa periferica dei piccoli vasi, per cui c'è un deficit dell'arcata palmare, però ha un carico superiore, non è correlabile a CVM; per cui questo lo diamo per guarito.

 

CASTELLINI LUCIANO

 

BAI - Castellini Luciano, anche questo era un Raynaud, la Difesa dice che non era esposto, per noi è esposto, soprattutto perché descrive un'operazione di pulizia dei reattori e delle colonne di reazione, che veniva effettuata aprendo i reattori e pulendoli con azoto e quindi spargendo il CVM dappertutto, in alte concentrazioni, sono operazioni che di solito non vengono misurate dalle analisi, perché vengono fatti puntualmente, ogni volta che finiva la reazione e quindi non rientra, però così come li descrive sono sicuramente ad elevata esposizione. Anche qui, sebbene l'anamnesi questa volta invece riconfermi la presenza di Raynaud, però le analisi cliniche sono normali, per cui io riconfermerei un Raynaud di lieve entità, che non dà segni altri che quelli di tipo anamnestico.

 

CAZZADOR ANTONIO

 

BAI - Cazzador Antonio, Cazzador Antonio era, anche per lui non sto a ripetere, esposto, dal 1974 al 1988, era un'epatopatia cronica e l'epatopatia cronica era stata riscontrata anche da esami fatti in infermeria presso la Montedison, c'era uno degli enzimi epatici mossi, nonostante ciò il Cazzador dichiara che non gli è mai stato detto niente, non è mai stato spostato, né sono stati presi altri provvedimenti atti ad eliminare l'esposizione. La scheda U.L.S.S. del 1999, che l'abbiamo acquisita in questa occasione, riscontra un'epatomegalia alla visita, perché poi invece c'è una tomografia che non dimostra un fegato ingrandito e c'è comunque conferma che c'è un aumento delle Gamma GT e delle transaminasi. Gli abbiamo fatto rifare le analisi anche noi, confermano l'aumento delle Gamma GT, non delle transaminasi, comunque il quadro nel complesso conferma, per noi, la presenza di un'epatopatia cronica correlabile all'esposizione a CVM. Contrariamente a quanto affermato dalla Difesa, il potus a noi risulta, ovviamente dall'anamnesi, di mezzo litro, cioè modesto, poi ovviamente la nozione potus è quasi sempre anamnestica, perché glielo si chiede.

 

CORTINA ANTONIO

 

BAI - Cortina Antonio era una sospetta epatopatia, per noi, anche qui la Difesa dice che c'è epatopatia, per noi era sospetta, in realtà due ecografie che abbiamo acquisite, una del 1998 e una del 1999 confermano la presenza di epatopatia, nel senso che c'è una alterazione della trama visibile di tipo steatosico e quindi la nostra sospetta epatopatia diventa epatopatia sicura con un aggravamento rispetto alla posizione precedente.

 

DALLE FRATTE BRUNO

 

BAI - Delle Fratte Bruno. Allora, Delle Fratte Bruno aveva un Raynaud, il Raynaud non è stato confermato. L'esposizione di Delle Fratte, anche qui c'è una contraddizione tra i rilievi anamnestici e quanto viene affermato in base alle schede mansione e esposizione date dalla Montedison all'Istituto Superiore della Sanità, che è il riferimento classico, a noi risulta che ci sia una esposizione importante, cito solo una descrizione, che mi ha fatto, che mi ha colpito, in ogni cambio di colore al blender doveva pulire le tubazioni e per pulire le tubazioni avevano costruito una specie di stoppacciolo artigianale, cioè un batuffolo di stracci attaccato ad un bastone, faceva così e poi tirava fuori. Questo era un modo di lavorare per lo meno criticabile, per cui, per me c'è l'esposizione quando si fa un'operazione di questo tipo.

 

Presidente: quindi era un operatore al blender?

BAI - Sì, per un certo periodo.

 

Presidente: e insaccatore...?

BAI - Sì.

 

Presidente: per il Raynaud... gli esami strumentali erano negativi originariamente?

BAI - Noi non abbiamo più Raynaud, però noi abbiamo riscontrato la presenza di una broncopatia cronica, nel senso che alla visita erano evidenti i ronchi, i rantoli, si aveva proprio un esame oggettivo da bronchite, mi ha fatto vedere un esame con emogastroanalisi, cioè un deficit di ossigeno, di ossigenazione del sangue, quindi è chiaramente una patologia polmonare, che è insorta dopo la nostra visita. La patologia polmonare può essere in relazione ovviamente all'esposizione...

 

Presidente: ed è insorta in che anno?

