PROCESSO D'APPELLO PETROLCHIMICO

 

NOTE INFORMATIVE PRELIMINARI E SINTESI DELLE UDIENZE

 

A cura di

- SILVIA MANDERINO -

avvocato di parte civile

 

 

 

Alla pronuncia della sentenza N. 173 del 2.11.2001 del Tribunale di Venezia gli imputati del processo detto "Petrolchimico" erano 28:

 

CEFIS EUGENIO (avv.ti Giorgio Baldini e Alessio Lanzi)

GRANDI ALBERTO (avv.ti Alberto Alessandri e Cesare Pedrazzi)

PORTA GIORGIO (avv.ti Oreste Dominioni e Nadia Alecci)

GATTI PIERGIORGIO (avv.ti Giuseppe e Giovanni Bana)

BARTALINI EMILIO (avv. Antonio Mucciarelli)

LUPO MARIO (avv.ti Giuseppe e Giovanni Bana)

D’ARMINIO MONFORTE GIOVANNI (avv.ti Angelo Giarda e Giovanni P. Accinni)

CALVI RENATO (avv. Angelo Giarda)

TRAPASSO ITALO (avv.ti Alberto Alessandri e Cesare Pedrazzi)

DIAZ GIANLUIGI (avv.ti Giuseppe Carboni e Carlo Baccaredda Boy)

MORRIONE PAOLO (avv.ti Antonio Mucciarelli e Carlo Gilli)

REICHENBACH GIANCARLO (avv.ti Daniele Benedini e Marco De Luca)

SEBASTIANI ANGELO (avv.ti Daniele Benedini e Salvatore Panagia)

FEDATO LUCIANO (avv.ti Angelo Giarda e Antonio Franchini)

GAIBA SAURO (avv.ti Alberto Alessandri e Cesare Pedrazzi)

FABBRI GAETANO (avv.ti Antonio Mucciarelli e Enrico Paliero)

SMAI FRANCO (avv.ti Federico Stella e Domenico Pulitanò)

PISANI LUCIO (avv.ti Federico Stella e Luca Santamaria)

ZERBO FEDERICO (avv.ti Giovanni Cesari e Rodolfo Bettiol)

PRESOTTO CIRILLO (avv.ti Massimo Dinoia e Luca Santamaria)

BURRAI ALBERTO (avv.ti Giovanni Cesari e Giuseppe Carboni)

BELLONI ANTONIO (avv.ti Alberto Alessandri e Francesca Pedrazzi)

GRITTI BOTTACCO CARLO MASSIMILIANO (avv. Jacopo Pensa)

MARZOLLO DINO (avv.ti Antonio e Francesco Mucciarelli)

PALMIERI DOMENICO (avv.ti Giovanni Cesari e Domenico Pulitanò)

NECCI LORENZO (avv.ti Filippo Sgubbi e Alberto Mittone)

PARILLO GIOVANNI (avv.ti Giovanni Cesari e Domenico Pulitanò)

PATRON LUIGI (avv.ti Giovanni Cesari e Federico Stella)

 

Dei 28 imputati solo uno, CEFIS EUGENIO, ha proposto appello incidentale contro la sentenza di I° grado, in relazione a tutti i capi e i punti dove la decisione ha assolto l’imputato con formula diversa da quella "per non avere commesso il fatto" o "perché il fatto non sussiste".

 

Il secondo grado del processo vede 27 imputati a giudizio, poiché l’8.1.2004 è deceduto Angelo Sebastiani.

 

I responsabili civili presenti nel processo di secondo grado sono 4:

 

EDISON S.P.A., nuova denominazione della precedente Montedison s.p.a. a seguito della fusione, successiva incorporazione di Montedison s.p.a. nella Italenergia s.p.a. e mutamento di denominazione di quest’ultima in Edison s.p.a. (avv. Tullio Padovani);

 

ENICHEM s.p.aora SYNDIAL S.P.A., anche se il suo mutamento di denominazione non è stato formalmente dichiarato in udienza – (avv. Piero Schlesinger);

 

ENI (avv. Paola Severino);

 

MONTEFIBRE S.P.A. (avv. Antonio Bondi).

 

 

Le parti civili, che insieme all’Ufficio del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia (firmatari dell’atto di appello Dott. Felice Casson e Dott. Vittorio Borraccetti) hanno appellato la sentenza di primo grado sono 66, così distinte:

 

6 ENTI PUBBLICI E TERRITORIALI:

6 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE:

 

7 ASSOCIAZIONI SINDACALI:

 

16 LAVORATORI DEL PETROLCHIMICO:

 

GRUPPI FAMILIARI DI PROSSIMI CONGIUNTI DI 32 LAVORATORI:

Il processo di secondo grado si è instaurato a seguito dell’appello del Pubblico Ministero 29.10.2002 e dell’appello delle parti civili sopraindicate.