BAI - Questo non glielo so dire perché l'ho diagnosticata durante la visita, lui ce gli ha da qualche anno i disturbi, da almeno 1994-1995, però non lo so, perché durante l'esame, non la visita, dei documenti non risultava, dalla visita risulta. Posso dirle solo questo, più preciso purtroppo non posso essere. La diagnosi viene fatta nel 1999, quindi la dia per il 1999.

 

Presidente: e lui fu esposto fino al 1990 se non sbaglio?

BAI - Sì, infatti... Lasciamo un punto interrogativo sul rapporto diretto tra causa ed effetto perché c'è questo lasso di tempo in cui non si conosce bene se c'era già una broncopatia o non c'era. Per quanto riguarda l'angiopatia, io non l'ho riportato perché in realtà non l'ho acquisito, me l'ha fatta vedere, però aveva una termografia che dimostrava un lento recupero dei valori normali, quindi aveva dei segni di angiopatia. Però purtroppo non me lo sono fatto dare, per cui non l'ho...

 

CECCONELLO ELIA

 

BAI - Cecconello Elia, epatopatia cronica. Allora, la Difesa dice che era esposto soltanto dal 1974 al 1976, per noi è stato esposto anche prima ed anche un po' dopo, nel 1977 va bene, dal 1971 al 1974 quando faceva... perché dal 1974 al 1977 era alla Cooperativa, quindi è chiaro che era... prima faceva il pittore alla Edil Pittori, però lavorava dentro la Montedison e nel reparto CVM ha pitturato parecchie volte, ha anche assistito a delle perdite di impianto, per cui si presume che era esposto anche dal 1971 al 1974. Il fenomeno di Raynaud non è stato confermato dalle analisi, ma è riconfermato dalla soggettività, cioè ce lo dice come presente. Gli esami per le epatopatie non danno alterazioni degli indici epatici, però l'ecografia dimostra la presenza di una steatosi epatica, quindi viene confermata una epatopatia, anche se di lieve entità. Anche qui devo richiamare sempre quello che dice la Difesa; la Difesa su tutte queste epatopatie mette in dubbio, anche come esistenza, perché in realtà non c'era l'ecografia e adesso c'è, che è dimostrativa.

 

CHINELLATO ROBERTO

 

BAI - Chinellato, aveva un'epatomegalia con Gamma GT elevate, abbiamo detto che era una induzione enzimatica, cioè un fenomeno transitorio, infatti è rientrato nella norma nel 1985, è rientrato nella norma oggi, l'epatopatia non c'è più. Era comunque stato ampiamente previsto da noi, nel senso che avevamo detto che era il cosiddetto fenomeno di induzione enzimatica, provocato dal CVM, che è reversibile tranquillamente.

 

Presidente: quindi vi erano delle alterazioni enzimatiche, che peraltro erano temporanee e si sono risolte dopo la cessazione.

BAI - Sì, per l'induzione enzimatica aumenta solo la Gamma GT e si ingrossa il fegato perché sono gli organuli interni cellulari, che vengono indotti a produrre più enzimi.

 

CORAPI ANTONIO

 

BAI - Corapi Antonio, allora, per noi risulta fortemente esposto, contrariamente a quanto dice la Difesa, questo è abbastanza importante perché ha un linfoma e ha una invalidità che io ritengo molto grave, è molto compromesso il soggetto, è defedato, ha almeno l'80% di invalidità, per dare un'idea del grado. L'esposizione, contrariamente a quanto dice la Difesa, è importante, non fosse altro che lui faceva le operazioni di pulizia dei filtri e delle autoclavi, quindi a noi risulta molto esposto, cioè, è una delle massime esposizioni, per cui... Il linfoma ce l'ha ancora ed è correlabile sicuramente con un'esposizione a CVM, è uno dei 4 tipi di tumore che lo IARC dichiara correlabile.

 

CARRARO UMBERTO

 

BAI - Carraro Umberto aveva un'epatopatia cronica in etilista alla precedente diagnosi. Lui era esposto a polvere durante l'insaccamento della resina e di polveri di PVC, è diabetico, dice di bere mezzo litro di vino al giorno, è obeso, l'ecografia conferma la presenza di una steatosi. E` positivo per anticorpi dell'epatite A, quindi ha molti fattori potenzialmente lesivi del fegato, l'epatite, l'obesità, l'alcool, anche se molto modesto, almeno da come dice lui. Per cui, sì, c'è un'epatopatia lieve e può aver fatto come da concausa, ma minore, in questo caso, il PVC o il CVM in quanto ha più di una noxa patogena del fegato, presente contemporaneamente.

 

SCARPA GIAMPAOLO

 

BAI - Adesso passo a quelli che conosco meno, quali Scarpa Giampaolo. Allora, Scarpa Giampaolo era un Raynaud e un'epatopatia, risulta molto esposto, anche per la Difesa, faceva l'autoclavista quindi. Modesto bevitore per noi, attualmente non beve, è stata riconosciuta un'epatopatia cronica da CVM nel 1980 dall'Inail. Gli esami attuali dimostrano all'ecografia la presenza di una steatosi, gli enzimi invece sono nella norma. Quindi qui si conferma la epatopatia, non si conferma l'angiopatia, l'epatopatia è correlabile sicuramente all'esposizione al CVM, che era molto elevata nell'anamnesi lavorativa.

 

SINATO ARTURO

 

BAI - Sinato. Sinato era un epatopatico cronico, la Difesa mette in dubbio la presenza dell'epatopatia, i livelli di esposizione erano importanti, almeno nei primi tempi, poi sono scesi, come per tutti, fino agli anni '70 etc.. L'epatopatia cronica viene confermata invece dagli esami, che abbiamo fatto fare noi, c'è un aumento delle Gamma GT fino a 133, quindi è notevole, e un'iperbilirubinemia altrettanto notevole, perché è 2,9, c'ha anche un lieve ittero da sclero, quindi siamo sicuramente in presenza di un'epatopatia, confermata che è in relazione anche all'esposizione a CVM perché risulta un bevitore, almeno nel passato ne beveva un litro e più, invece adesso dice di aver ridotto da 5 anni a mezzo litro.

 

SILVESTRIN LUCIANO

 

BAI - Poi, Silvestrin Luciano. La diagnosi era di fenomeno di Raynaud, il fenomeno di Raynaud non è confermato, invece abbiamo diagnosticato una steatosi epatica come epatomegalia. Gli esami sono normali, ma l'eco ci dà la diagnosi, per cui non è un'angiopatia, ma c'è una nuova diagnosi di epatopatia che prima non avevamo fatto perché non era agli atti.

 

DOMANDA - Di quando è questa ecografia? Perché deve essere un accertamento che aveva fatto per conto suo, mi pare?

BAI - E` del 19 gennaio 1999, è recente. Poi, Sorato Franco...

 

Presidente: la steatosi quand'è che è iniziata, perché di Silvestrin Luciano noi abbiamo un'esposizione che, almeno secondo i dati in nostro possesso, cessa nel 1964.

BAI - Sì, cessa nel 1964.

 

Presidente: e all'atto della visita non risultava. Quindi il Raynaud non è confermato e la steatosi comunque si è manifestata, cioè l'avete rilevata, ecco.

BAI - Sì, nel 1999. Quando è iniziata non glielo so dire.

 

Presidente: sì, certo.

BAI - Sì, prima non c'era, c'erano degli esami nella norma, però gli esami sono nella norma ancora, per cui era possibile che anche allora gli esami fossero nella norma, ma se avessero fatto un'eco potrebbero anche... per cui non si può dire.

 

SORATO FRANCO

 

BAI - Sorato Franco, manutenzione, era classificato come epatopatia, non è stata confermata alla visita. Quindi questa la diamo come migliorata ed attualmente non ha patologie in atto.

 

SORATO GIOVANNI

 

BAI - Sorato Giovanni, allora, anche qui, contrariamente alla classificazione della Difesa, delle schede Montedison, che dà un'esposizione dai 5 ai 50 PPM, per noi è maggiore, sempre sulla base dei dati anamnestici, non abbiamo misure, perché era addetto al blender, al blender c'erano delle esposizioni, perché entravano dentro, pulivano a mano, c'erano delle operazioni veramente vergognose, secondo me, dal punto di vista di tutela dell'ambiente di lavoro. Le diagnosi erano di epatopatia cronica, Raynaud e bronchite cronica, è un modesto bevitore, secondo la nostra anamnesi; la visita ha dimostrato che il fegato è ingrandito, era sotto l'arco di due dita, ha una protesi all'anca. Le analisi, fatte effettuare da noi, confermano delle note di enfisema, e quindi la broncopatia cronica, non confermano invece l'epatopatia cronica e non confermano le angiopatie.

 

SPANO VITANTONIO

 

BAI - Spano Vitantonio, ha avuto una notevole esposizione, secondo noi, contrariamente alla classificazione che è dai 5 ai 50 PPM, soprattutto perché sfiatava le valvole al DCE e faceva i prelievi, tutti i prelievi di campioni prima di essere fatti prevedevano che fosse sfiatato del gas in ambiente libero, per cui c'era sicuramente esposizione, secondo noi. L'angiopatia periferica non è confermata, invece è stata posta diagnosi di steatosi con l'eco e c'è anche in questo caso un aumento delle Gamma GT, quindi c'è una lieve epatopatia in atto, che non era stata diagnosticata in precedenza. Anche qui vale il discorso che nel 1980 era cessata l'esposizione, per cui non possiamo assolutamente dargli un rapporto di certezza, però c'è.