 

SINTESI UDIENZE DAL 20/01 AL 10/02-2004

PER LE SUCCESSIVE VEDI VERBALI INTEGRALI

 

UDIENZA 20.1.2004 - Il Collegio giudicante è formato dal Presidente Dott. Aliprandi e dai Consiglieri a latere Dott.ssa Perdibon e Dott. Lucisano.

All’apertura dell’udienza, durante l’appello delle parti, il difensore del responsabile civile Montedison, avv, T. Padovani, dichiara la cessazione di Montedison e, a seguito del cambiamento della denominazione della società, indica come nuovo responsabile civile Edison s.p.a., depositando la dichiarazione del procuratore generale Biandrino.

 

L’avvocato dello Stato, Schiesaro, dichiara – depositando in udienza il relativo atto – la revoca della costituzione di parte civile dello Stato nei confronti degli imputati di appartenenza Montedison per effetto della transazione sottoscritta in Roma il 31.10.2001 con cui le parti hanno conciliato la lite, precisando che rimane salva ogni pretesa dell’Amministrazione statale verso tutti i restanti imputati di appartenenza Enichem nonché dei loro responsabili civili Eni spa ed Enichem spa.

 

Prende la parola l’avv. Padovani, il quale, per il responsabile civile Edison e a nome anche dell’avv. De Luca (difensore imputato Reichenbach) – riportandosi all’istanza depositata il 13.1.2004 – solleva eccezione di legittimità costituzionale degli artt. 576 I° comma e 593 I° comma c.p.p., nella parte in cui le norme attribuiscono al pubblico ministero e alla parte civile il potere di appellare contro una sentenza di assoluzione pronunciata in seguito a giudizio, in violazione degli artt. 24 comma 2° e 111 comma 4° della Costituzione.

 

L’avv. F.Stella deposita in udienza una memoria a sostegno dell’eccezione di legittimità costituzionale proposta dai difensori di appartenenza Edison.

 

Il Presidente della Corte rinvia all’udienza del 10.2.2004 per la discussione sull’eccezione di legittimità costituzionale.

 

UDIENZA 10.2.2004 - Fatto l’appello delle parti prende la parola l’avv. Padovani, difensore del responsabile civile Edison, il quale, anche a nome dei difensori degli imputati di appartenenza Edison Luciano Fedato, Alberto Grandi, Antonio Belloni e Giorgio Porta, propone istanza di astensione/ricusazione del Consigliere a latere Dott.ssa Daniela Perdibon.

 

La ragione dell’istanza è una sentenza pronunciata nel 1989 dal Giudice Perdibon - in funzione di Giudice del Lavoro della Pretura di Venezia – nella causa previdenziale promossa dalla vedova dell’operaio Giovanni Mazzucco (parte civile in primo grado del processo penale di cui si tratta) contro l’INAIL per il riconoscimento a carico di quest’ultimo della rendita a favore dei superstiti a seguito della malattia professionale (epatocarcinoma) (che lo portò al decesso) contratta dal sig. Mazzucco durante l’attività lavorativa prestata al Petrolchimico e dovuta all’ esposizione al CVM.

 

Il Giudice Perdibon aveva condannato INAIL al pagamento della rendita, accertando l’eziologia professionale per esposizione al cloruro di vinile monomero.

 

Il Tribunale di Venezia, con la sentenza del novembre 2001, aveva negato l’esistenza del rapporto causale tra la patologia che aveva colpito Mazzucco e che l’aveva portato al decesso e la pregressa esposizione lavorativa, pervenendo all’assoluzione degli imputati.

 

Il responsabile civile Edison e gli imputati suindicati chiedono pertanto in via principale che la dott.ssa Perdibon dichiari la propria astensione per le gravi ragioni di convenienza previste dall’art. 36 lett. h) c.p.p., essendosi in passato pronunciata sul medesimo fatto e determinando così un’oggettiva situazione pregiudizievole per la terzietà e imparzialità del giudice; in via subordinata che ne venga dichiarata la ricusazione ai sensi dell’art. 37 comma 1 c.p.p. per avere espresso una valutazione di merito in ordine allo stesso fatto; in via ulteriormente subordinata, proponendo la dichiarazione di ricusazione ai sensi dell’art, 37 1 comma c.p.p., sollevano contemporaneamente questione di legittimità costituzionale della stessa norma dell’art. 37, in riferimento agli articoli 3, 1° comma, 24, 2° comma e 111, 2° comma della Costituzione, nella parte in cui essa implicitamente esclude come causa di ricusazione del giudice il fatto che questi abbia legittimamente manifestato il proprio parere sull’oggetto del processo nell’esercizio di funzioni giudiziarie nel corso di un diverso procedimento.