 

SPOLAOR CLAUDIO

 

BAI - Spolaor Claudio. Allora, la Difesa dice che non c'era praticamente esposizione, era molto bassa; anche qui c'è una contraddizione con l'anamnesi, secondo noi invece l'esposizione doveva essere molto più grande, perché interveniva spesso in occasione di fuori servizio degli impianti, in occasione di fermare gli impianti con quelle modalità, che vi ho già detto, quindi di apertura e bonifica degli impianti. Dice che avveniva una volta ogni 10 giorni, si vede che l'impianto era vecchio se si fermava così spesso e quindi secondo noi era esposto, non corrisponde alla classica... Comunque, al di là di questo, non c'è conferma dell'epatopatia. Anche questo lo riteniamo migliorato, cioè, guarito poi, non abbiamo patologie in atto.

 

SPOLAOR GINO

 

BAI - Spolaor Gino, qui c'è un'esposizione media per la Difesa, faceva l'insaccatore, noi la giudichiamo un'operazione più polverosa di così.. la diagnosi precedente era epatopatia cronica e carcinoma laringeo, il fegato è largo, sono visibili gli esiti della laringectomia, ovviamente alla visita, ha un enfisema, alle prove di funzionalità respiratoria è presente una sindrome restrittiva, quindi con una forte riduzione dei volumi polmonari, le angiopatie non le ha, la funzionalità epatica è compromessa, ha le transaminasi alterate, le Gamma GT no, normale. Quindi si conferma una lieve epatopatia ed ovviamente si conferma il carcinoma laringeo, che è stato asportato. Tutte e due le patologie sono da mettersi in relazione al CVM o al PVC, quando faceva l'insaccatore, quella è una delle indagini di Comba, che ha mostrato l'eccesso in questo caso.

 

STEFANELLO DINO

 

BAI - Stefanello Dino. Allora, c'è un'esposizione ritenuta media dalla Difesa e va bene, aveva un'epatopatia cronica con un consumo di alcool di un litro al giorno, ha un ittero, ha dei segni di epatopatia cutanea, ha un fegato notevolmente ingrandito, la nostra diagnosi è di cirrosi epatica franca, perché ha proprio dei bei segni con lieve enfisema. Ha questa cirrosi epatica, è sicuramente causata anche dall'alcool, nel senso che è di natura etilica con una concausa per l'aggravamento per insorgenza... da parte del CVM, c'è sicuramente un potus, quindi la causa alcool c'è, si è aggiunta alla causa seguente, perlomeno per aggravare la situazione epatica.

 

STEFANI AZELIO

 

BAI - Stefani Azelio. Stefani Azelio svolgeva mansioni di autoclavista, all'anamnesi, con interventi di pulizia delle linee di scarico in caso di intasamento e quindi, secondo noi, l'esposizione è più alta di quella dichiarata dalle schede Montedison, che è da 50 a 200 PPM, secondo noi è oltre le 500 PPM. La diagnosi precedente era epatopatia in pregressa epatite post-trasfusionale. L'alcool, è un modesto bevitore. Abbiamo ritrovato, dalle analisi che abbiamo fatto, semplicemente un lieve aumento delle transaminasi con Gamma GT normali e un HCV positivo, ovviamente, perché si è preso l'epatite alla trasfusione. Io riterrei che in questo caso l'epatopatia c'è, ma attribuirei con prevalenza l'epatopatia all'epatite, non all'esposizione a CVM, anche se è una concausa, qui non si può negare, perché l'esposizione, secondo noi, era elevata, per cui è un po' il discorso di prima.

 

STEVANATO GIULIO

 

BAI - Stevanato Giulio, anche qui c’erano alcune operazioni che esponevano, come la pulizia dei filtri con spazzole, se si puliscono i filtri con le spazzole senza nessun presidio, senza maschera, senza guanti, come facevano loro, è chiaro che c'era esposizione. L'alcool c'era, ha smesso, attualmente, quindi da poco, un bicchiere, prima era un litro, il fegato è all'arco, l'angiopatia non è confermata, c'è un'epatomegalia con steatosi epatica all'eco, anche se le prove di funzionalità epatica sono nella norma, quindi è possibile che ci sia una epatopatia, anche in questo caso... In questo caso, di più che negli altri due casi precedenti, direi che la epatopatia è da attribuire ad altre cause, non al CVM, anche perché le operazioni di pulizia dei filtri non era poi così frequente e il resto dell'esposizione era medio o bassa, dal 59 al 70 medio e poi bassa, anche per noi, tranne l'operazione di pulizia dei filtri.

 

TAVELLA BRUNO

 

BAI - Tavella Bruno era nella Cooperativa, noi crediamo che, ma l'abbiamo già detto, l'esposizione degli insaccatori della Cooperativa sia più alta di questa, che è riportata qui, 50-200 PPM, perché dall'anamnesi risulta che si rompeva molto spesso la linea, si doveva pulire, si rompevano molto spesso i sacchi, si facevano le pulizie di reparto alla fine del turno con la scopa, a mano, per cui si sollevava un polverone. Questi sono i motivi per cui crediamo che l'esposizione classificata dalla Montedison all'insacco non sia veritiera, poi ovviamente questa è l'anamnesi. La vecchia diagnosi era epatopatia, beveva un litro, fino al 1993, dal 1993 ha smesso, cioè ha dimezzato, mezzo, il fegato è ingrandito, la eco dimostra la presenza di una steatosi con lieve epatomegalia e c'è un aumento delle Gamma GT, quindi c'è la conferma dell'epatopatia e questa epatopatia può essere messa in correlazione al CVM, ha anche un'anemia, ma questo non c'entra con il CVM.

 

TIMONI TIBERIO

 

BAI - Timoni Tiberio. Faceva l'insaccatore e poi il trasferimento granuli. Nel periodo di insaccatore, secondo noi, c'era la solita storia, anche se è breve, era diagnosticato epatopatia cronica in etilista, l'alcool c'era, un litro più superalcolici, adesso ha dimezzato, c'è l'ittero alle sclere, c'è steatosi, che è una epatomegalia, c'è l'aumento degli enzimi epatici e quindi è confermata l'epatopatia e confermata anche le diagnosi, c'è un'epatopatia in etilista, esposto a CVM, quindi diagnosi di concausa, anche se qui abbastanza modesta perché non era poi, tranne il primo periodo, dal 1972 al 1974, il secondo periodo non era esposto a concentrazioni notevoli di CVM.

 

TOLOMIO SILVANO

 

BAI - Tolomio Silvano è esposto al reparto pilota, secondo noi è esposto parecchio, perché ci sono parecchi guasti, anche la Difesa dice da 200 a 500 PPM, quindi è anche credibile, beve mezzo litro, l'epatopatia diagnosticata nel 1975 si è trasformata in cirrosi epatica postepatitica, quindi è una grave forma di epatopatia evoluta in cirrosi, noi riteniamo che la causa principale sia da ascriversi all'epatite C, che ha avuto e che si è evoluta, ovviamente per concausa CVM per l'aggravamento.

 

TORDO NICOLA

 

BAI - Tordo Nicola. Tordo Nicola ha fatto anche pulizia delle autoclavi, quindi era sicuramente esposto, avevamo fatto diagnosi di una epatite da esposizione a CVM nel 1975. E` sempre stato astemio, qui la Difesa mi pare che dica che beveva, invece a me risulta astemio. Non lo so, ce n'era uno che... no, non è lui allora. E` astemio, non è lui quello che... ce ne è un altro. Abbiamo ritrovato un deficit delle prove di funzionalità respiratoria, quindi una broncopatia cronica, che però risale all'infanzia, quindi non ascriviamo al CVM, perché di tipo asmatiforme, l'anamnesi ci dice che ce l'aveva da ragazzo, l'eco è normale, ha una Gamma GT elevata. Essendo astemio ci risulta strano che ci sia, perché se avesse bevuto, questa Gamma GT potevamo darla sicuramente per l'alcool, essendo astemio è più probabile che sia un residuo di una epatite importante, come è riportata nel 1975, che poi è andata migliorando. Quindi io confermerei l'epatite, ma migliorata attualmente, molto lieve proprio.

 

TREVISAN GIULIO

 

BAI - Trevisan Giulio. Trevisan Giulio, invece, è sicuramente un esposto ad altissime concentrazioni, anche la Difesa lo ammette, almeno fino al 1965, aveva una diagnosi di epatopatia, bronchite cronica, angiopatia ed osteoporosi. La visita ci ha dato un fegato ingrandito, denuncia delle parestesie alle mani; consumo di alcool, ha detto praticamente che non beve, un bicchiere ai pasti, l'epatopatia risulta ed è interessante verificare che qui è un'epatopatia che sembra proprio tipica da CVM, perché c'era già una diagnosi istologica di fibrosi portale nel 1989 ed anche l'ecografia di adesso ci dà fibrosteatosi con epatomegalia, Gamma GT molto elevate, 358, lui comunque ha una gammopatia, l'angiopatia non è confermata. Direi quindi che le angiopatie non sono confermate dalle analisi. Direi che persiste una angiopatia solo di tipo anamnestico, non confermata dalle analisi, e che è confermata pienamente l'esistenza di un'epatopatia, che è rimasta abbastanza stabile e che questa epatopatia è abbastanza tipica, anzi è proprio una fibrosi periportale che è da esposizione a CVM.