 

L’avv. Padovani, ad integrazione dell’istanza depositata, fa presente di essere stato posto a conoscenza solo pochissimi giorni addietro del provvedimento giudiziale reso dalla dott.ssa Perdibon in funzione di Giudice del lavoro.

 

Interviene il Pubblico Ministero dott. Casson per dare conto alla Corte che la sentenza del 1989 del Giudice Perdibon era già nota nel corso del 1^ grado del presente processo penale, avendone parlato il consulente tecnico di Montedison, dott. Colosio, nel corso dell’udienza del 20.1.1999; eccepisce pertanto la tardività dell’istanza ai sensi dell’art. 38 2° comma 2^ parte c.p.p. e precisa trattarsi comunque di situazioni diverse sia dal punto di vista dei soggetti coinvolti sia dal punto di vista del fatto.

 

Eccepisce la tardività anche l’avvocato di parte civile Battello (per ALLCA naz. e CUB).

 

A questo punto viene sospesa la discussione sulla questione di legittimità costituzionale sollevata all’udienza del 20 gennaio e il Presidente rinvia per entrambe le questioni all’udienza del 19.2.2004.

 

UDIENZA 19.2.2004 - Il Collegio è ancora formato dai Giudici Aliprandi, Perdibon e Lucisano. Il Presidente Aliprandi dà preliminarmente atto della richiesta di autorizzazione ad astenersi presentata dalla dott.ssa Perdibon al Presidente della Corte d’Appello di Venezia e del rigetto dell’istanza da parte di quest’ultimo, con contestuale rimessione degli atti alla prima sezione penale della stessa Corte per la discussione sulla richiesta di ricusazione.

 

Si procede con la discussione sull’eccezione di legittimità costituzionale degli artt. 576 I° comma e 593 I° comma c.p.p. e viene data la parola ai difensori che all’udienza del 20.1.2004 l’ hanno sollevata.

 

Interviene l’avv. Padovani ribadendo le ragioni già espresse in memoria depositata e chiedendo l’accoglimento dell’istanza.

 

Interviene l’avv. Stella il quale, riportandosi ad ulteriore memoria del 3.2.2004, solleva autonome eccezioni di legittimità costituzionale delle stesse norme chiedendone l’accoglimento.

 

Interviene il Procuratore Generale Dott. Fortuna discutendo l’irrilevanza e la manifesta infondatezza delle eccezioni formulate sull’art. 593 1° comma c.p.p. e chiedendone il rigetto.

 

Interviene l’avv. Manderino per le parti civili rappresentate discutendo l’inammissibilità, l’irrilevanza e la manifesta infondatezza delle eccezioni formulate sull’art. 576 1° comma c.p.p. e chiedendone il rigetto, con successivo deposito di memoria in udienza.

 

I difensori delle altre parti civili si associano alle richieste di rigetto delle istanze.

 

Il Presidente rinvia all’udienza del 2.3.2004 per la lettura dell’ordinanza.

 

 

UDIENZA 2.3.2004 - La Corte si ritira in Camera di Consiglio per la decisione sulla questione di legittimità costituzionale degli artt. 576 1° comma e 593 1° comma c.p.p.

 

Alle ore 11,50 rientra in aula e il Presidente dà lettura dell’ordinanza con cui la Corte, dichiarando la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale proposte dai difensori del responsabile civile Edison e degli imputati Reichenbach, Smai, Pisani e Parrillo, dispone procedersi oltre con il giudizio.

Il Presidente rinvia all’udienza del 9.3.2004 prevista per la lettura del capo d’imputazione e l’esposizione delle relazioni da parte dei Consiglieri a latere.

 

 

UDIENZA 9.3.2004 - Fatto l’appello delle parti, il Presidente Aliprandi dà atto della correzione dell’errore materiale contenuto in sentenza in relazione alla mancata indicazione delle contestazioni suppletive e ne dispone l’integrazione.

 

Inizia la relazione il dott. Lucisano, che si occupa di sintetizzare il contenuto della sentenza e dei motivi di appello del P.M., dell’Avvocato dello Stato e delle altre parti in relazione al I° capo d’imputazione (cosiddetta "parte sanitaria").

 

La relazione continua all’udienza del 16.3.2004, data di rinvio.

 

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