 

ZORZETTO OTTAVIO

 

BAI - Zorzetto. Zorzetto era delle Cooperative...

 

DOMANDA - Quale Zorzetto?

BAI - Zorzetto Ottavio, chiedo scusa, ce ne sono due. Aveva una diagnosi di epatopatia e una diagnosi di cirrosi dubbia nel 1985 nel corso di un ricovero, in realtà le nostre analisi dimostrano la presenza di una steatosi epatica con un innalzamento delle Gamma GT, che sono 341, quindi notevole innalzamento, e un aumento di tutti gli altri indici, transaminasi etc. ed anche del volume globulare. Fegato ingrandito, quindi l'epatopatia è confermata. Il grado di epatopatia non è possibile confermarlo senza una biopsia, che non ci siamo sentiti di fare in questo caso. Dalla steatosi alla cirrosi. E` comunque un'epatopatia almeno di grado medio ed è, per noi, in relazione all'esposizione a CVM.

 

PEZZATO OLIVO

 

Bai - Pezzato Olivo. Aveva una diagnosi di piastrinopenia e sindrome di Raynaud. Non abbiamo confermato né l'una né l'altra diagnosi, non c'è la piastrinopenia, non c'è la sindrome di Raynaud attualmente, invece dobbiamo aggiungere un'altra diagnosi...

DOMANDA - Come si chiama questo?

BAI - Pezzato Orino.

DOMANDA - Olivo...

BAI - Non è la calligrafia mia, Olivo, sì. Invece va aggiunta una diagnosi di neoplasia vescicale, che è stata asportata nel 1979. Era esposto, secondo noi; la Difesa riconosce un'esposizione bassa, per noi era molto più esposto, sempre anamnesticamente purtroppo lo diciamo, soprattutto per le operazioni di pulizia tramogge e buss, in cui dentro le tramogge e pulire con uno straccio e quindi erano in un ambiente chiuso e quindi secondo noi erano esposti, anche nel lavaggio blender perché dovevano entrare dentro al blender anche lì per fare la pulizia. Anche al CV6 ci risulta che era addetto alla pulizia delle autoclavi, è inutile che ve lo descriva, per noi era esposto moltissimo. La diagnosi di tumore alla vescica può essere messa in relazione, anche se dallo studio europeo, che indica che c'è un aumento di tumori vescicali per esposizione a CVM, non è dei 4 tipi di tumore riconosciuti come legati dall'esposizione al CVM dallo IARC. Salvi Andrea. Aveva una diagnosi di epatopatia cronica lieve, ci ha presentato degli esami fatti da lui nel 1996, nel 1997 e nel 1998 e si conferma che c'è un'epatopatia cronica. Il fenomeno di Raynaud invece non c'è più. Allora, era un addetto all'autoclave e quindi... durante le operazioni, non entrava dentro a pulire l'autoclave, era esposto per noi durante il campionamento, mediante asta di prelievo, che era prodotta dal boccaporto aperto, no, poi doveva pulire le valvole intasate, soprattutto le valvole di fondo aprendole e scrostandole a mano, quindi non entrava l'autoclave, ma faceva la stessa operazione dall'esterno, l'operazione era sicuramente ad alta esposizione, lo dico perché la Difesa invece lo considera poco esposto. Questo è astemio, non beve niente, è stato astemio da sempre. Invece non so perché la Difesa porta un consumo di alcool di mezzo litro. Quindi diciamo che è confermata l'epatopatia cronica, che è da mettere in relazione all'esposizione ad alte dosi di CVM, non è confermato il fenomeno di Raynaud.

 

SCANDOLARA LUIGI

 

BAI - Scandalora Luigi. Microangiopatia. Non la mettiamo in relazione all'esposizione al CVM nel senso che non c'è più, cioè era in relazione, ma non c'è più. Attualmente gli esami mostrano solo una lieve piastrinopenia, però anche questa, sebbene sia un segno di esposizione a CVM, potrebbe essere una... però ha bisogno di conferme, perché come gli esami che avevamo preso in considerazione precedentemente abbiamo visto che un esame positivo per piastrinopenia da solo molte volte non è confermato da un successivo, siccome è lieve non mi sentirei di dire che esiste veramente la piastrinopenia, avrei bisogno di qualche conferma. L'esposizione c'era... no, qui per noi, direi che non era esposto a cloruro di vinile, scusate, non l'ho fatto io, l'attività svolta dall'interessato non comportava esposizione diretta agli idrocarburi clorurati, secondo l'anamnesi.

 

SANTON RALLO GIAMPAOLO

 

BAI - Santon Rallo Giampaolo, la diagnosi era di epatopatia cronica, abbiamo preso visione degli esami ematochimici e strumentali effettuati dall'interessato da marzo 1999 e confermano, perché sono alterati, la epatopatia. L'esposizione per noi esiste in particolare al reparto CV10, perché era operatore esterno, sempre per il prelievo campioni e per l'apertura della valvola di fondo, l'ho detto prima, non lo ripeto, lo evidenzio perché per la Difesa l'esposizione era irrilevante. Quindi l'epatopatia cronica presente allora e confermata adesso, per noi, è in relazione all'esposizione a CVM. Segnalo qui che la Difesa sottolinea che è un volume globulare aumentato, ma in realtà c'è anche un'anemia e qui può essere uno di quei casi in cui il volume globulare elevato è dovuto all'anemia megaloblastica, senza andare a pensare ad un consumo di alcool, che per la Difesa in questo caso è elevato, dalla nostra anamnesi invece risulta essere un quarto, massimo mezzo litro, senza superalcolici. Questo è quanto. L'epatopatia è confermata anche dall'ecografia, oltre che dagli enzimi per il caso precedente.

 

SALTAREL UMBERTO

 

BAI - Saltarel Umberto. La diagnosi era di epatopatia cronica. Allora, questa diagnosi era stata posta in precedenza, anche con prelievi bioptici, l'ecografia documenta l'alterazione precedente, quella è effettuata adesso, per cui si conferma la presenza di epatopatia, anche se di lieve entità. Il soggetto è stato anche ricoverato per sindromi da dipendenza alcolica, quindi c'è un potus. Insaccatore e pulizia tramogge, l'esposizione per noi è molto alta. Quindi, qui c'è un'epatopatia, c'è un ruolo preminente dell'alcool, c'è una concausa da CVM.

 

SACCAROLA MIRCO

 

BAI - Saccarola Mirco. Epatopatia cronica. Fenomeno di Raynaud, noi abbiamo fatto gli accertamenti, attualmente non esistono segni di epatopatia e non esistono segni di fenomeno di Raynaud. Era all'impianto pilota con un'esposizione media, anche secondo noi, attualmente lavora in laboratorio, quindi per noi il Saccarola non ha patologie in atto correlabili a CVM.

 

RUZZA ESTERINO

 

BAI - Ruzza Esterino. La nostra diagnosi precedente era epatopatia cronica; Ruzza si è aggravato in cirrosi epatica scompensata, ha un'epatite C cronica, HCV positiva, l'esposizione a CVM, sì, c'era ed era alta, insaccamento e pulizia tramogge e buss, quelli che entrano dentro a pulire. Non ci risulta che abbia mai bevuto, è stato un modestissimo bevitore in passato, modestissimo vuol dire al di sotto del mezzo litro, attualmente non beve più. La conclusione è che siamo di fronte a una grave forma di epatite evolutiva, che ha come causa principale, e quasi sicuramente, l'epatite C e come concausa l'esposizione a CVM.

 

QUAGLIATO RUGGERO

 

BAI - Quagliato Ruggero. Epatopatia ed angiopatia. In questo caso gli esami e la visita, da noi effettuata, non hanno confermato l'esistenza di nessuna delle due patologie. Lui era esposto, faceva la pulizia dell'autoclave, per cui chiuderei dicendo che il Quagliato non ha attualmente in atto patologie correlabili all'esposizione a CVM.

DOMANDA - Però confermando quelle dell'epoca?

BAI - Sì, quelle dell'epoca sì, anche perché era anche esposto in maniera talmente pesante, era un autoclavista...

DOMANDA - Quindi quello spostamento, il discorso generale è questo qua, quando conferma per il passato, parla di miglioramento e dice dopo l'allontanamento.

BAI - Certo.

 

PROSDOCIMO GIOVANNI

 

BAI - Prosdocimo Giovanni. Aveva una diagnosi di epatopatia cronica, l'ecografia mostra solo un fegato aumentato di volume, ma senza alterazione strutturale. Gli esami ematochimici sono normali, quindi direi che non c'è conferma dell'esistenza attuale di un'epatopatia. Le prove di funzionalità respiratorie invece confermano la diagnosi di lieve deficit respiratorio di tipo misto. Quindi delle due diagnosi precedenti una non c'è più, cioè il fegato... l'epatopatia è migliorata, c'è ancora un fegato lievemente ingrandito, ma non ci sono altre alterazioni e c'è la conferma di un lieve deficit respiratorio, quindi una broncopneumopatia cronica. Allora, l'attività era il caricamento blender e lavaggio blender; il lavaggio blender è un'altra di quelle operazione che comportava un'importante esposizione, perché bisognava entrare dentro e pulire a mano. Direi quindi che attualmente è possibile confermare l'esistenza di una broncopneumopatia cronica correlabile con il lavoro nel reparto CVM, mentre invece non c'è più l'epatopatia.

 

SCANTAMBURLO REMO

 

BAI - Scantamburlo Remo. Anche qui il fenomeno di Raynaud è assente, c'è l'esposizione, ma non importa, nel senso che la nostra conclusione è che attualmente non esiste alcuna patologia correlabile con il CVM.

 

Presidente: all'epoca era stata riscontrata strumentalmente una patologia o no?

BAI - No, all'epoca mi pare che ci fosse solo fenomeno di Raynaud.

 

Presidente: certo, ma solo all'anamnesi..

BAI - Solo il rilievo anamnestico di rilievo di fenomeno di Raynaud, perché se no mettevo... avevo distinto microangiopatia quando c'era una cosa...

 

Presidente: quanti casi ha ancora?

BAI - Cinque.

Presidente: Perfetto, finiamo.

 

SELMIN LUIGI

 

BAI - Selmin Luigi, anche questo era un fenomeno di Raynaud, che non è stato confermato, magazzino insacco, addetto autoclave, l'esposizione c'era, però attualmente non ci sono patologie confermate da esposizione a CVM. Serena Remo.

 

SERENA RINO

 

DOMANDA - Serena Rino? Se ci controlla anche la data di nascita, così confermiamo se si tratta di Serena Rino?

 

Presidente: 14/12/38?

BAI - Qui non c'è la data di nascita, ha l'età, è del 1938, qui non c'è, però..

 

DOMANDA - Quindi Serena Rino.

BAI - Aveva una diagnosi di microangiopatia agli arti superiori, non è confermata. Aveva una microangiopatia, quindi era sicuramente un cold test positivo allora, se gliela davano per questo motivo, se ricordo bene la metodica di diagnosi, che faceva la clinica del lavoro al tempo dell'indagine Fulc del 1975. Comunque le nostre indagini attualmente non confermano l'esistenza. Anche questa aveva una importante esposizione, descrive anche l'operazione di degasaggio dell'autoclave, lo dico perché mi ha colpito, cioè lo facevano riempiendo con l'acqua con il boccaporto aperto così tutti i gas di CVM uscivano e piombavano giù. Era un'importante esposizione, però attualmente non ha patologie in atto correlabili con il CVM.

 

SICCHIERO ROBERTO

 

BAI - Sicchiero Roberto. Sicchiero Roberto, contrariamente a quanto dice, era un'epatopatia cronica. Contrariamente a quanto dice la Difesa, e cioè che metteva in dubbio l'epatopatia; l'epatopatia c'è, si è aggravata, c'è in riscontro bioptico, che avrà un quadro tipico di epatopatia da esposizione a CVM, fibrosi portale, steatosi, displasia epatocitaria, direi che è il quadro più classico di tipo istologico da esposizione a CVM. Attualmente, ha anche una piastrinopenia, una iperbilirubinemia e un aumento delle Gamma GT. L'esposizione, soprattutto dal 1957 al 1971, è stata importante, era addetto alla polimerizzazione, quindi autoclavi e sacco e insaccamento, quindi era fortemente esposto. Direi che in conclusione c'è una piastrinopenia che potrebbe anche essere in relazione e c'è una epatopatia di grado medio, che è sicuramente, o molto probabilmente, attribuibile all'esposizione a CVM.

 

ZORZETTO SILVANO

 

BAI - Zorzetto Silvano. Epatopatia cronica, questo è un altro di quei casi che invece, anche se era esposto, non è stato confermato dagli attuali esami e dalla visita. Quindi attualmente non risulta portatore di alcuna patologia correlabile a CVM.

 

SAMBO GIORGIO

 

BAI - Sambo Giorgio. Qui c'era una diagnosi di bronchite cronica e di epatopatia cronica, gli esami che ci ha mostrato, che ha fatto a sua cura nel marzo 1999, che non abbiamo ripetuto, sono normali, anche la diagnosi di bronchite cronica non è confermata. Era esposto, blender etc., però anche nel caso di Sambo Giorgio dobbiamo dire che attualmente non c'è patologia correlabile all'esposizione a CVM. Io ho finito.

 

Presidente: allora, grazie, alla prossima udienza.

 

Avvocato Pulitanò: io deposito una breve replica del professor Forti contro la memoria depositata dal dottor Dragani all'udienza del 9 novembre di quest'anno.

 

Presidente: va bene, grazie, acquisiamo. L'udienza è tolta.

 

RINVIO AL 03 DICEMBRE 1999

 

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